Sei sulla pagina 1di 1

Corriere del Mezzogiorno Domenica 30 Settembre 2012

17 Gli angeli di Craig Warwick


Domani a Tuglie, alle ore 19.30 presso i giardini del B&B residenza Mosco (in via Cesare Battisti 7), il festival del libro Impressioni dAutore ospita Craig Warwick (in foto) che presenta il suo ultimo libro Parlami ancora, edito da Rizzoli. Sulla falsariga del libro precedente Tutti quanti abbiamo un angelo, Warwick continua a raccontare di esperienze spirituali in cui gli angeli hanno portato messaggi capaci di cambiare la vita degli interlocutori, di arricchirla e di regalare nuova gioia.
RIPRODUZIONE RISERVATA

BA

Cultura

Spettacoli&Tempo libero

Scritture Il caso Antonio Turi, autore teatrale ora al lavoro su Quattro passi nel buio, oltre lamore

La sassata
di Giovanni Sasso
giovanni.sasso@proformaweb.it

Libri e social fund raising


Su Facebook c chi scrive un romanzo e raccoglie sostegno anche economico da chi vuol leggerlo. O esserne protagonista
di LIVIO ROMANO

Il problema della casta


redete che sia la casta il nostro problema? Anchio. Ma intendo il libro, quello di Rizzo e Stella. Ha rovinato lItalia. Vi spiego perch. 1) Le pochissime persone perbene di questo Paese che avevano intenzione di entrare in politica, lhanno letto e hanno pensato: che merda la politica!. 2) I restanti lettori, cio la grande maggioranza, gli italiani medi, opportunisti ed eticamente flessibili, dopo un sospiro di simulata indignazione, hanno cominciato a riflettere su quanto fosse sfigata la loro vita in confronto al facile, remunerativo e lussurioso mestiere di politico raccontato nel libro. Si sono dunque prontamente candidati in tutte le possibili tornate elettorali del pianeta, dal parlamento europeo fino alla presidenza della giuria di Miss Simpatia alla sagra del baccal. 3) La conseguenza algebrica di questo fenomeno stata la produzione di unenorme quantit di non eletti, i quali ora trascorrono le loro giornate sui social network deprimendo il Pil e alimentando la loro antipolitica (leggi: invidia nei confronti dei politici) attraverso valorose battaglie civili, tipo la petizione per ridurre la quantit di zafferano nei risotti della mensa del Parlamento. 4) I pochi politici onesti invece, atterriti dalla caccia alle streghe, anzich pensare a nuove leggi, passano la vita ad elaborare stratagemmi anticasta. Un assessore di Isernia ha venduto la sua Ritmo del 91 solo perch era blu. Con il ricavato si comprato una Graziella (bianca). Un consigliere comunale di Cuneo ha perso venti chili in due settimane perch, per evitare di essere fotografato mentre mangia (scandalo! vergogna! e io pago!) si nutre solo, di nascosto, di Zigul al lampone. Rizzo, Stella, abbiate piet, rinnegate quel libro. Non mi vengono in mente altre soluzioni, anche perch ora devo andare: la sfilata di Miss Simpatia non pu partire, senza il suo presidente di giuria.
RIPRODUZIONE RISERVATA

