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Uccelli Migratori Birds of Passage

I Sambiagesi negli Stati Uniti d'America

All'Italia che l'oceano non ha saputo dividere

dedicata agli italiani emigrati negli Stati Uniti d'America ed ai loro discendenti

In memoria di mio nonno Michelangelo Caldara

Questo lavoro, non fatto con la pretesa di realizzare un libro di storia o un libro scientifico sul fenomeno dell'emigrazione in USA, anche se si voluto lavorare con l'idea di compiere un definito e preciso tragitto di sperimentazione metodologica del raccontar la storia, e cio, del raccontare la storia, la grande storia, attraverso l'organico raccontare di tante piccole storie, di tante piccole storie di gente comune, la storia di un insieme di persone, di individui, legati fra loro da comune destino oltre che dal legame di appartenenza ad una comunit; in questo caso specifico, di legame di appartenenza allla comunit di SanBiagio in primo luogo e, siciliana e italiana o americana poi; esso vuole fondamentalmente e soprattutto essere, un omaggio, un ricordo, un atto di affetto per

quella moltitudine di persone che non pi, per tutta quella vita che stata; un omaggio, un ricordo, un atto di affetto, per il seme rimasto, per tutti coloro che sono ora, per la loro identit, per tutta la vita che al di qua o aldil dell'oceano .

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For ever
Consultando i registri di sbarco originali, i cosiddetti "Ship's manifests", fra i tanti dati significativi che vi si possono leggere, uno, colpisce in particolar modo. Nella colonna : "Purpose to coming to United States", " Long of Time Aliens intends to remain in the United States" si leggono orizzontali in verticale, interminabili schiere di parole sempre uguali: " For ever". . Per sempre. Per sempre. .. "Senza pi ritorno". For ever..,per sempre... ,..perch la memoria cammino della vita; perch essa, acqua fresca, per le radici, per l'identit di ogni individuo, per l'eternit di ognuno. Per l'eternit della gente alla quale ognuno di noi appartiene. .Perch tale eternit, possa trattenere nel tempo, tutto l'affetto delle persone che fanno un popolo, che fanno il proprio popolo; l'affetto delle persone che sono esistite e non sono pi, delle persone che oggi sono ancora; l'affetto, ancor di pi, ci auguriamo, delle persone che saranno domani.

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Poco meno di cinque milioni di italiani emigrarono in USA fra il 1870 e il 1930. L' 80 per cento di loro veniva dal Sud Italia e dalla Sicilia. L'emigrazione italiana in Usa avviene quasi esclusivamente per motivi economici. Si consideri che nel 1891 il nord Italia che produceva il 48 per cento di prodotto interno lordo contribuiva al 40 per cento delle imposte incassate dallo Stato; il centro che produceva il 25 per cento di ricchezza nazionale, contribuiva per il 28 per cento delle imposte e il sud e la Sicilia che producevano solo il 28 per cento della ricchezza nazionale, pagavano il 32 per cento delle imposte complessive. Si aggiungano i problemi del latifondo agrario del mezzogiorno; il drenaggio dei capitali da sud verso il nord; l'introduzione del servizio militare obbligatorio della durata di sette anni; la crescita demografica avutasi a fine ottocento ed allora ecco, senza farla molto lunga, la spiegazione. Circa un milione e mezzo di Siciliani, pari a circa la met scarsa della popolazione, lasci l'isola alla volta dell'America del Nord. Migliaia di Sambiagesi emigrarono in questo periodo USA. Quando il lavoro svolto rappresenta circa il 70 per cento di quello da fare, i dati parziali lasciano supporre che possa essere emigrata negli Stati Uniti un numero prossimo alla met della popolazione Sambiagese del periodo. Dai riscontri trovati, attraverso i dati degli sbarchi nel Porto di New York, di Ellis Island, negli archivi digitali,reperibili nel sito web della Fondazione omonima, pare che le prime e principali direttrici di insediamento in USA, siano state, quelle di: Hillsbourough e in particolare Tampa in Florida; Pittsburgh (Pittsburgh centro) (Sharpsburg) (Braddock) (Forbes) (Mckeesport), nella Contea d'Allegheny e New Alexandria, Hannastown, Greensburg, Wihtney ecc. Contea di Westmoreland in Pennsilvania; Trinidad, Hastings e Lake Charles, in Colorado, Chichago in Illinois, New- York Stato di NewYork, Milwaukee in Wisconsin e a distanza notevole in termini d'importanza, Houston e Orange in Texas. Via via da quei luoghi, si sparsero anche in altri Stati Usa, in particolare a Los Angeles e San Diego in California, provenienti dal Colorado, dopo la progressiva chiusura delle miniere di carbone, in special modo a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, e poi per cause ancora da scoprire altres a Detroit nel Michigan. Milwaukee e Chicago accolsero in un periodo successivo allarrivo dei primi del novecento, un certo numero di immigrati Sanbiagesi, provenienti dalla Comunit di Tampa, dalla Comunit della Pennsylvania e da quella di New-York. Le ragioni di tutto ci, devono ricercarsi almeno nella fase iniziale, nella ricomposizione e ricongiungimento familiare, ma quasi certo che esse siano state soprattutto di tipo economico. Gli spostamenti pi rilevanti con ogni probabilit sono da collegare ai mutamenti e agli alterni cicli delle industrie,alle alterne sorti delle economie locali e quindi per ultimo alle reali possibilit e opportunit di lavoro e di vita.

