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Salvare l' euro non basta. La Nuova Normalit.

di Carlo Rossi

Su Il Sole 24 Ore del 7 settembre 2012 Jean-Claude Trichet, ex presidente della Banca centrale europea, ha cos delineato i caratteri ed i problemi dell' Eurozona : "Come gli individui di una societ, i paesi dellEurozona sono indipendenti e interd ipendenti, e possono incidere gli uni sugli altri in modo sia positivo che negat ivo. Una buona governance implica che gli Stati membri e le istituzioni UE ademp iano alle proprie responsabilit. Unione economica e monetaria significa, innanzit utto, proprio questo: due unioni, una sul piano monetario, laltra su quello econo mico". "... l'euro da solo non spiega perch l'Eurozona sia diventata il grande malato de ll'economia globale. Per comprendere il vero motivo, occorre riflettere sulla de bolezza dell'unione economica dell'Europa". "Tanto per cominciare, il Patto di stabilit e di crescita, teso a garantire polit iche fiscali efficaci all'interno della zona euro, non mai stato attuato in modo corretto". "In aggiunta, la governance dell'Eurozona non includeva il monitoraggio e la sor veglianza degli indicatori di competitivit, vale a dire andamento dei prezzi nomi nali e dei costi negli Stati membri, e squilibri esterni dei paesi nell'ambito d ella zona euro". "Una terza fonte di debolezza che, con l'entrata in vigore dell'euro, non furono previsti strumenti per la gestione delle crisi". "Infine, l'alta correlazione tra la capacit di credito delle banche commerciali d i un dato Paese e quella del suo governo crea un'ulteriore causa di vulnerabilit, che nell'Eurozona particolarmente dannosa". Porre rimedio a questi errori scioglier tutti i maggiori nodi della crisi? Sembra proprio di no. Trichet pecca di eurocentrismo, trascurando quegli aspetti che p ossono trovare spiegazione soltanto esaminando la cosiddetta globalizzazione ed i suoi effetti. Discutendo le vicende dell' Alcoa Luca Ricolfi, su La Stampa dell' 11 settembre 2012, ammette: "La realt che produrre in Europa sempre meno conveniente". Gli indicatori di competitivit e gli squilibri esterni sono rilevanti non solo ne ll' ambito dell' Eurozona ma anche nei confronti delle economie extraeuropee. Gi anni Riotta, su La Stampa del 12 settembre 2012, presenta la Nuova Normalit con q ueste parole: "Raghuram Rajan, professore delluniversit di Chicago e ora consigliere economico p rincipale del governo indiano, in un colloquio sullultimo numero della rivista Ar cvision, spiega perch non si placa lo stress da crisi: abbiamo compreso, infine, che non viviamo quella che negli anni del boom i giornali chiamavano congiuntura, ciclo effimero di recessione. E piuttosto un new normal, una nuova realt, i sussidi su cui contavamo per tenere su aziende e agricolture improduttive, la burocrazia che si poteva sempre dilatare per assumere raccomandati poco qualificati, la sp

esa pubblica che nutriva citt e regioni, la svalutazione che piazzava i nostri el ettrodomestici allestero e le dogane che imponevano in Italia prodotti scadenti m a di monopolio, sono finiti, per sempre. Auto, servizi, cure mediche, scuola, assicurazioni e pensioni, beni di lusso e c onfezioni del supermercato, ogni momento del nostro lavoro, dallarte, alla scienz a, al cibo, vivr di regole e standard mondiali. O siamo capaci di dargli la stess a qualit top che il mercato richiede, e di produrlo nei tempi e ai prezzi che il mondo pagher, o semplicemente quel bene non sar pi prodotto in Italia (o Francia, I ndia, Messico) e i lavoratori che se ne occupavano resteranno a mani vuote". Si prospetta dunque un lungo periodo di difficolt. Tanto pi lungo quanto pi risulte r arduo metabolizzare culturalmente e politicamente il cambiamento. Intellettuali , politici, sindacalisti, ogni agenzia educativa, sono chiamati ad uno straordin ario esercizio di responsabilit e lungimiranza. Mentre una risoluta lotta ai priv ilegi ed alle rendite di posizione ingiustificate deve accompagnare le indispens abili riforme destinate a creare forte allarme sociale. http://chiarodiluna-karl.blogspot.it/2012/09/salvare-l-euro-non-basta-la-nuova_1 2.html