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A Vincenzo Marchian

INDICE

1 INTRODUZIONE ................................................................................................................................... 4 1.1 La sfida energetica .................................................................................................... 4 1.2 Le energie rinnovabili ............................................................................................... 5 1.3 La Wave Energy e gli obiettivi del lavoro di tesi ..................................................... 6 2 LENERGIA ONDOSA COME RISORSA........................................................................................ 9 2.1 Calcolo di energia e potenza connessa al moto ondoso ......................................... 9 2.2 La disponibilit della risorsa energetica ................................................................ 16 2.3 Studi sulla risorsa energetica disponibile in Europa ............................................. 20 2.3.1 I censimenti dellenergia ondosa in Europa ..................................................... 21 2.3.2 Un quadro di insieme sulle potenzialit dei paesi dellUnione Europea .......... 25 2.3 Risorse del moto ondoso in Italia .......................................................................... 27 2.3.1 Analisi su scala nazionale ................................................................................. 28 2.3.2 Studio a scala regionale intorno alla Sardegna................................................ 34 2.3.3 Analisi su scala locale: propagazione del clima di largo sul sito dinteresse .... 36 2.4 Aspetti legati allecosistema marino ed alluso delle risorse del mare ................ 39 3 LE TECNOLOGIE PER LA CONVERSIONE DELLENERGIA ONDOSA IN ELETTRICITA .........................................................................................................................................40 3.1 Generalit ............................................................................................................... 40 3.1.1 Cenni Storici ...................................................................................................... 40 3.1.2 I temi di Ricerca .............................................................................................. 44 3.2 Caratteristica della risorsa energetica ................................................................... 46 3.3 Idrodinamica di base .............................................................................................. 48 3.3.1. Modellazione fisica.......................................................................................... 55 3.4 Controllo ................................................................................................................. 57 2

3.5 Le diverse tecnologie .............................................................................................. 60 3.5.1 I dispositivi a colonna oscillanti oscillating water culomn (OWC) ................... 61 3.5.2 Sistemi a corpo oscillante ................................................................................ 72 3.5.3 Dispositivi a tracimazione ............................................................................. 102 4 SOMMARIO E CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE ............................................................... 112 APPENDICE I Lista di stati per estensione costiera...................................................... 114 APPENDICE II Il fabbisogno di energia elettrica .............................................................. 121 BIBLIOGRAFIA .................................................................................................................................... 126

1 INTRODUZIONE

1.1 La sfida energetica


Lenergia davvero importante per la vita della nostra societ; il benessere delle industrie, delleconomia, ed in definitiva della gente comune, dipende dalla possibilit di acquisire energia in quantitativo adeguato, in sicurezza ed a basso costo. Al tempo stesso per vero che proprio la dipendenza della societ dallenergia, dalle sue oscillazioni di prezzo, come dalla sua presenza in un determinato territorio, condiziona significativamente le possibilit e le prospettive di sviluppo. Inoltre, le emissioni associate alla produzione di energia rappresentano una grande percentuale sul totale delle emissioni dei gas serra nel mondo. Questa percentuale pari addirittura all80% per lEuropa. Cos la sfida energetica rappresenta probabilmente il pi test pi importante cui la comunit internazionale dovr sottoporsi in un futuro ormai prossimo. LEuropa si dimostrata certamente sensibile a queste tematiche ed il Consiglio Europeo nel 2007 ha definito un insieme di obbiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2020. Essi consistono in: 1. Riduzione del 20% delle emissioni dei gas serra (percentuale da incrementare fino al 30% in condizioni particolarmente favorevoli). 2. Miglioramento del 20% dellefficienza energetica. 3. Incremento fino al 20% del tasso di produzione energetica da fonti rinnovabili.

Lo stesso Consiglio Europeo ha poi indicato un obiettivo di lungo termine per i paesi della Comunit Europea (ed altri paesi industrializzati), consistente in una quasi completa decarbonizzazione delle emissioni, con tagli tra l80% e 95% entro il 2050. Tuttavia le attuali strategie adottate dai diversi paesi rendono assai improbabile il raggiungimento degli obiettivi di breve periodo ed appaiono totalmente inadeguate per la sfida a lungo termine e tanto la Commissione Europea (Doc. 7110/10 del 5 marzo 2010) che il Consiglio Europeo (Resource Efficient Europe) hanno sottolineato come un obiettivo assolutamente imprescindibile per il vecchio continente sia quello di rendere possibile quelle trasformazioni, in maniera che lEuropa possa riemergere dalla 4

recessione su una strada di maggiore sicurezza e sostenibilit ambientale (Commissione Europea: Energy 2020, A strategy for copetitive, sustenable and secure energy).

1.2 Le energie rinnovabili


Dal paragrafo precedente appare chiaro che un ruolo di assoluto rilievo nelle future strategie energetiche dellEuropa e nel Mondo dovr essere svolto dalle cosiddette energie rinnovabili. Questo ruolo divenuto di recente ancor pi importante a seguito della tendenza (pi o meno definitiva) allabbandono dellenergia nucleare. E interessante sottolineare che laggettivo rinnovabile ha un significato principalmente mediatico, ma non scientifico. infatti noto, per il primo principio della termodinamica, che lenergia non si crea e non si distrugge; daltro canto invece sicuro che le forme di energia si deteriorano, a norma del terzo principio della termodinamica. Cos il termine rinnovabile ha in realt il significato di riserva illimitata: ad esempio lhomo sapiens esiste da 28 mila anni, mentre il sole destinato a durare ancora 4-5 miliardi di anni. In questottica anche i combustibili fossili (convenzionali) possono essere considerati rinnovabili, a patto di limitare il loro utilizzo alla quantit che la Terra pu produrre durante la nostra vita. Dunque, considerando che occorrono almeno un milione di anni per generarli, che la popolazione della terra pari circa a 6 miliardi di abitanti e che tutto ci che la terra ha accumulato nelle ere passate pari a circa 1500 miliardi di tonnellate, ne consegue che dovremmo limitare il nostro consumo a 250 grammi/anno. Ogni grammo in pi viene in realt sottratto alle future generazioni, se non viene trovato un metodo alternativo di produzione. In sostanza le energie rinnovabili derivano da tre processi fisici:

Lattrazione gravitazionale tra i pianeti Il calore accumulato e rilasciato dalla terra (lenergia geotermica) La radiazione solare.

Queste tre sorgenti, soprattutto la terza, danno origine poi a una moltitudine di vettori denergia associati ai diversi processi di conversione che hanno luogo in natura. Cos i moti di attrazione gravitazionale consentono di estrarre energia dalle maree e la radiazione solare pu consentire per via diretta lestrazione di energia di tipo

fotovoltaico, o pu indurre un flusso di energia idroelettrica per gli effetti dei processi di evaporazione e di precipitazione atmosferica. Tra le forme indotte dellenergia solare vi quella eolica; i venti infatti sono causati da un riscaldamento irregolare da parte del sole, oltre che dallirregolarit della superficie terrestre e dalla rotazione del pianeta. Oggi il vento rappresenta un vettore molto interessante di energia rinnovabile. Tuttavia una parte rilevante dellenergia eolica viene ceduta alle masse oceaniche per la generazione di onde gravitazionali di superficie (Figura 1.1). Queste ultime divengono cos un ulteriore vettore di energia per la produzione di elettricit: la cosiddetta Wave Energy, di cui si intende discutere in questo lavoro.

Figura 1.1 Creazione di onde mediante lazione del vento

1.3 La Wave Energy e gli obiettivi del lavoro di tesi


La potenzialit della risorsa energetica che risiede negli oceani, associata alle onde di superficie, immediatamente evidente dal potenziale distruttivo delle mareggiate (Foto 1.1). Tuttavia sempre utile sottolineare che gli oceani posseggono una capacit praticamente illimitata e, bench nota da tempo, non ancora completamente esplorata. Lo sfruttamento dellenergia delle onde storicamente datato 1799, quando un primo brevetto per la conversione di Wave Energy in energia meccanica fu depositato in Francia da Girard e figlio. Nei successivi due secoli la ricerca progredita in maniera disuniforme, con improvvisi picchi in corrispondenza degli stress petroliferi alternati a momenti di sostanziale disinteresse. Negli ultimi anni per, la stessa cornice di regole fissata dalla Comunit Europea ne ha favorito lo sviluppo, soprattutto nel vecchio continente, ma anche in America e nelle realt emergenti.

Foto 1.1 Si evidenzia il potenziale distruttivo che possono avere le onde

Secondo Thorpe (1999) la Wave Energy potrebbe realisticamente produrre nel 2020 circa 2000 TWh allanno di elettricit; considerando che il consumo mondiale attuale vale circa 17 000 TWh/anno pu essere realistico pensare che questa fonte rinnovabile possa soddisfare una percentuale del consumo elettrico mondiale variabile tra il 5% e il 15%, cio un valore dello stesso ordine di grandezza del nucleare, che vale attualmente 7

il 16%. Successivi studi indicano che al raggiungimento dei 2000 TWh si assocerebbe un flusso finanziario per la vendita di tecnologia e strumentazione di 650 miliardi di Euro. Nel Regno Unito, dove la risorsa, come vedremo molto abbondante, prevista per il 2020 una capacit istallata di 1360 MW con un flusso finanziario di vendite di energia pari a 4,76 miliardi di Euro. Analogo discorso vale per lIrlanda, per la quale sono previsti 500 MW di potenza installata con un flusso di circa 1,75 miliardi. Negli Stati Uniti lo sfruttamento della Wave Energy previsto nel 2020 di circa 1500 MW con vendite di circa 5,25 miliardi di Euro. Come evidente queste cifre appaiono assolutamente rilevanti specie, si considera il breve arco temporale cui sono riferite. Il lavoro di tesi intende fornire uno stato dellarte sulla conversione della Wave Energy in elettricit. Quale obiettivo secondario, ma non trascurabile, si intende poi fornire un quadro di insieme sulla disponibilit della risorsa con particolare riferimento allEuropa e allItalia.

2 LENERGIA ONDOSA COME RISORSA

2.1 Calcolo di energia e potenza connessa al moto ondoso


Lenergia complessivamente contenuta in unonda si compone di unenergia potenziale, derivante dalla sopraelevazione della superficie liquida rispetto allo stato di quiete, e di unenergia cinetica, dovuta al fatto che le particelle fluide sono dotate di movimento. In assenza di fenomeni dissipativi, e nellipotesi di avere un volume di controllo che si estende dal pelo libero al fondo e avente sezione orizzontale unitaria (Figura 2.1), il valore della densit (areale) di energia potenziale media nel periodo e nella lunghezza donda pu essere espresso come:

(2.1)

Dove la densit dellacqua marina, g laccelerazione di gravit e H laltezza dellonda.

Figura 2.1 Volume di controllo che si estende dal pelo libero al fondo e avente sezione unitaria

Dunque lenergia potenziale media, per unit di area dipende solo dalla sua altezza. Nelle stesse ipotesi, si pu definire la densit areale di energia cinetica media nel periodo e nella lunghezza donda: (2.2)

Quindi per onde periodiche regolari*, lenergia meccanica media nel periodo e nella lunghezza donda la somma dellenergia potenziale e cinetica:

(2.3)

Lequazione 2.3 pu scriversi anche in funzione dellampiezza donda presente discussione si assumer comunque pari ad H/2. Si avr cos:

, che nella

(2.3 bis)

La quantit di energia meccanica trasferita nellunit di tempo (mediamente in un periodo) attraverso una sezione di larghezza unitaria che si estende dal fondo alla superficie libera viene detta flusso di energia P. (Figura 2.2) Esso rappresenta la potenza media delle onde e vale:

(2.4)

Figura 2.2 Sezione di larghezza unitaria che si estende dal fondo alla superficie libera

Dove

la celerit di gruppo, ossia la velocit con cui lenergia viene trasmessa. Nelle

solite ipotesi il suo valore uguale a:

Le cosiddette onde di Stokes di secondo ordine

10

(2.5)

(2.6)

Dove: con h si intende la profondit del fondale in condizioni di quiete C la velocit di propagazione dellonda o celerit di fase ( la pulsazione angolare ( L la lunghezza dellonda T il periodo dellonda K il numero donda ( ) )

Nel seguito si assumer che la lunghezza donda L (o la celerit C) sia legata al tirante e al periodo dalla cosiddetta relazione di dispersione lineare:

(2.7)

Da cui discende che: (2.8)

Da cui si ha anche:

(2.9)

Tornando allequazione 2.5 e 2.6, facile verificare che il valore di n in acque basse (ossia quando quando otteniamo: o o ) tende al valore asintotico di 1, mentre in acque alte ( ) tende al valore asintotico di 0,5. Cos nel primo caso

(2.10)

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(2.11)

Tuttavia ci valido solo nel campo delle onde ideali, vale a dire di altezza, periodo e forma costanti. Invece come evidente le onde reali hanno caratteri aleatori nellaltezza e nel periodo oltre che nella direzione (Figura 2.3). E necessario in questo caso ricorrere al concetto di spettro densit di energia.

Figura 2.3 Rappresentazione di unonda reale

Si suppone in pratica che le fluttuazioni della superficie libera nel caso delle onde reali possano considerarsi come la sovrapposizione di un numero molto grande di ondine regolari elementari, che delleffettivo profilo donda rappresentano le componenti atomiche. Si avr:

(2.12)

Dallequazione 2.12 evidente che le ondine elementari componenti avranno diverse frequenze (o diversi periodi), nonch diversa ampiezza ( ) e diversa costante di fase ( ). Senza entrare nel dettaglio della teoria degli stati di mare reali, possiamo qui introdurre una funzione detta densit spettrale di energia media S(f) (Figura 2.4). Essa si supporr qui unicamente funzione della frequenza. S(f), che nel seguito indicheremo semplicemente con la locuzione spettro denergia, gode della seguente propriet: considerata la generica frequenza f* ed un intervallo di ampiezza df attorno ad essa, diremo che larea S(f*)df pari alla sommatoria delle energie di tutte le ondine regolari componenti con frequenza compresa tra f*-df/2 e f*+df/2.

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(2.13)

Figura 2.4 Densit spettrale di energia media S(f)

Naturalmente luguaglianza in termini numerici vale a meno della costante g. Ora si pu definire il momento spettrale di ordine n come:

(2.14)

Appare dunque chiaro che il momento di ordine 0, larea dello spettro, che dimensionalmente corrisponde ad una lunghezza elevata al quadrato, rappresenta la somma delle energia di tutte le ondine componenti e quindi, sempre a meno di g, lenergia dellintero stato di mare.

(2.15)

A partire dal momento spettrale di ordine 0, si pu definire unaltezza donda energeticamente equivalente

(2.16)

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La propriet principale di questa variabile che essa pu essere considerata unaltezza donda regolare equivalente in termini denergia; applicando infatti lequazione 2.3 si ha:

(2.17)

Nelle pratiche applicazioni tuttavia di pi comune uso laltezza donda significativa spettralmente definita:

(2.18)

A questo punto appare naturale calcolare la potenza media del moto ondoso irregolare come il prodotto di media dello stato di mare: [ ] per la celerit di gruppo computata per una frequenza

(2.19)

Ed in acque alte, si avr per lequazione (2.11):

(2.20)

Per quanto riguarda il periodo medio, possibile stimarlo rapportando momenti spettrali di diverso ordine; la letteratura specializzata ne suggerisce diversi, ma quello pi adoperato recentemente nelle pratiche applicazioni :

(2.21)

rappresenta in pratica una media armonica tra le frequenze dello spettro; esso ha il vantaggio applicativo di essere scarsamente sensibile ad eventuali disturbi elettrici ad alta frequenza (cos un disturbo elettrico di rete alla frequenza di 50 Hz non influir sulla stima del periodo ondoso che invece nellordine di 0,1 Hz). Infine rielaborando lequazione della potenza in termini di altezza donda significativa si ottiene:

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(2.22)

Lequazione 2.22 rappresenta la potenza media di uno stato di mare di altezza donda significativa di largo e di periodo . Questo flusso energetico rappresenta la risorsa

potenzialmente estraibile da una tempesta; a tal riguardo importante sottolineare che sebbene computata al largo, la risorsa si conserva sostanzialmente inalterata nel corso della propagazione verso i bassi fondali, sino a che non intervengono intensi fenomeni dissipativi connessi al frangimento.

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2.2 La disponibilit della risorsa energetica


Negli ultimi anni il settore della produzione di energia rinnovabile dal moto ondoso ha compiuto enormi passi in avanti. Essi hanno portato all'avviamento di numerosi progetti di sperimentazione e alla messa a punto di differenti tecnologie in tutto il mondo. In alcuni casi, come vedremo nei prossimi capitoli, la ricerca giunta fino alla fase di sperimentazione commerciale, con la nascita di nuovi settori di mercato. Concettualmente la Wave Energy una fonte rinnovabile, pulita, ed inesauribile. La Figura 2.51 fornisce un quadro sinottico della intensit delle mareggiate (quanto allaltezza significativa) sullintero pianeta. Si stima che la risorsa energetica globale in acque profonde (oltre i 100 m) sia compresa, in termini di potenza media annua, tra 1 e 10 TW (Panicker, 1976). Quando i dispositivi attualmente esistenti saranno completamente maturi, la risorsa economicamente sfruttabile sar probabilmente compresa tra i 140 e i 750 TWh/anno (Wavenet, 2003), ma potr raggiungere anche i 2000 TWh/anno (Thorpe, 1999) in una prospettiva comunque di medio periodo. Lattuale fabbisogno di energia elettrica a livello mondiale vale allincirca 17.109 TWh/anno (BP, IEA) e di conseguenza realistico pensare (immaginando ragionevolmente una riduzione del tasso di crescita dei prossimi anni) che la Wave Energy possa soddisfare circa il 10% del fabbisogno mondiale denergia elettrica* (si pensi che attualmente la produzione di energia elettrica dal nucleare intorno al 16%). Comunque sia, i margini di crescita e di sviluppo di questa risorsa sono comunque realmente enormi.

In particolare la Francia produce dal nucleare circa il 76% del proprio fabbisogno elettrico, i paesi dellEuropa dellEst circa il 40-50%, LUE il 35% (allo stato attuale), gli usa il 20%.

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Figura 2.5 Distribuzione delle altezze donda significativo nei vari luoghi della costa terrestre.

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Un primo passo per uno studio di fattibilit di un convertitore di energia del moto ondoso in elettricit (Wave Energy Converter, WEC) quello della conoscenza del flusso energetico di largo, ovvero della potenza disponibile stimata mediante lequazione 2.22. Per questa analisi si rende necessario tener conto dellintrinseca variabilit dei diversi climi meteo-marini, in funzione della velocit del vento, della pressione atmosferica e del fetch secondo le diverse direzioni di possibile attacco*. Naturalmente bisogner comporre i diversi stati di mare secondo le rispettive frequenze di apparizione; ad esempio, se lungo una certa direzione uno stato di mare di caratteristiche assegnate (altezza donda e periodo) ha una frequenza relativa dapparizione pari a dire che la potenza media di largo di un determinato punto sar pari a: , potremmo

(2.23)

In cui

la potenza di uno stato di mare di caratteristiche assegnate (vedi equazione la stima della probabilit che questo evento si

2.22) secondo una certa direzione ed verifichi in altezza, periodo e direzione.

