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Sentenza corte 381 e 382

Nel procedimento C381/10,


avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dellart. 267 TFUE, dallUnabhngiger Verwaltungssenat Wien (Austria) con decisione 22 luglio 2010, pervenuta in cancelleria il 29 luglio 2010, nella causa Astrid Preissl KEG contro Landeshauptmann von Wien , LA CORTE (Ottava Sezione), composta dal sig. K. Schiemann, presidente di sezione, dalla sig.ra A. Prechal (relatore) e dal sig. E. Jarainas, giudici, avvocato generale: sig. J. Mazk cancelliere: sig. A. Calot Escobar vista la fase scritta del procedimento, considerate le osservazioni presentate: per il governo ceco, dai sigg. M. Smolek e J. Vlil, in qualit di agenti; per lIrlanda, dal sig. D. OHagan, in qualit di agente; per la Commissione europea, dal sig. B. Schima e dalla sig.ra A. Marcoulli, in qualit di agenti, vista la decisione, adottata dopo aver sentito lavvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni, ha pronunciato la seguente Sentenza

Motivazione della sentenza

1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sullinterpretazione dellallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 29 aprile 2004, n. 852, sulligiene dei prodotti alimentari (GU L 139, pag. 1, e rettifica in GU L 226, pag. 3; in prosieguo: il regolamento).

2. Tale domanda stata proposta nellambito di una controversia tra la Astrid Preissl KEG e il Landeshauptmann von Wien (governatore del Land di Vienna) attinente ad una decisione sullinstallazione di un lavabo nelle toilette del personale nel locale gestito dalla ricorrente nella causa principale, nel quale vengono commercializzati taluni prodotti alimentari. Contesto normativo La normativa dellUnione 3. Il settimo considerando del regolamento sancisce quanto segue: Lobiettivo fondamentale delle nuove norme digiene generali e specifiche quello di garantire un elevato livello di tutela dei consumatori con riguardo alla sicurezza degli alimenti. 4. Lart. 1 del regolamento, intitolato Ambito di applicazione, al suo n. 1 prevede quanto segue: Il presente regolamento stabilisce norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli operatori del settore alimentare, tenendo conto in particolare dei seguenti principi: a) la responsabilit principale per la sicurezza degli alimenti incombe alloperatore del settore alimentare; (...) d) lapplicazione generalizzata di procedure basate sui principi del sistema HACCP *principi del sistema dellanalisi dei pericoli e dei punti critici di controllo+, unitamente allapplicazione di una corretta prassi igienica, dovrebbe accrescere la responsabilit degli operatori del settore alimentare; (...). 5. Ai sensi dellart. 2, n. 3, del regolamento: Negli allegati del presente regolamento per ove necessario, ove opportuno, adeguato e sufficiente si intendono rispettivamente laddove risulti necessario, opportuno, adeguato o sufficiente per raggiungere gli obiettivi perseguiti dal presente regolamento. 6. Lart. 4 del regolamento, intitolato Requisiti generali e specifici in materia digiene, prevede, al suo n. 2: Gli operatori del settore alimentare che eseguono qualsivoglia fase della produzione, della trasformazione e della distribuzione di alimenti successiva a quelle di cui al paragrafo 1, rispettano i requisiti generali in materia digiene di cui allallegato II (...). 7. Lart. 5 del regolamento, intitolato Analisi dei pericoli e punti critici di controllo, dispone, nei suoi nn. 1 e 2, quanto segue: 1. Gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o pi procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP. 2. I principi del sistema HACCP di cui al paragrafo 1 sono i seguenti: a) identificare ogni pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili; (...).

