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STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.

2012) UNAR PCN RCS


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Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ufficio per la promozione della parit di trattamento e














STRATEGIA NAZIONALE DINCLUSIONE
DEI ROM, DEI SINTI E DEI CAMINANTI
ATTUAZIONE COMUNICAZIONE
COMMISSIONE EUROPEA N.173/2011
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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INDICE

PREMESSA

1. PRIMA PARTE: CONTESTO E QUADRO DI RIFERIMENTO

1.1. LA CONDIZIONE DELLE COMUNIT ROM, SINTE E CAMINANTI, IN ITALIA 4
1.2. LA CORNICE NORMATIVA, INTERNAZIONALE ED INTERNA
1.3 IL DIBATTITO COMUNITARIO
1.4 I DIECI PRINCPI FONDAMENTALI DI INCLUSIONE SOCIALE
1.5 LA PRESENZA IN ITALIA: PROBLEMATICHE DEMOGRAFICHE; ANALISI
STATISTICHE; FLUSSI MIGRATORI E STATUS GIURIDICO

2. SECONDA PARTE: PRINCIPI, FINALIT, OBIETTIVI ED IMPEGNI
DEL GOVERNO (AL 31 DICEMBRE 2012)

2.1. LAPPROCCIO DIRITTI UMANI E LEDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI 19
2.1.1 Prevenzione e contrasto delle discriminazioni
2.1.2 Approccio di genere: lapproccio sensibile alle specificit di genere
2.1.3 I principi, ex art. 2 della Costituzione italiana: personalista e solidaristico

2.2. FINALIT ED OBIETTIVI GENERALI 23

2.3 Il SISTEMA INTEGRATO DI GOVERNANCE SUSSIDIARIA PER LATTUAZIONE,
LA VERIFICA E IL MONITORAGGIO DELLA STRATEGIA
2.3.1 LUfficio nazionale antidiscriminazioni razziali
2.3.2 LUNAR e la strategia nazionale di inclusione dei Rom e Sinti

2.4 AZIONI DI SISTEMA, ASSI DI INTERVENTO, OBIETTIVI SPECIFICI 32
2.4.1 Le Azioni di Sistema
2.4.2 Gli assi di intervento e gli obiettivi specifici
2.4.3. Istruzione
2.4.4. Formazione e promozione dellaccesso al lavoro
2.4.5. Salute e Servizi Sociali
2.4.6. Soluzione abitative ed accesso alla casa

2. 5 QUADRO DI SOSTEGNO FINANZIARIO 95

3. RIEPILOGO DEGLI IMPEGNI PRIORITARI ASSUNTI DAL GOVERNO
ITALIANO PER IL BIENNIO 2012 2013 99

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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STRATEGIA NAZIONALE DINCLUSIONE
1
DEI ROM, DEI SINTI E DEI CAMINANTI
ATTUAZIONE COMUNICAZIONE COMMISSIONE EUROPEA N. 173/2011




PREMESSA

Il nuovo Governo, che ha iniziato il proprio mandato, il 17 novembre 2011, ha deciso di
seguire questa complessa questione, con un approccio interministeriale.
S i e p reso at t o , d a u n l a t o , d el l a n ec essi t a , n o n so l o d i Io rn i re al l `Un i o n e E u ro p ea, le risposte
che sono fino ad oggi mancate, ma al tempo stesso di segnare una Strategia che possa guidare nei
prossimi anni, una concreta attivit di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti (RSC), superando
definitivamente la fase emergenziale ch e, n e gl i an n i p assa t i , h a car at t eri z z at o l `az i o n e so p rat t ut t o
n el l e gran di ar ee u rb an e. D`al t r a p a rt e, gl i assi p r i n c i p al i d i i n t erv en t o , i n v est o n o ru o l i , Iu nz i o n i e
competenze di Amministrazioni diverse, ch e d ev o n o co n co rr ere i n m a n i er a co o rd i n at a al l `o b i et t i vo
che il Governo si prefissato nella cornice comunitaria.
Il Ministro per la Cooperazione Internazionale e lIntegrazione stato, quindi, investito
della responsabilit di costruire, di concerto con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali,
d el l `Interno, della Salute, d el l `Istruzione, dellUniversit e della Ricerca e della Giustizia, una
cabina di regia delle politiche dei prossimi anni, coinvolgendo le rappresentanze degli Enti
regionali e locali, compresi i Sindaci di grande aree urbane e le stesse rappresentanze delle
comunit Rom, Sinti e Caminanti presenti in Italia.
Si dato, quindi, da subito, inizio ad un confronto serrato sulle metodologie, sulle priorit e
sulle risorse. La cabina di regia cos costituita guider il processo di integrazione nel tempo,
v eri Ii c an d o p eri o d i cam e n t e i ri su l t at i rag gi u n t i , l `ad eren z a d el l e scel t e Iat t e e d ei p ro g et t i al l e
i n d i caz i on i d el l `Un i o n e E u ro pea, i n t e g ran d o, di volta in volta, le politiche scelte in base alle
esperienze e ai bisogni che si manifesteranno.
L` az i o n e , q u i nd i , d el l a c ab i na d i re gi a, ch e si av v al e co m e punto di contatto nazionale
d el l `UNAR, continuer con regolarit nel tempo, prendendo in esame le esperienze passate e
p o rt and o a co m pl et a m en t o al c un e i n i z i a t i v e gi a i n co rso , so p rat t u t t o i n mat e ri a d i 'housing e d i
servizi di mediazione culturale e di contrasto alla dispersione scolastica, integrandole, peraltro, con i
contributi che sono stati gi in parte forniti e che verranno progressivamente implementati dalla
cabina di regia anche n e gl i al t ri set t o ri d `i n t erv en t o .
Poi, discenderanno, sempre sotto la guida politica uniforme della Struttura di vertice,
quattro Tavoli su gl i sp e ci Ii c i p ro bl e m i d el l `ab i t a z i o n e, d el l `i st ru z i o n e , d el l a v o ro e d el l a sal ut e e,
altres, alcuni Gruppi di lavoro relativi al l `aggiornamento costante dei dati, presupposto
indispensabile per la scelta della politica di settore, al riconoscimento giuridico di alcune
situazioni determinatesi, in particolare, a se gu i t o d el co n Il i t t o d ei Bal c an i e d el l `arri v o i n It a l i a d i
alcune Comunit prive di documenti, oltre a monitorare costantemente la disponibilit dei
Fondi nazionali e dellUnione Europea, i l l o ro co rret t o i m p i e go e l `ad e gu at ez z a delle risorse agli
obiettivi prefissati.







1
In considerazione del diverso status giuridico dei membri appartenenti ai vari Gruppi, rientranti per definizione - nella pi ampia categoria dei
R om , Si nt i e C a mi na nt i, ri sp on d e a ll` et ero gen ea si tu a zi on e i ta li an a , i l segu en t e ti t olo: 'St ra t egi a d i In c lu si on e/ In t egra zi one dei Rom, dei Sinti e dei
C a mi na nt i |. .|
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1. PRIMA PARTE: CONTESTO E QUADRO DI RIFERIMENTO


1.1. LA CONDIZIONE DELLE COMUNIT ROM, SINTE E CAMINANTI, IN ITALIA

Le comunit Rom, Sinte e Caminanti (RSC) presenti in Italia sono caratterizzate dalla
eterogeneit dei gruppi, dalla loro variet linguistico-dialettale, nonch da differenti culture
2
. I vari
t e n t at i v i su sse gu i t i si n eg l i ann i v o l t i a Iav o ri re l `i n t e gr az i o n e , l `i n c l u si o n e e i l l o ro ri co n o sci m en t o
quale minoranza (nazionale o linguistica), confermano la complessit della condizione dei Rom,
Sinti e Caminanti.
Tale status quo pu essere ben compreso, se si tiene conto del fatto che quando parliamo di
comunit RSC ci riferiamo a: cittadini italiani; cittadini stranieri appartenenti ad altri Paesi dell `UE ;
stranieri, cittadini di Paesi extra-europei; stranieri, a cui stato riconosciuto il diritto di asilo o la
protezione sussidiaria; apolidi (de facto), nati in Italia da apolidi di fatto
In particolare, occorre tener presente che, allo stato attuale, la minoranza dei RSC non si
concentra in una determinata area del territorio nazionale, bens in maniera diffusa sul territorio
n az i o n a l e. E ` o rm a i su p erat a l a v ec ch i a co n cez i o n e, che associava a tali comunit, l `escl u si v a
connotazione del nomadismo, termine superato sia da un punto di vista linguistico che
culturale e che peraltro non fotografa correttamente la situazione attuale.
Pi in particolare, secondo Piasere
3
, le co m u n i t a R o m , Si n t e e C am i n an t i ri en t ran o : 'i n u n a
categoria c.d politetica costituita da elementi che si assomigliano in qualcosa, ma per tratti diversi;
la flessibilit della struttura concettuale di tale categoria ha permesso di includervi storicamente una
variet abbastanza composita di persone, con differenti componenti culturali. La parola Rom
dunque, un termine universale, che rimanda ad una miriade di gruppi e sottogruppi, caratterizzati da
una serie di somiglianze, che includono la lingua, le modalit di vita, le tradizioni culturali e
l `o rgan i z z az i o n e Iam i l i are. In o l t r e, 'nel corso del tempo le singole specificit culturali si sono
compenetrate e fuse con elementi di altre popolazioni, con cui sono entrate in contatto, creando
mescolanze potenti e forme di vita irregolari rispetto al presupposto archetipo Rom
4
.
Alla luce dei crescenti e sempre pi pregnanti obblighi internazionali, regionali, comunitari
e n az i o na l i , i l ri sp et t o d ei d i ri t t i Io n d am e n t al i (art . 2 d el l a C o st i t u z i o n e i t al ian a) e l `ap p l i c az i on e d el
principio di uguaglianza formale e sostanziale (art.3, commi 1 e 2, della Costituzione italiana)
richiedono, oggi, in maniera indifferibile, la concretizzazione di misure adeguate e specifiche: in
p art i c o l ar e, per a gev ol ar e l `i n c l usi o n e d i d et t e c o m u n i t a , l e cu i co n d i z i o n i d i v i t a co n t i n u an o ad
essere caratterizzate da un oggettivo svantaggio.
In considerazione di ci, e n e cessa ri o su p e r ar e l `ap p ro cci o d i t i p o a ssi st e n z i a l i st a e/ o
emergenziale ed attuare misure adeguate e specifiche, affinch siano pienamente affermati
l u gu a gl i anz a, la parit di trattamento (art. 3 della Costituzione italiana) e la titolarit dei diritti
fondamentali e dei doveri inderogabili (art.2 della Costituzione italiana).
Il ri ch i a m o al l `articolo 3 della Costituzione, che riconosce la pari dignit sociale a tutti i
cittadini, appare essenziale per la condizione dei Rom, Sinti e Caminanti, popolazioni spesso
discriminate, emarginate e stigmatizzate.
Si stima che sul territorio nazionale vi siano 120 mila/180 mila Rom, Sinti e Caminanti, la
m e t a dei q u al i e i t al i ana e l `al t ra m et a , p u r esse n d o st raniera, per lo pi stanziale. La visibilit
degli insediamenti Rom delle periferie dei grandi centri urbani del Centro Nord e del Nord Italia, a
volte, portano a trascurare la rilevante presenza di dette comunit, in altre aree del territorio

2
Si veda Bonetti P., Simoni A., Vitale T. (a cura di) (p.45 ss.), ' La c ond i zi on e gi u ridi c a di R om e Sin ti in It a li a , Gi u IIre, M i la n o, 201 1.
3
Si veda Piasere L. (2004), , Laterza, Roma Bari.
4
Si rinvia a Lapov (2004), citato da Catania D. e Serini A. (a cura di), Il circuito del separatismo Buone pratiche e linee guida per la questione Rom
nelle Regioni Obiettivo Convergenza, Armando Editore, Collana UNAR, Diritti Uguaglianza Integrazione, Roma, 2011.
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nazionale. A Scampia (Napoli), dove vivono oltre 1.500 Rom di origine jugoslava, si attestano le
prime presenze gi dalla fine degli anni Ottanta: la seconda generazione di Rom jugoslavi, nati a
Scampia, di fatto italiana. Anche in Puglia, e al confine tra Molise e Abruzzo, si attestano
presenze ultradecennali, in gran parte stanziali. A Noto, in Sicilia, la comunit di Caminanti vi
risiede dalla fine degli anni Cinquanta (anche se si registrano forme di 'semi-nomadismo per
al c un i d i e ssi ), m e nt re i l No rd d el l ` Italia caratterizzato da una prevalente presenza di Sinti.
T al e si t u az i o n e p o rt a co n se l a co n se gu en z a d el l `aII erm a rsi d el l a m u l t i cu l t u ral i t a e
multietnicit della struttura sociale. La variabilit della popolazione a seguito dei processi di
mobilit intra ed extraeuropea, che si vanno consolidando negli anni, fa s che in alcune aree del
Paese la presenza straniera, regolarizzata e non, assuma dimensioni di assoluto rilievo, con un non
indifferente apporto allo sviluppo economico ed assistenziale del Paese.

1.2. LA CORNICE NORMATIVA, INTERNAZIONALE ED INTERNA

"La promozione e la protezione dei diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali o
etniche, religiose e linguistiche contribuisce alla stabilit politica e sociale degli Stati, in cui
vivono
5
".

In base al Diritto internazionale dei diritti umani, il principio di non discriminazione
costituisce il pilastro fondamentale del sistema di protezione dei diritti umani, e dunque, anche in
materia di protezione delle minoranze
6
. Norme in materia di non discriminazione sono previste
dalla Carta delle Nazioni Unite (artt.1-5 5 ), d al l a Di ch i a raz i o n e Un i v ers a l e d ei Di ri t t i d el l `Uom o
(art.2), dai due Patti internazionali relativi, rispettivamente, ai diritti civili e politici ed ai diritti
economici, sociali e culturali (art.2) e dalle altre Convenzioni internazionali in materia di diritti
umani
7
.
A livello onusiano, la protezione dei diritti delle minoranze discende, in particolare
d al l `art i c o l o 2 7 d el P at to i n t ern az i o na l e su i Di ri t t i C i v i l i e P o li tici
8
e dalla Dichiarazione delle
Naz i o n i Un i t e su i 'Di r i t t i d el l e perso n e, ch e ap p art en go n o a m i n o ra n z e n az i o n a l i o et n i ch e,
rel i gi o se e l i n gui st i c h e, ad o t t at a i l 3 Ieb b rai o 1 9 9 3 . Qu est `u l t i m a, p er q u an t o ri en t ri n egl i at t i d i
c.d. soft law, volta a determinare gli standards essenziali, da garantire alle minoranze
9
.
Come rilevano le Autorit italiane, la normativa di settore stata profondamente arricchita
dalla normativa e dalla giurisprudenza delle Organizzazioni internazionali regionali, nonch dalla
normativa e dalla giurisprudenza nazionali.

5
Preambolo della Dichiarazione onusiana sui Diritti delle Persone appartenenti a Minoranze Nazionali o Etniche, Religiose e Linguistiche.
6
In t a le c orn ic e, si ri c orda an ch e la Con ven zi on e p er l`E li m i n a zi on e d i Tu tt e le Form e d i Di sc ri mi na zi on e n ei c on Iron ti d ell e Donne (acronimo in
inglese, CEDAW), la Convenzione ONU contro la Tortura, la Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo (acronimo in inglese, CRC), e la
Convenzione per la Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione Razziale (acronimo in inglese, ICERD), nonch le raccomandazioni di settore,
adottate dal Comitato di controllo delle Nazioni Unite per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, durante la sua 77a sessione (2-
2 7 a gost o 201 0 ). Si ric ord a in olt re la p iu rec ent e C on ven zi on e, rat i Iic at a da ll` It a li a (2 5 Ieb b ra i o 20 09 ): la C on ven zi on e d ell`ONU su i di ri tt i d ell e
p erson e c on di sab i lit a . Per c om p let ezza d i t rat t a zi on e, si ric ord an o, in Iine: 1 . la R i solu zi on e 19 2/6 5, in ti t olat a 'Prot ezi o n e d ei Si n ti e d ei R om ,
adottata il 5 marzo 1992, durante la 48^ sessione della Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite; 2. la Dichiarazione congiunta del
C om mi ssa ri o Di rit ti Uma ni d el C on sigli o d `E u ropa , T. Ha m ma rb erg, e d el R ela t ore Sp ec i a le d elle Na zi on i Un it e su l d i rit t o a ll`alloggio, M. Khotari,
relativamente alla situazione in Italia, resa al CERD nel corso della 72^ sessione; 3. le Osservazioni Conclusive del Comitato Diritti Umani delle
Na zi on i Un it e in occ a si on e d ell`u lt im o esa m e d ell` It a li a , d ell`ot t ob re 20 05 (C C PR /C / IT A/ C O/ 5 e C C PR /C/ IT A/ C O/ 5 / Ad d .1 ), le Osservazioni
Conclusive d el C om i ta t o su ll`E li m i na zi on e d ella Di sc ri mi na zi on e R a zzi a le su ll` It a li a , d el 16 m a ggi o 2 008 (CE R D/C / IT A/ C O/ 15 ); le Osservazioni
C on c lu si ve C E DAW (C E D AW/ C / CO/ IT A/ 6 ) d ell`a gost o 2 0 11 ), e le Osserva zi on i C on c lu si ve d el C om i ta t o CR C (C RC /C / IT A/ C O/ 3-4) dell`ot t ob re
2011; 4. le raccomandazioni del Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul Razzismo, D.Diene, in occasione della sua visita in Italia del 2006
(A/ HR C / 4/ 18 / Add .4 d el 15 Ieb b ra i o 200 7 ); 5 . le ra cc om an da zi oni d i sett ore, ri volt e a ll` It a li a , i l 9 Ieb b raio 2010, in occasione del primo esame
nazionale, nella cornice della settima sessione della Revisione Periodica Universale del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite (A/HRC/14/4); 6.
le ra c c om a nd a zi oni d ell` Alt o C om mi ssa ri o p er i Di rit ti Um an i, N. Pillay, in occasione della sua prima visita in Italia, nel marzo 2010; 7. e, da ultimo,
le R a c c om an da zi on i d ell`OHC HR ri volt e a l l`UE , i l 2 2 set t em b re 20 11 , in m at eri a di 'Va lu ta zi on e d elle St ra t egi e Na zi on a li p er l` In t egra zi on e d ei
Rom da parte della Commissi on e E u rop ea .
7
R ic ord and o l`ori gi n e m i gra t ori a d elle c om u n i ta R SC , occ orre c i t a re, alt resi , le se gu en t i C on ven zi on i in t ern a zi ona li : la C on venzione per la
prevenzione e la repressione del delitto di genocidio (1948); la Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato (1951); e la Convenzione
internazionale sullo status d egli apoli d i (195 4 ) (e la C on ven zi on e i nt ern a zi on a le su lla rid u zi on e d ell`a p oli d ia (196 1 ), an c orc h e n on rat i Ii c at a
d a ll` It a li a ).
8
Larticolo 27 del Patto internazionale sui Diritti Civili e Politici statuisce: In those States in which ethnic, religious or linguistic minorities
exist, persons belonging to such minorities shall not be denied the right, in community with the other members of their group, to enjoy their own
culture, to profess and practise their own religion, or to use their own language.
9
Cfr. http://www2.ohchr.org/english/law/minorities.htm
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
6
Nel presente Documento si tiene, dunque, conto degli strumenti giuridici internazionali e
regionali, in materia di diritti umani, in particolare degli strumenti convenzionali e della normativa
e della giurisprudenza regionale, comunitaria e nazionale. A livello regionale, il Consiglio
d `E uro p a, l `OSC E e l a st essa Un i on e E u ro p ea h a n n o el a b o r at o v a ri st ru m en t i gi u ri d i ci ed i n i z i a t i ve
in materia di protezione e riconoscimento delle minoranze. In particolare, opportuno sottolineare
che sono state adottate molteplici Convenzioni, Protocolli, Strategie, Risoluzioni,
R accom a nd az i on i , S en t e n z e ed In i z i a t i v e , q u al i , p er esem p i o , l a Dec ad e su l l ` In cl u si o n e d ei R om
2005-2015, volte al riconoscimento, alla protezione ed alla integrazione di dette comunit.
In proposito, si richiamano: la Convenzione Europea per la Protezione dei Diritti d el l `Uom o
e le Libert Fondamentali
10
; la Carta Sociale Europea; la Carta Europea delle lingue regionali o
minoritarie; la Convenzione europ ea su l l `eser ci z i o d ei d i ri t t i d ei I an ci u l l i ; l a C o n v en z i o n e-Quadro
d el C o n si gl i o d `E u ro pa p er l a P ro t ez i o n e d el l e Mi n o ran z e Naz i o n a l i
11
; nonch il Documento Finale
d el l a C on Ieren z a d i C op e nh ag en su l l a Di m en si o n e Um an a d el l `OS C E
12
.
A livello comunitario, si ricordano, in particolare: la Carta dei diritti fondamentali di
Nizza
13
, so p rat t u t t o gl i art t . 1 , 8 , 1 9 , 2 0 , 2 1 , 2 2 , 2 4 , 2 5 , 3 4 , 3 5 e 4 5 ; i l T rat t at o su l l `Un i o n e E u rop ea,
i cu i art t . 2 e 3 san ci sc o n o i d i ri t t i ed i p ri n c i p i Io n d am e n t al i d el l `Un i o n e E u ro p ea, m e n t r e l `art . 6
t rat t a dei d i ri t t i Io n dam e n t a l i nel l `Uni o n e ; n o n ch e gl i a rt t . 9 , 1 0 e 1 9 d el T rat t at o su l Iu n z i o n a m en t o
d el l `Un i o n e E u ro p ea, i l q u al e , i n p art i c o l a re, ri c o n o sce al l `UE , l a p o t e st a l e gi sl at i v a p er l a l ot t a
contro qualsiasi forma di discriminazione.

10
In tale cornice, si ricordano: la Raccomandazione del Consiglio d`E u ropa n. 56 3/ 196 9; le R i solu zi oni 1 25 (19 81 ), 249 (1 993 ), 16 (1 995 ) e 4 4 (199 7)
e la Ra c c oma nd a zi on e 11 (199 5 ) d el C on gresso d elle Au t ori t a loc a li e regi on a li d el C on si gli o d `E u rop a ; le ra ccom a nd a zi oni d el Gruppo di Lavoro di
esperti MG-S-Rom (ora sostituit o da ll`ad hoc Committee of Experts on Roma Issues CAHROM), poi adottate dal Comitato dei Ministri del
C on si gli o d `Eu rop a; le rela zi on i d el C om mi ssa ri o d el C on si gli o d `Eu rop a p er i di rit ti u m an i, Th om a s Ha mm a rb erg, l`u lt i m o d ei quali risale al
settembre 2011, conseguente il suo ultimo viaggio in Italia nel maggio 2011; i pareri, le raccomandazioni e le dichiarazioni pertinenti del Consiglio
d `E u rop a , qu a li le c on c lu si on i d ella ri u ni on e di a lt o li vel lo d el C on si gli o d `E u rop a sui R om , svolt a si a St ra sbu rgo, il 20 ottobre 2010; nonch il quarto
ed i l qu in t o rapp ort o an nu a le d el C om i ta t o eu rop eo d el C on si gli o d `E u rop a c on t ro i l ra zzi sm o e l`i n t oll era n za (E C R I), p u bb li cati in giugno, sia nel
2010 che nel 2011, ed in particolare la Raccomandazione di politica gen era le sp ec i Ii ca sui R om , d ell`E C R I, la n .1 3 d el 24 giu gn o 201 1, c on cu i ri leva
la persistenza di profonde discriminazioni in danno dei Rom. Si ricorda, inoltre, la giurisprudenza di settore della Corte Europea dei Diritti
d ell`U om o: Assenov ed altri contro la Bulgaria, 28/10/1998; Velikova contro la Bulgaria, 18/05/2000; Chapman contro il Regno Unito, 18/01/2001;
Conka contro Belgio, causa 51564/02 del 5 febbraio 2002 ; Accordo giudiziale Sulejmanovic c.Italia, n. 57574/00 e 57575/00 del 2 novembre 2002;
Anguelova contro la Bulgaria, 13/06/2002; Connors contro il Regno Unito, 27/05/2004; Balogh c ont ro l`U n gh eri a , 20 /0 7/2 004; Molnar contro
l`Un gh eri a , 05 /10 /2 004; Sidjimov contro la Bulgaria, 27/01/2005; Nachova contro la Bulgaria, 06/07/2005; Moldovo ed altri contro la Romania, del
12/07/2005; Bekos e Koutropoulos contro la Grecia, 13/12/2005; Caso di D.H. ed altri contro la Repubblica Ceca, 07/02/2006; Caso di Secic contro la
Croazia, 31/05/2007; Caso di Udorovic c ont ro l` It a li a , 18/ 05 /20 10.
11
Si ri c orda n o i d oc um en ti d i sett ore ela b ora t i i n sen o a l C on si gli o d `Eu ropa : C OE-Consiglio d'Europa. Raccomandazione CM/Rec(2009)4, On the
education of Roma and Travellers in Europe; Consiglio d'Europa. Raccomandazione (2006)10 del Consiglio dei Ministri, On Better Access to Health
Care for Roma and Travellers in Europe; Consiglio d'Europa. Raccomandazione n. 1557 (2002), adottata dall'Assemblea parlamentare del Consiglio
d'Europa, il 25 aprile 2002; Consiglio d'Europa. Raccomandazione n. (2000) 4 sulla scolarizzazione dei fanciulli Rom e Sinti in Europa, adottata dal
Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, il 3 febbraio 2000, durante la 696esima riunione dei delegati dei Ministri; Consiglio d'Europa.
Risoluzione 249 1993, 'i R om e i Sinti in Eu rop a : ru olo e resp on sa bi li ta d ell e a ut ori ta loc a li e regi on a li , ad otta t a d a l C on si gli o d 'Eu rop a n el 19 93
(conferenza permanente dei poteri locali e regionali d'Europa, Strasburgo 16 e 18 marzo 1993); Consiglio d'Europa. Assemblea parlamentare del
Consiglio d'Europa, Raccomandazione 1203 (1993) relativa ai Rom e Sinti in Europa (testo approvato dall'Assemblea il 2 febbraio 1993); Consiglio
d'Europa. Risoluzione concernente la scolarizzazione dei figli dei Rom, dei Sinti e dei girovaghi, adottata dal Consiglio d'Europa insieme ai ministri
della pubblica istruzione, il 22 maggio 1989; Consiglio d'Europa. Raccomandazione n.(84) 18 rivolta agli Stati-membri sulla formazione degli
insegnanti ad una educazione per la comprensione interculturale in particolare in un contesto di emigrazione, adottata dal Comitato dei ministri del
Consiglio d'Europa, il 25 settembre 1984, durante la 375^ riunione dei delegati dei Ministri; Consiglio d'Europa. Raccomandazione n.(83)1, relativa ai
nomadi apolidi o di nazionalit indeterminata, adottata dal comitato dei ministri del Consiglio d'Europa il 22 febbraio 1983, nella 356^ riunione dei
delegati dei ministri; Consiglio d'Europa. Risoluzione (75) 13 contenente raccomandazioni sulla situazione sociale dei nomadi in Europa; I due
reclami collettivi presentati al Comitato Europeo dei Diritti Sociali, presentati tra il 2010 ed il 2007, rispettivamente, dal Center on Housing Rights
and Evictions e dallo European Roma Rights Centre (25 giugno 2010 e 7 dicembre 2005); I pareri del Comitato consultivo sulla Convenzione quadro
sulla protezione delle minoranze n a zion a li , l`u lti m o d ei qu a li ri sa le a l 201 1. Il R a p p ort o d el C on si gli o d `Eu rop a , i nt it ola t o 'Ensuring access to rights
for Roma and Travellers. The role of the European Court of Human Rights. A handbook for lawyers defending Roma and Travellers ; I R a pporti di
T. Ha m ma rb erg a segu i t o d elle su e vi si t e in It a li a , t ra i l giu gn o 2 008 , i l gen na i o 20 09 ed i l ma ggi o 201 1; i R app ort i su ll` Italia del Comitato europeo
c on t ro i l R a zzi sm o e l` In t ol le ra n za (EC R I), l`u lt i m o d ei qu a li sa ra pub b lic ato a Iin e Ieb b rai o 2012.
12
Nel 1 99 4, l`OSC E c reo un Punt o di c on ta tt o su R om e Sin t i, in sen o all`O DH IR , p er p oi ad ot ta re un Pi ano d `Azi on e a d h oc n el 2003. Tale
Organizzazione ha, negli anni, monitorato la situazione negli Stati-m em b ri, anc h e a tt ra verso vi si t e ad h oc : l`ultima di questo genere in Italia risale al
2008. In termini documentali, si riportano i seguenti Testi: OSCE - Decisione OSCE 8/2009, in ti t ola ta 'Enhancing OSCE efforts to ensure Roma and
Sinti sustainable integration; Decisione OSCE 6/2008 su l 'Pot en zi a m ento d elle i n i zi at i ve d ell'OSC E volt e a d at tu a re i l Pi an o d 'a zi on e p er m i gli ora re
la situazione dei Rom e dei Sinti nell 'a rea OSC E ; Decisione OSCE 3/03 relativa al Piano d'azione per migliorare la situazione dei Rom e dei Sinti
nell'area dell'OSCE; OSCE-ODIHR 'Assessment of the Human Rights Situation of Roma and Sinti in Italy ; OSCE-OD IHR : 'Police and Roma and
Sinti: Good Practices in Building Trust and Understanding ; OSCE- Capacity of Roma Communities to Prevent Trafficking in
Human Beings; OSCE-OD IHR : 'Sustainable Policies for Roma and Sinti Integration ; OSCE-ODIHR : 'Implementation of the Action Plan on
Improving the Situation of Roma and Sinti within the OSCE Area; OSCE report, i nt it ola t o: 'Assessment of the human rights situation of Roma and
Sinti in Italy report of a fact-finding mission to Milan, Naples and Rome .


13
Entrata in vigore nel 2010 - in base al Trattato di Lisbona - equiparata agli altri Trattati comunitari.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
7
L` art i c o l o 2 1 d el l a C art a d ei Di ri t t i Fo n d a m e n t al i d el l 'Un i o n e E u ro p ea st a t u i sce
t e st u al m en t e che: ' E v i e t at a q u al si asi Io rm a d i d iscri m i n az i o n e Io n d at a , i n p art i c o l are, su l sesso , l a
razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la
religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza
ad un a m i n o ran z a n az i on a l e, i l p at ri m o n i o , l a n asc i t a, l a d i sab i l i t a, l 'et a o l 'o ri en t a m en t o se ssu al e .
In attuazione delle norme sopra menzionate, le Istituzioni europee hanno coerentemente
ad o t t at o u na seri e d i m i su re v o l t e al l a l o t t a co n t ro i l razz i sm o , l a x en o Io bia e l `i n t o l l eran z a, n o n ch e
al rafforzamento della coesione sociale ed, in particolare, alla protezione delle minoranze, comprese
l e co m u ni t a R S C n el l `Un i on e Euro p ea.

In p rop osi t o s i ri nv i a al l e m i su re ci t at e n el l `Allegato 1.

Nel nostro Ordinamento giuridico, il concetto generale di minoranza in Italia legato alla
peculiarit linguistica e trova il su o Io n d am e n t o n el l `art i c o l o 6 d el l a C o st i t u z i o n e : 'La R ep u bb l i ca
t u t el a co n ap p o si t e n o r m e l e m i n o r an z e l i n gu i st i c h e. A se gu i t o d i u n n o n I aci l e d i b a t t i t o
p arl am e n t a re, l a Le g g e n. 4 8 2 d el 1 5 d i c em b r e 1 9 9 9 rec an t e 'No rm e i n m a t eri a d i t u t el a del l e
minoranze linguistiche-st o ri c h e ri co n o sc e e t u t e l a d o d i c i m i n o r an z e l i n gu i st i c h e: al b a n es e,
catalana, germanica, greca, slovena, croata, francese, franco-provenzale, friulana, ladina, occitana e
sarda (tenendo conto s de criteri linguistico-storici, ma soprattutto del criterio della
territorialit/stanzialit - in pratica, della localizzazione in un dato territorio). Nel l `i n t erp ret a z i o ne
d el l `art i c o l o 6 e p rev al so i l p ri n c i p i o d el l a 't e rri t o ri al i t a , ch e d i Iat t o es cl u d e d al d et t at o n o rm at i v o ,
la minoranza Rom, in quanto minoranza diffusa, ossia priva di una concentrazione territoriale
stanziale, riconoscibile
14
.
Un tentativo di modifica si avuto solo in tempi recenti con la proposta di Legge n. 2858,
presentata alla Camera dei Deputati, nel luglio del 2007. La proposta, poi decaduta con la fine
an t i ci p a t a d el l a Le gi sl at u ra, p ro p o n ev a l `est e n si o n e d el l e d i sp o si z i o n i di t u t el a d el l e m i n o ranz e
linguistiche-storiche, previste dalla Legge n. 482/99, alle minoranze dei Rom e dei Sinti, recependo
i principi della 'C art a e u ro p ea d el l e l i n gu e re gi o n al i o m i n o ri t ari e, ch e ri co n o sce l e 'l i n gu e n o n
t e rri t o ri al i co m e l o yiddish e il roman. Le ultime Le gi sl at u re, i n c l u sa l `a t t u al e , so n o st a t e e so n o
carat t e ri z z at e d a i n t ensi d i b a t t i t i sul l `o p p ort u n i t a d i i n c l u d ere l e comunit Rom, Sinte e Caminanti
(RSC) tra le minoranze linguistiche nazionali, in base alla Legge n. 482/99, o piuttosto di adottare
delle misure legislative nazionali ad hoc e/o omnibus. I disegni e le proposte di legge, pi recenti,
introdotti nel corso d el l `a t t u al e Le gi sl at u ra, l a X V I so n o :

A.S. 2558 'Mo d i Ii ch e al l a l e g ge 2 0 l u gl i o 2 0 0 0 , n . 2 1 1 , i n m a t eri a d i 'E st e n si o n e d el Gi o rno
della Me m o ri a al p o po l o d ei R o m e d ei S i n t i ;
A.S. 2562 'Mo d i Ii ch e al l a l e g g e 1 5 d i c em b re 1 9 9 9 , n .4 8 2 , i n m a t eri a d i ri co n oscimento e di
t u t el a d el l a m i n o ran z a l i n gu i st i c a st o ri c a d ei R o m e d ei S i n t i
15
;
P.d.L. n . 4 4 4 6 , p er: ' L`i n t e gr az i o n e sco l a st i ca d e i gi o v a n i R o m
16
.

P er u n`el e n c az i o n e cronologico-oggettiva delle diverse misure, si rinvia a quanto riportato
n el l `Allegato 2.

Su tale tematica vi sono state anche varie indicazioni giurisprudenziali, tra cui si ricordano le
pi recenti sentenze delle Corti superiori, nazionali:


14
Si rin via a Dell` Agn es e, Vi t a le 20 07 e Lo y 2 0 09 , c it at i da C at an i a D. e Seri n i A, in C i rc ui ti d ella Sep a ra zi one, Armando Editore, UNAR, Roma.
2011.
15
Per u n app roIon d im en t o, si Ia rin vi o a ll` In d a gi n e d el Sen a t o d ella R ep ub b li c a Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti
u m an i, int it ola t a 'Ra pp ort o c on c lu si vo d ell`i n d a gin e su lla c on di zi on e di R om , Sin ti e Ca m ina nt i , in It a li a , d el 9 Ieb b ra i o 20 11 .
16
Presentata dalla parlamentare del Partito democratico, Maria Letizia De Torre, e sottoscritta anche, tra gli altri, dal vicepresidente della Camera
M au ri zi o Lu p i , n ell`a gost o 2 01 1.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
8
La sentenza della Corte Costituzionale, n. 159/2009 - ch e h a ri a IIe rm at o l `i m p o rt a n z a d el l a
Convenzione-q u ad ro su l l a t u t el a d el l e m i n o ran z e, p ro m o s sa d al C o n si gl i o d `E u ro p a; e l e
sentenze n.170/2010 e n.88/2011;
L`ordinanza del Consiglio di Stato n. 6400 del 25 agosto 2009 e la recentissima sentenza del
Consiglio di Stato n.6050 del 16 novembre 2011, che intervenuta con riguardo alla c.d.
'E m e r gen z a No m ad i ;
Le sentenze della Corte di Cassazione: La sentenza n.151 del 16 gennaio 2009; La sentenza
n. 25598 del 24 marzo 2009; La sentenza n.17562 del 24 aprile 2009;La sentenza n. 41819
del 10 luglio 2009.

In particolare la sentenza del Consiglio di Stato n. 6050 del 16 novembre 2011 ha dichiarato
l `i l l egi t t i m i t a d el Decr et o del 21 maggio 2008 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, avente ad
oggetto lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunit nomadi nel territorio delle
regioni Campania, Lombardia e Lazio, nominando altres Commissari delegati e,
conseguentemente, degli atti di esercizio dei poteri emergenziali di protezione civile.
Alla luce di quanto suindicato, si riconosce la necessit di adottare nuove iniziative, in
accordo con gli Enti locali. Infatti, la realizzazione di politiche sociali di inclusione dei Rom , e
resta, di competenza degli Enti territoriali; pertanto, Comuni, Province e Regioni proseguiranno nel
l o ro i m p egn o con i l su p p o rt o d ei P reI et t i i n sed e l o c al e e d el Mi n i st ero d el l ` In t e rn o . Qu est `u l t i m o
so st erra l e at t i v i t a ed i pro g et t i d a re al i z z are, a l i v el l o l o c al e , an ch e i n co ra g gi a n d o l `u t i l i zz o d ei
Fo n d i FS E e FE SR m e ssi a d i sp o si z i on e d al l `UE , a Iavore di politiche di integrazione sociale.

Qu ant o a l l a co rn i ce n o rm at i va re gi o n a l e e/ o p ro v i n ci a l e, si ri n v i a al l `Allegato 3.

1.3 IL DIBATTITO COMUNITARIO

In anni recenti, in occasione del primo Summit comunitario sui Rom, del settembre 2008, a
Bruxell e s, Iu d e ci sa l a c r eaz i on e d i u n a P i a t t a Io r m a E u ro p ea p er l ` In cl u si o n e d ei R o m , co m p ren si v a
dei Governi nazionali, della stessa Unione Europea, delle Organizzazioni Internazionali e dei
rap p res en t a nt i d el l `asso c i a z i o n i sm o R om . A segu i t o d i t a l e ev en t o , i P aesi d el l `UE i n v i t a ro no l a
C o m m i ss i o ne E u ro p ea, a Iav o ri r e: 'u n o s cam b i o d i b u o n e p rat i ch e ed esp e ri en z e, t ra gl i st e ssi P aesi
d el l `UE , i n m at e ri a d i i n c l u si o ne d ei R o m (C o n c l u si o n i d e l C o n si gl i o d el l `8 d i cem b re 2 0 0 8 ) .
Il dibattito comunitario caratterizzato da incontri, risoluzioni, analisi di documenti specifici
sulla materia culminato nel EU Framework for National Roma Integration Strategies la c.d.
Cornice Comunitaria per le Strategie di Integrazione Nazionale dei Rom (5 aprile 2011), che
prevede un impegno, senza precedenti, per tutti gli Stati-m e m b ri d el l `Un i on e E u ro p ea, in materia di
p ro m o z i o n e d el l `i n cl usi o n e d el l e co m u n i t a R o m, nei rispettivi territori nazionali. Tale iniziativa
stata accolta, con favore, da tutti gli Stati-m e m b ri d el l `UE , che non hanno mancato di sottolineare la
necessit di una rapida realizzazione (implementation).
L`EU Framework parte da un presupposto semplice: unire le forze (joining the forces), per
affrontare tale situazione. Mutatis mutandis il sistema-Italia ha un`o cc asi o n e u n i c a, p e r 'u n i re l e
Iorz e e ri u ni r e t u t t i gl i a t t o ri n az i o n a l i , re gi o n a l i e l o c al i , u n i t am en t e al l a so c i et a ci v i l e e a gl i st e ssi
rappresentanti delle comunit Rom, Sinte e Caminanti (RSC) presenti sul territorio nazionale, cos
da rispondere, co n Io rz a, al l a 'ch i a m at a co m u n i t a ri a.
L`EU Framework p rev e d e u n a b ase p er l `i n c l u si o n e eco n o m i ca e so c i al e d el l a m i n oran z a
Rom, nella pi ampia cornice di promozione e protezione dei diritti umani ed integra la normativa
di protezione giuridica, gi esistente, a livello comunitario.
S o l l eci t az i o n i i n t a l sen so gi a e ran o gi u n t e d al l ` Un i o n e E u ro p ea, t ra q u e st e: la promozione
di un Forum di scambio e collaborazione tra Istituzioni comunitarie e governi degli Stati-membri
(European Platform for Roma Inclusion); l `ad o z i o n e d ei 1 0 P ri n ci p i (Common Basic Principles for
Roma Inclusion), che forniscono un quadro di riferimento per i policy-makers su come sviluppare
i n i z i a t i v e d i su c cesso ; l a m o d i Ii ca d el l `art .7 (2 ) d el R ego l a m en t o d el FE S R al Ii n e d i co Ii n a n z i a re
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
9
con il Fondo Sociale, la costruzione o ristrutturazione di alloggi nelle aree urbane e rurali, come
p art e d i u n p erco rso i n t e g rat o a su p p o rt o d el l `i n cl u si o n e d ei R o m ; i l Ii n a n z i a m en t o d i p ro get t i-pilota
su l l `i ncl u si o n e d ei R SC (5 m i l i oni d i eu ro ), l `ed u ca z i o n e p ri m ari a, l ` au t o-imprenditorialit, il
m i cro cred i t o e l e cam p agn e d i sen si b i l i z z azi o ne; l `o r gan i z z az i o n e d i High Level Meetings per
p ro m u ov e re l `u t i l i z z o d ei Fo n d i s t ru t t u ral i a Iav o re d el l `i n cl u si o n e d ei R S C .
Nella medesima cornice, occorre ricordare che, nel marzo del 2009, il Parlamento Europeo
aveva adottato una risoluzione sulla situazione sociale delle popolazioni Rom e sulla loro possibilit
di accesso al mercato del lavoro, incentrata sulle modifiche legislative, in ambito europeo,
necessarie per contrastare l'esclusione dei Rom dal settore lavorativo ed impostare una politica
coordinata europea, volta a migliorare le condizioni di vita delle comunit Rom per il
raggiungimento di tre fondamentali obiettivi:

Il miglioramento delle opportunit economiche per i RSC;
La creazione di capitale umano spendibile nel mondo del lavoro;
L'incremento delle risorse per lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunit RSC.

Il Parlamento europeo nel porre l'accento sulla necessit di accrescere le possibilit di
accesso ad un livello pi elevato di educazione e formazione per minori e adolescenti RSC ha
auspicato che vi siano maggiori sforzi da parte delle Autorit nazionali, anche con politiche
sp e ci Ii c h e di m i cro cr ed i t o o co n l `au si l i o di st ru men t i s u ssi d i a ri al l 'i n t egr a z i o n e e al l `i n cl u si o ne d ei
RSC. In tale contesto, si ricorda il Network EURoma e le connesse attivit della Rete nazionale.
Dal 2 0 08 l ` It a l i a , n el l `a m b i t o d el l e at t i v i t a t ran sn a z i o n a l i p rev i st e n ei p ro p ri P ON, ad eri sce al
Network europ eo sul l `i n cl u si o n e d ei RSC p ro mo sso d al l `Un i t a FS E d el Mi n i st ero d el Lav o ro e
Affari sociali spagnolo, a p art i re d al l `esp eri en z a m a t u rat a i n E q u al . Nel Network, insieme ad altri
dodici Stati-m e m b ri , l ` It a l i a, p art eci p a : al Management Committee attraverso la DG Politiche Attive
e P assi v e del Lav o ro (P AP L), l a DG Im m i g raz i o n e e d el l e P o l i t i ch e d el l ` In t e gr az i o n e d el Mi n i st ero
d el Lavo ro e l `UNAR; e n ei gru p p i di l a v o ro 'O ccu p az i o n e e ' In cl u si o n e so c i al e . Il Net wo rk si
p ro p o ne d i i n crem e n t are l `ut i l i z z o d ei Fondi strutturali da parte delle Istituzioni dei Paesi per azioni
di inclusione sociale della comunit Rom e di fornire ai policy-makers indicazioni per programmare
interventi pi efficaci, promuovendo lo scambio di buone pratiche e di informazioni sulle iniziative
in corso tra quanti operano sul tema dei Rom.
L` It al i a p a rt eci pa , d u n q u e, al Net wo rk eu ro p eo E UR o m a , p er co n t ri b u i r e a p ro m u o v ere i l
confronto e la condivisione delle informazioni relative ad iniziative realizzate, anche sul territorio
nazionale, in favore della comunit RSC.
Gi dal 2008, la DG POF del Ministero del Lavoro ha promosso la costituzione di una Rete
alla quale hanno aderito diverse
Amministrazioni, centrali e regionali. A livello centrale, hanno partecipato la DG PAPL e la DG
Im m i graz i o n e e l `UI Ii ci o d el C on si gl i er e Di p l o m at i co d el Mi n i st ero d el L av o ro , i l Mi n i st ero d e gl i
AIIa ri E st e ri ( DG p er l ` In t e graz i o n e E u ro p ea ), i l Mi n i st ero d el l ` In t e r n o (DG Di ri t t i ci v i l i , la
ci t t a di n anz a e l e m i no ran z e), i l Mi ni st ero d el l ` Is t ru z i o n e , i l Mi n i st ero d el l o S v il u p p o eco n om i co,
l `UIIi ci o N az i o na l e An t i d i sc ri m i n a z i o n i R azz i a l i (UNAR ). In o l t re, h an n o ad eri t o - come autorit di
gestione dei POR FSE - le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche,
Piemonte, Sardegna, Liguria, Prov. Autonoma di Bolzano, oltre a Tecno-struttura delle Regioni.
Infine, hanno aderito alla rete esponenti di Universit, di alcune Associazioni impegnate sulle
tematiche dello svantaggio e rappresentative delle comunit Rom. A livello nazionale, questa Rete
h a rap p r esent a t o Ii n o ad o g gi l `u n i co st ru m e n t o d i rac co rd o e d i co o rd i n am en t o d i d i v e rsi so g get t i e
organismi che operano sul territorio regionale e nazionale e che gestiscono finanziamenti dedicati a
favore delle comunit RSC.




STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
10
1.4 I DIECI PRINCPI FONDAMENTALI DI INCLUSIONE SOCIALE

S i st i m a ch e l e co m u n i t a d i R o m , S i n t i e C am in an t i (R S C ) p resen t i n el l `Un i o n e E u ro p e a,
siano circa 10/12 milioni, articolati in gruppi fortemente eterogenei, che rendono difficile un
approccio univoco. Richiedono piuttosto ladozione di strategie, che tengano conto dei diversi
contesti - geografici, economici, sociali, culturali e giuridici - in cui si collocano. Come pi volte
sottolineato nelle sedi europee, la condizione di molti Rom, Sinti e Caminanti continua ad essere
caratterizzata da discriminazione, esclusione sociale e povert estrema. Si tratta di una molteplicit
di problemi (multiple and mutually reinforcing problems), per risolvere i quali la Strategia
comunitaria propone di promuovere il mainstreaming della c.d. questione RSC in tutte le politiche
si a a l i v el l o eu ro p eo che n az i o n a l e, co n p art i c o l a re ri gu ard o ai set t o ri d el l `i st ru z i o n e , o ccu p az i on e ,
salute e riqualificazione e desegregazione dell`al l o g gi o , se co n d o u n ap p ro c ci o i n t e grat o e
sostenibile, nel medio-lungo termine (e non dunque secondo un approccio per progetti nel breve
periodo).
Come accennato, nel 2009
17
, a co n cl u si o n e d el l ` In co n t ro d i C o rd o b a, so n o st a t i ap p ro vat i i
10 Common Basic Principles on Roma Inclusion. L`o b i et t i v o d ei '1 0 p ri n c i p i e d i o IIri re al l e
Ist i t u z i o n i d el l `Un i o n e E u ro p ea e a gl i S t a t i-membri, una guida per le politiche volte all'inclusione
d ei R o m . M al grad o i ' Pri n ci p i r ap p res en t i n o u n a d i c h i araz i o n e p o l i t i c a n o n vincolante dal punto di
vista giuridico, gli Stati si sono impegnati ad adottarli come piattaforma di base per future
iniziative.
I c.d. '10 princpi fondamentali prevedono: politiche costruttive, pragmatiche e non
discriminatorie; approccio mirato, esplicito, ma non esclusivo; approccio
interculturale; integrazione generale; consapevolezza della dimensione di genere; divulgazione di
politiche basate su dati comprovati; uso di strumenti comunitari; coinvolgimento degli Enti
regionali e locali; coinvolgimento della societ civile; partecipazione attiva dei RSC.
I Common Basic Principles sono da applicarsi sia nella definizione ed attuazione di politiche
per promuovere la piena inclusione dei RSC sia nella definizione ed attuazione di politiche per la
difesa dei diritti fondamentali, in modo da contrastare la discriminazione, la povert e l'esclusione
sociale e, viceversa, sostenere l'uguaglianza di genere ed assicurare l'accesso all'educazione, al
diritto all'alloggio, alla salute, al lavoro, ai servizi sociali, alla giustizia, allo sport e alla cultura
(anche nelle relazioni tra l'UE e i Paesi-terzi).

1.5 LA PRESENZA IN ITALIA: PROBLEMATICHE DEMOGRAFICHE; ANALISI
STATISTICHE; FLUSSI MIGRATORI E STATUS GIURIDICO

'La condizione giuridica di una persona influenza la sua condizione umana e la convivenza con
altre persone
18


Il Consiglio d'Europa
19
ritiene che il tasso numerico delle popolazioni RSC in Europa si
attesti intorno alle 11.155.000 unit. Allo stato attuale, la Romania il Paese con la maggiore
presenza di membri delle comunit RSC (1 milione e 800 mila persone). Dati rilevanti si registrano
altres in Spagna, dove i membri delle comunit RSC sono circa 800 mila; laddove in Ungheria e
Bulgaria vi sono tra le 700 mila e le 750 mila unit. Secondo il Consiglio d'Europa
20
, in Italia

17
Come abbiamo ricordato, l'anno prima, nel 2009, l'interazione tra la Commissione Europea e gli Stati-membri aveva portato ad un'altra importante
iniziativa in ambito europeo: la creazione della European Platform for Roma Inclusion, che si riun a Praga per la prima volta, il 24 aprile 2009, sotto
la Presidenza di turno dell'Unione Europea (Repubblica Ceca), le Presidenze UE del semestre precedente e del semestre successivo (Troika), esperti
dei Paesi membri e delle Organizzazioni Internazionali, quali il Consiglio d'Europa, la Banca Mondiale, UNDP e l'OSCE, e i rappresentanti della
Serbia. In Serbia, peraltro, si sono svolti tra il 2008 e il 2009 i lavori di un altro progetto: la Decade per l'Inclusione dei Rom 2005-2015, aperta anche
a Paesi non europei.
18
Op. cit. supra (Vitale).
19
Pubblicazione del Consiglio d'Europa, "Number of Roma and Travellers in Europe, July 2008 Update". Su,
http://www.coe.int/t/dg3/romatravellers/default_en.asp
20
che dal 1995 ha istituito una Commissione di esperti incaricata di studiare la situazione dei Rom negli Stati-Membri. La Committee of Experts on
Roma and Travellers del Consiglio d'Europa stata istituita nel settembre del 1995 ed un organo intergovernativo ad hoc, creato per affrontare le
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
11
sarebbero stanziati circa 170-180 mila Rom. Considerata, tuttavia, la ricordata composizione
eterogenea delle popolazioni RSC, appare evidente che il dato numerico reale delle comunit
effettivamente presenti in Europa e in Italia non n univoco, n definitivo
21
.
In occasione della prima indagine di settore voluta dalla Commissione Straordinaria del
Senato della Repubblica per la tutela e la promozione dei diritti umani e em e rso i n I at t i : 'un
vuoto di conoscenza, dovuto
.
S eco nd o i l R ap p ort o 'No data No progress (d el gi u gn o 2 0 1 0 ) , n el l a co r n i c e d el l a Decade
of Roma Inclusion, 2005-2015: 'La carenza di dati sulle comunit Rom rimane il maggiore
ostacolo, per v al ut arn e l e co n di z i o ni d i v it a ed an al i z z are l `i m p at t o d el l e m i su re e p o l i t i che
nazionali di riferimento.
Come osservato dalla suindicata Commissi o n e : 'Senza statistiche disaggregate risulta
difficile stabilire obiettivi, determinare gli strumenti in grado di perseguirli e fare valutazioni
sull'impatto delle singole decisioni. Una migliore conoscenza sul mondo Rom e Sinti necessaria
per spezzare il circolo vizioso dell'ignoranza e del pregiudizio: l'ignoranza infatti genera
pregiudizi, i pregiudizi alimentano l'ignoranza
22
.
Ad esem p i o , p e r q u ant o r i gu ard a l ` It al i a, i l C o n si g l i o d `E u ro p a st i m a v a, n el set t em b re 2 0 1 0,
la presenza media di circa 140.000 Rom, dato da intendersi come indicativo di una presenza tra le
110.000 e le 180.000 unit, corrispondenti allo 0.23% della popolazione totale. Tale dato risulta
p eral t ro co nI erm at o dal l ` i n d a gi n e co nd o t t a d al l a C o m m i ss i o n e St rao rd i n a ri a d el S en at o per la tutela
e la promozione dei diritti umani
23
. Nel 2010, secondo il Ministero del Lavoro erano presenti in
It a l i a ci rca 1 3 0. 0 00 / 1 5 0. 0 0 0 R o m e Si n t i , di cu i al l `i n ci rca 7 0 . 0 0 0 i t al i an i
24
. Secondo un recente
st u di o , d al l `an al i si c o m p arat a d ei d a t i a d i sp o si z ione nel 2010, risulta che:

I Rom, Sinti e Caminanti di tutte le et corrispondano allo 0.22 - 0.25% del totale della
popolazione italiana;
La percentuale dei minori RSC al di sotto dei 16 anni (45%) tre volte superiore rispetto
alla media nazionale (15%) per lo stesso gruppo di et;
La percentuale dei RSC ultrasessantenni (0,3%) corrisponde a circa un decimo della media
nazionale per lo stesso gruppo di et (25%).

Inoltre, la compresenza di molteplici fattori di natura sociale, linguistica, etnografica,
demografica, geografica culturale-rel i gi o sa e l a v o rat i v a n o n Ia ci l i t a, p e ral t ro , l ` an al i si d i al cu n i
rilevanti cambiamenti, quali gli spostamenti interni, i flussi migratori e gli insediamenti.
Le p o p ol az i o n i R om , o rigi n a ri e d el l ` In d i a , so n o p resen ti in Italia da pi di seicento anni.
Fra i p i u an t i ch i d o cu m e n t i st o ri c i ch e n e t e st i m o n i a n o l `ar ri v o , v i so n o q u el l i ri gu ardan t i i l
p assa g gi o p e r Fo rl i ( an n o 1 4 2 2 ) e p e r Fe rm o (1 4 3 0 ) d i u n g ru p p o d i ci rc a d u ec en t o 'i n d i an i d i ret t i
a Roma per ottenere indulgenza e protezione dal Papa, ma probabile che altri gruppi avessero gi
raggiunto le coste del Sud, dalla Grecia.
P i u che u n `u ni c a l i n gu a, d i o ri gi n e i n d o-ari an a, i v ari gru p p i sp a rsi p er l `E u ro p a p arl an o
dialetti romani, che, seppure influenzati dalle lingue locali e comprendenti una grande quantit di
vocaboli stranieri, presentano una notevole unit lessicale. Mentre i Rom ed i Sinti stanziati in Italia
parlano i dialetti romani , i Caminanti stanziati presso Noto hanno adottato il dialetto locale.
Due i gruppi maggiormente diffusi: i Rom (residenti in tutte le Regioni italiane) e i Sinti
(soprattutto nel Nord e nel Centro). Vi poi la comunit dei Caminanti, che come anticipato -
sono prevalentemente sedentarizzati in Sicilia, presso la citt di Noto.

varie questioni relative alla popolazione Rom. Si riunisce regolarmente due volte l'anno e la sua composizione mista, con rappresentanti degli Stati
membri, delle Organizzazioni Internazionali e della societ civile.
21
Op. cit. supra in n ot a 9 (Dell` Agn ese , Vi ta le 2 007 ).
22
Op.cit.supra in nota 13.
23
Si ved a St ra ti F. , 'ITALY- Promoting Social Inclusion of Roma - A Study of National Policies , Stu di o Ri c erc h e Soc i a li (SR S), 201 1.
24
la d d ove sec on d o la C omu ni ta d i San t `E gid i o, l`ANC I, l`UN IR S I e l`Op era Nom a d i (qu est e u lt im e, qu a li Orga n i zza zi on i Non-Governative di
set t ore) vi sa reb b ero a ll`i n ci rc a 160 .00 0 p resen ze (a l 2 01 0 ). Ibidem
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
12
S i st i m a ch e: 'l e p o p o l az i o n i R o m d i an t i co i n se d i am e n t o sed en t a ri z z at e n el l e d i v e rs e
Regioni del Centro-Sud ammontano, unitamente ai Caminanti siciliani, a circa 30 mila unit ed
al t ret t an t i ri su l t an o esse r e i S i n t i resi d e n t i n el l ` It a l i a d el Centro-Nord: Sinti piemontesi, stanziati in
tutto il Piemonte (anche se, al 2004, i Sinti in Piemonte sarebbero meno della met del totale delle
comunit presenti in loco); Sinti lombardi, presenti in Lombardia, in Emilia e parte anche in
Sardegna; Sinti m uc i n i ; S i n t i em i l i an i , n el l a part e c en t ral e d el l `Em i l i a R o m a gn a; S i n t i ven et i ,
p resen t i n el Ven et o ; S i n t i m a rchi gi a ni , p r esen t i n el l e Ma r ch e, n el l `U m b ri a e n el Laz i o ; S i n t i
ga ck an e, i m m i grat i d al l a Germ an i a , at t rav e rso l a Fran ci a , i n t u t t a l ` It a l i a c en t ro-settentrionale; Sinti
estrekhria in Trentino-Alto Adige (e in Austria); Sinti kranria, nella zona del Carso (e in Carnia);
Rom calabresi, stabilitisi da secoli in Calabria; Rom abruzzesi, presenti sin dal XIV secolo e diffusi
oltre che in Abruzzo e Molise, anche nel Lazio, in Campania, in Puglia e nelle Marche (un nucleo
consistente si trova anche a Milano e in altre citt del Nord); Rmje celentani, presenti nel Cilento;
R o m j e basal i sk , p resen t i i n Basi l i c at a ; R o m j e p u gl i esi , s t a n z i a t i si i n P u gl i a .
Come anticipato, la situazione demografica attuale il risultato di diverse ondate di flussi
migratori iniziati tra il XV ed il XVI secolo e sviluppatisi in modo particolare, a cavallo tra il XX ed
il XXI secolo
25
.
Alla fine del XIX secolo e soprattutto tra il primo e il secondo dopo-guerra sono giunti
d al l `Eu ro pa o ri e n t al e ci rca 7 m i l a R o m harvati, kalderasha, istriani e sloveni (secondo flusso
migratorio). Mentre un terzo gruppo (terzo flusso migratorio) ben pi consistente di circa 40mila
Rom xoraxan (musulmani provenienti dalla ex-Jugoslavia meridionale), Rom dasikhan (cristiano-
ortodossi di origine serba, macedone e croata), Rom Arlija/Siptaira (di origine kosovara e
m a ced on e ), e R o m ro m e n i a rri v o i n It al i a n e gl i an n i `6 0 e `7 0 .
Nel secondo dopo-guerra l ` It a l i a p r esen t a v a gi a u n a co m p l essa g eo gra Ii a d i gru p p i , m o l t i dei
quali ben integrati nel settore agricolo sia nelle Regioni del Nord Italia (come nel caso dei Sinti
residenti nella valle del Po) sia nelle Regioni del Sud.
Tale processo di integrazio n e ven n e t u t t a v i a co m p ro m esso d al l `i n d u st ri al i z z azi o n e e d al l a
m e ccan i z z az i o n e d el l `a gr i c o l t u ra n el C en t ro-Nord e nel Nord-Est, che costrinse le comunit Rom e
Sinti a spostarsi verso le citt di medie e di grandi dimensioni.
Vi poi un ultimo rilevante flusso migratorio (il quarto), che tuttora in corso, seppur con
Iasi al t ern e, a se gu i t o : d el cro l l o d ei regi m i co m u n i st i n ei P aesi d el l `Eu ro p a d el l `Est (1 9 8 9-1991);
d el l a gu er ra n ei Bal c ani ; ed i n t em p i p i u re cen t i , a s e gu i t o d el l `al l ar g am e n t o d el l `UE ad Est (con
arrivi soprattutto dalla Romania e dalla Bulgaria). Pi in particolare i Rom romeni sono arrivati in
m a n i era n u m e ros a d al l a Ii n e d egl i an n i `9 0 i n p o i ; m e n t re i R o m b ul gari , ch e co st i t u i sco n o u n
gruppo a s, sono arrivati soprattutto in tempi pi recenti.
Nei p ri m i an n i 9 0, i Il u ssi m i grat o ri h an n o ri gu ard at o so p r at t u t t o i R o m p ro v en i e n t i d al l a
Serbia, dal Kosovo e dal Montenegro. Si stima che, dal 1992 al 2000, siano giunti in Italia dalla ex-
J u go sl a v i a , d al l `Al b a n i a e d el l a R o m a n i a, ci r ca 16 mila Rom, disseminati su tutto il territorio
nazionale. A seguito della creazione di nuovi Stati nei Balcani, molti di loro risultano, tuttora, in
stato di apolidia di fatto (anche se ve ne poi una parte, che possiede il passaporto ed in
situazione di regolarit amministrativa).
Soprattutto i Rom di ultima migrazione costituiscono una popolazione spesso mimetizzata
con altri immigrati, in condizioni di disagio e svantaggio, ai margini delle citt. La mancanza dei
documenti di soggiorno aggrava la loro fragilit sociale, allontanandone le aspettative di
integrazione e/o inclusione.

