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Karl R.

Popper, I tre Mondi


I. In questa sede intendo confrontarmi con i sostenitori di una concezione monistica oppure dualistica delluniverso, proponendo di contro una concezione pluralistica. Proporr infatti una concezione delluniverso che ammette almeno tre sotto-universi distinti, ma interagenti. In primo luogo c il mondo dei corpi fisici: delle pietre e delle stelle, delle piante e degli animali, ma anche delle radiazioni e di altre forme di energia fisica. Chiamer questo mondo fisico Mondo 1. Volendo, allinterno del Mondo fisico 1 si possono distinguere il mondo degli oggetti fisici non viventi e il mondo delle cose viventi, ossia degli oggetti biologici. Ma la distinzione non netta. In secondo luogo c il mondo mentale o psicologico, il mondo dei nostri sentimenti di piacere e di dolore, dei nostri pensieri, delle nostre decisioni, delle nostre percezioni e delle nostre riflessioni. In altri termini: il mondo degli stati e dei processi psicologici o mentali, e delle esperienze soggettive. Lo chiamer Mondo 2. Il Mondo 2 estremamente importante, in specie dal punto di vista umano o morale. La sofferenza umana appartiene al Mondo 2, ed essa specialmente quella evitabile costituisce un problema centrale per tutti coloro i quali potrebbero impedirla. Il Mondo 2 pu venir suddiviso in molti modi. Volendo, si possono distinguere al suo interno le esperienze pienamente coscienti e i sogni, o le esperienze subcoscienti. Oppure si possono distinguere la coscienza umana e quella animale. Talvolta la realt del Mondo mentale 2 e con essa quella della sofferenza umana stata negata; in tempi molto recenti lo hanno fatto alcuni monisti materialisti e fisicalisti, o certi comportamentisti radicali. Tuttavia gi il

senso comune riconosce la realt del Mondo 2, il mondo delle esperienze soggettive. E questo sar uno dei punti della mia argomentazione in difesa della realt del Mondo 2. Il mio argomento principale per volto a difendere la realt di quello che propongo di chiamare Mondo 3. Per Mondo 3 intendo il mondo dei prodotti della mente umana, come i linguaggi, i racconti, le storie e i miti religiosi; o, ancora, le congetture e le teorie scientifiche, e le costruzioni matematiche; oppure le canzoni e le sinfonie, i dipinti e le sculture. Ma persino gli aeroplani e gli aeroporti, o altre prodezze ingegneristiche. Si potrebbero facilmente distinguere pi mondi diversi allinterno di quello che chiamo il Mondo 3. Si possono distinguere il mondo della scienza e quello della finzione, il mondo della musica e il mondo dellarte, e quello dellingegneria. Per amor di semplicit parler di un solo Mondo 3: il mondo dei prodotti della mente umana. Molti degli oggetti che appartengono al contempo anche al Mondo 1, al mondo fisico. Lo Schiavo morente di Michelangelo insieme un blocco di marmo, che appartiene pertanto al Mondo 1 degli oggetti fisici, e una creazione della mente di Michelangelo, che appartiene al Mondo 3. Lo stesso vale ovviamente per i dipinti. La cosa risulta ancora pi evidente nel caso dei libri. Un libro ad esempio il primo volume della mia collezione Opere di Shakespeare un oggetto fisico, e quindi appartiene al Mondo 1. Come sappiamo, tutti i singoli volumi di una stessa edizione sono molto simili tra loro dal punto di vista fisico. Ma quel che noi chiamiamo un unico e medesimo libro, ad esempio la Bibbia, pu essere stato pubblicato in molte edizioni che dal punto di vista fisico differiscono enormemente. Poniamo che tutte queste edizioni contengano il medesimo testo, ossia la medesima sequenza di frasi. In questo, sono tutte edizioni o copie di un unico e medesimo libro, di un unico e medesimo oggetto del Mondo 3, per quanto possano differire dal punto di vista fisico. Ovviamente

questunico libro nel senso del Mondo 3 non un unico libro in senso fisico. Esempi di oggetti del Mondo 3 possono essere la Costituzione americana, La tempesta di Shakespeare o il suo Amleto, o ancora la Quinta sinfonia di Beethoven o la teoria della gravitazione di Newton. Sono tutti oggetti che, secondo la mia terminologia, appartengono al Mondo 3, a differenza di un particolare volume, situato in un luogo particolare, che un oggetto del Mondo 1. Si potrebbe dire che questo particolare volume lincarnazione nel Mondo 1 di un oggetto del Mondo 3. Se parliamo dellinfluenza della Costituzione americana sulla vita del popolo americano, o dellinfluenza che essa ha esercitato sulla storia di altri popoli, loggetto del nostro discorso appartiene al Mondo 3. Del tutto analogo il caso in cui mettiamo a confronto rappresentazioni, spesso molto diverse, di un medesimo dramma, ad esempio dellAmleto di Shakespeare. Si pu pensare che la maggior parte degli oggetti del Mondo 3, sebbene non tutti, siano incarnati o realizzati fisicamente in uno o pi oggetti del Mondo 1. Un dipinto importante pu esistere solo come un unico oggetto fisico, per quanto se ne possano trovare alcune ottime copie. Di contro, Amleto incarnato in tutti i volumi fisici che contengono unedizione dellAmleto e, seppur in maniera diversa, incarnato o realizzato fisicamente in ogni rappresentazione inscenata dalle compagnie teatrali. Analogamente una sinfonia pu venir incarnata o realizzata fisicamente in molti modi diversi. C il manoscritto del compositore, ci sono gli spartiti stampati, ci sono le esecuzioni reali e le loro registrazioni su supporti fisici, su dischi o su audiocassette. Inoltre ci sono tracce mnestiche allinterno dei cervelli di alcuni musicisti: anchesse sono incarnazioni di quella sinfonia, e pure particolarmente importanti. Volendo, si pu dire che gli oggetti del Mondo 3 sono per se stessi oggetti astratti, mentre le loro incarnazioni o realizzazioni fisiche sono oggetti concreti.

