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Prologo

LECONOMIA E LA RICCHEZZA DELLE NAZIONI E


DEI POPOLI
[Leconomia lo studio del] comportamento umano come rapporto fra obiettivi
dati e mezzi limitati...
L. Robbins (1935, p.16)
Una transazione economica un problema politico risolto... L'economia ha
guadagnato il titolo di Regina delle Scienze Sociali scegliendo come dominio i
problemi politici risolti.
Abba Lerner (1972, p. 259).
Per i suoi fondatori, loggetto delleconomia politica era la ricchezza delle
nazioni e dei popoli. Nel XIV secolo, Ibn Battuta, uno dei principali geografi ed
esploratori dellepoca, viaggi in lungo e in largo in Asia, Africa, Medio Oriente,
Russia e Spagna. Nel 1347, visit la regione oggi chiamata Bangladesh. un
paese ricco di riso, scrisse. Egli descrisse i viaggi lungo i corsi fluviali, che
scorrevano tra villaggi e frutteti, quasi stessimo attraversando un bazar.
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Sei secoli
dopo, un terzo della popolazione del Bangladesh sottonutrita, ed il paese tra i pi
poveri al mondo.
Al tempo del viaggo di Ibn Battuta in Bangladesh, lEuropa era soggiogata
dalla peste bubbonica, che tolse la vita a pi di un quarto della popolazione di molte
citt. A Londra la mano dopera, probabilmente tra le pi ricche nel continente,
consumava meno di 2000 calorie al giorno.
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La scarsit di forza lavoro dovuta alla
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Il suo racconto pubblicato in Battuta (1929):267, 271. Una seconda fonte, Yule (1886):457
riporta questa annotazione Non ho mai visto una regione nel mondo dove le provviste siano cos
abbondanti, ma si pu trattare di unerrata traduzione di Yule o della fonte francese a cui egli
attinge.
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Per questi dati si veda Allen (2001). Per le serie sui salari del dopo 900 si veda
Bowles, Samuel and Edwards (1993).
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peste fece aumentare i salari reali in qualche misura sino alla met del secolo
successivo, tuttavia nei successivi quattro secoli i salari reali dei lavoratori non
aumentarono in nessuna citt europea per la quale esistano dati, e per la maggior
parte i salari diminuirono considerevolmente (nel Nord Italia dimezzarono il loro
livello iniziale). Negli ultimi due secoli, tuttavia, i salari reali sono aumentati
bruscamente, prima in Inghilterra, dove sono aumentati di venti volte, e
successivamente, per un ammontare anche maggiore, nelle altre citt europee.
Che cosa pu spiegare un cos drammatico capovolgimento della sorte? La
risposta pi plausibile, molto brevemente, la seguente. Lemergere e il diffondersi di
un nuovo assetto istituzionale, che prender il nome di capitalismo, caus unampia
espansione della produttivit del lavoro umano. Ci port a pi alti salari in un
momento in cui il potere di contrattazione dei lavoratori era aumentato a causa
dellespansione dei diritti politici dei lavoratori e a causa dellindisponibilit di nuove
assunzioni nellagricoltura, nella produzione familiare e in altri settori delleconomia
non organizzati secondo queste nuove istituzioni. Tutto ci accadeva in Europa, ma
non in Bangladesh.
Ci che accadde in Bangladesh, cos come in gran parte dellImpero Mughal e
in quella che divenne lIndia Britannica, fu un crescente radicarsi del potere e dei
diritti di propriet dei potenti proprietari terrieri chiamati zamindari. La loro influenza
era gi notevole prima dellImpero Britannico, tuttavia durante la Presidenza
bengalese fu rafforzata molto dal Permanent Settlement del 1793. Questo atto dei
sovrani coloniali confer de facto poteri di governo agli zamindari, dando loro il diritto
di riscuotere le tasse (e di tenerne una parte considerevole per se stessi). Il fatto che il
sistema di tassazione britannico e la politica sul possesso delle terre non fosse
uniforme ovunque nel Raj, fornisce un esperimento naturale per provare
limportanza delle istituzioni. Banerjee e Iyer (2002) hanno confrontato i risultati
economici e gli indicatori sociali relativi al periodo successivo allIndipendenza (1948)
delle regioni dellIndia contemporanea nelle quali agli zamindari fu dato il controllo
dai sistemi coloniali di propriet terriera e di tassazione, con le regioni nelle quali i
zamindari furono aggirati a favore delle comunit locali o della tassazione diretta dei
singoli coltivatori. Essi hanno riscontrato che le regioni controllate dagli zamindari
avevano tassi di crescita della produttivit agricola significativamente pi bassi,
derivanti da pi bassi tassi di investimento e da un minore uso di risorse moderne. Le
regioni controllate dagli zamindari stentavano a progredire, anche in modo
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significativo, nel campo delleducazione e della salute.
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Queste conclusioni
suggeriscono una notevole persistenza degli effetti di uninnovazione istituzionale
avvenuta un secolo, o pi, prima.
La persistente importanza delle istituzioni ugualmente suggerita dal lavoro
di Sokoloff ed Engerman (2000), che riguarda un analogo capovolgimento di sorte
del Nuovo Mondo. Essi stimano che nel 1700, il reddito pro capite del Messico era
circa lo stesso delle colonie britanniche, che sarebbero diventate gli Stati Uniti,
mentre Cuba e le Barbados erano pi ricche almeno della met. Alla fine del XVII
secolo Cuba aveva un reddito pro capite leggermente pi alto di quello degli Stati
Uniti, ed Haiti era probabilmente la societ pi ricca al mondo. Allinizio del XXI
secolo, tuttavia, il reddito pro capite del Messico era meno di un terzo del livello di
reddito degli U.S., e quello di Haiti era ancora pi basso. In una serie di lavori
Sokoloff e Engerman forniscono la seguente spiegazione.
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Nelle regioni del Nuovo
Mondo in cui lo zucchero e gli altri raccolti delle piantagioni poterono crescere
(Cuba, Haiti) o in cui i minerali e il lavoro indigeno erano abbondanti (Mexico), le
lites economiche poterono contare su lavoro forzato o schiavi e consolidarono il loro
potere e i privilegi materiali attraverso istituzioni molto esclusive. Ci limit laccesso
dei meno abbienti alla scolarizzazione, alle terre pubbliche, alla protezione
brevettuale, alle opportunit imprenditoriali e alla partecipazione politica. Uno dei
risultati, nei secoli successivi, anche dopo la scomparsa della schiavit e di altre forme
di coercizione del lavoro, fu che le opportunit di risparmio, innovazione e
investimento furono monopolizzate dalle categorie abbienti. Lalfabetizzazione
rimase bassa e la propriet delle terre molto concentrata. Durante il passaggio delle
risorse della terra da unestrazione naturale al settore manifatturiero e ai servizi,
queste economie, fortemente disuguali ristagnarono, mentre economie molto pi
inclusive, quali quelle degli Stati Uniti e del Canada, crebbero rapidamente. Il modo
in cui le loro istituzioni meno esclusive hanno contribuito al successo delle economie
nord americane rimane al quanto oscuro, ma unipotesi plausibile che lampio
accesso alla terra, le opportunit imprenditoriali ed il capitale umano abbiano
stimolato la crescita.
Lorigine delle differenze istituzionali tra le colonie del Nuovo Mondo sembra
derivare dalle loro dotazioni iniziali di fattori di produzione, piuttosto che dalle
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I dettagli del legame causale tra il controllo dei latifondisti e i conseguenti risultati resta da
esaminare. In quanto le pratiche coloniali cambiarono nel tempo in risposta ad eventi esogeni
(come la rivolta dei soldati in India nel 1857) e nello spazio in risposta ad idiosincrasie degli
amministratori locali, Banerjee e Iyer sono stati in grado di identificare fonti indipendenti di
variazione nel possesso della terra e nelle politiche di tassazione, che non sono dovute a condizioni
preesistenti.
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Si veda anche Engerman, Sokoloff e Mariscal (2002) e Acemoglu, Johnson, e Robinson (2002).
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differenti culture o dalle politiche coloniali degli Stati Europei che le conquistarono.
Le britanniche Belize e Guyana seguirono lo stesso cammino delle spagnole
Honduras e Colombia, Barbados e Jamaica seguirono il cammino di Cuba e Haiti. I
puritani che costituirono Providence Island nei pressi della costa del Nicaragua
abbandonarono i loro ideali politici e divennero schiavisti. Sullisola cerano pi
schiavi che puritani quando fu invasa dagli spagnoli nel 1641. Secondo il principale
storico dellisola [] la colonia puritana [] con la sua economia sostenuta
dalliniziativa privata e dalla schiavit, somigliava molto ad una qualsiasi colonia
dellIndia occidentale.(Kupperman, 1993, p.2) Nel periodo della sua caduta,
Providence Island era unattrattiva per gli emigranti che provenivano dalle colonie
puritane del nord, molto pi conosciute, e due navi cariche di sfortunati pellegrini
arrivarono dal Massachussetts poco dopo loccupazione spagnola.
Un ultimo esempio dato dal precipitoso collasso del Partito Comunista che
governava lUnione Sovietica e dei suoi alleati dellEst Europa intorno al 1990 e dalla
transizione dei nuovi stati ad uneconomia basata sul mercato. La figura P.1, che
mostra i livelli del prodotto interno lordo pro capite relativi agli anni 90 per quindici
di queste nazioni, rivela differenze di andamento drammatiche. Dopo una decade di
transizione, il reddito pro capite della Polonia si stabilizz un 40 percento sopra il
livello iniziale (contrassegnato dalla P nella figura), mentre il reddito della Russia era
diminuito di un terzo, e quello della Moldavia era sceso a meno del 40 percento del
livello iniziale. Nello stesso periodo il reddito pro capite della Cina era pi che
raddoppiato (il dato non mostrato). Tra queste economie solo la Polonia ha
superato la media (non ponderata) delle economie OCSE.
Mentre il successo delle riforme graduali della Cina stato oggetto di studio
approfondito, le differenze tra i paesi che hanno intrapreso una rapida transizione
sono scarsamente comprese. Una possibile spiegazione che, a cominciare da
istituzioni molto simili, piccole differenze nel contenuto o nella scelta del momento
opportuno per attuare il pacchetto di riforme o le occasioni date dagli eventi hanno
avuto come risultato profonde e cumulative differenze nei risultati, dovute al fatto
che alcuni paesi (per esempio, Ungheria e Polonia) furono in grado di cogliere gli
effetti sinergici delle complementariet istituzionali, mentre altri non ne furono
capaci (Hoff e Stiglitz, 2002). Altre spiegazioni sottolineano le sostanziali differenze
istituzionali tra i paesi o i loro divergenti livelli di fiducia o altre norme sociali. Ci
che non controverso che divergenze nei risultati di tale portata, che emergono in
meno di una decade, suggeriscono sia limportanza rivestita dalle istituzioni
economiche sia linfluenza pervasiva degli effetti di feedback positivo, per cui sia il
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successo che il fallimento sono cumulativi.
Figura P.1. la divergenza del PIL reale pro-capite nei paesi ex-comunisti
(anno base 1990). Fonte: World Bank (Statistical Information
Management Analysis data base).
Ho scelto deliberatamente casi che enfatizzano il ruolo centrale delle
istituzioni. Altre comparazioni avrebbero potuto suggerire conclusioni diverse o non
cos evidenti. Nel periodo che va dal 1950 al 1990, per esempio, paesi con regimi
democratici e autoritari sembrano differire sorprendentemente poco nellinsieme dei
loro risultati economici (controllando anche per altri fattori), mentre differenze
maggiori si notano solo nei loro dati anagrafici (una crescita pi lenta della
popolazione nelle democrazie (Przeworski, Alvarez, Cheibub e Limongi, 2002).
Nondimeno, gli esempi sopra riportati la differenza dei livelli di vita in Europa
rispetto a molte altre parti del mondo, il capovolgimento di sorte nel Nuovo Mondo,
e le conseguenze eterogenee della liberalizzazione nelle nazioni un tempo comuniste
sono di estrema importanza in quanto tali e, come gli esempi successivi mostrano,
difficilmente possono essere considerati atipici.
Che cosa pu dirci leconomia moderna circa la ricchezza e la povert delle
nazioni e dei loro popoli? Non meno importante, che cosa si pu fare a tal
proposito?

Anni
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Contrariamente alla sua reputazione conservatrice, leconomia politica si
sempre occupata di cambiare il modo in cui il mondo funziona. I primi economisti
i mercantilisti e i fisiocratici erano i consiglieri dei sovrani assolutisti dellEuropa
allinizio dellepoca moderna, oggigiorno i macroeconomisti, i consiglieri dello
sviluppo economico e gli architetti della transizione dal comunismo alle societ
basate sul mercato continuano questa tradizione di impegno nel mondo reale. Gli
economisti non sono mai stati estranei alla politica attiva e alla creazione delle
costituzioni. La speranza che gli economisti possano aiutare ad alleviare la povert ed
assicurare le condizioni sotto le quali popoli liberi possano fiorire, al tempo stesso
la nostra vocazione pi ispirante e la pi grande sfida.
Come tanti, sono stato attratto dalleconomia con questa speranza. Avendo
studiato da ragazzo in India ed avendo insegnato in una scuola secondaria in Nigeria
prima di dedicarmi alleconomia, naturalmente ho approcciato questo campo con
laspettativa che esso potesse affrontare il persistente problema della povert globale
e dellineguaglianza. Allet di undici anni avevo notato come fossi simile rispetto ai
miei compagni di classe della Scuola Pubblica di Delhi nello sport, nei lavori
scolastici, in quasi ogni cosa. Da allora una domanda mi ha assillato: com possibile
che gli Indiani siano tanto pi poveri degli Americani, dato che come popolo siamo
cos simili nelle nostre capacit? Cos ho iniziato il Ph.D. sperando che leconomia
potesse, per esempio, spiegare perch i lavoratori negli Stati Uniti producono in un
mese quello che in India si produce in quasi un anno, e perch la popolazione indiana
corrispondentemente povera (Hall e Jones, 1999). Noi ora sappiamo che le
spiegazioni economiche convenzionali hanno fallito: in base a qualsiasi calcolo
ragionevole, la differenza nel rapporto capitale-lavoro e nel livello di scolarizzazione
della forza lavoro degli Stati Uniti e dellIndia spiegano molto meno di quanto faccia
la met della differenza di produttivit. Sembra plausibile che il divario derivi da
cause pi difficili da misurare e, fino a poco tempo fa, meno studiate dagli
economisti: ossia differenze nellesperienza storica, nelle istituzioni e nei
comportamenti convenzionali. Questo loggetto principale del presente libro.
I Principi di Alfred Marshall (1842-1924) stato il primo grande testo
nelleconomia neoclassica. Apre con queste righe:
Adesso, in fine, ci stiamo ponendo seriamente la domanda se e necessario che esista la
cosidetta classe bassa: ossia se debba esserci tantissima gente condannata dalla loro nascita a
lavorare duro per fornire agli altri i requisiti per una vita raffinata e acculturata, mentre ad essi
stessi eprecluso dalla loro povert e dal loro lavoro, di avere una qualsiasi parte o partecipare a
quella vita. ... La risposta dipende in gran parte da fatti ed inferenze, che si trovano nellambito
delleconomia; e questo quello che d agli studi economici il loro principale e pi alto
interesse.
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(Marshall, 1930, pp.3-4)
Marshall scrisse ci nel 1890. Immagino che egli sarebbe deluso dal progresso
che leconomia ha fatto nei confronti di quei nobili obiettivi nel secolo successivo.

Il paradigma neoclassico che Marshall aiut a fondare mal si attagliava al


compito che egli pose. Le sue ipotesi definitorie preclusero lanalisi di molti aspetti
chiave del progresso e della stagnazione economici, tra cui lesercizio del potere,
linfluenza dellesperienza e di condizioni economiche sulle preferenze e sulle
congetture (beliefs) della gente, le dinamiche di disequilibrio e il processo di
persistenza e cambiamento istituzionale.
Attingendo ai contributi di molti tra economisti e non questo libro
presenta una teoria su come i comportamenti individuali e le istituzioni economiche
interagiscono nel produrre risultati aggregati, e su come sia gli individui che le
istituzioni cambino nel tempo. Esso basato su ipotesi che sono completamente
diverse da quelle che definiscono il paradigma neoclassico. In quel che segue, user il
termine paradigma walrasiano (da Leon Walras (1834-1910), un altro dei fondatori
delleconomia neoclassica), preferendolo al pi ampio termine neoclassico. Con la
parola walrasiano intendo riferirmi a un approccio economico che ipotizza che gli
individui decidano le loro azioni in base a una valutazione di lungo periodo delle loro
conseguenze, basata su preferenze che sono autostimate ed esogenamente
determinate, che le interazioni sociali prendono esclusivamente la forma di scambi
contrattuali, e che gli aumenti nei rendimenti di scala possono essere ignorati nella
maggior parte delle applicazioni. Con alcuni raffinamenti, queste ipotesi spiegano i
successi analitici caratteristici e lorientamento normativo dellapproccio walrasiano.
Il termine paradigma allude agli insegnamenti centrali dellapproccio, insegnati agli
studenti.
Lapproccio qui sviluppato conserva molti dei principi fondamentali del
paradigma walrasiano e della scuola classica, che ha sostituito. Tra questi vi sono tre
idee molto conosciute, ovvero: che, quando gli individui agiscono, essi cercano di
conseguire qualcosa; che unazione intenzionale vincolata dagli effetti della
competizione; e che i risultati aggregati di un gran numero di individui che
interagiscono in questo modo sono tipicamente involontari. Questi principi hanno
fornito le basi per lo sviluppo delleconomia sin dallinizio e spiegano molte intuizioni
analitiche. Altri aspetti del paradigma walrasiano, tuttavia, sono stati sostituiti.
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Lapproccio walrasiano rappresenta il comportamento economico come la
soluzione ad un problema di ottimizzazione vincolata affrontata da un individuo
perfettamente informato in un ambiente in pratica libero da istituzioni. La celebre
definizione di Robbins del problema riflette questa equazione delleconomia con
ottimizzazione vincolata. Il passare del tempo rappresentato semplicemente da un
tasso di sconto; le persone non apprendono o acquisiscono nuove preferenze, le
istituzioni non evolvono. Le azioni di tutti gli altri non sono rappresentate da niente
di pi complicato di un vettore dato di prezzi market-clearing, mentre la prossimit
rappresentata da un costo di trasporto. I diritti di propriet e le altre istituzioni
economiche sono rappresentate semplicemente da un vincolo di bilancio. Un agente
economico in questo modello grosso modo Robinson Crusoe con prezzi che si
sostituiscono alla natura. I Crusoe delleconomista abitano un mondo in cui i beni
sono scarsi, ma tutte le istituzioni necessarie per coordinare le loro attivit in maniera
ottima sono liberamente disponibili. Lofferta di istituzioni ottime pu cos essere
ignorata, per la stessa ragione per cui Adam Smith spiegava che gli economisti non
hanno bisogno di formulare delle teorie sul valore dellacqua: essi sono beni liberi.
Questa descrizione del paradigma walrasiano naturalmente una cariacatura,
sebbene riconoscibile, di ci che gli economisti hanno insegnato nei principali
programmi di dottorato fino ai primi anni 80. Da allora una combinazione di nuovi
strumenti analitici in particolar modo la teoria dei giochi e leconomia
dellinformazione e la sempre pi evidente inadeguatezza empirica del modello
walrasiano si sono combinati ed hanno modificato il modo in cui leconomia viene
insegnata ed esercitata. Gli agenti economici non interagiscono pi soltanto con la
natura o con un qualche altro ambiente parametrico, bens gli uni con gli altri, in
maniera strategica. Le loro interazioni non sono pi descritte completamente dai
prezzi dei beni che essi scambiano, in quanto alcuni aspetti delle loro transazioni non
sono espresse in contratti enforceable (il cui rispetto pu essere assicurato).
Nondimeno, nella pratica, anche se alcune delle ipotesi tipicamente walrasiane
sono venute meno, i principi comuni del vecchio paradigma sono evidenti in molti
dei nuovi approcci. Robert Solow li definiva come equilibrio, avidit e razionalit,
volendo intendere che quando gli economisti spiegano qualcosa ad esempio, la
disoccupazione essi vogliono dire che pu essere rappresentata come un unico
risultato stazionario in un modello di interazioni tra individui autointeressati e con
capacit cognitive e predisposizioni avanzate. Altri modi per spiegare la
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disoccupazione possono essere presi in considerazione, ma questa lopzione di
base. Linteresse di Solow sulladeguatezza dei tre principi di base sempre pi
supportata da progressi sia empirici che concettuali.
Lapproccio che presento in questo libro si basa sui pi modesti, ma forse pi
duraturi, principi classici dellazione intenzionale e della competizione. Proprio come
il paradigma walrasiano suppone che vi sia un particolare tipo di interazioni sociali
come caso standard rappresentato in precedenza da Robinson Crusoe lapproccio
qui riportato concepito per mettere in luce una situazione generica sulla base di tre
caratteristiche, osservate empiricamente, delle strutture di interazione sociale, dei
comportamenti individuali e delle tecnologie. Qui abbozzo semplicemente quelli che
considero essere i fatti salienti di queste generiche interazioni e dimostro alcune
importanti implicazioni. Mi faccio carico del compito di definire un modello di
queste interazioni (e di fornire alcune rilevanti prove empiriche) nei seguenti capitoli.
Interazioni sociali non contrattuali. Quando gli individui interagiscono,
leccezione, non la regola, che tutto ci che avviene tra di loro sia regolato da un
contratto perfetto e facilmente enforceable. Invece, le interazioni sociali non
contrattuali sono onnipresenti nei vicinati, nelle imprese, nelle famiglie, negli
ambienti comuni, nei progetti politici e nei mercati. Bench molte di queste
interazioni sociali non contrattuali si collochino in un ambiente non di mercato, esse
sono importanti anche per la determinazione dei risultati economici in mercati
fortemente competitivi. Per questo motivo, nelle pagine che seguono, tratter il
mercato dei beni in presenza di contrattazione completa un elemento basilare per
un manuale di economia introduttiva come un caso speciale. Il caso generico
illustrato dai mercati del lavoro e dai mercati del credito nei quali non scontato
che la promessa di lavorare sodo o di restituire il prestito sia enforceable o dai
problemi della gente comune in un ambiente locale circoscritto nel quale lo
sfruttamento delle risorse individuali impone delle ripercussioni, non contrattabili,
sugli altri. Una caratteristica dei mercati con contratti incompleti che uno o
entrambi i partecipanti ad una semplice transazione bilaterale tipicamente ricevono
delle rendite, cio, dei pagamenti superiori al valore della loro prossima miglior
alternativa disponibile. Nei mercati del lavoro e del credito alcuni lavoratori e debitori
non sono in grado di trattare sulle quantit che essi preferiscono alle condizioni di
scambio in vigore, cio, essi sono limitati quantitativamente, e i mercati che ne
risultano non sono in bilancio, manifestando un eccesso di offerta (per esempio, di
lavoro) o un eccesso di domanda (di prestiti).
Se molti aspetti delle interazioni economiche non sono regolati attraverso i
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contratti, come possono essere regolati? La risposta : gli aspetti non contrattuali
delle interazioni sono regolati attraverso una combinazione di norme e potere. Un
contratto di lavoro non richiede alcun particolare livello di sforzo; ma letica del
lavoratore o il timore del licenziamento o una pari pressione da parte dei compagni di
lavoro potrebbero compiere ci che lenforcement dei contratti non pu. Lipotesi che il
potere sia esercitato regolarmente nelle transazioni dei mercati competitivi colpir
alcuni lettori come un luogo comune; ma ad altri apparir una contraddizione in
termini. Per gli economisti neoclassici (come Abba Lerner, nella citazione
introduttiva) una transazione un problema politico risolto. Esso risolto
attraverso lo strumento dei contratti completi, cos che tutto ci che dinteresse per
tutte le parti, ai fini di una transazione, pu essere applicato attraverso i tribunali.
Con tutti i termini di una transazione specificati contrattualmente, non rimane nulla
da fare per lesercizio del potere. Per la stessa ragione, le norme sono ridondanti: se il
contratto di un lavoratore specificasse un ammontare dato di lavoro per un
ammontare dato di paga e se lo sforzo lavorativo fosse verificabile facilmente, allora
il datore di lavoro si interesserebbe poco delletica lavorativa dei suoi lavoratori.
Lalleggerimento dellipotesi di contrattazione completa in questo modo non solo
spiega perch in molti mercati non si raggiunge lequilibrio della domanda con
lofferta, ma rivela anche un importante ruolo economico sia per il potere che per le
norme, rendendo la teoria pi vicina al modo in cui gli osservatori e i partecipanti
guardano gli scambi del mondo reale.
Comportamenti adattivi ed etero-interessati. Il recente lavoro sperimentale di alcuni
economisti (confermando ed estendendo un primo lavoro di altri studiosi di scienze
sociali) cos come osservazioni in un ambiente naturale suggeriscono una
riconsiderazione sia della razionalit che dellavidit nei tre principi di Solow. Gli
individui perseguono intenzionalmente i loro obiettivi, ma lo fanno per lo pi
attingendo ad un repertorio limitato di risposte comportamentali acquisite attraverso
lesperienza passata piuttosto che attraverso limpegno in processi di ottimizzazione
con aspettative razionali, i quali sono considerati nello stesso modo dallapproccio
walrasiano e dalla maggior parte della teoria classica dei giochi. In molte situazioni,
emozioni come la vergogna, il disgusto o linvidia si mescolano con la
consapevolezza nel generare una risposta comportamentale. Inoltre, bench
linteresse personale sia una motivazione forte, le motivazioni etero-interessate sono
altrettanto importanti. Negli esperimenti e nella vita reale, le persone frequentemente
sono disposte a ridurre il proprio benessere non solo al fine di aumentare quello degli
altri, ma anche al fine di penalizzare coloro il cui comportamento ha danneggiato
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loro o altri, o che hanno violato una norma etica. Queste cosiddette preferenze
sociali aiuteranno a spiegare perch spesso le persone cooperano per raggiungere
fini comuni, anche quando la defezione produrrebbe vantaggi materiali maggiori,
perch i piani di incentivo basati sullinteresse personale a volte hanno un effetto
contrario, e perch le imprese non vendono i posti di lavoro.
Modelli adeguati di gran parte delle interazioni non possono essere popolati da
individui identici che si conformano agli assiomi dellinteresse personale dellHomo
economicus, ma piuttosto devono tener conto del fatto confermato negli esperimenti
e nellambiente naturale che le persone sono eterogenee alcune pi autointeressate,
altre pi attente civicamente, per esempio e versatili le nostre azioni si adattano
alle situazioni, piuttosto che riflettere una predisposizione comportamentale per un
qualsiasi singolo scopo. Come risultato sia della eterogeneit che della versatilit
comportamentali, vedremo, piccole differenze nelle istituzioni possono provocare
grandi differenze nei risultati, con alcune situazioni che inducono gli individui egoisti
ad agire in cooperazione, ed altre che inducono comportamenti egoistici in coloro
che sono predisposti a cooperare.
Gli economisti hanno comunemente considerato i comportamenti che violano
i canoni rigorosi della razionalit formale comportamenti idiosincratici, instabili o
irrazionali, in breve, che non mostrano le regolarit che si accorderebbero con
lanalisi scientifica. Ma il fatto che i soggetti sperimentali mostrino delle
irrazionalit come lintransitivit, lavversione alle perdite, lincoerenza nello sconto
temporale e la sopravvalutazione di eventi con una bassa probabilit, suggerisce che
questi comportamenti sono non solo comuni, ma anche suscettibili di analisi.
Il processo attraverso il quale le persone acquisiscono le loro risposte
comportamentali comprende il copiare i comportamenti di coloro che si osservato
che in situazioni simili hanno ottenuto dei risultati giudicati positivi secondo un
qualche standard, o lagire al fine di massimizzare i propri guadagni date determinate
congetture circa le azioni degli altri. Ma vi sono anche altri fattori che agiscono,
incluso il conformismo e altre forme di apprendimento basate sulla frequenza e non
correlate ai risultati associati ai comportamenti. Conseguentemente, le previsioni di
comportamento basate su una massimizzazione dei payoff futuri (forward-looking)
potrebbero essere abbastanza fuorvianti. Inoltre, le risposte comportamentali
acquisite dagli individui in un particolare ambiente improbabile che siano acquisite
dagli stessi individui in un ambiente totalmente differente. In questo senso non solo
le opinioni individuali (sulle conseguenze delle loro azioni) sono endogene. I fini
dati invocati da Robbins sono una utile semplificazione in molti lavori analitici, ma
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sono una restrizione arbitraria e fuorviante in altri.
Rendimenti crescenti generalizzati. Le interazioni economiche e sociali spesso
conducono a percorsi denominati da Gunnar Myrdal (1956) di causazione
cumulativa, o di quelli che sono oggi chiamati feedback positivi. I feedback positivi
includono le economie di scala nella produzione; tuttavia il termine si riferisce pi in
senso lato ad ogni situazione in cui il guadagno (payoff ) per chi agisce in un modo
crescente nel numero di persone che agiscono nello stesso modo. Il fatto che i
benefici derivanti dallapprendimento di una particolare lingua dipendano dal numero
di coloro che la parlano o che il guadagno dallimpegnarsi in unazione collettiva
dipenda dal numero dei partecipanti, sono illustrazioni pi generiche. Per distinguere
questa ampia classe di casi di feedback positivi dal sottoinsieme basato sui rendimenti
di scala crescenti nella produzione, user il termine rendimenti crescenti generalizzati.
Le sinergie tra istituzioni possono essere molto simili a questi rendimenti crescenti
generalizzati. Per esempio, il possesso privato della propriet, i mercati competitivi e
le norme legislative spesso implementano le soluzioni molto efficienti per i problemi
allocativi; ma solo se tutte le tre componenti sono presenti e quasi tutti i membri
della societ aderiscono a questi principi. Rendimenti crescenti generalizzati dovuti a
queste complementariet istituzionali sembrano essere una fonte di divergenza negli
andamenti di crescita del Nuovo Mondo e delle economie ex-comuniste, menzionate
in precedenza. Possono inoltre aiutare a spiegare laumento nella disuguaglianza tra la
gente del mondo nellultimo secolo e mezzo, nonostante il recupero di Giappone,
Cina e altre nazioni dellAsia dellEst.
5
Questi feedback positivi creano degli ambienti economici in cui piccoli eventi
casuali hanno conseguenze durevoli per un lasso temporale molto lungo, e in cui le
condizioni iniziali possono avere effetti persistenti, cosiddetti di lock-in. Le trappole
di povert, affrontate dai popoli e dalle nazioni cos come i cicli virtuosi di
benessere goduti dagli altri, mostrano queste influenze. La ragione che, in presenza
di rendimenti crescenti generalizzati, tipicamente si ha il caso in cui esiste pi di un
risultato stazionario con la propriet che piccole deviazioni da quel risultato si
autocorreggono. Questi equilibri stabili multipli possono essere sostituiti da quelli
che appaiono nel nostro modello come shock esogeni, mutazioni, o azioni
idiosincratiche, ma che nel mondo reale prendono la forma di guerre, cambiamenti
climatici, o altri eventi non inclusi nel modello in esame.
5
Si veda Bourguignon e Morrison (2002) e le opere qui citate.
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Un risultato pu essere periodi rari ma drammatici di cambiamento nelle
istituzioni, i comportamenti, le tecnologie e altro e di conseguenza una popolazione
si sposta dallintorno di un equilibrio a un altro, spesso seguito da lunghi periodi di
stabilit. I biologi usano il termine equilibri punteggiati per riferirsi a questo modello
alternante di stasi e rapido cambiamento (Eldredge e Gould, 1972). Il collasso del
comunismo un esempio; un altro la scomparsa della fasciatura dei piedi delle
giovani donne in Cina. Questa dolorosa e inabilitante consuetudine durata per un
millennio, resistendo ai tentativi di porvi fine nei secoli; tuttavia scomparsa nel
corso di appena una decade e mezzo nella prima parte dellultimo secolo (Macie,
1996). Lesistenza di equilibri multipli pu spiegare anche perch popolazioni
apparentemente simili potrebbero finire per avere norme, gusti e costumi abbastanza
differenti, spesso avendo per risultato un modello, largamente osservato, di omogeneit
locale ed eterogeneit globale, cucine nazionali e gusti sul cibo differenti forniscono un
esempio.
Non ci sono ragioni e vi sono poche prove che suggeriscano che le istituzioni e
i comportamenti che ne conseguono siano in qualche senso ottimi. Seguendo la
caduta del comunismo nellUnione Sovietica e nellEuropa dellEst, per esempio,
molti economisti predissero con sicurezza che non appena la propriet di stato fosse
stata abolita, una configurazione realizzabile di istituzioni capitaliste sarebbe emersa
spontaneamente. Ma in Russia e molte delle altre economie in transizione, una
decade di assenza di legge e di cleptocrazia hanno creato una concentrazione
enorme della ricchezza sotto istituzioni che forniscono pochi incentivi per la crescita
della produttivit e degli investimenti. I risultati economici deludenti della fine del
dominio comunista in questi paesi sottolinea la fallacia del parere convenzionale per
cui in un mondo di scarsit materiale, delle buone istituzioni siano libere.
Nelle pagine che seguono, le istituzioni, come i beni, sono considerate scarse.
Le tre assunzioni fondamentali abbozzate in precedenza la natura non-contrattuale
delle interazioni sociali, i comportamenti adattivi ed etero-interessati, e i rendimenti
crescenti generalizzati definiscono il caso generico, la mia situazione di base. I tre
sono correlati. Lalleggerimento dellipotesi di contrattazione completa senza la
modifica delle ipotesi comportamentali delleconomia walrasiana non convincente,
poich limportanza delle preferenze etero-interessate come vedremo, aumenta
considerevolmente se si prende in considerazione un contesto di contrattazione
incompleta. Allo stesso modo, il processo attraverso il quale le preferenze mutano,
mostra forti rendimenti crescenti generalizzati. La ragione che le norme
generalmente prendono la forma di convenzioni, alla cui adesione si ha interesse
soltanto finch molti altri lo fanno. Cos, lalleggerimento delle ipotesi
14 | MI CROECONOMI A
comportamentali convenzionali aumenta i dubbi sui rendimenti non-crescenti.
Infine, se i rendimenti crescenti generalizzati sono comuni, gli stati che probabile
osservare dipenderanno in modo critico da istituzioni che governano le dinamiche
rilevanti, incluse cose come lesercizio del potere, lazione collettiva e altre forme di
interazione sociale non contrattuale.

Bench molto di ci che segue sia il risultato di una ricerca recente,


praticamente tutti i modelli e le idee presentati sono stati anticipati da scrittori mezzo
secolo fa o pi, a volte molto di pi. Limportanza degli agenti adattivi (con capacit
cognitive e predisposizioni realistiche), i cui comportamenti erano basati su
uninformazione locale, era una parte centrale del lavoro di Frederich Hayek (1945) e
Herbert Simon (1955). Il lavoro pionieristico di Simon sulla natura incompleta del
contratto di lavoro (Simon, 1951) e il ruolo dellautorit nel funzionamento delle
imprese formalizza il precedente lavoro di Coase (1937) e molto prima di Coase,
Marx (1976). I concetti base della teoria dei giochi, la contrattazione e altre
interazioni sociali non di mercato furono introdotte nei primi scritti di John Nash
(1950a), von Neumann e Morgenstern (1944), Thomas Schelling (1960) e Luce e
Raiffa (1957). Nash propose persino le idee base della teoria dei giochi evolutivi nella
sua dissertazione dottorale (1950b). La famosa soluzione di Nash al problema della
contrattazione fu proposta per la prima volta assai precedentemente da F.Zeuthen
(1930), in un lavoro introdotto in maniera entusiastica da Joseph Schumpeter. Le
preferenze endogene erano centrali nel lavoro di James Duesenberry (1949) e Harvey
Leibenstein (1950), che hanno entrambi attinto allassai precedente lavoro di Veblen
(1899/1934) ed hanno sviluppando temi inizialmente sollevati da Smith (1776) e
Marx. Il famoso paradosso di Maurice Allais (1953) dimostrava problemi con ipotesi
di utilit attesa che solo recentemente hanno attratto una seria attenzione. Il modo in
cui feedback positivi sostengono equilibri multipli era lidea chiave nelle lezioni al
Cairo di Gunnar Myrdal nel 1955, gi menzionato. Lapplicazione di ragionamenti
biologici alleconomia ora importante nella teoria dei giochi di evoluzione fu
introdotta mezzo secolo fa da Armen Alchian (1950) e Gary Becker (1962).
Il fatto che molte delle idee chiave presentate nelle pagine che seguono siano
state anticipate durante gli anni 50 o prima, ma ignorate nelle decadi seguenti pone
unintrigante domanda. Perch il paradigma walrasiano divenne praticamente il
sinonimo delleconomia per i tre quarti del secolo precedente, soltanto per essere
PROLOGO |15
sostituito alla fine del secolo da un insieme di idee, molte delle quali erano state
articolate da accademici noti appena prima che crescesse limportanza del paradigma
walrasiano? Herbert Gintis ed io, (Bowles e Gintis, 2000) abbiamo provato a dare
una risposta alla questione, ma affrontarla qui sarebbe una digressione.

Lallentamento delle ipotesi walrasiane, per tenere conto delle interazioni


sociali non contrattuali, dei comportamenti adattivi etero-interessati, e dei rendimenti
crescenti generalizzati, richieder un metodo basato pi empiricamente e meno
deduttivo del tipico approccio walrasiano. Facendo scarso riferimento a specificit di
tempo, o spazio, o in effetti a qualsiasi fatto empirico, il paradigma walrasiano ha
dedotto alcune predizioni piuttosto forti riguardanti i risultati che verosimilmente si
osservano nelleconomia. Lespansione del dominio delleconomia sino a includere la
famiglia, lorganizzazione della produzione, e lattivit politica come la fornitura
volontaria di beni pubblici, la creazione di lobby e le votazioni, ha prodotto preziose
intuizioni, che non si sarebbero potute raggiungere usando i metodi convenzionali
della sociologia e delle scienze politiche. Ma la ricerca in queste aree cos come il
ritorno allimportanza dellinteresse degli economisti classici per la crescita e la
distribuzione economiche di lungo termine hanno fatto sorgere dei dubbi sulla
generalit delle ipotesi standard. Per rispondere al malessere, che ora provato tra gli
economisti, il Journal of Economic Perspectives dellAmerican Economic Association
dedica regolarmente una colonna alle anomalie che essi definiscono come segue:
Leconomia pu essere distinta dalle altre scienze sociali per la convinzione che la maggior
parte (il totale) dei comportamenti possono essere spiegati assumendo che gli agenti razionali
con preferenze ben definite e stabili interagiscono nei mercati in cui (alla fine) la domanda e
lofferta sono uguali. Un risultato empirico si qualifica come una anomalia se difficile da
razionalizzare o se ipotesi non plausibili sono necessarie per spiegarlo allinterno del
paradigma.
I lettori risposero avidamente allinvito di scrivere con i loro esempi preferiti.
Invece di dedurre da pochi assiomi comportamentali e istituzionali (un tempo)
non controversi leconomia si spostata sempre pi (seppure non deliberatamente
per la maggior parte) verso un approccio che combina i progressi matematici
dellultimo secolo con alcuni dei metodi degli economisti classici. Da Adam Smith a
John Stuart Mill e Karl Marx (eccetto David Riccardo) gli economisti classici non
avevano un approccio disciplinare (le discipline non erano state inventate), si
preoccupavano dei dettagli empirici dei problemi sociali dei loro giorni, ed erano
modesti circa il grado di generalit a cui le loro teorie potevano aspirare.
Vi sono tre implicazioni. Primo, lo studio delleconomia doveva avvicinarsi a
16 | MI CROECONOMI A
comprendere tutto delle scienze comportamentali, incluse ecologia e biologia. Le
ipotesi walrasiane fornivano un fondamento logico per una divisione rigida del lavoro
tra le discipline. Le sue ipotesi definitorie permettevano agli economisti walrasiani di
sconfessare un interesse nei confronti dei comportamenti etero-interessati delle
norme, dellesercizio del potere, o della storia, in quanto di interesse di qualche altra
disciplina e non pertinente con i lavori delleconomia walrasiana. Bench il
movimento attraverso i confini disciplinari nellultimo mezzo secolo sia consistito
principalmente nellesportazione di metodi economici verso le altre scienze
comportamentali, vi molto da esportare nelleconomia, se si debbono comprendere
il ruolo del potere, le norme, le emozioni e i comportamenti adattivi.
Secondo, lalleggerimento delle ipotesi walrasiane ci mette di fronte
allimbarazzo della scelta. In assenza di certe restrizioni empiriche o di
perfezionamenti speculativi, un paradigma rimarr vuoto. Questa era la conclusione
di Hugo Sonnenschein (1973, p. 405) circa la teoria walrasiana della domanda di
mercato: La morale [] semplicemente questa: se tu ci metti molto poco,
produrrai molto poco. Ma la stessa cosa si applica ad ogni paradigma post
walrasiano. Poche previsioni empiriche saranno raggiunte se gli individui si
comportano in modo auto-interessato o no a seconda delle persone e delle situazioni,
se alcune interazioni sono governate dai contratti, altre da una stretta di mano, ed
altre dalla forza bruta, e se esistono equilibri multipli stabili. La necessit di una base
empirica per le ipotesi non in nessun contesto pi chiara che nellanalisi del
comportamento individuale, in cui il processo di arricchimento delle ipotesi
convenzionali sulla conoscenza e le preferenze pu facilmente discendere in una
spiegazione ad hoc a meno che non sia disciplinato da un riferimento a fatti circa ci
che la gente reale fa. Non sufficiente sapere che linteresse personale non la sola
motivazione; abbiamo bisogno di sapere quali altre motivazioni sono importanti e
sotto quali condizioni. Queste restrizioni derivano molto pi probabilmente da una
delle fonti che ha minato il paradigma walrasiano, ovvero i grandissimi progressi nelle
scienze sociali empiriche derivanti dalle nuove tecniche nelleconometria, il
miglioramento nelle capacit di calcolo e la disponibilit di dati, le tecniche
sperimentali e i continui progressi nella storia quantitativa.
La teoria, inoltre, pu fornire delle restrizioni utili sullinsieme di ipotesi e
risultati plausibili. Il modello dellevoluzione genetica e culturale, per esempio, pu
aiutare a restringere il campo delle ipotesi comportamentali plausibili attraverso la
distinzione tra emozioni, capacit cognitive e altre influenze sui comportamenti, la
cui insorgenza e diffusione possono essere spiegate in maniera plausibile nei periodi
PROLOGO |17
rilevanti della storia umana, da quelle che non possono esserlo. Allo stesso modo,
sebbene i rendimenti crescenti generalizzati possano supportare un ampio numero di
equilibri, alcuni di questi equilibri sono assolutamente irraggiungibili come esito di un
qualsiasi processo dinamico plausibile. Invece, altri equilibri possono essere sia
accessibili che robusti. In questo caso, una specificazione di un processo dinamico
esplicito per esempio un resoconto di come gli individui adattano i loro
comportamenti alla luce delle loro recenti esperienze e delle esperienze di coloro che
essi osservano permetterebbe leliminazione di quelli che potrebbero essere
denominati equilibri evolutivamente irrilevanti. La realizzazione delle dinamiche che
regolano un sistema esplicito ci d un resoconto del suo comportamento fuori
dallequilibrio e cos non solo ci aiuta nel processo di selezione dellequilibrio, ma
anche nello studio della risposta a shock e ad altri problemi per i quali il metodo della
statica comparata non appropriato.
Terzo, la ricerca di teorie sempre pi generali continuer ad impegnare gli
studiosi di economia e c ancora molto da imparare attraverso lo studio di argomenti
come i mercati in generale. Ma, per quanto si possa prevedere in futuro, sembra
probabile che le intuizioni provengano, probabilmente, da modelli che tengono
conto di specifici aspetti istituzionali e di altri aspetti di particolari tipi di interazioni
economiche. Per gli economisti classici era evidente che i mercati del lavoro
differivano in maniera fondamentale dai mercati della moneta, i quali a loro volta
differiscono dai mercati delle camicie o dai mercati di scambio, e cos via. I modelli
potrebbero essere pi specifici rispetto al tempo e allo spazio, in modo da cogliere
limportanza delle istituzioni che variano nel tempo o delle differenti culture. Se le
entusiasmanti novit dellera walrasiana furono teoremi molto astratti di
sorprendente generalit, lentusiasmo negli anni a venire potrebbe derivare da
convincenti risposte a questioni che sono sollevate dai puzzle empirici che
riguardano la ricchezza delle nazioni e dei popoli, con cui ho iniziato.
Sarebbe salutare per gli economisti focalizzarsi di pi sul dare risposta a tali
questioni e meno sul dimostrare luso dei nostri strumenti sempre pi sofisticati. Ma
sembra che un approccio guidato pi dal problema e meno dallo strumento avr
bisogno di strumenti comunque pi sofisticati. Le domande matematiche della
struttura speculativa che sto proponendo saranno pi grandi, non meno, di quelle del
paradigma walrasiano. La ragione che i modelli che rappresentano interazioni
sociali non contrattuali, tra individui che sono sia eterogenei sia versatili nei loro
comportamenti in presenza di rendimenti crescenti generalizzati, non consentono le
semplificazioni standard, come gli insiemi di comportamenti con prezzi dati e di
produzione convessa, che rendevano i modelli walrasiani facili da usare. Come stato
18 | MI CROECONOMI A
riconosciuto a lungo in fisica e biologia, molti importanti problemi non danno
soluzioni con una forma chiusa semplice, o in effetti, non danno nessuna soluzione
che sia soggetta ad una interpretazione semplice. In questi casi alcuni dei quali si
incontreranno nei capitoli 11 e13 le simulazioni computerizzate di interazioni
sociali rilevanti si dimostreranno intuitive come un complemento (non un sostituto)
per i metodi analitici pi tradizionali. Le simulazioni sono state usate ampiamente
nello sviluppo di idee a cui questo libro attinge. Le simulazioni non danno teoremi o
proposizioni che siano veri in generale, piuttosto, come gli esperimenti, esse danno
una ricchezza di dati che potrebbe indicare conclusioni ambigue, oppure spesso no.

Bench motivato da un interesse per limpatto che le istituzioni economiche


hanno sul benessere umano, ho adottato un approccio evoluzionistico, piuttosto che
di ingegneria sociale. Come lidea di geni egoisti che cercano di massimizzare la
loro riproduzione o quella di un banditore che presiede ad un processo di scambio di
equilibrio generale, cos lingegnere sociale onnisciente ed onnipotente che cerca di
massimizzare il benessere sociale una invenzione la cui utilit dipende dal tenere a
mente la sua caratteristica fittizia. I risultati sociali anche quelli che riguardano gli
stati e altre strutture potenti sono la conseguenza combinata di azioni compiute da
un ampio numero di persone che agiscono individualmente. Espedienti come
banditori fittizi, ingegneri sociali o geni antropomorfici, non si possono sostituire alla
comprensione di come gli individui reali si comportano e il modo in cui istituzioni
distinte generano dinamiche nei livelli di popolazione, che aggregano questi
comportamenti per produrre dei risultati sociali.
Il carattere evolutivo dellanalisi diventer evidente nel modo in cui i
comportamenti individuali vengono modellati, nel tipo di dinamiche a livello di
popolazione studiate, nei modi in cui i comportamenti e le istituzioni coevolvono, e
nellassenza di un eccezionale programma per il miglioramento umano. Lapproccio
evolutivo modesto per quanto riguarda ci che degli interventi possono conseguire,
ma esso non limita leconomista a ricerche puramente contemplative. Tratter le
questioni del buon governo e della buona politica nel capitolo conclusivo.
La prima parte del libro introduce una variet di modelli applicati a ci che ho
appena chiamato linterazione sociale generica, vale a dire, interazioni sociali non
contrattuali tra agenti adattivi in presenza di rendimenti crescenti generalizzati.
Comincio con due capitoli sulle istituzioni e levoluzione delle strutture di interazione
PROLOGO |19
sociale, prima di tornare alle preferenze e alle opinioni. Lordine poco convenzionale
di questi argomenti la maggior parte dei testi di microeconomia inizia con le
preferenze riflette limportanza delle istituzioni come fattore di influenza sulle
norme, i gusti e la comprensione che gli individui conducono alle situazioni in cui
essi agiscono. Successivamente, si analizzeranno le inefficienze allocative che
avvengono nelle interazioni non contrattuali, e il problema della divisione dei profitti
della cooperazione, che emerge quando queste inefficienze possono essere superate.
La parte centrale del libro riguarda le istituzioni del capitalismo e, specialmente, i
mercati, le istituzioni di prestito, e le imprese. Si prester particolare attenzione al
modo in cui la natura incompleta della maggior parte dei contratti d origine sia a ben
definite strutture politiche delleconomia sia a un importante ruolo delle preferenze
sociali. Lultima parte riguarda il processo di cambiamento culturale ed istituzionale,
nella quale sar attribuito rilievo al ruolo del cambiamento tecnologico, dellazione
collettiva e del conflitto tra i gruppi, come parti costituenti del processo attraverso il
quale le regole che governano le interazioni sociali e i comportamenti individuali
coevolvono. In quella sede si affronter levoluzione delle istituzioni familiari, come
la propriet privata e le regole consuetudinarie della divisione, cos come
linspiegabile successo evolutivo dei comportamenti individuali etero-interessati. Il
capitolo conclusivo compara tre strutture che regolano le interazioni economiche i
mercati, gli stati e le comunit ed esplora i modi in cui esse potrebbero costituire
approcci complementari ai problemi trattati di allocazione e redistribuzione.
Nel 1848, John Stuart Mill (1900) pubblic i Principles of Political Economy, il
primo grande manuale di microeconomia. Esso fu lelemento principale
dellistruzione nel mondo anglofono fino ad essere sostituito dai Principles di Marshall
mezzo secolo dopo. I lettori di Mill sarebbero stati rassicurati dal leggere:
Fortunatamente, non c nulla nelle leggi sul valore che resti da spiegare per il
presente o un futuro scrittore, la teoria in oggetto completa. (p.420). Quando io
ho studiato economia negli anni 60, durante i tempi doro del paradigma walrasiano,
regnava un simile autocompiacimento. Questo libro non comunica tale sicurezza. La
nostra comprensione della microeconomia fondamentalmente in uno stato di
flusso. Poco stabile. Niente completo.
20 | MI CROECONOMI A
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I
INTERAZIONI SOCIALI E SCHEMA ISTITUZIONALE
Due confinanti possono accordarsi per drenare un prato che possiedono in
comune, dato che facile per essi sapere cosa laltro pensa, e ognuno percepisce
che la conseguenza immediata della rinuncia a fare la sua parte labbandono
dellintero progetto. Ma molto difficile, anzi impossibile, che migliaia di
persone possano mettersi daccordo su azioni del genere poich difficile
concertare un progetto cos complicato e ancora pi difficile metterlo in pratica;
ognuno infatti cerca un pretesto per sottrarsi alla preoccupazione ed alla spesa
e cerca di scaricarne lintero peso sugli altri.
- David Hume, A Treatise of Human Nature, Volume II (1739)
Gli uomini potrebbero acquisire facilmente una idea approssimativa del mutuo
impegno e dei vantaggi che ne derivano osservandolo in questo modoIn una
battuta di caccia al cervo, ognuno dei cacciatori abbastanza consapevole del
fatto che per raggiungere lo scopo egli debba mantenere fedelmente la propria
postazione; ma se una lepre passasse a portata di uno tra loro, senza dubbio
chiunque linseguirebbe senza pensarci due volte e, avendo ottenuto la propria
preda, si preoccuperebbe molto poco del fatto di esser stato la causa della
perdita della preda dei propri compagni.
- Jean-Jacques Rousseau, Discourse on the Origin and Foundations of
Inequality among Men (1755)
CERCANDO LE GIUSTE REGOLE
Come il treno notturno che mi abbandon in un luogo deserto distante dalla
mia destinazione, cos il processo di sviluppo economico ha aggirato la maggior parte
delle duecento o poco pi famiglie che costituiscono il villaggio di Palanpur. Esse
sono rimaste povere, anche se rapportate agli standard indiani: meno di un terzo degli
adulti sono alfabetizzati e molti hanno dovuto sopportare la perdita di un figlio a
causa della malnutrizione o di altre malattie ormai dimenticate da molto tempo in
altre parti del mondo. Ma tranne che per qualche raro orologio da polso, bicicletta o
pompa di irrigazione, Palanpur appare come un luogo dellIndia dove il tempo si
fermato, che non stato neanche lontanamente sfiorato dalla crescita economica
2 | MI CROECONOMI A
trainata dal settore allavanguardia del software e dalle regioni agricole maggiormente
sviluppate.
Cercando di capirne i motivi, mi avvicinai ad un mezzadro e alle sue tre figlie
che stavano arando un piccolo appezzamento di terreno
1
. La conversazione alla fine
cadde sul fatto che i contadini di Palanpur seminano le proprie sementi invernali
molte settimane dopo la data che permetterebbe loro di massimizzare il proprio
raccolto. I contadini non hanno dubbi sul fatto che seminando prima otterrebbero
maggiori raccolti, ma il contadino spieg che nessuno vuole essere il primo a piantare
in quanto le sementi di un singolo appezzamento sarebbero rapidamente mangiate
dagli uccelli. Chiesi allora se mai un numero relativamente maggiore di contadini
fosse mai riuscito ad accordarsi per anticipare la semina, piantando nello stesso
giorno per cercare di minimizzare le perdite. Se sapessimo come fare questo, mi
disse alzando lo sguardo dalla sua zappa, non saremmo poveri.
Piantare nel momento giusto, come drenare con successo il prato nellesempio
di Hume o prevenire lo scioglimento della compagnia nella battuta di caccia al cervo
di Rousseau, una soluzione al problema definito come dilemma sociale o problema di
coordinamento. Thomas Hobbes e gli altri fondatori della filosofia politica europea, cos
come i grandi economisti classici da Adam Smith fino a John Stuart Mill, cercarono
di scoprire quali istituzioni, indirizzandosi alla soluzione di problemi come questi,
fossero le pi appropriate al raggiungimento del benessere umano. Per essi una
domanda era sempre presente: come possibile strutturare le relazioni sociali in
modo tale che le persone siano libere di scegliere le proprie azioni evitando allo
stesso tempo risultati che nessuno sceglierebbe? Definisco tale quesito come la sfida
costituzionale classica.
Ora si potrebbe dire: essi erano interessati nella ricerca delle giuste regole. Una
versione contemporanea della sfida definirebbe come risultati gli equilibri di un
gioco specificato dalla struttura delle interazioni sociali tenendo in considerazione
come gli individui, dato lambiente istituzionale, possono giungere ad agire in modo
tale che un risultato particolare (forse uno dei molti equilibri stabili) possa essere
raggiunto e persistere per molti periodi. Evitando allo stesso tempo risultati che
nessuno sceglierebbe potrebbe essere riformulato come il perseguimento di un
risultato Pareto-efficiente, cio di un risultato tale che nessun altro risultato realizzabile
sarebbe preferito da almeno un individuo e non meno preferito da alcuno degli altri.
La prima epigrafe tratta da Hume (1964:304), la seconda da Rousseau (1987:62).
1
Lanjouw e Stern (1998) forniscono una dettagliata descrizione delleconomia e della struttura sociale
di Palanpur.
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |3
Dato che far un uso esteso della nozione di efficienza paretiana, un
commento sui suoi difetti dovuto. Come criterio base per la scelta tra allocazioni, il
concetto standard di efficienza paretiana allo stesso tempo troppo forte e troppo
debole. E troppo forte perch in ogni applicazione pratica coinvolto un largo
numero di persone e quasi sempre si verifica che cambiamenti politici o istituzionali
infliggono dei costi a qualche partecipante, anche nel lungo periodo. In questo caso,
il concetto standard di efficienza paretiana ha una forte inclinazione a mantenere lo
status quo. Ma il concetto di efficienza paretiana pu essere troppo debole in quanto
tale criterio non prende in considerazione caratteristiche che per una certa
allocazione potrebbero essere desiderate. La pi importante di queste il principio
che la distribuzione dei benefici che derivano da una certa allocazione sia giusta.
Difficilmente si pu credere che i fini costituzionali si riducano allidea di produrre
buone regole che sostengano equilibri Pareto-efficienti, ma, tenendo conto di questi
due vincoli, tale idea rientra certamente tra questi fini. Sfortunatamente, ladozione
dellefficienza paretiana come obiettivo non fornisce molte indicazioni al momento
di effettuare scelte politiche. Ci possono essere molte ragioni per preferire un
risultato Pareto-inefficiente ad uno Pareto-efficiente; ci che escluso soltanto la
preferenza per uno specifico risultato quando un altro possibile risultato Pareto-
superiore rispetto ad esso. Ma poche scelte pratiche assumono tale forma: molte
opzioni politiche alternative non possono essere ordinate in questo modo.
La sfida costituzionale ha unampia rilevanza contemporanea; si pensi alla
protezione ambientale su scala globale, alla determinazione dello sforzo lavorativo tra
membri di una reparto di produzione, alla produzione e alla distribuzione di
informazione, e alla costruzione dei rapporti di vicinato tra individui che vivono in
una stessa zona. Il fatto che sin dalla nascita del capitalismo, leffetto aggregato di
milioni di individui, ognuno dei quali agisce in modo indipendente per perseguire i
propri obiettivi, ha rappresentato un miglioramento nel lungo periodo nelle
condizioni di vita materiali di molti di coloro che vi hanno partecipato suggerisce che
delle buone e tollerabili soluzioni possono essere trovate per problemi molto pi
impegnativi della questione del periodo di semina dei contadini in Palanpur, del prato
di Hume e della caccia al cervo di Rousseau. Come possa succedere che un gran
numero di individui tra loro sconosciuti, con poca o nessuna preoccupazione per il
benessere degli altri, agiscano in modo continuativo in modo tale da apportare mutuo
beneficio uno dei grandi puzzle della societ umana ed uno di quelli che prover di
chiarire. Ma ci sono anche evidenti casi di fallimento nel risolvere i moderni problemi
di coordinamento: sovrasfruttamento sistematico di alcune risorse (ambiente
naturale) e sottoutilizzazione di altre (capacit produttive umane), per esempio, e la
persistente povert delle persone di Palanpur e di altri villaggi simili in ogni parte del
4 | MI CROECONOMI A
mondo.
La ragione per la quale attivit non coordinate di individui che perseguono i
propri fini spesso producono risultati che tutti cercano di evitare che le azioni di
ogni persona influenzano il benessere di altri e che questi effetti spesso non sono
inclusi nei processi di ottimizzazione o nelle regole empiriche adottate nei processi di
decisione di agenti individualisti. Tali effetti sugli altri sono chiamati esternalit. In
passato gli economisti trattavano questi effetti esterni come eccezionali, lesempio
standard quello delle api dellapicoltore che impollinano gli alberi di mele del
contadino confinante. Ma, come gli esempi precedenti suggeriscono, molti sono i casi
nelleconomia moderna.
La sfida costituzionale classica pu essere posta nella seguente maniera: quali
regole che governano le interazioni tra le persone potrebbero facilitare il
perseguimento dei propri fini inducendo allo stesso tempo ognuno a tenere in
adeguata considerazione gli effetti delle proprie azioni sugli altri? La prima
proposizione (perseguimento dei propri fini) semplicemente riconosce che ogni
soluzione ai problemi di coordinamento sar sostanzialmente decentralizzata, e che
una soluzione che cerchi semplicemente di scavalcare le intenzioni individuali non
funziona n tanto meno desiderabile. La sfida centrale nella seconda
proposizione: in circostanze in cui le azioni di una persona influenzano il benessere
degli altri, come possono questi effetti essere resi sufficientemente rilevanti da
influenzare il comportamento degli agenti in modo appropriato?
Se gli altri sono i nostri parenti, o i nostri vicini, o amici, la nostra
preoccupazione per il loro benessere o il nostro desiderio di evitare sanzioni sociali
pu indurci a prendere in considerazione gli effetti delle nostre azioni su di loro.
Come riflesso di ci, unimportante risposta alla sfida costituzionale una
antecedente gli economisti classici che le preoccupazioni per il benessere di altri
potrebbe estendersi verso tutti quelli con i quali si interagisce, in modo da
internalizzare gli effetti delle proprie azioni sugli altri. Con la crescita della
dimensione dei mercati nellultimo mezzo millennio, comunque, le persone hanno
cominciato ad interagire non con poche dozzine di individui, ma con centinaia e
indirettamente con milioni di sconosciuti. E quindi, con la maturazione del
capitalismo e la crescente influenza del ragionamento economico, il compito del
buon governo si spostato dal coltivare la virt civica alla sfida di progettare
istituzioni che funzionino ragionevolmente bene in sua assenza.
Le moderne teoria dellimplementazione, teoria del mechanism design e teoria del
contratto ottimale incorporano questa tradizione chiedendosi quali forme di contratto,
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |5
diritti di propriet o altre regole sociali debbano essere utilizzate per poter
raggiungere alcuni auspicabili obiettivi sociali aggregati quando questi obiettivi non
sono condivisi da nessuno dei partecipanti. Un esempio rilevante il Teorema
Fondamentale dellEconomia del Benessere, che identifica sotto quali condizioni
diritti di propriet ben definiti e mercati competitivi supportano equilibri Pareto-
efficienti. Il teorema fornisce una formalizzazione di quanto sosteneva Adam Smith,
cio che in presenza di condizioni istituzionali appropriate, individui che perseguano
il proprio interesse saranno condotti da una mano invisibile al raggiungimento di
risultati socialmente desiderabili.
Il problema del drenaggio del prato presentato da Hume, cos come quello di
prevenire lo scioglimento della battuta di caccia al cervo di Rousseau sono esempi
interessanti proprio perch come quasi tutte le interazioni sociali sono situazioni
nelle quali gli assiomi piuttosto stringenti del Teorema Fondamentale non trovano
riscontro. Quanto difficile possa essere sostenere i livelli di cooperazione necessaria
ad ottenere un risultato che comporti benefici sociali in questi casi dipende dalla
sottostante struttura delle relazioni sociali, ossia dalle credenze (beliefs) e dalle
preferenze degli individui, dai rapporti di causa ed effetto che governano la
trasformazione di azioni in risultati, dalla circostanza che linterazione sia occasionale
o periodica, dal numero delle persone coinvolte e cos via. La difficolt nel risolvere
il problema dipende anche dalla struttura dellinformazione nellinterazione chi
conosce cosa, quando e se linformazione pu essere usata per assicurare lenforcement
di contratti o regolamentazioni governative.
Ognuno di questi aspetti pu influenzare il possibile successo o fallimento del
drenaggio, della caccia al cervo o qualsiasi altro progetto comune che dipende dalle
particolari istituzioni che regolano le interazioni tra partecipanti. Mercati, famiglie,
governi, comunit e altre istituzioni rilevanti per uninterazione influenzano i vincoli
e gli incentivi cos come le informazioni, le norme e gli altri criteri di valutazione dei
partecipanti allinterazione. Unanalisi adeguata dei problemi di coordinamento e
della loro possibile attenuazione potr chiarire come queste istituzioni funzionano.
Per assolvere questo compito, la minimale rappresentazione delle istituzioni nel
paradigma Walrasiano sostanzialmente inferiore al pi elaborato modo di
modellarle reso possibile dalla teoria dei giochi.
Il mio obiettivo principale in questo capitolo sia quello di introdurre alcune
nozioni di base della teoria dei giochi sia quello di usare queste nozioni per fornire
una tassonomia delle interazioni sociali e dei loro risultati. Posporr al capitolo 3
unapprofondita riflessione sugli individui e le loro preferenze. Ovviamente molte
6 | MI CROECONOMI A
istituzioni non sono progettate o almeno il loro funzionamento non risponde ad
alcun progetto ma rimander la trattazione riguardante le istituzioni come risultato
di un processo evolutivo piuttosto che di progettazione al capitolo 2. Anche le questioni
relative alla stabilit degli equilibri (o del perch ci si deve interessare agli equilibri)
saranno trattate in modo sintetico in questo capitolo dato che potranno essere
trattate in modo migliore quando si avr a disposizione un modello esplicito che
spieghi come le cose cambiano in situazioni fuori dallequilibrio che verr introdotto
nel capitolo 2. Inizio con un esempio che illustra la struttura formale delle sfide
lanciate da Hume e Rousseau.
COORDINAMENTO E CONFLITTO: UN ESEMPI O
Garret Hardin (1968), in una famosa descrizione di un gruppo di pastori che
sfruttano eccessivamente un pascolo portandolo alla rovina, coni il termine tragedia
dei comuni (tragedy of the commons) e diede alle scienze sociali una delle metafore pi
evocative dopo la mano invisibile di Smith. Anzi, Hardin chiam la sua tragedia un
rifiuto della mano invisibile. Queste due metafore sono efficaci in quanto catturano
due situazioni sociali essenziali ma fortemente in contrasto tra loro. Quando le
interazioni sociali sono guidate da una mano invisibile, queste riconciliano scelte
individuali e risultati socialmente desiderabili. Invece, le dramatis personae della tragedia
dei comuni che inseguono i loro obiettivi privati portano disastrose conseguenze per
s stessi e gli altri.
Hardin sceglie un ambiente bucolico per la sua tragedia esclusivamente per
ragioni di concretezza; il problema sottostante si pu applicare ad unampia classe di
situazioni nelle quali gli individui tipicamente non possono o non vogliono prendere
in considerazione gli effetti delle proprie azioni sul benessere degli altri. Queste
includono il traffico congestionato, il pagamento di tasse o altri contributi per la
realizzazione di progetti comuni, la protezione della reputazione di un gruppo, il
lavoro di squadra e molte altre ancora.
Un esempio sar utile a chiarire la struttura del problema, dando vita ad un
ampio numero di punti di discussione che saranno analizzati in maggior dettaglio nei
capitoli successivi. Consideriamo due pescatori, Jay e Eye, che condividono laccesso
ad un lago e che consumano ci che in esso pescano. Vi sono pesci in abbondanza,
cos che impiegare pi tempo nella pesca consente ad entrambi di pescare pi pesce,
ma pi pesci uno pesca, meno pesci riesce a pescare laltro in unora di pesca.
Ognuno di loro decide quanto tempo dedicare alla pesca, scegliendo lammontare che
massimizza il suo benessere. Supponiamo che questo processo di ottimizzazione,
quando effettuato singolarmente e senza nessun accordo vincolante tra i due, porti
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |7
ognuno a pescare 8 ore al giorno e che i benefici netti di questa attivit siano
appena sufficienti ad uguagliare la miglior alternativa disponibile a ciascuno (ad
esempio, lavorare come salariato nella vicina citt).
Tabella 1.1. Tragedia dei pescatori: un dilemma del prigioniero
Indichiamo i benefici scaturenti da quella che viene definita posizione di
riserva (fallback position), cio il risultato che si ottiene in assenza di accordo nella
contrattazione, come u > 0 per entrambi i pescatori. Essi sanno che se entrambi
pescassero meno, ciascuno potrebbe raggiungere una posizione migliore in quanto il
minor tempo dedicato alla pesca sarebbe pi che compensato dal maggior tempo
libero che avrebbero a disposizione. Assumiamo che essi studino la faccenda e
determinino di quanto potrebbero migliorare la propria situazione se entrambi si
limitassero a pescare 6 ore (assumeremo che questa lunica alternativa alle 8 ore di
pesca), e se uno dovesse pescare 8 ore e laltro 6. Essi normalizzano i loro payoff
2
in
modo tale da assegnare 1 al risultato corrispondente al pescare meno entrambi e 0 al
risultato corrispondente alla circostanza che solo uno di essi riduce la quantit di
tempo dedicata alla pesca. La tabella 1.1 mostra i payoff relativi (come da convenzione,
il primo payoff in ogni casella si riferisce al giocatore riga quindi, nella tabella 1.1, Jay.).
La tragedia dei pescatori un dilemma del prigioniero. Questa una situazione in
cui per ogni individuo esiste unazione che, se adottata, porta ad un payoff pi alto
rispetto a quello connesso alle altre azioni disponibili, indipendentemente dallazione
scelta dallaltro individuo (le altre azioni vengono dette dominate). Ma quando gli
individui agiscono in modo da massimizzare i propri payoff scegliendo questa azione,
il risultato finale per entrambi peggiore rispetto al risultato che essi avrebbero
potuto ottenere se si fossero comportati in modo differente. Cos pescare per 6 ore
dominato perch o > 0 e u > 0 ed Pareto-superiore rispetto ad 8 ore perch u < 1.
Potrebbe sembrare una faccenda semplice determinare che i due si debbano
solo mettere daccordo affinch ognuno peschi 6 invece di 8 ore, ma non cos, per
due ragioni. La prima che potrebbe non esistere il modo per far rispettare un
accordo o anche solo per sapere se tale accordo stato violato. Se possibile che
ognuno dei due possa essere a conoscenza di quante ore ha pescato laltro in una
2
In teoria dei giochi, il payoff rappresenta la vincita (o la penale) associata alla scelta da parte di un
giocatore di una determinata strategia, date le scelte degli altri.
8 | MI CROECONOMI A
giornata di cielo limpido, lo stesso non si pu dire in una giornata nebbiosa e, ad
ogni modo, le informazioni di cui ognuno dei due in possesso circa le quantit
pescate dallaltro possono essere insufficienti a far imporre losservanza dellaccordo
per vie giudiziarie dinanzi un tribunale. Questo il problema dellinformazione
asimmetrica o non verificabile, laddove il primo termine si riferisce a situazioni in cui un
individuo ha informazioni di cui altri non sono a conoscenza, mentre il secondo al
caso in cui informazioni di cui un soggetto a conoscenza non possono essere usate
in giudizio.
Il secondo problema sorge dal fatto che laccordo di pescare 6 ore al giorno
un accordo sia per pescare meno, sia implicitamente per dividere i benefici ad esso
collegati in un certo modo, cio in parti uguali. Ma i pescatori naturalmente si
rendono conto che non necessariamente devono accordarsi per lavorare ognuno 6
ore. Potrebbero mettersi daccordo che Eye pescher 8 ore e Jay 6 ore, o viceversa. I
pescatori hanno due problemi, non uno. Il primo, che riguarda lallocazione,
determinare quanto pescare in totale, cio come limitare le ore di pesca,. Il secondo,
che concerne la distribuzione, come dividere i benefici di pescare meno.
La figura 1.1 illustra le opportunit e i problemi che i pescatori hanno di fronte.
Nella figura 1.1, come prima, 6 e 8 ore di pesca sono le uniche alternative in un certo
giorno, ma ora Eye e Jay in un certo periodo di tempo possono adottare strategie per
le quali essi pescano 8 ore un giorno e 6 quello successivo, cos come altre
combinazioni. Inoltre, si assume che ogni allocazione debba essere concordata da
entrambi i pescatori.
I payoff 1 , 1 } sono realizzabili e possono essere implementati applicando la
regola delle 6 ore, ma accordi pi complessi possono implementare ogni punto che si
trova allinterno dellinsieme abcd. Per esempio, il punto d pu essere implementato
semplicemente se Eye concorda di pescare 6 ore ogni giorno e Jay 8 ore. Mentre Eye
sicuramente non sar daccordo con questo (Eye ottiene un risultato peggiore
rispetto al caso in cui si pesca 8 ore), Jay potrebbe offrirsi di pescare 6 ore per un
certo periodo di tempo pari a u + ( un infinitesimale numero positivo) e 8 ore
il resto del tempo chiedendo a Eye di pescare 6 ore tutto il tempo, minacciando di
pescare sempre 8 ore qualora Eye dovesse rifiutare. Eye potrebbe accettare,
aspettandosi che per un certo periodo di tempo il suo guadagno netto sar di u +
e per il resto del tempo sar 0, in quanto lalternativa sarebbe di ottenere u in tutto il
periodo, il che potrebbe succedere se Jay tenesse fede alla sua minaccia. Jay in tal
modo avrebbe un guadagno netto di 1 quando entrambi pescano 6 ore, il che succede
( u + ) volte del tempo, e di ( 1 +
o
) il resto del tempo, quando Jay pesca 8 ore ed
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |9
Eye solo 6. Il contratto proposto da Jay indicato dal punto f nella figura 1.1. Tutti i
punti lungo cfd possono essere ottenuti da un contratto della seguente forma: Jay
lavora 6 ore per una certa frazione di tempo, , e 8 ore il resto, mentre Eye lavora 6
ore tutto il tempo, ottenendo unutilit pari a u
i
= e u
i
= +(1)(1+o).
Naturalmente Eye rifiuter contratti lungo fd.
Figura 1.1. La tragedia dei pescatori. Nota che in c entrambi i pescatori
pescano 6 ore mentre in a entrambi pescano 8 ore.
Se Jay ha la capacit di impegnarsi a presentare unofferta per primo, detto
first mover
3
e ha un vantaggio da first mover. Naturalmente, Eye potrebbe avere
unanaloga offerta per Jay. In questo caso lordine del gioco (incluso chi il primo a
giocare) fa differenza. Un momento di riflessione ci confermer che non esiste solo
uno ma piuttosto un infinito numero di accordi che sono allo stesso tempo
mutuamente benefici (rispetto alla regola delle 8 ore) ed efficienti. Un accordo
efficiente un accordo rispetto al quale non esiste alcuna alternativa che consenta ad
almeno uno dei due pescatori di trarre beneficio senza peggiorare la condizione
dellaltro. Questi cosiddetti miglioramenti Paretiani (rispetto allequilibrio in strategie
dominanti) e accordi Pareto-efficienti sono tutti i punti lungo fcg nella figura (chiamata la
frontiera di Pareto).
I pescatori potrebbero mettersi rapidamente daccordo su una limitazione
congiunta a 6 ore di pesca se questa fosse lunica alternativa al pescare entrambi 8
ore. Ma essi potrebbero fallire nel raggiungere laccordo in presenza di unampia
gamma di accordi possibili; essi potrebbero ritenere che pi opzioni sono peggio di
3
In un gioco sequenziale, ossia in un gioco in cui i giocatori non effettuano simultaneamente la scelta
della loro strategia, detto first mover colui che effettua la prima mossa.
10 | MI CROECONOMI A
poche. Questo perch lindeterminatezza nella divisione dei benefici derivanti dalla
riduzione delle ore di pesca fa sorgere il problema dellequit (fairness) nella loro
suddivisione, ed apre la strada ad alcune considerazioni che non sono catturate dal
gioco cos come descritto sopra. Eye, per esempio, potrebbe rifiutare lo
svantaggioso prendere o lasciare offerto da Jay. Ma lo stesso risultato potrebbe
risultare accettabile qualora fosse ottenuto in modo imparziale (per esempio
lanciando una moneta), o qualora i benefici derivanti dal pescare meno venissero
devoluti ad una giusta causa piuttosto che essere appropriati da Jay. Se Eye e Jay non
possono mettersi daccordo su una certa suddivisione, pu essere che nessun accordo
per limitare il tempo di pesca sia possibile. Ma un soggetto terzo, il governo,
potrebbe imporre un limite di 7 ore ad entrambi i pescatori e dopo lasciare che essi
contrattino per perfezionare, qualora ne fossero capaci, un qualche accordo tra loro.
Oppure i pescatori potrebbero rispettare una norma ambientale che induca in modo
indipendente ognuno di essi ad autolimitarsi nella pesca. La norma potrebbe
trasformare il gioco comportando una nuova matrice di payoff nella quale vengono
presi in considerazione la preoccupazione per i danni ambientali arrecati o
limposizione di costi allaltro pescatore.
Ed proprio verso questo tipo di indeterminatezza che tanto le istituzioni
economiche quanto le altre si rivolgono, rispondendo a domande come: chi si trova
in condizione di effettuare una offerta del tipo prendere o lasciare? Quali azioni sono
a disposizione per le parti in causa rilevanti? Quali asimmetrie informative o
mancanza di verificabilit derivano da un certo problema (e, come risultato, quali
accordi si possono far osservare da terze parti)? E, infine, quali norme possono
alterare il risultato di un conflitto?
I veri pescatori, naturalmente, non stanno recitando come nel copione di una
tragedia, come Hardin aveva supposto; n essi sono prigionieri del dilemma che
affrontano. Essi sono spesso pieni di risorse nella ricerca di soluzioni alleccessivo
sfruttamento della pesca. I pescatori turchi, per esempio, prima assegnano a sorte i
luoghi di pesca e successivamente procedono a rotazione. La condivisione di
informazioni tra pescatori scoraggia la violazione degli accordi, mentre la
regolamentazione governativa sostituisce losservanza delle regole basata sulla locale
rete di contatti sociali (Ostrom, 1990). Le esistenti regole che determinano laccesso
alla pesca rappresentano una piccola selezione di un insieme pi ampio di altre
regole sperimentate che ha funzionato almeno abbastanza bene da permettere alle
comunit che lhanno adottata di durare e di non abbandonare le loro regole di
comportamento in favore di altre. Come vedremo, il persistere di regole non richiede
che esse siano efficienti, solo che esse siano ripetute nel tempo. Ciononostante,
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |11
potremmo aspettarci che una comunit di pescatori, che si battuta per trovare un
modo di sostenere una limitazione congiunta a 6 ore, possa fare meglio in
competizione con gruppi che sfruttano eccessivamente la pesca, ed essere quindi
imitati da altri gruppi. Ritorneremo sullesempio dei pescatori nel capitolo 4 per
esplorare dal punto di vista analitico come tassazione, relazioni di potere
asimmetriche tra agenti, norme sociali e altri aspetti delle interazioni sociali possano
modificare i risultati.
Come pu la teoria dei giochi far luce sulla tragedia dei pescatori e su problemi
simili?
GIOCHI
I giochi rappresentano un modo di modellare interazioni strategiche, cio,
situazioni in cui le conseguenze di azioni individuali dipendono dalle azioni intraprese
da altri, e questa mutua interdipendenza riconosciuta da coloro che vi sono
coinvolti. Un gioco costituito da una completa identificazione dei giocatori, un
elenco per ogni giocatore delle azioni a sua disposizione (includendo azioni
contingenti sulle azioni effettuate da altri, o su eventi fortuiti) conosciuto come
insieme di strategie cos come lordine di gioco e chi sa cosa, in quale momento del
gioco. I giocatori possono essere individui o organizzazioni come imprese, sindacati,
partiti politici, o stati nazionali. Nelle applicazioni biologiche, anche entit sub-
individuali come cellule o geni sono giocatori.
Anche questa breve introduzione rivela due grandi pregi della teoria dei giochi
nel contribuire allo studio delle istituzioni e dei comportamenti economici (prender
in considerazione gli svantaggi nella penultima sezione del capitolo). Primo, poche
interazioni sociali possono essere ridotte allinterazione di un agente in un ambiente
dato (come previsto dallassioma del prezzo dato e da altre irrealistiche ipotesi del
modello Walrasiano). La maggior parte delle interazioni ha una componente
strategica e la teoria dei giochi costruita per analizzare il modo in cui le azioni
individuali sono influenzate dal fatto che questa interdipendenza comunemente
riconosciuta da una o pi parti in uninterazione. Secondo, la completa specificazione
di un gioco richiede unattenzione dettagliata allambiente istituzionale nel quale
linterazione ha luogo; i risultati dipendono spesso da questo dettaglio (per esempio,
chi compie la prima mossa) in un modo che potrebbe non essere rivelato in strutture
teoriche che sopprimono piuttosto che mettere in risalto i dettagli istituzionali. La
teoria dei giochi non fornisce intuizioni reali pi di quelle date dalla matematica o da
ogni altro tipo di linguaggio. Ma spesso fornisce un chiaro modo per esprimere
intuizioni originate altrove e per comprendere il ruolo di particolari ipotesi in una
12 | MI CROECONOMI A
certa linea di pensiero.
Lesempio della tragedia dei pescatori un gioco, presentato nella sua
cosiddetta forma normale (o strategica). Ci significa che la sequenza delle azioni
effettuate da ogni giocatore non esplicitamente rappresentata, essendo le ipotesi
fatte a riguardo tali che ogni giocatore muove senza conoscere la mossa effettuata
dagli altri. La forma estesa di un gioco invece rende esplicito in che ordine agiscono i
giocatori, e chi conosce cosa ad ogni stadio del gioco. Naturalmente, le mosse
effettuate prima in ordine di tempo non devono essere conosciute in anticipo da
coloro che effettuano le loro mosse successivamente. Un esempio di un gioco in
forma estesa la rappresentazione in forma dalbero dellultimatum game
utilizzato in un contesto sperimentale nel capitolo 3. La forma estesa trasmette pi
informazioni riguardo allinterazione nel senso che molti giochi in forma estesa
possono essere rappresentati da uno stesso gioco in forma normale. In genere, se si
usa rappresentare un gioco in forma normale, ci dovuto al fatto che
linformazione addizionale nella forma estesa ritenuta irrilevante rispetto al modo
in cui il gioco sar giocato.
4
Come vedremo nel capitolo 3, i comportamenti
sperimentali dei soggetti sembrano essere abbastanza sensibili a dettagli che di primo
acchito non sembrano influenzare la struttura del gioco (il nome assegnato al gioco,
per esempio, o la classificazione dei giocatori). Cos, non una buona idea ridurre un
gioco in forma estesa alla sua forma normale a meno che non ci siano buone ragioni
per ritenere che la sequenza temporale nel gioco non avr nessun effetto sul
comportamento dei giocatori.
Il risultato di un gioco un insieme di azioni effettuate dai giocatori (ed i relativi
payoff). I risultati di un gioco non possono essere dedotti esclusivamente dalla
struttura del gioco ma richiedono in aggiunta un plausibile concetto di soluzione, ossia
una specificazione di come i soggetti coinvolti possono giocare. La relazione tra i
giochi e i loro risultati lontana dallessere stabilita, con approcci tra loro fortemente
contrastanti. La teoria dei giochi classica pone in rilievo il fatto che talvolta i giocatori
debbano avere valutazioni cognitive sul futuro abbastanza forti. Al contrario, la teoria
dei giochi evolutiva pone in risalto comportamenti dettati da regole empiriche che sono
aggiornati da un processo di apprendimento rivolto al passato, ossia, alla luce della
recente esperienza propria e degli altri individui.
Due concetti di soluzione sono ampiamente utilizzati nella teoria dei giochi
classica: dominanza ed equilibrio di Nash. Il concetto di dominanza ha il valore di
4
Chi muove per primo pu influenzare il comportamento del secondo anche se questo non conosce
cosa il primo giocatore ha fatto. Alcuni esempi vengono forniti in Camerer e Weber (2004) e
Rapoport (1997).
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |13
indicare cosa non succeder (e in alcuni casi, tramite un processo di eliminazione,
fornisce chiarimenti a riguardo di cosa succeder). Il concetto di dominanza predice in
modo forte i risultati nei giochi come il dilemma del prigioniero in cui ogni giocatore
sceglie una qualche particolare strategia senza tener conto delle scelte effettuate dagli
altri giocatori. (I giochi risolti con il concetto di dominanza sono interazioni
strategiche degenerate nelle quali le azioni intraprese da ognuno non dipendono dalle
azioni effettuate dagli altri). Lidea alla base del concetto di equilibrio di Nash che
possono esistere uno o pi risultati tali che nessun individuo ha alcun incentivo a
modificare la sua strategia date le strategie adottate dagli altri giocatori.
Sia il concetto di dominanza che quello di equilibrio di Nash si basano sulla
nozione di strategia della risposta ottima (best response strategy). Una strategia pu essere
unazione incondizionata (come, per esempio, guidare sulla destra), ma pu essere
anche un modo di agire contingente dettato dalle precedenti azioni degli altri
individui o dal caso. Pescare 6 ore al giorno indipendentemente da tutto una
strategia, cos come Pescare oggi per lo stesso numero di ore in cui laltro ha pescato
ieri (strategia chiamata tit-for-tat, ossia del colpo su colpo). Il salario offerto da
unimpresa e il piano di promozione correlato alle prestazioni di un lavoratore
costituiscono una strategia, cos come la scelta del proprio livello di sforzo da parte di
un dipendente; il tasso di interesse applicato da una banca, il sistema di monitoraggio
dei propri clienti e i metodi di gestione delle situazioni di insolvenza rappresentano a
loro volta una strategia, e cos via. Cos, una strategia una descrizione di unazione o di un
insieme di azioni effettuabili in ogni situazione che pu essere contemplata nel gioco. Un
individuo, oltre alle strategie pure che compongono linsieme delle strategie, pu
adottare una strategia mista, assegnando delle probabilit ad alcune o a tutte le
strategie pure contenute nel suo insieme di strategie. Per esempio, si potrebbe
lanciare una moneta per determinare se pescare 6 o 8 ore.
5
Si consideri che ci siano n giocatori indicizzati con i = 1 n, e per ognuno un
insieme di strategie indicato come S
i
. Supponete che il j-esimo giocatore scelga una
particolare strategia s S
j
. Siano s
j
la strategie adottate da tutti gli altri giocatori
(scelte dai loro insiemi di strategia S
j
e
j
(s, s
j
) il payoff che riceve con il profilo
strategico (s, s
j
) . Il payoff la valutazione di del risultato prodotto dal profilo
strategico (s, s
j
) . La strategia la risposta ottima di nei confronti delle strategie
adottate dagli altri giocatori se nessuna strategia a disposizione di si traduce in un
payoff maggiore per . Ossia,
5
Se le strategie miste forniscono un utile espediente nella trattazione dei modelli (e.g., nellesempio del
monitoraggio e del lavoro nel capitolo 8), hanno ricevuto molta pi attenzione da parte degli
studiosi di teoria dei giochi pi per ragioni tecniche di quanto giustificato da qualsiasi scoperta sul
comportamento umano.
14 | MI CROECONOMI A

j
(s, s
~ j
)
j
(s' , s
~ j
) V s'S
j
, s' s
Lespressione precedente pu essere cos letta: il payoff di che gioca la
strategia contro il dato profilo strategico di tutti gli altri giocatori (s
j
) non
inferiore al payoff ottenuto giocando qualsiasi altra strategia s' nellinsieme di strategia
contro s
j
. Una risposta ottima in senso forte (strict best response) una strategia in
corrispondenza della quale si verifica una stretta disuguaglianza per tutte le strategie
s', mentre una risposta ottima in senso debole (weak best response) una strategia in
corrispondenza della quale lespressione precedente si verifica come disuguaglianza
per almeno una strategia alternativa s'. Una strategia dominante in senso debole (weakly
dominant strategy) una strategia tale che nessuna strategia comporta un maggior payoff
indipendentemente dalla scelta strategica degli altri giocatori e che per alcuni profili
strategici comporta maggiori payoff. Cio s dominante in senso debole se

