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10/2012
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,75 EURO QUELLO CHE DATE IN PI IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
QUALSIASI RICHIESTA AL DI L DELLOFFERTA LIBERA NON AUTORIZZATA
OTTOBRE CON: ANTONIO BAGNOLI, DANILO mASOTTI, GIANLUCA mOROZZI, mARCO TROTTA
Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
10
12
Piazza Grande
Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
TeNDeRe uN gIoRNALe megLIo Che TeNDeRe uNA mANo
COMITATO EDITORIALE Jacopo Fiorentino, mauro Sarti
DIRETTORE EDITORIALE Leonardo Tancredi
direttore resPonsaBile Bruno Pizzica
stamPa Industrie grafche galeati
Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n6474
redazione
Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 342328, fax 051 3370669
www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it
CaPoredattore Laura Pasotti
Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it)
ProGetto GrafiCo Fabio Bolognini
distriBuzione
Redazione Piazza grande
in redazione
eva Brugnettini, erika Casali, Ilaria giupponi, Simone Jacca, olga
massari, giuseppe mele, Salvatore Pio, mauro Sarti, Pietro Scarne-
ra, Donato ungaro.
Hanno CollaBorato a questo numero
Antonio Bagnoli, Annalisa Bolognesi, Beatrice Bussolari, Claudio Can-
nistr, marika Di Cristina, Angelica erta, Alice Facchini, erica Ferrari,
gruppo fotografco Bandiera gialla, marco grana, marco marchese,
Francesca mezzadri, Francesco montori, gianluca morozzi, Filippo
Piredda, Carmine Roccia, massimiliano Salvatori, Paola Sapori, Igor
Sartoni, marco Tarozzi, marco Trotta, Alain Verdial.
gerenza
In copertIna

LADDoVe uomINI e DoNNe SI TRoVANo CoSTReTTI A VIVeRe IN CoNDIzIoNI DI eSTRemA PoVeR-
T I DIRITTI umANI SI PoSSoNo CoNSIDeRARe VIoLATI. QueSTe Le PARoLe DI JoSePh WReSIN-
Sky, FoNDAToRe DeL moVImeNTo INTeRNAzIoNALe ALL TogeTheR FoR DIgNITy, FoRSe SCoNo-
SCIuTo AI PI mA VeRo e PRoPRIo ISPIRAToRe DeLLA gIoRNATA moNDIALe DeLLA LoTTA ALLA PoVeRT.
SegueNDo IL Suo APPeLLo NeL 1987 PI DI 100 mILA PeRSoNe SI RIuNIRoNo A PARIgI PeR mANIFeSTARe
CoNTRo LA FAme, LA VIoLeNzA e LA PoVeRT, CoNSIDeRATe Come uNA BeFFARDA VIoLAzIoNe DeI PRIN-
CIPI SANCITI DALLA DIChIARAzIoNe uNIVeRSALe DeI DIRITTI DeLLuomo Che eRA STATA FIRmATA PRoPRIo
A PARIgI NeL 1948. DA QueLLANNo LAPPuNTAmeNTo DIVeNNe uNA VeRA e PRoPRIA RICoRReNzA. oBIeT-
TIVo: LoTTARe CoNTRo LA PoVeRT e CoNTRo LINDIFFeReNzA SoCIALe NeI CoNFRoNTI DeL TemA. NeL
1992 IN SeguITo ALLA RISoLuzIoNe 47/196 LASSemBLeA geNeRALe DeLLoNu RICoNoSCe e PRoCLAmA
uFFICIALmeNTe IL 17 oTToBRe gIoRNATA moNDIALe DeLLA LoTTA ALLA PoVeRT. uNA VeRA e PRoPRIA
NeCeSSIT, I DATI PARLANo ChIARo. NeL moNDo ogNI gIoRNo 963 mILIoNI DI PeRSoNe VANNo A DoR-
mIRe AFFAmATe e 1,3 mILIARDI DI PeRSoNe NoN hANNo ACCeSSo ALLASSISTeNzA SANITARIA DI BASe.
QueSTo IL gIoRNo IN CuI Le ASSoCIAzIoNI NoN goVeRNATIVe, gLI ATTIVISTI, I LIBeRI PeNSAToRI e gLI
STuDeNTI DoVReBBeRo SChIeRARSI AL FIANCo DI ChI NoN RIeSCe A FAR SeNTIRe LA PRoPRIA VoCe e RI-
ChIAmARe LATTeNzIoNe SuL TemA PoVeRT. NoN SoLo PoVeRT IN QuANTo ASSeNzA DI ReDDITo mA
ANChe PoVeRT IN QuANTo mANCANzA DI DIRITTI, mANCANzA DI ACCeSSo A QueI SeRVIzI DI BASe Che IL
NoSTRo TemPo CI hA INSegNATo A DARe PeR SCoNTATI e Che SCoNTATI NoN SoNo. PARLIAmo DI SeR-
VIzI SANITARI, DI ALLoggIo, DI ISTRuzIoNe, DI SICuRezzA SoCIALe, DI INTegRAzIoNe, DI INFoRmAzIoNe.
QueSTANNo LA gIoRNATA SAR PReCeDuTA DA uN ALTRo eVeNTo, IL 9 oTToBRe SARANNo PReSeNTATI
gLI eSITI DeLLA RICeRCA SuL FeNomeNo homeLeSSNeSS IN ITALIA CoNDoTTA DA ISTAT IN CoLLABoRA-
zIoNe CoN LA FIo.PSD. uNoCCASIoNe ImPoRTANTe PeR FARe LuCe SuLLA PoVeRT NeL NoSTRo PAeSe.
DA QuANDo NATA, PIAzzA gRANDe CeLeBRA LA gIoRNATA DI LoTTA ALLA PoVeRT. QueSTANNo, INSIe-
me AD ALTRe oRgANIzzAzIoNI ImPegNATe SuL CAmPo, STA PRePARANDo uNo SLeeP ouT: SI DoRme
TuTTI ALLAPeRTo, SeCoNDo LA TRADIzIoNe DeLLA NoTTe DeI SeNzA DImoRA, PRomoSSA DAI mILANeSI
DI TeRRe DI mezzo, mA Che SI SVoLge IN TANTe CITT ITALIANe. uNA FoRmA DI PRoTeSTA e DI SoLIDA-
RIeT NeI CoNFRoNTI DI ChI ogNI gIoRNo VIVe QueSTA CoNDIzIoNe. TeNeTe PRoNTI I SACChI A PeLo.
(redazione@piazzagrande.it)
editoriale/
Una notte in piazza,
contro la povert
p IgoR SARToNI
il volto in prima pagina
quello di maurizio Cocchi,
presidente della Cooperati-
va sociale Virtual Coop. la
sua esperienza raccontata
nellarticolo a pagina 7. la fo-
tografa di andrea frasca-
ri del gruppo fotografco di
Bandiera Gialla (www.ban-
dieragialla.it).
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aBBonati
e contenti
Aiuterai a sostenere i diritti dei senza dimora e contriburai a far cono-
scere Piazza Grande e i suoi temi a chi ti sta intorno
VERSAMENTO SU C/C POSTALE c/c 54400320 intestato a Associazione Ami-
ci di Piazza Grande Onlus. Causale Abbonamento.
BONIFICO BANCARIO Intestatario: Amici di Piazza Grande Onlus. Causale
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0000 0110 726. (oppure scrivi una mail a redazione@piazzagrande.it)
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I PUGNI
IN FACCIA
07-08/2012
Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
k0bukk uS10 6l0kNAL 0S1A 0,TS uk0 uLL0 h bA1 lN l lL 6uAbA6N0 bL blffuS0k
uALSlASl klhlS1A AL bl L bLL'0ffk1A Ll8kA N0N Au10kl22A1A
S1A1 0N: 6lANNl MlN, 6lANLuA M0k022l, SlM0N k010L0, ANbkA S6k
DIRITTO
DI PAROLA Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 ( conv. in L27/02/2004 N.46) ART. comma 2 DCB - Bo (Num. 2) per Poste Spa
09/2012
Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
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uALSlASl klhlS1A AL bl L bLL'0ffk1A Ll8kA N0N Au10kl22A1A
S11M8k 0N: ALSSANbk0 8k60N20Nl, 1AhAk 8N [LL0uN, 6lANLuA M0k022l
Non ce lha fatta, houssem. Sul numero di agosto
avevamo raccontato la sua storia, del viaggio dalla
Tunisia, delle botte prese davanti a un locale della zona
universitaria per un banale litigio, del coma arrivato
subito dopo. e dellappello disperato del fratello Safouane,
arrivato dalla Francia a chiedere giustizia per il suo
gemello. morto a 29 anni, houssem. Il 17 agosto scorso,
a Bologna, in un letto dospedale, dopo oltre un anno di
coma. ma le indagini sono in corso, la famiglia seguita
dallavvocato Andrea Ronchi, e in tanti sperano ancora
lassociazione Amici di Piazza grande in prima fla che
si possa arrivare alla verit. Il 23 ottobre verr effettuata
lautopsia.
Ciao Houssem.
Ora la verit
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O
lamide una donna nigeria-
na di circa 40 anni, vive con
le sue tre fglie minorenni, ma
non ha una casa. Piazza grande le ha in-
contrate in strada quando non avevano
altro posto dove andare. Prima di arriva-
re a Bologna, vivevano a Castel Volturno,
ma un giorno il marito di olamide par-
tito, dopo un po sono fniti i soldi per
lafftto ed arrivato lo sfratto. unamica
ha invitato le quattro donne a Bologna,
ma durata poco: di nuovo senza casa,
si sono rivolte ai servizi sociali. olamide
non residente a Bologna, quindi il solo
intervento possibile stato il Pris (Pron-
to intervento sociale) che risponde alle
emergenze per i minori non residenti.
Dopo una prima accoglienza allAlbergo
popolare di via del Pallone, lunica pro-
posta stata il biglietto per ritornare a
Castel Volturno. Su questo ritorno grava
lombra scura della prostituzione, ci fa
capire olamide, ma sarebbe anche di-
sposta a tornare, se i servizi della citt
campana offrissero qualche soluzione.
Cos non , quindi Castel Volturno vor-
rebbe dire vita di strada e rischio con-
creto che gli vengano tolte le bambine.
Questa storia, per quanto drammatica,
non pi eccezionale a Bologna. In po-
chi mesi, il Servizio mobile di sostegno
di Piazza grande si trovato davanti al-
tri due casi simili. Sei mesi fa ha incon-
trato una famiglia marocchina, madre,
padre e una fglia di tre anni. Il padre
aveva un lavoro, ma a causa di un pre-
cedente lungo periodo di disoccupazio-
ne non era stato in grado di pagare laf-
ftto. I servizi sociali non hanno potuto
dare una risposta allintero nucleo fami-
liare: madre e fglia alloggiate allAlber-
go del Pallone, e padre costretto a dor-
mire in auto. Dopo un lungo periodo
di accoglienza, nonostante la bambina
mostrasse i segni fsici dello stress, i ser-
vizi sociali avevano deciso di interrom-
pere lassistenza valutando che il capo
famiglia potesse farsi carico del mante-
nimento. Ancora una volta si proflava
vento diversi per i servizi sociali co-
munali. Piazza grande sta provando
la via dellautorganizzazione e della
rete con altre realt del privato so-
ciale. Per togliere dalla strada la fa-
miglia marocchina, lassociazione ha
pagato per qualche giorno la retta del
Pallone, il tempo di sistemare uno
degli appartamenti avuti in gestione
dallIstituzione Serra zanetti e subi-
to dopo la famiglia si trasferita. Il
monolocale pagato dalla famiglia con
una retta di 150 euro al mese, in attesa
dellassegnazione Acer. Per olamide e
le sue bambine la situazione sembrava
bloccata. una via di uscita Piazza gran-
de lha trovata quasi per caso. Lassocia-
zione Ventaglio di orav ha in gestione tre
monolocali, anche questi di Serra zanet-
ti, ma ha diffcolt ad arredarli. Piazza
grande si offerta di trovare i mobili e
di rendere abitabili questi appartamenti
con il lavoro della Cooperativa La Stra-
da, chiedendo in cambio al Ventaglio di
ospitare per tre mesi la famiglia nigeria-
na. Inoltre, con laiuto dellAntoniano,
della Caritas e di Padre marella arri-
vato il necessario per mangiare, e cos
da venerd 28 settembre la famiglia
entrata nellappartamento. Tutto risolto?
