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16 LETTERE E COMMENTI

Mercoled 3 ottobre 2012

Mercoled 3 ottobre 2012

LETTERE E COMMENTI 17

LETTERE ALLA GAZZETTA

LORUSSO
servono a finanziare intollerabili privilegi. Le funzioni e le competenze delle Regioni e degli Enti locali, pur cos ben definite nella Costituzione e nelle leggi ordinarie sono state per lo pi travisate e tradite rispetto al principale scopo di rendere servizi alla collettivit e per questo anche i tributi, giustamente dovuti per ottenere quei servizi, si sono trasformati in insostenibili gabelle che in alcuni casi spezzano la schiena dellasino - contribuente o al peggio portano la gente pi fragile al suicidio. Ora dopo tante parole il cui significato stato annichilito o svuotato avremmo bisogno di fatti, di idee ispirate al buon senso, di comportamenti in cui non c distinzione tra pubblico e privato, di buona fede e di moralit non bacchettona. Abbiamo bisogno di qualcuno che elabori e guidi un grande progetto di vita per i prossimi anni, di poter sognare un nuovo risorgimento come quello di 150 anni fa, in cui uomini e donne hanno donato la propria energia e a volte la vita, per realizzare lideale di un popolo unito. E noi cittadine di oggi stiamo facendo il possibile per riempire di contenuti le parole come uguaglianza, libert, opportunit o democrazia paritaria? Nunzia Bernardini Bari

Quotidiano fondato nel 1887

Direttore responsabile: GIUSEPPE DE TOMASO Direttore: CARLO BOLLINO S.p.A. Editrice del Sud-Edisud Redazione, Amministrazione, e Stampa: Viale Scipione lAfricano, 264 70124 Bari

Quanta ipocrisia nella politica un danno per la democrazia


a cappa di ipocrisia che ammanta il dibattito dei partiti nel nostro Paese ha soffocato, stritolato o alterato il significato profondo di tante parole. Volete qualche sommario esempio? La democrazia appare svuotata e il popolo invece di esercitare quel potere assegnato, per lappunto, al dmos somiglia sempre pi ai sudditi derelitti vissuti nei secoli bui. E cos i cittadini, invece di svolgere il ruolo di protagonisti sono diventati spettatori divisi in tifoserie e, al massimo, utili portatori dacqua in occasione di assemblee e congressi. I partiti definiti dalla costituzione come espressione del diritto dei cittadini di associarsi liberamente per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, sono invece diventati lobby di interessi corporativi ed elitari. Il voto di preferenza diventato voto di scambio e la

Tv, strumento di depistaggio


> CONTINUA DALLA PRIMA > ra le righe del provvedimento, motivato dal pericolo di fuga e di inquinamento delle prove, compare per la prima volta nella storia giudiziaria del nostro Paese il riferimento al depistaggio mediatico, che sarebbe stato messo in atto scientificamente da er Batman allo scopo di screditare i suoi antagonisti e altre persone coinvolte nel Laziogate 2012 e di salvare la sua persona. Soppressione di prove nella sua disponibilit lungo e variegato lelenco dei beni che sarebbero stati acquistati con i fondi distratti, desumibile dalle fatture finite negli ingranaggi (imperfetti) del suo distruggidocumenti: dalle cravatte alle sciarpe di seta e alla pelletteria, da una jeep a una caldaia per combattere i rigori dellinverno romano ma non solo. Gli si contesta anche lalterazione del quadro probatorio mediante la manipolazione di documenti utilizzati, si legge nellordinanza, per formare dossier riguardanti i suoi pi diretti avversari politici nellambito del Gruppo consiliare e consegnarli agli organi di informazione. La giustizia mediatica si mostra quindi in uninedita dimensione. Non pi (e non solo) come processo celebrato davanti agli sguardi indiscreti delle telecamere, dello spettacolo messo in scena dai pi celebri talk show negli ovattati studi televisivi con la partecipazione straordinaria di esperti (veri o presunti) che analizzano

