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DOCUMENTO 1 LE OPERAZIONI DI DISCORSO trattate nel corso di AVVIO ALLA LOGICA E AL DISCORSO GIURIDICO punti-chiave (relativi a ciascuna operazione)

LA QUALIFICAZIONE La qualificazione : l'operazione (x y) che enuncia, di x, una o pi caratteristiche y che non corrispondono alla totalit delle caratteristiche identificanti. Le qualificazioni possono essere: di individualit oppure di classi;

attributive oppure identitarie; semplici oppure composte; descrittive oppure direttive; neutre oppure orientate.

Le qualificazioni devono essere:

pertinenti: vale a dire: devono essere "in tema", nonch in rapporto di "congruenza", rispetto alle esigenze espresse dal contesto; corrette: in particolare, se sono descrittive devono essere vere (sono false, per contro, le qualificazioni che predicano, del qualificando, una classe che non lo include).

L'errore pi grave, in materia di qualificazioni, : l'errore categoriale: si verifica allorch il qualificante: non solo non include il qualificando; ma, addirittura, afferisce a una "filiera di classi" (vale a dire: afferisce a un "universo") che differente dalla filiera a cui afferisce il qualificando. Esempio di errore categoriale: dire che "il treno una attivit di trasporto": qui l'errore categoriale poich il treno non afferisce all'universo dei "fatti" (ove stanno gli atti e le attivit), ma afferisce all'universo delle "cose". Esempio ulteriore: dire che "il legato una persona destinataria di una attribuzione

patrimoniale": qui l'errore categoriale poich il legato non appartiene all'universo delle "persone" (nel qual caso, se ci si riferisse alla persona, si userebbe il termine 'legatario') ma appartiene all'universo dei "fatti". Esempio ulteriore: dire che "l' obbligazione un atto giuridico": qui l'errore categoriale poich l'obbligazione non afferisce all'universo dei "fatti" (ove stanno gli atti giuridici) bens afferisce all'universo dei "rapporti". LA DEFINIZIONE La definizione :

l'operazione (x y) che enuncia, dell'oggetto x, tutte le caratteristiche necessarie e sufficienti (y1, y2, y3,...); la proposizione che enuncia, del significante 'x', il significato "y"

Nota. Le formulazioni, questa volta, sono due: la prima formulazione pi coerente con una visuale realistica ed essenzialistica; la seconda formulazione pi coerente con una visuale nominalistica e semantica. Ci non esclude, peraltro, che una formulazione del primo tipo possa venire utilizzata, per tradizionalismo, anche da persone che, da un punto di vista teorico, siano portatori di una visione del secondo tipo. Le definizioni possono essere:

di individualit oppure di classi; tramite genere e specie; tramite elenco dei componenti;tramite regola d'enunciazione (detta, anche, 'regola d'uso'); descrittive, oppure stipulative, oppure precisanti; interpretative, oppure teoriche, oppure tematiche, oppure qualificatorie...; neutre, oppure orientate.

Le definizioni devono essere:


caratterizzate da linearit (vale a dire: non devono essere circolari); caratterizzate da giustezza (vale a dire: non devono essere troppo ampie e neppure troppo strette); caratterizzate da eleganza (vale a dire: non devono contenere negazioni inutili; non devono essere ridondanti).

Gli errori pi gravi, in materia di definire, sono:

la circolarit: si verifica allorch il definiens include il definiendum oppure una sua variante. Esempi: "il frigorifero lo strumento destinato a refrigerare beni"; "il coniugio il vincolo coniugale". In tali casi la definizione difetta di linearit; ovvero, in altri termini, circolare; ancora in altri termini, tautologica (ripete s stessa). l'eccesso di estensione: si verifica allorch vengono omessi requisiti essenziali, cosicch, in conseguenza, vengono accolti pi oggetti di quanto si debba. Esempi (di eccedenza in estensione): "il frigorifero un contenitore"; "l'impermeabile un oggetto che serve a riparare dalla pioggia"; "il coniugio un rapporto giuridico". Orbene: se si pretende di definire il frigorifero in tale modo, ne risulta che la classe dei frigoriferi viene identificata con una classe molto pi ampia (che include, per esempio, anche gli armadi); analogamente, se si pretende di definire l'impermeabile in tale modo, ne risulta che la classe degli impermeabili viene identificata con una classe molto pi ampia (che include, per esempio, anche i tetti); inoltre, se si pretende di definire il coniugio in tale modo, ne risulta che il coniugio viene identificato con una classe molto pi ampia (che include, per esempio, anche l'usufrutto). Nei tre casi, la definizione manca di giustezza (poich l'estensione va oltre il dovuto). La causa pi frequente di questo errore consiste nel confondere tra definizione e qualificazione (si crede di definire, e invece si qualifica). Nota. Ci che stato or ora affermato, in tema di eccesso di estensione, deve essere considerato attentamente. Il punto nodale questo: una frase, del tipo "A B", in contesti diversi pu recare significati diversi; in conseguenza, la si potr accettare oppure criticare a seconda del suo significato concreto. Infatti si considerano le due ipotesi seguenti:

Prima ipotesi: una frase, del tipo "A B", viene affermata come qualificazione. In tale veste, la frase intende dire che tutti gli A sono B, e non intende dire anche il contrario: cio, non intende dire che tutti i B siano A. In termini generali pu essere utile considerare che: l'operazione, consistente nel qualificare A come B, risulta simbolizzabile cos: "A B": ove si noti che la freccia a senso unico. Ci premesso ne risulta che: se la frase considerata sopra ("i frigoriferi sono contenitori") viene prodotta come qualificazione, essa ineccepibile. Seconda ipotesi: una frase, del tipo "A B", viene affermata come definizione. In tale veste, la frase intende dire non solo che tutti gli A sono B, ma intende dire anche il contrario (analogamente si consideri che: se definisco 'marito' come 'coniuge maschio', in tal modo intendo dire due cose: affermo [esplicitamente] che tutti i "mariti" sono "coniugi maschi", e intendo anche affermare [implicitamente] che tutti i "coniugi

maschi" sono"mariti"). In termini generali pu essere utile considerare che: l'operazione, consistente nel definire A come B, risulta simbolizzabile cos: A B: ove si noti che la freccia reversibile. Ci premesso ne risulta che: se la frase considerata sopra ("i frigoriferi sono contenitori") viene prodotta come definizione, essa criticabile (perch, pur essendo vero che tutti i frigoriferi sono contenitori, non vero che tutti i contenitori siano frigoriferi).

