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Sommario:

Copertina: Foto di Nello Alberti pag 3: La lettera del Direttore pag 4: Le foto dei lettori pag 5: La danza della vita di Giusy Ba pag 9: Corso di guida naturalistica wwf pag 10: il comportamento dei fenicotteri, di Marco Scutell pag 13: Intervista a Nello Alberti pag 19: Texel, lisola degli uccelli, di Roberto Zarlenga pag 24: il racconto del mese : il grande sud, di Gabriele Ferramola

Tutto il contenuto della rivista protetto da copyright, vietata la riproduzione e la copia dei testi e delle foto a scopo di lucro

La lettera del Direttore:

Cari lettori, lavventura continua, grazie ai nostri collaboratori che si impegnano sempre nel cercare argomenti interessanti ed ai fotogra che ci regalano immagini stupende della vita animale. Non facile seguire questo progetto, ma la passione e limpegno che mettiamo tutti quanti viene graticato dai numerosi lettori che ci seguono ogni mese. Questa non vuole essere solo una rivista di fotograa naturalistica, ma anche un mezzo per far conoscere a tutti sia la fauna del mondo che ci circonda, sia i paesaggi e gli scenari dei luoghi meravigliosi che la nostra terra ci offre. In questo numero hanno collaborato con noi Marco Scutell, Gabriele Ferramola, Giusy Baffi, Roberto Zarlenga, Cristina Usanza e Nello Alberti. Non mi rimane che augurarvi una buona lettura!!!!! Riccardo Trevisanihttp://www.facebook.com/
riccardo.trevisani

Vi ricordo il nostro gruppo su Facebook: https://www.facebook.com/groups/149952581724988/ Il nostro sito uciale: http://bwmagazine.ning.com/

Le foto dei lettori

Vincenzo Moraldi

Carlo Galliani Erica Sciacca

SalvatoreLa Giglia Marco Ciarla Victor Hugo Lettieri


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Beatriz Ahumada

Stefano Biason

RK Pai

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LA DANZA DELLA VITA


DI: GIUSY BAFFI Racconto di unimmersione durante il workshop di fotosub tenuto dal fotografo subacqueo Alberto Balbi

Eccoci nalmente al primo giorno del corso di fotograa subacquea tenuto da Alberto Balbi nella splendida cornice del Mar Rosso. Siamo tutti sulla barca super attrezzata del Sheikh Coast Diving di Coral Bay diretti al Parco Marino di Ras Mohammed; le procedure sono rigorose: non sono ammesse dimenticanze e distrazioni. Mentre la barca naviga tranquilla, ripenso ai vari punti: controllo il montaggio dell'attrezzatura subacquea, e n qui nulla di nuovo; ripasso mentalmente quanto spiegato da Alberto Balbi nelle lezioni di

teoria: esposimetro, noi ci tufamo.. uno alla bracketing, velocit di scatto, volta..... problemi di micro-mosso, rifrazione della luce in acqua, uso dei ash. Pierpaolo Peluso, il nostro mega istruttore, ci chiama sul ponte superiore e fa un dettagliato brieng per spiegare il tipo dimmersione, a quale profondit meglio fermarsi e cosa si pu vedere dato che ogni luogo ha le sue caratteristiche. Siamo tutti pronti. La barca non ormeggia, spegne i motori e continua a lare lungo la corrente,
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Mano sulla maschera ed erogatore, attrezzatura fotograca ben salda nell'altra mano, passo del gigante e splash, in acqua. Al segnale della guida iniziamo a scendere..... 3 metri, poi 6, 9...nel frattempo compenso.. mi sistemo il gav, controllo le impostazioni della macchina fotograca e inizio a guardarmi intorno, mentre continuo a scendere... - 15. Il silenzio intorno a me assoluto, solo il rumore ritmico del respiro e il suono delle bolle emesse. Coralli dai mille colori si stendono davanti ai miei occhi: giardini sottomarini dalle forme bizzarre e dai colori brillanti. Scorgo un'anemone bolla dai colori rosati che offre rifugio ad una famiglia di pesci pagliaccio. Entrano ed escono dai suoi tentacoli pronti a difendere il territorio, eppure curiosi nel vedere questi strani esseri che emettono solo bolle.

Una coppia di pesci farfalla, di un giallo abbagliante ci passa davanti, poi un bellissimo pesce angelo dal colore blu cobalto seguito da un buffo pesce balestra picasso, con i colori che sembrano leffetto nale di un truccatore del cinema, mentre un pesce scorpione ci osserva stupito. Scendiamo ancora....- 25: sotto un grande corallo dalla forma di un enorme fungo sonnecchia una cernia, mentre una murena gigante sporge minacciosa il muso fuori da un buco, probabilmente la sua tana. Si, lo sappiamo, il suo territorio e noi lo rispettiamo. Siamo noi i suoi ospiti.