In merito ai diversi flussi migratori, alla distribuzione geografica e alla presenza delle
Comunit RSC, si rinvia alle Tavole n. 1, 2 e 3 (Cfr.i dati contenuti nello studio di Strati F., 2011).


25
Sui diversi flussi migratori, cfr. Ligeois 1995; Brunello 1996; Viaggio 1997; Franzese 1999; Piasere 2004; De Vaux, DeFoletier 2003; Scalia
2006, citati da Catania D. e Serini A. (a cura di), Il circuito del separatismo Buone pratiche e linee guida per la questione Rom nelle Regioni
Obiettivo Convergenza, Armando Editore, Collana UNAR, Diritti Uguaglianza Integrazione, Roma, 2011.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
13
Come sopra sottolineato, sono oggi presenti in Italia, una media di circa 140 mila
26
persone
tra Rom, Sinti e Caminanti (circa lo 0,23% della popolazione), in maggioranza minorenni e giovani,
di cittadinanza italiana e per lo pi stanziali.
Essi possono essere distinti in tre gruppi principali in relazione alla cittadinanza ed al
periodo di immigrazione:

un primo gruppo composto da circa 70 mila persone (cittadini italiani) presenti in Italia da
oltre 600 anni e distribuito su tutto il territorio nazionale;
un secondo gruppo costituito da circa 90 mila Rom balcanici (extra-comunitari) arrivati
n egl i an ni `9 0 , i n se gu i t o so prat t u t t o al l a d i sgreg az i o n e d el l a ex-Jugoslavia e stabilitisi
principalmente nel Nord Italia;
un gruppo di migrazione pi recente composto di Rom di nazionalit romena e bulgara
(cittadini europei) e presenti prevalentemente nelle grandi citt (Milano, Torino, Roma,
Napoli, Bologna, Bari, Genova).

A questi gruppi, si aggiungono i Rom irregolari, il cui numero non stabilito ufficialmente.
Ad esempio, la Prefettura di Roma ha rilevato la presenza sul territorio di 12-13 mila Rom irregolari
a fronte dei 7.000 regolari residenti in una ventina di campi non autorizzati.
P a r t i c o l a r e a t t e nz i o ne me r i t a p o i l `aspetto riguardante i minori RSC, molti dei quali si trovano, per le
precarie condizioni di vita, ad entrare ben presto in contatto con il circuito penale minorile. I minori RSC presi in carico
dai Servizi Minorili sono in prevalenza stanziali ed in maggioranza di origine Sinta.
Fra i reati maggiormente ascrivibili ai minori RSC si collocano quelli contro il patrimonio,
commessi spesso per una necessit di uscita dallo stato di bisogno in cui costretto. Anche i reati
connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti vedono sempre pi spesso coinvolti minori RSC.
In questo contesto, risulta problematico cercare di far rientrare il minore in un progetto di
vita che comprenda una pianificazione nel tempo e comportamenti di adesione e di intervento
costante, cos come si richiede per la frequenza di un qualsiasi corso scolastico o di un corso di
formazione: ci, infatti, comporta sempre un sostegno sociale e familiare, che confermi la necessit,
rinforzi la motivazione, partecipi ai successi, condivida le sconfitte riconvertendole in termini di
crescita e di opportunit.
I col l o cam e n t i i n co m u ni t a d i sp o st i co n p ro v v ed i m en t i p en al i d al l `Au t o ri t a gi u di z i a ri a
m i n o ri l e co st i t u i scon o u n a m i su ra ch e rap p resen t a u n a v al i d a o p p o rt u n i t a d `i n se ri m e nt o a Iro n t e
delle disagiate condizioni sociali e familiari dei minori e che garantisce la residualit del ricorso alla
detenzione. A questi ragazzi vengono, pertanto, solitamente applicate misure alternative alla
detenzione in modo che gli stessi possano porre in essere attivit fi n a l i z z at e a co n cl u d e r e l `o b bl i go
formativo con forme di recupero scolastico, ma anche di formazione-lavoro in forme flessibili
adattate alla loro idea di tempo e di lavoro
27
.
Occorre sottolineare, inoltre, che la presenza delle comunit Rom, Sinte e Caminanti sul
territorio nazionale particolarmente diversificata nelle c.d. aree rurali italiane.
C o m e gi a ant i ci p a t o , n el secon d o d o p o gu e rra, '
di gruppi gitani, molti dei quali ben integrati nel settore agricolo sia nel ricco Nord (come nel caso
dei Sinti residenti nella valle del Po) sia nel Sud, interessato dalle trasformazioni messe in atto
dalla riforma agraria.

26
dato da intendersi come indicativo di una presenza tra le 110.000 e le 180.000 unit.
27
Il Dipartimento per la Giustizia Minorile (D.G.M.), esercita la propria competenza in ordine alla tutela e alla protezione giuridica dei minori dai
14 ai 18 anni e, in particolare, su quelli sottoposti a procedimento penale da parte dell' Autorit Giudiziaria minorile, esercitando detto mandato,
eventualmente, fino al compimento del loro 21 anno d'et. Esso opera attraverso 12 Centri Giustizia Minorile regionali e/o interregionali dai quali
dipendono i seguenti Servizi Minorili: n. 25 Centri di Prima Accoglienza i quali ospitano i minorenni in stato di arresto, fermo o accompagnamento
fino all'udienza di convalida entro 96 ore, con la custodia della Polizia Penitenziaria e la presenza di una equipe che acquisisce informazioni utili; n.
29 Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni i quali forniscono assistenza ai minorenni autori di reato in ogni stato e grado del procedimento penale
e ne raccolgono elementi conoscitivi; n:17 Istituti Penali per i Minorenni i quali assicurano la detenzione per custodia cautelare o espiazione di
pena; n.12 Comunit Ministeriali le quali assicurano l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorit giudiziaria, in particolare il collocamento in
comunit e le misure di sicurezza, dove il minore osserva un programma educativo individualizzato. Le funzioni del Dipartimento per la Giustizia
M in ori le son o svolt e si a n ell`a m b it o d ell` esec u zi on e p en a le, sia i n quello degli aspetti inerenti la tutela di quel minore, tutela che riassume il compito
di promozione e protezione dei suoi diritti.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
14
Questo processo di integrazione viene messo in crisi dal progressivo e inarrestabile processo
di trasformazione del settore agricolo, che comporta una crescente meccanizzazione e
sp e ci a l i z z az i o n e d el l e Iasi p ro du t t i v e e, d i co n segu en z a, u n ` esp u l si o n e m a ssi c ci a d i m a n o do p era,
compresa quella dei Rom e dei Sinti, che riprendono a spostarsi verso le citt di medie e grande
dimensioni. No n o st a nt e l `eso d o d al l e ar ee ru ral i , l e p ri n c i p al i m o n o gr aIi e co n d o t t e rec en t e m ent e su
tali Comunit rilevano ancora una presenza, pur se frammentaria e diversificata, in questa tipologia
di aree.
Si tratta, prevalentemente, di aree a forte vocazione agricola, nelle quali si fa largo uso di
manodopera a bassa professionalizzazione per alcune fasi della produzione
28
. La presenza dei RSC
si registra sia fra la manodopera agricola locale (gruppi familiari ormai stanziali in loco) che fra la
manodopera immigrata, spesso occupata in modo irregolare.
In q u est `u l t i m o caso , si t rat t a p ri n c i p al m en t e d i m a n o d o p era p ro v e n i e n t e d ai P aesi
d el l `Eu ro pa d el l `Est , e i n p art i c o l a re d a R o m a n i a e Bu l g ari a. Va ev i d e n z i a t o co m e sp e sso d et t a
manodopera tende a non dichiararsi Rom o Sinti, ma piuttosto a presentarsi in relazione alla
nazionalit del Paese di provenienza. La macro-area rurale particolarmente interessata da questo
tipo di presenza afferisce a quelle aree con agricoltura di tipo intensivo e specializzato, con una
particolare concentrazione in Puglia e in Campania.
Altra presenza delle comunit RSC nel settore agricolo data, in alcuni contesti regionali,
d al l `eser ci z i o d i qu el l e at t i v i t a co rrel a t e al 'commercio e la lavorazione della carne di cavallo e di
altri animali (asini, muli); la loro presenza alle fiere ed ai mercati costante e fondamentale. Oggi
delle numerosissime macellerie a specializzazione equina sono gestite da zingari . Al cu n i d i ess i
sono ormai indicati fra i principali mediatori delle fiere di bestiame del Centro-Italia (Rom
abruzzesi).
Nello stesso tempo, non mancano riferimenti ad alcuni centri rurali minori nei quali si
registrano comunit RSC che conducono, ormai da pi generazioni, una vita di tipo stanziale. Si
tratta di gruppi, che non necessariamente sono occupati nel settore agricolo, ma trovano una loro
collocazione nei vari settori produttivi che caratterizzano le aree rurali (artigianato, commercio,
manifatturiero). Pur privilegiando i rapporti all'interno della propria comunit, i RSC che vivono in
questi contesti sono solitamente ben inseriti nel tessuto sociale. In questo caso, la macro-area
interessata principalmente quella del Centro e Nord Italia.
S p esso l e co m u n i t a R SC si i n se d i a n o i n aree e t i p o l o gi e ab i t at i v e d i sl o cat e su l l `are a
p eri u rb an a, ri en t r an t e an ch `essa n el co n t e st o ru r al e : are e a g ri c o l e ab b an d o n at e , cas ci n e orm a i i n
disuso, spesso di propriet delle stesse amministrazioni urbane e messe a disposizione di questa
minoranza in alternativa ai campi.
In alcuni casi, dette soluzioni abitative sono frutto di scelte private operate dagli stessi RSC
e giustificate dal fatto che questa tipologia di insediamento risulta essere pi consona ad accogliere
gruppi familiari allargati. Di fatto, a fronte della carenza di opportunit occupazionali in loco, i RSC
tendono a sviluppare forme di pendolarismo - che quotidianamente li spingono lontano dai luoghi in
cui essi sono stanziati - alla ricerca di opportunit di guadagno. In questo caso, la macro-area
interessata principalmente quella dei poli urbani.

In merito alla presenza delle comunit RSC nelle aree rurali, si rinvia alla Tavola n. 4.


28
Il territorio rurale che rappresenta circa il 70% della superficie nazionale - abbraccia una molteplicit di tipologie territoriali estremamente
differenziate e caratterizzate da differenze nelle c
aratteristiche socio-economiche e ambientali. Per rispondere alle esigenze di individuare priorit di intervento nelle diverse aree rurali, per questa
Strategia si fatto ricorso a lla d eIi n izi on e a d ot ta ta da l n ost ro Pa ese p er l` ela b ora zi on e d el Pi a n o St ra t egi c o Nazi on a le p er lo s vi lu p p o ru ra le (PSN)
n ell`a m b i t o d ella p rogra m ma zi on e c om u ni ta ria 20 07-2013 del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), definizione che ha tenuto
c on t o d ei ra pp ort i c on i p iu gen era li p roc essi di svi lupp o ec on om ic o e soc i a le c h e c a rat t eri zza n o l` It a li a . In p a rti c ola re, la zonizzazione proposta
individua quattro macro-tipologie di aree: poli urbani, aree rurali ad agricoltura intensiva, aree rurali intermedie e aree rurali con problemi
complessivi di sviluppo. Di seguito si descrivono le principali caratteristiche socio-economiche delle quattro macro-tipologie di aree rurali; segue
l`i n di c a zi on e d ei p rin c ipa li a sp ett i che c on t ra dd i st in gu on o la presenza delle comunit RSC nelle aree rurali, riconducendo le stesse alla macro-area
rurale, che registra una maggiore presenza dei fenomeni rilevati
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
15
Pi in generale, gli appartenenti a tali comunit si trovano ad affrontare una variet di
condizioni economiche ed abitative complesse. I Rom ed i Sinti sono ancora ampiamente
co n si d erat i d al p o p ol o i t al i an o co m e u n a 'p o p o l a z i o n e n o m a d e, an ch e se l a m a g gi o r p art e di essi
rimasta stazionaria per lunghi periodi di tempo.
Di conseguenza, molti RSC si sistemano o sono stati sistemati in campi, anzich in alloggi
regolari: ci limita le loro opportunit di inclusione/integrazione.
Come gi sottolineato da molti Organismi internazionali, la collocazione prevalente delle
comunit RSC n ei c. d 'cam p i n om a d i al i m e n t a l a se g re gaz i o n e ed o st a co l a o gn i p ro cesso d i
integrazione/inclusione sociale; ma anche laddove sono state riscontrate altre modalit abitative pi
stabili sono rilevabili forme di ghettizzazione e auto-segregazione, che ostacolano il processo di
integrazione/inclusione sociale.
E ` ch i a ro co m u n q u e , ch e l `escl u si o n e so ci a l e
29
vissuta da RSC ha motivazioni complesse e
interrelate, che riguardano sia la societ di accoglienza che le stesse comunit RSC.
La generalizzata e pregiudizievole tendenza a l e ga re al l `i m m a gi n e d ei R S C , o gn i Io rm a d i
d ev i a n z a e c ri m i nal i t a , ri su l t a i n Iat t i , co st a n t e m en t e co n Ie rm at a si a n ei so n d ag gi ch e t r a l `o pi n i o n e
pubblica, connotando negativamente le comunit RSC, molto pi frequentemente di qualsivoglia
altra comunit.
Al l `i n t ern o d el l e v ari e co m u n i t a R S C si rav v i sa n o , d u n q u e, si t u az i o n i gi u ri d i ch e m o l t o
diverse, atteso che questi gruppi sono costituiti da cittadini italiani, cittadini d el l `Un i o n e E uro p ea,
ci t t a di n i d i P aesi t e rz i e so g get t i ch e, a se gu i t o d el l `ev o l v e rsi d i v i c en d e geo p o l i t i ch e, h an n o pers o
l a l o ro ci t t a d i n an z a d `o ri gi n e . O gnu n o d i q u est i gr u p p i c o st i t u i sce u n a st o ri a a se
30
.
In particolare le comunit giunte in Italia n e gl i an n i `9 0 , d o p o l a di sso l u z i o n e del l `ex-
Jugoslavia, in quanto profughi delle guerre balcaniche, non potendo dimostrare la loro identit,
perch privi di documenti validi, devono essere considerati, perlopi, apolidi di fatto (anche se vi
poi una parte di essi che possiede il passaporto ed in situazione di regolarit amministrativa).
Difficilmente possono diventarlo di diritto, essendo necessario, al momento della presentazione
della domanda di riconoscimento dello stato di apolide, in via amministrativa, esibire il certificato
di residenza ed il permesso di soggiorno.

Cittadinanza ed apolidia

restando lo ius soli solo
siduale. La Legge 5 febbraio 1992, n. 91 stabilisce, infatti, che cittadino, per
nascita, il figlio di padre o madre cittadini. La stessa Legge prevede inoltre, che cittadino per nascita, chi nato
nel territorio della Repubblica, se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi ovvero se il figlio non segue la
cittadinanza dei genitori, secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono. In questa cornice il nostro
Ordinamento improntato ad evitare il concretizzarsi della condizione di apolidia. Secondo il Diritto
riguarda i dirit
apolidi, cercando di limitare il pi possibile le situazioni di apolidia. Considerata la differente regolamentazione
della materia da parte dei vari Stati, pu accadere che la persona, al momento della nascita, non acquisti alcuna
cittadinanza (c.d. apolidia originaria) oppure la perda successivamente per propria scelta o per atto dello Stato di
origine (c.d. apolidia successiva) ovvero si trovi priva di cittadinanza in conseguenza di comportamenti omissivi,


s di apolidia, occorre in primo luogo verificare il mancato possesso
della cittadinanza del Paese di provenienza o degli Stati, con i quali il soggetto abbia intrattenuto rapporti

29
Si an ti cip a c h e in ma t eri a di lot t a a ll`esc lu si on e soc ia le, lo sc orso a n n o, e st a t o a d ott at o i l Pia no di riforma nazionale per il 2011, che si pone come
obiettivo la riduzione delle persone in condizione di povert o esclusione sociale di 2, 2 milioni; ed ha previsto in materia di lotta alla povert e
a ll`esc lu si on e soc i a le, q ua le i nt erve n t o p ri ori ta ri o, la p rom ozi on e d ell` oc c up a zi on e e la ri m od u la zi on e d ella sp esa a b en eIi c i o d ei t a rget di
p op ola zi on e c on i ta ssi pi u eleva t i di p overt a : L` It a li a ri c on Ierm a l`ob i et t i vo d i rid u zi on e d ella p overt a c ont enu to n el PNR preliminare del novembre
2010.
30
Op.cit.supra in nota 2.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
16
del D.P.R. 12
condizione di
situazione di apolidia dedotta in domanda, ma una volta ritenuta esistere la prova documentale di tale condizione,
potendo il giudice ordinario avvalersi di ogni strumento istruttorio per accertare lo stato del ri

riconoscimento giudiziale della sua condizione, in assenza di certificazione amministrativa.
La legge 5 febbraio 1992, n. 91 contempla una condizione di vantaggio per colui che, riconosciuto apolide, intenda
sidenza legale sul nostro territorio, utile ai fini della
riguardare anche i Rom provenienti dalla Ex- Jugoslavia, entrati in Italia non oltre il 1 gennaio 1996, data di
sottoscrizione degli accordi di pace.

ostro Ordinamento appare
complessivamente conciliabile con la legislazione nazionale, che risulta peraltro maggiormente garantista. Infatti
la Legge n. 91/1992, pur se caratterizzata dal principio volontaristico, contiene norme che prevedono forme di
automatismo, a tutela dei minori.
nostro status civitatis, salvaguardando il principio volontaristico con la possibilit di rinuncia da parte

Contrariamente a quanto prevede la Convenzione in relazione alla possibilit di acquisire la cittadinanza,
ressato sia sempre stato apolide, il nostro Ordinamento prende in
considerazione tale status, indipendentemente da quando lo stesso si verificato, purch sia decorso un
determinato arco temporale dal momento del riconoscimento. La predetta Legge n. 91/1992, risulta inoltre, del
fattispecie, quali quella di cui al comma 4, art. 7 della Convenzione, con la quale viene introdotta una forma di
automa


Per la maggior parte dei Rom di ultimo ingresso, resta poi pendente la questione
fondamentale della regolarizzazione. Per esempio per coloro che sono nati in Italia e vissuti nei
cam p i , l `acq u i si z i o n e d el l a ci t t a d i n an z a i t al i an a, al co m p i m e n t o d el d i c i ot tesi m o an n o , e o st a co l a t a
d al l `i m po ssi b i l i t a d i prod u rre ap po si t a d o cu m e n t a z i o n e , ch e at t est i l a r esi d e n z a co n t i n u at i va i n
Italia, per tutti i 1 8 an n i . P er q u an t o ri gu ard a gl i a p o l i d i 'd i n az i o n a l i t a n o n d et e rm i n at a , ch e so n o
privi di permesso di soggiorno, necessario che siano regolarizzati o che ricevano documenti non in
deroga, ma identici a quelli degli altri cittadini.
La minaccia costan t e d i esp u l si o n e d al l ` It al i a, l a rel a z i o n e st ret t a t ra p erm esso d i sog gi o rn o
e contratto di lavoro, le difficolt di accesso ai servizi di base (tra cui quelli socio-sanitari)
costituiscono ostacoli concreti ad una positiva integrazione/inclusione sociale.
La presenza significativa di non italiani tra i Rom, Sinti e Caminanti solleva dei quesiti non
so l o rel a t i v i al l `i n t egr az i o n e , m a an ch e e so p r at t u t t o co n ri gu a rd o a gl i i st i t u t i d el l `am m i ss i o n e e
della permanenza sul territorio nazionale.
Ricordando la cornice normativa internazionale ed interna, si riassumono di seguito le
diverse situazioni giuridiche, relative a:

RSC fuggiti dai Paesi extra-comunitari, in quanto vittime del conflitto o di persecuzioni
interne, i quali hanno accesso a: il diritto di asilo; o a protezione sussidiaria; o a permesso di
soggiorno, per motivi umanitari (D.Lgs. n. 251/1997), in attuazione della Direttiva
comunitaria recante norme minime in materia di concessione dello status di rifugiato
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(Direttiva 2004/83/CE), nonch in osservanza della Convenzione di Ginevra sullo status dei
ri Iu gi at i d el 1 9 5 1 (r at i Ii cat a d al l ` It al i a, co n Le g ge n . 7 2 2 / 5 4 ). A t a l p r o p o si t o , o cco rre
ri l e vare l `i m m ed i a t a ap p l i cab i l i t a d el l e n o rm e d el l a Di ret t i v a d i cu i so p ra, ch e n on p u o
essere preclusa neanche in presenza di precedenti penali. Qualora non sia possibile
riconoscere la protezione internazionale prevista dalle Direttive di settore ai Rom
provenienti da Paesi, nei quali possono trovarsi esposti ad una discriminazione generalizzata
o a trattamenti inumani, si potr loro garantire il rilascio di un permesso di soggiorno, per
m o t i v i um a ni t a ri , e x art . 5, com m a 6 , d el T . U. su l l ` Im m i graz i o n e ;

RSC, cittadini di altro Stato-m e m b ro d el l `Un i o n e E u ro p ea, so t t o p o st i al l `ap p l i caz i o ne d egl i
obblighi comunitari, soprattutto in materia di libera circolazione, soggiorno e stabilimento, a
cui si applica il D.Lgs. n. 30/2007, attuativo della Direttiva CE 2004/38/81 - qualora
cerchino alloggio o un lavoro. Si ricorda, a tal proposito, che il Decreto suindicato stato
modificato dal D.Lgs. n.32/2008, con cui si riducono i motivi imperativi di pubblica
sicurezza, che possono essere posti alla base di una eventuale decisione di allontanamento:
q u est i 'su ssi st o no so l o qu an d o l a p erso n a d a al l o n t a n are ab b i a t e n u t o co m portamenti, che
costituiscono una minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona
o v vero al l `i n col u m i t a p u b b l i ca ren d en d o u r gen t e l `al l o n t a n am e n t o , p erch e l a su a u l t eri o re
presenza sul territorio incompatibile con la civile convi v e n z a;

R S C , ap o l i d i di Iat t o , p o i c h e l e n o rm e n az i o n a l i v i gen t i ren d o n o d i IIi ci l e l `acc esso al l o
status d i a p o l i d e (si ri nv ia al l `ap p ro Io n d i m e n t o d i c u i so p ra);

RSC, cittadini extra-comunitari, che in via generale rientrano nelle norme in materia di
i m m i graz i o n e (T. U. su l l ` Im m i gr az i o n e , D. Lgs. n . 2 8 6 / 9 8 , co m e p i u v o l te em e n d at o e d a
ultimo integrato con le norme del c.d. pacchetto sicurezza)
31
;

RSC di cittadinanza italiana, per i quali inoltre aperto il dibattito, se debbano essere
riconosciuti come minoranza transnazionale e, quindi, con diritto di risiedere in qualsiasi
Stato, oppure se, cittadini di pieno diritto di uno Stato, e debbano, dunque, essere soggetti,
emigrando in altro Stato, alle norme che regolano il soggiorno degli stranieri
32
;

Vi e p o i u n`u l t e ri o re si t u az i o n e . La co n d i z i o n e d e i Ii gl i d e gl i st ran i e ri , n at i i n It a l i a , a cu i si
applica la Legge sulla cittadinanza, ma solo in base a specifici e stringenti requisiti di legge
(Legge n. 91/92). In pratica i giovani RSC, nati perlopi nei campi, incontrano seri ostacoli
n el l `acq u i si z i o n e d el l a ci t t a d i n an z a, a cau sa d el l a d i IIi c o l t a d i p ro d u rre, al co m p i m e nt o d el
18^ anno di vita, la documentazione richiesta
33
.

Si osserva in Dottrina che la situazione giuridica degli stranieri, comunitari ed extra-
comunitari, apolidi e rifugiati, di per s contraddistinta da elementi derogatori, rispetto alla
co n di z i o ne gi u ri d i ca p ro p ri a dei ci t t a d i n i . Ma an ch e i l p o sse sso o l `a cq u i si z i o n e d el l a ci t t a d i nan z a
non significa, tuttavia, parit di diritti e doveri con gli altri cittadini italiani.

31
In particolare la Legge n. 94/2009 fissa, inter alia, i p resu pp o st i sp eci Ii c i p er l `i scri z i o n e an agraIi ca n el l e l i st e d el l a po po l a zi o n e
residente, che, a sua volta, conditio sine qua non p er l `a ccesso ad essen zi a l i d i ri t t i , qu al i l `accesso agli alloggi di edilizia
residenziale pubblica
32
Cfr. op.cit.supra in nota 2 (Bonetti, pp. 17-124 .)
33
In rel a zi on e al l a si t u azi on e d ei mi n o ri R S C , si Ia p resen t e ch e, in app l i cazi o n e d el p ri n ci pi o o nu si a n o 'd el l `i n t e resse su p eriore del
Ian ci u l l o , si t e n d e semp re p i u a d ap p l i care l `a rt . 31 , co mma 3 , d el T. U. su l l `I mmi gr azi o n e, ch e p reved e ch e i l Tri b u n al e mi n o ri l e,
per gravi motivi connessi allo sviluppo psico-Ii si c o d el mi n o re, possa au t o ri z zare l `i n gresso o l a p erman en za d el Ia mi l i a re i rre go l a re,
per un periodo di tempo determinato, anche in deroga alle altre norme di detto T.U. A tal proposito, la Corte di Cassazione
i n t e rven u t a co n u n `in t e rp ret a zi on e est en si va d i d et t o Art i co l o , aIIi n ch e n o n si l i mi t i so l o al l a sal u t e p si co-fisica del minore, ma
an ch e, p er esemp i o , p er q u an to con cern e i l di ri t to al l `un i t a d el l a Ia mi gl i a.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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In Italia, il nodo centrale resta quindi legato al mancato riconoscimento di Rom, Sinti e
Caminanti in quanto minoranza, attraverso una legge nazionale omnibus, poich, ad oggi, i
Rom, i Sinti ed i Caminanti acquisiscono diritti de jure esclusivamente come individui; non hanno
i n v e ce di ri t t i i n q u an t o ' m i n o ran z a, p e rch e n o n s o n o an co r a d i sc i p l i n a t i i n t a l sen so , d a u n p u nt o di
vista legislativo.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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2. SECONDA PARTE: PRINCIPI, FINALIT, OBIETTIVI ED IMPEGNI
DEL GOVERNO (AL 31 DICEMBRE 2012)

2.1. LAPPROCCIO DIRITTI UMANI E LEDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI

Come osservato nella Prima Parte della Strategia, il Diritto internazionale dei diritti umani
trae le sue origini dalla Carta delle Nazioni Unite (1945) e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti
Um an i (1 9 4 8). Nel l o st e sso an no , 1 94 8 , l ` It a l i a r ep u b b l i can a ad o t t av a l a su a C o st i t uz i o n e, la quale
ricalca i dettami contenuti nella Dichiarazione Universale.
I primi articoli della Costituzione italiana co n t e n g o n o i 'P ri n ci p i Io n d am e n t a l i (Art t .1-1 2) ,
su cui si basa l `Ordi n a m e n t o gi u ri d i co i t al i an o e l o st e sso si s t e m a-P a e se. I ' d i ri t t i Io n d am e n t a l i
d el l `u om o so n o p rev i st i e sp ressa m en t e al l `a rt . 2 ; e d i l p ri n ci p i o d i u gu a gl i a n z a e sa n ci t o al l `art . 3 .
L` Art . 2 st a t ui sce, i n p art i c o l are: ' La R ep u b b l i c a ri co n o sce e g aran t i sc e i diritti inviolabili
dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalit, e richiede
l'adempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale. L` Art . 3
st a t u i sce, al t resi : 'Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni
personali e sociali. compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libert e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo
della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica,
econ o m i ca e so c i al e d el P aese.
Dal combinato disposto delle norme di cui sopra, emerge che il sistema-Italia si muove
secondo un approccio-diritti umani, che, tuttavia, necessita di essere ulteriormente integrato nelle
politiche e misure di settore.
L` app ro c ci o d i ri t t i u m a n i co st i t u i sce u n a co rn i c e co n c et t u al e p e r i l p ro c esso d i sv i l up p o
umano, che: da un punto di vista normativo, deriva dagli strumenti giuridici internazionali in
materia di diritti umani; da un punto di vista operativo, volto alla promozione ed alla protezione
dei diritti umani. Attraverso tale approccio, si cerca di analizzare le disuguaglianze e di rimediare,
in caso di pratiche discriminatorie.
In b ase al l ` ap p ro c ci o d i ri t t i u m a n i , o cco rre sem p re av e re b en ch i a ro chi sono i destinatari
delle misure, i titolari dei diritti ed i soggetti obbligati. In realt la lettura congiunta degli articoli
co st i t u z i o n a l i d i cu i so pra Io rn i sce gi a u n `i n d i c az i o n e ch i a ra i n t a l sen so . T u t t a v i a l a p r esen t e
Strategia, seguendo tale appro cci o , o IIr e l `o c casi o n e p er i sp i ra rsi ed ap p l i carlo, in maniera coerente
ed effettiva.
Con la presente Strategia, si intende pertanto n o n so l o ra g gi u n g e re l `i n t e gr az i o n e / i n c l u si on e
sociale effettiva delle comunit Rom, Sinti e Caminanti, ma anche la loro piena capacit di
eserci t a re i di ri t t i Io n d am en t a l i , s an ci t i a l l `art . 2 , p ri m a p art e, d el l a C o st i t u z i o n e i t al i an a.
In questo processo - ovviamente in corso - l ` It al i a ri co n o sce, si n d a gl i an n i `8 0 , l `i m p ort a n z a
della informazione e formazione in materia di diritti umani. Infatti, in ambito onusiano, dapprima,
n el l a co rn i c e d el l a C am pa gn a m o nd i al e p er l `i n Io rm az i o n e i n m a t eri a d i d i ri t t i u m a n i (an n i `8 0 ) ed
oggi, in seno alla Piattaforma per la Promozione della Dichiarazione internazionale in materia di
Educazione e Formazione in materia di diritti umani (costituita nella cornice del neo-istituito
C o nsi gl i o Di ri t t i Um an i d el l e N az i o n i Un i t e ), l ` It al i a h a sem p re so st e n u t o l `i m p o rt a n z a del l a
informazione, sensibilizzazione e formazione specifica, in materia di diritti umani, a tutti i livelli.
Nel n o v em b re 2 01 1 , i n o ccasi o n e d el l a 6 6 ` sessi o n e d el l `Asse m b l e a Gen er al e , l ` It al i a h a p res en t a t o
al l a T erz a C o m m i ss i o n e d el l `Asse m bl e a Gen e ra l e , a n o m e d i d et t a P i a t t aIo rm a , i l p ro get t o d i
Dichiarazione internazionale su l l `Ed u c az i o n e e l a Fo rm a z i o n e i n m a t eri a d i d i ri t t i u m a n i
(A/ C .3 / 6 6 / L. 6 5 ), su ccess i v a m en t e ad o t t at o , p er c o n se nso , d al l `Asse m b l e a Gen e ral e d el l e N az i o ni
Unite, il 19 dicembre 2011 (A/RES/66/137).
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Lungo queste direttrici, la tutela dei diritti umani ed il contrasto ad ogni forma di
discriminazione e di trattamento inumano o degradante costituisce uno dei temi di maggior rilievo
sv i l up p at i n ei c o rsi di Io rm a z i o n e , i n part i c o l are p er l e Fo rz e d el l `Ord i n e.
In considerazione della costante evoluzione del Di ri t t o i n t ern az i o n a l e, l ` It a l i a e co n sa p evo l e
sia della necessit di assicurare un costante aggiornamento delle iniziative in materia di formazione,
sia di dover estendere le iniziative nel settore della sensibilizzazione e formazione in materia di
diritti umani.
Con riguardo particolare alla Polizia di Stato, lo studio dei linguaggi e delle culture delle
diverse etnie straniere in Italia, introdotto in via sperimentale gi dal 2000, rappresenta oggi una
real t a, g raz i e al l `i n t ro d u z i o n e di 6 0 p eri o d i d i d attici nei corsi di formazione per funzionari ed
i sp e t t o ri e 2 0 p e ri o d i d i d a t t i ci p er a g en t i e so v ri n t e n d en t i . La m a t e ri a d e i 'Di ri t t i u m a n i e an ch e
inserita, da tempo, nei programmi formativi di tutte le qualifiche della Polizia di Stato.
L`i n se gn am e n t o volutamente affidato a funzionari di Polizia formati ad hoc (in seminari
specialistici di livello universitario), al fine di far percepire ai discenti come il rispetto dei principi
co n nessi ai d i ri t t i u m a n i si a con n at u r at o al l `at t i v i t a d i p o l i z i a e n o n rappresenti qualcosa di imposto
d al l `est e rn o . La m a t eri a e an ch e o g get t o d i se m i n ari d i ap p ro Io n d i m e n t o , o rg an i z z at i p resso gl i
Istituti di istruzione, in collaborazione con le Organizzazioni e le Associazioni impegnate nello
specifico settore (a titolo esem p l i Ii c at i v o : ' La co o p eraz i o n e i n t ern az i o n a l e co n t ro i l t raIIi c o d i
esse ri um a ni ; la ' Im m i gr az i o n e e t u t el a d ei d i ri t t i d el l 'u o m o ; ' La Iam e e l e gr an d i m i graz i o ni ;
' La t u t el a d ei d i ri t t i d e i m i n o ri ; 'S u l l a st rad a : p ro t e z i o n e e assi st e n z a al l e v i t t i m e ; 'P ac e e
si c u rez z a: i l d i al o go t ra l e rel i gi on i e l a t u t e l a d el l e v i t t i m e d ei c o n Il i t t i i n teret n i ci e i n t e r rel i gi osi ).
Dal 2 0 0 6 i l 'C o d i c e E t i c o p er i serv i z i d i p o l i z ia n el l a so ci e t a d em o c r at i ca, ad o t t at o d a l
C o m i t a t o d ei m i n i st ri d el C o n si gl i o d ` E u r opa, nel 2001, rappresenta un tema centrale
n el l `a g gi o rn am e n t o p ro I essi o n al e ri vo l t o al p erso n al e d el l a P o l i z i a d i S t a to e cu rat o d ai Iu nz i o n a ri
degli Uffici territoriali. La Polizia di Stato italiana, in partnership con alcune NGOs impegnate
nella promozion e e n el l a t u t el a d ei d i ri t t i d el l `u o m o , h a ad eri t o ad u n p ro g et t o Ii n an z i a t o d al l a
Commissione Europea per rafforzare il rispetto dei diritti umani e la lotta ad ogni forma di
discriminazione all'interno dei servizi di polizia degli Stati interessati (Italia, Spagna, Irlanda,
S v ez i a e C i p ro ). R i su l t a to d el p ro g et t o i n It a l i a e st a t a l a co m p i l a z i o n e d i u n m a n u al e d al t i t o l o ' Il
servi z i o di po l iz i a p er u n a so c i et a m u l t i cu l t u ral e . Il t e st o i l l u st ra, t r a l 'a l t r o , n u m e ro si casi pr at i ci ,
esperienze di vita e riflessioni sulle persone appartenenti a etnie minoritarie, in particolare cinese,
Rom e nigeriana. Il manuale si rivolge a tutti i funzionari della Polizia di Stato che hanno
responsabilit di gestione e di valutazione del lavoro dei dipendenti, nonch a coloro che hanno, a
d i v e rso l i v el l o , resp o n sa b i l i t a n el l a Io rm a z i o n e e n el l `a g gi o rn am e n t o d el p erso n al e . La P o l i z i a d i
Stato, infine, negli ultimi anni ha partecipato ad una serie di progetti internazionali finalizzati a
sensibilizzare gli operatori al rispetto dei diritti dell'uomo ed alla promozione del dialogo
interculturale. Uno dei progetti che pi da vicino ha interessato il settore della formazione, il
p ro g et t o 'Consultancy on Institutional Discrimination, cu i l a P ol iz i a h a p art eci p a t o i n p art n ersh ip
co n l a ONG C OSP E , Ii n an z i a t o d al l a C o m m i ss io n e E u ro p e a n el q u ad ro d el P i a n o d `az i o n e p er
l 'app l i c az i o ne d el l `art . 1 3 d el T rat t at o d i Am st e rd a m , e Ii n a l i z z at o a l l a p red i sp o si z i o n e d i u n si st e m a
d i l i n e e gu i d a p er l 'e ro ga z i o n e e l `u so dei se rv i z i d i co n su lenza sulla discriminazione istituzionale.
Pi recentemente, in d at a 2 set t em b re 2 0 1 0 , e st a t o i st i t u i t o l `Osserv at o ri o p er l a si c u rez z a
contro gli atti discriminatori (Oscad), presieduto dal Vice-Direttore Generale della P.S., con lo
scopo di: ricevere le segnalazioni trasmesse da Istituzioni, associazioni o privati cittadini riguardanti
atti discriminatori commessi nei confronti di soggetti appartenenti a minoranze; attivare interventi
mirati sul territorio; seguire l'evoluzione delle denunce; convocare i rappresentanti delle minoranze
interessate ed i rappresentanti delle Forze di polizia; formare gli operatori; facilitare ed incentivare i
canali di comunicazione tra cittadini discriminati ed il sistema di sicurezza; favorire i collegamenti
con le Istituzioni pubbliche o private che si occupano di atti discriminatori, in particolare con
l `UNAR, Ufficio per la promozione della parit di trattamento e la rimozione delle discriminazioni
basate sulla razza e origine etnica, con il quale stato anche sottoscritto un apposito accordo di
cooperazione.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Attivit specifiche di formazione in questi ambiti, sono anche sviluppati per la Polizia
P en i t en z i a ri a , l `Arm a d ei C arab i n i eri e p er i l p e rs o n al e ci v i l e e m i l i t a re ch e i l C OE SP U d i Vi cen z a
prepara ai fini della parte ci p a z i o n e i n m i ssi o n i d i p ace, al l `est e ro .
Ma tali iniziative non sono sufficienti per intervenire ed assicurare la cultura dei diritti, a
tutti i livelli, se si considera come il mancato riconoscimento della cittadinanza o della lunga
permanenza ai RSC stranieri possa produrre espulsioni sulla base della violazione della Legge
su l l `i m m i graz i o n e p er p e rso n e resi d e n t i an ch e d a d ecen n i , l e cu i Iam i gl i e e i cu i Ii gl i so n o m a gari
pienamente integrati, mentre l`ap p l i c az i o n e p u n t u a l e e co n c ret a d el le leggi regionali di tutela risulta
spesso ostacolata dalla valenza impopolare che assume mediaticamente ogni intervento a favore di
dette comunit.
Tra le discriminazioni maggiormente vissute dalle comunit RSC sono segnalate: le
difficolt di accesso a normali abitazioni e di inserimento al lavoro; i rischi costanti nei cosiddetti
'campi per la salute di uomini, donne e bambini; le molestie subite dalla popolazione pi ampia; il
divieto a parcheggiare o ad accedere ad aree e servizi pubblici e privati; un impegno delle forze
d el l `o rd i ne an ch e i n a sse n z a di ri sc h i d i d e v i an z a, gi u d i cat o ecc essi v o d ai RSC.
In questa immagine stereotipizzata delle comunit RSC, un ruolo specifico da imputarsi
ai mass media, che tendono troppo spesso ad alimentare stereotipi ed ansie collettive, che
andrebbero invece sciolte. Anche in ambito scolastico, nonostante i tentativi normativi e pratici di
coinvolgimento degli studenti Rom, ancora permangono: bassi livelli di iscrizione; alti livelli di
dispersione scolastica; maggiori casi di insuccesso scolastico; l `o st i li t a d el t e rri t o ri o d i ri Ieri m e nt o
della scuola.
Il grav e ri sch i o p o st o d a el e m en t i , ch e p ro d u co n o m a r gi n a l i t a ed es cl u si o n e, st a n el l `av e r
contribuito a disgregare le comunit, lo status dei suoi rappresentanti, lidentit culturale delle
pi giovani generazioni.
Si tratta di cambiamenti profondi e irreversibili che possono mettere a repentaglio la stessa
pacifica convivenza tra universo RSC ed opinione pubblica. Ed in questa cornice, che, anche, alla
luce della recente R a cco m a n d az i on e d el l `EC R I C o m m i ss i o n e co n t ro i l raz z i sm o e l `i n t o ll e ran z a
d el C o n si gl i o d `E u ro p a, la n.13 del 24 giugno 2011, gli obiettivi, le azioni, i progetti e la stessa
metodologia applicativa della presente Strategia saranno ispirati e cercheranno d i p erse gu i re: 'l a
p ro m o z i o n e d el ri sp et t o p er i d i ri t t i u m a n i , d u n q u e, an ch e at t r av erso m a g gi o ri m i su r e ri vo l t e
al l `edu caz i o ne ai di ri t t i u m a n i .

2.1.1 Prevenzione e contrasto delle discriminazioni

Nel l `ap p l i caz i o n e eI Iet t i v a d el p ri n c i p i o d i u gu a glianza, la realizzazione dei diritti
co st i t u z i o n a l i , l a p rev en z i o n e d el l a m a rgi n a l i z zaz i o n e e d el l a d i sc ri m i n a z i o n e , e l `ad o z i o ne d i
m i sure p er l a p ro m oz i o ne d el l `i n cl u si on e/ i n t e g raz i o n e so ci a l e so n o st ret t a m e n t e co l l e gat e .
Si osservato nella Prima Parte della Strategia, la eterogeneit dello status giuridico degli
appartenenti a detta minoranza, a cui si applicano i principi fondamentali della Costituzione, in
p ri m i s l `art . 3, dedicato al principio di uguaglianza e non discriminazione.
Si sottolineato il ruolo del principio di uguaglianza: principio; valore fondante, criterio e
misura delle norme, come delle sentenze nazionali. Tuttavia il principio di uguaglianza, nella sua
acc ez i o n e so st anz i a l e, no n v i e n e sem p re ap p l i c at o , i n co n Io rm i t a co n l `art . 3, comma 2, della
Costituzione.
Il principio di uguaglianza sostanziale, in termini pratici, prevede che: si tratti in maniera
uguale, ci che uguale, ed in maniera diversa, ci che diverso
34
. Per promuovere in modo
effettivo il principio di uguaglianza vis--vis le comunit RSC, occorre riconoscere, a tutti i livelli
del sistema nazionale, la eterogeneit della minoranza e le molte differenze interne su cui delineare
q u el l `ap p ro c ci o c h e l ` art . 3, comma 2, della Costituzione italiana prevede.

34
Cfr. Manuale di Diritto Pubblico, Amato G. e Barbera A, il Mulino, 1994.
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L` UE so t t o l i n ea l `i n t egr az i o n e d el p ri n c i p i o d i n o n d i sc ri m i n a z i on e, ch e a IIe ri sce
al l `i n cl u si on e d i u n a po l i t i ca n o n d i s cri m i n at o ri a e a m i su re d i su p p o rt o , a t u t t i i l i v el l i . R aIIo rz are i l
principio di uguaglianza significa rendere pi visibili i bisogni e le condizioni, che affrontano tali
comunit, prestando specifica attenzione: ai fattori che impediscono od ostacolano la realizzazione
del principio di uguaglianza; ma anche a misure e politiche operative in grado di assicurare
l `i nc l u si o n e d ei RSC.
Il concet t o d i i n c l u si o n e, i nt rod o t t o n el l `UE , e p ort at o re d i u n a d i m en si o n e i n d i v i d u a l e e d i
u n a d i m en si on e co l l et t i v a , n on d i ssi m i l i d al c o n t e n u t o d e l l `art . 2 della Costituzione italiana dedicato
ai principi: personalista e solidaristico. Un `a ccr e sci u t a i n t eraz ione tra le comunit RSC ed il resto
d el l a p o po l a z i o n e sareb b e Io ri e ro d el p ro c esso d i i n c l u si o n e, d eci so d al l `UE e, d `al t ro canto,
richiesto da tutti i meccanismi internazionali e regionali in materia di diritti umani.
Non basta, comunque, prevedere misure, ch e Iav o ri sc an o l `i n t e gr az i o n e / i n c l u si o n e. P erch
si realizzi uguaglianza ed effettiva interazione, sono necessarie delle azioni, che possano favorire il
cam b i am e n t o n el l `at t i t u d i n e d ei RSC, p er al t ro n o n p ri v o an ch `esso d i p r e gi u d i z i v erso i l rest o della
popolazione.

2.1.2 Approccio di genere: lapproccio sensibile alle specificit di genere

In occasione della quarta Conferenza mondiale sulle donne (Pechino, 1995), si afferm che
il c.d. approccio di genere deve applicarsi in tutti i servizi, programmi e politiche per assicurare
l `i nt egr az i o ne e l a p i en a aIIe rm az i o n e d el p ri n ci p i o d i u gu a gl i an z a d i gen er e.
L` app ro c ci o d i gen ere i m p l i c a l e segu en t i at t i v i t a : o t t en ere d at i d i sa g gr eg at i , p er g ene re;
individuazione dei fattori discriminatori tra uomo e donna, o comunque, delle disparit; analisi di
dette disparit; formulazione di specifici obiettivi per superare dette disparit; definizione degli
indicatori per misurare la riduzione delle disparit; identificazione delle risorse necessarie;
elaborazione d i sp e ci Ii c h e st rat e gi e ; a g gi o rn am en t o d el l e st rat e gi e i n c am p o . L` el e n co d i cui so p r a
indica una tabella di marcia, che per molti aspetti, ha gi intrapreso il suo percorso.
In questa fase, consapevoli di quanto suindicato, nella cornice specifica della presente
Strategia, si mirer a coinvolgere, in modo partecipativo, non solo gli uomini ed i fanciulli, ma
anche le donne e le fanciulle Rom, Sinte e Caminanti.
Si in tal senso ben consapevoli che le donne RSC sono doppiamente discriminate: non
bisogna sol o ar gi n a re t a l e si t u az i on e , m a b i so gn a agi r e p er assi cu ra re l `empowerment femminile, in
quanto strumentale al miglioramento della condizione della persona ed anche della struttura
familiare nel suo complesso
35
.

2.1.3 I principi, ex art. 2 della Costituzione italiana: personalista e solidaristico

Lo Stato italiano si caratterizza per la sua Costituzione rigida. Tra i principi fondamentali
si rilevato - an n ov era a l l `art . 2 : i p ri n c i p i p e rso n al i st a e so l i d ari st i co , i n b ase ai q u al i l o S t a t o e l e
sue Istituzioni devono proteggere e promuovere i diritti fondamentali della persona, a fronte dei
doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale, che implicano il dovere inderogabile
p er l a p erso na, d i o sse rv are l e n o rm e v i g e n t i e d i 'ai u t are qualunque altra persona conviva nella
m e d esi m a so c i et a .
Nel sistema costituzionale nazionale, il principio personalista ha una valenza portante, ossia
si applica ad ogni persona sul territorio nazionale, indipendentemente dalla sua condizione,
sottolineando il rispetto della persona umana. Allo stesso modo, tale principio implica e sottintende
che lo Stato deve assicurare il medesimo trattamento a tutte le persone sul territorio nazionale (art. 3
della Costituzione italiana), per favorirne, inter alia, l`i n t eg raz i o n e / i n c l u si o n e so c i al e .



35
Cfr. nota 6, relativamente ai TB onusiani, in particolare il CEDAW Committee.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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2.2. FINALIT ED OBIETTIVI GENERALI

Obiettivo generale della Strategia nazionale quello di promuovere la parit di
trattamento e linclusione economica e sociale delle comunit RSC nella societ, assicurare un
miglioramento duraturo e sostenibile delle loro condizioni di vita, renderne effettiva e
permanente la responsabilizzazione, la partecipazione al proprio sviluppo sociale, lesercizio e
il pieno godimento dei diritti di cittadinanza garantiti dalla Costituzione Italiana e dalle
Convenzioni internazionali.
In particolare la definizione della prima fase biennale della strategia atta ad assicurare una
progressiva inclusione dei RSC nel tessuto socio-economico nazionale, non pu ovviamente non
riguardare il superamento di alcune particolari situazioni di degrado che peraltro sono relative
solo ad alcune grandi citt- n la piena soluzione delle questioni giuridiche riguardanti lo status di
cittadini. Tali interventi preliminari devono infatti essere coordinati con un forte sostegno alle
politiche regionali o locali in favore dei RSC.
Successivamente, in prospettiva di un completo superamento di ogni forma discriminatoria,
la strategia nazionale dovr sicuramente affrontare il nodo di una compiuta normazione di
carattere nazionale, ch e n o n so l o Iu n ga d a 'so st e gn o al co m p l et a m en t o o al m i gl i o ram e n t o d i
necessarie politiche territoriali di livello locale o regionale, ma stabilisca precisi principi e criteri
p er l `eI Iet t i v a tutela delle comunit RSC nella loro qualit di minoranze nazionali.
At t rav erso l a p resen t e St r at e gi a n az i o n a l e l ` It a l i a i n t e n d e i n n a n z i t u t t o:

sottrarre il fenomeno RSC ad una trattazione meramente emergenziale, riduttiva dal punto
di vista politico ed istituzionale, soggetta a storture o strumentalizzazioni di tipo mediatico e
potenzialmente subordinata ad approcci solo emotivi o contingenti;
prendere i n co n si d er az i o n e l `op p o rt u n i t a d i programmare interventi di integrazione di
medio e lungo periodo i n v i st a d el l a d eIi n i zi o n e d el l `ag en d a Europa 2020, non accettando
pi di ado t t are m i su re 'st rao rd i n a ri e;
far diventare linclusione dei RSC parte di un processo di maturazione culturale pi
complessivo, che i n t er es sa l `i n t era so ci e t a. La q u al i t a d i acc et t az i o n e d el R o m e del Sinto,
so g get t o 'd i ve rso p er antonomasia, contribuir a purificare la mentalit nazionale ed
europea dai germi della discriminazione razziale, che nel caso specifico ha preso
st o ri c am e n t e l a Io rm a d e l l `antigitanismo, fenomeno storico e culturale complesso, gravido
di effetti fortemente negativi sulle condizioni di vita delle popolazioni Rom e Sinte e che -
come noto - giunto nel corso del Novecento a permettere il compiersi della tragedia del
Porrajmos;
trattare il tema per la prima volta in una logica interministeriale; l ` It a lia aggiorna il proprio
app ro cci o e a ccet t a d i a IIro n t ar e l `i n c l u si o n e d e i R o m a p art i re d ai q u at t ro i n d i cat ori d i
criticit suggeriti dalla Comunicazione 173/2011 in una logica complessiva;
connotare la Strategia stessa di una valenza istituzionale ma anche simbolica. In questo
senso lintroduzione sistematica del Porrajmos nelle iniziative pubbliche dedicate alla
m e m o ri a d el l `Ol o c aust o co n t ri b u i ra al d e Ii n i t i v o i n gr esso n el l a cu l t u ra co rr en t e d i t al i
comunit tra quelle colpite dal dramma dello sterminio. I giovani potranno cos godere di
u n a u l t eri o re o c casi o n e d i ed ucaz i o n e al ri sp et t o . L`i n t e ra co m u n i t a n az i o n al e se n e gi o ve ra
su l Iro n t e d el l a co n o scen z a d el l `am p i ez z a d el d i se gn o d i m o rt e i n sit o n el l e p o l i t i ch e
nazifasciste.

Il perseguimento delle finalit generali della Strategia avviene nel pieno ed integrale
recepimento dei contenuti della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011 e si
realizza in una ottica di costante e sinergica interazione con il sistema degli attori istituzionali e
della societ civile, mediante la costruzione e il funzionamento di un modello di governance
multidimensionale basata, oltre che sui principi gi precedentemente illustrati, sulle seguenti
parole chiave:
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INTEGRAZIONE/SUSSIDIARIET

Il concetto di integraz i o n e , o l t re a rap p res en t a re l ` o b i e t t i v o Ii n al e d el l a S t rat e gi a , e a t u t t i gl i
effetti anche un termine di riferimento primario nella definizione delle metodologie di intervento sia
n el l `am b i t o d el la sinergia necessaria a garantire la convergenza funzionale delle competenze
istituzionalmente assegnate dal nostro ordinamento alle Amministrazioni centrali dello Stato, alle
Regioni, al sistema delle autonomie locali (in particolare i Comuni) che rispetto alla doverosa
integrazione tra risorse pubbliche nazionali (statali, regionali, comunali), fondi strutturali e
co m un i t a ri (an ch `essi a rt i c ol at i su i d i v e rsi l i v el l i Iu n z i o n a l i ) ret e d el l a so l i d ari et a r el i gi o s a e l a i c a e
del volontariato sociale.
In questo senso la connessione intrinseca del principio di integrazione a quello di sussidiariet
deve caratterizzarsi come un elemento chiave della Strategia, al fine di veicolare mediaticamente il
concetto che quanto pi i singoli soggetti saranno in grado di cooperare mediante interventi
complementari e sinergici in grad o d i o t t i m izz are l `u t i l i z z o d el l e ri so rse p u b b l i ch e, t a n t o pi u la
sussidiariet concretamente realizzata anche in termini di integrazione delle risorse finanziarie ed
umane impegnate nella Strategia produrr effetti duraturi e visibili in termini di integrazione
sociale e sicurezza percepita dalla popolazione, con un risultato positivo anche rispetto alla
destrutturazione degli stereotipi e dei pregiudizi, nonch del loro relativo utilizzo strumentale a
fini mediatici e politici.

COORDINAMENTO/CONDIVISIONE

L` el a b o r az i o n e e l a co nc ret a at t u az i o n e d i u n a linea di governance chiara, semplice, ma al
tempo stesso ben strutturata, risulta fondamentale ai fini del concreto e quotidiano svolgersi della
Strategia proprio in considerazione delle peculiari caratteristiche del sistema istituzionale
m u l t i l i v el l o ch e carat t eri z z a l `It a l i a a se gu i t o d e l p ro cesso d i d ev o l u z i on e re gi o n a l e d i p ri m ari e
competenze statali in materia di salute, servizi sociali, istruzione, lavoro, edilizia residenziale
pubblica. Trascorsi cicli di programmazione in ambiti e settori di rilievo sociale hanno dimostrato
co m e l `az i o n e d i coo rd i n am e nt o si a t a n t o p i u e IIi cac e q u an t o p i u co n d i v i s a ed acc et t at a ri su l t i , d a
parte di tutti soggetti chiamati a comporre il sistema di governance, la leadership del titolare delle
funzioni di coordinamento (in questo caso il Punto di Contatto Nazionale). La natura del soggetto
individuato dal Governo Italiano quale PCN, che si caratterizza non certo per funzioni tipiche di un
'ente gest o r e m a p i u t t o st o d i 'so gget t o t e rz o ch i a m at o a ' ga ran t i re , i n p i e n a au t o n o m i a d i
giudizio ed in condizioni di imparzialit, l'effettivit del principio di parita' di trattamento fra le
p erso n e e so p rat t u t t o a v en t e i l preci p u o co m p i t o d i 'v i gi l are su l l 'o p er a t i v i t a' d e gli strumenti di
t u t el a v i gen t i co nt ro l e d i scri m i naz i o n i
36
, costituisce in questo senso, oltre che un preciso impegno
a garanzia di un monitoraggio trasparente sullo stato di periodica attuazione della Strategia stessa,
anche e soprattutto una volont esplici t a v er so u n a S t rat e gi a 'ap er t a e IIet t i v a m en t e al l a
condivisione e alla partecipazione delle Comunit RSC.

INFORMAZIONE/MEDIAZIONE

La Strategia, pur essendo centrata sui quattro ambiti individuati dalla Commissione europea,
non pu non prevedere quale snodo centrale e irrinunciabile unazione sistematica di
informazione e mediazione, d a sv o l gersi si a i n Iase p ro p ed eu t i ca al l ` a v v i o d el l a S t rat e gi a ch e
durante le sue diverse fasi di attuazione, verifica, implementazione, monitoraggio. Informazione
bidirezionale e multidimensionale, rivolta cio da un lato ai diversi soggetti chiamati a concorrere,
ci a scun o n el l `am b i t o d el l e p ro p ri e co m p et e n z e, al l a co n c ret a at t u az i o n e d el l a S t rat e gi a (i n

36
Cfr. D.lgs. 9 luglio 2003, n. 215 e DPCM 11 dicembre 2003.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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p art i c o l ar e R e gi o n i , P r o v i n c e e C o m u n i ) d al l `al t ro al l e C o m u n i t a RSC (Associazionismo di
rap p res en t a nz a, si n go l e C o m u ni t a , sp e ci Ii c i i n se d i a m en t i et c . ) al l `asso ci a z i o n i sm o e al v o l o nt ari ato
o p eran t e n el set t o re d el l `i n cl u si o ne so c i al e , al l a st e ssa popolazione dei territori dove
maggiormente significativa la presenza delle Comunit RSC.
P ari m e nt i l `az i o n e d i mediazione sociale e culturale deve superare lapproccio meramente
assistenziale, ch e sp e sso l `h a carat t e ri z z at a , p er assu m ere co n n o t a t i e i n d i ri z zi v o l ti i n p art i c ol are a
promuovere ed innescare quei processi di responsabilizzazione e protagonismo comunitario in
gr ad o d i au m e n t ar e l `au t o rev o l e z z a e i l grado di rappresentativit delle Comunit RSC presso i
decisori politici nazionali e locali e l `o p i n i o ne p u b b l i ca n el su o co m p l esso, contribuendo a
rimuovere i pregiudizi e diffondere una immagine diversa dagli usuali stereotipi.
Anche in questo ambito di eminente rilevanza, la scelta della Strategia chiara ed autorevole,
prevedendosi la sistematizzazione delle positive sperimentazioni gi poste in atto dal PCN nello
sco rso bi e n ni o m ed i a n t e i l re cep i m en t o e l `at t u al i z z az i o n e al l a sp e ci Ii ci t a d el l a si t u az i o n e i t al i ana
della Campagna Dosta e del Programma Romed del Consiglio dEuropa.