II. Molti miei amici filosofi, in particolare i materialisti e i fisicalisti, si oppongono fermamente a tutto ci. Sostengono che il mio modo di parlare del tutto fuorviante. Secondo loro c un solo mondo: quello degli oggetti fisici. Quello il solo e unico mondo esistente e reale; tutto il resto fittizio. Per loro esistono solo oggetti concreti, come i dischi, le audiocassette e le esecuzioni, o persino le tracce mnestiche allinterno dei nostri cervelli. Rifiutano gli oggetti astratti, in quanto inesistenti. Sostengono che io, parlando degli oggetti del Mondo 3, cada nellipostatizzazione, il che significa che secondo loro trasformo fantasmi inesistenti e finzioni in sostanze e cose. III. Il mio obiettivo principale in questa sede chiarire ci che intendo quando parlo di un oggetto del Mondo 3, per esempio di una sinfonia, di una congettura scientifica o di una teoria. Esporr pertanto le forti obiezioni che i miei amici filosofi, sia monisti sia dualisti, hanno mosso alle mie idee sugli oggetti del Mondo 3. Vorrei innanzitutto illustrare la posizione del monista materialista o del fisicalista. Il monista ritiene che ci sia un unico mondo: il mondo degli oggetti fisici, che io chiamo Mondo 1. Il materialista, o il fisicalista, direbbe che quello che io chiamo oggetto del Mondo 3 pu e deve venir analizzato e ridotto agli oggetti fisici; in questo modo. Una sinfonia poniamo la Quinta di Beethoven non esiste; esistono, invece, le cose fisiche che io ho chiamato le sue incarnazioni o realizzazioni fisiche (le molte esecuzioni, i dischi, le audiocassette e gli spartiti della sinfonia). Ma, direbbe il fisicalista, le incarnazioni pi importanti sono le tracce mnestiche nei cervelli delle persone. Non soltanto in quello del compositore della sinfonia o degli esperti che conoscono lintera opera a memoria, ma proprio nei cervelli delle persone comuni, che sono magari in grado di riconoscere alcuni passaggi caratteristici del componimento; persone i

cui cervelli sono condizionati in maniera tale da far pronunciare loro parole come queste: Mi sembra di ricordarla, la Quinta sinfonia, vero?. Si pu ammettere che chi si comporta in questo modo abbia effettivamente nel cervello certe tracce mnestiche che gli consentono di parlare della Quinta sinfonia. Le tracce mnestiche e gli atti linguistici sono fisici, quindi certamente esistono. Ma la Quinta sinfonia in quanto tale non esiste; nonostante si debba ammettere che spesso usiamo il linguaggio in un modo tale per cui parliamo della Quinta sinfonia come se fosse una delle cose che esistono. IV. Questa , in sintesi, la posizione del monista materialista o del fisicalista. Il dualista, che ammette la realt sia del Mondo 1 sia del Mondo 2, accoglierebbe quasi integralmente quanto sostiene il monista. Tuttavia preciserebbe che il monista ha omesso la cosa principale: lesperienza straordinaria che si fa quando si ascolta la Quinta sinfonia di Beethoven. Il dualista sar certamente disposto ad ammettere che tale esperienza dipende in qualche modo dalla sequenza di eventi che si danno nel nostro cervello: infatti, lesperienza cesserebbe qualora gli eventi cerebrali subissero uninterferenza, ad esempio in seguito a un colpo alla nuca o per lazione di un farmaco anestetico. Eppure, ci che spinge una persona a viaggiare per molti chilometri per ascoltare un concerto, e a comprare un biglietto per un posto che forse a stento pu permettersi, non sono gli eventi cerebrali bens, anzitutto, le esperienze coscienti e magari pure quelle non-coscienti, quali, verosimilmente, laspettativa inconscia di ascoltare qualcosa di meraviglioso ed emozionante. Sebbene il dualista sia disposto ad accettare la posizione del monista circa gli eventi cerebrali e le tracce mnestiche presenti allinterno del cervello, egli osserver comunque che profondamente sbagliato pensare che ci sia solo questo. In ultima analisi il dualista

rimprovera al monista di aver ignorato la cosa pi importante, vale a dire il Mondo 2: il mondo delle nostre esperienze coscienti, senza cui il Mondo 1 sarebbe solamente una landa desolata, inanimata, esanime. Ora, vi sono anche altre concezioni delluniverso oltre alle due finora descritte: il monismo materialista e fisicalista da un lato e il dualismo dallaltro. In particolare, ci sarebbe il monismo delle esperienze la Berkeley. In ogni caso, limiter la discussione critica alle due istanze che ho brevemente illustrato, in quanto la prima, il materialismo o fisicalismo, largamente diffusa tra i filosofi contemporanei, mentre la seconda, il dualismo, a mio avviso la concezione del senso comune. Non pretendo di riuscire a confutare queste due istanze, ma le metto in discussione proponendo, e difendendo, una concezione pluralistica. V. Che cosa posso dire, da pluralista, al monista materialista e al dualista? Anzitutto che, come il dualista, sono disposto ad accogliere molte delle affermazioni del monista materialista: di fatto concordo con tutto, tranne che con la negazione di un Mondo 2 delle esperienze e di un Mondo 3 degli oggetti astratti come la Quinta sinfonia. Allo stesso modo, concordo con tutto quel che sostiene il dualista, eccezion fatta per la credenza implicita che la Quinta sinfonia debba venir identificata con lesperienza che facciamo quando la ascoltiamo o la ricordiamo. Sarebbe forse opportuno prendere le mosse dal fatto o da quel che a me pare essere un fatto che ci sono esecuzioni migliori ed esecuzioni peggiori della Quinta sinfonia di Beethoven, sia che si tratti di esecuzioni dal vivo, sia di registrazioni. Se questo un fatto e io penso che lo sia rappresenta una difficolt reale per il monista materialista. Ovviamente non ci sarebbe nessuna difficolt se si potesse semplicemente ritenere cattiva lesecuzione che si discosta