Purtroppo no. Le fglie di olamide chie-
il rischio di una famiglia con un mino-
re costretta a vivere in strada. un mese
dopo, un nuovo caso: famiglia divisa,
il padre in strada e la madre e la fglia
di 8 mesi allAlbergo del Pallone. Dopo
due mesi di permanenza, i servizi socia-
li sono riusciti a trovare un appartamen-
to in condivisione con unaltra famiglia.
Le storie di queste famiglie fanno rifet-
tere sullurgenza di strumenti di inter-
p LeoNARDo TANCReDI
emergenza, Diamo una casa
alle famiglie in straDa
Appello dellassociazione Amici di Piazza grande per
costituire un fondo che permetta di trovare al pi presto
nuovi spazi per i gruppi con minori
dono quando potranno tornare a scuo-
la, ci vorranno libri, quaderni e tutto il
resto. e lei stessa dovr essere accom-
pagnata verso un lavoro e lautosuff-
cienza economica. Piazza grande lancia
due appelli: alla citt per aiutarci a co-
stituire un fondo destinato, in completa
trasparenza, solo alle famiglie in strada
per tornare in una casa. e al Comune di
Bologna per lavorare insieme su un mo-
dello di sostegno alle persone che con-
duca allautonomia, senza passare per
drammatiche separazioni e spese ingen-
ti per soluzioni emergenziali. Abbiamo
raccontato tre storie, sono numeri picco-
lissimi, ma pensiamo che sia questo il
momento giusto per intervenire, per es-
sere preparati a numeri pi gradi e sto-
rie pi diffcili.
(leonardotancredi@piazzagrande.it)
P
arte a novembre ledizione 2012 del
Laboratorio di giornalismo sociale
di Piazza grande. Con una grande novit:
oltre alle lezioni con giornalisti eccezio-
nali come michele mellara, Alessandro
Rossi, Pif, Alberto Nerazzini, Antonella
Beccaria, Carlo gubitosa, giusi marcan-
te, marco Trotta, Vittorio Valentini e altri,
questanno sono previsti workshop con
esperti come giuseppe Scandurra sulla
povert, Leonardo Barcel sullimmigra-
zione, Raimondo Pavarin sulle dipen-
denze e Claudio Imprudente sullhandi-
cap. Si comincia mercoled 21 novembre
e si va avanti per 12 lezioni fno a fne
febbraio. Tutti gli incontri si terranno in
una sala del dormitorio Beltrame gra-
zie alla collaborazione con il Condomi-
nio Sabatucci. ospiti e operatori della
struttura potranno seguire gli incontri
insieme ai corsisti con lo scopo di crea-
re occasioni di confronto su temi sociali
che attraversano la citt e dare spunti
a produzioni giornalistiche multimedia-
li che ospiteremo sul nostro giornale e
su www.piazzagrande.it . Il programma
e il calendario completo saranno pub-
blicati a breve sul sito. Quaranta i po-
sti disponibili. Le iscrizioni sono aper-
te fno al 13 novembre, la sottoscrizione
per Piazza grande di 120 (invariata
rispetto allanno scorso, tempo di crisi!).
Il corso aperto a aspiranti giornalisti,
operatori della comunicazione, studenti,
volontari, educatori, professionisti. Per
candidarsi mandare curriculum e lettera
motivazionale a redazione@piazzagran-
de.it. Per informazioni scriveteci o chia-
mate il 3929890611.
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Giornalismo, il corso va in dormitorio
q|
qui sotto, famiglie di immigra-
ti occupano una scuola a Borgo Pa-
nigale. la foto di eva Brugnettini
Il lavoro del Servizio Mobile: Serve un nuovo modello di sostegno
Aiutiamo Olamide!
Piazza Grande lancia una raccol-
ta fondi per sostenere la fami-
glia di Olamide nel suo percorso
di autonomia: trovare un lavoro,
pagare lafftto e mandare i fgli
a scuola. Facciamo in modo che
restino unite e che la vita di stra-
da sia solo un ricordo. Abbiamo
aperto un conto dove ognuno po-
tr versare il proprio contributo
che ci impegniamo a consegna-
re integralmente alla famiglia e
a rendicontare mese per mese
con la pubblicazione dellestrat-
to conto. Iban per le donazioni:
IT13 D033 5901 6001 0000 0069
600 intestato ad Associazione
Amici di Piazza Grande.
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o
ggi, una persona senza dimora che vuole cambiare vita radicalmente pu sperare nella reincarnazio-
ne, in un pi terreno gratta e vinci oppure pu crearsi una nuova identit con cui presentarsi nelle
chat e nei social network. Basta questo a spiegare perch tanti senza dimora passano ore incollati a
monitor e tastiera?
gli angusti Internet point, le postazioni delle biblioteche pubbliche, ma anche i tavolini dei bar dotati di wi-f sono
spesso occupati da persone che non approfttano solo della connessione ma anche di un luogo al coperto, caldo din-
verno e fresco destate. Passano la notte in strada, in stazione o in dormitoro e di giorno chattano, mandano e-mail,
aggiornano un blog o diventano personaggi immaginari nei giochi di ruolo in rete.
Chi senza casa, diffcilmente possiede un portatile ma le opportunit per navigare in Internet non mancano teorica-
mente a Bologna: in Sala Borsa, per esempio, molti senzatetto passano il tempo a leggere giornali o riposarsi, mentre
tanti cittadini stranieri, con o senza casa, affollano le postazioni Internet della cosiddetta sala navigazione per manda-
re e-mail o connettersi a Facebook forse per avvicinarsi almeno virtualmente a parenti e amici.
Anche alcuni dormitori sono dotati di un accesso al web a disposizione degli ospiti, che ogni giorno si dividono le ore
consentite alla navigazione. Tra questi c Luigi, che con la tastiera vive in simbiosi e la defnizione smanettone sem-
bra essere stata coniata per lui. Per due anni alle 8.30 uscivo dal dormitorio, alle 9 entravo allInternet point, ci stavo
fno alluna, poi andavo a mangiare in mensa, alluna e mezza tornavo, ci stavo fno alle 17.30. Poi andavo a mangiare,
facevo un giro, tornavo e uscivo alle 22.30, in tempo per prendere lautobus e rientrare in dormitorio. ora Luigi ha il
suo computer e la sua chiavetta usb per connettersi.
Anche Angelo, ospite al dormitorio da due mesi, ne possiede uno suo da quando in carcere riuscito a ottenere un
attestato di informatica. uno dei pochi ad averlo. Il primo pc me lhanno rubato nel 2003 quando sono venuto a
Bologna e dormivo per strada, me lhanno sflato dallo zaino, ma poi lho ricomprato e ora anche se ha qualche pro-
blema lo uso sempre.
Per Luigi invece il ghiaccio si rotto al Centro diurno di via del Porto, nella saletta che ha visto nascere il blog Asfalto.
Quando sono arrivato a Bologna nel 2003 un computer lavevo visto solo da lontano, facevo lartigiano, sono sempre
stato abituato a lavorare con le mani e il computer per me era una cosa aliena. e invece mi sono accorto che lhanno
inventato per me.
Inizialmente sono i giochi e la rete a interessare di pi, vince la seduzione delle relazioni facili dove si pu mettere in
InchIesta
naviganti
Luigi vive in simbiosi con la ta-
stiera. Angelo uno dei pochi ad
avere un pc. Altri chattano per
passare il tempo. Sono tanti gli
homeless che stanno ore incollati
a un monitor. giocano, guardano
video e flm oppure parlano con
sconosciuti a cui possono na-
scondere di essere senzatetto. e
c chi riuscito a trasformarlo in
un lavoro
p FRANCeSCA mezzADRI
e LeoNARDo TANCReDI
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mento, unoccasione per pensare un po ad altro: ai vecchi tem-
pi per alcuni e ai nuovi amici per altri.
ma Angelo, uno dei pochi, anzi lunico a Rebibbia a uscire
quellanno con lattestato in informatica, ha usato il pc anche
in occasione di uno stage che ha fatto in unazienda : unespe-
rienza che vorrebbe ripetere e sfruttare maggiormente se me ne
danno ancora la possibilit.
Cos come ha potuto fare marco, ex homeless ed ex-allievo del
laboratorio di via del Porto, che ora col suo computer ci lavora.
eppure aveva proprio iniziato cos: scrivendo per Asfalto. Dalle
ricerche su Internet, dalla lettura di altri blog, dai vari programmi di scrittura, marco
passato a gestire i contatti della Fraternal Compagnia. Il computer - spiega - mi ha
aiutato a crescere soprattutto intellettualmente.
ora sta cercando di ottenere la patente europea in informatica, e affanca il suo ex
tutor del laboratorio di via del Porto nel corso di base del programma Pane e Inter-
net, appena iniziato in Sala Borsa, al quale sono iscritte una decina di persone.
Per marco e per tanti altri senza dimora non solo a Bologna, Internet diventato uno
strumento di comunicazione non solo individuale: sono molti i blog nati nei dormi-
tori, nei centri diurni di citt italiane dallimpegno di gruppi di homeless, che hanno
deciso di raccontare le proprie esperienze e il proprio punto di vista sul mondo at-
traverso un blog.
Luigi, Angelo, marco ci sono arrivati quasi per caso, ma per loro pc e connessione
sono diventati laccesso a una realt senza assistenti sociali, dormitori e mense e uno
strumento di lavoro. e forse anche qualcosa in pi. A me servito per liberarmi dai
miei blocchi dice marco - per superare le mie malinconie, la mia solitudine.
(redazione@piazzagrande.it) f
InchIesta
gioco solo quello che si digita e i volti segnati dalla strada restano al sicuro dietro i
monitor. Allinizio chattavo moltissimo, conoscevo un casino di persone in chat, mi
iscrivevo a qualsiasi lista, avevo decine di caselle di posta. Sapevo a che ora i miei
amici si collegavano, era bello quando ti scrivevano aspetta, sta arrivando il capo,
oppure che palle questo qua. Luigi chattava soprattutto per passare il tempo, senza
pensare a stringere amicizie dal vivo. Non dicevo che ero senza dimora, dicevo di
essere un restauratore, quello che facevo prima, cos se incontravo in rete uno che ne
masticava un po, ne potevamo parlare. Non mi inventavo cose che non conoscevo,
tipo che ero panettiere o altro. ero solo tornato indietro di due anni.
Ad Angelo invece tanto indietro non piace tornare. Dopo lesperienza in carcere ha
chiuso i rapporti con molte persone della sua citt di provenienza e ora pi che altro
chatta con dei suoi amici che sono cantanti napoletani, ovvero che cantano in na-
poletano e scarica i loro video su youtube. oppure gioca su Facebook, guarda flm
dazione, vecchi teleflm anni Settanta perch la tv, invece di guardarla in dormitorio
nella sala comune, preferisce guardarla in camera dal web dove ci sono tutti i pro-
grammi in streaming.
