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PREMESSA ED INDIVIDUAZIONE DEGLI ORGANISMI STRUTTURALI La struttura oggetto della presente indagine costituita dallala vecchia del presidio Ospedaliero sito nel comune di Sulmona. Si tratta di un complesso composto da nove corpi di fabbrica estremamente variegati ed articolati realizzati in diverse fasi temporali susseguitesi nel tempo a partire dal primo impianto realizzatzo nel 1958 fino allultima costruzione realizzata nellanno 1971. Planimetricamente lo schema dei corpi di fabbrica il seguente.

P.O. di Sulmona "ALA VECCHIA" (anno di costruzione 1958-1971)

C F E D B G I H

P.O. di Sulmona "ALA NUOVA" (anno di costruzione 1982)


La fase di raccolta dati risultata estremamente difficoltosa e lunga, sia per lassenza di documentazione specifica completa negli archivi della ASL sia per lassenza di documentazione negli archivi dellUfficio del Genio Civile. La prima realizzazione individuata risale agli anni 50 (progettazione 1958) con la costruzione del primo insediamento.

La fase gestazionale e progettuale f estremamente travagliata e lunga e pu essere cos riassunta. Il progetto iniziale per la costruzione prevedeva la realizzazione nellintera estensione planivolumetrica dellospedale delle sole parti strutturali dellOspedale con esclusione di tutti gli impianti e servizi speciali. Il progetto f osservato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che, con voto n 2604 del 7.10.1952, osserv che lopera non sarebbe stata funzionale e richiese una variazione al programma dei lavori al fine di prevedere la realizzazione di un edificio funzionale. In seguito a tale osservazione f riprodotto il progetto con la previsione di realizzare sempre lintero complesso ma limitatamente al piano seminterrato, terra e primo piano che sarebbero stati resi funzionali e funzionanti. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici approv tale progetto (voto n 1335 del 23.06.1953) osservando per che la previsione di spesa per gli impianti era esigua e suggerendo di rinviare la costruzione del corpo di fabbrica ad oriente per recuperare le somme necessarie. F pertanto predisposto un progetto di variante che prevedeva la riduzione della cubatura delledificio omettendo la costruzione dellala destra, limitando la costruzione ai soli primi due piani e recuperando le somme necessarie ad implementare gli impianti speciali Tale progetto f definitivamente approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con DM n 8917 del 10.02.1955. Successivamente per tale soluzione f ripensata dallAmministrazione dellOspedale che promosse una ulteriore e conclusiva variante al progetto la quale, costituendo il I lotto funzionale di realizzazione, prevedeva la costruzione delledificio limitandolo a parte dello sviluppo planimetrico in pianta ma per lintera estensione in altezza (cinque livelli). Furono lasciati ad un solo piano lala nord-ovest (corpo A) ed a due piani il padiglione posteriore ed il corridoio di collegamento (corpi D ed E). Tale costruzione fu realizzata con struttura in cemento armato in opera composta da cinque organismi strutturali indipendenti contraddistinti nello schema allegato con le lettere A,B,C,D, ed E. Nellanno 1965, in ampliamento dellospedale, furono realizzati ulteriori organismi strutturali per rispondere alle esigenze sopraggiunte.

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Furono costruiti ulteriori quattro organismi strutturali indipendenti destinati a cappella, ambulatori, camere paganti e corridoio di collegamento con lesistente. Tali organismi furono realizzati tutti con struttura in cemento armato in opera ad eccezione del corridoio di collegamento che fu realizzato con struttura in acciaio. Nello schema allegati essi sono stati contraddistinti con le lettere F per la cappella, G per gli ambulatori, H per il corpo camere paganti ed I per il corridoio di collegamento. Nellanno 1972 venne sopraelevata lala nord-ovest dellOspedale la quale, realizzata ad un solo piano per motivi economici nel I lotto di intervento come sopra detto, fu elevata fino alla stessa altezza del restante complesso (contraddistinta con la lettera A nello schema). Infine nellanno 1975 venne sopraelevato di un piano il padiglione posteriore ed il corridoio di collegamento, anchessi realizzato con un piano in meno per motivi economici nel I lotto di intervento (lettere D ed E dello schema). In totale pertanto si hanno ben nove organismi strutturali distinti di cui otto realizzati con struttura in cemento armato in opera ed uno (corpo I) con un primo livello in c.a. e sovrastanti quattro livelli con struttura in acciaio. Gli organismi strutturali distinti con le lettere A,B,C,D,E,I ed H sono composti da un piano seminterrato, un piano rialzato e tre piani in elevazione (in totale cinque solai) La cappella, lettera F, composta da un piano seminterrato ed uno rialzato che incide su parte della pianta. Il corpo ambulatori, lettera G, composto da un piano seminterrato, un piano rialzato ed un piano primo che incide solo su parte della pianta.

RICOGNIZIONE VISIVA La ricognizione diretta eseguita con ripetuti sopralluoghi effettuati sia allesterno della struttura che allinterno della stessa non ha evidenziato particolari ed evidenti segni di degrado degni di menzione; non sono state rilevate lesioni, deformate o altri segnali di dissesti evidenti in atto.

RILIEVO STRUTTURALE GEOMETRICO La campagna di rilievi stata condotta con riferimento allaccertamento ed alla verifica della congruit dellorganismo strutturale esistente con quello risultante dai documenti

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reperiti. E stato inoltre eseguito un esame comparativo tra i disegni contabili della esecuzione dei lavori e gli elaborati di progetto. Dalle misurazioni e dalle verifiche effettuate in sito si riscontrata lattendibilit dei disegni contabili anzich quelli di progetto. E stata effettuata una campagna di misurazioni e verifiche consistente nella: verifica degli ingombri e delle dimensioni dei corpi di fabbrica, verifica degli interassi tra i pilastri, delle dimensioni degli elementi strutturali e delle altezze di piano riscontrando la sostanziale corrispondenza ai disegni contabili; tali verifiche sono state effettuate sugli elementi evidenziati nelle tavole grafiche 2,3,4,5, e 6 allegate alla Fase I; verifica della distribuzione in pianta ed in elevazione delle tamponature perimetrali ed interne; la campagna non ha evidenziato danni alle strutture esistenti; non sono stati rilevati apprezzabili cedimenti in fondazione; per quanto potuto ispezionare sugli elementi e vista non si sono rilevate carenze con deformazioni eccessive sui solai, n sulle travi o nei pilastri con lesioni;

SAGGI SUI MATERIALI La campagna di indagini per la determinazione delle propriet meccaniche dei materiali stata realizzata a cura del laboratoro ABRUZZO TEST di Sulmona, autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture con D.M. 18-10-1984 n 25234, il quale ha trasmesso allo scrivente il rapporto finale sulle prove eseguite completo di certificati di prova, localizzazione delle prove e grafici; il rapporto allegato alla documentazione di fase I. La campagna di prove stata molto difficoltosa e lunga (si sviluppata nei mesi da febbraio a giugno 2008) a causa della scarsa accessibilit dei locali dove realizzare le prove. Inoltre in alcune aree dellOspedale (sale operatorie, oncologia, sezione neonatale) non stato consentito accedere per leffettuazione delle prove. Per la determinazione delle propriet meccaniche dei materiali si deciso eseguire solo prelievi di carote di cls e di non eseguire prove SONREB. Tale scelta stata fatta al fine di minimizzare linvasione e i disturbi agli ambienti ospedalieri mantenendo il pi basso possibile il numero di punti di indagine (le prove

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SONREB necessitano di tre misurazioni con spicconatura di intonaco sulle due facce dellelemento strutturale in luogo di una estrazione di cls). E stata inoltre effettuata una estrazione con successiva prova di campione di armatura di acciaio. Per quanto riguarda il rilievo dei dettagli costruttivi sono state effettuate 104 indagini pacometriche per tutti i nove corpi di fabbrica oltre a due indagini visive. Le prove condotte sono state le seguenti: n 38 estrazioni di carote di CLS; n 1 prelievo di armatura metallica; n 104 indagini pacometriche; n 2 indagini visive.

