Sei sulla pagina 1di 16

FONDAMENTI DI DIRITTO EUROPEO (2010-2011) A.L e M-Z (Traduzioni dei testi citati in M.

Bianchini, Temi e tecniche della legislazione tardoimperiale, Torino 2008)


ABBREVIAZIONI App. = Appendice di costituzioni varie e di altri testi, collocati da ultimo nelledizione moderna CI. = Codice Giustinianeo c. Cordi = costituzione di Giustiniano, che nel 534 pubblica la seconda edizione del suo Codice c. Summa rei publicae = costituzione di Giustiniano, che nel 529 pubblica il suo primo Codice CTh. = Codice Teodosiano Ed. = editti sparsi di Giustiniano, posteriori al secondo Codice Gai. = Gaio, Istituzioni Nov. = Novelle di Giustiniano Nov. Th. = Novelle di Teodosio II Nov. Val. = Novelle di Valentiniano III Sirm. = costituzioni Sirmondiane (dal nome del loro primo editore moderno, labate Sirmond).

2. Caso concreto e norma generale fra IV e V secolo: verifica di unipotesi [n. 9] CTh. 11.1.1: Ad eccezione del patrimonio imperiale, e di quelli delle chiese cattoliche, della tenuta di Eusebio di chiarissima memoria, gi console e comandante della fanteria e della cavalleria e di Arsace, re degli Armeni, nessuno tragga vantaggio per il suo patrimonio familiare in base a un nostro provvedimento. Invero, il chiarissimo Daziano, patrizio, che aveva conseguito questo beneficio, ha chiesto che gli venga tolto, con tanta insistenza quanta altri impiega per ottenerlo. Pertanto tutti dovranno versare il tributo ... Infatti, se un vicario o un governatore di provincia riterr di una remissione a qualcuno e per qualcosa, sar tenuto a dare, traendolo dal proprio patrimonio, quanto ha rimesso ad altri. [n. 18] CTh. 11.1.37: Dopo aver confermato il valore di tutti i precedenti provvedimenti imperiali, comunque ottenuti, poich non lecito revocare la munificenza imperiale, per il futuro, ad eccezione del reverendissimo Ciro, vescovo di Afrodisia al quale, per i tanti suoi meriti, non sar preclusa lapplicazione di un beneficio personale, anche in contrasto con la presente disposizione a carattere generale chiunque vorr versare il corrispondente in oro del tributo, sulla base di un nostro specifico provvedimento, sar costretto a pagare un quinto in pi di quanto dovuto per ogni anno. [n. 21] CTh. 7.8.8: Accogliendo il tuo suggerimento, stabiliamo che le abitazioni degli operai delle fabbriche imperiali siano liberate dallobbligo di dare ospitalit (a funzionari o militari di passaggio). Di questo beneficio abbiamo dato comunicazione con lettera imperiale anche allillustre comes e comandante militare per lOriente affinch disponga, a favore dei fabricensi (= operai delle fabbriche imperiali di armi) di Antiochia, lesenzione dallobbligo di dare ospitalit, purch non si tratti dei militari dellesercito di manovra. Una simile esenzione sia concessa, oltre che a quelle di Antiochia, anche alle fabbriche delle altre citt (della diocesi orientale). [n. 23] CTh. 8.4.21: Restituito alla sua situazione Policronio, che dalla condizione di primipilario aveva indebitamente acquisito un posto nellufficio dei memoriali, con legge generale stabiliamo che quanti abbiano surrettiziamente raggiunto uffici palatini da una simile condizione giuridica siano ricondotti al ruolo abbandonato e che quanti istituzionalmente si occupano del problema siano vigilanti, affinch nessuno aspiri a una carica nella cancelleria imperiale abbandonando i compiti consueti.

[n. 25] CTh. 2.10.6: Laltro beneficio trovi applicazione non soltanto presso il dicastero della Eccellenza tua, ma in tutti i dicasteri, s che i filiifamilias, dopo la morte del padre, possano rivendicare a titolo di propriet quanto abbiano potuto guadagnare o acquisire prestando servizio (nella burocrazia imperiale) o con attivit ad esso correlate come un peculio castrense, con lo stesso regime che lingresso nellesercito attribuiva ai militari. [n. 26] CTh. 11.36.20: Dal momento che Cronopio, ex vescovo, stato giudicato allo stesso modo nel processo davanti a te e, in precedenza, in quello svolto dinanzi a un collegio di 70 vescovi e che, con appello, ha sospeso la sentenza, nei confronti della quale limpugnazione era inammissibile, sia a lui comminata una multa in argento, multa che una norma di generale applicazione ha previsto per comportamenti come questo. Disponiamo che la multa non sia devoluta al tesoro imperiale (fisco), ma sia scrupolosamente destinata a persone bisognose. Questa disposizione valga per la causa in oggetto e per tutte le cause che, in futuro, coinvolgano appartenenti al clero. [n. 27] CTh. 8.17.4: Dopo altre disposizioni. Giacch risulta che il chiarissimo Catullino, coniuge superstite, dopo aver ottenuto il beneficio (dell'esistenza) di figli comuni, non l'ha poi fatto valere, non consentiamo che lo stesso (beneficio) sia opposto al successore e, in futuro, non permettiamo che mai, in un caso simile, (tale beneficio) nuoccia a qualcuno. [n. 28] Sirm. 6: Con profonda devozione rinnoviamo i privilegi (concessi) alle chiese e a tutti i chierici, (privilegi) che un despota ha in questi anni cancellato ... Stabiliamo che i vescovi, seguaci della nefasta dottrina di Pelagio e Celestino, siano convocati da Patroclo, vescovo di ortodossa fede ... Tuttavia, non essendo opportuno che popolazioni rettamente credenti siano turbate da una qualche eresia ... stabiliamo che ogni movimento religioso in contrasto a quello cattolico debba essere estirpato ovunque sia presente ... Ordiniamo che tutti i seguaci del malefico errore siano banditi, a meno che sopraggiunga una loro profonda riflessione autocritica. ****** 6. Orientamenti di politica normativa nelle due partes imperii allindomani della codificazione teodosiana [n. 8] Nov. Th .23 pr.: Mentre, in adempimento di un voto, eravamo di passaggio per la citt di Eraclea, siamo stati presi da grande commozione a seguito di petizioni dei cittadini di quella citt, i quali insistentemente chiedevano che con nostri finanziamenti si dovesse provvedere alla manutenzione di mura, acquedotti e anche altre opere pubbliche, da gran tempo trascurate. E, giacch sovente il soccorso richiesto da una sola citt o da un solo individuo di solito assume la forma di un intervento correttivo di generale applicazione, abbiamo ritenuto accolta la richiesta di costoro di dover estendere a tutte le province questa nostra concessione [n. 13] Nov. Th. 15.2.1: Da quanto la relazione dellEccellenza tua ha reso palese, Valeriano curiale della citt di Emesa, violatore dellordinamento e delle leggi riuscito a conseguire con sotterfugi, indebitamente, una carica di rango illustre, in modo da poter attivare a largo raggio il suo intento ignominioso, una volta investito delle insegne della carica. Accompagnato da unorda di barbari, ha fatto irruzione nella parte dellaula, non aperta al pubblico, del governatore della provincia, ha preteso un posto privilegiato e si seduto alla destra di colui al quale abbiamo attribuito lamministrazione della giustizia e al quale abbiamo ritenuto di affidare la sorte dei provinciali, con la conseguenza di mettere in fuga tutti i componenti dellufficio e di fare il vuoto attorno. Inoltre costui, non tanto ricco di risorse quanto incline a nefandezze, prese con s, nella sua citt, altri curiali, al fine di frodare le casse pubbliche, e, contro lordine pubblico, oppose un presidio di schiavi agli esattori, tanto

