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19 del 12/09/2012

A cura del Gruppo Consiliare

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Su appalto servizio di portineria in Regione Toscana

FdS-Verdi: Non vediamo ripresa dell- 9 occupazione. Urgente un Consiglio Straordinario Su contributo digitalizzazione diagnostica 9

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Marini: Il carcere di Porto Azzurro 10 va chiuso


Migranti provenienti dalla Libia. Appro- 10 vata allunanimit mozione con prima firmataria Sgherri Sgherri su risarcimento post alluvione a Marina di Campo 10 11

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Riforma delle province. Sgherri: il quadro che si delinea a livello nazionale mina la rappresentanza democratica e territoriale
Sgherri: il quadro che si delinea a livello nazionale mina la rappresentanza democratica e territoriale, per noi elemento imprescindibile! Impegno a promuovere in tempi brevi un dibattito con alla base la centralit dei territori Firenze, 4/09/2012 - Nel dibattito che si sta sviluppando sul futuro delle province pare quasi del tutto scomparso un elemento che a noi pare invece fondamentale: quello della rappresentanza territoriale, democratica e del pluralismo, il cui recupero riteniamo imprescindibile. Cos Monica Sgherri, Capogruppo Federazione della Sinistra Verdi in Consiglio Regionale. Proprio nel momento in cui, per esigenze soprattutto di bilancio, si va verso una razionalizzazione dei principali servizi ai cittadini dimensionati almeno su scala sovra comunale il quadro di riforma che si va delineando a livello nazionale per le province svela il suo obbiettivo di fondo, cio togliere la possibilit ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti per quanto riguarda la rappresentativit dei territori e del pluralismo politico - e in questa maniera la possibilit di controllo su servizi fondamentali che saranno sempre pi gestiti a livello sovra comunale: lo dimostra la scelta di rendere le province enti di secondo grado con i consigli non pi eletti direttamente nonch ridurre il numero dei nuovi consiglieri da dieci a sedici a seconda della dimensione provinciale. Mancanza di rappresentanza e rappresentativit che non trover mai il nostro consenso. Detto questo conclude Sgherri - il dibattito che si sta sviluppando sulla stampa sta perdendo la necessaria visione di insieme e soffre da un lato di eccessi di campanilismo, e dallaltro di pretese di calare soluzioni tecniche dallalto. Crediamo invece che sia fondamentale reintrodurre nel dibattito la centralit dei territori e le loro vocazioni socio economiche, alla base di qualsiasi riflessione sul tema, e ci impegniamo a promuovere in tempi brevi un dibattito che tenga conto di questi aspetti.

Le province possibili guardando la storia


Rossano Pazzagli su Il Tirreno del 02/09/2012
Non credo che il riordino delle province italiane dia buoni frutti, figlio com della furia smantellatrice e dei criteri ragionieristici del governo Monti. Larticolo 17 della cosiddetta spending review semplicemente inattuabile e spetta a regioni come la Toscana dimostrarlo e opporgli unidea pi avanzata e democratica di riordino territoriale. La Toscana pu essere un ambito regionale significativo per ripartire dai caratteri di fondo dei territori (le Toscane): dai contadi comunali, alle signorie, al formarsi dello stato regionale, fino al granducato e allattuale regione, il processo storico indica non tanto una identit fissa e immobile, quanto una mutevole integrazione di citt, borghi e campagne in assetti istituzionali che non di rado hanno prodotto anche geometrie variabili nel tempo, un utile gioco di persistenza e innovazione, spesso espressione di conflitti tra scelte dirigiste (dallalto) e resistenze del territorio (dal basso). Si pensi alla Valdinievole oscillante tra Lucca e Pistoia, o ai comuni della Maremma smembrati tra Pisa e Siena e poi anche tra Grosseto e Livorno. La storia non deve essere un peso, ma unopportunit di analisi e di riflessione. Il quadro di fondo che emerge sul lungo periodo, almeno dal medioevo in poi, quello di quattro citt ordinatrici e di un certo numero di unit territoriali resistenti raccolte intorno a citt medio-piccole e contrassegnate da estesi territori rurali con una rete pi o meno fitta di borghi e villaggi: Firenze, Pisa, Siena e Lucca con le ampie e differenziate aree della Maremma, del Casentino, della Lunigiana, della Garfagnana, del Mugello, del Chianti, ecc.. Le testimonianze storiche sono eloquenti e innumerevoli. Nell800 si scelse addirittura di descrivere la Toscana per valli, con un sistema simile a quello dei nostri bacini idrografici, e si sperimentarono i compartimenti al posto delle province. In questo lungo processo le citt hanno sempre svolto il ruolo di polo aggregatore e ordinatore del territorio. Non detto che debba rimanere cos: bisognerebbe anzi superare questa logica urbanocentrica per adottare un criterio di pari dignit dei territori, urbani o rurali che siano. Ci implica, nel ridefinire la rete provinciale, una metodologia buttom-up, un processo partecipativo che coinvolga dal basso popolazioni e territori. Lottica deve essere locale, ma non localistica, dovendo tenere conto anche dei legami col mondo pi ampio secondo un approccio glocale: i porti, gli aeroporti, la viabilit, le universit e i centri del sapere, i grandi servizi pubblici, le aree protette, il mondo del lavoro e cos via. Il territorio sia protagonista di un disegno istituzionale non basato su requisiti esclusivamente numerici (popolazione e estensione) come prescrive il Governo. Forse, seguendo questo percorso, non sarebbe inimmaginabile un assetto della Toscana consistente in cinque province: due aree vaste a carattere metropolitano e tre zone a sfondo pi rurale. Dunque unarea vasta Livorno-PisaLucca-Massa-Carrara, unaltra area vasta Firenze-PratoPistoia (con la Vadinievole che dovr scegliere se appartenere alluna o allaltra), una grande provincia di Maremma (con i comuni della maremma pisa-

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na e livornese che dovranno pronunciarsi su questa riunificazione), una provincia del Casentino-Val di Chiana e una del Senese, sempre con un ruolo attivo dei Comuni che devono restare lossatura di base del sistema istituzionale. Non una proposta, ma solo limmaginazione del possibile esito di un percorso che veda finalmente le comunit locali come attori principali nella costruzione del nuovo assetto, dei suoi confini e dei rispettivi capoluoghi, perch le istituzioni sono come i buoni vestiti: vanno cuciti addosso alle persone (territori) e non comprati belleffatti al mercato del pret-porter in cui qualcuno decide per tutti. Come sta accadendo in questa fase politica ormai postdemocratica.