CATEGORIA DI SUOLO In base ai dati forniti dal Geol. Antonio Mancini negli studi da lui effettuati sullarea del P.O. di Sulmona e prima citati il terreno commposto da una successione di strati di ghiaie e sabbie mediamante cementate alternati a strati di limi; i valori delle velocit delle onde di taglio forniti sono: Vs30 = 685 m/sec Vs17 = 479 m/sec Vs19 = 479 m/sec essi si mantengono costantemente sopra la soglia dei 360 m/sec. Si puo affermare che il suolo di fondazione appartiene alla categoria B per il quale si assume: S = 1,25 (coefficiente di amplificazione stratigrafica) Per quanto attiene il coefficiente di amplificazione topografica dellarea su cui insiste in fabbricato si pu assumere: St = 1,00

DIMENSIONI GEOMETRICHE DEGLI ELEMENTI Dallesame della documentazione disponibile, con particolare riferimento ai disegni ed alle registrazioni contabili, ulteriormente verificata con i rilievi eseguiti in sito i quali hanno formito riscontro positivo si pu affermare di conoscere le caratteristiche geometriche dei

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corpi di fabbrica. Per quanto attiene alle strutture di fondazione, sulle quali non stato possibile eseguire rilievi ed ispezioni in sito, si ritiene che possano assumersi valide le registrazioni ed i disegni contabili cos come verificato per la restante struttura.

DIFETTI LOCALI Dallesame dei disegni esecutivi e dalle verifiche eseguite in sito si rilevato in particolare quanto segue. - Corpo A - nella esecuzione della sopraelevazione una parte di solaio (di modeste dimensioni) stata realizzata posandolo per un estremo sulla trave della realizzanda del corpo A mentre laltro estremo stato inserito nellesistente trave del corpo B; questo ripetuto su tre solai . Tale situazione, rilevata dallesame dei disegni contabili, stata ritenuta meritevole di verifica con indagine visiva. Lindagine stata eseguita mediante la spicconatura di parte del soffitto adiacente al corpo B ed ha dimostrato leffettivo innesto dei travetti del solaio del corpo A al corpo B come si documenta nella foto seguente.

Dallesame delle registrazioni contabili non emersa alcuna indicazione sulle modalit dellinserimento del solaio nel corpo B da cui si desume che, probabilmenete, si tratta di un appoggio privo di particolari ancoraggi. Nella modellazione delle strutture il solaio in questione stato definito solo come carico gravante in parti uguali sulle strutture di A e B. Nella sopraelevazione del corpo A alcuni pilastri sono stati realizzati con dimensioni maggiori rispetto al piano sottostante; in particolare il pilastro n. 4 di dimensioni 30x40 cm

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al I ordine stato sopra realizzato con dimensioni 40x50 cm, i pilastri n. 3 e 7 aventi dimensioni di 40x40 xm al I e II ordine sono stati realizzati con dimensioni di 40x50 cm al III e IV ordine. Questa situazione comporta linsorgere di importanti eccentricit. - Giunti tecnici I giunti esistenti tra i corpi di fabbrica sono risultati di dimensioni

inadeguate ed insufficienti.

FATTORI DI CONFIDENZA Dallesame dei risultati delle prove eseguite dal laboratorio ABRUZZO TEST, alla luce delle considerazioni fatte nel paragrafo relativo, i valori di resistenza dei materiali sono stati assunti pari ai valori medi arrotodati risultanti dalle prove per ciascun corpo di fabbrica e quindi pari a:
A CLS (kg/cm2) ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) B ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) C ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) D ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) E ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) F ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) G ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) H ACCIAIO (kg/cm2) CLS (kg/cm2) I ACCIAIO (kg/cm2)

fm 120,00

fy 2200,00

fm 80,00

fy 2200,00

fm 90,00

fy 2200,00

fm 100,00

fy 2200,00

fm 165,00

fy 2200,00

fm 180,00

fy 2200,00

fm 150,00

fy 2200,00

fm 190,00

fy 2200,00

fm 210,00

fy 2200,00

per quanto riguarda lacciaio di carpenteria della struttura del corpo I sono stati assunti i parametri caratteristici dellacciaio Fe360 in quanto analoghi a quelli rilevati dalla relazione di calcolo. In base alla campagna di prove distruttive e non effettuata, in base ai riscontri eseguiti con i disegni contabili e le annotazioni del libretto delle misure sulle armature disposte sugli elementi strutturali si conclude di aver conseguito il livello di conoscenza LC2 e, pertanto, il fattore di confidenza assunto nelle elaborazioni sar pari a 1,2. Per quanto sopra descritto ed in base a quanto previsto nelle linee guida dellintervento verrannoeffettuate le seguenti analisi: - verifiche di livello 1, svolte con analisi lineare dinamica modale; - verifiche di live llo 2, svolte con analisi statica non lineare (push over);

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PROCEDURE DI CALCOLO ADOTTATE Lo sviluppo delle analisi per ciascun corpo di fabbrica stato il seguente: 1 - Verifiche di Livello 1, svolte con analisi lineare dinamica modale con limpiego del fattore di struttura. 2 - Verifiche di Livello 2 svolte con analisi statica non lineare (PUSH OVER), per la individuazione delle PGADL, PGADS, PGACO e dei conseguenti Coefficienti di Rischio ai diversi stati Limiti. - ANALISI DI LIVELLO 1 Le analisi lineari di Livello 1 per la valutazione della sicurezza di ciascun corpo di fabbrica sono state sviluppate con il software SISMICAD 11.4. Precisamente si sono svolte le verifiche con limpiego del fattore di struttura q mentre il metodo di analisi adottatto stato quello dellanalisi dinamica lineare modale. Le verifiche degli elementi esistenti sono state quindi condotte con riferimento al Capitolo 11 dell' Allegato 2 all O.P.C.M. 3274. Per ogni corpo di fabbrica e per ogni elemento strutturale (travi, pilastro) stata effettuata la verifica a flessione semplice e a taglio adottando un fattore di struttura q = 2.25 per gli elementi/meccanismi duttili ed un fattore di struttura q = 1.5 per gli elementi/meccanismi fragili. Lanalisi dinamica modale stata condotta in due condizioni distinte, adottando due valori diversi della rigidezza degli elementi strutturali. Una prima analisi stata condotta assumendo la rigidezza delle aste non fessurate. Una seconda analisi assumendo la rigidezza degli elementi strutturali fessurati. In questa secondo caso si assunta la rigidezza degli elementi strutturali pari alla met di quella degli elementi integri. Tale procedura consentir di avere un quadro di riferimento pi articolato delle grandezze dinamiche dell'edificio, sia in condizione di elementi integri che di elementi fessurati. Lanalisi dinamica in condizione di elementi fessurati consentir inoltre di individuare i periodi naturali della struttura nella condizione che risulta essere la pi vicina al comportamento reale della struttura sotto sisma. Quindi per ogni elemento strutturale (travi e pilastri) sono stati determinati i coefficienti di sicurezza come rapporti tra le sollecitazioni agenti e le resistenze degli elementi strutturali Inoltre per i nodi trave-pilastro stata effettuata la verifica di resistenza come stabilito al punto 11.3.2.3 del Capitolo 11 dell'Allegato 2 all O.P.C.M. 3274 e s.m.i..

