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MERCOLED 12 SETTEMBRE 2012

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DOMANI AL SANZIO I COLORI DI RENZO SCOPA
SI TERRA domani alle 21,30 al Sanzio Amo tutti i colori, recital ispirato al libro di Renzo Scopa dal titolo Il segno della parola. Liniziativa collaterale alla mostra Renzo Scopa. Nel segno del sacro, in svolgimento al Castellare di Palazzo Ducale fino al 23. Le musiche sono state scritte e dirette da Massimo Bartoletti. La drammaturgia di Saulo Scopa. Voce recitante Maurizio Perugini, Massimo Bartoletti ai fiati, Umberto Ugoberti fisarmonica, Ermanno Vallini violoncello.

Urbino

Aiutateci a salvare larchivio dei francescani


LAPPELLO
TESORI UNICI Nello sfondo, alcuni volumi dellimportante archivio dei frati. Di fianco, Vincenzo Mosconi, padre Albino Tanucci e la professoressa Anna Falcioni delluniversit di Urbino. I tre sperano di dare un futuro allantichissimo archivio

Migliaia di volumi e pergamene a rischio. Non sono conservati in un luogo idoneo


Il rettore Pivato potrebbe concedere una borsa studio

Uno scorcio del complesso di san Francesco

LA STORIA di Urbino tutta scritta negli archivi. Anche nei libri, vero. Ma quanto c ancora da esplorare, confermare, smentire, aggiustare: le risposte vengono solo dalle fonti dirette, dagli archivi. Pensiamo solo a quello che risultato sulla vita di Raffaello Sanzio in occasione della mostra fatta al Palazzo Ducale nel 2009. Dalle ricerche di Anna Falcioni e Vincenzo Mosconi emersero non solo episodi curiosi sul pittore urbinate, ma anche elementi impensabili sui rapporti profondi e frequenti con la citt. Meno male che abbiamo gli archivi, verrebbe da dire. Meno male che qualcuno li riordina, li tiene in ordine e soprattutto li studia. MA LINDIFFERENZA cronica nei confronti del patrimonio archivistico urbinate ben rappresentata dalle tortuose vicende dellArchivio di Stato, mai concluse rischia di fare danni irreparabili. Un archivio fondamentale nella storia della citt, quello del convento di san Francesco, rischia di sfaldarsi. A meno che non si corra ai ripari. Non tra un anno o dieci, ma (non a caso) gi da domani mattina. Gli strumenti per agire ci sono, la volont di qualcuno pure. Ed allora, che problema c? LARCHIVIO del convento di san Francesco ha documenti di enorme valore, racconta Anna Falcioni, fanese doc ed innamorata di Urbino senza se e senza ma,

docente di Storia medievale al Dipartimento di studi internazionali alluniversit di Urbino. I numeri parlano da soli racconta , ma non dicono ancora tutto. I

ANNA FALCIONI Qui ci sono documenti di enorme valore, molti su Raffaello ed altri pittori
documenti partono dal XIII secolo ed arrivano al XX. Oltre ai manoscritti, ci sono tremila volumi ed ottanta pergamene. In mezzo, mille curiosit, come le annotazioni del Libro delle cere dove venivano segnate le messe funerarie. Troviamo quelle commissio-

nate da Raffaello per il padre Giovanni Santi, tanto per fare un esempio. Sulla famiglia del pittore urbinate c materiale importante. Non solo su Raffaello, ma anche sul padre Giovanni, la madre Mgia, sul nonno Sante ed addirittura sul bisnonno Peruzzolo. Molti, troppi dice sospirando Anna Falcioni che con Vincenzo Mosconi ha riordinato un po larchivio per la mostra su Raffaello. Prima di tutto ci sono stati due traumatici traslochi, peraltro nel dopoguerra. Larchivio andato e tornato due volte ad Osimo. Risultato? Molto materiale si disperso. Non cose di poco conto, parliamo del testamento del nonno di
Questo tesoro che rischi corre?

Raffaello. Queste sono cose avvenute negli anni 60 - 70. Poi negli anni Ottanta stato messo in uno scantinato. Praticamente s, fino al 2006, quando stato collocato in un posto pi idoneo ma non ideale. Il punto questo: se vogliamo salvare questo patrimonio immenso, dobbiamo muoverci ora. Cosa serve? Prima di tutto un ambiente adatto, come una stanza gi individuata, attigua a quelle del convento. Ma la propriet della Provincia e dunque dobbiamo darci da fare per acquisirla. Messo tutto al sicuro, potremo riordinare e catalogare il materiale, fare larchivio digitale, mettere i documenti a disposizione degli studiosi. Infine, aprire i locali in giorni ed orari prestabiliti, magari coinvolgendo anche altri archivi in questa operazione. Poche, ma una speranza c. Domani il magnifico rettore dovr attribuire le borse di studio finanziate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. C anche la nostra domanda. Cosa chiedo ovvio: una borsa di studio. Io il mio tempo lho sempre messo a disposizione gratuitamente per questo archivio. Per a me e Mosconi serve laiuto di un borsista. Sicuramente non mancheranno le soddisfazioni e le sorprese da questa operazione di salvataggio. Giovanni Lani
Ovvero? Risorse disponibili? A marcire?

URBINO ha un patrimonio artistico talmente denso per metro quadro, che solo gli urbinati non sono in grado di rendersene conto. Cos era solito dire in piazza ed agli amici il compianto scrittore Paolo Volponi. Aveva ragione, eccome. Ad Urbino non solo fondamentale il patrimonio depositato allArchivio di Stato (che meriterebbe ben altra sede di quella attuale, ma la vicenda aperta). Ci sono gli archivi delle confraternite. Pensiamo solo a quelli degli oratori di san Giovanni e san Giuseppe, della buona morte e cos via, per non dimenticare quello comunale, dellateneo ed anche dellAccademia Raffaello. E poi come non citare quelli delle scuole? Tra le scartoffie del liceo classico hanno ancora i temi autografi di Giovanni Pascoli. CI TENIAMO o no a questo patrimonio? Per salvarlo da peggior sorte non servono necessariamente investimenti milionari. A volte basta poco, e tanto per dare il buon esempio, il rettore Stefano Pivato potrebbe dare alla professoressa Falcioni la borsa di studio che chiede. Se non altro perch nellarchivio dei frati ci sono documenti inediti ed impensabili sullorigine e la storia dellAteneo. g. l.

PARLA IL PADRE GUARDIANO

La Provincia ci aiuti
LA STANZA individuata dalla professoressa Falcioni per il nostro archivio risolverebbe tutti i problemi se solo potessimo acquisirla. A parlare padre Albino Tanucci, guardiano del convento. Il locale dice dentro il nostro complesso, ma la propriet della Provincia. Averlo in comodato duso gratuito sarebbe lideale, ma saremmo anche pronti al sacrificio di acquistarlo, nonostante le ristrettezze. Pare strano, ma in un complesso cos grande, gli ambienti rimasti ai frati sono pochi dopo le confische effettuate nel periodo risorgimentale. Molti ambienti sono passati a Comune (la chiesa, ad esempio) e Provincia. Il locale attiguo alle nostre stanze conclude padre Albino per noi lunica opzione. Spero che la Provincia ci ascolti ed aiuti.