In pi se il WEC verr disposto in acque basse (swallow water o shoreline device), bisogner necessariamente conoscere e studiare la variabilit morfologica dei fondali, la quale influenza direttamente la propagazione del moto ondoso. Se le onde di largo, infatti, hanno generalmente unenergia maggiore (giacch frangendo in acque basse perdono parte della propria energia) esistono in prossimit della costa luoghi specifici molto favorevolmente esposti i quali, per effetto di diffrazione e rifrazione hanno livelli energetici molto alti. Addirittura in alcuni punti, detti hot spots possibile osservare che le altezze d'onda inshore, principale parametro nella definizione dell'energia, sono conservate rispetto alle condizioni di largo, o addirittura incrementate. Appare in ogni caso essenziale un monitoraggio accurato e statisticamente rilevante, nonch una mappatura dettagliata della potenze disponibili. Fino a non molto tempo fa le osservazioni sulle condizioni meteomarine erano effettuate principalmente tramite la semplice osservazione dei naviganti, con ridotta possibilit di applicare scale di valutazione omogenee. In conseguenza di ci, in molte

In genere il fetch rappresenta una distesa di mare alla quale il vento pu cedere energia; in pratica lestensione del fetch limita superiormente la quantit di energia che pu essere assorbita in una certa zona e per una certa direzione. Pu essere utile ricordare che in mari chiusi come ad esempio il Mediterraneo il fetch si computa, per una assegnata direzione, come la distanza tra la costa sopravvento e sottovento

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regioni non sono attualmente disponibili una serie di dati che forniscano una copertura spaziale, ma soprattutto temporale, adeguata ad un'analisi di tipo scientifico. Analogamente, per quanto riguarda la caratterizzazione dei fondali marini, la principale fonte costituita dalle carte nautiche, ma questa informazione non da considerarsi sufficientemente accurata per una analisi di fattibilit. La Figura 2.62 fornisce una visione di insieme delle potenze teoricamente disponibili, ricavata a partire dalluso integrato di rilievi di campo (boe) e di modelli numerici di trasformazione vento-onda (fonte). I livelli energetici sono espressi per unit di fronte donda o di linea di costa (KW/m). La tabella riportata in Appendice I fornisce un elenco dellestensione costiera dei diversi paesi del mondo, insieme al rapporto espressa in m/ tra estensione costiera e superfice.

E evidente che le onde oceaniche hanno una potenza molto pi elevata dei mari interni come ad esempio il Mediterraneo. Non a caso le potenze medie attuali sono pi alte lungo le coste occidentali del Regno Unito e lungo quelle dellAmerica del Nord e del Sud, in specie sul Pacifico. Tuttavia valori alti si riscontrano anche in Groenlandia, nellest della Russia, al largo dellAustralia e della Nuova Zelanda, superando qui spesso valori di potenza di 70 KW/m, ossia unenergia annuale media di 600 MWh/anno.

Figura 2.6 Distribuzione delle potenze medie annulli del moto ondoso nei vari punti del globo terrestre.

Riscontri sperimentali hanno poi dimostrato che la persistenza stagionale delle potenze maggiore nellemisfero Sud, rispetto a quello Nord.

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2.3 Studi sulla risorsa energetica disponibile in Europa 3


LEuropa dispone di 89.000 km di coste bagnate dallAtlantico, dal Mediterraneo e dal Mare del Nord. La tabella 2.1, ripresa da quella pi completa in appendice, fornisce un quadro di dettaglio per alcuni dei paesi del vecchio continente.

Pos.

Paese

Superficie (km) 2.166.086 16.995.800 307.442 130.800 241.590 294.020 42.394 770.760 56.414 100.250 499.542 43.211 545.630 410.934 603.700 349.223

Coste (km) 44.087 37.653 25.148 13.676 12.429 7.600 7.314 7.200 5.835 4.988 4.964 3.794 3.427 3.218 2.782 2.389

Rapporto Coste/Area (m/km) 20,353 2,215 81,798 104,557 51,447 25,849 172,254 9,341 103,432 49,756 9,937 87,802 6,281 7,831 4,608 6,841

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16

Groenlandia Russia Norvegia Grecia Regno Unito Italia Danimarca Turchia Croazia Islanda Spagna Estonia Francia Svezia Ucraina Germania

20

17 18 19

Portogallo Irlanda Finlandia

91.951 68.890 304.473

1.793 1.448 1.250

19,500 21,019 4,105

20

Isole Fr er

1.399

1.117

798,427

Tabella 2.1 Estensione costiera dei paesi europei

Negli ultimi anni sia a livello nazionale sia internazionale sono stati eseguiti studi accurati concernenti la valutazione del potenziale energetico del moto ondoso. Di seguito passeremo in rassegna alcuni dei progetti pi interessanti, per poi fornire un quadro di sintesi di carattere conclusivo

2.3.1 I censimenti dellenergia ondosa in Europa WERATLAS


WERATLAS (1994-96) un progetto finanziato dalla Comunit Europea sotto il programma JOULE, il cui leader listituto portoghese INETI sigla che sta per Instituto Nacional de Enghenharia, Tecologia Inovaao. INETI si avvalsa della collaborazione dei seguenti patner: National Technical University of Athens (Grecia), Instituto per lo Studio della Dinamica delle Grandi Masse (ISGDM), Venezia (Italia), Oceanor ASA (Norvegia), University Collegeof of Cork (Irlanda), Heriot-Watt University (Scozia), Instituto de Meteorologia (Portogallo). Il progetto, ha prodotto statistiche annuali e stagionali riferite ad una serie di stazioni, prevalentemente di rilievo anemometrico, lungo le coste europee; oltre a ci stato sviluppato un software che permette allutente di gestire ed utilizzare la mole di informazioni disponibili. La zona dindagine stata suddivisa in 5 aree che si sovrappongono parzialmente: Atlantico nordorientale, Mare del Nord, Mare di Norvegia, Mare di Barents e Mar Mediterraneo (Figure 2.7). Le informazioni sono presentate in 85 data points, di cui 41 in Atlantico e 44 nel Mediterraneo. Come gi accennato in precedenza, la maggior parte dei dati proviene dalla ricostruzione (hindcasting) delle condizioni metomarine a partire 21

dai dati di vento; il modello di trasformazione adoperato noto con lacronimo di WAM. WAM in uso presso lo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts Reading (UK). Nei casi in cui i risultati del modello sono stati ritenuti meno affidabili, sono stati adoperati dati di provenienza satellitare.

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Figura 2.7 Due delle 5 zone studiate da WERATLAS

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MEDATLAS / Wind and Wave Atlas in the Mediterranean Sea


MEDATLAS (1999-2004) un progetto finanziato dalla Marina Militare di Italia, Francia e Grecia, con lo scopo di creare un supporto per gli operatori della navigazione, della gestione della fascia costiera e dellutilizzo delle risorse energetiche (eolico e moto ondoso). I lavori condotti allinterno del progetto MEDATLAS si sono conclusi con la pubblicazione di un atlante del vento e delle onde nel Mediterraneo. stato raccolto e analizzato un set di dati corrispondente a di 10 anni di osservazione in corrispondenza di 935 punti di misura, distribuiti sullintera area mediterranea. Sono stati calcolati importanti parametri statistici per le principali caratteristiche di onde e vento, e la loro distribuzione geografica stata suddivisa in 70 mappe su base stagionale; inoltre sono stati ricavati 2580 istogrammi bivariati, sempre su base stagionale in corrispondenza di 129 punti distribuiti nellintero bacino. Linsieme delle informazioni stata prodotta a partire da tre fonti di dati: misure ondametriche in situ, dati da satellite e modelli matematici di trasformazione ventoonda. I dati misurati da boe e i dati da satellite sono sono stati utilizzati principalmente nel processo di calibrazione degli strumenti numerici.

EUROWAVES Project
EUROWAVES project (1997-2001) un progetto finanziato dalla Comunit Europea e gestito dalle seguenti istituzioni: - OCEANOR di Trondheim (Norvegia) - National Technical University of Athens, Grecia - Istituto Studio Dinamica Grandi Masse ,Venezia, Italia. Esso nasce come sviluppo di maggior dettaglio del World Wave Atlas (WWA), gestito da OCEANOR. I risultati della mappatura e delle stime della potenza disponibile sono mostrati in Figura 2.8. Dalla fonte consultata non risulta chiaro se il progetto ha utilizzato misure dirette o (molto pi probabilmente) modelli di trasformazione ventoonda.

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Figura 2.8 Si mostra una delle aree oggetto di studio del progetto EUROWAVES

2.3.2 Un quadro di insieme sulle potenzialit dei paesi dellUnione Europea4


Dallanalisi dei risultati prodotti dai lavori di ricerca descritti nel paragrafo precedente, e dallanalisi di ulteriori fonti che verranno qui progressivamente citate, si possono proporre le seguenti considerazioni di carattere generale, esposte poi anche graficamente attraverso la mappa riassuntiva esposta in Figura 2.9. Ovviamente la risorsa energetica pi cospicua allocata sulle coste oceaniche, dove mediamente lenergia annuale sfruttabile si aggira attorno ai 200 MWh/anno. La potenza ondosa disponibile generalmente cresce da Sud verso Nord, nel range di latitudine 40-60 N. La costa portoghese situata sullAtlantico, pu essere considerata il limite meridionale di questo intervallo ottimale. Il Portogallo ha una potenza media totale tecnicamente disponibile di 5 GW con un flusso medio annuo intorno 30 kW/m(5). Nel territorio spagnolo, la potenza media del moto ondoso eccede il valore dei 30 kW/m fino a raggiungere i 50 KW/m nel Nord Ovest della penisola, sulla costa atlantica (vedi Figura 2.6). Recenti studi hanno rilevato alcuni punti ad enorme potenziale, con valori disponibili che superano i 200 MWh/m anno sino a raggiungere i 400 MWh/m anno sulla 25

Costa della Morte, detta cos per i numerosi naufragi dovuti al fondale roccioso ingannevole. Nel Nord-ovest della Francia le potenze medie annuali si attestano attorno ai 40 kW/m(6); nella parte Sud, che invece affaccia sul Mediterraneo, si sono riscontrati valori bassi che superano molto raramente i 5 KW/m. In definitiva si pu facilmente costatare che passando da Nord a Sud la quantit di energia disponibile varia di 350 MWh/anno a 43 MWh/anno, con una variazione complessiva di un ordine di grandezza. Il Regno Unito caratterizzato da una potenza media al largo che oscilla tra i 60-70 KW/m; e quindi, considerando lestensione delle coste, la potenza media totale disponibile di circa 120 GW(7). In Irlanda la risorsa energetica totale stimata di 187.5 TWh annuo, con tempeste invernali che regolarmente superano regolarmente i 150 kW/m(8). Alte densit specifiche di energia caratterizzano il Mare del Nord, ma le potenzialit di questarea sono fortemente limitate dallestensione ridotta della costa e dal fatto che le acque diventano rapidamente basse in molte aree costiere, il che rende difficilmente sfruttabile il potenziale a disposizione. La Norvegia ha uneccezionale risorsa denergia, nellordine dei 400 TWh/anno, che corrisponde in termini di potenza media annuale a 23-50 kW/m. In Danimarca lenergia totale si attesta intorno ai 30 TWh per anno, la potenza totale di 3.4 GW. Ci corrisponde a disponibilit di 7-24 kW/m, soprattutto dovute alle onde provenienti da Ovest. Pi piccole sono le potenze della costa svedese stimabili intorno ai 5.2 kW/m(9); ci corrisponde a 45 MWh/m annui, che considerando lestensione della costa forniscono quindi i valori di energia complessiva annuale di 5-10 TWh/anno. Sulle coste mediterranee le potenze decrescono drasticamente. La Francia e la Spagna sono caratterizzate da potenze pi basse dei 5 kW/m, nellEgeo e nel Mar Ionio si hanno 4-11 KW/m in alcuni hot spot10. Ad una analisi di dettaglio lungo i mari italiani sono dedicati i prossimi capitoli.

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Figura 2.9 Rappresentazione della distribuzione dellenergia del moto ondoso in Europa

2.3 Risorse del moto ondoso in Italia11


Nonostante la rilevante estensione della costa, circa 7456 km, lItalia ha sin qui ricoperto un ruolo di secondo piano nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie per la conversione dellenergia del moto ondoso in elettricit. Ci in parte dovuto al basso regime energetico delle onde del Mar Mediterraneo rispetto a quelle oceaniche. Tuttavia, ci non basta a concludere che lItalia e gli atri stati mediterranei siano esclusi da questo settore. E possibile infatti che esistano localit isolate o punti singolari del territorio in corrispondenza dei quali linstallazione di un convertitore risulti (o possa risultare) conveniente. Seguendo questa idea Vicinanza e altri (2011) hanno condotto un accurato censimento delle risorse disponibili nelle acque del nostro paese, seguendo una metodologia di downscaling, che potremmo definire di regionalizzazione 27

inversa (Figura 2.10). In pratica si tratta di valutare dapprima il potenziale energetico di largo su scala nazionale; poi, individuate le zone pi idonee allinstallazione di un WEC, si valuta il potenziale a scala regionale e di seguito, per una maggiore precisione, a scala locale.

Figura 2.10 Si mostra liter di studio e il downscaling per la valutazione e identificazione dei siti pi idonei per listallazione di un WEC.

2.3.1 Analisi su scala nazionale


Nella prima fase, una prima valutazione sul contenuto energetico dei mari italiani stata prodotta dalla Seconda Universit di Napoli, nellambito progetto PRIST 2007. Le attivit sono state condotte a partire dai dati ondametrici forniti dalla Rete Ondametrica Nazionale (RON). La RON attiva dal luglio 1989. Originariamente era composta da otto boe direzionali di tipo pitch-roll, dislocate al largo di La Spezia, Alghero, Ortona, Ponza, Monopoli, Crotone, Catania e Mazara del Vallo12. Ogni boa, ancorata su fondali dell'ordine di 100 metri, segue il movimento della superficie dell'acqua e permette di determinare l'altezza, la frequenza e la direzione delle onde. Gli strumenti sono dotati di un sistema di localizzazione che utilizza il satellite ARGOS per il controllo continuo della posizione. Nel 1999 sono state aggiunte alla rete preesistente le ulteriori boe a traslazione di Cetraro ed Ancona; inoltre la boa pitch-roll di Catania stata sostituita con unulteriore 28

boa a traslazione. La RON rimaneva quindi configurata su dieci stazioni di misura, di cui sette costituite da una boa direzionale Datawell-Wavec di tipo pitch-roll e tre costituite da una boa direzionale Datawell-Waverider di tipo a traslazione. Le stazioni erano completate da un centro di ricezione ed elaborazione a terra dei dati inviati via radio. Successivamente, ad inizio del 2002, stata svolta unattivit di potenziamento della rete, volta alla realizzazione di un sistema affidabile di monitoraggio e diffusione dei dati in tempo reale. Contestualmente sono state aggiunte altre 4 boe: Capo Linaro (Civitavecchia, Tirreno Centrale), Capo Gallo (Palermo, Sicilia), Punta della Maestra (alto Adriatico) e Capo Comino (Sardegna Orientale). Dal punto di vista dei parametri osservati, non ci sono state variazioni rispetto alle grandezze proposte dal 1989, tranne per l'aggiunta delle elaborazioni nel dominio del tempo (analisi zero-crossing). I parametri sintetici analizzati dalle boe sono: Hs (metri; altezza donda significativa spettrale), Tp (secondi; periodo di picco), Tm (secondi; periodo medio) e m (gradi N; direzione media di propagazione). Infine, nel 2007 stato aggiunto l'ondametro di Cagliari, portando a 15 il totale degli strumenti impiegati (Foto satellitare 2.A).

Foto 2.A Foto satellitare che mostra la collocazione delle 15 boe dellIWC sul territorio nazionale

29

Dal 1989 al 2002, ogni boa raccoglie 30 min di misure ogni 3 ore, ma in presenza di onde pi grandi di 1,5 m le misurazioni sono continue. Dal 2002 le misure delle onde sono state sempre continue e i parametri caratteristici delle onde si riferiscono a intervalli di 30 min. In ogni caso i dati riferiscono laltezza donda significativa, il periodo medio e di picco, e la direzione media dellonda. In aggiunta alle registrazione ondametriche della RON, la base dei dati stata allargata mediante le informazioni del progetto noto con lacronimo di ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts). Questultimo fornisce informazioni sul clima meteo marino principalmente sulla base di modelli numerici di trasformazione delle condizioni meteoriche atmosferiche in condizioni meteo-marine. Unopportuna attivit di omogeneizzazione e filtraggio dei dati ha consentito di trarre alcune conclusioni sulla disponibilit della risorsa energetica nei mari italiani; queste ultime sono discusse nel paragrafo che segue.

Il flusso di energia medio di largo su scala nazionale


Secondo le stime di Vicinanza et al. (2011), la potenza teoricamente disponibile si attesta attorno ai 18.8 GW; questo valore cumula diverse disponibilit, variabili 2.23 GW del Mar Adriatico ai 3.97 GW della Sardegna. I risultati migliori sono stati ottenuti ad Alghero, che ha mostrato un comportamento decisamente diverso rispetto alle altre zone; qui la potenza attinge valori di circa 9.05 kW/m. Ci spiegato dal fatto che Alghero sottoposta a venti frequenti provenienti da NW; infatti la zona nord-occidentale della Sardegna direttamente soggetta alle tempeste del Golfo del Leone, una delle regioni pi perturbate del Mediterraneo. La concomitante azione di afflusso daria fredda dal quadrante nord/nord-ovest dellAtlantico e le alte temperature della superficie del mare, conducono allo sviluppo di un largo sistema convettivo intenso e esteso nel tempo. Cos i sistemi di tipo MSC (Mesoscale Convective System) convergono nellarea di largo di Alghero. Un MSC (Foto satellitare 2.B) un complesso di temporali che sono di scala pi grande di una normale tempesta, ma pi piccola di quella dei cicloni extratropicali; essa normalmente persiste per molte ore. Un MSC capace di causare onde alte che vanno poi a frangere nellarea Ovest della Sardegna.

30

Foto satellitare 2.B Un tipico esempio di MSC

Valori elevati si riscontrano anche nella parte occidentale della Sicilia, in particolare nella sua porzione pi meridionale, per effetto dei venti di libeccio. La Sicilia in realta disposta in maniera strategica nel Mediterraneo, nel mezzo del canale formato dalle coste della Sardegna e della Tunisia. La potenza media di Mazara del Vallo attorno ai 4.75 KW/m, circa la met di Alghero; per importante notare che questa boa si trova in un sito naturalmente protetto, in modo che i suoi settori di traversia principale e secondario risultano notevolmente ridotti. In definitiva maggiori condizioni energetiche sono attese per la costa siciliana occidentale. Sulle coste adriatiche, i valori di potenza sono, come prevedibile, livellati verso il basso; ci per i valori pi contenuti di fetch sia per l'andamento morfologico delle coste, che sia sul versante italiano che balcanico, riducono lo spettro di direzione di provenienza dell'onda al solo secondo quadrante. Nella Foto satellitare 2.A, gi proposta in precedenza, viene rimostrata di seguito insieme alla tabella 2.2, questultima riporta per ciascuna boa del servizio RON i valori mensili medi della potenza disponibile; nellultima colonna sono riportate le potenze medie annue.

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Foto satellitare 2.A Collocazione delle 15 boe dellIWC sul territorio nazionale

32

Boa

Gen 12.3 2.27 1.85 1.91 6.11 3.71 3.11 4.31 5.00 3.96 7.16 3.56 3.30 4.77 1.67

Feb 13.4 1.24 0.91 2.28 6.51 5.08 2.94 4.67 4.31 4.90 7.33 3.35 2.88 4.93 4.29

Mar 10.2 2.23 1.02 2.65 5.45 3.39 3.13 4.50 3.83 3.80 5.60 3.15 2.68 3.80 2.73

Apr 10.8 1.23 1.98 3.30 2.86 3.41 1.96 3.32 2.93 3.86 6.68 1.73 1.58 4.18 1.23

Mag 5.85 0.69 na 1..3 1 2.11 2.44 1.22 1.97 1.25 2.03 2.86 1.03 0.81 2.09 1.31

Giu 4.13 0.46 na 0.62 1.37 0.85 0.50 1.09 0.49 1.95 1.82 0.74 0.67 1.42 1.15

Lug 4.32 0.74 0.57 0.55 1.42 0.90 0.44 1.01 0.50 1.92 1.44 1.04 0.69 1.81 0.56

Ago 3.68 0.66 0.39 1.00 2.17 2.39 0.36 1.02 0.50 1.91 1.52 0.93 0.63 1.79 0.89

Set 6.16 1.56 0.65 1.55 2.73 0.95 0.99 1.63 1.36 3.05 2.63 1.12 1.03 3.00 1.65

Ott 7.47 1.94 1.40 1.12 1.15 2.69 1.67 1.64 2.69 4.00 3.46 1.81 1.37 3.01 1.38

Nov 14.8 3 4.49 3.50 5.50 4.83 2.05 2.83 4.00 4.79 5.32 7.03 2.46 2.84 6.62 1.73

Dic 15.3 9 3.80 2.92 7.31 9.94 6.68 3.71 5.07 6.67 4.89 9.44 3.70 4.29 6.93 na

Ann. 9.05 1.82 1.52 2.43 3.89 2.88 1.90 2.85 2.86 3.46 4.75 2.05 1.90 3.70 1.69

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

Tabella 2.2 Valutazione delle potenze medie mensili e annuali delle 15 boe dellIWC

33

Figura 2.11 Si mostra la distribuzione delle potenze e lenergia annuale del moto ondoso sulle coste italiane

2.3.2 Studio a scala regionale intorno alla Sardegna


Sulla base delle informazioni appena discusse si pu concludere che la Sardegna sicuramente la regione dItalia che pi si adatta allistallazione di un WEC. Questo non solo perch la risorsa energetica pi abbondante delle altra zone italiane, ma anche per laltissimo costo dell energia elettrica ordinariamente prodotta (0.34 E/KW) che ne penalizza leconomia. Tale costo, infatti, il doppio rispetto alle altre regioni dItalia, e il triplo rispetto quello medio degli altri paesi della Comunit Europea. In questo paragrafo si quindi analizzato prima la distribuzione della risorsa in scala regionale (offshore) e poi in scala locale per sua propagazione verso costa (nearshore). Infine sono state tratte le conclusioni sul sito pi idoneo per listallazione di un WEC.