Sembrerebbe dunque che Internet sia soprattutto uno strumento di svago e diverti-
Per Marco e Per tanti altri senza fissa diMora, non solo a bologna, internet
diventato uno struMento di coMunicazione, non solo individuale. sono
Molti i blog nati dei dorMitori, nei centri diurni di diverse citt italiane
grazie alliMPegno di gruPPi di hoMeless che hanno deciso di raccontare le
ProPrie esPerienze e il ProPrio Punto di vista sul Mondo attraverso un blog.
|S
nelle foto di
queste pagine,
il laboratorio infor-
matico del Centro
diurno di via del Por-
to. le fotografe sono
di massimo manzali
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InchIesta
C
un paradosso della rete at-
tuale: tutto sembra social,
eppure ben poco di quel so-
ciale ha a che fare con lattivit di coope-
rative, associazioni e volontari. o alme-
no in apparenza. Perch, poi, scavando
sotto la superfcie si scopre un mondo in
fermento che cambiato parecchio dai
primi siti e spazi di discussione online
nella seconda parte degli anni 90 e che
oggi si organizza in blog, su Facebook o
via Twitter e da questi strumenti sembra
aver imparato soprattutto una lezione:
la disintermediazione. ovvero quellim-
pegno che oggi singoli cittadini possono
manifestare senza aspettare che si muo-
vano strutture organizzate e istituzioni.
Lo abbiamo visto allopera durante le
forti nevicate a Bologna o nel post ter-
remoto in emilia e in generale, oggi, i
social network sembrano essere stru-
menti privilegiati per far girare storie e
campagne che non si conoscono. molti
di questi temi sono stati affrontati du-
rante il percorso dellAgenda Digitale.
un percorso nato dallomonimo docu-
mento licenziato dalla commissione eu-
ropea nellagosto del 2010 e che in sette
punti e 101 azioni
prova ad armo-
nizzare le politi-
che europee su
temi come lac-
cesso alla rete,
la sicurezza, la
formazione e lo
sviluppo locale.
A Bologna si
concretizzato in una discussione pubbli-
ca con il Comune tra gennaio e luglio,
in una quarantina di iniziative aperte
alla cittadinanza, con decine di realt
organizzate, diverse istituzioni ed un co-
mitato scientifco, per defnire le linee
guida che rendano la citt pi intelli-
gente, inclusiva e aperta ponendo le
Facebook sociale?
basi per uno sviluppo tecnologico so-
stenibile. Il documento conclusivo ver-
r presentato e discusso con la cittadi-
nanza a ottobre sul sito iperbole2020.
tumblr.com per poi passare in consiglio
comunale entro la fne
dellanno. ma gi ora
ha messo evidenza una
realt viva. Con corsi di
alfabetizzazione infor-
matica per neomamme
(www.girlgeekdinner-
sbologna.com) o sulle
potenzialit economi-
che e creative della rete
(associazione.web-libero.it). Quelli an-
cora in corso per umarells&zdaore del
laboratorio universitario Tagbolab.it o
il dipartimento di Scienze delleduca-
zione che propone i suoi laboratori per
educatori e formatori aperti alla citta-
dinanza (per info: facedu.labinformati-
ca@unibo.it). e ancora: la Regione con
p mARCo TRoTTA*
Pane e Internet (www.paneeinternet.it).
e poi Webforall che aiuta il mondo asso-
ciativo a organizzare i suoi progetti sul
web (webforall-project.it), il crisis camp
che ha messo insieme pezzi di prote-
zione civile e operatori che utilizzano
la rete in situazioni di crisi (crisiscam-
pitaly.wordpress.com) o Action Aid che
ha organizzato un seminario chiamato
elbag per comprendere e interpretare
quantitativamente le sociali pubbliche
(c un omonimo gruppo su Facebook
- Christian.Quintili@actionaid.org). Re-
alt che hanno posto in particolare due
questioni su tutte: maggiori spazi pub-
blici per corsi di questo tipo e laccesso
ai dati e agli atti amministrativi pubbli-
ci su temi sociali, ambientali, sanitari,
ecc. Insomma c una rete sociale, fuori
e dentro la rete, attiva. Bologna sapr
ascoltarla?
*responsabile del Comune di Bologna
per lagenda digitale
LAgenda Digitale del Comune sta defnendo le linee guida per
una citt pi intelligente, inclusiva e aperta. Insieme ai cittadini.
Ne emersa una rete sociale viva, fuori e dentro il web
p mASSImILIANo SALVAToRI
N
ella primavera del 2005, per
chi come me ha sempre lavo-
rato con le persone ai margi-
ni, tutto andava per il meglio: la scienza
sociale incontrava spesso il lavoro sul
campo, lavoravo per il giornale Piazza
grande, ogni mese nascevano riviste
e agenzie di comunicazione sul Terzo
settore; lAssociazione Amici di Piazza
grande era in piena espansione: erano
nate La Fraternal Compagnia, Avvoca-
to di Strada e Cooperativa La Strada. La
povert sembrava avere i giorni conta-
ti. La carta stampata andava ancora alla
grande e in redazione si respirava aria
di rinnovamento: ricercatori, studen-
ti e aspiranti giornalisti si arruolavano
spontaneamente in riunioni di redazio-
ne allaria aperta, nel piazzale polvero-
so sotto al ponte di via Libia.
ed proprio in una di queste sere nel
piazzale di via Libia che mi squilla il tele-
fono: mauro Rigoni di Coop La Strada.
Col suo solito modo diretto mi propone
di cambiare lavoro e andare a gestire il
Laboratorio di computer che la coope-
rativa, insieme anche a Fraternal Com-
pagnia, conduce per il progetto Prova &
Riprova del Comune. Sono laboratori di
alfabetizzazione informatica e di costru-
zione di maschere teatrali, dove persone
in grave stato di disagio sociale, con una
piccola borsa lavoro cercano di rubare il
solito tempo dedicato alla strada o alla
propria dipendenza.
Il computer sempre stato un oggetto,
anzi di pi, un mondo che ha attratto
e accolto queste persone. unesperien-
za di incontro in un ambiente pulito,
logico; imparare a usare il computer per
quei ragazzi di strada voleva dire la-
sciare fuori dalla porta lo schifo e la mo-
notonia della vita, per sprofondare in
quel mondo impalpabile fatto di byte e
luci.
Fu in quella primavera del 2006 che con
lamico scrittore, viaggiatore e ciclista
appassionato Stefano Bruccoleri e un
giovane web-designer in ritirata da San
Patrignano di nome Andrej iniziammo a
sperimentare il primo blog italiano scrit-
to e curato dalle persone ai margini. un
giorno, in una riunione del gruppo, Ste-
fano prende la parola e dice: Sentite,
ma perch non apriamo un blog insie-
me? Io curo un blog da pi di un anno,
ho contatti con decine di persone che
leggono e commentano, i miei scritti
girano in tutta Italia. Voi, se ci mettete
un po di cura e passione, potete fare
solo meglio!. Poche settimane dopo era
nato Asfalto (oggi allindirizzo http://blo-
gasfalto.wordpress.com).
Asfalto cresceva, anche grazie ai contri-
buti di Stefano, che ci scriveva connet-
tendosi col telefono a internet, una vol-
ta da una baracca, unaltra volta da un
fenile trasformato in laboratorio. Andrej
aveva costruito un posto digitale sfavil-
lante e bello dove ospitare le parole del-
le decine di persone che passavano dal
Centro diurno di via del Porto e io non
dovevo fare altro che ascoltare, dare f-
ducia, dare voce e cercare di far capire
al mondo cosa stava succedendo in quel
laboratorio.
Da l cominciarono a passare, manco
fosse un salotto letterario, scrittori, gior-
nalisti, poeti, studenti, flosof e sempli-
ci curiosi di questo mondo di confne.
Sfornavamo due o tre post al giorno che
venivano letti da pi di 150 persone. At-
tori e scrittori della propria storia, siamo
stati immortalati in tesi di laurea, ricer-
che, servizi televisivi, articoli, trasmis-
sioni in radio.
Tutto ci non ha certo salvato la vita
alle persone coinvolte nellimpresa, ma
ho la presunzione e la sicurezza di dire
che quel posto e le cose che abbiamo
fatto insieme, sul web come nella vita
reale, hanno migliorato la qualit della
vita di quelle persone, magari fosse an-
che per una settimana, un giorno.
e ditemi se questo virtuale!
(redazione@piazzagrande.it)
Lesperienza di Asfalto, nato dal laboratorio di informatica del Centro diurno di via del Porto
un Blog per sfuggire alla straDa
q|
sotto, marco trotta durante uno dei par-
tecipatissimi incontri dellagenda digitale
che si sono svolti in sala Borsa

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InchIesta InchIesta
Il
nostro obiettivo organizza-
re un posto di lavoro buono
e qualifcato che possa for-
nire servizi di alto livello alla pubblica
amministrazione e alle imprese. Parole
di maurizio Cocchi, presidente e respon-
sabile marketing della Virtual Coop, so-
ciet cooperativa di tipo B (tra gli scopi
linserimento lavorativo di persone svan-
taggiate) attiva nel campo della comuni-
cazione e delleditoria.
La cooperativa nasce nel febbraio del
1996 per volont di un gruppo di disa-
bili spiega il presidente. Solitamente
le cooperative di tipo B nascono grazie
agli operatori sociali che individuano
nellutenza una potenzialit lavorativa.
Noi decidemmo di formare una coope-
rativa fatta da disabili e nella quale i di-
sabili potessero lavorare in maniera sta-
bile e soddisfacente.
Dei sedici fondatori iniziali siamo ri-
masti solo in due ci fa sapere Cocchi
non senza una punta di nostalgia, molti
sono andati a lavorare per il Comune, in
banca o presso altri enti privati.
Il presidente ci tiene tuttavia a precisa-
re che La cooperativa non nasce come
una struttura di passaggio. Noi voleva-
mo, e vogliamo tuttoggi, creare un luo-
go dove i disabili possano autodetermi-
nare la propria vita e il proprio lavoro
nelle migliori condizioni e con la massi-
ma indipendenza, senza lintervento di
operatori o familiari.
La sede si trova in viale Lenin 55, im-
piega 21 dipendenti di cui 16 disabili e
si occupa di stampa digitale, data entry,
sviluppo di siti web e gestione di eventi.
Lavora principalmente su commissione
ma sviluppa anche progetti e prodotti in-
dipendenti come il mensile Buone Noti-
zie Bologna nato nel 2009.
Buone Notizie Bologna, che presente
p IgoR SARToNI
Le Buone Notizie
arrivano dalla rete
anche su Internet, una rivista in forma-
to tabloid di 32 pagine a colori, mensi-
le e a diffusione locale (Bologna e pro-
vincia). La distribuzione mista, i primi
quindici giorni in vendita in edicola al
prezzo di un euro e successivamente vie-
ne distribuita in modo gratuito in diversi
luoghi della citt.
Quando si chiede al presidente cosa ne
pensa dei progressi fatti dalla coopera-
tiva in questi primi sedici anni, lui non
ha dubbi: I progressi ci sono stati sen-
za dubbio. Anche per unevoluzione del
mercato. Quando siamo nati il web non
esisteva ancora. Col tempo ci siamo spo-
stati in questo campo e abbiamo inten-
zione di continuare a lavorare e a cresce-
re in questa direzione.
Fra i clienti non mancano i nomi impor-
tanti. La cooperativa ha infatti realizza-
to di recente un software per la gestione
dei servizi alla prima infanzia per con-
Abbiamo creato un luogo in cui i disabili possono autodeterminarsi
A tu per tu con maurizio Cocchi, presidente di Virtual Coop, im-
presa sociale che lavora nel campo delleditoria e della comuni-
cazione e che d lavoro a persone disabili e svantaggiate
to della Regione emilia-Romagna. Idee e
progetti, a Virtual Coop la disabilit non
ostacolo per il lavoro.
