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Architetti: Bardiani Mina - Campanini Alessandra - Ferraresi Maddalena

Arch. 8ord|on|: 3470803177 |eborbott|nehotmo||.com


Arch. Compon|n|: 3384778732 o|essondro.compon|n|b|oecoserv|z|.|t
Arch. Ferrores|: 333311214 moddo|eno.|errores|b|oecoserv|z|.|t
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CON LE RADICI NELLA TERRA PER CRESCERE FLESSIBILI
Proposte di residenzialit a servizi condivisi e residenzialit diffusa per l'emergenza
sismica nell'Emilia Romagna con insediamenti anche rifunzionalizzabili realizzati in
autocostruzione.
A seguire: sviluppo di soluzioni e percorsi declinati sulle tipologie delle problematiche
individuate.
1- la realizzazione dei sistemi residenziali in risposta all'emergenza sismica
possono fondarsi sull'edificazione di interventi permanenti caratterizzati in
differenti tipologie che abbiano le caratteristiche di sostenibilit ambientale,
sociale ed economica:
a- interventi a tipologia flessibile per nuclei abitativi di medio-grandi dimensioni aggregati
insieme a funzioni collettive per l'abitare nei quali in prima fase si d
alloggio ai senza tetto e in una seconda fase la struttura viene rifunzionalizzata per le
attivit pubbliche che non avranno la priorit nella realizzazione delle nuove
strutture (biblioteca, atelier per bimbi e giovani in appoggio alle scuole, spazi
sociali per le diverse fasce d'et, e tutto quello che venuto a mancare ai
comuni colpiti da evento sismico).
b- interventi a piccoli nuclei inseriti in aree pubbliche o private con la
caratteristica di residenzialit per le aree extraurbane in modo da mantenere
una residenzialit diffusa in tutto il territorio evitando il totale abbandono di
grosse aree e consentendo una riallocazione pi prossima alle abitazioni
d'origine.
c- interventi per unit abitative singole sulle aree di propriet di quegli anziani
colpiti dalla totale distruzione della propria abitazione analizzando caso per
caso la fattibilit di evitare una ricollocazione dei soggetti fragili in aree a loro
estranee.
Evitare le strutture a perdere consente interventi che infine avranno un minor
costo per la comunit colpita dal sisma in quanto non verranno sprecate risorse
in realizzazioni da eliminare a fine utilizzo.
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2- gli interventi dall'alto valore di sostenibilit sociale, ambientale ed
economica consentono anche di affrontare con capillarit le esigenze della
popolazione colpita attuando degli interventi anche diffusi nel territorio
favorendo quella categorie di anziani che non deve vedere mortificato il bisogno di non
allontanarsi dalla propria abitazione anche se distrutta.
Dobbiamo garantire agli anziani di questo territorio delle soluzioni individuali e
studiate caso per caso per far emergere le esigenze e le peculiarit delle loro
aree abitativi includendo come sostanziale la problematica del non
reinsediamento in aree diverse da quella di provenienza.
Ricordo a tutti coloro che leggeranno e prenderanno parte all'attivazione di
questo progetto che anche in Italia esiste una legge che vieta lo sfratto agli
anziani proprio per le ragioni che tutti possiamo ben capire ed immaginare.
3- la tipologia degli interventi di tipo "a" dovr essere caratterizzato da un
impianto flessibile che consenta una buona qualit della vita nella funzione
abitativa e che sar riconvertibile nelle funzioni accessorie alle attivit che il
comune prevede di realizzare in futuro per assolvere alle funzioni sociali,
culturali, didattiche e quant'altro intenda mettere in campo per la popolazione nel prossimo
futuro.
La struttura potr essere concepita come aggregato di unit abitative che gravitano su
spazi collettivi (per es. lavanderia, gioco bimbi, sala comune, cucina comune, officina e
altro) che consentiranno ai moduli abitativi di essere piccoli ma adeguati alle esigenze di
un'abitazione temporanea.
4- negli interventi per tanti nuclei familiari gli spazi collettivi consentiranno di
mantenere in vita e di valorizzare gli aspetti di socialit e condivisione che il
sisma ha imposto alle popolazioni colpite ma che hanno un riscontro altamente
positivo sulla risposta della popolazione all'emergenza e rischio sismico.
