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Newsletter

Editoriale

N 62 Ottobre 2012

Trifir & Partners Avvocati

In attesa di ulteriori ed auspicati interventi chiaricatori da parte del Ministero del Lavoro sui tanti aspetti, ancora poco chiari, della legge Fornero, un particolare saluto e ringraziamento ai nostri Clienti per i quali abbiamo organizzato seminari presso le loro sedi: sia per riferire le importanti novit della nuova disciplina; sia per approfondire i diversi problemi applicativi e fornire nel contempo le risposte operative alle tante domande che la nuova legge pone. Lapprezzamento per le soluzioni date ci ha ampiamente graticato. E veniamo ora ai temi della newsletter. Nella sezione giurisprudenza lavoro la sentenza del mese riguarda la legittimit del comportamento del datore di lavoro che svolge indagini interne in via del tutto autonoma rispetto alle indagini penali parallelamente svolte dallautorit giudiziaria circa laccertamento della commissione di un fatto illecito. Conseguenza del legittimo comportamento del datore di lavoro che lo stesso, concludendo i propri accertamenti interni, potr legittimamente intimare una sanzione disciplinare al lavoratore e ci indipendentemente dallesito del giudizio penale. Segnalo inoltre la sentenza che rigetta - per difetto di legittimazione ad agire - le domande di comportamento anti sindacale (art. 28 dello Statuto dei Lavoratori) proposte da un Sindacato in difetto del requisito della rappresentativit sul territorio nazionale. Altra interessante sentenza quella in materia di contratti di somministrazione: stata rigettata la domanda di alcuni lavoratori che chiedevano venisse accertata la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato direttamente in capo allutilizzatore sin dalla data di stipulazione del primo contratto a tempo determinato. Importante anche la sentenza che ha rigettato la domanda di un lavoratore che chiedeva la riqualicazione del proprio contratto di co.co.pro, in lavoro subordinato.
Il Tribunale ha giudicato che la domanda di riqualicazione non pu essere accolta quando tra le parti intercorrano rapporti di breve durata, intervallati da mesi di inattivit: lunitariet e la continuativit della prestazione lavorativa sono elementi indispensabili allaccertamento della
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Diritto del Lavoro Attualit 4 Le Nostre Sentenze 5 Cassazione 8 Diritto Civile, Commerciale, Assicurativo Attualit 9 Le Nostre Sentenze 11 Assicurazioni 12 Il Punto su 13 Eventi 15 Rassegna Stampa 16 Contatti 17

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subordinazione che, peraltro, deve essere rigorosamente provata con la dimostrazione dellassoggettazione del lavoratore al potere gerarchico e disciplinare del preteso datore di lavoro. Nella rubrica Lo Studio risponde interessante la risposta al quesito se sia fattibile un contratto di collaborazione a progetto per attivit analoghe a quelle svolte dai dipendenti della committente. NellOsservatorio sulle sentenze della Cassazione abbiamo richiamato alcune sentenze relative a diverse ipotesi di licenziamento. La parte dedicata al diritto civile riguarda listituzione ed il funzionamento dei Tribunali delle imprese che hanno iniziato ad operare a far tempo dal 20 settembre 2012. Nella giurisprudenza civile si segnala la sentenza in tema di compensazione del credito che non opera in favore del debitore che contrapponga un proprio preteso controcredito che non sia certo liquido ed esigibile. Nella sezione relativa alle assicurazioni troverete interessanti sentenze in tema di competenza per territorio, di polizza deiussoria, indennit di avviamento ed agenzia assicurativa. Il Punto su.. riguarda le problematiche di trattamento dei dati, a fronte dellutilizzo di sistemi di localizzazione installati sui veicoli aziendali; lidoneit dellinformativa circa il sistema di localizzazione installato, nonch linosservanza dellart. 4, Stat. Lav., posto che, i dispositivi installati potrebbero consentire un controllo continuo ed a distanza dei lavoratori. Inne, per quel che riguarda ancora la rubrica Lo Studio risponde in tema di diritto assicurativo, interessante la risposta al quesito: se lassicuratore risponde dei fatti illeciti posti in essere dai subagenti di cui si avvale il proprio agente. Nellaugurarvi buona lettura Vi anticipiamo che, nel prossimo numero, daremo pi spazio ai quesiti postici da pi parti sullinterpretazione di alcune norme della Legge Fornero e sulle prime interpretazioni giurisprudenziali. Arrivederci dunque, con le novit di novembre. Salvatore Trir e il Comitato di Redazione composto da: Francesco Autelitano, Stefano Beretta, Antonio Cazzella, Teresa Cofano, Luca DArco, Diego Meucci, Claudio Ponari, Vittorio Provera, Tommaso Targa, Marina Tona, Stefano Trir e Giovanna Vaglio Bianco