Offshore
Le registrazioni della boa di Alghero, sono stati completate con i dati del ECMWF. Questi ultimi sono stati adoperati in tre punti, ritenuti rappresentativi del clima meteo-marino della Sardegna occidentale. Essi sono indicati nella Foto satellitare 2.C con i simboli

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P1,P2 e P3. Le nuove posizioni sono poste sullo stesso meridiano (longitudine di 7,5) e hanno latitudine rispettivamente di 39,5, 40 e 41,5(Foto 2.B).

Foto 2.C Distribuzione spaziale delle quattro boe di riferimento.

Mesi Gen Febb Marz Apr Magg Giu Lug Ago Sett Ott Nov Dic Media

P1 15.02 16.19 12.37 11.16 6.49 4.95 4.95 5.03 6.27 8.31 14.36 18.31 10.29

P2 12.46 13.34 9.96 9.13 5.71 4.78 5.42 5.46 6.25 7.29 12.20 14.95 8.91

P3 12.04 13.17 10.16 9.21 6.33 5.74 6.77 6.48 7.29 8.08 12.21 15.00 9.37

Boa Alghero 12.39 13.43 10.20 10.78 5.85 4.13 4.43 3.68 6.16 7.47 14.83 15.39 9.05

Tabella 2.3 Potenze mensili ed annuali delle quattro boe

Nella Tabella 2.3 sono riportate le medie mensili ed annuali e mensili delle potenze disponibili nei 4 differenti siti. La potenza annuale varia tra 8.91-10.29 kW/m. La maggior parte di questa energia proviene da onde relative a quadranti nord-occidentali. 35

Pi del 65% dellenergia annuale comunque prevista tra novembre ad aprile.

2.3.3 Analisi su scala locale: propagazione del clima di largo sul sito dinteresse
Con questo paragrafo si inteso completare a livello locale lo studio sulla quantit di potenza disponibile in prossimit delle coste di Alghero. Con questo proposito il clima meteo-marino stato trasferito sotto costa in corrispondenza dei possibili siti di installazione di un WEC. La propagazione dellenergia ondosa pu essere accuratamente prevista usando modelli numerici per simulare le trasformazioni che avvengono su fondali limitati. Gli effetti di shoaling, rifrazione geometrica, diffrazione e riflessione comportano infatti una notevole variazione delle altezze donda. Queste ultime sono state stimate adoperando il

modello commerciale MIKE 21 NSW, un modellatore della propagazione costiera delle onde e della energia connessa. Il modello oltre a tenere in considerazione gli effetti gi menzionati, mette in conto anche le interazione tra onde e correnti.

Approccio e risultati
E evidente che in questa fase necessario considerare di variabili economiche. Trascurati i fattori connessi alla tipologia di WEC, e quindi ai costi di funzionamento e manutenzione, si pu ragionevolmente ipotizzare che i costi di istallazione siano funzione della vicinanza del sistema di distribuzione e di trasmissione di energia. Perci, accanto alla stima della potenza disponibile nearshore necessario conoscere la distanza dei diversi siti dagli aggregati urbani. In particolare, larea costiera oggetto di studio costituita da piccoli villaggi(<10000 abitanti), con uneconomia basata sulla pesca ed il turismo. Sono state in definitiva considerate le 7 localit mostrate in Figura 2.12.

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Figura 2.12 Distribuzione spaziale dei 7 punti rappresentativi

In localit S1 (Torre del Porticciolo) sono stati riscontrati valori elevati di potenza media annuale delle onde: 9.95 KW/m, addirittura pi alta del punto di largo P3 (9.37 KW/m). Le onde quindi hanno un incremento di energia andando verso costa, in questo modo la localit pu essere a giusta ragione definita come hot spot. Ci comunque possibile perch la baia di Torre del Porticciolo ha una favorevole disposizione delle isobate (ossia in accordo con la direzione delle onde dominanti: 305), che massimizza il flusso di energia favorendo le onde alte. In altri punti, invece la configurazione riparata o le interazioni con il fondale fanno perdere molta energia. Per esempio il punto S2, di fronte al porto di Alghero, ha proprio il problema di essere riparato da Capo Caccia, che costituisce un ostacolo alla propagazione delle onde nella direzione dominante, cos che ruotano di 60 approdando verso costa(245). Il flusso di energia computato dalla boa al largo di Alghero (dati proventi dalla boa RON) di 9.05 kW/m ad una profondit di 100m, il che si traduce in una potenza di 3.83 kW/m ad una profondit di 20m, un valore quindi troppo basso. Appena ci si allontana dal cono dombra di Capo Caccia questi valori crescono rapidamente. Ci visibile chiaramente nel punto S3 (localit Scala Piccada), di poco

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oltre la tangente a Capo Caccia lungo la direzione delle onde dominati (305). La potenza arriva a valori di 7 kW/m. Andando verso sud di pu notare una piccola rotazione del fronte donda . Nel punto S4, localit Sant Miali, la densit di potenza delle onde di 8.27 kW/m. Il punto S5 localizzato nella Baia di Bosa Marina. Questo punto stato selezionato perch Bosa Marina la seconda citt pi grande nella zona dopo Alghero. Qui per la densit di potenza abbastanza bassa, circa 5.45 kW/m. Le onde dominanti hanno una direzione di 290, anche se il settore 260-280 contribuisce in maniera non trascurabile allenergia totale. Nel punto S6, a Porto Albe, sono stati riscontrati i livelli energetici pi alti della zona. Altissimi valori di potenza (>100 kW/m) caratterizzano il 10% del clima annuale. La maggior parte del flusso di energia si trova ad un settore di 280-300 e pi piccole energie attorno ai 300-320. Nonostante la rotazione del fronte donda sono stati riscontrati i pi grandi valori della zona: 10.91 kW/m in media. Anche questo localit quindi un hot spot. Nel punto S7 a Torre su Pittu, la configurazione morfologica della baia e lorientamento della costa, perpendicolare alla direzione predominante dellonda, fa in modo che ci siano processi associati di riflessione e diffrazione. Come risultato si riscontrato 8.81 kW/m. Nella Tabella 2.4 sono riassunti i valori di potenza media annuale e di energia annuale dei 7 siti.

Sito S1 S2 S3 S4 S5 S6 S7

Localit Torre del Porticciolo Alghero Scala Piccada Sant Miali Bosa Marina Porto Albe Torre su Pittu

Potenza media kW/m 9.95 3.83 7.05 8.27 5.45 10.91 8.81

Energia annua MWh/m 87 34 62 72 48 96 77

Tabella 2.4 Valutazione di potenza ed energia annuale dei 7 siti dinteresse

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2.4 Aspetti legati allecosistema marino ed alluso delle risorse del mare
Nei paragrafi precedenti si discusso sulla localizzazione ottimale di un impianto WEC esclusivamente sulla base della quantit e sulla qualit della risorsa disponibile. Tuttavia ulteriori considerazioni appaiono necessarie. Un ulteriore aspetto di notevole importanza nell'identificazione dei siti riguarda l'integrazione dei generatori nella programmazione degli spazi marittimi. Navigazione ed attivit portuali, pesca ed acquacoltura, turismo, industrie ed altri usi, senza tralasciare i valori intrinseci dell'ecosistema (praterie di posidonia, fauna ittica), possono generare conflitti d'uso con i convertitori di energia da onde e correnti. In questo contesto, soprattutto in aree altamente antropizzate come le fasce costiere, la loro integrazione pu essere facilitata introducendo strumenti di gestione come un sistema informativo multi-layer che ha come obiettivo la caratterizzazione dei differenti valori (biodiversit marina, protezione ambientale, protezione del retaggio storico, salute pubblica) e dei differenti usi delle risorse marine, che permetta di interpretare ed integrare le diverse attivit antropiche sfruttandone le possibili sinergie13.

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3 LE TECNOLOGIE PER LA CONVERSIONE DELLENERGIA ONDOSA IN ELETTRICITA*

3.1 Generalit

3.1.1 Cenni Storici


Le onde delloceano rappresentano la sorgente pi generosa di energia offerta dal mare, com anche evidente dal loro potenziale distruttivo, spesso altamente spettacolare. Come gi detto nel Capitolo 1, le onde sono generate dal vento e dunque costituiscono una forma indiretta di energia solare. La possibilit di rendere fruibile lenergia delle onde ha sollecitato limmaginazione di numerosi inventori nel corso della storia moderna, tanto che il primo brevetto stato ufficialmente registrato in Francia pi di due secoli or sono, nel 1799, da un padre e un figlio di nome Girard. Guardando alla storia pi recente, vi da sottolineare che dal 1980 ai giorni nostri sono stati registrati circa 1000 brevetti, con un tasso di crescita sempre marcatamente in aumento. Il Comandante Yoshio Masuda (Foto 3.A) pu essere considerato il padre delle moderne tecnologie per la conversione dellenergia ondosa in elettricit e i suoi studi, condotti in Giappone, risalgono agli ormai lontani anni 40.

Foto 3.A Il Comandante Yoshio Masuda

* Il presente capitolo ripropone in maniera quasi integrale i risultati della recente ricerca di A.F. Falcao

40

Masuda svilupp una boa di navigazione alimentata dallenergia ondosa mediante una turbina ad aria, secondo uno schema del tutto analogo al pi moderno floating Oscillating Water Column (fOWC), di cui si dir meglio in seguito. Queste boe furono commercializzate in Giappone a partire dal 1965 e pochi anni dopo raggiunsero il mercato USA. Successivamente, nel 1976, Masuda promosse la costruzione, sempre in Giappone, di un sistema di conversione su scala nettamente pi grande: una estesa piattaforma, chiamata Kaimei (Foto 3.B), delle dimensioni di 80m x 12m. Essa era in grado di ospitare numerosi convertitori dotati di differenti tipi di turbine ad aria14.Sfortunatamente il programma sperimentale del comandante Masuda non riscosse il successo sperato, probabilmente anche a causa dello scarso grado di consapevolezza riguardo le propriet scientifiche e le caratteristiche tecnologiche della wave energy, che si trovava allora nello stadio infantile del suo sviluppo.

Foto 3.B La piattaforma Kaimei

La crisi petrolifera del 1973 cambi in maniera radicale le prospettive delle energie rinnovabili nei paesi occidentali e ravviv linteresse su grande scala della produzione e energetica a partire dalle onde oceaniche. In particolare, il lavoro di ricerca del Professor Shalter dellUniversit di Edimburgo, pubblicato nel 1974 dalla prestigiosa rivista Nature, divenne rapidamente un punto di riferimento per la comunit scientifica internazionale. Contemporaneamente il governo britannico part nel 1965 con un importante progetto sulla conversione dellenergia ondosa, immediatamente seguito dal governo norvegese. Sul piano accademico invece, dopo le prime conferenze tenutesi in Inghilterra alla fine degli anni 70, e precisamente a Canterbury nel 76 e a Heathrow nel 78, la comunit scientifica si radun per due importantissimi simposi tenutesi agli inizi degli anni 80 41

rispettivamente in Germania (il First Symposium on wave utilization) ed in Norvegia (il Second Symposium on wave utilization). Curiosamente questi due eventi coincisero con una marcata flessione degli investimenti del governo britannico.

Foto 3.C Bergen, Norveggia

In Norvegia invece le attivit di finanziamento continuarono sino a giungere alla costruzione, nel 1985, di due prototipi disposti al di sopra del livello medio del mare (shoreline devices) della potenza rispettivamente di 350 kW e 500 kW; le strutture furono realizzate in prossimit della citt di Bergen (Foto 3.C). Negli anni successivi, fino ai primi anni 90, le attivit in Europa rimasero per lo pi a livello accademico, se si fa eccezione del piccolo prototipo, della potenza di 75 kW, costruito nellisola di Islay15, in Scozia (Foto 3.D) e commissionato dal governo britannico nel 1991.

Foto 3.D Shoreline device nellisola di Islay, Scozia

42

Contemporaneamente in Asia venivano costruiti due prototipi, rispettivamente in Giappone ed in India. Il primo impianto della potenza di 60 kW, fu integrato nella diga foranea del porto di Sakata16, mentre il secondo impianto fu ancorato al fondale della citt di Trivandrum (India) e fu progettato per una potenza di 350 kW. Lo sviluppo europeo della Wave Energy ha beneficiato poi nel 1991 della decisione da parte della Commissione Europea di includere lenergia ondosa nel suo programma di ricerca e sviluppo sulle fonti rinnovabili. I primi progetti sono partiti nel 1992 e da allora ne sono stati finanziati circa trenta, sui quali hanno lavorato diversi gruppi di ricerca attivi in Europa. Alcuni di questi progetti hanno assunto la forma di attivit coordinate, come nel caso del Coordination action in ocean energy il quale ha riunito dal 2004 al 2007 circa 40 partner. Inoltre la stessa Commissione ha sponsorizzato, e talvolta direttamente finanziato, una serie di importanti convegni sulla energia ondosa e di marea (EWTEC, European Wave and Tidal Energy Conference), i pi recenti dei quali sono stati tenuti ad Uppsala, in Svezia, nel 2009 e a Southampton (UK) nel 2011. Ancora tra le attivit di coordinamento tecnico-politico da annoverare lImplementing Agreement on Ocean Energy System, patrocinato nel 2001 dallAgenzia Internazionale per Energia (International Energy Agency); questaccordo, indicato con lacronimo IEAOES, vede oggi coinvolti 17 paesi, la cui missione quella di facilitare e coordinare la ricerca sullenergia del moto ondoso attraverso la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni. Il report IEA-OES 2008 contiene un censimento piuttosto dettagliato delle attivit sulla Wave Energy condotte in tutto il mondo alla data della pubblicazione. Negli ultimi anni, poi, linteresse intorno allenergia ondosa sta crescendo anche in Nord America (USA e Canada), coinvolgendo le amministrazioni regionali e nazionali, cos come gli istituti di ricerca e le aziende private17. Il rinnovato appeal della Wave Energy, usufruisce senzaltro delle politiche di dismissione dellenergia nucleare da parte della comunit internazionale, sullonda dei recenti fatti di Fukushima e del loro impatto sullopinione pubblica.

43

3.1.2 I temi di Ricerca


Volendo schematicamente riassumere le problematiche tuttora oggetto di ricerca nel campo della wave energy, potremmo distinguere i seguenti campi:

1. Idrodinamica. Riguarda le propriet teorico-applicative dellinterazione tra moto ondoso e convertitori di energia, che talvolta verranno indicati con lacronimo di WEC, Wave Energy Converters. In pratica questi ultimi rappresentano un ostacolo alla propagazione dei flutti oltre che, ovviamente, dei filtri di energia. Avremo pertanto effetti diffrattivi, di riflessione e di dispersione (scattering) accanto alle ovvie, ma non semplici, dinamiche che regolano lo scambio di energia. Queste tematiche sono state approfondite in una serie di articoli pubblicati nella seconda met degli anni 70 e dedicati soprattutto allanalisi degli aspetti teorici.

2. Ciclo di conversione. Un secondo aspetto di rilievo quello del cosiddetto Power Take Off mechanism (PTO). In pratica il ciclo di conversione che trasmette la potenza dal moto ondoso alla rete (wave to wire chain) pu essere schematizzato secondo quanto riportato nella Figura 3.1. Lenergia trasportata dal moto ondoso viene dapprima ceduta, di norma, ad un fluido ausiliario, che pu essere aria acqua od olio.

ONDA

FLUIDO AUSILIARO

PTO

RETE

Figura 3.1 Ciclo di conversione del moto ondoso in elettricit

La trasmissione in rete avviene mediante un insieme di dispositivi indicato come Power Take Off mechanism che comprende turbine, generatori elettrici o altro. Nello studio di queste problematiche (cio dellefficienza del PTO), il punto di criticit rappresentato dalla variabilit temporale della risorsa, ovvero del flusso di energia offerto dal moto ondoso alle diverse scale temporali. E possibile, infatti, distinguere una variabilit da 44

onda a onda nello stesso stato di mare, nella scala temporale di una decina di secondi, una variabilit da stato di mare a stato di mare, nella scala temporale delle ore o dei giorni, ed infine una variabilit stagionale dellintensit ondosa.

3. Impatto ambientale. Un altro aspetto da non trascurare quello dellimpatto ambientale delle opere, che possono paradossalmente innescare fenomeni di degradazione degli ecosistemi sui quali insistono. Si pensi ad esempio ai possibili impatti sui sistemi litoranei, che necessitano di un certo apporto energetico per consentire un adeguato ricambio idrico (specie nei nostri mari che sono a bassa escursione di marea) e la qualit dei sedimenti. In questo ambito rientrano anche possibili meccanismi di retroazione economica associati ad esempio alla riduzione della fauna ittica nelle zone di impianto dei WEC, con ovvie ripercussioni sulle attivit di pesca e sul suo indotto.

4. Risposta strutturale. Infine vi da considerare il problema della resistenza strutturale dei dispositivi (globale e locale) rispetto agli attacchi ondosi estremi. Di questo aspetto si occuper il presente lavoro di tesi sebbene ad una singola tecnologia di WEC.

45

3.2 Caratteristica della risorsa energetica


Il principale svantaggio dellenergia ondosa, cos come per il vento che la genera, la gi accennata variabilit, in gran parte aleatoria, che si sviluppa alle diverse scale temporali: da onda ad onda, da stato di mare a stato di mare, da stagione a stagione (questultima molto meno aleatoria). La conoscenza di quanta energia abbiamo a disposizione in un certo sito un ovvio prerequisito per un piano razionale di conversione dellenergia e per il progetto stesso dei dispositivi. Le propriet del clima ondoso in diversi siti del globo sono state gi studiate e analizzate statisticamente per altri scopi, come quelli che riguardano la navigazione, la progettazione di strutture costiere o per opera dingegneria marittima offshore. Ma in ogni caso le informazioni necessarie a questi scopi non coincidono, o possono non coincidere sempre con quelle necessarie per un piano strategico di assorbimento e utilizzazione dellenergia ondosa. Si sono resi necessari, quindi, degli studi ad hoc che, per quanto riguarda lEuropa, videro la luce dapprima nel Regno Unito a causa del suo impegno pioneristico nel campo della Wave Energy. Quando la Commissione Europea nel 1991 decise di partire con un primo piano biennale di studio e ricerca (1992-1993) chiamato Prelimary Actions in Wave Energy R&D, fu sviluppato un primo progetto dedicato alle basi della teoria delle onde di mare, con particolare riferimento ai suoi aspetti pi peculiari in vista di una sua utilizzazione come risorsa energetica rinnovabile. In questo ambito furono elaborate delle raccomandazioni per unappropriata caratterizzazione del clima ondoso ed una loro naturale conseguenza fu il WERATLAS (European Wave Energy Atlas)18. Questultimo ha impiegato risultati di modelli numerici di altissima qualit per la simulazione della generazione del moto ondoso a partire dal vento (wind-wave modelling); i risultati della modellazione sono stati poi validati da misure dirette del clima ondoso in campo. WERATLAS contiene dettagliate elaborazioni statistiche del clima ondoso, espressamente finalizzate allimpiego della risorsa ai fini energetici, per 85 siti a largo delle coste atlantiche e mediterranee dellEuropa; esso rappresenta ad oggi uno strumento imprescindibile per la progettazione dei WEC nel vecchio continente. I dati riguardano siti in mare aperto, con distanze dalla linea di costa di alcune centinaia di Km. Tuttavia, quando le onde si propagano in acque pi basse subiscono significative alterazioni causate dallinterazione con il fondale e con eventuali ostacoli emergenti o sommersi (rifrazione, diffrazione, dissipazione per attrito con il fondo, etc.); cos per alcuni specifici siti nei quelli era 46

previsto limpianto di specifici convertitori pilota sono stati condotti studi in acque pi basse, diciamo con fondali inferiori a 50 m, studi che hanno pertanto marcati caratteri di sporadicit. Uneccezione in tal senso ONDATLAS19, un atlante dettagliato dellenergia disponibile in acque basse lungo le coste del Portogallo, la cui porzione occidentale, lunga 500 km, relativamente regolare. Il livello energetico teoricamente estraibile dal moto ondoso in una certa localit espresso come potenza per unit di lunghezza, (per unit di cresta donda o per unit di linea di costa). Valori tipici per un buon sito, sono tra i 20 e i 70 KW/m mediamente nellanno climatico. Questi valori sono riscontrabili principalmente alle medie e alte latitudini, con variazioni stagionali che sono generalmente molto maggiori nellemisfero nord rispetto allemisfero sud. Questultima caratteristica rende le coste del Sud America, dellAfrica e dellOceania particolarmente attraenti (Figura 3.2).