8. Nellallegato II del regolamento, intitolato Requisiti generali in materia di igiene applicabili a tutti gli operatori del settore alimentare (diversi da quelli di cui allallegato I), il capitolo I di tale allegato, intitolato Requisiti generali applicabili alle strutture destinate agli alimenti (diversi da quelli indicati nel capitolo III), contiene un punto 4 formulato come segue: Deve essere disponibile un sufficiente numero di lavabi, adeguatamente collocati e segnalati per lavarsi le mani. I lavabi devono disporre di acqua corrente fredda e calda, materiale per lavarsi le mani e un sistema igienico di asciugatura. Ove necessario, gli impianti per il lavaggio degli alimenti devono essere separati da quelli per il lavaggio delle mani. La normativa nazionale 9. Emerge dalla decisione di rinvio che, ai sensi dellart. 39, n. 1, punto 13, della legge in materia di sicurezza dei prodotti alimentari e di tutela dei consumatori (Lebensmittelsicherheits- und Verbraucherschutzgesetz, BGBl. I, 13/2006), qualora vengano accertate violazioni delle disposizioni applicabili in materia di prodotti alimentari, il Landeshauptmann adotta le misure necessarie, in base al tipo di violazione ed in osservanza del principio di proporzionalit, ai fini delleliminazione dei difetti e della diminuzione dei rischi, stabilendo, laddove necessario, un termine adeguato nonch i requisiti o le condizioni necessarie. Tali misure possono consistere, in particolare, nella realizzazione di miglioramenti delle strutture, delle installazioni tecniche e delle attrezzature. Limprenditore deve sopportare i costi connessi con ladozione di tali misure. 10. Ai sensi dellart. 90, n. 3, punto 1, della citata legge, chi contravviene alle prescrizioni di cui agli artt. 96 e 97 della stessa commette uninfrazione amministrativa e deve essere punito dallautorit amministrativa distrettuale con una pena pecuniaria fino a EUR 20 0000, aumentata per la recidiva fino a EUR 40 000, e, in caso di mancata liquidazione della somma, con una pena detentiva sostitutiva fino a sei settimane. Causa principale e questioni pregiudiziali 11. Con decisione 10 marzo 2010, il Landeshauptmann von Wien ha ordinato alla ricorrente nella causa principale di installare nelle toilette riservate al personale del locale da essa gestito un lavabo con impianto di acqua corrente calda e fredda, un dispensatore di sapone e un dispensatore di carta per lasciugatura igienica delle mani. Nella medesima decisione era inoltre prescritto che i rubinetti non dovevano poter essere azionati a mano. 12. Investito di un ricorso avverso tale decisione, il giudice del rinvio esclude linterpretazione fornita dalle autorit austriache, secondo la quale solo un lavabo installato nelle toilette costituirebbe un lavabo ai sensi dellallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento. A suo parere, un siffatto requisito supplementare non compare nel testo di questultimo. 13. Detto giudice precisa, tuttavia, che tale valutazione non sufficiente, nel caso di specie, a consentirgli di statuire sullintera controversia sottopostagli, dal momento che non gli spetta, peraltro, nella sua qualit di istanza dappello, verificare se le installazioni di cui trattasi nella causa principale soddisfino i requisiti posti dal citato punto 4. 14. A tale proposito il giudice del rinvio osserva che, nel citato locale, il quale un bar non adibito alla ristorazione, fatta eccezione per la preparazione di toast, si trova un lavandino con acqua calda corrente, utilizzabile per lavarsi le mani, ma anche per sciacquare le stoviglie. Egli si interroga sulla questione se tale lavandino soddisfi i requisiti posti dallallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento.