Riordino delle Province, Andrea Pieroni, pres. UPI: Almeno cinque province o meglio abolirle tutte
da: Il Tirreno del 01/09/2012
O cinque province o meglio abolirle tutte. quanto si ricava da unintervista al Tirreno di Andrea Pieroni, presidente della provincia di Pisa e dellUPI, lunione delle province toscane. [] Cosa propone? Ritengo che la discussione sulla dimensione delle province deve essere legata alla definizione delle funzioni. [] Non mai lora per ridurre le province Guardi che con i tagli apportati dal governo dal prossimo gennaio le province rischiano di essere abolite di fatto. Chiss lei come la prender Se le province devono risultare marginali e insignificanti meglio abolirle. Che fa? Anche lei alza bandiera bianca? Noi siamo coerenti. Siamo per una riforma seria delle province. Se devono essere gusci vuoti meglio labolizione Come finir questa partita? Mi sembra che la matassa sia molto ingarbugliata. Non sar facile dipanarla

Riordino delle Province - sintesi normativa


Le nuove province risultanti dalla procedura di riordino devono possedere entrambi i requisiti. a) dimensione territoriale non inferiore a duemilacinquecento chilometri quadrati; b) popolazione residente non inferiore a trecentocinquantamila abitanti. elezione di secondo grado dei Consigli provinciali e dei Presidenti della Provincia. LUPI rileva che la scelta di eleggere i consigli provinciali attraverso una elezione di secondo grado, priva i cittadini del territorio provinciale del diritto di eleggere e controllare direttamente un ente peraltro previsto dalla Costituzione. composizione del consiglio provinciale: 16 membri nelle province con popolazione superiore a 700.000 abitanti; 12 membri nelle province con popolazione superiore a 300.000 abitanti; da 10 membri in tutte le altre province. Il taglio dei consiglieri vuol dire un forte innalzamento di fatto della soglia si sbarramento. Elettorato attivo A) sono elettori per lelezione del consiglio provinciale i sindaci e i consiglieri comunali incarica nei comuni della provincia.... B) ciascun elettore pu esprimere uno o due voti di preferenza alla carica di consigliere provinciale; nel caso di due preferenze, almeno una deve riguardare un candidato di sesso diverso da quello cui destinata la prima preferenza Elettorato passivo Il nuovo modello elettorale di tipo proporzionale, fra liste concorrenti A) possono candidarsi ad essere eletti esclusivamente sindaci e consiglieri comunali in carica al momento della presentazione delle liste; B) con la lista dei candidati al consiglio provinciale deve essere presentato il candidato alla carica di presidente della provincia C) deve ricoprire la carica di sindaco o di consigliere del comune capoluogo di provincia almeno uno e non pi di un terzo dei candidati di ciascuna lista.... Devono essere compresi in ciascuna lista, nel rispetto del principio di pari opportunit, candidati di entrambi i sessi;

OdG approvato nella riunione del Coordinamento RSU Province Toscane, Lucca 10/09/2012 - sintesi Il Coordinamento delle RSU delle Province Toscane, riunitosi a Lucca per esaminare la complessa situazione politica e sindacale , alla luce delle proposte fino oggi circolate esprime in primo luogo una forte preoccupazione per le conseguenze che i provvedimenti di Spending review e di riordino delle Province comportano sia per la vita democratica e sociale di questo Paese che per i lavoratori dell'ente. Subiamo un riordino incoerente sia nei tempi che nei contenuti, su cui il dibattito politico ha prodotto finora esiti deludenti e incapaci incapace di ascoltare i cittadini e i dipendenti quindi di far chiarezza. Paiono infatti pi importanti diatribe estemporanee sui capoluoghi piuttosto che la effettiva riorganizzazione dei servizi erogati dalla Province

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compreso dei lavoratori che li erogano. Le RSU delle province toscane - [] chiedono di definire prioritariamente i compiti e le funzioni anzich i confini e gli ambiti di aggregazione. - Poich in questi anni lerogazione di vari servizi delle Province si avvalsa di esternalizzazioni o appalti con diverse tipologie contrattuali, ritengono inaccettabile che la riorganizzazione dei servizi disperda un patrimonio pluriennale di professionalit. Pur nella diversit dei contratti di lavoro e di rapporto giuridico con gli Enti Locali rispetto ai Dipendenti Provinciali, le RSU delle Province riconoscono che i lavoratori precari e degli appalti hanno diritto a garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro (anche mediante apposite clausole da inserire nei futuri bandi provinciali o regionali) e si impegnano ad un intraprendere un percorso unitario con le relative organizzazioni sindacali.