j
(s, s
j
)
j
(s' , s
j
) s'S
j
and s
j
S
j
con la disuguaglianza in senso stresso che si verifica per almeno un profilo
strategico. Una strategia strettamente dominante (strictly dominant) se nessuna strategia la
domina in senso debole, ossia, quando la precedente disuguaglianza stretta in tutti i
casi. Riservo i termini risposta ottima e dominanza (senza laggettivo debole o
forte) per il concetto pi forte. Se esiste una strategia dominante per ogni giocatore,
allora il profilo strategico nel quale tutti i giocatori adottano la loro strategia
dominante definito equilibrio in strategie dominanti (equilibrium in dominant strategies).
Leccesso di sfruttamento nella pesca nella tragedia dei pescatori ne un esempio.
Sorprendentemente, non sempre pu aver senso giocare una strategia dominante, ma
per vedere perch, avr bisogno di introdurre un altro importante concetto di
soluzione dominanza di rischio (risk dominance) che tra breve presenter.
Un equilibrio di Nash un profilo strategico in cui ciascuna delle strategie dei
giocatori costituisce una risposta ottima alle altre strategie nel profilo; se tutte le
risposte ottime che compongono questo profilo strategico sono uniche (non
includono risposte ottime in senso debole), allora lequilibrio di Nash viene detto
stretto. Dato che i giocatori non hanno nessuna ragione di cambiare i loro
comportamenti (lequilibrio una risposta ottima reciproca), tale equilibrio detto
stazionario, ed questa caratteristica che giustifica che si possa chiamarlo equilibrio.
Questa interpretazione basata sullipotesi che gli individui non possano mettersi
daccordo congiuntamente per alterare le loro strategie. Rispondendo allobiezione di
John Von Neumann secondo la quale le persone sono davvero tutto eccetto che non
cooperative, John Nash (verso il quale siamo in debito per questo e altri contributi
nella teoria dei giochi) chiam lassunto di comportamento non cooperativo il
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |15
modo americano.
Infine, la dominanza iterata una procedura per la quale un giocatore pu non
prendere in considerazione alcune delle strategie degli altri giocatori che sono
strettamente dominate (e.g. che potrebbero non essere vantaggiose da adottare in
corrispondenza di qualsiasi profilo strategico). Riducendo gli insiemi delle strategie
degli altri giocatori con tale procedura cambia la struttura del gioco in modo tale che
il gioco ridotto dalla dominanza iterata pu avere un equilibrio di Nash o in strategia
dominante anche se il gioco completo non lo aveva.
LA STRUTTURA DELLE I NTERAZI ONI SOCI ALI
Le persone interagiscono in una variet infinita di modi, ma esistono generiche
classi di interazione. Un po di terminologia della teoria dei giochi ci fornir una
classificazione intuitiva. La prima distinzione tra giochi cooperativi e non
cooperativi si riferisce alla struttura istituzionale che regola linterazione. La
seconda tra giochi di interesse comune e di conflitto si riferisce alla misura in cui i
payoff del gioco esibiscono conflitto o un interesse comune tra i giocatori.
Giochi cooperativi e non cooperativi. Immaginate uninterazione nella quale tutto ci
che influenza sia le azioni dei giocatori che ci che li riguarda soggetto ad un
accordo vincolante (ossia che pu esser fatto rispettare senza costi). Questa definita
una interazione cooperativa (o un gioco cooperativo; uso i termini gioco e interazionein
modo intercambiabile, quando appropriato). Il termine non si riferisce alle opinioni
che le parti hanno degli altri ma semplicemente agli ordinamenti istituzionali che
governano le loro interazioni. Come vedremo, i giochi cooperativi possono essere
altamente conflittuali: per esempio, lacquisto di una casa mette generalmente luno
contro laltro gli interessi dellacquirente e del venditore, ma se un accordo
raggiunto, in genere si pu far osservare e i termini dellaccordo coprono tutti gli
aspetti del trasferimento che sono di interesse per le parti.
Pi comunemente, comunque, qualche aspetto dellinterazione non soggetto
ad accordi vincolanti. Tali situazioni sono modellate come giochi non cooperativi. In
alcuni casi, parte di uninterazione si pu sviluppare in modo cooperativo, come
quando un datore di lavoro e un lavoratore contrattano su salario e ore di lavoro.
Altri aspetti della stessa interazione possono essere non cooperativi a causa
dellimpossibilit di scrivere o di far osservare i relativi contratti. Tra gli esempi si
possono includere gli aspetti relativi alla definizione dellimpegno con il quale debba
lavorare un lavoratore o la scelta del datore di lavoro di investire i profitti che ricava
nello stabilimento che li ha prodotti o altrove. Come nel caso delle interazioni
16 | MI CROECONOMI A
cooperative, le parti coinvolte in interazioni non cooperative possono avere forti
conflitti di interesse, o condividere ampiamente obiettivi comuni; il termine non
cooperativo si riferisce semplicemente al fatto che la loro interazione non
completamente coperta da un accordo vincolante. Molti aspetti delle relazioni
affettive tra amici e parenti hanno lo stesso segno di interazioni non cooperative; per
esempio, la promessa di fare del proprio meglio per trovare un lavoro ad un amico
pu essere completamente sincera, ma non un accordo vincolante.
Interesse comune e conflitto. Alcune interazioni hanno il carattere dei flussi di
traffico: gli ingorghi stradali sono in genere un risultato poco desiderabile, e un
impegno attivo per evitarli beneficerebbe tutti. In altre interazioni, come quelle che
comportano la fissazione di un prezzo per un bene che deve essere scambiato o la
suddivisione di una torta, se qualcuno ottiene di pi, qualcun altro ottiene
necessariamente di meno. Molte delle differenze tra studiosi e politici che affrontano
le questioni dellinstitutional design, ossia della progettazione e definizione delle
istituzioni, derivano da credenze diverse circa la questione se i mali della societ siano
il risultato di problemi di interesse comune come gli ingorghi stradali o di problemi di
conflitto di interesse come la suddivisione di una torta di dimensione data. Nel primo
caso le istituzioni possono assumono il ruolo di risolutori di problemi e nel secondo
caso quello di responsabili dellenforcement delle regole. Ma molte istituzioni ricoprono
entrambi i ruoli. In tal caso pu essere impossibile analizzare gli aspetti di risoluzione
di problemi e gli aspetti distributivi separatamente. Pu essere utile avere qualche
termine per differenziare tra queste classi di problemi; per fare questo mi riferir agli
aspetti di interesse comune e di conflitto di uninterazione, partendo dai casi puri.
Un gioco nel quale il payoff di solo uno dei profili strategici ottimo dal punto
di vista Paretiano e i payoff associati a tutti i profili strategici possono essere ordinati
dal punto di vista Paretiano pu essere descritto come un gioco di puro interesse comune.
6
La dimensione del conflitto interamente assente poich un risultato migliore di
tutti gli altri per almeno un partecipante e non peggiore per qualunque altro
partecipante, ed esiste un secondo migliore risultato (second best) che, se Pareto
inferiore al primo, per Pareto superiore agli altri, e cos via. Cio, non esiste
risultato tale che ogni giocatore preferirebbe in modo stretto un risultato rispetto al
risultato preferito da qualsiasi altro giocatore. Qui di seguito viene riportato un
6
Il termine gioco di interesse comune stato usato per riferirsi ad una struttura di payoff tale che
tutti i giocatori preferiscono un certo risultato rispetto ad ogni altro (per esempio, Aumann e Sorin
1989 e Vega-Redondo 1996); la definizione qui pi forte (quindi pura) dato che richiede non
solo che esista un risultato mutuamente preferito, ma che tutti i risultati siano classificabili dal punto
di vista paretiano. I risultati possono essere classificati dal punto di vista paretiano se lordine delle
preferenze dei risultati - dai maggiori ai minori preferiti di tutti i partecipanti sono tali che se un
individuo preferisce il risultato A rispetto al risultato B, nessun individuo preferisce B ad A.
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |17
esempio. Unimpresa costituita da un datore di lavoro e un dipendente: se limpresa
funziona e ha successo, entrambi ricevono un payoff pari a 1; se fallisce, entrambi
ricevono 0. La probabilit di successo dipende dalle azioni intraprese (in modo non
cooperativo) dai due: il datore di lavoro pu investire nellimpresa oppure no, e il
dipendente pu lavorare nellimpresa con o senza impegno. Se il datore di lavoro
investe nellimpresa e il lavoratore vi si impegna seriamente, limpresa sicuramente
avr successo.
Tabella 1.2. Payoff in puro interesse comune: il gioco della
sopravvivenza dellimpresa
Nota: il datore di lavoro il giocatore colonna, il dipendente il
giocatore riga con .
In caso contrario, limpresa senza dubbio fallir (tabella 1.2). Se il datore di
lavoro investe e il dipendente non lavora, limpresa avr successo con probabilit ,
mentre nel caso opposto limpresa avr successo con probabilit .
Supponiamo che entrambi i giocatori scelgano le azioni che massimizzano il valore
atteso dei loro payoff, ossia, la somma ponderata dei payoff che si ottengono per ogni
strategia scelta dagli altri giocatori, pesata dalla probabilit che ogni giocatore assegna
ad ognuno di questi eventi. E facile confermare che i giochi di puro interesse
comune hanno un equilibrio in strategia dominante, cio un singolo risultato Pareto-
ottimale. (Questo un gioco nel quale il valore atteso dei payoff dipende da un
risultato probabilistico il successo dellimpresa che influenzato da un profilo
strategico adottato dai giocatori. La realizzazione di un processo stocastico talvolta
chiamato mossa della natura).
Uninterazione definita un gioco di puro conflitto se tutti i possibili risultati
sono ottimali dal punto di vista Paretiano. Un esempio dato da un qualsiasi gioco a
somma zero (ci significa che per ogni profilo strategico la somma dei payoff pari a
zero). Il puro conflitto illustrato dallinsieme di equilibri di Nash in senso stretto nel
Gioco della Suddivisione originalmente proposto da Schelling (1960). Un dollaro
deve essere diviso tra due individui secondo le seguenti regole: senza che a priori ci
possa essere comunicazione, ogni giocatore sottopone una richiesta di un qualsiasi
valore e, se la somma delle richieste uguale a 1 o inferiore, la richiesta viene
soddisfatta, altrimenti ogni giocatore riceve zero. Una parte della matrice dei payoff di
questo gioco rappresentato dalla tabella 1.3 (dove si assume che le richieste
debbano essere state fatte in centesimi). Le coppie di strategie poste al di fuori della
18 | MI CROECONOMI A
diagonale chiaramente non sono equilibri di Nash in senso stretto (e.g. la coppia in
basso a destra una mutua debole risposta ottima e quindi un equilibrio di Nash in
senso non stretto, cos come una richiesta di zero anche una risposta ottima ad una
richiesta di 100). Le coppie di strategie in grassetto sono gli equilibri di Nash in senso
stretto del gioco (ve ne sono 101). Notate che ognuno di essi Pareto-ottimale, cos i
risultati che compongono linsieme degli equilibri di Nash del Gioco della
Suddivisione descrivono una interazione di puro conflitto. Il fatto che tutti i risultati
dei giochi di puro conflitto siano efficienti dal punto di vista Paretiano non significa
che le regole che definiscono il gioco siano efficienti; ci possono essere altre regole
(cio altri modi di regolare linterazione data la sua sottostante struttura) che
potrebbero condurre a risultati che sono superiori dal punto di vista paretiano
rispetto quelli definiti da un gioco di puro conflitto. Ritorneremo su questo.
Tabella 1.3. il gioco della suddivisione
La figura 1.2 mostra i payoff di un generico gioco tra due persone nel quale ogni
giocatore ha due strategie; quindi, ci sono quattro profili strategici e relativi payoff
classificati da a fino a d. In un gioco di puro conflitto i payoff sono disposti in
direzione nord-ovest sud-est (dato che ognuno un ottimo paretiano, nessun
risultato pu trovarsi in direzione nord-est o qualsiasi altra direzione diversa),
mentre nel caso di un gioco di puro interesse comune i payoff si dispongono lungo un
asse in direzione sud-ovest nord est, indicando che si possono classificare in
senso paretiano. Il gioco della sopravvivenza dellimpresa un esempio della
classe dei giochi di puro interesse comune nei quali i payoff che i giocatori ricevono
sono identici per ogni profilo strategico (condividono un destino comune) cos che
i risultati in figura 1.2 potrebbero essere disposti lungo un raggio di 45 uscente
dallorigine. Allo stesso modo, un gioco a somma zero una forma forte di un gioco
di puro conflitto in cui i payoff potrebbero essere disposti lungo una retta con
pendenza -1.
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |19
Figura 1.2. Giochi di puro conflitto e di puro interesse comune. Nota: i
punti a, b, c e d indicano i payoff dei due giocatori per ognuno dei quattro
profili strategici.
Molte interazioni sociali sono tali che aspetti di conflitto di interesse e di
interesse comune sono compresenti. Guidare sul lato destro o sinistro della strada
indifferente per la maggior parte delle persone fin quando gli altri fanno lo stesso. Al
contrario, se ci sono mutui guadagni per tutte le persone che parlano tra loro la stessa
lingua, le persone sono lontane dallessere indifferenti rispetto alla scelta di quale
lingua si parli; in migliaia sono morti in guerre sul punto. Una delle ragioni per le
quali il dilemma del prigioniero ha attirato cos tanta attenzione che esso combina
sia gli aspetti di interesse comune che di conflitto dinteresse.
La figura 1.1 (la tragedia dei pescatori) illustra entrambe le dimensioni di
conflitto (direzione nord-ovest sud-est) e di interesse comune (sud-ovest nord
est) dei payoff. Una misura naturale dellestensione degli aspetti dellinteresse comune
nei confronti degli aspetti di conflitto disponibile nei giochi simmetrici come la
tragedia dei pescatori. (un gioco simmetrico un gioco in cui la matrice dei payoff di
un giocatore la trasposta della matrice dei payoff dellaltro). Questa misura, , data
dal valore del miglioramento reso possibile dalla cooperazione (1 u), relativa alla
differenza nei payoff quando i due adottano strategie differenti, (1+o):
=
1 u
1+o
.
Per valori di u e o tali che i payoff descrivono un dilemma del prigioniero
( 0, 1 ), dove valori prossimi a zero indicano praticamente puri conflitti, e valori
prossimi allunit praticamente puro interesse comune.
20 | MI CROECONOMI A
Figura 1.3. Aspetti delle interazioni sociali. Nota: non difficile pensare
a certi diritti di propriet che dovrebbero essere inseriti nel lato del
conflitto nel grafico; allo stesso modo si possono pensare alcuni aspetti
dellevoluzione del linguaggio che si sono evoluti via imposizione
coercitiva (cio in modo cooperativo) piuttosto che in modo non
cooperativo.
La distinzione dei giochi in cooperativi/non-cooperativi e conflitto/interesse
comune ci d la tipologia delle interazioni presentata nella figura 1.3 con alcuni
esempi esplicativi. Per esempio, il rimborso dei prestiti (analizzato nel capitolo 9)
uninterazione conflittuale non cooperativa poich il rimborso beneficia il prestatore
dato che chi prende a prestito gli paga un costo, ma lenforcement della promessa del
prenditore di restituirgli somma e costo non possibile da far rispettare (se chi
prende a prestito non ha fondi). Levoluzione dei diritti di propriet individuale
durante il periodo della storia umana prima dellesistenza degli Stati pu essere stata
almeno inizialmente uninterazione di interesse comune non-cooperativa. Al
contrario, i moderni diritti di propriet sono determinati da interazioni cooperative
che prendono la forma di restrizioni enforceable (il cui rispetto pu essere assicurato)
sugli usi possibili.
Un altro aspetto importante delle interazioni sociali la struttura temporale.
Uninterazione pu essere ripetuta per molti periodi dagli stessi giocatori per un
numero noto di periodi o con una nota probabilit che linterazione si interrompa al
termine di ogni periodo. Questi sono definiti giochi ripetuti; i giochi non ripetuti sono
spesso chiamati one-shot, cio giochi a turno unico. Infine, molte interazioni
assomigliano a scambi nei quali c un singolo compratore ed un singolo venditore;
ma in aggiunta a questi giochi a due persone ci sono molte interazioni che coinvolgono
numerose persone, genericamente indicate come giochi con n-persone. Giochi simmetrici
a due persone con solo due strategie sono chiamati giochi 2 x 2.
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |21
FALLIMENTI DEL COORDINAMENTO
Torniamo ora alla sfida costituzionale, inizialmente espressa come la sfida di
assicurare che il perseguimento degli interessi individuali non porti a risultati che
nessuno sceglierebbe. Questi risultati indesiderabili sono i fallimenti del coordinamento
che si realizzano quando linterazione non-cooperativa di due o pi persone conduce
a risultati che non sono Pareto-ottimali.
7
Intendo come problemi di coordinamento quelle
situazioni in cui i fallimenti del coordinamento occorrono con probabilit
significativa. Fallimenti di mercato familiari quali quelli che risultano da esternalit
ambientali sono un tipo di fallimento del coordinamento, ma il concetto pi ampio
include tutte le forme di interazione non cooperativa, non solo quelle che hanno
luogo nelle interazioni di mercato. Corsa al riarmo e ingorghi stradali sono esempi di
fallimento del coordinamento. Una classe importante di fallimenti del coordinamento
i fallimenti dello Stato sorgono quando le azioni di equilibrio degli organi ufficiali
di governo hanno come esito un risultato Pareto-inferiore. Uso la definizione pi
ampia di fallimenti del coordinamento (piuttosto che fallimenti di mercato) per attirare
lattenzione sul fatto che tutte le strutture istituzionali condividono con i mercati la
tendenza ad implementare risultati inefficienti in senso Paretiano.
I fallimenti del coordinamento possono sorgere in situazioni fuori equilibrio,
ma dal punto di vista analitico lattenzione si focalizzata sui risultati di equilibrio,
nei quali i fallimenti del coordinamento avvengono in due casi. Nel primo caso, uno
o pi risultati Pareto-inferiori possono essere equilibri di Nash; nel secondo caso,
non esiste nessun risultato Pareto-ottimale che un equilibrio di Nash. Come base
considerate un gioco 2 x 2 nel quale esiste un singolo equilibrio di Nash ed Pareto-
ottimale, come nella tabella 1.4. Lo chiamo Gioco della Mano Invisibile perch le
azioni individualiste di entrambi i giocatori portano ad un risultato che massimizza il
benessere di ciascuno. (Cio, se Riga coltiva pomodori e Colonna coltiva grano, essi
ricevono entrambi 5, che il meglio che essi possano fare). In questo caso, ognuno
non solo persegue i propri obiettivi individualistici ma beneficia del fatto che laltro
fa lo stesso. La scelta di Riga di una strategia dipender da cosa egli crede che far
Colonna. Immaginate che Riga Razionale nota che per Colonna coltivare pomodori
una strategia dominata e di conseguenza (usando un ragionamento di dominanza
iterata) decide di coltivare pomodori. Ma supponete che invece di perseguire il
proprio interesse, Colonna Pazza lanci una moneta e come risultato del lancio decida
di coltivare anchegli pomodori. Lesempio sottolinea che anche se c un unico
7
Questa una definizione inclusiva del termine fallimento della coordinamento, che talvolta ristretta
a situazioni in cui si ottiene un equilibrio Pareto inferiore quando un altro equilibrio (Pareto
superiore) esiste. La mia definizione include casi in cui nessun equilibrio esiste.
22 | MI CROECONOMI A
equilibrio di Nash, ci resta da capire come i giocatori arrivino ad esso, un argomento
sul quale torneremo nel capitolo 2.
Invece, nel gioco del Dilemma del Prigioniero abbiamo visto che un equilibrio
in strategia dominante esiste ed Pareto-inferiore. Il fallimento del coordinamento
deriva dal fatto che il danno inflitto allaltro dalla propria defezione non si riflette nei
payoff di chi la compie, cos nessuno dei due prigionieri prende in adeguata
considerazione gli effetti delle proprie azioni sullaltro.
Tabella 1.4. Il gioco della mano invisibile
Per lo stessi motivo si hanno fallimenti del coordinamento nei Giochi di
Assicurazione (Assurance Game). Ma la struttura del gioco differisce per un aspetto
sostanziale dal dilemma del prigioniero: la matrice dei payoff del gioco di assicurazione
tale che esistono molteplici equilibri, uno (o pi) dei quali pu essere Pareto-
inferiore. (I giochi con questa struttura sono talvolta chiamati giochi di
coordinamento, ma non voglio usare questo termine per evitare confusione con i
termini di fallimenti del coordinamento e problemi di coordinamento
precedentemente introdotti). Cos, se un profilo strategico Pareto-ottimale pu essere
il risultato del gioco, non necessariamente detto che esso sia raggiunto. Esempi
possono essere dati dalla scelta di imparare una lingua o un programma di scrittura
per il PC (il valore che se ne trae dipende da quante altre persone hanno imparato la
stessa lingua o lo stesso programma), di partecipare ad azioni collettive quali uno
sciopero o un cartello (i benefici attesi dipendono dal numero delle persone
partecipanti), e la determinazione delloccupazione in una economia nel suo
complesso (se tutti i datori di lavoro assumono, il salario pagato sosterr un livello di
domanda aggregata tale da giustificare un alto livello doccupazione). Altri esempi
includono ladozione di uno standard comune (sistemi di pesi e misure, credenziali
accademiche, sistemi operativi per computer, sistema VHS in luogo della tecnologia
video Betamax), imprese che formano il proprio personale qualificato (se i lavoratori
si possono trasferire tra imprese, i guadagni privati per una certa impresa dipendono
dal numero delle altre imprese che si impegnano nella formazione), e reputazioni di
gruppo (se la vostra comunit commerciale conosciuta come opportunista, pu
anche essere per voi una risposta ottima comportarsi in modo opportunistico).
Come questi esempi suggeriscono, nei giochi di assicurazione i fallimenti del
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |23
coordinamento si hanno o a causa di guadagni crescenti generalizzati o di quelle che
talvolta sono definite come complementarit strategiche: i payoff individuali crescono
allaumentare del numero delle persone che intraprendono la stessa azione. Se io
adotto lo stesso programma di scrittura dei miei colleghi, trasmetto loro dei benefici,
ma questi benefici non sono inclusi nel mio processo decisionale. (Comparate questo
con il precedente Gioco della Mano Invisibile nel quale la specializzazione
vantaggiosa, in modo tale che la coltivazione del grano da parte di una persona rende
i payoff relativi alla coltura del grano inferiori per laltro).
Poich le complementarit strategiche possono dar vita a equilibri multipli, i
risultati possono essere path-dependent
8
nel senso che, senza conoscere la recente storia
di una popolazione, impossibile dire quale equilibrio si avr. In questo caso sono
possibili risultati abbastanza differenti per due popolazioni con identiche preferenze,
tecnologie e risorse ma con storie diverse. Per poter vedere questo, ritorniamo ai
contadini di Palanpur, i cui raccolti sarebbero maggiori se tutti seminassero prima nel
corso dellannata. Ma se un contadino dovesse seminare da solo prima, le sementi
verrebbero mangiate dagli uccelli che si affollerebbero sul suo terreno. Supponete che
ci siano solo due contadini che interagiscono in modo non cooperativo in un periodo
singolo con payoff indicati nella tabella 1.5. Ipotizzer che piantare tardi garantisca un
guadagno pi alto se laltro pianta prima rispetto al caso che entrambi piantino tardi.
Il primo piantatore subisce tutti i danni dei predatori, ma se i due piantano
simultaneamente, i predatori vengono suddivisi equamente. Se lequilibrio che
deriva dal piantare congiuntamente prima chiaramente il solo Pareto-ottimo,
piantare congiuntamente tardi anchesso un equilibrio.
Tabella 1.5. Coltivare a Palanpur: un gioco di assicurazione
La matrice dei payoff descrive una trappola della povert: individui identici in un
identico scenario possono conoscere tanto uno standard di vita adeguato quanto la
povert, e ci dipende solo dalla loro storia. Il problema di Coltivare in Palanpur un
tipo particolare di gioco dassicurazione nel quale esistono due o pi equilibri simmetrici
in strategia pura (ci significa che tutti i giocatori adottano la stessa strategia pura). Tali
equilibri sono chiamati convenzioni, ossia risultati derivanti da una mutua risposta
ottima che sono sostenuti dal fatto che in pratica tutti i giocatori credono che tutti gli
8
Un modello viene detto path-dependent quando ha una forte dipendenza dalle sue condizioni
iniziali e all'evoluzione della sua dinamica.
24 | MI CROECONOMI A
altri giocatori giocheranno la risposta ottima. (Ritorneremo sulla contingenza storica
dei risultati nel capitolo 2, nel quale verranno introdotti strumenti analitici quali la
dinamica nei livelli della popolazione).
I giochi finora introdotti (pi un altro gioco comunemente giocato dai
bambini) permettono di illustrare le fonti dei fallimenti del coordinamento elencate
nella tabella 1.6. Nel gioco da bambini, conosciuto in tutto il mondo (gli anglofoni lo
chiamano Sasso Carta Forbice, in Italia chiamato anche Morra Cinese, in altri
paesi conosciuto come Forbicina Uomo Elefante) non c nessun equilibrio in
strategie pure.
9
Cio, nessun Pareto-ottimo un equilibrio di Nash, ma dato che il
gioco un gioco a somma zero (la somma dei payoff per ogni profilo strategico
uguale a zero) tutti i risultati sono ottimi paretiani. Dato che non si possono dare
risultati Pareto-inferiori, Sasso Carta Forbice non rappresenta un problema di
coordinamento, e dunque non esiste un modo ragionevole di giocare questo gioco (e
questo il motivo del perch divertente giocarlo).
La rappresentazione di diverse strutture delle interazioni sociali come giochi ha
permesso una tassonomia di come i problemi di coordinamento possono nascere.
Suggerisce anche una strategia da indirizzare nei confronti della sfida costituzionale:
se il probabile risultato di uninterazione Pareto-inferiore rispetto altri risultati
realizzabili, possibile introdurre politiche o diritti di propriet tali da cambiare la
struttura del gioco per rendere il secondo risultato pi probabile. Qui di seguito un
esempio.
La differenza cruciale tra dilemma del prigioniero e giochi di assicurazione
che nel primo il risultato indesiderato lunico equilibrio di Nash, cosicch lunico
modo per sostenere uno degli altri risultati un intervento permanente volto a
cambiare i payoff o le regole del gioco. Nel gioco di assicurazione, invece, un risultato
desiderabile (piantare prima congiuntamente, per esempio) un equilibrio, cos la
sfida per i giocatori o per gli organi di governo limitata al meno difficoltoso
problema del come raggiungere lequilibrio piuttosto che al pi gravoso problema del
come stare nellequilibrio. Nei dibattiti sulle modalit appropriate (e la durata) degli
interventi dello Stato nelleconomia, differenze chiave tra gli economisti riguardano
9
Qui di seguito una variante del gioco: tra tre mosse tu e il tuo compagno di giochi potete scegliere di
gettare avanti o il palmo della vostra mano (carta), il pugno (roccia) o due dita a forma di V (forbice)
con le seguenti regole: la roccia batte (rompe) la forbice, la forbice batte (taglia) la carta e la
carta batte (avvolge) la pietra; il vincitore e lo sconfitto vincono e perdono rispettivamente un
punto. (Un pareggio non assegna punti, ma pu far scoppiare le risa di entrambi generate dalle
battaglie di pietre, guerre di forbici e sovrapposizioni di carta). Come in altre lingue la forbicina
possa battere luomo rimane per me ancora un mistero; ma allora cercate di spiegarmi perch la
carta batte la pietra. Vedi Sato, Akiyama e Farmer (2002).
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |25
lopinione sul fatto che il problema sottostante rappresenti un Dilemma del
Prigioniero o un Gioco dAssicurazione. Interventi possono essere richiesti in
entrambi i casi, ma gli interventi indirizzati a risolvere i problemi correlati ai giochi
dassicurazione possono essere ragionevolmente rappresentati da singoli interventi
piuttosto che da interventi permanenti. Ed , in parte, per questa ragione che un
approccio comune per evitare fallimenti del coordinamento quello di escogitare
politiche o costituzioni che trasformino la matrice dei payoff in modo tale da
convertire un dilemma del prigioniero in un gioco dassicurazione rendendo il
risultato della mutua cooperazione un equilibrio di Nash. Uninterazione che un
dilemma del prigioniero se si ripete una sola volta, pu diventare un gioco
dassicurazione con mutua cooperazione come equilibrio di Nash se ripetuta pi
volte, come vedremo nel capitolo 7.
Tabella 1.6. Fonti dei Fallimenti di Coordinamento
Anche se esiste un equilibrio di Nash Pareto-ottimale in un Gioco
dAssicurazione, questo fatto da solo non sufficiente a garantire che la soluzione
che assicura mutui benefici sia raggiunta; fallimenti del coordinamento che prendono
vita da interazioni che hanno forma di Giochi dAssicurazione sono onnipresenti.
Unimportante ragione che la decisione su come giocare dipende da supposizioni su
come gli altri giocheranno, e il modo in cui le persone affrontano questa situazione di
indeterminatezza pu portare a risultati sub-ottimali. Il problema illustrato nella
figura 1.4, in cui i payoff attesi di piantare tardi e presto (
l
e
e
, rispettivamente)
sono semplici funzioni lineari dei payoff della matrice del gioco Coltivare in Palanpur
presentato prima. Supponete di essere il contadino Riga di Palanpur e di non avere
informazione sul probabile modo di giocare del contadino Colonna, e di assegnare
una stessa probabilit alle due strategie di Colonna. Voi sceglierete piantare tardi
perch il vostro payoff atteso di 2 (cio, (3) + (2)), mentre il payoff atteso di
piantare prima di 2. Anche se lequilibrio in cui si pianta congiuntamente fosse in
qualche modo raggiunto, potrebbe essere difficile sostenere la convenzione di
piantare prima nel caso in cui voi pensaste che laltro potrebbe cambiare strategia per
dispetto o errore. Per vederne il perch, immaginate che il payoff zero nella figura sia
-100, ossia il payoff associato alla distruzione del seminato di uno dei contadini porti
come risultato il fatto di restare senza cibo.
Dato che lidea di fondo qui presentata ricorrer anche nelle prossime pagine,
26 | MI CROECONOMI A
poche definizioni (che si riferiscono esclusivamente ai giochi 2 x 2) potranno essere
daiuto. Chiamiamo una convenzione nella quale entrambi i giocatori adottano la
strategia un k-equilibrio. Laltra strategia . Definiamo il fattore di rischio di un k-
equilibrio come la probabilit minima tale che se un giocatore crede che laltro
giocatore sta per giocare con probabilit maggiore di (e con una probabilit
minore di (1 p) ) allora e la risposta ottima in senso stretto da attuare per
lindividuo. Lequilibrio con il minor fattor di rischio lequilibrio rischio dominante.
Nellesempio precedente, il fattore di rischio dellequilibrio dato dal piantare tardi
1/3, che inferiore rispetto al fattore di rischio dellequilibrio dato dal piantare
presto (2/3). Piantare tardi definita strategia rischio dominante di Riga, ossia la strategia
che massimizza i payoff attesi di un giocatore che attribuisce uguale probabilit alle
strategie a disposizione dellaltro giocatore. Poich questo vero anche per il
giocatore Colonna, piantare congiuntamente tardi lequilibrio rischio dominante. La
figura 1.4 illustra questi concetti. La frazione di coloro che piantano presto ,
mentre
l
e
e
sono i payoff attesi rispettivamente dal piantare tardi e presto,
condizionali alle supposizioni di ognuno circa . Lequilibrio dato dal piantare
presto definito lequilibrio dominante nei payoff: un equilibrio dominante nei payoff se
non esiste altro equilibrio che lo domina in senso stretto dal punto di vista Paretiano.
Nel nostro esempio, piantare presto dominante nei payoff perch i payoff in
questo equilibrio eccedono i payoff per entrambi i giocatori nellequilibrio
piantare tardi.
Notate che si assume che i contadini massimizzino i payoff attesi, il che implica
che essi siano neutrali al rischio, cos il fatto che lequilibrio rischio dominante ma
inferiore in senso paretiano possa realizzarsi non presume avversione al rischio da
parte di essi. (Neutralit al rischio e avversione al rischio sono discussi nei capitoli 3 e
9). Notate anche che il fallimento del coordinamento non dovuto in questo caso a
un conflitto di interesse tra i contadini, come nel dilemma del prigioniero affrontato
dai pescatori. Ciascun pescatore preferisce essere colui che pesca di pi e che sia
laltro a pescare di meno. Ma entrambi i contadini preferiscono piantare presto
congiuntamente rispetto ogni altro risultato. Il loro fallimento nel coordinarsi per
ottenere il risultato desiderato dovuto allincertezza circa le azioni intraprese dagli
altri e non ad un conflitto di interesse. La previsione che lequilibrio rischio
dominante sar favorito rispetto allequilibrio payoff dominante fortemente
supportata dalleffettivo modo di giocare di soggetti sottoposti a giochi sperimentali
catturanti la logica del problema di Coltivare a Palanpur (Van Huyck, Battalio e Beil
1990). Vedremo (nel capitolo 12) che gli equilibri rischio dominanti possono
persistere per molti periodi anche quando esiste un equilibrio payoff dominante.
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |27
Figura 1.4. Piantare tardi rischio dominante. Nota: p* = 2/3 cos

l
>
e
per p =1/2. Le intercette degli assi verticali sono i payoff nella
matrice di payoff su p.
Cos, anche se un intervento di politica volto a cambiare un Dilemma del
Prigioniero in un Gioco dAssicurazione viene effettuato, il risultato Pareto-ottimale
desiderato potrebbe non darsi. Un obiettivo ancora pi ambizioso cambiare
linterazione sociale sottostante da dilemma del prigioniero a Gioco della Mano
Invisibile. Per vedere come questo sia possibile, considerate un generico dilemma del
prigioniero con i payoff a, b, c , d nella tabella 1.7. (Ignorate i payoff in grassetto per il
momento). Linterazione un dilemma del prigioniero se a > b > c > d e
a + d < 2b, dove la seconda condizione esprime il fatto che il payoff atteso sia del
giocatore Riga che del giocatore Colonna maggiore se essi cooperano rispetto al
caso in cui uno di loro defeziona e laltro coopera, con lassegnazione dei due ruoli
decisa a sorte. Supponete che Riga e Colonna decidano di scegliere cooperare
come norma e adottare una regola di responsabilit secondo la quale chiunque violi
la norma deve risarcire colui i cui payoff si sono ridotti a causa della violazione con
una compensazione tale che sia esattamente sufficiente a bilanciarne la perdita
(posponiamo al momento limportante questione relativa allenforcement dei nuovi
diritti di propriet, ovvero ai mezzi per garantirne il rispetto). Cos se Riga tradisce
Colonna, Riga inizialmente ottiene a come prima ma dopo deve pagare a Colonna il
costo inflitto dal suo tradimento, cio una compensazione sufficiente a garantire a
Colonna un payoff di b (il payoff che avrebbe ottenuto se la norma non fosse stata
violata). Se entrambi tradiscono, entrambi ottengono c ma dopo devono risarcire
allaltro con un trasferimento di pari a b - c . La matrice trasformata dei payoff per
Riga data dai valori in grassetto nella tabella.
Tabella 1.7. Implementare un risultato desiderato trasformando i diritti di propriet
28 | MI CROECONOMI A
I payoff trasformati sono in grassetto.
Si avuto un miglioramento nei diritti di propriet? Poich a b + d < b per
la definizione di Dilemma del Prigioniero, cooperare una risposta ottima nei
confronti di cooperare e la mutua cooperazione un equilibrio di Nash. Cooperare
anche una risposta ottima rispetto a tradire (poich b > c ), cos cooperare una
strategia dominante e mutua cooperazione lequilibrio in strategie dominanti. Cio,
ridefinendo i diritti di propriet (cos da tenere in conto la responsabilit per danni)
implementa un ottimo sociale inducendo ognuno a prendere in considerazione gli
effetti delle proprie azioni sugli altri. La ridefinizione dei diritti di propriet ha
trasformato il gioco da un gioco con i caratteri misti del conflitto dinteresse e
dellinteresse comune in un gioco di puro interesse comune. Comunque, come
vedremo nei prossimi capitoli, molti fallimenti del coordinamento non permettono
soluzioni cos semplici. La ragione che lidentificazione della defezione e la stima
dei danni pertinenti richiedono informazioni che possono o non essere disponibili
alle parti coinvolte, o non essere utilizzabili in un tribunale o in un qualsiasi altro ente
incaricato di farne osservare i diritti.
GIOCHI ED ISTITUZIONI
Possono i giochi spiegare le istituzioni? Le istituzioni (come uso io il termine)
sono leggi, regole informali e convenzioni che danno una struttura durevole alle interazioni sociali
tra i membri di una popolazione. La conformit ai comportamenti prescritti dalle
istituzioni pu essere assicurata da una combinazione di coercizioni imposte
centralmente (leggi), sanzioni sociali (regole informali) e mutue aspettative
(convenzioni) che rendono la conformit una risposta ottima praticamente per tutti i
membri del gruppo principale. Le istituzioni influenzano chi incontra chi, quali
compiti svolgere, la possibile sequenza delle azioni e quali sono le conseguenze delle
azioni svolte congiuntamente. Appare chiaro da questa definizione che le istituzioni
possono essere formalmente rappresentate da un gioco. Le istituzioni del mercato del
lavoro che verranno esaminate nei capitoli 8 e 10 sono modellate in questo modo: le
istituzioni pertinenti definiscono cosa il datore di lavoro pu fare (variare il salario,
dato che il primo giocatore; interrompere un rapporto di lavoro) e cosa non pu
fare (punire fisicamente il lavoratore) e analogamente per il lavoratore (variare il
livello dello sforzo lavorativo) con i payoff dei due che dipendono dal profilo
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |29
strategico. Queste istituzioni sul mercato del lavoro a livello di impresa sono
modellate come giochi. Le innovazioni istituzionali quali il salario minimo o i
regolamenti che governano la fine dei rapporti di lavoro possono essere considerate
come modi di alterare gli insiemi di strategia, i payoff, la struttura delle informazioni e i
giocatori in modo tale che lequilibrio del gioco possa essere spostato.
Ma per capire perch le istituzioni possano cambiare, potrebbe essere
illuminante talvolta rappresentare unistituzione non come un gioco ma piuttosto
come lequilibrio di un sottostante gioco. Poich le istituzioni sono persistenti anzich
essere momentanee, naturale rappresentarle come equilibri stabili di un gioco
sottostante nel quale linsieme delle strategie abbraccia un ampio raggio di possibili
azioni (frustare il lavoratore scansafatiche, rifiutarsi di consegnare le merci prodotte al
datore di lavoro) che non sono osservate nellambiente istituzionale descritto prima
ma che potrebbero essere parte di un equilibrio derivante da un qualche altro profilo
strategico. Cio, continuando con lesempio datore di lavoro lavoratore,
laspettativa che il datore di lavoro e non il lavoratore avr il possesso dei beni
prodotti una mutua risposta ottima, cio, un risultato di un qualche gioco (o pi
probabilmente, di pi giochi), presumibilmente uno in cui i giocatori che sono inclusi
non sono solo il datore di lavoro e il lavoratore ma anche la polizia, gli ufficiali
giudiziari e altri ancora. Quando un particolare insieme di mutue risposte ottime
adottato in pratica universalmente in una popolazione in un periodo esteso di tempo,
questo giunge a costituire una o un insieme di istituzioni.
Nei capitoli 2 e dall11 al 13 modeller i diritti di propriet, la mezzadria, le
regole che governano la suddivisione delle risorse e altri esempi come equilibri e
studier il modo in cui questi equilibri possono evolvere in risposta ad eventi fortuiti,
ad azioni collettive da coloro che ne sono coinvoltiti e a cambiamenti indotti in modo
esogeno nella struttura del collegato gioco sottostante. Nel capitolo 2 modeller il
processo della segregazione razziale di una zona residenziale per chiarire come
unistituzione (residenze segregate) possa essere intesa come equilibrio di un gioco.
Rappresentando le istituzioni allo stesso tempo come giochi e come equilibri di
un sottostante gioco non si inconsistenti e si incorre in pochi rischi di far
confusione. Linterpretazione appropriata dipender dal problema analitico che
bisogna trattare. Se siamo interessati a capire perch i poveri hanno vincoli di credito
(capitolo 9), modellare il rapporto tra il prestatore e colui che prende a credito come
un gioco risulta essere adeguato (e rispondere al quesito dellorigine della
responsabilit limitata e gli altri sottostanti diritti di propriet un di pi). Dallaltro
30 | MI CROECONOMI A
lato, se vogliamo conoscere perch esiste la responsabilit limitata, dovremo
modellare questo aspetto dei diritti di propriet come il risultato di un gioco
sottostante. In ugual modo, se vogliamo conoscere perch la primogenitura meno
comune in Africa che in Asia, avremo bisogno di modellare le regole di eredit come
convenzioni, cio come equilibri di un Gioco dAssicurazione.
Il termine istituzione qualche volta usato anche per riferirsi a singoli enti
quali possono essere unimpresa, un sindacato o una banca centrale; ma per evitare
confusione chiamer questi enti organizzazioni. Uno pu trattare anche le
organizzazioni come se fossero giocatori individuali in un gioco; questo pu essere
intuitivo nel momento in cui si pu aver ragione di pensare che lente agisca come
una singola unit; trattare limpresa come una singola persona pu avere maggior
senso se si applica la stessa logica alla classe operaia.
La caccia al cervo descritta da Rousseau illustra la relazione tra giochi e
istituzioni. Supponete di osservare un gruppo di cacciatori che caccia la lepre,
sebbene ci siano anche cervi nei loro dintorni nella foresta. Vi stupite del perch non
stiano cacciando il cervo e quindi consultate il Gioco della Caccia al Cervo (tabella
1.8) alla ricerca di una spiegazione. Ipotizzate che ci si siano due cacciatori che
decidono, indipendentemente e senza sapere luno cosa faccia laltro, se cacciare un
cervo (catturandone e consumandone in parti uguali uno se entrambi lo cacciano, o
altrimenti non catturando e dunque non consumando - niente) o cacciare lepri
(catturandone e consumandone una indipendentemente da cosa faccia laltro). Per il
momento, assumiamo che i cacciatori non si aspettino di incontrarsi di nuovo.
Infine, ogni cacciatore valuta un terzo del cervo uguale ad una lepre. La tecnologia di
caccia (non i payoff) riassunta nella tabella 1.8. Il gioco cattura importanti aspetti
delle istituzioni rilevanti; per esempio, che i soggetti non decidono congiuntamente
cosa cacciare (o, per essere pi precisi, non hanno strumenti per vincolare se stessi a
qualsiasi decisione essi possano prendere), che se entrambi partecipano alla caccia al
cervo la preda sar divisa equamente e anche che se uno caccia la lepre, rendendo la
caccia al cervo dellaltro infruttuosa, pu consumare la lepre stessa senza doverla
dividere. Questo pu servire da esempio di come, usando un gioco, si possa
descrivere unistituzione, con le attinenti relazioni di causa ed effetto circa la
tecnologia data.
Tabella 1.8. La caccia al cervo di Rousseau
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |31
Nota: i valori sono i risultati del giocatore Riga; i payoff possono essere
calcolati sapendo che un terzo di un cervo valutato da ogni giocatore
come una lepre.
Comunque, di per s il gioco da solo non chiarisce molto. Dati i payoff, sia
cacciare lepre separatamente che cacciare cervo in modo congiunto sono
convenzioni (si tratta di un Gioco dAssicurazione), cos che senza conoscere niente
delle credenze di ciascun cacciatore in merito alle pi probabili azioni dellaltro non
possiamo essere in grado di prevedere quale tra la caccia alla lepre e la caccia al cervo
la convenzione a rischio. Immaginate ora che linterazione stia nuovamente
avvenendo e che nel periodo precedente entrambi abbiano cacciato la lepre (non
importa quale sia il motivo); uno dei cacciatori in questa interazione invece prende in
considerazione lopportunit di cacciare il cervo. Affinch questo sia di interesse per
il cacciatore (considerando solo i payoff di questo periodo), questi si deve attendere
che anche laltro faccia lo stesso, assegnando una probabilit che ci accada di
almeno 2/3. Nel fare questa stima dovrebbe avere bisogno di conoscere qualcosa
della storia del gruppo di cacciatori e, in particolare, i risultati ottenuti in passato nel
gioco, includendo, se possibile, risultati complessi quali cacciare il cervo il fine
settimana e cacciare lepre nei giorni feriali. Se il cacciatore indeciso non ha questi
elementi per poter assegnare una probabilit maggiore e, quindi, assegna unidentica
probabilit alle due azioni a disposizione dellaltro cacciatore, per lui chiaro che
cacciare congiuntamente il cervo lequilibrio dominante nei payoff e cacciare lepre
lequilibrio rischio dominante. Cos, le mutue aspettative (sia che sorgano da
esperienza storica o da qualsiasi altra fonte) svolgono a loro volta un ruolo
importante nello spiegare perch la caccia alla lepre piuttosto che la caccia al cervo
il risultato che si realizza, avendo fatto lipotesi che essi non hanno modo di
impegnarsi uno nei confronti dellaltro a stringere accordi vincolanti.
Notate anche che alcuni aspetti del gioco presi come dati ed esogeni nel
precedente esempio possono essere spiegati come il risultato di altre istituzioni, cio
di equilibri di sottostanti giochi. La pratica di permettere ai cacciatori di lepre di
consumare la loro preda anche se laltro non ha catturato niente o di dividere il cervo
in parti uguali pu (come vedremo in seguito) essere modellata come il risultato di un
gioco sottostante nel quale questi particolari diritti di propriet sono un equilibrio e
nel quale altri diritti di propriet potrebbero essere ottenuti (dividere la lepre, per
esempio, o che il cervo di colui al quale appartiene la freccia che lo ha colpito).
Anche se la teoria dei giochi spiega molti aspetti importanti delle istituzioni e
del comportamento economico, ci sono comunque serie lacune nel nostro attuale
livello di conoscenza. Primo, mentre molti degli usi che si fanno nelle scienze sociali
della teoria dei giochi concernono giochi 2 x 2 del tipo qui introdotto, in molte
32 | MI CROECONOMI A
interazioni sociali i numeri coinvolti sono molto pi grandi e linsieme delle strategie
molto pi complesso. Lanalisi di giochi con n-persone o giochi con grandi insiemi di
strategia manca della semplicit, trattabilit e trasparenza dei giochi precedenti. I
giochi 2 x 2 prima introdotti possono quindi essere considerati di gran lunga come
metafore di problemi molto pi complessi, spesso indicanti importanti aspetti delle
interazioni, ma vanno poco lontano nel fornire una adeguata analisi. Comunque i
passi per avvicinarsi alla descrizione della realt non devono costare un prezzo
troppo alto n andare a discapito della trattabilit. Le interazioni tra due persone
sono spesso incastonate in interazioni allinterno di popolazioni molto pi grandi,
come nellanalisi del livello della popolazione del Gioco del Falco e della Colomba
presentato nel capitolo 2, nei giochi di scambio nel capitolo 7 e nelle convenzioni
studiate dal capitolo 11 al 13. Ed spesso possibile modellare un insieme complesso
di interazioni come una serie separabile di interazioni tra due o pi persone. Quando
ritorneremo allanalisi dellimpresa, per esempio, questa sar analizzata usando una
interazione tra due persone, il datore di lavoro e il dipendente; usando una distinta
interazione tra due persone, limpresa e listituzione che fornisce prestiti; e usando
una pi ampia interazione fra n soggetti sul mercato competitivo dei beni.
Ma molte delle soluzioni decentralizzate ai problemi di coordinamento basate
sulla ripetizione dei giochi e la reputazione (presentate nel capitolo 7) hanno
sicuramente ampia applicabilit nelle interazioni tra due persone (o con un numero
limitato di persone) rispetto ad interazioni coinvolgenti un grande numero n di
persone che caratterizza molti dei problemi di coordinamento dinteresse. Lesagerata
enfasi posta sui giochi a due persone (dovuta in parte al loro valore pedagogico), i
quali portano a soluzioni in una struttura di gioco ripetuto, pu avere contribuito a
formare lopinione che i fallimenti del coordinamento sono eventi eccezionali
piuttosto che aspetti generici delle interazioni sociali.
10
Il fatto che la teoria dei giochi abbia compiuto meno progressi con le
interazioni non cooperative con n-persone rispetto sia ai giochi cooperativi, sia ai
giochi con due persone, pu difficilmente essere considerata una critica mossa a
questo tipo di approccio, dato che queste difficolt sorgono in quanto la teoria dei
giochi si indirizza intrinsecamente verso aspetti complessi delle interazioni umane dai
10
La pedagogia, non il realismo, deve anche spiegare perch cos tanta attenzione stata data ai giochi
simmetrici. I giochi che le persone reali giocano sono asimmetrici nel senso che i giocatori spesso
vengono (o acquisiscono) etichette che assegnano loro differenti insiemi strategici e payoff: uomini e
donne, insiders e outsiders, datori di lavoro e lavoratori interagiscono tipicamente in modo
asimmetrico. Giochi asimmetrici sono comuni nei modelli di teoria dei giochi relativi al mercato del
lavoro, del credito e altre situazioni nelle quali le istituzioni assegnano agli individui posizioni diverse
per distinguere posizioni strutturali (prenditore di fondi in prestito, concessore di prestiti) con diversi
insiemi strategici. Questi modelli appaiono nel capitolo 2 e dal capitolo 5 fino al capitolo 10.
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |33
quali si astrae in altri approcci. Ci che rende lanalisi delle interazioni tra molti
individui non trattabile lipotesi che essi agiscano strategicamente invece di
prendere le azioni degli altri come date. Quando si pu astrarre dalle azioni
strategiche come nei mercati competitivi dei beni governati da contratti completi e
in cui si ha solo lequilibrio di scambio, ossia il paradigmatico caso Walrasiano - molta
dellanalisi ridotta ad un singolo individuo che interagisce con un dato insieme dei
prezzi, tecnologie e vincoli. Ma, come vedremo, ci sono molte importanti interazioni
mercati del lavoro, mercati del credito, mercati dellinformazione e dei beni con
qualit variabile per i quali questo particolare modo di raggiungere la trattabilit
non intuitivo.
Secondo, i principali concetti di soluzione della teoria dei giochi classica
dominanza (diretta, iterata, e di rischio) ed equilibrio di Nash sono intesi a fornire
gli standard riguardo i ragionevoli modi nei quali il gioco potrebbe essere giocato. Ma
non sono interamente adeguati come guida per prevedere cosa succeder. Oltre il
dilemma del prigioniero, pochi altri giochi hanno equilibri in strategie dominanti (o in
dominanza iterata) e alcuni giochi (in strategia pura) non hanno neanche equilibri di
Nash. La dominanza iterata pu non essere robusta come concetto di soluzione
poich un modo ragionevole di giocare solo se gli altri giocatori hanno lo stesso
modo di intendere il gioco e i suoi payoff, se stanno usando lo stesso concetto di
soluzione e non sono inclini a commettere errori (ipotesi di razionalit comune e
conoscenza comune).
Il concetto di equilibrio di Nash pi robusto: se nostra preoccupazione
trovare una spiegazione ai fenomeni persistenti (piuttosto che a quelli temporanei),
naturale guardare a risultati per i quali vero che nessuno con la capacit di alterarli
tramite le sue azioni da solo non ha alcun interesse a farlo. Cos possiamo dire che un
equilibrio di Nash un risultato per il quale non ci sono fonti endogene di
cambiamento (questa una adeguata definizione per ogni equilibrio). Confinando la
nostra attenzione sugli equilibri di Nash stabili, il concetto diventa considerevolmente
pi utile. Ma come guida per i risultati, anche sotto le ipotesi di razionalit comune e
di conoscenza comune, gli equilibri stabili di Nash sono incompleti per due motivi.
Primo, abbiamo bisogno di sapere come il giocare in modo ragionevole dovrebbe
portare ad un equilibrio di Nash e il perch lesito potrebbe essere stabile. Questo
richiede attenzione su cosa i giocatori fanno in situazioni fuori equilibrio. In alcuni
casi, non ha molto senso pensare che giocare in modo ragionevole dovrebbe portare
ad un equilibrio di Nash. Secondo, molti giochi hanno molti equilibri di Nash, cos il
Nash in s non pu predire i risultati; le informazioni circa le condizioni iniziali pi
unanalisi del comportamento fuori dallequilibrio sono richieste per capire quale tra i
34 | MI CROECONOMI A
molteplici equilibri di Nash si avr. Per questo, sia la contingenza storica che la
dinamica (incluso lapprendimento) sono necessari complementi al concetto di Nash.
Il problema dellindeterminatezza che sorge dalla molteplicit degli equilibri
stato trattato in modi diversi dalla teoria dei giochi classica e dalla teoria dei giochi
evolutiva. La teoria dei giochi classica ha cercato di limitare linsieme dei possibili
risultati tramite restrizioni sui comportamenti dei giocatori basate su sempre pi forti
nozioni di razionalit. Queste restrizioni aggiuntive, chiamate raffinamenti, escludono
equilibri che coinvolgono strategie includenti minacce non credibili (e.g. quelle che non
possono essere risposte ottime ex post difficilmente saranno ), o che non sono
robusti a piccole deviazioni dal giocare la risposta ottima (tremanti) o payoff o che
sono supportate da credenze non corrette quando si fa un uso appropriato di tutte le
informazioni a disposizione (e.g. che non fanno uso di induzione al contrario o
dominanza iterata).
Invece, la teoria dei giochi evolutiva e comportamentale tratta le limitazioni
precedentemente descritte rilassando le ipotesi di conoscenza comune e di razionalit
comune e usando ipotesi fondate sullosservazione empirica (per la maggior parte
sperimentale) del modo in cui le persone reali interagiscono. La teoria dei giochi
evolutiva, per esempio, generalmente assume che gli individui hanno informazione
limitata sulle conseguenze delle loro azioni e che essi aggiornano le loro credenze
tramite metodi di trial-and-error (tentativo ed errore) usando una conoscenza locale
basata sulla recente esperienza passata propria e di altri. Al contrario dei giocatori
molto intelligenti e rivolti al futuro della teoria dei giochi classica, i soggetti della
teoria dei giochi evolutiva sono intellettualmente limitati e rivolti al passato. Poich
c poca evidenza che gli individui siano capaci di (o predisposti a) condurre le
alquanto esigenti operazioni cognitive che abitudinariamente sono ipotizzate dalla
teoria dei giochi classica, proceder (nei capitoli 2 e 3) a sviluppare un insieme di
ipotesi maggiormente in linea con la conoscenza empirica. Una seconda ragione per
mettere in dubbio lapproccio classico che pensare che lindeterminatezza tra
equilibri possa essere risolta dalla teoria dei giochi stessa, senza far riferimento alla
storia particolare dei giocatori appare un errore. Accogliere piuttosto che tentare di
circoscrivere il fatto che i risultati sociali sono influenzati dal recente passato che la
storia conta attesta una necessaria insufficienza della teoria, non la sua debolezza.
Un terzo motivo di dubbio riguardo alluso della teoria dei giochi come
fondamento dellanalisi delle istituzioni e del comportamento economico il suo
scopo limitato. La societ non ben modellata come gioco singolo o come un gioco
con una struttura immodificabile. Un approccio ai giochi che potrebbe essere
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |35
adeguato per capire la societ dovrebbe prendere in considerazione le seguenti
caratteristiche. I giochi sono sovrapposti: le persone regolarmente partecipano a molti e
differenti tipi di interazione sociale che vanno dalle imprese, ai mercati, alla famiglia,
alle relazioni tra stato e cittadini, associazioni di quartiere, squadre di calcio e cos via.
I mercati del credito sono spesso legati ai mercati del lavoro e dei terreni, per
esempio, e accordi sui prestiti che non si possono concludere nel mercato del credito
considerato di per s possono essere possibili quando colui che prende a prestito
lavora per colui che d a prestito, o laffittuario della sua terra ed in entrambi i casi
pu essere buttato fuori nel caso sia inadempiente. Il carattere di sovrapposizione dei
giochi anche importante perch la struttura di un gioco insegna ai giocatori ed
incide sulla direzione dellevoluzione culturale, influenzando non solo il modo in cui
essi giocano il gioco nei periodi successivi ma quello in cui essi giocano gli altri giochi
nei quali sono coinvolti. I cittadini che dispongono di libert individuali ben definite
e diritti democratici nelle loro relazioni con il governo possono, per esempio, cercare
di invocarli sul posto di lavoro. I giochi, in altre parole, sono costitutivi delle preferenze
dei giocatori. In pi, non solo i giocatori si evolvono; anche le regole fanno lo stesso.
I giochi sono cio ricorsivi nel senso che tra i risultati di alcuni giochi ci sono cambi
nelle regole dello stesso o di altri giochi. Nelle pagine che seguono introdurr giochi
sovrapposti e asimmetrici nellanalisi delle imprese, dei mercati del credito, dei rapporti di
impiego e struttura di classe. Giochi costitutivi e ricorsivi saranno usati per analizzare la
co- evoluzione delle preferenze e delle istituzioni.
CONCLUSIONI
Perch, allora, i contadini di Palanpur rimangono poveri, coltivando tardi e
sostenendo i costi del fallimento del coordinamento che sembra limitare le loro
opportunit economiche? Perch i canali rimangono non drenati e i cervi girano nella
foresta indisturbati? La lunga persistenza di risultati Pareto-inferiori un puzzle che
rappresenta una immensa sfida intellettuale e di importanza pratica.
Numerosi possibili impedimenti alla soluzione dei problemi di coordinamento
sono stati menzionati (ritorner su di essi nei prossimi capitoli). Fallimenti del
coordinamento che sono rapidamente evitati quando linterazione riguarda due
individui, possono porre ostacoli insormontabili se centinaia o migliaia di individui
interagiscono tra loro cos come Hume puntualizza nel suo commento sulla difficolt
di assicurare il drenaggio del prato. La sottostante interazione pu essere tale che la
strategia dominante sia non cooperare (come nel dilemma del prigioniero). A causa
dellinformazione non verificabile o per altre ragioni, pu non esserci modo di
36 | MI CROECONOMI A
trasformare il gioco per rimuovere questostacolo. Cambiamenti nelle regole del
gioco necessari ad evitare un particolare fallimento del coordinamento possono
trovare resistenze dovute al limitato campo dintervento delle istituzioni e alla paura
della perdita che possono subire alcuni giocatori per effetto di cambiamenti
istituzionali in qualche altro gioco. Anche se un equilibrio dominante nei payoff esiste,
questo pu non ottenersi perch qualche altro equilibrio rischio dominante e non
c modo di coordinare le aspettative. Se, come spesso il caso, non pu essere
assicurata una divisione accettabile dei guadagni, coloro che sono coinvolti
preferiscono la non cooperazione alla cooperazione. Infine, laddove il grado di
interesse comune limitato (rispetto al grado di conflitto), i guadagni della mutua
cooperazione possono essere insufficienti a giustificare il rischio o il costo di
assicurare le condizioni per implementare la cooperazione.
In passato era ampiamente condivisa lidea che lintervento governativo
avrebbe potuto attenuare rapidamente i fallimenti del coordinamento pi gravi. Ma
pochi oggi condividerebbero lottimismo di Hume, espresso nella frase
immediatamente successiva al passaggio citato nellepigrafe: La societ politica
[intendendo il governo] facilmente rimedia [] questi inconvenienti (Hume,
1967:304). Ci sono persone, scrive Hume, che noi chiamiamo [] i nostri
governatori e governanti, i quali non hanno nessun interesse per alcun atto di
ingiustizia [] e hanno un interesse immediato [] nel sostenere la societ (pp.
302-3). Tra le ragioni del nostro moderno scetticismo circa il fatto che la societ
politica facilmente rimedia questi inconvenienti il fatto di aver realizzato che le
istituzioni e le politiche non sono semplicemente strumenti pronti ad essere impiegati
dai buoni servitori pubblici di Hume. Piuttosto, esse sono prodotte dallevoluzione e
dalla progettazione e sono esse stesse soggette alle stesse specie di fallimenti del
coordinamento introdotte in precedenza.
Nelle pagine precedenti ho identificato un certo numero di risultati Pareto-
inferiori come equilibri di Nash. Comprendere i sottostanti fallimenti del
coordinamento, gli impedimenti alla loro soluzione, e come essi possano essere
superati richiede il comprendere perch gli individui effettuano le azioni che
implementano e sostengono equilibri di Nash inefficienti per lunghi periodi di
tempo. Per rispondere a queste domande abbiamo bisogno di capire come sia i
comportamenti individuali, sia le istituzioni sociali evolvono nel tempo. Nel capitolo
2 introdurremo gli strumenti dei modelli evolutivi per rispondere a questi problemi.
I NTERAZI ONI SOCI ALI E SCHEMA I STI TUZI ONALE |37
Riferimenti bibliografici
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Oxford University Press.
II
ORDINE SPONTANEO: LAUTO-ORGANIZZAZIONE
DELLA VITA ECONOMICA
Tali furono i Doni di quello Stato;
I loro crimini cospiravano per renderli Grandi;
Pertanto ogni singola Parte era piena di Vizio;
Tuttavia lintera Massa, un Paradiso;
La peggiore di tutte le Moltitudini
Fece Qualcosa per il Bene Comune
- Bernard Mandeville, The Fable of the Bees, or Private Vices, Publick
Benefits (1705)
Osservo che sar nel mio interesse lasciare un altro nel possesso dei suoi beni,
a patto che egli agisca allo stesso modo nei miei riguardi [] E questa pu
essere propriamente chiamata convenzione [] La stabilit del possesso []
sorge gradualmente, acquisisce forza attraverso un lento progresso, e tramite la
nostra esperienza ripetuta dello svantaggio nel trasgredirla [] Similmente, le
lingue sono gradualmente fissate mediante convenzioni umane senza nessuna
promessa. Allo stesso modo oro e argento diventano misure comuni di scambio.
- David Hume, A Treatise of Human Nature, Volume II (1739)
!
Nel Milwaukee, a Los Angeles e Cincinnati, oltre la met dei residenti bianchi
ha affermato che avrebbe preferito vivere in un quartiere in cui il 20 per cento o pi
dei co-residenti fosse Afro-Americano (uno su cinque preferirebbe un ugual numero
di entrambi; Clark 1991). Pochi vivono in quartieri integrati; le loro preferenze si
manifestavano nel corso di cause concernenti la segregazione abitativa in queste e in
altre citt. (La maggior parte degli Afro-Americani preferiva quartieri equamente
distribuiti.)
Gli intervistati, naturalmente, possono aver travisato le proprie preferenze, ma
quelli che cercavano sinceramente quartieri integrati, sarebbero stati delusi. Il
mercato immobiliare in queste citt forniva pochi quartieri misti del tipo Bianco-Afro
Americano, pur se apparentemente richiesti. A Los Angeles, per esempio, tutti i
bianchi (pi del 90 per cento) vivono in quartieri con meno del 10 per cento di
2 | MI CROECONOMI A
residenti di colore, mentre il 70 per cento degli abitanti di colore vive in quartieri con
meno del 20 per cento di bianchi (Mare e Bruch, 2001). Perch il risultato aggregato
appare opposto alla distribuzione delle preferenze?
Si immagini la sorpresa se unindagine riportasse che una persona su cinque
desidera una piscina dietro casa e sarebbe disposta a pagarne il costo; sarebbero
ancora in pochi a possedere una piscina? Perch la capacit di pagare concede loro
una piscina e non un quartiere integrato?
Una delle grandi sfide delle scienze sociali il comprendere come gli esiti
aggregati siano spesso differenti dai fini individuali, alcune volte migliori (come
suggeriscono Bernard Mandeville nellepigrafe precedente e Adam Smith, citato nel
capitolo 6) ma a volte peggiori, come potrebbe sospettare una famiglia americana in
cerca di un quartiere multi-razziale.
Gli economisti sono specializzati nello studio delle conseguenze involontarie e,
a partire da Bernard Mandeville e David Hume, hanno studiato il modo in cui le
azioni di molti, che agiscono nel proprio interesse, producono risultati aggregati non
programmati. Molti modelli complessi che si occupano di questo processo
rappresentano uno dei contributi caratteristici delleconomia. Inoltre, pi importante
dei modelli stessi la percezione che nessuna relazione evidente leghi le motivazioni
delle persone coinvolte in uninterazione e le propriet normative dei risultati
aggregati che derivano dalle interazioni stesse. Le cos dette argomentazioni della
mano invisibile mostrano come lalchimia di buone istituzioni pu trasformare
stimoli iniziali in risultati di valore, cos che, come nella favola della api di
Mandeville, la peggiore di tutte le moltitudini fece qualcosa per il bene comune.
Questo ci riporta indietro al problema classico degli economisti, comprendere
le regole. Anche le giuste istituzioni, per la maggior parte, non sono progettate a
livello costituzionale. Al contrario, particolari diritti di propriet e altre forme di
governo economico devono la loro esistenza e funzionamento alle conseguenze di
azioni path-dependent, spesso non coordinate, rischiose, eseguite da una moltitudine di
attori nel corso di un lungo periodo di tempo. Si possono citare come esempi
lemergere e il persistere di regole consuetudinarie ed altri aspetti dei diritti di
propriet (come lequa ripartizione delle quote di raccolto e la regola per la quale chi
trova qualcosa pu appropriarsene), le norme che disciplinano gli scambi di mercato,
e luso convenzionale di pronomi come espressione di rispetto o solidariet.
Questo capitolo si propone di dare risposta a questo interrogativo: come possono
evolvere, in assenza di un progetto volontario, strutture persistenti di interazione in popolazioni
ORDI NE SPONTANEO |3
numerose? Questa non rappresenta altro che una formulazione moderna dellantico
interrogativo sullevoluzione istituzionale: Che cosa spiega lemergere, il diffondersi e
la scomparsa delle regole sociali?
Gli economisti classici erano egualmente interessati al modo in cui si formano
le regole e alla loro comprensione. Frederick Hayek, il cui approccio a volte viene
definito la teoria dellordine spontaneo o lauto-organizzazione della societ,
rappresenta un moderno ed importante esponente della corrente evolutiva introdotta
da Hume e Smith. In contrasto con lapproccio costituzionale, che presuppone un
pianificatore sociale benevolente o altri attori che agiscano per ottenere risultati
aggregati ottimali dal punto di vista sociale, nei modelli evolutivi nessun attore ha
preferenze definite sui risultati aggregati. Le due correnti - costituzionale ed
evolutiva - schierano tecniche analitiche diverse e metafore distinte. La dottrina delle
istituzioni programmate rappresenta le regole sociali come dispositivi, traenti
origine dallimmaginazione umana, valutati secondo la loro capacit di risolvere
problemi ed implementati nel caso in cui soddisfino un test di efficacia. I metodi
analitici standard di questapproccio sono la classica teoria dei giochi cooperativi e
non cooperativi. Queste tecniche sono usate non solo dagli economisti ma anche da
filosofi come Robert Nozick, John Rawls e David Gauthier.
La dottrina dellordine spontaneo vede, al contrario, le istituzioni come
linguaggi: levoluzione delle regole sociali, come lacquisizione di un accento, il
prodotto di innumerevoli interazioni, le cui conseguenze sono spesso involontarie. Le
istituzioni quindi evolvono per tentativi ed errori, sviluppandosi, come una volta
Marx disse, allinsaputa dei partecipanti. Il titolo del famoso libro di Richard Dawkins
paragona i processi evolutivi ad un Orologiaio Cieco. Le metafore di Dawkins o Marx
affermano, per, solo cosa questo processo non , e non chiariscono cosa esso sia in
realt.
La tecnica analitica scelta per questo approccio, la teoria dei giochi evolutiva,
rappresenta un metodo per fare chiarezza su questo processo. Inizieremo con
lintrodurre la struttura base del ragionamento evolutivo. In secondo luogo, con
laiuto di un esempio la segregazione abitativa illustreremo alcuni strumenti usati
dai modelli evolutivi.
In seguito, presenteremo un modello formale del processo di riproduzione
differenziale, il modello dinamico del replicatore. I concetti di stabilit evolutiva, che
verranno introdotti, forniscono un fondamento comportamentale al concetto di
equilibrio di Nash. Per illustrare come questi strumenti analitici possono essere usati
per studiare le istituzioni economiche, useremo unestensione del gioco Falco-
4 | MI CROECONOMI A
Colomba per modellare levoluzione dei diritti di propriet. Infine, termineremo con
una valutazione critica dellapproccio evolutivo.
SCIENZA SOCI ALE EVOLUTI VA
Studiamo il comportamento individuale principalmente per comprendere i
risultati aggregati. Il nostro interesse non si concentra sul perch una determinata
persona senza lavoro, ma sul tasso di disoccupazione, non quanto sia scrupoloso un
individuo nel pagare le tasse bens la distribuzione della propensione a pagare le tasse
nella popolazione. Comprendere le preferenze e le credenze individuali, e il modo in
cui le istituzioni organizzano i vincoli che gli individui affrontano, permette la
previsione del comportamento individuale. Per spiegare i risultati aggregati, tuttavia,
non possibile semplicemente sommare i comportamenti individuali previsti. Le
azioni intraprese da ciascun individuo, tipicamente, influiscono sui vincoli, sulle
credenze o sulle preferenze degli altri. Per poter tenere conto di questi effetti di
reazione bisogna utilizzare modelli (population-level) che collegano le azioni individuali
a risultati per la popolazione intera.
Lapproccio population-level maggiormente sviluppato nelle scienze sociali il
modello generale di equilibrio economico concorrenziale, perfezionato a met
dellultimo secolo da Kenneth Arrow, Gerard Debreu, Tjalling Koopmans, e altri.
Con assunzioni piuttosto restrittive, questo modello aggrega le azioni individuali di
produttori e consumatori, un vettore ampio di prezzi, output e lallocazione di risorse
per usi alternativi. Il modello di equilibrio generale prepara lo scenario per il Teorema
Fondamentale dellEconomia del Benessere (citato nel capitolo 1 ed approfondito nel
capitolo 6). Versioni semplificate di questo modello hanno richiamato numerose
applicazioni in economia e nelle scienze sociali in genere, nelle quali sono state
trovate analogie allequilibrio economico competitivo, nella competizione elettorale,
nel mercato matrimoniale, e simili. Nellintroduzione, abbiamo menzionato i limiti
del modello e ritorneremo su questo argomento, brevemente, nelle pagine che
seguono, specialmente dal capitolo 6 al 10.
Allinfuori del modello di equilibrio generale Walrasiano, la sola classe
pienamente sviluppata di modelli population-level quella che descrive le dinamiche
evolutive dei sistemi biologici sulla base dellinfluenza congiunta di casualit, eredit,
e selezione naturale. La similitudine tra questi due approcci (quello economico e
quello biologico) sorprendente: entrambi modellano sistemi di competizione in cui
proliferano le consuetudini o i progetti a cui corrispondono payoff pi elevati.
Nemmeno questo deve sorprenderci: Charles Darwin (1809-1882) ebbe lidea della
selezione naturale, nel 1838, durante la lettura delleconomista classico Thomas
ORDI NE SPONTANEO |5
Malthus (1766-1834). La stretta associazione dei due approcci preannuncia anche
questo; la prima precisa trattazione di una dinamica evolutiva in un modello biologico
di cui siamo a conoscenza ( un modello predatore-preda del tipo reso famoso da
Alfred Lotka [1880-1949] e Vito Volterra [1860-1940]) fu pubblicata appena dieci
anni dopo La ricchezza delle nazioni, da Joseph Townsend (1971) nella sua Una
Dissertazione sulle Leggi per i Poveri da parte di Uno che desidera il bene
dellUmanit .
I modelli biologici per differiscono da quelli economici per alcuni particolari
importanti. I biologi impiegano i concetti di equilibrio in maniera simile agli
economisti, ma prestano maggior attenzione al modellare esplicitamente i processi
dinamici che governano la distribuzione dei caratteri in una popolazione. Questo
compito facilitato dal fatto che dispongono di un modello del processo di
innovazione ereditabile basato sulla mutazione e sulla ricombinazione.
Leconomia, diversamente, non ha in genere accettato la teoria dellinnovazione
a dispetto del diffuso riconoscimento della sua importanza. Le applicazioni del
modello biologico allevoluzione umana hanno prodotto importanti risultati. Queste,
per, trascurano la capacit, che gli esseri umani hanno, di produrre cambiamenti
intenzionalmente, spesso attraverso azioni collettive; e questo non pu essere
semplicemente spiegato dalla casualit. (Affronteremo questo argomento nel capitolo
12.)
Inoltre, nellapproccio economico lottimizzazione un postulato
comportamentale, mentre esso rappresenta necessariamente un espediente (un as if )
nei modelli biologici, dove il lavoro di ottimizzazione messo in pratica dal processo
di competizione e selezione piuttosto che mediante la consapevole scelta di strategie
ad opera dei membri individuali di una specie.
Pertanto, se i modelli economici esigono troppo dalle capacit cognitive
umane, i modelli biologici applicati agli esseri umani domandano troppo poco. Negli
ultimi anni, antropologi, biologi, economisti e altri hanno adattato i modelli biologici
allo studio delle popolazioni umane nelle quali i caratteri possono essere trasmessi sia
mediante il processo di apprendimento sia geneticamente.
Un primo indirizzo di questa letteratura ha sviluppato modelli di evoluzione
culturale modificando i modelli biologici per tenere conto delle particolari capacit
umane, specialmente labilit di imparare dalla propria e dallaltrui esperienza, e la
capacit di aggiornare le strategie alla luce delle informazioni ottenute.
6 | MI CROECONOMI A
Un secondo indirizzo, la teoria dei giochi evolutiva, ha modificato la teoria dei
giochi classica per tenere conto delle nostre capacit cognitive limitate, assumendo
che gli agenti aggiornano i loro comportamenti basandosi su informazioni locali non
perfette. Le due correnti, la teoria dellevoluzione culturale e la teoria dei giochi
evolutiva, hanno perfezionato due differenti punti di partenza, accrescendo il livello
di capacit cognitiva assunto nel primo caso, riducendolo nel secondo.
Entrambe le teorie descrivono linterazione di agenti adattivi, tralasciando sia gli
agenti ad intelligenza zero dei modelli biologici standard sia quelli ad elevata
conoscenza dei modelli di teoria dei giochi. Gli agenti adattivi adottano
comportamenti nello stesso modo in cui si adotta un accento o si parla una
particolare lingua. Le decisioni basate sulla previsione dei payoff ottenibili non sono
completamente assenti (ad esempio coloro i quali aspirano ad elevarsi socialmente
adotteranno accenti aristocratici), ma lottimizzazione consapevole non basta a
spiegare tutto.
La risposta alla domanda perch parli in questo modo? generalmente
perch sono nato dove la gente parla in questo modo non ho considerato tutti i
modi di parlare e ho deciso che la mia utilit sarebbe stata massimizzata parlando in
questo modo. Questo significa che gli individui sono depositari di regole
comportamentali. Lanalisi volta ad osservare il successo o il fallimento di queste
regole comportamentali, intendendo per successo la loro diffusione in una
popolazione, e per fallimento lessere confinate in una nicchia pi ristretta o
leliminazione.
I protagonisti della dinamica sociale non sono gli individui, bens le regole
comportamentali: il modo in cui esse si muovono assume una rilevanza principale;
cosa gli individui fanno , inoltre, importante alla luce del fatto che le azioni individuali
contribuiscono al successo o al fallimento delle regole comportamentali.
Altre caratteristiche particolari dellapproccio evolutivo includono il modo in
cui vengono modellate la casualit, la riproduzione differenziale, le dinamiche fuori
dallequilibrio e la struttura della popolazione.
Il caso gioca un ruolo centrale nelle dinamiche evolutive, anche quando gli
eventi stocastici sono piccoli o non frequenti. Gli eventi casuali possono prendere la
forma di cambiamenti ereditabili (mutazioni). Il caso pu essere introdotto anche
come innovazione comportamentale che (come la mutazione) non una risposta
ottima. A differenza delle mutazioni, le innovazioni comportamentali non sono
trasmissibili geneticamente. Possono, invece, essere passate alla generazione
ORDI NE SPONTANEO |7
successiva e copiate da altri attraverso una trasmissione culturale, cio, attraverso un
processo di apprendimento di agenti adattivi. Un altro modo in cui il caso influisce
sulle dinamiche evolutive il cos detto matching noise (disturbo derivante
dallappaiamento casuale).
Quando un piccolo numero di individui, in una popolazione eterogenea, viene
accoppiato in modo casuale, la distribuzione di tipi con cui si accoppiati, realizzata
in un determinato periodo di tempo, pu differire significativamente dalla
distribuzione attesa. La differenza tra la distribuzione realizzata e quella attesa riflette
un disturbo di abbinamento e pu avere effetti sostanziali. Nessuno pu dubitare
che gli eventi casuali abbiano unincidenza: i cambiamenti esogeni nei gusti o nelle
tecnologie modificano il prezzo e la quantit di equilibrio nel modello standard di
statica comparata di un equilibrio di mercato. In cosa i modelli evolutivi sono diversi?
In primo luogo, le mutazioni, le innovazioni comportamentali e i disturbi di
abbinamento sono differenti in quanto queste fonti di eventi stocastici risultano
essere endogene ai modelli evolutivi.
In secondo luogo, in presenza di rendimenti di scala crescenti, eventi casuali di
piccola portata spesso hanno effetti ampi e persistenti a causa delle reazioni positive
che essi provocano, piuttosto che essere neutralizzati da reazioni negative. Si pu
credere che gli eventi casuali introducano il disturbo nei modelli evolutivi e che ci
influisca solo sulla velocit del cambiamento o sulla presenza di stati di equilibrio
esatti oppure di stati in un intorno dellequilibrio. Questo non assolutamente ci
che accade: spesso la casualit influisce sulla direzione (non solo sulla velocit) del
cambiamento evolutivo e spesso ci permette di dire di pi (piuttosto che meno) sul
probabile risultato. (Esempi di questo genere vengono trattati di seguito e nei capitoli
5 e 12).
Il caso e linnovazione intenzionale non sono per sufficienti per comprendere
levoluzione dei comportamenti e delle istituzioni umane. Queste fonti di
cambiamento combinate con la seconda caratteristica dellapproccio evolutivo la
replicazione differenziale (talvolta chiamata selezione) dirigono i processi evolutivi.
Lidea principale che le caratteristiche istituzionali e comportamentali degli
individui e delle societ che noi comunemente osserviamo sono state copiate e
diffuse cio replicate mentre regole, credenze e preferenze alternative a queste si
sono estinte (o sono state replicate solo in nicchie marginali). Come mostreremo a
breve, la replicazione differenziale pu assumere molte forme, che possono essere
distinte in genetiche e culturali. La distribuzione dei comportamenti che sono
8 | MI CROECONOMI A
influenzati da geni pu cambiare a causa della proliferazione di alcuni genotipi
piuttosto che di altri. La distribuzione dei genotipi cambia nel tempo a causa di eventi
casuali (deviazione) e a causa della selezione naturale. In questi modelli, i payoff
misurano il successo riproduttivo dei fenotipi associati, in altre parole, la fitness
1
.
Ignorare i dettagli delleredit genetica e della relazione tra genotipo e fenotipo,
trattare un comportamento come se esso fosse lespressione fenotipica di un singolo
gene e studiare le determinanti del successo riproduttivo di quel gene semplifica e
non induce necessariamente in errore. (Ne vedremo un esempio nel gioco del Falco e
della Colomba). La correlazione tra geni e comportamenti , tuttavia, per la maggior
parte, sconosciuta e certamente contiene poche se non nessuna delle semplici
corrispondenze gene-comportamento assunte da questo metodo.
I caratteri culturali si riferiscono a comportamenti che sono acquisiti piuttosto
che trasmessi geneticamente dai genitori. Lapprendimento familiare definito
trasmissione culturale verticale mentre lapprendimento scolastico o derivante da
appartenenti alla generazione dei genitori detto trasmissione obliqua. Imparare da
membri di un gruppo della propria generazione detto trasmissione orizzontale.
Il concetto analogo alla fitness differenziale nei modelli di evoluzione culturale
il tasso al quale la gente abbandona un comportamento in favore di un altro. Questo
processo di riproduzione differenziale, come leredit genetica, difficile da
comprendere, ma implica la tendenza ad adottare un dato comportamento per via di
una o pi delle seguenti ragioni: poich comune in un determinato luogo
(conformismo, mimesi), poich nella propria esperienza passata esso ha prodotto payoff
maggiori rispetto ad altri comportamenti (apprendimento rinforzato), o poich il
comportamento massimizza i payoff attesi, date le credenze individuali sulla
distribuzione dei comportamenti altrui nella popolazione (aggiornamento delle risposte
ottime).
Per la semplicit e la versatilit della sua trattazione la trasmissione culturale
sar qui modellata utilizzando laggiornamento delle risposte ottime combinato con il
conformismo. I processi di evoluzione genetica e culturale sono influenzati
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
1
Quando due o pi assortimenti di caratteri ereditari conferiscono ai rispettivi organismi un diverso
successo riproduttivo, allora si dice che presentano una fitness diversa. Si tratta di un termine che pu
essere tradotto come idoneit. La fitness si misura per mezzo del successo riproduttivo, cio dal
numero medio dei figli in grado, a loro volta, di riprodursi. Il numero di figli, da solo, non rilevante
in questo contesto. Poich nessun individuo identico a un altro, anche il suo valore di fitness sar
diverso da quello dei propri simili. Detto in altri termini, nellambito di una specie ogni individuo
dotato di capacit riproduttive legate al particolare genotipo di cui portatore. I processi ereditari
non sono, quindi, perfetti proprio perch caratteri diversi conferiscono fitness diverse agli
organismi.(Ndt)
ORDI NE SPONTANEO |9
fortemente dalla struttura sociale - assortimento, modelli di residenza, migrazione, e
simili. Questi, e molti altri aspetti della struttura sociale, si basano su comportamenti
acquisiti. Per questo motivo, la distribuzione di caratteristiche trasmesse
culturalmente in una popolazione pu influenzare levoluzione genetica. Questo,
assieme al processo inverso per il quale le distribuzioni genetiche influenzano
levoluzione culturale sono definiti processi evolutivi gene-cultura (un esempio
presente nel capitolo13).
I cambiamenti genetici e culturali si influenzano vicendevolmente, ma la
velocit dei cambiamenti culturali di gran lunga maggiore di quella genetica. I
cambiamenti nella distribuzione genetica avvengono con il passare delle generazioni e
in risposta a rari eventi casuali, mentre lapprendimento culturale pu avvenire
sottoforma di unepidemica diffusione di comportamenti, come accaduto con la
proliferazione delluso generale dei pronomi informali in molte lingue europee
durante il corso di una sola decade, gli anni 60.
Il processo di riproduzione differenziale, sia esso culturale o genetico,
sviluppato mediante luso delle equazioni del replicatore che descrivono una dinamica
riproduttiva. Una dinamica riproduttiva fornisce unanalisi alternativa alla statica
comparata e ad altri approcci in cui il tempo non modellato esplicitamente. Questo
approccio fornisce una panoramica completa dei movimenti delle frequenze della
popolazione fuori dallequilibrio. Si basa su assunzioni empiricamente plausibili sulle
capacit cognitive e sui comportamenti individuali e su una rappresentazione dei
dettagli delle interazioni sociali (chi incontra chi, per fare cosa, con quali payoff, con
quale informazione, e simili). Una terza caratteristica degli approcci evolutivi, quindi,
lo studio delle dinamiche fuori dallequilibrio.
Lanalisi esplicita della dinamica evolutiva comporta due vantaggi. Primo, si
possono scoprire quelli che noi definiamo equilibri irrilevanti per levoluzione. Le
dinamiche esplicite illuminano la relazione tra i concetti di soluzione del capitolo
precedente lequilibrio di Nash e la dominanza e la pi completa e robusta
nozione di stabilit evolutiva. Vedremo (qui, nel capitolo 6, e specialmente nel
capitolo 12) che, quando si tiene conto dei processi evolutivi, utilizzando particolari
modelli di replicazione differenziale, alcuni equilibri di Nash possono divenire
irrilevanti rispetto al comportamento reale della societ.
Un secondo vantaggio che deriva dal modellare esplicitamente i processi
dinamici lesistenza di stati di non equilibrio di sostanziale importanza per il
funzionamento delle economie reali. Illustreremo con un esempio pratico questo
concetto in quanto la precedente affermazione sfida un principio base del pensiero
10 | MI CROECONOMI A
economico comune. Molti mercati mostrano una coesistenza di lunga data di quelli
che sono comunemente definiti vincitori e perdenti, contrariamente a ci che ci
aspetteremmo di osservare se le economie fossero in equilibrio. Tra le imprese che
producevano lo stesso prodotto e che vendevano agli stessi consumatori
nellindustria metallurgica degli Stati Uniti nei primi anni Novanta, per esempio, le
imprese pi produttive lo erano ben oltre tre volte di pi delle minori, con il
settantacinquesimo percentile pari a circa due volte il venticinquesimo (Luria 1996).
Nellindustria elettronica indonesiana una parte del fortemente competitivo
mercato globale i dati degli ultimi anni 90 mostrano che le imprese nel
settantacinquesimo percentile erano otto volte pi competitive delle imprese
posizionate nel venticinquesimo (Hallward-Driemeier, Iorossi e Sokoloff 2001).
Naturalmente, il caso indonesiano estremo, alcune di queste differenze sono solo
disturbi statistici, e le imprese ad alto rendimento si espanderanno e quelle a basso
rendimento usciranno dallindustria. Tuttavia, il processo di selezione sembra
sufficientemente debole, anche in queste industrie molto competitive, da far dubitare
dellassunzione che tutte le imprese operino sulla frontiera delle possibilit
produttive. Il raggiungimento istantaneo dellequilibrio ancor meno probabile da
osservare in ambienti in cui lentrata e luscita sono pi limitate, ambienti in cui i
soggetti in questione non sono specialisti nel fabbricare denaro ma semplicemente
individui che affrontano la vita. Non considerare gli stati di non equilibrio sulla base
del fatto che essi sono solo passeggeri generalmente poco utile. Continuando con
lesempio sopra citato, un significativo contributo alla fine dellet delloro di rapida
crescita produttiva nelleconomia statunitense, successivo alla seconda guerra
mondiale, fu offerto dalla riduzione del tasso al quale le imprese a bassa produttivit
venivano tagliate fuori dal mercato (Bowles, Gordon, e Weisskopf, 1983). Lelevato
tasso di crescita produttiva nelleconomia svedese durante il terzo quarto del secolo
passato fu in parte dovuto allo spostamento del lavoro e di altre risorse dalle imprese
a bassa produttivit a quelle ad alta produttivit e il conseguente fallimento delle
imprese a basso rendimento, indotto da una politica di pareggiamento dei salari
(Hibbs, 2000).
Sebbene illuminante su queste questioni di politica e su altro, lanalisi delle
dinamiche fuori dallequilibrio considerevolmente pi esigente dellapproccio
convenzionale di statica comparata. I comportamenti medi di lungo termine delle
variabili di interesse possono per essere spesso studiati analiticamente o simulati,
producendo spesso risultati abbastanza robusti. Ne sono forniti esempi nei capitoli
11 e 13.
Una quarta idea caratteristica nei modelli evolutivi che le popolazioni sono
ORDI NE SPONTANEO |11
strutturate gerarchicamente, e la riproduzione differenziale pu agire su pi di un livello. Individui
interagiscono con individui, ma gli individui costituiscono anche gruppi (ad esempio,
famiglie, imprese) e altre entit di ordine superiore (nazioni, gruppi etnici), e anche
questi gruppi multi-individuali interagiscono.
Gli individui a loro volta sono un raggruppamento di cellule che interagiscono.
Questo significa che il processo di riproduzione differenziale avviene a molti livelli:
allinterno degli individui, tra individui, tra gruppi e cos via. Allinterno di
unimpresa, ad esempio, differenti comportamenti (lavorare sodo o non sforzarsi
affatto) possono essere replicati o abbandonati dagli individui. Tra imprese, le
strutture organizzative delle pi profittevoli saranno replicate mentre, al contrario, le
meno profittevoli falliranno. Ne deduciamo che le caratteristiche individuali come le
preferenze o credenze possono essere o meno replicate; ma le istituzioni e altre
caratteristiche di gruppo delle imprese, comunit etniche, o nazioni sono anche esse
soggette alla riproduzione differenziale. Una teoria adeguata deve essere in grado di
far luce sia sul processo mediante il quale una struttura di gruppo emerge in una
popolazione di individui, sia sul come i confini tra le entit di alto livello siano
mantenuti e come essi svaniscano. Il lavoro simultaneo di replicazione a pi di un
livello, detto selezione multi-livello (o selezione di gruppo), produce il cos detto
processo co-evolutivo che governa le traiettorie dinamiche delle caratteristiche sia
individuali che di gruppo. (Un esempio della co-evoluzione delle preferenze
individuali e delle strutture di gruppo fornito nel capitolo 13.)
La tabella 2.1 riassume la molteplicit dei processi introdotti in precedenza,
distinguendo tra i replicatori (caratteri copiati) e i livelli di selezione (le unit tra le quali
ha luogo la competizione implicita per il successo nella riproduzione). Un replicatore
qualcosa che viene copiato; i geni sono replicatori, come lo sono le preferenze
individuali, le credenze, le consuetudini di gruppo e altre istituzioni.
Tabella 2.1. Alcuni processi alla base dellevoluzione comportamentale
Livello di selezione
Replicatore Individuo Gruppi di individui
Comportamenti appresi Apprendimento sociale
( conformismo, apprendimento
per rinforzo, risposta ottima )
Emulazione di consuetudini
appartenenti ad altri gruppi,
assimilazione culturale di
gruppi fallimentari
Geni Successo riproduttivo
differenziale, deriva (drift)
Estinzione biologica di gruppi
fallimentari, fitness ridotta di
popolazioni sottomesse
12 | MI CROECONOMI A
!
Spiegare i comportamenti e le istituzioni riferendosi alla riproduzione
differenziale pu sembrare unovvia tautologia. La replicazione differenziale un
sistema contabile estremamente utile per verificare la logica di un argomento
complesso ma anche una struttura analitica che offre intuizioni difficilmente
ottenibili da altre prospettive. Naturalmente, per sostanziare questa affermazione sar
necessario un resoconto del processo di replicazione stesso, sia esso la
regolamentazione della sopravvivenza o della fine delle imprese con diverse strutture
organizzative, ladattamento biologico differenziale o lemulazione culturale di
individui con modelli comportamentali differenti, la diffusione o la fine di istituzioni
della societ attraverso il processo di conflitto allinterno dei gruppi o qualche altro
processo di selezione. Un esempio chiarir alcune delle diverse caratteristiche
dellapproccio evolutivo.
LA SEGREGAZIONE ABI TATI VA: UN PROCESSO EVOLUTI VO
Come pu uno studioso di scienze sociali spiegare la coesistenza di preferenze
per quartieri multirazziali con levidenza empirica che solo pochi quartieri sono in
realt integrati? Introdurremo un esempio che illustra alcuni risultati caratteristici dei
modelli evolutivi: equilibri multipli e dipendenza storica (path dependency) dei risultati, il
modello di omogeneit locale e eterogeneit globale e la persistenza di lungo termine di risultati
Pareto-Inferiori.
Consideriamo un singolo quartiere (uno di tanti) nel quale tutte le unit
abitative sono egualmente desiderabili da tutti i membri della popolazione. Le
preferenze di ogni individuo dipendono solo dalla composizione razziale del
quartiere. In questo quartiere e nella popolazione circostante i verdi preferiscono
vivere in un quartiere misto in cui essi sono pi numerosi dei blu per una piccola
frazione, e i blu non preferiscono la segregazione ma non vorrebbero essere
superati in numero dai verdi. Rappresenteremo queste preferenze mediante i prezzi
p
g
e p
b
, che i verdi e i blu, rispettivamente, sono disposti a pagare per una casa nel
quartiere. Ciascuno di essi dipende dalla frazione di case nel quartiere occupata dai
verdi, f 0 , 1 [ |. Le equazioni seguenti esprimono le preferenze sopra descritte (vedi
figura 2.1):
p
b
(f) = (f +) - (f +)2 + p
p
g
( f) = (f - ) - (f - )2 + p (2.1)
Dove o (0 , ) e p una costante positiva che riflette il valore intrinseco di
case identiche. Differenziando entrambe le funzioni rispetto ad f ed eguagliando il
ORDI NE SPONTANEO |13
risultato a zero possiamo notare che il quartiere ideale per i verdi (che massimizza p
g
)
composto da + verdi, mentre i blu preferiscono un quartiere con - verdi.
Poich la differenza tra i due quartieri ottimali 2, ci riferiremo a come misura
discriminante dei gusti dei due tipi ( pu differire tra i due gruppi, oppure un
gruppo pu non curarsi affatto della composizione razziale). Normalizzeremo
lampiezza del mercato allunit in modo da poterci riferire indifferentemente alla
frazione di verdi e al numero di verdi.
Supponiamo che durante ciascun periodo una frazione , sia di blu che di
verdi, del quartiere decida di vendere la propria casa ad un membro della popolazione
circostante. Gli eventuali acquirenti esterni alla zona visitano il quartiere in
proporzione allattuale composizione del quartiere stesso.
La frazione dei potenziali acquirenti verdi perci f . Potenziali acquirenti e
venditori sono accoppiati in maniera casuale. Si immagini che i compratori bussino
alla porta di una casa selezionata a caso. In ogni periodo, il numero atteso di verdi che
cerca di vendere la propria casa contattato da un acquirente blu sar f (1 f ) .
Ciascun venditore potenziale incontra solo un compratore per periodo, che venda o
meno. La probabilit di effettuare una vendita dipende dalla differenza tra la
valutazione del compratore sulla casa e quella del venditore (se il primo supera il
secondo), entrambi dati dallequazione (2.1).
Quindi, se un venditore blu incontra un verde e se f tale che p
g
> p
b
allora la
probabilit che una vendita sia effettuata sar ( p
g
p
b
), Dove una costante
positiva che collega la differenza nei prezzi alla probabilit di vendita.
Il nostro obiettivo lo studio dellevoluzione nel tempo della distribuzione di
tipi nel quartiere. Assumiamo che il quartiere sia grande abbastanza in modo tale da
poter considerare i valori attesi come una buona approssimazione dei valori realizzati.
Usando il simbolo () per indicare il periodo successivo possiamo indicare f come
funzione di f. In ogni periodo alcuni verdi possono vendere a tipi blu e alcuni blu a
tipi verdi. Quindi,
f ' = f f (1 f ) p
b
( p
b
p
g
) +(1 f ) fp
g
( p
g
p
b
) (2.2)
Dove p
b
= 1 se p
b
> p
g
e uguale zero altrimenti, e p
g
= 1 se p
g
p
b
e uguale a
zero altrimenti. (Ovviamente, p
b
+ p
g
=1).
Lequazione pu essere interpretata in questo modo: la frazione attesa di verdi
nel periodo successivo rappresentata dalla frazione di verdi di questo periodo meno
tutti i verdi che abbiano venduto ad un blu (il secondo termine nel membro destro
14 | MI CROECONOMI A
dellequazione), pi tutti i blu che abbiano venduto ad un verde (il terzo termine). Il
secondo termine del lato destro dellequazione, per esempio, rappresenta la perdita di
verdi dovuta ad una vendita ai blu; f rappresenta il numero di verdi che cerca di
vendere, di questi (1 f ) sar accoppiato con un blu, e se il prezzo del blu eccede
quello del verde, la vendita avr luogo con probabilit ( p
b
p
g
). Il terzo termine
pu essere interpretato analogamente.
Nel caso in cui i prezzi dei verdi superino i prezzi dei blu questi ultimi
venderanno ai verdi. Usando il fatto che p
b
+ p
g
=1 possiamo rielaborare lequazione
in questo modo:
f = f ' f =f (1 f )( p
g
p
b
) (2.3)
Dalla quale risulta chiaro che f = 0 se p
g
= p
b
(non verr effettuata nessuna
vendita tra i potenziali venditori e acquirenti di diversi tipi che si incontrano poich
gli acquirenti non valutano le case pi dei venditori). Inoltre, f = 0 anche se f = 0 o
f =1 (quando la popolazione gi omogenea il quartiere visitato solo da potenziali
acquirenti dello stesso tipo).
Lequazione (2.3) detta equazione dinamica del replicatore. Con qualche
altra manipolazione lequazione (2.3) pu essere presentata in una forma pi
conveniente: f =f( p
g
p) dove p rappresenta il prezzo medio, ossia
p = fp
g
+(1 f ) p
b
.
Un valore stazionario di f rappresenta un equilibrio stabile se un cambiamento
esogeno in f produce (tramite la dinamica descritta nelleq.2.3) un f di segno
opposto, in altre parole, se df / df < 0. Se questa disuguaglianza soddisfatta un
cambiamento in f auto-correttivo.
La figura 2.1 illustra questo modello. Unanalisi della figura (e un po di calcoli)
conferma che una composizione del quartiere equamente distribuita tra tipi blu e
verdi un equilibrio ( f = 0 poich p
g
= p
b
), ma non stabile (poich df / df > 0).
Ci significa che una piccola variazione casuale della frazione di verdi (o di blu),
rispetto alla distribuzione paritaria, non sar auto-correttiva ma piuttosto si
accumuler portando ad un quartiere totalmente segregato. Si noti inoltre che per
<1/ 4 sia verdi che blu preferirebbero un quartiere integrato ad uno segregato in
cui vivano solo persone del loro stesso tipo. (Ci pu essere confermato notando che
p
b
(1/ 2) = p
g
(1/ 2) > p
b
(1) = p
g
(0).)
ORDI NE SPONTANEO |15
Gli equilibri stabili di segregazione razziale che ci aspettiamo essere gli unici
risultati solidi di questa interazione sono Pareto-inferiori ad un insieme di composizioni
di quartieri integrati che non rappresentano per in questo modello equilibri stabili.
Questo risultato mantenuto anche quando arbitrariamente piccolo. Risultati di
segregazione completa vengono riscontrati anche se i due gruppi hanno
effettivamente gli stessi gusti e il quartiere ottimale per entrambi molto vicino alla
parit dei tipi (50-50). Infine, risulta semplice confermare che la completa
segregazione (per ogni tipo) un equilibrio stabile.
!
Figura 2.1. Segregazione spontanea in una comunit abitativa. Le due
funzioni rappresentano il prezzo massimo che un blu ed un verde sono
disposti a pagare per una casa come funzione di f , la frazione di verdi
nella comunit- Si noti che sia i verdi che i blu preferiscono un quartiere
integrato invece che vivere unicamente con vicini dello stesso tipo in una
comunit completamente segregata.
Questo significa che i quartieri saranno localmente omogenei e, diversamente,
quartieri identici saranno composti interamente da gruppi diversi, esibendo una
eterogeneit globale. La composizione di un quartiere dipender dalla storia passata: se,
nel recente passato, f stato inferiore a f *, ci aspetteremo di trovare per esempio,
f = 0.
Il problema di coordinamento riscontrato in questo caso dipende dal fatto che
quando una persona decide di vivere in una comunit, la sua scelta influenza sia la
comunit da cui si muove che quella in cui arriva. La composizione di una comunit
quindi sia il bene che la famiglia sta scegliendo, sia il prodotto non intenzionale
delle scelte di tutte le famiglie. Non c nessuna ragione per cui il risultato debba
essere efficiente, indipendemente dal fatto che la selezione sia basata sulle preferenze
di composizione razziale, come in questo caso, su preferenze relative al livello
culturale dei vicini (Benabou 1993), sul fatto che il quartiere sia abitato da proprietari
(Hoff e Sen 2002), oppure su altri aspetti.
16 | MI CROECONOMI A
Abbiamo modellato il processo di riequilibrio del mercato tracciando
esplicitamente i risultati delle interazioni sociali (chi incontra chi, e cosa essi fanno).
Gli individui fanno uso solo di una conoscenza locale: essi non fanno laffare
migliore, essi semplicemente effettuano una transazione con probabilit positiva se
ne possono beneficiare entrambe le parti, altrimenti non effettuano nessuna
transazione. La composizione razziale del quartiere determinata da un processo di
replicazione che determina loccupazione delle case da parte di membri di entrambi i
gruppi. La dinamica della composizione del quartiere derivata dallo studio di quali
abitazioni abbiano replicato il loro modello di propriet e quali invece lo abbiano
cambiato. Nel capitolo 6 contrapporremo a questo approccio di interazione sociale
un approccio che modella i mercati secondo il modello Walrasiano.
MODELLARE LEVOLUZIONE DEL COMPORTAMENTO
La distribuzione delle regole di comportamento individuale o le caratteristiche
istituzionali dei gruppi in una popolazione e la loro evoluzione nel tempo, come la
composizione razziale del quartiere, dipendono dai caratteri copiati e da quelli
abbandonati. I caratteri rappresentano qualsiasi caratteristica di un individuo che
possa essere adattata ad altri, abbandonata, oppure conservata. Se i figli di Cattolici
conservassero con maggiore probabilit la religione dei genitori, mentre i figli dei
Protestanti non lo facessero, la frazione di Cattolici, in una popolazione,
aumenterebbe (assumendo che tutte le famiglie abbiano lo stesso numero di bambini
e che questi siano gli unici due tipi nella popolazione).
Se le imprese che ammettono unorganizzazione sindacale tra i dipendenti
fallissero ad un tasso maggiore che le imprese che non la riconoscono, e se le nuove
imprese tendessero a copiare le pi redditizie, il tasso di sindacalizzazione si
ridurrebbe. La replicazione differenziale (asimmetrica) pu derivare da persone o da
organizzazioni che hanno deliberatamente acquisito caratteri, regole, di comprovato
successo. La replicazione differenziale, comunque, pu anche avere luogo in modi
meno strumentali: il processo di riproduzione (di copia) pu essere descritto
mediante un processo di trasmissione conformista secondo il quale la riproduzione dei
caratteri dipende dalla frequenza, con i caratteri maggiormente prevalenti in una
popolazione favoriti rispetto agli altri
2
. Sebbene a volte il processo di replicazione
differenziale venga detto spontaneo, esso pu agire attraverso il potere coercitivo
delle nazioni, classi, o organizzazioni, come nel caso di popolazioni sconfitte in
guerra e costrette ad assimilare e adottare le culture, listruzione e le costituzioni dei
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
2
Alcune ragioni per cui bisogna ritenere importante la trasmissione conformista sono offerte in Boyd
e Richerson (1985) e Bowles (2001). Nel capitolo 11 verr discusso un modello di aggiornamento
conformista.
ORDI NE SPONTANEO |17
vincitori.
I dettagli del processo di trasmissione sono importanti; raccoglieremo questi ed
altri casi complessi nei seguenti capitoli quando verr modellato il modo in cui
leconomia e altre istituzioni danno forma allevoluzione delle preferenze. Adesso
modelleremo un caso importante, se pur estremamente semplice, in cui i
comportamenti di successo vengono copiati.
Questo il processo di aggiornamento monotono dei payoff, ossia, la classe dei
meccanismi di trasmissione con la propriet che comportamenti con payoff sopra la
media sono adottati dagli altri e di conseguenza aumentano le loro quote nella
popolazione. Assumiamo che gli individui sono accoppiati casualmente per interagire.
Assumiamo, inoltre, che sia presente in ciascun membro di una popolazione
3
numerosa uno dei due caratteri (x e y), mutuamente esclusivi. I caratteri possono
essere fedeli a diverse regole comportamentali, gusti alimentari, o qualunque aspetto
durevole del comportamento che possa influenzare i payoff.
X potrebbe essere il prezzo dei beni al livello del costo marginale, lavorare
duro, avere un altro figlio, ricambiare i regali, o mangiare una colazione sana
ogni giorno. Il carattere y rappresenta una regola alternativa in ciascun caso. Il
modello semplicemente estendibile a popolazioni con pi di due caratteri. Noi
modelliamo levoluzione di caratteri culturali, ossia, i caratteri acquisiti mediante
apprendimento (dai genitori, altri appartenenti alla precedente generazione, coetanei,
etc.) piuttosto che attraverso eredit genetiche.
Pertanto, il modello rappresenta laggiornamento comportamentale come
processo di passaggio da un carattere ad un altro piuttosto che la produzione
differenziale (o asimmetrica) di discendenza. (Il modello presentato a breve in ogni
caso facilmente adattabile al caso di trasmissione genetica dei caratteri, come
mostreremo nellesempio del Falco e la Colomba.)
Ci chiederemo quante copie di ciascun carattere vi siano alla fine di ciascun
periodo. (Un individuo che non lascia copie nel periodo successivo passato allaltro
carattere; un individuo che lascia due copie ha mantenuto il carattere ed stato
copiato da un altro.) Assumiamo che gli individui vivono per sempre e sono
semplicemente portatori dei caratteri; sono i caratteri stessi che possono essere pi o
meno abili nel generare copie. Lampiezza della popolazione stata normalizzata ad
uno.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
3
La matematica dellanalisi dei sistemi dinamici alla base dei modelli presentati qui riesaminata
chiaramente in Weibull (1995) e presentata in maniera pi completa da Hirsch e Smale (1974).
18 | MI CROECONOMI A
La struttura del processo di trasmissione questa: gli individui implementano
la strategia, imposta dal carattere, in un gioco che assegna a ciascuno dei payoff,
dipendenti dal loro comportamento e da quello degli altri. Di conseguenza, i caratteri
sono ripetuti assieme ai caratteri i cui portatori guadagnano payoff pi elevati, creando
relativamente pi copie e cos generando una nuova frequenza di caratteri nella
popolazione.
Supponiamo che i membri della popolazione siano accoppiati in maniera
casuale ed interagiscano in un gioco simmetrico con due giocatori, i cui payoff sono
indicati con (i, j), il payoff ottenuto giocando il carattere i contro il carattere j del
partner. Per ogni frequenza del carattere x nella popolazione, p 0 , 1 [ |, i payoff attesi
sono
! ! !!!!!!!!!!!!!!!!
b
x
( p) = p( x, x) +(1 p)( x, y)
by( p) = p( y, x) +(1 p)( y, y)
(2.4)
La prima equazione pu essere cos interpretata: Una persona dal carattere x
con probabilit p accoppiata ad unaltra persona dal carattere x , guadagnando cos
un payoff ( x, x), e con probabilit (1 p) accoppiata ad un individuo con carattere
y , guadagnando cos un payoff ( x, y).
Allinizio di ciascun periodo, una frazione della popolazione, (0 , 1], pu
aggiornare il suo carattere a seguito dellesposizione ad un modello culturale (per
esempio, un competitore, un insegnante, un collega, o un vicino). Il residuo della
popolazione non si rinnova, indipendentemente dalla propria esperienza. Il fatto che
non tutti i membri della popolazione si aggiornino, pone lattenzione sul fatto che
tipicamente si adottano comportamenti spesso durante ladolescenza e si
mantengono per un periodo di tempo, come suggerisce la citazione di J.S.Mill in
apertura del capitolo 3. Naturalmente, il rinnovo di alcuni caratteri pu essere pi
frequente modo di vestirsi, per esempio mentre altri caratteri vengono aggiornati
solo occasionalmente la religione, per esempio. La velocit di aggiornamento non
assunta come data, come per gli altri aspetti del processo di apprendimento, bens
risponde essa stessa alle pressioni evolutive. Abbiamo, in questo contesto,
semplificato eliminando la natura endogena del processo di aggiornamento stesso.
Se il modello culturale e lindividuo hanno lo stesso carattere, esso mantenuto
dallindividuo; questo accade con probabilit p per i caratteri xe con probabilit
(1 p) per i caratteri y . (Sia il modello culturale che lindividuo producono una
singola replica loro stessi nel periodo successivo). Se invece lindividuo e il
modello culturale hanno caratteri diversi, allora lindividuo mantiene o abbandona il
ORDI NE SPONTANEO |19
carattere sulla base del payoff ottenuto da entrambi nel precedente periodo. I payoff
ottenuti dal modello culturale e dallindividuo dipendono dal particolare appaiamento
dei due e quindi variano a seconda della frequenza di ciascun carattere nella
popolazione. Naturalmente, lindividuo potrebbe estrapolare informazioni dalle
esperienze di payoff di un pi ampio gruppo piuttosto che comparare i suoi payoff con
quelli del modello, ma questo non comporterebbe grosse differenze. Se lindividuo
cambia carattere il modello ottiene due copie (repliche), e lindividuo nessuna. (Nel
capitolo 11, useremo questo modello per studiare lemergere e la diffusione dei diritti
di propriet individuali).
Si consideri un modello culturale (una persona di tipo y ) e un individuo x, che
hanno ottenuto i payoff B
y
e B
x
, rispettivamente, nel periodo precedente (questi
generalmente non saranno uguali a b
y
e b
x
, rispettivamente, a causa del disturbo di
accoppiamento casuale). Una piccola differenza nei payoff non sar necessariamente
notata o indurr un cambiamento, cos possiamo affermare che con probabilit
(B
y
B
x
) lindividuo con carattere x cambier se B
x
< B
y
. Lindividuo non
modificher il suo carattere se B
x
B
y
. Il coefficiente una costante positiva che
riflette il maggior effetto sul cambiamento dovuto a differenze tra i payoff pi ampie,
scalato in modo tale che la probabilit di passaggio vari in un intervallo unitario.
Supponiamo che p
y>x
=1, quando il payoff del tipo y eccede quello del tipo x , e sia
uguale a zero altrimenti.
Possiamo scrivere lequazione che rappresenta la frequenza attesa del carattere
x nella popolazione, indicata con p' come:
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
p' = p p(1 p) p
y>x
(b
y
b
x
) +
+p(1 p)(1 p
y>x
)(b
x
b
y
)
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!(2.5)
!
Questa espressione pu essere interpretata nel modo seguente: in ogni periodo
ci sono p individui dal carattere x , una frazione dei quali potr essere aggiornata,
ciascuno di Questi p individui dal carattere x sar accoppiato ad un modello di
carattere y con probabilit (1 p) , e con probabilit p
y>x
(b
y
b
x
) linformazione che
essi acquisiscono circa i payoff li indurr a cambiare. Controbilanciando la riduzione di
carattere x, alcuni individui con carattere y incontreranno modelli con carattere x e
mediante un processo analogo a quello precedente si convertiranno in persone con
carattere x .
Riordinando, possiamo esprimere lequazione (2.5) come:
p = p' p =p(1 p)(b
x
b
y
) (2.6)
20 | MI CROECONOMI A
Dallequazione (2.6) si evince che la direzione e la velocit dellaggiornamento
dipendono dal valore di p in due modi. In primo luogo, la varianza del carattere,
p(1 p) , misura il numero di persone x che saranno accoppiate con una persona y , e
valori estremi di p renderanno questa eventualit molto improbabile. Inoltre,
lespressione b
x
( p) b
y
( p)}
(che esplicita la dipendenza funzionale di b su p) ci
mostra leffetto di p sui payoff e quindi sullaggiornamento.
Si noti che valori elevati di e di una maggiore frazione di popolazione
che si rinnova, e un cambiamento del carattere maggiormente sensibile alle differenze
tra payoff accelerano la dinamica quando b
x
b
y
.
Se definiamo b = pb
x
+(1 p)b
y
come il payoff medio della popolazione,
possiamo esprimere in maniera pi compatta lequazione (2.6):
p =p(b
x
b) (2.6)
Lequazione (2.6) rappresenta la forma generale (applicabile ad ogni numero di
caratteri) della dinamica del replicatore in tempo discreto, un modo di modellare i sistemi
dinamici formalizzato da Taylor e Jonker (1978) con ampia applicabilit alla biologia
della popolazione e alle scienze sociali evolutive
4
. Lequazione (2.6) evidenzia
chiaramente che esistono due componenti necessarie nellanalisi del cambiamento
evolutivo: la varianza e la replicazione differenziale.
La varianza, rappresentata dal termine p(1 p) , essenziale. Maggiore
lomogeneit della popolazione, minore sar la velocit del processo evolutivo. Si noti
che p(1 p) raggiunge un massimo per p =1/ 2, cos una popolazione equamente
divisa, mantenendo costanti le altre influenze, massimizzer il tasso di cambiamento
in p. La replicazione differenziale a volte detta selezione rappresentata dal
termine b
x
( p) b
y
( p)}
. La pressione della selezione sar debole se una piccola
frazione della popolazione soggetta ad aggiornamento, se le differenze nei payoff
sono piccole, o se le risposte alle differenze nei payoff sono ridotte.
Le equazioni (2.6) e (2.6) ci danno una completa descrizione del sistema uni-
dimensionale dinamico rilevante. Dato che esistono solo due caratteri, lo spazio degli
stati in questa applicazione, ossia, tutti i possibili risultati, semplicemente
rappresentato da tutti i valori che p pu assumere nellintervallo unitario. Per questa
ragione il sistema dinamico che ne risulta detto uni-dimensionale. Si noti che
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
4
Abbiamo espresso lequazione del replicatore in tempo discreto anzich continuo poich molti dei
problemi che affronteremo nelle pagine che seguiranno sono caratterizzati da unit naturali di tempo
(come le generazioni). La versione discreta, in questo caso, risulta dare una interpretazione pi
chiara.
ORDI NE SPONTANEO |21
lequazione (2.6) identica allespressione (2.3)(che descrive le dinamiche del mercato immobiliare
caratterizzato da quartieri segregati).
Per ogni valore di plequazione del replicatore esprime la relazione p =( p) ,
dove la funzione , detta campo vettoriale, definisce la direzione e la velocit del
cambiamento nello stato (per ogni stato incluso nello spazio degli stati possibili).
Siamo generalmente interessati a conoscere gli stati p* tali che ( p*) = 0, chiamati
stati stazionari (anche chiamati punti critici della dinamica), e le propriet di stabilit di
questi stati, determinate da ( p*+ ), dove rappresenta una perturbazione di
parbitrariamente piccola. Dallequazione (2.6) chiaro che p = 0 se
b
y
( p) b
x
( p) = 0 (2.7)
oppure se p uguale a zero o uno (poich quando p =1, b
x
= b). Per
p(0 , 1) p assume il segno di b
x
b
y
, sottolineando il fatto che laggiornamento
monotono nei payoff. Data la natura uni-dimensionale di questo sistema dinamico, le
propriet di stabilit dei suoi stati stazionari sono facilmente descrivibili: un equilibrio
asintoticamente stabile (auto-correttivo) se la derivata dellequazione (2.6) rispetto
a p negativa (cio dp/ dp < 0). Questo si verifica quando:
( ) ( ) ( ) ( ) , , , , 0
y
x
db
db
y x y y x x x y
dp dp
= + >
(2.8)
Se la frequenza di x aumentasse per una ragione esogena, la differenza attesa
tra i payoff di y e x aumenterebbe (la crescita di x verrebbe vanificata poich
laumento stesso genera una differenza nei payoff tale da favorire i tipi y ).
La stabilit asintotica di uno stato stazionario, p*, deve essere intesa in questo
modo: tutte le perturbazioni, sufficientemente piccole, nella composizione della
popolazione producono cambiamenti che generano un ritorno a p*. La stabilit di
Lyapunov richiede solo che tutte le piccole perturbazioni su p non implichino
successivi movimenti di allontanamento da p*. (La stabilit di Lyapunov talvolta
chiamata stabilit neutrale). Utilizzeremo il termine stabilit, per indicare il concetto
pi forte, quello asintotico (auto-correttivo). La stabilit asintotica, ovviamente,
implica la stabilit di Lyapunov. La differenza tra i due concetti di stabilit diventa
importante quando i comportamenti individuali sono soggetti ad influenze
stocastiche (pur se arbitrariamente piccole) come la mutazione, o il comportamento
idiosincratico (risposta non ottimale). Questo caso illustrato nel capitolo 11.
Lequazione (2.8) sottolinea semplicemente che gli equilibri per essere
asintoticamente stabili devono essere caratterizzati da effetti di reazione negativi:
22 | MI CROECONOMI A
accrescere la frequenza di x riduce il vantaggio relativo di x stesso
5
. Quando
lequazione (2.8) non verificata (ed strettamente minore di zero), lequilibrio
instabile a causa di reazioni positive: un aumento casuale di p beneficer
maggiormente il carattere x rispetto ad y e di conseguenza, allontaner p da p*. Il
processo di aggiornamento pu quindi essere analizzato in due modi.
Primo, se un equilibrio interno stabile, si studia il modo in cui le influenze
esogene possano rimuovere o spostare lequilibrio. Si esamina principalmente come
p* sia influenzato dai cambiamenti nel gioco e nel processo di rinnovamento.
Questo si ottiene differenziando la condizione di equilibrio (2.7) rispetto alle
determinanti esogene dellequazione del replicatore. Le determinanti esogene
includono non solo qualunque dato tecnologico e non che determini la struttura dei
payoff e altri aspetti del gioco, ma anche gli aspetti istituzionalmente determinati del
processo di trasmissione, come la regola di appaiamento per il gioco o per i modelli
culturali di incontro, la frequenza dellincontro di dati agenti, e la possibile presenza
di influenze sullaggiornamento piuttosto che sui payoff, come il conformismo. Nei
capitoli 3, 7 e 11, useremo questo approccio per studiare leffetto delle istituzioni
economiche sullevoluzione delle preferenze.
Secondo, se esiste un unico equilibrio interno instabile, avremo due equilibri
stabili con una popolazione omogenea composta solo da x o da y(come nel caso del
mercato abitativo segregato). In questo caso siamo interessati allo studio del processo
(dipendente dalla storia passata) mediante il quale si pu giungere ad uno dei due
equilibri. Per indagare sulla realizzazione di uno dei due equilibri abbiamo bisogno
del concetto di bacino di attrazione di uno stato stazionario stabile. Questo concetto
definito come linsieme degli stati iniziali per i quali il sistema dinamico
imperturbato si muove verso lequilibrio. Nel sistema uni-dimensionale in questione,
lunico stato stazionario interno p* instabile. In questo caso il bacino (o
lintervallo) di attrazione di p = 0 il campo di valori di p in cui p =( p) < 0 in
modo tale che la popolazione graviti intorno a p = 0. Lequilibrio interno (instabile)
p* divide lintervallo unitario in due bacini di attrazione, con p > 0 per p > p* e
p < 0 per p < p*. Nel caso del modello di segregazione abitativa il bacino di
attrazione dellequilibrio tutti blu comprenderebbe i valori di f < f *. Come
vedremo, possono essere attutite molte delle semplificazioni usate per derivare il
modello. Esiste, per unassunzione cruciale ed essenziale, difficile da escludere e
abbastanza limitante. Abbiamo considerato i valori attesi come approssimazioni
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
5
Esiste una difficolt tecnica non affrontata. Nella dinamica in tempo discreto trattata qui possibile
che il processo di aggiornamento muova p verso p* quando esso perturbato, ma lo superi.
Assumiamo perci che il periodo di tempo sia abbastanza breve (e quindi piccolo abbastanza) in
modo da eliminare questa eventualit.
ORDI NE SPONTANEO |23
ragionevoli dei payoff reali, ma lampiezza di molte popolazioni che studiamo i
residenti nel quartiere studiati nella sezione precedente, o i dipendenti di un impresa
non cos grande da poter giustificare questa assunzione.
Quindi, se p la frequenza degli individui che possiedono il carattere x e
lappaiamento casuale, il valore atteso delle x accoppiate con le x rappresentato
da p
2
. Questo valore potrebbe, per, essere in realt (realizzarsi come) p(assumendo
un numero pari di x ) o anche zero, ed entrambe le possibilit si realizzano
frequentemente nel caso di piccoli gruppi. Il problema del disturbo dovuto
allaccoppiamento ed ad altre piccole influenze sulla dinamica evolutiva pu sembrare
un cavillo, ma non lo . Nei capitoli dall11 al 13 vedremo che gruppi di piccola
ampiezza assieme alla casualit influiscono sulla velocit e sulla direzione delle
dinamiche evolutive.
Una seconda limitazione della dinamica evolutiva che le equazioni che
definiscono il sistema non dipendono dal tempo, cio, il sistema autonomo o omogeneo
nel tempo. Il sistema, cio, elimina le influenze storiche sulle equazioni, come ad
esempio lo stato della conoscenza, la tecnologia, aspetti istituzionali assunti come
dati, o il clima. Naturalmente, se si comprendessero le dinamiche di queste influenze
variabili nel tempo, potremmo includerle come variabile di stato nel sistema
dinamico. La natura omogenea rispetto al tempo della dinamica del replicatore pu
rappresentare un problema solo se lo studio in esame ne risente; per alcuni problemi,
eliminare i cambiamenti climatici, per esempio, ragionevole, e per altri meno.
Linterpretazione dellemergere dei diritti di propriet individuali nel capitolo 11 un
caso in cui le variazioni metereologiche hanno particolare importanza. Se i processi di
selezione descritti dalla dinamica del replicatore sono lenti rispetto ai cambiamenti
nelle tecnologie e rispetto ad altri dati esogeni definiti nel gioco, il sistema dinamico
potrebbe non raggiungere mai le vicinanze dei valori stazionari di p (poich questi
verrebbero continuamente spostati da cambiamenti esogeni).
Un terzo problema connesso alla dinamica del replicatore suggerito dal suo
stesso nome: non pu essere usata per studiare le innovazioni. Per studiare novit
genuine (invece della ripetizione differenziale di caratteri esistenti), bisogna
introdurre il concetto complementare di strategia evolutivamente stabile.
STABI LI T EVOLUTI VA E RISULTATI SOCIALI
Quali sono le condizioni per cui una popolazione incorre nel pericolo di
invasione da parte di un nuovo carattere? Alcuni esempi concreti del tipo di
invasione a cui ci riferiamo includono la rapida diffusione in molti paesi nellultimo
24 | MI CROECONOMI A
secolo della pratica di avere piccole famiglie piuttosto che grandi. Si pensi anche
allultima societ feudale europea, invasa da un piccolo numero di italiani e altri
mercanti che usavano nuove pratiche commerciali come la contabilit in partita
doppia e il sistema di responsabilit sociale dellenforcement contrattuale (Greif 2002,
Padgett 2002). Gli invasori prosperarono ed infine trasformarono lordine feudale.
Altri esempi includono pratiche commerciali corrotte che invadono una comunit di
commercianti onesti, o i pronomi informali che invadono i modi rispettosi di
rivolgersi di una comunit linguistica.
Sebbene la dinamica del replicatore sia uno strumento analitico conveniente,
uno dei suoi limiti risiede nel fatto che se un carattere assente in una popolazione
nel periodo t questo significa che esso non potr essere copiato nel periodo t +1.
Ricordiamo che la condizione di stazionariet per p soddisfatta quando p =1 e
p = 0, e questo indipendentemente dai payoff che possono derivare dalla strategia
assente, anche se fosse presente. Questi valori di p sono sempre stazionari nella
dinamica del replicatore ma possono non rappresentare equilibri di Nash e possono
non esser asintoticamente stabili: piccole perturbazioni nellintorno di p =1 e p = 0
possono non essere auto correttive. Non difficile, per, estendere il modello del
replicatore in modo da considerare anche le innovazioni. Nei capitoli conclusivi
ritorneremo su questi modelli evolutivi stocastici. Per ora, piuttosto che introdurre
esplicitamente la casualit nellequazione del replicatore, introdurremo un concetto
nuovo, per incorporare linnovazione, la nozione di stabilit evolutiva.
Furono i biologi ad aprire la strada ai modelli sullinnovazione. Il loro interesse
per la probabilit che un piccolo numero di mutanti potesse proliferare in unampia
popolazione ha motivato il concetto chiave di strategia evolutivamente stabile. Lidea
basilare che una popolazione in cui si gioca interamente una strategia evolutiva
stabile respinger uninvasione di individui che giocano unaltra strategia. Si consideri
unampia (per lesattezza, infinita) popolazione in cui gli individui sono accoppiati in
maniera casuale al fine di interagire (secondo il modello precedente). Si supponga,
come prima, di considerare due caratteri comportamentali, x e y . Il carattere y
detto evolutivamente stabile rispetto a x se esiste una frazione della popolazione, p,
tale che, se la frazione della popolazione che gioca x minore di p, allora la strategia
insediata precedentemente (la y) si duplicher pi di x eliminando cos la strategia in
entrata. Introdurremo brevemente un caso in cui vedremo che la barriera di
invasione p(0 , 1) un equilibrio interno instabile ed esso definisce il bacino di
attrazione di p = 0 e p =1 precedentemente citato.
Per vedere cosa implica la stabilit evolutiva cerchiamo di scoprire cosa accade
ORDI NE SPONTANEO |25
in unampia popolazione, composta interamente dal carattere y, se viene introdotto
un piccolo numero di x .
Usando lequazione (2.6), questo significa valutare p in p = dove sar
arbitrariamente piccolo. Sappiamo che p avr il segno di:
b
x
() b
y
() = ( x, x) +(1)( x, y)} ( y, x) +(1)( y, y)}
Un carattere comportamentale y una strategia evolutivamente stabile (ESS)
rispetto ad unaltra strategia x se e solo se b
x
() b
y
() < 0, che, per un
arbitrariamente piccolo, risulta quando
( y, y) >( x, y) (2.9)
o quando
( y, y) =( x, y) e ( y, x) >( x, x) .
Cos, un ESS una risposta ottima verso se stesso (almeno debolmente, e se esso
una risposta ottima debole verso se stesso allora laltra strategia non una risposta
ottima a se stessa). Poich piccole perturbazioni di p attorno ad un ESS si auto-
correggono (secondo il precedente ragionamento), sappiamo che ogni ESS un
equilibrio di Nash simmetrico, e nella dinamica del replicatore asintoticamente
stabile.
Quando il mutante una risposta ottima debole a se stesso (cio, lultima
disuguaglianza nellequazione (2.9) non stringente, bens ( y, x) ( x, x)), allora y
potrebbe essere neutralmente stabile: linvasore non pu essere eliminato ma esso non
proliferer a causa dellaggiornamento monotono dei playoff
6
. Naturalmente, questo
stato di stabilit neutrale (NSS) pu essere perturbato attraverso un processo di
deviazione (cio, innovazioni successive generate esogenamente) e questo ha
implicazioni importanti in alcune applicazioni (si guardi, ad esempio, il capitolo 11).
LNSS e lESS sono raffinamenti stringenti (in modo crescente) dellequilibrio
di Nash. Ogni ESS un NSS ed ogni NSS un equilibrio di Nash; ma naturalmente
non vero il contrario. Il concetto opposto alla stabilit evolutiva la capacit di
invasione, che Axelrod e Hamilton (1981) definirono capacit di sopravvivenza iniziale.
Se x ha capacit di sopravvivenza iniziale contro allora y non un ESS. Si noti che
lo stato di y come ESS rispetto ad x non dice nulla sul suo stato rispetto a qualche
altro carattere k o due mutanti k e x che esistano simultaneamente.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
6
Ci significa che ogni NSS stabile secondo Lyapunov.
26 | MI CROECONOMI A
A volte si vuole sapere se una popolazione mista (cio, una in cui p(0 , 1))
pu essere invasa da un mutante raro. Notiamo, in primo luogo, che una popolazione
in cui ognuno adotta la stessa strategia mista, , per questa ragione, omogenea nelle
strategie, anche se essa eterogenea nei comportamenti, nel senso che in ogni
momento individui diversi agiscono differentemente.
Se rappresentiamo questa popolazione polimorfa come una popolazione in cui
tutti gli individui adottano una strategia mista (giocando x e y con probabilit p* e
(1 p*) rispettivamente), possiamo riferirci a questa strategia come ad un ESS
interno (o misto) rispetto a qualche altra strategia k se, introducendo un piccolo
numero di k, questa venisse eliminata.
Affinch p* sia un ESS, esso deve essere stabile asintoticamente e stazionario
nella dinamica del replicatore; se non fosse cos, i payoff attesi delle strategie miste
della popolazione (chiamato il supporto della strategia mista) sarebbero diversi
nellintorno di p*. Il payoff di una delle strategie nel supporto potrebbe eccedere il
payoff della strategia mista e un mutante, che sostiene questa strategia pura, potrebbe
invadere. Si noti che come il modello del replicatore non spiega le dinamiche degli
estremi di una popolazione (cio, per p = 0 o p =1), allo stesso modo i concetti di
vitalit iniziale e stabilit evolutiva non chiariscono la dinamica che governa p
quando un punto interno. Generalmente, utile combinare i due approcci,
ricavando la stabilit asintotica (ESS) dalla stazionariet dei valori estremi di p.
Il gioco del Falco e della Colomba servir ad illustrare questi concetti. E
risaputo che i Falchi sono aggressivi e le Colombe amano la pace. Il gioco applicato
comunemente a caratteri comportamentali umani trasmessi culturalmente o
geneticamente come laggressivit e la condivisione, ma stato sviluppato
inizialmente per studiare le competizioni tra animali. Il gioco si sviluppa in questo
modo. Le Colombe, quando si incontrano, si dividono un premio, mentre quando i
Falchi si incontrano, lottano per il premio, infliggendo costi gli uni sugli altri; e
quando un Falco incontra una Colomba ottiene il premio. La metafora del pennuto,
che si svolge in modo simile, in realt, applicata alle automobili trasforma questa
interazione nel gioco del pollo in cui i conducenti ostinati non sterzano mai, cos
quando si incontrano, si scontrano, ma quando incontrano un pollo (uno che
sterza), guadagnano (presumibilmente psicologicamente) dei benefici, mentre colui
che devia umiliato.
ORDI NE SPONTANEO |27
Tabella 2.2. Gioco del Falco e della Colomba (payoff dei giocatori di riga)
Falco Colomba
Falco a =(v-c)/2 b = v
Colomba c =0 d = v/2
Nota: ladattamento (numero di progenie generata)
uguale a pi i payoffs del gioco
Il premio da dividere indicato con v, c rappresenta il costo di perdere una
lite, e la probabilit che un Falco ha di vincere una competizione con un altro Falco
(i Falchi sono identici) 1 2 . Le Colombe dividono il premio equamente e senza costi.
La matrice dei payoff raffigurata nella tabella (2.2). Si nota facilmente che fintanto
c > v F e C non saranno un ESS. (Un modo pratico di cercare un ESS in ampie
matrici con payoff di riga domandarsi se il termine sulla diagonale principale sia il
maggiore della colonna. Se questo vero, quella colonna rappresenta un ESS).
I membri di questa popolazione sono accoppiati in modo casuale. Siano b
f
( p)
e b
c
( p) i payoff attesi del Falco e della Colomba, rispettivamente, in una popolazione
in cui la frazione di Falchi p, i payoff attesi illustrati nella figura 2.2 sono:
! ! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!b
f
( p) = pa +(1 p)b! ! ! ! !
b
c
( p) = pc +(1 p)d (2.10)
! ! !
Per illustrare luso dellequazione del replicatore in un processo evolutivo
basato sulla capacit riproduttiva (fitness), assumiamo che, alla fine di un periodo,
ciascun membro della popolazione produca un numero di duplicati esatti
(escludendo le mutazioni) uguale a pi il payoff del gioco. In questo modo i payoff
sono valutati in unit di figli sopravvissuti allet riproduttiva, cio, la fitness (
chiamato base di idoneit). Lassunzione che un singolo membro (piuttosto che
una coppia) generi progenie semplifica il modello; questa assunzione di clonazione o di
riproduzione asessuata una semplice (ma spesso utile) alternativa al modello pi
realistico basato sulla riproduzione sessuata. Normalizzando la popolazione totale
allunit, possiamo scrivere la frequenza di Falchi nella popolazione dellanno
successivo, come
p' =
p(b
f
+)
pb
f
+(1 p)b
c
+
!! ! !!!!!!!!!!!!!!!! (2.11)!
!
Il numeratore deve essere interpretato in questo modo: Questanno nella
popolazione erano presenti p Falchi e ciascuno di loro ha generato b
f
+ figli,
producendo p(b
f
+) Falchi il prossimo anno. Il denominatore rappresenta il
numero complessivo combinato di Falchi e Colombe per il prossimo anno. Data la
normalizzazione dellampiezza della popolazione allunit, i duplicati complessivi
28 | MI CROECONOMI A
prodotti sono uguali alla media ossia a b.
!
!
Figura 2.2. I payoff dipendenti dalla frequenza nel Gioco del Falco e
della Colomba. Il numero di copie dato dai payoff pi una costante
!
Noi siamo interessati a p, quindi sottraendo p da entrambi i membri
dellequazione (2.11) avremo,
p p' p =
p(b
f
+)
b