Detti interventi sarebbero da strutturare anche per un'apertura ad un pubblico
pi allargato degli abitanti di questi nuclei residenziali.
5- le nuove edificazioni devono essere sostenibili per ridurre i costi di
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funzionamento prevedendo oltre a sistemi per la produzione di energia e
recupero delle acque anche adeguati isolamenti termici.
6- l'edificazione permanente consentir al comune di pensare alla produzione
di energia come investimento per una nuova produttivit oppure ad una
realizzazione effettuata attraverso un intervento economico esterno che
garantirebbe la realizzazione di fondazioni e strutture antisismiche in cambio
del rendimento energetico e quindi a costo zero per i comuni.
7- l'utilizzo di tecnologie leggere e semplici nell'installazione che possano
prevedere la partecipazione della gente in fase di costruzione consentirebbe
anche di reintegrare nel lavoro i diversi soggetti che attualmente si trovano
inoccupati a causa del sisma o della crisi economica per quelle opere che non
richiedano manodopera specializzata.
Inoltre chi parteciper attivamente alla realizzazione delle nuove costruzioni
potr essere introdotto in percorsi di formazione anche certificata che
consentirebbe loro un avanzamento lavorativo di qualit spendibile in futuro.
8- la valenza partecipativa sul piano diretto della costruzione associata ad
incontri informativi sul processo progettuale delle diverse funzioni private e
collettive consente agli utenti di appropriarsi delle nuove tipologie
comprendendone le peculiarit e potendole condividere nella loro totalit, aumentando
cos il coinvolgimento emotivo ed allontanando i gravi rischi di estraneit per non dire
sconforto che sempre subentrano in seguito alle ricostruzioni dell'emergenza
8bis-un percorso di progettazione partecipata, anche veloce (4-6-8 incontri
max) permetterebbe alle persone di sentirsi protagonisti dell'occasione che gli
permette di ripensare ad un futuro migliore, condividendo con i rappresentanti
pubblici le scelte di uno sviluppo pi consapevole del territorio anche in vista
della sua fragilit, e per questo riconoscendosi come comunit, che palesa i
propri valori, in grado di progettare e in seguito di vigilare, perch questo si
fa condividendo le scelte ma anche gli sforzi di una collettivit con il metodo
della partecipazione.
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9- alla base della ricostruzione da parte dell'ente pubblico dovr esserci un
bando ben vincolato atto a ridurre gli interventi di cattiva qualit priviligendo
tecnologie antisismiche e sostenibili che consentano l'autocostruzione di alcune
parti.
10- le nuove strutture abitative dovranno anche comprendere la possibilit di
dover accogliere le esigenze di emergenze future!
L'attivazione di un progetto di ricostruzione deve essere il pi rapido possibile
ed addirittura immediato per questo bisogna prendere i considerazione
l'attuazione di piccoli interventi pilota possibilmente pi fattibili nelle aree
private abitate dagli anziani, e non solo, dove sviluppare tecnologie antisismiche sostenibili
quali il legno, i materiali isolanti naturali, materiali innovativi come la canapa e
la calce, le tecnologie dell'autocostruzione quali terra alleggerita e balle di paglia
oltre al riciclaggio di tanto materiale che stiamo disperdendo nelle demolizioni mentre
potrebbe essere riutilizzato localmente.
RISORGERE CON PROGETTI VALIDI ED EVIDENTEMENTE MIGLIORI DI PRIMA
CONSENTIRA' ALLA POPOLAZIONE DI RIVIVERE MEGLIO LA ZONA COLPITA
DAL SISMA OLTRE AD INFLUIRE A LIVELLO PSICOLOGICO CON UN
MECCANISMO CHE DAL DANNO SI PUO' FAR NASCERE QUALCOSA DI
MIGLIORE.
INOLTRE RIAPPROPRIARSI DEL TERRITORIO CON TECNOLOGIE, TIPOLOGIE E
METODOLOGIE CHE RIDUCONO IL DANNO SIA ECONOMICO CHE
PSICOLOGICO GARANTIRA' UNA QUALITA' DELLA VITA STIMOLANTE PER LA
POPOLAZIONE FERITA.
