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New Orleans Revival

Jazz Experiences

Gino romano

ExpEriEncEs

azz

nEw orlEans rEvival

Dal 1899 A. De Frede Editore - Napoli Via Mezzocannone, 69 Tel./Fax +39 081.5527353 - defrede@libero.it

Stampa: A. De Frede Napoli, ottobre 2012

ISBN 978.88.89976.xx.x

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A Gianmaria e Fabrizio

INDICE
pag. Levoluzione della musica jazz Gli stili nel jazz Il revival I protagonisti I comprimari Il revival in Europa Il repertorio e suggerimenti bibliografici Le etichette discografiche Un percorso di ascolto Conclusioni Indice dei nomi 9 21 25 35 69 73 97 103 107 115 117

New Orleans, 1950 - Skyline

LEVOLUzIONE DELLA MUSICA JAzz


La nascita della musica jazz un fenomeno complesso da spiegare in modo corretto, se si vuole evitare la banale generalizzazione secondo la quale essa fu il prodotto del melting pot di New Orleans teso solo a massimizzare il divertimento1. Di sicuro pi lineare ne levoluzione negli anni successivi2, della quale brevemente seguiamo lexcursus, tracciato in modo schematico nella figura della pagina seguente. Da New Orleans a Chicago A fine Ottocento ed inizi del Novecento il jazz muove i primi passi a New Orleans; musica soprattutto nera, musica soprattutto di classe e non di razza. Per vari motivi, alla fine degli anni 10, New York e maggiormente Chicago3, rappresentarono il nuovo punto dincontro tra blues, orchestre sincopate e ragtime, con una assoluta
possibile avere uno schema succinto ma puntuale nel volume di Gino Romano Jazz Experiences - Alle radici di un inedito: jazz in prospettiva - De Frede Ed., Napoli 202 2 Marshall Stearns Storia del Jazz Eli, Milano 958 Gerard Montarlot Le Jazz et ses musiciens Hachette, Paris 963 Alyn Shipton Nuova storia del Jazz Einaudi, Milano 20 3 Chicago, capitale dellIllinois, situata sulle rive del lago Michigan ed importante nodo ferroviario e stradale, divenne, alla fine del primo decennio del 900, il rifugio dei musicisti che, rimasti senza lavoro a causa della chiusura dello Storyville di New Orleans (voluta dalle autorit militari statunitensi allentrata in guerra degli U.S.A. per non turbare i militari di leva nella citt), vi trovarono ospitalit nei numerosi club, music-hall e locali, nellambito della pi generale migrazione delle popolazioni nere verso le terre del Nord.


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interrazzialit: inizialmente neri, creoli, immigrati europei (molti gli italiani) ma quasi subito anche bianchi americani, si dedicarono a questo nuovo genere musicale, di sicure radici africane ed europee, ma assolutamente americano. Al termine di orchestra sincopata cominci a sostituirsi sempre pi frequentemente quello di orchestra jass o jazz, che suonava musica comunque sincopata, da parte di suonatori quasi esclusivamente bianchi, ma che iniziava a presentare una sia pur minima componente di improvvisazione e di assolo: questa musica fu definita dixieland, termine coniato sulla scia della orchestra di Nick LaRocca, la Original Dixieland Jass Band. Musicalmente parlando, il genere dixieland si differenzia dal contemporaneo genere New Orleans per la superiore cultura musicale classica dei musicisti bianchi rispetto ai neri. Grazie ad una maggiore padronanza tecnica degli strumenti dovuta a studi classici e non da autodidatti, nelle parti scritte e nei giri armonici si ritrovano elementi un po pi colti rispetto al parallelo genere nero. Il dixieland quindi affiancava il New Orleans classico pionieristico, ma questultimo alla fine degli anni 10 inizi a tramontare: ci che determin la diffusione del dixieland jazz in tutti gli Stati Uniti fu lintroduzione del disco, rappresentando il primo caso in cui il diffondersi di un nuovo genere musicale dipese da questo nuovo supporto per lascolto della musica.4 In precedenza, una nuova forma di musica o di ballo avrebbe richiesto lo spostamento dei suoi protagonisti abbligati a muoversi di persona nel resto del paese. Lindustria del disco intu che era pi semplice far viaggiare la musica anzich far viaggiare i musicisti e ci determin il successo
Sulla evoluzione puntuale della aggettivazione jass, jazz, dixieland o creole accanto alla parola Band, si veda lesaustivo articolo The same by any name ? di John Joyce in The Jazz Archivist, Vol II, n, may 987 pagg. -8


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del supporto e della musica su di esso registrata. Il mercato era sostanzialmente monopolio di Victor e Columbia e fu mantenuto tale fino quasi alla fine degli anni 20. Il fascino di vedere i protagonisti dal vivo rimaneva alto, ma le esibizioni iniziarono a diventare sempre meno indispensabili, anche grazie alla crescente diffusione della radio. In questo contesto i musicisti neri, ovunque e prescindendo dalla discriminazione razziale, evitavano inizialmente di registrare la loro musica, soprattutto perch gelosi del proprio stile e per la paura di essere copiati. Differenza sostanziale: limprovvisazione. Grazie allimprovvisazione il blues e il jazz enfatizzavano il ruolo dellesecutore a un grado mai raggiunto ed ognuno di loro temeva unappannamento della propria fama se il suo assolo fosse stato riprodotto da altri. In ogni caso per i grandi musicisti di New Orleans tendevano sempre pi a spostarsi a Chicago5: ne erano principali esponenti King Oliver, Jelly Roll Morton, Louis Armstrong, Johnny Dodds, Jimmy Noone. Dalla immancabile contaminazione tra dixieland e New Orleans in breve nella citt si venne a creare un nuovo genere, il genere New Orleans di Chicago.
Oltre la chiusura di Storyville il fenomeno della migrazione da NO a Chicago fu sostanziato dallaspetto economico. Secondo vari musicisti negli anni dieci e venti del secolo scorso a New Orleans si poteva guadagnare da .25$ a 2.50$ per un ingaggio che durava dalle 8 di sera alle  del mattino. King Oliver a New Orleans guadagnava 25 $ a settimana, Kid Ory ne guadagnava 7.50 e George Pops Foster guadagnava solo 9.50$ . Se pensiamo che, una volta emigrato a Chicago, Sidney Bechet fu in grado di guadagnare 60$ a settimana, possiamo capire perch si ritenga che le vere ragioni della migrazione dei musicisti di New Orleans a Chicago fossero strettamente economiche. John Chilton - Sidney Bechet: The Wizard of Jazz - Da Capo Press, New York 996.
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Partendo dal modello di improvvisazione collettiva dello stile New Orleans, a poco a poco, la sensibilit bianca derivata dai modelli musicali europei e folcloristici dello hillbilly e skiffle introdusse soluzioni armoniche pi raffinate e -quindi- la valorizzazione dellelemento solistico. Esso allapice dello stile di Chicago, si tradusse nella preponderanza dellimprovvisazione del singolo e nell emergere del sassofono, nonch nella nascita delle grosse formazioni (Big Band ), annunciando cos il jazz degli anni Trenta e lo stile swing. Tra i solisti di spicco: Bix Beiderbecke, Muggsy Spanier, Bud Freeman, Pee Wee Russell. Chicago fu, dunque, un centro che segn profondamente levoluzione del jazz e rimase costantemente un significativo punto di riferimento per i musicisti, tanto vero che, negli anni 60, diverr uno dei pi importanti luoghi in cui si cristallizzeranno le tendenze davanguardia musicalmente e politicamente pi radicali della cultura nero-americana, delle quali l Art Ensemble of Chicago rappresenter il gruppo emblematico. Meno interessante fu la vita jazzistica di New York: fino ai primi anni 30 dominavano essenzialmente le orchestre commerciali, ma -per fortuna- anche pianisti come J.P. Johnson e Fats Waller. Poi iniziarono ad affermarsi le grandi
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Suoni degli strumenti di origine rurale o contadino.

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orchestre di maggiore caratura quali quelle di Fletcher Henderson, Luis Russell, Duke Ellington. Esecuzioni quindi di ampio respiro, quasi musica da concerto. Il boogie-woogie e lo swing Tra la fine degli anni 20 e gli anni 30 si diffondeva un nuovo stile musicale: il boogie-woogie . Questo uno stile per pianoforte, diventato molto popolare quando i pianisti neri nel Texas cominciarono a sviluppare una forma pi veloce e ritmata di blues con note basse fortemente ritmate e continuamente ripetute, 8/8 per battuta. Lo scopo era dintrattenere la gente nei juke joints dei bar. A quei tempi questo nuovo tipo di musica fu designata con svariati nomi: fast blues, rolling blues, the dozen, shuffle ecc. fino alla famosa registrazione Pinetops Boogie Woogie. In questa composizione, che risale al 1928, si spiegava come ballare quella musica e fu cos che il genere prese il nome di Boogie Woogie, rimasto in auge fino a met degli anni 40. ******* Sempre verso la met degli anni venti gli stili degli anni precedenti sembravano essere superati e gi da pi parti si delineava un nuovo stile che, confluendo con la musica suonata alla maniera di New Orleans e Chicago diede origine ad uno dei pi importanti momenti del jazz, quello della sua massima affermazione di pubblico: lo swing. In quegli anni inizi una seconda migrazione dei musicisti che si spostarono da Chicago a New York ed a Kansas City. La parola swing, per lungo tempo parola chiave del jazz, viene impiegata in due accezioni diverse: - swing inteso come elemento di intensit ritmica della musica

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jazz, difficilmente riproducibile sul pentagramma e soggetto pertanto ad una forte personalizzazione da parte dei musicisti (in termini tecnici, due crome sono suonate come una terzina di crome con le prime due note legate); - swing inteso come lo stile musicale degli anni trenta, con il quale il jazz raggiunse il massimo successo commerciale. La caratteristica peculiare della affermazione dello stile swing costituita dalla formazione delle Big Band, dovuta principalmente alla esigenza di creare un rilevante volume sonoro per locali da ballo molto ampi. Dal 1925 al 1929, nelle citt di Harlem e Kansas City, le grandi orchestre di Duke Ellington e Fletcher Henderson impostarono un radicale rinnovamento del jazz, con la messa a punto del linguaggio orchestrale. Sempre a Kansas City si affermarono alcune delle pi importanti grandi orchestre, come quella di Benny Moten o quella di Count Basie, e trovarono il loro momento di gloria i grandi solisti Ben Webster, Coleman Hawkins e Lester Young, o le grandi cantanti come Billie Holiday . Bisogner comunque attendere il superamento della crisi economica per assistere al rilancio in grande stile del jazz, quando, verso la met degli anni trenta, raggiunse con lo swing il suo culmine commerciale, segnando contemporaneamente la sua decadenza, logorato dal suo stesso successo, nel momento in cui le esigenze di guadagno ebbero il sopravvento sulla spontaneit e vitalit delle origini. Tra gli anni 1935 e 1946 lo swing delle big band divenne il genere pi popolare degli Stati Uniti: oltre ad Ellington e Basie furono assoluti protagonisti di questo periodo anche Benny Goodman, Tommy Dorsey, Jimmy Dorsey, Glenn Miller. Kansas City vide anche nascere una vera e propria scuola solistica che former alcuni dei grossi nomi del jazz moderno, uno tra tutti: Charlie Parker .

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Comunque -come gi detto- con lavvento della seconda guerra mondiale e le conseguenti difficolt economiche si ebbe linizio del declino dell Era swing. Dal bebop al fusion. Il revival Quando linsoddisfazione dei solisti per il ristretto ambito loro concesso nelle big bands, raggiunse il culmine, questi si ritrovarono a cercare rifugio, al termine del lavoro in orchestra, nei piccoli jazz-club, che nel frattempo si erano moltiplicati, proponendo ogni sera le loro performance; l, superando gli stereotipi musicali a loro imposti dalle esigenze del pubblico, prepararono la prima vera grande rivoluzione, non solo stilistica, ma anche culturale, del jazz. Nei piccoli club di Harlem, dopo il lavoro regolare nelle orchestre, molti solisti si riunivano in piccole formazioni con le quali sperimentavano nuove soluzioni armoniche e nuovi arrangiamenti, anche per superare linsoddisfazione delle limitazioni subite nelle big band. Si svilupp cos un movimento musicale che, partendo dalla esigenza di individuare nuove forme di espressione, si trov alle prese con lambizioso progetto di conferire al jazz la qualifica di forma darte a tutti gli effetti, al di fuori del giro di affari legato allo swing e ai gusti del pubblico, affermando, al contempo, la pretesa del popolo nero e delle classi emarginate della societ americana di accreditare i valori della propria cultura ed il superamento dei pregiudizi razziali.

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Nacque il bebop, una forma di jazz caratterizzato da tempi veloci e improvvisazione, basato sulla struttura armonica piuttosto che sulla melodia. Il bebop era drasticamente diverso dalle composizioni schematiche dellera dello Swing, ed era caratterizzato da tempi veloci, armonie complesse, e melodie complicate. Le sezioni ritmiche scandivano essenzialmente il tempo. La musica risultava piuttosto aggressiva, il bebop sembrava una corsa, nervosa e spezzettata. Quello dei boppers divenne un vero e proprio movimento culturale e di tendenza che accumunava le posizioni di elitismo artistico dei musicisti neri, allesistenzialismo delle giovani generazioni americane che si ribellavano al mondo borghese, razzista e perbenista delle generazioni precedenti. Un movimento che si esprimeva non soltanto con la musica, ma anche con una propria originale immagine che si traduceva nellimitazione di modelli di vita senza regole e limitazioni, il cui riferimento era costituito dal personaggio emblematico del bop, Charlie Parker . Altri boppers di spicco furono Dizzy Gillespie e Thelonius Monk, Charlie Christian e Kenny Clarke. Intorno allidea di rivolta nei confronti dello swing commerciale e di una radicale trasformazione delle intenzioni dei musicisti, si form, con i contributi pi disparati e senza un organico programma, uno stile dal fraseggio nervoso e frammentato, basato sulla disintegrazione della melodia, giocato su velocissimi cromatismi, nuove soluzioni armoniche e ritmiche furiose. Ci provoc la reazione immediata del pubblico, disorientato dal nuovo linguaggio proposto dai boppers, e non ancora pronto

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allimpatto con lideologizzazione della musica, specialmente il pubblico dei neri.

Gli stereotipi dello swing ed il loro superamento attraverso il bebop si tradussero, cos, in un consistente ritorno al jazz delle origini, con una rilevante rifioritura, non soltanto americana, degli stili New Orleans ed -in misura minore- del dixieland. Era il revival, sia del New Orleans sia del dixieland, che avrebbe attraversato gli anni dal 40 al 60 come alternativa consistente al bop, per riprendere quota dopo un breve assopimento alla fine degli anni 50. Di fatto esso non si mai concluso.
Il bebop avrebbe avuto una fase di assestamento per fare posto a soluzioni armoniche pi razionali ed equilibrate, con ritmiche rilassate e la riscoperta della melodia. Miles Davis, Lennie Tristano e quindi Lee Konitz, Gerry Mulligan, Dave Brubeck, il Modern Jazz Quartet di John Lewis e Milton Jackson avrebbero sviluppato queste esperienze pi spontanee, creando il movimento cool . La sintesi dellesperienza davisiana e di quella pi propriamente cool comport la nascita, sulla costa occidentale della California, di una corrente stilistica, prevalentemente bianca, denominata, appunto, West Coast, che tra il 1952 ed il 1958 vide in primo piano lorchestra di Stan Kenton e solisti come Shelly Manne, Shorty Rogers, Jimmy Giuffre, i quali proposero una musica che non obbediva ad alcuna regola ben definita, ma contenente elementi unificanti e riconoscibili, con una caratterizzazione stilistica peculiare.

Con il cool la musica jazz si trasforma completamente da musica da ballare a musica da ascoltare.

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Ulteriori sviluppi sempre pi classicheggianti ma con forti espressioni della scansione ritmica quali quelli dell Hard bop (Max Roach, Clifford Brown, Art Blakey, Art Farmer) o nuove esperienze -definite Modali- basate su pochissimi accordi sui quali si improvvisa su scale al di fuori del maggiore/minore (Miles Davis, John Coltrane, Herbie Hancock, Chick Corea, Keith Jarrett, Gary Burton) avrebbero rappresentato terreno fertile sul quale il jazz si sarebbe incamminato. Parallelamente lapprofondimento radicale degli elementi modali introdotto nel jazz, porter alcuni solisti a raggiungere dimensioni sempre pi libere e meno convenzionali, sulle orme del sassofonista John Coltrane. In ogni caso, dopo gli anni settanta, la modalit diverr parte integrante del jazz contemporaneo, stemperandosi nelle diverse concezioni stilistiche, principalmente il free jazz. Nel 1960 Ornette Coleman utilizz per primo la accezione di free jazz, incidendo, con quel nome, uno storico album nel quale due quartetti contrapposti, partendo da una modalit e da una scansione ritmica predeterminate, improvvisano liberamente svincolandosi, mano a mano, dalle stesse. Da questo esperimento, si svilupper una tendenza che, cercando la rottura completa ed incondizionata con quanto fatto in precedenza nel jazz - stili, forme e strutture - cercher la propria strada al di fuori dellarmonia e della ritmica prestabilite, lasciando al solista unicamente la sua pi libera improvvisazione. Successive esperienze di meditazione e contemperamento di tali esperienze prenderanno il nome di fusion e di acid jazz...

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GLI STILI NEL JAzz


Per rendere pi chiare le differenze di base tra i diversi stili nel corso della rapida evoluzione del jazz, diamo di seguito alcuni semplici e brevissimi elementi che aiuteranno a fare chiarezza. Va innanzitutto detto che levoluzione si basa sempre (anche se non avvertita subito) sul filo conduttore e unificante che consiste nell usare come base di partenza il materiale pre-esistente (o materiale originale scritto nello stile). Questo atteggiamento consente una maggiore libert, mano a mano che il fenomeno evolve, di concentrarsi sullimprovvisazione. Ci quanto avvenuto fin dagli inizi, basati sulla tradizione orale popolare, fino agli anni 60 con Bob Crosby. Successivamente, come nella musica classica, si avvertita la necessit di disintegrare il background strutturale, allo scopo di creare un linguaggio nuovo , in linea con la ridefinizione di unarte moderna. Non pi arte popolare quindi, ma musica come fenomeno artistico, con la consapevolezza di questa transizione epocale. Possiamo seguire questa transizione, vedendo le differenze tra i principali parametri musicali di ogni stile.

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NEW ORLEANS classic [1910 - 1925] TEMPO : 4/ 4 FRONT LINE (Sezione melodica): composto da Cornetta [melodia], Clarinetto [obbligato di una ottava pi alto], Trombone [controcanto alla melodia] SEzIONE RITMICA: Tuba, Banjo, Batteria Stile PERFORMANCE : improvvisazione di gruppo su una base armonico triadica STRUTTURA : polifonico IMPROVVISAzIONE: parafrasi melodica della melodia originale chorus brevi, non pi di un breve anello di congiunzione CHICAGO [1920 - 1928] TEMPO : 4/ 4 FRONT LINE : uguale al New Orleans , ma con laggiunta di Sax e Tromba SEzIONE RITMICA: Basso, Piano, Chitarra/Banjo Stile PERFORMANCE : improvvisazione di gruppo STRUTTURA : polifonico IMPROVVISAzIONE: evidenza del solista; variazioni armoniche basate sugli accordi; enfasi dei virtuosismi Nota : prende il nome di DIXIELAND se suonato da musicisti bianchi SWING 1935-1945] TEMPO : 2/ 4, pi spinto come musica da ballo FRONT LINE (Sezione melodica): sezioni pi ampie di ance e ottoni SEzIONE RITMICA: Basso, Batteria, Chitarra, Piano

Gli stili nel jazz

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Stile PERFORMANCE : gruppo ampio di musicisti; larrangiatore diviene figura centrale STRUTTURA: omofonica IMPROVVISAzIONE: enfasi dei solisti, ma rigorosamente entro i limiti dellarrangiamento BE BOP [1945-1950] TEMPO : sostanzialmente 2/ 4 FRONT LINE (Sezione melodica): Tromba e Sax, talvolta ampliata senza regole fisse SEzIONE RITMICA: Basso, Batteria, Chitarra, Piano; la funzione del basso ridefinita e pi evidente Stile PERFORMANCE : melodia/solo/melodia, il solista figura centrale STRUTTURA: omofonica IMPROVVISAzIONE: completamente orientata al solista, su molti chorus COOL [1950-1955] TEMPO : 2/ 4 o 4/4 FRONT LINE (Sezione melodica): piccoli gruppi anche con strumenti inusuali SEzIONE RITMICA: variabile, anche senza piano o senza batteria Stile PERFORMANCE : melodia/solo/melodia, il solista figura centrale STRUTTURA: polifonica IMPROVVISAzIONE: completamente orientata al solista, articolata su molti chorus

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SAN FRANCISCO [1940-1960] Tutto sostanzialmente come nello stile New Orleans. Caratteristiche distintive sono: basso tuba che suona sulle battute 1 e 3, mentre il banjo suona la 2 e la 4, il piano in stile ragtime, la batteria enfatizza la sonorit dei piatti e della nacchera di legno, il finale raddoppiato. Infine ovviamente pi dominante un arrangiamento moderno. suonato da bianchi. ****** Ulteriori evoluzioni e variazioni relative a stili successivi non sono funzionali in questo contesto, per cui ci asteniamo da altre schematizzazioni. Come si visto molti cambi, ma graduali e nessuno rigetta totalmente lo stile precedente.