L'ESEMPIO L'esempio : l'operazione (x y) che enuncia, della classe x, un singolo elemento oppure una singola sottoclasse. Gli esempi possono essere:

di individualit oppure di classi; reali oppure fittizi; descrittivi oppure direttivi.

Gli esempi devono essere:


veri efficaci

L'errore pi grave, in materia di esempio, : la falsit: l'esempio falso allorch la qualificazione, in cui l'esempio convertibile, risulta falsa. Vale a dire: se Tizio, per fare l'esempio di una citt lombarda, menziona Napoli, l'esempio falso poich la qualificazione risultante - "Napoli una citt lombarda" - una proposizione falsa. Al qual proposito, tuttavia, non si parla correntemente di 'esempio falso', ma si preferisce parlare di 'esempio sbagliato'. Nota. L'uso linguistico or ora ricordato, che preferisce la qualifica di 'sbagliato' anzich 'falso', deriva dal fatto che, nel discorso corrente, la parola 'esempio' designa raramente la proposizione esemplificatrice nel suo complesso (sottoponibile, come tale, a giudizio aletico, cio a giudizio di vero/falso), ma designa, soprattutto, il mero esemplificante. L'ELENCO

L'elenco :

l'operazione che enuncia, del proprio oggetto consistente in una classe ( x),tutti gli elementi (y1, y2...yn) o alcuni di essi. La classe x (o, se si preferisce, l'insieme x ) su cui verte l' operazione, si denomina elencando ; gli elementi, menzionati nell'operazione come afferenti ad x, si denominano elencanti.

Gli elenchi possono essere:


di individualit oppure di ( sotto)classi; completi oppure incompleti; a sequenza libera oppure a sequenza vincolata; solo ricognitivi oppure anche repertoriali.

Gli elenchi devono essere:

completi ( in via di principio ). In via di principio possibile ritenere che un buon elenco debba essere completo: si pensi all'elenco telefonico, alla lista d'imbarco, all'orario dei treni... ; elenchi siffatti, se fossero incompleti, non sarebbero accettabili. Vi sono tuttavia elenchi che possono (e talvolta debbono) essere incompleti. Su questo punto, in tema di completezza/incompletezza, decisivo lo scopo dell'elenco stesso.Esempi (in tema di completezza/incompletezza):- Se un funzionario amministrativo richiede l'elenco dei partecipanti a una seduta, e se lo scopo di tale elenco consiste nel procedere alla liquidazione del gettoni di presenza, chiaro che l'elenco dovr essere completo- Se invece, durante una conversazione generica, un interlocutore, allo scopo di verificare antichi ricordi scolastici, richiede un elenco degli affluenti di sinistra del Po (e lascia intendere che gli utile una risposta anche parziale purch indicativa), non si vede perch mai l'interpellato debba fornire un'elencazione diversa e pi onerosa rispetto a quanto occorre. * Si osservi, infine, una regolarit interessante in tema di completezza/incompletezza: se qualcuno chiede < l 'elenco dei... >, in tal caso viene richiesto un elenco completo ; se qualcuno richiede < un elenco di... >, in tal caso viene richiesto un elenco incompleto. ordinati ( in via di principio ). In via di principio, possibile ritenere che un buon elenco debba essere ordinato. Vi sono elenchi, tuttavia, che possono (e talvolta debbono) essere non ordinati. Anche su questo punto, in tema di ordine, decisivo lo scopo

dell'elenco stesso. Esempi (in tema di ordine/disordine)- Se un elenco viene prodotto nell'ambito dell'informazione scientifica o didattica, chiaro che dovr risultare ordinato. - Se invece, poniamo, qualcunoviene richiesto di fornire l' elenco dei propri condmini (e se ci accade in un contesto di informalit), costui potr rispondere "i signori Verdi, i signori Neri, i signori Rossi, i signori Bianchi" (facendo appello a una sequenza che non evidenzia alcun ordine prestabilito; sequenza che, in particolare, non rispetta la sequenza alfabetica, n evidenzia altri parametri come la collocazione per piano, o altro ancora);

omogenei ( in via di principio ). In via di principio, possibile ritenere che un buon elenco debba essere omogeneo: tale omogeneit fa riferimento al modo in cui vengono denominati gli elementi posti in elenco ; in altri termini, i vari elencanti ( y1, y2,... yn ) debbono risultare designati in modo sistematico. Vi sono elenchi, tuttavia, per i quali risultano accettabili denominazioni eterogenee. Anche su questo punto, che riguarda la omogeneit di denominazione, decisivo lo scopo.Esempi (in tema di omogeneit/eterogeneit):- In un libro di storia, un elenco delle repubbliche marinare sar formulato, in modo omogeneo, facendo appello ai nomi delle citt: "Amalfi, Genova, Pisa, Venezia" (per contro, suonerebbe strano un elenco formulato come segue:" Amalfi, la Superba (per indicare Genova), la citt della torre pendente (per indicare Pisa), il capoluogo del Veneto (per indicare Venezia)". - Se invece Tizio, durante una cena con amici, venisse richiesto di elencare chi fosse presente ad una determinata cerimonia, allora Tizio ben potrebbe rispondere" io, mia moglie, Giovanni, il dottor Nereo Gialli, l'architetto Palazzi", senza che, per ognuno dei partecipanti, si riveli necessario (per omogeneit) indicare il nome, o il titolo, o la professione.