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I subacquei sono esseri particolari: sott'acqua riescono a dirsi tutto solo con pochi gesti internazionali e comprensibili a tutti. Uno di noi ha appena scorto una tartaruga e ce lo segnala: eccola, quasi mimetizzata dai colori circostanti, sta mangiando tranquillamente. Le tartarughe si spaventano facilmente e, se spaventate, sono a rischio d' infarto; i nostri movimenti diventano sempre pi lenti e pacati, lei ci vede e decide di tenerci compagnia per un po', forse e' un tipo vanitoso e vuole essere fotografata in tutte le posizioni, evidentemente si trova a suo agio con noi. Mentre lei risale in supercie per respirare, un pesce Napoleone ci passa di anco con grande indifferenza. Il Napoleone e' molto diffuso nel Mar Rosso, totalmente innocuo e tranquillo, si lascia volentieri avvicinare dalluomo, un pesce che raggiunge sempre dimensioni riguardevoli: un metro e mezzo, a volte due. Seguendo il ritmo segreto del mare queste meravigliose creature sembrano eseguire una danza misteriosa, la danza della vita. Guardo il mio computer - 34 mt. Dei bagliori argentei attraggono la mia attenzione, un poco pi in alto un banco di barracuda scivola unito e composto contro corrente, evidentemente in caccia. Sopra di loro pesci pi

piccoli si danno disordinatamente alla fuga. In natura solo una questione di vita e di morte. Risalgo di qualche metro, la luce decisamente migliore. Sono passati 40 minuti da quando ci siamo immersi, dobbiamo risalire per la sosta di decompressione e l'uscita in sicurezza.

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Siamo a - 5 metri e la nostra attenzione viene attratta da uno strano e velocissimo movimento... eccolo, un grosso polpo che si rifugia in una buca; mimetizzato nella sabbia, un pesce coccodrillo ci sta osservando con occhio annoiato, mentre un trigone ci guarda allarmato, pronto alla fuga. L' immersione e' terminata, al segnale emergiamo tutti quanti, la barca arriva, ci lancia una cima e risaliamo, ordinatamente uno alla volta in corrente. Guadagnato il pozzetto della barca ognuno di noi deve raccontare qualcosa, uno scatto particolare, unemozione improvvisa mentre smontiamo la nostra attrezzatura e la rimontiamo per l' immersione successiva..... un' ora dopo.

Ringrazio i miei compagni dimmersione Michele Magnocavallo, Luca Marigo, Pierpaolo Peluso for Sheikh Coast, Sandro Rinaldi, Mario Valenti per la pubblicazione delle loro foto.

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CORSO DI GUIDA NATURALISTICA 2012


COMUNICATO STAMPA di Riccardo Di Giuseppe (Resp. Oasi WWF di Macchiagrande)
Partir il 29 settembre 2012 il primo corso di guida naturalistica per le Oasi WWF di Macchiagrande, Vasche di Maccarese, Bosco Foce dellArrone e per la Riserva Naturale Statale Litorale Romano. Il Corso stato ideato da Programma Natura, composta da un team di 12 Ragazzi laureti in facolt scientiche tutti residenti nel Comune di Fiumicino; lassociazione naturalistica si occupa della gestione delle Oasi WWF del litorale ed autore di molteplici progetti didattici per scuole del territorio comunale. Il corso teorico-pratico si propone di formare personale qualicato per attivit di educazione ambientale e laboratori scientici per scuole di vario ordine e grado e gruppi misti, da impiegare nelle oasi WWF del Litorale Romano. Il corso fornisce competenze nella gestione di aree protette, nellambito della conservazione, tutela, ricerca scientica sul campo, sorveglianza e manutenzione. I partecipanti acquisiranno conoscenze sul territorio della Riserva Statale Litorale Romano, sugli aspetti naturalistici di valenza ambientale delle aree protette interessate, studio di ora e fauna; conoscenze sullorganizzazione e gestione di una visita guidata e di laboratori didattico-scientici; conoscenze sulle operazioni di manutenzione del patrimonio naturalistico e delle strutture in esso presenti. Saranno ammessi al corso Laureati e studenti in scienze naturali, ambientali, geologiche, biologiche, forestali e medicina veterinaria. Il corso strutturato in 4 week-end; sono previste lezioni frontali, attivit sul campo nelle tre Oasi, attivit pratico-applicative e sedute di approfondimento tematico. Lutilizzo di didattica interattiva e didattica frontale, garantisce la massima continuit tra apprendimento teorico e applicazione pratica. Il corso prevede un massimo di 50 partecipanti. Le lezioni sono tenute da docenti qualicati e le attivit sul campo sono svolte dai Responsabili e dal personale delle Oasi Wwf . Al termine del corso verr rilasciato un attestato di partecipazione e la possibilit di collaborare in Oasi. Per Info e regolamento: macchiagrande@wwf.it

