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Universidade do Estado do Rio de Janeiro Instituto de Letras Ps-graduao em traduo- Lngua Italiana Matria: Storia della lngua italiana

Docente: Leonardo Samu Discente: Joycineia Porto da Silva

IL LESSICO ITALIANO
Levoluzione

2012.1

INTRODUZIONE L'italiano una lngua neolatina, o sia derivata dal latino. In effetti deriva dal latino volgare parlato nellantichit e transfoematosi nei secoli seguenti..
Si ha labitudine di dire che il vocabolario dellitaliano moderno abbia dei capostipiti latini. Questa affermazione non del tutto errata dal punto di vista diacronico, ma certamente va precisata. Dopo aver fornito un panorama generale sulle componenti del vocabolario italiano, studieremo innanzitutto quello che si chiama stratum, cio le componenti che in ultima analisi risalgono effettivamente al latino. Vedremo che lo stratum comprende, da un lato, il materiale lessicale che si trova in continuit diretta con il materiale latino, senza aver subito alcun cambiamento sostanziale, e dallaltro lato, i risultati delle innovazioni interne al latino (e in seguito allitaliano), che si basano su molteplici processi lessicali come il cambiamento semantico, la formazione delle parole, i cambiamenti di categoria grammaticale, la 1 costruzionalizzazione, ecc. Schweickard, W. (2008)
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L'italiano moderno ha come base il fiorentino letterario usato nel trecento da Boccaccio, Dante e Petrarca, influenzato dalla lngua siciliana letteraria letteraria elaborata dalla Scuola siciliana di Jacopo de Lentini e dal modello latino. Nel corso dei secoli, cos come durante l'Impero Romano, l'italiano ha subito alterazione o accrescimento di altre lingue e altre culture. Cosi veramente non si pu dire che litaliano fu costituito solamente delle parole latine o con gli elementi morfologici soltanto dal latino volgare, lo stesso si pu dire di tutte le lingue latine per in diversi scale. Il lessico Il vocabolario, o sia um elemento che troppo importante in uma lngua e che aiuta a definire che quella lngua non unaltra. Questo sucede in tutte le lingue, e cosi sucede nelle lingue di origine latine come litaliano, lo spagnolo, Il portoghese Ed Il romeno, per un elemento che definisce le lingue Il cambiamento che le lingue hanno sbito nel corso dei secoli, Ed questi cambiamenti sonno singoli in ogni lingue. I fenomeni di cambiamenti delle parole per ragione non etimologici e si fonetiche si pu vedere di due modi diversi:
Trovato nel sito http://homepages.unituebingen.de/peter.koch/SoSe%2012%20HS%20%20Storia%20del%20lessico%20italiano.html nel 27 giugno 2012
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Con laccrescimo di elementi morfologici; Con la caduta di elementi morfologici. Questi due cambiamenti pu anche essere diviso secondo il luogo nella parola di origine che subsce il cambiamento. Accrescimo di elementi morfologici: Leptesi o paragoge; Lepntesi; La prstesi o prtesi.
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Caduta di elementi morfologici Lafresi; La sincope; Lapcope.

di questi fenomini di cambiamenti che parler nel corso della storia della lingua italiana il lessico che ha subito qualche mutamento fonetico e morfologica, mas non grandi variazione di significato2. Come veramente impossibile studiare ed analizzare il cambiamento fonetico sembra pi interessanti studiare questi fenomeni.

L ACCRESCIMO DI ELEMENTI MORFOLOGICI

1.

Leptesi o paragoge

Anche detta paragone un fenmeno di fontica storica che consiste nella aggiunta duna vocale o duna sillaba alla fine duna parola. Nelitaliano antico anche era frequente dopo le vocale: i Dialetti come il leccese3 che non gradiscono la pronuncia ossitona, non dicono s ma sine, non dicono no ma
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Allusione a Il lessico: voci che sopravvivono in: storia della lngua italiana. Il dialetto leccese o salentino centrale una variante del salentino e si differenzia dal salentino settentrionale per la presenza di cambiamenti metafonetici solo parziali. In particolare, si nota il dittongamento in /j/ e /w/ per i soli continuatori di , seguiti da -/i/, -/u/, ma anche qualche esito metafonetico condizionato per i soli continuatori di (mese-mesi vengono resi con mese-misi).