Presidente: Mario Ciancio Sanfilippo Consigliere delegato: Giuseppe Ursino Consigliere: Domenico Ciancio Sanfilippo Responsabile del trattamento dei dati personali: Giuseppe De Tomaso Sede centrale di Bari:

ricerca del consenso si rivelata la madre di tanta corruzione e dellaumento vertiginoso del debito pubblico. Le elezioni si sono geneticamente modificate e piuttosto che rappresentare momenti importanti di libera espressione della volont popolare si sono ridotte a luogo di sperimentazione di vari meccanismi elettorali sempre pi fantasiosi e propensi a garantire, o meglio eternare la stessa classe dirigente . Proprio quella classe dirigente selezionata dai partiti, che ha saputo difendere i propri poteri in spregio a quel bene comune che avrebbe dovuto tutelare ed esaltare. Le campagne elettorali, alla faccia di ogni spending review, ormai costano cifre astronomiche che imprenditori o faccendieri spendono con lunica manifesta dietrologia di recuperare al pi presto quanto investito La quota dellindennit ai politici, giustamente prevista dalla Costituzione, ha raggiunto grazie a leggi compiacenti, importi incredibili e direi immorali che

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Aldo Moro santo ma la Chiesa predica ben altro sui santi


Aldo Moro aveva degli occhi vivaci e brillanti, capaci di trasmetterti qualcosa senza usare la parola. Era indubbiamente una persona molto intelligente e riusc a tenere in piedi governi impossibili e impensabili in quei tempi, come quelli di centro-sinistra. Era come mettere d' accordo il diavolo e l'acqua santa. Ha fatto tanto per il sud e ha dato lavoro a migliaia di persone. Fu questo il suo maggiore impegno: l'industrializzazione del Sud per far s che le persone non continuassero ad emigrare al Nord o all'estero. Egli stato un grande uomo politico e con lui abbiamo avuto il boom economico, ma da qu a farlo santo ce ne passa. Il santo colui che sconfigge il demonio senza compromessi. Il santo colui che rinuncia ai suoi averi per darli poveri e, se non sbaglio, Moro quando era onorevole, non rinunciava allo stipendio di professore universitario, che svolgeva solo nei ritagli di tempo. Era un uomo pio, un credente che andava in chiesa tutte le mattine, ma per essere santo ci vuole ben altro e non per caso sull'argomento la famiglia tace e gli amici sono sorpresi. Se poi il santo per la Chiesa il praticante che non fa del male agli altri, vuol dire che la schiera dei santi infinita e

non il caso di menzionarli sui calendari. Biagio Sannicandro Bari

Sulla scena politica tanti personaggi congeniali a Goldoni


Sior Todero furbacchion. Ci sono, sulla scena politica italiana, personaggi che sembrano usciti dalla penna di Goldoni e farebbero la fortuna di altre sue commedie. Per esempio quei furbetti, o presunti tali, che passano la loro vita politica organizzando giochini e manfrine per andare al governo, ma c sempre qualcosa che gli va storto. Il tempo passa, i capelli imbiancano, ma Sior Todero non la smette di fare il furbacchion. Francesco Berardino Foggia

Sono davvero triste per quanto sta avvenendo in questi giorni nel nostro Paese. Speriamo che la Guardia di finanza e la magistratura, di cui siamo orgogliosi, non abbiano nessuna compassione verso questi mangiatori di ostriche. Giovanni Emanuele Franco Mesagne (Brindisi)

La corruzione pesa come una tassa occulta


Ecco unaltra tassa occulta che costa a tutti noi 170 euro di reddito ogni anno. Si tratta della ricaduta di tangenti e altre forme di corruzione. Circa 4 milioni e mezzo di concittadini sono stati coinvolti nella malversazione. La perdita di ricchezza pari a 10 miliardi di euro annui del Prodotto interno lordo. La Corte dei Conti ha messo in risalto lonere della corruzione sui bilanci pubblici: 50-60 miliardi lanno, ovvero 1.000 euro a testa per ognuno di noi. La rete della corruzione anche un disfacimento morale: il vero disastro di ogni societ. Occorre denunciare ogni forma di corruzione, se no lo schifo diventa irreversibile. Fabio Scari Bergamo