Figura 3.2 Atlante dei siti con maggior potenza ricavabile dal moto ondoso

47

3.3 Idrodinamica di base


Gli studi riguardanti lidrodinamica dei WEC di tipo galleggiante hanno potuto beneficiare delle conoscenze precedentemente acquisite nel campo, assai similare, della dinamica delle imbarcazioni soggette al moto ondoso. Questo campo di ricerca si sviluppato alcune decadi prima della met degli anni 70, anni nei quali, come si detto, si avuto un primo impulso riguardo le conoscenze teoriche dellinterazione tra moto ondoso e convertitori. Naturalmente la presenza dei meccanismi di PTO, e la necessit di massimizzare lestrazione dellenergia introducevano delle variabili supplementari rispetto al contesto di riferimento dellingegneria navale. Nei primi approcci fu studiato il caso di un corpo galleggiante che oscillava in una sola direzione(sistema ad un grado di libert) forzato da un treno di onde regolari di tipo sinusoidale e di piccola ampiezza, in presenza di un PTO a risposta lineare. Ci consent di semplificare di molto le equazioni di base rendendole lineari, permettendo nel contempo limpiego della analisi di Fourier, che caratterizza il sistema nel dominio delle frequenze. Le forze idrodinamiche sulla superficie bagnata del corpo galleggiante sono state decomposte: in forze deccitazione, dovute alle onde incidenti, forze di oscillazione (radiation force), dovute al moto del corpo e forze di tipo idrostatico, dovute alla posizione istantanea del corpo galleggiante rispetto alla superficie libera. Di conseguenza sono stati introdotti alcuni coefficienti idrodinamici, comunque dipendenti dalla frequenza, che dovevano essere determinati per via teorica o calcolati numericamente mediante perlopi modelli del tipo beam (boundary element method). Queste tecniche erano gi note, come abbiamo gi detto, nel campo della idrodinamica propria dellingegneria navale. Possiamo commentarne un semplice metodo immaginando un corpo galleggiante di massa m che oscilla secondo un unico grado di libert. Se la posizione del corpo definita da una singola ascissa verticale x, essendo lorigine delle ascisse x=0 corrispondente allacqua in quiete. Lequazione del moto :

Nellequazione presente

(3.1)

la componente verticale della forza deccitazione, si avr

dovuta al moto ondoso, ed agente sul corpo assunto fisso. La condizione in corrispondenza della quiete.

la forza verticale dovuta al meccanismo PTO e 48

A() il primo coefficiente idrodinamico di massa aggiunta. Questultimo, ovviamente dipendente dalla frequenza tiene conto dellinerzia addizionale dovuta allacqua che circonda il corpo. B() un secondo coefficiente idrodinamico che tiene conto del fatto che il corpo perde (dissipa) energia, generando mediante la propria oscillazione, sistemi di onde che si propagheranno lontano da esso. S la sezione trasversale dellelemento galleggiante, rispetto allacqua in quiete; e poich x rappresenta la posizione verticale del baricentro del galleggiante, la forza idrostatica pgSx assume il significato di una forza di richiamo esercitato dal mare sul corpo. Si assume poi che la forza di PTO comprenda un dissipatore lineare, di costante C ed una molla lineare di rigidezza K, cosicch:

Rielaborando cos lequazione (3.1) si ha:

(3.2)

(3.3)

Immaginiamo adesso che la forzante sia rappresentata da unonda lineare di piccola altezza di ampiezza e di frequenza ; si pu scrivere:

(3.4)

Come evidente si avr:

(3.5)

E poich per definizione si ha

(3.6)

E poich si ha in definitiva:

(3.7)

49

Analogamente supponiamo adesso che si possa porre:

{ {

} }

(3.8)

(3.9)

In cui X() E Fd() sono due ampiezze complesse. La soluzione della 3.3 :

(3.10)

Ora, nelle ipotesi di linearit che abbiamo precedentemente introdotto possiamo senzaltro assumere che la forza deccitazione sia proporzionale allampiezza dellonda incidente; per cui si pu porre

(3.11)

In cui

un terzo coefficiente idrodinamico, frequenza dipendente, generato dalle

forze di diffrazione indotte dal moto ondoso sul corpo. Come evidente il valor medio nel periodo della potenza assorbita pari alla media integrale del prodotto tra la forza deccitazione e la velocit del corpo :

(3.12)

Nelle ipotesi appena introdotte si ottiene facilmente che:

| |

(3.13)

Che, tenendo conto dellequazione (3.10) diviene:

Con U=iX.

(3.14)

50

Una volta assegnate il corpo e assegnate le caratteristiche di unonda incidente regolare, B e Fd rimangono fissate; n consegue pertanto che , dipende unicamente da X, e dunque, guardando lequazione 3.10 evidente che il valor medio della potenza assorbita sar dipendente dai coefficienti B e C, ovvero dalle propriet del PTO. Naturalmente si assumono note la massa del corpo e linerzia addizionale del corpo. In ogni caso quello che importante sottolineare che seguendo questapproccio il sistema WEC perfettamente lineare. Ora dallequazione 3.14, si deriva immediatamente la potenza assorbita mediamente in un periodo, attinge il suo massimo valore quando U uguale a Fd/2B. Ovvero, quando:

(3.15)

In questa maniera il secondo degli addendi dellequazione , cosicch uguale solo a

(3.16)

Lequazione 1.10 mostra che la condizione di massimo pu essere attinta solo se:

(3.17)

C()=B()

(3.18)

La 3.16 rappresenta la frequenza di risonanza di un sistema massa-molla privo di smorzamento in cui la massa sia pari a (m+A), e la rigidezza della molla sia pari a (pgS+K), lequazione 3.18 indica che il coefficiente di smorzamento ideale del PTO dovrebbe essere uguale al coefficiente di radiazione o di diffrazione B(). E adesso opportuno considerare il concetto di larghezza di assorbimento, L(); esso dato dal rapporto tra potenza assorbita dal WEC ed il flusso denergia per unit di larghezza dellonda incidente. Si ricorda che, almeno nellambito della teoria lineare del moto ondoso, questultimo pari a:

(3.19)

51

In cui Cg rappresenta la celerit di gruppo ovvero la velocit con cui si propaga lenergia ondosa. evidente ora che il valor massimo della lunghezza di assorbimento pari a:

(3.20)

Si pu dimostrare, che per un corpo dotato di asse di simmetria verticale, e geometria qualsiasi, se il corpo oscilla verticalmente in maniera sussultoria (heave

oscillation il caso che stiamo appena esaminando), mentre nel caso in cui loscillazione ha luogo in un piano verticale intorno ad un asse orizzontale (WEC in pratica barcolla, sway oscillation), si ha

Ne consegue che a parit di caratteristiche ondose incidenti la potenza massima che pu assorbire uno sway WEC doppia rispetto heave WEC. Questo un importante risultato teorico ricavato tra il 1975-1976, da diversi autori in maniera indipendente (Budal20 e Falnes21, Evans, Newman22 e Mei23). Curve rappresentative delle prestazioni di un corpo oscillante in maniera sussultoria la cui parte sommersa di forma semisferica, possono essere facilmente ottenute a partire dai coefficienti idrodinamici ricavati in maniera teorica da Hulme24 nel caso di acque profonde, H/>0.5. Esse sono mostrate nelle figure 2 e 3; qui sulle ascisse riportato il periodo adimensionale T*:

( )

( )

(3.21)

In cui a il raggio della sfera, mentre in ordinate vi il rapporto alto della figura 3.3, mentre nel grafico in basso | || funzione del coefficiente di smorzamento del PTO:

nel grafico in

|, le curve sono parametrate in

(3.22)

per queste curve si supposto che la rigidezza della molla del PTO sia nulla K = 0. La condizione di risonanza per la potenza massima si traduce in , mentre la

condizione di eguaglianza tra coefficiente di dissipazione del PTO e coefficiente di

52

radiazione B, restituisce la condizione C*=0.510. Ora, se consideriamo un periodo dellonda T = 10s, come naturalmente accade nel nord dellAtlantico, si ha in virt della 3.21 :

Questo valore del raggio, fu giudicato tropo grande per rispondere a esigenze di economicit e praticit, inoltre, la prima delle curve in Figura 3.3, mostra che un assorbitore dotato di un coefficiente di assorbimento del PTO ottimale, lavora bene in un range di frequenza piuttosto ristretto, mentre un eventuale overdamping (sovra smorzamento), se da un lato determina una rapida riduzione della potenza massima estraibile, dallaltro produce un sensibile allargamento della risposta in frequenza; il che pu essere interessante nelle pratiche applicazioni alle onde di mare, anche se nelle condizioni di acque alte in cui ci stiamo riferendo la banda di frequenze degli stati di mare reali piuttosto stretta, e le onde sono prossime ad avere un unico periodo.

Figura 3.3 Curve che rappresentano la condizione di risonanza

53

Come si detto un raggio ottimale di circa 30 m fu considerato bene presto poco pratico ed anti-economico, ma fu altrettanto chiaro alla met degli anni 70 che piccole boe o point adsorbers, del diametro di 10-15m, avrebbero prestazioni assai deludenti nelle condizioni climatiche tipiche dellOceano. I risultati appena accennati riguardo ad un oscillazioni con un solo grado di libert furono estesi al caso di pi gradi di libert e convertitori con pi elementi oscillanti (multi body converters). I contributi di maggior rilievo nella seconda met degli anni 70, furono quelli di Evans in Inghilterra, Falnes e Budal in Norvegia, e Newmann e Mei negli Stati Uniti. E interessante notare tuttavia che per quanto riguarda i cosiddetti convertitori a colonna oscillante (OWC), le basi teoriche della loro modellazione furono sviluppate nei primi anni 80, cio con qualche anno di ritardo rispetto al caso dei semplici corpi oscillanti; ci nonostante questa tecnologia sia stata tra le prime ad essere sviluppata a livello prototipale. La ragione di questo ritardo nella ricerca risiede nel fatto che il meccanismo di funzionamento non poteva beneficiare del bagaglio di conoscenze risalenti allo sviluppo dellingegneria navale. Unulteriore osservazione che in aggiunta allipotesi di linearit del moto ondoso incidente anche la linearit del sistema PTO, rappresenta un punto chiave della trattazione appena discussa. Tuttavia in pratica nella maggior parte dei convertitori presente un meccanismo fortemente non lineare, tare da rendere inefficace la descrizione nel dominio delle frequenze cui figura 3.3 rappresentano degli esempi; necessario in questo caso sviluppare dei modelli nel dominio del tempo, che restituiscono cio la funzione di posizione delloscillatore x(t) una volta nota la funzione di elevazione donda (t). Nel caso che il semplice galleggiante in moto sussultorio ad un solo grado di libert Jefferis25, dedusse la seguente relazione.

(3.24)

Con:

(3.25)

54

Come evidente la 3.24 non contiene nessun riferimento alla frequenza , ed ha come unica incognita la funzione di spostamento x(t). Il coefficiente di massa aggiunta A calcolato in corrispondenza della frequenza infinita, mentre la forza di radiazione espressa tramite un integrale, detto integrale di convoluzione tra laccelerazione e la funzione 3.25 che somma in pratica tutti i contributi alle varie frequenze . Come abbiamo gi in parte detto questa equazione restituisce la serie temporale x(t) ed pertanto la pi adatta per lo studio dei sistemi di controllo attivo dei convertitori soggetti a moto ondoso irregolare. Tuttavia questo approccio richiede un tempo di computazione nettamente superiore rispetto al semplice caso lineare rappresentabile mediante il domino delle frequenze. Un possibile compresso in tal senso pu essere rappresentato dagli approcci di tipo stocastico che restituiscono funzione di densit di probabilit (dello spostamento, della potenza media) in luogo delle serie temporali. In ogni caso, se si richiede che la wave energy fornisca un contributo significativo alle grandi reti elettriche necessario adoperare un grande insieme di convertitori disposti in batteria (arrays). Literazione idrodinamica tra i vari dispositivi di conversione fu studiato per la prima volta in via teorica da Budal26, Falnes e Budal27 ed Evans28. Questi studi riguardavano essenzialmente elementi galleggianti; una successiva esenzione a sistemi di OWC fu proposta dallo stesso Evans. Tuttavia quando il numero degli elementi diventa grande (o almeno non piccolo), le iterazioni idrodinamiche diventano estremamente complesse e bisogna impiegare metodi approssimati (multiple-scattering method, plane-wave method e point-absorber approximation). Questo approccio fu seguito in un progetto della commissione europea nella met degli anni 90. Ulteriori approfondimenti sugli aspetti idrodinamici della wave energy possono essere trovati nel libro di Falnes29, ormai considerato uno standard dalla comunit scientifica.

3.3.1. Modellazione fisica


Nel progetto dei convertitori del moto ondoso in elettricit, il processo di assorbimento pu essere studiato per via teorica o anche numerica o attraverso la modellazione fisica, riproducendo il dispositivo in scala ridotta in bacino donda o in un canale. Le tecniche di analisi non sono poi cos diverse da quelle proprie da quella adoperata nellingegneria marittima costiera e navale. In generale la modellazione numerica pu essere utilizzata nei primi stadi della progettazione e il suo principale limite quello di non tenere conto 55

degli effetti dissipativi della viscosit dellacqua e della turbolenza, nonch della difficolt con la quale vengono simulati gli effetti delle onde di ampiezze non piccole (onde non lineari). Per questo motivo modelli fisici in scala ridotta con riduzioni variabili da 1:10 a 1:80, vengono adoperati una volta che sia stata ben definita la geometria complessiva del dispositivo. Tra i primi studi in tal senso, degno di nota quello di Stephen Salter, che nel 1974 studi per via sperimentale il convertitore duke, in un canale piuttosto stretto dellUniversit di Edimburgo. Le attrezzature a disposizione di Salter migliorano poi tantissimo in una seconda fase del suo studio nel 1977 quando fu costruito il wide tank, un bacino ad onde delle dimensioni di 10m x 27.5m x 1.2 m, dotato di un ondogeno dotato di 89 battitori indipendenti dotati di motore elettrico. Il wide tank rese luniversit di Edimburgo il centro leader nello lo studio sperimentale dei WECs; pi tardi quando lo sviluppo dei convertitori progred con la costruzione dei primi prototipi la necessit di adoperare piccole riduzioni (grandi scale), richiese la costruzione di grandi impianti di laboratorio. A tal proposito degni di nota sono i bacini della citt di Trondheim (Norvegia), Wageningen (Olanda) e Nantes (Francia).

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3.4 Controllo

Lutilizzazione dellenergia ondosa coinvolge una successione di processi di conversione, ciascuno dei quali caratterizzato da una propria efficienza e da particolari vincoli. Questa catena di processi necessita di unattivit di controllo. In tal senso particolarmente rilevanti sono i processi idrodinamici cui si fatto riferimento nei paragrafi precedenti. Come si detto gi i primi studi teorici sui convertitori oscillanti, ma anche sugli OWC, rivelarono che limpianto per essere un assorbitore efficiente deve lavorare in una condizione di quasi risonanza: la sua frequenza naturale di oscillazione deve essere prossima a quelle delle onde incidenti (equazione 3.17). Laver trascurato questa

semplice regola spiega i fallimenti di molti inventori, i quali supposero che il sistema fosse di tipo quasi statico, cio che seguisse le oscillazioni del moto ondoso senza nessun effetto dinamico. Ora nella pratica lesigenza di attingere le condizioni di risonanza si scontrano con alcune serie di difficolt, tra le quali:

Nella maggior parte dei casi, con leccezione dellOWC le dimensioni dellimpianto sono talmente elevate (si faccia riferimento alla semisfere di diametro maggiore di 10-15m di cui si detto in precedenza) che la frequenza propria di risonanza diviene molto grande rispetto alla frequenza di picco del moto ondoso incidente.

Il moto ondoso reale contiene in realt pi di una frequenza.

Come mostrato nella sezione numero 3.3 del presente paragrafo, per un corpo oscillante con un solo grado di libert, la condizione di risonanza ha luogo quando la velocit del corpo in fase con la forza di eccitazione. Agire sul PTO in maniera da ottenere questa coincidenza di fase si chiama phase control. A questo proposito sono state applicate diverse strategie, anche per impianti soggetti al moto ondoso reale Falnes30. Abbiamo visto nel paragrafo precedente che la frequenza di risonanza di un assorbitore puntuale (equazione 3.17) con K=0 (il PTO un puro dissipatore lineare) d luogo in generale a frequenze di risonanza molto pi grandi di quelle delle onde in mare aperto. Una possibile soluzione di questo problema potrebbe essere quella di fare in modo che la rigidezza della molla attinga valori negativi. Questo tipo di strategia si chiama reacting phase control. Nella Figura 3.3, si vede come i grafici

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validi per k=0 vengono modificati dalla presenza di una rigidezza negativa k=-pgs/2. La condizione di risonanza passa da T*=6.11 a T*=9.2 , cio vale a dire che la frequenza di risonanza si riduce di circa il 33%. Inoltre dal confronto della Figura 3.4 e la Figura 3.3, si vede che lampiezza delloscillazione del corpo viene circa triplicata. A parte la non praticit di avere una rigidezza negativa, il reactive phase control introduce un ulteriore problema: cio che la forza di PTO non pi in fase con la velocit del corpo e dunque la direzione del flusso denergia cambia di segno.

Figura 3.4 Curve di risonanza con un controllo di fase di tipo reactive

Un metodo di controllo alternativo che evita questa inversione del flusso denergia stato proposto da Budal e Falnes31, e consiste nellagganciare lapparecchiatura (latching) intorno a posizioni fisse durante intervalli di tempo del moto ondoso. Sebbene questa tecnica di bloccaggio possa essere riguardata come controllo di fase semi ottimale, si pu dimostrare teoricamente che esso cos efficiente come il reactive phase control, almeno con un convertitore con singolo elemento oscillante. Comunque determinare quali siano questi intervalli di blocco risulta estremamente complicato. Cos recentemente stata proposta una tecnica alternativa al latching chiamato anclatching; esso evita linversione del flusso denergia e consiste nello spegnere e 58

riaccendere alternativamente il sistema di PTO dellassorbitore. In ogni caso un processo di phase control semi-ottimale per onde irregolari rimane, insieme con la sua implementazione pratica, un problema tuttora aperto.