IL REVIVAL
Il fenomeno revival in America Generalmente ignorato o esposto in pochissime righe nei vari testi sulla storia del jazz, vi fu -alla fine degli anni 30- un fenomeno successivamente rivalutato dai critici e dagli storici del jazz: il revival del genere New Orleans e dixieland. Infatti, mentre incominciava quella evoluzione musicale che, in unottica di forte innovazione, avrebbe portato al bebop, erano sempre attive quelle spinte che potremmo definire conservatrici, ma che guardavano agli anni di King Oliver, del giovane Armstrong, di Jelly Roll Morton, come all et delloro del jazz, gi accreditata quindi come periodo classico, sia pure dopo pochi anni. Con il consenso, anzi, sotto la spinta di critici 1, appassionati e
Due nomi su tutti: William Bill Russell e Hugues Panassi William Bill Russell (Canton, Missouri - 905-992) - William Russell stato uno storico e collezionista del jazz che ha concentrato la propria attivit sullo stile tradizionale di New Orleans. La Fondazione William Russell Jazz Collection documenta la sua vita di studioso durante la quale ha accumulato una vasta collezione di cimeli jazz tra cui strumenti musicali, dischi, rotoli pianoforte, spartiti, fotografie, libri e periodici. La sua collezione ripercorre levoluzione del jazz a New Orleans e segue il movimento di musicisti a New York, Chicago, California ed oltre. Essa comprende non solo le note di ricerca, ma anche audiocassette, programmi, manifesti, corrispondenza, film, biglietti da visita, appunti, note di copertina, ritagli e album. Russell stato amico di molti dei grandi musicisti tra cui Louis Armstrong, George Lewis, Mahalia Jackson, e Baby Dodds. Grande parte del lavoro di Russell incentrata sulla vita di tre persone, Manuel Fess Manetta, Bunk Johnson e Jelly Roll Morton. Ha intervistato Ma

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collezionisti (i quali cercavano inizialmente di recuperare e documentare -registrandole- le voci ed i suoni di tale periodo), alimentata da una certa saturazione da parte del pubblico del genere swing e da un contemporaneo disorientamento nei riguardi del nascente bebop (visto da molti come una involuzione piuttosto che una evoluzione, sia pur rivoluzionaria dello swing), riprese con vigore una attenzione al repertorio del vecchio stile, interpretato sia dai vecchi musicisti sia da musicisti della generazione successiva. Nuove composizioni andarono ad arricchire il repertorio classico e -come contemporaneamente avveniva per il bebop - molti dei musicisti pi giovani ebbero una forte reazione alla gabbia degli arrangiamenti rigidi dello swing e si dedicarono alla reinterpretazione
netta a lungo sulla sua vita di musicista e sui primi giorni del jazz. Manetta aveva fatto parte della Band del leggendario Buddy Bolden. Russell ha quindi lavorato a lungo a un libro su Jelly Roll Morton e la sua collezione comprende molta musica manoscritta e lettere di Morton. Russell stato infine determinante nel far rivivere la carriera di Bunk Johnson nel 939, proprio a seguito di colloqui con Armstrong che ne ricordava le qualit. Ritrovato Johnson (al quale fu necessario fornire dentiera e tromba), Russell fond la Music American Records proprio allo scopo di registrare soprattutto Bunk Johnson, ma anche Wooden Joe Nicholas e Kid Shots Madison, anche loro protagonisti e testimoni del periodo classico. Hugues Panassi (Paris, France - 92-97) - Senza dubbio stato il primo grande non americano critico di jazz. Aveva studiato sassofono e a scrivere la musica a 8 anni. E stato uno dei fondatori e presidente in seguito di The Hot Club De France ed ha curato la rivista mensile Jazz Hot dal 936-97. Ha anche scritto il libro Le Jazz Hot, sul jazz degli anni 30 affrontando il tema di questa musica come una forma darte seria. Panassi ha anche organizzato una serie di piccoli gruppi con varie sessioni di registrazione: da segnalare quella nel 938 con Mezz Mezzrow, Tommy Ladnier e Sidney Bechet, questi ultimi due riscoperti andando in America alla ricerca delle radici del jazz e -ove possibile- registrarle. E stato un dichiarato, impenitente scrittore anti-bebop, denunciando pi volte tale scuola come lantitesi del jazz. La vasta collezione privata Panassi risiede ora nella Discoteca Municipale a Villefranche-de-Rougergue.
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Il revival

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di temi classici di New Orleans, ma resi pi moderni grazie alle parti sempre pi ampie di improvvisazione ed assolo. Si ebbe quindi il fenomeno che sotto la denominazione di revival, abbracciava di fatto tre linee di pensiero e quindi scuole, o correnti, musicali: - Band formate o dirette da musicisti (di prima generazione, essenzialmente neri) che proseguivano nella tradizione, mai abbandonata negli anni; - Band formate o dirette da musicisti (di prima o seconda generazione, soprattutto neri) che si riportarono ad una fase precedente della propria carriera o iniziarono il vecchio stile con approccio pi nuovo; - Band formate da musicisti (di seconda generazione, soprattutto bianchi) che rielaboravano in maniera consapevole ed intellettualizzata il repertorio degli anni 20, con una maturazione musicale di grande spessore, ricca di qualit, di relax e di freschezza. Fu tale il livello di qualit e novit portato dai rappresentanti di questa scuola, che fu definita con un proprio nome, giustificato dalla citt dove operavano i principali rappresentanti: San Francisco style, sulla costa occidentale. Per una definizione pi puntuale, di chiarificazione pi che di approccio classificatorio (sempre pericoloso in temi quale questo), va anche distinta in due momenti fondamentali la prima scuola, quella delle band che proseguivano nella tradizione. Nella prima generazione cosiddetta storica o pionieristica che sostanzia la prima scuola, si distinguono pi esattamente: - a una prima generazione, di ormai pochi anziani musicisti, che non avevano mai smesso di suonare secondo i canoni della scuola classica; - b una prima generazione, sostanzialmente di riscoperta, sostanziata da anziani musicisti, non pi in attivit da anni, ritrovati

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Musicisti che non Musicisti che non avevano mai avevano mai interrotto lattivit. interrotto lattivit. Stile NO Stile NO

Louis Armstrong Louis Armstrong Roll Morton Jelly Jelly Roll Morton Joseph Wingy Manone Joseph Wingy Avery Kid Howard Manone Avery Kid Howard

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Musicisti che Musicisti che avevano interrotto avevano interrotto lattivit, riscoperti lattivit, riscoperti Stile NO Stile NO

Sidney Bechet Sidney BechetTommy Ladnier Tommy Ladnier George Lewis George Lewis William Gary Bunk Johnson William Gary Bunk Johnson Henry Kid Rena Henry Kid Rena Ernest Punch Miller Ernest Punch Edward Kid Ory Miller Edward Kid Ory

Musicisti anziani, che Musicisti anziani, che riprendono il vecchio riprendono il vecchioo pi giovani stile, stile, o pi giovanivi si dedicano. che che vi si dedicano. NO, Dixie Stile Stile NO, Dixie

Francis Muggsy Spanier Francis Muggsy Spanier Bob Crosby Bob Crosby Wild Bill Davison Wild Bill Davison Kaminski Max Max Kaminski George Brunis George BrunisSharkey Bonano Sharkey Bonano Fountain Pete Pete Fountain

Musicisti giovani che Musicisti giovani che rielaborano il jazz rielaborano il nero della Chicago jazz nero della Chicago anni 20 anni 20 Stile Chicago Stile Chicago

Lu Watters Lu Watters Turk Murphy Turk Murphy Bob Helm Bob Helm Bob Scobey Bob Scobey

Correnti del Revival Correnti del Revival bianche/nere, Caratteristiche, rapporto band
Caratteristiche, rapporto band bianche/nere, principali esponenti principali esponenti

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da critici e studiosi o rievocati dal pubblico e dalla critica2. Nella tabella a lato , vi un puntuale schema delle scuole ed una attribuzione dei principali esponenti a ciascuna di esse. Numerosit ed importanza di essi fanno s che gli verr dedicato pi avanti un capitolo specifico, con brevi schede per ciascuno di quelli di maggior rilievo. Era chiaro che in un contesto cos articolato, per un fenomeno visto solo come nostalgico, vi fosse anche un ampio coinvolgimento di musicisti a malapena definibile come jazzisti, soprattutto tra le riscoperte. Certamente non bastava essere nati a Crescent City ed avere suonato, magari come seconda o terza cornetta, in una brass band di infimo ordine, per essere un jazzista di razza. Molti musicisti riscoperti erano di basso profilo musicale, ma a volte con doti di intrattenitore tali da far credere al grosso pubblico di stare ascoltando old jass piuttosto che del vaudeville di bassa levatura. Questi personaggi hanno finito per rappresentare una zavorra pesantissima agli occhi della critica colta3, e di conseguenza un
Ad una cos articolata ma pur tuttavia semplice schematizzazione si sarebbe arrivati solo nel corso degli anni. Ancora in pieno Revival (secondo il nostro schema), cio nel 955, Livio Cerri riconosce come Revival il solo periodo 39-, quello della riscoperta dei vecchi musicisti neri di New Orleans, dando anche una connotazione negativa al termine. Cerri infatti traduce con riesumazione quella che pi correttamente da leggersi come resurrezione o riscoperta. Tutto il periodo dalla fine anni 30 in poi, di scuola bianca, Cerri lo definisce come rinascita del dixieland, disconoscendo sostanzialmente i valori innovativi della terza scuola ed assimilando a musica da circo altre riproposte, non eccelse ma interessanti. Il termine resurrezione invece proposto da Brian Rust. Livio Cerri Antologia del Jazz Nistri Lischi Editori, Pisa 955, pagg. 32 e segg, 82 e segg.; Brian Rust Recorded Jazz: a critical guide Pelican Books, Baltimora 958, pag 88 3 Andr Hodeir (Paris, France, 92-20), grande musicologo francese votato al jazz, addirittura si scaglia contro gli appassionati del jazz cera una volta, per i quali lantico migliore del classico, e il primitivo migliore dellantico ed
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fenomeno iniziato circa nel 1940 e -come prima fase- sopitosi solo alla fine degli anni 50, storicamente interessante in quanto punto di divaricazione del Jazz (rivoluzione verso il bop o revisione critica del classico) stato quasi ignorato dagli addetti ai lavori, che generalmente ne hanno banalizzato ed omologato i contenuti, sintetizzati in poche righe delle storie musicali. Operando i necessari distinguo invece possibile avere un quadro storicamente e musicalmente chiaro di un genere che, pur essendo purtroppo ancora oggi appesantito dalla presenza di musica e formazioni solo commerciali che nulla hanno a che vedere con il jazz, si ripropone ciclicamente anche per la carica di simpatia ed entusiasmo che produce e che -unitamente ad un repertorio facile da assimilare- rappresenta il primo passo verso lascolto di buona musica. Si parla infatti anche di un secondo revival o anche -e meglio- di una mai esaurita vena del primo. Tra laltro, in tale contesto, esistono oggi molte nuove formazioni che hanno un approccio strettamente filologico alla musica di determinati, ristretti periodi, con produzioecco quindi che sono state cantate le lodi di certi cornettisti decrepiti, sdentati e sfiatati, che se anche avessero ritrovato la tecnica e lentusiasmo dei venti anni, non sarebbero tornati ad essere che gli utili ma infinitamente modesti iniziatori del tempo che fu, superati da ogni punto di vista. Naturalmente i giovani musicisti, postisi a fianco dei veterani in questo movimento, non rappresentano altro che dilettantismo di tipo studentesco. A mio avviso giudizio eccessivo, ingiusto, miopemente generalizzante. Andr Hodeir Uomini e problemi del jazz Longanesi, Milano 958, pagg. -6

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ne di musica eccellente e momenti di interesse superiori a quanto contenuto negli old originals. In ogni caso il revival diede anche una vigorosa spinta alla creazione di numerose formazioni di dilettanti bianchi ed alla pubblicazione di riviste destinate ai collezionisti di dischi. Gli anni 50 avrebbero visto il fenomeno estendersi in Europa, anche sulla scia dei concerti europei di alcuni Big (Louis Armstrong4, Sidney Bechet5, Kid Ory6 ed i componenti delle loro formazioni,
 Louis Armstrong aveva iniziato nel 933 con tourne dellOrchestra in Svezia e Danimarca, seguite nel dicembre del 3 dalla Francia (Salle Pleyel, Parigi). Nel 935, ancorch sconsigliato a causa del fascismo in Italia, diede due concerti a Torino, il 5 e 6 gennaio. La formazione non sicura! Dati i tempi, non vi fu chi cur la trascrizione del programma. Di massima dovevano far parte del gruppo: LA, J.Hamilton, L. Thompson, tp; L. Guimaraes, tb; P. Duconge, cl; H. Tyree, s. alto: A. Pratt, s. tenore ; H. Chittison, p : M. Jefferson, g: O. Arago, cb; O. Times , btr. Come detto erano Louis Armstrong e la sua Orchestra: gli All Stars erano lontani da venire in Italia: 5 anni! Armstrong sarebbe tornato nel 99 (con Teagarden, Bigard, Hines, Shaw e Cole) , nel 952 (con Young, McCracken, Napoleon, Shaw e Cole), nel 955 (con Young, Hall, Kyle, Shaw e Deems), nel 959 (con Young, Hucko, Kyle, Herbert, Barcelona), nel 962 ( con Young, Darensbourg, Kyle, Cronk, Barcelona) ed infine nel 968, stanco e malato (non per concerti ma per partecipare a Sanremo). Naturalmente negli stessi anni ed anche in altri, aveva continuato a suonare con grande frequenza in tutta Europa e nel mondo. Europa, Africa, Australia, Giappone, ovunque. Ambassador Satch! Grande Louis ! 5 Sidney Bechet era venuto in Europa gi dal 99, in Inghilterra, come membro dellOrchestra Willie Marion Cook: successivamente le tourne con proprio gruppo -ad iniziare con il922- furono pi ravvicinate, di lunga durata e ad ampio raggio (arriv anche in Russia nel 926). Sempre pi spesso residente per lunghi periodi in Francia, che alternava ad altrettanto lunghe permanenze a New Orleans vi si stabil definitivamente nel 97. Bechet diede 0 concerti in Italia tra il 952 ed il 958: quello torinese del 95 lunico dato con una Band italiana, la Milan College Jazz Society. 6 Kid Ory ha compiuto i suoi tour europei nel 956 e nel 959. Nel settembre del 956 alla Salle Pleyel, Kid Ory e la Creole Jazz Band presentavano

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oltre a Teddy Buckner, Sidney e Wilbur De Paris ed altri ancora fino a George Lewis)7, ed anche dei viaggi di alcuni giovani musicisti europei negli USA, mossi dalla curiosit per il fenomeno ( ad es. Ken Colyer, del quale si parler pi avanti). In ogni caso il New Orleans revival della prima fase dimostr che gran parte del mondo bianco cominciava ad apprezzare la musica che i neri americani avevano eseguito venti o trenta anni prima. Anche la vendita di una certa tipologia di dischi, fin da allora evidenzi come il fenomeno fosse costante o in lenta, ma duratura crescita. Inoltre il fenomeno port lattenzione anche su grandi musicisti dellepoca non classificabili nel revival, quale Fats Waller (1904 -1943), assolutamente trasversale a tutti i generi. Come gi accennato linteresse verso questo genere musicale cominci a scemare alla fine degli anni 50, ma il fenomeno non poteva dirsi concluso. Anzi. Agli albori del 60 , si pu affermare che iniziava una seconda fase: si rinverdiva improvvisamente in molti giovani musicisti il desiderio di studiare, approfondire, recuperare e -soprattutto- suonare il jazz delle origini. Inizialmente furono solo pochi nomi di ultima generazione (i ventenni degli anni 60) a dedicarsi ad esso, ma nel tempo il numero cresciuto abbastanza da consentire innanzitutto la distinzione critica (che era mancata negli anni 40) tra gruppi dilettantistici e gruppi di valore professionale attribuibili alle varie scuole. Anche della prima e seconda scuola, secondo il nostro schema, perch in quegli anni erano ancora attivi o da riscoprire alcuni nomi del jazz depoca, non certo stelle di prima grandezza ma comunque interessanti da ascoltare quali contributo allo studio della musica delle origini.
una formazione composta da A. Alcorn tp, P. Gomez cl, Cedric Heywood p, W.Braud b e Minor Hall btr. Nel 959, con Henry Red Allen alla tromba, Ory oltre alla Francia diede concerti anche in Inghilterra. 7 George Lewis lasci New Orleans nel 957 per concerti in Inghilterra (con la formazione di Ken Colyer) e nel 959 per concerti in Scandinavia (con la formazione di Arne Papa Bue Jensen) , Germania e Inghilterra.

Il revival

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Nel 1961 a New Orleans, nel Quartiere Francese, sorta una struttura con sala musicale che ha come mission la custodia e la protezione del jazz fin dalle sue radici: la Preservation Hall8. Fin dal 61 si sono esibiti in questa sala musicisti dei primi anni del jazz ancora in attivit, molto noti o anche meno conosciuti e che hanno ricevuto popolarit grazie alle esibizioni nella Hall. Molti di loro hanno sostanziato la prosecuzione del revival fino ai nostri giorni, creando sempre nuovi fan. Citiamo ad esempio Percy Humphrey, Albert Burbank, Sweet Emma Brown, Kid Sheik Colar, Captain John Handy.

La Preservation Hall stata oggetto di un capitolo del volume: G.Romano Jazz Experiences. Le Brass Band De Frede ed., Napoli 202. Se ne riporta uno stralcio. La Preservation Hall in New Orleans un locale al numero 726 di St. Peter Street, al centro del Quartiere Francese, in una traversa tra Burgundy Street e Royal Street, fondato nel 1961, per custodire e proteggere il jazz tradizionale,. La costruzione che ospita il locale storica, in quanto creata nel 1817 dalla mitica M.me Agathe Fanchon, ... le origini di esecuzioni musicali alla Preservation Hall risalgono allinizio del 1960 insieme con lapertura di una galleria darte gestita da un imprenditore locale, Larry Borenstein. Questi aveva organizzato inizialmente solo per alcuni delle jam session, ma lo scopo era solo quello di attirare potenziali clienti alla galleria. Sempre pi persone cominciarono ad arrivare pi per la musica che per larte. Allan Jaffe, vecchio suonatore di tuba in Pennsylvania, ha quindi assunto la gestione della sala e ne ha fatto una famosa istituzione. Per aiutare a fornire alle generazioni pi giovani lo spirito vivente della musica di New Orleans, la Preservation Hall ha creato anche un programma per giovani musicisti per favorire lapprendimento degli elementi essenziali della pi antica tradizione Brass Band.. Presso la PH si costituita una Band: la Preservation Hall Jazz Band che, oltre a suonare nel locale, ha intrapreso viaggi internazionali allo scopo di portare la musica di New Orleans nel mondo..
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I PROTAGONISTI
Siamo chiari: questo capitolo non un catalogo n una rassegna. Nelle brevissime note che seguono saranno riportati esclusivamente alcuni cenni strettamente legati allambito del revival, relativi allattivit dei protagonisti soprattutto della prima fase, diciamo 1940-1960 circa. Impensabile tracciare sia pur sintetiche biografie o discografie, ampiamente disponibili nelle numerose edizioni a stampa o elettroniche, o estendere le note a protagonisti degli anni successivi o assolutamente contemporanei, considerando che il fenomeno perdura. sufficiente inserire il titolo di un brano del jazz tradizionale su YouTube e vedere quante formazioni lo eseguono . e sono solo una parte! Ne potrebbe discendere una domanda, neanche tanto malcelata, sulla utilit del capitolo. La risposta che un volume quale questo si rivolge anche agli iniziati, oltre che ai jazzofili. Disporre, sia pure in forma di abbozzo, di un percorso guidato attraverso i protagonisti e le opere esplicativi di un fenomeno, ne facilita di certo la voglia di ulteriore comprensione e di approfondimento. In definitiva qualsiasi fenomeno, anche musicale, si riassume nellopera dei suoi creatori. Giusto quindi ricordarli comunque. Lordine di presentazione segue quello riportato secondo la logica di scuola o corrente esposta in precedenza. Va evidenziato che difficile fare attribuzioni assolute: come vedremo nei profili che seguono, c sempre una certa presenza di una scuola nellaltra, soprattutto quando contigue, ma non solo.