15. Il giudice del rinvio precisa che, dal momento che nel locale gestito dalla ricorrente nella causa principale non vengono preparati generi alimentari freschi, si deve muovere dal presupposto che, in siffatta circostanza, non sia applicabile la prescrizione di cui allultima frase del citato punto 4. 16. Tuttavia, il giudice del rinvio si interroga sulla questione se il termine lavabo, contemplato nellallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento si riferisca ad ogni impianto, il quale disponga di acqua calda corrente, che consente di lavare le mani, ovvero se, tenendo conto della versione in lingua tedesca dello stesso punto 4, nella quale compare il termine Handwaschbecken, tale disposizione imponga che il lavabo sia esclusivamente destinato al lavaggio delle mani. Inoltre, egli nutre dubbi sul fatto che il citato punto 4 consenta di imporre che un lavabo e un dispositivo di asciugatura delle mani funzionino senza alcun contatto con le mani. 17. Ritenendo che la soluzione della controversia sottopostagli esiga linterpretazione del citato punto 4, lUnabhngiger Verwaltungssenat Wien ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali: 1) Se la prescrizione di cui allallegato II, capitolo I, punto 4, del *regolamento+, secondo la quale deve essere disponibile un sufficiente numero di lavabi *che dispongano+ di acqua corrente fredda e calda, debba essere interpretata nel senso che per Handwaschbecken *lavabo+, termine utilizzato nella versione in lingua tedesca, debba intendersi qualsiasi impianto (con acqua calda corrente) che consenta il lavaggio delle mani ovvero solo un lavabo destinato esclusivamente al lavaggio delle mani. 2) In base a quali criteri debba stabilirsi quando sia soddisfatto il requisito di igiene di cui allallegato II, capitolo I, punto 4, del *regolamento+, come risulta, in particolare, dallobbligo di disporre di materiale per lavarsi le mani e un sistema igienico di asciugatura, e se tale disposizione dellallegato debba interpretarsi, in particolare, nel senso che un apparecchio per lasciugatura delle mani o un rubinetto soddisfano i requisiti igienici [da essa previsti] solo se possono essere usati senza contatto con le mani. Sulle questioni pregiudiziali 18. Con le sue questioni, che vanno esaminate congiuntamente, il giudice del rinvio chiede, sostanzialmente, se lallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento debba essere interpretato nel senso che tale disposizione richiede che i lavabi in essa previsti debbano essere destinati esclusivamente al lavaggio delle mani e che il rubinetto nonch il sistema di asciugatura debbano poter essere utilizzati senza contatto con le mani. 19. A tale proposito si deve rilevare che il citato punto 4 sancisce una norma generale di igiene alla quale gli operatori del settore alimentare, menzionati nellart. 4, n. 2, del regolamento, devono conformarsi in forza di tale medesima disposizione. 20. Lo stesso punto 4, in combinato disposto con lart. 4, n. 2, del regolamento, impone quindi ai citati operatori di rispettare taluni requisiti precisi relativi alla presenza e allequipaggiamento di lavabi nei loro locali. 21. A tale proposito si deve constatare, in primo luogo, che la formulazione stessa dellallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento non consente di concludere che, in forza di tale disposizione, un lavabo come quelli in esso previsti debba essere destinato esclusivamente al lavaggio delle mani e che il rubinetto nonch il sistema di asciugatura debbano poter essere utilizzati senza contatto con le mani. 22. Da un lato, lultima frase del citato punto 4 prevede che, *o+ve necessario, gli impianti per il lavaggio degli alimenti devono essere separati da quelli per il lavaggio delle mani. Orbene, come correttamente rilevato dal governo ceco e dalla Commissione europea, tale frase ha un senso unicamente se, a priori, i