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Il comportamento dei fenicotteri


Di : Dott. Marco Scutell
Questo articolo stato stimolato da alcune foto comparse sul nostro gruppo facebook. La domanda che ci si pone in questi casi : cosa star facendo questo fenicottero? Cercher di rispondere a questa domanda per spiegare i complessi comportamenti di questa affascinante specie. Possiamo innanzitutto distinguere comportamenti legati ad attivit di disturbo o vigilanza, riposo, alimentazione, spostamenti, pulizia, antagonismo, riproduzione. Inizier questo mese con i comportamenti di disturbo e riposo. Questo perch bene conoscere il loro comportamento in questi casi. A volte, infatti ci sembra di fare una foto molto romantica o spettacolare e, invece, abbiamo FIG 1 immortalato un momento di stress per la specie. Purtroppo, qualche volta dovuto alla nostra imprudenza. rincorsa sullacqua per involarsi (fig.5) e questo Comportamenti di vigilanza. I stimola gli altri a seguirli (Ogilvie, Ogilvie, fenicotteri in allarme allungano il collo verso 1986). Nel caso di disturbi pi improvvisi, come lalto (fig.1). il passaggio di un aereo, tutti questi Questo comportamento pu essere eseguito da comportamenti si susseguono in modo analogo, singoli individui allinterno del gruppo o da tutti i ma pi velocemente (fig.6). soggetti insieme (fig.2-3-4). In genere la risposta di allarme viene modulata in relazione allintensit del disturbo. In particolare, per una fonte di disturbo ad intensit progressiva, come il passaggio di una barca che da lontano si avvicina, i fenicotteri mostrano questa sequenza di comportamenti: allinizio qualcuno in mezzo al gruppo alza il collo senza spostarsi; tutti cominciano, quindi, ad alzare il collo e ad emettere contemporaneamente segnali di allarme; continuando il disturbo, muovono la testa insieme spostandola da un lato allaltro molto velocemente; il grado successivo di allarme si ha quando cominciano a spostarsi camminando FIG: 2 velocemente in gruppo; nellultima fase uno o Pagina 10 pochi fenicotteri cominciano a prendere la

Dopo essersi involati i fenicotteri sorvolano la zona dove erano fermi e, a seconda se la fonte del disturbo sia passata o meno, possono posarsi di nuovo in quel punto o sceglierne un altro pi tranquillo. Di solito, una volta posati, i fenicotteri continuano per qualche minuto a vigilare con il collo disteso, poi cominciano a pulirsi e, infine, si mettono a riposare (Ogilvie, Ogilvie, 1986) (fig.7). Comportamenti di riposo. I fenicotteri riposano sia di giorno che di notte, preferibilmente in acqua bassa (fig.8-9). In posizione di riposo lanimale distende il collo sopra il dorso, nascondendo il becco tra le scapolari e, spesso, solleva una zampa (Cramp, Simmons, 1977; Brichetti et al, 1992). Possiamo notare nella foto 9 che, anche tra i fenicotteri, esistono destri e mancini. Il fenicottero pu riposare in piedi, in ginocchio o accovacciato. Un comportamento di riposo pu essere considerato anche quello di un soggetto che fermo in piedi, col collo parzialmente piegato (Ogilvie, Ogilvie, 1986; Del Hoyo et al., 1992) (fig.10-11).

Un recente studio evidenzia, infine, come il tipico comportamento di riposare su una sola zampa possa essere legato alla termoregolazione. La percentuale di animali in piedi su una zampa, infatti, diminuisce allaumentare della temperatura (M. Anderson, S. Williams, 2009). Nel prossimo numero analizzeremo i comportamenti alimentari e la particolare anatomia della specie in relazione alla sua alimentazione. Dott. Marco Scutell Segretario letture italiane Flamingo network Presidente ALV https://www.facebook.com/pages/ Associazione-ALV-Vasche-diMaccarese/260221667343189

