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EugenioOrso

Scrittipoliticiesociali20102012

Articoli, saggi e commenti

Incopertina: EmilioVedova,Hostagecity,Cittostaggio 1954


Ebookgratuitodisponibileinrete

Indice

BrevepremessaPag.1

FenomenistoricidiantagonismonelmondoanticoPag.2 Saggiodel20/08/2010

CommentiadelaboratiemissivedimilitantiFiom sullequestionidellattaccoallavoroPag.36 Commentodel22/10/2010

FraPiazzaleLoretoeilBungaBungaPag.39 Articolodel29/10/2010

Forza,Alluvione!Pag.41 Articolodel10/11/2010

CommentoaduneditorialediComunismoeComunit scrittodaLorenzoDoratoPag.45 Commentodel22/11/2010

ItrecomunismiPag.48 Saggiodelnovembredel2010

Ladistorsionegeopolitica eicorsiediricorsicapitalisticiPag.85 Saggiodel10/01/2011 Breviconsiderazionisulsignificatodellafavoladelleapi dideMandevillePag.104 Commentodel01/02/2011 LinsostenibileleggerezzadelcapitalismoPag.106 Saggiodel06/02/2011


I

PercolpireBerlusconibisognacolpirelaLegaPag.136 Articolodel13/02/2011 LaDecrescitaelaDecrescitaForzataedInfelicePag.139 Saggiodel19/03/2011 NonesistonoprofughieconomiciPag.163 Articolodel10/04/2011 LaliberaldemocraziaelademocraziadegliScilipotiPag.169 Articolodel14/04/2011 Rendita,profittoecreazionedelvalorePag.171 Saggiodel25/04/2011 Gliidioti,laLegaeBerlusconiPag.197 Articolodel27/04/2011 UnaConfindustriadiassassiniestragistiPag.200 Articolodel09/05/2011 TotalMarketPag.203 Saggiodel16/08/2011 CavalcarelatigreoggiPag.219 Saggiodel20/08/2011 LaletteraglobalePag.229 Articolodel29/09/2011 IpeggioriannidellanostravitaPag.232 Articolodel14/10/2011 AcosaservitalamanifestazionediRoma disabatoscorso?Pag.238 Articolodel17/10/2011


II

Necessarialaviolenzarivoluzionaria, pericolosalaviolenzainsurrezionalePag.242 Articolodel19/10/2011 RiotseLottadiClasse (sempresuifattidiRomadel15ottobre)Pag.245 Articolodel20/10/2011 AttaccoglobalistaallItaliaPag.247 Articolodel25/10/2011 Usciredalleuro! (Macomesipufare?)Pag.250 Articolodel27/10/2011 Berlusconi,leuroeipaladinidellamonetaunicaPag.255 Articolodel30/10/2011 DiscussioneconCostanzoPreve:lesperimentogreco, luscitadalleuroelacrisiitalianaPag.258 Articolodel02/11/2011 Lademocraziaoccidentaleilpeggiorsistemapolitico dituttalastoriaumanaPag.264 Articolodel04/11/2011 InSerbiaglioperaichiedonodiandareinprigionePag.269 Commentodel08/11/2011 IlQuisling,IlnostroagenteallAvana eilProconsolePag.271 Articolodel11/11/2011 HabemusQuisling!Pag.275 Articolodel16/11/2011 Lepensionidorodeisubdominantipolitici,deiburocrati edeibanchiericomenuovadecimaPag.277 Articolo del 16/11/2011
III

ImperialismoFinanziarioGlobalePag.279 Saggiodel28/11/2011 FuoriuscitadalNuovoCapitalismo?Pag.284 Articolodel21/12/2011 LEuropaposticciadellUnione.Ovverolaperdita dellacoscienzasocialeedellasovranitnazionalePag.288 Saggiodel16/01/2012 PopolieclassidominatesenzarappresentanzaPag.295 Saggiodel23/01/2012 StatoVersusMercato LItaliastrettafraglobalizzazione,Europaunionista edeficitdisovranitnazionalePag.303 Saggiodel12/02/2012 LItaliadeldeficitdisovranitnazionale, dellevasionefiscaleedeldebitopubblicoPag.312 Articolodel13/02/2012 Napolitanofantocciodellebancheedeiglobalisti (einSardegnalosanno)Pag.317 Articolodel21/02/2012 Levittimepredestinate,linvidia eilmassacrosocialePag.319 Articolodel23/02/2012 Monti,leimposteeliniquitsocialePag.322 Articolodel01/03/2012 Ritornoalpassato: ModernMoneyTheoryelombradiKeynesPag.324 Saggiodel05/03/2012 LesperimentogrecohaavutouncertosuccessoPag.331 Articolodel09/03/2012
IV

Lafunzionedegliscandali,delleinchiestegiudiziarie eisubdominantipoliticinazionaliPag.332 Saggiodel18/03/2012 LobbiettivodiMontieNapolitano licenziaregliitalianiPag.343 Articolodel21/03/2012 LacrisieconomicacontinuaeMontihasalvatolItalia: schizofreniamassmediatica?Pag.346 Articolodel21/03/2012 StrumentididominazioneviolentaenonviolentaPag.350 Saggiodel26/03/2012

Statodieccezioneliberaldemocratico esondaggidopinionePag.357 Saggiodel30/03/2012 Lacatenaimperialista,lanellodebole elacatenadicomandoglobalistaPag.361 Saggiodel01/04/2012 Italiakaputt!Pag.369 Articolodel02/04/2012 DopoParentopoli,TesoropoliPag.372 Articolodel04/04/2012 LaLega,Bossi,ilCerchiomagicoelacirconvenzionediincapace (brevediscussionetelefonica conilfilosofoCostanzoPreve)Pag.374 Articolodel06/04/2012 Manifestazioniescioperipacificietestimoniali, occupazionisimbolichePag.377 Articolodel15/04/2012
V

Universalitalienata,spersonalizzazionesistemica, naturaumanaepossibilitdisceltaPag.383 Saggiodel24/04/2012 DesertoItaliaPag.387 Articolodel25/04/2012 PerStefanoDAndreadiAppelloalPopoloPag.391 Commentodel27/04/2012 laRivoluzione,IRivoluzionarielemassePag.393 Saggiodiaprile2012 NONVOTATE!NONANDATEALLEURNE!Pag.416 Articolocomunicatodel03/05/2012 Lantipolitica,ilgrillismoeilcontrollosistemicoPag.418 Articolodel08/05/2012 FAI,GAP,BR:qualcunopescaneltorbido?Pag.421 Articolodel12/05/2012 PropagandaArmataPag.427 Articolodel16/05/2012 CommentoallarticolodiMarcoCedolin IlfantasmadelterrorismopercoprirelarealtPag.430 Commentodel18/05/2012 Tecnocrazia,eurocrazia,burocraziaPag.433 Saggiodel1920/05/2012 Ilnemicopolitico,inquestafase,ilPdPag.441 Articolodel23/05/2012 Ilparadossoimpoverimentodimassa /passivitdimassaPag.445 Articolodel25/05/2012
VI

Schuble,ilfiscalcompacteglieurobondPag.449 Articolodel05/06/2012 LaGermanianonilcentroimperialedellEuropaPag.452 Articolodel10/06/2012 DopoilverticeUEtuttocontinuercomeprimaPag.456 Articolodel30/06/2012 SpendingrevieweconsensoPag.461 Articolodel09/07/2012 AncorasullaDittaturaindiretta dellaclasseglobalePag.469 Articolodel15/07/2012 Tredicesimetagliate?EquasicertoPag.476 Articolodel26/07/2012 NonsipuusciredalleuroPag.479 Articolodel04/08/2012 FallitieserviallosbaraglioPag.484 Articolodel27/08/2012 LinvincibilitdelneocapitalismoPag.489 Saggiodel28/08/2012

VII

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Brevepremessa Lapresenteraccoltadiscrittipoliticiesocialipartedallafinedel2010perarrivare finoadoggi.Larcotemporalecoprecircadueanni,edilsaggiopidatatodel20 di agosto del 2010. Nella raccolta compaiono articoli, saggi e alcuni commenti da megiudicatisignificativi.Etuttocichediimportantehoscrittoinrelazioneagli effetti della crisi strutturale neocapitalistica in Italia e, in subordine, in Europa. Articoli e saggi sono stati pubblicati sul mio blog personale, Pauper class (link: http://pauperclass.myblog.it/) e in molti casi sono stati recepiti da altri, in rete (ComeDonChisciotte,ComunismoeComunit,AriannaEditrice,eccetera),mentrei pochi commenti presentati, da me ritenuti particolarmente significativi, sono comparsisualtriblog.Alcunidiquestiscrittisonostatipubblicatisucarta,mala maggioranzaesistesoltantoinformatoelettronico.Consiglioagli(eventuali)lettori di prestare attenzione soprattutto ai saggi e, perquanto riguarda la sottomissione pienadellItaliaaipoteriesterni,alperiodochevadallautunnodel2011agliinizi di agosto del 2012. Laccelerazione del processo di riplebeizzazione della popolazione italiana, di ridimensionamento e parziale distruzione della struttura produttiva nazionale e di azzeramento della sovranit dello stato, iniziata con lavvento del direttorio MontiNapolitano, pu essere considerato il tema centrale diquestaraccolta,assiemealleanalisicontenuteneisaggiedancheinnumerosi articoli del modo di produzione neocapitalistico, dei suoi elementi strutturali e dellesueesigenzeriproduttive.ComesuggeriscelosplendidoquadrodiVedovain copertina Citt ostaggio, del 1954 siamo tutti ostaggi nelle mani delle Aristocrazie finanziarie globali, agenti strategici di un Nuovo Capitalismo che ha banditolEtica,lasocialitelastessaumanit.Questaraccolta,inbreve,puessere letta dagli interessati come una cronistoria, corredata di analisi, della crisi economica,socialeepolitica,lacuiondadurtohainvestitolItaliainquestiultimi due anni, e che ben lungi dallessersi conclusa. Negli scritti presentati ci sono alcuni aspetti predittivi che lo sviluppo storico, ad oggi, sembra confermare in buona misura. In ultimo, lordine di presentazione degli articoli, dei saggi e dei commentidameraccolticronologico,perchsipartedalloscrittopidatatoper chiudereconilpirecente,chedel28diagostodel2012. Buonalettura EugenioOrso Trieste,2settembre2012
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Fenomenistoricidiantagonismonelmondoantico Saggiodel20/08/2010 Avvertenza:questosaggiopurtroppoincompleto,perchmancalapartequarta,cheera miaintenzionededicareallungocrepuscolodellimperoromanoinoccidente,daDiocleziano eCostantinoIfinoalladeposizionediRomoloAugusto,dapartediOdoacre,elaconsegna delle insegne imperiali allimperatore doriente. Confesso che la quarta parte non la ho neppure iniziata, ma non escluso che in futuro provveder a completare il saggio, integrandoloedestendendolo.Questoscrittounframmentodistudipivasti,nellemie intenzioni una sezione di unopera, dal titolo Insurrezione e Rivoluzione, che non ho mai portatoacompimento,nonostanteilmoltomaterialeamiadisposizione. Parteprima:Greci,Romanieschiaviinrivolta Unexcursusstoricoesaustivodelfenomenodellantagonismonellesocietumane classisteprecapitalistichecondirettoriferimentoalmondodeiGreciedeiRomani richiederebbe, come dovrebbe essere a tutti ovvio, un libro a s stante diviso in parecchitomi,equindiunoperachenonsarebbeesageratodefiniremonumentale, ma per i pi modesti scopi perseguiti dallo scrivente nella presente elaborazione sarsufficienteindagarealcunidiquestifenomeni,fraipisignificativienotidei tempi antichi dallepoca degliElleni alla societ romana, per dare un fondamento storico al discorso relativo a Insurrezione e Rivoluzione introdotto nel primo capitolo, e soprattutto per fissare le necessarie discriminanti, culturali, sociali e politiche,fraipiantichisommovimentieleattualiprospettiveinsurrezionalie/o rivoluzionarie. SembrainevitabileiniziarecitandolabennotavicendadiSpartacoedelcosdetto bellum spartacium, altrimenti chiamato bellum servile, ossia dalla guerra del potere romanorepubblicanodelprimosecoloavantiCristocontroSpartacoeglischiaviin rivolta che lo seguivano, un conflitto senza quartiere che ha generato unampia letterura a partire dal mondo culturale antico [Plutarco, Appiano, Livio, Sallustio, Fozio, eccetera], ponendo fin da quei tempi il problema dellhumanitas e del difficile,controversorapportofrailiberieglischiavi. Si tratt sostanzialmente di una guerra breve, molto sanguinosa, costellata di saccheggiediesecuzioni,icuieventisostanzialmentecopronoilperiododal73al 71 a.C., ma fu una guerra decisamente atipica per come si era sviluppata e drammatizzata, rischiando di compromettere il controllo delle lite del tempo sullintera societ, e si concretizz in un aspro confronto non facilmente inquadrabile nelle tipologie classiche di conflitto allora conosciute e codificate dai cronisti,cheportavainevitabilmenteallattenzionegeneralelacondizioneservile, ciolacondizionedischiavitincuieracostrettaunapartesignificativadelgenere umano,affinchlaltrapotesseprosperareedevolversi.
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LaverastoriadeltraceSpartacogladiatoreperdilettodeiliberieinfineistruttore digladiatoriinunascuoladiCapua,natocomeumilefigliodipastorieinseguito ausiliario nellesercito romano, disertore per le vessazioni subite e per questo ridottoinschiavitsullabasedelleleggidiqueltempoedellapraticadelladiffusa dello schiavismo stata in seguito trasfigurata nella leggenda, utilizzata simbolicamente e politicamente nella prima met del Novecento dai moderni antagonisti, come nel caso della Lega di Spartaco del 1919, in Germania, fondata dallagrandeintellettualemarxistaRosaLuxemburg,finoadiventareunredditizio soggettocinematograficoconKirkDouglaseStanleyKubrik. MadietrolastoriadiSpartacoedellapinota,estesaedinsidiosarivoltadischiavi delmondoanticoallaqualeCrassoePompeoallafineriuscironoavenireacapo,si celavapursempreunacondizionesocialeedumanaintollerabile,didiminuzionee sfruttamentointegrale,cheinformetaloranuoveedinedite,adattatesubdolamente ai nuovi contesti culturali e sociali, talaltra in forme che addirittura bene approssimano quelle classiche, allinizio del terzo millennio ben lungi dallesserecompletamentescomparsa. Il primo secolo avanti Cristo fu per il sistema di potere romano e per la societ antica tutta, a partire dallitalica penisola, una sorta di banco di prova storico, perchsisusseguirono,nellaprimametdiquelsecolo,laguerrasocialecheestese lacittadinanzaedilconseguentestatusallepopolazioniitaliche,laguerracivilefra Mario e Silla, che port alla dittatura di quel Lucio Cornelio Silla il quale era formalmente il rappresentante dellaristocrazia ma che dopo la vittoria sul partito democraticosirivelunautenticodespotaterrorizzandoglistessipatrizi,einfine la grande guerra servile [detto con il senno di poi], che riusc a mettere in pericologliassettidelpotereschiavistico,nelcrepuscolodellarepubblica,echesi conclusedrammaticamenteconlasconfittadeglischiaviedeilorocapi,fraiqualiil pi noto, certamente il pi simbolico ma non lunico [alcuni erano galli, come Crisso]fuinequivocabilmenteSpartaco. Questetre guerre, sviluppatesi e risoltesi nellarco di pochianni durante la prima metdellultimosecolodelleraprecristiana,furonoconflittisquisitamenteinterni al sistema di potere di Roma e perci ancora pi problematici, disgreganti ed insidiosi rispetto alle guerre con un nemico esterno ed avevano una natura e unorigine profondamente diversa luno dallaltro, pur potendoli inquadrare per lineegeneralinelprocessostoricoditrapassodallaRepubblicaallImpero: 1)Laguerrasociale,iniziatanel90a.C.,fuunoscontrofraliberiincuiunaparte, quella riunita nella federazione italica, allora ausiliaria di Roma, voleva semplicementelacittadinanza,contuttiivantaggiconseguenti[compresalapaga dellegionario,superioreaquelladeglialtrisoldatinoncives],enonmettevacerto
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in discussione dalle fondamenta il sistema di potere romano [che anzi aveva adottato anche nellorganizzazione militare, avendo nominato addirittura i propri consoli]riconoscendolosostanzialmentecomeproprio. Persino inutile precisare che la guerra si concluse con una vittoria incerta dei conservatori romani, ma port allestensione della cittadinanza alla controparte italica. 2)Laguerracivile,dipocoposterioreallaguerrasocialeedivisainduefasi[dal88 al 82 a.C.], fu nel contempo un confronto fra partiti dellepoca, del tutto interni allasocietromana[inquellaoccasionelimportantefamigliadellaGensGiuliaera schierata con i democratici, cio con la parte perdente sul campo di battaglia, tanto che il giovane Giulio Cesare fu costretto a rendersi irreperibile per non subire conseguenze], e fra le personalit forti che guidavano questi due partiti GaioMarioeLucioCornelioSilla,unaguerradallaqualeemersesostanzialmente un dittatore, una figura autoritaria come quella di Lucio Cornelio Silla che rivel, allafine,dirappresentareprincipalmentesstessapiuttostocheibenpiarticolati interessidellaristocrazia.LavicendasichiuseconlamortediSillaelafinedelsuo poterepersonale. 3 La guerra servile contro Spartaco, infine, quale simbolo di un concreto riscatto deglischiavipartitodalorostessienondaqualcheautoritbenevola,cheebbe unanaturamoltodiversaedecisamenteanomalarispettoaglialtridueconflitti,di difficiledefinizioneediuncertoimbarazzoperglistessiromani,alpuntocheuna fonteautorevolecomePlutarco[ciavverteLucianoCanforanelsuobrillantesaggio Spartaco,MarxeMommsen]hafattoricorsoallescamotagediindicarelaguerracon ilnomedelnemicoaffrontato[guerracontroSpartaco],pernonesserecostrettoa definirlaequindiametterneinluceiverimoventi,conlaspiazzanteveritchegli schiavi si sono comportati, in quella tragica occasione di conflitto, esattamente comeiliberienoncomebipediumanoidiqualisivolevafarcrederecheerano, costituendo le proprie armate ed affrontando le coorti e le legioni sul campo di battaglia. Maquellochedobbiamochiederci,inragionedegliscopidiquestomodestostudio, qualifuronolemotivazionipiprofondedeglischiaviribellatisiedeicapicheli guidavano, e quale spirito anim questa e numerose altre rivolte di non liberi, costrettitalorainunostatodianimalescaeintollerabilecattivit. Lindispensabilepremessachelerivoltedinonliberihannoprecedentimoltopi antichi della guerra servile spartachista, fin dallaffermazione della civilt degli Elleni e delle CittStato greche, con la famigerata diffusione della schiavit per

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debitiedanchedellapraticadiriduzioneallacondizionedischiavodeiprigionieri diguerra,affermatasiinepochepiarcaicheemaiabbandonata. Lo scopo molto concreto della riduzione in schiavit era quello di procurarsi braccia per il lavoro e per poter operare il conseguente sfruttamento di ampie, se non assolutamente maggioritarie fasce di popolazione, come avvenne nel caso storico degli Iloti a Sparta, n propriamente debitori insolventi n prigionieri di guerra, ma comunque popolazioni sottomesse [quelle della Messenia conquistata dagli spartanidorici, ad esempio] private dei diritti e costrette al lavoro servile, o pipropriamenteeconcretamenteridotteamassedischiavi. Come evidenzia con estrema chiarezza Romolo Gobbi nel suo interessante saggio Schiavit dellagricoltura, gli iloti in rivolta nei fatti assimilabili per la loro condizioneaglischiavi,manellafattispeciediproprietdellostatocheliassegnava ai membri del gruppo dominante come se si trattasse di una semplice concessione hanno costituito un serio problema per lentit spartana caratterizzata da una forma di comunismo aristocratico/ castale di derivazione dorica, particolarmente in occasione di una grande rivolta degli stessi nel quinto secolo,scoppiatanellanno464a.C.,persedarelaqualeAteneinviintornoal462 a.C.uncorpodispedizionecostituitodaopliti. AtenenonaiutdicertoSpartapersopraggiuntaamicizianeiconfrontidellarivale, ma per una sorta di solidariet classista fra proprietari di schiavi, e con tutta probabilitperimpedirechelarivoltasiestendesseminacciosabenoltreiconfini dellaCittStatoavversaria. Questo episodio storico ben noto, rivela che gi nel V secolo a.C. la schiavit era eretta a sistema, e costituiva il pilastro fondamentale delleconomia delle Citt Stato. Il ricorso al lavoro schiavo o servile sul modello degli iloti, il che nelle date condizioni storiche significava praticamente la stessa cosa si affermato allinterno del mondo antico [dai Greci ai Romani], a sommesso avviso dello scrivente per tre ordini di motivi principali, intimamente legati alla natura e al funzionamento della societ di allora, motivi elencati di seguito in tre punti, con lavvertenza che il terzo ed ultimo punto non certo il meno importante, ma costituisce il dato materiale che ha influenzato, a sua volta, levoluzione degli aspetticulturalielosvilupposulpianosociale. Elementicostitutividelsistemaschiavista: 1)Ilruolodeltuttosecondario,quasispregevole,cherivestivaillavoroumanoe lestrema svalorizzazione delle indispensabili mansioni lavorative quotidiane, in agricoltura,allinternodellacasacomenelleminiere.

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La banusia, nellantica Grecia, qualificava in termini spregiativi il lavoro manuale, ponendoinunasituazionediinferioritchiseneoccupava. Lattivit lavorativa era considerata necessaria per la produzione delle basi materiali della vita associata, ma non certo degna dei liberi, i quali solitamente si dedicavano ad altro, ad attivit pi nobili ed alte per potersi compiutamente realizzare, quali erano, in effetti, per gli uomini di allora la Filosofia, la Politica, lArte,laGuerra. Ad un certo punto della storia antica ci fu una svolta, un cambiamento culturale profondoicuielementieranoprobabilmentegipresentiinformaembrionalenelle comunit pi arcaiche, se vero che ancora nel VIII secolo a.C. Esiodo scrisse un celebre poema in esametri, dal titolo Le opere e i giorni, nel quale proclamava per luomo [in quella circostanza rappresentato dallo scapestrato fratello Perse] la necessit del lavoro, anzi, faceva apertamente lelogio del lavoro e della giustizia sociale,inquantosolaviaperviveredignitosamenteedacquisireilfavoredeglidei. Il lavoro era dunque inteso come etica imposta alluomo dagli dei per una buona vita. Ma purtroppo, a dispetto di Esiodo e della sua apprezzabile apologia del lavoro onesto e libero, per alimentare i sempre maggiori flussi di prodotti agricoli e di materie che consentivano lesistenza e lespansione delle CittStato elleniche, migliorando progressivamente la qualit della vita urbana a vantaggio dei cittadininellapienezzadeidiritti,sireseronecessariemassesemprepigrandidi schiavi,possedutesiadaipiccoliproduttoriindipendentideditiancora,inbuona sostanza,allautoconsumodelleproduzioni[unaodueunitservili,inmedia,per ciascun libero] sia e soprattutto dai grandi proprietari che accrescevano il loro poteresulrestodellasocietenelcontempoestendevanolaloroinfluenzapolitica. Grandi masse di schiavi possedute significavano maggiori volumi di produzione ed anche, come conseguenza non trascurabile, maggior potere e prestigio allinternodellorganizzazionesociale. Secondo Costanzo Preve, Lalienazione precapitalistica dunque in genere unit di sfruttamento economico e di svalorizzazione sociale. Il lavoro sociale precapitalistico produceunplusprodottosocialeprioritariamentedistribuitonelleclassidominanti(antico orientali, asiatiche, schiavistiche, feudali, signorili, eccetera) e viene, per di pi, colpevolizzato,disprezzatoesvalorizzatodallestruttureideologichedelpotere.[inStoria criticadelmarxismo]. Perquantoriguardaspecificamentelasvalorizzazionedellavoroumanonelmondo antico, quale attivit non degna degli uomini, ma affidata ad invisibili senza diritti,ravvisiamoqualcheinquietanteanalogiaconquantostaavvenendooggi,in un quadro culturale, sociale, politico di affermazione del capitalismo del terzo millennioenelpienodiunveroepropriocambiamentodiEvo,cheportaadun complessivo declassamento del lavoro sia da un punto di vista culturale sia per
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quando riguarda le sue condizioni materiali, nei concreti rapporti sociali di produzione. Nonacasoillavoroschiavodailineamenticlassici[addiritturaprecapitalistici]non pernientescomparso,inquestoesordiodelventunesimosecolo,mostrandoanzi una preoccupante ripresa, e nuove e pi sottili forme di schiavit alienante si stannoaffermandonellesocietcosiddettesviluppateoavanzate,comeadesempio ilneoschiavismoprecariosuscitatodalladiffusionedellavoroflessibileesottopagato. Tornandoperunattimoeinconclusionedeldiscorsoalmondoantico,lasituazione di declassamento integrale del lavoro, da riservarsi a non umani o disumanizzati nelle piccole propriet dei produttori indipendenti come nel grandelatifundium,haconnotato,inseguito,ilsistemaellenisticoromanodellavilla connesso al latifondo, caratterizzato dalla commercializzazione delle produzioni e dalricorsomassiccioallavoroschiavo,equellosuccessivodelcolonatomedioevale, rivelandocidaquestopuntodivistaunasostanzialeeferalecontinuitstorica. 2 Una visione della comunit e della partecipazione politica per gli ateniesi specificamente della democrazia diretta quale manifestazione della sovranit comunitaria che escludeva larghe fasce di popolazione, interne al sistema e necessarie per la sua riproduzione, e che riservava la pienezza dei diritti sostanzialmenteaminoranzeprivilegiate. Nontutticolorochenonavevanopienezzadidiritti,apartiredaquelliafferentila partecipazionealledecisionipolitichedellacomunit,eranonellacondizionidegli schiavi,perchnonloeranoicosiddettimeteci[metoikoi,cioivicini]inAtenee nellAttica,stranieriofiglidistranierienondiautenticicittadininonsoggettiagli stringenti vincoli servili, ma esclusi dalla propriet immobiliare pur potendo intraprendereliberamenteattivitcommercialieartigianali,eformalmenteschiave noneranoledonne,lequalirisultavanoperinvisibilinegliampispazipoliticie dielaborazioneculturalechecaratterizzavanoquellasocietclassistaemaschilista. Ma la vera e propria condizione schiavile/ servile fuor di dubbio che in certe circostanzestorichehariguardatolamaggioranzaassolutadellapopolazione,come nel caso di quella Sparta caratterizzata da un modello comunistico della classe dominante alternativo a quello ateniese, in cui gli spartiati, i veri liberi che animavano la comunit e ne decidevano le sorti, erano appena poche migliaia a frontedicircaduecentomilailoti. 3 Il basso livello tecnologico che coesisteva con un alto livello culturale, in un mondo gi caratterizzato dal progressivo superamento delleconomia di autoconsumoedauncertogradodicomplessitnelladivisionedellavoro,incui incrementidiproduzioneagricolaeminerariaasostegnodellespansionedellacitt edelmiglioramentodellecondizionidivitanellaPolis,dovevanoesseresupportati
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essenzialmente dallimpiego e dallo sfruttamento, con metodi spicci e brutali, dellenergiaanimaleediquellaumana. Sonoevidentiglieffettidellacontraddizionefraunbassolivellotecnologico[edun bassolivellodisviluppodelleforzeproduttive]combinatoconunelevatolivellodi elaborazione culturale e del pensiero, che imponeva un ampliamento degli orizzontiancheinterminidiqualitedagiatezzadellastessavitamateriale,almeno perlesparuteclassidominantieiliberi,allapresenzadiunacrescitadellaPolisedi unconcretosviluppourbanoinbuonasostanzadipendentidallesterno,quantoalle crescentirisorsematerialichelosostentavanoechelacittavidamentefagocitava. Eraperciinevitabile,allinternodiquelparticolarecontestoculturale,economicoe tecnologico, ridurre ipocritamente e cinicamente una larga fetta di umanit a ominidi, ad animali o ad autentici oggetti, per poter estrarne energia e lavoro in quantit sempre maggiori a basso costo senza dover affrontare fastidiosi ed insidiosi problemi di coscienza, che altrimenti avrebbero potuto avere implicazionipolitiche,filosoficheesocialidestabilizzanti. Se un basso o inesistente livello tecnologico coesiste con un modesto livello di sviluppoculturale,comefuilcasodicertecultureincuisipraticavaunelementare attivit di raccolta di prodotti della natura, integrata da un po di caccia, essenzialmente per lautoconsumo di gruppi su base familiare o tribale, i soggetti inseriti in quegli specifici rapporti sociali difficilmente poterono sognare templi sontuosirivestitidimarmo,foriimperiali,archiditrionfo,anfiteatriperlosvagoe le recite, ed opere monumentali in grado di resistere ai millenni, oppure immaginareconquisteterritorialiedestesecolonizzazioniperprocacciarsipreziose risorse a scapito di altre comunit umane, e quindi i livelli di produzione e le modeste esigenze di vita di tali soggetti rimasero stabili per lunghi, lunghissimi periodi, non essendo neppure concepibile, in quei contesti, unillimitatezza della crescitaeconomicaedellaquantitdirisorseimpiegateataliscopi. Se cos , non pu concretizzarsi la necessit di aumentare progressivamente la quantitdilavoropersoddisfareidesiderinatiinunimmaginariotuttosommato semplice,iquali,perlepopolazionipiarcaiche,poteronoalpiconsisterenel riuscire a cacciare in modo efficiente, limitando rischi e fatica nellesercizio di quella attivit necessaria, nel riuscire a congiungersi con una donna piacente, o nellosfuggirealleinsidiechelambientenaturalecelavaadognipasso. Manelmondoanticodicuicisistaoccupando,giuntialletdelferroedanchefin da prima della stessa, tutto questo era gi un ricordo sfocato e levoluzione del pensiero speculativo, il desiderio di conoscenza, di comprensione profonda della realtcircostante,delmondonaturaleedelluomoeranogiinattoedagivanocon prepotenza,accantoaldesiderio,sviluppatosiinparallelo,diunavitamaterialepi comoda,piappagante,laqualerichiedevaaccumulodibeni,dispendiodirisorse erealizzazionedioperetalidarenderlaeffettiva.
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Si tratt, in buona sostanza, di una rincorsa fra il desiderio, la cui soglia era destinataadelevarsiprogressivamente,elarealizzazioneconcretadellostesso,che nel contempo comportava un percorso di emancipazione umana dal dominio incontrastatodelleforzedellanatura. Nel tempo presente, questa stessa rincorsa fra nuovi bisogni e loro appagamento, fradesiderioepossibilitconcretadirealizzazione,portataadunlivelloestremo fino al limite dellinsostenibilit dalle lite capitalisticoglobaliste, in ben altri contesticulturaliesocialirispettoaquellichecaratterizzaronoilmondoantico. Questa rincorsa per molti versi ferale ed autoditruttiva, date le grandi possibilit scientificotecnologiche che amplificano limpronta antropica sul pianeta, prima ancoracheaumentareedapprofondirelepossibilitdidominioelitisticosuglialtri umani, rischia di pregiudicare la sopravvivenza stessa delluomo e quella del suo ambientenaturale. Tornando alloggetto del presente studio, la crescita materiale ed economica del mondo antico non pot che fondarsi, in estrema sintesi, sullo sfruttamento dellenergiaedellavoroumano,inassenzadimacchinechesostituisserogliaddetti ailavorimanualiedialtrefontiallequaliattingerelenergia,necessariaperpoter produrreinmisuracrescente. La figura dello schiavo, umanizzatasi soltanto nelle epoche successive a quella dellimpiego sistematico del suo lavoro, risulta perci centrale, a detta dello scrivente,nelformulareungiudiziosulquelmondoenellindividuareiveripilastri suiqualiquestosireggeva. Unodeinumerositerminigrecianticamenteusatiperindicareloschiavoerasoma, che propriamente aveva il significato di corpo, come se si volesse escludere, o meglio,sesivolesseesorcizzarelapossibilitcheglioggettiimpiegatineilavori materialicoattipotesseroavereunanimaeunintelligenza. Seilnonliberoperlipocrisiadeiliberieranientedipicheuncorposenzanima, luomo, al contrario, era psych, cio anima, ed probabile che da l originino i contenziosi sulla presenza o lassenza dellanima, in soggetti deboli e totalmente subalterni, che hanno attraversato le epoche successive, se vero che lo schiavo dellepiantagionidicotoneamericaneeraconsideratounanimale,opocodipidi unanimale,manoncertamenteunuomo,eseverochealungosiprotrattala discussionesullapresenzadiunanimanelledonne. Lo stesso Aristotele, per altri versi fonte di un pensiero avanzato e critico nei confronti della variante speculativa, puramente monetaria delleconomia [la crematistica per gli antichi], ha descritto lo schiavo come un oggetto animato possedutodailiberi,destinatoadusarealtrioggetti,inanimati,daquestiposseduti. Ecco quale fu la terribile sostanza e la principale contraddizione del mondo degli antichigreci,checaratterizzanchelasocietromananeisecolisuccessivi.
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Un mondo per molti versi apprezzabile, come lo fu sicuramente nel campo del pensiero speculativo prescientifico e della Filosofia, in quello della Creazione Artistica e del Teatro, ma per altri versi, determinati come in tale caso sul piano sociale e delletica, simile ad un inferno in terra al quale moltissimi erano condannatisenzacolpaalcuna. E certamente vero quello che sostiene il filosofo ed amico Costanzo Preve, e cio che la stessa Filosofia nata come reazione comunitaria razionalizzata [1] allavanzare della crematistica [far danaro con il danaro, in generale arricchirsi attraverso speculazioni e intermediazioni senza lapplicazione del lavoro umano trasformativo della materia] che scardinava il metron e liberava il campo per unaccumulazione illimitata delle ricchezze a vantaggio di pochi, ed [2] al conseguenteaffermarsidellaschiavitperdebiti,matalereazione,chetantopeso haavutonellagenesidelmondoculturaleeuropeoenelsuosuccessivosviluppo, nonhaimpeditolaformazionedeisistemischiavisti. Se in epoche precedenti a quella degli Elleni gli uomini non potevano dirsi propriamente e concettualmente liberi [si veda, in proposito, la condizione umana di sostanziale e generalizzata illibert negli antichi imperi doriente], nellorganizzazionedellaPoliseneisuoispazilalibertdiespressionepoliticaedi partecipazionealprocessodecisionaleerasgarantita,masoltantoaminoranzepi o meno sparute, investite del privilegio, che levoluzione storica, culturale ed economicaavevafavorito. I moti servili o schiavili, che potevano esplodere improvvisamente come le moderneinsurrezioni,oaddiritturaincasibendeterminatisembravanoassumere, almenoinembrione,alcunedellecaratteristichepiprofondeedestabilizzanti,per il potere vigente, che tipicamente connotano il processo rivoluzionario, rispetto allInsurrezioneeallaRivoluzionecomeogginoipossiamointenderlehannoavuto unorigine, una natura ed una giustificazione storica profondamente diverse, a fronte di una ben diversa percezione della persona umana e delle condizioni di libert e schiavit, per cui consigliabile una certa cautela nellistituire paragoni troppo stringenti, come talora accaduto, accostando ad esempio la Guerra di SpartacoallaRivoluzioneBolscevicaeProletaria. Nel mondo romano posteriore a quello delle CittStato degli Elleni, destinato a svilupparestoricamenteilsistemaschiavista,lerivoltedischiavicontinuaronoed ebbero una certa risonanza, giunta fino ai giorni nostri, rivelando una relativa pericolosit a partire dal secondo secolo avanti Cristo, con le rivolte di schiavi in Sicilia ed in particolare con il grande sommovimento scoppiato fra il 138 e il 136 a.C., in quella Trinacria che gi nelle epoche precedenti era nota come terra di schiavi abbondantemente impiegati nelle produzioni agricole, specificamente in quelladelgranocherappresentavalamaggioreelapinotaproduzionedellisola.
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A quel tempo, in Sicilia abbondavano e si moltiplicavano i mercati di andrapodon legati alla remunerativa produzione di grano ed al sistema del latifundium, e il trattamento riservato agli schiavi non era neanche lontanamente paragonabile al trattamento, giustamente delicato ed affettuoso, pieno di premure, che noi oggi assicuriamoainostrianimalidomestici,nonsoloperchquestiuominicheavevano persolalibertacausadelleguerreodeidebitinonricevevanovestitienonerano nutriti a sufficienza, ma anche perch si praticava abitualmente la marchiatura come segno indelebile della propriet, non di rado si tenevano in ceppi, si uccidevanobarbaramentesesirivoltavanooperpurocapriccio,esistabilivanoper lorocarichidilavoroinsostenibili. Fu Diodoro Siculo di Agira che tramand, in buona sostanza, le notizie relative a questavicendagiuntesinoanoi,elostoricoromanopurnonpotendoapprovareil comportamento ribelle degli schiavi perch i referenti politici e sociali dellepoca nonavrebberodicertoapprezzato,cercalmenodicomprendereimotiviprofondi della rivolta, cosa che probabilmente non fu molto difficile per un uomo colto e attentocomeDiodoro,datelecondizionibestialiincuieranocostrettiavivere,alla finedelsecondosecoloa.C.,glischiaviimpiegatinelleattivitagricoleinSicilia. La rivolta, allinizio riguard soltanto poche centinaia di schiavi soggetti alle vessazionidiDamofilo,ungrandeproprietariononcertonotoperlasuaumanit,e fucapeggiatadaEuno,unsirochepraticavalamagiaealqualeunadeaapparvein sognorivelandoglichesarebbediventatore. Euno si mise alla testa di una rivolta in cui in prima fila cerano prigionieri di guerra, come lui ridotti in schiavit, e riusc a conquistare la citt di Enna divenendonere,esattamentecomenelsogno,conlaltisonantenomediAntioco. In seguito, aderirono al nuovo regno anche gli schiavi dellagrigentino guidati da Cleone,pastorecilicioepirata,eilnumerodeirivoltosisalvelocementeadunpaio di centinaia di migliaia, sopraffacendo le guarnigioni romane dellisola, tanto che Roma dovette inviare il console Rupilio con le sue legioni per sedare definitivamente la ribellione, cosa che Rupilio fece con successo subito dopo la riconquistadellastrategicaTaormina. Nel caso della prima guerra servile che fu effettivamente una guerra, data lampiezza dei sommovimenti e dato che gli schiavi proclamarono addirittura un regno in Sicilia, sconfiggendo inizialmente le coorti romane presenti nellisola sonoassentiverieproprielementidicoscienzasociale[abolizionedellaschiavit, uguaglianza fra gliuomini, pienezza didiritti pertutti gli esseri umani, eccetera], nonvitracciadiunprogrammapoliticoalternativo[diunalternativasistemica radicale, con un linguaggio contemporaneo non proprio bellissimo] e dominano inevitabilmente elementi di natura mitologicoreligiosa, nel mantenimento sostanzialedellevecchiestrutturedipotere.

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Infatti,Euno,chehaavutounasignificativavisioneincuiglicomparsaunadea predicendogli una sorte regale, ha fondato un effimero regno con capitale Enna finitoinpochianni,nel132a.C.,conlinterventodiRupilio,ilqualestatoretto daunmonarcariconosciuto[lostessoEuno]eddiventatoperglischiaviliberatiin maggioranzasiriani,cheavevanodiligentementeprovvedutoatrucidareipadroni aguzzininellarea,unasortadinuovaSiria. Il ricordo della prima guerra servile stato rinverdito, un trentennio dopo, da unaltrarivoltadischiavinellastessaSiciliacheimperversdal104al101a.C.,di dimensioni inferiori alla precedente ma ugualmente insidiosa, in cui il capo degli schiavi sollevatisi contro gli spietati padroni, tale Atenione, era un astrologo e un amministratore delle propriet dei suoi ricchissimi possessori [quindi non un umile lavorante costretto alla fame e ai ceppi] che segu con tutta evidenza lesempiodelsiroEuno,rivelando,grazieallesueconoscenzeastrologiche,cheper volontdeglideisarebbediventatore. Ma gli schiavi in quella effimera occasione di riscatto ebbero ben due re come guida, a testimonianza della confusione, dellassenza di pianificazione e delle divisionichesegnavanoquestepurlegittimerivolte,perchaccantoadAtenionevi fu un certo Salvo che si proclam a sua volta monarca con il nome di Trifone, combattendo i romani fino alla sua definitiva sconfitta e a quella di Atenione, il quale cadde combattendo proprio con il capospedizione, il console romano Aquillio,inviatosulpostoperreprimerelarivolta. Anche in tal caso, come nel precedente, mito, tradizione religiosa, una generica volontdivivereliberiincondizionimaterialimenodisumane,edilricordodelle terre natali in cui gli schiavi ribelli liberi lo furono veramente, hanno pesato in modo determinante sullintera vicenda, dagli inizi fino allepilogo cruento, ponendo in evidenza le incommensurabili differenze con i moti rivoluzionari moderni, in cui la coscienza sociale e una visione politica di alternativa sistemica animano quanto meno le lite rivoluzionarie, se non la massa di manovra da questediretta. UltimovenneSpartaco,conlacosiddettaterzaguerraservile[tertiumbellumservile], o guerra di Spartaco [bellum Spartacus], od ancora guerra contro Spartaco [bellum Spartacium], che scosse almeno un poco le solide fondamenta del potere romano mettendoneinpericololordinesociale. Lepopea degli schiavi di Spartaco, in parte significativa di origine celtogallica e germanica,fucomunquediversadaquelledeglischiaviinSiciliaesicuramentepi problematicaperilpoter,essenzialmenteperimotividiseguitoelencati. Peculiaritdellaterzaguerraservilerispettoalleprecedenti:
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A) La maggiore ampiezza e rilevanza dei moti, che nel momento pi critico giunseroapreoccupareseriamenteidetentoridelpotereaRoma. B) Lampio raggio degli spostamenti delle masse armate servili che percorsero letteralmente la penisola dalla Campania verso la Gallia [dalla quale Spartaco avrebbe potuto raggiungere la Tracia], invertendo dimprovviso la marcia e arrivando fin nelle vicinanze di Roma, per poi ridiscendere a sud, risparmiando inspiegabilmentelUrbeneltentativo,fallito,diraggiungerelaSiciliadellaprimae secondaguerraschiavile. C)Unamaggioredeterminazioneeconsapevolezzadeglischiaviedeilorocapi, una migliore preparazione alle armi [che i rivoltosi erano arrivati al punto di fabbricare autonomamente per equipaggiare lesercito], trattandosi in non pochi casidigladiatoriespertienondisemplicilavorantiagricoli. D) Un peso minore nella vicenda, come allo scrivente parso di cogliere, dei tradizionali aspetti mitologici e religiosi che animavano tutte le soggettivit del mondoantico,schiavicompresi. Anche qui la fiammata che ha appiccato lincendio si sviluppata improvvisamente, senza pianificazione e senza una precisa regia, in seguito alle condizionidivitacheilpossessoredischiavielanistaLentuloBatiatoriservava aigladiatori,conunafugadiSpartacoversoilVesuvioassiemeadunasettantinadi compagni di sventura, non prima di essersi sommariamente armati con qualche attrezzosottrattonellacasermadiaddestramento. Dopoaversconfittoalcunisoldatidellalocaleguarnigione,inviatiperfermarli,ed avergli sottratto le preziose armi, i ribelli si installarono alle pendici del vulcano, accogliendo schiavi fuggitivi, pastori raminghi, altri poveracci ed addestrandoli allusodellearmi. Ilseguitofuuncrescendodiscontriconledeboliepocoaddestratecoortiromane, arruolateperloccasionedaipretoriinviatidaRoma,equindiiribelliottennerouna seriedivittoriesulcampo,nonchdinumeroseadesionidischiavifuggitiviedaltri soggettivessati. Spartaco non fu lunico capo dei ribelli, ma fu certo quello che ebbe maggior notoriet, nonch, sembrerebbe, quello maggiormente dotato di capacit organizzative e genio militare, come mise in rilievo lo stesso Plutarco, il quale lo defin pi simile ad un Elleno colto che ad uno della sua stirpe, e lo storico ottocentesco Theodor Mommsen giunse a scrivere che il capo degli schiavi discendevadallastirperealedegliSpartocidi.

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Nonostante il lusinghiero giudizio su Spartaco di Plutarco e Mommsen, questo ultimo restava pur sempre, nella societ romana del tempo, un gladiatore e uno schiavoribelle. Ilpoteredellepocatendevaasottostimaresialeportatadellerivoltedischiavisiail potenziale sovversivo che queste sottendevano, nonostante fosse ancora vivo il ricordodellepregresseesperienzesiciliane,eperquantocruentaedestesafosse,la guerra contro quegli infelici, che in grande maggioranza cercavano soltanto la libertecondizionidivitapidecenti,noneraconsideratadailiberiesoprattutto dagliaristocraticiunacosaonorevole. Infatti, mandargli contro in prima battuta il pretore Clodio con tremila uomini raccogliticci,arruolatilungoilcamminoiqualifuronoinesorabilmentesconfitti fu una prova di questa sottovalutazione, e lo stesso dicasi per le truppe dellaltro pretore,Varinio,messeinfugadaigladiatori. Ildatocheemergeinquestavicendalaparticolaredeterminazionedeiribelli,che nonsisciolserocomenevealsole,alprimoscontroimpegnativoconlelegionibene armate e bene addestrate tanto vero che nella marcia verso nord i soldati di SpartacosconfisseroletruppedelconsoleGaioCassioLonginoneipressidiMutina [lodiernaModena],esattamentecomeaccaddeinprecedenzaconleforzemilitari deiconsoliGellioPublicolaeLentuloClodiano[nellanno72a.C.]. La pretesa degli schiavi, a partire dal loro capo pi noto, di essere accettati come uomini liberi, dovette influenzare allepoca anche il comportamento di coloro che erano ancora in cattivit, come riportano le cronache dellepoca, ed ben testimoniata dallaccordo che Spartaco propose, da pari a pari, ad un certo punto delconflittoaMarcoLicinioCrasso,echequestosdegnosamenterespinse,nonch dalle insegne sottratte ai pretori sconfitti e consegnate al trace, perch si ponesse nellaposizionedelcapodiunesercitoregolare. Si tratta di elementi molti concreti sulla strada di una piena liberazione dalla condizione servile aventi altres un certo valore simbolico, pur nellaccettazione apparente dei simboli [le insegne dei pretori] e delle strutture di potere [a partire dallacostituzionediunesercitoregolare]diqueltempo. Inspiegabilmente,dopochedecisedinontentarediarrivareinGallia,Spartaco,che avevariunitoormaicentoeventimilauomini,nonattaccRomaesidiresseverso sud, determinato a raggiungere lisola di Sicilia in cui era in corso lennesima sollevazioneservile. Nonciriusc,sembrerebbeacausadeltradimentodeimalfidatipiraticilici,nonch perlirrealizzabilitdellideadellacostruzionediunpontedibarchechecollegasse la Calabria con la Sicilia, e fu costretto infine ad affrontare le truppe di Marco LicinioCrasso,inviatodalsenatoromanoperpiegarelarivolta. Crassoavevaalseguitobenottolegioniepresemisuredrastiche,dopounaprima sconfitta inflittagli da Spartaco, facendo giustiziare [sembrerebbe] a bastonate
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alcunemigliaiadisuoisoldatipercostringereglialtriacombattereconilterrore,in modotalechetemesseropiluidelgileggendarioCapodeglischiavi. DaquelmomentoCrassononcolsechevittorieepungolatodallimminentearrivo deirinforziguidatidaGneoPompeoMagno,provenientidallaSpagna,edaMarco TerenzioVarroneLucullodallaMacedonia,accelerlazionemilitarepernonfarsi strapparelavittoria. Lepilogo si ebbe nel 71 a.C. con quella che tradizionalmente si ricorda come la battaglia finale del fiume Sele, con Spartaco che a detta di Plutarco uccise il suo cavallo prima della fatidica battaglia, per non dare adito a sospetti di fuga, e che finprobabilmenteuccisoincombattimento. Gli schiavi uccisi furono sessantamila, e il numero impressionante di caduti nelle lorofilerivelachelunicaalternativaallalibertealsuopienoriconoscimento,peri ribelli,nonpotevaesserechelamorte. Dopo la vittoria sul campo, Marco Licinio Crasso fece crocefiggere pi di seimila superstiticomemonitoimperiturolungolaViaAppia,fraCapuaeRoma. Cos si concluse, in estrema sintesi, lultima grande guerra schiavile in epoca romana,eilferoceCrassochesconfisseSpartacoconladurezzaeilterrore,ironia della sorte, si vide strappare dal nobile avversario Pompeo Magno, intervenuto anche lui militarmente ma non il vero artefice della vittoria, lambito Trionfo a Romaesidovettepercicontentaredellesempliciovazioni.
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Parteseconda:PatresePlebs,unalottafraliberi Selacontraddizioneprincipaledelmondoanticoorigin,apareredelloscrivente, daunbassolivellotecnologicoafrontedellelevatolivellodielaborazioneculturale raggiunto,eportalladiffusioneeallaffermazionedelloschiavismocomemododi produzione prevalente, allora la contraddizione prima sul piano sociale non pot che essere rappresentata dalla contrapposizione fra i padroni e gli schiavi, ed in particolarefralelitedominantideltempo[lagerontocraziaespressadaglispartiati nella polis oligarchica, le lite della polis democratica, laristocrazia senatoria grandeproprietaria romana] e le masse di schiavi sottomessi [ivi comprese le condizioni servili ilotiche assimilabili alla schiavit], conferendo un particolare significato alle cosiddette guerre schiavili quali principali conflitti verticali nellordinesocialedeltempo. La numerosa classe degli invisibili senza diritti, che si voleva muta e del tutto incoscientenellasocietantica,machetaloraedimprovvisosirivelavaantagonista comesipuosservareinoccasionedelletreguerreschiaviliedinmodoparticolare nellultima, nellepoca del dominio di Roma giunse ad avere un peso numerico rilevante, stimato da certe fonti fino ad oltre un terzo della popolazione complessivasoggettaalpoteredellUrbe. Cifupersinolapropostadiassegnareaglischiaviunadivisa,chelidistinguessedai liberi,matalepropostafucassataperilpericolocheglischiavipotesserofacilmente riconoscersi e contarsi, nonch comprendere la forza che potevano esprimere allinterno della societ, a fronte di una desolante condizione di minus habentes.disumanizzati alla quale moltissimi fra loro, impiegati nei pi umili lavorimateriali,eranostatiridotti. Certo,vifuronoschiavicolticheebberolafunzionediistitutoridipatrizi,oppure di amministratori delle grandi propriet riservate agli aristocratici, e vi furono schiavi che possedettero, a loro volta, altri schiavi, e se vi fu la lettera di libert, nellalogicaenellapraticadellamanomissiochesancunacertamobilitsocialedal bassoversolalto,peraltromaiinterrottasinonostantelaprogressivaaffermazione del sistema schiavista,questanon arriv al punto darappresentare la regola, cio una via giuridica che poteva portare nel concreto allestinzione completa della schiavit, ma pur sempre uneccezione che riguardava minoranze privilegiate, interneadunsistemachefondamentalmenterestavaschiavistico. La schiavit, nellepoca romana del diritto posto, fu formalizzata e divenne un istituto del ius gentium che ebbe una grande importanza storica e una grande effettivitneldeterminarelecondizionidivitadimilionidiindividui,diautentici esclusi condannati al lavoro forzato per la riproduzione della totalit sociale, riverberandosianchesulleepochesuccessive,eprecisamentesuquellungoperiodo dipassaggioallanuovacondizioneservilechehavistolaprogressivaaffermazione, inItaliaeinEuropa,delmododiproduzionefeudale.
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Ma il conflitto verticale non fu simboleggiato esclusivamente dalle rivolte di schiavi, che rappresentarono la sua pi alta e sanguinosa espressione, perch le rivolte delle plebi romane fecero sentire la loro [relativa] minaccia destabilizzante findallarepubblicaarcaica[inparticolareagliinizidelVsecoloa.C.],eiconflittifra igruppisocialisiacuirono,aitempidellimpero,durantelacosiddettacrisidelIII secolod.C. Ditalirivoltedeiliberi,deimotivichelefeceroscoppiareedeglieffetticheebbero allinterno della societ romana bisogner discutere, pur succintamente, nella secondaenellaterzapartedelpresentecapitolo. ******** PerquantoriguardalastoriadellaRomaarcaica,etantopidellaRomaprimadi Roma,conspecificoriferimentoallorganizzazionepoliticaesocialeadottataealla suagenesi,lefontiletterarieallequaliattingere,comesisa,sonopiuttostoscarse, segnate dallincertezza e dal mito, e perci hanno imposto agli storici moderni unattenta verifica ed un confronto con la documentazione archeologica disponibile. EduopocitareintalecasoloperadiQuintoFabioPittore,delterzosecoloavanti Cristo, alle origini della storiografia e della letteratura romane, che attingeva alle fonti rappresentate dalla precedente tradizione orale con sfumature leggendarie, nondiradoessendoquestaultimanontropporiccaenontroppo adeguataagli scopipropagandisticinelperiododelleguerreconCartagineintegrataricorrendo allacreativitedallafantasia. Attraverso la successiva elaborazione dellopera di Pittore, particolarmente nel periodoaugusteo,leinformazionisonogiuntefinoanoi,elaleggendacheriguarda gli esordi di Roma ha assunto forma definitiva nellepoca di Ottaviano Augusto, peroperadellostoricoTitoLivioedelpoetaVirgilio. Nonquiilcasodiarrivareindietroneltempofinoalmomentodellafondazione di Roma, od al periodo immediatamente precedente, mettendo in discussione la data simbolica del 753 a.C. come inizio della sua storia, che probabilmente ben pi antica e risale al decimo secolo anche se la vera urbanizzazione fu avviata probabilmente nel cinquecento avanti Cristo , ma basta ricordare che alle origini dellUrbe vi fu una sorta di convergenza di gruppi latini [i Ramni, che si stanziarono in corrispondenza del Palatino], gruppi sabini oscoumbri [nei pressi del Quirinale] assimilati progressivamente dai parlanti latino, e vi fu la decisiva influenzaetruscaacompletareilquadro. E per necessario sottolineare che nella strutturazione sociale, nella forma di governoadottataenellorganizzazionedelleistituzionicittadinedellaRomaarcaica haavutounagranderilevanzaladominazioneetrusca,coninflussiprecedentialla
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dinastia regale dei Tarquini, anche se sopravvissero nella religione e nelle istituzioni romane reminescenze della pi antica organizzazione latino indoeuropeaevifu,indubbiamente,limmancabileinfluenzaculturalegreca. Losviluppodellecittedellapotenzaetruscheavvenutofralottavoeilsettimo secolo avanti Cristo, per raggiungere il culmine nel sesto secolo, con lespansione oltreiconfinidellEtruria,finoinCampaniaasud[ilcentrodiCapua]enellevalli delPoanord,conlosviluppoprogressivodelleattivitminerarie[ilferro],quello dei commerci e quello dellagricoltura che si valeva di tecniche importate dalloriente, nonch grazie ad una flotta in grado di sconfiggere i greci nel Mediteranno,congiuntamenteaglialleaticartaginesi. Se tale era la potenza etrusca, appare evidente che le sue influenze si facessero sentireanchenelLazioenellastessaRoma,allorainferioreinterminidisviluppo materialeeculturale,nonchcircondatadaregionietruschizzate. Roma, il cui stesso nome in verit di origine etrusca, Ruma, sub linfluenza del sistemadellecittstatoconfederatedellEtruria,governatedailucumoni,alpunto che ne adott in linea di massima la relativa organizzazione sociale ed alcuni lineamentiistituzionali. Nella sostanza, tale sistema prevedeva una spiccata dicotomia fra laristocrazia onnipotente, la quale esprimeva i re, ed un ampio strato inferiore da questa dipendente, che non viveva certo in condizionidilibert edera costituito da tutti colorochesvolgevanomansioniservili,daicontadinilegatiallaterraeagliobblighi militari,dailavoratoridelleminiere,dagliartigianiedaaltrisubordinatiancora[si consulti, in proposito, la pregevole e relativamente recente Storia sociale dellantica RomadiGzaAlfldy]. Fu la predetta organizzazione verticale della societ, per la verit abbastanza semplice,cheinformlaRomaarcaicadeipatres,iqualidominavanoservi,schiavi e clienti, anche se va precisato che centrale e fondante fu il ruolo giocato della famiglia in quello specifico modello, il quale diede origine e forma allorganizzazioneromana,articolataintrib,gentesecurie. Lo scontro sociale poteva manifestarsi, nella societ classista e patriarcale della prima Roma, quando alcuni gruppi di subordinati al potere aristocratico diventavano sufficientemente forti per liberarsi dal giogo impostogli, o quanto meno per allentarlo, potendo cos aspirare al miglioramento della loro situazione economicaepolitica,nonchadunmaggiorprestigionellasociet. Nonostantelevidenteinfluenzaetrusca,lordinesocialecheiromaniadottaronosi differenzi progressivamente da quello degli antichi dominatori perch una parte numericamente importante del populus, inteso come universi cives o con altra espressionelinterocorpocivico,erasostanzialmentecompostadaliberiaiqualiera riconosciutolostatusdicittadiniromani,masenzaiprivilegidinaturapoliticaed economicariservatiaipatres[ipatrizi],chedominavanopursemprelavitapolitica,
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occupavano le alte cariche religiose e monopolizzavano la grande propriet terriera. Questacomponenteessenzialedellasocietromanaeralaplebedallatinoplebs, ovverosecondouninterpretazionediffusachelegalaparolaallesueradicigreche, lamassainforme,lafolla,chedalliniziodelquintosecoloavantiCristoinizia farsi sentire con decisione come comunit di subordinati, dotandosi di proprie istituzioni e mettendo in crisi il sistema di potere repubblicano, nella lotta organizzatacontrolaristocraziaeisuoiprivilegi. Posto che sia i patrizi sia i plebei costituivano fin dallet pi arcaica di Roma un ordo, la ragioni della loro contesa essenzialmente per il potere politico e la spartizione dellagro pubblico si possono rintracciare nel sesto secolo avanti Cristo, riguardando in buona sostanza il crescente predominio politico ed economico dei patres, e di conseguenza una loro pi netta differenziazione in terminidipotereedisponibilitdirisorse,dallaltragrandecomponentedelpopolo romano,laplebs,cheacquisivaunasuabenchiaraidentitdiclasse,purrestando rigorosamenteinternaaquelsistema. E posto che lo schiavo era un servus deprivato dei diritti personali, od anche mancipum, che aveva il freddo significato di propriet, con il predominio dellaristocrazianonpochiplebei,bisognosidiprestitiperleloroattivitagricolee per far sopravvivere i piccoli poderi, rischiavano di essere ridotti in schiavit, fornendo gradite braccia per il lavoro ai patres creditori, dato che il debitore rispondevaconlapropriapersona,econquelladeisuoifamiliari,delrimborsodel debito contratto e dato che per legge, in caso di sopraggiunta morosit, il capofamigliapotevaessertrattoschiavoassiemealsuonucleofamiliare. Ledifficolteconomichecrescenticheriguardavanolapartepipoveradellaplebe, nel concreto privata dellaccesso allager publicus e minacciata dalla schiavit per debiti, unitamente allaspirazione alluguaglianza politica con i patrizi e allammissione alla cariche pubbliche che animava lo strato minoritario di plebei ricchi,hannodeterminatoquellachestatadefinitanoncomeunaverarivoluzione diforzesocialiextrasistemiche,macomeunasemplicesecessione,nellafattispecie la secessione della plebe del 494 a.C., ritiratasi sullAventino e sul Monte Sacro per protesta [secondo quanto ci narra Cicerone] e convinta a tornare, dopo la temporaneaseparazionedaipatrizi,dalcelebreapologodiMenenioAgrippa,sesi deve credere alla vulgata storica che fa base sullannalistica romana di epoca successiva. Se i patrizi erano lo stomaco e i plebei le braccia, nellapologo capzioso di Mennenio, le braccia non volevano separarsi definitivamente dal corpo, facendo naufragare la civilt romana agli esordi sugli scogli della storia, ma soltanto acquisirequalchevantaggioeriempireunpomenolostomaco,conillorolavoro.

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La secessione plebea, o separazione temporanea dai patrizi, od anche sciopero dei subordinati i quali generalmente allepoca lavoravano, bene ribadirlo, mentre gli aristocratici impiegavano altrimenti il loro tempo , si metteva abitualmenteinattoinperiododiguerraodiminacciadiconflitto,conunachiara funzione di ricatto, paragonabile oggi allinterruzione nellerogazione di servizi pubblici,perleagitazionideilavoratoriinsettorichiave. Nonsidevedimenticare,ataleproposito,cheleplebicostituivanolossaturadella principalearmadellesercitoromanodiallora,ciolafanteria,essendolacavalleria una tradizionale prerogativa aristocratica che da sola, per, non poteva vincere le guerre,echepercombattereefficacementecontroSabini,Equi,Volsciedaltriostili, iqualimettevanoinpericololasopravvivenzadiunaRomarepubblicanadapoco emancipatasidaglietruschi,eravitalelapportoinarmidellemasseplebee. Ilsistemanonpotevachereggersisullaconcordiafrapatrizieplebei,concordia chenellarealthasignificatoforticontrastiedhacomportatounlungopercorsodi emancipazionedeisubalterniliberi[nonescluseparecchiefregatureperglistessi e promesse subito rimangiate dal senato aristocratico] del quale costituiscono altrettanteprovegliattilegislativiricordatidaglistorici,fraiqualibenecitarepur di sfuggita, per la loro importanza nellordinamento romano, almeno alcuni fra questi: la Lex Canuleia del V secolo a.C., che stabiliva il diritto di matrimonio fra aristocratici e plebei ponendo fine alla purezza castale aristocratica, le Leges LiciniaeSextiaedelIVsecoloa.C.,chegarantivanounconsolesudueallaplebeeLa LexPoeteliaPapira,sempredelIVsecolo,cheponevaqualchelimiteallapiagadella schiavitperdebiti. Apparechiarochelerivendicazioniplebeenonmiseroindiscussionelasostanzadi quellacheeraerimasefinoallafineunasocietclassista,ntantomenominarono le basi del modo di produzione dellepoca, che assunse nel corso dei secoli chiari connotati schiavistici con lestensione della grande propriet terriera a scapito dei piccoliproduttoriindipendenti. Per quanto riguarda la pi celebre secessione della plebe quella del 494 a.C. questafruttallaclassesubalterna,incambiodiunritornoallearmiperladifesadi Roma, listituzione tribunizia, con i novelli tribuni della plebe [coadiuvati da specificimagistratiefunzionariplebei]cheavevanodirittodivetoeintercedevano in favore dei loro rappresentati sottoposti a giudizio, lufficializzazione dei plebisciti, che erano decisioni collettive riguardanti esclusivamente la comunit separata plebea e limportante riforma centuriata, che ha inciso in profondit nellordinesocialevigente. Nel gran corpo della plebe, sulla base della divisione del popolo in classi di proprietchecomportlanascitadellistituzionedeglionnipotenticensori,vierano da un lato i possidenti, coloro che disponevano di patrimoni ed erano certo plebeidiorigine,mapursemprericchi,edallaltroinullatenenti,dotatisoltantodi
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numerosa prole, da cui la celebre espressione proletarii che acquister un ben preciso significato sociale e politico, un paio di millenni dopo, nel mondo capitalistico. Lunione del sangue aristocratico con quello plebeo, realizzatasi principalmente attraverso i matrimoni fra nobili e plebei ricchi, un certo accesso al demanio pubblico garantito anche ai cives pi poveri, la possibilit data ai subalterni di assumere cariche sacerdotali [un aspetto del potere non proprio trascurabile, questultimo,datalasostanzaculturaledelmondoantico],lapossibilitdiaccedere albottinodiguerra,nonpiprerogativaesclusivadeidominanti,unitamentealla grandeespansioneterritorialesullitalicosuolorealizzatagrazieallesconfittedelle citt nemiche, ebbero leffetto di cambiare i connotati sociali e politici allUrbe, rispettoacichefunelperiodomonarchicoeduranteladominazioneetrusca. Il processo emancipativo della plebs romana posto in essere per realizzare la concordiafraleduegrandiclassisocialidicittadiniliberipresentiinquelordine, difendereRomadainemiciesternierenderepossibilileconquisteterritoriali,fino alleliminazionedegliavversaripipotentieallacostruzionediunodeimaggiori imperi della storia umana iniziato nel V secolo a.C., ha attraversato tutto il secolosuccessivoedcontinuatonelIIIsecolo. Tale processo di relativa emancipazione rivela qualche curiosa similitudine pur con le dovute cautele che solitamente queste comparazioni sulla lunga distanza richiedono , con il processo emancipativo dei subalterni che ha connotato il sistema capitalista nel nord e nelloccidente del pianeta dopo il secondo conflitto mondiale, e pi precisamente nel trentennio che va dal 1945 al 1975, in cui lesigenzadidifendersidagliattacchideiVolsci,deiSabini,degliEquielaguerra controVejo,eranosostituitidalconfrontoatuttocampoconilcompetitorsovietico, sottolaperenneminacciadiunconflittonucleareodelladesioneinmassa,incerti paesidelcampoamericanooccidentale,dellaclasseoperaia,salariataeproletariae di altri dominati allideologia comunista, eventualit che avrebbe potuto esser ancor pi grave, in queste recenti contingenze storiche, delle secessioni di una pleberomanachescendevatemporaneamenteinsciopero,agliesordidelperiodo repubblicano. Questo confronto fra modelli profondamente diversi di capitalismo essendo il sistemadelladefuntaURSSdefinibilecapitalistico,purpresentandofortielodevoli connotaticollettivisticiharichiestoaidominantidiscendereacompromessiconi subordinati limitando il profitto privato e il loro strapotere, concedendogli, per tenerli buoni e renderli del tutto interni al sistema, una pi favorevole distribuzione delle risorse, unitamente ad una certa promozione sociale e ad una maggiorpartecipazione,almenoinapparenza,alledecisionipolitiche. Ci stato possibile anche perch hanno prevalso, fra i subalterni pi vessati dal capitalismo e dalla logica del profitto, cauto riformismo sistemico e
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socialdemocraziapuramenterivendicativasulpianoeconomicosociale,afrontedi unattrattiva sempre minore dellideologia comunista rispetto ad americanismo e liberismo dilaganti, dovuta al suo progressivo esaurimento storico e alle vistose carenze del sistema di potere sovietico, che nei fatti avrebbe dovuto realizzarla pienamente. Ironicamente,masempreconladovutaprudenza,sipuaffermarecheallimitato accesso alle terre dellagro pubblico che le riforme garantirono ad una parte dei plebei poveri, si pu far corrispondere, due millenni dopo, una meno iniqua distribuzione del reddito, una certa promozione sociale e laffermazione temporaneadelWelfareState. ******** Purnonessendoquestalasedepertrattareapprofonditamentelaquestionesociale e quella, intimamente connessa alla prima,dellespansione territoriale della Roma del secondo e del primo secolo a.C., sospesa fra la tarda repubblica e limpero, opportunoaccennarebrevementeaicambiamentichecaratterizzaronoqueglianni. Il secondo secolo, in particolare, fu foriero di grandi cambiamenti nellordine sociale, economico e politico romano, e fu anche il secolo della distruzione di Cartagine[avvenutanellaprimaveradel146a.C.peroperadiScipioneEmiliano], dellaconquistadellaGrecia[battagliadiCorintoesuadistruzione,sempredel146 a.C.],dellavittorianellaquartaguerramacedone[battagliadiPydnadel148a.C.], della supremazia sui mari della potente flotta di Roma, attivata in seguito alle necessit imposte dalle guerre puniche, nonch dellaffermazione definitiva della potenzamilitareromananellareamediterranea. I processi di espansione territoriale continuarono anche nel primo secolo, con la sconfitta di Mitridate e la conquista del Ponto [battaglia di Cabiria del 72 a.C.] e limpresa di Cesare nella Gallia transalpina [battaglia di Alesia del 52 a.C. e sconfittadiVercingetorige],eprosegudiparipassolatrasformazionedellordine sociale in unentit che si stava affermando come grande potenza a tutto campo, non pi soltanto confinata nella dimensione regionale ed entro i limiti geografici dellapenisola. Dalpuntodivistaprettamenteeconomicoesociale,sipossonorilevareinsintesile importantitrasformazionidiseguitoesplicitate. CambiamentisocialiinattonellaRomadelsecondosecoloavantiCristo: 1)Iniziailprocessodisostituzionedellaveraepropriaplebs,chehacaratterizzato lordine sociale della repubblica arcaica, si dotata di propri rappresentati e proprie istituzioni, in qualche modo alternative a quelle dei patres, ma rimasta
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totalmente interna al sistema ed ha costituto lossatura fondamentale delle prime legioni, e nasce il popolume urbano inoccupato, privo di qualsiasi dignit, da tenere sotto controllo e imbonire con le periodiche distribuzioni di pane e i ricorrentigiochi[panemetcircenses]. 2)Laristocraziahaassorbitoglistratiplebeipialtiepiricchi,cheaspiravanofin dalperiodoarcaicoadunapienaintegrazionepoliticaneicentridipoterediallora. Questo fenomeno stato reso possibile grazie alle ricordate modificazioni legislativeedellordinesocialeintervenutenelquintosecoloeneisecolisuccessivi, modificazioni che hanno portato a privilegiare il censo, la ricchezza, gli aspetti patrimoniali,ponendoprogressivamenteinombraleoriginideisoggetti,edhanno alterato irrimediabilmente la composizione della classe dominante, attraverso lalleanzapoliticaeimatrimonimistilegalizzatifragliaristocraticieilpopoloricco. LaclassedominantenonpiquelladellaRomadeireedelperiodoarcaicodella repubblica,purconservandoungrandepotere. 3)Aumentailricorsoallavoroschiavo,nonchilpesonumericodeglischiavinella societ del tempo, e le loro condizioni di vita in certe importanti regioni sotto il controllodiRoma,qualefuadesempiolaSiciliaperlaproduzionedigranoedaltri prodottiagricoli,sirivelanodecisamenteinumane. 4) Cresce la ricchezza monetaria dei dominanti e crescono di pari passo le ineguaglianze sociali. Lager publicus, ossia lagro pubblico alimentato con la confisca delle terreai nemici sconfitti, risulta ormai in gran parte privatizzato e nelconcretoscompareanchelatassaperlaconcessioneannualedelleterreaicives, lagrivectigal. Il grande latifondo acquista una sempre maggiore importanza ed estensione, nellimpiegodiffusodellavoroschiavo. Questi cambiamenti, non certo irrilevanti o di secondo piano, da un lato contribuironoaporrelepremesseperlanascitadellimperoelagrandeespansione territoriale, urbana ed economica dei secoli successivi, ma dallaltro lato contenevano in s i primi germi della crisi del terzo secolo dopo Cristo, superata almeno temporaneamente con difficolt e gravi danni attraverso riforme radicali dellostato,unadiminuzionedelpoteredelsenatoeunaccresciutopoterepolitico edeconomicodellesercitotantochesipuaffermarechedatalesconvolgimento Roma non si mai pi ripresa completamente , e della successiva, inarrestabile decadenzadellaparteoccidentaledellimpero. Sinotanoalcuneinquietantianalogiedilargamassima,inunsiapurcautoesercizio distoriacomparata,fralericordatetrasformazionieconomiche,politicheesociali,
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gievidentinellaRomadelIIetantopidelIsecoloa.C.,equellecheilcapitalismo contemporaneo, caratterizzato dalla globalizzazione neoliberista, dalla finanziarizzazione delleconomia e dalla diffusione della cosiddetta societ di mercato,haimpostoquantomenoapartiredallultimodecenniodelNovecento. Cambiamentisocialiindottidalcapitalismodelterzomillennio: 1) Scompaiono progressivamente i ceti medi figli del welfare postbellico e con loro la vecchia classe antagonista, operaia, salariata e proletaria, in una trasformazione velocizzata dalla prima crisi sistemica globale, e nasce la Pauper class,adattaavivereinposizionedeltuttosubalternaneinuovicontesticulturalie sociali. 2)Lanuovaclasseglobaledominante[Globalclass]assorbeneisuoiranghienegli strati pi elevati elementi della vecchia alta borghesia, che tende fatalmente ad estinguersiinprimoluogocomemondoculturale,eneglistratiinferiorifagocitaun numero limitato di elementi provenienti dalle alte stratificazioni della cosiddetta middleclass. 3)Siinsinuanonellordinesocialeeneiconcretirapportidiproduzionedellepoca nuove e sottili forme di schiavismo alienante [non proprio embrionali perch gi osservabiliconsufficientechiarezza],qualeilNeoschiavismoPrecario,legatoalla diffusionedellavoroflessibileeprecarioprivodigaranzieeabassocosto. Loschiavismoclassicoprecapitalistico,dalcantosuo,nonaffattoscomparso,ma in ripresa nella stessa Europa mediterranea, alimentato dai flussi migratori di disperati provenienti dallAfrica e dallOriente, come ben testimoniano i fatti di Rosarno, nella piana calabrese di Gioia Tauro, legati alla tradizionale attivit agricolaeallaraccoltadeipomodori,oimenorecenticasidischiavicinesiutilizzati in camicerie e laboratori abusivi del tessile, scoperti nella penisola e gestiti da imprenditorianchelorocinesi. Ricompare prepotente lo spettro dellalienazione umana nei rapporti di lavoro, e ben oltre gli stessi, presentando lati decisamente nuovi rispetto a quelli messi in luce,nellaprimametdellOttocento,dalgiovaneMarxdeiManoscritti[siveda,a taleriguardo,ilsaggiodelloscriventeAlienazionieuomoprecario]. 4) Crescono le ineguaglianze fra le classi e cresce la minaccia alla stessa sopravvivenzadegliecosistemi. Si estendono oltre ogni limite storico, raggiunto nei secoli precedenti dal capitalismodelsecondomillennio,ladimensionefinanziariaoggiautonomizzata ed incaricata di dare piena attuazione al paradigma della creazione del valore
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finanziario, azionario e borsistico, oltre la classica estorsione marxiana del plusvalore , nonch i processi di privatizzazione e di appropriazione del patrimonio pubblico [il nuovo ager publicus conteso], degli stessi beni pubblici puriestraneiaimeccanismidimercato,finoariguardareelementiessenzialiperla vitaumanaenonumanasullaterraqualeindubbiamentelacqua. Nellungoetormentatopassaggiodallarepubblicaallimpero,oltrealcambiamento degli assetti politici e sociali, si realizzato un compromesso fra dominanti e dominati che ha compattato il corpo sociale, rigenerato la classe dirigente ed ha indubbiamente contribuito al rafforzamento della potenza romana, in piena emersionedalleGallieallOriente. Talecompromessofrapatreseplebslatantoauspicataecercataconcordiafindai tempi della repubblica arcaica ha consentito ai plebei ricchi di avere maggior rilevanzapoliticaeprestigio,accrescendoneincerticasiipatrimoniedelevandoli allealtecarichedellostato,edhariservatoqualchecontentinoancheaicivespi poveri, pur nella crescita delle disuguaglianze e nella forte espansione della schiavit, alimentata dalla guerra e dai debiti, che le riforme concesse per riassorbire la plebe, neutralizzandola come forza potenzialmente antagonista, e permotivarlaadifenderelUrbecombattendononhannocertointerrotto.
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Parteterza:LacrisiromanadelterzosecolodopoCristo I successivi due secoli, dallavvento del primo imperatore Ottaviano Augusto, nel 23a.C.[ancheseperalcuniladatafatidicail30a.C.,lannocheseguquellodella battaglia di Actium e della sconfitta di Antonio e Cleopatra], fino alla fine del secondo secolo dopo Cristo, hanno conosciuto il periodo migliore dellimpero, lespansione economica ed urbana massima, un certo miglioramento delle condizioni di vita delle masse contadine e metropolitane, nonch la massima estensioneterritoriale. Accanto allo sviluppo dei commerci e allespansione urbana che assorb unenormitdirisorsefinanziarie,oltreaquelleagricoleprodottenellecampagne, in seguito alla costruzione di edifici pubblici, templi, fori, anfiteatri e costruzioni monumentali che non garantivano alcun ritorno concreto, importanti furono il ruolo e lorganizzazione dellesercito, razionalizzati fin dai tempi di Augusto, nonchiltrattamentoeconomicoriservatoaisoldati,incontinuomiglioramentonei duesecolidiconsolidamentoedespansionedellentitimperiale. Bassorestillivellodellosviluppotecnologico,chealtrimentiavrebbeconsentito, se applicato in primo luogo allagricoltura nel latifondo, di ridurre limpiego del lavoroservile/schiavile,macinonavvenneperchnonvifualcunostimolointal senso, data lampia disponibilit di braccia che le conquiste territoriali e lindebitamentononsolvibileavevanogarantitoalsistemaproduttivo,fralatarda repubblicaelimpero. La stratificazione sociale acquist maggior complessit, con una certa differenziazioneancheallinternodeglistratiinferiori[icosiddettihumiliores],oltre che in quelli superiori [gli honestiores] in cui acquisivano maggior importanza, accantoallaimmarcescibilearistocraziasenatoria,icavalieriappartenentiallordine equestre,eadunlivelloancorainferioreidecurioni. Accantoallagricolturaeallaproprietterrieraacquistaronounamaggiorrilevanza i commerci e le attivit artigianali, offrendo anche ai cives pi umili nuove opportunit di arricchimento e di ascesa sociale, senza dimenticare le crescenti necessit di quadri espresse dalle mansioni amministrative imperiali e dal servizio militare, che potevano rappresentare altrettante occasioni di promozione sociale. Se a qualcuno il periodo doro dellimpero romano potuto sembrare addirittura idilliaco, sul piano sociale come su quello della stabilit del sistema di potere, la fase propriamente espansiva potrebbe essere limitata al periodo di tempo che va dallascesa al soglio di Ottaviano Augusto fino a Traiano, generale e figlio di generali,cheagsiasulpianoeconomico,favorendoleclassimedie,siasuquelloa luipicongegnaledelleconquistemanumilitari[98117d.C.;massimaespansione territoriale, fino alloccupazione temporanea della capitale persiana Ctesifonte, in Mesopotamia] o al pi tardi fino ad Antonino il Pio, adottato dallimperatore
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Adriano successore dello stesso Traiano, che riusc a garantire una certa pace allinterno e ai confini, combatt il malgoverno provinciale e adott una linea di tolleranzareligiosaneiconfrontideicultinonufficiali[138161d.C.],perchgi duranteilregnodelsuccessoreMarcoAurelio,ilqualeregnconilfratelloadottivo Lucio Vero associato al potere nella logica dei due augusti [161 180 d.C.], si verificaronoalcuniprobleminidiuncertorilievo,pernondirediportataepocale. Posto che tentativi di sfondamento del limes, da parte di popolazioni esterne, si eranogiverificatiinprecedenza,laprimagrandeinvasionebarbaricasispinsefin nellaVenetiaeadAquileia,edimpegnsialimperatorefilosofosialerariodiRoma dal 165 al 175 d.C. nella difficile opera di reperire le risorse per la campagna militarecontrogliinvasorigermani,fraiqualispiccavanoMarcomannieQuadi. Questasituazionediemergenzaprolungatacomportlarruolandonellesercitodi ognisortadileveperrimpinguarnelefile,daglischiaviaigladiatori,finoaglistessi barbari germanici, inaugurando la prassi, che si rivel perniciosa qualche secolo dopoperlesortidelloccidente,difarcombattereibarbaricontroaltribarbari. Inutile precisare che lo sforzo, coronato da temporaneo successo, cost molto alle casse dello stato romano e comport un inasprimento della pressione fiscale, un aumento della massa monetaria in circolazione ed una conseguente perdita di poteredacquistodellamoneta,checolpsoprattuttoglistratisocialiinferiorinelle loroquotidianeesigenzedivita. IlfigliodiMarcoAurelio,Commodo,stipulinseguitounapaceconigermanici, ma in quegli anni fin il mito dellinviolabilit del Limes romano, generando problemididifficilesoluzioneaigovernantieinsicurezzanellepopolazioni,unpo come accaduto nel nostro tempo con lo choc dell11 settembre 2001, e limprovvisocrollodelletorrisimbolo,chehacolpitogliamericani. Quanto precede impose il rafforzamento dellesercito ed il potenziamento dellapparatostatale,cheincontraronofindalliniziolostilitdelsenatoedimolti aristocratici,contrarialdirigismoealdispotismochesistavanoinsinuandoacorte, nonch poco propensi a contribuire con i patrimoni privati alle crescenti spese dapparato. Se quella degli Antonini ricordata dalla storiografia come la vera e propriaet aurea dellimpero, per un certo equilibrio fra i gruppi sociali, ladesione degli aristocratici alluniversalismo imperiale, il compromesso di potere con il senato, unarelativapaceeunbenesserecrescente,dopolamortediComodoavvenutanel 192 d.C., alle soglie del fatidico terzo secolo, laccresciuto potere dellesercito scaten la competizione per il trono, in cui si inserirono pretendenti militari acclamatidallelorotruppedallaGalliaallaregionedelDanubio,efraquesti,alla fine, emerse quale personalit pi forte Settimio Severo [193 211 d.C.], comandantedellelegionisullimesdanubianoeaspiranteimperatore,checonilsuo pontificatoinaugurletdelferro.
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LetdelferroinauguratadaiSeverisegnliniziodellinarrestabiledeclinodella civilt romana, quanto meno in occidente, e fu caratterizzata dallo strapotere militare, dal passaggio da un principato che si reggeva sui compromessi fra i gruppi sociali e sulle vecchie istituzioni repubblicane ad una nuova forma di dispotismo, il cosiddetto dominato, dallaumento di una burocrazia pubblica tendenzialmente oppressiva e dalla pressione fiscale crescente, dalle difficolt economiche ormai strutturali e dallimpoverimento generalizzato della popolazione,eccezionfattaperimoltoricchi,cioilatifondisti. Nonsidevepoidimenticarecheagliesordidelterzosecolo,nel212d.C.,vifula concessione della cittadinanza e del conseguente status a tutti i liberi residenti nellimpero, fino alle pi remote province, per opera di Marco Aurelio Antonino dettoCaracalla,chepromulglaConstitutioantoninianadecivitate. Levento,dataluniinterpretatocomepositivoedemancipante,vavistoneitermini diunameraestensioneformaledeidirittiedelleprerogativesulpianogiuridicoa tuttiiliberi[glischiavieranonaturalmenteesclusiaprioridaquestibonus],che per, non eliminando le crescenti disuguaglianze sostanziali allinterno della societ, fece perdere valore e significato allo status di cives romano, in particolare agli occhi di coloro che godevano gi della cittadinanza e avrebbero dovuto rappresentareiprincipalidifensoridellimpero,lasuairrinunciabileossatura. Comerilevanoglistoricipiaccorti,lacrisiromanadelIIIsecolostataunacrisi dalla genesi complessa, in cui non un solo fattore scatenante, ma un concorso di cause di diversa natura, interne ed esterne, economiche e politiche, hanno agito congiuntamente e si sono variamente intersecate determinando fatalmente la dbclesistemica. Lincubazionedellacrisistatadilungoperiodonellacompagineimperiale,findai tempi del cosiddetto periodo doro antoniniano, anche se in quel periodo dominaronounacertastabilitpoliticaedunarelativapace. Sicercherdiseguitodielencaresinteticamentelecausedellacrisidelterzosecolo, dividendole in fattori endogeni quelli pi rilevanti, a parere dello scrivente, che hannoresopossibiliglistessisfondamentibarbariciaiconfiniefattoriesterni. Fattoriinternidicrisi: 1)Lesaurimentoprogressivodeigiacimentidibracciaperillavoroschiavo,epi in generale delle risorse, come effetto del raggiungimento della massima espansioneterritorialeedemograficadellimpero. Lespansione in Mesopotamia, con la temporanea occupazione della sua parte settentrionale,riveladorienteillimitedellapenetrazioneromana,chenonpoteva spingersi troppo lontano dallarea mediterranea per problemi logistici allepoca irrisolvibili.
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OccupatalAfricasettentrionale,dallaMauretaniaallEgitto,siconstatcheasudsi estendevanodesertiinsidiosi,avaridirisorseescarsamentepopolati. Ad occidente il limite invalicabile fu rappresentato dallestensione delloceano Atlantico, mentre in Europa centroorientale il confine fortificato fra il Reno e il Danubioavrebbedovutotenereafrenoleondatebarbariche. NelnorddellEuropa,infine,unaseriedivalliavrebbedovutoconteneregliscoti. La crescente scarsit di lavoranti a basso costo e privi di diritti, in assenza di una rapida evoluzione delle tecniche agrarie, e pi in generale, della tecnologia che avrebbe consentito le prime macchine in sostituzione del lavoro umano, colp soprattutto i piccoli e medi poderi, quelli della middle class dellepoca sulla qualelinteroimpiantodipoterefindaitempidelprincipato,inrealt,sireggeva e molto meno il latifundium dei grandi proprietari acquisitori di piccole propriet, che per ovviare alla scarsit di braccia introdussero forme primigenie di affitto della terra posseduta fin dal II secolo a.C., le quali, dopo la fine dellimpero in occidente,informaronoilsistemadelcolonatomedioevale. Sitratt,inbuonasostanza,delgradualepassaggio,impostodallentrataincrisidel sistema economico schiavistico dellepoca, dalla schiavit della villa a forme di servitinizialmentetemporanee,masemprepispessoatempoindeterminato,che difattoreseroschiaviancheiliberiindifficolteconomica,legandoilorodestinia quellidellegrandipropriet. Sipuaffermarecheaumentandoilgapfraleesigenzediunasocietevoluta dotata di grandi eserciti, di capillare burocrazia, di citt di dimensioni considerevoli,diuntenoredivitaelevato,quantomenoperiliberidialtoprofilo sociale e le possibilit di crescita produttiva limitate dal quasi esclusivo ricorso allenergiaeallavoroumano,laprincipalecontraddizionedelsistemaschiavistico si mostrata in piena luce, dispiegando i suoi effetti mortiferi, non appena si significativamenteestabilmenteridottoilflussodibracciaabassocosto. Ci accaduto non certo in seguito aduna generale sollevazione della classe non riconosciuta degli schiavi, che non aveva n la forza n la volont necessarie per rivoltarsi in massa contro lordine costituito, destabilizzandolo opportunamente [i tempi di Spartaco erano ormai lontani], ma in seguito ad una spaventosa crisi economicachehaassuntoicaratteri,perilcontemporaneoagiredeifattoriesterni, diunacrisigeneralemaipiveramentesuperata. 2)Legrandidifficoltneisettoricommercialieartigianali,forsepeggioridiquelle chehannoinvestitolimportantesettoreprimario. Inseguitoallacrisitotaledellasocietromana,allaumentatapressionefiscale,alla diminuzionedelladisponibilitdischiavi,nonchperildiffondersidiepidemiefra la popolazione, emerse tutta la debolezza strutturale delleconomia urbana, in