p p(b
f
+) +(1 p)(b
c
+)}
b
! !!!!!!!!!!!!!!(2.12)!
Che, riordinando e usando i valori nella matrice dei payoff per esprimere
(b
f
b
c
) come 1/ 2(v pc) , diventa
bp = p(1 p)(b
f
b
c
) = p(1 p)1/ 2(v pc) !!!!!!!! ! (2.12)!
La (2.12) corrisponde esattamente allequazione della dinamica del replicatore
precedentemente derivata (mediante un percorso diverso) per il modello di
segregazione abitativa e per il caso generale di rinnovamento del carattere culturale
presentati nelle precedenti sezioni. I valori interni stazionari di p sono quelli per cui
b
f
( p) = b
c
( p). Usando lequazione (2.10) e risolvendo per p*, la frequenza stazionaria
di Falchi nella popolazione, abbiamo
*
b d v
p
b c a d c

= =
+
!! ! !!!!!!!!!!!!!!! (2.13)!
!
La (2.13) mostra come la frazione di equilibrio di Falchi sia crescente nel
premio e decrescente nel costo della lotta. (Sostituendo p* = v / c nellequazione
(2.12) si pu verificare che il valore stazionario). La condizione di eguaglianza nei
payoff, che definisce la stazionariet di p, rende chiaro che p* un equilibrio di
Nash: se la frazione di Falchi p*, allora entrambe le strategie sono deboli risposte
ottime. Lequilibrio su descritto stabile? Notiamo che
Falchi come frazione della popolazione, p
ORDI NE SPONTANEO |29
d(b
f
b
c
)
dp
=
d 1/ 2(v pc)}
dp
= 1/ 2c < 0! ! !!!!!!!(2.14)
!
Ci significa che un aumento nella prevalenza di Falchi svantagger i Falchi
stessi (e di conseguenza indurr una riduzione nella frequenza dei Falchi nel periodo
successivo). La condizione di stabilit (2.14) richiede che la funzione del payoff atteso
dei Falchi nella figura 2.2 sia pi ripida (il valore assoluto della sua inclinazione sia
maggiore) di quella delle Colombe. Nella dinamica del replicatore p =1 e p = 0 sono
anche entrambi stazionari (il primo perch b
f
(1) = b(1) , ma nessuno dei due un
equilibrio di Nash (come si pu notare dal fatto che b
f
(0) > b
c
(0) e b
f
(1) < b
c
(1)).
Questo ci ricorda solo che, qualora esistesse ununica strategia da replicare, la
frequenza di una popolazione governata dalla dinamica del replicatore rimarrebbe
invariata. Tale popolazione, per, potrebbe essere invasa da un mutante.
Le propriet di esistenza e stabilit di un equilibrio interno sono collegate al
concetto di ESS nel seguente modo (per il caso generale in cui linsieme di strategie
( x, y) e p la frazione della popolazione del tipo x ): se nessuna strategia un ESS ,
ci sar un equilibrio interno asintoticamente stabile. Se, invece, entrambe le strategie
sono ESS, allora ci sar un equilibrio interno non stabile mentre sia p =1 e p = 0
sono asintoticamente stabili (come vedremo a breve, nel gioco dellassicurazione).
In questo caso, lequilibrio interno instabile rappresentato dalla barriera
dinvasione ( p) che parte della definizione dellESS. Nella tabella 2.3 sono
riassunte queste corrispondenze su una popolazione con due strategie, x e y .
Tabella 2.3. ESS, lesistenza e la stabilit di un equilibrio interno
y un ESS y non un ESS
x un ESS p*(0,1) instabile p*=1 stabile
x non un ESS p*=0 stabile p*(0,1) stabile
Nota: p* una frazione della popolazione di tipo x che stazionaria nella
dinamica del replicatore.
Lanalisi della stabilit evolutiva fornisce previsioni sui risultati? Se nessuna
delle due strategie un ESS, se linnovazione non viene impedita e se il processo di
rinnovamento governato dalla dinamica del replicatore, abbiamo allora una
previsione chiara: dovremmo poter osservare frequenze della popolazione circa pari
o esattamente uguali a p*. Se questo il caso, ritornando agli esempi, ci
aspetteremmo di trovare la coesistenza di famiglie ampie e piccole, pratiche
commerciali oneste e corrotte, e simili. Otteniamo previsioni chiare anche in altri
due casi: se una strategia un ESS e laltra no, allora ci aspettiamo di vedere una
popolazione composta interamente da ESS. Questo accade perch, secondo le
30 | MI CROECONOMI A
condizioni discusse in precedenza, ogni comportamento capace di invadere
guadagner seguaci fino a diventare universale.
Cosa accade se entrambe le strategie sono evolutivamente stabili? Come
abbiamo visto nel capito 1, in questo caso la storia passata assumer molto valore.
Possiamo dire qualcosa di pi. Si supponga che i membri di una popolazione
numerosa siano accoppiati in modo casuale per giocare un gioco di assicurazione
simmetrico i cui payoff sono descritti nella tabella 2.4 per esempio, una variante del
problema della piantagione di Palanpur nel capitolo 1 con cooperazione e defezione
che rappresentano piantagione anticipata e piantagione ritardata, rispettivamente, e
con i payoff come indicati. In un Gioco di Assicurazione, sia CC che DD sono
risposte ottime reciproche, quindi i payoff devono essere tali chec < a e b < d , e
(continuando lesempio di Palanpur), assumeremo inoltre che a > d. Allora, sia
p 0 , 1 [ | la frazione di disertori nella popolazione; possiamo scrivere i payoff attesi
come funzione di p, ed eguagliando i payoff attesi per le due strategie, Cooperare e
Defezionare troviamo i valori stazionari di p:
!
!
!
!
Tabella 2.4. Gioco dellAssicurazione (payoff riga)
Cooperare Non Cooperare (D)
Cooperare "(C,C)=a "(C,D)=b
Non Cooperare(D) "(D,C)=c "(D,D)=d
Nota: "(D,C)<"(C,C)>"(D,D)>"(C,D)
I payoff attesi dal Cooperare e Defezionare sono rappresentati da b
c
e b
d
,
rispettivamente. Il denominatore di p* rappresenta leffetto delle variazioni in
pdovute alla differenza tra i payoff di cooperazione e i payoff di defezione ossia,
( )
( ) ( ) ( ) ( ) , , , , 0
c d
d b b
C D C C D C D D b a c d
dp

= + = + <
!
!
Se > 0, allora, b
c
( p*+) < b
d
( p*+) e quindi i disertori saranno relativamente
avvantaggiati. Ci implica che un piccolo aumento nella frequenza dei disertori
causer un ulteriore incremento di p. Un ragionamento simile mostra Che p = 0 e
p =1 sono ESS ( e quindi sono equilibri di Nash simmetrici e stabili nella dinamica
del replicatore).
La storia conta in questa situazione perch, escludendo eventi esogeni, una
popolazione per cui p < p* nel recente passato, si muover verso p = 0. Possiamo
*
c a
p
b a c d

=
+
ORDI NE SPONTANEO |31
dire ancora di pi. Si supponga di osservare un gran numero di isole sulle quali
gruppi isolati di individui giocano lo stesso gioco di assicurazione in un solo round
in un lungo periodo di tempo. Inizialmente le loro strategie sono state determinate
casualmente, dopo di che essi hanno aggiornato il loro comportamento secondo la
dinamica del replicatore. Se lequilibrio interno instabile p* minore di 1/2, allora,
avremmo ragione di credere che la maggior parte dei gruppi sar composta
interamente da disertori. Se le strategie fossero inizialmente scelte in modo casuale,
allora il valore atteso della frequenza iniziale della popolazione sarebbe 1/2, e quindi
sarebbe vero che per la maggior parte dei gruppi p > p*, che implica p > 0. Come
risultato, molti gruppi evolverebbero verso una defezione uniforme. Si noti che
questo pu avvenire anche se (come nellesempio di Palanpur) la mutua cooperazione
fosse dominante in termini di payoff: dove lequilibrio di defezione mutuale
dominante rispetto al rischio noi sappiamo (dalla definizione di dominanza rispetto al
rischio) che p* <1/ 2 cos il bacino di attrazione dellequilibrio nel quale tutti
defezionano sar il pi grande dei due. Il risultato con il bacino di attrazione pi
grande avviene con maggiore probabilit semplicemente poich gli eventi casuali
collocano la popolazione con pi probabilit in bacini di attrazione pi grandi che
pi piccoli.
Il gioco di assicurazione con condizioni iniziali determinate stocasticamente
illustra due importanti seppur non intuitivi risultati. Primo, aggiungere variazioni
stocastiche ad un modello pu permettere previsioni pi forti di quelle ottenibili
senza casualit. Prevedere che tutti defezionano, nellesempio precedente, come
risultato pi probabile, pi informativo che dire la storia conta. In questo caso, il
caso fornisce ci che chiamato meccanismo di selezione dellequilibrio, cio, un modo
per identificare un particolare equilibrio come il pi probabile di un gioco quando
esiste pi di un equilibrio.
In secondo luogo, anche gli equilibri di Nash asintoticamente stabili possono
essere di fatto irrilevanti per predire risultati sociali; in questo caso, il caso opera una
selezione contraria allequilibrio dominante rispetto ai payoff. La teoria dei giochi
evolutiva di tipo stocastico si occupa di studiare casi di questo tipo.
Nel capitolo 12 applicheremo lidea che il caso a volte un meccanismo di
selezione di equilibri forti per spiegare perch alcune istituzioni sono pi comuni di
altre, e per investigare il processo di innovazione delle istituzioni. Importanti
interrogativi sono rappresentati dallo studio delle determinanti dellampiezza del
bacino di attrazione di un equilibrio e dallanalisi di quali siano i processi stocastici (o
meno) che possono spingere una popolazione da un bacino di attrazione ad un altro.
32 | MI CROECONOMI A
Introduciamo adesso un semplice esempio che rappresenta la relazione tra giochi ed
evoluzione istituzionale.
LEVOLUZIONE DEI DIRITTI DI PROPRIET
Il gioco del Falco e della Colomba pu far luce sulle questioni istituzionali
sollevate nel capitolo 1. La popolazione di equilibrio p* = v / c un risultato
desiderabile? Chiaramente no. Il payoff medio massimizzato per p = 0, in altre
parole, quando non ci sono Falchi. Quindi in questa popolazione lequilibrio
Pareto-inferiore ad ogni valore p < p* (si noti che nella figura 2.2 i payoff dei Falchi e
delle Colombe sono entrambi decrescenti nella frazione di Falchi, quindi entrambi
trarranno vantaggio quando la frazione di Falchi si riduce). Lequilibrio del Falco e
della Colomba un analogo biologico al fallimento di mercato: la distribuzione
stazionaria di tipi comportamentali determinati geneticamente, nella popolazione
generata da selezione naturale basata sulla fitness differenziale, fallisce nel
massimizzare la fitness media.
In p*, sia Falchi che Colombe agiscono seguendo la propria risposta ottima;
nessuno potrebbe aumentare la propria fitness cambiando tipo (se possibile). Ma la
fitness media massimizzata in p = 0. Questo non ci sorprende dato che il successo
riproduttivo di ciascun tipo la sua fitness non tiene conto delleffetto che ciascuno
ha sulla fitness degli altri. Dato lincubo Hobbesiano di lotta che lequilibrio del Falco
e la Colomba descrive, non sorprende il fatto che il gioco sia stato usato per indagare
sulla possibilit dellemergenza spontanea di convenzioni che riguardano la propriet
e la divisione di risorse di valore. Le possibilit includono la messa al bando dei
Falchi, lindividuare con una etichetta i Falchi e dare alle Colombe lopzione di
rifiutare ogni interazione con un Falco, ladottare una regola di appaiamento che
renda gli accoppiamenti con i simili pi comuni (e di conseguenza assicurare che i
costi derivanti dallincontro con un Falco siano sopportati prevalentemente dai Falchi
stessi, internalizzando cos le diseconomie che essi generano), tirare una moneta
quando due Falchi si incontrano invece che farli lottare in modo da determinare chi
ottiene V, e cos via.
Le questioni evolutive e costituzionali possono essere ora considerate
congiuntamente: come pu la struttura delle interazioni sociali chi accoppiato con
chi, per giocare quali giochi essere modificata in modo da produrre risultati
desiderabili in popolazioni di attori autonomi come quelli descritti precedentemente?
ORDI NE SPONTANEO |33
Tabella 2.5. Gioco dl Falco-Colomba-Borghese (payoff dei giocatori riga)
Falco Colomba Borghese
Falco (v-c)/2 v v/2+(v-c)/4
Colomba 0 v/2 v/4
Borghese (v-c)/4 v/2+v/4 v/2
!
Sotto quali condizioni questi rimedi costituzionali sono, con qualche
probabilit, evolutivamente vincenti (vale a dire, capaci di proliferare anche se
insoliti)? Riferendoci al gioco precedente ci chiediamo: quali cambiamenti nella
struttura delle interazioni sociali potrebbero ridurre p*, la frazione di equilibrio dei
Falchi, o addirittura eliminare interamente i Falchi?
Le perdite che caratterizzano lequilibrio Falco-Colomba sono la conseguenza
della lotta dei Falchi, non del loro sfruttamento delle Colombe (questa idea pu
sembrare ingiusta, ma lo sfruttamento svolto senza perdite). Una soluzione ,
quindi, quella di trovare il modo di ridurre il numero di interazioni competitive. Un
modo, proposto da uno degli ideatori di questo gioco, il biologo John Maynard Smith
(1974), quello di supporre che il premio sia unarea, come la ragnatela di un ragno o
un territorio di foraggio, che sia occupata o posseduta in ogni momento da uno dei
due nella coppia, e poi introdurre una strategia che dipendente dallo status di
proprietario. La strategia che Maynard Smith sugger se sono proprietario gioco
Falco, se intruso gioco Colomba, che egli defin Borghese (vedi tabella 2.5).
Assumiamo che il possesso non sia mai in dubbio e che in ogni interazione i
membri della coppia abbiano la stessa probabilit di essere proprietari. Per esempio,
quando un Borghese incontra un Falco, per met del tempo il Borghese non
proprietario e quindi si comporta come una Colomba, evitando la lotta, mentre
nellaltra met del tempo il Borghese, in quanto proprietario, litiga (cosa che
ovviamente fa anche il Falco). Quando il Borghese lotta, con probabilit 1/2 vince,
guadagnando un payoff atteso di (v c) / 4. Linsieme di strategie (ampliato dalla
nuova strategia) e la matrice dei payoff attesi figura come in tabella (i termini in
grassetto riproducono semplicemente i payoff del gioco standard).
Si noti subito che il Borghese un ESS (si paragoni il payoff in diagonale con gli
altri termini nella colonna del Borghese). Deduciamo che una popolazione Borghese
non pu essere invasa n da Falchi n da Colombe. Lamadriade maschio (Papio
hamadryas) ed un certo numero di altri animali sembrano comportarsi seguendo la
strategia del Borghese, rispettando il possesso di femmine o di cibo di altri anche pi
piccoli membri della stessa specie (Sigg e Falett 1985).
La possibilit che i diritti di propriet possano essere emersi in questo modo
34 | MI CROECONOMI A
non preclude la possibilit dellemergere di altre regole di divisione e propriet,
possibilmente in competizione. Si noti che mentre il Borghese difende ci che suo,
una strategia equivalente da noi definita Robin Hood sarebbe: se sono un intruso,
agisco come un Falco, se sono possessore, come una Colomba. (Si potrebbe pensare
che questo sia bizzarro ma Maynard Smith (1974) riferisce che almeno un animale
un ragno con il nome improbabile di Oecibus civitas si comporta in questo modo,
riconducendoci al gioco delle sedie musicali versione ragno).
Le propriet evolutive del Borghese e del Robin Hood sono identiche poich
entrambi riducono la frequenza di lotte nello stesso modo (se sorgono dubbi, si
trascriva la matrice rilevante dei payoff). La chiave del successo del Borghese e del
Robin Hood che entrambi usano uninformazione aggiuntiva chi il possessore
per creare una asimmetria tra i giocatori (poich solo uno della coppia pu essere il
possessore) in modo da distribuire il premio rivendicato senza luso della lotta
(assumendo che multipli intrusi del tipo Robin Hood non arrivino simultaneamente).
Qualunque altra asimmetria, purch non sia interpretata erroneamente, avrebbe lo
stesso effetto. , per, pi difficile di quanto si pensi trovare asimmetrie che
funzionino. Si provi con Se pi alto dellaltro, gioca Falco. Cosa succederebbe tra
due giocatori della stessa altezza?
Il possesso, per, pu essere pi ambiguo della superiorit nellaltezza. Tra gli
amadriadi maschi, per esempio, ci sono frequenti lotte causate dallambiguit nel
possesso. Consideriamo il caso in cui in una frazione di tempo 0 , 1 [ | i giocatori
Borghesi intrusi credono, sbagliando, di essere possessori, o in ogni caso agiscono in
quel modo, giocando Falco, mentre nel ruolo del possessore continuano a giocare
Falco come prima. Pu questa strategia, definita come Borghese Litigioso, essere
un ESS? Consideriamo i payoff attesi di questa strategia quando giocata contro se
stessa per determinare se il Borghese Litigioso pu essere una risposta ottima
reciproca (e quindi un ESS). Usando B( ) per riferirci alla strategia del Borghese
Litigioso, abbiamo
( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( )
( )
, 1 2 1 1 2 1 2 1 2
1 2
B B v v c v c
v c