Il movimento all'interno delle comunit citate era cominciato, prima dalle comunit del Colorado e Pennsylvania in prevalenza verso Tampa forse sotto la spinta e il desiderio del ricongiungimento familiare o quanto meno sotto la spinta delle opprtunit migliori che i familiari di un posto prospettavano specificatamente ai familiari di un altro posto. In un secondo momento, attorno agli anni trenta del ventesimo secolo, con la prima crisi delle industrie del tabacco di Tampa, la direzione prevalente degli spostamenti interni, divenne quella del nord degli Stati Uniti e gli movimenti coinvolsero questa volta ovviamente principalmente diversi membri della comunit di Tampa. Tali spostamenti avvennero quasi sempre verso Chicago; qualche volta, anche verso New-York. Gli spostamenti che hanno interessato la comunit del Colorado si sono manifestati soprattuto a seguito della crisi del mercato di carbone della zona, via via che questo minerale stato sostituito dal petrolio come risorsa energetica e via via altres, con la fine della seconda guerra mondiale, diminu enormemente la necessit di impiego di esso nella produzione dellacciaio. Tali flussi si saranno determinati con ogni probabilit prevalentemente verso la met degli anni cinquanta del novecento, quando quasi tutte le miniere di carbone chiusero. La direttrice, come gi accennato, questa volta fu verso la California e il Nevada e le citt principalmente interessate furono Los Angeles e San Diego. Quando la grande emigrazione cominci, fra la fine degli anni 1870 ed i primi del 1880, i porti d'imbarco per la grande traversata oceanica erano i porti francesi di Marsiglia, Le Havre, Bordeaux. Qualche volta si part assieme a migranti di altre nazionalit anche dal porto di Bremen in Germania. Ben presto per, man mano che le emigrazioni divennero pi massicce, si aprirono linee nazionali e i nostri connazionali cominciarono ad imbarcarsi su navi che presero a partire regolarmente, secondo linee regolari isitutite da varie compagnie di navigazione, da vari porti italiani. Genova, Napoli, Livorno, Palermo. I siciliani, inizialmente alla volta di New Orleans. in Louisiana, di Boston e di NewYork, partirono spesso direttamente da Palermo. Le prime partenze di massa degli isolani, si ebbero lungo la cosiddetta rotta dei limoni, da Palermo verso New Orleans. Queste moltitudini furono inizialmente, spesso, braccia per le piantagioni di zucchero e di cotone della Luoisiana, oltre che per le miniere di zolfo e di carbone dell'area. New Orleans e S. Louis le mete principali. Successivamente, i nostri conterranei, presero a fare gli stessi lavori anche nello Stato della Florida dove per ben presto, sempre pi numerosi, nata l'industria del tabbacco,divennero lavoratori e lavoratrici del tabbacco, in particolare presso le nascenti Ybor City e Tampa e giunsero sempre pi numerosi. Dal 1895 in poi, conosciuto un periodo dove un certo numero di sbarchi si realizzarono nel Porto di Philadelfia, dove nacque una fiorentissima comunit di Italiani e siciliani in particolare, lo sbarco degli emigranti italiani avvenne sempre pi