59

3.5 Le diverse tecnologie

Diversamente da quanto accade per leolico, c una grande variet di tecnologie, associabile alla Wave Energy, le quali sono il risultato delle diverse maniere delle quali lenergia pu essere assorbita dalle onde, e anche in funzione della profondit alla quale i dispositivi sono disposti (distingueremo in questo caso shoreline device, con strutture imbasate o disposte sulla spiaggia emersa, nearshore device con convertitori disposti in acque basse e gli offshore device, in cui i convertitori sono allocati in mare aperto). Gli shoreline device hanno senzaltro il vantaggio di una pi semplice istallazione e manutenzione e non richiedono sistemi di ancoraggio in acque profonde n lunghi cavi elettrici sommersi. Il fatto che le altezze donda sono naturalmente ridotte in profondit della lunghezza di riva o comunque su fondali bassissimi, pu essere parzialmente compensato da unidonea localizzazione del dispositivo, tale da sfruttare gli effetti di concentrazione dei flutti dovuti ai fenomeni di riflessione e/o diffrazione. Parallelamente sono stati proposti diversi metodi per classificare i sistemi di conversione, secondo la profondit di posa (di cui si gi detto), secondo il principio di funzionamento ed infine secondo le dimensioni dei dispositivi (in questo caso distingueremo piccoli assorbitori point adsorber, da grandi assorbitori large adsorber).

Figura 3.5 Tabella riassuntiva delle varie tecnologia

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Lo schema mostrato in Figura 3.5 suggerisce una classificazione essenzialmente basata sul principio di funzionamento dei dispositivi; essa non intende essere esaustiva, ma comprende tutte quelle tipologie che hanno raggiunto una fase prototipale di sviluppo, o almeno sono state oggetto di sforzi di ricerca e sviluppo molto intensi. Un tipico esempio di dispositivo di prima generazione quello a colonna oscillante Oscillating water culomn (OWC) in cui si dir nel paragrafo immediatamente a seguire; un altro esempio di rilievo il Tapchan (TAPered CHANnel wave power device), un dispositivo prototipale a tracimazione che fu costruito lungo le coste norvegesi nel 1985 e che da allora ha operato per diversi anni. Recentemente sono stati identificati circa 100 progetti diversi e ad vari stati di sviluppo; il numero in effetti non sembra affatto ridursi nel corso del tempo in quanto nuove tecnologie sostituiscono quelle considerate inefficienti, spesso con un effetto netto positivo.

3.5.1 I dispositivi a colonna oscillanti oscillating water culomn (OWC)


OWC a struttura fissa Sono stati proposti un gran numero di sistemi a colonna oscillante e a struttura fissa. La maggior parte dei dispositivi sono stati disposti sulla spiaggia emersa (shoreline device) o nelle zone litoranee (nearshore device); essi rappresentano i cosiddetti dispositivi di conversione di prima generazione. Solo pochi prototipi sono stati costruiti per lavorare in mare aperto (offshore device). In generale LOWC a struttura fissa poggiano sul fondo del male o sono fissati su una parete rocciosa. I dispositivi a colonna oscillante comprendono una struttura parzialmente sommersa in calcestruzzo o in acciaio, aperta al disotto della superficie dellacqua ed allinterno della quale vi dellaria intrappolata al di sopra della superficie idrica. Il moto oscillante della superficie dellacqua allinterno del dispositivo, generata dal moto ondoso fa in modo che laria passi allinterno di una turbina che muovo un generatore. Per questi dispositivi eccellente la turbina Wells a flusso assiale, inventata nella met degli anni 70, che ha il

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vantaggio di non richiedere nessuna valvola di rettificazione. Prototipi di OWC sono stati costruiti in Norvegia a Toftestallen32, in Giappone a Sakata, in India Vizhinjam33, vicino Trivandrum nel 85, in Portogallo in Pico Azzorrenel 1999 e nel Regno unito nellisola scozzese di Islay (Foto3.B) nel 2000 (Dispositivo noto con lacronimo di Limpet Land Instoad Marine Powered Energy Transfomer). Pu essere interessante commentare con maggiore dettaglio le esperienze del progetto di Pico Azzorre34 (Foto 3.D) e di Islay. Il progetto originale del primo impianto fu cofinanziato nel 1992 dalla Comunit europea, dal governo portoghese, e dalle aziende di gestione dellelettricit portoghese EDP e delle Azzorre EDA. La sua costruzione terminata nel 1999 con il contributo di numerose compagnie portoghesi, sotto lazione di coordinamento dellIstituto Superiore Tecnico (IST). In realt il processo di posa in opera sub numerose interruzioni nel corso degli anni a causa di uninondazione e di problemi agli apparati meccanici. Listallazione ha sin qui operato solo saltuariamente. Dapprima stato creato un consorzio di imprese e istituzioni pubbliche (WavEC) portoghesi aventi il compito di manutenere e testare limpianto. Gi nel periodo settembre-novembre 2005 e giugno-ottobre 2006 limpianto stato sottoposto a prime verifiche di funzionalit che hanno rivelato lesistenza di problemi alla struttura di turbo-generazione.

Foto 3.D Impianto di Pico Azzorre

62

Durante il 2007 ha operato solo occasionalmente a causa di tagli dei finanziamenti, ma il consorzio ha lavorato alla risoluzione dei problemi di vibrazione e di manutenzione delle apparecchiature obsolete. Nel 2008 stato firmato un accordo con EDP per lo sfruttamento del PICO plant in continuo per un periodo minimo di 3 anni, ma a causa del danneggiamento progressivo della struttura in calcestruzzo e dei costi intrinseci di produzione, il progetto fu sospeso gi alla fine del 2008. La capacit di tale dispositivo di circa 400 kW. In ogni caso WavEC ha garantito la manutenzione dellimpianto e ha pianificato la bonifica del calcestruzzo e il miglioramento dellequipaggiatura di produzione in modo da garantire una piena e autonoma produzione nellestate del 2009. Limpianto attualmente in funzione. Lo scheda di funzionamento mostrato nella Figura 3.6.

Figura 3.6 Schema di funzionamento del Pico Plant

Una solida struttura in calcestruzzo armato definisce una camera pneumatica (n3) situata al di sopra del livello idrico, che comunica con le onde attraverso una apertura sommersa e con la atmosfera attraverso una turbina ad aria e un condotta plastica. Le onde incidenti determinano unoscillazione verticale dellacqua allinterno della camera 63

che a sua volta causa un flusso daria alternativamente dallatmosfera e verso latmosfera. Questo flusso aziona delle turbine di tipo Wells(7) poste in asse con un generatore(8). Lelettricit cos generata viene immessa nella rete locale dellEDA. Per evitare fenomeni di sovrappressione e fenomeni di stallo una valvola di sicurezza situata nel punto 4 della Figura 3.8 e pu prevedere una rapida apertura tra lo 0 e il 100 a seconda dellintensit dello stato di mare. In questo progetto cos come nella quasi totalit dei WEC molto importante avvicinarsi alle condizioni di risonanza; in ogni caso limitazioni di tipo ambientale e limitazioni di funzionamento delle turbine hanno limitato il normale funzionamento dellimpianto in passato richiedendo una massima attenzione di una squadra di esperti in grado di migliorare le performance. Si noti che durante lesperimento svolto tra il settembre e il novembre del 2005 stato prodotto un MWh, valore che stato possibile ottenere in sole 48 ore nel maggio del 200935. Un altro shoreline device attualmente attivo presso lisola scozzese di Islay conosciuto con lacronimo di Limpet (Land Instoad Marine Powered Energy Transfomer). Fu costruito nel 2000 dalla compagnia scozzese Wavegen ora Voith Simemens con il contributo della Queen University di Belfast e listituto superiore tecnico di Lisbona. Come nel caso del Pico plant, anche il Limpet adopera le turbine Wells che hanno il vantaggio di ruotare nella stessa direzione indipendentemente della direzione delle onde. Dopo la costruzione e lanalisi del funzionamento di un piccolo modello in piccola scala dal funzionamento di 75 kW, il prototipo fu costruito per una potenza istallata da 500kW, due turbine Wells controrotanti furono installate da 250 kW ciascuna. In teoria tenendo conto che il rendimento di LIMPET fu stimato attorno al 40% si pu effettuare questo calcolo:

kWh

Che si riferisca a KWh teorici prodotti per ciascun anno di attivit e dunque:

kWh

Che sarebbe lenergia realmente prodotti in un anno. Conoscendo ora il consumo annuale di energia di ogni abitazione civile, che pari a 4377 kW, si ricava che LIMPET pu teoricamente servire 295 abitazioni civili, ed ipotizzando che ogni abitazione civile ospiti 4 persone, se ne deduce che limpianto potrebbe 64

teoricamente servire oltre un terzo della popolazione di Islay. Secondo alcune fonti risalenti allanno 2008, la capacit del LIMPET stata ridotta a 250 kW e la sua reale capacit di produzione non ben nota.

Figura 3.7 Schema impianto Limpet

Un terzo esempio di elemento OWC ancorato a struttura fissa lOSPRAY36 (Foto 3.E e Figura 3.8) , che come il LIMPET stato costruito in prossimit delle coste scozzese dalla societ WavGEN, a differenza di Pico, e di LIMPET, OSPRAY ha la struttura in acciaio ed imbasato su profondit inferiore a 20m, in questo modo si pu sfruttare una maggiore altezza delle onde e la potenza installata del dispositivo, sempre dotato di turbine Wells di 2 MW. Sfortunatamente OSPRAY fu distrutta nel 1995 subito dopo essere stata posta in opera a causa di una violenta mareggiata. Tornando ad un discussione pi generale, la sezione trasversale delle camere pneumatiche delle strutture appena descritta generalmente grande nellintervallo 80-250 metri quadri (cui corrispondo potenze istallata tra 60 e 500 kW).

Foto 3.E Foto impianto OSPRAY

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Figura 3.8 Schema impianto OSPRAY

Shoreline device del tipo OWC di dimensioni pi piccole sono state realizzate ancora nellisola di Islay e pi recentemente in Cina. Gi dagli inizi degli anni 80 stato provato sia dal punto di vista teorico che sperimentale che il processo di assorbimento poteva essere migliorato estendendo la struttura della camera attraverso dei muri(sia naturali che artificiali) che si protendono nella direzione delle onde formando un porto una baia o un collettore in questa maniera il moto ondoso viene concentrato nella camera dellOWC. Il progetto e la costruzione della struttura sono le criticit pi evidenti della tecnologia OWC, a parte la criticit delle turbine ad aria. Gli aspetti strutturali sono quelli pi influenti sul costo dellenergia del mare, tanto che oggi nelle problematiche dellingegneria civile dominano il costo di questi WEC. In questo senso potrebbe essere utile includere gli impianti in strutture portuali; ci produce il vantaggio che i cisti di produzione vengono spalmati su quelli complessivi della diga foranea, oltre al fatto che il generatore diviene pi facilmente accessibile per le operazioni di manutenzione. Questo approccio fu adoperato per la prima volta in Giappone per il porto di Sakata37 (Figura 3.9) nel 1990; qui uno dei cassoni che componeva lopera di difesa del bacino

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portuale stato progettato con una particolare forma tale da ospitare lOWC e lequipaggiamento elettrico corrispondente.

Figura 3.9 Schema impianto Shoreline devices OWC

Lopzione dellOWC breakwater stata adottata anche per limpianto da 0.75 MW previsto in corrispondenza della testata del frangiflutti in corrispondenza della foce del fiume Douro (Figura 3.10) al nord del Portogallo e recentemente costruito nel porto di Mutriku38 in Spagna (Foto 3.F) in cui sono 16 camere oscillante con il 16 turbine. Una geometria differente per un OWC da includere in un frangiflutti stato proposto da Boccotti con un OWC che lungo la cresta dellonda ma dotato di una lunga apertura, in questo caso il dispositivo ha la forma di J con lapertura verso lesterno che guarda verso lalto.

Foto 3.F Porto di Mutriku, Spagna

Figura 3.10 Porto di Duro, Portogallo

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OWC a con struttura flottante

In precedenza abbiamo gi detto che i primi convertitori OWC realmente impiegati, rispettivamente le boe di navigazione dotate di generatore e la grande zattera chiamata Kaimei (Figura 3.11) furono del tipo galleggiante; essi, furono sviluppati in Giappone negli anni 60 e 70, sotto la leadership di Yoshio Masuda.

Figura 3.11 Zattera Kaimei, Giappone

Mauda si accorse presto che la conversione da energia ondosa ad energia pneumatica era piuttosto insoddisfacente ed ide un dispositivo con una differente geometria chiamato Backward Bent Duct Buoy (BDBD) (Figura 3.12). In questa versione il condotto di captazione dellacqua aperto alle spalle del serbatoio; questa soluzione fu considerata pi vantaggiosa rispetto a quella classica, nella quale lapertura del serbatoio precede la colonna oscillante dacqua. In questa maniera, infatti, la lunghezza della colonna dacqua poteva divenire sufficientemente grande per attingere le condizioni di risonanza, mantenendo al tempo stesso il pescaggio della struttura flottante entro limiti accettabili.

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Figura 3.12 Backward Bent Duct Buoy

Il BBDB stato studiato approfonditamente in molti paesi, quali Giappone, la Cina, la Corea e la Danimarca, Irlanda ed stato adoperato per rendere operative circa mille boe di navigazione in Giappone e in Cina39. Negli ultimi anni sono state intraprese approfondite indagini in Irlanda, al fine di sviluppare un BBDB di grandi dimensioni da utilizzare in mare aperto; ed un modello in scala appena ridotta (1:4) stato testato a partire dalla fine del 2006 nelle acque della baia di Galway. Il modello ha una lunghezza complessiva di 12 m ed dotato di una turbina Wells ad asse orizzontale. Il Mighty Whale (la grande balena Figura 3.13) un dispositivo OWC flottante con apertura frontale sviluppato dal Japan Marine Science and Technology Center.

Figura 3.13 Mighty Whale

Dopo un approfondito studio teorico e sperimentale un prototipo fu progettato e costruito a partire dal 1998 presso Gokasho Bay nella prefettura di Mie(Giappone) e, a 69

partire dal nuovo millennio, il dispositivo stato testato per molti anni. Esso in pratica una grande struttura galleggiante lunga 50m, larga 30m con un pescaggio di 12m e un dislocamento di 4400 tonnellate; esso dispone di tre camere daria scavate nella parte anteriore del WEC, da parte a parte. Ciascuna camera daria poi connessa ad una turbina Wells ad aria che muove un generatore elettrico, per una potenza nominale complessiva di 110 kW40.

Figura 3.14 Mighty Whale

Lo Spar Buoy probabilmente la forma pi semplice di OWC a struttura galleggiante, esso consiste in un dispositivo a simmetria assiale che cos indifferente alla direzione ondosa; si tratta di un tubo verticale sommerso e relativamente lungo fissato ad un galleggiante che si muove essenzialmente in direzione verticale. La lunghezza del tubo determina la frequenza di risonanza della colonna dacqua interna. Il flusso daria spostato dal moto relativo dellOWC rispetto al galleggiante muove una turbina ad aria. Mote boe di navigazione sono state costruite su questo concetto, la qual stata presa seriamente in considerazione per la produzione di energia elettrica su vasta scala.

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Figura 3.14 Spar Buoy

La Sloped Buoy ha qualche similitudine con la Spar Buoy e consiste praticamente in una boa con 3 tubi inclinate sommerse in maniera tale che linsieme delle tubazioni, oscilla con un angolo intermedio con la verticale e la direzione dellonda. Un rapporto preparato dal Dipartimento britannico dellindustria e del commercio (DTI)ha recentemente confrontato le prestazioni di BDBD, Spar Buoy e Sloped Buoy per la generazione di elettricit nellOceano Atlantico41. I dispositivi appena descrittivi hanno ormeggi di tipo slack-mooring; questa tipologia di ancoraggio consente grandi oscillazioni, il che facilita lassorbimento di energia ondosa a patto che il dispositivo sia adeguatamente progettato. Al contrario il dispositivo galleggiate chiamato Orecon, attualmente in studio nel Regno Unito, dotato di un tension-mooring che ne riduce le oscillazioni (Figure). Si tratta di un convertitore multi-risonante comprendente diversi OWC di differente lunghezza, in cui ciascuna camera connessa ad una turbina ad aria.

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3.5.2 Sistemi a corpo oscillante


Dispositivi offshore spesso classificati come WEC di terza generazione, consistono generalmente in corpi oscillanti che possono essere o galleggianti o raramente completamente sommersi; questi dispositivi sfruttano i regimi climatici pi potenti che possono riscontrarsi in acque profonde con fondali generalmente maggiori di 40m. I convertitori offshore sono generalmente pi complessi di quella di prima generazione e questa complessit, accompagnata tra laltro da numerosi tecnici addizionali, quali lancoraggio, laccesso per la manutenzione e la necessit di lunghi cavi sommersi ha rallentato il loro sviluppo, tanto che solo recentemente alcuni di questi sistemi hanno raggiunto la stadio di sviluppo prototipale.

Foto 3.G Modello G-1T, testato nella baia di Tokyo

Single-body haeving buoys

La maniera pi semplice di ottenere lelettricit mediante un dispositivo a corpo oscillante quella di una semplice boa in modo verticale (heaving buoy), che insiste su un telaio fisso che pu essere il fondo stesso del mare o una struttura fissata al fondo.

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Nella maggioranza dei casi questi sistemi sono concepiti come point adsorbers, cio elementi con una dimensione orizzontale molto pi piccola della dimensione dellonda. Un primo tentativo di mettere in opera questo dispositivo quello del G-1T, consistente in una boa a forma di cuneo a sezione rettangolare (1,8m x 1,2 m in corrispondenza del livello medio mare), il cui movimento verticale accompagnato da una struttura in acciaio fissata ad un frangiflutti. Il PTO un circuito piuttosto complesso che includeva un accumulatore di gas. Il sistema fu testato nella baia di Tokyo nel 198042 (Foto 3.G). Un ulteriore esempio quello della boa norvegese consistente in un galleggiante sferico in grado di produrre oscillazioni relative rispetto ad un puntone in acciaio opportunamente ancorato al fondo del mare. La boa poteva essere controllata in fase attraverso opportuni blocchi e conteneva una turbina ad aria. Un modello del diametro di 1 m nel quale la turbina ad aria veniva semplicemente simulata mediata orifizio stata installata, completa di elementi di bloccaggio, nel fiordo di Trondheim nel 1983. Un tipo di progetto alternativo quello di una boa connessa ad una struttura fissa mediante un cavo che assicurato ad una molla o a qualcosa di simile. Il moto relativo tra il galleggiante attivato dallonda sulla superficie del mare e la struttura sul fondo attiva una sistema PTO, ad esempio nel caso del convertitore testato in Danimarca, il PTO, ospitato nella struttura fissa, consisteva in una pompa idraulica che forniva acqua ad alta pressione ad una turbina idraulica.

Le attivit ad Uppsala

LUppsala Univerity (Svezia) ha sviluppato e testato un dispositivo WEC sulle coste occidentali del paese scandinavo durante la primavera 2006. Una semplice boa (Figura 3.15) segue il movimento delle onde in direzione verticale, il suo moto trasferito attraverso una fune o un cavo alla parte mobile del generatore, che in questo caso un pistone. Inoltre il pistone collegato ad una molla che accumula energia nella fase di cresta dellonda e la restituisce al generatore, sotto forma di forza di richiamo, nella fase di cavo. Il principio di base mostrato in figura. Un idoneo fine corsa, posto al di sopra del generatore, limita lo stroke. Lidea di base dietro questo approccio la semplicit: non ci sono n smorzatori n rettificatori, ma questo si riflette direttamente sulle prestazioni richieste al generatore, il quale ha, per questo tipo di convertitore, un influenza abbastanza grande sul costo complessivo dellimpianto. 73

Il generatore possiede dei magneti permanenti del tipo Neodimio-ferro-boro (nd-fe-bo) e la bobina di armatura costituita da cavi ordinari di sezione circolare. Al contrario di altri casi nei quali il progetto del generatore condizionato in larga misura dalla produzione di calore, la dispersione termica sembra in questo caso un problema secondario perch la potenza generata per unita di volume molto piccola, ed in pi esso circondato da acqua ad una temperatura attorno ai 4-8C. Lobiettivo del progetto e degli studi dellUniversit di Uppsala era di costruire un piccolo generatore di grande efficienza.

Figura 3.15 WEC galleggiante

Nel prototipo studiato il generatore stato posto in una struttura dacciaio impermeabile fissata a sua volta ad una fondazione di calcestruzzo. La boa innescante era cilindrica con diametro di 3 m ed altezza di 0.8 m. Il dispositivo stato messo in opera ad una profondit di 25 m. La potenza installata di circa 10 kW.