Riordino delle Province: serve un modello per migliorare la competitivit e servizi per unire la Toscana
Posizione presa dalle Camere del Lavoro provinciali, CGIL Toscana e FP-CGIL Toscana sintesi [] Oggi siamo di fronte a scelte del Governo che ridisegnano lassetto istituzionale ispirandosi a principi di risparmio economico, tra laltro tutto da dimostrare, come concessione allantipolitica, che produce scelte tutte determinate da fattori aritmetici, Km quadrati e numero di abitanti, senza tenere minimamente di conto, storia, tradizione, omogeneit socio culturale ed economica dei territori che sono sottoposti a detti stravolgimenti. Per questi motivi la nostra organizzazione ha espresso a livello nazionale il proprio parere in merito ad una riforma che si ispira ai principi del risparmio e usa laritmetica come strumento per intervenire su materie delicate come sono quelle di riordino istituzionale, che riduce la rappresentanza democratica declassando a enti di secondo livello le nuove Province. Per questa ragione riteniamo sbagliati non solo le ragioni ispiratrici, ma anche i criteri aritmetici che devono individuare le nuove Province, ma non condividiamo neppure il loro declassamento a istanze di 2 livello. In merito a ci si deve ancora pronunciare la Corte Costituzionale. Condivisibile laccorpamento di funzioni per i piccoli Comuni, condivisibile lidea di premialit per i piccoli comuni che si fondano. Ma la cosa inaccettabile che si faccia un riordino istituzionale che non tenga il proprio baricentro dentro una logica di affinit territoriale dal punto di vista dellintegrazione vera che in un determinato spazio geografico si determinata col tempo. La crisi che ha investito anche la nostra Regione non ha indebolito le ragioni per cui a suo tempo individuate nelle aree vaste le tre porzioni di territorio toscano su cui agire in modo univoco, ma anzi la crisi ha dimostrato come lessere pi piccoli indebolisce lefficacia della risposta in qualsiasi campo e settore. Per queste ragioni riteniamo che quella lintuizione sia ancora valida e rappresenta ancora oggi lasse, lipotesi, su cui lavorare per il riordino delle Province Toscane. Il problema non pu, e non deve diventare quello del capoluogo se davvero puntiamo ad un sistema integrato ma policentrico, piuttosto deve essere quello dei servizi che si offrono ai cittadini, sulla loro allocazione, sul come si realizza il decentramento nel territorio e soprattutto per quali funzioni, alla luce della inevitabile riorganizzazione delle amministrazioni dello Stato. Basti pensare ai servizi per limpiego, al loro coordinamento e alla loro capillare diffusione sul territorio. Dobbiamo discutere il come si realizza una scelta policentrica, per rendere efficaci e fruibili i servizi che ai cittadini si offrono. La Toscana terra di sistemi territoriali, di distretti, di sistemi economici locali, di distretti agricoli e rurali, di delicati sistemi della montagna, ogni azione di riordino istituzionale non pu prescindere da questa lettura, l'obiettivo quale assetto si realizza al fine di rafforzare un sistema che nella attuale crisi soffre in modo drammatico. []

Referendum - Ferrero (PRC-FdS): Domani depositeremo quesiti su art. 18: Sinistra unita contro le politiche di Monti - 10 settembre 2012
Domani depositeremo, insieme a un comitato unitario di cui fanno parte oltre a Rifondazione, lIdV, Sel e altre forze politiche e sociali, i due quesiti referendari per ripristinare larticolo 18 e per abolire larticolo 8 della manovra finanziaria di Berlusconi. unoccasione importante di rilancio dellunit della sinistra su una battaglia sociale essenziale, contro le politiche del governo Monti, per i diritti dei lavoratori che i tecnici vanno demolendo. Rifondazione Comunista propone inoltre un altro referendum, per labolizione della riforma delle pensioni dalla Ministra Fornero: un modo semplice per fare centinaia di migliaia di posti di lavoro per i giovani senza tante chiacchiere.

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Una campagna referendaria costituente


di Roberta Fantozzi
La campagna referendaria che sta per iniziare ha un valore straordinario. Per almeno tre motivi. Il primo riguarda il merito stretto delle questioni oggetto dei referendum. Il secondo, il rapporto tra quel merito e la politica politicante: lirruzione di nodi di tale rilevanza da scompaginare un gioco delle alleanze costruito a prescindere da programmi e contenuti. Infine la possibilit che a partire dalla costruzione dei comitati per la raccolta delle firme, quei contenuti si incarnino in una nuova stagione di protagonismo politico diffuso, che la partecipazione diventi parte di un processo costituente di uno spazio pubblico dellalternativa. Il merito riguarda a due atti politici dei governi Berlusconi e Monti. Con il primo, lapprovazione dellarticolo 8 della manovra dellagosto 2011, si sono poste le premesse per la cancellazione tanto del contratto collettivo nazionale quanto dellintero complesso della legislazione a tutela del lavoro, rendendo contratto e leggi derogabili dalla contrattazione di secondo livello e dunque dallaccordo con qualsiasi sindacato di comodo a livello aziendale o territoriale. Con il secondo - lo svuotamento dellarticolo 18 - il confinamento dellobbligo di reintegra per il licenziamento ingiustificato a casi estremi e improbabili mette tutti i lavoratori nella condizione di non poter esercitare pi alcun diritto. Tutti ricattabili. Ai quesiti sullarticolo 8 e 18 abbiamo proposto di affiancare un referendum abrogativo della controriforma delle pensioni del dicembre 2011. Per limpatto devastante che quella controriforma ha sulla vita delle persone con lallungamento fino a sei anni del tempo di lavoro, che nel contesto della crisi significa mettere in strada centinati di migliaia di lavoratrici e lavoratori, senza pi possibilit di ricollocarsi nel mondo del lavoro e lontanissimi dalla possibilit di accedere alla pensione: Una controriforma i cui effetti sono quelli di aumentare esponenzialmente la disoccupazione giovanile, . dettata dalla scelta di fare cassa sulle pensioni e non certo da problemi di equilibrio del sistema previdenziale gi abbondantemente ridimensionato dai continui interventi che si sono succeduti negli ultimi due decenni. In queste ore si sta discutendo della possibilit di completare il pacchetto referendario con pochissimi altri quesiti capaci di indicare chiaramente una prospettiva di alternativa rispetto alle politiche di distruzione di diritti sociali e di parlare ad una platea ampia di soggetti. Loffensiva referendaria sta gi come era ovvio producendo il posizionamento dei diversi soggetti sociali e politici. Ed davvero non convincente la replica che viene dal PD: non solo perch affermare che su questi temi lo strumento referendario sbagliato perch esclude le parti sociali ed un atto unilaterale, significa sottrarre alla sovranit popolare il giudizio su punti dirimenti del di un paese, ma anche perch proprio la vicenda dellarticolo 8 citata da Fassina la migliore dimostrazione della necessit di mettere in campo liniziativa referendaria. Loltranzismo dellarticolo 8 aveva effettivamente prodotto la critica anche del PD, ma deve essersi trattato di un sussurro, andando poi avanti dando con proprio assenso alla cancellazione dellarticolo 18! La verit che questi provvedimenti sono scritti dentro le indicazioni dettate della BCE e della UE. Al pari del Fiscal Compact, disegnano unEuropa che compete sullo scenario internazionale distruggendo ci che resta del proprio modello sociale: welfare, diritti del lavoro, democrazia. La stagione referendaria promossa dallarco di forze ampio che si prospetta, pu diventare il terreno su cui a partire dai contenuti si discrimina tra chi vuole al massimo mitigare quella direzione di marcia e chi prova a ricostruire unalternativa. E la raccolta di firme, la costituzione di comitati unitari nei territori pu essere loccasione per rimettere in connessione percorsi diversi di impegno politico e sociale. Provando a rideterminare schieramenti ed alleanze partendo da quei contenuti.

