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COOPERARE.

CONTENT ORGANISATION, PROPAGATION, EVALUATION AND REUSE THROUGH ACTIVE REPOSITORIES

Eventi culturali, patrimoni documentali online e produzione grassroots Domenico Morreale

La ricerca intitolata Arch(L)ive: crasi ipotetica che pone la questione del nuovo rapporto che nellattuale contesto mediale si pu instaurare tra eventi, loro documentazione e i pubblici che si confrontano sia con lesperienza live che con le rappresentazioni prodotte da soggetti diversi, istituzionali e legati invece ad una comunicazione grassroots. Il rapporto che si instaura tra eventi culturali, documentazione e archiviazione nei nuovi contesti mediali caratterizzato da una crescente convergenza tra forme di rappresentazione messe in atto da soggetti diversi (visitatori prosumers, produttori di contenuti). La documentazione, istituzionale o non istituzionale, di un evento culturale e la sua archiviazione rappresentano il terreno privilegiato per analizzare le problematiche legate alla creazione e al riuso dei patrimoni digitali. Lorganizzazione della memoria di eventi culturali live unarea ancora poco esplorata, il fatto che molte istituzioni affrontino tali problematiche in una fase avanzata costituisce un fattore interessante per lo studio delle modalit attraverso cui i patrimoni possono essere fin dal principio strutturalmente organizzati per una fruizione online e per un loro riuso in contesti molteplici. Nello scenario attuale la documentazione e la comunicazione del patrimonio documentale solo apparentemente si pongono in modo sequenziale sullasse diacronico, sempre pi spesso la documentazione fin dal principio concepita in funzione della sua comunicazione. Al tempo stesso questa dinamica influenza il processo di costruzione della memoria dellevento, attraverso la gestione di un patrimonio documentale in cui lobiettivo della comunicazione prevale sulla logica della conservazione, della catalogazione e dellorganizzazione. Il nuovo scenario da una parte suggerisce opportunit legate ad un nuovo tipo di offerta culturale, che muove dallevento dal vivo per intercettare gli interessi di un pubblico forse pi mirato e segmentato che si rivolge allambiente online in cerca di materiali documentali specifici. Dallaltra impone una riflessione sulla possibilit di integrare le autorappresentazioni e le rappresentazioni degli utenti allinterno delle strategie di gestione documentale messe in atto dallistituzione stessa. La ricerca ha previsto tre fasi di analisi (desk e field) finalizzate a rilevare lo scenario nazionale relativo alla comunicazione dei patrimoni documentali legati agli eventi culturali dal vivo e ad indagare attraverso interviste le pratiche di fruizione e di produzione per un campione di 23

soggetti produttori di contenuti grassroots legati alla documentazione di eventi culturali. Di seguito la descrizione delle diverse fasi e dei principali risultati.

FASE 1: ANALISI DESK. I MODELLI DI COMUNICAZIONE DEI PATRIMONI DOCUMENTALI ONLINE PER 15 ISTITUZIONI NAZIONALI CHE ORGANIZZANO EVENTI CULTURALI DAL VIVO
La ricerca ha previsto unanalisi desk, attraverso lidentificazione di 15 casi di studio che sono stati analizzati in profondit per identificare le pratiche di gestione e comunicazione dei patrimoni documentali e della memoria degli eventi culturali online. Sono stati identificati settori in cui sono presenti eventi culturali di rilievo nazionale caratterizzati da una significativa copertura mediatica: enogastronomico, musicale, cinematografico, letterario, scientifico, teatrale. Sono stati selezionati siti che non si limitino a offrire informazioni promozionali relative allevento culturale ma che offrono spazi per la fruizione della documentazione degli eventi live. Particolare attenzione stata dedicata agli ambienti online che hanno strutturato il patrimonio digitale in modo da garantire una fruizione da parte di un pubblico non specialistico, anche attraverso la predisposizione di percorsi interattivi e di ambienti per la rielaborazione collaborativa (tra soggetti visitatori e tra soggetti e istituzione). Non tutti gli elementi sono riscontrabili in ciascuno dei case studies, piuttosto i quindici casi identificati rappresentano un campione interessante per esplorare quello che lo stato dellarte, a livello nazionale, nellarea della costruzione e comunicazione della memoria digitale degli eventi. Gli ambienti online analizzati sono legati ai seguenti eventi: Biennale di Venezia, Carnevale di Viareggio, Festival della Letteratura di Mantova, Festival della Scienza di Genova, Giffoni Experience, Premio Grinzane Cavour, MiART, MITO Settembre Musica, Napoli Teatro Festival Italia, La notte della Taranta, Opera Festival, Ravenna Festival, Roma Film Festival, Salone del Gusto, Umbria Jazz. Dallanalisi sono emersi alcuni modelli ricorrenti di gestione e di comunicazione online del patrimonio culturale. Il primo modello quello dellarchivio Seamless.Tali ambienti propongono un riuso di parte del patrimonio documentale allinterno dellambiente istituzionale online dellevento, lutente non ha la percezione di consultare un archivio o una gallery specifica costruita attraverso materiali darchivio, si muove senza soluzione di continuit tra aree informative e patrimonio documentale darchivio (come ad esempio avviene per il premio Grinzane Cavour, il patrimonio documentale utilizzato come corredo iconografico e audiovisivo dei percorsi ipertestuali previsti dal sito). Un secondo modello quello dellarchivio Gallery. La soluzione, molto diffusa, quella di presentare il patrimonio documentale audiovisivo e iconografico in una sezione generalmente identificata come gallery. Il patrimonio testuale viene invece collocato in aree dedicate al download per utenze mirate, come ad esempio aree press o aree professional. La gallery non