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ANALISI DELLE EMERGENZE E PROPOSTE STRUTTURATE PER LA RIPRESA
La situazione attuale in data 3 agosto 2012 presenta alcune casistiche dellemergenza
post sisma per le quali individuiamo alcune categorie di problematiche che possono
anche sovrapporsi.
1. Abitazioni private sparse nel territorio dichiarate inagibili, con abitanti
prevalentemente anziani.
2. Abitazioni private sparse nel territorio crollate, con abitanti prevalentemente anziani.
3. Abitazioni private sparse nel territorio dichiarate inagibili, con famiglie con giovani
e/o bambini.
4. Abitazioni private sparse nel territorio crollate, con famiglie con giovani e/o bambini.
5. Complessi abitativi inagibili o crollati abitati da pi nuclei famigliari con differenti
possibilit economiche.
6. Presenza nel territorio di un numero di adulti che hanno perso il lavoro causa sisma
o sono momentaneamente in stand by poich lazienda stessa ferma con lattivit.
7. Luoghi di ritrovo o con funzioni pubbliche che sono attualmente inagibili.
8. Disagio psicologico della popolazione che in buona parte si trova a vivere
attualmente in tenda, roulotte, camper. Questo ha altres creato una situazione di
condivisione e solidariet, motivazione necessaria e positiva per riprendere forza e
intraprendere iniziative che risolvano i problemi.
PROPOSTE CONCRETE DI PERCORSI PROGETTUALI E REALIZZATIVI
1. IL LUOGO DI TUTTI Costruzione di uno spazio semplice in autocostruzione con
tecnologie sostenibili ad uso comune (ritrovo, gioco, riunioni, iniziative sociali ecc.)
e con funzione dimostrativa delle possibilit insite nelledilizia sostenibile e
partecipata e nellautocostruzione.
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2. EMERGENZA ABITATIVA CASE SPARSE formazione di un gruppo di abitanti che
si costituiscono in un soggetto in grado di operare, con il sostegno e la consulenza
di tutors tecnici, per recuperare e o ricostruire le abitazioni lesionate
3. EMERGENZA ABITATIVA IN PROSPETTIVA DI NUOVO INSEDIAMENTO
formazione di un gruppo di abitanti che si costituiscono in un soggetto in grado di
operare, con il sostegno e la consulenza di tutors tecnici, per costruire nuovi
insediamenti o
IL LUOGO DI TUTTI
La proposta intende sviluppare una costruzione ad uso comunitario (spazio chiuso con
caratteristiche flessibili e multifunzionali) per sopperire a funzioni sociali attualmente
compromesse e quindi mancanti (esempio: spazio ritrovo famiglie, ludoteca, spazio
riunioni di quartiere, biblioteca ecc..), ma che alloccorrenza possa rendersi utile per
situazioni di emergenza abitativa. Dobbiamo infatti contemplare possibili nuovi sismi,
anche non pericolosi, ma che possono risvegliare problematiche di panico e di paura a
rimanere nella propria abitazione. Questa costruzione avr caratteristiche tecniche e
costruttive antisismiche pur se realizzata in parziale o totale autocostruzione assistita.
Ha dunque in se un valore di sicurezza e rifugio oltre che un valore sociale di coesione,
scambio, aggregazione. Queste dinamiche iniziano e si consolidano gi nel percorso
costruttivo, fornendo motivazione, esperienza, consapevolezza. Costruire questo luogo
con tecnologie semplici, sostenibili a km zero e a impatto zero conferisce il valore aggiunto
che traccia una via del buon fare e consente in modo pi semplificato che per la
abitazione vera e propria, un approccio a soluzioni sostenibili su tutti i fronti a portata di
tutti e PER tutti.
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EMERGENZA ABITATIVA CASE SPARSE
La proposta si sviluppa secondo un iter consolidato che attinge ai saperi della
progettazione partecipata, dellarchitettura sostenibile e delle pratiche di autocostruzione e
auto recupero assistiti.