= + +
|
=
!
!
Il primo termine nel membro destro dellespressione esprime il fatto che, con
probabilit un mezzo, lindividuo un possessore, e gioca Falco, affronta un intruso
che quando un Borghese Litigioso gioca correttamente Colomba (1 ) delle volte,
concedendo V al possessore, ma volte sbagliando gioca Falco, conducendo al
payoff di conflitto (v c) / 2. Il secondo termine ripete il payoff di conflitto dellerrore
per il caso in cui lindividuo sia un intruso. Come ci si aspetta, il payoff decrescente
ORDI NE SPONTANEO |35
nel grado di controversia sui diritti di propriet, , e riproduce il payoff del Falco
contro il Falco quando =1, e il payoff del non litigioso Borghese quando = 0.
Un Falco invasore potrebbe proliferare in una popolazione omogenea di
Borghesi Litigiosi? I payoff attesi dei Falchi contro i Borghesi Litigiosi sono
( ) ( ) ( ) ( )( ) , 1 2 1 4 1 H B v c v c = +
!
!
Siccome questa espressione chiaramente minore di
(B( ),B( )) ( ) ( ) ( )
, B B per <1, linvasione dei Falchi fallir. Consideriamo
il payoff atteso di una Colomba mutante in un mondo di Borghesi Litigiosi:
(1 )v / 4, che, per valori di <1 supera (v c) / 2. Da ci deduciamo che giocare
Colomba la risposta ottima al Borghese Litigioso. Pertanto il Borghese Litigioso
non un ESS.
Se la controversia sui diritti di propriet sufficientemente probabile, le
Colombe mutanti prolifereranno. Uninvasione di Colombe su una popolazione di
Borghesi Litigiosi pu sembrare sorprendente. Questo risultato deriva direttamente
dal fatto che i diritti di propriet sono mal definiti o contestati per qualche ragione, e
quindi la strategia del Borghese Litigioso non elimina completamente i conflitti
costosi. Al contrario, la Colomba soddisfa questa necessit anche se il possesso
ambiguo per la semplice ragione che il comportamento della Colomba non dipende
dal possesso. Unimportante deduzione: dove i conflitti sono costosi, regole di equa
divisione possono essere vincenti evolutivamente, anche se sono vulnerabili rispetto
ad occasionali sfruttamenti da parte di coloro che non rispettano le regole.
Gli errori dei Borghesi Litigiosi sono un esempio di una risposta non ottimale
di gioco (a volte chiamata idiosincratica o eccentrica). Come la trattazione della
dominanza rispetto al rischio del capitolo 1 e della casualit, nel gioco di
assicurazione precedente lanalisi della strategia del Borghese Litigioso ci suggerisce
che il caso (nella forma di comportamento bizzarro) pu aggiungere pi di un
disturbo ad una dinamica evolutiva. Ma fin a qui il gioco idiosincratico, come la
mutazione, stato semplicemente inaspettato e saltuario piuttosto che significativo.
Come vedremo, a volte azioni modellate come errori sono fatte per una
ragione (nonostante questa non sia catturata dal modello). Limportanza delle azioni
di gioco che non rappresentano risposte ottime sviluppata successivamente nei
modelli dei processi delle azioni collettive e cambiamenti istituzionali (capitolo 12) e
nella co-evoluzione delle preferenze e delle istituzioni (capitolo 13).
36 | MI CROECONOMI A
CONCLUSIONI: ISTI TUZI ONI ACCIDENTALI?
Concludiamo con due interrogativi: I modelli evolutivi spiegano i processi
storici reali? E, se le istituzioni si fossero evolute spontaneamente, quanto sarebbe
stato efficace il lavoro di coordinamento delle attivit umane svolto? Il modello
precedente mostra che i diritti privati di propriet avrebbero potuto evolversi
spontaneamente, cio, senza definizione ed enforcement da parte degli stati o da terze
parti. Sarebbero comparsi? A questo interrogativo non ancora stata data risposta.
Non solo la propriet ma altre istituzioni economiche la moneta e i mercati,
per esempio si detto si siano evoluti in questo modo, come dato storico. Hayek
(1945:528) scrisse: il regime dei prezzi solo una di quelle strutture che luomo ha
imparato ad usaredopo essserci inciampato sopra senza comprenderlo. Robert
Sugden (1989:86) cerca di spiegare come le norme che regolano lazione umana
possano evolvere senza un disegno umano consapevole e possano conservarsi senza
che ci sia nessun meccanismo che ne imponga lenforcement. Egli chiama questo
ordine spontaneo e continua suggerendo che listituzione della propriet stessa
potrebbe in definitiva essere una forma di ordine spontaneo. Di contro, Marx
(1967:42), descrive leclissi della propriet comune in favore della propriet
individuale come la violenta creazione di una classe di proletari fuorilegge, la
cruenta disciplina che li ha trasformati in lavoratori salariali, e lazione vergognosa
dello Stato che impiega la polizia per accelerare laccumulazione del capitale, e
conclude (1967:760): se la moneta viene al mondo con una macchia di sangue
congenita su una guancia, il capitale viene bagnato dalla testa ai piedi, in ogni orifizio,
di sangue e sporcizia. Non si pu descrivere questo processo come spontaneo.
Naturalmente nessuno si aspetta che un solo modello semplice come il gioco
del Falco, la Colomba e il Borghese fornisca una struttura adeguata per comprendere
qualcosa di cos complesso e storicamente dipendente come il processo mediante cui
i diritti di propriet sono stati modificati durante gli anni. I modelli non spiegano la
storia, ma possono dirci dove guardare. Valutare seriamente ladeguatezza esplicativa
di questo modello (o modelli) dovrebbe richiedere uno studio attento del tipo che
stato dedicato alla trasformazione dai diritti di propriet feudali a quelli moderni
(Aston and Philpin, 1985), la fine della schiavit (Genovese, 1965; Fogel e Engerman,
1974), la trasformazione dei diritti di propriet durante il colonialismo o la
rivoluzione industriale (Horwitz 1977, Sokoloff e Engerman 2000), o la
modernizzazione di semplici societ (Ensminger 1996). Le differenze nel punto di
vista di Hayek e Sugden da un lato e Marx dallaltro non riguardano lidea di modello
evolutivo per se ma quali devono essere gli ingredienti basilari di un adeguato
ORDI NE SPONTANEO |37
modello evolutivo.
Per esempio, dalla citazione precedente risulta chiaro che in un modello di
ispirazione marxista ci sarebbe un ruolo sostanziale dellazione collettiva coordinata e
del conflitto tra gruppi, mentre per gli altri autori questi aspetti del processo storico
sarebbero considerati meno importanti.
I modelli evolutivi renderebbero un gran servizio allo studio del cambiamento
istituzionale se esso potesse fornire loro una struttura per integrare gli effetti
aggregati di un gran numero di individui, ciascuno dei quali agisce singolarmente e
cercando di ottenere i suoi scopi, mentre occasionalmente agisce unitamente ad altri,
per i quali il cambiamento istituzionale un progetto, non un incidente. Torneremo
su queste domande nel capitolo 11 (dove il modello segue la tradizione dellordine
spontaneo) e nel capitolo 12 (dove il modello rappresenta un ibrido Darwiniano-
Marxista).
Il secondo ed ultimo interrogativo il seguente: quanto buono lOrologiaio
Cieco? Se le regole che governano le azioni sociali sono evolute spontaneamente
piuttosto che progettate, nonostante tutto, potrebbero essere efficienti? La
sorprendente affermazione che deriva dalle teorie della mano invisibile sostiene
che esse potrebbero esserlo. Il teorema fondamentale di Fisher, un famoso risultato
in biologia, asserisce che, sotto appropriate condizioni, la selezione naturale genera
livelli di fitness medio crescenti (Fisher, 1930, Price, 1972). Un ragionamento analogo
comune nelle scienze sociali: Douglass North (1981) riassunse questo punto di vista
come segue, La competizione a dispetto della scarsit molto diffusa ordina che le
istituzioni pi efficienti sopravvivranno e quelle inefficienti periranno.
7
Proprio come la massimizzazione della fitness suggerisce certe caratteristiche del
progetto della specie in diverse ecologie, lo stato assiomatico degli esiti efficienti in
alcuni modelli economici fornisce proposizioni forti sui tipi di istituzioni che ci si
aspetta di trovare in determinati ambienti (Williamson, 1985; Ouchi, 1980).
Analogamente, unidea centrale nel materialismo storico marxista (espressa
nellepigrafe al capitolo 11) che il progresso della tecnologia pu rendere le
istituzioni attuali anacronistiche. Quando questo accade esse sono sostituite da
istituzioni capaci di coordinare meglio lattivit economica date quelle che vengono
definite le nuove forze di produzione. Nella visione marxista, le istituzioni, infine,
si adattano ai bisogni della questione da risolvere imposti dal progresso
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
7
Vedi Jensen e Meckling (1979). North, il cui lavoro ha fatto molto per far svanire questo punto di
vista, ha commentato: Ma il fatto che la crescita sia stata pi eccezionale che il ristagno o il declino
suggerisce che i diritti di propriet efficienti sono insoliti nella storia (North 1981:6).
38 | MI CROECONOMI A
tecnologico.
Modelli economici che sostengono affermazioni di questo tipo sono difficili da
trovare e da sviluppare. I risultati della mano invisibile non si applicano: le assunzioni
del teorema fondamentale di Fisher non sono meno stringenti di quelle del teorema
economico con lo stesso nome. Entrambi escludono tipi di interazione
empiricamente importanti: nel caso del teorema di Fisher, leffetto epistatico (non
additivo) ed altri effetti di fitness dei geni dipendenti dalla frequenza e, per i teoremi
economici, gli effetti interpersonali non soggetti a contrattazione completa
(esternalit). Le interazioni con payoff individuali dipendenti dalla frequenza, come
quelli considerati in questo e nel precedente capitolo, violano queste assunzioni.
Ricordiamo che la media di fitness di una popolazione formata da Falchi e Colombe
non massimizzata nella frequenza di equilibrio dei Falchi, v c , bens in zero.
Questa media di idoneit massima, Dawkins (1989b:200) fa notare, potrebbe essere
implementata da una cospirazione delle Colombe ma non verrebbe fuori attraverso
processi evolutivi spontanei, come descritti in questo capitolo. Nessuno dei due
teoremi fondamentali della biologia e delleconomia viene applicato in casi in cui le
interazioni sono del tipo descritto in queste semplici ambientazioni apparentemente
comuni .
Lidea chiave qui afferma semplicemente che lottimizzazione individuale
intenzionale o implicita come nel caso della selezione naturale basata sulle differenze
di fitness non produce generalmente risultati globali ottimali, anche se gli individui
sono lungimiranti e il processo di selezione opera in orizzonti di tempo molto
lunghi
8
. Lidea che la selezione competitiva delle istituzioni a livello di gruppo (per
esempio, le convenzioni studiate nel capitolo 1) possa ottenere ottimi risultati solleva
problemi anche pi importanti di quelli che affrontano le questioni della mano
invisibile applicata ai caratteri individuali o alla fornitura di beni individuali. Ci sono
quattro ragioni perch questo vero.
Primo, le istituzioni manifestano concetti equivalenti sia alle economie esterne
(spillover) sia ai rendimenti crescenti generalizzati: la praticabilit e lefficacia di
unistituzione dipende tipicamente sia dalla frazione della popolazione governata da
esso e sia dallinsieme delle istituzioni coesistenti. Alcune istituzioni possono essere
complementari, accrescendo il funzionamento delle altre, mentre alcune possono
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
8
Il massimo che si pu dire che le strategie strettamente dominate saranno eliminate secondo dinamiche
evolutive plausibili questo perch le strategie dominate non sono mai risposte ottime,
indipendentemente da cosa gli altri facciano, cos il problema delle interazioni sociali non
contrattuali non viene sollevato. Straordinariamente, anche questa debole affermazione non vera
nelle dinamiche in tempo discreto (Weibull 1995).
ORDI NE SPONTANEO |39
ridurre lefficacia di altre istituzioni inducendo ci che viene detto spiazzamento
istituzionale. (Torneremo su queste problematiche con esempi nel capitolo
conclusivo).
Questi possono essere interpretati come corrispondenti istituzionali delle
esternalit positive e negative tra individui, ed essi rendono altamente improbabile
che un processo di selezione competitiva tra istituzioni a livello di gruppo si imbatta
nella combinazione pi efficace. I comportamenti prescritti da unistituzione sono
risposte ottime reciproche e a causa delle complementariet istituzionali; tipicamente
esistono configurazioni multiple di istituzioni stabili. Alcune di queste potrebbero
essere molto inefficienti e persistere ancora dopo lunghi periodi di tempo. Esistono
svariati esempi, documentati ampiamente nella letteratura storica ed antropologica.
Gli abitanti di Fore in Nuova Guinea persistono in una forma di cannibalismo fatale
per loro stessi. La gente della Tasmania e gli islandesi affamati, furono circondati per
secoli da oceani che abbondavano di pesce che non si sono mai preoccupati di
cacciare
9
. (Gli abitanti della Tasmania sono stati pescatori ma per ragioni sconosciute
hanno smesso di esserlo 4000 anni fa).
Secondo, anche dove esistono processi evolutivi che selezionano tra istituzioni
a livello di gruppo, questi generalmente falliranno nellimplementare soluzioni
efficienti. Una capacit militare di gruppo (piuttosto che ogni plausibile misura di
efficienza) potrebbe incidere sul successo in un conflitto tra gruppi (capitolo 13).
Una convenzione dominante rispetto ai payoff (per esempio, la semina anticipata a
Palanpur) pu essere scavalcata da una dinamica evolutiva allinterno del gruppo
poich laltro equilibrio dominante rispetto al rischio e quindi ha un bacino di
attrazione pi ampio (capitolo 12).
Terzo, lintervallo di variazione comportamentale od istituzionale in cui la
selezione ha luogo pu essere altamente ristretto. Come Ugo Pagano (2001) ha fatto
notare, la creazione di nuove istituzioni affine allemergere di una nuova specie;
richiede la confluenza di un ampio numero di variazioni improbabili nel presente.
Tuttavia, sin da quando Darwin ha affrontato il problema nelle Origini della Specie, la
produzione di progetti innovativi attraverso variazioni casuali rimasto un enigma.
I biologi riconoscono nicchie ecologiche libere (che persistono in un lungo
periodo di tempo) che sono capaci di sostenere organismi che occupano nicchie
simili altrove, ma mancanti di mutazioni ed altri eventi casuali tali da permettere la
loro esistenza (Maynard Smith 1998: 289). Analogamente, le comuni caratteristiche
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
9
Durham (1991), Edgerton (1992), Eggertsson (1996), Henrich (2002).
40 | MI CROECONOMI A
comportamentali umane, come ad esempio punire chi non rispetta le regole,
potrebbero non essere apparse pienamente sviluppate come risultato di una singola
mutazione o di una innovazione comportamentale da parte di un singolo individuo
(una norma comune anche necessaria, un castigatore solitario incorrerebbe in rischi
in grado di ridurre la fitness). C una miriade di variet di comportamenti umani ed
istituzioni che non sono ancora stati sperimentati.
Infine, il tasso di cambiamento indotto dai processi di selezione del mondo
reale che operano su caratteristiche geneticamente o culturalmente trasmesse pu
essere lento, relativamente alla velocit di cambiamento indotta da altre fonti, come
gli eventi casuali, i cambiamenti esogeni nella conoscenza, il numero di tipi di
individui che competono, di organizzazioni, o di tecnologie.
Questi quattro punti possono essere espressi visivamente. I processi di
selezione implementano una specie di scalata in collina, ma la cima del colle non ha
nessuna stretta relazione con criteri normativi come lefficienza. Ci possono essere
molte cime, tanto che una popolazione pu non scoprire mai molto della topografia
e pu scalare la collina sbagliata; la pendenza pu essere confusa da spostamenti nella
topografia in modo tale che nessuna cima venga mai raggiunta. Hayek fu uno dei
principali sostenitori degli argomenti della mano invisibile, e ha avanzato unattenta
argomentazione contro i tentativi di compromesso dei risultati dei processi di
selezione evolutiva. Egli fu tuttavia cauto circa ogni affermazione sullottimalit di ci
che levoluzione produce: Io non sostengo che i risultati dei processi evolutivi siano
necessariamente buoni pi di quanto io sostenga che altre cose che sono a lungo
sopravvissute come gli scarafaggi abbiano un valore morale (Hayek 1988:27).
Il ragionamento precedente mostra che le argomentazioni riguardo alla mano
invisibile sono false quando sono applicate ai caratteri istituzionali e
comportamentali, ma non preclude altri modelli mediante i quali i processi evolutivi
possono essere mostrati per implementare soluzioni efficienti, almeno in un senso
approssimativo o di second best. E anche se noi dovessimo concludere che
lorologiaio cieco non un cos buon artigiano, questo non diminuirebbe
limportanza degli approcci evolutivi.
Ritorneremo su questi interrogativi quando considereremo le propriet di
efficienza del processo di cambiamento istituzionale nei capitoli 11 e 13,
introducendo due approcci teoria dei giochi stocastica evolutiva e la dinamica
evolutiva basata sulla selezione multi-livello. Entrambi gli approcci danno
unespressione analitica di versioni sorprendentemente forti delle argomentazioni
sulla mano invisibile. Far unapparizione anche una cospirazione di Colombe.
ORDI NE SPONTANEO |41
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III
PREFERENZE E COMPORTAMENTO
Gli autori di scritti politici hanno stabilito questa come massima, che
nellarchitettare qualsiasi sistema di governo si dovrebbe presupporre che
ogni uomo sia un delinquente e che non abbia altro fine, in tutte le sue azioni,
diverso dal suo interesse privato. Attraverso questo interesse dovremmo
governarlo, e, per mezzo suo, farlo cooperare, nonostante la sua insaziabile
avarizia e ambizione, al bene pubblico.
- David Hume, Essays: Moral, Political and Literary (1742)(Hume
(1964):117-118)
Ritorniamo ancora allo stato di natura e consideriamo gli uomini come se
spuntassero dalla terra, ed improvvisamente, come funghi, giungessero allet
adulta senza nessun tipo di legame con gli altri.
- Thomas Hobbes, De Cive, (1651) (Hobbes (1949):100)
In Illinois la coltivazione dei cereali un grosso business. Per mezzo di
tecnologie ad elevata intensit di capitale e business plan elaborati da specifici software,
alcuni agricoltori coltivano anche pi di un migliaio di acri, la maggior parte dei quali
affittata da differenti proprietari. A met degli anni novanta pi della met degli
accordi tra agricoltori e proprietari erano contratti di mezzadria. Di questi, pi di
quattro quinti prevedevano che il raccolto fosse diviso a met tra i due contraenti.
Nel sud dello stato, dove il suolo in media meno fertile, ci sono contee in cui sono
comuni contratti che assegnano al mezzadro due terzi del raccolto. Nonostante la
considerevole variabilit della qualit della terra, in queste contee sono pochi i
contratti caratterizzati da una ripartizione al cinquanta percento (o in proporzioni
differenti da due terzi).
In confronto, la coltivazione del riso nellovest del Bengala a met degli anni
settanta sembra anni luce lontana da quella dellIllinois. Gli agricoltori, poveri ed
analfabeti, vivevano in villaggi isolati da strade impraticabili per gran parte dellanno e
senza mezzi di comunicazione elettronica. Riuscivano a malapena a sopravvivere su
appezzamenti della dimensione media di soli due acri. Nonostante ci, come
2 | MI CROECONOMI A
abbiamo gi visto nel Prologo, per un aspetto gli agricoltori del Bengala
assomigliavano a quelli dellIllinois: in entrambi i casi mezzadri e proprietari
dividevano il raccolto al cinquanta percento in pi di due terzi dei contratti (non solo:
Ibn Battuta, la cui visita in Bengala stata menzionata nel Prologo, aveva notato e
deplorato esattamente la stessa divisione del raccolto sei secoli prima). Anche se era
possibile osservare altre tipologie contrattuali, nessuna di queste costituiva pi dell8
percento del totale.
1
Un esempio ancora pi sorprendente rappresentato dagli Stati
Uniti del Sud dopo la Guerra Civile, dove i contratti di mezzadria ripartivano il
raccolto in parti uguali tra proprietario terriero e mezzadro senza tenere conto se la
terra fosse di buona o cattiva qualit o se il mezzadro fosse un uomo bianco libero o
uno schiavo recentemente liberato: Questa forma di mezzadria venne istituita
ovunque nel Sud. Si diffuse in tutte le possibili combinazioni di qualit del suolo e
condizioni di lavoro (Ransom and Sutch 1977, p.91, 215).
Il problema sollevato dalla mezzadria con divisione al cinquanta percento il
seguente: una divisione equa del raccolto significa che, per il loro sforzo e per gli altri
input utilizzati, i mezzadri che lavorano una terra fertile avranno una ricompensa
maggiore rispetto ai mezzadri che lavorano una terra poco fruttuosa. Ma se alcuni
mezzadri desiderano lavorare per un minor guadagno sulla terra di qualit inferiore,
perch i proprietari della terra di buona qualit dovrebbero concedere ai loro mezzadri
met del raccolto? La teoria economica convenzionale prevede che nella mezzadria il
proprietario si appropri del guadagno derivante dalla qualit della terra per mezzo di
variazioni nella ripartizione del raccolto (Stiglitz, 1974). Tuttavia, Burke e Young
(2000) mostrano che i contratti di mezzadria in Illinois permettono al mezzadro che
lavora sul terreno buono di appropriarsi di un terzo del guadagno differenziale
attribuibile alla qualit della terra. In questo modo si trasferiscono realmente milioni
di dollari dai proprietari agli agricoltori.
Uninterpretazione plausibile di questi fatti la seguente. Da un lato, gli
agricoltori e i proprietari in tutto il mondo possono aver trovato apparentemente
equa la divisione al cinquanta percento. Dallaltro, i tentativi dei proprietari di
appropriarsi di tutti i guadagni derivanti dalla terra di alta qualit per mezzo di
ripartizioni variabili sarebbero falliti a causa della ritorsione dei mezzadri. Se ci
vero, questa interpretazione suggerisce che una predisposizione allequit (fairness),
cos come il desiderio di punire chi viola le norme locali, potrebbero essere
motivazioni potenti quanto la massimizzazione del profitto e il perseguimento del
guadagno individuale.
1
Young e Burke (2001), Burke e Young (2000) e Bardhan (1984).
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 3
John Stuart Mill (1965[1848]) not sia la diffusione a livello globale dello
straordinario schema della ripartizione in parti uguali nella mezzadria sia, a livello
locale, la conformit a distribuzioni alternative nelle quali non si osserva la divisione
cinquanta cinquanta. Qual la spiegazione di Mill? La consuetudine del luogo la
regola universale (p.149). La consuetudine pu certo essere la causa immediata, ma
questa spiegazione solleva la domanda: perch cinquanta-cinquanta anzich
cinquantadue-quarantotto? Perch Bengalesi ed Americani si sono accordati sullo
stesso numero? Sappiamo dallanalisi del gioco della divisione nel capitolo 1 che
qualsiasi divisione del raccolto un equilibrio di Nash Pareto-efficiente: dunque,
perch hanno scelto questo in particolare? Una domanda ancor pi problematica :
perch tale equilibrio persiste quando sembra che si possano fare enormi profitti
offrendo percentuali pi basse per i terreni di alta qualit? E quando la distribuzione
cambia effettivamente, come successo nel Bengala dellovest negli anni ottanta e
novanta, perch cambiano tutti in una volta, riflettendo il modello di omogeneit
locale e di equilibrio punteggiato che abbiamo incontrato nel capitolo 2?
Dunque, potrebbe avere senso riconsiderare le assunzioni comportamentali
della disciplina economica, che convenzionalmente ha preso linteresse personale
riassunto nellespressione Homo Economicus come suo fondamento, se ragioni quali
lequit e la punizione, o semplicemente ladesione ad una convenzione,
sopravanzano linteresse personale materiale nellambiente altamente competitivo
dellagricoltura dellIllinois. La necessit di riconsiderare lHomo Economicus chiara
quando si analizzano problemi di distribuzione, quali il caso della mezzadria e altre
situazioni di contrattazione in cui la considerazione dellequit sembra essere
fondamentale. Tuttavia il problema molto pi generale: il modello canonico di
comportamento sembra fallire di frequente anche quando problemi di equit sono
assenti.
Si consideri il seguente caso (Gneezy e Rustichini, 2000). In tutto il mondo i
genitori, ogni tanto, arrivano in ritardo a prendere i bambini a scuola. Ad Haifa, in sei
scuole materne scelte in modo casuale, stata imposta una multa per i ritardi (in un
gruppo di controllo di scuole non stata imposta alcuna multa). Laspettativa era che,
introducendo questa sanzione, la puntualit sarebbe migliorata. Invece, al contrario, i
genitori reagirono alla multa con ritardi ancora pi grandi: la frazione che andava a
prendere i propri bambini in ritardo pi che raddoppi. Ancora pi sorprendente il
fatto che quando dopo sedici settimane la multa fu revocata, laumentato ritardo
persistette, senza mostrare alcuna tendenza a tornare al precedente status quo.
Invece, per tutte le venti settimane dellesperimento non ci fu alcun cambiamento nel
grado di ritardo presso le altre scuole appartenenti al gruppo di controllo.
4 | MI CROECONOMI A
Gli autori dello studio sostengono che la multa era un segnale contestuale che
forniva non intenzionalmente informazioni riguardo al comportamento appropriato.
Leffetto stato che il ritardo da violazione di un dovere (che i genitori dovevano
rispettare con qualche sacrificio) stato convertito in una merce con un prezzo (che
molti erano disposti a pagare). Gneezy e Rustichini hanno intitolato il loro studio
Una multa un prezzo e hanno concluso che imporre una multa etichettava
linterazione come situazione analoga a quella di mercato, nella quale i genitori erano
pi che disposti a pagare per il ritardo. Revocare la multa non ha ripristinato il
contesto iniziale della puntualit come dovere, ha semplicemente abbassato il prezzo
del ritardo a zero. Il fatto che gli incentivi monetari per la puntualit abbiano indotto
ritardi pi elevati sia contrario alle previsioni del modello economico standard, sia
di rilevanza generale per il problema della formulazione di modelli di contratti e di
politiche economiche efficaci. Parafrasando Hume, si potrebbe dire le scuole di Haifa
avevano progettato una costituzione per delinquenti, e che apparentemente hanno
prodotto delinquenti anzich migliorare comportamenti.
Le debolezze del modello convenzionale, suggerite dal problema della divisione
del raccolto cinquanta-cinquanta e dal fatto che lintroduzione della multa per i
genitori ritardatari di Haifa ha avuto un effetto opposto a quello desiderato, sono
evidenti in settori dinteresse economico convenzionale, quali il mercato del lavoro, la
produzione in team, il pagamento delle tasse, la protezione dei beni comuni ambientali
ed altre forme di fornitura dei beni pubblici. Inoltre si deve includere anche
limportanza delle motivazioni di equit nella fissazione dei salari e altri scambi
(Bewley 1995, Blinder e Choi 1990).
Ugualmente problematico nel paradigma standard la spiegazione del fatto che
gli individui si sforzano di votare anche se la probabilit che il loro voto sia decisivo
infinitamente piccola. Analogamente, quando votano, il sostegno a trasferimenti di
reddito per mezzo di tasse ai poveri significativo anche tra coloro che poco
verosimilmente potranno beneficiarne, in quanto sufficientemente ricchi e con
prospettive di reddito crescente (Fong 2001, Gilens 1999). Infine, alcuni studi presso
Continental Airlines, Nucor Steel e altre compagnie hanno rilevato che gli incentivi di
gruppo sono efficaci anche quando i guadagni sono divisi tra un numero di persone
cos grande che il payoff di un individuo derivante dal suo impegno trascurabile
(Hanse 1997, Knez and Simester 2001).
Cercando dei fondamenti comportamentali pi adeguati per leconomia e le
altre scienze sociali, in questo capitolo ci serviremo di ricerche recenti per presentare
una riformulazione dellapproccio standard che mantenga un ruolo centrale per le
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 5
preferenze, le credenze (beliefs), e i vincoli degli individui che spiegano come si
comportano le persone. Inoltre, correggeremo il modello convenzionale in tre modi.
In primo luogo, molte preferenze possono essere spiegate in modo migliore
dalle cosiddette preferenze sociali: nella scelta di unazione, gli individui comunemente
tengono conto delle conseguenze che le loro azioni hanno sugli altri individui, non
solo su loro stessi. In aggiunta, spesso si interessano non solo delle conseguenze, ma
anche delle intenzioni degli altri attori. Un importante esempio di preferenze sociali
sono le ragioni di reciprocit, per cui le persone sono generose nei confronti di coloro
che si sono comportati bene (con loro stessi o con altri) mentre puniscono coloro
che non si sono comportati bene. Le motivazioni di reciprocit inducono le persone
ad agire in questo modo anche in situazioni (quali ad esempio le interazioni singole,
one-shot) nelle quali la generosit e i comportamenti punitivi sono costosi e non
producono aspettative di una ricompensa ulteriore o indiretta per lindividuo. Questi
casi sono esempi di ci che definisco reciprocit forte, per distinguere questo
comportamento dal comportamento di reciprocit con aspettativa di una ricompensa
futura, talvolta definito altruismo reciproco. Altre preferenze sociali da considerarsi sono
lavversione alla disuguaglianza, linvidia (o il comportamento dispettoso) e laltruismo.
Al contrario, convenzionalmente si assume che il comportamento
dellindividuo sia interamente spiegato da ci che, in modo impreciso, viene definito
interesse personale, con il quale, in questo testo, si intendono preferenze auto-interessate
(self-regarding) definite sui risultati. Secondo questa prospettiva, non proviamo
interesse n per i risultati che vengono ottenuti da altri, n per il processo che genera
tali risultati. F. Y. Edgeworth, uno dei fondatori del paradigma neoclassico, espresse
questa visione nel suo Mathematical Psychics (Edgeworth 1881, p.104): Il primo
principio delleconomia che ogni agente mosso solo dallinteresse personale.
Linteresse personale non un presupposto dalla razionalit (un individuo pu avere
preferenze altruistiche o masochistiche e, allo stesso tempo, transitive e complete),
ma in economia viene solitamente trattato in modo assiomatico (e talvolta confuso
con la razionalit). Dunque, mentre linteresse personale non formalmente
implicato dallapproccio convenzionale, in pratica generalmente viene postulato.
Questa assunzione acquista considerevole potere predittivo in situazioni strategiche
quando prende la forma di ci che definisco lassioma dellinteresse personale, ovvero
linteresse personale dellindividuo assieme alla supposizione che gli altri siano a loro
volta motivati dallinteresse personale.
In secondo luogo, gli individui sono agenti che si adattano e seguono delle
regole (rule-following adaptive agents). Con questa espressione si intende il processo con
6 | MI CROECONOMI A
cui economizziamo sulle nostre limitate risorse cognitive seguendo regole empiriche
approssimative. Lespressione razionalmente limitato talvolta usata per descrivere
i limiti cognitivi dei reali attori umani, ma verr usata in quanto veicola unidea di
comportamento irrazionale. Non sulla limitatezza della nostra razionalit che
concentreremo la nostra attenzione, ma piuttosto sulla limitata capacit e
predisposizione nel praticare esercizi cognitivi straordinariamente complessi e
costosi. Tra queste regole comportamentali evolute si posso trovare prescrizioni
etiche che regolano le azioni nei confronti degli altri, ovvero le norme sociali,
laderenza alle quali sia considerata di valore dallattore (i.e., la norma viene
internalizzata), sia sostenuta da un sanzione sociale. Questo approccio in contrasto
con la visione convenzionale secondo cui il comportamento il risultato di processi
cognitivi individuali spesso molto impegnativi che affrontano problemi di carattere
valutativo e causale (Questo stato desiderabile? Come posso realizzarlo?). Questa
visione incentrata sulla cognizione individuale (individual cognition-centered) esclude un
comportamento fondato su reazioni viscerali (come disgusto, paura, o debolezza di
volont), abitudine, o regole empiriche evolute, e presume (in contrasto con una
considerevole quantit di osservazioni empiriche) che gli individui siano sia capaci
che predisposti a formulare inferenze abbastanza avanzate riguardo a cosa gli altri
faranno e su come funziona il mondo.
Infine, i comportamenti dipendono dal contesto in tre modi differenti. I segnali
relativi alla situazione (situational cue) sono utilizzati per determinare i comportamenti
appropriati in qualsiasi contesto. Inoltre, valutiamo i risultati da un particolare punto
di vista, ovvero, il nostro stato attuale o lo stato che viene vissuto da un membro del
nostro gruppo di riferimento. Infine, le istituzioni sociali influenzano chi
incontriamo, per fare cosa, e con che ricompense; come risultato, le nostre
motivazioni sono rappresentate dal modello del processo di trasmissione culturale o
genetica introdotto nel capitolo 2. Dunque, le nostre preferenze dipendono dalla
specificit della situazione e sono endogene. Le preferenze vengono definite endogene se
lesperienza di un individuo pu modificarle in modo durevole, la qual cosa pu
succedere se lesperienza influenza lapprendimento sociale o (in un periodo
veramente lungo) leredit genetica. Queste possono essere confrontate con
preferenze dipendenti dal contesto o dallo stato, ma che sono stazionarie (nel tempo,
lindividuo si comporta nello stesso modo nella stessa situazione). Poich le
preferenze endogene comportano un apprendimento o cambiamenti genetici, il
comportamento in una stessa situazione cambia nel tempo.
Questo approccio in contrasto con la visione convenzionale secondo la quale
le preferenze non dipendono dallo stato attuale dellindividuo e non cambiano, o
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 7
cambiano solamente sotto linfluenza di influenze
2
esogene al problema in esame.
George Stigler e Gary Becker (1977) hanno espresso questa visione nel loro saggio
De Gustibus Non Est Disputandum: Non si discute dei gusti per la stessa ragione per
cui non si discute delle Rocky Mountains entrambi sono l, e ci saranno anche il
prossimo anno, e sono uguali per tutti gli uomini (p.76). Il loro intento era quello di
parafrasare in termini meno poetici losservazione di Hobbes sui funghi.
Naturalmente nessuno considera le assunzioni convenzionali alla lettera.
Edgeworth osserv che lassunzione dellinteresse personale letteralmente vera solo
in situazioni limitate (il contratto e la guerra) e Hume, nella frase immediatamente
successiva alla prima epigrafe di questo paragrafo, espresse una riflessione sul fatto
che strano che una massima che in realt falsa sia vera nella scienza politica.
Hobbes fece ricorso ad unanalogia deliberatamente fantasiosa al fine di astrarre dalla
formazione sociale delle preferenze come parte di un esperimento mentale, non per
descrivere delle persone reali.
Se si deve riconoscere che le assunzioni standard da un punto di vista empirico
sono violate di frequente, la maggioranza degli economisti ha condiviso ladozione di
Becker e di Stigler del semplice modello canonico di preferenze esogene e auto-
interessate (self-regarding). La vasta accettazione dei principi cardine di questo modello
non come verit empiriche, ma come approssimazioni sufficientemente vicine da
essere utilizzate come utili scorciatoie pu essere spiegata in parte dal loro
sostanziale contributo alla disciplina intellettuale e alla chiarezza. Le assunzioni
standard forniscono una cornice intellettuale comune resistente a spiegazioni ad hoc
basate su differenze individuali non osservate empiricamente o sui cambiamenti dei
gusti nel tempo. Abbandonare il modello standard apre la porta a spiegazioni dei
comportamenti sulla base di concetti vaghi come reddito psichico o spiriti
animali.
Affinch una nuova fondazione comportamentale fornisca un contributo alle
scienze sociali, piuttosto che una sollecitazione per spiegazioni ad hoc, sono necessarie
sia maggiori informazioni empiriche riguardanti le preferenze e la loro formazione,
sia modelli di comportamento pi adeguati soggetti ad assunzioni meno restrittive
riguardanti le preferenze. La straordinaria produzione di risultati empirici degli
economisti sperimentali e comportamentali e di altri scienziati sociali in anni recenti
ha fatto s che una simile riformulazione non solo sia possibile, ma anche dovuta. In
questo e nei capitoli successivi, ci si servir ampiamente di risultati sperimentali. La
ragione che questo metodo, relativamente nuovo per la disciplina economica, ha
2
NdT: nelloriginale, the influence of influences.
8 | MI CROECONOMI A
per la prima volta permesso di testare in ambienti controllati ipotesi correttamente
formulate inerenti le assunzioni comportamentali delleconomia.
Nella prossima sezione introdurremo ci che si pu definire uninterpretazione
comportamentale delle preferenze e dellazione razionale, seguita da una rassegna di
numerose anomalie empiriche nella trattazione convenzionale delle preferenze.
Passeremo poi alla recente ricerca sulle preferenze sociali, introducendo sia risultati
sperimentali, sia due nuove funzioni di utilit. Rimander ai capitoli 7, 11, e 13
lesposizione di un modello formale dellevoluzione delle preferenze, delle ragioni per
cui la gente spesso aderisce a norme etiche e per cui motivazioni etero-interessate, quali
la generosit e lequit, sono comuni.
PREFERENZE, RAGIONI E COMPORTAMENTI
Quando gli individui agiscono, generalmente stanno provando a fare qualcosa,
in modo pi o meno saggio. Una implicazione che i propositi degli individui e il
loro modo di capire come portarli a compimento, insieme ai vincoli e agli incentivi
posti dalle regole sociali e dalle capacit individuali, sono ingredienti chiave per
spiegare le azioni individuali. Ci che la gente fa in qualsiasi situazione dipende
dunque dalle sue preferenze e dalle sue credenze.
Le credenze (belief) sono ci che un individuo conosce della relazione tra
unazione e un risultato. In molti casi le credenze entrano a far parte banalmente di
situazioni di scelta e non sono considerati esplicitamente: per esempio, nei giochi
semplici abitualmente assumiamo che le persone conoscano le conseguenze delle
loro azioni in termini di payoff. In altre situazioni particolarmente nelle interazioni
strategiche senza strategie dominanti le credenze possono diventare di importanza
fondamentale: gli effetti di essere presente ad una riunione possono dipendere da chi
sono gli altri partecipanti e dunque la mia decisione di partecipare o no dipender
dalle mie aspettative riguardo a chi altro parteciper. La decisione degli altri a sua
volta dipender dalle credenze di questi ultimi sulla partecipazione degli altri, e cos
via. In altre situazioni la struttura dellinterazione potrebbe essere ambigua e intesa
differentemente da differenti giocatori. In queste situazioni, il modo in cui arriviamo
ad avere determinate credenze e il modo in cui aggiorniamo le nostre credenze alla
luce della nostra esperienza assume importanza centrale.
Le preferenze sono le ragioni del comportamento, ovvero attributi degli
individui diversi dalle credenze e dalle capacit che spiegano le azioni che essi
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 9
intraprendono in una data situazione.
3
Dunque le preferenze sono uneterogenea
mescolanza che include: i gusti (alimentari, per esempio), le abitudini, le emozioni
(come la vergogna o la rabbia) e le altre reazioni viscerali (come la paura), il modo in
cui gli individui interpretano le situazioni (o, pi brevemente, il modo in cui
elaborano una decisione), gli impegni (come le promesse), le norme applicate
socialmente, le propensioni psicologiche (allaggressione, allestroversione) e le
relazioni affettive di un individuo con gli altri. Dire che le persone agiscono sulla base
delle loro preferenze significa solo che la conoscenza delle preferenze potrebbe
essere di aiuto nel fornire una convincente spiegazione delle azioni (sebbene non
necessariamente la spiegazione che verrebbe data dallattore, poich come ben
noto, gli individui sono talvolta incapaci o riluttanti nel fornire tale spiegazione).
4
Questa interpretazione delle preferenze come ragioni del comportamento
pu essere confrontata con due approcci convenzionali. Il primo postula che gli
individui cercano di massimizzare la loro utilit, equiparando lutilit al benessere, al
piacere o alla felicit, secondo la tradizione di Jeremy Bentham e degli utilitaristi degli
inizi del diciannovesimo secolo. Al contrario, nel pi recente approccio delle
preferenze rivelate, un ordinamento di preferenze non niente di pi che una
completa descrizione di un comportamento coerente, e qualsiasi connessione con un
calcolo edonistico ingiustificata. Nessuno di questi due approcci interamente
adeguato.
Se il nostro obiettivo spiegare il comportamento, lapproccio delle preferenze
rivelate vuoto, perch non si pronuncia sul problema delle motivazioni e delle
ragioni: sebbene queste siano difficilmente sufficienti a fornire una spiegazione,
raramente esse sono totalmente prive di informazioni. La visione delle preferenze
rivelate un tempo ha attratto sostenitori impressionati dal fiat metodologico, ora
superato, che gli stati soggettivi non sono conoscibili e che quindi un approccio
scientifico debba focalizzarsi sui comportamenti osservabili. Al contrario, lapproccio
utilitaristico concreto; gli stati soggettivi centrali per questa visione il piacere, il
dolore, la soddisfazione, lansia, e altre esperienze edonistiche sono ora un campo
attivo di studi scientifici e di misura. Tuttavia trattare il comportamento come
sinonimo del perseguimento del benessere fuorviante: le ragioni che muovono le
nostre azioni includono anche le dipendenze, la debolezza del volere, i
comportamenti miopi, e altre disfunzioni del comportamento umano che sono ben
3
Unespressione pi precisa per questa concezione di preferenze pu essere la scomoda espressione
suggerita da Nowell-Smith (1954): pro and con attitudes.
4
Vedi Nisbett e Wilson (1977). Shafir, Simonson e Tversky (2000) forniscono uninterpretazione di
ci che chiamano scelta basata sulle ragioni (reasonbased choice) simile a quella presente in Nowell-
Smith (1954) e in questo testo.
10 | MI CROECONOMI A
documentati. Il fatto che lo stesso termine - utilit sia convenzionalmente usato sia
come spiegazione del comportamento sia come standard per la valutazione dei
risultati sociali ha costretto gli economisti ad assumere una prospettiva
eccessivamente limitata sul comportamento e sulla valutazione sociale.
Per riassumere, accanto allinsieme delle azioni ammissibili e dei risultati a
queste associati, credenze e preferenze forniscono una spiegazione dellazione
individuale. Si ricordi che le istituzioni sono state definite come le leggi a livello di
popolazione, le regole informali, e le convenzioni che danno una struttura durevole
alle interazioni sociali. In termini di teoria dei giochi, unistituzione un gioco (che,
come abbiamo visto nel capitolo 1, pu anche essere il risultato di un gioco sotteso),
le preferenze sono la valutazione dei payoff, e le credenze sono la comprensione dei
giocatori delle conseguenze dei payoff attesi di ciascuna strategia nel loro insieme delle
strategie (i.e., la loro comprensione del gioco e della sua struttura dei payoff in
aggiunta alla probabilit delle azioni degli altri).
Siccome preferenze, credenze e istituzioni vengono facilmente confusi, si
consideri un caso concreto. In molti paesi la pratica di guidare sul lato destro della
strada unistituzione; una convenzione, ovvero un equilibrio di un Assurance Game,
e la convenzione difesa anche da leggi. In questi paesi guidare a destra una
miglior risposta e comportarsi diversamente anche illegale. La persone non
preferiscono guidare a destra in s, preferiscono evitare incidenti e multe, e se tutti gli
altri guidassero a sinistra senza violare la legge, guiderebbero anche loro a sinistra. La
credenza che gli altri guideranno a destra sostiene listituzione della guida a destra,
che a sua volta sostiene la credenza. Le credenze e le preferenze sono fatti che
riguardano gli individui che sostengono questo particolare equilibrio, mentre le
istituzioni, rappresentate in questo caso dalla posizione di equilibrio con guida a
destra sono fatti che riguardando gruppi di persone. Una versione della struttura di
preferenze e credenze che chiamer convenzionale ha fornito i fondamenti
comportamentali della disciplina economica e viene sempre pi applicata in tutte le
scienze sociali. Il modello del comportamento di un individuo si serve di una
funzione di utilit: U = U(x, y, z). Gli argomenti di U x,y, e z descrivono uno
stato che pu essere una semplice lista di beni consumati o una formulazione pi
complessa, come una birra fredda in una serata calda tra tre giorni in compagnia di
amici in una societ islamica che proibisce il consumo di alcol. La funzione di utilit
viene scelta in modo tale da essere una rappresentazione numerica tale che vengono
scelti (sono preferiti) i valori pi elevati di U rispetto ai valori pi bassi, poich lo
stato (x,y,z) viene scelto rispetto a (x,y, z) se U (x, y, z) > U(x, y, z).
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 11
La funzione di utilit completa, ovvero ciascuno stato pu essere ordinato
rispetto ad ogni altro stato per mezzo di una relazione di preferenza o indifferenza.
Lordinamento anche transitivo, ovvero gli ordinamenti che fornisce non includono
ordinamenti incoerenti come (x, y, z) preferito a (x, y, z) che preferito a
(x, y, z), ma (x, y, z) preferito a (x, y, z). Infine si assume (di solito
implicitamente) che la funzione di utilit non vari nel tempo nel periodo rilevante:
quando, per esempio, i prezzi cambiano esogenamente, lindividuo reagisce solo ai
nuovi prezzi e non a cambiamenti concomitanti nella funzione di utilit. Gli individui
sono razionali quando agiscono in conformit ad una funzione di utilit completa e
transitiva.
5
Dunque non sono considerati ir-razionali altri modi di agire (per esempio,
scelte incoerenti indotte dallimpulsivit, o lincompletezza delle preferenze rispetto a
risultati orribili in modo inimmaginabile), sono semplici forme dazione non trattate
da questo modello, che forse sarebbe meglio considerare non-razionali.
Il modello convenzionale abitualmente esteso per trattare il rischio e
lincertezza. Si dice che esiste rischio se le conseguenze di unazione nellinsieme di
scelta individuale un insieme di possibili risultati, ciascuno dei quali pu verificarsi
con una probabilit conosciuta. Al contrario, se una o pi delle azioni a disposizione
dellindividuo posso condurre a pi di un risultato, le cui probabilit sono sconosciute,
esiste incertezza. Entrambi sono aspetti pervasivi delle scelte. Decidere se prendere in
locazione un cottage sulla spiaggia sapendo che con probabilit p piover un
esempio di rischio. In questi casi si assume che lindividuo massimizzi lutilit attesa.
Lutilit attesa di unazione lutilit associata a ciascuna possibile conseguenza di
unazione moltiplicata per la probabilit del suo verificarsi: U(cottage sulla spiaggia) =
(1 p)U(cottage sulla spiaggia sotto il sole) + pU(cottage sulla spiaggia sotto la
pioggia).
La massimizzazione dellutilit attesa richiede pi di un semplice ordinamento
di ogni possibile stato (che sufficiente per determinare il comportamento in
condizioni di certezza) poich utilizza informazioni relative a quanto uno stato sia
meglio di un altro. In uno studio pionieristico di teoria dei giochi, John von
Neumann e Oskar Morgenstern (Neumann e Morgenstern 1944) hanno dimostrato
come le scelte di un individuo che massimizza lutilit attesa non cambiano se la
funzione di utilit subisce trasformazioni additive o lineari. (Ci significa che se il
comportamento di un individuo descritto dalla funzione di utilit u allora il suo
comportamento descritto anche da qualsiasi funzione della forma v = + u dove
>0.) Le cosiddette utilit di von Neumann-Morgenstern incorporano questa restrizione.
5
Talvolta sono imposte altre restrizioni di razionalit, ad esempio lassioma debole delle preferenze
rivelate richiede che se (x, y, z) preferito a (x, y, z) allora (x, y, z, a) sar preferito a (x, y, z, a).
12 | MI CROECONOMI A
Nel capitolo 1 sono gi apparse due volte: nella discussione della risk-dominance e
quando si sono normalizzati i payoff associati con le posizioni di riserva (fallback positions)
nei giochi sul conflitto di interessi. Le utilit di von Neumann-Morgenstern sono
cardinali per stati diversi di un dato individuo, ma non tra diversi individui; indicano
quanto sia migliore la spiaggia con il sole rispetto alla spiaggia con la pioggia per te,
ma non di quanto sia migliore per te rispetto a quanto lo sia per me. A meno che non
sia diversamente specificato, tutti i payoff utilizzati di seguito sono utilit di von
Neumann-Morgenstern.
Nel caso dellincertezza i pesi delle probabilit conosciute sono sostituiti dalle
stime soggettive dellindividuo riguardo alle probabilit sconosciute. Si assume
generalmente che gli individui modifichino le loro stime sulla base dellesperienza
recente per mezzo di un processo denominato aggiornamento bayesiano; il reverendo
Thomas Bayes (1702 1761) fu uno dei primi studiosi di teoria della probabilit.
Lapproccio bayesiano allazione razionale assume che il processo di decisione
dellindividuo in situazione di incertezza sia basato sulla massimizzazione dellutilit
attesa a sua volta fondata sulle probabilit soggettive aggiornate in questo modo.
(Lapproccio bayesiano ovviamente presume lutilizzo di utilit di von Neumann-
Morgenstern.) La differenza tra rischio ed incertezza in pratica spesso sfumata,
eccetto in casi limite, dove si considerano probabilit veramente conosciute, come i
meccanismi di allocazione che vengono resi casuali dal lancio di una moneta.
Unimportante applicazione di queste idee il concetto di avversione al rischio
(risk aversion), misurata dal livello di concavit di una funzione di utilit U(W) dove W
la ricchezza dellindividuo. Lintuizione che lutilit marginale della ricchezza
nettamente decrescente nel benessere, come sarebbe nel caso di una funzione di
utilit molto concava, un individuo valuterebbe un guadagno certo di 75000 euro
molto di pi di uno di 50000 o 100000 con pari probabilit. Dunque, un individuo la
cui utilit concava nel benessere non sceglierebbe una lotteria tra due premi se
potesse avere, invece, un premio certo uguale al valore atteso della lotteria. Per questa
ragione, una misura del grado di avversione al rischio U/U, denominata misura
di Arrow-Pratt.
6
Un individuo neutrale al rischio (risk neutral) se lutilit lineare nel
benessere o U = 0; se U > 0 un individuo amante del rischio (risk seeking).
Una seconda estensione essenziale riguarda le scelte tra stati in momenti
diversi. Tale estensione pu essere introdotta scontando gli stati futuri ad un fattore di
sconto costante , che una misura inversa del tasso al quale scontiamo gli eventi
futuri a causa di una visione distorta, la scarsa probabilit di sopravvivere oltre una
6
Si veda Mas-Colell, Whinston e Green (1995) per unulteriore elaborazione.
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 13
qualche data futura, e altre ragioni.
7
Un persona che valuta gli stati futuri in modo
uguale allo stato attuale avr = 1, mentre individui che attribuiscono maggior peso
al presente avranno < 1. Secondo lapproccio dellutilit scontata (discounted utility)
definito in un modo tale che un individuo sia indifferente tra aggiungere x al suo
consumo y al tempo t e aggiungere un qualche altro incremento, x, un numero di
periodi n pi tardi, nel periodo t + n se
U(y+x)
t
+ U(y)
t+n
= U(y)
t
+ U(y+x)
t+n
(3.1.)
Dunque, una volta esteso al trattamento del rischio e della scelta
intertemporale, il modello convenzionale coglie importanti aspetti del
comportamento umano e combina vasta applicabilit e trattabilit formale. A prima
vista, sembra imporre allanalisi del comportamento poche restrizioni concrete
diverse dallesclusione dei casi, forse non importanti, di incompletezza ed incoerenza
appena menzionati. Tuttavia ci non corretto: la formulazione di cui si appena
detto costituisce una teoria concreta del comportamento ed incorpora affermazioni
forti sul tipo di cose di cui la gente tiene conto e su come ci viene fatto. Questo
modello non ottiene ottimi risultati alla luce delle recenti ricerche empiriche sul
comportamento.
PREFERENZE DI PENDENTI DAL CONTESTO
Una delle falsificazioni del modello convenzionale documentate nel modo
migliore si verifica poich le preferenze (e dunque i comportamenti) sono dipendenti
dal contesto (situation dependent). Si supponga che
i
sia un vettore che rappresenta uno
stato i (ad esempio quello descritto sopra da (x, y, z)), un elemento dellinsieme dei
possibili stati , e U
i
(
j
) sia lutilit associata con lo stato
j
per un individuo che
sta attualmente sperimentando lo stato
i
. Sia U
i
() la rappresentazione dellindividuo
dellordinamento delle preferenze di tutti i possibili stati quando lindividuo nello
stato i. Dunque le preferenze saranno dipendenti dal contesto se gli ordinamenti
dello stesso individuo in uno stato differente, dato da U
k
() , differiscono da quelli
dati da U
i
() per qualche i e k. La dipendenza dal contesto anche chiamata
dipendenza dallo stato (state dependence), ma si user la prima denominazione in
riconoscimento della considerevole letteratura in psicologia sullimportanza
dellinfluenza delle situazioni sul comportamento.
Un importante esempio di dipendenza dal contesto, denominato avversione alle
7
Il fattore di sconto = 1/(1 + r) dove r il tasso di preferenza temporale (time preference).
14 | MI CROECONOMI A
perdite (loss aversion), si verifica perch le persone valutano le perdite (negativamente) in
modo maggiore rispetto a guadagni di pari entit. La dimensione del coefficiente di
avversione alle perdite sorprendentemente grande: stime ottenute per mezzo di
esperimenti e in contesti naturali hanno mostrato che la disutilit di una piccola
perdita compresa tra due e due volte e mezzo lutilit di un piccolo guadagno.
La funzione di utilit dunque bruscamente piegata nello status quo (e la piega
si muove quando lo status quo cambia). A ci strettamente associato leffetto
dotazione (endowment effect): il prezzo minimo che indurrebbe un individuo a vendere
qualcosa che ora possiede sostanzialmente pi alto del massimo prezzo che
desidererebbe pagare per acquistare lo stesso bene. (Lavversione alla perdita e
leffetto dotazione sono esempi di una classe pi ampia di effetti di dipendenza dal
contesto, ovvero le distorsioni derivanti dallo status quo.)
Lavversione al rischio e leffetto dotazione sono stati ampiamente documentati
da esperimenti condotti da economisti e psicologi, e forniscono una spiegazione
plausibile di importanti anomalie nelleconomia di ogni giorno. Per esempio, il fatto
che i rendimenti azionari abbiano ecceduto continuamente di un ampio margine i
guadagni delle obbligazioni un problema di rilievo in economia. Una volta si
pensava che fosse il risultato dellavversione al rischio tra gli investitori, ma un
semplice calcolo (Mehra e Prescott 1988) ha mostrato che il livello di avversione al
rischio necessario a spiegare la differenza talmente grande da non essere plausibile.
Perch lavversione al rischio possa giustificare il problema dei rendimenti azionari,
gli investitori dovrebbero essere indifferenti tra una uguale probabilit di ottenere
50000 euro o 100000 euro e un guadagno sicuro di 51209 euro. Una spiegazione pi
convincente (Benartzi e Thaler 1995) sostiene che gli investitori non siano avversi alla
variabilit dei guadagni in s (dopo tutto, la maggioranza di essi abbastanza ricca),
ma che reagiscano con veemenza alla prospettiva di una perdita, e i rendimenti delle
azioni in un anno sono negativi pi di frequente rispetto ai rendimenti delle
obbligazioni.
Linterpretazione in termini di avversione al rischio del problema dei
rendimenti delle azioni rende chiaro che una formulazione precisa dellavversione al
rischio e di altri aspetti della dipendenza dal contesto richiede una trattazione esplicita
della dimensione temporale; se gli investitori avessero cinque anni come orizzonte
temporale, otterrebbero pochi rendimenti negativi, dunque lavversione alle perdite
implica la considerazione di un orizzonte temporale particolare, evidentemente uno
abbastanza corto. Un individuo che subisce una perdita alla fine considerer la nuova
situazione come lo status quo. Sappiamo, per esempio, che chi anticipava che un
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 15
grave handicap fisico sarebbe stato insopportabile spesso diventa abbastanza
soddisfatto della propria vita dopo aver convissuto con lhandicap per un certo
numero di anni. Una ben documentata determinante delle preferenze (che dipende
dalla situazione) la semplice esposizione. Le persone valutano di pi le cose (per
esempio i cibi) ai quali sono stati esposti per un tempo pi lungo. I topi non sono
differenti: quelli allevati con Mozart preferiscono la sua musica a quella di
Schoenberg (Cross, Halcomb, e Matter 1967). Talvolta le preferenze si adattano alle
situazioni virtualmente in modo istantaneo gli studenti negli esperimenti sulleffetto
dotazione si affezionavano alla tazza da caff che era stata loro data in pochi minuti!
ma gli intervalli possono essere considerevolmente pi ampi in molti casi.
La dipendenza dal contesto nelle forme di avversione al rischio, effetto
dotazione, ed endogeneit di lungo periodo delle preferenze non esaurisce per nulla
i difetti empirici del modello convenzionale. Analogamente allassunzione di
indipendenza dal contesto, la trattazione convenzionale della scelta intertemporale
particolarmente controintuitiva e fortemente contraddetta dalle prove
comportamentali.
8
Si supponga di essere indifferenti tra un pasto al ristorante
preferito ora e due pasti simili da consumare tra un anno. Dunque secondo leq. (3.1)
si dovrebbe essere indifferenti anche tra un pasto (che chiamiamo x) tra venti anni e
due pasti (che chiamiamo x) tra ventuno anni. Per ottenere questo risultato, si noti
che la relazione di indifferenza pu essere espressa in modo equivalente (dividendo
entrambi i membri di (3.1) per
t
) come
U(y+x) - U(y) = {U(y+x) - U(y)}
n
Dunque la differenza nellutilit generata dal ritardo dei due pasti non dipende
dal momento in cui avviene concretamente, ma solo dallammontare di tempo
trascorso tra il momento del primo evento (un pasto) ed il secondo evento (due
pasti). Questa cosiddetta propriet di stazionariet del modello dellutilit scontata un
analogo in termini di tempo dellindipendenza dallo stato: si assume che la valutazione di
un individuo degli stati non dipenda dal momento nel quale lindividuo li sta valutando. Ci non
solo controintuitivo, ma viene contraddetto anche da prove sperimentali e di altro
genere ( interessante che ci valga non solo per gli esseri umani, ma anche per gli
animali). Per la maggioranza delle persone, come suggerisce lesempio, il ritardo di un
anno molto pi importante se accade prima piuttosto che tempo dopo, e ci
suggerisce la cosiddetta funzione di sconto iperbolico, secondo la quale uno stato nellanno
t scontato non al tasso
t
, ma al tasso
8
Questo paragrafo scritto sulla base di Loewenstein and Prelec (2000).
16 | MI CROECONOMI A
(t) = (1+t)
-
con ,>0 (3.2)
che per valori alti di indica che il valore degli stati futuri rapidamente
decrescente nel futuro prossimo, dopodich la diminuzione nettamente attenuata
(in modo tale che, per esempio, si potrebbe essere abbastanza impazienti
nellaspettare un anno per il pasto favorito, ma solo un po meno impazienti nel
valutare le conseguenze di lungo periodo del riscaldamento globale).
9
Chi sconta in
modo iperbolico mostrer un comportamento caratterizzato da inversione delle
preferenze: tra due premi A e B di ammontare differente, che vengono consegnati in
differenti date future, un individuo pu preferire A rispetto a B nel presente, ma con
il passare del tempo preferire B ad A. Scontare in modo iperbolico potrebbe, per
esempio far s che un individuo preferisca prendere un pasto ora rispetto a due pasti
tra un anno, ma anche scegliere i due pasti tra ventuno anni rispetto ad un solo pasto
fra venti anni, dunque invertendo la propria scelta. Numerosi studi (di cui si pu
trovare una rassegna in Angeletos, Laibson, Repetto, Tobacman e Weinberg 2001)
suggeriscono che lapproccio dello sconto iperbolico fornisce migliori previsioni
rispetto allapproccio convenzionale del comportamento per quanto riguarda il
risparmio individuale, spiegando la significativa crescita osservata empiricamente nel
consumo, derivante da prevedibili aumenti di reddito, e la drastica riduzione dei
consumi dopo la pensione. Come nel caso della scelta intertemporale, regolarit
empiriche saldamente dimostrate sono anomale dal punto di vista della
convenzionale analisi della scelta in presenza di rischio per mezzo dellutilit attesa. Si
ricordi che questo contesto richiede che gli individui valutino le azioni che
intraprendono secondo la somma lineare della probabilit di ciascuna possibile
conseguenza che si verifica, moltiplicata per le utilit associate a ciascuna
conseguenza. Dunque, gli eventi che si verificano con una probabilit arbitrariamente
piccola dovrebbero essere trattati in modo virtualmente indistinguibile dagli eventi
che con certezza non si verificheranno. Tuttavia stato ben dimostrato che le
persone non valutano le lotterie di eventi rischiosi in questo modo: un evento che
accadr con certezza considerato in modo abbastanza differente da qualcosa che
accadr con probabilit (1), non importa quanto piccolo sia . Al contrario,
sapere di non essere positivi al test HIV difficilmente la stessa cosa di sapere di
poter essere HIV positivo, ma con una probabilit arbitrariamente piccola . Paul
Samuelson ha chiamato questo problema epsilon non zero.
Sorge inoltre un secondo problema: se lavversione al rischio (misurata dalla
9
Lallontanamento da uno sconto costante determinato dal valore di ; questo pu essere verificato
in quanto se tende a zero, leq. (3.2) riproduce la funzione standard di sconto esponenziale
(t) = e
t
.
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 17
concavit della funzione di utilit nel benessere) utilizzata per spiegare perch le
persone rifiutano scommesse con premi in un intervallo da 0 a 1000 dollari, allora
non pu spiegare perch virtualmente qualsiasi scommessa viene accettata per premi
ingenti. Un economista che ha osservato un individuo rifiutare lopportunit di
lanciare una moneta per vincere 1010 dollari o perdere 1000 dollari potrebbe servirsi
dellavversione al rischio come spiegazione. Ma Matthew Rabin (2001) ha notato che
il livello di avversione al rischio necessaria per spiegare questa scelta dovrebbe
implicare anche che lo stesso individuo rifiuterebbe un lancio di moneta per una
perdita di 80000 dollari o un guadagno di 349400 dollari. Il problema che, per
piccoli premi, una funzione di utilit concava approssimativamente lineare, e
lammontare di concavit necessaria a spiegare perch scommesse con piccoli premi
sono talvolta rifiutate implica che la maggioranza delle scommesse con grossi premi
anche quelle molto redditizie in termini di valore atteso non sarebbero mai
accettate.
Lidea che unutilit marginale del benessere fortemente decrescente dovuta ad
una funzione di utilit concava renda riluttante un individuo ad assumersi rischio per
premi ingenti sicuramente corretta. Tuttavia i due problemi sopra esposti
suggeriscono che la sola concavit non pu spiegare il comportamento nei confronti
del rischio. Il primo familiare: lapproccio convenzionale astrae dallavversione alle
perdite (loss aversion). Il secondo pi profondo: anche se la funzione di utilit fosse
differenziabile in modo continuo (non piegata nello status quo, come sarebbe il caso
se fosse presente lavversione alle perdite), la sua concavit non consente di cogliere
le ragioni per cui la gente desidera evitare il rischio e le emozioni che provano di
fronte al rischio. Tra questi ci sono lansia e la paura quando non sanno che cosa
accadr o la possibilit di avere rimpianto (o vergogna) per avere scelto una
possibilit che ex post non ha avuto successo. In modo simile il modello fallisce nel
comprendere le ragioni per cui le persone che possiedono una ricchezza molto
limitata si impegnano in attivit rischiose come le scommesse: non sembra verisimile
che le loro funzioni di utilit siano convesse nel benessere e, se lo sono, ci suscita la
domanda sul perch gli stessi individui acquistino anche delle assicurazioni. Una
spiegazione pi plausibile per le scommesse, e anche per chi guida troppo
velocemente, che alcune persone si divertono nel prendere particolari tipologie di
rischio.
Le utilit che dipendono dalla situazione, cos come i difetti specifici
dellapproccio della massimizzazione dellutilit attesa al rischio e lapproccio
dellutilit scontata alla scelta intertemporale, suggeriscono che c necessit di una
visione maggiormente fondata empiricamente delle ragioni del comportamento.
18 | MI CROECONOMI A
Daniel Kahneman, Amos Tversky, Richard Thaler e i loro coautori hanno suggerito
una serie di riformulazioni chiamate prospect theory (teoria delle prospettive, gli articoli
fondamentali sono presentati in Kahneman e Tversky, 2000). Il maggiore contributo
di questa teoria di tenere conto di quattro aspetti della scelta che non sono trattati
in modo appropriato nel paradigma convenzionale. Il primo il problema
(menzionato sopra) per cui le persone non valutano le decisioni di rischio secondo
lipotesi dellutilit attesa: sopravvalutano limportanza di eventi improbabili. Il
secondo riguarda la considerazione dellinquadramento (framing), cio il fatto che
risultati equivalenti siano trattati differentemente a seconda del modo in cui sono
descritti o del contesto della decisione. Una delle ragioni a favore del comportamento
dipendente dal contesto che le situazioni spesso inquadrano le scelte in un modo
particolare. (Nella prossima sezione verranno forniti alcuni esempi.) Il terzo la
reintroduzione da parte di Kahneman e di altri studiosi di una misura concreta,
lutilit edonistica realmente provata (actually experienced hedonic utility), che riprende un
aspetto dellutilitarismo classico.
Il quarto lo sviluppo da parte della prospect theory di una cornice concettuale
per trattare la dipendenza dalle situazioni dei comportamenti. Idea centrale di questa
fondamentale riformulazione che se la funzione di utilit deve spiegare il
comportamento reale, i suoi argomenti dovrebbero essere cambiamenti negli stati o
eventi piuttosto che stati. Dunque il valore che gli individui attribuiscono agli stati
dipende dalla relazione dello stato con lo status quo (o forse da qualche altro stato di
riferimento, quale uno stato cui si aspira o uno stato gradito ai propri simili). Studi
sperimentali e di altro tipo suggeriscono che la risultante cosiddetta funzione valore
abbia tre caratteristiche illustrate in figura 3.1, cio che il valore definito in
cambiamenti di ricchezza piuttosto che in livelli, che la funzione valore piegata
nello status quo con un coefficiente di avversione al rischio pari circa a due o un
poco pi alto (la funzione immediatamente a sinistra dello status quo due volte
ripida rispetto a destra), e che il valore marginale dei cambiamenti decrescente con
deviazioni pi ampie dallo status quo che hanno anche effetti marginali minori sulla
valutazione dellindividuo dellevento, tali che la funzione valore sia convessa nelle
perdite e concava nei guadagni (chiamato effetto di riflesso).
Un difetto di questa letteratura, svelato dallinterpretazione in termini di
avversione al rischio del problema dei rendimenti delle azioni, che la dipendenza dal
contesto una rappresentazione incompleta delle preferenze, a meno che non sia
unita ad una spiegazione di come le preferenze si adattano dinamicamente alle nuove
situazioni, ovvero come le preferenze evolvono. Gli esperimenti e altri dati introdotti
in questa sede mostrano che le situazioni inducono le preferenze; ma ci dicono poco
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 19
su come il processo secondo cui la gente si adatta ad una nuova situazione, quale pu
essere rappresentata da perdite sul mercato azionario, dalla perdita della vista, la
promozione in una posizione manageriale, o la trasformazione di una semplice
societ di cacciatori-raccoglitori in moderna economia fondata sul mercato.
Ritorneremo sullevoluzione delle preferenze in una situazione di cambiamenti
economici nel capitolo 11.
Figura 3.1. Una funzione con valore dipendente dal contesto. W il
cambiamento di richiezza. Nota: la piega con W = 0 indica avversione
alle perdite.
I difetti e le riformulazioni considerati in questa sezione hanno considerato il
nucleo formale della teoria convenzionale dellazione razionale. Il recente accumulo
di anomalie empiriche riguardanti laspetto concreto della teoria, cio lassioma del
comportamento auto-interessato ha inoltre motivato riformulazioni fondate sul
concetto di preferenze sociali.
PREFERENZE SOCIALI
Negli esperimenti one-shot sul dilemma del prigioniero il tasso di cooperazione
di solito tra il 40 e il 60 percento, nonostante la defezione reciproca sia lequilibrio in
strategie dominanti (Fehr e Rischbacher 2001b). Molti soggetti preferiscono il
risultato di mutua cooperazione rispetto al pi alto payoff materiale che otterrebbero
defezionando con un cooperatore. Quando i soggetti defezionano perch odiano
che qualcuno si approfitti di loro; molti defezionano per evitare questo rischio, e non
perch defezionare la strategia che massimizza il payoff indipendentemente
dallazione scelta dellaltro. Questi risultati suggeriscono che le persone si interessano
degli altri, e si interessano del perch le cose succedono, indipendentemente dai
risultati. Le preferenze sociali sono queste ragioni etero-interessate (other-regarding) e
interessate al processo (process-regarding) che guidano il comportamento.
Valore
Perdite Guadagni
V(W)
20 | MI CROECONOMI A
Un esempio di preferenza interessata al processo il seguente: un individuo
potrebbe accettare con serenit un cattivo risultato determinato dal lancio di una
moneta, mentre rifiutare con rabbia il risultato se fosse imposto da qualcuno la cui
intenzione danneggiarlo. Una preferenza interessata al processo definita come una
valutazione basata sulle ragioni per le quali uno stato accade, piuttosto che una
caratteristica intrinseca dello stato. Altri esempi includono il desiderio di aiutare
coloro che stanno peggio solo se la loro povert il risultato non della pigrizia ma
della cattiva sorte, il mantenimento di promesse, e la predisposizione a condividere le
cose ottenute per caso, ma non quelle ottenute con il proprio impegno. Laspetto chiave
delle preferenze interessate al processo che la valutazione di uno stato condizionale al modo in cui
si verifica. I comportamenti sono processi sensibili per due ragioni: i processi che
determinano un risultato spesso rivelano importanti informazioni riguardo alle
intenzioni degli altri (ad esempio, il povero meritevole) e spesso forniscono
suggerimenti riguardanti i comportamenti appropriati da un punto di vista sociale.
Le preferenze etero-interessate includono il rancore, laltruismo e la
considerazione della relazione tra i risultati per se stessi e per gli altri. Quelli che
Hobbes ha chiamato il desiderio di grandezza o la preferenza per risultati equi ne
sono esempi, come lemulazione di Thorsten Veblen, esemplificata dal desiderio di
non essere da meno dei Jones (Veblen 1934 [1899]) (keep up with the Joneses).
Laspetto chiave delle preferenze etero-interessate che la valutazione da parte di un individuo di
uno stato dipende da come quello stato vissuto dagli altri. Nellanalizzare le preferenze
definite in base alle esperienze altrui (cos come in base alle proprie) sarebbe utile
considerare la seguente tassonomia (si veda la tabella 3.1.) della distribuzione dei
benefici e dei costi quando due persone interagiscono.
Tabella 3.1. Una tassonomia dei comportamenti: costi e vantaggi per
se stessi e per gli altri.
Costo per se stesso Beneficio per se stesso
Beneficio per gli altri Altruismo Mutualismo
Costo per gli altri Dispetto Egoismo
La colonna di sinistra elenca i comportamenti che sono specificamente preclusi
dallassioma dellinteresse personale. Un comportamento altruistico se conferisce un
beneficio ad un altro imponendo un costo a se stessi (questa definizione biologica
standard limitata a costi e benefici e non riguarda le intenzioni). Limposizione di
costi ad unaltra persona in modo costoso per se stessi (in basso a sinistra) pu essere
motivata dal rancore, dallinvidia, dallavversione allineguaglianza (se laltro pi
ricco), o dal desiderio di punire chi ha danneggiato te stesso o altri, o chi ha violato
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 21
norme sociali. La colonna a destra un territorio familiare agli economisti. Poich lo
scambio di mercato del modello convenzionale avviene per ragioni di interesse
personale, deve conferire benefici ad entrambe le parti e dunque un esempio di ci
che i biologi chiamano mutualismo (quando si verifica tra appartenenti a specie
differenti). Altri esempi includono comportamenti apparentemente generosi che
aumentano i payoff di un individuo nel lungo periodo a causa di interazioni ripetute o
indirette. Seguendo Robert Trivers (1971) questi comportamenti sono talvolta
chiamati altruismo reciproco, una denominazione errata, dato che laltruista
reciprocante beneficia dai comportamenti in questione. La terminologia del Dalai
Lama pi accurata: Il modo stupido di essere egoisti cercare la felicit solo per
noi stessiIl modo intelligente di essere egoisti lavorare per il benessere degli altri
(Dalai Lama 1994:154). Limito lutilizzo del termine interesse personale ai
comportamenti nella colonna a destra per evitare luso tautologico del termine per
indicare qualsiasi atto che viene intrapreso volontariamente. Laltruista pu dare con
piacere, ma non di aiuto alla trasparenza chiamare ci interesse personale.
Losservazione quotidiana degli altri, cos come lintrospezione, suggerisce che
le preferenze etero-interessate ed interessate al processo sono importanti. Di seguito
introdurremo brevemente la prova sperimentale che conferma queste impressioni.
Ma si vuole sottolineare che la principale prova riguardante le preferenze sociali
proviene non dagli esperimenti, ma dai comportamenti economici e di altro tipo del
mondo reale che sono inspiegabili in termini di interesse personale (senza ricorrere a
ragionamenti ampiamente ad hoc). Si fatto riferimento ad alcuni di questi
comportamenti nellintroduzione di questo capitolo. Altri includono il volontariato
per pericolose operazione militari e altri compiti, il pagamento delle tasse molto in
eccesso rispetto a ci che massimizzerebbe il reddito atteso (in alcuni paesi), la
partecipazione a varie forme di azione collettiva, e il rispetto delle norme e delle leggi
in casi in cui la trasgressione non pu essere rilevata.
Lelevato grado di cooperazione fra numerosi soggetti non legati da relazione
di parentela rende gli esser umani unici tra gli animali; parte di questa cooperazione
sicuramente il risultato di istituzioni che rendono il comportamento cooperativo una
risposta ottimale per persone con preferenze auto-interessate (rendendo la
cooperazione una forma di mutualismo), ma nessuno seriamente pensa che tutti i
comportamenti cooperativi possano essere spiegati in questo modo.
Esiste unampia letteratura sullaltruismo, il confronto sociale e altri aspetti
delle preferenze sociali. Illustreremo limportanza delle preferenze sociali facendo
riferimento alla reciprocit forte, che non deve essere confusa con i comportamenti
22 | MI CROECONOMI A
auto-interessati descritti dallaltruismo reciproco di Trivers e con concetti connessi
quali la reciprocit indiretta (procurare benefici a coloro che hanno beneficiato
qualcun altro e ottenere altri benefici di rimando). Al contrario di questi modi
intelligenti di essere egoisti, i motivi di reciprocit forte possono indurre
comportamenti che sono altruistici cos come intesi dai biologi, procurando benefici
ad altri del proprio gruppo e sostenendo dei costi come individuo. Tuttavia, la
reciprocit differente dal comportamento altruistico, che non condizionato dal
tipo o dalle azioni di un altro.
Il rifiuto di sostanziose offerte positive nellesperimento dellUltimatum Game
un esempio di motivazioni di reciprocit. I protocolli sperimentali differiscono tra
loro, ma la struttura generale dellUltimatum Game semplice. I soggetti vengono
accoppiati in modo anonimo per uninterazione singola. Uno di essi detto
rispondente, laltro proponente. Al proponente viene assegnato
provvisoriamente un ammontare in denaro (la torta, la pentola o qualche altra
metafora culinaria) che il rispondente sa che deve essere diviso tra proponente e
rispondente. Il proponente offre una certa porzione della torta al rispondente. Se il
rispondente accetta, il rispondente ottiene la porzione proposta e il proponente si
tiene il resto. Se il rispondente rifiuta lofferta, entrambi non ottengono nulla. La
figura 3.2 presenta una versione del gioco in forma estensiva, partendo dai payoff di A.
In questa versione il proponente semplicemente sceglie tra due offerte: dividere la
torta equamente (5, 5) o tenere 8 e offrire al rispondente 2.
Figura 3.2. Un Ultimatum Game. Nota: diversamente dal gioco tipico,
lofferta di A ristretta solo a (5,5) o (8,2).
In questa situazione lassioma dellinteresse personale prevede che le azioni di
un individuo siano miglior risposte definite sui risultati del gioco, fondate sulla
credenza che gli altri giocatori si comportino conformemente allassioma
dellinteresse personale. Il proponente auto-interessato A determina (per induzione a
A offre
(8, 2) (5, 5)
(8, 2)
(5, 5) (0, 0) (0, 0)
B accetta o rifiuta
Accetta Accetta Rifiuta Rifiuta
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 23
ritroso) che il rispondente B accetter lofferta di 2 (perch A crede che B sia a suo
volta auto-interessato). Quindi A propone la ripartizione 8 - 2, che B accetter. In giochi
in cui unofferta inferiore a 2 possibile, lassioma dellinteresse personale prevede
che il proponente offra o zero o il minor ammontare possibile (nella maggior parte
dei giochi, il proponente pu scegliere tutti i valori da zero a tutta la torta, qualunque
sia lunit di misura della torta).
LUltimatum Game stato giocato anonimamente con denaro reale in ogni parte
del mondo in centinaia di esperimenti con studenti universitari. La previsione
dellassioma dellinteresse personale fallisce immancabilmente. La moda delle offerte
tipicamente met della torta, lofferta media generalmente eccede il 40 percento
della torta e offerte uguali o inferiori ad un quarto vengono rifiutate con una
probabilit che varia dal 40 al 60 percento. In esperimenti condotti negli Stati Uniti,
in Slovacchia, in Giappone, in Israele, in Slovenia, in Germania, in Russia, in
Indonesia e in molti altri paesi la vasta maggioranza dei proponenti offre tra il 40 e il
50 percento della torta (Fehr e Gaetcher 2000b).
Questi risultati vengono interpretati da molti come la prova di motivazioni di
reciprocit dalla parte del rispondente, che desideroso di pagare un prezzo
(rinunciare ad un payoff negativo) per punire il proponente per aver fatto unofferta
giudicata iniqua. Il comportamento dei proponenti pi complicato. Non si pu
facilmente determinare se un grande numero di divisioni uguali (ed altre
apparentemente eque o quasi) sia spiegato dalladesione a norme di giustizia o
dallaltruismo del proponente o dallinteresse personale assieme alla supposizione che
laltro rispondente possa rifiutare unofferta iniqua. Offerte sostanziose violano
lassioma dellinteresse personale in entrambi i casi, ma il proponente non manifesta
reciprocit per la semplice ragione che, essendo il primo a muovere, non ha
informazioni riguardanti B sulla base delle quali condizionare il proprio
comportamento. La prova a favore delle motivazioni di reciprocit dunque proviene
dalle motivazioni dei rispondenti, non dei proponenti. Altre interpretazioni i
rispondenti possono cercare di implementare un risultato egualitario piuttosto che
punire il proponente, per esempio sono state suggerite, ma come abbiamo appena
visto, le prove a favore delle motivazioni di reciprocit sono abbastanza convincenti.
I risultati che contestano il modello comportamentale fondamentale in
economia erano destinati ad essere sottoposti ad un esame critico accurato. Qualcuno
si chiesto se i risultati sono dovuti ai premi relativamente bassi nei giochi.
Esperimenti successivi condotti tra studenti universitari in Indonesia, con una torta
pari a tre mesi in media di consumi, hanno riprodotto gli stessi risultati (Cameron
24 | MI CROECONOMI A
1998). Esperimenti con studenti americani con una torta da 100$ a 400$ non hanno
alterato i risultati (Hoffman, McCabe e Smith 1996, Fehr e Fischbacher 2001b). Il
comportamento coerente con le preferenze sociali stato comune in altri giochi con
grosse vincite per esempio un gioco di scambio di doni in Russia con guadagni pari
a due o tre volte lo stipendio mensile del soggetto (Fehr e Fischbacher 2001b).
Sembra che le violazioni delle previsioni del modello standard non siano il risultato di
premi troppo bassi per focalizzare lattenzione o per ottenere le vere motivazioni dei
soggetti sperimentali. Altri hanno suggerito che i soggetti possono avere frainteso il
gioco, ma successivi esperimenti in cui i soggetti giocavano il gioco con partner
differenti non hanno dato credito a questa preoccupazione (Fehr e Fischbacher
2004). Un ultimo suggerimento scettico stato che i soggetti possono non aver
adattato il loro comportamento alla natura non ripetuta dellinterazione, ad esempio
poich hanno seguito regole di comportamento derivate da altre frequenti situazioni
di interazione ripetuta. Ma i soggetti sperimentali distinguono immediatamente fra
situazioni ripetute e non ripetute (adattando il loro comportamento di conseguenza).
In ogni caso, lutilizzo di una regola empirica coerente con il gioco osservato
contraddice il modello standard, comunque si verifichi. Mentre il dibattito
riguardante linterpretazione dei giochi continua, c consenso sul fatto che
motivazioni etero-interessate siano coinvolte.
Il fatto che le motivazioni etero-interessate sono importanti non lunica lezione.
Si supponga che lUltimatum Game in figura 3.2 debba essere giocato con una leggera
modificazione del protocollo. Nellesperimento chiamato
1
la designazione del
proponente (occupata da A nella figura) determinata, cos come accade nella
maggioranza degli esperimenti, dal lancio di una moneta: se la moneta attribuisce ad
A il ruolo di proponente, il gioco come in figura 3.2. In
2
il proponente
selezionato come in
1
ma viene lanciata una seconda moneta che determina che
azione intraprender A. Dopodich A propone lofferta e alla fine B accetta o rifiuta.
Lintrospezione, cos come i risultati sperimentali, suggeriscono che i due giochi sono
fondamentalmente differenti per il comportamento che suscitano in B, anche se B
sta scegliendo tra identici payoff in entrambi. In giochi come
2
vengono accettate
offerte basse che in
1
sarebbero rifiutate. Una spiegazione plausibile della differenza
riguarda la reciprocit. In
2
la motivazione di reciprocit non verr messa in gioco.
Infatti, B sa che, se il lancio della moneta ordina ad A il gioco della proposta 8,2, A
non intende proporre unofferta iniqua, ma meramente costretto a questo dalle
regole del gioco. Il confronto illustra preferenze interessate al processo: in entrambi i
casi B riceve una cattiva offerta, ma nel secondo caso chiaro che il processo che
determina il cattivo trattamento non deriva come risultato delle cattive intenzioni di
A. Se il rifiuto delle cattive offerte in
1
fosse stato motivato da avversione
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 25
allineguaglianza piuttosto che da motivazioni di reciprocit, per esempio,
2
sarebbe
stato giocato allo stesso modo.
Tabella 3.2. Variet di Ultimatum Game
Gioco Risultati Interpretazione Fonte

1
Standard Offerta modale ,
offerte< 20% rifiutate
Reciprocit del
rispondente
Citata nel testo

2
Offerte
randomizzate
Pochi rifiuti di
offerte basse
Il proponente non
responsabile
Blount (1995)

3
Ruoli scelti per
mezzo di quiz
Molte offerte basse,
poche rifiutate
Il proponente
meritevole
Hoffman, McCabe,
Shachat, e Smith (1994)

4
Gioco dello
scambio
Molte offerte basse,
poche rifiutate
Contestualizzazione
della situazione
Hoffman, McCabe,
Shachat, e Smith (1994)

5
Impossibilit di
offerte equeNo
fair
Basse offerte
non rifiutate
Le intenzioni del
proponente contano
Falk, Fehr, e
Fischbacher (2003)

6
Punizione da
parte di terzi terza
C punisce lofferta
bassa di A a B
Norme generalizzate
di equit
Fehr e Fischbacher
(2004)

7
Standard:
Au/Gnau
Le offerte > sono
comuni e vengono
rifiutate
Preferenze endogene
e dipendenti dalla
situazione
Henrich, Bowles, Boyd,
Camerer, Fehr, Gintis, e
McElreath (2001)

8
Standard:
Machiguenga
Molte offerte basse,
pochissimi rifiuti
Preferenze endogene e
dipendenti dalla
situazione
Henrich (2000)
Si consideri ora
3
nel quale la posizione del proponente determinata non da
un sorteggio casuale, ma sulla base di un quiz di attualit che si svolge prima
dellinizio del gioco, con A, che ha totalizzato il risultato pi alto, che diventa il
proponente al quale B risponde. I soggetti sperimentali giocano
3
in modo
differente rispetto allo standard
1
: pi probabile che i proponenti tengano una
parte consistente della torta per loro stessi e che proposte abbastanza inique vengano
frequentemente accettate. Ora si modifichi nuovamente il gioco, chiamando
4
Exchange Game, ovvero semplicemente cambiando il nome del gioco, Il gioco dello
scambio anzich Dividete 10$. La denominazione del gioco non dovrebbe avere
effetti sul comportamento in un contesto convenzionale. Invece proprio questo
accade: i proponenti hanno offerto meno e offerte pi basse sono state accettate.
Questi e altri esperimenti sono riassunti nella tabella 3.2.
26 | MI CROECONOMI A
Non difficile pensare alle ragioni per cui la gente gioca
3
in modo diverso
rispetto a
1
: i rispondenti possono ritenere che le basse offerte dei proponenti non
dovrebbero essere punite in quanto riflettono il merito pi grande del proponente
(aver guadagnato il ruolo di proponente per mezzo del punteggio del quiz). Ma che
dire di
4
, il gioco dello scambio? Sembra probabile che i soggetti sperimentali
prendano il nome del gioco come un suggerimento relativo alla situazione e come
risultato agiscano sulla base delle motivazioni maggiormente auto-interessate tra quelle
presenti nel loro repertorio comportamentale. Ad ogni modo, comunque un
individuo comprenda le differenze, queste non possono essere spiegate dalla struttura
dei payoff del gioco, poich questa non viene modificata dai diversi processi di
attribuzione dei ruoli, dallinquadramento e dalla selezione delle azioni. Unaltra
variante del gioco (
5
) riconferma le impressioni che il rifiuto delle offerte sia
motivato dal desiderio di punire liniquit da parte del proponente, non
semplicemente dal desiderio di evitare laccettazione di una divisione impari: si
mantiene lofferta 8,2 del gioco standard, ma restringe a 10, 0 (unofferta ancora pi
ingiusta) lunica alternativa del proponente ad 8,2. La frequenza del rifiuto di offerte
8,2 stata di un quarto inferiore in
5
rispetto a
1
.
Un ruolo importante dei valori etici suggerito da
6
, che coinvolge tre
persone e non un Ultimatum Game in senso stretto. A assegna una parte della torta a
B (che semplicemente riceve lofferta e non ha alcun altro ruolo); quindi C, che ha
osservato la dimensione della torta e lofferta, pu scegliere di ridurre il payoff di A
allocando parte della dotazione di C (come la torta fornita dallo sperimentatore) per
questo fine. Le allocazioni di pi di met mela a B non vengono mai punite; ma
quando A offre a B meno della met, C disposto a pagare per punire A. In questo
caso C agisce in modo molto simile al rispondente in un Ultimatum Game standard,
ma risponde a unofferta apparentemente non equa non per lui, ma per unaltra
(anonima) persona. Fehr e Fischbacher hanno scoperto che simili punizioni da parte
di terze parti come C sono solo leggermente meno dure rispetto a punizioni da parte
di chi riceve unofferta bassa nella situazione di un Ultimatum Game standard.
Segnaliamo inoltre altri due esperimenti in cui linsieme dei soggetti non
come al solito composto da studenti universitari, ma invece da membri di quindici
societ di piccole dimensioni con scarso contatto con mercati, governi o istituzioni
moderne. Un team di 17 antropologi ed economisti ha progettato esperimenti per
esplorare se i risultati riportati sopra sono comuni in societ con culture e istituzioni
sociali differenti (Henrich, Bowles, Boyd, Camerer, Fehr, Gintis e McElreath, 2004).
Le quindici societ includevano cacciatori-raccoglitori, pastori e agricoltori. Tra i
popoli Au e Gnau della Papua Nuova Guinea erano comuni offerte pi elevate della
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 27
met ed offerte alte e basse venivano rifiutate con uguale frequenza. Se si considera
che in queste e in molte altre societ della Nuova Guinea la pratica di competere nel
fare regali un mezzo di dimostrazione di status e di subordinazione, questo risultato
apparentemente strano non sorprendente. Al contrario, tra i Machiguenga nel Per
dellAmazzonia, quasi tre quarti delle offerte erano un quarto della torta o meno e ci
fu un solo rifiuto, un pattern singolarmente diverso dagli esperimenti condotti fino ad
ora. Comunque, anche tra i Machiguenga, lofferta media stata 27 percento, il che
suggerisce che le offerte eccedessero lofferta che massimizzava il payoff atteso.
Lanalisi degli esperimenti nelle quindici semplici societ che abbiamo studiato
ci ha portato alle seguenti conclusioni: i comportamenti sono altamente variabili tra
gruppi, non un solo gruppo ha approssimato i comportamenti implicati dallassioma
dellinteresse personale, e le differenze di comportamento allinterno di ogni gruppo
sembrano riflettere differenze nei tipi di interazione sociale sperimentate nella vita di
tutti i giorni. La prova che le condizioni economiche influiscono sulle norme
comportamentali abbastanza convincente. Per esempio gli Ach in Paraguay
ripartiscono equamente tra tutti i membri del gruppo certi tipi di cibo procacciati e
raccolti (carne e miele). La maggioranza dei proponenti Ach ha contribuito con
met della torta o pi. In modo analogo, tra i Lamalera, cacciatori indonesiani di
balene che cacciano in un grosso equipaggio e dividono la pesca secondo regole
severe, la proposta media stata 58 percento della torta. In aggiunta, i cacciatori
indonesiani di balene hanno giocato in modo molto differente dagli studenti
universitari indonesiani sopra menzionati.
LUltimatum Game uno dei tanti giochi in cui i soggetti sperimentali si sono
comportati in modi che sono fortemente in contrasto con le previsioni dellassioma
dellinteresse personale. Colin Camerer e Ernst Fehr (2004) hanno esaminato sette
giochi in cui gli esperimenti hanno suggerito la rilevanza delle preferenze sociali. Uno
di questi, il Public Goods Game (Gioco dei Beni Pubblici), sia importante come
analogia di molti problemi economici del mondo reale, sia fornisce informazioni
riguardanti il comportamento umano. E talvolta chiamato dilemma del prigioniero
con n-partecipanti perch ha la stessa struttura di incentivi: se i giocatori si conformano
allassioma dellinteresse personale, non contribuire al bene pubblico (lanalogo della
defezione) lequilibrio in strategie dominanti, ma il contributo di tutti massimizza i
payoff totali. Il gioco come segue: a ciascuno degli n giocatori viene data una
dotazione y e simultaneamente essi devono selezionare un ammontare c
i
0 , 1 [ ]
per contribuire al bene pubblico. I payoff di ciascun giocatore sono
i
= y c
i
+ m c
j j

per j = 1n. Questa la descrizione di un Gioco dei Beni Pubblici se m < 1 < mn.
La prima di queste disuguaglianze implica che la risposta ottima dellindividuo non
28 | MI CROECONOMI A
contribuire, mentre la seconda implica che i payoff totali (sommando i componenti il
gruppo) sono massimizzati se ciascuno contribuisce con la sua intera dotazione.
Varianti del Gioco dei Beni Pubblici sono state usate per formulare un modello
riguardante lutilizzo da parte di un individuo di una risorsa ambientale comune; le
applicazioni includono la partecipazione a progetti in associazione, quali il pagamento
delle tasse e la partecipazione agli scioperi.
La previsione dellassioma dellinteresse personale ( c
i
= 0 i ) contraddetta
invariabilmente negli esperimenti (esaminati da Ledyard 1995). Nei giochi one-shot i
contributi sono in media circa met della dotazione, mentre nei giochi multiperiodali i
contributi iniziano verso met e poi diminuiscono, cos che, in un gioco con dieci
round, la maggioranza dei giocatori non contribuisce per nulla nel round finale.
Inizialmente si pensava che questa diminuzione nella contribuzione confermasse il
modello convenzionale: lidea era che, una volta che i soggetti avessero compreso il
problema, non avrebbero contribuito per nulla. Tuttavia un esperimento in cui un
secondo gioco dei beni pubblici di dieci round veniva iniziato inaspettatamente alla
fine del primo gioco di dieci turni suggerisce che non questo il caso: nel secondo
gioco i giocatori hanno iniziato ancora a contribuire per circa met. Molti avevano
interpretato la diminuzione nei contributi come il riflesso del disappunto per le
aspettative che altri avrebbero contribuito di pi, assieme con il desiderio di punire
chi contribuiva poco (o almeno di non essere sfruttati) in una situazione in cui ci
pu essere effettuato solo riducendo il proprio contributo.
Forte sostegno a questultima prospettiva fornita da un ingegnoso
esperimento progettato da Fehr e Gaechter (2002): ha la stessa struttura di un Gioco
dei Beni Pubblici come sopra, eccetto per il fatto che, dopo che gli individui hanno
contribuito, il loro contributi venivano resi pubblici (solo per mezzo di un numero di
identificazione, non per nome, naturalmente) a tutti i membri del gruppo, che quindi
hanno avuto lopportunit di punire altri nel gruppo, imponendo un costo (una
riduzione del payoff) sia al punitore sia al punito.
10
In un esperimento con questo
gioco, Fehr e Gaechter hanno adottato quello che chiamato il trattamento del
perfetto sconosciuto: dopo ciascun round dellesperimento con dieci round, i gruppi
venivano rimescolati in modo che i giocatori sapessero che nessun giocatore avrebbe
incontrato un altro giocatore pi di una volta. Dunque la motivazione per la
punizione non poteva essere linteresse personale. Se chi contribuisce poco risponde
alla punizione contribuendo di pi nei round successivi, aumenta il payoff di altri, ma
non quello del punitore (a causa del trattamento del perfetto sconosciuto). Dunque
10
Un precedente esperimento di questo tipo con risultati simili quello in Ostrom, Gardner e Walker
(1994).
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 29
anche la punizione un bene pubblico non meno del contributo iniziale. E
chiaramente questo il caso nellultimo round del gioco, quando lultima azione presa
da qualsiasi giocatore la decisione di impegnarsi in una punizione costosa dei
membri del gruppo: chi punisce in queste condizioni deve valutare la punizione in s
piuttosto che lanticipazione di qualsiasi conseguenza che ha la punizione sui loro
payoff dovuta alla modificazione del comportamento degli altri.
Nel Gioco dei Beni Pubblici con punizione di Fehr e Gaechter i contributi
iniziavano da circa met della dotazione (come nel gioco standard), ma dopo crescevano
anzich diminuire nel corso del gioco. Assieme ai miei coautori (questo esperimento
viene presentato in Bowles e Gintis 2002a) abbiamo implementato un gioco simile in
cui abbiamo confermato ci che ci si aspetterebbe: la punizione diretta a coloro che
contribuiscono poco. Questi ultimi rispondono in modo forte alla punizione. Quelli
che pensavano di imbrogliare nellultimo round riducendo i loro contributi hanno
pagato caro il loro errore. Abbiamo trovato inoltre qualcosa di abbastanza inatteso.
Se quelli che contribuivano sopra la media venivano puniti (come succedeva
occasionalmente), riducevano bruscamente i loro contributi. Colpisce ancora di pi il
fatto che la risposta positiva alla punizione da parte di chi contribuisce poco non
una miglior risposta definita sui payoff del gioco. Tenendo conto della relazione
osservata tra lentit attesa della punizione e la propria offerta, non contribuire
rimaneva la miglior risposta, ma, nonostante questo, chi veniva punito reagiva
contribuendo di pi.
Uninterpretazione ragionevole di questi esperimenti che, come nellUltimatum
Game, le persone desiderano pagare per punire chi viola norme sociali, anche quando
non c alcuna aspettativa di una remunerazione indiretta o futura. In altre parole, i
soggetti agivano per motivazioni di reciprocit. Tuttavia, sembra esserci qualcosaltro
allopera. Il fatto che la punizione abbia indotto maggiori contributi da parte di chi
non contribuiva (diversamente dalla scelta di massimizzare i payoff, nella quale una
probabile punizione viene tenuta in conto) suggerisce che la sanzione sociale pu
suscitare sentimenti di vergogna nelle situazioni in cui la punizione ha qualche
legittimazione (nella visione della persona punita). In due esperimenti simili uno in
laboratorio e uno sul campo tra agricoltori dello Zimbawe la punizione arrecava
solamente dispiacere e non riduceva i payoff delle persone punite. Il fatto che chi era
stato punito contribuisse di pi nei successivi periodi mostra gli effetti forti della
sanzione sociale, coerenti con linterpretazione in termini di vergogna (Barr 2001,
Masclet, Noussair, Tucker, e Villeval 2003). Nel capitolo 4 presenteremo un modello
che analizza come le preferenze sociali quali la vergogna e la reciprocit possono
sostenere la cooperazione nelle interazioni in presenza di beni pubblici.
30 | MI CROECONOMI A
Il Gioco dei Beni Pubblici fornisce un bellesempio di contesto e
comportamenti dipendenti dalla situazione. Jean Ensminger ha condotto esperimenti
con beni pubblici con gli Orma, un popolo pastore in Kenya, come parte del
progetto sperimentale multiculturale menzionato sopra. Quando gli Orma hanno
bisogno di qualche bene pubblico una nuova scuola elementare o la riparazione di
un strada, ad esempio si richiede ai membri della comunit un contributo
volontario al progetto, in quantitativi crescenti nellammontare di ricchezza (il
bestiame) della famiglia. Questo sistema di fornitura volontaria di beni pubblici
chiamato harambee. Quando Ensminger ha spiegato il Gioco dei Beni Pubblici ai suoi
soggetti, questi lhanno subito soprannominato gioco dellharambee; i loro livello di
contributo era fortemente prevedibile in base alla loro ricchezza nel mondo reale,
esattamente come se fosse stato un vero harambee. Quando i soggetti Orma hanno
giocato lUltimatum Game, non hanno pensato ad una analogia con lharambee (o, a
quanto pare, con nessun aspetto della loro vita quotidiana) e il loro livello di
ricchezza non stato in grado di fornire previsioni su nessun aspetto delle loro
giocate sperimentali.
Le persone si comportano in ambienti naturali come fanno negli esperimenti?
La relazione tra il gioco sperimentale e i comportamenti nel mondo reale complessa
e non vogliamo sostenere una sovrapposizione eccessivamente stretta tra i due.
Contrariamente alle speranze (poco sagge, a mio parere) di alcuni sperimentatori, i
giochi sperimentali non sfruttano motivazioni astratte incontaminate dalle situazioni.
In questo il gioco sperimentale molto simile a qualsiasi altro comportamento e
lesperimento solo unaltra situazione.
11
La situazione del gioco, le istruzioni degli
sperimentatori e cose simili costituiscono una cornice (frame) davvero forte e non
possiamo attenderci che siano senza effetto. Gli esperimenti non rivelano lessenza di
ununiversale natura umana. Piuttosto, mostrano semplicemente che i comportamenti
comuni nelle generiche interazioni sociali sono facilmente spiegabili dalle preferenze
sociali, quindi suggerendo che i molti esempi del mondo reale di apparenti violazioni
dellassioma dellinteresse personale non sono il risultato della peculiarit di
particolari esempi del mondo reale.
11
Loewenstein (1999) fornisce un giudizio scettico, ma bilanciato. I comportamenti nei giochi hanno
dimostrato di prevedere i comportamenti del mondo reale in pochi casi: quelli che si sono fidati in
un esperimento sulla fiducia progettato da Glaeser, Laibson, SCheinkman e Soutter (2000), per
esempio, hanno mostrato maggiore fiducia in numerose situazioni del mondo reale. Al contrario,
risposte alle domande di unindagine standard sulla fiducia erano completamente non correlate con
qualsiasi comportamento misurato (sperimentale o non sperimentale).
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 31
UNA FUNZIONE DI PREFERENZE SOCIALI
EMPIRICAMENTE FONDATA
In risposta alle violazioni dellassioma dellinteresse personale in numerosi
esperimenti, gli economisti hanno tentato di riformulare una funzione di utilit
capace di spiegare in maniera parsimoniosa i comportamenti sopra descritti. Esiste
una funzione di utilit che sia allo stesso tempo semplice abbastanza da essere
trattabile e sufficientemente robusta da spiegare tutte le anomalie sperimentali, e non
una sola? Ad oggi esistono numerose funzioni di utilit che possono spiegare
unampia gamma di comportamenti sperimentali (Falk e Fischbacher 1998, Fehr e
Schimdt 1999, Bolton e Ockenfels 1999, Rabin 1993, Charness e Rabin 1999, Levine
1998). Gli ingredienti di base delle funzioni di utilit proposte sono linteresse
personale, laltruismo, il rancore, lequanimit e la reciprocit. Le funzioni
differiscono nel modo in cui queste componenti sono combinate e nei tipi di
comportamento che gli autori desiderano sottolineare.
La funzione di utilit (proposta da Fehr e Schimdt) che segue tiene conto sia
dellinteresse personale sia di ci che essi chiamano avversione allineguaglianza.
Una funzione di utilit equa (i.e., contraria allineguaglianza) della persona i (che
interagisce con solo unaltra persona, j) data da
U
i
=
i
-
i
max(
j
-
i
, 0) -
i
max(
i
-
j
, 0) (3.3)
Dove
i
e
j
sono i payoff materiali dei due individui, con
i

j
e
i
0 , 1 [ ].
Questa funzione di utilit esprime la valutazione dellindividuo i dei suoi payoff cos
come la sua avversione alle differenze nei payoff, attribuendo un maggior peso (
i
) alle
differenze svantaggiose (
j

i
> 0) rispetto alle differenze vantaggiose (
i
). Il limite
superiore di preclude quelli che potrebbero essere chiamati livelli auto-punitivi
di avversione allineguaglianza vantaggiosa: un individuo con =1 si preoccupa solo
dei payoff dellaltro (se sono inferiori ai suoi). Al contrario una persona (i) molto
avversa ad unineguaglianza svantaggiosa potrebbe preferire
j
=
i
= 0 a
i
= 0 e

j
= 2, in modo tale che possa eccedere 1.
Per vedere cosa implica lequanimit sia per i comportamenti punitivi che per i
comportamenti compartecipativi, si supponga che i due debbano suddividere
ununit (
i
+
j
=1) e che
i
>. In questo caso dU
i
/ d
i
< 0 per tutte le ripartizioni
tali che
i

j
> 0. Dunque la ripartizione preferita dallindividuo i sarebbe la
divisione dellunit in parti uguali (cos che, se la divisione inizialmente favoriva i
rispetto a j, i preferirebbe trasferire parte del payoff a j). In modo simile, se
i
e i
32 | MI CROECONOMI A
payoff fossero divisi in modo tale che j deve ricevere 0.6 e i 0.4, i sarebbe disposto a
pagare 0.1 per ridurre i payoff di j di 0.3, cos che entrambi ricevano 0.3. Ancora pi
notevole, in questo, i rifiuterebbe unofferta inferiore a 0.25 se facendo cos entrambi
non ricevessero nulla (come nellUltimatum Game).
Lequanimit pu spiegare unaltra anomalia sperimentale menzionata allinizio:
un considerevole numero di soggetti sperimentali coopera nel gioco del dilemma del
prigioniero one-shot (nonostante defezionare sia strategia dominante nei payoff del
gioco). Un giocatore-riga equanime (uno caratterizzato dalla funzione di utilit Fehr-
Schimdt sopra riportata) trovandosi di fronte ai payoff materiali del dilemma del
Tabella 3.3. Dilemma del Prigioniero Standard con Payoff di Funzione di
Utilit Equanime
Coopera Defeziona
Coopera
b
B
d
d (a d)
Defeziona
a
a (a d)
c
c
Nota: I payoff per lagente riga equanime in corsivo
prigioniero standard (a > b > c > d) coopererebbe se sapesse che il giocatore-
colonna coopererebbe se la disutilit derivante dallineguaglianza vantaggiosa fosse
sufficientemente grande, o > (a b) / (a - d) (vedi tabella 3.3).
Se questa disuguaglianza si verifica (come potrebbe, poich il secondo membro
necessariamente minore di uno), allora il gioco risultante non pi un dilemma del
prigioniero, ma un Assurance Game, ed esister qualche valore critico p*(0 , 1)
tale che se Riga crede che Colonna defezioner con probabilit minore di p*, allora
la sua risposta ottima cooperare. Si pu anche prontamente mostrare che
dp*/ d > 0 mentre dp*/ d < 0, cos, se linterazione ha luogo tra giocatori equanimi
appaiati in modo casuale in una situazione evoluzionistica del tipo presentato nel
precedente capitolo, aumentare la disutilit dellineguaglianza vantaggiosa allarga il
bacino di attrazione dellequilibrio di reciproca cooperazione. Invece, aumentare la
disutilit dellineguaglianza svantaggiosa genera un effetto contrario.
In un esperimento progettato per stimare i parametri di una funzione come
leq. (3.3) Loewenstein, Thompson, e Baserman (1989) hanno creato vari scenari che
avevano in comune la divisione di una certa cifra. Le situazioni differivano nella
relazione personale tra i partecipanti (negativa, neutrale, o positiva) e nella natura
dellinterazione (affari o altro). Hanno trovato che lineguaglianza svantaggiosa era
fortemente sgradita, a prescindere dalla natura della relazione personale o della
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 33
transazione. Al contrario, lineguaglianza vantaggiosa era sgradita al 58 percento dei
soggetti nella transazione non economica, ma era preferita dalla maggioranza nella
transazione economica, essendo sgradita solo al 27 percento. Anche la natura della
relazione personale stata rilevante: nella situazione di relazione positiva o neutrale il
53 percento non gradiva lineguaglianza vantaggiosa, mentre nella situazione di
relazione negativa era sgradita solo al 36 percento. Questo esperimento fornisce la
prova diretta dellavversione allineguaglianza ed anche coerente con il punto di
vista che sostiene che i comportamenti siano comunemente condizionati dalle
proprie credenze (positive o negative) riguardo alle altre persone e che siano specifici
alla situazione (economica o no).
Le preferenze equanimi sono definite sui risultati, ma le preferenze reciprocanti
dipendono anche dalle credenze riguardanti lintenzione o il tipo dellindividuo con
cui si sta trattando. Seguendo delle idee inizialmente esposte da Rabin (1993) e
Levine (1998), la seguente funzione incorpora linteresse personale, laltruismo e la
reciprocit. Lutilit di un individuo dipende dal suo payoff materiale e da quello degli
altri individui j = 1 n secondo lespressione
U
i
=
i
+
j

ij

j
per ij (3.4)
dove
ij
,il peso del payoff materiale di j nelle preferenze di i,

ij
= (a
i
+
i
a
j
)(1+
i
) j i (3.5)
con a
i
1 , 1 [ ] e
i
0. Il parametro a
i
il livello assoluto di volont
incondizionata positiva o negativa verso gli altri; e a
j
1 , 1 [ ] la valutazione che i
d della volont positiva di j, mentre
i
indica la misura in cui i condiziona le sue
valutazioni dei payoff degli altri sulla base di credenze (belief) sul tipo degli altri. Se
a
i
= 0 e
i
> 0, allora lindividuo i un reciprocante non altruista (non mostra
volont n positiva n negativa in assenza di condizionamenti, ma condiziona il suo
comportamento alla bont o alla malevolenza degli altri).
Se
i
= 0 e a
i
0, allora i mostra altruismo incondizionato o malevolenza, a
seconda del segno di a
i
. Il denominatore viene aumentato di
i
cos che
ij
1,
restringendo in tal modo la propria valutazione dei payoff degli altri a valori non pi
grandi dei propri. Si noti che d
ij
/ d
i
ha il segno di (a
j
a
i
) , il che significa che il
livello di reciprocit influenza la misura in cui i payoff degli altri entrano a far parte
della propria valutazione, aumentandola se laltro pi generoso di lui stesso e
viceversa. Se a
j
= a
i
, allora
ij
= a
i
per qualsiasi livello di reciprocit.
Come la funzione per lavversione allineguaglianza, questa funzione di utilit
34 | MI CROECONOMI A
fondata sulla reciprocit pu essere utilizzata per spiegare comportamenti generosi e
comportamenti punitivi. Lanalisi, comunque, notevolmente pi complicata. Nella
maggioranza delle interazioni sociali abbiamo qualche precedente congettura
riguardante i tipi degli altri, fondata sulla conoscenza del loro precedente
comportamento, suggerimenti fondati su altri fatti che li riguardano (incluso il loro
stato di insider o di outsider nellinterazione) e sulla situazione stessa. Dunque le
credenze di un individuo riguardanti le tipologie degli altri, e dunque la sua
valutazione dei loro benefici, dipendono plausibilmente dalle loro azioni passate, che
dipendono a loro volta dalle credenze sul loro proprio tipo, e cos via. Se un
individuo un reciprocante e crede che gli altri siano altruisti, pu impegnarsi nella
generosit condizionata. Tuttavia, se la generosit non viene ricambiata, lindividuo
pu aggiornare le sue convinzioni riguardanti i tipi degli altri e impegnarsi in una
punizione o nellabbandono della generosit, come testimoniato dagli esperimenti
dei beni pubblici. Dunque, i comportamenti possono essere sia dipendenti dal
percorso (path-dependent) sia specifici alla situazione: una situazione che induce a
credere che gli altri sono altruisti pu favorire livelli alti e sostenibili di generosit,
mentre gli stessi individui, interagendo in unaltra situazione possono impegnarsi in
odiose punizioni, reciprocamente costose. La natura path-dependent e specifica alla
situazione dei comportamenti pu spiegare perch il gioco dei soggetti cos
influenzato da cambiamenti nei protocolli sperimentali che sarebbero irrilevanti se il
modello convenzionale fosse corretto. Potrebbe anche essere illuminante sul perch,
nel nostro studio interculturale, si rilevano cos grandi differenze nei comportamenti.
CONCLUSIONI
Le funzioni appena presentate, che tengono conto dellavversione
allineguaglianza e che sono fondate sulla reciprocit, sono passi importanti verso la
costruzione di una concezione pi adeguata del comportamento. Tuttavia il processo
in atto e lontano dal suo completamento. La prova che lavversione allineguaglianza
e che le motivazioni di reciprocit sono comuni non suggerisce che le persone sono
irrazionali. Infatti, una forte prova sperimentale indica che quando gli individui fanno
dei doni agli altri (e.g., in un Gioco del Dittatore) si conformano alle assunzioni di
transitivit e altri requisiti della scelta razionale (Andreoni e Miller, 2002). Inoltre, le
persone reagiscono al prezzo della donazione donando di pi quando costa loro di
meno beneficiare laltro. Quindi, limportanza di motivazioni etero-interessate non mette
in discussione lassunzione di razionalit, ma piuttosto suggerisce che gli argomenti
della funzione di utilit debbano essere estesi per tener conto dellinteresse degli
individui per gli altri.
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 35
Le prove sperimentali e di altro tipo suggeriscono anche che una formulazione
adeguata dovrebbe tenere conto delleterogeneit comportamentale della
maggioranza dei gruppi umani. Utilizzando dati provenienti da una vasta gamma di
esperimenti, Ernst Fehr e Simon Gaechter stimano che tra il 40 e il 66 percento dei
soggetti siano reciprocanti. Gli stessi studi suggeriscono che tra il 20 e il 30 percento
dei soggetti abbiano preferenze convenzionali auto-interessate e orientate al risultato
(Fehr e Gaechter 2000b, Camerer 2003). Loewenstein, Thompson e Bazerman (1989)
hanno distinto tra i seguenti tipi nei loro esperimenti:
I santi preferiscono coerentemente luguaglianza, e non gradiscono ricevere
payoff pi alti rispetto allaltra parte anche quando sono in una relazione negativa con
lavversario . . . i leali non gradiscono ricevere payoff pi alti in una relazione neutrale o
positiva, ma cercano lineguaglianza vantaggiosa se si trovano in relazioni negative i
competitori spietati coerentemente preferiscono risultare in vantaggio rispetto allaltra
parte indipendentemente dal tipo delle relazioni. Tra i loro soggetti, il 22 percento
erano santi, il 39 percento leali, e il 29 percento erano competitori spietati (i rimanenti
non potevano essere classificati).
Dunque, lobiettivo di una riformulazione dei fondamenti comportamentali
delleconomia non dovrebbe essere un qualche nuovo homo sociologicus per rimpiazzare
lhomo economicus, ma un modello capace di tenere conto delleterogeneit. Questo
compito essenziale perch leterogeneit fa la differenza nei risultati, ma
impegnativo perch gli effetti non vengono adeguatamente catturati da un processo
che richiede semplicemente di considerare la media.
In generale, il risultato dellinterazione tra una popolazione che composta da
un egual numero di santi e di competitori spietati non sar la media dei risultati di
due popolazioni con un solo tipo, perch piccole differenze nella distribuzione dei
tipi in una popolazione possono avere ampi effetti su come ciascuno si comporta.
Inoltre, differenze apparentemente piccole nelle istituzioni posso generare
grosse differenze nei risultati. Si immagini un Dilemma del Prigioniero giocato tra un
giocatore auto-interessato (per il quale defezionare la strategia dominante nel gioco
con mosse simultanee) e un reciprocante (che preferisce cooperare se laltro coopera
e defezionare diversamente) (Fehr e Fischbacher, 2001b). Si supponga che i tipi dei
giocatori siano conosciuti a ciascuno. Se il gioco simultaneo, il reciprocante,
sapendo che laltro defezioner, far lo stesso. Il risultato sar defezione reciproca. Se
il giocatore auto-interessato muove per primo, sapr che il reciprocante risponder ad
36 | MI CROECONOMI A
una sua qualsiasi azione con una identica, restringendo cos i possibili risultati a
{coopera, coopera} o {defeziona, defeziona}. Il giocatore auto-interessato quindi
cooperer e la cooperazione reciproca sar un risultato sostenibile. Si ricordi che,
come altro esempio, nel Gioco dei Beni Pubblici con Punizione, chi possedeva
preferenze reciprocanti non solo agiva generosamente lui stesso, ma induceva gli
egoisti ad agire come se essi fossero generosi. Se ci fossero stati pochi reciprocanti, si
sarebbe verificata una convergenza di tutti i giocatori (reciprocanti e auto-interessati)
ad un contributo nullo.
In aggiunta alleterogeneit, si deve spiegare anche ladattabilit degli individui.
NellUltimatum Game, i proponenti spesso offrono somme che massimizzano i loro
payoff attesi, data la relazione osservata tra offerte e rifiuti: si comportano in modo
auto-interessato, ma si aspettano che i rispondenti non lo facciano. Inoltre, gli stessi individui,
quando ricoprono il ruolo del rispondente, tipicamente rifiutano offerte sostanziose
se non sembrano essere eque, dunque confermando le aspettative del proponente e
violando lassioma dellinteresse personale.
Infine, come abbia notato in precedenza (e come discuteremo nel capitolo 11),
le preferenze sono in qualche misura apprese, piuttosto che date esogenamente:
cambiamenti durevoli nelle ragioni individuali del comportamento spesso
costituiscono il risultato dellesperienza personale. Questo significa che probabile
che le popolazioni che sperimentano differenti strutture di interazione sociale per
periodi prolungati mostrino comportamenti diversi, non semplicemente perch i
vincoli e gli incentivi richiesti da queste istituzioni sono differenti, ma anche perch la
struttura dellinterazione sociale influenza levoluzione del repertorio
comportamentale, del modo in cui le situazioni suggeriscono i comportamenti e del
modo in cui i risultati sono valutati. (Poich il funzionamento delle istituzioni
dipende dalle preferenze degli individui coinvolti, sar anche vero che le istituzioni
sono endogene rispetto alle preferenze; esporr il processo risultante, chiamato
coevoluzione delle preferenze e delle istituzioni, dal capitolo 11 al capitolo 13). Il progresso
nella direzione di fondamenti pi adeguati per la scienza economica deve tenere
conto di questi tre differenti aspetti delle persone: vale a dire, la loro eterogeneit,
versatilit, e plasticit.
Le nuove teorie devono anche affrontare due sfide. La prima riguarda lo status
normativo delle preferenze. Se le preferenze devono spiegare i comportamenti, non
possono svolgere senza alcun aiuto anche il lavoro di valutazione dei risultati. La
ragione che alcune comuni motivazioni del comportamento debolezza di volont,
rancore, e manie che passano per la testa spesso inducono dei comportamenti dei
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 37
quali pochi tollererebbero i risultati.
La seconda sfida sorge in quanto le prove sperimentali e di altro tipo che
indicano limportanza delle preferenze sociali sollevano un difficile problema
evolutivo. Se molti di noi sono equanimi e reciprocanti, allora dovremmo avere
acquisito queste preferenze in qualche modo. Vedere se pu essere fornita una
spiegazione ragionevole del successo evolutivo di queste preferenze fornirebbe una
buona verifica della plausibilit delle teorie delle preferenze sociali e delle prove
empiriche sulle quali sono fondate. La generosit di un individuo verso qualcuno
legato da una relazione di parentela genetica facilmente spiegabile. Il problema
evolutivo riguarda comportamenti non egoistici verso chi non un parente
(intendendo comportamenti che comportano costi individuali senza benefici, la
colonna di sinistra nella tabella 3.2). Tra chi non legato da relazioni di parentela, le
preferenze egoistiche sembrerebbero favorite da qualsiasi processo evolutivo
monotono nei payoff, sia esso genetico o culturale. In considerazione di questo,
lequanimit, che induce le persone a trasferimenti di risorse verso i pi deboli, e le
motivazioni di reciprocit, che ci spingono a sostenere i costi per punire chi viola le
norme di gruppo, sono condannate allestinzione per mezzo di processi evolutivi di
lungo periodo. Se le preferenze sociali sono comuni, questa comune spiegazione
evolutiva non deve essere corretta.
Negli ultimi capitoli ritorner su questa domanda e fornir una serie di modelli
in grado di spiegare il successo evolutivo delle preferenze sociali. In particolare,
esplorer il contributo del successo evolutivo dei tratti non egoistici dovuto alla
struttura caratteristica dellinterazione umana sociale, ovvero, la segmentazione
sociale, le interazioni ripetute e la costruzione di una reputazione (nel capitolo 7),
lenforcement delle norme a livello di gruppo e il conflitto tra gruppi (nei capitoli 7 e
11). In molti casi il successo evolutivo di ci che sembra essere un tratto egoistico
spiegato dal fatto che quando viene fornita una spiegazione che tenga conto del
lungo termine e degli effetti indiretti, i comportamenti massimizzano i payoff e spesso
rappresentano forme di mutualismo. Inoltre, introdurremo anche modelli plausibili
che spiegano il successo evolutivo dei comportamenti di cui beneficiano gli altri
membri di un gruppo, ma che sono costosi per chi li attua.
Come la teoria delle preferenze sociali, la prospect theory (teoria del prospetto)
solleva problemi evolutivi. Chi sconta in modo iperbolico agisce in modo incoerente
da un punto di vista temporale; il suo payoff medio su un lungo periodo
aumenterebbe se osservasse le regole dettate dal modello dellutilit scontata.
38 | MI CROECONOMI A
Similmente, coloro che sopravvalutano gli eventi con basse probabilit otterranno
payoff pi bassi rispetto ai concorrenti che attuano la corretta massimizzazione
dellutilit. Questo non significa che coloro che applicano uno sconto time-inconsistent
e che violano lassioma dellutilit attesa sono condannati, ma dato che levoluzione
genetica o culturale tende a favorire chi ottiene payoff pi altri, ci pone veramente un
problema. In modo analogo, gli individui avversi alle perdite (loss-averse) rinunciano a
opportunit di guadagno consistente in situazioni rischiose. La loro avversione alla
perdita dunque li svantaggia nella competizione con altri soggetti la cui funzione di
utilit non piegata nello status-quo. Questi interrogativi evolutivi sollevati dalla
prospect theory hanno ricevuto meno attenzione rispetto al problema delle preferenze
sociali. Non li esamineremo oltre, eccetto per notare che la prova iniziale a favore
dello sconto iperbolico proveniva dai piccioni e dai ratti, e che dunque non si tratta di
un comportamento unicamente umano.
12
Nel capitolo 4 presenteremo una generalizzazione dei tipi di problemi di
coordinamento introdotti nei capitoli 1 come giochi 2 2 ed analizzeremo
limpressionante variet di istituzioni, norme, ed altre modalit che le persone hanno
sviluppato per evitare o attenuare i fallimenti del coordinamento. Le preferenze
sociali, vedremo, giocano un ruolo centrale in questo processo.
12
Lo sconto iperbolico negli umani e in altri animali descritto in Ainslie (1975), Green e Myerson
(1996) e Richard, Mitchell, de Wit, e Seiden (1997).
PREFERENZE E COMPORTAMENTO | 39
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published in 1899).
Young, P. and M. Burke (2001). "Competition and Custom in Economic Contracts:
A Case Study of Illinois Agriculture." American Economic Review 91(3):
559-573.
Zajonc, R. B. (1968). "Attitudinal Effects of Mere Exposure." Journal of Personality
and Social Psychology Monograph Supplement 9(2, Part 2): 1-27.
IV
FALLIMENTI DEL COORDINAMENTO E RISPOSTE
ISTITUZIONALI
[Nello stato di natura]non ce posto per lIndustria; perch il frutto che ne
deriva incerto, e di conseguenza nessuna coltura della terraE quindi ogni
cosa di colui che la ottiene e la trattiene con forza: non n Propriet n
Comunismo; ma Incertezza.
Thomas Hobbes, Leviathan (1651)
Per ora, il mio solo incentivo consiste nelluscire e catturare tanti pesci quanto
possoogni pesce che lascio sar solo catturato dal prossimo pescatore.
John Sorlein, pescatore di aragoste di Rhode Island
John Sorlien, pescatore di aragoste, non vi impressionerebbe come l'Homo
economicus che potete trovare in un manuale o nello stato di natura di Hobbes. Egli e'
un vero ambientalista e, come presidente dell'Associazione dei pescatori di aragoste
di Rhode Island, alle prese con seri problemi di incentivi. Quando cominci ad
andare a pesca di aragoste all'et di ventidue anni, usava posizionare le sue trappole
appena fuori il porto a Punta Giuditta, entro poche miglia dalla spiaggia, ed aveva un
buon tenore di vita. Ma le attivit di pesca lungo la riva sono state da tempo esaurite
ed ora le sue trappole giacciono settanta miglia al largo. Lui e i suoi uomini pescatori
di aragoste a fatica sbarcano il lunario (Tierny, 2000).
Dall'altra parte del mondo nel porto di Lincoln, sulla costa meridionale
dell'Australia, Daryl Spencer, che lasci la scuola quando aveva quindici anni e si
dedic per caso all'attivit di pesca delle aragoste, ebbe notevolmente pi successo.
Negli anni Sessanta il governo Australiano assegnava licenze una per trappola a
tutti i pescatori che lavoravano in quel momento. Da quel momento in poi, qualsiasi
persona desiderosa di pescare nei pressi del porto di Lincoln, avrebbe dovuto
acquistare una licenza. Spencer acquist le sue prime licenze per un equivalente
attuale di un migliaio di dollari americani ciascuna. Le sue licenze ora valgono pi di
un milione di dollari (considerevolmente molto pi della sua barca). Piuttosto che
2 | MI CROECONOMI A
dare a Spencer la possibilit di allevare aragoste, la polizia ha limitato il lavoro del
pescatore australiano: Spencer possiede sessanta trappole, il massimo consentito;
Sorlien usa ottocento trappole e guadagna molto meno.
Punta Giuditta e il porto di Lincoln rappresentano gli estremi di un continuo
di fallimenti e successi nel risolvere problemi di coordinamento. Uno si potrebbe
chiedere, ovviamente, perch i pescatori di Punta Giuditta non imitino
semplicemente gli Australiani, in particolare dal momento che uno degli amici di
Sorlien, pescatore di aragosta del Punta Giuditta, ha visitato il porto di Lincoln
ritornando con le storie dei pescatori milionari che vivevano nei palazzi. Ma far
funzionare le regole nel modo giusto molto pi difficile di quanto la storia del
porto di Lincoln possa suggerire e spesso le buone regole non hanno successo. Uno
degli impedimenti comuni ad un efficace coordinamento nei dilemmi sociali consiste
nel fatto che le regole che risolvono il problema implementano anche una divisione
dei guadagni derivanti dalla cooperazione. Se il giovane Daryl Spencer non fosse
stato d'accordo, un giorno, ad aiutare un suo amico pescatore di aragosta
sostituendolo, poich malato, come membro della flotta, qualcun altro sarebbe ora
miliardario e Spencer dipingerebbe ancora case e si lamenterebbe degli alti prezzi
delle aragoste.
I conflitti sulla distribuzione dei guadagni della cooperazione hanno portato
al fallimento molti accordi, altrimenti possibili, per limitare l'esaurimento degli stock
di pesce. Una confederazione di trib di pescatori di salmone native del Nord-Ovest
dell'America, cercando di limitare la loro pesca decise di allocare delle quote massime
di pesca ad ogni trib
1
. Nel corso dei mesi di dibattiti ed accordi, in cui varie
proposte andavano, pi o meno trasparentemente, a beneficio di una o di un'altra
trib o di classi di individui, i seguenti principi di divisione erano stati avanzati: quote
allocate in proporzione al numero dei membri della trib o al numero dei pescatori
nella trib; quote individuali in base all'investimento di ciascun pescatore; una quota
per trib; quote per trib in base all'investimento aggregato in vivai e protezione
dell'habitat; quote a ciascuna trib sulla base delle risorse impiegate per gli sforzi di
trattativa col governo federale americano; infine, quote a ciascuna trib in
proporzione alle relative quantit di pesce pescato al momento del trattato iniziale.
Non furono, invece, proposte n la libera concorrenza, n l'utilizzo di permessi, da
prezzare sul mercato, per la cattura di specifici quantitativi. La variet delle proposte e
i loro effetti disparati sulla distribuzione del reddito tra le trib suggerisce quanto sia
difficile un accordo sulla divisione dei profitti derivanti dalla cooperazione.
1
Descritto in Singleton (2004).
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |3
I problemi di coordinamento sono presenti ovunque esaurire uno stock di
pesce di poco differente nella struttura formale di incentivi, dall'intasamento di
un'autostrada senza pedaggio o di Internet, da fenomeni di corsa agli armamenti o di
free-riding
2
sui lavori di squadra, dal cosiddetto consumo vistoso (conspicuous
consumption
3
), dalla competizione fiscale tra nazioni, o dal lasciare a qualcun altro il
compito di dire ai vicini di abbassare il volume della loro TV. L'ubiquit di questi
cosiddetti problemi dei beni comuni spiega la notoriet della famosa tragedia di
Hardin, introdotta nel capitolo 1, e l'impressionante ammontare di ingegno umano
che stato investito nel trovare i modi per evitare o mitigare le loro costose
conseguenze.
Tabella 4.1. Una tassonomia dei beni
Rivali Non rivali
Escludibili Beni privati Beni pubblici spuri
Non escludibili Propriet comune Beni pubblici
La tragedia di Hardin, pur essendo un problema specifico riguardante le risorse
di propriet comune, presenta una struttura sottostante simile a tutti i problemi di
coordinamento, i quali, come abbiamo visto nel capitolo 1, sorgono quando l'azione
di un individuo comporta dei benefici o dei costi per altri che non siano soggetti a
contratti che beneficino l'individuo nel primo caso o lo penalizzino per le sue
responsabilit nel secondo. Come risultato, tali effetti esterni non vengono
considerati quando l'individuo sceglie un'azione. Le risorse di propriet comune (chiamate
anche risorse di fondo comune) sono definite da due caratteristiche: difficile escludere
gli utenti (non escludibilit) e l'uso della risorsa da parte di un utente diminuisce i
benefici disponibili agli altri utenti (rivalit). Delle magliette sono beni rivali (il fatto
che io la indossi preclude ad un'altra persona di indossarla), mentre l'informazione
tipicamente non rivale (il fatto che io conosca che ore sono non preclude ad altri di
trarre beneficio dalla stessa informazione). Queste due caratteristiche definiscono la
tassonomia nella tabella 4.1.
Esempi di risorse di propriet comune e dei relativi problemi di
coordinamento includono la congestione nel trasporto e nelle reti di comunicazione,
l'abuso delle foreste di libero accesso, le riserve di pesca, le riserve di acqua, e persino
2
Il problema del free rider rappresenta la presenza di consumatori che approfittano dei consumi
collettivi non partecipando adeguatamente al loro finanziamento. (Le espressioni free rider e free
riding si riferiscono al caso di una persona che usa il mezzo pubblico senza pagare il biglietto
contando sul fatto che il costo del trasporto venga pagato dagli altri utenti). Fonte: Zamagni,
Microeconomia, pag. 735
3
La prima formulazione del concetto di consumo vistoso (conspicuous consumption) stata offerta,
com noto, dal sociologo T. Veblen in La teoria della classe agiata, Milano 1969 [Ed. orig. 1899].
4 | MI CROECONOMI A
gli status symbol e la concorrenza accanita che essi generano. Un esempio importante
di bene di propriet comune ispirato dal concetto di conspicuous consumption di
Thorsten Veblen quello dei beni posizionali, i cui esempi includono potere e prestigio:
la rivalit esiste perch il valore del bene dipende dalla sua distribuzione il potere di
una persona incrementato dalla mancanza di potere di qualcun altro. Similmente,
il conspicuous consumption di un bene di lusso ha valore proprio perch non emulato da
tutti.
I beni non rivali, ma dai quali gli utenti possono essere facilmente esclusi
(l'opposto dei beni di propriet comune) possono essere chiamati beni pubblici spuri
poich l'esclusione non ne aumenta il valore sotto tali condizioni. Alcuni esempi
includono la raccolta del pedaggio in una strada poco usata o il biglietto d'ingresso di
un museo poco visitato. Le risorse di propriet comune condividono le caratteristiche
della difficolt di esclusione con i beni pubblici, e le caratteristiche di rivalit con i
beni privati. Al contrario, i beni pubblici sono sia non escludibili che non rivali,
distinguendosi per entrambe le caratteristiche dai beni privati. La struttura di incentivi
in presenza di beni pubblici e delle risorse ad accesso comune (common pool resources)
la seguente.
Un gruppo di n membri ha un progetto comune, al quale tutti possono
contribuire e dal quale tutti possono trarre benefici. Chiamando e
j
~ 0 lo sforzo
devoluto al progetto dal membro j, la funzione di utilit del membro j (identica per
tutti i membri)
u
j
= be
j
+c o e
j
( )
(4.1)
con =( e
k
)