maggiormente dalla partitura originaria di Beethoven, e buona quella che invece vi si conforma perfettamente. Tuttavia verosimile che le esecuzioni migliori siano quelle che presentano qua e l qualche piccola inesattezza, mentre proprio quelle pi impacciate rendono fedelmente la partitura. Comunque sia, anche se ci limitassimo a confrontare esecuzioni o altre incarnazioni tecnicamente perfette, continuerebbero ad esserci esecuzioni migliori di altre. Non vedo proprio come il materialista, ma neppure il dualista, potrebbero dar conto del fatto che oggettivamente ci sono esecuzioni migliori e peggiori. Penso che non potrebbero far altro che affermare che riteniamo migliori le esecuzioni che suscitano lapprovazione di pi persone o, forse, di pi musicisti (a prescindere dal fatto che questa approvazione si esprima mediante un comportamento verbale, come direbbe il materialista, o in un autentico divertimento, come sosterrebbe il dualista). In altri termini, sia il monista materialista sia il dualista dovrebbero affermare qualcosa del genere: Lesecuzione stata molto buona, perch piaciuta a molte persone; o perlomeno cos hanno detto. N il monista n il dualista potrebbero dire: stata unesecuzione meravigliosa, e perci piaciuta a molte persone e le ha profondamente impressionate. Ancor meno: stata unesecuzione meravigliosa, ma lhanno apprezzata in pochi. Io sostengo invece che cose di questo tipo possano venir dette, e che per di pi possano essere del tutto vere. Nella mia terminologia, unesecuzione cos intesa un oggetto del Mondo 3 ovviamente incarnato e realizzato fisicamente e pu venir considerata come tale. VI. Questo nostro discorso sugli oggetti del Mondo 3 ci ha posti di fronte a un problema: la valutazione critica di unopera darte necessariamente soggettiva, nel senso che si limita a registrare la reazione soggettiva del Mondo 2 e lapprezzamento delle persone che si

sono trovate dinanzi lincarnazione dellopera? Oppure unopera darte pu essere importante e meravigliosa in quanto tale? Risulter chiaro che questultima posizione, la posizione oggettivistica, strettamente connessa allidea che esista un Mondo 3 e che esistano gli oggetti del Mondo 3. Potrebbe certamente darsi il caso che ci siano oggetti del Mondo 3 e grandi opere darte, ma che ci manchino i criteri oggettivi della loro grandezza. Lunico criterio a nostra disposizione potrebbe essere la reazione soggettiva di certe persone di fronte a quellopera darte. Ci si accorderebbe per perfettamente con la tesi della grandezza oggettiva di unopera darte. Le persone farebbero la parte della limatura di ferro in un campo magnetico: le loro reazioni renderebbero visibile una qualit oggettiva di unopera darte. Penso che le cose stiano effettivamente cos: la reazione del pubblico un mero indicatore della qualit dellopera darte; senzaltro, per, un indicatore non molto attendibile. Non intendo dilungarmi oltre su questioni di estetica, ma vorrei che questo specifico punto fosse chiaro. Io ritengo che ci sia un Mondo 3 dei prodotti della mente umana e cerco di mostrare che gli oggetti del Mondo 3 possono essere, in un senso molto chiaro, oggetti assolutamente reali e non fittizi. Questi oggetti possono essere reali nel senso che possono esercitare un effetto causale su di noi, sulle nostre esperienze che rientrano nel Mondo 2, sui nostri cervelli e sugli altri corpi materiali del Mondo 1. Una sinfonia o unaltra opera darte pu valere come esempio di un oggetto del Mondo 3 e una sinfonia pu essere una grande sinfonia. Ci pu voler dire che oggettivamente grande, anche qualora non si disponesse di alcun criterio oggettivo per giudicarla, ma semplicemente della reazione soggettiva di alcuni esseri umani. Tuttavia, dalla mancanza di un criterio oggettivo per valutarla non si deve concludere n il carattere soggettivo dellopera giudicata, n il carattere soggettivo dei suoi meriti.

Invece, sia il monista materialista sia il dualista sembrano costretti a sostenere che non c nulla di oggettivo riguardo a unopera darte. Se costoro avessero ragione se luniverso fosse fatto esclusivamente degli oggetti concreti del Mondo 1, oppure di oggetti del Mondo 1 e di esperienze concrete del Mondo 2, ma non di oggetti astratti come i grandi libri, le grandi teorie o le grandi sinfonie allora ogni discorso su quel tipo di oggetti sarebbe fittizio. Ogni discorso su una grande sinfonia o su una grande esecuzione andrebbe interpretato come un discorso metaforico. Cos, dicendo questa una grande sinfonia non intenderemmo dire che c una sinfonia che grande e che questo fatto oggettivo pu forse venir appurato, se abbiamo fortuna, dalla reazione soggettiva di alcune persone. La nostra affermazione vorrebbe piuttosto dire che le persone reagiscono in determinati modi di fronte a certi oggetti fisici del Mondo 1, ad esempio di fronte ad unesecuzione musicale. Proprio come se laffermazione Qui c un forte campo magnetico andasse intesa in senso metaforico, ossia come se non si riferisse a unentit oggettiva, a un campo magnetico, ma soltanto al comportamento della limatura di ferro quando viene disseminata in una zona particolare del campo. In effetti qualche filosofo eminente ha sostenuto proprio questa concezione, e non solo relativamente ai campi magnetici: lha estesa addirittura a tutti i corpi fisici osservabili. Cos i filosofi hanno di frequente inteso il corpo fisico non come unentit fisica oggettiva, ma come una possibilit permanente di [causare] sensazioni nelle persone. Si tratta di unopinione filosofica perfettamente rispettabile. Mi capitato di criticarla, per diverse ragioni. Ci significa che io sono realista rispetto al mondo fisico, il Mondo 1. Allo stesso modo, sono realista rispetto al Mondo 2, il mondo delle esperienze. E sono realista rispetto al Mondo 3, il mondo degli oggetti astratti, come il linguaggio, le congetture e le teorie scientifiche, e le opere darte.

