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Sottile il Piacere della Vendetta

di Silvia Rufini

Quel venerd Lorena era determinata. Le sue mani ebbero solo un leggero tremito quando le chiavi cercarono la serratura della porta. Si accorse di trattenere il fiato mentre il chiavistello scattava, producendo un rumore che le parve assordante. Ma suo marito era in soggiorno, naturalmente. Davanti al televisore, naturalmente. Sprofondato in un sonno alcolico, naturalmente. Non si sarebbe svegliatoalmeno per un po. Avrebbe agito indisturbata. Ebbene s, avrebbe finalmente avuto quel che si meritava! Lui lo faceva apposta: si divertiva a torturarla! E allora lei avrebbe eliminato definitivamente la fonte dei suoi tormenti: ci che era allo stesso tempo la sua croce e la sua delizia, ci che le provocava cos tanta gioia ma, oh quanto pi spesso, cos tanto dolore. Quante volte aveva ideato quel momento. Era costantemente ad un soffio dal farlo ma il buon senso aveva sempre prevalso. Oggi no, oggi era diverso. Unennesima provocazione a lavoro, unora in pi nel traffico cittadinoe il baluginio negli occhi di Lorena aveva acquisito un riverbero inumano. Si avvi con calma in cucina, apr con disinvoltura un cassetto e scelse con cura quello pi adatto: nellestrarre il coltello, la lama perfettamente lucida le rimand il riflesso parziale e beffardo del suo viso, lo sguardo un po vacuo, presagio di rimorsi tardivi Un rumore in salottola solita pubblicit trasmessa a volume impossibile. Per un attimo la lama del coltello vacill, e con essa la sua determinazione. Per la seconda volta nella giornata il respiro le rimase aggrappato alla gola come lultima foglia ostinata di un albero in letargo5 secondi, 10, 30silenzionulla era cambiato in soggiorno n, tanto meno, nella sua risolutezza Aprire la porta del frigorifero fu come dissigillare lArca dellAlleanza. In fondo, malamente nascosto dallInsalata Belga, Lorena vide scintillare quello splendido esemplare di insaccato che suo marito, incurante della sua dieta, aveva osato comprare. Era ancora intero! Un meraviglioso Salame Ungherese, con i buchini del grasso piccoli piccoli e quel sapore di affumicato che fa vivere una seconda giovinezza anche al pane pi stantio. Lo affett. Tutto. E lo inser delicatamente, fetta dopo fetta, in un grosso panino che addent. E la dieta?, si chiese. Ci penser domani! Domani un altro giorno! cit, con la bocca piena, immaginando alle sue spalle un tramonto infuocato