Sei sulla pagina 1di 10

Linfluenza dellevoluzione territoriale moderna sulle grandi infrastrutture del passato: il caso dei Regi Lagni in Campania

ANNA NATALE

Linfluenza dellevoluzione territoriale moderna sulle grandi infrastrutture del passato: il caso dei Regi Lagni in Campania
Si ripercorrono in questa nota le vicende relative al corso dacqua torrentizio, tortuoso e paludoso, che scorre ad oriente e a settentrione delle campagne Campane e che fu chiamato dagli antichi Clanis, Glanis, Glanius o Clanius e prese poi il nome prima di Lanio e poi di Clanio, fino ad arrivare ai nostri giorni con il nome di Regi Lagni. Un fiume, il Clanio, che ha arrecato non pochi danni nel corso dei secoli, a causa dei frequenti fenomeni alluvionali che hanno per lungo tempo ostacolato lo sviluppo urbanistico della Campania Felix per i fenomeni di impaludamento. Come possibile appurare leggendo il Registro del Serenissimo Re Roberto1 , gi nel 1311 il Re affermava di essere venuto a conoscenza da tempo che lalveo per il quale defluisce lacqua del Laneo, da Torre Fillo del distretto di Nola, per i territori di Cicala, Nola, Marigliano, Acerra, Napoli, Capua di Aversa, tortuosamente e non scorrendo liberamente, sporco di fanghi e di altre lordure che lazione pulente delle acque spinge in quello, nonch per palizzate e altri ostacoli costruiti in esso, per lumana malizia che ne causa tanto occupato e ripieno che negli stessi territori si verifica nel tempo delle piogge un grande accumulo di acque che, avvelenando laria, genera epidemie, porta via ed occupa i confini separati e certi delle propriet e proibisce pregiudizialmente ai suoi possessori luso per la coltivazione nei tempi dovuti e dava disposizione al Giustiziere di Terra di Lavoro, a cui era indirizzato il documento di imporre alle Universit delle terre, dei luoghi e dei Casali.a ripulire di ogni marciume il predetto alveo e a togliere qualsiasi ostacolo, che impedisca il libero corso del detto Laneo. Questo editto mette bene in evidenza come i criteri fondamentali per la conservazione e lo sviluppo del territorio fossero non solo ben noti e sanciti ma anche particolarmente a cuore a quelli che oggi potremmo individuare come gli Organi Centrali dello Stato. Leditto anche unutile testimonianza storica grazie alla quale possiamo elencare quelle che allepoca erano le terre toccate dal Laneo: Nola, Cicala, Marigliano, Acerra, Afragola, Caivano, Crispano, Cardito, Nullito, Casolla Valenzana, San Nicandro, SantArcangelo, Sagliano, Aiola, Cordicella, Campicito, Capodrise, Marcianise, Musicilo, Vico del Gaudio, Villa Nova, San Castrense, Trentola, Loriano, Grumo e Capua. Nonostante i dettagliati imperativi delleditto reale, esso non ebbe conseguenze rilevanti ai fini del miglioramen751

ANNA NATALE

to delle acque del fiume. Infatti per lungo tempo il corso dacqua rappresent una barriera di delimitazione insormontabile, che impedendo lespansione dei centri dislocati lungo il suo tracciato, delineava di fatto il confine nord del ducato napoletano. questa unantica testimonianza del prevalere di modesti interessi locali su una corretta strategia di conservazione del territorio. Tra lagosto del 1466 e ottobre del 1469 anche gli Aragonesi si adoperarono alla ricerca di una soluzione al problema degli allagamenti, attivando interventi di riserbo degli alvei, di ricavo di canali di scolo e di riempimento degli argini. Purtroppo per le prime vere opere di bonifica risalgono al 1539 quando, per iniziativa del vicer spagnolo Don Pedro di Toledo, furono realizzati i primi lavori di ingegneria idraulica relativi alla regolarizzazione del deflusso delle acque del fiume. I lavori intrapresi, che prevedevano tra laltro il prosciugamento delle paludi ed il risanamento della Campania Felix, furono notevolmente contrastati dal ceto baronale, non interessato alla riqualifi-