VII. Prima di proseguire nellesposizione delle mie argomentazioni a favore di questo triplice realismo un realismo relativo ai Mondi 1, 2 e 3 far unultima osservazione sulle opere darte. Dopodich torner alla discussione di altri oggetti del Mondo 3, in particolare delle congetture e delle teorie scientifiche. Sar conciso. Mi preme per chiarire che losservazione riguarda una questione di importanza cruciale, che meriterebbe di venir discussa a lungo. Secondo la teoria dellarte, della musica e della poesia in assoluto pi influente e pi diffusa, tutta larte essenzialmente espressione di se stessi, vale a dire espressione o rivelazione della personalit dellartista, e in specie delle sue emozioni. Ritengo che questa teoria sia completamente sbagliata. banalmente vero che esprimiamo il nostro stato interiore quello che facciamo, ivi compresa ovviamente larte. Ma esprimiamo il nostro stato interiore anche nel modo in cui camminiamo, tossiamo o ci soffiamo il naso. Non si pu pertanto ricorrere allespressione di se stessi come elemento caratterizzante dellarte. Tuttavia non ritengo che questa teoria espressionistica dellarte sia semplicemente sbagliata; credo che essa abbia addirittura uninfluenza perniciosa e distruttiva sullarte. Nella grande arte lartista considera importante la sua opera, non se stesso. La teoria che considera larte espressione di se stessi mette a repentaglio proprio questo atteggiamento salutare. VIII. Affrontiamo ora il problema centrale. Gli oggetti del Mondo 3 ad esempio le teorie della gravitazione di Newton o di Einstein sono oggetti reali? O sono semplici finzioni, come sostengono il monista materialista e il dualista? Forse queste teorie non sono di per se stesse

reali, ma lo sono soltanto le loro incarnazioni nei nostri cervelli e nei comportamenti verbali? O che forse, come direbbe il dualista, non siano reali soltanto le loro incarnazioni, ma anche le nostre esperienze mentali, i pensieri che rivolgiamo a questi oggetti fittizi del Mondo 3, e non per gli oggetti del Mondo 3 in quanto tali? La mia soluzione a questo problema e quindi la tesi centrale del mio discorso che gli oggetti del Mondo 3 sono reali. E lo sono proprio nel senso in cui il fisicalista direbbe reali o realmente esistenti le forze e i campi di forza. Tuttavia questa mia soluzione realista va difesa sulla base di argomenti razionali. Qui si annida probabilmente il pericolo che il problema principale che pongo vale a dire la realt o lesistenza degli oggetti del Mondo 3 possa degenerare in una mera questione terminologica. In fondo possiamo chiamare reale o esistente tutto quel che ci pare. Penso che si possa ovviare a questo pericolo prendendo le mosse dallidea pi primitiva di realt e adottando il metodo di cui si serve lo stesso fisicalista, in base a cui lidea viene generalizzata e, alla fine, completamente rimpiazzata. Penso che noi tutti siamo certi anzitutto dellesistenza e della realt dei corpi fisici di medie dimensioni, ossia di dimensioni tali che ci consentono di maneggiarli con facilit, di rotearli e di lasciarli cadere. Cose come queste sono reali nel senso pi primitivo del termine. Presumo che un bambino impari a riconoscere cose come queste, e che ritenga reali in maniera pi stringente le cose che riesce a toccare, a far cadere e a mettersi in bocca. La resistenza al tatto sembra pertanto essere importante; come lo un certo grado di resistenza temporale. Partendo da unidea primitiva di cose reali, com questa, il fisicalista la estende generalizzandola. Credo che il materialista e il fisicalista pervengano allidea di esistenza fisica reale mettendo insieme cose molto grandi, cose molto piccole e cose che non persistono in nessun lasso di tempo; vi includono inoltre tutto ci che pu agire causalmente sulle cose, come lattrazione e la repulsione magnetiche ed elettriche, i

campi di forze e, ancora, le radiazioni, come i raggi X, in quanto possono agire in maniera causale sui corpi, per esempio sulle lastre fotografiche. Pervengono quindi allidea che reale ed esistente tutto ci che pu esercitare in maniera diretta o indiretta un effetto causale sugli oggetti fisici, in particolare sulle cose fisiche primitive che possono venir maneggiate con facilit. Cos facendo, il problema principale che pongo vale a dire, se gli oggetti astratti del Mondo 3 come la teoria della gravitazione di Newton e di Einstein abbiano unesistenza reale pu venir sostituito con questaltro problema: le congetture e le teorie scientifiche possono esercitare, in maniera diretta o indiretta, un effetto causale sugli oggetti fisici del Mondo 1? La mia risposta sar questa: S, possono effettivamente farlo. IX. Il mio argomento principale a sostegno del realismo del Mondo 3 molto semplice. Tutti sappiamo di vivere in un mondo fisico, il Mondo 1, che stato notevolmente modificato per mezzo della scienza, ossia grazie alle congetture e alle teorie del Mondo 3, utilizzate come strumenti per realizzare un cambiamento. Sicch le congetture e le teorie scientifiche possono esercitare un effetto causale e strumentale sulle cose fisiche; e possono farlo in misura ben maggiore, poniamo, di quanto non facciano cacciaviti e cesoie. Nonostante io ritenga decisivo e convincente largomento secondo cui le congetture e le teorie scientifiche possono servire a cambiare il Mondo 1, sono ben consapevole del fatto che n il monista materialista, n il dualista sarebbero disposti ad accettarlo. Ognuno di essi avrebbe qualcosa da obiettare. Il dualista direbbe che non la congettura o la teoria in quanto tale ad esempio la teoria della relativit ristretta di Einstein di per se

stessa a valere come uno strumento, poniamo, nella costruzione della bomba atomica, ma piuttosto alcuni processi mentali di alcune persone concrete, quali lo stesso Einstein e Paul Langevin. Il dualista direbbe quindi che fu il pensiero di Einstein a indurlo nel 1905 a scrivere un articolo che esponeva a larghe linee la sua teoria della relativit ristretta, e che dopo la pubblicazione di quellarticolo (ma nel medesimo anno), Einstein dedusse un risultato importante dalla teoria della relativit ristretta. Questo risultato venne dapprima formulato come segue: M M = E/c mentre ora viene comunemente espresso con la celebre formula: E = mc Il dualista insisterebbe pertanto sul fatto che si pervenuti a questa formula grazie al processo mentale di Einstein e di altri fisici come Paul Langevin. Langevin sembra peraltro essere stato il primo a pensare che questa formula sarebbe potuta servire a spiegare lenorme emissione di energia da parte del Sole, e che essa lasciava supporre che si sarebbe potuta generare unenorme quantit di energia qualora si fosse riusciti a trasformare una parte della massa di un nucleo atomico in radiazioni. Secondo il dualista, dunque, sarebbero state piuttosto le esperienze del Mondo 2, i processi mentali coscienti, ad aver esercitato un ruolo causale nel determinare la costruzione della bomba atomica, e non un qualsivoglia oggetto del Mondo 3, come i contenuti di formule o le teorie. Oltre ai processi mentali, anche alcune incarnazioni fisiche (ad esempio i libri, la carta scritta e stampata, le formule scritte) esercitano unazione causale; allo stesso modo, ovvio, i processi cerebrali. Il dualista puro, comunque, insisterebbe nel dire che non c alcun motivo di far ricorso a un oggetto astratto del Mondo 3 in quanto tale.