(redazione@piazzagrande.it)
q|
sotto, maurizio Cocchi, presi-
dente e responsabile marketing della
Cooperativa sociale Virtual Coop
Gli homeless on line
facile, basta digitare senza dimora blog in un motore di ricerca per avere idea del rapporto tra web
e homeless. Nonostante sia uffcialmente chiuso da un paio danni, le tracce dellattivit di Asfalto sono
ben visibili, grazie a video su youtube e alla pagina Facebook. Esperienze simili si sono diffuse da nord
a sud del Paese: in questo numero parliamo della web tv catanese Telestrada (www.telestrada.it) parto
della redazione locale di Scarp de Tens, ma segnaliamo anche il blog di Fuori Binario, giornale di stra-
da di Firenze (www.fuoribinario.org/blog) e quello dei Fratelli della stazione, associazione dei senza di-
mora di Foggia (blog.libero.it/fdsfoggia). Allurl pensierisenzatetto.blogspot.it/ si legge I pensieri di cui
parliamo appartengono a quelli che la gente perbene chiama senza dimora. A quelli che vi passano
accanto per strada, che si siedono vicino a voi in autobus. Sono voci dallAsilo Notturno di Padova. Nel-
la stessa citt, nel centro diurno La bussola nato storiesenzatetto.blogspot.it attivo fno al 2008. Non
mancano cronache di strada dalla capitale: Roberto tiene il suo diario su viveresenzafssadimora.blog-
spot.it. Linverno scorso scriveva: Purtroppo lumidit della notte mi ha fulminato lo schermo del com-
puter () Voglio subito dire che Brenda il mio cane sta ancora con me e sembra che anche lei stia bene,
per il resto le cose anche con questa nuova amministrazione qui a Roma, per quello che concerne la
situazione di senza fssa dimora, non cambiata nulla, anzi sotto certi aspetti anche peggiorata. La
navigazione non fnisce qua, c barbonionline.blogspot.it, diario di Zattera e Gommone, senza dimora
che hanno inventato lelemosina on line, come dicono loro: Questi due barboni fanno lelemosina su
Internet per altri che non possono farla e intanto parlano di tutti loro. (redazione@piazzagrande.it)
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A
un capo la strada, quella ama-
ra, dove dinverno fa freddo e
non ti ricordi nemmeno pi
come ci sei arrivato. Allaltra estremit
la rete, altre strade, digitali, dove con
un account facebook puoi ammazzare il
tempo stringendo unamicizia fra nick-
name. Per orientarci in questo intrec-
cio di asfalto e di bit, ci siamo rivolti a
Danilo maso masotti, scrittore, esperto
di comunicazione con i piedi molto per
terra.
Come viene utilizzata la rete dai sen-
zatetto?
Innanzitutto non ci si deve lasciare an-
dare agli idealismi. Tutto dipende da chi
hai davanti, dalle ragioni che lo hanno
spinto sulla strada. Se sei alcolizzato o
ammutolito da una grave depressione,
non come se hai perso il lavoro da tre
mesi e ti hanno sfrattato. La rete s, ma
con dei distinguo. Forse lultima cosa
che vuol fare un senzatetto stare sulla
rete. Detto questo il web offre una marea
di possibilit a chi ha la passione per la
tecnologia e la voglia di raccontarsi.
quali potenzialit?
ovviamente chiunque, anche chi sta in
strada, pu raccontarsi in modo diretto,
senza fltri. Per un verso terapeutico,
un luogo in cui sfogarsi. Io posto una
cosa, tu unaltra, ci confrontiamo e con-
una miriade di puntini, e fra questi sce-
gli quello che ti interessa e a volte suc-
cede che la gente si tiene lontano dalle
sfghe, anche se sono virtuali.
oggi sarebbe possibile riproporre un
modello simile?
Quella stata forse la stagione dei blog,
dellalternativa della rete o della rete
alternativa. Poi il format blog stato
sempre pi mutuato dai giornali. ora
si dovrebbe giocare in squadra su pi
piattaforme: le pagine facebook, twitter
e il blog. Facebook a dire il vero mol-
to pop, tutti a chattare, commentare,
un po un bar per pigri. Limpressione
che la rete stia andando verso questa
dividiamo delle esperienze. un po come
accade con i gruppi di interesse. mi ven-
gono in mente le neo-mamme, un fatto
del tutto naturale ma che vivi come uno
sconvolgimento e quindi hai bisogno di
comunicare con qualcuno che si trova
nella tua stessa situazione. Tornando ai
senza dimora, pu servire sia per le cose
pratiche, sia per avere un supporto emo-
tivo. e poi un ponte verso la citt, ma
anche qui, senza idealismi.
un guru della rete scettico sulle nuove
tecnologie?
In passato Bologna ci ha provato con
il progetto di Asfalto. un blog nato
dallintraprendenza degli operatori del
centro diurno del quartiere Porto. La re-
dazione era mista, il progetto era com-
plesso e quindi le fla le tenevano gli
operatori, ma alcuni ospiti, quelli pi
giovani o chi ne sentiva lesigenza - non
il vecchietto di 88 anni in strada da 40
per intenderci - postavano qualcosa, chi
ogni giorno chi pi di rado. Per la legge
dei blog funziona che io posto una cosa,
9 la commentano e 90 la leggono, quin-
di questesperienza ha avuto una certa
risonanza in citt. ma il rischio di cat-
turare lattenzione di chi gi sensibi-
le al problema, di parlare sempre fra di
noi. pi effcace una rubrica sul Resto
del Carlino che un blog. In rete siamo
p ANgeLICA eRTA
un ponte verso la citt
ma senza iDealismi
La rete (forse) lultima cosa di cui ha bisogno un senzatetto.
ma d una marea di possibilit: per cose pratiche o supporto
emotivo. Lopinione di Danilo maso masotti, blogger e scrittore
leggerezza collettiva. Con Asfalto lidea
di partecipazione e di impegno era ra-
dicata, chi scriveva voleva lanciare un
messaggio chiaro.
ora siamo tutti a postare con un po di
narcisismo; per semplifcare, meglio 88
mi piace di chi sta sul pezzo, di 2.000
mi piace perch fa tendenza. Il racconto
giorno per giorno era costruito con le pa-
role di chi i problemi li attraversava, da
ospite o da operatore, fuori dal circuito
dei media mainstream. ora mi imma-
gino una puntata di Porta a Porta sulle
marginalit, invitano tutti tranne quelli
che la conoscono davvero.
(redazione@piazzagrande.it)
p mARCo mARCheSe
S
e siete in giro per Bologna e, improv-
visamente, avete voglia di dolci, esi-
ste una applicazione che raccoglie centi-
naia di indirizzi di pasticcerie sparse in
tutta Italia. Si chiama guida Pasticcerie
Italiane, ed come una guida cartacea,
ma senza carta.
Certo, utile, ma che fare quando non si
ha neanche una connessione Internet?
Se, per esempio, un senzatetto avesse
urgente bisogno di collegarsi a una pa-
gina Facebook, o Twitter, magari di una
onlus che si occupa di accoglienza, come
potrebbe fare? I social media, e la rete in
generale, sono infatti un rifugio per i sen-
za dimora, un luogo dove sentirsi parte
di una comunit che non li giudica e li
apprezza per ci che hanno da dire.
un senzatetto, per, non si connette solo
per far parte del mondo social, ma an-
che per trovare informazioni utili per la
sopravvivenza quotidiana. Il pi delle
volte basta una connessione wi-f e un
laptop per ottenere queste semplici cose,
f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f f
Sei off line? Ecco le app per chi non ha Internet
InchIesta
patori di queste app si siano tutelati le-
galmente non ritenendosi responsabili
di eventuali usi impropri del loro softwa-
re, facile immaginare come vengano re-
almente utilizzati questi strumenti. Que-
ste app rappresentano, per un senzatetto
alla ricerca di una linea Internet, quanto
di pi geniale possa uscire dalla tastiera
di un programmatore e accorciano anco-
ra di pi la distanza fra il web e le fasce
pi deboli della popolazione.
(redazione@piazzagrande.it)
ma in un Paese come lItalia, dove gli
hot-spot gratuiti sono ben pochi, lope-
razione rischia di essere pi complicata
di quello che sembra. La soluzione, para-
dossalmente, viene proprio dallApp Sto-
re della Apple e da un particolare tipo di
app denominate Wpa Tester, che consen-
tono, qualora si siano lasciate invariate
le impostazioni di base su una qualsiasi
linea privata, di testare leffettiva sicu-
rezza della rete, generando leventuale
password di default. Sebbene gli svilup-
q|
sotto, danilo maso masotti
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InchIesta
A
settembre si sono aperte le
iscrizioni per la partecipazione
ai Teletopi 2012, gli oscar delle
web tv italiane, ideati nel 2007 dal gior-
nalista giampaolo Colletti. esperto di
media digitali e di comunit sul web, nel
2004 ha fondato Altratv.tv, osservatorio
inter-universitario sulle micro web tv ita-
liane. Nel contest dei Teletopi, le web tv
italiane vengono giudicate da una giuria
di critici ed esperti della comunicazione,
presieduta dalla giornalista Carmen La-
sorella. La premiazione avverr il 6 di-
cembre a Reggio emilia.
quali sono le novit che coinvolgono
questanno i teletopi?
Innanzitutto, da otto categorie si pas-
sati a tredici. Abbiamo aperto anche alle
web tv professionali delle aziende (in-
terne ed esterne), alle web tv tematiche
(con le categorie ambiente e sport) e a
quelle locali. Il mondo delle tv su Inter-
net si sta ibridando, e ormai composto
sia dai video maker, sia da professionisti
del mestiere.
Bisogna imparare ad allargare gli oriz-
zonti. unaltra novit il voto della rete:
ognuno con un clic potr votare la web
tv che preferisce. Infne, la premiazione
verr spostata a Reggio emilia, citt col-
pita dal terremoto, dove si organizzer
un BarCamp (conferenze aperte in cui i
contenuti sono proposti dai partecipan-
ti stessi, ndr) con le antenne che hanno
monitorato il terremoto, fn dalla notte
della prima scossa: un incontro dal ritmo
serrato, che dar la parola a chiunque
voglia raccontare lesperienza.
in base a quale criterio vengono sele-
zionate le tv vincitrici?
La scelta deriva da una sintesi di tre
aspetti: i contenuti e il messaggio veico-
lato dalla web tv; la parte tecnica, cio
in che modo viene veicolato questo mes-
saggio; infne lusabilit, cio leffcacia
dellinterfaccia per gli utenti, anche i pi
inesperti.
nel 2011, erano 533 i canali web map-
pati da altratv.tv. aggiornati al 30 apri-
le 2012, il numero salito a 642. in che
direzione si sta evolvendo il panorama
delle web tv italiane?
Si sta verifcando una crescita costan-
te, intorno al 10% lanno, nonostante il
periodo di diffcolt economica. Le web
tv si stanno inoltre qualifcando sempre
p ALICe FACChINI
Una tv democratica?
S, ma sul web
pi: molte sono le
web tv che nasco-
no dai giornali car-
tacei e dalle tele-
visioni locali, con
una professionalit
sempre maggiore.
Infne, luso dei social network e dei devi-
ce mobili (strumenti portatili pensati per
la navigazione Internet, come i cellulari
di ultima generazione, ndr) diventa sem-
pre pi determinante: questo permette di
moltiplicare la portata della web tv, che
esce dal proprio sito per ricevere sempre
maggiori contatti e visualizzazioni.
il web ha degli strumenti in pi per far
emergere temi che altrimenti rimarreb-
bero nellombra, come ad esempio i
problemi legate al sociale. dove sta la
sua forza?