offre strumenti di ricerca per il reperimento di materiali specifici, gli oggetti presenti solitamente non sono catalogati in modo rigoroso ma consentono al visitatore di scoprire la manifestazione attraverso le immagini e i video pubblicati (come ad esempio avviene per lambiente online del Festival della Scienza, laspetto identitario e storico non sono prioritari quanto lo la dimensione immersiva a supporto di un approccio pi legato al marketing territoriale, cui viene subordinata anche la comunicazione dellarchivio). Un terzo modello quello dellarchivio Multisito, in cui la gestione della memoria si basa sulla stratificazione dei siti delle diverse edizioni dellevento, sulla loro conservazione e sul loro aggiornamento e sulla progettazione di strumenti per laccesso diretto alle diverse sezioni. Lutente ha la possibilit di accedere e di consultare gli oggetti mediali allinterno del contesto di riferimento in cui sono stati realizzati e inseriti in origine (un esempio il sito del Festival Internazionale del Film di Roma, in cui lutente ha la possibilit di accedere dal sito dellultima edizione agli ambienti delle edizioni passate, in cui pu consultare immagini, video, cartelle stampa, cataloghi delle precedenti edizioni). Un quarto modello quello dellArchivio online. LArchivio online organizzato come ambiente per la fruizione del patrimonio documentale, sono presenti motori di ricerca, indici tematici, percorsi identificati dagli archivisti, soluzioni ipermediali di rielaborazione dei documenti. Viene esplicitata la natura di archivio della raccolta documentale messa a disposizione online e lutente consapevole di entrare in un ambiente specifico, dedicato alla comunicazione e valorizzazione degli oggetti mediali legati alla memoria della manifestazione culturale (come avvenuto nel caso dellarchivio della Biennale di Venezia, listituzione in tal caso ha lavorato ad una riorganizzazione del proprio patrimonio anche in termini di una catalogazione e classificazione funzionali alla fruizione del patrimonio da parte di diverse fasce di pubblico). Lultimo modello rilevato quello dellArchivio distribuito, il quale rende accessibile il patrimonio istituzionale e si avvale di servizi resi disponibili in rete da soggetti terzi per consentire agli utenti di interagire con gli oggetti mediali. Ha un approccio spreadable, che caratterizza molti degli ambienti del web sociale: un orientamento che si fonda sul presupposto che i contenuti possono essere distribuiti e diffusi attraverso meccanismi, guidati dagli stessi fruitori, di progressiva inclusione in nuovi contesti. Accoglie la forza centripeta dei social media. Tale approccio non si accompagna spesso allaccurata gestione del patrimonio che caratterizza gli archivi online (un buon esempio di un archivio distribuito che al contempo offre strumenti di ricerca del patrimonio istituzionale, organizzato e catalogato in modo accurato, quello di Mito Settembre Musica).