none; il dialetto toscano contempla s ma se, invece di citt utilizza la definizione di cittade.
alla fine di una parola l'eptesi (addizione) o paragge: per es.,
in pronunce centromeridionale italiano di vocaboli terminate in consonante: filme per film; cchese (in varianti popolari toscani: ccase, casse) per ics dove si ha pure un'epentesi (Garavilli)
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Altri esempi nella antiguit possiamo trovare: I. II. III. (Alighieri)


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Am > amoe Fu > Fue Pi > Piu Or s'i' non procedesse avanti pie

Note Voci correlate Il contrario dellepitesi lApocope. Possiamo trovare questo anche in parole commune. I. II. re5 (Eptesi) III. La 3a persona plurale del verbo italiano David > David(d)e Linfinito del verbo italiano essere mutuato

dal latino (sse) e poi allineato, con epitesi della sillaba

"amare", amaro, diventa amarono intorno al XIV secolo, con epitesi della sillaba no6 (Eptesi)
2. Lepntesi

Secondo la wikideep l'epntesi un fenomeno della fonetica storica che consiste nellaggiunta di una vocale o di una sillaba allinterno di una parola. Il fenomeno dell'epentesi frequente in molti temi del presente nei verbi in - (omega) nel greco antico.Per esempio il verbo (lambno, prendere) nasce dalla radice - - (lab- leb-) che indica il prendere, a cui viene aggiunta la - (n, ecco il fenomeno dell'epentesi). Esempi secondo la wikipedia:
In Dante si trova esse sostantivato, con sapore di forte latinismo: anzi formale ad esto beato esse (Paradiso, III 79).
ro desinenza italiana arcaica, dal latino popolare amrunt, che origina dal latino classico amavrunt, analogamente ad altre forme, come potero, sentiro etc.
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Le forme di 3a persona plurale senza epitesi sopravviveranno a lungo in poesia: agli anni miei / anche negaro i fati / la giovanezza, da A Silvia (50-52) di Giacomo Leopardi (cfr. Serianni, 2010, pp. 410-1.)

Avviene, ad esempio, per evitare iato. Alcuni fenomeni di epentesi si manifestano nel passaggio dal latino all'italiano: I. II. III. IV. dell'italiano: V. Iohannes Giovanni ruinam rovina Piazza in Agone Piazza Naone Piazza Navona Alcune epentesi sono state cancellate nell'evoluzione Paolo Pagolo Paolo

Il fenomeno si presenta (anche solo graficamente) per evitare l'assimilazione: columna columpna (anche se poi, in italiano, l'assimilazione si comunque prodotta: colonna) Nel caso di anaptissi, l'inserzione di una vocale serve ad agevolare la pronuncia: I. II. III. IV. V. prendere) baptismum battesimo dal francese antico medesme medesimo dal tedesco Landsknecht lanzichenecco Talvolta, l'epentesi pu derivare da incrocio: reddere (latino: "restituire") rendere (l'incrocio con

(Migliorini, 2001)Non invece anaptissi quella che occorre con avverbi in -mente che originino da aggettivi sdruccioli, come nel caso di similemente (si tratta infatti della forma etimologica), e neppure anaptissi quel che occorre in certe forme verbali, come averai. In questi casi si ha piuttosto sincope (similemente similmente e avrai averai), fenomeno opposto all'epentesi. La d eufonica pu essere considerata una forma di epentesi fonosintattica e cos pure la forma sur per su.

3.

La prstesi o prtesi.

La prstesi o prtesi un fenomeno della fonetica storica che consiste nell'aggiunta di una vocale o una sillaba, all'inizio di una parola. I prostetica Altre vocali pi in generale, possiamo anche trovare nel francese e nel spagnolo l'uso di una vocale in questa funzione, ma con il suono di una vocale centrale atona : tale fenomeno ha luogo nell'evoluzione dal latino alle lingue romanze occidentali. Secondo La Wikipdia si tratta quindi di un fenomeno fonetico non regolare, che accade per equilibrare una sequenza fonica

altrimenti sgradita al sistema della lingua in questione (stessa ragion d'essere hanno anche epentesi, epitesi, aferesi, sincope, apocope ed elisione). Come esempi ci da I. II. laurum (lat.) alloro vulturium (lat.) avvoltoio

La prstesi un fenomeno poco comune nel italiano.