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ultima analisi anchessa dipendente, nel periodo dellespansione e dello splendore,dallavorocoattoedalleconquisteterritoriali. In precedenza si accennato alle ingenti spese effettuate per opere pubbliche improduttive e alla necessit di distribuzioni di risorse ad un popolume reso inoperoso, al fine di tenerlo buono, che alla lunga influirono negativamente sulla produzione nel territorio cittadino, ed in effetti nel declino del commercio e delle attivitartigianaliebberorilievoanchequesteragioni. I traffici commerciali, essenziali per lo sviluppo delle attivit mercantili e delle produzioniartigianali,subironounadrasticariduzionepereffettodelleinvasionie dellinstabilitinterna. Per quanto riguarda gli effetti sociali, il declino delle predette attivit colp particolarmenteampiefascedelleclassimediedeltempo,siadalpuntodivista materialesiadalpuntodivistadelleaspettativefuture. Persinoinutileprecisarecheleconseguenzefuronorilevanti,senondrammatiche, anchesuglistratiinferioridellapopolazioneurbana. 3) La svalutazione del potere dacquisto della moneta, i fenomeni inflazionistici virulentielacrisidelleconomiamonetaria. Lazeccaromanafucostrettaalavorareaspronbattuto,perfarfronteallanecessit di moneta che le ingenti spese in tempo di crisi economica, politica e militare comportavano. Fatto salvo lesercito, ormai vera ossatura dellimpero, che godeva di un ottimo trattamentoeconomicoconincrementicontinuidipaga,enaturalmenteescludendo i grandi possidenti che disponevano di ingenti mezzi, limpatto del fenomeno inflattivosultenoredivitadelrestodellapopolazionefudevastante. Si arriv al punto, prima delle riforme di Diocleziano attuate alla fine del terzo secolo,chelapparatostatualefucostrettoarichiedereitributiinnatura. Questoaspettosocialmentedevastantedellacrisideveesservistocongiuntamente conipunti1e2,inquantononcheunulterioreeffettodestabilizzante,allinterno diunsistemaeconomicorelativamentecomplessoearticolato,dellesploderedella principalecontraddizionedelmododiproduzioneschiavistico,messoinginocchio dallaprogressivariduzionedelnumerodischiavidisponibiliperlaproduzione. 4)Ladiffusionedigrandiepidemieeiriflessidemograficinegatividellacrisi. Comeconseguenzadelregressodopoilraggiungimentodelladimensionemassima dellimpero,peggioraronolecondizionidisicurezzaesanitariedellepopolazionie simanifestunasvoltademograficadilungoperiodo. Ne risentirono sia le citt sia le campagne, investite dalla crisi, dalla minaccia di invasioni e sconvolte da una grande epidemia di peste, che infuri nel ventennio

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compreso fra il 250 ed il 270 d.C., riducendo drasticamente la popolazione dellimperodicircaunterzo. Apparvero le citt fortificate, cinte da mura, di pi piccole dimensioni rispetto ai grandi centri dellepoca del principato augusteo, che offrivano una miglior protezione dalla minaccia esterna e che ebbero una certa diffusione nei secoli dellEvoMedio. Lo spopolamento delle citt, in particolare, rappresent lulteriore segnale di unintima fragilit e delle debolezze strutturali delleconomia urbana nel mondo anticoschiavista. 5) Le trasformazioni profonde e irreversibili nella strutturazione della societ romana del tempo e la conseguente conflittualit fra i gruppi sociali, da porre in strettarelazioneconipuntiprecedentiecongliimportantifattoriesogenidicrisi, diseguitoelencati. La burocratizzazione, la centralizzazione e la militarizzazione che difficolt economiche e invasioni barbariche comportarono scontentarono sia la vecchia classedirigenteapartiredallaristocraziasenatoriacherimasericcaefacoltosa, grazieallestensionedellatifondo,machepersebuonapartedelsuopoterepolitico siaunalargapartedeglistratisocialiinferiori,daicavalieridiprofilopibassoe dai decurioni non ben inseriti nellorganizzazione statuale, ma costretti a contribuireallaspesapubblicainespansione,finoaisemplicilavoratoriliberieai nullatenenti. In particolare, si ruppe quel solido legame fra la ricchezza posseduta e il potere politico che aveva informato la societ romana dellepoca precedente, perch si affacciarono alla ribalta della storia generali e imperatori militari di umili origini, comeMassiminoilTracenelbreveregnofrail235eil236d.C,mentredivennero pi rari non solo i generali ma anche gli imperatori designati da un senato progressivamente ridotto nelle competenze e nelle funzioni di governo fin dal regnodiCaracalla[edinparticolaresottoiSeveri],esemprepispessosostituito dalconsiliumimperiale. Alivellipibassidellagerarchia,crebbelarilevanzadeimilitariascapitodeicivili e fecero carriera nella burocrazia dellet del ferro elementi che non avevano frequentavanolahighstreetsenatoria,oisalottibuonideltempo. Non si tratt di una promozione sociale offerta a soggetti di bassa estrazione ma capaci, e di una sorta di punizione per le vecchie lite rammollite dal lusso e dal privilegio, non pi adatte a difendere efficacemente i sacri confini e a guidare il popolo, ma di unesigenza imprescindibile di ristrutturazione dello stato, nel passaggio dal principato al nuovo dispotismo imperiale, nata proprio dallazione congiunta dei fattori interni di crisi di cui ai punti precedenti dallo scrivente

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consideratiipiimportantiedeifattoriesterniaiqualisifarinseguitounbreve cenno. Infatti,fulasopravvenutaincapacitdisviluppareleforzeproduttivecherivel ilmododiproduzioneschiavisticononappenadiminuironoconsiderevolmentegli apporti assicurati dal lavoro coatto, ad imporre questa ristrutturazione centralizzante, militarizzante e burocratizzante, sconvolgendo gli assetti sociali precedenti. Anche il periodo detto dellanarchia militare, ossia il cinquantennio che va dal 235,annodellamorteviolentadiAlessandroSevero,al284d.C.,fruttodellamala pianta rappresentata dalla diffusione del lavoro schiavo per la produzione delle basimaterialidellavitaassociata. Inquestoperiodo,cheiniziaconMassimoilTraceesiconcludeconlavventodel riformatoreDiocleziano,appaionochiaresialaparaboladiscendentedelsenatoe assieme a lui della vecchia concezione augustea di un impero certamente oligarchico, che per che favoriva la collaborazione fra le classi e si reggeva sulle vecchieistituzionirepubblicanesialinarrestabileascesadeimilitari. Icomandantimilitari,iloroquadrielelorotruppeebberovoceincapitolonella nomina degli imperatori, acclamati dalle legioni ma non certo dal senato, occuparono le cariche pubbliche a scapito dei nobili e dei tradizionali membri dellordineequestre,deciseroleguerreinfunzionedeilorointeressieconomiciedi potere, ma daltro canto non dimostrarono coesione, poich si combatterono vicendevolmentedandouncontributorilevanteallespinteseparatistedellegrandi regioni,conlaconseguentefrantumazionesubaseregionalistica,epiingenerale alladestabilizzazionedellimperoedellasocietromana. Durante questa lunga crisi globale, che inizi prima della cosiddetta anarchia militare ma che in quel cinquantennio raggiunse il suo apice, si manifestarono frattureeconflittualitfraivecchidominantiindiscesa[aristocratici,senato,grandi proprietari,eccetera]einuovidominantiinascesabeninseritineldominato[nuovi cavalieri, generali, militari di rango inferiore, membri della burocrazia imperiale], nonchfraglistratisocialiinferioriequellisuperiori. Si verificarono torbidi, sollevazioni popolari, uccisioni, conflitti incrociati fra i gruppi sociali, alleanze temporanee fra laristocrazia senatoria perdente e i subalterni vessati contro le strutture di potere e di oppressione statuali, a testimonianzadelfattochelasocietromanarischiavadiimplodereintempiancor pirapididiquellichepoilastoriaavrebbeeffettivamenterichiesto,quantomeno perlaparteoccidentaledellimpero[476d.C.,fineformaleedeposizionediRomolo AugustodapartedelcapobarbaricoOdoacre]. Fattoriesogenidicrisi:
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A) Le invasioni barbariche e la sopraggiunta permeabilit del limes romano, che qualcunohapersinoparagonatoadunanticalineaMaginotmobile,inquantosi spostava secondo le esigenze di difesa del momento, lunga pi di cinquecento chilometrinelvitalesettorecompresofrailDanubioeilReno. VivorimaseilricordodelleincursionideiMarcomanniedeiQuadinelnorddella penisola durante il regno di Marco Aurelio, e come si gi scritto in precedenza, oltreallazionenegativadeifattoripsicologicidiinsicurezzadiffusa,elevatefurono lespeseperladifesadeiconfini,proprioinunperiododiprogressivadiminuzione dellerisorsedisponibili. LecampagnemilitaricontroigermanicicontinuarononelterzosecolodopoCristo, tanto che Alessandro Severo, la cui morte secondo gli storici segn lavvio del lungo periodo dellanarchia militare e lavvento del generale Massimino, fu uccisodaisoldatiduranteunacampagnacontrogliAlemanni,mentrenel250enel 251 d.C. i Goti riuscirono a sconfiggere lesercito romano in due battaglie, e nellultimapersinoaducciderelimperatoreTraianoDecio. Una svolta significativa a favore di Roma si ebbe dopo un paio di tormentati decenni, nel 268 d.C., con la sconfitta dei Goti da parte di Claudio il Gotico. Qualcheannodopo,AurelianoriusciradavereragionedeibellicosiAlemanniea ristabiliretemporaneamentelasituazione. Percomplicareilquadro,varilevatochenellacrescentepressionedellepopolazioni esterne ai confini dellimpero, ebbero un indubbio peso fattori di cambiamento propriamente esogeni, di natura politica, economica e demografica, intervenuti nellasocietgermanicadialloraedindipendentidallacrisiinternaromana. B)Laminacciarappresentatadallimperopersianoinoriente. Posto che la pressione militare della Persia dei Sassanidi si fece sentire per gran partedelsecolo,lealternesortidelconfrontofraidueimperinonconsentironoai romanidiabbassarelaguardia,dedicandosiinteramenteallaltraminacciaesterna. Questolungoconfrontofraentitimperialiconobbedicertomomentidipace,mai momentidiguerrafuronoparticolarmentedispendiosieinsidiosi,periromaniche combattevanonelpienodellacrisi. Se nel 243 d.C. Giordano III ebbe la meglio sui Persiani, nel 260 Shapur I riusc a sconfiggere le legioni e catturare limperatore Valeriano, che mor durante la prigioniaperlimpossibiliteconomicadireclutarenuovetruppeeliberarlo. Lacosiddettacrisidelterzosecolohamessoinluceilimitiintrinsecidelmododi produzioneschiavista,edhaavutooriginedalsuoinevitabiledefault,nonappena siridusseroinmodosignificativoirifornimentidischiaviedialtrevitalirisorse, dovutiessenzialmentealleconquisteterritorialieallindebitamentomoroso.

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Leconomia delle campagne, quella urbana e quella monetaria, i traffici commerciali, le attivit minerarie e quelle artigianali, erano in buona misura dipendenti, direttamente o indirettamente, dagli afflussi di braccia per il lavoro schiavoedallacquisizionedelbottinodovutoallespansioneterritoriale. Trattadeglischiaviespoliazionedeivintieranoilfruttodiunalogicapredatoriadi espropriazione precapitalistica che informava le entit statuali del mondo antico, nelle quali non esistevano il moderno concetto di Mercato e le possibilit di espropriazionesistematicacheavrebberocaratterizzatoilcapitalismo. Fintanto che tali afflussi sono stati garantiti cio fino al momento del raggiungimento della massima estensione territoriale e demografica, nonch dellapicedellapotenzamilitarelinterasocietromanacresciutadiparipasso con la diffusione dello schiavismo, quale modo di produzione principale dellepoca,eaquestopropositononpossiamocherichiamareallamemorialateoria marxianastrutturalistadeimodidiproduzioneelanalisistoricadiKarlMarx,che volgendolosguardoalpassatoconservanotuttoraunasostanzialevalidit. La societ romana, nei secoli che dividono la tarda repubblica dallavvento dellimperoeduranteilperiodobisecolarediconsolidamentoeaffermazionedello stesso, dalla vitale area mediterranea al nord Europa, dai Balcani allAsia, ha registrato significativi e continui progressi da un punto di vista culturale, con lo sviluppo dellelaborazione giuridica e istituzionale, della storia e dellannalistica, dellapoesiaedellaletteratura,delleartifigurativeedelteatro. Ci ha comportato la crescita delle aspirazioni, dei desideri e delle aspettative di dominantieliberi,nonchunaconseguentecrescitadaunpuntodivistamateriale basata sostanzialmente sul lavoro umano coatto che ha investito in buona misura le citt, i commerci, le produzioni artigianali ed ha richiesto lestensione delleproduzioniagricole. Lesoggettiviteleclassidominatedelmondoantico,purconsiderandoilrelativo impattodestabilizzantedelletreguerreschiavilidelprimosecoloavantiCristoegli effetti delle secessioni plebee nel periodo repubblicano, si sono dimostrate incapacidisovvertirelordinecostituitoenonhannorappresentato,senonadun livellopuramenteembrionaleaitempidiSpartaco,deiverisoggettirivoluzionari. Accantoallaclassesubalternaericonosciutadellaplebe,inpartetrasformatasinel popolumeurbanoinoccupatoapartiredalIIsecoloa.C.,cheilpotereimboniva attraverso distribuzioni di cibo e i giochi imperiali, ed in parte emancipatasi in qualit di decurioni e cavalieri costituenti la middle class del tempo, fu sempre presentelanumerosaclassedegliinvisibili,cioquelladeglischiavi,cheavrebbe potuto rappresentare il motore del cambiamento storico mettendo in discussione quello che fu il vero fondamento del sistema, ossia il modo di produzione schiavistico,machedimostrdinonaverenlaforzanlavolontnecessarieper giocareunsimileruolo.
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Perci le rivolte servili e le secessioni plebee non poterono rappresentare veri e propri momenti rivoluzionari, nei conflitti verticali interni allordine sociale vigente, ma costituirono lequivalente degli eventi insurrezionali contemporanei, per quanto riguard nello specifico le sollevazioni di schiavi, e mostrarono lineamenti socialdemocraticoriformisti [si passi lespressione], per quel che attenne agli scioperi aventiniani dei cives plebei, che miravano ad acquisire risultatipimodestidelsovvertimentosistemico,qualiunmaggiorpoterepolitico allinternodelleistituzioniesistentiedunapiequadistribuzionedellerisorse. Nellaquartaedultimapartedelpresentecapitolosidiscuterin estremasintesideltardo impero e della sua fine in occidente, nonch dellinizio della transizione dal modo di produzioneschiavisticoindeclinoaquellofeudaleinascesa[vedilAvvertenzaallinizio delsaggio].
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CommentiadelaboratiemissivedimilitantiFiomsullequestionidellattaccoal lavoro Commentodel22/10/2010 RispondovolentieriallaP.V.(elaboratodiVUK,n.d.s.) 1) Durante personaggio ben noto, ma allinterno della Fiom soltanto voce di minoranza. La mozione 2 opposizionale nellultimo congresso CGIL, alla quale si fa riferimento, maggioritaria nella Fiom, mentre la mozione 1 della segreteria Epifani(edanchedellafuturasegreteriaCamusso,chediociscampieliberi!)frai metalmeccanicihaottenutoil27%deiconsensi. Procedendo le cose cos come quotidianamente possiamo osservare, lArea Programmatica espressione della mozione 2 dovrebbe estendere ulteriormente la sua influenza, e questo anche nelle altre federazioni, a partire dalla Funzione Pubblica, ma non so se sar tutta aria fritta o la cosa potr sortire qualcosa di buonoeveramentealternativo. 2)NonmistupiscochelastessamaggioranzadellaCGILrespingapubblicamenteil cosiddettoddllavoro. Restandosuunpianopuramentesindacaleegiuslavoristico,possiamonotarechei principalifrontidiattaccoalLavoro,inItalia,sonoiseguenti: a] La disintegrazione del CCNL e labolizione delle garanzie che tale contratto implica,attraversolescamotagedelcontrattoleggeroelederogheatuttocampo agli istituti del contratto nazionale. Non soltanto una questione economica, di tagliulteriorialcostodellavoroedispostamentodiquotediprodottodalLavoro alCapitale[processocheincorsodaventi/trentaanni]. b] Larbitrato che pone il lavoratore, fin dallinizio del rapporto di lavoro, in condizioni di assoluta minorit [un vero minus habens, come nellottocento] rispettoaldatoredilavoro.Questalapoteosideldirittodiproprietcapitalisticoe della cosiddetta libera iniziativa economica, i due diritti cardine dellordine liberalliberista,spacciaticomenaturaliepreesistentiatutteleistituzionicivili. c]Ilfuturo,massiccioattaccoalloStatutodeiLavoratoridel20maggio1970[legge 300], non per riformarlo sulla base di una concezione pi moderna dei rapporti sociali di produzione [che una giustificazione vaga ed ipocrita], ma per distruggere tutte le garanzie in lui contenute. Del resto, questo attacco gi stato annunciatodaltristoSacconi,ilqualevuolerealizzareilsognodiMarcoBiagi[e nonservonoaltreparole]. Lattacco al Lavoro in Italia pu considerarsi generale, perch riguarda la legislazione [legge 300, in prospettiva futura], la contrattazione fra le parti al pi
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altolivello[contrattonazionaledicategoria]elapossibilitdelricorsodapartedei lavoratori che subiscono abusi alla magistratura del lavoro, alla quale si vuole letteralmentetarpareleali[arbitrato]. LaCGIL,puressendoancoramaggioritariaalsuointernolalineaEpifani/Camusso epuraleggiandoalverticelinquietantespettrodelPd,nondovrebbepermettersi direstareinertedavantiadunasimilesituazione.

ALEX Ho avuto l'occasione di parlare con gli universitari (psicologia) credetemi siamo lontanissimi dalla rivoluzione.... Inoltre, ieri mi sono incazzato con P. sulle strategia che attuer Rifondazione. La loro soluzione: comitati comunisti nelle fabbriche per filosofeggiare su taglio delle tasse, speculazioni finanziarie e globalit. Poveretti sono morti e non sanno di esserlo... Alt! Quellocheciraccontigravissimo! 1)Glistudentisonosoggettivitnateallinternodelcapitalismodelterzomillennio equindisonoinbuonaparteprigionierideisuoimeccanismi,nonchpredispostia caderenellesuetrappoleculturali.Nonsipupretenderechereagisconoallattuale situazioneealleprospettivefuturecomedeglispartachisti... Mailpeggioilpunto2,cheriguardaqueifurbettidirifondazionecomunistaei lorosquallidiescamotagepertornareinparlamentoedaccomodarsisugliscranni. 2)Iltagliodelletasseuncavallodibattaglia,chiaramentefuorviante,diRaffaele Bonanni,etuttibensappiamochiecosarappresentaquestoindividuo. Basterebbero un paio di semplici considerazioni per chiudere la discussione in materia: cosa potr importare di una piccola sforbiciata alle tasse ad una massa sempre pi grande di disoccupati, di senza reddito che sopravvivono grazie alle reti familiari, di cassa intregrati che hanno un reddito minimo e gi vistosamente insufficiente? E ancora: se le imposte sui redditi scenderanno, per bassi livelli di reddito,poniamodel1odel2%,mentrelaperditadipoteredacquistodeiredditi dalavorosiaccentuer,esar,poniamo,del3/4%nellostessoperiodo,noncisar unaumentodelredditoreale,macisarcomunqueunasuadiminuzione. Posto che io non credo alla possibilit che questo governo e il prossimo post Berlusconi procedano ad un alleggerimento del carico fiscale, in particolare del carico fiscale che grava sul lavoro dipendente, mettendomi con qualche disgusto nei panni degli aspiranti ai seggi, mi rendo conto che sbandierare una simile possibilit,neifattiinesistente,servesoltantoamettereinombraiveriproblemi,a
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nonmettereinattovereepropriebattagliepoliticheesindacali,anchedurissimee cruente,peraffrontarli. Per quanto riguarda la speculazione finanziaria e la globalit, cose che sono strettamente interrelate, ebbene, sono perfettamente consapevole che la via propagandistica pi comoda per tentare di riacquisire qualche seggio in parlamento[equalchedecinadimigliaiadieuroalmese,presidirettamenteconle tassedadiminuiredalletaschedeilavoratori]proprioquesta,comodacomodae privadirischi.Intalmodo,nonsirischiadiinfastidireilmanovratore,poichsi sa gi a priori che queste furberie non serviranno a bloccare quella grande espropriazionecapitalisticacheoggiprocedeattraversolafinanza.
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FraPiazzaleLoretoeilBungaBunga Articolodel29/10/2010 Avrei cose pi costruttive ed interessanti da fare, nellimmediato, se solo non sentissiunfortestimoloascriverequalcherigasullavicendaBerlusconiBunga Bunga,conilgrottescocontornodegliEmilioFede,deiLeleMora,elamenoanti esteticapresenzadellesoliteLolitasCalientes. Comesappiamo,Berlusconigifinitodatempoeforseseneaccortoanchelui. La sua ostinata resistenza dovuta al fatto che questo venditore di fumo sa bene chequandometterilpiedefuoridelPalazzorischierdiessereimpallinatoad ognipasso. Pertalemotivoresistenellecosiddettestanzedelpotere,avoltenascondendosi,a volteapparendo,edintornoalui,mentreimpazzanoleultimefeste,leorgefinali, aleggianoricordiinconfessabili,invisibilischeletriuscitidagliarmadidanzanotutti insiemeinunatmosferacrepuscolare. Nonsodireesattamenteperch,matuttocimiricordaunvecchiofilmdiLiliana Cavani,Ilportieredinotte,conlesueatmosferecupe,decadentiedambigue, Solo che qui non siamo nellaViennadegli anni cinquanta e non ci sono il grande DirkBogardeelaffascinanteCharlotteRampling,masoltantodegliattorimediocri neltardomeriggiodiunbassoimpero,edalcuneadolescenti,rovinatedallabrama disuccesso,sullosfondo. Forseilredellefeste,ilcapatazdellascalcagnatabandachealgovernodelpaese, il grande venditore di fumo fattosi trait dunion fra la spazzatura mediatica che ingombralementiequellarealecheaNapoliingombralestrade,statrattandocon iPoteriFortidOltreAtlanticolegaranzieperunasuauscitadiscena. Sa bene i rischi che sta correndo, ma in accordo con la sua natura ha deciso di vivere gli ultimi giorni da signorotto gaudente, e non da Fhrer costretto a suicidarsidentroilbunker. Del resto, Berlusconi non in alcun modo grande, n nel male n nel bene, e di certoilquasiottantenneEmilioFede,cheinquesteorecercadisganciarsiintutti modi dalla triste vicenda delladolescente marocchina Ruby, non certo Joseph Goebbels Con il caso della disadattata Ruby o senza questo ulteriore scandalo a sfondo sessuale,Berlusconipossiamogiconsiderarloidealmenteesimbolicamentemorto, edessendotuttosommatounistrioneabituatoamentireancheasestessoprima di dover vendere cara la pelle cercher un compromesso, con chi veramente conta,perunasuauscitamorbidadallascena. Fra i due estremi, Piazzale Loreto e il BungaBunga, c sempre la comoda scappatoia di qualche isolotto da sogno, rigorosamente offshore, nel Pacifico o ai Carabi.
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Lasciamoquindichesidiverta,tantohaleorecontate.
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Forza,Alluvione! Articolodel10/11/2010 Questamattina,aTriesteedintorni,pioveadirotto. Lacqua continua a cadere ed straripato qualche torrente in provincia di Udine, conqualcheproblemainpinelFriuliorientale,masoprattuttoilVeneto,quello della Lega, della mitizzata PMI e del passato miracolo del Nord Est, a finire malamentesottacqua. E come se alloriginaria prosperit si fosse sostituito, materialmente e simbolicamente,ildiluvio:quellomoltoconcretodellapioggiascrosciantediquesti giorni, e linvisibile diluvio, produttivo, economico, sociale, suscitato dalla concorrenza cinese, dallarretratezza della piccola industria italiana, dalla crisi conseguentedelMadeinItaly,edallariduzionedeiconsumiinterni. Non certo un diluvio universale, ma soltanto un fenomeno locale, un evento naturale,nonprivoperdiimplicazionipolitiche,chesisommaallacrisiinatto. Tuona il governatore veneto Zaia, ex cameriere di trattoria e attuale cameriere politico di provincia, che necessario, per far fronte agli ingenti materiali danni dellalluvione, tenere lacconto irpef in Veneto, senza versare alcunch allo stato centrale. Hagiprotestato,lostessosoggetto,controleattenzionieifondidadedicareallo storicositodiPompei,partedellanostrastoriapiremotaedoggiinpericoloper sopraggiuntaincuria. Chissenefrega della storia e del comune patrimonio culturale! Quello che conta chelelettoratoleghistatipico,zoccoloduroirrinunciabiledelbossianesimo,stato colpito dal piccolo Armageddon di questi giorni, e rischia di annegare, economicamenteefisicamente. Lapioggiaelapauranoncessano,aumentanoidannieconlorosimoltiplicanole reazioni scomposte, i lai, le richieste di intervento di chi ha sostenuto con il consensolasseBossiBerlusconiTremonti. Berlusconi in persona, per un attimo distolto dal bungabunga e dagli affari processuali privati, assieme ad Umberto Bossi con tanto di figlio scemo, Renzo Trota, ha visitato il Veneto, beccandosi bordate di fischi e accese contestazioni in particolareaPadova. Ormai le contestazioni si estendono dalla martoriata e irricostruita LAquila allo stesso Veneto, regioneroccaforte xenofoboegoisticoleghista dellattuale maggioranza, e non sono inscenate soltanto dai terremotati che affrontano la polizia, ma dagli stessi bottegai leghisti padani, ossatura elettorale, nel mitico NordEstproduttivo,diunsistemadipoteresemprepibarcollante. E curioso osservare come lo zoccolo duro elettorale leghista e, in subordine, piediellinoforzaitaliota,alungospacciatocomequintessenzadelleforzeveramente
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produttiveinItalia,sottolapressionedirettadiproblemimoltoconcretimigliaia di piccole aziende in malora e danni che forse raggiungono il miliardo di euro iniziaaribellarsieacontestarequellostesso,inefficientegovernochefinoadoraha contribuitoatenereinpiedi. Causa del disastro italiano, che complessivo, dispiegandosi sul piano etico politico oltre che sul piano sociale ed economico, sono loro stessi, i cocchi del governoberlusconianleghistaaiqualilevasionefiscaleecontributivaconsentita, omeglio,ancheloronesonolacausaefannoparteinteramentedelproblema. Voglionoisoldidalgoverno,mafinoadoranonlihannoforsericevuti,attraverso il voto fondato sullo scambio piccola evasione contributiva e fiscale tutelata e garantita in cambiodel consenso, tipico e rilevante aspetto del voto leghista e di quelloforzaitaliota? Impresaridipiccolocabotaggio,commerciantiedaltresimilifigurechepopolanoil riccoVeneto,hannopersinoottenuto,dalBerlusconichelaLegatieneletteralmente per le palle, il federalismo fiscale realizzato entro la fine dellanno (anche se trattatidiunamezzabufalageneratricedicosti). Granpartedelleamministrazionilocalivenetesonoleghisteopidiellinoleghiste,a partiredallenteregione. StampellediunodeipeggiorigovernidellastoriadItalia,questiindividui,colpiti daunacalamitnaturaleicuieffettidevastantipotevanoforseessereattenuatida interventi pubblici mirati, sul territorio, ora sbraitano, piangono e si strappano le vestiperaveredenarodaquellostatocentralechetantohannovituperato,magari togliendolo alla preservazione e alla tutela del patrimonio artistico, storico e culturalecomune,inaltreareedellapenisola. Accanto agli ultimi crolli materiali e simbolici, dalla Domus Aurea neroniana alle vestigiadiPompei,qualisimbolidimalgovernoeincuriaaiqualifarforseseguito il crollo finale del Colosseo, vaticinato da Nostradamus, lalluvione sembra produrre lo smottamento del consenso al governo di Berlusconi e della Lega, lulterioreedecisivaperditadicredibilit,proprioneiluoghiincuilattualecartello dimaggioranzahaisuoisostenitoripiaccanitieconvinti. Se lItalia veramente costruita sulla sabbia, come ha scritto nel suo best seller Gomorra il tanto celebrato e discusso Saviano, il problema non certo limitato al solo meridione, e ci avvenuto anche a causa di questi individui, che tanto sbraitano o si lamentano nel momento in cui tocca a loro, poich gli stessi hanno offerto un contributo sostanziale al sostegno e allinazione dei governi cialtroni e incapaci,prevalentementedelcosiddettocentrodestra,succedutisiinquestiultimi anni. Chepoiquestiindividuirappresentinolaparteproduttivadelpaese,etuttoilresto vivabellamenteallelorospalle,sappiamocheunapalesemenzogna.

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Hannocostruitoleloropiccoleemenopiccolefortunepersonali,nonsoltantosulla pratica ammessa e tutelata dellevasione, ma anche sul lavoro degli altri, e cio degli operai autoctoni, dei migranti meridionali, e recentemente su quello degli immigrati,regolarieirregolari,provenientidaaltripaesi. Nondirado,sitrattatodilavoronero,nontutelato,supersfruttato,etotalmente informale,atuttovantaggiodellimprenditore,odelpossidentediterre. Meliricordo,icommendatoriveneti,quandopassavanoilweekendagiocarsial casin i frutti del lavoro loro e di quello di molti altri nella Slovenia da poco diventataindipendente. Meliricordomentresitrastullavanoconleescortdellestchefusovietico,affamate disoldieallepoca,incerticasi,affamatetoutcourt,neilocalinotturni,davantiad unabottigliadimillesimposticcio. SullarretratezzatecnologicachecaratterizzabuonapartePMIitaliana,proprionon serve sprecare parole, trattandosi di un fenomeno ben noto da tempo, ed oggi, momentoincuituttiinodieconomicieproduttivistannoarrivandoalpettine,ben visibileedinquietante. Leimpresepiccoleemediechesidefinisconodinicchia,partediterziariavanzati o avanzatissimi, sono molto poche numericamente, generano ben poca occupazione, e soprattutto, sono ben altra cosa rispetto alla generalit della PMI, perchdeltuttoinserite,comeigrandigruppi,nelleattualidinamichecapitalistiche globalizzatrici. La PMI colpita dallalluvione ha fatto le sue temporanee fortune, in passato, in seguito allo smantellamento della grande industria, pubblica e privata, in vari settori produttivi [dallalimentare allinformatica], ed ha costituito la debole ossatura del sistema produttivo nazionale, in assenza di alternative migliori e di effettivoavanzamentotecnologico. I centri di potere finanziario globalisti, con sede in Nord America e giurisdizione sulloccidente, hanno decretato per lItalia un futuro di produzioni tradizionali, a basso contenuto tecnologico, e la frammentazione [forse irrimediabile] del suo apparato produttivo, perch le produzioni pi avanzate dovevano e devono confluirealcentro. La PMI alluvionata che chiede contributi pubblici sembra gi condannata, nel mediotermine,dallostessopuntodivistacapitalisticocontemporaneo,evasioneo non evasione, incentivi di stato o disincentivazioni, Irpef trattenuta o versata, piogge torrenziali o sole splendente, perch la tanto invocata competitivit internazionalenoncpi,seanchecstatainunpassatoormailontano,inaltri contestieconomicofinanziari Maquellochepiconta,checolorocheuntempogridavanocinicamenteForza Etna! o Forza Vesuvio! in occasione di eruzioni vulcaniche nel sud del paese,

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oggisonotravoltidallacqua,dalfango,edalmalgovernodiunesecutivocialtrone chelorostessihannostrenuamentesostenuto. EalloranoioggidiciamoprovocatoriamenteForza,Alluvione!,dandolanostra solidariet esclusivamente ai lavoratori dipendenti di quelle terre, ai subordinati che non hanno nulla, al lavoro migrante, e ammirando sempre e comunque la splendidaVenezia. SicTransitGloriaPadaniae. P.S.:chiscrivehanonni,bisnonnietrisnonnipaterniveneti,provenientidallazona diBassanodelGrappa.
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CommentoaduneditorialediComunismoeComunit,scrittodaLorenzoDorato Commentodel22/11/2010 Nelleditoriale,Lorenzochiedeesichiede:Elegalesvenderesottoiprezzidimercato fiori di aziende pubbliche, senza alcuna trasparenza, arricchendo la finanza straniera in unoperazione di proporzioni vastissime? E legale e trasparente riempire di denaro della collettivit aziende come la Fiat per produrre allestero? E legale sovvenzionare a costi altissimi centri sanitari privati, fondi pensione privati che potrebbero essere gestiti a costi nettamente inferiori dallo Stato? E legale la missione in Afghanistan e il sostegno alloccupazione israeliana? A tutti coloro che si occupano con alacrit di legalit, ivi compresi personaggi come Travaglio e Saviano, bisognerebbe chiedere a quale parte del concettidilegalitfannoriferimento. Mi concentro su questo passaggio, e sulla questione sollevata da Lorenzo Dorato, perchdifondamentaleimportanza. Tralasciando la non essenziale questione delle denunce alla Travaglio o alla Saviano,lalegalitpuesserequicorrettamenteintesacomeunpremioperchi ha il potere e domina, ed una punizione per chi il potere non lo ha, ma lo deve interamentesubire. Nonvoglioarrivareadire,hitlerianamente,cheildirittorisiedenellapropriaforza, matuttodipende,comesempre,dairapportisocialidiproduzioneinessereedagli interessidominantichesiarmonizzanocontalirapporti. Secondo le logiche del capitalismo finanziarizzato transgenico tutto fila alla perfezione. LaCreazionedelValore,azionaria,finanziariaeborsisticapresuppone,fralealtre cose,leprivatizzazionielesvenditedicicheancorainmanipubbliche,edaltro cantonellaconcezioneliberistaestremapernonandaretroppoindietro,possiamo dire da Milton Friedman in poi lo stato deve essere ridotto ai minimi termini e deve favorire in primo luogo lespansione del mercato, le logiche liberoscambiste edoggilaveraproduttivitimmateriale,quelladivalorerealizzataattraversoil dominio della finanza, affinch le ali del capitalismo si dispieghino senza ostacoli sulmondo. Possiamospingercifinoaparlarediunsemistato,questavoltanonsocialistico comunistamaultraliberale Darecontributiattingendodaifondipubblici,direttamenteoindirettamente[come nel caso delle rottamazioni], a gruppi produttivi che delocalizzano altrettanto coerenteconlospiritodiquestocapitalismo. Infatti,perchprodurreincasacichesipuacquistareallesteroaprezziinferiori, cichesipuprodurrealtroveacostinettamenteinferiori? Da un altro punto di vista, seguendo il principio dei costi comparati sempre presente, fin dalle origini, nel DNA capitalistico, perch non andare a produrre
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dove i costi si possono abbattere del 50% o addirittura comprimerli fino ad un terzo, oppure addirittura ad un quarto rispetto a quelli sostenuti sul suolo nazionale? Ecco la vera e sola libert consentita dal capitalismo, quella che discende dalla proprietprivataedalliniziativaprivata. La speculazione finanziaria si confonde con la produzione, nel presente, e lestorsionedelplusvaloreclassicaconlaCreazionedelValore,innomedellaquale tuttoconsentito,nellordinevigente,inragionedellacostituzionematerialeenon diquellaformale,equindituttodiventa,neifatti,legale. Anche il denaro pubblico che sovvenziona enti sanitari privati, scuole private parificate[nonsoltantoreligiose,comeaffermanoglianticlericalipreconcetti,ma comunque private] o fondi pensione privati oggetto di lucroso business da parte deidominanti,rientrainquestoprecisoordinedidee. Cos allora lo stato oggi? Qual il limite al suo potere decisionale strategico politico? MirifaccioallavviodiCapitalismandfreedomdiMiltonFriedman,pubblicatonel 1962,mapensatonegliannicinquantainpienocorsodeitrentagloriosiannidi EricHobsbawm,incuilautorepartedallacelebrefrasedettadalpresidenteJohnF. Kennedyallattodelsuoinsediamento,nonchiedertiquellocheiltuopaesepufareper te,chieditiquellochetupuoifareperiltuopaese,lasvisceraamodosuoelaripropone sostanzialmente in accordo con il presunto spirito di libert di matrice liberale che[purtroppo]benconosciamo. Attenzione perch in quanto segue c una certa concezione dello stato, del governo, del pubblico in generale, che oggi dominate determinando ci che giustamentescandalizzaLorenzo[edancheilsottoscritto]. Dire cosa fa il tuo paese per te, significa pensare allo stato socialista o blandamente socialdemocratico, che ti accompagna dalla culla alla tomba con formediassistenza,significaquindifarriferimentoallostatomamma Dire cosa puoi fare tu per il tuo paese [intendendo ovviamente stato, governo, ] significa porsi in posizione servile, e ci identifica uno stato organicistico, autoritario. Quello che i veri liberali amanti della libert devono chiedersi, secondo Milton Friedman,suonaallincircacos:comepossiamonoiindividuiliberi,mossidallinteresse privato, usare al meglio lo stato [il governo, il pubblico] per il raggiungimento dei nostri scopi? Madiqualiscopisitratta,nelconcreto,echisonoquestiindividuiveramenteliberi che utilizzano e controllano le strutture statuali, i governi nazionali, i patrimoni pubblici,perviataloraindiretta,onderealizzareipropriinteressiprivati? Sonoforseimembridiunanuovaclassedominantepostborghese?

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Larispostalaconosciamobene,ed,infondo,larispostaalladomandaformulata daLorenzoDorato. Cisiamointesi? Salutiantisistemici EugenioOrso


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Itrecomunismi Saggiodelnovembredel2010 Nel deserto di alternative concrete al liberalcapitalismo, cos come ci appare la nostra societ dopo la vittoria delle forze liberalliberiste e limposizione dei loro modelli economici, del loro ordine politico e dei loro stili di vita, la parola comunismodicuisifaancoraungrandeusoedabusoassumeunamolteplicit di significati, in parte significativa negativi o spregiativi, che pur nella deformazione ideologica e culturale delpresente riecheggiano il dibattito politico, le costruzioni teoricoideologiche pregresse, nonch le diverse visioni filosofiche degliultimiduesecolidelloscorsomillennio. Laparolacomunismonondiradodiventaunattodaccusaoassumelafunzionedi uno spauracchio, agitato da chi insinua linevitabilit del ritorno al Novecento, quale secolo e sede storica dei grandi totalitarismi, nel caso si osi deviare dalla strada tracciata e imposta da questo capitalismo, ammantato di democrazia neoliberaleedirispettoformaledeidirittiindividuali,manellasostanzaliberticida. Nel contempo, il comunismo sopravvive come una speranza dura a morire nonostanteilcollassosovieticoelaprogressivadissoluzionedeiparadigmimarxisti perunapartesemprepiminoritariadeisubalterniedeiresistenti. Quandosiusaquestaespressione,atuttiilivelli,neidiscorsidabarcomeneitalk show televisivi, negli articoli giornalistici come nei dibattiti politici, ci si riferisce quasiperdefaultaquellocheilfilosofoCostanzoPrevehadefinitoilcomunismo novecentesco realmente esistito, che inevitabilmente presenta sullo sfondo la controversaesperienzadellUnioneSovietica. Ci si riferisce ad uno soltanto dei possibili comunismi, quello effettivamente realizzatoequellochehafallito,collassandoallafinedelNovecentoinseguitoa problemiinterniirrisoltieapressioniesternecapitalistiche. Non di rado in tali circostanze, prigionieri dello spirito del tempo e di una visione deformata del corso storico, si ricorre ad una volgarizzazione semplificatrice ad uso divulgativo e propagandistico del canone marxista tradizionale,coscomesicostituitoallafinedellOttocento[EngelseKautsky],dei pi noti nonconformismi che lo hanno successivamente emendato [Lenin, Luxemburg, Trotzky], non risparmiando e talora travisando lo stesso pensiero originalediMarx. Quasi mai si parla di altri comunismi, della possibilit che il comunismo assuma altre ed originali forme, diverse da quelle pi note che ha assunto nei due secoli precedentiechedifficilmentelastoriafuturaconsentirdireplicare. Del resto, le soggettivit completamente immerse nei rapporti sociali contemporanei, non sono certo portate a pensare che il comunismo, in una forma teorica e pratica difforme da quella che ha assunto nel Novecento, potr
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riaffermarsicomenuovoparadigmaedalternativaconcretaalmododiproduzione dominante,allasocietindividualistica,frammentatamapercertiaspettiuniforme enormalizzatachequestomododiproduzionehagenerato,rappresentandoun ostacolo ed unalternativa futura al suo ferale tentativo di egemonizzazione del mondoattraversoilmercatismoelafinanziarizzazione. O tutto rinviato ad un futuro remotissimo, in cui come nei romanzi danticipazione scientifica, un evento eclatante, una scoperta scientifica sensazionale,ounadecisivamutazionedellanaturaumanarenderannopossibileil superamento del capitalismo e del concetto di propriet, oppure questo non avr mai fine, e lumanit continuer indefinitamente ad arrancare in un delirio economicista in cui si monetizzeranno integralmente, oltre agli elementi fondamentaliperlavitacomelacqua,ancheisogni,iricordielasperanza. I racconti grandinarrativi, a partire dallavvento dello stadio finale comunistico e della definitiva liberazione delluomo realizzata dalluomo, sembrano non funzionarepi,eseoggi,inoccidente,sonogimateriaperglistorici,fraunpolo sarannopergliantichisti. Tutte le Grandi Narrazioni pregresse appaiono ormai superate, tutte eccetto una: quella relativa allemancipazione umana, allavanzamento e al progresso garantiti dallaffermazione piena del rapporto sociale capitalistico, e del suo miglior compendiosulpianopolitico,laliberaldemocrazia. Se la storia la scrivono i vincitori, in una sintesi funzionale al consolidamento e allestensione del loro potere, ci vale anche nel caso del comunismo storico realmente esistito e degli eventi che ne hanno determinato lascesa e la caduta, a partire dalla parabola sovietica, o meglio, ci vero per lintera storia del comunismo,primaedopodellegrandilezionidiMarx,EngelseLenin,editutto pensierofilosofico,teoricoepoliticochenestaallabase. CstatounconflittofinalenelNovecento,iniziatosubitodopolasecondaguerra mondiale, e il neoliberismo o il capitalismo ultraliberale globalista, o il neoliberalismo,cheperloscriventenonsonoche faccedellastessamedagliaha consentito lavittoria finale al capitalismo liberista invia di rapidatrasformazione sullinsidiosa alternativa collettivistica sovietica, alcuni decenni dopo la sconfitta militare dei modelli antagonisti, di sostanza keynesianodirigistamilitare, rappresentatidalfascismoedalnazismo. Non senza unamara ironia, si pu affermare che lUnione Sovietica, con il suo apparatomilitarindustriale,lasuaproiezionedipotenzaalivellomondialeelesue testatenuclearipuntatesulloccidentecapitalistico,hapienamenteeconcretamente realizzato, in termini geopolitici e con un respiro planetario, ci che hanno scritto MarxedEngelsnelManifestodelPartitoComunistadel1848:Ilcomunismoormai riconosciutodatuttelepotenzeeuropeecomeunapotenza.

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Se si concepisce in Novecento non quale secolo delle ideologie assassine e degli orrori e quale monito imperituro per le generazioni future come vorrebbe linvasiva propaganda liberalliberista per blandire lo spettro dellAntagonismo , ma come il secolo dello scontro per la supremazia fra modelli capitalistici e collettivistici,forsesiriesceafareunpodichiarezzasulperchquestomodellodi capitalismo sembra avere gi consolidato, agli esordi del terzo millennio, la sua supremazia,nonlasciandospazioneppureallidea,allamerapossibilitteoricadi unalternativa. Ilconflittofinalefracapitalismoliberistamutanteemodellosovieticoconconnotati collettivisticisirisoltosoltantoinapparenzainmodoincruento,sepensiamoalle guerre ipocritamente definite a bassa intensit, scoppiate in seguito alla rapida dissoluzione dellarea di influenza sovietica, alla conseguente separazione delle province interne del gigante collettivista, come accaduto, ad esempio, in Moldavia, in cui c stata la guerra della Transnistria, ben poco pubblicizzata dai principali media, oppure nel tormentato Caucaso, funestato dal conflitto armeno azeroperilNagornoKarabakh,edallatragicavicendadellaCecenia,sfociatainun genocidio. LacadutadellURSSparagonabileadunasortadiBigOne,perchhacomportato scossetelluricheintuttoilmondo,haprodottocrepeprofondeinogniangolodella terra, ben lungi dal pacificare il pianeta, ed ha aperto velocemente la strada alla cosiddettaglobalizzazioneneoliberista. Questaformadiglobalizzazione,chenoncertolunicapossibileeforsenonsar lultima, rappresenta la massima espressione delle pulsioni di potere planetario dellaclasseglobalesuscitatedallillimitatezzacapitalistica,enelcontempolasintesi di nuove politiche economiche, di prassi liberoscambiste, di normative internazionaliperabbatteretuttelepossibilibarrierealloscorrimentodeicapitali. Laffermarsi di provvisori assetti geopolitici post bipolari, successiva al collasso sovietico, non che un effetto fra i pi rilevanti dellegemonia di un capitalismo globale. Il primo testimonial della globalizzazione certo la potenza americana, che ha sconfitto il modelloantagonista sovietico e avviato un simile processo economico, politico e sociale di cambiamento, ma nuovi attori sono emersi di prepotenza nei contestipostbipolari,nelcontempoqualiconcorrentidellapotenzaamericanaoggi in vistoso declino e futuri pilastri della globalizzazione, ed il pi importante e insidioso fra queste potenze neomercatiste, ironia della sorte e della storia, formalmentemantieneunastrutturadipoterepoliticoedeconomicoguidatadaun partitocheancorasichiamacomunista. La sconfitta finale del modello collettivistico novecentesco identificato con il comunismo e segnato dal momento dellautodissoluzione sovietica, ha trascinato nellacadutalastessaideadelcomunismo,generandodiscreditoedemonizzazione,
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in seguito ad unabile operazione propagandistica orchestrata dei vincitori attraverso i loro apparati mediaticoculturali, nei confronti di sparuti gruppi o di singolichenonsoltantoosanodefinirsicomunisti,malosonoveramente. Ci avvenuto e avviene essenzialmente per impedire che il paradigma avverso abbialapossibilitdievolversiassumendonuovivolti. In Cina la nuova classe globale, integralmente postmaoista e capitalistica, per mantenersi alla guida della massima potenzia industriale, commerciale e demograficadellAsia,tieneartificialmenteinvitailPartitoComunistaCinese,che ideologicamenteciapparecomeungusciovuoto,uncontenitoreprivodiqualsiasi contenutoalternativoalCapitalismoMercatistaGlobalizzato. IlNuovoCapitalismo,suscitatodallamutazionegeneticadelliberalliberismo,non richiede lo smantellamento del Partito Comunista Cinese, se questo rappresenta essenzialmente un club sotto il pieno controllo dei globalisti locali, e nel contempo un efficace strumento di controllo sulla societ e sulla struttura produttivadelpaese. Il Partito Comunista Cinese, per certi versi, un vecchio strumento ereditato dal maoismo, che consente un controllo diretto delle strutture statuali, delle risorse naturali,dellamoneta,dellapparatoindustrialeedellinterasociet. Ladozioneparadigmaticadelleconomiasocialistadimercato,avvenutainCina allinizio degli anni novanta [nel 1992, per la precisione], nello stesso anno della fine formale dellUnione Sovietica [primo gennaio 1992] sancisce il momento formale ma non sostanziale, perch questo precedente del passaggio dal comunismo maoistaconfucianoorientale della Lunga Marcia e della Rivoluzione Culturalealcapitalismomercatistainprocintodidiventareegemone. Dietrolastellarossacineseacinquepunte,sopravvissutacomesimulacro,viun sistemadicomandochefunziona,diversonellorganizzazione,manonnegliscopi strategicididomino,dallacatenadicomandoattivatadaiglobalistioccidentalied articolata su tre livelli: centri decisionali effettivi, spesso informali e costituiti in veste di club o di forum [Bilderberg, Davos, eccetera], organi della mondializzazione incaricati di gestire politiche congruenti con gli interessi della StrategicGlobalclass[F.M.I.,B.M.,U.E.M.,ealtri],statinazionaliefederazioniche trasmettono verso il basso tali politiche, recependole a livello governativo e legislativoqualeveraepropriacatenaditrasmissionefinaledeidiktatglobalisti. Quanto precede non dovrebbe stupire, e non ha senso a riguardo degli attuali verticicomunisticinesiparlareditradimentodelcomunismo,purnellaspecifica variante maoista, perch sono le politiche e la prassi del Capitalismo Mercatista Globalizzato, nate in America e in occidente, che hanno reso possibile, ed anzi hanno generato artificialmente il cosiddetto miracolo cinese, producendo quel Frankensteinproduttivoecommercialechecostituir,infuturo,ilmaggiorpilastro eilprincipalealfieredellaglobalizzazione.
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Lavvio della globalizzazione neoliberista e lespansione del commercio mondiale hannofattolafortunadellelitelocali,chesisonoinseritenelGrandeGiococome topi nel formaggio e la celebre frase di Deng Xiaoping apprezzata per il pragmatismocherivelanonhaimportanzadichecoloreilgatto,purchprenda itopilotestimoniaefficacemente. Nonesistendopi,senoncomesimboloecomemeronomediunorganizzazione dipotereedicontrollocapitalglobalista,ilcomunismocinesenonrappresentapi unproblemanunalternativaintegrale. Il comunismo, in Cina, entrato in coma irreversibile alla met esatta degli anni settanta del Novecento, quando lo storico compagno di Mao, Zhou Enlai, lanno precedente a quello della sua morte [e a quella dello stesso Mao Zedong] diede inizio alla cosiddetta modernizzazione del paese, proseguita con le riforme economiche proposte e attuate da Deng Xiaoping, in una lunga marcia attraverso gliultimidecennidelNovecento,finoallammissioneformalenellO.M.C.del2001. QuestavoltalalungamarciainiziatadaZhouEnlai,continuatadaDengXiaopinge dai suoi successori, non era diretta verso il comunismo, perch andata nella direzioneopposta,ecionelladirezionedelnascentecapitalismoglobale. Coloro che seguono ancora il Paradigma Marxista Tradizionale, non di rado si aggrappanoallideadiunaCinacheancorasocialista,poichvipursemprela propriet pubblica del suolo, perch esiste ancora un Partito Comunista che centralizzadecisioniecontrollo,perchicapitalioccidentaliemultinazionalisono entrati solo con il placet del governo e del partito, e via dicendo, ignorando, fra i moltiaspettinegativi,chelosviluppocinesesifondatosuunamercificazionedel lavoroinfabbricadegnadelpeggiorliberismo,oppurecheperinondarediprodotti a basso costo il mercato americano e quello europeo si toglievano le terre ai contadiniirreggimentandolinelleunitproduttive. Altrove, in occidente, in Europa e nel mondo, accanto alle sopravvivenze sempre pi catacombali del marxismo novecentesco da seconda o terza internazionale, accanto alla Fortezza Cuba da tempo assediata e sempre meno importante, anche su di un piano meramente simbolico, e nonostante le aspre battaglie contadine in AmericaIndioLatinaeinIndia,conlequalisimpatizziamomacheciricordanofin troppoimotiperlemancipazioneconsumatisinelvecchiocontinente,inmomenti storici ormai lontani, possiamo scorgere distintamente tre nuove forme comunistiche [si passi lespressione], che escono dai territori della tradizione marxista e vanno in direzioni diverse, in verit, in direzioni molto diverse se non opposte. Si pu quindi parlare dei tre comunismi, differenti luno dallaltro nei presupposti, negli obbiettivi e nella sostanza, perch ciascuno di questi prefigura unmondocompletamentediverso,senonopposto,aquelloprefiguratodaglialtri.

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Il Paradigma Marxista Tradizionale, abbandonato da un ceto intellettuale opportunista e infedele, sconfitto assieme a quel modello collettivistico sovietico che fu la sua principale risultante storica, dovr perci confrontarsi con nuove visionidelcomunismo,dellaclasse,delprocessorivoluzionarioedeisuoiattori. Il superamento del corpus teorico marxista ottonovecentesco, eresie e non conformismi compresi [da Lenin, il primo riformatore, allAlthusser del materialismo aleatorio], ci pare inevitabile, perch la storia non si ferma e lelaborazione teorica, ancor prima di anticipare il nuovo, segue la corrente dei cambianticulturali,socialiepolitici. Di seguito lelencazione dei tre comunismi, in un ordine che non di importanza decrescente o di potenzialit rivoluzionarie effettive poich se cos sarebbe, a sommesso avviso di chi scrive, il terzo dovrebbe diventare il primo ma in un ordinemeramentecronologico: 1) Comunismoindividualistico. 2) Comunismomoltitudinario. 3) Comunismocomunitario. A ciascuno dei tre comunismi che caratterizzano il nostro presente, opportuno dedicareunospecificocapitolonelleconomiadelpresentesaggio.
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Comunismoindividualistico LepasseggiatelondinesidiEngelsnonfuronoinfruttuose,poichgliconsentirono dicomprendereletrasformazioniimpostealluomodalcapitalismo,nelpaeseche nel1845necostituivalapuntapiavanzata. Isolati nel loro interesse personale, dediti al suo perseguimento egoistico isolamento ed egoismo, come sappiamo, ben si sposano con lindividuo liberale e ne definiscono i lineamenti i londinesi non si avvedevano di quella che Engels stessodefinladecomposizionedellumanitinmonadi. Latomizzazione della societ, la frantumazione progressiva dellordine sociale precapitalisticoelasuaricomposizioneinunreticolodiscambicommerciali,incui non pu che dominare il valore di scambio della Merce, sono altrettante conseguenzeinevitabilidellaffermazionedelrapportosocialecapitalistico. Le sensazioni e le osservazioni di Engels furono condivise da Marx, che leg indissolubilmente lindividualismo egoistico del tempo al dominio del capitale ed allacostrizionedeirapporticlassisti,mentrericonobbechesoltantonellacomunit realepossibilelalibertpersonaleechesoloinquellociascunindividuohaimezzi persviluppareintuttiisensilesuedisposizioni[Lideologiatedesca]. In effetti, comunismo e individualismo non stanno bene insieme, fin dai tempi di MarxedEngels,edalloraperchusarelespressionecomunismoindividualistico,che haunvagosaporeaporetico? La verit che il rapporto sociale capitalistico ha avuto fin dalle origini una base individualistica, e dopo la sua vittoria su quello che potremo definire il rapporto sociale collettivistico sovietico, la visione del mondo liberalcapitalista, ormai egemone,eilconseguenterapportosocialesonodilagatiovunque,vincendomolta partedelleresistenzesociali,culturali,religioseedeconomiche,finoapermearele stesse societ exsovietiche dellEuropa orientale e buona parte del mondo che fu comunista. Linsidiadellacontaminazionecapitalisticoindividualistapartedalontano,benda primadelcrollodelmurodiBerlino,eperlaprecisionepartedallostessopensiero originalediMarx,comeharilevatoconestremachiarezzaCostanzoPreve: E possibile volere il moderno senza capitalismo, o si tratta di un programma contraddittorio? A lungo il pensiero progressista, a partire da Marx, rispose di s, e chiam sbrigativamente dialettica questa pretesa, per cui il socialismocomunismo avrebbe ereditato gli aspetti positivi della modernit (progresso scientifico, razionalismo filosofico, eguaglianza politica, libert di espressione, rafforzamento dellautonomia dellindividuo,indebolimentodellasovranitreligiosa,eccetera)eneavrebbesuperatogli aspetti negativi (individualismo anomico, disuguaglianze sociali sulla base della propriet privata,indebolimentodellesolidarietcomunitarie,eccetera) [CostanzoPreve,Finalmente!Lattesoritornodelnemicoprincipale].
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Come si dovrebbe ben comprendere, la tanto celebrata Modernit che impone rapportidiproduzione,stilidivitaeineguaglianzesocialifunzionaliagliinteressi dominanti, altro non che un diverso nome assunto dal capitalismo, un escamotage per far digerire meglio la sua affermazione storica e la sua crescente onninvasivit, ed quindi laltro nome, pi accattivante e vischioso, che si assegnaconintentimistificatorialrapportosocialecapitalistico. Segliintellettualidiformazionemarxistasonostati,inpartesignificativa,fagocitati negli apparati culturali ed ideologici del Capitalismo Mercatista Globale del terzo millennio, dopo la dbcle sovietica, ed hanno aderito ad una visione relativista, individualistica, persino nichilista che pregna il nuovo mondo culturale globalizzato, chiaro che tale subalternit non pu non essersi concretamente riflessasulpianopolitico,incuiirestidelcomunismonovecentesco,abbandonato lantagonismo anticapitalistico, il riferimento alla classe e alla lotta di classe, approssimano la peggior sinistra interna al rapporto di capitale, e scivolano progressivamenteinquellazonadigrigiadisubalternitsistemicachedefinibile, appunto, con lespressione apparentemente contraddittoria comunismo individualistico. Da un punto di vista filosofico, Nietzsche pesa pi di Marx nella stessa sinistra semicolta e intellettuale, da un punto di vista sociale, la lotta di classe la fanno soltanto i dominanti, per schietta ammissione di Warren Buffet, e la stanno vincendo, precarizzando e sottopagando il lavoro a piacimento, da un punto di vistapolitico,simponelaccettazioneformaleesostanzialedellaliberaldemocrazia edeisuoiriti,inunageneralelibertobbligatoria,masoltantodivoto,chenon libert. Come si chiarito in precedenza, sempre il vincitore a imporre le sue regole ai vinti,adoperarerilettureinteressatedellastoria,adecidereperilfuturoditutti,e nelnostrocasoilvincitoreilCapitalismoMercatistaGlobalizzato. Ancora una volta bene riportare le parole del filosofo Costanzo Preve, per unulterioreconfermadiquantoprecede: La cultura dellattuale forma degenerata di sinistra a tutti gli effetti una forma di individualismo relativistico che finge di criticare il capitalismo e nello stesso tempo ne adotta in forma esagerata e caricaturale il fondamento filosofico (negazione della verit, negazionedelcarattereconoscitivoenonsemplicementemetodologicodellattivitfilosofica, esaltazione di ogni tipo di marginalit, frammentazione del genere umano in omo ed etero, adozione del cosiddetto marxismo in versione puramente sindacalistica, futuristicaedantitradizionalistica,eccetera) [Ibidem]. Se la stella rossa cinese, e dal punto di vista delle alternative sistemiche al capitalismo del terzo millennio lo stesso partito comunista locale, sopravvivono oggicomesimulacrilaprimaqualesimboloimmemore,ormaiindecifrabile,che
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hapersoognirealeconnotatorivoluzionario,eilsecondocomeefficacestrumento di controllo elitistico i simboli della trazione comunista, nel comunismo individualistico occidentale, ci appaiono egualmente svuotati di contenuti concreti, e Marx, pur sempre scomodato, ci sembra come una tigre dalle unghie spuntate,seilsuopensierostatoepuratodellalottadiclasseespurgatodiogni contenutorivoluzionario,intermodaleetrasformativo. Marx diventato, per tale via, un innocuo moralista condannato a bacchettare senza alcun costrutto il capitalismo, a stigmatizzare vanamente le spaventose e crescentiineguaglianzesocialichelapplicazionedellesuelogicheproduce. Sottoquesteetichettepolitiche,anchequandovinelnomeenelsimboloildiretto richiamoallatradizionecomunista,sinascondonoistanzedebolmente[nondirado ipocritamente] riformiste, pulsioni di natura liberalsocialista, o blandamente socialdemocratica, che rivelano lappartenenza di queste formazioni, dei cartelli elettoralicheorganizzano,deipartitiedeipartitinichecostituiscono,allalasinistra dellunico Partito della Riproduzione Capitalistica, il quale, nella realt, al suo interno coeso e ferreamente centralizzato, in quanto agli scopi che si prefigge [mantenimento della propriet privata, libert di circolazione dei capitali e delle merci, compressione del lavoro] ed agli obbiettivi politici e sociali perseguiti [mantenimento ed espansione della cosiddetta societ di mercato, difesa della liberaldemocrazia,negazionedellantagonismoclassista,eccetera]. Nelsolcodelpoliticamentecorrettoeallinternodeiparlamentiliberaldemocratici si muovono queste formazioni, frutto di una mutazione epocale del comunismo novecentesco sconfitto, che nella realt del presente il sintomo di una vistosa involuzione culturale e politica, imposta dalle necessit di sopravvivenza politica deipartitiedallenecessitdisopravvivenzapersonaledifunzionari,intellettualie capi, pur pagando a tale fine un prezzo altissimo, che implica la sconfessione del propriopassatoelarinunciaallapropriastessanatura. Daunaltraangolazione,nelDNAdiquestimovimentisonostatiabbondantemente inoculati i germi del liberismo e dellindividualismo di matrice capitalistica, per impedire che risorga unagguerrita opposizione comunista sul piano politico e su quellosociale. Il cosiddetto veterocomunismo tende ad eclissarsi e al suo posto compare una nuovadeclinazionedellindividualismo,quellacomunistica. In Italia, il comunismo individualistico stato ben rappresentato dal bertinottismochedominasuotempoilpartitodellaRifondazioneComunista, edoggisiricostituisceinformadiversadopolasconfittaelettoraledel2008cheha letteralmente spazzato dal parlamento via i partiti autodefinitisi comunisti ed ecologisti con Sinistra Ecologia e Libert del poeta Nicola Vendola, detto Nichi, che ha furbescamente deciso di non conservare, n nel nome n nel simbolo, un direttoriferimentoallatradizionecomunistadelloscorsomillennio.
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La sconfitta elettorale del 2008, nelle elezioni politiche che hanno riportato al governoladestrasistemicaconunampiamaggioranza,hannoconosciutolostrano fenomeno degli operai del nord, e di altri lavoratori dipendenti, che hanno riversatoillorovotosullaLegadiBossiquindisuunpartitoxenofobo,inorigine separatista,costruitointorno agliinteressidelcommercioedellapiccolaindustria settentrionale proprio perch orfani di rappresentanza politica, negatagli dai bertinottianiedelrestodellacosiddettasinistramassimalista. Lalottadiclasse,lantagonismosocialeepoliticosenzacompromessi,lesternital sistema liberaldemocratico, sono stati integralmente sostituiti dalle battaglie in favoredeidirittiumani[queglistessidirittiumaniinnomedeiqualisonostati bombardatieinvasiIraqedAfghanistan,eiqualihannolafunzionedifarpassare insecondopianoilfondamentaledirittoallavoro,quieadesso],delladiversitda tutelare sempre e comunque e dei diritti delle sole minoranze [occupandosi dei matrimoni gay, delle piacevolezze folkloristiche dei gay pride, dellomofobia diffusa, ponendo volutamente in ombra la condizione di deemacipazione in cui versalamaggioranza],dallebattagliediretroguardiadiunecologismosalottieroe di maniera [espresse in passato dalla componente verde sistemica, che non ha certo rallentato la distruzione dellambiente, ma forse ha dato qualche impulso al businessecologico],eperchno,controlacaccadeicanisuimarciapiedi Atitolodesempio,facendoriferimentoallItaliaedalcomunismoindividualistico, che si sostituito a quello novecentesco occupando allinterno del sistema spazi politici sempre pi angusti, bene riportare di seguito la chiosa finale della mozione congressuale vendoliana, sconfitta nel VII congresso di Rifondazione Comunistadel2008: Consideriamo la critica alla cultura maschile e monosessuata del partito un impegno prioritario,nellaprossimafase,dellanostraazionepoliticainternaallorganizzazione. Lacriticaallaculturamaschileemonosessuata,intalicontesti,giudicatadigran lunga pi importante e pagante, in termini elettorali, di accesso ai media, della stessa affermazione personale dei quadri dirigenti, del concreto appoggio politico offertoallelottedeilavoratorieaquelleperillavoronellapenisola. Portandounaltropiccolomasignificativoesempiodiinvoluzionenegliscopienei programmipoliticidelcomunismoindividualistico,rispettoaquellonovecentesco e soprattutto rispetto a quello rivoluzionario, durante il congresso fondativo fiorentinodelSEL[ottobre2010],illeaderpoetaebuonoratore[dettosenzaalcuna ironia]hapronunciatodavantiallecentinaiadidelegatipresentileseguentiparole: Compagni,dobbiamosmetterediperderebenetuttelebattaglie.Dobbiamovincere,evincere ebene.Elaparolaperfarlo,pertenereinsiemetutto,sarbellezza.Bellezzanellerelazioni, labellezzadellincontrarsitrailmondoviventeumanoenonumano,bellezzanelloscoprirsi gayenelriuscireadirlorompendoilsilenziochetifapaura.