spesso, quasi sempre e quasi sempre via via esclusivamente, ad Ellis Island, cio al porto di New York. In direzione di New-York i siciliani, partivano il pi di frequente dal Porto di Napoli, in misura minore, e tuttavia rilevante per,anche da Palermo; solo qualche volta essi partivano da Genova. La partenza era preceduta da esami medici e d'altra natura effettuati qualche volta in apposite struttture vicine ai porti di partenza e il pi delle volte, direttamente sui moli dei porti o sul ponte delle navi, prima dell'avvio della traversata, all'aperto, da parte di ufficiali italiani dell'ufficio emigrazione, in ottemperanza alle richieste del governo americano, secondo gli accordi col nostro governo. Essi spesso, dunque condotte all'aperto, sotto la pioggia o il sole cocente, per ore, erano la prima ardua prova che stremava. Il viaggio per nave da quanto si evince dai registri esaminati, durava dai quindici ai 18 giorni. I pi poveri, i pi, viaggiavano accalcati uno all'altro, sul ponte; pochi i fortunati che viaggiavano in cabina. Tante volte si partiva in gruppo, assieme ad altri paesani o familiari; altre volte si partiva da soli. Nel caso dei sanbiagesi oggetto della nostra ricerca, non stato infrequente trovare, vedove o spose, con o senza prole, che affrontavano da sole la lunga traversata e avventura di vita. N stato raro, trovare ragazze di quattordici, quindici, sedici o diciassette anni, da sole o assieme a una o due coetanee, nelle liste da sbarco di Ellis Island; soprattutto fra coloro che avevano come destinazione Tampa (Florida). Una volta arrivati, in genere si rimaneva un giorno sulla nave e solo l'indomani dell'arrivo avveniva il vero e proprio sbarco. Nei registri di sbarco, i siciliani erano registrati assieme a tutti i meridionali, come razza a parte, cio come Italiani del sud. Quest'ultima razza in contrasto a quella degli italiani del nord, considerata come facente parte della razza caucasica dei bianchi, era intesa come razza a parte, a met fra la razza bianca e la razza scura, una razza fra quella nera e semitica assieme. Il primo impatto avveniva con la cruda realt del centro di censimento, con i duri ed implacabili esami medici e peggio, con la quarantena, qualora si fosse affetti da malattie. Solo se si risultava sani o se dopo la quarantena o deportazione per cura, ci si liberava dalle malattie lievi, si accedeva alla tanto agognata terra da sogno, alla patria del benessere, altrimenti, si prospettava il rifiuto, l'imbarco forzato di nuovo verso l'Italia. Una nuova ondata di immigrazione di una certa consistenza, ovviamente assolutamente non paragonabile a quella che avvenne a cavallo dell'ottocento e il novecento, si ebbe dopo la seconda guerra mondiale, in particolare fra gli anni cinquanta e sessanta. Quest'ultima port ad insediamenti di sambiagesi, prevalentemente nella citt di Chicago o nel New Jersey. il fenomeno riguardante i nostri paesani insediatisi in tale periodo a Chicago, ha interessato un gruppo di circa duecentocinquanta persone. oggi , nel 2012 essa conta circa centosessanta persone nate nel paese di origine; cio a San Biagio e, si ritiene, circa il quadruplo, se si contano i loro discendenti, nati in terra di Illinois. Dopo il 1970 si pu dire che