Fig. 1 Blaeu J. - Terra di Lavoro olim Campania Felix - Amsterdam 1664

cazione della zona. Si sosteneva artatamente che si stesse attuando uno sperpero inutile di investimenti per la risoluzione di una problematica ritenuta di poco conto, in funzione dei loro prevalenti interessi. La conseguenza fu che i lavori vennero quasi del tutto abbandonati, le aree tornarono ad essere invase dalle acque paludose e ben presto si verific lo spopolamento della zona, con linesorabile migrazione di buona parte della popolazione verso la capitale. In meno di un secolo la popolazione cittadina arriv cos quasi a triplicarsi con gravi problemi di sovraffollamento per i centri urbani. Divenne quindi imperiosa ed urgente la risoluzione della problematica inerente il recupero delle aree paludose, ormai quasi del tutto deserte. Nel 1612 ebbe inizio quindi la realizzazione di quella che pu senza dubbio definirsi come una delle pi importanti opere ingegneristiche attuate durante il viceregno spagnolo: I Regi Lagni. I lavori di ingegneria idraulica nacquero dalla necessit di catturare e canalizzare le acque di Mefito, dei monti dAvella, della valle di Quindici e delle falde del Somma, tutte confluenti nella piana di Nola, e farle defluire a mare attraverso un collettore. Le opere furono realizzate, sotto la direzione di Giulio Cesare Fontana, figlio del pi noto Domenico Fontana, in circa sei anni, e furono poi continuamente potenziate nel corso dei secoli con realizzazioni di nuovi canali, nuovi percorsi di aggiramento degli abitati, nuove diramazioni, atte a favorire lirrigazione dei campi e lalimentazione dei mulini

752

Linfluenza dellevoluzione territoriale moderna sulle grandi infrastrutture del passato: il caso dei Regi Lagni in Campania

ad acqua diffusi nelle zone attraversate dai Lagni. I Borboni furono coloro i quali, per primi, intuirono limportanza di programmare una regolare manutenzione del Canale dei Regi Lagni, e sotto il loro governo pu dirsi che lopera sia stata perfezionata. Carlo di Borbone diede, tra laltro, disposizione di collocare pioppi su entrambi i lati dei Regi Lagni. La sistemazione ebbe inizio nel 1750 e and avanti per alcuni anni con la piantata di seimila piante lanno. Da quel momento, tale misura, dettata dalla opportunit di assicurare maggior stabilit alle sponde degli alvei, fu praticata con continuit tanto che gli alberi sono stati rinnovati fino alla met del nostro secolo, associandosi indissolubilmente allimmagine dei canali.2 Bisogner attendere, tuttavia, il 1838, perch si dia inizio a seri studi sul problema della bonifica dei terreni malsani in provincia di Terra di Lavoro; in particolare, furono effettuati lavori di prosciugamento e canalizzazione fra i Regi Lagni ed il lago di Patria, lavori diretti dalling. Vincenzo Antonio Rossi. 3 Ci anche grazie alla istituzione da parte del governo Borbonico, con decreto 11 maggio 1855, della Amministrazione Generale di Bonificazione, che assunse come compito primario quello di bonificare le contrade paludose dei domini reali. Attualmente il corso artificiale si presenta come una delle emergenze pi gravi della provincia. La sua recente ed inopportuna cementificazione ha distrutto gli ecosistemi ripariali interrompendo il ricambio fra acque superficiali e la falda sottostante e attenuandone la fun-

Fig. 2 Immissione diretta di acque reflue nei Regi Lagni

zione auto depurativa. La qualit delle acque quindi notevolmente peggiorata negli ultimi decenni, grazie anche alla trasformazione dei Regi Lagni in sversatoi di acque reflue e di scarichi abusivi di materiale altamente inquinante. Nel contempo i sei impianti di depurazione realizzati a servizio delle acque: ad Acerra, a Cuma, alla Foce, a Marcianise, a Napoli Nord e a Nola, sono quasi del tutto fuori uso o malfunzionanti. Ne testimonianza uno studio effettuato di recente dal Ministero dellAmbiente in collaborazione con lENEA e dal titolo: Analisi di specifiche situazioni di degrado della qualit delle acque in Campania, in riferimento ai casi che maggiormente incidono negativamente sulle aree costiere, studio che conferma lestrema gravit ambientale e di rischio igienico sanitario in tutta larea attraversata dai Regi Lagni e che mette in evidenza la necessit di effettuare interventi di potenziamento e adeguamento infrastrutturale per il raggiungimento dei limiti di sicurezza. Nel corso dello studio stata inoltre rilevata: lincompletezza dei sistemi di collettamento fognario e depurativo; la