FIG. 3

FIG. 4

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FIG. 7

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FIG.8 FIG.10

Lintervista: Nello Alberti


Di: Cristina Usanza
Cristina: come nato il tuo amore per la fotografia ...e quale la tua attrezzatura? NELLO-Nato a Orbetello nel lontano 1951 e tuttora residente ho avuto alti e bassi nel coltivare la passione della fotografia. La mia prima macchina fotografica l'ho ricevuta nel 1962 quando, per via di una brutta ustione ad una gamba, ho passato alcuni mesi di immobilit forzata; stata la mia compagnia in quelle giornate interminabili. In seguito, all'et di 21 anni, ho investito i mie risparmi per acquistare un corredo di tutto rispetto: Hasselblad + due corpi Nikon di cui uno con il mitico Photomic; inoltre a corredo varie ottiche fisse originali. La parte pi interessante della fotografia stata quando in un modo del tutto autodidattico ho messo in piedi un piccolo laboratorio di sviluppo e stampa a colori; eravamo nel 1973 e i fotografi professionisti spesso non sviluppavano in proprio ma si appoggiavano a dei laboratori terzi. Mi son fatto prendere la mano e, da semplice hobby, si era trasformato quasi in un lavoro; per questo ho abbandonato tutto e mi sono limitato a semplici foto ricordo di famiglia. Devo a mia figlia Marta, che ama molto la fotografia, il risveglio della mia passione. Corredo fotografico attuale : Nikon D4, D700, Flash sb900, ottiche : 24-70 f 2,8 Nikon, 70-200 f2,8 Vr 2 Nikon, 300mm f4 Nikon, 105 f2,8 vr micro Nikon, moltiplicatori di focale 2x ultimo, 1,7 xe 1,4 x Nikon ed infine l'ammiraglio Nikon 600 mm f4 vr II ,. Cavalletti : Manfrotto e Benro con testa tipo gimbal , tubi di prolunga Kenko per macro ed altri accessori.

Cristina: quando hai iniziato ad avvicinarti alla fotografia naturalistica? NELLO-Da circa tre anni ho orientato la mia passione verso la fotografia di natura e verso lo studio degli animali, in particolare dellavifauna; nonostante abiti in una zona privilegiata dal punto di vista ambientale (oasi, parchi) linteresse per la natura si scatenato per puro caso, grazie a degli amici che praticano da tempo questo genere di fotografia e, grazie alle esperienze che mi hanno trasmesso, ho "bruciato" le tappe. Dedico giornate intere (..sono in pensione ed il tempo fortunatamente non mi manca) all'osservazione, allo studio di queste meravigliose creature e, ovviamente, a fotografarle; ho letto e leggo molti trattati relativi alla materia; mi sono reso conto che sono di grande utilit ma che lesperienze diretta sul campo" non pu essere sostituita dalla sola lettura.

Fai uso di programmi di fotoricco?(se si quali?) NELLO-Utilizzo come programma di foto ritocco Photoshop, per non dare luogo ai programmi interni della fotocamera di elaborare le foto, scatto in RAW con impostazioni tutte neutre e utilizzo PS per compensare il tutto per renderla pi vicina al momento dello scatto, sono contrario a modifiche e aggiunte che snaturano la foto .. Con tanto sacrificio, ho acquistato un Nikon 600mm stabilizzato F4, un ottica stupenda che uso per la maggiore anche se ci sono moltissime difficolt nell'utilizzo, per le dimensioni, il peso e la scarsa profondit di campo, sono convinto che la scelta dell'ottica pi appropriata da utilizzare nella foto naturalistica il 500mm. Come hai curato la tua formazione fotografica, hai seguito dei workshop?

NELLO-Per quanto riguarda l'aspetto fotografico: Non ho mai frequentato workshop ..mi sono formato tutto da solo eccetto per i consigli e scambi d'informazioni utili durante le visite a varie oasi . Come ti avvicini ai soggetti da fotografare? (mimetismo capanno etc) e l'aiuto che la fotografia naturalistica pu dare all'ambiente.... Dedico giornate intere (..sono in pensione ed il tempo fortunatamente non mi manca) all'osservazione, allo studio di queste meravigliose creature e, ovviamente, a fotografarle; ho letto e leggo molti trattati relativi alla materia; mi sono reso conto che sono di grande utilit ma che lesperienze diretta sul campo" non pu essere sostituita dalla sola lettura.