che, per la sua sconsideratezza, si verificato un grave danno per le entrate della nostra Serenit [n. 14] CI. 1.14.3: Infatti sufficiente che sia espressamente contenuto che i prncipi hanno considerato applicabile anche ai casi simili quanto decisero per determinate liti. [n. 21] Nov. Val. 8.1.1: Sollecita la nostra Serenit il reclamo tanto conforme al diritto quanto meritevole di accoglimento dellillustre Auxiliaris, ... il quale segnala di essere stato scacciato dal possesso della sua casa situata entro la venerabile citt senza esserne allontanato in base ad una azione in un qualche processo ad opera dellillustre Apollodorus, il quale avrebbe approfittato di una sua assenza ... 2. Ma, poich ci rendiamo conto che, con illeciti tentativi, vengono disattese molte norme felicemente disposte per la tranquillit dei possessori e che la lagnanza di un singolo induce frequentemente a provvedere a favore di molte situazioni con misure vantaggiose per tutti, innoviamo la disciplina precedente Pertanto, con legge destinata ad eterno vigore, stabiliamo che chiunque, senza aver portato in giudizio il possessore e senza aspettare la sentenza definitiva contro il convenuto, presente o contumace, abbia estromesso da un fondo rustico o urbano il possessore sbito restituito il possesso e persa la causa, come gi in precedenza disposto sia condannato a pagare il valore della cosa occupata [n. 23] Nov. Val. 8.1.3: Nella causa in esame ordiniamo che sia restituita allillustre Auxiliaris la casa occupata, con perdita di ogni azione eventualmente spettante ad Apollodorus il quale, senza portare in giudizio la questione, si impossessato di quanto invece avrebbe potuto pretendere nei modi previsti dalle leggi. Non tolleriamo che egli prosegua ulteriormente controversie e cause per quei beni che, possedendoli altri, non avrebbe dovuto occupare; ed egli deve ascrivere a suo vantaggio il fatto che noi, con la umanit propria della nostra Piet, gli abbiamo concesso la stima del bene su cui si controverte, che avrebbe potuto essere preteso grazie alla tutela di molteplici leggi. [n. 24] Nov. Val. 8.2 pr.: Lesame informato a equit presenta il vantaggio di una pi raffinata e pi accurata valutazione dopo rinnovata riflessione, di modo che se qualcosa sia stato trascurato, nella stesura di leggi, da una redazione affrettata subito dopo (aver ricevuto) limpulso questa disposizione sia eliminata a seguito di pi meditata valutazione Il che ora disponiamo in merito allabrogazione della costituzione che abbiamo emanato non molti mesi fa a seguito della petizione dellillustre Auxiliaris a motivo del comportamento, da noi disapprovato, di chi aveva occupato beni altrui. Poich ora le considerazioni dellillustre Apollodorus hanno sollecitato una nostra maggiore attenzione nel valutare esigenze di giustizia abbiamo scrupolosamente esaminato la questione e, in forza del presente editto, deciso di abrogare la nostra precedente legge. [n. 26] Nov. Val. 21.1, 3, 4, 6: 1. Giacch, per, lo spettabile Leonio, forte di precedenti disposizioni, dopo aver inoltrato una petizione, ha preferito attendere la nostra pronuncia, cogliamo loccasione per modificare la legge, stabilendo, con normativa salutare, che se alcuni, sia legati da vincolo coniugale, sia per loro concorde volont, abbiano preferito, in caso di premorienza, avere come erede il superstite questo volere resti fermo e intangibile, cos che nulla sia pi solido e sia sufficiente averlo portato a nostra conoscenza, anche se non sia pervenuta alcuna risposta da parte nostra 3. Leonio e sua moglie Gioconda tanto hanno fra loro gareggiato in reciproco affetto da chiedere congiuntamente il ius liberorum ... Inoltre, come risulta dalla documentazione allegata, nonostante che la redazione delle ultime volont, di identico contenuto, fosse affidata ad un unico rotolo, le volont stesse erano state rafforzate dai sigilli di sette testimoni: ad esse attribuiamo valore eterno con il dettato di questa legge.

4. Pertanto, rimasta sicura presso di lui (Leonio) la successione della consorte Gioconda, chiunque, presentata a noi petizione, possa fare testamento liberamente 6. Perch questo testamento non sia tutelato pi del dovuto, conserviamo ogni azione secondo i precetti del diritto e delle leggi, se qualcuno riterr spettargli limpugnazione del testamento come inofficioso o per preterizione. [n. 29] Nov. Val. 21.2 pr.: Poich sappiamo che sia gli imperatori del passato sia la Clemenza nostra hanno frequentemente trovato occasione di creare diritto dalle petizioni, giova stabilire per il futuro una normativa generale traendo spunto da una vicenda appena accaduta. La illustre Micce, volendo istituire erede la illustre Pelagia, ma non avendo a disposizione i testimoni sufficienti, manifest la propria volont nei riguardi della predetta tramite una scrittura olografa. Dato che questa soluzione era lunica abbastanza segreta consentita a una persona in punto di morte, la testatrice consegn fiduciosa lo scritto, prova delle ultime volont, allo spettabile Cesario, tribunus et notarius (segretario imperiale), figlio del proprio fratello ... Tuttavia, la illustre erede (Pelagia) ... nulla prese dalleredit, ... a meno che Noi non approvassimo la fondatezza della sua situazione. Orbene, esaminata accuratamente tutta la documentazione, diamo efficacia alla volont della defunta, alla quale non riusc di avere altri testimoni che il figlio del fratello e il suo scritto. Pertanto, la illustre Pelagia disponga della quota di eredit in cui stata istituita per volont della defunta. [n. 30] Nov. Val. 21.2.1. ... In numerosi casi, infatti, si verifica che venga a mancare il numero sufficiente di testimoni a quanti stanno per morire. ... Per altri, a far mancare i testimoni, saranno le esigenze di viaggio; per altri ancora sar lisolamento dei loro villaggi; per altri, infine, sar la navigazione intrapresa con soli schiavi come accompagnatori ... Le ultime volont, corroborate da testimoni, di altre persone sono trattenute da coloro che custodiscono gli infermi come fossero chiusi sotto chiave ... [n. 34] CI. 1.14.3: come leggi generali si osservino quelle che sono qualificate col termine editto, sia che le abbia introdotte la nostra autonoma iniziativa, sia che una richiesta o una relazione o una controversia appena avviata abbia dato occasione alla legge [n. 35] CI. 1.14.3: Infatti, sufficiente che sia espressamente contenuto che i prncipi hanno considerato applicabile anche ai casi simili quanto decisero per determinate liti. ***** 9. La disciplina degli interessi convenzionali nella legislazione giustinianea [n. 10] CI. 4.32.26.1: Abbiamo ritenuto necessario emanare anche una legge generale a proposito del tasso degli interessi, riconducendo ad una giusta misura il loro precedente ammontare elevato e gravoso. [n.13] CI. 4.32.26.2: Ordiniamo, pertanto, che non sia in alcun modo consentito agli illustres e agli spectabiles stipulare interessi oltre il 4%; che quanti eserciscono attivit artigianali o altre attivit limitino le loro stipulazioni all8%; che nei contratti marittimi o nei prestiti di derrate sia lecito stipulare entro e non oltre il 12%, bench fosse consentito (superarlo) dalle leggi precedenti: per il resto, invece, in qualsiasi contratto di grande o piccolo valore, sia in genere consentito stipulare fino al 6% di interessi, e tale limite non venga in alcun modo superato nemmeno in tutti quei casi in cui prassi esigere interessi a prescindere dalla (loro) stipulazione.