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E stato valutato il moltiplicatore della PGA unitaria e il relativo indicatore di rischio per raggiungimento degli stati limite di Danno Severo e di Danno Lieve dellelemento strutturale con il pi basso valore del coefficiente di sicurezza. Infine si valutato il moltiplicatore della PGA unitaria e il relativo indicatore di rischio per raggiungimento dello spostamento massimo di interpiano allo stato limite di Danno Lieve come stabilito al punto 11.2.2.4 del Capitolo 11 dell'Allegato 2 all O.P.C.M. 3274 e s.m.i.. - ANALISI DI LIVELLO 2 Lanalisi statica non lineare stata condotta con lutilizzo del software CDSWIN ed stata sviluppata realizzando un modello tridimensionale delledificio ed articolando le varie fasi come segue: - stata prima eseguita una analisi lineare dinamica modale; - stato quindi determinato il profilo delle forze orizzontali attraverso la combinazione quadratica completa (CQC) delle forze associate ai modi di vibrare pesando i modi superiori con i rispettivi coefficienti di partecipazione; - stata eseguita una analisi non lineare statica (PUSH Over) adattiva multimodale (con continuo aggiornamento della distribuzione dei carichi in accordo con le forme modali ed i valori di partecipazione derivanti dallanalisi agli autovalori compiuta ad ogni passo di carico). Per valutare il legame taglio alla base-spostamento del punto di controllo sono stati assunti due distinti profili di forze rispettivamente prorporzionali luno alle masse ed il secondo proporzionale al principale modo di vibrare nella direzione considerata. La scelta del punto di controllo della analisi statica non lineare assunta pari al baricentro delle masse dellultimo livello della struttura. Le analisi di cui sopra sono state eseguite mediante limpiego del software CDSWIN, rel. 2008a le cui principali caratteristiche del solutore push-over sono: - Analisi incrementale di tipo "event by event" che tiene conto del collasso dei vari elementi strutturali, man mano che questi si verificano, valutando anche la necessaria ridistribuzione delle azioni attraverso la tecnica dello scarico generale. La procedura di calcolo non lineare avviene con aggiornamento ad ogni passo della matrice di rigidezza tangente mediante il metodo Newton-Raphson. - Modellazione degli elementi asta di tipo elastoplastico a plasticit concentrata e duttilit

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limitata. Le cerniere plastiche sono localizzate nelle sezioni critiche e vengono caratterizzate in funzione del tipo di materiale, della geometria e, per le aste in c.a., in base anche alle armature presenti. Per ciascuno dei corpi di fabbrica che compongono il complesso ospedaliero in studio, il software adottato CDSWIN in grado di definire un modello di edificio di tipo tridimensionale composto da aste in c.a. vincolate alle estremit sui nodi, definite nel sistema locale da una matrice di rigidezza contenente le componenti flessionali, taglianti e di deformabilit assiale. Nella modellazione della struttura dei vari corpi di fabbrica si sono introdotte alcune esemplificazioni per tener conto delle singole specifiche peculiarit. MODELLAZIONE CORPI DI FABBRICA La struttura di fondazione stata modellata con un sistema di travi rovesce su molle elastiche con opportuna costante di sottofondo K. Per quanto riguarda le tamponature, queste sono state tenute in conto ai soli fini della definizione dei carichi gravitazionali mediante un sistema di carichi lineare equivalenti sulle travi di pertinenza. La parte di solaio realizzata al piano primo, secondo, terzo e della copertura tra il Corpo A ed il Corpo B (vedi note nella SCHEDA DI SINTESI DELLA VERIFICA SISMICA DI LIVELLO 2) stata considerata solamente come carico gravante in parti uguali sulle travi dei Corpi A e B sulle quali insiste. Le scale presenti nel Corpo B sono state considerate solo come carichi sulle travi, mentre la scala sul corpo H, data la peculiarit della sua struttura portante, stata modellata come piastra. Il corpo I che presenta un piano terra in c.a. e i sovrastanti piani con struttura portante in acciaio stata analizzato nel suo insieme, cio modellando sia la struttura in c.a. che quella in acciaio. Lanalisi stata condotta assumendo la rigidezza delle aste non fessurate. Per ogni elemento si calcoleranno i valori di resistenza (a flessione e a taglio per travi, pilastri , a trazione e compressione per i nodi non confinati). Per ogni piano si calcoleranno i valori di rotazione rispetto a la corda in condizioni di

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collasso, di danno severo e di danno limitato (punto 11.3.3.1). Sulla curva generalizzata (ADSR) Sa/spostamento saranno infine identificati i punti corrispondenti alle seguenti situazioni: - il primo collasso a taglio, o collasso di un nodo o il raggiungimento della rotazione ultima ad un piano; - il raggiungimento della rotazione di danno severo ad un piano (stato limite di Danno Severo); - il raggiungimento della rotazione di snervamento ad un piano (stato limite di Danno Lieve). Le principali caratteristiche del solutore push-over del CDSWIN sono: - analisi incrementale di tipo "event by event" che tiene conto del collasso dei vari elementi strutturali, man mano che questi si verifcano, valutando anche la necessaria ridistribuzione delle azioni attraverso la tecnica dello scarico generale. A tale proposito si precisa che la procedura di calcolo non lineare avviene con aggiornamento ad ogni passo della matrice di Rigidezza tangente mediante il metodo Newton-Raphson NR; - modellazione degli elementi asta di tipo elastoplastico a plasticit concentrata e duttilit limitata; - le cerniere plastiche sono localizzate nelle sezioni critiche e vengono caratterizzate in funzione del tipo di materiale, della geometria e, per le aste in c.a., in base anche alle armature presenti. Sia i valori resistenti ultimi, per i vari tipi di sollecitazione, che le capacit rotazionali delle cerniere vengono calcolate in base alla nuova normativa sismica ed agli eurocodici. L'obiettivo da perseguire nella analisi statica non lineare sar la definizione di una curva di capacit globale forza-spostamento, con la conseguente definizione dei tre livelli di accelerazione al suolo, corrispondenti ai tre stati limite cos come descritti dalle norme al punto 11.2, e dei loro rapporti con le accelerazioni attese con probabilit 2%, 10% e 50% in 50 anni. DIVERSE FASI DELLA ANALISI NON LINEARE ADOTTATE. Nel corso delle analisi non lineari emersa la necessit di procedere con steps successivi di diverso grado di approfondimento onde poter avere un quadro il pi completo ed articolato possibile del comportamento della struttura e delle sue intrinseche capacit in termini di spostamento.