FASE 2: LE INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI. I PATRIMONI E IL RAPPORTO CON I PUBBLICI

E stata dunque condotta unanalisi field, tramite interviste per identificare le pratiche di gestione offline e online della documentazione e dellarchiviazione degli eventi culturali. Lanalisi stata condotta su un campione selezionato sulla base delle migliori pratiche identificate online. Attraverso le interviste sono state indagate le strategie produttive per la documentazione degli eventi e le strategie organizzative per la gestione del proprio patrimonio documentale. Sono state indagate inoltre le azioni intraprese e il livello di interesse nei confronti di tutta quella produzione grassroots con la quale gli utenti del web entrano in contatto, spesso prima e in alternativa rispetto ai materiali documentali istituzionali dellevento stesso. Tra le quindici istituzioni analizzate nella fase di ricerca precedente sono stati selezionati cinque casi particolarmente interessanti e utili per indagare a fondo le possibili modalit di gestione e comunicazione delle diverse forme di documentazione nei nuovi contesti mediali: il Festival del cinema di Roma, Umbria Jazz, Il festival della letteratura di Mantova, Giffoni experience, MiTo Settembre Musica. Sulla base dei modelli di divulgazione online dei materiali darchivio i cinque casi di studio presentano caratteristiche distintive diverse. La Festa internazionale del film di Roma adotta un approccio multisito e valorizza e documenta le proposte culturali attraverso una webtv che offre online materiali inediti e che consente agli utenti di seguire in tempo reale la manifestazione ma anche di fruire on demand e a distanza di tempo delle interviste e dei reportage prodotti durante i giorni di svolgimento dellevento. Gli utenti possono inviare i servizi della webtv del festival via email. Il sito della manifestazione Umbria Jazz un sito espositivo che offre un buon livello di interazione tra utenti e patrimonio, sia istituzionale che grassroot, incentivando la creazione di community attorno alla documentazione dellevento. Lutente ha infatti la possibilit di effettuare, a seguito della registrazione sul sito, una serie di operazioni sui contenuti multimediali: votare, aggiungere commenti, aggiungere parole chiave, segnalare eventi specifici. Il sito offre una buona integrazione con il sito di videosharing Youtube, allinterno del quale attivo un canale video specifico collegato al sito di Umbria Jazz: lutente ha qui la possibilit di inserire propri commenti dedicati alle documentazioni audiovisive degli eventi e di collegare al materiale istituzionale le proprie forme di documentazione. Il Festival della letteratura di Mantova ha un sito che integra lapproccio espositivo con quello informativo, presentando una rielaborazione della memoria attraverso una modalit ipertestuale, che propone i contenuti con un orientamento pi edutainment. Un ulteriore elemento di interesse risiede nella recente attivazione di un progetto di ricerca finalizzato alla progettazione del nuovo archivio digitale della manifestazione, in collaborazione con enti di ricerca e soggetti esterni. La Giffoni experience offre un ambiente interattivo che valorizza in particolare le funzionalit orientate alla creazione di community di utenti e allintegrazione con i social media, anche in questo caso esiste una webtv del festival che propone un numero consistente di servizi audiovisivi (ci sono pi di quattrocento video nella webtv Giffoni Experience Channel). Il collegamento con un sito di photosharing come Flickr consente agli utenti di accedere ad un album fotografico con pi di

duemilaquattrocento immagini relative alle edizioni 2008 e 2009 del festival. Esiste unarea community in cui lutente pu registrarsi e in cui sono presenti diversi servizi e funzioni che caratterizzano i social media. MITO Settembre Musica, ambiente online che integra un buon livello di interattivit con un ampio archivio in rete con opzioni di ricerca documentale avanzata. poi presente il blog MITOBLOG, che offre anche i podcast video del festival, e la bacheca su Facebook. Al contempo lambiente online di MITO risultato particolarmente interessante per le modalit di gestione dellarchivio digitale, con oltre duemilacinquecento fotografie e quasi trecento video, con rassegne stampa e cartelle stampa appartenenti alle diverse edizioni della manifestazione, partendo dalla prima risalente allanno 1978, accessibili attraverso un sistema di retrieval che offre opzioni per la ricerca avanzata. Confrontando i risultati delle interviste con lanalisi della comunicazione dei patrimoni documentali online sono emersi alcuni aspetti rilevanti che identificano altrettante problematiche derivanti dal nuovo rapporto che si instaura tra istituzioni organizzatrici di eventi culturali e pubblico mediato dagli ambienti online e dal patrimonio digitale. Un primo aspetto legato alle azioni di riprogettazione del proprio patrimonio documentale in funzione della sua comunicazione online. Alcuni casi positivi, come quello della Biennale di Venezia o di MiTo Settembre Musica hanno visto una consistente azione di trasformazione dellarchivio storico in archivio digitale online. Daltra parte alcuni Festival pi recenti hanno precocemente preso in considerazione il confronto con il pubblico online, definendo fin da subito le linee guida per una documentazione concepita in funzione di un pubblico in rete. Tali istituzioni si sono paradossalmente trovate avvantaggiate dalla mancanza di un archivio gi strutturato e hanno potuto definire le strategie progettuali in modo meno vincolato. Dalle interviste emerso come un impulso forte alla digitalizzazione e alla riorganizzazione del proprio patrimonio documentale sia stato fornito dalla necessit di creare il proprio ambiente online. Di anno in anno il materiale documentale pubblicato sul sito a fini promozionali ha creato un patrimonio accessibile attraverso cui gli utenti potevano esplorare alcuni degli eventi delle diverse edizioni. Con il diffondersi degli ambienti di condivisione e di scambio che caratterizzano il web 2.0 le istituzioni organizzatrici hanno dovuto confrontarsi con lopportunit di aprire il proprio patrimonio alla rielaborazione e alla redistribuzione partecipata, intensificando il rapporto di scambio con il proprio pubblico, ma al contempo con la minaccia di perdere in parte il controllo sulla comunicazione dellimmagine e dellidentit dellevento culturale. Due esperienze interessanti mettono in evidenza i vantaggi e le sfide affrontate dalle istituzioni organizzatrici di eventi nel momento in cui instaurano un dialogo pi serrato e continuativo con il loro pubblico. Il sito della manifestazione Umbria Jazz un sito espositivo che offre un buon livello di interazione tra utenti e patrimonio. Lutente ha infatti la possibilit di effettuare, a seguito della registrazione sul sito, una serie di operazioni sui contenuti multimediali: votare, aggiungere commenti, aggiungere