Largomento del monista materialista sarebbe molto simile, se non per il fatto che egli eliminerebbe i processi mentali coscienti, sostituendoli con i corrispondenti processi cerebrali del Mondo 1. Il monista materialista insisterebbe pi del dualista sulle svariate incarnazioni fisiche della teoria, e sosterebbe che sono queste incarnazioni fisiche e non una qualsivoglia entit astratta (come la teoria di per se stessa) gli strumenti che servono a modificare il nostro ambiente fisico, ad esempio a costruire la bomba atomica. X. Replicando alle obiezioni del dualista e del monista materialista arriver al cuore della mia argomentazione a favore dellesistenza del Mondo 3. Io ritengo che si possa e, anzi, si debba distinguere nettamente tra la conoscenza in senso soggettivo e la conoscenza in senso oggettivo. La conoscenza in senso soggettivo fatta di disposizioni mentali concrete, in particolare di aspettative. Essa consiste di processi mentali concreti appartenenti al Mondo 2 e dei processi cerebrali loro corrispondenti che rientrano nel Mondo 1. Questa conoscenza pu essere descritta come il nostro mondo soggettivo di aspettative. La conoscenza in senso oggettivo non consiste di processi mentali, bens di contenuti mentali. Essa concerne il contenuto delle nostre teorie formulate linguisticamente: il contenuto che pu venir tradotto, almeno in maniera approssimativa, da una lingua in unaltra. Il contenuto mentale oggettivo ci che rimane invariato in una traduzione ragionevolmente buona. O, detto in modo pi realistico: il contenuto ci che il traduttore tenta di mantenere invariato, per quanto questo compito possa risultargli talvolta estremamente arduo. I processi mentali soggettivi dello scienziato operano proprio sul contenuto mentale oggettivo di una congettura o di una teoria. Questi

processi mirano a incrementare i contenuti mentali oggettivi mediante la discussione critica. pur vero che lo scienziato deve innanzitutto cogliere soggettivamente le implicazioni delle teorie oggettive, prima di potersi servire dellapplicazione di queste teorie per modificare il nostro ambiente fisico, che parte del Mondo 1. Ci significa che il Mondo 2 agisce da intermediario fra il Mondo 3 e il Mondo 1. Ma proprio afferrando loggetto del Mondo 3 che si conferisce al Mondo 2 la capacit di modificare il Mondo 1. Cercher di spiegare questa distinzione importantissima tra il processo mentale concreto del Mondo 2 e un contenuto mentale astratto del Mondo 3 con laiuto di alcuni esempi. Come primo esempio prendiamo la seguente affermazione: Leonardo pensava che si potesse costruire una macchina in grado di volare come un uccello. Laffermazione relativa ad una persona, Leonardo, e a un pensiero di Leonardo. Qui il pensiero per caratterizzato attraverso il suo contenuto. un dato di fatto, come sappiamo, che questo contenuto mentale si presentava a Leonardo con una certa frequenza. Pertanto la nostra affermazione si riferisce indirettamente a molti dei processi mentali concreti di Leonardo, poich richiama il contenuto mentale astratto che essi hanno in comune. Devono comunque esserci state occasioni particolari in cui Leonardo ha avuto questo contenuto mentale: ad esempio la prima e lultima volta che lo ha pensato. In queste varie occasioni Leonardo ha fatto esperienza di processi mentali concreti. Essi furono indubbiamente ogni volta processi diversi. Quel che avevano in comune era propriamente il loro contenuto. Stando a questo esempio pu sembrare che il contenuto mentale sia una mera astrazione, un semplice aspetto di un processo mentale concreto del Mondo 2 cosicch il dualista parrebbe aver ragione.

Ma consideriamo ora la seguente affermazione: Nel 1905 Einstein elabor la teoria della relativit ristretta. Questa affermazione si riferisce nuovamente a una persona e a un suo processo mentale del Mondo 2, e richiama unoccasione particolare, ossia loccorrenza dei processi mentali che condussero per la prima volta a quel particolare contenuto mentale che la teoria della relativit ristretta. Ma la teoria della relativit ristretta pi di un semplice aspetto dei processi mentali di Einstein appartenenti al Mondo 2. Ci appare evidente quando si dice: La teoria della relativit ristretta ha molte conseguenze logiche importanti che Einstein non aveva considerato nel 1905; possono esserci importanti conseguenze logiche di questa teoria di cui nessuno si finora accorto e che forse nessuno mai scoprir. Considerando questa affermazione si nota che la teoria non una mera astrazione a partire da un processo mentale concreto, ma proprio come sostengo io un oggetto alla stregua di altri oggetti: uno specifico oggetto astratto del Mondo 3. Si tratta di un contenuto mentale, ma non del contenuto mentale di un particolare processo mentale o di diversi processi mentali; piuttosto qualcosa come il contenuto mentale di un qualche processo mentale possibile o effettivo. Una delle caratteristiche salienti di questo tipo di oggetti del Mondo 3 che essi possono trovarsi tra loro in relazioni logiche. Esempi di relazioni logiche sono lequivalenza logica, la deducibilit, la compatibilit e lincompatibilit. Queste relazioni logiche possono sussistere esclusivamente fra contenuti astratti del Mondo 3, come le congetture e le teorie, e non si danno mai tra i processi mentali concreti del Mondo 2. Difatti, per quanto si parli di pensieri simili, ci riferiamo solitamente ai contenuti mentali e a un tipo di somiglianza logica. Per altro verso, si pu ritenere che le relazioni causali, come linfluenza che