Di moda i tatuaggi una volta erano retaggio del carcere


Lesercito ha deciso di vietare ai militari nelle parti visibili del corpo il tatuaggio in nome del rispetto che si deve alla divisa. Da simbolo di ribellione e di rifiuto della normalit il tatuaggio diventato una moda. Ricordo molti anni fa quando in occasione della festa patronale veniva un signore aitante con tatuaggi solo alle braccia che facevano sfoggio della sua forza fisica esibendosi con diversi esercizi ginnici. Noi ragazzi lo chiamavamo il forzoso sapendo per che i segni se li era procurati in carcere. Quei brutti segni erano il retaggio della sua prigione: invece, sono di gran moda e tutti ne fanno sfoggio. Vincenzo Quattromini Altamura (Bari)

i pochi elementi a disposizione per pronunciare un verdetto anticipato (e inappellabile) di colpevolezza. I media, in questo caso, si fanno essi stessi strumenti processuali, ne diventano parte inconsapevole, piegati dallindagato al soddisfacimento dei propri interessi, adoperati per sostenere una (quantanche improbabile) linea difensiva. Fiction e realt si compenetrano, i fatti e la rappresentazione che i media ne offrono al pubblico si fondono e si confondono, in un groviglio che rischia di divenire inestricabile. A farne le spese, inutile dirlo, la giustizia. Quella giustizia che la nostra Carta fondamentale vorrebbe amministrata in nome del popolo (art. 101 comma 1 Cost.), prevedendone anche casi di partecipazione diretta (art. 102 comma 2 Cost.), non certo dal popolo subita, n delegata ai media. Accade invece, nellItalia del terzo millennio, che lancora di salvezza pi immediata per chi si trova invischiato in una poco edificante vicenda giudiziaria divenga proprio lo schermo televisivo, luniverso dei media. Lalibi si costruisce in tv, la presunzione dinnocenza si alimenta in rete o sui giornali (quei giornali che pure hanno il potere di sbattere il mostro in prima pagina), sapientemente orientati da interviste, dossier addomesticati e fantomatici scoop. successo qualcosa del genere, ma in maniera molto pi nave, per il delitto di Avetrana. Lonnipresenza mediatica di Sabrina Misseri, che ha caratterizzato il periodo imme-

diatamente successivo alla scomparsa di Sarah Scazzi, poi risultata un tentativo di sviare gli investigatori creando una sorta di alibi mediatico. Un comportamento censurato dai giudici che, nel disporre la custodia cautelare in carcere nei confronti della figlia di zio Mich, hanno evidenziato i pericoli per un corretto svolgimento delle indagini derivanti dalle sue scorribande televisive (levidenza mediatica acquisita dallindagata e le sue possibilit di contatti con una moltitudine non calcolabile di persone fanno s che, solo se ristretta in carcere, ella si trovi nellimpossibilit di mantenere tali relazioni, che ben potrebbero garantirle di inquinare i risultati investigativi). Dove finisce la realt e dove inizia il regno dei media? sempre pi difficile comprenderlo, come ci suggerisce anche Reality il bel film di Mat, teo Garrone vincitore del Grand Prix della Giuria a Cannes 2012 e da qualche giorno nelle sale cinematografiche. Uno spaccato dei nostri tempi, solo apparentemente surreale. Il Grande Fratello dappertutto, ci lusinga e ci osserva, fino a stravolgere le nostre vite facendoci perdere il senso della realt se non restiamo ancorati a solidi valori. E il Crime reality show non da meno: insidioso e pervasivo, riesce a insinuarsi nel nostro quotidiano e a condizionare uno dei pilastri della societ civile, il rendere giustizia sanzionando chi non rispetta le regole. O almeno ci prova. Sergio Lorusso