per k =1...n dove la disutilit del contributo al progetto,


( ), una funzione crescente e concava nel suo argomento e l'offerta totale del
bene pubblico, , crescente rispetto alla somma dei contributi dei membri,
cosicch ' > 0. Il progetto produce un bene pubblico se c > 0. (Se c < 0, il progetto
produrrebbe un male pubblico, e la terminologia sopra continuerebbe ad essere
valida; ad ogni modo, per mantenere l'esposizione semplice, assumeremo c > 0). Il
bene non escludibile perch be
j
+c > 0 pu essere soddisfatta quando
e
j
= 0(ovvero, quando il membro j un free rider sul contributo degli altri). Il bene
non rivale perch il beneficio tratto dall'individuo j , condizionato al livello del bene
pubblico prodotto, vale a dire c, indipendente dal numero dei partecipanti al
progetto. Nel caso in cui c > 0 e b = 0, abbiamo un bene pubblico puro; se c > 0 e
b > 0, il progetto produce un bene pubblico impuro. (Ovviamente, se c = 0 e b > 0 il
bene privato).
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |5
I beni pubblici non sono prodotti a sufficienza (e i mali pubblici sono
prodotti in eccesso) perch c 0, cosicch gli individui che agiscono in modo non
cooperativo non tengono conto dei benefici che il loro sforzo conferisce agli altri,
vale a dire, c' . Per capire tale punto assumiamo b = 0 (un bene pubblico puro) e,
ignorando gli indici (dato che le funzioni di utilit dei membri sono identiche), la
somma delle loro utilit, ,
= n(c (ne) - (e)) (4.2)
Scegliendo e cos da massimizzare richiede cn' =' , ovvero l'uguaglianza
tra il beneficio marginale dello sforzo dedicato alla produzione del bene pubblico e la
disutilit marginale dello sforzo. Ogni individuo, selezionare e in modo da
massimizzare l'utilit (eq. 4.1) in modo non cooperativo, sceglier c' =' ,
contribuendo, quindi, in maniera subottimale (questo rappresenta un massimo solo
se c' ' <' ' , ovvero se la disutilit dello sforzo crescente rispetto allo sforzo con un
tasso di crescita maggiore del prodotto marginale dello sforzo).
Al contrario del caso del bene pubblico, il problema della risorsa di propriet
comune ha la forma seguente. Assumiamo = e
k
( )
prima crescente e poi
decrescente nel suo argomento. Supponiamo che il beneficio individuale derivante
dal progetto ( be
j
+c nel caso del bene pubblico) sia s
j
e
j
( )
, dove s
j
=1

per
j =1...n, con s
j
( ) crescente nel suo argomento ed identica per tutti gli agenti.
L'utilit derivante dalla risorsa di propriet comune per l'individuo j quindi
u
j
= s
j
e
j
( )
o e
j
( )
(4.3)
Quindi, il membro j ottiene una quota del bene, s
j
, determinata dal suo
livello di sforzo, e le quote sono esaustive per cui il bene rivale. Il bene non
escludibile poich ogni membro libero di devolvere sforzo nel progetto. Facendo
uso, nuovamente, del fatto che membri identici contribuiscono lo stesso ammontare,
e, l'utilit totale in questo caso
c = ne ( ) no e ( ) (4.4)
Dato che la risorsa ad accesso comune (common pool resource) un bene rivale,
l'ottimo sociale (derivato scegliendo e cos da massimizzare ) richiede (per e
positivo) che ' =' che, come ci si potrebbe aspettare, impone che il beneficio
marginale eguagli la disutilit marginale dello sforzo. Ma l'ottimizzazione
dell'individuo non cooperativo (che varia e
j
per massimizzare u
j
nell'equazione
4.3) d la seguente condizione di primo ordine per ogni membro:
6 | MI CROECONOMI A
s'
j
+' s
j
='
j
I termini a sinistra rappresentano il beneficio marginale dell'aumento dello
sforzo; essi catturano l'effetto di un maggiore sforzo sulla quota individuale di risorsa
comune e l'effetto dello sforzo aggiuntivo sul valore della risorsa moltiplicato per la
quota dell'individuo. Se ' < 0, come avverrebbe nel caso in cui la risorsa fosse una
zona di pesca o un'altra risorsa naturale del tipo descritto sopra, l'utilit totale
verrebbe massimizzata ponendo e = 0 per ogni membro. Ma a meno che la quota
individuale della degradazione della risorsa, ' s
j
, sia ampia, la determinazione non
cooperativa dei livelli di sforzo risulter nell'ipersfruttamento. Ci accade poich
s
j
' +' s
j
risulter positivo (anche con ' < 0), determinando un livello positivo di
sforzo profuso.
Quando le azioni possibili per un individuo sono limitate ad un set di
strategie distinte, sia i problemi riguardanti beni di propriet pubblica che quelli
riguardanti beni di propriet comune assumono la forma di un Dilemma del
Prigioniero ad n-persone con l'equilibrio dato da una strategia dominante Pareto-
inferiore, introdotta nel capitolo 1. In questo capitolo, analizzeremo un caso pi
generale in cui gli agenti possono continuamente cambiare le loro strategie in due
modelli generici del problema di coordinamento. Generici perch comprendono la
causa sottostante ai fallimenti del coordinamento incompletezza contrattuale ed
includono l'interazione della mano invisibile come caso limite. Di fatto, tutti i
problemi di propriet comune o beni pubblici coinvolgono un ampio numero di
persone, ma per motivi di chiarezza la struttura sottostante degli incentivi e le
possibili soluzioni dei problemi sono introdotte nell'esempio con due persone
(tornando ai pescatori), con il quale inizieremo la prossima sezione. Presenteremo
poi una versione ad n-persone dello stesso modello, illustrandolo con il problema
della produzione di squadra. Mostreremo come le preferenze sociali, ad esempio la
vergogna, il senso di colpa o la reciprocit possano permettere il coordinamento delle
azioni di un ampio numero di persone nel loro interesse reciproco. Infine verr
considerata una tassonomia dei problemi di coordinamento basati sulla natura dei
sottostanti aspetti non contrattuali.
LA TRAGEDIA DEI PESCATORI RIVISITATA
Le assunzioni. Torniamo ai due pescatori, che chiameremo ora Sopra e Sotto,
per facilitare l'esposizione. Essi pescano nello stesso lago, usando il loro lavoro e le
loro reti. Essi consumano quanto pescano e non effettuano nessuna attivit di
scambio, n stipulano alcun accordo su come organizzare le loro attivit economiche.
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |7
Eppure l'attivit di ciascuno ha effetto sul benessere dell'altro: pi Sopra pesca, pi
difficile diventa per Sotto catturare del pesce, e viceversa. Per essere pi specifici
(usando lettere minuscole per Sotto e maiuscole per Sopra):
y =(1E)e
Y =(1e)E
(4.5)
dove y,Y =ammontare di pesce pescato da Sotto, Sopra in un certo lasso di
tempo dato; = costante positiva che varia al variare della misura delle reti di
ciascuno; = costante positiva che misura l'effetto (avverso) della pesca di Sopra
sulla pesca di Sotto e viceversa; e e,E =ammontare di tempo (espresso in una
frazione di ventiquattro ore al giorno) che Sotto e Sopra impiegano pescando
4
. E'
naturale aspettarsi e differenti per i due pescatori (uno dei due pu avere reti
pi larghe e per tale ragione avere un impatto maggiore sul successo di pesca
dell'altro), ma per semplicit le supponiamo uguali. Ognuno dei due pescatori ricava
benessere nel consumare pesce e subisce una perdita per lo sforzo addizionale,
secondo la seguente funzione di utilit:
u = y e
2
U = y E
2
(4.6)
Figura 4.1. La condizione di primo ordine di Sotto
FIGURA 4.1. La scelta di e di Sotto uguaglia la disutilit marginale del
lavoro con il beneficio marginale del tempo permesso per pescare, data
l'azione di Sopra, E.
4
La produttivit media e marginale di un pescatore non varia con l'ammontare della pesca ma
ridotta dalla pesca dell'altro (ricorda che in ogni contesto pratico l'atro pescatore rappresenta gli
sforzi di pesca totali di un largo numero di altri). Assumere che l'output sia lineare nello sforzo di
ciascuno, ma decrescente nella somma degli sforzi degli altri e' un'approssimazione ragionevole per
un n largo.
e*
(1 E)
2e
Tempo di pesca sotto e
8 | MI CROECONOMI A
Miglior risposta ed Equilibrio di Nash. Le miglior risposte non sono pi delle
strategie singole condizionate ad una data azione degli altri (come nel capitolo 1 dove
l'insieme delle strategie era discreto) ma sono ora delle funzioni di miglior risposta (best
response) che indicano, per ogni azione che pu essere intrapresa dagli altri, qual la
miglior risposta (best response), vale a dire, quella che massimizza l'utilit dell'agente
rispetto allazione dell'altro agente. La funzione di miglior risposta (best response) derivata
massimizzando l'utilit di ogni agente condizionata all'azione intrapresa dagli altri.
Il fatto che noi siamo soliti derivare la funzione di miglior risposta (best response)
in questo modo non implica che gli agenti risolvano il problema di ottimizzazione
(talvolta abbastanza complicato) consapevolmente ogni volta che essi intraprendono
un'azione. Il punto generale qui, rilevante per il resto del libro, che l'uso dei modelli
ottimizzanti come strumenti analitici non richiede che i modelli siano una descrizione
del modo in cui gli individui giungono ad una decisione, a condizione che gli agenti
agiscano come se essi stessero risolvendo il problema. In molti, forse la maggior parte
dei casi, un'assunzione ragionevole riguardo il comportamento umano quella degli
agenti adattivi modellati nei capitoli 2 e 3; ovvero, noi occasionalmente osserviamo
che cosa stanno facendo le persone simili a noi e tendiamo a copiare coloro che
sembrano passarsela meglio. Possiamo scegliere consapevolmente una pratica di
comportamento disegnata per funzionare nella media e poi adottarla finch non
produce risultati insoddisfacenti. L'adattamento di tale comportamento porter il
pescatore ad agire come se fosse un massimizzatore, per lo meno nella media e nel
lungo periodo.
Il problema di ottimo che produce la funzione di miglior risposta (best response)
di Sotto consiste nel variare e cos da massimizzare
u =(1E)e e
2
Differenziando u rispetto ad e e ponendo il risultato uguale a zero per trovare
il livello ottimo dello sforzo produce la condizione di primo ordine
u
e
=(1E) 2e = 0
che chiaramente richiede a Sotto di eguagliare la produttivit (utilit) marginale
del suo lavoro (il primo termine) alla disutilit marginale del suo sforzo (il secondo
termine), come illustrato nella figura 4.1.
La condizione di primo ordine fornisce una formula semplice per la funzione
di miglior risposta (best response):
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |9
e =(1E) / 2e
(4.7)
La funzione di miglior risposta (best response) per Sopra derivata allo stesso
modo. Esiste un altro modo di rappresentare la funzione di miglior risposta (best
response) che sar illuminante per quanto seguir. Utilizzando le funzioni di utilit di
cui sopra, possiamo scrivere la funzione di utilit di Sotto come funzione del suo
livello di sforzo e di quello di Sopra:
v = v(e,E)
V = V(e,E)
Disegnate nel piano (e,E), come nella figura 4.2, tali funzioni descrivono il
luogo delle curve di indifferenza (sono presentate solo quelle di Sotto), e ponendo
dv = v
e
de + v
e
dE = 0
vediamo che
dE
de
=
v
e
v
E
Dunque, sappiamo che le pendenze delle curve di indifferenza (per Sotto) sono
v
e
/ v
E
, e analogamente per Sopra. Lesperimento consiste nel tenere costante un
certo livello di tempo dedicato alla pesca per Sopra e chiedersi quanto dovrebbe
pescare Sotto date tali circostanze. Nella figura 4.2 ci rappresentato dalla linea
orizzontale tratteggiata che passa per E (che corrisponde ad un livello arbitrario di
sforzo per Sopra) come vincolo, e lasciare Sotto massimizzare la sua funzione di
utilit, trovando il punto di tangenza tra la sua curva di indifferenza pi alta possibile
ed il vincolo. La pendenza del vincolo zero, cos che il punto di ottimo richiede che
anche la pendenza della curva di indifferenza di Sotto sia zero e ci richiede che
v
e
= 0come abbiamo visto sopra. La funzione di miglior risposta (best response) di Sotto
verr denotata con e*=e*(E), dove l'asterisco indica una soluzione ad un problema
di ottimo. La rappresentazione di e*(E) nella figura 4.2 il luogo dei punti nei quali
v
c
= 0 e in corrispondenza dei quali Sotto non avrebbe quindi alcun incentivo a
cambiare quanto fatto. Sappiamo che l'equilibrio di Nash consiste in una miglior
risposta (best response) reciproca. Il valore di equilibrio di Nash di e pu quindi essere
calcolato sostituendo la funzione di miglior risposta (best response) di Sopra in quella di
Sotto e risolvendo per e, come illustrato nella figura 4.3. Data la (assunta) simmetria
del problema, abbiamo sia per Sopra che per Sotto:
e
N
= /(2 +) = E
N
10 | MI CROECONOMI A
(4.8)
Cosa ci dice tale valore? Senza conoscere la struttura istituzionale delle
interazioni tra i pescatori non possiamo dire, in alcun modo, quali saranno i loro
livelli di pesca: i valori di equilibrio di Nash possono essere irrilevanti se uno dei
pescatori gode del privilegio della prima mossa, per esempio. Ma pu trattarsi di un
risultato poco probabile per una ragione persino pi semplice: l'equilibrio di Nash
pu essere instabile.
Figura 4.2. La funzione di miglior risposta (best response) per Sotto, e*(E).
Dinamiche di Disequilibrio e Stabilit. La stabilit richiede che piccole deviazioni
dal punto di equilibrio siano auto-correttive. Per verificare la stabilit occorre
conoscere qualcosa sul comportamento dei pescatori al di fuori del punto di
equilibrio: come si comportano quando non si trovano nell'equilibrio di Nash? A
volte, pu essere illuminante pensare alla figura come ad una mappa topografica con
e*=e*(E) a descrivere una cresta. Il processo ottimizzante di Sotto un algoritmo il
cui obiettivo risalire la cresta: per e e * le condizioni di primo ordine di Sotto
non sono soddisfatte, e per e < e * possiamo vedere dalla figura 4.1 che
1E ( ) > 2e , ovvero il beneficio marginale della pesca eccede il costo (la disutilit)
marginale del pescare, cosicch Sotto decider di pescare di pi.
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |11
Figura 4.3. La dinamica fuori dall'equilibrio e un equilibrio di
Nash stabile. Si noti: la frecce indicano una risposta al disequilibrio dei
due pescatori (movimento orizzontale per Sotto, verticale per Sopra). Il
punto z rappresenta l'equilibrio di Nash.
Le dinamiche al di fuori dell'equilibrio vengono modellate come segue:
coerentemente con l'idea che le persone hanno capacit cognitive limitate,
assumiamo che i pescatori si comportino nel modo seguente. Alla fine di ciascun
periodo il comportamento viene modificato nella direzione che sarebbe stata ottima
data l'azione scelta dall'altro. Tale atteggiamento miopico in entrambe le direzioni:
si guarda al passato di un solo periodo (usando solo l'informazione del periodo
precedente per determinare cosa fare nel periodo successivo), e non si guarda affatto
ai periodi successivi (assumendo che l'azione dell'altro non cambi tra questo periodo
e quello precedente). Tale comportamento equivale a seguire la regola seguente: nel
prossimo periodo, ci si muove nella direzione dell'azione che sarebbe stata ottima in
questo periodo. Chiamando e' e E' l'azione dei pescatori nel prossimo periodo,
abbiamo
e = e'- e = (e* -e)
E = E'- E = (E* -E)
e
z
E*(e)
e
N
/ 2
/ 2
E
N
e*(E)
12 | MI CROECONOMI A
Figura 4.4. Un equilibrio di Nash instabile (z). Si noti che vi sono
anche due equilibri di Nash stabili (z' e z'').
dove e sono entrambe frazioni positive (0,1] che denotano la velocit
di aggiustamento (la misura in cui il gap tra il livello desiderato ed effettivo di pesca si
riduce per effetto della scelta del livello di pesca del prossimo periodo). Ovviamente
la velocit di aggiustamento pu differire tra i due pescatori (Sotto pu avere
vicino a zero e Sopra rispondere come un Homo economicus con =1). La dinamica
del sistema espressa da queste equazioni rivela come, decidendo la propria mossa,
ciascuno si avvicini alla propria funzione di miglior risposta (best response), come indicato
dalle frecce nella figura 4.3.
In ogni caso, e forse sorprentemente, il fatto che ogni pescatore muova verso
la rispettiva funzione di miglior risposta (best response) non sufficiente ad assicurare la
stabilit dell'equilibrio di Nash, definito dalla loro intersezione. Per capire tale punto,
supponiamo che le funzioni di miglior risposta (best response) siano tali che se Sopra ha
pescato un'ora in pi, Sotto pesca due ore in meno (de*/dE= -2), e viceversa; ed
immaginiamo che i due stiano pescando ai rispettivi valori di equilibrio di Nash. La
figura 4.4 descrive la dinamica al di fuori dell'equilibrio: l'equilibrio di Nash un
punto di sella e le perturbazioni dai valori di Nash non sono auto-correttive.
Il fatto che un equilibrio di Nash sia asintoticamente stabile dipende dalle
pendenze relative delle due funzioni di miglior risposta (best response). Consideriamo, per
iniziare, il caso stabile, la figura 4.3. Affinch i valori di Nash siano stabili, nessun
pescatore deve essere troppo reattivo all'altro; ovvero, nella figura 4.3, necessario
che la funzione E*(e) sia meno pendente della funzione e*(E). Usando le funzioni di
miglior risposta (best response) derivate sopra, ci richiede che
/2 < 2/ (4.9)
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |13
ovvero richiede che 2 < , il che implica che l'effetto delle variazioni della
pesca di Sopra su Sotto, de*/dE sia minore, in valore assoluto, di 1. L'espressione
sarebbe pi complessa nel caso in cui e differiscano per i due pescatori, ma
l'intuizione sottostante rimarrebbe la stessa: la stabilit richiede che gli agenti non
reagiscano eccessivamente.
La stabilit pu essere considerata una condizione necessaria ma non
sufficiente affinch l'equilibrio di Nash sia una buona predizione di un
comportamento effettivo. Una ragione di ci familiare: come abbiamo visto nel
capitolo 2, vi possono essere molti equilibri di Nash, come nella figura 4.4. La
seconda ragione meno trasparente: le norme realistiche sulla base delle quali gli
individui adattano i loro comportamenti possono non riuscire a muovere i giocatori
in direzione dell'equilibrio di Nash, anche se esso unico e stabile. In ogni
interazione complicata, gli individui possono fallire nell'imparare a giocare un
equilibrio di Nash. Ma anche in un gioco apparentemente semplice per esempio
Sasso, Carta, Forbice nessun agente reale o simulato al computer gioca una strategia
di equilibrio di Nash anche dopo centinaia di giocate (Sato, Akiyame e Farmer 2002).
Sasso, Carta, Forbici ha un'unica strategia mista di equilibrio di Nash (giocare ogni
strategia a caso con probabilit un terzo), ma pochi giocatori lo fanno. I giochi con
un'unica strategia di equilibrio di Nash pura sono molto pi facili da giocare, anche se
la struttura del gioco molto pi complicata di Sasso, Carta, Forbici.
Risultati Pareto-Inferiori. L'equilibrio di Nash un ottimo Paretiano? Sappiamo
che ci richiederebbe la tangenza delle due curve di indifferenza dei pescatori:
v
e
v
E
=
V
e
V
E
Questa equazione definisce il luogo dei contratti efficienti, ovvero, il luogo di
tutte le coppie Pareto efficienti di tempi di pesca dei due. Sappiamo che rispetto ad
ogni allocazione in cui entrambi pescano e i luoghi di indifferenza non sono tangenti
cio si intersecano esiste una diversa allocazione che farebbe star meglio
entrambi. Ma l'equilibrio di Nash un punto su entrambe le funzioni di reazione,
definito rispettivamente da v
e
= 0 e V
E
= 0. Nel punto di equilibrio di Nash, i due
luoghi di indifferenza non possono essere tangenti; infatti sono perpendicolari. Per
cui, in questo caso, l'equilibrio di Nash non un ottimo Paretiano. Due punti sul
luogo dei contratti efficienti, p e , sono indicati nella figura 4.5.
Per capire perch l'equilibrio di Nash un'allocazione Pareto-inferiore,
immaginiamo che i due pescatori possano raggiungere un accordo in base al quale
14 | MI CROECONOMI A
entrambi pescano un ammontare arbitrario di pesce in meno. Quanto inciderebbe sul
loro benessere? Sappiamo che V
e
< 0 e v
E<0
(poich il pescare di ciascuno ha
influenza su quello dell'altro, come indicato da nella loro funzione di produzione).
Quindi, rappresentando con de <0 e dE <0, i loro ipotetici accordi di riduzione della
pesca, abbiamo bisogno di valutare il cambiamento nell'utilit di ciascuno:
dv = dev
e
+ dEv
E
>0
dV = deV
e
+ dEV
E
>0 (4.10)
Si noti che V
e
< 0 e v
E
< 0 poich tali uguaglianze definiscono le funzioni di
miglior risposta (best response) dei pescatori e quella di Nash una miglior risposta (best
response) reciproca. Quindi, entrambe le espressioni sono positive: l'utilit di ciascuno
verrebbe aumentata da un accordo di riduzione della pesca. Si noti la logica di base:
ciascuno vorrebbe che l'altro pescasse meno, e (questa la parte importante) dato che
essi hanno fissato il loro quantitativo di pesca al livello ottimale, non si preoccupano di una
riduzione (infinitesimamente piccola) dei loro livelli di pesca. La lente creata dai due luoghi di
indifferenza nella figura 4.5, contiene un miglioramento paretiano sull'equilibrio di
Nash, z.
Se l'accordo enforceable, entrambi ne possono beneficiare. Ma come si pu
arrivare a tale accordo e come lo si pu rendere enforceable?
EVI TARE LA TRAGEDI A DEI PESCATORI
La tragedia dei pescatori illustra la fonte generica dei fallimenti del
coordinamento: date le preferenze, i diritti di propriet rilevanti nel caso, e gli altri
aspetti degli incentivi che formano le decisioni, l'impatto negativo della pesca di uno
sull'altro ( v
E
e V
e
, rispettivamente) non preso in considerazione nel processo
ottimizzante di nessuno. In effetti, date le regole presunte del gioco non ripetuto,
interazione non cooperativa e preferenze auto-interessate difficile capire come
essi possano evitare la tragedia. Ma, come i pescatori di aragoste del Sud
dell'Australia, alcuni pescatori riescono, in effetti, a gestire le risorse comuni molto
bene. Quando gli individui cooperano per sostenere un bene comune, generalmente
ci avviene perch essi sono riusciti a convertire la tragedia dei beni comuni in un
gioco differente o non hanno preferenze interamente auto-interessate, o entrambe le
cose. E' qui che le istituzioni entrano in gioco.
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |15
Figura 4.5. L'equilibrio di Nash: stabilit e non ottimalit
Hardin (1968) credeva che la libert sui beni comuni rovina tutti (p. 1244),
e come soluzione sosteneva una coercizione per tutti e frutto di comune accordo
(p. 1247). Il suo pessimismo Hobbesiano non teneva conto dei molti modi non
coercitivi con cui le comunit locali hanno evitato la tragedia (Ostrom, Burger, Field,
Norgaard e Policansky 1999). Alcuni approcci includono una migliore definizione e
minori impedimenti allo scambio dei diritti di propriet, il controllo reciproco,
l'aderenza alle norme sociali che beneficiano la collettivit, e molti altri. Alla base
della regolazione possono essere identificati tre approcci: la privatizzazione dei beni
comuni, la regolazione dei beni comuni da parte di un ente governativo o di una terza
parte, e la regolazione attraverso le interazioni locali tra i pescatori stessi. Questi tre
approcci sono talvolta chiamati, rispettivamente, mercato, Stato e comunit (Ostrom
1990, Ouchi 1980, Taylor 1997, Bowles e Gintis 2002b). L'abilit di ciascun
approccio di eliminare o attenuare la tragedia dipende dai modi in cui ogni approccio
sfrutta l'informazione disponibile rilevante per il problema ed influenza l'uso di tali
informazioni ad opera delle parti rilevanti, cos come dalle capacit distintive delle
istituzioni rilevanti Stato, mercati e comunit di influenzare i comportamenti.
Mentre la maggior parte degli approcci osservati nella realt (quelli citati sopra, per
esempio) di fatto combinano elementi di tutti e tre, li introdurremo singolarmente
per chiarire le loro propriet.
I modelli che seguono semplificheranno di gran lunga le istituzioni reali con
cui le comunit locali affrontano questi ed altri problemi di coordinamento. La
diversit e la complessit delle istituzioni effettivamente coinvolte sono sbalorditive.
e*(E)
E*(e)
1/
1/
/ 2
/ 2

16 | MI CROECONOMI A
Per esempio, Ostrom (1999) e i suoi colleghi hanno scoperto ventisette diverse
norme locali volte all'esclusione degli altri dai beni di propriet comune. Esse erano
basate su elementi, come la residenza, l'et, la casta, il clan, il livello di competenza,
l'uso continuato della risorsa, l'uso di una particolare tecnologia, e cos via. Dato che
tali regole di esclusione erano spesso usate contemporaneamente, il numero delle
definizioni della frontiera delle istituzioni era molto superiore a ventisette. Le norme
che regolavano l'accesso alla risorsa per i non esclusi erano ugualmente svariate
(come suggeriscono le norme di allocazione competitiva proposte dai pescatori della
costa di Nord-Ovest). Le norme osservate che regolavano l'appartenenza,
l'allocazione e gli altri aspetti della gestione dei beni comuni, generano letteralmente
migliaia di ipotetiche istituzioni per la gestione dei beni comuni. Nella pratica, se ne
osservano molte centinaia.
Privatizzazione. Supponiamo che uno dei pescatori, diciamo Sotto, possegga il
lago e come proprietario possa escludere Sopra o possa regolare l'ammontare di
pesce pescato da Sopra. In questo caso, Sotto massimizzer la sua utilit variando sia
e che E. Assumiamo che la prossima migliore alternativa disponibile a Sopra sia tale
che la sua utilit sia pari a zero. Nel problema di ottimizzazione di Sotto, un vincolo
ovvio dato dal fatto che se Sopra partecipa alla pesca, egli deve ricevere almeno
tanto quanto la sua prossima migliore alternativa. Tale restrizione chiamata vincolo di
partecipazione di Sopra (se violato Sopra non partecipa; se soddisfatto anche
debolmente (con un'uguaglianza) supponiamo che Sopra partecipi). Consideriamo
ora perch non ottimale per Sotto escludere totalmente Sopra dalla pesca.
Nel caso della privatizzazione vi sono due tipi di interazione che hanno
luogo. Sotto potrebbe concedere una licenza permettendo a Sopra di continuare a
pescare indipendentemente ma senza catturare pi di un dato numero di pesci,
chiedendo a Sopra di pagare per il permesso una somma che non violi il vincolo di
partecipazione. Alternativamente, Sotto potrebbe offrire a Sopra un contratto di
impiego con il quale Sopra potrebbe pescare sotto la direzione di Sotto e il pesce
catturato sarebbe propriet di Sotto, mentre Sopra sarebbe compensato con un
salario (pagato con il pesce catturato in totale dai due) sufficiente a controbilanciare
la disutilit del lavoro di Sopra (e quindi a soddisfare il vincolo di partecipazione).
Nel caso dei permessi, Sotto determina i livelli ottimali di sforzo nella pesca
( e e

E) e poi emette un permesso di pescare al livello

E in cambio del pagamento


del prezzo del permesso, F. Per tenere conto del vincolo di partecipazione,
esprimiamo l'offerta che Sotto propone a Sopra come soluzione di un problema di
massimizzazione vincolata standard, ovvero, variare e e E per massimizzare
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |17
c =(1E)e e
2
+ F
soggetto a: (1e)E E
2
~ F
Sappiamo che soddisfare il vincolo di partecipazione di Sopra costoso per
Sotto (i due non sono sazi n amano il lavoro cos tanto da provvedere all'altro senza
costo), per cui il vincolo sar soddisfatto come uguaglianza. Possiamo usare questa
considerazione per eliminare F dall'espressione sopra. Quindi, Sotto dovrebbe
selezionare e ed E per massimizzare
c =(1E)e e
2
+(1e)E E
2
Si noti che questa quantit non altro che il surplus congiunto (l'ammontare
totale di pesce pescato meno la disutilit totale derivante dal lavoro). La soluzione a
questo problema ( e e

E) coincide con il piano allocativo di Sotto, implementato


con un piano di distribuzione che richiede a Sopra di pagare una tassa

F = 1 e ( )

E

E
2
per il permesso di pescare

Eore. Poich il vincolo soddisfatto


come uguaglianza, la soluzione sar Pareto-efficiente ( uno dei punti del luogo dei
contratti efficienti).
Il piano allocativo di Sotto determinato dalla scelta di e e E secondo le
condizioni del primo ordine:
c
e
=(1E) 2e E = 0
c
E
=(1e) 2E e = 0
Si noti come queste differiscano rispetto alle condizioni che definiscono il
comportamento ottimo nell'interazione non cooperativa descritta sopra: esse sono
identiche a parte l'ultimo termine, che cattura l'effetto della pesca di Sopra sul
benessere di Sotto (nella prima equazione) e viceversa (nella seconda). Risolvendo
per il livello di pesca di entrambi, abbiamo:
e = /(2 +2) =

E
(4.11)
che ovviamente minore rispetto al livello dell'equilibrio di Nash / 2 + ( ),
dell'equazione 4.8 per l'interazione non cooperativa modellata nella sezione
precedente. Si noti che al tendere di a zero, si elimina l'interdipendenza che d
luogo all'eccesso di pesca, l'equilibrio di Nash diventa la soluzione che massimizza il
surplus congiunto, come ci si potrebbe aspettare. L'allocazione che massimizza il
profitto congiunto indicata con il punto nella figura 4.5.
Il piano di allocazione ottimo basato sull'assunzione che il vincolo di
partecipazione debba essere soddisfatto. Ma perch non potrebbe essere ottimale per
18 | MI CROECONOMI A
Sotto selezionare semplicemente E=0 ed avere accesso esclusivo al lago? La ragione,
in questo caso, che il costo marginale di compensare Sopra per l'impegno profuso
nel pescare tende a zero al tendere di E a zero, per cui un livello positivo di E sar
ottimale. (Specificazioni ragionevoli alternative potrebbero prevedere che Sotto
ritenga conveniente escludere Sopra dall'uso del lago per esempio nel caso in cui
Sopra abbia una prossima migliore alternativa molto vantaggiosa cosicch diverrebbe
costoso per Sotto soddisfare il vincolo di partecipazione).
Anzich emettere un permesso, Sotto potrebbe assumere Sopra. Tale caso
differisce dal precedente poich ora Sotto possiede il pesce che cattura Sopra ma
deve utilizzare parte della pesca per pagare un salario W a Sopra sufficiente a
soddisfarne il vincolo di partecipazione. Sapendo che il vincolo di partecipazione
soddisfatto come uguaglianza possiamo utilizzare il fatto che il salario pagato deve
appena controbilanciare la disutilit per lo sforzo di Sopra, ovvero W = E
2
. Ora,
Sotto deve scegliere e e E per massimizzare l'espressione
(1E)e e
2
+(1e)E W,
che (sostituendo il valore di W dato dal vincolo di partecipazione) identico al
problema risolto nel caso dei permessi. La struttura base del permesso e dell'impiego
non distinguibile: poich in entrambi i casi Sopra guadagner solo un ammontare
pari alla disutilit del lavoro, Sotto sceglie e ed E cos da massimizzare il guadagno
congiunto, ricompensa Sopra per la disutilit del suo lavoro e trattiene il resto.
La privatizzazione produce un risultato Pareto-efficiente perch colui che
prende le decisioni ottimizza soggetto ad un vincolo di partecipazione dell'altro
stringente. L'utilit guadagnata dall'altro semplicemente data dalla sua prossima
migliore alternativa, cosicch la questione della distribuzione tra i due fissata in
anticipo. Come risultato, il proprietario in qualit di colui che pu rivendicare i
diritti sul guadagno congiunto massimizza la sua utilit scegliendo un'allocazione
che massimizzi l'utilit totale dei due. Il punto qui che il proprietario ha potere a
sufficienza per determinare la distribuzione dei guadagni indipendentemente
dall'allocazione del tempo speso nell'attivit di pesca, per cui non ha nessun incentivo
ad adottare una strategia che non sia la pi efficiente. Nel capitolo 5 mostreremo
come questo non un caso generico e che quando l'indipendenza della distribuzione
e dell'allocazione fallisce, le allocazioni private tendono ad essere inefficienti.
Regolazione Esterna. Spesso impossibile per un singolo individuo possedere
un'intera risorsa di propriet comune (immaginiamo di stabilire i diritti di propriet
sulla pesca in oceano aperto). E molte risorse di propriet comune potrebbero essere
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |19
di tali dimensioni da precludere una competizione effettiva sui mercati rilevanti,
inducendo, quindi, fallimenti associati con l'esercizio del potere di mercato. In questo
caso un governo o qualche altra parte esterna potrebbe essere in grado di migliorare
l'equilibrio di Nash del gioco non cooperativo descritto sopra.
Come nel caso della privatizzazione si presentano due alternative. Come
prima, il regolatore (il governo), avendo tutte le informazioni rilevanti, potrebbe
selezionare e ed E in modo da massimizzare il guadagno totale. Il regolatore
potrebbe poi implementare un tale risultato attraverso la regolazione diretta, emettendo
semplicemente delle licenze che permettano ai pescatori di pescare un dato numero
di ore. Quindi il punto nella figura 4.5 rappresenta l'allocazione ottima del
regolatore. Assumendo che il regolatore non abbia, a priori, alcuna ragione di
favorire l'uno o l'altro pescatore, in termini di distribuzione, rappresenta il piano
sia di allocazione che di distribuzione. Si noti che lo stesso punto corrisponde al
risultato allocativo (ma non distributivo) del caso della privatizzazione.
Piuttosto che implementare il piano allocativo imponendolo per legge, il
regolatore potrebbe desiderare di lasciare decidere ai pescatori quanto pescare,
alterando gli incentivi che essi affrontano cos da evitare i fallimenti del
coordinamento che avvengono senza l'intervento governativo. Questo l'approccio
dell'economia del benessere sperimentato dagli economisti del primo ventesimo del
secolo, Alfred Marshall e A. C. Pigou (1877-1959); la forma moderna di questo
approccio la Teoria dell'Implementazione, menzionata nel capitolo 1. Secondo tale
approccio, il decisore pubblico propone una tassa sull'attivit di pesca finalizzata ad
eliminare la discrepanza tra i costi marginali sociali e privati e i benefici della pesca.
Assumiamo che il ricavato venga corrisposto ai pescatori mediante una somma fissa
che essi ignorano nei loro calcoli (come avverrebbe nel caso ben pi realistico in cui
vi fossero duemila pescatori anzich due). Il problema per il regolatore consiste nel
selezionare una tassa che massimizzi la somma delle utilit dei due pescatori nel caso
in cui essi scelgano quanto pescare, data la tassa.
Qual' la tassa ottima? Il problema pu essere posto nel modo seguente:
occorre trovare la tassa che trasformi le funzioni obbiettivo dei due pescatori cos che
le loro funzioni individuali di miglior risposta (best response) siano identiche a quelle
ricavate dalle condizioni di primo ordine del problema di massimizzazione del
profitto congiunto, ovvero
e =(12E) / 2
E =(12e) / 2.
20 | MI CROECONOMI A
Muovendoci a ritroso dalle condizioni di primo ordine ai guadagni individuali
che derivano da queste ultime e quindi alla tassa, vediamo che la funzione di utilit
trasformata u

dovrebbe avere la seguente forma (per Sotto)


u

=(1E)e e
2
e
e che, se la condizione di primo ordine di Sotto consiste nell'imitare quella che
deriva dalla massimizzazione del profitto congiunto, ovvero
du

de
=(1E) 2e E = 0
l'aliquota della tassa per ogni ora di pesca di Sotto deve essere =E . Il
lettore pu verificarlo sostituendo l'aliquota nel problema di massimo di Sotto e
differenziando rispetto ad e. Il risultato dovrebbe produrre le condizioni di primo
ordine per il problema di massimo del profitto congiunto. L'aliquota per Sotto
dipende dal tempo di pesca di Sopra perch l'effetto della pesca di Sotto sull'utilit di
Sopra dipende dal tempo di pesca di Sopra.
Assumendo che il governo sia in grado di far rispettare la regolazione, esso
pu implementare il piano desiderato sia nella forma di una regolazione diretta che
utilizzando l'incentivo della tassa. Ma come pu il regolatore acquisire l'informazione
necessaria? Si noti che per fissare l'ammontare appropriato dell'aliquota o
determinare i livelli ottimi di e ed E, il regolatore deve usare sia l'informazione sulle
preferenze dei pescatori che sulla loro tecnologia. Per capire perch l'ottenimento di
queste informazioni pu considerarsi un compito molto difficile, basti immaginare
una situazione in cui i pescatori siano molti, ciascuno con una tecnologia, distinta e
non osservabile dal regolatore, data da
i
per il pescatore i. Ora supponiamo che
come i-esimo pescatore, sappiate che la tassa di cui sopra verr implementata e che il
regolatore vi chiede di rivelare il vostro
i
. Quale sarebbe la vostra risposta? E,
assumendo che ciascun pescatore conosca la tecnologia di ogni altro pescatore, se il
regolatore vi chiedesse di rivelare l' degli altri, quale sarebbe la vostra risposta?
Sembra plausibile che voi riportiate al regolatore i valori dei vari che massimizzano
la vostra utilit, ma tale dichiarazione sarebbe inaccurata (voi sovrastimereste la
vostra e sottostimereste quella degli altri).
Interazioni Locali. I pescatori stessi potrebbero arrivare ad una soluzione,
sfruttando il fatto che essi conoscono quanto il regolatore non conosce. Se vi fossero
davvero solo due pescatori nel lago, essi si conoscerebbero e la ripetizione
dell'interazione permetterebbe a ciascuno di usare la minaccia della ritorsione per
rafforzare un risultato migliore. Nelle relazioni diadiche (per esempio compratore e
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |21
venditore), le interazioni ripetute funzionano bene per mantenere la cooperazione;
nel capitolo 7 verr introdotto il gioco ripetuto come modo di sostenere le norme
che sostengono i processi di scambio nella maggior parte dei mercati del mondo
reale. Ma, nei contesti in cui vi sono molte persone, appropriati per la maggior parte
dei beni pubblici e per i problemi delle risorse di propriet comune, la cooperazione
molto pi difficile da sostenere in questa maniera. Dato che risulter pi semplice
spiegarne le ragioni una volta introdotti i giochi ripetuti, questa discussione verr
posposta.
Vi sono due tipi di approccio con interazioni locali: quelli basati sulle
asimmetrie tra i pescatori, e quelli che possono richiedere un rapporto di uguaglianza
o di solidariet tra loro.
Tra i primi vi sono quelli basati sulla ricchezza o il potere sproporzionato di
uno dei pescatori. Supponiamo che Sotto abbia il potere di selezionare il suo livello di
pesca e di vincolarsi ad esso in modo che Sopra capisca che nessuna sua azione
potrebbe alterare l'attivit di pesca di Sotto. Sopra, ovviamente, pu poi selezionare il
suo livello di pesca, data la scelta di Sotto. In tal caso Sotto il first mover, il leader la
Stackelberg. (Heinrich von Stackelberg [1905-1946] us questo modello per
rappresentare il meccanismo di formazione del prezzo in un duopolio.) Come decide
Sotto quale livello di pesca scegliere? Il first mover inizia anticipando cosa far il second
mover come reazione ad ognuna delle azioni del first mover, poi seleziona l'azione che
massimizza la sua stessa utilit, data la reazione del second mover o follower (quello di
questultimo un atteggiamento da satellite, cio di mero adeguamento alle scelte
effettuate dal leader). Questo rappresenta un cambiamento semplice ma importante
nelle assunzioni del comportamento dei due pescatori: Sotto ora riconosce e si
avvantaggia del fatto che, scegliendo i vari livelli di pesca, pu influenzare la scelta di
Sopra. Il comportamento di Sotto , dunque, strategico (tiene conto dell'effetto delle
sue azioni sulle azioni dell'altro).
Notate che in questo caso il processo di ottimizzazione di Sotto vincolato
non pi da un livello di utilit di Sopra (come nel caso del vincolo di partecipazione
soddisfatto), ma da un comportamento di quest'ultimo, dato dalla sua funzione di miglior
risposta (best response). Come risultato, la soluzione non un ottimo paretiano. Il
vantaggio della prima mossa di Sotto gli permette di migliorare la sua posizione
rispetto all'equilibrio di Nash, in questo caso alle spese di Sopra, il cui risultato come
second mover peggiore rispetto all'equilibrio di Nash. Il deterioramento della
posizione del second mover non un risultato generale: pu sembrare strano ma il second
mover pu stare meglio o peggio rispetto all'equilibrio di Nash di un gioco simultaneo.
22 | MI CROECONOMI A
(Un esempio di un second mover che migliora la sua posizione come Stackelberg
follower rispetto all'equilibrio di Nash verr offerto tra breve).
Nel caso in cui Sotto avesse ancora pi potere, potrebbe proporre a Sopra
un'offerta prendere o lasciare, specificando quanto e in che modo Sopra dovrebbe
pescare, forte della minaccia che se Sopra non accettasse l'offerta, Sotto pescherebbe
semplicemente al livello dell'equilibrio di Nash di un gioco simultaneo. Tale
situazione riproduce semplicemente il caso della propriet privata del bene con la
differenza che ora il vincolo di partecipazione di Sopra deve per lo meno uguagliare il
risultato dell'equilibrio di Nash. Il risultato ovviamente Pareto-efficiente.
Come nel caso della privatizzazione e delle soluzioni basate sullintervento
governativo di cui sopra, la soluzione basata sulle interazioni locali, basandosi sulle
asimmetrie tra i pescatori, pu andare incontro a seri problemi informativi basati sul
fatto che l'informazione sottostante privata e i pescatori possono trovare
conveniente nascondere o distorcere le informazioni che essi rendono disponibili.
Ci avviene soprattutto quando l'informazione richiesta da un outsider (come nel
caso della soluzione basata sull'intervento governativo) o fornita da un pescatore
all'altro quando i risultati distributivi sono altamente ineguali (e quindi possono
generare distanza sociale o perdita di norme comuni come la reciprocit).
Un approccio basato su relazioni pi simmetriche tra i pescatori pu essere
quello di un accordo negoziato, rafforzato dal controllo reciproco. I due pescatori
possono condividere le loro informazioni e decidere di pescare in corrispondenza
dell'ottimo che massimizza il profitto congiunto (ciascuno pesca e gode dello stesso
ammontare di pesce), utilizzando un monitoraggio reciproco per scoprire eventuali
violazioni dell'accordo, con la minaccia di ritornare a pescare al livello non
cooperativo (il risultato di Nash del gioco simultaneo) nel caso in cui l'altro violasse
l'accordo. Essi possono dunque definire il risultato non cooperativo come la loro
posizione di riserva, laddove il luogo dei contratti efficienti rappresenta (e la
posizione di riserva definisce) l'insieme di contrattazione, ovvero, l'insieme di tutti i
risultati che sono Pareto-superiori alla posizione di riserva. Svilupperemo gli
strumenti analitici per studiare questo caso nei capitoli 5 e 7.
La soluzione delle contrattazioni con monitoraggio reciproco si basa su tre
caratteristiche importanti che riguardano le interazioni in molti piccoli gruppi: (1)
probabile che i partecipanti abbiano buone informazioni sulle preferenze, le
tecnologie e le azioni degli altri, (2) essi raggiungono un accordo sulla considerazione
di un principio distributivo giusto, e (3) possono controllarsi l'un l'altro data la
vicinanza e le norme sociali condivise. Queste tre caratteristiche fanno s che i piccoli
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |23
gruppi spesso abbiano una capacit di risolvere i problemi di coordinamento che non
disponibile agli approcci basati interamente sullo stato o sul mercato. Gli
esperimenti sul Gioco dei Beni Pubblici, descritti nel capitolo 3, rendono chiaro
come le persone tendano a punire membri del gruppo i cui atteggiamenti violano
alcune norme stabilite, anche quando l'imposizione della pena costosa o non vi
sono benefici materiali derivanti da un cambiamento di comportamento di coloro
che vengono puniti. Torneremo a parlare di controllo reciproco (tra i membri di una
squadra di produzione) nella prossima sezione.
Un secondo approccio consiste nel considerare il fatto che frequenti relazioni
sociali tra i pescatori non forniscono loro solo informazioni sull'altro, ma possono
anche generare sentimenti di interesse riguardo il benessere dell'altro. Dagli
esperimenti sul Dilemma del Prigioniero e sul Gioco dei Beni Pubblici (Frey e
Bohnet, 1996, Sally, 1995; Kollock, 1992) sappiamo che l'identificazione sociale e la
comunicazione tra i partecipanti possono risolvere o attenuare i fallimenti del
coordinamento persino quando non si possono stringere accordi vincolanti
mentre la distanza sociale ne costituisce un impedimento. Quindi, le preferenze e i
principi rilevanti per il problema possono dipendere dall'approccio istituzionale usato
per risolvere il problema: lo stato, il mercato e la comunit (gerarchica o egualitaria),
evocano ciascuno preferenze differenti.
Per capire come l'interesse riguardo il benessere dell'altro possa aiutare a
risolvere il problema di coordinamento, immaginiamo che l'utilit di ciascuno sia
definita come sopra con l'aggiunta di un peso a (0,1], basato sull'utilit dell'altro,
cosicch l'utilit di Sotto diventa
u =(1E)e e
2
+U
e analogamente per Sopra. Le condizioni di primo ordine che definiscono la
miglior risposta (best response) individuale sono le seguenti
(1E) 2e aE = 0
(1e) 2E ae = 0
che mostrano come ciascuno tenga conto di una frazione, a, della disutilit che
la propria pesca arreca all'altro. Un tale interesse per il benessere dell'altro pu quindi
sostituire l'imposizione della tassa per attenuare i fallimenti del coordinamento.
Qual il livello di interesse al benessere altrui che implementerebbe un
ottimo sociale? Affinch le condizioni di cui sopra eguaglino quelle di un problema di
massimo del profitto congiunto, ciascun pescatore dovrebbe essere tanto altruista
24 | MI CROECONOMI A
quanto auto-interessato (vale a dire a =1). Ci pu suggerire il motivo per cui la
maggior parte delle comunit di successo (persino le pi utopiche come le Amish o le
Hutterites) non si basino interamente su un sentimento di altruismo, ma utilizzino
anche il controllo reciproco e la punizione nel caso di violazione delle norme.
Una caratteristica comune degli approcci per evitare la tragedia consiste nel
fatto che, a prescindere da chi sceglie l'allocazione (e,E), essa determinata dal fatto
che si tiene conto del costo inflitto a ciascuno dalla pesca dell'altro. Nel caso
altruistico ci ovvio, ma lo leggermente meno nel caso di un regolatore che
massimizza l'utilit congiunta dei due. Lo pu essere, a sorpresa, anche nel caso della
privatizzazione e del potente first mover che propone un'offerta prendere o lasciare. In
questi due casi, il vincolo di partecipazione stringente, e il proprietario o il first mover
tengono conto del benessere del meno fortunato, in maniera non differente da
quanto farebbe il pescatore stesso. Questi due casi mettono in luce una differenza
principale. Mentre tutti gli approcci (ad eccezione dell'altruismo incompleto e della
leadership la Stackelberg) implementano un'allocazione Pareto-ottima, essi differiscono
sostanzialmente per la distribuzione del benessere nell'equilibrio che ne risulta.
Introdurremo ora un altro esempio importante, la produzione di squadra, per
illustrare l'interazione a n persone e per comprendere come contratti efficienti e
preferenze sociali possano, a volte, sormontare i problemi di coordinamento.
PRODUZIONE DI SQUADRA
Nelle economie moderne, un esempio molto diffuso del problema della risorsa
di propriet comune deriva dalla produzione di squadra; gruppi di produttori
spesso impiegati nella stessa impresa, a volte anche a centinaia contribuiscono alla
produzione e dividono il profitto che ne risulta. La squadra pu essere anche
composta da un gruppo di professionisti che condividono una professione (comune
tra dottori e avvocati) o un'impresa cooperativa di cui sono proprietari i lavoratori.
Supponiamo che i membri di una squadra di n persone producano
congiuntamente un bene, laddove il livello di prodotto dipende dall'azione (che
chiameremo sforzo sul lavoro) intrapresa dagli n membri, a
i
[0,1], secondo la
seguente funzione di produzione
q =ga-k
(4.12)
dove a = a
i
rappresenta la somma per gli n membri e g e k sono costanti
positive (conosciute agli n membri). Dato che i membri della squadra sono identici,
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |25
trascureremo gli indici, con lesclusione del caso in cui siano necessari per evitare
ambiguit. Non vi sono altri input a parte le azioni dei membri della squadra
(pensiamo ad una compagnia di danza che si esibisce in luoghi pubblici). Le funzioni
di utilit identiche per tutti i membri sono u = u y,a ( ) , dove y rappresenta il
guadagno del lavoratore e u decrescente e convessa in y. La posizione di riserva di
ciascun membro data da z.
I membri della squadra cercano una strategia di allocazione del guadagno
prodotto dal loro lavoro, riconoscendo la possibilit che alcuni membri potrebbero
approfittarsi dello sforzo dei compagni di squadra. Come termine di paragone, i
membri della squadra implementano un esperimento, rispolverando il sempre utile
caso di Robinson Crusoe, il quale, vivendo isolato, non deve preoccuparsi di
problemi di coordinamento ed quindi in grado di trovare una soluzione efficiente.
Essi sanno che se la produzione potesse avvenire ad opera di un unico produttore,
proprietario del prodotto finale, il proprietario-produttore selezionerebbe un livello
di sforzo per massimizzare l'utilit, con la seguente condizione di primo ordine
u
y
g + u
a
= 0
(4.13)
o g = u
a
/ u
y
uguagliando la produttivit marginale dell'azione al saggio
marginale di sostituzione tra lo sforzo ed il bene nella funzione di utilit del
produttore. I membri della squadra cercano quindi di implementare l'allocazione (il
livello delle a) che deriva da tale condizione di primo ordine per ogni membro. Essi
quindi prima sciolgono la squadra in modo che ogni membro possa lavorare da solo
come faceva Robinson Crusoe. Ma c' una ragione per l'esistenza della squadra:
assumiamo che l'esistenza di un costo fisso k, faccia s che il livello dello sforzo
implementato dalla condizione di primo ordine di cui sopra, a*, sia tale che u(ga*-k,
a*)< z. La soluzione di Crusoe non sarebbe possibile dati gli alti livelli del costo
fisso.
Ovviamente, se i membri riuscissero a raggiungere un accordo credibile sulle
azioni intraprese da ciascuno, essi potrebbero facilmente implementare il livello di
sforzo di Crusoe come soluzione cooperativa. Ma spesso, mentre il prodotto
facilmente misurabile, le azioni intraprese dagli altri membri non sono pienamente
osservabili o, pi in generale, l'informazione sul comportamento degli altri non
sufficiente a rendere enforceable un contratto scritto su a (ovvero il contratto non
verificabile).
Supponiamo che i membri della squadra si incontrino per trovare una
soluzione nella forma di un contratto espresso in termini dell'informazione che
26 | MI CROECONOMI A
verificabile. Essi ragionano nel modo seguente: la squadra offre ai suoi membri un
contratto al quale ciascun membro reagisce secondo i criteri del best reponse. Si noti la
somiglianza con il problema ipotetico del regolatore sociale nella tragedia dei
pescatori. Stipulare un contratto giusto richiede che, per ogni contratto proposto, il
gruppo prima determini le migliori risposte dei membri e poi li aggreghi per ottenere
il prodotto totale che risulterebbe, dato il contratto e la produzione dei vari membri.
Le funzioni di miglior risposta (best response) dei membri costituiscono quindi dei vincoli
definiti vincoli di compatibilit agli incentivi -del problema di ottimo della squadra.
Ovviamente il contratto deve anche fornire ai membri della squadra un livello di
utilit non inferiore a quello della loro posizione di riserva, soddisfacendo quindi i
loro vincoli di partecipazione. La squadra, come unico soggetto, ha il ruolo del first mover
(e anche del principale in un problema con un singolo principale e molti agenti del
tipo analizzato a fondo nel capitolo 8).
Supponiamo che i membri considerino una proposta che consiste nel dividere
equamente il prodotto netto, offrendo a ciascun membro un reddito per periodo pari
a
y = (q-x)/n
dove x ~ 0rappresenta l'ammontare che la squadra decide di allocare per i
progetti comuni, ed selezionato per soddisfare il vincolo di partecipazione dei
membri della squadra o
u{(q*-x)/n), a*} z
Gli asterischi stanno ad indicare i livelli di equilibrio dello sforzo e del prodotto
di ciascun membro della squadra, dato tale contratto. Come funziona il contratto? Il
problema di ottimo di ciascun membro consiste nel variare
i
a per massimizzare
u
i
= g(a
1
+... + a
n
) x [ | / n, a
i
}
(In questo caso l'indice i stato mantenuto per il membro in questione in
quanto essenziale ricordare che, mentre i membri sono per convenienza analitica
assunti identici, ciascuno agisce indipendentemente e considera le azioni degli altri
come esogene nel momento in cui prende la decisione.) Imponendo du
i
/ da
i
= 0,
abbiamo la condizione di primo ordine
u
y
g/ n + u
a
= 0
ovvero
g/ n = u
a
/ u
y
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |27
dove il saggio marginale di sostituzione uguagliato al prodotto marginale
dell'azione diviso per la dimensione della squadra. Mettendo a confronto questa
condizione di primo ordine con quella di Robinson Crusoe (eq. 4.13), vediamo come
gli incentivi forniti dal contratto proposto vengano diluiti tra i membri del team.
Questo esempio di free riding viene chiamato il problema 1/n nella produzione di
squadra.
La squadra, non scoraggiata, continua a cercare il contratto appropriato.
Qualcuno propone di pagare a ciascun membro l'intero prodotto sottratta la
costante a, ovvero, di offrire a ciascun membro della squadra y = q *v dove v
una costante tale che q *n q *v ( ) = x (quindi, come prima, x rimane per i progetti
comuni una volta che tutti i membri sono stati pagati) e, come prima, gli asterischi
indicano i valori finali una volta che i membri hanno agito secondo i criteri della
miglior risposta (best response) al contratto. E' facile vedere come i membri della squadra,
massimizzando in modo indipendente la propria utilit, scelgono l'azione
corrispondente alla condizione di primo ordine di Robinson Crusoe, ovvero
u
y
g + u
a
= 0, simulando quindi Robinson Crusoe e superando, dunque, il problema
1/n. Questo contratto implementa un risultato efficiente perch induce ciascun
membro a considerare il suo intero contributo (marginale) alla produzione (piuttosto
che solo un n-esimo di essa). Tali soluzioni, che implementano un ottimo paretiano,
sono chiamate contratti ottimi.
Forte della brillante idea, lideatore del contratto ottimo sicuro che i
compagni di squadra lo approvino. Ma loro non lo fanno. Per capire perch
introduciamo nel problema un elemento del mondo reale, il rischio. Supponiamo che
il prodotto sia ora
q = {ga -k}(1 +)
dove l'elemento stocastico introdotto nella produzione (con media zero e
varianza conosciuta dai membri della squadra). Se fosse osservabile (e
verificabile) il contratto precedente, scritto in termini del prodotto atteso anzich
realizzato, potrebbe essere implementato a condizione che l'impresa sia in grado di
prendere a prestito il necessario per permettere il pagamento di ga-k-v ad ogni
membro. Ma se non fosse verificabile, il contratto verrebbe necessariamente
scritto in termini del prodotto effettivo. Supponiamo che il contratto ottimo assicuri
che i membri della squadra ricevano un guadagno atteso sufficiente a soddisfare il loro
vincolo di partecipazione. Data la natura stocastica del prodotto, nel caso di qualsiasi
squadra di dimensione significativa, il guadagno realizzato in ogni periodo potrebbe
28 | MI CROECONOMI A
essere un multiplo, anche grande, dell'oggetto in questione sia negativo che positivo.
Ci avviene perch ciascun membro pu rivendicare la propriet dei diritti residuali
sulla produzione realizzata dall'intera squadra ed eventuali shock alla produzione
totale diminuirebbero le posizioni di riserva di ciascuno. Un contratto secondo il
quale un membro della squadra pu essere soggetto, in certi periodi, al pagamento di
un ammontare notevole alla squadra stessa, non sembra essere una grande attrattiva
per nessuno che non sia neutrale al rischio o che non abbia un accesso illimitato al
credito. Come risultato, per tutti coloro che non siano particolarmente ricchi o a
parte i casi di una squadra estremamente profittevole, nessun contratto di questo tipo
soddisfarebbe il vincolo di partecipazione.
I membri provano un altro approccio: il monitoraggio alla pari. Mentre le
azioni intraprese dagli altri non sono verificabili, ciascun membro ha alcune
informazioni su cosa stanno facendo i suoi compagni di squadra e potrebbe usarla
per implementare un accordo riguardante il livello di sforzo da profondere, attraverso
l'uso di sanzioni informali come la disapprovazione sociale o forse persino delle
multe imposte dai membri verso coloro che contribuiscono meno di quanto stipulato
nell'accordo. Potrebbe sembrare che, qualora sia costoso (sia materialmente che
psicologicamente) per i membri della squadra punire coloro che non rispettano
l'accordo, essi siano disincentivati dal farlo, in particolare perch mentre i costi vanno
a ricadere sull'individuo punitore, i benefici andranno divisi tra tutti i membri della
squadra. Per cui anche la norma che punisce i violatori dell'accordo sembra
presentare lo stesso problema 1/n che induce free riding nella scelta sul livello di
sforzo. Ma entrambi i Giochi, lUltimatum Game e il Gioco dei Beni Pubblici,
analizzati nel capitolo 3, dimostrano che le persone sono desiderose di punire coloro
che violano una norma.
Una rassegna delle funzioni di preferenza sociale introdotte nel capitolo 3
conferma che sia le preferenze basate sull'equit che quelle basate sulla reciprocit
motivano questi tipi di comportamenti che vanno a punire chi viola le norme. Colui
che viola una norma impone una disuguaglianza svantaggiosa nei confronti di coloro
che la rispettano che, per ragioni di lealt, potrebbero desiderare di ridurre il
guadagno dei violatori anche se questo ridurrebbe i loro stessi guadagni. Inoltre, la
violazione della norma pu essere indice di mancanza di merito da parte dei violatori
e motivi di reciprocit potrebbero far s che i membri della squadra incrementino la
loro utilit attraverso la punizione dei violatori. Ancora, tali punizioni possono anche
suscitare sentimenti di vergogna come suggeriscono gli esperimenti nel capitolo 3.
Un esempio chiarir come tali preferenze possano funzionare per attenuare il
problema di coordinamento che sorge nelle produzioni di squadra. L'esempio
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |29
spiegher anche come le preferenze sociali possano essere usate nell'analisi delle
interazioni sociali.
Supponiamo che i membri della squadra abbiano le seguenti motivazioni. Essi
possono essere auto-interessati e quindi si preoccupano solo del proprio guadagno
5
.
Possono essere, incondizionatamente, altruistici o maligni (dispettosi) e quindi
attribuiscono un certo peso, positivo o negativo (o zero), ai guadagni degli altri
indipendenti dalle loro credenze sulla tipologia o i passati comportamenti degli altri.
Possono essere reciprocatori e quindi il valore che essi attribuiscono al benessere
degli altri dipende (positivamente o negativamente) dalle loro credenze (beliefs) sulla
tipologia degli altri. Ancora, possono avere norme riguardo a quanto dovrebbero
contribuire; se violano la norma si possono sentire colpevoli. Infine, possono provare
vergogna se violano la norma e se sono puniti pubblicamente per il loro
comportamento. Queste motivazioni (a parte il dispetto) possono indurre i membri
della squadra a tenere maggiormente in considerazione l'effetto delle loro azioni sugli
altri. L'altruismo e la reciprocit possono far s che essi si preoccupino anche dei
membri della squadra e quindi contribuiscano al loro benessere. I motivi di
reciprocit inducono il membro della squadra a punire coloro che contribuiscono in
misura minore alla produzione di squadra. La vergogna pu aumentare l'effetto
indotto da una punizione imposta dagli altri. Infine, la colpa pu indurre un pi alto
livello di contributo alla produzione.
Consideriamo una squadra con due membri, i e j. Come sopra, la produzione
della squadra varia linearmente con la produzione dei singoli membri. Ciascuno di
essi riceve un ammontare pari a <1 volte la somma dei contributi. Ciascuno pu
allocare una frazione a
k
0, 1 [ | per k=i,j di un'unit alla squadra ed il rimanente
1 a
k
( ) ad un progetto privato. Dopo che ciascuno ha scelto un'allocazione, i
contributi di ciascuno al progetto vengono resi pubblici e i pu imporre una penalit

ij
su j, mentre j pu imporre una penalit
ji
su i al costoc ( ), definito c
2
/ 2.
Astraendo per il momento dal costo della punizione, il guadagno materiale del
membro i diventa

i
=1 a
i
+(a
i
+ a
j
) u
ji
(4.14)
Ogni membro soffre a causa di un costo attribuito al senso di colpa
a *a ( )
2
se il suo contributo devia dal contributo stabilito dalla norma (a*). Pu
sembrare strano che si possa anche provare colpa per aver contribuito troppo, ma
contribuire meno di 1 a * al progetto privato potrebbe violare un'ulteriore norma
5
Il modello che segue presentato in maggiori dettagli in Bowles e Gintis (2002a).
30 | MI CROECONOMI A
(il progetto privato potrebbe consistere, per esempio, nel badare al proprio figlio). Di
seguito assumeremo che i membri contribuiscano meno del livello della norma, ma
questa una semplificazione, volta solamente a facilitare l'interpretazione del
risultato. Come nel caso della funzione di utilit basata sulla reciprocit del capitolo 3,
il peso (benevolenza) che ciascun membro attribuisce all'utilit dell'altro,
dipende sia dall'altruismo (o malignit) incondizionato che dalla reciprocit. La
benevolenza del membro i verso j

ij
= a
i
+
i
(a
j
a
i
*) (4.15)
dove
i
1,+1 [ | rappresenta il dispetto o l'altruismo incondizionato di i e
i
il suo grado di reciprocit 0, 1 [ |. Il livello della motivazione reciproca dipende,
quindi, da quanto j ha deviato dal contributo fissato dalla norma di i: se j ha
contribuito al progetto comune pi della norma di i, e se
i
> 0, allora i diviene
benevolente verso j e valuta positivamente il suo benessere nel suo calcolo dell'utilit.
Se, invece, j ha contribuito meno di a* allora i diventa malevolente nei confronti di j
( ) 0 <
ij
e la sua utilit aumenta se diminuisce il benessere di j. (Per ridurre la
notazione e la confusione nella computazione,
i
stato eliminato nel denominatore
dell'espressione nel capitolo 3.) Non includeremo il costo che affronta j nel punire i
nella valutazione di i riguardo l'utilit di j, perch non sembra plausibile che i possa
incrementare il suo contributo perch interessato a j e realizza che j deve affrontare
i costi del punirlo se i non contribuisce in misura sufficiente.
Infine, per riflettere il fatto che la vergogna un'emozione sociale evocata dal
disprezzo degli altri, misurato dalla loro volont di incorrere in costi per punire un
comportamento, la vergogna misurata come segue:
s
i
=
i
(a
i
*a
i
)
ji
(4.16)
Quindi, una misura della suscettibilit alla vergogna. La punizione ad opera
degli altri infligge dunque un costo sia materiale che soggettivo, la cui misura totale
data da
ji
1+
i
a
i
*a
j
( ) ( )
. Se entrambi i membri condividono lo stesso contributo
stabilito dalla norma ed astraggono dal dispetto, non accadr che un membro che ha
contribuito in pi rispetto la sua stessa norma, viene punito. Per ovviare a questa
complicazione nel caso numerico considerato di seguito, assumiamo che i due
contributi stabiliti dalle rispettive norme siano identici e che
i
e
j
siano entrambe
non negative.
Combinando le informazioni di cui sopra, otteniamo la funzione di utilit
dell'individuo i:
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |31
u
i
=
i
+
ij

j
y
i
(a
i
*a
i
)
2

i
(a
i
*a
i
)
ji

c
ij
2
2
(4.17)
L'utilit quindi espressa come la somma dei guadagni individuali di ciascuno
(includendo il costo di essere puniti) e della valutazione del guadagno individuale
dell'altro meno la valutazione soggettiva della colpa e della vergogna e il costo del
punire j. Una funzione analoga descrive l'utilit di j (basta cambiare e invertire gli
indici). Si noti che i fa due scelte: prima sceglie a
i
, poi, sulla base di quanto j ha
contribuito, decide se e in che misura punire j.
Se j decide di contribuire un ammontare tale per cui
ij
=
i
+
i
a
j
a
i
*
( )
< 0,
il membro i sceglier di punire j. Il livello di punizione che massimizza l'utilit,
ricavato differenziando u
i
rispetto a
ij
e ponendo il risultato uguale a zero, dato
da c
ij
=
ij
, ovvero, dalla scelta del livello di punizione che uguaglia il costo
marginale della pena (il lato sinistro) con il beneficio marginale della pena, ovvero, la
valutazione negativa del benessere altrui (finch
ij
< 0, altrimenti si sceglie un livello
di punizione pari a zero). Quando la punizione positiva, essa cresce al crescere di
e decresce in , come ci si potrebbe aspettare.
Assumiamo che i sappia che la punizione inflitta da j, se positiva, sar

ji
=
ji
/ c , e sostituendo tale valore nella funzione di utilit di i, i sceglier il livello
di contributo che soddisfi
1+(1+
ij
) +

j
c
+2
i
(a
i
*+a
i
) +o
i

ji
c
+(a
i
*a
i
)

j
c
|

|
|

|
= 0 (4.18)
Tale condizione richiede che a
i
venga scelto in modo da uguagliare il costo e
il beneficio marginale del contribuire. Il termine 1+ 1+
ij
( )
rappresenta il costo
marginale del contributo alla produzione sul proprio guadagno individuale e quello
dell'altro, quest'ultimo valutato dalla benevolenza di i nei confronti di j, mentre
j
/ c
rappresenta la riduzione marginale della punizione derivante dal contribuire di pi. Il
termine successivo esprime la riduzione marginale del senso di colpevolezza e
l'ultimo termine la riduzione del senso di vergogna derivante sia dall'avvicinarsi al
contributo stabilito dalla norma che dallinvocare una minore punizione. Ricordiamo
che
ij
=
i
+
i
a
j
a
i
*
( )
, per
i
> 0la differenziazione totale della condizione di
primo ordine rivela che da
i
/ da
j
> 0, cosicch il contributo di i crescente rispetto il
contributo di j. Inoltre, anche vero che, per a
i
* > a
i
, da
i
/ d
i
> 0 e da
i
/ d
i
> 0,
cosicch un aumento del sentimento di colpa e della suscettibilit alla vergogna di i
ne incrementano il contributo. L'utilit del membro j implica una condizione di
primo ordine analoga.
32 | MI CROECONOMI A
Figura 4.6. I contributi di equilibrio al progetto di squadra, con
preferenze sociali. Le linee tratteggiate rappresentano gli effetti di un
maggiore altruismo da parte di i e di un maggiore senso di colpa di j.
Si pu riscrivere la condizione di primo ordine (4.18) per ottenere
un'espressione pi semplice di a
i
, come funzione di a
j
e dei parametri introdotti
sopra. Tale funzione rappresenta la funzione di miglior risposta (best response) di i
(l'espressione complicata e non necessaria dato che si possono ricavare le
considerazioni di statica comparata dalla condizione di primo ordine). Le funzioni di
miglior risposta (best response) implicate dalle condizioni di primo ordine di i e j sono
mostrate in figura 4.6. Le linee tratteggiate illustrano gli effetti di statica comparata:
uno spostamento verso l'alto della funzione di miglior risposta (best response) di j, indotto
da un aumento del senso di colpa,
j
, e uno spostamento verso destra della
funzione di miglior risposta (best response) di i, causato da un incremento del livello di
altruismo di i. Il modello facilmente generalizzabile ad una squadra a n membri.
Se i motivi sociali fossero assenti, nessun membro contribuirebbe (poich il
beneficio materiale marginale minore del costo marginale di contribuire, finch
<1). Invece, livelli significativi di reciprocit inducono i membri a punire coloro
che hanno contribuito in misura minore, e questo motivo, da solo o in aggiunta al
sentimento di vergogna, pu indurre alti livelli di contribuzione. Anche in assenza
della punizione, l'altruismo o il senso di colpa possono indurre i membri a
contribuire di pi. Poich la loro interazione talvolta complessa, sembra una buona
idea controllare che un equilibrio di Nash plausibile effettivamente esista.
Assumendo che i e j siano identici, non altruisti e reciprocatori e, tralasciando gli
indici, supponiamo = 0.6, = 0.0,a* = 0.5, = 0.3, = 0.6, = 0.6 e c=0.75. Ne
risulta che a
N
= 0.5; ovvero, i membri implementano le contribuzioni stabilite dalle
norme comuni e, come risultato, non provano n senso di vergogna n senso di
Contributo di i, a
i
Contributo di j, a
j
a
i
(a
j
;...)
a
i
(a
j
;...
i
)
a
j
(a
i
;...
j
)
a
j
(a
i
;...)
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |33
colpa e non si puniscono l'un l'altro. Quindi, entrambi guadagnano 0.1 in benefici
materiali netti derivanti dalla loro contribuzione al progetto (ovvero, 0.6(0.5+0.5)-
0.5).
E' importante ricordare che in assenza di preferenze sociali, i membri della
squadra non avrebbero contribuito affatto al progetto comune, per cui il fatto che in
equilibrio essi non provino n senso di colpa, n vergogna o benevolenza verso l'altro
non implica che tali preferenze non siano importanti. Come conferma,
consideriamo gli stessi due individui in uno stato di disequilibrio, in cui j contribuisce
0.4 ed i contribuisce solamente 0.1. A seguito di tale comportamento, i cattura 0.2 in
termini di benefici materiali netti derivanti dal progetto (ovvero, 0.6(0.1+0.4)-0.1).
Ma j svilupperebbe una forte malevolenza verso i (
ji
< 0) e, come risultato, lo
punirebbe duramente, infliggendogli costi materiali pari a 0.16 ed inducendo un
senso di vergogna in i che arrecherebbe ulteriori costi soggettivi pari a 0.04. Tali
costi, in aggiunta al costo soggettivo dovuto al senso di colpa (0.10) ridurrebbero
l'utilit di i a -0.1. In una tale situazione, la miglior risposta (best response) di i data da
un aumento del contributo al progetto. Non c'e' nessuna ragione a priori per cui le
preferenze sociali non possano persistere in equilibrio (anche se sembra improbabile
che alti livelli di vergogna, colpa o punizione reciproca siano persistenti). Per capire
perch di fatto non compaiono in equilibrio, supponiamo che i due membri si
attengano a due norme di contribuzione differenti, con a
j
* > a
i
* . Entrambi
potrebbero aderire alle proprie norme una volta in equilibrio e quindi non provare n
senso di vergogna n di colpa. Ma, a tali valori di equilibrio, il fatto che i contribuisca
meno rispetto a j, pu indurre j a punirlo e questa punizione fa parte degli incentivi
per i ad aderire alla norma.
Vi sono alcuni attributi del modello degni di nota. Anzitutto, l'altruismo e la
reciprocit si possono controbilanciare, perch un membro che contraccambia, se
sufficientemente altruistico, non punirebbe un suo compagno di squadra, anche se
questi contribuisse in misura inferiore, ma potrebbe nutrire nessuna benevolenza
(netta) nei confronti di quest'ultimo. Come risultato, si avrebbero bassi livelli di
contribuzione da parte di entrambi. In secondo luogo, una persona che contribuisce
poco, a causa di un livello basso di contribuzione definito dalla propria norma, a*,
sar anche meno reattivo ad una punizione. Ci si pu evincere dall'effetto della
punizione sull'utilit, ovvero, 1
i
a
i
*a
j
( )
. Infine, quando uno o pi membri
sono reciprocatori, l'interazione presenter degli effetti positivi, in quanto le azioni
di un membro inducono cambiamenti sulle azioni degli altri. La figura 4.6 descrive un
equilibrio di Nash unico in presenza di tali effetti. Non comunque difficile pensare
a tali interazioni in presenza di equilibri stabili molteplici, alcuni con un alto livello di
34 | MI CROECONOMI A
contribuzione ed altri con un livello basso, separati da alcuni equilibri instabili punti
che definiscono le frontiere delle basi di attrazione degli equilibri stabili.
UNA TASSONOMIA DEI PROBLEMI DI COORDI NAMENTO
La struttura sottostante ai problemi sia dei pescatori che della produzione di
squadra pu essere espressa mediante un gioco simmetrico. Supponiamo che una
popolazione intraprenda un'attivit, nella quale ciascun individuo decide un'azione
a 0,1 [ | e, come risultato, la funzione di utilit di un membro qualsiasi della
popolazione (ciascuno identico all'altro) u = u a; p, ( ), dove p il vettore dei
prezzi rilevanti, assunti comuni tra tutti i membri della popolazione e rappresenta
il vettore delle azioni intraprese dagli altri individui. Il vettore dei prezzi e sono
alla destra del punto e virgola ad indicare che sono assunti esogeni da ciascun
individuo nel momento in cui egli sceglie a per massimizzare u. Quindi stiamo
considerando interazioni tra molti agenti e l'effetto di ciascun individuo sul contesto
economico (p) e sull'azione degli altri ( ) trascurabile. La funzione di utilit
presentata nella forma ridotta perch la descrizione dettagliata dei vari stati
l'ammontare dello sforzo profuso, il piacere, i beni di vario tipo, su cui a ha un effetto
soppressa in modo che ci si possa focalizzare meglio sulle interazioni tra i
membri della popolazione. L'attivit di produzione comune perch u

0: ci che
gli altri fanno influenza direttamente il benessere dell'individuo. probabile che il
risultato di un'interazione non cooperativa tra questi individui sia Pareto-inefficiente
perch gli effetti diretti dell'azione di un individuo sull'utilit degli altri (ovvero, u

)
non sono tenuti in considerazione nell'ottimizzazione individuale.
Una soluzione al problema potrebbe essere quella di trasformare il gioco da
non cooperativo a cooperativo, per esempio lasciando al governo il compito di
determinare a per ciascun individuo. Le ragioni per cui una tale soluzione pu essere
impossibile o non desiderabile sono state gi menzionate. Nell'ambito di un gioco
non cooperativo, vi sono tre modi generici per evitare i fallimenti del coordinamento
che possono sorgere nelle attivit congiunte. Nessuno di essi, in pratica, in grado di
evitare il problema direttamente, ma la comprensione della loro logica pu aiutare a
chiarire il ruolo di alcune istituzioni rilevanti.
La prima soluzione idealizzata quella di alterare il contesto istituzionale
cosicch l'utilit individuale venga massimizzata sotto un vincolo di partecipazione
che sia soddisfatto per tutti gli altri. L'allocazione che risulta da questo problema di
massimo deve essere un ottimo Paretiano (per definizione). Per capire tale punto,
supponiamo che unallocazione sia tale che il luogo di indifferenza di colui che
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |35
sceglie non tangente al luogo di indifferenza che rappresenta il vincolo di
partecipazione di uno degli altri. Questa allocazione non pu essere una soluzione del
problema di ottimo vincolato di cui abbiamo parlato, perch in quel caso colui che
sceglie potrebbe fare di meglio adottando un'allocazione differente. La soluzione
della privatizzazione proposta per il problema dei pescatori, stabilendo la
rivendicazione dei diritti residuali dellintero ricavato del lago e il controllo del suo uso
da parte di un singolo individuo, costringe quest'ultimo a soddisfare il vincolo di
partecipazione dell'altro con un'uguaglianza e lo rende padrone delle conseguenze
delle sue azioni, come Robinson Crusoe. Questa soluzione viene chiamata soluzione del
vincolo di partecipazione stringente.
Un secondo modo per evitare i fallimenti del coordinamento consiste
nell'alterare l'interazione sottostante cos che le azioni degli altri influenzino ciascun
individuo solo attraverso il vettore dei prezzi, ovvero u

= 0. La tassa pigouviana
nell'esempio dei pescatori approssimava questo risultato imponendo un prezzo (nella
forma di una tassa) sull'attivit di pesca di ciascuno pari al costo che essa imponeva
all'altro. In questo caso la funzione di utilit diventa ( ) ( ) p a u u ; = , e l'individuo
considera il vettore dei prezzi come un vincolo esogeno del processo di
ottimizzazione. L'allocazione che ne risulta tale che, per ogni individuo, il vettore
comune dei prezzi tangente alla curva di indifferenza (i cui argomenti sono le varie
determinanti dell'utilit, come lo sforzo profuso al lavoro, i beni e gli altri elementi
menzionati sopra). Ma ci implica che le curve di indifferenza di tutti i membri della
popolazione hanno una pendenza comune (tutti i saggi marginali di sostituzione sono
uguali tra ogni coppia di beni) implementando, dunque, un ottimo paretiano. Questa
la soluzione della contrattazione completa.
La terza soluzione per evitare i fallimenti del coordinamento la pi
semplice: pu essere possibile strutturare l'interazione tra i soggetti cos che le
preferenze sociali possano fungere da sostitute ai contratti completi. Nel caso dei
pescatori abbiamo visto come l'altruismo completo da parte di tutti gli individui
(ovvero quando ciascuno considera il benessere degli altri pari al proprio benessere)
sia in grado di implementare un ottimo sociale. Mentre un tale approccio utopistico
ha poca rilevanza pratica, delle volte pu verificarsi che il controllo reciproco e la
punizione da parte di una minoranza del gruppo, motivata da preferenza altruistiche,
possano indurre gli altri individui ad agire come se essi si preoccupassero degli altri. Il
Gioco dei Beni Pubblici con l'introduzione della punizione, introdotto nel capitolo 3,
ne un esempio. Questa la soluzione delle preferenze sociali.
I problemi di coordinamento, anche se hanno una struttura comune e un
36 | MI CROECONOMI A
insieme comune di possibili risposte istituzionali, possono differire per due aspetti
importanti: in primo luogo per l'effetto diretto dell'azione dell'altro sulla propria
funzione di utilit (esternalit positiva o negativa), in secondo luogo per l'effetto
dell'azione dell'altro sulle proprie azioni (che determina se le strategie sono sostitute
o complementari). Chiariamo queste due distinzioni con un esempio in cui vi sono
due persone e in cui non consideriamo, per semplicit, il vettore dei prezzi, p.
Consideriamo, invece, due individui simmetrici (di nuovo, Sopra e Sotto) con
identiche funzioni di utilit
u=f(a,A)
U=f(a,A)
dove a e A rappresentano le azioni intraprese dai due individui ed f una
funzione concava nel suo primo argomento. (La simmetria ci permette di usare la
stessa funzione f( ) per i due individui, ma con gli argomenti opposti). Il problema di
coordinamento nasce a causa dell'effetto diretto dell'azione di ciascuno nella
funzione di utilit dell'altro: ovvero, f
2
, la derivata di f rispetto al secondo
argomento, non zero. Supponiamo che le due funzioni abbiano la forma seguente:
u = +a +A +aA +a
2
U = +A +a +aA +A
2
(4.19)
dove < 0 riflette il fatto che intraprendere un'azione soggettivamente
costoso per l'individuo. Le funzioni di miglior risposta (best response) dei due individui
(variando a e A per massimizzare, rispettivamente, u e U) sono
a* = ( +oA) / 2
A* = ( +oa) / 2
(4.20)
La prima distinzione, citata sopra, riguarda l'effetto dell'azione dell'altro sul
livello dell'utilit individuale, ovvero
A U
a u
a
A