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Scuola 1 (a) Musicisti che non hanno mai interrotto lattivit, suonando in stile New Orleans
Jelly Roll Morton (Ferdinand Joseph LaMenthe, 1885-1941) Grande pianista, compositore e band leader creolo nato a New Orleans, che aveva contribuito ad evolvere il ragtime con il blues. Gi attivo a Storyville, aveva viaggiato per tutta lAmerica -tenendo sempre New Orleans come punto costante di riferimento- registrando quelle che resteranno testimonianze pregevoli della musica delle origini. Ha suonato in varie formazioni: solo, trio, complesso, orchestra, sempre con grande espressivit. Dopo numerosi anni di successo, nei quali ebbe ad autodefinirsi inventore del jazz, ebbe un appannamento di popolarit verso la met degli anni trenta. Nel 1938 la sua attivit musicale era cessata quasi del tutto, tranne qualche disco inciso con Wingy Manone. Letnologo Alan Lomax 9 lo incontra nel 1937, quindi lo intervista nella primavera del 1938 e lo invita a registrare le sue memorie per i Folk Song Archives della Library of Congress di Washington. Il risultato sar una raccolta di 128 brani nei quali Morton ripercorre la propria vita musicale, con perfezione formale assoluta. La nuova popolarit lo promuove a personaggio centrale del
Alan Lomax (95-2002) stato un etnomusicologo, antropologo e produttore discografico statunitense. I viaggi di studio lo portarono a raccogliere materiali sonori in quasi tutto il mondo, dalla Spagna alla Gran Bretagna, al sud America. Fu linventore di un controverso sistema di classificazione degli stili del canto popolare, detto Cantometrics. Insegn in varie universit statunitensi, tra cui la Columbia University. In Italia nel 95, ha raccolto note pubblicate nel volume Lanno pi importante della mia vita (Il Saggiatore, 2008)
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revival, il che lo porta a incidere nuovamente con Sidney de Paris, Sidney Bechet e zutty Singleton. Tenta di formare di nuovo unorchestra pi strutturata, ma muore per un attacco di asma nel 1941, comunque sostanziando i primi anni del revival. ricordato anche per aver composto numerosi brani, molti dei quali divenuti classici obbligati del repertorio del revival, quali Doctor Jazz Stomp, Wolverine Blues, Milenberg Joyce. Louis Daniel Armstrong, Satchmo (1901-1971) La storia del jazz. Un monumento. Qualsiasi aggettivo positivo inferiore alle sue doti. Ed anche il musicista in assoluto sul quale si scritto maggiormente. Lungi dal volerne ripercorrere la carriera, si pu solo ricordare che la longevit artistica di Satchmo gli ha fatto attraversare tutti gli stili dallarcaico allo swing, sempre con tocchi di personalit assoluta, fantasia senza limiti, innato senso dellarmonia, senza necessariamente attribuirgli una specifica appartenenza. Lui il jazz. Nei primi anni del periodo di nostro interesse (1937-38) Louis, pur permanendo nella band di Louis Russell arricchitasi di elementi importanti quale J.C. Higginbotham, Albert Nicholas ed Henry Allen, o con una grande orchestra con il proprio nome, aveva gi reinserito i vecchi numeri nel suo repertorio, naturalmente reinterpretandoli: Confessin, West End Blues, Our Monday date. Da l inizi uno spostamento verso la formazione con pochi elementi, che suonava soprattutto temi classici del jazz tradizionale: quello che aveva suonato ai primordi a New Orleans. Nel 40 incise un album con Sidney Bechet e zutty Singleton: lalbum New

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Orleans Jazz riesce perfetto. Dopo un periodo di silenzio, la guerra iniziata e con essa anche un restrittivo divieto di incidere dischi, ecco il famoso, memorabile Jazz Concert 1945 organizzato dallEsquire 10. Dal 1946, a guerra finita e quindi senza le limitazioni alle attivit discografiche che vi erano state (ne erano esclusi i soli V-Discs, destinati alle forze armate) Armstrong riprese a suonare, ma ormai quasi sempre con un piccolo complesso, inizialmente e brevemente con Kid Ory, altro protagonista del revival. Lidea fu del suo impresario Joe Glaser, il quale aveva intuito che Armstrong non poteva tornare ad associarsi ad orchestre di diverso indirizzo. Occorreva un piccolo gruppo, di stampo tradizionale, forte di buoni nomi, che presentasse ad alto livello i classici del jazz e qualche motivo in voga. Quindi nel 1947 nasce la formazione che prender il nome di The All Stars: LA, tr; Jack Teagarden, tb; Barney Bigard, cl; Dick Cary , p; Morty Cobb, cbs; Sidney Catlett, btr. Cobb fu sostituito dopo pochi mesi da Arvell Shaw e comunque negli anni la formazione avrebbe avuto numerosi cambiamenti, non sempre di altissima qualit, ma anche con linnesto di eccellenti vecchie glorie le quali che avrebbero contribuito a portare Armstrong a trionfare su tutti i palcoscenici del mondo, facendo vivere al pubblico
Esquire - Rivista maschile statunitense, fondata da David A. Smart e Arnold Gingrich nel 933. Si occupa prevalentemente di moda maschile. La rivista ha avuto tra i suoi collaboratori scrittori come Ernest Hemingway, William Faulkner, John Steinbeck, Thomas Wolfe, John Dos Passos,Truman Capote e Norman Mailer.
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il clima poetico del jazz antico. In repertorio una rassegna quasi completa dei cavalli di battaglia del vecchio stile: Muskrat Ramble, New Orleans Functions, When The Saints, 12th Street Rag, Baby wont you please come home, Bill Bailey, St Louis Blues, Careless love, Mahogany Hall Stomp, Potato Head Blues, Basin Street Blues, High Society, Savoy Blues, Dippermouth Blues, St James Infirmary, Down by the Riverside, Royal Garden Blues, West End Blues, Stompin at Savoy. Nella ampia produzione discografica 11 si ricordano, significativi per il revival, i dischi: LA & All Stars play W. C. Handy (1954), Louis Armstrong plays Fats Waller (1955), Satchmo plays King Oliver (1959), ed altri 4 microsolco riuniti in un unico album Satchmo: a musical autobiography (1957), contenenti tutti i successi del 1923-33, con introduzioni narrate dallo stesso Armstrong. Armstrong ha anche inciso due microsolco con complessi formalmente del genere revival quali i Dukes of Dixieland (1959 e 1960) ed un brano con Bobby Hackett (1962). Chiaramente un personaggio come Satchmo non poteva restare circoscritto ad un solo stile. Gi egli era ormai divenuto un entertainer pi che un musicista, adorato dal pubblico, quindi sia in quegli anni sia nei successivi avrebbe concesso molto al popolare o al commerciale. Ed anche al jazz moderno: si sarebbe perfino esibito (presumibilmente a malincuore) con Dizzy Gillespie (che lo rispettava moltissimo), con Gerry Mulligan, con Dave Brubeck. Ma sempre ad un altissimo livello per quanto riguardava la qualit musicale e senza allontanarsi dal proprio modo di suonare. Del resto Armstrong,
Per una discografia assolutamente completa di Louis Armstrong, vedi http://www.michaelminn.net/armstrong/index.php


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senza farne mistero, fu ostile al bop fin dallinizio. Egli non ha mai cercato di cambiare il proprio stile e, per conto suo, il jazz moderno poteva anche non essere mai esistito. Da ricordare che fu una intervista rilasciata da Louis Armstrong a Bill Russell nel 1938, che stava preparando insieme a Frederick Ramsey il volume Jazzmen, a risvegliare nell autorevole intervistatore linteresse per il modo di suonare dei pionieri del jazz, segnatamente di Bunk Johnson del quale Satcmo aveva tessuto lelogio, Lintervista rappresent un input fondamentale per la scuola che abbiamo definito 1 (b), quella della riscoperta. Quindi un ulteriore contributo di Satchmo alla Causa. Joseph Wingy Manone (1904-1982) Trombettista e cantante di New Orleans12 di grande qualit e successo oltre che di grande simpatia, senza essere una Top Star. Dopo aver iniziato sui battelli del Mississippi a New Orleans, Wingy13 inizi a girare molto: Louisiana, Texas, Missouri, Chicago, New York . Si ferm a lungo in questultima citt acquisendo una ottima reputazione di leader di piccoli complessi che suonassero soprattutto in stile dixieland. In effetti fu realmente uno dei pochi musicisti bianchi ad avere assimilato lo stile New Orleans, che si avverte costante in tutta la sua vasta produzione. Negli anni 30 ha inciso anche con Benny Goodman e Red NiDi origini siciliane, il vero cognome era Mannone. Il soprannome gli fu dato a causa della perdita del braccio destro a seguito di un incidente automobilistico, quando aveva nove anni. Ha sempre usato una protesi che non evidenziava la disabilit.
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chols. In quellanno registr il brano Tar Paper Stomp che la base del brano di In The Mood, che avrebbe spopolato nella versione riarrangiata da Joe Glaser (il manager di Louis Armstrong) e lanciato da Glenn Miller nel 1939. Nello stesso anno incise anche Up The Country Blues, un eccellente esempio di stile classico. Tutti i brani da lui composti sono tra laltro ricchi di humour e nonsense. In particolare quella The Isle of Capri che, nel 1934 con Matty Matlock al clarino e zutty Singleton alla batteria, avrebbe riscosso un successo internazionale. Scritta sulle note di una famosa ballata italiana, piena di doppi sensi e volgarit, si diceva che per questo motivi gli autori fossero infastiditi dalla popolarit raggiunta dal brano, nonostante gli ampi diritti riscossi. Nel 1940 si spost a Los Angeles, apparendo in un film di Bing Crosby, Rhythm on the River, il che ne aument la popolarit, per cui fu chiamato in molte trasmissioni radiofoniche. Nel 1950 si stabil quasi definitivamente nel Nevada, a Las Vegas, dove ha sempre continuato ad avere quel successo che gli ha consentito di far passare gli anni, senza mai cambiare stile, suonando fino a poco prima della scomparsa i brani classici del Trad in formazioni con ottimi musicisti. Ha effettuato molte tourne in Europa, facendosi spesso accompagnare dalle pi importanti band revival locali. Ad esempio ha suonato in Italia con la Roman New Orleans Jazz Band e con Lino Patruno e la Milan College Jazz Society, in Svezia con Papa Bues Viking Jazz Band, con Sidney Bechet e Joe Venuti in Francia. Ha scritto una autobiografia Trumpet on the Wing (1948), uno dei libri pi funny sul mondo del jazz di quegli anni. In effetti si pu affermare che Wingy Manone rappresenti lesempio pi puro della scuola che abbiamo definito: mai smesso di suonare con il proprio stile, mantenendo ed aumentando il successo dagli anni 40 fino a met degli anni 70 , proponendo New Orleans e dixieland. Un vero protagonista del revival.

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Avery Kid Howard (1908-19) Brillante trombettista di New Orleans, messosi in mostra in importanti brass band quali Eureka e Tuxedo, dalla fine degli anni 20 al 1943 suona sempre nellorchestra di Sam Morgan presso il Palace Theatre di New Orleans, ma non tralascia di esibirsi con altri musicisti del calibro di Capt. John Handy e Jim Robinson. Il suo stile fortemente ispirato dallArmstrong del 1937-1940. Nel 1943 entra a far parte del gruppo di George Lewis, con il quale suoner per i successivi venti anni. Dopo una breve sospensione di circa due anni dovuta a motivi di salute, si esibisce alla Preservation Hall con regolarit, fino allanno della scomparsa nel 66. Brian Harvey gli dedica nel 2008 una approfondita biografia: The Hottest Trumpet. The Kid Howard Story.

Scuola 1 (b) Musicisti riscoperti, suonano in stile New Orleans


William Gary Bunk Johnson (1879-1949) Per quanti il revival rappresentato solo ed esclusivamente dai vecchi musicisti, riscoperti dai critici alla fine degli anni 30, Bunk Johnson ne il rappresentante principale, avendo suonato con il leggendario Buddy Bolden nella Eagle Brass Band, poi dimenticato per lunghi anni, quindi tornato in auge nel 1940 grazie a Bill Russell, che lo ritrov a lavorare nelle risaie di New Iberia, una cittadina nelle vicinanze di New Orleans, dove era nato. Come dichiarato dallo stesso Satchmo, Bunk fu ispiratore dello

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stile del giovane Louis Armstrong 14. Per consentirgli la ripresa fu necessario fornirlo di una protesi dentaria e ricomprargli la tromba: per la prima necessit, vi fu laiuto diretto del fratello di Sidney Bechet, dentista. Gli amatori del revival ne hanno fatto una loro icona, anche se ci si resi conto che non tutto quanto riferito o fatto -anche nel passato- da Johnson fosse oro. Iniziando dalla data di nascita che probabilmente di dieci anni successiva. Bunk alzava di dieci anni la propria let per giustificare una sua maggiore presenza ed un ruolo pi significativo svolto negli anni della nascita del jazz, la fine dell800. Anche sotto il profilo musicale il comportamento era strano: quando poteva, sceglieva quasi sempre jazzisti moderni per la formazione del proprio complesso, trovandosi a suo agio in brani con lunghi assolo, non in linea con lo stile New Orleans. La band ricostruita da Russell e Williams che avrebbe fatto la prima serie di storiche incisioni nel febbraio del 1942 per la American Music (creata da Russell) era composta da: Bunk, cn; Jim Robinson, tb; George Lewis, cl; Walter Decou, p; Lawrence Marrero, bjo; Austin Young, cbs; Ernest Rogers, btr. I primi brani brani incisi, nellordine, furono: Maple Leaf Rag, Shine, Weary Blues, Make Me A Pallet On The Floor, Im So Glad Im Brownskin.
Park Brek Downbeat Archives 6//939 - This Isnt Bunk: Bunk Taught Louis. [.Said Louis: Bunk, hes the man they ought to talk about. What a man! Just to hear him talk sends me. I used to hear him in Frankie Dusens Eagle band in 9. Did that band swing! How I used to follow him around. He could play funeral marches that made me cry. ]


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A seguito del grande successo inizi una serie di tourne e concerti, che lo port ad incidere moltissimo, con frequenti cambi di formazione. Ha avuto modo di registrare anche con altri veterani Top, quali -in differenti occasioni- Kid Ory, Mutt Carey, Sidney Bechet, Paul Barbarin, Baby Dodds, Albert Nicholas. Nel gennaio del 1945 aveva inciso anche un Basin Street Blues con Armstrong, nellAuditorium Municipale di New Orleans, con una formazione stellare: Louis Armstrong , tr; J.C. Higginbotham, tb; Sidney Bechet, cl; James P. Johnson, p; Ricard Alexis, cbs; Paul Barbarin, btr, special guest Bunk Johnson, tromba. Tra dicembre 1943 e febbraio 1944, Bunk ha inciso oltre 20 brani con Turk Murphy e la Yerba Buena Jazz Band, esponenti di punta della scuola 3, quella pi evoluta, a conferma di quanto detto sopra sulle preferenze di Bunk per una musica pi moderna. Quelle registrazioni rappresentano sostanzialmente il meglio della sua produzione, e lui stesso asser che la YBJB era la migliore formazione con cui avesse collaborato. Nel dicembre del 1947 tenne un applauditissimo concerto alla Carnegie Hall a New York. Fu lultima registrazione. Colpito da un ictus, si spegneva dopo circa un anno. Una eccellente discografia completa, ampiamente indicizzata per una pi puntuale ricerca al suo interno, quella del sito http://www. weijts.scarlet.nl/bjd.htm . Molto documentata anche la pagina del sito svedese a lui dedicato: http://www.fellers.se/Bunk/Welcome.html

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Sidney Bechet (1897-1959) Grandi qualit di ispirazione e tecnica strumentale fanno di Sidney Bechet uno tra i pi affermati artisti del jazz di New Orleans. Il linguaggio lirico, amabile, seducente, arricchito da virtuosismi di altissimo livello del suo clarino o del sax soprano lo rendono noto ed apprezzato fin da giovanissimo. Nel 1932 forma, con Tommy Ladnier alla tromba, il complesso dei New Orleans Feetwarmers, con i quali incide in numerose occasioni. Scioltisi i Feetwarmers nel 1935, torna nellorchestra di Noble Sissle, ma la sua fama comincia ad appannarsi, finch nel 1938 costretto a un momentaneo ritiro dalle scene. La musica in voga era lo swing delle grandi orchestre, le big band bianche di Benny Goodman, Artie Shaw, Glenn Miller ed altri. Lo stile fiorito di Bechet forse apparve almeno momentaneamente superato, e lorchestra di Noble Sissle era di certo legata a uno stile musicale meno fluido dello swing... Bechet si adatt ad aprire una sartoria. Alla fine del 1938, spinto da Panassi, riprende ad incidere con la Blue Note, iniziando a far decollare, insieme a Tommy Ladnier e Mezz Mezzrow, il New Orleans Revival . Fece gruppi anche con Muggsy Spanier ed Eddie Condon 15, con incisioni di grande
Qualche lettore gi acculturato potrebbe sorprendersi nel non ritrovare in questo breve saggio dei richiami pi puntuali ed una scheda tra i Protagonisti dedicata ad Albert Edwin Eddie Condon (905-973). Di fatto, pur essendo stato eletto vessillifero del revival alla fine degli anni 0, Condon -chitarrista e banjoista- fu soprattutto un modesto strumentista ma potente uomo di affari ed impresario, legato anche ad ambienti della malavita, che contribuirono a
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qualit, che contribuirono alla diffusione del fenomeno. Queste incisioni fruttarono un ritorno di fama per Bechet, che torn a suonare in pubblico, apparendo al Nicks nel Village e perfino alla Town Hall, continuando ad incidere per la Blue Note per tutti gli anni 40. In questi gruppi di studio comparvero i trombettisti/cornettisti Wild Bill Davison, Sidney De Paris, Max Kaminsky, Frankie Newton, il clarinettista Albert Nicholas, il trombonista Vic Dickenson, il pianista Art Hodes, il contrabbassista Pops Foster, il batterista Sidney Catlett, e numerosi altri. Nel 1949 partecip ad una serie di concerti di jazz alla Salle Pleyel di Parigi. Il successo fu talmente ampio che Bechet decise di stabilirsi definitivamente in Francia, suonando soprattutto con formazioni locali e contribuendo a far nascere il revival europeo. In Francia compose il brano di gusto francese Petite Fleur, certamente non in linea con la tradizione, ma che divenuto noto in tutto il mondo. La forza e la singolarit della personalit musicale di Bechet sono evidenti in tutte le sue registrazioni. Gli esistenzialisti francesi arrivarono a soprannominarlo le dieu, il dio. stato lunico musicista che, quando ha suonato con Louis Armstrong non mai finito in secondo piano, ma ha con vigore esposto la propria presenza musicale e questo sia nei primissimi anni (1923-1925 con Clarence Williams), sia nelle ultime occasioni di suonare insieme in pieno revival 1.
costruirgli una popolarit immeritata. Musicalmente ha espresso solo o quasi, musica commerciale. 6 sufficiente ascoltare:

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Tommy Ladnier (1900-1939) Da molti ritenuto inferiore solo ad Armstrong ed Oliver, dopo ampi successi riscossi negli anni venti a Chicago, New York ed anche in concerti europei, si ritira. Siamo negli anni della grande depressione e Ladnier deve adattarsi a fare il lustrascarpe nelle strade di New York. Sporadicamente incide con Bechet nei New Orleans Feetwarmers e quindi nel gruppo ricostituito ad hoc da Panassi nel 1938, che lo cerca nelle strade insieme a Mezz Mezzrow per riportarlo a suonare stabilmente. Si costituisce cos il gruppo Mezzrow-Ladnier con Bechet, Teddy Bunn, Manzie Johnson. Naturalmente il livello non quello del 1932, in ogni caso CominOn On the CominOn e Revolutionary Blues possono essere considerati i primi dischi del Revival, e Ladnier ne diviene quindi una figura meritatamente centrale. La prematura morte nel 1939, per un attacco cardiaco, interrompe la carriera di un eccellente musicista, destinato comunque a lasciare il proprio nome in grande evidenza nella storia del revival e del jazz. Ottimo il sito www.tommyladnier.mono.net/8824/Tommy%20La dnier%20Homepage per gli approfondimenti sulla sua figura.

Texas Moaner Blues (92) www.youtube.com/watch?v=wv8v05Eeiuc; 2:9 Blues (90) www.youtube.com/watch?v=ff1HF8GR_tk.

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Milton Mezz Mezzrow - (1899-1972) Eccellente clarinettista di Chicago, da genitori russi, venne rilanciato nel 1945, con una formazione in perfetto stile New Orleans, dopo unassenza di molti anni dalle scene: anche lui aveva condiviso lesperienza di Ladnier e Bechet del 1938, coordinata da Hugues Panassi, conosciuto in un viaggio a Parigi nel 1929, ma problemi giudiziari ne avevano fatto perdere le tracce. In prigione, dal 40 al 42, aveva organizzato la band dellistituto penitenziario a New York. Alluscita dal carcere, dopo aver ripreso a suonare con Art Hodes, piano, senza mettersi in particolare evidenza, incontr un ingegnere elettronico, John van Beuren, con il quale organizz una piccola casa discografica - la King Jazz - che nel 1945 riusc ad incidere 25 dischi. Nella piccola band oltre Mezzrow, suonavano Lips Page, Sidney Bechet, Sammy Price, Sidney Catlett o Baby Dodds. Di qui il ritorno ad un certo successo, ulteriori interviste con giornalisti e critici del jazz, che ne rilanciarono con vigore la figura di clarinettista bianco che suonava come i neri di New Orleans. Di nuovo sulla cresta dellonda, ebbe un grande successo personale al Festival del Jazz di Nizza del 1948. Quindi, alla fine di quellanno, si trasfer in Francia dove oltre a suonare si dedic anche alla organizzazione di concerti con jazzisti di rilievo, accolti con grande favore dal pubblico. Viene ritenuto il continuatore dello stile di Jimmie Noone, uno dei pi grandi clarinettisti di New Orleans.

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Lascia una interessante testimonianza del jazz delle origini nella sua autobiografia, scritta con Bernard Wolfe 17, Really the Blues, del 1946 18. Edward Kid Ory (1889-1973) Il celebre trombonista creolo di LaPlace (Louisiana, non lontano da New Orleans), uno dei mostri sacri delle origini del jazz, inventore dello stile tailgate, componente di formazioni storiche quali gli Hot Five di Louis Armstrong o accompagnatore di Jelly Roll Morton, o in orchestra con King Oliver, si era ritirato nel 1929 per dedicarsi allallevamento di polli. Fu Barney Bigard nel 1942 a proporgli il rientro, con una formazione snella. Esord quindi in radio nelle trasmissioni di Orson Welles e fu un successo, amplificato dalla presenza in alcuni film. Grazie anche alla accorta gestione della band, divenne subito un ambasciatore del revival, dal 1943 al 1966, anche con acclamatissime tourne in Europa ed in Giappone. Nel 43 al Geary Theatre di San Francisco ha inciso anche con Bunk Johnson. La formazione della Kid Orys Creole Orchestra (non molte le sostituzioni negli anni, solo qualche alternanza) ha avuto nomi come Mutt Carey, Ed Garland; i cornettisti Alvin Alcorn e Teddy Buckner; i clarinettisti Omer Simeon, Darnell Howard, Jimmie Noone, Albert Nicholas, Barney Bigard, e George Probert; Buster Wilson, Cedric Haywood e Don Ewell al piano; Minor Hall come batB. Wolfe, scrittore, era stato segretario di Leon Trotsky, durante lesilio in Messico di questultimo nel 937 8 stato tradotto in italiano e pubblicato da Longanesi nel 967, con il titolo I Primi del Jazz. Ecco i Blues.
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terista. Nomi che -insieme al tailgate di Ory- hanno garantito un sound costante di elevata qualit e con una propria assoluta identit, che hanno garantito un successo senza pause. Singolari alcune sue performance creole, quali Eh la Bas , Blanque Touquatoux, Creole song, Creole Bo Bo, che aggiunsero il fascino del creole patois alla gioiosa musica del revival. Per quanto riguarda i suoi dischi, la quasi totalit fu incisa per la leggendaria Good Time Jazz, etichetta totalmente votata al revival. Fu anche autore di brani classici quali il celebre Muskrat Ramble, che scrisse nel 1926 per Louis Armstrong. Si ritir definitivamente nel 1966. Ricchissima la documentazione sul sito a lui dedicato: http://www. fellers.se/Kid/Welcome.html George Lewis (1900-198) forse l incarnazione del revival. Dopo essere stato un noto clarinettista nelle pi importanti brass band di New Orleans quali la Eagle ed aver suonato con Buddy Petit e Kid Ory negli anni 20 senza mai lasciare New Orleans, dal 1926 scompare dalla scena fino al 1942, quando il riscoperto Bunk Johnson lo chiama a far parte della propria formazione. Resta con Bunk fino al ritiro di questultimo, assumendo quindi la leadership del gruppo, e continuando a suonare nei locali di Bourbon Street ed in trasmissioni radiofoniche. La prima formazione con la quale incide per la Vogue sotto suo nome fin dal maggio del 1943 , G.L. and His New Orleans Stompers, era composta da Kid Howard, tr; Jim Robinson , tb; G.L., cl; Lawrence Marrero, bjo; Chester zardis, cbs (poi sostituito da Alcide Slow Drag Pavageau); Edgar Mosley, btr. Tutti elementi che suonavano contemporaneamente anche con Bunk, e che sarebbero rimasti legati a Lewis anche dopo labbandono e la scomparsa dello stesso. Strepitoso il repertorio, composto da tutti i grandi classici quali Milenberg Joys, Walking With The King, Gettysburg March, Just A