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2011 m. vasario 28 d.,pirmadienis

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Codice del Lavoro Tribuna Pocket 2012 Aggiornato con la Riforma del Lavoro modificata dalla Legge sviluppo
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A cura di Giacinto Favalli

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Licenziamento discriminatorio e ipotesi di nullit del licenziamento


Nella nuova formulazione dellart. 18 l. 300/1970, cos come ridisegnato a seguito della recente riforma, si assiste al superamento della previgente uniformit di sanzione per ogni licenziamento illegittimo, per prediligere una gradazione delle tutele. Lunica ipotesi in cui la sanzione per lillegittimit del licenziamento rimane identica a quella prevista dalla previgente formulazione dellart. 18 proprio quella dei licenziamenti discriminatori o nulli o inefcaci. Del resto, tale scelta legislativa non pu certo suscitare sorpresa considerato che la restitutio in integrum - di cui la reintegrazione espressione tipica nella fattispecie del licenziamento - la tutela naturale a fronte di un atto nullo (e come tale, improduttivo di effetti giuridici e da tutelarsi ripristinando lo status quo ante, secondo i principi generali dellordinamento civile). Il nuovo comma 1 dellart. 18 abbraccia tutte le ipotesi di licenziamento nullo, rinviando ad una serie di ipotesi speciche, espressamente sanzionate dalla legge con la nullit (licenziamento discriminatorio, ad es. intimato per motivi di credo religioso o politico, di sesso o orientamento sessuale, di appartenenza ad un sindacato, della partecipazione ad attivit sindacale o ad uno sciopero; intimato in concomitanza col matrimonio ai sensi dellarticolo 35 del codice delle pari opportunit tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, o in violazione dei divieti di licenziamento di cui allarticolo 54, commi 1, 6, 7 e 9, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternit e della paternit, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151) ma anche a qualunque altro caso di nullit previsto dalla legge, ovvero ancora al licenziamento nullo perch determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dellarticolo 1345 del codice civile. Nelle predette ipotesi il Giudice - a prescindere dal motivo formalmente addotto a motivazione del recesso - ordina la reintegrazione nel posto di lavoro e condanna al risarcimento del danno pari alle retribuzioni maturate dal licenziamento alla data delleffettiva reintegrazione in servizio. La misura del danno pu essere ridotta soltanto da quanto percepito dal lavoratore per lo svolgimento, medio tempore, di altra attivit lavorativa. La medesima tutela spetta anche ai dirigenti, quando raggiunti da licenziamento nullo, ed a coloro i quali vengano raggiunti da licenziamento orale.
(Rassegna Stampa: AIDP Newsletter N 28 Settembre 2012)
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LE NOSTRE SENTENZE