IL PERICOLO DI UNA GUERRA A OLTRANZA


di DOMENICO PALMIOTTI
> SEGUE DALLA PRIMA > roprio quando stiamo per avere le regole che sottrarranno a Riva ogni alibi e ogni tergiversazione sugli investimenti da fare per mettere in sicurezza la fabbrica, assistiamo ad una specie di gara a chi strilla di pi, a chi si smarca di pi, a chi si differenzia di pi. Come se lobiettivo non fosse quello di trovare una giusta soluzione tra salute e lavoro, ma quello di ritagliarsi uno spazio di visibilit. Magari pensando a scenari futuri. La trasmissione LInfedele in onda luned sera su La7, nonostante Gad Lerner sia stato bravo nel condurla, ha mostrato allItalia una piazza del martoriato rione Tamburi pi incline alle urla e alle invettive, dove unopinione diversa non deve avere una sua legittimit di espressione ma va zittita e basta. Non ci si contrappone ad un altro che la pensa diversamente da te col ragionamento ma lo si sommerge di fischi. Lo diciamo chiaramente: questapproccio non serio. E rischia, ancora una volta, di accreditare lidea di una citt divisa e rissosa, nientaffatto allaltezza delle scelte che sono necessarie. Il mondo ambientalista tarantino, che pure anni fa stato capace di portare nelle strade migliaia di persone a dire no a fumi, polveri e veleni, oggi non solo spaccato ma ci sembra sopraffatto dallala pi dura e radicale, da chi sogna una citt fatta solo da bonificatori, da chi oscilla fra il chiedere unAia rigorosa e netta e chi invece dellavviso che allIlva lAia non vada data perch troppo vecchi sono gli impianti per essere risanati. Chi propone, chi studia, chi indica soluzioni, anche importanti, non riesce a far sentire la propria voce rispetto a chi pensa che gridare in una piazza Taranto Libera risolva le questioni. Ma anche la politica non sta offrendo una bella immagine di se. Giusto porre paletti vincolanti sullAia, giusto chiedere un provvedimento che affronti il problema alla radice, assai meno opportuno, invece, ci pare quella specie di effetto domino che il caso Ilva sta generando anche nelle istituzioni. Ovvero: poich lIlva inquina, fermiamo tutti gli altri progetti che hanno un impatto ambientale. Vedi lammodernamento della Cementir o lalt a Tempa Rossa per la parte che attiene la raffineria Eni di Taranto (ma potrebbe avere riverberi anche sul giacimento petrolifero che in Basilicata). E fa nulla che si tratta di progetti discussi e ridiscussi, gi autorizzati e che mettono in moto investimenti importanti. No, si deve stoppare tutto. In modo generale e indistinto. Ignorando che cos le industrie chiuderanno, i posti di lavoro saranno cancellati e non ci sar pi nulla per nessuno se non una depressione economica ancor pi acuta di quella che soffriamo. Politici e amministratori seri spiegano le loro scelte, aumentano attenzioni e controlli sulliter e sulla dimensione dei progetti, rafforzano - se lo ritengono indispensabile - le condizioni di tutela dei cittadini e dellambiente e le ricadute sulleconomia locale, ma non si rimangiano senza una valida motivazione le decisioni assunte. Lasciamo stare se lo stop del Consiglio comunale ai diversi interventi (parliamo di un importo complessivo di 600 milioni di euro) avr o meno effetto concreto, visto che un no affidato ad un ordine del giorno. Quel che conta il segnale che si d allesterno e il fatto che sia venuto da unistituzione importante come il Consiglio comunale non secondario. Unistituzione pubblica ha doveri e responsabilit, se ne fa carico, e non si lascia sedurre dalla piazza, dai movimenti o dai social network. Ora, dire che Tempa Rossa pericoloso per Taranto perch aumenta il traffico delle navi petrolifere in rada e quindi il rischio di incidenti in mare, vuol dire, seguendo lo stesso filo logico, che lo sviluppo del porto pu essere ugualmente pericoloso perch un eventuale disastro potrebbe anche essere provocato da una nave portacontainer. Allo stesso modo, pensare che si possa ridurre lImu in quasi mezza Taranto solo unillusione ed una pronuncia demagogica sia perch non ci pare che lemergenza ambientale sia uguale ovunque, sia perch un conto sono le case popolari dei Tamburi inondate dalle polveri di minerali, altro sono gli attici lussuosi del Lungomare. In questo scenario ben diverse suonano le parole degli operai che sono sul camino E312, e con loro anche quelli dellaltoforno 5, quando chiedono che tutti - azienda, Magistratura, Governi locali e nazionale - abbandonino le guerre in atto per sedersi intorno ad un tavolo per trovare la giusta chiave. Parole responsabili e non rabbiose da chi da giorni protesta a diverse decine di metri daltezza. Vero che la Magistratura un potere autonomo e non pu fare trattative, ma nemmeno la contrapposizione custodi-Ilva pu andare avanti allinfinito. Non ci si pu limitare ad una sfilza di no; si devono trovare responsabilmente le soluzioni. E un primo passo deciso verso la responsabilit lo deve fare soprattutto lIlva. Scoprendo le carte, rivelando quanto investir oltre i 400 milioni e dicendo cosa vuol davvero fare a Taranto. LAia in arrivo e il tempo per dare una risposta sta scadendo.