Un grande lavoro
Loris Campetti su Il manifesto del 10/09/2012
Marted mattina alla Corte di Cassazione si costituir ufficialmente il comitato promotore dei due referendum sul lavoro inizialmente presentati dallItalia dei valori e successivamente aperti a un ampio arco di forze politiche, sociali, sindacali, intellettuali impegnate nella difesa dei diritti e della democrazia. Del comitato faranno parte, insieme a Di Pietro e ad alcuni suoi rappresentanti, giuslavoristi, giuristi, intellettuali (due nomi importanti tra gli altri, Stefano Rodot e Umberto Romagnoli), dirigenti della Fiom e della Cgil (non solo Gianni Rinaldini, motore della ricomposizione unitaria e coordinatore della minoranza La Cgil che vogliamo), di Rifondazione e di Sel, di Alba e non escluso che del comitato faccia parte anche leurodeputato del Pd Sergio Cofferati che milioni di persone identificano con la battaglia in difesa dellart.18, e che ha gi dichiarato al manifesto la sua adesione alla campagna. Da ottobre a dicembre, e cio nel cuore della campagna elettorale, si svolger la raccolta di firme che consentir costringer? un vastissimo schieramento politico e sociale a lavorare gomito a gomito nei banchetti su un obiettivo comune: il ripristino della democrazia nei luoghi di lavoro.

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Spending review. Ferrero: ennesima stangata sullo stato sociale


07/09/2012
La spending review rappresenta una vera e propria stangata sullo stato sociale, sui servizi al cittadino, sugli enti locali, sulla sanit pubblica. Lo dicono in inglese proprio per celare la vera natura di quella che una sostanziale stangata. E la cosa grave che il Pd, votando la fiducia sul provvedimento approvato stamane, si rende responsabile di questo sfacelo. E falso ed ipocrita che si dica che ci saranno poi delle correzioni: intanto Monti ha gi demolito larticolo 18 e pure il welfare state.

Si dice spending review si legge tagli


Per quanto riguarda il comparto delle Regioni la cosiddetta revisione della spesa (spending rewiew nazionale decreto legge 95/2012 convertito in legge dal parlamento il 7 agosto scorso) prevede un taglio ai trasferimenti dallo Stato alle Regioni di 700 milioni per il 2012, di un miliardo per il 2013 e per il 2014. Per quanto riguarda la Toscana i tagli ai trasferimenti saranno cos distribuiti: per il comparto sanit 60 milioni in meno per il 2012, 120 milioni per il 2013 e 130 milioni per il 2014, mentre per gli ambiti non sanitari 50 milioni per il 2012 e 70 annui dal 2013 in poi. Per la Toscana, quindi un totale di circa cinquecento milioni in meno nei tre anni di riferimento. E bene ricordare che la somma dei tagli operati dai Governi Berlusconi e Monti impatta a regime, per la Toscana, per quattrocento milioni lanno.

FdS, PRC e PdCI: Grazie alle forze di sinistra e alle organizzazioni sociali la Regione cambia le scelte sui ticket
Firenze, 08/08/2012 - Rispetto alla manovra toscana, in seguito alla legge sulla Spending Review, siamo parzialmente soddisfatti. Sui ticket regionali ci possiamo ritenere contenti della scelta del doppio binario per lesenzione: reddito irpef sotto i 36mila euro o ISEE - nel caso sia pi conveniente (famiglie giovani con pi figli a carico, casa in affitto) e la rinuncia allISEE secca con fascia di esenzione sotto i 15mila euro che avrebbe il penalizzato famiglie da lavoro dipendente, e pensionati, con redditi bassi per il solo fatto di avere la prima casa di propriet e qualche faticato risparmio. Motivo per il quale avevamo chiesto un passo indietro alla Giunta Regionale e alla Maggioranza, una riflessione seria proprio in nome della salvaguardia di quellequit e coesione sociale che vogliamo continui a caratterizzare la nostra Regione. Le nostre richieste sono state accolte anche se non vogliamo nascondere che ci che veramente a rischio in questo Paese il principio costituzionale di un sistema di sanit universale e la tenuta di uno Stato Sociale pubblico. Un'altra manovra a saldi invariati era ed possibile: tagliare le spese militari, introdurre la patrimoniale, tagliare le pensioni doro, ecc. da questa convinzione che abbiamo chiesto al presidente Rossi di tradurre tutto ci in una iniziativa politica, per esempio una proposta di legge di iniziativa regionale da presentare al Parlamento, a settembre, che contenga le proposte gi citate. Un segnale politico forte sintesi delle perplessit e contrariet ai tagli dellesecutivo espressi anche dallo stesso Presidente della Regione e da numerosissimi amministratori - che parta dalla Toscana e trovi il supporto ed il consenso delle organizzazioni sociali di quelle sindacali e di tanti enti locali spinti inesorabilmente verso il taglio dei servizi dai tagli lineari di una manovra ingiusta. Stefano Cristiano segretario regionale PRC, Lucia Mango - segretario regionale PdCI, Monica Sgherri Capogruppo FdS Verdi Paolo Marini consigliere regionale FdS Verdi

