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Sabato 29 settembre 2012

ALTO RENDIMENTO
OBBLIGAZIONARIO

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La Bce carica il bazooka anti-spread


A. CARCATERRA* e M. NOERA**

Il 6 settembre scorso il Direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso che interverr direttamente, acquistando sul mercato i titoli dei Paesi sotto attacco speculativo, con la finalit di abbassarne i rendimenti e portarne lo spread su livelli appropriati. In verit i fondi salva-Stati avrebbero potuto gi farlo, ma le risorse di cui sono stati dotati non sono riuscite a esercitare alcuna efficace deterrenza. Il bazooka che la Bce imbraccia infinitamente pi potente dato che una banca centrale pu permettersi interventi senza limiti. Chi attacca i titoli di uno Stato sovrano (vendendoli allo scoperto per deprimerne il prezzo e poi ricomprarli a prezzi pi bassi) rischia molto: lintervento della banca centrale pu infatti impedire che i prezzi scendano e pu farli addirittura salire, costringendo gli speculatori a ricoprirsi in perdita. Pertanto, in conseguenza dellannuncio della Bce, lo spread sceso in pochi giorni di oltre 100 punti base. IL GIUSTO LIVELLO. Ma qual il livello giusto dello spread? Se diamo uno sguardo al passato recente, vediamo che fino alla primavera del 2010 (nonostante

Quando lo spread Btp-Bund sar stabilmente sotto i 200 punti base, la manovra sar stata efficace
fossero gi scoppiate le crisi greca, irlandese e portoghese) lo spread italiano sempre rimasto vicino agli 80 punti base. Nellanno successivo un po aumentato, ma su livelli inferiori a meno della met degli attuali: in media 150 punti base. Lesplosione dello spread italiano ha luogo a partire dal luglio 2011; se fosse attribuibile alla sola speculazione, lazione deterrente della Banca centrale europea dovrebbe oggi riportarlo sotto 150 punti base, non a 340, come ora. Un recente studio della Banca dItalia ha isolato con opportune tecniche econometriche leffetto esercitato sullo spread da ciascuno dei singoli fattori da cui si presume esso dipenda. Poich lo spread misura il premio contro il rischio di insolvenza del debitore, gli imputati sono tutti gli ingredienti da cui dipende la solvibilit dellItalia: landamento dei conti pubblici, il livello del debito e la solidit del sistema bancario. SPETTRO DELLA FINE DELLEURO. La sorpresa che, anche tenendo conto di tutti questi fattori assieme, lo studio della Banca dItalia non riesce mai a giustificare uno spread superiore a 200 punti base. Nello spread italiano c quindi anche dellaltro: il vecchio rischio di cambio, la possibilit di un ritorno alla lira, cio il collasso della moneta unica. Lo spread infatti tornato ai livelli del 1998-99, quando leuro ancora non cera. Da un anno in Europa una soluzione collaborativa potrebbe essere a portata di mano, ma prevalgono diffidenze e divisioni. Tutti vogliono che leuro sopravviva, ma le strategie perseguite sembrano invece condurre allimplosione della moneta unica. La determinazione della Bce a intervenire direttamente sui mercati non mira soltanto a bloccare la speculazione: ambisce a risolvere il dilemma di cui sono prigionieri i governi. Solo quando lo spread sar di nuovo stabilmente sotto i 200 punti sapremo che la mossa della Bce ha avuto finalmente successo. *Anima Sgr **docente Universit Bocconi

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