un autore esercita su un altro, riguardino i processi mentali e non i contenuti mentali. Cos, quando diciamo che James Clerk Maxwell stato influenzato da Michael Faraday, ci riferiamo anzitutto ai processi mentali di Maxwell, e affermiamo che quei processi sono stati in pare originati dalla lettura degli articoli di Faraday e dalla comprensione del loro contenuto mentale. Ma, al contempo, alludiamo al fatto che si nota una qualche somiglianza logica tra i contenuti mentali negli scritti di Maxwell e in quelli di Faraday. Al contrario, quando diciamo che ci sono somiglianze tra i pensieri di Buddha e quelli di Cristo, non parliamo affatto di processi mentali, ma solo di contenuti mentali. Lo stesso vale quando diciamo che alcuni pensieri di Buddha sono incompatibili con alcuni pensieri di Cristo, oppure che alcuni pensieri di Einstein contraddicono alcuni pensieri di Newton. In tutti questi casi non ci riferiamo a eventi e a processi mentali, ma a dottrine, a teorie e a contenuti mentali, vale a dire a cose che, secondo la mia terminologia, rientrano tutte nel Mondo 3. Si pu ipotizzare che i contenuti mentali siano prodotti del linguaggio umano, e che i linguaggi degli uomini siano, a loro volta, gli oggetti pi importanti e fondamentali del Mondo 3. Il linguaggio ha ovviamente anche un aspetto fisico, mentre il contenuto di ci che stato pensato o detto qualcosa di astratto. Si pu dire che il contenuto ci che aspiriamo a preservare e a mantenere invariato quando traduciamo da una lingua in unaltra. (Se corretta la teoria secondo cui la danza delle api domestiche contiene un messaggio traducibile in questo modo: C cibo a una tale e tale distanza, in una tale e tale direzione, allora anche il linguaggio della danza delle api ha un suo contenuto.) XI. Allinterno della prospettiva che qui difendo, il passaggio da un pensiero non linguistico a un pensiero formulato linguisticamente

molto importante. Formulando un pensiero in una qualche lingua, lo rendiamo un oggetto del Mondo 3; cos facendo, lo rendiamo un possibile oggetto di una discussione critica. Fintanto che il pensiero rimane un semplice processo del Mondo 2, esso semplicemente una parte di noi stessi e non pu facilmente diventare, per noi, oggetto di un confronto critico. Tuttavia, il confronto critico riguardo agli oggetti del Mondo 3 ha una grandissima importanza tanto nellarte, quanto, soprattutto, nella scienza. La scienza pu venir considerata in larga parte il risultato di un confronto critico, vale a dire dellesame critico e della selezione di congetture e contenuti mentali. Nelle discussioni scientifiche non facciamo che sottoporre a critica congetture concorrenti rispetto al loro poter o non poter essere vere. Non soltanto le relazioni logiche, ma anche le idee di verit e falsit si applicano solo ai contenuti mentali, alle congetture e alle teorie del Mondo 3. Bisogna ammettere che talvolta parliamo anche di credenze vere o false, e la credenza di norma un oggetto del Mondo 2. Quando, ad esempio, parliamo di una credenza incrollabile o di una credenza vacillante, ci riferiamo a un oggetto del Mondo 2, e non a un oggetto del Mondo 3. Quando invece parliamo di una credenza vera o di una credenza falsa, non ci riferiamo solo a un oggetto del Mondo 2, ma anche al contenuto mentale che appartiene al Mondo 3, ossia al contenuto teoretico connesso a questa credenza particolare. Riassumendo. Occorre distinguere tra i processi mentali del Mondo 2 e i contenuti mentali del Mondo 3. I processi mentali sono concreti, nel senso che accadono a certe persone in certe occasioni, in un certo luogo e in un certo tempo. Si ha quindi ragione di supporre che ci siano processi cerebrali strettamente connessi a questi processi mentali. Ci sono poi i contenuti mentali, che sono oggetti astratti del Mondo 3. Questi oggetti possono intrattenere fra loro relazioni logiche. Le implicazioni logiche di una teoria sono tipici esempi di contenuto

mentale del Mondo 3. Si pu persino considerare il contenuto mentale astratto di una teoria come linsieme delle sue implicazioni logiche. XII. Si potrebbe essere ancora propensi a dire che esistono e sono reali soltanto i processi mentali e i processi cerebrali corrispondenti, mentre i contenuti mentali non sono altro che aspetti astratti dei processi mentali concreti. Consideriamo per lesempio dei bambini che imparano a contare. Contare unabilit, uninvenzione delluomo. Si impara a contare rendendosi capaci di costruire per qualsiasi numero dato il numero successivo, senza fine. Arriviamo cos a comprendere la serie infinita dei numeri naturali. Essendo infinita, per, questa serie non ha n una realizzazione fisica, n unincarnazione. Ciononostante, la serie infinita dei numeri naturali un oggetto del Mondo 3 relativamente a cui siamo in grado di fare molte scoperte. Scopriamo infatti che tutti i numeri (e tutti i numeri significa infinitamente tanti numeri) sono pari o dispari. Scopriamo poi che certi numeri, come 2, 3, 5, 7, 11, 13, sono numeri primi, ossia non divisibili. (E, ovviamente, che tutti i numeri sono o divisibili o primi.) Scopriamo pure il teorema di Euclide, secondo cui i numeri primi, nonostante divengano sempre pi rari man mano che si procede nella serie dei numeri naturali, non si esauriscono mai del tutto: il teorema di Euclide afferma infatti che nella serie infinita dei numeri naturali ci sono infiniti numeri primi. assolutamente vero che tutte queste scoperte sono risultati o prodotti di processi mentali: quel che io chiamo Mondo 3 proprio il mondo dei prodotti della mente umana, vale a dire i prodotti del Mondo 2. Ma la serie infinita dei numeri naturali , chiaramente, un oggetto astratto del Mondo 3: un oggetto che possiamo studiare e rispetto a cui possiamo fare scoperte piuttosto inattese. Intorno a questo oggetto ci sono in realt ancora molti problemi aperti: problemi di teoria dei numeri che i matematici non sono finora riusciti a risolvere.