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Si abbandona il vecchio ed impervio cammino scegliendo unaltra strada, pi comoda e remunerativa, ancorch mascherata dalla disinteressata bellezza delle relazioniedagliincontrifratuttiiviventi,umanienon,tesseratienontesserati. La nuova strada maestra quella della sudditanza alle logiche sistemiche, che consente di patrocinare battaglie libertarie politicamente corrette, sullo stile dei radicalidiBoninoePannella,diinserirsineidibattitipubblicomediaticirelativial costume, di dire tutte le corbellerie che si vogliono, purch non disturbino il manovratore, ma non prevede la rappresentanza effettiva dei subalterni, per aggregare ed organizzare la protesta e dare un preciso obbiettivo politico allantagonismosociale. Per molti, anzi, per moltissimi, non vi bellezza nelle relazioni mondane che contano, e cio negli attuali rapporti di produzione, come non vi leggiadria nei contrattidilavoroachiamata,ofascinazioneinunapagaglobalechenonsisase sarriscossailmesesuccessivo. Lalternativa che il comunismo individualistico configura certamente debole, se nonfittizia,qualeespressionediunriformismodeltuttoinsufficientedallostesso punto di vista socialdemocratico e ridistributivo, o delle tradizionali politiche economichekeynesiane,chenonhannomaiavutounasostanzaanticapitalistica. Questa alternativa posticcia al capitalismo del terzo millennio, anche se si autodefinisce pubblicamente comunista, riporta ad una visione delluomo e del mondo di matrice squisitamente libertarioliberalliberista, che traspare con chiarezza disarmante dai programmi, dagli slogan, dalle dichiarazioni del leader delmomento,dallalineapoliticadisubalternitagliinteressidominanti,eduna visionenoncertosgradita,otantomenodostacolo,alneoliberismoimperanteedai cosiddettipoterifortidoltreAtlantico. Sidiscutedivacuelibertciviliartificiosamenteseparatedaidirittideilavoratorie dal riconoscimento della dignit del Lavoro, si lotta contro lomofobia e per laffermazione delleccezione familiare, si dibatte di questioni che riguardano aspetti del costume e la morale individuale tutte cose ammesse nellordine capitalisticocontemporaneo,cheanzileincoraggiafacendobeneattenzioneanon disturbare la riproduzione capitalistica, a non interferire con il processo di sussunzioneintegraledellasocietalCapitale. Non un accenno alla necessit di rinazionalizzazione del sistema bancario, allindispensabile ripristino della sovranit nazionale sulla moneta, allurgenza delle nazionalizzazioni in campo industriale [vedi il caso Fiat] per garantire un lavorodignitosoeunredditodecorosoallagrandemaggioranzadellapopolazione. Si ignorano cos i reali rapporti di produzione dellepoca e si evita lo scontro frontale con gli insidiosi potentati globalisti, in unaccettazione passiva da autentico succube politico delle dinamiche del capitalismo finanziarizzato, della

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tirannia degli organi della mondializzazione, a partire dal F.M.I. e dallUnione Europea,edellealleanzeinternazionalichevincolanoilpaese. Il modello di societ proposto, peraltro confusamente da queste formazioni politiche,ricalcailineamentiessenzialidellasocietapertacapitalisticoglobale,ed il libertarismo ostentato, con le sue molte sfaccettature che vanno dal sostegno alleccezione familiare alla tolleranza nei confronti del dilagante consumo di droghe, pone in ombra le vere questioni sociali, e quindi etiche, poste dal capitalismocontemporaneo. Seinalcunecircostanzequesteformazionipoliticheappoggianoformalmentelotte sindacali,rivoltecontroilprocessodideemancipazionecapitalisticaegliincessanti attacchicondotticontroillavoro,semostranoqualchesuperficialesimpatiaperle proteste di precari e disoccupati, si impegnano controvoglia su questo terreno, come se fossero state colte in contropiede, e lo fanno in un modo del tutto strumentale,senzaunaverapartecipazioneallalottaesenzaconcedereuneffettiva rappresentanzaairesistenti. Partecipanoaicorteisindacali,comequellodellaFiomdisabato16ottobre2010a Roma, inalberando bandiere e ostentando vessilli, con il puro ma non dichiarato scopodimantenereedestendereilconsensoelettoraleperilorocartelli. In ultimo, certamente vero che in Italia scontiamo la particolarit negativa del berlusconismo, che ha generato il suo contraltare, quel antiberlusconismo al qualeaderiscepubblicamentelareadelcomunismoindividualistico,maancheseil berlusconismo sparisse miracolosamente da un momento allaltro contestualmente a Berlusconi, cosa che per non sar possibile, dato il suo pernicioso e ultradecennale radicamento i termini della questione sostanzialmente non cambierebbero, o quantomeno non cambierebbero di molto, mantenendosinellasostanza. Fuori dellItalia, per quel poco che lo scrivente conosce della situazione politica francese,sipunotarecomeillocalepartitosocialista[PS]abbiadatempoaderito alla variante sistemica liberalsocialista, ed il partito comunista che fu di Marchais [PCF,natonel1920etuttorainvita],dopolestinzionepoliticadelleurocomunismo e il compimento della parabola sovietica, esprime delle istanze squisitamente e blandamente socialdemocratiche, in una situazione meno degradata e compromessadiquellaitaliana,mapursempretendenteallaffermazionepienadi uncomunismoindividualistico. Nella Germania unificata e federale, che si fa passare per la locomotiva produttivadiunEuropasostanzialmentemonetariaecommerciale,esistelaLinke [DieLinke,LaSinistra],prodottodellunionediexcomunistiorientali[Gysi],eredi del partito comunista dellest [SED], e di dissidenti socialdemocratici occidentali [Lafontaine], la quale nata allinterno dellattuale sistema politico, ne accetta in toto le regole, siede comodamente nel Bundestag e sostanzialmente si limita a
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mendicare qualche miglioramento per i lavoratori, non riuscendo a bloccare le politiche governative che aprono progressivamente alla globalizzazione neoliberista, centrando il sistema produttivo su esportazioni e competitivit internazionale,ediconseguenzachiudendoprogressivamenteleporteallavoroed allasocialit. Anche quando i leader politici di queste formazioni tuonano, in modo generico, contro il sistema bancario da nazionalizzare, oppure contro le imprese private che licenziano, lo fanno propagandisticamente, ben sapendo che non dato derogareallepoliticheliberisteinatto. In verit questi leader sanno benissimo, come ha preconizzato lultraliberista Milton Friedman nel suo Capitalism and freedom del 1962 [la nuova bibbia capitalistica del ventunesimo secolo, a parere di chi scrive], che il ruolo che il governo deve svolgere in una societ consacrata alla libert, e che si fonda essenzialmente sulmercatocomestrumentodiorganizzazionedellattiviteconomica,sostanzialmente quello di sponsor del mercato stesso, salvaguardando in primo luogo la sua competitivit,eciveroedimpostoparticolarmenteoggi,cionelleraincuiil paradigma liberista estremo della Creazione del Valore si afferma in tutta la sua invasivitpredatoria. Questo il comunismo individualistico, detto semplicemente e in poche parole, datoilsuoruolopreminentedispecchiettoperleallodole,funzionalealsistema di potere capitalelitistico che ci domina e al mantenimento delle sue strutture di domino. IlcompitoprioritarioassegnatodallunicoPartitodellaRiproduzioneCapitalistica alfalsocomunismodimatriceindividualistica,sembraesserequellodiintercettare la protesta sociale e di neutralizzarla prima che dilaghi e si radicalizzi, facendola deragliaresuisolitibinarimorti. Unabenmiserafine,allombradeivincitoriedeisimbolidellorodominio,pergli epigonisbiaditidiunagloriosatradizione
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Comunismomoltitudinario Il comunismo delle moltitudini ha un padre, il professor Antonio Negri, e un antenato di rango nelloperaismo novecentesco, diffusosi in Italia per opera di Panzieri,Trontie[appunto]dellostessoNegri. Sipotrebbeinsinuare,conqualchemalizia,chelemoltitudininegrianesullequalisi fonda lintero discorso del comunismo qui definito, appunto, comunismo moltitudinario, altro non rappresentano se non un abile mascheramento delloperaismo novecentesco, nella variante specifica e ultima delloperaismo diffuso. Ma sappiamo bene che da Quaderni Rossi, storica rivista degli anni sessanta che aprlastradaadunanuovasinistraealleistanzeoperaiste,adImpero,ilprimo libro di Toni Negri e Michael Hardt in cui le moltitudini fanno irruzione, in particolare e come nuovo soggetto antagonista sostitutivo della classe nellultimo capitolo dellultima sezione [Le moltitudini contro limpero], sono trascorsi alcuni decenni decisivi, quanto a cambiamenti nellordine economico e nella struttura sociale, sul piano culturale come su quello dei rapporti di forza internazionali, e nellastessapercezionechehannodisedellapropriacondizioneisubordinati. Non sarebbe, quindi, del tutto corretto chiudere la questione stabilendo unequazione troppo semplicistica, del tipo operaismo uguale moltitudini, e sulla basediquestaunicaequazioneformulareunasentenzainappellabile. Sirendepercinecessarioaffrontarelaquestioneinmaggiordettaglioecontuttele articolazioni del caso in questo capitolo, in cui si approfitter per presentare una breve recensione dellultima fatica letteraria di Negri e Hardt, che nelledizione italianahauntitolovagamenteevocativo:Comune. Ed allora, cominciamo pure a descrivere, nei limiti dei nostri mezzi e dal nostro puntodivista,itrattiessenzialidelcomunismomoltitudinarionegriano. Esiste da qualche tempo un impero planetario, privo di un vero e proprio centro, acefalo o ancor pi probabilmente dotato di molte teste come lIdra, la cui costituzionematerialesiformaaiconfini,chesispostanocontinuamentegenerando conflittiedopposizioni,finoadabbracciarelinterogloboterracqueo. Un impero anomalo, non ancora ben definito per quanto concerne le strutture di potereeffettive,dellacuiesistenzaconcreta,primadileggerelaffascinantetrilogia letterariadiNegrieHardtImpero,MoltitudinieComunepernostrapochezzao perdistrazionenoncieravamoaccorti. Ma, come scritto con chiarezza nella prefazione alledizione italiana di Impero, Limpero si sta materializzando proprio sotto i nostri occhi, frutto di un nuovo ordine globale, di una nuova logica e di una nuova struttura di potere, che tutti insieme generanounanuovaformadisovranit.

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Avverte, per, il professor Antonio Negri, che non si tratta banalmente del cosiddettoimperoamericano,lacuiautoritstataaffermataconforzaattraversoil dominio della finanza, il liberoscambismo mondiale e qualche sanguinosa guerra diconfine,subitodopoilcollassosovieticoelavittoriadelcapitalismoliberista mutante,madiunimperonuovodizecca,inviadicostituzione,chenonhaniente chevedereconivecchiimperialismiaiqualilastoriacihapurtroppoabituato. Che sia una sorta di Sacro Romano Impero Planetario, senza un imperatore fisicamente riconoscibile, quale centro del mondo conosciuto e mediatore fra province, principi, popoli e regni, nel remoto ricordo del principato augusteo che caratterizz il primo Impero Romano e del successivo tentativo di restaurazione imperiale romanobarbarico, dispirazione cristiana, iniziato nel IX secolo dopo CristoconlaugustoCarloMagnoeconcretizzatosinelsecolosuccessivo? Oppuresitrattadiunasintesiultracapitalisticaefuturibile,oggiinembrione,chesi struttura in forma reticolare e sulla base di uninterpretazione globale della moderna governance aziendalistica, piuttosto che su vecchi impianti di potere ormai superati e inapplicabili, riecheggiando vagamente il trust mondiale ultracapitalistadelrinnegatoKautsky,secondolacorteseespressioneusataasuo tempodaLenin? Purrestandoloscriventenellincertezza,alcunielementidigiudizioNegrieHardt celiforniscono,nellalorogodibiletrilogia,equindibeneesporlicriticamentedi seguito, con lavvertenza che nelleconomia del pregevole saggio letterario, articolatointretomi,ilterzopuntodecisivo: 1) Come si gi rilevato, limpero non corrisponde allimpero americano, perch questaunavecchiaformadiimperialismoottonovecentesco,oramistoricamente superataedominatadaaristocrazieneoconservatrici,chehannotentatouncolpodi statocontroilnuovoordineimperialeinviadicostituzione.Ilgolpemiseramente fallito,siaunpuntodivistamilitare[inIraqeinAfghanistananzitutto]siadaun puntodivistaeconomico[ilneoliberismosidimostratoincapacedisvilupparela produzione, agendo con successo unicamente sul fronte ridistributivo, ad esclusivovantaggiodeiricchi].Ilcolpodistatoamericanocentricocontrolimpero negriano non dunque riuscito tiriamo tutti un sospiro di sollievo? come testimoniachiaramentelaprimacrisiglobale,manifestatasiapartiredal2007,eil nuovo secolo, lungi dallessere americano si apre non certo al multilateralismo, anche lui superato quanto lunilateralismo e lequilibrio bipolare, ma a nuove ed inedite possibilit rivoluzionarie, intimamente connesse alla natura costitutiva dellimpero ed alle caratteristiche della produzione contemporanea. Il fallimento delcolpodimanostatunitense,guidatodallearistocrazielocali,ricordaunpoco,a chiscrive,itentatividellaristocraziacontinentaleeuropea,inprimoluogofrancese, di mettersi alla testa delle rivolte del popolo contro linsorgente capitalismo, criticando il nuovo modo di produzione e il mondo culturale borghese in via di
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affermazionestorica.Aristocraziecheormaistavanoperdendoilcontrollo,atutto vantaggio della borghesia in ascesa, del capitale economico e di quello culturale, e quindi cercavano di mantenerlo, almeno in parte, sul capitale socialeesuquellosimbolico,suiqualilapresaeraancoraunpopiforte. 2) Dopo il fallimento del golpe a stelle e strisce, vi logicamente il ritorno dellImpero, il quale caratterizzato dalla nonpolarit, come scrivono Negri e Hardt nellultimo libro della trilogia imperialmoltitudinaria, Comune, e la compagineimperialedelterzomillennioappare,nellororacconto,ancorainviadi edificazione. Limpero una sorta di work in progress planetario, un cantiere apertoincuicontinuaincessantelacostruzionedelnuovo,poichcaratterizzato da una pluralit di poli e una corrente continuadi attivit svolte da attori statuali e non statuali finalizzate alla costruzione di nuovi assemblaggi, a sperimentare nuove forme di potere,adeterminarenorme,pratichediregolazione,proceduredigestione[Comune.Oltre il privato e il pubblico]. Nellattuale interregno, gli stati nazionali perdono la loro preminenza e il Forum elitista di Davos sta diventando pi importante di Washington. E proprio per questa nonpolarit caratterizzante le nuove strutture di potere, che nonostante la fine del controllo unilaterale e multilaterale la globalizzazione continua. Pur nella loro incompletezza, parzialit, e fragilit [le aristocrazie neoconservatrici nordamericane avrebbero potuto anche riuscire nei loro intenti golpisti e restauratori] le peculiari forme amministrative, di regolazione e di controllo imperiale sembrerebbero affermarsi. Si procede con la cosiddetta governance globale, irriducibile ad un unico centro di potere ed intesa dai due autori come un processo dellautoregolazione dei rapporti e degli scambi tra interessi fatti valere da soggetti che consentono di confrontarsi entro un contesto giurisdizionale poliarchico e pluralistico [Ibidem]. Questo dovrebbe essere, in s, un processo costituente aperto, straordinariamente flessibile e pluralistico. Tuttavia, forse accorgendosi che la globalizzazione neoliberista mai interrotta da alcuno [e tanto meno dai golpisti USA] sembra a chi la subisce un processo imposto dallalto, piuttosto che qualcosa di pluralistico e largamente condiviso, nato dal basso,NegrieHardtcorreggonoprontamenteiltiro,affermandochelagovernance nonvaconfusaconlademocrazia[ibidem].Lapluralitdiattorichelacaratterizzano, nelnuovoordineimperialeinviadicostruzione,partediunostratooligarchicodi poteri gerarchicamente concatenati tra loro [ibidem]. Oltre ai vecchi statinazione, grandi multinazionali, club elitistici, organizzazioni non governative, entit sopranazionali e simili dominano incontrastati, ammettono i due, e le disuguaglianze, gli squilibri geografici e sociali nella distribuzione della ricchezza funzionano ancora, quali divisioni costitutive nella formazione dellimpero, anzi, possiamo aggiungere, sono destinati nellinterregno a crescere e a diventare intollerabili.

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3)Limperonegrianosopravvissutoaltentatocolpodimanostatunitenseperun New American Century, neoliberista e neoconservatore, progetto ormai clamorosamente fallito, come dimostrano lesito delle guerre americane e la crisi globale, ma ha comunque un nemico insidioso che laffosser, e questo forse accadrgineiprimidecennidelventunesimosecolo.Selimpero,comeabbiamo detto, flessibile, reticolare ed elitisticamente pluralista, ma anche fragile ed incompiuto,attraversolesaltazionedellegrandidisuguaglianzeelappropriazione diquotecrescentidelprodottosocialedapartedellesuearistocrazie[iricchi],lo stesso genera un potenziale rivoluzionario pi grande di tutti quelli fino ad ora conosciuti. Questo potenziale si incarna, genericamente, nella massa dei poveri, degli sfruttati e dei sottomessi, che altro non se non la moltitudine nemica dellimpero. I poveri del mondo fanno parte della moltitudine. Ma possibile, obbietter sicuramente qualcuno, che dei veri poveri sotto la soglia della sussistenzaesubalterninonancoraallafame,macomunquesoggettiagliefficienti dispositivi di dominio di questo capitalismo, potranno, in s, costituire una reale minacciaperlordineimperialeinviadiformazione?Eancora:qualedunque la sorgente della loro forza? Nella trama della trilogia negriana un rilievo fondamentale dato al concetto di produzione biopolitica ed al tramonto della produzione industriale classica. Delle moltitudini e della produzione biopolitica, finoallaproduzionedelluomodapartedelluomo,nonchdellapovertedeisuoi potenziali inespressi [per cos dire], necessario discutere in modo pi approfondito, perch costituiscono il vero cuore dellopera di Antonio Negri e Michael Hardt. Come accade in certi romanzi, dopo il cattivo entra in scena il buonopercontrastarloeporrefineallesuenefandezze. Ildeclinoelacadutadellimpero[daltitolodellasezionefinaledellomonimolibro] e la conseguente vittoria della moltitudine, destinata a farci entrare nellera della democraziaglobale,sonogiimplicitinellepremesseeneicambiamentichehanno portatoallagenesidellanuovacompagineimperiale. Partendodaquestosempliceassunto,dobbiamochiederciinprimoluogocosasono le moltitudini, se veramente esistono e se effettivamente rappresentano ci che Negri e Hardt ci fanno credere, e per quali ragioni sono destinate a vincere, alla lunga,lepocaleconfrontoconlimperonegriano. Ma c un altro punto fondamentale da considerare: quello della produzione biopolitica che ha ormai sostituito il vecchio sistema capitalistico della fabbrica, incentratosullaproduzioneindustrialedibeni. La moltitudine intimamente legata al concetto di produzione biopolitica, e nelleconomia della trilogia saggisticoletterario di Negri e Hardt senza di questa nonavrebbealcunaveraforzadaopporrealpotereimperialechesistaaffermando. Per dare una definizione di biopolitica comprensibile a tutti si pu ricorrere alle parole di Paolo Virno, il quale, in un breve documento presente in rete e
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gratuitamente fruibile, dal titolo Moltitudine e natura umana [del 14/05/2005], la definiscecomelapoliticaapplicatadirettamenteallavita,nonallavitaingenerale ma a quella umana in particolare, e cio ai processi vitali della specie alla quale apparteniamo,sostenendocheilritornodelconcettodinaturaumanalegatoalla nozionedimoltitudine. Da una diversa angolazione, considerando quella che letimologia della parola biopolitica,rileviamolasuaoriginegreca,derivantedallunionedibios,ciovita, epolis,ovverosiacitt,ilcheciriporta,semplicemente,allavitadellacitt,quella citt che per gli Elleni rappresentava non soltanto un luogo fisico, in cui si concentravanodeterminateattiviteconomicheeincuisiconsumavanoiprodotti delcontado,malospaziopoliticoedilibertpereccellenza. Non a caso si legge in Comune, con riferimento alla citt, quale sede privilegiata delle singolarit moltitudinarie e terreno dincontro e di confronto politico, la metropoliperlamoltitudinecichelafabbricaeraperlaclasseoperaia. Negri, con Hardt, interpreta la biopolitica come la potenza produttiva della vita, giustificandocoslapreminenzadelleproduzioniimmaterialisuquelletradizionali di beni, e sulla scorta di Foucault come una forza di resistenza al suo contraltare, cioquelbiopoterecherappresentailpotereesercitatosullavitastessa. La produzione di natura biopolitica avrebbe dunque generato le moltitudini, sostituendosi alla tradizione produzione della fabbrica, ed avrebbe comportato la rotturadegliequilibrisocialiepoliticiprecedenti,cambiandodiriflessogliassetti delpoterechecidomina,modificandolesueistituzionieagendosuilororapporti reciproci, imponendo ai dominanti ladozione di nuovi strumenti di controllo, in una,generandolostessoimperonegriano. Quello che conta che tale produzione, non pi concentrata nelle fabbriche come accadeva nel vecchio mondo capitalistico, ma diffusa in tutta la metropoli [la quale riecheggia la polis greca nel senso prima ricordato] sostanzialmente di naturaimmateriale,riguardandoidee,codici,aspettiimmaterialideibenimateriali, relazioni sociali, affetti, linguaggi, e le stesse forme di vita, fino alla produzione delluomodapartedelluomoannunciatanelNovecentodaFoucalt. Maquellocheancorpicontalasvoltainterminibiopoliticidelleconomia,che secondolaparticolarevisionediNegrieHardt: 1)Metteallavorotuttelefacoltumane,lecompetenzeedisaperi,quelliacquisiti nei processi lavorativi ma soprattutto quelli acquisiti fuori del lavoro, ed direttamente produttiva di valore [Comune] che il Capitale, per mantenersi accumulando,deveintercettare. 2) Non si limita a riprodurre il capitale come rapporto sociale, ma si presenta come un processo potenzialmente autonomo che potrebbe anche distruggere il capitale e creare qualcosadicompletamentediverso[Ibidem].

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Questa produzione non incontrerebbe il limite invalicabile della scarsit e pu mettere il bios al lavoro senza consumarlo, mentre invece sappiamo che per produrre anche un solo chip microscopico, indispensabile per la produzione immateriale di programmi informatici, servono tanta energia e quantit significativedimaterieprimelacuidisponibilitnonillimitata. Laccumulazionecapitalisticaesternaaiprocessiproduttivibiopolitici,chevanno avanti da soli grazie alla moltitudine la quale produce indipendentemente al comandocapitalistico,cosachelavecchiaclasseoperaianonpotevapermettersidi fare,vistocheglischemidicooperazionenellafabbricaeranoimpostidalcapitale e questo capitalismo miserello e terminale, ma pur sempre predone, bench letteralmenteespulsodaivericicliproduttivifinitinellemanidellamoltitudinedei poveri,silimitaadintercettareilprodottoinuscita,accumulandoattraversoforme diespropriazionedelComune. Certo, per appropriarsi le produzioni moltitudinarie questo capitalismo dispone ancora di strumenti efficaci, come la guerra, ma soprattutto come la finanza contemporanea,chepersuanaturaesternaaiprocessiproduttivirappresentando una dimensione ulteriore e autonomizzata che sovrasta la produzione, ma si ridottoagovernareconleccezione,poichognisuaintromissionenelprocessodi produzione biopolitica ha effetti negativi, lo blocca, bloccando di conseguenza la produttivitmoltitudinariaecorrompendoilComune. Lo spazio del Comune, in cui si muovono a loro agio le moltitudini dedite allincessante produzione biopolitica, che abbraccia lintero il tempo di vita e avviene in ogni angolo della metropoli [e voi credevate di lavorare soltanto in ufficio,neisolitiorariufficio,perottooregiornaliere?Poveriillusi],rappresenta lalternativa di Negri e Hardt alla Repubblica della Propriet, privata o pubblica che sia, nata con le grandi rivoluzioni borghesi [inglese, americana e francese] ed affermatasiconilcapitalismo. LaRepubblicadellaProprietescludechisenzapropriet,istituitaperladifesa deldirittodiproprietqualesupremodirittocapitalisticoriconosciutoalluomo,ed percicontroipoveri,idiseredatielemoltitudini. Lidealeregolativodelmodernostatodidiritto,comescrittoinComune,quindi lapropriet. La propriet pu essere pubblica o privata ma certe dinamiche di fondo non cambiano e dunque, se la propriet privata si sposa con il liberismo/ liberalismo, com facilmente intuibile, e quella pubblica, ugualmente limitante, si armonizza storicamente con il socialismo, il Comune che a queste si oppone con chi pu contrarrematrimonio? MaconilComunismo,naturalmente,secondoquantociraccontanoiduesquisitie affascinanti autori, ed una forma di comunismo certo molto dissimile da quella realizzata nel Novecento, poich non nasce negli spazi angusti di una fabbrica,
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dove materialmente si consuma lo sfruttamento del lavoro, non si fonda su cose superate come la coscienza di classe e le conseguenti lotte su base classista e identitariaperlemancipazioneeperlaliberazionedeisubalterni,maoriginadalla straordinaria capacit di produrre autonomamente, in ogni dove, eccedendo puntualmenteilcomandocapitalistico,diquellemoltitudinidipoveriedoppressi succedutealproletariatopereffettodeicambiamentiepocalidescrittinellatrilogia negriana. Per tale motivo lo scrivente ha deciso di usare lespressione di comunismo moltitudinario, nel dare un nome a ci che nel contempo si presenta come unutopia politica, una distopia letteraria, ed una prova che molto difficile, appartenendo ad un presente in cui le grandi trasformazioni non sono ancora compiute, comprendere e analizzare i cambiamenti politicosociali imposti dal Capitalismo Transgenico Finanziarizzato del terzo millennio, acclarando la sua stessanatura. Come loperaismo a suo tempo ha rappresentato una deviazione dal solco della cosiddetta tradizione marxista, ed un nonconformismo che soprattutto nelle sue manifestazionipitardeedestremehaportatoaconcepireilcapitalismoqualeun residuo storico aleggiante su una societ completamente mutata, prossima ad una grande svolta, cos le moltitudini, frutto di uneresia di chi dichiara di far ancorariferimentoallatradizionemarxista,sisonoimpossessatedellaproduzione quella immateriale prevalente, autogestendo gli schemi della cooperazione, generandonuovavitabiopoliticaenuoveidentit,edlogicochecerchinodi autonomizzarsi rispetto ad un comando e ad un controllo capitalistici parassitari, semprepiesternieincrisi. Il problema capire cosa in realt rappresentano le moltitudini e se esistono veramente, oppure sono soltanto il frutto di unabile creazione letteraria, come limpero al quale si oppongono, senza un centro definito, caratterizzato da unaristocraziainquietaedancorainviadicostituzione,coscomeciapparenella trilogiadiNegrieHardt. Ebbene, in un certo senso le moltitudini esistono, ma non sono la forza rivoluzionariachepadroneggiaunanuovaproduzionesmaterializzata,ingradodi liberareilmondodallastrettamortalediquestocapitalismo,comecercanodifarci crederegliautoridiImpero,MoltitudinieComune. Il meticciato e le migrazioni imposte dalle dinamiche del capitalismo globale, il saccheggioindiscriminatodellerisorsenaturali,compresequellenonrinnovabili,la precarizzazioneelosvilimentodellavorodiffusineipaesicosiddettisviluppati,la distruzionedellordineprecedenteedellevecchieclassisociali,insnonpossono produrre nulla di buono, e nello stesso tempo la globalizzazione non un fenomeno tutto sommato positivo, sia pur a lungo termine, ma soltanto

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unimposizione capitalistica sciagurata, che potr innescare reazioni generalizzate disegnocontrario,oinassenzadiquesteportareilmondoaldisastro. Le moltitudini, lungi dallessere forza potenzialmente rivoluzionaria, crogiolo di identit cangianti e vero gestore di una nuova produzione che produce forme di vita inedite, rappresentano soltanto una patologia sociale indotta da questo capitalismo,ecometale,soltantocometaleesistono. Laffermazione precedente deve essere chiarita, perch apparentemente pu sembrarecheinunasocietdefinitasenzaclassisulmodellonordamericanoin cuilalottadiclasseappartienealpassatoocomesenonfossemaiesistitatuttii subalterni, o con altra espressione i dominati, siano finiti nel gran calderone moltitudinario,echevipuesseresoltantounamassadisordinatadiindividualit meticciatedifficilmentericonducibileadunaveraunitpolitica,senonattraverso ilfantasiosoprocessorivoluzionariodiemancipazioneauspicatodaNegrieHardt, perlinstaurazionediunademocraziaglobale. Ci che nellopera negriana si definisce moltitudine, quale successore del proletariato industriale e probabile epigono, nel terzo millennio, del cosiddetto operaismo diffuso, niente altro che il triste prodotto sociale dellazione normalizzatrice del capitalismo contemporaneo globalizzante ed ultraliberista, che ha dissolto i precedenti legami solidaristici e culturali delle classi inserite nel passatoordine,borghesiacompresa,edhaprodottounasortadiribollentebrodo primordiale,dalqualenonpotrcheemergerecompiutamenteunnuovoordine, totalmenteinternoalledinamichecapitalisticheeadesseaderente. Delle moltitudini farebbero parte, quindi, sia gli operai orfani della storica classe operaia,salariataeproletaria,oggiprividirappresentanzapoliticaedabbandonati allazione riplebeizzante del Mercato, sia i cosiddetti ceti medi declassati, i quali esprimono quel lavoro intellettuale che talora, superficialmente, pu assomigliare adunamiracolosaerivoluzionariaproduzionediidee,dicodici,diprogrammicui siattribuiscetantaimportanzanelloperanegriana. Il capitalismo ultraliberista ha provveduto a disintegrare i dominati attraverso consumi di massa, precariet lavorativa, esclusioni imposte dal Mercato e nel contempo con limposizione di modelli relativisticonichilisti, diffondendo quella che sempre di pi si configura come una patologia sociale e perci una serie infinitadidrammiumani. Dellemoltitudinifannoparteancheipoveri,iveripoveri,ipoveridelsudmondo, quelli che non hanno neppure una stilla di coscienza della loro situazione, stretti comesonodalbisogno,dallAfricasubsaharianaallAsia,dallepeggioribidonville dellemodernemetropoliallAmericaIndioLatina. Come questi ultimi possano produrre biopoliticamente eccedendo regolarmente i limitiimpostidalcomandocapitalistico,incondizionidiestremaindigenzasenon di autentica fame, che quotidianamente mette in pericolo la loro stessa
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sopravvivenza fisica, dove possono trovare le forze per farlo, solo il cielo e Tony Negrilosanno. Eppurelapovert,anchenellesueformeestreme,inComunediNegrieHardtsi trasformamiracolosamenteinproduzione,opportunit,potere,benlungidallesser vistaperquellocheinrealterimane:untristestatodideprivazionechetogliele forze,limitalavolonteponeilsoggettoincompletabaliadeglieventi. Il divenire Principe della moltitudine, come scritto nellavvio di Comune, un progetto che si fonda interamente nellimmanenza dei processi decisionali che si svolgono allinternodellamoltitudine,laqualeuninsiemedisingolarit[dunquequalcosache non costituisce un vero soggetto politico, che non pu essere animato dalla coscienzadiclasse]costituitedallapovertedallamorenellariproduzionedelcomune. Laricchezzacomune[CommonWealth],contrappostaallafunzioneespropriatrice della propriet privata [od anche di quella pubblica, secondo la concezione negriana], non pu che corrispondere, almeno in generale e in linea di principio, alla necessaria socializzazione dei mezzi di produzione, che dovrebbe garantire luscitadefinitivadallabisecolarecostrizionecapitalisticoclassista. Cipareevidentechesocializzaresignificarenderecomunelaricchezza,naturalee artificiale, e garantire a tutti laccesso al godimento del prodotto sociale [alimentazione,medicinali,cultura],rompendounavoltaepertutteirigidischemi classistieristabilendolEtica. Su Povert e Amore, che animerebbero le incontenibili moltitudini, sulla loro unione quali parole dordine del comunismo moltitudinario negriano, di matrice pi letteraria che marxista, possiamo soltanto affermare che mentre la povert materiale, alla lunga, destinata ad incidere negativamente anche sugli aspetti culturali, oltre che sulla combattivit dei soggetti, lamore appartiene interamente allasferaprivatadellerelazionipiintime. Cipiace,comunque,inlineadiprincipio,ilriferimentoallamoreperillontano, percichediversodanoiedistantedallenostredimensioniculturali,evocatoda Negri e Hardt quale buon sentimento nellera della globalizzazione, ma non ci piacelasuacontrapposizionevagamentestrumentaleallamoreperilvicino,per ilpiprossimo,comesequestoultimocostituisseuncorrompimento. Intalecaso,lespressioneamoreutilizzataimpropriamente,asommessoavviso dichiscrive,insostituzioneditolleranzaedirispetto,benpipertinentiintale contesto. Nellopera della quale si tentato di porgere, in questa sede, una breve e forse incompletarecensione Comune. Oltre il privato e il pubblico i due autori, con unafrasettainseritasenzatroppaevidenzaedenfasineltesto,avvertonocheloro non fanno analisi di tipo sociologico, come se si trattasse di un particolare di secondariaimportanza.

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Al contrario, questo un punto di fondamentale importanza, per accertare lesistenza in vita delle moltitudini, che dovrebbero aver sostituito, come forza propulsivaerivoluzionarianellordinevigente,quelleclassisocialisubalternealle qualilastoria[elasociologia]cihannoabituati. E bene spiegarsi con una metafora, per far comprendere lutilit e limportanza dellanalisi sociologica, che anzitutto descrittiva e in secondo luogo pu pur esseremoderatamentepredittiva. Nella ricerca di giacimenti petroliferi economicamente sfruttabili, sono certo necessarie buone conoscenze scientifiche, di ordine geologico, e quindi utile la conoscenzadellastoriageologicadellareaincuisisperaditrovareilpetrolio. Non basta per che arrivi qualcuno, sostenendo di possedere tali conoscenze ad alto livello, di conoscere la vicenda in termini geologici del terreno in cui potr avvenire lestrazione, e che dica semplicemente Signori, qui c il petrolio in abbondanza,veloassicuroio! Le compagnie petrolifere interessate non si fideranno e vorranno procedere con i necessari carotaggi, per accertare, prima di impegnarsi finanziariamente e concretamente nellestrazione, leffettiva esistenza del giacimento ad una profonditcherendereconomicamentepossibileestrarreilpetrolio. Ma lesperto dotato di buone conoscenze geologiche, arrivati al dunque, ossia al dispiegamento di uomini e mezzi per effettuare i carotaggi nel terreno, improvvisamente dice: No, lasciate perdere, queste prove non servono. Ve lo garantiscoio,perchlosobene,quicsicuramenteilpetrolio! UnpocomelafrasettainseritaneltestodiComunedaNegrieHardt,conlaquale si comunica che i due non trattano la questione delle moltitudini da un punto di vista sociologico, evitando cos di fornire la prova concreta corrispondente ai carotaggiincampopetroliferodellaloroesistenzainvitaneiterminidescritti. E chiaro che da una siffatta analisi potrebbero scaturire informazioni inquietanti peridueautori,eciochelemoltitudininonesistonosenoncomepatologia indotta da questo capitalismo ma che, al contrario, si sta delineando un nuovo ordinesociale,nonostantelimperaredellamistificazioneaclassista. Un ordine non ancora compiuto, molto rigido, e cristallizzato in una dimensione provvisoriamente definibile neofeudale, con una classe dominate ricchissima e potentissima, la Global class, in sostituzione della vecchia borghesia proprietaria ormai languente, ed una classe povera numerosissima, molto composita e stratificata,chelaPauperclassinviadiformazione,laqualeaccoglieglioperai,i ceti medi declassati, la sottoclasse urbana, e i veri poveri [lo strato propriamente pauper, in fondo alla piramide] in ogni angolo della terra, da occidente a oriente, dalnordalsuddelpianeta. Enormi differenziali di ricchezza e potere separeranno le due classi nellordine prefigurato, e la cosiddetta mobilit sociale, oggi, nellinterregno, quasi
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esclusivamente in discesa in accordo con la riplebeizzazione di massa, tender in futuroarallentaresignificativamente. Noninattounasortadisuperamentodellordineclassistainquantotalegrazie allaffermarsi di una presunta produzione biopolitca e allavanzare di quella globalizzazionecheprecedesemprelacostituzionedellenuoveistituzioniimperiali ,mainattounasuarilevantetrasformazionerispettoagliassettiprecedenti,ese lamoltitudinenonpusostituirelaclasse,perchlasuaesistenzanonprovatase non come nuova e drammatica patologia sociale, non potr in alcun modo esprimere un programma politico di natura rivoluzionaria, che porti al superamentodelcapitalismo. Tutto questo, con buona pace per Negri e Hardt e per le loro moltitudini rivoluzionariobiopolitichenemichedellimpero.
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Comunismocomunitario Siconsentaachiscrivedinonaprireilcomplessoeappassionantediscorsorelativo alcomunismoeallacomunitconunacitazionediMarx,diEngelsodiPreve,ma, pimodestamente,conunautocitazione: Lattacco ai legami di tipo comunitario e la contemporanea e capillare diffusione dellindividualismo utilitaristico non rappresentano vezzi puramente ideologici degli intellettualialserviziodeidominanti,macorrispondonoadunesigenzamoltoconcretadel nuovopotere,perchlastessalottadiclassenovecentesca,chehaassuntorilevantiaspetti culturali oltre che economicoridistributivi, stata resa possibile dalla presenza di vincoli comunitari e solidaristici fra i subalterni, vincoli che alla fine del novecento, in occidente, hannoiniziatorapidamenteadissolversi. Ognilottadiclassehaavutocomepresupposto,elavrancheinfuturo,lesistenzaditali vincolienonpuprescinderedallaffermarsidiaspetticomunitari. Banalmente,lanascitadimutueecooperativevavistainquestaotticaenellaprospettiva del confronto sociale fra le classi, ed significativo che in questi tempi, in cui la lotta di classe decisamente langue, le cooperative si sono trasformate in centri di business pi o meno grandi, pi o meno influenti nel panorama politicoeconomico, con qualche significativovantaggiofiscale. Senzatalivincolieillororinsaldarsi,nonsarebberostatepossibililelotteemancipativeche hanno riguardato il lavoro, negli spazi economicosociali e culturali dominati dal capitalismo. Laquestionenonvavistaesclusivamentecomeunconfrontofralasocietaperta,invia di affermazione, e le resistenze comunitarie tradizionali a questo progetto di riorganizzazionesociale,enonvaridottaallapuradimensioneterritoriale,conladifesapur legittima delle comunit locali, delle loro tradizioni, dei loro usi e dei loro costumi dagli attacchi annichilenti e dallo strapotere del monstre globalista, perch alla base della stessa solidariet fra subordinati agiscono vincoli comunitari che la rinsaldano e che possono creareunavastacomunitdeterritorializzata. [EugenioOrso,Alienazionieuomoprecario,innotaneltesto]. Le solidariet di natura comunitaria hanno caratterizzato la storia della classe operaia,salariataeproletariafindaisuoiinizi,enehannoresopossibilisialelotte emancipativedentroilcapitalismosialeazionirivoluzionarieanticapitalistiche. Inunasituazioneculturaleesocialecompletamentedominatadallindividualismo anomico e relativistico che per fortuna nelle sua forma estrema puramente teorico,ecicirendealmenounbarlumedisperanzafuturanonavrebbesenso parlare n di solidariet n di coscienza di classe, non si potrebbero sviluppare, e non avrebbero potuto svilupparsi in passato, momenti di lotta collettiva emancipativiorivoluzionari.

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Il giovane Marx, ne La sacra famiglia del 1845, ha compreso e posto bene in evidenzacheluomononpuessereconsideratoinalcunmodounatomo,ilquale possiedeinstuttalapienezzanecessariaagarantirnelautonomia. Latomo [atomon] concepito come unentit priva di bisogni e autosufficiente, totalmente indifferente a ci che la circonda, mentre le persone reali, in carne ed ossa, non vivono sospese in un vuoto assoluto, non possono permettersi indifferenzaneiconfrontidelmondoesterno,esprimendonellesistenzaquotidiana esigenzediordinematerialeebisogni,cipermettiamodiaggiungere,relazionalie identitari. ConleparolediMarx,Sonodunquelanecessitnaturale,leproprietumaneessenziali, perquantoalienatepossonosembrare,elinteressecheunisconoimembridellasocietcivile [KarlMarx,Lasacrafamiglia]. Se la classe nel contempo una posizione assegnata nellordine sociale vigente e una matrice identitaria per coloro che ne fanno parte, lesistenza della stessa si relaziona, come appare nellautocitazione, con lineamenti di tipo comunitario, costituendo una vasta comunit che pu superare i confini degli stati, le divisioni dovutealladiversitlinguisticaereligiosa,nonchlebarriererazziali. La tendenza dei soggetti alla socializzazione attraverso una produzione comunitaria, che renda disponibile il prodotto equamente diviso, non certo estranea alle lotte della classe contro i dominanti che appropriano quote rilevanti delprodottosocialeascapitodeglialtrigruppisocialiedellinteracomunit,ene rappresentaunodeimoventiprincipali,senonlaprimaragionedilotta. Se la ragione prima del conflitto lequa distribuzione di ricchezza e potere, questione di ordine etico prima ancora che economicopolitica, la solidariet di naturacomunitariachenerendepossibilelavvioeilsuccessivosviluppo. Dominandonellasocietframmentazionesocialeefrantumazioneindividualistica, oltreadileguarsilEtica,vengonomenolebasistessedellalotta. Coscienzadiclasseecomunit,lottadiclasseecomunit,comunismoecomunit non sono quindi espressioni che fanno a pugni luna con laltra, termini inconciliabili di un problema irresolubile, ma concetti che si armonizzano in una sintesi alternativa, in una futura possibilit di riscatto e di definitiva fuoriuscita dallacostrizionecapitalistica. Assumendo un approccio rozzo e superficiale, degno della peggior vulgata dicotomica Destra/ Sinistra, si potrebbe obbiettare che mentre il comunismo per definizione di sinistra, la comunitappartiene interamente al bagaglio culturale della destra [generalizzando le forme comunitarie gerarchizzate e fortemente organicistiche], e che quindi il matrimonio, con una celebre espressione manzoniana,nonshadafare,impossibile,oquantomenosconveniente. Aparteilfattocheladivisionedelmondointerminipoliticifradestraesinistra una convenzione relativamente recente, derivante dallo schierarsi dei deputati
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nellAssemblearivoluzionariafrancesechehasostituitonel1789gliStatiGenerali, ed rimasta inattiva per buona parte dellOttocento, rileviamo che questa dicotomiatenutainvitaartificiosamentedallapropagandasistemicaogginon pioperante,esistendoneifattilunicoPartitodellaRiproduzioneCapitalistica. Lunico partito capitalistico realmente esistente, come ci ha insegnato Costanzo Preve,compostodalladestradelDenaro,cheanticomunitariaeglobalistain accordoconlasuanaturaedisuoiscopididominio,edallasinistradelCostume, che un parente stretto del gi citato comunismo individualistico, o falso comunismo. Nel partito sistemico, oltre le apparenze e le differenze superficiali fra i cartelli elettorali ammessi, la destra del Denaro stabilisce oggi le regole economico finanziarie, sempre pi stringenti in una globalizzazione senza veli, tutelando i soliinteressichecontano,quellidellaGlobalclassedeisuoicollegati,elasinistra delCostume[cheprimadelSessantotto,secondoLucBoltanskiedEveChiapello, esprimeva la critica cosiddetta artistica e piccolo borghese al capitalismo] stabilisceappuntoicostumi,imodellieglistilidivita,percosdire,lamodaela voga che non disturbano il manovratore e la stessa riproduzione complessiva del sistema. Alfinediimporreilnuovoordinefondamentaledistruggereilvecchio,epercisi indeboliscono la famiglia, attraverso lo sdoganamento e la diffusione delleccezione familiare e la limitazione delle politiche economiche a favore degli stessinucleifamiliaritradizionali[cheprocedediparipassoconlosmantellamento complessivo del welfare], si riduce il ruolo, nella societ e nella vita dei singoli, della religione, declassandola ad un ruolo assistenziale di poveri e derelitti, e si sciolgonoleprecedentisolidarietclassisteinterpretatecomeresistenze. Un certo marxismo, durante il Novecento, ha creduto nel superamento o nella distruzione delle vecchie istituzioni, quali la famiglia e la comunit tradizionale, perlinstaurazionediunasocietsocialistaelaprovvisoriacomparsadelsemistato preconizzatodaLenin,nellattesadellavventofinaleedefinitivodelcomunismo. Inuncertosenso,ikolchozeisovchozsovieticiperleproduzioniagricole,nonchi kibbutz ebraici con marcati lineamenti socialisti in Palestina, rappresentavano tentativi, che si sono rivelati relativamente effimeri, di sostituire con una nuova associazioneumanalargamenteimpostadalpoterevigentelevecchiecomunit rurali e di villaggio, nonch le originarie famiglie patriarcali, in situazioni di tipo semifeudalecomequelleconlequaliicomunistisovieticihannodovutomisurarsi, e nelle situazioni di arretratezza e mancanza di strutture affrontate dai coloni ebraici. Proprietcollettivaesocializzazionedeimezzidiproduzionenonrichiedonoper la dissoluzione di tutte le istituzioni, quali la famiglia, la comunit di origine, listituzione religiosa, e non hanno certo come presupposto una sorta di
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robinsonismo non capitalistico e non russoviano da imporre alluomo, n richiedono per diventare operanti la distruzione integrale delle identit dei soggetti. Certo, ci sono aspetti negativi in una certa concezione, gerarchica e addirittura dispotica, della famiglia, ci sono aspetti, nelle grandi religioni monoteistiche od ancheneglialtriculti,chelimitanoingiustificatamentelalibertadelluomoedella donnamortificandoneladignit,maquestononsignificachesideveprocederead una loro distruzione completa, per liberare luomo e ridargli dignit, al contrario, significa che necessario emendare queste istituzioni senza annichilirle, per superarnegliaspettinegativi,dispoticieradicalmenteorganicistici. Si pu collettivizzare ogni cosa, persino le case di civile abitazione e gli abiti che ciascunoindossacomeforsesarebbeauspicabileperusciredallaterribileempasse storicaeculturalegeneratadalcapitalismo,attraversolaffermazionedeldirittodi propriet privata, leconomicizzazione integrale e la riduzione in quantit di ogni aspettodellesistenzamanonperquestosidevecercarediridurreisoggetti,con unafolleoperazionedemiurgica,adatomidispersichevaganonelnulla. Comesipufacilmentecomprendere,inquestasedesiparladicomunit,nelsuo possibile ed auspicabile rapporto con il comunismo, non esattamente nei termini pi noti e tradizionali, ad esempio facendo riferimento al comunitarismo di FerdinandTnnies,descrittonellacelebreoperaComunitesocietdel1887,incui la comunit, intesa essenzialmente come associazione identitaria organicistica, si contrappone alla pi recente societ, che lespressione di un modello meccanicisticodiassociazioneumana. SualcunilineamentiessenzialidelpensierodiTnniespossiamoragionevolmente, genericamente e in linea di massima non dissentire, ad esempio sulla necessit di consensus, sullintimit e sulla stabilit dei rapporti che per il sociologo tedesco connotanolavitacomunitaria,incontrappostoaquellanellasocietmoderna,che unacostruzionerecente,artificiale,fondataessenzialmentesuscambioevalore,ed incuisivacomeinunaterrastraniera. E chiaro che fra una possibilit di convivenza sentita, consensuale e genuina, ed una convivenza formale, imposta ed apparente, si portati a preferire la prima, come altrettanto chiaro, estremizzando il discorso, che fra lessere persone con una storia e unidentit, nonch con una molteplicit di relazioni vissute positivamente e qualche intimit reciproca, e lessere per contro atomi autosufficientiinunvuotocosmico,preferiamodigranlungalaprimacondizione, inaccordoconilcomunebuonsenso. Ma non sono questi i nostri riferimenti, non propriamente il Tnnies della comunitorganicisticacontrappostaallasocietmeccanicisticailnostroispiratore, quandodiscutiamodicomunitarismopostoinrelazioneconilcomunismo.

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Inci,nonsiamoaffattoprigionieridiunasortadibucolicismocomunitario,non volgiamo costantemente lo sguardo al passato, esaltando le virt delle piccole comunit di villaggio legate al territorio in contrapposto alla cosiddetta societ di mercato, non auspichiamo limpossibile ritorno ad un salvifico piccolo mondo antico,precapitalistico,premodernoequindibuono... A questo punto, valgano come primo chiarimento le parole di Costanzo Preve, trattedaunintervistadel2006,acuradellagiornalistaAntonellaRicciardi,presente inreteegratuitamentefruibile: Esistonomolticomunitarismi,inrealtnonesisteunsolocomunitarismo.Ilcomunitarismo percosdireunatendenzacomelilluminismooilromanticismooilpositivismo.Percui, direcomunitarismocomedireilluminismo,romanticismo,positivismo,ciovuoldiresette otto cose diverse, non una sola. Fatta questa premessa, che molto importante, il comunitarismo dalla direzione di destra presenta due fondamentali caratteristiche: la gerarchiaelorganicismo.Lagerarchia,inquantouncomunitarismogerarchico,cheper cos dire fa riferimento a comunit precedenti tradizionali concepite come gerarchiche, pensiamoaJuliusEvolaecosvia,epoiinsecondoluogolorganicismo,percuilindividuo vienevistocomeunprodottodecadentedellilluminismo,einvecevieneevocataunaspecie di integrazione tra individuo e comunit. Io mi oppongo ad entrambe queste cose, mi oppongo al gerarchismo perch personalmente sono per lilluminismo e credo nella possibilitdiunacomunitegualitaria,emioppongoancheallorganicismoperchritengo, a differenza di moltissimi comunitaristi, compresi anche quelli di destra, che lemergere dellindividuo libero a partire dal 600 e 700 sia irreversibile, e perci ogni forma di comunitarismo che vuole combattere contro lindividuolibero destinata a fallire. Io sono contro la condizione del comunitarismo che fa s che le famiglie obblighino le figlie al matrimoniocombinato Se una certa vue de droite ha avuto ed ha tuttora come riferimento il comunitarismo gerarchizzato ed organicistico, da opporre alla modernit quale alternativa che ben si accorda con le pulsioni tradizionaliste, una certa vue de gauche ha avuto come riferimento il collettivismo sovietico, anchesso gerarchizzatoesoggettoalcontrollostringentedelpartito,equindihaidealmente aderito ad una forma di dispotismo, pur di natura comunitaria, come in effetti apparivailsistemadellUnioneSovietica. Il rapporto organico, diretto e senza mediazioni ha connotato lesperienza collettivisticasovietica,segnandolaneidecenni,assiemeallindiscussacentralitdel partito e delle sue strutture politicoburocratiche di potere, sia pur in presenza di positivi elementi socializzanti, che andavano realmente nella direzione del comunismoauspicatadaMarx. Il comunitarismo anticapitalistico, in unauspicabile variante non organicistica tradizionale e non pi dispotisticocollettivistica sulla base del modello sovietico novecentesco,adettadiCostanzoPrevesitrovanellafaseincuideveancorarisolvere
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alcuni problemi pratici e teorici determinanti per la sua identit presente e futura [Alla ricercadellasperanzaperduta,scrittoinformadialogicaconLuigiTedeschi]. Ci sono concezioni del comunismo che escludono la comunit, ed altre che con questapossonoarmonizzarsi. La strada da seguire, in termini ancora generali ma sufficientemente chiari, ce la indica il filosofo Costanzo Preve, in quanto il comunitarismo autenticamente anticapitalisticoecomunistico,persvincolarsidalpassatoecreareilnuovo,deve prenderecongedodalcomunitarismoorganico,incuinoncspazioperildissensoela noncondivisionediindividuichefannopartedellacomunit,echeinvecedevonoavereil diritto giuridicamente garantito delle loro scelte anticonformistiche. Deve congedarsi dal comunitarismotradizionale(deltipodellaLegadiBossi,percapirsi),percuilacomunit concepita e vissuta come chiusura sociale identitaria verso lo straniero, fino a comportareepisodisgradevoliedinaccettabilididiscriminazionerazzista[Ibidem]. Sul versante del comunismo, necessario abbandonare le fiducie avventiste, le attese di un messianesimo ateo, o quanto meno del tutto laico, della liberazione comunistica delluomo da partedelluomo, natedalla cosiddetta teoriadei cinque stadi ed arrivate fino ai giorni nostri: comunismo primitivo, schiavismo antico, feudalesimo,capitalismo,avventofinaledelcomunismo. Lavvento del comunismo, come quello di qualsiasi altra forma di societ umana, nonnecessitatoenonpuesseresenonilfrutto,omegliolarisultantestorica,di unazioneumanacollettiva,direttadallateoriaedallapraticarivoluzionarieverso lacostruzionedelnuovo. Unpilastrosulqualedevepoggiareilnuovoparadigmacomunisticocomunitario comefacileintuire,poichtalealtrimentinonsarebbequellodelleguaglianza, daintendersinoninterminidiomologazione,dilivellamentoforzatodeisingolie diappiattimentogenerale,masostanzialmenteneiterminiincuilaintendevaMarx. Il lavoro collettivo, cooperativo e associato che caratterizza il General Intellect marxiano,idealmenteeconcretamenterappresentalarealizzazionedelprincipiodi eguaglianzadeimembriallinternodiunacomunit,enonrichiedeperdiventare operanteladistruzionedelleidentitparticolarielappiattimentodelledifferenze, nlorganicismotradizionaleoildispotismocollettivistico. Questanecessitdicambiareradicalmenteladirezionedeiprocessistoriciinatto, riflessadallaricercadiunalternativaallavorocapitalisticoeallimposizioneanti socialeeantiumanadellasuaorganizzazioneapparentementesenzascampoper isubalterniesenzaunaviaduscitastoricamenteprevedibileunanecessitche nascedallepersonereali,costrettedallaprecarizzazionedellavoroacederelintero tempo di vita, ricevendone in cambio quella che sempre di pi diventa la mera sussistenza,oancormeno,laquasisussitenza. Schiavi autosussistenti, nati con la diffusione del lavoro precario, dovranno sostituireprogressivamentelestabilifigureprofessionalidelpassato,inItaliaein
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Europa, ed alle rivendicazioni di lavoratori coscienti, organizzati e disposti a difendereilorodiritti,sisostituirannoletribolazionidiquestineoschiavi,costretti adunautomantenimentosemprepidifficile. Trascorsalepocamoderatamenteemancipatricedelwelfareedelfordismo,chefu per i lavoratori una sorta di Belle poque e una boccata daria dopo decenni di sfruttamento intensivo, Il lavoro ridiventa sempre di pi una potenza estranea, o meglio estraniante, non dominata da chi la subisce ed universalmente oppressiva,propriocomelaintendevaaisuoitempiKarlMarx. La globalizzazione dellestraniazione sembra procedere di pari passo con lespansionedelcommerciointernazionale. Nelcontempo,cresceillivellodipressioneesercitatodalledinamichecapitalistiche sui subalterni, accelerate dal dominio incontrastato della finanza strumento che risponde perfettamente alle aspettative dei nuovi dominanti globali e dallaffermazionedelparadigmadellaCreazionedelValore,finanziaria,azionaria eborsistica. Superarelestraniazione,riappropriarsideltempodivitaericomporrelascissione fra linteresse particolare e quello comune, significa uscire dal ferale circuito del lavorocapitalistico,semprepiprecarioematerialmentecompresso,edattivarele dinamiche del lavoro collettivo, cooperativo, associato, che idealmente e concretamenteillavorocomunitarioecomunistico. Sedovessimopensareadelleparoledordineefficaci,chepossanocaratterizzarele auspicabili lotte anticapitalistiche future, non potremmo che proporre oltre a ComunismoeComunitEguaglianzaeSolidariet. Laparolalibertnoncompareesplicitamente,manelsuosignificatopiproprioed autentico la possiamo intendere come il principale esito, storico e culturale, dellunionefraleguaglianzacomunisticaedilsolidarismocomunitario. Idealmente, la parola Libert non pronunciata risuona insieme a Eguaglianza e Solidarieteconquestesiarmonizza. EguaglianzaeSolidariet,cheriflettonolunionediComunismoeComunit,oltre agarantirelaLibertdeisingolinelsensopiproprioeprofondochesiattribuisce a questa espressione, potranno innescare un nuovo processo rivoluzionario con esititrasformativiedintermodali. Lattuale impianto di potere capitalistico, quale risultante di un modo di produzione sociale nuovo, diverso da quello del secondo millennio affermatosi nellera del capitalismo industriale a guida borghese, si fonda strutturalmente su quattro elementi principali: i rapporti di produzione sottomessi alla creazione del valore azionario e borsistico, lo sviluppo delle forze produttive accelerato dalla finanza,lideologianeoliberalecheassimilaisemicolti,edinfine,lastbutnotleast [come direbbero gli anglofili], la manipolazione culturale ed antropologica di

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massa, con la conseguente diffusione dellestraniazione per la costruzione sociale delluomoprecario. Creazione del Valore azionaria e borsistica, dominio della Finanza, Ideologia neoliberale[oneoliberista,chepraticamentelostesso]elacoppiaEstraniazione Precariet, non possono che massimizzare liniquit sociale e declassare il lavoro umano,svalorizzandolomaterialmenteeculturalmente. Stretto fra il dominio della finanza ed una precariet lavorativa ed esistenziale indotta, il lavoratore regredisce a semplice fattore della produzione, tende a scomparire quel doppio mercato del lavoro che divideva loccidente capitalistico dal terzo mondo, si moltiplicano i mercati del lavoro in transito peculiari dellinstabilitlavorativa,elaquestioneoperaiasiconfondeconquella,nuovadi zecca, che riguarda i lavori impiegatizi, specialistici, intellettuali del ceto medio, diventataaltrettantourgente. Lenuovegenerazionirivelanolacontaminazionedellaprecarietnelmodoincui percepisconosstesseeillorodestinoneglianniavenire. Su di loro agiscono i potenti dispositivi simbolici, intesi come li intendeva il sociologofrancesePierreBordieu,suiqualipoggiailprocessodiflessibilizzazione di massa, in pieno corso, e la simbolizzazione del conflitto di classe che il CapitaleTransgenicoFinanziarizzatoperorastavincendo. Il tasso di violenza simbolica espresso dal potere globalista nei confronti dei subalterni raggiunge ormai livelli impressionanti, e non si tratta certo di una violenza dolce, per quanto non lasci sul corpo visibili segni, come quelli delle frustateinferteaglischiavinelmondoantico,trattandosidiunaformadiviolenza destinataasostituire,efficacemente,lacostrizionefisicapraticatafindallanottedei tempiedareprimeresenzaricorrereafustigazioni,mutilazioniouccisioni. Dovelimposizionedellanormagiuridicapurivelarsiscarsamenteefficaceeluso della violenza fisica pu lasciare soltanto tracce superficiali, penetra la violenza simbolicadiquestocapitalismo. E bene ricordare, tuttavia, che se la violenza simbolica esercitata sul soggetto con la sua complicit, come accade oggi nella simbolizzazione del conflitto di classe,cinonpuavvenirequandoisoggettisonoanimatidaunafortecoscienza classista, e quindi da solidariet e vincoli reciproci di natura comunitaria che attivanolantagonismo. Sostanzialmentepertalemotivo,cioperdebellareogniformadiresistenzaalsuo progettoantropologicoculturaleconfinalitdidominosulcapitaleumanoesu tutti i subalterni, il capitalismo contemporaneo ha da tempo avviato, in Italia, in Europa e in occidente, un decisivo processo di frantumazione del tessuto sociale perladistruzionedellordineprecedente.

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Il nesso fra violenza simbolica e precariet integrale, indotta artificialmente nella vitaumana,risultapercievidente,esistabilisceperprodurredocilisoggettivit cherispondonoinprimoluogoalleattualiesigenzeriproduttivesistemiche. Se le risorse culturali possono essere impiegate, fin dal momento educativo della scuola, con lo scopo di perpetuare il potere delle lite riproducendolo, la classe dominante contemporanea [Global class] le usa in modo pi efficiente e spregiudicato rispetto a tutte le altre classi egemoni che storicamente lhanno preceduta, a partire dalla vecchia borghesia proprietaria, riuscendo ad imporre, a mantenereeadestendereconunacertaqualfacilitilpropriopotere. Apartiredallacrucialeprecarizzazioneeflessibilizzazionedellavoro,idispositivi simbolicidelpotere[assumendocometalilevoluzioneultimadiquellidefinitinel novecento da Pierre Bordieu]sembranoagire senza incontrare, per ora, resistenze ed ostacoli significativi, ed per tale motivo che lo scrivente usa lespressione simbolizzazione del conflitto di classe, perch, appunto, le ostilit si spostano dalloriginario terreno, meramente e banalmente economicorivendicativo [metabolizzata leconomicizzazione del conflitto del Bauman di Memorie di classe],perinvestirelinteropianoculturaleelafondamentalerelazioneframondo oggettivoemondosoggettivo. Sarebbepossibile,selecosenonstesserocoscomesisommariamentedescritto, laccettazionedapartedimilionidiindividuidilavoriintermittenti,achiamata,in coppia, con paghe di volta in volta pi basse, in termini reali e nominali, e a condizionidilavorosemprepistringenti? Sarebbepossibilequantostaaccadendooggi,nellanostrasociet,agliorfanidella vecchia classe operaia e ai ceti medi penalizzati dalla tirannide finanziaria, in presenza di unestesa e persistente solidariet classisticocomunitaria, che pu estrinsecarsi in forme di resistenza diffusa, dando luogo ad autentici prodromi rivoluzionari? Maidominati,purnellarelativapassivitdelmomentoenellatemporaneaassenza di un diffuso antagonismo classista, non partecipano mai interamente alla loro dominazione,comeinvececredevaBordieu,inquantoesistonopursempreunuomo solidale e non mercantile nelle microcomunit o in determinati circuiti sociali e un uomo competitivo e partecipe attivo o passivo della circolazione capitalistica nella propria dimensione sociale pi generale [Lorenzo Dorato, Oppressione e dissoluzione, ComunismoeComunit,n.2,settembre2008]. Cisononelluomobisogniprofondi,comequellirelazionalieidentitaritestimoniati dallapersistenzadellasolidarietcomunitaria,espressiinmicrocircuitiefuoridelle logiche liberoscambiste, che nessun dispositivo simbolico, per quanto invasivo ed efficiente come quello applicato dalle attuali lite, pu dominare completamente, inducendoilsoggettoadunpienomisconoscimento.

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IsofisticatidispositivididominazioneinnescatidallaGlobalClassnonsonocerto perfetti ed inattaccabili, non hanno ancora debellato tutte le resistenze, ed per questo che il processo di flessibilizzazione di massa, realizzato in primo luogo attraverso la svalorizzazione e la precarizzazione del lavoro, destinato a continuareancoraalungo. Lautorit non stata completamente sostituita dalla pubblicit, intesa quale veicolo ampiamente utilizzato per la simbolizzazione del conflitto di classe, poichsiestrinsecaancora,incertecircostanze,attraversoleformepitradizionali, mettendo in campo i vecchi apparati repressivi [forze di polizia, carabinieri, altri corpi di uomini in armi] soprattutto in occasione delle proteste operaie, studentescheodeicosiddettimarginali. Nel cupo novembre italiano del 2010, caratterizzato da espulsioni dal processo produttivo e cassa integrazione, il corteo dei lavoratori della Eaton di Massa, in Toscana, che difendevano il loro posto di lavoro davanti alla minaccia di un licenziamento collettivo, stato brutalmente e senza motivo caricato dalle cosiddette forze dellordine con una delle sempre pi frequenti cariche di alleggerimento, cinquanta metri prima di raggiungere il casello autostradale e bloccarloconunsitin. E niente altro che lennesimo episodio di violenza fisica repressiva, il quale dimostra che quando riemergono, seppur parzialmente ed occasionalmente, coesione e solidariet fra i subordinati e quindi i dispositivi simbolici di dominazione non servono pi, anzi, mostrano di aver fallito si ricorre alla pi tradizionaleebrutalerepressione,facendopassarequellocheunproblemaetico socialeperunameraquestionediordinepubblico. Nellecircostanzecomequellericordate,chesemprepispessosiverificanoconil procedere di una crisi globale ormai endemica, linvasiva pubblicit quale strumento per lesercizio del potere non pu che cedere il passo alle botte e alle manganellate,somministratesenzarisparmio,rivelandocosilverovoltoelavera funzionedelmiglioredeisistemipossibili,ciolaliberaldemocraziaoccidentale. Leviolenzedellaforzapubblicaneiconfrontidimanifestantigeneralmentepacifici, come nel caso degli operai della Eaton, dimostrano che quando si arriva alla resa deicontiallaseduzionesisostituiscerepentinamentelarepressione,frangendogli specchiemettendoanudosenzapimediazionilasostanzadiquestopotere. Osservandolarealtdiunaprotestasocialechesembrarianimarsi,sipuaffermare che al meccanismo pubblicitconsumo di massa sempre operante si affiancano, almeno temporaneamente, le frustate inferte agli schiavi per contenerne le rivendicazioniesedareleribellioni,esattamentecomeaccadevanelmondoantico E fuor di dubbio che lo strumento pubblicitario utilizzato per disintegrare gli originarimondiculturalielastessaculturadiclassedeisubalterni,disintegrandoe rendendoindividualmenteinoffensiviperilpotere,allafine,lorostessi,eZygmunt
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Baumanqualcheragioneclha,nelconnotarelavitaattuale,segnatainprofondit daimeccanismidalconsumodimassa,qualeunaVitaLiquidacontrappostaalle solideidentitdelpassato,manonpuesserecertotuttoqui. La stessa precarizzazione del lavoro, che funesta da almeno un ventennio i paesi ricchi del nord e delloccidente del mondo, uno strumento di dominazione irrinunciabile,comelo,suscalamoltoampia,lafinanzacreativaespeculativa. Dietro lo specchio di questa realt, che riflette delle immagini superficialmente piacevoliedallettantiipermercatistracolmidibeni,pubblicitcapziose,prodotti strabilianti ad alta tecnologia nel campo delle telecomunicazioni, automobili superaccessoriate, e molto daltro la lotta di classe, per opera dei dominanti globali e in nome e per conto del capitalismo contemporaneo, continua in forme molteplicieinunmodosemprepiradicale. LaspecieHomoConsumens,analizzatainprofonditdaBaumanedatantialtri quale sciame di consumatori voraci o di tipi umani prevalenti nelle societ occidentali, tende a riconoscersi sempre pi spesso e ad individualizzarsi radicalmente nellHomo Precarius, e alla coppia ProduzioneConsumo tende a sostituirsi per moltissimi la coppia apparentemente contraddittoria, se posta in rapportoconlaprimaPrecarietEsclusione. Cinonrappresentaunbaconelsistema,unasortadiincapacitdisvilupparele forzeproduttivedaattribuirealnuovocapitalismo,preconizzandosuquestabasee inmodoautomaticolasuafine,masemplicementeilriflessosocialediundominio incontrastato del paradigma della Creazione del Valore, che razionalizza a suo modo il fattore lavoro non pi variabile indipendente dal punto di vista economico e da trattare quindi come tutti gli altri fattori produttivi sostituendo quando serve e dove serve lEsclusione allIntegrazione, senza dover pi porsi fastidiosiproblemieticosocialiedistabilitsistemica. Lostessoorizzontefuturo,daltraparte,ciappareinteramentesussuntoallanuova riproduzione capitalistica, che non incontra ostacoli di rilievo e non deve pi misurarsiconmodellialternativi. Presi in un circolo vizioso, che funzionale alla riproduzione strategica della totalit sociale nellEvo del Capitale Transgenico Finanziarizzato, prigionieri di quellacheciapparesempredipicomeunaempassestoricaepolitica,altrononci rimane se non contrapporre con forza al lavoro capitalistico che oggi significa estraniazione, svalorizzazione e precariet, con la minaccia incombente dellesclusione il lavoro collettivo comunisticocomunitario, fondato su eguaglianza e solidariet, dalla cui diffusione potr concretamente e spontaneamentegermogliareunGeneralIntellectpostcapitalisticoepostmarxiano. Daltro canto, se nessuna produzione biopolitica delle moltitudini in atto e di conseguenza non ci pu essere un oscuro biopotere che ha sostituito le vecchie formedidominiocomeinvececihannoraccontatoFoucault,GuattarieNegrila
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nuovaPauperClasscapitalisticainviadiformazionedevefareiconti,quieadesso, con la svalorizzazione progressiva del lavoro e la precarizzazione dellintera vicendaesistenziale,impostedaunariconoscibileClassedominanteGlobale. Il lavoro mantiene la sua centralit, nella realt quotidiana come nelle lotte per lemancipazione o nelle resistenze alle dinamiche capitalistiche, e come tale pu diventareuncavalloditroiapersuperareledifesedelNemico. Metaforicamente, oltre le mura che cingono la sua munita cittadella, apparentemente imprendibile, ci siamo tutti noi, ed ogni giorno entriamo per servirloconilnostrolavoro. Inassenzadiquestolavoro,senoncifosselacooperazionefraisubalterni,siapur ricondotta entro gli schemi capitalistici e assoggettata ad un comando esterno, senza lapprendimento delle tecniche e lo sviluppo delle abilit umane, non avrebbe neppure senso parlare di finanza creativa, di produzioni immateriali e intellettuali, di multimedialit, di biotecnologie, di terziari avanzati o avanzatissimi,semplicementeperchnonpotrebberoesistere. Nonesisteunafabbricacompletamenteautomatizzata,senzaoperaiesenzatecnici, se non in qualche racconto di fantascienza, in cui improbabili chip di ultima generazionesostituisconointegralmenteloperadelluomoeilsuosforzocollettivo. Lesolemacchinenonpossonocrearevaloreperlazionista,alimentandoilnuovo sfruttamento, e se mancasse la cooperazione umana nel lavoro non ci sarebbe neppurelaBorsa. Ed allora, come ha scritto il filosofo Costanzo Preve, da tutti riconosciuto quale padredelComunismoComunitarioinItalia:Rimettereilcomunismosuipiedisignifica sempre e comunque rimetterlo sui suoi piedi comunitari. Se in futuro la distruzione delle oligarchie mercantili che oggi dominano il pianeta, la classe dominante pi abbietta dellinterastoriadellumanit(esonoperfettamenteconsapevoledellaapparenteenormit estremistica che sto dicendo), dar luogo ad un modo di produzione alternativo migliore, nonsitrattercertodiungenericocomunismo(checgistato,edhafallito),madiun nuovo modo di produzione comunitario edificato consapevolmente su basi nuove, che si trattadiesplicitareconchiarezza.[Ilmododiproduzionecomunitario.Ilproblemadel comunismorimessosuipiedi]. Ilcomunismoquiintesocomeunidealeeterno,chenonsispentoconilcollasso sovietico, non si dissolto con la fine dei partiti comunisti europei, non scomparsoconlaconversionedellelitecinesialcapitalismomercatistaglobale,e nonesauritodalpensieroedallopera,purponderosaeimportante,diKarlMarx. E vero che le alternative sconfitte non possono essere riproposte se prima non si provvede a ripensarle e ad emendarle, ed altrettanto vero che in questa societ frammentata,relativistaenichilistica,ildesertopucrescerefacilmenteinciascuno di noi, ma nei sogni rivoluzionari e antagonisti, sopravvissuti alla normalizzazionesimbolicadiquestocapitalismo,chesiricompongonoconfatica
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i frammenti della lotta di classe, ed in loro che nascono le visioni di un altro futuropossibileediunasocietdiversa.
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Ladistorsionegeopoliticaeicorsiediricorsicapitalistici Saggiodel10/01/2011 Sembra che si stia arrivando alla frutta, ed anche oltre, al caff e al conto, in certi ambientiteoriciincuisidichiaradianalizzareledinamichecapitalisticheinmodo rigorosamente scientifico, senza nulla concedere a quisquilie quali la socialit, la complessitantropologica,leticaelagiustiziadistributiva,ladifesadellambiente naturale, e chi pi ne ha pi ne metta, fino ad arrivare allumanesimo o ancora oltre, alla stessa ricerca di un senso da dare vita, che consentisse di uscire dalle gabbiedacciaioincuiilmododiproduzionedominantetendearinchiuderci. Luomo, in queste analisi, non conta assolutamente niente, come se in queste vicende avesse una parte esclusivamente nella veste di agente strategico capitalisticoodifunzionariodelcapitale,diventandounpuroruolo. Ci comporta, quindi, lesclusione di gran parte dellumanit dalle analisi stesse, analisichepurdovrebberoriguardarelesocietumaneelastoriauniversale,non trattandosi certo di osservazioni naturalistiche, come quelle dellornitologo che studialeabitudinideivolatili,odistudiscientificirelativialleparticellediPlanck infisicasubatomica. Se negli studi scientifici propriamente detti si indaga la natura in s, indipendentemente dallessere umano e dalla sua complessit, altrettanto non si dovrebbe fare, quando loggetto dellindagine il capitalismo, il modo di produzionedellepocacheinfluenzalinterosviluppodeirapportisociali,poich pursemprelarisultantedellosviluppostoricodeterminatodallagireumano. Comesisa,laprincipalerealizzazionedelluomolorganizzazionesociale,digran lunga pi importante e decisiva dei reattori nucleari o dei motori a ioni, e lorganizzazione sociale non pu essere indagata come si indagano la crosta, il mantello e il nucleo della terra, oppure la composizione chimica della miscela di gaschenecostituiscelatmosfera. Ci che veramente sembra contare, in questa folle e fuorviante impostazione spacciataperscientificaincuisitrascuraluomo,beneripetere,purtrattandosi diunanalisicheriguardaleformazionisocialielaproduzionedellebasimateriali della vita associata sono i puri meccanismi riproduttivi capitalistici, da considerare intangibili, assieme allo scontro orizzontale fra i gruppi di potere dominanti. Lattenzione massima, se non esclusiva, si riserva alle sfere in cui avviene il conflitto fra tali gruppi di comando, che sono nellessenziale tre: la sfera politico strategicamilitare,quellaeconomicoproduttivafinanziaria[laspettofinanziario oggiinpienaesaltazione]equellaculturaleeideologica. Lasferapoliticostrategica,connessastoricamenteallusodellostrumentomilitare, quella maggiormente monitorata da questi analisti scientifici, autonominatisi
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biologidelcapitalismo,nellatragicaillusionedipoterneosservarelacomposizione al microscopio come si farebbe con un corpo o un suo tessuto, senza alcuna concessione al romanticismo sociale, alla riflessione filosofica ed alle questioni etiche. Lo studio incessante di ci che avviene nella triade delle sfere capitalistiche strategieepolitica,economiaefinanza,ideologiaeculturaincuisimuovonoad altolivellocolorocheveramentedecidonoalimentandoilmotoresistemico,assorbe tutteleenergiedeilaboratoridanalisiinquestione. Per sfuggire alle accuse di economicismo che molti exmarxisti, marxisti pentiti o apostati del marxismo conoscono fin troppo bene [e questi signori sono in buona parte degli exmarxisti, pentiti o apostati], si privilegia la dimensione politico strategicamilitare dello scontro, sottomettendo la cosiddetta razionalit economicostrumentale,chedovrebbecaratterizzarelasferaeconomicoproduttiva, adelementichesonoinbuonamisurairrazionaliperchdirettamenteconnessialla natura umana, alle aspirazioni delluomo e ai suoi desideri riassunti nella pomposa espressione di razionalit strategica e che quindi non possono che rivelarcituttoildirompenteportatodellacomplessitantropologica. Qualerazionalitdinaturastrategicavipuesserenelladecisionediconsumare rapidamente le risorse non rinnovabili del pianeta, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza delle generazioni future [i propri figli e nipoti compresi], al solo scopodicrearevaloreperlazionista,eciopersstessi? In una simile decisione ci che pesa il desiderio smodato di ricchezza, quale mezzoindispensabileperaccrescereilpropriopotere,cheanimaalcuniindividuiin posizionediassolutoprivilegio,elarincorsafraildesiderioelasuarealizzazione, checaratterizzaluomoancheneglieccessiedlaverasorgentedicertedecisioni elitistiche,nonsiprestacertoastudinewtonianiocopernicani. Per quanto concerne le sfere di confronto elitistico, dalla finanza alle elaborazioni ideologiche, necessario chiarire che queste ultime non fanno parte di altre dimensioni o di universi paralleli al nostro, perch non possono esitere separatamente dalla realt sociale e da quella organizzazione sociale che le ha generate, oggi caratterizzata da grandi ineguaglianze e squilibri crescenti che non potrannononpregiudicarnelastabilit. E evidente chequeste sfere, surriscaldate non dareazioni nucleari alloro interno ma dal conflitto fra i dominanti per la supremazia, non sono sospese nel vuoto come degli astri lontanissimi, ma poggiano su un piano ben preciso, il piano sociale,incuiilproblemaumanoemergecontuttalasuaforzadirompente,intutta la sua inevitabile complessit, e se questo piano si incrina, in seguito a disuguaglianzeinaccettabili,adabusideidominantinellaripartizionedellerisorse, ad ingiustizie crescenti, le magnifiche sfere capitalistiche non possono che cadere, rischiando di frantumarsi e di finire in mille pezzi, con grande sorpresa e
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disappuntoperquestifollianalistipseudoscientifici,cherischierannodiperdere illoropreziosogiocattoloedivedersmentiteleloroteorie. Gli studiosi della biologia e della microbiologia capitalistica ipotizzano scontri fra gruppi di dominanti, fino allinterno delle formazioni sociali particolari in cui divisoilmondo,epersinofrasferaesfera,fralindustriaeilmondodellacultura,e allinterno delle sfere stesse, fra i manager delle imprese produttive e quelli impegnatinellafinanza. Linterminabileseriediconfrontiedilottecheneconseguecomeneivideogiochi sparaspara,fintantochenonsigiungeallultimaschermataricordailtutticontro tuttihobessianonellostatodinatura,ariprovacheilmercatoliberalcapitalistico una jungla in cui tutti sono in perenne competizione, sottoposti sempre e comunque alla legge del pi forte, e ci rivela, oltre al ricordato disprezzo per luomo, una particolare concezione dello stesso, frutto di unantropologia decisamentepessimistica. Un presupposto dal quale si parte, anche se non si ha lonest intellettuale di dichiararlo in modo esplicito, la quasi eternit del capitalismo, contro la cui onnipotenza del tutto inutile ribellarsi, o perdersi in critiche moralistiche, stigmatizzandoneleprofondeingiustizie,lapericolositperlambiente,idanniche produce nellessere umano, manipolato a piacimento per adattarlo alle sue dinamicheeperrenderloinoffensivo. Lequattroespressionichedefinisconolalienazioneumananeirapportisocialie cio la stessa espressione di alienazione, lestraniazione, la reificazione e loggettivazione non hanno cittadinanza in questi contesti teorici, pur essendo chiaramenteallabasedellosfruttamentocapitalisticodelluomosulluomo. Ma quanto precede persino scontato, poich non essendoci luomo, che si provvede ad occultare servendosi di meri ruoli sociali quelli che contano nel processo decisionale, e soltanto quelli non possono in alcun modo emergere le grandiedecisivequestionidellalienazioneedellosfruttamentoneirapportisociali. Secondo i guru dellanalisi scientifica nello studio del capitalismo, nulla di buono pu partire dal basso, dalle classi subalterne, dai dominati irrimediabilmente esclusidalladecisionestrategica,iqualifarebberomeglioanonagitarsi,asubirein silenzioeadaccettarerassegnatiilloroingratodestino,poichinquesteteorienon hanno ruolo e scompaiono completamente, non essendogli riconosciuto alcuno status ed alcuna possibilit di influire sul corso storico [Warren Buffet, Bill Gates, Rupert Murdoch, la famiglia Rockefeller, i de Rothschild, gli Agnelli con il ramo cadetto degli Elkann ed i Marchionne di turno ringraziano, tirando un sospiro di sollievo]. I dominati, che si immaginano sempre totalmente sottomessi, non potranno mai diventare lintelletto attivo della trasformazione storica, e non ci potr mai essere

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unaclassesubalternaveramenterivoluzionariaedintermodale,ingradodilottare perriaffermareladignitumanaconsentendoilsuperamentodelcapitalismo. Laposizionedialcunifraloropuessere,alpi,interstizialeemenoespostaade emancipazione e sfruttamento, con la speranza di un possibile, futuro miglioramento, ma in stretta dipendenza degli andamenti del mercato e del possessodiqualchecompetenzaspecialisticainsettoriinascesa. Ilmessaggiochecapziosamentesilancia,seguendoquestastrada,cheilmododi produzione dominante non si pu superare, ma si pu soltanto studiare scientificamente, in modo asettico, senza alcuna intromissione umanistica o idealistica, prendendo atto definitivamente della sua onnipotenza, rinunciando a qualsivoglia critica articolata, e soprattutto rinunciando ad immaginare qualsiasi altro possibile legame sociale, meno iniquo e meno distruttivo, che potrebbe stabilirsifragliuomini. Nellempireo teorico dei santoni della scienza pi rigorosa che osservano al microscopioilcapitalismo,conapparentefreddezzaedistacco,finoapretenderedi svelarci la sua stessa composizione chimica, i dominati sono trattati esattamente come una qualsiasi altra merce, destinata a scorrere nello spazio liscio della globalizzazione, o un qualsivoglia materiale da manipolare ed impiegare nei processiproduttivi. Ma dove finisce quel prodotto sociale che nella realt pur sempre il frutto del lavoro delle classi dominate, senza il quale non esisterebbero n la finanza n gli eserciti e non avrebbe alcun senso indagare le tanto celebrate strategie capitalistiche? A questo punto dovrebbe essere chiaro in quali tasche finisce la gran parte del prodotto:non pu che costituire unarisorsadella quale lelite si appropriano, in viadeltuttonaturaleenonpotrebbeesserediversamente,inunasimilevisione non tanto allo scopo di assicurarsi unesistenza comoda e consumi di prestigio per migliorare la loro qualit della vita, ma quanto per alimentare lo scontro reciproco,ondeottenerelasupremaziasuglialtrigruppidicomando. Limmagine proposta quella di un mondo totalmente dominato dal Capitalismo senza alcuna possibilit di redenzione, da qui ad un futuro lontanissimo, e funestatodallaGuerraInfinitafraisuoisignorotti,iqualiimpieganocomearma ogni mezzo possibile, dalla finanza alla Nato, dalla cultura alla televisione, dallenergiaallenanotecnologie. Lasoluzionedelproblemanonesiste,poichnonsipufaraltrochesperarenella vittoriadelmenocarognafraibelligerantichecitengonoinpugno. E meglio il fondo sovrano cinese dei vecchi petroldollari degli alSaud o degli investimentideigrandifondipensioneamericani? JPMorganmegliodiGoldmanSachs,oppureSyngentapreferibileaMonsanto?