[n. 21] CI. 4.32.27 pr.: A proposito degli interessi, il cui limite abbiamo gi stabilito, respingendo del tutto la pretestuosa interpretazione di alcuni, ordiniamo che anche coloro che, prima di detta legge, hanno stipulato interessi superiori a quelli stabiliti limitino alla misura in essa fissata le proprie pretese giudiziali relative al tempo successivo alla sua promulgazione, potendo ovviamente esigere gli interessi secondo il tenore della stipulazione per il tempo precedente a detta norma. [n. 24] CI. 4.32.27.1-2: 1. Non permettiamo che il corso degli interessi avvenga oltre il doppio, nemmeno se siano consegnati al creditore dei beni in pegno a garanzia del debito, circostanza in cui alcune vecchie leggi consentivano di esigere interessi anche oltre il doppio. 2. E ci stabiliamo che venga rispettato tanto nei giudizi di buona fede come in tutti gli altri giudizi in cui si pretendano degli interessi. [n. 36] Nov. 121.1: Eusebio ed Aftonio hanno reso edotta la nostra maest di essere nipoti di Demetrio, nati da Palladio, figlio di Demetrio. Dichiarano che Demetrio era debitore nei confronti di Artemidoro di cinquecento aurei a titolo di mutuo e che aveva promesso con stipulatio anche gli interessi e di aver ottenuto di recente un provvedimento imperiale per cui, se avessero pagato il doppio del debito, non sarebbe stata (ammissibile) alcuna (ulteriore) pretesa nei loro confronti secondo le nostre leggi. Tuttavia, Epimaco e Artemone, successori del creditore Artemidoro, sostengono che quelli mentirono nella loro istanza e che non devono ottenere il nostro aiuto: infatti non estinsero il debito ma pagarono solo novecentoquarantanove aurei. I ricorrenti infatti sostengono che loro padre Palladio insieme con Paolo e col proprio padre Demetrio pagarono ottocentosessantasette aurei, mentre Artemone e Prisciana, figli di Artemidoro, nonni di Epimaco ed Artemone, sostennero che il pagamento parziale non riguardasse il capitale, ma vollero imputarlo interamente agli interessi (e nello stesso senso stato disposto dal governatore della provincia) e per questo richiesero a Palladio al posto della precedente documento di credito per cinquecento aurei unaltra per seicento aurei. Gli stessi affermano anche che in tempi diversi Palladio pag settantadue aurei, Eusebio e Aftonio dieci aurei, cos da raggiungere il totale di novecentoquarantanove aurei. E colui che esamin la controversia, non avendo ritenuto che fosse una sola la fonte dellintera pretesa, non diede loro ragione, ma decise di condannarli a pagare i seicento aurei di capitale. Richiesero dunque di essere liberati da un tale vincolo e, considerato il debito capitale di cinquecento aurei, se avessero pagato i cinquantun aurei rimanenti per arrivare al totale di mille aurei, che fossero liberati dallintero debito, e che venisse loro restituita il documento di debito relativo a seicento aurei. [n. 38] Nov. 121.2-ep.: Giacch le nostre leggi vogliono che nulla sia pagato oltre il doppio e si differenziano nei confronti delle precedenti, per il fatto che quelle fissarono i debiti fino al doppio, se non fosse intervenuto alcun pagamento, mentre noi abbiamo consentito che anche pagamenti parziali, purch arrivino al doppio, estinguano il debito - stabiliamo che il calcolo avvenga in tale maniera, e (i debitori), se pagheranno quanto manca rispetto ai mille aurei, recuperino anche il documento di debito di seicento aurei, affinch non risulti che venga per questa ragione richiesto un debito ingigantito. La magnificenza tua provveda a che sia garantita attuazione ed effetto a quanto abbiamo stabilito e affermato con questa nostra pragmatica sanctio, perda efficacia tutto ci che da una delle parti con forzature sia stato fatto o verr fatto contro la legge. [n. 49] C. Summa rei publicae, 4: Quanto poi alle prammatiche sanzioni ordiniamo che, se furono adottate per casi determinati, restino in vigore purch non siano in contrasto con alcuna costituzione del nostro Codice. Ma anche quelle che si trovino negli archivi del dicastero della Eccellenza tua o di altri dicasteri civili ordiniamo che pure esse restino in vigore.

[n. 50] Nov. 138: A tutti notissima la nostra costituzione che mette fine allesazione del debito con il raggiungimento di un ammontare doppio (della somma mutuata). Se, dunque, dei tuoi creditori alcuni hanno ricevuto (un ammontare pari al) doppio, mentre altri hanno finora conseguito di meno, decidiamo, in forza di questo provvedimento se la richiesta fondata che gli uni, avendo conseguito il doppio attraverso il versamento degli interessi, sia pure in tempi diversi, non possano intentare azione contro di te; mentre gli altri, se saranno stati allo stesso modo soddisfatti, siano parimenti costretti allinerzia, e, se avranno conseguito quanto loro dovuto, restituiscano il documento di debito che sar comunque privato di valore ove sia rimasto (nelle mani dei creditori). [n. 56] Nov. 160 pr.: Aristocrates, facondissimo pater civitatis di Afrodisia e coloro che in essa sono proprietari terrieri si sono resi nostri supplici, affermando che la menzionata citt <Omissis>. In primo luogo, dunque, riteniamo che vi siano certuni che esaminano e interpretano le nostre leggi in modo tale da ricavarne pretesti per ingiustizie davvero indegne. Siamo infatti stati informati dal pater civitatis che molto denaro venne accumulato dalla citt attraverso legati lasciati da alcune persone alla citt di Afrodisia, e che, perch esso non andasse disperso, alcuni notabili della citt presero a prestito tale denaro, a patto che alla citt, in virt di quel denaro, si versasse ogni anno ci che si pu chiamare rata o rendita o interesse, per indicare quello che sarebbe stato corrisposto alla citt fin tanto che il denaro fosse rimasto presso il mutuatario. Tuttavia, coloro che avevano ricevuto il denaro poich abbiamo emanato una costituzione che vieta ai mutuanti di richiedere oltre il doppio del prestito, ma impone di limitarsi a questo solo sostennero che, avendo pagato pi del doppio, nulla fosse pi dovuto alla citt. E ne risult quindi compromesso il riscaldamento delle terme pubbliche; diminuirono le opere pubbliche, e la citt fu danneggiata dallinterpretazione della nostra legge da parte di quelli. [n. 59] Nov. 160.1: Espungendo dal nostro ordinamento quanto sopra, stabiliamo che coloro che hanno preso denaro con la clausola di consegnare alla citt un qualche corrispettivo periodico siano tenuti a trasferire annualmente fin tanto che trattengano il capitale quanto per esso pattuito, senza avvalersi per ci in alcun modo della nostra costituzione. Infatti, abbiamo scritto la legge in riferimento ai mutuanti e alle fattispecie in essa espressamente previste, mentre il presente caso non vi ricade affatto, in quanto sembra pi una rendita annua che un pagamento di interessi, e bisogna che noi ci preoccupiamo parimenti delle finanze pubbliche e delle citt. Se qualcuno tuttavia anche dopo la presente nostra pronuncia interpretasse diversamente ci che abbiamo stabilito e volesse privare una citt del denaro consegnato, sia tenuto a corrispondere quanto deve alla citt per lintero periodo e a consegnare il doppio, in modo che abbia una giusta contropartita della sua perversa interpretazione: difatti, pur potendosi dimostrare un buon cittadino, talmente scellerato da danneggiare la (comunit) che lo accoglie. (Linciso valorizzato da Cassimatis : sembra pi una rendita annua che un pagamento di interessi). [n. 71] Nov. 32 pr.: Siamo venuti a conoscenza che, nella provincia che governi, alcuni, approfittando del tempo di carestia di grano, osarono concludere dei mutui di derrate di modesta entit e, per questi, prendersi tutta la loro (= dei contadini) terra, cosicch alcuni contadini emigrarono, altri morirono di fame e ne deriv una terribile pestilenza, per nulla inferiore allinvasione dei barbari. Nov. 34 pr.: Ci giunta notizia che taluni nella provincia Mesia Seconda che tu governi, sfruttando con avidit il periodo di carestia, fecero dei contratti di mutuo ad alcuni e, dando una piccola quantit di derrate, si presero tutte le loro misere terre, e per questo motivo alcuni coloni cercarono rifugio nella fuga, altri furono uccisi dalla fame, e una nefasta epidemia, non inferiore allinvasione dei barbari, afflisse la popolazione.