Consiglio straordinario sulla Spending Review e i provvedimenti in Toscana. Sgherri e Marini: la maggioranza regionale faccia una proposta di legge al Parlamento di radicale modifica della manovra Monti
Firenze, 9/08/2012. Oggi la Regione Toscana ha compiuto scelte conseguenti alla cosiddetta spending review. Manovra nazionale di lacrime e sangue votata anche dal Partito Democratico-, fortemente osteggiata dalla Federazione della Sinistra perch colpisce duramente lo Stato Sociale, la sanit pubblica, il lavoro, le fasce sociali pi deboli. Nella manovra di Monti non c un euro speso per far ripartire le industrie italiane. Si pu continuare a tagliare i servizi e mettere le tasse ma il rigore da solo non ci porter lontano. Ci vuole un progetto di sviluppo e iniziare a far pagare chi non ha mai pagato, invece ancora una volta la crisi fatta pagare a chi in questi ultimi anni ha gi duramente pagato in termini di riduzione del salario, servizi, tasse sulla prima casa, aumento del costo della vita. Siamo convinti che fossero possibili scelte differenti da far ricadere su chi la crisi in buona misura lha provocata. Scelte che avrebbero garantito maggiore equit sociale e tenuta dei ser-

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vizi per le Regioni virtuose, come la Toscana. Nel merito della manovra regionale, siamo convinti che il buon governo e la buona gestione economica e finanziaria della nostra Regione stiano permettendo di fare fronte a tagli drammatici rispettando, comunque, lesigenza di una salvaguardia del proprio sistema sociale e sanitario. Abbiamo condiviso la manovra regionale con senso di responsabilit istituzionale ma anche chiaramente richiesto che nel documento finale la nostra Regione si impegni a proporre e promuovere a livello nazionale misure di radicale modifica a quella varata dal Governo. Chiederemo alla maggioranza regionale di avanzare al Parlamento una proposta di legge in cui siano messe nero su bianco proposte come lazzeramento dellacquisto di costosissimi aerei da caccia militari, il taglio delle pensioni doro, lintroduzione di una tassa sui grandi patrimoni, sulle rendite finanziarie e sui capitali scudati. Gruppo FdS Verdi Paolo Marini e Monica Sgherri

Limpresa di uneconomia diversa


Su www.sbilanciamoci.info del 10/09/2012
Pubblichiamo il documento finale decimo forum di Sbilanciamoci! tenuto a Capodarco di Fermo 7-9 settembre 2012 e il link ai video degli interventi La crisi italiana si fa pi grave, la recessione estesa in tutta Europa, la disoccupazione supera il 10% e colpisce un terzo dei giovani. questo il risultato di cinque anni di crisi e delle politiche di austerit imposte dalla finanza e dallEuropa. Il governo Monti le sta realizzando in Italia allinsegna di un neoliberismo ideologico che non risolve i problemi, aggrava la crisi, minaccia la democrazia. necessario un cambio di rotta. Dalle iniziative di questi mesi e dalle discussioni alla contro-Cernobbio di Sbilanciamoci di Capodarco sono emerse sette proposte: 1. LEuropa. essenziale che lEuropa fermi la speculazione e ridimensioni la finanza, vietando le operazioni ad alto rischio, tassando le transazioni finanziarie; il problema del debito si pu affrontare con la Banca Centrale Europea che assuma il ruolo di prestatore di ultima istanza e introducendo gli eurobond; [] 2. La crisi e il lavoro. Per uscire dalla recessione necessaria una ripresa della domanda con un maggior ruolo della spesa pubblica, da utilizzare per affrontare lemergenza occupazione. [] E si possono creare 500 mila nuovi posti di lavoro attraverso investimenti sociali e migliaia di piccole opere di cui il paese ha bisogno: infrastrutture di base, messa in sicurezza delle scuole, riassetto idrogeologico, tutela del territorio, mobilit ed energia sostenibile, welfare e salute, istruzione e ricerca. [] 3. La protezione sociale. Chi colpito dalla crisi e dalla precariet, chi senza lavoro deve disporre di una rete di protezione sociale e tutela del reddito, dallestensione degli ammortizzatori sociali per i lavori atipici, fino allintroduzione del reddito di cittadinanza. Bisogna difendere la spesa sociale dalle riduzioni dei trasferimenti agli enti locali, ristabilendo i fondi per le politiche sociali; bisogna difendere i diritti dei migranti e chiudere i CIE. 4. Giovani, formazione, conoscenza. Abbiamo bisogno di un piano giovani che progetti il futuro di questo paese. Laccesso e la diffusione della conoscenza sono la base per offrire ai giovani nuove possibilit di lavori di qualit. Per listruzione e la conoscenza serve un miliardo di euro per migliorare la scuola pubblica tagliando i 700 milioni di sussidi alle scuole private assicurare l'obbligo formativo, finanziare universit e ricerca, estendere le borse di studio per gli studenti universitari, bloccando gli aumenti delle tasse discrizione e le barriere poste dal numero chiuso nellaccesso alluniversit. 5. Cambiare produzioni. Il vecchio modello di sviluppo non pu pi funzionare, lo dimostra il tramonto della Fiat e i problemi dellIlva. Serve una politica industriale che orienti le scelte pubbliche e private su che cosa e come produrre, riservando incentivi e riduzioni del cuneo fiscale alle imprese che investono e creano occupazione in produzioni di qualit, con nuovi prodotti e servizi, sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. Va sostenuto limpegno per la produzione e laccesso ai beni comuni, il ruolo delleconomia solidale e di relazioni sociali fondate su sobriet e solidariet. 6. Tagliare la spesa militare. Allinterno della spesa pubblica i tagli vanno fatti sulla spesa militare, non quella sociale: si possono risparmiare

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12 miliardi di euro cancellando il programma di acquisizione dei 90 cacciabombardieri F35 e riducendo di un terzo le Forze Armate. 7. Redistribuire il reddito. Nuove risorse per la spesa pubblica si devono trovare tassando la ricchezza finanziaria e immobiliare e riducendo le imposte sul lavoro. I patrimoni superiori al milione di euro vanno tassati con unaliquota progressiva che parta dal 5 per 1000. Va innalzata al 23% limposizione fiscale sulle rendite e bisogna tassare i redditi superiori ai 200 mila euro con l'aliquota del 50%. Serve una lotta sistematica all'evasione fiscale. La legalit un fondamento essenziale per ricostruire il paese: servono misure contro la corruzione e fermare lespansione delleconomia criminale. questo il cambio di rotta che Sbilanciamoci! chiede alla politica e alleconomia italiana. in questo modo che si pu uscire dal paradigma neoliberista e dalle politiche di austerit. []