Il web consente di raccontare le storie la-
terali, che non trovano spazio nei grandi
media, e portarle alla conoscenza: que-
sto aiuta a superare le discriminazioni.
sia una vetrina, sia uno strumento di
dialogo costante. Per quanto riguarda
il sociale, il web ha una marcia in pi
nella cosiddetta founding, la raccolta dei
Raccontano storie che non trovano spazio nei gran-
di media. Sono le 642 web tv italiane. Ne parliamo
con giampaolo Colletti di Altratv.tv
fondi per le varie organizzazioni, che in
rete riesce a trovare delle soluzioni eff-
caci. Cos, la rete diventa un fortissimo
acceleratore.
la rete davvero uno strumento di de-
mocrazia?
Il web di per s uno strumento demo-
cratico; chi lo mette in atto, gli uomini,
non sempre. Il vero limite di Internet
sono le concentrazioni di pensiero unila-
terale in determinate piattaforme.
Cos, la pluralit della rete non viene
sfruttata a pieno: noi spesso ci aggre-
ghiamo con community che la pensano
gi come noi.
Comunque, la forza del web questa: d
a tutti la parola, e consente a ciascuno di
avere un piccolo microfono, che in alcuni
casi pu diventare un megafono per dif-
fondere il proprio messaggio.
(redazione@piazzagrande.it)
InchIesta Il 6 dicembre a Reggio Emilia saranno assegnati i Teletopi 2012
p mARIkA DI CRISTINA
telestrada la prima web tv dei senza fossa dimora, nata nel 2008 da una redazione di catania del mensile di strada scarp de tennis. il proget-
to gestito dalla caritas. Queste persone avevano molto da dire, non volevano essere pi invisibili. la web tv nata infatti con lo scopo di superare
certi stereotipi sul senza fissa dimora. importante far capire che la vita per strada non mai una scelta, la scelta se mai quasi sempre obbliga-
ta, sostiene la caporedattrice gabriella virgilito. i redattori di strada saranno circa una dozzina, quattro quelli fissi. sono soprattutto uomini, tra i 45
e i 60 anni, uomini che hanno perso il lavoro o che hanno rotto i loro legami parentali. sono spesso acculturati, italiani, pur con i problemi dovuti alla
vita in strada. telestrada aiuta questi uomini a riqualificarsi, a ritrovare una dignit come persone spiega virglilito con un microfono assumo-
no anche una postura diversa perch vengono ascoltati, per loro fondamentale. roberto, uno dei redattori storici, nel progetto fin dallinizio. era
giornalista prima di finire in strada e oggi racconta la sua esperienza. in particolare ci che lo appassiona di pi parlare delle iniziative che ven-
gono attivate per i senza fissa dimora spiega in cui possiamo ritrovarci tutti insieme, condividere momenti. perch il problema che sono soli,
abbandonati da amici e parenti. abbiamo deciso di mettere queste persone davanti a una telecamera perch sono persone competenti della loro
esperienza. la loro una testimonianza diretta, molto diverso quando i giornalisti tentano di descrivere una situazione che non hanno mai vissuto,
aggiunge virgilito. telestrada cresciuta, ha ottenuto riconoscimenti a livello giornalistico per i contenuti che propone. nel 2010 ha vinto i teletopi,
loscar delle micro web tv, come miglior micro web tv di denuncia italiana. abbiamo dimostrato che potevamo fare giornalismo con professionalit
continua virgilito abbiamo ricevuto premi non per pietismo ma per il lavoro serio che svolgiamo.
oggi la redazione ha preferito accantonare un po il progetto perch non era redditizio. il giornale ha invece un fatturato e permette ai redattori di
strada di avere un reddito. lo scopo dei progetti sociali quello di non farli rimanere nellambito del volontariato conclude virgilito per questo
stiamo cercando anche degli sponsor. ma comunque rimane il fatto che stato un progetto fondamentale per aprire gli occhi sulla realt dei senza
fissa dimora dallinterno, con professionalit, cultura e creativit. (redazione@piazzagrande.it)
telestraDa, se la tv la fa lhomeless
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p mARCo gRANA
A
umentare la sensibilit degli
operatori socio-sanitari verso
le problematiche legate alla mi-
grazione e alla differenza culturale. il
progetto a cui sta lavorando letnopsi-
chiatra Vincenzo Spigonardo, con il Di-
partimento di Salute mentale di Bologna.
quali sono le malattie mentali preva-
lenti negli stranieri a Bologna?
Immaginare una diagnosi prevalente
un tentativo scivoloso e riduttivo di
guardare al problema della sofferenza
mentale nella popolazione migrante.
Si rischia di semplifcare un fenomeno
complesso e non ancora compreso suf-
fcientemente. La differenza culturale tra
medico e paziente pu modifcare vari
aspetti della relazione terapeutica: il pa-
ziente straniero pu non essere in grado
di esprimere il suo malessere in una lin-
gua che non la sua, pu concettualiz-
zare il suo disagio in maniera differente
rispetto a persone italiane, pu non es-
sere in grado di sapere a chi rivolgersi
per i suoi problemi e, non ultimo, pu
essere trattato differentemente da per-
sone italiane per problemi di razzismo.
Quindi, a mio avviso, il problema della
diagnosi e delle malattie prevalenti nel
migrante ha bisogno di ampie premes-
se, per non vedere il problema risolto
in diagnosi approssimative e fuorvianti.
Per esempio, i dati ci dicono che il di-
sturbo di adattamento e le psicosi sono
le diagnosi maggiormente usate ma non
sono specifche della popolazione stra-
Psichiatria: ecco perch
i migranti sono pi vulnerabili
niera e forse bisognerebbe chiedersi per-
ch si usano maggiormente queste.
la condizione di straniero una condi-
zione di rischio per quanto riguarda la
salute mentale?
La migrazione interrompe lomogeneit
culturale dellindividuo e questo rende
il migrante pi vulnerabile ma, almeno
in relazione alla mia esperienza, non mi
sento di dire che lessere migrante sia di
per s una condizione di rischio. Anzi,
la letteratura sociologica e antropologi-
ca nonch psicopatologica, ci dice che
chi affronta lesperienza della migrazio-
ne generalmente chi ha il coraggio di
rischiare di pi per migliorare il suo sta-
to sociale e quello della sua famiglia. A
migrare, quindi, sono proprio le perso-
ne pi sane.
La migrazione,
perci, ti co-
stringe a essere pi fessibile e pronto
ai cambiamenti. Certo, se metti tutto in
gioco e poi perdi tutto, le conseguenze
possono essere molto gravi e la distan-
za dalle tue abitudini, dalla tua gente e
dalla tua lingua non aiuta a contenere o
elaborare il disagio psicologico. In una
situazione di particolare diffcolt am-
bientale e di estremo rischio psicologico,
come per esempio le migrazioni post-
belliche, pu capitare che il distress psi-
cologico si trasformi in una disorganiz-
zazione psichica profonda con delirio,
allucinazioni e vissuti di angoscia estre-
mi. (redazione@piazzagrande.it)
Come si affronta la sofferenza mentale di chi viene dal Sud del
mondo? Quanto infuiscono le differenze culturali tra medico e
paziente? Ne parla letnopsichiatra Vincenzo Spigonardo
SEBAStiAn, unA vitA in fugA
Eculama (il nome di fantasia) un villaggio al confne tra gli stati di Rivers e Bayelsa, in Nigeria. Lo sfrut-
tamento petrolifero di quelle terre in corso dalla fne degli anni 50 e le prime rivolte cominciarono alla
fne degli anni 80. Ad arricchirsi sono le principali compagnie petrolifere, italiane comprese; a impoverirsi
sono le popolazioni che ci vivono; a essere devastato il loro territorio. A Eculama, vive Sebastian Maieko-
dumni (il nome di fantasia) con la famiglia. Nel 2000 ha circa ventanni, cerca di stare lontano dai guai,
lavoricchia per sbarcare il lunario. I guai per lo vanno a cercare, il suo villaggio viene occupato e distrutto,
i genitori uccisi . Sebastian scappa con la compagna, attraversa il Niger e va in Libia. La Libia, in quel mo-
mento, ambita dagli africani, perch ha bisogno di mano dopera, e se parli arabo e ti converti allIslam
vieni anche apprezzato. Sebastian sveglio, parla inglese, impara larabo, si converte, si fa assumere come
autotrasportatore, e a Tripoli ricomincia una vita normale, faticosa, da straniero, ma normale, tant vero
che, con la sua compagna, ha un fglio. Ma lEuropa ha bisogno di petrolio e quello libico fa gola. Nel 2011
Gran Bretagna e Francia bombardano il Paese. Unaltra milizia rastrella il quartiere dove vive Sebastian.
Uccide tutti quelli ci vivono, compagna e fglio di Sebastian compresi. Lui ha qualche ora di tempo per de-
cidere se cercare i loro corpi e rischiare la vita a sua volta o scappare. Si imbarca, senza sapere per dove,
e si ritrova nel Cie di Lampedusa. Non sta bene, se ne accorgono gli operatori se ne accorgono i suoi com-
pagni di fuga, viene mandato a Manduria e poi a Bologna per essere assistito come richiedente asilo. Qui
prova a impiccarsi, e quasi ci riesce. Dal Pronto Soccorso lo inviano a una struttura psichiatrica per essere
curato. qui che incontra letnopsichiatra Vincenzo Spigonardo. La situazione era molto grave raccon-
ta Spigonardo Il ragazzo appariva in stato di confusione e disorganizzazione psichica marcata: sillabava
poche parole in inglese, guardava al sofftto come se qualcuno gli parlasse e rispondeva con diffcolt alle
domande. Spigonardo decide insieme ai colleghi di iniziare una terapia farmacologica e di valutare la si-
tuazione giorno per giorno. Per una settimana Sebastian dorme avvolto come in un bozzolo in una coperta
che si era portato da Tripoli. Quando la situazione migliorata, sono cominciati i colloqui pi strutturati,
dove stato possibile raccogliere la sua storia e valutare la sua condizione psicologica. Dopo un mese era
diventato una persona cordiale e non pi cos angosciata. Per essere sicuri che Sebastian avesse superato
le idee suicide e recuperato unintegrit psicologica stabile, i medici usano un mediatore culturale per per-
mettergli di esprimersi nella lingua a lui pi congeniale. Lui scelse larabo, la lingua che aveva parlato nei
10 anni in Libia racconta il medico Ne venne fuori era una storia commovente tra guerre, fughe e petro-
lio. Sebastian ora seguito dai servizi sociali della nostra regione che cercano di supportarlo a ricostruirsi
una vita, a partire dalla condizione di rifugiato. Mentalmente sta bene, una volta anche tornato a salutare
i medici che lo hanno aiutato nel momento pi diffcile. (m.g.) (redazione@piazzagrande.it)
Il documentario sul processo per la morte a
Gaza di Vittorio Arrigoni; i video dei giovani
detenuti dellistituto minorile del Pratello di
Bologna; il flm sul fondatore del movimento
degli indiani dAmerica A good day to die e gli
audiodoc che narrano i Volti di Tahrir, protago-
nisti della primavera araba egiziana. Sono alcu-
ni dei video in programma al Terra di Tutti Film
Festival, la rassegna di documentario e cinema
dal sud del mondo organizzata dalle ong Cospe
e Gvc. Si inizia il 2 ottobre, ospite speciale il re-
gista flippino Brillante Mendoza per la doppia
anteprima di Thy Womb, in arrivo dallultimo
festival di
Venezia, e
di Captive.