La fotografia di natura richiede, per come la pratico personalmente, un grande lavoro di preparazione (che spesso non viene nemmeno immaginato da molti). Fotografare un animale o un uccello, specialmente quando schivi e diffidenti, un gran successo, perch occorre conoscere le loro abitudini, i luoghi che frequentano, il modo per osservarli senza disturbarli e in questo entra in gioco anche l'arte della mimetizzazione. Esistono molti trattati e regole comportamentali da rispettare ma queste sono generalizzate e spesso sono disattese dagli uccelli stessi, mi spiego meglio se un uccello sceglie di nidificare vicino ad un contadino che tutto il giorno lavora il suo orticello non tanto lontano dal luogo prescelto ovvio che non teme la presenza dell'uomo e questo non perch gli manchi spazio alternativo; con le dovute cautele ci si pu avvicinare senza disturbare la loro attivit, pur sempre mantenendo una distanza pure minima di rispetto. Io e dei miei amici stiamo seguendo da pi di tre anni la riproduzione di pi coppie di Albanella Minore; allo scopo abbiamo sensibilizzato tutta la gente del posto, compresa l'amministrazione comunale che ha preso seriamente a cuore l'iniziativa stampando un calendario dove riporta anche foto naturalistiche scattate nel territorio. La cosa pi importante stata quella di convincere i proprietari degli appezzamenti di terreno che, ignari, tagliavano il grano dove nidificava la coppia, rispettando i canoni del loro lavoro e loro stessi; ora che hanno capito sono loro che hanno cura di evitare di mietere nel luogo di nidificazione mettendoci al corrente di tutto; abbiamo anche coinvolto la LIPU per tentare azioni di ristoro del mancato guadagno nei confronti dei proprietari interessati che non mietono o mietono con ritardo le aree interessate. Mi capitato di vedere dei Gruccioni che avevano nidificato a terra, in un piccolo appezzamento dove il proprietario puntualmente era presente a poche decine di metri e il cane scorrazzava su e gi per tutta l'area, ebbene pi di una coppia aveva scelto il posto per nidificare ed ha portato al termine la covata, nonostante l'indifferenza dell'uomo che non si faceva scrupolo di passare sopra i nidi anche con la moto falciatrice: gli uccellini attendevano che si allontanasse di pochi metri e poi continuavano le loro attivit.

Certo che sul comportamento degli uccelli, sulla loro diffidenza o confidenza a seconda delle situazioni si potrebbe dire moltissimo, lessenziale , in tutti i casi, avere ben presente che prima cosa occorre evitare di danneggiarli, magari involontariamente. Individuato un posto ricco di fauna, se c' la possibilit si costruiscono anche dei piccoli capanni ricoperti con teli o reti simili alla vegetazione del luogo. Spesso sono alti solamente 60 cm e larghi quanto la persona che devono nascondere. Il problema maggiore si presenta quando si costruiscono in prossimit di paludi al livello dell'acqua sul terreno morbido e umido. In questo caso si procede a formare un giaciglio con teli impermeabili e lettini del tipo militare auto gonfiabili dove sdraiarsi. Tutto ci prima del sorgere del sole per non farsi vedere e dopo, cos nascosti, si attendono i nostri amici. In questo genere di foto necessario variare i parametri della macchina in tempi record specialmente se fotografi gli uccelli in volo: si passa da sfondi scuri al cielo in piena luce; di conseguenza: sotto e sovraesposizione e relativa compensazione, mantenere un tempo di scatto sufficientemente veloce per evitare il mosso compensando con la sensibilit o con i diaframmi e (importantissima!) la messa a fuoco selettiva indirizzata sugli occhi del soggetto. La cosa pi difficoltosa inquadrare con le ottiche da 500mm e oltre, con diametri di lente anteriore superiore anche a 16 cm Non c' possibilit di replica. Ed bellissimo essere immersi nella natura, lontani dal caos delle citt...

Nello Alberti

TEXEL : lisola degli uccelli


Di: Roberto Zarlenga

Fiumicino ore 4,30 del 2 Giugno 2012: tutti in perfetto orario allappuntamento nonostante le ore di sonno perse, con me gli amici e cugini, Antonio, Daniele e Paolo che condividono la mia stessa passione, la fotografia naturalistica. Facciamo il check-in, lasciamo i nostri bagagli allimbarco e andiamo a farci perquisire pare tutto ok. Con noi, inseparabili, restano come bagaglio a mano

i nostri zaini zeppi di macchine fotografiche, obiettivi, net-book, hard-disk per il backup e quanto possa servire in una battuta di caccia fotografica naturalistica.. vi garantisco che in questi momenti lo zaino diventa molto, molto piccolo e stretto!!! Scusate, dimenticavo di dirvi la cosa pi importante: la nostra meta Texel. Texel un comune di 13.783 abitanti situato nei Paesi Bassi, nella provincia dell'Olanda

Settentrionale. Il territorio del comune corrisponde esattamente all'isola che porta lo stesso nome. Il capoluogo Den Burg. Le Isole Wadden o isole Frisone sono cinque e si estendono da Texel a Schiermonnikoog. Il loro nome deriva dal mare in cui sono immerse, Waddenzee, ossia il Mare di Wadden.