In per iscritto, che, assieme a in iscritto, la locuzione con <i> prostetica pi diffusa, la <i> si inserisce tra la <r> di per e la <s> di scritto, perch scritto inizia per <s> complicata e per termina con una consonante. Il fenomeno si affermato per diverse ragioni, tra le quali spicca quella di evitare suoni che nella lingua italiana sono inusuali. Se non avessimo inserito la <i>, infatti, ci sarebbe stata una successione di ben quattro consonanti r + s + c + r che non piace al parlante italiano. In passato, si assisteva anche a fenomeni di <e> prostetica per esempio, per escusarmi e vedermi dir vero in Dante, Paradiso, XIV 136 , frequenti, assieme alla <i>, per ragioni metriche e non solo.

Un

esempio

di

prostesi

consistente

in inserimento

di

sillaba pu esser fatto ricorrendo alla ricostruzione della parola alloro, che deriva da laurum. Come vedete, dinanzi alla sillaba lau stata inserita la sillaba al non prendete in considerazione, ovviamente, gli altri fenomeni di trasformazione lingustica (au, um > o). (linkuaggio, 2011)

LA CADUTA DI ELEMENTI MORFOLOGICI

1.

Lafresi

L'afresi un fenomeno della fonetica storica che consiste nella caduta d'una vocale o d'una sillaba all'inizio di parola. Si incontra spesso nell'italiano antico: lo 'ngegno (=l'ingegno), ma pu capitare di usarla anche oggi: 'Sta (=questa) minestra proprio buona!. Attenzione: l'apostrofo va legato all'inizio della parola: Tra 'l s e 'l no, NON: Tra' l s e' l no. Pu anche essere una figura retorica che d luogo a forme poetiche: Nell'italiano corrente sono

forme di aferesi anche in parole come (o)scuro, (que)stamattina, (que)stasera o (per)ch Voci correlate Il contrario dell'aferesi la prstesi. Si vedano inoltre: apcope e sncope, nonch i rispettivi contrari: eptesi (o paragge) ed epntesi. Pu anche essere una figura retorica che d luogo a forme poetiche: Es.: inverno = verno Altri esempi secondo la Wikipdia: I. narandj (arabo) arancia II. (lat. cl. luscinia) *lusciniolus l'usignolo (deglutinazione) III. obscurum (lat.) scuro IV. illa apotheca (lat.) la bottega V. instrumento (lat.) strumento VI. 'nancra (non ancora - dial. Abruzzese) ancra (es. Ancra ci vai? "Non ancra ci vai?") VII. Dove vai? 'ndo vai? (dove vai? - dial. Perugino)
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2.

La sincope

La sncope un fenomeno della fonetica storica che consiste nelleliminazione duna lettera o duna sillaba allinterno della parola. Pu anche essere una figura fonetica che d luogo a forme poetiche: opera = opra spirito = spirto Pu essere anche una figura retorica che d luogo a forme poetiche: Voci correlate .Il contrario della sincope lepntesi. Altri esempi secondo wikipedia: I. II. III. IV. V. poetiche: VI. VII. calidus (lat.) caldo; verecundia (lat.) vergogna; vetulus (lat.) (*veclus) vecchio; domina (lat.) donna. Pu anche essere una figura retorica che d luogo a forme opera opra (it. ant./poet.); spirito spirto (it. ant./poet.);

3.

Lapcope

L'apocope detta anche troncamento (dal greco apocpto = tagliare) indica la rimozione di una vocale o una sillaba(una fono) indipendentemente dall'incontro con un'altra parola. indicato con il apostrofo come esempi nei seguenti casi:
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1- Nelle imperativi: da' = dai sta' = stai ve' = vedi di' = dici te' = tieni gua' = guarda fa' = fai to' = togli, prendi va' = vai

2- Nelle peposizione articolati: a' = ai co' = coi, cogli da' = dai ne' = nei, negli de' = dei pe' = pei, per i