lavabi di cui trattasi nella citata disposizione non sono esclusivamente destinati al lavaggio delle mani, ma possono servire anche al lavaggio degli alimenti. 23. Come emerge, del resto, dalla definizione contenuta nellart. 2, n. 3, del regolamento, con la locuzione [o]ve necessario si indica laddove risulti necessario (...) per raggiungere gli obiettivi perseguiti dal presente regolamento e non pu pertanto essere intesa nel senso che sempre necessario disporre di un impianto di lavaggio destinato unicamente al lavaggio delle mani qualora esista un impianto per il lavaggio degli alimenti, come rilevato, in particolare, dallIrlanda. 24. Ne consegue che il termine Handwaschbecken, utilizzato nella versione tedesca della formulazione del citato punto 4, cui fa riferimento il giudice del rinvio nella sua prima questione, termine che contiene, contrariamente alla terminologia utilizzata in altre versioni linguistiche di tale disposizione, un riferimento espresso al lavaggio delle mani, non pu essere interpretato, nel contesto del citato punto 4, considerato nel suo insieme, nel senso che esso indica un dispositivo che debba necessariamente essere destinato esclusivamente al lavaggio delle mani. 25. Daltra parte, come fatto correttamente valere dal governo ceco e dalla Commissione, la formulazione dellallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento non impone che il rubinetto e il sistema di asciugatura debbano poter essere utilizzati senza contatto con le mani. In particolare, il termine igienico utilizzato nella citata disposizione non tale da condurre alla generalizzazione di un requisito di tal tipo, a prescindere dalle circostanze di ciascun caso di specie. 26. In secondo luogo, relativamente al contesto pi generale nel quale collocato tale stesso punto 4 e di cui si deve parimenti tener conto ai fini interpretativi (v., in tal senso, sentenza 22 dicembre 2010, causa C116/10, Feltgen e Bacino Charter Company, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 12 e giurisprudenza ivi citata), occorre prendere in considerazione lart. 5 del regolamento, come fatto valere correttamente dal governo ceco e dalla Commissione. 27. Ai sensi del n. 1 del citato art. 5, gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o pi procedure permanenti basate sui principi del sistema HACCP. Tra tali principi menzionato quello contenuto nellart. 5, n. 2, lett. a), del regolamento, il quale impone di identificare ogni pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili. 28. Come emerge, in particolare, dallart. 1, n. 1, lett. a) e d), del regolamento, lobbligo di cui allart. 5, n. 1, dello stesso espressione dello scopo perseguito dal legislatore dellUnione di attribuire la responsabilit principale in materia di sicurezza degli alimenti agli operatori del settore alimentare. 29. A tale proposito occorre rilevare che, certamente, possono essere applicati requisiti supplementari rispetto a quelli che emergono esplicitamente dallallegato II, capitolo I, pu nto 4, del regolamento al fine di conseguire lo scopo principale perseguito dal citato legislatore con ladozione del regolamento il quale consiste, come emerge dal settimo considerando di questultimo, nel garantire un elevato livello di tutela dei consumatori con riguardo alla sicurezza degli alimenti. 30. Tuttavia, tenuto conto dello scopo cui mirava il medesimo legislatore inserendo lart. 5 nel regolamento, come rammentato al punto 28 della presente sentenza, occorre considerare che requisiti supplementari di tal tipo non risultano tanto, in modo generale e a prescindere dalle citate circostanze, dallallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento, quanto piuttosto, se necessario, da unapplicazione di tale articolo caso per caso, tenuto conto delle circostanze particolari di ciascuno di essi. 31. Occorre dunque risolvere le questioni sottoposte dichiarando che lallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento deve essere interpretato nel senso che tale disposizione non richiede che i lavabi in essa previsti debbano essere destinati esclusivamente al lavaggio delle mani, n che il rubinetto e il sistema di asciugatura debbano poter essere utilizzati senza contatto con le mani.

Sulle spese 32. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

Dispositivo

Per questi motivi, la Corte (Ottava Sezione) dichiara: Lallegato II, capitolo I, punto 4, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 29 aprile 2004, n. 852, sulligiene dei prodotti alimentari, deve essere interpretato nel senso che tale disposizione non richiede che i lavabi in essa previsti debbano essere destinati esclusivamente al lavaggio delle mani, n che il rubinetto e il sistema di asciugatura debbano poter essere utilizzati senza contatto con le mani.

Parti

Nel procedimento C382/10, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dellart. 267 TFUE, dallUnabhngiger Verwaltungssenat Wien (Austria) con decisione 22 luglio 2010, pervenuta in cancelleria il 29 luglio 2010, nella causa Erich Albrecht , Thomas Neumann , Van-Ly Sundara , Alexander Svoboda , Stefan Toth contro Landeshauptmann von Wien , LA CORTE (Ottava Sezione), composta dal sig. K. Schiemann, presidente di sezione, dalla sig.ra A. Prechal (relatore) e dal sig. E. Jarainas, giudici, avvocato generale: sig. J. Mazk cancelliere: sig. K. Malacek, amministratore vista la fase scritta del procedimento e in seguito alludienza dell8 giugno 2011,

considerate le osservazioni presentate: per i sigg. Albrecht, Neumann, Sundara, Svoboda e Toth, dagli avv.ti A. Natterer e M. Kraus, Rechtsanwlte; per il governo ceco, dai sigg. M. Smolek e J. Vlil, in qualit di agenti; per il governo dei Paesi Bassi, dalla sig.ra C. Wissels, in qualit di agente; per la Commissione europea, dal sig. B. Schima e dalla sig.ra A. Marcoulli, in qualit di agenti, vista la decisione, adottata dopo aver sentito lavvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni, ha pronunciato la seguente Sentenza