parole chiave, segnalare eventi specifici. Il sito offre una buona integrazione con il sito di videosharing Youtube, allinterno del quale attivo un canale video specifico collegato al sito di Umbria Jazz: lutente ha qui la possibilit di inserire propri commenti dedicati alle documentazioni audiovisive degli eventi e di collegare al materiale istituzionale le proprie forme di documentazione. Proprio dal confronto con la documentazione Grassroot sono emersi i problemi di cui lufficio stampa ci ha parlato nel corso dellintervista: nellanno 2008 la manifestazione ha ospitato un concerto di una band molto nota (gli REM) che stato sovrarappresentato online attraverso molti contenuti creati dagli utenti diffusi in modo virale attraverso i social media. Tali rappresentazioni offrivano unimmagine del festival profondamente diversa da quella progettata dallufficio comunicazione. Un caso complesso che ha preoccupato gli organizzatori per la potenziale perdita di controllo sullimmagine della manifestazione stessa. Un caso di successo quello della Giffoni experience, che offre un ambiente interattivo che valorizza in particolare le funzionalit orientate alla creazione di community di utenti e allintegrazione con i social media. A differenza di altri siti legati ad eventi culturali, il sito della Giffoni experience non si limita a gestire una rete di canali aperti allinterno di social network esterni, ma accentra nella propria area community le funzionalit e i servizi che caratterizzano i pi diffusi social media. Lintegrazione del sito web con le funzioni organizzative della manifestazione consente allarea community (utilizzata anche dai membri della giuria composta da ragazzi selezionati attraverso le attivit nei forum) di essere particolarmente frequentata e vivace. Unaltra coppia di problemi che interagiscono e condizionano le scelte delle istituzioni organizzatrici di eventi culturali nellattuale panorama mediale legata da una parte alla definizione di nuovi pubblici interessati ai patrimoni documentali (pubblici che non sono solo pi i visitatori dellevento che vogliono vivere unesperienza live ma pubblici interessati in modo specifico ai materiali in possesso dellistituzione organizzatrice e che documentano levento: video, interviste, fotografie, oggetti digitali, podcast) e dallaltra alla necessit, per instaurare forme di relazione pi durature nellarco dellintero anno, di affrontare cambiamenti organizzativi strategici, laddove solitamente le istituzioni organizzatrici hanno unorganizzazione flessibile e a fisarmonica, che si estende e amplia in concomitanza con lavvicinarsi dellevento fisico. Due approcci che si sono riscontrati nella maggior parte dei casi e che in qualche modo riflettono un uso accessorio e non trasformativo dei social media nel rapporto tra patrimonio documentale e pubblici hanno a che fare da una parte con il timore di integrare in un solo ambiente le opzioni pi avanzate di rielaborazione e di scambio. Nella maggior parte dei casi lambiente istituzionale rimanda ad una costellazione di social media. Il portale istituzionale rende fruibile larchivio e rende accessibili ambienti interattivi e di condivisione gestiti dallistituzione stessa sui principali social network. Spesso sul sito istituzionale non sono contemplate forme di partecipazione da parte degli utenti alla rielaborazione dei contenuti (tagging, commenti, redistribuzione, rielaborazione). Dallaltra emerge la mancanza di una strategia e di una regia che utilizzino in modo efficace i servizi del web sociale per creare un legame con quei pubblici che potrebbero rappresentare un

bacino di utenza importante per la valorizzazione del patrimonio documentale digitale (i fan che potrebbero costituire una risorsa per ampliare e per migliorare la descrizione dellarchivio, per documentare gli eventi, ma che potrebbero essere interessati anche a forme di micropagamento per i contenuti in possesso dellistituzione organizzatrice). Se tali potenzialit emergono dalle interviste le problematiche di carattere organizzativo e di gestione del patrimonio spesso prevalgono. In sintesi e per concludere la panoramica sui risultati della fase di analisi emerge come il rapporto con la produzione grassroots sia attualmente utilizzato nella maggior parte dei casi come complemento di una comunicazione essenzialmente istituzionale, come gli spazi di negoziazione e di dialogo effettivo siano limitati e solo in pochi casi effettivamente utilizzati dagli utenti e come nessuna delle istituzioni analizzate abbia identificato possibili modelli di business legati alla valorizzazione del patrimonio archivistico e alla creazione di communities attorno ad esso.