3- nelle seguente voc poetiche: fe' = fece

se' = sei be' = bei e' = egli vo' = voglio que' = quei die' = diede i' = Il (Denny, 2007) Questi casi secondo La Wikipdia sucesso perche nell'evoluzione grafematica della lingua italiana dell'ultimo secolo, si attestata la regola grammaticale per cui di norma l'apocope non va mai segnalata con l'apostrofo, tranne nei casi di apocope sillabica in cui si verifichino entrambe le seguenti condizioni: I. II. la forma tronca risulta uscente in vocale; la vocale finale non richiede il raddoppiamento fonosintattico con la parola seguente. Dice anche che quest'ultima parte sull'apostrofo non sarebbe comunque strettamente normativa, come invece avviene per l'elisione, e non mancano infatti eccezioni, n pareri discordanti fra i principali linguisti e grammatici italiani contemporanei. Nella lingua italiana l'apostrofo obbligatorio in: I. II. po' per poco e a mo' di per modo
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Secondo la wikipedia si tratta degli unici due casi in cui vi concordanza assoluta tra i grammatici di obbligatoriet dell'apostrofo per l'apocope, tuttavia non vi sarebbero reali necessit linguistiche in quanto non esistono nella lingua italiana altre parole omografe in grado di generare eventualmente confusione: le parole po e mo infatti non esistono se non come sigle o abbreviazioni, e l'unica occorrenza omografa di senso compiuto di Po indica chiaramente il suo statuto di nome proprio dalla maiuscola.

Dice che non molto diffuso, ma comunque presente soprattutto nella toponomastica locale, il troncamento di casa in ca' di derivazione dialettale nell'Italia settentrionale in trova frequente uso nei toponimi e nei nomi dei palazzi storici. Dice anche che nel contesto famigliare, invece, sono diffusi i troncamenti degli appellativi famigliari: ma' (mamma), pa' (papa), zi' (zio), che solitamente hanno un uso solo orale, ma che, se devono essere scritti, vanno riportati con l'apostrofo e non con l'accento grafico. Diffuso nell'uso colloquiale anche il regionalismo toscano mi' in luogo dell'aggettivo possessivo mio/mia miei/mie, usato sempre per solo in posizione proclitica. Secondo la wikipedia l'apostrofo invece permesso sulle forme verbali dell'imperativo, alla seconda persona singolare, dei verbi: andare, dare, dire, fare, stare, per distinguerli da una forma, altrimenti omografa, dell'indicativo presente, che per si rif alla terza e non alla seconda persona singolare. I. II. III. IV. V. va' per vai eventualmente confondibile con (egli) va da' per dai eventualmente confondibile con (egli) d di' per dici (imperativo) eventualmente confondibile con d (giorno) fa' per fai eventualmente confondibile con (egli) fa sta' per stai eventualmente confondibile con (egli) sta
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Dice che sull'uso dell'apostrofo non vi unanime consenso tra i linguisti, tranne, ovviamente, nei casi di possibile ambiguit che generalmente vengono fugati dal contesto. Unici casi pi a rischio di confusione sono per il verbo dare e fare: I. Nel verbo dare per l'indicativo d sopperisce di fatto gi la presenza dell'accento grafico, tuttavia l'imperativo apocopato, senza apostrofo, potrebbe essere confuso con da preposizione; II. Per il verbo dire l'imperativo ammette entrambe le forme d e di', tuttavia la prima confondibile con d indicante giorno, e l'imperativo apocopato, senza apostrofo, sarebbe facilmente confondibile con di preposizione;

Dice che altri casi di ammissibilit dell'apostrofo nell'apocope, sono le interiezioni derivate da troncamento di parole, specialmente in imperativi alla seconda persona, il significato era gi fissato nell'uso interiettivo: I. II. III. IV. V. VI. be' per bene usato nel significato di bene/ebbene te' per t(i) eni! to' per togli! inteso nell'antico significato di prendi! marc' (/mar/) per marcia! tipico nella forma avanti marc'! va' per varda! forma arcaica di guarda! ve' per vedi! usato sempre nel significato di guarda!
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Di tali apocopi, per, frequente trovare forme derivate con l'aggiunta dell'acca: beh, teh, toh, march, vah, veh, forme che spesso vengono usate in contesti in cui tali interiezioni hanno perso nell'uso comune la loro sostituibilit con le forme originarie. Secondo la Wikipdia nell'italiano moderno esistono diverse ossitone, originate dal troncamento di vecchie forme parossitone per effetto di una aplologia; il caso di parole di derivazione latina come: citt(de), libert(de), virt(te), tutte parole che col tempo hanno perso la sillaba finale "-de" o "-te", e che oggi vengono considerate vere e proprie forme "piene" e non "tronche", come invece erano considerate in passato, quando ancora si avvertiva la loro derivazione dalle forme allora avvertite come piene. Dette forme, oggi, resistono soltanto come varianti letterarie o poetiche, ma sono considerate del tutto obsolete nell'uso quotidiano. Dice anche che parallela alla presenza di parole del cui processo di troncamento non si ha ormai pi coscienza, esistono forme attuali di parole apocopate il cui status di forma "tronca" invece avvertito del parlante medio, in opposizione alla forma intera del vocabolo originario che viene sentito come "pieno". questo il caso di parole come fior(e), man(o), bel(lo), il cui uso spesso guidato nella lingua da esigenze eufoniche, ma anche in vere e proprie locuzioni fisse che si sono nel tempo consolidate: I. II. essere nel fior fiore degli anni man mano che