Speciale sanatoria 2012 Le prime istruzioni utili, la norma, le circolari


domande dal 15 settembre, al 15 ottobre 2012 attraverso un modulo on line del ministero degli interni. Il lavoratore straniero deve dimostrare la presenza in Italia, dal 31 dicembre 2011. Dal 7 settembre possibile versare il contributo con lF24. sono i datori di lavoro che dovranno presentare la domanda di emersione dei propri dipendenti stranieri in nero la pratica coster circa 3 mila euro mille euro forfettarie previsti dalla sanatoria, pi contributi e versamenti arretrati (Inps. Inail ecc.) per almeno sei mesi di lavoro. La sanatoria riguarder circa 50 mila immigrati, per informazioni ed assistenza rivolgersi ai patronati, alle associazioni datoriali, ed associazioni che assistano i lavoratori immigrati, per consultazioni vedere il sito: www.interno.it o www.italofilippinagiustiziadiritto.com

Regione Toscana: contestato appalto servizio di portineria, centralino e servizi autisti. Sgherri: bene approvazione mozione unanime dal Consiglio. Inaccettabile il criterio del massimo ribasso, necessario tutelare salari e diritti dei lavoratori. Non abbasseremo la guardia sulla vicenda
Firenze, 12/09/2012. Con lapprovazione allunanimit oggi di una mozione unitaria di cui sono prima firmataria la volont del Consiglio Regionale sulla vicenda appalto delle portinerie regionali chiarissima e cio di affermare la contrariet al criterio del massimo ribasso e la necessit di applicare i contratti nazionali congrui al fine di non ledere le garanzie e i diritti salariali e non solo per i lavoratori al momento delle gare dappalto. Cos da non derogare da norme e principi che la Regione si data. Esprimo quindi soddisfazione per lapprovazione unanime e certo non abbasseremo la guardia sulla vicenda, al fine di giungere ad una conclusione che auspichiamo positiva della vicenda. Cos Monica Sgherri Capogruppo FdS Verdi in Consiglio Regionale. La Regione, Giunta e Consiglio hanno sempre posto estrema attenzione e impegno rispetto alle numerose crisi sul territorio, crisi che portano a ledere non solo salari ma anche diritti dei lavoratori. quindi assolutamente da evitare che come nel caso della vicenda dellappalto delle portinerie regionali questo si possa realizzare proprio in casa sua. Con il criterio del massimo ribasso spiega Sgherri - non solo si colpiscono pesantissimamente i salari ma si rischia anche di destrutturare il mondo del lavoro minando in maniera inaccettabile tutele e diritti dei lavoratori come rischia di avvenire nel caso in questione -. Laltro aspetto che emerge tutta la questione dellapplicazione dei contratti nazionali: a mio avviso si deve applicare quello pi congruo alle effettive prestazioni in quanto capace di garantire diritti e tutele dei lavoratori, e non quello economicamente pi basso. La mozione approvata impegna la Giunta sia sul piano nazionale (agire presso il governo e Parlamento cos che si intervenga sulla normativa degli appalti pubblici per garantire condizioni contrattuali conformi ai principi costituzionali) sia su quello locale con lobbiettivo di giungere al rispetto delle tutele, dei diritti e dei livelli salariali dei lavoratori coinvolti. Un impegno forte sul quale non derogheremo, doveroso nei confronti di lavoratori che da anni svolgono con impegno il proprio lavoro

n. 19 del 12/09/2012

Sgherri: Non vediamo ripresa delloccupazione. Urgente un Consiglio straordinario


Firenze, 05/09/2012. Non possiamo condividere lottimismo con cui sono stati diffusi i dati sulloccupazione in Toscana dove il mercato del lavoro risulta ad oggi estremamente sofferente e dove si prospettano periodi ancora lunghi di difficolt economica per decine di migliaia di lavoratori. Cos Monica Sgherri Capogruppo FdS Verdi in Consiglio Regionale - commenta i dati regionali sulloccupazione e aggiunge: La lieve ripresa tendenziale del numero degli occupati (+0,2%) rispetto al secondo trimestre 2011, si accompagna infatti a una disoccupazione del 7,7% e un ulteriore incremento (lultimo di una lunga serie) del ricorso alla cassa integrazione. Come sappiamo, ci sono molti modi per calcolare la disoccupazione e ci sono indicatori che considerano non solo le persone in cerca di occupazione sul totale, ma anche gli scoraggiati (e soprattutto, purtroppo, le scoraggiate) e il ricorso alla CIG. Con questi strumenti dovremmo misurare la nostra eventuale soddisfazione per avere unimpressione corretta e reale della condizione del mercato del lavoro. Nel 2010, quando il tasso di disoccupazione ordinario si aggirava intorno al 6%, lindicatore pi completo si attestava gi intorno al 10% e temiamo che oggi la soglia del 10% sia ampiamente superata. A questo si aggiunga che al lieve aumento delloccupazione fa da contraltare una riduzione della produttivit. Un suo recupero, che si ritiene inevitabile per la ripresa, si traduce nella maggior parte dei casi, data la scarsa propensione allinvestimento delle imprese toscane, in una riduzione delloccupazione. Insomma continua a piovere sul bagnato! Nel recente passato la cosiddetta ripresina era caratterizzata dallessere senza lavoro. Anche per limmediato futuro si continua nel solco della competitivit sulla pelle dei lavoratori. La Regione Toscana sta lavorando molto sul settore delle tutele per il mercato del lavoro, ma il quadro diventa oggettivamente sempre pi cupo e non crediamo esistano spiragli per facili ottimismi. Anche per questo, chiediamo conclude Sgherri che il Consiglio Regionale dedichi una sessione speciale per aggiornare lanalisi e gli strumenti a difesa del lavoro in Toscana, contribuendo a fare della Toscana una vertenza nazionale su questi temi, cos come anche invocato dalla CGIL regionale.