Gli errori pi gravi, in materia di elenco, sono:

il fraintendimento dell'operazione: si verifica quando, alla richiesta di effettuare un elenco, si risponde effettuando un'altra operazione.Esempi (di fraintendimento)- Se Tizio, richiesto di elencare i giorni della settimana, rispondesse "i giorni della settimana sono sette", effettuerebbe una qualificazione (e, per di pi, circolare). - Se Caio, richiesto di elencare i pianeti del sistema solare, rispondesse "i pianeti del sistema solare sono quelli visibili a occhio nudo e quelli invisibili a occhi nudo" effettuerebbe una classificazione. la falsit: si verifica quando vengono immessi, in elenco, elementi che non appartengono alla classe in oggetto. In altri termini: quando almeno un elencante non afferisce all'elencando.Esempi (di elenchi caratterizzati da falsit):- Se Tizio, richiesto di elencare gli Stati vincitori dei Campionati Mondiali di Calcio, rispondesse "gli Stati

vincitori dei Campionati Mondiali di Calcio sono l'Uruguay, l'Italia, la Germania, il Brasile, la Spagna, l'Inghilterra, l'Argentina, la Francia", inserirebbe in elenco "un abusivo", giacch la Spagna non ha mai vinto i Campionati Mondiali di Calcio. - Se Caio, richiesto di elencare i modi di estinzione delle obbligazioni, rispondesse "i modi di estinzione delle obbligazioni sono l'adempimento, la novazione, la remissione, la compensazione, la confusione, l'adozione, l'impossibilit sopravvenuta per causa non imputabile al debitore, la cessione dei crediti, la delegazione, l'espromissione, l'accollo", di nuovo inserirebbe in elenco"un abusivo", giacch l'adozione non un modo di estinzione delle obbligazioni.

la carenza quantitativa inammissibile: si verifica sotto due profili. Primo profilo: il caso in cui, alla richiesta di fornire una elencazione completa (e la cui completezza sia ragionevolmente possibile) si risponda fornendo una elencazione gravemente incompleta ( o per il numero elevato degli elementi omessi, o per la rilevanza qualitativa di un numero pur esiguo di elementi omessi ). Esempi (di elenchi esigui, a fronte di doverosa completezza): - Se Tizio, richiesto di elencare gli Stati che confinano con l'Italia, rispondesse "gli Stati che confinano con l'Italia sono la Francia e la Svizzera", fornirebbe una elencazione gravemente"carente", omettendo di indicare due, fra i quattro, Stati confinanti con l'Italia (ovvero, l'Austria e la Slovenia). Se Caio, richiesto di elencare i tipi di societ previsti dal codice civile, rispondesse "i tipi di societ previste dal codice civile sono la societ semplice, la societ in nome collettivo, la societ in accomandita semplice, la societ in accomandita per azioni, la societ a responsabilit limitata", fornirebbe una elencazione inammissibile in quanto l'omissione della societ per azioni appare inaccettabile. Secondo profilo: il caso in cui, alla richiesta di una elencazione parziale, si risponda fornendo una elencazione cos esigua da risultare non significativa.Esempi (di elenchi esigui, pur a fronte di ammissibile incompletezza): - Qualora Sempronio, richiesto di fornire un elenco di Stati che compongono la Federazione Statunitense, rispondesse "un elenco degli Stati che compongono la Federazione Statunitense : la California, la Florida, il Texas", fornirebbe una elencazione gravemente "carente", in quanto, seppure a fronte di una richiesta parziale di elencazione, omette un numero eccessivo di elementi y che sono inclusi nella classe x (il che appare chiaro laddove si consideri che gli Stati che compongono la Federazione Statunitense ammontano al numero di cinquanta);

la sequenza caotica: si verifica quando, alla richiesta di fornire un'elencazione, si risponde con una sequenza che risulta gravemente non governata, e che, viceversa, sarebbe razionalmente e ragionevolmente governabile.Esempi (di elenchi caotici):- Se

Tizio, richiesto di elencare le dita della mano, rispondesse"le dita della mano sono: pollice, medio, mignolo, indice, anulare", fornirebbe un'elencazione caotica, che non tiene conto dell'immediata enumerazione delle dita, muovendo dal pollice, in sequenza governata, fino al mignolo. - Se Caio, richiesto di fornire unelenco di numeri naturali cardinali, rispondesse"un elenco dei numeri naturali cardinali dodici, ventisette, uno, otto, trentaquattro, due, etc.", fornirebbe, ancra, un'elencazione caotica (che non tiene conto della funzione, propria di quei numeri, di contare gli elementi di un insieme secondo la sequenza 0, 1, 2, 3, 4...).

LA CLASSIFICAZIONE La classificazione (intesa come singola operazione) : l'operazione (x y1 o y2... ) che enuncia, della classe x, due o pi sottoclassi (ed eventualmente loro ulteriori sottoclassi) in cui divisibile senza residui. La classificazione (intesa come sistema di classificazioni) : un insieme di classificazioni che concorrono ad effettuare una rappresentazione ordinata di un campo d'esperienza. Le classificazioni possono essere:

a un solo livello oppure a pi livelli; con criterio semplice oppure con criterio composto ; semplici oppure composte ; positive oppure con una sottoclasse negativa ; omogenee oppure con una sottoclasse residuale.

Le classificazioni devono essere:


pertinenti (nel senso che pertinente deve essere il criterio messo in campo); rigorose dal punto di vista logico, ossia complete, distintive e coordinate ; trasparenti dal punto di vista comunicativo, ossia esplicite e motivate.

Gli errori pi gravi, in materia di classificazioni, sono: il fraintendimento dell'operazione: si verifica quando, alla richiesta di fornire una classificazione, si risponde fornendo un mero elenco (esempio: "i vini sono Barolo, Barbera, Bonarda, Grignolino, Chianti, Lambrusco etc." ); oppure quando, alla richiesta di fornire n classificazioni, si risponde fornendo un' unica classificazione che prevede la divisione di una classe in n sottoclassi (esempio:"tre classificazioni dei vini sono quelle in vini bianchi, rossi e ros" ); la mancanza di completezza: si verifica quando in nessuna delle sottoclassi y1, y2, y3... trova posto uno degli oggetti inclusi nella classe x (esempio: "gli strumenti musicali sono a corda o a percussione", laddove non vengono contemplati gli strumenti a fiato); la mancanza di distintivit: si verifica quando sussistono reciproche intersezioni fra le sottoclassi y1, y2, y3..., e, quindi, uno degli oggetti inclusi nella classe x dovr essere collocato in due o pi delle sottoclassi y1, y2, y3... (esempio: "i mezzi di trasporto sono pubblici, privati, su strada, su rotaie o di altro tipo", laddove l'automobile del Signor Tizio dovr essere collocata nella seconda e terza sottoclasse, l'Eurostar Torino-Roma nella prima e nella quarta sottoclasse, etc.).