La rasse-
gna entra
nel vivo
dall11 al
14 ottobre
con le pro-
iezioni gratuite al cinema Lumire (via Azzo
Gardino 65). In programma anche lo specia-
le Pillole verdi dedicato alle foreste con doc
video, un convegno e un workshop gioved 11
e venerd 12 ottobre. Marted 9 ottobre al Tpo
(via Casarini 17) il doc tutto bolognese il tem-
po delle zucchine indagine sugli orti in citt
realizzato dal collettivo Trame Urbane.
www.terradituttiflmfestival.org.
p eRICA FeRRARI tornA il tErrA di
tutti film fEStivAl
q|
sotto, Vincenzo spigonardo
01234567891011213141516
p DoNATo uNgARo
m
entre guido un 14 sento dei passi concitati alle mie
spalle, lungo il corridoio. guardo lo specchio inter-
no e vedo una ragazzo africano che si avvicina rapi-
damente, con lansia disegnata in volto ed entrambe le mani
occupate: in una ha un vecchio cellulare e nellaltra un logoro
portafogli da donna. Lho trovato sotto a un sedile, incastrato
tra il pianale dellautobus e il seggiolino mi spiega, conse-
gnandomi il secondo degli oggetti che ha in mano.
Tipico: i borseggiatori, dopo aver svuotato dai contanti i porta-
fogli sottratti agli ignari passeggeri, si liberano dellimbarazzan-
te oggetto nascondendolo proprio a bordo dellautobus, spes-
so incastrandolo sotto a un sedile. Prendo in mano il portafogli
intanto che guido e capisco che deve essere stato nascosto per
parecchio tempo, dato lo sporco e la polvere che si sono accu-
mulati sulla pelle. mi era caduto il cellulare e mi sono china-
to per prenderlo; cos ho visto il portafogli sotto al seggiolino
mi dice il ragazzo, come per giustifcarsi del gesto, mentre mi
mostra un cellulare tenuto insieme con il nastro adesivo. Sono
arrivato a una fermata e, assieme alle porte, apro le tasche del
portafogli, mentre la gente sale e scende dallautobus; chiara-
mente vuoto e allinterno ci sono solo alcuni documenti e
vecchie foto in bianco e nero. grazie, se mi d il suo nome lo
comunico a chi di dovere; magari la proprietaria del portafo-
glio la vorr ringraziare dico al ragazzo. No, non posso; per
piacere. Non mi denunciare: sono clandestino e mentre dice
queste parole scende dallautobus e si allontana. Al capolinea
controllo meglio il contenuto del portafogli: una carta diden-
tit, un abbonamento e foto ingiallite di bambini che ora sa-
ranno sicuramente adulti. Ricordi, che alla signora ritratta nelle
foto in compagnia dei suoi cari far piacere ritrovare; e magari
si fgurer lanonimo ritrovatore come un angelo biondo con gli
occhi azzurri. e invece un angelo nero e clandestino. Daccor-
do, non sappia la tua mano destra quello che ha fatto la sini-
stra; ma la Bossi-Fini non era prevista nel Vangelo: anzi.
(donatoungaro@piazzagrande.it)
Un angelo nero
non parlate al conDucente
p ALICe FACChINI
U
n passo nel buio, e siamo entra-
ti. Nella sala, un brusio di voci
che si accavallano, con toni
crescenti, fno a coprirsi a vicenda. Chi
si scambia un commento con il vicino:
Non mi aspettavo che fosse cos, non
si vede proprio nulla. Chi urla il nome
dellamico: Sono proprio qui di fan-
co!. Chi invece tace, per scoprire cosa
signifca non dare alcun segno della pro-
pria presenza. S, perch al buio pi tota-
le, se non si emette alcun
rumore, si diventa invi-
sibili. questa lemozio-
ne che si prova entrando
nel salone della Cena al
buio, organizzata dallas-
sociazione Api&Aci di Bo-
logna, in vari ristoranti
del territorio. una cena a
men fsso, che si svolge interamente al
buio. Seduti in tavolate miste, si ser-
viti da personale deccezione: ragazzi
non vedenti, tutti soci di Api&Aci, per
una serata diventano camerieri profes-
sionisti, mentre si insinuano tra i tavoli
con piatti, bicchieri e bottiglie. Il nostro
obiettivo la sensibilizzazione riguardo
alla condizione dei non vedenti spie-
ga Roberto Realdini, presidente dellas-
sociazione molti non si interessano al
problema, n sanno cosa signifchi agire
senza laiuto della vista. A volte, basta
poco per ottenere un approccio pi con-
sapevole alle nostre problematiche. Du-
rante la serata, i quattro sensi superstiti
si vivacizzano in maniera inaspettata: gli
odori e i sapori sono pi penetranti, i ru-
mori vengono recepiti pi attentamen-
te, il tatto si sviluppa. Tra una portata
e laltra, chi lo desidera pu esplorare
la sala e conversare con chi sta seduto
agli altri tavoli. Se nella vita quotidiana
ci si sente invasi se si viene toccati da
estranei rifette Stefano, uno dei parte-
cipanti -, in questa occasione il contatto
non solo accettato, anzi viene ricerca-
to. una mano sulla spalla pu diventa-
re il nostro unico ancoraggio, un faro a
cui appigliarsi in un mondo scuro, sen-
za punti di riferimen-
to. Il buio stimola
anche la socializza-
zione: tutti conversa-
no con tutti, pronti a
conoscere nuove per-
sone. e alla fne ci si
chiede: Come sar il
loro aspetto? Colore
di capelli, vestiti, et Tutto un gran-
de punto interrogativo. Che verr svelato
solo nel momento fnale. Dopo il dolce,
ancora qualche chiacchiera e la voce di
Roberto avvisa di coprirsi gli occhi: stia-
mo per tornare nel mondo della luce.
Dimprovviso, zac: il bianco sostituisce il
nero che ha invaso le pupille. Attraverso
le feritoie tra un dito e laltro, si distin-
guono i primi colori e i particolari della
sala. Quasi mai la forma della stanza n
la disposizione dei tavoli quella imma-
ginata. ed ecco tutti gli stratagemmi usa-
ti per oscurare le luci: schermature sui
led, teli neri alle fnestre, nastro copren-
te sulle intercapedini. Poi, un applauso
per gli organizzatori e si torna a casa.
Prossimi appuntamenti sul sito www.
apieaci.it. (redazione@piazzagrande.it
p CARmINe RoCCIA
Q
uando la vita si spezza, vi solo
una cosa da fare, raccogliere i coc-
ci e rimetterli insieme. Avversit gravi o
meno gravi da fronteggiare, alcuni han-
no la forza e capacit per superarli da
soli, altri con laiuto di famiglie o amici,
alcuni purtroppo non ce la fanno, non
riescono a saltare il fosso e precipitano
nel baratro, da cui non facile risalire.
Quel giorno arrivato anche per P.
un tempo P. aveva una vita normale, ma
alcuni episodi negativi lhanno cambia-
ta. ora vive in dormitorio.
Questa non unintervista reale, ma
una possibile a uno dei tanti costretti a
vivere in un dormitorio pubblico.
Com vivere in dormitorio?
Il giorno che ci sono entrato stato per
me uno shock emotivo che mi rimasto
appicciato sullanima. In quel momento
non lho assimilato bene e con il passa-
re del tempo sono stato condizionato da
questo mio stato, ho perso la mia auto-
stima. La vergogna di essere povero ha
condizionato tutto il mio modo di rela-
zionarmi con gli altri, ho smesso di ve-
dere le persone che conoscevo un tem-
po, ogni giorno si staccato un pezzo
dalla mia anima, fnch mi sono ritrova-
to solo e spoglio.
qual il problema pi diffcile?
I problemi sono molti: la convivenza,
gli orari, lindifferenza dei compagni di
sventura, il sentirsi abbandonati da tut-
ti, e la cosa pi grave, avere come unica
certezza lessere caduto in un pozzo fon-
do e buio, dal quale non si esce pi.
Cosa cambieresti in un dormitorio?
Non lo so, o forse s.. Nel mio dormitorio
i bagni non funzionano da mesi e nessu-
no si cura di ripararli. Questi problemi
dovrebbero risolverli quelli che sono pa-
gati per farlo, ma io ho i miei dubbi che
ne siano veramente capaci.
oggi i dormitori hanno unutilit?
No, anzi ritengo che siano pi dannosi
che utili.
ora i problemi sono aumentati, non si
pu sbattere un individuo in un freddo
contenitore indipendentemente dal suo
problema, per poi lasciarlo abbandona-
to per tempi lungi e indefniti.. Accusan-
dolo di essere un fannullone cronico..
Credi che i servizi sociali funzionino?
I servizi sociali? una bella domanda! Si
direbbe che funzionino, perch ci sono,
ma funzionano come pu funzionare un
motore con la frizione bruciata, cio fa
un gran rumore per non si muove.
(redazione@piazzagrande.it
In dormitorio
La proposta dellassociazione Api&Aci per
sensibilizzare sui problemi dei ciechi
Metti una sera,
una cena al buio
012345678910111213141516
p ANToNIo BAgNoLI*
N
el panorama dei grandi scritto-
ri e intellettuali del XX secolo,
Roberto Roversi il solo che
ha fatto della sua stessa vita il manifesto
delle sue scelte politiche e culturali.
Nato in una famiglia borghese, a ventan-
ni va in guerra, che fnisce da partigiano
sui monti piemontesi. Al ritorno a casa,
si laurea in flosofa con una tesi su Niet-
zsche e apre, nel 1948, una libreria anti-
quaria, la Palmaverde, che terr aper-
ta, col solo aiuto della moglie elena, per
sessantanni.
Nel grande crogiolo culturale degli anni
Cinquanta, Roversi intesse relazioni con
tutti i grandi intellettuali e scrittori del
tempo: Bassani, Vittorini, Calvino, Scia-
scia, principalmente lavorando attor-
no allideazione e redazione di offcina
(1955-1959), rivista fondata con Leonetti
e Pasolini, suoi amici del tempo del li-
ceo. Qualche anno prima, nel 1952, Ro-
versi d alle stampe il volume ai tem-
pi di re gioacchino, raccolta di racconti
ambientati in Calabria ai tempi della do-
minazione post-napoleonica.
Il libro, stampato in pochi esemplari con
il marchio della libreria antiquaria, vie-
ne notato da Sciascia che sulla sua ri-
vista galleria pubblica una recensione
entusiastica del testo, assieme ad alcu-
ni testi poetici di Roversi. elio Vittorini,
incuriosito dalla recensione, richiede
una copia allautore. Ricevutala, propo-
ne a Roversi di rimetter-
ci sopra le mani e tra-
sformare la raccolta di
racconti in romanzo.
La risposta di Roversi
per negativa: non si
sente di riprendere in
mano il testo, quindi
declina lofferta. Cin-
que anni dopo, essen-
do nuovamente entrati
in contatto, Vittorini sol-
lecita di nuovo Roversi,
che questa volta accon-
sente alle trasformazio-
ni richieste: inizia cos
un lavoro di editing del
testo che porter, nel
1959, alledizione di Cac-
cia alluomo per leditore mondadori,
nella collana La medusa degli italiani,
di cui Vittorini era consulente. Sullulti-
mo numero de lespresso, Adriano Sofri
si accoda alla numerosa schiera di critici
che, avendo scoperto questo testo nel-
la nuova edizione (uscita da Pendragon
lofficina Di roBerto roversi
nel 2011), lo descrive come uno dei te-
sti pi belli e interessanti del Novecento.
