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LA DIFESA DEL POPOLO


16 SETTEMBRE 2012

ASSOCIAZIONE ROSMINI Nel ricordo di Shahbaz Bhatti

Una vita donata per la libert religiosa


Shahbaz Bhatti, assassinato nel 2011 per il suo impegno contro la legge sulla blasfemia e a tutela delle minoranze religiose in Pakistan.

Si tiene marted 18 settembre a Padova, alle

17.30 nellaula magna delluniversit, lincontro sul tema Shahbaz Bhatti e la libert religiosa in Pakistan, organizzato dallassociazione Rosmini con la partecipazione di Roberto Fontolan, direttore della rivista Oasis, e di Paul Bhatti, consigliere speciale del primo ministro pakistano per larmonia nazionale e fratello di Shahbaz Bhatti, che ricopriva un ruolo analogo prima di essere brutalmente assassinato nel 2011. Una presenza particolarmente significativa, quella dellattuale ministro, visto che proprio a Padova ha compiuto i suoi studi di medicina e che ha vissuto per diversi anni in Veneto, esercitando la professione di medico nel trevigiano fino a quando ha accettato di

prendere il posto del fratello. Di Paul Bhatti si parlato negli ultimi giorni soprattutto per il suo impegno a favore di Rimsha Masih, la bambina pakistana accusata di blasfemia. Fin dal principio il ministro si impegnato per una difesa impostata sulla minore et della bambina (11 anni) e sulla sua disabilit (ritardo mentale), entrando anche in polemica con alcune organizzazioni non governative, che sulla vicenda avevano invocato maggiore copertura mediatica e internazionale. Sul caso comunque continuano i colpi di scena: i tribunali allinizio hanno rifiutato la scarcerazione della bambina, ma intanto limam Khalid Jadoon, il principale accusatore di Rimsha, stato arrestato per aver falsificato le prove. Dietro la vicenda, riporta lagenzia Sir, potrebbe esserci anche lombra della mafia dei terreni: alcuni speculatori intendevano cacciare i cristiani dal sobborgo di Mehrabadi per motivi economici, dato che il valore delle case in quellarea di Islamabad negli ultimi tempi molto salito. Un impegno coraggioso, quello di Paul Bhatti, in piena continuit con lesempio del fratello. Figlio di missionari cristiani provenienti da Khushpur, Shahbaz Bhatti nasce a Lahore nel 1968. Presidente della All

Pakistan Minorities Alliance (Apma), da lui fondata nel 1985, e del Christian Liberation Front, nel 2008 viene nominato, unico cattolico, ministro per le minoranze sotto il governo del presidente Asif Ali Zardari. Durante il suo incarico si fa conoscere a livello internazionale soprattutto per la battaglia contro la famigerata legge sulla blasfemia, che punisce con la morte chiunque sia accusato di aver offeso lIslam. Un impegno che purtroppo gli costa caro: la mattina del 2 marzo 2011 lautomobile su cui viaggia (privo di scorta) viene attaccata da un gruppo di uomini armati. Meno di due mesi prima (il 4 gennaio) anche il governatore musulmano del Punjab, Salmaan Taseer era stato ucciso, anche lui per una presa di posizione contro la legge sulla blasfemia. Shahbaz era consapevole dei rischi che correva, tanto da registrare un videotestamento, che ancora oggi visibile su internet. Dopo lomicidio papa Benedetto XVI parl di commovente sacrificio della vita destinato a svegliare nelle coscienze il coraggio e limpegno a tutelare la libert religiosa di tutti gli uomini. Daniele Mont dArpizio