come arrivarci
Noi siamo partiti da Roma con un volo KLM per la volta di Amsterdam Airport Schiphol; dopo circa un ora e mezza di volo e ritirati i bagagli, ci siamo diretti, senza chiedere a nessuno in quanto la cartellonistica molto comprensibile, a ritirare le auto che avevamo prenotato presso lAvis e presso la Hertz: una WV Polo ed una Opel Astra entrambe diesel (LAvis risulta la compagnia pi economica con un risparmio di circa 70 euro) mentre la pi economica nel consumo di carburante e stata la WV Polo considerando che il diesel costa 1,19 euro litro ..non vi dico che rabbia nel vedere quel prezzo!! Avremmo potuto prenotare anche un Audi di grossa cilindrata! Lasciato laeroporto, imbocchiamo la statale A4 per Amsterdam, poi la A9 per Haarlem / Alkmaar e ancora A9 per Alkmaar; ci immettiamo poi nella N9 per Den Helder dove poi abbiamo seguito i cartelli per Texel. Automaticamente ci siamo incanalati nellimbarco per Texel, bisognava fare il biglietto di 35 euro per traghettare sullisola cavolo, mi sono detto, 70 euro andata e ritorno per un passaggio di circa 20 minuti mi sembra esagerato!!!! (solo al ritorno mi sono reso conto che siamo saliti sul traghetto senza pagare in quanto nella quota di andata era compreso anche il ritorno )!!! Nessun pedaggio autostradale negli 88 km percorsi e lomo campa!!!! In pratica, con 2 ore di aereo, 88 km per arrivare al traghetto , altri 21 km sullisola, alle 11,30 eravamo gi a destinazione : De Cocksdorp!!! E lavventura comincia Andiamo dunque a prendere possesso degli alloggi e con il nostro inglese maccheronico riusciamo a malapena a farci capire per ottenere la consegna delle chiavi e chiedere gli asciugamani ma anche loro non sono da meno!!!! Lolandese e una lingua che o la sai o la sai, altrimenti non si capisce na mazza ed completamente inutile chiedere se, per caso, parlano italiano!!!! In fretta e furia disfiamo le valigie e indossiamo gli abiti mimetici consoni alla tecnica da praticare: una controllatina alla reflex, alla batteria, si innesta la lente che forse ci aggrada per i primi scatti e partiamo alla scoperta di qualche posticino comodo e solitario per stare a contatto con gli uccelli e non detto che li avremmo trovati. Lasciamo il paesino per immetterci sulla litoranea.

Spendo due parole sulla condizione delle strade dellisola, pulite ed ordinate senza un filo derba sui bordi e nessuna bottiglia o busta di plastica in terra, parcheggi per tutte le auto assegnati e delimitati a terra lungo le strade. Negli oltre 500 km. percorsi sullisola con la macchina, abbiamo notato altrettanti km. di pista ciclabile parallela alla strada automobilistica con tanto di semafori e cartelli di stop. Nonostante il vento, il freddo e la pioggia, gli abitanti dellisola, ben coperti e senza ombrello, pedalano dai 5 fino

agli 80 anni. Osserviamo i tanti canali lungo le strade con molte specie di animali dacqua, come pure i mulini a vento, maestosi, utilizzati per lirrigazione, i canali, molti dei quali navigabili, formano una vera e propria rete irrigua, inoltre non abbiamo notato nessun traliccio elettrico, mentre al loro posto sono installati parecchi impianti eolici, numerosi i campi di tulipani ormai raccolti e patate . . chiudo dicendo che straordinario il loro modo di rispettare la natura che questisola offre.

ATTREZZATURA E ABBIGLIAMENTO
Dunque, se andate con la macchina consiglio: il classico sacco di riso per fare foto dallauto, il 18/70 mm. per qualche scatto panoramico, un cavalletto, la seggiolina per lattesa di qualche momento, i teleobiettivi vanno bene tutti, un duplicatore per accoppiarlo ad un tele per qualche metro in pi, lo zaino impermeabile, un set per pulizia lenti, abbigliamento mimetico, un antipioggia tipo key-way e scarpe comode anche se labbigliamento non ha influito affatto sullavvicinamento agli animali.

