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Piccoli Comuni, votata la legge: abolite le Comunit montane.

Entro il 31 dicembre le Unioni


SETTEMBRE 27, 2012 - 2:52PM | BY GIANNI GIACOMINO

Tutto compiuto. Nel pomeriggio di ieri, mercoled 26 settembre, il Consiglio regionale ha approvato la legge sul riordino degli enti locali. Decisa labolizione delle Comunit Montane che, entro il 31 dicembre, dovranno asciare spazio a nuove Unioni di Comuni, create per condividere la gestione di tutte le funzioni amministrative fondamentali.

La nuova legge regionale tocca in particolare i piccoli Comuni (in Piemonte 597 su 1.206 hanno meno di mille abitanti) e cerca di dare risposta alle esigenze di risparmio e razionalizzazione imposte dalla spending review del Governo Monti e prima ancora del Governo Berlusconi. La disposizione obbliga i piccoli Comuni a gestire insieme i servizi legati a trasporti, scuole, urbanistica, pianificazione territoriale, socio-assistenza, protezione civile, polizia municipale. Saranno obbligati, entro la fine del 2012 per tre di queste funzioni ed entro la fine del 2013 per tutte, i Comuni piemontesi fino a 3.000 abitanti in montagna e 5.000 abitanti in collina e pianura, secondo le classificazioni elaborate dal Consiglio regionale 25 anni fa. La soglia minima di 10 mila abitanti, per consentire la gestione associata, prevista dalla normativa statale, viene quindi abbassata notevolmente, dettaglio che ha fatto parlare alcuni di un rischio di moltiplicazione degli enti locali.

Due gli strumenti disponibili: la convenzione e lunione. Si prevede inoltre la possibilit di gestire in forma associata la funzione socio assistenziale anche attraverso la forma di consorzi, che dovranno garantire, per questo servizio, un limite minimo di 40mila abitanti.

Non invece stato inserito in legge il numero minimo di Comuni necessario a creare unUnione, come proposto dai gruppi di minoranza del Consiglio regionale, proprio per limitare laffollarsi di qusti nuovi enti pubblici.

Le convenzioni dovranno individuare un Comune capofila al quale i centri convenzionati assegneranno gestione del servizio e risorse per finanziarlo, ma anche i dipendenti per svolgerlo. A controllare lefficacia e lefficienza delle convenzioni, sar il ministero dellInterno.

Le unioni saranno guidate da uno dei sindaci dei Comuni che le compongono. Quelle composte per la maggior parte da comuni montani si chiameranno unioni montane di Comuni e gestiranno, su incarico dei paesi associati, anche le competenze relative allo sviluppo socio-economico del territorio Questo permetter laccesso ai fondi europei per investimenti e montano. progetti.

Le unioni montane, a differenza di quelle di pianura, per la ragione di cui sopra, potranno

prevedere assunzioni legate alla ricerca di personale da destinare ai servizi legati alla montanit; dovranno per obbligatoriamente pescare nelle liste degli ex dipendenti delle 22 attuali comunit montane (si tratta di 435 lavoratoti in Piemonte). La Regione prevede aggiornamento per questi lavoratori, ma anche procedure di mobilit per chi non avr confermato il posto. Per la gestione associata dei servizi, la regione garantir un contributo che la norma nazionale prevede per si riduca negli anni.

Le attuali Comunit Montane potranno dividersi, su volont espressa dai Comuni, in una o pi unioni. Per capirsi: lattuale Comunit montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, dati i parametri piemontesi, ha la potenzialit per generare addirittura 5 o 6 nuovi enti separati, se decidesse di frazionarsi.

Si partir con le nuove unioni da gennaio 2013, dopo tre mesi intensi di lavoro per definire le convenzioni. Il fondo regionale montagna, previsto per la funzione legata allo sviluppo socioeconomico del territorio montano (oggi di 15 milioni di euro), verr trasformato e individuato in diverse fonti: una parte dallIrap (la tassa sulle imprese) raccolta in loco, una quota dei canoni di imbottigliamento delle acque minerali, una quota delle tariffe del diritto di escavazione, una dalladdizionale regionale pagata dai cittadini per il consumo di acqua pubblica.

Questa legge il frutto di un grande lavoro commenta la Lega Nord e d grande libert ai sindaci. Sul numero in edicola oggi, 27 settembre, ulteriori approfondimenti e i commenti dei politici e dei rappresentanti dei Comuni interessati da questo provvedimento.