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In "Oggi e Domani"- Pescara,Via Tommasi 5, 651262 - Pescara - Fascicolo maggio-giugno 1997.

Rita Melillo, Benito Scopa Dirigere non è solo essere a capo!

Essendo opera di due autori, il libro ha una duplice prefazione, la quale è stampata su due colonne, nella parte conclusiva i due autori, che sono moglie e marito, uniscono nell'intera pagina i loro pensieri e terminano riportando un passo di Benedetto Croce, di colui che era già sottinteso nelle pagine precedenti e che ha avuto il grande merito di sottrarre la filosofia ai cattedratici per portarla in mezzo alla vita. Il passo è tratto dal saggio Aristocrazia e masse e rivendica il carattere umanistico dell'educazione, la quale ha un duplice fine, quello di "guadagnare sempre nuovi elementi al ceto aristocratico e dirigente" e quello di "formare l'ambiente generale in cui i concetti nuovi, gli arditi disegni, gli accorti metodi, le sagge provvidenze che nascono e si maturano nella mente e nel cuore dei pochi vengono accolti con minori fraintendimenti e ostacoli e col maggiore consenso, e trovano molti animi disposti a cooperare alla loro attuazione". La prima sezione del libro, che lumeggia ampiamente il rapporto tra management e filosofia, potrebbe dirsi uno svolgimento e approfondimento di quella definizione che Croce fa del concetto di educazione. Questo lavoro di svolgimento e di approfondimento tiene presenti i molteplici significati che il termine management assume nell'uso comune, e implica l'inevitabilità di una lotta che bisogna intraprendere contro coloro che si comportano come avversari "nella cooperazione tra le parti per il bene della collettività". Ma questa lotta è concepita in modo inadeguato, sul piano di una tolleranza quasi ignara del problema del male, che tuttora persiste in una società dominata dalla criminalità sempre più diffusa e dal fanatismo, il quale si è fatto assai più insidioso di prima, nel rafforzarsi di superstizioni straniere (islamismo). Mi piace a questo proposito ricordare un notevole passo del Gorgia di Platone, il quale afferma che non si può mai indurre la massa ad accettare ragionevoli istituzioni politiche senza costrizione e che la cura che un buon medico prescrive ai suoi pazienti non è sempre gradevole, ma spesso è una medicina amara. La concezione della vita nell'ultimo Croce è fondata sulla dialettica di razionale e irrazionale e quindi ci induce ad ammettere, accanto alla educabilità dell'uomo, anche la sua ineducabilità. La seconda parte del volume è opera di Benito Scopa (identikit del manager del 2000); ha carattere prevalentemente parenetico e precettistico e tiene conto più di una disciplina positiva che di una disciplina negativa; però ammette che in casi molto rari si possa "ricorrere a provvedimenti disciplinari negativi". Ma come e quando, sul fondamento di una visione ottimistica dei rapporti umani, è possibile determinare l'opportunità o la necessità di una disciplina negativa? Benito Scopa ha elaborato delle minute casistiche, che a suo avviso verrebbero a facilitare la soluzione di numerosi problemi relativi all'attuazione di una efficace direzione. La scuola di Marpurgo ha posto una base sistematica della oggettività la quale tuttavia non spiega il divario tra l'immutevole della ragione e il mutevole dell'esperienza; tra questi due piani c'è sempre un salto qualitativo, che è dato dalla scelta, la quale non sempre si lascia ridurre in termini di conoscenza e di sapere. Mai i casi presi in esame da Benito Scopa hanno il carattere di una realtà di fatto, e pertanto non devono essere necessariamente razionali.

Vincenzo Terenzio