FASE 3: INTERVISTE AI PROSUMERS. ANALISI DEL CONSUMO E DELLA PRODUZIONE GRASSROOTS PER QUATTRO CASI DI STUDIO ITALIANI
La terza fase dello studio ha avuto lobiettivo di indagare il rapporto tra nuovi pubblici e i patrimoni documentali degli eventi culturali identificando le caratteristiche dellinterazione tra archivi digitali e fruitori nella cultura partecipativa. La ricerca ha identificato il profilo, le motivazioni, il rapporto con le istituzioni e con gli altri utenti dei produttori di contenuti interessati alla fruizione e alle diverse forme di riuso dei materiali di documentazione degli eventi. E stato selezionato un numero di soggetti produttori di contenuti non istituzionali. I soggetti sono stati selezionati in relazione ad alcuni eventi culturali che sfruttano la rete non solo come strumento di promozione ma come ambiente per il riutilizzo della documentazione: Umbria Jazz, il Salone Internazionale del Libro di Torino, il Festival della Letteratura di Mantova, il Festival Internazionale del Film di Roma. Utilizzando lo strumento dellintervista sono state indagate le modalit di fruizione, rielaborazione e produzione dei materiali online che documentano eventi in cui sono presenti personaggi/oggetti/temi che costituiscono l'oggetto di interesse degli utenti. L'idea quella di indagare l'utilizzo delle documentazioni online (non solo le documentazioni offerte dal sito di un evento specifico, ma pi in generale tutte le documentazioni anche non istituzionali presenti online) e le forme di produzione messe in atto, cercando inoltre di capire in che modo tali produzioni vengano socializzate e attraverso quali canali. Il campione stato selezionato online attraverso ricerche mirate allinterno della piattaforma social media centered YouTube. I soggetti hanno le seguenti caratteristiche:

Frequentazione social network media centered (dispongono di un profilo su YouTube) Produzione di contenuti e loro condivisione: almeno 5 video prodotti ex novo o rielaborati partendo da contenuti gi presenti online; presenza di contenuti di documentazione relativi ai temi selezionati per la ricerca (Jazz, Letteratura, Cinema); presenza di almeno un contenuto creato ex novo o rielaborato partendo da materiale esistente online relativo ad uno degli eventi oggetto di analisi (Umbria Jazz, Festival della letteratura di Mantova / Salone internazionale del libro di Torino, Festival Internazionale del Film di Roma).

Di seguito si riportano le dimensioni di indagine delle interviste: profilazione dei produttori/rielaboratori di contenuti; tipologie di produzione (quali materiali vengono realizzati); motivazioni per la realizzazione e distribuzione delle produzioni (perch vengono realizzate e come vengono socializzate); criteri per la distribuzione delle produzioni (dove vengono condivise e perch); interazione con i siti istituzionali e con i servizi offerti dallarchivio del progetto di riferimento (in quale modo si interagisce con larchivio che conserva i materiali sui quali si agisce? Che tipo di scambio viene messo in atto?); interazione con i fruitori delle proprie opere grassroots (quali sono i destinatari ideali? In che modo si interagisce con gli utenti?). Nella seguente figura si riporta una sintesi dei dati socio demografici e la dislocazione geografica degli intervistati, raggruppati in base alla manifestazione culturale in relazione alla quale hanno prodotto video di documentazione non istituzionali.