[n. 79] Nov. 136.4: Avendo introdotto una legge, in forza della quale gli esercenti una attivit bancaria non devono concedere mutui con interessi oltre l8%, abbiamo appreso che (i banchieri) facevano prestiti anche senza documentazione e, quanto a gli interessi, agivano cos slealmente da non concludere il mutuo in forma scritta e da non interporre una stipulatio: opinione comune che non sia opportuno che gli interessi decorrano senza una stipulatio, bench siano molte le circostanze in cui anche senza stipulatio gli interessi decorrono dal semplice patto, e perfino anche senza alcun accordo sono pretesi come sorti naturalmente. Perci stabiliamo che agli esercenti attivit bancarie sia corrisposto non solo linteresse sorto da stipulatio, ma anche quello senza documento nella misura che la legge concede loro di pattuire, ossia fino all8%. Infatti, non sarebbe giusto con una simile sottigliezza danneggiare coloro che sono disposti a soccorrere quasi tutti i bisognosi. [n. 82] Ed. 9.6 pr.: Giacch abbiamo consentito agli esercenti una attivit bancaria in questa felice citt di assumere, con lesclusione di cariche militari, tutte le altre cariche, ed avendo poi quelli concluso o concludendo dei mutui, stipulavano un interesse dell8%, quale noi abbiamo concesso ai banchieri. Ma alcuni del tutto sconsiderati opponevano ai medesimi le cariche (ora assunte), dicendo che spettava loro ricevere quale giusto interesse non quello dei banchieri, ma quello dei funzionari. Ordiniamo che questa loro assurda e sconsiderata opposizione cessi definitivamente e che resti efficace quanto stato pattuito o venga pattuito. [n. 83] Ed. 9.5: Poich il loro sostentamento consisteva nel dare e ricevere a mutuo, nelleffettuare constituta (regolamenti di debito) a favore di altri e nel percepire interessi, chiedevano anche che a loro non si applicasse la nostra costituzione sui mutui, che abbiamo scritto per non permettere a nessuno di ricevere alcunch oltre il doppio, se (il debitore) avesse consegnato una quantit corrispondente allammontare di capitale e interessi. Noi dunque non vogliamo affatto che quella legge sia in futuro violata; quanto al passato, poich non contiene alcuna insidia, stabiliamo, introducendo una deroga per costoro, che nei contratti propri dei banchieri ad oggi perfezionati sia loro consentito, nonostante siano stati loro corrisposti interessi ultra duplum (oltre il doppio) per quei debiti, pretendere il capitale oltre gli interessi maturati senza che debbano imputare n agli interessi n al debito originario quanto gi riscosso sul capitale, e che solo in questo si deroghi alla nostra costituzione circa il doppio, ma li riscuotano secondo la natura dei contratti. Ma, affinch non abusino della costituzione da noi emanata nei confronti delle loro controparti, non imputino gli interessi (da queste) gi corrisposti n al doppio degli interessi n al debito originario. [n. 92] Nov. 106 pr.: Abbiamo ricevuto una relazione della Eccellenza tua, cui noi stessi abbiamo offerto loccasione. Hai infatti riferito che Pietro ed Eulogio implorarono la nostra sacra maest e, spiegata la loro situazione, dissero di erano soliti concedere prestiti di denaro agli armatori e ai commercianti ed in particolar modo a coloro che trafficano per mare e che questa era la sola possibilit di sostentamento, ossia i prestiti ai naviganti, che la nostra legge chiamava traiecticia, ma di aver timore in quanto ne erano sorte per loro delle controversie, e chiedevano perci di rendere chiara la consuetudine vigente in proposito, anche al fine di pubblicare una nostra sacra ordinanza su ci, la quale riconducesse la consuetudine ad una forma assolutamente certa. E pertanto (chiedevano) che noi ti ordinassimo di indagare la natura della controversia e di riferircela, di modo che divenisse a noi chiara e la definissimo in una legge perpetua; (chiedevano) che la Gloria tua, avendo ricevuto da noi lordine di fare queste cose, radunasse gli armatori, per i quali simili mutui sono importanti, e domandasse loro quale fosse lantica consuetudine, e quelli daltra parte, prestato giuramento, testimoniassero (lesistenza) dei vari tipi di mutui marittimi