l'emigrazione in USA termin del tutto; se si esclude l'emigrazione intellettuale e quella di pochi altri, riferentisi e membri con parenti stretti gi in USA per matrimoni e ricongiungimenti, che comunque, hanno entit di poco conto in termini numerici. Iniziata ed esplosa con l'unit d'Italia, col servizio militare settennale e con la pesante tassa sul macinato, imposti dal nuovo regime, come gi detto, l'emigrazione in Usa, si protraette con picchi altissimi, negli anni fra il 1910 e 1915, fino al 1930. Tale intervallo di tempo vide giungere negli USA come gi detto poco meno dei cinque milioni di italiani gi mezionati. Durante il periodo del ventennio fascista, il flusso migratorio italiano in Usa come in altre parti del mondo, ostacolato dal regime, quindi per ragioni politiche pi che per ragioni economiche, si interruppe, o comunque si ridusse quasi fino a cessare del tutto. Nel periodo fascista, gli italiani d'america, considerati, "Aliens Enemies", "stranieri nemici", furono spesso discriminati. Ai nostri concittadini si tent di imporre con la propaganda, di vergognarsi a parlare in in italiano e di palesarsi come tali. Una parte di loro cadde nella trappola e quando pot, si fece cambiare perfino il cognome. L'era dell'orgoglio italiano, dell' " I'm italian" o dello scherzoso "Italians do it better" era ancora lontano a venire. Il clima denigratorio nei confronti degli italiani e dei suoi figli, caduto il regime fascista, caduta la monarchia che si era resa complice, si attenu sempre di pi. Un fatto di rilievo era accaduto in quegli anni. La partecipazione intensa di giovani italo americani, di prima e di seconda generazione alla seconda guerra mondiale. Il loro arruolamento nell'esercito USA, il contributo di sangue dato, contribu enormemente a riscattare per tutta la Comunit, quel ruolo di cittadinanza ormai da tempo da tutti cercato. Finita la guerra, come gi detto, il flusso migratorio, soprattutto dalle regioni meridionali verso gli USA riprese ed ebbe una certa consistenza anche se non paragonabile a quella della cosiddetta grande migrazione; tale flusso dur fino alle porte degli anni settanta. E' probabile che dal dopoguerra in poi, gli sbarchi, possano essere avvenuti nuovamente anche in altri porti degli USA. Al momento in internet non si riusciti a trovare dati al riguardo. Seguono i nomi di una lista ancora in parte da ultimare, che include nomi e altri dati di Sambiagesi sbarcati a New Orleans in Louisiana e oltre duemila nomi e altri dati di Sambiagesi sbarcati ad Ellis Island, sotto la statua della Libert. Statua della libert: simbolo della speranza e del riscatto, ma che al di l dell'enfatizzazione del sogno americano pur esistito, anche emblema di dolore, di sofferenze e di nostalgia; sofferenza e fatica dei primi anni nella nuova Nazione e dolore e nostalgia per la propria terra; per la propria gente, lasciate spesso,al contrario di quanto si pensi,di malavoglia e con dispiacere e al di l dei propositi della propria volont, per sempre.

Michelangelo Caldara

pag. 7 ..

segue:

capitolo 1 Tracciato del lavoro:

Capitolo 2 La situazione socio-economica di San Biagio tra la fine dell'ottocento e l'inizio del novecento Capitolo 3 L'emigrazione italiana in Usa e cenni sulle varie comunit di sanbiagesi

Capitolo 4 La comunit della Florida: Tampa. La loro storia. Ieri. Oggi.

Capitolo 5 La comunit della Pennsylvania: Pittsburgh,Sharpsburg,Greensburg ecc. La loro storia. Ieri. Oggi. capitolo 6 La comunit dell'Illinois:Chicago. La loro storia. Ieri. Oggi.

capitolo 7 La comunit dello Stato di New-York:New-York. La loro storia. Ieri. Oggi. Capitolo 8 La comunit dello Stato del Colorado.La loro storia.Ieri.Oggi.