Le attivit allOregon State univeristy

Nel 2007, un primo dispositivo stato testato nelloceano al largo di Newport e precisamente nel mese di ottobre (Figura 3.16). il test stato condotto approssimativamente a 40m ed una distanza di 2.5 km dalla costa. Il point adsorber era alto circa 3.3m e aveva una larghezza 1.2m. Una visione parziale del dispositivo 74

mostrato in Figura 3.16 . Il principio di funzionamento che il cilindro centrale chiamato spar (di piccola sezione e grande massa) ospita una bobin wound three phase armatur. Lo spar ancorato in tensione al fondo del mare, in maniera da non avere significativi spostamenti di heaveing cio in su e in gi. Il cilindro esterno di chiama float e ha nella sua faccia interna che volge verso lo spar circa 960 magneti. Le onde muovono il Float e i magneti su e in gi rispetto allo spar cos che, a norma della legge di faraday, viene indotta una tensione elettrica direttamente nelle armature. Questo un esempio di direct drive, poich vi un accoppiamento diretto tra la forzante idrodinamica e la generazione elettrica senza utilizzare un fluido ausiliario. Questo primo esperimento si concentrava sulle performance idrodinamiche e sulla efficacia della superficie di slittamento tra spar e float. Lo spar progettato per fornire un ideona spinta di galleggiamento al fine di resistere alla forza trasmessa dal generatore che diretta verso il basso. Le prime osservazioni mostrarono che il dispositivo era facilmente trainabile e di agevole posa in opera, ma stato evidente che era necessario apportare dei miglioramenti alla superficie traslante.

Figura 3.16 Schema impianto di tipo Spar

Cos nel 2008 il progetto fu migliorato e ribattezzato L10, sigla che sta per Linear Teen KW. Questo lavoro stato condotto in collaborazione tra la OSU, la Columbia Power 75

Technologies (CPT) e la marina statunitense. Il generatore adoperato era identico a quello del modello del 2007, ma lo spar e il float furono completamente ridisegnati. Il float ha ora un profilo a disco o a piatto, mentre lo Spar fu esteso con una camera pressurizzata che funge da zavorra, al fine di avere pi controllo sulla cresta della boa. Anche la superficie di slittamento tra spar e float stata migliorata. I primi esperimenti furono condotti nel settembre 2008 per 5 giorni di fila sempre al largo di Newport. La figura 3.16 mostra il sistema durante la produzione di potenza elettrica. Un opportuno rel presente allinterno della boa pu convogliare la potenza del generatore a dei cavi oppure alla grande lampada alogena posta sullo spar. La luce funziona come una forza fornendo una indicazione facilmente interpretabile delle performance del generatore. Questo test fu estremamente incoraggiante e tutti gli aspetti tecnici (posa in opera, ancoraggio, idrodinamica, performance del generatore) si sono mostrati allaltezza delle aspettative o addirittura al di l di queste ultime.

Sistemi di boe a due componenti (two body haeving system)

Lidea di un singolo elemento galleggiante ancorato al fondo marino pu incontrare alcune difficolt dovute proprio alla distanza tra pelo libero e fondo, o indotte dalle oscillazioni di marea. Come alternativa possono essere impiegati i multi-body-system, in cui lenergia viene convertita dal modo relativo di due corpi che oscillano in maniera differente. Lidrodinamica di questo tipo di sistema stata studiata e analizzata sul piano teorico da Falnes 84. In pratica, la potenza media teoricamente estratta da un moto ondoso regolare di frequenza , diviene in questo caso (si veda equazione 3.13):

(3.26)

Dove relativo.

sono le ampiezze complesse degli spostamenti dei due galleggianti in moto

Bisogna immediatamente sottolineare, tuttavia, che i sistemi a multi-elemento introducono speciali problemi di controllo che andranno accuratamente verificati. Un primo esempio pioneristico rappresentato dal Bipartite Point Absorber, che comprende due galleggianti, uno esterno ed uno interno. Il primo ha una frequenza di 76

risonanza molto bassa e agisce come sistema di riferimento per lelemento interno, che funziona come un semplice assorbitore risonante. Questo dispositivo sfrutta anche il principio che la massa del corpo interno pu essere incrementata semplicemente collegando rigidamente il galleggiante interno ad un elemento fisso posto sufficientemente al di sotto del primo. In questo modo, le forze di diffrazione e smorzamento non vengono significativamente influenzate. Come vedremo pi avanti questo approccio stato adoperato anche nello sviluppo del convertitore Wavebob. Uno dei pi interessanti elementi a doppio galleggiante la cosiddetta boa IPS, inventata da Sven A. Noren43 (vedi Figura 3.17) e sviluppata in un primo momento dalla compagnia svedese Inter Project Service. Lidea consiste in una boa rigidamente connessa ad un tubo sommerso, chiamato tubo di accelerazione; questultimo aperto ad entrambi gli estremi. Linsieme del float e del tubo di accelerazione, avendo massa trascurabile, segue semplicemente il movimento della superficie idrica. Daltro canto, linerzia della massa dacqua contenuta nel tubo di accelerazione sar significativa e pertanto la colonna idrica osciller in maniera diversa, producendo un moto relativo rispetto al primo sistema. Questo moto relativo viene trasferito al meccanismo di PTO mediante un pistone, che potremmo ancora considerare di massa nulla. Pertanto il pistone segue semplicemente la massa idrica. Questo pumping motion viene meccanicamente o idraulicamente trasformato in un moto rotatorio che innesca il generatore, solidale alla boa galleggiante.

Figura 3.17 Boa IPS

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La sonda IPS ha una geometria a simmetria assiale con la boa cilindrica e il tubo di accelerazione di forma anulare e sezione costante. Lo stesso inventore introdusse successivamente un sistema in grado di limitare la corsa del pistone (Figura 3.18)

Figura 3.18 Boa IPS, particolare del fine corsa

Il tubo di accelerazione si allarga bruscamente dopo il fine corsa; laumento di sezione permetter allacqua di scivolare attorno al pistone limitando la spinta ad esso trasferita. Il diametro della boa galleggiante varia tra i 3-4m ai 10-12m, con valori tipici di 6-8m. Il tubo di accelerazione lungo generalmente 20 m ed il sistema viene ancorato adoperando uno slack mooring ad una profondit generalmente compresa tra i 50 e i 100 m. In effetti necessario un fondale di almeno 30 m per garantire un buon funzionamento del dispositivo. In generale la dimensione della boa dipende dalla posizione oceanografica, dalla profondit di posa, dal clima ondoso e dalle sue variazioni stagionali, dallenergia disponibile e dal valore desiderato della potenza di output. Un IPS di medie dimensioni pu fornire una potenza media di output intorno ai 120 kW (il rendimento complessivo del 30-35%), raggiungendo una produzione annuale di circa 1 GWh. Questo tipo di convertitore pu essere utilizzato come una power station indipendente, ma pi di sovente aggregato in clusters di 10 unita (comunque 5 o pi); le singole unit possono lavorare in maniera indipendente o servire ununica unit di 78

generazione. La potenza elettrica generata sar trasferita con cavi sommersi ad una stazione sulla terraferma. Quanto al sistema di generazione interno, tradizionalmente si fatto uso di sistemi oleodinamici, che includono alcuni elementi standard, quali cilindri, valvole di fermo, generatori, pistoni etc. Nelle acque della Scozia orientale dellIrlanda, dove il contenuto potenziale delle onde dellordine dei 50-70 KW per metro di fronte donda, una IPS di 10 m di diametro raggiunger una potenza sui 150-250 kW e produrr pi di un 1,4 GWh/anno. A questo proposito, pu essere interessante riproporre i calcoli per il fabbisogno di un unit abitativa, gi svolti per il LIMPET. Si ha:

(3.27)

Se ogni abitazione ha 4 persone pu servire in un anno 1280 persone a boa. Un sistema farm a 10 boe soddisfa quindi il fabbisogno di circa 12800 abitanti. Unevoluzione dellIPS buoy, la cosidettta Sloped IPS buoy, studiata da Stephen Salter44 ed attualmente in fase di sviluppo presso lUniversit di Edimburgo. Progettando la boa per un movimento inclinato ad un angolo di 35-45 gradi, a met tra il movimento haeve ed il movimento surge (Figura 3.19), si ottiene una riduzione della frequenza naturale di oscillazione del sistema ed un allargamento delle possibilit di assorbimento (banda di assorbimento) del dispositivo, relativamente alla sua dimensione. Nella Figura 3.20 si pu vedere il confronto tra una IPS buoy (angolo di 90) e una Sloped IPS buoy (angolo 35 e 60).

Figura 3.19 Movimenti surge, sway, heave

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Figura 3.20 Confronto IPS buoy e scope IPS buoy

Si tratta in pratica, di due o pi tubi di accelerazione aperti a ciascuna estremit e tenuti appena sotto il livello dellacqua da un galleggiante che viene indicato come buoy head (Figure 3.21, 3.22, 3.23). Sotto lazione delle onde, la struttura libera di muoversi lungo la direzione della propria inclinazione, mentre un pistone di grande diametro scivola nella parte centrale dei tubi daccelerazione per effetto dellinerzia dellacqua contenuta negli elementi. In questo modo si attiva un moto relativo tra pistone e galleggiante. I pistoni sono direttamente accoppiati a martinetti idraulici ad olio ad alta pressione che muovono un sistema di generazione elettrica. Come fine corsa del pistone viene ancora adoperato il sistema svedese di belling out suggerito da Noren e gi descritto in precedenza.

Figura 3.21 Buoy head

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Figura 3.22 Buoy head

Figura 3.23 Schema impianto Buoy head

Le Foto 3.H e 3.I mostrano alcune fasi di sperimentazione dello sloped IPS nellUniversit di Edimburgo.

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Foto 3.H Sloped IPS

Figura 3.I Sloped IPS

Questo tipo di dispositivo stato testato utilizzando dei prototipi in scala reale e recentemente un impianto dimostrativo della potenza di 1 MW in corso di sviluppo a Maka Bay nello stato di Washinton. Limpianto di Maka Bay comprender un sistema farm potenza di 250 kW ciascuno disposti a 5.9 km dalla costa in acque profondo di 4.6 m. Alla stessa famiglia dei point adsorbers, elementi di piccola dimensione rispetto alla lunghezza delle onde, appartiene lAquaBuOY realizzata dalla azienda canadese Finavera 82

Renewables (una volta AcquaEnergy Group)45. Il sistema si compone di 4 elementi, efficacemente mostrati in Figura 3.24 .

Figura 3.24 Aquabuoy

Come per lIPS, vi la presenza di un elemento galleggiante del diametro tipico di 6m, collegato rigidamente ad un tubo di accelerazione per consentire lentrata e luscita dellacqua marina. Al centro del tubo di accelerazione disposto un disco galleggiante che agisce come un pistone. In condizioni di riposo il disco mantenuto in equilibrio di due Swedish hose pumps, che in pratica sono dei tubi di gomma, rinforzati con elementi di acciaio, che hanno la propriet di ridurre il proprio volume interno quando sono tirati. Il solito moto relativo tra pistone e sistema galleggiante determina lelongazione delle pompe alternativamente nella parte superiore e inferiore. Questa elongazione espelle lacqua contenuta nelle hose pumps, la quale finisce per alimentare una turbina Pelton a sua volta connessa ad un generatore (Figura 3.25).

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Figura 3.25 Schema impianto Swedish hose pumps

La potenza massima di output del generatore di 250 KW e la profondit di imbasamento richiesto di circa 50m, visto che il pescaggio della struttura tipicamente di 30m. Un aspetto molto importante dellAcquaBuOy risiede nei sistemi di ancoraggio, le cui caratteristiche non verranno qui discusse. Cos come nel caso dellIPS, gli acqua buoy possono combinarsi in clusters o wave parks, come mostrato in Figura 3.26. Nel grafico i convertitori sono raggruppati in spokes di 10 elementi su una distanza complessiva di 200m; in questo caso lacqua pressurizzata viene inviata ad unica unit generativa (turbina pi generatore) e quindi ad una stazione della terraferma mediante cavi sottomarini. In genere richiesta una batimetria piuttosto ripida per ridurre i costi di trasmissione, con una massima distanza dalla linea di riva di 4 Km.

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Figura 3.26 Schema di un Aquabuoy raggruppati in spokes

Si pu aggiungere che per ridurre limpatto ambientale gli AcquaBuOY adoperano recentemente dei closed loop, nei quali viene ricircolata dellacqua dolce anzich salata; questo evita lintrappolamento di piccoli pesci o altri esseri viventi marini e riduce le incrostazioni biologiche allinterno del sistema. Nei primi progetti, lelemento flottante aveva una copertura piana che pi tardi stata cambiata in conica per evitare che venga usata come piattaforma di riposo per uccelli, foche o altri animali marini. In un sito con una potenza disponibile media di 28 KW per metro di fronte donda si stima che un singolo elemento possa restituire una potenza media di 46 KW; ci corrisponde a 0.4 GWh annui, in grado di soddisfare 92 abitazioni civili. Finavera Renables ha ottenuto lautorizzazione di istallare un impianto pilota nella baia di Makah, Washington. Le coste dello Stato di Washington sono infatti note per i mari burrascosi, con altezze donda di 27.4 m misurate al di qua e al di l della scarpata continentale. Il progetto comprende 4 elementi disposti su un unarea di 18 m x 73 m orientata parallelamente alla giacitura prevalente dei fronti donda. Gli elementi sono disposti a 4,8 Km dalla costa su una profondit di 46 m; ciascun elemento ha un diametro di 5 m e una lunghezza di 8 una della ragioni per il quale il sito di Makah stato scelto perch esso piuttosto vicino ad una linea di trasmissione elettrica esistente. Nel disco allegato al presente lavoro di tesi viene fornito un video dimostrativo a cura della Finovera Renable. Il Wavebob device il risultato di un lavoro di ricerca in continuo sviluppo presso le universit irlandesi. Il dispositivo stato inventato da William Dick46. Un prototipo di 85

Wavebob stato installato su un area di studio dellIrish Marine Institute, e precisamente nella baia di Galway (marzo del 2006). Si stima che in scala reale ogni dispositivo sar capace di produrre abbastanza per oltre 700 abitazioni. Il Wavebob comprende 4 elementi chiave (Figura 3.27): una massa sommersa (tank) connessa per mezzo di un collo sottile (neck) a una struttura flottante interna (float), un galleggiante esterno di forma toroidale (torus) e un power take off con supporto autonomo. Wavebob genera energia dal moto differenziale verticale (heaving buoys) del torus e del float.

Figura 3.27 Schema del Wavebob

Il meccanismo di PTO costituito da un sistema oleodinamico ad alta pressione. Apparentemente la connessione tra il float e il tank pu essere regolata in maniera da variare linerzia del sistema (e quindi la frequenza di risonanza, tuning) senza alterare le forze deccitazione e di diffrazione. Come mostrato in Figura 3.28 i Wavebob sono pensati per essere dislocati in griglie dette wave farms (si noti che la linea di trasmissione nella figura lunga circa 20 km).

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Figura 3.28 Schema di un Wavebob in farms

Nel supporto digitale del lavoro di tesi viene fornito un video dimostrativo. La compagnia americana Ocean Power Technologies47 ha sviluppato un altro sistema a due elementi galleggianti a simmetria assiale chiamato Power Buoy (Figura 3.29), un galleggiante a forma di disco si muove rispetto ad un corpo cilindrico sommerso che termina con una grande piastra orizzontale la cui funzione quella di incrementare linerzia attraverso la massa aggiunta della massa che lo circonda. Il moto relativo di tipo heaving che si ha tra i due elementi convertita in energia elettrica tramite un PTO in cui due pistoni idraulici muovono un generatore.

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Figura 3.29 Schema di un Power Buoy

Un prototipo non connessione alla rete di distribuzione della potenza di 40 kw stato disposto lungo le coste di Santogna nel settembre 2008 (Foto 3.L). Losservazione del prototipo era funzionale allimpianto di una farm di 9 elementi dalla potenza nominale di 150 kw ciascuno lungo le coste scozzesi nel 2009. Un video dimostrativo sul funzionamento di questo dispositivo fornito nel supporto digitale di questo lavoro di tesi.

Foto 3.L Prototipo di Power Buoy, Santogna

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Sistemi heaving completamente sommersi

LArchimedes Wave Swing (AWS stato fondamentalmente sviluppato in Olanda e comprende una parte superiore oscillante (il Floater) e una parte inferiore fissata al fondo (il basamento)48 (Vedi Figura 3.30). LAWS comprende un gran cilindro riempito di aria e ancorato al fondo, a sua volta incluso in un secondo cilindro mobile (floater). In presenza della cresta donda, la pressione dellacqua sulla cresta del floater cresce e laria allinterno della parte fissa viene compressa; linverso avviene in presenza del cavo, con laria nel basamento che si espande e il floater che si sposta verso lalto. In pratica laria contenuta nel cilindro fisso (basamento o silos) funziona come una molla. Il moto relativo tra basamento o floater viene convertito in maniera diretta (direct drive) utilizzando un generatore elettrico lineare a magnete permanente.

Figura 3.30 Schema AWS

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Foto 3.N AWS, particolare basamento

Il sistema completo stato testato in scala di prototipo al largo delle coste del Portogallo. Dopo i primi tentativi di ancoraggio falliti nel 2001 e nel 200249, il dispositivo stato posto in opera nella seconda meta del 2004 e il 2 ottobre dello stesso anno invi per la prima volta potenza elettrica verso la terraferma divenendo il pi grande WEC del mondo con una potenza massima istantanea di 2 MW nominale (1 MW medio) (Foto 3.N). Si noti che il moto del floater non limitato dallaltezza donda ma dagli effettivi differenziali di pressione tra aria e acqua, cosicch lAWS pu sviluppare spostamenti pi grandi dellaltezza donda (per onde lunghe lamplificazione pu essere fino a tre volte lampiezza incidente, per onde corte il game anche maggiore). Inoltre la risonanza del sistema dipende dalla rigidezza di una molla attiva (laria intrappolata nel basamento), piuttosto che da una molla idrodinamica passiva come nel caso dei semplici corpi galleggianti visti nei paragrafi precedenti (la molla passiva rappresentata dalla massa degli elementi). Gli AWS possono lavorare aggregati in farms (vedi Figura 3.31) . Dalla sua base operativa nelle isole scozzesi, la societ AWS Energy sta attualmente sviluppando un unit dimostrativa della potenza nominale 250 KW. Lunita avr un diametro di 8m e sar ancorato ad una profondit di 50 m attraverso un cavo in

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tensione. La sommit del convertitore prevista a circa 9 m al di sotto del livello medio di bassa marea

Figura 3.31 AWS in farm

I dispositivi sommersi, non solo come gli AWS, sono meno vulnerabili alle tempeste e non rovinano la vista dei paesaggi ma, essendo solo pochi metri sotto la superficie, possono interferire con la navigazione. IL portogallo fu scelto nel 1995 come sito ideale per una prova a scala di prototipo, essendo la parte settentrionale per questo paese idonea non solo dal punto di vita della risorsa energetica disponibile, ma anche a causa della vicinanza della linea di consta e con la rete elettrica nazionale. Un altro aspetto ritenuto essenziale fu la vicinanza con una serie di porti. Negli anni successivi, fu messo a punto un prototipo dalla potenza massima di 2 MW mediante la collaborazione di diverse istituzioni di ricerca come lIstituto superiore tecnico e WL Delft Hydraulics, Teamwork Techonologies. Nella sua configurazione finale, limpianto pilota aveva un floater del diametro di 9.5 m e unaltezza di 21 m. La figura mostra il convertitore in fase di varo presso il Porto di Leixoes. Lo stroke di progetto (ampiezza del movimento del Floater) pari a 7m con una velocit nominale di 2.3 m/s. La parte mobile del dispositivo ha una massa di 400 tonnellate, mentre la massa complessiva del WEC era di 7000 tonnellate. Il volume daria del dispositivo in posizione di riposo di circa 3000 metri cubi. Questultimo pu essere cambiato pompando acqua allinterno o allesterno. Questa attivit di pompaggio (fino ad un volume massimo di 1500 metri cubi dacqua) consente un tuning del sistema (regolazione della risonanza) spostando la frequenza di oscillazione naturale tra 7 e 13 s.