Si pu dire he lapocope Il fenmeno fontico storico che h pi esempi ed pi situazione di uso. L'apocope vocalica secondo la wikipedia pu facilmente essere confusa con l'elisione; tuttavia vi sono due precise motivazioni per cui i due fenomeni non possono e non dovrebbero mai essere confusi:
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Diche anche che l'apocope non richiede mai la presenza dell'apostrofo (tranne un numero limitato di casi facilmente rintracciabile nei dizionari), l'elisione sempre; inoltre, in quei casi in cui l'apostrofo indica un'apocope esso deve essere graficamente separato dalla parola che segue da uno spazio grafico; nell'elisione, invece, non ve n' nessuno. Spiega che l'elisione la caduta di una vocale finale davanti, e solo davanti, a un'altra parola che inizia per vocale: ne consegue che mentre una parola elisa pu stare, in forma "troncata", solamente davanti ad altre inizianti per vocale, una parola apocopata pu essere messa in qualsiasi contesto fonetico. Dice che tuttavia vi sono eccezioni e casistiche in cui rintracciare tale confine non cos agevole, specie se vi un comportamento grammaticale della parola particolarmente complesso, e non infrequente in alcuni casi anche incappare in dubbi interpretativi: si pensi, per esempio, al caso di un autista o un'autista, nel primo caso il conducente un uomo, nel secondo una donna. Afferma che uno e i suoi derivati (alcuno, ciascuno) e buono si troncano in un e buon davanti a parole di genere maschile, mentre si elidono in un' e buon' davanti a parole di genere femminile, che incominciano per vocale; in questi caso la presenza dell'apostrofo pu essere distintiva per capire il genere del soggetto indicato. Cos come quale e tale che non si elidono mai, quindi non vanno mai apostrofati nelle loro forme tronche di qual e tal; quindi scorretta la forma qual', che va invece scritta qual , e ci assolutamente a prescindere dal genere del sostantivo cui riferito l'aggettivo determinativo.

Anch quello, bello, castello (e altre parole in -ello) davanti alle parole maschili che iniziano per consonante si troncano in quel, bel e castel; davanti invece a parole, sia femminili che maschili, che iniziano per vocale si elidono in quell', bell' e castell'. Dice anche che grande e santo davanti a sostantivi maschili che iniziano per consonante si troncano in gran e san ; davanti invece a nomi, sia femminili che maschili, che iniziano per vocale si elidono in grand' e sant'. La Wikipdia de accordo con Gianluca dice che spesso un dubbio linguistico sulla corretta grafia dei monosillabi tronchi, si traduce in uno errore ortografico che vede lo scambio dell'apostrofo con l'accento grafico e viceversa; gli errori pi frequenti sono: I. II. III. IV. p (ERRATO) in luogo di po', a m di (ERRATO) in luogo di a mo' di fe' (ERRATO) in luogo di f che sta per fede pie' (ERRATO) in luogo di pi che sta per piede
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Dice anche se probabilmente l'errore pi frequente in assoluto qual', non raro anche in ambito giornalistico, che sebbene alcuni grammatici non considerino pi un errore grave comunque da considerarsi ancora una forma errata, in quanto qual correntemente ancora la forma apocopata di quale, che quindi non ha bisogno di essere eliso davanti a . CONCLUSIONE Possiamo dire dopo queste pagine che la evoluzione del lessico italiano o non non troppo facile da capire e ci sono molte elementi da considerare che non sono mensionato in questo lavoro come la caduta s finale e la modifica del i > e come en Canis > Cane Ed u > o come in Cervus > Cervo osservato in Migliorini. Dicono che la Wikipdia non um luogo confiabile di informazione per in questo caso il ha dato molti luoghi fuori da conprovare quello que detto e quello che non ho potuto comprovare lho lasciato. Per sappiamo che ci sono molte altre informazione che potrebbe essere in questo lavoro ma non qui

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