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Licenziato anche Il diritto al lavoro: disoccupazione al 50%

Mentre gli organi dinformazione vengono scossi dalle notizie relative agli Indignados di Madrid, soppressi nel sangue negli ultimi giorni a seguito delle loro manifestazioni contro le dichiarate, nuove, misure dausterit, lOCSE riporta lItalia alla sua, non troppo diversa, realt. Si parla del tasso di disoccupazione, sempre pi alto, che nel 2013 toccher quota 9,9% (0,5% in pi rispetto al 2012). In aumento soprattutto la disoccupazione dei giovani tra i 15 e 24 anni (il 50% del totale) che, sempre pi audaci e disperati, cercano stabilit altrove, formati dalle nostre universit ma sfruttati dagli altri paesi. (LItalia colpita duramente: http://www.repubblica.it/economia/2012/07/10/news/ocse_diso ccupazione-38817026/ )In condizioni particolarmente critiche il sud e il nord-Italia e colpite in particolar modo le giovani donne, mentre al centro si registra una situazione migliore( Mario Sensini, Corriere Della Sera 08-04-12) . Discutibili le dichiarazioni del ministro Elsa Fornero, che sanciscono palesemente la linea dazione del governo che licenzia il diritto al lavoro. Percepiamo ancora leco, non troppo distante, delle parole del ministro del lavoro, intervistata dal Wall Street Journal:<< Il lavoro non un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio>>, in barba allarticolo 1 della costituzione italiana che garantisce e promuove il diritto al lavoro duna repubblica basata su di esso. In calo anche lesordio di giovani piccoli imprenditori con stime del 32,5%, dei giovani che vogliono intraprendere questa via, pi basse della Germania(35,2%) e molto pi basse della Spagna(56,3%), mentre sono in aumento i giovani colpiti dal nuovo motto della mobilit lavorativa che attanaglia lItalia. Infatti su 100 casi di licenziamento che hanno causato una condizione di disoccupazione solo un terzo riguarda persone con et superiore ai 45 anni e ben 38 con et inferiore ai 34 anni(45rapporto Censis 02-12-2011). LItalia colpita in maniera devastante dalle assunzioni a termine anche, e soprattutto, a causa della famosa legge 30(Ribattezzata erroneamente Legge Biagi in onore del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Brigate Rosse)del 14-02-2003 che ha eliminato ogni scudo a favore del lavoratore precario(che Biagi invece aveva previsto), ammettendo, tra le altre cose, che essi ricevano uno stipendio inferiore rispetto allimpiegato a tempo indeterminato. Ora, chi vi scrive non ha ricevuto alcuna formazione di stampo economico, ma risulta palese che un datore di lavoro non avr alcun interesse ad assumere qualcuno a tempo indeterminato se questo si traduce nel dover pagare uno stipendio pi alto. Infatti nel resto dEuropa i precari ricevono un salario maggiore rispetto al fisso, per stimolare le assunzioni a tempo indeterminato e fornire maggior sostentamento a chi rischia di trovarsi senza impiego da un giorno allaltro. Assume meno importanza la laurea che risulta utile, negli impieghi ricoperti, con stime che vanno dal 20% al 69%(Dati ISTAT,

Universit e lavoro: orientarsi con la statistica. http://www.istat.it/it/files/2011/03/seconda_parte.pdf) . A differenziarci dal resto dEuropa anche lassenza dun reddito di cittadinanza, sconosciuto solo in Russia e nel bel paese, che garantirebbe ai giovani un sostegno economico durante la formazione lavorativa, spesso in nero e occasionale, oltre a permettere una leggera ripresa da parte dei mercati. Qualunque economista, infatti, daccordo nel sostenere che un aumento delle tasse porta ad una contrazione dei mercati (Pi tasse, meno acquisti) e rappresenta non una cura ma un additivo velenoso, come uneutanasia (dolorosa) per il sistema economico malato. Il nostro governo procede invece, fin dal suo insediamento a palazzo Chigi, proprio nella somministrazione di questo veleno nellintento di sanare, a loro dire, il debito pubblico italiano, pari a quasi duemila miliardi(e ogni anno aumenta di 80 miliardi di interessi).

Manifestanti disoccupati in Piazza Farnese a Roma 16 giugno 2012

Sembra auspicabile, dunque, un cambio di direzione e lelezione di una nuova classe dirigente, a favore di nuove leve prive di conflitto di interessi e condanne passate in giudicato, cosi da ridurre il tasso di corruzione nelle istituzioni, che il pi alto in Europa e non solo, come confermato da Transparency Internation (CORRUPTION PERCEPTIONS INDEX 2011: http://cpi.transparency.org/cpi2011/results/ ) cosi da poter davvero dedicarsi al bene dei cittadini. In tal senso ha riscosso molto successo il movimento 5 stelle promosso da Beppe Grillo, che raccoglie i voti degli scontenti e dei disillusi che cominciano ad intravedere una speranza di riscossa, anche in merito alla disoccupazione giovanile. Il comico Genovese, anni prima della crisi, promuoveva il suo pensiero sulla mobilit allitaliana. <<Hanno approvato la legge Biagi, che andrebbe abolita domani mattina e che porter a conseguenza disastrose, questo solo linizio!>> , << Mi ha chiamato un operaio e mha detto Signor Grillo non ce la faccio pi, ogni mese il mio capo mi dice di presentare le dimissioni, senn mi licenzia-. Pensa tu che paese straordinario!>>(Parafrasato dallo spettacolo Incantesimi del 2006). Il diritto al lavoro stato licenziato, e senza preavviso o liquidazione. Milia Vincenzo 5F