L'ARGOMENTAZIONE L'argomentazione (intesa in senso stretto ) : una o pi proposizioni, o gruppi di proposizioni, il cui fine sostenere o respingere un'altra proposizione (detta 'tesi'). L'argomentazione (intesa in senso ampio ) : l'insieme di: una proposizione che si intende sostenere o respingere (detta 'tesi'); una o pi proposizioni, o gruppi di proposizioni, il cui fine sostenere o respingere la tesi. Nota 1 [rapporto tra le due accezioni di 'argomentazione']. La seconda accezione, ampia rispetto alla prima, include sia"la tesi" sia 'argomentazione (in senso stretto)". Nota 2 [rapporto tra 'argomentazione' e 'argomento']: poich 'argomento' designa l'unit minima ed autosufficiente che (prescindendo da fondatezza e da rigore) viene prodotta per sostenere o per contrastare una tesi, ne risulta che l'argomentazione strutturata in argomenti: pu includerne uno solo ma anche molti. Quando l'argomentazione costituita da un solo argomento, si verifica (sostanzialmente) una sovrapposizione; e in tal caso, per lo pi, si suole parlare di 'argomento'. Le argomentazioni possono essere:

basate su un appello al valore oppure basate su un appello al contiguo (asse metonimico), oppure basate su un appello al simile (asse metaforico) ; deduttive oppure induttive ; semplici oppure composte ; a un solo livello oppure a pi livelli.

Nota. La prima tipologia (appello al valore, al contiguo, al simile) la meno conosciuta e richiede, pertanto, qualche esempio. Si consideri la tesi: "non ti devi preoccupare troppo". Si considerino, ora, le tre argomentazioni che seguono (argomentazioni semplici, tutte tre, poich ciascuna include un solo argomento ): "non preoccuparsi troppo cosa saggia"; "non preoccuparsi troppo fa vivere meglio";"fai come me, che sono sempre sereno". Orbene: nel primo caso abbiamo una identificazione con un valore ; nel secondo caso abbiamo l'appello a un fatto contiguo (una conseguenza); nel terzo caso abbiamo l'appello a un fatto simile (un"esempio" da imitare). Le argomentazioni devono essere:

fondate (nel senso che devono utilizzare, a sostegno o confutazione della 'tesi', proposizioni vere); rigorose dal punto di vista logico (ossia valide, se si tratta di argomentazioni deduttive, oppure cogenti, se si tratta di argomentazioni induttive); coerenti (nel senso che, se si fa ricorso a pi argomenti, essi non siano in contraddizione fra loro); trasparenti dal punto di vista comunicativo; efficaci dal punto di vista della capacit persuaso.

Gli errori pi gravi, in materia di argomentazione, sono:

il fraintendimento dell'operazione: si verifica quando, alla richiesta di fornire una argomentazione, si risponde fornendo una spiegazione, un'interpretazione, o semplicemente una ripetizione della 'tesi'; l' infondatezza: si verifica quando si producono, a sostegno o a confutazione della tesi, proposizioni non vere;

la mancanza di rigore logico: si verifica quando non corretta la concatenazione degli argomenti, cos che un'argomentazione deduttiva si rivela non valida, e un'argomentazione induttiva si rivela non cogente; a mancanza di coerenza: si verifica quando si producono pi argomenti fra loro in contraddizione; la mancanza di efficacia persuasoria: si verifica quando l'argomentazione non in grado (o in assoluto, o in riferimento allo specifico destinatario) di creare persuasione.

Le operazioni sopra riferite (dal qualificare al classificare) sono trattate estesamente nel volume: LANTELLA, STOLFI, DEGANELLO, Operazioni elementari di discorso e sapere giuridico, editore Giappichelli, Torino 2004, pp. 1-168 (con appendice di Glossario). SEGUONO MATERIALI DOCUMENTO 2

LA REGOLA: PUNTI-CHIAVE La regola : 1) il rapporto di condizionamento tra fatti (un fatto singolo che condiziona un altro fatto singolo; oppure, un fatto singolo che condiziona una pluralit di fatti; oppure una pluralit di fatti che condiziona un fatto singolo; ecc). esempio di enunciato in cui la parola 'regola' interviene in questa prima accezione:"salutare, in risposta a un saluto, una regola agevolmente constatabile nei comportamenti delle persone civili" 2) la proposizione (descrittiva o direttiva) avente ad oggetto un rapporto di condizionamento tra fatti. Esempio di enunciato in cui la parola 'regola' interviene in questa seconda accezione:" una regola la frase secondo cui 'il saluto vienericambiato'". 3) la proposizione direttiva secondo cui, ogni volta che si verifica un fatto appartenente a una determinata classe di fatti, dovr tenersi una condotta appartenente a una determinata una classe di comportamenti. Esempio di una regola nel senso in esame: "chi riceve un messaggio di saluto lo ricambi". Vale a dire: se si verifica un fatto appartenente alla classe dei"messaggi di saluto", allora segua un comportamento appartenente alla classe dei"messaggi di ricambio". Nota 1 [confronto tra la prima accezione e le altre due]. La prima accezione identifica la regola come regolarit (attenzione: qui ci si riferisce a una regolarit meramente statistica, cio di fatto, quindi osservabile; non si pensi a"regolarit/irregolarit" come giudizio di merito o come valutazione); le altre due accezioni, invece, identificano la regola come informazione avente ad

oggetto una regolarit. Il rapporto (tra la regola come"regolarit" e la regola come"informazione") si colloca lungo un asse metonimico (vale a dire: lungo un asse di contiguit): si passa, da un fatto, a unaenunciazione che lo concerne. Nota 2 [confronto tra la seconda e la terza accezione]. Con la seconda accezione ci si riferisce, genericamente, a una proposizione ; con la terza accezione ci si riferisce, specificamente, a una proposizione direttiva (cio una proposizione che esprime una richiesta di comportamenti). Inoltre: con la seconda accezione cisi riferisce a qualsiasi fatto (anche singolo) purch condizioni un altro fatto (anche singolo); con la terza accezione, invece, ci si riferisce a due classi di fatti.