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Closer Walk With Thee, See See Rider, Ice Cream , Heebie Jeebies, Ol Man Mose, Mamma Dont Allow It, Canal Street Blues, Bill Bailey, Over The Waves, High Society, I Cant Escape From You, Careless Love e decine di altri. da ricordare il vezzo di suonare talvolta in trio, con gli stupendi esempi di Burgundy Street Blues e Over the Waves. Il numero di maggio del 1950 di LOOK19 gli dedic un corposo articolo corredato dalle fotografie di Stanley Kubrik 20 , e la rivista distribuita a livello internazionalene increment la popolarit. Da quel momento tra concerti, tour, anche in Europa e in Giappone, presenze alla Preservation Hall, inizier una attivit incessabile compresa una forte attivit discografica, che lo porter anche ad essere il modello di assoluto riferimento per i giovani gruppi di musicisti europei. Lewis non un virtuoso e compensa con ritmo, soul, feeling, qualche debolezza tecnica: quello che qualcuno definisce effetto Bing21. La sua musica infatti, a detta di tutti i critici pi quotati,
9 Look fu una rivista americana fondata nel 937, e andata in stampa sino al 97. Fondata da Gardner Mike Cowles, junior con suo fratello John, fu il primo direttore della rivista. Fra gli altri al successo della rivista collabor Stanley Kubrick. 20 Stanley Kubrik - (928-999) Regista, considerato tra i maggiori cineasti della storia del cinema. La sua carriera parte nel 95 con una straordinaria foto di un edicolante rattristato della notizia della morte del presidente Roosevelt. 2 Quando al manager di Bing Crosby veniva chiesto circa il tremendo successo di Bing, era solito rispondere: ... Beh, lui rende facile il suo modo di cantare, che sembra si stia facendo la barba. George Lewis fa lo stesso effetto, George suona cos facilmente che sembra essere facile imitarlo. Questo sbaglia-

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nello svolgersi con semplicit, resta una delle migliori testimonianze del Jazz tradizionale poich, quando ascoltata, cattura completamente per vitalit, qualit degli assolo, atmosfera rilassata. Tutte le qualit del Traditional. Bob Dylan lo cita in una sua canzone High Water dellalbum Love and Theft (Columbia 2001), brano dedicato a Charlie Patton, bluesman definito anche padre del blues. A testimonianza di una fama mai regredita. Henry Kid Rena (1900-1949) Stella precoce della scena jazz di New Orleans, suona con proprie formazioni e con l Eureka Brass Band, fino al 1932, anno in cui form una propria brass band, la Pacific Brass Band. La Grande Depressione del 29, fin per colpirlo duramente, al punto che smise del tutto di suonare. Venne riscoperto nel 1940 da uno scrittore, Heywood Hale Broun jr, che gli chiese di registrare 8 pezzi. La neonata Kid Renas Delta Jazz Band venne assemblata con KR, cnt; Jim Robinson, tb; Louis Big Eye Nelson e Alphonse Picou, cl; Willie Santiago, g; Albert Glenny, cbs; Joe Rena, btr. Dopo alcune prove a casa di Willie Santiago, il 21 agosto, presso lHotel Roosvelt, registrate dalla stazione radio di New Orleans WWL-FM105, iniziarono le sessioni di registrazione.
to!. Per un clarinettista pu anche essere difficile da raggiungere una tecnica ad alto livello, il gioco veloce tutte le scale e gli arpeggi o di avere il miglior suono in tutti i registri, ma quasi impossibile suonare con la voce di George Lewis. Si deve avere una sensibilit elevata e qualcosa da dire ed il suo ritmo, soul e feeling erano praticamente unici.

I protagonisti

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I brani scelti furono: Milenburg Joys, Clarinet Marmalade, Gettysburg March, Lowdown Blues, High Society, Panama, Weary Blues, Get it Right, tutte pietre miliari del repertorio Trad. Nonostante la scadente qualit della registrazione il ritorno di Rena ebbe successo, ma non vi fu modo di continuare con le incisioni. Dopo qualche anno di discreti successi, con la propria band o suonando con altri gruppi, smise nuovamente di suonare nel 1947, a causa dellalcool. Muore nel 1949. Ernest Punch Miller (1894-1971) Dopo i primi anni a New Orleans, nel 19 lasci la Louisiana per spostarsi a Chicago, entrando a far parte della band di Jelly Roll Morton. Smise di suonare negli anni 30 ed uno degli esempi di riscoperta tarda. La sua presenza negli anni 40 infatti del tutto modesta anche se storicamente interessante e qualitativamente eccellente (ad esempio, nel 1942 suona con Big Bill Broonzy, nel 1947 con Edmund Hall e Albert Nicholas). Non viene per considerato, in quegli anni un padre del revival. Viene sostanzialmente rilanciato del tutto negli anni a seguire quando affianc George Lewis nella tourne in Giappone del 1963, e successivamente quando comincia a far parte degli ospiti regolari della Preservation Hall ( dell a quale si parler pi avanti) fino al 1971. Un contributo alla sua notoriet negli ultimi anni gli viene data dalla visibilit che gli d Big Bill Bissonnette con loperazione Jazz Crusade. Anche di Bissonnette parleremo tra qualche pagina.

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New Orleans Revival

Punch, notissimo per la sua diteggiatura veloce che aveva brevettato in un vero e proprio metodo personale per tromba, ha lasciato numerose testimonianze del suo stile eccellente, ma comunque non ha mai quel tocco tale da renderlo un maestro assoluto. Ha inciso molti dischi e numerosi sono i video disponibili su YouTube.

Scuola 2 Musicisti che modificando il loro stile attuale, tornano allo stile New Orleans
Francis Muggsy Spanier - (190-197) Finissimo cornettista eopportunista, originario di Chicago, ritenuto il migliore fino alla comparsa di Bix Beiderbecke. Sempre gradito al pubblico,dal 1926 fino al 1938, modificava il proprio stile con il passare degli anni per adeguarsi alle orchestre nelle quali si esibiva (Ted Lewis, Ben Pollack), le quali si erano evolute nel senso di presentare sempre musica eccellente inizialmente con taglio dixieland, poi con connotazioni swing. Dopo linterruzione di circa un anno per motivi di salute (un incidente automobilistico prima, poi unulcera perforata) riprese la carriera nellaprile del 39 e, pensando che il vecchio stile -che iniziava a riaffacciarsi- potesse fare di nuovo successo, ripropose con il proprio gruppo, Muggsy Spaniers Ragtime Band, un suono incentrato sugli ottoni, con un rigoroso 4/4: una copia perfetta dello stile di King Oliver a Chicago. Lesperimento riusc e Spanier fece registrare il tutto esaurito in vari concerti a Chicago ed a New York.

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Ripropose i grandi classici degli anni 20, inizialmente sedici brani tra i quali At The Jazz Band Ball, Dippermouth Blues, Livery Stable Blues, Riverboat Shuffle, Sister Kate, Lonesome Road. Questi furono curati dalla Bluebird e il gradimento del pubblico fu tale che essi furono raccolti in un album chiamato The Great 1. Per motivi forse economici o forse perch aveva immaginato sbagliando- che il fenomeno revival potesse essere solo transitorio, alla fine del 39 torn da Ted Lewis ed ai complessi swing, in ogni caso sempre apprezzato dal pubblico. Una meteora nel revival, ma in ogni caso un grande jazzista. George Robert Bob Crosby (1913-1993) Il fratello pi giovane e meno noto di Bing22, nato a Spokane, Washington, sale agli onori del dixie e dello swing dirigendo a Chicago lorchestra che era stata di Ben Pollack ed in cui suonavano Jack Teagarden, Glenn Miller, Benny Goodman solo per citarne alcuni. Nel 1937, al repertorio abituale dellorchestra swing, Bob inizia ad aggiungere brani suonati da una formazione ridotta, (incentrata sulla tripletta tromba, trombone , clarino) che finiscono col rappresentare il momento pi popolare ed applaudito dei concerti.

Harry Lillis Crosby, noto come Bing Crosby (90-977) stato un attore e cantante statunitense. La sua incisione di White Christmas, la canzone scritta da Irving Berlin, uno dei dischi pi venduti di tutti i tempi.
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Il gruppo fu istituzionalizzato con il nome di Bobcats, una piccola band dentro la grande band che cristallizz il proprio dixieland con forti connotazioni New Orleans quando, nel 1938, entrarono a farne parte Irving Fazola al clarino e Ray Bauduc alla batteria. Fino al 1943 i Bobcats mantennero lo stile polifonico del jazz classico, accreditandosi come esponenti del Traditional Revival. Gli arrangiamenti erano curati da Yank Lawson, tromba, e Matty Matlock, clarino. Quando dopo qualche anno il successo inizi a calare, la band fu rivitalizzata negli anni 60 da Yank Lawson, e da Bob Haggart, basso, i quali -facendo parte dei Bobcats dallinizio- pur dando il loro nome alla band, Lawson-Haggart Jazzband , hanno mantenuto vivo il nome di Bob Crosby fino agli anni 70. William Wild Bill Davison (190-1989) Eccellente, poliedrico cornettista che, provenendo dallOhio, inizi ad emergere negli anni 20 suonando nei locali malfamati di Chicago ed affermandosi nel 1945, quando inizi a suonare con Eddie Condon a New York, continuando fino al 1957. Celebre il suo vibrato, che esaltava in modo particolare sui tempi lenti. Gli era stato necessario attendere molti anni prima di affermarsi a causa di un incidente automobilistico occorsogli a Chicago nel 1932 nel quale Davison guidava e Frank Teschemacher, giovane clarinettista emergente, molto amato dal pubblico, perse la vita. Lincidente gli alien i favori del pubblico per molti anni. Agli inizi degli anni40, suonando -sia pure sporadicamente- in differenti complessi Trad ma accompagnando sempre stelle di prima grandezza del revival, su tutti Sidney Bechet nel 1940, il suo nome

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divenne in breve noto e direttamente associato al revival. Anche per lui i numerosi tour in America ed Europa, anche in Italia dove suona ed incide con Lino Patruno e la Milan College Jazz Society, ne resero il nome assolutamente familiare. In tutti gli anni a seguire rimane tra i musicisti pi affermati del genere revival, considerando anche che dal 1965 al 1975 ebbe modo di suonare con almeno 100 band differenti, e di registrare oltre 800 brani diversi in 20 album. Willam Hal gli ha dedicato una biografia, The Wildest One, Avondale Press, 1996. Max Kaminski (1908-1994) Di Brokton, Massachussets. Trombettista noto negli anni 20 per aver suonato con Eddie Condon ed anche con la Original Dixieland Jazz Band. Pur continuando la carriera collaborando con eccellenti musicisti quali Tommy Dorsey e Benny Carter (tp, sa), alla met degli anni 30 si esibiva quasi esclusivamente in band commerciali da ballo. Nel 1942 torn al dixieland, per poi riproporre gradualmente il jazz delle origini, riprendendo stile e repertorio di Buddy Bolden, Freddie Keppard, Louis Armstrong e King Oliver fino agli anni 60. Ha lavorato ed inciso con Bechet, Brunies, Hodes, Teagarden. Nel 57 stato acclamato in Europa, in un tour con Teagarden ed Earl Hines. Nel 1964 ha pubblicato il volume autobiografico My Life in Jazz (Da Capo Press, Cambridge-USA).

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George Brunies (1902-1974) Grande trombonista degli anni 30, inizi da giovanissimo, agli albori del jazz a New Orleans prima, quindi a Chicago, suonando con i New Orleans Rhytm Kings 23, e successivamente con Ted Lewis ed Eddie Condon. Segu sostanzialmente i movimenti di Muggsy Spanier, insieme al quale acquis notoriet, rientrando nellambito del revival, e suonando anche nelle band di Art Hodes. Alla fine degli anni 40, al culmine della notoriet, venne definito da pubblico e critica the King of Tailgate Trombone, lo stile che Kid Ory aveva creato, lanciato e che continuava a suonare, mentre nel frattempo Brunies gi non era pi un revivalist ! Cos come Spanier, anche Brunies era tornato allo swing ed al commerciale. Comunque eccellente la produzione discografica di quel breve periodo, cos come per Spanier. Joseph Sharkey Bonano (1904-1972) Rientra tra i pochi revivalist recensiti da The Jazz Archivist , che lo cita tra i nomi di riferimento per lattivit che stava svolgendo nella New Orleans del 1960 24. Bonano, ottimo trombettista, agli inizi
I New Orleans Rhythm Kings (soprannominati Nork ) sono stati una delle pi importanti jazz band dei primi anni a met degli anni 920. La band era una combinazione di New Orleans e Chicago composta da soli musicisti bianchi. La loro seduta di registrazione nel 923 con Jelly Roll Morton forse il primo disco con formazione razzialmente mista. 2 Jazz in New Orleans at 1960s Review in The Jazz Archivist, vol. X, maydec 995.
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della carriera aveva addirittura sostituito in alcune occasioni Bix Beiderbecke nei Wolverines ed anche Nick LaRocca nella ODJB, prima di entrare a far parte di grandi orchestre commerciali (L. Brownlee, J. Durante, Pollack). Nellimmediato dopoguerra fece numerosi tour in Europa , Asia , Sud America, per poi stabilirsi definitivamente a New Orleans nel 1949, riproponendo lo stile classico. Si racconta ( una leggenda metropolitana ?) che Arturo Toscanini, dopo averlo ascoltato, gli proponesse una prova con lOrchestra del Covent Garden di New York, al termine della quale il Maestro avrebbe ripreso i propri trombettisti per non essere capaci di riprodurre le sonorit espresse da Bonano. Spesso in formazione con Bonano, come clarinettista, un altro noto revivalist: Pete Fountain. Pierre Dewey Pete Fountain (1930) Brillante clarinettista del quartiere Creolo di New Orleans, aveva iniziato a formarsi ed a suonare swing, per poi fondare nel 1951 il complesso dei Basin Street Six, in stile prettamente New Orleans, stile nel quale avrebbe continuato a lungo. Ha inciso pi di 100 album, ma spesso si allontanato dal classico per proporre altra musica o un New Orleans commerciale. Ha tenuto il suo ultimo concerto da ottantenne, nel 2010 a Hollywood. Ha suonato spesso insieme al suo amico Al Hirt (1922-1999), anchegli di New Orleans, trombettista che ha rappresentato solo un fenomeno di virtuosismo commerciale.

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Scuola 3 Musicisti di pi recente generazione che rielaborano il genere New Orleans


Lucius Lu Watters - (1911-1989) Trombettista californiano di Santa Cruz, con grande amore per la musica di New Orleans, dopo aver suonato in varie orchestre -anche con Bob Crosby- fond nel 1940 la Yerba Buena Jazz Band con la quale si esib al Dawn Club di San Francisco. La band era formata totalmente da musicisti bianchi, ma musica e stile erano quelli di King Oliver, ai quali si aggiungeva una fase creativa con arrangiamenti nel tempo via via pi complessi. Watters riusc quindi a creare un proprio repertorio di composizioni originali, totalmente basate sullo stile King Oliver anni venti, arrangiate in stile pi maturo e moderno. Ricordiamo, tra tutte, Emperor Norton Hunch , Annie Street Rock e Big Bear Stomp. Volevo rimanere ancorato al vecchio stile di Oliver e Armstrong ed estenderlo in modo creativo, pur restando allinterno della tradizione.. La gente pensa che una bella melodia debba essere facile da ricordarebeh! una qualit importante , ma una bella melodia ha bisogno anche di complessit e di un contenuto che la renda sorprendente. 25 Modific anche il modo di disporre la band di fronte al pubblico: la sezione ritmica davanti e quella melodica dietro. Una rivoluzione! Era invece un modo ottimale per evitare che la sezione ritmica perdesJohn Buchanan -Emperor Nortons Hunch. The story of Lu Watters YBJB - Hambledon Production, Middle Dural 996.
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se il tempo non riuscendo a sentire chi suonava davanti (i night club non erano certo sale da concerto.). La selezionatissima formazione creata da Watters era composta da Watters e Bob Scobey, tp; Turk Murphy, tb; Ellis Horne, cl; Wally Rose, p; Clarence Hayes, Russ Bennett, bjo; Dick Lammy, cbs; Bill Dart, btr. Negli anni successivi, in registrazioni musicalmente pi interessanti, Horne venne sostituito da Bob Helm. Di fatto avevano creato uno stile: lo stile San Francisco. Lu sciolse la band nel 1950 e si ritir dal mondo musicale nel 1957, dedicandosi ai suoi studi di geologia, con importanti riconoscimenti professionali nel settore scientifico. Riapparve dopo qualche anno, ma in modo occasionale, per incidere un disco con Bob Helm e suonare con Turk Murphy al fine di sostenere la causa antinucleare. La discografia completa reperibile sul sito : http://www.jazzdisco.org/lu-watters/discography/ Melvin Edward Turk Murphy (1915-1987) Nato a Palermo, California. La sua carriera di trombonista nel revival, stile San Francisco, inizia nel 40 insieme a Lu Watters. Si rivela negli anni virtuoso del trombone e grande arrangiatore di brani, lavorando non solo per la propria band 26 . Quando Lu Watters scioglie la YerMurphy ha firmato arrangiamenti molto famosi e di grande successo, quale il Mack The Knife di Louis Armstrong del 955.
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ba Buena Jazz Band, nel 1950, Turk ne rileva il gruppo che prende il nome di Turk Murphys Jazz Band, con qualche sostituzione. Di fatto: Bob Scobey, tp; TM, tb; Bob Helm, cl; Burt Bales, p; Harry Mordecai, bjo; Dick Lammi, cbs. Il sound molto del tipo marchin band, nonostante gli acuti e i virtuosismi di Helm. Murphy fu grande amico di Ward Kimball, disegnatore della Disney e trombonista dei Firehouse 5+2, nella cui musica si avvertono gli echi dello stile di Lu Watters e Turk Murphy. La band ha sempre avuto largo gradimento da parte del pubblico: Murphy ha quindi continuato lattivit con successo fino al 1987. Nello stesso anno a gennaio tenne un concerto alla Carnegie Hall, per poi morire a maggio a causa di un tumore al polmone. Bob Scobey - (191-193) Nato a Tucumcari nel New Mexico, inizia la carriera a met anni 30 suonando nei night di San Francisco. Nel 1938 diventa seconda tromba nella band di Lu Watters, ma nel 49 lascia il gruppo per un litigio con i componenti della sezione ritmica, e forma il proprio gruppo Bob Scobeys Frisco Band, che segue comunque i nuovi canoni del revival in stile San Francisco della Yerba Buena Jazz Band. Anche il suo gruppo ha un ottimo successo e nel 1953 si esibiscono in un concerto al Civic Auditorium di Pasadena (California), in cui Armstrong canta con loro 27.
La notizia riportata nella biografia He rambled ! (Pal Publisher, 976), curata dalla moglie Jan , ma non vi traccia nelle pi importanti discografie e biografie di Louis Armstrong.
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Ha continuato a suonare fino al 63, soprattutto presso il proprio club che aveva aperto a Chicago nel 1960, il Bourbon Street Club, sempre apprezzato dagli appassionati di revival. Bob Helm - (1914-2003) Clarinettista di Lu Watters, esaurita lesperienza con la YBJB organizz a fine anni 50 una propria formazione, Bob Helms Riverside Roustabouts, che aveva mantenuto lo stile nuovo creato da Watters e ne diventa anchegli ambasciatore. Nel 1950 incide, in una sessione privata, una serie di poesie di Weldon Kees 28, con Kees al piano ed Helm con clarino e washboard29. Alterna numerosi ritiri ad altrettanti ritorni, tutti di successo, anche negli anni 80 e 90. Firehouse 5+2 30 (1952 - 1972). Siamo agli inizi degli anni 50. Un gruppo di disegnatori della Disney, diretti dall eccellente trombonista Ward Kimball (19142002), si organizza in una band che allinizio suona un po di
Weldon Kees (9-955). Poeta, scrittore, sceneggiatore, pittore, critico letterario americano, personaggio culturale tra i pi importanti in lingua inglese, del secolo scorso.
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Washboard (termine di lingua inglese traducibile con tavola per il bucato) uno strumento musicale a percussione della famiglia degli idiofoni il cui uso ha avuto origine nella citt statunitense di New Orleans nella prima met del XX secolo. stato ideato utilizzando appunto unasse del tipo di quelle adoperate per lavare il bucato che erano in uso presso le massaie di molti paesi e a volte anche nelle lavanderie pubbliche. 30 http://www.firehousefiveplustwo.com
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tutto: jazz tradizionale, ballate, canti popolari, nei quali venivano inframezzate trovate commerciali -kitch, ma divertenti- quali una sirena dautomobile, la campana di allarme del carro dei pompieri, labbigliamento da pompieri anni 10 ed altro. Se da un lato questo faceva storcere la bocca ai puristi, vanno riconosciuti l entusiasmo per lo stile jazzistico Trad, il contributo dato per avvicinare il pubblico ad un certo tipo di musica31, delle eccellenti prestazioni musicali e la totale buona fede dellapproccio. Infatti avrebbero suonato per anni a Disneyland e quindi la loro attivit va vista in questa ottica di promozione del marchio Disney in una cornice di divertimento, della quale non facevano mistero, a cominciare dal nome del gruppo. Popolarissimi, al punto di essere considerati istituzione nazio-

nale (!) , hanno inciso 13 album (di cui due, appunto, dedicati ai temi dei film Disney o colonne sonore del Disney Park) restando in attivit fino al 1972. Compaiono anche in alcuni film Disney ed in un cartoon, Goofy. How to dance del 1953.
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Incluso chi scrive, nel 956.