IDENTIT/CAMBIAMENTO

Uno dei temi maggiormente evidenziati dalle Comunit RSC e confermato da diversi studi e
ricerche quello del l `i d e n t i t a st o ri c o-culturale, delle sue diverse declinazioni a livello geografico e
sociale e del suo rapporto sia rispetto ai diversi insediamenti che soprattutto in riferimento alle
nuove generazioni, nate e cresciute in contesti diversi e che, spesso privi di un forte riferimento
identitario, risultano facilmente esposti a fattori ed ambienti ad elevato rischio di devianza. In
questo senso la Strategia deve da un lato fare fronte al rischio del progressivo depauperamento
della memoria, d el l `i de n t i t a e del l a t rad i z i o n e cul t u ral e d el l e C o m u n i t a RSC, pervenen d o d al l `al t ro
alla definizione di un focus specifico sulle giovani generazioni RSC che sia in grado di
promuovere u n `autonoma e libera rielaborazione della propria storia, sostenendo altres la
crescita di una generazione RSC protagonista del proprio presente.

2.3 Il SISTEMA INTEGRATO DI GOVERNANCE SUSSIDIARIA PER LATTUAZIONE,
LA VERIFICA E IL MONITORAGGIO DELLA STRATEGIA

2.3.1 LUfficio nazionale antidiscriminazioni razziali

L` UIIi ci o p er l a p ro m o z i o n e d el l a p ari t a d i t rat t a m e n t o e l a ri m o z i o n e d e l l e d i sc ri m i n a z i on i
Ion d at e su l l a raz z a o s u l l `o ri gi ne et n i ca, p i u b rev em e n t e d en o m i n at o UNAR
37
, individuato dal
Governo italiano quale Punto di Contatto Nazionale per la Strategia di inclusione dei RSC, stato
istituito in attuazione della direttiva n. 2000/43/CE, relativa al principio della parit di trattamento
Ira l e p erson e i n d i p end en t e m en t e d al l a r az z a e d al l `o ri gi n e et n i ca.
Il legislatore i t al i an o h a Ii ssa t o i n m o d o d et t a gl i at o l e Iu n z i o n i ch e l `UII i c i o d ev e sv ol ge re
descrivendone i compiti, i poteri e i relativi limiti. Il D. Lgs. n. 215/2003 e il correlato DPCM 11
dicembre 2003 di organizzazione elencano analiticamente tali diverse funzioni, che possono
agevolmente essere raggruppate in quattro ampie categorie, individuabili in relazione agli scopi:


37
P er l a real i zzazi o n e d ei p ro p ri co mp i t i i st i tu zi o n al i, l `UNAR si avval e d ei Io n d i rel a t i vi al cap it o lo 53 7 'sp ese d i Iu n zi on amento
d el l `UNAR (p ari a 2 . 0 35 . 00 0, 00 eu ro an nu i ) ch e so no esp ressamen t e p revi st i e d et e r mi n at i d al co mma 3 d el l `art i co lo 2 9 d el l a
Le gge 1 marzo 2 0 0 2 , n . 39 'Di spo si zi o n i p er l 'ad emp i men t o d i o bb l i gh i d eri van t i d al l 'ap p art e n en za d el l 'It a l i a al l a C o mu n i t a' europee.
Le gge co mu n i t ari a 20 01 . Tal i Io n di , seco n do qu an t o d i spo st o d al l `art i co l o 21 d el l a Legg e 1 6 ap ril e 19 87 , n . 1 83 'C oo rdi n amen t o
d el l e p o l it i ch e ri gu ard an t i l `ap part e n en za d el l `It a l i a al l a C o mu n i t a eu ro p ea ed ad egu amen t o d el l `o rdi n amen t o i n t e rno agl i at ti
n o rmat i vi co mu n i t ari ven go n o rep eri t i at t raverso i l co sid d et to 'Io nd o d i ro t a zi o n e i st it u i to d al l `art i co l o 5 d el l a st essa l e gg e.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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la prima area di funzioni riunisce tutte le attivit che puntano a prevenire qualsiasi
comportamento o atto che realizzi un effetto discriminat o ri o , at t rav erso u n ` az i o n e di
sen si b i l i zz az i o n e d el l `o p i n i o n e p u b b l i ca e d e gl i o p e rat o ri d i set t o r e e u n ` at t i v i t a di
informazione e comunicazione;
la rimozione di qualsivoglia situazione comportante una discriminazione rappresenta il
secondo gruppo di attivit. Tali funzioni vengono svolte nel rispetto assoluto dei poteri
d el l `Au t o ri t a gi u d i z i a ri a e p rev ed o n o l a p o ssi b i l i ta d i Io rn i re l ` assi st e n z a l e g al e g rat u i t a al l e
vittime della discriminazione nei procedimenti giurisdizionali ed amministrativi o, ancora, la
real i z z az i o n e d i i nc h i est e p er v eri Ii car e l `esi s t e n z a d i Ien o m e n i d i s cri m i n at o ri ;
in una terza sfera di competenze rientra la promozione di azioni positive, di studi, ricerche,
corsi di formazione e scambi di esperienze, anche in collaborazione con le associazioni e gli
enti operanti nel settore, con gli istituti specializzati di rilevazione statistica e con le
o rg an i z z az i o n i n o n go vern at i v e. L`o b i et t i v o e st ab i l i re l i n ee gu i d a i n m at e ri a d i l ot t a al l e
discriminazioni, codici di condotta, protocolli di intesa per la realizzazione di interventi in
favore della parit di trattamento;
la quarta ed ultima area di interventi raggruppa le funzioni di monitoraggio e verifica
d el l `eII et t i v a app l i caz i o n e d el p ri n c i p i o d i p ari t a d i t rat t am e n t o e d el l `eIIi c aci a dei
m e ccan i sm i d i t u t el a . A t a l Ii n e l `UN AR , at t ra v erso u n co n t ro l l o st a t i s t i co e q u al i t a t i v o
sistematico dei casi di discriminazione su base etnica e razziale, elabora annualmente una
relazione per il Parlamento ed una seconda relazione per il Presidente del Consiglio dei
Mi n i st ri i n m eri t o al l `at t ivi t a sv o l t a .

A p art i re d al l a seco n d a m e t a d el 2 0 0 9 , l `UNAR , sulla base di una valutazione oggettiva del
primo quinquennio di attivit, ha avviato un percorso di profondo ripensamento del proprio ruolo,
abbandon and o l ` ap p ro cc i o so st an z i a l m e n t e i so l azi o n i st a e d i p resu n t a au t o su IIi c i en z a t i p i c o di u n
UIIi ci o ' n az i o na l e p e r u n a interpretazione pi dinamica, non burocratica, basata sul principio
delleffettivit del ruolo e dello svolgimento di tutte le funzioni assegnate dalla direttiva europea,
dal decreto legislativo di recepimento (D.lgs. 215/2003) e dal quadro normativo vigente, in un ottica
di costante condivisione, sinergica collaborazione e reciproca valorizzazione con il sistema delle
autonomie locali (Regioni, Province e Comuni nonch le relative associazioni di rappresentanza) le
ONG attive sul territorio, sia in ambito nazionale che locale, le comunit di riferimento, le forze
sociali (organizzazioni sindacali e datoriali) la societ civile in genere.

La n u ov a st rat e gi a d `az i o ne d el i n eat a h a co m p o rt a t o in particolare:

la costruzione di un modello di governance sussidiaria e integrata per la prevenzione, il
contrasto e la rimozione delle discriminazioni razziali che, facendo perno sul nuovo corso
d el l `UNAR, coinvolgesse in un sistema bidirezionale di partecipazione condivisa e resa
si s t e m at i ca d al l `i n seri m e n t o n el C o n t a ct C en t e r UNAR d el l e al t r e i st i t u z io n i n az i o n a l i (al l o
st a t o at t u al e i n p art i c o l ar e l `UIIi ci o n az i o n a l e d el l a C o n si gl i era d i P ari t a e p er suo tramite la
ret e d el l e C o nsi gl i e re d i P ari t a re gi o n a l i e p ro v i n c i a l i n o n ch e l `Osserv at o ri o p er l a si c urez z a
contro gli atti discriminatori del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero
d el l ` In t e rn o
38
) il sistema delle autonomie locali ai fini
suo @D`lQG30 }DLU'adrSR@@LRp`@OL0@Q0@DP@X Dp`@ppU0-LDQPJU@@ ] OO,QVc p} e ie e iu108.020sdiz707 1 0ali 92.i 44>7<-3(e)vi eWHPDf10 at(de)ica,92.27Fb003>asa4(uppo )-u3()-l c0>3<30.642 201.62 T04004F004C0003>-31<00510055972.64C004200510044004F004CB>-5<>-258>7<00031 92.664 18>4<00 T0>1<004300562 Tm[o V D` 581 64C005200510044004F004C4<0044>-5<05 0 0 4200510044JETBT>4<0048>4044>-5<05 0 0 -29<64457>003>4>4<0 1 92.648>7<06A0003>--3( )5005500480[o P0UH@BpL0LUPEp H D8I&00P11jUH@ @LD&O V`@ 11cUPH@ LAdT OO,F0y%@p+pLPy 7106 92052>]TJET002C>13<-3<00B66.31004C>-28(n)-3(azi>]20d556-1r[<0ig)5 e4>77106e Poc16(05567l[<0izifi )33tA556-,( )(92.2)a0106 v 11 03>-312(sue)4(ll)-9(e)00-87ss1 00p57>-ldell ll<o( )- (i)-11( )-199(c)4(e)4(316.01-66.31004C>-2d(azi>]20e4>7s(a)-5s-701 92.20in10)-)1520a4>7llerd(azio(azi>]209(e)->56(n(azi>]20la co)>]m)1870483<00444en3()-4e(D038099(sC00 0 10)-n106)003>-312(Ge)6-n106)003>r3(4))(ld707 e4>7l)1
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
27
un percorso di rielaborazione e applicazione di un nuovo modello organizzativo
, sfociato nel passaggio dal call center al contact center at t ra v erso u n ` app osi t a
ga ra eu ro p ea p er l ` aIIi d a m e nt o d el serv i z i o , n el l a co st i t u z i o n e d el C omitato tecnico per la
redaz i o n e d i racco m a n d az i o n i , p areri e at t i v i t a i sp e t t i v a e n el l o p zi o ne st rat e gi c a d el l a
p ro m o z i o n e , p art end o d a q u an t o p rev i st o d al l art . 4 4 d el T U su l l i mm igr az i o n e , m e ssa a
sistema e informatizzazione progressiva dei centri e degli osservatori territoriali contro la
d i sc ri m i n a z i o n e raz z i a l e su l l `i n t ero t erri t o ri o n a z i o n a l e;
un processo di riposizionamento presso istituzioni, enti locali, ONG e parti sociali (in
particolare le organizzazioni sindacali) teso a recuperare criticit del passato e a dimostrare,
n ei Iat t i , l `eII et t i v i t a d el l e Iu nz i o n i d el l `UNAR e l a su a ri go ro sa i m p a rz i a l i t a e au t o n o m i a
39
;
una incessante attivit itinerante sul territorio nazionale, del tutto inconsueta rispetto al
passato almeno per le dimensioni quantitative raggiunte dal nuovo corso, che ha visto
l `UNAR sem pre p res en t e ed at t i v o i n cen t i n ai a d i i n iz i a t i v e , i n c o n t ri e m a n i Iest a z i o n i , a
partire dalle audizioni itineranti delle associazioni iscritte al Registro di cui al D.lgs.
215/2003
40
;
una consapevole azione di stimolo rivolta alle ONG p e r l ` el a b o raz i o n e , l a p ro gr am m az i on e
e la realizzazione condivisa e congiunta di progetti di livello nazionale, come nel caso dei
p ro get t i euro p ei P ro g res s, d el l a S et t i m an a co n t ro l a v i o l en z a e d el l a S et t i m an a d `az i o ne
cont ro i l r az z i sm o , m e d ian t e l `at t i v a z i o n e d i p art n ersh i p e ret i i n Io rm al i e Io rm a l i co m po s t e
dalle principali ONG di settore;
l `el a b o raz i on e , su l l a b as e d el l e v al u t az i o n i d eri v an t i d al l `an al i si d ei d at i d el C o n t a ct cent e r,
di focus tematici rivolti alle giovan i gen eraz i o n i , al l `asso c i az i o n i sm o e al l e d o n n e st ran i e re,
con il finanziamento di azioni positive realizzate dalle ONG in collaborazione con gli Enti
locali, la realizzazione di misure ad hoc quali il social network di volontariato civico
giovanile (www.retenear.it) la settimana nazionale contro la violenza e le discriminazioni
n el l e scu o l e i t al i an e d i ogn i o rd i n e e gr ad o e d i cam p a gn e d i s en si b i l i zz az i o n e ('d on n e
st ran i e re co n t ro o gn i d i sc ri m i n az i o n e );

39
P er q u ant o con cern e l a q u est io n e rel a t i va al l `i n d i p end en za d el l `UNAR , si so t t o l i n ea ch e d al 20 09 ad o ggi l `UIIi c i o , an ch e al fine di
aderire alle osservazioni rivolte in p assat o in sed e Nazi on i Un i t e, C o n si gl i o d `Eu rop a e Un io n e eu ro p ea n el l `amb i t o d el l a p erio d i c a
at t i vi t a d i vi gi l an za svo l t a d al l a C o mmi ssi o n e i n d ip end en t e CE RD (ONU), E C R I (C on si gl i o d `Eu rop a) e F R A (Un i on e eu ro p ea)
nelle more della definizione da parte delle Istituzioni competenti di modifiche normative o regolamentari atte a rafforzare
gi u ri d i c amen t e i l man d at o co n Ieri t o al l `UNAR i n at t u azi o n e d el l a Di ret t i va 4 3 / 2 00 0, h a d i sp i e gat o u n `at t i vi t a d i concreta
autonomia e imparzialit manifestatasi in particolare attraverso: a) apertura di istruttorie su eventi e fattispecie discriminatorie
poste in essere da altre Amministrazioni centrali dello Stato e d el l a st essa P resi d en za d el C o n sigl i o (q u al i i 'B uo n i vacan ze d el
Di p art i men t o d el Tu ri smo , i l 'b an d o M ecen at i d el Dip art i men t o d el l a Gi o ven t u e l `a p ert u ra d el Servi z i o ci vi l e ai ragazzi st ran i e ri
nati in Italia e regolarmente soggiornanti); b) apertura di istruttorie relative ad eventi e fattispecie discriminatorie poste in essere
da Amministrazioni regionali ed enti locali diretti e/o composte da partiti politici, anche facenti parte della coalizione
governativa ( ved asi l e n u mero se i st ru t t o ri e i n eren t i i l Ien o men o d el l e co si d d et t e 'o rd i n an ze co n cen t ra t o i n p art i co l a re i n Lo mb ard i a
e Veneto, nonch alcune leggi regi o n al i eman at e d al F riu l i V en ezi a Gi u l i a e d al l a R egi o n e V en et o ch e sub o rd i n avan o l `a ccesso a
servi z i Io n d amen t a l i al p o ssesso d i l un gh i p erio d i d i resi d en za n el t e rri t o rio regi o n al e et c . ) c) l `e l ab o razi o n e e l a d i IIu sione di
apposite raccomandazioni su a mb i t i t e mat i ci d i si gn i Ii c at i va ri l evan za, e man at e d al l `UIIi c i o su l la b ase d el ri p et e rsi d i Iat t i sp eci e
d i scri mi n at o ri e , co me n el caso d el l e di scri mi n azi o n e n el l `accesso ai servi z i so ci a l i et c . Tal i racco man d azi o n i h ann o lo scop o
precipuo, mediante l a l o ro o pp ort u n a di ra ma zi o n e al si st ema d el l e au t o no mi e l o cal i , d i p reven i re l `a d o zi on e d a p art e d egl i en ti
pubblici competenti di atti e procedimenti anche solo potenzialmente discriminatori; d) apertura di istruttorie inerenti a
dichiarazioni di esponenti politici, inclusi quelli appartenenti a Partiti della maggioranza di Governo, nonch materiali
propagandistici utilizzati dagli stessi nel corso delle competizioni elettorali (arrivati in alcuni casi alla trasmissione da parte
d el l `UIIi c i o d i no t i zi e d i reato alle competenti Procure della Repubblica); e) la riorganizzazione del Call Center dellUfficio,
trasformato in contact center e interconnesso, mediante la sottoscrizione di accordi e protocolli operativi con Regioni ed altri
enti locali, con le reti di centri ed antenne territoriali contro ogni forma e causa di discriminazione gi autonomamente istituite o
da istituirsi congiuntamente con gli enti locali stessi e tutte le parti sociali e le organizzazioni no profit di riferimento (ONG,
associazioni di volontariato, comunit di rappresentanza degli interessi diffusi etc.) in modo da rendere sempre pi trasparente e
condivisa la gestione delle istruttorie e prescindere nella loro definizione quotidiana da qualsiasi eventuale valutazione di
ordine politico-istituzionale estranea alle previsioni normative; f) la istituzione di una serie di tavoli e luoghi di concertazione, co-
p ro grammazi o n e e co n d i vi si o n e d el l e at t i vi t a UN AR q u al i l a 'c a b i n a d i regi a UN AR P art i so cial i i st i t u i t a n el ma ggi o 2 0 1 0 cu i
hanno aderito tutte le organizzazioni di rilievo nazionale, il Gruppo nazionale di lavoro con le associazioni, cui aderiscono oltre 20
tra le principali associazioni nazionali operanti su tutti gli ambiti di discriminazione etc.
40
Si segnala che nel gennaio 20 12 e st at a av vi a t a u n a co n su l t azi on e ri vo l t a al l e o l t re 40 0 asso ci a zi oni i scri t t e n el l `E l en co d egl i en t i
cui UNAR conferisce la legittimazione ad agire ai sensi del D.Lgs. 215/2003 e nel cui numero sono ricomprese anche le 275
associazioni iscritte al Regi st ro UNAR d i cu i al l `art i co l o 5 d el D. Lgs. 2 1 5 /2 00 3.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
28
la definizione di una strategia complessiva di tutela delle comunit Rom e Sinte, attraverso
la realizzazione della Campagna Dosta e la costruzione di un
m o de l l o d i go v ern an ce d a sp e ri m en t a r e n el l e R e g i o n i d el l `Ob i e t t i v o C o n ver gen z a (C al a b ri a,
C am pa n i a, P u gl i a e S i c i l i a) n el l `am b i t o del Fondo Sociale Europeo attraverso il
coinvolgimento delle associazioni di rappresentanza delle comunit Rom e Sinte
41
;
una centralit rinnovata alla tematica delle discriminazioni nei luoghi di lavoro attraverso la
definizione e la messa in opera di un nuovo protocollo di intesa con le parti sociali e la
st e su ra d i un a c co rd o o p e rat i v o co n l `UI Ii ci o n a z i o n a l e d el l a C o n si gl i e ra d i P ari t a ;
un ruolo rilevante rivolto alla ricerca statistica, m e d i an t e l `at t i v a z i o n e d el l a co n v en z i o n e
sottoscritta fin dal 2008 co n l ` IS T AT p er l a real i z z az i o n e d el l a p ri m a ri cer ca n az i o n a l e su l l e
discriminazioni per etnia, orientamento sessuale e genere
42
, d i q u el l a su l l `i mm i graz i o n e e l a
d eIi n i z i o n e d i u n p i a n o d i Iat t i b i l i t a p er l `i st i t uzi o n e d i u n centro di ricerca permanente
d che consenta, in particolare, la
rilevazione periodica dei fenomeni di xenofobia e razzismo sul territorio nazionale e la sua
misurazione nei rispettivi territori regionali attraverso un set di indicatori di riferimento;
uno sviluppo esponenziale delle attivit di verifica e monitoraggio circa il grado di
effettivit della tutela prevista dalla normativa vigente per le potenziali vittime di
d i sc ri m i n a z i o n i razz i a l i , at t rav erso u n ` at t i v i t a cre scen t e d i co n t rasto delle discriminazioni, a
partire da quelle poste in essere da altre amministrazioni pubbliche, siano esse centrali o
afferenti al sistema delle autonomie locali;
l `i st i t u zi o n e , n el l `am b i t o d el co n t a ct cen t e r, d i u n fondo di anticipazione per le spese legali
delle vittime di discriminazione e di un gruppo di lavoro ad hoc e della funzione di
monitoraggio dei procedimenti penali in corso per fenomeni di razzismo e xenofobia (140
circa i procedimenti giudiziari monitorati al 31 dicembre 2011).

Per quanto concerne il monitoraggio dei fenomeni di discriminazione, il Contact Center
d el l `UNAR , su l l a b as e d el l a ri o r gan i z z az i o n e d el serv i z i o av v i a t a d al 2 0 1 0 , h a co n s e gu i t o
n el l `u l t i m o b i e n n i o u n efficace ed esponenziale aumento dellemersione dei fenomeni, perlopi
sommersi, di discriminazione, passando dalle 373 istruttorie
43
del 2009, alle 767 del 2010, fino alle
1000 gestite nel corso del 2011
44
, con una crescita complessiva nel biennio pari al 300% circa
45
,
mentre sono stati n. 20.068 nel 2011 i contatti totali avuti dal Contact Center, a fronte degli 11.100
del 2010.
P ari m e nt i , i n at t u azi o n e d el l `art i c o l o 4 4 , co m m a 1 2 d el D. Lgs. 2 8 6 / 1 9 9 8 , e st a t o av vi a t o u n
percorso di interlocuzione istituzionale con il sistema delle autonomie locali al fine di definire la
costruzione di una rete integrata di centri e osservatori territoriali contro le discriminazioni, che ha
co n do t t o , d o po u n a sp e ri m en t a z i o n e su al c u n i t erri t o ri re gi o n a l i , al l `ad o z i o n e , m e d i an t e ap p o si t o
decreto varato il 24 ottobre 2011, di apposite linee guida nazionali condivise con le Regioni,
co n t e n en t i i req u i si t i I u n z i o na l i p er l `at t i v a z i o n e o m o g e n e a su l t e rri t o ri o d ei cen t ri e d e gl i
osservatori antidiscriminazione.

41
An ch e su l p resup po st o d i t a l e ri c o no sci u t a at t i vi t a si e p erven u t i, in d at a 1 0 no vemb re 2 0 11 , al l `u n ani me i n d i vi d u azi on e
d el l `UNAR , d a p art e d i tu t t e l e Ammi n i st ra zi o n i cen t ra l i i n t e ressat e , q u al e P u nto di Contatto Nazionale.
42
La ri c erc a e st at a c o n cl u sa n el dice mb re sco rso d al l `IS TAT e sara d i sp on ib i l e en t ro marzo 2 0 12 .
43
Il t e rmi n e 'i st ru t t o ri a si r i Ieri sc e a u n a p ro ced u ra co mp l e ssa r el a t i va ad u n at t o (o p iu at t i si n go l i po st i i n essere d a soggetti diversi
ma rel a t i vi ad u n a st essa Iat t i sp ec i e c o me n el caso d ei b an d i co mu n al i rel a t i vi al C en si men t o ) ch e i mp egn a l `UIIi c i o u su al m ente nella
red azi o n e d i un app ro Io nd i to p arere gi u ri d i c o cu i Ia segu i t o un i n t e rven t o d i ri l i e vo est ern o d el l`UIIi c i o st esso, consistente nella
notifica a rimuovere (o compensare) la discriminazione o, nei casi previsti dalla Legge, alla formulazione di una notizia di reato.
Ovvi a men t e l `i st ru t t o ri a vi e n e cost an t e men t e segu i t a, ag gi o rn at a e t ra t t a t a Ii n o al l a su a co n cl u si one (nel caso di un procedimento
giudiziario innescato dalla istruttoria per esempio si procede a seguire il procedimento, anche affiancando la vittima e il suo legale e
sollecitando la tempestiva trattazione del procedimento da parte delle Procure competenti). Diverso il caso delle cosiddette
'segn al a zi o n i , i l cu i t e rmi n e si ri Ieri sc e a azi o n i p ro mo sse d a t e rzi (p ot e n zi a l i vi t t i me, t e st i mo n i , asso ci a zi o n i ed ent i legittimati ad
agi re et c. ) e p erv en u t e al l `UIIi c i o med i a n t e i l co n t a ct cen t e r o al t ri can al i t radizionali che non necessariamente sfociano in istruttorie
(se i n Iat t i n o n su ssi st on o el e men t i i n eren t i l a Iat t i sp eci e d i scri mi n at o ri a , l a segn al a zi o n e vi e n e ch iu sa co me u n 'n on even t o ).
44
Il report statistico ufficiale sar predisposto entro marzo 2012.
45
L`It a l i a h a raggi u n t o co si un li vel l o di emersi o n e d ei Ien o men i di d i scri mi n azi o n e p ari a qu el l o Iran cese (c Ir. d at i d el l `HALDE,
autorit francese contro le discriminazioni)
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
29
T al e at t i vi t a si e so st an z i a t a n el l `ad o z i o n e d i a p p o si t i accordi con n. 11 Regioni, n. 32
Province e n. 5 Comuni (tra cui Milano, Roma e Venezia) che entro il 2013, sulla base di un
significativa e diffusa attivit di formazione degli operatori territoriali, realizzata direttamente
d al l `UIIi c i o , sa ran no co n segu en t e m en t e i n t er co n n esse co n i l sistema informatico del Contact Center
UNAR, consentendo un ancor pi efficace monitoraggio dei fenomeni e la costituzione di una
banca dati unica
46
.


C o m pl et a n o l `az i on e d i si s t e m at i zz az i o n e del l a p res a i n c ari co d ei Ien o m e n i d i
d i sc ri m i n a z i o n e l `acco rd o so t t osc ri t t o d al l `UNAR co n l `OSC AD, Osservatorio per la sicurezza
(e per esso anche con la Polizia

46
Al l o st at o at t u al e son o gi a i n t e rco n n esse co n i l C on t a ct C en t e r d el l `UNAR l e reti territoriali delle Regioni Emilia Romagna e
Li gu ri a , q u el l e d el l e P ro vi n ce d i M an t o va e P i sto i a e qu el l e comu n al i d i P avi a e V en ezi a . E ` previ st a , en t ro i l 3 0 giu gn o 2 012,
l `a t t i vazi o n e d el l e ret i d el l e R egi on i P i e mo n t e , P u gl i a e To scan a, d el l e P ro vi n ce di Roma e del Comune di Milano.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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P o st a l e) e con l `UIIi ci o n az i o n a l e d el l a Consigliera di Parit, nonch la imminente costituzione del
Centro di ricerca permanente contro le discriminazioni etnico-razziali (CERIDER) del network di
mediatori specializzati nella tutela antidiscriminatoria (che incrementer la consulenza legale
gratuita alle vittime) e i tre back office tematici su disabilit, et e orientamento sessuale operativi
sp e ri m ent a l m e n t e d al l o sco rso o t t o b re n el l e R egi o n i d el l `Ob i et t i v o C o n v erg en z a (C al a b ri a,
Campania, Puglia e Sicilia) cui si intende aggiungere, entro il 2012, un ulteriore back office
specialistico per la trattazione delle istruttorie inerenti potenziali eventi ed atti a contenuto
discriminatorio posti in essere nei confronti delle Comunit RSC.
Dal l `esam e d el qu adro d et t agl i at o d el l e i n i z i a t i v e e d el l e at t i v i t a su m m en z i o n a t e (ri n v e ni b i l i
in via analitica n el l a R el a z i o n e al P arl am en t o su l l `eIIet t i v a ap p l i caz i o n e d el p ri n c i p i o d i p ari t a d i
t rat t am e n t o e su l l `eI Ii ca c i a d ei m e cc an i sm i d i t u t el a p er l `an n o 2 0 1 0 l i b e ra m e n t e scari cab i l e sul si t o
www.unar.it) si evidenzia che il contact center, nella strategia di governance sussidiaria per la
p rev en z i on e , i l con t rast o e l a ri m o z i o n e d el l e d i sc ri m i n a z i o n i el a b o rat a d al l `U IIi c i o , si p on e al
centro del seguente sistema:




2.3.2 LUNAR e la strategia nazionale di inclusione dei Rom e Sinti

L` el a b o r az i o n e d i u n a 'S t rat e gi a Naz i o n a l e d i In cl u si o n e d ei R o m , Ii n o al 2 0 2 0, i n
attuazione della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011 vede dunque l `UNAR
quale Punto di Contatto Nazionale designato dal Governo Italiano
47
, per l `el a b o raz i o ne ed il

47
Ad o ri e n t a re l `a t t i vi t a d el l `UIIi c i o verso q u est a sp eci Ii c a area d i i n t e resse, h a co n t ri bu i t o d un que i n p ri mo l u o go l `e same della
casistica relativa alle segnalazioni di casi di discriminazione razziale pervenuti al Contact C en t e r del l `UNAR 8 0 0 90 10 1 0, ch e si
so n o in t e n si Ii c at i i n qu est i u l t i mi an ni d i att i vi t a e ch e h ann o rigu ard at o p ri n cip al men t e l `a mb i t o d el l `i st ru zio n e, d el l `accesso al
l a vo ro e al l `al l o ggi o , ma an ch e d i scri mi n azi o n i i st i tu zi on al i come ordinanze comunali di negato accesso a spazi pubblici o
d i scri mi n azi o n i co l l et t i ve e mess aggi d i i st i gazi o n e al l `o d io razzi a l e p ron un ci a t i d a po l i ti c i ed espon en t i d el l e i st i tu zi o ni . L`i mp egn o
ri vo l t o d al l `UNAR i n azi o ni d i preven zi o n e e con t ra st o d el l e di scri mi n azi o n i nei confronti di Rom e Sinti, e la partecipazione attiva
Cabina di Regia
Parti Sociali
Gruppo nazionale di Lavoro
Associazioni Progress

OSCAD

PREFETTURE
Forze dellOrdine
Elenco Enti Legittimati
Registro Associazioni
Back Office
Et, Religione, Convinzioni personali
Back Office Orientamento sessuale
e identit di genere
Back Office
Disabilit
NETWORK
MEDIATOR
I

CONSIGLIERA
DI PARIT

RETE
Consigliera di Parit

CERIDER

Centro
Territoriale
e
Centro
Territoriale

BANCA DATI
TERRITORI
O
Centro
Territoriale
Centro
Territoriale
ee
Centro
Territoriale
e
Centro
Territoriale
e

CONTACT CENTER
UNAR

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
31
coordinamento della S t rat e gi a d i i n c l u si o n e d ei R o m , i n at t u az io n e d el l `i m p e gn o d el l a
Comunicazione della Commissione Europea N. 173/2011.
L` UNAR , d o p o av er ri cev u t o l a Io rm a l e d esi gn az i o n e d a p a rt e d el Comitato Tecnico
Permanente del CIACE, in data 18 novembre 2011, h a su b i t o av v i at o u n `a z i o n e d i co i n v o l gi m en t o
attivo e di coordinamento del sistema degli attori istituzionali ed associativi pi rilevanti nel
sostegno di politiche e servizi di inclusione socio-economica, a favore delle Comunit Rom, Sinte e
Caminanti.
Dopo gli incontri con le rappresentanze nazionali dei RSC e con le associazioni di rilievo
nazionale, il Punto di Contatto Nazionale, presieduto dal Direttore del l `UNAR, ha costituito una
Cabina di regia, composta da rappresentanti delle seguenti amministrazioni ed enti: Ministero
d el l ` In t e rn o ; Ministero della Giustizia, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Ministero
d el l ` Ist ruz i o ne , d el l `Un i v ersi t a e d el l a R i c e rca; Mi n i st ero d el l a Salute; Conferenza dei Presidenti
delle Regioni; Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI); Unione Pr o v i n c e d `Italia (UPI).
In considerazione della centralit che la Strategia nazionale riveste ne l l `a mb i t o d e l l e p o l i t ic he d i integrazione
della popolazione RSC nel nostro contesto sociale e della grande importanza che la Commissione Europea attribuisce
alla realizzazione della Strategia stessa per il miglioramento delle condizioni di vita dei RSC, occorre, da un lato,
valorizzare le azioni gi poste in essere dalle altre realt coinvolte, dando coerenza ad un quadro condiviso di misure
politiche di inclusione; e d a l l `a l t r o , r i Il e t t e r e e d e c i d e r e d i i nt r a p r e nd e r e a z i o ni c o nd i vi se , i n p r i mi s, ne i q ua t t r o a s si d i
intervento, relativi al lavoro, alla casa, a l l a sc uo l a e d a l l a sa l ut e , no nc he a l c u ne 'a z i o ni d i si st e ma d i na t ur a t r a sve r sa l e
e c he r i sul t a no ne c e s sa r i e p e r l `e I Ii c a c e r a g gi un gi me nt o d e gl i o b i e t t i vi sp e c i Ii c i c o nt e n u t i ne i s u mme nz i o na t i a ssi d i
intervento.
Pi in particolare, la Strategia di azione si decliner attraverso Linee-guida settoriali, ma orientate da un
approccio integrato, i n c o nIo r mi t a c o n l e p r i o r i t a d e l l ` Age n d a d e l l `UE 2 0 2 0 p e r una so c i e t a i nc l usi va . S ul l a b a se d i u n
principio di intervento esplicito ma non esclusivo a favore dei RSC, si deve, in prima istanza, partire coordinando,
mo ni t o r a nd o e r a I Io r z a nd o l `i nt e r ve nt o d e l l e P ub b l i c he Am mi n i st r a z i o n i r e l a t i va me nt e a p o l i t ic he gl o b a l i Ii na l i z z a t e
a l l o svi l up p o d e l l `i nt e gr a z i o ne so c i a l e d e l l e p o p o l a z i o ni RSC, tenendo in considerazione anche le opinioni e gli
atteggiamenti assunti, a tal proposito, dal tessuto sociale locale.
Nel l `el a bo r az i o n e del l a S t rat e gi a n az i o n a l e, i l Pu n t o d i C o n t a t t o p resso l`UNAR , al Ii ne di
assicurare il massimo coinvolgimento dellassociazionismo, ha svolto Ii n d al l `av v i o d el l e at t i v i t a
propedeutiche alla definizione della Strategia stessa riunioni e momenti di confronto con le
p ri n c i pal i asso c i az i on i naz i o n a l i e i nt ern az i o n a l i i m p egn at e p e r l `i n c l u si o n e d ei RSC, in stretto
raccordo con le Federazioni Rom e Sinte. Inoltre, per formalizzare la partecipazione
d el l `asso c i az i o n i sm o R om al l a el a b o raz i o n e e m o n i t o rag gi o d el l a S t rat e gi a n az i o n a l e, e st a t a ap ert a
p resso i l si t o d el l `UNAR u na pubblica richiesta di manifestazione di interesse per la creazione di
Tavoli di lavoro regionali, provinciali e comunali opportunamente diffusa anche tramite i siti
i st i t uz i o n a l i d e l l e R e gi on i e d el l `asso c i az i o n i sm o .
Dal p u n t o d i v i st a o rg an i z z at i v o , i l P C N, seco n d o l e esp resse p rev i s i o n i d el l `Uni on e
europea, poi al centro di un sistema organico di cooperazione interistituzionale da un lato e di
co n cert az i o ne e co n d i vi si o n e co n l a so ci e t a ci v i l e d al l `al t ro .
Il sistema di governance el a b o r at o n el l `ambito della presente Strategia e visualizzato
graficamente nella Tavola n. 5, prevede in particolare:

Tavolo Interministeriale, con compiti di indirizzo e coordinamento politico-istituzionale
della Strategia nel suo complesso, coordinato dal Ministro per la Cooperazione
i n t ern az i o na l e e l ` In t e gr a z i o n e , cu i p art e ci p a n o d i d i ri t t o i l Mi n i st ro d el l ` In t e rn o , i l Mi n i st ro
del Lavoro, delle Politiche Sociali e delle Pari Opportunit, il Ministro della Salute, il
Mi n i st ro del l ` Ist ru z i o n e , Un i versi t a e R i c erc a, i l Mi n i st ro d el l a Gi u st iz i a, cui il PCN dovr
periodicamente relazionare, sia rispetto allo stato di attuazione della Strategia che in merito

d el l `UIIi c i o al l e p rin ci p al i ret i euro p ee e ai gru pp i d i l a vo ro p er l `in cl u si on e so ci a l e d ei Ro m, h an no p ermesso d i acqu i si re elementi
utili alla elaborazione di proposte politiche e amministrative di indirizzo per il superamento della discriminazione e degli ostacoli
al l `i n t e grazi o n e so ci a l e d el l e co mu n i t a.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Come evidenziato, la Strategia allo scopo di conseguire il raggiungimento degli obiettivi
generali si articola dunque in quattro diversi Assi di intervento, corrispondenti alle aree tematiche
individuate dalla Commissione, ciascuno dei quali prevede 3 obiettivi specifici.
Parte integrante e fulcro della Strategia risultano poi le Azioni di sistema, che vengono
promosse ed attuate, sulla base delle linee di indirizzo formulate dal Tavolo Interministeriale,
direttamente dal PCN o dalle Amministrazioni Centrali previo coordinamento del PCN e si
caratterizzano per la loro trasversalit rispetto agli Assi di intervento e agli Obiettivi specifici, in
quanto finalizzate in particolare a: so st en e re ed i m p l em e n t are l ` at t u al e l i v el l o d i capacity building
i st i t uz i o n a l e e del l a so c i et a ci v i l e per l `i n c l u si o n e so c i al e d ei RSC; promuovere e realizzare un
sistema integrato permanente di reti e centri territoriali contro le discriminazioni; programmare ed
at t u are u n a st r at e gi a a d h o c n el set t o re d el l ` i n Iormazione e della comunicazione; elaborare,
sperimentare e rendere permanente un modello di partecipazione delle comunit RSC ai processi
decisionali nazionali e locali.
Attraverso le diverse misure (Azioni, Assi, Obiettivi) in cui la Strategia nazionale
articolata, si vuole cos raggiungere un concreto miglioramento della realt socio-economica,
abitativa, educativa e sanitaria di RSC, favorire la loro positiva immagine sociale, rafforzare il
sen so d i ap part en en z a al l a so c i et a p i u am p i a e l `eserci z i o d ei p ro p ri d i ri t ti , co n i l coinvolgimento
attivo delle comunit e della societ civile, in uno spirito di forte cooperazione tra
amministrazioni locali, regionali e nazionali.

2.4.1. Le Azioni di Sistema

Azione 1. Aumentare la capacity-building istituzionale e della societ civile per linclusione
sociale dei RSC.

Come noto la sentenza del Consiglio di Stato n. 6050 del 16 novembre 2011
48
ha
d i c h i arat o l `i l l egi t t i m i t a d el d ecret o 2 1 m a g gi o 2 0 0 8 d el l a P resi d e n z a del Consiglio dei ministri,
avente ad oggetto lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunit rom e sinte nel
territorio delle regioni Campania, Lombardia e Lazio, nominando altres Commissari delegati e
conseguentemente degli atti di esercizio dei poteri emergenziali di protezione civile.
Alla luce della citata sentenza e considerato che la realizzazione di politiche sociali di
inclusione dei RSC , e resta, di precipua competenza degli enti territoriali, si rende pertanto
necessario, anche in riferimento al modello di governance elaborato al fine di rendere
concretamente ed efficacemente attuabile la Strategia, assicurandone al contempo la periodica
verifica in termini di valutazione dei risultati conseguiti e di monitoraggio degli obiettivi raggiunti,
sviluppare u n `azione sistematica, costante e capillare atta a concorrere in maniera condivisa e
partecipata al progressivo innalzamento dei diversi livelli di capacity-building attualmente
espressi in ambito istituzionale nazionale e locale, nonch da parte dei diversi interlocutori afferenti
alla societ civile quali comunit di rappresentanza degli interessi diffusi (associazioni RSC,
organismi del terzo settore operanti nella inclusione sociale dei rom e sinti, ONG di promozione e
tutela dei diritti dei RSC, ecc.) in modo da renderli adeguati, coerenti e convergenti rispetto agli
obiettivi fissati nella Strategia stessa.
L`i n si e m e del l e i n d i caz i o n i gi emerse d al l `an al i si sv o l t a n el l a p ri m a p art e d el l a S t rat e gi a e
dagli st e ssi st u d i d el l `UN AR co n se nt e di delineare una serie di idee forza che possono concorrere a
migliorare le capacit delle amministrazioni e degli altri soggetti che operano in questo ambito a far
fronte alla discriminazione, concependo percorsi e ipotesi di lavoro, indirizzati da una Strategia

48
In p art i co l a re l a p ron un ci a ri c ono sce ch e n el ci t ato d ecret o 'i l cri teri o d i in d i vi du azi o n e d ei d est i n at a ri d egl i at t i no n e l `e t n i a ma l a
presenza in insediamenti di comunit nomadi sia e soprattutto perch le iniziative previste, a prescindere dalle concrete modalit di
realizzazione, sono finalizzate a garantire il rispetto dei diritti fondamentali e della dignit delle persone e, in definitiva, costituiscono
st ru men t i vo l t i , in co eren za co n l a Ii n al i t a c o mu n i t ari a , a mi gl i o rare l `i n cl u sio n e d el l e co mu n i t a no ma d i .

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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nazionale di inclusione coordinata dal PCN, insieme con le amministrazioni centrali e le
associazioni RSC, in grado di influire positivamente sui singoli ambiti di intervento, mediante:

la declinazione di singole strategie regionali, in linea con la Strategia nazionale, di
coo rd i n am e n t o d el l ` at t i v i t a d i m o l t e p l i c i so g get t i t e rri t o ri al i , a cu i e d el e g at a l `az i o n e p rat i c a
nelle aree critiche del lavoro, dell a cas a, d el l e co n d i z i o n i san i t ari e e d el l `ac cesso
al l `i st ru z i o n e. Tale scelta prevede la possibilit di costituire sui singoli territori appositi
tavoli di lavoro regionali dove confluiscono, interfacciandosi reciprocamente, le diverse
competenze, esperienze e peculiarit degli attori istituzionali e sociali e si realizza la
concreta attuazione sui territori degli obiettivi specifici contenuti nei singoli assi di
intervento, intrecciando in maniera complementare e sinergica la progettualit e la
programmazione regionale e locale con quella gi delineata, a livello nazionale, dal Tavolo
Interministeriale e concretamente attuata attraverso i quattro tavoli nazionali tematici
coordinati dalle rispettive amministrazioni di riferimento (Ministero del Lavoro e delle
P o l i t i che S o ci a l i ; Mi n i stero d el l ` Ist ru z i o n e , Un i v ersi t a e R i c erc a; Mi n i st ero d el l a S al u t e;
Mi n i st ero d el l ` In t e rn o ). In q uest o co n t e st o si assi c u ra, a p resci n d ere d al l a s cel t a d ei m o de l l i
di intervento operativo che pu variare a seconda dei contesti territoriali, il protagonismo
positivo e la presa in carico dellamministratore pubblico quale strada necessaria per
t ragh et t ar e l e t a n t e em e r genz e ro m v e rso i l t ra gu ard o d el l `i n serimento nella societ italiana
ed anche quale strumento di consapevolezza/responsabilit civica, su cui fare leva contro il
pregiudizio/discriminazione;
l`el a b o raz i on e , l a sp e ri m en t a z i o n e e l a p ro gr essi v a e si s t e m at i c a a p p l i caz i o n e di linee guida
rivolte a migliorare, nel l `am bi t o d ei su m m en z io n at i t a v o l i regi o n a l i d i at t u az i o n e d ella
strategia, la capacit delle Pubbliche Amministrazioni regionali e locali, per la realizzazione
d i p o l i t i che ad egu at e, Ii n al i z z at e al l o svi l u p p o d el l `i n t eg raz i o n e so c i al e d el l e p o p ol a z i on i
RSC tenendo quindi necessariamente conto anche delle opinioni e degli atteggiamenti
assunti, a tale proposito, dalla societ locale.
l `avv i o d i i n iz i a t i v e i n grad o d i Iar l e v a su l protagonismo attivo dei segmenti di
cittadinanza m a g gi o rm e n t e sen si b i l i al l e p ro b l em a t i c h e rel a t i v e al l `i n cl u si o n e so c i al e d ei
RSC e interventi di inclusione sociale che dovranno tener conto delle esigenze espresse
dagli abitanti che vivono nella aree pi prossime agli insediamenti, operando nella direzione
di fornire risposte adeguate e non demagogiche alle problematiche poste da questi
segmenti di popolazione;
l `o p po rt u n i t a d i creare organismi bilaterali con la presenza delle organizzazioni di
rappresentanza dei RSC e dalla comunit locale al fine di delegare a queste strutture
l `at t i vi t a d i gest i o ne e co n t ro l l o d egl i i n t erv en t i ri v o l t i a co ntrastare la discriminazione e ad
agev ol a r e l `i n cl u si on e so ci a l e d el l e co m u n i t a RSC.

In relazione alla specifica questione della c.d. apolidia di fatto, cui si fatto ampiamente
cenno nella prima parte della Strategia, si ritiene di poter formalizzare la creazione di un gruppo di
lavoro composto da rap p resen t a n t i d ei Mi n i st eri d el l ` In t e rn o , degli Affari Esteri, d el l `UIIi c i o de l
Mi ni st ro per l a C o o p eraz i o n e In t ern az i o n a l e e l ` In t e g raz i o n e , d el l `UNHC R n o n ch e d i
rappresentanti delle Comunit Rom e Sinte e delle ONG attive nel settore della promozione e
tutela dei diritti umani al fine di promuovere interventi sugli Stati di ipotetica appartenenza degli
ap o l i di (Bo sn i a E rz ego v i n a , S erb i a. ) valutando anche la praticabilit di far riconoscere ai Rom
provenienti dalla ex-Jugoslavia ed entrati in Italia, non oltre il 1^ gennaio 1996, data di
sottoscrizione degli accordi di pace, lo status di rifugiato ONU, come avviene per i rifugiati ospitati
nei campi profughi.
Lo status si applicherebbe solo nei casi sopra specificati in quanto, per i maggiorenni stata
esaminata sem p r e d al Mi n i st ero d el l ` In t e rn o la possibilit di rilasciare il permesso di soggiorno per
m o t i v i u m a n i t a ri , i n b ase al l `art . 5 co m m a 6 d el T . U. 2 8 5 / 9 8 , segu en d o l e d u e p ro ced u re p revi st e
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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attualmente: istruttoria svolta dal Questore; istruttoria svolta dalla Commissione territoriale per il
riconoscimento dello status di rifugiato, al termine della quale viene investito il Questore.
Infine condizione e prerequisito essenziale allo scopo di rendere praticabile non solo
l `ap p l i caz i o n e d el l a S t rat e gi a, m a an ch e e so p rat t u t t o l a su a p u n t u a l e, t e m p est i v a e co st a n t e ve ri Ii c a
circa i risultati progressivamente conseguiti e le criticit persistenti, evidentemente l `incremento
esponenziale e omogeneo della conoscenza statistica, tale da colmare progressivamente e
mediante periodiche attivit statistiche il consistente gap informativo
49
sulla condizione delle
comunit RSC, con particolare, ma non esclusivo, riferimento alla dimensione di genere, alle
modalit e agli ambiti lavorativi, alle forme occupazionali disaggregate per lavoro dipendente e
au t o no m o n el l `e co n o m i a Io rm a l e ed i n Io rm a l e, ai p ro c essi d i sco l a ri z z az i on e (i sc ri z i o n e , Ireq u en z a,
successo, dispersione) e inclusione sociale e sanitaria.
Su tale specifico settore, in particolare, allo scopo di avere una visione unitaria e quanto pi
completa del flusso e della presenza dei minori RSC sul territorio nazionale, sar anche utile, per
quel che concerne le rilevazioni statistiche, prendere in considerazione, n e l l `am b i t o di un apposito
gru p p o d i l a v o ro v o l t o al su p e ram e n t o d el l ` at t u al e gap i n Io rm a t i v o e st at i st i co , l `o p p o rt un i t a di
ad d i ve n i re ad u n a cl a s si Ii c az i o n e p i u sp e ci Ii c a d el l `i d en t i t a cu l t u r al e d ei m i n o ri RSC anche
attraverso un confronto tra i diversi referenti istituzionali e non, per concordare un sistema di
classificazione univoco che tenga in considerazione anche nazionalit e stanzialit, al fine di
attivare interventi mirati da parte dei diversi settori operativi coinvolti su questa utenza, partendo da
dati che risultino cos omogenei.

Allo scopo di dare concreta attuazione agli specifici obiettivi della presente azione di
sistema, si prevede in particolare nel corso del primo biennio di attuazione della Strategia:

1.1 L` at t i v a z i o n e , m e d i an t e l a ri p ro g ram m az i o n e e l `u t i l i z z o d el l e ri so rse pro v en i e n t i d al l a
t rasco rsa ' em e r gen z a co m m i ss ari al e co n n essa a gl i i n se d i a m en t i d el l e co m u n i t a RSC nel
territorio delle regioni Campania, Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto e ad oggi
ancora non impegnate, di appositi Piani locali per linclusione sociale delle comunit
RSC, che individuino nuovi interventi di inclusione da programmare e realizzare
sperimentalmente, co n co rren d o co si al co n s e gu i m en t o d egl i o b i e t t i v i e al l `ap p l i caz i o ne d i
contenuti, modelli e strumenti di governance e capacity building della Strategia stessa,
anche al Ii n e d i v al i d arn e l `app ro cci o m e t o d o l o gi c o, da estendere e replicare in altre aree di
prioritario intervento nelle successive annualit (2014-2020);

1.2 L` avv i o, an ch` esso sp e r i m ent a l e e I u n z i o n a l e al l a su a p ro gr essi v a est e n si o n e al l `i n t ero
territorio nazionale, di unazione di sostegno alle Regioni sotto il profilo normativo,
amministrativo e gestionale per lidentificazione, la progettazione ed il monitoraggio
di politiche di orientamento e supporto per un superamento in ambito locale degli
o st a co l i al l `i n cl u si o n e d el l a co m u n i t a R o m n o n ch e i l ra IIo rz am e n t o d el l e st rat e gi e e d ei
modelli di elaborazione progettuale su FSE da parte di Comuni e Province. Tale azione, da
realizzarsi mediante la costituzione di specifiche task force regionali multisettoriali
50
,

49
Ad ese mp i o Le i n Io rmazi o n i su l la co nd i z i on e l a vo rat i va d ei R S C , p o sson o essere rep eri t e d ai C en t ri p er l `i mp i e go t e rri t o ri a l mente
co mp et e n t i ai sen si d el D.l gs 4 69 /9 7 e smi . Il d at o re d i l a vo ro, i no l tre, e t e n u to agl i o bb l i gh i d i co mun i c azi o n e d i cu i al l `art. 1, commi
1180 e ss. della L. 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge finanziaria 2007), per il tramite del portale del Ministero del Lavoro
www.cliclavoro.gov.it. Tramite le Comunicazioni obbligatorie possibile registrare il numero e le tipologie dei contratti di lavoro
stipulati con lavoratori di etnia Rom o Sinti.
50
La Task Force, coordinata dal Dipartimento Pari Opportunit, dovr: - monitorare attraverso un database delle istituzioni, dei
servizi, delle strategie e degli strumenti, nonch delle problematiche connesse con gli insediamenti rom e sinti nelle regioni Ob.
C o n vergen za, l `a g giornamento costante degli interventi da realizzare e realizzati da Enti Locali e Terzo Settore; - promuovere il
rafforzamento e coordinamento di tutte le risorse istituzionali ed associative esistenti a livello provinciale impegnate nel sostegno di
politiche e servizi a favore delle comunit rom e sinte; - pervenire ad una maggiore sensibilit delle autorit regionali di gestione dei
fondi strutturali nei confronti di pratiche di inclusione lavorativa e sociale dei Rom; - favorire lo scambio informativo tra Regione e
i st i t u zi on i lo cal i su l l e ri so rse o IIert e d ai Io n d i st ru t tu ral i n el l `amb i t o d ei P i a n i Op erat i vi R egi o n al i p er p erven i re a p ro getti di
inclusione sociale e lavorativa per le comunit rom; - sostenere, attraverso percorsi di sensibilizzazione e di formazione, comuni e
provincie in una azione globale e trasversale degli interventi a favore dei Rom e Sinti, che evitino cio progettazioni fondate soltanto
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
36
strutturate proprio per assicurare una omogenea attivit di accompagnamento e
aIIi a n cam e n t o al l `u t i l i z zo si n e rgi c o d ei P OR FS E e FE SR , verr attuata n el l `am bi t o
d el l `Az i o ne 6 ) 'P ro m o z io n e della governance delle politiche e degli strumenti di inclusione
sociale e di contrasto alla discriminazione nei confronti delle comunit Rom, Sinte e
C am m i n a n t i , d el l `ob i et t i v o sp e ci Ii c o 4 . 2 , d el P ON Governance e Azioni di Sistema,
obiettivo Convergenza FSE (2007-2013) promosso dal Dipartimento per le Pari
Opportunit della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

1.3 La costituzione, presso il PCN, di un apposito gruppo di lavoro, volto al superamento del
gap informativo e statistico, che coinvolga le Amministrazioni centrali interessate,
l ` IS T AT - Istituto Nazionale di Statistica, l `ANC I e rappresentanti delle Comunit RSC
ed oltre a definire la predisposizione di indicatori e set, l `u t i l i z z o i n t egrat o d el l e ri so rs e
strumentali gi presenti nel PCN (quali il CERIDER - Centro di ricerca contro le
discriminazioni etniche e razziali che verr reso operativo entro il 2012) e la revisione degli
indicatori e i format attualmente in uso presso il Contact Center UNAR, programmi e
realizzi, entro il 31 dicembre 2013, un primo progetto di ricerca statistica sulla
condizione delle comunit RSC in Italia, in collaborazione con la FRA (Fundamental
Rights Agency) da replicare periodicamente;

1.4 La costituzione, presso il PCN, di un apposito gruppo di lavoro congiunto che coinvolga il
Mi n i st ero d el l ` In t e rn o , i l Mi n i st ero d e gl i AII a ri E st e ri, l `u I Ii ci o d el Mi n i st ro per l a
C o o p eraz i o n e In t e rn az i o n a l e e l ` In t e graz i o n e, l ` UNHC R, rappresentanti delle Comunit
RSC e delle ONG operanti nella promozione e tutela dei diritti umani, per l`esam e d el l e
problematiche inerenti il riconoscimento giuridico dei Rom provenienti dalla ex
Jugoslavia e la definizione di possibili percorsi e soluzioni di natura amministrativa e
diplomatica atti a consentire il superamento della cosiddetta apolidia di fatto;

1.5 La costituzione, presso il PCN, di un apposito gruppo di lavoro congiunto con il
Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo
Economico (MISE) e con le principali amministrazioni centrali titolari dei Programmi
Operativi Nazionali FSE, volto da un lato alla rifinalizzazione, n el l `am b i t o d el l a
conclusione ciclo programmatico 2007-2013, mediante apposite progettualit coerenti con
la Strategia, di risorse residue o tuttora n o n i m p e gn at e , d al l `al t ro al l a Io rm u l az ione di
proposte per l `inserimento di uno specifico obiettivo dedicato allinclusione delle
Comunit RSC, allinterno di ciascuno dei nuovi PON 2014-2020
51
. Tale gruppo dovr

su l l `emer gen za e p ers egu an o u n ap p ro cci o st ru t tu ral e , o li st i co e d i lu n ga d u rat a d el l e azi on i d a intraprendere; - garantire a provincie e
comuni strumenti (amministrativi, di project management e finanziari) adeguati al perseguimento degli obiettivi di piena inclusione
lavorativa e sociale; - valorizzare quelle esperienze progettuali e di promozione attiva del lavoro che sono state intraprese con
successo nelle regioni Ob. Convergenza e rischiano di perdere la loro efficacia nonch replicare esperienze di inclusione socio-
lavorativa gi avviate con successo in altre aree del paese; - attivare tutte quelle realt del mondo produttivo e delle istituzioni di
t u t e l a, vo l t e a Iavo ri re l `a vvi o d i esp eri e n ze l a vo rat i ve e d i accesso a b en i e servi z i ch e ri d u can o i ri sch i d i d i scri mi n azione attraverso
un rafforzamento della cittadinanza economica, sociale e politica; - promuovere sui territori Ob. Convergenza modelli e strategie di
comunicazione che contribuiscano allo scardinamento di stereotipi e pregiudizi che possono ostacolare il processo di inclusione
lavorativa e sociale dei Rom; - avviare percorsi di sensibilizzazione e formazione rivolti ai mass media per il perseguimento di una
corretta informazione scevra da pregiudizi, per non alimentare ulteriormente quel clima stigmatizzante che renderebbe vano ogni
sIo rzo d a p art e d el l `azi on e; - favorire la nascita di leaderships e rafforzare le comunit rom delle regioni Ob. Convergenza
n el l `at t i vazi o n e d i asso ci a zi o n i e co o p erat i ve ch e p ersegu an o n on so l t an to l a p i e n a o ccup azi o n e e l `i n cl u sio n e so ci a l e ma an che la
piena tutela dei diritti per le loro comunit.
51
Di seguito si delineano i principali e possibili ambiti di intervento della Strategia da sviluppare in modo sistematico nel ciclo di
programmazione 2014-2020 : FORMAZIONE E PROMOZIONE DELLACCESSO AL LAVORO - Rilevare i bisogni
formativi dei giovani e adulti RSC e percorsi formativi corrispondenti alle esigenze identificate, con particolare riferimento alla sfera
femminile; - Aumentare le opportunit di formazione e la partecipazione effettiva di giovani e adulti RSC, a percorsi di
apprendimento e formazione p ro Iessi o n al men t e q u al i Ii c an t i e cert i Ii c ab i l i , an ch e med i a n t e l `u so d el le n uo ve t e cn o lo gi e ; - Sviluppare
percorsi formativi e istituire figure professionali, sia uomini che donne, RSC di mediazione culturale, volte a favorire un maggiore e
pi efficace accesso al mercato del lavoro; - Incrementare la conoscenza statistica sulla condizione lavorativa di RSC, con particolare
riferimento alla dimensione di genere, alle modalit e agli ambiti lavorativi, alle forme occupazionali disaggregate per lavoro
dipend en t e e au to no mo n el l `econ o mi a Io r mal e ed i n Io rmal e; - Promuovere un maggiore accesso al mercato del lavoro mediante
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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altres cooperare con la Cabina di regia Regioni/Enti locali istituita presso il PCN allo scopo
di focalizzare, nellambito dei singoli POR, ulteriori obiettivi specificamente rivolti
allinclusione dei RSC si a in ambito FSE che in ambito FESR;

1.6 La individuazione da parte del PCN, mediante il coinvolgimento del FRA e di adeguate
professionalit indipendenti da selezionare con procedura di evidenza pubblica, di un set
di indicatori di processo e di risultato per valutare l'efficacia della Strategia.

Azione 2. Promuovere un sistema integrato permanente di reti e centri territoriali contro le
discriminazioni.