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Piching device
I corpi oscillanti che abbiamo appena descritto appartengono alla categoria degli heaving system, vale a dire alla classe dei convertitori con movimento di traslazione verticale (Figura 3.32).

Figura 3.32 Movimenti: heave,surge, pitch

Per altro, in alcuni casi i sistemi di ancoraggio consentono altri movimenti come il surge e il pich (si veda ancora Figura 3.32). Daltro canto vi sono corpi oscillanti in cui la conversione energetica associata proprio ad una rotazione relativa, tipicamente un pitch. Questo il caso del Duke, ideato da Stephen Salter dellUniversit di Edimburgo. Questo WEC probabilmente il dispositivo offshore pi famoso tra quelli proposti negli anni 70 e nei primi anni 80. In realt esistono molte versioni del Duck. Si pu affermare che questo dispositivo ricade nella categoria di convertitori chiamati Terminetors; questi ultimi sono disposti in linea parallelamente al fronte donda e, come si suole dire in molti riferimenti della letteratura specializzata, essi distruggono le onde che affrontano, lasciando mare calmo dietro di s. Il singolo dispositivo ha la forma della testa danatra, ed con un interazione con il moto ondoso si determina unoscillazione in grado di catturare, in via teorica il 90% dellenergia moto ondoso incidente. In pratica il movimento fa muovere dei pistoni 92

mediante un meccanismo a pendolo; i pistoni pressurizzano dellolio che aziona un motore idraulico generando elettricit. Il supporto digitale al lavoro di tesi include alcuni video sul funzionamento di questi dispositivi, tra cui alcune riprese del novembre del 75 dello stesso Salter.

Figura 3.33 Schema del Solo Duke

Lo stesso ricercatore sviluppo pi tardi il cosi detto Solo Duke, nel quale le oscillazioni del dispositivo si sviluppano rispetto un giroscopio (Figura 3.33). Paradossalmente il Duck tra i pi studiati dispositivi di conversione pur non avendo mai raggiunto le dimensioni prototipali. Nella grande variet di dispositivi proposti tra gli anni 70 e 80 che come il Duck non hanno mai raggiunto lo stadio prototipale, merita di essere mansionato il cosiddetto Raft inventato da Sir. Cristopher Cockerell, il quale invent il famoso hovercraft. Si tratta in pratica di una serie di zattera collegati per mezzo di cerniere e disposti parallelamente al fronte donda. Il sistema PTO, probabilmente di tipo idraulico era posizionato allinterno delle cerniere. Il Cockerell Raft, potrebbe essere riguardato come un predecessore del Pelemis o anche del McCabe Wave Pump.

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Il Pelamis (Foto 3.M e 3.N), sviluppato nel Regno Unito una struttura articolata (snakelike), ancorata con un cavo non in tensione (slack moored); il WEC composto di 4 sezioni cilindriche collegate mediante cerniere e si dispone lungo la direzione di propagazione del moto ondoso.

Foto 3.M Pelamis

Le oscillazioni delle cerniere, che possono avvenire lungo due assi rispettivamente orizzontale e verticale (Figura3.34) determinano lattivarsi di martinetti idraulici che pompano olio ad alta pressione. Il fluido a sua volta aziona 3 generatori elettrici; degli accumulatori di gas permettono una qualche capacit di regolazione del flusso di energia50.

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Foto 3.N Pelamis

Figura 3.34 Schema del moto del Pelamis

Cos come gli altri dispositivi che hanno raggiunto lo stadio prototipale, il Pelamis stato oggetto di un dettagliato programma di sviluppo durato diversi anni. Esso ha compreso 95

fasi di modellazione teorica e numerica oltre a sperimentazione di tipo fisico a diverse scale. Un primo prototipo fu varato nel 2004 in Scozia; esso era lungo 120 m con un diametro di 3.3 m, ed una potenza istallata di 750 KW. Pi di recente, nel 2008, un insieme di 3 Pelamis sono stati impiantati lungo le coste settentrionali del Portogallo, in localit Aguacadura, vicino Porto. Ciascun dispositivo ha una lunghezza di 142 m ed il diametro degli elementi di 3.5 m, per un peso complessivo di 700 tonnellate. Ciascun WEC ha una potenza istallata di 750 KW, con un rendimento atteso compreso tra 0.25 e 0.4. Lelettricit generata dai tre Pelamis portata, attraverso cavi sottomarini, ad una stazione di terraferma ad Aguacadura per poi poter essere immessa alla rete nazionale portoghese. Sulla base delle analisi precedenti, possiamo sviluppare il seguente calcolo di massima. La potenza complessivamente istallata nella farm, pari a:

Immaginando un rendimento medio di 0.325 si ha una potenza media attesa di 0.731 MW. Ci significa che limpianto former alla rete circa:

6406 MWh/anno, ovvero 6,406 GWh/anno.

Questo quantitativo denergia in grado di soddisfare la domanda di:

abitazioni.

Supponendo che ogni abitazione sia costituita da 4 persone, soddisfer il fabbisogno di circa 5860 persone. Allegati alla tesi ci sono diversi filmati illustrativi del funzionamento di questo dispositivo. Il McCabe Wave Pump (Figura 3.35) ha delle similitudini concettuali con il Cockerell Raft e con il Pelamis. Si tratta di 3 puntoni rettangolari in acciaio incernierati lun laltro, con il moto di heaving del pontone centrale smorzato da una piastra sommersa. Lo smorzamento delloscillazione del pontone centrale determina un moto rotazionale relativo tra i pontoni che viene convertito mediante un insieme di martinetti idraulici ed un PTO anche esso di natura idraulica51. Nel 1996 un prototipo lungo 40m stato 96

disposto al largo di Kilbaha nella contea di Clare in Irlanda. (Si veda supporto allegato per il video dimostrativo).

Figura 3.35 Schema del McCabe Wave Pump

Un dispositivo largamente studiato tra i point adsorber il Frog, di cui diverse versioni sono state sviluppate alla Lancaster University del Regno Unito. La PS Frog MK5 comprende una grande pala galleggiante con una cerniera zavorrata al di sotto di essa 52 (Figura 3.36). Quando le onde agiscono sul galleggiante, la zavorra funziona da molla resistente e lenergia elettrica viene convertita mediante lo slittamento di una massa mediante opportune guide al di sopra del livello medio mare.

Figura 3.36 Frog

97

Il Searev sviluppato alle Ecole Centrale de Nantes, Francia un dispositivo flottante che racchiude una grande e pesante ruota ad asse di rotazione orizzontale che funziona come un riferimento inerziale interno53 (Figura 3.37). Quando le forze di eccitazione ondosa spostano il baricentro della ruota, essa funziona come un pendolo ed il movimento rotazionale di questa ruota pendolare rispetto allelemento galleggiante attiva un PTO di tipo idraulico che a sua volte muove un generatore elettrico. Tra i vantaggi di questo dispositivo vi il fatto che (come nel caso del Frog) tutte le parti mobili (meccaniche, idrauliche ed elettriche) sono riparate dal moto ondoso allinterno di una camera chiusa. Ed inoltre la ruota che lavora come pendolo non ha bisogno di organi limitatori della corsa.

Figura 3.37 Movimenti pendolari del Searev

La societ spagnola Oceantec sta sviluppando un altro dispositivo offshore galleggiante che estrae lenergia essenzialmente da un alto movimento di pitch. Questo dispositivo ha la forma di un cilindro orizzontale allungato con sezioni terminali ellissoidali, il cui asse maggiore orientato secondo la direzione di propagazione del moto ondoso. Il processo di conversione energetica basato sul moto inerziale relativo che le onde generano in un sistema giroscopico54. Un modello in scala 1:4 della lunghezza di 11,25m stato disposto al largo delle coste di Guipzcoa nel nord della Spagna nel Settembre 2008. Il WEC stato testato per diversi mesi.

98

Sistemi incernierati al fondo

Dispositivi a singolo corpo oscillante che operano secondo movimenti di pitch sono stati sviluppati sullidea del pendolo inverso incernierato al fondo marino. Il Mace, inventato da Stephen Salter, consiste in un galleggiante a simmetria verticale che pu oscillare intorno ad una cerniera disposta sul fondo55 (Figura 3.38).

Figura 3.38 Movimenti rotazionali del Mace

A funzionare da molla per la conversione dellenergia ondosa un insieme di cavi avvolti a pi strati intorno ad una carrucola che fa muovere il dispositivo avanti e indietro nella direzione prevalente del moto ondoso. Sulla base di questo concetto due ulteriori dispositivi sono in via di sviluppo. Questi WEC condividono lo stesso concetto di base: un corpo galleggiante incernierato al fondo viene attivato dal moto ondoso secondo un movimento di pitch. Queste oscillazioni attivano dei martinetti idraulici situati sul fondo marino, i quali pompano fluidi ad alta pressione verso la terraferma per mezzo di tubazioni sottomarine. Il moto del fluido viene convertito in energia elettrica per mezzo di circuiti elettrici tradizionali. Entrambi i dispositivi sono stati ideati per acque relativamente basse tra i 10 e i 15 m. Nel tipo OYSTER (il pi grande dei due, attualmente in fase di sviluppo nel Regno Unito) vi un elemento incernierato al fondo che si estende al di sopra del livello medio mare (Figura 3.39 e 3.40).

99

Figura 3.39 WaveRoller Plant

La pala ruotante occupa lintero fondale ed il fluido pompato verso riva lacqua stessa del mare, la quale azione poi una turbina Pelton situata sulla terraferma. Allegato al lavoro di tesi vi un video che spiega efficacemente il funzionamento di questo dispositivo.

Figura 3.40 WaveRoller Plant, visione tridimensionale

Daltro canto il WaveRoller di fabbricazione finlandese totalmente sommerso ed usa olio come fluido intermedio56. In pratica si tratta di una piastra ancorata al fondo del mare; il moto delle onde determina loscillazione della piastra intorno alla sua cerniera e lenergia cinetica prodotta muove una pompa a pistone, questa energia pu essere convertita in elettricit per mezzo di un sistema chiuso in combinazione con un sistema idraulico-motore generatore. WaveRoller un elemento modulare, il che significa che la 100

capacit complessiva di un impianto si determina da un numero pi o meno alto di connessioni a formare un WaveRoller plant. Ogni modulo comprende 3-5 elementi che alimentano un generatore comune. Allegato al lavoro di tesi vi un video sul funzionamento di questo sistema. Diversi elementi ruotanti possono alimentare un singolo generatore onshore, un prototipo WaveRoller alto 3.5 m e largo 4.5 stato disposto e testato vicino alla costa Portoghese in localit Peniche. Daltro canto un grande prototipo di OYSTER stato costruito in Scozia e la sua prova era previsto nel 2009.

Sistemi multi componenti

In alcuni casi il convertitore consiste in un grande insieme di points adsorbers galleggianti, che oscillano rispetto ad un unico sistema di riferimento, condividendo un unico PTO. Questo il caso di FO3, un progetto prevalentemente norvegese, il quale un sistema nearshore o offshore che formato da un insieme di 21 boe a simmetria assiale, dette eggs, cio uova57. Le eggs oscillano secondo un movimento heave rispetto ad un'unica struttura galleggiante a pianta quadrata che ha una frequenza di risonanza molto bassa e ospita un unico PTO. Il Wave Star, sviluppato in Danimarca comprende 2 insiemi di corpi galleggianti poco distanziati gli uni dagli altri e disposti su due file ai lati di una struttura in acciaio che fissa sul fondo. Lelemento fisso disposto lungo la direzione di propagazione dominante del moto ondoso e ospita un PTO di tipo idraulico che consiste in tubazione idrauliche per olio ad alta pressione e in motori elettrici per la generazione di energia. Le onde mettono in moto le boe rispetto lelemento fisso facendo in modo di pompare lolio nel circuito idraulico. Un modello in scala 1 :10 lungo 24 m, comprendente 10 boe per lato per una potenza di 5.5 KW stato varato nel 2006 a Nissum Bredning (Danimarca); il dispositivo stato testato per un paio di anni. Il cosiddetto Brazilian hyperbaric device basato su un concetto analogo, ma la differenza principale risiede nel fatto che la struttura fissa un cassone in calcestruzzo armato (vertical brakwater) e le boe pompano acqua di alimentazione per una turbina Pelton. Gli studi sperimentali su questo dispositivo sono stati affrontati in laboratorio ad una scala 1:10.

101

3.5.3 Dispositivi a tracimazione

Una maniera differente per convertire lenergia ondosa quella di catturare lacqua che si trova in prossimit della cresta per indirizzarla, mediante tracimazione, in serbatoio nel quale essa accumulata fino ad un livello pi alto rispetto al livello medio del mare intorno al WEC. Lenergia potenziale dellacqua accumulata viene convertita in energia elettrica attraverso turbine pi o meno convenzionali per le attivit idroelettirche. La dinamica dei dispositivi a tracimazione fortemente non lineare e non pu essere affrontata con la teroria delle onde di piccola altezza, diversamente per quanto accade per i corpi oscillanti. Il TAPCHAN (Tapered Channel Wave Power Device) stato sviluppato in Norvegia negli anni 80, ed un prototipo della potenza nominale di 350 KW stato costruito a Toftestallen, Norvegia, nel 1985;esso ha fornito elettricit alla rete norvegese sino ai primi anni 90, quando lavori di modifica del dispositivo hanno provocato il crollo del canale di adduzione58. Uno schema del TAPCHAN mostrato nelle Figura 3.41 e 3.42 .

Figura 3.41 Schema del Tapchan

102

Figura 3.42 Schema del Tapchan

Il collettore horn-shaped (letteralmente a forma di tromba) progettato per raccogliere lenergia ondosa da onde di diverso periodo e direzione. Esso conduce in un canale a sezione progressivamente ristretta, detto appunto il tapered channel. Le onde provenienti dal collettore entrano nella sezione pi grande del canale e si propagano nelle sezioni pi strette, incrementando la propria altezza. In effetti dallidraulica marittima sappiamo che la quantit di energia meccanica contenuta in un parallelepipedo di sezione orizzontale unitaria e che si estende dalla superficie al fondo pari a:

(3.28)

per cui evidente che una riduzione della sezione orizzontale di questo parallelepipedo comporter un incremento daltezza donda, che proprio quella sfruttata nel sistema che stiamo discutendo. Per effetto dellincremento di altezza, lacqua sfiora dalle pareti del canale nel serbatoio in modo tale che gran parte dellenergia ondosa si trasformi in energia potenziale dellacqua. Lenergia elettrica poi generata a mezzo di una turbina a basso carico, progettata per funzionare con acqua di mare. Nel prototipo di Toftestallen (Figura 3.43) il collettore stato ricavato in una parete rocciosa ed era largo circa 60 m nella sezione pi esterna.

103

bacino

tapered channel

collettore

Figura 3.43 Prototipo Tapchan, Toftestallen

Laltezza delle pareti del tapared channel era circa +3 m sul livello medio mare, pari al livello della superficie idrica nel serbatoio. La funzione di questultimo era quella di fornire una portata approssimativamente costante alle turbine e deve essere abbastanza grande da limitare le fluttuazioni di livello indotte dalla variabilit del moto ondoso. Nel prototipo norvegese la superficie della vasca era di 8500 e la

conversione era affidata ad una normale turbina Kaplan di tipo assiale, la cui principale particolarit era quella di resistere alla corrosione. Alla categoria dei convertitori a tracimazione appartiene anche il Wave Dragon, un dispositivo galleggiante (slack moored) off-shore di produzione danese. Il dispositivo pu essere disposto in una singola unit o in gruppi, in grado di fornire una potenza effettiva comparabile con quella degli impianti a combustibile fossile tradizionalmente adoperati. Lidea di base del Wave Dragon quella di riportare in un dispositivo galleggiante i ben noti principi della conversione idroelettrica e si pu affermare che esso rappresenti una sorta di Tapchan artificiale. Il suo funzionamento abbastanza semplice (Figura 3.44); le onde sono lasciate sfiorare in un serbatoio al di sopra del livello medio mare, a partire dal quale lacqua refluisce in un insieme di turbine a bassa prevalenza59.

104

Figura 3.44 Schema del Wave Dragon

Per migliorare le prestazioni in termini di tracimazione, limpianto comprende due reflectors che hanno il compito di concentrare lenergia ondosa verso una rampa a doppia curvatura che indirizza lacqua nel serbatoio (Figura 3.45). Allegato al lavoro di tesi vi un video che mostra il funzionamento di questo WEC.

Figura 3.45 Pianta e visione 3D di un Wave Dragon

105

Un prototipo di 57 m di larghezza e 780 tonnellate di peso (inclusa la zavorra di ancoraggio) stato varato a Nissum Breding (Danimarca) e connesso alla rete nel maggio del 2003. Esso rappresenta un modello in scala 1/4.5 rispetto alla capacit produttive del nord Europa ed equipaggiato con 7 turbine ciascuna delle quali ha una potenza nominale di 20 kW. Il serbatoio ha una capacit di 55 metri cubi (Foto 3.O).

Foto 3.O Prototipo Wave Dragon, Danimarca

Si pensa che in scala reale una singola unit possa raggiungere i 157 metri di larghezza e i 4 MW di potenza nominale, mediante 16 turbine da 250 KW. Un ulteriore dispositivo a tracimazione il cosiddetto Seawave Slot-cone Generetor (SSG, Figura 3.46).

Figura 3.46 Schema dellSSG

106

Si tratta di una parete inclinata in calcestruzzo armato con un numero di serbatoi, tipicamente 3, in grado di incamerare il flusso di massa del moto ondoso che risale sul paramento60. Poich i serbatoi di trovano a livello superiore rispetto al livello medio mare, lacqua nel suo flusso di ritorno attraversa una turbina generando elettricit. Il dispositivo stato brevettato dalla societ norvegese Wave Energy AS nel 2003 e numerosi studi pubblicati in letteratura suggeriscono che la presenza di diversi serbatoi conduce ad unefficienza globalmente superiore rispetto agli impianti con ununica capacit. Per questo motivo Wave Energy sta attualmente sviluppando lidea della Multi Stage Turbine (Figura 3.47).

Figura 3.47 Turbina Multi-stage

Uno dei possibili vantaggi di questo dispositivo quello di poter essere facilmente integrato in infrastrutture portuali in maniera di poter essere fonte di compensazione ambientale. In alternativa, questo WEC pu essere adoperato in corrispondenza di scarpate marine o comunque in presenza di fondali molto ripidi, in maniera tale che la topografia stessa del fondo esalti il fenomeno di Run-up (Figura 3.48).

107

Figura 3.48 Batimetria riprodotta per un modellino scala

Nella prima met degli anni 2000,Wave Energy AS stata in grado di raccogliere 4 milioni di euro di finanziamento da investitori privati* pi un milione di contributo pubblico da parte dellUnione Europea al fine di costruire un prototipo di questo dispositivo e precisamente di uno shoreline device. La collocazione scelta per limpianto pilota la parte occidentale dellisola di Kvitsy, nel fiordo di Bokna (Figura 3.49). Lisola con i suoi 520 abitanti una delle 10000 isole europee in cui lenergia dellonda pu essere sviluppata con costi tali da essere una valida alternativa ai generatori diesel esistenti. Secondo stime preliminari condotte dalla WAVEnergy AS, uno shoreline device con una lunghezza di 500m sarebbe in grado di produrre 10-20 GWh allanno ad un costo di 0.12 Euro per kWh; tale prezzo risulta gi assolutamente competitivo rispetto a quelli attuali sullisola.

In realt vi stato un unico contributo. Si tratta del padre di Monika Bakke, inventore di una pericolosissima trivella dotata di elemento di suzione per lestrazione di petrolio da giacimenti offshore. Si noti che Monika Bakke lamministratore delegato di Wave Energy AS, e dunque il finanziamento pu considerarsi ai limiti dellelusione fiscale

108

Figura 3.49 Stavanger, Norvegia

Foto 3.P Ipotetica sistemazione di un SSG a Svheia, Norvegia

109

Sfortunatamente il prototipo non stato realizzato a causa del ritrovamento di alcuni monconi di legname tarlato sul fondo marino, che il governo norvegese asser appartenere ad unantica imbarcazione vichinga. Tuttavia stata immediatamente avviata la ricerca di nuovi siti per listallazione come quello di Svheia (Norvegia, Foto 3.P e Figura 3.50, al cui testing preliminare ha partecipato anche la facolt di ingegneria dellUniversit di Napoli Federico II), Port of Hanstholm (Danimarca) e Port of Garibaldi (Oregon State, USA). Sfortunatamente nessuno di questi progetti stato ad oggi finanziato, tanto che Wave Energy AS versa tuttora nella pi cupa indigenza, prossima al fallimento.