Gli oggetti del Mondo 3, come la serie infinita dei numeri naturali e i problemi ad esso correlati, possono venir paragonati a un oggetto del Mondo 1, ad esempio al DNA e ai problemi di fronte a cui si trova il biochimico; oppure, in maniera pi grossolana, a una montagna molto alta, come lEverest, e ai problemi che deve affrontare un alpinista. In tutti e tre questi casi la curiosit e il desiderio di risolvere qualche problema complicato ci spingono verso loggetto della nostra ricerca. In tutti questi casi studiamo un oggetto di cui abbiamo una conoscenza parziale, ereditata dai ricercatori che ci hanno preceduto. In tutti questi casi possiamo rimanere sorpresi dai risultati della nostra ricerca. In tutti questi casi i risultati possono essere controllati in maniera intersoggettiva, ossia da altri ricercatori. Ma il punto centrale che in tutti questi casi c una vera e propria interazione causale tra loggetto della ricerca e noi stessi. In ognuno di questi casi loggetto passivo rispetto a noi che lo stiamo studiando in maniera attiva, proprio come chi posa per un ritratto passivo rispetto al pittore che invece attivo. Eppure chi posa l, e la sua presenza esercita uninfluenza causale sul pittore. Ho accennato al fatto che la serie dei numeri naturali, essendo infinita, non pu realizzarsi fisicamente o incarnarsi. Questa serie disincarnata: un oggetto astratto del Mondo 3. La medesima cosa vale per ogni congettura e per ogni teoria, se identifichiamo la congettura e la teoria (il loro contenuto logico) con il sistema di tutti i teoremi che se ne possono derivare, ossia con il sistema deduttivo loro corrispondente. Una teoria siffatta o un sistema siffatto sono infiniti e possono rivelarsi ricchi di sorprese. Sar certo stata una sorpresa per Einstein scoprire, appena dopo aver scritto il suo primo articolo sulla teoria della relativit ristretta, che se ne poteva dedurre come teorema la formula ora celebre E = mc.

XIII. Le incarnazioni nel Mondo 1 degli oggetti del Mondo 3 i libri manoscritti o stampati, o gli articoli sui giornali sono estremamente importanti, ma non in quanto oggetti del Mondo 1. Essi sono importanti in quanto oggetti del Mondo 3. Altri esempi di incarnazioni nel Mondo 1 di oggetti del Mondo 3 possono essere una cartina geografica, una pianta di un edificio, di un motore, di unauto a motore o di un aeroplano. Le cartine e le piante si basano su teorie: esse sono, esattamente come i libri, incarnazioni di oggetti del Mondo 3. La loro efficacia causale assolutamente evidente: le cartine e le piante di un nuovo porto o di un nuovo aeroporto hanno avuto una funzione strumentale nel cambiamento del Mondo 1. Come i libri, per, esse non hanno nessun valore agli occhi di chi non li sa leggere. Le cartine e le piante non sono per gli unici oggetti del Mondo 3: ci sono anche i piani dazione, fra cui potrebbero rientrare i programmi per computer. Tutti questi oggetti del Mondo 3 sono caratterizzati dalla possibilit di venir migliorati attraverso la discussione critica. In particolare, li caratterizza il fatto di poter essere oggetto di un confronto critico collaborativo, i cui contributi possono provenire da persone che non avevano nulla a che vedere con lidea originaria. Questo rappresenta un argomento ulteriore a favore delloggettivit degli oggetti del Mondo 3, e della loro capacit di stimolare la gente a pensare il che significa appunto indurla (causalmente) a pensare. La discussione critica collaborativa ormai di moda nellambito della pianificazione, e lo sta diventando sempre pi. Ma una vecchia idea. Ben duecento anni fa Edmund Burke, lo statista irlandese e teorico della politica, scrisse queste righe a proposito dellemendazione critica e della revisione dei piani militari e politici:
Nel corso della mia vita ho conosciuto e ho collaborato [] con grandi uomini; e non ho ancora visto che un qualche progetto non sia stato modificato

dalle osservazioni di coloro che avevano una capacit di comprensione molto inferiore a quella di chi ne era alla guida.

evidente che qui Burke, parlando di piani, ha in mente gli oggetti del Mondo 3 e non i processi mentali concreti delle persone che vi stavano collaborando. Questi processi mentali concreti aiutano a migliorare il piano comune, astratto. Essi non sono altro che contributi critici al piano comune astratto: devono pertanto subire linfluenza causale del piano comune astratto e, in particolare, dei fini non ancora esistenti cui esso tende. La collaborazione critica relativamente a un piano astratto presuppone che questo piano sia oggettivo. Per di pi, quando afferma che un piano pu venir migliorato attraverso la discussione critica, Burke richiama lattenzione su un particolare aspetto degli oggetti del Mondo 3 che li rende, ancora una volta, simili agli oggetti del Mondo 1: la possibilit di operare su di essi migliorando le loro prestazioni, proprio come fa il meccanico con un motore. XIV. A questo punto tornerei alla tesi centrale da cui ero partito. La mia tesi era che gli oggetti del Mondo 3, come le teorie, hanno un ruolo straordinario nella modificazione del nostro ambiente del Mondo 1 e che, stante la loro azione causale indiretta sugli oggetti del Mondo 1, dovremmo considerare anche gli oggetti del Mondo 3 oggetti reali. Non si tratta affatto, qui, delluso del termine reale: la mia tesi che le nostre teorie e i nostri piani appartenenti al Mondo 3 esercitano uninfluenza di tipo causale sugli oggetti fisici del Mondo 1, ossia che agiscono causalmente sul Mondo 1. A quanto mi consta, questa influenza sempre indiretta. Le teorie, i piani o i programmi dazione del Mondo 3 devono sempre venir colti o compresi da una mente, prima di poter dirigere le azioni umane e indurre cambiamenti nel nostro ambiente fisico, quali la costruzione di aeroporti e aeroplani. Mi sembra che lintervento della mente, e quindi