T ra i l 2 00 9 e i l 2 0 1 0 , a d orm a i 5 an n i d al l `i st i t u z i o n e d el l 'UI Ii ci o , al l a l u c e d el l e at t i vi t a
svolte, delle esperienze acquisite, delle istanze avanzate dalle vittime della discriminazione e da
quelle provenienti dalla collettivi t a, l `UNAR si e p ro p o st o , co n s em p r e m a g gi o r Io rz a, qu al e
soggetto promotore della progressiva costituzione di una rete nazionale di antenne territoriali per
la rilevazione e la presa in carico dei fenomeni di discriminazione, da istituire sulla base di
pro t o co l l i d `i n t esa e ac c o rd i o perat i v i co n R e gi o n i ed E n t i l o c al i . Qu est o e st a t o p o ssi b i l e an che i n
virt della riorganizzazione delle risorse umane dell'ufficio e alla trasformazione del call center in
contact center, azioni che sono state convogliate sinergicamente verso l'obiettivo di avvicinarsi
sempre pi ai luoghi e alle persone che subiscono e vedono messe in atto le discriminazioni, al fine
di assolvere ai compiti che hanno determinato la fondazione stessa dell'UNAR, svolgendo sempre

l `a cco mp agn a men t o ai C en t ri p er l `Imp i e go e ai servi z i pu bb l i ci e p ri vat i p er l `o ccup azi o n e, co n p art i co l a re ri Ieri men t o al l e donne e
alle fasce pi vulnerabili delle comunit; - Predisporre mezzi e forme di accompagnamento e tutoring on the job per giovani e adulti,
uomini e donne, RSC, che intraprendano prime esperienze lavorative, anche con percorsi di affiancamento individualizzato; -
Favo ri re l a con o scen za e l a ri mo zi o n e d ei p regi u d i z i n el l `accesso al l `o ccup azi o n e e sul l uo go d el l a vo ro svi l up p and o u n cl i ma pi
Ia vo revo l e p er l `i n clu si on e l a vo rat i va d ei gi o van i e adu l t i, u o mi n i e d on n e, R S C ; - P ro mu o vere l `a cc o mp agn a men t o in d i vi du al i zzato
e l o svi l u pp o d el l e co mp et e n ze p er l `a ccesso ai mezzi gest i o n al i , ammi n i st ra t i vi ed eco no mi c i , vo l t i al l `u so d el l e op po rtu n i t di
lavoro autonomo, alla creazione di impresa e alla crescita imprenditoriale; - M i gl io rare l `i n Io rmaz i o n e e l e mo d al i t a d i u t ilizzo di
strumenti di microcredito, di accesso a fondi pubblici e comunitari e di finanziamento di impresa; - Supportare la regolarizzazione e
il rafforzamento di attivit professionali preesistenti e contraddistinte da carattere economico informale; - Favorire un maggiore e pi
efficace ed efficiente uso dei fondi strutturali, ed in particolare del Fondo Sociale Europeo, per la promozione e lo sviluppo locale di
attivit di orientamento, formazione e di collocamento occupazionale dei RSC, a maggiore rischio di esclusione sociale.
ISTRUZIONE: -P reven i re o gn i d i scri mi n azi o n e n el l `accesso agl i asi l i-n i do e al l a scu o l a d el l `i n Ian zi a e p ro mu o vere l `i scri z i o n e e l a
frequenza scolastica dei minori RSC; - P ro mu o vere l `i scri z i o ne, l a Ireq u en za e il su ccesso sco l a st ico alle scuole primaria e
secondaria nei minori RSC, garantendo un accesso sostenibile ad una istruzione di qualit; - Ridurre il numero degli abbandoni
scolastici di studenti RSC nella scuola di primo e secondo grado; - Monitorare statisticamente ogni camb i a men t o n el l `accesso , n el l a
frequenza e nel successo scolastico degli studenti RSC; - S up port a re l `a p p ren di men t o e Iavo ri re l `a cq u i si z i on e d i co mp et e n ze e
abilit scolastiche per tutti i minori RSC; - F avo ri re i l su pp o rt o e l `a cco mp agn a men t o d egl i st u d enti RSC in tutte le fasi di
t ra n si zi o n e d a u n o rd in e e grad o sco l a st i co al l `al t ro; - Promuovere la partecipazione attiva degli studenti RSC alla vita scolastica ed
extra-scolastica, favorendo il loro inserimento nel gruppo classe; - Promuovere la partecipazione attiva delle famiglie RSC alla vita
scolastica dei propri figli e la cooperazione tra istituti scolastici, famiglie e comunit RSC; .- Accrescere la partecipazione dei giovani
R S C al l `i st ru zio n e un i versi t a ri a; - Accre scere l `u so d i app ro cci d i Io r maz i o n e i n no vat i vi q u al i p er ese mp i o l `a ccesso al l e t e cn ol o gie
informatiche. SALUTE E SERVIZI SOCIALI - Monitorare le condizioni di vita, i livelli e fattori di morbilit e le condotte a
rischio per la salute delle comunit RSC; - F avo ri re l `acc esso a s er vi z i sociali e sanitari di qualit per RSC, con particolare attenzione
a donne, fanciulli, anziani e disabili; - Ori ent a re i servi z i so ci a l i e san i t ari vo l t i al l a p reven zi o n e e al l `i n t e rven t o san i t ario verso u na
maggiore capacit di risposta alle esigenze poste da RSC in ambito territoriale; - Favorire un migliore accesso a servizi sociali e di
medicina preventiva, con particolare riferimento alla salute sessuale, riproduttiva e materno-infantile; - Promuovere la partecipazione
attiva della componente femminile della popolazione RSC ai servizi sociali territoriali e ai processi di prevenzione e tutela sanitaria
anche in vista di un utilizzo di figure di mediazione interculturale appositamente formate. SOLUZIONI ABITATIVE E ACCESSO
ALLA CASA - Promuovere, ove possibile, la realizzazione di micro-aree attrezzate che rispondano a bisogni specifici di famiglie
RSC non stanziali o che ne facciano esplicita richiesta; - Fo rn ire u n accesso n on d i scri mi n at o ri o al l `al l o ggi o , i n cl u so l `a ccesso
al l `ed i l i z i a resi d en zi a l e pubblica; - Garantire un approccio integrato delle politiche abitative, in sinergia con interventi di carattere
economico, sociale, socio-edu cat i vo e san i t ari o, in u n `o t t i c a d i coop erazi o n e in t e ri st i t u zio n al e l o cal e ; - Monitorare le condizioni e la
qualit delle condizioni abitative delle comunit RSC promuovendo laboratori interistituzionali locali di inclusione in aree critiche; -
Dare adeguata informazione a RSC privi di abitazione sugli strumenti e le opportunit abitative poste in essere dalle autorit regionali
e/o locali e dal mercato immobiliare privato; - Promuovere un maggiore uso del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR),
in sinergia con il Fondo Sociale Europeo (FSE) e il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), per la predisposizione
di programmi locali abitativi esplicitamente ma non esclusivamente rivolti a RSC.



STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
38
pi un ruolo di raccordo e di rafforzamento di una capillare cultura sociale contro le
discriminazioni.
P resen t a n d o l a p ro p o st a di p ro t o c o l l o al l e R e gi o n i e a gl i en t i l o c al i , l `UIIi ci o esercitando
co si i l p ro pri o m a n d at o i st i t u zi on a l e d i v eri Ii c a d e l l `at t u az i o n e d el l a normativa antidiscriminatoria -
si orientato nella direzione indicata dal Dlgs. 25 luglio 1998, n.286, recante

ch e al l `art . 44 , com m a 12, dispone che
comuni, con le associazioni di immigrati e del volontariato sociale, ai fini dell'applicazione delle
norme del presente articolo e dello studio del fenomeno, predispongono centri di osservazione, di
informazione e di assistenza legale per gli stranieri, vittime delle discriminazioni per motivi
e si altres ispirato al parere del Comitato della Regioni
sulla proposta di direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parit di trattamento
Ira l e p erson e i nd i p en d e n t e m en t e d al l a r el i gi o n e o l e co n v i n z i o n i p erso n al i , l a d i sa b i l i t a, l `et a o
l `o ri e n t am e nt o sessu al e . Nel pa rer e i l C o m i t a t o ri b ad i sc e l `i m p o rt a n z a d e g l i en t i re gi o n a l i e l o cali in
considerazione della loro vicinanza ai cittadini che gli consente di cogliere e di rendere disponibili
le informazioni sui gruppi/persone vulnerabili e sulle loro necessit e, altres, di incidere sulla vita
quotidiana dei cittadini, avendo la responsabilit di gran parte degli aspetti/servizi sociali ed
economici.
Do p o aver eII et t u at o u n `ap p o si t a ri co gn i z i o n e su l l o st a t o d i at t u az i o ne d el co m m a 1 2
d el l `art i c o l o 4 4 d el T . U. d i co n c ert o co n l `U IIi c i o 'C o n Ier en z a S t a t o R e gi o n i ed Un i Ii c at a d el l a
Presidenza del Consiglio dei Ministri l `UNAR h a q u i n d i p ro p o st o al l e R e gi o n i l a so t t o sc ri z i o n e di
u n p ro t oc o l l o d `i n t esa p er l a creaz i o n e d i C en t ri / Osse rv at o ri re gi o n al i p er p rev en i re e co n t rast a r e l e
discriminazioni e per promuovere la diffusione della cultura d el ri sp et t o d el l e d i v e rsi t a, n el l `o t t i c a
dello scambio e del rafforzamento reciproco. Il successivo accordo operativo regola i rapporti e le
co l l ab o raz i o n i UNAR / C e nt ro re gi o na l e p e r r en d er e, t ra l `al t ro , co m u n e i l si st e m a d i m o n i t o ra g gi o e
di gestione dei casi, per consentire un costante confronto da estendere anche alla formazione e
al l `a ggi o rn am e n t o , p er d eIi n i re e p ro m u o v e r e an n u al m en t e i n i z i a t i v e co n gi u n t e d i sen si b i l i zz az i o n e
su i t em i del l `an t i d i sc ri m in az i o n e .
In particolare nel corso del 2010, grazie all'impulso dato dal finanziamento del progetto
Rete delle Antenne Territoriali per la prevenzione ed il contrasto della discriminazione
razziale da p art e d el Mi n i st ero d el l ` In t e rn o c o n Decr et o Mi n i st eri al e d el 2 9 m a g gi o 2 0 10 ,
n el l `am b i t o del l a p ro g r a m m az i o n e 2 0 0 9 d el Fo n d o E u ro p eo p er l ` In t e gr a z i o n e d ei ci t t a d i n i d i P ae si
Terzi, stato possibile dare forza ed implementare, da parte dell'UNAR, una azione di Cabina di
Regia che ponga in rete e rafforzi i Centri gi esistenti, promuovendo attivamente politiche di
i n d i ri zz o ch e Iav o ri scan o l `i st i t uz i o n e regi o n a l e e p ro v i n c i al e d i an al o gh i cen t ri i n re gi on i ch e
ancora ne sono prive.
Il progetto, inizialmente rivolto alle regioni Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio e poi esteso
anche alle Regioni Friuli Venezia Giulia e Lombardia ha perseguito i seguenti obiettivi:

pervenire alla predisposizione di linee guida e strategie di promozione e coordinamento
dei Centri di osservazione, di informazione e di assistenza legale per le vittime delle
discriminazioni per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
rafforzare la governance d ei C en t ri n el l `am b i t o d i u n a R et e d i an t e n n e t e rri t o ri al i , su l l a b ase
di partenariati pubblico/privati, da promuovere a livello regionale e locale, con il
coinvolgimento delle deri v a z i o n i p eri Ieri ch e (C o n si gl i T er ri t o ri al i p er l ` Im m i graz i o n e ) p er
diffondere una cultura della non discriminazione, monitorare la diffusione delle
d i sc ri m i n a z i o n i , p rev en i rn e gl i sv i l u p p i e co n t r ast a rn e l `i m p at t o ;
favorire una maggiore comunicazione tra comunit, Enti Locali, Consigli Territoriali per
l ` Im m i graz i o n e e am m i ni st raz i o n e cen t ral e d el l o St a t o , p ro m uo v en d o Io rm e di
sensibilizzazione, informazione e formazione sul sistema dei diritti e doveri da incorporare
per una sana e pacifica convivenza all`i n t ern o del l a so ci e t a i t al i an a;
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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implementare lo scambio di informazione, di dati e di buone prassi al fine di contribuire
allo sviluppo, attuazione, monitoraggio e alla valutazione delle politiche e degli interventi
attuati a livello nazionale e nei diversi territori ai fini dell'integrazione, con una attenzione
particolare, come previsto dalle direttive europee e dal programma nazionale, alla
prospettiva di genere e alla bi-direzionalit degli interventi di integrazione.

Il progetto Rete di antenne territoriali ha anche l'ambizione di garantire una maggiore
comunicazione tra comunit e amministrazione dello Stato, contribuendo alla cooperazione con
leader comunitari appartenenti alle principali nazionalit immigrate in Italia; interlocutori che, in
collaborazione con le principali associazioni di immigrati esistenti in Italia, daranno vita a forme di
sensibilizzazione ed informazione sul sistema dei diritti e doveri da incorporare per una sana e
p aci Ii c a co nv i ve n z a al l `i nt e rn o d el l a so c i et a i t al i an a.
Le azioni intraprese intendono rafforzare le realt territoriali esistenti e promuoverne di
nuove, per pervenire alla costituzione di una Rete di Antenne territoriali antidiscriminazione, che
possano nei prossimi anni rilevare a livello territoriale gli eventi di discriminazione su base etnico-
raz z i a l e, i nv i an d o n e i n Io rm at i v a al l `UN AR e ri c ev en d o n e i n cam b i o su p p o rt o l e gal e , s ci e n t i Ii co ,
elaborazioni dati di tipo statistico ed analitico-interpretativo.
In questo modo, sia da parte degli Enti Locali, delle associazioni ed enti che dei Consigli
T erri t o ri a l i p e r l 'Im m i g raz i o n e , d e gl i o sse rv at o ri e sp o rt el l i d i se rv i z i p er l `i m m i graz i o n e e
d el l `OS C AD po t ra esse re co n d i v i sa u n a an al o ga m o d a l i t a d i i n t erv en t o p er l a p rev en z i o n e e
contrasto della discriminazione razziale, anche attraverso una piattaforma informatica di dialogo
capace di rilevare in modo standardizzato le denunce pervenute ai Centri, monitorare in tempo reale
i casi di discriminazione sia a livello locale che nazionale, facendo interfacciare le varie strutture tra
l o ro e d i ret t am e n t e co n l ` UNAR .
A tal fine, nelle regioni destinatarie, il progetto ha realizzato azioni di monitoraggio, gruppi
di lavoro interistituzionali, attivit seminariali e formative, come meglio sotto descritte. Le azioni
realizzate hanno di fatto rappresentato un volano importante dal punto di vista comunicativo e
metodologico che ha attivato l'avvio di processi di collaborazione e dei tavoli interistituzionali
anche n el rest o d ` It al i a.

Nel l `am b i t o d el l `Obiettivo 4.2 del PON FSE Governance il Dipartimento per le Pari
Opportunit tramite il PCN ha inoltre previsto:

l `at t i va z i o ne e l a gest i o n e d i u n a banca dati sulle discriminazioni interconnessa con il
Contact center UNAR e la rete di centri e osservatori territoriali contro ogni forma e causa
di discriminazioni;
l a d eIi n i z i o n e , n el l `am b i t o d el l a p red et t a b an ca d at i , d i u n sistema informatizzato per la
realizzazione di un monitoraggio dei fenomeni di discriminazione nelle testate
giornalistiche, nei servizi radiotelevisivi e dei new media
la costruzione e la gestione di un portale sulle discriminazioni, interconnesso con il sito
web www.unar.it, ove possano trovare collocazione i siti dei centri territoriali contro le
d i sc ri m i n a z i o n i p ro m o ssi d al l `UNAR ;
l `at t i va z i o ne e l a g est i o n e d i un servizio di back office articolato in tre distinte aree di
attivit negli specifici ambiti delle discriminazioni connesse alla disabilit, alla et, religione
e con v i n z i o n i p erso n al i ; al l `o ri e n t am e n t o sessu a l e e al l `i d en t i t a d i gen er e, v o l t o a Io rn i re
attivit di consulenza, e assistenza tecnica rivolte alla Pubblica Amministrazione, alle
associazioni di volontariato, alle organizzazioni di Terzo Settore e alle parti sociali.

L `o b iettivo generale del progetto pervenire ad un monitoraggio costante dei fenomeni di discriminazione,
c o no sc e nz a i nd i sp e nsa b i l e p e r a p pr o nt a r e p o l i t ic he d `i nt e r ve nt o mi r a t e e d e IIi c a c i , a t t r a ve r so i l c o i nvo l gi me nt o d e gl i
attori locali pubblici e privati attivi nella promozione delle pari opportunit per tutti, conseguendo in particolare i
seguenti obiettivi specifici:
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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sostenere le Regioni e gli enti locali ne l l `a z i o ne d i p r o s si mi t a , a sc o l t o e d a i ut o a l l e p o t e nz i a l i vi t t i me d i
fenomeni di discriminazione;
elaborare standard omogenei di intervento ed assicurare livelli essenziali ed uniformi per la presa in carico
delle segnalazioni;
acquisire dati statistici omogenei e comparabili, con lo scopo di dare una rappresentazione adeguata sia a
livello nazionale che territoriale dei fenomeni di discriminazione razziale e fornire elementi valutativi idonei
a l l `a d o z i o ne d e l l e p o l i t ic he d i se t t o r e d i c o mp e t e nz a r e gi o na l e ;
assicurare consulenza tecnica a tutti gli operatori afferenti alle reti territoriali attivate attraverso i Centri
territoriali antidiscriminazioni;
assicurare un coinvolgimento diretto, continuativo e partecipato nei singoli ambiti territoriali oggetto degli
accordi di tutte le ONG operanti in materia di non discriminazione;
prevenire e rimuovere i fenomeni di discriminazioni nei media.

In particolare la banca-dati, interconnessa al sistema informatico del Contact Center UNAR, concepita come
il cuore di un complesso sistema informativo che:

rappresenta il luogo virtuale di raccordo delle attivit gi esistenti sul territorio in materia di raccolta,
catalogazione e osservazione dei casi di discriminazione;
costituisce il modello e lo strumento per lo sviluppo di attivit ex novo da parte delle amministrazioni
regionali e locali, delle associazioni non profit e d e l l e p ar t i so c i a l i p e r l `i mp l e me n t a z i o ne d e l l a b a nc a d a t i ;
consente la condivisione di un processo istruttorio nella trattazione dei casi tra ente centrale e enti periferici;
centralizza il patrimonio informativo a disposizione delle istituzioni, rendendolo disponibile a chiunque
tratta e gestisce problematiche disctrazioni
1 0i 1 0i
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Applicazione di gestione casi di
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Eventi
Registro Associazioni
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Applicazione Registro
Associazioni
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Banca dati eventi
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www.unar.it
Interfaccia
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Microsoft SQL Server
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Allo scopo di dare concreta attuazione agli specifici obiettivi della presente azione di
sistema, si prevede, in particolare, nel corso del primo biennio 2012-2013 di attuazione della
Strategia:

2.1 l `at t i v a z i o ne op erat i v a e la relativa interconnessione al Contact Center della rete
nazionale di osservatori e centri territoriali antidiscriminazione
52
in almeno il 50% dei territori
regionali o della popolazione residente, secondo le seguenti specifiche caratteristiche:

la trasformazione del contact center in un vero e proprio centro nazionale di ascolto,
rilevazione e monitoraggio dei fenomeni connessi ad ogni forma e causa di
discriminazione cui siano stabilmente e informaticamente interconnessi gli osservatori
re gi o n a l i e i cen t ri t e rri t ori al i p ro m o s si d al l `UNAR d `i n t esa co n l e R egi o n i , i l si s t e m a del l e
autonomie locali, il terzo settore e le comunit di riferimento ;
l `el a b o raz ione di standard omogenei di intervento ed assicurare livelli essenziali ed
uniformi per la presa in carico delle segnalazioni;
l `acq u i si z i o n e, an ch e av v al e n d osi d el l `at t i v i t a d el gru p p o d i l a v o ro su l su p e ram e n t o d el g ap
informativo e statistico, di dati statistici uniformi e comparabili, con lo scopo di dare una
rappresentazione adeguata sia a livello nazionale che territoriale dei diversi fenomeni di
discriminazione;
la promozione, an ch e at t rav erso l `az i o n e si n e rgi c a e t r asv e rs al e sv o l t a a l i v el l o d i
mediaz i o n e n el l `am b i t o d el l e p ro g et t u al i t a gi av v i a t e d al Mi n i st ero d el l ` In t e rn o e d al
Di part i m e n t o p er l e P ari Op po rt u n i t a ri sp et t i v a m en t e n el l `am b i t o d el FE S R e d el FS E , di
percorsi strutturati e ricorrenti di formazione e aggiornamento per almeno 500
operatori afferenti alle reti territoriali attivate in base ai protocolli;
assicurare un coinvolgimento diretto, continuativo e partecipato nei singoli ambiti
territoriali oggetto degli accordi delle Comunit RSC e di tutte le ONG operanti in
materia di non discriminazione.

Ad o g gi , sp e ci e gr az i e al l a co st a n t e o p er a d i l a v o ro sv o l t a d al l `U NAR n el co rso d el 20 1 1 , i
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
43

Azione 3. Programmare una strategia integrata di informazione, comunicazione e
mediazione volta allabbattimento dei pregiudizi e degli stereotipi in danno delle Comunit
RSC.

Come gi ampiamente sottolineato ai fini della progressiva destrutturazione dei pregiudizi e
degli stereotipi usualmente attribuiti alle comunit RSC e storicamente radicati in una percentuale
significativa della popolazione italiana ed europea, risulta di fondamentale rilevanza la definizione
di una specifica, massiva e continuativa strategia integrata di informazione, comunicazione e
mediazione di natura bidirezionale (comunit RSC/popolazione) e multidimensionale.

Campagne di informazione e sensibilizzazione

Nel suo impegno di promozione sociale delle comunit rom e sinti, il PCN intende quindi in
particolare sostenere campagne di informazione incentrate sullo scardinamento dei pregiudizi nei
confronti dei RSC e sui valori che caratterizzano la cultura, le tradizioni e le competenze
economiche e professionali dei RSC, nonch sugli effetti positivi indotti da un miglioramento del
loro inserimento lavorativo, rivolgendo percorsi di sensibilizzazione rivolti agli operatori dei centri
p er l `i m p i e go , al l e p art i soc i al i , agl i operatori del giornalismo e ai segmenti di cittadinanza
maggiormen t e se n si b i l i a l l e p ro b l e m at i ch e r el a t i v e al l `i n cl u si o n e so c i o-lavorativa dei RSC.
A tal fine il PCN ritiene efficace e perfettamente coerente con la Strategia innanzitutto
sistematizzare e replicare in contesti e ambiti di maggiore impatto due significative attivit
p ro m o s se d al C o n si gl i o d `Eu ro p a e gi a at t u at e a p a rt i re d al 2 0 1 0 a n ch e i n It al i a p ro pri o d al l `UN AR .
C i si ri Ieri sce, p er q u an t o co ncern e i l set t o re d el l `i n Io rm a z i o n e e d el l a co m u n i caz i o n e , al l a
Campagna DOSTA! (Basta!) inizialmente lanciata dal Consiglio dEuropa per promuovere
nei paesi europei la rimozione dei pregiudizi e degli stereotipi nei confronti dei RSC. La Campagna
e st a t a gi a d i I Iu sa co n su c cesso i n v a ri P aesi d el l `Eu ro p a d el l `Est , t ra cu i : Al b an i a , Bosn i a e
Herzegovina, Montenegro, Serbia, Slovenia ed Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia e in Italia
stata promossa d al l `UN A R a p art i re d al 2 0 1 0 .
L` UIIi ci o ha p ro m o s so, in stretto contatto con il tavolo delle associazioni RSC costituito ad
hoc, in trenta citt italiane eventi, progetti e iniziative culturali e campagne informative e di
formazione nel 2010 e 2011, con corsi di formazione per giornalisti, diffusione di kit per le scuole,
spot presso metro e bus ed ha gi formalizzato la sua prosecuzione anche per il 2012.
A partire dal 2013, la Campagna DOSTA!, trasformata in attivit di natura continuativa e
permanente, mediante una sua opportuna territorializzazione in stretto raccordo con le Comunit
Rom e Sinte ed, ove costituiti, i tavoli regionali della Strategia, sar posta al servizio del PCN, per
p ro m u ov e re cam p a gn e d i sen si b i l i zz azi o n e n el m o n d o d el l a v o ro , n ei m e d i a , n el l `o IIe rt a d i b en i e
servizi, al fine di rimuovere ogni pregiudizio e discriminazione e favorire la prevenzione e
risoluzione pacifica dei conflitti, diffondendo altres la conoscenza degli strumenti e delle reti di
t u t el a at t i va t e d al l `UNA R n el l `am b i t o d e l l `Az i o ne d i si st e m a n . 2 .
Analogamente a partire dal 2013 il PCN, si impegna a promuovere, in concomitanza con la
Giornata della Memoria (27 gennaio) istituita con apposita legge una specifica iniziativa di rilievo
nazionale anche con particolare riguardo alla commemorazione e alla diffusione della conoscenza
del Porrajmos. Infine, n el l `am b i t o d el l a co n su et a Settimana dazione contro il Razzismo,
promossa Ii n d al 2 0 0 5 i n co n co m i t a n z a co n l a Gio rn at a i n t ern az i o n a l e co n t ro l `el i m i n az i o n e di ogn i
forma di discriminazione razziale istituita dalle Nazioni Unite per il 21 marzo di ogni anno,
verranno programmate anche azioni specificamente rivolte al contrasto dei fenomeni di
antigitanismo.
Per quanto concerne invece i focus specifici su donne e giovani RSC, si prevede, mediante
i l co i n vo l gi m ent o e l `i mp i e go d i ri so rse aI Ier en t i ai Dipartimenti Pari Opportunit e Giovent,
l `at t i v a z i o ne d i percorsi sperimentali atti a promuovere la costituzione di network informali volti
ad aumentare il protagonismo e la partecipazione, anche mediante la sistematizzazione e la
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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sinergia operativa con progettualit ed attivit rivolte a donne e giovani non RSC e gi
positivamente in atto, quali la rete giovanile Ne.a.r. p ro m o s sa d al l `U NAR e l e p ro g et t u al i t a d i
democrazia giovanile promosse e finanziate d a l l `Agenzia nazionale giovani.

Strumenti di informazione, comunicazione per gli operatori pubblici e privati

Le attuali criticit in materia di elaborazione, attuazione e promozione di politiche e strategie
di settore nasce dal fatto che i complessi problemi che nei passati decenni hanno reso difficile
l `i nc l u si o n e so c i al e d i RSC, non sono stati affrontati con sistematiche e coordinate strategie
amministrative e normative da parte delle regioni, province e comuni. Gli Enti Locali sono stati
t ro p p o sp e sso i m p egn at i i n u n `o t t i ca em e rg en z i a l e, so t t o v al u t an d o ri sp o ste st ru t t u ral i d i i n c l usi o n e
socio-lavorativa di lungo periodo. Inoltre, n el l ` o p i n i o n e p u b b l i ca so n o st a t i sp e sso ri s co nt rat i
p ro Io n d i sen t i m e n t i d i o st i l i t a e co n Il i t t u a l i ta v erso l `u n i v erso RSC, che hanno ostacolato
ulteriormente lo sviluppo di dispositivi normativi e amministrativi di inclusione sociale.
Di tale situazio n e ri sen t e an ch e l `ed i t o ri a sp e ci al i z z at a e l a scarsa p ro d u z i o n e l e t t e rari a
su l l `un i v erso RSC si concentra prevalentemente sulla cultura roman, trascurando invece la
produzione di strumenti editoriali per valorizzare le politiche, gli strumenti e i modelli di
co m un i caz i on e p er l `i n c l u si o n e so c i al e d el l e co m u n i t a RSC ed assicurarne una capillare diffusione
presso i decision-makers e gli operatori pubblici e privati.
R i spo n de p ert an t o a t a l e sp e ci Ii c a e d o cu m e n t a t a esi gen z a l ` at t i v i t a gi a Io rm a l i z z at a dal
Dipartimento per le Pari Opportunit per il biennio 2012 2013, nel corso del quale verr
sperimentata una newsletter, una collana di volumi e quaderni tematici rivolti ai decisori e agli
operatori pubblici delle Regioni Obiettivo Convergenza, e la produzione di strumenti editoriali per
v al o ri z z are l e p ol i t i ch e, gl i st ru m e n t i e i m o d e l l i d i co m u n i caz i o n e p er l `i n cl u si o n e so c i al e d el l e
comunit RSC.

Promozione di reti di mediatori linguistico-culturali Rom e Sinti

Su tale specifico tema, occorre innanzitutto premettere come, al fine di assicurare il massimo
e diretto coinvolgimento delle Comunit RSC e incrementare conseguentemente il numero di
mediatori Rom e Sinti, sia necessario nel medio lungo periodo, trovare soluzioni ad uno dei
problemi di fondo sull`ar go m e n t o e ci o e l a t i p o l o gi a e l a q u al i t a d i Io rm a z i o n e sco l a st i co / c u l t u ral e
richiesta dalle norme in vigore agli aspiranti mediatori
53
.
C o n co rro n o al l `at t u az i o n e d i t a l e m i su ra tre distinti interventi di cui 2 attivati
rispettivamente dal Ministero dellInterno e dal Dipartimento per le Pari Opportunit,
n el l `am b i t o d el l a pro gra m m az i o n e 2 0 0 7-2013 dei P ON 'S i c u rez z a e 'Governance e i l t e rz o i n
corso di attivazione da parte del Ministero della Giustizia Dipartimento della Giustizia
Minorile n el l `am b i t o d el Fo n d o eu ro p eo p e r l `i n t eg raz i o n e d ei ci t t a d i n i p r o v en i e n t i d ai p aesi t e rz i
2007-2013.

a) Progetto Accrescere le competenze degli operatori sul fenomeno rom - COM.IN.
ROM ITALIA

Il Mi n i st ero d el l `i n t ern o , Di p a rt i m e n t o p er l e l i b ert a ci v i l i e l `i m m i g raz i o n e , e b en eIi ci a ri o
d i u n Ii n an z i a m ent o p er l a re al i z z az i o n e d el p ro g e t t o 'Acc resc ere l e co m p e t e n z e d e gl i o p er at o ri sul
Ien o m e n o R o m , n el l ` am b i t o d el p rogr am m a Op erat i v o Naz i o n a l e FE SR 'S i c u rez z a per l o
S v i l u p po , Ob i et ti v o C on v er gen z a 2 0 0 7-20 1 3 , O b i e t t i v o Op erat i v o 2 .6 'C o n t e n ere gl i eIIet t i d el l e
m a n i Iest a z i on i d i d e v i anz a.

53
In q ue st o se nso p o t r a nno e sse r e d e Ii ni t i e sp e r i me nt a t i p e r c o r si sp e r i me n t a l i d `i n t e sa c o n l e Re gi o n i , a nc he
ne l l `a mb i t o d e i P OR, p r e vi a op p o r t una va l ut a z i o ne e st ud i o i n se d e d i C a b i na d i R e gi a Re gi o ni e d E nt i l o c a l i .
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
45
Il progetto finalizzato alla formazione di operatori socio-culturali capaci di interfacciarsi
co n l e d i v e rs e r eal t a su l t erri t o ri o , u t i l e st ru m e n t o p er I av o ri re l `i n tegrazione delle comunit rom in
un percorso di legalit.
Per lo svolgimento dei corsi di formazione sono state individuate 14 province delle regioni
d el l `Ob i e t t i vo C o n v er ge n z a 2 0 07 / 2 0 13 , e p r eci s am e n t e l a C am p a n i a, l a C al a b ri a , l a P u gl i a e l a
Sicilia, nelle quali vi una presenza di appartenenti a comunit rom.
L`o b i et t i vo del p ro g et t o e q u el l o d i real i z z are c o rsi d i Io rm a z i o n e ri v o l t i a Iu n z i o n a ri ed
assistenti sociali delle prefetture, con la collaborazione del personale degli enti locali e dei
rappres en t a nt i d el l `asso c i a z i o n i sm o (o rgan i z z az io n i rap p resen t a t i v e e m ed i a t o ri cu l t u ral i ro m ), ai
fini della creazione di staff presso le prefetture utili a migliorare le sinergie sul territorio per
l `i nc l u si o n e so ci a l e d el l e co m u n i t a ro m .
Le attivit del progetto sono costituite dalla formazione, d al l a 'ret e e d a l l a d i IIu si o n e d ei
risultati. La formazione articolata a livello provinciale. Il percorso formativo si propone di
promuovere la conoscenza delle diverse realt, creando una rete di relazione tra le istituzioni e le
comunit stesse.
Attraverso la rete, i partecipanti, in quanto persone esperte interessate alle problematiche
rom e provenienti da organizzazioni diverse, mirano ad individuare gli strumenti pi idonei per
Iav o ri re l `i n cl u si on e so c i al e d ei rom predisponendo concrete progettualit relative a vari settori di
interesse (assistenza socio sanitaria, educazione alla maternit, alla legalit ed alla scolarizzazione ,
Iaci l i t az i on e al l `ac cesso al l a vo ro ) ch e d ev o n o t e n er co n t o d el l a si t u az i o n e d elle comunit sul
territorio. At t rav erso i l l a v o ro d i ret e ci si p rop o n e, al t resi , d i acq u i si re l e 'b u o n e p rassi ch e
possano sostenere il processo di integrazione e la capacit di interpretare le problematiche della
comunit rom, soprattutto per definire modelli e strategie di intervento mirati al loro inserimento nel
tessuto sociale. La presentazione dei risultati della formazione e delle buone prassi avviene
attraverso la realizzazione di convegni regionali. Un aspetto importante della rete costituito dalla
partecipazione dei mediatori culturali rom, che possono favorire la creazione di stabili punti di
riferimento, sia per le istituzioni che per le comunit stesse.

B) Progetto Promozione di una rete di mediatori linguistico-culturali RSC

Il Dipartimento Pari Opportunit, t i t ol a re d el l `Az i o n e 6 d el l `Ob . 4 . 2 d el P ON FS E
'Gov ern an ce , su l l a b as e d i u n`esp eri en z a p re gr essa d i Io rm az i o n e d i m ed i a t o ri R o m e S i nt i n el
quadro del Progetto ROMED del Consiglio dEuropa, h a gi a Io rm al i z z at o l `av v i o d i un a
sperimentazione nel biennio 2012-20 1 3 Ii n al i z zat a al l a 'P ro m o z i o n e d i u n a ret e d i m e di at o ri
linguistico-culturali RSC. La I ase sp e ri m e nt a l e e ri v o l t a al co m p l esso d el l e R e gi o n i d el l `Obi e t t i v o
Convergenza e si estender successivamente alle altre regioni mediante il ricorso alle risorse
destinate alla Strategia dal Dipartimento per le Pari Opportunit a valere sul Fondo per le politiche
relative ai diritti e alle pari opportunit. Saranno interessati dal progetto anche il sistema delle
autonomie locali e il tessuto istituzionale e sociale parti sociali, onlus, cooperative sociali,
associazioni di promozione sociali, organizzazioni di volontariato, enti, associazioni e organismi di
rappresentanza e tutela delle comunit Rom, Sinte e Camminanti - nel suo complesso.
Si avvier cos una cooperazione con le suddette realt, e in stretto rapporto con gli enti e le
associazioni locali rom e sinte o che operano a loro supporto, volta a pervenire alla:

- identificazione e promozione di linee guida per la formazione di mediatori linguistico-
culturali, anche mediante modelli di formazione pilota da sperimentare presso le 4 regioni
Obiettivo Convergenza;
- sviluppo di strategie e processi di cooperazione interistituzionale attiva per
l `i nse ri m en t o d ei m e d i at o ri p resso i cen t ri p er l `i m p i e go , gl i en t i l o c al i e i st i t uz i on i
operanti in ambito socio-sanitario, educativo e di avviamento al lavoro;
- miglioramento della qualit e dell'efficacia del lavoro dei mediatori RSC gi operanti
presso istituzioni scolastiche/della salute/del lavoro, con lo scopo di supportare meglio la
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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comunicazione e la cooperazione tra i rom e le istituzioni pubbliche (scuole/ servizi
sanitari / uffici di collocamento);
- costituzione di un Registro dei Mediatori RSC da fornire su chiamata agli Enti Locali
intessati e residente presso il Dipartimento per le Pari Opportunit;
- promozione di incubatori per la creazione di cooperative e associazioni di mediatori
RSC volte alla cooperazione con le istituzioni locali.

C) Progetto Mediazione culturale, sociale e linguistica nei Servizi Minorili della
Giustizia

Infine, sempre in relazione alla implementazione del servizio di mediazione culturale sono
st a t i p resen t a t i d al l a Di rez i o n e Gen e ral e p er l `at t u az i o n e d ei p ro v v ed i m en t i gi u d i z i a ri d e l
Dipartimento Giustizia Minorile n. 6 progetti n el l `am b i t o d ei Fo n d i p er l `i n t egr az i o n e S o ci a l e d e i
P aesi T e rz i d e l Mi n i st ero d el l ` In t e rn o 2 0 0 7-2013: che prevedono la programmazione di interventi di
mediazione culturale, sociale e linguistica nei Servizi Minorili del Veneto, di Roma, di Firenze, di
P al e rm o , d i Nap o l i e d i C at a n i a, d i cu i si p rev ed e l `at t i v a z i o n e o p erat i v a e l a real i z z az i o n e n el co rso
del biennio 2012-2013.

Allo scopo di dare concreta e misurabile attuazione agli specifici obiettivi della
presente azione di sistema, si prevede in particolare nel corso del primo biennio 2012-2013 di
attuazione della Strategia:

3.1 la realizzazione integrale del programma di formazione e mediazione del Dipartimento
Libert Civili e Immigrazione del Ministero dellInterno tenze
per complessive 1.920 ore e 500 unit formate nelle
Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e la conseguente modellizzazione del prototipo
di modulo formativo opportunamente validato ai fini della successiva replica in altri ambiti
territoriali;

3.2 la realizzazione integrale dei 6 progetti di implementazione del servizio di mediazione
culturale presentati dalla Direzione Generale per lattuazione dei provvedimenti
giudiziari del Dipartimento Giustizia Minorile nell`am b i t o d ei Fo n d i p er l `i n t e gr az i on e
S o ci a l e d ei P aesi T er z i d el Mi ni st ero d el l `In t e rn o 2 0 0 7-2013 che prevedono la
programmazione di interventi di mediazione culturale, sociale e linguistica nei Servizi
Minorili del Veneto, di Roma, di Firenze, di Palermo, di Napoli e di Catania;

3.3 la programmazione e la realizzazione, mediante risorse messe a disposizione dal
Dipartimento per le Pari Opportunit a valere sul Fondo per le politiche relative ai diritti
e alle pari opportunit (Cap. 493), di un ciclo di formazione sulla mediazione rivolto ad
almeno 100 donne RSC, allo scopo di innescare, in una dimensione di genere, un processo
di partecipazione delle donne RSC e favorire un loro maggiore inserimento sociale e
lavorativo e favorire la costituzione di un network nazionale;

3.4 la sperimentazione, mediante risorse messe a disposizione dal Dipartimento della
Giovent e p ro get t u al i t a at t u at e an ch e n el l `am b i t o d el l `Agenzia nazionale giovani, di un
network informale di protagonismo giovanile, anche in connessione con il network
gi ov a n i l e an t i raz z i st a 'Ne. a. r. p ro m o s so e re al i z z at o d al l `UNAR e ch e co i n v o l ge gi a o l t re
500 ragazze e ragazzi da 18 a 30 anni in tutta Italia (www.retenear.it)

3.5 la Iorm a l i z z az i o n e e i l recep i m en t o d a p art e d el l e R egi o n i d el l `Ob i e t t i v o C o n v er gen za delle
linee guida per la formazione di mediatori linguistico-culturali e del registro dei
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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mediatori RSC p red i sp o st i n el l `am b i t o d el l `at t u az i o n e d el l e p ro g et t u al i t a real i z z at e dal
Dipartimento per le Pari Opportunit;

3.6 la realizzazione della II edizione della Campagna Dosta del Consiglio dEuropa e dello
specifico evento tematico sulla commemorazione e la diffusione della conoscenza del
Porrajmos, in concomitanza con la Giornata della Memoria;

3.7 La realizzazione integrale della newsletter, dei volumi e dei quaderni tematici rivolti ai
decisori e agli operatori pubblici delle regioni Obiettivo Convergenza, ivi inclusa la
produzione di strumenti editoriali per valorizzare le politiche, gli strumenti e i modelli di
com u n i caz i on e per l `i n c l usi o n e so c i al e d elle comunit.

Azione 4. Elaborare e sperimentare un modello di partecipazione delle Comunit RSC ai
processi decisionali nazionali e locali.

Come stato gi ampiamente illustrato, elemento centrale e determinante ai fini
d el l `eIIi c aci a d el l a S t rat e gi a e della sua capacit di innescare, sia a livello istituzionale che in
am b i t o p o l i t i co e so c i al e e l `el a bo raz i on e , l `av v i o e l `i m p l e m en t a z i o n e d i u n m o d e l l o Iu n z i o na l e di
partecipazione delle Comunit Rom e Sinte ai processi decisionali nazionali e locali, da realizzarsi
innanzitutto mediante:

il coinvolgimento, coordinamento e rafforzamento del sistema degli attori istituzionali ed
associativi pi rilevanti nel sostegno di politiche e servizi a favore delle Comunit di Rom, e
Sinti;
l `at t i va z i o ne d i modelli e strategie globali per la promozione della partecipazione
politica, economica, istituzionale e associativa di dette Comunit;
la partecipazione diretta e capillare delle Comunit RSC, attraverso la sperimentazione e
la sistematizzazione del modello di partecipazione elaborato, a tutte le fasi della Strategia,
nonch al sistema di monitoraggio delle singole misure (azioni, assi, obiettivi) della
Strategia.

In questi ultimi anni indubbiamente cresciuto, sia a livello nazionale che nei singoli territori
e contesti locali, il livello di rappresentanza e di rappresentativit espresso dalle Comunit
RSC, cos come la sua capacit di visibilit esterna e di relazione con le Istituzioni e, in questo
sen so, l `ad oz i o n e d el l a St rat e gi a n az i on a l e o IIr e l `o ccasi o n e di cogliere tale elemento positivo e per
certi versi inedito per valorizzarlo anche e soprattutto sia ai fini di un effettivo e capillare
coinvolgimento di tutte le Comunit RSC che allo scopo di avviare un percorso condiviso volto
alla sperimentazione e alla formalizzazione di un vero e proprio organismo di rappresentanza
RSC istituzionalmente riconosciuto.
A partire da queste indicazioni e ribadendo come strumento operativo e funzionale al
raggiungimento di tale prioritario obiettivo sia anche la programmazione di un programma integrato
e permanente di mediazione, comunicazione e informazione secondo gli indirizzi gi delineati e gli
i m p egn i assu n t i n el l `a m b i t o d el l `Az i o n e 3 , e p o ssi b i l e i d e n t i Ii c are l `asse t t o i d e al e p er l a
realizzazione di una policy anti-discriminazione.
Il rapporto tra Comunit RSC e societ locale dovrebbe infatti svilupparsi secondo forme di
interazione positiva al l `i n t ern o d el l e q u al i o gn i a t t o re (i st i t u z i o n a l e e n o n ) e d i sp o st o a l a v o r ar e i n
sinergia con gli altri, superando le barriere ideologiche che, allo stato attuale, caratterizzano il
dibattito pubblico sulla questione Rom.
Al l o s t e sso t e m po , e n e ce ssa ri o Iav o ri re u n a d i n a m i c a si m i l e al l `i n t ern o d el l e C o m u n i t a st esse ,
facendo s che gli insediamenti RSC si aprano al territorio, limitando il senso di ghettizzazione e di
auto-esclusione (inclusione negoziata).
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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La diffusione di modelli di inclusione negoziata render possibile, infatti, la creazione di
condizioni per la realizzazione di policy anti-discriminazione e per la cresci t a d el l `i n cl u si o n e so c i al e
delle Comunit RSC nel tessuto sociale.
A tale precipuo scopo, il PCN, fin dalla fase propedeutica di definizione della Strategia, ha
av v i a t o , n el l `am b i t o d el l e at t i v i t a d i co n su l t a z i o n e e co i n v o l gi m en t o d ei d i v e rsi i n t erl o cu t ori del
mondo RSC, a partire dalle associazioni di rappresentanza nazionale delle Comunit RSC ed
i n c l u den do an ch e t u t t o i l set t o re d el l `asso c i az i o n i sm o n o n RSC operante sia in ambito sociale che a
livello di promozione e tutela dei diritti, una riflessione condivisa sulle modalit atte ad assicurare,
in maniera efficace, capillare e permanente, una effettiva strutturata e proattiva partecipazione
dei diretti interessati e delle loro realt associative ai processi decisionali che li riguardano.
Accanto a tale attivit, il PCN ha anche definito e formalizzato nel mese di dicembre 2011 una
procedura di evidenza pubblica rivolta ad acquisire la disponibilit a partecipare alle diverse fasi
attuative della Strategia, avente scadenza il 29 febbraio 2012, in concomitanza con la trasmissione
alla Commissione europea della Strategia stessa, tale da consentire al PCN stesso di avere un
quadro esaustivo e dettagliato sulla presenza, sia a livello nazionale che locale circa:

associazioni e altri organismi, di rilievo nazionale o locale, anche non riconosciuti,
prevalentemente o esclusivamente composti da Rom, Sinti e Camminanti con documentata
esperienza;
associazioni e altri organismi, anche non riconosciuti, che abbiano una documentata
esp e ri e n z a n el l `am b i t o del l e at t i v i t a v o l t e al l `i n clu si o n e so c i al e e l a v o rat i v a d ei R o m , Si nt i e
Camminanti;
associazioni ed altri organismi, anche non riconosciuti, che abbiano una documentata
esp e ri e n z a n el l ` am b i t o d e l l a p ro m o z i o n e e t u t el a d ei d i ri t t i d ei R o m , S i nt i e C am m i n a nt i ;

In parziale esito di tale procedura, alla data d el l `8 Ieb b rai o 2 0 1 2 risultano aver gi espresso
formalmente il proprio interesse n. 68 organismi, di cui 12 di rilevanza nazionale, cos suddivisi:

Associazioni e altri organismi, anche non riconosciuti,
prevalentemente o esclusivamente composti da Rom, Sinti e
Camminanti con documentata esperienza
16
Associazioni e altri organismi, anche non riconosciuti, che abbiano una
documentata esperienza nellambito delle attivit volte allinclusione
sociale e lavorativa dei Rom, Sinti e Camminanti;
26
Associazioni ed altri organismi, anche non riconosciuti, che abbiano
una documentata esperienza nellambito della promozione e tutela dei
diritti dei Rom, Sinti e Camminanti;
26

La distribuzione territoriale dei 56 organismi di rilevanza locale invece la seguente:

Lazio 13
Toscana 10
Lombardia 7
Campania 5
Emilia Romagna 5
Piemonte 5
Calabria 3
Puglia 2
Trentino Alto Adige 2
Veneto 2
Abruzzo 1
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Sicilia 1

Considerata l`am p i ez z a e l a p l u ral i t a d el l e so l u z i o n i gi a p arz i a l m e n t e i p o t i z z at e nel corso del
processo di consultazione ed audizione delle parti interessate ed attesa la necessit di assicurare,
an ch e a l i v el l o o p erat i v o , l `av v i o d i t a l e p ro c esso p art eci p a t i v o i n co ncomitanza con quello della
Strategia, si ritiene in particolare di:

svolgere, anche ai fini della eventuale costituzione dei tavoli regionali e locali previsti dal
sistema di governance della Strategia, una serie di audizioni regionali (o in alcuni casi
interregionali) di tutti i soggetti che hanno manifestato o provvederanno a farlo entro il
termine stabilito la propria disponibilit e il proprio interesse a partecipare alle fasi di
attuazione, implementazione, verifica e monitoraggio della Strategia;
procedere periodicamente e con cadenza annuale alla riapertura dellavviso di
manifestazione di interesse al fine di integrare il tessuto associativo con ulteriori
esperienze e realt eventualmente non emerse durante la fase di avvio o costituitesi
successivamente alla stessa;
p rev ed e re, n el l ` am b i t o e co n gl i st ru m e n t i stabiliti dal sistema di governance della Strategia,
lelaborazione e la sperimentazione di un organismo/tavolo nazionale, articolato su
base territoriale, denominato Forum delle comunit Rom e Sinte, attraverso il quale si
real i z z i co n cret a m en t e l ` ap p l i caz i o n e d ei p ri n c i p i e d e gl i o b i e t t i v i v o l t i ad assi cu rar e u n a
reale e crescente partecipazione attiva dei RSC ai processi decisionali che li riguardano.

Il Forum, in particolare, dovr concorrere, in stretto e sinergico coordinamento con il PCN, al
perseguimento dei seguenti obiettivi:

definizione, individuazione e promozione dell `ap p l i caz i o n e a l i v el l o n az i o n a l e e l o cal e d i
metodi di monitoraggio standardizzato permanenti efficaci per valutare l `eI Iet t o d el l e
misure;
individuazione, diffusione e scambio di buone prassi e il confronto riguardanti le politiche di
inclusione di Rom, Sinti e Camminanti;
assicurare la realizzazione e il monitoraggio delle misure previste dalla Strategia (azioni di
sistema, assi di intervento ed obiettivi specifici) e delle attivit operative dei tavoli
nazionali e, ove costituiti, regionali in cooperazione con le Autorit regionali e locali;
revi si o n e e l `at t u al i z z az io n e p eri o d i ca d el l a S t ra t e gi a se co n d o l e i n d i cazioni fornite dalla
Commissione europea e sulla base della concreta e costante azione di accompagnamento e
animazione territoriale svolta dai tavoli regionali e dalle articolazioni del Forum;

Il ' Fo ru m , n el l o sv o l gi m e n t o d el l e Iu n z i o n i d i co n su l t a z i o n e ed elaborazione di proposte ai
fini della elaborazione d el l `at t u az i o n e , i n am b i t o n az i o n a l e e l o c al e , d elle strategie di integrazione
dei Rom e Sinti da parte del PCN concorre altres ad assicurare:

la ricognizione, lanalisi e lindividuazione, con particolare riguardo alle specificit dei
diversi territori regionali, di eventuali buone prassi gi avviate a livello locale, effettuando
anch e u n a co m pa r az i o n e con q u el l a ad o t t at e e se g u i t e d a al t ri p aesi d e l l `Un i o n e eu ro p e a;
la realizzazione, in raccordo con il Punto di Contatto Nazionale, di incontri e audizioni con
istituzioni, Enti Locali ed altri organismi operanti nello specifico settore trattato;
la formulazione di ulteriori e specifiche proposte al l `UN AR n el l `am b i t o d elle competenze
ad esso assegnate dalle leggi dai regolamenti e dalle disposizioni vigenti.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Allo scopo di dare concreta e misurabile attuazione agli specifici obiettivi della
presente azione di sistema, si prevede in particolare nel corso del primo biennio 2012-2013 di
attuazione della Strategia:

4.1 La finalizzazione della procedura inerente lavviso di manifestazione di interesse
emanato dal PCN con un numero di soggetti e organismi aderenti non inferiori a 100, da classificare
sia a livello dimensionale, tematico e territoriale;

4.2 La definizione e la formalizzazione degli atti relativi alla costituzione, alla
organizzazione e al funzionamento del Forum delle comunit Rom e Sinte;

4.3. La sperimentazione del modello di partecipazione individuato su almeno 3 territori
regionali e la rel a t i v a si s t e m at i z z az i o n e i n v i a co n t i n u at i v a su l l `i n t ero t erri t o ri o n a z i o n a l e.


2.4.2. Gli assi di intervento e gli obiettivi specifici

Nel l `am b i t o d el l a S t rat egi a so n o p rev i st i i se gu en t i 4 assi d i i n t erv en t o , art i c o l at i i n
complessivi n. 12 obiettivi specifici:

Asse 1. Istruzione: Aumentare la quantit e qualit delle opportunit educative e il
numero di studenti RSC iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, favorendone la frequenza
e il successo scolastico e la piena istruzione, sulla base dei seguenti obiettivi specifici:

Obiettivo specifico 1.1: 'Fav ori re p ro cessi d i p r e-scolarizzazione e di scolarizzazione dei
b am bi n i rom e si n t i , p rom u o ve n d o l `ac cesso (l e i sc ri z i o n i , l a Ireq u en z a, i ri su l t at i ) n o n
discriminatorio alle scuole di ogni ordine e grad o e co n t rast a n d o l `ab b an d o n o sco l a st i co d ei m i no ri
R S C n el l e sc u ol e p ri m ari e e se co n d ari e ;
Obiettivo specifico 1.2: 'Acc resc ere l a p art e c i p a z i o n e d ei gi o v a n i RS C al l `i st ruz i o n e
universitaria, ai percorsi di alta formazione e di formazione/lavoro, anche m e d i an t e l `ac cesso a gl i
st ru m e n t i d el prest i t o d `o no re, d el l e b o rse d i st u d i o e d i al t re o p p o rt u n i ta e a gev o l a z i o n i prev i st e
d al l a n o rm at i v a vi gen t e ;
Obiettivo specifico 1.3: 'Fav o ri re i l co n Iro n t o e l a co o p er az i o n e t ra Ist i t u z i o n i sco l a st i ch e,
territorio extra-sco l a st i co , Iam i gl i e e co m u n i t a R S C ;

Asse 2. Lavoro: Promuovere la formazione professionale e laccesso al lavoro per
donne e uomini di origine RSC, sviluppando i seguenti obiettivi specifici:

Obiettivo specifico 2.1: 'F av o ri r e l a p ro m o z i o n e d e l l a Io rm az i o n e e l ` ac cesso n on
d i sc ri m i n a t o ri o ai co rsi d i Iorm a z i o n e Ii n al i z zat i al l `i n seri m e nt o n el m e rcat o d el l a v o ro e al l a
creaz i o ne d `i m p r esa;
Obiettivo specifico 2.2: 'P ro m u o v er e st ru m e n t i , m o d a l i t a e disp o si t i v i per l a
regolarizzazione del lavoro irregolare o precario e lo sviluppo imprenditoriale e di lavoro
au t o no m o ;
Obiettivo specifico 2.3: 'S v i l u p p are p er co rsi d i acco m p a gn am e n t o i n d i v i d u a l i z z at o al
m e rcat o d el l a v o ro p er l e d o n n e ro m e so st en ere l `acc esso d ei R S C u n d er 3 5 an n i al si s t e m a di
opp o rt un i t a e a g ev o l a z i o n i p revi st e p e r l `i m p re n d i t o ri a gi o v an i l e e l `o ccu p az i o n e gi o v a n i l e i n
gen ere .

Asse 3. Salute: Migliorare laccesso ai servizi sociali e sanitari disponibili sui territori
e implementando la prevenzione medico-sanitaria, con particolare riferimento alle fasce pi
vulnerabili della popolazione di origine Rom e Sinti, sulla base dei seguenti obiettivi specifici:
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Obiettivo specifico 3.1: 'Fav o ri re l ` an al i si e l e m o d a l i t a d i accesso ai serv i z i soc i al i d i
qualit per RSC, con particolare at t en z i o n e a d o n n e, Ian ci u l l i , ad o l e s cen t i , a n z i a n i e d i sa b i l i ;
Obiettivo specifico 3.2: 'F av o ri r e l ` acc esso a se rv i z i so c i al i e d i m e d i ci n a p r ev en t i v a, co n
particolare riferimento alla salute riproduttiva e materno-i n I an t i l e ;
Obiettivo specifico 3.3: 'C o i n v o l ger e n ei serv i z i so c i al i e n ei p ro gram m i d i cu ra m e di ca
R S C q u al i Ii cat i , an ch e m e d i an t e l `i n se ri m en t o d i m e d i at o ri cu l t u ral i ;

Asse 4. Abitazione: Aumentare laccesso ad un ampio ventaglio di soluzioni abitative
per RSC, in unottica partecipata di superamento definitivo di logiche emergenziali e di
grandi insediamenti monoetnici e nel rispetto delle opportunit locali, dellunit familiare e di
una strategia fondata sullequa dislocazione, sulla base dei seguenti obiettivi specifici:

Obiettivo specifico 4.1: 'Fav o ri re p o l i t i ch e i n t e g rat e d i co o p er az i o n e i n t e r-istituzionale per
l `o IIert a ab i t at i v a ri v o l t a a R S C ;
Obiettivo specifico 4.2: Promuovere soluzioni abitative che rispondano alle esigenze e ai
bisogni specifici di famiglie RSC;
Obiettivo specifico 4.3: 'Fav o ri r e l `i n Io rm a z i o n e su l l e ri so rse eco n o m i ch e e i d i sp o si ti v i
amministrativi a disposizione delle amministrazioni pubbliche per le politiche abitative, e sulle
o p p o rt un i t a i m m o b i l i a ri p er l e I am i gl i e R S C .

Questi obiettivi specifici, suddivisi per le aree di rispettiva competenza, saranno declinati nel
periodo 2012-2020 secondo le strategie di intervento che prevedono un obiettivo intermedio di
monitoraggio delle attivit in una prima fase 2012-2013.