IL FRATELLO Dal Veneto al Pakistan per proseguire nellimpegno

La vera morte rinunciare alla battaglia


Una borsa di studio al Cuamm per studiare medicina. Inizia cos la lunga stagione padovana prima e trevigiana poi della vita di Paul Bhatti, con una scelta maturata attraverso il contatto in Pakistan con i sacerdoti e religiosi italiani che reggevano la parrocchia che la famiglia frequentava. Oggi sottolinea il consigliere speciale del primo ministro pakistano tornare alluniversit mi emoziona: da studente non avrei immaginato che un giorno sarei stato chiamato direttamente dal rettore a condividere la mia esperienza. Che situazione ha trovato quando ha iniziato il suo incarico politico in Pakistan? In parte la conoscevo gi, perch mi sentivo ogni giorno con Shabhaz quando era in vita. Certo non stato facile: in Italia avevo una vita normale, decorosa; al ministero invece trovi una la di persone che hanno bisogno di te, chiedono soldi o aiuto. E io allinizio non sapevo come fare, non avevo alcuna esperienza della politica. Come ricordato oggi Shabhaz Bhatti in Pakistan? Molto bene, e non solo dai cristiani. Da quando ho assunto lincarico tante persone sono venute a parlarmi di mio fratello: di quanto fosse deciso e allo stesso tempo gentile, signorile. Ho visto addirittura degli imam commuoversi e piangere. Io poi avevo con lui un rapporto particolare, eravamo amici oltre che fratelli. Una cosa che mi colpiva molto di lui era la serenit che dimostrava sempre, anche durante le situazioni pi difcili. Aveva una capacit straordinaria nel parlare con la gente e nel mediare i conitti. Sapeva di rischiare la vita. Ne parlavate mai? Spesso. Nellultimo periodo insistevo perch lasciasse il paese. Lui per si sempre riutato: diceva che per lui la vera morte sarebbe stata lasciare il Pakistan e smettere di battersi per la gente. Qual oggi la condizione dei cristiani in Pakistan? Difcile: da una parte i cristiani sono in aumento, dallaltra sono sempre pi poveri. Questo tra laltro paradossale, visto che sono cattoliche le migliori scuole del paese e che da esse proviene buona parte dei leader musulmani, tra cui il premier attuale. Sono comunque ottimista: cerco continuamente di moltiplicare le occasioni di incontro e di dialogo, coinvolgendo anche gli imam pi tradizionalisti; sono stato chiamato a parlare nelle moschee e presto spero di farlo ai bambini delle scuole coraniche.

Quale programma e quali strategie sta seguendo nello svolgimento del suo incarico? Cerco di promuovere con convinzione soprattutto il dialogo interreligioso. Presto con il governo pakistano organizzeremo una conferenza internazionale su questo tema: a questo proposito ho gi visitato 20 paesi, tra cui il Vaticano. Vogliamo che vengano i leader religiosi pi importanti, anche dallIndonesia, dallEgitto e dallArabia Saudita. Come deve comportarsi secondo lei lOccidente nei confronti del Pakistan, e pi in generale dei paesi a maggioranza islamica? Deve collaborare con le persone e i soggetti che vogliono un effettivo migliora-

mento delle societ a cui appartengono. Tre dovrebbero essere gli obiettivi principali: la promozione della tolleranza, leducazione e la diminuzione della povert. Lo strumento potrebbero essere dei programmi di sviluppo che facciano lavorare insieme, magari in piccole cooperative, musulmani, hindu e cristiani. Ci sarebbero pi lavoro e ricchezza; lavorando insieme si costruirebbe inoltre poco a poco una societ sempre pi aperta tollerante. Quanto conta e ha contato la sua fede nellopera di suo fratello e nella sua? Credo che la fede sia fondamentale. Senza non si pu andare avanti; e se non lavessi avuta sicuramente non avrei mai accettato lincarico che sto portando avanti.

Nella foto, Paul Bhatti, fratello di Shahbaz e attuale consigliere speciale del primo ministro pakistano (foto di Carlo Calore).

cittadini

ATTIVAMENTE Le proposte della fondazione Cariparo

Per una scuola al passo con i tempi


Scade il 30 settembre il termine per le adesioni alla nuova edizione di AttivaMente, il tradizionale programma di iniziative extradidattiche con cui la fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo contribuisce a stimolare la curiosit e le capacit di vivere in relazione, di esprimersi e di progettare, degli studenti delle due province. Le attivit, offerte gratuitamente alle scuole di ogni ordine e grado del territorio, hanno visto lo scorso anno il coinvolgimento di oltre 36 mila studenti e si concentrano su temi di stretta attualit: multiculturalismo, con un focus sulle problematiche dellesilio, del diritto dasilo e della protezione umanitaria dei rifugiati; educazione alla cittadinanza, con lapprofondimento delle tematiche dellautoconsapevolezza, delleducazione alle emozioni e della cittadinanza attiva; educazione ambientale, con unattenzione ai temi della sostenibilit ambientale, del patrimonio storico, culturale e paesaggistico e del risparmio energetico; educazione scientifica, con la possibilit, fra laltro, di imparare in modo interattivo e sperimentale il metodo scientifico; territorio, musica, teatro, arte, iniziativa che prevede anche la visita di alcuni tra i pi importanti musei delle due province e percorsi alla scoperta della storia pi antica del territorio. Il nostro ente sottolinea Antonio Finotti, presidente della Fondazione pensa che investire nei pi giovani sia un dovere prioritario e che il modo pi efficace per farlo sia quello di offrire a bambini e ragazzi le migliori opportunit per la loro crescita. Ogni anno ci impegniamo a migliorare questa articolata proposta di attivit extradidattiche con lobiettivo di incontrare le necessit degli studenti e dei docenti, che ringrazio per linteresse e la partecipazione dimostrate nei confronti di questo progetto. Per maggiori informazioni possibile consultare il sito www.fondazione cariparo.it dove possibile scaricare lopuscolo AttivaMente in distribuzione in questi giorni anche in tutte le scuole insieme allagenda del docente che contiene al suo interno la descrizione di tutte le attivit didattiche per il nuovo anno scolastico.