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Adottando in un primo momento tutti i criteri di verifica disposti dalla normativa si infatti riscontrato che le strutture non sono in grado di raggiungere un livello minimo di PGA. In alcuni corpi di fabbrica della struttura (Corpo A, B, C, E, F, G, H) sono infatti presenti numerosi elementi strutturali con comportamento fragile manifestato sin gi dallapplicazione dei soli carichi gravitazionali, e quindi prima ancora dellinizio dei primi steps di carico del push-over, non consentendo cos la costruzione della curva di capacit. In questi casi si reso necessario ipotizzare un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali per poi procedere allanalisi PUSH OVER. Nel dettaglio dei singoli corpi di fabbrica riportata la specifica procedura adottata. Lanalisi PUSH OVER stata effettuata attraverso una successione di procedimenti di verifica partendo dalla identificazione dei diversi elementi di fragilit presenti nella struttura e facendo in modo che questi concorrano o meno al comportamento non lineare della struttura. Precisamente stata ottenuta la curva di capacit con le seguenti ipotesi: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) degli elementi strutturali; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi; A3) solo rotture duttili (flessione). Le curve di capacit sono state determinate ricercando le condizioni di raggiungimento delle tre soglie di stato limite: 1) Collasso - prima rotazione ultima ( u) al piano; 2) Danno Severo - Rotaz. Ultima al piano; 3) Danno Lieve - Lim. Raggiungimento della prima rotaz. di snervamento al piano. Nei paragrafi che seguono sono riportate le sintesi e le conclusioni delle analisi svolte, descritte in dettaglio nella documentazione della FASE II elaborazioni- alla quale si rimanda per ogni ulteriore approfondimento.

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RISULTATI ANALISI
LIVELLO 1 - ANALISI LINEARE DINAMICA

Le analisi lineari di Livello 1 sono state sviluppate con il software SISMICAD 11.4 effettuando le verifiche con limpiego del fattore di struttura q mentre il metodo di analisi adottato stato quello dellanalisi dinamica lineare modale. Le verifiche degli elementi esistenti sono state quindi condotte con riferimento al Capitolo 11 dell' Allegato 2 all O.P.C.M. 3274 e s.m.i.. Verifiche di sicurezza con limpiego del fattore di struttura q (O.P.C.M. 3431/2005 punto 11.2.2.2.) Le verifiche sono state condotte per i due stati limiti consentiti dalla normativa con la applicazione del fattore di struttura q e quindi per lo stato limite di Danno Lieve (DL) e per lo stato limite di Danno Severo (DS). Per quanto riguarda le verifiche per lo stato limite di Danno Severo stato utilizzato lo spettro di progetto, che si ottiene dallo spettro elastico riducendone le ordinate per il fattore di struttura q, il cui valore stato scelto nel campo fra 1.5 e 3.0 sulla base della regolarit nonch dei tassi di lavoro dei materiali sotto le azioni statiche. Nel caso degli elementi strutturali duttili, il fattore di struttura stato assunto pari a 2.25 (valore intermedio tra 1.5 e 3.0) e la verifica di sicurezza consiste nellandare a verificare se tutti gli elementi strutturali duttili soddisfano la condizione che la sollecitazione indotta dallazione sismica ridotta sia inferiore o uguale alla corrispondente resistenza. Per il calcolo delle capacit (resistenza) degli elementi duttili sono stati utilizzati i valori medi delle propriet dei materiali esistenti, come ottenuti dalle prove in situ e da eventuali informazioni aggiuntive, divisi per il Fattore di Confidenza. Tutti gli elementi strutturali "fragili" devono, invece, soddisfare la condizione che la sollecitazione indotta dall'azione sismica ridotta per q = 1.5 sia inferiore o uguale alla corrispondente resistenza. Per il calcolo delle capacit degli elementi fragili si utilizzano i valori medi delle propriet dei materiali esistenti, come ottenuti dalle prove in situ e da eventuali informazioni aggiuntive, divisi per il Fattore di Confidenza, in relazione al livello di conoscenza raggiunto, e divisi per il coefficiente parziale relativo.

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Il Fattore di Confidenza sia per gli elementi duttili che fragili stato assunto pari ad 1.2, in quanto il livello di conoscenza imposto e raggiunto per le strutture ospedaliere esaminate quello adeguato. Il coefficiente parziale relativo al calcestruzzo stato assunto pari a 1.6 mentre quello relativo allacciaio (armatura) stato assunto pari 1.15. La verifica per lo stato limite di Danno Lieve stata condotta confrontando la entit degli spostamenti di interpiano ottenuti dalla analisi rispetto al valore del Drift di piano pari a 0.005 x h ed riportata nei tabulati allegati alla FASE II - elaborazioni. Nelle verifiche degli spostamenti per SLDL si fa riferimento alla condizione di edifici con tamponamenti collegati rigidamente alla struttura che interferiscono con la deformabilit della stessa.

VERIFICHE CORPI DI FABBRICA RIGIDEZZE INTEGRE - FESSURATE Le verifiche di sicurezza per gli elementi strutturali fragili e duttili sono riportate nei tabulati allegati alla FASE II - elaborazioni e dal loro esame si pu notare come per gli elementi strutturali dei vari corpi di fabbrica non sia soddisfatta la condizione che la sollecitazione indotta dall'azione sismica ridotta per il fattore di struttura q sia inferiore o uguale alla corrispondente resistenza, in quanto i coefficienti di sicurezza sono inferiori allunit. In maniera particolare lesame dei tabulati mostra come tutti gli elementi strutturali, sia le travi a flessione semplice che a taglio e sia i pilastri a presso flessione deviata e a taglio, sono in crisi. Tale situazione per altro confermata sia dal fatto che dallesame delle originali relazioni di calcolo e dei disegni esecutivi, tali elementi strutturali risultano armati a flessione semplice e pertanto non stata considerata la sollecitazione di taglio e sia dallesame dei disegni esecutivi e dalla campagna di indagini effettuata, il passo delle staffe risultato costante ( 6/20 cm). Inoltre bisogna anche tenere conto delle basse caratteristiche meccaniche del calcestruzzo rilevate dalla campagna di indagini effettuate. Le analisi svolte sul corpo di fabbrica per lo stato limite di Danno Lieve per i vari corpi di fabbrica conducono alla conclusione che nella maggioranza dei casi non si raggiunge la condizione di verifica degli spostamenti di interpiano ammessi. II mancato rispetto degli spostamenti massimi oltre che costituire il presupposto per una aspettativa di danni alle componenti edilizie non strutturali (tamponature, ecc.), mette anche in evidenza la vulnerabilit degli elementi non strutturali impiantistici (rete di gas medicali, impianti di emergenza, impianti di comunicazione, ecc., controsoffitti, corpi illuminanti, serramenti,