GLI INCONTRI INDIMENTICABILI


Giunti sulla litoranea e fatti pochi metri incontriamo, lungo una strada ciclabile, fagiani che si stanno cibando per nulla intimoriti da noi umani anzi, talmente confidenti che si lasciano fotografare anche in coppia .

il clima
I giorni 3-4-6 giugno piove piove e piove pochissime foto e ci lasciamo andare per delle gite bagnate.. preferiamo non testare le nostre reflex, anche se climatizzate ed evitiamo il contatto con lacqua in quanto eravamo in possesso soltanto di due corpi macchina da utilizzare come muletto. Siamo stati quasi sempre con felpa e giacchetto, vestiti, come dice Paolo, a cipolla; la temperatura era intorno ai 7-10 gradi la mattina raggiungendo 13-16 gradi il pomeriggio. Dalle 5 di mattina alle 23 di sera c luce!!! Circa 18 ore di luce al giorno a disposizione. Il sole lo abbiamo visto per pochissimo tempo e sempre dietro le nuvole rendendo i nostri scatti purtroppo privi di dettagli. La notte pigiama e riscaldamento acceso! Notavo, con molta meraviglia, che gli abitanti del posto uscivano in bicicletta indossando solo t-shirt e pantaloncini corti tutti sportivi anche in et avanzata, fanno footing e vanno in bicicletta, proprio come noi . per capirci .

cosa abbiamo visto


Quando cera il sole le giornate sono state intensissime ed abbiamo incontrato germani, oche, svassi, edredoni, folaghe, taccole, fagiani, beccacce di mare, moretta, voltapietre, pittime reali, piovanelli, volpoca, falco di palude, cormorani, spatole, sterne, gabbiani reali, oca colombaccio, pavoncelle; gli animali non erano diffidenti e quindi erano facili da avvicinare probabilmente perch non ci sono cacciatori !!! Cosa impensabile in Italia .

...per mangiare....
Ci sono molti ristoranti ma non crediate di essere in Italia: ricordate che dopo le 21.00 comincia ad essere difficile trovare un locale con la cucina ancora aperta dato che quasi tutti i ristoranti dopo le 21.00 diventano birrerie. Noi abbiamo quasi sempre mangiato al ristorante di fronte al faro, il Cafe Restaurant De Toren molto ben gestito, certo scordatevi spaghetti, rigatoni e varie, ma hamburger e patate si possono chiedere con tutta tranquillit....per il pollo arrosto fate chicchirich con la lingua non si capisce nulla e tantomeno nessuna traduzione sui men della casa. Se avete modo, andate a visitare la fabbrica della birra locale Texel Beer: c un ampio parcheggio con tanto di panche e tavoli per assaggiare i loro cinque tipi di birra che portano come degustazione in piccoli bicchierini per poi scegliere quella che pi piace .. tutte buonissime !!!

gli scenari
Oltre allo spettacolo dellavifauna, lisola offre degli scenari che non si dimenticano facilmente ..le pecore cos brutte da mettere paura le mucche bellissime e i cavalli da sogno..le scolaresche in bicicletta sia con il sole che con la pioggia sulle piste ciclabili le nuvole che sembrano fatte dovatta e messe l ad adornare il cielo . Terminata la cena si pu scendere sulla spiaggia proprio sotto al faro: circa 400 metri di sabbia ci dividono dal mare ma vale la pena fare due passi per godersi appieno dei tramonti mozzafiato. La sera, al rientro della giornata, non vediamo lora di accendere il pc, vedere e commentare insieme gli scatti fatti purtroppo le belle cose finiscono subito e viene anche il momento di ripartire. Ringrazio Antonio, Daniele e Paolo per aver condiviso questi bei momenti di passione che ci hanno spinto ad affrontare questo viaggio allinsegna della natura e della fotografia. Se dovessi con tre parole descrivere Texel oserei dire pace, armonia e tranquillit; ho letto su alcune riviste che Texel si trova al 12 posto come isola incontaminata in base ad una classifica che ha valutato e stabilito il rispetto ambientale per lecosistema, lautenticit dei panorami, il patrimonio storico e limportanza data al turismo, quindi, se avete modo, andateci !!!