[n. 95] Nov.110 pr.-1: Pr. Siamo venuti a conoscenza da una relazione della Eccellenza tua di aver gi emanato una legge a proposito della pecunia traiecticia (prestito marittimo), che stata registrata nei tuoi uffici. 1. Tuttavia, poich a seguito di istanze a noi pervenute stabilimmo che quella legge non avesse vigore, disponendo che non fosse fatta applicare dai tuoi uffici, e abbiamo per appreso che ha gi trovato applicazione in alcune province, per questo motivo stabiliamo che tale legge sia del tutto abrogata e, se giunta ad essere comunicata nelle zone rurali della provincia, non abbia vigore nemmeno l, ma resti inapplicata. E vogliamo che la questione proceda come se la predetta legge non fosse mai stata scritta, ma che le cause siano valutate e le sentenze emesse sulla base delle leggi da noi gi emanate su questi argomenti. ***** 10. Osservazioni sul testo delle Novelle giustinianee. A proposito di Nov. 93 [n. 7] Nov. 93 pr.: [Trad. testo greco] Le istanze dei nostri sudditi ci forniscono motivi per redigere leggi per il bene dei sottoposti. Si sono infatti rivolti a noi certuni affermando che siccome una legge stabilisce che chi abbia appellato e sia rimasto inattivo per due anni o anche abbia iniziato il processo ma non lo abbia condotto a termine decade dai giudizi dappello e, consolidata la decisione, non ha pi la facolt di proseguire oltre, ma diventa definitiva per entrambi la sentenza [quello e il suo avversario] ******, iniziata una lite nel tribunale della Eccellenza tua, desistettero dalle azioni presso di te, scelsero arbitri comuni tramite scrittura, si presentarono presso di loro e discussero anche alcune cose, ma in seguito mancarono di presentarsi presso i giudici scelti, non terminarono il giudizio iniziato presso di loro ma, trascorso il biennio, i suoi avversari abusarono del fatto che non si poteva pi esercitare la causa presso il tuo tribunale, ma la si dovesse considerare definita una volta trascorso il biennio. Quello (= ricorrente) perci non la prosegu presso la Gloria tua proprio perch la causa era allesame dei giudici scelti. [Trad. testo latino] Le istanze dei nostri sottoposti ci forniscono occasioni per redigere leggi per il bene dei nostri sudditi. Ha fatto ricorso a noi un certo avvocato, dato che la legge stabilisce che chi appella e per un biennio rimane inattivo o anche inizia senzaltro il processo, ma tuttavia non prosegue lappello, decada dallimpugnazione e, confermata la sentenza, non possa procedere ulteriormente, ma per entrambi divenga definitiva la sentenza. Tuttavia (lavvocato sostiene che) Isichio e i suoi avversari dibatterono invero la lite presso un iudex pedaneus (giudice delegato); soccombente, lo stesso Isichio propose appello e avvenne che la causa fosse sottoposta alla tua cognizione, e mentre la lite era discussa nel tribunale della Eccellenza tua, rinunciarono per vero al contenzioso trattato presso di te, scelsero invece degli arbitri comuni tramite scrittura, si presentarono davanti a loro e dibatterono alcune cose. Poi, per, mancarono di presentarsi presso gli arbitri scelti, senza aver tuttavia portato a termine la controversia instaurata presso di loro. I suoi avversari si avvalsero per del trascorso biennio, poich tale lite non poteva esser portata dal soccombente presso il tuo tribunale, ma la sentenza doveva diventare definitiva una volta trascorso il biennio; e perci quello non ottenne in realt un giudicato presso la Gloria tua, per il fatto che la lite fu discussa presso gli arbitri. ***** 13. Annotazioni in margine a Nov. 158 di Giustiniano

[n. ] Nov. 158: Ci stata letta la petizione di Tecla, detta anche Mans, la quale illustra che una certa Tecla mor lasciando la figlia Sergia di et impubere, e che la figlia, sopravvissuta alla madre appena sedici giorni, mor nel corso della recente pestilenza. E colei che ci ha rivolto la petizione sostiene di essere la sorella del padre di Sergia. Ma Cosma, fratello di Tecla, rivendic leredit di Sergia e a questo titolo le fece causa; e la richiedente, per non contendere su presupposti senza fondamento, si rivolse a Giovanni, avvocato del foro provinciale, e lo interpell circa le leggi concernenti una tale ipotesi, e quello le forn una risposta scritta in cui dimostrava che leredit di Sergia spettava a lei. Perci scelse lo stesso Giovanni come giudice della controversia, mentre un certo Asclepio, scriniario del magister militum per Orientem, rappresentava Cosma. E Giovanni eman una sentenza contraria a quanto aveva risposto per iscritto, avvalendosi per la decisione della legge di Teodosio di venerata memoria che sancisce che il minore di sette anni non pu adire leredit materna se non ha un tutore, ma essa viene delata a quanti sarebbe spettata se limpubere morto non fosse stato chiamato alleredit dalle leggi. E non solo disse queste cose nella sentenza, ma anche indusse la nostra richiedente ad attenersi rispettosamente a quanto stabilito nella decisione e lo stesso consigli in tal senso pure ad Asclepio, che rappresentava Cosma in giudizio. Tecla ci ha dunque chiesto che non lasciamo che venga cos danneggiata, tanto pi che nel Codice che prende il nostro nome si trova una legge che dispone che chi non pi infante possa adire legittimamente anche leredit materna, e che inoltre abbiamo emanato unaltra legge che dispone che, allorch a qualcuno delata uneredit e muoia prima di adirla o di aver espresso la volont di rinunciare ad essa, si trasmetta ai suoi eredi il ius deliberandi relativo a tale eredit. Infatti la legge da noi di recente promulgata che, nelle eredit, prevede lo stesso ordine per agnati e cognati non trova applicazione nel presente caso, essendo esso precedente rispetto al giorno in cui la nostra legge entrata in vigore. 1.Stabiliamo dunque che la Gloria tua, se verificher che le cose stanno davvero in questo modo, presti soccorso alla richiedente, e le applichi la nostra legge che le riconosce il ius deliberandi. E atteso che Sergia mor prima che fosse trascorso un anno dal decesso della madre sia riconosciuta ragione a lei che vuole adire leredit della madre di Sergia. Infatti nessuno potrebbe dire che siano in contrasto la legge di Teodosio di venerata memoria e la nostra, contenute nello stesso libro, anche perch daltra parte noi stessi abbiamo affermato, nella costituzione che ha dato vigore al Codice, che non c alcunch di contraddittorio. Sia applicata la nostra legge nella presente circostanza ed in quelle analoghe al caso in oggetto; sia invece applicata quella di Teodosio di venerata memoria nei casi in cui sia trascorso lanno e sia decorso il tempo in cui si pu esercitare il ius deliberandi. ***** 22. Disparit di culto e matrimonio: orientamenti del pensiero cristiano e della legislazione imperiale nel IV secolo d.C. [p. 367] Concilium Eliberitanum (Concilio di Elvira), can. 15: Considerato il numero consistente di ragazze (da marito), non si diano in sposa a pagani le fanciulle cristiane. [n. 16] Gerolamo, In epistulam ad Ephesinos, I.10: Ne discende che non ogni matrimonio, che non unisca (una donna) al marito secondo i precetti di Cristo, pu essere correttamente qualificato matrimonio ma piuttosto adulterio. [n. 17] Cipriano, De lapsis, VI: Stringere un vincolo matrimoniale con infedeli significa prostituire ai pagani le membra di Cristo. [n. 18] Tertulliano, Ad uxorem, II.3: i cristiani che contraggano matrimonio con pagani sono da considerare colpevoli di stupro e da allontanare dalla comunione con i fratelli.

[p. 370] Agostino, De fide et operibus, 19.35: ... nel Nuovo Testamento non vi alcun precetto in merito e pertanto o lo si considera lecito o, in quanto di dubbia tradizione, (il divieto) irrilevante. [p. 371] Gerolamo, Epistula CXXIII ad Agerochium: ... (Paolo) proibisce matrimoni con pagani. [n. 24] Ambrogio, Epistulae, XIX.7: Infatti, poich il vincolo coniugale deve essere santificato con limposizione del velo da parte del sacerdote e con la benedizione, come pu parlarsi di matrimonio l dove manchi lidentit di fede? Ambrogio, Expositio secundum Lucam, VIII.2: ... mostra che non ogni matrimonio (approvato) da Dio; infatti, contro il volere di Dio donne cristiane sposano pagani, giacch la legge (di Dio) lo proibisce ... Ambrogio, Expositio secundum Lucam, VIII.3: Invero non c' armonia in un matrimonio, quando una donna pagana si unisce non legittimamente a un marito cristiano ... [n. 25] Ambrogio, De Abraham, I.9.84: Come pu esserci corrispondenza di amore dove manchi identit di fede? Pertanto, o cristiano, guardati dal consegnare tua figlia a un pagano o a un giudeo. Guardati lo ripeto dallunire a te come moglie una (donna) pagana o giudea o di altra fede, cio eretica; e allontana da te la moglie di fede diversa [n. 33] CTh.16.8.6: Con riferimento alle donne impiegate nella nostra manifattura che alcuni giudei hanno trascinato nella loro turpitudine, stabiliamo che siano ricondotte alla manifattura e, che , per il resto, si abbia cura che nessuna donna cristiana si unisca al loro abominio e, nel caso cos si comportino, su di loro incomba la pena capitale. [n. 41] CTh.3.7.2 (= 9.7.5): Che nessun giudeo prenda in moglie una donna cristiana e nessun cristiano contragga matrimonio con una giudea. Se, infatti, qualcuno avr compiuto simile atto, il comportamento sar parificato alladulterio, con concessione di libert di accusa anche sulla base di voci circolanti. [n. 54] Ambrogio, De Abraham, I.3.19: Imparino dunque gli uomini a non disprezzare il vincolo coniugale e a non unirsi a (donne) di condizione inferiore, per non concepire figli che non possano avere come eredi; e, se non sono mossi da riguardo alcuno per il decoro, si preoccupino di un matrimonio degno avendo di mira la trasmissione delleredit. ***** 23. Matrimoni misti nel pensiero cristiano e nella legislazione imperiale fra IV e V secolo [n. 4] Ambrogio, De Abraham, 1.3.19: Imparino dunque gli uomini a non disprezzare il vincolo coniugale e a non unirsi a (donne) di condizione inferiore per non concepire figli che non possano avere come eredi [n.5] Ambrogio, Epistulae, 19.7: Infatti, poich il vincolo coniugale deve essere santificato con limposizione del velo da parte del sacerdote e con la benedizione, come pu parlarsi di matrimonio l dove manchi lidentit di fede?