del Mondo 2, sia indispensabile: solo lintervento del Mondo 2, il mondo del mentale, consente infatti agli oggetti del Mondo 3 di esercitare in maniera indiretta un effetto causale sul mondo fisico, il Mondo 1. Dal momento che la teoria della relativit ristretta poteva influenzare la costruzione della bomba atomica, molti fisici se ne interessarono, ne elaborarono le conseguenze, e le compresero. Lintelligenza umana, e quindi la mente umana, sembra essere indispensabile. Alcune persone ritengono che anche i computer possano fare cose del genere, dal momento che sono capaci di elaborare le conseguenze logiche di una teoria. Possono senzaltro farle, ma solo se li abbiamo costruiti e istruiti mediante programmi che noi stessi abbiamo ideato. Mi trovo pertanto a ritenere che il dualismo mente-corpo sia pi vicino alla verit di quanto non sia il monismo materialistico. Ma il dualismo non di per s sufficiente: occorre ammettere il Mondo 3. XV. Poich ho fatto cenno ai computer, sento di dover dire due parole su una questione oggi molto discussa. I computer possono pensare? Non ho nessuna esitazione a rispondere a questa domanda con un enfatico: No!. Saremo mai in grado di costruire macchine simili ai computer, ma capaci di pensare? In questo caso rispondo con qualche esitazione in pi. Dopo essere atterrati sulla Luna e aver mandato una o due navicelle spaziali su Marte non bisognerebbe avere un atteggiamento troppo dogmatico di fronte a quel che si potr essere in grado di fare. Comunque, non penso che riusciremo mai a costruire esseri coscienti, senza aver prima costruito organismi viventi. E questo sembra essere gi abbastanza difficile. La coscienza svolge una funzione biologica negli animali. Non mi sembra affatto probabile che una macchina possa essere cosciente, a meno che non abbia bisogno di una

coscienza. Persino noi umani ci addormentiamo quando la nostra coscienza non deve svolgere alcuna funzione. Sicch, a meno che non si riesca a produrre artificialmente la vita una vita che aspiri a una sopravvivenza a lungo termine e, di pi, a creare animali artificiali semoventi pilotati da una sorta di conducente, non penso che lintelligenza artificiale cosciente possa diventare una realt. A dire il vero, per quanto si possa essere pi sensibili di me alla potenzialit dei computer, penso che sulla questione si sia fatto fin troppo baccano. XVI. Se vero che il mondo fisico stato modificato dal Mondo 3 dei prodotti della mente umana mediante lintervento della mente umana, allora i Mondi 1, 2 e 3 sono in grado di interagire tra loro; pertanto nessuno dei tre chiuso rispetto allinterazione causale. Al monista materialista e al fisicalista sembrer particolarmente difficile ammettere che dal punto di vista causale il mondo fisico non chiuso ma pu agire sul Mondo 2 e, mediante questo, sul Mondo 3. Ora, questa apertura del mondo materiale, ossia del Mondo 1, alle influenze esterne solo una delle cose che lesperienza ci mostra di continuo. Non c nessuna ragione di pensare che i cervelli umani si siano modificati molto nel corso degli ultimi cento anni; il nostro ambiente materiale, invece, stato modificato fino a rendersi irriconoscibile sia per mezzo delle nostre azioni pianificate, sia per mezzo delle loro conseguenze impreviste. Il materialista ovviamente spiegher tutto ci nei termini dei nostri processi cerebrali; effettivamente bisogna ammettere che essi hanno un ruolo nel mediare lintervento causale del Mondo 3, attraverso il Mondo 2, sul Mondo 1. Ma il cambiamento importante si origina nel Mondo 3, nelle nostre teorie. Ricorrendo a una metafora, si pu dire che essere godono di vita

propria, ancorch dipendano pesantemente dalle nostre menti e, molto probabilmente, dai nostri cervelli. Penso che negare che il Mondo 1 sia causalmente aperto al Mondo 2 e, tramite questo, al Mondo 3, significhi chiudere gli occhi di fronte allevidenza e non spiegarla. XVII. Sarebbe anche opportuno accennare allintima relazione tra ci che io chiamo Mondo 3 e ci che gli antropologi chiamano cultura. Si tratta pressappoco della stessa cosa. Possono venir descritti entrambi come il mondo dei prodotti della mente umana: lespressione evoluzione culturale esprime esattamente quel che io chiamo evoluzione del Mondo 3. Gli antropologi tendono comunque a non distinguere le incarnazioni degli oggetti del Mondo 3 nel Mondo 1 dai veri e propri oggetti del Mondo 3. Ci introduce una profonda differenza tra le nostre due prospettive, e tra le nostre due concezioni delluniverso. XVIII. Ricapitolando, si giunge a unimmagine delluniverso di questo tipo. C un universo fisico, il Mondo 1, con il suo sub-universo principale, quello degli organismi viventi. Il Mondo 2, il mondo dellesperienza cosciente, emerge come un prodotto evolutivo dal mondo degli organismi. Il Mondo 3, il mondo dei prodotti della mente umana, emerge come un prodotto evolutivo dal Mondo 2. In ognuno di questi casi il prodotto emergente ha uno straordinario effetto feedback, un effetto di ritorno, sul mondo da cui

emerge. Ad esempio, la composizione fisico-chimica della nostra atmosfera cos ricca di ossigeno un prodotto della vita: un effetto feedback della vita delle piante. In particolare, lemergere del Mondo 3 ha uno straordinario effetto feedback sul Mondo 2 e, tramite esso, sul Mondo 1. Leffetto feedback tra il Mondo 3 e il Mondo 2 particolarmente importante. Le nostre menti sono le creatrici del Mondo 3; il Mondo 3, dal canto suo, non si limita a informare le nostre menti, ma in buona misura le crea. La stessa idea dellio che dipende dalle teorie del Mondo 3, in particolare da una teoria del tempo che fonda lidentit dellio con se stesso, lio di ieri, di oggi e di domani. Lapprendimento di una lingua, che un oggetto del Mondo 3, esso stesso in parte un atto creativo e in parte un effetto feedback; la piena coscienza di s ha il proprio fondamento nel nostro linguaggio umano. Il rapporto che abbiamo con il nostro lavoro un rapporto di feedback: il nostro lavoro cresce grazie a noi e noi cresciamo grazie al nostro lavoro. Questa crescita, questa sorta di trascendenza di s, ha una componente razionale e una non-razionale. La creazione di nuove idee e di nuove teorie , in parte, non-razionale. materia della cosiddetta intuizione o immaginazione. Ma lintuizione fallibile, come tutto ci che umano. Lintuizione deve venir controllata mediante la discussione critica razionale, il prodotto principale del linguaggio umano. Questo controllo attraverso la discussione critica laspetto razionale dellincremento della conoscenza e della nostra crescita personale. una delle tre cose fondamentali che ci rendono umani. Le altre due sono la compassione e la consapevolezza della nostra fallibilit.