RINO FORMICA

Italia, unanomalia dopo laltra


a storia dellItalia repubblicana una lunga catena di anomalie. E la tesi di Fabrizio Cicchitto formulata nel suo ultimo libro La linea rossa. Fin dalle prime battute si dichiara, da parte dellautore, che lanomalia il concetto-chiave dellanalisi, la categoria storico-politica attraverso la quale leggere, ma soprattutto decrittare, i codici a volte oscuri con i quali scritta la storia politica del Paese. Lanomalia la chiave di tutto, che tutto spiega, che tutto dovrebbe spiegare ma che alla fine rimane prigioniera della stessa capacit onnicomprensiva perch si ritrova, alla fine della storia cio ai giorni doggi, al punto dinizio: il Paese ancora avvolto in unaltra anomalia. In attesa di un Godot che ne interrompa la soffocante continuit. Ora per, forniti della chiave di volta, entriamo nel labirinto delle anomalie nazionali. Tutto ha inizio (secondo Cicchitto ma qui c piena condivisione) nellItalia del dopo-guerra da un personaggio, Togliatti, che arriva a Salerno da Mosca portando con s una nuova idea di partito e una linea politica che intreccer in maniera inedita e del tutto originale storia nazionale e politica internazionale, la politica internazionale dellUrss oramai nella sua proiezione imperiale. Il Partito nuovo diventer, nelle mani di Togliatti, non soltanto lo strumento della rivoluzione democratica al servizio delle masse popolari, non solo la ritraduzione del gramscismo in una versione che ne avrebbe occultato lenorme potenzialit critica verso gli esiti del socialismo reale per esaltarne invece la forza egemonica sulle classi dirigenti e gli intellettuali del paese, ma diventer una idea del Paese. Certamente il PCI sar riconosciuto (e valutato) per la potenza della macchina organizzativa ma lenergia creativa a collocarlo organicamente nel nuovo panorama politico dellItalia della ricostruzione. Il capo del PCI non lanomalia in s, non in quanto rappresentante di una istanza rivoluzionaria in unarea, lEuropa occidentale, conquistata definitivamente alla democrazia; la vera anomalia, quella dalla quale origineranno tutte le altre (che chiamiamo sub-anomalie) lidea della societ organica che il PCI togliattiano riuscir a trasferire nel sistema politico-ideologico della Nazione, una idea di societ fissata nella Carta costituzionale, una idea che avr dignit costituzionale. Cos la societ organica? E il legame ideale e fattuale del popolo ai grandi partiti di massa, alle organizzazioni sindacali, al sistema economico (il ruolo delleconomia mista sar decisivo), al sistema sociale nel quale il lavoro eserciter una forte attrazione ideologica, il tutto organicamente organizzato per una perfetta vita democratica. Ma di questo schema organicistico quale dovr essere il collante politico? La risposta : lunit antifascista, lantifascismo come cifra della legittimazione democratica, antifascismo inteso come potente vincolo unitario, patto storico, obbligazione morale e politica, culturale e civile allunit delle forze politiche liberatrici del Paese dalla dittatura. La legittimazione democratica del comunismo italiano, nel modello togliattiano, si realizza non attraverso un passaggio ad Occidente del blocco ideologico del PCI (cio in un passaggio revisionistico) ma con la condivisione da parte di tutte le forze politiche costituzionali dellobbligazione unitaria deri-

Nessuna compassione per questi mangiatori di ostriche


La dignit umana inviolabile, non si pu tacere di fronte allo stillicidio della corruzione che sta avvenendo in Italia presso le regioni, chi pi chi meno sta facendo scandalo rubando a tutti i cittadini onesti che pagano le tasse.