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Nella loro ampia produzione, alcuni brani sono interpretati con uno stile assolutamente inconfondibile, perfetto nellarrangiamento, indimenticabile per lascoltatore. La formazione iniziale era: Danny Alguire, cn; Harper Goff, bjo; Ward Kimball, tb, sirena, effetti sonori; Clarke Mallery, cl; Monte Mountjoy, bt; Erdman (Ed) Penner, bss /tuba; Frank Thomas, p. ****** Non possibile in questa sede soffermarsi su tutto il panorama musicale offerto dalla seconda fase, cio il periodo dal 1960 in poi. Fa comunque piacere ricordare lopera fondamentale svolta nei primi anni del 1960 da un giovane trombonista di New Orleans, William Big Bill Bissonnette (1937), appassionato entusiasta dello stile New Orleans, che avendo creato un proprio gruppo -Easy Riders Jazz Band- ed una propria etichetta discografica (Jazz Crusade), votatosi al recupero di informazioni e testimonianze del periodo aureo, riuscito a coordinare unoperazione di numerose incisioni con nomi storici ancora in attivit, inserendoli nel proprio gruppo e coinvolgendoli anche in numerose tourne. Tra questi George Lewis, Thomas Kid Valentine, Kid Sheik Colar, Jim Robinson, Punch Miller, solo per citare i pi importanti,. A questo materiale ha affiancato una nutrita mole di registrazioni che riuscito ad acquisire e pubblicare, al punto che la Jazz Crusade pu oggi vantare un catalogo di oltre 150 artisti. Bissonnette, ancora in attivit, spesso in Europa (Francia e Danimarca), per suonare con formazioni locali.

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Nel 1992 ha pubblicato le proprie memorie in The Jazz Crusade (Special request books), vera e propria fonte inesauribile di informazioni sul jazz delle origini, ed ha rilanciato lattivit della casa discografica registrando oltre 100 session della propria formazione anche in accompagnamento di grandi nomi e di altri musicisti storici del periodo classico. Nella Easy Riders Jazz Band sono stati spesso presenti due musicisti di assoluto valore. Il primo, Samuel Sammy Rimington (1942), clarinettista inglese di grande classe ed eleganza, che aveva suonato anche con Ken Colyer dalla fine dei 50 fino al 65 , anno del suo trasferimento negli USA, approdato quindi al gruppo di Bissonnette. Il secondo uno dei migliori cornettisti del revival pi recente, in attivit continua dal 60 ad oggi, con doti di grande sensibilit musicale, squisito fraseggio, rispetto della tradizione senza forzature: Fred Vigorito (1943). La personale amicizia con questo eccellente revivalist, mi ha dato la possibilit di chiedere allo stesso un breve profilo della sua attivit. Con la consueta gentilezza mi ha accontentato e lo riporto cos come ricevuto.

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Hi Gino, I hope this is what you are looking for. Best Regards, Fred

Fred Vigorito (Cornet & Leader, Guilford CT., USA) - I have led the Galvanized Jazz Band, Connecticuts number one Jazz band, since 1971. Since my retirement from the Southern New England Telephone company in 1995 I have been a full-time musician, playing the music that I love, New Orleans Jazz. Studying cornet beginning at age 9, I played first cornet, first chair in Connecticuts All-State Band as a high school freshman. I have been playing New Orleans Jazz since 1963 when I joined Big Bill Bissonnettes Easy Rider Jazz Band. I am featured on more than 50 recordings, my most memorable being a 1965 GHB recording at Preservation Hall with jazz veterans Jim Robinson, Albert Burbank, Creole George Guesno, Alcide Slow Drag Pavajeau and Don Ewell. I also recorded with the great George Lewis, Louis Nelson, Kid Thomas, Emmanuel Paul, Sammy Rimington and others. Other musicians tell me I play a hot, driving cornet style, and Im flattered by those comments! My major influences include Louis Armstrong, Kid Thomas, Kid Howard, Wild Bill Davison, Bobby Hackett, Muggsy Spanier, and Thomas Jefferson. For the past 8 years, I have been a featured guest performer in France with JP Allessis French Preservation New Orleans Jazz Band, and in Denmark with the New Orleans Delight Jazz Band. I look forward to many more years of playing this wonderful, happy music!

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Tra i protagonisti attuali, solo una breve nota per i Bratislava Hot Serenaders (Repubblica Slovacca): sono ritenuti essere la pi famosa orchestra jazz del mondo; con una formazione di 18 elementi, dal 1992 eseguono con crescente successo jazz degli anni 20, con grande rigore stilistico dalle orchestrazioni alluso di strumenti depoca, fino al look.

Infine una segnalazione su una voce che -a mio avviso- sar una protagonista in futuro. La si comincia a conoscere diffusamente grazie al web. Il suo nome Meschiya Lake ed accompagnata dal gruppo Little Big Horns (http://www.meschiya.com/) da lei stessa creato nel 2009. Meschiya cantava per le strade di New Orleans fino al 2011 (vedi numerosi video su YouTube), ma ha gi iniziato a prendere il volo.. voce strepitosa, e lo stile dei Little Big Horns ci conferma che il revival continua ad essere pi che vivo

I COMPRIMARI
Il successo di una formazione certamente frutto delle qualit musicali, della tecnica, del carisma e dal nome del leader unite alle capacit organizzative del suo impresario, quando questa figura non coincide con il leader stesso. Riuscire a creare formazioni perfettamente equilibrate tra sezione melodica e sezione ritmica, con tutti i musicisti in perfetta sintonia con stile e repertorio, non sempre semplice o facilmente realizzabile. sempre stato cos e questa regola ancora vigente. Di conseguenza il successo di un gruppo certamente sotteso dal Protagonista, ma ampiamente supportato dagli altri musicisti che -a volte- sacrificano totalmente il proprio nome a vantaggio del nome dellintera formazione e del leader. Appare quindi giusto ricordare alcuni nomi non sempre citati nel testo, che hanno contribuito a fare la storia ed a creare la leggenda del primissimo revival. Il termine comprimari suona , ed , certamente riduttivo per molti dei musicisti ricordati di seguito, ma si perdoner la dizione se si terr a mente che in questa sede li stiamo rapportando ai solisti monumentali dellintera storia del jazz e solo relativamente al periodo del revival. Jelly Roll Morton, Red Hot Peppers (1939) Significativa la presenza di Sidney Bechet, clarino, ed inoltre Henry Red Allen, tromba (190-197) Sidney de Paris, tromba (1905-197) Fred Robinson , trombone (1901-1984)

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Claude Jones, trombone (1901-192) Albert Nicholas, clarino (1900-1973) Wellman Braud, chitarra (1891-19) zutty Singleton, batteria (1898-1975) Louis Armstrong, The All Stars (1947) La formazione a pagina 36; significativa la presenza di Jack Teagarden, trombone (1905-194) indimenticabili anche i suoi duetti cantati con Satchmo Earl Hines, piano ( (1903-1983) Sidney Catlett, batteria (1910-1951) Cozy Cole, batteria (1909-1981) Wingy Manone, His Cats (1940) Joe Marsala, clarino (1907-1978) Johnny Guarnieri, piano (1917-1985) discendente della celebre famiglia Guarneri di Cremona, costruttori di violini George Wettling, batteria (1907-198) Bunk Johnson, varie formazioni 1942-1947 la formazione a pagina 41; significativa in seguito la presenza anche di Jimmy Archey, trombone (1902-197) Jim Robinson, trombone (1892-197) Edmond Hall, clarino (1901-197) presente anche con gli All Stars di Armstrong dopo il 1947 Omer Simeon, clarino (1902-1959) Alton Purnell, piano (1911-1987) Lawrence Marrero, banjo (1900-1959) gi citato ma colonna di numerose sezioni ritmiche Wellman Braud, basso (1891-19) George Pops Foster, basso (1892-199)

I comprimari

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Alcide Slow Drug Pavageau, basso (1888-199) vale quanto detto per Marrero Cyrus SantClair, bassotuba (1890-191) Warren Baby Dodds, batteria (1898-1959) Paul Barbarin, batteria (1899-199) nome storico dalle Brass Band al revival Sidney Bechet, New Orleans Feetwarmers (1941) Oltre a Tommy Ladnier alla tromba Teddy Nixon, trombone Henry Duncan, piano Ernest Meyers, bass Morris Morland , batteria
Di nessuno stato possibile ottenere dati anagrafici certi.

Mezz Mezzrow, His Orchestra (1951, Parigi) Lee Collins, tromba (1901-190) - nome storico di New Orleans Mowgly Jospin, trombone (1924-2003) Guy Lafitte, clarino (1927-1998) Andr Persiany, piano (1927-2004) zutty Singleton, batteria (1898-1975) Muggsy Spanier, his Ragtimers (1944) Pee Wee Russell, clarino (1906-1969) di scuola swing, ma fortemente influenzato dallo stile New Orleans di Alcide Yellow Nunes di NO Miff Mole, trombone (1898-191) Eddie Condon, banjo (1905-1973) Gene Schroeder, piano (1908-1974) Bob Haggart, basso (1914-1998) George Wettling, batteria (1907-198)

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Resta da ricordare qualche nome di quei musicisti non a lungo presenti in una singola formazione di rilievo, ma che collaborando con pi protagonisti (e non solo) hanno comunque contribuito a creare lordito sul quale questo fenomeno proveniente da New Orleans, ha potuto riprendere ad essere intessuto negli anni 40 ed a continuare nel tempo. William Buster Bailey, clarino (1902-197) Danny Barker, banjo (1909-1994) Mutt Carey, tromba (188-1948) Dick Cary, piano (191-1994) Bob Casey, basso (1909-1974) Oscar Papa Celestin, tromba (1884-1954) Cutty Cuttshall, trombone (1911-198) Joe Darensbourg, clarino (190-1985) Vic Dickenson, trombone (190-1984) Ed Garland, basso (1895-1980) Jay C Higginbotham, trombone (190-1973) Art Hodes, piano (1904-1993) Percy Humphrey (1905 -1995) William Humphrey, clarino (1900-1994) Don Kirkpatrick, piano (1905-195) John Lindsay, trombone e basso (1894-1950) Louis Kid Shot Madison, tromba (1899-1948) Benny Morton, trombone (1907-1985) Alphonse Picou, clarino (1878-191) Sammy Price, piano (1908-1992) Lester Santiago, piano (1898 ? -195) Bud Scott, chitarra (1890-1949) Jabbo Smith, tromba (1908-1991)

IL REVIVAL IN EUROPA
In Europa si guardava con grande interesse al jazz e gli artisti che dallAmerica venivano sul continente a dare concerti ricevevano ottime accoglienze, rese ancora migliori dalla relativa assenza della segregazione razziale e dei pregiudizi che ancora imperavano in America32. Questo fece s che molti jazzisti intraprendessero lunghe tourne in Europa stimolando la nascita di molti gruppi di ammiratori ed imitatori. Questa relazione del jazz con lEuropa avrebbe subito una battuta darresto nel corso del secondo conflitto mondiale solo per riprendere con ancora maggior vigore negli anni del dopoguerra. In particolare negli anni del New Orleans Traditional Revival, sulla base dellentusiasmo di giovani musicisti, si formarono complessi pi o meno professionali, che rappresentarono un primo seme di diffusione del jazz classico. Tale seme avrebbe germogliato rapidamente ed i gruppi creatisi avrebbero fatto proseliti. Molti appassionati degli anni 50, che avevano iniziato creando un piccolo complesso trad solo per divertimento o passione, sono poi rimasti sulla breccia per molti anni successivi, con un grado crescente di professionalizzazione. Ecco quindi una rassegna di nomi e gruppi, articolati per nazionalit.
Nazismo e leggi razziali fasciste sarebbero venuti rispettivamente nel 933 e nel 938.
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Inghilterra - Nel Regno Unito, il pianista George Webb (19182010) form i suoi Dixielanders nel 1943. Il suo materiale di base erano le prime registrazioni di Oliver, Morton e Armstrong. I Dixielanders fecero alcune registrazioni per la Decca. Il trombettista Humphrey Lyttelton (1921-2008) si un alla band e ne assunse la leadership. Nel 1949, la band realizz anche alcune registrazioni storiche con Sidney Bechet. La band di Lyttelton ha continuato a registrare molte sedute per letichetta Parlophone, producendo anche un brano che raggiunse il Top 20 Hit nel 1955: Bad Penny Blues . Questo stato il primo brano di jazz a entrare in questa classifica radiofonica, con una formazione jazz minima (tromba, piano, basso, batteria) resistendovi 6 settimane. In quegli anni, il trombettista Ken Colyer (1928-1988) stava recandosi a New Orleans non solo per ascoltare jazz tradizionale di prima mano, ma per realizzare un suo sogno: suonare con il suo idolo, George Lewis. Rientrava quindi nel Regno Unito per diffondere il Vangelo. Subito fond un gruppo che comprendeva Chris Barber (1930), Monty Sunshine (1928-2010) e Lonnie Donegan (1931-2002). Ritmicamente la band non suonava come una band di New Orleans. Il loro era uno stile sostanzialmente di seconda scuola, secondo lo schema esposto prima. In quegli anni, fino al 1965, ha suonato con Colyer anche Sammy Rimington, (vedi pag. 64) clarinetto di grande eleganza.

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Colyer form un altro gruppo che comprendeva il batterista Colin Bowden (1932). Questa formazione risult essere quella che ha ottenuto il sound pi vicino al suono di New Orleans. Colyer era riuscito finalmente a plasmare una band che suonava un ottimo jazz, lontano dal successo commerciale ma personalmente destinato a diventare una figura di culto per gli appassionati europei del jazz tradizionale. Successivamente ad una uscita dal gruppo di Ken Colyer, si cre unaltra band: Chris Barber -trombone- e Monty Sunshine -clarinetto- con Pat Halcox (1930) alla tromba e Donegan al banjo, fondarono la Chris Barber Band, ancora oggi attivissima e di grande notoriet. Il clarinettista Cy Laurie (1926-2002), segu le orme delle band degli anni 20. In particolare, egli tent di assimilare e riprodurre il suono di Johnny Dodds. Il suo cornettista Ken Sims in seguito si un alla band guidata da un altra stella del clarinetto, Acker Bylk (1929). Il gruppo di Bylk aveva un batterista meraviglioso, Ron McKay, che contribu a far divenire la band di Bylk, alla fine degli anni 50, una delle grandi stelle delle Hit Parade del Regno Unito. Il batterista Barry Martyn (1941) organizz vari concerti e tourne europee con grandi musicisti di New Orleans, conosciuti in un suo viaggio in Louisiana nel 1961. Fu tra i primi jazzisti bianchi a sostenere le formazioni miste. Nel 1970 form The Legends of Jazz, una formazione con grande attivit discografica. Da ricordare, infine, i nomi di Terry Lightfoot (1935), prima clarinettista con Chris Barber e successivamente con proprie

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formazioni, e del cornettista Kenny Ball, ma questultimo dopo inizi traditional spost il repertorio e il modo di suonare su binari assolutamente commerciali. Francia Sulle basi di un diffuso interesse per il ragtime fin dal 1900 -in occasione dellExpo di Parigi- e protrattosi ed allargatosi alle altre forme musicali importate dallAmerica (basti pensare al successo del Quintetto dellHot Club de France con Django Reinhardt - 1910, 1953 - peraltro belga), gi dal 1945 il revival in Francia aveva ricevuto un ottimo riscontro da parte dei giovani, e non solo. Claude Luter (1923-2006), clarinetto e Claude Philippe , banjo, rappresentarono la punta di diamante del movimento. Luter sarebbe diventato quasi inseparabile partner di Sidney Bechet, quando questi si trasferir in Francia nel 1949. Per una misura della penetrazione del revival basti pensare che nellottobre del 1955 Bechet avrebbe festeggiato il milionesimo disco venduto, con la Francia naturalmente al primo posto per gli acquisti (Disco dOro Vogue). Un certo contributo, anche se occasionale per quanto riguarda lo stile New Orleans, fu dato da Claude Bolling (1930), pi votato allo swing. In ogni caso alcune collaborazioni con Boris Vian, sicuramente devoto allo stile classico oltre che scrittore affermato soprattutto nellambito dei circoli esistenzialisti33, contribuirono alla diffusione.
Boris Vian (Ville dAvray, 920 Parigi, 959) stato uno scrittore, ingegnere, cantautore, poeta, trombettista e traduttore francese. Vian ha scritto 0 romanzi, tra cui  thriller del genere hard boiled. Ricordiamo, tra gli altri,
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Vian dal 1942 era entrato a fare parte come trombettista della piccola orchestra di Claude Abadie (1920), clarinettista oltre che direttore del gruppo. Presto, al gruppetto si unirono anche i suoi fratelli: prima Alain, in veste di batterista, poi Lelio, come chitarrista. Il jazz era la loro guerra di resistenza, il grido di ribellione di ogni razza oppressa. I Vian, che si definivano orgogliosamente marrons (gli schiavi neri fuggiti), guardavano con venerazione allo stile di New Orleans, organizzavano festival di swing e furono gli antesignani del bebop. Dal 22 al 28 febbraio 1948 un evento memorabile segn la storia della diffusione del Jazz in Francia: si svolge a Nizza il primo festival Jazz al mondo. Questo periodo, senza dubbio il pi fecondo per la musica Jazz, vide lo scontro fra due tendenze stilistiche in una specie di querelle des anciens (i fautori di un Jazz classico) e des modernes (i fautori di un Jazz in evoluzione, il bebop). Ed proprio in questo clima che a Nizza, sotto la direzione artistica di Hugues Panassi, Presidente dellHot Club de France, si svolse questo primo Festival Jazz internazionale. Lassenza nella programmazione di esponenti della nuova tendenza rivel una presa di posizione da parte dellHot Club a favore del vecchio stile: una frattura destinata ad amplificarsi ulteriormente negli anni.
LArrache Cur, LHerbe Rouge, LAutomne a Pkin e Lcume des Jours, quello che la critica ha individuato come il suo capolavoro. Autore anche di racconti e canzoni, Vian ha suonato la sua tromba tascabile (che nei suoi scritti si ritrova spesso sotto il nomignolo trompinette) nel celebre Tabou, club (ormai chiuso) situato nella Rue Dauphine, nei pressi di Saint Germain des Prs, a Parigi. stato il contatto (tra gli altri) di Duke Ellington e Miles Davis a Parigi. Ha scritto su diverse riviste francesi di jazz (Le Jazz Hot,Paris Jazz) e ha pubblicato numerosi articoli sullargomento anche in America. Nonostante non abbia mai messo piede in America, i temi di questo paese, il jazz in particolare, si ritrovano spesso nellarte di Vian. stato anche membro del Collge de Pataphysique nonch dirigente del reparto discografico jazzistico presso la Philips.

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Il Festival Jazz nacque nellelegantissima Opera di Nizza, dove si svolsero i concerti che poi furono ritrasmessi parzialmente alla radio. Nella grande hall sotto le vetrate del Casino Municipale di Place Massna, dallarchitettura Belle Epoque, il pubblico perpetua invece la tradizione popolare propria delle origini del Jazz, che lo vuole associato alla danza. La presenza di Louis Armstrong, nello splendore della sua maturit artistica, suscita lentusiasmo del pubblico. La Nuit de Nice, serata di chiusura al Ngresco in presenza di Stphane Grappelli e Django Reinhardt (Quintette du Hot club de France), termina allalba con una formidabile jam session. Olanda - In concomitanza con il revival negli Stati Uniti, il jazz tradizionale rappresent la base di un forte interesse per il jazz nei Paesi Bassi. Tuttavia, mentre alcuni gruppi come The Ramblers si sarebbero evoluti nello swing, i pochi gruppi rimasti a suonare jazz tradizionale non riuscirono a creare un pi ampio movimento, anche limitando notevolmente il numero possibili aspiranti musicisti jazz a causa dellutilizzo di strumenti non disponibili per la maggior parte musicisti olandesi, come contrabbasso e pianoforte. Questi ultimi sono stati costretti a improvvisare e sperimentare nuovi tipi di formazione e di strumenti, risultando in una nuova forma di ensemble jazz generalmente denominato Oude Stijl (Old Style) jazz. Tra i gruppi classici estorici lantesignana di sicuro la Dutch Swing College Band, fondata nel 1945 dal clarinettista Peter Schilperoort (1919-1990). La formazione, ancora attiva ed oggi diretta da Bob Kaper, ha sempre riscosso un grande successo, non solo europeo.

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Un ruolo importante lo ha anche svolto dal 1956 in poi la Harbour Jazz Band, inizialmente fondata da Jaap van Velzen (tromba) e Aad de Moree (clarino), e successivamente diretta, per oltre 30 anni, dal clarinettista Ferdi Meijer. Come per la DSCB il loro successo internazionale. Paesi Scandinavi - Formatosi negli anni 50 in piccole band quali la Royal Jazzman (successivamente Bohana Jazz Band), la Henrik Johansens Jazz Band ed i Saint Peter Street Stompers, suonando in qualche occasione anche con Chris Barber, il trombonista danese Arne Papa Bue Jensen 34 (1930-2011), essenzialmente autodidatta, fondava nel 1956 la Viking Jazz Band (inizialmente battezzata come New Orleans Jazz Band). Il nome venne dato dal giornalista e cantante americano Shel Silverstein35 che aveva visto uno dei loro concerti durante un soggiorno a Copenaghen. In seguito scrisse un articolo su di loro, chiamandoli i Danish Vikings, raccontando che il gruppo suonava loriginale jazz di New Orleans e di Chicago anche meglio di qualsiasi band americana del momento. La band adott il nuovo nome e pubblic il primo album come Viking Jazz Band nel
Il soprannome Papa gli fu dato dai componenti della band, in quanto Arne era il pi anziano e lunico ad essere gi padre. 35 Shel Silverstein (Key West, Florida, USA 930-999): poeta, drammaturgo, compositore, paroliere, musicista, scrittore, illustratore. Mick Jagger ha cantato le sue canzoni; sua la colonna sonora di Thelma & Louise; ha avuto la nomination allOscar per le musiche di Cartoline dallinferno; ha vinto il Grammy Haward con A boy named Sue interpretata da Johnny Cash. Sapeva suonare chitarra, piano, sassofono, e anche il trombone, alternando con disinvoltura i tasti del pianoforte con quelli della macchina per scrivere, mai disdegnando la matita per illustrare le sue idee.
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1958. Nel 1960 la loro Schlafe Mein Prinzchen vendette oltre un milione di copie ed ottenne un disco doro. Al grande successo ha corrisposto una notoriet internazionale elevatissima. Jensen ha registrato con George Lewis, Wingy Manone, Wild Bill Davison (che per un certo periodo fu membro permanente della band ), Edmond Hall, Champion Jack Dupree, Albert Nicholas, e Art Hodes. Nel 1969 la Viking Jazz Band fu lunica band non americana a partecipare al Jazz Festival di New Orleans e Jensen fu insignito delle Chiavi dOro della Citt. Di fatto diventato una icona del jazz tradizionale. Altro gruppo di grande livello quello dei Peruna Jazzmen , fondato nel 59 da Arne Hojberg (1941), trombone, e Peter Aller (1932), tromba, a Copenhagen. Il nome Peruna significa Patata in finlandese, ma anche il titolo di un brano inciso fin dagli anni 20 da molti gruppi jazz. Formazione con due cornette, clarinetto,

trombone, pianoforte, banjo, washboard e tuba, ha vinto numerosi premi in Francia, Spagna, Usa ed stata votata come una delle 3 migliori bande al mondo da Jazzology3 in anni pi recenti.
Jazzology Records unetichetta discografica degli Stati Uniti, specializzata in jazz tradizionale. stata fondata nel 99 da George H. Buck, ed opera ancora, dedicandosi alla conservazione delle grandi, storiche registrazioni di jazz. Sotto il marchio Jazzology operano anche altre importanti etichette, quali GHB Records, Audiophile Records e Black Swan Records, Southland Records e American Music Records. Inoltre pubblicano libri e video. Annualmente indice elezioni su artisti, gruppi musicali e dischi dellanno nelle varie sezioni ( tradizionale, swing etc.) nelle quali vota il pubblico dei collezionisti.
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I Peruna hanno suonato con molti jazzmen di grande nome ( Louis Metcalf, Bud Johnson, Cy Laurie, Jabbo Smith, Wild Bill Davison ) ed hanno accompagnato Eva Taylor, vedova di Clarence Williams, notissimo compositore e direttore dorchestra del periodo classico. La formazione ha cambiato negli anni qualche nome nellorganico, ma Hojberg, Aller e la seconda cornetta Mikael Zuschlag (1953) sono quelli che hanno sostanziato con continuit la connotazione musicale ottimale del gruppo.