Contributo digitalizzazione diagnostica. Risposta a interrogazione di Sgherri: preoccupata e insoddisfatta. I costi della modernizzazione del sistema dovrebbero essere in capo alla fiscalit generale
Firenze, 12/09/2012. Profondamente preoccupata e insoddisfatta dalla risposta. Infatti come emerge dalla risposta stessa il contributo non dovuto per leffettiva consegna del cd diagnostico ai pazienti, bens come contributo generalizzato per costi di modernizzazione di tutto il sistema della diagnostica (la digitalizzazione), costi che andrebbero messi invece in capo alla fiscalit generale; insomma, come se a suo tempo si fosse chiesto, a prescindere, un contributo ad hoc per la sterilizzazione delle sale operatorie! Cos Monica Sgherri capogruppo FdS Verdi in Consiglio Regionale in merito alla risposta data ieri in aula dallassessore alla salute allinterrogazione sul contributo per la digitalizzazione diagnostica (il famoso cd). Un ulteriore costo per i cittadini che pertanto, per come configurato, ritengo non sia caratterizzato nemmeno da un minino di equit, che vi sarebbe stata se questo fosse dovuto solo nel caso delleffettiva consegna del supporto digitalizzato ai pazienti e fosse calcolato sugli effettivi costi sostenuti per produrre il cd, quindi assai minori di quanto previsto. Che il problema sollevato sia vero e sentito lo dimostrano le centinaia di telefonate in merito a questo contributo e sulle sue esenzioni, nonch le ulteriori esenzioni deliberate dalla Giunta nei giorni scorsi. Il rischio molto concreto sul quale si dovr svolgere attento monitoraggio che per molti cittadini si sommino i vari ticket e contributi con costi assi pesanti.

Petizione popolare NO ISEE


Continua la raccolta delle firme
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n. 19 del 12/09/2012

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Marini: Il carcere di Porto Azzurro va chiuso: condizioni di vita non umane, poco personale di sorveglianza, struttura che cade a pezzi
Questo pomeriggio presentazione di una mozione in Consiglio Regionale (n. 517) Firenze, 11/09/2012 - LIstituto penale Forte San Giacomo di Porto Azzurro versa in condizioni che hanno dellincredibile la denuncia parte dal consigliere regionale Paolo Marini (Federazione della Sinistra Verdi) che ha visitato la struttura carceraria nelle scorse settimane, insieme a una delegazione sindacale tutte le sedi penitenziarie della Toscana sono in stato pessimo : strutture che cadono a pezzi, sovraffollate, con poco personale di sorveglianza. A Porto Azzurro accade che i reclusi vivano stipati nelle celle; in alcune sezioni del carcere a controllare alcune centinaia di detenuti ci sono non pi di due unit di polizia penitenziaria, durante il giorno; lapprovvigionamento di acqua difficile e questo crea problemi sul fronte sanitario e igienico. C bisogno che la struttura venga sottoposta a interventi urgenti e non rinviabili spiega il consigliere regionale per questo necessario che venga chiusa e svuotata. Oggi pomeriggio, in apertura di seduta, presenter una mozione al consiglio regionale per chiedere al presidente Rossi e alla giunta di attivarsi con misure concrete per migliorare le condizioni di vita dei detenuti di Porto Azzurro e garantire al personale in servizio, amministrativo e di polizia penitenziaria, condizioni di lavoro adeguate. Il dispositivo della Mozione: chiede al Presidente Rossi e a tutta la Giunta Regionale di attivarsi con iniziative concrete per favorire la chiusura e la ristrutturazione capillare del carcere di Porto Azzurro finalizzata a migliori e pi umane condizioni di vita dei detenuti con possibilit di reinserimento nella societ e, al contempo, migliori garanzie di lavoro per tutto il personale del carcere, sia amministrativo che di polizia penitenziaria.

Approvata la mozione su Migranti provenienti dalla Libia. Sgherri: un atto di civilt per garantire i diritti di chi fugge da situazioni drammatiche
Firenze, 12/09/2012. Oggi il Consiglio Regionale ha scritto una pagina di civilt. Molto soddisfatta per questa approvazione. Cos Monica Sgherri Capogruppo di Federazione della Sinistra Verdi in merito allapprovazione, da parte dellaula, della mozione di cui prima firmataria, che impegna la Giunta in sintesi a chiedere al Governo di rilasciare ai migranti provenienti dalla Libia e accolti in Italia per lemergenza umanitaria un titolo di soggiorno per motivi umanitari, nonch garantire laccesso alle procedure di richiesta dasilo e programmare interventi per migliorare le condizioni di accoglienza. Lobbiettivo quello di consentire effettivamente prosegue Sgherri che coloro che sono fuggono da condizioni di emergenza umanitaria come nel caso specifico della Libia possano avere riconosciuti i propri diritti, cos che abbiano le dovute condizioni di accoglienza.

Risarcimenti post alluvione a Marina di Campo. Sgherri: intollerabile che dal governo a quanto appreso non sia arrivato ancora un euro
Firenze, 10/09/2012. Non si pu passare dalla tragedia alla farsa. A dieci mesi dallalluvione che colp Marina di Campo, a quanto riporta anche la stampa, i suoi cittadini non hanno ricevuto un euro dei tre milioni promessi dal Governo, cifra che a quanto consta sarebbe comunque insufficiente ai risarcimenti necessari. Una situazione intollerabile; a fronte invece di finanziamenti messi in campo dalla Regione consistenti, viste le possibilit regionali - per il ripristino dellassetto idrogeologico del territorio. necessario quindi incalzare il Governo stesso affinch dia seguito alle promesse fatte e stanzi concretamente almeno i fondi gi indicati a quanto appreso - fin da marzo scorso, mentre vi da compiere ogni iniziativa affinch lentit degli stanziamenti sia effettivamente adeguata alle necessit. Cos come richiamare lesecutivo alla necessit di esenzione dal pagamento dellIMU ed IVA. Presenter urgentemente un interrogazione: come sta facendo la propria parte dal punto di vista dei propri finanziamenti, la Regione necessario ponga ogni sforzo affinch anche il Governo si assuma effettivamente i propri oneri. Cos Monica Sgherri Capogruppo Federazione della Sinistra Verdi in Consiglio Regionale. Apprendo prosegue Sgherri di riunioni nei prossimi giorni, e quindi linterrogazione contribuir anche a conoscere lo stato dellarte, rispetto ad una situazione assolutamente grave ed intollerabile.