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ENI e Fincantieri, qui in Italia, sono veramente molto migliori della Fiat che vorrebbeandarsenedallapenisola,enelfrattempomassacraisuoidipendenti? Difficiledirlo,poichquestesonopursemprecreaturesquisitamentecapitalistiche, natedallastessamatriceesottoposteallemedesimelogiche,machiosaaffermareil contrario, sostenendo che le cose non stanno esattamente in questi termini e le classi subalterne potranno riconquistare un ruolo decisivo, alzando il livello dello scontrosocialefinoaportarloalleestremeconseguenze,spessoinsultato,tacciato dimoralismo,diantiscientificit,addiritturadiinvidia[accusasommamente idiotaetipicamenteberlusconiana,questaultima],oppurediessereunimbonitore che illude i dominati, od ancora un predicatore visionario alla Girolamo Savonarola, rivelando questi rigorosi analisti che si nutrono di scienza una malcelatapreferenza,purseinconfessata,perilrapportosocialecapitalistico. Lasolalenteacentinaiadiingrandimentichesiutilizza,perindagareilcapitalismo e spiegarlo con piglio scientifico, quella puntata sullincessante guerra elitistica cheinvestelafinanza,lemonete[dollaroonondollaroqualevalutadiriserva?],le forniture energetiche e di gas naturale [Nabucco americano contro South e Nord StreamdellarussaGazprom],icontrastatiaccordidellindustriaautomobilisticain unmercatoipermaturo[ilcasoOpelinGermania,ilcasoChryslerFiat,eccetera],e sutantissimialtrisettoriinognipartedelmondo. Purtroppo per loro, mentre procedono ad un ossessivo monitoraggio del conflitto orizzontale interdominanti, fra le sole lite capitalistiche vendute come casta di sopraffini strateghi, questi mirabili studiosi non riescono a distaccarsi completamentedalleemozioniumane[dannateimperfezionidelluomo!],equindi finisconoperprenderelepartidellunoodellaltrogruppocomefarebberoitifosi di una squadra di calcio davanti al teleschermo, o sulla tribuna di uno stadio , rivelando,inci,diessereimperfettiedirrazionalicometuttiglialtri. Se lo scontro fra i ricchi e potenti agenti strategici il vero motore di questo capitalismo, che si immagina senza classi per blandire la minaccia del conflitto verticale, nel momento in cui i subalterni osano rialzare la testa, sia pur con semplici rivendicazioni per una meno iniqua distribuzione del prodotto, immediatamente, in tutte le formazioni sociali e in tutte le sfere capitalistiche, da orienteadoccidente,gliagentistrategicisospendonoleostilit,ricompattandosi per far fronte alla minaccia, e si comportano come membri di ununica classe sociale quella globale mostrando solidariet reciproca e compattezza contro i subalterni. Mauneffettorilevante,daporreinevidenzaperlasuaassurdit,cheinquesta visionetuttoilrestoscompareemiliardidiuomini,chesoffronolosfruttamentoo chenonaccettanoifondamentidiquestosistema,chescontanosullapropriapelle le ineguaglianze capitalistiche, che vivono la condizione dei minus habentes, che

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lottanoeresistonoochesonoridottiallimpotenzadalricattoedallarepressione, comesenonesistessero. Anzi, in questo modello i dominati non devono esistere fin da principio in una dissennatasemplificazionedellacomplessitdelrealevoltaasfoltirelevariabili, in tal caso eliminando proprio luomo perch la loro presenza porterebbe una fastidiosa ed indesiderata contaminazione umanistica, e soprattutto imporrebbe laconsiderazionedelproblemaeticosociale,dellalienazioneedellosfruttamento, persino quella della necessit della difesa dellambiente dalla dismisura e dallillimitatezza capitalistiche, cose che ovviamente non sono osservabili attraversolelentidiunmicroscopioinlaboratorio. Studiare scientificamente il rapporto sociale capitalistico senza considerare luomo,inquantotale,unameraassurdit,comestudiareilmaredimenticandosi deipesci,oluniversosenzatenercontodellapresenzadellegalassie. Laveritcheoccultandoluomo,comeavvieneintalecaso,picheprocederecon piglio scientifico allo scopo di produrre analisi oggettive, si cerca di nascondere liniquit profonda del capitalismo, che allinizio del terzo millennio sembra destinataaraggiungereilsuoculmine. Si accetta liniquit sociale come se fosse soltanto un effetto collaterale del confronto fra membri della nuova classe dominante, e si ignora la distruzione progressiva delle risorse naturali [quella che altrove si tenta di celare abilmente dietro la cosiddetta green economy] in quanto necessaria per la creazione del valore, ed in quanto concepita come un riflesso secondario dello scontro fra potentati. Riplebeizzazonedioperaiecetimediinoccidenteedimprontaantropicacrescente in tutto il pianeta, suscitate dalle stesse dinamiche capitalistiche, non sono contemplate nelle osservazioni scientifiche di questi piccoli Limneo che si addentranonelleparaterie,nelleselveeneidesertidelCapitale. Eppure, ironia della sorte, qualcuno fra loro sostiene nei rari momenti di lucidit che il Capitale non una cosa, ma bens un rapporto sociale stabilitosi fra gli uomini! Liberando il capitalismo dal fastidioso problema eticosociale, cancellando in tal modo luomo e dando per scontato che i subalterni sono essi stessi delle merci qualsivoglia apparse sugli scaffali, o dei semplici fattori della produzione disponibilinelconflittostrategicofradominantinellafinzionediunimpossibile scientificit nello studio delle questioni umane , diventa pi facile accettare efar accettarelelogicheeledinamichedelcapitalismo,avallandoleneifatti. Con altreparole, chi fa queste operazioni spaccia un punto di vista squisitamente soggettivo, in tal caso procapitalistico, e quindi unopinione pur sempre caratterizzatadainstabilitemutevolezza,perlaconoscenzacerta,perunateoria dimatricescientifica,unpocomeseunanticogrecoavessecercatodifarpassarela
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doxa,ossialamutevoleedinstabileopinione,appartenenteadungradopibasso di conoscenza, per lepistheme, cio la conoscenza al suo grado pi alto, che per evidentimotiviaqueltempononpotevacheesseredimatricefilosofica. Unaltra caratteristica sconcertante, che emerge in questi studi venduti come scientificierigorosi,lusochetalorasifadelpensierodiMarxilqualedovrebbe essere opportunamente ripensato e non bassamente strumentalizzato al solo scopo di giustificare, in ultima analisi, assieme alle proprie teorie le dinamiche intangibili del capitalismo, dalla classica estorsione del plusvalore, che oggi permane subendo per unaccelerazione per effetto dalla creazione del valore finanziario, alla completa distruzione dei legami comunitari fra gli uomini, dostacoloallapienaaffermazionecapitalistica. Rigettando tutto ci che vi di idealistico, filosofico, umanistico e salutarmene utopico in tale pensiero [quello del grande Karl Marx, naturalmente], e selezionandoinmodocapziososoltantociche siritienechesiascientifico,per poi superarlo o demolirlo ad ogni costo, o peggio per distorcerlo ai propri inconfessati fini, non ci si comporta come dei veri scienziati, nelle loro asettiche indagini riguardanti il mondo naturale, dai microscopici virus senza lelica del DNA alle colorate Vanesse che svolazzano sui prati, ma al pi come dei qualsivoglia pubblicisti del capitalismo, in alcuni casi non richiesti, o come degli intellettualisubalternicheoperanoaimarginidegliapparatiideologicidelsistema, inalcunicasineppurestipendiati. Fare due passi in Marx, ad esempio, per uscirne infine, vuol dire in questi casi travisareilsuopensiero,noncogliernelatotalitespressiva,edasportarequalche partedeltuttoperutilizzarlaaipropriscopi,quellipiveriedinconfessati,checon lapprocciorigorosamentescientificocentranomoltopoco. I patologiautopsisti di Marx gli stessi che oggi fanno due passi, irrispettosamente, sul suo cadavere, e ne analizzano le teorie, ufficialmente per scoprirnelecausedellamorte,manellarealtperutilizzarneinopportunamentele spogliealtrononfannocheappropriareilpensierodelfilosofoidealistatedesco, trasfigurandolo,perpoteraffermare,adesempio,chelalottadiclassenoncipotr pi essere, avanzando fino alle estreme conseguenze la frantumazione [e linstabilit] sociale con linarrestabile automa del progresso tecnicoscientifico, sfuggitoalcontrolloumano. Ci che osservabile al presente, e per questi medici forensi lo sar anche nel futuroremoto,soltantolalottadialcunepartiminoritariedellasociet,sempree rigorosamente connotata in senso capitalistico [ci mancherebbe!], e quindi totalmente interna al sistema, che porta esclusivamente ed acquisire posizioni miglioriascapitodeglialtricompetitori. Si tratter sempre di pi, nella realt sociale del prossimo futuro, della lotta di gruppiassolutamenteminoritariedisingoli,sfuggitiallariplebeizzazonedelceto
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medio e allannientamentodella vecchia borghesia, che tenteranno dimantenere i propriprivilegieilpropriostatusoaddiritturadiascendereailivelliinferioridella nuovaclassedominanteglobale. Daunaltropuntodivista,unpocomeaffermare,inunotticadistrutturazione sociale individualistica totalmente interna alla riproduzione sistemica, che la posizioneoccupatadaciascunonellasocietdeterminatadaimeccanismisovrani delMercato. Nellesempiofatto,sipurilevareuninquietanteconvergenzaconcichepensail multimiliardario appartenente alla classe globale Warren Buffet, il quale ha sostenutocheogginonesisteilconflittoverticale,fradominantiedominati,mache la lotta di classe la conducono vittoriosamente i pochi ricchi e potenti, quale loro esclusiva,controlemassedipoveriedimpoveriti. Quello che Warren Buffet non ha detto esplicitamente, ad integrazione delle sue chiare parole lo suggeriscono questi mirabili studiosi, per i quali i pochi ricchi e potenti, una volta acquisito il definitivo monopolio della lotta di classe e neutralizzata la restante parte della specie umana, si mangeranno fra loro allegramente, come squali nelloceano capitalistico, fino al totale prosciugamento dellostesso,cheperrichieder[statepurtranquilli!]tempiadirpocogeologici. Appare fin troppo evidente che seguendo questa via oggettivamente filo capitalistaetotalmentesubalternadeiGrandiInteressiPrivatiaiqualituttosipu sacrificarecheforsenonportadirittiallefiammedellinferno,machesicuramente pu portare ad esiti grotteschi, in alcuni casi persino deliranti [i poveri non esistono, come se non avessero vita, lequestioni sociali sono il frutto illusorio del romanticismo, lambiente non conta], ci che rimane quello che lo scrivente ironicamente definisce un [quasi] eterno ritorno delle stesse cose, ossia lalternarsidifasicapitalistichemonocentricheepolicentriche,rispettivamentecon uncentrodominantechelafadapadroneeconpicentriincompetizionefraloro nelmondo,inunasortadisublimericapitolazionedaIlnomedellarosa,daqui finoadunimprecisatoelontanissimofuturochetendeadapprossimareleternit. Ed allora, se questo quello che passa il convento, anzi, se questo quello che ci passailcosiddettoapproccioscientificoallostudiodelcapitalismo,nonsipuche concentrare lattenzione sul conflitto politicostrategico nelle alte sfere, con particolareattenzioneperlefasipolicentriche,incuieffettivamenteilconfrontofra le lite che non cessa di divampare, si badi bene, anche in situazioni di monocentrismo diventa pi appassionante ed incerto, poich il campionato piriccodisquadrepartecipanti,chesiaffrontanosenzarisparmioperlacoppa,e lesitopunonesserescontato. In questi modelli di [mancata o scorretta] interpretazione della realt, lunica possibilitcherimaneaidominati,ecioallastragrandemaggioranzadegliuomini che popolano la terra, quella di appoggiare la parte elitistica meno criminale,
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sperando che sia un po meno esosa delle altre nellestorsione del plusvalore, che impongamenosacrifici,chenondistruggatroppipostidilavoroecheditantoin tanto getti un osso da spolpare sotto il tavolo, per il sostentamento delle masse innumerevoliedinerti. Seilconflittoinpassatosiconcentrsoprattuttonegliambientipoliticomilitaried in quelli ideologicoculturali, oggi invade pienamente la sfera economico produttiva, ed i contendenti possono disporre a piacimento di unarma di rara potenza,quale,ineffetti,lafinanzacreativaespeculativa,chepesaancordipi delle vecchie corazzate imperialiste armate con grossi calibri, o delle portaerei nucleari da centomila tonnellate, che issano sul pennone la bandiera a stelle e strisce. Intalicontesti,aldisopradiunostratodilavoratoriinparterilevantespogliatidi verisaperie,alpi,dotatidiconoscenzeultraspecialitiche,visarebberoimanager che dirigono le attivit produttive ed ancora pi in alto, alla sommit della piramidecapitalistica,quellicheloscriventechiamaiglobalisti,intendendocon tale espressione gli appartenenti allo strato pi alto della nuova classe globale [coloro che effettivamente decidono], ma che altrove si preferisce chiamare imprenditori di alto livello o addirittura imprenditoristrateghi, in possesso di saperi politici e quindi adatti a guidare la societ, un po come gli Alfa nel distopicoemanipolatorioMondoNuovodiAldousHuxley. E qui evidente il riflesso della concezione schumpeteriana di imprenditore, che leconomista austriaco Joseph Alois Schumpeter concepiva non come semplice organizzatore dei fattori della produzione per lottenimento del massimo profitto [che ancor oggi la definizione forse pi nota e pi diffusa], ma come individuo particolarmenteimmaginativodestinatoapromuovelinnovazione. Cavalcare le onde dellinnovazione, immaginare nuovi scenari produttivi, che diventano inevitabilmente nuovi scenari di confronto con i competitor, niente altro che la visione schumpeteriana dellimprenditore la quale trova unorigine nel pensiero delleconomista classico JeanBaptiste Say portata alle estreme conseguenze dai teorici di cui ci si occupa, fino ad invadere pienamente la sfera dellapoliticaedellestrategie. Gli imprenditori diventano la sola ed unica forza motrice del mutamento e del progresso concepito, in buona sostanza, come tecnoeconomico, trasformandosi nellimmaginario degli scienziati capitalistici ricorsivi, teorici del conflitto ai massimilivelli,inImprenditoriStrateghi. Sarebberoquestiultimiiveri,isoliegliunicidepositaridellestrategie,deisaperi politici iniziatici e quindi costituirebbero pi che semplici imprenditori capitalisticiiqualiapproprianolaricchezza,sfruttanoillavoroaltruielambiente naturaleperscopiprivatiunasortadicastaguerriera,degliautenticiSignoridella

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Guerra dotati di uninfinit di sistemi darma che combattono per prevalere gli unisuglialtri,influendosugliequilibrigeopoliticidelpianeta. Se limmaginazione pu essere pi importante dello stesso sapere, poich limmaginazione supera i limiti della conoscenza abbracciando il mondo, come affermava Albert Einstein [finalmente qualcuno con una vera formazione scientifica!],glistrateghidelcapitalecontemporaneinesonogliunicidepositari,ed ilcapitalismochelihagenerati,trasformandolineisuoiagenti,gliassegnailruolo didominatoricheanticamenteeraassegnatoallanobiltdispadaalleatadeldotto clero,nelloccidentefeudale,edaibaronisamurai,inestremooriente. Ma Einstein affermava anche in unevidente concessione allumanesimo ed al romanticismocheloscriventeapprezzachenonvipuessererealeprogresso finchsullaterracunbambinoinfelice,smentendo,conquestesempliciparole,la favoletta del Progresso assicurato dalle dinamiche capitalistiche e dallazione dei suoiagenti. Benaltracosaerailriconoscimentoallavecchiaborghesiaproprietaria,ormaiquasi estinta e sostituita dalla Global class capitalistica, del titolo di classe pi rivoluzionariadellastoriaumana,comefeceilgrandeKarlMarx. Quello che il Nemico Principale nella dimensione sociale e il Grande Parassita dellospazioglobalizzatodiventa,nellimmaginariodegliscienziatimaniacalmente attentiaicorsiericorsiedallelottecapitalistiche,lanobilefiguradiuncondottiero contemporaneo, dotato di grande immaginazione, a differenza del resto della specie umana, e nel contempo depositario della conoscenza e delle strategie pi raffinate. Ci giustificherebbe, fra laltro, il sacrificio di decine di migliaia di operai che partecipano come anonimi eserciti, su fronti opposti, allo scontro fra i gruppi automobilistici per le quote di mercato, e che vivono quotidianamente sulla loro pelle, senza alcuna mediazione, le ambizioni dei Grandi Manager ed Imprenditori,interminieconomiciesoprattuttointerminididistruzionedeiloro diritti. Lafucilazioneallaschienacheinaltraepocasiriservavaaidisertorisostituita,in tal caso, dal licenziamento individuale e di massa, dalla chiusura dello stabilimentocaserma [TerminiImerese e forse Mirafiori, in Italia] o dal suo ridimensionamento in termini occupazionali, ed in buona sostanza dallesclusione permoltissimi. Quindi,nelgloboterracqueoenelleformazionisocialiparticolariincuilaterra divisa, non si muove foglia che il locale ImprenditoreStratega o Signore del ConflittoStrategicoCapitalisticononvoglia,ecossar[quasi]persempre. Secosvailmondo,secondoglianalistiscientificipiintransigenti,glistudiosi della strategia e del conflitto ai massimi livelli, i microbiologi in camice bianco di questo capitalismo che ci allietano con le loro facezie, quale influenza possono
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esercitare le masse innumerevoli di subordinati, le neoplebi di un mondo sottoposto alle pratiche della globalizzazione, i perennemente sfruttati ed espropriati, sugli assetti geopolitici planetari e sullo stesso destino futuro dellumanit? Ovviamentenessuna. Sembrachesivoglianoaddiritturagiustificare,allalucedelleintangibilidinamiche capitalisticheedelleinviolabililogichedelcapitale,leazionipeggioriesocialmente pi crudeli della suprema casta guerriera di ImprenditoriStrateghi, anzi, nasce il forte sospetto che legittimando per tale via il capitalismo e dandolo per scontato come esito destinaleal quale la storia ci ha inevitabilmente condotto, si vuole a suavoltalegittimareilpoterediquestacastapoliticostrategicoguerrieraneisecoli avenire,conilpretestodiunapproccioscientificoveritativochenonlascerebbe scampo. E a questo punto entra in gioco la geopolitica, disciplina ibrida e tributaria della politicaedellageografiachehacircaunsecolodivita,omeglio,entrainscenauna suadistorsioneideologizzante,senonaddiritturamisticheggiante. Se tutto si riduce allo scontro planetario fra una ristretta cerchia di Signori del ConflittoStrategicoCapitalistico,depositaridelladecisionepoliticaestrateghidel capitale, i quali controllano gli stessi apparati statuali e gli organi sopranazionali, allora chiara la dimensione geopolitica assunta dallo scontro, perch gli stessi stati,igovernieipopoli,gliesercitieicorpidiplomatici,ibacinidirisorse,isaperi scientifici e le tecnologie, non rappresenterebbero che altrettante armi in questo conflittofrapochiiniziati. Mainevitabilecheilsolertestudiosoinvestitodaunevidentederivateoricacon farneticazioniscientifiche[opermegliodire,dichiaranaturascientista],ilquale ha ridotto lintera storia del mondo a questo conflitto e pensa a una semieternit del capitalismo, essendo pur sempre un uomo, non riesce ad astrarsi completamente, a mantenere un distacco olimpico ed una freddezza ultraterrena nelle sue indagini, in quanto non sta osservando gli astri o i microbi, ma i suoi stessi simili, e perci finisce per partecipare, per schierarsi sulla base delle sue preferenze soggettive, delle appartenenze e della sua storiapersonale, sostenendo una delle parti in competizione, esattamente come un tifoso della domenica sostienelasquadradelcuore. Sepoisiscegliediparteggiarepergliemergenticontrolostrapotereamericanoe leuroatlantismo,esistepursempreunageopoliticaideologizzata,asfondomistico, chemostradicredereinuna[improbabileemaiesistita]uniteurasiaticapolitica, strategica,culturale,economica,incontrappostoaitentativiegemonicistatunitensi, ununit che abbraccerebbe pi di mezzo mondo, da Lisbona a Port Arthur, dalla DanimarcaallaManciuria.

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Questageopolitica,dettaeuroasiatista,hailsuopernonellaRussia,estesasututtie dueicontinentiequindiunveroeproprioponte,permoltiversi,nonultimoquello economicoecommerciale,fralAsiaelEuropa. LaFederazioneRussapotrebberappresentareunasortadicernierafraoccidenteed oriente,favorendoscambinonsoltantomercantilimaancheculturalifraquestidue mondi, in una situazione di reciproco rispetto, e addirittura di crescente collaborazione? Postaintalmodolaquestione,edinastratto,potrebbeanchesembrarepositiva[e nei termini descritti lo senzaltro], ma necessario andare un po pi in profondit,percapiredicosaeffettivamentesitratta. Ilpensieroideologicogeopoliticoconvenaturemistichedeglieuroasiatisti,inItalia provenienti soprattutto da quella che un tempo si definiva estrema destra, si contrappone alla visione geopolitica atlantica frutto dellegemonia americana in occidente,cheinbuonasostanzavedelEuropaeternamentesottomessaagliUSA, ed anche alla pi antica visione eurocentrica, da tempo declinante, che per conservadibuonoalmenounacosa:lindipendenzapoliticaeculturaledellEuropa stessa. Losfondoideologicosulqualesistagliaquestavisionegeopoliticadelmondo quello dellantiamericanismo [in s condivisibile] e dellantisionismo [in s giustificabile], ma nella realt nasconde un forte preconcetto antiamericano, che investelostessopopolonordamericano,perquantoriguardalantiamericanismo,e lantisemitismorivoltocontrotuttigliebrei[manoncertocontrogliarabi,chesono pursempresemiti],perquantoriguardalantisionismo. ConstatatochelEuropanonhadatempounaveraautonomia,essendosottoposta ad un controllo esterno che le impedisce di risorgere e riaffermarsi come grande mondo culturale e di civilt, lantiamericanismo [che spesso nasconde un preconcettoantiamericano]elantisionismo[chespessomascheraunveroeproprio antisemitismo]impongonodicercarealtrove,inaltrimondiculturaliedinbenaltri lidi, le forze geopolitiche che consentano di battere i disegni di dominio degli USAedeisionisti. La Federazione Russa nelle mani di Vladimir Putin, riaffermatasi come potenza regionale, affrancatasi almeno un po dagli USA ed oggi in ascesa, dopo loscuro periodo eltsiniano di decadenza e di acquiescenza nei confronti delle politiche di potenza americane, fa proprio al caso di questi euroasiatisti italiani e occidentali, orfanidellaTradizione,delneofascismo,diunacertaideadellEuropa,edanche,in alcunicasi,delbolscevismoedellantiamericanismocomunista. Neicasipiestremi[chiscrivehaavutomododiconstatarlopersonalmente]fede euroasiatista,spiritoantiamericanoepregiudizioantisemitavannoabraccettocon il puntinismo, cio con una sorta di culto della personalit che pone al centro proprio la controversa figuradello statista russo VladimirPutin, al quale, in tutta
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onest, oltre ai demeriti va riconosciuto anche qualche merito, come, ad esempio, loggettivomiglioramentodellecondizionidivitanellaFederazionedaluiguidata, rispettoaglioscuriedisastrosianninovanta. Lorfanelloabbandonatoasstesso,volendoessereunpoironicienelcontempo dickensiani,cercherilconfortoedilriparodiunanuovafamiglia,nuovefiguredi riferimento e laffetto di nuovi genitori [sempre ammesso che questi vorranno adottarlo],manonpotrmaidimenticareisuoiverigenitori,ormaidefunti,ilcui ricordo,elaconseguentenostalgia,loaccompagnerannonellanuovasituazione. Cos, antisemitismo, neofascismo ed anche un certo bolscevismo riaffiorano nelle posizioni degli attuali euroasitisti [quelli italiani, ad esempio], che hanno simbolicamenteabbandonatolEuropa,incerticasiunideamillenariadellEuropa, perapprodareinbenaltrilidi. Premesso che lo scrivente per lautonomia culturale e politica del vecchio continente, per una sua possibile rinascita dopo secoli di pratiche colonialiste nei confronti del resto dellumanit, di sfruttamento del lavoro a scopi di potenza elitistici, di lotte sociali, di guerre intestine, ed infine, come effetto della seconda guerramondiale,disubordinazioneallasuperpotenzanordamericanachecontinua nel momento presente, lo stesso buon senso a suggerire che vi ben poco in comune, se non un ampio [e immaginario] spazio geopolitico dallAtlantico al Pacifico, fra un nomade della steppa dei Calmucchi o un mongolo di Buriati, da unaparte,eundanesediCopenaghen,dallaltraparte. La difesa dellautonomia dellEuropa un tentativo di difesa, o meglio di riaffermazione, della nostra stessa libert, sia contro quella egemonia nordamericanachesembranonaverefinesiacontrolaminacciadifutureedestese colonizzazioni,chepotrebbearrivaredaoriente. Sepensiamoallastoriadelvecchiocontinente,edinparticolareaquelladellasua antica culla di civilt nellarea mediterranea, notiamo come fin dal tempo degli Elleni lEuropa ha cercato di resistere alle invasioni asiatiche, riuscendo anche a vincere e a mantenere la sua specificit culturale, come effettivamente accaduto dallabattagliadiMaratona[490a.C.]inpoi. La filosofia greca e il diritto romano, le forme specifiche di organizzazione della cosapubblicaedellavitasociale,ipeculiaristiliartisticiedarchitettonicichehanno segnato la storia dEuropa hanno potuto affermarsi proprio perch, fin dal tempo remoto degli Elleni, la resistenza contro le invasioni asiatiche ha avuto un certo successo,salvaguardandolaspecificiteuropea. Seipersianiavesserovintocontrogliateniesi,glispartanieglialtrigrecicoalizzati nel480a.C.,inquellachenotacomelasecondaguerrapersiana,avrebberoforse realizzato, con largo anticipo, quello che sembra essere il grande sogno euroasiatista,sottomettendoaslEuropaespingendosisemprepiadoccidente, edanchesecinonaccadutoopotrebbeaccaderesoltantoinuninteressantee
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godibile opera di storia alternativa ci dimostra che i tentativi di unificazione eurasiatica, fin dal mondo antico, in realt hanno rappresentato meri tentativi di conquista, di espansione, di sottomissione di altri paesi da parte di imperi e di potenzemilitari. E persino divertente immaginare che Serse I lachemenide, figlio di Dario, possa tenere il posto che oggi riservato, nel bacato immaginario degli euroasitisti da operetta, ai grandi eroi eurasiatici Vladimir Putin, ed un po meno, il cinese capitalcomunistaHJnto. Ma gli eurasiatisti fidano ciecamente nella Russia, o meglio, confidano nella forza diquellapotenzaenergetica,moderatamentecontrastivadeidisegnididominio americani,chelaFederazioneRussanellemanidelgruppodipoterediVladimir Putin, memori in questo della grande lezione del padre della geopolitica, linglese Halford John Mackinder, che allinizio del Novecento individu proprio nella Russia una sorta di perno geopolitico della storia, il cuore stesso della terra [Hearthland], il cui controllo avrebbe consentito il cruciale controllo dellintera eurasia,conannessieconnessi. ApparechiarochetifandoscientificamenteperlaffermazionedellaFederazione Russa,perquelladellaCina,oppureperqualsivogliapotenzaregionaleemergente in vista di un possibile, futuro mondo multipolare stabilitosi in barba ai tentativi unipolaristi americani si pu aderire con entusiasmo allideologia geopolitica euroasiatista, che, ironia della sorte, quanto di pi antiscientifico e di mistico si possaimmaginare. Delresto,visonoevidentipuntidicontattofralimmaginarioteoricodeicultori della ricorsivit e la visione espressa dai testimonial euroasiatisti, poich la multipolarit lequivalente geopolitico e lanticamera del policentrismo vero e proprio, mentre lunilateralismo geopolitico corrisponde grossomodo al monocentrismo. Lacondivisionediquestinuoviesegetiriguardaanchelaprospettivacheilmondo, interamentesussuntoalCapitalefinoallamortedelsole[oquasi],hadavantias. Cos,ilprimoscorciodelterzomillenniomostraliniziodiuncambiamentostorico di qualche rilievo, non certo per la tenuta del capitalismo in quanto modo di produzione dominante e rapporto sociale stabilitosi fra gli uomini, che si d per scontata,maperilpossibilepassaggiodeltestimonedaununicocentrocheirradia politiche e strategie nel resto del mondo ad una pluralit di centri decisionali emergenti, saldamente in mano agli agenti strategici ed ai samurai del Capitale, che si affronteranno senza esclusione di colpi in futuro, con nostro sgomentoenocumento. Ecco che lo scontro incessante fra il cozzare di corazze e le molte sofferenze cagionate ai popoli, ingaggiato fra imprenditoristrateghi, lite globaliste del capitale, o pi precisamente, membri del livello di comando della nuova classe
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globale, nellalternanza meccanicistica di fasi capitalistiche monocentriche e policentriche, troverebbe una conferma e una giustificazione sul versante di una certa geopolitica, con lavvento conclamato del multilateralismo, la prospettiva della formazione di unisola eurasiatica [a guida russa o cinese?] e la fine definitivadelsognounipolareamericano. Lagognata fase policentrica in cui dovrebbero emergere i buoni russi e cinesi, dando vita nei sogni pi arditi alleurasia, quale potenza alternativa a quella americana e con essa competitiva, sarebbe inequivocabilmente annunciata dallinizio di un salutare multilateralismo nelle relazioni internazionali [per la verit ancora molto incerto ed ambiguo], in contrapposto allunilateralismo monocentristaamericano. Viunacomunecostumanza,checontraddistingueiteoriciricorsivifilocapitalistici edisostenitoridelleurasia,perquantodigranlungapievidenteinquestiultimi, e cio labitudine opportunistica di sostenere [e di parteggiare per] qualsivoglia potenza regionale, qualsiasi gruppo religioso o gruppo politico che contrasta, per via diplomatica, economica ed anche con luso delle armi i disegni della superpotenzaamericana,enaturalmentequellidellentitsionistaisraeliana,cio ilmodernoIsraele,alqualeglieuroasiatistitendonoanonriconoscereneppurela dignitdistato. Perci, si sostiene senza riserve il regime dei generali birmani unicamente perch osteggia la supremazia americana in quella regione, come se fosse ci che non , cio uneroica forza di liberazione o di resistenza sostenuta da un intero popolo, senza considerare le vera natura di questo regime e le sofferenze che da decenni infligge alle popolazioni della Birmania, indipendentemente dalla minaccia egemonicarappresentatadagliUSA[chetuttaviareale]. Oppure si parteggia per Hezbollah in Libano perch riuscito a fermare militarmente lennesima invasione israeliana nel sud di quel paese, ma si assume questaposizionedeltuttostrumentalmente,ignorandoilpiccoloparticolarechele primevittimedelloscontrofralaggressivaentitsionistaeilmovimentoarmato libanese sciita che la fronteggia sono proprio gli abitanti del sud del Libano, bombardatidaTsevaHaganahleIsraeledanchequelli,arabioebrei,delnorddella Galilea,colpitidalleperiodicherispostemissilistichedelmovimentolibanese,efra questiinparticolareipipoveriedesposti. Premesso che la difesa del Libano del sud, da parte delle milizie sciite e dei loro alleati cristiani, considerata del tutto legittima dallo scrivente, latteggiamento euroasiatista invece censurabile, perch rappresenta soltanto una cinica ed opportunistica strumentalizzazione di una tragedia vissuta da altri, quale , in effetti,laguerra. I ricorsivi scientifici, a differenza degli euroasitici ideologizzati, sembrano preferire alle guerre, alle guerriglie ed ai tradizionali scontri armati, con annessi
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bombardamentieBlitzkrieg,lecontesefraigrandigruppiindustrialiefinanziari, che coinvolgono le organizzazioni statuali ed interi paesi, relative ad esempio allenergia o al settore automobilistico, con annessi ridimensionamenti occupazionaliepeggioramentodellecondizionideilavoratori,allequaliisuddetti dedicano un monitoraggio quasi ossessivo, cercando di cogliere in questi scontri elitisticiisegnalidellavventodellafasepolicentrica. La funzione svolta dai [pessimi] generali birmani, dagli Hezbollah libanesi, o dal movimentopoliticomilitarediHamasnellatormentatastrisciadiGaza,dalpunto di vista geopolitico euroasiatista, rappresenta, su ben altri piani di conflitto geostrategico, una funzione simile a quella svolta dallitaliana ENI, stabilendo accordi e joint venture energetiche con la Gazprom russa, in barba ai concreti interessi della finanza americanosionista e dei grandi gruppi statunitensi, che informanolepolitichedelleamministrazionifederaliUSA. Se gli euroasitisti non hanno alcuna considerazione per le sofferenze delle popolazionicoinvolteneiconflitti,osottoposteallarepressionediregimibrutaliil popolobirmanodevesubirelutilissimacastadeigeneraliinquantosiopponegli americani e soltanto per questo cos i ricorsivi se ne fregano bellamente della sorte dei lavoratori che subiscono sulla loro pelle la tirannide finanziaria e le contesefraipotentatieconomici. I popoli, i lavoratori, i dominati, in queste pregevoli visioni, non compaiono neppure come semplici pedine, e il risultato che sulla grande scacchiera del conflittocisonosoltantoimembridellaclassedominantedellepoca,quellachelo scriventechiamaGlobalclass,impegnatiinunoscontrogeopoliticointerdominanti edanimatiesclusivamentedailorointeressiparticolari. Lasolacosarilevantechelepotenzeregionali,oigruppiarmati,ecertiinteressi economicoproduttivi contrastino efficacemente gli Stati Uniti, quale potenza indubbiamentenegativacontendenzeegemoniche,eridimensioninonelcontempo gli appetiti planetari della finanza angloamericana, in vista dellavvento di un mondo multipolare [eurasiatici geopolitici] ed infine policentrico [ricorsivi capitalistici]. Inutile precisare che se anche questo scenario sembrer nei prossimi anni concretarsi,cinonaccadrneiterminisperatidaglieuroasiatistiedairicorsivi, malEuropasarcostrettaapassaredaunadominazioneadunaltra,benlungidal riacquisire autonomia ed indipendenza, e il pi serio pericolo, nel lungo periodo, potr essere rappresentato dalla colonizzazione cinese, rivelando a tutti il vero significatodellasuggestivaespressioneeurasia. La prima cosa che si nota, in queste pompose teorizzazioni a sfondo messianico ideologico [euroasiatismo geopolitico nipotino dellinglese Mackinder e figlio legittimo del misticoteorico russo Aleksandr Dugin] ed a base scientista filo capitalistica[ricorsivitdellefasicapitalistichemonocentricheepolicentriche,quasi
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eternit del capitalismo, conflitto strategico fra dominanti a volont], che il capitalismopermanesullosfondocomeundatoormaiacquisitoequindiaccettato pienamente, destinato nostro malgrado a funestare la vita umana in secula seculorum, mentre la questione sociale, che diventa sempre pi rilevante con il cresceredeglisquilibrinellaripartizionedellaricchezza,inquestafolleibridazione fra teoria scientista della ricorsivit capitalistica e messianesimo geopolitico euroasiatistatotalmentederubricata. LaltraosservazionecheiprogettigeopoliticidifineNovecento,incentratisuuna qualche idea di eurasia con una funzione contrastiva nei confronti del tentativo unilateralistaamericano,sonoinbuonasostanzafalliti. Nel 1998 Evgenij Primakov, ministro degli esteri di Boris Eltsin, sostenitore del multilateralismocontrolegemoniaUSA,tentdiconsolidareirapportifraRussia, Cina e India, nel quadro di quella che stata chiamata la Dottrina Primakov. Questo progetto euroasiatico si pu dire che in parte significativa non ha avuto un gran seguito, ma la Russia postsovietica, pur essendo la seconda potenza militarenucleare del mondo, pur avendo grandi bacini di materie prime e soprattuttolarmaenergeticarappresentatadalgasnaturale,avrebberischiatodi finire letteralmente schiacciata, nel lungo periodo, fra i colossi economico demograficicineseedindianoinrapidaascesa. Nel 2003 la Francia del gollista Jaques Chirac e del suo ministro degli esteri DominiquedeVillepinhatentatodifermarelasecondaguerraamericanainIraq, guidandounacoalizionedipaesi[unaveraepropriafrondaantiamericananata in Europa] che comprendeva la Russia e la Germania, con il Belgio ed altri pesi minoriiqualiappoggiavanoliniziativafrancese. La Francia, in quel ormai lontano 2003, si proponeva quale difensore degli arabi, mailsuoveroscopoeradisfidaregliUSAedicompetereconloroperilprimato geopoliticoalmenoinEuropa. La Russia seguiva la Francia e Dominique de Villepin, allora ministro degli esteri moltoattivoecombattivo,maanchequestotentativogeopoliticoinqualchemodo euroasiatico [data la presenza della Federazione Russa] di opporsi allegemonia USAsostanzialmentefallito,spegnendosiinbrevetempo. Linvasione americana dellIraq, con linvio di truppe britanniche, polacche e di altripaesiadimostrazionedellinesistenteuniteuropeanonstatafermatae leffettoconcretopirilevantedelliniziativaChiracdeVillepinstatoilprecipitare dei rapporti fra le cancellerie francese e americana, nonch il boicottaggio dei prodottifrancesinegliStatiUniti. QuellocheoggichiamatoilBRIC,ossialipoteticaunionediBrasile,Russia,India eCina,nonrappresentacertounastrettaevincolantealleanzastrategicafraquesti stati, ma soltanto una sigla, un mero acronimo BRIC, appunto che identifica

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quattro paesi molto diversi luno dallaltro, che non sempre hanno gli stessi interessiedeiqualiunononfapartedellospaziobicontinentaleeuroasiatico. IlsecondosummitdeipaesidelBRICsitenutoaBrasiliaalliniziodel2010ed emersa la loro richiesta, che certo non tende a rivoluzionale il cosiddetto ordine internazionale, di una maggiore rappresentativit negli organismi internazionali, datoilcrescentepesoeconomicoedemograficochequestipaesivantano. IlsummitdiBrasiliastatoutileperlaconclusionediaccordibilateralifraquesti paesi, i quali rappresentano e si presentano allinterno delle logiche capitalistichegrandielucrosimercatiedegliattrattoridiinvestimenti. Linteresseprevalenteaconcluderequalcheententecordialefralepredettepotenze capitalistiche emergenti di tipo economico e commerciale, ma, in subordine, gli accordi reciproci potrebbero avere qualche limitata funzione contrastiva nei confrontidegliUSA,senzaperesageraretroppo,trattandosipursempredipaesi che appartengono alla grande famiglia capitalistica globale, ancor oggi a guida americana. Al di l della Dottrina Primakov, che comunque aveva una propria dignit nonostantegliesitimodesticonseguiti,edellasuccessivainiziativadellacancelleria francesepercontrastaregliUSA,noncoronatadasuccesso,ilcosiddettocontinente eurasia ci appare per quello che sempre stato: una mera espressione geografica, fisicaenonpolitica. In conclusione di questo capitolo, rileviamo che: 1) accettazione del capitalismo come destino inevitabile per il genere umano, nei corsi e ricorsi storici con lalternanzadifasimonocentricheepolicentricheperisecoliavenire,2)pretesadi scientificit nelle analisi che nasconde una dissennata visione scientista, 3) attenzione monomaniacale per i conflitti e le strategie dei dominanti, 4) mistica geopolitica euroasiatista, 5) esclusione delle classi subalterne e disprezzo per le questioni sociali, 6) indifferenza nei confronti dellambiente e della sua preservazione,sonoaltrettantiingredientidiunaderivateoricaevidenteeilfrutto di una sostanziale incapacit di spiegare questo capitalismo, di analizzarlo compiutamente,etantopidiindicareunaviaduscitadaquestograndeedoscuro labirintoincuituttisiamoconfinati. Facciamoriferimentoaltradizionalegiocodegliscacchieimmaginiamounagrande scacchiera in cui si giocano partite decisive per il futuro dellumanit, il cui esito determinerladirezionechepotrprenderelastoria. Su questa scacchiera, gran parte dellumanit non trova posto neppure come semplice pedone sia fra i bianchi sia fra i neri perch certe posizioni teoriche, scientiste e di rinforzo a questo Capitalismo, ed altre misticheggianti incentrate sullageopolitica,hannoresoinvisibilituttiisubalterni,equindilapartitanonpu che giocarsi da occidente ad oriente fra sparute minoranze di privilegiati, fra
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aristocrazie del denaro, grandi condottieri capitalistici e gruppi di potere emergenti,iqualisonogliuniciapoterdecideredelfuturoditutti,comesempre statoecomesempresar,anzi,comesivuolfarcrederechedeveessere! Se la geopolitica si trasforma in misticismo, assume un ruolo che non le compete, diventa una nuova ideologia in sostituzione del nazionalismo, del fascismo ed anche del comunismo novecenteschi, fungendo da supporto a quella sublime ricapitolazione capitalistica espressa dalla teoria della ricorsivit, cessa immediatamente di essere una normale e rispettabile disciplina che studia le vicendeumanesuscalaplanetaria,ediventaungeneratoredierroridivalutazione edidistorsionidellarealt. Ma il modello abnorme che in queste pagine si cercato di descrivere, pur con qualche semplificazione necessaria e con alcune concessioni al tanto deprecato romanticismo sociale [chiedendo perdono per questo allo stesso Marx], rappresenta nella realt un supporto alle dinamiche del capitalismo contemporaneo,maiveramentemesseindiscussione. Se in futuro matureranno le condizioniper una veraRivoluzione anticapitalistica, apparirfintroppochiarochecolorochehannoelaboratosimilivisioni,capziosee depistanti, lo hanno fatto pi o meno consapevolmente per occultare la vera sostanza del Capitalismo, nel suo Stadio Finale Speculativo di massima autocoscienza,dimassimaonnipotenzaedimassimadistruttivit,equindisaranno considerati per quel che, in effetti, sono: semplici ausiliari e tributari del Nemico Principale. Perci, la sindrome della ricorsivit capitalistica, accoppiata alla sindrome geopoliticoeuroasiatica quale patologia gemella, non pu che generare mostri teoriciedideologici,esattamentecomeilsonnodellaragione.
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BreviconsiderazionisulsignificatodellafavoladelleapidideMandeville Commentodel01/02/2011 LafavoladelleapidiBernarddeMandevilleunametaforaprotocapitalistica,nata nei contesti culturali di quella che io chiamo la prima societ della crescita, che non riguarda soltanto il celeberrimo modo di dire riassunto in vizi privati e pubbliche virt e adottato fino ai giorni nostri, ipotizzando una funzione positiva dellimmoralitalserviziodiunipoteticobenecomune,manascondesoprattuttolo scardinamento del metron degli antichi greci, traducibile con il giusto mezzo, a favorediquellachesarebbediventatalillimitatezzacapitalisticaneicontestidella secondasocietdellacrescita,quellacapitalisticapropriamentedetta. Nella discussione, che si preannuncia stimolante data lintelligente critica e larticolatadisaminadiClaudioMartini,dovrebbeintervenireCostanzoPrevechea questacrucialequestionehadedicatomoltissimepagine,investedifilosofosociale, diliberoallievodiMarx,dicomunitaristaediirriducibileanticapitalista. Invece intervengo io [bisogna accontentarsi ] per stabilire un parallelo, non so quanto proprio o improprio, fra la favoletta raccontata da de Mandeville e la pi celebreeposterioreTheWealthofnationsdelprotoeconomistaAdamSmith,bibbia capitalistica riconosciuta, in cui vi il seguente passaggio, universalmente noto e utilizzato dalle generazioni successive per la legittimazione del rapporto sociale capitalistico: Non dalla benevolenza delmacellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione del loro interesse personale. Non ci rivolgiamo alla loro umanit ma al loro egoismo, e parliamo dei loro vantaggi e mai delle nostre necessit. [AdamSmith,Laricchezzadellenazioni,LibroI,CapitoloII] La vera benevolenza alla quale fa riferimento il pensatore scozzese, non certo una semplice attitudine erroneamente attribuita alluomo, ma lo schermo dietro il quale si nascondono, con tutta evidenza, la socialit, i vincoli comunitari, il solidarismo,unaconcezionedellesistenzanonimbrigliataneirapportieconomici,e lEticastessa,edproprioquestabenevolenza,nellarealt,cheSmithhacercato contuttelesueforzeelasuaabilitletterariadinegare,comesefosseunaqualit inesistente, il prodotto di pura fantasia, non potendo in alcun modo informare le azioniumaneneiconfrontidelprossimo. Chi pu riuscire ad avere maggior successo se i rapporti sociali si basano unicamente sullinteresse personale e sullegoismo individuale nello scambio, regolatidallafantasmaticaedonninvasivaManoInvisibiledelMercato? E ovvio che il successo arrider soltanto a chi riuscir a far prevalere la considerazionedelsuointeressepersonalesuquellodituttiglialtriindividuiconi qualisitrovainrelazione,eperciinevitabilmenteincompetizione.

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La misura del successo individuale, la stessa posizione del singolo nella scala sociale, in questottica, non potr che essere data dallacquisizione di maggiore ricchezzaepotere,ascapitodeglialtri. La considerazione dellinteresse personale in una societ da ridurre completamenteadunasempliceretediscambicommerciali,nellaformalizzazione e nella sacralizzazione della primitiva legge del pi forte, mascherata nel riconoscimento dei diritti individuali alla propriet ed alliniziativa economica privata, acquista un contenuto ideologico e addirittura messianico, operando cos una frattura insanabile con il mondo culturale precedente e preconizzandone il superamento. Inuncertosenso,laFavoladelleapidinizioSettecentofungedacomplementoalla considerazione dellinteresse personale quale vero motore che muove i singoli nelleretideirapportisocialisoggettiadunaprogressivaeconomicizzazione,poich pu essere letta come una metafora dellautonomizzazione delleconomia dalla morale, e quindi un contributo allautofondazione delleconomia su stessa, dopo averspazzatovialEtica,laFilosofia,laPolitica,eDio.
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Linsostenibileleggerezzadelcapitalismo Saggiodel06/02/2011 AdamSmitheilVecchioTestamento Fralebibbieeitestisacrichehannoinqualchemodocaratterizzatoedorientatola storia dellumanit, quello che forse il pi confuso, il pi variegato e il pi dispersivo il testo sacro capitalistico, ancor oggi riconosciuto da moltissimi come tale, citato a proposito e a sproposito per giustificare le dinamiche capitalistiche,outilizzatoideologicamenteadifesadelleiniquitsocialicrescentie deldominioassolutisticodelmercato. La bibbia in questione non altro che La ricchezza delle nazioni di Adam Smith, unoperaapparsanellontanissimo1776,maconclusaginel1773dallautore,che rappresentanellostessotempoildiariodiunviaggioattraversolEuropa,unaserie disordinatadiosservazionieconomichenonsistematizzatedaSmith[lacosiddetta teoriaeconomicaliberistaaisuoitempinonesistevaancora],ungustosoalternarsi di scorci e di vedute di una societ che conservava spiccati lineamenti protocapitalistici ed una continuazione, nellintenzione esplicita dellerudito precettore di giovani lord, della sua teoria dei sentimenti morali pubblicata nel 1759. La bibbia capitalistica smithiana che ha ispirato lelaborazione dei successivi economisticlassici,daDavidRicardoaJeanBaptisteSayaJohnStuartMill,edha fornitocelebrislogansasupportodeldominioliberalcapitalistico,contieneunpo di tutto, ma non proprio il contrario di tutto, poich lispirazione di Smith va cercata nel pensiero utilitarista e nello scetticismo filosofico, in un liberismo economicoedegliscambicontrappostoallepraticheedellepolitichemercantilisto protezionistiche ancora dominanti, e nellesaltazione di un individualismo tutto centrato sullegoismo del singolo, che trova il suo fondamento in quella rete dei rapporti economici e commerciali costitutiva di una nuova societ umana e di un nuovorapportosociale:ilrapportosocialecapitalistico. InvestedidottoprecettoredelgiovaneducadiBuccleugh,Smithebbeoccasionedi viaggiare e di conoscere tanti VIP dellepoca, oltre al suo celebre corrispondente, conterraneoedesecutoreletterarioDavidHume. SmithebbecoslopportunitdiconoscerepersonaggidelcalibrodiVoltaire,padre dellilluminismo,omeglio,diuncertoilluminismoborghesechesisarebberivelato compatibileconilcapitalismo,intellettualicomeilQuesnaychefulesponentepi celebre della fisiocrazia francese, od ancora personalit come quella dellinfluente Turgot,ministrodellefinanzedelmonarcaassolutoLuigiXVI. Dallo zibaldone smithiano, variegato e dispersivo, che noto come Wealth of nations, i pubblicisti del nascente capitalismo e dellaffermazione della classe
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borghese proprietaria hanno ricavato utili elementi per la costruzione di quella ideologia di legittimazione che si cela abilmente dietro lespressione di teoria economica liberista, ed estrapolato dal testo cruciali citazioni non prive di valore ideologicopolitico, destinate ad informare e a modificare gli immaginari delle generazionifuture,fralequaliunauniversalmentenota,econvienepercicitarla inquestasede: Non dalla benevolenza delmacellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro desinare, ma dalla considerazione del loro interesse personale. Non ci rivolgiamo alla loro umanit ma al loro egoismo, e parliamo dei loro vantaggi e mai delle nostre necessit. [AdamSmith,Laricchezzadellenazioni,LibroI,CapitoloII] QuestacitazionediSmith,lapicelebreinassolutoassiemealriferimentoaquella ManoInvisibiledelLiberoMercatochedovrebberegolareintegralmenteirapporti economicosocialifragliuomini,inseritainuncapitolodellaRicchezzaincuisi tratta specificamente della divisione del lavoro [in epoca storica non ancora propriamente e compiutamente capitalistica] quale conseguenza necessaria della naturale propensione umana a trafficare, barattare e scambiare una cosa con laltra. [Ibidem] Perci, fondamenti importanti della successiva ideologia di legittimazione capitalistica,cheprenderlemossedalpensieroedallaconcezionesmithianequale origine esterna, non possono che essere rappresentati dallindividualismo, dallutilitarismo e dallegoismo, nonch dalla propensione naturale delluomo, da considerarsiinnata,alloscambiomercantileeallarricchimentopersonale. Etica, Politica e Comunit, Pensiero Filosofico Veritativo e la stessa divinit che anticamentesvolgevaunafunzionenormativa,influendodallaltosututtiirapporti fragliuomini,comeapparefintroppochiarodallesempliciparolediAdamSmith e delle elaborazioni successive, si possono cos cancellare con un solo colpo di spugna. Propriet privata ed iniziativa economica individuale, suscitate da un egoismo innato e dalla naturale competizione fra i singoli, diventano le dominanti nel ridefinireilquadrodeirapportisocialiedituttiirapportiumanieinterpersonali. La solidariet umana, di matrice comunitaria e comunistica, non informata dallegoismo individualistico atomizzante e dalla priorit assegnata allo scambio mercantile, messa totalmente in discussione nel pensiero di Smith, se si pensa allesempio dei due levrieri che inseguono la lepre e che danno limpressione di agire di mutuo accordo nella caccia, ma che, al contrario, secondo il fertilissimo pensatore precapitalistico, esprimono con il loro comportamento unaccidentale convergenzasullastessapreda,chenessunodeiduevuoledividereconlaltro. E vero, sostiene Adam Smith porgendo questo esempio ed altri simili riferiti allegoismodeglianimali,cheluomosicomportadiversamentedaloro,poich hasemprelanecessitdellaiutodeisuoisimilidovendoriconoscergli,siapura
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dentistretti,laqualitdianimalesocialeepoliticocheviveinunasocietechenon puesseredeltuttoautonomodaglialtri,perseguendoisuoiscopiegoisticima, per poter ottenere questo aiuto, deve mostrarsi cos abile da indirizzare costantementelaltruiinteresseinsuofavore,nondovendosiaspettarenulladalla disinteressatabenevolenzadelprossimo. La vera benevolenza alla quale fa riferimento il pensatore scozzese, non certo una semplice attitudine erroneamente attribuita allessere umano, ma lo schermo dietroilqualesinascondono,contuttaevidenza,lasocialit,ivincolicomunitari,il solidarismo,unaconcezionedellesistenzanonimbrigliataneirapportieconomici,e lEticastessa,edproprioquestabenevolenza,nellarealt,cheSmithhacercato contuttelesueforzeelasuaabilitletterariadinegare,comesefosseunaqualit inesistente, il prodotto di pura fantasia, non potendo in alcun modo informare le azioniumaneneiconfrontidelprossimo. Chi pu riuscire ad avere maggior successo se i rapporti sociali si basano unicamente sullinteresse personale e sullegoismo individuale nello scambio, regolatidallafantasmaticaedonninvasivaManoInvisibiledelMercato? E ovvio che il successo arrider soltanto a chi riuscir a far prevalere la considerazionedelsuointeressepersonalesuquellodituttiglialtriindividuiconi qualisitrovainrelazione,eperciinevitabilmenteincompetizione. La misura del successo individuale, la stessa posizione del singolo nella scala sociale, in questottica, non potr che essere data dallacquisizione di maggiore ricchezzaepotere,ascapitodituttiglialtri. La considerazione dellinteresse personale in una societ da ridurre completamenteadunasempliceretediscambicommerciali,nellaformalizzazione enellasacralizzazionedellaprimitivaleggedelpiforte,abilmentemascherata nelriconoscimentodeidirittiindividualiallaproprietedalliniziativaeconomica privata, acquista un contenuto ideologico e addirittura messianico, operando cos una frattura insanabile con il mondo culturale precedente e preconizzandone il superamento. Nel trapasso fra la prima societ della crescita caratterizzata dalle politiche cameralisticomercantiliste e dalla presenza di una classe dominante non ancora compiutamente borghese [in termini ottocenteschi] e non pi aristocratica [in terminimedioevali]chesincamminavarapidamenteversoilcrepuscoloproprio nellepoca in cui Smith scriveva Wealth of nations e la seconda societ della crescita capitalisticoborghese che avrebbe visto la luce di l a pochi anni, una nuovaformadicrematistica,bensimboleggiatadallaFormaCapitale,attendevala suaaffermazionedefinitiva,lasuasuccessivauniversalizzazioneelacostruzionedi unrapportosocialesumisura. Seunnuovomododiconcepirelaricchezza,nonpistrettamentelegataagliattivi delle bilance commerciali degli stati, si sarebbe imposto nellultimo quarto del
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diciottesimo secolo, come ci testimonia lInvisible Hand evocata da Smith quale metafora dellaccumulazionerealizzazioneriproduzione capitalistica e dellallargamento materiale ed ideale dei mercati, tutto ci non sarebbe potuto accaderesenonvifossestato,allabasediquestoprocessostorico,undiversomodo diconcepireluomo,equindi,diintenderelarealt. Concezionedellaricchezzaedelpotereeconcezionedelluomoedelsuoruolonel mondo, sono perci intimamente interrelati, e ci risulta sia nellopera di Smith, simbolicamentealleoriginidelcapitalismo,sianelloperadeglieconomisticlassici cheinseguitohannoelaboratoilcanonecapitalistico. E fuori discussione che nella visione smithiana, non soltanto degli scambi commerciali in s, della ricchezza di stati e nazioni, del lavoro e del valore, ma delluomo stesso, ci sono alcuni elementi decisivi che caratterizzeranno nei due secolisuccessiviilrapportosocialecapitalistico,edelineerannocompiutamenteuna nuovaantropologia,funzionalealleragionidelCapitaleedellasuaaccumulazione. Unantropologia in cui luomo sar sempre pi solo ed isolato, in balia delle correnti dello scambio commerciale, trasformandosi in un semplice [ed auspicabilmente non problematico] fattore della produzione illimitata di merci, a fronte di una pretesa ed astratta libert di scelta nel lavoro, un uomo nuovo capitalisticoliberalealqualesinegherannoglistessistrumenticulturaliessenziali, per poter valutare correttamente la realt sociale in cui immerso, i sistemi disciplinarichedevesubireelaformadidominioalqualeassoggettato. E bene sviluppare, partendo dallopera fondamentale di Smith, alcune brevi considerazioni sul lavoro e sullaccumulazione capitalistica, e quindi sul Lavoro e sulCapitalecomeliconcepivailfilosofoscozzese. AdamSmithaccettaladistinzionefralavoroproduttivoelavoroimproduttivo,ma a differenza della fisiocrazia di Quesnay, che legava il lavoro produttivo esclusivamentealleattivitagricoleconsiderandolavoroimproduttivotuttoilresto [lavoroinmanifatturacompreso],ilprotoeconomistaSmithlolegaallindustria, coscomecontrapponelindustriaallozioelaparsimoniaallaprodigalit. La linea parsimoniaindustrialavoro produttivoricchezza contiene in s gli embrionidellaffermazioneedellosviluppodelcapitalismodelsecondomillennio, e soprattutto del primo capitalismo a guida borghese che fece seguito alle elaborazionismithianecontenuteneicinquelibrideLaricchezzadellenazioni. Questa linea si sarebbe trasformata, in seguito, con il progressivo prevalere del rapporto sociale capitalistico, in accumulazionefabbricalavoro astratto realizzazioneeprofitto. EutileperciriportarealcunipassaggidalLibroIIdiWealthofnations,dedicato allaNatura,accumulazioneeimpiegodelcapitale,incuisidiscute,fralealtrecose, dellavoroproduttivoincontrappostoaquelloimproduttivo.

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Nel primo passaggio riportato, Smith contrappone in modo chiaro, ma certo strumentale ai suoi scopi, lindustria allozio [prefigurando la cosiddetta funzione imprenditoriale ed il futuro lavoro astratto capitalistico] e la parsimonia alla prodigalit [parsimonia da intendersi come metafora di quella che diventer in seguitolaccumulazionecapitalisticaveraepropria]: Sembradunquechelaproporzionefrailcapitaleeilredditoregoliovunquelaproporzione tralindustriaelozio.Ovunquepredominailcapitale,prevalelindustria;ovunqueprevale il reddito prevale lozio. Ogni aumento o diminuzione del capitale tende quindi naturalmenteadaumentareoaridurrelaquantitrealedindustria,ilnumerodilavoratori produttivi e conseguentemente il valore di scambio del prodotto annuale della terra e del lavorodelpaese,laricchezzarealeeilredditodituttiisuoiabitanti. I capitali aumentano con la parsimonia e diminuiscono con la prodigalit e la cattiva condotta. [AdamSmith,Laricchezzadellenazioni,LibroII,CapitoloIII] Edancora,sullostessotema: Con ci che risparmia annualmente, un uomo frugale non solo pu permettersi di mantenereunnumeromaggioredilavoratoriproduttiviperlostessoannooperilseguente ma,comeilfondatorediunoperapia,egliistituisceinuncertomodounfondoperpetuoper ilmantenimentodiunugualnumerodipersonepertuttiglianniavenire. [Ibidem] Leggendoquesterighe,sipotrebbeironizzarecheilprotocapitalismosmithiamo,o meglio,ilcapitalismocomeavrebbedovutoesserenellavisionediSmith,fondato sulla parsimonia, su comportamenti morali ed austeri a livello individuale, ed assomigliainastrattoaduniniziativacaritatevolechesiriproduce,adunoperapia che elargisce a piene mani lavoro dignitoso, produttivo ericchezzaallageneralit degliuomini. Il prodigo animato da scopi profani che distrae una parte del fondo dellopera pia dalla sua destinazione, ad esempio per mantenere il lavoro improduttivo che non garantisce alcun ritorno servitori, camerieri, attori teatrali, valletti, e pi modernamenteleescortoisondaggisti,riduceilpreziosocapitaleefailmaledi tutti,danneggiandolasocietnelsuocomplesso. Dopo aver esaltato la considerazione dellinteresse personale [mascheramento della propriet privata e dellaccumulazione del capitale], e quindi legoismo individuale che muove luomo escludendone a priori la benevolenza, Smith corregge un po il tiro allo scopo di legittimare il capitalismo cos come lui riusciva ad immaginarlo e per farlo digerire nei contesti culturali che caratterizzavanolasuaepocaequindinonpu checondannarelozio[illavoro improduttivo, la mancata intrapresa] e la prodigalit [che limita laccumulazione realizzazione],esaltandoincontrapposizioneadozioeprodigaliticomportamenti frugali e virtuosi assunti dal singolo [mascheramenti dellaccumulazione e della
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conseguenterealizzazionecapitalistiche]elimpresa[laproprietprivatadeimezzi diproduzione,liniziativaeconomicaindividualeascopiproduttivi]. Ilprodigo,conleparolediAdamSmith,Nonlimitandolesuespesealsuoreddito, []intaccailsuocapitale.Comecoluichedistraeiredditidiqualcheoperapiadestinandoli ascopiprofani,eglipagailsalariodelloziocoifondichelafrugalitdeisuoiaviavevanoin certo modo destinati al mantenimento dellindustria. [] Se la prodigalit di alcuni non fosse compensata dalla frugalit di altri, la condotta di un prodigo, nutrendo gli indolenti colpanedegliindustriosi,tenderebbenonsoloaimpoverireluistesso,maancheilsuopaese. [AdamSmith,Laricchezzadellenazioni,LibroII,CapitoloIII] Evidente in queste parole limpronta di un certo protestantesimo, limposizione della morigeratezza dei costumi e delloperosit, che hanno avuto certamente unapartedirilievonellaffermazionedelprimocapitalismoborgheseeproprietario apartiredalleisolebritannicheedalnorddellEuropa,macuriosonotarechevi gi in embrione, nel passaggio riportato, la condanna preventiva delle vittime capitalistiche predestinate, di cui si fa largo uso nel tempo presente, come ad esempio la condanna dei nullafacenti della pubblica amministrazione italiana, che percepirebbero per definizione il salario dellozio, o dei sottopagati operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano dArco, definiti assenteisti, improduttivi, e perci meritevoli di essere punti con lapplicazione di un regime disciplinare e contrattualeparticolare. Glieconomisticlassici,iteoricidelpensieroliberistaeilorosuccessori,prendendo le mosse talora concretamente, talaltra simbolicamente, dalla Ricchezza delle NazionidiAdamSmith,hannocontribuitoadelineare,neisuoicontorniessenziali epiqualificanti,lideologiadilegittimazionecapitalisticachevasottoilnomedi teoriaeconomicaliberistaechesifondeinestricabilmenteconilpensieropolitico liberale. Lapretesadiscientificitdelleanalisieconomiche,lineluttabilitdeldominiodel capitale e il culto del progresso di matrice borghese, dopo Smith, non hanno rappresentato che altrettante, grandi mistificazioni necessarie per assicurare la riproduzionesistemica.
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JohnMaynardKeyneselaRiformaCapitalistica Nelcorsodeiduesecolisuccessivi,allestrazionebrutaledelplusvaloredallemasse lavoratrici che ha caratterizzato tutta la fase del primo capitalismo a guida borghese, subentrata una parziale emancipazione di parte dei subordinati e dei proletari,eciavvenuto,nonacaso,quandolasussunzionerealedelLavoroal Capitale era ormai cosa fatta e metabolizzata, ed il capitalismo era da tempo il mododiproduzionedominanteintuttoloccidente. Questa temporanea affermazione di un capitalismo che sembrato assumere un volto pi umano durata circa un trentennio, ed ha avuto come capisaldi lestensionedelwelfarestate,linterventismodeglistatiineconomiaelepolitiche economichekeynesiane,unaridistribuzionedelprodottomenosbilanciataafavore delCapitale,edinfine,unprocessovoltoarenderelemassedisubordinatideltutto interne al rapporto sociale capitalistico, per sottrarle alla tentazione della lotta di classeedellappoggiogeneralizzatoalmodellocapitalcollettivistasovietico,aloro pi favorevole, perch in grado di imbrigliare la rapacit insita nel privato e di escluderelagrandeproprietprivatadeimezzidiproduzione. Si fa una certa confusione, oggi, fra il keynesismo ed il marxismo, fra leconomia dallatodelladomandadiJohnMaynardKeynesedeisuoisuccessori,daunlato,e ilcollettivismodimatricesovieticaispiratodalmarxismo,dallaltro. Questaconfusionenonilfruttodifraintendimenti,mainbuonamisuravoluta dai pubblicisti del capitalismo ultraliberista, che cercano di mettere sullo stesso pianoinemiciteoricidiquestocapitalismo,edpercicomodoconfondereatale scopoleconomiapianificatasovieticaconlepolitichekeynesiane,coinvolgendonel fallimentodellaprimasialincolpevoleKarlMarxeilsuopensierofilosofico,lacui influenzanonmaistatadiretta,mabensmediatadallesuccessiveelaborazionidi Engels e Kautsky, sia Keynes e le sue teorie non certo antagoniste, poich nate e sviluppatesi nellalveo del pensiero economico liberale, del quale il baronetto inglesediventatounodeiprincipalicritici. LacrucialefunzioneriequilibraticeedistimolodelleconomiaassegnatadaKeynes allaspesapubblica,certoilfruttodellaconsiderazionecheilsistemaeconomico lasciato as stessonon sempre pu funzionarebene, come ha provato la crisi del 29,ecinonpuchecontrastareconlavisioneliberalcapitalistachevuolesottrarre ilmercatoaqualsiasiinfluenzaesterna,statuale,religiosaodeticachesia. Le politiche keynesiane e neokeynesiane non hanno mai avuto lo scopo della sostituzione integrale della propriet privata con quella pubblica, e la loro applicazione ha semmai realizzato un patto, rivelatosi fragile e temporaneo, fra Stato e Mercato [fra lo Stato e il Capitale], che per ha consentito una relativa emancipazione dei subordinati ed il miglioramento delle loro condizioni di vita