Motivazione della sentenza

1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sullinterpretazione dellallegato II, capitolo IX, punto 3, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 29 aprile 2004, n. 852, sulligiene dei prodotti alimentari (GU L 139, pag. 1, e rettifica in GU L 226, pag. 3; in prosieguo: il regolamento). 2. Tale domanda stata proposta nellambito di una controversia tra i sigg. Albrecht, Neumann, Sundara, Svoboda nonch Toth e il Landeshauptmann von Wien (governatore del Land di Vienna) attinente a decisioni riguardanti lallestimento di contenitori destinati alla vendita in self service di prodotti da forno. Contesto normativo La normativa dellUnione 3. Lart. 1 del regolamento, intitolato Ambito di applicazione, al suo n. 1 prevede quanto segue: Il presente regolamento stabilisce norme generali in materia di igiene dei prodotti alimentari destinate agli operatori del settore alimentare, tenendo conto in particolare dei seguenti principi: a) la responsabilit principale per la sicurezza degli alimenti incombe alloperatore del settore alimentare; (...) d) lapplicazione generalizzata di procedure basate sui principi del sistema HACCP *principi del sistema dellanalisi dei pericoli e dei punti critici di controllo+, unitamente allapplicazione di una corretta prassi igienica, dovrebbe accrescere la responsabilit degli operatori del settore alimentare; (...). 4. Lart. 4 del regolamento, intitolato Requisiti generali e specifici in materia digiene, prevede, al suo n. 2:

Gli operatori del settore alimentare che eseguono qualsivoglia fase della produzione, della trasformazione e della distribuzione di alimenti successiva a quelle di cui al paragrafo 1, rispettano i requisiti generali in materia digiene di cui allallegato II (...). 5. Lart. 5 del regolamento, intitolato Analisi dei pericoli e punti critici di controllo, dispone, nei suoi nn. 1 e 2, quanto segue: 1. Gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o pi procedure permanenti, basate sui principi del sistema HACCP. 2. I principi del sistema HACCP di cui al paragrafo 1 sono i seguenti: a) identificare ogni pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili; (...). 6. Nellallegato II del regolamento, intitolato Requisiti generali in materia di igiene applicabili a tutti gli operatori del settore alimentare (diversi da quelli di cui allallegato I), il capitolo IX di tale allegato II, intitolato Requisiti applicabili ai prodotti alimentari, contiene un punto 3 formulato come segue: In tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione gli alimenti devono essere protetti da qualsiasi forma di contaminazione atta a renderli inadatti al consumo umano, nocivi per la salute o contaminati in modo tale da non poter essere ragionevolmente consumati in tali condizioni. La normativa nazionale 7. Emerge dalla decisione di rinvio che, ai sensi dellart. 39, n. 1, punto 13, della legge in materia di sicurezza dei prodotti alimentari e di tutela dei consumatori (Lebensmittelsicherheits- und Verbraucherschutzgesetz, BGBl. I, 13/2006), qualora vengano accertate violazioni delle disposizioni applicabili in materia di prodotti alimentari, il Landeshauptmann adotta le misure necessarie, in base al tipo di violazione ed in osservanza del principio di proporzionalit, ai fini delleliminazione dei difetti e della diminuzione dei rischi, stabilendo, laddove necessario, un termine adeguato nonch i requisiti o le condizioni necessarie. Tali misure possono consistere, in particolare, nella realizzazione di miglioramenti delle strutture, delle installazioni tecniche e delle attrezzature. Limprenditore deve sopportare i costi connessi con ladozione di tali misure. 8. Ai sensi dellart. 90, n. 3, punto 1, della citata legge, chi contravviene alle prescrizioni di cui agli artt. 96 e 97 della stessa commette uninfrazione amministrativa e deve essere punito dallautorit amministrativa distrettuale con una pena pecuniaria fino a EUR 20 0000, aumentata per la recidiva fino a EUR 40 000, e, in caso di mancata liquidazione di tale somma, con una pena detentiva sostitutiva fino a sei settimane. Cause principali e questioni pregiudiziali 9. Il giudice del rinvio investito di diversi ricorsi proposti da operatori commerciali in franchising i quali vendono prodotti da forno. Le autorit competenti hanno imposto a tali operatori di allestire contenitori destinati alla vendita di tali prodotti in self service in modo tale che questi ultimi potessero essere presi solo con lausilio di strumenti tecnici, come pinze o dispositivi di erogazione, e che non fosse possibile la reintroduzione di prodotti da forno gi prelevati. 10. Tali prescrizioni seguivano a controlli amministrativi nel corso dei quali stato accertato che, nei negozi di generi alimentari di cui trattasi nella causa principale, erano stati predisposti contenitori destinati alla vendita in self service di prodotti da forno. Secondo gli accertamenti effettuati, i coperchi di tali contenitori sono provvisti di manici che consentono di sollevarli con una mano, mentre, con laltra, possono essere