i scrive di solito il dilagare dei social network, al plurale. Come se queste reti globali fossero decine, come se il fenomeno Facebook non colmasse e pressoch esaurisse il nuovo bisogno planetario di sentirsi costantemente interconnessi. Si dir Linkedin. Ma si tratta di un epigono minore. Di account che la gente si confeziona solo perch qualcuno dice che pu servire per il lavoro, ma in realt luogo virtuale noiosissimo, ben lontano dalla funzione di svuotacervello, di breve (o lungo, dipende dal grado di dipendenza) ristoro a una giornata, appunto, di lavoro alla fine della quale tutto faresti tranne che continuare a coltivare relazioni ipoteticamente vantaggiose per lattivit che svolgi. E daltro canto, in Facebook stesso, le occasioni per venire a contatto con gente del tuo ambiente, per sviluppare progetti pi o meno ampi, per lanciare flash mobs, per creare movimenti di opinione - ce lha insegnato Obama - non mancano certo. Lha capito bene Antonio Turi, barlettano, appassionato di tutto quello che ha a che fare con la cultura, giornalista, addetto stampa, copy writer, formatore in tutti questi ambiti e autore di teatro (Premio Flaiano), di radiodrammi (Targa Bortolotto al Premio Candoni), dialoghista televisivo, autore di racconti e aforismi nonch emanatore seriale di seguitissimi post arguti e narrativi che attaccano sempre, da perfetto cantastorie, con Dice che... per poi mettere in scena conversazioni e scontri quotidiani fra uomini e donne o fra soli uomini che discettano, appunto, di donne. Oggi il social sta investendo tutti i campi delle attivit umane e allora perch non pensare di modificare anche la prassi che governa il mondo editoriale?, si chiede Turi nellannuncio che un paio di settimane fa ha lanciato su Facebook. Il progetto tanto interessante quanto ambizioso. Pubblicare le prime ottanta pagine di un romanzo al quale lo scrittore lavora da anni, e vedere leffetto che fa: il meccanismo del cosiddetto Social Fund Raising. La storia, dal titolo Quattro passi nel buio, oltre lamore, pare risentire della propensione alla scrittura teatrale della produzione di Turi. Michele ed Esther sono una coppia di separati costretta ad avere ancora rapporti dalla neces-

Sopra, Antonio Turi. Sotto, una foto di Fabrizio Caratelli intitolata Quattro passi nel buio

sit di condividere gli obblighi derivanti dallesistenza di una figlia quindicenne, Valeria. Lui un cinico pubblicitario di successo, lei una bellissima quarantenne, ex miss qualchecosa e ora addetta alle Pubbliche Relazioni pi per poca voglia di stare in casa che per necessit, libertina per se stessa ma intransigente con la figlia Valeria alle prese col primo amore della sua vita. Lo sfondo il passaggio dalla Farsa Infinita del Governo Berlusconi allascesa del sobrio Monti. A far da contorno, una serie di personaggi secondari presi pari pari dal catalogo dellumanit tipizzata di inizio secolo: il nerd, la pasticciona-generosissima, il sex addicted accomunati dalla perdita di quel magnifico col-

lante che ha tenuto insieme le persone per migliaia di anni, lamore, scrive lautore. E allora ecco qua la scommessa - di importazione, al solito, statunitense. Saltare a pie pari la trafila di invio manoscritto, spontaneo o attraverso laddetto ai lavori, attesa di una risposta, editing, distribuzione, promozione. Stare a vedere se la pletora di utenti connessi al Fund Raising attraverso Fb, si appassiona alla storia tanto da fornire i dati della propria carta di credito per prelevare una copia del romanzo o, addirittura, da centodieci, fino ad arrivare a trecento euro, aspirare a che uno dei personaggi secondari o una comparsa o proprio i protagonisti portino nome e cognome di

chi ha scucito la transazione. Obiettivi nientaffatto chimerici se si pensa al delirio narcisistico che contagia gran parte della popolazione facebookiana. Si sa che la Rete ha allargato in maniera smisurata la possibilit di comunicare allecumene pensieri, poesiole, novelle e, a volte, veri e propri romanzi. Ma tuttavia in quel vero e proprio continente virtuale rappresentato da Facebook che la grafomania trova sfogo e lettori veri, non potenziali, i quali spesso a centinaia commentano e cliccano mi piace ai lavori di gente che, a fianco al proprio nome e cognome, sovente scrive poeta o scrittore (scrittrice, anzi, perlopi) avendo allattivo magari la pubblicazione di un paio di racconti sul giornale parrocchiale o una o pi esperienze di autopubblicazioni favorite dallindustria redditizia delle vanity press. Al di l delloperazione a met strada tra la provocazione dadaista e lesperimento mediologico, alla fine dei conti resta il romanzo del vero scrittore Antonio Turi. Che gioca con gli eterni ingredienti della commedia umana e, con una lingua asciutta e lontanissima dalliperletterariet che, secondo la celebre partizione di Giulio Mozzi, contraddistingue la produzione meridionale, fa divertire e riflettere allo stesso tempo e lo rende degno desser pubblicato indipendentemente se liniziativa di Fund Raising, per quanto social, allo scadere dei 60 giorni (il 31 ottobre prossimo), avr raggiunto il suo traguardo.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Geopolitica Anche sul versante balcanico c oggi maggiore consapevolezza, come dimostrano le iniziative del Cesforia e il corso appena concluso