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IL DATORE DI LAVORO PU SVOLGERE INDAGINI INTERNE, VOLTE ALLACCERTAMENTO DELLAVVENUTA COMMISSIONE DI UN FATTO ILLECITO, IN VIA DEL TUTTO AUTONOMA RISPETTO ALLE INDAGINI PENALI PARALLELAMENTE SVOLTE DALLAUTORIT GIUDIZIARIA, E PU INTIMARE ALLA FINE DEI PROPRI ACCERTAMENTI INTERNI UNA SANZIONE DISCIPLINARE AL LAVORATORE INDIPENDENTEMENTE DALLESITO DEL GIUDIZIO PENALE (Tribunale di Milano, 10 agosto 2012) Con ricorso ex art. 414 c.p.c., un lavoratore impugnava il licenziamento, intimatogli dallazienda datrice di lavoro, sostenendo che tale licenziamento era stato fondato dalla societ sulla commissione, da parte, sua di un reato, senza tuttavia attendere lesito del procedimento penale in corso, che unicamente poteva accertare se quel reato era stato effettivamente commesso. La societ convenuta si costituiva in giudizio, negando che la pendenza del procedimento penale potesse ostare allesercizio del potere di recesso da parte del datore di lavoro, potendo questultimo procedere al licenziamento anche prima che si concluda il giudizio penale avente ad oggetto i medesimi fatti addebitati al lavoratore in sede disciplinare. Il Giudice ha rilevato, innanzitutto, che pur essendo effettivamente richiamati nella lettera di contestazione anche i reati ipotizzati a carico del ricorrente, oggetto della contestazione non era tanto la commissione di tali reati, bens la commissione di alcuni specici fatti e comportamenti che, anche a prescindere dallesito del procedimento disciplinare, hanno avuto degli immediati riessi sul rapporto di lavoro; tali fatti, secondo il Giudice, possono costituire oggetto di unindagine interna, parallela ma autonoma rispetto a quella svolta dallAutorit Giudiziaria, ed il datore di lavoro, al termine di tale indagine interna, pu intimare la sanzione disciplinare indipendentemente dallesito del giudizio penale. Il Giudice ha, poi, aggiunto che, in ogni caso, essendo venuta meno, con il nuovo testo dellart. 295 c.p.c. la pregiudizialit penale come ipotesi di sospensione necessaria del processo civile, tra giudizio penale e giudizio civile sussiste piena separazione e autonomia, con la conseguenza che il giudice del lavoro pu autonomamente procedere allaccertamento dei fatti, eventualmente valutando anche le prove raccolte nel processo penale; ci detto, accertata la sussistenza degli addebiti mossi nei confronti del ricorrente, il Giudice ha ritenuto legittimo il licenziamento. (Causa curata da Giorgio Molteni) PROCEDIMENTO EX ART. 28 STAT. LAV. E DIFETTO DI LEGITTIMAZIONE ATTIVA DEL SINDACATO RICORRENTE fondata leccezione di difetto di legittimazione attiva, nellazione ex art. 28 Stat. Lav., del sindacato di cui non sia stato dimostrato il carattere nazionale, attraverso la stipula di accordi o contratti collettivi a diffusione nazionale o lo svolgimento di attivit di contrattazione, di trattativa o di coordinamento a livello nazionale. (Corte dAppello di Roma, 22 agosto 2012) La Corte dAppello di Roma ha accolto leccezione sollevata dalla societ datrice inerente il difetto di legittimazione ad agire, nel procedimento ex art. 28, L. n. 300/70, della Flaica Uniti Cub, ritenendo insussistente, in capo al sindacato ricorrente, il requisito della rappresentativit sul territorio nazionale. La Corte dAppello, in conformit allinterpretazione della Cassazione, ha riaffermato il principio per cui, in tema di rappresentativit sindacale, il criterio legale delleffettivit dellazione sindacale equivale al riconoscimento della capacit del sindacato di imporsi come controparte contrattuale nella regolamentazione dei rapporti lavorativi.
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Da ci consegue che per riconoscere ad unassociazione sindacale carattere nazionale - richiesto per legittimare lazione di repressione della condotta antisindacale, ex art. 28 Stat. lav. - va dato rilievo non tanto alla diffusione delle articolazioni territoriali, ma alla capacit del sindacato di contrarre con la parte datoriale accordi o contratti collettivi, anche gestionali, che trovino applicazione in tutto il territorio nazionale in riferimento al settore produttivo al quale appartiene lazienda e che attestino, altres, un generale e diffuso collegamento del sindacato con il contesto socio-economico nazionale. , invece, privo di rilievo il fatto che lo statuto dellassociazione sindacale enunci il carattere nazionale del sindacato stesso, perch ci rappresenta solo unautoqualicazione o un pregurato obiettivo. In applicazione degli enunciati principi, la Corte dAppello ha escluso la legittimazione attiva della Flaica Uniti Cub allazione ex art. 28, non ritenendo sufciente a provare il carattere nazionale del sindacato lattivit svolta solo in alcune sedi locali del territorio nazionale, consistita nella sottoscrizione di accordi aziendali, nella nomina di rappresentanti sindacali aziendali, nella stipula di accordi avanti ad organi amministrativi per regolare trasferimenti, a livello locale, di aziende o rami di esse; i Giudici hanno sottolineato che mancava, invece, la dimostrazione della sottoscrizione di contratti collettivi nazionali o di attivit di contrattazione, di trattativa o di coordinamento a livello nazionale. (Causa curata da Marina Olgiati) CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE: LEGITTIMIT DELLE CAUSALI E DELLA REITERAZIONE DEGLI STESSI (Corte dAppello di Genova, 20 luglio 2012) Una recente pronuncia della Corte dAppello di Genova ha confermato la pronuncia di primo grado impugnata dai lavoratori con la quale era stata rigettata la domanda da questi ultimi proposta avente ad oggetto, tra laltro, la pretesa illegittimit dei contratti di somministrazione stipulati tra lutilizzatore ed il somministratore, nonch dei relativi contratti di assunzione conclusi tra il somministratore ed i ricorrenti, con richiesta di accertare e dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato direttamente in capo allutilizzatore sin dalla data di stipulazione del primo contratto a tempo determinato. In particolare, i giudici dappello hanno evidenziato che la specicit della causale del contratto di somministrazione va individuata in ragione della sua nalit, che quella di consentire al dipendente, e poi al Giudice, attraverso la cristallizzazione in un atto scritto, di vericare la corrispondenza alla causale stessa del concreto atteggiarsi del rapporto. Ci premesso, stato ritenuto che i requisiti formali di cui allart. 21 D.Lgs. 276/03 fossero stati rispettati, in quanto le causali oggetto di causa consentivano la suddetta verica, permettendo, nello specico, di riscontrare - attraverso la documentazione prodotta se vi fossero state sostituzione di lavoratori assenti, intensicazione di attivit lavorativa, esigenze organizzative. I giudici di secondo grado hanno, inoltre, evidenziato la tardivit - e dunque inammissibilit - delle contestazioni avversarie svolte in sede di appello circa le allegazioni contenute nelle memorie difensive depositate in primo grado dallutilizzatore. Da ultimo, la Corte dAppello ha evidenziato anche che la reiterazione di contratti somministrati a termine, tanto pi per tre causali diverse e anche ad intervalli di tempo tra di loro, in assenza di alcun limite in punto anche di tipo soggettivo nella disposizione di legge, corrisponde alla funzione dellistituto e non congura alcun uso obliquo dello strumento della somministrazione in luogo dellassunzione a tempo indeterminato. (Causa curata da Vittorio Provera e Marta Filadoro)