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impianti elettromeccanici, arredi, ecc.), il cui danneggiamento pu mettere fuori servizio la funzionalit della intera struttura ospedaliera nelle condizioni critiche di evento sismico. LIVELLO 2 - ANALISI NON LINEARE STATICA - PUSHOVER. Le verifiche di Livello 2 con analisi non lineare statica sono state fatte precedere da analisi lineare modale, applicata allo stesso modello impiegato per la successiva analisi non lineare, per la ricerca dei parametri dinamici dei Corpi di fabbrica (A, B, C, D, E, F, G, H, I) al fine di verificare la bont del modello adottato per le analisi in campo non lineare. Queste analisi dinamiche conducono a risultati sostanzialmente omogenei e confrontabili e pertanto confermano la bont del modello adottato. Esse inoltre sono state condotte assumendo due diverse modellazioni elastiche tridimensionali della struttura. In una prima modellazione stata assunta la rigidezza delle aste calcolata in condizioni integre (non fessurate), in una seconda modellazione gli elementi strutturali sono considerati fessurati assumendo per essi una rigidezza pari al 50% del valore di quella del calcestruzzo integro. Lanalisi dinamica modale stata condotta fino alla definizione dei parametri relativi ai 15 modi di vibrare della struttura. I relativi tabulati di dettaglio sono riportati nel fascicolo delle elaborazioni allegato agli elaborati della FASE II. I risultati di questa analisi sono stati confrontati con quelli ottenuti nella procedura di verifica mediante analisi dinamica lineare con software SISMICAD e, pur nel differente grado di approssimazione dei modelli assunti per discretizzare le strutture, si riscontrata una sostanziale convergenza di valori dei periodi propri di vibrare. II modello CDSW adotta lo schema di solai infinitamente rigidi nel loro piano, con massa sismica concentrata nel baricentro masse di piano. Nella modellazione delle pareti in c.a. presenti nel corpo F, dopo avere effettuato una comparazione tra lanalisi modale effettuata con il SISMICAD in analisi lineare e quella effettuata con CDSWIN si ritenuto di mantenere la modellazione con elementi bilineari shell a comportamento elastico in quanto il modello quello che meglio approssima il comportamento reale della struttura. Eventuali discordanze tra i valori dei periodi ottenuti con i software CDSWIN e SISMICAD sono giustificati, oltre che dallutilizzo di programmi diversi, dal fatto che nella modellazione con il

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SISMICAD non stato tenuto conto della presenza della fondazione come invece stato considerato nel CDSWIN. Queste differenze risultano comunque minime, tranne che per il corpo D e tale disconrdanza e dovuta alla sua forma strutturale in pianta. I valori trovati per ciascun corpo di fabbrica sono di seguito riportati:

CORPO A Modi 1

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 0,786 0,83 3 0,679 0,705 4 0,31 0,297 5 0,259 0,262 6 0,226 0,228 7 0,178 0,171 8 0,152 0,157 9 0,135 0,138 10 0,123 0,119

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

SISMICAD 0,968 CDSWIN 0,957

CORPO A Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi SISMICAD CDSWIN

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

1,33 1,34

1,089 1,16

0,939 0,987

0,431 0,422

0,36 0,372

CORPO B Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) Modi 1 2 3 4 5 6 7 8 9 SISMICAD 1,136 CDSWIN 1,165 0,93 0,939 0,606 0,595 0,356 0,35 0,303 0,298 0,212 0,201 0,193 0,193 0,172 0,172 0,131 0,129

10 0,126 0,125

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

CORPO B Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi SISMICAD CDSWIN

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

1,572 1,639

1,284 1,32

0,834 0,835

0,496 0,498

0,419 0,423

Modi SISMICAD CDSWIN

CORPO C 1
T (sec)

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 3 4 5 6 7 8 9


T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

10

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

0,982 0,977

0,684 0,652

0,64 0,635

0,314 0,29

0,233 0,215

0,211 0,176 0,14 0,123 0,119 0,193 0,163 0,131 0,118 0,114

Fase III sintesi risultati-

16/60

CORPO C Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi SISMICAD CDSWIN

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

1,348 1,397

0,947 0,936

0,873 0,901

0,434 0,422

0,323 0,311

CORPO D Modi 1
T (sec)

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 3 4 5 6 7 8 9


T (sec) T (sec) T (sec)

10

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

SISMICAD CDSWIN

0,831 1,087

0,604 0,659

0,597 0,642

0,26 0,279

0,198 0,203

0,141 0,117 0,115 0,962 0,868 0,201 0,162 0,127 0,125 0,107

CORPO D Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi SISMICAD CDSWIN

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

1,114 1,399

0,826 0,894

0,824 0,881

0,354 0,395

0,274 0,287

CORPO E Modi 1
T (sec)

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 3 4 5 6 7 8 9


T (sec) T (sec) T (sec)

10

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

SISMICAD CDSWIN

1,307 1,362

0,857 0,88

0,668 0,674

0,408 0,412

0,275 0,28

0,216 0,216 0,156 0,134 0,126 0,221 0,209 0,161 0,138 0,125

CORPO E Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi SISMICAD CDSWIN

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

1,835 1,936

1,199 1,249

0,923 0,943

0,573 0,587

0,386 0,398

Fase III sintesi risultati-

17/60

CORPO F Modi 1
T (sec)

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 3 4 5 6 7 8 9


T (sec) T (sec) T (sec)

10

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

SISMICAD 0,374 CDSWIN 0,390

0,336 0,362

0,278 0,255

0,237 0,23

0,223 0,196

0,203 0,196 0,189 0,172 0,166 0,134 0,134 0,122 0,117 0,097

CORPO F Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

SISMICAD 0,514 CDSWIN 0,390 CORPO G Modi 1


T (sec)

0,457 0,364

0,378 0,345

0,321 0,275

0,286 0,229

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 3 4 5 6 7 8 9


T (sec) T (sec) T (sec)

10

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

SISMICAD CDSWIN

0,675 0,561

0,594 0,479

0,5 0,4

0,274 0,221

0,258 0,195

0,203 0,184 0,109 0,096 0,178 0,13 0,125 0,117

CORPO G Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi SISMICAD CDSWIN

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

0,938 0,792

0,825 0,676

0,691 0,562

0,383 0,313

0,361 0,275

Modi

CORPO H 1
T (sec)

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 3 4 5 6 7 8 9


T (sec) T (sec) T (sec)

10

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

SISMICAD CDSWIN

0,736 0,783

0,519 0,479

0,418 0,421

0,239 0,228

0,191 0,159

0,175 0,154 0,144 0,134 0,109 0,129 0,119 0,099 0,096 0,095

CORPO H Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi SISMICAD CDSWIN

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

0,904 1,066

0,696 0,654

0,527 0,553

0,292 0,32

0,251 0,225

Fase III sintesi risultati-

18/60

Modi

CORPO I 1
T (sec)

Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza non fessurata) 2 3 4 5 6 7 8 9


T (sec) T (sec) T (sec)

10

T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec) T (sec)

SISMICAD 0,865 CDSWIN 0,836

0,663 0,62

0,584 0,541

0,372 0,369

0,308 0,298

0,256 0,253 0,204 0,18 0,178 0,246 0,239 0,207 0,198 0,172

CORPO I Riassunto Analisi Dinamica (rigidezza fessurata)