Il seguito di questa trattazione si occupa di regole intese nella ACCEZIONE 2) e cio come segue: "proposizione (descrittiva o direttiva) avente ad oggetto un rapporto di condizionamento tra fatti"

Le regole possono essere:

regole descrittive oppure direttive; Esempi: "quando piove, i viandanti si riparan o" (regola descrittiva);"quando piove, i viandanti si riparino" (regola direttiva). Nota [rapporto tra la funzione e la forma]. Se la regola ha funzione descrittiva, il verbo della proposizione principale risulta espresso in forma indicativa (es:"i viandanti si riparano"); se la regola ha funzione direttiva, il verbo della proposizione principale risulta espresso in forma direttiva, o con il modo imperativo o con il modo congiuntivo ("i viandanti si riparino"): il linguaggio umano, in quasi tutte le lingue, ha infatti isolato, da tempo immemorabile, queste due funzioni degli atti linguistici (funzione descrittiva e funzione direttiva) e inoltre, in corrispondenza a tali funzioni diverse, ha prodotto forme verbali differenziate (da un lato il modo indicativo e, d'altro lato, il modo imperativo e quello congiuntivo). Questa corrispondenza, tra funzione e forma, incontra tuttavia eccezioni: si pensi agli articoli del Codice penale, come quello in cui sta scritto che"chiunque cagiona la morte di un uomo punito..."; orbene, si tratta sicuramente di una regola direttiva, ma la forma verbale il modo indicativo.

regole semplici oppure composte;

Esempi: "in caso di incendio abbandonare la stanza" (regola semplice);"in caso di incendio e di suono intermittente della sirena, abbandonare la stanza" (regola composta);"in caso di suono intermittente della sirena abbandonare la stanza, chiudere la porta dietro di s, non gridare, scendere al piano terra tramite le scale e non tramite ascensore, uscire dall'albergo" (regola composta). Come facilmente intuibile, il carattere"semplice" e quello"composto" possono localizzarsio nelfatto condizionante, o nel fatto condizionato, o in entrambi.

regole in forma comune oppure in forma canonica; Esempi: "non impegnare l'incrocio con semaforo giallo"(regola in forma comune);"se il semaforo giallo, allora non impegnare l'incrocio" (regola in forma canonica). Nota [definizioni di 'forma comune' e di 'forma canonica']. Anzich definire separatamente la forma comune e la forma canonica, pi agevole definire in primo luogo la forma canonica (identificandola come caratterizzata dalla struttura 'se X allora Y' ) per poi dire (in negativo) che la forma comune ogni altra forma (cio: ogni forma diversa da quella canonica). Sulla struttura 'se X allora Y' si veda pi ampiamente, infra in questo medesimo documento, la parte intitolata 'Come fare per"tradurre" regole dal modo comune al modo canonico'.

Le regole devono essere:


formulate correttamente comunicate con trasparenza.

Nota. E' difficile, peraltro, dire in generale come debbono essere le regole: ci dipende da molti fattori storico-culturali, nonch dalle situazioni concrete: in determinati contesti, ad esempio, l'esigenza di enfatizzare le regole (in particolare: l'esigenza di conferire importanza e solennit a determinate regole, soprattutto direttive) haportato a svalutarei requisiti di trasparenza. Le regole descrittive (oltre che formulate correttamente e comunicate con trasparenza) devono essere: vere Nota. La verit riguarda il nesso che viene asserito dalla regola. Per esempio: la regola"can che abbaia non morde" vera se effettivamente riscontrabile un nesso tra"abbaiare" e"non mordere"; in altri termini, tale regola vera se vera la proposizione secondo cui"i cani che abbaiano sono cani che non mordono"

Le regole direttive (oltre che formulate correttamente e comunicate con trasparenza) devono essere:

adeguate al contesto (vale a dire: adeguate alle situazioni concrete in cui vanno ad operare); coerenti rispetto alle regole con le quali coesistono (vale a dire: coerenti con le regole che appartengono a un medesimo sistema direttivo).

Nota 1 [la coerenza]. Per chiarire l'aspetto della coerenza si consideri che: in un unico sistema, la regola che ammette il divorzio non pu coesistere con la regola che esclude il divorzio ; invece, se la regola che ammette il divorzio appartiene a un sistema giuridico e la regolache esclude il divorzio appartiene a un sistema etico, le questioniche sorgono sono di altra natura. Nota 2 [ancora sulla coerenza]. La coerenza pu essere vista (anche) come uncorollario del requisito di adeguatezza: regole contraddittorie, infatti, sono destinarsi a rivelarsi inadeguate per qualsiasi contesto. Nota 3 [ulteriori requisiti delle regole direttive]. Le regole direttive, inoltre, possono essere concepite con requisiti ulteriori e diversi a seconda dei campi in cui si collocano. Esempio: per quanto riguarda le regole giuridiche, oggi si sottolinea, frequentemente, che esse debbono risultarecaratterizzate da certezza e da rapidit nella loro applicazione; si tratta, ovviamente, di requisiti la cui natura profondamente diversa rispetto alla natura dei requisiti gi elencati sopra). L'errore pi grave, in materia di regole direttive, la falsit L'errore pi grave, in materia di regole direttive, : la formulazione scorretta o non trasparente sino al punto di vanificare o compromettere la funzione direttiva (e quindi la operativit) della regola. Nota. Ovviamente, qui ci si riferisce ad aspetti che prescindono da considerazioni valoriali circa il contenuto della regola direttiva (aspetti che prescindono, dunque, dal valutare una regola come giusta oppure ingiusta, come buona oppure cattiva...). Ed altrettanto ovvio che da un lato i parametri di valore, e d'altro lato quelli tecnici, vanno ognuno per conto proprio: pertanto, possibile incontrare una regola il cui contenuto disumano e terrificante, ma la cui formulazione ineccepibile; per altro verso, possibile incontrare una regola umanissima e gradevole ma formulata in modo infelicissimo.