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[Eugenio Orso, Alienazioni e uomo precario, nel capitolo Le tre societ della crescita]. Ilpassaggiostoricosuccessivo,chehaapertolastradaalLiberoMercatoPlanetario e ad un predominio assolutistico del Capitale a partire dagli anni ottanta, stato favorito sia dalla rottura del patto fra Stato e Mercato sia dal posteriore collasso dellUnioneSovieticaedelsuosistemaeconomico[Ibidem]. Ilmodellokeynesiano,purappartenendoperinteroallafamigliacapitalistica,un modello originalmente connotato ed alternativo al capitalismo di matrice liberale, ed ben riassunto nellopera pi nota del baronetto inglese, la Teoria generale delloccupazione,dellinteresseedellamoneta,pubblicataaLondranel1936. Questo modello ha rappresentato un tentativo di riforma capitalistica che ha avuto per alcuni decenni successi significativi, ma che oggi ostracizzato quasi quantoloilcollettivismosovieticonovecentescodiispirazionemarxista. SipuaffermarechelaTeoriageneralediKeynesharappresentatoiltestosacro pirilevanteepinotodellariformacapitalisticanovecentescaunpocomele95 tesidiLuteroneiconfrontidiSantaRomanaChiesa,affissesullaportadellachiesa diWittembergnel1517mentreIlCapitalediKarlMarxharappresentatolabibbia anticapitalista per eccellenza nellOttocento e durante il secolo successivo [soprattutto il primo libro, dedicato al processo di produzione del capitale e pubblicatodallostessoMarxnel1867]. Inaperturadelprimocapitolodellasuaopera,intitolatoLateoriagenerale,Keynes conammirevolechiarezzascopresubitolesuecarteeannuncialariforma: Ho intitolato questo libro Teoria generale delloccupazione, dellinteresse e della moneta, insistendo sullaggettivo generale. Lo scopo di tale titolo di contrapporre il carattere dei mieiragionamentiedellemieconclusioniaquelliformulatinellastessamateriadallateoria classica,laqualehacostituitolabasedellamiaformazionescientificaedominailpensiero economico, sia pratico che teorico, delle sfere dirigenti e degli ambienti accademici della generazionepresenteedelleprecedenti,dacentoanniaquestaparte[J.M.Keynes,Teoria generaledelloccupazione,dellinteresseedellamoneta,LibroI,Capitolo1] LospostamentodellangolovisualeoperatodaSirJohnMynardKeynesilLutero del Capitale stato rilevante per molti motivi, fra i quali si possono porre in evidenzaiseguenti:lacentralitassegnataalloccupazionedagarantireallemasse lavoratrici e la tensione verso il pieno impiego capitalistico, lenfatizzazione del ruolo della spesa pubblica nel sostegno a consumi ed investimenti [e quindi alla produzione], lammissione che il Libero Mercato un insieme di meccanismi delicati, contradditori e imperfetti, che non pu essere lasciato libero di agire in ogni circostanza ma che deve essere costantemente controllato e regolamentato, comesembravarichiedere,perlasuagravit,lacrisidel29. Se si accettano gli squilibri prodotti dal mercato, fidando ipocritamente nella sua capacitdiautoregolamentazione,sifaquestoessenzialmentepertutelareinteressi
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particolari e privatissimi che su questi squilibri crescenti in primo luogo nella distribuzione della ricchezza, con il conseguente razionamento dei beni e lesclusionedimoltissimidalgodimentodelprodottosocialecostruisconoleloro fortuneedestendonoilloropotere. Chi scrive concepisce il Mercato, allatto pratico, come un potente Sistema di Razionamento ed Esclusione che favorisce laccumulazione, la realizzazione e la riproduzione capitalistiche, ma che non pu garantire un reale progresso delle societumane,selasciatoliberodiesplicareisuoieffettisottraendoloalladecisione ealcontrollopoliticodelDemos. Lapplicazione di questo sistema, quale supremo arbitro dei rapporti economici e socialifragliuominisottrattoadunaveraregolamentazione,ilfruttodiprecise scelte strategiche dei dominanti come lo furono nel seicento le politiche mercantilistite, cameraliste e il cosiddetto colbertismo, costitutivi della prima societ della crescita e non di un ineluttabile destino al quale lumanit va incontro, senza alcuna possibilit di cambiare strada, in assenza di alternative al dominioincontrastatodegliscambicommerciali.. Cos, la globalizzazione neoliberista che impazza da un paio di decenni a questa parte rappresenta, in buona sostanza, il tentativo di estendere questo sistema di regolamentazione espressione di un nuovo Capitalismo Anarchico senza ridistribuzione della ricchezza, che non quello di Keynes e non quello immaginatodaSmithallinteropianetaeatutteleformazionisociali. Nellultimo capitolo della sua opera, Keynes presenta delle considerazioni sulla filosofia sociale alla quale la sua Teoria generale riformatrice del capitalismo [riformatrice quanto lo furono le tavole di Lutero per il cristianesimo in Europa] potevacondurreseapplicata: I difetti pi evidenti della Societ economica nella quale viviamo sono lincapacit a provvedere la piena occupazione e la distribuzione arbitraria e iniqua delle ricchezze e dei redditi.Quantoallaprima,laportatadellateoriasopraespostaovvia.Mavisonoanche dueaspettiimportantisottoiqualiessaharilievoancheneiriguardidellaseconda.[J.M. Keynes, Teoria generale delloccupazione, dellinteresse e della moneta, Libro VI, Capitolo24] Per combattere la distribuzione arbitraria ed iniqua delle ricchezze e dei redditi, Keynesproponelesuetesi,secondolequaliunabassapropensionealconsumo dostacolo alla crescita del capitale, e quindi le misure redistributive del reddito, perunasuamenoiniquaripartizione,elevandolapropensionealconsumopossono garantirelacrescita,agendopositivamentesulladomandaaggregata. Malapartemigliore,apareredichiscrive,leutanasiadelredditierocapitalistico che sfrutta a suo vantaggio il valore della scarsit del capitale proposta delleconomista inglese, secondo il quale, quando non si nella situazione della piena occupazione, un tasso dinteresse pur moderatamente alto dostacolo alla
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crescita e alloccupazione, poich leffettivo livello del risparmio determinato dallascaladellinvestimento,equestofavoritodauntassodinteressebasso. Sul piano della filosofia sociale, la teoria keynesiana, se applicata attraverso una serie di politiche economiche adeguate, avrebbe dovuto garantire lavoro ai subordinati e mitigare le disuguaglianze sociali, ammesse ed anzi subdolamente promossedallacosiddettateoriadeglieconomisticlassici. Lepoliticheeconomichediispirazionekeynesiana,applicateperqualchedecennio damoltigoverniinoccidente,hannogarantitorisultatieconomiciesocialirilevanti, matemporanei,elastessacrisidel29statasuperatanontantoenonsoltantoin seguitoallapplicazionedellemisuresuggeritedaKeynes,masoprattuttograzie alsecondoconflittomondiale. E importante rilevare, a questo punto, che leconomia politica ha certo un contenutoideologico,manonhacontenutiscientificipropriamentedettiefunziona inmodomoltodiversodallescienzeesatte,comelamatematicaolafisica. Oggetto della disciplina economica, come preferibile chiamarla a detta di chi scrive,sonoirapportieconomicifragliuominielaproduzionedellebasimateriali della vita associata, indissolubilmente legati alla complessit antropologica e ad unimprescindibiledimensionestorica. Ladisciplinaeconomicanonsarmaiingradodifissareleggiuniversali,validein ogni tempo e in ogni luogo, e a differenza di ci che accade in matematica, in economia invertendo lordine dei fattori il risultato della somma destinato a cambiare. Infatti,sepensiamoalsignificatoeconomico,socialeepoliticodellaTeoriagenerale delloccupazione,dellinteresseedellamoneta,noncasualechelautore,apartire dallo stesso titolo dellopera, abbia messo al primo posto loccupazione, seguita dallinteresse di natura finanziaria e dallaspetto monetario, poich se si inverte lordine dei fattori, mettendo ai primi posti interesse e moneta e allultimo posto loccupazione, il risultato della somma cambia completamente e si realizza lo spostamentodalcapitalismomoderatamenteemancipativodellasecondametdel Novecento caratterizzato dal patto fra Stato e Mercato, dalla spesa pubblica in espansione, dal welfare, dalla tensione verso il pieno impiego e da una minor ingiustizia distributiva al capitalismo anarcoliberista che subordina lo Stato al Mercato, appropriando risorse pubbliche, amplificando le differenze sociali e calpestandoidirittideilavoratori. Laver spostato lago della bilancia, con molta moderazione e pur sempre allinterno del capitalismo, a favore delleguaglianza, sottraendo qualcosa ad unindiscriminatalibertdiiniziativaeconomica,potressereinfuturoricordato,a pareredichiscrive,comeilpigrandemeritodiJohnMaynardKeynes. Cos,leconomiadallatodelladomanda,ilrelativoequilibriofraStatoeMercatoe la riforma capitalistica ispirate dalleconomista inglese autore della Teoria
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Generale,neglianniottantadelNovecentohannocedutoilpassoallaSupplyside economics,cioalleconomiadallatodellofferta,daintendersiqualecontroriforma liberalcapitalistica propedeutica alla nascita di un nuovo modo di produzione sociale,conuncambiamentoepocalechevabenaldildiunsemplicecambiodi faseecheciponeproblemiculturaliedeticinonsecondari. Nel prossimo capitolo si tratter del difficile passaggio dalla Riforma Keynesiana moderatamenteemancipativaallaControriformaLiberalcapitalisticaintegralmente deemancipante,nonchdelgrandecambiamentopolitico,economicoesocialeche questopassaggiohacomportato.
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DallaRiformaKeynesianaallaControriformaLiberalcapitalistica Neinuovicontestipolitici,socialieculturalichesidelineavanoallafinedeglianni settanta e agli inizi degli ottanta, la grande propriet tornava al comando dellimpresa, dopo laffermazione del cosiddetto capitalismo manageriale e lavvento della figura professionale del manger non proprietario, incaricato della gestione dimpresa, e la caduta del saggio di profitto verificatasi fra gli anni sessantaeglianniottantadelNovecento, Siproceduto,conReaganinAmericaeThatcherinGranBretagna,allariduzione deicarichifiscaliperiricchi,comprimendosalariespesapubblica,esiaffermata la cosiddetta teoria quantitativa della moneta dellultraliberale Milton Friedman, congliinteressi,iprofittielamoneta[loffertadimonetaalsistema,inparticolare] cheriacquistavanocentralitponendoinombralaquestionedelloccupazioneche tantoavevaassillatoikeynesiani. Ilmisconoscimentodellacentralitdelloccupazioneelanozioneditassonaturale di disoccupazione alluopo costruita, la volont di procedere agli sgravi fiscali, guardacasoafavoredellapartepiabbientedellasociet,elalottasenzaquartiere allinflazionecostituisconoelementichehannocaratterizzato,daunpuntodivista delle politiche economiche e monetarie, la controriforma capitalistica in occidente. Controlinterventismostataleelaredistribuzionedellaricchezza,MiltonFriedman, consigliereprimadiGoldwater,poidiNixonediReagan,ultraliberaleesostenitore dellintangibilit della libert economica privata e di un capitalismo selvaggio, da lui definito concorrenziale, ha riportato in vita gli spettri della famigerata teoria quantitativa della moneta caduta in disgrazia dopo gli eventi del 29, battendosi controlepolitiche,socialmentepimisericordiose,cheincentivavanoladomanda masuscitavanoilfenomenoinflazionistico,inciaiutatononpocodallincapacit deikeynesianidivenireacapo,utilizzandoilloroimpiantoteorico,delfenomeno della stagflazione [aumento dei prezzi e contestuale stagnazione economica] che minacciavadidivorareiredditielepossibilitdisviluppo. La cosiddetta rincorsa prezzi/ salari, che rallenta il movimento dello squalo capitalisticoalimentandostagnazioneeinflazione,fuscongiurataaccantonandole politiche espansive suggerite da John Maynard Keynes, bloccando la crescita dei salariequindi,nelconcreto,trasferendoquotecrescentidiprodottodalLavoroal Capitale,conladozionedelpuntodivistadelleconomiadallatodelloffertaedelle tesiespressedaipubblicistidelmonetarismo,fraiqualispiccavaMiltonFriedman. IlpiillustremonetaristadisecondagenerazionedellacelebreScuoladiChicago ilsolitoMiltonFriedman,subentratoalfondatoredelladittaHenrySimonsha sostituito la centralit della moneta alla centralit delloccupazione, concependo lofferta di moneta come un dato esogeno, posto sotto il controllo delle autorit
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monetarie,ilcuiaumentononproduceeffettireali[positivi]nellungoperiodo,ma soltanto aumenti nel livello dei prezzi del sistema economico, e quindi conviene spendereunpaioparoleinproposito,concentrandolattenzionesuimeccanismidi trasmissione della politica monetaria, poich un po di scienza economica filocapitalitica[masenzalusodellalgebraedeigrafici]aquestopuntononguasta enondeltuttoinutile: Sisuppongacheleautoritmonetarieaumentinoloffertadimoneta.Isoggettieconomicisi trovano nei loro portafogli quote di moneta maggiori di quanto desiderato e quindi aumentanoladomandadituttelealtreattivit,realiefinanziarie(beni,servizi,titoli).La riduzionedeltassodiinteresseinduceunaumentodegliinvestimenti.Iprezzideibenisono cresciuti pi dei salari (constatazione empirica). Poich il salario reale diminuito, le impreseaumentanoladomandadilavoro.Ilavoratori,nonaccorgendosicheancheillivello dei prezzi aumentato, ma erroneamente aspettandosi il medesimo precedente livello (aspettative adattive), aumentano lofferta di lavoro. Dunque crescono loccupazione e la produzione.Masolonelbreveperiodo.Appenailavoratoricorreggonolerroredipercezione suiprezzi,chiederannoaumentideisalarinominali,inmododariportareilsalariorealeal livello precedente. Questo riduce la domanda di lavoro, loccupazione e la produzione, riportandoleallorolivellonaturale. Altermineditalesequenza,dunque,lunicoeffettofinaleunaumentodeiprezzi,mentre nessuna variazione si verificata nelle quantit. Dunque, un aumento della quantit di moneta volto a espandere discrezionalmente leconomia non ha effetti reali nel lungo periodo;essoproducesolounaumentoproporzionaledellivellodeiprezzi. [PieroVernaglione,Austriaciemonetaristi] Se si proclama la neutralit della moneta, chiaro che la piena occupazione deve essereintesaesclusivamenteinsensoeconomicoenellungoperiodo,incuisaremo tutti morti a detta di Keynes, e questa non potr che essere influenzata dai movimenti delleconomia reale non dalla quantit di moneta messa in circolazione i quali movimenti, sulla base dello schema di equilibrio walrasiano [Lon Walras, francese, economista scientificomatematico dellOttocento] non possono che dipendere da fattori reali di natura squisitamente economica e dallavanzaredelprogressotecnico. Perci,lapienaoccupazionepostaalcentrodelleattenzionikeynesiane,inunottica liberalcapitalisticaprofondamentediversadaquelladelriformatoreKeynes,non sarmaiconcretamentetale,poichcontemplauntassodidisoccupazionenaturale noneliminabile,esoprattuttononsiraggiungeraumentandoloffertadimoneta. Essendo il capitalismo paragonabile agli esemplari di alcune specie di squali che non possono che andare avanti, perennemente in movimento anche durante il riposo,poichfermarsiequivarrebbeperloroallasfissiaeallamorte,lacadutadel tasso di profitto, la persistenza della stagflazione [prevista da Friedman e non risolta dai keynesiani] e la ridistribuzione del reddito a vantaggio dei subordinati
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hanno fatto scattare gli anticorpi, simboleggiati dallavvento delleconomia dal lato dellofferta e degli spettri monetaristi, ed hanno rimesso in movimento nelle correntidellastorialosqualocapitalistico,chesarebbecosriuscitoadavvistarele costedelterzomillennio. Spostare lattenzione come ha fatto Milton Friedman, autentica anima nera dellacontroriformaeveropadredelNuovoCapitalismodelventunesimosecolo dalla lotta alla disoccupazione a quella allinflazione non socialmente neutrale, mapuprovocarecambiamentiepocali,comepurtropposicompresoconilsenno di poi, e laffermazione del monetarismo, secondo la quale la politica monetaria nonhaloscopodellapienaoccupazione,hafattoilresto,contribuendoabloccare quelprocessoemancipativodimassainiziato,allinternodellelogichecapitalistiche enoncontroilCapitale,dallariformakeynesiananovecentesca. Eccocomesiagitosulpanoramaeconomico,socialeepoliticodelloccidenteper modificarlonellasostanza,eciavvenutomettendoinprimopianolinteresseela monetaeallultimoloccupazione,esattamentecomenellesempiodiprima. Nonsitenutoinalcunconto,nellacontroriformacapitalisticaperilsuperamento dellepolitichekeynesiane,delwelfareedellasocialit,dellostessosistemafordista taylorista che regolava la fabbrica, di quel investimento sul futuro, che corrisponde ad un investimento sociale fecondo, derivante dallimpiegare risorse per emancipare ed istruire le masse di subordinati, un investimento che se fosse proseguito fino ai giorni nostri avrebbe potuto favorire, in unottica di lungo periodo ed entro gli stessi schemi capitalistici, gli avanzamenti scientifici e tecnologici, la crescita del prodotto e lattenuazione [ma non la rimozione] delle conseguenzenegativesullambientechetalecrescitainevitabilmentecomporta. Seunanazionenonpuconsiderarsiricca,quandogranpartedellapopolazione poveraedinfelicecomescrisseilpadredelprimocapitalismo,AdamSmithlo stessovaleperlinteropianetaglobalizzatoeconomicamente,percorsodacrescenti flussicommerciali,manoncertoemancipatodaunpuntodivistasociale. La grande propriet che tornava al comando dellimpresa agli inizi dellultima, grande trasformazione capitalistica stanca di staccar cedole standosene comodamentesedutainpoltronaenelcontempodivedereiprofittidecrescerein molti casi non era pi la vecchia borghesia proprietaria, ma un nuovo soggetto sociale mutante che era in procinto di divorare la storica borghesia e ne stava distruggendoilmondoculturaleedicostumi. Ginellepocadellacontroriformareaganianaethatcheriana,apartiredallAmerica delnord,sistavaformandounanuovaclassedominante,pispietataneiconfronti dei subalterni e pi determinata nellimporre i propri modelli culturali di quanto nonlostatalaborghesia,orientataversolestremizzazionedellaissezfaireche lestensioneglobalizzantedelMercatorendevapossibile,equestaclassenonaltri chelaGlobalclasscapitalistica,laqualedominailnostropresenteevorrebbecheil
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secoloappenainiziatofosseilsuosecolo,comelOttocentofuilsecolodellapiena affermazioneborghese. Questanuovarazzapadronageneratadalletrasformazioni,edallecontraddizioni, del rapporto sociale capitalistico, concepisce il mondo come uno spazio aperto, uniforme, da assoggettare al nuovo comando capitalistico per soddisfare i suoi desideri,nonpupiriconoscersiinunadimensionenazionale,regionaleolocalee non pi animata dalla stessa curiosit culturale e pionieristica che caratterizzavailfilosofosettecentescoAdamSmith,nelsuoviaggioversoilprimo capitalismoborghese. Sipotrebbeinsisteresugliaspettiintellettualierazionalipresentinellaculturadei nuovidominanti,periqualiilpossessodeisaperielistruzionesono,opotrebbero sembrarechesiano,piimportantidellastessapropriet,masecondoilsociologo ChristopherLasch,chehaosservatolanascitadiquestaclassenelNordAmerica,le cosestarebberonelmodoseguente: Unelementopirilevanteilfattocheilmercatoincuioperanolenuovelitehaoggiuna dimensioneinternazionale.Lelorofortunesonolegateaimpresecheoperanosenzabadareai confini nazionali e le loro preoccupazioni riguardano il buon funzionamento globale del sistema,nonquellodellesuesingoleparti.Lalorolealtseilterminenonanacronistico in questo contesto di tipo internazionale, pi che regionale, nazionale o locale. I loro esponenti hanno molte pi cose in comune con le loro controparti di Bruxelles o di Hong Kong che con le masse di americani non ancora allacciati alla rete della comunicazione globale. [ChristopherLasch,Laribellionedellelite.Iltradimentodellademocrazia,1995] Le lite in rivolta di Lasch, connesse alla rete della comunicazione globale che annullaledistanzeevirtualizzailmondo,sonofigliedelfallimentodellariforma capitalistica keynesiana, della rottura del Patto fra Stato e Mercato con la successiva prevalenza del secondo sul primo e della storica vittoria del liberalcapitalismo su tutte le alternative esistenti, a partire da quella collettivistica sovietica. Le nuove lite parlano solo a se stesse [come ha compreso Christopher Lasch] e soltanto di se stesse, disinteressandosi della sorte del resto della societ e di tutti coloro che sono destinati a restare indietro, dopo aver annullato le possibili opposizioni sociali e culturali ed aver neutralizzato lantagonismo delle classi subalterne. I globalisti sono liberali allinterno dei loro circoli ed enigmatici verso lesterno, alternando la lusinga dei modelli e degli stili di vita dei quali sono portatori alla spietatezzadelloroagirenelladimensioneeconomicaesociale. Diffondono il loro stile di vita, che vorrebbero universalizzare, ma concentrano nelleloromanilerisorsecomenessunaclassedominantehamaifattoprima,senza

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preoccuparsiseriduconoisubordinatisottolasogliadellasussistenzaosecausano larovinadellastessapartedelmondoincuisononati. I meccanismi impersonali del Mercato ai quali i membri della Global class sono sincronizzati, liberi di agire e di riprodursi allinfinito regolano la loro esistenza e ne determinano il successo o il default individuale, attuando una selezione pi spietatadiquelladarwiniana,oalmenocosdovrebbeesserepertuttiloroeperle entitchecontrollano,ancheseafrontediunaLehemanBrothers,estintasiacausa deglisconquassidellacrisiglobalenelsettembredel2008generandolapigrande bancarotta di tutti i tempi nel Nord America, altre entit hanno beneficiato del denaro pubblico, riuscendo a mitigare non poco le asprezze che la selezione operatadalMercatocomportaedasocializzareinbuonamisuraleperdite. La famigerata Legge di Mercato, in altri termini, non uguale per tutti e non sempre applicata fino alle sue estreme conseguenze, in particolare se si controllano indirettamente le entit statuali e quindi si pu disporre delle risorse pubblicheallabisogna. Lostatofungedaprestatorediultimaistanza,nelcasoincuigliingranaggidel Mercatosiinceppanotemporaneamente,elevacchedamungere,chealimentano attraverso limposizione fiscale gli aiuti a fondo perduto concessi, sono proprio i subalterni classi medie in arretramento, operai e resti del vecchio proletariato nei confronti dei quali lo stesso Mercato, inteso questa volta come Sistema di Razionamento ed Esclusione, non cessa mai di funzionare, riducendo la quota di prodotto a loro destinata, comprimendo la socialit pubblica nel trasferimento di risorse al privato, imponendo le liberalizzazioni e la riduzione progressiva dellarea di intervento statuale, facendo evaporare i posti di lavoro nel pubblico [privatizzazioni dei servizi, riduzioni progressive della spesa] e nel privato [ristrutturazioniaziendali,spinoff,chiusureperdelocalizzazione,eccetera]. Il Libero Mercato Globale sembra funzionare, perci, a senso unico, colpendo senzamisericordia i subordinati, nel nomedei feticci dellacompetitivite della produttivit, ma consentendo ai globalisti, opportunamente mascherati in occidente da Mercati e Investitori [poich loro stessi sono il Libero Mercato e ne incarnanogliscopi],difarlafrancautilizzandolerisorsedeglistatichecontrollano indirettamente,attraversoitrattatiinternazionali,gliorganidellamondializzazione elasubordinazionediunapoliticaliberaldemocraticaminoreemercenaria. Inci,lasubordinazionedeglistatinazionaliedellapoliticanelmondooccidentale sviluppato dagli Stati Uniti allUnione Europea alla Global class, e laccettazione incondizionata delle ragioni e delle dinamiche di un Nuovo Capitalismo,chesottolapparenzadiunacertacontinuitdifondoconquelloche fuilcapitalismodellafinedelsecondomillennio[ordinesociale,strutturedipotere, assetti produttivi], rivela la progressiva e storica affermazione, proprio in questi

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anni, di un nuovo modo di produzione sociale, profondamente diverso da quello cheabbiamoconosciutonelNovecento. Il punto cruciale non soltanto lallargamento dei mercati e la concorrenza degli emergentialleeconomiecosiddettesviluppate,chesemprepiserrataanchenei settori ad alta intensit di capitale e tecnologicamente evoluti, come non rappresentatoesclusivamentedainuovitrattatiedallenuovestruttureperfavorire il commercio internazionale, quale, ad esempio, il WTO o OMC [World Trade Organisation,OrganizzazioneMondialedelCommercio],poichlatrasformazione complessiva, e come tale deve essere analizzata, comprendendo nelle osservazioni anche le trasformazioni in corso nella struttura sociale [Costanzo Preve e Eugenio Orso, Nuovi signori e nuovi sudditi. Ipotesi sulla struttura di classedelcapitalismocontemporaneo],gliaspettiantropologicieculturali,nonch gli esperimenti manipolatori di massa centrati sullessere umano in quanto tale [Eugenio Orso, Alienazioni e uomo precario], e persino le possibili alternative future a questo modello realizzato di societ, alternative con un chiaro contenuto rivoluzionario che oggi sono in una fase embrionale [Costanzo Preve, Elogio del comunitarismo]. Questoquantoaccaduto,dagliStatiUnitiallEuropa,dopolufficializzazione della prima crisi globale, mostrandoci in piena luce la funzione di scardinamento dellordine economico e sociale precedente che caratterizza la crisi stessa, da considerarsiperciqualeelementostrutturaledelCapitalismodelTerzoMillennio. Leconseguenzedellacontroriformacapitalisticaapartiredalsuoavvio,intermini di politiche economiche e sociali, nella seconda met degli anni settanta del Novecento, sono state perci epocali, devastanti sul piano sociale ed anche su quello culturale, con un riflesso oggi evidente su tutti gli aspetti della socialit, della vita economica e della politica, e questo si capito, o si sarebbe dovuto comprenderloconmaggiorechiarezza,findaiprimianninovanta. SipusimbolicamenteaffermarecheaJohnMaynardKeynessubentratoMilton Friedman,coscomeallemancipazione,purinunotticasostanzialmenteinternaal capitalismoequindiriformista,subentrataladeemancipazionedimassa,con tuttiisuoirigori,leiniquitsocialicheamplificaediproblemieticichepone. Inestremasintesi,dalloscaderedeitrentagloriosianni,descrittidallostoricoEric Hobsbawm come se fossero unet delloro alla quale ha fatto seguito una frana, fino allinizio degli anni novanta, tre elementi, dei quali il primo di natura economica,ilsecondosociologicoeculturaleedilterzogeopolitico,hannofavorito lultimamutazionecapitalistica,chenonsiancoraconclusaechesistarivelando pi profonda e sostanziale delle precedenti, dando origine ad un nuovo modo storicodiproduzione. Questielementisono:1)lacadutadelsaggiodiprofittofrail1960eil1980neipaesi sviluppatichehariavvicinato,perforzadicose,lagrandeproprietallagestione
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dellintrapresa, 2) la nascita della classe globale e linizio della trasformazione dellordine sociale in occidente, con un mutamento culturale e sociale ancora in atto, 3) il collasso dellUnione Sovietica, il suo smembramento, il saccheggio delle suericchezzedapartedeinuoviricchilocaliedeglistessiglobalistioccidentali,la conseguentearchiviazione[definitivaotemporaneanondatosapere]delmodello collettivisticodispirazionemarxista.
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MiltonFriedmaneilNuovoTestamento Esiste un libro non troppo noto in Italia edito nel 1967 da Vallecchi editore di Firenze e pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti da The University of Chicago nel 1962, in anni in cui il keynesismo riscuoteva indubbi successi e la riformacapitalisticaerainpienocorsochenonuntestotecnicodieconomia politica, che non si vale dellalgebra e non contiene rappresentazioni grafiche o articolati modelli matematici, che non discute della curva di Phillips e delle sue implicazioni,delpienoimpiegocapitalistico,dellimpresanegliaspettipuramente economiciodellaggregatodellamonetaedellesuecomponenti. E unopera squisitamente politica, pur con dirette implicazioni economiche e sociali, poich ci parla del liberalismo, nel senso europeo assegnato a questo termine,inunperiodoincuilavisioneliberalcapitalistanoneraancoradominante come lo stata in questi ultimi due o tre decenni, ma in cui, a detta dello stesso autore, i suoi propugnatori non erano pi uno sparuto manipolo prossimo allestinzione,rappresentandonelloccidentedelmondounaforzaintellettualein progressiva crescita [come purtroppo abbiamo avuto modo di constatare, soprattuttoinquestianni]. Questo libro Capitalism and Freedom [Efficienza economica e libert, nella versioneitalianaeditadaVallecchi]elautorenonpuesserecheilsolitoMilton Friedman,dachiscrivegidefinitoironicamentemanontroppolanimanera delNuovoCapitalismo. Ilpretesonessofralefficienzaeconomica,nelsolcodellideologiacapitalisticadel progressocheesaltaintuttiisuoiaspettilacosiddettatecnoeconomia,elalibert delluomo, da intendersi in senso liberale classico, il filo conduttore che pervadetuttiicapitolidelloperafriedmaniana,offrendociunavisionedelmondo ed una concezione delluomo destinata a connotare il Capitalismo del Terzo Millennioeadinformarelasuaclassedominante,quellaglobale. Se tutto si diparte dalla concezione della libert umana di matrice liberale, su questo punto che la critica al Friedman di Capitalismo e Libert deve iniziare, prima ancora di investire la questione dellEfficienza Economia garantita dal capitalismo concorrenziale, che costituirebbe una conseguenza desiderabile delladozione del punto di vista liberale, o meglio, il suo principale effetto storico positivo. Si pu partire, per operare questa critica, dalla fine, ed in particolare dal capitolo dodicesimo, dedicato allalleviamento della povert, in cui, discutendo di liberalismo ed egualitarismo come due visioni diverse e sostanzialmente contrapposte,Friedmanscriveleseguentiedapparentementebelleparole: Il fondamento della filosofia liberale la fede nella dignit dellindividuo, nella libert di trarre il massimo vantaggio dalle sue capacit e opportunit conformemente alle sue
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possibilit,allasolacondizionelimitativachenoninterferiscanellalibertdialtriindividui difarelostesso. [MiltonFriedman,Efficienzaeconomicaelibert,Capitolododicesimo] Dopo questa sviolinata che esalta genericamente la libert individuale, da tutti teoricamentefruibileinuncontestopoliticoliberale,arrivasubitoladocciafredda, che ci riporta alle effettive durezze della realt sociale liberalcapitalistica ed alla scissione, sommamente ipocrita, fra la libert formale che non significa nulla, poich non da tutti fruibile, ma garantita soltanto ad una minoranza di dominantiequellaeffettiva,chenegata,peririsvoltirivoluzionarichepotrebbe comportare,dallostessoFriedman: Ciimplica,perunverso,lafedenelleguaglianzadegliuomini;ma,perunaltroverso,la fedenellalorodisuguaglianza.Ogniuomohaunegualedirittoallaliber[formaleenon effettiva come si comprender meglio in seguito, n.d.s.]. Questo un diritto importanteefondamentale[esattamentecomeifantomaticiegenericidirittiumani che oggi giustificano le azioni militari della potenza americana, n.d.s.], proprio perch gli uomini sono differenti [giustificazione pelosa delle ineguaglianze sociali basata sul riconoscimento dellunicit dei singoli, n.d.s.], perch luno desidera fare, conlasualibert,cosediversedaquellechedesiderafarelaltro,eincodestoprocessopu contribuire pi che un altro alla cultura generale della societ nella quale molti uomini vivono. [Ibidem] Edinfine,ilcolpodamaestrocheciriveladovevuoleandareaparareFriedman: Il liberale, quindi, distingue nettamente tra eguaglianza di diritti ed eguaglianza di opportunit,daunaparte,edeguaglianzamaterialeoeguaglianzadirisultatodallaltra. [Ibidem] Leguaglianza, nella concezione liberale friedmaniana, pu costituire semmai un prodotto secondario della societ libera da lui auspicata, in cui dominano capitalismoconcorrenziale,iniziativaeconomicaprivataemeccanismidimercato,e pur approvando la privatissima carit dei singoli, quale primo e pi accettabile veicolo per alleviare le sofferenze dei poveri e dei subalterni nella societ libera capitalistica, o persino un limitato interventismo statale atto allo scopo, il vero liberale non pu tuttavia che rammaricarsi del fatto che in questo modo si sostituisce lazioneforzataallazionevolontaria.[Ibidem] Infatti,destinandorisorseallassistenzadeisubalternipipoverisiviolalalibert formale, considerata dal liberale intangibile perch rappresenta niente altro che il riconoscimento della libert delle lite dominanti di spadroneggiare su tutto e su tutti, senza vincoli etici, politici, religiosi ed imposizioni governative per la ridistribuzionedellaricchezza. In ci vi una condanna senza appello dello stato sociale e del riformismo socialdemocratico, oltre che, naturalmente, di tutte le forme di collettivismo a
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partire da quella sovietica, che negli anni cinquanta e sessanta rappresentava unalternativainsidiosissimaalcapitalismooccidentale. Echiarochesesiadottaquestopuntodivista,tesoanasconderelarealtsociale capitalisticaelesuepesantiimplicazioniinrelazionealleffettivapraticabilitdella libert e dei diritti per moltissimi, egualitarismo diventa unespressione sommamentenegativa,poichlegualitariocoluicheintendetogliereadalcuni[la classe dominante capitalistica] per dare agli altri [il resto del genere umano, largamentemaggioritario]. Cos,secondolultraliberistaFriedman,leguaglianzaentranettamenteinconflittocon la libert, e bisogna scegliere [Ibidem], perch non si pu essere nello stesso tempo egualitarioeliberale. Suquestaultima,chiaraaffermazionedelprofessorFriedmanloscrivente,cheun irriducibile egualitario, antiliberaldemocratico, anticapitalista ed antiglobalista, concorda in pieno e senza riserve, riconoscendo lesistenza di due fronti contrapposti ed inconciliabili, perch informati da unopposta concezione delluomoedelsuoruolonelmondo. Volendo fare un po dironia attraverso una metafora apparentemente ingenua, legualitario stigmatizzato da Friedman quale portatore di idee e di istanze da respingere,comeilRobinHoodcherubavaairicchiperdareaipovericostretto a nascondersi nella foresta di Sherwood, come sono costretti alla clandestinit politica, oggi, i veri egualitari ed anticapitalisti , mentre quel tristo Sceriffo di Nottingham che voleva neutralizzarlo in nome di una pretesa legalit, ma nella realtinnomedeiprivilegiedellarbitriodeipotenti,simileadunagentedel liberalismofriedmaniano. Percorreggerequestaspietatavisione,cheinconcretoimporrebbediabbandonare alsuodestinolapartepoveradellasociet,lasciandolacompletamenteinbaliadel LiberoMercatoautoregolantesi[cheFriedmannellasuaoperachiamacapitalismo concorrenziale],lautoreproponeilpalliativodiunimpostanegativasulreddito, a vantaggio degli incapienti, che corrisponderebbe ad un piccolo sussidio concessogli, ma lo fa di controvoglia, perch la sua primacura, in quanto liberale estremista ed ultracapitalista [esattamente il contrario dello scrivente: Zenit e Nadir], che tutti i programmi dovrebbero passare sotto le Forche Caudine del Mercato, per evitare le distorsioni che potrebbero comprometterne il funzionamento. SaltandodalpenultimocapitolodiCapitalismoeLibertallintroduzione,notiamo cheviunintima[epercertiversiammirevole]coerenzafraiconcettichelautore esprime alla fine e allinizio dellopera, in quanto la libert di matrice liberale, difesaaspadatrattadallaprimaallultimapagina,nellavviodellibrosiconfronta conlingombrantepresenzadellostato.

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Perdiscuteredellafunzioneriservataallentitstatodaiveriliberali,delruolodel pubblico nelleconomia e, in definitiva, del cruciale rapporto fra Stato e Mercato, Friedman prende le mosse da un celebre passo del messaggio inaugurale del presidenteJ.F.Kennedyallanazione,checonvieneriportarediseguito: Non bisogna chiedersi che cosa il nostro paese pu fare per noi, ma chiedersi che cosa noi possiamofareperilnostropaese. [MiltonFriedman,Efficienzaeconomicaelibert,Introduzione] Questo passaggio del discorso kennedyiano giudicato da Milton Friedman negativamente, poich nessuna delle due proposizioni dellalternativa rispecchia gli ideali delluomo libero [o meglio, del vero liberale, per il quale conta esclusivamente la libert economica], essendo la prima cosa il nostro paese pu fare per noi una formula paternalistica e deresponsabilizzante nei confronti dellindividuo, che a taluni oggi pu ricordare lo statomamma dei tempi della loro giovinezza e del welfare [lo scrivente, nato nel 1958, fra questi], mentre la secondaproposizione,preferitadaKennedycosanoipossiamofareperilnostro paesesarebbeunaformulaorganicistica,darespingerequantolaprima,poichin talcasoilgovernodiventerebbeilsignoreeilcittadinoilservo. Ma quale allora la formula magica proposta dal liberale friedmaniano per scongiurare sia il pericolo dello stato paternalistico sia quello dello stato organicistico? La formuletta proposta la seguente, e sembra proprio quella adottata, nei nostri contesticulturali,economiciepolitici,dallanuovaclassedominanteglobale: Il vero liberale non ammette lesistenza di un obiettivo nazionale che non sia la convergenzadegliobiettivicheicittadiniindividualmenteperseguono[Ibidem],equindi la riformulazione corretta in senso liberale della celebre frase di J. F. Kennedy sarebbe:checosaioeimieiconcittadinipossiamofarepermezzodelgoverno?[Ibidem] Questa formulazione, che superficialmente potrebbe essere giudicata suggestiva, democratica e addirittura condivisibile, nasconde lobiettivo politico concreto e prioritario della limitazione dellambito di attivit del governo [lespressione governoutilizzatanellibrocomesinonimodistato,edinparticolaredistatoedi amministrazione federale, essendo Friedman un americano], di una conseguente riduzione delle competenze e dellautonomia statale ai minimi termini, ponendo lorganizzazione statuale al completo servizio del Libero Mercato, che laltro nomedelcapitalismoconcorrenzialefriedmaniano. Lafrasechecosaioeimieiconcittadinipossiamofarepermezzodelgoverno? dovrebbeperciessereinterpretataallalucedeiveriscopicheanimanoiliberalie andrebbelettanelmodoseguente: Comepossiamousarelostato,noi,chesiamoproprietarideimezzidiproduzione, che muoviamo i capitali finanziari, che non gradiamo la redistribuzione delle

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risorseeilcontrollopubblicodeimercati,perperseguireinostriinteressieconomici privatieinostriscopidipotere? Secondo il Friedman di Capitalismo e libert, fondando lo stato sullintrapresa privata sorgente del potere della classe dominante che leconomistaideologo di Chicago maschera da cooperazione volontaria fra gli individui il settore privato putenereafrenolautoritdelvituperatosettoregovernativo,mapersmantellare progressivamente questa autorit esterna alle logiche del capitalismo concorrenziale, ed evitare che interferisca con il Libero Mercato, auspicabile che oltre alla riduzione delle competenze vi sia la deconcentrazione, con un trasferimentodelledecisioniversoilbasso,allivellolocale. Lalimitazionedellasovranitpoliticaemonetariadeglistatidiventataunarealt inEuropa,grazieallUnioneEuropeachesorvegliapercontodelleliteigoverni, grazie alla moneta unica gestita da un organismo sopranazionale privato come la BCE,egraziealleregoleimpostedallaltoaipaesimembri,edinquestomodogli stati europei hanno perso progressivamente autonomia nel definire le politiche economiche, finanziarie e sociali da adottare, trasformandosi in sponsor o puri testimonidellespansionedelMercato. Se la decisione politica su materie essenziali trasmigrata verso lalto, sottratta al controllo politico nazionale, si manifestata in questi ultimi anni nella stessa Europaunacertatendenzaaldecentramentofiscaleeamministrativo,cheimplicata il trasferimento verso il basso, in una dimensione regionale, locale o municipale, delledecisionicheriguardanoquestioniimportantimanonstrategiche. In ci il senso pi proprio delle pulsioni di natura federalista che hanno attraversatolEuropa,danordasud,daoccidenteadoriente,inquestiultimianni [il leghismo padano in Italia, ad esempio], e in ci la stessa giustificazione delle istanzeindipendentiste[comequellechepotrebberospaccareilBelgio]. Ilveroscopoancheseautonomistieindipendentistinonsenerendonoconto quello di indebolire il famigerato stato centrale, agendo con la sottrazione di poteri che trasmigrano verso lalto e, nel contempo, con una frantumazione regionalistica che punta verso il basso, per agevolare lo scorrimento del capitale finanziarioinognidove. Allalucediquantostaaccadendonelnostropresente,inrelazionealprevaleredel Mercato sullo Stato ed alla riduzione dellautonomia e delle competenze dei governi, possiamo affermare che mezzo secolo fa lestremista liberale Milton Friedman stato addirittura profetico, e il suo consiglio caldamente espresso in CapitalismandFreedomdiindebolirelostato,limitandoneattivitefunzionicon ilfinedelrafforzamentodelLiberoMercato,statopienamenteaccoltodallenuove liteglobaliste. Permotivareadeguatamentelanecessitdellindebolimentodistatiegoverniedel contestuale rafforzamento dei mercati, il professor Friedman tira in ballo
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democraziaelibertpolitica,sostenendocheselaliberteconomicadesiderabile in quanto rappresenta un fine in s, e costituisce una parte rilevante [la pi rilevante,nellotticaliberalcapitalistica]dellaliberttotaledegliindividui,lastessa anche un indispensabile mezzo per la realizzazione della libert politica. [Milton Friedman,Efficienzaeconomicaelibert,Capitoloprimo] Soltanto il capitalismo concorrenziale non certo leconomia pianificata o quella mista pu favorire la libert economica e quindi la libert politica, nonch la necessaria deconcentrazione del potere politicoamministrativo per contenere le spinte dirigiste del governo, rendendoci tutti pi liberi e pi felici, come infatti abbiamo modo di constatare nel nostro presente, in cui crisi economica, disoccupazione, precariet e sottooccupazione, riduzione dei redditi e dei diritti deisubalternilafannodapadroni Se vero che Il Mercato Rende Liberi, Friedman sostiene che il capitalismo costituisce senzaltro una condizione necessaria, ma purtroppo non sempre sufficienteperfavorirelalibertpolitica,echenontuttelecombinazionifraassetti politicieassettieconomicisonopossibili,auspicabiliedesiderabili. Con la chiarezza che lo contraddistingue, quello che possiamo simbolicamente definire il padre del Nuovo Capitalismo del ventunesimo secolo, pone in rilevo lintimo nesso esistente fra economia e politica, contrariamente alla credenza diffusa che si tratta di campi distinti e non correlati, stigmatizzando in chiave negativa [guarda caso] i socialdemocratici della sua epoca, che promuovevano le libert politiche ed individuali ma accettavano con troppa leggerezza alcuni tratti essenziali dellassetto economico sovietico, non certo favorevole alliniziativa economicaprivata. Purapprezzandoilriconoscimento,dapartediFriedman,dellintimaconnessione fra politica ed economia e il conseguente disvelamento dellinganno accademico [daluidefinitocredenzadiffusa]cheleseparaartificiosamenteinteoriapolitica liberale e teoria economica liberista, essenzialmente per non farci comprendere la sostanza del capitalismo, seguendo questa via il nostro ha semplicemente voluto affermare senza lasciare spazio ad equivoci quello che lo scrivente va dicendo da tempo, e cio che il miglior compendio del capitalismo concorrenziale, sul piano politico,lademocraziadimatriceliberale,laqualenonpotrebbeesisteresenzail capitalismo. Inquestiannidipassaggiodalcapitalismodelsecondomillennioaquellodelterzo, vissuti interamente sotto il segno di Capitalismo e Libert, per esportare il rapportosocialecapitalisticoelacosiddettaeconomiadimercatoinareedelmondo estranee alla sua genesi e alla sua affermazione, si fatto largamente ricorso allo strumento bellico, giustificando la guerra con la necessit di abbattere regimi dittatoriali,liberarepopoli,fartrionfareidirittiumanie,perlappunto,diffondere ovunquelademocrazialiberalecoscomelaintendevaMiltonFriedman.
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Lalibertindividuale,formalmentericonosciutaatutti,senzadistinzionidicenso, di sesso, di opinioni politiche o di religione, ma nel concreto identificata con la libert diniziativa economica e quindi intimamente legata ai diritti intangibili riconosciutiallaproprietprivata,assuntaqualesupremocriteriodivalutazione degli assetti economici, e quindi non pu che legarsi indissolubilmente al liberalcapitalismoealdominiodeimercati. Il matrimonio ineguale fra lassetto politico liberaldemocratico e lassetto economiconeoliberistaglobalizzato,incuidominanoleragionideiMercatiedegli Investitori, una caratteristica dellultimo ventennio, ed assolutamente coerente con il discorso friedmaniano, sviluppato nella fondamentale opera Efficienza economicaelibertfralasecondametdegliannicinquanta[risultatodiunaserie di conferenze nel giugno del 1956 allo Wabash College] e linizio degli anni sessanta,quandoiveriliberalinoneranofortiedominantiquantolosonooggi, sottoilsegnodellaGlobalclasscapitalistica. LeconomistaamericanoindividuanelMercatoLiberolaviadaseguireperridurre il numero delle questioni decise per via politica, per garantire il rispetto di unampia diversit di opinioni e quindi lo definisce come un efficiente sistema di rappresentanza proporzionale, che sostituisce le decisioni politiche sottomesse al votoedalconsensodellemaggioranze. Come al solito chiarissimo, il solito Milton Friedman della Scuola di Chicago sostiene che Sottraendo lorganizzazione dellattivit economica al controllo dellautorit politica, il mercato elimina questa fonte di potere coercitivo. Esso consente alla forza economicadilimitareilpoterepoliticopiuttostocherafforzarlo.[Ibidem] Estendendolazionedeimeccanismiimpersonalidelmercato,esattamentecomesta accadendooggi,nonsolosiriduceladecisioneperviapoliticaesisottraelastessa alle maggioranze elettorali, rimettendola, nella realt, in mani elitistiche sottraendola del tutto, bene ribadire, allapprovazione dei subalterni che la subiscono ma si favorisce il deconcentramento verso il basso, con la frantumazionedelquadropoliticoamministrativoinunamiriadepiccoli[equindi deboli]governiindipendenti. Come gi si accennato in precedenza, questa tendenza alla frantumazione del quadro politicoamministrativo, caldeggiata a suo tempo da un preveggente Friedman, emerge oggi nel pessimo federalismo fiscale leghista in Italia, nel separatismo che minaccia il Belgio ed in altre situazioni in cui la minaccia dissolutivaregionalistapremealleporte,portandoacquaalmulinodellanuova classe dominante globale, che per consolidare la propria presa sulle societ ha la necessitdiindebolireeridurreallumicinolegrandiorganizzazionistatuali. Unaltroaspettoinquietante,cheemergeinCapitalismoeLibertedinparticolare nellavvio del secondo capitolo, tutto dedicato al ruolo [minore] che dovrebbe essere riservato al governo in una societ libera, il nesso fra un capitalismo
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liberistaportatoalleestremeconseguenzeeilcosiddettoanarchismodimercatoo anarcoliberismo,checostituisceunfiloneminoritariomasignificativodelpensiero anarchico. Chi scrive profondamente convinto che esiste qualche importante elemento comune, fra la concezione dellindividuo espressa dal pensiero liberale e quella espressadalpensieroanarchico[soprattuttonellavarianteanarcoindividualistica], ma in tale caso la vicinanza fra un guru liberalcapitalistico, un premio Nobel per leconomia molto ascoltato, in passato, negli ambienti della politica e dellamministrazione americana, e quella parte minoritaria dellanarchismo, presentenelNordAmericaedancheinEuropa,cheindividuanellorganizzazione statale,nellesueistituzionienellaburocraziapoliticoamministrativailprincipale nemicodaabbattere,individuandonelliniziativaeconomicaprivatapiselvaggia ed incontrollata, lasciata totalmente libera di agire sul mercato, un veicolo per la liberazionedelluomo. Perquantocipusembrarefruttodiundelirio,oleffettodiunautenticapazzia, visti i riflessi negativi dellultraliberismo realizzato sulla nostra stessa vita quotidiana con gli anarcomercatisti, rothbardiani o agoristi che siano da consegnare in blocco alle cure psichiatriche il discorso serio e deve essere brevemente affrontato da un punto di vista diverso da quello clinico, poich lanarchismodimercatononchelestremizzazioneinformacaricaturale[equindi grottesca]diquelpensieroultraliberistaedantistatalistadicuiMiltonFriedman stato uno dei pi illustri esponenti e pubblicisti, se non il maggiore in assoluto, duranteilNovecento. In Capitalismo e Libert, lo stesso Friedman ci rivela di avere un debole per la suggestione anarchica, in quanto uomo libero capitalistico che si rimette interamente alla Legge del Mercato autoregolantesi, ma si ferma a tempo debito, ammettendo, non senza rammarico, che per quanto desiderabile la libert assoluta ovviamente di natura economica, riservata esclusivamente a chi ha i mezzi per potersela godere questa non rientra nellordine del possibile in un mondo di uomini imperfetti, e che quindi necessario tollerare la presenza delle classicheistituzionistatuali. Descrivendo i ruoli essenziali ai quali si deve ridurre il governo in una societ capitalisticalibera,ilprofessorFriedmanaffermaquantosegue: Questisono,dunque,iruoliessenzialidelgovernoinunasocietlibera:fornireimezziper ogni possibile modifica delle regole, mediare le divergenze di opinioni sul significato delle regole stesse e imporne il rispetto da parte di quei pochi che, senza tale imposizione, non starebberoalgioco. Lesistenzadiungoverno,daquestopuntodivista,resanecessariadalfattochelalibert assoluta impossibile. Per quanto seducente possa essere sotto il profilo dottrinale, lanarchia,essa,tuttavia,nonattuabileinunmondodiuominiimperfetti.
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[MiltonFriedman,Efficienzaeconomicaelibert,Capitolosecondo] Lo stato, in quanto legislatore ed arbitro, deve fissare le regole del gioco e soprattutto favorire lo sviluppo del capitalismo concorrenziale, ma se lo stato controllato direttamente o indirettamente dalle lite come accade nel tempo presente,incuiiglobalistioccidentalicontrollanoindirettamentelentitstato,egli emergentiorientalidellaclasseglobalelacontrollanoinalcunicasidirettamente avantaggiodichilostatosvolgelasuafunzionediarbitro? Larispostascontata,edoppostaaquellacidarebbeilchiarissimoprofessoredi Chicago,sefosseancorafranoi. Nei capitoli di Capitalismo e Libert che seguono il secondo, Milton Friedman affronta vari temi particolari a sostegno delle sue tesi, dal controllo della moneta [che non potevamancare, trattandosi di un suo cavallo di battaglia storico] alla proposta di misure per il conseguimento del benessere sociale, dagli assetti finanziari e commerciali internazionali alla distribuzione del reddito, tutte interessanti ed importanti questioni che purtroppo non possibile affrontare analiticamente per ragioni di spazio in questa sede, ma necessario concentrarsi esclusivamente su due specifiche questioni, sollevate da Friedman nelleconomia dellopera,lasecondadellequaliancorpidecisivadellaprima. Perquantoriguardaladistribuzionedelreddito,luomochehariformatoilCile anchecontrolavolontdiPinochet,cercadigiustificarelasuanaturaleavversione, inquantoliberistaestremo,perquellochedefinisceillivellamentodeiredditinella societ, imputandone la diffusione delle propensioni nei paesi occidentali al cattivoesempiorappresentatodalcollettivismo. Lapropensioneegualitariacheinformailcosiddettolivellamentodeiredditi,lungi dallessere concepita per quello che effettivamente , e cio unaffermazione delletica e della socialit sulle impersonali, ingiuste e spietate dinamiche mercatiste, per Friedman una negazione inaccettabile del principio etico capitalisticoconcorrenziale,come,delresto,ilbenesserenondeveesserepreferito allalibertindividualecapitalisticaselanega. Scriveatalepropositoleconomistaamericano: Ilprincipioeticochegiustificaladistribuzionedelredditoinunasocietdiliberomercato questo:aciascunosecondoquantoeglistessoeglistrumentichepossiedeproducono. [MiltonFriedman,Efficienzaeconomicaelibert,Capitolodecimo] Ladisuguaglianzafragliuomini,inaltreparole,undatoineliminabile,qualcosa che non pu essere corretto, a meno di violare, con luso della coercizione intendendo per coercizione lintervento ridistibutivo dei redditi da parte dello stato,olelimitazioniimposteesternamentealLiberoMercatoleintangibililibert economichedellindividuoliberale,nonchilprincipiofondamentaledelleconomia di mercato, che la cooperazione realizzata mediante lo scambio volontario fra privati.
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Non si pu rimuovere o attenuare significativamente la disuguaglianza fra gli uomini, secondo Friedman, in quanto la maggior parte delle differenze sociali, di posizione o di ricchezza, possono essere considerate, se le si considera con sufficiente distacco,comeilprodottodellasorte.[Ibidem] In tale caso, il grande economista e monetarista non trova giustificazioni migliori allesueaffermazionicontrolegualitarismochenascondono,contuttaevidenza, la difesa degli interessi proprietari e imprenditoriali dei dominanti capitalistici delladeafortunacheciecaquantoladeagiustiziaedistribuisceisuoidoniacaso, edcostrettocosaripiegaresullesempiodellalotteriacheuntipogiocodisorte, rivelandounacertadifficoltnelsostenerelesuetesiconsolideargomentazioni. Unpocomeaffermare,pertogliersidagliimpiccienonaffrontarelaquestioneda un punto di vista etico e sociale: se siete poveri prendetevela con la sorte, con la lotteria della vita che vi ha sfavoriti, e non con chi costruisce le sue fortune personalisullavostrapovert! La seconda questione posta da Friedman, che chiude la presente analisi, ancora pi importante di quella che riguarda la distribuzione dei redditi, ed contenuta nel capitolo ottavo di Capitalismo e libert, in cui si tratta del monopolio [particolarmente inviso allautore, se in mani pubbliche] e soprattutto della responsabilitsocialedegliimprenditoriedeilavoratori. Quante volte abbiamo sentito, in questi ultimi anni, gli utili idioti del Nuovo Capitalismooindividuiinapertamalafedeinvocare,comepalliativoallecrescenti disuguaglianze sociali, alla distruzione di posti di lavoro, alla compressione dei redditiedeidirittideilavoratori,lamiticaresponsabilitsocialedellimpresa? Qualcuno ne vorrebbe fare addirittura un paradigma di questo capitalismo, convinto che lassunzione volontaria! di responsabilit nei confronti delle comunit e degli stati da parte delle imprese capitalistiche, dei grandi gruppi industrialiefinanziari,possascongiurare,oalmenorallentare,ildepauperamento digranpartedellapopolazioneelaperditadiautorevolezzaedicredibilitdelle istituzionistatualistesse. Achinoninmalafedeepensachecisiaeffettivamentepossibilerivelandocos di poter credere oltre al capitalismo misericordioso anche ad un prossimo sbarco deglialienisullaterrasiputentaredifarleggereleparolescritte,mezzosecolo fa,daMiltonFriedman,profetichealpuntochetolgonoognisperanzaariguardodi un capitalismo pi misericordioso ed escludono anche la mera possibilit della cosiddettaresponsabilitsocialedimpresa: Pochetendenzepossonoscardinareinmanieracostotaleifondamentidellanostrasociet libera,comelaccettazione,dapartedeidirigentidelleimprese,diunaresponsabilitsociale diversadallapuraesempliceresponsabilitdiguadagnarelamaggiorquantitpossibiledi denaroperiloroazionisti.Sitratta,infatti,diunadottrinafondamentalmentesovversiva. [MiltonFriedman,Efficienzaeconomicaelibert,Capitoloottavo]
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Lunica e la sola responsabilit che deve assumersi colui che gestisce limpresa quella nei confronti della propriet azionaria, realizzando il massimo profitto possibile per gli azionisti, creando un maggior valore a tassi crescenti per chi dispone dei capitali finanziari, ed sovversivo anche soltanto permettersi di pensarechevipossaessereunaresponsabilitsocialediversa. In termini un po pi tecnici, esiste una responsabilit degli amministratori nei confronti di tutti gli stakeholders non azionisti, trattandosi di gruppi o individui che incidono sulle sorti dellimpresa dai dipendenti ai fornitori, dai clienti alle agenziegovernativeechesonointeressatiaisuoirisultatieconomici,edanchenei confronti di entit ed individui non essenziali per la sopravvivenza dellimpresa stessa, ma che possono influenzarla od esserne influenzati, come ad esempio le comunitlocali,igruppidinteressepubblicoeleassociazionideiconsumatori. Ebbene,sesiadottalotticaliberaleestremadiFriedman,tutticolorochenonsono azionisti,chenoncostituisconolapropriet,tendonoadeclissarsielimpresapu permettersineiloroconfronticomportamentiirresponsabili,laqualcosadiventa particolarmente rilevante nei confronti dei dipendenti, che sono il gruppo pi espostodistakeolderseilpiinteressatoallepoliticheaziendalidopolapropriet. Cisignificachesoltantolinteressedichishareholder,ossiaazionista,puavere unpesonelledecisionidigestioneeneipianialluopoapprontati. Ilprincipiofriedmanianodellaresponsabilitdegliamministratoridellimpresanei confronti della sola propriet [gli Investitori], per il conseguimento del massimo profitto [il Valore Creato], sposandosi con lautonomizzazione della dimensione finanziaria, la sua intangibilit e la moltiplicazione dei prodotti finanziari e delle lorodimensioniinterminidivalore[iMercati],senzaprecedentistoricicoscomesi verificatainquestoultimoventennio,allabasedellaffermazionedelparadigma ultraliberistadellaCreazionedelValore. Questoilprincipioalqualesiispiranoigrandimanagerchegestisconoorganismi produttivipercontodellaproprietglobalista,edinfatti,questoancheilprincipio osservato da Sergio Marchionne quando ha imposto, in Italia, gli accordi separati perglistabilimentiFiatdiPomiglianodArcoediMirafiori,oquandohadecretato la chiusura di quello di Termini Imerese, minacciando di andarsene dal paese in casodirifiutodellesuecondizionidapartedisindacatielavoratori. A chi ha risposto fino ad ora Marchionne e che razza di responsabilit emerge dallesueazioni,devastantisulpianosociale,suquellodelloccupazione,deiredditi edeidirittideilavoratori? NellapiperfettaaderenzaalleparolediFriedmanprimariportate,Marchionneha rispostoesclusivamenteaiMercatiedagliInvestitori,cioallaproprietazionaria checonta,rendendopidinamicoiltitoloFiatinborsailsuoveroeprincipale scopo,creandocosvalorefinanziario,azionarioeborsisticoperlaproprieteper

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sstessoinquantopercettoredistockoptions,mafungendocontemporaneamente daspondapergliinteressiamericani. Nellallucinante dopo Cristo di Sergio Marchionne, come lui stesso ha definito questopresente,Cristomorto[edquestomotivoperilqualeilcapomercenario globalistahaparlatodidopoCristodavantiadunafoltaassembleadicattolici!], il capitalismo si trasformato rispetto a ci che stato nel secondo millennio, aprendo le porte ad un Nuovo Evo della storia umana, e ci che rimane dopo un paiodidecennidisconvolgimentosoltantolaCreazionedelValore,Finanziaria, AzionariaeBorsistica,cheilparadigmafondamentaledelNuovoCapitalismodel TerzoMillennio. EsempinegativicomequellodelcanadeseMarchionne[seloprendailCanadaun simileindividuo,pursediorigineitaliana!]senepotrebberoporgeremoltialtri,di uguale o di minore importanza e di pari o superiore dimensione economico finanziaria, ma quello che pi conta che su tutti questi casi aleggia lo spirito ultraliberale e ultraliberista di Milton Friedman, anima nera indiscussa ed ideologo,ancorprimacheeconomista,diquestocapitalismo. Perci, il testo sacro del capitalismo contemporaneo, che annuncia la nascita di unnuovomododiproduzionesocialecaratterizzatodacinqueelementistrutturali rapportiproduttiviesviluppodelleforzeproduttive,ideologiadilegittimazione, manipolazione antropologicoculturale dei subalterni, creazione del valore ben oltre la classica estorsione del plusvalore, crisi come assetto strutturale non pu essere che il testo politico, ideologico ed economico intitolato Capitalism and Freedomecomparsolaprimavoltanellormailontano1962,delqualesicercato diproporreunabreveeforseinsufficienteanalisiinquestasede. Nel libro di Friedman, che costituisce sia una sorta di Nuovo Testamento capitalisticosiaunManifestoIdeologicoperlanuovaGlobalclass,piancorache nelVecchioTestamentosmithianodellaRicchezzadelleNazioniincuicomparsa per la prima volta la mano invisibile del Mercato, ci appare in tutta la sua spietataevidenzalinsostenibileleggerezzadiquestocapitalismo.
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PercolpireBerlusconibisognacolpirelaLega Articolodel13/02/2011 Che il pericolo maggiore, in prospettiva, sia la Lega e non Berlusconi dovrebbe esserepertuttiunevidenza. Laforzaeversivaedissolutivaleghistadormecostantementesottoleceneripronta ad attivarsi in ogni momento, ed arrivata fino ai ministeri romani, occupati da esponentidellaburocraziapoliticaleghista. Mentre il vecchio porco si rilassava ad Arcore o nella villa in Sardegna, circondato da belle mercenarie in un improbabile riposo del guerriero, la Lega lavorava senza risparmio per estendere il suo potere, nelle istituzioni centrali e localieintuttalasocietdelnord. La Lega sa bene che pi il vecchio porco in difficolt, assediato dai gruppi editoriali avversi e dalla stampa straniera, attaccato dai magistrati rossi, colpito dalle defezioni nel suo stesso cartello elettorale e costretto a ricorrere alla compra dei parlamentari, pi il potere politico bossiano allinterno della maggioranza cresce,masoprattuttocresceilsuopoterediricatto,neiconfrontidellapresidenza delconsiglioedindirettamentedellinteropaese. Lo scandalo della prostituzione minorile, nonostante tutto ci che di negativo e dissolutivohacomportatoestacomportandoperlinteropaese,harappresentatola cilieginasullatortaperlaLegaicuiinteressi,nondimentichiamolo,sonoopposti a quelli della maggioranza degli italiani perch gli ha consentito di estendere ulteriormentelasuamalsanainfluenzasullesecutivo,imponendoilbennotoaut autapprovazionedeldecretorelativoalfederalismooscioglimentodellecamere edelezionipoliticheanticipate. Qualcunohadefinitolabattaglialeghistaperilfederalismocomeunabattagliaper la vita, quella della Lega bossiana naturalmente, e giunti a questo punto lapprovazionedeldecretorivesteunindubbiovaloresimbolico,chenonsarprivo diriflessielettorali. Se il decreto passer, ci saranno ulteriori problemi per il paese, e soprattutto per colorochenonessendoevasorifiscaliimpunitisivedrannoaumentareleimpostee le tasse a livello locale, ma la Lega, fregandosene bellamente di questi dettagli, otterrunavittoriasimbolicadasbandieraredavantiallesueordedisostenitori. La cosa sembra talmente importante, per la stessa sopravvivenza politica del cartello elettorale bossiano, che La Padania, il suo quotidiano, stato uno dei pochissimi ad ignorare, in prima pagina, lo scandalo con risvolti penali delle puttane e dei ruffiani del presidente Berlusconi, come per esorcizzarlo, sperando che il vizioso di Arcore resti al suo posto, almeno quel tanto che basta per far passareilfatidicodecreto.

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La settimana di ritardo per recepire le obiezioni dellAnci si gi riflessa negativamente almeno dal punto di vista delle burocrazie politiche leghiste sulla tabella di marcia e Bossi ha risposto con una pernacchia, come sempre eleganteadusoeconsumodeibrutipadani,aicentristicheproponevanounrinvio diseimesi. Se alcuni esponenti di quel partito dei morti viventi che il Pd, fra i quali il pessimo Chiamparino, sostenitore della distruzione dei diritti dei lavoratori e di Marchionne, hanno cercato di lusingare la Lega, proponendo lapprovazione del federalismo e la sua attivazione in cambio della fine dellappoggio padano al governo, i pi astuti, primo fra tutti Casini con il suo neocostituito terzo polo, hannocompresocomehacompresoloscriventechesparandosempreesoltantosul bersaglio grosso, cio su Berlusconi, si possono ottenere in questa situazione effettilimitati. Il consenso al PuttaniereTycoon di Arcore non sembra decrescere con la dovuta rapidit,equestoperchchilovotaperidiotismorestaunsocialmenteidiotizzato nonostante le orge a base di escort ormai di pubblico dominio, malgrado le 389 pagine prodotte dalla Procura di Milano, e soprattutto in difetto di unazione governativa anticrisi, e chi beneficia dellevasione fiscale grazie a Berlusca e alla Lega continuer ad appoggiarlo, anche se ammazzer qualche prostituta nel suo palazzo,facendonesciogliereilcadaverenellacidoperoccultareletracce. E necessario, quindi, individuare il vero tallone dAchille della maggioranza di governo,colpendoilqualesipufarfuoriBerlusconi,enonsoltantolui. SepropriolaLegachetieneinpiediBerlusconi,bendipideivariparlamentari comprati a partire da Scilipoti, e se per la Lega essenziale politicamente lapprovazionedelfederalismo,aqualsiasicostoeintempibrevi,eccoindividuato il tallone dAchille, centrando il quale si pu innescare un salutare effetto domino. Inestremasintesi,duesonolepossibilit. Ritardando lapprovazione del federalismo leghista, rinviandola sine die soluzione ancor migliore della pi drastica bocciatura del decreto si potr inchiodarelalegaalgovernoeallappoggioadoltranzaconcessoadunBerlusconi sempre pi debolee in emorragiadi consensi, che non ancora evidente,ma che dovr verificarsi se lattuale situazione continuer a degenerare e alla fine si arriverallacancrena. Cos, la lega nei fatti non ottemperer alla sua promessa/ autaut federalismo o elezioni subito, e potr essere trascinata con s da Berlusconi, nella sua possibile caduta. Duepiccioniconunafava. Se il decreto federalleghista sar infine respinto, si andr ad elezioni politiche perch Bossi difficilmente potr rimangiarsi le sue promesse, e qui Berlusconi,
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presentandosiconlaLega,potrebbeeffettivamenteaverequalchechanceinpi,ma aquelpuntosarpiprobabileunasconfitta,nonostanteilpersisteredelvotoasuo favoredegliidiotizzatiedeglievasorifiscali. Ancheintalcaso,obbiettivoraggiunto. Ma le cose, nel mediolungo periodo, potrebbero non andare come sperano i terzopolisti,apartiredallastutoCasinichepregustailmomentoincuientrernel nuovo governo come ago della bilancia o addirittura presidente del consiglio, senzaBerlusconiesenzalaLega. Unfuturomovimentoantagonistaeanticapitalistarinvigoritodalledurezzesociali dellacrisiedellaristrutturazioneliberalcapitalistica,sitroverebbedifrontegoverni ancorpidebolidellattuale,terzopolistiepidiini,ancorchmaggiormenteasserviti diquantoloBerlusconiallagrandefinanzaglobalista,edavrebbeadisposizione, di conseguenza, un maggior spazio nella societ per svilupparsi, per acquisire il consenso di fasce sempre pi ampie della popolazione e per preparare una vera alternativapolitica. Gli idiotizzati e quei gruppi sociali spregevoli, venduti come produttivi, che esprimono levasione fiscale, continueranno ad esistere, naturalmente, ma non sarannocosdeterminanticomelosonooggiconilsatrapoBerlusconi,ecisarpi spazio per un auspicabile e generale ritorno al principio di realt, per la diffusione di una nuova consapevolezza politica e per la nascita di una nuova coscienzadiclasse.
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LaDecrescitaelaDecrescitaForzataedInfelice Saggiodel19/03/2011 DecrescitaForzataedInfelice OvveroBerlusconi,Tremontieladecrescita Avvertenza:questoscrittostatopubblicatoinretenelcorsodel2010,erappresentaun tentativofattodalloscriventediinserirsiconpropriee[sispera]originaliargomentazioniin unapolemicafraMaurizioPallante,daunlato,eMarinoBadialeeMassimoBontempelli dallaltro, la quale ha rappresentato unoccasione irrinunciabile per la riflessione sul tema della Decrescita [rispettabilissimo paradigma in via di edificazione] quale possibile, futura alternativa al capitalismo. Il sottotitolo Berlusconi, Tremonti e la decrescita, che in originecostituivailtitolodiquestobrevesaggio,nonrappresentasoltantounamaraironia, comequalcunopotrebbeessereportatoacredere,maunmodoperevidenziar,facendodiretto riferimentoallevicendeitaliane,cheesisteunadecrescitaforzatadefinitaconbenaltre espressioni allinterno del pensiero economico liberalcapitalista, quali ad esempio crisi o depressione interna alle dinamiche capitalistiche ed in particolare prodotta delle logiche predatrici del Capitalismo Finanziarizzato Globale. Questa falsa decrescita, lontana dai paradigmilatoucheaniepallantiani,oggiimmediatamentetangibileinpartesignificativa delmondooccidentale,enonsolo.Sitrattadiunadecrescitasuscitataesuscitabileadarte inunostatodicrisichetendeadiventarepermanente[equindistrutturale],macomunque funzionale alla nuova riproduzione capitalistica, oppure di un segnale di sopraggiunta incapacit di sviluppare oltre i limiti raggiunti le forze produttive, che pu ridare fiato e speranze al crollismo, o di un drammatico effetto, di lungo periodo, dellinsostenibilit dellapressioneesercitatadalladimensionefinanziariasulleconomiarealeesullambiente? La domanda, per ora, destinata a restare senza una sicura risposta, ma certo che lincidente nucleare giapponese, data la sua gravit e le forze incontrollabili che ha scatenato, pone inquietanti interrogativi che investono il modello di sviluppo capitalistico nella sua interezza, e pur facendo astrazione dai precetti decriscisti, che postulano un antisviluppismoradicale,sembranodarragioneaSergeLatoucheeacolorocheloseguono. Ilsecondocapitolodellapresentesezione,riguardanteilprogrammadecriscistalatoucheano, costituisceunarecentemadoverosaintegrazione. Posto che il titolo di questo breve saggio sia volutamente provocatorio, laccostamento presente nel sottotitolo potr sembrare ai pi una stranezza, una meraironia,unabizzarriadecisamentefuoriluogo. Insorgerebbero, davanti a questo accostamento, sia Badiale e Bontempelli sostenitori di una via originale alla Decrescita, costellata di dure lotte con le oligarchie/suboligarchie/castedominanticheimpongonounacrescitadistruttiva, per gli umani e per lambiente, nellalveo della religione liberalcapitalistica del
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ProgressosiaunintellettualecomePallantecherispettoaiprimihaunadiversa visione del fenomeno decriscista, certo pi felice e bucolica, credendo possibile una ricostruzione delle reti sociali di rapporti e di scambi, nella progressiva sostituzione delle merci con i beni, sostanzialmente per via pacifica e al di fuori dellelogichecapitalistichedominanti. Se in Italia i decriscisti prospettano almeno due strade per la fuoriuscita dal capitalismo,bisognerebbeperricordarechecancheunaterzavia,perquanto impropria e decisamente fuori del solco del pensiero latoucheano, la quale porta tutti noi volenti o nolenti a decrescere, ed quella della cosiddetta Decrescita Forzata,laqualenonpunascerechedadrammaticheepenalizzantiinterruzioni della crescita del PIL, con abbondanti perdite di posti di lavoro e di quote sui mercati esteri, con contrazioni dei consumi sul mercato interno e drastiche riduzionidellerisorseassegnatealwelfare. Deindustrializzazione, delocalizzazioni, chiusure di stabilimenti, disoccupazione, demolizionedellimpiantostoricodelwelfareedeiservizisocialisonolecondizioni che realizzano la decrescita forzata, la quale, a differenza del paradigma della Decrescita di Maurizio Pallante, o di quello alternativo di Marino Badiale e Massimo Bontempelli, destinata a restare del tutto interna almeno nella sua primaedrammaticafase,caratterizzatadaelevaticostiecrescentisofferenzesociali aquellechesonolelogichecapitalistiche. Un contributo non secondario, per spingerci con decisione sulla strada della Decrescita Forzata, oltre alla rapacit della finanza internazionale che risponde a benprecisestrategiedominantiinoccidente,allaserrataconcorrenzaemergente che ci penalizza e pauperizza rapidamente [in ci il multipolarismo nel suo concreto riflesso economico e commerciale], alla prosecuzione imperterrita dei processi di globalizzazione neoliberisti, pu certamente esser dato dallazione/ inazione dei governucoli espressione di una classe politica cialtrona, ladra ed incapace,nonch sempre pinumerosa, che si strutturaal suo interno in comitati daffari familisticoclientelari e centri di privilegio ingiustificato, insediandosi nel cuore della cosa pubblica come un topo nel formaggio impegnato a rosicchiare il nostrofuturo,masempredisponibileaservireipotentatidoltreoceano,abatterei tacchidavantiaidiktatglobalisti,permantenersinelcacioilpialungopossibile. Se lobbiettivo principe di questa suboligarchia degenere, che in Italia trova una sponda importante nellindustria infedele e decotta [Fiat, Confindustria] e nel sindacalismo giallo [CISL, UIL, UGL], sostanzialmente quello di arraffare per garantirsi una vita quanto pi possibile comoda a spese di tutti gli altri, la sua azione/ inazione devastante su vari piani economicosociale, etico, culturale, ambientale nel mediolungo periodo in qualche modo funzionale al pieno e temuto avvento della Decrescita Forzata, che potr aprire le porte non necessariamente ad un nuovo medioevo finale e perenne di guerre, di caos
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imperante, di frantumazione della societ e di impoverimento generalizzato, ma, bens,adunastagionerivoluzionariadeltuttonuova. La reinvenzione della convivenza civile, dei sistemi di potere, della strutturazione sociale su altre basi, se ci si concretizzer, non potr che passare attraversoannidifficili,dibuioediincertezza,financhediestesitorbidiedilutti. Di recente passata al senato e alla camera, con unampia maggioranza, la finanziaria forzatamente decriscista del colbertianragionieristico Tremonti, nonostante i mugugni dellOlogramma Mediatico di Arcore il quale avrebbe volentieri procrastinato la risoluzione dei problemi strutturali delleconomia italiana, in funzione del suo gradimento nei sondaggi e la dura legge contabile tremontianahascatenatoprotesteelamentazionidellecamarillepoliticheinstallate neglientilocali,apartiredalleregioni,bensapendochequestecamarillepolitiche liberaldemocraticheitaliote,nellarealt,senefreganodeifuturitaglidiservizialla popolazioneepensanoesclusivamenteallelorocomodeposizionidipotere. La finanziaria del Colbert dei poveri [vista lattuale situazione economica nazionale]colpiralcuoreiservizisociali,ilsistemaeducativonelsuocomplesso,i beni pubblici puri e diminuir ulteriormente il tenore di vita della maggioranza dellapopolazioneitaliana. Quellochenonriuscirafaresarstimolarelacrescitaeconomica,comeinvece spergiuranoiberlusconesoccupatiinpolitica,rianimandoilPILitalianochefra nonmoltorischierdifinireinpermanenzasottolatendaadossigeno. PerquantoriguardailPIL,nonostanteilsuoaspettototemicoecontuttaevidenza giustificatoriodellanuova,grandeespropriazionecapitalisticachehacaratterizzato questi ultimi due decenni, va per ammesso, a differenza di quanto pensano i decriscisti, che lo stesso supremo indicatore dello stato di salute delle economie contemporanee contiene pur sempre elementi, per quanto manipolati, distorti, ridotti nello steccato delle logiche capitalistiche, che riportano al prodotto sociale concretamente ottenuto attraverso il lavoro dei subalterni, e quindi allindispensabileproduzionedellebasimaterialidellaconvivenzasociale. Mentre si vende la finanziaria come un ibrido fra una manovra rivitalizzante di politica economica e una dura necessit imposta dallEuropa per il risanamento e la strenua difesa dellEuro dagli attacchi speculativi, si garantiscono levasione fiscale ed i patrimoni degli immobiliaristi, quelli degli speculatoriedellastessacriminalitorganizzatatrasformatisiincentrodibusiness. Infatti,lapoliticaminoresoggiaceallalleanzaconcretamenteelocalmentestabilita fra gli espropri del grande capitale liquidofinanziario o immobiliarspeculativo [privatizzazioni,creazionedelvaloreconnuoveedavanzateformedicrematistica, speculazione su immobili di pregio, eccetera], limprenditoria affaristicodegenere che punta direttamente agli appalti e al danaro pubblico [lavori per il G8, ricostruzione de LAquila postterremoto, eccetera] e gli interessi delle principali
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organizzazioni criminali [controllo del territorio, riemersione del denaro sporco attraversoattivitlegaliedespansioneparalleladeitrafficiillegali,dalladrogaagli schiavimigranti,eccetera]. Alla predetta alleanza i subdominanti politici locali, liberaldemocratici destri e sinistri, socialliberali e sinistri radicaloidi interni al sistema, assieme a parti significative dellapparato statale sono di fatto sottomessi, con tutto il codazzo di specifiche clientele e lazione delle contaminazioni profonde, ormai incancrenite, dovutealdiffondersidelcosiddettofamilismoamorale[gidescrittonelNovecento daunsociologoamericanoconriferimentoallasocietitaliana,edinparticolarea quelladelmeridione],chesegnanosemprepiprofondamentelapoliticasistemica lungotuttalapenisola,danordasud. LavecchiacapitaleeconomicadItalia,quellaMilanodabereedasniffarelacui sostanzabensimboleggiatadallaparaboladellHollywoodedelTheClub,teatro dellefollienotturnedeiVIPabasedicocaesesso,nonmenoinfiltratadellemafie conosenzadoppiopettodiquantolostata,olotuttora,laPalermofrequentata daitradizionalimammasantissima. Si fa credere, per mantenere in piedi un sistema pericolante ed apparentemente senza alternative, che ancora possibile moralizzare la politica liberaldemocratica,chelasoluzioneilrinnovodellaclassedirigente,chequanto staaccadendosemplicementeuneffettodelleclissidelleidealit. Sostituendo gli Scajola, i Verdini, i Cosentino, i Marrazzo, o addirittura lo stesso Berlusconiincimaallapiramide,comeperincantotornerebbeilsereno La causa di tutti i mali andrebbe cercata nella decadenza dei costumi dei subdominanti politici italiani, ridottosi a mendicare la dose, lattico comodo ed elegante [pardon, il mezzanino], i piccoli favori, le puttane [pardon, le escort], nellalatitanzadiunapoliticaaltaenelcinismonichilistaimperantedenunciato dallimpotentepapateologoJoshepRatzinger. Ma veramente questa visibile decadenza dei costumi, con il conseguente scadimento dei valori al di sotto di ogni soglia di tolleranza, che ha avuto il poterediridurreilpaesenellostatoincuisitrovaoggi? Le indovinate espressioni giornalisticomediatiche di cricca, casta, furbetti, e via elencando,lacuiorigineintimamentelegataalfunzionamentostessodelsistema e alle sue dinamiche, non fanno altro che attirare lattenzione sulla superficie di questospecificoproblemaetico,politico,sociale,nonchsuaspettidegenerativiche possono essere certo rilevanti, che possono risultare drammatici se spinti verso le estreme conseguenze, come sta accadendo in Italia, ma che in verit non costituiscononilprincipaleproblemachelinteropaesescontanlaverasorgente dituttiimali. A monte di tutto questo processo venduto come sorgente prima della degenerazione, quale somma di casi individuali di corruzione o quale costume
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aberrantelocalmentestabilitochesipotrebbecorreggereconunsemplicerinnovo della classe dirigente politica, il principale problema costituito dalla perdita di ruolo, di sovranit politica e monetaria, di possibilit di pieno intervento sulle materieeconomicheesocialichehasubitolostatodimatriceliberldemocratica,in questi ultimi decenni in tutta Europa [quindi non esclusivamente in Italia], un fenomenocheapparsoparticolarmentechiaroincorrispondenzadellavviodella globalizzazione neoliberista [si legga, a tale proposito, il breve saggio dello scrivente,StatoeDissoluzione,inAlienazionieuomoprecario]. Il principale problema del tempo riporta alle gabbie elitisticoglobaliste rappresentatedallaWTO,dalFMI,dallaUE/UEM,daMaastrichtedallEuro[ma non soltanto] in cui a milioni siamo costretti a vivere, senza che sia possibile una vera partecipazione alla decisione politica e lattuazione concreta della sovranit popolare. La casta che imperversa, che alimenta intere stagioni di scandali con il conseguente gossip giornalisticomediatico, e che sembra oggi inamovibile nata, in questa realt sociale e politica, non certo da unimprovvisa e inspiegabile adesione al relativismo pi abbietto e al peggior nichilismo nicciano, ma origina proprio dalla predetta diminuzione del ruolo e dellautonomia del vecchio stato nazionale, ed perci figlia illegittima del libero commercio, della libera della circolazione planetaria dei capitali, della moneta unica europea, delle privatizzazionieviaelencando. Si pu affermare con buona approssimazione che la casta politica italiana assieme ad altre minori, formatesi allinterno dellapparato statuale, accademico e dellinformazione,coscomeoggisipuagevolmenteosservarenientealtroche ilprodottospregevole,alivellonazionale,delnuovoimpiantodipotereelitistico globalista che si sostanzia in club privati come centri decisionali strategici, negli organi sopranazionali della mondializzazione come attuatori ad alto livello delle politiche imposte, e in ultimo, si vale dei vecchi stati nazionali liberaldemocratici come catena di trasmissione finale di tali decisioni, veicolate a livello locale attraverso politiche governative apertamente antisociali [flessibilizzazione del lavoro] e addirittura contrarie agli stessi interessi della nazione [svendite del patrimoniopubblico,privatizzazioni]. Certo che il furbastro Gian Antonio Stella, giornalista bene introdotto nonch scrittoreincensatoedaffermato,incoppiaconilsuosociosistemicoSergioRizzoha fattoasuotempounbelcolpoeditorialepubblicandoillibroLaCasta,ampiamente pubblicizzato dai media, ipervenduto e discusso in ogni dove, e ci a palese testimonianza che la degenerazione dei costumi della classe politica, trasformatasi in casta, non la vera e lunica sorgente dei gravi [e ormai storici] problemirecessiviesocialichestiamovivendo,perchselofossestataveramenteil