2.4.3. Istruzione

L`i n ad e gu at o l i vello di istruzione media nei cittadini di origine Rom, Sinti e Caminanti
una delle principali cause della loro precaria condizione di vita e delle difficolt di accesso al
m e rcat o d el l a v o ro . L`i n n al z am e n t o d el l `access o e d el l a p art eci p a z i o n e al si s t e m a educativo
nazionale e dei livelli di istruzione di giovani ed adulti, con particolare riferimento alle donne, uno
dei principali obiettivi della presente Strategia nazionale.
Questo presupposto nasce dalla considerazione che la scuola il principale strumento di
discriminazione positiva per i minori e gli adolescenti RSC: essa rappresenta un fattore decisivo di
emancipazione. Il minore RSC, nello spirito della nostra Costituzione e dei principi e delle norme
che animano la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989, in particolare in materia di
perseguimento del 'm i gl i ore i n t eress e d el I an ci u l l o , l a n o n d i sc ri m i n a z i o n e e l a p ro t ez i o n e , va
visto sempre come componente di una comunit capace di accoglierlo come cittadino in
formazione. Si tratta di u n p ri n c i p i o ri b ad i t o d al l a C o n v en z i o n e E u ro p ea su l l `eserci z i o d el d i ri t t o
d ei m i no ri d el 1 9 9 6, e su q u est o p i a n o si p o n e i l d i ri t t o al l `i st ruz i o n e , ch e d ev e g aran t i r e i l p i e no
d i ri t t o al l `arm on i c o sv i l u p p o del l a su a p erso n al i t a , al l `au t o-espressione e alla tutela della propria
identit, straniero o italiano che sia.
In ambito scolastico, nonostante i tentativi normativi e pratici di coinvolgimento degli
studenti Rom e Sinti adottati in questi anni, ancora permangono: bassi livelli di iscrizione; alti
liv el l i d i d i sp e rsi o ne sco l a st i ca; m a g gi o ri casi d i i n su c cesso sco l a st i co ; l `o st i l i t a d el t e rri t ori o di
riferimento della scuola nei confronti del loro inserimento in classe.
L` eIIi caci a d e gl i i n t erv e n t i per l a sco l a ri z z az i o n e d ei m i n o ri RSC si lega al riconoscimento
d el l `et e ro g en ei t a d el l a p o p o l a z i o ne sco l a st i ca RSC e delle diversit culturali dei vari gruppi. Il
m o d e l l o assi m i l a z i o ni st a ap p ar e p i u i m p ro p o n i b i l e ch e m a i an ch e a c au sa d el l `au m e n t at o t a sso d i
multiculturalit e multi-etnicit, che caratterizza le comunit RSC. Bench non comprese nella
legge di tutela delle minoranze linguistiche e culturali perch non ancorate ad un territorio che il
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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requisito attualmente previsto dalla legge le comunit Rom e Sinte, per la loro specificit e le loro
trad i z i o n i , rap p resen t a n o un 'un i c um n el v a st o m o sa i co m u l t i et n i co ch e es i st e n el n o st ro Paese.
La scuola l `unica occasione di contatto e di confronto dei minori ed adolescenti RSC
con i loro coetanei, nonch di coinvolgimento delle famiglie RSC nelle proposte didattiche e nel
dialogo con gli altri genitori, e per questo il processo di integrazione parte dalla scuola.
L`o r gan i z z az i o n e , l e p ro cedu re, l e p rat i ch e d el l a scu o l a , come pure le relazioni formali ed informali
nella classe e le modalit di comunicazione o di mancata comunicazione h an n o u n `i m p o rt an z a
determinante p e r i l si gn i Ii cat o ch e l `esp eri en z a scolastica assume per gli alunni RSC, per i processi
di apprendimento e di inclusione nel tessuto scolastico e per gli effettivi apprendimenti che ne
risu l t an o . T al i co nsi d eraz i o n i d ev o n o d el e gi t t i m a re i p o t esi 'co n so l at o ri e ed asso l u t o ri e nei
confronti della scuola, secondo le quali per spiegare la limitata partecipazione scolastica di alunni e
alunne Rom si fa riferimento alle caratteristiche culturali del popolo Rom (per altro,
omogeneizzando tra loro differenti stili di vita e storie dei diversi gruppi RSC); ugualmente
sco rret t a l a t eo ri a d el l o ' sv a n t ag gi o cu l t u ral e o d el l a 'd ep ri v az i o n e cu l t u ral e d ei m i n o ri RSC.
Per evitare il rischio di fare della scuola un luogo di diffusione degli stereotipi, occorre
dunque una progettazione scolastica, politica e sociale che riconosca i RSC come soggetti politici
attivi e consapevoli. Un vero processo di scolarizzazione non pu prescindere da siffatte
considerazioni.
A se gu i t o d el co m p l esso p ro cesso d i ri Io rm a ch e h a p o rt at o al l a d e Ii n i z i o ne d el l `au t o n om i a
scolastica, non esiste uno specifico programma nazionale di accoglienza ed integrazione
esclusivamente rivolto agli alunni di origine RSC, sebbene nel corso degli anni siano state
sviluppate importanti esperienze al riguardo
54
.
In sintesi, sono due i documenti che negli ultimi anni definiscono il quadro normativo ed i
p ri n c i pi gene ral i d el l `i n t e gr az i o ne sco l a st i ca d i b am b i n i d i d i v e rse p ro v en i e n z e cu l t u ral i , compresi
i m i n o ri R S C " e n e n o r d e d | om so m ! " a e M V V R d o m M m
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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categoria in maniera sintetica e univoca tutti gli alunni RSC, aventi o non aventi cittadinanza
i t al i ana. In m e ri t o al l a c at e go ri a 'n o m a d i u t i l i zz at a n el l e an al i si st a t i s t ich e, i n Iase d i at t u az i on e
della Strategia sar utile raccomandare di sostituire tale termine con i rispettivi etnonimi afferenti
alle comunit RSC.























Gl i a l u n ni RS C i sc r i t t i ne i d i ve r si o r d i ni e gr a d i d i sc uo l a , sc uo l e st a t a l i e no n st a t a l i , ne l l `a n no sc o l a st i c o
2010/2011 sono stati 12.377, di cui 2054 nella sc uo l a d e l l `i n Ia nz i a , 6 7 6 4 ne l l a sc uo l a p r i ma r i a , 3 4 0 1 ne l l a sc uo l a
secondaria di primo grado, 158 nella secondaria di secondo grado. Le regioni con i pi alti numeri di alunni RSC iscritti
a scuola sono anche maggiormente interessate da fenomeni di sedentarizzazione o di presenza pluricentenaria dei nuclei
familiari pi antichi. Il Lazio, con 2.443 alunni RSC, la regione con il pi alto numero di iscritti, seguita dalla
Lombardia (1943), dal Piemonte (1.259), dalla Calabria (1165), d a l l `E mi l i a Ro ma g na (799).
L `a nd a me n t o d e gl i ul t i mi q u a t t r o a nni d e l l a p r e se nz a d e g l i a l u nni RS C ne l si s t e ma sc o l a sti c o conferma e
rafforza l `ur ge nz a d i una St r a t e gi a na z i o na l e d i i n t e r ve nt o c he p r o muo va l `a c c e s so e l `i nc l usi o ne . Co me e a ge vo l e
intuire dal grafico sottostante, tra il 2007 al 2011 il numero di alunni RSC rimasto pressoch invariato. Ci che pi
colpisce il tratto residuale degli alunni RSC frequentanti le scuole secondarie di II grado; nel 2011, infatti, gli alunni
RSC che hanno frequentato una scuola superiore sono stati solo 158, un valore che risulta perfino pi basso rispetto al
d a t o d i q ua t t r o a nni p r i ma ( a . s. 2 0 0 7 / 20 0 8 , 18 1 a l unni ) . Da l l `e sa me d e i d a t i d i sp o ni b i l i si r i c a va c he , a d o g gi , l a
probabilit che un bambino RSC arrivi al secondo livello della scuola secondaria di circa uno su mille. Si tratta di un
va l o r e e st re ma me nt e mo d e s t o , c he r i ve l a , a nc he i n vi r t u d e l t r e nd c o st a nt e i n t ut t i i gr a d i d `i st r uz i o ne , l o sc a r so i mp a t t o
d e l l e p o l i t ic he d `i nc l u si o ne d e l l e p o p o l a z i o ni R o m, Si n t i e C a mi na nt i i n campo educativo.
Inoltre, il dato rilevato pu discostarsi dal reale dato dei frequentanti, n equivale al numero
d ei m i n ori R S C i n et a d i o b b l i go sco l a st i co . L` aIIe rm az i o n e gen e ral e c o n cern en t e l `ass en t e i sm o
scolastico dei minori RSC (che spesso si tramu t a i n ev asi o n e d el l `o b b l i go e p o i i n Iort i ssi m a
d i spe rsi o n e ), t ro v a gi u st i Ii c az i o n e n el l `esp eri en z a ri p o rt a t a d al l e si n go l e Is t i t u z i o ni sco l a st i ch e, m a
non in una rilevazione condotta organicamente. Accanto ai dati gi disponibili, si pone quindi
l `u rgen z a, d a co l m ar e i n sed e d i ri l e v az i o n e d ei d at i d a p art e d el Mi n i st ero d el l ` Ist ru z i o n e , d i
acco m pa gn are i l Io n d a m e n t al e p ar am e t ro d el co m p l et a m en t o d el ci c l o d el l `i st ru z i o n e , d al p r e-
o b b l i go al l `i st ru z i o n e seco n d ari a, con i n d i c at o ri d i Ireq u en z a s co l a st i ca, che permettano di
comprendere meglio il rapporto quotidiano tra scuola e performance scolastica.
Soffermandosi sulla ripartizione delle presenze nei diversi settori di istruzione, ne deriva che
erano i sc ri t t i al l a scu o l a d el l `i n Ianz i a u n t e rz o d egl i i sc ritti alla scuola primaria, confermando
2061
2171
1952
2054
6801
7005
6628
6764
3299
3467
3359 3401
181 195 150 158
12342
12838
12089
12377
a.s. 2007/2008 a.s. 2008/2009 a.s. 2009/2010 a.s. 2010/2011
Alunni Rom presenti nel sistema scolastico. Anni: 2007-2011
(Fonte: Ufficio statistico MIUR)
dellinfanzia primaria Secondaria di I grado Secondaria di II grado Totale
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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q u el l `at t e ggi a m en t o 'co n serv at i v o d el l e I am i gl i e n o m a d i ri sp et t o al l a p ri m a sco l a ri z z az i o n e , ch e l e
vede trattenere a s i minori finch questo possibile. Il dato della scuola primaria, in rapporto a
q u el l o d el l `i n Ianzia, maggiormente confortante, ma non certo indice di una scolarizzazione
co n cret a e co n so l i da t a. No n o st a n t e l `o p er a d i p en et r az i o n e n ei cam p i e d i s en si b i l i zz az i o ne
compiuta dalle associazioni di volontariato per il tramite di mediatori culturali e di personale
specializzato, le comunit RSC mostrano ancora un atteggiamento non sempre coerente verso
l `o b b l i go sco l ast i co , l a c ui cau sa e da ri ce rca re n o n so l o n el l a st o ri ca d i IIi d en z a v erso i 'n o n R o m ,
ma anche in ragioni di convenienza, individuabili nella possibilit che quei minori portino guadagno
alle famiglie di appartenenza (si pensi alla pratica del mengel o accattonaggio, a cui ricorrono talune
famiglie.
Il fortissimo calo delle iscrizioni scolastiche si registra gi per la scuola secondaria di
primo grado. Nelle comunit, a volte un bambino di soli 12 anni considerato gi un adulto, in
grado di, di lavorare per produrre ricchezza, eventualmente di sposarsi, di procreare, cos come una
bambina di pari et pu essere concessa in matrimonio. Se tale consuetudine viene interrotta, o
semplicemente messa in pericolo dalla necessit di dover frequentare la scuola, chiaro come agli
occhi di alcune famiglie sia messa a rischio una importante scelta di vita. Il fenomeno della
d i spe rsi o n e e d el l `ab b an d ono scolastico frequente sia tra i Rom che vivono nei campi sia tra i
Sinti le cui famiglie lavorano nello spettacolo viaggiante.
I livelli di analfabetismo n el l `i n t e ra p o p o l a z i o n e rest a n o p ert an t o al t i , co n ri p ercu ssi o n i
su l l `i nseri m e nt o i n o gn i am bi t o della realt sociale. Secondo le statistiche della Croce Rossa
Italiana, nel 2008, in tutti gli insediamenti RSC conosciuti sul territorio di Roma, su 4.927 persone,
nel 41,42% dei casi non stato rilevato alcun livello di istruzione, anche se probabilmente questo
dato non coincide con il tasso reale di analfabetismo: l'8,44% ha completato il ciclo di studi
elementari; e il 13,29% ha conseguito la licenza media. Soltanto l'1,10% ha ottenuto un diploma
quinquennale di scuola superiore; e solo lo 0,26% giunto alla laurea quinquennale.
Nonostante i significativi risultati di molte esperienze progettuali, confortati anche dai dati
d el R ap po rt o Naz i o n a l e M IUR 'Al u n n i co n ci t t a d i n a n z a n o n i t al i an a: Verso l `ad o l e scen z a. Ann o
scolastico 2010/11, la scolarizzazione dei RSC presenta, dunque, alcuni nodi problematici specifici,
esasp e r at i dal l e co n d i z io n i d i p o v ert a an co ra assa i d i IIu se e d al l `e m e rg en z a ab i t at i va che
contraddistingue molte famiglie, e dagli stereotipi negativi diffusissimi nella percezione
d el l `o pi n i o n e p u b bl i ca. T al i n o di si p o sso n o si n t e t i z z are i n u n a se ri e d i el e m en t i 't i p i c i d el l a
scolarizzazione RSC:

difficolt di conoscere in modo esaustivo il numero dei minori e degli adolescenti, in
obbligo di istruzione;
alto tasso di abbandono scolastico ( il 42% circa nel I ciclo);
scarsissima frequenza nel secondo ciclo di istruzione;
irregolarit nella frequenza,
abbandoni precoci delle fanciulle e delle ragazze;
d i IIi c o l t a n el l `ap p ren d i m en t o d e l l `i t al i an o e n el l `i n cl u si o n e;
non corrispondenza della frequenza e/o dei titoli conseguiti con gli standard di competenze;
uso improprio del sostegno come strategia didattica (altissime percentuali di alunni RSC
certificati come alunni portatori di handicap, 30-40%) .

Recentemente, sono stati avviati la raccolta ed il monitoraggio di alcune delle migliori
pratiche realizzate dalle scuole distribuite omogeneamente sul territorio nazionale. I dati raccolti
rap p res en t a no so l t an t o un `i st a n t anea d i al c u n e b e n ci rco sc ri t t e si t u az i o n i d i i n t egraz i o n e n o n ch e u n a
piattaforma di analisi sulla quale impostare successive e ben pi approfondite indagini conoscitive.
In Iat t i , l e p ro b l e m at i ci t a ch e si ri scon t ran o n el l `av ere u n q u ad ro n u m e ri c a m e n t e d eIi n i t o d ei m i n o ri
i n et a del l `o b b l i go, d eri v ano d a d i IIi c o l t a d i v ari a n at u r a che gli Enti locali riscontrano nello
svolgere indagini o semplicemente nel monitorare qualsivoglia settore della vita delle comunit
RSC.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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A titolo esemplificativo, si segnala come il Comune di Milano abbia finanziato negli ultimi
anni svariati progetti volti a favorire il processo di scolarizzazione dei minori RSC, promuovendo
l'attivazione di un servizio di mediazione svolto da mediatrici RSC che operano sia all'interno delle
classi sia nelle comunit.
Analogo uso della mediazione ha permesso un miglioramen t o d el l a q u al i t a d el l `ed u c az i on e
per i giovani RSC, nel Comune di Roma. Nella Capitale da circa venti anni attivo un servizio per
la scolarizzazione dei bambini RSC che vivono nei campi autorizzati, passato da poche decine di
alunni a livelli molto alti: si stima che le iscrizioni scolastiche interessino la quasi totalit dei
bambini e ragazzi RSC che vivono in campi attrezzati o comunque seguiti dalle associazioni e
Ist i t u z i o n i l o c al i , con l i vel l i di Ireq u en z a sco l a st i ca ch e si i n n a l z an o co n l `acq u i si zione di forme di
alloggio pi stabili e dotate di servizi, come acqua calda e riscaldamento. Da una prima
attenzione rivolta alla semplice iscrizione scolastica e ai servizi di trasporto gratuiti a scuola,
si passati con gli anni e grazie al ruolo delle associazioni e delle mediatrici, a percorsi di
scolarizzazione volti al rafforzamento della didattica rispetto alle competenze e alle esperienze
dei minori e ad una maggiore capacit di coinvolgimento anche dei genitori nella vita
scolastica. Si segnala inoltre che l'utilizzo delle mediatrici RSC non solo interviene sui minori
e sulle famiglie, ma favorisce anche il processo di emancipazione delle donne della comunit.
Tra le tante proposte di rafforzamento della scolarizzazione dei giovani Rom e Sinti avviate
dalle associazioni senza fini di lucro, si segnala il programma sviluppato dalla Comunit di
S an t 'E gi d i o , ch e dal 2 00 8 h a avv i a t o a R om a i l pro g et t o 'Di ri t t o al l a S cu ol a , Di ri t t o al Fu t u ro , p er
una scolarizzazione di qualit fondata su: una frequenza assidua, un apprendimento come gli altri
m i n o ri e m i gl i o ri p erIo r m a n ce s co l a st i ch e. Il p ro gr am m a, ch e p r ev ed e l `u so d i b o rse d i st u d i o p e r i
ragazzi che frequentano la scuola, stato realizzato in collaborazione con le scuole del territorio e le
associazioni che in questi anni si sono occupate della scolarizzazione e ha permesso di prevenire e
co n t rast a r e l ` ev asi o n e sc o l a st i ca, au m e n t an d o l a Ireq u en z a e l a p art eci p a z i o n e d egl i al u n n i R S C ,
oltre a sensibilizzare le famiglie alla piena comprensione del ruolo della scuola nella crescita dei
minori. I primi due anni di implementazione del progetto hanno portato la frequenza dei
borsisti dal 52% all82%. Tra i principi-cardine del programma, ci sono: la concessione di
Borse di studio per alunni Rom e Sinti meritevoli, fornite direttamente alle famiglie RSC;
interventi di coinvolgimento dei genitori e delle famiglie RSC e delle famiglie del territorio;
interventi di sensibilizzazione finalizzati al contrasto dellanti-gitanismo; attivit
extracurricolari a cui partecipano minori RSC aperte a tutti i minori della scuola; docenza
aggiuntiva in orario extrascolastico; utilizzo di un mediatore culturale RSC con funzione di
raccordo con le scuole e le istituzioni del territorio; coinvolgimento dei genitori dei minori
coinvolti dal progetto.
Per quanto riguarda invece il supporto scolastico ai bambini e ragazzi di famiglie impegnate
i n at t i v i t a l a v o rat i v a d i s p et t acol o v i a ggi a n t e, l a Fo n d az i o n e Mi g ran t e s h a re al i z z at o u n Li bro d e i
sap eri ` p e r Iaci l i t ar e i l p assa g gi o d a u n a cl a sse a l l `al t ra e d a u n a scu o l a al l `al t ra, ri v o l t o ai S i nt i
dello spettacolo viaggiante, che ha permesso di seguire 2000 alunni. Altra iniziativa da menzionare
d el l a Fo n d az i o n e Mi g ran t e s e l ` esp e ri en z a d i Bi b l i o t e ch e d i st r ad a` v o l t e a so st en er e l a formazione
culturale in diversi campi rom di Roma.
P er p ro m u o v e re l `i n se ri m e nt o so c i al e d ei m i n o ri R S C sem b ra i m p o rt an t e an ch e so st en er e
interventi mirati a destrutturare letichettamento sociale ch e o st a co l a d i Iat t o l `i n se ri m en t o
sociale: in questa prospettiva stato portato a termine da parte della Direzione Generale per
l'attuazione dei provvedimenti giudiziari del Dipartimento per la Giustizia Minorile, il progetto
OLD, "Oltre le Discriminazioni", co-finanziato dal Programma Quadro Solidariet e Gestione dei
Flussi Migratori, 2007-2013 - Fondo Europeo per l'Integrazione di cittadini dei Paesi Terzi. Il
progetto, attuato per conto del Dipartimento per la Giustizia Minorile da AICCRE - Associazione
Italiana per il consiglio dei Comuni e Regioni d'Europa, in partnership con l'Istituto Don Calabria e
l'IPRS - Istituto Psico-pedagogico di Ricerche Sociali, riguarda l'informazione e sensibilizzazione
sul tema dei minori immigrati provenienti dai Paesi-terzi, presi in carico dai Servizi della Giustizia
Minorile, nonch il consolidamento di una rete interistituzionale per un'efficace inserimento sociale
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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e lavorativo di minori stranieri in carico ai Servizi Minorili del Piemonte, della Valle d'Aosta, della
Liguria, del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e del Lazio.
Altro ambito su cui la Strategia nazionale richiede un intervento specifico quello del
supporto educativo a ch i ha ab b an d o n at o p re m a t u ram e n t e l a scu o l a d el l `o b b l i go . Al Ii ne d i
prevenire i rischi di un precoce abbandono della scuola, per i ragazzi e le ragazze, si rende urgente
l `o IIert a di sp a z i e o p p ort un i t a d i re cu p ero sco l a st i c o co n i l co n s e gu i m e n t o al m en o d el l a t e r z a
media e di percorsi individualizzati di formazione professionale che riducano i rischi di marginalit
e devianza, anche con borse-lavoro e tirocini lavorativi che possano offrire opportunit lavorative
concrete. Un supporto particolare va svolto nei confronti delle madri adolescenti, per recuperare la
loro presenza a scuola o nella formazione professionale, e favorire un precoce inserimento
scolastico dei propri figli. In questa direzione, nel pieno rispetto dello spirito della Convenzione sui
diritti dell'infanzia, si ritiene importante promuovere l'ascolto e la partecipazione dei bambini e
degli adolescenti RSC come principio generale, che deve informare tutte le misure loro destinate.
Inoltre, si reputa essenziale valorizzare il ruolo delle attivit extra scolastiche come spazi di
incontro e crescita culturale tra coetanei, per la promozione dei diritti dei minorenni RSC e del loro
diritto al gioco, allo sport e al tempo libero.
E chiaro che il successo di ogni intervento scolastico strettamente correlato alla pi
generale inclusione sociale delle famiglie, alla disponibilit di lavoro e reddito da parte dei
genitori, a minime condizioni abitative che rendano possibile per i minori, seguire gli impegni
del dopo-scuola, nonch ad un clima di accoglienza e supporto da parte della scuola, delle
famiglie e del territorio scolastico.
C o n se gu en t em e n t e al l `an al i si d i co n t e st o , gl i o b i ettivi che la Strategia intende promuovere
sono i seguenti:

Obiettivo specifico 1.1: Favorire processi di pre-scolarizzazione e di scolarizzazione
dei bambini rom e sinti, promuovendo laccesso (le iscrizioni, la frequenza, i risultati) non
discriminatorio alle scuole di ogni ordine e grado e contrastando labbandono scolastico dei
minori Rom e Sinti e Caminanti nelle scuole primarie e secondarie

Al fine di elaborare un intervento efficace a favore dei minori det RSC, il cui numero
si assesterebbe intorno alle 70.000 unit, auspicabile un approccio globale, che non separi
artificiosamente i temi della scolarizzazione, delle soluzioni abitative in ambienti decorosi,
della valorizzazione delle specificit culturali, della salute, del tempo libero e dellintegrazione
degli adulti di riferimento. La formulazione di politiche olistiche e la loro declinazione per i
diversi livelli di governo sono strumenti per incidere sugli storici squilibri regionali e
rispettare le raccomandazioni internazionali ed europee. Questo principio andrebbe sempre
premesso in ogni intervento che interessi minori a rischio povert, tra i quali i bambini RSC, per i
quali la realizzazione del d i ri t t o al l `i st ru zi o n e e d a co n si d era re l a p i u eIIi c ace p o l i t i ca d i co n t rast o
alla povert ed al l `es cl u si o n e so c i al e . In q u est a c o rn i c e, si ri co rd a i l P i a n o d i az i o n i p er l `i n Ianz i a ,
strumento attuativo della Convenzione sui diritti del fanciullo, che viene adottato dal Consiglio dei
Ministri ed emanato con decreto del Presidente della Repubblica. Esso costituisce atto vincolante
per le Amministrazioni coinvolte nella sua stesura e le azioni in esso indicate costituiscono
altrettanti impegni per le amministrazioni centrali che le hanno formulate e approvate. Per quanto
riguarda la promozione della prescolarizzazione e scolarizzazione dei bambini Rom, Sinti e
Caminanti, linee di indirizzo della presente Strategia saranno quelle di:

favorire il passaggio appena iniziato dalla scolarizzazione della primaria e secondaria di I
grado alla secondaria di II grado, anche con forme di alternanza scuola-lavoro e modelli di
scuola della seconda opportunit;
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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affrontare lo specifico problema di genere favorendo il rientro in formazione delle
giovanissime e delle madri adolescenti, con percorsi flessibili o con la frequenza nei CTP,
per conseguire il diploma di terza media;
promuovere e diffondere - anche con kit per gli insegnanti - forme di auto
rappresentazione, in qualunque linguaggio, visivo, di scrittura, di testimonianza, di
narrazione ed inserire, tra le tematiche delle giornate della memoria e nel lavoro didattico,
l a co no scen z a d el 'Porrajmos, lo sterminio nazifascista dei RSC;
incrementare la formazione di docenti e dirigenti e la diffusione delle buone pratiche,
anche con la definizione di strategie e patti di territorio con gli Enti locali. e protocolli di
intesa con le Associazioni operanti nel campo, come quelli gi promossi dal MIUR con
l `Opera No m ad i , da am p l i a re ad al t re I ed er az i o n i R o m e S i n t i e asso c i az i o n i , ed u na
convenzione per la lotta al l `an al I ab et i sm o a v v i at a co n l `UN LA.
In tal senso, il MIUR impegnato tra le scuole italiane a diffondere i protocolli di
accoglienza e le buone pratiche sia scolastiche che degli enti locali; a formare docenti , mediatori e
operatori scolastici anche con convenzioni con enti e ministeri; ad incrementare nuclei territoriali di
sostegno alle scuole; ad attivare percorsi nei CTP per il conseguimento del diploma di III media,
con particolari modalit per le ragazze uscite precocemente dalla formazione; a sollecitare forme di
autorappresentazione dei rom per combattere gli stereotipi negativi.
Sempre in attuazione del pieno go d i m en t o d el d i ri t t o al l `i st ru z i o n e , su l l a b ase d el l a
Convenzione ONU del 1989, la scuola si pone come luogo privilegiato della cittadinanza, in un
p erco rso ch e v a d al l `a c co gl i en z a al l `a cco m p a g n am e n t o o ri e n t an t e, sulla base di una serie di
obiettivi/azioni specifiche della scolarizzazione che fanno parte integrante del DPR 21 gennaio
2 0 1 1 ' T erz o p i a n o b i e nn al e n az i o n a l e d i az i o n i e d i interventi per la tutela dei diritti dei soggetti
i n e t a evo l u t i v a .
Le az i o n i deIi n i t e p art o n o d al l `esi gen z a d i ri l a n ci are l e p o l i t i ch e i n c l u si v e e d i real i z z az i on e
del diritto allo studio, considerando la necessit di: decostruire gli stereotipi e i pregiudizi sulle
m i n o ran z e R S C ; p assa re d ai p ro g et t i 'p i o n i eri st i ci ad una dimensione strutturale degli interventi
verso i minori RSC che tengano conto della disomogeneit culturale, sociale, economica e
linguistica dei gruppi; considerare la diversit delle tipologie di insediamento , nonch il grado di
marginalit e di conflittualit con la comunit territoriale.
Le Azioni sono le seguenti:

Titolo: Prevenzione della dispersione scolastica dei minori, inclusi minori Rom, Sinti e
Caminanti e minori immigrati e attuazione di interventi di inclusione sociale.
Tipologia
azione:
Progettualit nazionali a compartecipazione decentrata.
Obiettivo: Contrastare la dispersione scolastica di minori immigrati, Rom, Sinti e Caminanti;
favorire i percorsi di inclusio n e at t rav erso l ` asso l v i m en t o d el d i ri t to-dovere
al l `i st ru z i o n e e al l a Io rm az i o n e
Azione
/Intervento:
Attivare percorsi di accompagnamento e sostegno scolastico attraverso interventi di
educazione extrascolastica quali:
l `ed u cat i v a d i st rad a;
Il supporto al l `u t i l i zz o d i serv i z i ed u cat i v i / Io rm a t i v i / c u l t u ral i ri v o l t i al l a
collettivit (biblioteche, centri educativi, ricreativi, sportivi, ecc.);
Il sostegno personalizzato rivolto agli alunni che hanno difficolt scolastiche,
linguistiche o che esprimono la necessit di avere un supporto nello
svolgimento dei compiti pomeridiani o di un accompagnamento mirato nei
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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percorsi di formazione professionale.
Per il successo degli interventi di sostegno alla frequenza scolastica auspicabile
l `u t i l i z z o d el l a Ii gu r a d el mediatore linguistico/culturale/sociale che rappresenta
una risorsa fondamentale per la gestione dei rapporti fra insegnati-ragazzi e
insegnati-famiglie/comunit di appartenenza.
C o st ru i re p erco rsi ch e I av o ri scan o u n `o IIe rt a Io rm at i v a i n t eg rat a t ra i st r u zione e
formazione professionale mirata alle esigenze dei minori stranieri prevedendo
attivit di istruzione, formazione e lavoro che forniscano titoli spendibili in campo
lavorativo.
L` aIIi an cam en t o d i u n T u t o r q u al e Ii gu ra ch e se gu e co n si s t e m at i ci t a i ragazzi, li
sostiene e contribuisce alla c
ostruzione di un progetto a lungo termine di inclusione sociale
Soggetti
coinvolti:
Promotori:
Mi n i st ero d el Lav o ro e d el l e p o l i t i ch e s o ci a l i , Mi n i st ero d el l `Ist ruz i on e
d el l `Un i v e rsi t a e d el l a R i c erca, Mi n i st ero della Giustizia. Dipartimento della
Giustizia minorile, Centri di giustizia minorile territoriale, UNAR Ufficio
Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
Collaboratori:
Enti locali, Privato sociale, Terzo settore, Camere di Commercio, Agenzie per
l `i m p i e go
Destinatari finali:
Minori immigrati, Rom, Sinti, Caminanti, minori stranieri autori di reato sottoposti
a procedimento penale.

Si so t t o l i ne a a l t r e si l `i mp o r t a nz a d e l l e a z i o ni d i p r e sc o l a r i z z a z i o ne , c o n r i g ua r d o a l r a I I o r z a me nt o d e i se r vi z i
socio-educativi, per la prima infanzia (0-2 anni)
55
.
Una sp e c i Ii c a Az i o ne r i g ua r d e r a i 'p a ssa g gi , a nc he ve r so l e sc uo l e se c o nd a r i e . V i st a l `e si g ui t a d e l n u me r o
d i st ud e nt i RS C ne l l e sc uo l e se c o nd a r i e s up e r i o r i si c o nc e nt r e r a n no l e a z i o ni s ul 'p a s sa g gi o d a l l a sc uo l a di primo
grado alla scuola di secondo grado attraverso incentivi come borse di studio, la valorizzazione e la divulgazione dei casi
d i a l un ni R SC c he ha n no i nt r a p r e so i l 'p a ssa ggi o a l l e sc u o l e se c o nd a r i e , i l c o i nvo l g i me nt o d i i nse g na nt i e d i r i ge nt i
scolastici di scuole secondarie.
L `a t t e nz i o ne ve r so q ue st a Ia sc i a d `e t a preadolescenziale, cruciale e critica per tante ragioni, coerente con la
l i ne a d `a z i o ne p e r l e a t t i vi t a d i e d uc a z i o ne i nt e r c ul t ur a l e p r o gr a mma t e p e r i l 2 0 1 2 . Al r i gua r d o da Aprile a Dicembre
2 0 1 2 si t e r r a una p r i ma i ni z i a t i va a l l `i nt e r no d e l c o nve g no s u Fa mi g l i e i n t e r c ul t ur a , a p r i l e 2 0 1 2 ad Anc o na .
Ulteriore Azione interesser la formazione di insegnanti e dirigenti scolastici. Un intervento specifico
sar dedicato alla formazione di insegnanti e dirigenti scolastici di scuole con numeri significativi di alunni e studenti
RSC. Nel 2012 sar organizzato un seminario nazionale di formazione dei dirigenti di scuole multiculturali, in
c o l l a b o r a z i o ne c o n l ` UI Ii c i o s c o l a sti c o d e l Ve ne t o . U n a p p unt a me nt o a nn ua l e d i Io r ma z i o ne , d e no mi na t o 'D i r i ge r e l e
sc uo l e i n c o nt e s t i mul t i c ul t ur a l i , una d e l l e d i e c i a z i o ni de l d o c ume nt o d i i nd i r i z z o 'La vi a i t a l i a na p e r l a sc uo l a
i nt e r c u l t ur a l e , o t t o b r e 2 0 0 7 . Al l `i nt e r no d i q ue s t o a p p unt a me n t o na z i o na l e potr essere collocata una sessione specifica
di formazione per i dirigenti scolastici sul tema della scolarizzazione degli alunni RSC.
I no l t re , si st a va l ut a nd o l `i p o t e si d i una ul t e r i o r e Az i o n e , d i i nse r i me nt o d e l t e ma RSC nel nuovo
documento di ind i r i z z o p e r l `i nt e r c ul t ur a . Sono due i documenti che negli ultimi anni definiscono il quadro normativo
e i p r i nc i p i ge ne r a l i p e r l `i nt e gr a z i o ne sc o l a sti c a d i b a mb i n i d i d i ve r se p ro ve ni e nz e c ul t ur a l i , c o mp r e si i mi no r i Ro m. I l
primo la Circolare del Mini st e r o d e l l `I st r uz i o ne n. 2 4 : '
l secondo documento di indirizzo generale : 'La via italiana per la scuola interculturale e
d e l 2007, a l l `i nt e r no d e l q ua l e so no e sp l i c i t a t i i p r i nc i p i e l e a z i o ni c he d e Ii ni sc o no
i l ' mo d e l l o na z i o na l e p e r l `a c c o gl i e nz a e l `i n t e gr a z i o ne d i mi no r i d i o r i gi ni c ul t ur a l i d i ve r se , c o mp r e si i gr up p i Ro m e
Si nt i . Ne l l ` ul t i mo d o c u me nt o c i t a t o , e i nd i c a t a l `opportunit di promuovere azioni sui temi del pregiudizio e delle
d i sc r i mi na z i o ni : 'l `a nt i-gitanismo ( l `o st i l i ta c o nt r o i RSC ) a ssu me l `a sp e t t o d i una Io r ma sp e c i I i c a d i r a z z i s mo c he
l `e d uc a z i o ne i nt e r c ul t ur a l e d e ve c o nt r a st a r e , a nc he a t t r a ve r s o l a c o no sc e nz a d e l l a st o r i a d el l e p o p o l a z i o ni Ro m e Si nt e .
Si va l ut e r a n no mo d a l i t a ut i l i a d un r e c up e r o d i q ue st i a c c e nn i , p e r sug ge r i r e i nd i c a z i o ni o pe r a t i ve a l l e sc uo l e a l l `i nt e r n o
del nuovo Documento di indirizzo su c ui l `U I Ii c i o p e r l `i nt e gr a z i o ne d e gl i a l u n ni stranieri della Direzione generale per

55
CIr . c o n l `e sp e r i e nz a d i T o r i no .
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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l o st ud e nt e st a i ni z i a nd o a l a v o r a r e , i n c o l l a b or a z i o ne c o n gl i UI Ii c i sc o l a st i c i r e gi o na l i , c o n l ` obiettivo di pubblicarlo
per ottobre 2012.
Infine, una specifica Azione riguarda le minori e le adolescenti Rom, nonch le madri adolescenti e la pi
generale questione di genere, verso cui saranno sviluppati interventi volti a promuovere la consapevolezza e
attenzione nelle scuole sulla questione di genere nella tematica RSC. Sono soprattutto le bambine che non proseguono
gl i s t ud i d o p o l a p r i ma r i a , e d e a nc o r a d i II uso i n a l c u ne Ia mi gl i e i l Ie no me no d e l l e sp o se b a mb i ne . D `i nt e sa c o n
l `UN AR si Ia r a n no c o no sc e r e e si d i vul g he r a n no vo l u mi e st r u me n t i , a nc he a ud i o vi si v i ( i l p a c c he t t o ' Do st a !, Ki t p e r
i nse g na nt i , Q ua derni e materiali didattici) che presentino idee e percorsi possibili per le minori e le adolescenti. Un
esempio di questo tipo di materiali il docu-Ii l m 'I o , l a mi a Ia mi gl i a e W o o d y Al l e n , v i a gg i o a ut o b i o gr a Ii c o d i u na
ragazza Rom, realizzato da lei stes sa e r i p ub b l i c a t o a c ur a d e l l `UN AR. Allo stesso modo si possono valorizzare e
coinvolgere altre ragazze e donne Rom in azioni di coinvolgimento delle scuole e delle famiglie.
Per quanto riguarda le Azioni di Sistema, si segnala inoltre il proseguimento del l `i mp e g no d e l MI UR me d i a nt e
i Io nd i s t r ut t ur a l i , a t t r a ve r so i l P r o gr a mma Op e r a t i vo Na z i o na l e ' C o mp e t e nz e p e r l o Sv i l up p o 2 0 0 7-2 01 3 , MI UR -
DG Affari Internazionali Ufficio IV.
Nella programmazione 2007-2 0 1 3 , l `au t o ri t a d i g est i o n e d el P ON 'C o m p e t en z e per lo
S v i l u p po (ri se rv at o al l e re gi on i C al a b ri a , C am p an i a , P u gl i a, S i c i l i a) si st a i n o l t re i m p egn an d o
attraverso iniziative contro la dispersione scolastica e la frammentazione sociale, che saranno
supportate in azioni mirate a valere sui finanziamenti del Fondo sociale Europeo (FSE) e del Fondo
Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) attraverso:

Attenzione ai gruppi vulnerabili con azioni integrate
Lo t t a al l ` ab b an d on o sco l ast i co
Azioni di contrasto alla disgregazione sociale
Educazione interculturale
La tematica delle minoranze e del contrasto alla segregazione
Un approccio esplicito verso i gruppi svantaggiati ma non esclusivo
La raccolta di dati attendibili per favorire approcci adeguati e strategie coerenti con la
rilevazione dei dati

L` ado z i o n e d i approcci individuali e la presa in carico dei soggetti permettono di non
i n c o rrer e n el l `e rro r e d i etnicizzare gli interventi e le persone cui sono dedicati. I progetti che
coinvolgono target specifici, pur se utili al successo del progetto stesso, non risultano tuttavia
efficaci alla soluzione dei problemi strutturali. Un approccio olistico, in cui si integrino politiche e
risorse a vari livelli (locale, nazionale, europeo), rappresenta una misura pi efficace ed efficiente
n el l `aII ro nt are l a q u est i o n e R S C . L`esp eri en z a c h e d eri v a d al m o n i t o ra g g i o d el l e at t i v i t a Ii n an z i a t e
dal PON Istruzione permette infatti di confermare che una mirata e specifica progettualit, che
coinvolge i RSC, consente di svilupparne i valori della cultura, di rimuovere l'assistenzialismo, di
sollecitare l'autogestione e la partecipazione attiva, per definire l'autodeterminazione e raggiungere
il massimo livello di autonomia personale e familiare possibile.
Le m o d a l i t a d el co i n v o l gi m en t o d e gl i al l i e v i R S C al l `i n t ern o d ei p ro g et t i PON ha
conosciuto un progressivo crescendo; dal 30,7% del 2006 (pari a 12 scuole su 39 che dichiarano di
avere studenti RSC), al 50% del 2007 e al 52% del 2008 (26 scuole su 50 che dichiarano di avere
studenti RSC). Nel 2008, su 264 studenti Rom presenti nelle scuole, 96 hanno partecipato a uno o
pi percorsi formativi del PON, pari al 36,3% ; mentre nel 2007, la percentuale stata del 28,2%
(61 soggetti partecipanti su 216 presenti) e tra il 2000 e il 2006, del 35% (56 partecipanti su 160
presenti). La partecipazione degli studenti Rom per sesso ai percorsi formativi stata equilibrata in
tutte e tre le annualit, circa il 50% di maschi e il 50% di femmine. Se osserviamo la partecipazione
degli studenti RSC per cittadinanza notiamo come pi del 50% sono stati italiani, mentre circa il
20% sono studenti RSC con cittadinanza rumena. Su 213 studenti RSC che hanno partecipato ai
p erco rsi Io rm at i v i d el P ON, 7 2 av ev ano u n `et a co m p resa t ra i 9 e i 1 0 an n i , m e n t re 4 7 t ra i 1 4 e i 16
anni e 29 tra gli 11 e i 13 anni. Nel 2007 su 61 studenti RSC che hanno frequentato corsi PON, 40
h an no scel t o p erco rsi d e l l `o b i et t i v o az i o n e C 1 Co m p e t en z e C h i a v e, 1 6 d el l `o b i et t i v o F. C o n t rast o
alla dispersione scolastica Interessante sottolineare la presenza di uno studente in un percorso C4
su l l a p ro m oz i o n e d el l `eccel l en z a n el 2 0 0 7 e 4 n el 2 0 0 8 . Nel 2 0 0 8 l a p resen z a p i u n u m e ro sa e st a t a
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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sem p re nei p e rco rsi d el l `o b i et t i v o az i o n e C 1 (5 3 st u d e n t i ), m e n t re 3 0 st u d e n t i h an n o Ireq u en t at o u n
p erco rso d el l `o b i et t i v o F.
Nella fase 2012-2013 si prevede di riscontrare un ulteriore incremento nella crescita di
partecipazione dei partecipanti alle iniziative del Programma.
Il PCN, p rev ed e i n o l t re, n el l `am b i t o d el t a v o l o t e m at i co n az i o n a l e e i n si n e r gi c o e cost a nt e
coordinamento con i tavoli regionali eventualmente costituiti e con rappresentanti delle Comunit
RSC, d i co st i t u i re presso i l Mi n i st ero del l ` Ist ru z i o n e , Un i v ersi t a e R i c e rc a u n o sp e ci Ii c o gru pp o d i
lavoro incaricato di:

Definire, anche avvalendosi del gruppo di lavoro sul gap informativo e statistico, procedure
standardizzate in grado di consentire, fermo restando il rispetto della normativa vigente, la
ri l e vaz i o n e , nel l `am b i t o d el l a p eri o d i c a at t i v i t a d i rac co l t a d at i i n e r en t i l e i sc ri z i o n i agl i
istituti scolastici di ogni ordine e grado, anche delle percentuali di frequenza e di successo
scolastico;
rilevare e monitorare periodicamente, n el l `am b i t o d el l e at t i v i t a d e gl i o sse rv at o ri co n t ro l a
dispersione scolastica e sulla base delle procedure elaborate, il dato inerente la percentuale
di dispersione scolastica degli studenti RSC;
prevedere cicli annuali di formazione e aggiornamento dei docenti sulle specifiche
t e m at i ch e d el l `i n cl u si o n e d ei RSC;

Obiettivo specifico 1.2: Accrescere la partecipazione dei giovani RSC allistruzione
universitaria, ai percorsi di alta formazione e di formazione/lavoro, anche mediante laccesso
agli strumenti del prestito donore, delle borse di studio e di altre opportunit e agevolazioni
previste dalla normativa vigente

L`inclusione finanziaria fattore ormai unanimemente riconosciuto come primario per il
raggiungimento di una piena inclusione sociale. Per i giovani riveste grande importanza
l `o p p o rt u ni t a d i ac ced e re al cred i t o b an ca ri o co si d a a IIro n t a re au t o n o m am e n t e i l p er co rso
formativo, e, successivamente, entrare nel mondo del lavoro. necessario sviluppare ed
i n c rem e n t a re q u el l e p o l i t i ch e ch e a g ev o l a n o l ` acc esso al c red i t o d a p art e d i st u d e n t i u n i v e rsi t ari e
n eo l a u re at i , al Ii n e d el l ` a p p ren d i m en t o e ap p ro Io n d i m en t o d i p erco rsi p ro I e ssi o n al i e l a v o rat i vi .
A tal fine, con decreto del 19 novembre 2010, la Presidenza del Consiglio Dipartimento
della Giovent h a am p l i a t o l `am b i t o d i o p erat i vi t a d el Fo n d o p er i l cred i t o ai gi o v a n i , i st i t uit o
presso la stessa Presidenza nel 2007.Il Fondo - con una dotazione finanziaria attuale di 19 milioni
di euro - h a l `o b i et t i v o d i oIIri re l e g aran z i e n e cessa ri e p er p erm et t er e ai gi o v a n i m e ri t e v ol i d i
o t t en ere Ii nan z i a m en t i p er l `i sc ri z i o n e al l `u n i v er si t a, p er s e gu i re co rsi d i sp e ci a l i z z az i o n e p o st
lauream o per approfondire la conoscenza di una lingua straniera.I giovani - in possesso dei
requisiti previsti dalla normativa - per accedere ai finanziamenti garantiti dal Fondo, devono
compilare il modello di domanda, allegare la documentazione richiesta e recarsi presso le filiali dei
soggetti finanziatori ad e r en t i al l `i n i z i a t i v a .
Possono presentare domanda di accesso al finanziamento garantito dal Fondo i soggetti che
ab b i a n o un `et a co m p r esa t ra i 1 8 e i 4 0 an n i e che si t ro v i n o al t ern at i v am e n t e i n u n a d el l e segu ent i
situazioni
56
:

56
Il diploma di scuola superiore deve essere conseguito presso: a) una scuola italiana, pubblica o privata, autorizzata dal MIUR a
rilasciare titoli di studio aventi valore legale in Italia; b) u n a scuo l a st ran i e ra au t o ri z zat a d al M IUR al l `ap ert u ra d i un a su ccursale
d el l `i st i tu t o st ran i e ro in It a l i a e abi l i t at a a ri l a sci a re t i t o l i d i stu d io aven t i val o re l e gal e i n It a l i a .
I corsi di laurea triennale, di laurea magistrale, di specializzazione successivo al conseguimento della laurea magistrale o i Master
devono essere tenuti presso: a) Universit italiane, pubbliche o private, o scuole superiori di insegnamento universitario autorizzate
d al M i n i st e ro d el l `Un i versi t a e d el l a R i c erca (M IUR ) a ri l asci a r e t i t o l i d i stu d io aven t i val o re l e gal e i n It a l i a ; b) Universit straniere o
scu o l e sup eri o ri d i i n segn amen t o u n i versi t a ri o st ran i e re au to ri z zat e d al M IUR al l `ap ertu ra d i un a succu rsal e d el l `i st i t u to straniero in
Italia e abilitate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale in Italia. L`E n t e C ert i Ii c at o re d eve essere qualificato tale in un
p ro vved i men t o , P ro t o co l l o d `i n t esa, o vvero at t o ammi n i st ra t i vo co mu n q u e d eno mi n at o , eman at o o d i cu i si a p art e u n a P ub b li c a
Amministrazione.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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essere iscritto ad un corso di laurea triennale ovvero specialistica a ciclo unico, in regola con
il pagamento delle tasse universitarie e in possesso del diploma di scuola superiore con un
voto pari almeno a 75/100;
essere iscritto ad un corso di laurea magistrale, in regola con il pagamento delle tasse
universitarie e in possesso del diploma di laurea triennale con una votazione pari almeno a
100/110;
essere iscritto ad un Master universitario di primo o di secondo livello, in regola con il
pagamento delle tasse universitarie ed in possesso del diploma di laurea, rispettivamente
triennale o specialistica, con una votazione pari almeno a 100/110;
essere iscritto ad un corso di specializzazione successivo al conseguimento della laurea
magistrale a ciclo unico di medicina e chirurgia con voto pari almeno a 100/110 e in regola
con il pagamento delle tasse universitarie;
essere iscri t t o ad un d o t t orat o d i ri c er ca al l `est e r o ch e, ai Ii n i d el ri co n o s ci m en t o i n It a l i a ,
deve avere una durata legale triennale;
essere iscritto ad un corso di lingue di durata non inferiore a sei mesi, riconosciuto da un
'E nt e C ert i Ii cat o re.

I finanziamenti ammissibili alla garanzia del Fondo che si riferiscono ai corsi e ai Master
sono cumulabili tra loro fino ad un ammontare massimo di 25.000 euro (venticinquemila/00 euro)
ed erogati in rate annuali di importo non inferiore a 3.000 euro (tremila/00) e non superiore ai 5.000
euro (cinquemila/00 euro). Le rate del finanziamento per i corsi e i Master, successive alla prima,
v en go n o ero g at e pr ev i a presen t a z i o n e al Ii n an z i a t o re d el l `at t est a z i o n e d el l `i scri z i o n e al l e an n ual i t a
successive dei predetti corsi e del superamento di almeno la met degli esami previsti dal piano di
studi relativi agli anni precedenti;Ove i corsi universitari o linguistici abbiano durata pluriennale, il
finanziatore concede il finanziamento nel suo ammontare complessivo e provvede all`ero g az i o ne
delle rate (nel rispetto degli importi minimo e massimo contemplati dal Decreto Interministeriale 19
novembre 2010) con cadenza annuale, per un numero di anni comunque non superiore alla durata
legale del corso di laurea, del master e del corso linguistico (o comunque non superiore agli anni
resi du i p er l `u l t i m a z i o ne d el co rso , co n si d e rat a l a su a d u rat a l e g al e , o v e l a ri ch i e st a d i am m i ss i o n e
al Ii n anz i a m en t o co i n c i d a co n l `i sc ri z i o n e ad u n an n o su c cessi v o al p ri m o ).Il tasso applicato e le
condizioni del finanziamento sono stabilite dai singoli istituti bancari entro i parametri consentiti
d al l `acco rd o t ra i l Di p a rt i m e n t o d el l a Gi o v en t u e l ` AB I.
La restituzione dei finanziamenti da effettuarsi in un periodo compreso tra i tre e i quindici
anni.Il piano di ammortamento del finanziamento non pu comunque iniziare prima del trentesimo
m e se su c c essi v o al l `e ro gaz i o n e d el l `u l t i m a rat a d el Ii n an z i a m en t o .I finanziatori si impegnano a
non richiedere ai beneficiari garanzie aggiuntive oltre alla garanzia fornita dallo stato
57
.

Obiettivo specifico 1.3: Favorire il confronto e la cooperazione tra Istituzioni
scolastiche, territorio extra-scolastico, famiglie e comunit RSC;

La valorizzazione delle buone pratiche delle scuol e e i l so st e gn o al l `az i o n e d e gl i i n se gnant i ,
di concerto con gli Enti locali e con le associazioni che operano sul territorio sono le condizioni del
su c cesso d el l `az i o n e Io r m a t i v a . Le azioni di rilancio della scolarizzazione RSC si devono praticare

57
La garan zi a d el F on do e co n cessa n el l a mi su ra d el 70 d el l `espo si z i o n e so t t o st an t e al finanziamento erogato per la quota capitale,
tempo per tempo in essere, nei limiti del finanziamento concedibile, per il quale Consap quale Gestore ha dato positiva
ap p ro vazi o n e, d egl i o n eri d eri vant i seco nd o qu an t o previ st o d al P ro t o col l o d `in t e sa e degli eventuali interessi contrattuali calcolati in
misura non superiore al tasso legale in vigore alla data di concessione della garanzia medesima e di mora.
Possono effettuare le operazioni di erogazione dei mutui garantiti dal Fondo le banche e gli intermediari finanziari che hanno aderito
al l `i n i z i at i va so t t o scri ven do co n i l Di p art i men t o d el l a Gi o ven t u ap p o si t e con ven zi on i , i l cu i sch ema t i p o e st at o st ab i l i to nel
P ro t o co l l o d `in t e sa tra Dipartimento e Associazione Bancaria Italiana (ABI) del 18 maggio 2011.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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con metodi nuovi: quello della negoziazione e del coinvolgimento/informazione delle famiglie, con
conseguente co-progettazione tra comunit RSC, privato sociale ed Enti locali.
Di questa azione sono strumenti operativi la predisposizione di protocolli di accoglienza e il
coinvolgimento diretto delle famiglie, un vero e proprio patto con loro, laddove possibile. Tutto ci
si potr ottenere anche con forme di sostegno economico ai genitori ed alle mamme giovani poveri
che sono costanti nel sostenere la frequenza scolastica precoce dei figli ( 3-6 anni), sulla base del
DPR 21 gennaio 2011 Terzo piano biennale nazionale di azioni ed interventi per la tutela dei diritti
e lo sviluppo dei soggetti in et evolutiva.
In questo sforzo, importante rilanciare la presenza di mediatori e valorizzare tutto il
p o rt at o b i og raIi co e cul t u ral e d el l `al u n n o R S C i n si t u az i o n i n arrat i v e co n d i v i se co n i com p a gn i ;
significativa sar anche la valorizzazione delle competenze previe degli alunni.
In t a l sen so , q u an t o gi a p revi st o n el l ` am b i t o d el l`Az i o n e 6 ) 'P ro m o z i o n e d el l a governance
delle politiche e degli strumenti di inclusione sociale e di contrasto alla discriminazione nei
co n Iro nt i d el l e co m u n i t a R o m , S i nt e e C am mi n a n t i , p er i l p eri o d o 2 0 1 2-2 0 1 3 . Al l `i n t ern o
d el l `Az i o ne 6 , di cui il Dipartimento Pari Opportunit titolare, si prevede anche la
sperimentazione di percorsi formativi di intermediazione che favoriscano il rapporto domanda-
o IIert a co n l `i n se ri m en t o d i m e di at ri c i e m ed i a t o ri ro m i n co n t e st i ch i av e co m e l a scu o l a , co n
particolare riferimento al coinvolgimento di donne Rom.
Per quanto riguarda la scolarizzazione di minori ed adolescenti, sono vari sul territorio
n az i o n a l e gl i i n t erv ent i ch e p u nt a n o al l `asso l v i m e n t o d el l `o b b l i go sco l ast i co , ch e p resu p p o n go n o
per una spiccat a sen si b i l i t a al t e m a d a p art e d e gl i en t i l o c al i . Al l o st e sso m o d o , l `at t en z i on e al le
co n di z i o ni d i v i t a i gi e n i c he d el l `i n Ianz i a , d al l e v a cci n a z i o n i al l a sal u b ri t a d ei cam p i , at t en go n o al l e
scelte fatte dalle singole amministrazioni locali, in assenza di leggi nazionali che tutelino i diritti dei
bambini e delle loro popolazioni di appartenenza. Va sottolineato che vi sono notevoli differenze
nelle politiche attuate a livello locale: alcune realt, negli anni, hanno investito molteplici risorse
per uscire d a u n a p o l i t i ca em e r g en z i a l e e m u o v e rsi n el l a d i r ez i o n e d el l `i n t e gr az i o ne e
d el l `i n cl u si o n e, an ch e I av oren d o p o l i t i ch e d i sco l a ri z z az i o n e d ei b am bi n i e d el l e b am b i n e, d ei
ragazzi e delle ragazze, accompagnandoli in percorsi di ingresso nel mondo del lavoro e alla ricerca
di soluzioni abitative. Senza entrare nel merito dei tanti interventi realizzati e previsti in tal senso,
laddove si sono riscontrate buone pratiche da parte degli enti locali, si possono evidenziare degli
aspetti comuni che saranno ulteriormente promossi tra le amministrazioni locali nel periodo 2012-
2020, in collaborazione con le associazioni di rappresentanza delle Comunit RSC:

interventi complessivi che non si riducono alla presa in carico dei soli aspetti emergenziali
del fenomeno e che favoriscano sempre la scolarizzazione;
investimento duraturo nel tempo a favore dei gruppi RSC, con attivo e partecipato
coi n v o l gi m en t o d e i di ret t i i n t e ressa t i e d el l e I am i g l i e al l `i n seri m e nt o sc o l a s t i co ;
p ro m o z i o n e d el l `asco l t o e d el l a p a rt eci p a z i o n e dei bambini, degli adolescenti RSC e delle
ri spet t i v e Iam i gl i e n el l `at t i v i t a d i d a t t i ca e n el l e o II ert e ex t rasco l a st i ch e;
adeguato investimento economico;
politiche abitative volte al passaggio dai campi alle abitazioni per garantire ulteriormente il
successo scolastico dei bambini;
politiche sanitarie volte sia a tutelare gli ambienti di vita degli individui sia alla prevenzione;
la realizzazione di un servizio di accompagnamento a scuola con la presenza di mediatori
culturali sugli scuolabus per coloro che ancora risiedono in campi o aree non servite da
mezzi pubblici;
l a p ro m o z i o n e di az i o n i c h e h an n o co n se nt i t o d i m o d i Ii care l `at t e g gi a m en t o d i d i si n t e resse o
di opposizione nei confronti della scuola e della alfabetizzazione;
la promozione di attivit volte a valorizzare la cultura zigana;
l `acco m p a gn am e n t o al l a Io rm a z i o n e d ei gi o v a n i al Ii n e d i u n i n se ri m e n t o l a vo rat i v o
efficace.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Nel confronto tra Istituzioni scolastiche, territorio e famiglie, andr ribadito il rischio attuale
di una scolarizzazione disomogenea sul territorio, fondamentalmente incompiuta e bloccata al
primo ciclo di istruzione. Il n u m e ro d e gl i i sc ri t t i , i n Iat t i , d ecresc e au m e n t an d o l `o rd i n e d i scu ol a ,
diventando quasi irrilevante nella secondaria di secondo grado (solo 158 iscritti). I dati, che
mostrano un basso e preoccupante livello di scolarizzazione dei minori e degli adolescenti RSC,
non sono ovviamente in grado di rilevare il reale andamento della frequenza scolastica dei minori
iscritti, le problematicit annesse, il successo formativo degli iscritti e gli esiti della scolarizzazione.
Inoltre, di fronte a una mancanza di informazioni sulla presenza numerica dei minori nei campi e a
casi di irregolarit e di arrivi clandestini, non possibile sapere qual la percentuale effettiva di
frequenza scolastica sul totale degli aventi diritto. In assoluto sfuggono alle rilevazioni tutti quei
bambini che non sono mai stati iscritti a scuola.
P er d ar e ri sp o st e i n t a l senso , d al 2 0 0 4 e st a t a i s t i t u i t a p resso i l Mi n i st ero d el l ` Ist ru z i on e ,
Universit e Ricerca, la Direzione generale per lo studente, con un apposito ufficio competente per
l `i nt egr az i o ne sco l a st i ca d egl i al un n i st ran i e ri e R o m . Nel m e se d i d i c em b re 2 0 0 6 e st a t o creat o,
p resso t a l e Mi n i st ero , l `Osservat o ri o n az i o n a l e p er l `i n t eg razione degli alunni stranieri e per
l `ed u caz i o n e i nt er cu l t u ra l e com p o s t o d a esp e rt i d el set t o re e d a r ap p res en t a n t i d el l e pri n c i pal i
associazioni. LOsservatorio ha elaborato quello che lattuale documento di riferimento per
le politiche dintegrazione scolastica:
degli alunni stranieri, pubblicato nel 2007. Esso si ispira prioritariamente a quattro principi
generali: universalismo, scuola comune, centralit della persona in relazione e intercultura. In
particolare, quanto alla scuola comune, si afferma che la scuola italiana si orientata fin da subito
a i n se ri re gl i al u n ni d i ci t t a d i n an z a n o n i t al i an a n el l a scu o l a co m u n e , al l `i n t ern o d el l e n o rm al i cl a ssi
scolastiche ed evitandola costruzione di luoghi di apprendimento separati, differentemente da
quanto previsto in altri Paesi e in continuit con precedenti scelte della scuola italiana per
l `acco gl i en z a d i v ari e Io rm e d i d i ve rsi t a (d i IIe re n z e d i gen ere, d i v e rsam en t e ab i l i , et e ro gen ei t a d i
provenienza sociale) (Italia. Ministero della Pubblica Istruzione, 2007b, p. 8).
Nel documento viene unanimemente riconosciuta come centrale la relazione con le
famiglie immigrate e Rom, con particolare attenzione a tre dimensioni: la scelta consapevole
della scuola nella quale inserire i figli; il coinvolgimento della famiglia nel momento
dellaccoglienza degli alunni; la partecipazione attiva e corresponsabile delle famiglie
immigrate alle iniziative e alle attivit della scuola, alla conoscenza e condivisione del progetto
pedagogico, a unalleanza pedagogica che valorizzi le specificit educative.
Il coinvolgimento delle famiglie fondamentale ed la principale garanzia di continuit
nella frequenza scolastica. Esso dovrebbe essere visto nel suo insieme, considerando anche le
co n di z i o ni Io rm a t i ve e l a v o rat i v e d e gl i ad u l t i e ce rcan d o d i ev i t ar e 'i n v e st i m e n t i ri v ol t i
esclusivamente ai minori e alle nuove generazioni. La dimensione del coinvolgimento famigliare
potrebbe comprendere proposte e aperture alla fo rm a z i o n e p ro Iessi o n al e e al l `i n seri m e nt o
lavorativo anche dei giovani e dei membri adulti, percorsi formativi facilitanti a legalizzazione delle
attivit economico-lavorative tradizionalmente svolte dalle diverse comunit, la formazione
trasversale finaliz z at a al l a co st ru z i o n e d i co o p er at i v e e al l `acq u i si z i o n e d i c o m p e t en z e l i n gu i st i c h e e
relazionali per poter affrontare le complessit sociali e istituzionali.
I mediatori linguistico-culturali rappresentano una risorsa importante per tutte le forme di
relazione e nella gestione dei rapporti fra insegnanti-formatori e minoranze, fra Istituzioni e
comunit, fra cittadini autoctoni e popolazioni Rom. Una formazione specifica necessaria anche
per gli operatori non Rom che a vario titolo intrattengono rapporti istituzionali e sociali con le
comunit rom. Medici di base e di comunit, educatori, assistenti sociali e sanitarie, insegnanti e
altri pubblici operatori impegnati nei campi e con singoli rom e sinti, richiedono formazione e
aggiornamenti per affrontare rapporti difficili e talvolta estremi.
Nel documento vi
uno specifico riferimento agli interventi sulle discriminazioni e sui pregiudizi e agli interventi per
contrastarli: l`ost i l i t a co n t ro i ro m e i si n t i assu m e l `asp e t t o , a v o l t e, d i u n a Io rm a sp e ci Ii c a d i
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raz z i sm o ch e l `ed u caz i o n e i nt ercul t u ral e d ev e co n t rast a re an ch e at t rav e rs o l a co n o scen z a d el l a l or o
storia (Italia. Ministero della Pubblica Istruzione, 2007b, p. 16). Leducazione interculturale,
oltre alla storia, dovrebbe impegnarsi a diffondere anche la conoscenza delle condizioni di vita di
queste minoranze, a volte molto influenzate dai rapporti e dalle relazioni che intrattengono con i
non Rom e la societ circostante ai campi in generale.
Il Ministero della Pubblica Istruzione ha in questi ultimi anni avviato un processo di
formazione degli insegnanti su queste tematiche, volto anche ad approfondire la ricerca
metodologico didattica. Si deve anche tener conto del bi-tri-linguismo (romani, dialetto italiano,
lingua italiana), che complica ulteriormente la capacit di comunicazione di questi bambini,
comunicazione che risulta comunque straordinariamente ricca e che veicolata fortemente anche
dai linguaggi non verbali.
Il 3 luglio 2009 stato siglato tra il Ministro per le Pari Opportunit e il Ministro
dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca, u n P ro t o co l l o d ` In t e sa, al Ii n e d i assi cu rar e un a
piena cooperazione interistituzionale per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di violenza,
co m presi q u el l i Io n d at i su i n t o l l eran z a d i raz z a, di rel i gi o n e e d i gen e re. Nel l `ac co rd o si ev i d e n z i a
come la scuola contribuisca in maniera sostanziale e preponderante allo sviluppo e alla diffusione di
una cultura che rifiuti la violenza e ogni forma di discriminazione. Si sottolinea, infatti, che compito
delle istituzioni scolastiche quello di diffondere la conoscenza dei diritti della persona, del rispetto
v erso gl i al t ri e d el l `ed u c az i o n e al l a l e g al i t a e ch e Ien o m e n i sempre pi diffusi quali la violenza e il
bullismo possano essere prevenuti e contrastati mediante un corretto percorso formativo.
Al fine di creare un momento di riflessione condivisa sui predetti temi, il Protocollo
istituisce la Settimana contro la violenza presso le scuole di ogni ordine e grado, nel corso della
q u al e o gn i Ist i t u z i o ne sco l a st i ca, n el l `am b i t o d el l a p ro p ri a au t o n o m i a , e i n v i t a t a a p ro m u ov e re
iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione rivolte agli studenti, ai genitori e ai
docenti sulla prevenzione della violenza fisica e psicologica, compresa quella fondata
su l l `i nt o l l e ran z a raz z i a l e, rel i gi o sa e d i gen ere, an ch e co n i l co i n v o l gi m en t o d i rap p res en t a n t i del l e
Fo rz e d el l `Or d i ne , d el l e Associ a z i o n i e d el Vo l o n t ari at o so c i ale.
Il Dipartimento per le Pari Opportunit, in qualit di struttura di supporto che opera
n el l `are a Iu n z i o na l e i n e r en t e al l a p ro m o z i o n e e al co o rd i n am e n t o d el l e p o l i t i ch e d ei d i ri t t i del la
persona, delle pari opportunit e della parit di trattamento e delle azioni di governo volte a
prevenire e rimuovere ogni forma e causa di discriminazione, promuove annualmente a partire
d al l `an n o sco l ast i co 2 0 1 0 -2011, un avviso pubblico rivolto alle realt associative al fine di
reperire un organismo cui affidare la progettazione, organizzazione e gestione del programma di
attivit da realizzarsi in occasione della Settimana contro la violenza. In particolare, si richiede che
il programma di attivit fosse rivolto agli Istituti scolastici presenti sul territorio nazionale, al
personale docente, nonch ai genitori e agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, anche
m e d i an t e l `o p p o rt un o c o i n v o l gi m en t o d e gl i o r g an i co l l e gi a l i d i rap p res en t a n z a ai v a ri l i v el l i . Il
coinvolgimento di tutte le componenti del mondo della scuola persegue, infatti, una duplice finalit:
sensibilizzare congiuntamente la pluralit dei soggetti a vario titolo chiamati a rispondere a possibili
insorgenti casi di discriminazione e, contestualmente, rendere efficace il percorso proposto
indicando, quale obiettivo generale, la costruzione di una rete territoriale degli istituti scolastici
coinvolti e attivi sui temi della violenza e della non discriminazione, a partire dalla rete dei centri
t e rri t o ri al i co n t ro l e d i scr i m i n a z i o n i p ro m o ssa d al l`UNAR .