Si individuano attraverso conferenze pubbliche nei comuni colpiti, i nuclei familiari che
desiderano attivarsi in proprio per recuperare o ricostruire la propria abitazione.
Il gruppo che si crea sar seguito da un team di tecnici nelle varie fasi del lavoro.
1. individuazione e localizzazione di tutte le abitazioni dei componenti del gruppo,
verifica delle rispettive gravit del danno in base a schede aedes esistenti e perizie
tecniche.
2. Se labitazione pu essere recuperata si quantificano caso per caso le opere da
intraprendere per il recupero in funzione antisismica.
3. Se labitazione da ricostruire si verificheranno preventivi , proposte tipologiche-
tecniche ed eventuale gruppo di acquisto case in legno e/o materiali edili.
4. Con il quadro completo delle situazioni edilizie delle case dei membri del gruppo si
definiscono gli interventi non strutturali che verranno realizzati da squadre di
intervento che opereranno con le modalit di organizzazione del cantiere in
autocostruzione, previa formazione tecnica dei soggetti che opereranno.
Questo processo si sviluppa attraverso incontri informativi, formativi, organizzativi. Il
soggetto gruppo o pi gruppi sono supportati dal punto di vista legale e organizzativo (
costituzione in cooperativa ad esempio) e nel percorso di progettazione e esecuzione dei
lavori di ripristino.
EMERGENZA ABITATIVA IN PROSPETTIVA DI UN NUOVO INSEDIAMENTO
Questo percorso comporta una ancor pi stretta collaborazione e dialogo con
lamministrazione locale che insieme agli abitanti e ai tecnici individua la localizzazione del
nuovo intervento da organizzare in autocostruzione assistita totale o parziale.
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Attraverso i primi incontri pubblici si individua il gruppo o i gruppi che desiderano insediarsi
in un nuovo terreno e si intraprende il percorso formativo e organizzativo della
progettazione dellinsediamento.
E possibile contemplare formule di scambio virtuoso anche con le amministrazioni locali
fornendo insieme con la costruzione delle nuove abitazioni, ledificazione di spazi ad uso
pubblico aperti o chiusi funzionali alla cittadinanza tutta e al nucleo dei nuovi insediati
(ludoteca/asilo nido/biblioteca/spazio sociale ecc.)
Si procede con la progettazione partecipata dellinsediamento e con lorganizzazione
legale e gestionale del processo. Si individuano i preventivi, i finanziamenti pubblici e
privati, le risorse umane e materiali. Si progetta il processo costruttivo e si provvede alle
pratiche burocratiche necessarie. Si individuano i criteri (vi sono diverse metodologie) di
suddivisione dei lavori fra gli auto costruttori. Eventualmente si contempla e si valuta quali
parti del processo possano essere eseguite da imprese incaricate (ad esempio lo
scheletro strutturale ecc.)
La fase attuativa comporta come nella precedente una organizzazione programmata e
semplificata della cantieristica che consente un coinvolgimento dellutente finale che
trasferisce valore e intenzione nella costruzione della sua futura casa e un abbattimento
notevole dei costi dellopera. Infine si valorizza laspetto partecipativo dellautocostruzione
come deterrente sociale per innescare processi e comportamenti virtuosi e autorigeneranti
nel territorio.
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SOSTENIBILITA
TRE ESSE PER IL SISMA:
SOSTENIBILIT AMBIENTALE:
La prima delle tre esse da citare riguarda gli interventi sull'ambiente a compensazione del
grave danno provocato dal sisma in termini di materiali altamente inquinanti dispersi
nell'ambiente, incapacit di differenziazione ed eventualmente recupero di materiali
proveniente dalle demolizioni in fase di emergenza, materiale plastico utlizzato nella
quotidianit dal circa totale degli essere viventi nell'area del sisma.
E' necessario:
-operare per il rinnovamento del territorio incentivando la creazione di nuove aree
boschive (oltretutto queste ben distribuite nel territorio favorirebbero il raffrescamento
estivo) e di colture che rigenerino i terreni invece che impoverirli.