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701.000 lettori al giorno medio (Audipress 2012/II)


PROPRIETA: MEDITERRANEA S.P.A.

fu sempre e soltanto un liberale doc. o lho conosciuto, Enzo Tortora. Era il Lo riincontrai per caso al termine del suo novembre dell81 ed al Congresso del calvario, alla RAI di Bari dove dovevamo PLI di Firenze, in cui io insperataregistrare due appelli elettorali per i nostri mente ascesi alla Direzione Nazionale rispettivi Partiti alle politiche del 1987. Era del Partito, lui entr nel Consiglio Nazioun altro uomo, scavato dalla sofferenza, reso nale, insieme ad altre personalit di spicco quasi verde dal dolore, con gli occhi spenti come Piero Chiara e Bruno Lauzi. Ricordo il in uninfinita tristezza. Mi riconobbe e, dosuo discorso, una armonica e frizzante colpo un amaro ma bonario rimprovero per lezione di gemme linguistiche e di prodotti di alta cultura, in cui ironizz sul fatto che, di TOMMASO FRANCAVILLA quelle esitazioni di un Partito al quale pure aveva dato lustro, mi disse che lItalia avrebnella nostra geografia interna, lui, che di OPINIONISTA POLITICO be conosciuto tempi molto neri se non avessinistra non era mai stato e ne aveva pagato se affrontato drasticamente una questione-Giustizia inquinata da anche lo scotto, risultava catalogato proprio col. Per tre anni lho incontrato a tutte le riunioni del Consiglio, in cui i Magistrati tanto feroci e rampanti quanto incapaci e dalla cancrena suoi interventi deliziosi costituivano - almeno quanto quelli dei nostri dei pentiti, che infatti proprio con lui iniziarono a seminare i veleni leaders - uno dei momenti clou, ed in uno dei quali ebbi modo di mortali che avrebbero presto ammazzato la Prima Repubblica e deringraziarlo per uno splendido servizio che aveva dedicato a Por- vastato miriadi di vite innocenti ed interi sistemi territoriali. Quando tocc a me sbattere, altrettanto innocente, contro questa tobello alle Grotte della mia Castellana e mi promise che ne avrebbe riparlato, per taluni problemi che erano insorti sulle loro prospettive. Giustizia, mi tornarono alla mente quel volto e quelle parole e mi Cero anchio quando presiedette e moder un Convegno a Napoli domandai cosaltro avrebbe dovuto succedere perch ci si decidesse in sulla criminalit organizzata che avrebbe attirato su di lui lattenzione quella che era la madre del diritto, ad estirpare la cancrena della rabbiosa dei suoi futuri calunniatori, e per il mio modesto intervento malagiustizia. Oggi, venticinque anni dopo, ripercorro quella storia e mi accorgo ne ebbi parole gentili. Al suo arresto non reagi come avrei dovuto, ma come avrebbe forse che nulla siamo stati capaci di cambiare, che le sue indicibili sofreagito lui al mio posto. Uneducazione allinsegna del senso dello Stato ferenze sacrificio e la sua battaglia impari ma fiera ed indomita contro e delle Istituzioni mi impediva di pensare che una tale enormit non limbarbarimento di una Patria che struggentemente amava non fosse in realt fondata sul nulla, e nel Consiglio Nazionale che ne segu hanno cambiato nulla; che nemmeno un Referendum stravinto nel suo non fui tra i falchi che chiedevano forti manifestazioni di solidariet. nome ha scalfito la prepotenza di una casta di intoccabili che gioca con Oggi non soltanto me ne pento come un ladro sul piano umano, ma mi cinica spietatezza con la vita e la morte delle persone. Ma qualcosa ci rimasto. Lesempio di dignit e di coraggio di un domando se quello di non sposare totalmente la sua causa non sia stato un errore ed un misfatto fatale per il Partito che pi di tutti avrebbe grande Italiano, che ha fatto del suo dolore una bandiera per la Causa dovuto sostenere le ragioni della presunzione dinnocenza, tanto pi a di unItalia pi giusta ed umana. Caduto di fatto sul campo di battaglia per la Libert di tutti noi. Un Eroe ed un Martire del nostro tempo, che fronte della canaglia che infangava quel galantuomo. Ovviamente non ci volle molto per comprendere il nostro errore, ma vale quanto Falcone e Borsellino, anche se tardano ancora le inintanto lo avevamo perduto, anche se nella sua militanza radicale egli testazioni di strade e scuole.