n. 19 del 12/09/2012

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Tenti attacca sullinceneritore


Corriere di Arezzo del 23/08/2012
Il segretario PRC FdS ha analizzato il sito del Progetto Life+ L'inceneritore e il Progetto Life+ finiscono nel mirino di Fausto Tenti. Il segretario provinciale PrcFds cita il sito del progetto - http:lwwwhia2l.eu/ progettol- e sottolinea, che "fra i documenti, c' il dettagliato report di un incontro datato 22 settembre 2011, dove la Ausl 8 `comunica che l impianto di incenerimento verr certamente aumentato e che sul territorio si stanno formando movimenti spontanei di cittadini e comitati'. L'Azienda sanitaria (non una bocciofila) che dice addirittura prima, dell'inizio del Life+, cio di un protocollo Oms che deve sentenziare se una zona in grado o meno di sopportare ulteriori attivit insalubri di prima classe - che l'impianto sar certamente aumentato' - continua Tenti - equivale a prenotare al Cup una risonanza magnetica per un cadavere". "Sempre nel documento - continua Tenti - si enfatizza il pericolo che nei comitati si annidino persone che non hanno alcuna competenza in materia, come se essere preoccupati per la propria ed altrui salute non sia di per se una motivazione valida per interessarsi alla questione ...O ancora, si dice `che un aspetto critico potrebbe essere quello di capire se i comitati rappresentano realmente i cittadini e le comunit locali', quasi a voler insinuare che tali tornitati potrebbero anche non rappresentare nessuno o al massimo loro stessi". "Infine l'esperto di fiducia dei cittadini/comitati, l'epidemiologo Saverio Caini - conclude il segretario provinciale Prc-Fds - prescelto nel febbraio 2011, non stato minimamente coinvolto in nulla, proprio in nulla, nel dispiegarsi del progetto".

Follonica: una situazione insostenibile


Gianluca quaglierini Segretario PRC Follonica - 06/09/2012
Ci che sta avvenendo a Follonica molto grave. La credibilit di alcuni personaggi ai minimi termini e l'opposizione consiliare in questi anni stata pressoch nullafacente. Da oggi anche la Corte dei Conti si occupa di Follonica per verificare un eventuale danno erariale in merito alla riorganizzazione del personale ed addirittura verificare la possibilit di richiesta risarcimenti. Chi pagher? La situazione allo sfascio totale e non altro che il culmine di una progressione che non nasce con questa amministrazione (vedi Ippodromo) ma che definitivamente degenerata oggi. Chiediamo ancora una volta IMMEDIATAMENTE le dimissioni (consigliamo di leggere la rassegna stampa di questi mesi e verificare chi ha chiesto per primo le dimissioni e chi f opposizione) di questa amministrazione per limitare ulteriormente i danni. L'unica speranza che a governare prossimamente la citt sia una coalizione che voglia mantenere la Ex Colonia Marina pubblica, che si attivi per far rispettare gli esiti refendari in materia di acqua, che intenda il ciclo dei rifiuti non legato all'incenerimento e incentivi la differenziata porta a porta, che non veda la realizzazione di una Darsena, che non favorisca nessun "amico" permettendo ulteriori cementificazioni od assunzioni facili in una citt piena di seconde case e priva di meritocrazia, che voglia realizzare un Centro Giovani sulla falsariga di quello gi esistente a Piombino, che sia contraria alla realizzazione dell'Autostrada Tirrenica, che si impegni per la diffusione delle energie rinnovabili, che anzich investire nell'esibizione delle Frecce Tricolori si occupi di manutenzione ordinaria delle opere pubbliche, ecc... Una coalizione dove la designazione del candidato Sindaco (che dovr esclusivamente fare quello che chiede la coalizione) sia l'ultima delle questioni e dove la presidenza della Farmacia Comunale siano assegnate a persone competenti. Una coalizione che dovr avere alla base scelte e programmi ben definiti e che al momento della sua presentazione dovr avere gi designato la squadra di lavoro in modo da essere chiara nei confronti degli elettori. Un insieme di forze ha gi lavorato a Follonica su questi temi ed anche molti singoli cittadini (che attualmente non sono impegnati attivamente con i partiti) riconoscono la bont delle idee sopracitate e sono pronti ad attivarsi; ce ne sono molte altre di tematiche importanti su cui lavorare. Siamo pronti. Lanciamo quindi la proposta di ritrovarci e discutere fin da subito; non crediamo che questa amministrazione getti la spugna (anche se quello che auspichiamo) ma una nuova realt deve immediatamente organizzarsi e prendere in mano la situazione ed ipotizzare un nuovo modo di pensare la citt. Per il bene di tutti.

Atti in Consiglio - i testi su www.prcgruppotoscana.it


Mozioni approvate: n. 437 del 17/04/2012: In merito al rilascio di un titolo di soggiorno per motivi umanitari ai migranti provenienti dalla Libia e accolti in Italia per lemergenza nazionale;
A cura del Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra - Verdi

n. 514 del 10/09/2012: Sul sistema degli acquisti a ridotto impatto ambientale della PA con riferimento al Piano Operativo della via Franchigena; n. 517 del 12/09/2012: In merito alla situazione del carcere di Porto Azzurro; n. 519 del 11/09/2012: In merito alle prospettive del territorio di Marina di Grosseto interessato dai roghi dolosi dellestate 2012; n. 520del 11/09/2012: In merito all'esito della gara di appalto per il servizio di portineria, centralino e autista della Regione Toscana e alla garanzia della tutela dei diritti dei lavoratori.

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