PERCHE' ABITUARSI A "TRADURRE" REGOLE DAL MODO COMUNE AL MODO CANONICO Le regole, non solo nel discorso corrente ma anche in discorsi settoriali come in quello etico e in quello giuridico, risultano formulate, per lo pi, in modo comune: vale a dire, sono formulate cos come capita quando si parla, nel solo rispetto (sempre auspicabile) dei precetti della grammatica e della sintassi. Sempre al fine di formulare regole vi tuttavia una modalit specifica - pi rigorosa e pi utile - che viene studiata e viene raccomandata in varie discipline: si tratta della modalit gi menzionata supra e denominata 'canonica': 'se X allora Y'. In questa modalit, sia la lettera ' X ' sia la lettera ' Y ' (scritte in maiuscolo) sono variabili che rappresentano proposizioni: vale a dire, rappresentano frasi di senso compiuto, con almeno un soggetto e almeno un predicato. Ad esempio cos:"se un vaso cinese cade dal terzo piano, allora il vaso si rompe";" se viene effettuato l'adempimento della prestazione dedotta in obbligazione, allora l'obbligazione si estingue".

Se le formulazioni di modo comune vengono confrontate con le formulazioni di modo canonico, appaiono riscontrabili divergenze di vario grado, a seconda dei casi. In parecchi casi il modo comune non molto diverso dal modo canonico: Per esempio: se si considera l'enunciato "al sopraggiungere del treno allontanatevi dai binari", si vede subito che tale formulazione non lontanadall'enunciato secondo cui" se il treno sopraggiunge, allora allontanatevi dai binari". In altri casi, invece, il modo comune alquanto lontano dal modo canonico. Per esempio: l'enunciato secondo cui" non esistono parole che siano composte da 70 lettere", alquanto diverso dall'enunciato" se x composto da 70 lettere, allora x non una parola" [in particolare, qui si colga l'occasione per notare che, in quest'ultima formulazione, la lettera 'x' scritta in carattere minuscolo: in tal modo, 'x' una variabile che rappresenta un nome qualsiasi; mentre la lettera X (se scritta in carattere maiuscolo) una variabile che rappresenta una intera proposizione ]. Va da s che: quando il modo comune vicino al modo canonico, allora la traduzione in modo canonico pu essere immediata; viceversa, quando il modo comune notevolmente diverso dal modo canonico, allora la traduzione non immediata e pu richiedere interpretazioni, ragionamenti, espedienti sintattici di varia complessit.

A questo punto sorge una domanda:

"se le regole sono frequentemente formulate in modo comune, se (inoltre) il modo canonico non offre il vantaggio di aggiungere contenuti informativi, se (per di pi) il modo canonico talvolta ostico e inadeguato alla comunicazione ordinaria,... ma allora davvero utile impegnare tempo prezioso nell'acquisire una competenza di tale natura?"

La risposta alla precedente domanda :"l'utilit diversa a seconda dei casi". Infatti: per molte attivit e per molti fini (ad esempio: per essere un buon coniuge, per gestire felicemente un commercio, per compiere una eccellente prestazione sportiva...) acquisire tale competenza pu essere del tutto inutile; se per si orientati a lavorare come"tecnico del diritto" (o come "giurista"), tale competenza molto utile (e, spesso, addirittura necessaria). Chi lavora con il diritto, infatti, ha il problema fondamentale, e sempre ricorrente, di identificare"fattispecie" e"conseguenze": da un lato, si tratta di identificare e riconoscere i fatti da cui derivano effetti (fatti ed effetti, ovviamente, entrambi giuridici); d'altro lato, si tratta di conoscere gli effetti che derivano dai fatti (fatti ed effetti, anche in quest'ottica, entrambi giuridici ). Orbene: nel compimento di tale lavoro, enormemente avvantaggiato colui che include come fondamentale, nella propria forma mentis, il modello canonico della regola (e cio, per l'appunto, 'se X allora Y').

In sintesi: il tecnico del diritto enormemente avvantaggiato se, spontaneamente e sistematicamente, in grado utilizzare tale modello (' se X allora Y ') nel compiere le attivit che seguono e che abbiano ad oggetto regole giuridiche: - interpretazione (comprendendo con precisione ci che afferisce ad X e ci che afferisce ad Y) - formulazione (distinguendo e comunicando con chiarezza ci che afferisce ad X e ci che afferisce ad Y) - applicazione.

COME FARE PER "TRADURRE" REGOLE DAL MODO COMUNE AL MODO CANONICO Per tradurre correttamente una regola, dal modo comune al modo canonico, pu essere utile tenere ben presenti alcune indicazioni. Queste ultime possono essere formulate sia in positivo (dicendo ci che occorre fare) sia in negativo (dicendo ci che occorre evitare). Qui si preferisce fare ricorso a formulazioni in negativo (che sono maggiormente idonee a tracciare una tipologia degli errori pi gravi, cos come risultano reperibili in prove concrete). Ecco, dunque, un elenco di indicazioni.

Evitare il fraintendimento di prius e posterius. Poich le regole informano circa un rapporto tra fattore condizionante (che la forma canonica colloca in X) e fattore condizionato (che la forma canonica colloca in Y ), ovvio che tale rapporto non deve essere frainteso: e, in tal senso, il fraintendimento massimo consiste nella sua inversione.

Ecco due esempi per illustrare concretamente tale aspetto: - si consideri la frase" viaggiando si impara". In tal caso il prius sostanziale il viaggiare, che fattore condizionante nei confronti dell' apprendere. Pertanto, si commette errore traducendo che" se una persona ha imparato, allora vuol dire che ha viaggiato" (la qual cosa, tra l'altro, potrebbe benissimo essere falsa, in quanto si potrebbe avere imparato per una causa diversa dall'aver viaggiato). Una ipotesi di traduzione corretta invece formulabile nei termini seguenti:" se si viaggia, allora si impara". - si consideri, inoltre, la frase seguente: "uscire dalla stazione al suono della sirena": questa volta il prius consiste nel "suono della sirena" (si badi: il prius sostanziale anche se, nella sequenza informativa, viene dopo). Pertanto, costituisce errore grave tradurre che "se si esce dalla stazione, allora la sirena sta suonando", oppure" se si esce dalla stazione, allora ha suonato la sirena", oppure similmente. Una ipotesi di traduzione corretta invece formulabile nei termini seguenti:" se la sirena suona, allora uscire dalla stazione". In definitiva, e formulando la raccomandazione in positivo: si tratta di effettuare (sempre)una attenta analisi di contenuto, senza cadere nella fallacia formale di ritenere che il fattore condizionante (cio il prius dal punto di vista sostanziale ) corrisponda (sempre) a ci che si incontra al primo posto nella sequenza della frase.