Modi

1
T (sec)

2
T (sec)

3
T (sec)

4
T (sec)

5
T (sec)

SISMICAD 0,88 CDSWIN 0,862

0,668 0,633

0,594 0,558

0,435 0,434

0,35 0,347

Fase III sintesi risultati-

19/60

Analisi non lineare statica La valutazione della risposta non lineare globale della struttura viene condotta attraverso la costruzione della curva di capacit bilinearizzata nello spazio ADSR e confrontando questa con la domanda inelastica valutata attraverso gli spettri inelastici relativi ai livelli di danno. Questa procedura sviluppata con lausilio del software CDSWIN che stato impiegato nella analisi PUSH OVER. Il Software inoltre procede con analisi incrementale di tipo "event by event" che tiene conto del collasso dei vari elementi strutturali man mano che questi si verifcano, valutando la necessaria ridistribuzione delle azioni attraverso la tecnica dello scarico generale ( riconfigurazione della matrice di rigidezza tangente). Le analisi sono spinte oltre la soglia del primo collasso al fine di esaminare il procedere della formazione delle plasticit degli elementi con il procedere delle azioni orizzontali. La curva di capacit cos ottenuta risulta generalmente "scalettata" nella quale ad ogni "gradino" corrisponde la insorgenza di una rottura fragile ad eccezione dei casi in cui le rotture avvengono contemporaneamente in pi elementi ( stato imposto di considerare contemporanee le rotture che avvengono con un incremento della forza tagliante inferiore all1%). Come gi anticipato, in alcuni corpi di fabbrica della struttura (Corpo A, B, C, E, F, G, H) si sono registrati numerosi elementi strutturali con comportamento fragile manifestato sin gi dallapplicazione dei soli carichi gravitazioniali, e quindi prima ancora dellinizio dei primi steps di carico del push-over, non consentendo cos la costruzione della curva di capacit. In questi casi si reso necessario ipotizzare un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali per poi procedere allanalisi PUSH OVER. Lanalisi PUSH OVER stata inoltre effettuata attraverso una successione di procedimenti di verifica partendo dalla identificazione dei diversi elementi di fragilit presenti nella struttura e facendo in modo che questi concorrano o meno al comportamento non lineare della struttura. Precisamente sono state costruite le curve di capacit con le seguenti ipotesi: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) degli elementi strutturali; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi;

Fase III sintesi risultati-

20/60

A3) solo rotture duttili (flessione). Nel seguito si riporta la sintesi dei risultati significativi per ciascuna struttura esaminata. Per un maggior dettaglio si rimanda ai tabulati della FASE II - ELABORAZIONI -.

Fase III sintesi risultati-

21/60

CORPO - A La struttura presenta insufficenza a taglio (meccanismi fragili) prima ancora di procedere con lapplicazione del primo sistema di forze orizzontali non consentendo cos di avviare il calcolo non lineare e la costruzione della curva di capacit. Le criticit si riscontano diffusamente nelle travi dei vari impalcati come si evidenzia nellimmagine seguente.

Per il superamento di tale circostanza si reso indispensabile escudere dalle verifiche per rotture fragili tali elementi ipotizzando cos, di fatto, la realizzazione di un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali. Nel caso, visto lelevato numero degli elementi ineressati, sono state escluse dalle verifiche a taglio tutte le travi. Si quindi proceduto alla effettuazione delle analisi PUSH OVER considerando i seguenti casi di possibili rotture: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastri; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi; A3) solo rotture duttili (flessione).

Fase III sintesi risultati-

22/60

Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastriLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,06 0,055 0,05 0,045 0,04 0,035 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,03 0,025 0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 2 4 6 8 mm. 10 12 14

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,016 0,016

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Fase III sintesi risultati-

23/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.
Spettro ADSR Sa/g - mm
0,045 0,04 0,035 0,03 0,025 0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 2 4 6 mm. 8 10 12 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Si nota che lassenza di scalettatura indica che i collassi avvengono contemporaneamente. I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,018 0,018

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Sa/g

Fase III sintesi risultati-

24/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione di tutti i meccanismi fragili fino ad ora incontrati consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi duttili, con il ritorno alle classiche curve di capacit. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,13 0,12 0,11 0,1 0,09 0,08 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,07 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 10 20 30 40 50 mm. 60 70 80 90

I valori delle PGA risultano PGADL/g = PGADS/g = PGACO/g = 0,076 0,093 0,136

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Fase III sintesi risultati-

25/60

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGA rif DL= 0,31

PGADS/ PGA rif DS= 0,029 PGACO/ PGA rif CO= 0,017 Essi si mantegono nettamente inferiori allunit. Le curve di capacit viste hanno evidenziato che le rotture avvengono quando la struttura si trova ancora in campo elastico e non ha ancora potuto esprimere le proprie caratteristiche di duttilit. Anche nellipotesi fatta di superamento delle fragilit con il preventivo adeguamento per taglio delle travi, la tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit di interventi di adeguamento consistenti e molto estesi nella struttura.

Fase III sintesi risultati-

26/60

CORPO - B La struttura presenta insufficenza a taglio (meccanismi fragili) prima ancora di procedere con lapplicazione del primo sistema di forze orizzontali non consentendo cos di avviare il calcolo non lineare e la costruzione della curva di capacit. Le criticit si riscontano diffusamente nelle travi dei vari impalcati ed in alcuni pilastri come si evidenzia nellimmagine seguente.

Per il superamento di tale circostanza si reso indispensabile escudere dalle verifiche per rotture fragili tali elementi ipotizzando cos, di fatto, la realizzazione di un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali. Nel caso, visto lelevato numero degli elementi ineressati, sono state escluse dalle verifiche a taglio tutte le travi. Si quindi proceduto alla effettuazione delle analisi PUSH OVER considerando i seguenti casi di possibili rotture: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastri; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi; A3) solo rotture duttili (flessione).

Fase III sintesi risultati-

27/60

Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastriLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,07 0,065 0,06 0,055 0,05 0,045 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,04 0,035 0,03 0,025 0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 2 4 6 8 mm. 10 12 14 16

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,012 0,012

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

28/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,008 0,007 0,007 0,006 0,006 0,005 0,005 0,004 0,004 0,003 0,003 0,002 0,002 0,001 0,001 0,000 0 0 1 2 mm. 3 4 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

Si nota che lassenza di scalettatura indica che i collassi avvengono contemporaneamente. I valori delle PGA risultano PGADS/g = < 0,0004 PGACO/g = < 0,0004 Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

29/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione di tutti i meccanismi fragili fino ad ora incontrati consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi duttili, con il ritorno alle classiche curve di capacit. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,12 0,11 0,1 0,09 0,08 0,07 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 20 40 60 mm. 80 100

I valori delle PGA risultano PGADL/g = PGADS/g = PGACO/g = 0,044 0,078 0,088

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Fase III sintesi risultati-

30/60

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGADS/ PGACO/ PGA rif DL= PGA rif DS= PGA rif CO= 0,179 < 0,0004 < 0,0004

Essi si mantegono nettamente inferiori allunit. Le curve di capacit viste hanno evidenziato che le rotture avvengono quando la struttura si trova ancora in campo elastico e non ha ancora potuto esprimere le proprie caratteristiche di duttilit. Anche nellipotesi fatta di superamento delle fragilit con il preventivo adeguamento per taglio delle travi, la tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit interventi di adeguamento molto consistenti ed estesi nellambito della struttura.