[n. 6] Cipriano, De lapsis, 6: Stringere un vincolo matrimoniale con infedeli significa prostituire ai pagani le membra di Cristo.

[n. 7] Tertulliano, Ad uxorem, 2.3: Stando cos le cose, ne discende che i cristiani che contraggano matrimonio con pagani sono da considerare colpevoli di stupro e da allontanare dalla comunione con i fratelli Ci che ha vietato lo stesso (Signore) non adulterio? E ci che stato proibito non stupro? [n. 8] Ambrogio, De Abraham, 1.9.84: Come pu esserci corrispondenza di amore dove manchi identit di fede? Pertanto, o cristiano, guardati dal consegnare tua figlia a un pagano o a un giudeo. Guardati lo ripeto dallunire a te come moglie una (donna) pagana o giudea o di altra fede, cio eretica; e allontana da te la moglie di fede diversa Ambrogio, Expositio evangelii secundum Lucam, 8.3: ... Invero non c' armonia in un matrimonio, quando una donna pagana si unisce non legittimamente a un marito cristiano ... [n. 9] Gerolamo, Epistulae, 123.5: E poich (Paolo, I lettera ai Corinzi) aggiunge solo nel Signore, proibisce matrimoni con pagani, a proposito dei quali aveva detto altrove Non stringete un vincolo con pagani. Gerolamo, In epistulam ad Ephesinos, 3.5.23-25: Ne discende che non ogni matrimonio, che non unisca (una donna) al marito secondo i precetti di Cristo, pu essere correttamente qualificato matrimonio, ma piuttosto adulterio. [n. 10] Agostino, Epistulae, 255: Non possiamo consegnare (in matrimonio) una cristiana se non a un cristiano. Agostino, De fide et operibus, 19.35: Queste cose (= unioni con infedeli) ai nostri giorni non sono ritenute peccato; in effetti, nel Nuovo Testamento non vi alcun precetto in merito e pertanto o lo si considera lecito o, in quanto di dubbia tradizione, (il divieto) irrilevante. [n. 11] Concilium Eliberitanum (Concilio di Elvira), canone 15: Considerato il numero consistente di ragazze (da marito) non si diano in sposa a pagani le fanciulle cristiane, affinch let in fiore non le conduca alladulterio delle loro anime. canone 16: E stato stabilito che non si diano (in spose) n a giudei n a eretici, perch non pu aversi unione di un cristiano con un infedele. Se abbiano tenuto comportamento contrario, i genitori siano esclusi per un quinquennio dalla comunione. [n. 19] CTh. 16.8.6: Con riferimento alle donne impiegate nella nostra manifattura che alcuni giudei hanno trascinato nella loro turpitudine, stabiliamo che siano ricondotte alla manifattura e, che , per il resto, si abbia cura nessuna donna cristiana si unisca al loro abominio e, nel caso cos si comportino, su di loro incomba la pena capitale. [n. 29] CTh. 3.7.2: (= 9.7.5): Che nessun giudeo prenda in moglie una donna cristiana e nessun cristiano contragga matrimonio con una giudea. Se, infatti, qualcuno avr compiuto simile atto, il comportamento sar parificato alladulterio, con concessione di libert di accusa anche sulla base di voci circolanti. *****

24. Ancora in tema di unioni fra barbari e romani

[n. 1] CTh. 3.14.1: A nessun abitante delle province, quale che ne sia la condizione sociale o il domicilio, sia lecito il vincolo coniugale con moglie barbara, n alcun barbaro si unisca a una donna provinciale. Poich, se verranno in essere legami di affinit fra provinciali e barbari da nozze di questo genere, sar espiato con pena capitale il comportamento colpevole o anche solo sospetto. [n. 18] Interpretatio (nota dalla Legge romana dei Visigoti) a CTh. 3.14.1: Nessun romano osi prendere in moglie una donna barbara, di qualsiasi etnia, n donne romane si uniscano a mariti barbari. Quanti si comporteranno in tal modo sappiano di esporsi a giudizio capitale. [n. 23] Gotofredo: Con riguardo ai barbari in Gallia e in Italia, questa legge potrebbe essere quella che prendeva in considerazione alamanni e franchi vaganti Cos, Valentiniano con questa legge inviata a Teodosio, capo dellesercito, potrebbe avergli dato istruzioni e criteri per la dislocazione degli alamanni in Italia o Gallia. [n. 24] Ammiano Marcellino, 28.5.15: Teodosio in quel tempo comandante della cavalleria approfitt di questa occasione molto opportuna, per attaccare, muovendo per le Rezie, gli Alemanni sparpagliati per la paura loro incussa dai Burgundi. Ne ammazz molti; quelli che fece prigionieri, su comando dellimperatore li mand in Italia: qui ricevettero terre fertili e ormai vivono nella zona del Po come tributarii. [n. 52] Gotofredo: E per in seguito si derog da questa normativa di Valentiniano. Infatti, si cominci a impetrare e concedere con rescritto anche nozze di questo genere. [n. 75] Cipriano, De lapsis, 6: Stringere un vincolo matrimoniale con infedeli significa prostituire ai pagani le membra di Cristo. Tertulliano, Ad uxorem, 2.3: Stando cos le cose, ne discende che i cristiani che contraggano matrimonio con pagani sono da considerare colpevoli di stupro e da allontanare dalla comunione con i fratelli. Gerolamo, In epistulam ad Ephesinos, 3.5: non ogni matrimonio, che non unisca (una donna) al marito secondo i precetti di Cristo, pu essere correttamente qualificato matrimonio, ma piuttosto adulterio. Ambrogio, Epistulae, 19.7: Infatti, poich il vincolo coniugale deve essere santificato con limposizione del velo da parte del sacerdote e con la benedizione, come pu parlarsi di matrimonio l dove manchi lidentit di fede? [n. 85] Ambrogio, Epistulae, 19.7: Infatti, poich il vincolo coniugale deve essere santificato con limposizione del velo da parte del sacerdote e con la benedizione, come pu parlarsi di matrimonio l dove manchi lidentit di fede? Se la preghiera deve essere comune, come pu esserci comune amore coniugale fra persone di fede diversa? Sovente la maggior parte di coloro che furono presi da passione per una donna persero la fede. [n. 86] Ambrogio, Epistulae, 19.34: Da questo esempio risulta chiaro che devono evitarsi matrimoni con donne di fede diversa, perch, in luogo dellamore coniugale, non ne conseguano rischi per la fede. [n. 90] Ambrogio, Epistulae, 69.6: Ma siano scusati coloro che seguono le usanze ancestrali, purch barbari, come persiani, goti, armeni; senza dubbio la natura conta pi della patria.