Figura 1: il totale dei soggetti intervistati

Sono stati dunque intervistati 23 soggetti, tra i 23 e i 60 anni che rientrano nella fascia dei forti produttori di contenuti di documentazione degli eventi culturali presi in analisi. Dalle interviste emerso come la maggior parte del campione risulti residente in citt (16 su 23 pari al 65,9%), sia in possesso di una laurea o di un titolo di studio post-universitario (14 su 23, pari al 60,8%) e disponga di una connessione a banda larga (la totalit del campione dispone di connessione Adsl, fibra ottica o Umts). I maggiori produttori di contenuti sono risultati essere legati alle due manifestazioni Umbria Jazz e Festival Internazionale del Film di Roma, in particolare per il Festival Internazionale del Film di Roma i due pi forti produttori di contenuti non istituzionali sono di Roma e hanno prodotto rispettivamente 21 e 19 video di documentazione. Entrambi sono giornalisti che utilizzano i social media per estendere i canali di comunicazione delle loro produzione (pubblicando e condividendo con altri utenti i prodotti non pubblicati sui siti o sui quotidiani di riferimento). Per Umbria Jazz invece i due principali produttori di contenuti sono residenti a Macerata (imprenditrice artigiana appassionata di musica) e a Milano (operatore nel campo del sociale e appassionato di arte) che hanno prodotto rispettivamente 54 e 15 video di documentazione. Pi in generale, non considerando unicamente la piattaforma YouTube, la maggior parte dei contenuti realizzati dagli utenti intervistati rappresentata comunque da video,

tipologia di contenuto prodotta dall87% del campione. A seguire fotografie e articoli di testo (news, post su blog, testi di carattere giornalistico), tipologie prodotte dal 30,4% del campione. Il 21,7% degli utenti realizza contenuti audio (prevalentemente interviste o registrazione di esecuzioni dal vivo) e infine solo il 4,3% realizza disegni e illustrazioni. Per quanto riguarda le strategie di produzione dei contenuti, quasi la totalit del campione (95,6%) realizza contenuti ex novo. A seguire, il 47,8% del campione rielabora contenuti esistenti online. Il 39,1% del campione mette in atto la pratica del remix e del meshup di contenuti esistenti, ovvero crea, attraverso rielaborazioni riconducibili al montaggio video o audio, contenuti che sono il risultato della composizione di pi materiali esistenti, presenti online o offline. Il 30,4% rielabora contenuti esistenti offline e li pubblica online e infine la stessa percentuale del campione mette in atto la pratica della marcatura partecipata, inserendo tag, ovvero parole chiave che descrivono il contenuto e che catalogano la risorsa allinterno del sistema delle folksonomies. Le tecnologie pi utilizzate per produrre i contenuti di documentazione degli eventi sono la videocamera (usata dal 73,9% dei produttori di contenuti intervistati) e la macchina fotografica (utilizzata dal 65,2% del campione). Il 17,3% del campione carica online contenuti realizzati direttamente con il cellulare. Il 13% usa la webcam come strumento di documentazione e l8,6% usa lo scanner per acquisire materiali di documentazione esistenti e caricarli online. La maggioranza degli intervistati rielabora i contenuti prodotti con le tecnologie di ripresa attraverso software di editing o di fotoritocco. Il 65,2% dei produttori di contenuti intervistati utilizza il personal computer o il notebook per rielaborare le riprese e le fotografie effettuate prima di caricarle online o per effettuare il mixing dei contenuti. 12 su 23 prosumer intervistati (pari al 52,1%) hanno dichiarato di reputarsi fan ovvero di seguire un artista o genere musicale raccogliendo informazioni, partecipando a eventi e seguendo regolarmente le attivit legate alloggetto della propria passione (i fan sono risultati essere prosumer legati al Festival Internazionale del Film di Roma -2 soggetti-, al Festival della letteratura di Mantova -2 soggetti-, al Salone Internazionale del Libro di Torino -4 soggetti- e ad Umbria Jazz -4 soggetti-). 10 dei soggetti intervistati (pari al 43,4% del campione) frequenta communities online legate alle proprie passioni, tra coloro i quali frequentano communities leggermente superiore la percentuale di fan (60%) rispetto a coloro i quali non si reputano fan. Coloro i quali frequentano communities online legate alle proprie passioni hanno indicato due tipologie prevalenti di motivazioni: ricerca di informazioni, aggiornamenti e news indicata come obiettivo principale dal 50% di coloro i quali frequentano communities, condividere passioni ed interessi con la community e scambiare consigli e comunicare con persone che hanno i miei interessi, riconducibili allaspetto relazionale della community (indicata dal restante 50% dei rispondenti). In tal senso emergono i due aspetti principali che dovrebbero caratterizzare un ambiente sociale legato agli eventi culturali: da una parte favorire linterscambio di informazioni e di news, dallaltra fornire una base sociale al rapporto con le proprie passioni, incentivando la personalizzazione della comunicazione e la costruzione di identit riconoscibili. Tra i quattro maggiori produttori di