Capitolo 9 I gruppi degli altri Stati d'America e delle altre citt. La loro storia. Ieri. Oggi. pag. 8 Capitolo 10

I personaggi: ritratti. - Ritratto di Luigia Conte; - Ritratto di Rosalia Castellana-Perrone - Ritratto di Carmelina Baccarella-Rametta

Capitolo 11 La Sicilia di coloro che sono rientrati

Capitolo 12 San Biagio ieri e oggi (Cenni) pag.9 Capitolo 13 Elenco degli sbarchi in ordine cronologico Capitolo 14 Elenco degli emigrati Sambiagesi in USA in ordine alfabetico

Capitolo 15 Lettere e documenti di ieri Capitolo 16

Lettere, annunci e documenti di oggi Capitolo 17 Ritratti di personaggi emigrati in USA e poi ritornati e vissuti a San Biagio Capitolo 18 Storie di famiglia raccontate da familiari sanbiagesi di persone emigrate in USA Capitolo 19 Albero genealogico di alcune famiglie di Sanbiagesi, con estensione fino ai nostri giorni, limitatamente a quelli rimasti o ritornati in Sicilia .

pag.10 Segue contenuto capitoli:

Capitolo 1. Capitolo 2 capitolo 3

capitolo 4a La comunit della Florida: Tampa. La loro storia. Ieri. Oggi. La storia di Tampa citt relativamente recente (la citt in quanto tale, nasce nella met del 19esimo secolo) e, si innesta con una specificit latina, non comune alla maggior parte degli altri Stati della federazione statunitense. I fatti storici di rilievo della zona , hanno origine nei primi anni del sedicesimo secolo e si collegano alla conquista spagnola della Florida. La presenza degli italiani si intreccia con tale storia, fin dalle origini. I primi nomi italiani infatti collegati alla storia della futura Tampa, risalgono agli albori della conquista spagnola. Durante il primo approdo della flotta ispanica, in quella che poi sarebbe diventata la baia di Tampa, nel 1513, infatti la nave ammiraglia di tale flotta, la Santa Maria de la Consolacion, era guidata da Giovanni Bono, un uomo originario del Trapanese*( va detto che allora la Sicilia era provincia spagnola) . Altri nomi di rilievo sono intrecciati con il futuro evolversi dell'avventura spagnola ed altri come quello di un certo Lawrence Tagliaferro, originario di saint Augustin e figlio di italiani, sono legati alle vicende del primo insediamento avvenuto nella baia, cio alle vicende di Fort Brooke, fortezza che ebbe un ruolo di spicco nella seconda guerra seminoles. Si narra infatti che costui scacci, distruggendola, una folta banda di indiani che faceva scorribande nella zona. Vi sono italiani anche fra i primi 185 coloni che si insediarono attorno al forte verso 1850. Nel 1853 cominciano a comparire le prime tracce di insediamento in nella zona che trent'anni dopo, cio nel 1883, vedr nascere Ybor City, citt che avr un ruolo determinante nel fenomeno migratorio dei nostri connazionali e che diverr successivamente parte integrante della futura grande Tampa. ..

capitolo 4b La comunit della Florida: Tampa. Voci del tempo: le lettere di oggi: 1.Famiglia Ingrao

Da Marian D. Capitano Lettera Ricevuta tramite Rosalia Castellano da Tampa il 23 marzo 2003. Ricevuta scritta direttamente in lingua originale inglese. My Mother was born in San Biagio, her name was Felicia Ingrao, daughter of Alfonso and Mariana Ingrao. As a young child her Father passed away and her Mother married Alfonso Savarino. When she was just a youngster they came to the United States and made their home in Texas for a while, later moving to Tampa, Florida, where she lived the rest of her life. . . My Mother Felicia , died of a heart condition when she was 47 years old. She was a very kind Mother and proud that she had been born in San Biagio. I had the opportunity to go to San Biagio and there I met a cousin Alfonso Ingrao which thrilled me so very much. It is as beautiful a place so warm,gentle and loving. My great desire was always to find where my parents were born and my desire was granted. I have a snapshot of me as you enter the town with the sign that reads San Biagio, I know my Mother would be proud to know I went. My name is Marian D. Capitano

2. Famiglia Conte di Tampa (Lettera pervenuta da Tampa il 20 aprile 2003 tramite E mail di Rosalia Castellana. Ricevuta scritta in lingua originale inglese di pugno di Violetta Maria Conte )