[p. 409] Ambrogio, Epistulae, 10.9: comportamento sacrilego nei confronti non solo di un sacerdote, ma anche di qualunque cristiano: infatti aborrito da tradizione e consuetudini romane. [p. 410] Ambrogio, De Abraham, 1.9.84: Guardati, o cristiano, dallunire a te come moglie una (donna) pagana o giudea o di altra fede, cio eretica; e allontana da te la moglie di fede diversa ***** 26. Sul regime delle unioni fra liberi e adscripticii nella legislazione giustinianea [n. 11] CI. 11.48.23 pr.: e come nessuno nella condizione giuridica di curiali si libera col decorso del tempo, allo stesso modo nessuno sottoposto alla condizione di adscripticius ottenga la libert per il decorrere degli anni. [n. 17] Gai. 1.78: colui che nasce da soggetti tra cui non esiste il conubium segue per ius gentium la condizione della madre. [n. 27] CI. 11.48.24: Pr. Se coloro che si trovano nella condizione di adscripticii con qualsivoglia intendimento o espediente si unirono o in seguito si uniranno in matrimonio con donne libere ne fossero i domini (dei primi) al corrente o ignari stabiliamo che rimangano nella loro condizione di libert tanto le donne quanto la prole che notoriamente sia nata da loro; restando indubbiamente fermo che, se sar partorito un figlio dalla unione di un uomo libero con una donna adscripticia, il figlio seguir la deteriore condizione materna e non la libert del padre. 1. Ma, affinch gli adscripticii non pensino che rimarr impunito tale loro proposito, che va sommamente riprovato, e perch a causa delle nozze con donne libere da essi escogitate non diminuisca progressivamente il numero dei soggetti di tale condizione, stabiliamo che, se qualcosa del genere sar commesso da un adscripticius, il suo dominus abbia libera facolt di infliggere, autonomamente o con lintervento del governatore della provincia, una adeguata punizione a un simile individuo e di allontanarlo da tale donna; se non lo avr fatto, sappia che tale inerzia si ritorcer a suo danno. [n. 29]: si veda n. 49. [n. 38]: si veda n. 11. [n. 43] Nov. 22.17 pr.: A un adscripticius altrui non consentito sposare una donna libera, n con lignoranza, n con la conoscenza n con il consenso del dominus. Ma, anche se qualcosa del genere fosse fatto dalladscripticius, consentito al dominus punire sia autonomamente sia attraverso il governatore della provincia con pene adeguate ladscripticius che ha compiuto tali cose ed allontanarlo da colei che si sconsideratamente unita a lui. Per conseguenza, non esistano n matrimonio n consegna della dote n donazione nuziale, ma semplice inesistenza di quanto stato fatto scorrettamente. [n. 44] Nov. 22.17 pr. (trad. testo latino dellAuthenticum [per CI. 11.48.24 si veda n. 27]): Alladscripticius altrui non permesso sposare una donna libera ne fosse il possidente ignaro o al corrente o consenziente. E se qualcosa del genere sia compiuto da un adscripticius, sar permesso al dominus da solo o tramite il governatore di provincia castigare con punizioni adeguate ladscripticius che compia tali cose e allontanarlo da colei che inutilmente si unita a lui.

[n. 49] Nov. 54 pr.-1: Pr. A proposito di una delle nostre costituzioni, che non contiene alcunch di poco chiaro, sono sorte delle dispute giacch alcuni vi insinuano incertezza deliberatamente e per il proprio tornaconto. Essendo noi amanti della libert, abbiamo da poco promulgato una legge perch, diversamente da quanto avveniva in passato, in caso di nascita di prole da un adscripticius e una persona libera, la prole non segua affatto la condizione adscripticia, ma, seguendo la normativa per la condizione servile, ci si regoli allo stesso modo riguardo agli adscripticii, e secondo la situazione giuridica del grembo sia regolata anche la condizione del procreato. Infatti a ragione la nostra legge non voleva che da una madre libera fosse generato un figlio schiavo. Come abbiamo espresso nella legge, se alcuni si unirono o si uniranno in seguito con donne e genereranno figli, si applichi la legge sui procreati. Alcuni tentarono di interpretare cos sconsideratamente e tendenziosamente la legge da pensare che taluni, nonostante fossero nati prima della costituzione e fossero ormai adulti, venissero liberati come quelli nati di recente ma comunque non molto prima della legge. Tuttavia, avendo noi avuto lintenzione che se alcuni fossero gi uniti con mogli e dopo (lentrata in vigore del)la legge avessero procreato, o anche se non si fossero (in precedenza) sposati ma si fossero uniti successivamente il generato, dopo (lentrata in vigore del)la legge, ottenesse la libert concessa dalla legge. 1. Perch non sia possibile tramare, commettere ingiustizie e danneggiare i proprietari terrieri con tali interpretazioni, stabiliamo pertanto che tutti coloro e soltanto coloro che sono nati dopo lentrata in vigore della legge non acquistino la condizione di adscripticii, se sono stati generati da madri libere, e tutto ci che precede sia regolato dalla legge antica. [n. 51] C. Cordi, 4: In secondo luogo, abbiamo ordinato che fosse redatto per intero in base non alla precedente compilazione ma a una selezione rinnovata e che in tutti i processi ci si servisse di quello soltanto (il Codex repetitae praelectionis), il quale risplende dellautorit della nostra maest, senza che si possa citare alcuna altra costituzione al di fuori del corpus di questo stesso Codice. [n. 55] Nov. 162.2: Pr. In un secondo capitolo, siamo stati (cos) interpellati dalla Eccellenza tua: se, dopo la nostra costituzione disponente che i nati da una donna libera e da un adscripticius siano liberi secondo la condizione della madre, si debba ritenere che, sebbene non siano nati adscripticii secondo lantica norma, diventino pur tuttavia coloni per il fatto che laltra nostra costituzione non permette neanche ai figli dei coloni di abbandonare la terra, ma (impone) che restino coloni; e ci sembra molto pi soddisfacente, giacch indubbiamente in queste persone presente il seme generatore di adscripticii. Tutto questo, dunque, stava nel menzionato capitolo della tua domanda. Occorre per che quanti riconsiderano il nostro intendimento sappiano che noi non permettiamo in alcun modo che un grembo libero generi un adscripticius, ma occorre che al nato dopo la legge allora emanata sia imposta la notazione e precisazione che sia senzaltro riconosciuta la libert ai nati da una madre libera. 1. Se quindi uno sia nato da una donna libera e un adscripticius, resti libero e non perda in alcun modo la ingenitas materna (= nascita libera della madre); ma la costituzione da noi emanata mostra di volere che tali soggetti restino abitanti dei fondi e coltivatori dei campi, in quanto nati l, perch lo esige la denominazione di coloni. Pertanto non concediamo loro il permesso di lasciare il fondo e passare ad altri fondi; ma coloro che sono nati in un dato fondo, se generati da una madre adscripticia, evidente che saranno senza dubbio adscripticii; mentre, se generati da una donna libera, resteranno liberi e i loro acquisti resteranno a loro stessi e non diventeranno peculio dei domini; per non si libereranno dal fondo, ma lo coltiveranno e non avranno facolt di lasciarlo e passare a (fondi di) altri, a meno che non diventino titolari di un proprio appezzamento, che sia sufficiente ad occuparli in esso e non consenta loro di coltivarne altri, e vi si siano trasferiti. Stabiliamo quindi che in ogni