contenuti vi sono due soggetti fan che partecipano con regolarit a communities online legate alle loro passioni. Se si estende lanalisi al totale dei contenuti prodotti dagli utenti caricati su YouTube abbiamo quindici prosumer che hanno caricato online pi di 30 opere, dieci di questi (pari al 66,6%) appartiene alla categoria fan. La percentuale di produttori di contenuti che documentano eventi in relazione ad una loro passione e che seguono loggetto dei loro interessi attraverso eventi culturali diversi significativa. Infatti se si guarda al numero assoluto di opere realizzate e caricate online, considerando i quindici maggiori produttori di contenuti abbiamo un totale di 2159 video online, di cui 1475 (pari al 68,3%) prodotta da prosumer appartenenti alla categoria fan. La fandom appare dunque essere un bacino di utenza interessante per le istituzioni che producono, conservano e gestiscono i patrimoni documentali legati agli eventi culturali. In particolare nel momento i cui listituzione online si rivolge ad un pubblico che non coincide necessariamente con i visitatori della manifestazione ed ha la possibilit di aprire la consultazione delle proprie documentazioni audiovisive agli utenti della rete, si intercettano gli interessi di quei soggetti che sono particolarmente interessati a materiali specifici, posseduti dallistituzione organizzatrice dellevento culturale: video e podcast relativi allintervento di un autore/artista, registrazioni e fotografie di presentazioni e incontri dedicati ad un tema particolare. Soggetti che non sono necessariamente interessati allevento culturale in s, ma piuttosto al singolo contenuto di documentazione di un personaggio che ha partecipato allevento o di un tema che stato affrontato. In tal senso ci si pu chiedere se i consumatori ispiranti di cui parla Henry Jenkins in Cultura Convergente possano rappresentare una categoria di utenti verso la quale rivolgere maggiore attenzione in fase di profilazione delle esigenze e dei requisiti per la comunicazione dei patrimoni documentali online degli eventi culturali. La fedelt al brand il santo graal delleconomia affettiva grazie alla regola 80/20: per molti prodotti di consumo, l80% degli acquisti effettuato dal 20% dei consumatori. Mantenere il legame con quel 20% garantisce la stabilit del mercato e permette allimpresa di adottare una serie di altri approcci per corteggiare quelli che rappresentano laltro 20% degli acquisti. [] sono coloro che promuovono e sostengono il marchio. Quelli che suggeriscono i miglioramenti da fare, che creano siti web per diffondere il verbo. Sono anche persone che agiscono come guardiani morali per difendere il marchio che amano. Fanno di tutto perch gli errori vengano corretti e richiamano il brand ai suoi saldi principi. [] La ricerca dei consumatori ispiranti sta iniziando a condizionare anche la valutazione dei pubblici televisivi, nonch i modi in cui gli inserzionisti pensano di vendere i loro prodotti. (Jenkins H., Cultura Convergente, Milano, Apogeo, 2008). In tal senso stata indagata anche la propensione al consumo dei soggetti produttori di contenuti. Alla domanda Quali servizi di documentazione/gestione della documentazione audiovisiva offerti da siti relativi ad eventi culturali sarebbe disposta a pagare?, 9 intervistati (40,9%) hanno indicato di non essere disposti a pagare alcun servizio, 3 (13,7%) non hanno saputo rispondere, mentre 10 soggetti (45,4%) hanno risposto di essere disposti a pagare alcuni servizi. Nello specifico il download ad alta qualit di esibizioni/incontri live e contenuti audio/video inediti (70%), laccesso ad unarea personale dove