(Peter Aller)

(Mikael zuschlag)

Germania - Gli anni 30 furono un oscuro periodo per il jazz in Germania, poich le autorit naziste cercarono di eliminare questo genere usando i mezzi della propaganda per demonizzare la musica, i suoi sostenitori e chi la seguiva. Il jazz fu definitivamente proibito allinizio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra il jazz inizi a riemergere, dopo 20 anni di isolamento, anche grazie ai paesi alleati. Berlino, insieme a Francoforte e Brema erano a capo del ritorno di questa musica. Il Muro di Berlino, eretto nel 1961, non diede certo un contributo a particolari fenomeni musicali.

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In questo contesto, quindi, pochi nomi di solisti e gruppi per il genere revival , che si sarebbe affermato negli anni 80, quelli del secondo revival. Uno dei pochi nomi di riferimento, in un panorama di numerosi jazz club ma di pochi strumentisti o gruppi, senzaltro quello del giovanissimo clarinettista Klaus Doldinger (1936), il quale a soli 16 anni, nel 1952 fond il gruppo dei Dixieland Combo Feetwarmers. Ricorda Doldinger: Non dimenticher mai il nostro primo concerto. Era al British Cultural Institute a Dsseldorf. L, vi erano in realt numerose persone e per noi stata una grande sorpresala novit della nostra musica, esaltata dalla forza della batteria, fu a poco a poco percepita e gradita dal pubblico . Nel 1953 Doldinger form il gruppo dei Feetwarmers ed inizi a registrare con loro nel 1955. Successivamente, 1958, sempre seguito dal grosso pubblico, si allontan dal Traditional per passare allo swing ed altri generi. quindi dobbligo ricordare Fatty George (Franz Josef Pressler - 19271982) , viennese, sax alto prima di passare al clarinetto, che ha studiato al Conservatorio ed allAccademia di Musica di Vienna, stilisticamente stato inizialmente influenzato da Benny Goodman. Dopo la seconda guerra mondiale ha suonato nei club degli ufficiali delle forze di occupazione austriaca, in primo luogo per lArmata Rossa, poi per lesercito americano. A causa della difficile situazione economica, nel 1949 con la sua band, andato in Germania. Ha introdotto il concetto di suonare con la stessa band sia dixieland sia cool Jazz, e cos ha battezzato la formazione, che comprendeva anche Oscar Klein (1930-2006) alla tromba: Two-sounds Band. Nel 1955 tornato con la band (che includeva anche Joe zawinul) a Vienna, ma aveva sostanzialmente lasciato il genere dixie.

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Negli ultimi anni 50 si cominciava ad affermare anche Herbert Christ (1942), tromba, che suoner come solista con varie formazioni di jazz tradizionale, tedesche e non: soprattutto italiane in questi ultimi anni. Italia - Litalia forse il paese europeo che ha assimilato con pi entusiasmo lo spirito del Trad, al punto che sono attive ancora oggi band formatesi alla fine degli anni 40 37. Il jazz in Italia ha registrato, sia dai primissimi anni, un continuo adattamento da parte del pubblico, ovviamente minoranze iniziali, destinate a crescere nel tempo. Lapprezzamento del jazz rimase inizialmente patrimonio dei musicisti. Poi, seguendo la moda dei balli e gusti americani, linteresse si ampli negli anni grazie alla radio e molto anche alle orchestre che agivano sui numerosi transatlantici delle rotte per il Nord-America. Negli anni 40 il jazz era abbastanza diffuso come conoscenza, nonostante il momento politico ostile, ma tale conoscenza era rivolta soprattutto allo pseudo-jazz di allora, ad esempio la musica di Paul Whitman. Quando inizi il fenomeno revival in America, in Italia i tempi erano maturi perch parte del pubblico (una minoranza , ma qualificata, formata da critici e appassionati) e musicisti avessero sviluppato un discreto interesse verso il jazz originario e la sua storia . Di conseguenza, subito dopo la fine della guerra, dalla seconda met dei 40, accanto ad un fiorire di Hot Club locali -come nel resto dEuropa- ed a collaborazioni dei musicisti locali con le radio alleate, mano a mano che i tedeschi lasciavano lItalia (non dimentichiamolo: nel 1945 siamo nellanno della fine della seconda guerra mondiale) oltre ad una sempre maggiore diffusione della musica americana e
Jazz Me Blues -http://www.jazzmeblues.it/ - Sito a cura di Lino Patruno, riporta interviste ai leader di numerose band revival dal 99 ad oggi.
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del jazz, prese a svilupparsi una particolare attenzione per le origini di quella musica e, di conseguenza, a suonarla. Tra le caratteristiche che ne promuovevano la diffusione vi era sicuramente la gioiosit di buona parte del repertorio, la semplicit armonica (quindi pi facilmente eseguibile anche da parte di dilettanti) e - nel caso del riferimento alla musica degli anni 20 - pochi e semplici assolo. In particolare il numero dei gruppi che venne a crearsi dal 49 in poi stato elevato fin dal primo momento. In Italia, forse, non il caso di parlare di primo e secondo revival, ma di un fenomeno in discreta crescita senza flessioni, anche in termini qualitativi. Oggi vi sono ancora attivi gruppi che possono vantare oltre 60 anni di storia, naturalmente con un certo ricambio generazionale tra i componenti, accanto a formazioni giovanissime di nascita, ma gi affermate a livello internazionale. Del resto la divulgazione delle informazioni e la loro fruibilit sono divenute rapidissime, grazie a realt come social network di musica e musicisti quali YouTube , Fandalism, Craiglist 38. Data la numerosit delle Band, stato preferibile dare di seguito una breve descrizione dei gruppi storicamente pi interessanti 39, che abbiano anche lasciato una testimonianza discografica della loro attivit e qualit, mettendoli in ordine cronologico di fondazione.

http://www.youtube.com/ http://fandalism.com http://www.craigslist.org/about/sites 39 Supporto fondamentale a questa ricerca sono stati: Giuseppe Barazzetta - Jazz inciso in Italia - Messaggerie Musicali, Milano 959 www.Jazzmeblues.it , sito curato da Lino Patruno www.JazzItalia.new http://gerovijazz-jazzfan37.blogspot.it/ http://italia.allaboutjazz.com/ http://jazztrad.blogspot.it/
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Roman New Orleans Jazz Band In ordine di tempo il primo complesso revival italiano, costituitosi a Roma nel 1949, che gi nel50 inizia con incisioni e jam session pubbliche con Bill Coleman e Big Boy Goodie. Ha partecipato a numerosi concerti, tourne e Festival Internazionali. I pionieri erano Giovanni Borghi, tr; Luciano Fineschi, tb; Marcello Riccio, cl; Ivan Vandor, ss; Giorgio zinzi, p; Bruno Perris, bjo; Pino Liberati, tuba; Peppino dIntino, btr. Vandor era lunico che conoscesse la musica. Nel 52 Carlo Loffredo, bs, sostituisce Liberati. Alla fine del 53 il complesso si sciolse, nonostante i tentativi di Loffredo di ricostituirlo subito, quasi nella sua interezza. Dopo varie peripezie Loffredo creer un gruppo dal nome simile, la II Roman New Orleans Jazz Band, nel 1956, con una formazione rinnovata. Secondo alcuni fu Louis Armstrong, con il quale la RNOJB suon in molte session private durante le sue tourne in Italia, a trovare il nome al gruppo. Elevata la sua popolarit, anche per la partecipazione a vari festival del jazz. Original Lambro Jazz Band Complesso del 1950, con elevata attivit, anche internazionale. Due componenti della band contribui-

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rono organizzativamente allapertura dei primi due locali di Milano dove si suonava jazz: lArethusa ed il Santa Tecla. Ha subito molte variazioni della formazione; quella del 1950 era composta da Herman Meyer, tr; Giancarlo Garlandini, tb; Bob Valenti e Renato Gerbella, cl; Fabio Mataloni, p; Jack Russo, bjo; Renzo Clerici, cbs; Claudio Clerici, btr. Jubilee Dixielanders - Complesso costituito alla fine del 1951, con esibizioni allArethusa di Milano. Natale Petruzzelli, tr; Nicola Muti, tb; Felice Cameroni, cl; Guido Ferrario, p; Attilio Casiero, bjo; Gianni Belloni, cbs; Carlo Garagnani, btr. Junior Dixieland Jazz Band Costituita a Roma nel 1951 , la formazione cambia nome nel 53 in Junior Dixieland Gang ed attiva per incisioni e concerti sostanzialmente fino al 55. Ne facevano parte Giorgio Giovannini, tr; Alberto Collatina, tb; Sandro Brugnolini, cl; Francesco Forti, bs; Gino Tagliati, p; Gianni Nardi, ch; Boris Morelli, cbs; Franco Morea, btr. Sonto stati attivi sostanzialmente fino al 1955. Milan College Jazz Society - Complesso del 1952 , con allattivo numerose incisioni per la Columbia. Ha suonato con Mezz Mezzrow, Albert Nicholas, Sidney Bechet. Di grande notoriet internazionale.

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In formazione: Giorgio Alberti, tr; Gianni Acocella, tb; Roberto Valenti, cl; Giorgio Cavedon, p; Carlo Bagnoli, ch, bjo; Luigi Bagnoli, cbs; Attilio Rota, btr. Il nucleo base rimasto costante negli anni. Alla fine dei 70 Lino Patruno si aggiunse come banjo, mentre Bagnoli passava al sax baritono. Hanno collaborato con numerosi solisti americani quali Wild Bill Davison, Bud Freeman, Joe Venuti, Eddie Miller, Billy Butterfield, Jimmy McPartland, Barney Bigard, Bob Wilber, Dick Cary, Yank Lawson, Peanuts Hucko, per citarne alcuni. Attivi fino agli anni 80. Darktown Dixiecats Complesso milanese del 1952, con poche incisioni. Suonava spesso allArethusa. Antonio Cavazzuti, tr; Nicola Muti, tb; Giordano Fontana, cl; Nino zamboni, p; Pietro Barenghi, ch; Ciccio Pentangelo, tuba; Claudio Giambarelli, btr. Attivi per pochi anni. Doctor Dixie Jazz Band - Band bolognese costituita da universitari nel 1952, con frequente cambio di denominazione. Nasce come Superior Magistratus Ragtime band, quindi Panigal Jazz Band nel 1957, Rheno Dixieland Band nello stesso 1957, infine Doctor Dixie Jazz Band nel 1974. ancora in attivit con il suo fondatore Nardo Giardina, tr; Amedeo Tommasi , tb; Beppe Inesi, cl; Carlo Fava, p; Francesco Cassarini, ch; Ugo Franceschini, cbs; Gherardo Casaglia, btr. Hanno suonato nella band anche Pupi Avati e Lucio Dalla. Intensa lattivit concertistica. Fa particolarmente piacere a chi scrive, segnalare che alle formazioni pi recenti abbiano partecipato anche dottori chimici.

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Blue Rivers Jazz Band Complesso di Pavia, creato nel 1953, attivo pochi anni. La pur ridotta produzione discografica stata ampiamente recensita da Musica Jazz40, in quanto ottimo era il livello qualitativo. Sembra che agli inizi in formazione vi fosse anche Piero Umiliani, futuro importante compositore e direttore dorchestra, sotto altro nome. Pierangelo Pietra, tr; Virginio Bermuzzi, tb; Antonio Maestro, p; Claudio Siragusa, ch; Gigi Verde, cbs; Lalo Rusconi, btr. Magentonians Complesso milanese, costituito nel 1953, in attivit fino al 1956. Alcuni componenti entrarono a far parte della Original Lambro Jazz Band. Era formata da Giuseppe Ferrario, tr; Francesco Cavallari, tbn; Luigi Foina, cl; Glauco Boninella, p; Mario
0 Musica Jazz la pi importante rivista italiana di informazione e critica musicale specializzata in musica jazz e una delle pi longeve, non solo in Europa, ma anche nel mondo intero: pubblicata ininterrottamente dal luglio 95, senza aver mai saltato unuscita, e nellaprile 202 ha raggiunto il 737 numero. Ha periodicit mensile e dal novembre 98 viene pubblicata con un supporto discografico allegato. La rivista nasce come Musica & Jazz nel luglio del 95 a Milano, fondata da Gian Carlo Testoni. Dopo il primo numero a Testoni si affiancher come caporedattore Arrigo Polillo. Il primo comitato di redazione era composto, oltre che da Testoni e Polillo, da Roberto Nicolosi, Giuseppe Barazzetta, Livio Cerri e Giacomo Carrara. Tra i collaboratori esterni, Carlo Alberto Rossi, Enzo Ceragioli, Gil Cuppini e Piero Rizza. Testoni uno dei padri fondatori della critica jazz in Italia: nel 935, a soli 23 anni, fonda insieme al pianista Ezio Levi il Circolo del Jazz Hot a Milano, uno dei primi in Italia, situato in Galleria del Corso e nato nonostante lopposizione del regime fascista a questa musica. Nel 938 pubblica Introduzione alla vera musica di jazz, scritto insieme a Levi, il primo saggio specialistico sullargomento pubblicato in Italia. Nel 953, assieme a Polillo, Barazzetta, Roberto Leydi e Pino Maffei dar alle stampe lEnciclopedia del Jazz, la prima opera del genere edita al mondo. Fino al 98 la rivista stata pubblicata dalle Messaggerie Musicali di Ladislao Sugar; in seguito passata alla Rusconi e, dal 2009, alla 22 Publishing. Le prime due annate della rivista sono consultabili online a cura del Centro Studi sul Jazz Arrigo Polillo, Sezione Ricerca della Fondazione Siena Jazz. Lo stesso sito ha reso disponibile una indicizzazione analitica della rivista. Nel 965, alla morte di Testoni, la direzione della rivista passa ad Arrigo Polillo al quale, dal 98 al 996, succeder Pino Candini; dal 996 al 200 Claudio Sessa; dal 200 al 20 Filippo Bianchi; dal gennaio 202 Luca Conti. Il 9 novembre 200 stato inaugurato il sito web www.musicajazz.it

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Pratella, bjo; Mario Marzorati, btr. Riescono a suonare al Santa Tecla, riserva quasi esclusiva della Original Lambro Jazz Band. Original Barrellhouse Jazz Band Gruppo di studenti di Asti, 1954, che si autodefinivano emeriti dilettanti. Il trombonista era Paolo Conte. Nel 1959 diventarono Lazy River Jazz Society, suonando con successo alla gara radiofonica La Coppa del Jazz (quarto posto). Riverside Jazz Band Nasce a Milano nel 1954 e da subito, sotto la supervisione organizzativa di Lino Patruno, si fonde con altre due formazioni (Seven Diplomatist Jazzmen ed i Windy City Stompers) per poi selezionare la formazione ottimale che sar ancora Riverside. La prima Riverside era composta da: Antonio Foletto, tp; Franco Cucchi, tb; Nicola Arena, cl: Luigi Bonezzi, p; Lino Patruno, ch; Gianni Bergonzi, cbs; Francesco Garrassini, btr. La seconda Riverside era formata da: Ivaylo Peytchev, tp; Alberto dAltan (sostituito poi da Gianni Acocella) tb; Bruno Longhi, cl; mentre Enrico Gravina , Gianni Bergonzi, Franco Garrassini prima e Remi Ettore dopo, affiancarono Lino Patruno nella sezione ritmica al posto di quella precedente. Sono stati attivi fino al 1965: il forte coinvolgimento di Lino Patruno nellacclamatissimo gruppo di Cabaret dei Gufi, avrebbe allontanato il propulsore del gruppo dal jazz per alcuni anni.

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II Roman New Orleans Jazz Band Come gi accennato, Carlo Loffredo nel 1956 riun un complesso che, dopo varie new entry e contemporanee uscite nel 1957 prese il nome definitivo di Seconda RNOJB. Questultima stata a lungo attiva, con presenza stabile nel panorama internazionale e varie partecipazioni a film, trasmissioni radio-tv. La prima formazione che ha inciso (RCA) con il definitivo nome di Seconda Roman New Orleans Jazz Band era composta da Piero Saraceni, tr; Peppino De Luca, tb; Gianni Sanjust, cl; Puccio Sboto, p; Carlo Loffredo, cbs; Peppino dIntino, btr. Oltre che con musicisti di fama internazionale, la Roman ha suonato con Django Reinhardt, Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Oscar Peterson, Earl Hines, Chet Baker, Stphane Grappelli, Joe Venuti e altri ed ha anche inciso con i musicisti di Armstrong. Numerosi i Festival vinti o di grande successo (Mosca 1957, Dortmund 1958, Vienna 1959, fino a ricevere nel 1968 a New Orleans, le chiavi doro della citt). La Band stata attiva fino alla met degli anni 70, con elevata popolarit grazie alla partecipazione a trasmissioni tv e spettacoli teatrali. Dopo brevissimi periodi di interruzione lentusiasmo incessabile di Carlo Loffredo ne ha fatte nascere numerose altre, fino a questi ultimi anni, anche se con ridotto successo. Bovisa New Orleans Jazz Band - A Milano negli anni 1960 Luciano Invernizzi, trombonista, fonda la Bovisa , un complesso che sispira al pi puro stile New Orleans e che, in quarantanni di attivit, accompagna nelle loro tourne in Italia diversi musicisti di

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New Orleans tra i quali citiamo: Louis Nelson, capt. John Handy, Don Ewel, Albert Nicholas, Thomas Jefferson, Alvin Alcorn, Emanuel Sayles, Wingy Manone e moltissimi altri. Partecipano e vincono numerose manifestazioni jazzistiche internazionali. Invernizzi ha anche suonato alla Preservation Hall. Sono attivi ancora oggi. La prima formazione, ampiamente modificatasi negli anni, prevedeva Giorgio Blondet, tr; Luciano Invernizzi, Tb; Vittorio Castelli, cl; Fabio Turazzi, bjo; Eugenio Pateri, cbs; Terenzio Belluzzo, btr. , ed a seguire Beppi zancan, cl, e Gigi Cavicchioli, cl e ts. Singoli elementi allontanatisi dai gruppi originari e nuovi giovani musicisti davano continuit a questa ampia base e quindi negli anni successivi ritroviamo sempre pi numerose formazioni revivalist. Ne ricordiamo solo alcune: Milano Jazz Gang, (Milano, 1970) pi recentemente divenuta Milano Jazz Gang 2, con 5 musicisti polistrumentisti 41
Una band di polistrumentisti una novit quasi assoluta in Italia. La MJG viene unanimemente considerata attualmente dalla critica specializzata una delle migliori orchestre del jazz europeo. formata da Claudio Perelli (sax alto, sax soprano, clarinetto, voce, arrangiamenti e trascrizioni), Andres Villani (sax baritono, sax alto, flauto), Mauro Porro (piano, C melody sax, tenor sax, clarinetto, celesta, arrangiamenti e trascrizioni), Luca Sirianni (banjo tenore & chitarra), Claudio Nisi (basso tuba front-bell). A loro si aggiunto, divenendone leader, il trombettista Herbert Christ. Da segnalare Mauro Porro: un multistrumentista e arrangiatore di soli 27


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Riverboat Stompers , di Paolo Gaiotti, cornetta (Milano, 1975) Red Beans Jazzers, di Max Palchetti, trombone (Firenze, 1976) Ambrosia Brass Band, (Milano, 1981), prima in Italia nel suo genere Ticinum Jazz Band, (Pavia, 1985) ******* Napoli - Per quanto riguarda il revival dello stile New Orleans o Dixieland, Napoli rappresenta, come in molte altre situazioni, leccezione assoluta42 ! A fronte di un indubbio interesse per la musica jazz e per le correnti musicali del momento e nonostante la presenza di un numero anche consistente di musicisti, professionisti o dilettanti, attenti a questa musica, la totalit di essi non ebbe il bench minimo interesse per il revival. Non possibile fare un solo nome, dal dopoguerra fino al 1960, che avesse proposto revival in citt. Neanche gli sforzi di singoli appassionati e del Circolo Napoletano del Jazz (fondato nel 1954), che pure erano riusciti ad organizzare in citt concerti dei Traditional Dixielanders, della Roman New Orleans Jazz Band, della Junior Dixieland Gang, della Milan College Jazz Society, n una ampia serie di conferenze e conferenze-spettacolo sulla musica jazz delle origini
anni, la cui passione per il jazz classico lha spinto a farsi notare non solo come solista nel pi puro stile anni 20 e 30 ma anche come valente organizzatore di orchestre. La sua intensissima attivit di arrangiatore lha infatti portato a costituire numerosi ensemble che, con il massimo slancio filologico, potessero generare una ventata di originalit nellattuale panorama jazzistico italiano. Per lo sforzo nellimpegno profuso a favore dell hot jazz, ha ricevuto calorosissimi complimenti da alcuni mostri sacri di questa musica in Europa, tra i quali citiamo Keith Nichols, Martin Wheatley e Tom Spats Langham. 2 Franco Ottata Il jazz a Napoli Di Giacomo editori, Napoli 962 Gildo De Stefano Vesuview Jazz ESI , Napoli 999 Diego Librando Il Jazz a Napoli Guida, Napoli 200