Fase III sintesi risultati-

31/60

CORPO - C La struttura presenta insufficenza a taglio (meccanismi fragili) prima ancora di procedere con lapplicazione del primo sistema di forze orizzontali non consentendo cos di avviare il calcolo non lineare e la costruzione della curva di capacit. Le criticit si riscontano diffusamente nelle travi dei vari impalcati ed in alcuni pilastri come si evidenzia nellimmagine seguente.

Per il superamento di tale circostanza si reso indispensabile escudere dalle verifiche per rotture fragili tali elementi ipotizzando cos, di fatto, la realizzazione di un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali. Nel caso, visto lelevato numero degli elementi ineressati, sono state escluse dalle verifiche a taglio tutte le travi. Si quindi proceduto alla effettuazione delle analisi PUSH OVER considerando i seguenti casi di possibili rotture: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastri; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi; A3) solo rotture duttili (flessione).

Fase III sintesi risultati-

32/60

Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastriLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,065 0,06 0,055 0,05 0,045 0,04 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,035 0,03 0,025 0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 2 4 6 8 mm. 10 12 14 16

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,018 0,018

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

33/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,013 0,012 0,011 0,01 0,009 0,008 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,007 0,006 0,005 0,004 0,003 0,002 0,001 0 0 1 2 mm. 3 4

Si nota che lassenza di scalettatura indica che i collassi avvengono contemporaneamente. I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,001 0,001

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

34/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione di tutti i meccanismi fragili fino ad ora incontrati consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi duttili, con il ritorno alle classiche curve di capacit. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,16 0,15 0,14 0,13 0,12 0,11 0,1 0,09 0,08 0,07 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 10 20 30 40 50 mm. 60 70 80 90 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

I valori delle PGA risultano PGADL/g = PGADS/g = PGACO/g = 0,071 0,121 0,154

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Sa/g

Fase III sintesi risultati-

35/60

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGADS/ PGACO/ PGA rif DL= PGA rif DS= PGA rif CO= 0,289 0,002 0,001

Essi si mantegono nettamente inferiori allunit. Le curve di capacit viste hanno evidenziato che le rotture avvengono quando la struttura si trova ancora in campo elastico e non ha ancora potuto esprimere le proprie caratteristiche di duttilit. Anche nellipotesi fatta di superamento delle fragilit con il preventivo adeguamento per taglio delle travi, la tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit di interventi di adeguamento importanti e molto estesi nella struttura in esame.

Fase III sintesi risultati-

36/60

CORPO - D Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nelle travi e nei pilastriLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,05 0,045 0,04 0,035 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,03 0,025 0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 10 20 30 40 mm. 50 60 70

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,004 0,004

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

37/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,035 0,03 0,025 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 1 2 mm. 3 4 5

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,006 0,006

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

38/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione dei meccanismi fragili consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi duttili. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,15 0,14 0,13 0,12 0,11 0,1 0,09 0,08 0,07 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 50 100 150 mm. 200 250 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

I valori delle PGA risultano PGADL/g = PGADS/g = PGACO/g = 0,06 0,164 0,228

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Sa/g

Fase III sintesi risultati-

39/60

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGADS/ PGACO/ PGA rif DL= PGA rif DS= PGA rif CO= 0,245 0,007 0,004

Essi risultano nettamente inferiori allunit. Il comportamento risulta fortemente asimmetrico. La tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit di importanti interventi adeguamento sulla struttura.

Fase III sintesi risultati-

40/60

CORPO - E La struttura presenta insufficenza a taglio (meccanismi fragili) prima ancora di procedere con lapplicazione del primo sistema di forze orizzontali non consentendo cos di avviare il calcolo non lineare e la costruzione della curva di capacit. Le criticit si riscontano diffusamente nelle travi dei vari impalcati ed in alcuni pilastri come si evidenzia nellimmagine seguente.

Per il superamento di tale circostanza si reso indispensabile escudere dalle verifiche per rotture fragili tali elementi ipotizzando cos, di fatto, la realizzazione di un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali. Nel caso, visto lelevato numero degli elementi ineressati, sono state escluse dalle verifiche a taglio tutte le travi. Si quindi proceduto alla effettuazione delle analisi PUSH OVER considerando i seguenti casi di possibili rotture: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastri; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi; A3) solo rotture duttili (flessione).

Fase III sintesi risultati-

41/60

Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastriLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,05 0,045 0,04 0,035 0,03 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,025 0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 5 10 mm. 15 20

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,016 0,016

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

42/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,14 0,13 0,12 0,11 0,1 0,09 0,08 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,07 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 50 100 mm. 150

Si nota che lassenza di scalettatura indica che i collassi avvengono contemporaneamente. I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,018 0,018

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

43/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione di tutti i meccanismi fragili fino ad ora incontrati consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi duttili, con il ritorno alle classiche curve di capacit. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,14 0,13 0,12 0,11 0,1 0,09 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,08 0,07 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 50 100 mm. 150

I valori delle PGA risultano PGADL/g = PGADS/g = PGACO/g = 0,007 0,151 0,18

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Fase III sintesi risultati-

44/60

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGADS/ PGACO/ PGA rif DL= PGA rif DS= PGA rif CO= 0,286 0,026 0,017

Essi si mantegono nettamente inferiori allunit. Le curve di capacit viste hanno evidenziato che le rotture avvengono quando la struttura si trova ancora in campo elastico e non ha ancora potuto esprimere le proprie caratteristiche di duttilit. Anche nellipotesi fatta di superamento delle fragilit con il preventivo adeguamento per taglio delle travi, la tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit di interventi di adeguamento molto estesi nella struttura in esame.

Fase III sintesi risultati-

45/60

CORPO - F

Per questo corpo di fabbrica non stato possibile effettuare lanalisi non lineare in quanto la struttura presenta un elevato numero di elementi strutturali in crisi sia per taglio che per flessione gi con la sola applicazione dei carichi gravitazionali come evidenziato dallimmagine soprastante. Lesistenza di premature criticit per flessione in un numero elevato di elementi strutturali ha reso inutile effettuare lanalisi non lineare in si sarebbe dovuto escudere dallanalisi un elevato numero di elementi strutturali ottenendo cos risultati non realistici. Si pertanto ritenuto di fermare le analisi al livello 1 di analisi lineare. Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati secondo le analisi di livello 1 risultano: Moltiplicatore della PGA unitaria per raggiungimento della rottura a taglio 0.0214 PGADS/PGA10% = 0.061 Moltiplicatore della PGA unitaria per raggiungimento della rottura dei nodi non confinati 0.0428 PGADS/PGA10% = 0.122 Moltiplicatore della PGA unitaria per raggiungimento dello spostamento di interpiano SLDL 0.0994 PGADL/PGA50% = 0.710

Fase III sintesi risultati-

46/60

CORPO - G La struttura presenta insufficenza a taglio (meccanismi fragili) prima ancora di procedere con lapplicazione del primo sistema di forze orizzontali non consentendo cos di avviare il calcolo non lineare e la costruzione della curva di capacit. Le criticit si riscontano diffusamente nelle travi dei vari impalcati e nei pilastri compresi tra le coperture sfalsate come si evidenzia nellimmagine seguente.