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libro di quel gran opportunista di Stella, con tanto di coautore al seguito, sarebbe statosilenziato,boicottatoedebitamenteuccisonellaculla. Noncisidevepercistupiresenonvisarveralottaallagrandeevasionefiscale, sia che cambi il quadro politico sia che resti inalterato, se non vi sar alcun contrasto alla costrizione al lavoro informale, sommerso e molto spesso ipersfruttato,agliinteressidellegrandicoschecriminali[chenondiradosisaldano con quelli globalisti, come nel casodel traffico didroga], perch tutto ci fa parte dellultima, grande e decisiva espropriazione capitalistica, che deve continuare negli assetti di crisi, e ci anche per levidente motivo che lo stato liberaldemocratico opportunamente imbrigliato, a partire dallazione degli esecutivi, ha possibilit di intervento [e volont di intervento, data la corruzione] semprepilimitate. A questa ferrea regola non pu sfuggire qualsivoglia governo liberaldemocratico, ivicompresoloscenoemiserabilegovernucoloBerlusconi,Tremonti,Lega. Per tale motivo continuer lattacco al Lavoro, in termini di perdita di diritti e di flessibilizzazione/ precarizzazione, di estensione dellarea della precariet come sola e concreta alternativa alla dilagante disoccupazione/ esclusione di massa, di compressionedeiredditiediprogressivosuperamentodellepensionidecorose. Nel contempo, si tolgono risorse agli enti locali e incombe la minaccia della realizzazione del federalismo fiscale ad altri costi collettivi, con il conseguente aggravio delle burocrazie politiche, agitata per soddisfare gli appetiti di una marmagliabottegaiobossianadecerebrata. Tuttociprovocherinevitabilmenteunimpennatadellapressionefiscalelocale,e quindi di quella complessiva, che gi oggi insostenibile, in primo luogo per i redditi da lavoro dipendente esclusi dallarea della piccola evasione fiscale e contributiva [costituita essenzialmente da impresari e faccendieri di piccolo cabotaggio, bottegai, padroncini berlusconianleghisti], quello stesso lavoro dipendente ossatura del PIL, essenziale per il risparmio e i consumi che rappresenta un facile bersaglio per i governi dellepoca, diminuiti nelle loro funzionidaaccordisopranazionalivincolanti,attraversatidallaNuovaCorruzione Sistemica e quindi ostaggio dei predetti grandi interessi di matrice criminal globalista,comenelcasodellattualegabinettoitaliano. In ci e soltanto in ci lamara ironia del nesso fra Berlusconi, Tremonti e la decrescita, contenuto nel sottotitolo, da intendersi come unimpropria Decrescita interna a questo capitalismo, necessariamente Forzata e Infelice in quanto a presuppostiedesiti,sicuramentebenlontanadallavisioneedallenobiliintenzioni decresciteumanisticolatoucheane. Pi che di Megamachine, nel senso assegnato a questa espressione in un celebre libro del professor Serge Latouche, si potrebbe convenientemente parlare, in accordo con la realt in cui viviamo, di Megaespropriazione finale di risorse da
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parte del Capitalismo Transgenico Finanziario del terzo millennio, che si vale delluso congiunto di Mercato e Media [simbionti del nuovo mondo culturale], della conoscenza scientifica e della tecnica, della manipolazione antropologico culturaleperlaproduzionediunaneoplebeflessibileeprecaria,edavocaas,in quantopotereassoluto,ladecisionepoliticaestrategicaimponendolaaigovernied aigovernucoliliberldemocratici. Agli esecutivi non resta che trovare giustificazioni pubbliche convincenti alle finanziarie inique e deemancipatrici, che realizzano il disegno dei nuovi dominanti, ad esempio facendo credere che se la percentuale di crescita del PIL diminuisce progressivamente, o assume valori negativi, a fronte di questa decrescitalaspesasocialedevenecessariamentediminuire,comesesitrattassedi un automatismo che non pu che riportare alla sacralizzata Legge del Mercato [Lex de imperio Smithiana], e quindi il welfare deve a sua volta decrescere, se necessariofinoallazzeramento,perchtantosipotenzierannoinsuasostituzionele famigerateretiamicaliefamiliariasupportodeipideboli. Il fatto che queste soluzioni daccatto sostituire il welfare con reti di soccorso familiari e pseudocomunitarie, in piena crisi delle famiglie e in assenza di vere comunit hanno lo scopo concreto di scaricare sui subalterni quote crescenti di spesasociale,perliberarerisorsepubblichedadestinarsiagliinesauribiliappetiti globalisti,inquotaparteallagrandecriminalitorganizzataenaturalmente,come accade regolarmente in Italia, in parte minore anche se non sempre e soltanto le briciole [losso gettato sotto il tavolo, per intenderci], ai clientes politici subdominantilocali,adalcunidirigentiedaltifunzionaripubblici,amagistratipi cheinfedeli,ageneralideicarabinieriimpegnatineitrafficididrogaeforseanche aicapocciadelsindacalismogiallo. Tutto questo confermerebbe, inoltre, il legame direttamente proporzionale che Maurizio Pallante, maggior interprete italiano di Serge Latouche, postula con chiarezzanelsuointeressantesaggioDecrescitaeWelfareState[pubblicatonelsito delMovimentoperlaDecrescitaFelice],qualeconnessionefralevariazioniannuali delPILequelledellerisorseimpiegateperalimentarelaspesasociale,accettando con tutta evidenza e in modo un po acritico il predetto automatismo di natura mercatista. Tale legame di diretta proporzionalit stato per messo opportunamente in discussione da Badiale e Bontempelli nellaltrettanto interessante saggio Due vie per la decrescita [pubblicato in rete, fra laltro, da Megachip e Come Don Chisciotte],edaloroconsideratounautenticoerrorelogico,poichbasterebbefare quellocheisubdominantipoliticiitalianinonfarannomai[siamoessiberluscones opidiini],ciocolpireconunauspicabileterrorefiscaleattivitinutiliedannose comelapubblicitelafinanza,nonchigrandipatrimonifruttodellaspeculazione e delle pratiche crematisticoimmobiliariste, oppure tagliarsi drasticamente gli
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stipendieridurreilloronumeroinquantocasta[benoltrequattrocentomilaunit, portaborse compresi], per poter mantenere ad un certo livello la spesa sociale e rallentare la conseguente deemanicipazione di vasti strati di popolazione, pur a frontedidiminuzionipercentualidelprodottodaunannoallaltro. Il punto che quanto precede fa sostanzialmente parte della terza via, quella della Decrescita Forzata interna al capitalismo e suscitata dalle sue rinnovate dinamiche,allaqualestiamoandandoincontroadampiefalcate. Le economie soccombenti seguiranno questa strada, ed in particolare, fra quelle dette sviluppate, lItalia delle cricche miserabili [appalti, affari e politica minore], delle caste vigliacche [PdL, Pd e altre correnti minoritarie del Partito Unico Sistemico], dei furbetti razziatori [immobiliaristi, banche, politica delle corruttele], poich questo paese costretto nella triplice morsa della finanza angloamericana affamata di privatizzazioni e infiltrata nellamministrazione Obama, della concorrenza emergente che rappresenta un vero e proprio killeraggio per le attivitproduttiveinloco,edinfinediunasuboligarchiapoliticacheormaisenza alcun pudore, gioca allo scoperto e razzia a man salva forse presentendo la fine, possibileginelmedioperiodo. Le scuole senza carta igienica nei bagni e con programmi educativi che tendono drasticamente a ridursi, le manovre per innalzare let pensionabile e tagliare le future pensioni, per colpire altres il pubblico impiego fino a ieri minimamente garantitoadifferenzadeidipendentiprivati,ilmancatosostegnoairedditideiceti medichesprofondano,lecontinueriduzionipercentualineiconsumiinterni[anche in quelli alimentari o sanitari] e limpennata del tasso di disoccupazione [a sud sembrerebbe che uno su quattro non ha lavoro n fondata speranza di trovarlo] sononientealtrochesegnalidellavventodellaDecrescitaForzata. Questa ultima non un rispettabile paradigma alternativo al capitalismo che si pucivilmentecriticareocondividerecomelaDecrescitadiPallante,oancordi pi quella di Badiale e Bontempelli, ma un concreto processo trasformativo capitalistico in atto, che devasta i rapporti sociali di produzione, comprime i consumi, allontana con spietatezza dallagognata Merce i subalterni e che forse sortir lo storico effetto, attraverso la brutalit dellimpoverimento di massa, di tracciare una strada obbligata per luscita dal capitalismo cos come noi oggi lo conosciamo. Eppure, in tale contesto in cui si riduce la qualit umana necessaria per poter impostare azioni collettive di resistenza al capitalismo, c chi pensa che sia possibile procedere ad una sorta di ricostruzione comunitaria improvvisata, a partire dalle piccole aggregazioni come il condominio, sostituendo la merce nella formadicircolazionemarxianaMDMediformazionedelcapitaleDMDconbenie servizi sociali autoprodotti, togliendo cos progressivamente lacqua al pesce capitalistico.
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Scrivono Badiale e Bontempelli in Due vie per la decrescita, prendendo le mosse dal citato saggio di Pallante, che le famiglie potrebbero sostanzialmente coalizzarsi, creare una sorta di benefica comunit di condominio o di quartiere che porterebbe gli adulti a lavorare un po di meno per occuparsi a turno dei bambini,perchilminorreddito[eilminorPILconseguente]sarebbecompensato dal minor costo sostenuto, in tal caso quello sopportato per lasilo nido, e dallautoproduzionediunserviziospecificodicuituttipossonofruire. Pur trattandosi in linea di principio di buone e condivisibili proposte, si pu realisticamente chiedere, in questa realt, a chi ha gi un reddito insufficiente dovendo lavorare per lintero arco della giornata, di ridurlo ulteriormente, lavorandodimeno? Laproposta,inquestirapportidiproduzionechecostringonomoltiagiostrarsifra due od anche tre lavori [spesso precari e/o informali] semplicemente per poter sopravvivere,perfarelaspesaalimentare,perriuscireapagareleutenzeoperfar crescereifiglisenzatroppedeprivazioni,sembradeltuttoirrealizzabile. E i disoccupati, rimasti senza reddito, schiacciati dallangoscia e da problemi concreti connessi alla perdita del lavoro, costretti non di rado ad indebitarsi con i moderni cravattari e ad accettare lavori saltuari, in nero, senza garanzie, semplicementepertirareavanti,comepotrebberoinserirsiinquestodiscorso? Laminoranzachedisponedirisorse,equindi,almenoteoricamentediunpopi di tempo, essendo in buona parte del tutto interna al sistema e non di rado condividendonelelogiche,nonhasimiliprobleminseliponeeintalecasosivale dinurse,babysitteredomesticisottopagati. Altrove si legge dei cosiddetti gruppi dacquisto, che acquistano dal produttore quintali di pomodori per fare la salsa di condominio e bypassare grande distribuzioneecommerciantiesosi,oppureepiingeneraledelcommercioeticoe solidale, che sembra aver avuto una qualche minima diffusione e che respinge prodottiottenuticonlosfruttamentoschiavistacapitalisticoglobaledellavoro,non diradofemminileeminorile,malostessosensodelleproporzionifraifenomenici suggeriscechesitrattasoltantodipalliativichenonpossonorisolvereilproblema del lavoro schiavo, nel caso specifico del commercio etico, o di mere necessit di risparmio imposte dalla crisi, dalla cattiva qualit dei prodotti low cost e dalla sempre pi iniqua distribuzione del reddito, come accade nel caso della salsa condominialeautoprodotta. Pur essendo in teoria possibile sostituire progressivamente la merce capitalistica con beni e servizi autoprodotti e utili alle persone, la cosa diventa un miraggio considerati i meccanismi in atto, che imprigionano la maggioranza dei subalterni finoastritolarla. Le ferree logiche deemancipatrici del capitalismo del terzo millennio dominano incontrastate nella societ, e impongono ad un numero crescente di persone
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attraversolaflessibilizzazionedimassa,ladistruzione/privatizzazionedelsociale, e lo spostamento di risorse dal Lavoro al Capitale un superlavoro precario e sottopagato. Le stesse logiche, che prevedono la manipolazione antropologica di massa, flessibilizzano culturalmente, precarizzano esistenzialmente ed idiotizzano la popolazione al punto che chi le subisce non riesce pi ad immaginare una vera, possibilealternativaalladiffusionedellamercecapitalistica. Ad altri soggetti, minoritari, ascari del Nemico Principale [la Global class] e comunque favoriti dai meccanismi sistemici in atto, da un lato le risorse non mancanocertamente,potendopraticareilconsumopersonalizzatoediqualit,e dallaltro lato esprimono ladesione incondizionata per quanto superficiale, egoistica,vileeinteressataalsistemaedaisuoipeculiaristilidivita,fintantoche questogliconsentirprivilegi,evasionefiscale,altiredditirealiebenefitvari. Tantoperportareunesempio,squisitamenteitaliano,quellasquallidafigurettache la ministra berluscones Mariastella Gelmini, in occasione della sua maternit non ha perso loccasione per esaltare la continuit di un suo personale impegno lavorativo, anche e nonostante tale circostanza, dando la stura alle voci che prospettanoperleneomadrilavoratriciunapossibilitfuturadisospensione,in periododimaternit,conconseguenteperditadelreddito. Infatti,perlaberlusconesditurnosembrachestareacasadopoilpartocostituisce un privilegio, non certo un diritto della neomadre, e che anche in tale caso bisognaaccettaredifaresacrifici. Moltissime neomadri non godono dei privilegi, dei redditi alti, dei bonus ingiustificati dei quali gode, assieme a quelli della sua specie, la citata ministra berluscones, e non hanno valletti e nurse che si occupano dei figli perch non possono permetterselo, ma questo episodio, pur marginale e vagamente idiota [come spesso lo sono le dichiarazioni della stessa Gelmini, incaricata dellistruzione] rivela tutta la crudelt sociale dei parassiti subdominanti politici sistemici,mostrandociqualoggiilverovoltodellaliberaldemocrazia. In passato, un politico minore e cialtrone dellattuale maggioranza liberaldemocraticoitaliota, tale Gianfranco Rotondi, comodamente insediato al verticedelministeroperlAttuazionedelprogrammadigoverno[esisteveramente, non una battuta ], aveva paventato la soppressione della pausa pranzo per i lavoratori, giudicandola dallalto dei suoi privilegi un danno per il lavoro, ma ancheperlarmoniadellagiornata! La logica che si staglia sullo sfondo anche se la Gelmini e Rotondi, con tutta probabilit, non ne sono pienamente consapevoli sempre quella della compressione dei costi di produzione e sociali, combinata con il just in time industriale, la qual cosa significa che in futuro si pagher, poco e male, esclusivamenteiltempodilavoro.
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Ancorpeggio:lavisionedelruolodellapoliticaedelsuorapportoconlasociet espressadasimilisoggettiesternanti,bensicombinaconilmezzaninoromanodi Scajola, i trans e la droga di Marrazzo [in tal caso non berluscones ma targato centrosinistra]ogliesitidelprocessoalministrodelnullaBrancher. Non certo da questi miserandi subdominanti politici, siano legati al carro berlusconianooppureallamebicocartelloelettoralepidiino,checisipuaspettare unadesioneimprovvisaesinceraallelogichedescriscite,nonchlintroduzionedi conseguenti politiche volte a garantire concretamente i servizi sociali e le opere pubblichefuoridelcircuitocapitalistico. Lacosapeggiorecheunapartesignificativadellacosiddettaopinionepubblica unagenialeinvenzioneliberaleperfarcredereaisubalternidiaverequalchepeso nelledecisionipoliticostrategichecheliriguardanoeffettivamentepensacheseil PIL diminuisce, o si riduce la sua crescita, la spesa sociale deve essere di conseguenza ridotta, accettando supinamente che si mettano in discussione le risorse dedicate allistruzione pubblica, cruciali per il futuro della societ, e financhelassistenzaallepuerpereoaiveriinvalidi. Con tutta evidenza e con comprensibile sconforto, si tratta di qualcosa di molto similealmisterodellafedemedioevale,aldogmareligiosochesideveaccettare acriticamente introitandolo, e rappresenta niente altro che un effetto rilevante di quel processo che lo scrivente chiama flessibilizzazione delle masse [in Nuovi signori e nuovi sudditi, PreveOrso] e che il filosofo Costanzo Preve definisce brillantementeidiotismosocialmenteorganizzato. Il pur apprezzabile elogio di Pallante delle famiglie in cui coesistono e vicendevolmente collaborano tre generazioni, con i nonni che si fanno carico dei bambini,partecipanoallaloroeducazioneegarantisconoaipipiccoliunrapporto interpersonale esclusivo, pi che rappresentare in tali contesti una possibile resistenzaallamercificazioneditutto[realizzataattraversolautoproduzionediun servizio non capitalistico] e un piccolo grimaldello per scardinare progressivamente, in modo rivoluzionario, lordine imposto dal Capitale Ultimo, ricordafintroppo quelleretiamicaliefamiliari,chiamatepelosamenteincausa dal macellaio sociale e ministro berluscones incaricato del Welfare, Maurizio Sacconi, nel libro verde/ bianco del suo ministero al solo scopo di falcidiare il welfarestessoetrasferirnelespesesullespalledeisolitiprivati. Che la distribuzione di risorse scarse se tali non fossero, si vivrebbe del tutto immersiinunasortadiEdenbiblicooinunagigantescaDisneylandplanetaria primadiognialtracosaunadecisionedinaturapoliticadovrebbeesserebennotoa chiunque, ma la scarsit di risorse, misurata canonicamente dai decrementi o dai minori incrementi del PIL, viene oggi propagandisticamente utilizzata per giustificareingentitrasferimentidiricchezzadalLavoroalCapitale,dalleconomia realeallafinanza,dallasocietallelite.
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Inoltre e per soprammercato, latomizzazione sociale, spinta verso le estreme conseguenze senza incontrare ostacoli, favorisce soltanto la competizione pi esasperata fra le persone e non la coesione, ha leffetto di isolare sempre di pi i soggettierendedifficoltosaunasimilecollaborazionedinaturacomunitaria. Lalternativa sistemica prospettata da Serge Latouche ed in Italia da Maurizio Pallante, pensata con tutta evidenza nel solco dellalternativa maussiana del Dono [Essai sur le don, del lontano 1925, del grande antropologo e sociologo francese Marcel Mauss] in piena contrapposizione alla mercificazione capitalistica dei rapporti sociali, e costituisce una rispettabile alternativa allindividualismo utilitaristico di matrice liberale, concepita con lo sguardo rivolto ad un passato precapitalisticoepremoderno. Questa alternativa richiederebbe, per essere pienamente operante, una forte coscienzasociale[perintendersi,almenosimileallacoscienzadiclassecheanimava i proletari nel precedente ordine], laffermazione di una diversa cultura e di solidariet diffuse fra i subalterni, e cio la presenza nella compagine sociale di elementi che oggi drammaticamente mancano, come tutti possono facilmente constatarefinnelloroquotidiano. In Latouche e in Pallante vi sono indubbiamente gli echi delle economie precapitalistiche indagate da Marcel Mauss quelle civilt anteriori definite nel nostro mondo culturale, con uningiustificata ombra di disprezzo, arcaiche o addirittura primitive, e vi , quindi, la velata intenzione di riferirsi a certi loro meccanismi di funzionamento del tutto estranei alle attuali logiche mercificanti dei rapporti sociali che sicuramente hanno unorigine premoderna [dal Potlach degli indiani nordamericani alle civilt della Polinesia e della Melanesia], consentendo di rimodellare le reti di relazioni sociali al di fuori di quella che la sostanzadelrapportodiproduzionecapitalistico. Delresto,selacosiddettaModernitcoscomecivienevenduta,altrononcheun sapiente mascheramento dellautofondazione delleconomia capitalistica su se stessa [Costanzo Preve] e quindi una sorta di involucro allinterno del quale si celano, nellessenziale, lo scambio mercantile, lestrazione del plusvalore e la creazione del valore finanziario una via per superarla, almeno su un piano teorico, potrebbe essere rappresentata da un ritorno al passato al fine di ricostruireilfuturosubenaltrebasi,comeemergedallinterpretazionediuncerto paradigmadecriscista. SilegganoiseguentigiudizidiMarcelMauss,relativiallasocietcapitalistica[nella fattispecie, dinizio novecento] in rapporto alla supposta persistenza dello spirito del dono: Une partie considrable de notre morale et de notre vie ellemme stationne toujours dans cette mme atmosphre du don, de lobligation et de la libert mls. Heureusement,toutnestpasencoreclassexclusivemententermesdachatetdevente.Les

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chosesontencoreunevaleurdesentimentenplusdeleurvaleurvnale,sitantestquily aitdesvaleursquisoientseulementdecegenre. Tuttononancoraperduto,sembravaaffermareneglianniventidelNovecentoil grande studioso francese, perch non tutto ancora mercificato, meramente riducibile nei termini di acquisti e vendite delle merci capitalistiche, permanendo nellavitaumanaildono[ildareoilricevere],lobbligazionearestituireelalibert nelfarlo[ilrendere]. Anche lautorevole Serge Latouche ha affermato che una parte importante della nostra morale e della nostra vita risiede nellatmosfera del dono, dellobbligo e della libert, evocata a suo tempo da Mauss, pur andando oltre il nostalgismo dellautore di Essai sur le don, e giungendo a definire il dono come un principio attivosempreviventenellarealtoccidentale. Ebbene, nonostante le fiducie di Pallante e dei decriscisti felici che distinguono diligentemente fra il bene, oggetto del dono, e la merce scambiata contro denaro, fra loccupazione capitalistica e il pi nobilitante lavoro fiducie alle quali non sono certo estranee le parole di Mauss qui riportate e tanto pi la visione latoucheana , si osserva come il capitalismo del terzo millennio ha quasi completamenteazzeratoquestispaziresidui,piconsistentinellaltrosecoloedin quelloprecedente,eilrapportosocialecapitalisticopenetratoinognidove,tanto chepossiamotristementeaffermare,coniversigidatatidelcantautoreGianfranco Manfredi,Malamercechecientrataneipolmoni/ecidilsuoritmodirespirazione/ il lavoro non ci rende mica buoni/ ci fa cose che poi chiamano persone [Dagli Appenniniallebande,inZombiedituttoilmondounitevidel1977]. La mercificazione dei rapporti sociali, che si accompagna alla sussunzione al Capitale dellintero tempo di vita delluomo e di ogni spazio non economico, sembrachestiaperraggiungereilpuntodinonritorno,inunordinechepuessere efficacementescossosoltantodaunviolentochoc,congiuntamenteprovocatodalla lungacrisiglobale,chetendeadiventareunassettocapitalistico,edaiprocessidi deemancipazione/distruzionedelwelfareinatto. DiversamentedaPallante,BadialeeBontempellipensanoadunapimodernae originale attuazione del dono, almeno in apparenza molto pi legata alle contingenze ed alle situazioni sociali in cui tutti viviamo, e credono possibile, in questa realt, individuare spazi che diremo neocomunitari, vere e proprie zone franche esterne alla mercificazione capitalistica, per avviare autoproduzioni alternativedibeniediservizi,compresiquellisociali. Unadomandadicrucialeimportanzaaquestopunto,per,dovrebbeessereposta: si pu nel concreto sviluppare, in forme classiche maussiane od anche e soprattutto in forme nuove, la reciprocit del dono, nellautoproduzione invocata siadaPallantesiadaBadialeeBontempelliconilpropositodisostituirelamerce

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capitalistica, se gli individui sono isolati, flessibilizzati e deprivati persino dei necessariepielementarilegamisolidaristici? Albuonsensodichileggelarisposta. Inoltre,rimaneinsolutalaquestionesenellanaturadelsapienssapiensvifossero findallanottedeitempiigermidelcommerciosullelunghedistanze,chesulla base di una certa interpretazione, dopo unevoluzione plurimillenaria hanno contribuito allinevitabile affermazione del capitalismo la quale sarebbe dunque avvenuta in pieno accordo con la natura umana , o se allopposto dominavano quellideldonoritualizzatochehannocaratterizzatomoltesocietarcaiche,eintale caso il capitalismo costituirebbe una sorta di devianza resa possibile, ad un certo momentodellastoria,dalfamigeratosviluppodelleforzeproduttive. Tornandoallaterzaviaperladecrescitaevolendoessereunpoironiciconlo scopodiallentarelatensione,nonmancandodiavvertirechedaqualchetemposi vive forzatamente in decrescita notiamo che i segnali ci sono gi praticamente tutti: recente la notizia che la crisi morde alle terga anche il business delle vacanzeecheilquarantaseipercentodegliitaliani,presumibilmenteinambascee forzatamenteindecrescita,resteracasaperlastagioneestiva,sepossiamofidarci deidatidiffusidallaFederalberghi. Fuordibattuta,lariduzionedeiconsumidimassachegidatempopalpabile,in ItaliacomeinmoltapartedellEuropa,peroranonsembraportareadunapresadi coscienzageneraledellaveranaturadiquestosistemaedeglieffettidevastantiche potrcomportarelaprosecuzioneimperterritadellesuedinamiche. Altra osservazione importante che lo slogan decrescista di Maurizio Pallante, meno Stato e meno Mercato, si combina con la considerazione che il Welfare State nasce allinterno del capitalismo, un suo prodotto e come tale andrebbe superatoassiemealPILealparadigmadellacrescitacapitalisticaillimitata. Everochelastessavisionesocialdemocraticanataallinternocapitalismo,come sostiene Pallante, e perci non pu che legare lo slogan che la caratterizza pi StatoemenoMercatoallacrescitaininterrottadelPILondedisporredimaggiori risorse da dedicare al sociale, per una falsa emancipazione di massa inserita nelle logichedelcapitale,mainterrompereodiminuirenelconcretoquestaerogazionedi risorse, a fronte di una riduzione delle entrate fiscali e/o attraverso controriforme deemancipatriciesattamentecomestaaccadendooggi,nonpuchesconvolgereil tessutosociale,provocaresofferenzecrescentifraisubalternicheperloscrivente hanno un diritto naturale al reddito e allassistenza, anche se non occupati! e innescareconflittualitesasperate,financhesanguinose. Applicare lo slogan decriscistapallantiano meno Stato e meno Mercato in assenza di un pieno superamento sistemico e dellaffermarsi di una nuova prospettiva storica, equivale a buttare a mare immediatamente i nuovi e vecchi poveri, gli incapienti, i malati, i disoccupati cronici, i vecchi con pensioni che
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approssimanoiseicentoeuromensili,lefamiglienumeroseabassoreddito,emolti altri ancora, tanto che si pu ironicamente affermare che almeno i liberisti pi moderati ipotizzano, in sostituzione del welfare, il pi limitato, meno costoso e temporaneo workfare di matrice anglosassone, mentre Pallante propone soluzioni benpispicceeradicali Come si constatato in precedenza, anche la soluzione proposta da Badiale e Bontempelli, nellesempio dellautoproduzione collettiva dei servizi sostitutivi dellasiloapagamentoqualeformadiwelfarealternativoextrasistemico,nonregge davanti a questa realt sociale, caratterizzata da atomizzazione, competizione reciproca e distruzione dei vincoli solidaristici, sostanzialmente perch prima vi dovrebbe essere, in termini generali, una complessiva e lunga opera di ricostruzione dei legami comunitari fuori dei contesti della societ di mercato dominante. Lunicacosachesembraconcretamenteinattoedrammaticamentepossibilecome si pu facilmente constatare ogni giorno, semplicemente guardandosi intorno, a meno che non si faccia parte dellarea del privilegio politico subdominante, o ancor peggio, del mondo elitisticoglobalista proprio la Decrescita Forzata pauperizzante e deemancipatrice, che si accompagna ad una crescente Infelicit, intesa come distruzione progressiva delle future aspettative di miglioramento per largapartedellapopolazione. Sipuinteramenteconcordaresuunpunto,conBadialeeBontempelli,eciochela cosiddettareligionedellacrescita,laqualefailpaioconlideologiadelprogressoe giustificalatiranniadelPIL,deltuttointernaalrapportosocialecapitalisticoe nonpuesseresuperatasenonsisuperaquestoultimo. Non si pu sperare, allo stato attuale delle cose, in una diffusione capillare di paradigmi alternativi quale o dovrebbe essere quello decriscista allinterno dellasocietdimercatocapitalisticasenonsiverificaunaprecipitazioneverticale della situazione, un peggioramento continuo, rapido ed evidente delle condizioni divitadellamaggioranza,ilcheriportaallazionedevastante,sulpianosocialeesu quello della tenuta istituzionale, della Decrescita Forzata, che questa volta potr non risolversi in una distruzione creatice di tipo schumpeteriano, con ulteriori metamorfosi atte a far emergere gli individui pi immaginativi e a rinnovare i rapporti sociali in senso capitalistico, ma potr forse aprire la strada al nuovo, mostrando finalmente la via duscita, e questo proprio dallinterno del sistema capitalistico,nellasostanzadeisuoispecificirapportisocialidiproduzione. Fatte queste debite considerazioni, preciso [se mai fosse ancora necessario] che la Decrescita Forzata e Infelice rappresenta un percorso irto di ostacoli, gravido di sofferenze nel corpo sociale e di rovine visibili ed invisibili nella societ, il cui approdo resta comunque incerto, potendo condurci fino allestremo limite del

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disastro finale, di un arretramento generale delle condizioni di vita, della dissoluzionecompletadelleistituzionireificateedellordinamentovigente. Esistetuttavialapossibilitcheunasimilesituazionefavoriscailmoltiplicarsidei risvegli, nella parte ancora sana e non completamente obnubilata/ idiotizzata dellacosiddettaopinionepubblica,elageneralepresadicoscienzacheilprogresso capitalistico, cos come concretamente oggi si configura, altro non se non un vicolocieco,alterminedelqualesipugiosservareunagrandefossacomune,che inghiottir democraticamente ex borghesi ed ex proletari, ex ceti medi ed operai, disoccupati e sottooccupati, precari e parasubordinati, formalmente e concretamentesacrificatiperunimprobabilerecuperodelPIL,inosservanzadel rispetto dei parametri di Maastricht o delle direttive del FMI quale frutto avvelenatodiununicalogica,quellafinanziarioglobalista. Questasortadigrandeviaggiocollettivoalterminedellanottesartormentatoe denso di incognite, e i momenti di speranza si alterneranno alla rabbia e alla disperazione. Nessuno pu escludere che lapprodo di lungo o lunghissimo periodo, dopo lazione devastante della Decrescita Forzata e linsorgere di drammi individuali e collettivi, sia la Decrescita di cui parlano con convinzione e buona fede i nostri teorici alternativi Pallante, Badiale, Bontempelli ma non si pu neppure escluderecheprimadigiungereadunsimile,ipoteticocambiamentoculturaleedi immaginario, ad una piena ricostruzione della rete di rapporti sociali non pi fondata sullinganno del valore di scambio e della creazione finanziario/ crematistica del valore che potrebbe ben richiedere tempi pi che storici , si render necessario instaurare una dura, ma inevitabile, centralizzazione rivoluzionaria del potere di stampo quasi polpotiano, nellurgenza di impedire lavvento di un medio evo senza fine e di laceranti conflittualit tribalistico endemiche, prodotto dellimpoverimento generalizzato, dellimperante caos politicoesociale,delladisgregazionedelleistituzionistatualiedellastessasociet. Quello che n Maurizio Pallante e i decriscisti convivialfelici n Badiale e Bontempelli, decriscisti pi problematici e dubbiosi, hanno finora debitamente evidenziato che nessuna rivoluzione, pacifica o combattuta, pu avere luogo se non si individua esattamente il Nemico da combattere, nella sua veste sociale, politica e culturale, se non si penetra il nucleo sistemico spaccandolo, se non si sviluppa, accanto alla necessaria ideologia di legittimazione rivoluzionaria, una veraepropriacoscienzadiclassediffusafraisubalternichesubisconoilpotere,e senonsiformaunavanguardiadeterminataecoesachesiponeallaloroguida. Nessuna Rivoluzione degna di questo nome possibile se non maturano le condizioni storiche, culturali e sociali che la rendono una via praticabile di cambiamentoepocale,eungrandemotocollettivovittorioso.

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Perci una Vera Decrescita esterna alle dinamiche ed alle trasformazioni capitalistiche qualunque veste teorica gli si vuole dare ed anche come la intendonoicitatiintellettualipuforserappresentareunaprospettivastoricache richieder tempi lunghi, o meglio, lunghissimi e ultrasecolari per concretarsi stabilmenteinnuoveretidirapportisocialiedeconomici,riuscendoarinnovarele societ umane dalle fondamenta, mentre la Decrescita Forzata e Infelice, prodotto naturaleedesitosocialedelCapitalismoTransgeneticoFinanziarizzatodelterzo millennio,gipienamenteoperanteinquestoprimoscorciodisecoloefasentirei suoimorsiaisubalterni,aivecchienuovipoveri,allesoggettivitdellanascenteed estesaPauperclasscapitalistica.
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Ilprogrammadecriscistalatoucheanodelleottoerre Lanonaerre:Rienergizzare Lattualeprogrammadecriscistasipusintetizzarenelcosiddettoprogrammadelle otto erre di Serge Latouche, che a detta dello stesso economista, filosofo ed antropologofrancesenonunveroprogrammapoliticoimmediatamenteoperativo lo scrivente ha avuto modo di ascoltare in un paio di conferenze il padre del decriscismo,chespiegavailsignificatodelleottoerrepremettendodinonessereun politico, e se ne reso perfettamente conto ma rappresenta principalmente una serie di pratiche necessarie, le quali per avere successo e produrre effetti positivi dovranno essere largamente condivise, onde tracciare la via per una decrescita convivialeepacifica. La scommessa della decrescita che si accompagna alle otto erre, frutto dellarticolatariflessionediLatoucheispiratadallalezionedimaestricomeIlliche Gorz, ed ha, per stessa ammissione dellintellettuale francese, la forza positiva e concreta dellutopia per una decolonizzazione gli immaginari invasi dal mito del progresso, che si sostanzia nella crescita illimitata capitalistica, nonch per la costruzionediunaltrasocietpossibile. Ma la societ della vera decrescita di l a venire ed oggi i suoi lineamenti sono ancoraincerti,vaghi,indefiniti. Conleparoledellosquisitoprofessorefrancese: Ilprogettodicostruireunasocietdelladecrescitadunqueunutopia,unutopianelsenso concreto e positivo della parola che un altro mondo possibile. Ho proposto di realizzare questo progetto attraverso uno schema delle otto R: Rivalutare, Riconcettualizzare, Ristrutturare, Ridistribuire, Rilocalizzare, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Ogni volta che facciounaconferenzacqualcunonellasalachemidice:LeihadimenticatounaRmolto importante, si deve anche reinventare la democrazia. Un altro mi dice: Si deve ri cittadinare. Il concorso aperto, si possono aggiungere molte altre R. [Intervento di Serge Latouche nel seminario sulla decrescita organizzato gioved 4 ottobre 2007 dallacommissioneculturadellaCameradeideputati] Cisideveporreunadomanda,innanzitutto:questounprogrammachepotresse realizzato,edunutopiadestinataadavereeffetticoncreti,edincasodirisposta positiva,conqualitempi? Lo voglia il cielo, naturalmente, poich la realizzazione di questo programma risparmierebbe una lunga serie di [prevedibili] lutti ed orrori allumanit, ma, purtroppo, c da temere fondatamente che se cos sar, la cosa richieder tempi moltolunghi,tempistoricichemoltifracolorochevivonoogginonvedranno. Larealizzazionediunsimileestraordinariamenteambiziosoprogramma,purnella sua apparente semplicit, implica un cambiamento culturale e di prospettiva che sembra essere ancora in una fase preembrionale, nel mentre la situazione pu
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precipitaredaunmomentoallaltro,dalpuntodivistaambientalecomedaquello socialeepolitico. Sul fatto, poi, che si deve reinventare la democrazia superando linganno liberaldemocratico, non si pu che essere completamente daccordo, poich la liberaldemocrazia fondata sullistituto della rappresentanza altro non se non il migliorcompendiopoliticodelcapitalismofinanziarizzatoglobalecontemporaneo, e quindi un supporto al suo distruttivo sviluppismo, ma andrebbe chiarito molto bene che questa reinvenzione non pu avvenire se non nel quadro di un radicale cambiamento,primadituttoculturaleenegliimmaginaridellepersone,cheSerge Latouche ha cercato di sintetizzare con semplicit nelle otto erre, porgendoci alcune, ancora insufficienti indicazioni di larga massima, che per potrebbero gi averequalcheriflessoconcreto. Suciascunadellesingoleerresipuovviamentediscutere. Cisipuchiedere,adesempio,finoachepuntosarpossibilerilocalizzareequali sarannoicostiumani,socialiedambientalidellarilocalizzazione,esoprattuttose, unavoltarotteleuovalasciandocheilcapitaledilaghiliberamenteinogniparte delmondo[comeiltuorlo,fuoridelguscio,chesiespandeconlalbumesulfondo del pentolino], si potr tornare a loro, riattivando tutte le produzioni locali necessarie alle comunit, poich la delocalizzazione capitalistica ha sottratto non soltanto posti di lavoro e impianti, ma anche knowhow e saperi, ed ha riversato nei paesi beneficiari dellex terzo mondo sfruttamento intensivo del lavoro, inquinamentodelleacqueedelsuolo,provocandoladistruzione,chepareinmolti casiirreversibile,delletradizionaliformedisussistenza. Lo stesso professore francese ha precisato che il suo programma aperto ad ulteriori implementazioni, con le erre che potrebbero diventare dieci od anche di pi,edhaconfessatochenonessendoluiunpolitico,quellodelleottoerrenonun veroprogrammapolitico,immediatamenteapplicabilesulterrenodelleconomiae nellacomplessitdeirapportisocialidellepoca. Leggendo queste pagine, si dir che chi scrive certo un po critico, ma anche particolarmente tenero nei confronti dei decriscisti, animati dallidealismo e da slogannonancoratradottiinconcretiprogrammi,macertochesitrattadisinceri anticapitalisti a partire dal principale teorico, Serge Latouche, e dal suo interprete italiano, Maurizio Pallante i quali cercano di fondare la loro rivoluzione sulla conservazione dellambiente e su dimensioni non economico crematistichedellesistenzaedelprogresso. Inoltre, chi scrive condivide in linea di principio lantisviluppismo decriscista, poichsitrattadiunagiustareazioneallillimitatezzacapitalisticachetuttofagocita in s, creando un valore fittizio a beneficio temporaneo di pochi con danni permanenti cagionati alluomo, alla stessa specie umana in quanto tale, e allambientenaturaledalqualenonsipuprescindere.
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Idecriscistidevonopercomprendere,beneeinfretta,cheinuoviagentistoricidel capitalismoriunitinellaGlobalclassnonsifarannodapartevolontariamente,per pura liberalit ed una ritrovata coscienza ecologica e sociale, rinunciando al comando e ai loro smisurati privilegi senza colpo ferire, ma dovranno essere estromessi, se necessario, con le cattive, e ci potrebbe implicare linizio di una lotta asimmetrica lunga e dura, senza che si possa escludere a priori luso delle armi. La Decrescita quella vera, naturalmente, non quella forzata tratteggiata nel capitolo precedente ed interna alla dinamiche capitalistiche se avr qualche possibilit di affermarsi, potr diventare una tappa rivoluzionaria e trasformativa nel lungo percorso emancipativo di liberazione umana, ed in effetti cos pare che sia, implicando luscita dal capitalismo attraverso la demolizione del mito del progresso, tradotto nello sviluppo illimitato e concretamente in distruzione ambientaleediffusionedelliniquitsociale. Ma un vero programma politico che si armonizza con lo spirito decriscista non potr che avere origine dalla prassi e dallo sviluppo di ipotetiche lotte future anticapitalistiche [cruente o non cruente] per la decrescita e per la produzione di beni, utili alle comunit umane e destinati a sostituire progressivamente le merci capitalistiche. La positivit del superamento del concetto di merce capitalistica evidente per chiunque,poichildominiodellamercestabilitoinprimoluogopergarantirela riproduzionesistemicaelastessasopravvivenzadelcapitalismoneisecoliavenire, in secondo luogo per favorire lestensione del potere e del benessere materiale di una parte sempre pi minoritaria dellumanit, cio degli agenti capitalistici oggi riunitinellaclasseglobale. Diseguitosipresentailprogrammalatoucheanodelleottoerre,inunaespressiva masinteticapropostadiOsvaldoPieronialForumdelleONGdiRio,trattodalsito LaDecrescita[http://www.decrescita.it/joomla/]. Rivalutare.Rivedereivaloriincuicrediamoeinbaseaiqualiorganizziamolanostravita, cambiando quelli che devono esser cambiati. Laltruismo dovr prevalere sullegoismo, la cooperazionesullaconcorrenza,ilpiaceredeltempoliberosullossessionedellavoro,lacura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sullefficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare limmaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cio suscitati e stimolati dal sistema, che a loro voltacontribuisconoarafforzare. Ricontestualizzare.Modificareilcontestoconcettualeedemozionalediunasituazione,o ilpuntodivistasecondocuiessavissuta,cosdamutarnecompletamenteilsenso.Questo
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cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povert e ancor pi urgentementeperscarsiteabbondanza,ladiabolicacoppiafondatricedellimmaginario economico.Leconomiaattuale,infatti,trasformalabbondanzanaturaleinscarsit,creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso lappropriazione della natura e la sua mercificazione. Ristrutturare. Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico produttive,imodellidiconsumo,irapportisociali,glistilidivita,cosdaorientarliverso una societ di decrescita. Quanto pi questa ristrutturazione sar radicale, tanto pi il caratteresistemicodeivaloridominantiverrsradicato. Rilocalizzare. Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dalleconomialocale.Diconseguenza,ognidecisionedinaturaeconomicavapresasuscala locale,perbisognilocali.Inoltre,seleideedevonoignorarelefrontiere,imovimentidimerci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture,maancheinquinamento,effettoserraecambiamentoclimatico). Ridistribuire.Garantireatuttigliabitantidelpianetalaccessoallerisorsenaturaliead unequa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vitadignitosepertutti.Predaremenopiuttostochedaredipi. Ridurre.Sialimpattosullabiosferadeinostrimodidiprodurreeconsumarecheglioraridi lavoro.Ilconsumodirisorsevaridottosinoatornareadunimprontaecologicapariadun pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivalecircaaquellarichiestadaunpiccoloradiatoreaccesodicontinuo(1kw).Oggiil Nord America consuma dodici volte tanto, lEuropa occidentale cinque, mentre un terzo dellumanit resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurareatutticondizionidivitaequeedignitose. Riutilizzare. Riparare le apparecchiature e i beni duso anzich gettarli in una discarica, superando cos lossessione, funzionale alla societ dei consumi, dellobsolescenza degli oggettielacontinuatensionealnuovo. Riciclare.Recuperaretuttigliscartinondecomponibiliderivantidallenostreattivit. Sembra evidente che la riconcettualizzazione e la rivalorizzazione si riveleranno cruciali e renderanno possibile lo sviluppo del resto del programma, poich il cambiamento culturale e generazionale la condizione sine qua non per una ristrutturazione complessiva della societ, per la ridistribuzione della ricchezza in
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uno spirito di equit, per la rilocalizzazione delle produzioni, per la riduzione dellimpronta antropica sul pianeta, per la stessa riutilizzazione diffusa dei materialiedilriciclodegliscarti. Unaerrechesipotrebbeaggiungere,dopoilgraveincidentenuclearegiapponese, Rivendere il modello energetico o Rienergizzare il sistema con luso di nuove fontinonpericolose,cheimplicherebbe,sefosseveramentepossibilefarlo[manon lodicertonellelogichediquestocapitalismo],unepocalespostamentodirisorse a tale scopo, una riduzione benefica dei consumi planetari ed una riduzione dei tassidisviluppocapitalistico,dalPILmondialealtassodiprofitto. Lavventodelnucleareharappresentatounmomentodirotturastoriconellastoria dellumanit, ed anche se alimenta le produzioni civili di beni di consumo rappresentapursempreunarmacapitalisticoelitista,anzi,larmacapitalisticapi inquietanteedecisiva. ImpiegataunasolavoltaneiconflittistrategicoelitisticileatomichesuHiroshima eNagasaky,utilizzatacomeminacciaimmanentedurantelequilibriodelterrore russoamericano, tuttora impiegata nel conflitto verticale con i subalterni, cio nella lotta di classe, sia pur in modo indiretto per garantire la sopravvivenza del sistemaelestensioneillimitatadellaproduzionedimerci. Maquesta,adifferenzadellaflessibilizzazionedimassa,dellaprecarizzazionedel lavoro, della diffusione della stupidit sociale e della creazione finanziaria del valore,unarmaassolutaeadoppiotaglio,cheinognimomentopusfuggireal controllo,rivelandocisostanzialmenteduecose: 1) La fallacia dellidea del progresso tecnoeconomico illimitato e le menzogne diffuseariguardodellecosiddettetecnologiesicure,conilpienoconcorso di una scienza compiacente, soprattutto nel caso specifico delle tecnologie nucleari.Linsicurezzapermaneedinvesteancheletecnologiediquartaodi quintagenerazione,chesivendonocomesicurenonessendopiquelledelle vecchi centrali nucleari giapponesi in agonia. La Pauper class, in quanto classe subalterna che subisce questo stato di cose, sembra non possedere ancora la forza per ribellarsi al dominio capitalistico, neutralizzandolo insieme alla minaccia rappresentata dal nucleare. Latomo invece pu rivoltarsi in qualsiasi istante, azzerando i contatori della crescita e spegnendoadunaadunalelucidiunmondoartificiale. 2) Una drammatica e concreta democraticit dellarma nucleare elitistica che resta unarma anche quando serve, in apparenza, le produzioni a scopi civilidellenergiapoichnonfadistinzionefraleclassisocialiumaneefra lestesse,differentiformedivitachepopolanolaterra,colpendoallostesso modochilasubisceechilautilizzaperscopididominio.
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Ilsempliceridurreivolumidiproduzionecomplessivi,ilriciclaggiodegliscarti,lo stesso contenimento dei consumi ed i parziali risanamenti dellambiente, non potrannoeliminareil pericolo incombente, se nonsi agir sul modelloenergetico, dandogliunaprioritassolutaerivedendoloinmodoradicale. Nel nuovo modo di produzione sociale vigente, in questo caotico e tormentato iniziodelterzomillennio,lanonaerrediRienergizzare,conriferimentoallintero modellodisviluppocapitalisticocheci statoimposto,tende,perci,adiventare prioritariasuognialtracosa,suognialtrapossibileriformapensataallinternodel sistemastesso,edanchealdifuoridiquesto,sututtelealtreerredelprogrammadi SergeLatouchecheseguonolariconcettualizzazioneelarivalorizzazione. Fukushimadestinataadiventareunsimbolo,eunospartiacque,comeaccaduto conHiroshima? Gli interessi della lobby delle tecnologie nucleari prevarranno su ogni altra considerazione,oppuresarannosconfitti? Oancora,cisarunritornoalcarbonechenoncertountoccasanaperlambiente? Comunque sia, quello che certo fin dora che Rienergizzare il sistema, od anche rivedere da cima a fondo il modello energetico, quale nuova, possibile erre del programma latoucheano da porre in assoluta evidenza, non rappresenta soltanto un buon consiglio dato agli amici ed ai compagni decriscisti, ma soprattuttounurgenzaassolutaeunanecessitpertutti,nonesclusoilnostrovero Nemico,cioimembridellaclasseglobaledominante. Giuntiaquestopunto,masenzaalcunapretesadiaveresaurito,conquantostato fin qui scritto ed analizzato, il complesso discorso relativo alla Decrescita e al doposviluppo,sipossonogitrarrealcuneconclusionidiordinegenerale. E bene precisare, innanzitutto, che il contenuto rivoluzionario anticapitalistico delle idee di Latouche non pu risiedere in alcun modo nella pacifit e nella convivialit fra gli uomini, che non sono possibili in questa situazione di affermazione totalitaria del capitalismo e di forti squilibri sociali, ma lo sono esclusivamente nel superamento concettuale e pratico della Merce e del Libero Mercato, per ottenere i quali sar legittimo ricorrere alla centralizzazione rivoluzionaria ed anche a forme di lotta non incruente, riabilitando il concetto di Dittatura come stato deccezione, nato con la Roma repubblicana e ripreso dai giacobini, per poter gestire il passaggio dalla cosiddetta societ di mercato ad un nuovo mondo implicitamente decriscista, ma soprattutto solidaristico e comunisticocomunitario. EaltrettantoevidentecheperarrivareaduncompletosuperamentodellaMercee del Mercato capitalistici seguendo una via pi morbida, non rivoluzionaria e non

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cruenta, se mai si arriver, ci vorr tempo, molto tempo, un tempo che probabilmenteahinoi,proprioilcasodidirlononabbiamopi. Laconseguenzacheilpienodispiegarsidellavisionedecriscistalatucheanaedei programmi che la animano non potr che avvenire nel lungo periodo se mai avverr, come tutti noi dobbiamo comunque augurarci sia che si affermi la via trasformativa rivoluzionaria, attraverso la lotta cosciente dei subordinati e dei popoli, sia che il mondo imbocchi la via, sicuramente pi pacifica, di una lenta trasformazioneculturaleedeconomica,perilcompletosuperamentodellelogiche capitalistiche distruttrici, merce capitalistica e imposizione del nucleare ivi comprese.
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Nonesistonoprofughieconomici Articolodel10/04/2011 Levento che fa notizia in Italia, da un paio di giorni, quello delle dimissioni di CesareGeronzi,daunannoaiverticidiGeneralidopolamilitanzainMediobanca, edatempounVIPdelpoterefinanziariolocale. Rimaneperalsuoposto,inqualitdivicepresidentedelleGenerali,ilfinanziare imprenditorebretoneconoriginitelevisiveVincentBollor,unodeisimbolidella penetrazionetransalpinanellapenisolaedellacolonizzazionefrancesedellItalia. IlbrillanteBollor,ilsuoammiratoreconsulenteenipotediBuorguibaTarakBen Ammar, Lactalis [alimentare], BNP Paribas [banche], Lvmh [moda e non solo moda], e via di seguito, sono altrettanti attori di questa colonizzazione, che non paredestinataafermarsinonostantelarecentelevatadiscudiitaliana[Tremonti]a difesadiParmalat,minacciatadaLactalis. Con luscita di scena di Geronzi, dimissionario in seguito ad una mozione di sfiducia, lo stesso scompare anche dai patti di sindacato, perch le partecipazioni della primaria compagnia assicurativa sono regolate da tali patti, e la lista significativa, strategica, per gli assetti del potere economicofinanziario nella penisola,comprendendoRCS,Mediobanca,Pirelli,Gemina,Telecom. Lesclusione di Geronzi innescher qualche effetto domino? Peggiorer o migliorerlasituazionefinanziariaedeconomicanazionale? Domandecheresterannosenzaunasicurarisposta,almenoperunpo,macisono altri fatti, oltre a questa vicenda molto gettonata dai media, che dovrebbero suscitareinteresseedindurreadunaseriariflessione,chesuperaiconfiniitalianie lemiserieeconomicofinanziarienazionali. Pur essendo rilevanti e di una certa portata nella crisi italiana le dimissioni di Geronzi, non questa la notizia che ha attirato la mia attenzione, perch levento che pi mi ha colpito, per il suo contenuto drammatico e per il suo valore simbolico, non riguarda le strategie, le tattiche e le trame ordite nel mondo finanziario,ipattidisindacato,lecariche,lavvicendarsidiVIPaiverticielaloro ascesaecaduta,inquelbassoimperodacolonizzarecheoggilItalia,mariguarda degli sconosciuti, che non sono neppure italiani, dei poveri migranti che troppo spessosiabbandonanoallacompletabaliadelleondedelmareedellecorrentidella storia. Il numero di vittime del rovesciamento di un barcone di clandestini, durante le operazioni di soccorso al largo delle isole Pelagie, pu essere superiore alle trecento,vistocheilbarconeerastracarico[finoa350o370abordo,secondoalcune fonti]eisuperstitidovrebberoesserepocopidiunacinquantina,maquestonon cheuncasofraitanticasisimili,giverificatisiechesicuramentesiverificheranno infuturo.
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In questa tragica circostanza, sono state le profondit marine ad accogliere gli anonimicorpidicolorochefuggonodallaguerra,mainaltricasipotrebbeessereil deserto africano a nasconderli, oppure, se giunti a destinazione e morti improvvisamente sul lavoro, in nero e senza alcuna garanzia, qualche terreno agricoloolefondazionidiunedificioincostruzione. Lipocrisia leghista a sfondo elettoralistico, frutto della miopia e dellostilit nei confronti dei pi deboli, in primo luogo nei confronti di tutti i migranti ed in particolaredeinonbianchi,sesiaffermassecompletamenteimporrebbelaferreae strumentale distinzione fra profughi provenienti da teatri di guerra, che dovrebbero essere accolti temporaneamente per ragioni umanitarie, seppur a malincuore,edicosiddettiprofughieconomici,chenonrischierebberolavitaeche dovrebbero essere perci respinti, ma soprattutto la contestuale dicotomia fra regolarieclandestini,intendendocheiprofughieconomicideibarconisonotutti deiclandestinidarespingere,conlebuoneoconlecattive. La clandestinit, se diventa un reato, esattamente la negazione di quei diritti umani o ancor meglio, visto che lespressione diritti umani screditata, dei diritti naturali che devono essere riconosciuti a ciascuno che loccidente capitalisticodichiaradiriconoscereemillantadivolerdifendere. Alla fine i leghisti che fanno il bello e il brutto tempo nellindebolito esecutivo berlusconiano, vista leccezionalit della situazione mediterranea aggravata dalla guerra civile libica, hanno dovuto ammettere la concessione ai profughi economicipresunti clandestini di un permesso temporaneo di soggiorno, sperando,omeglioilludendosi,cheseneandrannoForadiBall[credochesiscriva cos,manonconoscobenelagglutinatalinguabossiana]alpitardidoposeimesi ounannoeilpilontanopossibiledallasacrapadania. Ilgiocodiidentificareicosiddettiprofughieconomiciconiclandestini,inpresenza del reato formale che deriva dallessere semplicemente privo di documenti, non pu funzionare nel lungo periodo e non pu arrestare i flussi migratori verso il nord [del mondo intendo. Chissenefrega dellimmaginaria padania, patria delle soleedellesparatebossiane]. Dallaltra parte ci sono gruppi di imprenditori italiani, destinanti a diventare semprepisparuticonlavanzaredellacrisielestendersidellamoriadindustrie,i qualiaccolgonofavorevolmentegliarrivistabilipicheitransitiversolaFrancia e la Germania per poter disporre di schiavi ancor pi schiavi, ad un costo pi bassorispettoaiprecarilocali. Non parliamo poi delleconomia formalmente criminale, espressione di un certo potere finanziario che per convenzione ancora chiamiamo Mafia, Camorra, ndrangheta ma che semplicemente lite, Global class mascherata la quale necessitadimanovalanzaperilcrimine,dibracciaperillavoroinneroedanchedi

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lavoratori, docili, di poche pretese e facilmente gestibili, nelle attivit legali ed emersechecontrolla. Il ricatto della fame e della guerra, i continui shock utilizzati per imporre gli espropricapitalisticielecontroriforme,liberanofattoridellaproduzioneumania bassissimo costo, in apparenza pi facilmente gestibili dei lavoratori autoctoni minimamentetutelati,chesonoacompletadisposizionedellacreazionedelvalore ecompletamentesoggettialpeggiorsfruttamentoschiavista. Certo, i flussi migratori verso il nord che attraversano il Mediterraneo si sono improvvisamente ingrossati a causa dellinstabilit tunisina e come conseguenza della guerra civile libica, ma da tempo che quelle Cassandre che sono i demografi avvertono che ci si deve attendere, per il futuro, masse crescenti di migranti provenienti, in particolare, dallAfrica subsahariana, in cui lancora elevato numero di figli per donna, in certi casi superiore a quattro, nonostante lelevata mortalit infantile alimenta le eccedenze umane, costringendo una popolazione giovane e senza alcuna prospettiva a cercare possibilit di sopravvivenzaaltrove. Nellungoperiodo,avvertonoidemograficonunosguardodallaltocheabbraccia tutto il pianeta, il fenomeno migratorio non pesa quanto la vulgata portata a credere, ma semplicemente pu ripopolare aree del mondo [nel nostro caso la partenordoccidentale]incuigisimanifestaesimanifesterneiprossimidecenni un significativo calo demografico, riequilibrando cos le sorti demografiche, in primo luogo, ma anche economiche di queste aree ed arrestandone lo spopolamento. Ma nel breve e nel medio periodo si scatenano inevitabilmente forti tensioni allinterno delle societ di destinazione dei flussi migratori, ed in subordine in quelle di transito, da un lato, e si inizia a percepire un ulteriore e pi grave impoverimentonellesocietdipartenza,dallaltrolato,perchprivatedellaparte pigiovaneevigorosadellaforzalavoro. E nel breve e nel medio periodo, quindi, che appare in piena luce il duplice svantaggiodeiflussimigratoriimpostidaquestocapitalismo,benoltrelarelativa asetticit di studi demografici che possono avere un orizzonte temporale di trentaodicinquantaanni. Se il nuovo modo storico di produzione, che drammatizza ed accelera impoverimentodimassaefenomenimigratoriperpoterestenderelasuapresasul mondo, potr riprodursi fino alla met di questo secolo senza incontrare ostacoli rilevanti, lesito non potr essere che un aggravarsi dellimpoverimento di massa, nelsudedanchenelnorddelmondo,eunacontinuit,alritmodicircadueotre milioni lanno, dei flussi migratori verso i paesi sviluppati, come previsto dai demografi.

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In tal caso, il Nuovo Capitalismo e i suoi agentiglobali avranno vinto per tutto il secolo, e si verificher una progressiva ed inevitabile sostituzione delle originarie popolazioni nordoccidentali con quelle provenienti dalle aree pi malconce del pianeta [Africa subsahariana, certi paesi dellAmerica IndioLatina, vaste regioni dellAsia],purinpresenzadiungradualeegioggiprevedibilecalodemografico, finoadavvicinarsiallafatidicasogliadisostituzionedeidue[omeglio,2,1]figli per donna, persino nella ventina di paesi pi poveri del mondo, in gran parte africani. Quindi perfettamente inutile che Bossi & C. si agitino sputando veleno contro i migranti, cercando di criminalizzarli e di imbonire le loro trib padane minacciate dallintrusione aliena, ed illusorio, per quanto riguarda gli imprenditoriitalianipiccoliemedinonancoradelocalizzati,oespulsitoutcourt dal mercato, sperare di poter approssimare almeno un po i fasti del passato se sono stati veramente tali o addirittura di poter tornare ad una condizione di statusquoante,sfruttandonuoveondatedilavoroschiavo. Il Nuovo Capitalismo, dilagando anche da noi grazie alla globalizzazione neoliberista,hafattoscheinItaliacoesistanotremercatidellavoro,fintantoche nonsicompleterannoladistruzionedellavorostabileegarantitoelamattanzadei cetimedi: 1) Un mercato tradizionale, riguardante i vecchi contratti ancora in essere e portatori di ampie garanzie per il lavoratore, che tende progressivamente a restringersi riguardando, ormai in maggioranza, lavoratori di mezza et o anziani. Le garanzie, giudicate troppo ampie, sono in fase di superamento attraversolapraticadegliaccordiseparaticonisindacaticompiacenti,delle conseguenti deroghe sulle materie del contratto nazionale e grazie ai blitz come quelli di Marchionne, che implicano la rinuncia ai diritti contro il mantenimento,acondizionipeggioridiprima,delpostodilavoro. 2) Un mercato del lavoro precario, dominato dai nuovi contratti stabiliti in violazione dei principi costituzionali ed aggirando lo stesso Statuto dei Lavoratori,ancorainvigore,cheoggisivuoleriformareinfrettaefuriae ridurre ad uno statuto dei lavori. La spersonalizzazione dovuta alluso dellespressione lavori, anzich quella di Lavoratori non casuale, ma sanciscelaseparazionedellapersona,comecentrodidirittiinalienabilinon soggetti al mercato, dal servizio lavorativo del quale portatrice, che si intende assoggettare interamente alle leggi di mercato. Si diffonde la forma di alienazione contemporanea che ho definito in altre sedi Neoschiavismo precario.
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3) Unvastomercatonerodellavoro,incuinonvalealcunagaranziaedincuisi realizza un ulteriore e maggiore risparmio in termini di costo della produzioneidentificatoconquellodellavoro.Questomercatoalimentato, in parte significativa, dal lavoro migrante, clandestino e non clandestino, e rappresenta un terreno fertile per leconomia capitalistica mafiosa, formalmentecriminale,nonchpergliimprenditorisenzascrupoli,postoche esistono veramente, in numero non insignificante, imprenditori etici, non prividicoscienza.Quisonoosservabiliformedialienazioneantiche,oforme contemporanee a loro molto simili, che riportano allo Schiavismo classico precapitalistico. Infine,lamassimaipocrisiasiraggiungeseparandoiprofughidiguerra,periquali laccoglienza un atto dovuto [seppure a malincuore, come ho scritto in precedenza] da quelli che scappano per ragioni economiche, ampiamente e strumentalmente identificati con i clandestini, i quali commettono reato per il semplicemotivochenonhanno,ononhannopi,idocumenti. Perquantomiriguarda,iprofughisonotutti,indistintamenteprofughidiguerra, personechefuggonodaunconflittonellasperanzadiapprodareinterrepacifiche o pacificate, fidando che queste possano garantirgli i mezzi di sostentamento in cambiodellunicacosachehannodaoffrire:illorolavoro. La lotta di classe non mai stata feroce come in questi anni, scavando crateri seppure invisibili pi profondi di quelli che producono le bombe, anche se i media, i giornalisti, gli intellettuali e molti accademici la negano, come se ormai fossestoricamente,socialmenteeculturalmentesuperata. La lotta di classe, per piegare le resistenze dei subordinati e dei popoli ribelli, la conducono oggi i membri della classe globale [ e li chiamino pure oligarchi, lite, dominanti: la sostanza non cambia] con ogni mezzo, dalla guerra finanziaria a quella commerciale, dalla guerra energetica a quella tradizionale, che si fa ancora conbombardamentiecheprovocadistruzionidistrutture,mortieferiti. Che differenza c fra un bombardamento umanitario, mirato alle sole strutture militari,politicheeproduttive,condottoconprecisionechirurgicaelusodibombe intelligenti,comeadesempioquellodeivolenterosiprimaedellaNATOdopoin Libia, ed un bombardamento finanziario, dellintensit di quello che ha colpito molti paesi, fra i quali lItalia, provocando la prima crisi economica globale del 2007/2008? Certo, nel primo caso e nellimmediato vi possono essere morti e feriti, ma in ambedue i casi lazione ostile e classista dei dominanti provoca inevitabilmente ondate di profughi, che cercano riparo ed accoglienza in aree del mondo credute sicureepacifiche,confidandoinunaltruiumanitnonsempreprovata.
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SegliafricaniarrivanoinItalia,speranzosidirestarviopispessodiraggiungere laFrancia,laGermania,ilnorddellEuropa,gliitalianicolpitidaimpoverimentoe deemancipazione,inmaggioranzagiovanieacculturati,tentanosemprepispesso la fortuna allestero, e sperano, in molti casi inconsciamente, che la guerra elitista nonliraggiunga,ungiorno,anchel Non esistono profughi economici, quindi, ma tutti i profughi, tutti i migranti per forza maggiore devono essere considerati profughi di guerra, perch il conflitto scatenato dagli elitisti generale, multiforme, senza esclusione di colpi e senza tregue, cos capillare che arriva ovunque, tantoche nel mondo vi saranno sempre menoluoghisicuri,incuifuggire.
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LaliberaldemocraziaelademocraziadegliScilipoti Articolodel14/04/2011 Tantoperfaredellironiaguardandoalcasoitaliano,cherivelaparticolaribassezze degenerativenonpirimediabili,sipudirechelaliberaldemocraziaaccoppiata con il mercato unico destino per tutta lumanit futura, secondo Fukuyama nel belpaese alla fine della fiera ha partorito Scilipoti, come dire che la montagna ha partoritoiltopolino...oilrattodifogna,sesipreferisce. Lintangibilitdellaliberaldemocraziainoccidentenonsareterna,poichcisono gi diversi segnali che dovrebbero far capire che gli ordinamenti democratici potranno essere superati dalle stesse lite che li hanno voluti, in quanto i nuovi dominanti hanno sempre meno bisogno del consenso popolare e dellinvolucro democraticopergestirelemassesecondoiloroscopi. Tornando alla liberaldemocrazia italiana che possiamo definire con un certo sarcasmolademocraziadegliScilipotialcunisuoiaspettidegenerativiautoctoni trovano unorigine nel familismo amorale, nato nel meridione e diffuso ormai in buonapartepenisola,masoprattuttoneltrasformismoparlamentaredellavecchia Italialiberaledifineottocento. Pensiamoallarecentissimaapprovazioneallacameradopounlungotourdeforce perirappresentantidelpopolodellaprescrizionebreve(oprocessobreve). In questa squallida vicenda agiscono sia il familismo amorale italiota (fenomeno sociale rilevante espunto non a caso da tutti i dizionari sociologici nazionali), che trovailsuoapicenelleleggiadpersonam,pensateperunosolo,votatedatuttoil suo clan e imposte alla popolazione, sia una nuova versione aggiornata e peggiorativadeltrasformismoparlamentaredeitempidiDepretis,incuiiliberali disinistraemoderatididestrasiunironopermutuaconvenienza. Osserviamoilcaso,quindi,diuntrasformismoinVersione2.0(o3.0osuccessive) comesidirebbeininformatica. MaiparlamentaridiAgostinoDepretis(eprimaquellicavourianidelConnubio) erano dei galantuomini in confronto agli attuali responsabili il cui simbolo diventato a pieno titolo quella merda di Domenico Scilipoti che per cento o duecentomila euro di contributi alle spese elettorali (e naturalmente la rielezione assicurata, che vale ancor pi denaro) sono disposti a vendere anche quella puttanadellaloromadre. Trasformismo politico senza limiti (Version 2,0 o successive) e familismo amorale diffuso,agendocongiuntamente,informanoirimpastidigoverno,lattribuzionedi cariche ministeriali (e sottosegretariati), per levidente motivo che la cosiddetta lineapoliticaufficiale,dallaqualenonsidovrebbedeviarepiditanto,nonconta pinulla,echeilgoverno,allaqualelasovranitpolitica,economicaemonetaria

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sonostatesottrattedagliorganismisopranazionali,europeienon,dalFMIedalla BCE,decidebenpoco. Maancheseilgovernosottomessoagliorganidellamondializzazionefinanziaria ed economica, e al sistema internazionale delle banche centrali, Scilipoti e quelli come lui restano delle merde, e da loro ci si pu aspettare soltanto la forma pi degenerata e crepuscolare della liberaldemocrazia, cio la democrazia degli Scilipoti. Naturalmentechiedoperdonoperlefinezzedicuisopra,manonhotrovatoparole miglioriperdescrivereconchiarezzalasituazione. Infine,nonserveprecisarecheloscriventeunirriducibileantiliberldemocratico... econbuonimotiviperesserlo.
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Rendita,profittoecreazionedelvalore Saggiodel25/04/2011 Renditaeconflitto Guerra di Libia con tutti i rischi annessi e connessi, credit crunch bancario, indici capitalistici che languono, a partire dal PIL, aumenti continui dei prezzi e delle tariffe, impoverimento generale del paese e vistosa incapacit della politica di intervenirepositivamentenonsonoquestioniseparatecheaffliggonolItalia,enon soltantolItalia,lunaindipendentedallaltra. Nonsitrattadieventinegativichesisonoconcentratituttiinquestiultimianniper avversa sorte, per un puro caso che non ci ha di certo favoriti potendo la storia prendereunadirezionecompletamentediversa,emenodistruttivadellattuale,ma sitratta,vistelepremesseelaffermazionedelneoliberismoglobalistamutante, di effetti inevitabili e trasformativi dovuti alla prevalenza ed alla diffusione diun nuovomododiproduzionesociale:ilNuovoCapitalismodelterzomillennio. Lo stesso attacco occidentale alla Libia, che mette in pericolo lItalia non soltanto dal punto di vista della continuazione della partnership con Tripoli e degli indispensabilirifornimentienergetici,elanubetossicagiapponesearrivatafinsulle nostre teste, sono i frutti avvelenati del dispiegarsi delle logiche del capitalismo contemporaneo. La creazione del valore per le classi dominanti e la sua accelerazione, in questo tempo storico che corrisponde allaffermazione di nuovi rapporti sociali penalizzanti per gran parte dellumanit, provoca la diffusione dellinquinamento daisotopiradioattivienonescludelusodellebombedefiniteintelligenti,assiemea quello delle bolle capitalistiche [new economy, immobiliare, debito pubblico, eccetera], per estrarre valore con numeri sempre pi grandi dallambiente, dai singoli e dalle societ, dalle stesse organizzazioni statuali e dal patrimonio pubblico. Einquestelogichechesiinserisce,apienotitolo,ildiscorsodellaRenditaelitistica, di cui beneficia la nuova classe dominante globale, parallelamente al discorso del conflittofralampiabasedellapiramidesocialechesubisceilpotereedunvertice numericamenteinconsistente,cheloesprime. Sappiamocheundiscorsoantico,potendodispiegarsistoricamentedallarendita feudale alla rendita capitalistica di Marx ed oltre, ma oggi che la questione ridiventa cruciale, e si complica, perch il modo di produzione che si sta affermando comporta, per certi versi, il ritorno in grande stile della rendita, od ancheilritornodellarenditaalpotere. Con parole semplici, se la produzione di beni e servizi concreti e la stessa possibilitsistemicadigenerareoccupazioneeredditoperisubordinatisempre
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pi sottomessa alle logiche finanziarie, ed alle esigenze della rendita elitistica in tutte le sue forme, extraproduttive, fondiarie, monetarie, ci non nasce da una congiuntura sfavorevole ma superabile, in una semplice fase di trasformazione capitalistica, ma un aspetto qualificante e irrinunciabile del Nuovo Capitalismo contemporaneo,investendoilsuobasamentostrutturale. Ingeneraleedinsintesi,sipossonoindividuaretreforme,otrefigurespecifiche, chelarenditacapitalisticoelitistaassumenelnostropresente: 1) RenditaFondiaria. Ilsuoloegliecosistemi,lerisorsenonrinnovabili,fralequaliquelleenergetiche, elastessaacquasonooggettodellarenditafondiaria,espressionedellagrande propriet privata che si sta spartendo il pianeta in reciproca rivalit, dal sottosuoloaicinquestratidellatmosferaterrestre. Lo stesso Marx ha dedicato molte pagine alla rendita nel Libro Terzo de Il Capitale, trattando della rendita fondiaria, capitalistica e non feudale, della qualehariconosciutolimportanzanellatripartizionedelredditofrailprofitto, ilsalarioe,appunto,larendita. Ma la vecchia rendita fondiariocapitalistica dei tempi di Marx, derivata dallesproprio delle terre comuni, delle piccole propriet ed in parte minore delle propriet feudali nellepoca dellaccumulazione originaria, qualitativamente diversa dalla rendita di cui si tratta in questa sede, almeno quantoilcapitalismodellepocaprofondamentediversodaquesto. Monopolioescarsitdellaterranonsonooggiisolieffettidellimposizionedella rendita capitalisticofondiaria, poich lintero pianeta e pressoch tutti gli ecosistemi, gli elementi fondamentali per lo sviluppo della vita tendono ad esserecoinvoltinellasuaproduzione. Volendo esemplificare senza troppo approfondire, per ragioni di spazio e per necessit di sintesi, rendita fondiaria quella degli AlSaud che controllano il suolo nella penisola arabica, per controllare i preziosi giacimenti di greggio, e rendita fondiaria quella che si assicurano i cinesi attraverso la compra in Africa Madagascar, e probabile distruzione del suo originale ecosistema, Sudan,ecceterainteressatiadespropriareilsuolopoichinteressatiamaterie primeedacqua. Dal canto loro le elite globaliste cinesi, pur avendo mandato al macero il maoismo ed obliato in fretta ogni velleit socialisticocomunista, hanno mantenutolaproprietpubblicadelsuolopermettersialriparo,neilorostessi feudidiorigine,dasgraditesorprese. La rendita fondiaria del capitalismo contemporaneo sfrutta in modo diretto Gaia, in ogni suo aspetto, ed assume il significato di esproprio capitalistico integraledellambienteedeglistessielementifondamentaliperlavita,umanae
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non umana, sulla terra, ben oltre i limiti della vecchia rendita di Marx, di Ricardo,diSmith. Oltre al petrolio e al gas naturale, che alimentano le produzioni di tutto il sistema,acquistanocentralitilciboelacqua,appropriaticonilduplicescopo dialimentarelarenditaedicontrollarelepopolazioni. Laparticolaregravitdiquestiaspettinonpusfuggire,poichsonocrucialiper le nostre stesse possibilit di sopravvivenza in quanto specie, ed infatti la cosa nonsfuggitaaSergeLatouche,ilqualenellarecenteoperaSortirdelasocit de consommation scrive della catastrofe produttivista, sostenendo che se si assume il criterio geometrico si nota come il modo di vita delluomo indotto dal capitalismo, bene aggiungere comporta il degrado del suo stesso ecosistemasecondocurveesponenziali,unacosaovviaeprovatadallestendersi delleffettoserra,dallaprogressivascomparsadellefontidienergiafossili,dagli avvelenamenti ambientali e dalla scomparsa quotidiana di decine di specie viventi. Se le battaglie per lacqua pubblica, o comunque non controllata e mercificata dai privati, sono gi in corso nel mondo, anche la stessa aria, dove ancora pulita e respirabile, potr rientrare negli appetiti elitistici ed essere fonte di rendita. La rendita fondiaria cos intesa non certo estranea allintervento militare occidentale nella crisi libica al di l delle conclamate ragioni umanitarie e di tuttelegiustificazioniufficialiinunaregionedellAfrica,quellamediterraneae settentrionale,nonancorainvestitadagliinteressiedalcolonialismocinese,ma contesafraglioccidentali,conlaFranciainterventistaeprotettricedegliinsorti chesognadiespellereleaziendeitalianedallaLibia,sostituendogliitalianinella stipula di contratti, mettendo le mani sulle risorse energetiche del paese e guidando il business della ricostruzione/ modernizzazione, dalle ferrovie alle raffinerie. Nellattualeclimadidismisuracapitalistica[secondounespressionedalvago saporelatoucheano],incuilaglobalizzazioneneoliberistahafattosaltaretuttii freni inibitori che in passato ancora agivano, lambiente naturale diventa una semplicerisorsaadisposizionesenzalimitazionidisorta,esattamentecomelo il capitale umano, salvo poi scoprire la sostanziale ingestibilit dellatomo, comaccadutoinGiapponeconlacentralediFukushima,odaccorgersiquando troppo tardi degli effetti concreti della progressiva scomparsa delle foreste e deldegradodelsuolo. Lespressione rendita, al di l del significato economico e molto di pi che in passato, significa riduzione della biodiversit terrestre, impoverimento del suolo, supersfruttamento delle risorse non rinnovabili, diffusione degli