Il progetto si propone in particolare i seguenti obiettivi:

avviare percorsi di informazione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere,
fornendo contenuti teorici ed operativi per il riconoscimento delle forme e degli ambiti della
violenza contro le donne e per il contrasto;
avviare percorsi di informazione e sensibilizzazione sul tema della violenza nei confronti dei
minori, fornendo strumenti conoscitivi sulle diverse forme, con riguardo alla prevenzione e
al contrasto della pedofilia e della pedo-pornografia.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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fornire strumenti agli operatori scolastici e ai genitori per il riconoscimento del disagio
emotivo e psicologico degli studenti derivante da situazioni di violenza e/o di
discriminazione, con particolare riguardo al bullismo nelle sue diverse declinazioni;
avviare percorsi di sensibilizzazione, informazione e formazione sulle diverse forme di
discriminazione basate su genere, razza/etnia, religione, disabilit, et, orientamento
sessuale e identit di genere, per la promozione della cultura della legalit contro ogni
violenza, con particolare riguardo al riconoscimento e alla prevenzione delle diverse forme
di bullismo;
contribuire alla diffusione dei numeri telefonici di pubblica utilit del Dipartimento per le
pari opportunit, in particolare il n. verde 1522 contro la violenza sulle donne e il n. verde
8 0 0 9 0 1 0 1 0 co n t ro l e d i sc ri m i n a z i o n i razz i a l i , del co n t a ct cen t e r d el l ` UN AR www.unar.it,
nonch del n. verde 114 contro le violenze e gli abusi sui minori.
fornire strumenti utili alla costruzione di una rete territoriale di istituti scolastici attivi sui
temi della non violenza e non discriminazione, in grado di produrre azioni sinergiche in
relazione agli interventi di contrasto, eventualmente in raccordo con i centri regionali
antidiscriminazioni laddove esistenti.

Sistematizzando le specifiche attivit volte a prevenire i fenomeni di anti-gitanismo gi
p rev i st e nel l `am b i t o d el l `area t e m at i c a d el l e d i sc ri m i n az i o n i et n i ch e razz i a li , i l Di p art i m e nto per le
Pari Opportunit, mediante risorse finanziarie afferenti al Fondo per le Pari Opportunit (Cap.
493), a p art i re d al l ` an n o sco l a st i co 2 0 1 2-2013 si impegna ad implementare la Settimana
nazionale contro la violenza estendendone la denominazione alle discriminazioni, prevedendo di
aggiungere alle cinque aree tematiche gi esistenti (violenza contro le donne, violenza contro i
minori, discriminazioni razziali e religiose, discriminazioni connesse alla disabilit e
d i sc ri m i n a z i o n i co n nesse al l `o ri e n t a m en t o sessu al e e al l `i d en t i t a d i gen ere) u n a ulteriore area
tematica denominata anti-gitanismo, cui dedicare pari rilevanza quantitativa e qualitativa
n el l `am b i t o del l `orm a i c o n su et a cam p a gn a an n u a l e d i i n Io rm a z i o n e , sen si b i l i zz az i o n e , p rev enz i one
e contrasto della violenza e delle discriminazioni nel mondo della scuola, per un totale di 420
interventi formativi e di sensibilizzazione in altrettanti istituti scolastici di ogni ordine e grado.
In ol t r e, sem p re a p art i re d al l `ann o sco l a st i co 2 0 1 2 2013, il Dipartimento Pari Opportunit
provveder a pubblicare una collana di strumenti editoriali
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Si constata che negli ultimi anni non sono stati molti i tentativi di inserimento lavorativo
dei Rom al l `i n t ern o d ei ci rcu i t i l a v o rat i v i d i I Ier e n t i d al l e l o ro at t i v i t a t rad i z i o n a l i . S i regi st ra ch e i
Rom molto spesso vedono ristrette le possibilit lavorative collegate ad attivit manuali. Non pochi
tra loro hanno trovato delle difficol t a co n ri gu a rd o al l `i n seri m e nt o p ro I essi o n al e : p er i n a d e gu at o
compenso o difficolt legate alla struttura organizzativa del lavoro. Sicch, molti dei membri di tali
comunit rincorrono la propria voglia di riscatto, limitandosi a scegliere tra lavori c.d. '3 d
58
, lavori
et n i cam e n t e co n n o t a t i e 'n o m a d i sm o d a l av o ro . I l a v o ri co n n o t a t i et n i c a m e n t e n asco n o , d i prassi ,
al l `i n t erno d i Ii l i e re et n i ch e e pro d u co n o b en i e serv i z i d est i n at i al l a p o p o l a z i o n e d i ri Ie ri m e nt o
(tipico esempio sono i negozi alimentari etnici, che vendono prodotti alimentari destinati ad una
particolare etnia, residente nei dintorni del negozio).
In Ii n e, p erm an go n o n ei R o m Io rm e d i 'sem i-n o m a d i sm o t e m p o ran eo d et t at o d a ra gi o n i
l a v o rat i v e. E ss e t ra g go n o o ri gi n e Io n d am e n t al m e n t e d al l `au m en to di chance di vita che tale
consuetudine permette e sono state riscontrate, tra gli altri, nei Caminanti siciliani, in direzione del
Nord Italia, e nei Rom leccesi - v e rso i l Mo n t en eg ro , p aese d `o ri gi n e p er m o l t i d i l o ro . I l a v o ri
co m e l `arrot i n o , i l gi ostraio, il circense, il commerciante di rame non sono propriamente lavori
etnici; tuttavia, nel tempo sono diventati retaggio dei Rom nostrani, probabilmente frutto di una
combinazione di istinto di sopravvivenza e di spirito di adattamento.
Si ritiene che i settori economici in cui possono essere inseriti pi facilmente i rom sono sia
quelli a bassa professionalizzazione che ad alta capacit di assorbimento: lavori agricoli, alcune
forme di artigianato, lavorazione del ferro, manutenzione del verde pubblico e privato, installazione
fonti energetiche alternative, raccolta e vendita abbigliamento usato, raccolta di rifiuti pesanti o
gestione dei rifiuti differenziati, pulizia strade e immobili, sartoria, ristorazione e catering, ecc.
Anche la partecipazione dei Rom alle cooperative sociali integrate pu concorrere efficacemente ad
ag ev o l a r e l `i n se ri m ent o l a v o rat i v o . Qu est o t i p o d i co o p er at i v e co n se nt e i n Iat t i d i re go l a ri z z are
situazioni di lavoro nero e sommerso, inquadrando professionalmente Rom e Sinti e dando loro la
possibilit di sostenere un livello di vita dignitoso, facendo cos fronte alle spese di affitto, al
pagamento di utenze, alla scolarizzazione dei figli.
Sono ancora poche le occasioni di lavoro promosse per i Rom in et attiva, se non con forti interventi
istituzionali di supporto, come nel caso della cooperativa Rom 1995 di Reggio Calabria, che smaltisce rifiuti
ingombranti in regime di convenzione con il Comune o la Cooperativa dei Bancali, la Stireria e Sartoria e le altre
attivit imprendit o r i a l i s vi l up p a t e ne l l `a mb i t o d e l p r o ge t t o 'Va l o r e La vo r o . P e r c or si d i i nse r i me n t o l a vo r a t i vo p e r Ro m
e Si nt i i n Lo mb a r d i a , p ro mo sso d a l l a Re gi o ne Lo mb a r d i a c o n i l sup p o r to d e l Mi ni st e r o d e l La vo r o . Ci so no st a t e
interessanti esperienze come il progetto 'E q ua l Ro m d i T or i no c he , c o n Io nd i c o mu n i t a r i E q ua l , d e l Mi ni st e r o d e l
Lavoro e delle Regioni Piemonte, Lombardia e Puglia, ha promosso la partecipazione attiva dei suoi Centri per
l `I mp i e go , Ia vo r e nd o l a r e go l a r i z z a z i o ne , i l sup p o r t o l i ngui st i c o-cultura l e , l `o r i e nt a me nt o l a vo r a t i vo e l a r i c e r c a a t t i va
d e l l a vo r o , c o n l `a t t i va z i o ne d i 2 0 t i ro c i ni Io r ma t i vi , se g u e nd o u n a p p r o c c i o i nd i vi d ua l i z z a t o . Anc he i l Co mu ne d i
Ro ma , t r a mi t e a c c o r d o d i p rogr a mma c o n i l Mi ni st e r o d e l La vo r o ne l l `a mb i t o d e l Fo nd o P o l i tiche migratorie 2007 ha
sperimentato forme di inserimento lavorativo per un gruppo di 30 Rom romeni, sostenuti attraverso un
a c c o mp a gna me nt o i nd i vi d ua l i z z a t o ne l se t t o r e d e l l `e d i l i z i a .
Le sperimentazioni in tal senso si sono moltiplicate negli ultimi anni, con una dimensione in genere legata alla
b r e ve d ur a t a p r o ge t t ua l e , c he no n p e r me t t e d i se g ui r e gl i e s i t i d e l l `a c c o mp a g na me n t o i nd i vi d ua l i z z a t o a l l a vo r o , o gl i
sviluppi delle cooperative sul mercato del lavoro oltre lo start-up.
Le esperienze di formazione e inserimento lavorativo sviluppate in questi anni a Milano,
Torino, Mantova, Firenze, Roma, Reggio Calabria e in molte altre realt urbane, suggeriscono che
un uso individualizzato e differenziato delle modalit di inclusione nel mondo del lavoro riduce i
rischi di insuccesso delle azioni adottate e garantisce un contenimento dei costi.
Il successo degli inserimenti lavorativi strettamente collegato con una buona cooperazione
co n i c en t ri p er l `i m p i e g o e co n l o sc am b i o i n t e m p o real e su l l e o p p o rt u n i t a di collocamento nelle
imprese, ma non pu prescindere dalla previa valorizzazione delle competenze, delle possibilit e
delle aspirazioni di ciascun individuo coinvolto nei percorsi di inserimento lavorativo, dalla
rimozione di ogni discriminazione sul posto di lavoro e da una formazione professionale idonea,

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Lavori dirty, dangerous, demeaning, ovvero sporchi, pericolosi, degradanti; di norma assegnati alla popolazione immigrata.
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aderente alle richieste del progetto occupazionale o imprenditoriale e adeguata, fondata sulla
reciproca fiducia e partecipazione tra operatori e utenti del servizio e, nel caso di imprese e
cooperative, sulla configurazione mista della loro composizione, che preveda la compresenza di
Rom e non Rom.
Da l l `e sp e r i e nz a i n Lo mb a r d i a d i 'Va l o r e La vo r o e me r go no , p e r e se mp i o , i nt e r e s sa n t i i nd i r i z z i d a c ui c o gl i e r e
sp un t i : l `o p p o r t uni t a d i se g ui r e e r a I Io r z a r e esperienze di lavoro gi in corso, eventualmente attraverso il
c o i nvo l gi me nt o d i c o o p e r a t i v e gi a a v vi a t e o i n Ia se d i a va n z a t a c o st i t uz i o ne ; l `i nd i vi d ua z i o ne d i l a vo r a t o r i Ro m/ Si nt i a
rischio di espulsione dal mercato del lavoro; la creazione di nuovi percorsi di inserimento per giovani e donne, anche di
t i p o ( a ut o ) i mp r e nd i t o r i a l e , s o st e n ut i d a u n `a d e g ua t a Io r ma z i o ne p r o Ie ssi o na l e ; l a se nsi b i l i z z a z i o ne d e i se r v i z i d i
orientamento al lavoro per sollecitare modalit di supporto mirate, in modo da favorire il passaggio di informazioni
relative alle opportunit sociali e lavorative disponibili sul territorio; la sensibilizzazione degli operatori dei servizi e
delle associazioni di categoria, al fine di prevenire atteggiamenti di discriminazione nei confronti dei Rom e Sinti e
garantire loro parit di trattamento.
In questa direzione, accanto ad ogni sforzo per la promozione del lavoro autonomo, si deve ribadire la
centralit del pieno accesso a tutte le opportunit presenti nel mercato del lavoro, mediante percorsi di
a c c o mp a gna me nt o a l l `i mp i e g o d i c a r a t t e r e d i p e nd e nt e , c he p r e ve d a no l a me d i a z i o ne t r a i st i t uz i o ni , se r vi z i d i
orientamento al lavoro, parti sociali e Terzo Settore, comunit, famiglie, individui e tutti gli attori che partecipano
attivamente ad ogni percorso di formazione e inserimento lavorativo.
S t ru m en t i Ii n anz i a ri a su p po rt o d el l `i n t eg raz i o n e / i n c l u si o n e dei RSC sono rappresentati
dalla programmazione dei Fondi strutturali FESR e FSE, sebbene in Italia, a differenza di quanto
succede in alcuni paesi d el l `Un i o n e , n o n esi st a u n p ro gr am m a d i Io n d o so c i al e d edi c at o
al l `i n cl u si on e d el l a p op o l a z i o n e R o m , l a q u al e , d el rest o n o n esi s t e n ep p u re co m e t a r get sp e ci Ii c o i n
q u ant o n ei P OR v i e n e g en eral m en t e co m p res a al l `i n t ern o d el l a m a c ro-categoria dello svantaggio.
Anche rilevare la spesa effettivamente sostenuta dal FSE per i Rom attualmente operazione
particolarmente complessa poich il sistema MON IT W E B gest i t o d al Mi n i st ero d el l `Eco n o m i a, ch e
monitora la spesa dei progetti afferenti al QSN 2007-2013, compren d e i ro m n e l l a v o ce 'Mi gr ant i .
Nel l `am b i t o d ei P ON FS E 'Governance e azioni di sistema e 'Azioni di Sistema i l
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha la titolarit degli interventi destinati alla
popolazione rom e agisce in modo integrato principalmente su tre assi di intervento: Occupabilit,
Pari Opportunit e non discriminazione, Transnazionalit.
Nella maggior parte dei POR FSE invece - ad eccezione delle regioni Liguria, Abruzzo e
Calabria che hanno indicato specificamente i Rom come destinatari delle azioni di inclusione
sociale - n o n so n o p rev i st e l i n ee d i i n t erv en t o sp e ci Ii c h e p e r l `i n c l u si o n e d ei R o m e l `am b i t o
p ri o ri t a ri o d i i n t erv en t o r i sp e t t o a q u est a cat e go ri a d i d est i n at a ri e al l `i n t e rn o d el l `asse ' In cl u si o ne
social e . T u t t av i a , i n t er v en t i a I av o re d el l a p o p o l a z i o n e ro m p o sso n o esse re Ii n an z i a t i anch e a
valere sugli altri assi.
Nel q u ad ro d e gl i i n t erv e n t i p er l `i n c l u si o n e so c i al e p resen t i n ei P OR FE SR d el l e regi on i
d el l `Ob i e t t i vo C o n v er ge nz a, si ri n t racci an o i n t er v enti a favore dei Rom nella Regione Calabria e
n el l a R egi o n e P u gl i a n el l `am b i t o d i azi o n i p er co n t rast a re l a p o v ert a e m i gl i o rar e l a q u al i t a d el la
vita dei senza fissa dimora e degli immigrati, per favorire la maggiore accessibilit dei servizi di
cura e di integrazione e reinserimento nel mondo del lavoro.
Nel l `am b i t o d el l e az i o n i del l a S t rat e gi a si ren d e n ec essa ri o Io rn i re u t i l e su p p o rt o p er
rafforzare ulteriormente il coordinamento dei fondi strutturali nonch la loro integrazione con altri
fondi per la real i z z az i o ne d i p ro get t i i n t eg rat i an ch e p er l `i n c l u si o n e d ei R o m . A t a l Ii n e i l PCN
attraverso la Cabina di Regia Regioni ed Enti Locali e il Gruppo di Lavoro congiunto con il
Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico
(MISE) p ro m u ov e r a u n o t t i m al e co o rd i n am e n t o d e l l `u t i l iz z o dei Fondi strutturali.
P e r q ua nt o r i gua r d a l a p o ssi b i l i ta d i i nse r i me nt o i n c o nt e st i l a vo r a t i v i 'p r o t e t t i , a nd r a nno svi l up p a t i gl i
opportuni interventi normativi di modifica dellart. 4 Legge n. 381/91 e delle relative normative regionali, per
inserire Rom, Sinti e Camminanti tra le categorie di soggetti svantaggiati che possono entrare a far parte in qualit di
soci-l a vo r a t o r i a l l `i nt e r no d e l l e c o o p e r a t i ve so c i a l i d i t i p o B , ne l l a q uo ta del 30% della base sociale delle cooperative,
p e r l `o t t e ni me n t o d i c o mme s s e d i l a vo r o i n c o nve nz i o ne d i r e t t a d a gl i e nt i l o c a l i .
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Infine, nonostante i buoni esiti di tante sperimentazioni di formazione professionale e inserimento lavorativo,
occorre dare sistematicit a strategie globali fondate su interventi individualizzati di formazione e inclusione
lavorativa, che promuovano una politica di riduzione delle barriere di accesso al mercato del lavoro per tutti, Rom
inclusi.
Se si vuole parlare di una piena e completa inclusione sociale delle comunit Rom e Sinte,
l `i nc i d en z a d el 'Iat t or e l av o ro e p rep o n d e ran t e ri sp et t o ad al t ri Iat t o ri , m a i l l a v o ro v a aII ro nt at o
co n gi u n t am en t e a gl i al t ri p ro b l e m i d el l `accesso a l l a casa, al l `ed u caz i o n e e al l a sal u t e, seco ndo un
approccio complementare e consequenziale che oscilli al contempo tra soluzioni transitorie e
approcci strutturali di lunga durata
In considerazione, infine, delle problematicit specifiche dellutenza penale minorile
Rom e Sinta, il progetto educativo, deve quindi essere un percorso olistico di un sistema
unitario e inter-istituzionale che include tutti gli aspetti propri non solo
dellaccompagnamento del minore - dallistruzione, alla formazione e al reinserimento
sociale, familiare e lavorativo del soggetto - soprattutto in considerazione della sua dimissione
dallarea penale: il minore proviene dal territorio e ad esso deve tornare essendo il percorso
penale solo una parentesi che deve essere utilizzata come una risorsa. Senza politiche inter-
istituzionali integrate di formazione, orientamento e inserimento lavorativo, sostenute da azioni e
programmi specificamente attribuiti dai Ministeri competenti, dagli Enti territoriali e da tutti gli
attori sociali che insistono nel territorio di appartenenza del minore, con consequenziale
destinazione di risorse specificatamente dedicate e a regime ( non occasionali o solo limitate a
progetti ) non pu essere attivato nessun idoneo reinserimento. La vera sfida quella del lavoro e
d el l `ap p rend i st at o co m e Io rm a p ri o ri t a ri a d i i n cl u si o n e ch e e l `u n i ca co n d i z i o n e ch e p e rm et t e d i
real i z z are t u t t e l e al t re Io rm e d `i n t e graz i o n e .

Conseguentemente allanalisi di contesto, gli obiettivi che la Strategia intende
promuovere sono i seguenti:

Obiettivo specifico 2.1: Favorire la promozione della formazione e laccesso non
discriminatorio ai corsi di formazione finalizzati allinserimento nel mercato del lavoro e alla
creazione dimpresa

In o rdi n e al l a Io rm a z i o n e e p ro m o z i o n e d el l `ac ces so al l a v o ro , i n co n si d er a z i o n e d el l `am pi o
bacino di competenza toccato dalle problematiche da sviluppare e delle competenze svolte dalle
R egi o n i an che n el l `am b i t o d el Fo nd o so c i al e eu r o p eo , si ri b ad i sc e i n n a n z i t u t t o co m e i l Mi n i st ero
del Lavoro e delle Politiche Sociali assicurer, mediante una costante azione di coordinamento e
monitoraggio, il pieno accesso da parte dei rom e sinti in possesso dei requisiti previsti, a tutte le
progettualit e le sperimentazioni promosse dalle Direzioni Generali competenti.
L`i n t e rven t o p ub b l i co n e l mercato del lavoro estremamente ampio e le sue competenze si
esplicano mediante un livello di coordinamento e programmazione regionale in materia di politiche
at t i v e p er l `o c cu p az i o ne e i n c o n t ro t ra d o m an d a ed o I Iert a d i l a v o ro e d i p ro m o z i o ne
d el l `i n t eg razione con la formazione professionale, che viene poi declinato sul territorio attraverso
l `o IIert a d i se rv i z i d i co l l o cam e n t o d i c u i so n o res p o n sab i l i l e p ro vi n c e.
In considerazione di tale complessit di ambiti, competenze e risorse economiche ed umane
a disposizione di coloro che vogliono inserirsi nel mercato del lavoro o creare impresa, il Tavolo
verr avviato presso il Ministero del Lavoro ed avr un primo compito di raccordarsi con le
istituzioni competenti per evidenziare tutte le opportunit offerte sui territori regionali. A tal fine, si
attiver un confronto con gli organi istituzionali multilaterali che hanno il compito di attuare sul
t e rri t o ri o l `i n t eg raz i o ne t ra serv i z i per l `i m p i e go , p o l i t i ch e at t i v e d el l a v o ro e p o l i t i ch e Io rm a t i ve e
le Agenzi e re gi o n al i per l `i m p i e go , pe r v e ri Ii c a re p ro p o st e ch e Iav o ri scan o u n m a g gi o re acc esso di
R o m e S i n t i ai serv i zi ero gat i dai C en t ri p e r l ` Im p i e go co n n essi al l `i n co n t ro t ra d o m a n d a ed o IIe rt a
di lavoro per disoccupati, alla consulenza alle imprese, alla spiegazione delle procedure
amministrative, fino ad un migliore raccordo tra le esigenze statistiche poste dalla Strategia e
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l `at t u al e S i st em a In Io r m a t i c o del Lav o ro , n o n ch e l ` at t u az i o n e d i p ro p o st e ch e p ro m u ov an o l a
partecipazione dei Rom e Sinti nel mercato del lavoro da verificare con le Commissioni Provinciali
Tripartite.
P er i l rag gi un gi m en t o d el l `Ob i e t t i v o sp e ci Ii c o si p ro p o n e i n o l t re i l raIIo r z am e n t o si a del l a
p ro m o z i o n e d el l a Io rm a z i o n e si a d el l `ac cesso al l av o ro d ei ci t t a d i n i d i et n i a ro m an ch e at t raverso la
diffusione sui territori della metodologia sperimentata per i cittadini extra-comunitari dal progetto
Start it up, che intende sostenere il percorso di integrazione e di crescita professionale degli
immigrati presenti nel nostro paese, fornendo le competenze basilari per lo start- up di imprese e/o
d i l a v oro au t o no m o . L`o b i e t t i v o p ri n c i p al e e q u e l l o d i Iav o ri re l `i n t e gr az i o n e eco n o m i c a e so c i al e
degli immigrati, attraverso la realizzazione di un percorso di orientamento, formazione,
affiancamento per la redazione del business plan, ch e p ro m u o v a l `ac cr esci m en t o d el l e at t i t u di ni
i m p rend i t o ri a l i e p erm et t a d i acq u i si re q u el l e co m p et e n z e m a n a ge ri al i d i b ase n ec essa ri e p er l ` avv i o
e l a gest i o ne d i u n `at t i v i t a i m p ren d i t o ri a l e.
Si propone, inoltre, di diffondere sui territori la sperimentazione di progettualit di
Microcredito, Microfinanza e auto imprenditorialit finanziati dal FSE e realizzati in accordo
con lEnte Nazionale Microcredito. Qu est a ed al t re az i o n i d i Mo n i t o raggi o d el l `i n t egr az i o n e d el l e
politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al
Mi cro cred i t o e al l a Mi cr o Ii nan z a, v o l t e a Iav o ri re l `i n t e graz i o n e so c i al e e l a v o rat i v a d ei so gget t i
altrimenti esclusi dal mercato del lavoro, verranno approfondite nel prossimo obiettivo specifico.
Bi sogn a i n o l t re se gn al a r e ch e l ` esp e ri e n z a d i m o l t i o p erat o ri at t i v i su l t e r ri t o ri o n az i on a l e e
n o n u l t i m o d el l `ANC I e v i d e nz i a n o l a m a g gi o r e IIi c a ci a d i Io rm e d i l a v o ro co o p erat i v e m i st e , ch e
prevedano cio al loro interno la compresenza di personale rom e non rom.

Obiettivo specifico 2.2: Promuovere strumenti, modalit e dispositivi per la
regolarizzazione del lavoro irregolare o precario e lo sviluppo imprenditoriale e di lavoro
autonomo

Per quanto riguarda lobiettivo specifico 2 e l ` esi gen z a d i p ro m u o v e re st ru m e n t i , m o d a l i t a e
dispositivi per la regolarizzazione del lavoro irregolare o precario e lo sviluppo imprenditoriale e di
lavoro autonomo, si ritiene opportuno verificare in stretto raccordo con le autorit locali competenti,
o gn i o pp o rt u n i t a d i rego l ari z z az i on e d el l a v o ro p recari o , p e r Iar em e r ger e d al l `eco n o m i a i n Io rm a l e
e d al l `i l l e gal i t a l e at t i v i ta gi a sv o l t e i n am b i t o a gri co l o , n el l o sp et t aco l o d i st rad a, n el l a rac co l t a e
lavorazione del ferro e del legno, nella raccolta e vendita di abbigliamento usato, di oggetti
artigianali, di fiori, nella raccolta di rifiuti pesanti o nella gestione differenziata dei rifiuti.
In tal senso, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali gi nel giugno 2010 ha attivato
i l p ri m o proget t o n az i o n al e 'Mo n i t o ra g gi o d el l `i n t eg raz i o n e d el l e p o l i t i ch e d el l a v o ro co n l e
politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al Microcredito e alla Micro
Ii n an z a, ch e e o ram a i i n Iase co n cl u si v a, e ch e m i rav a ad i ndividuare e monitorare le attivit delle
i st i t uz i o n i , o rgan i sm i ed en t i ch e o p er an o n el cam p o d el l a m i cro Ii n an z a p er Iav o ri re l `i n t e gr az i o ne
sociale e lavorativa dei soggetti altrimenti esclusi dal mercato del lavoro.
Il p at ri m o ni o d `i n Io rm a z i o n i co si acq u i si t e e stat o Iat t o co n Il u i re i n u n `az i o n e d i si s t e m a
m i rat a a i n no v a re l `ass et t o d ei servi z i p er l `o ccu p a z i o n e i n t egran d o l i co n q u el l i p er l `au t o-impiego e
l `acc esso a l m i croc redi t o .
Nel mese di dicembre 2011 stata avviata cos un ulteriore progetto nazionale, Azione di
sistema per la promozione e creazione presso i Servizi per il lavoro di strumenti operativi
innovativi volti allautoimpiego e alla microimprenditorialit le cui attivit sono volte, da un
lato, a sviluppare la capacit dei servizi per l `i m pi e go e d ei serv i z i d i i n t erm e d i az i o n e d i p erso n al e
au t o ri z z at i d i Iorn i re co n su l en z a e assi st e n z a al l `a u t o i m p i ego e al l a m i cro i m p ren d i t o ri a l i t a al Ii ne d i
ag ev o l a r e l `i n se ri m en t o l a v o rat i v o d i so g g et t i a ri sch i o d i escl u si o n e so c i a l e e l a v o rat i v a, t ra cui
ri en t rano ap p un t o anch e l e p op o l a z i o n i d ei R om , S i n ti e C am m i n a n t i; d al l `al t ro a raIIo rz are l a
capacit programmatoria delle amministrazioni locali in tema di politiche attive del lavoro con
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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ri Ieri m e nt o sp e ci Ii co al l e p o l i t i che di p ro m o z i on e d el l `au toimpiego attraverso lo strumento del
microcredito.
T ra l e m i su re e gl i i n t erv en t i d i su p p o rt o p er Iav o ri re i l co n se gu i m e n t o d el l `Ob i e t t i v o
sp e ci Ii c o , si p ro po n e d i raIIo rz ar e l `az i o n e d i p ro m o z i o n e d egl i i n t erv en t i co m p resi gi a n el
coordinamento dei Centri p er l `i m p i e go , q u al i l e at t i v i t a d i Io rm a z i o n e e gl i i nc en t i v i
al l `o ccu paz i on e e al l a v o ro au t o no m o ri v o l t i ai d i so c cu p at i , t ra i q u al i p o sso n o ri en t rare anch e
lavoratori e lavoratrici rom e sinti.
Grazie alle nuove competenze acquisite e alla creazione di Sportelli dedicati, i servizi per il
lavoro saranno in grado di offrire un sostegno mirato e diversificato alle diverse categorie di
p o p o l a z i on e i n t eressa t e a l l `aut o i m p i ego e al l a m i cro i m p ren d i t o ri a l i t a, an c h e a gen d o i n ret e co n gl i
altri servizi e istituzioni del mercato del lavoro. Lo scopo di creare riferimenti certi per tutte le
persone che incontrano difficolt sul mercato del lavoro e sono interessate, o possono essere
accompagnate, alla creazione di microimpresa, anche attraverso il contributo degli incentivi
al l `aut o i m p i ego i st i t ui t i d a Go v ern o e R e gi o n i i n ri sp o st a al l a cri si eco n o m i ca. Ad o g gi , i n Iat t i , n on
esistono punti di riferimento strutturati a livello locale, dove reperire le informazioni ed essere
assistiti rispetto alla possibilit di av v i a re u n `a t t i v i t a au t o n o m a o u n a m i cro i m p resa. C i o sara
p o ssi b i l e at t rav erso u n `a z i o n e si n e rgi c a ri v o l t a ai serv i z i p er i l l a v o ro au t o ri z z at i p er l a p ro m oz i o n e ,
i n Io rm a z i o n e , su p po rt o e gu i d a su l l `u t i l i z z o d el m i cro cred i t o e d el l e al t re m o d a l i t a d `i n serimento
nel mercato del lavoro, secondo modelli di gestione autonoma della propria attivit, quali strumenti
di politica attiva del lavoro; e la contemporanea istituzione di punti di contatto ed assistenza sul
territorio in grado di fornire informazioni ma, soprattutto, supporto e consulenza specialistica grazie
agli sportelli dei servizi per il lavoro pubblici (e privati), alla Rete Camerale nonch ai SUAP o agli
sportelli per il lavoro attivati presso i Comuni.
Si tratta quindi non solo di promuovere e far conoscere il microcredito a livello locale ma,
anche, di sviluppare le capacit programmatorie delle Amministrazioni Regionali delle Regioni Ob.
Convergenza, con il coinvolgimento del livello locale (Comuni, Province, Unioni di comuni,
Consorzi di enti lo cal i nel l a pi a n i Ii c az i o n e e n el l `at t u az i o n e d i eIIi c i en t i p o l i t i ch e a so st egn o d el l a
m i cro i m p resa q ual e p o l i t i ca p er l `occu p ab i l i t a. T al e su p p o rt o p o t ra n at u ral m en t e esse r e Io rn i t o
anche ai lavoratori di etnia Rom e Sinta.
Sempre in relazione alla deprecarizzazione si ev i d e n z i a co m e n el l `am b i t o d el p acch et t o
normativo Diritto al futuro, il Dipartimento della Giovent ha istituito nel 2011 un fondo pari
complessivamente Euro 51.000.000,00 (cinquantunomilioni/00) che riconosce ai giovani genitori
disoccupati o precari una dote trasferibile ai datori di lavoro che li assumono alle proprie
dipendenze con contratto a tempo indeterminato, anche a tempo parziale. La dote trasferibile pari ad
euro 5.000,00 per ogni assunzione fino al limite di cinque assunzioni per ogni singolo datore di
lavoro
59
.Per il riconoscimento della dote necessario iscriversi alla "Banca dati per l'occupazione
dei giovani genitori", creata appositamente dall' INPS.Ci si iscrive collegandosi direttamente alla
sezione dei servizi al cittadino del sito dell'INPS www.inps.it; l'iscrizione sar possibile dopo la
pubblicazione di specifico avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana; fin da ora
comunque possibile richiedere all'INPS il Codice di identificazione personale (PIN), accedendo al
sito dell'INPS ovvero contattando il numero verde 803.164; il PIN consente di fruire dei principali

59
I beneficiari del Fondo devono avere i seguenti requisiti: et inferiore a 35 anni; genitori di figli minori legittimi, naturali o
adottivi, ovvero affidatari di minori; occupati con rapporto di lavoro subordinato (non a tempo indeterminato) o con contratto di
collaborazione coordinata e continuativa. Ovvero disoccupati iscritti a un centro pubblico per limpiego in seguito alla cessazione di
un rapporto di lavoro precario. I datori di lavoro non possono usufruire della dote messa a disposizione del fondo nelle seguenti
i p o t e si : a) se l `a ssu n zi on e co st it u i sce at t u azi on e d i un o bb l i go d eri van t e d al l a l e gge, d al con trat t o col l et t i vo , d a un co n tratto
individuale; b) se, nei mesi precedenti, il datore di lavoro abbia effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per
riduzione di personale, salvo il caso in cui lassunzione sia finalizzata alla acquisizione di professionalit sostanzialmente diverse da
quelle dei lavoratori licenziati; c) se il datore di lavoro abbia in atto sospensioni dal lavoro o riduzioni di orario di lavoro, salvo il
caso in cui lassunzione sia finalizzata alla acquisizione di professionalit sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi o
in riduzione di orario; d) nel caso in cui il lavoratore sia stato licenziato, nei sei mesi precedenti l'assunzione, dalla medesima
impresa o da impresa collegata, o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. Il datore di lavoro pu ricevere tale
age vo l a zi o n e an ch e n el l`i po t e si i n cu i abbia gi beneficiato di altri contributi e sgravi eventualmente previsti dalla legge.
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servizi telematici dell'Istituto, compresa l'iscrizione a questa nuova Banca dati. Per ottenere il
trasferimento della dote in loro favore, i datori di lavoro che assumano i giovani iscritti nella Banca
dati compileranno apposita istanza on-line, mediante il modulo disponibile presso il Cassetto
previdenziale delle Aziende del sito www.inps.it.
Obiettivo specifico 2.3: Sviluppare percorsi di accompagnamento individualizzato al
mercato del lavoro per le donne rom e sostenere laccesso dei rom e sinti under 35 anni al
sistema di opportunit e agevolazioni previste per limprenditoria giovanile e loccupazione
giovanile in genere.

C o n p art i c o l ar e ri Ieri m en t o al l a p ro m o z i o n e d el l `o ccu p az i o n e gi o v a n i l e, ai p i a n i d i
inserimento professionali nonch alle borse-l a v o ro , o al l `accesso a gl i st r u m e n t i l e gi sl at i v i v ol t i a
combattere la disoccupazione, come i contratti di reinserimento, i lavori socialmente utili, gli
i n c en t i v i al l `i m p ren d i t o ri a l i t a gi o v a n i l e e Iem m i n i l e , i l T av o l o v erra av v i a t o presso il Ministero del
Lavoro ed avr un primo compito di favorire modalit di comunicazione con le comunit Rom e
Sinte e un maggiore accesso delle comunit stesse in merito alle opportunit poste dal decreto
attuativo della legge delega n. 30/2003 (art. 13 e 14 D.Lgs. n. 276/2003), che prevede nuove misure
di incentivazione del raccordo pubblico e privato (convenzioni), soprattutto con riferimento a
programmi di formazione e di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e disabili (ad esempio
mediante collocazione in cooperative sociali). Si verificher inoltre ogni opportunit di sviluppo di
altre modalit di accesso al lavoro, come i tirocini, le borse di studio per la formazione al lavoro,
ogni percorso di valorizzazione di competenze pregresse, i n a gri co l t u r a, n el l `art e e n el l o sp e t t acol o
d i st rad a, n el l `at t i v i t a d i r ecu p ero e ri c i cl a g gi o m at e ri a l i .
Nel l `am b i t o d i q u est o o b i e t t i vo sp e ci Ii c o , p e r q u a n t o ri gu a rd a l ` ac cesso d e l l e d o n n e ro m al
mercato del lavoro si avvier uno studio di fattibilit per replicare in Italia una delle buone pratiche
europee in tema di inserimento socio lavorativo della comunit rom: il progetto ACCEDER, gi
sperimentato con successo negli scorsi anni in Spagna.
A partire dal 2012, lo strumento di analisi e traduzione del progetto ACCEDER sar
promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunit della Presidenza del Consiglio dei Ministri
attraverso risorse finanziarie provenienti dal Fondo per le Pari Opportunit.
A partire dalla collaborazione del Ministero del Lavoro e del Dipartimento per le Pari
Op p ort u n i t a nel l `am b i t o d el network europeo EUROMA per la promozione di un pi esteso uso
d ei Io nd i st rut t u ral i p er l ` i n c l u si o n e d ei R o m , n el co rso d el 2 0 1 2 i l p ro get t o p rev ed e ra u n co n Iro n t o
tra il Dipartimento stesso, la Fundacin Gitano e i l Mi n i st ero d el La v o ro S p agn o l o e l `at t i v a z i o ne
di occasioni di confronto tra referenti delle politiche del lavoro delle Regioni e i referenti del
progetto ACCEDER, mentre nel corso del 2013 si effettuer una prima sperimentazione del
progett o sul l e R egi o ni Laz i o , P i e m o n t e , Lo m b a rd i a , T o scan a, d a est e n d er e al l e al t re re gi o n i d ` It a l i a
in una seconda fase.
Il progetto spagnolo Acceder
60
, p ri v i l e gi a l `i n se ri m en t o l a v o rat i v o i n u n con t e st o d i l a v oro
dipendente, e si sviluppa lungo 2 direttrici principali:

a) P ercorsi p e rso n al i z z at i e i n t egr at i p er l `a cc esso a l m e rcat o d e l l a v o ro (9 0 d el l e ri sorse).
a. orientamento, formazione e inserimento lavorativo, azioni per la formazione
professionale pre-lavorativa e attivit di formazione specificamente progettate
per la popolazione rom,
b. indagini sul mdl e mediazione.

b) Promozione di politiche proattive per i rom (10% delle risorse);
a. promozione di forti strutture di partenariato a livello locale, regionale e nazionale
per il miglior sviluppo del programma unendo gli sforzi e creando sinergie;

60
http://www.euromanet.eu/newsroom/archive/learning_from_experience___acceder_study_visit.html
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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b. rafforzamento dei programmi pubblici volti a migliorare le condizioni sociali dei
rom; studi, monitoraggi, produzione dati;
c. sviluppo di campagne di sensibilizzazione contro i pregiudizi;
d. assistenza tecnica per amministrazioni governative e organizzazioni sociali per la
progettazione di piani e misure.

Un a p a rt i c o l are at t en z i o ne n el l `at t u az i o n e d el p r o get t o s ara ri v o l t a al l `i n cl u si o n e l a v or at i v a
delle donne Rom e Sinti, tramite percorsi di accompagnamento individualizzato al mercato del
lavoro.
In ri I eri m e nt o al l `a cc esso d ei gi o v a n i ro m e si n t i al l `o ccu p az i o n e e al si s t e m a d el l e
ag ev o l a z i o ni prev i st e p er l `i m p ren d i t o ri a gi o v a n i l e, si ev i d e n z a ch e n el l `am b i t o d el p ac chet t o
'Di ri t t o al Iu t u ro e st a t o i st i t ui t o n el 2 0 1 1 p resso il Dipartimento della Giovent della Presidenza
del Consiglio dei Ministri il Fondo Mecenati, al quale possono accedere fondazioni ed altri
organismi privati che intendono investire risorse proprie sulla valorizzazione professionale,
lavorativa o imprenditoriale di giovani meritevoli.I n u o v i 'Me cen at i , o v v ero l e st ru t t u re p ri v a t e
che possono fare richiesta al Fondo, devono essere realt di comprovata solidit, anche in termini di
fatturato realizzato negli ultimi esercizi.Il Dipartimento della Giovent cofinanzia al 40% la spesa
che questi Mecenati destinano a giovani under 35 nell'ambito di progetti finalizzati a creare
concrete ed immediate opportunit lavorative, professionali o imprenditoriali.
Nello specifico, i progetti devono essere di rilevanza nazionale, ossia destinati ad essere
attuato in non meno di tre Regioni, devono rispettare il principio delle pari opportunit tra uomo e
donna e devono essere finalizzati a:
- promuovere lo spirito e la capacit imprenditoriale tra i giovani di et inferiore ai 35 anni,
favorendo e supportando la nascita o l'avvio di nuove imprese oppure sviluppando e
sostenendo imprese gi costituite, con particolare riguardo ai settori: dell'eco-innovazione e
dell'innovazione tecnologica; del recupero delle arti e dei mestieri tradizionali; della
responsabilit sociale d'impresa; della promozione dell'identit italiana ed europea;
- sostenere lo sviluppo del talento, dell'immaginazione, della creativit e delle capacit
d'innovazione dei giovani nel campo della cultura, della musica, del cinema, del teatro,
dell'arte, della moda e del design dei giovani di et inferiore ai 35 anni, anche attraverso la
concessione di premi o borse di studio, oppure attraverso la realizzazione di esperienze
formative, anche attraverso stage;
- promuovere lo sviluppo dell'innovazione tecnologica, anche al fine di valorizzare i risultati
della ricerca scientifica, favorendo l'acquisizione e/o l'utilizzo di brevetti e/o il trasferimento
tecnologico promossi da giovani di et inferiore ai 35 anni.
L'obiettivo del "Fondo Mecenati" far s che il talento dei giovani possa svilupparsi in
attivit produttive di successo nel campo della cultura, dell'arte, dell'impresa e della ricerca. Giovani
attori, ricercatori universitari, artisti, musicisti, ragazzi e ragazze con una buona idea
imprenditoriale; possono tutti essere esempi di giovani con forti potenzialit. Ma questi giovani, per
quanto validi, hanno bisogno di qualcuno che creda in loro e li supporti nella fase di avvio del
proprio progetto.Ci che si vuole fare con il Fondo Mecenati stimolare i privati a investire su
queste giovani eccellenze, secondo lo storico modello dei mecenati, appunto, o dei pi moderni
"Business Angels".
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Per quanto riguarda le modalit di accesso ai fondi, i giovani non si relazioneranno
direttamente con il Dipartimento della Giovent, n con il "Fondo Mecenati", ma potranno
partecipare ai bandi indetti dalle strutture private
61
e realizzati grazie al cofinanziamento pubblico.
Dal 19 gennaio 2012, p r o p ri o al Ii n e d i r en d er e p o ssi b i l e l `acc esso , i n q u a lit di beneficiari
finali, anche ai giovani stranieri regolarmente residente e ai giovani rom e sinti non aventi
cittadinanza italiana, il Dipartimento, su richiesta del PCN ha provveduto ad apportare le opportune
integrazioni al decreto di istituzione del Fo n d o , p r ev ed en d o n e l ` ap p l i caz i o n e an ch e al l e ri ch i e st e d i
Ii n an z i a m en t o gi a p resen t a t e d ai so g g et t i p ri v at i (c o si d d et t i ' Mecen at i ).
Il Fondo Mecenati ha una dotazione di 40 milioni di euro, ci vuol dire che saranno
mobilitati, grazie all'intervento dei Mecenati, 100 milioni sul talento e l'eccellenza giovanile.
In tal senso il PCN si impegna a monitorare lo stato di utilizzo del Fondo affinch sia
assicurato, nellambito delle progettualit promosse dalle Fondazione beneficiarie, un
costante accesso da parte dei giovani RSC ai benefici previsti.

2.4.5. Salute e Servizi Sociali

L'attuazione della Comunicazione della Commissione Europea n. 173/2011 si presenta come
una sfida importante per il sistema sanitario italiano. Una strategia nazionale di inclusione di Rom,
Sinti e Caminanti non pu essere efficace se non prende in considerazione tutti gli aspetti e le
problematiche che incidono sfavorevolmente sull'accesso ai servizi socio-sanitari da parte di queste
fasce di popolazione. La variabilit della popolazione di riferimento, soprattutto a seguito dei
processi di mobilit intra ed extraeuropea e la multiculturalit della domanda sanitaria, assume,
infatti, soprattutto in alcune aree del nostro Paese, dimensioni di assoluto rilievo. Nonostante le
difficolt che si incontrano a tracciare un profilo epidemiologico della popolazione RSC, la
revisione della letteratura sull'argomento evidenzia come vi sia accordo in tutto il mondo nel
considerare tale popolazione ad alto rischio sanitario. Sia le comunit nomadi sia quelle stanziali
vivono in condizioni di povert e di degrado abitativo. Inoltre, la marcata separazione dei Rom dalle
societ ospitanti, frutto non solo dei pregiudizi e delle discriminazioni di cui sono vittime, ma a
volte anche del loro atteggiamento di autoesclusione, impedisce una reale possibilit di integrazione
e condiziona fortemente l'utilizzo dei servizi sociosanitari. Molti RSC, infatti, pur essendo in regola
con le norme sul permesso di soggiorno, non esercitano il loro diritto di scelta del medico di base.
Per combattere l'esclusione, il quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei
Rom suggerisce di unire le forze a tutti i livelli (europeo, nazionale e regionale) e con tutti gli
stakeholders, comprese le organizzazioni della societ civile RSC. Si tratta di un quadro
complementare alle normative e alle politiche UE gi esistenti in diversi settori - divieto di
discriminazione, difesa dei diritti fondamentali, della libera circolazione delle persone e dei diritti
dei minori - e che stabilisce gli obiettivi dell'UE per l'integrazione dei RSC da conseguire a livello
nazionale, regionale e locale. Questi ambiziosi obiettivi potranno essere raggiunti nel nostro Paese
solo in presenza di una progettualit che risponda puntualmente al bisogno di salute di questa
popolazione, anche adottando nei presidi pubblici dei percorsi che tengano in alta considerazione le
peculiarit delle popolazioni migranti e delle sue fasce deboli. Al tempo stesso la multiculturalit
della domanda sanitaria induce oggi la necessit nei presidi pubblici di adottare percorsi e pratiche
ad at t at i al l e ca rat t eri st i ch e d el l `u t enz a e al l a p ecu l i ari t a di u si e co st u m i d i p art i d i essa .
Per la tutela sociale della gravidanza e maternit e per i minori irregolari il Servizio
Sanitario Nazionale, ai sensi dell'art. 35, comma 3, del D.Lgs. 286/98, garantisce espressamente, nei
presidi pubblici e accreditati, le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o comunque essenziali,

61
Le persone giuridiche private, oltre ad evere sede legale e/o operativa in Italia, devono essere in possesso dei seguenti requisiti alla
data di presentazione della domanda: a) non versare in alcune delle ipotesi di impossibilit a contrattare con la Pubblica
Amministrazione; b) non trovarsi in stato di liquidazione, fallimento, concordato preventivo ovvero non avere in corso procedimento
per la dichiarazione di tali situazioni; c) aver realizzato, negli ultimi due esercizi approvati un fatturato globale di almeno 8 milioni di
euro; d) essere regolarmente costituite da almeno 5 anni. Il cofinanziamento concesso a titolo di compartecipazione finanziaria, nel
limite massimo del 40% del costo complessivo del progetto, e comunque sino ad un massimo di 3 milioni di euro.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
74
ancorch continuative, per malattia e infortunio; inoltre, sono estesi i programmi di medicina
preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva. In Italia sono, in particolare, garantiti:
a) la tutela sociale della gravidanza e della maternit, a parit di trattamento con le cittadine italiane,
ai sensi delle leggi 29 luglio 1975, n. 405, e 22 maggio 1978, n. 194, e del decreto del Ministro
della Sanit 6 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 1995; e, al punto
b) la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione dei diritti del fanciullo del 20
novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176. L'assistenza
sanitaria garantita tramite le strutture ospedaliere di pronto soccorso o secondo le modalit
stabilite da appositi accordi regionali, eventualmente in collaborazione con organismi di
volontariato aventi specifica esperienza, ai sensi dell'art. 43, comma 8, del D.P.R. 394/99.
Il divieto di segnalazione all'autorit di pubblica sicurezza, da parte del personale
sanitario e amministrativo, degli immigrati non in regola con le norme relative all'ingresso e al
soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie, gi previsto dal comma 5 dell'art. 35 del D.Lgs
286/98 (TU) non stato abrogato, n modificato dalla legge 15 Luglio 2009, n. 94 e conserva,
quindi, piena vigenza. Si evidenzia, tra l'altro, che la legge 94/2009 ha previsto che l'accesso alle
prestazioni sanitarie di cui all'art. 35 del T.U. non richiede l'esibizione dei documenti inerenti il
soggiorno.
Nonostante un quadro normativo di tutele molto avanzato, le comunit Rom e Sinte
continuano a riscontrare difficolt o discriminazioni nella loro ricerca di salute, che le politiche
pubbliche sanitarie, in cooperazione con le stesse comunit, possono rimuovere. Come per tutti gli
al t ri ci t t a di n i , p er i R o m e S i n t i re go l a rm e n t e so g gi o rn an t i e p r ev i st o l `o b b l i go d i i sc ri z i o n e a l
Servizio Sanitario Nazionale, nonch la parit di trattamento e la piena eguaglianza di diritti e
doveri, diritto che va fatto esercitare appieno. Inoltre, per coloro che non posseggono la cittadinanza
in quanto extracomunitari, la l e g ge n . 4 0 / 1 9 9 8 h a reso p o ssi b i l e l `ac ces so ai serv i z i san i t ari . Lo
sIo rz o ag gi un t i vo ri gu ar d a l `esi g e n z a d i p o rre i n esse re u n ` eIIi c ac e p o l i t i ca san itaria in grado di
rilevare i bisogni sanitari della popolazione di rife>4<m'(>4p-181(bi(ossegg)0 0480051005D>-4ETBT4ETBT4C>-11C>-11C>-11C>-11C>-11C>-11C>-11>-1>4<m'(>4p-11004C>]Csra)4((fic)54.0470-11C>-(socc)7(o)-9(rso)-7( )-249C )-191(e)11(e)1a)-7(ri, 4-11>-149<004C>-11<00510003>-149<e)4( )-69C6005600480-3(t, )-C1 0 0 1 5149<005800ua)4(no ) 602.c[(8)]6-10<00561.1906.971(e)189(in )004A004A>10<004C005800510057>-3<004C005900520003>-151<0055004C004A>11<0058>-9<0044>4<0055>-6<00470044>4<0003>-149<004F00B60048>5<0056004C004A00480051005D>-4<0044>4<0003>-149<0[(rileva)7(re)7(44800510e)4(spe)-6(rie)5(nz)-5(a)4(, a)4(i sensi d)-11(e)4(ll)-3(')10(a)-5(rt. 43, c)5(omm)-3(a)4( 8, de)4(l )-11(D.P.R)-4(. 394/99. )]TJETBT1 0 0 1 490.42 644.02 Tm[( )]TJETBT1 0 0 1 92.064 630.22.064 630.44>4<0003
pK P1(D.P.R)4>4<0003>-149<004F00B600vsetto0n3
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
75
sempre maggiore frequenza rispetto al passato. Tra gli adulti risultano frequenti le malattie
d el l `ap p ar at o d i g e ren t e, resp i rat o ri o e d el si s t e m o o st e o art i c o l ar e e co n n et t i v o . In alcuni contesti
sono largamente diffuse ipertensione e malattie metaboliche (in gran parte attribuite allo stile di
vita) e si registrano elevati rischi per la salute materno-infantile.
Molte esperienze di educazione sanitaria hanno portato risultati apprezzabili e, soprattutto,
sm e n t i t o i l p regi u di z i o di u n a 'n at u r al e i d i o si n c rasi a d a p a rt e d ei R S C p er l a cu l t u ra d el l a
prevenzione. Ma la strada da percorrere per garantire pari opportunit di accesso al Servizio
Sanitario Nazionale ancora irta di ostacoli.
Per quanto concerne in v ece l `a ccesso ai serv i z i so c i al i
62
, orientamento unanime della
dottrina e della giurisprudenza che le prestazioni e i servizi sociali di natura assistenziale, se visti
dalla parte di chi se ne beneficia, realizzano diritti soggettivi fondamentali irrinunciabili della
persona (diritti sociali); e, al t r esi , p ri n c i p i o u n an i m em e n t e co n d i v i s o ch e l `ero g az i on e d i
provvidenze collegate ai diritti fondamentali della persona non ammette distinzione tra i consociati
essendo collegata al dovere di solidariet social e s o l e n n em e n t e sa n ci t o d al l `art . 2 d el l a C o st i t u z i o ne .
L` enu cl e az i o n e d i t a l i p rin ci p i e st a t a d eIi n i t i v am e n t e su g gel l at a d al l a Corte Costituzionale
ch e, n el gi u d i z i o d i l e gi t t i m i t a co st i t uz i o n a l e d i alcu n e l e g gi ri gu ard an t i l `e ro g az i o n e d i p ro vv i d e nz e
economiche di natura assistenziale giunta, in estrema sintesi, alla seguente ricostruzione: vi un
nucleo irrinunciabile di diritti fondamentali, tra i quali sono compresi anche diritti sociali,
rispetto ai quali non ammessa alcuna distinzione tra i consociati (cfr. sent. 187/10)
63
; al di fuori di
tale nucleo qualsiasi differenza basata sulla titolarit o meno dello status civitatis deve essere
assi st i t a d a u n a 'ragionevole correlabilit t ra l `escl u si o n e e l a Ii n al i t a p erse gu i t a d al l a n orm a
(sentenze n. 40/2011; 187/10; 285/09; 11/09; 306/08; 432/05).
La deviazione da tali principi risulta in contrasto con i principi fondamentali della
C o st i t uz i o n e It al i an a (ed i n part i c o l are a gl i art t . 2 , 3 , 1 0 C o st .), d i q u el l i enu n ci a t i d al l `art . 1 4 d el l a
Convenzione p er l a sal v agu ard i a dei d i ri t t i d el l ` Uo m o e d el l e l i b ert a Io n d am e n t al i e d el l `art . 1 d el
Protocollo addizionale della Convenzione stessa, adottato a Parigi il 20.3.1952, cui lo Stato Italiano
e t e n u t o a con Io rm arsi i n v i rt u del d i sp ost o d i c u i al l `art . 1 1 7, primo comma, Cost.
In particolare, l `art . 1 0 , co m m a 2 , C o st . , su b o rd i n a l `acc esso ed i l go d i m en t o d ei d i ri t t i
sociali degli stranieri ad una riserva di legge rinforzata che prescrive la conformit a norme e
trattati internazionali. A tanto ha provveduto i l T est o Un i co su l l ` Im m i gr az i o n e (T. U. I. ) - quale
l e g g e d i at t u az i o n e d el l `a rt . 1 0 C o st . - il quale subordina il complessivo sistema dei servizi offerti ai
cittadini ad una condizione di relativa stabilit del soggiorno, per regolarit e durata (carta di
soggiorno o permesso di soggiorno non inferiore ad 1 anno),in presenza della quale vi per la
piena equiparazione tra cittadini italiani e stranieri(art. 41 TUI).
In base alla legge fondamentale, quindi, nessuna diversit di trattamento consentita nella
fruizione della provvidenze e prestazioni anche economiche di assistenza sociale (incluse quelle
previste per coloro che sono affetti da morbo di Hansen o da tubercolosi, per i sordomuti, per i
ciechi civili,per gli invalidi civili e per gli indigenti) tra italiani e stranieri titolari di carta di
soggiorno o permesso di soggiorno non inferiore ad 1 anno.
Da tutto quanto esposto, ne discende il principio basilare in materia secondo cui se una
determinata prestazione di assistenza sociale prevista dalla legge statale o regionale e da
altri provvedimenti statali, regionali o locali ad essa automaticamente accedono, oltre che i
cittadini, anche gli stranieri extracomunitari indicati dall'art. 41 T.U.I .