salvare e rielaborare i contenuti (20%) e laccesso a contenuti inediti non reperibili attraverso altri canali (10%). La percentuale di fan pi elevata tra coloro i quali sono disponibili a pagare contenuti e servizi (70%) che tra coloro i quali dichiarano di non essere disposti a pagare contenuti e servizi extra (44.4%), in tal senso lipotesi che gli utenti fan rappresentino un potenziale bacino di particolare interesse per gli ambienti online che raccolgono patrimoni documentali legati ad eventi culturali appare confermata. Per quanto riguarda invece la produzione dei contenuti sono emerse le seguenti motivazioni che spingono gli utenti a creare i prodotti digitali: esprimere creativit (34,7%), condividere esperienze allinterno di communities o con amici (26%), archiviare e ricordare (17,4%), informare e sensibilizzare (17,4%), altro (4,5%). Tra i soggetti che privilegiano la creativit e la funzione espressiva la percentuale dei fan maggiore (62,5%), tra coloro i quali privilegiano la condivisione dei contenuti e la comunicazione elevata la percentuale dei partecipanti a communities legate alle loro passioni (83,3%) e dei fan (50%), mentre le motivazioni legate allarchiviazione e al ricordare sono state indicate da prosumer con et mediamente pi elevata (et media 45 anni) che non si dichiarano interessati alla frequentazione di forum e community online e che solo in un caso si dichiarano fan. La motivazione legata allinformazione e alla sensibilizzazione pi trasversale e include fan (50%) e soggetti che operano nel campo dellinformazione e del giornalismo e che utilizzano la rete per promuovere attraverso canali alternativi i lavori non pubblicati in ambienti istituzionali (50%). Per quanto riguarda la fruizione dei siti legati agli eventi culturali, i soggetti intervistati hanno fornito indicazioni circa il materiale da loro cercato allinterno degli ambienti online oggetto di studio: in primo luogo approfondimenti (materiali informativi, schede monografiche) legati ai temi di loro interesse (38%), in secondo luogo materiali audiovisivi che documentino levento (23,8%) e a seguire il programma della manifestazione (19%), news (9,5%), recensioni (4,7%) e accrediti (4,7%). Anche in questo caso appare interessante lapproccio trasversale del fruitore dei patrimoni documentali legati agli eventi culturali, in quanto una percentuale significativa di prosumers accede a tali raccolte con lobiettivo di ottenere informazioni circa temi e personaggi di proprio interesse e non per raccogliere informazioni o materiali relativi allevento culturale in s. Alla domanda ritiene soddisfacenti la quantit e le modalit di distribuzione dei materiali documentali (video, fotografie, podcast) previste del sito? In caso contrario, cosa migliorerebbe? il 35% dei prosumers si ritenuta soddisfatta, mentre il 65% ritiene che i materiali messi a disposizione non siano sufficienti o non siano adeguate le soluzioni per la loro comunicazione. Tra le opportunit di miglioramento vengono indicate da una parte lincremento delle forme di documentazione degli eventi, anche attraverso la selezione di materiali non istituzionali (30%), dallaltra la maggiore disponibilit di documentazioni video (23%), la presenza di streaming video (15,3%), unarea download pi ampia (7,6%) e unarea podcast con pi file a disposizione (7,6%). Spesso i soggetti intervistati si documentano attraverso materiali non istituzionali relativi agli eventi culturali, in particolare il 56,5% del campione fruisce in modo indistinto degli user generated content e dei materiali istituzionali, solo il 17,3% privilegia materiali istituzionali, mentre il 26% privilegia gli user generated content.

Tra questi ultimi molto elevata la percentuale di soggetti che frequentano costantemente communities online dedicate ai loro interessi (66,6%). Come emerso dalle prime due fasi della ricerca i social media spesso sono utilizzati dalle istituzioni in modo accessorio e non trasformano una comunicazione essenzialmente istituzionale dei patrimoni documentali in possesso dei soggetti che organizzano eventi culturali. Le interviste ai produttori di contenuti hanno fatto invece emergere un potenziale interessante sia per quanto riguarda la quantit di materiale user generated disponibile e riutilizzabile a fronte di una opportuna selezione redazionale in contesti istituzionali, sia per quanto riguarda la propensione al suo utilizzo da parte degli utenti. Se nella maggior parte dei casi gli utenti trovano insufficiente la documentazione reperibile nei siti istituzionali degli eventi di loro interesse riconoscono comunque limportanza di un soggetto che sia in grado di offrire un servizio culturale di selezione della documentazione certificata. Se da una parte ritengono importante il contributo degli user generated content (che superano quantitativamente i materiali istituzionali e che offrono lopportunit di fruire di momenti dellevento non altrimenti documentati) dallaltra le opinioni circa la qualit dei materiali user generated sono discordanti e solo il 50% dei rispondenti reputa soddisfacente la loro qualit. Da qui la domanda per maggiori servizi e contenuti che provengano dalle istituzioni che organizzano gli eventi culturali e che dispongono delle documentazioni. Interessante la richiesta che tali istituzioni integrino user generated content filtrandoli sulla base di criteri di qualit. Il dato sulla propensione al consumo evidenzia una disponibilit elevata da parte dei soggetti che rientrano nella categoria dei fan ad acquistare contenuti e servizi come il download ad alta risoluzione della documentazione di esibizioni ed incontri, laccesso ad unarea personale dove salvare e rielaborare i contenuti e laccesso a contenuti inediti non reperibili attraverso altri canali. Servizi a valore aggiunto attualmente non contemplati dagli ambienti online degli eventi culturali e che possono invece rappresentare un supporto alla gestione di archivi online, come avviene ad esempio per alcuni festival stranieri, tra cui lHay festival of literature and art, che offre laccesso ai propri contenuti di qualit attraverso un abbonamento annuale. Soluzioni che in parte possono fare fronte alle problematiche organizzative e gestionali che rallentano la trasformazione di raccolte mediali in archivi online capaci di rivolgersi a segmenti di pubblico distinti e di intercettare le esigenze dei diversi profili di utenti.