753

ANNA NATALE

Fig. 3 Stralcio cartografico. Impianto depurativo di Napoli-Nord

Fig. 5 Canalizzazione nellagro aversano

Fig. 4 Stralcio cartografico. Impianto depurativo di Acerra

Fig. 6 Stato di degrado in cui versano attualmente i Regi Lagni

presenza diffusa di scarichi non autorizzati recapitanti nelle acque dei Regi Lagni; un uso improprio sia del canale che delle sue sponde per la presenza di vere e proprie discariche di rifiuti di vario genere; la completa mancanza di manutenzione degli argini e del resto delle opere idrauliche. Il Comune di Caivano, uno dei centri lambiti dai Regi Lagni, preso atto dello stato di degrado in cui versano le acque dei lagni e le aree ad essi limitrofe, si attivato per un recupero delle stesse attraverso la realizzazione di un Parco Agricolo dei Regi Lagni4. Il progetto prevede, tra laltro, un intervento che pur non risolvendo il problema dellinterscambio tra acque superficiali e quelle profonde, tende ad accrescere la presenza di vegetazione sulle sponde e a

migliorare la qualit del paesaggio. Lintervento consiste nel posizionamento, sugli argini cementificati dei Regi Lagni, di rivestimenti vegetativi a materasso in rete e diaframmi con terriccio e geostuoie tali da favorire la costituzione di vegetazione riparia ed evitare la manutenzione dellalveo. Il progetto, previsto nellarea a confine con il comune di Acerra, in linea di massima prevede: la realizzazione di unarea attrezzata per le attivit ricreative allaria aperta; uno stagno; un centro equestre; un museo del paesaggio; un Garden Centre; unarea floro-vivaistica; una forestazione lineare lungo la linea TAV e lautostrada A1; una rete di siepi lungo i percorsi ciclopedonali ed equestri; la riconversione delle coltivazioni verso lagricoltura compatibile.

754

Linfluenza dellevoluzione territoriale moderna sulle grandi infrastrutture del passato: il caso dei Regi Lagni in Campania

Fig. 7 Area di progetto del Parco Agricolo dei Regi Lagni

importante rilevare quanto sia stato fatto nel corso dei secoli per bonificare larea paludosa della Campania Felix, nel contempo occorre porre laccento su quanto invece si sta facendo in questi ultimi anni nella stessa zona: uno sviluppo selvaggio di strade e ponti a servizio della linea ferroviaria veloce e dei tanti ipermercati, che pur rappresentando una risorsa economica per il ter1 2

ritorio si stanno rivelando ai fini dellimpatto ambientale delle vere e proprie calamit. Di contro, ci si augura che il progetto sopra esposto possa rappresentare un primo passo verso quella salvaguardia del territorio che si aggravata negli ultimi decenni, ma anche contro la quale da sempre si sono esercitati i pi disparati interessi.

REGISTRO DEL SERENISSIMO RE ROBERTO, contrassegnato a. 1311, e 1312 X foglio 140.

G. FIENGO, I Regi Lagni e la bonifica della Campania Felix durante il viceregno spagnolo, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1988.
3 G. NOVI, Relazione intorno alle principali opere di bonificamento intraprese nelle province napoletane e letta al Real Istituto dincoraggiamento nella tornata del 12 febbraio 1863, Napoli,1863. 4

B. CILLO , Relazione progettuale del Parco Agricolo dei Regi Lagni, Napoli, 1998.

755

ANNA NATALE

756

Linfluenza dellevoluzione territoriale moderna sulle grandi infrastrutture del passato: il caso dei Regi Lagni in Campania

757

ANNA NATALE

758

Linfluenza dellevoluzione territoriale moderna sulle grandi infrastrutture del passato: il caso dei Regi Lagni in Campania

759

ANNA NATALE

760