62
Per quel che concerne i minori rom, sinti e camminanti stranieri non accompagnati o accompagnati da adulti privi di permesso di
so ggi o rn o (p ri vi p ert an t o di resi den za an agra Ii ca men t e accert ab i l e), d i messi d al C P A o d al l `IP M , la t i t o l a ri t a d el l `i nt e rven to e degli
oneri socio-assistenziali dovrebbe essere assunta, ai sensi della L.328/2000 e delle circolari di altri Dicasteri, dal Comune dove
st at o eIIet t u at o l `a rrest o . Qu al o ra n o n vi si a co i n cid en za t ra C o mu n e su i nd i c at o e i l C o mu n e p resso i l q u al e i l mi n o re so ggi ornava,
anche se non accertato anagraficamente, i S ervi z i so ci a l i d o vreb bero st ab i l i re , caso p er caso , n el l `in t e resse d el mi n o re, mo d al i t a d i
collaborazione per la realizzazione della presa in carico dopo le dimissioni al fine di non disperdere quanto attuato e consentire
percorsi di effettivo reinserimento sociale, anche per ridurre la recidiva e consentire il pieno esercizio del diritto di cittadinanza attiva
anche da parte di questi ragazzi, considerato che i diritti civili ed umani sono uguali per tutti e per tutti devono essere garantite pari
opportunit.
63
La sen t e n za n . 1 87 d el 26 maggi o 2 01 0 h a d i c h i a rat o l `il l egi t t i mi t a co st i tu zi o n al e d el l `art . 8, comma 19, della legge 28 dicembre
2000, n. 388 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato legge finanziaria 2001, nella parte in
cui subordina al requisito della titolarit della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio
d el l o S t a t o d el l `assegn o men si l e d i in val i d i t a di cu i al l `art. 13 d el l a l e gge 3 0 mar zo 1 97 1 , n . 11 8 .
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
76
Per quanto concerne la specifica situazione dei minori Rom e Sinti riguardo alle
problematiche di natura sanitaria, il Terzo Piano di Azione e di Interventi per la tutela dei diritti e lo
sv i l up p o d ei sogg et t i i n et a ev o l u t i v a , p red i sp o st o d al l `Osse rv at o ri o Naz i o n a l e In Ian z i a e
Adolescenza, approvato dal Consiglio dei Ministri, emanato con Decreto del Presidente della
Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2011, ha identificato alcune
dimensioni prioritarie che rappresentano le direttrici di intervento sulle quali ha sviluppato proposte
di azioni coordinate. Una delle quattro direttrici di azione del Piano riguarda appunto la promozione
d el l `i n t eg raz i o n e d el l e p erso n e i m m i g rat e , n el l a q u al e so n o co n Il u i t i gl i i n t erv en t i co n c ern en t i i
minori stranieri ed i minori rom.
Tra le azioni del Piano si segnala in particolare quella relativa alla
: l `o b i et t i v o p ri n c i p al e e q u el l o d i ga rant i re
la tutela del diritto alla salute nelle popolazioni RSC, e monitorare e migliorare le condizioni di
salute dei bambini e degli adolescenti residenti nei campi. Sono quindi previsti specifici interventi
o ri e n t at i al l a p ro m o z i o ne del d i ri t t o al l a sal u t e e al l a Iru i b i l i t a d el l `as si s t e n z a san i t ari a, an ch e
attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione realizzate nei luoghi di residenza delle
popolazioni Rom e Sinte, e rilevazioni sistematiche sulle condizioni di salute dei bambini e degli
adolescenti Rom, Sinti e Caminanti, a partire da campioni di popolazione.
In particolare sono previste le seguenti azioni:

Rilevazioni sistematiche sulle condizioni di salute dei bambini e degli adolescenti RSC a
partire da campioni di popolazione;
L`o IIe rt a at t i v a d i al c u n e p rest a z i o n i , i n sp eci Ii c o d el l e v ac ci n a z i o n i ;
La promozione d el l `i sc ri z i o n e al serv i z i o san i t ari o n az i o n a l e, al l a scel t a d el p ed i a t r a e d el
medico di base;
La diffusione delle informazioni sui servizi socio-sanitari territoriali e sugli stili di vita sani
attraverso la produzione, a livello nazionale, di materiale divulgativo pensato ad hoc per le
popolazioni RSC;
La p ro m o z i o n e d i i n Iorm az i o n i sp e ci Ii c h e su l l a m a t ern i t a e su l l `u t i l i z z o di so st anz e
stupefacenti;
La produzione di materiale per la formazione degli operatori dei servizi socio-sanitari.

Sempre in riferimento ai bambini RSC, ma con riguardo agli obiettivi di presa in carico
sociale va segnalato anche quello di tutela dei diritti dei soggetti a maggiore rischio di esclusione
sociale, con particolare riferimento dei minori sottoposti a procedimento penale, inclusi minori RSC
e minori immigrati.
T ra l e az i on i p er l `i m p l e m e n t az i o n e d i q u est o o b i e t t i v o si an n o v eran o :

attivazione di percorsi educativi sperimentali con la presenza di un tutor che svolga
accompagnamento educativo, favorisca il percorso di respo n sa bi l i z z az i o ne e Ii l t ri l `i m p at t o
con la comunit sociale di riferimento. I tutor individuati nel settore degli operatori sociali
dovranno fruire di un percorso formativo e di sensibilizzazione sulle problematiche da
gestire.
messa a sistema del modello sperimentale di tutoraggio al termine della sperimentazione
attuata per un numero limitato di minori;
em a n az i o n i d i l i n e e gu i d a p er l ` at t u az i o n e d ei p e r co rsi p ro get t u al i ;
bandi interministeriali per assicurare pari opportunit di ingresso nel mondo del lavoro
sp e ci Ii c at am e n t e at t r av er so l `i st i t uz i o n e d i b o rse-lavoro;
inserire nei Liveas
64
interventi che garantiscano la creazione di percorsi di orientamento e di
accompagnamento socio-educativo in favore di minori rom e sinti sottoposti a procedimento
penale al fine di favorirne il reinserimento socio-lavorativo;

64
Livelli essenziale di assistenza sociale.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
77
promozione, attraverso incontri con le regioni, province e comuni di percorsi
seminariali/formativi per gli operatori sociali coinvolti.

Il Ministero della Salute italiano ha gi avviato diversi progetti di ricerca operativa,
che si sviluppano secondo le indicazioni della programmazione sanitaria nazionale, volti a
favorire un orientamento dei percorsi e dei servizi socio-sanitari che migliori laccessibilit
degli stessi e la fruibilit delle prestazioni da parte della popolazione immigrata.
Nel 2006, con legge dello Stato n. 296/2006 stato istituito l'Istituto Nazionale per la
promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della
Povert (INMP), quale ente pubblico vigilato dal Ministero della Salute impegnato nel
fronteggiare, allinterno del Servizio Sanitario Nazionale, le sfide sanitarie delle popolazioni
pi vulnerabili, inclusi i Rom, attraverso un approccio transculturale e orientato alla persona.
Lobiettivo strategico dellIstituto e quello di concorrere alla definizione di politiche nazionali,
in sinergia con le Regioni, sui bisogni assistenziali sanitari delle popolazioni fragili, inclusi i
migranti.
C o n se gu en t em e n t e al l `an al i si d i co n t e st o , gl i o b i et t ivi che la Strategia intende promuovere
sono i seguenti:

Obiettivo specifico 3.1: Favorire lanalisi e le modalit di accesso ai servizi socio-
sanitari di qualit per Rom e Sinti, con particolare attenzione a donne, fanciulli, adolescenti,
anziani e disabili;

La popolazione RSC incontra molteplici ostacoli di natura economica, culturale, linguistica,
geo graIi ca e l e g al e n el l `acc esso al l `assi st e n z a s an i t ari a d i b ase e al l a m e d i ci n a p rev en t i v a. La
derivante vulnerabilit della popolazione RSC, rispetto al diritto di godere delle migliori condizioni
di salute, spesso esacerbata dalla mancata conoscenza delle modalit di trasmissione delle malattie
infettive e della possibilit della loro cura. Questi fattori limitanti gravano in maniera preponderante
soprat t u t t o sui so gget t i p i u d ebo l i al l `i n t ern o del l e st e sse co m u n i t a , q u al i l e d o n n e e i b a m b i n i .
In sed e eu ro p e a, so no st a t i d i recen t e am p i am e n t e d i b a t t u t i i p ro b l e m i rel a t i v i al l `accesso
alle strutture sanitarie e approfondite le tematiche relative alla prevenzione vaccinale. Le
vaccinazioni, strumenti di sanit pubblica semplici ed efficaci, possono contribuire alla definizione
di indicatori sensibili per la valutazione dell'accesso ai servizi di medicina preventiva, in generale.
Le popolazioni RSC risultano difficilmente raggiungibili da programmi di prevenzione, con
u n con se guen t e ri sch i o el e v at o , t ra l `al t ro , d i m i cr o-focolai epidemici in grado di estendersi al resto
d el l a p o p ol a z i o ne R SC e a q u el l a al l `est e rn o d ei cam p i . Il b asso u t i l i zz o d ei serv i z i d i prevenzione
fra queste popolazioni in Europa, e, quindi, anche in Italia, ha, infatti, contribuito al determinarsi in
tempi recenti di un numero elevato di epidemie, in particolare di morbillo, che hanno colpito le
comunit RSC in Bulgaria, Romania e altri Paesi europei, fra cui Italia, Grecia e Polonia.
La causa principale della diffusione dei focolai infettivi nei co si d d et t i 'Campi stata sia la
bassa copertura vaccinale, sia la concentrazione di soggetti suscettibili in questo specifico segmento
di popolazione. Questo problema non , di fatto, soltanto relativo al morbillo, bens riguarda anche
altre infezioni prevenibili con vaccino, per le quali gli Stati-membri dell'UE hanno posto chiari
obiettivi di eliminazione (poliomielite, difterite, epatite B, rosolia congenita) o di significativo
contenimento (tetano, pertosse, Haemophilus di tipo B).
In aggiunta, i livelli di copertura vaccinale tra i RSC sono notevolmente pi bassi in Europa
rispetto a quelli della popolazione generale. In Italia, gli unici dati nazionali, risalenti al 1997,
indicano un 26% di copertura vaccinale nella popolazione RSC contro il 95% della popolazione
residente; dati pi recenti, relativi a un campione della popolazione Rom e Sinti presente a Roma,
rilevano una copertura vaccinale del 23%, almeno per inizio di cicli vaccinali e stime attendibili
evidenziano una forbice tra il 25 e il 35%. Considerando questi dati quale riferimento
approssimativo, il quadro generale risulta poco confortante.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
78
Per quanto riguarda le strategie vaccinali da adottare, da sottolineare l'elevata percentuale
di minori nella popolazione RSC presente in Italia (60% pari a 84.000 individui su 140.000). Di
questi, il 30% ha un'et compresa tra 0 e 5 anni, il 47% tra 6 e 14 anni e il 23% tra 15 e 18 anni. Un
u l t eri o re el e m en t o e l a p resenz a, t ra gl i 8 4 . 0 0 0 ci t a t i , d i ci rca 1 5 . 0 0 0 i n d i v i d u i p ro v en i e n t i d al l `ex-
Jugoslavia, in molti casi p ri v i d i ci t t a d i n an z a e d i co p ert u ra s an i t ari a, ch e d i Iat t o so n o 'i n vi si b i l i
per il Servizio Sanitario Nazionale. In aggiunta, coloro che volontariamente si rivolgono al SSN
oppure vengono intercettati dalle strutture di sanit pubblica, molto spesso sono privi di
documentazione ufficiale attestante le vaccinazioni eseguite sul territorio italiano.
Tra i progetti nazionali ch e o p er an o p er i l m i gl i o ram e n t o d el l `a ccessi b i l i t a d ei serv i z i e l a
fruibilit delle prestazioni da parte della popolazione immigrata, si segnalano a livello
esem pl i Ii c at i v o al c u n e es p eri enz e p r e gress e e i n c o rso ch e o IIro n o co n c ret i ri su l t at i p er l `an al i si e le
modalit di accesso ai servizi e potranno essere ulteriormente sviluppate in linea con la Strategia,
quali il proget t o : 'Mi gra z i o n e : si s t e m i d i acco gl i en z a v erso l a p o p o l a z i o n e i m m i grat a d ei servi z i
sanitari e verifica dell'osservanza del diritto all a s al u t e d i q u est e p o p o l a z i o n i , P ro g et t o C C M-2006
-iniziato fin dal 2008 - Ministero Salute Istituto Superiore di Sanit
65
per la cui esecuzione stato
sviluppato un diretto coinvolgimento degli Assessorati alla Salute e alle Politiche Sociali delle
singole Regioni e delle Province Autonome
66
.
Il progetto CCM 2006, Ministero Salute - Regione Marche - coordinamento Regione
Ma rch e: 'P rom o z i o n e d el l a sal u t e d el l a p o p o l a z i o n e i m m i grat a i n It a l i a h a poi proposto una
metodologia ed un set di indicatori per l`an al i si d ei p ri n c i p al i p ro b l e m i d i sal u t e d e gl i i m m i gr at i a
quanti a livello nazionale o regionale sono coinvolti nella costruzione del profilo di salute e nella
programmazione di servizi sanitari per la popolazione immigrata
67
.
Il risultato conseguito
68
consente di affermare che oggi disponibile uno strumento
operativo che rende possibile costruire, in modo omogeneo (e quindi confrontabile) nelle varie
realt, un profilo di salute degli immigrati presenti in Italia sia in termini di domanda che in termini
di risposta che i Sistemi Sanitari Regionali forniscono a questa domanda ed il relativo metodo di
calcolo.
Nel l `am b i t o d el p ro get t o ch e h a p ro d o t t o u n set d i i n d i cat o ri p er l a co st ru z i o n e d el p roIi l o d i
sal u t e d el l 'i m m i gr at o, ' La sal u t e d el l a p o p o l az i o n e i m m i grat a m e t o d o l o gi a d i an al i si , e st at o
istituito nel 2008 il Tavolo Interregionale Immigrati che opera presso il Coordinamento
Interregionale in Sanit della Conferenza Stato-Regioni.
Il Tavolo
69
costituisce un momento di confronto e collaborazione tra le Regioni e P.A. e di
concertazione tra le stesse e il Ministero della Salute sui temi della salute degli immigrati e
d el l `assi st e n z a san i t ari a al Ii n e d i ren d ere u n i Io r m e su l t e rri t o ri o n azi o nal e l `acc esso al l e cure e
al l `assi st e n z a sa ni t a ri a d a part e della popolazione immigrata.
Particolarmente significativo risulta poi i l P ro get t o : ' La sal u t e d el l a p o p o l az i o n e i m m i grat a :
i l m o n i t orag gi o de i S i st em i S ani t ari R e gi o n a l i
70
.

65
Il p ro get t o si e co n clu so n el lu gl io 2 01 0: Io n d i st an zi a t i t 4 80 .0 00 ,0 0 . Il Gru pp o di Lavo ro , art i co l a t o i n sei Un i t a Op erat ive e due
Sotto-Unit stato costituito da: Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate (ISS), Roma ; Centro Nazionale
d i Ep i d emi o l o gi a , So rvegl i an za e P ro mo zi o n e d el l a S al ut e (IS S ), R o ma; Azi e n d a Osp ed al i era S an t `An d rea d i Ro ma; Un i versi t a
Sapienza - Dipartimento di Scienze di Sanit Pubblica, Roma ; Fondazione Labos, Roma; Area sanitaria della Caritas di Roma.
66
La finalit del progetto stata quella di fornire strumenti e chiavi di lettura per orientare e supportare politiche ed interventi di
promozione e tutela della salute di persone, famiglie e comunit straniere. Tra gli obiettivi : descrivere lo stato di salute della
popolazione immigrata e di specifici target, fornire una panoramica della legislazione nazionale e delle politiche regionali, nonch
individuare buone prassi assistenziali con particolare attenzione alla fruibilit dei Servizi sanitari, infine, valutare i percorsi formativi
attivati su temi inerenti la salute della popolazione immigrata.
67
Gli indicatori che vengono proposti sono stati calcolati utilizzando fonti informative che sono a disposizione di tutte le Regioni.
Essi sono stati sperimentati in sei Regioni e due Province (Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Puglia, province di
Reggio Emilia e di Cesena) e a livello nazionale (ISTAT, INAIL, Age.Na.S.) confermandone in tal modo la fattibilit.
68
Il p ro get t o si e c on cl u so i l 3 1. 12 .2 0 09 , i Io n di ammo n t a van o a t 20 0 .0 00 , 00 .
69
Partecipano al Tavolo tutte le Regioni e Province Autonome con il contributo della SIMM (Societ Italiana di Medicina delle
M i grazi o n i ) e d el l `INP M (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle
malattie della Povert).
70
Progetto CCM 2009- Data Inizio: marzo 2010 Accordo Ministero Salute Agenas- Coordinamento Agenas- Io n d i : t 5 80 .0 00 , 00
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
79
Sono attive 10 unit operative: Istat, Inail, Regione Marche (Osservatorio Epidemiologico
Diseguaglianze), Regione Piemonte (Servizio Epidemiologia Asl To3), Regione Emilia Romagna
(Agenzia Regionale Sanitaria Sociale Emilia Romagna, Regione Lazio (Laziosanit Asp Lazio),
Regione Puglia (Osservatorio Epidemiologico Regionale) Ausl Reggio Emilia ( Unit
Epidemiologica), Ausl Cesena (UO Epidemologia e Comunicazione), Regione Calabria
(Dipartimento Tutela Salute e Politiche Sanitarie).
L`o b i et t i vo d el p ro get t o e co n o s cer e i b i so gn i d i sal u t e d el l a p o p o l a z i o n e i m m i grat a ,
attraverso un monitoraggio istituzionale e sistematico da parte dei SSR e del SSN nel suo insieme al
fine di individuare le priorit di intervento. Tra gli obiettivi specifici: svolgere a livello istituzionale
la funzione di lettura sistematica del profilo di salute della popolazione immigrata; costruire un
si s t e m a d i m o ni t o rag gi o n az i o na l e a p art i re d al re p o rt Ii n al e ' La sal u t e d el l a p o p o l a z i o n e i mm i grat a
m e t o do l o gi a d i anal i si d el p ro get t o gi a co n cl u so , est e n d ere a t u t t e l e r egi o n i l a m e t o d o l o gi a di
analisi gi sperimentata, per costruire un profilo di salute a livello nazionale, (una adeguata attivit
di formazione prevista per le Regioni di nuova adesione); effettuare una valutazione
m a cro e co n o m i ca d el l ` assi st e n z a san i t ari a a gl i i m m i grat i ; re al i z z are u n co n Iro n t o co n gl i altri Paesi
Europei e collaborazione con le istituzioni europee; costruire un modello per la sorveglianza e
controllo delle malattie infettive (Centri Immigrazione regione Calabria - Crotone e Lamezia
Terme).
Inoltre, nella programmazione CCM 2011, il Ministero ha finanziato un progetto biennale
d al t i t o l o ' Un m o d e l l o p er l `i nt e gr az i o n e so c i o-san i t ari a d el l e p o p o l a z i o n i sv a n t a g gi a t e
71
volto
al l `i n t eg raz i o n e t e rri t o ri a l e d ei serv i z i san i t ari a v an t a g gi o d el l e p o p o l a z i o n i Ira gi l i , t ra cu i i R om e i
Sinti, coord i n a t o d al l a R egi o n e E m i l i a R o m a gn a e at t u at o , i n p ri m a l i n ea, d al l ` INMP , assi em e ad
altre 4 Regioni. Sar cos possibile strutturare un modello di assistenza tra Unit Operative
territoriali ad alta complessit, inclusa la sede INMP di Roma, e le realt operative di sanit
pubblica che insistono sui territori delle Regioni interessate al progetto, utilizzando strumenti
co o perat i v i b asat i esse n z i a l m e n t e su l l a t e l em a t i c a. C i o Io rn i ra an ch e l `o p p o rt u n i t a d i t racci a re t u t t i
gli interventi operati nella banca dati del sistema, assicurando criteri di qualit e rendicontazione
circa i modelli organizzativi adottati.
Tenuto conto del fabbisogno sanitario rilevato, nonch delle attivit gi svolte o in essere,
appare importante poter aumentare sensibilmente la percentuale dei minori non ancora raggiunti da
un programma vaccinale o che non abbiano ancora ultimato quello avviato.
A tale scopo verr attivata nel 2012, in collaborazione con le Regioni, una campagna
vaccinale operata direttamente allinterno dei campi RSC, volta a completare o avviare i
cicli vaccinali obbligatori e raccomandati.
Si utilizzer il personale sanitario e sociale gi in forza alle ASL competenti per territorio,
unitamente a mediatori linguistico-culturali Rom e Sinti, da reperire nei campi stessi attraverso il
coinvolgimento delle Associazioni di rappresentanza delle Comunit RSC, da formare
p rev en t i v am e n t e. Va r ap presen t a t a, p er l e Ii n al i t a d i t a l e az i o n e d i san i t a p u b b l i ca, l `i m p ort a n z a
della preventiva istituzione di un'anagrafe vaccinale nazionale accessibile on-line, in grado di
acquisire, secondo le norme nazionali per la sicurezza dei dati sensibili, i dati vaccinali immessi
direttamente dagli operatori delle ASL e di renderli, a loro volta, disponibili ad altri operatori
sanitari autorizzati, nel momento dei richiami o del completamento del calendario vaccinale, tenuto
conto della mobilit interregionale che interessa, in modo particolare, tali popolazioni. Infine, detta
anagrafe sarebbe di utilit nel restituire analisi aggregate, disaggregate e geo-referenziate
rel a t i va m en t e al co m p l e t a m en t o d ei ci cl i p rev i s t i , i n u n `o t t i ca d i st ru m en t o co n o sci t i v o pe r l e
politiche pubbliche sanitarie.

I risultati attesi dallo svolgimento di un tale programma sono:
sensibile incremento delle coperture vaccinali attuali per le malattie per le quali esiste
l'obbligo vaccinale, con un passaggio dai valori medi stimati del 30% ad almeno il 50%;

71
Il progetto stato finanziato con 400.000,00 Euro e si concluder a dicembre 2013.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
80
ridotta incidenza di malattie prevenibili con vaccino (comprese morbillo, parotite e rosolia)
e delle complicanze post-infettive;
disponibilit delle schede vaccinali on-line, nonch di dati e statistiche ufficiali su scala
nazionale finalizzati alla conduzione e al monitoraggio di programmi di vaccinazione da
parte di ASL e Regioni.

Obiettivo specifico 3.2: favorire laccesso a servizi di medicina preventiva, con
particolare riferimento alla salute riproduttiva e materno-infantile;

Da vari anni si evidenzia a livello europeo come ancora si registrino fenomeni di
discriminazione in ambito sanitario di cui sono vittime le donne RSC e le loro comunit e il relativo
impatto sulla salute, oltre ad un ridotto accesso delle donne alle cure mediche. Tra le cause del
ridotto accesso al sistema sanitario si evidenziano vari fattori socio-culturali e psicologici, come la
richiesta di assistenza sanitaria solo in caso di patologia acuta; la mancanza di comprensione
dell'importanza dei test di screening e della prevenzione delle malattie croniche; la paura dello
stigma sociale legato a violazioni di tradizioni e codici culturali inveterati; la scarsa attenzione per
le proprie esigenze di salute a beneficio delle cure per la famiglia e per la casa; violenza domestica.
Per quanto riguarda la pianificazione familiare, le criticit riguardano: i carenti controlli
sanitari in gravidanza e nel post-partum, il basso utilizzo della contraccezione e l'alta prevalenza di
interruzioni volontarie di gravidanza (IVG).
Studi europei hanno evidenziato una prevalenza maggiore di IVG (2,41 aborti per donna
RSC) rispetto alla popolazione residente, un'alta prevalenza di gravidanze in giovani donne ancora
minorenni e un elevato tasso di nati prematuri e di neonati con basso peso alla nascita. Studi sulla
popolazione RSC indicano una percentuale molto pi alta di IVG in giovani donne Rom ancora
minorenni rispetto a non Rom, con scarsissimo utilizzo di metodi contraccettivi ed alto numero di
gravidanze che riguarda minorenni; si riscontra inoltre una maggiore incidenza di basso peso alla
nascita tra i neonati RSC rispetto ai neonati di madri residenti. Anche la mortalit nel primo anno di
vita risulta superiore nei neonati di madre RSC rispetto alle madri della popolazione residente.
Il p ro get t o C C M 2 0 0 7 ' La sal u t e e l a si c u r ez z a d el n eo n at o u n a gu i d a u t i l e p er l e I am i gl i e
i m m i grat e
72
,ora concluso, h a v i st o co m e p art ner d el Mi n i st ero d el l a S al u t e l `Asso ci a z i o n e
Candelaria Donne Immigrate Onlus, e ha previsto la stesura, la pubblicazione e la distribuzione
n el l e m a t erni t a d i u n o pusc o l o , 'bam b i n e e b am b i n i d el m o n d o , i n 1 0 d i IIeren t i l i n gu e, l e p i u
parlate dalle comunit dei migranti in Italia. Tale opuscolo rappresenta una guida utile
al l `accu di m ent o d el n eo n at o n el p ri m o an n o d i v i t a e Io rn i sc e i n Io rm a z i o n i u t i l i su i serv i zi d ed i c at i
alla salute del bambino.
Nel 2010 il Ministero della Salute/CCM h a p ro mo sso e Ii n an z i a t o i l p ro g et t o 'P rev enz i o n e
d el l e IV G n el l e do n n e st ran i e re
73
.Al progetto, coordinato dalla Regione Toscana, hanno aderito 10
regioni e si pone come obiettivi specifici: la formazione degli operatori sociosanitari finalizzata ad
approcci i nt ercu l t u r al i p er l a t ut el a del l a sal u t e sessu a l e e ri p ro d u t t i v a ; l `org an i z z az i o n e d ei serv i z i
p er I av ori r e l `a cc esso e i l l o ro co i n v o l gi m en t o n el l a p rev en z i o n e d el l ` IV G; l a p ro m o z i o n e di un a
diffusa e capillare informazione per la popolazione immigrata anche attraverso il coinvolgimento
delle comunit di donne immigrate.
Al t ro p ro get t o b i e n n al e C C M 2 0 1 0 i n e ren t e l a p ro b l e m at i ca d el l `a ccess o d egl i i m m i grat i
al l `assi st e n z a san i t ari a e d i n part i c o l are d el l `a re a m a g gi o rm en t e a ri sch i o d i escl u si o n e, q u ella
m a t ern o i nIan t i l e e i l p ro g et t o ' Li n ee d i i n t erv en t o t ran sc u l t u ral i n el l ` assi st e n z a d i b ase e n el
m a t ern o i n Ian t i l e
74
. Il progetto prevede due tipologie di interventi, il primo riguarda lo scambio di
alcune buone pratiche - Linee di attivit gi operative nelle aziende partner che possono essere
riproponibili nei territori delle Asl aderenti al progetto. Il secondo riguarda una serie di interventi

72
F on d i st an zi a t i t 15 0 .0 00 , 00
73
Il progetto si concluder a dicembre 2012.Il b ud get e d i t 50 0. 00 0 ,0 0

74
Il bu d get p revi st o e d i t 65 0. 00 0 ,0 0 .
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
81
miranti ad accrescere la competenza degli operatori e dei mediatori coinvolti, promuovere
l `i nt egr az i o ne t ra la medicina di base, i servizi territoriali e gli ospedali, attivare servizi e azioni che
Iaci l i t i no l `acc esso al l e Asl , n el l `are a d el l a m ed i c i n a d i b ase e m a t e rn o i n Ian t i l e o l t re a Ia r
conoscere agli immigrati percorsi assistenziali gi strutturati.
Per questo particolare obiettivo, che corrisponde al fabbisogno espresso circa la salute
riproduttiva e materno-infantile delle popolazioni RSC, vale richiamare che i benefici attesi
potranno derivare non solo da specifici progetti posti in essere in questa particolare area, ma anche
da quelli relativi alle campagne di vaccinazione infantile e alla promozione della mediazione
linguistico-culturale a favore delle donne RSC. In particolare, incrementando la partecipazione delle
madri al progetto di vaccinazione infantile, da un lato si consolida il successo della campagna
v acci n a l e st e ssa, e d al l ` a l t ro si Iav o ri sce l a co rret t a i n Io rm a z i o n e , i n q u an t o cu l t u ral m en t e m e d i at a ,
sui controlli sanitari in gravidanza e sulla pianificazione familiare nonch sulla prevenzione delle
malattie sessualmente trasmissibili.

Obiettivo specifico 3.3: coinvolgere nei servizi sociali e nei programmi di cura medica
Rom e Sinti qualificati, anche mediante linserimento di mediatori culturali;

Tra le popolazioni che presentano problematiche peculiari sotto gli aspetti sanitari ed
epidemiologici, sono certamente ricomprese quelle dei RSC.
Nonostante le difficolt che si incontrano a tracciare un profilo epidemiologico della
popolazione RSC, la revisione della letteratura sull'argomento evidenzia come vi sia accordo in
tutto il mondo nel considerare tale popolazione ad alto rischio sanitario.
Sia le comunit non stanziali che quelle stanziali vivono in condizioni di povert e di
degrado abitativo. Inoltre, la marcata separazione dei RSC dalle societ ospitanti, frutto non solo dei
pregiudizi e delle discriminazioni di cui sono vittime, ma a volte anche del loro atteggiamento di
autoesclusione, impedisce una reale possibilit di inclusione/integrazione e condiziona fortemente
l'utilizzo dei servizi socio-sanitari; molti di essi infatti, pur essendo in regola con le norme sul
permesso di soggiorno, non effettuano la scelta del medico di base.
L` eIIi caci a d el l 'i n se ri m e nt o d i m e d i at o ri t ran sc u l t u ral i n ei p ro get t i d `i n t e gr az i o n e so c i o-
sanitaria rivolti a popolazioni vulnerabili, in particolare minoranze etniche ampiamente dimostrata
in letteratura. La presenza di tali figure professionali ha incrementato la consapevolezza
dell'importanza della prevenzione riguardo ad alcune malattie infettive (in particolare HIV e
HBV). I mediatori svolgono anche un importante ruolo nella riduzione delle barriere linguistiche e
socio-culturali che ostacolano l'accesso di RSC ai programmi di prevenzione primaria e secondaria
e permettere una rilevazione migliore dei bisogni di questa popolazione. Il loro apporto
(specialmente se riconosciuti come figure leader all'interno della comunit) pu giocare un ruolo
determinante, in considerazione sia dei bassi livelli di scolarit e di istruzione, sia della difficolt di
queste popolazioni ad essere raggiunte dai comuni mezzi di comunicazione.
Una delle esperienze pi consolidate di intervento coordinato di tutela della salute nelle
comunit RSC si ha nella provincia d Roma.
Fin dal 2001, su iniziativa dell'Area sanitaria Caritas di Roma, si costituito un gruppo di
lavoro sulla salute dei Rom, Sinti e Caminanti all'interno di un gruppo consolidato di operatori
socio-sanitari del settore pubblico e privato sociale, denominato GrIS (Gruppo Immigrazione e
Salute), facente riferimento alla Societ Italiana di Medicina della Migrazione.
II GriS ' A r e a Z i n g a r i e specificamente dedicato allo studio e all'approfondimento delle
problematiche socio-sanitarie delle popolazioni in esame ed nato per rispondere all'esigenza di
individuare nuove strategie di Sanit Pubblica, centrate su un approccio integrato, di tipo socio-
sanitario, e sulla sinergia tra il pubblico e il privato sociale.
Nel l `ap ri l e del 2 0 08 , i l Mi n i st ero d el l a S al u t e h a av v i a t o e Ii n an z i a t o at t rav erso un accordo
con la Caritas Diocesana, il Progetto-Accesso dei servizi sanitari ed educazione alla salute delle
popolazioni RSC: sperimentazione di un modello di intervento attraverso la realizzazione e
distribuzione di uno specifico opuscolo - concluso nel 2010.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Il progetto ha preso le mosse dalla Campagna Salute Senza Esclusione, condotta dal GrIS
Lazio alla fine del 2006, relativa alla accessibilit dei servizi socio-sanitari ed alla educazione alla
salute in favore delle comunit RSC presenti a Roma. In seguito a ci stato pubblicato un
rap p ort o, p resen t at o po i n el co rso d el C o n v egn o 'S al u t e S en z a E scl u si o ne d el 2 2 ap ri l e 20 0 8 , al
quale hanno partecipato referenti istituzionali e operatori, impegnati da tempo nel lavoro socio-
sanitario con le comunit Rom.
Il Progetto del Ministero della Salute, articolato in pi fasi, relative agli obiettivi specifici
p rev i st i , si Io n da su u n ob i e t t i v o gen er al e : 'S p eri m e n t are u n a m e t o d o l o gi a d i i n t erv en t o , rep l i cab i l e
in ogni realt italiana, che permetta di avvicinare l `i st i t u z i o n e san i t ari a p u b b l i ca al l e co m u n i t a R SC ,
at t raverso l a r espo n sa b i l i z z az i o n e d egl i o p erat o r i so c i o san i t ari n el l `o ri e n t are al co r ret t o u so dei
servi z i sa ni t ari t e rri t o ri al i e n el l `oII ri re at t i v a m en t e ed u c az i o n e al l a sa l u t e
L`o b i et t i vo gen eral e si articola secondo quattro obiettivi specifici:

selezionare tre-sei realt locali in base al coinvolgimento delle istituzioni sanitarie ed enti
del privato sociale ed alla rappresentativit della presenza dei RSC sul territorio italiano
(nord-sud-centro, grandi-medie-piccole citt);
realizzare un opuscolo informativo completo di mappa di fruibilit adattata alla realt
territoriale e di contenuti di educazione sanitaria;
d i st ri b u i re l `o p u sco l o n el l e co m u n i t a R S C d ei t e rri t o ri sel e z i o n a t i , co n o IIert a at tiva di
prestazioni mediche e di educazione alla salute;
v eri Ii c a re l ` eIIi c aci a d el l `i n t erv en t o e p ro p o rre l i n ee gu i d a m e t o d o l o gi c h e d a r ep l i car e a
livello nazionale.

L`i n d i v i d uaz i o n e e l a sel ez i on e d el l e real t a d a co i n v o l ger e n el p ro get t o ri sp o n d o n o a precisi
criteri di riferimento: rappresentativit della presenza di RSC sul territorio, loro dislocazione sul
territorio italiano, dimensioni delle citt, interesse e disponibilit delle istituzioni sanitarie e degli
enti del privato sociale. Sono state dunque individuate le realt con i rispettivi enti:

Palermo - ASL di Palermo, gi attiva con la comunit del campo La Favorita. Qui, nel corso
dello svolgimento dei lavori relativi al Progetto, insieme alla ASL, hanno collaborato
attivamente alla fase di distribuzione del materiale informativo gli operatori della Lega
Missionaria Studenti, impegnati nel campo La Favorita in progetti di scolarizzazione;
Messina Associazione Crisalide (in contatto con la ASL di zona e la Caritas Diocesana di
Messina), che ha in g est i o n e u n cam p o d i R o m sl a v i e l a C o m u n i t a d i San t `E gi d i o , at t i va
presso un campo di Rom rumeni;
Firenze Asl di Firenze, che da anni lavora presso il campo di Poderaccio e collabora con la
Cat Cooperativa Sociale; Medici per i Diritti Umani che, in collaborazione con il
Di part i m e n t o d i S an i t a pu b b l i ca d el l `Un i v e rsi t a d i Fi ren z e e l a S o ci e t a d el l a S al u t e, Io rn i sc e
assistenza sanitaria in pi punti della citt;
Trento Cooperativa Kaleidoscopio, impegnata con i Sinti residenti sul territorio, che ha
riten u t o p i u u t i l e pu n t a re sul l `ed u caz i o n e al l a s al u t e, v i st o ch e i m e m b ri d el l a co m u n i t a so n o
tutti iscritti al SSN e ben conoscono quanto relativo ai servizi sanitari pubblici;
Milano Naga, che da tempo fornisce assistenza e orientamento sanitario in 2/3 campi ha
contribuito alla prima fase del Progetto; la parte operativa di incontro con la popolazione
R o m e l a d i st ri b u z i o n e d egl i o p u s co l i e st a t a p o i aIIi d at a al l a C o m u n i t a d i S an t `E gi di o ch e
lavora nel campo di Via Vaiano Valle;
Roma ASL Roma B, dotata di una unit mobile di strada con medici e infermieri che ogni
giorno si recano presso gli insediamenti presenti sul territorio e Cooperativa Ermes, che
gest i sc e u n o sp ort el l o so c i o san i t ari o al l `i n t ern o d el cam p o d i Via d i S al o ne . Il
coinvolgimento della citt di Roma nasce dalla disponibilit di materiale informativo che ha
rapp res en t a t o l `o c casi o n e p er co n so l i d a r e i l l a v o ro Iat t o su l t e rri t o ri o n e gl i an n i p rec ed en t i .
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
83

Una volta individuate le realt da coinvolgere si reso necessario adeguare le modalit di
intervento e gli strumenti operativi alle particolarit dei contesti, viste le diversit relative alle
peculiarit delle comunit RSC, alla collocazione geografica, alla densit di popolazione, al livello
di integrazione con il SSN. Si giunti quindi alla realizzazione di due differenti opuscoli:

o p usco l o b ase 'S ce gl i l a S al u t e ch e, p u r m a n t en en d o l a st ru t t u ra esse n z i a l e (co n t e n ut i
rel a t i v i a m a l at t i e card i o v asco l a ri , sal u t e d el b a m b i n o seco n d o i l p ro ge t t o 'sei u n o , u so
delle tre lingue italiano/ rumeno/ serbocroato, le pi parlate dalle comunit in questione),
stato rielaborato sulla base delle indicazioni fornite da ogni gruppo territoriale;
i l n u o v o o pu sco l o 'St o ri a d i Ma ri a e Io an , p ro p o st o d a Me d u, ch e si p r esen t a co m e un a
storia illustrata che racconta la vita di una giovane coppia dal matrimonio alla nascita del
primo figlio, con lo scopo di veicolare semplici messaggi di educazione alla salute ed alla
prevenzione. Di questo opuscolo sono state prodotte due versioni, una in italiana ed una in
rumeno.

Al t ro p u n t o Io n d am e n t al e d el P ro g et t o e l `o ri en t a m e n t o ai serv i z i san i t ari ed a q u est o Ii ne e
st a t a el a b o r at a u n a m a p p at ura d ei serv i z i san i t ar i t e rri t o ri al i , 'm a p p a d i Iru i b i l i t a , ch e p re ci sa l e
strutture sanitarie di prima assistenza disponibili nel territorio intorno agli insediamenti, i referenti, i
giorni e gli orari di apertura dei servizi, e le modalit di accesso alle prestazioni, i percorsi e le linee
autobus per raggiungere le strutture. Inoltre sono stati prodotti due differenti poster, uno per ogni
opuscolo di educazione sanitaria, che riprendono gli opuscoli in versione estesa, da appendere nei
presidi sanitari. Al fine di promuovere la conservazione dei documenti e degli incartamenti relativi
alla salute sono stati distribuiti inoltre dei collarini con un porta badge plastificato.
La t e rz a Iase d el P ro get t o , d i t i p o o p erat i v o , p r ev ed ev a l `i n co n t ro co n l e c o m u n i t a R S C e l a
d i st ri bu z i o ne d ei m a t eri al i i n Io rm a t i v i ap p ro nt a t i ; q u i , o gn i eq u i p e , h a art i c o l at o l `i n t erv en t o
adattandosi al contesto specifico ed al rapporto esistente con la comunit ed ha registrato
l `i nt erv en t o su sch ed e d i racco l t a d at i (so ci o-demografici e sanitari), comuni a tutti gli operatori del
Progetto. stato inoltre prodotto un video al fine di raccogliere le percezioni avute dalla
popolazione RSC ed un cd-rom 'S al u t e sen z a escl u si o n e Do cu m e n t az i o n e , ri cco d i co n t e n u t i
relativi agli aspetti storici, culturali e sanitari.
L`u l t i m a Iase d el P ro g e t t o ha r eal i z z at o u n a co n d i v i si o n e d el l e esp eri e n z e al l o sco po d i
esaminare le criticit emerse in ogni differente realt e le strategie utilizzate, che sono risultate
efficaci, e quindi proponibili come linee di intervento, potenzialmente valide a livello nazionale
75
.
Per questo particolare obiettivo, a partire dal 2012, verranno realizzati specifici corsi
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Sulla scorta delle sperimentazioni e delle progettualit svolte e di quelle in atto, si
prevede nellambito del tavolo tematico nazionale Salute e in sinergico e costante
coordinamento con i tavoli regionali costituiti, di effettuare entro il 2013 uno studio
preliminare di fattibilit e di promuovere la sperimentazione nellambito dei piani locali di
inclusione dei RSC con particolare, ma non esclusivo, riguardo a:

d i IIu si on e e ad at t am e n t o d el p ro g et t o p i l o t a 'S al u t e se n z a escl u si o n e;
applicazione per i cittadini romeni e bulgari del codice ENI;
iscrizione dei figli minori di persone irregolarmente presenti sul territorio nazionale nelle
liste dei pediatri di libera scelta, a prescindere dalla loro condizioni giuridica;
at t i v a z i o ne e l a Io rm a z i on e d i t a sk Io rc e ad h o c ed u n i t a m o b i l i n el l `am b i t o d ei servizi di
orientamento e accesso alla salute presenti e disponibili sul territorio (consultori, ospedali)
incaricati di: predisporre e diffondere materiali informativi su temi specifici come malattie
sessualmente trasmissibili, contraccezione, vaccinazione bambini, TBC, fattori di rischio
cardiovascolare (fumo, alcool, alimentazione, attivit fisica); organizzare incontri di
sensibilizzazione/informazione sui servizi pubblici disponibili (consultori, ospedali), la loro
collocazione, i servizi offerti, iter b u ro crat i ci p er l ` acc esso , cu r an d o n e l a rel at i v a e p e ri od i ca
mappatura;
elaborazione di procedure standardizzate e format atti a raccogliere informazioni su
condizioni socio-sanitarie dei cittadini RSC in modo strutturato e organizzato, su abitudine
al fumo, alcool, alimentazione, stato vaccinale dei bambini, salute materno-infantile (esami
in gravidanza, IVG), contraccezione, coinvolgendo le persone interessate sugli scopi e i
modi di raccolta dati; coinvolgendo direttamente i cittadini RSC per la rilevazione del
fabbisogno informativo e la rilevazione delle aree di criticit sulle questioni legate alla
salute;

2.4.6 Soluzione abitative ed accesso alla casa

La mancanza di un alloggio e il disagio abitativo sono forse gli esempi pi estremi di
povert e di esclusione sociale nella societ. Sebbene l'accesso ad un alloggio a costi contenuti sia
un'esigenza e un diritto fondamentale, la garanzia di questo diritto costituisce ancora oggi una sfida
impegnativa in Italia. La ricerca di risposte appropriate e integrate atte a contrastare e ridurre la
cronica carenza di alloggi accessibili persone in stato di estremo disagio sociale, risulta quindi un
tema cruciale anche nella definizione della Strategia nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e
Caminanti.
E ` u n d at o acquisito come la soluzione amministrativa del campo nomadi risulti ormai da
decenni il modello di riferimento delle politiche abitative per RSC in Italia e questa forma
resi de n z i a l e, ch e p r esu p p o nev a un a 'p o p o l a z i o n e n o m a d e e serv i z i t ran si t o ri d i so st a, ben presto
non pi stata in grado di rispondere alle esigenze di popoli e comunit ormai sedentari, che solo
n el 3 d ei c asi d i m ost ra n o t u t t o ra u n a q u al c h e at t i t u d i n e al l `i t i n e ran z a.
La po l i t i ca am m i n i st rat i va d ei 'c am p i n o m a d i h a al i m e n t at o n e gl i an ni il disagio abitativo
fino a divenire da conseguenza, essa stessa presupposto e causa della marginalit spaziale e
d el l `escl u si o n e so c i al e p e r co l o ro ch e su b i v an o e s u b i sc o n o u n a si m i l e m o d a l i t a ab i t at i v a.
Le principali associazioni e federazioni Rom e Sinti, come la maggioranza delle associazioni
ch e o p er an o p er l a l o ro i n c l usi o n e, ch i e d o n o d a an n i u n su p e ram e n t o d el 'si s t e m a d ei cam p i
n o m a d i nel l `u sual e e co n su e t a acc ez i o n e d i gran d i , et e ro g en ei e m u t ev o l i i n se d i a m en t i d i p erson e,
spesso prive di qualsivoglia parentela e affinit, costrette a convivere forzatamente in aree ai
margini dei centri urbani, in condizioni di forte degrado sociale. Si tratta di aree a volte attrezzate e
regolari, ma anche molto spesso irregolari e prive di qualsivoglia minimo standard in termini di
servizi primari. Si valuta che in Italia ci siano circa 40.000 persone residenti nei campi, la
maggioranza dei quali sono collocati nelle citt di Torino, Genova, Milano, Brescia, Pavia, Padova,
Bologna, Reggio Emilia, Roma, Napoli, Foggia e Bari.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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S o rt e i n u n `o t t i ca em e r g enz i a l e e co n l `o b i et t i v o d i acco gl i ere t e m p o ran e a m e n t e p erso ne i n
transito, le strutture abitative presenti nei campi non sono in grado di rispondere alle esigenze di
famiglie che hanno sempre vissuto in modo stanziale, e divengono facilmente luoghi di degrado,
violenza e soprusi; e in molti casi gli interventi delle amministrazioni comunali per la
p red i sp o si z i o n e di 'cam p i n o m a d i e i l su p p o rto so c i al e d el l e Iam i gl i e resi d e n t i , so n o ri su l t ati
essere discontinui, settoriali, emergenziali, oppure insostenibili nel lungo periodo.
Al contempo, i governi locali in questi anni hanno potuto sperimentare processi positivi di
integrazione abitativa delle popolazioni RSC, ribadendo quanto sia la dimensione locale quella che
rende concreti i processi di integrazione, dato che attraverso i Comuni che si attivano i principali
interventi in questo settore. Le esperienze dei territori dimostrano perci la necessit di una politica
nazionale che sia costruita sulla base di strategie locali integrate e che risponda agli specifici
bisogni dei territori, una politica quindi non emergenziale e adeguata alle diverse condizioni di
RSC.
In p art i c o l ar e, e u n ` esi g e n z a sem p re p i u sen t i t a d al l e st e sse au t o ri t a l o c a l i i l superamento
dei campi Rom, in quanto condizione fisica di isolamento che riduce le possibilit di inclusione
so c i al e ed eco n o m i c a d e l l e co m u n i t a R S C . L`a II ran cam en t o d al campo come luogo di degrado
fisico e relazionale di famiglie e persone di origine RSC e la loro ricollocazione in alloggi dignitosi
possibile, anche se le esperienze di successo rappresentano oggi, in Italia, una realt non
sistematica e difficile da realizzare a causa della complessit delle azioni necessarie a favorire la
transizione e a gestire il mutamento della consuetudine abitativa delle persone interessate. In questa
direzione si rende necessaria una progettazione che, partendo dalla consapevolezza delluso
eccessivo degli sgomberi avvenuto nel passato e della sua sostanziale inadeguatezza, avvii una
nuova fase improntata alla concertazione territoriale, ovvero una programmazione di
interventi che coinvolga gli attori locali istituzionali e non, garantendo il raccordo tra le
proposte progettuali e le politiche locali, nel rispetto dei diritti fondamentali e della dignit
delle persone coinvolte nel percorso di inserimento sociale. Le esperienze di successo
d i m o st ran o i nIat t i ch e n el l a m a g gi o r p art e d ei casi , l `u sci t a d al c am p o e p o ssi b i l e gr az i e ad u n a
collaborazione forte tra livelli istituzionali (locale, regionale e nazionale) e tra questi, le
Associazioni di rappresentanza delle Comunit RSC e le associazioni di terzo settore. A questo
proposito bene ricordare anche come la sostenibilit delle politiche di integrazione sul singolo
territorio dipenda d al l e o p p o rt u ni t a o IIert e d a gl i a l t ri C o m u n i: l `at t i v a zi o n e d i serv i z i d i b u o n l i vel l o
at t i v a u n ' eII et t o ri ch i a m o ch e p o l a ri z z a l e p r e sen z e i n u n d at o t e rri t o ri o , Ii n en d o p er ren de re t a l i
servi z i n o n pi u so st en i b i l i . S i t rat t a d i u n ` al t ro el em e n t o d i c o n t rad d i z i o n e ri I eri b i l e al l `i n t e rv en t o
locale non inserito in un contesto di programmazione nazionale.
Ma n o n e so l o l `e ro gaz i on e d ei serv i z i o IIe rt i c h e h a u n e IIet t o ri ch i a m o . Le gran di are e
metropolitane, come Roma, Milano, Torino, Napoli vivono una situazione difficile data la presenza
di un alto numero di diverse comunit Rom e Sinte accanto ad altre marginalit. Tale situazione
crea sui territori, contesti di alto disagio sociale e le risposte delle Istituzioni, qualora siano di natura
esclusivamente emergenziale, non producono effetti n sul breve n sul lungo periodo, risultando,
oltre che inefficaci, dispendiose in termini economici e dannose per la coesione sociale del Paese.
La creazione e attuazione di una Strategia nazionale deve quindi tener conto della peculiarit della
situazione che vivono le grandi citt, riportare indicazioni specifiche, concretamente attuabili e
prevedere risorse economiche dedicate per la risoluzione di problematiche che nel corso degli anni
si so n o 'st rat i Ii cat e su i t erritori delle citt metropolitane. Ad esempio si potrebbe andare verso il
decongestionamento delle aree a maggior concentrazione di presenze, attraverso la
sistemazione, concordata e condivisa con altri territori, delle famiglie Rom e Sinte, che
preveda il fondamentale coinvolgimento attivo delle stesse, attraverso lattuazione di progetti
di inclusione sociale sostenibili sul lungo periodo dai Comuni ospitanti.
Elemento-chiave per soluzioni abitative condivise nasce dalla considerazione che non pu
esservi v e ra i n c l u si o n e ab i t at i v a se l a co n d i z i o n e d el l `ab i t a re n o n v i en e co n t e m p l a t a n el l a sua
d i m ensi on e so c i al e . E ` n ecessa ri o i n se ri re i l p ass ag gi o ad esem p i o d al ca m p o al l `ab i t az i o n e (o al l a
co m un i t a , o al l a m i cro ar ea) al l `i n t ern o d i u n p erc o rso co m p l esso che non si esaurisce nel momento
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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d el l a cost ru z i o n e o del la co n cessi o n e d el l a st ru t t u ra o d el l `area at t rez z at a , m a ch e p rev ed a u n
p erco rso i nt e g rat o . I t em i d el l a vo ro , d el l a sco l a r i z z az i o n e , d el l `i n t errel a z i o n e co n l e co m u n i t a d ei
residenti, sono tutti imprescindibili e vanno tenuti in costante considerazione nel momento in cui
v en go n o eI Iet t u at i i n t erv en t i d i acco m p a gn am e n t o al l `u sci t a d ai cam p i .
76
E ` i n d i sp e n sab i l e ch e l e
az i on i svo l t e su l t e rri t ori o si a n o i n t e gr at e t r a d i l o ro , p o i c h e l a ri u sci t a d el l `u n a dipende dal buon
Iun z i on a m en t o d el l `al t ra: i l suc cesso di az i o n i v o lt e al l a sco l a ri z z az i o n e d ei m i n o ri , ad esem p i o , e
i n Il u enz at o d agl i i n t erv e n t i v o l t i al so st egn o Io rm a t i v o e al l `av v i a m en t o al l a v o ro d ei gen i t o ri , l a cui
realizzazione a sua volta determinata dalla loro regolarizzazione amministrativa, e cos via,
n el l `am b i t o di u n ci rco l o vi rt u o so d i i n t e graz i o n e s o ci a l e su l t e rri t o ri o .
Nel corso del tempo numerosi tentativi di superamento della logica dei campi sono stati
at t i v a t i i n v ari e p art i d` It al ia, seguendo esperienze e proposte abitative diversificate, a seconda delle
esigenze dei beneficiari ultimi, delle loro specificit culturali e familiari e delle opportunit offerte
dai territori anche in considerazione della loro conformazione geografica, storica, socio-economica.
Ci ha dimostrato come esistano e possano concretamente coesistere soluzioni diverse,
complementari e multiple alla questione abitativa delle popolazioni RSC, in grado di
corrispondere sia alle caratteristiche di coloro che si desidera includere che alle specificit del
territorio di residenza, ma che ad avviso del PCN devono essere sempre e comunque fondate sul
p ri n c i pi o d e l l `eq u a d i sl o c az i o ne e d el l a p rev en z i o n e d i o gn i se g re gaz i o n i sm o s p az i a l e e u rb an i st i c o .
Da questa pluralit di politiche, strumenti amministrativi e sperimentazioni territoriali, anche
l `ANC I, l `Asso ci a z i o ne naz i o n a l e ch e rap p resen t a i co m u n i i t al i an i , h a su g g eri t o d i Iav o ri r e l a
progressiva e sistematica uscita dai campi, secondo principi di:

Connessione tra disagio abitativo ed emarginazione sociale;
Di IIu si o n e c am p i 'n o m a d i co m e ri sp o st a em e rg en z i a l e ed an acro n i st i ca. Ne cessi t a d i
su p e ram e n t o d el m o d e l l o dei cam p i p er co m b a t t e re l `i so l am e n t o e Iav o ri re p erco rsi d i
interrelazione sociale, pur nel rispetto delle consuetudini abitative dei Rom, Sinti e
Camminanti;
Valorizzazione delle esperienze dei Comuni;
Assicurazione della partecipazione diretta dei beneficiari degli interventi sin dalle prime
fasi, avvalendosi di mediatori e di professionalit anche del mondo RSC.
C o n si d eraz i o n e d el p i u am p i o sp et t ro d i o p z i o n i ab i t at i v e p er Iav o ri re l `u s c i t a d ai c am p i

In questo percorso di transizione, per i Comuni sar possibile valutare un ampio spettro di
opzioni abitative, quali:

edilizia sociale in abitazioni ordinarie pubbliche
so st egn o al l ` acq u i st o d i a b i t az i o n i o rd i n ari e p ri v at e
so st egn o al l ` aIIi t t o d i ab i t a z i o n i o rd i n ari e p ri v at e
autocostruzioni accompagnate da progetti di inserimento sociale
affitto di casolari/cascine di propriet pubblica in disuso
aree di sosta per gruppi itineranti
regolarizzazione presenza roulotte in aree agricole di propriet di RSC

Gli interventi potranno essere fondati secondo una logica di flessibilit e personalizzazione
d el l e az i o n i , con p er co rsi d i acco m p a gn am e n t o al l `ab i t az i o n e b asati su strategie integrate: mediante
l a v al o ri z z azi o n e d egl i stru m en t i d i i n se ri m en t o so ci a l e e l `ad o z i o n e d i u n ap p ro cci o i n t eg rat o ch e
co n si d eri i d i v ersi asp e t t i d el l `i nseri m e nt o i n d i v i d u al e (l a v o r at i v o , sco l a st i co , ab i t at i v o ).
Le opzioni qui indicate no n d ev o n o esse re n ec e ssa ri a m en t e t ro v at e al l `i n t e rn o d ei con Ii n i
d el l e gran d i ci t t a m a a n che n ei co m u n i d el l a co si d d et t a 'ci n t u r a o hinterland, i n u n `o t t i ca d i

76
Cfr Le politiche di integrazione urbana e la marginalit:il caso dei Rom e Sinti in Italia, Cittalia Fondazione Anci ricerche su
i n cari c o d el l ` An ci , mar zo 2 01 1 .
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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accordo, collaborazione e condivisione. Inoltre se per alcuni gruppi RSC le abitazioni di edilizia
p u b b l i ca o aIIi t t o d ai pri va t i p o sso n o esse re u n `o p z i o n e Iaci l m e n t e p erco r ri b i l e (sem p re ch e q u est o
t i p o d i a z i on i v en gano ac com p a gn at e d a i n t erv en t i d i m ed i a z i o n e , so st e gn i al l `au t o n o m i a , ac cesso a l
credito), per altri potrebbe essere pi opportuno individuare aree attrezzate in funzione residenziale,
d i p ro p ri e t a o i n a I Ii t t o , p er p i cco l i gru p p i I am i l i ari an ch e r eal i z z at i co n l ` au t o c o st ru z i o n e .
Ad esem p i o , i n T o scan a l a L. R . R e gi o n e T o sc a n a 2 / 2 0 0 0 ' In t e rv en t i p e r i p o p o l i R o m e
S i n t i prev ed e v a ri e so l u z i o n i al t ernat i v e e d i su p eram e n t o d el 'cam p o n o m a d i :
a) aree attrezzate per la residenza con i requisiti indicati agli artt. 3 e 4; b) interventi di recupero
abitativo di edifici pubblici e privati previsti dall'art. 5;
c) l'utilizzo degli alloggi sociali come previsti dalla Legge 6 marzo 1998, n. 40 "Disciplina
dell'Immigrazione e norme sulla condizione dello straniero";
d) il sostegno per la messa a norma e/o la manutenzione straordinaria di strutture abitative
autonomamente reperite o realizzate da rom e sinti;
e) la realizzazione di spazi di servizio ad attivit lavorative di carattere artigianale.
La t i p o l ogi a d el l ` 'ar e a at t rez z at a p e r l a resi d en z a, ch e p r ev ed e u n a sp e ci Ii ca d est i n az i o n e
urbanistica e degli standard di qualit residenziale ha co n se nt i t o l a real i z z azi o n e d i al c u n i 'v i l l a ggi
di diversa tipologia per piccoli e medi gruppi di rom provenienti da campi.
Per quanto attiene la citata esperienza Regionale si segnala anche che:
al 1995 la Regione Toscana gestisce un Osservatorio sulla condizione sociale e abitativa dei
Rom e Sinti
da luglio 2011 la Regione Toscana ha istituito la Cabina di regia per sostenere e coordinare
azioni locali rivolte alle situazioni di maggiore criticit.

A tal proposito, secondo specifiche richieste argomentate dalla Federazione Rom e Sinti
Insieme, o l t re al l ` ap p art am e n t o , vi so n o Iam i gl i e ro m e si n t e i t al i an e ch e asp i ran o a d u e al t ern at i v e
abitative: il terreno privato (di propriet) e la microarea.
Il terreno privato consente ai RSC di vivere con la propria famiglia allargata, scegliendo i
propri vicini e dirimpettai. Nella regione Lombardia, le famiglie che hanno acquistato terreni privati
su cui stabilirsi, finora hanno scelto terreni agricoli, i cui costi sono pi accessibili, ma la recente
normativa in ambito urbanistico stabilisce che essendo anche roulotte e case mobili immobili a tutti
gli effetti, necessitano conseguentemente di concessione edilizia e devono quindi essere stabilite
esclusivamente su terreni edificabili.
La micro-area una soluzione alternativa al terreno privato. Nella microarea vengono
edificate casette unifamiliari sulle quali insediare non pi di cinque/sei nuclei familiari. Tale
soluzione intermedia permette di eliminare le situazioni di estremo degrado dei campi nomadi,
mettendo a disposizione spazi vitali pi ampi e vivibili ed eliminando i problemi relativi alla
convivenza forzata, favorendo anche il mantenimento e la trasmissione delle identit e dei valori
delle singole comunit.
Le esperienze dei territori espresse dai Comuni fanno emergere la necessit di una politica
nazionale che sia costruita sulla base di strategie locali fondate sulla pluralit di soluzioni, e
che risponda agli specifici bisogni dei territori. In linea generale le principali condizioni per
rafforzare l ` eIIi c aci a d i t al i i n t erv en t i so n o l e se g u en t i :

il superamento dellapproccio di natura emergenziale, prevalentemente incentrato
sugli aspetti di sicurezza, che ha caratterizzato fino al novembre 2011, il quadro globale
degli interventi, in favore di un approccio di medio-lungo periodo che si avvalga di politiche
e strategie integrate che ricadano principalmente in area welfare e che si avvalgano di
strumenti di inserimento sociale;
la riaffermazione della centralit dellindividuo e la considerazione della specificit ed
unicit delle diverse situazioni a cui possono corrispondere interventi di diversa natura
(approccio flessibile);
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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la possibilit di dedicare alcune risorse ad interventi mirati sul territorio, in particolare
attraverso una pi efficace gestione dei fondi strutturali;
l `at t i va z i o ne d i u n monitoraggio costante, sia a livello locale che nazionale, per valutare in
itinere l `eIIi c aci a d e gl i i n t erv en t i i n a t t o .