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COLLABORAZIONI A PROGETTO: PLURALIT DI CONTRATTI E STABILE INSERIMENTO DEL LAVORATORE NELLORGANIZZAZIONE AZIENDALE (Tribunale di Milano, 14 settembre 2012) Prima dellentrata in vigore della Legge Biagi (ottobre 2003), vigeva la presunzione di autonomia del rapporto di lavoro formalizzato con contratti di collaborazione; pertanto, il lavoratore che chiede la riqualicazione di tale rapporto deve offrire la prova rigorosa della subordinazione, intesa come soggezione al potere gerarchico e disciplinare del preteso datore di lavoro. La domanda di riqualicazione non pu essere accolta quando tra le parti sono intercorsi rapporti di breve durata, intervallati da mesi di inattivit, poich lunitariet e la continuativit della prestazione lavorativa sono elementi indispensabili allaccertamento della subordinazione. Peraltro, anche dopo lentrata in vigore della Legge Biagi, tali elementi sono decisivi al ne di valutare la natura genuina del progetto, essendo questultimo caratterizzato - per denizione - da esigenze tecnico produttive temporanee e straordinarie; la stipulazione di una serie continuativa di contratti a progetto, di analogo contenuto, evidenzia lo stabile inserimento del lavoratore nel contesto aziendale e, di conseguenza, lillegittimit di tali contratti che devono essere riconvertiti in un unico rapporto subordinato. (Causa curata da Tommaso Targa)

LO STUDIO RISPONDE
Si pu stipulare un contratto di collaborazione a progetto per affidare a dei collaboratori esterni lo svolgimento - dopo lorario dufficio dei dipendenti - di attivit analoghe a quelle svolte dai dipendenti da eseguire in base a procedure standard e predefinite? La L. n. 92/2012 (cd. riforma Fornero) nel ridisegnare listituto dei contratti di collaborazione a progetto, nella prospettiva di disincentivare il ricorso a tale tipologia contrattuale che, sovente, viene utilizzato in sostituzione di contratti di lavoro subordinato, ha posto delle limitazioni ben precise. Il contratto di collaborazione, in base alla nuova disciplina, i) deve essere ricondotto ad un progetto specifico di cui deve essere indicato il risultato finale che si intende conseguire; ii) il progetto non pu comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi; iii) lattivit non pu essere svolta con modalit analoghe a quella svolta dai lavoratori dipendenti dellimpresa committente. Alla luce di tali limiti, quandanche fosse individuabile un progetto da affidare ai collaboratori, tenuto conto comunque che, lattivit verrebbe svolta con modalit del tutto similari a quella resa dai dipendenti e che avrebbe comunque carattere esecutivo/ripetitivo, il rischio che i rapporti instaurati vengano qualificati come rapporti di lavoro subordinato elevato.

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A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella
LICENZIAMENTO DELLA LAVORATRICE MADRE PER COLPA GRAVE

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OSSERVATORIO SULLA CASSAZIONE