Evitare il fraintendimento tra modo descrittivo e modo direttivo, nonch tra essere e dover essere. Per esempio: se la frase "con vento forte e freddo, gli anziani non escano di casa o si coprano molto bene", costituisce errore tradurre" se il vento forte e freddo, alloragli anziani non escono di casa o si coprono molto bene". Altro esempio: se la frase " i capaci emeritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i pi alti gradi degli studi", costituisce errore tradurre come segue:" se una persona capace emeritevole seppure priva di mezzi, oggi riesce a raggiungerei pi alti gradi degli studi". Ipotesi di traduzioni corrette sono invece le seguenti:" se il vento forte e freddo, allora gli anziani non escano di casa o si coprano molto bene";" se una persona capace e meritevoleseppure priva di mezzi, allora ha diritto di raggiungere i pi alti gradi degli studi". Evitare ulteriori fraintendimenti di contenuto. Per esempio: se la frase "le persone invadenti rischiano l'isolamento sociale", non corretto tradurre nel senso che "se una persona maleducata, allora rischia l'isolamento sociale"; analogamente, costituisce errore tradurre nel senso che" se una persona invadente, allora viene isolata

socialmente". Un esempio di traduzione corretta pu essere nei seguenti termini:" se una persona invadente, allora rischia l'isolamento sociale".

Evitare l'omissione di contenuti informativi. Per esempio: se la frase " i cani si svegliano al minimo rumore" non corretto tradurre nel senso che" se si verifica un rumore, allora i cani si svegliano": il problema consiste nel fatto che tale traduzione ha dimenticato qualcosa: ha lasciato cadere il contenuto informativo veicolato dalla parola 'minimo'. Un esempio di traduzione corretta pu essere nei seguenti termini:" se si verifica un rumore anche minimo, allora i cani si svegliano". Evitare l'aggiunta di contenuti informativi. Per esempio: se la frase "sopportare pazientemente le persone ottuse", costituisce errore tradurre nel senso che" se una persona ottusa, allora il sopportarla pazientemente un atteggiamento tipico delle persone buone". Un esempio di traduzione corretta pu essere nei termini seguenti: "se x una persona ottusa, allora sopportare pazientemente x" [si noti che, in quest'ultima formulazione, si fatto ricorso alla lettera ' x 'come variabile che rappresenta un nome (diversamente dal caso in cui 'X', in maiuscolo, ha il ruolo di variabile che rappresenta una proposizione); in conseguenza, 'x' stata scritta in minuscolo e,inoltre, 'x' stata riportata in entrambe leparti della regola).

SEGUONO MATERIALI DOCUMENTO 3 ESEMPI DI PROVE PER IL CONSEGUIMENTO DEI TRE CREDITI ATTRIBUITI AL CORSO PRIMO ESEMPIO DI PROVA (composta a sua volta da cinque prove )

PROVA 1 (definizioni) Formulare una definizione per ciascuno dei seguenti oggetti: IL PONTE LA TASTIERA GLI OCCHIALI Nota: se la richiesta non appare chiara, pu essere utile considerarla equivalente alle seguenti richieste: - definire il significato di 'ponte', di 'tastiera', di 'occhiali';

- definire i concetti di "ponte", di "tastiera", di "occhiali". PROVA 2 (classificazioni) 1. Formulare tre CLASSIFICAZIONI che abbiano ad oggetto "GLI ANIMALI" 2. Formulare, per ciascuna delle tre classificazioni, il CRITERIO DISTINTIVO. PROVA 3 (conoscenza di termini-chiave illustrati durante il corso) Formulare un esempio per ciascuna delle operazioni seguenti: 1. esempio di classificazione: 2. esempio di definizione: 3. esempio di qualificazione PROVA 4 (formulazione di regole) Per ciascuna delle cinque frasi di riferimento (che seguono, numerate, in questa pagina) formulare una frase che: - abbia il medesimo significato della frase di riferimento - si avvalga della struttura "canonica" della regola Nota: - la struttura canonica della regola la seguente: 'se X, allora Y'; - in tale struttura, le variabili X ed Y rappresentano frasi di senso compiuto 1) FRASE DI RIFERIMENTO: chi rompe paga FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:..................... 2) FRASE DI RIFERIMENTO: ammettete i vostri errori FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:...................... 3) FRASE DI RIFERIMENTO: non sussiste alcun requisito di ammissione FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:..................... 4) FRASE DI RIFERIMENTO: grave scortesia non rispondere a una richiesta, di informazione stradale, formulata da un turista FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:..................... 5) FRASE DI RIFERIMENTO: il rapporto coniugale deriva dalla celebrazione del matrimonio FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:......................

PROVA 5 (argomentazione) Considerato che sulla porta di alcuni negozi si legge il cartello ' VIETATO INTRODURRE CANI' ipotizzato inoltre che Tizio stia entrando in un negozio recando un solo cane il Candidato scelga una delle due tesi seguenti: - Tizio compie violazione del precetto comunicato dal cartello; - Tizio non compie violazione del precetto comunicato dal cartello. Esponga almeno un argomento a favore della tesi scelta Nota: ogni argomento deve essere costituito da una o pi frasi di senso compiuto.

SECONDO ESEMPIO DI PROVA (composta a sua volta da cinque prove )

PROVA 1 (definizioni) Formulare una definizione per ciascuno dei seguenti oggetti: LA CARTA IL CALAMAIO IL QUADERNO Nota: se la richiesta non appare chiara, pu essere utile considerarla equivalente alle seguenti richieste: - definire il significato di ' carta ', di ' calamaio ', di ' quaderno '; - definire i concetti di "carta", di "calamaio", di "quaderno". PROVA 2 (classificazioni) Formulare tre CLASSIFICAZIONI che abbiano ad oggetto GLI INDUMENTI Formulare, per ciascuna delle tre classificazioni, il CRITERIO DISTINTIVO. PROVA 3 (conoscenza di termini-chiave illustrati durante il corso) Formulare una definizione di 'qualificazione': Formulare un esempio di qualificazione: Formulare un esempio di definizione:

PROVA 4 (formulazione di regole) Per ciascuna delle cinque frasi di riferimento (che seguono, numerate, in questa pagina) formulare una frase che: - abbia il medesimo significato della frase di riferimento - si avvalga della struttura "canonica" della regola Nota: - la struttura canonica della regola la seguente: 'se..., allora...'; - in tale struttura, tre puntini rappresentano una frase di senso compiuto 1) FRASE DI RIFERIMENTO: le persone moleste sono poco gradite FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. 2) FRASE DI RIFERIMENTO: non affrontate pericoli irragionevoli FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. 3) FRASE DI RIFERIMENTO: non esiste alcun elemento utile per valutare seriamente FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. 4 ) FRASE DI RIFERIMENTO: chi inganna sar ingannato FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. 5) FRASE DI RIFERIMENTO: la legge stabilisce i limiti della carcerazione preventiva FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. PROVA 5 (argomentazione) Considerate le due tesi seguenti: A. Se un conoscente, ospite in casa nostra, esprime una opinione da noi ritenuta inaccettabile, inopportuno contrastarla con la stessa determinazione con cui meriterebbe di essere contrastata se ci trovassimo in un luogo pubblico B. Se un conoscente, ospite in casa nostra, esprime una opinione da noi ritenuta inaccettabile, non sussistono profili di inopportunit se noi la contrastiamo con la stessa determinazione con cui meriterebbe di essere contrastata se ci trovassimo in un luogo pubblico il Candidato: 1) dica se ritiene preferibile la tesi A oppure la tesi B; 2) formuli almeno un argomento a sostegno della tesi preferita.

Nota: ogni argomento deve essere costituito da una o pi frasi di senso compiuto.

TERZO ESEMPIO DI PROVA (composta a sua volta da cinque prove)

PROVA 1 (definizioni) Formulare una definizione per ciascuno dei seguenti oggetti: LA PANCA IL BRACCIOLO IL CUSCINO Nota: se la richiesta non appare chiara, pu essere utile considerarla equivalente alle seguenti richieste: - definire il significato di 'panca ', di 'bracciolo ', di 'cuscino '; - definire i concetti di ' panca ', di ' bracciolo ', di ' cuscino '. PROVA 2 (classificazioni) Formulare tre CLASSIFICAZIONI che abbiano ad oggetto ' I QUADRI '. Formulare, per ciascuna delle tre classificazioni, il CRITERIO DISTINTIVO. PROVA 3 (conoscenza di termini-chiave illustrati durante il corso) Formulare una definizione di 'classificazione': Formulare una definizione di 'esempio': Formulare un esempio di classificazione: PROVA 4 (formulazione di regole) Per ciascuna delle cinque frasi di riferimento (che seguono, numerate, in questa pagina) formulare una frase che:

- abbia il medesimo significato della frase di riferimento - si avvalga della struttura 'canonica' della regola Nota: - la struttura canonica della regola la seguente: 'se., allora.'; - in tale struttura, tre puntini rappresentano una frase di senso compiuto 1) FRASE DI RIFERIMENTO: tutti i maleducati sono incivili FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. 2) FRASE DI RIFERIMENTO: considerate con grande cautela le proposte troppo allettanti FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. 3) FRASE DI RIFERIMENTO non esistono parole composte da pi di cinquanta lettere FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................. 4) FRASE DI RIFERIMENTO: guidando con gomme usurate si rischiano incidenti FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................ .................................. 5) FRASE DI RIFERIMENTO: le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................ .................................. PROVA 5 (argomentazione) Considerate le due tesi seguenti: A. Se un conoscente ci invita a cena e noi non accettiamo, opportuno fornire una motivazione specifica e condivisibile B. Se un conoscente ci invita a cena e noi non accettiamo, inopportuno fornire una motivazione specifica e condivisibile, ed sufficiente una frase generica del tipo molte grazie, ma non posso il Candidato: 1) dica se ritiene preferibile la tesi A oppure la tesi B; 2) formuli almeno un argomento a sostegno della tesi preferita.

Nota: ogni argomento deve essere costituito da una o pi frasi di senso compiuto.

QUARTO ESEMPIO DI PROVA (composta a sua volta da cinque prove )

PROVA 1 (definizioni) Formulare una definizione per ciascuno dei seguenti oggetti: LA PORTA LA MANIGLIA LA CHIAVE Nota: se la richiesta non appare chiara, pu essere utile considerarla equivalente alle seguenti richieste: - definire il significato di 'porta ', di 'maniglia ', di 'chiave '; - definire i concetti di ' porta ', di ' maniglia ', di ' chiave '. PROVA 2 (classificazioni) Formulare tre CLASSIFICAZIONI che abbiano ad oggetto ' LE IMBARCAZIONI '. Formulare, per ciascuna delle tre classificazioni, il CRITERIO DISTINTIVO. PROVA 3 (conoscenza di termini-chiave illustrati durante il corso) Formulare un esempio per ciascuna delle operazioni seguenti: 1. esempio di classificazione: 2. esempio di qualificazione: 3. esempio di definizione: PROVA 4 (formulazione di regole) Per ciascuna delle cinque frasi di riferimento (che seguono, numerate, in questa pagina)

formulare una frase che: - abbia il medesimo significato della frase di riferimento - si avvalga della struttura 'canonica' della regola Nota: - la struttura canonica della regola la seguente: 'se X, allora Y'; - in tale struttura, le variabili X ed Y rappresentano frasi di senso compiuto. 1) FRASE DI RIFERIMENTO: chi maltratta un animale un incivile FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................ 2) FRASE DI RIFERIMENTO: non disturbate gli addetti ai lavori FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:............................................................................ 3) FRASE DI RIFERIMENTO non esistono i presupposti per proseguire nella trattativa FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................ 4) FRASE DI RIFERIMENTO: il domicilio inviolabile FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................ 5) FRASE DI RIFERIMENTO: il contratto non si conclude tramite una accettazione difforme dalla proposta FRASE FORMULATA DAL CANDIDATO:................................................ PROVA 5 (argomentazione) Considerato che su una aiuola si legge il cartello 'VIETATO CALPESTARE LE AIUOLE' considerato inoltre che Tizio si sta aggirando per l'aiuola in bicicletta il Candidato scelga una delle due tesi seguenti: 1- Tizio compie violazione del precetto comunicato dal cartello; 2- Tizio non compie violazione del precetto comunicato dal cartello; esponga almeno un argomento a favore della tesi preferita Nota: ogni argomento deve essere costituito da una o pi frasi di senso compiuto.