modo essi rimangano sul fondo, pur essendo liberi, ma tenuti al colonato. Ci sia regolato in questo modo. [n. 67] Nov. 162 ep.: La Gloria tua (= del prefetto del pretorio) curi che quanto contenuto in questa pragmatica sanctio sia applicato alle fattispecie analoghe. [n. 72] Nov. 156 pr.-1: Pr. Gli amministratori della santissima chiesa di Apamea ci hanno informato che alcuni coloni altrui si unirono con loro colone e generarono figli e ci hanno chiesto che fossero restituiti ad essi tanto le colone quanto i loro figli, che seguono la condizione giuridica materna. Richiedendo una cosa del genere, mostrano per di non conoscere quel che prescrive la nostra costituzione di recente emanata. 1. Infatti, se dei liberi si uniscono ad adscripticiae, secondo i princip accolti nella costituzione i procreati seguono la (condizione della) madre, e quindi non pervengono alla libert. E per, qualora si tratti di coloni, non trova applicazione alcuna la costituzione, ma, come abbiamo di recente deciso e stabilito, la prole si divide. E se il numero dei procreati pari, si divide in due; se invece dispari oppure uno solo il nato, allora il grembo materno ottiene il nato o il nato in pi, poich ha anche faticato di pi. E, se il figlio uno, segue la madre; se sono tre i procreati, i due o le due andranno alla madre, mentre uno seguir la potest del dominus del padre, e in questo modo sempre il grembo materno avr quello che in pi, come abbiamo detto prima. E gli Apamesi sappiano che la prole deve essere divisa in questo modo, sicch imparino che ci che per lungo tempo era stato messo in discussione stato oggetto della nostra normazione. [n. 78] App. 1 pr.: Si sono rivolti alla nostra Serenit gli abitanti di [Lugdunum] <leggi Lichnidum> e ci hanno informati del fatto che, siccome noi in passato abbiamo emanato una legge con cui abbiamo ordinato che gli adscripticii o i coloni che si unissero a donne libere generassero figli nella condizione di liberi, ne risultavano pregiudicati i fondi e le loro rendite (fiscali), giacch si allontanavano dalla coltivazione in quanto nati da un grembo libero. [n. 82] App. 1.1: Modificando questa disciplina, stabiliamo, in conformit di una antica legge sui contadini inquadrati come adscripticii o coloni, che i nati siano (rispettivamente) adscripticii o coloni. Solo se la madre era libera al momento del parto, non tolleriamo che sia in alcun modo pregiudicato il grembo libero, purch tale donna si sia unita a un uomo non adscripticius o colono, giacch soltanto in questo caso la legge trova applicazione. Emaniamo pertanto una legge generale, in forza della quale i nati da un adscripticius o colono seguano la condizione del padre. In questo modo assicurata agli esattori lentrata fiscale, o carissimo collaboratore. Apportando un rimedio, abbiamo disposto la presente disciplina, che per nostro volere lEccellenza tua far osservare in ogni regione dellIllirico, s che non ne derivi svantaggio alcuno ai proprietari. [n. 86] Nov. 162 ep.: si veda n. 67. [n. 87] App 1 ep.: Dunque la Gloria tua (= del prefetto del pretorio) curi di assicurare lapplicazione di quanto ci parso opportuno, irrogando una sanzione di dieci libre doro a chi violer o permetter che sia violata (questa legge). [n. 91] App. 1 ep.: si veda n. 87. [n. 96] Jus Graecoromanum, Coll. I, Nov. VI (di Giustino II): LAmpiezza tua ci ha riferito che gran parte dei possidenti della provincia africana con loro preces ti hanno informato che i fondi sono rimasti abbandonati, essendo stata emanata una

legge imperiale disponente che i nati da madre libera e marito adscripticius fossero liberi (cosa contraria alle antiche leggi, giacch esse stabilirono chiaramente che una tale prole fosse adscripticia): infatti, con questa concessione i figli degli adscripticii, lasciando i fondi in cui nacquero e stabilendosi altrove, danneggiarono tanto il fisco quanto i proprietari dei fondi. E dicendo ci implorarono che correggessimo questo capo per quella provincia, come nostro padre, artefice di quella legge, fece per la provincia dellIllirico, stabilendo che i figli che nascono da madre libera e padre adscripticius siano liberi con la titolarit dei propri beni e pur tuttavia coloni, di modo che non sia loro consentito abbandonare le terre dove sono nati e coltivarne altre. Pertanto, istruiti su queste cose dalla tua relazione alla nostra Serenit, abbiamo ritenuto necessario soccorrere i possidenti nostri sottoposti e la fiscalit pubblica. Stabiliamo quindi che nella provincia dAfrica i figli generati da madre libera e padre adscripticius siano senzaltro liberi ed abbiano un proprio patrimonio, ma che siano nella condizione di coloni, e non possano abbandonare i fondi in cui nacquero e coltivarne di altrui, ma coltivino, pur in libert, i terreni in cui sono nati; cos infatti non saranno danneggiati n il fisco n il possidente, e neanche i figli, coltivando le terre in cui sono nati, subiranno una diminuzione ... Dunque quanto lEternit nostra ha stabilito con questa nostra pragmatica sanctio lAmpiezza tua insieme col suo apparato curi che sia applicato ed osservato. [n. 97] Jus Graecoromanum, Coll. I, Nov. XIII (di Tiberio II): Desiderando offrire labituale e particolare soccorso della nostra Mitezza alle necessit dei nostri sottoposti, abbiamo accolto volentieri listanza del beatissimo Publiano, vescovo della citt di Cartagine, e dei possidenti della provincia proconsolare dAfrica, con cui ci hanno supplicato che sia confermata in vigore immutata anche con un nostro intervento la pragmatica sanctio di Giustino di venerata memoria, nostro padre, inviata in passato a Teodoro il quale reggeva allora la tua prefettura sulla condizione giuridica della prole nata da padre adscripticius e madre nata libera (ingenua), affinch sia assicurata la coltivazione delle terre, senza che qualche legge o espediente riesca ad allontanarli da essa. Venendo pertanto in aiuto agli esattori della regione africana, stabiliamo che la citata pragmatica sanctio con la sua normativa abbia valore per tutte le situazioni per le quali stata emanata e che la sua ribadita autorit soccorra tutti i proprietari terrieri, in modo che i figli procreati da madre nata libera (ingenua) e padre adscripticius o colono siano partecipi del carattere rurale paterno e forniscano a coloro cui sono sottoposti i redditi consueti alle loro attivit, certamente estranei a una condizione deteriore, ma non autorizzati ad allontanarsi dal fondo in cui sono nati e a risiedere in altre localit. Teodoro collaboratore carissimo e amatissimo, la tua illustre e magnifica Autorit renda dunque nota questa pragmatica sanctio destinata a eterno vigore con editti rivolti a tutti gli abitanti dei territori africani.