Con sentenza n. 14905 del 5 settembre 2012 la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento per colpa grave della lavoratrice madre, la quale, al termine del periodo di congedo per maternit, non si era presentata sul posto di lavoro per quaranta giorni, adducendo, quale motivazione, il mancato pagamento di una mensilit di retribuzione. La Corte di Cassazione ha rilevato che la reazione della lavoratrice allinadempimento del datore di lavoro era spropositata e tale da rappresentare una violazione dei principi di correttezza e di buona fede. LICENZIAMENTO PER FRASI OFFENSIVE E DEMANSIONAMENTO DEL DIPENDENTE Con sentenza n. 14995 del 7 settembre 2012 la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento del dipendente, il quale, a seguito di una sentenza che aveva accertato il suo demansionamento, aveva inviato ai suoi capi una email contenente frasi estremamente offensive. La Corte ha rilevato che la sentenza con la quale era stato accertato il demansionamento aveva escluso la sussistenza del mobbing, in quanto il demansionamento era stato determinato da disfunzioni organizzative e non da un intento persecutorio. Inoltre, la Corte ha precisato che lo stato di prostrazione morale, indotto nel lavoratore dalla situazione di emarginazione in cui si trovava ad operare, non sufciente a dimostrare che, nel momento in cui il dipendente aveva inviato la comunicazione, egli non fosse in condizione di rendersi conto della portata offensiva delle sue accuse. LICENZIAMENTO DEL DISABILE PER AGGRAVAMENTO DELLE CONDIZIONI DI SALUTE Con sentenza n. 15269 del 12 settembre 2012 la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo il licenziamento del disabile, assente per un lungo periodo dallazienda per problemi di salute, precisando che il lavoratore ha diritto allaccertamento delle sue reali condizioni di salute ed il periodo necessario a tale accertamento non costituisce causa di sospensione del rapporto di lavoro. Il rapporto di lavoro, in caso di aggravamento, pu essere risolto solo in presenza della perdita totale della capacit lavorativa ovvero nel caso in cui sussista una situazione di pericolo per i lavoratori o per la sicurezza degli impianti, in base agli accertamenti effettuati dallapposita commissione medica.

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Civile, Commerciale, Assicurativo


LISTITUZIONE DEL TRIBUNALE DELLE IMPRESE
A cura di Giovanna Vaglio Bianco
Il decreto legge del 24 gennaio 2012 n. 1 recante Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivit, convertito in legge 24 marzo 2012 n. 27 ha previsto allart. 2 listituzione delle sezioni specializzate in materia di impresa, in sostituzione delle previgenti sezioni specializzate in materia di propriet industriale ed intellettuale di cui al D.lgs n. 168/2003. Secondo quanto previsto dallart. 1 del D.lgs n. 168/2003, come modificato dal decreto legge n. 1/2012, le sezioni specializzate in materia di impresa sono istituite presso tutti i tribunali e corti dappello con sede nei capoluoghi di regione (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia) nonch a Brescia, presso il Tribunale e la Corte dappello, mentre per il territorio della Valle dAosta la competenza attribuita al Tribunale e alla Corte dAppello di Torino. Il previgente art. 3 del D.lgs 168/2003 stato completamente riscritto, ampliando la competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa rispetto a quanto originariamente previsto per le sezioni in materia di propriet industriale ed intellettuale. Rimangono di competenza delle nuove sezioni le controversie in materia di propriet industriale di cui allart. 134 D.lgs. n. 30 del 2005 (Codice della propriet industriale) a cui si aggiunge la competenza per le controversie in materia di diritto dautore; in materia di intese, abuso di posizione dominante ed operazioni di concentrazione ex art. 33, comma 2, L n. 287/90 e per le controversie relative alla normativa antitrust dellUnione europea. Ai sensi della nuova formulazione dellart. 3 del D.lgs n. 168/03 le sezioni specializzate sono altres competenti relativamente alle cause riguardanti le societ per azioni, le societ in accomandita per azioni, le societ a responsabilit limitata, le imprese cooperative e mutue assicuratrici, le societ per azioni europee (SE), le societ cooperative europee (SCE) ed alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle societ costituite allestero. Con particolare riferimento a tali tipologie societarie la competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa si estende alle cause ed ai procedimenti aventi ad oggetto:
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rapporti societari (tra cui, a titolo esemplificativo, quelli concernenti laccertamento, la costituzione, la modificazione o lestinzione di un rapporto societario, le azioni di responsabilit da chiunque promosse contro i componenti degli organi amministrativi o di controllo);
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trasferimento delle partecipazioni sociali; patti parasociali;

rapporti riguardanti le societ controllate, le societ che esercitano attivit di direzione coordinamento, nonch le societ cooperative.

Inne, la competenza per materia delle sezioni specializzate comprende anche i rapporti aventi ad oggetto i contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria. Listituzione del Tribunale delle Imprese consentir la concentrazione della trattazione delle controversie presso un numero ridotto di ufci giudiziari specializzati con unauspicabile riduzione dei tempi di denizione delle cause che permetter di incrementare la competitivit sul mercato delle societ parti in causa. Le disposizioni sopra esaminate trovano applicazione ai giudizi instaurati dopo il centottantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge n. 1/2012 e, quindi, si applicano dal 20 settembre 2012.