S e si co nsi d era l `et e ro g e n ei t a d el m o n d o ro m e l a p l u ral i t a d ei p e rco rsi e d ei progetti che si
manifestano al suo interno, occorre ribadire che qualunque formula in linea di principio
ap p l i cabi l e, co m e n essu n a e gen eral i z z ab i l e. No n c`e t i p o l o gi a d i i n t erv en t o ch e p o ssa esse re
esclusa a priori dalla gamma delle soluzioni: abitazioni ordinarie, alloggi sociali, micro-aree
attrezzate per la residenza, recupero del patrimonio dismesso, autocostruzione ed autorecupero con
tecnologie appropriate, sostegno e messa a norma di situazioni autonomamente realizzate.
Nessuna di queste formule garantisce, di per s, una modalit di inserimento socio-abitativo
p i u v al i d a di al t re. I ' m o d e l l i e l e 'b u o n e p rassi Iu n z i o n a n o , su l l a b ase d el l e esp eri en z e
empiriche, soltanto in presenza di condivisione e dialogo con ogni differente realt.
Conseguentem e n t e al l `an al i si d i co n t e st o , gl i o b i et t i v i ch e l a S t rat e gi a i n t en d e p ro m uo v e r e
sono i seguenti:

Obiettivo specifico 4.1: Favorire politiche integrate di cooperazione interistituzionale
per lofferta abitativa rivolta a RSC;

P er i l persegu i m en t o d el l `obiettivo, riteniamo sia utile partire dai numerosi programmi
sperimentati dai governi locali, che possono fornire utili esempi alle amministrazioni locali. Si
segnala in merito che:
Il Comune di Bologna, attraverso il Servizio di Integrazione Interculturale, ha agevolato la
real i z z az i o n e d i p erco rsi d i ac co m p a gn am e n t o al l `i n t egr az i o n e so c i al e d e i n u cl e i I am i l i ari
Rom romeni prima ospitati in strutture di emergenza. Il Comune intervenuto nel
reperi m e nt o d el l e ri so r se abi t at i v e e n el l `a II i d a m en t o i n gest ione del servizio di
accom p a gn am e n t o al l `i n seri m e nt o ab i t at i v o . In p art i c o l ar e, i l C o m u n e h a sv o l t o Iu n z i o n e d i
m e d i az i on e so c i al e e ag evo l a z i o n e eco n o m i c a, q u est `u l t i m a real i z zat a at t rav e rso l a
locazione degli immobili, per poi sublocarli al 50% del canone ai beneficiari in uscita dai
C en t ri d i accogl i enz a. Il p erco rso si e co n cl u so co n l `i n se ri m en t o i n ap p art am e n t o di u n
numero complessivo di 44 famiglie, per un totale di 198 persone.
At t rav erso i l m e t od o d el l `aut o-costruzione, il Comune di Padova ha promosso la
realizzazione di 11 appartamenti, in cui risiedono attualmente 32 persone, l trasferite dal
campo nomadi. Nella realizzazione degli appartamenti sono stati coinvolti 8 Sinti, che hanno
a tal fine seguito un corso di formazione. I nuclei familiari residenti hanno sottoscritto un
regolare contratto di affitto con un canone calcolato in base al reddito, detraendo alcune
annualit di affitto a chi ha lavorato nel cantiere.
Il P ro g et t o 'Ab i t-az i o n i d el C o m u n e d i T o ri n o e st a t o Ii n an z i a t o n el l `an n o 2 0 08 dal
Ministero del Lavoro, della Salute e della Solidariet sociale e ha portato, nel corso
d el l `an n o 2 0 0 9-2 0 1 0, al l `i n se ri m en t o d i 5 0 n u cl e i Iam i l i ari d i o ri gi n e R S C n el l i bero
m e rcat o d el l ` ab i t az i o n e . 2 1 d i q u est i n u cl e i so n o st a t i i n d i v i d u a t i t ra q u el li dimoranti in siti
spontanei e sono stati supportati con interventi di sostegno economico a scalare per il
pagamento degli affitti. Il progetto stato condotto dalla Citt con il concorso di vari partner
(coo p er at i v e so c i al i e a sso c i az i o n i ) e l `Ag en z i a cittadina LO.CA.RE. e si concluso a
settembre 2010;
Il Comune di Messina nel dicembre 2010 grazie a un bando del Ministero del Lavoro e delle
Politiche sociali ha realizzato un progetto che ha permesso di bonificare una zona della citt
prima occupata dal campo nomadi che versava in gravi condizioni igienico-sanitaria, e
restituirla alla citt, trasferendo le famiglie rom che vi abitavano in una serie di edifici di
propriet del Comune distribuiti sul territorio cittadino. Ci ha permesso di evitare la
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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ghet t i z z az i o n e d el l a com u n i t a R o m , agev o l a re l `i n t egraz i o n e co n i ci t t a d i n i m e ssi n e si e
rest i t u i re a t u t t i u n`are a d el l a ci t t a p ri m a d e gr ad at a e i n a cc essi b i l e;
Il progetto il Dado, realizzato dal Comune di Settimo Torinese, rappresenta la prima
esperienza di autorecupero/autocostruzione rivolta alla comunit RSC nella Regione
P i e m o n t e . Av vi at o n el 2 0 0 8 ed i n a u gu rat o n el 2 0 0 9 , i l p ro get t o h a p rev i st o l `i ngr esso
al l `i nt ern o d el l a st ru t t u ra resi d e n z i a l e d i 6 7 5 m e t ri q u ad ri d i al c u n e Iam i gl i e ro m ch e hann o
contribuito direttamente alla sua costruzione. Il progetto offre un tipo di alloggio
temporaneo: le famiglie accolte vi rimangono fino allo stabilizzarsi della loro situazione
economica, poi una volta in grado di provvedere autonomamente ad una soluzione abitativa
permanente lasciano il posto ad altre famiglie affinch seguano lo stesso percorso.
Attraverso un percorso di accompagnamento le famiglie che devono seguire le regole e un
codice di condotta durante il loro soggiorno al Dado vengono aiutate in un graduale
p erco rso d i i n c l u si o ne so c i al e ch e co m p ren d e l `i sc ri z i o n e a scu o l a p er i m i no ri ,
l `i n se ri m en t o l a v o rat i v o t ram i t e co rsi d i Io rm a z io n e, t i ro ci n i e b o rse l a v o ro p er gl i ad ul t i ,
Ii n o al m o m e n t o d el l `em a n ci p a z i o n e eco n o m i c a.
Per facilitare i percorsi d i i n c l u si o n e e d i ac c o m p a gn am e n t o al l `i n t e g raz i o n e so c i al e , i l
Comune di Genova ha avviato un servizio di accompagnamento socio educativo. Questo
t i p o d i serv iz i o segu e l a Iase d el l `asse gn az i o n e d el l `al l o g gi o e t e n d e a p ro se gu i re p er u n
periodo necessario a ga rant i re l `e IIet t i v a i n t e gr az i o n e d el n u cl e o al l `i n t ern o d el n uo v o
contesto. Il servizio di accompagnamento persegue obiettivi strategici di intervento, quali:
facilitare processi di autonomia, facilitare il collegamento con le reti e le realt presenti sul
t e rri t o ri o , I aci l i t are l `i n se ri m en t o sco l a st i co d ei m i n o ri , ac co m p a gn a re i p erco rsi di
scolarizzazione, sostenere la formazione degli adulti.
At t rav erso i l p ro g et t o 'E q u al R o m d el C o m u ne d i Torino, in collaborazione con i Centri
p er l ` Im pi e go d el l a Provincia, il Comune ha garantito servizi di accompagnamento alla
regolarizzazione, supporto linguistico-culturale, orientamento lavorativo, ricerca attiva del
l a vo ro e h a p erm esso l `at t i v a z i o n e d i 2 0 t i ro ci n i Io rm a t i v i , s e gu e n d o u n ap p ro cci o
fortemente individualizzato, con una attenzione particolare ai quartieri di edilizia
residenziale pubblica dove sono residenti nuclei di popolazioni Rom.
In Toscana sono stati sperimentati programmi straordinari per la chiusura di campi. Ad
esempio, a Firenze si segnal a i l p ro g et t o 'R o m T o scan a p e r l a ch i u su ra d e l cam p o Ma si n i ,
a P i sa i l p ro gram m a 'C i t t a so t t il i . T al i p ro get t i , p u r co n d i IIi c o l t a e gr ad u al i t a , h an n o
perseguito l'accompagnamento abitativo di famiglie in alloggi reperiti sul libero mercato. Il
numero delle famiglie coinvolte in questi progetti sono oltre 90. Infine, il processo di
i n se ri m en t o so c i al e d ei R o m h a p ro d o t t o an ch e u n l o ro grad u al e ac cesso al l `ed i l i z i a
p u bb l i ca. S i co n t a n o ol t re 7 5 Iam i gl i e n el l a so l a Fi ren z e, e ci rca 1 4 5 n el l `i n t era r e gi o ne, per
un totale di circa 750 persone a cui sono stati assegnati alloggi ERP tramite le graduatorie
pubbliche.

La m a g gi o r p art e d el l e e sp e ri e n z e p o si t i v e sv i l u p p at e d ai t erri t o ri d i m o st r a co m e l `i m p e gn o
del livello locale spesso sia reso possibile grazie a finanziamenti nazionali o europei. La copertura
finanziaria di questi interventi un tema chiave che nella maggior parte dei casi ne condiziona
l `esecut i v i t a. P er i C o mu n i e i n Iat t i Io n d am e n t al e p o t e r d i sp o rre d i ad eg u at e ri so rse eco n o m i ch e
vincolate al fine di avviare interventi volti ad attuare soluzioni stabili di integrazione sociale e
abitativa.
Le o p po rt u n i t a o II ert e d al l `Am m i n i st raz i o n e d el l o S t a t o e d a sv i l u p p are p er u n a p i e n a
attuazione della Strategia Nazionale, sono ampie e da percorrere nei prossimi anni.
Tra le proposte allo studio in questa legislatura, ma non ancora formalizzate in
p ro v v ed i m en t i , si p rev ed e l `i st i t u z i o n e d i agenzie per laffitto sul territorio a livello comunale, al
Ii n e di Iav o ri re l `ac cess o al m e rc at o d el l a l o ca z i o ne alle famiglie in condizioni di emergenza
ab i t at i v a e d i svo l ger e u n ru ol o d i 'gar an t e o IIr e n d o sp e ci a l i g aran z i e ai p ro p ri et a ri d e gl i i m m o bi li
che locano a soggetti individuati dai comuni.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Si suggerisce anche una revisione della legge 431/1998 - legge che ha ridisegnato la cd.
l e g g e sul l `eq u o can o n e ( l e g g e 3 9 2 / 1 9 7 8 ), a IIi d a n d o al l a co n cert az i o n e Ira l e o r gan i z z az i o n i d el l a
propriet edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative la definizione
delle norme contrattuali ed istituen d o i l Fo n d o n a z i o n a l e p er i l so st egn o al l `acc esso al l e ab i t az i o n i
in locazione at t rav e rso l `i nt ro d u z i o n e d i i n c en t i v i Ii scal i p e r sb l o c car e i l m e rcat o d el l e l o c az i o n i e
l a t o t a l e ded uci b i l i t a d el l `aIIi t t o d a p a rt e d e gl i i n q u i l i n i su l l a d en u n ci a d ei red diti.
L` at t i v i t a p arl am e nt are n el set t o re d el l e p o l i t i c h e ab i t at i v e si e sv i l u p p at a , n el l a XV I
l e gi sl at ur a, m i ran d o a Ir on t e ggi a re l `em e r gen z a ab i t at i v a t ram i t e l a so sp e n si o n e d el l e p ro ced u re
esecut i v e d i sIrat t o , n o n c h e ad o t t an d o m i su re ri v o l t e al l `i n crem e n t o d el l `o I Iert a d i al l o g gi d i ed i l i z i a
residenziale destinati alle categorie sociali svantaggiate con il Piano nazionale di edilizia abitativa
(cd. Piano casa).
Il piano casa p r ev i st o d al l `art . 1 1 d el d e cret o-legge 112/2008 prevede l'incremento del
patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l'offerta di alloggi di edilizia residenziale, da
realizzare con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinati alle categorie sociali
svantaggiate nell'accesso al libero mercato degli alloggi in locazione.
Esso prevede la costruzione di nuove abitazioni e la realizzazione di misure di recupero del
patrimonio abitativo esistente ed articolato sulla base di criteri oggettivi che tengano conto
dell'effettivo bisogno abitativo presente nelle diverse realt territoriali.
Con il D.P.C.M. del 16 luglio 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano
nazionale di edilizia abitativa, p rev i st o d al l a m a n o v ra Ii n a n z i a ri a 2 0 0 9 , c o n l `o b i e t t i v o d i gar an t i re
su tutto il territorio nazionale il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il
pieno sviluppo della persona umana.
Il Piano, attraverso la costruzione di nuove abitazioni o il recupero di quelle esistenti, mira a
i n c rem e n t a re l `o I Iert a d i ab i t az i o n i , d a d est i n are prioritariamente alle categorie sociali
svantaggiate; gli alloggi vengono realizzati nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di
riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati.
Gli alloggi vengono realizzati con contributi statali, il cui onere potr raggiungere il 30% del
costo di realizzazione, acquisizione o recupero se offerti in locazione a canone sostenibile, anche
trasformabile in riscatto, per una durata di 25 anni, e il 50% del costo per quelli locati per una
durata superiore ai 25 anni.
Nel caso , i nv e ce, d i al l o g gi d i ed i l i z i a resi d e n zi a l e p u b b l i ca a can o n e so c i al e , l `o n er e a
carico dello Stato pu essere pari al costo di realizzazione.
Al ri gu ardo si p rev ed e, n el l `am b i t o d el t a v o l o t e m a t i c o n az i o n a l e e n el corso del biennio
2012-2013, di svolgere, anche avvalendosi della cooperazione con la cabina di regia Regioni/Enti
locali che verr attivata presso il PCN, tre distinte azioni:

Analisi e monitoraggio delle misure di housing sociale attuate dalle Regioni nel l `am b i t o
d el 'P i a n o C asa, al l o sco p o d i v eri Ii c are e garantire l `eIIet t i v i t a d el l `ac c esso d ei R SC , in
termini di opportunit, agli alloggi destinati ai ceti disagiati;
Attivazione di uno studio/ricerca sui requisiti e i parametri stabiliti a livello regionale ai
fini dellaccesso alledilizia residenziale pubblica;
Costituzione, attraverso il supporto della Cabina di Regia Regioni ed Enti locali, di un
network degli Uffici di Relazioni Pubbliche (URP) delle Aziende di edilizia residenziale
pubblica (ATER, ALER, IACP) al fine di assicurare un flusso informativo circolare e
costante sulle attivit svolte.

Tali azioni potranno consentire, nella seconda fase della Strategia, di svolgere le opportune
azioni di indirizzo politico e programmatico affinch sia pienamente assicurato il principio di parit
d i t rat t am e nt o n el l `a cce sso al l `ed i l i z i a resi d e n z i a l e p u b b l i ca ed e IIi c a c em e n t e co n t r ast a t a o gn i
potenziale clausola discriminatoria eventualmente prevista nei bandi pubblici di assegnazione degli
alloggi di edilizia popolare.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
91
Obiettivo specifico 4.2: Promuovere soluzioni abitative che rispondano alle esigenze e
ai bisogni specifici di famiglie RSC

La realizzazione di micro-aree attrezzate a carattere familiare pu essere la soluzione
migliore per soddisfare i bisogni di famiglie RSC non stanziali e per soddisfare i bisogni di
famiglie RSC che, pur se sedentarizzate e spesso residenti da anni nei Comuni di riferimento,
desiderano mantenere uno stile di vita comunitario in relazione alla famiglia allargata. Le micro-
aree rispondono anche alle esigenze di coloro che gestiscono spettacoli viaggianti e fanno uso di
carovane, case mobili e camper adibiti ad abitazione.
La strutturazione di micro-aree comunque una soluzione che necessita un monitoraggio
attento da parte delle istituzioni in quanto, nel giro di pochi anni, potrebbe risultare non pi
adeguata a soddisfare le esigenze delle persone che vi risiedono, sia perch le attivit tradizionali
l e g at e al 'n o m a d i sm o s o n o i n v i a di es au ri m en t o , si a p er ch e n el giro di poco tempo la famiglia
residente nelle micro aree potrebbe estendersi rendendo le micro aree inadeguate a sostenere
standard di vita accettabili
77
.
I Servizi dovrebbero prevedere un sostegno ai singoli nuclei familiari, spesso giovani coppie
che nel corso del tempo dovessero preferire altre soluzioni abitative (appartamenti, aree agricole di
propriet etc.).
Alcune proposte di lavoro, avviate dalle amministrazioni locali negli scorsi anni, possono
fornire linee guida da percorrere nei prossimi anni. Si segnalano in tal senso:

Il p ro get t o 'D al cam p o al l a ci t t a si i n se ri sce i n u n a p i u am p i a se ri e d i i n t erv ent i d el
C o m u n e d i R eggi o E m i l i a, Ii nal i z z at i al m i gl i o ram e n t o d el l `h ab i t at d el l a co m u n i t a si n t a e al
sostegno alle famiglie ad affrontare il passa g gi o d al 'n o m a d i sm o al l a st a b i l i t a. A qu est o
sco po , l `am m i n i st raz i o n e d i R eggi o E m i l i a h a p ro gr am m at o , a p art i re d al 2 0 0 7 , l a creaz i o ne
in vari quartieri della citt di diverse micro-aree residenziali, nelle quali inserire i diversi
nuclei familiari di si n t i p resent i su l t e rri t o ri o . Il p ro get t o ' Dal c am p o al l a ci t t a , n el l o
specifico, ha permesso la creazione in via sperimentale di una micro-area dove si insediata
u n a Iam i gl i a al l a r gat a d i si nt i ch e i n p re ced en z a v i v e v a i n u n c am p o so v raIIo l l at o . L` ar ea
messa a disposizione, un terreno agricolo di circa 400 metri quadrati, rimasto di propriet
del Comune. Sul terreno i nuovi arrivati si sono insediati con il loro caravan accanto al quale
l `am m i n i st raz i o n e h a co s t ru i t o i serv i z i i gi e n i ci ( b agn i i n m u rat u r a) e l ` al l acci a m en t o d el l e
u t e n z e (acq u a, l u c e e g as ch e so n o a cari co d el l a Iam i gl i a ). L`at t i v i t a p ro get t u al e 'Dal
cam p o al l a ci t t a si e acco m p a gn at a ad u n a se ri e d i i n t erv en t i co m p l em e n t ari , q ual i l a
collaborazione con gli uffici tecnici in merito all` u rb an i z z az i o n e e al l `o r g an i z z az i o n e d el l o
spazio destinato alla micro-area, il monitoraggio della realt del campo, il successivo
so st egn o al l a I am i gl i a n el suo p e rco rso d i u s ci t a d al cam p o at t rav er so u n `at t i v i t a di
mediazione, nonch la costruzione di una rete sul nuovo territorio con la collaborazione dei
diversi attori di riferimento (circoscrizione, parrocchie, doposcuola, societ sportiva,
servizio sociale di riferimento).
Sul territorio di Modena il percorso di creazione delle microaree iniziato nel 1996, e si
concluso nel dicembre del 2007 con la definitiva chiusura del campo nomadi di strada
Bac cel l i e r a 2 5 e l `i n se d i am e n t o d i 7 5 n u cl e i i n 1 3 n u o v e ar ee Iam i gl i ari . La m e t o d ol o gi a
scel t a e st a t a i l ri sp et t o d el l `o rg an i z z az i o n e del l a Iam i gl i a al largata tipica di queste
comunit, a partire dal ruolo cardine del capofamiglia. Si proceduto ad assegnare uno

77
Nella consapevolezza che le microaree possono rappresentare una soluzione volontaria anche di lunga durata da parte delle
comunit RSC, si richiama la necessit che q u al o ra si t ra t t i di 'mi cro aree at t rez zat e gest i t e d al l e i st i t u zio n i lo cal i vengano
comunque rispettati gli standard gi previsti da buona parte della legislazione regionale in materia. In particolare quasi tutte le leggi
regionali forniscono indicazioni su dove i Comuni dovrebbero dare il permesso di collocare campi/aree di sosta e specificano il
d i vi e t o d i co l lo care i ca mp i i n aree ch e p o rt a no al l a mar gi n al i zzazi o n e u rb an a e i mp ed i sco n o l `accesso al l `ed u cazi o n e, ai servizi
socio-sanitari e alla vita sociale della zona. Molte leggi regionali richiedono inoltre che i Comuni forniscano servizi di base per i
campi: recinto, illuminazione, elettricit, acqua, bagni, lavanderia, area gioco per bambini, cabine telefoniche, contenitori per rifiuti.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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spazio definito ad ogni famiglia allargata, conferendo precise responsabilit di
mantenimento e gestione delle aree assegnate direttamente ai membri della famiglia stessa.
Il coinvolgimento in prima persona dei diretti interessati al funzionamento delle strutture e
la loro partecipazione attiva ha promosso un nuovo rapporto tra comunit rom, istituzioni e
cittadinanza. Si cos attivato un processo di conoscenza reciproca in grado di accorciare le
d i st anz e, p erm et t en d o u n 'ri co n o sci m en t o r eci p ro co d i a t t o ri d el l o st esso t erri t o ri o .
In Toscana sono stati realizzati villaggi a misura di gruppi limitati a Firenze in via del
Guarlone, con un villaggio composto da 6 alloggi; a Prato, sono state predisposte strutture di
servizio a case mobili per un gruppo di Sinti; invece, a Pisa-Coltano si passati da un
vecchio e fatiscente campo ad un insediamento composto da 17 abitazioni.

L`o IIe rt a d i t a l i soluzioni abitative deve essere accompagnata anche da un monitoraggio
co st a nt e d el l a sost en i b i l it a e d el ri sp et t o d el l a pari t a d i t rat t am e n t o n el l `o IIert a d i serv i z i p er l e
micro-aree e gli insediamenti utilizzati su base itinerante. Infatti, alcune associazioni di
rap p res en t a nz a d el l e co m u n i t a R S C h an n o segn al a t o al l `UNAR l e cri t i c i t a co n n esse al l a m o d i Ii c a
della preesistente normativa inerente le connessioni temporanee di energia elettrica, cos come
d eIi n i t a d al l e d el i bere d el l `Au t o ri t a p er l `en er gi a el e ttrica e per il gas n.67/2010 e 83/2011.
L` UNAR si e at t i v a t o p ro n t a m ent e p er v eri Ii c are i m a rgi n i d i u n a so l u z i o n e al p ro b l e m a.
Le principali problematiche rappresentate sono costituite dai sensibili aumenti del costo di
connessione e di fornitura di energia elettrica per le carovane, le case mobili ed i camper adibiti ad
abitazione, oltre alle tempistiche per le relative connessioni, non compatibili con le esigenze dei
gestori degli spettacoli viaggianti. Le predette delibere hanno stabilito inoltre depositi cauzionali
particolarmente onerosi ed elevate difficolt nella gestione di queste particolari utenze.
La Federazione Rom e Sinti Insieme ha incontrato alla fine del 2011 il responsabile della
Di rez i o n e T ari II e d el l ` Au t o ri t a p er ri b ad i re l e gr av i ricadute della nuova disciplina delle
connessioni temporanee sui bilanci familiari ed aziendali dei Rom e dei Sinti e chiedere la
sospensione di un anno delle delibere con contestuale istituzione di un tavolo tecnico per poter
valutare diverse soluzioni.
L`Autorit per lenergia elettrica e per il gas, pur evidenziando la necessit di quantificare
e v al o ri z z are i p rel i ev i d i en er gi a el e t t ri ca co n su m at a , n el l `o t t i c a d el l a t r asp aren z a e d el l `ad e ren z a ai
costi del servizio, ha quindi deciso con delibera 38/2012 di sospendere la precedente delibera che
abrogava la possibilit di stipulare contratti a forfait a favore delle famiglie sinte, rom, giostraie e
circensi.
Come in questo caso, il PCN ha innanzitutto il compito di verificare che non sussistano
fondamenti d i sc ri m i n a t o ri n el l `o IIert a d i serv i z i e, q u al o ra n e esi s t a n o i p resu p p o st i , d i ri m u o vere l e
eventuali disparit di trattamento riscontrate, o in caso contrario, valutare se ci siano i margini per
dirimere criticit di sistema che possano mettere a repentaglio le iniziative di promozione di
soluzioni abitative per cittadini che vivono in condizioni non stanziali o itineranti
78
.
Al ri gu ardo si p rev ed e, n el l `am b i t o d el t a v o l o t e m a t i c o n az i o n a l e e n el c o rso d el b i e n n i o
2012-2013, di svolgere, anche avvalendosi della cooperazione con la cabina di regia Regioni/Enti
locali che verr attivata presso il PCN, le seguenti azioni:

C o n cert az i o n e co n l `Autorit per lenergia elettrica e per il gas in merito alla questione
della tariffazione a forfait per le famiglie sinte, rom, giostraie e circensi;
Analisi e studio di proposte di modifiche normative atte a rendere compatibile il
permanere di singole famiglie allargate RSC in roulotte e case mobili su terreni privati
anche in presenza di una destinazione agricola.


78
In tal senso si prevede la costituzione di un tavolo di lavoro UNAR/Autorit/RSC.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
93
Obiettivo specifico 4.3: Favorire linformazione sulle risorse economiche e i dispositivi
amministrativi a disposizione delle amministrazioni pubbliche per le politiche abitative, e
sulle opportunit immobiliari per le famiglie RSC.

Si ritiene utile sottolineare che la mancanza di fondi propri e di finanziamenti di enti terzi da
gestire con continuit stata sollevata da vari Comuni, le risorse dipendenti dai progetti non
consentono infatti una stabilizzazione degli interventi di lungo periodo. In particolare, la
p ro m o z i o n e d el l `u so d ei Ion d i st ru t t u ral i d a p a rt e d egl i en t i l o c al i ap p a re I o n d am e n t al e n o n sol o i n
q u ant o st ru m en t o p e r ac c ed ere a ri so rse eco n o m i c h e d i c u i so n o car en t i m a an ch e p er ch e l `ac cesso a
tali fondi permetterebbe di predisporre politiche abitative mirate anche alle famiglie Rom e Sinte
insieme ad altre marginalit sociali.
Si segnala in merito che, nello spirito di complementariet tra fondi FSE, FESR e FEASR,
sulla base della modifica del regolamento (CE) n. 1080/2006 sul Fondo europeo di sviluppo
regionale (FESR) per quanto riguarda l'ammissibilit degli interventi in materia di alloggi a favore
delle comunit emarginate, per consentire un sostegno finanziario del FESR agli interventi nel
settore degli alloggi a favore delle comunit emarginate tra cui i Rom, Sinti e Camminanti, dal 2009
(regolamento UE n. 437/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010) stata
stabilita l'ammissibilit delle spese per l'edilizia abitativa, Le spese a favore delle comunit
emarginate possono essere usate fino al 3% della dotazione FESR relativa ai programmi operativi
specifici, ovvero fino al 2% della dotazione totale del FESR. La modifica, relativa all'articolo 7,
paragrafo 2, del regolamento FESR permette interventi nel settore dell'edilizia abitativa nel quadro
di operazioni di sviluppo urbano e sotto forma di rinnovo di case esistenti, nell'ambito di
un'operazione di sviluppo urbano integrato o di un asse prioritario per zone colpite o minacciate dal
deterioramento fisico e dall'esclusione sociale; nell'ambito di un approccio integrato per le comunit
emarginate; per il rinnovo delle parti comuni in alloggi multifamiliari esistenti; per il rinnovo e
cambio d'uso di edifici di propriet di autorit pubbliche o di operatori senza scopo di lucro da
destinare a famiglie a basso reddito o a persone con esigenze particolari. Gli interventi potranno
comprendere la sostituzione degli edifici esistenti con case di nuova costruzione.
In questo modo, le Regioni potranno accedere a contributi resi disponibili per quegli
interventi nel settore degli alloggi a favore anche delle comunit RSC, che interessano: a) gli
interventi nel settore dell'edilizia abitativa non limitati alle zone urbane e b) gli interventi nel settore
dell'edilizia abitativa consistenti nella sostituzione di abitazioni di infima qualit, senza tenere conto
del settore ("urbano" o "rurale"). Al fine di evitare ingiustificate discriminazioni, il principio
destinato ad orientare gli interventi proposti rappresenta il secondo principio di base per
l'integrazione dei rom, secondo il quale gli interventi destinati ai rom non dovrebbero escludere altri
gruppi che condividono circostanze socioeconomiche analoghe. Inoltre, gli interventi nel settore
degli alloggi a favore delle comunit emarginate caratterizzate da estrema privazione sono solo una
parte di un problema pi complesso. Essi dovrebbero essere pertanto trattati nel quadro di un
approccio integrato pluridimensionale, da definire a livello nazionale, con partnership forti e
prendendo in considerazione gli aspetti relativi all'istruzione, alla situazione sociale,
all'integrazione, alla cultura, alla salute, all'occupazione, alla sicurezza ecc. D'ora in poi, l'obiettivo
della proposta di modifica dell'attuale regolamento FESR di fornire, nel quadro dell'approccio
integrato, condizioni di alloggio accettabili. In tale contesto, estremamente importante il ruolo
delle autorit pubbliche a tutti i livelli di attuazione.
Si evidenzia inoltre che il FEASR interviene gi nel settore degli alloggi nelle zone rurali
nel quadro del regolamento (CE) n. 1698/2005 (ad esempio Asse 3 "Qualit della vita nelle zone
rurali e diversificazione dell'economia rurale" articolo 52, lettera b), punto ii) "Sviluppo e
rinnovamento dei villaggi"). Gli interventi nel settore degli alloggi a favore delle comunit
emarginate nelle zone rurali sostenuti dal FEASR e dal FESR, attuati nel quadro di approcci
integrati, nei quali l'FSE pu contribuire ulteriormente, aumenteranno in modo significativo il
sostegno finanziario disponibile.
Si segnala infine che, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
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Giovent, stato istituito nel 2011, con una dotazione finanziaria iniziale di 50 milioni di euro, un
Fondo per laccesso al credito per lacquisto della prima casa da parte di nuclei familiari
under 35 anni.
Il Fo nd o h a l `o b i et t i v o d i o IIri re l e gar an z i e n ec e ssa ri e p e r co n se nt i r e d i o t t en ere u n mutuo
per lacquisto della prima casa alle giovani coppie o ai nuclei familiari anche monogenitoriali
con figli minori, titolari di contratti di lavoro atipici o a tempo determinato. Le giovani coppie o i
nuclei familiari, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, per accedere ai finanziamenti
devono compilare il modello di domanda, allegare la documentazione richiesta e recarsi presso le
filiali dei soggetti finanziatori ad er en t i al l `i n i z i a t i va.
Il finanziamento pu essere richiesto dalle giovani coppie coniugate, con o senza figli o dai
nuclei familiari anche mono-genitoriali con figli minori. I beneficiari del finanziamento devono
avere un' et inferiore a 35 anni e un reddito ISEE complessivo non superiore a 35 mila euro. L`et a
inferiore a 35 anni un requisito che deve essere soddisfatto da entrambi i componenti il nucleo
familiare. Non pi del 50% del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF deve derivare da
contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. I componenti del nucleo familiare non
devono risultare proprietari di altri immobili ad uso abitativo. L` esat t a i n t e rp ret a z i o n e d ei r eq u i si t i
soggettivi per accedere al Fondo stata fornita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento della Giovent nella recente lettera circolare del 5/4/2011.
L`i m m o bi l e p er i l q u al e si ch i e d e i l Ii n an z i a m en t o ag ev o l a t o d ev e esse re ad i b i t o ad
abitazione principale, non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville)
e A9 (castelli, palazzi) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero
dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969. La su p erIi c e d el l `i m m o b i l e n o n d ev e su p e r are i 9 0 m e t ri
quadri. Per il calcolo delle superfici si deve intendere la Superficie Utile Abitativa definita ai sensi
d el l `art .3 d el D. M. l a v o r i p ub b l i ci 1 0 / 5 / 7 7 n . 8 0 1 i n t esa co m e su p erIi c i e d i p av i m en t o d e gl i alloggi
misurata al netto di muratura, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre, di eventuali scale
interne, di logge di balconi. Nella concessione della garanzia data priorit a quelle richieste,
pervenute nella stessa giornata, nelle qual i l `i m m o b i l e d a acq u i si re e si t u at o i n aree q u al i Ii cat e ad
alta tensione abitativa dalla delibera del Cipe n 37 del 30 maggio 1985 e successivi aggiornamenti.
S o no am m i ss i bi l i al l a gar an z i a d el Fo n d o i m u t u i i p o t ecari ero g at i p er l `acq u i st o
d el l `ab i t az i o n e p ri n c i p al e. L` am m o n t a re d el Ii n a n z i a m en t o n o n d ev e ess ere su p eri o r e a 20 0 . 00 0
euro.Il tasso applicato e le condizioni del mutuo sono stabilite dai singoli istituti bancari entro i
p aram e t ri co n se nt i t i d al l `acco rd o t ra i l Di p art i m en t o d el l a Gi o v en t u e l ` AB I. I mutui potranno
essere sottoscritti con un tasso massimo pari o equivalente a Euribor + 150 punti base per mutui di
durata superiore a venti anni ed a Euribor + 120 punti base per mutui di durata inferiore, nel caso di
mutui a tasso variabile, nonch ad un tasso massimo pari o equivalente a I.R.S. + 150 punti base per
mutui di durata superiore a venti anni ed a I.R.S. + 120 punti base per mutui di durata inferiore, nel
caso di mutui a tasso fisso. I finanziatori si impegnano a non chiedere ai mutuatari garanzie
ag gi u n t i v e , o l t re al l `i p o t e ca su l l `i m m o b i l e e al l a g aran z i a Io rn i t a d al l o st at o .
La Garanzia del Fondo concessa nella misura del 50% (cinquanta per cento) della quota
capitale, tempo per tempo in essere, nei limiti dei mutui concedibili per i quali Consap quale
gestore - ha dato positiva approvazione, degli oneri determinati secondo quanto previsto dalla
Convenzione e degli eventuali interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale
in vigore alla data, e comunque per un ammontare non su p e ri o re a t 7 5 . 0 00 , 0 0
(settantacinquemila/00). La Garanzia a prima richiesta, diretta, esplicita, incondizionata ed
irrevocabile ed efficace a decorre, in via automatica, dalla data di erogazione del mutuo.
Possono effettuare le operazioni di erogazione dei mutui garantiti dal Fondo le banche e gli
i n t erm ed i a ri Ii n an z i a ri c h e h an n o ad eri t o al l `i n i z i a t i v a so t t o sc ri v e n d o co n i l Di p art i m e n t o d el l a
Giovent apposite convenzioni, il cui schema tipo stato stabilito nel P ro t o co l l o d `i n t esa tra
Dipartimento e Associazione Bancaria Italiana (ABI) del 18 maggio 2011.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
95
2. 5. QUADRO DI SOSTEGNO FINANZIARIO

Alla realizzazione delle azioni di sistema, degli assi e degli obiettivi specifici di intervento in
cu i si art i c o l a l a St rat e gi a d`az i on e, concorrono:

a) livello nazionale

a) i fondi statali gi stanziati sui capitoli di rispettiva competenza delle Amministrazioni
centrali per la realizzazione dei progetti e degli interventi previsti dalla normativa vigente e
gi a p r ev i a m en t e e d et t a gl i at a m en t e el e n c at i n el l `am b i t o d el l `an al i si d i co n t e st o e n el l a
descrizione puntuale dei 4 assi di intervento e dei 12 obiettivi specifici;
b) i fondi nazionali e comunitari afferenti ai programmi operativi nazionali dellObiettivo
Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) finanziati con il Fondo Sociale
Europeo e gestiti dalle Amministrazioni centrali
79
ed in particolare il Programma
Operativo Nazionale Governance ed azioni di sistema FSE di cui titolare il Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali
80
e il P ro gr am m a Op erat i v o N az i o n a l e 'C o m p e t en z e p er l o
sv i l u p p o d i c u i e t i t o l are i l Mi n i st ero d el l ` Ist ru z i o n e , Un i v e rsi t a e Ricerca
81
);
c) i fondi nazionali e comunitari afferenti ai programmi operativi nazionali dellObiettivo
Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) finanziati con il Fondo Europeo di

79
I programmi o p erat i vi so no i d o cu men t i at t u at i vi d el l e p ri o ri t a st rat e gi c h e ch e l o S t a to me mb ro h a deIi n i t o n el l `amb i t o d el Quadro
strategico nazionale (Qsn). Il Regolamento n. 1083/2006 recante disposizioni generali sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
(Fesr), sul Fondo sociale europeo (Fse) e sul Fondo di coesione, prevede che le attivit dei Fondi vengano svolte sotto forma di
Programmi operativi monofondo. Per la programmazione 2007-2013 vengono definiti 66 Programmi operativi che, a seconda della
competenza e della tematica, si distinguono in: nazionali, regionali, interregionali, di cooperazione territoriale. I Po finanziati dal
Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) sono 42, quelli finanziati dal Fondo sociale europeo (Fse) sono 24. In particolare i 24
Programmi operativi finanziati con il Fse sono suddivisi in: 3 Programmi operativi nazionali; 16 Programmi operativi per le Regioni
e p er l e P ro vi n ce au to no me d el l `ob i e t t i vo Co mp et i t i vi t a regi o n al e e o ccu p azi on e; 5 P ro grammi o p erat i vi p er l e R egi on i d el l `obiettivo
Convergenza. Per quanto riguarda i Programmi operativi nazionali: Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, autorit capofila
del Fondo sociale europeo (Fse) in Italia, titolare di due programmi operativi nazionali (Pon); Tali Programmi, finanziando azioni
destinate ai sistemi, non contemplano tutti gli assi previsti, invece, per i programmi operativi regionali Fse .
80
Attraverso il FSE in Obiettivo Convergenza, il Dipartimento per le Pari Opportunit in qualit di Organismo Intermedio propone
un nuovo contesto di azioni all'interno del quale, da un lato, capitalizzare l'esperienza realizzata attraverso le azioni di sistema messe
in campo durante la programmazione del 2000 2006 sulla parit tra donne e uomini, dall'altro, costruire nuovi percorsi d'intervento,
anche attraverso azioni di mainstreaming dalla parit di genere alle pari opportunit per tutti, per quelle fasce di popolazione che
vivono condizioni di discriminazione, con particolare riferimento ai sistemi della formazione e del lavoro. L'obiettivo generale che il
DPO intende raggiungere attraverso le azioni dell'Asse D "Pari opportunit e non discriminazione" quello di contribuire ad elevare
le capacit delle amministrazioni nella programmazione e gestione di una politica regionale fondata sulla prevenzione e sul contrasto
di ogni forma di discriminazione. In attuazione di quanto stabilito dall'art. 16 del regolamento generale dei fondi strutturali sono stati
previsti i seguenti obiettivi specifici: 4.1 proseguire ed ampliare i processi di sostegno all'implementazione delle pari opportunit tra
donne e uomini nel campo del lavoro, della formazione e del sistema economico e sociale; 4.2 superare gli stereotipi riferiti alle
forme di discriminazione basate sulla razza, l'origine etnica, la religione, le convinzioni personali, le disabilit, l'et, l'orientamento
sessuale.
81
Il Programma Operativo Nazional e 'C o mp et e n ze p er l o svi l u pp o e st at o ap p ro vat o d al l a C o mmi ssi o n e E u ro p ea co n d eci si on e
C (2 0 07 ) 5 48 3 d el 7 No vemb re 2 0 0 7. L`au t o rit a d i Gest i o n e e l a d i re zi o n e Gen eral e p er gl i AIIari In t e rn azi on al i- Ufficio IV del
M i n i st e ro d el l `Ist ru zio n e, Un i versi t a e Ricerca. Le risorse previste per il periodo 2007-2013 sono: Euro 1.485.929.492,00
co Ii n an zi a t i d al lo St a t o i t al i ano (50 ) e d al Fo nd o So ci a l e Eu rop eo (F S E ). Le R egi o n i co i nvo l t e so no q u ell e d el l `Ob i e t t i vo
convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia). I beneficiari sono le istituzioni scolastiche (studenti, genitori, adulti, docenti,
personale della scuola). Il Programma prevede il coinvolgimento di circa 4.000 istituti delle regioni Obiettivo Convergenza per la
realizzazione di attivit di apprendimento degli studenti, interventi di formazione per i docenti, il personale non docente e gli adulti,
i n t e rven t i p er l `a mp l i a men t o d el l`o IIert a Io r mat i v a e p er a zi o n i d i i n Io rma zi o n e e sen si b i l i z zazi o n e. S o no p revi st i , i no l t re, interventi
specifici per la ridu zi o n e d el l a d isp ersi o n e sco l a st i ca, il raIIo rza m en t o d el ru o lo d el l a scuo l a su l t erri t o rio , con t ra st a re l `i l l egal i t a e
Ia vo ri re l `i n cl u si on e so ci a l e p reven en d o Ien o men i d i d i scri mi n azi o n e. La q u al i t a e l `e IIi c aci a d el si st e ma d i i st ru zi o n e rappresenta
una delle principali leve per la crescita economica e sociale delle Regioni in Ob. Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).
Un sistema di istruzione e formazione nazionale di eccellenza contribuisce, infatti, ad innalzare le competenze chiave e la capacit di
apprendimento della popolazione giovanile e adulta dei territori in oggetto, favorendo le opportunit di occupazione e la coesione
sociale. Gli obiettivi sono: Sviluppare la capacit diagnostica e i dispositivi per la qualit del sistema scolastico; Migliorare le
competenze del personale della scuola e dei docenti; Migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani; Accrescere la
d i IIu si o n e, l `a ccesso e l `u so d el l a so ci e t a d el l `in Io rma zi o n e n el l a scu o l a ; S vi lu pp are ret i t ra gl i at t o ri del sistema e con le istanze del
t e rri t o ri o; P ro mu o vere i l su ccesso sco l a st i co , l e p ari o p po rtu n i t a e l`i n cl u sio n e so ci a l e; M i gl i o rare i si st e mi d i ap p ren di mento durante
t u t t o l `a rco d el l a vi t a; M i gl io rare l a go vern an ce e l a val u t a zi o n e del si st ema sco l a st i c o ; M i gl i o rare l `e IIi c i en za, efficacia e la qualit
degli interventi finanziati, nonch la verifica e il controllo degli stessi; Migliorare e sviluppare modalit, forme e contenuti
d el l `i n Io rmazi o n e e p u bb l i ci z zazi o n e d el P ro gramma , d egl i i n t e rve n t i e d ei ri su l t at i.
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
96
Sviluppo Regionale e gest i t i an ch e` essi d al l e A m m i n i st raz i o n i cen t rali ed in particolare il
Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo Sviluppo Obiettivo Convergenza 2007-
2 0 13 di cu i e t i t o l are i l Mi n i st ero d el l ` In t e rn o
82
, il Programma operativo nazionale
Ambienti per lapprendimento di cui titolare il Ministero dellIstruzione,
Universit e Ricerca
83
;
d) i fondi nazionali e comunitari afferenti al Programma Generale Solidariet e gestione
dei flussi migratori
84
per la gestione dei fondi per i rifugiati, per i rimpatri, per
l `i n t egr az i o n e d i ci t t a d i ni d i P aesi t e rzi e per le frontiere esterne ed in particolare il Fondo
Europeo per lIntegrazione di cittadini di Paesi Terzi finalizzato a co-finanziare azioni
concrete a sostegno del processo di integrazione di cittadini di Paesi terzi, a sviluppare,
attuare, sorvegliare e valutare tutte le strategie e le politiche in materia di integrazione dei
cittadini di Pesi terzi, nonch a favorire lo scambio di informazioni e di migliori pratiche e a

82
Il Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo Sviluppo Obiettivo Convergenza 2007-2013 si propone di migliorare le
condizioni di sicurezza nelle regioni Obiettivo Convergenza: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Sicurezza, sviluppo e legalit
sono i tre pilastri su cui poggia il Programma Operativo Nazionale (PON) Sicurezza per lo Sviluppo - Obiettivo Convergenza 2007-
2013. Il Programma ha una dotazione finanziaria di 1.158 MLN di eu ro ed e co Ii n an zi a t o d al l` Unione Europea (50% Fondo Europeo
di Sviluppo Regionale) e dallo Stato Italiano. Il Programma interessa la Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia il cui Prodotto
Interno Lordo pro capite inferiore al 75 per cento della media comunitaria. Per questa ragione le quattro regioni rientrano
n el l `Ob i e t t i vo C on vergen za d el l `Un i o n e E u ro p ea. P er Iavo ri re l a co esi o n e eco no mi c a e so ci a l e d i q u est e regi o n i l 'Un i on e E u ro p ea
finanzia interventi con fondi strutturali, tra i quali quello che interessa il PON Sicurezza 2007-2013, il Fondo Europeo di Sviluppo
Regionale. L`o b i e t t i vo gl o b al e del P ro gra mma e q u el l o d i d i IIo n d ere mi gl i o ri co n d i z i on i d i si cu rezza, gi u st i z i a e l e gal i t a p er i
cittadini e le imprese, in quelle regioni in cui i fenomeni criminali limitano fortemente lo sviluppo economico. Il PON Sicurezza, di
cu i e t i t o l a re i l Di p art i men t o d el la P ub b l i ca S i c u rezza d el M in i st e ro d el l `In t e rn o , ved e l a co l l abo razi o n e d i t u t t e l e Io rze di polizia
(Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato) e il coinvolgimento
delle realt istituzionali locali.
83
Nell'ambito dell'Asse II Obiettivo Operativo II.4 del PON GAT, il Dipartimento per le Pari Opportunit ad esempio
amministrazione titolare di interventi di supporto specialistico, nelle materie di diretta competenza politico-istituzionale, alle Regioni
Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e ad altre amministrazioni coinvolte nell'attuazione del QSN, in continuit con quanto gi
realizzato nell'ambito della precedente programmazione 2000-2006 con il PON ATAS Misura 1.2. L'attivit di assistenza tecnica
fornita dal Dipartimento per le Pari Opportunit riguarda, per la rinnovata accezione del concetto di mainstreaming, non solo le
politiche di pari opportunit di genere, come nella precedente programmazione 2000-2006, ma anche con riferimento alle
discriminazioni in generale quindi ampliata in nuovi ambiti relativi alle discriminazioni basate sulla razza, l'origine etnica, la
religione, le convinzioni personali, le disabilit, l'et o l'orientamento sessuale. Gli obiettivi generali del progetto operativo a titolarit
del Dipartimento per le Pari Opportunit: favorire il cambiamento organizzativo delle PA, in funzione di un rafforzamento delle
politiche di pari opportunit e di non discriminazione; promuovere l'adeguamento delle competenze tecniche delle PA, con l'obiettivo
di migliorare e qualificare ulteriormente le policy attuate a livello regionale nei due ambiti di intervento di competenza del
Dipartimento per le Pari Opportunit. Tali obiettivi generali sono articolati nei seguenti obiettivi specifici: a) consolidare
l'applicazione del principio di mainstreaming di pari opportunit e non discriminazione attraverso il supporto tecnico alle
amministrazioni titolari di programmi operativi; b) promuovere la costruzione di reti sia a carattere informativo sia per lo sviluppo
delle competenze sul territorio; c) migliorare le competenze degli operatori per favorire l'internalizzazione del principio di pari
opportunit e non discriminazione nella definizione ed attuazione dei Programmi e dei Progetti; d) promuovere forme innovative di
intervento pubblico per favorire sia l'accesso delle donne al mondo del lavoro sia il contrasto di ogni forma di discriminazione. La
realizzazione di tali obiettivi avviene tramite un coordinamento tecnico - operativo delle attivit e l'istituzione di un gruppo di
lavoro presso il Dipartimento.
84
Di fronte al massiccio fenomeno migratorio che negli ultimi anni ha coinvolto gli Stati membri, la Commissione Europea ha preso
at t o ch e, si a p er l `a n d amen t o d ei Il u ssi , si a p er l a p o si zio n e geo graIi ca st rat e gi c a ch e l i co n t ra dd i st in gu e, alcuni Stati sopportano oneri
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
97
sostenere la cooperazione interna ed esterna allo Stato, di cui titolare il Ministero
d el l ` In t e rn o ;
e) le risorse aggiuntive che vengono rese disponibili, gi a partire dal 2012, su specifici
capitoli di competenza del Dipartimento per le Pari Opportunit (Cap. 493 - Fondo per
le politiche relative ai diritti e alle Pari Opportunit) e del Ministero dellInterno (per un
importo pari circa ad euro 15.000.000,00
85
) rispettivamente destinate alla realizzazione delle
az i o n i d i si s t e m a d el l a St rat e gi a Naz i o n a l e d a p a rt e d el l `UNAR n el l a su a v est e d i P u nt o d i
C o n t a t t o Naz i o n a l e e al l a real i z z az i o n e , n el l `am b i to d el l a presente Strategia, dei Piani locali
di inclusione sociale dei Rom e Sinti in Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto
nel biennio 2012-2013;

b) livello regionale e locale

f) i fondi afferenti ai programmi operativi regionali
86
(POR) sono multisettoriali, individuali
per singola regione e gestiti dalle Amministrazioni regionali;
g) i fondi nazionali, regionali e locali autonomamente gestiti dalle Regioni e dal sistema
delle autonomie locali n el l `am b i t o d el l e co m p e t e n z e i st i t uz i o n a l m e n t e lo ro asse gn at e ai
sensi della normativa nazionale e regionale vigente nei settori oggetto dei quattro assi di
intervento (Occupazione, Formazione, Istruzione, Salute, Servizi Sociali, Edilizia
residenziale pubblica e privata).



85
S i t ra t t a d el l e ri so rse Ii n an zi a ri e o ri gi n ari a men t e d est i n at e a l l a ges t i o n e d el l `Emergenza nomadi ma ancora non impegnate.
86
P er qu est `u l t i mi ch e offrono, per il periodo 2007-2013, un ampio ventaglio di nuove opportunit, attraverso interventi di varia
natura per la qualificazione del capitale umano e per un pi stretto rapporto con il mercato del lavorola strategia incentrata sulle
priorit definite dal Regolamento Fse e declinata, secondo uno schema comune, nei seguenti assi prioritari: Adattabilit;
Occupabilit; Inclusione sociale; Capitale umano; Transnazionalit e interregionalit; Assistenza tecnica; Capacit istituzionale solo
per le Regio n i d el l `ob i e t t i vo Co nverg en za.

STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
98
3. RIEPILOGO DEGLI IMPEGNI PRIORITARI ASSUNTI DAL GOVERNO
ITALIANO PER IL BIENNIO 2012 2013

Per quanto suindicato, il nuovo Governo ha preso atto della necessit di adottare una
Strategia che possa guidare nei prossimi anni, una concreta attivit di inclusione dei Rom, Sinti e
Caminanti (RSC), superando definitivamente la fase emergenziale. Il Ministro per la
C o op eraz i o ne In t ern az i o n a l e e l ` In t e gr az i o n e, unitamente ai Ministri del Lavoro e delle Politiche
S o ci a l i , d el l ` In t e rn o, d el l a S al u t e, d el l ` Ist ru z i o n e , d el l `Un i v e rsi t a e d el l a R i c erca e d el l a Giustizia,
ha creato un Tavolo Interministeriale per delineare le politiche di settore, dei prossimi anni.
L` az i o ne governativa, q ui n d i , che si av v al e co m e p u n t o d i co n t a t t o n az i o n a l e d el l `U NA R ,
continuer con regolarit nel tempo, prendendo in esame le esperienze passate e portando a
completamento alcune iniziative gi in corso, oltre ad implementare progressivamente le misure
individuate dalla cab i n a d i regi a an ch e n e gl i al t ri set t o ri d `i n t erv en t o .
Discenderanno, sempre sotto la guida politica uniforme della Struttura di vertice, quattro
Tavoli sugli specifici problemi d el l `ab i t az i o n e , d el l `i st ru z i o n e , d el l a v o ro e d el l a sal u t e e, al t resi ,
alcuni Gruppi di lavoro rel a t i vi al l `a g gi o rn am en t o c o st a nt e d ei d a t i, presupposto indispensabile per
la scelta della politica di settore, al riconoscimento giuridico di alcune situazioni determinatesi, in
p art i c o l ar e, a se gu i t o del co n Il i t t o d ei Bal c an i e d el l `arri v o i n It a l i a d i al cu n e C o m u n i t a pri v e di
documenti, oltre a monitorare costantemente la disponibilit dei Fond i n az i o n a l i e d el l `Un i o ne
E u rop ea, i l l oro co rret t o i m p i ego e l ` ad e gu at e z z a d el l e ri so rse a gl i o b i e t t i v i p reIi ssa t i .
In particolare, nellambito della presente Strategia, nel confermare il perseguimento di
tutte le azioni di sistema e gli obiettivi individuati allinterno di ciascuno dei quattro assi di
intervento, il Governo italiano individua i seguenti impegni prioritari per il biennio 2012-
2013:

3.1. Co st i t uz i on e , nel l `am b i t o d el T av o l o p o l i t i co i n t erm i n i st eri al e , d i u n co m i tat o t e cn i c o p er l o
studio della condizione giuridica dei Rom, Sinti e Caminanti (cittadinanza, regolarizzazione,
apolidia di fatto) e la definizione di un disegno di legge governativo ad hoc/omnibus per il
loro riconoscimento come minoranza nazionale (prevedendo anche lo studio della condizione
giuridica dei minori RSC, nonch la trattazione delle tematiche inerenti agli aspetti della
raccolta sistematica di dati, in particolare in materia di diritti umani (Cfr. art. 73, comma 1, lett.
F, co m bi n at o d i sp o st o co n l `art . 2 0 , d el C o d i c e p er la protezione dei dati personali, che
prevedono delle possibilit di analisi).

3.2. Attivazione, m e d i an t e la ri p ro g ram m az i o n e e l `u t i l i z z o d el l e ri so rse p ro v en i e n t i d al l a
t rasco rsa 'em e r g en z a c o m m i ss ari al e co n n essa agl i i n se d i a m en t i d el l e co m u n i t a RSC nel
territorio delle regioni Campania, Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto e ad oggi ancora
non impegnate, di appositi Piani locali per linclusione sociale delle comunit RSC, che
individuino nuovi interventi di inclusione da programmare e realizzare sperimentalmente,
co n co rr en do co si al co n segu i m en t o d e gl i o b i e t t i v i e al l `ap p l i c az i o n e d i co n t e n u t i , m o d e l l i e
strumenti di governance e capacity building della Strategia stessa, anche al fine di validarne
l `ap p ro c ci o m e t o d o l o gi c o , d a est e n d ere e rep l i ca re i n al t re aree di prioritario intervento nelle
successive annualit (2014-2020);

3.3. Costituzione, presso il PCN, di un apposito gruppo di lavoro, volto al superamento del
gap informativo e statistico, ch e co i n v o l g a l e A m m i n i st raz i o n i cen t ral i in t e ressa t e, l ` IS T AT -
Ist i t u t o Naz i o n a l e d i S t at i st i ca, l `ANC I e rappresentanti delle Comunit RSC ed oltre a
definire la predisposizione di indicatori e set, l `u t i l i zz o i n t egrat o d el l e r i so rse st ru m e n t al i gi a
presenti nel PCN (quali il CERIDER - Centro di ricerca contro le discriminazioni etniche e
razziali che verr reso operativo entro il 2012) e la revisione degli indicatori e i format
attualmente in uso presso il Contact Center UNAR, programmi e realizzi, entro il 31 dicembre
STRATEGIA NAZIONALE 2012-2020 (28.02.2012) UNAR PCN RCS
99
2013, un primo progetto di ricerca statistica sulla condizione delle comunit RSC in Italia,
in collaborazione con la FRA (Fundamental Rights Agency) da replicare periodicamente;

3.4. Costituzione, presso il PCN, di un apposito gruppo di lavoro congiunto che coinvolga il
Mi n i st ero del l ` In t e rn o , i l Mi ni st ero d e gl i A IIari E st eri , l `u I Ii ci o d el Mi n i st ro p er l a
C o o peraz i o n e In t e rn az i o n a l e e l ` In t e g raz i o n e , l `U NHC R , rappresentanti delle Comunit RSC
e del l e ONG o p eran t i n el l a p ro m o z i o n e e tu t e l a d ei d i ri t t i um a n i , p er l `esam e d el l e
problematiche inerenti il riconoscimento giuridico dei Rom provenienti dalla ex Jugoslavia e
la definizione di possibili percorsi e soluzioni di natura amministrativa e diplomatica atti a
co n se nt i re i l su p er am e n t o d el l a cosi d d et t a ' ap o l i d i a d i Iat t o ;

3.5. Costituzione, presso il PCN, di un apposito gruppo di lavoro congiunto con il
Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo
Economico (MISE) e con le principali amministrazioni centrali titolari dei Programmi
Operativi Nazionali, volto da un lato alla rifin al i z z az i o n e , n el l `am b i t o d el l a co n cl u si o n e ci c l o
programmatico 2007-2013, mediante apposite progettualit coerenti con la Strategia, di risorse
resi d ue o no n i m pegn at e , d al l `al t ro al l a Io rm u l az i o n e d i p ro p o st e p er linserimento di uno
specifico obiettivo dedicato allinclusione delle Comunit Rom e Sinte, allinterno di
ciascuno dei nuovi PON 2014-2020.

3.6. Attivazione operativa p resso l `UN AR della rete nazionale di osservatori e centri
territoriali antidiscriminazione in almeno il 50% dei territori regionali o della popolazione
residente; della banca dati e del sistema informatizzato di monitoraggio dei fenomeni di
discriminazione nelle testate giornalistiche, nei servizi radiotelevisi e dei new media,
prevedendo una specifica area tematica dedicata alle discriminazioni, agli stereotipi e ai
pregiudizi in danno delle Comunit RSC anche avvalendosi, ove gi esistenti, delle pregresse
esperienze svolte in ambito locale dai singoli centri ed osservatori territoriali aderenti alla
rete stessa;

3.7. Realizzazione, median t e l `o p p o rt u n o co i n v o l gi m en t o d el l e Asso ci a z i o n i d i rap p res en t a nz a
delle Comunit RSC, della II edizione della Campagna Dosta del Consiglio dEuropa e dello
sp e ci Ii c o ev ent o t e m at i c o , i n co n co m i t a n z a co n l a 'Gi o rnat a d el l a Me m o ri a , su l l a
commemorazione e la diffusione della conoscenza del Porrajmos;

3.8. Sperimentazione di un modello di partecipazione delle comunit Rom e Sinte ai processi
decisionali che li riguardano.