presi i prodotti mediante una pinza messa a disposizione del cliente. In seguito, questultimo deve rimettere la pinza al suo posto e richiudere il coperchio. 11. Il Landeshauptmann von Wien ha considerato che tali contenitori per la vendita in self service presentano linconveniente di consentire ai clienti di prendere e toccare le merci a mani nude, nonch di tossire e starnutire su dette merci. Inoltre, tale autorit ha sottolineato il fatto che il dispositivo di chiusura non impedisce al cliente di reintrodurre la merce nel contenitore. Secondo la citata autorit, lesposizione di tali prodotti alimentari agli starnuti dei clienti pu provocare il deposito, su tali prodotti, di germi e virus. Parimenti, il fatto di prendere gli alimenti a mani nude potrebbe contribuire alla trasmissione dei germi. 12. Dinanzi al giudice del rinvio i ricorrenti nella causa principale fanno valere che i contenitori in questione sarebbero stati importati dalla Germania e che qui verrebbero utilizzati a centinaia, se non a migliaia, nel commercio di prodotti alimentari. Le autorit tedesche non avrebbero mai contestato la conformit di tali contenitori, in particolare, con i requisiti di cui allallegato II, capitolo IX, punto 3, del regolamento. I ricorrenti nella causa principale sottolineano anche il fatto che i clienti sono stati espressamente invitati a non reintrodurre i prodotti nei contenitori. 13. Il giudice del rinvio aggiunge che emerge dai pareri di esperti tedeschi ed austriaci che i citati contenitori non pongono alcun problema in materia di igiene. 14. Considerando che la soluzione delle controversie sottopostegli richieda linterpretazione dellallegato II, capitolo IX, punto 3, del regolamento, lUnabhngiger Verwaltungssenat Wien ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali: 1) In base a quali criteri si deve accertare se un prodotto alimentare sia inadatto al consumo umano ai sensi dellallegato II, capitolo IX, punto 3, del *regolamento+. Se, a tal fine, sia sufficiente che un potenziale acquirente possa aver toccato un alimento in vendita o averci starnutito sopra. 2) In base a quali criteri si deve accertare se un prodotto sia nocivo per la salute ai sensi dellallegato II, capitolo IX, punto 3, del [regolamento]. Se, a tal fine, sia sufficiente che un potenziale acquirente possa aver toccato un alimento in vendita o averci starnutito sopra. 3) In base a quali criteri si deve accertare se sussista una contaminazione tale che non si possa pi ragionevolmente considerare che un alimento possa essere consumato nelle condizioni in cui si trova ai sensi dellallegato II, capitolo IX, punto 3, del *regolamento]. Se, a tal fine, sia sufficiente che un potenziale acquirente possa aver toccato un alimento in vendita o averci starnutito sopra. Sulle questioni pregiudiziali 15. Con le sue questioni, che vanno esaminate congiuntamente, il giudice del rinvio chiede, sostanzialmente, se lallegato II, capitolo IX, punto 3, del regolamento debba essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle oggetto della causa principale, nel caso di contenitori destinati alla vendita in self service di prodotti da forno, il fatto che un potenziale acquirente possa aver teoricamente toccato a mani nude gli alimenti in vendita o starnutito su questi ultimi consenta, di per s, di constatare che tali alimenti non sono stati protetti da qualsiasi forma di contaminazione atta a renderli inadatti al consumo umano, nocivi per la salute o contaminati in modo tale da non poter essere ragionevolmente consumati in tali condizioni. 16. A tale proposito si deve rilevare che il citato punto 3 sancisce una norma generale di igiene alla quale gli operatori del settore alimentare, menzionati nellart. 4, n. 2, del regolamento, devono conformarsi in forza di tale medesima disposizione.