LO STUDIO RISPONDE
In tema di agenzia di assicurazione, lassicuratore risponde dei fatti illeciti posti in essere dai subagenti di cui si avvale il proprio agente? Per rispondere al quesito si dovr fare riferimento allart. 2049 cod.civ. che disciplina la responsabilit dei padroni e dei committenti per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nellesercizio delle incombenze a cui sono adibiti. Nel corso dellattivit imprenditoriale sussiste, infatti, a carico dellimprenditore la responsabilit, ai sensi dellart. 2049 cod. civ., per gli atti illeciti, produttivi di danni a terzi, compiuti dalle persone che, indipendentemente dallesistenza o meno di uno stabile rapporto di lavoro subordinato, siano inserite, anche temporaneamente od occasionalmente, nellorganizzazione aziendale ed abbiano agito, in questo contesto, su richiesta, per conto e sotto la vigilanza dellimprenditore. Per stabilire loperativit dellart. 2049 cod. civ. in capo allassicuratore sar necessario verificare se il subagente, (di cui si avvale lagente), potr essere considerato come una persona inserita nellorganizzazione dellassicuratore medesimo. Va sottolineato a tale proposito che i contratti di agenzia e subagenzia, pur avendo sostanzialmente un identico contenuto, si differenziano nettamente con riguardo alla persona del preponente (che nel contratto di agenzia limpresa, mentre in quello di subagenzia lagente). Sul punto, la giurisprudenza ha, del resto, recentemente stabilito che gli agenti - imprenditori possono avvalersi delloperato di subagenti cui, tuttavia, rimane estranea limpresa assicuratrice. Il subagente, pertanto, assume solo nei confronti del preponente - agente lo stabile incarico di promuovere la conclusione di contratti di assicurazione nella zona a questultimo affidata o in un ambito pi ristretto, mentre non rientra nella sfera di organizzazione aziendale dellassicuratore (Cassazione, 16 maggio 2012, n. 7634). In conclusione, la giurisprudenza ha ritenuto lagente responsabile ex art. 2049 cod. civ. per i danni patiti dai clienti - assicurati e derivati dalla condotta illecita del subagente, escludendo la responsabilit dellassicuratore.

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LE NOSTRE SENTENZE

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LA COMPENSAZIONE NON OPERA IN FAVORE DEL DEBITORE CHE RIVENDICHI LA SUSSISTENZA DI UN PROPRIO PRETESO CONTROCREDITO CHE NON SIA CERTO, LIQUIDO ED ESIGIBILE (Tribunale di Milano, 19 luglio 2012, n. 8851) Con atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, la Societ Alfa (debitrice opponente), nel contestare il credito della Societ Beta (relativo a fatture da questa emesse a fronte della concessione ad Alfa di alcuni spazi commerciali per lesercizio dellattivit di brokeraggio), aveva sollevato, tra gli altri, eccezione di compensazione del credito di Beta (certo, liquido ed esigibile) con un proprio preteso controcredito. Alfa sosteneva infatti che Beta, nel corso del rapporto, avesse posto in essere una condotta illecita, determinata dallaver trasferito arbitrariamente una serie di attivit e clienti lontano dallarea ove la stessa operava, e che tale fatto le aveva cagionato gravi danni (in termini di calo dei fatturati e mancati guadagni). Esperite le prove testimoniali, il Giudice, in accoglimento delle domande formulate da Beta, respingeva la tesi difensiva di Alfa, rilevando che nel caso di specie non era stata comprovata dallopponente, n la condotta illecita di Beta, n il preteso nesso di causa tra il trasferimento delle attivit e gli asseriti danni. Per tale ragione il Giudice condannava lopponente al pagamento delle fatture azionate da Beta e respingeva in toto le domande risarcitorie di Alfa. Ci anche in base al consolidato principio secondo cui non vi pu essere compensazione nel caso in cui il controcredito opposto dal debitore non risulti certo liquido ed esigibile. (Causa curata da Vittorio Provera, Mario Gatti e Francesco Cristiano)

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Assicurazioni
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano
COMPETENZA PER TERRITORIO

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La clausola derogatoria della competenza in via esclusiva, contenuta in un contratto a favore di terzo - come una polizza deiussoria - stipulato a benecio di una p.a. per cui opera il foro erariale (nella specie: una Regione ammessa a goderne ai sensi dell'art. 10 l. n. 103 del 1979), priva di effetto quanto alle liti attive e passive coinvolgenti l'Amministrazione beneciaria, stante l'inderogabilit del foro erariale, e pu rilevare solo nelle liti tra promittente e stipulante. (Cassazione, n. 8187, 23 maggio 2012) La clausola, contenuta in una polizza deiussoria rilasciata a garanzia della restituzione del rimborso dell'Iva, la quale preveda la perdita di efcacia della garanzia se il rimborso da parte dell'erario non venga eseguito entro sei mesi dal rilascio di essa, va interpretata nel senso che il suddetto termine decorre non gi dalla materiale esecuzione del pagamento del rimborso nelle mani del contribuente, ma dall'emissione dell'ordinativo di spesa da parte dell'erario. Ne consegue che, emesso l'ordine di pagamento entro il semestre dall'emissione della polizza, questa spiegher i suoi effetti per la durata contrattualmente prevista, a nulla rilevando che il pagamento concreto del rimborso sia avvenuto a distanza di oltre sei mesi dal rilascio della garanzia. (Cassazione, n. 8622, 30 maggio 2012) La proposizione dell'eccezione di compensazione non necessit di formule sacramentali, essendo sufciente che dal comportamento difensivo della parte risulti univocamente la volont di opporre il controcredito, e, pertanto, la stessa deve essere ritualmente e tempestivamente proposta nell'ipotesi in cui il convenuto, nell'effettuare i conteggi delle somme spettanti all'attore, abbia portato in detrazione l'importo del proprio contrapposto credito (nella specie, la Corte ha ritenuto corretto l'operato di una societ di assicurazione che aveva trattenuto dalle competenze di ne rapporto quanto dovuto dall'agente a titolo di risarcimento danni in favore del committente). (Cassazione, n. 14688, 29 agosto 2012)