+ =
+ =
Questi effetti possono essere positivi, come nell'esempio della produzione di
squadra, o negativi, come nel caso dei pescatori. Essi sono chiamati, rispettivamente,
effetti esterni positivi e negativi.
La seconda distinzione riguarda l'effetto dell'azione dell'altro sull'utilit
marginale della propria azione:
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |37
Aa aA
U u = =
Se < 0, le azioni sono sostituti strategici. Come si pu vedere dall'eq. 4.20, ci
significa che l'individuo reagir secondo i criteri della miglior risposta (best response) ad un
cambiamento dell'azione dell'altro modificando la sua azione nella direzione opposta.
Se, invece, > 0, l'individuo reagir cambiando la sua azione nella stessa direzione
dell'altro. Tali azioni sono definite complementi strategici. Nel problema dei beni pubblici
presentato nell'introduzione di questo capitolo, i livelli di sforzo dei membri del
gruppo sono complementi strategici se ' > 0e ' ' > 0. La ragione consiste nel fatto
che, se la produzione totale del bene pubblico crescente e convessa nello sforzo
profuso in totale, allora il beneficio marginale dello sforzo del membro i crescente
nel livello di sforzo del membro j, cos che de
i
* / de
j
> 0. Come mostra questo
esempio, la complementariet strategica genera dei feedback positivi. Al contrario, i
livelli di sforzo sono sostituti strategici se 0 ' ' < .
Tabella 4.2. Una tassonomia dei problemi di coordinamento.
Alcuni esempi dei quattro casi implicati dalle due distinzioni esternalit
positive o negative, e sostituti e complementi strategici sono indicati nella tabella
4.2.
Pu sembrare strano che un'esternalit negativa possa indurre una
complementariet strategica. Ma basta pensare al fenomeno del conspicuous consumption,
analizzato per la prima volta da Thorsten Veblen (1934 [1899]) pi di un secolo fa. Il
consumo di lusso dell'altro non solo fa sentire l'individuo meno ricco u
A
< 0,U
a
< 0 ( ),
ma lo spinge anche a consumare di pi per attenuare il suo stato d'ansia (poich
u
aA
> 0,U
aA
> 0). Il risultato pu essere un tipo di consumo simile alla corsa agli
armamenti
6
. Altri esempi includono: l'aumento di armi di un Paese riduce la sicurezza
di un altro e pu aumentare l'utilit marginale degli armamenti di quest'ultimo,
inducendo quindi un feedback positivo. Anche la biologia fornisce molti esempi di
corsa agli armamenti, nei quali la concorrenza fra compagni conduce a certe
caratteristiche come le elaborate code del pavone, prive di funzione. Un altro
esempio di esternalit negativa e di complementariet strategica dato dalle pratiche
6
Per un approfondimento il lettore pu guardare Schor (1998), Frank (1997), e Bowles e Gintis
(2001).
38 | MI CROECONOMI A
di corruzione: l'attivit corrotta di una persona riduce il benessere degli altri ma pu
aumentare il beneficio marginale dell'intraprendere un'attivit corrotta. In questi casi
l'effetto delle azioni degli altri sul livello di utilit di una persona di segno opposto
all'effetto del beneficio marginale della propria azione.
Le esternalit positive con sostituti strategici rappresentano il caso opposto.
Consideriamo una produzione di squadra in cui vi , come sopra, un contratto di
divisione, ma assumiamo (pi realisticamente del caso considerato sopra) che l'utilit
marginale di ciascun individuo derivante dal bene sia decrescente rispetto
all'ammontare del bene consumato. In questo caso, l'esternalit positiva (io traggo
beneficio dalla tua azione perch entrambi otteniamo 1/n del risultato). Ma l'utilit
marginale decrescente mi induce a ridurre il mio sforzo, se tu aumenti il tuo (il tuo e
il mio sforzo sono sostituti strategici).
Un esempio finale per illustrare l'esternalit positiva ed i complementi
strategici rappresentato dalla competizione fiscale tra le nazioni o la giurisdizione
all'interno delle stesse. Consideriamo due nazioni i cui governi (considerati come
individui) cercano di massimizzare una somma ponderata dell'occupazione e del
livello di spesa pubblica, finanziata da una tassa lineare sul profitto con le aliquote a e
A. Poich le imprese reagiscono ai differenziali di tassi di profitto al netto della
tassazione, il livello di occupazione in uno dei paesi determinato dalla sua stessa
aliquota fiscale e da quelle applicate dagli altri. L'occupazione in un paese decresce
rispetto all'aliquota dello stesso paese ed aumenta all'aumentare di quelle imposte
dagli altri: quindi, l'esternalit positiva. Se fosse anche vero che la risposta negativa
del livello di occupazione rispetto alla propria aliquota tanto maggiore quanto
minori sono quelle applicate dalle altre nazioni, allora le due aliquote fiscali sarebbero
complementi strategici. (Il problema 12 chiarir questo caso).
In un mondo in cui vi sono solo due Paesi (Sopra e Sotto), le funzioni di
miglior risposta (best response) sono mostrate nella figura 4.7. La loro intersezione, il
punto N, rappresenta l'equilibrio di Nash e il livello di utilit di ciascun paese dato
dalle curve di indifferenza, U
N
e u
N
. Le curve di indifferenza preferite da Sopra
sono quelle sopra U
N
(poich Sopra trae vantaggio da un'aliquota pi alta di Sotto), e
le curve di indifferenza preferite da Sotto sono quelle alla destra di u
N
. Ci si accorge
subito che esiste una lente di miglioramento paretiano di tassi di aliquote, al di sopra
di U
N
e alla destra di u
N
, benefica per entrambi. La prova dell'esistenza di tale lente
identica alla prova che l'equilibrio di Nash nel caso dei pescatori Pareto-
inefficiente. Qui, per, i miglioramenti paretiani richiedono aumenti nelle azioni
intraprese dai due agenti, piuttosto che riduzioni come era il caso dei pescatori. La
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |39
ragione che l'esternalit positiva e quindi le azioni dei due Paesi (i tassi delle
aliquote) sono sub-ottimali nell'equilibrio di Nash. Vi sono due cose da notare in
questo esempio.
Anzitutto, se Sotto fosse il first mover, ne trarrebbe, ovviamente, vantaggio. Ma
anche Sopra starebbe meglio. Per capire perch, ricordiamoci che, nel selezionare la
sua aliquota, Sotto non considera l'aliquota di Sopra come esogena, come avviene nel
caso di Nash, ma tiene conto dell'impatto della sua scelta sulla miglior risposta (best
response) di Sopra. Quindi, Sotto varierebbe a per massimizzare u a, A ( ), soggetto a
A = A a ( ). Questo problema di ottimo fornisce l'equilibrio di Stackelberg (in cui Sotto
leader), rappresentato nella figura 4.7 con S. Notiamo che S si trova all'interno della
lente di miglioramento Paretiano, oltre l'equilibrio di Nash. Se non ci sorprende
granch il fatto che Sotto riesca a migliorare la sua posizione, pi contro-intuitiva
sembra la considerazione che anche lo Stackelberg follower sta meglio rispetto
all'equilibrio di Nash simmetrico. La ragione che in presenza di complementariet
strategica, le azioni del leader inducono il follower ad adottare un'azione simile;
sappiamo che nell'equilibrio di Nash entrambi i Paesi adottano un livello sub-ottimale
di aliquota fiscale. Esiste quindi un comune aumento delle rispettive azioni che
migliora la posizione di entrambi i giocatori. In questo caso, l'esercizio di unazione
egoistica giova anche all'altro agente. (A questo punto potreste voler riconsiderare
l'esempio dei pescatori ed assicurarvi di capire perch il vantaggio della prima mossa
non arreca alcun beneficio all'altro: la differenza sta nel fatto che le attivit dei
pescatori sono sostituti strategici). Ovviamente, nel modello non c' alcuna ragione a
priori che giustifichi il fatto che Sopra non possa essere il leader (il gioco
simmetrico). Nei casi come questo, il risultato indeterminato e il modello dovrebbe
essere arricchito di maggiori informazioni riguardo le situazioni militari o
geopolitiche o altre asimmetrie tra le nazioni che possano avere influenza sul loro
potere e far s che un Paese riesca ad imporre impegni vincolanti all'altro, ovvero
agire come first mover.
40 | MI CROECONOMI A
t
j
t
i
t
i
(t
j
)
t
j
(t
i
)
V
jN
V
iN
V
jS
S
j
N
Figura 4.7. Competizione Fiscale: gli equilibri di Nash e Stackelberg. Si
noti: Sotto il leader la Stackelberg.
Il fatto che il vantaggio del first mover possa arrecare beneficio anche all'altro
giocatore (rispetto all'equilibrio di Nash del gioco simultaneo) ricorda che l'esercizio
del potere pu avere effetti sia allocativi che distributivi. In questo caso, la prima
mossa e l'abilit a vincolarsi ad essa non solo redistributiva, ma anche produttiva: il
potere viene usato per ottenere una fetta di torta pi grande, ma il suo esercizio
riesce anche ad aumentare la dimensione della torta. Quindi, anche quando il potere
viene esercitato in modo egoistico, pu risultare di mutuo beneficio. Tale idea non
nuova. Thomas Hobbes (1968 [1651]) la us tre secoli e mezzo fa per giustificare i
poteri esecutivi di allocazione ad un sovrano, date le ragioni spiegate nell'epigrafe.
Nel capitolo 10, torneremo a parlare dell'uso sia produttivo che redistributivo del
potere nelle relazioni economiche.
Un secondo aspetto rilevante di questo esempio dato dal fatto che non
esiste garanzia che l'equilibrio di Nash sia stabile e/o unico. Assumiamo, come nel
caso dei pescatori, che il comportamento dei giocatori, al di fuori dell'equilibrio, li
conduca verso la propria funzione di miglior risposta (best response). Quindi per Sotto,
a = a * A ( ) a
}
, con > 0, e, analogamente per Sopra. Data questa dinamica la
figura 4.7 illustra un equilibrio di Nash stabile. Ma, il fatto che le due funzioni di best
reponse abbiano la pendenza dello stesso segno potrebbe produrre ulteriori
A(a)
u
s
S
a(A)
U
N
Sopra aliquota di imposta, A
Sotto aliquota di
imposta, a
N
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |41
intersezioni (ovvero, equilibri di Nash multipli). In tal caso potremo classificare, in
base al criterio paretiano, i vari equilibri di Nash stabili (U e u sono crescenti lungo le
funzioni di miglior risposta ed hanno entrambe una pendenza positiva).
Una domanda interessante inspirata dal ragionamento sulla mano invisibile
rispetto alle istituzioni, discusso nel capitolo 2, potrebbe consistere nel chiedersi se vi
sia alcuna ragione per attendersi che un sistema modellato in questo modo,
perturbato da influenze stocastiche, possa spendere la maggior parte del tempo in
uno stato vicino all'equilibrio costituito dai livelli delle aliquote alte, quindi Pareto
superiore. Il problema simile ai casi di equilibri multipli con strategie discrete
anzich continue, gi incontrati nei Giochi di Assicurazione (ad esempio, la semina
nel Palanpur nel capitolo 1). Senza conoscere la storia recente delle interazioni e i
dettagli su come i giocatori cambiano le loro strategie quando si trovano al di fuori
dell'equilibrio, non si riesce a dire molto riguardo lo stato probabile del sistema. Ma
sembra probabile che gli equilibri con dominanza di rischio siano pi persistenti degli
equilibri con dominanza nei payoff, nel caso in cui entrambi esistano. Ritorneremo su
questa questione nei capitolo conclusivi.
CONCLUSIONE
Ogni soluzione ai problemi di coordinamento implementa non solo un
risultato allocativo quanto pu pescare ciascun pescatore, le aliquote dei vari Paesi,
e cos via ma anche un risultato distributivo, il livello di benessere per ciascun
giocatore, derivante dal risultato allocativo e qualsiasi misura redistributiva parte
della soluzione (come lacquisto delle licenze di pesca nel caso della privatizzazione).
Nel caso in cui vi cooperazione, la distribuzione dei benefici che ne derivano
dipende dalla particolare trasformazione del Gioco che rende possibile la
cooperazione. Ci implica che possono sorgere conflitti su come affrontare al meglio
i problemi di cooperazione: qualcuno pu preferire una soluzione meno efficiente del
problema allocativo per favorire la distribuzione dei benefici della cooperazione .
Come risultato (cos come per altre ragioni), le differenze tra i giocatori in
salute, abilit, diritti politici, identit di gruppo, informazione andranno ad
influenzare sia la natura dei problemi di coordinamento che i tipi di soluzioni che
possono essere implementate. Mancur Olson (1965), nel suo trattamento classico dei
problemi dellazione collettiva, sosteneva che gruppi piccoli e altamente ineguali
avrebbero risolto pi prontamente tali problemi. E facile capire, ad esempio, che se
vi fossero rendimenti marginali decrescenti nel livello aggregato di pesca e uno dei
pescatori fosse sicuro di pescare la maggiore quantit di pesce, la sua miglior risposta
42 | MI CROECONOMI A
(best response) approssimerebbe lallocazione del singolo proprietario del lago. In tal
caso, lineguaglianza nella ricchezza dei pescatori attenuerebbe il fallimento del
coordinamento. Similmente, se una nazione fosse molto pi estesa delle altre, e
potente abbastanza da imporre laliquota della tassa, potrebbe, come first mover,
implementare un miglioramento paretiano rispetto allequilibrio di Nash nei giochi
simultanei.
Ma lineguaglianza pu anche costituire un impedimento alla cooperazione.
Se i membri della squadra di produzione descritti sopra fossero di differenti etnie, o
con livelli di ricchezza estremamente diversi, laltruismo e la reciprocit tra essi non
sarebbero sufficienti ad indurre dei livelli di sforzo notevoli. La maggiore distanza
sociale tra i membri pu mettere in pericolo lefficacia del controllo reciproco e della
sanzione ad opera dei compagni. La ragione di ci che la punizione pu non essere
efficace nelle popolazioni eterogenee in quanto si perde la potenza delleffetto di
vergogna che deriva dalla disapprovazione sociale di chi non fa parte del proprio
gruppo. Inoltre, i membri potrebbero rispettare norme di contribuzione meno
complicate nel caso in cui i beneficiari dei beni pubblici siano eterogenei, includendo
coloro considerati da alcuni membri tanto outsider quanto insider. Quindi, i
risultati dei recenti studi di Alesina e Ferrara (2000) sulla partecipazione alla chiesa, al
servizio pubblico, ai gruppi politici, cos come alle altre organizzazioni che
forniscono beni pubblici negli US, non sono nel complesso cos sorprendenti. Gli
autori hanno trovato che la partecipazione a tali gruppi sostanzialmente pi alta l
dove il reddito viene distribuito pi equamente.
Quindi, la possibilit di unallocazione efficiente pu dipendere dalla
distribuzione del potere e della ricchezza e dallammontare e dal tipo di eterogeneit
non economica allinterno di un gruppo. Inoltre, anche nei gruppi omogenei vi sono
comunque poche ragioni per aspettarci che le soluzioni osservate siano efficienti,
dato che gli agenti tipicamente perseguono obiettivi di distribuzione, con le propriet
di efficienza come prodotto secondario piuttosto che come obiettivo. Solo nei rari
casi in cui i risultati allocativi e distributivi sono indipendenti (come modellato nel
caso della privatizzazione), tale problema non sorge.
Studi di settore confermano linseparabilit tra gli aspetti allocativi e
distributivi nel caso del governo delle risorse di propriet comune
7
. Uno studio sulla
gestione dellacqua in quarantotto villaggi nello Stato Sud indiano del Tamil Nadu ha
rilevato bassi livelli di cooperazione nei villaggi con un alto livello di ineguaglianza in
7
Gli studi citati sotto sono raccolti in Baland, Bardhan, e Bowles (2006). Il lettore particolarmente
invitato a riferirsi alle tesi di Gaspart e Platteau, Cardenas, e Bardhan e Dayton-Johnson, su cui
quanto segue basato.
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |43
termini di possedimenti terrieri. Inoltre, losservanza alle regole che governavano
lofferta dellacqua, se percepite come un inganno da parte dellelite del villaggio, era
molto bassa. Uno studio simile su cinquantaquattro sistemi di irrigazione utilizzati
dagli agricoltori dello Stato messicano del Guanajuato ha trovato che lineguaglianza
nei possedimenti terrieri era associata a bassi livelli di sforzo cooperativo nella cura
dei canali dei campi. Negli altri casi, le ineguaglianze basate sulle gerarchie tradizionali
contribuivano positivamente. Ad esempio, un altro studio sulla gestione dellacqua
messicana, descrive come la mobilit maggiore dei residenti rurali metteva in pericolo
le relazioni patrizi-plebei che erano alla base del sistema di gestione delle risorse,
altamente ineguale ma sostenibile dal punto di vista dellambiente (Garcia-Barrios
1990). Ancora, nel porto di Kayar, sulla Petite Cote del Senegal, lo sforzo cooperativo
nel limitare la cattura dei pesci (non tanto per proteggere le risorse ittiche quanto per
mantenere alti i prezzi) doveva il suo successo soprattutto alla leadership della ricca
elite tradizionale locale dei pi anziani. Leterogeneit allinterno dei gruppi influenza
i risultati in altri modi. Laccordo sulla pesca nel Kayar, per esempio, era stato
minacciato dai conflitti tra i locali e gli outsider che usavano tecnologie differenti, ed
altri accordi per limitare la pesca erano falliti a causa dellindebitamento dei pescatori
nei confronti dei venditori del pesce (che opponevano limiti) e a seguito del fatto che
le mogli di molti pescatori erano venditrici di pesce.
Un esperimento tra gli utilizzatori dei commons nella Colombia rurale suggerisce
che lineguaglianza pu impedire la cooperazione ostruendo la comunicazione. Juan
Camino Cardenas ha messo in atto alcuni esperimenti sulle risorse di propriet
comune tra gli abitanti del villaggio che basavano la loro sopravvivenza sullo
sfruttamento della vicina foresta. Nel Gioco di Cardenas, i soggetti sceglievano di
ritirare un certo numero di monete da un fondo comune, e, dopo che ciascuno aveva
avuto il proprio turno, le monete rimanenti venivano moltiplicate da colui che
conduceva lesperimento e quindi distribuite ai giocatori. Questo Gioco simile al
Gioco dei Beni Pubblici nel capitolo 3, a parte il fatto che i soggetti decidono quanto
ritirare piuttosto che quanto contribuire. Per un certo numero di giri iniziali del gioco,
non veniva permessa alcuna comunicazione. Ma nelle fasi finali, i soggetti venivano
invitati a conversare per pochi minuti prima di prendere la loro decisione. Cardenas si
aspettava che la comunicazione avrebbe ridotto i livelli di sottrazione delle monete
dal fondo comune (come era stato il caso in esperimenti simili), pur non alterando gli
incentivi materiali del gioco.
La comunicazione risultava, di fatto, efficace tra i gruppi composti da soggetti
con livelli di ricchezza relativamente simili (misurati dai possedimenti terrieri, dal
bestiame e dalle attrezzature possedute); il loro livello di cooperazione aumentava
44 | MI CROECONOMI A
drammaticamente con la comunicazione durante l'esperimento. Ma ci non era vero
nei gruppi in cui vi era una sostanziale differenza di ricchezza tra i soggetti. In un
gruppo, uno dei soggetti pi ricchi cerc invano di persuadere i suoi compagni a
diminuire i rispettivi ritiri, massimizzando quindi i loro guadagni totali. Non credo
in Don Petro, spieg pi tardi una delle donne pi povere di quel gruppo.Non lo
guardo mai in faccia. Lei aveva ragione: Petro (non era questo il suo vero nome)
aveva ritirato il massimo ammontare.
Torneremo ad occuparci di distribuzione dei guadagni derivanti da
cooperazione e di come i conflitti distributivi possano precludere soluzioni altrimenti
possibili nel capitolo 5.
FALLI MENTI DEL COORDI NAMENTO E RI SPOSTE I STI TUZI ONALI |45
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46 | MI CROECONOMI A
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published in 1899).
V
LA DIVISIONE DEI PROFITTI DELLA COOPERAZIONE:
LA CONTRATTAZIONE E LA RICERCA DI RENDITE
E deplorevole pensare che una grande porzione di tutti gli sforzi e dei
talenti nel mondo siano impiegati semplicemente per neutralizzarsi lun laltro.
E quindi giusto obiettivo del governo ridurre al minimo questo spreco,
approntando delle misure tali da poter indirizzare le energie che ora sono usate
dagli esseri umani per danneggiarsi lun laltro, oppure per proteggere se stessi,
verso un uso legittimo delle facolt umane
J.S.D. Mill, Principles of Political Economy (1848) (New York, Kelley,
1965):979
La gente pu soddisfare i propri desideri principalmente in due modi: tramite
la produzioneoppure attraverso il conflitto (ossia tramite un furto
implementato oppure minacciato, la confisca, oppure il litigio).
Jack Hirschleifer (1991).
... Lequilibrio fra queste modalit di attivit economica luna volta al
raggiungimento di maggiore ricchezza aggregata e laltra al conflitto
sullappropriazione delle rendite costituisce la prima linea evolutiva della
storia umana [] Karl Marx, nonostante lo scarso successo come economista,
fu uno dei primi a mettere in luce limportanza del lato oscuro, la possibilit
del conflitto.
Jack Hirschleifer (1994) Presidential Address, Western Economic
Association
INTRODUZIONE
In risposta alla persecuzione giudiziaria, ai debiti e alla povert, la plebe della
Repubblica Romana cerc sollievo economico e legale attraverso una strategia,
consolidata nel tempo, la secessione: nel 494 a.C. lasci Roma in massa e minacci di
stabilirsi permanentemente fuori dalle sue mura e di redigere una propria
costituzione. I patrizi romani preoccupati, ha scritto Livy, pensarono a che cosa
sarebbe accaduto se, in questa situazione, ci fosse stata una minaccia di invasione
2 | MI CROECONOMI A
straniera (Livy, 1960/27 b.C, pp.141). La plebe contratt, naturalmente, e ripet
limpresa in tre altre occasioni nel corso dei due secoli successivi. Luso efficace di ci
che noi oggi chiamiamo la loro opportunit alternativa (outiside option) gli procur
propri magistrati (i famosi tribuni) e un provvedimento di autogoverno che includeva
lapprovazione di proprie leggi, chiamate plebiscita, da cui deriva la parola plebiscito
(Jones (1968):55-56).
Unimportante strozzatura nella produzione, nellindustria dei cibi in scatola
nella California della fine del XIX secolo, consisteva nel lavoro, altamente
specializzato, di mettere i tappi alle lattine, o capping, come era chiamato. Il piccolo
numero di cappers, difficilmente rimpiazzabili, esigeva rendite considerevoli dai propri
datori di lavoro, a causa del ruolo indispensabile nella produzione e della natura
deteriorabile dei beni al momento della raccolta. Linvenzione di un congegno
chiamato Coxs capper cambi tutto ci, ma le imprese che si precipitarono ad
acquistare il congegno inizialmente non lo usarono per chiudere le lattine, poich il
costo duso non era sostenibile ai salari correnti. Piuttosto, la decisione di acquistare
il congegno si spiega come una parte della strategia di ricerca di rendite delle imprese
e, semplicemente, era volta ad evitare che le domande di cappers (umani) divenissero
eccessive. Scrivendo 26 anni dopo aver inventato il suo congegno, James Cox
ricordava la necessit strategica, dei proprietari di scatolami, del capper meccanico:
la mancanza di difese del canner [nei confronti dei cappers umani] lo rese un
determinato difensore di tutti i mezzi meccanici, e rese possibile progettare,
attraverso numerosi fallimenti e forti perdite, i perfezionati mezzi meccanici oggi in
uso. A volte le imprese investono in tecnologie il cui obiettivo primario quello di
migliorare la loro posizione nella contrattazione. Linstallazione di computer a bordo
chiamati registratori di viaggio nei camion posseduti da una societ, descritta nel
capitolo 8, ne un esempio.
Quando le persone collaborano in unattivit produttiva unimpresa, un
matrimonio, un gruppo di pescatori che cercano di limitare leccessivo sfruttamento
delle loro risorse, un latifondista e un mezzadro essi tipicamente generano un
surplus comune, ossia un livello di benefici al netto dei costi, tali che ciascuno
potrebbe stare meglio impegnandosi nellattivit in comune, piuttosto che se non lo
facesse. Quando si e' in questo caso, i partecipanti ricevono una quota del surplus
comune (o ci che Aoki (1984) ha denominato rendite organizzative organizational
rents). Il surplus comune e' proprio la differenza tra i benefici (al netto dei costi
diretti) che ciascuno guadagna dallattivit comune e i benefici che ciascuno
riceverebbe nella sua migliore alternativa. Se i pescatori descritti nel capitolo 1
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|3
(Figura 1.1) cooperassero per limitare la loro pesca a sei ore, essi potrebbero
migliorare la propria posizione (ottenendo un payoff di 1 ciascuno) rispetto a quando
non riescono a cooperare, e di conseguenza pescano per 8 ore (guadagnando u <1
ciascuno). In questo caso essi si ripartiscono il surplus comune di 2(1~ u) in modo
uniforme. Ma, come abbiamo visto nel capitolo 1, e come era chiaro dalla tragedia
dellesempio dei pescatori nel capitolo 4, i benefici netti della limitazione della loro
pesca avrebbero potuto essere divisi in modo molto diverso; un pescatore,
probabilmente, avrebbe potuto guadagnare tutto il surplus netto.
Figura 5.1. Linsieme di contrattazione e la frontiera di contrattazione.
La posizione di riserva lequilibrio di Nash in un gioco non cooperativo
indicato dal punto z mentre la soluzione di contrattazione di Nash
indicata da n. La frontiera di contrattazione ab e linsieme di
contrattazione zab.
In questo capitolo, si affronter la questione di come le rendite organizzative
possano essere divise tra coloro che partecipano alla loro produzione.
IL PROBLEMA DELLA CONTRATTAZI ONE
Come scoprirono i patrizi romani, ciascun partecipante ad un progetto comune
deve ricevere dei benefici almeno grandi quanto quelli associati alla sua prossima
migliore alternativa (altrimenti rifiuterebbe di partecipare). Questo vincolo di
partecipazione (participation constraint) restringe il campo delle possibili distribuzioni di
benefici tra coloro che collaborano. Se il vincolo di partecipazione soddisfatto
come uguaglianza, allora il problema della distribuzione risolto, ciascun
partecipante ottiene un payoff equivalente a quello che potrebbe ottenere nella sua
migliore alternativa disponibile. Tuttavia, quando vi un surplus comune il vincolo di
partecipazione non necessariamente stringente (soddisfatto come uguaglianza) per
ognuno dei partecipanti, e deve non essere stringente almeno per uno di essi (dalla
4 | MI CROECONOMI A
definizione di surplus comune). Cos come mostrava lesempio dei pescatori, coloro
che partecipano ad attivit comuni implementano non solo i risultati allocativi
ossia, cosa, quando, dove e come produrre ma anche i risultati distributivi chi
ottiene cosa e quando.
Potrebbe esistere un unico partecipante che in grado di pretendere
praticamente lintero surplus comune, rendendo credibile per gli altri partecipanti
accettare o rifiutare offerte solo appena superiori alle loro migliori alternative
disponibili. Ma laddove questo non sia il caso, le persone si impegnano in un
progetto comune, producendo un surplus comune, a fronte di ci che chiamato un
problema di contrattazione: essi devono determinare come debbono essere distribuite le
rendite organizzative. Il termine potere contrattuale (bargainig power) si riferisce
convenzionalmente alla divisione relativa del surplus comune guadagnato da un
partecipante nellambito di un problema di contrattazione. Il fenomeno che si
verificato quando gli affittuari in mezzadria nel Bengala occidentale aumentarono le
loro quote dalla met ai tre quarti, tra la fine degli anni 70 e linizio degli anni 80,
pu essere chiamato un aumento nel loro potere contrattuale. (Nel capitolo 10,
saranno indicate alcune delle ambiguit e dei problemi associati al termine, ma per il
momento saranno tralasciate.) Poich il surplus comune al netto delle migliori
alternative disponibili dei partecipanti, il potere contrattuale conferma una relazione
non evidente con il reddito totale di un partecipante: il mezzadro potrebbe trovarsi in
uno stato di tremenda povert ed il latifondista potrebbe essere estremamente ricco,
ma se essi dividessero in parti uguali il surplus comune, il loro potere contrattuale si
direbbe uguale.
Una lunga tradizione nelleconomia, risalente a John Stuart Mill e Vilfredo
Pareto, ha distinto tra i problemi allocativi, che costituiscono materia oggetto di
studio da parte delleconomia e il problema di contrattazione ed altri problemi di
distribuzione, che sono di interesse proprio di altre discipline. La famosa definizione
delleconomia di Robbins equipara la materia oggetto della sua analisi allo studio dei
problemi allocativi. Invece, chi ottiene che cosa, quando, come lautorevole
definizione della materia oggetto di studio delle scienze politiche, data da Lasswell e
Kaplan (1950).
Altri hanno riconosciuto che la distribuzione centrale per leconomia, ma si
sono interessati ad essa indipendentemente dallallocazione. Ci avrebbe senso se i
risultati allocativi non avessero effetto sui risultati distributivi, e viceversa. Questo
potrebbe accadere, per esempio, se una norma incontestata postulasse che il surplus
comune di unimpresa potrebbe essere distribuito ugualmente. In questo caso tutti i
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|5
partecipanti preferirebbero lallocazione che garantisce la massimizzazione del
surplus comune. Come conseguenza della questione della determinazione della
distribuzione, non ci dovrebbero essere conflitti di interesse sulle questioni allocative.
I cacciatori di balene di Lamalera, incontrati nel capitolo 3, forniscono un esempio:
essi cooperano nella caccia, senza conflitto, su qual il miglior modo di pescare, in
quanto la divisione della pesca determinata in anticipo, e non dipende da come la
balena viene cacciata.
Un altro motivo, proposto, a volte, per separare il problema della
contrattazione dal problema allocativo, vede la contrattazione come una
conseguenza del disequilibrio o della mancanza di competizione. Secondo questa
interpretazione, eccetto nel breve termine, il processo competitivo eliminer tutte le
rendite organizzative, cos che in equilibrio tutti i partecipanti sono indifferenti tra le
loro alternative correnti e le migliori alternative disponibili in futuro. In questo caso,
la distribuzione dei benefici allinterno di un gruppo che collabora interamente
determinata dalle limitazioni alla partecipazione dei membri. Il problema di
contrattazione svanisce.
Le due idee chiave, che sostengono la separazione tra la distribuzione e
lallocazione, possono essere cos riassunte come: la competizione elimina le rendite
organizzative e gli effetti reciproci tra distribuzione e allocazione sono assenti.
Queste ipotesi sono delle utili semplificazioni nellanalisi di una classe di problemi,
per i quali ragionevole porre due ipotesi aggiuntive. La prima che tutti gli aspetti
delle interazioni individuali sono regolati da contratti completi ed enforceable senza
costo. La seconda che hanno luogo solo transazioni con un equilibrio competitivo.
Tuttavia, ora largamente riconosciuto che queste ipotesi definiscono un caso
piuttosto particolare. Io adotto tre ipotesi meno restrittive, che possono essere
chiarificatrici per lanalisi delle istituzioni e del comportamento economici.
Primo, le rendite organizzative sono una caratteristica onnipresente di tutti i
sistemi di produzione, e certamente delle moderne economie capitaliste e
competitive. Per esempio, le imprese che operano in mercati dei beni e del lavoro
competitivi generano rendite considerevoli, alcune delle quali sono distribuite ai
lavoratori sotto forma di pagamenti e di condizioni lavorative superiori alle migliori
alternative disponibili dei lavoratori. Come vedremo nel dettaglio nei capitoli
successivi, queste ed altre rendite organizzative emergono quando i soggetti privati,
che massimizzano lutilit, non sono in grado di scrivere contratti completi ed
enforceable senza costi. Quindi, le rendite emergono nelle interazioni competitive
private a causa della scarsit di istituzioni ottime. Le rendite organizzative non
6 | MI CROECONOMI A
devono la loro esistenza agli interventi dei governi (bench i loro livelli e la loro
distribuzione siano certamente influenzati dalle politiche pubbliche). N sono
semplicemente il riflesso di aspetti di disequilibrio e di mancanza di competitivit
delle economie reali (sebbene sia le transazioni in disequilibrio sia quelle non
competitive influenzino le rendite organizzative).
Secondo, avanzare richieste distributive unattivit che utilizza risorse; quindi,
gli individui cercheranno di implementare le allocazioni che favoriscono le loro
richieste di rendite organizzative. I datori di lavoro che acquistarono il Coxs capper,
e le societ di camion che installarono i computer a bordo, stavano facendo proprio
questo. Anticipando il conflitto sulla distribuzione del surplus comune, i collaboratori
ad un progetto comune allocano il loro tempo e le altre risorse tra attivit di ricerca di
rendite organizzative e attivit produttive. Lallocazione delle risorse, per richieste
distributive complicate, non si riduce alla ricerca di rendite organizzative,
naturalmente, ed include il furto, le attivit politiche mirate alla creazione e
allacquisizione di rendite, luso della forza tra le nazioni, e molti altri esempi che non
tratter.
Terzo, i conflitti sulla distribuzione delle rendite organizzative contribuiscono
allinefficienza in tre modi. Lesempio pi evidente sono i fallimenti della
contrattazioneche conducono alla rinuncia di opportunit sicuramente reciprocamente vantaggiose. Se
un gruppo di potenziali partecipanti ad un progetto non riesce a mettersi daccordo
su come le rendite organizzative debbano essere distribuite, i soggetti che vi
appartengono possono abbandonare il progetto o ritardare il suo completamento,
rinunciando interamente al surplus comune, piuttosto che accettare una quota
minore. Labbandono di Roma da parte della plebe un esempio; durante il periodo
di secessione si rinunci alle interazioni reciprocamente vantaggiose tra i patrizi e la
plebe. Altri esempi di rotture della contrattazione sono gli scioperi, le chiusure e i
fallimenti nel concludere una transazione anche quando esistano termini che
potrebbero conferire dei benefici sia ai venditori che agli acquirenti. Un altro esempio
il rifiuto di offerte considerevoli, negli esperimenti con ultimatum game, in quanto
non ritenute eque.
Anche quando queste rotture sono evitate, i conflitti distributivi possono
contribuire allinefficienza in un secondo modo, fornendo incentivi alla deviazione delle
risorse da un uso produttivo ad attivit improduttive di ricerca delle rendite. (I termini
produttivo e improduttivo non hanno unaccezione normativa. Un input scarso, che
compare come una variabile nella funzione di produzione di unimpresa, una risorsa
produttiva; quando viene utilizzato per un altro scopo, una risorsa produttiva viene
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|7
destinata a una attivit non produttiva.) Quantit considerevoli di risorse possono
essere dedicate direttamente alla ricerca di rendite organizzative la presenza di
avvocati ed esperti nelle relazioni industriali ne forniscono un esempio nella
contrattazione sindacale con i datori di lavoro. Come vedremo, le risorse destinate
alla ricerca competitiva di rendite possono (sotto condizioni razionali) eliminare
interamente il surplus comune. Una terza fonte di inefficienza la distorsione
nellallocazione delle risorse produttive. Il potere contrattuale di coloro che contribuiscono
al surplus comune sar influenzato dalle tecnologie utilizzate (basti pensare al Coxs
capper), dallallocazione della produzione, e da altri aspetti dellallocazione degli
input. Una conseguenza che i partecipanti cercheranno ciascuno di implementare le
allocazioni che massimizzano i loro rendimenti, piuttosto che il surplus comune.
La mia conclusione che la ricerca di rendite organizzative comune ed ha
degli effetti importanti sul modo in cui le risorse sono usate nel processo di
produzione. Quindi, la comprensione della contrattazione importante per la
comprensione dellallocazione delle risorse il fulcro canonico delleconomia cos
come lo per lanalisi dei risultati distributivi. Bench gli economisti della
contrattazione abbiano tratto beneficio dai progressi nella teoria dei giochi, non vi
ancora una teoria della contrattazione che sia sostenuta empiricamente e largamente
confermata. Per un certo verso, questo stato insoddisfacente riflette semplicemente il
fatto che gli studiosi della contrattazione non hanno studiato tutti lo stesso problema.
Alcuni hanno cercato attraverso lo studio empirico delle relazioni di lavoro, o
attraverso esperimenti di laboratorio controllati, per esempio di comprendere come
le persone si comportano in situazioni di contrattazione e come le istituzioni che
regolano la contrattazione tipicamente conducono a distinti risultati. Un secondo
approccio ha mirato a determinare teoricamente che tipo di risultati si avrebbero se
gli individui fossero caratterizzati da un buon livello di capacit cognitive e di
motivazioni personali linteresse personale e le preferenze basate sul risultato a tutti
ben noti. Infine, alcuni hanno cercato di determinare quale risultato della
contrattazione sarebbe socialmente desiderabile, ovvero un risultato che soddisfa un
criterio normativo, cos come la giustizia e lefficienza. Naturalmente, le intuizioni
degli studi comportamentali sulla contrattazione possono fare poca luce su che tipo
di contratti un Homo economicus molto geniale potrebbe scoprire (se egli dovesse
esistere), e viceversa. E nessuno di questi approcci ha una relazione ovvia con il terzo
approccio, la teoria normativa della contrattazione.
In questo capitolo, riesaminer i due principali contributi al secondo e al terzo
approccio il modello delle offerte alternate basato sulle procedure di Rubinstein
8 | MI CROECONOMI A
(1982) e altri, e il modello normativo della contrattazione di Nash (1950), e porr in
rilievo un certo numero di importanti lacune nella nostra attuale comprensione della
contrattazione. Poi introdurr un modello di evoluzione della contrattazione
concepito per essere applicato ad alcuni dei difetti dei modelli esistenti. Nella
penultima parte, mostrer come la ricerca di rendite organizzative possa portare ad
allocazioni inefficienti, ed in fine riesaminer le prove sulla pervasivit della
contrattazione inefficiente e suggerir alcuni motivi per cui le inefficienze nella
contrattazione possono essere cos comuni.
IL POTERE CONTRATTUALE E I RISULTATI DISTRI BUTI VI:
I L MODELLO DI NASH
Per concretezza, ritorniamo ai due pescatori, cercando ora di determinare
come essi risolveranno il loro conflitto di interesse riguardo alla distribuzione delle
rendite organizzative, che risulterebbero se essi cooperassero per limitare la loro
pesca. Il cambiamento nella centralit dallallocazione alla distribuzione
paragonabile a un cambiamento nelle ipotesi. I risultati allocativi studiati nel
precedente capitolo sono stati determinati in modo non cooperativo abbiamo
assunto che i pescatori non potessero mettersi daccordo ed implementare
congiuntamente ciascuno un determinato numero di ore di pesca. Per contro, qui si
assumer che se i pescatori si mettono daccordo su unallocazione ed una
determinata distribuzione del surplus comune, queste possono essere implementate.
Come in precedenza, si useranno lettere minuscole in riferimento al primo
(che viene chiamato minuscolo) e lettere maiuscole per il secondo (maiuscolo), e
ed E sono rispettivamente lo sforzo di pesca del minuscolo e del maiuscolo.
Scriveremo le loro funzioni di utilit in maniera compatta, come v = v(e,E) e
V =V(e,E), con v
e
> 0, v
E
< 0, V
e
< 0 e V
E
> 0 su un insieme economicamente
ammissibile di e ed E. Quando i pescatori agivano in modo non cooperativo (nel
capitolo 4), i due ponevano v
e
(e,E) , V
E
(e,E) pari a zero, rispettivamente, il che
fornisce la funzione di miglior risposta di ciascuno. Lequilibrio di Nash, ovvero la
miglior risposta reciproca, ha generato livelli di sfruttamento del lago pari a e
N
ed E
N
.
Questo risultato appariva Pareto-inefficiente in quanto ciascun pescatore sarebbe
stato meglio se entrambi avessero pescato meno. Nel capitolo precedente, ho
considerato un certo numero di modi in cui i pescatori possono cercare di migliorare
questo risultato, inclusi la creazione di diritti di propriet privata sul lago e
limposizione di una tassa sulla pesca. Abbiamo concluso che questi ed altri
miglioramenti nella gestione delle interazioni dei pescatori migliorano lutilit di uno
o entrambi, e potrebbero (sotto condizioni idealizzate) implementare unallocazione
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|9
Pareto ottimale. Questo e' un risultato sul locus dei contratti efficienti, definito da
v
e
v
E
=
V
e
V
E
(5.1)
Lequazione (5.1) significa che le curve di indifferenza dei due sono tangenti,
come si mostra nella Figura 4.5 nel precedente capitolo.
Possiamo anche rappresentare lo stesso locus dei contratti efficienti nello spazio
(v,V) , come nella Figura 5.1. Lequilibrio di Nash di un gioco non cooperativo
genera utilit v
N
(e
N
,E
N
) = z e V
N
(e
N
,E
N
) = Z, sebbene il locus dei contratti efficienti
(V,v) = 0 sia linsieme delle allocazioni (e,E) , per le quali la (5.1) vera. Dalla
definizione di ottimo paretiano, sappiamo che la pendenza del locus dei contratti
efficienti non pu essere inclinata positivamente, poich ci significherebbe che uno
spostamento da un punto sarebbe un miglioramento paretiano, il che implicherebbe
che il primo punto non era Pareto efficiente, per cui non era un punto sul locus dei
contratti efficienti. Quindi ~
v
/
V
0. I punti in alto a destra del locus dei contratti
efficienti non sono possibili. (Puoi verificare di aver compreso la Figura 5.1
collocando su questa figura i punti p e dalla Figura 4.5.)
Per determinare il risultato della contrattazione di Nash, prima dobbiamo
specificare le utilit che otterrebbero se non riuscissero a raggiungere un accordo
(detto il loro punto di disaccordo, posizione di riserva o utilit di riserva).
convenzione nei modelli di contrattazione definire la posizione di riserva come il
payoff che essi ottengono se la loro interazione ha fine (divorzio, interruzione
dellimpiego, e simili). Ma, si ha spesso il caso in cui se i contraenti non riescono a
raggiungere un accordo che possano implementare in modo cooperativo, essi
ritornano ad interagire in modo non cooperativo, implementando il risultato di Nash
(e
N
,E
N
) . (Come prima, N in apice si riferisce allequilibrio di Nash non cooperativo).
Per questo motivo definiamo le utilit associate, z e Z, come la migliore alternativa
disponibile dei pescatori, spesso denominata la posizione di riserva (o fallback
position). Ciascuno potrebbe avere delle altre posizioni di riserva, naturalmente, come
abbandonare il lago, liberarsi dalla relazione con laltro, ed occuparsi dagricoltura.
Tuttavia, molte interazioni resistono nella buona e nella cattiva sorte: si pensi alle
coppie, ai vicini e agli impieghi. In questi casi intuitivo rappresentare le alternative
come interagire in modo cooperativo o in modo non cooperativo, piuttosto che
seguire linterpretazione pi standard, ossia rappresentare le alternative come
interagire in modo cooperativo o non interagire affatto.
Quindi linsieme dei miglioramenti paretiani possibili sulla posizione di riserva
10 | MI CROECONOMI A
(z,Z) denominato linsieme di contrattazione e la parte non tratteggiata del locus dei
contratti efficienti, chiamata la frontiera di contrattazione (o la frontiera di Pareto),
identifica le allocazioni che si trovano nellinsieme di contrattazione e che sono
Pareto ottimali. Poich la posizione di riserva data dal risultato di una interazione
non cooperativa, e i miglioramenti paretiani su questo risultato possono essere
assicurati da un accordo contrattuale, i risultati nellinsieme di contrattazione possono
denominarsi profitti da cooperazione; la contrattazione determiner come questi
profitti vengono divisi.
Supponiamo che i pescatori possano accordarsi su un risultato tecnicamente
possibile (e,E) e che un risultato concordato possa essere implementato senza costo.
Quale sar il risultato della contrattazione? Possiamo restringere linsieme dei
contratti possibili allinsieme di contrattazione (le decisioni al suo esterno o sono non
fattibili, o violano la limitazione alla partecipazione, o entrambe le cose). Ma a parte
questo, se c una lezione comune sia della teoria della contrattazione sia
delleconomia comportamentale della contrattazione, che il risultato dipende dalle
istituzioni che regolano il processo di contrattazione, con differenze apparentemente
minori nella struttura dellinterazione, che a volte producono enormi differenze nei
risultati distributivi. Queste differenze istituzionali sono colte sebbene solo in
modo molto approssimativo nei due approcci presentati di seguito.
John Nash svilupp il suo modello sulla contrattazione per determinare quali
risultati (se ve ne sono) potrebbero soddisfare un insieme di condizioni, che sarebbe
meglio descrivere come principi che potrebbero guidare un arbitro imparziale, fedele
allassunto che i confronti interpersonali di utilit sono privi di senso (le utilit sono
ordinali). Queste condizioni sono le seguenti. Primo, il risultato dovrebbe essere
Pareto ottimale (ovvero, sulla frontiera della contrattazione.) Secondo, il risultato
dovrebbe essere simmetrico, nel senso che se il gioco che definisce linterazione e'
simmetrico, allora i payoff contrattuali dovrebbero essere uguali. Terzo, il risultato
dovrebbe essere invariante rispetto a trasformazioni lineari delle funzioni di utilit delle parti.
Una quarta condizione denominata lindipendenza delle alternative inammissibili
richiede che se linsieme di contrattazione si restringe (cos che il nuovo insieme non
contiene risultati nel vecchio insieme) ma il precedente risultato di Nash resta
possibile e la posizione di riserva rimane invariata, allora il risultato della
contrattazione dovrebbe rimanere invariato. Allo stesso modo, se linsieme di
contrattazione dovesse espandersi, allora il nuovo risultato di Nash deve essere o il
risultato ex-ante, o un risultato che non appartenga al primo insieme di
contrattazione.
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|11
Mentre le prime due condizioni di Nash non sono controverse, non difficile
pensare a situazioni in cui potremmo considerare la decisione, presa da un arbitro di
Nash informato, come ingiusta. Il problema pi ovvio che, escludendo confronti
interpersonali dellutilit, il piano dellarbitro non pu tener conto dei bisogni relativi
delle due parti. Si potrebbe pensare che la giustizia di un contratto debba essere
giudicata dagli stati finali che ne risultano, cos che la decisione se un surplus debba
essere diviso a met o in qualche altro modo, dipenda da quanto sono ricche le due
parti, indipendentemente dallo specifico contratto. Effettivamente, Nash lascia da
parte qualsiasi considerazione sulla giustizia delle posizioni di riserva (e la eventuale
necessit di un contratto giusto che compensi le migliori alternative disponibili
inique.) Si noti, anche, che ci deriva dalla quarta condizione, per cui un
miglioramento in una delle opportunit dei contraenti (ma non nellaltra) per
esempio un ampio aumento nellammontare massimo che essa potrebbe guadagnare
non dovrebbe avere effetti sul risultato contrattuale. Questo aspetto della soluzione
della contrattazione di Nash stato giudicato da molti come ingiusto ed affrontato
nella soluzione alternativa proposta da Kalai e Smorodinsky (1975). Ma poich il
modello di Nash stato utilizzato principalmente per studiare come i contratti sono,
non come dovrebbero essere, lasceremo da parte le origini normative (e i possibili difetti)
di questo approccio e lo presenteremo semplicemente come una descrizione del
processo di contrattazione.
Il solo contratto che soddisfa le quattro condizioni di Nash quello che
massimizza il prodotto dei guadagni in termini di utilit rispetto alla posizione di
riserva (o semplicemente il prodotto delle rendite organizzative, se queste sono
espresse nelle appropriate unit di utilit). Alcuni lavori successivi hanno
abbandonato lipotesi di simmetria di Nash, fornendo ci che denominato il
contratto generalizzato di Nash. Per i pescatori, si definisce come lallocazione
(e*,E*) che massimizza il prodotto di Nash , dove
= (v(e*,E*) ~ z)

(V(e*,E*) ~ Z)
1~
soggetto al vincolo, rappresentato dalla frontiera di Pareto, (v*,(e*,E*) ,
V *(e*,E*)) = 0. Lesponente 0,1 [ | (che uguale a 1/2 nel caso di simmetria) a
volte viene denominato il potere contrattuale del minuscolo. Lallocazione che
massimizza questa espressione (per 0,1 [ |) quella che distribuisce le utilit tra il
minuscolo e il maiuscolo come segue:
/(1~) =
v
(v ~ z) /
V
(V ~ Z)
Una semplificazione render questo risultato un po pi evidente. Supponiamo
12 | MI CROECONOMI A
che il locus dei contratti efficienti possa essere espresso con v +V ~1 = 0 (diciamo che
i contraenti stanno dividendo un dollaro). Quindi, il surplus comune (1~(z + Z) e

v
=1 =
V
. Sostituendo questi termini nellespressione precedente e risolvendo per v,
otteniamo lutilit del Minuscolo, che risulta dal contratto di Nash. Indico questo v
n
,
con la n minuscola in apice per indicare la soluzione della contrattazione di Nash
(mentre lequilibrio non cooperativo di Nash e' indicato dalla N). Quindi abbiamo
v
n
= z +(1~(z + Z) = (1~)z +(1~ Z) (5.2)
Lutilit del Minuscolo uguale alla sua posizione di riserva (z), pi una quota
del surplus comune. La seconda espressione rende chiaro che se il Minuscolo
avesse tutto il potere contrattuale otterrebbe 1~ Z, mentre senza il potere
contrattuale otterrebbe z.
La soluzione di Nash spiega i risultati della contrattazione in un modo che
allo stesso tempo semplice e congruente con molte intuizioni comuni. Per esempio,
implica che la posizione di riserva di uno influenzer il risultato e che una divisione a
met un risultato probabile tra persone che non sono differenti rispetto ad aspetti
rilevanti. Data limportanza delle norme di giustizia nelle situazioni attuali di
contrattazione, lapproccio di Nash ha anche il vantaggio di essere esplicitamente
normativo. Il fatto che Nash possa non essere riuscito a cogliere le idee intuitive di
molte persone su ci che rende un risultato equo, e' una questione a parte.
La presenza di alcuni inconvenienti risponde ad una precisa scelta: Nash voleva
definire un buon risultato della contrattazione; egli non voleva che il modello chiarisse
i processi di contrattazione nel mondo reale. Di conseguenza, la contrattazione di
Nash non fallisce mai; nessuno riceve mai il payoff associato alla posizione di riserva (a
meno che non abbia un potere contrattuale pari a zero). Questa implicazione poco
realistica viene considerata: gli assiomi di Nash richiedono che il risultato sia sulla
frontiera di Pareto. Ugualmente importante, il potere contrattuale semplicemente
ipotizzato (con lipotesi di simmetria, =1~ =1/ 2) ed il processo di contrattazione
con le sue minacce, offerte e contro offerte assente.
IL POTERE CONTRATTUALE ENDOGENO NEL MODELLO CON
OFFERTE ALTERNATE
Il modello con offerte alternate, come suggerisce il suo stesso nome, applica il
problema del potere contrattuale attraverso la creazione di un modello esplicito del
processo di contrattazione, invertendo efficacemente lapproccio di Nash. Nash si era
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|13
interrogato su quale risultato fosse consistente con un insieme di assiomi sul
benessere sociale che esprimono un concetto di razionalit collettiva, senza considerare
perch dei contraenti individuali possano arrivare a questo risultato. Al contrario, il
modello con offerte alternate descrive il processo di contrattazione come una
sequenza di offerte e contro offerte, regolate da un insieme esplicito di regole e si
interroga su quale risultato sia consistente con gli assiomi di razionalit individuale.
Esso non esprime alcun giudizio normativo sul risultato. Lapproccio coglie due
caratteristiche chiave della contrattazione nel mondo reale. Primo, il processo di
contrattazione richiede tempo o per altre ragioni costoso per i contraenti in termini
sia di opportunit a cui si deve rinunciare che per altri aspetti. Secondo, la parte per
cui i costi sono minimi ha un maggiore potere contrattuale e si assicura una quota pi
ampia.
Se il modello di Nash corrisponde al caso in cui i due pescatori ingaggiano
semplicemente un arbitro per aiutarli ad ottenere una soluzione al loro problema di
contrattazione, nella struttura con offerte alternate, il Maiuscolo ed il Minuscolo
determinano loro stessi il risultato, nei limiti posti dalle regole del processo di
contrattazione. Queste regole determinano che il soggetto che muove per primo, fa
unofferta allaltro che, se accetta, termina linterazione. Se lofferta viene rifiutata,
ciascun contraente riceve i payoff di riserva z e Z in quel periodo. Coerentemente con
la nostra interpretazione della posizione di riserva, cos come dei payoff per un gioco
non cooperativo, ci significa che a seguito del rifiuto dellofferta (e di conseguenza
in ogni periodo precedente ad un accordo), i contraenti interagiscono in modo non
cooperativo e ricevono z e Z (si immagini un gruppo di lavoro e un datore di lavoro
che continuino a produrre senza un contratto mentre la trattativa ha luogo). Se
lofferta del first mover stata rifiutata, un dato lasso di tempo, , passa e poi il second
mover fa una contro-offerta. Il processo va avanti per un orizzonte temporale infinito,
sino a che unofferta viene accettata. Insieme a queste regole, i fattori di sconto che
misurano la pazienza del Maiuscolo e del Minuscolo saranno delle importanti cause
determinanti del risultato: le definiamo come
u
e
l
.
Eccezionalmente, questo gioco ha un unico risultato dequilibrio. Vediamo
come pu essere determinato. Ipotizziamo, come in precedenza, che la frontiera di
Pareto sia espressa da v +V =1 e semplifichiamo ulteriormente ponendo le posizioni
di riserva come z = Z = 0. Supponiamo che il Minuscolo sia il first mover e che ci sia
una quantit v che il massimo che il Minuscolo pu ricevere in uno dei turni del
gioco, quando nel ruolo dellofferente. Naturalmente noi non sappiamo a quanto
corrisponde questa quantit (non ancora) e nemmeno il Minuscolo. Ma sar la stessa
in ogni periodo in cui tocca al minuscolo fare unofferta, poich abbiamo ipotizzato
14 | MI CROECONOMI A
che il gioco stazionario (in variante rispetto al tempo), cos che se prendiamo il
turno t (un turno in cui il minuscolo deve fare unofferta) il gioco non differente in
alcun modo dalla situazione che il minuscolo ha affrontato al turno t-2, t-4, etc..
Poniamo il primo turno del gioco t=0 e supponiamo che i contraenti agiscano
sulla base di uninduzione a ritroso, poich pensano in anticipo alla situazione che
affronterebbero se si trovassero al tempo t=1, ovvero, se fosse il turno del Maiuscolo
di fare unofferta. A quel punto, il Maiuscolo saprebbe che, se offrisse al Minuscolo
una quantit
l
v, verrebbe accettata. La motivazione che, dato il tasso di preferenza
temporale del Minuscolo, il Minuscolo indifferente tra ricevere
l
v al tempo t=1 o
ricevere v al tempo t=2, quando il Minuscolo lofferente. Se questa offerta fosse
fatta ed accettata il Maiuscolo prenderebbe una quantit (1~
l
v ). In questo caso, al
tempo t=0 il Minuscolo saprebbe che offrendo

u
(1~
l
v)
indurrebbe il Maiuscolo ad
accettare, sebbene il Maiuscolo rifiuterebbe unofferta minore (poich sa che il
Minuscolo sarebbe preparato ad accettare unofferta uguale a
l
v nel periodo
successivo). In altri termini, il Minuscolo sa che
1~
u
(1~
l
v)
il massimo che pu
ottenere nel periodo 0. Tuttavia, noi sappiamo gi che il massimo che il Minuscolo
pu ottenere quando nella posizione per fare unofferta v, cos eguagliando
queste due espressioni e risolvendo, abbiamo
v =1~
u
(1~
l
v)
oppure
v =
1~
u
1~
l

u
(5.3)
Il Minuscolo penser che se questo il massimo che pu ottenere ogni qual
volta faccia unofferta, dovrebbe fare questofferta allinizio, ed evitare di rinviare i
payoff fino al turno successivo. Quindi, il Minuscolo far questofferta, il Maiuscolo
accetter, ed il contratto sar concluso.
Se abbandoniamo lipotesi che le posizioni di riserva siano entrambe uguali a
zero, abbiamo un caso pi generale, e che permetter di fare un confronto tra il
contratto con offerte alternative e il contratto di Nash. Reintroducendo Z e z, la
quota del Minuscolo risulta uguale a:
v =
(1~ Z)(1~
u
)
(1~
l

u
)
+
z
u
(1~
l
)
(1~
l

u
)
Questa sar pi chiara se si esprime come (1~o
u
) /(1~o
l
o
u
) , con
(1~) o
u
(1~o
l
) /(1~o
l
o
u
) . Allora il risultato precedente pu essere scritto
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|15
v = (1~ Z) +(1~)z = z +(1~ z ~ Z) (5.4)
che ripropone la (5.3) precedente, quando z = Z = 0, come ci saremmo
aspettati.
Il modello identifica quattro determinanti del risultato: i fattori di sconto dei
contraenti, altri costi del ritardo (che variano inversamente rispetto alle utilit associate
alle posizioni di riserva), quale dei contraenti fa la prima mossa e il periodo di tempo che
trascorre tra le offerte. Si noti che se il Minuscolo fosse stato infinitamente paziente
(
l
=1), avrebbe guadagnato lintero surplus a prescindere dal fattore di sconto del
Maiuscolo, a meno che anche questo fosse infinitamente paziente. In questo caso, il
contratto di equilibrio indefinito, per levidente ragione che la pazienza infinita
elimina un elemento chiave del processo di contrattazione, ossia, il costoso passare
del tempo.
Per avere unidea delle grandezze implicate, ipotizziamo che z = Z = 0, e
immaginiamo che il Maiuscolo sia povero, abbia un accesso limitato al credito, e
prenda regolarmente in prestito con la sua carta di credito, pagando un tasso di
interesse reale del 15 percento, mentre il minuscolo molto ricco e pu prendere in
prestito e prestare quantit illimitate al tasso dinteresse primario reale, diciamo il 4
percento. Se queste cifre indicano i tassi annuali delle preferenze temporali dei due, e
un anno, allora i fattori di sconto sono
l
= 0.96 e
u
= 0.87 e (usando la (3)),
v = 0.76, cos il Minuscolo ottiene tre volte pi del Maiuscolo.
Quanto dello svantaggio del Maiuscolo dipende dal fatto di essere il second
mover, e quanto dovuto alla maggiore pazienza del Maiuscolo? Risulta che il
vantaggio del first mover non molto rilevante. Vediamone il perch. Se i due hanno lo
stesso tasso di preferenza temporale con un fattore di sconto , possiamo utilizzare
la (3) per dimostrare che il Minuscolo avrebbe ricevuto
v =
1~
1~
2
=
(1~)
(1~)(1+)
=
1
1+
Ci significa che se il Maiuscolo avesse avuto lo stesso tasso di preferenza
temporale del Minuscolo (4 percento), la quota del Minuscolo si sarebbe ridotta dallo
0.76 allo 0.51; praticamente tutta la pi ampia quota del Minuscolo dovuta alla
maggiore pazienza del Minuscolo, non al vantaggio dessere il first mover. Anche se
entrambi avessero avuto un tasso di preferenza temporale pi alto del Maiuscolo, la
quota del Minuscolo sarebbe stata comunque vicina a 1/2, ossia 0.53. Evidentemente,
16 | MI CROECONOMI A
solo se i contraenti sono estremamente impazienti, il vantaggio del first mover ha
importanza, anche quando il tempo trascorso tra le offerte (in questo caso si
ipotizzato che sia di un anno) sia abbastanza ampio. Poich , il tempo tra i periodi,
tende a zero, il vantaggio del first mover scompare interamente, cos come ci si aspetta.
Forse sorprendentemente, leffetto considerevole dei tassi differenziali delle
preferenze temporali restano anche se tende a zero; ritorneremo su questa
anomalia.
Com il contratto di equilibrio, v, nel gioco con offerte alternate collegato al
contratto di Nash, v
n
? Un confronto chiaro possibile se ipotizziamo posizioni di
riserva identiche Z=z, prendiamo il limite con che tende a zero e indichiamo i tassi
di preferenza temporale (non i tassi di sconto) con . Allora abbiamo:
v =
z
l

u
+
l
+
(1~ z)
u

u
+
l
che, usando =
u
/(
u
+
l
) come una misura del tasso di preferenza
temporale del Maiuscolo relativo a quello del Minuscolo, pu essere scritta come
v = (1~)z +(1~ z) (5.5)
Confrontando la (5) e la (2) si dimostra che il parametro del modello
generalizzato di Nash, che misura il potere contrattuale del Minuscolo () identico
alla misura relativa delle preferenze temporali espresse da (con la quota del
Minuscolo che confermata da un tasso di preferenza temporale pi grande per il
Maiuscolo). Laddove i due abbiano lo stesso tasso di preferenza temporale (e tenda
a zero), il risultato al limite identico al contratto di Nash sotto lipotesi di simmetria
(poich il vantaggio del first mover nel caso con offerte alternate svanito a causa della
nostra ipotesi di periodi di contrattazione arbitrariamente brevi.)
La chiarezza di questo confronto fa affidamento sullipotesi che la posizione di
riserva in entrambi i casi non il payoff associato alla fine dellinterazione, ma
piuttosto quella che associata ad uninterazione non cooperativa in corso con lo
stesso partner. Ci che importa nel modello con offerte alternate il costo di attesa
di un altro periodo (che varia inversamente rispetto a z), chiamato lopzione interna
(inside option) del contraente. Il payoff associato ad unaltra interazione, che il contraente
potrebbe intraprendere se quella attuale si interrompesse interamente,
inammissibile nel modello con offerte alternate (a meno che esso superi lofferta
dequilibrio, in tal caso questultimo sar rifiutato e il rapporto terminer). Al
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|17
contrario, uninterpretazione convenzionale del contratto di Nash definisce z come il
payoff se si interagisce con il prossimo miglior partner alternativo (lopportunit
alternativa, opportunit alternativa o outside option), non come il payoff derivante
dallinteragire con lo stesso partner, ma senza un accordo.
Lapproccio con offerte alternate non preclude la possibilit di tener conto
delle opportunit alternative (outside option). Si ricordi che il risultato di uninterazione
non cooperativa era lopzione interna (inside option) nellesempio precedente; ma
questo risultato generalmente dipende dalla opportunit alternativa. Per esempio, nel
modello di disciplina del lavoro del rapporto di impiego sviluppato nel capitolo 8,
lequilibrio di Nash del gioco non cooperativo tra lavoratore e datore di lavoro
dipende dallaccesso del lavoratore ad unassicurazione contro la disoccupazione e ad
un lavoro alternativo, la sua occupazione potrebbe essere interrotta. In questo caso, le
opportunit alternative sono la posizione di riserva per il processo di contrattazione,
che la determinante approssimativa del salario di equilibrio non competitivo. Il
datore di lavoro e i lavoratori potrebbero cercare di migliorare le loro transazioni
attraverso la contrattazione a partire da questo equilibrio non cooperativo, i cui
termini costituirebbero la opzione interna per il loro processo di contrattazione. (Un
modello di contrattazione inserito in un modello non cooperativo di interazione tra
lavoratore e datore di lavoro presentato nel capitolo 8.)
DI FETTI ED ESTENSI ONI EVOLUTI VE
Il modello con offerte alternate , quindi, una base adeguata per lo studio dei
contratti nel mondo reale? La sua forza che, penetrando nella scatola nera del
processo di contrattazione, il modello con offerte alternate richiede la specificazione
dettagliata delle istituzioni che regolano la contrattazione. Inoltre fornisce una
motivazione in termini di preferenze temporali relative e (in misura minore)
vantaggio del first mover del parametro potere contrattuale, che si ipotizzato
essere esogeno nel modello di Nash. Tuttavia, lapproccio ha anche dei difetti.
Primo, come la (5.5) chiarisce, ci che importa nel determinare il risultato il
costo relativo dellattesa (che la ragione per cui il partner infinitamente paziente
ottiene lintero surplus, anche se laltro molto paziente ma non lo
infinitamente). Il costo totale dellattesa (o la quantit di attesa) pu essere
assolutamente piccolo, senza che diminuisca limportanza delle differenze in termini
di preferenza temporale, nella determinazione delle quote dei contraenti. Come rileva
Kreps (1990, p.562), anche se le offerte e le contro-offerte sono proposte in pochi
secondi, gli effetti delle differenze nei tassi di preferenza temporale dei contraenti
non diminuiscono. Inoltre, tra i partner della contrattazione con lo stesso tasso di
18 | MI CROECONOMI A
preferenza temporale, il contraente che pu rispondere a unofferta in 2 secondi,
prender tre quarti del surplus, se in coppia con un pigro lento, che ha bisogno di 6
secondi per rispondere. Laddove la contrattazione non richieda tempo ma sia costosa
per altre ragioni, sorprendente che siano i costi relativi della contrattazione (anche
se limitati) a determinare il risultato. Cos il modo in cui il risultato della
contrattazione viene determinato dai costi relativi di attesa, non plausibile.
Secondo, cos come nellapproccio di Nash, la contrattazione non si
interrompe mai e i risultati sono Pareto efficienti. Entrambi i modelli, quindi, non
riescono a cogliere i fatti salienti della contrattazione nel mondo reale, che saranno
menzionati a breve.
Un terzo aspetto che non tutte le situazioni di contrattazione consentono che
il ruolo delle scelte esterne sia introdotto nella struttura con offerte alternate, nel
modo abbozzato in precedenza. Tuttavia ci sembra estremamente controintuitivo
pensare che in questi casi le offerte esterne non facciano alcuna differenza. Per
comprenderne il perch, supponiamo che A e B siano partner in un progetto e
ciascuno abbia scelte esterne normalizzate a zero.
Il loro contratto con offerte alternate d a B una quantit v
b
, che vicina alla
met del surplus comune. Ora supponiamo che la scelta esterna di B migliori cos che
il payoff associato alla fine del progetto non pi zero, ma v
b
~ dove un numero
positivo piccolo. Nessun altro aspetto dellambiente di contrattazione cambiato.
Questo cambiamento nella scelta esterna non ha effetto sullequilibrio del gioco di
contrattazione con offerte alternate, ma trasforma la situazione da una in cui A e B
stanno dividendo il surplus comune quasi equamente, ad una in cui A riceve
praticamente tutto il surplus.
Infine, gli individui ipotizzati nellapproccio con offerte alternate sono appena
riconoscibili come attori umani. Vi considerevole evidenza sperimentale sul fatto
che le persone (per lo pi studenti universitari, alcuni del Cal Tech) non si impegnano
nel processo di induzione a ritroso, cognitivamente impegnativo, sul quale si basa il
modello (Crawford (2002)). Inoltre, sia nel modello con offerte alternate sia
nellapproccio di Nash (come modello di come agiscono i reali contraenti), si
ipotizzato che i contraenti conoscano le funzioni di utilit delle loro controparti.
Questo non solo falso, ma confuso dal fatto che nelle situazioni di contrattazione
le persone solitamente tendono alla lunga a falsificare le loro preferenze. (In una
situazione di contrattazione durante la Guerra Fredda, si dice che il Presidente
Richard Nixon abbia cercato di convincere la sua controparte russa che egli aveva
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|19
irrazionalmente concentrato la posizione degli U.S. su una alternativa in particolare).
Il fatto che le ipotesi cognitive dei modelli appena visti siano irrealistiche pu
non essere, tuttavia, un difetto decisivo. Ci che critico non che le persone pensino
in questo modo, ma piuttosto che agiscano in questo modo. Sembra probabile che gli
individui reali nelle situazioni di contrattazione evitino induzioni allindietro
complesse e ragionamenti basati sulla dominanza iterata, ed invece adottano regole
basate sullesperienza, che a loro sono tornate utili in passato, o che sembra abbiano
avuto buon esito, quando sono state usate da altri. Naturalmente, dire che una quota
ha natura tradizionale, non serve a spiegarla. Ma bisogna dire qualcosa su come
spiegarla, ossia realizzando un modello dellevoluzione delle norme distributive e
delle tradizioni sotto ipotesi plausibili sulle capacit cognitive e lapprendimento.
Potrebbe essere il caso che le regole comportamentali che emergono da questo
processo di apprendimento da parte di agenti adattivi, conducano a risultati che sono
approssimati dal modello con offerte alternate o dallapproccio di Nash, oppure da
entrambi. Vedremo se ci vero.
Supponiamo che vi sia una norma che stabilisce che una frazione, x , di una
torta normalizzata ad uno debba essere allocata al giocatore, chiamato Riga e che la
rimanente frazione (1~ x) vada ad un altro, chiamato Colonna. Riga e Colonna non
ricorrono allarbitro imparziale di Nash, n sono propensi a procedere allinduzione a
ritroso richiesta dai contraenti di Rubinstein. Essi hanno ricordi limitati e una
lungimiranza anche pi limitata, poich basano le loro azioni interamente sul
comportamento appena precedente di coloro con cui interagiscono, e talvolta
provano a migliorare il loro contratto attuale. Vedremo che sotto alcune condizioni,
la soluzione alla contrattazione di Nash appare come il risultato probabile di questa
interazione.
Riga e Colonna sono componenti di due sotto-popolazioni (indicate
rispettivamente con n
R
e n
C
), che sono appaiati casualmente per giocare un Gioco
della Suddivisione introdotto nel capitolo 1. Se la somma delle quote richieste dai due
pari a uno o minore di uno, essi ricevono le loro richieste, con le associate utilit
u( x) e v(1~ x) , entrambe funzioni crescenti e concave. Altrimenti essi ottengono
zero, la cui utilit normalizzata a zero per entrambi. Ipotizziamo per il momento
che n
R
= n
C
.
Gli individui conoscono la distribuzione del gioco nel periodo precedente e
rispondono in maniera ottimale a questa distribuzione con probabilit (1~) , dove
una frazione positiva piccola che misura il tasso di risposta idiosincratica (idiosincratic
20 | MI CROECONOMI A
non-best response). Con probabilit essi provano a vedere se possono ottenere un
accordo migliore, aumentando la loro richiesta, le Righe richiedono x + e le
Colonne richiedono 1~ x + dove un cambiamento discreto nella richiesta.
Ipotizziamo che = 0.1, in questo modo una prova un tentativo per aumentare
la loro richiesta di questa quantit. Sempre che sia piccolo, la norma sar sostenuta
nel lungo periodo, se sia Righe che Colonne rispondono in maniera ottimale alle
distribuzioni precedenti, nelle quali praticamente tutti stanno aderendo alle norme.
Ma ogni tanto levento casuale di unampia frazione di perforatori con una risposta
idiosincratica in una sotto-popolazione, diciamo le Righe, indurr le Colonne che
adottano miglior rispostea chiedere di meno. Sapendo ci, nel periodo successivo
tutte le Righe con miglior risposta domanderanno di pi, e (a meno di interferenze
nella forma di ulteriori mosse casuali idiosincratiche) sar stabilita una nuova norma.
Poich questo processo funziona attraverso gruppi di eventi casuali, evidente
che le norme evolveranno e in un periodo sufficientemente lungo tutte le norme
nellintervallo da 0.1 a 0.9 saranno osservate con probabilit positiva (ipotizzo che
nessun individuo faccia mai una richiesta di zero, dal momento che una tale richiesta
non pu essere il risultato di una prova casuale, n pu essere una miglior risposta in
senso stretto). Ma alcune norme saranno pi robuste di altre, persistendo nel lungo
periodo e ripetendosi rapidamente quando sono rimpiazzate. Che cosa possiamo dire
circa queste norme persistenti?
Definiamo come la probabilit di spostarsi dalla norma x ad x + , (in un
dato periodo, la conseguenza di un evento destabilizzante (tipping) come descritto in
precedenza) con la probabilit di spostarsi da x a x ~ . La norma tender ad
aumentare se > , e viceversa. Queste probabilit dipenderanno dal numero
minimo di risposte idiosincratiche necessarie ad indurre i giocatori con miglior
risposta a modificare la loro richiesta. Si consideri la miglior risposta di Riga, dato che
si avuta una frazione di Colonne che non richiedono la norma (1~ x), ma invece
(1~ x + ). La Riga sa che riducendo la sua richiesta a x ~ si garantir questo payoff
minore, mentre persistendo con la norma rischia di non ottenere nulla. La miglior
risposta di Riga di aderire alla norma, se
(1)u( x) u( x ) (5.6)
e richiedere la quantit minore diversa (ipotizzo che la norma non venga
abbandonata, a meno che farlo sia la miglior risposta in senso stretto). Esprimendo la
(6) come unuguaglianza e risolvendo per , otteniamo il valore critico di , ossia
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|21
* =
u( x) ~ u( x ~ )
u( x)
cos che se nel periodo precedente > *, la miglior risposta delle Righe in
questo periodo di ridurre la loro richiesta. Un ragionamento simile mostra che se
la frazione di risposte idiosincratiche tra le Righe, la miglior risposta per le Colonne
di aderire alla norma se
v(1 x)(1) v(1 x )
e di richiedere la minore quantit altrimenti. Il valore critico di , quindi
* =
v(1~ x) ~ v(1~ x ~ )
v(1~ x)
Un esempio chiarir come cambia una norma. Supponiamo che la norma
corrente sia x = 0.2, e = 0.1, cos che quando le Righe provano esse
domandano 0.3 e quando le Colonne provano esse domandano 0.9. Avendo
osservato alcune frazioni di coloro che provano daltra parte il periodo precedente,
qual il payoff atteso dal concedere ( ) e dalladeguarsi alla norma ( *) per il
giocatore Riga? Supponiamo u = x e v = (1 - x). Allora:
*
R
= (1~ k)x e '
R
= x
La frazione minima di Colonne che hanno provato lultimo anno che
sufficiente indurre le Righe a concedere, k*, il valore di k che eguaglia questi due
payoff attesi, o k* = /x, che in questo esempio numerico da k* =1/2. Ragionando
nello stesso modo per le Colonne, la frazione minima di Colonne che ci provano
nellultimo periodo sufficiente ad indurre le Colonne a cedere il valore di che
eguaglia
*
C
= (1 )(1 x) =1 x =
'C
che d * = /(1~ x) o, nel nostro esempio numerico,
*
=1/8. Il risultato
che poich
*
< k
*
, esso comporta meno Righe che provano ad indurre le Colonne a
concedere, piuttosto che viceversa, cos che se i tassi del provare e le dimensioni dei
gruppi sono uguali, la norma molto probabile che punti su a 0.3, piuttosto che
gi a 0.1.
Si noti che i valori critici * e * sono proprio la differenza di utilit tra il
payoff determinato dalla norma e la richiesta minore, divisa per lutilit del payoff
determinato dalla norma. Scrivendo questi due valori critici come una funzione della
norma, la concavit delle funzioni di utilit assicura che *( x) crescente in x,
22 | MI CROECONOMI A
mentre *( x) decrescente in x . La probabilit di una transizione da una norma ad
unaltra varia inversamente con il numero critico di risposte idiosincratiche necessarie
a rimuoverla. Quindi, definiamo una norma stazionaria una norma per la quale
( *( x)) = ( *( x)) (5.7)
Poich la dimensione del gruppo e i tassi di errore sono identici allinterno
della sottopopolazione, la (5.7) richiede semplicemente che *( x) = *( x) o
v(1~ x) ~ v(1~ x ~ )
v(1~ x)
=
u( x) ~ u( x ~ )
u( x)
Se piccolo, pu essere approssimato da
v' (1~ x)
v(1~ x)
=
u' ( x)
u( x)
Si noti che, eliminando dallequazione (5.8), otteniamo unespressione simile
allequazione (5.1), ossia, la condizione che definisce la soluzione di Nash per il
problema assiomatico di contrattazione. Questa somiglianza suggerisce che sotto
alcune condizioni, il modello di evoluzione replica approssimativamente la soluzione
assiomatica di Nash? Si. Lequazione 5.8 la condizione del primo ordine che d il
massimo di
= lnv(1~ x) + lnu( x) = v(1~ x)u( x)
Ricordando che lutilit se non si contratta zero, proprio volte il
prodotto di Nash del guadagno di utilit rispetto alla posizione di riserva, e la x
che massimizza questa espressione d la soluzione di Nash al problema di
contrattazione. Quindi, un processo di evoluzione plausibile che coinvolge individui
con conoscenza e capacit cognitiva limitate prevede questa soluzione alla comune
contrattazione come suo risultato pi probabile.
Le linee continue nella figura 5.2 illustrano un caso in cui le Righe e le Colonne
sono ugualmente numerose ed ugualmente aggressive, la norma stazionaria x* quindi
approssima il risultato di Nash. Tuttavia, questo un risultato piuttosto controverso,
che deriva dalle ipotesi adottate.
Se le dimensioni della sotto-popolazione differiscono, o se un gruppo pi
aggressivo di un altro, in quanto prova pi frequentemente, otteniamo un risultato
che differisce dal risultato standard di Nash in modi che possono far luce sulle
determinanti del potere contrattuale. Per vedere ci, per prima cosa si noti che (per
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|23
valori critici, * e * che eccedono il tasso di errore) la probabilit che risposte
idiosincratiche eccedano i valori critici varier positivamente con il tasso di risposta
idiosincratica e inversamente alla dimensione del gruppo. La prima ovvia; la
seconda risulta dal fatto che in gruppi molto piccoli la frazione di risposte
idiosincratiche che si realizza assumer frequentemente valori elevati, mentre questo
accadr solo molto di rado con gruppi ampi. Quindi, indicando con il pedice il tasso
di errore per i due gruppi, abbiamo
= ( *( x);n
R
,
R
)
e
= ( *( x);n
C
,
C
)
con entrambe le funzioni decrescenti nella prima e nella seconda variabile e
crescenti nella terza. Eguagliando e e derivando rispetto al primo per la
dimensione del gruppo di Righe e per la norma, e poi rispetto al tasso di errore e alla
norma, e ponendo i risultati uguali a zero, abbiamo
dx */ d
R
> 0
e
dx */ dn
R
< 0
Possiamo concludere che pi un gruppo piccolo e aggressivo, pi ampia la
sua quota nella norma stazionaria.
La figura 5.2 illustra un caso in cui le Righe e le Colonne sono ugualmente
numerose ed ugualmente aggressive (le curve in grassetto), la norma stazionaria x *,
quindi, si approssima al risultato di Nash. Le curve tratteggiate mostrano leffetto
dellaumento nel tasso di errore di Colonna, che sposta in alto la sua funzione e
accresce la sua quota, e dellaumento nella dimensione della popolazione di Colonne
(che sposta in basso e diminuisce la sua quota)
24 | MI CROECONOMI A
Figura 5.2 La determinazione di evoluzione di redditi da contrattazione.
Le probabilit di una transizione ad una forma pi ampia o pi piccola
per le Righe sono e , rispettivamente, ed x* approssimativamente la
soluzione di Nash quando n
C
= n
R
e c
C
= c
R.
Le linee tratteggiate
mostrano gli effetti di giocatori Colonne che sono pi aggressivi (c
C
pi
grande) e pi numerosi (n
C
pi grande)
In particolare, la soluzione di Nash stata proposta da F. Zeuthen (1930,
p.1631) con unapplicazione alla contrattazione tra datore di lavoro e lavoratore.
Diversamente da Nash, che deriv il suo risultato da postulati di razionalit collettiva,
Zeuthen ha motivato la sua soluzione con ci che ha chiamato il problema della
guerra economica psicologica. Lidea chiave che in una situazione di
contrattazione la parte che subisce la minima perdita derivante da una concessione,
pi probabilmente la far. La regola della concessione di Zeuthen ripete lequazione
(5.6), con x indicante la domanda che Riga ha fatto contro Colonna, x ~ una
domanda che Colonna accetterebbe sicuramente, e la credenza di Riga circa la
probabilit che Colonna accetti. Quindi la stima di Riga della probabilit che
non fare una concessione porter ad una transazione a condizioni favorevoli (non
concessione), cio, la probabilit che il giocatore Colonna, con cui Riga appaiata,
aderir alla norma, piuttosto che cercare di fare meglio della norma provando.
Una limitazione dellapproccio evolutivo che il provare un accordo migliore
non correlato tra gli individui, mentre in molte situazioni di contrattazione le Righe
e le Colonne partecipano ad alcune organizzazioni unassociazione daffari o un
sindacato, per esempio ed i loro sforzi per migliorare la loro dimensione del premio
sono collettivi piuttosto che individuali. Nel capitolo 12, ritorno su questo problema,
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|25
includendo un modello di azione collettiva in una dinamica devoluzione.
LA RICERCA DI RENDITE ORGANIZZATIVE E LI NEFFI CI ENZA
DELLA CONTRATTAZI ONE
Tre cause di inefficienza nella contrattazione sono state individuate
nellintroduzione: i fallimenti della contrattazione che conducono alla rinuncia di
opportunit sicuramente reciprocamente vantaggiose, la deviazione delle risorse da
un uso produttivo verso attivit improduttive di ricerca delle rendite, e la distorsione
nellallocazione delle risorse produttive intraprese per accrescere le quote individuali.
La distinzione tra la seconda e la terza causa non sempre facile da individuare,
come suggerisce il caso del Coxs capper. La spesa per questa attrezzatura ha
costituito una deviazione di risorse da usi produttivi ad unimproduttiva ricerca delle
rendite? O si trattato di una distorsione nellallocazione delle risorse produttive? La
guardia di sicurezza sul posto di lavoro, che dissuade il lavoratore dal furto,
chiaramente un esempio della prima, ma che cos il supervisore del lavoro, che
osserva i livelli di sforzo nei lavoratori e allo stesso tempo si occupa di risolvere i
problemi nella produzione? Le spese che hanno come unico scopo quello di
assicurare lenforcement di un contratto o di aumentare il potere contrattuale, sono
chiamate, a volte, costi di transazione, diversamente dai costi di produzione. Ma
la distinzione manca di precisione, come suggeriscono gli esempi precedenti. La
vaghezza del termine particolarmente evidente una volta che si riconosca che le
tecnologie produttive in uso come il Coxs capper, o il risparmio di lavoro che si
ottiene con le attrezzature rifletter i conflitti attuali o passati nella divisione del
surplus comune. Questa la ragione per cui generalmente evito il termine. Anche se i
costi di transazione non possono essere facilmente districati dai costi di produzione,
tuttavia, a volte la distinzione abbastanza chiara da essere esplicativa.
Si consideri il caso di inefficienze contrattuali che derivano dalla distorsione
nellallocazione delle risorse produttive. Si supponga che ciascuno dei due
collaboratori al progetto comune possa allocare i propri sforzi in due differenti
attivit, che entrambi contribuiscano al surplus comune della coppia ed anche che
entrambi possano influenzare la posizione di riserva individuali. In concreto, i due
potrebbero impegnarsi in una produzione comune, e la scelta delle attivit potrebbe
consistere nello sviluppo di unabilit generica o di unabilit specifica a questo
particolare processo di produzione che non abbia valore al di fuori di questa
particolare transazione. Entrambe le attivit contribuiscono ad accrescere il surplus di
produzione, ma solo la prima accresce la posizione di riserva individuale (le abilit
26 | MI CROECONOMI A
generali migliorano la migliore transazione alternativa di un individuo, non le abilit
specifiche).
Se la divisione del surplus tra i due sar determinata dal contratto di Nash,
possiamo modellare linefficienza che ne risulta come segue. Supponiamo che ciascun
individuo (Minuscolo e Maiuscolo, nuovamente) contribuisca ad ununit dello sforzo
di produzione, dividendolo tra la prima attivit e la seconda, con e ed E le quantit
destinate alla seconda attivit (transazione specifica) dal Minuscolo e dal Maiuscolo,
rispettivamente. Poniamo il surplus comune come Q = Q(e,E) con Q
e
(0,E) e Q
E
(e,0)
entrambi positivi e Q
e
(1,E) e Q
E
(e,1) entrambi negativi, in modo che vi sia una
allocazione interna, e*,E * entrambi (0,1) , che massimizza Q e per la quale
Q
e
= Q
E
= 0. Per cogliere il fatto che investire nella prima attivit migliora la posizione
di riserva di ciascuno, scriviamo le posizioni di riserva individuali come z(e) e Z(E) ,
con z' e Z' entrambe negative: quindi investire nellabilit generica diminuisce
entrambi i payoff dei giocatori nel caso in cui il rapporto terminasse. Immaginiamo
che essi non possano contrattare per lallocazione di e ed E (essi non possono
osservare o inferire le scelte fatte dallaltro). Invece essi scelgono e ed E in modo non
cooperativo e, quindi, dividono loutput che ne deriva, secondo il contratto di Nash
(con il potere contrattuale del Minuscolo). Quindi (utilizzando la (5.2)) il
Minuscolo riceve:
y = z(e) + Q(e,E) ~ z(e) ~ Z(E) }
Il Minuscolo sceglier un e che massimizza y, dando la condizione del primo
ordine:
z
e
+(Q
e
~ z
e
) = 0
oppure
Q
e
+(1~)z
e
= 0
Il risultato che il Minuscolo non implementa lallocazione che massimizza il
surplus comune (ossia, quella per cui Q
e
= 0), a meno che egli abbia tutto il potere
contrattuale ( =1). Ma non si avr unallocazione ottimale da parte del Maiuscolo.
Se =1, allora la condizione del primo ordine del Maiuscolo ((1~)Q
E
+Z
E
= 0)
richiederebbe di ignorare limpatto di E su Q interamente, posizionando il Maiuscolo
sul punto E = 0, che ovviamente sub-ottimale.
Questo particolare problema dellinefficienza nella contrattazione quindi si
presenter ogni volta che e ed E non sono contrattabili. Lesempio illustra quelli che
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|27
sono chiamati investimenti specifici alla transazione, ossia investimenti per i quali il valore
dellattivit nel progetto - la transazione - non coincide con il valore nella posizione
di riserva. Ma il problema sostanziale pi generale: linefficienza nella contrattazione si
presenta ogni volta che alcuni aspetti dellallocazione delle risorse produttive che influenzano il
risultato della contrattazione non sono soggetti a contratto.
Tornando alla deviazione delle risorse da un uso produttivo ad attivit
improduttive di ricerca delle rendite, consideriamo un caso in cui a uno dei due
lavoratori stata data una promozione di valore V . Entrambi comprendono che il
datore di lavoro sceglier tra i due in base alla sua stima della diligenza del lavoratore
e della dedizione allimpresa, indicata dal numero di ore lavorative durante il periodo
precedente alla promozione. Poniamo che c sia il costo per ciascun lavoratore di
unora addizionale di lavoro. Allinizio del periodo, ciascuno inizia un lavoro e
continua a lavorare fino a che uno di loro si interrompe e laltro viene promosso.
Quante ore dovranno lavorare?
Non vi un equilibrio simmetrico con una strategia pura, poich la miglior
risposta alle t ore di lavoro dellaltro di lavorare t + (e vincere) o 0 (ed evitare ogni
costo). Gli operai metallurgici, il cui lungo sciopero a Ravenswood, Illinois, somiglia a
questo modello espressero la logica t + su di uno striscione Per quanto lotteremo?
Un giorno pi a lungo della societ! Tuttavia, una strategia mista (alla fine di
ciascuna ora, si smette con probabilit p) pu essere un equilibrio. Affinch la
strategia mista con la probabilit p di smettere sia un equilibrio simmetrico, si
dovrebbe avere che un agente che gioca contro un giocatore-p non migliora il suo
risultato smettendo invece di restare, e quindi ha lo stesso p come la miglior risposta
(in senso debole) al giocatore-p. Giocando contro il giocatore-p il beneficio dallo
smettere 0 ed il beneficio atteso dal restare :
p(v ~c) ~(1~ p)c
Porre lespressione uguale a zero implica che lequilibrio con strategia mista
p* = c / v . Se ciascun giocatore si licenzia con probabilit p*, la probabilit che il
gioco termini dopo ciascun turno 1~(1~ p)
2
= 2p*~p*
2
e la durata attesa del gioco,
t *, proprio linverso di questa probabilit. Se definiamo periodi che siano
sufficientemente brevi (cos che p* piccolo, o in maniera equivalente, possiamo
ignorare la possibilit di licenziamenti simultanei), allora la durata attesa
approssimata da 1/ 2p*. Allora, utilizzando p* = c / v vediamo che t* = v / 2c. Se il
gioco dura t * ore, il costo per i due 2ct * che (utilizzando t* = v / 2c) uguale a v.
Quindi, il costo totale speso per ottenere il premio eguagliano esattamente il premio
stesso. Naturalmente, il vincitore termina con un profitto netto di v / 2, mentre il
28 | MI CROECONOMI A
perdente sopporta i costi di v / 2.
Questa conosciuta come una guerra di attrito, un cugino lontano del gioco
Falco-Colomba introdotto nel Capitolo 3. Pu essere applicata ad unampia classe di
comportamenti competitivi di ricerca di rendite, che portano ad una escalation delle
spese improduttive. Gli esempi includono le azioni volte ad influenzare decisioni di
governo o di allocazione nelle imprese, strategie di imprese in competizione per le
quote di mercato, circostanze in cui ci si accalca per esami per i quali conta soltanto la
qualit relativa e si acquisiscono credenziali educative superflue. La struttura di fondo
data dal fatto che gli individui intraprendono un investimento improduttivo,
tentando di ottenere un premio in un ambiente simile a un torneo. Una variante di
questo modello negli insiemi del problema dimostra che, a seconda del rapporto tra
linvestimento individuale e la probabilit di vincere il premio, i costi totali spesi
possono essere superiori, pari o inferiori al premio.
Il modello precedente mostra perch razionale per gli individui contendersi il
premio associato allinvestimento, ma non spiega perch coloro che assegnano il
premio dovrebbero adottare un concorso cos dispendioso come modalit di
assegnazione. Non potrebbero trarre profitto semplicemente promettendo di
assegnare un premio di v / 2 al miglior candidato, e spendendo parte dei loro risparmi
per definire modi appropriati per fare questa scelta? Potrebbero farlo se fosse
possibile definire modi migliori di fare la scelta. Ma questo spesso impossibile.
Ipotizziamo che un datore di lavoro desideri assumere un lavoratore diligente per
compiere dei lavori manuali. Egli si scontra con lidea ingenua di assumere coloro che
sono rimasti a scuola pi a lungo. Nonostante il fatto che il lavoro non faccia
richieste intellettuali al lavoratore, lidea ha senso perch giustamente il costo di
continuare la scuola sar pi basso per i pi diligenti, mentre i meno perseveranti
smetteranno. La scolarizzazione, quindi, potrebbe essere presa dai datori di lavoro
come un segnale difficilmente falsificabile di una caratteristica, la diligenza, che non
osservabile dal datore di lavoro. Utilizzare questo segnale come base per lassunzione
pu essere quanto di meglio il datore di lavoro pu fare. Se le spese improduttive
della ricerca di rendite (gli straordinari, la scolarizzazione superflua) debbano essere
considerate superflue, dipender allora dalla valutazione di ciascuno circa lesistenza
di mezzi alternativi per fare tali scelte.
Utilizzare segnali costosi per comunicare una caratteristica basilare
inosservabile comune a molti animali - le rane gracchiano rumorosamente e i
maschi dei cervi rossi gridano per mostrare la loro forza e di essere adatti per
laccoppiamento, dedicando quantit considerevoli di energia al loro annuncio
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|29
pubblicitario (Smith, Bowles, and Gintis (2002)). sorprendente che in cos tante
aree della competizione umana, non si possa fare niente di meglio che allocare i
premi.
CONFLITTI DI INTERESSE
E FALLI MENTI NELLA CONTRATTAZI ONE
Un comune problema di contrattazione il gioco di divisione presentato in
precedenza e nel capitolo 1, in cui i due individui fanno richieste su una quantit data,
in cui entrambi non ottengono nulla se le loro richieste ammontano a pi del loro
premio. Ricordiamo che tutte le divisioni che esauriscono il premio sono miglior
risposte reciproche; il problema della contrattazione consiste, quindi, semplicemente
nel determinare quale di questi equilibri di Nash si avr. In questo modo, la
contrattazione a volte viene rappresentata come un mezzo di selezione tra equilibri di
Nash Pareto efficienti. Il compito della teoria della contrattazione semplicemente
quello di spiegare perch ci dovremmo aspettare un risultato sulla frontiera della
contrattazione, piuttosto che un altro.
Al contrario, ho dato maggiore risalto ad aspetti del problema di contrattazione
che conducono a risultati Pareto inefficienti allinterno della frontiera di
contrattazione. Leconomista norvegese, Leif Johansen ha riflettuto sulla tendenza
della contrattazione ad assumere un ruolo anche pi ampio, sia eclissando le
allocazioni determinate dal mercato e dallo Stato nelle nazioni scandinave, sia
eclissando completamente le economie avanzate. Egli ha raggiunto una conclusione
simile: la contrattazione ha una tendenza intrinseca ad eliminare il profitto
potenziale, che loggetto della contrattazione (Johansen, 1979, p.520).
Le inefficienze contrattuali sono empiricamente importanti? Vi sono delle
prove che lo siano. David Card (1990) riferisce che dal dieci al quindici percento delle
trattative contrattuali che coinvolgono un ampio numero di lavoratori nei settori
privati del Canada e degli Stati Uniti, hanno leffetto di condurre a sospensioni del
lavoro. Salop e White (1988, p.43) riportano alti tassi di fallimento della
contrattazione nelle controversie legali associate a cause antitrust negli Stati Uniti,
sebbene Salop, White Kennan e Wilson (1993) osservino che i tassi di controversia
spesso sottostimano lampiezza dei costi, osservando che, come ci si aspetterebbe in
una guerra di attrito, le tariffe legali pagate dalle parti frequentemente superano le
quantit assegnate alla parte vincitrice.
Come suggeriscono questi studi, la maggior parte delle prove dell inefficienza
della contrattazione sono basate su due tipi di dati: sui fallimenti e sullallocazione
30 | MI CROECONOMI A
delle risorse per fini che migliorano direttamente la ripartizione delle quote. Ma vi
sono delle prove di allocazione inefficiente delle risorse che producono surplus. Un
certo numero di studi indica che le allocazioni di risorse allinterno delle famiglie
sono sistematicamente distorte per favorire la crescita della quota spettante ai
capifamiglia maschi. Udry, Hoddinott, Alderman, e Haddad (1995) hanno stimato
delle funzioni di produzione per gli appezzamenti agricoli coltivati da uomini e
donne in Burkina Faso e hanno riscontrato che il valore delloutput delle famiglie
potrebbe essere aumentato dal dieci al quindici percento riallocando le risorse dagli
uomini alle donne che arano gli appezzamenti. Poich i coltivatori controllano i
risultati generati dai loro appezzamenti, questa riallocazione che aumenta lefficienza
avrebbe leffetto di aumentare laccesso delle donne al reddito rispetto a quello degli
uomini. Questa presumibilmente una delle ragioni per cui ci non accade. Posel
(2001) ha studiato gli emigranti dalle campagne nel Sud Africa ed ha trovato che il
reddito delle famiglie potrebbe essere aumentato in maniera consistente, se
emigrassero pi donne e meno uomini. In entrambi i casi sembra probabile che la
riduzione nel surplus comune di una famiglia rifletta gli sforzi di aumentare le quote
effettuati dagli uomini, che hanno esercitato maggiori rivendicazioni sul reddito dai
loro appezzamenti (in Burkina Faso) o sui loro salari (in Sud Africa) ed hanno di
conseguenza distorto lallocazione delle risorse familiari a loro favore. Naturalmente,
gli uomini nelle famiglie studiate da Udry e altri, e da Posel hanno avuto un potere
contrattuale sufficiente ad imporre le quote distributive a prescindere dal modello della
allocazione delle risorse; essi avrebbero potuto ottenere risultati migliori semplicemente
massimizzando il surplus comune e, poi, implementando la loro distribuzione
preferita. Questi studi riaffermano un principio importante: le inefficienze nella
contrattazione si presentano quando labilit nel fare pressione sulle richieste distributive
influenzata dalla allocazione delle risorse.
Tavola 5.1. conflitto di interesse
U D
L
a: 1,0 b: ,
R
c: , d: 0,1
Le lettere si riferiscono al profilo di strategia, seguito dai payoff della
persona 1 (riga) e della persona 2 (colonna).
Ci si aspetta, quindi, che laddove i conflitti di interesse siano particolarmente
rilevanti, lefficienza nella contrattazione possa essere compromessa con maggiore
probabilit. Ma cos come il potere contrattuale, anche lespressione conflitto di
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|31
interesse vaga. Possiamo dire quanto conflitto di interesse vi sia in un gioco? La
definizione di giochi puri con conflitto, nel capitolo 1, coglie lidea importante che in
situazioni conflittuali, il profitto di uno richiede la perdita dellaltro. Una misura del
grado di conflitto di interesse dovrebbe esprimere la stessa idea. Possiamo sviluppare tale
misura (basata su Axelrod (1970), come estesa da Wood (2001)), utilizzando come
esempio il gioco del conflitto di interesse tra due persone nella Figura 5.3. Per prima
cosa, assegniamo i livelli di utilit ai risultati, cos che al risultato peggiore per
ciascuno (che il risultato a per la persona 2 e il risultato d per la persona 1)
corrisponda un payoff di zero, mentre al miglior risultato per ciascuno corrisponda un
payoff di 1. Vi sono due strategie pure L e R per 1, e U e D per 2, poniamo i payoff
come indicato, dove ,, e sono tutte costanti positive comprese tra zero e uno,
dove + 1 e + 1. Se chiamiamo la differenza tra il massimo e il minimo che
si pu ottenere gli stakes del gioco, questa normalizzazione riduce proprio gli stakes
per i due giocatori ad un quadrato unitario, come indicato nella Figura 5.3, dove i
punti da a a d sono i payoff per i profili di strategia indicati, sopra, nella matrice dei
payoff.
Figura 5.3. Il grado di conflitto di interesse. Il conflitto di interesse
misurato dalla frazione delle puntate del gioco normalizzate (il quadrato
unitario) che non fattibile (acde). I punti a, b, c, d si riferiscono ai
profili di strategia nella tavola 5.1.
Lintuizione a cui vorrei giungere che, se un risultato come c nella Figura 5.3
fosse possibile (al posto di c), potremmo affermare che il gioco ha manifestato un
minore conflitto di interesse, per il fatto che il meglio che ciascuno potrebbe fare (a
spese dellaltro), non molto meglio di ci che entrambi potrebbero ottenere
congiuntamente. Per prima cosa, consideriamo il caso in cui combinazioni lineari di
un risultato determinato dallutilizzo di strategie pure siano possibili. Per esempio, i
risultati lungo la curva ac nella Figura 5.3 si avranno se 2 gioca U mentre 1 sceglie a
32 | MI CROECONOMI A
caso tra L e R, facendo variare la probabilit di scegliere L dallunit (la strategia pura
che d il punto a) allo zero (la strategia pura che d il punto c).
ovvio che tutti i punti al di sotto e a sinistra di acd sono possibili (quelli sul
confine possono essere implementati come descritto in precedenza, e quelli
allinterno dellinsieme possono essere implementati allo stesso modo, semplicemente
eliminando alcuni dei payoff potenziali.) I risultati nellinsieme acde, tuttavia, non sono
possibili. Una misura conveniente del grado di conflitto di interesse, ,
semplicemente la dimensione di questo insieme dei risultati non possibili, relativo agli
stakes del gioco (che con la normalizzazione dei payoff unitario)
=1~max
+
2
,
+
2
[
\
|