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organismi ogm a scapito delle specie naturali, inquinamento delle falde acquifereeguerra. La nuova rendita fondiaria drammatizza innanzitutto la questione ecologico ambientale. 2)RenditaFinanziaria. Finanziarizzazione, autonomizzazione e prevalenza della sfera finanziaria su quella produttiva, trasformazioni rilevanti nel modo di creare, estrarre e concepire il valore sono caratteristiche distintive del Nuovo Capitalismo del terzomillennio. Lafinanza,natacomeastrazioneesternaallaproduzione,unautenticaarma nelle mani dei nuovi dominanti per intercettare ed appropriare il prodotto sociale. In tal senso, pur non condividendo la visione biopoliticomoltitudinaria negriana,sideveammetterecheToniNegrifocalizziabbastanzacorrettamente [anchesenondeltutto]questospecificopuntoinComune,lultimolibrodella trilogiadedicataallimperoedallemoltitudini. Se la rendita finanziaria, a differenza del profitto, non nasce allinterno dei processi produttivimarappresentaun modo esterno di estrarrericchezza ed frutto di unastrazione, non si pu per affermare che le strategie finanziarie non hanno alcun riflesso diretto sulle reti produttive, sovrastandole e intercettando la ricchezza prodotta esclusivamente in uscita, come afferma Negri, perch le ragioni sovrane della rendita finanziaria e della sua moltiplicazione incidono in profondit sugli stessi processi di produzione, frammentano, ristrutturano e delocalizzano le unit produttive, informano le decisioni manageriali imponendo alti tassi dei profitti nel breve, e quindi orientanolaproduzioneelestrategieproduttivedibenieservizi. Si ristruttura, si frammenta, si delocalizza o si rilocalizza per rendere fin dallinizio appetibile, da un punto di vista della creazione del valore finanziario,glistabilimentiincuiconcretamentesiproduce,potendolivendere nelbreve,dopolaristrutturazione,inseguitoadincrementidellequotazionidi borsa,ottenendodividendinelbrevemasoprattuttocapitalgainsacompimento delloperazione, e giocando con le molte possibilit offerte da una finanza derivatachefintroppocreativa. Lastessarilocazzionedelleattivitproduttivecherientranodapesistranieri, informata non da una sopraggiunta volont elitistica, o subelitistica e manageriale,difavorirelaculladioriginerispettoadaltriluoghinelmondo,ma dallelogichedellarenditafinanziaria. Marchionne non un manager industriale al vertice di un grande gruppo automobilistico, che si occupa unicamente della produzione concreta di
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automobili,dellacommercializzazionedelprodotto,deirapporticonflittualicon lemaestranzeitalianeodialtripaesi,maunemissariodellaclasseglobaleal servizio dei percettori della rendita finanziaria, ed proprio in base alle sue capacitdicontribuireallaproduzione[nondiautomobilima]diquestarendita cherimanedovesitrovaedprincipescamenteremunerato. ItopmanagercomeMarchionne,nellarealt,hannopocoachevedereconi vecchi capitani dindustria e i vecchi manager, con gli Henry Ford, i Beneduce ed i Valletta, essendo partner a tutti gli effetti dei percettori della rendita finanziariasullacuiproduzionesibasaillorocompensoedimpostando,in relazioneallindustria,findalliniziostrategieetattichechehannodirettiriflessi nelmondodellafinanzaedellaborsa,inquantoilloroverotargetfinanziario enonproduttivo. Cosa ancor pi grave, questo discorso non riguarda soltanto la produzione di automobili, di elettrodomestici, o di apparecchiature elettroniche, ma direttamentelaproduzionediciboequelladienergia. Che in tale caso pu valere il motto intercettare in uscita per espropriare la ricchezzafuordidubbio,malinvasivitdellarenditafinanziaria,coscomesi pu osservare oggi, tale da incidere direttamente su processi, prodotti, stabilimenti, ubicazione degli impianti, tecnologie applicate, decisioni manageriali, spremendo come limoni in uno spremiagrumi, per creare valore finanziario,azionarioeborsistico,lefabbricheetutticolorochecilavorano. Chi beneficia della rendita finanziaria non si comporta come il signore medioevale, o lecclesiastico, che generalmente non entravano nel merito delle produzioniagricole,affidandoleinteramenteallecomunitdivillaggio,aiservi, aisemiliberiedaisubordinati,mapurtroppoentranelmeritodellaproduzione, dellasuaorganizzazione,dellestessedimensionidelloccupazione,perchda lchepartechepartelacreazionefinanziariadelvalore. Intascare rilevanti capital gains, vendendo pacchetti azionari, non come estrarre le decime dalle produzioni agricole gestite in autonomia dalle antiche comunit di villaggio, ma richiede la preventiva sottomissione e lingerenza nellagestionedelleattivitproduttive. Intalcaso,ilsottostanteperusareunespressionecaraallafinanzaderivata laproduzionestessadellebasimaterialidellavitaassociata,riorientandonegli scopi. WarrenBuffet,globalistaspietato,maabbastanzaloquaceequalchevoltasenza peli sulla lingua, ha definito i prodotti finanziari derivati, per la centralit che hanno acquisito nellalimentare la nuova rendita finanziaria capitalistica ed estendereilpoteredeidominanti,armididistruzionedimassa. Nonuncasosepropriolusospregiudicatodiquestiprodottichehadato una grossa mano nellinnesco della recente crisi globale, nelle previsioni pi
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sensate destinata a durare, con fasi alterne, almeno una decina danni, ma in realtpermanenteestrutturalesecondoilpareredichiscrive. Queste armi finanziare di distruzione di massa, utilizzate in unopera di annientamento di area, come sta accadendo in vaste aree del mondo non esclusa parte dellEuropa, hanno raggiunto una dimensione quantitativa pre crisipariacircadieciododicivoltelaproduzione,misuratadalPILmondiale, edallaprovadeifattisonostategiudicatepiefficaciepaganti,dalpuntodi vistaelitisticoglobalista,deltradizionalestrumentobellico,chenonperquesto stato,per,archiviato,comedimostranoicasidellAfghanistanedellIraq. Lespressionepagantivirgolettataneltesto,nonsemplicementeperfareun podironia,maperchlemassediderivatigiustamentedefinitetossiche,da alcuni analisti e giornalisti hanno consentito di incamerare nel breve e nel brevissimo laute commissioni, di moltiplicare i guadagni esponenzialmente scaricando il rischio su altri, ma anche di vincere le resistenze allesproprio capitalistico,cheoggiavvieneattraversolarmafinanziaria,echesispingeben oltrelapuraesempliceaccumulazionediricchezza. Fra le numerosi armi finanziarie a disposizione dei dominanti a parte gli ormai noti CDO e CDS, allorigine della prima crisi globale vi sono quelle avanzatechenascononegliambientidellafinanzadark,ladarkpoolfinance, esitrattadiprodotticoncaratteristicheextracontabili,extraborsisitiche,soggetti allacontrattazioneprivata. In Italia, paese che si giudica arretrato rispetto allinsieme capitalistico finanziarizzato occidentale, non ci sono banche autorizzate a trattare questi pagher bancari [medium term notes], come ci avverte lavvocatopsicologo Marco Della Luna in molti suoi saggi ed articoli, dedicati al monitoraggio di questimercatielitistici. SecondoMarco[DellaLuna]ipagherbancarisonoemessiprincipalmentedalle banchediintermediazioneescontocontaglienormi[standarddi500milionidi dollari, ad esempio], potendo questi prodotti essere scontati o utilizzati in garanziadioperazionidestinateacreareliquidit. Laliquiditcreata,oltreagarantiregrandiguadagniextracontabiliperlebanche diintermediazioneeperiprivaticheinvestono,pualimentarelaspeculazione finanziariaeimmobiliare[ciolacreazione/moltiplicazionedelvaloreinmani elitistiche] ed anche consentire investimenti infrastrutturali [come scrive Della LunainLafinanzamoncadellItaliainvendita]. Perci, avverte Marco [Della Luna], potrebbe essere questa una concreta possibilitperpaesimoltoindebitatieconunarilevantepressionefiscalecome lItalia, guarda caso per trovare la liquidit necessaria a rilanciare le grandi operepubblicheeiprogrammidisviluppo,evitandounadirettacolonizzazione operataperaltreviedaicapitalistranieri.
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Maevidentechequestaancheunastrada,battutadallaclassedominanteche utilizza lo strumento finanziario come arma per moltiplicare il valore creato, profittando della fame di liquidit in un contesto di crisi strutturale e permanente. Laspetto della rendita finanziaria sembrato a molti determinante, se non lunico,inseguitoallaprimacrisiglobaledel[2007/]2008,manellarealtealdi ldellecontingenzesitrattadiunaviaimportante,crucialeperlariproducibilit capitalistica, non per lunica strada praticata per consentire ai dominanti di metterelemanisulprodottodellavorosociale. La creazione del valore finanziaria, azionaria e borsistica subordina la stessa estorsionemarxianadelplusvalore,inglobandolanellesuelogiche,ecostituisce unpilastrostrutturaledelNuovoCapitalismo. Sidrammatizza,perquestavia,laquestionesocialeedellavoro. 3)Renditamonetaria. Ultima in ordine di elencazione, ma non ultima per importanza la rendita monetaria, che si collega ai controversi temi del signoraggio monetario, praticato dalle lite attraverso le banche centrali demissione private, e del signoraggio bancario, o secondario, che prevede la creazione di moneta contabiledapartedelsistemabancario. Volgendo lo sguardo al passato, nel Libro Terzo de Il Capitale riguardante il processo produttivo capitalistico, Marx ha indagato lepoca precapitalistica ed haconclusocheaccantoalcapitalecommercialeesistesseintutteleformazioni socialipregresseilcapitaleusurario,cioproduttivodiinteressi,lacuipresenza nonrichiedesenonchelatrasformazionedeibeniinmercisiaavvenutaalmeno parzialmenteechesisianosviluppatelefunzionideldenaro. SiailcapitaleusurariodiMarxsiailfenomenodelsignoraggio,nelsuoduplice aspetto monetario e bancario, implicano lesistenza e la diffusione del denaro, nonch quella del credito, e di conseguenza dellindebitamento diffuso, oltre loriginariadimensionedegliscambirappresentatadalbaratto. Per quanto riguarda il fenomeno del signoraggio in tutte le sue sfaccettature, lopera italiana pi completa Euroschiavi di Marco Della Luna e Antonio Miclavez,incuigliautorisostengonocheattraversolavenditadimonetaavente corso legale agli stati, e attraverso la moneta creata dal nulla dal sistema bancario, i Nuovi Signori ottengono un doppio risultato: sostengono costi bassissimi e nel contempo intascano lucrosi interessi, alimentando il debito pubblico, moltiplicando il credito concesso rispetto ai depositi incamerati e creandonuovovalorepersestessi. Emettendocartamoneta,labancacentraledemissione,riceveincambiotitolidi stato che producono interesse e costituiscono, per listituto di emissione, una
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posta dellattivo patrimoniale, mentre, nella realt, la moneta emessa non rappresenta una vera posta del passivo di bilancio, anche se in questo formalmente appare, poich non vi pi lobbligo di convertire in oro, a richiestadelportatore,lebanconote. Lescamotagedellavenditadidenaroallostato,dapartediunabancacentrale privata, la conseguente sottrazione di sovranit monetaria, gli accorgimenti contabili adottati, nascondono un grande esproprio di risorse, a danno dei popoliedellenazioni,destinatoafinireinmanielitiste,grazieallasapienteed ormaiconsolidatatriangolazionefraibilancifalsiperlegge[secondoDellaLuna e Miclavez], la compensazione finanziaria ed interbancaria consentita dal sistemadiclearingelintangibilitdeiparadisifiscaliesistentinelmondo. Lunicocostochesostienelabancaemittente,peraltrolimitato,quellorelativo allastampadicartamoneta,mentreincameragliinteressiebeneficiadeititolidi stato,chepotrcedereaterziodeiqualipotrattendereilrimborsodelvalore capitale. Essendo gli istituti demissione occidentali delle entit private legate ad un sistema bancario anche lui privato, a partire dal gruppo della Federal Riserve americana fino ad arrivare alla Banca Centrale Europea, partecipata dalle banchecentraliprivatedeipaesimembri,chiarochesonolelitefinanziariea beneficiaredelloperazionediemissionedellamoneta. Per quanto riguarda il signoraggio secondario, non legato allemissione della moneta avente corso legale, ma espresso dallintero sistema bancario, bene precisarechesifondanonsullamonetamasulcredito,poichlebanchesonoin gradodiconcederecrediti,ediincassareirelativiinteressi,nellamisuradicirca cinquanta contro uno rispetto ai depositi incamerati [50 unit monetarie di crediti contro ciascuna unit di deposito], tenendo conto che la riserva frazionariaunapercentualemoltopiccola,addiritturarisibile,deidepositi. Questa forma di signoraggio, che passa attraverso gli sportelli e le scritture contabili di tutte le banche del sistema, genera i nove decimi dei mezzi di pagamentoincircolazione. Lo scenario, gi di per s preoccupante, diventa ancora pi cupo con la diffusione del denaro in forma elettronica, in sostituzione del denaro vero, rappresentatodabanconoteemonete. La diffusione del denaro elettronico, voluta dai decisori, rimpiazzando progressivamente i contanti nelle transazioni quotidiane e prevalendo, quindi, sul denaro vero, ha la funzione di consentire un pi capillare controllo del credito ed un controllo politicosociale sulla popolazione, fino ad arrivare al monitoraggio delle abitudini di spesa e di consumo, degli spostamenti fisici e dellestessepreferenzepolitichedelsingolo.

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IlprincipalemeritodiDellaLunaeMiclavezstanellaveranalizzato,spiegatoe cercato di denunciare questa grande truffa, che oggi sta avendo effetti drammaticifinnelquotidianodiciascunodinoi. Leffetto moltiplicatore insito nellimposizione e nellestensione della rendita monetariaedelsignoraggio,monetarioebancario,cheprovocalestensionedel debitodeglistatiedeiprivati,rendendoliricattabilieponendoliinposizionedi subordinazione,dovrebbeessereormaievidenteperchiunque,edinEuropalo sicuramente dopo lesperienza del caso greco, alla cui base ci sono proprio il debitopubblicoeleuro. La moneta quale che sia la forma che pu assumere: metallica, cartacea o elettronica deve perci essere vista, per coglierne la vera funzione e limportanza, quale strumento irrinunciabile di dominazione capitalistica e di espropriodeisubordinati. Volendoessereestremi,manontroppo,sitrattadiunariproposizionesuvasta scala, in forme sofisticate e non visibili supportate da tecnologie e dallinvenzionediprodottiestrumentiadhoc[deltuttoappropriatinelcontesto finanziario contemporaneo per gli scopi che le lite si prefiggono], della schiavit per debiti che ha caratterizzato il mondo antico e la sua economia a baseschiavista. Nelnostrocaso,schiavidiventanoglistati,ipopolielenazioni,senzaneppure accorgersene,odaccorgendosenequandooramitroppotardi. E certo che la questione del signoraggio nasce molto prima dello stesso capitalismo il che richiederebbe di initiare ab ovo, come dicevano i nostri antenati ma nella nostra epoca che assume un peso rilevante e diventa insopportabileperlecomunitumane. Si pone con forza laquestione della sovranit popolare, politica e monetaria, e delruolodellostato. Spesso si critica chi cerca di analizzare e di dividere, perch si afferma che ci farebbe il gioco del potere, e favorirebbe il nascondimento dei dominanti, non consentendodicoglierelinsieme,ossialatotalitsistemica. Nonquestoilcaso,perchchiscriveperfettamentecoscientedelfattocheletre forme assunte dalla rendita corrispondono ad altrettanti espropri paralleli, i quali assicuranomaggioririsorseemaggiorpotereaidominantiattraversodiversicanali, machecostituisconoilrisultatomoltoconcretodiununicalogica. Questi espropri riguardano lambiente, il suolo, latmosfera e gli elementi fondamentali della vita [aspetto fondiario], la ricchezza socialmente prodotta [aspettofinanziario],lautonomiaelasovranitdeglistati[aspettomonetario], edevonoesserevistiinmodounitario,poichsonoilfruttodellazioneinqualche

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misura coordinata del Nemico Principale, che pu permettersi di osservare dallalto,senzaesserevisto,sialambiente,siagliuomini,siaglistati. E bene iniziare a classificare ed analizzare gli espropri capitalistici in atto, in quanto gli ambienti accademici ufficiali tacciono, in proposito, mentre quelli mediaticogiornalistici utilizzano espressioni come Autorit Monetarie, Mercati, Investitori nella diffusione capillare e istupidente di unefficace neolingua sistemica come se rappresentassero un nuovo mistero della fede postmedioevaleepostmetafisico,equindiqualcosadiintangibileeincontrollabile, evitandoaccuratamentedispiegarechecosanellarealtsinascondedietroaqueste parole. Per tale via, al timore di Dio si sostituisce il timore nei confronti delle suddette entit, alle quali possiamo aggiungere tutti gli organi sopranazionali della mondializzazione economica, che sono altrettanti strumenti nelle mani dei veri decisori. Il potere di vita e di morte perch di questo, in fondo, si tratta attribuito ai Mercati,agliInvestitoriedalleAutoritMonetarie,unpoterecalatodallaltoche nonnecessitadialcunalegittimazionepopolare,unpoterecheperaffermarsinon ha neppure bisogno del rito delle elezioni e dello schermo ipocrita della liberaldemocrazia,maindubbiamenteunpoterevero,anzi,ilveropotere,chein ognimomentopusconvolgerelesistenzadiciascuno. Conaltreparole,siamodifronteadunpoterechesicostituitoedaffermatoaldi fuoridegliusualimeccanismidilegittimazioneideologicaediricambiodellelite, unpotereeffettivocheutilizzaglischermidiunpotereapparente[osubpotere], legittimatodaideologieliberiste,mercatiste,neoliberaliesoggettoinevitabilmente al giudizio popolare, per quanto manipolato, come protezione a difesa della sua privacy e come espediente per mantenersi evitando futuri ricambi elitistici, in quantopusempresacrificare,incasodinecessit,dieccessivetensionisociali,di evidentiscricchioliiistituzionalineglistati,lesublitemercenariealsuoservizio sostituendole con altre [si legga, in proposito, linquietante Oligarchia per popoli superfluidiMarcoDellaLuna]. A chi scrive appare fin troppo chiaro il ruolo giocato dagli organi della mondializzazione, cio gli organi attraverso i quali emana le sue direttive il vero potere, che quello di favorire la creazione del valore e la sua continua accelerazione,rimuovendoataliscopituttigliostacoli,comehannofattoilFMIela Banca Mondiale nei confronti dei paesi poveri con i famigerati piani di aggiustamentostrutturale,peraprirlialmercatoequindiallaRenditaelitistica,o mettendo sotto la loro tutela i paesi indebitati, come nel caso greco, mentre i paesiedigoverniribellipossonosubirebombardamentiumanitari.

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Manaturalmentenecessariocheleverefinalitperseguitenonrisultinochiare,ed perquestocheesistonoeprosperanoladisinformazionemediatica,ladistrazione, lespecializzazionielemistificazioniaccademiche. Evitareaccuratamenteleanalisiutiliallacomprensionedellarealtpolitica,sociale ed ambientale, diffondere la neolingua e consentire il nascondimento del nemico principalenonsonochealtrettanticompitiprioritari,assegnatidallaclasseglobale del nostro tempo, agli accademici ed ai giornalisti, perch vitale per il potere effettivonascondersi,enascondereiflussidiricchezzacheloalimentano. Le tre rendite elitistiche fondamentali che interessano il nostro presente, nella forma fondiaria, in quella finanziaria e in quella monetaria, rappresentano non soltanto le fonti principali della ricchezza e del potere, ma altrettante armi utilizzate con spregiudicatezza dalla classe dominante globale, nel conflitto reciprocoenellostessoconflittoverticaleconisubordinati,perespropriareilresto delle societ umane riducendole in una condizione di assoluta impotenza e subalternit. Controllarelamonetapercontrollarelostato,neutralizzandounpossibilecontrollo dipopoloeleformeautentichedidemocrazia,controllareilcapitalefinanziarioper intercettare il prodotto, influendo direttamente sulla sua stessa qualit e sulle sue dimensioniquantitative,controllarelambientepercontrollarelastessavita,intutta lavarietdellesueforme,equivaleamarciareseparatipercolpireuniti. Equellidacolpiresiamotuttinoi.
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Profittoecreazionedelvalore Posto che la Nuova Rendita capitalistica qualitativamente diversa dalle forme storiche che ha assunto la rendita nelle epoche passate [feudale, capitalistica marxiana, eccetera], si rende necessario tentaredi ridefinire il ruolo del profitto nei nuovi contesti culturali, economici e sociali, in rapporto alla Creazione del Valoredicuibeneficianoimembridellaclasseglobale. Politiche monetarie decise a livello sopranazionale, strumenti finanziari ad alto rischio,fabbricatienegoziatifuorideimercatiufficiali,dipendenzadellepolitiche ambientali, sociali e produttive dai rating stabiliti da agenzie elitistiche definite indipendenti, che esprimono giudizi inappellabili sulla qualit dei titoli del debito pubblico, sulla solvibilit degli stati emittenti, e concretamente sul loro gradodiadesioneaiprecettineolibersitiedelleconomiadimercato,impongonodi rivedereilruologiocatodalprofittoinquestoprimoscorciodelterzomillennio. Se Marx nella sua epoca ha previsto un graduale assorbimento della rendita capitalisticanelprofitto,elohafattocorrettamentedatelecaratteristichedelmodo storico di produzione da lui osservato, oggi, al contrario, il tradizionale profitto capitalistico, che nasce con lestorsione del plusvalore dal lavoro collettivo nei recinti della fabbrica, ci appare come interamente subordinato alle esigenze della creazionedelvaloreelitistica,edinparticolareaquellafinanziaria,finoadesserne completamentesussunto. E per questo che operando una Nuova Critica dellEconomia Politica globalista nonsipuprescinderedalrapportofrarendita,profittoecreazionedelvaloren da una loro ridefinizione integrale, cos come la Critica dellEconomia Politica borghese di Marx ha indagato efficacemente lorigine del profitto e della rendita capitalistici, nei concreti rapporti di produzione dellepoca, ponendo in evidenza per la prima volta lintimo nesso fra alienazione e sfruttamento dei subalterni, necessari per ottenerli, tanto che possiamo affermare sia in relazione al capitalismo dello scorso millennio sia in relazione a questo capitalismo, qualitativamente diverso dal primo che rendita, profitto e creazione del valore hanno una comune origine nello sfruttamento del lavoro dei subalterni unito indissolubilmenteallaloroalienazione. Ma alla merce ed alle sue trasformazioni nello scambio che un Karl Marx pi maturo ha riservato un posto donore, nel Libro I de Il Capitale, a distanza di molti anni dai Manoscritti economicofilosofici del 1844, in cui lancor giovane filosofo tedesco ha indagato [e denunciato] lalienazione umana nei concreti rapportidiproduzioneottocenteschi. Il fondamento della commensurabilit delle merci capitalistiche, che sappiamo esserecosadiversadaisemplicibenieserviziutilialluomoinogniepocastorica, Marxloindividuacomesegue:
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Nonildenarocherendecommensurabililemerci.Alcontrario,lemercipossono rappresentare collegialmente i loro valori nella stessa merce specifica, elevandola cos a comune misura del valore, cio denaro, in quanto come valori sono tutte lavoro umano oggettivato e quindi sono in s e per s commensurabili. Il denaro comemisuradelvalorelanecessariaformafenomenicadellamisuraimmanente delvaloredellemerci:iltempodilavoro. [Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione Prima: Merce e Denaro, Capitolo III: Il denaroolacircolazionedellemerci] La precedente citazione non oziosa, non soltanto doverosa [ necessario e legittimante, per un antagonista come lo scrivente, citare ad un certo punto il grandeMarx],machiariscemoltobene,perlennesimavolta,cheilfondamento di tutto non pu essere che il lavoro umano, il quale rende possibile la commensurabilit delle merci, consente di attribuirgli un prezzo in quanto semplice nome monetario del lavoro oggettivato nella merce [Ibidem] ed alloriginedelprofittocapitalistico. Se questo cruciale aspetto stato ben compreso da Marx, altrettanto cruciale diventa la sottomissione dei lavoratori per attivare i meccanismi di produzione/ espropriodellaricchezzaedidominazione,tipicidelmododiproduzioneindagato dalfilosofoidealistatedesco,inununitindissolubiledisfruttamentoealienazione chesoloilcapitalismohapotutoraggiungerenellinterocorsodellastoriaumana, comehasostenutoilfilosofocomunistaecomunitaristaCostanzoPreve. Iquattroelementichehannocontribuitoaridurreilmondoadunaretediscambi commerciali preparando il terreno per le rilevanti trasformazioni culturali, economicheesocialidellultimotrentennio,qualepresuppostoperunasocietdi mercatoglobalesonocostituiti,perci,dallavorocapitalisticoedalladivisione sociale dello stesso, dallo sfruttamento dei lavoratori e dallalienazione dei subordinati, dalla formamerce in tutte le sue metamorfosi nello scambio, e dal profittoqualefruttodelcapitale. EdellamercenelloscambioedelplusvalorecapitalisticocheMarxsioccupato, con particolare attenzione, nella sua opera pi celebre il Libro I de Il Capitale, dedicatoallaproduzionedellostessoqualielementiqualificantidiquelmonstre originario rappresentato dal capitalismo proprietario e borghese, affermatosi in seguitoallaprimarivoluzioneindustrialeinglese. Se le merci entrano nel processo di scambio cos come sono n indorate, n inzuccherate,hascrittoMarx[Ibidem]questostessoprocessoadoperareuna duplicazionedellamerceindenaro,poichinessosirealizzalalorometamorfosi, rivelandocilapeculiaritdelmododiproduzionecapitalisticofindallesueorigini: Ilprocessodiscambio,nellamisuraincuitrasferiscedellemercidallamanonella qualesonononvaloridusoaquellaincuisonovaloriduso,ricambioorganico sociale.[]Giuntaldoveservecomevaloreduso,lamercecadedallasferadello
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scambiodimerciinquelladelconsumo.Poichquiciinteressasoltantolaprima, dobbiamo considerare lintero processo dal lato formale, dunque soltanto il cambiamentodiforma,lametamorfosidellemerci,chemediailricambioorganico sociale. [Ibidem] Il processo di scambio, avverte Marx, non risolve le contraddizioni, in quanto le merciesprimonovaloridusochesioppongonoalvalorediscambiorappresentato daldenaro,malosviluppodellemercicreaunaformaincuilecontraddizionireali possonomuoversi,edinqualchemodorisolversi. La prima metamorfosi della merce nello scambio, individuata dal filosofo tedesco [il celebre salto mortale], avviene con la vendita espressa come M D in quanto la divisione del lavoro sociale ha operato la trasformazione del lavoro in mercerendendonecessarialasuatrasformazioneindenaro. Trattandosi di un unico processo, ancorch bipolare, la trasformazione successiva non pu esser che D M, quale metamorfosi conclusiva rappresentata dallacquisto. Le due fasi inverse di movimento della metamorfosi delle merci descrivono un cerchio:formamerce,abbandonodellaformamerce,ritornoallaformamerce.,ha scrittoMarx[Ibidem]. PerquestolunicoprocessodellacircolazionedellemercidescrivibilecomeMD M, e lesempio portato del tessitore di lino che vende la tela per comprarsi la bibbia, sulla scena del crimine, cio sulla scena del processo di scambio intermediatodaldenaro,significativodelleduemetamorfosicomplementariM D[vendita]eDM[acquisto]. Selosviluppodellacircolazionedellemerciinsensocapitalisticoalleoriginidel capitale, e secondo Marx ne costituisce il presupposto storico, chiaro che tale sviluppo serve in primo luogo al capitale, alla sua formazione e riproduzione ed allasuaremunerazione,eisuoiagentistoricisonoquellicheinevitabilmentene hannotrattomaggiore,senonesclusivobeneficio,ascapitodelrestodellumanit. Ma il sistema osservato da Marx era il primo capitalismo proprietarioborghese, fondato sullestorsione del plusvaloredal lavoro irreggimentato nella fabbrica, un sistema che coincideva largamente e comprensibilmente con lo specifico modello inglese, il primo ad imporsi ed il pi qualificante in tal senso, un modello peculiare di capitalismo che lesule tedesco a Londra ha potuto indagare, con i risultatieleimplicazionistoricopolitichechebenconosciamo,daunosservatorio privilegiato. IlcapitalismodiMarxera,inbuonasostanza,ilcapitalismoborgheseanglosassone ottocentesco uno dei capitalismi possibili, ma non il solo concretamente affermatosi il quale nel secolo successivo ha subito trasformazioni di fase rilevanti, fino ad arrivare allautentico punto di rottura storica dellultimo
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trentennio, che ha visto il sorgere del Nuovo Capitalismo, da intendersi come un nuovomododiproduzionesociale. Fin dai Grundrisse, i noti Lineamenti fondamentali della critica delleconomia politica[unaseriediquaderniscrittifrail1857eil1858],Marxgettlebasidellibro IdeIlCapitale,trattandodellamerceedeldenaro,delvaloredusoedelvaloredi scambio,nonchdellacircolazionedellemerciedellatrasformazionedeldenaroin capitale. Se in un sistema di scambio non sviluppato dominano i rapporti personali, come quelli fra il feudatario e il vassallo o fra il membro di una casta dominante e il subordinato, in un sistema di scambio sviluppato, nei rapporti di denaro esattamentecomequelliimpostialluomodalcapitale,ivincolididipendenza[ed interdipendenza]personalesispezzano,perdonolaloroconsistenza,edilcontatto fragliindividuiinapparenzanonpipersonepropriamentedetteestoricamente determinate, nei loro reciproci rapporti di dominazione/ dipendenza/ interdipendenza sembra diventare libero ed indipendente, dove lindipendenza secondoilfilosofotedescosinonimodiindifferenza. Ma la libert dai precedenti vincoli personali che tali rapporti paiono suggerire, secondoilMarxdeiGrundrisse,talesoltantoastraendodallecondizioniconcrete di esistenza nel cui quadro si stabiliscono i rapporti, prescindendo cio dalle condizionieffettive,indipendentidagliindividuiedaloroincontrollabili,alpunto dapoteresserecredutenaturali. Posto che il capitale in primo luogo un rapporto sociale e di dominazione, i rapporti esterni capitalistici, nella realt, non rappresentano la rimozione progressiva,edallafinecompleta,deiprecedentivincolididipendenza,malaloro risoluzioneinunaformagenerale[piefficienteedefficacechequellepassate,per usare espressioni economiche], onde consentire il dominio delle astrazioni su individuiapparentementeindipendenti. Concependo ed esprimendo i rapporti in forma di idee, la cui universalit finalizzata a farle credere eterne, si diffonde la fede nelleternit di tali idee fra i dominati,abeneficiodeidominantiedellariproducibilitsistemica,favorendocos laccettazioneacriticadeirapportidiproduzioneinessere. Da qui dallimposizione del rapporto di capitale, evolutosi ed approfonditosi attraverso significativi passaggi storici che portano fino a noi lorigine degli ingannidellademocrazialiberale,dellemancipazioneumanaattraversoilmercato, della libera individualit, del progresso che dovrebbe migliorare, allinfinito, le condizionidesistenzadelluomosullaterra. In questo quadro ben delineato da Marx ai tempi del primo capitalismo, cio nellepoca dellimposizione di un nuovo rapporto sociale e della sua ideologizzazione sovrastrutturale, al fine di legittimarlo, si inseriscono

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pienamente i discorsi relativi alla circolazione delle merci, con lintervento del denaro,edallatrasformazionedeldenaroincapitale. ComescriveconestremachiarezzailfilosofotedescoLacircolazionedellemerci ilpuntodipartenzadelcapitale.[KarlMarx,IlCapitale,LibroI,SezioneSeconda: La trasformazione del denaro in capitale, Capitolo IV: Trasformazione del denaro incapitale],edproprioildenaro,capaceditrasformarsiinqualunquemerce,che costituisce lindispensabile trait dunion fra il mondo delle merci e il capitale, rendendopossibileilpassaggiologicoedeffettivodaMDMaDMD,dal quale scaturisce quel plusvalore che solo pu dare un senso compiuto a tutti gli scambi, a tutte le transazioni, ed in termini generali allintero sistema del primo capitalismoborghese,osservatonellottocentodaMarx. Ma prima di arrivare allanalisi della formula generale del capitale marxiana, espressasinteticamentedaDMD,conloscopodiadattarlaallelogicheed alledinamichedelNuovoCapitalismodelterzomillennio,necessarioaccennare brevemente al denaro in un modo non tecnico, al di fuori della cosiddetta economiamonetariaedalruolochehagiocatointuttaquestavicenda. La moneta apparsa nella storia umana in forme originarie e rudimentali come quelle della moneta cosiddetta naturale, rappresentata dai capi di bestiame [dai quali deriva lespressione capitale], e successivamente della moneta strumentale [oggetti di uso comune, come gli spiedi o le piastre di metallo], ma soltanto da duemillenniemezzochehaassuntoformedanoipiriconoscibili,epivicineal denaro che ha generato il capitale di Marx, in unepoca in cui gli scambi commercialieranoancorapocosviluppati,elautoconsumo,conungrandenumero di piccoli produttori indipendenti quale ossatura delleconomia antica, prevalentesullegrandiproduzioniascopodilucro. Daallora, dallAtene che coniavamonetemetalliche con il simbolo cittadino della civetta,odallasplendidamonetacorinziaconilPegaso,ilcavalloalato,gliscambi commerciali si sono sviluppati di pari passo con lo sviluppo della moneta, in un mondoquellomediterraneo,dominatoprimadaigreciepoidairomaniincui appariva e si diffondeva la prassi di far denaro con il denaro, di arricchirsi attraverso lintermediazione, o con la diffusione sistematica [e conseguente] dello schiavismo. Lo sviluppo degli scambi commerciali proceduto di pari passo con quello del denaro,findalleprimeformedicapitale,segnatedallintermediazionecommerciale edallusuraperarrivare,allafinediunlungopercorsoditrasformazionestorica,al capitalismoveroeproprio. Postocheleconomiastatacreata,anzi,inventata,apartiredallamonetaealsuo sviluppo che ha condotto al capitale, Serge Latouche ci avverte che largomento scienza economica pu essere affrontato da tre diversi punti di vista,

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indipendenti e complementari, e cio linvenzione teorica [delleconomia], quella storicaequellasemantica. Latouche si occupato in modo particolare dellinvenzione semantica delleconomiaadottandounangolovisualebenpocopraticatomarivelatoreed ha trattato la questione della moneta in rapporto ai concetti definitori ed auto referenzialidelleconomia,giungendoallaseguenteconclusione: La moneta sfugge pressoch totalmente al circuito autoreferenziale dei concetti definitori, e costituisce una specie di vicolo cieco nel dispositivo economico. La moneta leconomia par excellence, e tuttavia essa fuori delleconomia come mostrabenelavisioneclassicaeneoclassicadellamonetacomevelo.Istituzione essenziale alleconomia concreta, la moneta fondamentalmente esterna alleconomiateorica,epiuttostorappresentaunasortadicordoneombelicaletrail mondo reale e il mondo incantato dellhomo oeconomicus. A dispetto di ogni tentativodiconfinarlaaunmerolivellofunzionale,lamonetatoccalessenzastessa delsociale:ildesideriomimetico,ilprezzodelsangue,ildebitodivitaedimorte. Interfaccia tra leconomia e la societ, la moneta consente alleconomia di funzionare, mentrealleconomiaessa appare come funzionale. In realt lamoneta nonnascedalleconomia,mafanascereleconomia. [Serge Latouche, LInvenzione dellEconomia, La costruzione dellimmaginario economico,ParteIILinvenzionesemanticadelleconomia] Se si opera una vera Critica dellEconomia Politica, mettendo a nudo le caratteristiche salienti del sistema osservato e scoprendone i fasci di nervi, le questioni della moneta e del denaro non possono essere trascurate, per la loro centralit, e cos accaduto con Marx, in pieno Ottocento, che uscendo dalla circolazione interna ed arrivando fino a quella mondiale ha individuato alcune importantifunzionideldenaro: Il denaro mondiale funziona come mezzo di pagamento generale, come mezzo generale di acquisto, e come materializzazione assolutamente sociale della ricchezzaingenere(universalwealth). [Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione Prima: Merce e Denaro, Capitolo III: Il denaroolacircolazionedellemerci] AncheseilfilosofotedescohariservatounpostodonoreallaMerceedallesue metamorfosinelloscambio,neiquadernideiGrundrisseenelLibroIdeIlCapitale lombra del denaro sempre presente, ed proprio il denaro, quale astrazione moltoconcreta,alleoriginidelcapitaleedelplusvalore. Moneta come cordone ombelicale fra la realt e il mondo fiabesco delluomo economico, secondo Latouche, e denaro quale materializzazione sociale della ricchezza in ogni suo aspetto, secondo Marx, rivelano la centralit, ed anche la concretezza,diquellaastrazionechechiamiamocomunementedenaro,omoneta, echesiamoadusiadutilizzarenellavitaquotidiana.
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Il denaroha una prodigiosa capacitautogenerativa, che moltiplica il valore ed alimenta il capitale, come ci ha insegnato Marx, e questo aspetto evidente nella genesi del plusvalore capitalistico, che ha avuto il potere di trasformare il mondo deirapportisociali,didivederloinnuoveclassiedimodificareilineamentidella civiltumana. Se il capitalista, proprietario dei mezzi di produzione, non altro che una maschera, un ruolo sociale che tende allimpersonalit, dietro il quale pu nascondersi agevolmente il denaro che diventa capitale, il capitale industriale di Marxnascedallestorsionedelplusvalore,edlarisultante,sipotrebbeaffermare conilsennodipoiadoltrecentoeventiannidallamortedelpadredellideadel comunismomodernoescientificodellimposizionedellavorocoattoealienato, maformalmenteedipocritamentelibero,edellepotenzialitespressedaldenaro. La circolazione semplice delle merci, da sola, non permette la creazione del plusvalore indagata dal filosofo tedesco, ed anche se il denaro si inserisce fra le merci scambiate come mezzo di circolazione, se latto dellacquisto nettamente distinto da quello della compra, si verifica una semplice sostituzione dei valori duso,chesiaccompagnaalcambiamentodiformadellamerce[lasuametamorfosi nelloscambio]. La vera fonte del cambiamento del valore del denaro che alimenta il capitale unaltra,edperipossessorideimezzidiproduzioneedeldenaroladisponibilit, inquantomerce,dellaforzalavorovendutadachinonhaaltrodascambiareper procurarsi i mezzi di sussistenza, una forza che esiste, come rileva Marx, soltanto nellacorporeitviventedelluomo. Infatti, ogni prezzo di quel grande emporio di merci [non di rado inutili o addirittura nocive] che diventato il mondo, altro non che il nome, espresso in moneta,dellavoroumanooggettivatonellemercistesse. Ilfattochecisianocolorochepossiedonodenaroe[quindii]mezzidiproduzione i veri ed i soli operatori economici delleconomia liberale, membri della classe dominante,liberidisceglierecontrappostiatuttiquellichepossofidaresoltanto sulla loro corporeit vivente, mettendo forzatamente in vendita il lavoro per poter sopravvivere, non appartiene alla storia naturale, n, tanto meno, un rapporto sociale comune a tutti i periodi storici: chiaramente esso stesso il risultato di uno sviluppo storico antecedente, il prodotto di tutta una serie di rivolgimentieconomici,deltramontodiunalungacatenadipianticheformazioni della produzione sociale. [Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione Seconda: La trasformazione del denaro in capitale, Capitolo IV: Trasformazione del denaro in capitale] Ilrisultatodellatrasformazionestoricaneirapportieconomiciesociali,coscomela osservava Marx in relazione al primo capitalismo, racchiuso nella semplice espressione D M D che sintetizza la genesi del plusvalore, che ci parla del
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profitto capitalisticoe delcapitale industriale nascente, con tutto ilconseguente portatodiproblematizzazioniriguardantiluomo,ilsuostessohabitatnaturaleela suaorganizzazionesociale. Lapice sulla seconda D, quella decisiva, simboleggia il plusvalore estorto ai lavoratori,esimboleggia,perci,lasottomissionedellavoroalcapitaleindustriale indagato da Marx, lo stabilirsi, sul piano della strutturazione sociale, della dicotomia Borghesia/ Proletariato, quale ordine imposto dal capitale alla societ e qualeprincipalecontraddizionecapitalistica. Dopo la critica delleconomia politica borghese operata da Karl Marx, universalmentechiaraladifferenzaquantitativafraidueestremidellespressione, identificaticonlaletteraD,inquanto: LaformacompletadiquestoprocessoperciDMD,doveD=D+D,cio la somma inizialmente anticipata pi un incremento. Questo incremento, cio questa eccedenza sul valore originario, io la chiamo plusvalore (surplus value). Dunque, il valore inizialmente anticipato non solo si conserva nella circolazione, mamodificainessalapropriagrandezzadivalore,leaggiungeunplusvalore,cio sivalorizza.Equestolatrasformaincapitale. [Ibidem] Selacircolazionesemplicedellemerci,lavenditaperlacompra,nonhaunsimile potere e rivela un fine esterno alla circolazione stessa, che la soddisfazione di bisogniappropriandosiivaloriduso,Lacircolazionedeldenarocomecapitale invecefineasestessa,perchlavalorizzazionedelvaloreesistesoloallinternodi questomovimentochenonconoscetregua.Ilmovimentodelcapitale,perci,non haconfini.[Ibidem] E qui che Marx richiama in nota lAristotele della Repubblica, nella contrapposizioneanticafraeconomiaecrematistica[dacremata,cheappuntola ricchezza, il denaro], poich la prima fondata sui valori duso e sulla soddisfazione dei bisogni, e non esprime alcuna illimitatezza, mentre la seconda abbatteipredettilimitietrovalasuasorgentenellacircolazione,opiesattamente nellestensionedelcommerciodovutaallinvenzionedeldenaro,chediventatoil pernodellillimitatezzanellaconservazioneenellaccrescimentodellericchezze. Oltre a riaffermare la centralit del denaro nel passaggio [gi completamente consumatosi] da unidea pi umana, a misura duomo nel soddisfacimento dei bisognimaterialidellavitasociale,eperaltriversipiburocraticadelleconomia, quale buona amministrazione della casa e dello stato, alla crematistica che scardina il limite e trova il suo principio nel denaro stesso, ci spiega il movimento del capitale descritto da Marx nella sua opera principale, e spiega, di conseguenza, i fondamenti del capitale industriale alimentato dellestrazione del surplusvaluedallavoro.

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Due millenni separano Aristotele da Marx, e la vittoria della crematistica che postula lillimitatezza della conservazione e dellaccrescimento della ricchezza monetariacomefine,rendendopossibilileinfinitesequenzedelvalorechegenera valoreormaichiaraGiacchilmovimentoincuiilvaloregeneraplusvaloreil suopropriomovimento;quindi,lasuavalorizzazioneautovalorizzazione.Essoha ricevuto locculta propriet di creare valore, perch valore; partorisce figli, o almenodeponeuvadoro.[Ibidem] La dinamica innescata da questo progressivo cambiamento culturale e materiale pu essere descritta, efficacemente, disegnando una curva che tende allinfinito senzamairaggiungerlo. Lautovalorizzazione di natura crematistica, fondata sullinvenzione del denaro [entit astratta con pesanti riflessi concreti trasformativi sulluomo e la socialit], sullaprevalenzadelvalorediscambiorispettoaivaloridusoedaiconcretibisogni umani [proliferazione di merci e bisogni indotti], sullillimitatezza dellarricchimento [sviluppo economico identificato con il progresso], ha comportato la subordinazione totale del lavoro umano alle ragioni della conservazioneedellamoltiplicazione[allinfinito]dellaricchezza. Plusvalore,saggiodiplusvalore,massadelplusvaloresonoconcetti,formalizzatati daMarxconlusodiformuleedequazioni,cheriportanoalladivisionedellavoro capitalistica,allaseparazionedelproduttoredalprodottodellasuaoperalavorativa eallimposizionedeitempidilavoro. La nascita del plusvalore tenuto conto che il pluslavoro, inteso come estorsione precapitalisticadiquotedelprodottononmonetizzatedapartedeidominanti,ha riguardato epoche storiche lontane e laccumulazione del capitale descritte da Marx,nonsonofruttodimagia,enonsonocertolinvenzionediunirriducibile critico del capitalismo, ma trovano il loro fondamento nellevoluzione della crematistica attraverso i secoli, nellirreggimentazione in fabbrica del fattore lavoro, nellimposizione degli schemi lavorativi e nel lavoro eccedente del produttoresubordinato[ocoatto,ilcuiinsiemecostituiscelaforzalavoro],cionel tempo di lavoro non remunerato ed eccedente la produzione dei mezzi di sostentamentodelsingolo. La parte del capitale anticipato, definita costante e costituita dagli strumenti di lavoro, dagli impianti e dalle macchine [che a sua volta prodotto del lavoro, lavoro cristallizzato], cede soltanto una parte del suo valore, in quanto i mezzi di produzionetrasferisconovalorealprodottonellamisuraincuiperdonovalorenel processo, ma La parte del capitale convertita in forza lavoro, invece, modifica il suo valore nel processo di produzione: riproduce il suo proprio equivalente e, in aggiunta, produce uneccedenza, il plusvalore, che a sua volta pu variare, essere maggiore o minore. Da grandezza costante, questa parte del capitale si trasforma continuamenteingrandezzavariabile.Percilachiamopartevariabiledelcapitale
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o, pi brevemente: capitale variabile. [Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione Terza: La produzione del plusvalore assoluto, Capitolo VI: Capitale costante e capitalevariabile] EdalcheoriginalapicedellasecondaDdellespressioneDMD,accrescendo ilcapitaleanticipatoperlaproduzionenelprocessodivalorizzazionecrematistica [da C a C], che ha informato, fin dal primo capitalismo, la sussunzione reale e successivamenteformaledellavoroalcapitale,lalienazionemarxianadelloperaio di fabbrica, limposizione del tempo di lavoro eccedente che valorizza il capitale generando il surplus value, e dato che ci che comunemente si definisce il capitale,inprimoluogo,unrapportosocialestabilitosifragliuomini,ilcapitale si sviluppato in un rapporto di coercizione che obbliga la classe lavoratrice a compiere pi lavoro di quanto lo prescriva la cerchia angusta dei suoi bisogni elementaridivita.E,comeproduttoredioperositaltrui,pompatoredipluslavoro e sfruttatore di forza lavoro, supera per energia, sfrenatezza ed efficienza tutti i sistemi di produzione che lhanno preceduto e che poggiavano direttamente sul lavoroforzato.[KarlMarx,IlCapitale,LibroI,SezioneTerza:Laproduzionedel plusvaloreassoluto,CapitoloXI:Saggioemassadelplusvalore] Laformadelcapitaleindustrialemarxianounaformastoricamentedeterminata, noncertolunicapossibileesoprattuttononquelladefinitiva,daquiallascomparsa della specie umana [la vera fine della storia], e come vi stato il superamento delle forme precapitalistiche di capitale commerciale e usurario, per una pi efficiente ed accelerata autovalorizzazione del capitale, cos oggi, in un panorama culturale ed economico inedito, in vista dellaffermazione definitiva di un nuovo rapporto sociale, nata una nuova forma di capitale, qualitativamente diversa da quelladescrittaasuotempodaKarlMarx: Il capitale finanziario derivato, frutto di una metamorfosi evolutiva della crematistica, che lo scrivente riassume nellespressione Creazione del Valore azionario,finanziarioeborsistico,perrendernericonoscibileilsenso. Lapremessaindispensabilecheoggisiamodavantiadunnuovomodostoricodi produzione sociale, il quale, adottando l[insuperata] ottica strutturale marxiana nellanalisi dei modi di produzione, presenta i seguenti elementi strutturali, elencantidiseguitoinunordinecronologico: I] I rapporti di produzione e lo sviluppo delle forze produttive, quale elemento originario qualificante [secondo lanalisi marxiana] di ogni modo di produzione storicamente esistito, con lo sviluppo delle forze produttive che dipende dai rapportidiproduzioneinessere. II] Lideologia di legittimazione sistemica, che per la sua crucialit elemento strutturale e non sovrastrutturale, tenendo conto di ci che concretamente significano espressioni come Progresso, Libero Mercato, Investitori, e della
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funzioneideologica[nondiradoasfondomessianico]checoncretamentesvolgono nellavitasociale. III]Manipolazioneantropologicoculturaledeisubalternisuvastascala,attraverso luso di strumenti mediatici, attraverso il lavoro precarizzato e flessibilizzato, lalimentazione, la farmacologia e la chimica, lelettronica e linformatica, la diffusionedelladrogaoltreiconfinidiclasse,limposizionedistiliemodellidivita in funzione del riproducibilit del dominio elitistico, con le nuove forme di alienazione umana nei rapporti sociali oltre lo schiavismo classico di matrice precapitalistica e lalienazionemarxianadelloperaio di fabbrica chelo scrivente hadefinitoinaltrasedeneoschiavismoprecarioemetaalienazione[EugenioOrso, Alienazionieuomoprecario,2011]. IV]CreazionedelValoreazionario,finanziarioeborsistico,suaimposizioneesua progressiva accelerazione, quale ultima metamorfosi dellarte di far denaro con il denaro superando, rimuovendo o travolgendo qualsiasi limite, unarte indagata una prima volta da Aristotele nel mondo antico, nelle forme ancora arcaiche come il piccolo commercio, reso possibile dallinvenzione della moneta, e poi da Marx in et capitalistica, attraverso lanalisi della genesi e delle dinamiche riguardantiilcapitaleindustriale. V] Crisi come assetto strutturale assunto dal Nuovo Capitalismo del terzo millennio, che rappresenta unefficace strumento,con respiro planetario [la prima crisi globale del 2007/ 2008 n lesempio], di dominazione dei subordinati e di estrazione/creazionedelvalore. Il capitale finanziario derivato, che si afferma come forma prevalente ed originale del nuovo modo di produzione sociale agli inizi del terzo millennio, e tende a dilagare nel mondo come ultimo tentativo di colonizzazione integrale delloccidente, nasce dalla sussunzione del capitale industriale di marxiana memoria e concretamente degli organismi produttivi, delle fabbriche, dei bacini dimaterieprime,degliimpiantiindustriali[ilcapitalecostante],dellaMerceedella stessaforzalavoroimpiegata[ilcapitalevariabile,alloriginedelplusvalore]alla rendita di natura finanziaria, in un processo di subordinazione della cosiddetta razionaliteconomica,ostrumentale,edellostessoprofittoindagatodaMarx,alle accelerazioniimpostedallaCreazionedelValoreazionario,finanziarioeborsistico, che costituisce la punta pi avanzata della crematistica espressa dal nuovo capitalismo. Il commercio alimentato dalla comparsa della moneta, ai tempi di Aristotele, e il capitale industriale nella produzione del capitale indagata da Marx, costituiscono espressionistoricamentedeterminatedellatravolgenteavanzatadellacrematistica, ed anche il capitale finanziario derivato un frutto dellarte di creare ricchezza potenzialmente illimitata, ma riservata a pochi che deve essere riferito ad una
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precisa dimensione storica e sociale, quella attuale, in cui si superano i limiti di tolleranzadellambienteedellastessaeconomiareale,contrapponendoinmodo esasperato,parossistico,lassenzadellimitechecaratterizzalanuovaCreazionedel Valore alla finitezza delle risorse naturali ed alla tolleranza delluomo, che deve esserepercimanipolatoconognimezzoperadattarloadunnuovoepiintenso sfruttamento. In particolare, laccelerazione dellautovalorizzazione del capitale, concentrata nel periodobrevegrazieallusodistrumentifinanziariedisupportiinformaticidopo lacadutadelsaggiodiprofittodal1960al1980,chehasegnatounostoricopuntodi svolta e la crisi del capitale industriale entra in aperto conflitto, come mai accaduto nelle societ della crescita che si sono succedute dal 1500 ad oggi, con i tempi geologici richiesti per la ricostituzione di risorse naturali ed energetiche, indispensabili a questo livello di sviluppo, che non a caso si definiscono risorse nonrinnovabili. La dimensione finanziaria, capace di generare rendite illimitate e di sopravanzare didecinedivolteivolumidelP.I.L.mondiale,haoffertounamiriadedistrumenti perquellamoltiplicazionedeipaniedeipescichelarisultantedellaCreazione del Valore azionario, finanziario e borsistico nel breve termine, ma per assicurare questorisultatononsilimitataadintercettareilvaloreprodottoinuscita,maha sussuntocompletamentelaproduzione,equindiilcapitaleindustriale. Lespressione che pu sintetizzare questo nuovo processo di produzione della ricchezza,partendodalMarxdeIlCapitale,laseguente:D[dmd]D. La produzione del capitale finanziario derivato, come si nota nellespressione generale proposta, contiene la formula del capitale [industriale] marxiana, e lultimaD,quellacrucialecondoppioapice,mostracomelautovalorizzazionedel capitaleanticipatointalecasodipendesiadalleffettofinanziario[aumentodelle quotazioni di borsa, reenginering e vendita di organismi produttivi attraverso la cessionedipacchettiazionari,incassodidividendi,operazionispeculativesuititoli attraversocompravenditenelbreveolusodiprodottiderivati]siadallestorsione classica del plusvalore, che per sussunta, anzi, addirittura immersa nel nuovo processodiCreazionedelValore. Unvalorecreatochealimentalarenditafinanziariaesirendedisponibile,dopola realizzazione, per nuove accumulazioni nel breve, con ulteriori incrementi della renditafinanziaria. Quellochecontanonneppurelaricercadelpibassocostodiproduzione,sela produzione in s non pi un fine, ma il diktat finanziario dei Mercati e degli Investitori,chesonoiprimibeneficiaridiquestaautovalorizzazione. Se il plusvalore, per il Marx del capitale industriale, inteso quale valorizzazione delvalorecapitaleanticipatoC,sirappresentainprimoluogocomeeccedenzadel valore del prodotto sulla somma dei valori degli elementi della sua produzione.
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[Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione Terza: La produzione del plusvalore assoluto,CapitoloVII:Ilsaggiodiplusvalore],edrappresentabilecomeC=(c+ v) + p, con C il capitale originario trasformato, c il capitale costante, v il capitale variabileepilplusvalore,inrelazioneallatrasformazionedelcapitalefinanziario derivatovale la seguenteespressione: Cfd = Cfd+ [(c+v)+ p]+ f,dove Cfd il capitale finanziario originario disponibile per le speculazioni, la parte centrale quellarelativaalcapitaleindustrialeanticipatomarxianoaccresciutodalplusvalore [c, questa volta in minuscolo], mentre f il guadagno finanziario che alimenta [assiemeap,iltradizionaleplusvalore]laccresciutoCfd. Si pu supporre, per pura ipotesi, che qualche grande prenditore della classe globale acquisti il pacchetto di controllo di Fiat auto, influendo sulla gestione dellazienda [e quindi sulla produzione di auto, che dovrebbe essere ancora la competenzadistintivaFiat],ricapitalizzandola,quandoserveesoltantoseserve, in vista di futura vendita e conseguenti guadagni, riservando per una parte rilevante del suo capitale originario alle speculazioni finanziarie sul titolo attraversoiderivati. In questo caso, beneficerebbe sia dellestrazione classica del plusvalore [massacrando pi o meno come Marchionne la forza lavoro italiana e degli altri paesi] sia dei guadagni finanziari dovuti ai movimenti del titolo in borsa [e soprattutto diquesti], relativamente indipendentidallandamentodelle vendite di autoFiatinItalia,perconsiderareunpaeseacaso,oaltroveinEuropa. Anzi, se dotato di grandi capitali da anticipare in senso finanziario, potrebbe determinare nel senso voluto i movimenti del titolo e dei prodotti derivati che lo hannocomesottostante. Sidefinitalultimaformaassuntadalcapitalecapitalefinanziarioderivatoche hacomeformulageneraleD[dmd]Dinquantochiaralasuaorigine finanziaria, esterna alla razionalit strumentale che dovrebbe governare il vecchiocapitaleindustriale,edinquantonellafinanzaderivata[future,opzioni sutitoli,swap,prodottioverthecounterpersonalizzatifuorideilistinidiborsa, eccetera] esiste sempre un sottostante, con espressione esotica underlying asset [attivit sottostante, dalla quale discende il diritto di acquistare o vendere], che ci riportaabeniconcreti,adattivitproduttiveecomplessiaziendali,asituazionidi debitocreditoeastockdimaterieprime. Ma nellaccelerazione dellautovalorizzazione del capitale caratteristica di questi anni, il sottostante sempre subordinato allesigenza di creare valore, sia che si trattidiazioniG.M.oFiatsiachesitrattidimutuicasaconcessiadincapientie cartolarizzati, cos come non ha importanza se si tratta di titoli farmaceutici o del settoreelettronico,oppuredisacchidipatate. Infine, se la formula generale marxiana della forma capitale industriale compare nellapartecentraledellespressioneconlettereminuscole,mantenendolaseconda
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lettera d un apice simboleggiante il plusvalore, non per uno sfregio gratuito al grandeMarx[icuistrumentisonoinparteancorautilizzabiliperlacomprensione della realt], ma essenzialmente perch lestrazione del plusvalore qui subordinata alle logiche di natura finanziaria, che governano la produzione e sottomettono, oltre al lavoro, lo stesso capitale industriale, con una doppia sussunzionedellavoroalcapitale. Cicomporta,comescrittoinprecedenza,lasussunzionedellestorsionemarxiana delplusvaloreallaCreazionedelValoreazionario,finanziarioeborsistico,anzi,la sua completa immersione nel processo, quasi che sia una corrente che scorre in unvastooceano,comeadesempiolacorrentedelgolfonellAtlantico. Bisogna per ricordare che se un interruzione della corrente del golfo, accelerata dallazione antropica, potr comportare mutamenti climatici rilevanti, tali da cambiare la vita in una parte del mondo in tal caso lEuropa, che subirebbe in pieno ed in profondit i rigori dellinverno cos il progressivo degrado, e la riduzione sotto una certa soglia in occidente, della produzione industriale, permanendo laccelerazione finanziaria della Creazione del Valore, potr forse inceppare il meccanismo, poich lorigine della ricchezza, per quanto mediata e derivatacomeaccadeneinostritempi,pursemprericonducibileallavorosociale ecollettivo,alleproduzioniconcrete. Sitornasempre,volentionolenti,allacentralitdellavoro,vittimadiunadoppia sussunzionecheoggifascomparirepersinoidrammaticiproblemisocialiscatenati dallanuovacrematistica,econvienericordare,giuntiaquestopunto,ladefinizione chediedeKarlMarxdellavoroumano: Illavoroinprimoluogounprocessofrauomoenatura;unprocessonelquale luomo media, regola e controlla con la sua attivit il ricambio organico con la natura.Egliagisceneiconfrontidellastessamaterianaturalecomeunaforzadella natura. [Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione Terza: La produzione del plusvalore assoluto,CapitoloV:Processodilavoroeprocessodivalorizzazione] Anche il lavoro dunque una forza della natura [non unastrazione pura], ma se questa forza mal diretta, o prigioniera in una camicia di forza creata da un sistema feroce ed assurdo per contenerla e sfruttarla, pu generare disastri, cambiamentidrammaticieimprovvisi,autenticicataclismi,comequellichetalvolta ciriservalambientenaturale. Illavorocoatto,precarizzatoeimpoverito,migranteedoppiamentesussunto,potr diventarelaprincipalecontraddizionenelleradelcapitalefinanziarioderivato,cos come lo fu il lavoro proletario e operaio per il capitale industriale analizzato da KarlMarx.

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Si pu andare oltre Marx, tentare di superarlo definitivamente per comprendere unanuovarealt,maallafine,perqualchemotivo,sisemprecostrettiatornarea Marx.
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Gliidioti,laLegaeBerlusconi Articolodel27/04/2011 Se non ci fosse di mezzo una guerra civile, un intervento aereo internazionale ed unasituazionedirischionellinteroMediterraneo,cisarebbedaridere. Noinonridiamodicerto,nellincertezzacheancoragravasulnumerodimortiin Libia, e su quanti dovranno ancora morire prima che la guerra finisca, ma constatiamo che tutti gli idioti e gli individui in malafede che hanno creduto in Berlusconi difensore della sovranit nazionale, nel suo governo appoggiato dal puntello xenofoboleghista ed alimentato dal consenso degli evasori fiscali, dei socialmente stupidi e degli ignoranti manipolati, oggi incassano una smentita integraleesiprendono,purtropposoltantoinsensofigurato,unabellalegnatasui denti. Fino a ieri o allaltro ieri, cerano coloro che esaltavano Berlusconi ed il suo miserabile blocco di potere quale baluardo dellautonomia dello stato italiano nei rapporti internazionali, dei sovrani interessi del paese e di quelli dellindustria nazionale. IltrattatodiamiciziaconlaLibiadiGheddafi,lintesaconilraisperbloccaresulle costedAfricaimigranti,gliinteressiinterminidiapprovvigionamentoenergetico e gli affari in Libia, dal gas alle ferrovie, avrebbero costituito una prova della volont berlusconiana e del suo esecutivo di tenere alta la bandiera dellItalia, muovendosi nello scacchiere mediterraneo [ed internazionale] con una qualche autonomia. Gliindustrialottilocalihannopregustato,einqualchecasoconcretamenteottenuto, alcune commesse dalla Libia, fino a poco fa un paese abbastanza tranquillo e abbastanzaricco. Autonomianazionalerispettoachieacosa,sichiederqualcuno?Marispettoagli USA,naturalmente,allagrandefinanzaedallafamosamaninadioltreoceano. Finalmente! Hanno pensato qualche idiota, apostata marxista e neocapitalista, qualcheintellettualedaoperettaequalcheteoricofallito[facilmentericonoscibilein rete]FinalmentequalcunochenonpartecipaaiBritanniaPartyesimuovecon un po di indipendenza, in modo goffo ma spregiudicato, facendo marameo alle amministrazioniamericane[ecucallaMerkel],disattendendoognivoltachegli possibile i diktat doltre oceano ed i sovrani, onninvasivi interessi della finanza angloamericana. Tantopicheicontatticonicattividellaterra,comeilterribilePutindelcelebre lettone, sembravano fruttuosi, tali da portare, ad esempio, alla partnership Eni Gazpromedallapartecipazioneallacostruzionedegliambitigasdotti[nonimporta seconosenzatangenti].

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Mapoisi vistochediintenzionichesisuppongonobuonesonolastricatelevie dellinferno, ed il baciamano fatto a Gheddafi da Berlusconi si rovesciato nella partecipazione dellItalia ai bombardamenti sul compoundcaserma del rais a Tripoli. Unapartecipazionelimitata,perlaverit,cheprevedelimpiegodiqualcheaereo del resto, lItalia mette gi a disposizione le basi ed parte dellalleanza NATO nonpidiunaventina,ancheseinunalcunedichiarazionisiparladiottovelivoli [27aprile,8aereiprontialdecolloconillorocaricodimorte,secondoLaRussa],in altredidodiciaviogetti. Manonimportailnumero,quellochecontailpensiero EdilpensierocheBerlusconielItaliadaluisoggiogatasonoasservitiallegrandi potenze doccidente, tanto che il recente incontro del cavaliere con Sarkzy ci ha rivelato, secondo un Bossi furente, chelItalia ormai diventata unacolonia della FranciaanchegrazieaBerlusconi. Quella che sembrata ad alcuni la resa di Berlusconi ai francesi, arriva contestualmenteadunaseriesignificativadieventi,dallaffaireLactalisParmalatai bombardamentipercompiacereglialleati,fraiqualiSarkzy. LItaliacoloniadellaFrancianelMediterraneo? Forse e speriamo almeno di diventare con il tempo territorio metropolitano francese,comesonolaGuadalupaelaMartinica. Non si pu sempre dire di s come fa Berlusconi, quando si trova davanti a qualcunopipotenteedeterminatodilui[quasitutti]hatuonatoBossi,conisuoi parlamentari, esponenti di partito e ministri nellinedita veste dei pacifisti che si preoccupano di fermare la guerra e di proteggere i popoli nordafricani, in ci confortati da una base allineata ed improvvisamente apprensiva per le sorti dei libici! Sefinoaierilalegapadanobossiana,daiverticiallabase,dalparlamentoitaliano al pi profondo nord, voleva mitragliare i barconi degli scafisti, condannando i poveri migranti ad una fine atroce ed illudendosi, in questo modo feroce, di risolvere alla radiceil problema dei flussi migratori, oggi lastessa, dai vertici alla base,daBorghezioalbottegaiodellevallibergamasche,siscopreimprovvisamente pacifista,contrariaaibombardamentiumanitari,attentaallatuteladeidirittidei popoli pi sfortunati ed animata da un Humanitas che fino a ieri non avremmo neppuresospettato Unaltra conversione di massa leghista, dopo di quella al crocefisso ed al cattolicesimoromano? C da dubitarne, purtroppo, e qualche sospetto in proposito dovrebbe nascere persinoneibimbichehannodapocoraggiuntoletscolare. C dunque una frattura in quel blocco politico che mantiene in carica, ad ogni prezzo [anche a costo della svendita dellItalia] Berlusconi, e questa frattura si
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ripropone nella base elettorale, formata da evasori fiscali, socialmente idioti, ignorantimanipolati,beoti,farabutti,ingenui,distratti,eccetera? Calderoli contro La Russa? Limpresario veneto o lumbard contro il bauscia milaneseobrianzolo,berlusconianocontantodiSUV? La spaccatura sembra seria, questa volta, al punto che c stato il prudente rinvio del consiglio dei ministri, per non far affiorare le divisioni interne allo stesso esecutivo. LaLegafarveramentecadereilgoverno,abrevetermine,comesperanoifantasmi dellopposizione, privi di sostanza e di programma politico, a partire dal patetico Bersani? Azzardounaprevisione,inproposito:iodicodino. LaLegasicomporterallafinedellafiera,dopoaverabbaiatoedessersiagitata, dopo aver soddisfatto il suo popolino con proclami roboanti come fecero anni addietro, in una situazione vagamente simile, i comunisti italiani di Diliberto e Cossutta, che spaccarono Rifondazione, ma poi rimasero con il culo saldamente posatosullepoltronedigoverno. Ma nel frattempo qualcheaereo italianoparteciperai bombardamenti suTripoli, Parmalat diventer in gran parte francese, e grazie ad una grande OPA politico economica, alla quale Berlusconi non ha n la forza n la volont di opporsi [probabilmente non gliene importa nemmeno ] la Francia fagociter lItalia, mangiandosilepartibuoneesputandoiresti. Finircos? Forse,delrestopersaperequellocomeandrafinire,inquestaItaliaormaiprivadi sovranit,conungovernoincapace,unopposizioneinesistenteedunaguerraalle porte, potrebbero non bastare non dico le mie superficiali note ma i vaticini dellaSibillaCumana.
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UnaConfindustriadiassassiniestragisti Articolodel09/05/2011 Einutilegirareintornoallequestioni,conespressioniipocrite,elegantiperifrasio distinguopelosi,quandosonochiareedinequivocabili. Ci sono situazioni in cui inutilizzabile, come schermo, anche il politicamente corretto, e questo esattamente il caso degli applausi tributati da una platea di confindustria[chedaquestomomentoinpoiscriver,perdisprezzo,conliniziale minuscola]allamministratoredelegatodi Thyssenkrupp,Espenhahn,unassassino condannatoa16annie6mesiperomicidiovolontario,inseguitoallamortedisette operainellostabilimentodiTorinoil7dicembredel2007. Qualsiasi giustificazione si pu addurre, davanti alle ovazioni tributate dal consesso di industriali ad un assassino e stragista, nato dalla putrefazione del peggior capitalismo mutante, non sufficiente, non basta per non farci dire: ecco cosveramenteconfindustria,uncovodisfruttatorieparassitidispostiallastrage, abituatidatroppotempoalcavialedeicontributierogaticonisoldipubbliciedallo champagnedelprofittoestortoailavoratori. Dietro laspetto austero, moderatamente piacente ed elegante di Emma Marcegaglia, si malcela un nido di serpenti, assassini e sfruttatori che si fanno apertamentebeffedellasicurezzasullavoro,deglistessioperaicadutisullelineedi produzione,perchtantoillavorointeramenteacaricodeglialtri,elacosanonli riguarda,senonnelmomentodiintascaregliutiliediconsolidarelaloroposizione diprivilegio. La vecchia immagine dellimprenditoreputtaniere privato usata dai soliti comunisti ottonovecenteschi, il quale sfruttava cinicamente i lavoratori, costringendoli ad oltre dieci ore di lavoro giornaliere per la mera sopravvivenza, mentreluiseneandavatranquillamenteaputtane[iericocotteedoggiescort]esi baloccava nel vizio con i frutti del lavoro coatto altrui, oggi ci sembra tornata prepotentementedimoda,quantomaiveritieraedattuale. Gliapplausidiunaplateadiassassiniesfruttatoriadunlorocomplice,condannato ma naturalmente a piede libero perch i veri assassini in questo sistema non pagano mai, confermano una volta di pi che non esiste il lavoro libero capitalistico, ma agiscono forme di costrizione che in questa epoca tendono a diventare pi stringenti, tanto vero che un ministro della repubblica, nella persona di Giulio Tremonti, ha dichiarato tempo fa in merito alla sicurezza sul postodilavoro,dallalegge626del1994alTestoUnicoSicurezzaLavoro[Decreto legislativon.81del2008]cheavrebberodovutogarantirlapertutti:robecomela 626sonounlussochenonpossiamopipermetterci,perchtroppocostosa,una merazavorranellacompetizioneglobale.

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Maforsemegliodire,conchiarezza,noncisipupipermetterelasicurezzasul posto di lavoro accettando come se nulla fosse le morti bianche, quali incidenti collaterali dello sviluppo economico esclusivamente perch limita il profitto intascatodallastessaplateadiassassinieschiavistichehaapplauditoEspenhahn. Altri ministri in carica [Romani, Calderoli] hanno debolmente condannato, ma senza esagerare nel biasimo, latteggiamento benevolo, anzi, apertamente favorevole, di confindustria nei confronti dellAD pluriomicida di Thyssenkrupp, parlandodiapplausoimproprio[Romani]ofuoriluogo[Calderoli]. Pur apprezzando la moderata e cauta umanit di questi ministri [Romani e Calderoli] davanti alla sfacciatezza degli assassini che si riconoscono e si applaudono pubblicamente, devo rilevare che lapplauso non improprio n fuoriluogo,marappresentailpipalesericonoscimentocheHaraldEspenhahnin tutto e per tutto uno di loro, figlio della stessa logica sistemica e membro della stessaclasse,efaquellocheanchelorocercanodifare,perperseguireobbiettividi puroarricchimentopersonale,dicarrieraedipoterevendendolapelledeglialtri, senecessario. Il rischio dincendio cera, alla Thyssenkrupp di Torino, e la cosa era nota alla dirigenzacheavevadecisodicontinuarelaproduzione,senzaperprovvederealla manutenzionedegliimpianti,inunostabilimentoindismissione,tantocheinquel tragico 7didicembredel2007 si potevadire che le mortieranoannunciate,eche potevanoessereevitatemanutenendogliimpiantiancorainattivit. Anche le condizioni di pulizia dellambiente di lavoro, tali da incidere sulla sicurezza, erano in quel caso discutibili, tanto che il giorno dopo lincidente [8 dicembre 2007] la ditta incaricata delle pulizie che da tempo interveniva a chiamata,dovettepuliretuttelelineediproduzione,menolultima,quellaincui sieraverificatalatragedia,perchpostasottosequestrogiudiziale. Ilrisparmiosullasicurezzaequellosullestessepuliziedellambientedilavoro,la rinuncia alla manutenzione degli impianti, che possono costituire un pericolo per lincolumit fisica dei lavoratori, hanno un solo scopo: alimentare il profitto, la creazione del valore ad esclusivo beneficio dellazionista [lInvestitore], davanti alqualeinquestoliberalcapitalismosovranononceticanlegislazionechetenga. In altre parole, c chi si sente al di sopra della legge civile e penale degli stati, riconoscendosoltantolaleggedelmercatocheperluisignificaricchezzaepotere epermoltissimialtrisfruttamento,povertemorte. Anzi, ai gradi ed ai livelli pi alti della scala sociale, i grandi Investitori sono esenti anche dalla spietata legge del mercato, che colpisce sempre e soltanto i subordinati, quale strumento di dominazione e sistema di razionamento ed esclusioneimposto. Altro che il vecchio ordigno islamico Bin Laden che si sognava nuovo califfo, ma ormaiquasiarrugginito,mortodapocooppure,secondoaltrefonti,dieciannifa
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sappiamo bene, qui, in occidente chi e cosa rappresentano il vero pericolo per il nostrofuturo! E ora di finirla di parlare di imprenditori buoni in contrapposto a quelli cattivi, di bere menzogne come quelle della coesione sociale, di cercare concertazionichepenalizzanosempreecomunquelavoratoriesubordinati. Ilnemicosocialevariconosciutoecombattutosenzaesclusionedicolpi,altrimenti si moltiplicheranno le platee che applaudiranno con esultanza gli stragisti e gli assassini di questo capitalismo, mentre noi saremo condannati in massa ad una nuova,pipesanteepiinvasivaservit,aquelpuntosenzascampo.
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TotalMarket (MercatoTotale) Saggiodel16/08/2011 Venite, venite tutti nel mondo nuovo di zecca, e non crediate che sia un banale racconto di fantapolitica, o di fantasociologia, o di pura fantasia, non crediate, signori, che si tratti di una distopia come unaltra, nata dal genio di qualche scrittorechepazientementehaelaboratoilsoggetto,epoihafattoisoldivendendo ilibri.Tuttocichevedetereale.EilMercatoTotale. Potrebbeesserequestolincipitdiunracconto,odiunsaggiodecisamenteatipico, suquellocheoggistacapitandonelmondo,fraicinesideldragonemercatista,che si infuriano con i politici americani di ogni colore, accusandoli di gestione allegra delle pubbliche finanze che potrebbe farli scivolare nella merda anche loro, in quantograndicreditoridegliUSAconilmaggioredebitodelmondo,elAmerica sulladifensiva,vecchiaaquilasolitaria,chescontaimpotenteildeclassamentodei TbonddapartediunsupremoufficioglobalistalAgenziadiRatingilqualesi permettedidecidereallegramentedellesortidellapotenzaamericanaedituttigli altripaesi. ChepoisitrattadiStandard&PoorsodiqualchealtraSupremaAgenziaGlobale di valutazione pi di tanto non ci importa, perch sappiamo che ce ne sono pochissime e tutte rigorosamente private, tre se ben ricordo, incaricate di diffondereadesclusivobeneficiodegliInvestitori,suqueiMercatichesonoilvero centrodelmondo,assiemeallecrisiperiodichelaVocedelPadrone. Perlaverit,ancheiglobalistiemergentidiPechinohannounAgenziadiRating, che per ora non conta quasi niente, e la vecchia Europa dellUnione, sotto attacco speculativo per il debito ultima frontiera dellesproprio capitalistico e della tiranniaintegralediMercatieInvestitori,vorrebbecostituirneuna,alternativaalle tresorelle,bastardeeprivatissime,chefannoilbelloebruttotempo,manoncos semplice,perununionesenzaautonomia. Il colpo di mannaiainferto dal boia, nelle esecuzioni medievali circondate da una sacralit rituale mista a bestialit, oggi si chiama con espressione esotica Downgrade, che vuol dire semplicemente declassamento per favorire gli appetiti della speculazione, perch i tempi da allora sono cambiati, molto cambiati, e il colpodimannaiaglobale,destinatoasepararelatestadalcorpo,oancormeglioi soldi dagli imbecilli, come disse Keynes buonanima, non riguarda pi la singola vittimasacrificale,siaessaunvillanoounbarone,unservoounsignorecadutoin disgrazia, ma un intero popolo, unintera nazione, con donne, vecchi e bambini inconsapevoli e innocenti, quelli che prima se la cavavano e quelli che erano gi nelleambascepercontoproprio.