2.a - My Name is Violetta Maria Conte, the 6th child of 7 children, born to Carmelo and Luigia Conte. I am a 1st generation Italian American as are my 3 sisters and 3 brothers. We have been part of a minority group in the USA until 1980 when our status was changed. The Contes on both sides( Mama and Papa were cousins) came fro the province of Agrigento in Western Sicily in the small village of San Biagio Platani. I was the least productive land found in Sicily. Farming was the only means of survival. The steep mountains and lack of rainfall made making a living very difficult. When they heard that work was plentiful in a place called Tampa, the family decided to escape their poverty and go to America. They became a part of the 40 million immigrants that poured in to United States between 1840 and 1924. My grandfather on Mama's side and my widowed grandmother on my papa's side with their children were some the the many illiterate Europeans with strong drives and determination to take a chance in a new world and to start again. The first Contes to come to Tampa were my Pap's older brothers Pietro and Stefano. They arrived the the 1890's when the Spanish-American War was in the process of beginning and they settled in Roberts City, a suburb of Tampa where many Sicilians had settled. They began to work in one of the local cigar factories and soon made enough money to begin sending for the rest of the family. One by one, children from 7-21 came as soon as funds were available. My nana, Teresa Fonte Conte, who had lost her husband at an early age, with her 10 children made a home for all of them ln Laurel Street. .

My parents lived through many events, but with success. In 1918, Mama and Papa went through the Spanish lnfluenz quarantine and everyone in the family lived. They had productive, happy years in the 1920's, but found difficulty during the Great Depression of the1930's Papa lost his barber shop. We lived on Mama's $7 a week

and Papa's vegetable garden and chickens. during the years, my brothers and sisters married: Teresa married Felix Cannella and had one daughter. Josephine married Norbert Valdez and had two daughters, Rose married John Ciccarello and had two boys. Joe married Lily Leto and had two sons. Peter married Maria Copoha and adopted one daughter. Cash married Margaret Roberts and had 4 children, and I remained single. I feel so fortunate to have been born of courageous parents who dared to venture to the unknown. I realize how far my family has come in one generation. My brother and sisters became plumbers, fire captain, dress designer, credit manager and I am a college graduate with a Masters degree in Education. I am very proud of my roots! 2 May 2003 2.b - My name is Carmel Louise Cannella vanHoek.
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3. Famiglia Castellana

Aprile 2003

La Mia Storia- La storia della Famiglia Camillo Castellana di San Biagio My Nano Camillo Castellana was born in San Biagio, Sicilia He was one of 6 children born to Salvatore and Marianna Messina Castellana. He come to America in 1905 with his brother Francesco. His brother returned to Sicily upon the death of his wife whois buried in Chicago. Their destination was Chicago. Nano learned English and at some point in time went to Colorado where he worked in the coal mines. Not liking the cold weather, he later moved to Tampa, Fl. where the weather as more like that of Sicilia. . Ho am I ?

I am the oldest of my generation and seem to be the most intrested in my heritage. I went to Italy when I was eight years old and stayed there for 3months, therefore I had the opportunity to meet all of my cousins. I have been there 5 times since. I have studied Italian for 6 years in order to be able to communicate with my cousins. I am very interested in my heritage and have been a member of the Board of Directiors of the Italian Club. for 6 years as well as the President of the Ladies Auxiliary.
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4. Famiglia Calozzo Payne (Caldara) Naples (Florida) 15 maggio 2003 My name is Charlene Calozzo Payne.(Caldara) I was born Nov. 18, 1941 in Chicago, Ill. I have 3 children and 5 grandchildren. I am a retired school teacher and live in Oak Lawn, Ill. I also have a home in Lake Geneva, Wi., and in Naples Fl. My mother was Josephine Salciccia Calozzo. She was born on August 15, l918 in Tamp, Fl. She passed away Oct. 11, 1993. She married Charles Calozzo, who parents were born in Nicocia, Sicily. They owned a restaurant in Chicago. My Grandmother was Frances CALDARA Salciccia. She was born in S. Biagio.