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introdotte da critici quali Roberto Leydi, Arrigo Polillo, Roberto Capasso, n infine le esibizioni di Lionel Hampton (1956) o di Louis Armstrong (ultima volta nel 1959), pur affollatissimi ed applauditissimi, hanno mai smosso interesse musicalmente attivo verso il jazz primigenio. Lattenzione di musicisti professionisti ed anche -sorprendentemente- quella dei dilettanti, a Napoli era tutta rivolta al jazz di qualche anno prima, swing, o del momento, bop. Qualche timida proposta fu fatta agli inizi degli anni 60 fino al 1967, da una formazione dilettantistica di universitari napoletani, che riusc ad esibirsi con repertorio strettamente New Orleans in pi occasioni pubbliche o sessioni private, la New Orleans Jazz Society con Gino Romano, tr; Franco Astarita, tb; Benito Saviano, cl; Franco Saviano, bjo; Elvio Porta, cbs; Gianni Maglio/Vito Miccoli, btr. . ma questa unaltra storia 43.

da sinistra: Miccoli, F. Saviano, B. Saviano, Astarita e Romano

Gino Romano Jazz Experiences: Storia di un microgruppo amatoriale di jazz tradizionale De Frede, Napoli 20
3

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New Orleans Revival

Mi piace anche ricordare, rara avis di recentissima fondazione, la Dolly Dixie Band di Caserta , che propone -a livello professionale- musica di King Oliver, Louis Armstrong, anni ruggenti in genere. Leader Pasquale Posillipo ed in formazione: Matteo Franza, tr; Francesco Izzo, tb; Pasquale Posillipo, cl; Emilio Merola, sax; Tanya Amendola, p; Alexandre Cerda, tuba; Marco Barbato, btr. ******* Prescindendo dai gruppi musicali, il Trad nazionale si basato, negli ultimi cinquantanni, su due colonne portanti: due nomi che -ancorch citati nel contesto precedente- non possono non avere una loro personale evidenza: Carlo Loffredo e Lino Patruno. Carlo Loffredo (Roma, 1924) Una vita dedicata al Jazz, a creare jazz band ed a scoprire e portare al successo giovani talenti, come Romano Mussolini, Nunzio Rotondo, Marcello Rosa, Gianni Sanjust, Luca Velotti, Peppino Damato, Eddie Palermo, Michele Pavese, Carlo Ficini, Sebastiano Forti e Gianluca Galvani, tanto per citarne qualcuno. Il Presidente Sandro Pertini lo ha nominato Commendatore con la motivazione Per aver fatto Conoscere il Jazz ed i musicisti Italiani nel Mondo. Vincitore di tre Festival Internazionali, Praga 1947, Mosca 1957 e Vienna 1959. Nel 1968 in occasione di un Festival Mondiale che si tenne a New Orleans per festeggiare il ritorno a casa di Louis Armstrong dopo 25 anni di lontananza , porto la sua jazz band a suonare a Canal Street

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ed in quella occasione il sindaco della citt lo nomin Cittadino Onorario della citt del Jazz. Ha suonato con tutti i pi grandi jazzisti del mondo, per non citarli tutti baster dire: Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Django Reinhardt, Stephan Grappelli, Teddy Wilson, Oscar Peterson, Bobby Hackhett, Jack Teagarden, Earl Fatha Hines, Albert Nicholas e Chet Baker. Co-fondatore delle due Roman New Orleans Jazz Band e di numerosi altri gruppi, nel 2008 ha affidato alle stampe la sua autobiografia Billie Holiday, che palle! 44, pubblicata da Coniglio editore, voluminosa e ricca di notizie interessanti (ma anche di alcune imprecisioni). Lino Patruno (Crotone, 1935) Nato in Calabria, si trasfer prima a Roma, poi a Milano, fulcro del movimento jazzistico italiano, dove inizia ad esibirsi nel 1954, fondando alcune band jazz tra le quali la Riverside Jazz Band. Successivamente passa nella Milan College Jazz Society. Nel 1964, avendo dato vita al Teatrino dei Gufi interrompe lattivit jazzistica che riprende nel 1967 con lincisione di dischi jazz in compagnia di alcuni dei maggiori jazzisti mondiali,quali Albert Nicholas, Joe Venuti, Bill Coleman e numerosi altri.
Nel testo, lautore pur senza pentirsi della violenza del titolo, dichiara di sapere benissimo che questo avrebbe suscitato le doglianze di molti appassionati. Mi unisco a questi ultimi riconfermando che a mio avviso Billie Holiday resta una delle pi grandi voci del jazz.


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Successivamente, trasferitosi a Roma, fonda il Lino Patruno Jazz Show con il quale si esibisce regolarmente nei locali capitolini e nei festival del jazz in Italia e allEstero. Con Pupi Avati ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del film Bix che rappresent lItalia al Festival di Cannes nel 1991, curandone anche la colonna sonora assieme a Bob Wilber. Fra i festival Internazionali delle Nazioni Unite cui Patruno ha preso parte ricordiamo quello di Sanremo nel 1963, quello di Nizza nel 1976 e 1977, quello di Breda (Olanda) nel 1978, quelli di Pompei, di Palermo, di Lugano, di Lucerna, di Berna, di Sargans, di Dusseldorf, di Varadero (Cuba), tutti negli anni ottanta, quello di Davenport (Iowa, USA), quello di Libertyville (Chicago) negli anni novanta, quelli di Ascona (1998 / 2003). Nel dicembre del 2001 ha ricevuto linvestitura di Accademico della Musica conferitogli dallAccademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali e dal 2003 tiene seminari di Storia del Jazz alla Casa del Jazz, allUniversit di Roma Tre e di Storia delle Colonne Sonore alla NUCT (Universit del Cinema e della Televisione) di Roma a Cinecitt. Lino Patruno incide per la Jazzology, la prestigiosa casa discografica con sede a New Orleans. Nei CD che ha realizzato negli ultimi anni ha inciso con alcuni grandi nomi del jazz classico odierno: Randy Reinhart, Ed Polcer, Randy Sandke, Jon-Erik Kellso, Tom Pletcher, Dan Barrett, Bob Havens, Allan Vache, Evan Christopher, Jim Galloway, Mark Shane, Howard Alden, Bucky Pizzarelli, Frank Vignola, Marty Grosz, Andy Stein, Frank Tate, Ed Metz Jr, Joe Ascione, Vince Giordano, David Sager, Rebecca Kilgore e altri. autore di Quando il jazz aveva swing (2009) e Una vita in jazz... e non solo (2001) Pantheon Editore.

IL REPERTORIO e suggerimenti bibliografici


Il repertorio del revival sostanzialmente, per buona parte, obbligato. Oltre il novanta percento dei brani proposti sono naturalmente brani di un passato pi o meno recente rispetto alla fine degli anni trenta. Ne fanno parte innanzitutto i grandi classici standard dello stile New Orleans delle origini, quali marce, blues, spirituals, ballate popolari di incerta origine della fine dell ottocento e dei brani composti per le formazioni d oro -sopra tutti quelle di J.R. Morton, K. Oliver, L. Armstrong, C. Williams, S. Bechet- dei primi anni del novecento. Fonti bibliografiche - Lelenco che segue una selezione dei titoli dei brani relativamente al revival ed ai suoi protagonisti, riportati da: Hugues Panassi , Guide to Jazz ( Riverside Press , 1956), Rex Harris e Brian Rust, Recorded Jazz: A Critical Guide (Penguin Books, 1957), Frederic Ramsey, A Guide to Longplay Jazz Records (Long Player Publications, 1954), Jorgen Grunnet Jepsen, Jazz Records 1942-195 (Karl Emil Knudsen, 1966) Tom Stagg and Charlie Crump, New Orleans, The Revival (Bashall Caves Publication, 1973), Giuseppe Barazzetta, Jazz inciso in Italia (Messaggerie Musicali, 1960),

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Joachim E.Berendt - Il libro del Jazz, Garzanti, 1967, Gino Romano, Jazz Experiences. Le Brass Band, De Frede 2012, John F. Szwed, Jazz. Una guida per ascoltare ed amare la musica jazz (EDI, 2010), che hanno rappresentato una guida sicura alla compilazione.Ricordiamo quindi alcuni titoli proposti praticamente da tutte le formazioni Traditional:
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. AT A GEORGIA CAMP MEETINGS (K. Mills, incerto, 1897) BYE AND BYE (spiritual) BUGLE BOY MARCH DOWN BY THE RIVERSIDE (spiritual) IN THE SWEET BYE AND BYE (spiritual) JUST A CLOSER WALK WITH THEE (spiritual) JUST A LITTLE WHILE TO STAY (spiritual) OLD RUGGED CROSS (spiritual) OVER IN THE GLORYLAND (spiritual) WALKIN WITH THE KING (spiritual) WE SHALL NOT BE MOVED (spiritual) WE SHALL WALK IN THE STREETS aka RED RIVER VALLEY (spiritual) WHEN THE SAINTS GO MARCHIN IN (spiritual ) AURA LEE aka LOVE ME TENDER (marcia militare) BATTLE HYMN OF THE REPUBLIC (marcia militare) MARYLAND, MY MARYLAND (marcia militare) FARAWAY BLUES (blues tradizionale) FRANKLIN STREET BLUES (blues tradizionale) SEE SEE RIDER (blues tradizionale) FRANKIE AND JOHNNIE (ballata popolare) aka STACK O LEE BLUES

Il repertorio si basa inoltre su altra produzione di et pi recente e con autori certi, in alcuni casi gli stessi leader quali Armstrong, Ory,

Il repertorio

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Barbarin, Watters, i Firehouse 5+2. La gran parte dei brani ovviamente non era destinata al Trad: basti soffermarsi sui nomi degli autori quali Clarence Williams, Spencer Williams e William C. Handy, e sulle date di pubblicazione, ma le caratteristiche delle composizioni si prestavano ad arrangiamenti ed esecuzioni in perfetto stile New Orleans: eseguite quindi dai gruppi di grande nome, sono diventati degli hit del revival. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34. 35. 36. 37. 38. 39. ACE IN THE HOLE (G. Mitchell e J. Dempsey, 1909) AFTER YOUVE GONE (Turner Layton, 1918) AINT GONNA GIVE NOBODY NONE OF MY JELLY ROLL (Spencer e Clarence Willams, 1919) AINT MISBEHAVIN (Fats Waller, 1929) AT THE DARKTOWN STRUTTERS BALL (S. Brooks, 1915) ATLANTA BLUES (William C. Handy, 1916) aka MAKE ME A PALLET ON THE FLOOR AUNT HAGAR BLUES (William C. Handy, 1920) BABY WONT YOU PLEASE COME HOME (C. Williams, 1920) BALLIN THE JACK (Chris Smith, 1913) BASIN STREET BLUES (Spencer Williams, 1923) BEALE STREET BLUES (William C. Handy, 1916) BETWEEN THE DEVIL AND THE DEEP BLUE SEA (Harold Arlen & Ted Koeler, 1931) BILL BAILEY, WANT YOU PLEASE COME HOME (Hughie Cannon, 1902) BLACK AND BLUE (Fats Waller, 1929) BUDDY BOLDEN BLUES (J. R. Morton, 1924) BUGLE CALL RAG (William C. Handy, 1916) aka OLE MISS BURBON STREET PARADE (Paul Barbarin, 1949) CAKE WALKIN BABIES FROM HOME (C.Williams, 1924) CARELESS LOVE (canzone folk del Sud degli USA, trascritta come blues da William C. Handy, 1921)

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40. 41. 42. 43. 44. 45. 46. 47. 48. 49. 50. 51. 52. 53. 54. 55. 56. 57. 58. 59. 60. 61. 62. 63. 64. 65. 66. 67.

CHINATOWN, MY CHINATOWN (H. Schwartz & H. Jerome, 1931) CLARINET MARMALADE ( Larry Shields, 1918) CONFESSIN (Nesburg, Dougherty & Reynolds, 1929) CORRINE CORRINA (B. Chatmon, 1928) DEAR OLD SOUTHLAND ( Turner Layton, 1921) DINAH ( Harry Akst, 1925) DIPPERMOUTH BLUES aka SUGAR FOOT STOMP (Louis Armstrong, 1917) DOCTOR JAzz (Joe King Oliver, 1926) EMPEROR NORTONS HUNCH (Lu Watters, 1949) EVERYBODY LOVES MY BABY (Spencer Williams, 1924) FAREWELL BLUES (Leon Rappolo, 1923) FIDGETY FEET (Nick LaRocca & Larry Shields, 1918) GEORGIA IN MY MIND (Hoagy Carmichael, 1939) HIGH SOCIETY (Alphonse Picou, probabilmente 1911) I AINT GOT NOBODY (Spencer Williams, 1908) I FOUND A NEW BABY (J. Palmer & S. Williams, 1926) ILL BE GLAD WHEN YOURE DEAD, YOU RASCAL YOU (Spencer Williams, 1919) INDIANA (Hanley, 1917) I WISH I COULD SHIMMY LIKE MY SISTER KATE (Louis Armstrong, 1919) JADA (Bob Carleton, 1918) JAMBALAYA (Hank Williams, 1952) JUST A STOMP AT A TWILIGHT (Firehouse 5+2, 1957) LAzY RIVER (Hoagy Carmichael, 1931) LONESOME ROAD (Nat Shilkret,1930) MUSKRAT RAMBLE (Kid Ory, 1925) NEW ORLEANS FUNCTION (Inni del funerale in stile New Orleans, adattate ed incise per primo da J.R. Morton nel 1939) OLD FASHIONED LOVE (James P. Johnson, 1930) PANAMA (William H. Tyers, 1920)

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68. 69. 70. 71. 72. 73. 74. 75. 76. 77. 78. 79. 80. 81. 82. 83. 84. 85. 86. 87. 88. 89. 90.

POTATO HEAD BLUES (Louis Armstrong, 1927) ROYAL GARDEN BLUES (C. e S. Williams, 1919) RUNNIN WILD (Cecil Mack & Johnny Johnston) SHEIK OF ARABY (Francis Wheeler, 1921) SHIM ME SHA WABBLE (Spencer Williams, 1916) SOUTH (Benny Moten, 1916) ST. JAMES INFIRMARY (Irving Mills, dubbio, 1928) ST. LOUIS BLUES (William C. Handy, 1916) STRUTTIN WITH SOME BARBECUE (L. Armstrong, 1927) SWEET GEORGIA BROWN (M. Pinkard e B. Bernie, 1924) SWEET SUE, JUST YOU (Victor Young, 1928) THATS A PLENTY (Lew Pollack, 1905) TIGER RAG (Nick LaRocca, 1917) TIN ROOF BLUES (New Orleans Rhytm Kings, 1923) TISHOMINGO BLUES (Spencer Williams, 1917) TROUBLE IN MIND (Ralph Jones, 1924) TWELFTH STREET RAG (Euday Bowman, 1900) WABASH BLUES (Meinken Ringle, 1921) WAY DOWN YONDER IN NEW ORLEANS (T. Layton, 1922) WEARY BLUES (Art Matthews, 1915) WEST END BLUES (Joe King Oliver, 1925) WHEN YOU SMILING (Louis Shay, 1929) WOLVERINE BLUES (J. R. Morton, 1920)

LE ETICHETTE DISCOGRAFICHE
Nel mare magnum delle case discografiche americane, in questo contesto ne vogliamo ricordare solo due. Prescindendo dalle Maior (RCA Victor, Columbia, Brunwick ), tutti o quasi i musicisti ed i gruppi che abbiamo citato hanno inciso con quella che l etichetta discografica del revival per eccellenza: la Good Time Jazz. Fondata da Lester Koenig nel 1949 a Los Angeles, si dedica esclusivamente al jazz contemporaneo, soprattutto il revival. I primi dischi che registra sono infatti quelli dei Firehouse 5+2 , seguiti dalle performances di Jelly Roll Morton, Kid Ory, George Lewis, Lu Watters, Turk Murphy, Bunk Johnson, solo per citare i principali. Le ultime registrazioni sono del 1969. Dopo la morte di Koenig nel 1977, tutte le registrazioni furono acquisite dalla Fantasy Records45, che antologizz molto del materiale, la quale fu a sua volta acquisita dalla Concord Music Group nel 2004. Un aspetto non indifferente dei prodotti Good Time Jazz era il modo di presentare i propri dischi: per la prima volta infatti, nel retro della loro robusta confezione in cartoncino, veniva riportata la storia della band, con dettagli, date e osservazioni. Fu qui che, per la prima volta, apparve il termine Traditional come aggettivo descrittivo di questa musica. Come riferisce Corrado Barbieri Era linizio della vera e propria cultura jazzistica scritta 46. Le copertine dei dischi erano illustrate con un assolutamente
5 6

Concord Music Group http://www2.concordmusicgroup.com/labels/?label=Riverside Corrado Barbieri La leggendaria GTJ- in http://www.jazznellastoria.com/leggendaria.html

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Le etichette discografiche

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innovativo stile grafico Pop, che le distinse immediatamente da ogni altro prodotto discografico e che le rende riconoscibili a prima vista tuttora. Una curiosit a margine di questi prodotti fu che alcuni dischi erano stampati in vinile rosso anzich nero. Altra grande etichetta fu la Riverside Records. Fondata a New York nel 1953 da Bill Grauer, per un decennio stata anche leader nelle vendite. Gran parte del jazz classico Dl 53 al 56 ha inciso con questa etichetta, che successivamente seppe anche aprirsi ai nuovi stili jazzistici: Thelonius Monk, Cannonball Adderley, Bill Evans, Sonny Rollins sarebbero stati legati molti anni a questa etichetta. Anche in questo caso, con la scomparsa di Grauer nel 63, dopo pochi anni -nel 1972- la Riverside Records fu acquisita dalla Fantasy Records, la quale ha ristampato molto ma non tutto, in considerazione anche dellenorme mole di incisioni.
Delle etichette europee, una su tutte: la Storyville Records 47, danese, fondata nel 1952 da Karl Emil Knudsen. Dotata di materiale originale vintage, ha anche realizzato numerose proprie incisioni con i principali esponenti del jazz europeo quali Ken Colyer, Chris Barber, Monty Sunshine e Papa Bue Jansen. Letichetta ha continuato ad operare sul mercato discografico fino ad oggi, anche ampliando il catalogo ad altri generi.

7 Da non confondere con la Storyville Records americana, fondata da George Wein, pi impegnata sul jazz moderno.

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UN PERCORSO DI ASCOLTO
Qualche anno fa sarebbe stato molto facile enumerare una serie di dischi utili a chiarire, pi di tante parole, sfumature di differenze difficili da descrivere in un testo. Purtroppo da molti anni ormai le case discografiche stampano, ristampano, riassemblano, creano selezioni -a volte improbabili- e soprattutto rendono di non semplice reperibilit quei brani che il collezionista in precedenza trovava in album che non si modificavano negli anni. Tuttal pi cambiava un numero di catalogo. Inoltre il jazz tradizionale non ha legioni di adepti, quindi suggerire dischi di difficile reperibilit sarebbe stato altrettanto inutile. Una soluzione per fornire il lettore di un minimo supporto musicale esplicativo, quello che si propone in questa sede: organizzare una playlist commentata su YouTube, della quale diamo qui i contenuti essenziali, in modo da richiedere al lettore un solo accesso alla rete, e da quello ascoltare in sequenza o selezionare quanto proposto. Come sempre quando si fa un elenco, le scelte potranno sembrare opinabili48: lo sono! Ma certamente esse non vogliono essere rappresentative della esaustivit di una indicazione, ma piuttosto il riferimento di partenza per sviluppare personalmente una ricerca. Anche la numerosit opinabile cos come la richiesta dei 3, 5, 10 libri che portereste con voi sullisola deserta. Personalmente ritengo che elenchi troppo brevi siano inutili e che quelli troppo lunghi siano dannosi, nel senso di confondere il lettore.

8

Georges Perec Pensare, classificare Rizzoli, Milano 989

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Una playlist su Youtube in generale ha una sua valenza se si attesta intorno ai 100 titoli, ed quello che stato fatto, decidendo di fermarci a 105. Quando per la stessa esecuzione (fonte discografica) il filmato era proposto da pi account, stato scelto quello con la migliore resa acustica piuttosto che di filmato (in genere foto depoca). Se invece lesecuzione era supportata da una ripresa live , questa stata preferita. La playlist composta secondo lordine ed i titoli riportati. Ulteriori note critiche e formazioni sono presenti nelle note e commenti di ciascun video. Di fianco ai nomi dei musicisti sono riportati gli ambiti degli anni scelti per le registrazioni proposte. YOUTUBE Playlist a cura del canale NewOrleansJS

Digitare: [traditional jazz revival playlist] oppure htt://www.youtube.com/playlist?list=PLDCC1A69FB91183A8

Scuola 1 a
Jelly Roll Morton , 1939 e 1940 Mamas Got A Baby - Jelly Roll Mortons Hot Seven Panama High Society Oh, Didnt he ramble Louis Armstrong , 1947-1955 Mahogany Hall stomp High Society Struttin with some barbecue Cornet Chop Suey Dear Old Southland Atlanta Blues

Un percorso di ascolto

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St Louis Blues Aint Misbehavin Panama When The Saints go Marchin in Wingy Manone , 1935-1947 Tar Paper Stomp When the Saints go marchinin At the Jazz Band Ball Kid Howard , 1954-1962 Just a closer walk with Thee Maryland, my Maryland Gettysburg March Walkin with King

Scuola 1 b
Bunk Johnson , 1942-1945 Down by the riverside Tishomingo Blues Sister Kate Careless love Sidney Bechet , 1038-1945 Really the Blues Weary Blues Perdido Street Blues Muskrat Ramble JaDa Old Fashioned Love

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Tommy Ladnier, vedi Bechet Mezz Mezzrow, vedi Bechet Kid Ory , 1944-1954 South Savoy Blues Careless Love Tin Roof Blues Compilation George Lewis , 1950 Burgundy Street Blues Jazz Party , part 1 Jazz Party , part 2 Kid Rena , 1940 Milenberg Joy Punch Miller , Dinah Sister Kate

Scuola 2
Muggsy Spanier, 1939-1945 Big Butter and Egg Man Sweet Lorraine Lonesoame Road When the Saints go marchin in Dippermouth Blues Bob Crosby, 1939-40 Hindustan

Un percorso di ascolto

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The Washington Post March El Capitan Wild Bill Davison , 1949-1951 Darktown Strutters Ball Muskrat Ramble Eccentric Max Kaminsky , 1956 Royal Garden Blues George Brunies, vedi Spanier Sharkey Bonano, 1950-1951 Muskrat Ramble That Peculiar Rag Pete Fountain, 1959 China Boy

Scuola 3
Lu Watters , 1941-1946 Riverside Blues Tiger Rag Original Jelly Roll Blues Canal Stret Blues Turk Murphy, 1940-1972 Turks Blues After youve gone Tiger Rag When you smilin

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Bob Scobey, 1951 Thats a plenty Long Gone Bob Helm, vedi Lu Watters e Turk Murphy Firehouse 5+2, 1951 South She was just a sailor sweetheart Red River Valley Frankie and Johnny Big Bill Bissonnette, 1965-1976 Sheik of Araby My old Kentucky Home Just a little way to stay Fred Vigorito, 1962-2010 Saturday Night Function The Old Rugged Cross Canal Street Blues E per concludere alcune registrazioni di gruppi europei. Ken Colyer - 1951, Walkin with the King ; 1958, Bye and Bye Humphrey Lyttelton - 1954, The Onions ; 1958, Trouble in Mind Chris Barber 1954, Compilation ; 1956, Wabash Blues K. Colyer, C. Barber, M. Sunshine, L. Donegan - 1954, Easter Parade Terry Lightfoot - 1962, Maryland, my Maryland Boris Vian - 1958, Jazz me Blues, Sheik of Araby Claude Luter - 1962, Creole Dance Dutch Swing College Band - 1952, Doctor Jazz ; 1981, Tin Roof Blues

Un percorso di ascolto

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Papa Bues Viking Jazz Band 1959, The Old Spinning Wheel; 1962, Down by the riverside Roman New Orleans Jazz Band - 1952 , C Jam Blues Original Lambro Jazz Band - 1952, Big Bear Stomp Bovisa New Orleans Jazz Band - 1979, Linger Awhile Milan College Jazz Society 1980, Everybody loves my baby Lino Patruno, Carlo Loffredo - 1995, Compilation Peruna Jazzmen - 1966, Mahogany Hall Stomp ; 1988, Senegalese Stomp Storyville New Orleans Jazz Band - 2004, Ill take you home again, Kathleen Ragnar Tretow & NOLA - 2011, Far away Blues Mikael Zuschlag - 2009, Somebody stoles my gal Baked Beans Jazzers & Eva Lolle - 2009, Hold that engine; 2010, Runnin Wild New Orleans Jazz Society - 1967, When the Saints go marchin in.

