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New York. Uno squillo sul cellulare per salvare migliaia di vite.

I telefonini degli americani sono pronti a trasformarsi in sentinelle capaci di mettere in guardia su pericoli imminenti di attacco terroristico, ma anche sullarrivo di uragani, terremoti o altri disastri naturali. Nel giorno in cui la Casa Bianca vara la nuova Superagenzia responsabile della sicurezza del paese, un progetto realizzato da esperti del governo disegna il sistema di allarme pubblico per lAmerica del futuro prossimo. Una rete hi-tech che utilizzi tutti gli apparecchi elettronici che fanno parte della vita quotidiana delle persone, per raggiungere in tempo reale lintera popolazioni. Tv e radio, ma anche computer collegati a Internet, telefoni cellulari, palmari, cercapersone: ogni gadget elettronico pu trasformarsi in un campanello dallarme che il governo federale o le autorit locali possono far suonare in caso di pericolo. [] Ecco allora lidea di dotare gli apparecchi elettronici di uso quotidiano con microchip che permettano di ricevere in tempo reale un segnale dallarme, da attivare non solo nel caso che Osama Bin Laden riesca a diffondere unepidemia di vaiolo in America, ma anche che in circostanze meno estreme e pi comuni come larrivo di un tornado in una determinata zona. Due settimane fa, sistemi dallerta allavanguardia, ma disponibili solo in alcune contee dellOhio, hanno probabilmente salvato la vita a 60 bambini che si trovavano in un cinema a vedere un film della Disney, evacuati pochi minuti prima che un tornado radesse al suolo il locale. Non difficile pensare ha detto Peter Ward, un sismologo che guida la Ppw a scenari di attacco con armi di distruzione di massa nei quali, se si pu raggiungere in tempo la popolazione, possono essere salvate migliaia di vite. La nostra capacit di farlo oggi praticamente inesistente. Ci che mi inquieta che uno di questi giorni un evento del genere accadr e migliaia di persone moriranno e non era inevitabile che morissero. Corriere della Sera. 25 novembre 2002. In www.Corriere.it

Roma. Sempre pi italiani nella rete. Nel nostro paese, pi del 70% delle famiglie ha un cellulare, il 47.5% possiede un computer e il 35.9% ha un collegamento a Internet. Lo rivela una ricerca sugli aspetti sociologici dellIct (Information and communication technology), commissionata dalla Camera di commercio di Roma (Cciaa) allistituto Cirm, nella quale stato analizzato limpatto delle nuove tecnologie sulle famiglie e le imprese italiane e in particolare su quelle romane. Le nuove tecnologie, secondo i risultati dello studio, sono ormai entrate nelle abitudini degli italiani. Tanto che il 67% degli intervistati si attende ancora grandi cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda la salute, le biotecnologie e luniversit. Rapporti virtuali. Tecnologie per lavorare, ma soprattutto per divertirsi. I computer, infatti, sono utilizzati dalla maggior parte degli italiani per il tempo libero (20.9%) e le-mail (20%). Il 60% degli intervistati, inoltre, non ha dubbi che la tecnologia della comunicazione abbia migliorato le abitudini di vita e ritiene che il mercato sia ormai maturo per servizi come gli acquisti e le prenotazioni di viaggi e vacanze on-line e il telelavoro. Tuttavia lunico vero timore per gli italiani (43.8%) che le nuove tecnologie finiranno per impoverire i rapporti umani a favore di quelli virtuali. Corriere della Sera, 16 Settembre 2002. In www.Corriere.it

Gli adolescenti italiani tra i 14 e i 19 anni sono telefonino-dipendenti. Gi lo si sapeva, osservando i ragazzi andare in giro e a scuola sempre con il cellulare in mano, ma ora c la conferma ufficiale con tanto di percentuali: per i giovani dai 14 ai 19 anni irrinunciabile e il 91% degli studenti di scuole superiori dichiara di possederlo personalmente. Sono i dati della ricerca dellEurisko realizza per lOsservatorio giovani-editori e presentano venerd a Bagnaia nellambito del convegno Crescere tra le righe. Il 93% degli adolescenti italiani segue i notiziari Tv, il 59% legge testate settimanali. Il 48% mensili, il 35% ascolta notiziari radio. Il 74% poi si collegato a Internet negli ultimi tre mesi. Mentre solo il 10% legge abitualmente i quotidiani, percentuale che sale tra gli studenti del liceo classico (13%) e degli istituti professionali (12%), e pi in generale delle quinte classi (12%), e del segmento maschile (14%). Tra gli adulti i lettori abituali dei quotidiani sono il 24%-25%. La ricerca dellEurisko ha coinvolto quasi 200 mila giovani, da cui stato estratto un campione di 4.700 soggetti. Corriere della Sera, 10 maggio 2002. In www.corriere.it