Poi, nel corso di un quinquennio, Rover-
si pubblicher opere di poesie, narrativa
e teatro con einau-
di, Feltrinelli e Riz-
zoli, ed conteso
tra questi edito-
ri che gli ricono-
scono una forza
espressiva e una
capacit argomen-
tativa e narrativa
di primordine. ma
proprio in quegli
anni si affacciano
sulla scena cultu-
rale italiana nuovi
gruppi (I novissi-
mi, Il gruppo 63) il
cui operare induce
Roversi assieme
a unaltra serie di
motivi - a una scelta di campo: non pub-
blicare pi con grandi sigle editoriali,
ma autoprodursi e diffondere uno a uno
i suoi lavori, attraverso la sua libreria.
Questo per lanciare un segnale di atten-
zione verso un problema che Roversi ha
percepito prima di tutti: il controllo - da
parte di pochi potenti - dei grandi mezzi
di comunicazione, anche in ambito cul-
turale. Da allora sono passati 50 anni e
Roversi ha sempre tenuto fede alla sua
scelta di campo.
ma la sua non certo stata unesistenza
al di fuori; tuttaltro. La sua libreria ha
accolto centinaia di giovani poeti e cri-
tici; la sua porta stata sempre aperta
alla discussione letteraria, poetica e po-
litica con chiunque; ha scritto centinaia
di presentazioni a libri, articoli per gior-
nali e giornaletti; ha rilasciato interviste;
ha scritto per il teatro e la canzone, col-
laborando con Lucio Dalla al pi riusci-
to connubio tra testo dautore e musica
leggera della storia italiana. Roberto Ro-
versi ha dedicato alla rilettura delle boz-
ze della sua nuova raccolta di versi gli
ultimi mesi della sua vita.
La raccolta dedicata ai libri, il grande
amore della sua vita. Nelle migliaia e
migliaia di pagine di libri, di cataloghi di
librerie, di quotidiani e settimanali che
ha letto nei suoi quasi novantanni, Ro-
versi ha sempre cercato un messaggio,
una informazione per capire il mondo.
e, possibilmente, cambiarlo.
*direttore editoriale della Casa editrice
pendragon e nipote di roberto roversi
nata allinterno dellassociazione piazza gran-
de come laboratorio teatrale, la fraternal com-
pagnia ha realizzato diversi spettacoli e corsi
intensivi sul teatro comico, fino a specializzarsi
nella commedia dellarte. Di recente diven-
tata associazione culturale e si concentrata
su progetti sociali. il primo progetto nasce in
seguito alla vittoria di un bando indetto dalla
provincia, dal titolo il teatro dellinclusione, e
che far il suo esordio a ottobre. saranno pro-
posti due laboratori rivolti alle persone senza
dimora - racconta massimo macchiavelli - uno
dedicato alla costruzione di maschere in cuoio,
laltro pi teatrale, entrambi di sei incontri. lo
scopo costruire una collaborazione tra senza
dimora e non, per restituire ai primi la possi-
bilit di creare una rete relazionale diversa. il
secondo progetto sul teatro della memoria: la
fraternal compagnia si esibir il 5 ottobre al te-
atro comunale di marzabotto in occasione del-
le celebrazioni per la strage nazista. lo spet-
tacolo proposto, mio padre di hisashi inoue
parla degli effetti della bomba di hiroischima
e ha vinto il premio enriquez 2012 in ben 5 ca-
tegorie. per la prossima stagione la scuola di
teatro louis Jouvet propone il primo di sei corsi
monografici dal titolo i maestri del 900- dal
teatro contemporaneo al teatro di ricerca, che
si svolgeranno nellarco di due anni. i primi in-
contri verteranno sullopera del grande dram-
maturgo inglese harold pinter. esploreremo il
problema della comunicazione, la sottomissio-
ne al potere, lisolamento, linsicurezza - spie-
ga macchiavelli - sar dedicato spazio a un
linguaggio carico di ambiguit, pause, silenzi
di grande effetto teatrale. il lavoro prender
spunto da diversi testi dellautore e andr in
scena il 29 gennaio 2013. in marzo saremo in
giappone e in aprile a mosca con la comme-
dia dellarte, forma teatrale che ha aperto le
porte di diversi paesi nel mondo alla compa-
gnia - conclude macchiavelli - fino ad ora ha
portato i suoi spettacoli in giappone, spagna,
turchia. (redazione@piazzagrande.it)
SEnzAtEtto A tEAtro p BeATRICe BuSSoLARI
grande amico di Piazza grande, Roversi ha sempre cercato ne libri - il suo grande
amore - un messaggio per capire il mondo e, possibilmente, cambiarlo
q|
sotto, roberto roversi nel 2003
012345678910111213141516
B
eh, ci ho messo quasi trentanni,
ma ce lho fatta. Nel primo cam-
pionato del Bologna che seguivo
dallinizio (1984-85, una tristissima serie
B), prima di ogni partita, ne immaginavo
i tabellini e ne disegnavo i gol. Per esem-
pio, alla terza di campionato, Sambene-
dettese-Bologna, avevo immaginato un
2-3 cos congegnato: due gol della Sam-
benedettese nel primo tempo, cos, per
gettarci nella disperazione. Poi, a sorpre-
sa, intorno al settantesimo, due gol in un
minuto del Bologna: Sauro Frutti di testa,
il fantasista Pino greco di sinistro. Al no-
vantunesimo, un gol di rapina ancora di
Frutti. e poi una parata di Beppe zinetti
allultimo minuto su colpo di testa, stile
zoff in Italia-Brasile.
Dicevo che ci ho messo quasi trentanni,
ma alla fne i miei quaderni si sono ani-
mati. ovviamente, dato che Sauro Frut-
ti e Pino greco sono andati in pensione
dalla notte dei tempi e che la Sambene-
dettese gioca in una categoria diversa
dalla nostra, mi toccato accontentarmi
di Roma-Bologna. Con i due gol nel pri-
mo tempo di Florenzi e Lamela. Il primo
gol con questa maglia di Alberto gilardi-
no, di testa. Il pareggio un attimo dopo
di Diamanti, con un sinistro chirurgico.
Il gol di rapina fnale sempre di gilar-
dino. Pi lultima parata di Agliardi sul
maglia venuto il pareggio di Quintero
su punizione. Poi, a venti minuti dalla
fne, Diamanti ha lanciato gilardino, il
portiere del Pescara lo ha steso, rigore ed
espulsione.
e l mi sono venuti in mente i corsi e ri-
corsi storici: sta a vedere che va a fnire
come a Cesena lultimo anno di B, con il
portiere appena entrato che para il rigore
di Adailton ecco, meglio non pensarle,
queste cose. Pellizzoli ha parato puntua-
le il rigore di Diamanti.
e non ho avuto il coraggio di guardare
i due bambini poco lontani da me, che
avevano un disegno con una specie di
Diamanti sorridente con tanto di numero
colpo di testa di Totti. ora aspetto solo
che prenda vita anche quel Real madrid-
Bologna 4-5 che avevo disegnato in vista
di una futura coppa dei Campioni, con
Ciccio marocchi capitano, Luppi e gazza-
neo pilastri inscindibili, e la magia sar
compiuta.
Il successivo Bologna-Pescara invece non
ha avuto bisogno di animarsi: stata la
classica partita uguale ad altre settecen-
tocinquanta, ovvero, la squadra derelitta
ultima in classifca che viene a prendere
il primo punto a Bologna giocando anche
benino, e noi che ci mangiamo le mani
per aver buttato una vittoria. gi, perch
dopo il terzo gol di gilardino con questa
p gIANLuCA moRozzI
Nel 1984-85, prima di ogni partita, immaginavo i tabellini e ne disegnavo i gol.
Dopo quasi trentanni, quei quaderni si sono animati. Tranne Bologna-Pescara...
cronaca Delle partite preceDenti
Sambenedettese-Bologna 2-3
Quando disegnavo i gol pi belli
Pensare al calcio quando intorno c da ricostruire quasi tutto. Assurdi-
t. Spreco di tempo ed energie. Ma s, liberi di pensare anche questo, se
vi piace. Perch su quelle terre l, a due passi da casa nostra, passato
un terremoto e ha spazzato via muri, storia, speranze. Vale la pena di
preoccuparsi per un campionato, minore per giunta, che rischia di non
ripartire?
Vale eccome, lidea dei ragazzi dell Hic Sunt Leones Football antiraz-
zista di Bologna. Perch ci regala un attimo di normalit, un vento di
serenit in una situazione che ancora lontana dallessere normale e
serena. Loro hanno adottato una squadra, ecco tutto. Hanno aderito al
progetto Senza campionato mai dellUisp nazionale e si sono ricordati di quei ragazzi. Quelli della 5 Ponti Cana-
letto di Massa Finalese, una frazione di Finale Emilia in provincia di Modena. Erano andati l pochi giorni dopo le
prime scosse, annusando incertezza e paura, cercando di portare sostegno, e qualche sorriso ai bambini organizzan-
do attivit ludico-sportive. Avevano visto i campi inagibili, quello della domenica occupato dalla tendopoli di chi
aveva perso tutto. Ed erano partiti da una donazione, un sostegno economico. Gesto enorme per una squadra fatta
da migranti, studenti universitari, lavoratori precari. Non gli bastato, perch ormai tra quella gente avevano tro-
vato amici, legami. Cos gli Hic Sunt Leones hanno portato i fratelli di Massa Finalese sui loro campi, per giocare
unamichevole dove il terzo tempo ha contato pi dei due tempi di gioco. Fratelli, fnalmente e veramente. Non fnir
qui, ormai chiaro. Anche se per noi era gi un impegno, ci sembrava sterile portare un pugno di euro e andarce-
ne, spiega Roberto Terra, allenatore e (sempre meno) giocatore dei Leoni bolognesi. Cos abbiamo scelto di passa-
re del tempo insieme, di dare una mano provando a sviluppare un progetto concreto di sostegno. Coinvolgendo le
altre squadre che in Italia hanno scelto di adottare societ delle zone terremotate, come il San Precario di Padova
e la polisportiva Assata Shakur di Ancona. A met ottobre ci rivedremo, insieme costruiremo qualcosa. Andremo
avanti. Quello che successo nelle terre colpite dal terremoto poteva capitare a noi.
Ecco, pensare a un campionato da far ripartire, al pallone, allo sport signifca esattamente questo. Per la gente di
Finale un dopoguerra diffcile: ripartire dalle cose normali, da un calcio senza rabbia o vizi, riaccende il canale
della speranza. E il messaggio dei Leoni, e ce lo teniamo stretto come un dono prezioso.
(redazione@piazzagrande.it)
TERZO TEMPO
p mARCo TARozzI
SE un pAllonE rEgAlA normAlit
23 e scritta Forza Alino. Poverini. Che or-
renda delusione. (Abituatevi, bimbi!) Poi,
certo, nellarrembante fnale con quat-
tro attaccanti gilardino, gabbiadini, gi-
menez, Diamanti- sarebbe stato bello se
gila avesse azzeccato il rigore in movi-
mento a pochi minuti dalla fne, anzich
tirare in bocca al portiere.
ma come ha detto Pioli, non pu mica
fare gol ogni volta che tocca la palla.
No, non lavevo disegnata, questa partita
col Pescara. ma lho vista cento e cento e
altre cento volte.
Pazienza.
(Non il nostro nuovo centrocampista).
(redazione@piazzagrande.it)
q|
sotto, la squadra degli Hic
sunt leones football antirazzista
012345678910111213141516
altri processi celebrati presso altre sedi
giudiziarie, accessibili sempre median-
te strumenti informatici. Liniziativa, che
si inserisce nel pi ampio progetto na-
zionale Archivi per non dimenticare,
promossa dallAssociazione dei familia-
ri delle vittime della strage del 2 agosto
1980. Si tratta di un progetto di forte
interesse per la comunit bolognese - ha
sottolineato Paolo Bolognesi, presidente
dellAssociazione dei familiari delle vit-
time del 2 agosto - grazie a questa ini-
ziativa sar possibile conservare la me-
moria dei gravi fatti di terrorismo e di
eversione, giudicati dalla Corte dAssise,
che nel corso degli anni hanno segnato
la citt. (www.auserbologna.it)
U
n percorso che servir a met-
tere online, a disposizione dei
cittadini, gli atti dei mille faldo-
ni dei processi di strage e terrorismo ce-
lebrati in Corte dAssise a Bologna. Tra
questi, i pi noti riguardano la strage
della stazione di Bologna del 2 agosto
1980 e lattentato al treno Italicus.