LAdriatico deve uscire dal suo attuale isolamento


di FRANCO BOTTA
e carte colorate dei fascicoli di Limes - la rivista italiana di geopolitica - illustrano meglio di molti scritti le situazioni in cui si trovano i territori e le aree del mondo in cui si vive. Lultimo fascicolo di questa rivista dedica attenzione allAdriatico e ne contiene un paio che dovrebbero essere viste e studiate dai nostri gruppi dirigenti. La prima mostra bene lisolamento di questo mare, rispetto ai poli e ai traffici mediterranei e balcanici. In Adriatico le uniche rotte in funzione sono quelle attivate dai gruppi criminali, come documenta poi la seconda mappa. Sia le carte e sia gli scritti che aprono questo fascicolo di Limes mostrano in che misura le lotte tra porti

e citt, e non solo tra Paesi, stiano condannando questo mare alla marginalit e al degrado. Ciascuna citt punta a catturare quote di traffico, ma in questo modo non si riesce a mettere in campo gli investimenti che sono poi necessari. Se tutti puntano a salvare il proprio tratto di costa e non si tiene conto che in un mare sono poi le decisioni degli altri che contano, e che saranno le correnti a decidere quello che accadr realmente, si perde solo tempo. Se le grandi petroliere continuano a lavare le proprie stive - anche se lo fanno in alto mare - bisogna sapere che tutto approder inevitabilmente sulle rive, spinto dalle correnti e dai venti. Si esce dallisolamento adriatico e si entra in gioco solo se si disposti ad investire nelle grandi infrastrutture che trasportano persone,

Adriatico, una specie di mare interno in situazione di isolamento

merci ed energie. Negare un approdo ad un gasdotto internazionale appare una decisione folle, impedire la costruzione di un rigassificatore non render affatto meno inquinate le nostre coste poich aumenter il traffico delle petroliere. Non possiamo certo pensare che il turismo non abbia alcun impatto sullambiente e che si possa vivere solo di questo e di agricoltura. Il corso di relazioni interadriatiche che luniversit di Bari organizza ogni anno - da sei anni, e che porta a Bari studenti e docenti della riva orientale dellAdriatico - mostra che anche sullaltra sponda le chiusure nazionalistiche sono minori rispetto al passato e che vi una maggiore disponibilit al confronto per discutere di ambiente e di sviluppo sostenibile. Indire riu-

nioni internazionali per dire dei no collettivi ai necessari processi di infrastrutturazione che sono necessari per uscire dalla marginalit mediterranea ed europea che caratterizza questo mare appare una scelta priva di senso, se lobiettivo della Puglia uno sviluppo verde e sostenibile. Bisogna essere capaci di salvaguardare questo nostro bellissimo mare ed essere capaci nello stesso tempo di immaginare un futuro diverso che consenta per esempio - ai nostri giovani di poter restare. Bisogna impegnarsi perch si arrivi a definire in Adriatico e in Europa una strategia di salvaguardia di questo bene comune, sapendo tuttavia che non si punta certo a creare un mar morto, un luogo per attivit marginali. Aprire una discussione internazionale con i nostri vicini per trovare delle strade condivise per uno sviluppo sostenibile dunque una scelta necessaria e obbligata.
RIPRODUZIONE RISERVATA