Per il superamento di tale circostanza si reso indispensabile escudere dalle verifiche per rotture fragili tali elementi ipotizzando cos, di fatto, la realizzazione di un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali. Nel caso, visto lelevato numero degli elementi ineressati, sono state escluse dalle verifiche a taglio tutte le travi ed i pilastri interessati. Si quindi proceduto alla effettuazione delle analisi PUSH OVER considerando i seguenti casi di possibili rotture: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastri; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi; A3) solo rotture duttili (flessione).

Fase III sintesi risultati-

47/60

Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastriLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,065 0,06 0,055 0,05 0,045 0,04 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,035 0,03 0,025 0,02 0,015 0,01 0,005 0 0 1 2 3 4 mm. 5 6 7

Si nota che lassenza di scalettatura indica che i collassi avvengono contemporaneamente. I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,008 0,008

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

48/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,005 0,005 0,004 0,004 0,003 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,003 0,002 0,002 0,001 0,001 0 0 0,05 0,1 0,15 0,2 0,25 mm. 0,3 0,35 0,4 0,45

Si nota che lassenza di scalettatura indica che i collassi avvengono contemporaneamente. I valori delle PGA risultano PGADS/g = < 0,0004 PGACO/g = < 0,0004

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

49/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione di tutti i meccanismi fragili fino ad ora incontrati consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi duttili, con il ritorno alle classiche curve di capacit. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,13 0,12 0,11 0,1 0,09 0,08 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,07 0,06 0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 5 10 15 20 mm. 25 30 35 40

I valori delle PGA risultano PGADL/g = 0,046 PGADS/g = PGACO/g = 0,068 0,091

Fase III sintesi risultati-

50/60

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGADS/ PGACO/ PGA rif DL= PGA rif DS= PGA rif CO= 0,188 < 0,0004 < 0,0004

Essi si mantengono nettamente inferiori allunit. Le curve di capacit viste hanno evidenziato che le rotture avvengono quando la struttura si trova ancora in campo elastico e non ha ancora potuto esprimere le proprie caratteristiche di duttilit. Anche nellipotesi fatta di superamento delle fragilit con il preventivo adeguamento per taglio delle travi, la tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit di consistenti e molto estesi interventi di adeguamento.

Fase III sintesi risultati-

51/60

CORPO - H La struttura presenta insufficenza a taglio (meccanismi fragili) prima ancora di procedere con lapplicazione del primo sistema di forze orizzontali non consentendo cos di avviare il calcolo non lineare e la costruzione della curva di capacit. Le criticit si riscontano in alcune trati perimterali ai vari livelli, diffusamente nelle travi di sottotetto e copertura ed in alcuni pilastri del livello copertura come si evidenzia nellimmagine seguente.

Per il superamento di tale circostanza si reso indispensabile escudere dalle verifiche per rotture fragili tali elementi ipotizzando cos, di fatto, la realizzazione di un preventivo intervento di adeguamento dei suddetti elementi strutturali. Nel caso, visto lelevato numero degli elementi ineressati, sono state escluse dalle verifiche a taglio tutte le travi. Si quindi proceduto alla effettuazione delle analisi PUSH OVER considerando i seguenti casi di possibili rotture: A1) rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastri; A2) rotture duttili (flessione) e collassi dei nodi; A3) solo rotture duttili (flessione).

Fase III sintesi risultati-

52/60

Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastriLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,1 0,09 0,08 0,07 0,06 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,05 0,04 0,03 0,02 0,01 0 0 20 40 60 mm. 80 100

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,019 0,019

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

53/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,26 0,24 0,22 0,2 0,18 0,16 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,14 0,12 0,1 0,08 0,06 0,04 0,02 0 0 20 40 60 80 100 mm. 120 140 160

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,041 0,041

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

54/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione dei meccanismi di rotture fragili consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi a flessione. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,3 0,28 0,26 0,24 0,22 0,2 0,18 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,16 0,14 0,12 0,1 0,08 0,06 0,04 0,02 0 0 50 mm. 100 150

I valori delle PGA risultano PGADL/g = PGADS/g = PGACO/g = 0,067 0,075 0,089

Fase III sintesi risultati-

55/60

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGADS/ PGACO/ PGA rif DL= PGA rif DS= PGA rif CO= 0,273 0,021 0,021

Essi si mantengono nettamente inferiori allunit. Il comportamento risulta fortemente asimmetrico e con i meccanismi fragili che precedono le rotture duttili. Anche nellipotesi fatta di superamento delle iniziali fragilit con il preventivo adeguamento per taglio delle travi, la tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit di interventi di adeguamento importanti ed estesi nella struttura in esame.

Fase III sintesi risultati-

56/60

CORPO - I Caso A1 -rotture duttili (flessione) e collassi fragili (taglio) nei pilastri e nelle traviLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,28 0,26 0,24 0,22 0,2 0,18 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,16 0,14 0,12 0,1 0,08 0,06 0,04 0,02 0 0 5 10 15 mm. 20 25 30

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,048 0,048

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

57/60

Caso A2 -rotture duttili (flessione) e collassi nei nodiLe curve di capacit ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,5 0,45 0,4 0,35 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,3 0,25 0,2 0,15 0,1 0,05 0 0 50 mm. 100 150

I valori delle PGA risultano PGADS/g = PGACO/g = 0,108 0,111

Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente

Fase III sintesi risultati-

58/60

Caso A3 solo rotture duttili (flessione)Leliminazione di tutti i meccanismi fragili fino ad ora incontrati consente di evidenziare il comportamento della struttura per soli meccanismi duttili. Le curve ottenute considerando 5 rotture sono le seguenti.

Spettro ADSR Sa/g - mm


0,5 0,45 0,4 0,35 Fx(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo + Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo + Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa + Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa + Ecc 5% Fx(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(+) Prop. Modo - Ecc 5% Fy(-) Prop. Modo - Ecc 5% Fx(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fx(-) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(+) Prop. Massa - Ecc 5% Fy(-) Prop. Massa - Ecc 5%

Sa/g

0,3 0,25 0,2 0,15 0,1 0,05 0 0 50 mm. 100 150

I valori delle PGA risultano PGADL/g = PGADS/g = PGACO/g = 0,111 0,163 0,186

Fase III sintesi risultati-

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Gli elementi nei quali si localizzano le rotture sono evidenziati nella figura seguente.

Tabella riassuntiva degli indicatori di rischio Gli indicatori di rischio valutati considerando complessivamente i diversi meccanismi di collasso risultano: PGADL/ PGADS/ PGACO/ PGA rif DL= PGA rif DS= PGA rif CO= 0,453 0,078 0,052

Essi si mantegono nettamente inferiori allunit. Le curve di capacit viste hanno evidenziato che le rotture fragili precedono i maccanismi duttili. La tipologia delle rotture come sopra evidenziate ed il valore degli indici di rischio, evidenziano la necessit di interventi di adeguamento importanti e molto estesi soprattutto nella parte in c.a. della struttura in esame.

Fase III sintesi risultati-

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