A occuparsi della catalogazione e a digi-
talizzare di tutti questi documenti un
gruppo di volontari dellAuser di Bolo-
gna, coordinati da un funzionario del-
la Corte dAssise. Il versamento, inizia-
to in luglio, viene effettuato sulla base
dellaccordo sottoscritto fra il Tribunale
lArchivio di Stato di Bologna il 6 dicem-
bre 2011. Laccordo prevede che la do-
cumentazione (costituita da 1.018 faldoni
oltre a 86 scatole di materiali audio) ver-
r consegnata progressivamente, man
mano che sar conclusa e collaudata la
sua integrale riproduzione su supporto
digitale. operazione necessaria per pre-
servare gli originali, per consentire una
pi agevole consultazione dei documen-
ti e per poterli raffrontare con quelli di
p ANNALISA BoLogNeSI
Archivi per non
dimenticare
A
distanza di oltre dieci anni dalla prima e ultima rilevazione, ripar-
tito il censimento Istat degli enti non proft. Lo scopo dellindagine
di fornire una rappresentazione statistica uffciale, aggiornata e aff-
dabile del settore in Italia e introduce nuovi quesiti come ad esempio quelli
relativi alla struttura organizzativa, le reti di relazioni, il settore di attivit, la
tipologia di utenza, gli strumenti di comunicazione e le modalit di raccolta
dei fondi. gli enti non proft coinvolti saranno circa 430 mila quasi il doppio
rispetto alle 235 mila del precedente censimento divisi in 11 tipologie diffenti.
La novit rispetto allultimo censimento rappresentata dalla lista precensua-
ria, messa a punto in collaborazione con il Forum del Terzo Settore; dai primi
dati raccolti da questa lista si rileva come la maggioranza delle istituzioni
rappresentata da associazioni (79%), cooperative sociali (4%), organizzazioni
di volontariato (3,1%) e istituzioni di rappresentanza (3%). I questionari sono
uguali per tutte le istituzioni non proft e, nelle intenzioni dellIstat, dovrebbe-
ro consentire di rilevare pi informazioni rispetto allultimo censimento. Il 10
settembre iniziata la distribuzione del questionario, tutte le organizzazioni
non proft possono scegliere se utilizzare la procedura on line, oppure com-
pilare il questionario cartaceo e restituirlo presso un qualsiasi uffcio postale
della propria provincia o presso luffcio Provinciale di Censimento (upc) isti-
tuito presso la propria Camera di Commercio. C tempo fno al 20 dicembre.
I risultati del censimento saranno disponibili entro il 31 dicembre 2013. (www.
bandieragialla.it)
Terzo Settore,
via al censimento
Circa 430 mila gli enti coinvolti. La
scadenza per il 20 dicembre
I volontari di Auser per la digitalizzazione
dei faldoni dei processi sulle stragi
Venezia, Cesena e Bologna. Sono
queste le citt coinvolte nella dodi-
cesima edizione di Ad Alta Voce,
la manifestazione di lettura e soli-
dariet organizzata da Coop Adria-
tica. Sono oltre 80 i protagonisti
che porteranno le loro pagine pre-
ferite in alcuni luoghi delle citt.
Tra di loro ci saranno anche Lella
Costa, Serena Dandini, Don Ciotti,
Guglielmo Epifani, Amanda San-
drelli, Marcello Fois e Carlo Lucarelli.
Si parte il 6 ottobre in laguna, dove si potranno ascoltare le letture sul
vaporetto e nel laboratorio artigianale di remi e forcole, a scuola e in car-
cere. Ci si sposta l11 in Romagna dove le parole dedicate al lavoro e alle
donne risuoneranno tra i palchi del Teatro Verdi di Cesena. E poi si risalir
il 13 ottobre verso Bologna dove le pagine scelte dai lettori prenderanno
vita nellarchivio storico della Cgil e nel cantiere del Mercato di Mezzo in
ristrutturazione, in studi di design e architettura e nel laboratorio dellan-
tica argenteria Corradini. Per informazioni sul programma: www.adalta-
voce.it (redazione@piazzagrande.it)
Letture Ad Alta Voce
p LAuRA PASoTTI
Nellabulica economia della recessione
c un settore che viaggia a gonfe vele. In
tutto il mondo, non solo in Italia, il bio-
logico cresce ogni anno: pi 7,7% annuo
di fatturato mondiale (dati 2010), pi 9%
annuo della domanda di prodotti biolo-
gici confezionati nella grande distribuzio-
ne in Italia (dati 2011, Ismea).
A latere c sicuramente una moda gene-
rale, che mostra come il messaggio at-
tenzione alla sostenibilit ambientale
sia recepito dai consumatori. La doman-
da : come si pu fare meglio? Le rispo-
ste possono essere molte. Stando sempre
ai dati, presentati a Bologna durante il
Sana, si nota come non solo aumenta la
diffusione ovunque, ma cresce anche il
numero di acquirenti, il proflo fdelizzati
contribuisce ai consumi di biologico per
un 70% e si amplia lassortimento di pro-
dotti (Ismea, primo semestre 2012). La
domanda capillare, mentre le superfci
in ettari rimangono pi o meno costanti.
La conseguenza che bisogna importare
e farlo sempre di pi anche se siamo un
Paese mediterraneo, agricolo per clima e
per defnizione. evidente che le oppor-
tunit possano essere meglio sfruttate.
In tempi di spread e cassa integrazione,
lItalia ha le risorse per elaborare un pia-
no economico su un settore cos remu-
nerativo. occorrerebbe parlare, a grandi
livelli e non solo tra operatori e speciali-
sti, di linee guida, incentivi, campagne di
comunicazione, brand analysis, legami
con fliere produttive e comparti paral-
leli come energie, trasporti. Predisporre
unagenda biologica, anche se non fa-
cile ed esistono molti modi per produr-
re biologico: da Slow food che serve a
km zero a chi fa parte del Consorzio del
Parmigiano ed esporta in mezzo mon-
do o rientra nelle linee bio della gdo. In
tutti questi casi la flosofa, le esigenze
produttive e il target di riferimento sono
molto diversi. Noi segnaliamo una neces-
sit e chiediamo un impegno, verde ov-
viamente. (www.sottobosco.info)
sempreverdI
il Biologico
in espansione p FILIPPo PIReDDA
p FRANCeSCo meLe
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sotto, angella malftano leg-
ge nel Palazzo della Banca ditalia
nelledizione 2011. foto ad alta Voce
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Ariete
LeNTRATA DI SATuRNo
IN SCoRPIoNe VI LIBeRA
DI uN gRoSSo PeSo!
Toro
I NATI IN APRILe INI-
zIANo A CoNFRoN-
TARSI CoN gLI oSTA-
CoLI SATuRNINI.
Gemelli
Cancro
IL DoLCe SoFFIo DI
VeNeRe Pu PoRTARe
uN Po DI ALLegRIA.
Leone
LoPPoSIzIoNe TRA
mARTe e gIoVe VI
ReNDe PARTICoLAR-
meNTe ReATTIVI.
Vergine
meRCuRIo e VeNeRe
ATTeNuANo Le TeN-
SIoNI CReATe
DA mARTe. .
Bilancia
SI moDIFICA IN me-
gLIo IL PANoRAmA
ASTRALe e AumeNTA
LeNeRgIA FISICA.
Scorpione
SATuRNo meTTe ALLA
PRoVA I NATI DAL 23
AL 26 oTToBRe.
Sagittario
Lo STReSS SI FA SeN-
TIRe, mA SuFFI-
CIeNTe DoSARe gLI
ImPegNI.
Capricorno
I PIANeTI RAPIDI
ADDoLCISCoNo LA
SITuAzIoNe DeI NATI
IN DICemBRe.
Acquario
I NATI DALL1 AL 6
FeBBRAIo DISPoN-
goNo DI uN meSe
CoSTRuTTIVo.
Pesci
DAL 7 mARTe ASSu-
me uNA PoSIzIoNe
oSTILe, DISTuRBAN-
Do PRImA e SeCoNDA
DeCADe.
dalle stalle
alle stelle
p CLAuDIo CANNISTR,
DISegNI DI PAoLA SAPoRI
Londra come non
lavete mai vista
P
er coloro che amano i soliti tour
organizzati a bordo di un autobus
turistico a due piani, con a ma-
lapena il tempo di intravedere dallalto
qualche monumento, e con la sola com-
pagnia di un paio di cuffe che riprodu-
cono la medesima spiegazione una volta
dietro laltra, liniziativa unseen Tours
of London non sar di loro gradimen-
to. Chi invece curioso di scoprire una
citt come Londra assieme a persone
che conoscono le strade come le loro ta-
sche, percorrendo itinerari alternativi, e
a un prezzo molto conveniente, non esiti
a contattare The Sock mob. Si tratta di
una rete di volontari che ogni giorno or-
ganizza nella capitale britannica le gite
pi insolite mai viste, gli unseen Tours
of London.
Tutto cominci pi di un anno fa, quan-
do The Sock mob, lequipe che batte le
strade di Londra ogni settimana offrendo
aiuto e conforto ai senzatetto, ebbe lidea
di non limitarsi a fornire vestiti, prodotti
per ligiene, cibo e bevande calde ma di
lanciare il primo tour pilota della capi-
p ALAIN VeRDIAL RoDRIguez
tale londinese guidato da
persone senza fssa dimo-
ra. Cos nacque liniziati-
va unseen Tours of Lon-
don (Tour di Londra mai
visti, tradotto in italiano),
che ottenne fn da subi-
to successo vista la riper-
cusione internazionale e
la buona accoglienza da
parte dei clienti.
oggi sono cinque gli iti-
nerari da scegliere (London Bridge, Sho-
reditch, Covent garden, Brick Lane e
mayfair) e cinque gli insoliti ciceroni
hazel, henri, Liz, Vinny e Viv prove-
nienti da diverse parti del mondo ma
purtroppo senza un tetto fsso dove po-
ter dormire la notte. Lobiettivo sem-
pre lo stesso: mostrare Londra da una
prospettiva diversa, spogliandola dalle
vesti di centro turistico, e offrendo una
visione originale attraverso gli occhi di
qualcuno che conosce bene i segreti del-
le sue strade e che pronto a condivi-
derli con chi sia interessato. oltre al fatto
di essere un progetto unico e singolare,
il prezzo di 8 sterline pi che onesto
considerando il fatto che almeno la met
degli incassi viene data alle guide sen-
za tetto. Se avete intenzione di partire
per Londra e visitarla come non lavete
mai fatto prima, prenotate il vostro un-
seen tour attraverso il sito www.wegot-
tickets.com/index/search/none. e come
se non bastasse, a itinerario concluso
prevista una sosta assieme alla propria
guida presso un pub o bar tipico di ogni
quartiere di Londra.
(redazione@piazzagrande.it)
(
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La rete britannica The Sock mob organizza
gli unseen Tours of London, visite guidate
accompagnate dagli homeless
Le guide senzatetto offrono una visione singolare della citt
QuALChe mALumoRe
DI TRoPPo: STuDIA-
Te megLIo LA SITuA-
zIoNe! .
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sotto, Hazel, Henri, liz e Viv
sono gli insoliti2 ciceroni degli
unseen tours of londron