ENZO TORTORA UN EROE MARTIRE COME FALCONE

vante dalla comune lotta al fascismo, cio passa dal riconoscimento pieno del carattere diverso che il modello di democrazia nazionale dovr assumere: la democrazia progressiva, la democrazia del compromesso.Il capolavoro di Togliatti stato di fissare lantifascismo non solo come valore ideale ma come modello politico. Lalleanza organica e non tattica con il cattolicesimo politico di matrice dossettiana, invece, stata la condizione ideal-politica necessaria per la firma del capolavoro. Alla Costituente Togliatti e Dossetti sono i vincitori, De Gasperi lo sconfitto. Solo la sospensione della ideologia costituzionale da parte di De Gasperi (sino alla legge-truffa) e la saldatura del cattolicesimo liberale al liberalismo di Einaudi consentir al Paese di vivere una stagione di crescita economica e sociale che mai pi avremmo conosciuto con una intensit e linearit a quella paragonabile. Con la definitiva uscita di scena di De Gasperi lanomalia dilaga, occupa tutti gli spazi della politica e delle istituzioni, si articola e si perfeziona nelle complicate geometrie di Moro, nei modelli neo-corporativi e statalistici di Fanfani, nel soffice pragmatismo doroteo, nelle astuzie conservatrici di Andreotti. Riuscir a superare le velleit riformatrici del centro-sinistra neutralizzandone i fermenti liberaldemocratici, e perfino superare le intemperie del Sessantotto. Anzi ne uscir rinforzata. Il passaggio dal realismo politico di Togliatti al moralismo di Berlinguer fornir nuova linfa alla anomalia della democrazia italiana, al fondamento unitario che la ispira. La sua spinta sar cos potente da favorire addirittura una rivoluzione politica nella stessa DC che affider a Moro il disegno della modernizzazione del Paese non con il superamento dellanomalia ma con la sua conferma: la modernizzazione del paese dovr attraversare il purgatorio del processo di democratizzazione (e di assorbimento) del comunismo italiano. Antica utopia della sinistra dossettiana. Si pu comprendere, arrivati a questo punto, che il continuismo della storia politica nazionale, scandito dalla coazione a ripetere lo schema consociativo e che poggia, lo ripetiamo, sulla forza costituzionale del progetto, porter a una lacerante situazione di contrasto tra il paese reale che chiede con sempre maggior consapevolezza la normalizzazione del sistema politico secondo regole non scandite dalla coppia amico-nemico (antifascismo-fascismo) ma secondo le regole dellalternanza e la rigida griglia sistemica originaria. Da questa contraddizione che contraddizione primaria, di sistema discendono tutte le sub-anomalie: il carattere minoritario del riformismo socialista in un Paese pur affamato di riforme, lincapacit a organizzare con visione maggioritaria larea del moderatismo nazionale, le debolezze del capitalismo italiano, lo sprofondamento del quadro sociale nel parassitismo assistito dallo Stato e nel vitalismo che da questo si separa; e tante altre ancora. Neanche la tragedia di Moro riuscir a spezzare la catena. Neanche lirruzione sulla scena politica del protagonismo del PSI craxiano, della rupture rappresentata dalla stagione del riformismo socialista ne fermer la corsa. Ma questa unaltra storia. O unaltra anomalia.