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PAUL VEYNE, Il pane e il circo. Sociologia storica e pluralismo politico, trad. it., Bologna 1984 (ed. or.

: Le pain et le cirque. Sociologie historique dun pluralisme politique, Paris 1976), pp. 7s. (Argomento del libro) e 24s.: ____________________

[...] Questo un libro di storia sociologica, se si d alla sociologia il senso di Max Weber, per il quale tale termine comprensivo delle scienze umane e di quelle politiche. Si possono dire molte cose sulla conoscenza storica, la principale delle quali che non esiste un metodo specificamente storico: un fatto storico non pu essere spiegato, e di conseguenza narrato, che con laiuto della sociologia, della teoria politica, dellantropolo-gia, delleconomia, e cos via. Ci si chieder invano quale potr essere la spiegazione storica di un avvenimento, indipendentemente dalla sua spiegazione sociologica, dalla sua spiegazione scientifica, dalla sua vera spiegazione. Non esiste una risposta: non c spiegazione astronomica di fatti astronomici; la loro spiegazione riguarda la fisica. Tuttavia, un libro di astronomia non somiglia ad un libro di fisica, ed un libro di storia non del tutto simile ad un libro di sociologia, per quanto ne differisca meno di quanto creda la storia tradizionale; la Sociologia delle religioni di Weber che, malgrado il titolo, un libro di storia, non somiglia del tutto a Economia e societ. Il fatto che la differenza fra sociologia e storia non materiale ma puramente formale: luna e laltra spiegheranno gli stessi avvenimenti allo stesso modo, ma la sociologia ha per oggetto concetti generali (tipi, regolarit, principi) che servono alla spiegazione di un avvenimento, mentre la storia ha per oggetto proprio quellavvenimento che essa spiega utilizzando i concetti generali della sociologia. In altri termini, lo stesso avvenimento, narrato e spiegato allo stesso modo, sar per lo storico il suo proprio oggetto mentre, per il sociologo, non si tratter che di un esempio utile per illustrare una regolarit, un concetto o un tipo ideale, utilizzato per scoprirli o costruirli. La differenza, come si vede, minima: da un lato levergetismo spiegato e concettualizzato mediante i tipi ideali della politologia, e dallaltro gli stessi tipi illustrati e scoperti per mezzo di un esempio, quello dellevergetismo... Il sapore lo stesso, come lo sono i potenziali lettori, e stesse sono soprattutto le conoscenze che si esigono dallo storico o dal sociologo, a parte la suddivisione pratica del lavoro. Poich i fatti non esistono, un sociologo deve essere in grado di costruirli, e uno storico deve sapersi orientare nella sociologia, giudicarla ed eventualmente fabbricarla. La storia fa fare

delle scoperte sociologiche e la sociologia risolve vecchie questioni storiche e ne propone di nuove. | In questo libro si trover talora della storia sociologica (in cui le nozioni di carisma, di espressione, di professionalizzazione servono a spiegare degli avvenimenti o per lo meno ad ordinarli sotto un concetto) e talvolta della sociologia storica (in cui le stesse nozioni sono illustrate da esempi presi principalmente in prestito dallantichit). Il mio scopo sar raggiunto se il lettore perder di vista, leggendo, questa distinzione un poco pedante.

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Le cose e il velo delle parole Aristotele ha il vantaggio di essere filosofo: egli non studia la parola magnificenza, ma analizza una cosa a cui attribuisce convenzionalmente un nome noto e di cui fa un concetto. Egli non scorre il vocabolario come si segue una mappa, sapendo che il suo tracciato mette in luce i veri rilievi del paese che si vuol scoprire; infatti le parole non aderiscono alle cose e non vi velo linguistico che aderisca al rilievo della realt, proprio come non esiste un velo monetario che nasconderebbe la vera realt dei beni che la moneta permette di scambiare o di accumulare. In materia di vocabolario come di moneta il velo non amorfo ma comporta effetti di distorsione. Per esempio, se si decidesse di studiare levergetismo romano seguendo le tracce lasciate dalla parola liberalitas, che vi corrisponde grossolanamente, si otterrebbe un risultato vago ed incoerente, uninflazione concettuale, flagello fatale | di nozioni mal intagliate come quelle di homo ludens... I romani definiscono liberale un imperatore quando paga il soldo ai legionari, un oligarca che, candidato al consolato, assolda elettori che comunque avrebbero votato per lui, o un notabile che offre alla sua citt un edificio di cui senza dubbio nessuno si curava. Al contrario, la stessa evergesia, per esempio un combattimento di gladiatori, che una liberalit tipica, pu essere fatta per motivi molto diversi a seconda che il suo promotore sia un notabile municipale o un candidato al consolato. il perch di tutto ci che vorremmo conoscere, ma il valore della liberalit non pu dirci niente a proposito: esso ci informa soltanto che questi gesti venivano riconosciuti come donazioni (o che, come nel caso del soldo dei legionari, si fingeva di riconoscerli come tali). Se le parole non sono un velo che basta sollevare per trovare le cose che indicano, ci dovuto al fatto che le societ stesse non si

conoscono bene, e non possiamo quindi credere loro sulla parola; naturale non concettualizzare e non preoccuparsi di farlo. Noi preferiamo vivere e dir bene di noi: ed inoltre difficile creare dei concetti, perch ci ha a che fare con la scienza; le societ come tali non si curano di conoscersi, basta loro capirsi. I candidati al consolato non sapevano espressamente perch pagassero i loro elettori, ma sentivano di doverlo fare per qualche buon motivo. Alla fine dellanno scolastico posso offrire alla maestra di mio figlio dei cioccolatini o un libro darte, ma mi rendo conto che non sarebbe conveniente offrirle dei fiori, del denaro, un regalo utile o lopera di uno scrittore che ammiro personalmente; pochi attimi di riflessione mi sono sufficienti e necessari per spiegarne il motivo: prima di questa riflessione, applicavo le regole del dono senza averne coscienza e senza poterle spiegare. Non sempre, perci, il metodo migliore per comprendere le societ quello di comprenderle, di guardarle con i loro occhi. La loro condotta talvolta meno originale delle giustificazioni che esse ne danno e spesso diversa. Il pi delle volte le societ si sbagliano su ci che fanno, agiscono come alla cieca, ignorano le proprie regole del dono. Ma non per questo non agiscono a colpo sicuro: sanno benissimo quali sono i doni convenienti e quali no.