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eHealth, dopo l'ok del consiglio dei ministri tutto passa nella mani delle Regioni

9/29/12 5:09 PM

SABATO 29 SETTEMBRE 2012


Responsabile editoriale: Alessandro Longo E uniniziativa del Corriere delle Comunicazioni Direttore: Gildo Campesato

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SANIT DIGITALE

eHealth, dopo l'ok del consiglio dei ministri tutto passa nella mani delle Regioni
Ma prima c' bisogno anche di un decreto attuativo. L'ottimismo di Paolo Donzelli e i possibili ostacoli tecnologici e organizzativi per la piena attuazione del fascicolo sanitario elettronico
di Luigi Ferro
Il primo passo sar l'esame del consiglio dei ministri. Ma dopo lok di Mario Monti si aprir il vero cammino del decreto sullagenda digitale che, per quanto riguarda la parte sulla sanit, ha bisogno di altri passaggi. Dopo ci sar infatti il decreto attuativo e infine, forse il terreno pi difficile, il tutto passer nelle mani delle Regioni. Un iter per il quale difficile calcolare i tempi che non scalfisce per lottimismo di Paolo Donzelli, coordinatore dellufficio Progetti strategici per linnovazione digitale di Palazzo Chigi e responsabile del tavolo e-gov della cabina di regia per lAgenda digitale. Donzelli per fa notare che le linee guida per la ricetta elettronica sono pronte. Cos come quelle per il fascicolo sanitario elettronico e per linteroperabilit tecnologica. E il decreto, che contiene le norme per la ricetta digitale che avr validit nazionale, il fascicolo sanitario elettronico, sistemi di sorveglianza e cartelli clinica digitale, dovrebbe riuscire a superare lesame del cdm. Daltronde parliamo di un testo consolidato con un iter gi avviato e che, daccordo con il ministero della Salute stato introdotto nel decreto. Da questo punto di vista, quindi, non ci dovrebbero essere sorprese, ma dopo? Pur sapendo che i tempi non saranno brevissimi Donzelli mantiene un parere positivo. Stiamo parlando di un percorso avviato tre anni fa che ha gi passato il vaglio della Conferenza Stato-Regioni, raccolto lintervento di un gruppo di lavoro e visto lavvio di progetti sperimentali come il dialogo fra un ospedale di Napoli e quello di Torino. Il decreto dovrebbe arrivare velocemente. Poi per ci sono le regioni. Anche in questo caso non credo ci siano particolari timori. Molte hanno gi investito e il decreto offre la copertura normativa per altri interventi e passare dai progetti pilota a quelli definitivi. Anche dai medici di base si attende piena collaborazione. Labbiamo visto con i certificati di malattia prosegue Donzelli -. Dopo uniniziale diffidenza e qualche difficolt del sistema adesso il 98% dei certificati che arrivano allInps sono in formato elettronico. Limportante che si comprenda che il fascicolo sanitario elettronico uno strumento utile di lavoro. Un tema importante del provvedimento secondo Donzelli quello della ricetta che permetterebbe di semplificare enormemente un passaggio burocratico che vale circa 800 milioni di pezzi di carta che trasformati in documenti elettronici potrebbero dare vita ad altri servizi. Una ricetta inserita nel sistema diventa parlante e a questo punto il sistema che prendendo in automatico i dati pu offrire le date per gli appuntamenti. Il decreto spiega Mariano Corso, responsabile scientifico dellOsservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano va nella giusta direzione perch spinge allutilizzo delle tecnologie digitali che sono le uniche a combinare la qualit della cura con la sostenibilit del sistema sanitario. Perch fra le Regioni chi spende di pi offre anche le cure peggiori. Lazio e Molise offrono servizi non di qualit per oltre 2.000 euro al mese per cittadino, mentre la Lombardia e Veneto ne spendono circa 1.700 per servizi nettamente migliori. E queste regioni sono anche quelle che spendono somme importanti per la digitalizzazione della loro Sanit. Certo, prosegue Luca Gastaldi, ricercatore dellOsservatorio Ict in Sanit del Politecnico di Milano, il decreto un desiderata, stabilisce il perimetro entro il quale bisogna muoversi, ma non dice come ottenere questi risultati e qual la situazione da cui parte limplementazione. La fotografia lha scattata invece il Politecnico con i suoi Osservatori nei quali spiega che solo Lombardia ed Emilia-Romagna dispongono oggi di un fascicolo sanitario elettronico completo. oggi comunque tutte le Regioni sono partite anche se i progetti non hanno ancora raggiunto lo stato di maturit. Gli ostacoli non mancano e sono di tipo tecnologico e organizzativo. Ci sono le difficolt che riguardano gli standard di interoperabilit: gli ospedali adottano soluzioni tecnologiche differenti, che non dialogano con le altre. Poi necessaria uninfrastruttura che colleghi le aziende sanitarie al medico di medicina generale. Ma il peggio, secondo Gastaldi, arriva con lorganizzazione. Cambiare i processi attraverso i quali la cura viene erogata al paziente produce inevitabili tensioni nelle organizzazioni. E poi, stando alle risposte di unindagine che abbiamo condotto sui direttori delle strutture sanitarie, ci sono da considerare le limitate risorse economiche e la voglia di avere ritorni immediati sugli investimenti che penalizzano i progetti di lungo periodo, oltre che la mancanza della condivisione di buone pratiche e la scarsa conoscenza da parte dei direttori sanitari delle potenzialit del digitale che limitano gli investimenti in tecnologie informatiche. I soldi sono un problema importante. In Italia per le tecnologie nel mondo sanitario si spendono 1,3 miliardi di euro, 22 per ogni cittadino contro i 36 della Germania, i 40 della Francia, i 60 della Gran Bretagna e i 70 della Danimarca. In pi si spende in modo disomogeneo perch i 22 euro sono una media del pollo frutto dei 34 euro del Nord Ovest, 38 del Nord est, 14 del Centro e 12 del Sud. Ma proprio la situazione delle finanze pubbliche impone una razionalizzazione della spesa che attraverso il digitale pu trovare piena attuazione. Anche perch lutilizzo dei bit al posto degli atomi permette quel processo di deospedalizzazione che permette al paziente, in determinate situazioni, di curarsi a casa e alle strutture sanitarie di risparmiare risorse.

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9/29/12 5:09 PM

Scrutando nella palla di vetro Donzelli ipotizza la cura dei pazienti cronici senza il ricovero in ospedale anche attraverso capi da indossare che dialoghino con il loro fascicolo sanitario e una struttura di monitoraggio da parte dei medici, oltre a teleconsulti con centri specializzati. Succede in Croazia dove sono gi assicurati una serie di servizi per i pazienti cronici come check up cardiaci e neurologici. Anche secondo Corso e Gastaldi la strada quella della deospedalizzazione. Ma tutto deve partire da cartella clinica digitale e fascicolo elettronico. Queste sono le condizioni di base. Dietro c un mondo da scoprire se stiamo ai dati di Taking the pulse Europe, lindagine sulla dotazione tecnologica dei medici. Il 54% dei medici europei (erano il 36% nel 2010) usano app professionali sui loro smartphone e, sorpresa, e lItalia al secondo posto nel Continente al pari della Germania e dietro Uk con una percentuale in linea con quella della media europea. Medici digitali crescono. 29 Settembre 2012 TAG: sanit digitale

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