Figura 3.50 Stavanger, Norvegia

Figura 3.51 Schema SSG

110

Allegato al lavoro di tesi si riportano 2 video esplicativi del suddetto WEC.

111

4 Sommario e considerazioni conclusive

Il lavoro di tesi, di tipo essenzialmente bibliografico, ha fornito uno stato dellarte sulle tecnologie di conversione dellenergia ondosa in elettricit. Come si detto nel corso del Capitolo 3, i meccanismi di conversione sono sostanzialmente 3:

LOscillating Water Culumn (OWC) che sfrutta la compressione e la decompressione di una massa daria compresa tra il convertitore e la superficie del mare;

I corpi oscillanti consistenti in boe, eventualmente aggregate in farm, connesse ad un sistema di riferimento fisso o di diversa massa contenete il generatore

I dispositivi a tracimazione che catturano la massa idrica compresa tra la cresta e il cavo dellonda adoperando un meccanismo di conversione simile allidroelettrico tradizionale.

Ciascuno dei WEC (Wave Energy Converters) pu essere poi disposto in differenti punti dellambiente marino: al largo, dove si dispone della massima risorsa (ma con significative difficolt di trasporto e manutenzione), in acque intermedie o in prossimit della costa, dove ad una pi agevole gestione della risorsa corrisponde una minore disponibilit, causata dalle dissipazioni per frangimento. Lanalisi generale ha soprattutto evidenziato la disponibilit allo stato attuale di numerosissime tecnologie di conversione. Questo fattore appare una peculiarit della Wave Energy che non si riscontra ad esempio nel campo delleolico. Questo aspetto, se da un lato il risultato di un intenso lavoro di ricerca, dallaltro lascia la concreta speranza di una possibile ottimizzazione delle metodologie di estrazione, con lobiettivo di rendere competitivo sul mercato il prezzo dellenergia prodotta. Il grande spettro di soluzioni garantisce infine una certa flessibilit nellapplicazione ai diversi sistemi territoriali. A questo proposito di particolare interesse appare lintegrazione dei sistemi di conversione nelle opere di difesa portuale, nellottica di una strategia di compensazione dellimpatto ambientale dellopera. Nel Capitolo 2 del lavoro si poi affrontato il problema della disponibilit della risorsa energetica soprattutto nel contesto europeo e italiano.

112

E stato riscontrato che la fascia costiera atlantica dellEuropa possiede delle potenzialit ragguardevoli, con punte di 70 KW per metro di costa in Gran Bretagna, Irlanda e Norvegia. LItalia, come tutti i paesi mediterranei, possiede in generale un basso potenziale produttivo, nellordine dei 2-5 KW per metro di costa, sebbene il perimetro della penisola bagnato dal mare ammonti a circa 7500 km. Tuttavia, esiste nella zona occidentale della Sardegna, in localit Alghero, una condizione metereologica particolarmente favorevole in cui lenergia prodotta pu giungere fino a 10 KW/m. Unapplicazione in scala reale in questo sito potrebbe risultare particolarmente interessante, visto che in Sardegna il costo dellenergia elettrica assolutamente alto, pari circa a tre volte quello della media europea. In considerazione della flessibilit delle tecnologie e delle peculiarit dei diversi territori si ritiene che la Wave Energy, sebbene non risolutiva, sia unopzione da non trascurare mai nella strategia energetica dei paesi che affacciano sul mare.

113

APPENDICE I Lista di stati per estensione costiera

Questa una lista di stati per lunghezza di coste, in chilometri, basata sui dati del 2008 del CIA World Factbook. Uno sviluppo costiero pari a zero quello dei paesi senza sbocchi sul mare.

Pos.
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

Paese
Canada Indonesia Groenlandia Russia Filippine Giappone Australia Norvegia Stati Uniti d'America Nuova Zelanda Cina Grecia Regno Unito Messico Italia Brasile Danimarca Turchia India

Superficie[1] (km)
9.093.507 1.826.440 2.166.086 16.995.800 298.170 374.744 7.617.930 307.442 9.161.923 268.021 9.326.410 130.800 241.590 1.923.040 294.020 8.456.510 42.394 770.760 2.973.190

Rapporto Coste[2] Coste/Area (km) (m/km)


202.080 54.716 44.087 37.653 36.289 29.751 25.760 25.148 19.924 15.134 14.500 13.676 12.429 9.330 7.600 7.491 7.314 7.200 7.000
[3]

22,222 29,958 20,353 2,215 121,706 79,390 3,381 81,798 2,175 56,466 1,555 104,557 51,447 4,852 25,849 0,886 172,254 9,341 2,354

114

20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44

Cile Micronesia Croazia Isole Salomone Papua Nuova Guinea Argentina Islanda Spagna Madagascar Malesia Estonia Cuba Svalbard e Jan Mayen Bahamas Vietnam Francia Thailandia Svezia Colombia Somalia Venezuela Sudafrica Ucraina Arabia Saudita Vanuatu

748.800 702 56.414 27.540 452.860 2.736.690 100.250 499.542 581.540 328.550 43.211 110.860 61.020 10.070 325.360 545.630 511.770 410.934 1.038.700 627.337 882.050 1.219.912 603.700 2.149.690 12.200

6.435 6.112 5.835 5.313 5.152 4.989 4.988 4.964 4.828 4.675 3.794 3.735 3.587 3.542 3.444 3.427 3.219 3.218 3.208 3.025 2.800 2.798 2.782 2.640 2.528
[5] [4]

8,594 8.706,553 103,432 192,919 11,377 1,823 49,756 9,937 8,302 14,229 87,802 33,691 58,784 351,738 10,585 6,281 6,290 7,831 3,088 4,822 3,174 2,294 4,608 1,228 207,213

[6]

115

45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69

Polinesia francese Corea del Nord Panam Mozambico Egitto Iran Per Corea del Sud Germania Nuova Caledonia Ecuador Eritrea Oman Birmania Yemen Marocco Portogallo Haiti Libia Angola Namibia Taiwan Palau Isole Marianne Settentrionali Irlanda

3.660 120.410 75.990 784.090 995.450 1.636.000 1.280.000 98.190 349.223 18.575 276.840 121.320 212.460 657.740 527.970 446.300 91.951 27.560 1.759.540 1.246.700 825.418 32.260 458 477 68.890

2.525 2.495 2.490 2.470 2.450 2.440 2.414 2.413 2.389 2.254 2.237 2.234 2.092 1.930 1.906 1.835 1.793 1.771 1.770 1.600 1.572 1.566 1.519 1.482 1.448
[4] [7]

689,891 20,721 32,767 3,150 2,461 1,491 1,886 24,575 6,841 121,346 8,080 18,414 9,847 2,934 3,610 4,112 19,500 64,260 1,006 1,283 1,904 48,543 3.316,594 3.106,918 21,019

116

70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95

Tanzania Sri Lanka Emirati Arabi Uniti Costa Rica

886.037 64.740 83.600 50.660

1.424 1.340 1.318 1.290 1.288 1.288 1.250 1.148 1.143 1.129 1.117 1.110 1.046 1.022 998 965 910 885 853 853 820 754 733 706 660 648

1,607 20,698 15,766 25,464 26,623 105,808 4,105 7,389 1.409,371 61,795 798,427 4,173 1,343 94,359 0,419 239,276 7,567 3,435 0,937 0,340 7,329 0,732 703,455 47,045 3,801 70,130

Repubblica Dominicana 48.380 Isole Falkland Finlandia Tunisia Kiribati Figi Isole Fr er Sahara Occidentale Pakistan Giamaica Algeria Capo Verde Nicaragua Gabon Nigeria Sudan Honduras Mauritania Hong Kong Timor Est Uruguay Cipro 12.173 304.473 155.360 811 18.270 1.399 266.000 778.720 10.831 2.381.740 4.033 120.254 257.667 910.768 2.505.810 111.890 1.030.400 1.042 15.007 173.620 9.240

117

96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121

Maldive Bangladesh Liberia Qatar Ghana Kenya Lettonia Senegal Costa d'Avorio Porto Rico Kuwait Polonia Seychelles Guyana Paesi Bassi Cambogia Tonga Samoa Camerun Sierra Leone Guatemala Turks e Caicos Belize Suriname Guyana Francese Isole Marshall

300 133.910 96.320 11.437 230.940 569.250 63.589 192.000 318.000 8.870 17.820 304.459 455 196.850 33.883 176.520 718 2.934 469.440 71.620 108.430 430 22.806 161.470 90.000 181

644 580 579 563 539 536 531 531 515 501 499 491 491 459 451 443 419 403 402 402 400 389 386 386 378 370

2.146,667 4,331 6,011 49,226 2,334 0,942 8,351 2,766 1,619 56,483 28,002 1,613 1.079,121 2,332 13,311 2,510 583,565 137,355 0,856 5,613 3,689 904,651 16,925 2,391 4,200 2.044,199

118

122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146

Antille Olandesi Trinidad e Tobago Albania Bulgaria Guinea-Bissau Martinica Comore Guinea Gibuti Georgia El Salvador Guadalupa Guinea Equatoriale Israele Libano Romania So Tom e Prncipe Riunione Montenegro Malta Siria Singapore
[8]

960 5.128 27.398 110.550 28.000 1.102 2.170 245.857 22.980 69.700 20.720 1.628 28.051 22,072 10.230 230.340 1.001 2.510 13.812 316 184.050 683

364 362 362 354 350 350 340 320 314 310 307 306 296 273 225 225 209 207 199 197 196 196 188 185 177
[9]

379,167 70,593 13,213 3,202 12,500 317,604 156,682 1,302 13,664 4,448 14,817 187,961 10,552 12,369 21,994 0,977 208,791 82,470 14,408 623,418 1,065 286,969 543,353 494,652 87,192

Isole Vergini americane 346 Mayotte Mauritius 374 2.030

119

147 148 149 150

Repubblica del Congo Bahrain Brunei Isola di Man

341.500 665 5.270 572

169 161 161 160

0,495 242,105 30,550 279,720

Note
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. ^ CIA World Factbook: Area ^ CIA World Factbook: Coastline ^ Include i fiordi principali. esclude le isole costiere. ab ^ Incluse le coste delle isole minori. ^ Escluse le isole minori. ^ Solo Francia continentale ^ L'Iran ha altri 740 km di costa lungo il Mar Caspio, che non ha sbocchi. ^ Inclusa Mayotte, amministrata dalla Francia. ^ Esclusa l'isola di Gozo, che ha un'estensione di coste di 56 km. ^ Esclude Tristan da Cunha e Isola Ascenzione ^ Il Kazakhstan ha anche coste sui mari di Aral e Caspio, entrambi bloccati, per un totale di 2.964 km. 12. ^ Il Turkmenistan ha 1768 km di costa lungo il Mar Caspio, che non ha sbocchi. 13. ^ L'Azerbaijan ha 713 km di costa lungo il Mar Caspio, che non ha sbocchi. 14. ^ L'Uzbekistan ha 420 km di costa lungo il Mare di Aral, che non ha sbocchi.

120

APPENDICE II Il fabbisogno di energia elettrica

Il fabbisogno mondiale di energia elettrica si attesta attorno ai 17,109 TWh annui. Nella Tabella A successiva sono disposti in maniera decrescente i consumi delle varie nazioni.

Pos

Paese

Consumo elettrico (GWh/anno)

Anno

Fonte

Popolazio.

Anno

Potenza media pro capite

(W/abitante)
2007 2010 2009 2007 EIA Bloom EIA EIA 6,464,750,000 1,315,844,000 310,880,317 459,387,000 2005 2009 2011 2005 297 364 1,46 700

1 2

Mondo Cina Usa Unione Europea

17,109,665 4,190,000 3,741,485 2,950,297

3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21

Giappone Russia India Brasile Canada Germania Francia Corea del Sud Regno Unito Italia Spagna Sud Africa Taiwan Australia Messico Ucraina Sud Africa Iran Svezia

963,852 857,617 600,649 600,029 549,476 544,467 460,944 386,169 344,669 307,100 243,000 241,400 221,000 219,800 183,300 181,900 146,900 136,200 134,100

2008 2008 2008 2009 2008 2008 2008 2007 2008 2005 2005 2007 2006 2005 2005 2006 2005 2005 2005

EIA EIA EIA EIA EIA EIA EIA EIA EIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA

128,085,000 141,927,297 1,103,371,000 186,405,000 32,268,000 82,329,758 60,496,000 47,817,000 59,668,000 58,093,000 43,064,000 47,432,000 22,894,384 20,155,000 107,029,000 46,481,000 24,573,000 69,515,000 9,041,000

2005 2010 2005 2005 2005 2009 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005

868 785 50.5 226 1,91 822.22 851 879 667 603 644 581 1,101 1,244 195 446 682 224 1,692

121

22 23 24 25 26 27

Turchia Polania Tailandia Norvegia Olanda Indonesia

129,000 120,400 117,700 113,900 108,200 108,000

2005 2005 2005 2005 2005 2006

CIA CIA CIA CIA CIA CIA Est.

73,193,000 38,530,000 64,233,000 4,620,000 16,299,000 222,781,000

2005 2005 2005 2005 2005 2005

201 356 209 2,812 757 55.3

28 29

Argentina Finlandia

88,980 88,270

2005 2007

CIA CIA Est.

38,747,000 5,249,000

2005 2005

262 1,918

30 31 32 33 34 35 36

Egitto Belgio Malesia Kazakhstan Venezuela Pakistan Austria

84,490 82,990 78,720 76,430 73,360 67,060 60,250

2005 2005 2005 2007 2005 2005 2005

CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA Est.

74,033,000 10,419,000 25,347,000 14,825,000 26,749,000 157,935,000 8,189,000

2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005

130 909 354 588 313 48.4 839

37

Repubblica Ceca

59,720

2005

CIA

10,220,000

2005

667

38 39 40 41

Romania Svizzera Grecia Arabia Saudita

58,490 58,260 54,310 52,620

2007 2005 2005 2005

CIA CIA CIA CIA

21,711,000 7,252,000 11,120,000 4,496,000

2005 2005 2005 2005

307 916 557 1,335

42 43 44 45

Vietnam Portogallo Cina Uzbekistan

51,350 48,550 48,310 47,000

2007 2006 2005 2006

CIA CIA CIA CIA Est.

84,238,000 10,495,000 16,295,000 26,593,000

2005 2005 2005 2005

69.5 528 338 202

46 47 48 49

Filippine Israele Hong Kong Colombia Nuova Zelanda

46,860 43,280 40,300 38,910 38,271

2005 2005 2006 2005 2009

CIA CIA CIA CIA MED

83,054,000 6,725,000 7,041,000 45,600,000 4,347,000

2005 2005 2005 2005 2009[7 ]

64.4 734 653 97.3 1,004

122

50 51 52 53 54

Bulgaria Kuwait Ungheria Singapore Iraq

37,400 36,280 35,980 35,920 35,840

2006 2005 2005 2006 2007

CIA CIA CIA CIA CIA Est.

7,726,000 2,687,000 10,098,000 4,326,000 28,807,000

2005 2005 2005 2005 2005

552 1,54 406 947 142

55 56

Danimarca Siria

34,020 34,000

2005 2007

CIA CIA Est.

5,431,000 19,043,000

2005 2005

715 204

57 58 59

Serbia Bulgaria Algeria

33,050 29,490 27,520

2004 2005 2005

CIA CIA CIA Est.

9,778,991 9,755,000 32,854,000

2004 2005 2005

386 345 95.6

60

Azerbaijan

27,500

2007

CIA Est.

8,411,000

2005

373

61 62

Slovacchia Irlanda Porto Rico (US)

24,930 24,090 23,210

2005 2005 2005

CIA CIA CIA

5,401,000 4,148,000 4,000,000

2005 2005 2005

527 663 669

63 64 65 66

Peru Marocco Bangladesh Korea Nord del

22,590 20,670 19,490 18,570

2005 2005 2005 2005

CIA CIA CIA CIA

27,968,000 31,478,000 141,822,000 22,488,000

2005 2005 2005 2005

92.1 74.9 15.7 94.2

67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78

Libia Tajikistan Nigeria Croazia Cuba Slovenia Qatar Zimbabwe Tunisia Lebanon Lituania Mozambico

18,180 17,900 16,880 14,970 13,870 13,710 12,520 12,270 11,170 10,580 9,296 9,127

2005 2007 2005 2005 2006 2006 2005 2005 2005 2005 2005 2005

CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA

5,853,000 6,507,000 131,530,000 4,551,000 11,269,000 1,967,000 813 13,010,000 10,102,000 3,577,000 3,431,000 19,792,000

2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005

354 314 14.6 375 140 795 1,757 108 126 337 309 52.6

123

79 80

Ecuador Repubblica Domenicana

8,855 8,791

2005 2005

CIA CIA

13,228,000 8,895,000

2005 2005

76.4 113

81 82 83

Oman Zambia Repubblica della Macedonia

8,661 8,655 8,651

2005 2005 2007

CIA CIA CIA

2,567,000 11,668,000 2,034,000

2005 2005 2005

385 84.6 485

84 85 86 87 88 89 90 91

Bosnia Giordania Kyrgyzstan Islanda Georgia Costa Rica Bahrain Turkmenista n

8,574 8,490 8,206 8,152 8,146 7,776 7,614 7,602

2005 2005 2005 2005 2007 2005 2005 2005

CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA CIA Est.

3,907,000 5,703,000 5,264,000 295 4,474,000 4,327,000 727 4,833,000

2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005 2005

250 170 178 3,152 208 205 1,195 179

92

Trinidad and Tobago

7,083

2007

CIA

1,305,000

2005

619

93 94 95

Sri Lanka Uruguay Ghana

7,072 7,030 6,906

2005 2007 2007

CIA CIA CIA Est.

20,743,000 3,463,000 22,113,000

2005 2005 2005

38.9 232 35.6

96 97 98

Estonia Guatemala Lussemburgo

6,888 6,361 6,315

2005 2005 2005

CIA CIA CIA Est.

1,330,000 12,599,000 465

2005 2005 2005

591 57.6 1,549

99

Jamaica

6,131,

2005

CIA

2,651,000

2005

264

Come era prevedibile, da soli Usa e Cina consumano quasi quanto il resto del mondo. La cosa pi preoccupante lincremento di energia elettrica nel continente Asiatico, non solo in Cina, ma anche da parte dellIndia. Per esempio la Cina ha un tasso di crescita

124

della domanda delettricit quasi il 10% allanno* . Lincremento dal 2008 al 2009 stato dell8,12%. Tutta lUnione Europea ha un fabbisogno elettrico attorno ai 3 000 TWh. Anche qui la domanda di energia elettrica nellEU in crescita in tutti i settori delleconomia anche se con una continua differenziazione nei diversi comparti. Nel periodo 1999-2004, nellUE a 25 pesi membri, il maggior incremento di energia elettrica stato registrato nel terziario +15.6%, seguito dal residenziale +10.9% e dal settore industriale +9.5%. Per questultimo settore va anche notato che il trend dincremento id energia elettrica anche superiore a quello di energia generale. Considerando il numero ristretto di Paesi dellEuropa a 15, il consumo medio del settore residenziale (totale consumi elettici diviso il numero di famiglie ) pari a 4.343 kWh/anno. Il principale impiego di questa energia rappresentato dal riscaldamento, che assorbe complessivamente il 21,3% della domanda elettrica, nonostante resti localizzato soprattutto nei Paesi del nord Europa, e in particolare in Francia, Svezia, Germania e Regno Unito. Segue la quota di energia elettrica utilizzata da frigoriferi e freezer (14,5%) e per lilluminazione (10,8%). Per quanto concerne lItalia, 12 paese in questa speciale classifica, il consumo di energia elettrica nel 2008 stato di circa 319 TWh, di cui 151.4 sono industriale, 93.6 sono di tipo terziario, 68.4 domestico, 5.7 di tipo agricolo.

Dati resi noti dallagenzia energetica cinese

125

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