J
j
oppure (dato che abbiamo assunto + 1)
=1~
+
2
Se si fosse posta una struttura dei payoff tale che + <1, il confine
dellinsieme possibile sarebbe stato dato dalla combinazione di risultati a e d,
dividendo il quadrato unitario per met, e ponendo = come il grado massimo di
conflitto di interesse.
Questo limite inferiore su , tuttavia, il risultato della nostra ipotesi che
combinazioni lineari dei risultati, basate su strategie pure, siano possibili. Ma questo
pu non essere il caso: a volte gli stakes del gioco sono definiti in un modo tale per
cui essi sono indivisibili (intendendo con ci che possedere una parte del beneficio, o
possederlo parte del tempo, impossibile). Gli esempi includono due gruppi etnici in
guerra su quale sar la religione o la lingua nazionale, o una coppia in conflitto
sullavere o meno dei figli. Prendiamo questultimo caso, e ipotizziamo che il risultato
ottimo per uno sia avere figli e per laltro il risultato ottimo sia di rimanere senza figli;
non avrebbe molto senso dire che poich ognuno pu conseguire unutilit attesa di
circa un mezzo risolvendo il problema con il testa o croce, se ne deduce che il grado
di conflitto = . In casi come questi, non necessario che linsieme possibile
sia convesso, e pu variare nellintervallo intero unitario.
Una prova ulteriore dellinefficienza della contrattazione viene dagli
esperimenti. Abbiamo gi incontrato prove sperimentali concernente il fatto che
conflitti sulla distribuzione delle rendite possano indurre fallimenti nella
contrattazione che negano ad entrambe le parti una qualsiasi quota del surplus. Un
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|33
esempio il comune rifiuto di offerte anche considerevoli, ma apparentemente
ingiuste negli ultimatum game, descritti nel capitolo 3. Un primo (e trascurato) insieme
di esperimenti mette in luce le cause dei fallimenti nella contrattazione, in questo caso
misurate dalla frequenza di abbandoni e poi di fallimenti nella realizzazione del
risultato che massimizza il surplus comune, in un gioco con dilemma del prigioniero.
Rapoport e Chammah (1965) chiesero a settanta coppie, unite a caso (e composte da
sconosciuti), di studenti dellUnivesit del Michigan di giocare una delle sette varianti
del dilemma del prigioniero per trecento volte in successione. Bench i giocatori non
fossero autorizzati a comunicare direttamente, essi apparentemente tentavano di
indurre risposte cooperative nei loro partner, ed alcuni ebbero un successo
abbastanza buono. Le matrici con sette payoff manifestavano un ampio insieme di
strutture: alcune erano vicine ai giochi di pura coordinazione con pochi conflitti,
mentre altre erano vicine a giochi di puro conflitto; cio i giochi variavano molto
nella misura della coordinazione e nellaspetto conflittuale del gioco, come definito
nel capitolo 2. Allo stesso modo, essi mostravano gradi differenti di conflitto di
interesse .
0
0,1
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,7
0,8
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5
Defezione e conflitto di interesse
P
e
r
c
e
n
t
u
a
l
e

d
i

d
e
f
e
z
i
o
n
e
Conflitto di interesse ()
0
0,1
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,7
0,8
0 0,1 0,2 0,3 0,4 0,5
Defezione e ratio coodinamento/conflitto
P
e
r
c
e
n
t
u
a
l
e

d
i

d
e
f
e
z
i
o
n
e
Coordinamento/conflitto ()
Figura 5.4. Conflitto, coordinamento e defezione. Ciascun punto si
riferisce ad uno dei sette giochi sperimentali realizzati da Rapoport e
Chammah (1965). Il conflitto di interesse, , ed il punto in cui i payoff
approssimano ad un gioco di puro coordinamento (contrapposto ad uno
di puro conflitto), q, sono calcolati sulla struttura di payoff di ciascun
gioco. I calcoli utilizzano anche i dati di Axelrod (1970).
Mi sono chiesto se il comportamento dei giocatori nel gioco fosse correlato
con il grado di conflitto di interesse nel gioco o con la misura in cui il gioco
approssima un gioco di pura coordinazione. Per scoprirlo, ho calcolato le misure di
e per ciascuno dei sette giochi, e poi ho valutato se la frequenza delle defezioni
fosse associata a queste misure di conflitto. I risultati, mostrati nella Figura 5.4
dimostrano una relazione fortemente inversa tra e la frequenza delle defezioni (la
correlazione semplice -0.95). Laddove vi molto da guadagnare dalla cooperazione
34 | MI CROECONOMI A
e poco da guadagnare del conflitto, i soggetti trovano una maniera per cooperare.
Diversamente, molto meno strettamente associato ai rifiuti (bench la
correlazione sia ancora considerevole: 0.55). La debole associazione delle mosse ad
si ha perch questa misura indica lassenza effettiva di conflitto di interesse quando i
profitti derivanti sia dalla cooperazione reciproca che dalla defezione unilaterale sono
molto piccoli, ma i costi delleffettuare una defezione unilaterale sono molto elevati.
Per i payoff di questo tipo, vi sono pochi conflitti di interesse, cos come stato misurato,
la scelta di rinunciare un rischio fortemente dominante. Questo era il caso della
struttura di payoff del gioco 2 ed i soggetti impegnati erano impegnati in ci che si
potrebbe chiamare una defezione preventiva. Questi risultati suggeriscono che la
struttura dei payoff che gli individui fronteggiano - e specialmente i profitti associati
alla cooperazione rispetto ai profitti e ai costi ottenibili attraverso unazione
unilaterale - influisce sulla probabilit di fallimenti nella contrattazione.
CONCLUSIONI
Una teoria adeguata della contrattazione dovrebbe spiegare come viene diviso
il surplus comune e come i risultati della contrattazione evolvono nel tempo. N il
modello di Nash n il modello con offerte alternate appaiono completamente
adeguati da questa prospettiva. Miglioramenti nella nostra comprensione della
contrattazione includeranno tre aspetti assenti dai modelli standard.
Il primo che il comportamento nella contrattazione influenzato da
preoccupazioni circa lequit (fairness) del soggetto contrattuale e da altre norme
distributive. In molti casi, i risultati contrattati sono cos stabili che il termine di lunga
durata per listituzione mezzadria, metayage, o ardhika (in Italia, Francia e lantico
Sanscrito) per la mezzadria, per esempio in realt include nel nome lindicazione
della quota (met in ogni caso.) Molte fallimenti nella contrattazione gli scioperi nel
mondo reale e i rifiuti di offerte considerevoli negli ultimatum game, per esempio
sono difficili da spiegare senza fare riferimento alle reazioni dei partecipanti a
situazioni che essi considerano essere ingiuste. La contrattazione osservata
empiricamente non pu essere compresa attraverso modelli che escludono la
giustizia, la reciprocit e altre preferenze sociali dei contraenti.
Il secondo che abbiamo bisogno di spiegare il potere contrattuale piuttosto che
ipotizzarlo. Questo richiede di andare oltre le determinanti approssimate dei
risultati della contrattazione. Le preferenze, le credenze (belief) e le istituzioni che
influenzano il potere contrattuale, evolvono per effetto di molti fattori, ma tra questi
fattori vi sono gli stessi risultati contrattuali. Ricordiamo che fino alla fine degli anni
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|35
70, la quota consueta dellaffittuario coltivatore di riso nel Bengala occidentale stata
di una met del raccolto, per secoli, e questi accordi hanno incontrato poche
opposizioni efficaci negli anni. Ma un tentativo, oggi, di modificare la maggiore quota
oramai consueta (tre quarti) sarebbe percepita come una madornale violazione di una
norma, che sarebbe avversata energicamente (e probabilmente con efficacia).
Possiamo dire, quindi, che i risultati della contrattazione, le norme di distribuzione, e
il potere contrattuale coevolvono. I risultati contrattuali sono, quindi, probabilmente
dipendenti dal sentiero (path-dependent), e possono esserci molti risultati capaci di
durare nel lungo periodo. La teoria della contrattazione pu studiare sempre pi
questi risultati persistenti di lungo termine nelle strutture di contrattazione di
evoluzione, piuttosto che cercare di identificare un risultato con un unico equilibrio.
Il terzo che i contraenti tipicamente hanno uninformazione molto
incompleta sulle preferenze ed altri aspetti dei loro avversari. I modelli basati sulle
ipotesi di uninformazione pi realistica, come quella nella sezione sulle estensioni
evolutive, applicano questo risultato.
Gli economisti insoddisfatti con la previsione di una contrattazione efficiente
dei modelli standard in alcuni casi spiegano i fallimenti della contrattazione mediante
lesistenza di asimmetrie informative tra i contraenti. Per esempio, se i datori di
lavoro e i lavoratori avessero la stessa informazione, essi potrebbero sia prevedere la
stessa distribuzione dei costi probabili sia i risultati dello sciopero. Alla luce di questa
comune informazione, essi potrebbero trovare un accordo in anticipo, quindi
evitando i costi. Ma se linformazione non comune, i lavoratori possono impegnarsi
in uno sciopero costoso per comunicare la loro solidariet e decisione al datore di
lavoro, o essi possono involontariamente rivendicare una quantit che viola il vincolo
di partecipazione del datore di lavoro.
Vi indubbiamente qualcosa di vero in questa prospettiva, com testimoniato
dal fatto che le parti sono a volte sorprese quando un accordo reciprocamente
vantaggioso non va avanti. Ma almeno nelle situazioni sperimentali menzionate,
linformazione asimmetrica non fornisce una motivazione adeguata dei
comportamenti che conducono ai fallimenti nella contrattazione. Negli ultimatum
game, per esempio, i proponenti frequentemente fanno offerte abbastanza vicine alle
somme che massimizzano i payoff attesi (ossia le quantit che massimizzano i payoff
alla luce del comportamento di rifiuto osservato di coloro che rispondono). Questi
proponenti possono essere delusi per un rifiuto, ma apparentemente non sono
sorpresi. difficile capire di quale informazione addizionale coloro che rispondono
poterebbero aver bisogno per essere indotti a non rifiutare quelle che sembrano
36 | MI CROECONOMI A
essere delle offerte ingiuste. In effetti, i tassi di rifiuto sono pi bassi quando coloro
che rispondono non conoscono la dimensione della torta che il proponente sta
dividendo.
Il motivo pi probabile per cui le asimmetrie informative conducono a meno
fallimenti nella contrattazione in questo caso, che se non si conosce la torta,
difficile per colui che risponde formulare un concetto chiaro su ci che sarebbe
unofferta giusta, per cui i rifiuti per le violazioni della giustizia sono di meno. Allo
stesso modo, in situazioni in cui una maggiore informazione contribuisce a far s che
i contraenti adottino degli standard di giustizia idiosincratici, il risultato che
aumenta la probabilit di fallimenti. Uninformazione asimmetrica pu giocare un
ruolo importante nelle inefficienze nella contrattazione, ma questi casi suggeriscono
che la sua importanza pu aumentare spesso per ragioni tipicamente assenti nella
letteratura classica sulla contrattazione, ovvero, il modo in cui la distribuzione
dellinformazione influenza i concetti di giustizia dei contraenti e la loro capacit di
identificare e punire coloro che sono ritenuti ingiusti (Camerer e Loewenstein
(1993)). Una causa dei fallimenti nella contrattazione che pu essere pi importante
dellinformazione asimmetrica, data dalla corcostanza che i contraenti abbiano dei
pareri differenti su quello che potrebbe essere un risultato giusto.
Un aspetto che contribuisce in modo sostanziale ai fallimenti nella
contrattazione e che non stato oggetto di alcun modello formale, il fatto che stare
sulla frontiera della contrattazione pu richiedere nuove istituzioni o precedenti che
con un certa probabilit saranno successivamente utilizzati a svantaggio di uno dei
contraenti. Se si in questo caso, una o entrambe le parti potrebbero preferire la
posizione di riserva piuttosto che tentare la sorte in una lotteria i cui payoff possibili
includono non solo un movimento verso la frontiera della contrattazione, ma anche
un risultato peggiore della posizione di riserva corrente. Mi vengono alla mente molti
esempi. Di fronte ad un aumento della concorrenza, una riduzione della domanda di
salari dei lavoratori potrebbe essere nellinteresse dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Ma mettere in pratica efficacemente questa soluzione potrebbe richiedere che
limpresa renda pubblici i suoi conti, una mossa che sebbene in questo caso sostenga
un miglioramento paretiano, potrebbe avere degli svantaggi in altri ambiti.
Lopposizione iniziale delle imprese alleconomia keynesiana negli Stati Uniti
apparentemente non discendeva tanto dal fallimento nel riconoscere i benefici che le
imprese avrebbero potuto ottenere da una riduzione nella volatilit ciclica
macroeconomica, quanto piuttosto dalla preoccupazione che uno stato pi
interventista avrebbe potuto intraprendere altre politiche di natura meno favorevole
LA DI VI SI ONE DEI PROFI TTI DELLA COOPERAZI ONE|37
alle imprese. Il lento sviluppo delle istituzioni rappresentative e della riforma fiscale
nella Francia moderna fornisce un altro caso. Rosenthal (1998:101) scrive:
Nonostante il chiaro legame tra le istituzioni fiscali e la crescita economica, levoluzione di
queste istituzioni [era] limitata dalla preoccupazione dei governanti circa limpatto della riforma
fiscale sulla loro.autonomia in altre aree, come la politica estera. La Franciaaveva una
istituzione rappresentativa che avrebbe potuto aumentare lefficienza del sistema fiscale,
tuttavia il Re scelse di non utilizzarla per un secolo e mezzo. Il Re, quindi, era disponibile a
rinunciare ad aumenti nellefficienza fiscale e ad aumenti nellattivit economica, pur di
preservare la propria autonomia.
La riluttanza del Re a convocare gli Stati Generali non era mal riposta, come
testimoniarono ampiamente gli eventi del 1789, successivi alla prima convocazione
del 1614. Questo sembra essere un altro caso in cui dei conflitti irrisolti nella
distribuzione del surplus comune, insieme con la natura non limitata delle istituzioni,
che potrebbe risolvere i fallimenti nella contrattazione, contribuiscono ai frequenti
risultati sub-ottimali della contrattazione.
38 | MI CROECONOMI A
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VI
L' UTOPIA DEL CAPITALISMO:
IL COORDINAMENTO DECENTRALIZZATO
1
Non dalla benevolenza del macellaio, del birraio, o del panettiere che ci
aspettiamo la nostra cena, ma dal loro riguardo per i propri interessi.
Adam Smith, Wealth of Nations, (1776) Book 1, Chapter 2.
[E]gli si propone solo il suo proprio guadano, ed nel fare questo, cos come in
molti altri casi, che condotto da una mano invisibile a promuovere un fine che non
parte delle sue intenzioni. E non sempre un male per la societ che non ne sia
parte. Perseguendo il proprio interesse egli spesso promuove quello della societ pi
efficacemente che se egli coscientemente intendesse farlo.
Adam Smith, Wealth of Nations, (1776) Book 4, Chapter 2.
Buoni steccati fanno buoni vicini.
Robert Frost, Mending Wall, (Frost (1915):11-13)
INTRODUZIONE
I miei vicini nella piccola citt di Leverett, Massachusetts, furono sorpresi
quando la commissione competente per le modifiche al piano regolatore approv una
petizione bocciata gi due volte per una deroga ai regolamenti ambientali, permettendo
la costruzione di una o pi case in cima a Long Hill, la collina che domina il centro della
citt. Il nuovo proprietario della collina minacci di ricorrere al tribunale se la petizione
fosse stata rigettata per la terza volta. Gli uffici della citt, spiegando il loro
1
Tutte le citazioni nel capitolo sono liberamente tradotte dalle versioni riportate in Bibliografia.
2 | MI CROECONOMI A
comportamento contraddittorio, dissero che la citt non aveva fondi per assumere un
avvocato, cos invitarono tutti quelli che si volevano opporre alla deroga ad intraprendere
un'azione legale privatamente. La scoscesa collina ricoperta di boschi e l'adiacente
laghetto sono stati privati da sempre, ma per generazioni sono stati aperti a chiunque per
pic-nic ed escursioni, e si sempre fortemente voluto preservare questa area come parco
pubblico. Si costitu, quindi, un comitato di cittadini con questo obiettivo, ma dopo un
anno di costose schermaglie legali, sembr molto probabile che il proprietario della
collina sarebbe eventualmente stato in grado di cancellare gli impedimenti legali e di
averla vinta davanti ad una corte.
Il gruppo di cittadini allora propose di comprare Long Hill, pensando che se la
collina fosse stata pi utile ai membri della comunit come area di ricreazione che al
proprietario come residenza, allora si sarebbe potuto trovare un accordo. Essi
affrontarono difficili ostacoli nel raccogliere la considerevole somma che l'operazione
avrebbe richiesto. Il contributo per "Long Hill" (cos venivano chiamate le donazioni)
poneva il classico problema dei beni pubblici: nessun contributo individuale sarebbe
stato sufficiente a determinare significativamente la probabilit di successo, mentre il
godimento della collina, se la trattativa fosse andata in porto, non avrebbe potuto essere
condizionato al contributo dato. Quindi, se le preferenze fossero state strettamente
egoiste, il progetto sarebbe fallito.
Quello che accadde in realt fu una seconda sorpresa: dopo un anno di raccolta
fondi - fatta anche attraverso la vendita di dolci fatti in casa e altri forme di raccolta fondi
tradizionali nel New England - una parte considerevole delle famiglie della citt
contribuirono sufficientemente per permettere l'acquisto della collina. Long Hill fu
comprata dal comitato e donata alla citt; ora un parco pubblico.
Una lunga tradizione in Economia, che risale agli scritti di Alfred Marshall e A.C.
Pigou (1877-1959) all'inizio del ventesimo secolo, ha identificato situazioni come la
costruzione di case su Long Hill come fallimenti del mercato. La pianificazione
territoriale e altre forme di regolamentazione pubblica sono state invocate come
appropriate risposte istituzionali. Un esempio familiare l'implementazione di una
allocazione ottima del diritto di pesca attraverso le cos dette "tasse verdi" (capitolo 4).
Robert Sudgen (1986:3) descrive questo approccio senza troppi panegirici:
[C]ome un Calvario U.S.A. in un buon Western, il governo sempre pronto a correre in aiuto
quando il mercato "fallisce" e il lavoro degli economisti quello di consigliarlo sul come e quando
farlo. Ai privati, al contrario, si attribuisce poca capacit, se non nessuna, di risolvere problemi
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |3
collettivi o tra loro stessi.
I cittadini di Laverett hanno fatto esattamente quello che, secondo Sudgen, gli
economisti sbagliano nel non considerare: attraverso uno scambio volontario hanno
privatamente risolto un problema di azione collettiva e rimediato a un fallimento del
mercato. In realt essi hanno risolto due problemi di azione collettiva. Il primo
riguardava l'uso della collina, la cui soluzione ha implicato l'acquisizione della propriet
da parte dei cittadini e la donazione al comune. Il secondo problema era raccogliere i
fondi per l'esborso, la cui soluzione implicava un appello alle preferenze altruistiche
come motivazione al contributo volontario per il bene pubblico. Come i pescatori del
capitolo 1 e 4, essi hanno risolto sia il problema di allocazione (la collina dovrebbe essere
aperta al pubblico) sia il problema distributivo (i cittadini avrebbero dovuto contribuire
volontariamente la somma necessaria all'acquisto del terreno). Quella dozzina di persone
impegnata in modo pi attivo nella raccolta fondi, trascorse collettivamente migliaia di
ore per la sua buona riuscita, spese prevalentemente in riunioni (e altre attivit, incluso
piantare illegalmente una fila di alberi di traverso alla nuova strada (anch'essa illegale)
per la collina e organizzare una colazione a base di frittelle invitando l'intera citt quando
ancora la collina era di propriet privata).
In questo capitolo, considereremo due importanti meccanismi di allocazione
decentralizzata, il mercato competitivo e la contrattazione privata sui diritti di propriet,
attraverso l'analisi di due importanti risultati teorici, Il Teorema Fondamentale
dell'Economia del Benessere e il teorema di Coase (Il "teorema" di Coase non necessita
della lettera maiuscola T perch non un teorema). Un meccanismo di allocazione
decentralizzata ha due caratteristiche. Primo, un tale meccanismo preserva l'autonomia
privata nel senso che le azioni individuali sono basate unicamente sulle preferenze,
credenze (belief) e vincoli individuali
2
. Nel caso dei pescatori studiato nel capitolo 4, sia
l'allocazione con ore in eccesso, sia l'ottimo sociale risultante dall'applicazione di tasse
ambientali preservano l'autonomia privata. La determinazione coercitiva dei livelli
ottimali di ore di pesca da parte dell'autorit, al contrario, non preserva l'autonomia
privata sebbene implementi la stessa allocazione delle tasse ambientali. Secondo, una
allocazione decentrata poliarchica, cio determinata dall'interazione di molti individui e
nessuna preferenza individuale decisiva sul risultato aggregato. Una istituzione pu
preservare l'autonomia privata senza essere poliarchica: alcuni modelli di socialismo di
mercato, per esempio, si basano sui mercati competitivi al fine di implementare
2
Parlando in senso stretto, virtualmente ogni istituzione preserva l'autodeterminazione nel senso che
rimane sempre spazio per attuare una risposta ottima perfino se la scelta molto ristretta.
4 | MI CROECONOMI A
un'allocazione determinata ex-ante da pianificatori sociali. Esempi di meccanismi di
allocazione decentralizzata includono il modello di segregazione residenziale del capitolo
2, la tragedia dei pescatori del capitolo 4 e lo scambio di diritti di propriet ben definiti
che sar studiato in questo capitolo.
Saremo particolarmente interessati a rispondere alla domanda: quando meccanismi
di allocazione decentralizzata implementano un ottimo Paretiano? Come vedremo, le
condizioni sotto le quali questo avviene sono piuttosto restrittive. Differentemente dalla
generica classe di interazioni studiata nei precedenti capitoli, che trovano una diffusa
applicazione nelle economie reali, i modelli introdotti in questo capitolo possono essere
considerati casi limite abbastanza astratti. Mentre difficile che siano di diretta rilevanza
empirica, essi sono interessanti per quattro ragioni. Primo, il Teorema Fondamentale e il
teorema di Coase interpretano tendenze fondamentali al lavoro nei processi competitivi e
le idee che catturano saranno essenziali nel considerare casi meno restrittivi. Secondo,
difficile spiegare molti recenti sviluppi della teoria economica (inclusi quelli presentati
qui) senza considerare questi ingredienti di base della teoria microeconomica. In
particolare, il Teorema Fondamentale (con le sue ipotesi sottostanti e apparenti
implicazioni di politica economica) stato l'animatore degli stimoli allo sviluppo del
paradigma post-Walrasiano in economia. Terzo, il Teorema Fondamentale e il teorema di
Coase sono usati in economia non come esempi chiarificatori di casi limite, ma come il
caso generale di riferimento e il punto di partenza dell'analisi delle reali economie
capitaliste. E' importante capire abbastanza bene questi teoremi al fine di scorgerne i
limiti.
Infine, le migliori menti della teoria economica degli ultimi due secoli sono state
impegnate nel tentativo di chiarire le condizioni sotto le quali il netto proclama della
mano invisibile fatto da Adam Smith potrebbe essere vero. Quello che hanno scoperto
sarebbe di qualche interesse anche per questo unico motivo. Kennet Arrow e Frank
Hahn (1971:vi-vii) lo descrivono cos:
Si creata a questo punto una lunga e...grandiosa schiera di economisti da Adam Smith ad oggi che
hanno cercato di mostrare che un'economia decentralizzata mossa dall'interesse privato e guidata
dai segnali dei prezzi sarebbe stata compatibile con una disposizione coerente delle risorse
economiche che potrebbe essere considerata, in un senso ben definito, superiore a una ampia classe
di disposizioni alternative...E' importante capire quanto sorprendente possa essere questa
affermazione per chiunque non conosca questa letteratura...Che [questa affermazione] abbia
pervaso il pensiero economico di un grande numero di persone che non sono in nessun modo
economisti da solo una ragione sufficiente per studiare il problema seriamente. E' importante
sapere non solo se sia vero, ma anche se possa essere vero. (enfasi nelloriginale)
Una cosa chiara: gli autori principali di questa letteratura, tra i quali Arrow e
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |5
Coase, non condividono il punto di vista, ancora difeso da qualche economista, secondo
il quale le ipotesi dei loro teoremi sono approssimativamente verificate nelle economie
reali. Di conseguenza, i risultati presentati di seguito sono visti piuttosto come dei
modelli di capitalismo utopico che, come il socialismo utopico, possono chiarire aspetti
ideali di un sistema irrealizzabile nella realt. In ogni caso, anche questi modelli idealizzati
di capitalismo sono una strana utopia dato che, come vedremo, non considerano
problemi di giustizia distributiva.
ALLOCAZI ONE DECENTRALI ZZATA E
IL TEOREMA FONDAMENTALE
Ipotizziamo che due individui, io (indicato con la lettera minuscola) e TU (indicato
con la lettera maiuscola), debbano determinare l'allocazione di due beni, per ciascuno dei
quali disponibile una singola unit, in modo tale che tu ottenga X e Y ed io ottenga x
e y (con x + X =1 and y +Y =1; cio allochiamo tutti i beni). La nostra funzione di
utilit riflette il nostro interesse individuale:
u = u( x, y)
U =U( X,Y)
in cui ciascuna funzione crescente e concava in entrambi gli argomenti. Un modo
per effettuare l'allocazione dire che io posso allocare i beni come voglio a patto che tu
riceva un dato livello di utilit indicato con U. Ipotizzando che io conosca la tua
funzione di utilit e sostituendo 1 x ad X e 1 y a Y nella tua funzione di utilit,
risolverei il seguente problema: scegliere x e y per massimizzare u = u( x, y) con il
vincolo U(1 x,1 y) UU(1-x,1-y) U Il risultato di questo processo di ottimizzazione
deve indurmi ad allocare i due beni in modo tale che:
u
x
u
y
=
U
x
U
Y
detto in altri termini, i nostri saggi marginali di sostituzione nel consumo
coincidono, o, in modo equivalente, le nostre curve di indifferenza sono fra loro
tangenti. Allocazioni in grado di soddisfare questa condizione sono punti sulla curva dei
contratti efficienti
3
.
3
Questa condizione (insieme alla condizione di secondo ordine per la determinazione di un massimo ad
essa associata) definisce la curva dei contratti efficienti per allocazioni in cui x (0,1) e y
(0,1). Una pi completa esposizione del problema dovrebbe considerare in modo esplicito il fatto che le
allocazioni non possano assumere valori negativi. Per valori di x e y tali che entrambi gli agenti allochino
6 | MI CROECONOMI A
Tornando al problema iniziale possibile vedere come il problema di
ottimizzazione cos risolto assicuri il raggiungimento di un ottimo Paretiano. Cosa ha in
comune questo fatto con i fallimenti del coordinamento? Tutto. I fallimenti del
coordinamento, come abbiamo visto, si verificano in interazioni non cooperative nel
momento in cui gli agenti non prendono adeguatamente in considerazione gli effetti
delle loro azioni sul benessere degli altri. Prendere "adeguatamente in considerazione" gli
effetti delle azioni di qualcuno sugli altri significa valutare le proprie azioni in termini di
saggio marginale di sostituzione degli altri, cos come indicato dalla condizione di primo
ordine sopra mostrata. Dunque, se gli agenti ottimizzassero tenendo conto nella propria
funzione di utilit delle funzioni di coloro con cui interagiscono come vincolo effettivo, il
loro processo di ottimizzazione sarebbe in grado di considerare in modo appropriato gli
effetti delle loro azioni sugli altri. Nel capitolo 4, ho chiamato questo tipo di soluzione la
"soluzione con vincolo di partecipazione obbligatorio" a problemi di coordinamento (in
questo caso, il vincolo di partecipazione U U ).
Ovviamente nessuno effettua questo tipo di ottimizzazione in modo esplicito. Per
comprendere il perch supponiamo che un pianificatore sociale benevolente cerchi di
implementare un'allocazione Pareto-ottimale. Egli incontrerebbe degli ostacoli a causa
delle difficolt nell'ottenimento di informazioni sulle funzioni di utilit dei partecipanti.
Tuttavia, idealmente, mercati competitivi raggiungerebbero lo stesso risultato senza che
nessuno debba conoscere la funzione di utilit degli altri.
Per vedere come un sistema di prezzi decentralizzato riesca a raggiungere questo
risultato, consideriamo il semplice caso sopra presentato come descritto nella cosiddetta
scatola di Edgeworth riportata nella figura 6.1., dove il quadrato unitario rappresenta la
disponibilit (normalizzata) dei due beni ed ogni punto nel quadrato rappresenta le
allocazioni possibili (ossia quelle allocazioni che esauriscono l'offerta di entrambi i beni).
Le mie curve di indifferenza sono convesse rispetto all'origine in basso a sinistra mentre
le tue curve di indifferenza sono convesse rispetto all'origine in alto a destra. In questo
modo ogni punto del quadrato associato ad un dato livello di utilit per i due
partecipanti, per ognuno dei quali indicato dalla curva di indifferenza alla quale il punto
appartiene.
completamente o affatto ciascuno dei due beni ("soluzioni d'angolo"), la condizione di tangenza sopra
presentata sostituita da un'appropriata disuguaglianza.
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |7
Figura 6.1. Equilibrio competitivo (n) con dotazioni iniziali z. La curva dei
contratti efficienti (che include le allocazioni non interne per le quali le
condizioni di Pareto-ottimalit sono espresse come disuguaglianza)
disegnata in grassetto.
Assumiamo che inizialmente entrambi possediamo dotazioni iniziali positive dei
due beni pari a (x,y) e ( X,Y) . Con il termine dotazione intendiamo suggerire l'idea di una
distribuzione di ricchezza esogena, la cui determinazione avviene al di fuori del modello.
Consideriamo una dotazione iniziale interna rappresentata in figura 6.1. dal punto z ,
ossia un'allocazione caratterizzata da u
x
/ u
y
<U
x
/U
y
che violi la condizione per il
raggiungimento di un'allocazione Pareto-ottimale (la tua valutazione relativa del bene x
sul bene y eccede la mia). Come risultato io desidererei scambiare una parte dei miei x
con una parte dei tuoi Y ed allo stesso tempo tu desidereresti scambiare una parte dei
tuoi Y con una parte dei miei x, in questo modo lo scambio avrebbe luogo. Ma a quale
prezzo? Qualunque scambio che determini allocazioni situate nella regione interna
circoscritta dalle due curve di indifferenza, U
z
e u
z
, possibile ed, allo stesso tempo,
rappresenta un miglioramento Paretiano rispetto alla dotazione iniziale. Appare plausibile
limitare gli scambi in questa regione, ma per poter essere pi precisi circa il prezzo
Tu
Io
1-X
1-Y
8 | MI CROECONOMI A
possibile e l'allocazione risultante dobbiamo specificare le istituzioni che governano la
nostra interazione.
Se conosci la mia funzione di utilit ed io ho il potere da fare offerte del tipo
prendere o lasciare (specificando l'ammontare dei due beni che deve essere scambiato) tu
determineresti l'allocazione che massimizza U sotto il vincolo u u
z
, ossia il punto a
sulla curva dei contratti efficienti riportato in figura 6.1., proponendomi cos lo scambio
che implementa tale allocazione. Nel caso in cui io conosca la tua funzione di utilit e sia
in grado di fissare il prezzo al quale avverr lo scambio ma non il suo ammontare, dovr
prima determinare la tua risposta ottima ad ogni prezzo relativo da me proposto
(chiamata la tua curva di offerta, non mostrata in figura) e successivamente massimizzare
la mia utilit soggetta a tale vincolo. In questo secondo caso, poich io sto considerando
la tua funzione di risposta ottima come vincolo nel mio processo di ottimizzazione e non
un dato livello di utilit (come stato fatto nella derivazione della curva dei contratti
efficienti e nel caso di offerte del tipo prendere o lasciare), l'allocazione risultante non
apparterr alla curva dei contratti efficienti. Nessuno di questi due casi tiene
compiutamente conto del processo di scambio, per il quale sarebbe prima necessario
conoscere chi dei due sia il primo giocatore e l'offerta alla quale l'impegno risulterebbe
credibile. Inoltre negli esempi assumiamo in modo non realistico che entrambe le
funzioni di utilit siano conoscenza comune.
In alternativa potremmo interagire in modo simmetrico (senza il vantaggio della
prima mossa) e, senza conoscere la funzione di utilit degli altri agenti, potremmo
semplicemente trovare accordi su scambi che incrementino la nostra utilit. Come
risultato ci impegneremmo in una serie di scambi che implementano sempre
miglioramenti Paretiani. In questo caso il processo continuerebbe fino a quando non
fosse raggiunto qualche punto sulla curva dei contratti efficienti (sul segmento ab); ma,
senza conoscere in maggior dettaglio il nostro processo di scambio, non potremmo dire
esattamente dove. Potrebbero essere realizzati diversi processi di scambio, ma come
abbiamo gi evidenziato l'esito di tali scambi pu essere solo confinato alla regione
circoscritta dalle curve di indifferenza come allocazione Pareto superiore, non possibile
dire molto sull'esito della contrattazione a meno che non siano fornite specificazioni
circa la istituzione che governa il processo di scambio.
Il processo di scambio Walrasiano una di queste specificazioni istituzionali. Il
processo di scambio Walrasiano "competitivo" (a volte "puramente competitivo") nel
senso che il prezzo unico sia per i produttori sia per i consumatori (la legge del prezzo
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |9
unico) ed essi lo considerano come dato (prezzi parametrici). Il processo di scambio
Walrasiano non competitivo solo in questo senso, esso infatti risulta essere competitivo
anche in quanto preclude scambi che non avvengano a prezzi di equilibrio (assenza di
scambi di disequilibrio). La pi comune definizione di scambio competitivo
caratterizzata dalla presenza di un grande numero di consumatori e venditori individuali
con costi all'entrata ed all'uscita non significativi n richiede n implica la legge del
prezzo unico, prezzi parametrici o l'assenza di scambi di disequilibrio. Per cogliere la
logica delle assunzioni Walrasiane, immaginiamo una terza parte -- chiamata Banditore --
il cui lavoro consiste nel proporre il rapporto dei prezzi al quale avverr il nostro
scambio ed assicurare che non si verifichi nessuno scambio fino a quando non sia
raggiunto un prezzo che renda il mercato in equilibrio. Il banditore semplicemente
annuncia prezzi diversi, per ognuno dei quali indichiamo la quantit di un bene che
siamo disposti a scambiare con l'altro. Questo ipotetico processo continua fino a che il
prezzo market-clearing non sia stato raggiunto (cio, finch non venga trovato un prezzo
tale che, per ogni bene sul mercato, o la mia richiesta del tuo bene Y sia soddisfatta in
modo esatto dalla quantit di Y da te offerta e valga la relazione speculare). Sotto
assunzioni ragionevoli, esiste almeno un prezzo relativo che realizza tale condizione,
quando lo abbiamo trovato possibile dar luogo a scambi market-clearing e l'allocazione
che otteniamo - detta equilibrio competitivo - risulter Pareto-efficiente.
La ragione di questultimo importante risultato deriva dal fatto che in un equilibrio
competitivo ogni agente ottimizza rispetto ad un dato insieme di prezzi relativi. Il primo
agente, eguagliando il proprio saggio marginale di sostituzione al rapporto fra i prezzi, e
supponendo che anche l'altro faccia la medesima cosa, eguaglia inconsapevolmente il
proprio saggio marginale di sostituzione al saggio marginale di sostituzione dell'altro. In
altre parole,
u
x
u
y
=
p
x
p
y
=
U
x
U
y
E' possibile introdurre considerazioni relative alla produzione dei due beni.
Indichiamo con c
x
,c
y
,C
x
e C
y
i costi marginali di produzione dei due beni per ciascun
individuo; poich la massimizzazione dei profitti in condizioni di mercato competitivo
richiede che i prezzi eguaglino i costi marginali, avremo che
u
x
u
y
=
p
x
p
y
=
U
x
U
y
=
c
x
c
y
=
C
x
C
y
Dato che entrambi gli agenti ottimizzano con riferimento allo stesso vettore dei
10 | MI CROECONOMI A
prezzi, essi eguagliano il loro saggio marginale di sostituzione nel consumo ed il loro
saggio marginale di trasformazione nella produzione (il rapporto dei costi marginali) al
saggio marginale di sostituzione e trasformazione dell'altro individuo, implementando
conseguentemente un Pareto ottimo.
Questo processo raggiunge in tal modo un risultato veramente importante: senza
conoscere le preferenze degli altri agenti i prezzi implementano un'allocazione Pareto-
ottimale. Se ci non ti sorprende, prova ad immaginare un centinaio di persone al posto
delle due nel nostro esempio e considera il problema di un pianificatore centrale
benevolente incaricato di allocare in modo efficiente i beni fra gli individui. Il nostro
pianificatore benevolente dovrebbe conoscere (il che significa trovare modi per ottenere
tali informazioni) le funzioni di utilit di ciascun membro della popolazione.
Il risultato espresso formalmente nel Primo Teorema Fondamentale
dell'Economia del Benessere, dimostrato separatamente da Arrow e Debreu (1954), il
quale mostra che se gli scambi di beni e servizi sono soggetti a contratti completi (detta assunzione di
completezza dei mercati), tutti gli equilibri supportati dallo scambio competitivo (ossia il processo sopra
descritto) sono Pareto-ottimali. Di conseguenza l'insieme delle allocazioni che sono equilibri
competitivi sono anche Pareto ottimi. Nell'esempio presentato sopra la completezza del
mercato ottenuta in quanto l'utilit di ciascun agente dipendeva dalle azioni degli altri
agenti solo attraverso i beni acquistati nello scambio; in questo modo interazioni fuori
dal mercato o non regolate da contratto risultavano assenti. Come si pu vedere dalla
figura 6.1, il primo Teorema Fondamentale non dice niente circa la distribuzione del
benessere: equilibri competitivi possono provocare povert per alcuni individui e
ricchezza per altri; ci che precluso sono esiti nei quali eventuali guadagni reciproci
rimangono non sfruttati.
Il Secondo Teorema del Benessere riguarda questioni di distribuzione. E'
necessario ipotizzare che una condizione aggiuntiva sia soddisfatta (l'assunzione di
convessit), ossia che le curve di indifferenza dei consumatori e gli insiemi di possibilit
produttive delle imprese siano convessi, escludendo la possibilit di rendimenti
crescenti
4
. Il Secondo Teorema Fondamentale mostra quindi che, date le assunzioni di
convessit e di completezza dei mercati, qualunque allocazione Pareto ottima pu essere supportata da
un equilibrio competitivo per qualche assegnazione di dotazioni iniziali. Per comprendere la sua
importanza, supponiamo che i cittadini di una economia desiderino ridistribuire le
4
Dove tale assunzione risulta violata, possibile che non esista un equilibrio competitivo.
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |11
ricchezze ai meno abbienti e selezionino una particolare allocazione Pareto-ottimale
come loro risultato preferito; il Secondo Teorema afferma che tale esito pu essere
implementato tramite una qualche riassegnazione dei diritti di propriet (modificando
l'assegnazione delle dotazioni iniziali) seguita da un processo di scambio Walrasiano.
Cos, sotto le assunzioni del secondo teorema, la redistribuzione di ricchezza associata
allo scambio rappresenta un meccanismo capace di implementare qualunque Pareto
ottimo possibile.
In figura 6.2 illustrato il secondo teorema, riportando le stesse informazioni della
figura 6.1 ma trasformando lo spazio delle allocazioni dei beni della figura 6.1 in spazio
delle utilit (i punti a, b, z, z', n ed n' rappresentano le medesime allocazioni nelle due
figure).
Figura 6.2. Scambi competitivi conducono ad un esito sulla frontiera delle
utilit possibili (curva dei contratti efficienti)
Ipotizziamo che i membri di una societ decidano che la distribuzione di utilit in
n (l'equilibrio competitivo derivante da una dotazione iniziale z ) non rispetti l'etica di
quella societ e che l'esito n' sia preferibile. Allora il teorema mostra come una
redistribuzione delle dotazioni iniziali (diciamo da z a z' ) seguita da un processo di
scambio Walrasiano permetterebbe di ottenere l'allocazione preferita. Il secondo teorema
sembra suggerire un modo per implementare risultati equi combinando interventi
governativi (la redistribuzione delle dotazioni) con scambi di mercato. Ma, come
vedremo, ci non propriamente vero.
Il risultato del primo teorema, ossia che (sotto appropriate assunzioni) gli equilibri
12 | MI CROECONOMI A
competitivi sono efficienti, stato ampliamente discusso ed in seguito ritorneremo su
questo punto. Una implicazione non immediatamente evidente riguarda il fatto che i due
teoremi, se considerati insieme, lasciano poco spazio a considerazioni etiche circa il
funzionamento di un sistema di mercato competitivo che non riguardino la distribuzione
del benessere. Questo non determinato dal mercato in s ma piuttosto dalla
distribuzione delle dotazioni iniziali. In altre parole, ai prezzi di equilibrio, la
distribuzione della ricchezza la stessa sia al punto z (le dotazioni di partenza) che al
punto n (allocazione competitiva); questo vero perch il vettore dei prezzi di equilibrio
una curva di iso-ricchezza che passa attraverso entrambi i punti. Kennet Arrow
(1971:6) osserv che sotto le condizioni specificate dai teoremi:
Ogni rimostranza sull'operato [del sistema di mercato] pu essere ridotta ad una rimostranza sulla
distribuzione del reddito[ma] il sistema dei prezzi determina esso stesso la distribuzione del
reddito solo nel senso di preservare lo status quo.
L'approccio di John Roemer della teoria Marxista dello sfruttamento basato sulla
stessa corrispondenza tra ricchezza iniziale e accesso potenziale al consumo:
Se lo sfruttamento del lavoratore sembra non essere giustificato, perch si pensa che la
distribuzione iniziale della quantit di capitale, che lo origina, non giusta. (Roemer, 1988:54).
Le osservazioni di Arrow e Roemer sono state anticipate dalla Suprema Corte degli
Stati Uniti nella sentenza "Coppage v. State of Kansas" (1915:17):
[O]gni qualvolta il diritto di propriet privata esiste deve esserci e ci sar disuguaglianza di
ricchezza; impossibile mantenere la libert di contratto ed il diritto alla propriet privata senza
al tempo stesso riconoscere come legittime queste disuguaglianze di ricchezza che sono il risultato
necessario dell'esercizio di questi diritti.
Qualcuno, come il filosofo David Gauthier (1986:93), ha dedotto conclusioni di
pi ampia portata:
L'operare del mercato in s non pu sollevare nessuna questione valutativa. Gli esiti del mercato
sono giusti se, ma ovviamente solo se, sono il risultato di una giusta distribuzione iniziale [L]a
presunzione di libera attivit assicura che nessuno sia soggetto ad alcuna forma di costrizione o a
nessun tipo di limitazione che non gi influenzi la sua azione come individuo solitario[Di
conseguenza] la morale non si applica alle iterazioni di mercato che soddisfano le condizioni di
competizione perfetta.
L' EQUI LI BRI O COMPETI TI VO GENERALE
A prima vista il Teorema Fondamentale sembra essere una straordinaria convalida
della congettura di Adam Smith sulla capacit degli scambi competitivi di rivendicazioni
sulla propriet di condurre "come una mano invisibile, verso fini che non facevano
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |13
parte" delle intenzioni dei partecipanti. Tuttavia, pochi economisti considerano il Primo
Teorema Fondamentale come una giustificazione dell'esclusione di qualunque istituzione
dal mercato reale. In pochi considerano ancora il secondo teorema come una
prescrizione per la redistribuzione di ricchezza allo scopo di implementare un Pareto
ottimo giusto dal punto di vista distributivo. Amartya Sen (1985:11) scrisse che il
secondo teorema "faceva parte dei manuali rivoluzionari."
Ci sono quattro limiti all'applicabilit del Teorema Fondamentale. I primi tre
riguardano i limiti del modello sottostante piuttosto che il teorema in s. In primo luogo,
il processo di scambio Walrasiano non riguarda esattamente il capitalismo, n nessun
altro meccanismo di mercato. Franklin Fisher (1972:1) comment come esso "non
descrive il comportamento effettivo di alcuno nella maggior parte dei mercati". Esso non
cattura neppure la logica idealizzata di un sistema di allocazione decentralizzato fra agenti
con informazioni limitate. Il processo di scambio Walrasiano altamente centralizzato, in
quanto richiede l'assistenza di un Banditore onnisciente ed onnipotente che impedisca
scambi che non siano di equilibrio. Forse sorprendentemente, il mercato non gioca
nessun ruolo in questo modello, n il modello consistente con un qualsiasi processo di
raggiungimento dell'equilibrio. Il motivo di ci da ricondursi al fatto che consumatori e
venditori non stabiliscono i prezzi (non possono influenzare il prezzo). Arrow e Hahn
(1971:325) posero la loro attenzione su questa lacuna:
"Se non assumessimo...un Banditore, dovremmo descrivere come pu verificarsi che ad ogni
momento nel tempo due beni vengano scambiati allo stesso rapporto ogni volta che lo scambio
avviene e come questi rapporti cambino sotto la pressione del mercato."
Tramite il Banditore ovviamo alla necessit di stabilire una teoria della dinamica
del mercato. Dal punto di vista empirico tutti sappiamo che il Banditore una
invenzione, tuttavia nei manuali di economia generalmente si presume che la perdita in
astrazione sia limitata rispetto alle modalit effettive di interazione degli agenti sui
mercati, di determinazione dei prezzi e cos via. Nonostante non sia irragionevole, questa
visione una rinuncia radicale al progetto Walrasiano, il quale cerca di derivare
proposizioni riguardanti il comportamento economico aggregato partendo
esclusivamente dalle azioni individuali in un ambiente istituzionale che preservi
lautonomia e che sia poliarchico - ossia decentralizzato. La classica spiegazione, che ogni
insegnante racconta per colmare l'evidente incongruenza logica, in fondo, plausibile: la
domanda in eccesso (cio la domanda che eccede l'offerta ad un dato prezzo) provoca
l'aumento dei prezzi che a sua volta elimina l'eccesso di domanda. Ma gli studenti dopo
aver appreso che gli agenti non stabiliscono i prezzi potrebbero domandarsi chi modifica
14 | MI CROECONOMI A
i prezzi.
La confusione degli studenti evidenzia un limite serio. Supponiamo di voler
modellare il funzionamento di una economia di mercato astratta. Qual l'oggetto della
teoria che vogliamo costruire? Potremmo partire da fatti basilari: gli individui sono
eterogenei nelle preferenze e nelle dotazioni, effettuano scambi in modo volontario e
dunque rifiutano scambi che peggiorino la loro situazione, lo scambio perpetuo e
prezzi e quantit sono abbastanza persistenti nel lungo periodo. Gli agenti conoscono le
proprie preferenze ma non quelle degli altri agenti. Aggiungiamo a tutto ci una
condizione di decentralizzazione: le allocazioni devono preservare l'autonomia privata ed
essere poliarchiche. Dunque, non deve esserci alcun meccanismo di coordinamento (lo
scambio ha luogo se genera benefici per entrambe le parti, mentre non avviene in caso
contrario, e questo tutto quello che possiamo affermare). Che cosa richiede un'adeguata
spiegazione di tutto ci?.
La questione ci conduce al secondo problema. E' necessaria una teoria che sia in
grado di spiegare come un processo di scambio trasformi una dotazione iniziale
arbitraria ( z nella figura 6.1.) in un'allocazione ed un vettore dei prezzi che siano
stazionari (in assenza di shock esogeni). Ci richiede una propriet detta di stabilit quasi
globale, in base alla quale, partendo da uno stato iniziale arbitrario, l'economia converge
ad un qualche equilibrio
5
. Ma perfino questa debole condizione non soddisfatta. Il
motivo istruttivo. Nel modello Walrasiano di equilibrio economico generale, la stabilit
globale (la quasi-stabilit o la non stabilit) dipende dalla forma della funzione di eccesso
di domanda dei beni costituenti l'economia. Hugo Sonnenschein (1973a e b) ha mostrato
come le usuali assunzioni sul comportamento e le preferenze dei consumatori non
impongono virtualmente restrizioni sulla funzione di eccesso di domanda. A causa della
loro natura essenzialmente arbitraria, sistemi di funzioni di eccesso di domanda possono
essere costruiti tramite arbitrarie derivate parziali seconde. Ma ci determina le propriet
di stabilit del sistema. Perci, sotto le usuali assunzioni comportamentali dei
consumatori perfino la stabilit quasi globale non pu essere assicurata
6
.
5
Potremmo voler restringere l'insieme dei possibili equilibri ad un numero limitato di equilibri discreti. La
stabilit globale - senza il quasi - richiede che l'economia converga ad un equilibrio unico. Per il momento
rimandiamo ad una trattazione successiva la questione degli equilibri multipli.
6
Pi recentemente Scarf (1960) ha fornito una serie di esempi di processi di scambi plausibili che non
esibiscono stabilit globale. L'articolo di Sonnenschein (1973) stato generalizzato da Mantel (1974),
Debreu (1974) e Kirman e Koch (1986). La letteratura sulla natura aperta della dinamica dell'equilibrio
generale Walrasiano commentata in Mas-Colell, Whinston e Green (1995) che candidamente
osservano: "[G]li economisti sono capaci...di riconoscere uno stato di equilibrio ma sono scarsamente in
grado di predire precisamente come evolver un'economia in disequilibrio".
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |15
Il risultato negativo di Sonnenschein risultato essere molto importante: lavori successivi
hanno dimostrato che non esiste alcuna plausibile restrizione aggiuntiva sulle preferenze
o sulle dotazioni di partenza sufficiente a determinare restrizioni aggiuntive sulla forma
della funzione di eccesso di domanda. Quindi, il Banditore una finzione necessaria.
Non un'innocente scorciatoia per esprimere un coerente ma pi complicato resoconto
di come, fuori dall'equilibrio, il comportamento degli agenti porti i prezzi a convergere ai
loro valori di equilibrio.
La dinamica virtualmente incondizionata del sistema dell'equilibrio generale
Walrasiano mette in crisi una comune interpretazione del secondo teorema
fondamentale, cio che una redistribuzione seguita dallo scambio di mercato pu
implementare ogni Pareto ottimo. Senza una spiegazione di come fuori dall'equilibrio i
comportamenti dei partecipanti al mercato muovano il sistema verso un equilibrio
competitivo, il modello Walrasiano non dimostra questo. Tutto ci che Arrow and Hahn
dicono sull'argomento che:
"in un certo senso ogni allocazione efficiente desiderata pu essere ottenuta attraverso una
redistribuzione dei beni iniziali seguita dal raggiungimento di un equilibrio" (Arrow e Hahn
1971:95).
I due autori sono cauti nel non suggerire che l'equilibrio possa essere raggiunto senza l'assistenza di
un Banditore fittizio o qualche altro ingegnere sociale. Essi illustrano il secondo teorema con
l'esempio di uno "stato onnisciente" che "calcola un vettore dei prezzi...che soddisfi le ipotesi del
teorema".
Terzo, il modello Walrasiano di equilibrio generale incompleto. Otterremmo un
risultato sorprendente se il modello ci permettesse di affermare che, dato un insieme di
preferenze, di dotazioni iniziali e di tecnologie, il processo di scambio concorrenziale
determina una precisa allocazione ed un dato vettore di prezzi. Avremmo in tal modo
una parsimoniosa lista di fattori che determinano lo stato dell'economia sotto particolari
istituzioni e condizioni iniziali. Tuttavia il modello Walrasiano di equilibrio generale non
in grado di fornire questo tipo di risposte. In generale, eccetto sotto assunzioni
estremamente limitate, non possibile dimostrare l'esistenza di un unico equilibrio
competitivo
7
.
7
Ad esempio l'unicit pu essere dimostrata in presenza di insiemi produttivi convessi ed in assenza di
effetti di prezzo sul benessere individuale (i beni che costituiscono la ricchezza individuale sono detenuti
da ciascun soggetto nelle stesse proporzioni; i soggetti pi ricchi semplicemente detengono quantit di
ciascun bene in proporzione maggiori), o nel caso di beni sostituti lordi (che richiedono che l'incremento
di prezzo di un bene determini l'incremento della domanda di tutti gli altri beni). Sull'ultimo punto vedi
Katzner (2003). Economie caratterizzate da molti beni chiaramente non soddisfano queste assunzioni
neppure in modo approssimativo.
16 | MI CROECONOMI A
Perci, anche senza prendere in considerazione il problema dinamico del perch i
prezzi convergano al loro valore di equilibrio, la conoscenza delle dotazioni iniziali, delle
preferenze e delle tecnologie non sufficiente a determinare un esito stazionario unico.
In un sistema caratterizzato da molteplici equilibri la determinazione dell'esito finale
richiede informazioni che si trovano al di fuori del modello Walrasiano, richiede cio
un'analisi esplicita del processo dinamico fuori dall'equilibrio, cos come la conoscenza
della storia recente del sistema.
Quarto, ampliamente riconosciuto nei maggiori contributi di questo filone di
letteratura che l'assunzione di completezza dei mercati in genere falsa. Mentre prima
l'incompletezza dei mercati era considerata un fenomeno eccezionale, riguardante casi
come i guardiani del faro (beni pubblici) o le api di un agricoltore che impollinano gli
alberi di mele del vicino (un'esternalit economica), essa non ora pi considerata
un'ipotesi esotica o bucolica. I giochi del Dilemma del Prigioniero, di Assicurazione, del
Falco e della Colomba, introdotti nel capitolo 1, illustrano casi di fallimento del
coordinamento che emergono in quanto non tutto ci che viene scambiato nelle
interazioni sociali regolato da contratti completi. I possibili esempi vanno
considerevolmente oltre l'ovvio esempio delle esternalit ambientali. Come vedremo,
molte interazioni, centrali nel funzionamento di una qualunque economia moderna - fra
le quali, ad esempio, l'impiego del lavoro, il prestito di denaro e la produzione e
distribuzione di informazione - sono caratterizzate da fallimenti di mercato. Il motivo di
tali fallimenti deriva dal fatto che, laddove - come in questi esempi - l'assunzione sulla
completezza del mercato fallisce, il processo di ottimizzazione individuale non in
genere vincolato dalle curve di indifferenza degli altri agenti o dai prezzi relativi ad esse
tangenti. Ne risulta il mancato raggiungimento della critica uguaglianza dei saggi
marginali di sostituzione. (Ritorneremo su questo punto nei prossimi quattro capitoli.).
Non necessario che le violazioni delle ipotesi del Teorema Fondamentale siano
talmente gravi da limitarne drasticamente la rilevanza nelle questioni di disegno politico
ed istituzionale del mondo reale. Ipotizziamo che debbano essere realizzate n condizioni
sui margini (i saggi marginali di sostituzione uguagliano i saggi marginali di
trasformazione, come sopra esposto) per definire un Pareto ottimo in una data economia
concorrenziale del tipo rappresentato dai teoremi fondamentali del benessere.
Supponiamo che la violazione di alcune ipotesi (ad esempio l'esistenza del monopolio in
un settore che determina prezzi superiori al costo marginale) impedisca il
raggiungimento proprio di una delle condizioni marginali. Quello che stato chiamato il
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |17
teorema fondamentale del second best, proposto da Lipsey e Lancaster (1956-1957), mostra che,
in questo caso, il secondo esito ottimale in termini di benessere (considerando la
violazione delle condizioni come data) possa richiedere che una o pi delle altre n 1
condizioni marginali sia violata. Perci una singola violazione delle condizioni di
efficienza rilevanti significa che l'adempimento delle condizioni marginali rimanenti pu
determinare un'allocazione che Pareto inferiore rispetto ad allocazioni implementabili
con pi ampie violazioni delle condizioni di efficienza. L'intuizione che sta dietro a
questo risultato deriva dal fatto che le distorsioni allocative causate dalla violazione di
una delle condizioni di efficienza possono essere in genere attenuate da distorsioni di
segno opposto indotte da altre violazioni. Un esempio: se un produttore generasse
diseconomie esterne ambientali (producendo pi del livello Pareto-ottimale di prodotto),
questa distorsione potrebbe essere controbilanciata nel caso in cui l'impresa fosse anche
monopolista (e quindi scegliesse un livello di produzione al quale il prezzo eccede il
costo marginale del bene, restringendo conseguentemente la produzione). Una politica
concorrenziale che inducesse l'impresa a scegliere un livello di produzione
concorrenziale tale che p = mc potrebbe ridurre il benessere piuttosto che incrementarlo.
Quanto sono decisive queste quattro limitazioni del modello Walrasiano di
equilibrio generale e del suo pi famoso teorema? Nel modello, la non unicit degli
equilibri ha importanti implicazioni sia a livello di politica sia a livello di analisi
economica. Ad esempio, politiche atte ad allontanarsi da un equilibrio unico allo scopo di
migliorare il benessere sociale differiscono notevolmente da quelle volte a spostare
un'economia da un determinato equilibrio ad uno superiore. Un singolo intervento
(persino di dimensioni limitate) pu realizzare quest'ultimo obiettivo, mentre il primo
pu richiedere interventi continuativi. Ugualmente importante il fatto che la pervasivit
dell'incompletezza contrattuale ha stimolato lo sviluppo di un approccio alternativo a
quello Walrasiano che, fondamentalmente, fornisce predizioni empiriche diverse (come
ad esempio il mancato raggiungimento di equilibri di mercato) e risultati normativi
diversi (ad esempio equilibri Pareto inefficienti). Joseph Stiglitz (1987) andato oltre
suggerendo "l'abrogazione della legge dell'offerta e della domanda".
Il ragionamento di Stiglitz sul modello Walrasiano corretto, ma gran parte della
teoria convenzionale dei mercati rimane rilevante. La mancanza di unadeguata teoria del
raggiungimento dell'equilibrio di mercato certamente una evidente lacuna cui, tuttavia,
possibile ovviare. Per esempio, Stephen Smale (1976) ha introdotto un elemento di
realismo dei mercati abbandonando il Banditore e permettendo che le transazioni
18 | MI CROECONOMI A
avvengano a prezzi non di equilibrio. Nel suo modello, partendo da una dotazione
iniziale, gli individui partecipano ad una serie di scambi consistenti unicamente nella
richiesta che le transazioni accrescano la soddisfazione delle parti nello scambio e che
nessuno di questi scambi rimanga non sfruttato. Cos viene raggiunta la convergenza ad
un vettore dei prezzi di equilibrio e ad un'allocazione Pareto-efficiente.
Duncan Foley (1994) ha adattato un modello di meccanica statistica dalla fisica per
raffinare i risultati di Smale, identificando alcune sequenze di scambi, sempre vantaggiosi
rispetto al livello individuale di utilit di partenza, come pi probabili di altri. La
descrizione di Foley di questo modello di economia un'espressione esemplare di un
sistema di mercato astratto non Walrasiano:
[G]li agenti entrano nel mercato conoscendo solo le transazioni che a loro sembrano migliorare la
loro condizione date le loro dotazioni, preferenze, tecnologia e aspettative; incontrano altri agenti; e
fanno scambi mutualmente vantaggiosi in modo disordinato e casuale. (p.322)
L'allocazione di equilibrio di Foley approssimativamente Pareto-ottimale. Da un
punto di vista metodologico la svolta interessante nel lavoro di Foley che la stabilit del
vettore dei prezzi raggiunta in presenza di scambio continuo. Il vettore dei prezzi
stazionario, non perch tutti gli individui hanno soddisfatto le loro condizioni del primo
ordine per la massimizzazione del profitto o dell'utilit, ma perch le attivit di scambio
di un numero molto grande di agenti si controbilanciano. Di conseguenza, gli individui
che compongono questo sistema sono in movimento, ma una delle sue propriet
aggregate (il vettore dei prezzi) stazionaria. Foley scrive:
La teoria Walrasiana cerca di predire l'esito del mercato reale per ogni singolo agente, mentre
l'approccio statistico cerca solo di caratterizzare le distribuzioni di equilibrio degli agenti sugli esiti
possibili, senza predire il destino di ogni specifico agente. (p.343)
Il concetto di equilibrio di Foley, preso in prestito dalla fisica, in contrasto con il
concetto economico comune che richiede che la stazionariet aggregata sia costruita
dalla stazionariet di tutte le unit di livello pi basso che formano l'aggregato. Questo
pu essere considerato il vantaggio del suo approccio, perch permette che lo scambio
avvenga a prezzi stazionari, qualcosa che noi comunemente osserviamo nelle economie
reali.
Il lavoro di Foley e Smale sottolinea il concetto che la stabilit quasi-globale pu
essere dimostrata da ipotesi plausibili in un modello di scambio competitivo. Il risulato di
Sonnenschein era pi un risultato negativo riguardante l'approccio Walrasiano, che non
circa l'idea di un equilibrio competitivo generale. Esso ebbe l'effetto di una bomba
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |19
solo a causa dell'allora attuale stato egemonico del paradigma Walrasiano. La sensazione
diffusa che la teoria economica astratta delle interazioni competitive in pi mercati di un
gran numero di agenti avesse raggiunto un vicolo cieco del tutto fuori luogo. In verit,
il lavoro di Foley e Smale mostra che un modello, che rappresenti il modo in cui un gran
numero di agenti con informazione limitata che interagiscono in maniera decentralizzata
per produrre risultati aggregati, possa mantenere molte caratteristiche dei modelli
convenzionali. Tra queste caratteristiche ricordiamo: i prezzi che si aggiustano in modo
ragionevole alla domanda in eccesso, la convergenza ad un equilibrio e la natura
(approssimativamente) Pareto-ottimale dell'allocazione quando gli impedimenti allo
scambio e le interazioni non mediate dal mercato siano assenti.
Ci sono, comunque, due importanti implicazioni del modellare in modo esplicito il
processo di scambio e del permettere scambi a prezzi non di equilibrio. Primo, non
possibile associare una particolare dotazione iniziale ( z in figura 6.1) ad un qualsiasi esito
di equilibrio ( n). Individui che partono da una dotazione z possono, attraverso una serie
di scambi, giungere (o avvicinarsi molto) a qualsiasi punto sulla curva dei contratti
efficienti tra a e b (estremi compresi). Smale commenta: "L'esatto equilibrio dipende da
fattori come chi incontra prima chi" (p.212). Secondo, agenti identici con dotazioni
identiche possono ritrovarsi con diversi panieri di consumo finale. La distribuzione del
surplus raggiunta tramite lo scambio a prezzi non di equilibrio favorir tipicamente una
delle parti (quella che vende prezzi superiori a quelli di equilibrio o quella che compra a
prezzi inferiori a quelli di equilibrio). Il risultato di una serie di tali scambi sar
abbastanza diseguale (cio, l'equilibrio risultante sar vicino ad a o b) con un'elevata
probabilit. Questo avverrebbe perfino se gli individui avessero preferenze identiche,
mentre, al contrario, nel caso Walrasiano agenti identici otterrebbero in equilibrio gli
stessi panieri di consumo.
Di conseguenza, quando avvengono scambi in disequilibrio, il vettore dei prezzi di
equilibrio (tangente alle curve di indifferenza degli agenti in qualche punto sulla curva dei
contratti) generalmente non passa attraverso il punto che rappresenta le dotazioni iniziali.
Questa caratteristica dei modelli di scambio in disequilibrio pu sembrare insignificante e
dal punto di vista dell'adeguatezza descrittiva certamente lo . Ma nei modelli nei quali
non esiste una singola mappa dal punto delle dotazioni all'esito competitivo,
l'affermazione di Gauthier che "l'operato del mercato in s non pu far sollevare alcun
giudizio di valore" non pi valida, n lo l'osservazione di Arrow che i mercati
meramente preservano lo status quo. Se la misura delle ineguaglianze che emergono nel
20 | MI CROECONOMI A
processo di scambio tra individui identici sia significativa rimane una domanda ancora
senza risposta.
IL TEOREMA DI COASE
L'approccio canonico dell'economia del benessere ai fallimenti del coordinamento
prevede che il governo imponga tasse o sussidi calibrati in modo da implementare
l'ottimo sociale. Questo viene realizzato trasformando ogni funzione obiettivo
individuale, e di conseguenza le relative condizioni del primo ordine, in modo tale che
ciascuno che operi in risposta agli incentivi addizionali forniti dalle tasse o dai sussidi
agisca come se stesse tenendo conto degli effetti delle sue azioni sugli altri. Argomenti
molto convincenti in favore delle "tasse verdi" e del sussidio alleducazione sono
usualmente proposti su queste basi, invocando idee proposte inizialmente da Alfred
Marshall e A.C.Pigou all'inizio del secolo scorso.
Ronald Coase (1960) sfid questa visione. Egli riformul l'esempio di Pigou delle
locomotive elettriche che, passando per i campi, originavano incendi che provocavano
seri danni. Pigou asseriva, in linea con le convinzioni dell'epoca, che dal punto di vista
dell'efficenza la compagnia ferroviaria avrebbe dovuto essere responsabile per i danni
originati cos che, anticipando i costi derivanti dagli incendi, essa sarebbe stata indotta a
preoccuparsi dell'effetto delle proprie azioni sugli altri. (L'esempio ora potrebbe
sembrare bizzarro: le leggi in materia che sostengono la posizione di Pigou furono
emanate esattamente un secolo prima che Coase scrivesse.) Coase replic affermando
che "se la compagnia ferroviaria potesse negoziare con chiunque possiede i terreni
adiacenti alla linea ferroviaria e non ci fossero costi associati alla contrattazione, non
sarebbe rilevante che la compagnia fosse responsabile per i danni o no" (p.31). Questa
sorprendente conclusione motivata dall'osservazione che, se i costi degli incendi
fossero maggiori del costo di fare a meno delle locomotive (o, meglio, del costo di
riprogettarle), allora i danneggiati potrebbero semplicemente offrire alla compagnia una
somma sufficiente ad indurla a farne a meno.
La condizione identificata da Coase - che la contrattazione sia senza costi -
importante, come lo stesso Coase sottoline, al contrario di molti che lo hanno invocato
contro l'intervento regolatore del governo :
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |21
[S]e le transazioni di mercato non avessero costi, la sola cosa rilevante (questioni di equit a parte)
sarebbe che i diritti delle varie parti siano ben definiti e il risultato dell'azione legale facile da
predire. Ma...la situazione abbastanza differente quando le transazioni di mercato sono cos
costose da impedire il cambiamento dell'allocazione dei diritti stabilita dalla legge. (p.19)
In parole povere: buoni steccati fanno buoni vicini.
Quello che viene chiamato il teorema di Coase costituisce, quindi, un'apparente
estensione del Teorema fondamentale dell'Economia del Benessere: anche quando i mercati
sono incompleti e quindi esistono interazioni non di mercato, allocazioni efficienti potranno essere
raggiunte fintantoch la parte danneggiata in grado di negoziare efficentemente sui diritti che regolano le
azioni che danno origine alle interazioni non di mercato. Dato che esiste qualche controversia sul
significato del teorema, pu essere utile consultare il suo autore. Nella sua lezione per il
Nobel, Coase (1992) scrisse:
Quello che ho dimostrato... che in un regime di costi di transazione nulli, come nelle ipotesi della
teoria economica standard, la contrattazione tra le parti porterebbe a concludere accordi che
massimizzano la ricchezza indipendentemente dall' iniziale assegnazione delle dotazioni. (p. 717).
Quella che segue la spiegazione di come il teorema funziona (quando funziona).
A e B sono due vicini di casa; B un animale notturno a cui piace suonare Greateful
Dead a notte fonda, mentre A ama il sorgere del sole e quindi vuole andare a dormire
presto la sera
8
.
Il problema determinare un orario di coprifuoco che specifichi l'ora, x, dopo la quale
non pi consentito suonare. Se A potesse scegliere indipendentemente il coprifuoco
sceglierebbe x = a , mentre B sceglierebbe x = b, dove b > a. Il teorema di Coase dice
che non importa ai fini dell'efficienza quale dei due soggetti sia autorizzato a scegliere
l'orario di coprifuoco, o addirittura se questo venga fissato da una terza parte, se i due
possono efficientemente negoziare per ripartire i diritti di propriet rilevanti, che in
questo caso sono rappresentati dall'orario di coprifuoco in s. La contrattazione
efficiente se l'esito sulla frontiera della contrattazione (e quindi Pareto-efficiente).
Supponi che la contrattazione prenda la forma di un pagamento da B a A di una somma
y in cambio dell'assenso di A ad un coprifuoco pi tardo di quello inizialmente
annunciato ( y < 0 rappresenta un pagamento da A a B per un coprifuoco anticipato).
Ipotizziamo che le funzioni di utilit di A e B siano rappresentate rispettivamente da:
u = y (a x)
2
v = y (b x)
2
(6.1)
8
Questo esempio inspirato da Farrell (1987)
22 | MI CROECONOMI A
dove e sono costanti positive che indicano l'importanza dell'orario di
coprifuoco in relazione al reddito in termini di benessere di ognuno dei due. Per
semplicit, sia + =1. E' importante per quello che segue che le due funzioni di utilit
siano confrontabili ed esibiscano un' utilit marginale del reddito costante.
Figura 6.3. Il coprifuoco socialmente ottimo. Sull'asse orizzontale
rappresentato l'orario del coprifuoco, che varia dal crepuscolare (a) al tardo
(b). L'area sotto le curve della disutilit marginale la somma delle disutilit;
questa minimizzata da un coprifuoco stabilito a x*, l'ottimo sociale.
Supponi di essere il sindaco della citt e, conoscendo le funzioni di cui sopra, di
voler fissare x in modo da massimizzare l'utilit sociale, W = u + v . Differenziando W
rispetto a x e ponendo il risultato uguale a zero, abbiamo che
x* =a +b (6.2)
L'ottimo sociale semplicemente una somma ponderata dei due tempi di
coprifuoco ottimali. Chiameremo questo l'esito socialmente efficiente e lo
confronteremo pi avanti con la classe di esiti Pareto efficienti. Se = , il coprifuoco
socialmente ottimale a met strada tra i due orari ottimali. Questo quello che ci si
aspetterebbe dato che entrambi hanno disutilit marginali crescenti al crescere della
distanza tra il coprifuoco effettivo e quello preferito e che la somma delle disutilit
minimizzata uguagliando le disutilit marginali. Questo implica la scelta del punto
centrale se i due hanno funzioni di utilit identiche. La figura 6.3 illustra questo: l'area
ore di coprifuoco, x
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |23
sotto le due funzioni la disutilit sociale totale, che minimizzata fissando x = x *, se
x = x
+
> x * il beneficio marginale di A di un coprifuoco anticipato ( y
+
) eccede il costo
marginale di B( y