POLIZZA FIDEIUSSORIA

CONTRATTO DI AGENZIA ECCEZIONE DI COMPENSAZIONE

AGENZIA ASSICURATIVA INDENNIT DI AVVIAMENTO

La Compagnia di assicurazione che richiede la cessazione del rapporto di locazione relativo un immobile ad uso ufcio locato ad un agente plurimandatario (il quale opera autonomamente e con assunzione di ogni rischio economico non solo per la Compagnia locatrice ma anche per altre Compagnie assicuratrici) tenuta a versare l'indennit di avviamento all'agente, la cui attivit implica certamente contatti diretti con il pubblico e, pur non essendo stata espressamente considerata nell'art. 27 della legge n. 392/78, rientra fra quelle commerciali. (Cassazione, n. 10622, 26 giugno 2012)

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IL PUNTO SU
A cura di Vittorio Provera

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LE PROBLEMATICHE DI TRATTAMENTO DEI DATI, A FRONTE DELLUTILIZZO DI SISTEMI DI LOCALIZZAZIONE INSTALLATI SU VEICOLI AZIENDALI
Nellambito delle normali attivit delle imprese, risulta sempre pi frequente lutilizzo di mezzi di trasporto aziendali (comprese le vetture assegnate a dipendenti per ragioni di lavoro), attrezzati con sistemi di localizzazione per soddisfare esigenze organizzative ovvero per la sicurezza nellambito di servizi di trasporto di persone o cose. Tale impiego pu comportare, come conseguenza, anche una maggiore possibilit di localizzazione e controllo dei lavoratori assegnatari dei veicoli medesimi. I dati relativi allubicazione di veicoli, allitinerario scelto ed ai tempi di percorrenza (direttamente o indirettamente) associati ai lavoratori a cui sono affidate le vetture o i mezzi costituiscono, pertanto, informazioni - anche su elementi personali, con possibilit di verifica dellattivit - che debbono essere valutate e, se del caso, trattate in coerenza con le disposizioni di legge, comprese le norme contenute nel Codice in materia di protezione dei dati personali (D.lgs n. 196/03). In materia, il Garante della privacy con il provvedimento n. 134 del 1 agosto 2012 stato recentemente chiamato a valutare presunti profili di violazione della disciplina di protezione dei dati personali in relazione allinstallazione - da parte di una societ di vigilanza - di un sistema di localizzazione sui propri autoveicoli. Nel caso concreto, alcune guardie giurate, dipendenti della societ di vigilanza, hanno contestato linidoneit dellinformativa circa il sistema di localizzazione installati, fornita mediante semplice affissione nella bacheca aziendale di un comunicato con cui si dava notizia ai dipendenti di aver installato su tutte le autovetture di servizio il localizzatore satellitare al fine di offrire a tutti maggiore sicurezza e di poter essere sempre in grado di rilevare, in caso di incidente stradale e in caso di furto, lesatta ubicazione degli automezzi di servizio; nonch linosservanza dellart. 4 Stat. Lav., posto che i dispositivi installati (secondo la tesi dei dipendenti) avrebbero consentito un controllo continuo e a distanza dei lavoratori. Nella fattispecie, in realt, lazienda aveva precisato che limpianto installato non ha carattere di rilevazione continua (ed infatti pu essere attivato esclusivamente dal Presidente della societ mediante apposite credenziali e solo nelleventualit di perdita di contatto con un veicolo per oltre 30 minuti) e non permette alcun tipo di trasferimento dati video o audio, ma solo la localizzazione dellautoveicolo. In sostanza, il sistema, una volta attivata la richiesta di localizzazione, non trasmette dati della vettura, ma consente solo laccensione di una spia luminosa su di una carta geografica, al fine di indicare lesatto posizionamento della medesima. Il Presidente pu attivare il sistema solo nelleventualit in cui gli operatori della centrale operativa abbiano rilevato la perdita di contatti, per oltre trenta minuti, con la squadra a bordo del veicolo.
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Inoltre il dispositivo non ha carattere continuativo (quindi non pu essere mantenuto in funzione per un tempo prolungato), n ha alcun tipo di memoria (quindi non conserva i dati delloperazione). Il Garante, a cui era stata debitamente noticata linstallazione di tale dispositivo, ha tuttavia ritenuto che la societ di vigilanza non avesse fornito preventivamente una adeguata ed idonea informativa agli interessati ai sensi dellart. 13 D.lgs n. 196/2003 e, in particolare, sullutilizzo e sul diritto di accesso di tali dati, essendosi limitata a rendere note, in modo approssimativo le nalit del trattamento e, indirettamente, il titolare dello stesso, nonch sui diritti a favore dellinteressato ex art. 7 D.lgs n. 196/03. Inoltre, non ha ritenuto provato che tutti i dipendenti fossero stati adeguatamente informati sul trattamento che la societ aveva inteso intraprendere. Pertanto, il Garante ha prescritto alla societ di vigilanza di fornire ai propri dipendenti una completa informativa circa il trattamento in esame, redigendo apposito protocollo ove siano specicati i casi e le procedure di attivazione del meccanismo. Inoltre ha imposto di collocare allinterno dei veicoli vetrofanie recanti la dizione veicolo sottoposto a localizzazione o, comunque, un avviso ben visibile che segnali la possibilit di geolocalizzare il medesimo. Fermo quanto precede, stato riconosciuto che il sistema persegue nalit di sicurezza sul lavoro dei dipendenti e che, per contro, le caratteristiche dellimpianto non integrano un controllo illegittimo e continuo, poich non operativo in maniera continuativa ed in tempo reale, n possiede meccanismi di registrazione/memoria. In denitiva, da quanto sopra riportato, si segnala la delicatezza della materia e la necessit - anche in presenza di unattenzione formale del Garante forse eccessiva - di assicurare unadeguata preventiva informazione che renda consapevoli gli interessati della legittimit del sistema, onde prevenire interventi che sono sicuramente pi invasivi e possono creare una certa turbativa.