C sempre un oggetto che rappresenta gli italiani nel mondo. Nellimmaginario collettivo che sempre rozzo, non illudetevi siamo stati di volta in volta quelli della brillantina (1945), della Lambretta (1950), degli spaghetti e della pizza (1955), della Seicento (1960), delle scollature (dal soprano a Sophia Loren, 1965), dellAlfa Romeo (1970), dei Ray-Ban e delle Clarks (1975), del loden e del montone (1980), delle radioline per sentire le partite (1985), degli occhiali da sole (1990), della videocamera (1995). Loggetto del 2000 non ci sono dubbi il telefono cellulare. I nostri viaggi ne sono impregnati. In Europa siamo ormai quelli del telefonino. Lassociazione tra telefono cellulare e cittadino italiano uscita dal campo delle statistiche, ed entrata nella storia del costume. Se un tedesco vede un tipo che parla da solo per strada, tiene la mano destra allorecchio e gesticola con la sinistra, non ha dubbi: un italiano. La sigla gsm in citt come Parigi o Londra, ha assunto un nuovo significato: Gridare Senza Motivo. Gli aeroporti sono diventatati voliere. Subito dopo latterraggio, i passeggeri accendono febbrilmente il cellulare e iniziano trilli, squilli, melodie, motivetti, sfrigolii. Cosa facevamo prima che la Tim (Terribile Insidiosa Macchinetta) fosse inventata? Probabilmente riflettevamo sul fatto che la parola Transfer riassume bene il significato dellesistenza. Oggi siamo donnole impazzite. Corriamo avanti e indietro con le borse a rotelle. Maneggiamo biglietti e tagliandi, seguiamo cartelli ipnotici, ascoltiamo annunci surreali e, soprattutto, gridiamo nel telefono ogni sorta di informazioni: personali, familiari, finanziarie, sanitarie, sentimentali, sessuali. Le intercettazioni telefoniche, in Italia, sono tempo sprecato. Basta che i servizi segreti piazzino dieci agenti tra Linate, Malpensa e Fiumicino, e sanno quello che succede. Rientrando dallestero, non c bisogno di cercare luscita del volo per lItalia: lunica dove tutti parlano al cellulare. Cosa dobbiamo dirci? B, dobbiamo annunciare alla moglie Guarda che sto arrivando; dobbiamo spiegare al figlio dove siamo stati, e chiedere alla figlia dov stata: dobbiamo dire ad amici e parenti Indovina da dove chiamo, che un giochetto insulso, ma ci piace da morire. Se in qualche angolo del cosmo viene tenuto il Grande Tabulato Universale con la registrazione di tutte le telefonate cellulare da e per lItalia, risulter chiaro: cinque su dieci erano superflue.

Sospetto che limpressionate successo dei telefonini sia imputabile alle tentacolari relazioni familiari esistenti nel paese. Anche olandesi o tedeschi sarebbero felici di usare continuamente il cellulare; ma non sanno a chi telefonare. Mettere due (tre, cinque) telefonini a disposizione della miglia italiana, invece, come piazzare un fiammifero sotto i fuochi dartificio: esplosione inevitabile, e spettacolo assicurato (ogni tanto, vero, ci scappa lincidente: finisce la batteria, e si pensa desser soli al mondo). Gli scandinavi vero possiedono pi telefonini di noi in percentuale, ma nessuno ci batte nella speciale classifica della estrazione. Nessuno tira fuori il cellulare quanto un italiano, nessuno lo mostra, lo maneggia, lo coccola e lo esibisce come noi. Il telefonino non viene tenuto nascosto, col pudore suggerito da un oggetto tanto invadente. Noi lo portiamo appresso alla cintura, lo sfoderiamo, lo puntiamo al posto del dito indice. Siamo i pistoleri telematici del Duemila, e gli stranieri rimangono turbati. Non c invece da scandalizzarsi: tutte le rivoluzioni attraversano una fase ludica. Sono certo che i proprietari delle prime automobili non dovevano andare da nessuno parte: giravano intorno allisolato e suonavano il clacson. Il cellulare sta subendo la stessa sorte, da giocattolo a strumento di vita e di lavoro. Chi ne diventer schiavo, dora in poi, dovr biasimare soltanto se stesso (ma ricordiamoci che certa gente riesce a diventar schiava di tutto: calcio, politica e cioccolato al latte). B. Severgnini, Manuale dellimperfetto viaggiatore Rizzoli, Milano 2000