Il grande Sud
Di Gabriele Ferramola
Partendo da Korba,citt della regione del Cap Bon, ci siamo diretti verso il sud passando per Hammamet, Sousse e Monastir dirigendoci verso la nostra prima tappa: El Jemm. Questo fantastico anteatro un piccolo Colosseo, perfettamente conservato ed il terzo come grandezza dopo il Colosseo di Roma e larena di Nimm. Anche in questo Colosseo, come in quello romano, venivano fatti giochi con leoni e altri animali feroci. Attualmente scenario di concerti, lm e non solo. Lasciamo questo incantevole luogo alla volta del deserto di roccia con i suoi abitanti: i Trogloditi,una delle popolazioni berbere. Lasciata la civilt cos come noi la concepiamo ci ritroviamo a Matmata. Ogni scorcio, ogni sguardo, ogni panorama mi fanno capire perch George Lucas lo ha scelto per girare le scene del suo lm Guerre stellari Episodio IV un paesaggio lunare con pochissima vegetazione se non rare palme. Le abitazioni troglodite sono scavate nel terreno roccioso no a 5 6 metri di profondit. Le stanze assomigliano a crateri, ci si accede da stretti cunicoli scavati nella collina, affacciano su un cortile comune che, essendo a cielo aperto, ha anche la funzione di raccogliere lacqua piovana. Queste case sono composte da un granaio, una cucina, la camera da letto e altri locali in cui viene macinato il grano per il pane o dove si conservano le provviste. Purtroppo queste abitazioni stanno lentamente scomparendo. La causa principale fu una forte alluvione dove persero la vita molte persone. Alcune case sono utilizzate come museo mentre altre sono state scavate nuovamente in punti pi sicuri. Ormai la mattinata passata e quindi cosa c di meglio per conoscere un luogo se non mangiare cibi tipici in luoghi altrettanto caratteristici? Un

ristorante troglodita ci accoglie e mangiamo Brik Couscous e dolcetti a base di datteri. Arrivati al deserto di dune e ne sabbia, il grande Erg in lingua araba, ci aspetta una passeggiata al tramonto sui dromedari. Uno spettacolo naturale tra i pi suggestivi al mondo. Le palme, la sabbia nissima, i dromedari e la temperatura che diminuisce con il tramonto del sole mi affascina moltissimo, non esiste montagna lago mare o qualsiasi altro luogo. il tramonto nel deserto non ha eguali. Stanco e soddisfatto ceno e vado a dormire anche perch la sveglia alle 3.30. Sonnecchianti ripartiamo e arriviamo a Chott el Jerid, il grande lago salato, appena in tempo per poter ammirare lalba. Questa distesa si riempie di acqua piovana due volte lanno, dopo levaporazione rilascia il sale che viene raccolto, trattato e venduto per usi industriali. La sosta per ammirare questo spettacolo breve, ma sufciente per scattare alcune panoramiche e foto singole di questo silenzioso paradiso . Ormai il sole alto e la nostra prossima meta la piantagione di datteri di Tozeur. Ci

immergiamo in questa foresta di palme da dattero con dei carretti trainati da cavalli, ci spiegano come avviene (per mano delluomo) la fecondazione/impollinazione delle palme, una catena di uomini si arrampica sulla palme femmina, strona e lega con foglie, cos da potersi rompere naturalmente, i ori presi dalla palme maschio. Questa una qualit di datteri molto buona, quindi troppo cara per la Tunisia e di conseguenza esportata maggiormente in Italia e poi in Europa. Oltre a questi maestosi alberi vediamo la pianta dellhenn (le cui foglie essicate non solo sono utilizzate in Tunisia e in tutto il mondo arabo per colorare con decori artistici le mani e i piedi delle future spose, ma vengono anche esportate).

Saliti sulle jeep, ci inoltriamo sempre pi nel paesaggio desertico che ci circonda avvicinandoci alle oasi di montagna di Chebika e Tamerza. Ai lati della strada vedo segnali stradali che mi incuriosiscono come noi nelle nostre strade abbiamo i cartelli di segnaletica attraversamento animali selvatici rafguranti un cervo o attraversamento animali rafguranti una mucca, qui troviamo attraversamento dromedari enormi cartelli stradali a fondo blu o rosso rafguranti un dromedario e la scritta in francese e arabo. Giusto il tempo di fotografare questo cartello che scorgiamo, ai lati della strada, un gruppo di dromedari che bruca la poca erba presente qua e l. La nostra jeep affronta la strada con enorme sicurezza e ci regala uno spettacolo che vale tutti i km. fatti no a quel momento..dal nulla del deserto si scorge una piccola foresta di palme e capiamo subito che l la

nostra oasi. Dove c acqua c vita, infatti la rigogliosa vegetazione li che ci circonda viva grazie alla presenza della sorgente che sgorga, limpida e fresca, dal ventre della montagna. Dopo questo spettacolo di colori, profumi e sensazioni e dopo esserci rifocillati lungo il percorso, il nostro viaggio arriva allultima tappa: Kairouan. Questa citt possiede una delle moschee pi grandi e antiche della terra ed molto importante per il mondo arabo, meta di pellegrinaggio per i musulmani che non si possono permettere il viaggio alla Mecca; infatti considerata una seconda Mecca o Mecca minore. Abbiamo percorso oltre 1000 km. in due giorni ma le emozioni che questi paesaggi mi hanno regalato non hanno paragoni. i colori, i profumi, le persone sono una cornice stupenda per una cartolina tunisina che sar sempre impressa nel mio cuore e nei miei occhi.