) .
La contrattazione privata raggiungerebbe lo stesso risultato? Consideriamo come si
presenterebbe quello che sembra essere il caso peggiore, nessun coprifuoco, il che
significa, in assenza di contrattazione tra i due, che B imporrebbe Jerry Garcia ad A fino
alle b in punto, ogni notte. Per vedere se una contrattazione possibile, considera
l'interazione tra i due come illustrata in figura 6.4. L'orario del coprifuoco sull'asse
orizzontale e il pagamento da B ad A misurato verticalmente. Le curve u e v sono
combinazioni di orari di coprifuoco e pagamenti che sono tutte valutate almeno quanto i
coprifuochi preferiti in assenza di alcun pagamento; combinazioni preferite o inferiori
sono indicate dalle altre curve.
L'ottimo sociale di cui sopra si trova a met strada tra a e b in corrispondenza del
punto sull'asse orizzontale nel quale le due curve di indifferenza sono tangenti, cio,
dove
2( x a) = 2(b x) (6.3)
Dato che l'utilit marginale del reddito costante per entrambi, le curve di
indifferenza sono semplicemente una classe di traslazioni verticali rispettivamente di u e
v (nota che y non appare nelle precedenti espressioni della pendenza delle due curve).
Quindi, gli altri punti di tangenza si trovano lungo una retta verticale che passa per x *,
che rappresenta la curva dei contratti efficienti, chiamata ecl. Esiti efficienti saranno quelli
che fissano l'orario di coprifuoco a x* pur differendo nel pagamento tra i due vicini.
Supponi che B gi ascoltasse musica fino alle ore b. In questa situazione B
otterrebbe unutilit pari a v mentre A otterrebbe u' ; entrambi preferirebbero un punto
qualsiasi nella regione racchiusa tra le due curve di indifferenza per i suddetti livelli di
utilit.
Tale regione sicuramente esiste perch in b, dv / dx = 0 ( b l'orario preferito da B)
mentre du / dx < 0 (questo vale per ogni orario successivo a quello al quale A va a
dormire) e quindi deve esistere qualche dx < 0 e qualche pagamento da A a B che fa
stare entrambi meglio. Questa regione nel piano ( y, x) rappresenta lo spazio di
contrattazione bzt nel piano (u,v) (figura 6.5).
24 | MI CROECONOMI A
Figura 6.4. Contrattazione ottima la Coase. Nota che x* l'ottimo sociale
indipendentemente dall'allocazione iniziale dei diritti. Sull'asse orizzontale
sono indicati gli orari di coprifuoco, con a e b che indicano gli ottimi
rispettivamente di A e B. Le curve di indifferenza di A sono cos ordinate: u
+
> u > u* > u , mentre per B abbiamo v* < v.
Non sappiamo quale contrattazione metteranno in atto i due. Sappiamo dal
capitolo 5 che questo dipender dalle istituzioni e norme che governano la
contrattazione. Ipotizziamo che ogni esito debba scaturire da un accordo e che perci
non possa essere peggiore dell'esito b senza alcun pagamento tra i due. Se B potesse fare
un'offerta prendere o lasciare ad A, per esempio, l'esito sarebbe t ( A paga a B la somma
y' , e il coprifuoco fissato alle ore x *), con A che guadagna un'utilit maggiore rispetto
ad u' di un incremento piccolo a piacere. Se l'esito fosse determinato da un Banditore
che segue gli assiomi della contrattazione di Nash, l'esito sarebbe un punto come r. Se i
due facessero offerte alternate e se B fosse il primo giocatore o avesse un basso tasso di
preferenza intertemporale, l'esito sarebbe qualche punto tra t e r. E cos via.
Pagamento
da B a A
Pagamento
da A a B
y
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |25
Figura 6.5. Lo spazio di contrattazione troncato dalla limitata ricchezza di
A.
Quello che sappiamo che - questa la condizione di Coase - se le istituzioni e
norme che regolano la contrattazione permettono una efficiente contrattazione, l' esito
sar Pareto-efficiente, cio sar rappresentato da un punto lungo la curva dei contratti
efficienti nello spazio di contrattazione (o equivalentemente, lungo la curva dei contratti
efficienti nella regione dei miglioramenti Paretiani). Gli esiti possibili compatibili con la
contrattazione efficiente la Coase sono diversi dal punto di vista della distribuzione, ma
sono tutti efficienti. In questo senso Coase ha ragione: non importa chi detenga i diritti
di propriet ("questioni di equit a parte").
Ovviamente potrebbe succedere che A non sia sufficientemente ricco (e non abbia
accesso al credito) per disporre dei fondi necessari per compensare B. Ipotizziamo, per
concretezza, che A abbia accesso solo a y il che, di conseguenza, limita la regione dei
miglioramenti Paretiani a bqs in figura 6.4 e lo spazio di contrattazione a bqs in figura
6.5. L'esito della contrattazione, vincolato dalla mancanza di disponibilit finanziaria di
A, non sar socialmente efficiente. Naturalmente, se l'allocazione dei diritti iniziale fosse
rappresentata da un x sufficientemente vicino a x *, allora la contrattazione la Coase
avrebbe raggiunto un risultato socialmente efficiente nonostante i vincoli finanziari di A.
Ma i problemi sorgono in casi generali, perfino quando la possibilit di prendere in
prestito denaro illimitata. Un'ipotesi speciale, certamente falsa, riguardante le funzioni
delle equazioni (6.1) che l'utilit marginale del reddito sia indipendente dal livello di
reddito. Riscriviamo le funzioni di utilit nelle equazioni (6.1) come
26 | MI CROECONOMI A
u = u( y + y) (a x)
2
v = v(Y y) (b x)
2
(6.1)
dove Y e y sono rispettivamente la ricchezza di B e A derivante da fonti diverse
che la contrattazione in esame e le funzioni u e v sono crescenti e strettamente concave
nei loro argomenti. Le espressioni che eguagliano le pendenze delle curve di indifferenza
e che quindi definiscono la curva dei contratti ora
2( x a)
u'
=
2(b x)
v'
(6.3')
Se assumiamo che Y = y e che le due funzioni u() e v() siano identiche, le curve
di indifferenza sarebbero ancora tangenti in x * (che sotto queste ipotesi rappresenta
ancora l'ottimo sociale), ma la curva dei contratti efficienti non pi verticale. La ragione
che il costo marginale soggettivo di compiere un trasferimento in denaro all'altra parte
crescente rispetto all'ammontare dello stesso, mentre il beneficio marginale soggettivo
di riceverlo decrescente, rendendo di conseguenza il pagamento meno attraente per
entrambi. Figura 6.6 illustra la nuova curva dei contratti efficiente.
Figura 6.6. La contrattazione la Coase con utilit marginale del reddito
decrescente.
Nota: una contrattazione efficiente determinerebbe un punto sulla curva dei
contratti efficienti, ma questo non sarebbe socialmente efficiente a meno che
l'allocazione iniziale dei diritti sia x*.
Ora torniamo al caso in cui B detiene di fatto i diritti di propriet. Una
contrattazione efficiente produrrebbe, come prima, un esito sulla curva dei contratti
efficienti, cos che il risultato sarebbe Pareto-efficiente. Ma questa non sarebbe
socialmente efficiente, dato che la sola distribuzione dei diritti di propriet che
raggiungerebbe l'esito x * sarebbe l'imposizione autoritativa di un coprifuoco ( x = x*)
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |27
(che implicherebbe l'assenza di contrattazione). In questo caso, la distribuzione iniziale
dei diritti di propriet conta dal punto di vista dell'efficienza sociale ma non della Pareto
efficienza (almeno fintanto che la condizione di Coase resta valida). La differenza risiede
nel fatto che, differentemente dall'efficienza Paretiana, l'efficienza sociale introduce
"questioni di equit" che Coase non considera; nell'accezione sociale, l'equit entra
implicitamente attraverso l'esplicito (uguale) peso attribuito alle utilit dei due. Se le
condizioni iniziali fossero altamente impari (per esempio, x = b), l'efficienza sociale
potrebbe essere impossibile da implementare senza peggiorare la situazione di B. In
questo caso, l'esito socialmente ottimo non sarebbe raggiunto attraverso la
contrattazione privata.
DUE PUNTI E MEZZO A FAVORE DEL TEOREMA DI COASE
Il contributo di Coase stato controverso perch sembrava ampliare radicalmente
la classe di situazioni nelle quali i meccanismi di allocazione decentralizzata
implementerebbero soluzioni efficienti, limitando l'intervento competente dello stato.
Cos scrivevano Buchanan e Tullock (1962:47-48):
Se il costo di organizzare decisioni fosse zero, tutte le esternalit sarebbero eliminate dal volontario
comportamento privato indipendentemente l'allocazione iniziale dei diritti di propriet. In questo
caso, non ci sarebbero basi razionali per lo Stato o per l'azione collettiva oltre l'iniziale minima
delineazione del potere che gli individui dispongono sulle risorse.
Tra le affermazioni pi sorprendenti, di cui si detto che sono basate sull'idea di
Coase, vi quella che l'assegnazione dei diritti di propriet nelle economie reali
efficiente e che la transizione da un sistema economico ad un altro potrebbe essere vista
come il risultato di un incremento di efficienza frutto di una contrattazione la Coase.
Nell'opera di Harold Demsetz (1966:348) si legge:
"[S]i potrebbe pensare che un'impresa che usa schiavi non sia in grado di riconoscere tutti i costi
delle proprie attivit, dato che pu avere la sua forza lavoro al prezzo del solo salario di sussistenza.
Questo non sarebbe vero se fosse permessa una contrattazione nella quale gli schiavi potessero
offrire all'impresa un pagamento per la loro libert basato sul loro beneficio atteso dallessere liberi.
Il costo della schiavit pu essere quindi internalizzato nei calcoli dell'impresa. Il passaggio da
servo a uomo libero nell'Europa feudale un esempio di questo processo."
Quando il teorema di Coase presentato con sufficiente precisione da essere
corretto, comunque, tutto ci che dice che se non ci sono impedimenti alla
contrattazione efficiente l' esito efficiente. Questo sembra, purtroppo, simile allo stesso
Teorema Fondamentale, nel senso che lascia poco spazio all'indebolimento delle
stringenti ipotesi richieste dal teorema. Come ha sottolineato Farrell (1987), le condizioni
28 | MI CROECONOMI A
riguardanti l'informazione richiesta per la validit del teorema di Coase - nessun
impedimento a una contrattazione efficiente - sono esattamente le stesse che
permetterebbero anche una contrattazione completa. Quando il teorema di Coase
funziona anche il Teorema Fondamentale valido, e quindi il teorema di Coase risulta
non essere necessario. Mentre quando il Teorema Fondamentale non pu essere
applicato (a causa di incompletezza dei mercati), l'ipotesi di contrattazione a costo zero
necessaria per il teorema di Coase risulta difficilmente soddisfatta.
Alcuni hanno concluso su queste basi che quando il teorema di Coase necessario, esso
non valido e per questo di scarsa rilevanza. Ma questa interpretazione non coglie il
vero significato del contributo di Coase. Quello che egli mise in luce che partendo da
una distribuzione iniziale inefficiente (come un'allocazione z in figura 6.1), lo scambio di
mercato di tipo Walrasiano non il solo modo di arrivare, o almeno di avvicinarsi, ad un
punto della curva dei contratti efficiente (nel senso Paretiano). Questo risultato nello
spirito del contributo posteriore di Smale e Foley sopra citato. Inoltre, mentre il Teorema
Fondamentale sembra non avere implicazioni di politica economica, il contributo di
Coase mostra come diritti di propriet pi precisamente definiti e pi facilmente
scambiabili, insieme a contesti di contrattazione pi efficienti, possano sensibilmente
contribuire ad attenuare fallimenti del coordinamento in situazioni di second best nelle
quali le ipotesi di entrambi i teoremi non sono soddisfatte.
Il teorema pu essere letto non tanto come una confutazione della tradizione
Pigouviana dell'economia del benessere basata su tasse e sussidi, ma piuttosto come una
specificazione delle condizioni sotto le quali riallocazioni private dei diritti di propriet
possono attenuare i fallimenti del coordinamento che n i mercati n gli stati riescono a
risolvere. Interpretato in questo modo, il teorema d due importanti contributi. Primo,
identificando una condizione necessaria - una efficiente contrattazione - il teorema di
Coase sottolinea quanto sia improbabile che l'allocazione privata decentralizzata sia
Pareto-efficiente. In questo, si avvicina molto al Teorema Fondamentale nel senso che n
sostiene n si oppone a soluzioni decentralizzate, ma piuttosto chiarisce quali sono le
condizioni alle quali il risultato Pareto-efficiente.
Secondo, il teorema correttamente indica nella rimozione di impedimenti ad una
contrattazione efficiente per la riallocazione dei diritti di propriet, un modo di
affrontare il fallimento del coordinamento. Come parte di un pacchetto di diverse
politiche economiche, questo approccio pu essere complementare (non antitetico) a
soluzioni centralizzate come l'allocazione di fatto dei diritti di propriet o l'approccio
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |29
tasse-sussidi la Pigou-Marshall. Concludere che creare diritti di propriet meglio definiti
migliora l'efficienza allocativa (attraverso la rimozione di impedimenti ad una
contrattazione efficiente), comunque, non sempre esatto. Questo dipende dal fatto che
(come vedremo nel capitolo 14) diritti di propriet meglio definiti o pi facilmente
trasferibili possono indebolire altri metodi per attenuare i fallimenti del coordinamento.
Questa una estensione della logica del Teorema del second-best che sar pi chiara
dopo aver modellato pi precisamente il processo di enforcement contrattuale informale da
parte di comunit e altri piccoli gruppi.
Infine, il teorema sottolinea l'importanza di distinguere tra questioni di efficienza e
questioni di giustizia distributiva riguardanti le politiche per far fronte ai fallimenti del
coordinamento. Molti attuali difensori della posizione Pigouviana - per esempio, quelli
che sostengono che gli inquinatori devono pagare per il danno che provocano - sono
tutt'altro che chiari circa le ragioni, allocative e/o distributive, sottostanti a questa
politica. Questo argomento vale solo "mezzo punto" dato che la pi comune inferenza
dedotta dal teorema, che la distribuzione dei diritti di propriet non conta per l'efficienza
allocativa, in generale sbagliata. Questo avviene perch impedimenti ad una
contrattazione efficiente sono comuni nelle economie reali (capitolo 5), vincoli finanziari
che limitano le risorse individuali possono essere presenti anche se una contrattazione
la Coase fosse possibile (capitolo 9) ed, infine, la distribuzione della ricchezza influenza
sia gli impedimenti alla contrattazione sia i vincoli finanziari.
CONCLUSIONE
Visto che i fallimenti del coordinamento, pi o meno importanti, sono endemici
alla maggior parte delle interazioni non di mercato, ci si potrebbe sorprendere del perch
il Teorema Fondamentale e il teorema di Coase abbiano attratto tutta questa attenzione.
Senza dubbio, parte dell'interesse per i teoremi dovuto alla credenza sbagliata che essi
dimostrerebbero i vantaggi di limitare l'intervento del governo nell'economia a favore di
una migliore definizione ed enforcement dei diritti di propriet. Ma la questione
dell'ottimalit degli esiti dell'equilibrio competitivo non gioca alcun ruolo nella
discussione accademica attuale sulle politiche economiche e sulle istituzioni. L'attenzione
tornata sulle questioni pi rilevanti della scelta tra possibili istituzioni e politiche che
possano supportare esiti di second best, un tema sul quale torner nel prossimo capitolo.
Limitatamente a questo obiettivo pratico, il teorema Fondamentale e il teorema di
30 | MI CROECONOMI A
Coase rimangono importanti. Sotto opportune condizioni, individui che agiscono
autonomamente perseguendo il proprio interesse possono implementare esiti
socialmente desiderabili. Promuovere la capacit dell'azione privata di raggiungere questi
fini sociali un'importante obiettivo nel progettare politiche economiche e scrivere
costituzioni.
Ragioni di giustizia distributiva sono talvolta contrapposte al concetto di mano
invisibile. La redistribuzione a favore dei poveri pu essere raggiunta superando il
problema dei prezzi generati dalla contrattazione privata, cio, imponendo prezzi di
disequilibrio che favoriscano i poveri nello scambio di mercato condotto con individui
pi ricchi (come quando il povero scambia lavoro per beni-salario). Ma, come suggerisce
il Secondo Teorema del Benessere, esiste un altro modo per redistribuire benessere
materiale, attraverso la riallocazione di beni o l'opportunit di acquisire beni. Se
governanti illuminati dovessero scegliere tra politiche che alterano i prezzi ai quali
vengono scambiati i beni e interventi di redistribuzione delle dotazioni iniziali,
probabilmente riterrebbero, in alcuni casi, che la seconda opzione debba essere preferita
sul piano dell'efficienza. Questo dovrebbe avvenire specialmente quando la scarsit dei
beni tra i poveri spiegata dalla mancanza di mercati e l'esistenza di contratti incompleti
nelle transazioni rilevanti riguardanti credito, scolarit, previdenza, informazione e cos
via.
L'interesse persistente nel Teorema Fondamentale e nel teorema di Coase,
comunque, non trae origine dal loro contributo al chiarimento di questi ed altri problemi
concreti. Piuttosto questo interesse dovuto al fatto che essi dimostrano come
meccanismi di allocazione come mercati competitivi e contrattazione possano sostenere
sorprendentemente un ordine economico, cio, una continua e regolare struttura di
interazioni. L'idea pi radicale di Adam Smith non fu che il "laissez faire" porterebbe ad
un ordine ottimale (di fatto egli non fece mai una tale affermazione), ma piuttosto che lo
scambio di diritti di propriet su mercati competitivi costituisca un tipo di costituzione
economica, ovvero, una regola che trasforma azioni individuali in esiti sociali aggregati.
Che un ordine economico coerente possa essere basato interamente su attori egoisti,
ognuno dei quali fa uso solo di informazione locale, un'affermazione forte. Il fatto che
la teoria dell'equilibrio generale Walrasiano non rappresenti adeguatamente un processo
di concorrenza decentralizzata non inficia il suo messaggio principale, che consiste nel
chiarire le condizioni sotto le quali la mano invisibile di Smith possa essere almeno
approssimativamente corretta. Inoltre, teorie dell'equilibrio generale non Walrasiane
L UTOPI A DEL CAPI TALI SMO |31
come quella proposta da Smale e Foley forniscono un modello di allocazione delle
risorse, che preserva l'autonomia privata, poliarchica e che produce esiti
approssimativamente Pareto-ottimali alla stessa condizione di completezza dei mercati
richiesta dal Teorema Fondamentale. Il Contributo di Coase vuole sottolineare che
partendo da una distribuzione delle dotazioni iniziali arbitraria, la contrattazione tra
agenti egoisti e che usano solo informazione locale pu produrre esiti Pareto efficienti
senza l'assistenza del fittizio Banditore Walrasiano. In un certo senso, la dimostrazione
formale di Smale e Foley pienamente nello spirito di Coase.
Sia Smith che Coase cercarono di delineare pi chiaramente il ruolo appropriato
dello stato negli affari economici, non di denigrare l'importanza di un ruolo per lo stato.
Lascer che sia lo stesso Coase ad avere l'ultima parola sul suo teorema.
Ovviamente questo non implica, quando i costi di transazioni non sono nulli, che le azioni del
governo...non produrrebbero un risultato migliore di quello ottenibile affidandosi alle negoziazioni
degli individui nel mercato. Se fosse cos questo potrebbe essere appurato non studiando governi
immaginari, ma quello che i governi reali fanno effettivamente. La mia conclusione : studiamo il
mondo dei costi di transazione positivi.
Come chi ha passato molti pomeriggi per diversi anni lavorando per restituire
Long Hill all'uso pubblico, io sono d'accordo con Coase. Questo il mondo al quale ci
rivolgeremo.
32 | MI CROECONOMI A
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VII
SCAMBIO: CONTRATTI, NORME E POTERE
Dove non c fiducia, non ci pu essere contratto.
Thomas Hobbes, De Cive (1651).
Il gioco va meglio, ora, disse per alimentare un po la conversazione. Eh,
s rispose la Duchessa, e questa la morale: E lamore, lamore che fa
girare il mondo. Ma qualcuno ha detto invece, bisbigli Alice, se ognuno
badasse a s, il mondo andrebbe meglio.
Lewis Carroll, Alices Adventures in Wonderland (1865).
In una teoria economica che ipotizza che i costi di transazione non esistono, i
mercati non hanno alcuna funzione da svolgere e sembra perfettamente
ragionevole sviluppare una teoria dello scambio con unaccurata descrizione di
individui che scambiano noci per mele al margine della foresta o con qualche
altro esempio altrettanto fantasioso
Ronald Coase, The Firm, The Market, and The Law (1988).
IBN BATTUTA, cartografo arabo del quattordicesimo secolo, scrisse che sulle
sponde del fiume Volga il commercio di lunga distanza aveva la forma seguente:
Ogni viaggiatore... lascia le merci che ha portato... e si ritira nel suo accampamento. Il giorno
successivo ritorna alle... sue merci e trova di fronte a s pelli di zibellino, martora ed ermellino.
Se il mercante soddisfatto della merce che gli proposta per lo scambio se la prende,
altrimenti la lascia. Gli abitanti del luogo allora aggiungono altre pelli, ma talvolta si riprendono
le merci e lasciano quelle del mercante. Questo il loro modo di fare commercio. Coloro che
vi partecipano non sanno con chi stanno commerciando o se sono jinn1 o uomini, dato che
non hanno mai visto nessuno. (Battuta 1929: 151).
Erodoto (1998) descrive un modo simile di effettuare gli scambi tra cartaginesi
e libici nel V secolo a.C. Dopo aver lasciato le loro merci, racconta Erodoto, i
cartaginesi si ritirano e i libici "mettono dell'oro ai piedi delle merci e dopo se ne
vanno. A questo punto i cartaginesi...danno un'occhiata e se pensano che ci sia
abbastanza oro come pagamento per il carico lo prendono e se ne vanno". Erodoto
descrive come il processo continua fino a quando raggiunto un prezzo accettabile,
rimarcando con sorpresa che "nessuna delle parti imbroglia l'altra... [i cartaginesi] non
2 | MI CROECONOMI A
toccano l'oro fino a quando questo non sia pari in valore al carico, e gli indigeni non
toccano le merci fino a quando i cartaginesi abbiano preso l'oro" (pp. 300-301).
Alvise da Ca' da Mosto, un veneziano che nel XV secolo lavorava per la corona
portoghese, riport di una pratica simile in Mali osservando che "un antico
costume che sembra strano e difficile da credere" (Giri 1983:23).
Ma il cosiddetto commercio silenzioso davvero cos strano?
1
Il trasferimento
di merci tra sconosciuti pu essere pericoloso, prendendo la forma del dono ad un
estremo, tramite rispettivi scambi vantaggiosi, o di quello che pu essere definito
saccheggio, all'altro estremo. I guadagni potenziali dal commercio sono spesso
maggiori quanto pi distanti geograficamente e socialmente sono le parti coinvolte
nello scambio: il sale portato dai Tuareg dalle montagne dell'Atlante attraverso il
Sahara fino al regno del Ghana non era disponibile sul luogo, e l'oro e le noci
tropicali che i Tuareg ottenevano dal commercio silenzioso con i ghanesi non erano
disponibili nel Nord Africa. Il commercio silenzioso forniva un ambiente di
contrattazione (apparentemente un gioco di offerte alternate con opzione di uscita,
dalla descrizione di Ibn Battuta) capace di sfruttare i guadagni dal commercio nei casi
in cui tanto i guadagni potenziali quanto i pericoli erano sostanziali. Il fatto che le
parti coinvolte nel commercio silenzioso non si incontrassero aiutava a ridurre le
possibilit di liti tra commercianti spesso armati pesantemente. Ma ci non spiega
quello che sorprendeva Erodoto, ossia perch i cartaginesi non prendessero l'oro e se
ne scappassero.
Il commercio silenzioso uno dei tantissimi modi che le persone hanno
escogitato per assicurare il processo di scambio. Tra questi si pu annoverare il
"sistema di responsabilit della comunit" in uso nel Tardo Medioevo europeo dove i
commercianti di una comunit applicavano provvedimenti disciplinari nei confronti
dei propri membri che imbrogliavano coloro che non facevano parte della comunit
stessa, in modo tale da aumentare la propria reputazione e le proprie opportunit di
commercio (Greif 2002). Vi si pu includere anche l'antico documento di tutela
chiamato "porto di commercio" che assicurava ai commercianti l'incolumit nel
passaggio nella 'terra di nessuno' tra imperi o stati reciprocamente ostili. Ma molti dei
sistemi inventati per facilitare lo scambio sono tutto tranne che esotici. Lisa Bernstein
scrive, riguardo alla industria dei diamanti contemporanea:
Le dispute non sono risolte ricorrendo alle corti e non con l'applicazione delle regole legali
annunciate e fatte osservare dallo stato...[ma piuttosto da] un elaborato insieme interno di
1
Alcune delle evidenze empiriche riguardanti il commercio silenzioso non sono attendibili, ma certo
che la pratica stata piuttosto diffusa in Africa e nel sudest asiatico e che se ne possono trovare
esempi anche in Europa ed in altre parti dellAsia. Resoconti scettici ed informativi sono offerti da
Price (1980) e de Moraes Farias (1979).
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |3
regole accompagnate da istituzioni e sanzioni distintive (Bernstein 1992:115).
Una forte preferenza per lo scambio all'interno del proprio gruppo - sia esso
linguistico, razziale, o di quartiere - evitando coloro che non vi appartengono cos
come la tendenza ad aver a che fare solo con persone di sicura reputazione sono
pratiche comuni nel commercio. I benefici delle pratiche di commercio intra-gruppo
nel facilitare lo scambio devono compensare i costi dei mancati guadagni ed
economie di scala che sicuramente si otterrebbero dal commercio con partner non
ammessi. Esempi includono comunit con un'alta distinzione tra appartenenti e non
appartenenti quali la comunit Amish in Pennsylvania e molte reti etniche di affari.
Pratiche simili, incluso l'ostracismo di coloro che violano le regole, sono comuni tra i
negoziatori di stock option nelle sale negoziazioni dei maggiori mercati di scambio di
titoli negli Stati Uniti, laddove piccole "folle" di negoziatori si riuniscono in un unico
luogo per scambiare un particolare titolo (o un piccolo insieme di titoli) in un modo
tale da richiamare alla mente pi un mercato all'aperto di contadini che un'anonima
interazione sui mercati come descritta nei libri di testo (Baker 1984).
Tra queste soluzioni atte a promuovere gli scambi ci sono i contratti completi
che possono essere fatti osservare da una terza parte (un tribunale), a costo zero, alle
parti contraenti. Ma molti, forse la maggior parte degli scambi pi importanti nei
quali siamo coinvolti, non sono coperti da contratti completi. I soldi sono prestati in
cambio di una promessa di restituzione che non sempre si pu far adempiere. I
proprietari delle imprese vorrebbero vincolare i manager a massimizzare il valore
attuale dei ricavi futuri dei proprietari stessi, ma i contratti manageriali vanno ben
lontano da questo obiettivo. Altri impiegati lavorano sotto contratti che non si
prendono la seccatura di menzionare il fatto che il lavoratore deve lavorare sodo e
bene. I contratti firmati dagli inquilini residenti possono includere delle clausole che
richiedono di mantenere il valore della propriet residenziale, ma a parte i casi di
enorme negligenza, tale responsabilit non enforceable. I contratti d'assicurazione
prescrivono (ma in genere non possono rendere enforceable) un comportamento
prudente dell'assicurato. Negli Stati Uniti, le famiglie destinano una frazione
considerevole del loro bilancio per acquistare servizi educativi e sanitari, la qualit dei
quali raramente specificata in un contratto (e impossibile da far rispettare, se tale
contratto esistesse). I genitori si prendono cura dei propri figli con la speranza - ma
senza alcuna assicurazione contrattuale - che i figli si prendano cura di loro nella
vecchiaia. Nelle famiglie, le coppie spesso implementano molti scambi e una
divisione del lavoro abbastanza specializzata senza essere forniti di alcun contratto.
Sembra che Emile Durkheim avesse ragione quando osservava, non solo a
4 | MI CROECONOMI A
riguardo del contratto matrimoniale, ma anche a riguardo della grande maggioranza
dei rapporti di scambio, che Non tutto in un contratto contrattuale il contratto
di per s non sufficiente ma possibile solo grazie alla regolamentazione del
contatto, che in origine sociale (Durkheim 1967 [1902]:189,193). Questa intuizione
un elemento essenziale della teoria dello scambio sociale sviluppata
successivamente da Peter Blau (1964). Lidea chiave che una parte offre un
pagamento mentre laltra incorre in diffuse obbligazioni future, non precisamente
specificate e la natura del ricavo derivante non pu essere contrattata ma deve essere
lasciata alla discrezione di uno dei contraenti (p. 93).
Questi sono tutti casi di scambi con contratti incompleti, cio scambi in cui
qualche aspetto della transazione non specificato in un contratto di cui possibile
assicurare lenforcement a costo zero per le parti coinvolte. (Il contratto di prestito,
per esempio, fornisce una completa specificazione dei termini di restituzione, ma
questi termini non sono enforceable ex-post, mentre il contratto di lavoro non
specifica tutte le mansioni che il datore di lavoro pu far svolgere ad un suo
dipendente).
Ci sono molte ragioni per le quali lincompletezza contrattuale la regola
piuttosto che leccezione. Primo, far osservare i contratti da una terza parte richiede
informazioni che siano disponibili per entrambi le parti e che siano riconosciute come
valide in un tribunale. Secondo, i contratti sono generalmente eseguiti dopo un certo
periodo di tempo e un contratto completo deve quindi specificare i risultati per ogni
possibile stato futuro. Una completa specificazione di questi stati futuri in genere non
pu essere fatta e ad ogni modo non si pu specificare cosa fare in ogni stato senza
sostenere un costo, anche se tali stati possono essere anticipati. Terzo, molti dei
servizi e delle merci coinvolti nel processo di scambio sono difficili da misurare o da
descrivere in modo abbastanza preciso da poter essere specificati in un contratto.
Quarto, per alcune transazioni non esiste un apparato giudiziario capace di far
osservare i contratti; molte transazioni internazionali sono di questo tipo. Unultima,
sorprendente ragione, che esplorer nella penultima sezione di questo capitolo, che
anche quando la natura delle merci o dei servizi da scambiare sia tale da permettere
un contratto pi completo, un contratto meno completo potrebbe essere favorito
per ragioni motivazionali.
Come lultima ragione suggerisce, il grado di incompletezza contrattuale non
esogeno e pu rispondere ai livelli di fiducia e reciprocit presentati dalla popolazione
dei commercianti alla quale ci si riferisce. Per esempio, se la qualit di una merce
velocemente determinata e specificata contrattualmente, ci per molti versi una
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |5
scelta, non un qualcosa di dato. Il gallo nero sulletichetta del vino assicura il
compratore che questo davvero ottenuto da viti coltivate nella regione del Chianti
in Italia; ladesivo Chiquita su ogni banana colloca la reputazione del dipartimento di
controllo della compagnia nella linea. Alcune sigle quali Sugar Number 11, Corn
Number 2 Yellow, o Light LA Sweet (petrolio) non sono regali originali della natura.
Esse sono state create da un processo di standardizzazione che stato
deliberatamente pensato per eliminare difficolt nel monitorare le differenze in
qualit.
Un esempio quello della trasformazione del grano del Mid-West statunitense
nella met del XIX secolo (Cronon 1991). Dopo essere stata uneterogenea
amalgama con innumerevoli differenze in taglia, genere e qualit differenti da sacco a
sacco, il grano venne trasformato in un numero ridotto di merci omogenee. I nuovi
prodotti creati e classificati come white winter (bianco invernale), red winter (rosso
invernale) e spring wheat (frumento primaverile) divenne di una qualit uniforme tale
che i proprietari del grano, allatto dellacquisto, non si riferivano pi ad un tipo di
sacco o ad un particolare lotto di grano ma semplicemente ad un ammontare
specifico. Il grano divenne una merce astratta e subito si poterono scrivere in modo
semplice contratti enforceable che specificavano un ammontare di merce piuttosto che
una specifica qualit, come un kw/h di energia elettrica. Notevole il fatto che la
standardizzazione del grano fu compiuta da un ente completamente privato, il
Chicago Board of Trade, la cui appartenenza come membro divenne essa stessa un
bene scambiabile sul mercato prima della fine del XIX secolo.
Ma a differenza del Red Winter #2 e dellesser membro del Chicago Board of
Trade, molto di ci che soggetto a transazione in una economia moderna non
soggetta a contrattazione completa. In questo capitolo saranno approfondite tre
importanti conseguenze delle natura incompleta dei contratti. Primo, relazioni di
scambio di lungo periodo sono comuni anche quando i mercati sono molto
competitivi. Come risultato si ha che il numero di coloro che sono coinvolti in una
interazione in genere minore di quello delle persone che operano nei mercati
interessati. Secondo, in parte perch le relazioni di scambio sono durevoli e personali
piuttosto che brevi e anonime, i motivi attinenti il processo di scambio vanno oltre il
semplice interesse personale, e includono anche la fiducia e la preoccupazione per la
correttezza. E, terzo, una o pi parti di uno scambio possono essere capaci di portare
avanti i propri interessi esercitando la propria autorit sugli altri. Il fatto che il potere
possa essere esercitato in un equilibrio competitivo e che il suo esercizio possa essere
profittevole pu sembrare sorprendente dato che tutte le parti che partecipano ad
uno scambio sono libere di interrompere la transazione.
6 | MI CROECONOMI A
Inizier con una transazione bilaterale simmetrica (come nel commercio
silenzioso) e mostrer come norme facilitanti lo scambio possano proliferare in una
popolazione. Questi modelli mostreranno perch una stretta di mano molto pi di
una semplice stretta di mano e pu spiegare il comportamento fiducioso che sorprese
Erodoto e che non trova luogo in molte transazioni moderne. Cio, norme di fiducia
o correttezza possono attenuare le inefficienze allocative che sorgono
dallincompletezza dei contratti. Ma non eliminano del tutto il problema. Per questa
ragione, nella terza sezione, usando un modello standard principale-agente,
considerer come nelle interazioni asimmetriche compratore/venditore, o
prenditore di fondi a prestito/prestatore, per esempio lesercizio del potere possa
colmare il problema dei contratti incompleti in assenza di preferenze etero-
interessate. Il risultato chiave che quando i contratti sono incompleti, la ripetizione
delle interazioni pu permettere lesercizio di potere (del principale nei confronti
dellagente) in modi tali che facilitano gli scambi e che riducono le inefficienze
allocative che ne risultano. La quarta sezione esplora i modi in cui preferenze che
prendano in considerazione gli altri e struttura contrattuale interagiscono, ognuna
influenzando levoluzione dellaltra. La conclusione che i mercati funzionano per
effetto dellinterazione di contratti, norme e potere.
Una cautela necessaria. I modelli che descrivono il modo in cui le parti di una
transazione fronteggiano lincompletezza contrattuale talvolta presuppongono che gli
individui siano in grado e predisposti ad avere accesso ad una grande quantit di
informazioni e di elaborare queste informazioni in modi abbastanza complicati. Ma la
natura limitata delle informazioni e la capacit del processo di elaborazione delle
informazioni comunemente la ragione dellincompletezza contrattuale che i
contraenti affrontano. E ovviamente inconsistente basare una teoria
dellincompletezza contrattuale sui limiti cognitivi e informativi e quindi procedere
con il modellare il processo di scambio in condizioni di incompletezza contrattuale
come se le capacit cognitive e le informazioni a disposizione degli individui fossero
in effetti illimitate. Per questa ragione, utile controllare che gli individui con tratti
cognitivi e comportamentali empiricamente realistici possano agire nei modi descritti
nei modelli. Far questo nella prossima sezione modellando il comportamento di
mercato in modo che questo comportamento sia regolato da una semplicissima
regola dapprendimento: copia coloro che stanno facendo meglio.
NORME DI MERCATO
Considerate una popolazione composta da un gran numero di persone che
interagiscono in coppia impegnandosi ad effettuare uno scambio durante il quale esse
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |7
possono sia comportarsi in modo opportunistico (per esempio, rubandosi a vicenda
le merci oggetto dello scambio) o scambiarsi le merci ad un prezzo dato. Chiamiamo
queste strategie defezione e cooperazione con payoff che descrivono un
dilemma del prigioniero, cos come indicato nella tabella 7.1, con i consueti payoff
a > b > c > d e a + d < 2b. Questo un gioco con diritti di propriet incompleti dato
che ognuno pu intraprendere azioni che infliggono costi allaltro senza dover
affrontare alcuna responsabilit. Come abbiamo visto nel capitolo 1, diritti di
propriet completi dovrebbero specificare che una parte che sottrae le merci ad un
partner che vuole effettuare un mutuo scambio cooperativo dovrebbe pagare i danni
b ~ d , nel qual caso la struttura dei payoff non descriverebbe pi un dilemma del
prigioniero.
Dati diritti di propriet incompleti, comunque, noi sappiamo che DD
lequilibrio in strategia dominante di questo gioco. Il problema, quindi, capire
perch spesso osserviamo mutua cooperazione in scambi che sembrano avere questa
struttura. Inoltre, in contrasto con la previsione di questo gioco (defezione
universale), le popolazioni sono tipicamente eterogenee, con alcuni che in un certo
istante giocano C e altri che giocano D. La spiegazione deve essere che la matrice dei
payoff del dilemma del prigioniero sembra descrivere le informazioni a riguardo, ma
in realt non le descrive. Vedremo che introducendo lidea delle norme di mercato e
aggiungendo pochi importanti dettagli circa le istituzioni che governano il modo in
cui le persone interagiscono, potremo davvero spiegare perch la cooperazione non
niente affatto un evento raro in situazioni come queste.
Ricordate che le norme sociali sono prescrizioni etiche che governano le azioni
che si compiono nei confronti degli altri. E facile vedere che una norma che
prescrive, ad esempio, lonest o il duro lavoro pu costituire la base per transazioni
mutuamente benefiche anche laddove una completa contrattazione impossibile. Se
letica di lavoro di un dipendente gli preclude di sottrarsi al proprio dovere sul posto
di lavoro, il fatto che il livello di impegno profuso non possa essere specificato in un
contratto non dissuader il datore di lavoro dallassumere il dipendente. Se il
venditore obbligato da una norma donest a comunicare al compratore
esattamente la qualit del prodotto che oggetto della transazione, il fatto che la
qualit non possa essere determinata contrattualmente non impedir lo scambio.
Quello che non cos facile da comprendere perch queste norme possano
diventare comuni, dato che violare la norma pu offrire opportunit per guadagni
individuali. Se comportamenti individuali sono adottati sia coscientemente che non
intenzionalmente come risposta ai payoff attesi associati a tali comportamenti,
8 | MI CROECONOMI A
lesistenza di queste e di altre norme etiche alla base delle transazioni di mercato
qualcosa che assomiglia ad un puzzle.
Il giornalista del primo XX secolo H. L. Mencken forn una spiegazione che
anticipava il modo di pensare di molti contemporanei teorici della teoria dei giochi e
biologi: la coscienza la voce interiore la quale ti avverte che qualcuno ti pu star
guardando (Mencken 1949:617). Comunque, la stanca valutazione di Mencken
corretta solo per met in quanto, spesso, le persone incorrono in costi per approvare
una norma anche quando nessuno sta guardando. In questi casi, la norma stata
internalizzata: aderirvi un obiettivo dellindividuo, e lattenersi pu essere
giustificato dal fatto di incorrere altrimenti in payoff minori. Il puzzle nel capire
come le persone si ritrovino queste norme. Una plausibile risposta (analizzata nei
capitoli 11 e 13) che il sistema di socializzazione favorisce linternalizzazione delle
norme sociali che sono prevalenti in un gruppo e quei gruppi che internalizzano le
norme che facilitano scambi mutuamente benefici hanno una maggior probabilit di
diffondere le loro norme in una popolazione pi grande. Ci pu succedere
attraverso processi di emulazione, emigrazione, conquista o sopravvivenza a fronte di
crisi ecologiche o di altra natura. In questo caso, coloro che adottano le norme
possono avere materialmente meno successo nei confronti degli appartenenti ai loro
gruppi che evitano le norme; la proliferazione delle norme dovuta al successo dei
gruppi nei quali losservanza della norma comune. Questo processo chiamato
selezione di gruppo.
Tabella 7.1. Payoff del gioco di scambio a turno unico
C D
C b,b d,a
D a,d c,c
Ma c un altro modo con il quale norme quali onest ed impegno sul lavoro
possono proliferare: coloro che aderiscono a queste norme in media possono
ottenere payoff materiali maggiori rispetto agli appartenenti del gruppo che non le
rispettano. Se il processo di trasmissione culturale favorisce coloro con payoff pi alti
(come nel modello introdotto nel capitolo 2), queste norme saranno copiate e quindi
prolifereranno. In questo caso limmediata ragione per avere dei comportamenti
onesti e di impegno sul lavoro il valore che lindividuo assegna alla norma stessa,
non lanticipazione del guadagno che se ne trarr. Il fatto che si ottenga un pi alto
payoff spiega perch gli individui hanno abbracciato la norma.
Pu sembrare strano suggerire che payoff materiali pi alti spieghino il
successo di prescrizioni etiche che portano gli individui a rinunziare ad opportunit
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |9
di guadagni materiali. Ma la teoria (e gli studi empirici) della dissonanza cognitiva
fornisce alcune ragioni per attendersi che le norme che hanno successo saranno
copiate. Le dissonanze sorgono quando i valori di un individuo rendono impossibili
azioni che altrimenti sarebbero ricompensate. Uno dei modi per far fronte alla
dissonanza quello di modificare la propria regola di comportamento per renderla
consistente con limperativo percepito di raggiungere altri fini. Dato che il successo
materiale ampiamente ricercato, la riduzione della dissonanza favorir la copia delle
norme di chi ha successo. Ma ci sono altre ragioni, pi strutturali che psicologiche,
del perch le norme di coloro che hanno successo possono essere favorite nel
processo di replica. Coloro che hanno successo possono ottenere posizioni come
leader politici, personaggi dei media e insegnanti, per esempio in cui hanno un
accesso privilegiato nei confronti della popolazione quale modello culturale e, cos,
possono essere copiati in modo sproporzionato per ragioni associate pi alla loro
posizione nella struttura sociale che al loro successo. Altri giudicano che coloro che
hanno lo stesso successo (per esempio, stessa ricchezza) ma che hanno minori
possibilit di presentarsi come modello culturale saranno meno emulati. Il processo
di trasmissione culturale fortemente influenzato dalla struttura delle interazioni
sociali, e la tendenza a copiare chi ha successo pu essere una probabile conseguenza
del modo in cui molte societ ma certamente non tutte sono organizzate.
Poich le norme che regolano la nostra vita sono prescrizioni generali e
tipicamente sono acquisite prima di divenire adulti, esercitano uninfluenza
persistente sui propri comportamenti in una variet di ambienti. John Stuart Mill
(1998 [1861]:71) commentava che le persone attraversano mare della vita con le loro
opinioni costituite sulle comuni domande di ci che giusto e ci che sbagliato.
Di conseguenza, vivere con norme acquisite tramite un processo di copia di ci che
d successo materiale non la stessa cosa che massimizzare il successo materiale. Le
nostre norme spesso ci portano a lavorare sodo ed essere onesti anche quando
qualcuno non sta guardando.
Supponete che un individuo che osserva una norma adotti una particolare
strategia nel gioco precedente e continui a farlo fin quando avr occasione di potersi
aggiornare e, a quel punto, che lindividuo cambi norma se i payoff attesi di qualche
altra norma sono pi alti. Usando il modello dinamico di replica sviluppato nel
capitolo 2, user tre modelli per mostrare come comportamenti cooperativi tali da
evitare lopzione della mutua defezione nel gioco precedentemente descritto
possano diventare comuni. Questi modelli mostreranno che le istituzioni del mercato
che permettono interazioni ripetute, associazione non casuale dei contraenti nello
scambio e lemergere della reputazione possono supportare norme che sostengono
10 | MI CROECONOMI A
alti livelli di cooperazione e quindi facilitare lottenimento dei guadagni derivanti dal
commercio. Questi modelli descrivono diversi modi attraverso i quali la struttura
delle interazioni sociali pu indurre gli individui a prendere in considerazione le
conseguenze delle proprie azioni: (1) a causa della ripetizione dellinterazione con un
dato partner nello scambio, (2) attraverso lassociazione con persone che
condividono lo stesso modo di pensare e (3) attraverso i benefici di cui si gode
giocando in futuro un gioco a turno unico con altri partner.
Modello 1: Ripetizione e Ritorsione. Interazioni a turno unico descrivono alcuni
scambi economici lacquisto e la vendita in un mercato a pronti, alcuni mercati del
lavoro giornalieri non strutturati, per esempio ma non altri come le relazioni di
credito o di lavoro di lungo periodo descritte nei capitoli 8 e 9. Alcune interazioni
durano per molte generazioni, come nelle piccole comunit dove i figli dei mezzadri e
dei proprietari rinnovano le relazioni dei loro genitori e dei loro nonni o in un
condominio molto stabile (dove negli appartamenti ai genitori succedono i figli).
Spesso le relazioni non sono solo continuative ma si sovrappongono, con i datori di
lavoro che non forniscono solo un lavoro, ma anche credito e assicurazione. Se
linterazione ha unalta probabilit di ripetersi, la cooperazione pu essere supportata
dalla minaccia di punizione contro coloro che defezionano - con la minaccia che
pi efficace quanto pi probabile la ripetizione. Se la ripetizione sufficientemente
probabile e se il tempo che intercorre tra le ripetizioni sufficientemente breve (o i
corrispondenti tassi di preferenza temporale sufficientemente bassi), il dilemma del
prigioniero trasformato in un gioco dassicurazione con due equilibri: mutua
defezione (come prima) e mutua cooperazione.
La ripetizione cambia linterazione in due modi. Permette di adottare strategie
pi complicate che tengano in conto delle azioni precedenti dei propri partner e
richiede che i payoff vengano calcolati prendendo in considerazione i guadagni attesi
durante tutta linterazione. I giocatori potrebbero ora voler adottare la cosiddetta
strategia occhio per occhio benevolo (nice tit-for-tat): cooperare nel primo turno e
nei turni successivi fare ci che il partner ha fatto nel turno precedente. Per rendere
le cose semplici limitiamo la scelta delle strategie solo alla occhio per occhio
benevolo (T) e alla defezione incondizionata (D).
2
Supponiamo che gli individui siano accoppiati in modo casuale per giocare, che
2
Una volta che viene introdotta la ripetizione, linsieme delle strategie diventa immenso. Assumere
(come faccio) che il giocatore ha solo un periodo di memoria elimina un grande numero di strategie
(e.g. defeziona se laltro ha defezionato nei due turni precedenti altrimenti no). Ma le strategie occhio
per occhio benevolo e defezione incondizionata non esauriscono le strategie disponibili anche con
un solo periodo di memoria: cooperazione incondizionata e occhio per occhio cattivo (nasty tit-for-tat)
sono entrambe possibili, per esempio.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |11
dopo ogni turno di gioco la suddetta interazione finisca con probabilit e che la
ripetizione avvenga in un periodo sufficientemente breve da giustificare il fatto di
ignorare il tasso di preferenza temporale dei giocatori (unipotesi che non porta
alcuna conseguenza in ci che segue).
Quando due individui che giocano la strategia T si incontrano, per esempio,
entrambi cooperano nel primo turno e dopo continuano a farlo fin quando
linterazione finisce (i.e. per una durata attesa totale di 1/ turni) ottenendo in tal
modo un beneficio atteso
Tabella 7.2. Payoff del gioco di scambio iterato
Tit for Tat Defezione
Tit for Tat
Defezione
di b/ .
3
Quando un giocatore che gioca T incontra uno che gioca la strategia
D, il primo riceve d nel primo round e dopo entrambi continuano a defezionare fino
a quando il gioco finisce. Il numero atteso di turni dopo il primo turno la
probabilit che ci sia un secondo turno (1~p) per il numero atteso di turni allinizio
di ogni periodo, cio 1/ . I risultanti payoff attesi sono quindi d +c(1~p) / p . La
matrice dei payoff per il gioco ripetuto appare nella tabella 7.2.
Sia la frazione della popolazione che adotta la strategia T (i restanti adottano
la strategia di defezione incondizionata),
T
() e
D
() rispettivamente il payoff
atteso di un giocatore che adotta T e di un giocatore che adotta D in una popolazione
in cui componenti giocano T . Abbiamo quindi

T
(t) =t
b
p
+(1t) d + (1p)c / p [ |}

D
(t) =t a + (1p)c / p [ | }
+(1t)
c
p
dal quale, uguagliando per determinare la frazione della popolazione di
equilibrio *, si ottiene
* =
c ~ d
2c ~ a ~ d +(b ~c) / p
(7.2)
Le equazioni 7.1 e 7.2 sono rappresentate nella figura 7.1.
3
Il numero atteso dei turni : 1+(1~p) +(1~p)
2
+... =1/ 1~(1~p) } =1/ p
12 | MI CROECONOMI A
Per payoff e probabilit di termine tali che
b ~c
a ~c
> p (7.3)
e per c ~ d > 0 si avr che *(0,1) dar un equilibrio interno. (Se lespressione
(7.3) fosse stata unuguaglianza, * sarebbe uguale ad uno. La condizione (7.3)
assicura anche che il denominatore dellequazione (7.2) positivo). La seconda
condizione ( c ~ d > 0) deve essere vera perch i payoff del gioco a turno unico
descrivono un dilemma del prigioniero. La condizione (7.3) sar vera quando il
rapporto fra i guadagni della mutua cooperazione ( b ~c) e i guadagni di un singolo
periodo di defezione ( a ~c ) maggiore rispetto alla probabilit di termine. Ma *
instabile, piccole deviazioni da * non ritornano
Figura 7.1. Leffetto rappresaglia. la frazione che gioca la strategia
occhio per occhio (tit-for-tat); (*,1] il bacino dattrazione
dellequilibrio cooperativo. Nota che un incremento nella probabilit di
termine (linee tratteggiate) riduce il costo atteso delle punizione futura
per un individuo che defeziona e diminuisce il bacino dattrazione
dellequilibrio cooperativo =1, spostando lequilibrio instabile da * a

+
.
indietro a *. Questo perch
d
D
()
T
() }
d
< 0 (7.4)
violando la condizione di stabilit: un incremento in riduce il payoff atteso di
D rispetto a T . Ma dato che i payoff sono uguali in *, questo significa che il payoff
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |13
atteso di D deve essere inferiore a T per > *, e ci, per il processo dinamico
descritto nel capitolo 2, porter ad un incremento di piuttosto che ad un ritorno a
*. Come risultato ci sono tre frequenze di popolazione dequilibrio, ossia 0, * e 1,
e di queste la prima e la terza sono stabili. Lequilibrio instabile * definisce il confine
tra il bacino dattrazione dei due equilibri stabili.
E facilmente confermato che la condizione (7.3) implica che il payoff della
strategia T in una popolazione con nessuno che defeziona eccede il payoff dal
defezionare in quella stessa popolazione, ovvero b/ p > a +(1~p)c / p , rendendo la
strategia T una migliore risposta a se stessa. Ricordate che la strategia occhio per
occhio una strategia stabile dal punto di vista evolutivo contro la defezione
incondizionata se esiste una qualche frazione positiva di D in questa popolazione, ,
tale che se la parte della popolazione che gioca D al di sotto di , il processo
differenziale di replica dei tratti porter alla sua eliminazione e, quindi, uninvasione
effettuata da un gruppo di persone che defeziona costituito da una frazione inferiore
a della popolazione fallir. Laddove la (7.3) valida, occhio per occhio una
strategia stabile dal punto di vista evolutivo e il valore critico di nella definizione
precedente pari a 1~ *.
Ne derivano due risultati. Primo, linterazione avr un equilibrio di
cooperazione universale se la probabilit di termine sufficientemente bassa (anche
defezione universale rimane un equilibrio). Questo deriva direttamente dalla
condizione (7.3). Secondo, un incremento nella probabilit di termine incrementer
*, diminuendo la grandezza del bacino dattrazione dellequilibrio cooperativo.
Questo perch (dallequazione (7.2)),
d *
dp
=
(b ~c) *
2
p
2
(c ~ d)
(7.5)
che deve essere positivo se i payoff iniziali sono un dilemma del prigioniero e
se * > 0.
Modello 2: Segmentazione. Lequilibrio di mutua defezione nel semplice gioco di
scambio a turno unico descritto allinizio era basato sullipotesi che i membri della
popolazione fossero accoppiati casualmente per interagire. Ma laccoppiamento non
casuale una caratteristica frequente di molte strutture dinterazione. Alcuni esempi
sono rappresentati dai membri di una popolazione che risiedono in un villaggio, che
sono impegnati in frequenti scambi con gli altri residenti e che solo occasionalmente
scambiano beni in un unico mercato che serve tutta la popolazione. La probabilit di
essere associato ad un cooperatore allora dipender dal proprio tipo e sar legata alla
14 | MI CROECONOMI A
diversa frequenza dei cooperatori nei villaggi. I gruppi etnici possono differire nella
frequenza dei cooperatori e membri di tutti i gruppi possono interagire pi
frequentemente con gli insiders piuttosto che con gli outsiders. I cooperatori
possono cercare di evitare coloro che defezionano e usare un segnale rumoroso del
tipo per selezionare il proprio partner. Quando laccoppiamento non casuale, la
probabilit di incontrare qualcuno che corrisponde al proprio tipo (un individuo che
adotta la stessa strategia) in genere maggiore della stessa frazione della popolazione
un fenomeno chiamato assortimento positivo. Quando questo succede, la
cooperazione pu essere stabile dal punto di vista evolutivo anche in interazioni a
turno unico.
Assumiamo che gli individui in una popolazione numerosa possano essere o
persone che defezionano o cooperatori in un dilemma del prigioniero della durata di
un periodo e, come prima, periodicamente aggiornino il loro tipo come risposta al
successo relativo delle due strategie. Le comunit nelle quali coloro che effettuano
scambi sono segmentati sono pi omogenee riguardo al tipo rispetto alla popolazione
nel suo complesso, con i simili che tendono a raggrupparsi con i propri simili. Il
raggruppamento dei simili con i propri simili attenua il problema dellopportunismo
quando i contratti sono incompleti poich cooperare in un dilemma del prigioniero
conferisce vantaggi a quelli con i quali uno interagisce, mentre defezionare infligge
dei costi. In questo modo, poich lassortimento positivo accoppia i simili con i
propri simili, ci aumenta i payoff dei cooperatori e diminuisce quello di coloro che
defezionano. La segmentazione cio ha leffetto di internalizzare sia il beneficio non
contrattabile della mutua cooperazione sia della defezione. Colui che defeziona non
sostiene il costo della propria defezione, ma qualche altro che defeziona lo fa e questo
riduce la probabilit che i cooperatori cambieranno la strategia in quella della
defezione quando si aggiorneranno. Un argomento simile valido per i benefici che i
cooperatori conferiscono: con la segmentazione questi benefici sono internalizzati
allinterno del gruppo dei cooperatori. La segmentazione cio supporta una maggiore
frequenza di tratti pro-sociali in una popolazione. Ovviamente, sar nellinteresse di
coloro che defezionano cercare di disturbare i sistemi che portano allassortimento
positivo, evitando la rilevazione, commerciando in preferenza in comunit dove le
frequenze dei cooperatori sono superiori alla media e cos via.
Supponiamo che le persone vivano in villaggi che sono omogenei per tipo e
una frazione s delle loro interazioni abbia luogo nel loro villaggio, e che il resto
avvenga nella citt dove i tipi sono misti. Definiamo nel seguente modo il grado di
segmentazione: se la frazione della popolazione che costituita da cooperatori , la
probabilit che un cooperatore sia in coppia
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |15
Figura 7.2. Un incremento nella segmentazione aumenta la frequenza
dei cooperatori. I payoff mostrati permettono un equilibrio interno
stabile. Ma in assenza di segmentazione (linee continue) il risultato che si
ottiene la defezione universale. Con la segmentazione, la frazione di
cooperatori *.
con un tipo che cooperatore non pi ma s +(1~ s) , dove s il grado di
segmentazione della popolazione.
4
In modo corrispondente, la probabilit che uno che
defeziona incontri un suo simile ora s +(1~ s)(1~) . Se s =1, i simili sono
accoppiati con i propri simili qualunque sia la composizione della popolazione e, se
s = 0, laccoppiamento casuale e i sotto-gruppi omogenei non sono necessari
affinch avvenga la segmentazione; lesempio del villaggio e della citt solo un
caso particolarmente ovvio. Prendiamo la regola di formazione delle coppie
derivante dal grado di segmentazione come una caratteristica data in modo esogeno
del raggruppamento dei tipi supportata dai recinti delle residenze, confini etnici o
qualsiasi altra caratteristica strutturale che fa sorgere un abbinamento non casuale.
Siano
C
(,s) e
D
(,s) relativamente i payoff attesi dei cooperatori e di coloro
che defezionano in una popolazione, dei quali sono cooperatori, i cui membri
sono accoppiati in modo non casuale secondo il grado di segmentazione s. Allora si
ha,

C
(,s) = sb +(1 s) b +(1)d } (7.6)

D
(,s) = sc +(1 s) a +(1)c } (7.7)
4
Il grado di segmentazione quindi simile al grado di parentela nei modelli genetici.

16 | MI CROECONOMI A
Il livello di equilibrio della cooperazione nella popolazione dato dal valore di
che eguaglia i precedenti payoff attesi, ossia
* =
s(d ~ b) +c ~ d
(1~ s)(b ~ d ~ a +c)
(7.8)
Tabella 7.3. Payoff per la variante Ispettiva del gioco di scambio
Ispeziona Defeziona
Ispeziona b ~, b ~ c ~, c
Defeziona c, c ~ c, c
A seconda della matrice dei payoff, questo equilibrio pu essere stabile o
instabile; in questultimo caso, * segna il confine tra il bacino dattrazione degli
equilibri stabili ad =1 e = 0. La figura 7.2 illustra il caso in cui * un equilibrio
interno stabile. La condizione per la stabilit nella dinamica di replica richiede che il
denominatore della precedente espressione per * sia negativo, richiedendo per
> 0 che anche il numeratore sia negativo. Lintuizione dietro questo risultato
chiara dalla figura: linclinazione della funzione del payoff atteso dal Defezionare,
cio (1~ s)(a ~c) deve eccedere quella di Cooperare, (1~ s)(b ~ d) . La stabilit quindi
si ha quando il vantaggio della defezione unilaterale nei confronti di un cooperatore
(a ~ b) maggiore della penalit di cooperare contro un individuo che defeziona
(c ~ d) .
Quattro risultati ne conseguono. Primo, esiste qualche valore s <1tale che la
cooperazione universale un equilibrio. E semplicemente il valore di s per il quale
* =1 o (a ~ b) / a ~c), che minore di 1 in quanto i payoff del dilemma del
prigioniero sono tali che b > c. Secondo, esiste un qualche valore s <1 tale che per s
maggiore di questo valore un qualche livello di cooperazione pu essere sostenuto
come equilibrio. Questo il valore di s per il quale * = 0 o (c ~ d) /(b ~ d) , che
minore di 1 in quanto c < b. Terzo, se * stabile, un incremento nella
segmentazione incrementer la frequenza della cooperazione nella popolazione.
Questo perch d * / ds ha il segno di (c ~ b)(b ~ d ~ a +c) , che positivo per un
equilibrio stabile. Quarto, se * instabile, un incremento nella segmentazione
allargher il bacino di attrazione dellequilibrio di cooperazione universale (le ragioni
sono analoghe a quelle fornite in precedenza).
Modello 3: Reputazione. Alcune interazioni sono anonime, ma in molti casi
sappiamo qualcosa della persona con la quale abbiamo a che fare e, in molti casi, ci
fa la differenza. Se cos, stabilire una reputazione di soggetto che coopera in modo
condizionale sar spesso una strategia dequilibrio. Supponiamo che un individuo
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |17
possa determinare se un partner un cooperatore condizionale pagando un costo
dispezione > 0. Un cooperatore condizionale uno che ispeziona e risponde ad
un partner che coopera cooperando e ad uno che defeziona defezionando;
chiamiamo questi individui Ispettori. Il solo altro tipo Defezione incondizionata
(tabella 7.3).
Tabella 7.4. come laggiornamento dei payoff basati su scambi
allinterno del gruppo pu supportare la cooperazione
Modello Effetto che favorisce
la cooperazione
Struttura necessaria
dell interazione
Esempi
Minaccia Ritiro dalla successiva
cooperazione
Interazioni frequenti o di
lunga durata (basso)
Taylor (1987)
Fudenberg and Maskin
(1986)
Reputazione Reputazioni cooperative
sono ricompensate
Basso costo
dinformazione circa gli
altri (basso)
Kreps (1990), Shapiro (1983)
Nowak and Sigmund (1998)
Segmentazione Accoppiamenti
vantaggiosi per i
cooperatori
Accoppiamenti non
casuali degli agenti (alto)
Hamilton (1975), Axelrod
and Hamilton (1981),Grafen
(1979)
Sia 0,1 [ | la frequenza degli Ispettori nella popolazione. Fin quando esiste
un costo dispezione ci sar un equilibrio di defezione universale in cui = 0. E se
b ~c > , ci sar un altro equilibrio =1 con solo Ispettori presenti. Se entrambe le
strategie sono presenti in equilibrio, esse devono avere gli stessi payoff attesi ossia

I
() =
D
(). Questi payoff sono:

I
() =(b ) +(1)(c )

D
() = c (7.9)
e uguagliando queste espressioni si ottiene
* =

b ~c
(7.10)
Ma in questo equilibrio d
I
()
D
() }/ d > 0, cos * instabile e
rappresenta il confine tra il bacino dattrazione dei due equilibri =1 e = 0. Poich
d * / d > 0, un incremento nel costo del determinare il tipo del proprio partner
ridurr il bacino dattrazione dellequilibrio in cui tutti sono Ispettori. Cos, un minor
costo sostenuto per conoscere il tipo di coloro con i quali un individuo interagisce
pu rendere possibile un equilibrio nella popolazione in cui costruirsi una
reputazione di cooperatore condizionale paga come strategia.
Nei modelli presentati sopra, la cooperazione sostenuta tra soggetti
individualisti che effettuano scambi e i cui comportamenti evolvono secondo un
processo di aggiornamento monotonico nei payoff. Se ognuno badasse a s, come
18 | MI CROECONOMI A
ha detto Alice, il mondo andrebbe meglio. I modelli hanno mostrato come
strutture dinterazione che permettono ritorsione, segmentazione e reputazione
possano favorire levoluzione di comportamenti apparentemente altruistici per
convertire la cooperazione da un comportamento individualmente costoso in uno
che conferisce benefici non solo agli altri ma anche allindividuo stesso (rendendo la
cooperazione un comportamento mutualistico nei termini del capitolo 3). La tabella
7.4 riassume questi modelli.
Le norme che permettono scambi di mercato mutuamente vantaggiosi non
sono le restanti vestigia di un ordine sociale pre-mercato, e neanche sono una
semplice espressione di una qualche innata predisposizione alla cooperazione o
qualche altro inspiegabile deus ex machina. Le norme di mercato sono sostenute dalle
strutture di mercato e da altre interazioni sociali nelle quali coloro che effettuano
degli scambi sono coinvolti abitualmente. Bronislaw Malinowski (1926:40), scrivendo
a riguardo degli schemi di scambio tra gli abitanti delle Isole Trobriand, concludeva:
La vera ragione perch tuttele obbligazioni economiche sono normalmente mantenute, e
mantenute molto scrupolosamente, che fallire nella loro osservanza mette un uomo in una
posizione intollerabileIl cittadino onorabile obbligato ad affrontare i suoi doveri, sebbene
la sua sottomissione non sia dovuta a un qualche istinto o impulso intuitivo o misterioso
sentimento di gruppo, ma al dettagliato ed elaborato funzionamento di un sistema in cui
ogni azione ha il suo proprio posto e deve essere eseguita senza fallireOgnuno ben
consapevole della sua esistenza e in ogni caso concreto pu prevedere le conseguenze.
Lo stesso si potrebbe dire degli odierni mercati assicurativi, degli affari con i
diamanti o del funzionamento interno della maggior parte delle imprese moderne.
INFORMAZIONE ASIMMETRICA E RELAZI ONI PRI NCI PALE-
AGENTE
Il precedente processo di scambio stato modellato come un gioco simmetrico
ma spesso si ha il caso in cui le parti coinvolte nello scambio sanno cose diverse e
possono fare cose diverse. Quello che le persone conoscono e il tipo di azioni che
possono intraprendere sono spesso determinati dalla loro locazione strutturale nel
processo di scambio. Un lavoratore, per esempio, conoscer certamente con quanto
impegno ha lavorato nellultima ora o se non ha lavorato per niente, mentre il suo
datore di lavoro pu non saperlo. Il datore di lavoro, invece, pu essere capace di
andare oltre nei suoi obiettivi impegnando se stesso in unofferta salariale del tipo
prendere o lasciare, mentre il lavoratore pu non essere capace di beneficiare della
stessa proposta per fornire un certo ammontare di servizi lavorativi per un salario
dato.
Queste asimmetrie sorgono perch il datore di lavoro ha un vantaggio da first
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |19
mover e il lavoratore ha informazione privata (i.e. conosce qualcosa in merito ad un
vantaggio potenziale che laltro non conosce). La prima unasimmetria strategica:
linsieme delle azioni del datore di lavoro include azioni potenzialmente vantaggiose
non possibili per il lavoratore in questo caso impegnarsi preventivamente. Il
secondo un esempio di informazione asimmetrica. Non sorprendentemente, il datore di
lavoro user lasimmetria strategica per tentare di superare i problemi della disciplina
sul lavoro che sorgono dalle asimmetrie informative.
Quando una parte coinvolta in una interazione ha informazioni non conosciute
dagli altri, diciamo che linformazione asimmetrica (altrimenti, linformazione
simmetrica). Linformazione incerta se linformazione rilevante rivelata (mossa
della natura) dopo che almeno una parte nella interazione ha effettuato la sua scelta
(altrimenti linformazione certa). Si ha informazione incompleta quando allinizio
dellinterazione ad almeno una parte alcune informazioni rilevanti non sono rivelate.
Qualche volta si propone linformazione asimmetrica quale fonte dellincompletezza
contrattuale. Ma questo non del tutto corretto. Ci che importa per la realizzabilit
di un contratto completo e per far s che possa esserne assicurato lenforcement da
una terza parte non solo che linformazione rilevante sia conosciuta, ma anche che
linformazione sia verificabile, cio ammissibile in un tribunale o in qualche altro ente
che sia capace di farne rispettare i termini.
Il problema dellenforcement dei contratti dipende dalle istituzioni anche in
altri modi. Labilit di un prestatore di fondi di far osservare un contratto di debito
nei confronti di un prenditore di fondi pu essere enormemente influenzata dal fatto
che la societ in questione mandi in prigione coloro che non sono capaci di pagare i
propri debiti. Il Monte dei Paschi di Siena, forse la pi vecchia banca del mondo
(fondata nel 1472), per circa un secolo ha avuto il diritto di giustiziare i debitori
inadempienti e, senza dubbio, ha beneficiato di questa opzione in pi nel suo insieme
di strategia (a meno che, ovviamente, gli inadempienti avessero studiato teoria dei
giochi e capito che dar vita alla minaccia non avrebbe potuto essere il modo pi
efficace per la banca di raccogliere denaro).
Le transazioni tra prestatori e prenditori di fondi o datori di lavoro e lavoratori
fanno parte di una larga classe di scambi che pu essere modellata come relazioni tra
principale e agente. Queste sono chiamate problemi di agenzia; sorgono quando o le
azioni o gli attributi dellagente (o un progetto dellagente) riguardano il beneficio
netto usufruito dal principale ma non sono noti al principale o non sono verificabili.
(Il prestatore e il datore di lavoro sono il principale; il prenditore e il lavoratore,
lagente). Il problema degli attributi nascosti talvolta chiamato selezione avversa (e.g.
20 | MI CROECONOMI A
coloro che sanno di essere malati compreranno pi assicurazioni sulla salute di coloro
che sanno di stare bene). Il problema delle azioni nascoste chiamato azzardo morale,
termine che prende la sua origine dal settore assicurativo ed esprime la
preoccupazione che lassicurato possa prendere pi rischi di quello che farebbe in
assenza di una copertura assicurativa.
La forma canonica di un problema di azzardo morale la seguente: quando
una parte, il principale (P) trae benefici da unazione ( a) che viene effettuata da
unaltra parte (A), lagente, che costosa da eseguire per A e che non soggetta ad
una contrattazione che possa essere fatta rispettare senza costi, chiamiamo P il
principale e A lagente. Unimplicazione cruciale di questa definizione che P il
titolare del diritto al residuo (residual claimant)
5
di qualche conseguenza non
contrattabile delle azioni di A, cio che quello che A fa influenza il benessere di P
dopo che tutte le obbligazioni contrattuali di P sono state rispettate. Il risultato
influenzato dalle azioni dellagente, q, osservabile:
q =(a) + (7.11)
dove uninfluenza stocastica non osservata su q con media zero. Ma a
non osservabile da P o osservabile ad un costo sufficientemente alto da rendere
non realizzabile la contrattazione di a. Se non fosse per il fatto che
inosservabile, il principale potrebbe dedurre qualcosa a riguardo di a osservando q e
conoscendo la funzione () e . La funzione obiettivo di P (q(a),...); quella di A
u(a,...), con
q
q' e u
a
di segno opposto (cosicch c un conflitto dinteresse tra P
ed A sul livello di a). Per far s che sorga un problema principale-agente sono
necessarie e sufficienti due caratteristiche di una interazione: deve esistere un conflitto
dinteressi su qualche aspetto dello scambio che non soggetto ad una contrattazione che pu
essere fatta rispettare (enforced) senza costi.
Una seconda comune forma del problema tra principale e agente sorge quando
lagente A
i
fa parte di una squadra di n agenti ingaggiati dal (singolo) P, come nel
caso del lavoro di squadra studiato nel capitolo 4. Nel caso precedente, (data
lequazione 7.11), linfluenza stocastica su q rende impossibile per P determinare le
azioni di A; nel secondo caso, la natura di lavoro di squadra dellattivit degli agenti
rende impossibile trarre delle conclusioni da una qualsiasi data azione dellagente,
anche se loutput conosciuto ed una funzione deterministica delle azioni degli
agenti.
5
Per titolare del diritto al residuo (residual claimant) si intende colui che vanta per ultimo i diritti su una
determinata azione o bene dopo che sono state adempiute tutte le obbligazioni direttamente
collegate allazione o al bene stesso.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |21
Quando i diritti che sorgono da uno scambio non possono essere fatti
osservare da una parte terza (i tribunali), una o entrambe le parti coinvolte nello
scambio adotteranno strategie per assicurarsi vantaggi nella transazione. Bowles e
Gintis (1993) chiamano questo comportamento enforcement endogeno perch le parti
coinvolte nello scambio impegnano se stesse in attivit contrattuali volte a far
rispettare laccordo piuttosto che lasciare questo compito a soggetti esterni al
processo di scambio che sono specializzati nellattivit di enforcement degli accordi
(ancora una volta, i tribunali).
Tabella 7.5. Esempi di relazioni principale-agente
Bene o servizio Aspetto non contrattabile Osservanza endogena Principale/agente
servizi lavorativi impegno lavorativo,
attenzione
rinnovo contingente datore di
lavoro/lavoratore
servizi manageriali impegno,
massimizzazione dei
profitti dei proprietari
Suddivisione dei
profitti, rinnovo
contingente
proprietario/ manager
debito livello di rischio
preso
collaterali,
suddivisione del
controllo
prestatore di fondi/
prenditore di fondi
debito pubblico probabilit di
insolvenza
sanzioni commerciali,
altri interventi
governo creditore/
governo debitore
beni qualit del prodotto rinnovo contingente
da parte del
compratore
compratore/venditore
Politiche pubbliche scelta e
implementazione
rinnovo contingente,
referendum
cittadino/governo
ufficiale
contratto di
locazione
residenziale
cura della residenza,
pertinenze
cauzione, rinnovo
contingente
proprietario/inquilino
contratto di
locazione agricolo
impegno lavorativo e
qualit, cura del
terreno
suddivisione dei diritti
rimanenti
proprietario/mezzadro
noleggio di
equipaggiamento
Cura dell
equipaggiamento
deposito,
compropriet dell
equipaggiamento
proprietario/ noleggiante
Lenforcement endogeno pu essere perseguito trasferendo il controllo su alcune
azioni che non sono contrattabili dallagente al principale (come nel caso in cui un
banchiere diventa membro del consiglio direttivo di una impresa alla quale la banca
22 | MI CROECONOMI A
ha prestato fondi), o richiedendo cauzioni (up-front fees), obbligazioni o garanzie
collaterali o dando allagente una parte dei guadagni che derivano dal progetto,
ognuna delle quali rivolta a ridurre il grado di conflitto dinteresse tra il principale e
lagente. Unaltra comune strategia di enforcement endogeno di un contratto quella,
per P, di offrire ad A una transazione di maggior valore rispetto alla prossima
miglior alternativa di A e quindi monitorare le azioni di A, promettendo di rinnovare
ad A il contratto condizionatamente ad un livello di a rivelato dal monitoraggio, e di
terminare la relazione altrimenti. Questa strategia chiamata enforcement endogeno
con rinnovo contingente; efficace perch A riceve una rendita incentivante (enforcement
rent)
6
uguale alla differenza tra la valutazione di A di questa transazione e la sua
prossima miglior alternativa. A disposto a prendere in considerazione gli obiettivi di
P che riguardano il livello di a, sapendo che il fallire nel far questo avr come
risultato (con qualche probabilit) la perdita della rendita (cio del rinnovo del
contratto contingente alla prestazione dellagente).
La tabella 7.5 elenca alcune delle pi importanti relazioni principale-agente.
Notate che queste comprendono alcuni dei pi importanti mercati di una moderna
economia capitalistica: lavoro, credito e management. I modelli di rinnovo
contingente si applicano anche a relazioni non di mercato quale lesempio delle
politiche pubbliche riportato nella tabella. Altre applicazioni non trattate qui sono le
relazioni patrono cliente (Fafchamps 1992, Platteau 1995) e le relazioni tra uomini
e donne nelle coppie. Il cliente e la donna forniscono servizi difficili da monitorare
(e.g. lealt durante i conflitti politici e cura dei bambini, rispettivamente) in
contropartita di una quantit ben definita (posto di lavoro assegnato dal patron, una
parte del salario).
Alcuni dei problemi principale-agente nella tabella 7.5 sorgono perch una
delle parti non sufficientemente benestante. Per esempio, se il mezzadro fosse
abbastanza benestante, sicuramente comprerebbe la terra che lavora piuttosto che
lavorare sotto un contratto di suddivisione. In altri casi, la ricchezza delle parti
coinvolte nello scambio ha una influenza maggiore sulla natura del sottostante
problema di incentivo. Un finanziatore che ha investito sostanziali somme della
propria ricchezza in un progetto sar creduto da colui che prende in prestito quando
afferma con convinzione che se finanzia il progetto questo avr successo. Poich
molte persone hanno un livello abbastanza limitato di ricchezza, i diritti di propriet
che detengono se posseggono la terra o la affittano, per esempio e, pertanto, se
essi sono i titolari del diritto al residuo dei risultati delle loro azioni non contrattabili,
6
Cio una rendita collegata a quei comportamenti, a quelle strategie in relazione al contratto stesso
che fanno s che si abbia enforcement endogeno.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |23
dipenderanno da come funziona il mercato del credito. I mercati del credito sono
cos sia un esempio importante delle relazioni principale-agente, sia un punto chiave
per capire le istituzioni che governano altri problemi di contrattazione incompleta.
Ritorneremo sul mercato del credito nel capitolo 9.
Mentre i dettagli differiranno da un problema principale-agente allaltro,
qualche volta in modi essenziali, la struttura sottostante del problema pu essere
chiarita da un semplice modello di un problema che pu sorgere in quanto la qualit
di un bene non soggetta al contratto. Offro una rapida visione dinsieme del
modello qui come anticipazione delle importanti applicazioni dellincompletezza
contrattuale; modelli simili saranno sviluppati in modo pi completo nei capitoli 8 e
9. Svolgete il problema 17 se siete curiosi di sapere come funziona il modello.
Consideriamo il fornitore di un bene la cui qualit pu essere variabile. Lutilit
del fornitore per periodo dipender esclusivamente dal prezzo pagato dal compratore
(di cui solo ununit, al pi, sar fornita), e dalla qualit del bene fornito ( q 0,1 [ |).
Cos possiamo esprimere lutilit del fornitore come u = u( p,q) . Fornire qualit
richiede impegno, e quindi oneroso, cos u crescente e concava nei confronti del
primo argomento e decrescente e convessa nei confronti del secondo. Il compratore
compra questi beni da n fornitori identici, li trasforma in un qualche modo (forse
mettendoci semplicemente unetichetta) e quindi li vende ai consumatori. La qualit
del bene non soggetta ad una contrattazione enforceable senza costi. Forse il bene,
come una bottiglia di vino o un complicato pezzo di un software personalizzato, deve
essere usato prima che la sua qualit venga determinata. Per semplicit assumo che la
qualit del bene conosciuta al compratore a seguito dellacquisto, ma questa
informazione non verificabile e, quindi, la qualit non pu essere specificata nel
contratto. Gli identici fornitori forniscono tutti la stessa qualit q cos che i ricavi che
derivano dalla vendita del prodotto ai consumatori siano esattamente r(qn) , che
crescente e concava nel suo argomento. Dato che affronta lincompletezza
contrattuale, il compratore offre al fornitore il seguente contratto con rinnovo
contingente: il compratore annuncia un prezzo p con la promessa di continuare la
transazione nei periodi successivi a meno che il compratore trovi che la qualit dei
beni forniti sia inadeguata, nel qual caso la transazione sar interrotta, e ci pu
accadere con probabilit t(q) dove t' < 0 (fornire pi qualit diminuisce la probabilit
di interruzione).
Il compratore determiner per primo le funzione di miglior risposta del
fornitore (sono identiche), esprimendo la qualit fornita come funzione del prezzo
offerto. Il fornitore varier q per massimizzare il valore attuale dellutilit attesa v,
24 | MI CROECONOMI A
dove v dipende dalla funzione di interruzione t(q) , dalla posizione di riserva dei
fornitori (anchessa un valore attuale) qualora la transazione sia interrotta z , e dal
prezzo offerto dal fornitore p, ossia v = v(q; p,z). Fissando v
q
= 0 si ottiene la
funzione di miglior risposta del fornitore q( p) . (Questa funzione derivata nel
capitolo 8 per un problema simile; vedete le equazioni dalla 8.2 alla 8.5). La funzione
di miglior risposta che ne deriva pu essere scritta
u
q
= t' (v ~ z) (7.12)
richiedendo che il fornitore uguagli il costo marginale di fornire qualit (lato
sinistro dellequazione (7.12)) al beneficio marginale di fornire qualit (il lato destro).
In altre parole, scegliere q in modo che la disutilit marginale di fornire maggiore
qualit sia uguale alla riduzione nella probabilit dinterruzione generata dal fatto di
fornire maggiore qualit (t' )
,
moltiplicata per il vantaggio netto della transazione
rispetto alla posizione di fallback (v ~ z) .
Il compratore pertanto sapr che (nei valori economicamente rilevanti delle
variabili) q' ( p) > 0. La ragione che maggiore il prezzo offerto, maggiore il valore
della transazione per il fornitore e maggiore la qualit che egli fornir per evitare
linterruzione della transazione. La funzione di miglior risposta q( p) , mostrata nella
figura 7.3, anche definita vincolo di compatibilit dellincentivo fronteggiato dal
compratore. Notate che, se il compratore offrisse un prezzo tale che il vincolo di
partecipazione del fornitore fosse soddisfatto come uguaglianza, ossia
v(q( p); p,z) = z , il lato destro dellequazione (7.12) sarebbe uguale a zero e, quindi, il
fornitore non affronterebbe alcuna disutilit marginale positiva nel fornire qualit
poich non ci sarebbe alcun costo dinterruzione. Come risultato il fornitore avrebbe
semplicemente fissato q = 0. Assumo che questo non massimizzi il profitto per il
compratore.
Il profitto del compratore dato dai ricavi meno il costo di acquistare i beni,
cos egli varia p e n, il numero dei fornitori con i quali contrattare, per massimizzare
= r(nq( p)) pn . Fissando le derivate parziali
n
e
p
uguali a zero si hanno le
condizioni del primo ordine del compratore:
qr' = p
q
p
= q' (7.13)
Queste condizioni portano il compratore a fissare n (il numero di unit
comprate) in modo che il ricavo marginale sia uguale al prezzo e a fissare il prezzo in
modo che leffetto marginale del prezzo sulla qualit ( q' ) sia uguale alla qualit media
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |25
per dollaro (o euro) di spesa ( q / p). Il massimo profitto che ne risulta illustrato
nella figura 7.3, dalla quale si vede chiaramente che q' linclinazione della funzione
di miglior risposta (leffetto marginale del prezzo sulla qualit) e q / p il rapporto
medio qualit/prezzo dato dalla retta uscente dallorigine.
Poich v(q*; p*,z) > z , fornitori identici a quelli qui modellati ma non coinvolti
in alcuna transazione (e riceventi il fallback z ) preferirebbero effettuare transazioni
col compratore. Essi possono cercare di disturbare la transazione precedente
offrendo un prezzo pi basso e promettendo una maggior qualit. Ma ricordate che
siccome tutti gli agenti sono identici, il fornitore riconoscerebbe la promessa di
comportarsi in un modo diverso dalla funzione
Figura 7.3. Prezzo dequilibrio e qualit. Il compratore massimizza i
profitti selezionando un prezzo tale che q' = q / p.
di miglior risposta come falso e rifiuterebbe lofferta. In un equilibrio
competitivo, il fornitore riceve in tal modo una rendita al di sopra della sua miglior
prossima alternativa.
Sette caratteristiche dellequilibrio appena descritto sono di notevole interesse.
Esse non sono specifiche di questo esempio, ma si presentano in modo abbastanza
26 | MI CROECONOMI A
generale nei modelli di rinnovo contingente delle relazioni tra principale-agente.
Tutte saranno ulteriormente sviluppate nei capitoli successivi.
Un equilibrio Pareto-Inefficiente. Dato che il problema di ottimizzazione del
compratore prende come vincolo la funzione di miglior risposta del fornitore
(vincolo di compatibilit dellincentivo) anzich il vincolo di partecipazione del
fornitore (ossia, v z ) e dato che i due differiscono, lequilibrio competitivo p*, q *
non pu essere un ottimo Paretiano. Questo perch in equilibrio v
p
= 0 =
p
. Il
fornitore e il compratore hanno fissato queste derivate uguali a zero nel risolvere i
loro rispettivi problemi di massimizzazione. Come risultato, in equilibrio, essi sono
indifferenti a variazioni sufficientemente piccole rispettivamente in qualit e in
prezzo. Ma in equilibrio anche vero che
p
> 0 e v
p
> 0, cio, il compratore
beneficia da una maggiore qualit e il venditore beneficia da un prezzo pi alto. Se
questo il caso, esiste un qualche incremento sia in p che in q che porrebbe sia il
venditore che il compratore in una situazione migliore. Un caso correlato sar
esaminato nel prossimo capitolo.
Rendite dequilibrio. Il fornitore riceve una rendita al di sopra della sua prossima
migliore alternativa (v > z) . Questo succede malgrado il fatto che agenti esclusi dalla
transazione sono liberi di tentare di abbassare lofferta di coloro che stanno
effettuando transazioni. La differenza v ~ z chiamata rendita perch
lammontare che eccede il valore della prossima migliore alternativa del lavoro del
fornitore. Questa rendita incentivante (enforcement rent) insieme alla minaccia
dinterruzione induce il fornitore ad offrire un livello pi alto di qualit.
Equilibrio senza mercati in bilancio (Market Clearing).
7
Lesistenza di una enforcement
rent del fornitore implica che in equilibrio i mercati non sono in bilancio, dato che
una condizione a ci necessaria che tutti coloro che scambiano devono essere
indifferenti tra la loro transazione corrente e la loro prossima migliore alternativa. I
compratori si trovano sul lato corto del mercato (il lato in cui il numero desiderato di
transazioni minimo), mentre i fornitori si trovano sul lato lungo del mercato. In
equilibrio, alcuni dei fornitori proferirebbero effettuare transazioni al prezzo
dequilibrio ma non vi riescono (sono vincolati in quantit).
Transazioni diadiche durevoli. Il compratore e il venditore interagiranno per molti
periodi, anche se ci sono molti compratori e venditori identici; lequilibrio
competitivo sar caratterizzato pi da una serie di durevoli isole di scambio bilaterali
che da un mare di anonimi scambiatori impegnati in interazioni a turno unico in un
7
Si ha market clearing quando al prezzo di equilibrio, quantit domandata e offerta sono uguali.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |27
mercato a pronti.
Price Making. Il compratore un price maker, cio uno che fa il prezzo,
non un price taker cio uno che prende il prezzo come dato come nel modello
competitivo standard con contratti completi. La ragione per la quale il compratore
non tratta il prezzo come parametrico lincompletezza contrattuale concernente la
qualit del bene. Il price making non deriva da alcun aspetto non competitivo della
ipotizzata struttura di mercato. Endogenous Claim Enforcement attraverso lesercizio del
potere. Il compratore massimizza i profitti minacciando di sanzionare il fornitore con
linterruzione della transazione e il ritiro della enforcement rent. A causa di questa
minaccia sanzionatoria, il fornitore agisce in un modo nel quale non si sarebbe
comportato in assenza della minaccia. Cio, il compratore beneficia dellabilit di
esercitare potere sul fornitore. Quando una o pi parti in uno scambio usano
sanzioni effettive o minacciate per far pressione sui diritti abbiamo un caso di
enforcement endogeno.
Preferenze endogene. Il compratore interessato al processo psicologico di
decisione del fornitore, ossia alla disutilit dellimpegno, alla valutazione soggettiva
della transazione, al fallback e cos via. Inoltre, il compratore ha un mezzo per
apportare cambi nelle preferenze del fornitore. La ragione che il compratore ha
offerto e assicurato dallinizio una relazione con il fornitore in termini che danno al
compratore autorit. Cio, il compratore ha anche unopportunit di influenzare
levoluzione psicologica del fornitore strutturando le loro interazioni in un modo che
riduce la disutilit dellimpegno, se questo pu essere trovato. Quello che differenzia
questo dal caso della contrattazione completa non il fatto che il compratore si
interessa delle preferenze del fornitore. Piuttosto, che il compratore interagisce per
un periodo esteso di tempo con lo stesso fornitore, e cos entrambi si interessano
delle rispettive preferenze, e il compratore ha lopportunit di influenzare le
preferenze di questo particolare fornitore. Al contrario, il mercato a pronti associato alla
contrattazione completa presenterebbe il compratore come un soggetto che affronta
un problema di fornitura di bene pubblico. Tutti i compratori avrebbero interesse
nellinfluenzare le preferenze di tutti i fornitori, riducendo la disutilit dellimpegno,
dato che questo ridurr il prezzo dofferta per la qualit. Ma assenti alcune forme di
azioni collettive (socializzazione obbligatoria per unetica di lavoro per tutti i
fornitori, ad esempio), nessuno investirebbe nella trasformazione delle preferenze dei
fornitori perch i guadagni di questo investimento andrebbero divisi tra tutti i
compratori e non potrebbero essere appropriati esclusivamente dellinvestitore.
28 | MI CROECONOMI A
CONTRATTI E COMPORTAMENTO NEI MERCATI
Cos, quando i mercati sono completi, non vi alcuna ragione economica di
preoccuparsi della psicologia del processo decisionale del proprio partner di scambio
o di impegni morali. Inoltre, anche se uno fosse interessato, non c modo che questi
tratti personali possano essere influenzati. Al contrario, il precedente modello
principale-agente, i modelli presentati prima di ritorsione, segmentazione e
reputazione e il modello di produzione di squadra con preferenze sociali nel capitolo
4, suggeriscono tutti un diverso punto di vista che dove i contratti sono incompleti,
le reti di scambio, le imprese e altre istituzioni che si sono evolute per far fronte ai
problemi di incentivazione favoriranno interazioni che sono personali, strategiche,
durevoli e nelle quali sia le norme che lesercizio del potere giocano dei ruoli
importanti.
Il risultato una corrispondenza tra il grado di incompletezza contrattuale e la
struttura del mercato. Questo chiarito dalle contrastanti strutture di commercio del
riso e della gomma grezza in Tailandia. Ammar Siamwalla (1978) ha notato la
struttura impersonale del mercato allingrosso del riso nel quale la qualit del
prodotto rapidamente testata dal compratore. Egli ha confrontato questo mercato
con lo scambio personalizzato basato sulla fiducia nel mercato della gomma grezza
nel quale la qualit impossibile da determinare al momento dellacquisto. In modo
simile, in Palanpur, India, grano e riso, cos come le sementi e i fertilizzanti, sono
standardizzati, prodotti facilmente valutabili, e quindi sono soggetti a contratti
relativamente completi. Essi sono comprati e venduti in mercati regionali in cui le
transazioni sono governate da poco pi che il prezzo corrente e il vincolo di bilancio
dei partecipanti. Al contrario, scambi che riguardano il lavoro, il credito, luso della
terra e i dei servizi connessi ad una fattoria quali le mandrie, hanno luogo quasi
interamente allinterno del villaggio e spesso allinterno della stessa casta. I mezzadri
di Palanpur esprimono forti preferenze per contrattare con proprietari onesti o
franchi i quali reciprocano questa attitudine; i contratti di mezzadria si concludono
in misura sproporzionata allinterno di caste. I prestatori di denaro in un villaggio
raramente estendono i prestiti a coloro che essi non conoscono o che non vivono a
Palanpur.
8
Lasciandosi alle spalle limmaginario mondo degli individui che
scambiano noci per mele al margine della foresta, del quale parla Coase, il processo
di scambio non n anonimo n momentaneo.
Uninteressante implicazione che coloro che scambiano nei mercati con
contratti incompleti esibiranno comportamenti diversi rispetto a quelli che operano
8
Vedi Lanjouw e Stern (1998), in particolar modo 84-85 e 486-8.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |29
in mercati con contrattazione completa. La ragione che i tipi di contratto in uso
influenzano la struttura economica delle interazioni e queste, a loro volta,
influenzano la distribuzione dequilibrio dei comportamenti. Questa una delle
lezioni che si ricava dai modelli in rassegna nella tabella 7.4. Ricordate che le
condizioni per supportare alti livelli di cooperazione nei modelli di ritorsione,
segmentazione e reputazione sono interazioni ripetute, accoppiamenti condizionati al
tipo e bassi costi dinformazione per determinare il tipo degli altri individui. Questi si
possono trovare in modo probabile in situazioni che si ripetono frequentemente,
dove gli individui hanno contatti multilaterali o faccia a faccia quali stabili rapporti
residenziali di vicinato, imprese con limitato ricambio di lavoro e simili gruppi ai quali
talvolta ci si riferisce con il termine di comunit (Bowles e Gintis 2002, Ostrom,
1990) o clan (Ouchi 1980). Questo modo di pensare pu aiutare a risolvere un puzzle
sollevato da recenti ricerche sperimentali.
In mercati sperimentali per beni coperti da contratti completi, i soggetti
rapidamente raggiungono i prezzi d'equilibrio competitivo e si ha market clearing
come previsto dal modello con preferenze individualistiche basate sul
raggiungimento del proprio risultato. Smith e Williams (1992:121) hanno osservato
che la ricerca sperimentale sul mercato ha fornito un fondamento empirico per il
sistema di convinzioni della teoria economica che era stato gi ben stabilitosotto
molte condizioni i mercati sono estremamente efficienti nel facilitare il movimento
dei beni. Vernon Smith, il cui lavoro pionieristico ha aperto il campo negli anni 70,
ha concluso che leconomia sperimentale ha fornito forte supporto al convenzionale
modello Walrasiano. Tuttavia, gli scienziati sociali, che avevano familiarit con le
ricerche sperimentali condotte dagli psicologi, hanno trovato questa affermazione
sorprendente; per quello che abbiamo visto nel capitolo 3, infatti, stata accumulata
una considerabile evidenza che fa sorgere dubbi sulle ipotesi comportamentali del
modello standard. Se gli psicologi avevano ragione a riguardo dei difetti empirici delle
ipotesi convenzionali riguardo i comportamenti individuali, perch i mercati
sperimentali studiati da Smith e dai suoi colleghi allUniversit dellArizona
confermavano le attese degli economisti riguardo i risultati aggregati delle interazioni
di mercato?
Il puzzle diventato pi profondo negli anni 90 con nuovi esperimenti di
mercato effettuati da Smith e altri in cui le previsioni standard sullequilibrio non si
sono verificate. In una serie di esperimenti che simulavano mercati con beni di qualit
variabile e mercati del lavoro, Ernst Fehr e i suoi co-autori allUniversit di Zurigo
hanno trovato che i soggetti sperimentali spesso ricevono una rendita al di sopra della
loro prossima migliore alternativa e queste rendite non vengono eliminate neanche in
30 | MI CROECONOMI A
ambienti molto competitivi. Coloro che offrono rendite ai loro partner di scambio in
genere ottengono risultati migliori di quelli che non ne offrono.
Che cosa ha contato per il successo del paradigma Walrasiano nella predizione
dei risultati nei primi esperimenti in Arizona e nei successivi fallimenti nel predire i
risultati ottenuti a Zurigo? Si rapidamente stabilito che la risposta non era che gli
svizzeri sono diversi dagli americani; e nemmeno che il risultato potrebbe essere
dovuto a differenze nel grado di competizione nei mercati sperimentali. (Fehr e il suo
gruppo spesso hanno indotto una intensa competizione in uno o nellaltro lato del
mercato lasciando i compratori essere in soprannumero rispetto ai venditori e
viceversa). Quando i soggetti di Zurigo erano coinvolti in esperimenti di mercato con
contrattazione completa, essi replicavano i risultati ottenuti in Arizona. Invece, la
differenza nei comportamenti dei soggetti in Arizona e a Zurigo spiegata dal fatto
che gli esperimenti iniziali di Smith assumevano contratti completi mentre quelli di
Fehr erano basati sullincompletezza contrattuale.
Fehr e i suoi co-autori (per una rassegna, si veda Fehr e Gaechter 2000) hanno
trovato che lincompletezza contrattuale induce comportamenti reciproci tra soggetti
e che questo ha effetti durevoli sullequilibrio competitivo. Un esempio
dellimportanza dellincompletezza contrattuale un esperimento di mercato del
lavoro in cui limpegno selezionato dal lavoratore dopo che limpresa ha fatto
unofferta salariale. Lequilibrio predetto da un modello con preferenze
individualistiche in una interazione unica non si ottiene (ossia, offrire il salario pi
basso, fornire il pi basso livello di impegno). Piuttosto, le imprese offrono salari
pi alti del necessario e i lavoratori si comportano reciprocamente lavorando pi
intensamente del minimo. Questo non accade quando lesperimento alterato in
modo tale che limpegno non soggetto alla scelta dei lavoratori (completando
effettivamente il contratto eliminando il suo elemento non contrattuale). In modo
correlato, Peter Kollock (1992:341) ha investigato le origini strutturali della fiducia
in un sistema di scambio, piuttosto che trattare la fiducia come una variabile della
personalit individuale con risultati simili. Usando un progetto sperimentale basato
sullo scambio di beni di diversa qualit, Kollock ha trovato che la fiducia e limpegno
nei confronti dei partner di scambio cos come la preoccupazione per la propria e
altrui reputazione emerge quando la qualit del prodotto variabile e non
contrattabile ma non quando la qualit contrattabile.
Brown, Falk e Fehr (2002) hanno progettato un esperimento di mercato per
esplorare gli effetti dellincompletezza contrattuale sugli schemi di scambio. Come nel
precedente modello, il bene scambiato varia in qualit, con qualit pi alta pi costosa
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |31
da fornire. Nella condizione di contrattazione completa il livello di qualit promesso
dal fornitore era fatto osservare dallo sperimentatore, mentre in condizione di
contrattazione incompleta il fornitore poteva provvedere qualsiasi livello di qualit (a
prescindere da ogni promessa o accordo con il compratore). I compratori e i
venditori conoscevano il numero di identificazione di coloro con i quali stavano
interagendo, cos essi potevano usare le informazioni che avevano acquisito nei turni
precedenti come una guida per scegliere coloro con i quali essi avrebbero voluto
interagire, i prezzi e la qualit da offrire e cos via.
Tabella 7.6. Incompletezza contrattuale e struttura sociale del mercato:
evidenza sperimentale
Struttura dellinterazione Contratti completi Contratti incompleti
Durata turno unico rinnovo contingente
Offerta pubblica privata
Determinazione del prezzo contrattazione, offerte
rifiutate
prezzo fissato da chi si trova
sul lato corto del mercato
Relazioni tra partecipanti allo
scambio
anonime fiducia, rappresaglia per
imbrogli
Network di mercato molti deboli legami isole di scambio bilaterali
Fonte: Brown, Falk e Fehr (2002)
I compratori avevano lopportunit di effettuare una offerta privata
(piuttosto che la diffusione di una offerta pubblica) allo stesso venditore nel periodo
successivo, cos da tentare di avviare una relazione bilaterale con il venditore.
Schemi di scambio molto diversi sono emersi sotto condizioni di
contrattazione completa e incompleta. Nei primi, il 90 per cento delle relazioni di
scambio sono durate meno di tre periodi (e molte di loro erano a turno unico (single
shot)). Al contrario, solo il 40 per cento delle relazioni sono state di breve durata sotto
condizioni di contrattazione incompleta e molti di coloro che effettuavano scambi
hanno costruito relazioni di fiducia con i loro partner. I compratori in condizione di
incompletezza contrattuale hanno offerto prezzi considerevolmente superiori
rispetto al costo del fornitore di provvedere qualit (proprio come nel modello
principale-agente della sezione precedente). Quando i compratori hanno
disapprovato la qualit fornita, hanno interrotto la relazione, ritirando cos la rendita
che ne risultava per il fornitore. Altre differenze sono riassunte nella tabella 7.6. Le
differenze erano particolarmente pronunciate negli ultimi turni del gioco, suggerendo
che coloro che partecipavano allo scambio imparavano dalla loro esperienza e
aggiornavano di conseguenza i loro comportamenti.
32 | MI CROECONOMI A
Questi risultati sperimentali suggeriscono che la fiducia o la reciprocit
possono dipendere dalla forma del contratto, con lincompletezza contrattuale che
qualche volta supporta la fiducia e i comportamenti reciproci. Anche il contrario
vero: pi bassi livelli di fiducia e reciprocit potrebbero aver condotto coloro che
ideavano i contratti e progettavano i pertinenti ambienti di enforcement ad essere
disponibili a pagare per contratti pi completi. Avner Greif (1994) ha analizzato da
questa prospettiva le divergenti traiettorie culturali e istituzionali dei commercianti
genovesi e maghrebini Nordafricani nel periodo del tardo medioevo.
Lindividualismo dei commerciati genovesi ha precluso le tecniche di enforcement
contrattuale collettivo dei commercianti maghrebini, ma ha anche fornito uno
stimolo per lo sviluppo e il perfezionamento da parte dei genovesi di uno stato e di
altre istituzioni che coinvolgono terze parti per losservanza dei diritti nei contratti
che hanno avuto nel tempo maggior successo (vedi box).
Il processo sottostante determina congiuntamente la distribuzione di contratti
e la distribuzione di norme comportamentali nella popolazione, una dinamica che
spesso viene definita co-evoluzione delle istituzioni e delle preferenze. Per studiare questo
processo, considerate una popolazione di compratori e venditori che sono accoppiati
casualmente per una singola interazione.
9
Essi scambiano un bene la cui qualit (alta
(H) o bassa (L)) determinata dal venditore ed costosa da valutare ex-ante per il
compratore. Il compratore pu offrire uno tra due contratti. Se offerto il
contratto completo (C), il venditore riceve un
Le diverse traiettorie di sviluppo dei Genovesi e dei Maghrebini nel Medio Evo
Pu la cultura spiegare strutture istituzionali diverse, ognuna delle quali dipendente dal proprio
passato?
Questa la domanda alla quale Avner Greif (1994) rivolge la sua attenzione nellesaminare le
diverse traiettorie di sviluppo delle moderne organizzazioni sociali, individualiste
nellOccidente e collettiviste nei Paesi in via di sviluppo. Secondo Greif, le convinzioni culturali
(cultural beliefs), ossia quelle idee e modi di pensare comuni a molti individui che regolano i
rapporti tra di essi e le relazioni con altri gruppi e che differiscono dalla conoscenza in
quanto non sono empiricamente e analiticamente provate sono elementi fondamentali della
cultura. Tra le convinzioni culturali, quelle cristallizzate rispetto ad un gioco specifico
influenzano le decisioni nelle situazioni strategiche successive, fornendo dei punti di
riferimento e coordinando le aspettative e, di conseguenza, influenzando la selezione degli
equilibri e delle istituzioni sociali predisposte a far osservare leggi e accordi.
Greif svolge unanalisi storica per vedere come diversi cultural beliefs portano a diverse
strutture sociali: riferendosi allXI secolo, paragona la societ genovese alle societ
individualistiche occidentali e la societ dei commercianti maghrebini alle societ
collettivistiche in via di sviluppo. Entrambe le societ agiscono in un ambiente simile (il
9
Peter Skott ha suggerito questo modello.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |33
Mediterraneo), hanno una simile tecnologia navale, commerciano gli stessi beni e hanno uno
stesso problema da affrontare, ossia quello di stabilire relazioni di agenzia con membri esterni
alla famiglia per la distribuzione delle merci destinate al commercio. Ma su questo punto, le
strategie adottate dalle due societ differiscono: i genovesi individualisti assumono un agente
dal pool degli agenti disoccupati indipendentemente dal fatto che in passato essi siano stati
onesti o disonesti, mentre i maghrebini collettivisti assumono esclusivamente dal pool degli
agenti disoccupati onesti, in quanto, se disonesti in passato, vengono immediatamente segnalati
e non hanno pi alcuna possibilit di essere nuovamente assunti. Tuttavia, nel tardo Medio
Evo, ottenere informazioni sul comportamento passato degli agenti era costoso. Ma se per i
genovesi la storia passata degli agenti non contava, e quindi i mercanti trovavano ottimale
impiegare solo agenti (cio ogni individuo agiva o da mercante o da agente, ma non ricopriva
entrambe le mansioni), i mercanti maghrebini, per i quali la storia era importante,
partecipavano ad un network di mercanti che scambiava informazioni e quindi impiegavano
altri mercanti come agenti (ossia ogni individuo poteva agire sia da mercante che fornire servizi
di agenzia). Questo comportava nella societ genovese che venisse pagata agli agenti una
rendita affinch si comportassero in modo onesto, e ci, dal punto di vista della distribuzione
della ricchezza, permetteva una maggiore mobilit verso lalto (verticalismo). Ci non avveniva
nella societ maghrebina: il proprio impegno, sotto cultural beliefs collettivisti, era collegato alla
propria ricchezza in modo positivo; un mercante che si comportava disonestamente non
poteva pi assumere agenti sotto la minaccia di punizione collettiva e quindi doveva pagare
salari pi alti, con saggi di guadagno pi bassi sul proprio capitale. Il capitale agiva quindi come
limite che segnalava onest e che riduceva il salario ottimo richiesto per rendere un mercante
onesto. Quindi i mercanti erano motivati ad assumere altri mercanti (orizzontalismo).
Ma queste non sono le uniche differenze alle quali i diversi cultural beliefs hanno portato: nel
processo di espansione dei propri commerci, i genovesi hanno assunto anche agenti sul luogo,
dando vita ad un processo maggiormente integrato; i maghrebini invece, nel loro processo di
espansione dei commerci, preferivano assumere esclusivamente propri agenti dando vita ad un
processo di segregazione; i genovesi hanno sviluppato affari familiari senza divisione della
ricchezza per ridurre le probabilit di bancarotta, aumentando sicurezza nelloccupazione,
codici legali formali e organizzazione politica per facilitare lo scambio e il rispetto dei contratti;
i maghrebini invece hanno sviluppato affari familiari con suddivisione della ricchezza e codici
informali di condotta per la risoluzione delle dispute e punizioni collettive.
Tabella 7.7. Payoff tra venditori reciproci e individualisti scambianti un
bene di qualit variabile con compratori offrenti contratti completi o
incompleti.
Venditore
Compratore Reciproco Individualista
Contratto incompleto (I)

H
/ 2,
H
/ 2
H

L
/ 2,
L
/ 2
Contratto completo (C)

L
,
C

L
,0
compenso fisso esattamente sufficiente a coprire il costo di fornire bassa
qualit. Questi sono compratori di tipo C. Nel contratto incompleto (I), il
compratore paga il costo di produrre con qualit bassa pi met dei profitti netti
che risultano dalla transazione. Questi sono compratori tipo I. Anche i venditori
sono di due tipi. I venditori tipo R interpretano il contratto I come un segno di
fiducia da parte del compratore e si comportano in modo reciproco fornendo alta
qualit, affrontando un costo addizionale
H
. Quando offerto loro un contratto
C pur essendo venditori di tipo R , sentono di esser diventati oggetto di diffidenza,
34 | MI CROECONOMI A
subendo un costo soggettivo pari a
C
, e si vendicano fornendo bassa qualit. I
venditori di tipo S sono del tutto individualisti e forniscono bassa qualit a
prescindere dal contratto. I profitti del compratore (al netto del compenso per il
venditore sufficiente a coprire il costo della bassa qualit) sono rispettivamente
H
e

L
per alta e bassa qualit. Per rendere meno pesante la notazione, sia
H
=
L
= e
per rendere il problema interessante, si assuma ulteriormente che
H
> 2
L
e

L
> 2 . I payoff (compratori per primi, venditori secondi) appaiono nella tabella
7.7. Indicando la frazione dei venditori che sono reciproci con , i payoff attesi dei
compratori che offrono contratti di tipo I e C sono:
v
I
=

H
2
+(1)

L
2
v
C
=
L
+(1)
L
=
L
(7.14)
Allo stesso modo, indicando la frazione dei compratori che offrono contratti
incompleti come , i payoff attesi dei venditori di tipo R e S sono
v
R
=

H
2

[
\
|

J
j
+(1)()
v
S
=

L
2
+(1)0 =

L
2
(7.15)
I payoff attesi dati dalle equazioni (7.14) e (7.15) appaiono nella figura 7.4, con
* e *che rappresentano le frequenze dei compratori tipo I e dei venditori tipo R
che uguagliano i payoff attesi.
Quale tipo di contratti e di comportamenti ci dovremmo aspettare di
osservare in questa popolazione? Lintuizione che i probabili risultati includeranno
o unalta frequenza sia di contratti incompleti che di venditori che reciprocano o il
risultato opposto: una predominanza sia di contratti completi che di venditori
individualisti. Queste corrette intuizioni sono facilmente formalizzate. Il sistema
dinamico che vogliamo studiare riguarda lo spazio degli stati definito da tutte le
possibili combinazioni di contratti e strategie comportamentali, cio 0,1 [ | e
0,1 [ |. Vogliamo esaminare il movimento sia di che di nel tempo.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |35
Figura 7.4. Payoff dei comportamenti reciproci e individualisti (panel
sinistro) e dei contratti completi e incompleti. la frazione dei
compratori che offrono contratti incompleti, la frazione dei
fornitori che sono reciproci.
Supponiamo che sia i fornitori che i compratori periodicamente aggiornino le
loro strategie passando alle strategie con payoff pi alti secondo le familiari equazioni
dinamiche di replica
d / dt =(1~)(v
I
~ v
C
)
d / d =(1~)(v
R
~ v
S
) (7.16)
I valori stazionari di e in questo sistema dinamico sono d / dt = 0 per
= 0, =1 e =* =
L
/(
H

L
), e d / dt = 0 per = 0, =1 e
=* = 2 /(
H

L
) . Il sistema dinamico che ne risulta illustrato nella figura 7.5,
con le frecce che indicano gli aggiustamenti al di fuori dellequilibrio dati dalle
equazioni (7.16). Il punto (*,*) stazionario ma un punto di sella, come
confermato facendo riferimento alla figura 7.4 e alle equazioni (7.16): piccoli
movimenti al di fuori di * o * non si auto-correggono. Per stati iniziali scelti
casualmente, la popolazione si muover verso (*,*) con probabilit zero. Gli stati
asintoticamente stabili sono ( = 0, = 0) e ( =1, =1) , confermando la precedente
intuizione. Quale dei due stati si otterr dipende dallo stato iniziale.
36 | MI CROECONOMI A
Figura 7.5. Co-evoluzione dei contratti e dei comportamenti. Le frecce
indicano la direzione dei cambiamenti che sono associati alla dinamica
ipotizzata. Gli stati a, b e c sono stazionari; c un punto di sella.
Notate che nello stato in cui si ha reciprocit universale e contrattazione
incompleta, i contratti incompleti sono offerti come miglior risposta alla presenza di
individui che si comportano in modo reciproco nella popolazione. I contratti
completi sono tecnicamente fattibili ma, fin quando la frazione di coloro che si
comportano in modo reciproco eccede *, i contratti completi sono meno
profittevoli. Il grado di completezza contrattuale quindi influenzato dalla tecnologia
(il costo di monitorare un contratto completo, per esempio, spesso dipende dalla
natura del bene o del servizio scambiato), ma lestensione della completezza
contrattuale sar anche influenzata dalla distribuzione delle norme
comportamentali.
CONCLUSIONI
Ci sono dunque sia ragioni analitiche che empiriche per credere che le
preferenze sociali non convenzionali presentate nel capitolo 3 assumano
unimportanza speciale nelle interazioni non di mercato e negli scambi di mercato
governati dallincompletezza contrattuale. Kenneth Arrow (1971:22) ha scritto In
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |37
assenza di fiducia le opportunit per una cooperazione mutuamente benefica
dovrebbero essere perdute le norme di comportamento sociale, inclusi i codici
etici e morali, (possono essere) reazioni della societ per compensare i fallimenti
del mercato. Ovviamente, le norme raramente forniscono un perfetto sostituto per i
contratti completi, cos i fallimenti di mercato derivanti dallincompletezza
contrattuale sono comuni. I numerosi e diversi modi con i quali le persone hanno
tentato di fronteggiare i problemi dincentivo e i fallimenti della contrattazione che ne
risultano e i modi in cui questi tentativi hanno interagito e hanno preso forma da
eventi casuali, spiegano alcune diversit istituzionali che si scoprono quando vengono
studiati gli scambi nel mondo reale.
I modelli qui introdotti suggeriscono quattro conclusioni. Primo, quando i
contratti sono incompleti, lo scambio spesso facilitato quando coloro che vi
partecipano discriminano a favore degli interni (insiders) e adottano pratiche
campanilistiche; quando impegni di lungo periodo con un partner di scambio sono
comuni; nei casi in cui lo scambio personalizzato e cos via. Nel paradigma
Walrasiano, queste strutture dinterazione che supportano lo scambio sono definite
imperfezioni del mercato e sono avversate come impedimenti alla flessibilit.
Secondo, proprio come le norme che concernono lo scambio evolvono sotto
linfluenza della distribuzione dei contratti esistente e di altri aspetti dellambiente
istituzionale, le istituzioni che governano il processo di scambio evolvono in risposta
alla distribuzione delle norme nella popolazione. Un risultato di questo processo
coevolutivo che un equilibrio deve tener conto congiuntamente della stazionariet
sia dellambiente istituzionale, sia delle norme e di altri aspetti delle preferenze degli
attori rilevanti. Il fatto che ci possono essere molti di questi equilibri, alcuni dei quali
instabili, ha importanti implicazioni per il problema della determinazione delle norme
di governo e delle politiche da adottare che discuter nel capitolo finale. Terzo, nei
casi in cui lenforcement esogeno (assicurato da un terzo) assente, lo scambio spesso
facilitato dallesercizio del potere di una delle parti della transazione. Ci suggerisce
che lo scambio , in molti casi, un processo politico, e mette cos in dubbio il punto
di vista convenzionale che la politica assente quando le persone scambiano in modo
volontario in mercati competitivi. Quarto, lesercizio di potere nel processo di
scambio, insieme con leffetto delle strutture di mercato sullevoluzione delle norme,
suggerisce che la politica e la cultura non possono essere escluse dalla teoria
economica. La ragione non semplicemente che leconomia inserita in un pi
ampio sistema sociale, ma anche che capire il funzionamento delleconomia in se
stessa richiede attenzione ai suoi aspetti politici e culturali.
Se i modelli presentati qui e nei capitoli 8 e 9 catturino gli aspetti essenziali
38 | MI CROECONOMI A
degli scambi nel mondo reale in presenza di incompletezza contrattuale, rimane
materia di dibattito. Per questa ragione fornir evidenza empirica a sostegno
delladeguatezza dei modelli che verranno presentati. Ma limportanza
dellincompletezza contrattuale fuori questione. Herbert Simon (1951) stato il
pioniere degli studi sugli scambi in presenza di incompletezza contrattuale. Quaranta
anni dopo, immaginava un mitico visitatore da Marte che si avvicinava alla Terra su
una nave spaziale
equipaggiata di un telescopio che rivela le strutture sociali. Le imprese rivelano se stesse,
diciamo, come dense aree verdiLe transazioni di mercato si vedono come linee rosse che
connettono le imprese formando un network negli spazi tra di loroNon importa se il nostro
visitatore si trovi ad avvicinarsi agli Stati Uniti o allUnione Sovietica, alla Cina urbana o alla
Comunit Europea, la maggior parte dello spazio al di sotto di lui sarebbe compreso dentro le
aree verdi, dato che quasi tutti gli abitanti sarebbero lavoratori, e quindi allinterno dei confini
dellimpresa. Le organizzazioni sarebbero il tratto dominante del paesaggio. Spedendo un
messaggio a casa, descrivendo la scena parlerebbe di grandi aree verdi interconnesse da linee
rosse. Probabilmente non parlerebbe di un network di linee rosse che connettono
macchioline verdi (Simon 1991:27).
Le pi importanti organizzazioni che governano gli scambi nelle economie
moderne sono le imprese, i cui dirigenti combinano il lavoro e il denaro di altre
persone (nessuno dei due soggetto a contrattazione completa) per produrre e
vendere beni e servizi. I mercati del lavoro e del credito costituiscono esempi
paradigmatici di scambi molto importanti che non prendono la forma canonica in cui
merci ben definite sono scambiate, come le noci e le mele nellesempio di Coase.
Invece, ci che scambiato sono pi complessi panieri di obbligazioni e diritti che
riguardano chi deve fare cosa e sotto quali condizioni. Coase (1992:717) la mette in
questi termini: Quelle che sono scambiate sul mercato non sono, come spesso viene
supposto dagli economisti, entit fisiche, ma i diritti di eseguire certe azioni. Nei
capitoli 8 e 9 studieremo come le imprese, il mercato del lavoro e del credito
strutturano i diritti di eseguire le azioni che riguardano il lavoro e i soldi di altre
persone.
SCAMBI O: CONTRATTI , NORME E POTERE |39
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