17. Lo stesso punto 3, in combinato disposto con lart. 4, n. 2, del regolamento, impone ai citati operatori, in qualsivoglia fase della produzione, della trasformazione e della distribuzione, di proteggere gli alimenti da qualsiasi forma di contaminazione atta a renderli inadatti al consumo umano, nocivi per la salute o contaminati in modo tale da non poter essere ragionevolmente consumati in tali condizioni. 18. Relativamente al contesto in cui si collocano le citate disposizioni, di cui si deve parimenti tener conto ai fini interpretativi conformemente alla giurisprudenza consolidata (v., in tal senso, sentenza 22 dicembre 2010, causa C116/10, Feltgen e Bacino Charter Company, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 12 e giurisprudenza ivi citata), occorre prendere in considerazione lart. 5 del regolamento, come fatto valere correttamente dal governo ceco e da quello dei Paesi Bassi, nonch dalla Commissione europea. 19. Ai sensi del n. 1 del citato art. 5, gli operatori del settore alimentare predispongono, attuano e mantengono una o pi procedure permanenti basate sui principi del sistema HACCP. Tra tali principi menzionato quello contenuto nellart. 5, n. 2, lett. a), del regolamento, il quale impone di identificare ogni pericolo che deve essere prevenuto, eliminato o ridotto a livelli accettabili. 20. Come emerge, in particolare, dallart. 1, n. 1, lett. a) e d), del regolamento, lobbligo di cui allart. 5, n. 1, dello stesso espressione dello scopo perseguito dal legislatore dellUnione di attribuire la responsabilit principale in materia di sicurezza degli alimenti agli operatori del settore alimentare. 21. Orbene, lallegato II, capitolo IX, punto 3, del regolamento deve essere interpretato in modo da non privare lart. 5 di tale regolamento del suo effetto utile. 22. Ne consegue che, in una circostanza come quella oggetto della causa principale, dalla quale non emerge che uneffettiva contaminazione sia stata rilevata dalle autorit competenti, non si pu concludere che gli operatori del settore alimentare interessati abbiano violato tale punto 3 sulla base della sola constatazione che un potenziale acquirente possa aver teoricamente toccato a mani nude gli alimenti in vendita o starnutito su questi ultimi, senza prendere in considerazione le misure che tali operatori hanno adottato conformemente allart. 5 del regolamento al fine di prevenire, eliminare o ridurre ad un livello accettabile il rischio che pu presentare una contaminazione ai sensi dellallegato II, capitolo IX, punto 3, di tale regolamento e senza contestare linsufficienza delle misure adottate a tale proposito sulla base di tutti i dati pertinenti disponibili. 23. A questultimo proposito non si pu, in particolare, constatare linsufficienza di tali misure senza che siano debitamente presi in considerazione eventuali pareri, come quelli sottoposti da tali stessi operatori a dimostrazione che i citati contenitori, destinati alla vendita in self service, non pongono alcun problema in materia di igiene. 24. Occorre, di conseguenza, risolvere le questioni sottoposte dichiarando che lallegato II, capitolo IX, punto 3, del regolamento deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle oggetto della causa principale, nel caso di contenitori destinati alla vendita in self service di prodotti da forno, il fatto che un potenziale acquirente possa aver teoricamente toccato a mani nude gli alimenti in vendita o starnutito su questi ultimi non consente, di per s, di constatare che tali alimenti non sono stati protetti da qualsiasi forma di contaminazione atta a renderli inadatti al consumo umano, nocivi per la salute o contaminati in modo tale da non poter essere ragionevolmente consumati in tali condizioni. Sulle spese 25. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione.

Dispositivo

Per questi motivi, la Corte (Ottava Sezione) dichiara: Lallegato II, capitolo IX, punto 3, del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 29 aprile 2004, n. 852, sulligiene dei prodotti alimentari, deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle oggetto della causa principale, nel caso di contenitori destinati alla vendita in self service di prodotti da forno, il fatto che un potenziale acquirente possa aver teoricamente toccato a mani nude gli alimenti in vendita o starnutito su questi ultimi non consente, di per s, di constatare che tali alimenti non sono stati protetti da qualsiasi forma di contaminazione atta a renderli inadatti al consumo umano, nocivi per la salute o contaminati in modo tale da non poter essere ragionevolmente consumati in tali condizioni