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CONCLUSIONI
Al termine di questo volume, spero sia apparso chiaro un aspetto fondamentale del tema trattato: il revival non un periodo limitato della storia e dellevoluzione del jazz, appannaggio di dilettanti e nostalgici. Esso piuttosto un movimento che -dopo aver iniziato con il piacere di ricreare e riproporre un genere abbandonato- lontano dal ritenere che un nuovo modo artistico di esprimersi possa cancellare e rendere sorpassato quello antecedente, ha rivitalizzato quel genere, anche grazie a sperimentazioni ed approcci assolutamente moderni. In definitiva, uno stile, che attinge al passato, ma non necessariamente si cristallizza in mediocri stereotipi, che pure esistono e dai quali si deve saper prendere le distanze. Si pu essere creativi anche allinterno di una tradizione e non necessariamente essendo innovativi al di fuori di essa1 . In quanto stile, essendo quello pi longevo, ha ancora le caratteristiche evolutive che lo portano ancora a proporre -sia pure in quantit limitata- jazz di qualit eccellente in tutto il mondo, suscitando interesse musicale e storico, e creando influenze, come ad esempio avvenuto nel caso di Woody Allen2.


2008
2

Winton Marsalys Come il jazz pu cambiarti la vita. Cap.7 - Feltrinelli, Milano

Woody Allen (New York, 935) , un regista, sceneggiatore, attore, compositore, scrittore e commediografo statunitense, tra i principali e pi celebri umoristi dellepoca moderna. un grandissimo fan e conoscitore della musica jazz, che spesso una presenza prominente nelle colonne sonore delle sue opere, soprattutto quella classica americana

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A conferma, concludiamo riportando una breve considerazione apparsa nel volume di accompagnamento di una compilation francese curata da Dan Vernhettes3.
New Orleans Revival Michel Laplace4, Jazz Hot
En musicologie, le mot revival, qui ne dsigne pas une priode, sest impos est lorsque lon a tudi les folklores: cest tout un travail de recration dun genre, mort, dont la transmission du vtran au jeune sest interrompue depuis plusieurs gnrations et que lon relance de faon vivante et crative daprs la recherche de documents (tmoins, sources critures). Lutilisation en jazz de ltiquette revival traduit donc une idologie progressive des critiques qui ont tabli (pour singer le monde classique) des priodes de styles, successives, comme new orleans, swing, bebop, cool, etc, avec pour certitude (infonde) quun style est frapp dobsolescence ds larrive dun nouveau. Pour classer un mouvement comme celui qui nous occupe ici, on le taxe de revival (sous-entendu ringard). Pourtant ces musiciens (Bunk Johnson, etc.) ne cherchaient pas recrer le pass (tous jouent significativement la trompette et non plus le cornet qui nest plus la mode). Ils jouent comme ils sont aptes le faire au moment donn en intgrant les problmes physiologiques ainsi que lvolution. Ainsi Kid Ory demandait sa fameuse rythmique (Buster Wilson, Bud Scott, Ed Garland, Minor Hall) de sinspirer de celle de Basie!

2
degli anni trenta e anni quaranta. Suona il clarino, ispirandosi a George Lewis, nella New Orleans Jazz Band al Caf Carlyle a Manhattan. 3 Dan Vernhettes, New Orleans Revival, Fremeaux & Associes, 2006. Lautore (Ivry sur Seine, 92), trombettista, dirige il gruppo musicale Vintage Jazzmen of France,  Michel Laplace (Blois Colombes, 99). Trombettista. Giornalista musicale. Lavora per Jazz Hot, rivista internazionale di jazz dal 935.

Indice dei Nomi


riportato di seguito lindice dei nomi dei musicisti e critici pi significativi citati nel testo. Abadie, Claude, 77 Acocella, Gianni, 87, 89 Adderley, Cannonball, 105 Alberti, Giorgio, 87 Alcorn, Alvin, 32, 49, 91 Alexis, Richard, 44 Alguire, Danny, 65 Allen, Henry Red, 32, 37, 69 Allen, Woody, 115 Aller, Peter, 80 Amendola, Tanya, 94 Archey, Jimmy, 70 Arena, Nicola, 89 Armstrong, Louis, 12, 25, 26, 28, 31, 37, 38, 39, 40, 41 ,42, 43, 44, 46, 47, 49, 50, 57, 60, 61, 62, 67, 70, 74, 78, 85, 90, 93, 94, 95, 97, 98, 101, 102, 108 Astarita, Franco, 93 Avati, Pupi, 87 Backer, Chet, 90, 95 Bagnoli, Carlo, 87 Bagnoli, Luigi, 87 Bailey, Buster, 72 Bales, Burt, 62 Ball, Kenny, 75 Barazzetta, Giuseppe, 84, 88, 97 Barbarin, Paul, 44, 71, 99 Barbato, Marco, 94 Barber, Chris, 74, 75, 79, 105, 112 Barbieri, Corrado, 103 Barcelona, Danny, 31 Barenghi, Pietro, 87 Barker, Danny, 72 Barrett, Emma Sweet, 33 Basie, Count, 15, 116 Bauduc, Ray, 56 Bechet, Sidney, 12, 26, 28, 31, 37, 41, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 56, 57, 69, 71, 74, 76, 77, 97, 109, 110 Beiderbecke, Bix, 13, 54, 59 Belloni, Gianni, 86 Belluzzo, Terenzio, 91 Bennett, Russ, 61 Bergonzi, Gianni, 89 Berlin, Irving, 55 Bermuzzi, Virginio, 88 Bigard, Barney, 31, 38, 49, 87 Bissonnette, Big Bill, 53, 65, 66, 67, 112 Blackey, Art, 19 Blondet, Giorgio, 91 Bolden, Buddy, 26, 42, 57, 99 Bolling, Claude, 76 Bonano, Sharkey, 28, 58, 59, 111 Bonezzi, Luigi, 89 Boninella, Glauco, 88 Borghi, Giovanni, 85 Bowden, Colin, 75

118

New Orleans Revival

Braud, Wellman, 32, 70 Broonzy, Big Bill, 53 Brown, Clifford, 19 Brownlee, Laurence, 57 Brubeck, Dave, 18, 39 Brugnolini, Sandro, 86 Brunis/Brunies, George, 28, 57, 58, 112 Buckner, Teddy, 32, 49 Bunn, Teddy, 47 Burbank, Albert, 33, 67 Burton, Gary, 19 Butterfield, Billy, 87 Bylk, Acker, 75 Cameroni, Felice, 86 Capasso, Roberto, 92 Carey, Mutt, 44, 49, 72 Carter, Benny, 57 Cary, Dick, 38, 72, 87 Casaglia, Gherardo, 87 Casey, Bob, 72 Cash, Johnny, 79 Casiero, Attilio, 86 Cassarini, Francesco, 87 Castelli, Vittorio, 91 Catlett, Sid, 38, 46, 48, 70 Cavallari, Francesco, 88 Cavazzuti, Antonio, 87 Cavedon, Giorgio, 87 Cavicchioli, Gigi, 91 Celestin, Oscar Papa, 72 Cerda, Alexandre, 94 Cerri, Livio, 29, 88 Christ, Herbert, 83, 91 Christian, Charlie, 17 Clarke, Kenny, 17 Clerici, Claudio, 86 Clerici, Renzo, 86 Cobb, Morty, 38

Colar, Kid Sheik, 33, 65 Cole, Cozy, 70 Coleman, Ornette, 19 Coleman, Bill, 85, 95 Collatina, Alberto, 86 Collins, Lee, 71 Coltrane, John, 19 Colyer, Ken, 32, 66, 74, 75, 105, 112 Condon, Eddie, 45, 56, 57, 58, 71 Conte, Paolo, 89 Corea, Chick, 19 Crosby, Bing, 41, 51, 55 Crosby, Bob, 21, 28, 51, 53, 60, 110 Cucchi, Franco, 89 Cuttshall, Cutty, 72 DAltan, Alberto, 89 DIntino , Peppino, 85 Dalla, Lucio, 87 Darensbourg, Joe, 31, 72 Dart, Bill, 61 Davis, Miles, 18, 19, 77 Davison, Wild Bill, 28, 46, 56, 67, 80, 81, 87, 111 De Luca, Peppino, 90 De Moree, Aad, 79 De Paris, Sidney, 32, 37, 46, 69 De Paris, Wilbur, 32 De Stefano, Gildo, 92 Decou, Walter, 43 Deems, Barrett, 31 Dickenson, Vic, 46, 72 Dodds, Baby, 24, 25, 48, 71 Dodds, Johnny, 12, 75 Doldinger, Klaus, 82 Donegan, Lonnie, 74, 75, 112 Dorsey, Jimmy, 15 Dorsey, Tommy, 15, 57 Duncan, Henry, 71

Indice dei nomi

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Dupree, Champion Jack, 80 Dylan, Bob, 52 Ellington, Duke, 14, 15, 77 Evans, Bill, 105 Ewell, Don, 49, 67, 91 Farmer, Art, 19 Fava, Carlo, 87 Fazola, Irving, 56 Ferrari, Giuseppe, 88 Ferrario, Guido, 86 Fineschi, Luciano, 85 Firehouse 5+2, 62, 63, 99, 101,103, 112 Foina, Luigi, 88 Foletto, Antonio, 89 Fontana, Giordano, 87 Forti, Francesco, 86 Foster, George Pops, 12, 46, 70 Fountain, Pete, 28, 59, 111 Franceschini, Ugo, 87 Franza, Matteo, 94 Freeman, Bud, 13, 87 Gaiotti, Paolo, 92 Garagnani, Carlo, 86 Garland, Ed, 49, 72, 116 Garlandini, Giancarlo, 86 Garrassini Francesco, 89 George, Fatty, 82 Gerbella, Renato, 86 Giambarelli, Claudio, 87 Giardina, Nardo, 87 Gillespie, Dizzy, 17, 39, 90, 95 Giovannini, Giorgio, 86 Giuffre, Jimmy, 18 Glaser, Joe, 38, 41 Goff, Harper, 65 Goodie, Big Boy, 85 Goodman, Benny, 15, 40, 45, 55, 82 Grappelly, Stephane, 78

Grauer, Bill, 105 Gravina, Enrico, 89 Guarnieri, Johnny, 70 Guesnon, George Creole, 67 Hackett, Bobby, 39, 67 Haggart, Bob, 56,71 Halcox, Pat, 75 Hall, Edmond, 31, 53, 70, 80, Hall, Minor, 32, 49, 116 Hampton, Lionel, 92 Hancock, Herbie, 19 Handy, John Capt, 33, 42, 90 Handy, William C., 32, 90, 99, 102 Hayes, Clarence, 61 Haywood, Cedric, 49 Helm, Bob, 28, 61, 62, 63, 111 Henderson, Fletcher, 14, 15 Herbert, Mort, 31 Higginbotham, Jay C., 37, 44, 72 Hines, Earl, 31, 57, 70, 90, 95 Hirt, Al, 59 Hodeir, Andr, 29 Hodes, Art, 46, 48, 57, 58, 72, 80 Hojberg, Arne, 80 Holiday, Billie, 15, 95 Horne, Ellis, 61 Howard, Darnell, 49 Howard, Kid, 28, 42, 48, 50, 67, 106, 109 Hucko, Peanuts, 31, 87 Humphrey, Percy , 33, 72 Humphrey, Willie, 72 Inesi, Beppe, 87 Invernizzi, Luciano, 90, 91 Jackson, Mahalia, 25 Jackson, Milton, 18 Jagger, Mick, 79 Jarrett, Keith, 19

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New Orleans Revival

Jefferson, Thomas, 67 Jensen, Arne Papa Bue, 32, 41, 79, 80, 105, 113 Johnson, Bud, 81 Johnson, Bunk, 25, 26, 28, 40, 42, 44, 49, 50, 70, 81, 101, 103,109, 116 Johnson, James P., 13, 43 Johnson, Manzie, 47 Jones, Claude, 70 Jospin, Mowgli, 71 Kaminski , Max, 28, 57 Kaper, Bob, 78 Kenton, Stan, 18 Kimball, Ward, 62, 63, 65 Kirkpatrick, Don, 72 Klein Oskar, 82 Knudsen, Karl, 105 Koenig, Lester, 103 Konitz, Lee, 18 Kubrick, Stanley, 51 Kyle, Billy, 31 LaRocca, Nick, 11, 59, 101, 102 Ladnier, Tommy, 26, 28, 45, 47, 48, 71, 110 Lafitte, Guy, 71 Lake, Meschiya, 68 Lammi, Dick, 61, 62 Laplace, Michel, 116 Laurie, Cy, 75 Lawson, Yank, 56, 87 Layton, Turner, 99, 101,102 Lewis, George, 25, 28, 32, 42, 43, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 58, 65, 67, 74, 80, 103, 110, 116 Lewis, John, 18 Lewis, Ted, 55, 58 Leydi, Roberto, 88, 92 Liberati, Pino, 85

Librando, Diego, 92 Lightfoot, Terry, 75 Lindsay, John, 72 Loffredo, Carlo, 85, 90, 94, 113 Lomax, Alan, 36 Longhi, Bruno, 89 Luter, Claude, 76 Lyttelton, Humphrey, 74, 112 Madison, Kid Shots, 26, 72 Maestro, Antonio, 88 Maffei, Pino, 88 Maglio, Gianni, 93 Mallery, Clarke, 65 Manetta, Manuel Fess, 25, 26 Manne, Shelly, 18 Manone, Wingy, 28, 36, 40, 41, 70, 80, 91 Marrero, Lawrence, 43, 59, 63, 70, 71 Marsala, Joe, 70 Marsalys, Wynton, 115 Martyn, Barry, 75 Marzorati, Mario, 89 Mataloni, Fabio, 86 Matlock, Matty, 41, 56 McKay, Ron, 75 McPartland, Jimmy, 87 Meijer, Ferdi, 79 Merola, Emilio, 94 Metcalf, Louis, 81 Meyer, Herman, 86 Meyers, Ernest, 71 Mezzrow, Mezz, 26, 45, 47, 48, 71, 86, 110 Miccoli, Vito, 93 Miller, Eddie, 87 Miller, Glenn, 15, 41, 45, 55 Miller, Punch, 28, 41, 45, 53, 55, 65, 110 Mole, Miff, 71

Indice dei nomi

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Monk, Thelonius, 17, 105 Mordecai, Harry, 62 Morea, Franco, 86 Morelli, Boris, 86 Morgan, Sam, 42 Morland, Morris, 71 Morton Benny, 72 Morton, Jelly Roll, 12, 25, 26, 28, 36, 49, 53, 58, 69, 74, 97, 99, 101, 102, 103, 108, Mosley, Edgar, 50 Moten, Billy, 15, 102 Mountjoy, Monty, 65 Mulligan, Gerry, 18, 39 Murphy, Turk, 28, 64, 61, 62, 103, 111, 112 Muti, Nicola, 86 Muti, Nicola, 87 Nardi, Gianni, 86 Nelson, Louis Big Eye, 52 Newton, Frankie, 46 Nicholas, Albert, 37, 44, 46, 49, 53, 70, 80, 86, 91, 95 Nicholas, Wooden Joe, 26 Nichols, Keith, 92 Nichols, Red, 40 Nisi, Claudio, 91 Nixon, Teddy, 71 Noone, Jimmy, 12, 48, 49 Nunez, Alcide Yellow, 71 Oliver, Joe King, 12, 25, 39, 47, 49, 54, 57, 60, 74, 94, 97, 101, 102 Ory, Kid Edward, 12, 28, 31, 32, 38, 44, 49, 58, 59, 101, 103, 116 Ottata, Franco, 92 Page, Hot Lips, 48 Palchetti, Max, 92 Panassi, Hugues, 25, 26, 45, 47, 48, 77, 97

Parker, Charlie, 15, 17 Pateri, Eugenio, 91 Patruno, Lino, 41, 57, 83, 84, 87, 89, 94, 95, 96, 113 Pavageau, Alcide, 50, 67, 71 Penner, Ed, 65 Pentangelo, Ciccio, 87 Perec, Georges, 107 Perelli, Claudio, 91 Perris, Bruno, 85 Persiany, Andr, 71 Petit, Buddy, 50 Petruzzelli, Natale, 86 Peytchev, Ivaylo, 89 Philippe, Claude, 76 Picou, Alphonse, 52, 72, 101 Pietra, Pietrangelo, 88 Polillo, Arrigo, 88, 92 Pollack, Ben, 54, 55, 59 Pollack, Lew, 102 Porro, Mauro, 91 Porta, Elvio, 93 Posillipo, Pasquale, 94 Pratella, Mario, 89 Price, Sammy, 72 Probert, George, 49 Purnell, Alton, 70 Reinhardt, Django, 76, 78, 90, 95 Remi, Ettore, 89 Rena, Kid, 28, 51, 53, 110 Rimington, Sammy, 66, 67, 74 Roach Max, 19 Robinson, Fred, 69 Robinson, Jim, 42, 43, 50, 52, 65, 67, 70 Rogers, Ernest, 43 Rogers, Shelly, 18 Rollins, Sonny, 105 Romano, Gino, 9, 33, 93, 98

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New Orleans Revival

Rose, Wally, 61 Rota, Attilio, 87 Rusconi, Lalo, 88 Russell, Louis, 14, 37 Russell, Pee Wee, 13, 71 Russell, William Bill, 25, 26, 40, 42, 43 Russo, Jack, 86 Rust, Brian, 29, 97 Sanjust, Gianni, 90 SantClair, Cyrus, 71 Santiago, Lester, 72 Santiago, Willie, 52 Saraceni, Piero, 90 Saviano, Benito, 93 Saviano, Franco, 93 Sayles, Emanuel, 91 Sboto, Puccio, 90 Schilperoort, Peter, 78 Schroeder, Gene, 71 Scobey, Bob, 28, 61, 62, 112 Scott, Bud, 72, 116 Shaw, Artie, 45 Shaw, Arvell, 31, 38, 45 Silverstain, Shel, 79 Sims, Ken, 75 Singleton, zutty, 37, 41, 70, 71 Siragusa, Claudio, 88 Sirianni, Luca, 91 Sissle, Noble, 45 Smith, Jabbo, 72, 81 Spanier, Muggsy, 13, 28, 45, 54, 58, 67, 71, 110, 111 Spats Langham, Tom, 92 Sunshine, Monty, 74, 75, 105, 112 Tagliati, Gino, 86 Teagarden, Jack, 31, 38, 55, 57, 70, 95 Teschemacher, Frank, 56 Testoni, Gian Carlo, 88

Thomas, Frank, 65 Tommasi, Amedeo, 87 Toscanini, Arturo, 59 Tristano, Lennie, 18 Turazzi, Fabio, 91 Umiliani, Piero, 88 Valenti, Bob, 86 Valenti, Roberto, 87 Valentine, Thomas Kid, 65 Van Velzen, Jaap, 79 Vandor, Ivan, 85 Venuti, Joe, 41, 87, 90, 95 Verde, Gigi, 88 Vernhettes, Dan, 116 Vian, Boris, 76, 77 Vigorito, Fred, 66, 67, 112 Villani, Andres, 91 Waller, Fats, 13, 32, 39, 99 Watters, Lu, 28, 60, 61, 62, 63, 99, 101, 103, 111, 112 Webb, George, 74 Webster, Ben, 15 Wein, George, 105 Wettling, George, 70, 71 Wheatley, Martin, 92 Whitman, Paul, 83 Wilber, Bob, 87, 95 Williams, Clarence, 46, 81, 97, 99, 102 Williams, Hank, 101 Williams, Spencer, 99, 101, 102 Wilson, Buster, 49 Wilson, Teddy, 95 Wooden, Joe Nicholas, 26 Young, Austin, 43 Young, Lester, 15 Young, Trummy, 31 Young, Victor, 102 zamboni, Nino, 87

Indice dei nomi

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zancan, Beppi, 91 zardis, Chester, 50 zavinul, Joe, 82

zinzi, Marcello, 85 zuschlag, Michael, 81

Finito di stampare nel mese di ottobre 2012 presso A. De Frede Editore Via Mezzocannone, 69 - Napoli