-promuovere il recupero diretto del laterizio antico e, valutandolo, del legname proveniente
dalle tante demolizioni future dando il reale valore hai diversi materiali e facilitando la
separazione di quelli particolarmente inquinanti a partire dall'eternit
-sensibilizzare la popolazione nell'utilizzo di materiale lavabile e riutilizzabile con una
distribuzione esemplificativa di vettovagliamento infrangibile ma igienizzabile oltre a
reinserire al pi presto la raccolta differenziata.
SOSTENIBILIT SOCIALE
La valenza sociale conseguente al sisma stato un punto di forza che unitamente ad altri
aspetti ha consentito alla popolazione di mantenere un'operativit indispensabile alla
ricostruzione che favorisca anche un miglioramento nel territorio costruito e non.
A AM MB BI IE EN NT TA AL LE E
S SO OC CI IA AL LE E
E EC CO ON NO OM MI IC CA A
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La grande socialit espressa dalla popolazione colpita ha notevolmente facilitato la fase
della prima emergenza evidenziando anche le fragilit che nei prossimi mesi dovranno
essere affrontate caso per caso.
E' necessario:
-attuare interventi a favore degli anziani che hanno perso l'abitazione in modo che non
vengano ricollocati ma piuttosto valutare le possibilit di attuare interventi puntuali in aree
private coordinati con i comuni e gli utenti da realizzare in forma facilitata ed con
immediata attuazione impedendo la demolizione della memoria storica di questo territorio
gi distrutto nella sua configurazione morfologica.
-attuare interventi a favore della popolazione debole in modo che tutti possano avere una
prospettiva abitativa di qualit inserendo disoccupati e inoccupati a vario titolo in
programmi di formazione e partecipazione al vasto lavoro di ricostruzione e recupero
dell'abitato colpito.
-i piani di ricostruzione devono essere condivisi con la popolazione in modo che questa sia
prontamente aggiornata sulle possibilit e sulle problematiche che i processi di
ricostruzione metteranno in evidenza senza per forza un processo partecipativo classico
ma creando una interazione continua tra utenti e amministrazioni.
-realizzare interventi antisismici diffusi e di dimensioni adeguate ad accogliere la
popolazione nei momenti di socialit che nella stagione fredda e piovosa si renderanno
necessari ed eventualmente in futuro potrebbero essere rifunzionalizzati od utilizzati come
supporto base alle emergenze future.
SOSTENIBILIT ECONOMICA
L'ultima anche la prima delle tre esse.
La sostenibilit economica, posta al terzo posto, in realt deve essere la linea guida
nell'attuazione dei punti di cui sopra.
E' necessario:
-che i cittadini conducano un percorso di ricostruzione ponderato ma il pi celere possibile
evidenziando costi e qualit delle differenti opportunit costruttive attraverso
comunicazioni trasparenti e continue tra tecnici ed utenti.
Ad es. sarebbe utile redigere degli abachi tipologici affiancati ai relativi costi-benefici da
parte della cordata di tecnici che si sono resi e si renderanno disponibili ad operare a
favore della popolazione colpita.
-creare una tutela verso le fasce deboli con l'individuazione di soluzioni per coloro che non
hanno nessuna disponibilit economica e attivando la popolazione disoccupata e
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inoccupata in programmi di formazione utili nell'inserimento nella ricostruzione per tutte le
parti che non richiedono manodopera specializzata.
-produrre tipologie di intervento per l'emergenza anche con opere temporanee
promuovendo alcuni progetti pilota a basso costo da attivare per realizzare o migliorare le
ipotesi abitative per la stagione fredda.
QUESTO DOCUMENTO VIENE POSTO A PREMESSA DI UN LAVORO CHE SI STA
SVILUPPANDO A SUPPORTO DELLA POPOLAZIONE COLPITA NELLA FASE DI
REINSEDIAMENTO E VUOLE DAR VOCE A QUEI CONTENUTI CHE POSSONO
SVILUPPARE UNA NUOVA GRANDE AREA A SVILUPPO SOSTENIBILE CHE
EVIDENTEMENTE MIGLIOREREBBE LA QUALIT DELLA VITA NELL'EMILIA COLPITA
DAL SISMA.
3 agosto 2012 San Possidonio
Architetti:
Mina Bardiani
Alessandra Campanini
Maddalena Ferraresi