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Ciao Michangelo, This lady called from Naples Florida. She read about my research in an Italian newspaper. In reading her story I thought it important to mention that most Italians lived in an Italian community when they first came from Italia. Questa e` stata normale, ma ora non normale. A Tampa non esiste oggi. I vicinati sono misto, come America in generale. Spero che questa e` uno di tua parenti. Ciao.Rosalia

Famiglia Calderone

2 luglio 2003

(Per E- Mail tramite Rosalie Castellana Perrone - scritta in un'approssimativo italiano di suo pugno.)

Questa e` la storia da Felix Calderone: . .

Submitted by Benny Midulla: Lorenzo Midulla Married Carolina Di Marco. They both were from San Biagio. He worked as a cigar Maker and together they raised three children. They are Benny, who was in the produce business, Mary, who worked in a fabric Factory in Chicago. She is now deceased. Theresa worked in a clothing store. He also told me that all the Di Marco are deceased, Ralph, Frank, etc. I do recall this family when I was a child.
Ricevuta in inglese tramite E-mail da Rosalia Castellana da Tampa il 10 luglio 2003

Famiglia Marotta Subj: Le foto ancora

vedi : (solo foto per ora)

Date: 7/8/2003 7:17:39 PM Eastern Daylight Time From: StevStatic To: Rcpsanbiagio Right-click picture(s) to display picture options

Ciao Rosalia! Eccole foto di nuova...No problema! A presto! Steve ----------------Forwarded Message: Subj: Sam & Steve Marotta Date: 7/8/2003 3:02:18 PM Eastern Daylight Time From: StevStatic To: Rcpsanbiagio Right-click picture(s) to display picture options

Hello Rosalie... Sorry for the delay in sending you the pictures. The first one here is of my great-grand parents(taken in San Biagio) and the next one is of myself and my father at home here in Tampa. I really think what you're doing is a wonderful thing for all of the decendents of San Biagio. I look forward to keeping in contact with you and if there is anything you need me to help you with, feel free to ask! Take care, STEVE MAROTTA I believe I still need to send you a family tree!! Rosario e Giuseppina Marotta (aggiunta mia: ricevuto di rimando da tampa da Rosalia - spazio delle foto purtroppo vuoto- l 10 luglio 2003)

(finalmente l 11 luglio 03 ricevute le foto, come sotto:

seguono dati sui Marotta di Tampa cos come dalle liste di sbarco di Ellis Island (fonte ricerca di M.Caldara): Marotta/Antonino 20.12.1905 Koenig 33 0.0.1872 sposato Florida Tampa Albert Florida Tampa Marotta/Felice 04.12.1905 Florida 24 0.0.1881 celibe Marotta/Rosario Marotta/Rosario Marotta/Stefano 20.12.1905 Koenig 4year 0.0.1901 Albert 22.9.1906 Louisiana 9mesi 0.0.1906 20.12.1905 Koenig 1year 0.0.1904 Albert bimbo celibe bimbo

cugino Midulla Ignazio Florida Tampa

image no available
Florida Tampa

Fonte Family History Tampa, Florida Between 1860 and 1920 the cigar industry was booming. The cigar workers needed staples, as there wasn't enough grocery stores, dairies, etc. The developers of Tampa had to go to Europe to attract their needs. Hugh MacFarland, one of the developers, owned land starting west of the HilIsborough River and south of Hillsborough Ave to Dale Mabry Highway, including West Tampa. The Fonte Dairy was located at the foot of Woodlawn on the west side of the Hillsborough River, this area was later named Wellswood. The first of the Fontefamily to arrive in the Tampa, Florida were brothers Francisco and Giuseppe. born in San Biaggio Platini, Sicily. They came through the Port of New Orleans in 1889, as the Statue of Liberty had not yet been built. .. ..

Lettera ricevuta tramite E-mail di Rosalie Castellana in formato immagine nell'estate 2004.

capitolo5 Capitolo 5 La Comunit di Sanbiagesi in Pennsylvania .

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di Michelangelo Caldara By Michelangelo Caldara con la collaborazione di Rosalia Castellana Perrone with the collaboration of Rosalie Castellana Perrone

( Work in progress)