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Eventi

Milano,

10 Ottobre 2012 Camera di Commercio di Milano, Palazzo Turati Convegno Optime AIDP: La riforma del mercato del lavoro, la nuova disciplina dei contratti Il contratto a tempo determinato Relatore: Avv. Giacinto Favalli PROGRAMMA (PDF)
Milano,

2 Ottobre 2012,Starhotels Ritz Roma, 15 Ottobre 2012,Grand Hotel Parco dei Principi Forum Lavoro L. 92/2012. Tipologie contrattuali in entrata. Il lavoro a progetto: le novit della riforma Relatori: Avv. Giacinto Favalli (edizione di Milano); Avv. Paolo Zucchinali (edizione di Roma)
Milano,

17 Ottobre 2012 Legalcommunity Labour Awards 2012 Finalisti Studio dellanno: Trir & Partners Avvocati Finalista Avvocato dellanno: Giacinto Favalli Finalisti Studio Contenzioso: Trir & Partners Avvocati
ARCHIVIO EVENTI: Convegno: La Magistratura e il futuro del Diritto del Lavoro, Milano 12 Giugno 2012 Associazione Romano Canosa per gli Studi Storici Video: La Magistratura e il Diritto del Lavoro Intervento di Salvatore Trir

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Rassegna Stampa

Newsletter - AIDP: N28 Settembre 2012 La nuova disciplina dei licenziamenti. Cosa cambia per dipendenti e aziende. di Salvatore Trir Licenziamento discriminatorio e ipotesi di nullit del licenziamento di Giacinto Favalli TopLegal Elite: Agosto 2012 Voglia di Labour: Trir & Partners Avvocati Professionisti 2012: Salvatore Trir, Giacinto Favalli, Anna Maria Corna, Claudio Ponari Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 08/08/2012 twitter @Diritto24 Gli impianti audiovisivi: le novit dal Ministero del Lavoro sulla procedura di autorizzazione di Vittorio Provera Corriere della Sera: 23/07/2012 La Riforma del Lavoro. Istruzioni per luso. A cura di Trir & Partners Avvocati Guida al Lavoro - Supplemento Riforma del lavoro: Luglio 2012 Flessibilit in uscita: i nuovi licenziamenti individuali e collettivi di Salvatore Trir e Giacinto Favalli Esperto Ipsoa: 24/07/2012 e 27/07/2012 Riforma Lavoro: contratto a termine senza causale stipulato per attivit stagionali Riforma Lavoro: lavoratori a chiamata assunti per periodo estivo prima del 18/7/2012 possono ancora essere utilizzati per la stagione? di Giacinto Favalli

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