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Il Rating, volendo continuare nei paragoni storici assolutamente liberi, come la sentenza inappellabile del Tribunale della Santa Inquisizione, che alla fine condannavaadunrogopurificatorelavittima,nonprimaperdiesserepassatiper latortura. Etorturasignifica,inquestocaso,loppressioneeilricattoglobalistaesercitatisui popoli,attraversolecontroriformedeemancipatriciimpostate,alivellonazionale, da gruppi politici di collaborazionisti, sempre e comunque interni al perimetro maledettodellademocrazialiberale. Esoltantolaguerradiclassechesiripresentainaltreforme,perlaverit,elorola stanno vincendo, avendone acquisito il monopolio agli inizi dellEra del Nuovo CapitalismoFinanziarioedelMercatoTotale,chesurrogalaPolitica,laFilosofia,la Religione, sottraendosi al loro controllo, e trasforma la vita in qualcosa di alieno, finalizzandolaintuttelesueformeacrearevaloreperidominanti. Maicomeoggipotereeffettivo,grandericchezzaeprestigiosocialesonostaticos concentratinellemanidipochi. E poi c unennesima paura, quella della doubledip recession, cio di una spaventosa recessionedepressione, e si riaffaccia lo spettro della deflazione, la quale sarebbe dovuta, secondo i filocapitalisti che dominano e manipolano linformazione,allabassacrescitaeconomica. Cenpertutti,ancheperquellichefinoapocotempofaeranosaldamentepaesi sviluppati,conunPILfraipigrandidelmondo. EilcasodellaFrancia,chedapartesuamoltopreoccupata,perchsachepotr essere il prossimo obiettivo degli appetiti speculativi della Classe Globale, una voltaliquidataespolpatafinoallossoladeboleeinconsistenteItalia,econciatiper lefesteipotentiStatiUniti. Noncalcunafretta,perchpuravendoconfermatolatriplaAalgallettobizzoso (vedi quello che ha combinato in Libia) la Suprema Agenzia di Rating potr declassarlo con comodo nel prossimo futuro, quando i tempi saranno maturi e arriverlinputdallamisteriosaspeculazione. Ed ecco che lesecutivo francese per compiacere Mercati e Investitori annuncia manovre sui conti, entro il 24 di agosto, esattamente come fa il governo italiano (oltre45miliardidieuro),cheperanticipaifrancesi,sacrificandoaisuddettiidoli del liberismo sanguinario, la stessa vita della popolazione e il futuro delle generazionipigiovani. In Europa, quella dellunione monetaria imposta furbescamente con il miraggio dellacreazionediunagrandeareadelbenessere,lavecchiaGhigliottinafrancese,o la Garrota spagnola che strangolava la vittima, hanno cambiato nome e sono diventatemagicamente LoSpread con il Bund, cio i punti didifferenza conquel titolo, con quella astrazione del debito pubblico tedesco che finanzia la relativa potenzaeconomicadeicrucchi,dadecenniiprimidellaclasseincontinente.
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Manmanochesiallargalaforbiceconiltitolotedesco,maggiorisonogliinteressi dapagaresuldebito,pistringenteilricattoneiconfrontideglistatiepidifficile diventapiazzareititoli. CosperilBTpdecennaleitalianoeperilbonosspagnolo,adesempio,matendea diventarloancheperlaFrancia(finoapocofadistantedisoli70puntidalbund). I mercati sono andati a ribasso bruciando risorse, poi hanno rimbalzato, ma si sa chelaspeculazioneonnivoraguadagnasiainunsensosianellaltro,esidivertea provocareletensionisuimercatifinanziari,azionarieborsisticistrumentosottoil suo pieno controllo che se ne vanno periodicamente sulle montagne russe, arricchendoglisciacalliegliassassinidellaClasseGlobale. Voici le temps des assassins, scrisse in pieno ottocento Rimbaud nelle sue Illuminazioni,evocandolasettanizaritadisicariconsumatoridihasciscdelvecchio della montagna, e quel tempo oggi arrivato, annunciato dal neoliberismo e dai monsoni dellaglobalizzazione, solo che gli assassini non sono una setta esoterica, maunanuovaclassedominantechesimangiatalavecchiaborghesiaproprietaria esistamangiandoilmondointero:quellaglobale. Ilgiocochefannoimercatiungiocotruccato(edimortepermilioniemilionidi uomini)incuiilbancovincesempre,etuttiglialtrisonodestinatiaperdere. Miracoli del Mercato Totale, o Total Market, per essere pi aderenti con le espressioni esotiche che si usano diffusamente, nellera del trionfo delleconomia liberaleangloamericana,chenonunascienzarigorosa,comesifattocredereper oltreunsecolo,malunicaReligioneammessaedaimporreachiunque. Infine, dopo i piccoli paesi, la Spagna, lItalia e la stessa Francia nel prossimo futuro,toccherancheaqueivigliacconideitedeschipagarlacara,nonostanteche ancorasisentanoconilculorelativamentealsicuro,perchlaspeculazionenonsi fa scrupoli e non sifermer nemmenodavantial Bundestag, o ai resti ammutoliti dellaPortadiBrandeburgo. Ifuochidistruttividellultimaguerradeicentanni,quelladelNovecento,incuiil modello di capitalismo liberista di mercato ha fatto piazza pulita dei concorrenti, sonostatiprogressivamentesostituitidaquellifinanziari,economicievirtuali,ma cosreali,dellultimaguerradiclasse. Nelrecentepassato,icrucchirelativamentealsicurohannofattolavocegrossacon lapoveraGrecia,progressivamenteridottaallafameeallaschiavitperdebiti,in difesadiquelmarcomascheratochelEuro,maancheluisaldamentenellemani dellaClasseGlobalecometuttoilresto. Hannofattocichehannoordinatoiglobalisti,riformandoilcapitalismorenano per adattarlo ai nuovi scenari, hanno convertito progressivamente leconomia per lesportazione(adimitazione,inuncertosenso,deiligicinesi,nellotticadeicosti comparati,inricordodegliinsegnamentidiquelfigliodiputtanacheeralagentedi cambio David Ricardo), hanno pagato un po di meno gli operai e puntato
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sullInnovazione,osservandodabravisottomessituttiecinqueipilastridellafede liberista. Ma anche questo non baster, perch non basta mai, alle cavallette globali che spogliano in un istante i paesi come se fossero campagne ubertose, riunendosi in sciamiescomparendopoiallorizzonteperaltriobiettiviesaccheggi. Sicompranoilmondo,nonsololeisoleinNuovaZelandaperandarciaviverenel casotuttocollassi,ecosfannoiloroimitatorieparigradoemergenti,apartire daglistramaledetticinesi(nonipoveracci,icontadini,glioperai,lesottoclassi,bene inteso,mainuoviglobalistidiPechino). SelAmericadeclinerancora,dopolabbassamentodelRating,potresserelaCina asubentrare,eadiventareilprincipalealfieredellaGlobalizzazioneneoliberistae delMercatoTotale,ilsuocanedaguardiaprediletto. In una lettera recente, che parrebbe un po riservata, anche se si avuta notizia dellamissivaattraversoimedia,dueloschifigurialsoldodeiglobalisti,Trichetal vertice della BCE e Mario Draghi che lo sostituir in novembre (agente di GoldamanSachs,uomodighiacciodellaSpectreglobalista),hannoconsigliatoal pagliaccesco e surreale governo italiano in carica di privatizzare tutto Eni, Enel, Finmeccanica,leposte,lescassateferrovienazionali,ognicosadivendereciche rimane ancora in mani pubbliche fin da subito, sottratto al Mercato Totale, senza attendereil2013odatadadestinarsi,dicontinuarerapidamenteediligentementea distruggere lo stato sociale e di massacrare il lavoro senza piet con la libert di licenziamento, dopo la precariet diffusa e la consistente perdita di reddito e di dirittigisubitadailavoratori. Inutiledirecheilconsigliovincolatestatoaccoltosenzafiatare. Il buontempone di Arcore, quel vecchio ritinto e sempre sorridente che ancora puttaneggia,dopoaverpartecipatoallattaccoallaLibiabattendoitacchidavantiai veri decisori, e boccastorta Bossi, sempre pi insopportabile per i gesti volgari ostentati in pubblico (ad uso e consumo della suburra bottegaia padana, o per derivasenile),nonchlastutoTremontichesenestaopportunamenteindisparte truccandoiconti,hannoaccettatodibuongradoeobbeditoallaVocedelPadrone, e lo faranche il gioviale e confuso Bersani searriveral governo nel 2012, come spera (grazie al collasso dellesecutivo attuale), con il suo misero e raffazzonato cartelloelettoralediprovincia. EpocoimportachelaBCEabbiaconsentitolacquistodititolideldebitopubblico italiano e di bonos spagnoli, per alcuni miliardi di euro, riducendo di un po lo Spread con il Bund e il tasso dinteresse, perch la carota molto pi piccola del bastone, e non eviter una serie infinita di manovre correttive, in Italia come in Spagna e altrove in Europa, tali da mettere con il culo per terra la maggioranza dellapopolazione,giprovatadallacrisiprecedenteedaunbuonventenniodide emancipazioneferoce.
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LunicacosacheBossi,BerlusconieTremontisonoancoraingradodiproteggere, levasione fiscale, quella definita ipocritamente piccola (la grande, come sappiamo, si difende da s e si impone), espressa dagli impresari, da certi professionisti, dai patrimonializzati e dai bottegai, che costituiscono una base elettoraleessenziale,unozoccolodurooriginario,perlamaggioranzadigoverno. Ben sapendo che domani potrebbe toccare anche a loro, impresari, sedicenti professionisti, patrimonializzati, bottegai e commercianti, hanno sostenuto con il consenso questo sistema delinquenziale, e continuano a farlo mostrando ci che veramentesonoqueigruppisociali. Altrochcetiproduttivi,ingradodifarripartireleconomiadelpaese! Laumento delle imposte sui redditi da lavoro dipendente, sui pensionati e sui poveri, costretti a pagarle portandosi addosso quasi per intero il peso della spesa pubblica, si chiama con vigliacca ipocrisia contributo di solidariet, e da questo sarannoesentati,difatto,ibottegaievasori,gliimpresari,ifurbiegliimbroglioni, lateppagliaparassitabossiana. Unasolidarietasensounico,chefailpaioconlacoesionesociale,impostea chi non si pu difendere con una pistola puntata alla tempia, e che significano semplicemente lintensificazione della razzia e del saccheggio, la distruzione del futuropermoltissimi. E chiaro che dietro lo slogan libert delle imprese e delle professioni, si nascondonoilfurto,ilsaccheggio,lagrassazione,ildegradodellacosapubblica,e dietro uno schermo di falsa legalit si malcela leconomia criminale, parallela a quellalegaledelMercatoTotale,aquestaindissolubilmentelegataebentutelata intuttelesuesfaccettare,daltrafficodischiavialladroga,dalcommerciodiarmia quellodiorganiumani. LaienaMarcegaglia,alverticediquellaConfindustriadistragistieassassinicheha applaudito lad omicida di Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, condannato a 16 anniemezzoperomicidiovolontario,chiedeunaltracontroriformadellepensioni e lennesima cinghiataai lavoratori, mentre si sviluppa ungrottescoconfronto fra Bossi boccastorta che ha piegato la testa davanti ai padroni globalisti, ma autoproclamatosi propagandisticamente difensore dei pensionati, e il giullare deforme Brunetta, contattato da Bankitalia per agire punitivamente, in sede di manovragovernativaedisuaapprovazione,controlavoratoriepensioni. Perci,chiunquedifendequestosistema(esappiamoqualisonoqueglispregevoli gruppi sociali, che fanno il gioco della Classe Globale, appoggiando governi fantoccio) da considerarsi a sua volta un ladro, un criminale e uno stragista di innocenti,ocomunqueunlorocomplice,ecometaledovresseretrattatopagando per intero i propri crimini, senza alcuna attenuante, quando la storia finalmente svolter.

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Liniquit sociale conclamata, ed anzi ostentata, difesa e promossa da ministri abbiettidelcalibrodiSacconi,incaricatodimassacrareillavoroeilavoratori,o di Tremonti supremo ragionieremercenario al soldo dei Mercati, come se questa giustizia a rovescio fosse lunica chiave possibile per il rilancio delle attivit produttive, e per riacciuffare un benessere ormai perduto mentre se ne scappa altrove. E il presidente della repubblica firma il decretocapestro solerte, avallando cos la manovravolutadagliOrganidellaMondializzazionestandosenecomodamenteal Quirinale, anche lui tributario dei globalisti, anche lui piccolo Quisling liberaldemocratico, che svolge le sue funzioni istituzionali sempre pi spesso controgliinteressidellagrandemaggioranzadelpopoloitaliano. Ecco la politica liberaldemocratica italiota, piegata come un fuscello dalla maggioranza di governo alla cos detta opposizione parlamentare (ma non potrebbe essere diversamente) davanti alla classe dominante planetaria e al Mercato Totale, costretta a adottare, nelle linee guida essenziali, un unico programmaimpostoditaglievessazionialqualenonsipusfuggire. Nientepispazigiuridicididifesaperilavoratori,nientepiinterventodellostato nelleconomia, perch ci devono pensare i Mercati e gli Investitori a quella, massacrando i lavoratori e mangiandosi le attivit produttive, e niente pi incrementi della spesa pubblica per scopi sociali e redistributivi, vietati dalle logichedirapinadominanti. Ma in compenso aumenti dellet pensionabile, divieti di promozioni, per i lavoratori,primadientrareinquiescenza,accordiinderogaperlicenziare,taglialle pensioni, blocco degli stipendi e del turnover nel settore pubblico, e tanta, tanta miseria e precariet per tutti, qui come in Grecia, in Portogallo, in Spagna, e prossimamenteanchealtrovenellavecchiaEuropachefudelbenessere. Sostenere i consumi aumentando i redditi, a livello di massa, ed inglobando tutti nel sistema, non pi un imperativo categorico capitalistico, e al profilo consumatoreproduttoresisostituiscerapidamentequellodelprecarioescluso. Questalasostanzadelconsigliodatoalgovernucoloitalianoperridurredebito edeficitdaicompitimacellaisocialiJeanClaudeTricheteMarioDraghi,certiche per ora e per il prossimo futuro i popoli se ne staranno buoni, e nessuno potr metterlialmuro,conimpetorivoluzionario,giustiziandolicomemeriterebbero. Qualchescervellatoinmalafede,inquestomarasmaforierodidrammiplanetari forsedimenticandocheinpassatosonoscoppiateguerreragionisimili,oancheper meno sillude che gli stramaledetti capitalglobalisti cinesi ci salveranno il culo, qui,inEuropa,ecercadifarlocredereatuttiipoveriidioticheglicapitanoatiro. Attraverso i vertici della banca centrale cinese, i membri rampanti della Classe Globale di Pechino, gi da tempo avevano proposto un paniere di valute, come riferimento sul Mercato Totale in sostituzione del dollaro americano, ma chiaro
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chequestononsalverlEuropaindeclino,echelelitecinesivorrannocomprarsi ilvecchiocontinente,ungiorno,aprezzidisaldo,comestannofacendodaqualche tempoconlAfrica. Altriparaculichedatempomipaionounposcervellati(esonoancorapocacosai complimenti che gli faccio), presenti anche qui, nella penisola, dentro e fuori la rete, scrivendo le stupidate peggiori e pi deliranti spacciate come analisi hanno cercatonegliultimiannidifarcredereaivillanicontemporanei,cioagliidiotizzati dalsistemachebrancolanocomefantasmiinquestaItaliadafinedellastoria,che tutta una questione di Geopolitica il Supremo Risiko giocato da strateghi sopraffini sulla pelle dei popoli e di Corsi e Ricorsi Capitalistici, nelleterno ritornodellestessecose,unpomodificatedalmaquillagedellastoria. Traducendoinlinguaggiocorrente,primailmonocentrismo,conunasolapotenza che domina, dopo il policentrismo, con potenze in competizione e blocchi continentali, poi ancora il monocentrismo/ unipolarismo e il policentrismo/ multipolarismo a seguire, e fra mille anni sar ancora cos, perch non ci si deve illuderecheilcapitalismopossamorire,ocollassaredischianto,edaltreminchiate diquestotenorepercomplicareinutilmenteleloroteorie. Sitratterebbe,insomma,diungiocoascacchifrapotentiefracapitalismidiversi, dalqualetuttoilrestoesclusoedanchenoilosiamo,irrilevantinellastoriaenei giochistrategicidelpotere. Si esclude in modo truffaldino la dimensione sociale, che lunica a contare, si blandisce il fantasma della Lotta di Classe (la vera Guerra decisiva per la Liberazione), condotta dagli sfruttati e dalle vittime di questo capitalismo, esattamente come fanno i globalisti, che ne hanno acquisito pro tempore il monopolio. Si fa credere ai beoti ed agli idiotizzati che una volta messo a posto il Golem americano,togliendoliilfogliettodallafessura(preminenzadeldollaro,possibilit di finanziamento di un debito sempre pi colossale, riduzione conseguente della potenzamilitare),ridimensionatiorifluitigliStatesnellalorofortezzacontinentale grazieallarinatapotenzarussadelleroedagliocchidighiaccioVladimirPutin,o grazie allattivismo degli emergenti ultracapitalisti del(lex)partito comunista cinese, tutto potrebbe andarsene a posto come le tessere di un mosaico facile da ricomporre. Con leclisse della potenza americana, tornerebbe a risplendere, su una Gaia sorridente, il Sol dellAvvenir Multipolare, e potrebbe finalmente nascere limmaginaria Eurasia, dalla Manciuria ad Oporto, dalla Cina mercatista al Portogalloincrisi. Niente di pi falso, perch sappiamo bene, lasciando perdere questi piccoli imbroglioni,cheilcapitalismopenetratoovunquecomeunvirus,daoccidentead oriente,edmutatofinoadiventareilMercatoTotalecheincombesudinoicome
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una piovra gigante, frutto dei sogni sbagliati delluomo trasformatisi in incubi molto concreti, e non certo un incidente di percorso, una stortura prodotta dai processi di globalizzazione alla quale si potr ovviare, o un mostro di origine extraterrestrecomeincertifilmdisecondascelta. Cambiandoformaeparadigmiilcapitalismohamutatolesserumano,riducendolo inoccidenteetantopinellafragileeinsignificanteItaliaberlusconianoleghista ad una comparsa idiotizzata e precaria, ad unombra di se stesso che non riesce neppureacapirelevidenza,eadosservarsiallospecchioriconoscendosi,percome ridotto. E il grande esperimento, in dimensioni mai tentate prima nella storia umana, impostato da un buon ventennio per la creazione e la diffusione delluomo precario, adatto a vivere servendo il Mercato Totale e la classe dominante che si nasconde dietro di lui, ed un elemento strutturale, permanente, decisivo, del mododiproduzionedelterzomillennio:ilNuovoCapitalismoFinanziario. Un elemento strutturale decisivo, frutto della manipolazione antropologica e culturale, perch il Capitale un Rapporto Sociale diffuso fra gli uomini, oltre le apparenzeincuisimaterializza,enecessitadunquediunampioconsenso,siapur dacreareartificialmente,sminuendoluomoetrasformandoloinunaformadivita altradas,altrimentifindasubito,individuatofacilmenteilnemico,sisparerebbe ovunque per le strade, in occidente e persino nelle piazze finanziarie principali, e tuttosarebberimessoindiscussione. Eperquestochenelbreve,purtroppo,noncisarunaltrapresadellaBastiglia,o loccupazionedellufficiodeltelegrafoinPietroburgo(comequelgiornodautunno, inRussia,nel1917),masoltantofuochiinsurrezionali,similiaquellopirecentedi Londraedintorni,eatantialtrichesisonogiaccesiepoispenti,apartiredagli anninovanta. Si constater una frantumazione irrimediabile della protesta in mille rivoli locali, chequasisicuramentenonavrannolaforzaperprovocareilcollassodefinitivodel sistema,operagireinprofonditinceppandoneimeccanismi. Peroraleinsurrezionisonoappannaggiodellebandeodigruppidimarginali,ma in futuro non escluso che coinvolgano diffusamente i ceti medi impoveriti e il nuovolavorooperaioflessibilizzato. Comemiharivelatounmioconoscente,cheunfilosofoeunviaggiatoredapoco partito per un lungo viaggioche lo portera perdersi in Indocina, nel Laos,dove vorrebbeandarsene avivere fino allasuadipartita,Ormai qui non ci rimangono cheduealternative:lafugaolalottaarmata. Tutto vero, ma se la Lotta Armata non sar il riflesso necessario di una Lotta di ClasseediLiberazionecoscientelaguerrasantadelfuturochepotrtrovare adesioni nella nuova Classe Povera capitalistica, e rester confinata dentro il

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perimetro della rabbia e dellantagonismo di minoranze isolate, i suoi effetti non potrannoesseredecisivi. Da parte loro, i supporter liberisti dei giornali, delle televisioni, delle universit unabandanumerosapideifunghivelenosi,deltuttointernaaquestocapitalismo spergiuranoaiquattroventicheilMercatocisalverinunimpetodiripresa,con osenzalastramaledettaCinaeglialtriemergenti,maquasicertamentecon. Sostengonochelaglobalizzazionenonsipufermare,chenonsipupitogliereil foglietto dalla fessura al Golem in corsa, in quella Praga surreale che divento il mondo,machebisognasottostarvichinandoilcapo,esifreganolemaniperchla credonounprocessoirreversibile. Glistessifarabutti,sonoquellichesuggerisconodiazzerarecompletamentelostato sociale,ditagliarelaspesapubblicaallinverosimile,diprivatizzareilprivatizzabile (ancheigoverniridottiafantoccio),dipareggiareibilancipubbliciodiandarein attivocomesefosseroaziendali,diabbandonarevecchi,orfani,malatiedindigenti per le strade, al pi soccorsi dalla fantomatica carit privata o da una chiesa trasformatainteramenteinrefettoriopermoltitudinidiaffamatiediderelitti. Spiace contraddire il compagno Galapagos, che scrive sul Manifesto dellundici diagostoPaghiamoildisordinedelleconomiareale,sostenendochequestavolta, adifferenzadel2008,lacrisinonaffondalesueradicinegliimbroglidellebanche, bens nel caos delleconomia reale, ma questo, che per larticolista disordine e caos, non altro che il corretto funzionamento del capitalismo contemporaneo, chepersuastessanaturanonpurinunciareallecrisi,agliespropri,ealmassacro indiscriminatodeipopoli. Sidevepuntarecondecisionesuicinquepilastridellafedeliberista,chetrovanola loro sintesi venefica in quel Baal contemporaneo che il Libero Mercato Totalizzante, e che esige quotidianamente sacrifici sanguinosi: Produttivit, Efficienza,Efficacia,Competitivitglobale,Innovazione. Instabilitgeneralizzata,crisieconomicaeinsicurezzaesistenzialedovrannoperci regnaresovrane,neiprossimianni,nonconcedendociunattimodirespiro. Diventa imprenditore di te stesso come suggerisce uno slogan truffaldino diffusoadarteelavorapertuttoiltempodivitacercandolavoro,autosostentati come lo schiavo abbandonato a s stesso da un padrone invisibile, ma ben riconoscibile, che scarica sulla vittima i rischi e lonere del mantenimento dopo averglitoltolaliberteladignit. Eintantoilpianetasenevaaputtane,versounanuovaestinzionedimassacome quella del Permiano di oltre 250 milioni di anni fa, o quasi, con decine di specie viventi che scompaiono ogni giorno, senza che quasi nessuno se ne accorga, o comprendalaportatadeldrammachesisvolgesottoinostriocchi,eccezionfatta, forse,perqualchepiccolacatastrofenaturale,oindottadallafamedienergiaedi

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produzione, che non pu passare inosservata (la New Orleans delluragano Katrina,leperiodicheondedelportoinAsia,lincidentenuclearediFukushima). Dilagano la fame e la malnutrizione, lacqua destinata a diventare un lusso da pagare sempre pi caro, ma niente pu fermare il Mercato Totale, e la Globalizzazioneirreversibilechenepropagalombra. Luomo sopravvive (ma per quanto ancora, come lo conosciamo?) nellincubo matriaciale di un progresso che non gli porter alcun benessere per il futuro, sia pursoltantomaterialeconassolutaprevalenzadellaveresullessere,comesifaceva credereneltempoautomobilisticodiFordoinquellomoderatamenteemancipativo di Keynes, dopo il secondo conflitto mondiale, ma soltanto schiavit diffusa e declinoinevitabile. Morte le aspettative crescenti non restano che aspettative terrificanti, e tutta langosciaconseguente. E dunque finita, nello schianto delle crisi capitalistiche, la grande illusione della modernit, che ci hanno narrato, pigliandoci per il culo per generazioni, fin dalla piteneraet? E lultimo colpo di coda di un capitalismo che per riciclarsi e sopravvivere a s stesso diventato Nuovo Capitalismo Finanziario derivato, alle soglie del terzo millennio,innescandounnuovomododiproduzioneeunanuovasociet? Elapogeodiunastoriainiziatanelsettecento,preparatafindalcinquecentoconil saccheggiodelnuovoedelvecchiomondo(accumulazioneoriginariadelcapitale, secondolespressionediMarx)edestinataafiniremale,moltomale? O semplicemente linizio di una distopia non letteraria che i prossimi decenni trasformeranno definitivamente in una triste realt, e che non ci lascer pi scampo? Chivivr,vedr,suggerirebbecomerispostalasaggezzapopolare,mailfatto che vivere sar sempre pi difficile, e non lo sar soltanto per quei miliardi di individuichearrancanoinsituazionidischiavit,disemischiavitodifame,peri figli dellesodo che arrivano con le barche, a piedi, o nei cassoni dei camion in Europa,perglioperaicinesiimplotonatidalregimecapitalistafindallecampagne, per i contadini indiani che perdono la terra e si tolgono la vita, per gli europei in declino (lavoro operaio, precari, ceti medi impoveriti e lavoro intellettuale declassato),maperlostessopopoloamericano,chehacredutoinungrandesogno di libert individuale, infarcito di frontiere e di padri pellegrini, di conquiste sanguinosemastabili,prontoperatrasformarsidaunmomentoallaltronelsuo doppio,ecionelpeggioredegliincubichelastoriaumanaabbiamaiprodotto. Il capitalismo liberista di mercato, nella forma contemporanea del Nuovo Capitalismo Finanziario, che attraverso i processi di globalizzazione contamina ogni angolo del mondo, come se fosse una peste planetaria immune a qualsiasi antidoto, destinata a travolgere ogni resistenza sul suo percorso, e non certo una
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panacea per il genere umano (paesi emergenti compresi) o il salvifico approdo dellastoria. Perci,checisiaunfurbastrodiavvocatodicoloreappenacinquantenneallaCasa Bianca, che ha iniziato a studiare per presidente degli States subito dopo la laurea, piuttosto che un ottuso militare reazionario attento agli umori dellAmerica profonda, o in alternativa lindimenticabile Cita di Tarzan, indubbiamente pi simpatica e in buona fede degli altri due, non ha la minima importanza,perchtuttocontinuerebbeallostessomodo. Parimenti, se la scelta per lItalia, che ormai non conta nulla e pu esser tranquillamente vessata, si riduce a due scartine di briscola come Berlusconi e Bersani, con il contorno di Bossi boccastorta che fa il gesto dellombrello per sfotterci,CasiniinCaltagironechescalpitaperlapresidenzadelconsiglio,ilpoeta Vendola, declamante nei comizi, e il compassato ma inconsistente Fini, non ci si spostadiunavirgoladaquestasituazione. Lapoliticaufficiale,dagliStatiUnitiallItalia,ormainoncheilwatercloseddella Classe Globale, il sanitario destinato a raccogliere le sue deiezioni e a soddisfare, percosdire(masenzatroppaironia),isuoibisognipiimpellenti. In questa ottica, che quella corretta (ma non politicamente in senso liberaldemocratico,perfortuna),lUnioneMonetariaEuropeaelaBCEsarebberoil bidetdeiglobalisti,pernonparlare,poi,dellaBancaMondialeedelFMIchehanno unraggiodazionepiampio. LeAgenziediRatingsonoillavandino,incuilanuovaclassedominantesilavale mani pilatescamente, dopo aver massacrato attraverso i meccanismi del Rating e del Downgrade, i titoli del debito pubblico di un intero paese e con loro la sua popolazione, e la vasca da bagno ben simboleggia i club (il forum di Davos, il Bilderberg group), in cui llite globale si rilassa, discute dei destini del mondo, e volendo essere ironici, muove le flotte e le portaerei (quelle americane, inglesi, francesi), come se fossero paperelle o barchette di gomma che galleggiano allegramentenellacquadellavasca(sic!). E possibile che il cesso (la politica liberaldemocratica) e il bidet (gli organi sopranazionali) della Classe Globale ci salvino dalle furibonde incursioni, sempre piarditeedevastanti,diMercatieInvestitori,iqualinonaltrononsonosenon ildiversonomechehannoassunto,perterrorizzarcieridurciallimpotenza,inuovi dominantiglobali? DovesonofinitigliStati,comeliconoscevamountempo,edovesonoiPopoli? Che fine ha fatto la lotta di classe ma quella sacrosanta dei dominati contro i dominantimiripetoancoraunavoltaadistanzadianni? Lasolarispostapossibilelaseguente:fagocitatidalMercatoTotaleeneutralizzati dai suoi riti astrusi, ma nel contempo cos chiari e finalizzati allesproprio, alla rapina, al saccheggio indiscriminato, annullati nella potenza simbolica delle
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immagini che il nuovo potere produce, in sostituzione delle vecchie icone ormai svalutate, piegati al volere di dominanti estranei, per loro stessa genesi, ai paesi, allenazioni,aipopoli. Checch ne dicano gli intellettuali in malafede e i falsi anticapitalisti farneticanti (questiultimiridottiaminoranzeinnocue,mafastidiose),oleschiereinnumerevoli digiornalistieaccademicichespingonolemasse,permeschinointeressepersonale e per carriera, a adorare il Mercato Totale e la sua terribile libert di massacrarci, comesefosselidolodefinitivoallafinedellastoria. Con altre chiavi di lettura, dal sapore mistico e religioso (che per io non adotto facilmente), Total Market potrebbe addirittura approssimare la bestia sdoppiata delle Apocalissi, il numero 666, la fine del mondo, lesito della pi infausta delle profezie. Se in altre civilt cerano i profeti e i sacerdoti, incaricati di legittimare il potere vigente e di giustificarne le nefandezze, nellevo del Mercato Totale ci sono gli economistichelisostituisconoindegnamente. E a che servono gli economisti se non a fare gli officianti della bestia contemporanea,ciodelTotalMarketdaadorareatuttiicosti,senzaalternativee viediscampo,conlaconvinzionedellidiotaoconlapauradelsottomesso? Prendiamo, ad esempio, lofficiantenobel Paul Krugman, che di recente sul New York Times ha spergiurato che i titoli del debito pubblico americani valgono la triplaA(enonsololedueAmiserelle,disecondaschiera,seguitedaunpi),eche sononongliUSAdelcrepuscolotargatiClintonObamaadessereinaffidabili,ma Standard&Poorschelideclassaimpunemente,perchhaassegnatolatriplaAai subprimecontribuendoadinnescarelacrisidel2008(allaqualefrapoconeseguir una ancora pi grave e profonda), ha valutato al massimo Leheman fino a poco prima del crollo (quella delle quattro sorelle un po bastarde che stata cannibalizzata dalle altre) ed ora attacca gli USA, sbagliando clamorosamente i calcolidiqualchebiliardinodidollari,comehaavutomododiconstatareiltesoro federaleamericano. E ancora, che questa situazione colpa non della pochezza e dellincuria dellamministrazioneClintonObama,ormaipalesi,madelladestraamericana(un variegato branco di fanatici ignoranti, fondamentalisti compresi), la quale dispostaamandareafondoilpaesepurdiliberarsidellodiatopresidentenero. Sarvero,almenoinpiccolaparte,macicheilnobelinmalafedePaulKrugman (officiantedellabestia)noncidice,pursapendotuttoquantoallaperfezionecome addetto ai lavori di alto livello, o come persona informata dei fatti, che il sistema deve funzionare cos per continuare a reggersi, e che questa crisi, annunciata dal Downgrade USA e dallinstabilit europea, un suo elemento strutturaleimprescindibile,quantolofulaprecedentedel2008.

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Questo lultraliberismo della globalizzazione, e la crisi il suo vento, che soffia con sempre maggiore insistenza sul mondo, intensificando le raffiche l dove calanoglisciamidilocustedellaspeculazione. E che cos la speculazione, se non un altro elemento strutturale, e quindi imprescindibile,fondante,essenziale,delNuovoCapitalismoFinanziario? Unelementocheopportunochiamare,conunespressionearticolataperrenderlo maggiormente riconoscibile ai pi, creazione del valore finanziaria, azionaria e borsistica, destinata a sussumere nel tempo la vecchia estrazione marxiana del plusvalore. Nonsitrattadellariproposizionesuvastascaladelcapitaleusurario,siapurinuna forma pi complessa, articolata e attualizzata, ma qualcosa di nuovo e di originale,comeloilmododiproduzionesocialechesinascondedietroalMercato Totale,modificandoluomoeifondamentidellacivilt. Alcapitaleindustrialeeproduttivo,descrittodaMarxnelprimolibrodelCapitale, sisostituisceincimaallapiramideilcapitalefinanziarioderivato,chehodecisodi definire in tal modo perch sotto la miriade di prodotti derivati, frutto di unastrazione, di calcoli, formule ed algoritmi, e presenti in ogni angolo del Mercato,sinascondepursemprequalcosadireale,unaricchezzanonillusoria,ma concreta,icomplessiproduttiviancoraconcentratiingrandiunitoriorganizzatiin forma reticolare, i bacini di risorse e i prodotti della terra, le automobili e lelettronica, persino la vita, umana e non umana, in tutte le sue forme, che sanguinaesirinnova. Lunderlying asset (il cosiddetto sottostante), alla fine dei giochi e della fiera, la vitastessa,intuttelesuesfaccettatureeisuoiaspetti,benoltreiltempodilavoroe lameraproduzionedibeniediservizi,trasformatiinmercecapitalistica. SipassadallavecchiaespressionemarxianaDMDchesintetizzalagenesidel plusvalore (Denaro Merce ancora Denaro, ma accresciuto dallestrazione del plusvalore dal lavoro), alla nuova espressione che descrive il capitale finanziario derivatoD[dmd]D,incuicontenutalespressioneoriginariamarxiana (riprodottaconleminuscole,manoncertopermancanzadirispettoneiconfronti delgrandeMarx),edallaqualeapparechiarocheildoppioapicesullasecondaD lincrementofinaleedecisivodelcapitale,dinaturafinanziariaespeculativa,ditale importanza da sancire, e imporre, la doppia sussunzione del lavoro e la totale sottomissionedelleclassisubalterne. Si velocizza cos la spremitura degli organismi produttivi (flessibilizza il lavoro, ristruttura, usae getta), edi conseguenza la creazione delvalore a beneficio della classedominanteinunamoltiplicazionedeipaniedeipescichenonpuavere una fine, o rallentare progressivamente fino a fermarsi e con lei la distruzione dellerisorse,compresequellenonrinnovabili.

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Lelogichedinaturafinanziariahannopresoilsopravventosututto,edominanola produzione,sottomettendoasilvecchiocapitaleindustrialediMarx. Il Mercato Totale e Unificato, indispensabile per la Creazione del Valore Finanziario, Azionario e Borsistico, ne la risultante, e il processo di flessibilizzazione delle masse, tuttora in corso, ne costituisce una premessa indispensabile, quanto e pi dellideologia capitalistica, che un altro elemento strutturale,assiemeaquellopitradizionaleepiproprio,secondolimpostazione marxiana,cheunificairapportidiproduzionedellepocaeilconseguentesviluppo delleforzeproduttive. Checch ne dicano in proposito i marxisti pi ortodossi, sopravvissuti allestinzione, o la triade di economistiofficianti di questo capitalismo Stiglitz, KrugmaneAttali,chehasostituitoigrandiclassicidelleorigini,Ricardo,Malthuse Say e che rappresenta soltanto uneconomia politica timidamente (e falsamente) critica,masostanzialmenteinterna. Ciascuno dei modi storici di produzione a partire da quello comunistico comunitario delle origini, definito da Marx nelle sue analisi comunismo primitivo, fino ad arrivare a questo capitalismo postborghese, postproletario e postmarxiano retto da elementi strutturali imprescindibili, la cui funzione simile a quella delle fondazioni di un edificio che devono resistere nel tempo, e impedirglidicrollaresusestessopocodopolacostruzione. Sonoquestielementichereggonoilsistemaelocaratterizzano,consentendoglidi svilupparsiediallontanareneltempoipericolidissolutivi. Volendo riassumere gli elementi della struttura del nuovo modo di produzione sociale, in un ordine che definir cronologico, ci si accorge che sono sostanzialmenteiseguenti: 1) Rapportidiproduzioneesviluppodelleforzeproduttive. 2) Ideologiadilegittimazionecapitalistica. 3) Processo di flessibilizzazione di massa e costruzione sociale delluomo precario. 4) Creazionedelvalorefinanziario,azionarioeborsistico. 5) Crisicomeassettostrutturaledelnuovocapitalismo. Infine, nellera del Mercato Totale e nel tempo della Classe Globale dominante, dopo il Downgrade dei bond americani, avremo sicuramente altre prove che la potenza statunitense per le nuove lite cosmopolite semplicemente un mezzo e non un fine, uno strumento come un altro da utilizzare per i propri scopi privatissimi, e poi da gettare assieme al popolo americano, sostituendolo con strumentinuovi,enoncertolimperialismoclassicoeautonomorispettoadogni

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altra forza, caparbiamente sopravvissuto al novecento e alla guerra fredda, che cercadimantenerelasuapresasulpianeta. GliStatiUnitinonsonounbastionegeopoliticosovranoinrapidodeclino,cheha fallito il sogno di un ordine planetario unipolare, caduto il quale il mondo si avvier verso il meglio ma senza mai abbandonare il capitalismo grazie al sorgere e laffermarsi di nuovi poli dattrazione guidati da potenze buone (Russia, Cina, India), come hanno cercato e cercano di farci credere tuttora certi buontemponiinmalafede. Lasostanzadelproblemasocialeediclasse,oggicomenonmai,enondicerto di natura geopolitica, nellottica puerile di un Risiko planetario, cos come il Capitale un rapporto sociale storicamente determinato, e non un riflesso delleternit,checiabbagliaimpedendocidivedere,unavoltagiuntiallafinedella storia. Sar quella Cina mercatista, nata con la globalizzazione e il Mercato Totale, il prossimo strumento prediletto dalla Classe Globale planetaria, in un inedito compromesso, che sa di grande business e di partnership fra le lite orientali in ascesaequelleoccidentalichevorrebberoconservarelaloropreminenza? Potrebbe essere cos, perch gli apostati del maoismo hanno aperto ai capitali globalisti occidentali i territori saldamente sotto il loro controllo, attraverso gli strumenti politici dello stato e del partito, da bravi compagni di merende hanno mantenuto partecipazioni del cinquanta per cento, collaborando con la Classe Globale (della quale sarebbero entrati a far parte a pieno titolo), ed hanno consentito lo sfruttamento della popolazione del vecchio impero di mezzo senza fareunapiega. LaLungaMarciadalcomunismomaoistaalcapitalismoglobaledelleesportazioni di prodotti scadenti, ha avuto la sua origine alla met degli anni settanta, con le prime riforme modernizzanti di Zhou Enlai, allora prossimo alla morte (1976, commorienza,oquasi,diEnlaieMaoZedong). Le lite cinesi si sono trasformate, nel corso dei decenni successivi, da inflessibili guardiani della Rivoluzione Culturale maoista, e confucianomarxista, a cani da guardia della globalizzazione e del Mercato Totale, ed hanno contribuito ad abbassarelaqualitdellavitainoccidenteenelmondointero. Ci sar in tempi brevi un paniere di valute in sostituzione del dollaro, ormai esausto, togliendo al pesce americano che i globalisti alla fine si mangeranno in padella, la qualit di prestatore di ultima istanza, come se fosse lacqua dello stagno? SiallargherancoralaNato,ampliandonegliobiettivi,permantenereinefficienza unostrumentomilitarediprontoimpiego,adisposizionedilorsignori? Chiss.

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Non sar di certo io a profetizzare a vuoto, come fanno gli economisti molto ascoltati,oalcuniprofessoriconleideeconfuseelaspocchiadellonnisciente,ma nelfrattempo: Venite,entrateamilioni,amiliardinelmondonuovodizecca.Iniziaunevodella storia umana dagli esiti imprevedibili, destinato a durare pi a lungo di tutti gli altri.Cichepotetevedereinteramentereale,enonfinzione,ilMercatoTotale stracolmo di merci cinesi a basso costo e di nuove, rutilanti illusioni. Lasciatevi fagocitarecomeinunabisso,oinunsognoartificiale,enonabbiatetimore!
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Cavalcarelatigreoggi Saggiodel20/08/2011 Nel lontano 1961, quando lItalia appena uscita dalla fase della ricostruzione postbellicaerainpienoboomeconomicoetenevailposto,nelmondocapitalistico dellepoca, che al presente occupa la Cina, usc un libro strano, che si poteva definireapienotitolocontrocorrente,scrittodaunfilosofocheipiconsideravano sbrigativamenteunfascistaecheavevafattodelladifesadiunatradizioneremota, completamenteperdutagiagliinizidelnovecento,loscopodellasuaesistenza. Questo filosofo era il barone Giulio Cesare Andrea Evola, pi noto come Julius Evola e per il suo libro che andava contro levidenza (e le illusioni) di uno sviluppoeconomicotrasformativodeicostumiedegliassettidellasocietdiallora, econtrolanuovaintegrazionedimassachegisiprospettava,avevasceltoiltitolo diCavalcarelatigre. Loscrivente,perquantodamoltianniabbiaaderitoadunavisioneanticapitalistica di tipo comunistico e collettivistico, conosce un poco lopera di Julius Evola, a partire dalla fondamentale Rivolta contro il mondo moderno, pubblicata in Italia perlaprimavoltanel1934,aGliuominielerovinecomparsodopoildisastrodella secondaguerramondiale,finoagliultimisuoiscritti,primadellamortedelfilosofo, avvenutanelgiugnodel1974inquellaRomachelovidenascere. Evola lantipatico, lanarcofascista dellindividuo assoluto, lo snob con il monocolo fuori moda, che da giovane portava per distinguersi da quelli del suo tempo, il sostenitore pentito, in epoca fascista, delle leggi razziali e del Manifesto dellarazza(manonfucertolunico),meritacomunquerispettoperquellacoerenza chenonloabbandonfinoallafine. Unacoerenzacheloportadiventareilcantoreeilcustodediunatradizionedai tratti largamente indeterminati, oscurata fra le macerie della civilt, senza alcuna efficaciafragliuominisuoicontemporanei,echeloreseestraneosiaallostoricismo italianodellaprimametdelnovecentosiaallesuggestionidelmondopostbellico. Lasuaeralatorredavoriodallaqualeilpensatoreefilosofo,expittoredadaista ed esoterico, osservava la realt restando al di sopra di lei, senza impegnarsi direttamente e attivamente o ancormeglio, senza sporcarsi lemani nella lotta politica,evitandoconcuradiscenderesuunpianodimmanenza,inquellasabbia calda della storia dove gli scontri avvengono e i cambiamenti concreti si manifestano, fra le masse in movimento e le forze in lotta (a parte, forse, il suo coinvolgimento nel processo contro i FAR, in cui ebbe assoluzione piena, e un brevesoggiornodiseimesinelcarcerediReginaCoeli). Cavalcarelatigreunoperacomplessa,daponderareattentamenteoalmenocos mihadettoasuotempounnotoattoredelSessantotto,coinvoltonegliscontrialla

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SapienzadiRomaefigliodellagenerazioneprecedenteallamia,chemihaanche confessato,conmiagrandesorpresa,dinonaverlacapita. InquestaoperaEvolasimuovevacomeavrebbepotutofareunsuperstitediunevo lontano, e ormai remoto, costretto a vivere nel mondo dove Dio morto, e ne tratteggiavadalsuoangolovisualeiconnotatiinquietanti,discutendoamodosuo del nichilismo, del relativismo, della dissoluzione dellindividuo e nel dominio sociale,mettendoinevidenzalanomiaelapolitiadellepoca,concepitacomeepoca (appunto)didissoluzioneedirovine,incuiapparivanosoprattuttoquelleinvisibili e interiori, accanto a quelle visibili lasciate dal secondo conflitto mondiale, in un cambiamentoradicaledelluomoelasuasociet. Evola, a suo modo, era un anticapitalista che rivolgeva lo sguardo irrimediabilmente indietro, verso il passato pi lontano, quello irricostruibile ed anterioreallaRinascenzaeallUmanesimo,unpassatolacuioriginetalmente remota,evaga,dasembrarciindeterminata. Edproprioquestoilgrandeproblemadichihafattoriferimentoallatradizione, per contrastare londa dissolutiva e nichilistica del mondo moderno, cio quello dellindeterminatezzadellatradizioneedellasuaorigine,destinatearestarevaghe e smarrite in un passato lontanissimo, le cui dimensioni culturali sono ormai irriproducibili. ComehascrittoilfilosofomarxianoCostanzoPreve,chehamessobeneinevidenza lindeterminatezzadelloriginedellatradizione,epercilarelativainefficaciadella critica tradizionalista al capitalismo e alla modernit, la sorgente alla quale si fa riferimentononmaibenindividuabile,eloriginedellatradizionechedovrebbe informare i comportamenti umani e la resistenza contro le seduzioni del mondo moderno, pu essere progressivamente spostata allindietro, fino ad arrivare ai tempi prestorici, che tendono a sfumare nelle nebbie di un passato anteriore e irricostruibile, destinato fatalmente a sconfinare nel mito e nelle ombre che avvolgonolaleggenda. Inoltre, secondo il Preve di Filosofia del presente, se vero che il modello tradizionaleconcuilasocietdelvecchiocontinentehapotutopensaresstessa quellochefariferimentoallareligione,eaDio,questomodellononunico,enon puesserlo,perchadesempio,facendoriferimentoalcristianesimochehasegnato la storia dellEuropa per molti secoli, non si tratta un paradigma unico come superficialmente si fatto credere, ma sono esistiti sei o sette modi diversi di viverlo,equindiseiosetteparadigmichehannoconfiguratoaltrettantereligioni,e perconseguenzaaltrettantetradizionitutteegualmentelegittime,malunadiversa dallaltra. Ilriferimentoevolianononerapropriamenteilcristianesimo,comebensappiamo, malesempioportatocomunqueilluminante,inrelazioneacichequisisostiene.

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Latradizionesoffrediquestoviziodifondoriguardantelasuaindeterminatezza, elasuasorgentenonmaichiaraedindividuabileconprecisione,mapusempre essererimessaindiscussionespostandosiindietroneltempo. Se cos , anche il tipo duomo molto particolare, e diverso dal tipo umano prevalente,alqualesirivolgevaEvolaechesarebbedovutoappartenerealmondo della tradizione metastorico, in qualche modo e pur paradossalmente contrapposto a quello storico, non pot che soffrire dello stesso vizio di indeterminatezza. E esistito, nel dopoguerra od anche prima del secondo conflitto mondiale, un uomo in carne ed ossa che approssimava lidealtipo di uomo tradizionale al qualeEvolasirivolto,inCavalcarelatigreeintantealtreopereesaggicheegliha scritto,apartiredallafondamentaleRivoltacontroilmondomoderno? E possibile, con tutto il dovuto rispetto che si pu nutrire per Julius Evola, in quanto pensatore e filosofo di buon livello, dai lineamenti originali e fortemente caratterizzanti, che questo tipo umano non sia mai esistito, e che quindi Evola ha parlato a vuoto per anni, mentre cresceva il deserto intorno a lui, nella grande maggioranzadeglialtriuomini quelli reali, fatti di carnee di sangue, costretti a muoversi, inconsapevoli, fra le rovine ammutolite di un mondo anteriore, ben nascoste o comunque illeggibili per i pi, che soltanto il filosofo tradizionalista e pochialtrivedevanoeriuscivanoancoraadinterpretare. Ma quello che importa, in questa sede, in cui non si intende fare lennesima recensionediunlibrodiJuliusEvola(sarebbepersinoinutile,esipotrebbedireben poco di nuovo), o discutere diffusamente della filosofia evoliana che oggi quasi dimenticata,faredirettoriferimentoalprimocapitolodellibroapparsonel1961, Orientamenti,incuiilfilosofohadelineatounidea,unaprospettivaspecialeperi pochi resistenti al mondo moderno, i quali sceglievano di starsene ritti fra le sue rovineoinessesiaggiravanosenzaaderireallamodernit. Unidea che anche una splendida ed utile metafora e un detto antico estremo orientale:Cavalcarelatigre. Nelleintenzionidellautore,linteraoperainquestionestatascrittanontantoperi pochissimi disposti a battersi su posizioni perdute, e di fatto indifendibili, determinaticomerano,findallinizio,asacrificaresstessi,eneppureperipochi privilegiati che potevano (e possono, se ve ne sono ancora) isolarsi completamente,datelelorodisposizioniinterneelecondizionimaterialidivita privilegiatedicuipotevanogodere,mapercolorocheerano(esono)impossibilitati adestraniarsidalmondomoderno(cherappresentavailveronemico,ilNemico Principale per Julius Evola) e che perci dovevano fare i conti con la vita contemporanea,decidendolalineadicomportamentodaassumerenellesistenza,a partiredalquotidianoedallerelazioniinterpersonali.

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Evola mostrava di essere, nelle sue riflessioni, gi di un passo oltre alla civilt ed alla societ propriamente definibili borghesi, oggetto a loro volta di crisi dissolutiva, e se le interpretava come una prima negazione del mondo della tradizione a loro anteriore e superiore, adottando una terminologia hegeliana definiva la crisi (quella della societ e del capitalismo del secondo millennio, traducendo con altre espressioni) una negazione della negazione, cio dello stessomondoborghese. Lacrisidelmondoborghese,cheoggisicompiutaedhafattoscivolarelecivilt umane verso un nuovo capitalismo e verso il dominio incontrastato della Global class,perJuliusEvolaavrebbepotutoaprireaquelnullacheprorompedaforme molteplicidelcaos,delladispersione,dellaribellione,maavrebbepotutoriservare sorpresepositive,liberandospazipergliuominifedeliallatradizioneecostituendo lapremessaperunasuccessivaazioneformatrice. Il filosofo tradizionalista interpretava quegli anni come anni di sconvolgimenti inseriti in unepoca di transizione, o meglio, data ladesione alla dottrina tradizionale dei cicli, come la fase terminale di un ciclo, che per Evola corrispondevaalKaliyugaoetoscuradegliind,caratterizzatadaunaseriedi fenomeni(dissolutivi,ditrasformazione)deltuttopeculiari,enelseguitodellopera trattavapersinodellagioventbruciatapostbellicaedellacontestazione,inun quadronichilistico,qualiespressionidiviteallosbandosottratteaprecettipialti. Conviene riportare un passaggio dal primo capitolo di Cavalcare la tigre, Orientamenti, per fare chiarezza ed esplicitare la concezione e gli intenti evoliani, primadiimpossessarsidiquestaideaediadattarlaainostritempi,benaldifuorie aldildelmitodellatradizione: Ilpassaggiodaquantosidettofinquiaquestordinedideepuesserdatodalla formula scelta come titolo del presente libro: Cavalcare la tigre. E, questo, un dettoestremoorientale,esprimentelideache,sesiriesceacavalcareunatigre,non solosiimpediscecheessacisiavventiaddosso,ma,nonscendendo,mantenendola presa, pu darsi che alla fine di essa si abbia ragione. A chi interessi, si pu ricordare che un tema analogo lo si trova in scuole della sapienza tradizionale, qualiloZengiapponese(levariesituazionidelluomocoltoro);mentreessohaun parallelonellastessaantichitclassica(levicendediMithrachesifatrascinaredal toro furioso e non lascia la presa, finch lanimale si arresta: allora Mithra lo uccide). QuestosimbolismoadottatodaEvola,persuastessaammissione,nonvalesoltanto nellavicendaindividualeeinterioredeltradizionalistaresistente,chelatigredel nichilismoedelladissoluzionepotrebbetravolgere,esbranare,macimostralasua validitedapplicabilitancheadunlivellocollettivo. Hascrittodiseguito,enonacaso,ilfilosofoJuliusEvola:

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Losipuriferireanzituttoadunalineadicondottaperlavitainteriorepersonale, ma anche allatteggiamento da assumere proprio dinanzi a situazioni critiche, storicheecollettive. Nelle dimensioni culturali, sociali e politiche del Nuovo Capitalismo Finanziarizzatodelterzomillennio,incuioggiviviamo,iVeriResistentisonoquasi altrettanto pochi degli immaginari tradizionalisti (e mi perdoni Evola per lespressione immaginari) ritti fra le rovine, ma a differenza di questi sono drammaticamente reali e in nessun caso possono permettersi di isolarsi, di astrarre dalla realt che li circonda inseguendo i paradisi perduti di un mondo mortoeanteriore. Costoro,infatti,nonprovengonodalmondoperdutodiunatradizionemillenaria, inabissatosi come la misteriosa Atlantide allinizio della modernit, ma bens dallacriticaresiduaalcapitalismo,dallantagonismosocialevecchioenuovo,dalle situazioni,semprepiprofondeediffuse,didisagioemotivoepinelconcretodi risorgentebisognoeconomico. Sono coloro che non accettano, volendo dirla unultima volta con Evola, il nichilismo,ilrelativismoelaconseguentedissoluzione,anchesepernichilismo,in talcaso,siintendepipropriamentelamortedelleticaedellacoscienzadiclasse, per relativismo si intende la relativizzazione di tutto, di ogni aspetto della vita umana, alla Creazione del Valore del Nuovo capitalismo, e la dissoluzione alla quale assistono riguarda lordine sociale precedente, con la conseguente discesa negliinferidelladeemancipazioneedellimpoverimentopermoltissimi(cetimedi riplebeizzati,operaiflessibilizzati,lavoratoriprecari,persinoalcuniborghesidella vecchiaclassedominante). Dopo lorgia novecentesca della fallita contestazione sessantottina, che anzi, ha contribuito a premere sullacceleratore della trasformazione ultraliberista del capitalismo, e dopo lestremo, ma fallace tentativo di resistenza dal vago sapore moltitudinario del variegato movimento noglobal, del quale constatiamo il completo declino, sembra che lunico dato moderatamente destabilizzante, in una societ che tende sempre di pi a diventare la societ del Mercato Totale, sono le periodiche insurrezioni che di tanto in tanto investono qualche angolo delloccidente, da Los Angeles nel 1992 (non volendo andare pi indietro nel tempo)allaGranBretagnadiquesteultimesettimane. Questeinsurrezionispontanee,spessoriferitealdisagiodellesottoclassiurbane,o di immigrati semischiavizzati, di gruppi etnici pi o meno radicati nel tessuto socialeeneldegradodellemetropoli,odigiovaniesclusidallavoroedaiconsumi, e di altri soggetti ancora colpiti dalle nuove dinamiche capitalistiche, rappresenteranno in occidente, nei prossimi anni, lunica forma di rivolta concretamente praticabile dai sottomessi, ma di natura squisitamente insurrezionaleenoncertorivoluzionaria.
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E questo sar fin tanto che non si former, palesandosi in una nuova e decisiva stagione di scontri sociali e politici, la coscienza della Pauper Class capitalistica, ridando consapevolezza (e combattivit) a tutta quella molteplicit di soggetti socialiduramentepenalizzatidalNuovoCapitalismoFinanziarizzatodaglioperai e dai ceti medi impoveriti ai giovani precarizzati con elevato livello di scolarizzazione, che da almeno un paio di decenni stanno scivolando progressivamente,nellanuovaclassepoveradelfuturo. Ma le rivolte di matrice insurrezionale, unidimensionali perch mosse esclusivamente dalla rabbia degli esclusi, prive di uno scopo definito e politicamentetraducibile,potrebberoestendersipericolosamente,purinquadrodi frantumazione che esclude la possibilit della loro sintesi e unificazione oltre i confininazionaliegliinteressiegoisticideisingoligruppi,danneggiandoglistessi, sparuti gruppi anticapitalisti e antagonisti che cercheranno di ricostruire un pi ampiomovimentoextrasistemico. Altri pericoli si affacciano allorizzonte, connessi alla frantumazione dellordine sociale precedente, al declino dellorganizzazione statuale e dello stesso spirito nazionale, che affonda in una pericolosa dimensione regionale, tendente a chiudersiinsstessaedavelocizzareiprocessidissolutivi. LacrisidicredibilitdellaLega,inItalia,rappresentaunesempiodeifuturipericoli che potranno svilupparsi, in occidente e in Europa, e potr aprire inquietanti scenarialivellonazionale. Se il cosiddetto partito di lotta e di governo, un cartello elettorale di fatto vendutoaiglobalistidiUEMeBCE,dispostoatuttopurdimantenerelepoltrone che occupa nellattuale esecutivo, non riuscir pi a rappresentare (o dare lillusione di rappresentare) gli interessi molto concreti di alcune corporazioni privilegiate del nord evasione fiscale tollerata, controllo dellimmigrazione nei limiti dei loro precisi interessi a fruire del lavoro schiavo, autonomia amministrativa e fiscale pi ampia per evitare ridistribuzioni territoriali della ricchezza, questi gruppi potranno risolversi a rivoltarsi per motivi di pancia, in un conato insurrezionale alimentatodamire scopertamente secessioniste, non pi frenatodallemenzogneedaivuotislogandellimbroglionepoliticoUmbertoBossi. ComedirechecichepotrarrivaredopoBossielaLega,ambedueormaiinaperto declinoeincadutadicredibilit,potresserepeggioredellastessaLegaediBossi. E fenomeni analoghi, in quanto legati alla frantumazione regionalista (verso il basso) degli stati, o allo scardinamento dellordine costituito senza intaccare la sostanza dei processi capitalistici in atto, potranno accadere altrove nel vecchio continente,seipartitirazzistiexenofobisarannoingradodifarlevasullacrescente irrequietezza di alcuni gruppi sociali autoctononi, non necessariamente quelli pi colpitidallenuovedinamichedelcapitale.

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Lo faranno allo scopo immediato di ottenere maggiori quozienti elettorali, ma rivolgendocomerisultatopraticolafuriaegoisticoxenofoba,suscitatadallapaura del futuro e indotta da questo capitalismo, verso i milioni di ospiti che i flussi migratoridiunmondoincaoticomovimentohannospintofinoinEuropa,overso minoranzeetnichecreduteostilichefungerannodacaproespiatorio. Intalcaso,nonsitratterdimanifestazionispontanee,senzacapiedautoconvocate (con luso pi o meno intenso degli strumenti informatici), ma di moti fra linsurrezionaleedilgolpistaeversivo,guidatiedirettiversoobbiettipagantida caporioniprovenientidallevarielegheepartitixenofoborazzisti,checercheranno dimantenersiinsellaediemergerelocalmentecomenuovileader. LagrandedifferenzaconLosAngeles1992,conlaBanlieuepariginadel2005econ la Londra di oggi, sar che gli attori delle insurrezioni secessioniste, dei moti a sfondoeversivoegolpistasarannoinbuonamisuragliappartenentiaqueglistessi gruppisocialichefinoadora,perragionidipancia,hannorettoconilconsenso questo sistema, e mantenuto in vita il pallido, truffaldino fantasma della democrazialiberale. Quindi si tratter dellazione di gruppi spregevoli scorie e cascami generati da questo capitalismo, nel processo di frantumazione/ trasformazione del vecchio ordinesociale. Si tratter di corporazioni che portano gi sulle spalle una drammatica responsabilitstorica(ilconsensogarantitoalsistemaconilvotodiscambio)eche agiranno,sesimetterannoinmovimento,perinfliggerenuovoemaggiormale,che isingolinesianoenonnesianopienamentecoscienti. Potr verificarsi lassurdo, da un punto di vista sociale e politico (ma assurdo soltanto in apparenza), che coloro i quali avrebbero potuto costituire le squadre antiriots in collaborazione con la polizia e i poteri istituzionali, a Los Angeles, a Parigi, a Londra, si troveranno coinvolti nei riots dalla parte dellinsorto, di fatto, contro lo stesso sistema che fino al giorno prima hanno appoggiato, e retto con il consenso,permerequestionidiprivilegiosocialeedegoismoindividualistico. Mercato Totale e globalizzazione economicofinanziaria non spingeranno verso lunione, ma verso la divisione, e potranno provocare frantumazioni di stati e instabilitgeopolitica,conpesantiriflessianchenellEuropadellunionemonetaria, in cui allindebolimento di stati nazionali e governi potr corrispondere un deleteriorafforzamentodelladimensioneregionale. Matuttoquestopotraverequalcherisvoltopositivo,nonostanteledistruzioniei mortichecauser,poichsequestosistema(eilcapitalechelodetermina,dandogli vita) si regge in primo luogo sul consenso, per quanto manipolato, indotto, idiotizzato,estortoconilricatto,oconseguitoconilpisordidomercimonio,anche il pilastro del consenso inizier a sgretolarsi, mettendo in discussione la sostanza delrapportosocialecapitalisticoerischiandodifarcrollaretuttalastruttura.
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I futuri rivoluzionari, oggi isolati e ai margini della societ del Mercato Totale, se mairiuscirannoanonestinguersi,ariorganizzarsi,aprocedereallafondazionedi un nuovo movimento extrasistemico, dovranno tener conto di questo duplice pericolo,cheperpotrebbeaprireperloronuovispiragli:leinsurrezionispontanee dei gruppi marginali, senzaun preciso disegno politico e trasformativo, alle quali potranno partecipare o dar vita anche elementi provenienti dalla vecchia classe operaia o dal ceto medio declassato, e le sollevazioni a sfondo eversivo di natura xenofoba,razzistae/osecessionista. Questa sar la tigre da affrontare, la belva sulla quale bisogner salire in groppa mantenendosaldamentelapresa,persfiancarlaepoiucciderla,quandosifermer stremata, nel caso dei moti postleghisti, separatisti, a sfondo razzista, oppure per dirigerla verso obbiettivi rilevanti, trasformandola in unarma contro il Nemico Principale(laGlobalClass)eisuoiproconsolilocali,nelcasodimotiinsurrezionali spontaneigeneratidaldisagiosocialeedallimpoverimento. Unatigremoltodiversadaquellaevoliana,checomparirnonnellafaseterminale del Kaliyuga, alla fine di un grande ciclo, ma allinizio dellera del Nuovo Capitalismo Finanziarizzato e del Mercato Totale, suscitata dalle forze e dalle logichecheanimanoilnuovomododiproduzionesociale. Cavalcarelatigre,dunque,inunaprospettivastoricadicaoseinsurrezioni,enon certo in un universo metastorico, tenendo conto che tale prospettiva storica potrebbe essere abbastanza vicina, e la tigre potrebbe gi prepararsi a spiccare il suobalzoversodinoi. Sitratter,intalcaso,diunaforzasociale,enondiunaforzadellanaturacomele splendide tigri indiane o quelle siberiane, e non sar la belva suscitata dal compimento della discesa delluomo dagli stati superiori a quelli inferiori dellesistenza dopo il ritiro di Dio (Bernanos), secondo uninterpretazione evoliana, ma la belva suscitata dallimpoverimento generale, dallesclusione di fascesemprepiampiedellapopolazioneedallerapinedelNuovoCapitalismo. Ipotenzialiquadririvoluzionarisonooggiconfinatinellecatacombe,quellevirtuali dellarete,(inqualchecaso)quelledellepaginepiinterneneigiornali,oquellein cuisiarrivaperchnonsifattacarrieranonavendoneirequisiti,nelcasodella politica addomesticata, nel sindacato autoreferenziale e subordinato al capitale, nelleuniversitdelpoliticamentecorrettoedellinterdizionedelnuovo. Il movimento non esiste ancora, ma esistono alcune strutture che potranno essere utilizzate per costituirlo e dargli diffusione sullintero territorio nazionale, una voltabonificatedaiburocrati,dagliopportunisti,dallequintecolonnesistemiche cheormaisonopresentiovunque. Un tempo chi scrive ha creduto (un po ingenuamente ed entusiasticamente) che queste strutture potevano essere, in Italia, quelle della Fiom, e forse quelle dellinteraCGILcheavrebbeaccoltoleposizionidellaFederazionedeimetallurgici,
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ma trascorsi dieci mesi dalla grande e partecipata manifestazione Fiom di Roma dello scorso anno, alla quale non ha fatto seguito nulla, e dopo lazione della segreteriagialladellaCamusso,chehafirmatolaccordointerconfederalecontroi lavoratori del 28 giugno di questanno, approvato con grande maggioranza dal direttivonazionaleCGIL,idubbisonocresciutiesponenzialmenteequellarelativa fiduciasfumata,trasformandosiinapertasfiducia. La Fiom, dato lampio consenso che si stava coalizzando spontaneamente intorno alle sue posizioni, che erano e sono di semplice ma tenace resistenza davanti agli attacchi capitalisticoglobalisti contro il lavoro e la socialit, avrebbe potuto unificare il movimento in Italia, dandogli coesione, disciplina di campo e una comuneprospettivafuturadilotta,maquestastrada,cheeralunicapossibileper non restare schiacciati dal Nemico Principale e dai suoi spregevoli proconsoli locali,nonstataseguita,tantocheaRoma,il14dicembredel2010,imovimenti sonostatiabbandonatiasstessi,nellunicoveroaccennodirivoltachesiavuto inItaliainqueimesi. Forsesisarebbeanticipatadunsoffiolacosiddettarivoltaarabaeiprimifuochi consistenti si sarebbero avuti in Europa, ben oltre la sequenza abbastanza recente degli scioperi generali francesi, con riflessi pi seri sulla tenuta sistemica complessiva. Sisarebbedatounsegnale,eoffertounesempiodaseguire,alrestodellEuropache soffresottoiltalloneglobalistaescontailricattodeldebito. Macosnonstato,eloccasionestoricacheavrebbepotutoconcretarsifrail2010e il2011completamentesfumata. Daltraparte,sesirestaallinternodegliimmaginaricapitalistieliberlademocratici, prigionieri di quelle regole che impongono ai subordinati manifestazioni testimoniali, inani, non violente, in nome di una democrazia inesistente per neutralizzarli e farne fallire a priori le lotte, lesito che si otterr sar sempre e soltantoquesto. Uscendo per un attimo dalla suggestiva metafora della tigre, delle tre grandi ondate che potrebbero lambire fra non molto lEuropa e lItalia, la benefica onda rivoluzionaria e trasformativa ci pare al momento la pi improbabile, mentre maggioriprobabilitdimanifestarsihannolinsidiosaondainsurrezionaleequella distruttivadellaguerracivile. Ci non toglie, per, che gli sconvolgimenti sociali del prossimo futuro, derivanti dallazionediMercatieInvestitori,elimpoverimentodimassachecontinuera travolgere lItalia e buona parte dellEuropa, potranno rendere improvvisamente disponibili quelle strutture liberate da burocrati, da opportunisti, dalle quinte colonne e dalla Camusso, per costituire il nuovo movimento e dargli concretezza operativa, con degli scopi del tutto esterni al sistema e quindi di natura potenzialmenterivoluzionaria.
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Esiste ancora una possibilit in tal senso, anche se molto piccola, e il tempo che passarischiadirenderlainsignificante. Lombra della tigre che gi si profila allorizzonte, invece, potr riuscire a materializzarsi con una certa facilit nei prossimi due o tre anni, e se ci trover impreparati, dispersi e divisi come siamo ora, senza alcuna prospettiva degna di questonome,travolgeranchenoi,neutralizzandocipersempre.
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Laletteraglobale Articolodel29/09/2011 In letteratura ci sono racconti e romanzi che riguardano le missive scritte da qualche personaggio di fantasia, lettere che contengono segreti pi o meno imbarazzanti,enarranodistorieindividualiodiveriepropridrammiesistenziali. Dalla lettera rubata di Edgar Allan Poe del 1845 alla pi romantica lettera di una sconosciutadiStefanZweigdel1922,tantoperricordarneunpaiodimoltocelebri. Ma ci sono missive che non sono il frutto della fantasia di scrittori, romanzieri e autoridinovelle,echehannounrilievopolitico,economicoesocialeimportante incerticasidevastante,permoltimilionidiuomini. Questoilcasodellaletterariservatapubblicataoggi,gioved29settembre2011, dal Corriere della Sera in primo piano a pagina 3, scritta da JeanClaude Trichet, attualepresidentedellaBCE,edalfuturopresidentedellastessaMarioDraghi. Laletteradidata5agostodelcorrenteanno,rivoltaalgovernoitaliano,enon di certo una lettera rubata e ritrovata in seguito in un luogo ovvio e visibile, o scrittadaemeritisconosciuti. Anzi, il fatto che il Corriere labbia pubblicata integralmente (a quanto sembra), rivela che qualcuno ha voluto che se ne divulgasse il contenuto, in un momento critico, con la tendenza a diventare drammatico, della storia dItalia, e di grande difficoltperbuonapartedellEuropa. Siamo alla svolta storica che imporr il completo dominio della Global class sullEuropa, attraverso gli organismi sopranazionali appositi BCE, Unione Europea,Commissione,chehannolastessafunzioneadunlivellocontinentale,in lineadimassima,deipiantichiFMIeBancaMondiale. TricheteDraghinonsonoaltrochemercenariagentidellanuovaclassedominante, che attraverso leuro e il debito degli stati plasma lEuropa sulla base dei suoi interessi privati, opposti rispetto a quelli della stragrande maggioranza della popolazioneecontrariaqualsiasiformadiEtica. In questa lettera, da qualcuno definita senza mezzi termini un diktat, i due proconsoli europei degli alti livelli globalisti, che poi sono quelli che decidono le sorti dei popoli del continente, mettono al riparo i grandi capitali e levasione fiscale(soprattuttoquellaespressadaglistessigrandicapitali),eimpongonomisure antisociali, chiamate ironicamente riforme, che se attuate integralmente massacrerebberoiquattroquintidellapopolazioneitaliana. Il primo gruppo di misure, al punto 1, riguarda il feticcio ultraliberista della crescitaeconomica,chedeveesserespintaaimassimilivelli,costiquelchecosti. Edeccochelaumentodellaconcorrenza,soprattuttoneiservizi,eilridisegnodei sistemi fiscali e regolatori al solo fine della competitivit delle imprese diventano assolutamenteprioritarisuqualsiasialtraesigenza.
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Per ottenere tale risultato, attraverso le spietate controriforme proposte dai due pericolosicriminalisocialiglobalistiTricheteDraghiinconfrontoaiqualichiha architettatol11settembrefalafiguradiunamammoletta,necessarioliberalizzare tuttiiservizipubblicilocali(dallacquaaitrasportiurbani)svendendoliaivampiri del capitale privato, Marcegaglia e soci compresi, liberalizzare le professioni, in modochesianofuoricontrolloeliberediesplicareeffettinegativiperlacollettivit, distruggereilcontrattocollettivonazionaledilavoro(econessolegaranzieresidue perilavoratoristabili)privilegiandoilivellidicontrattazioneincuiillavoratore pideboleedespostoadognisortadiricatto,eimporrelalibertdilicenziamento indiscriminatoperflessibilizzaredefinitivamenteilfattorelavoro(conladiffusione dei lavoratorischiavi dopo le abbondanti iniezioni di precariet lavorativa nel sistema). Il secondo gruppo di misure da imporre allItalia, secondo la terribile visione globalistadelmondoeilprogettodemiurgicodellaclasseglobale,riguardainvece lasostenibilitdellefinanzepubbliche,comescrittochiaronellamissiva. Intalcaso,nonsifaalcunamenzioneallequitdelsistemafiscale,allanecessitdi combattereconcretamentelevasionefiscale,eallimposizionediunapatrimoniale suigrandipatrimoni,masipuntadirettamentesuitaglidispesa. Ilpareggiodibilanciodovressereottenutonel2013attraversoduegrandicontro riforme, penalizzanti fino alla tortura per milioni di italiani, che per assicurerebberotagliconsistentiallaspesapubblica. Si vuole colpire al cuore il sistema pensionistico, a partire dalle pensioni di anzianit,nonchlelementofemminile,ottenendodeirisparmiginel2012. Si punta, nei tagli draconiani ed indiscriminati previsti per la spesa pubblica, ad una riduzione dei costi relativi allimpiego pubblico, agendo sul turnover e prospettando una soluzione greca, cio riducendo gli stipendi (peraltro gi congelati,nellapenisola)aidipendentipubblici. Se nella sciagurata visione ultraliberista lItalia pu essere concepita come unazienda (lAzienda Italia, con una brutta espressione cara a pagliacci simil liberisticomeBerlusconi),anchequi,esattamentecomeaccadenelprivatopresoa modello, gli effetti della crisi si devono scaricare sulla parte pi debole, cio sui lavoratori dipendenti, mantenendo a qualsiasi prezzo sociale ed umano i ritmi di crescita dei profitti e soprattutto quelli della creazione finanziaria, azionaria e borsisticadelvalore. Non sfugge la particolare vigliaccheria dei mercenariassassini Trichet e Draghi, considerando la sostanza antiEtica ed antisociale di queste misure e i danni che produrrannonellesistenzaquotidianadidecinedimilionidiitaliani,masitrattadi controriforme comunque in linea con i grandi interessi privati della Global class, cheintendenormalizzarerapidamentelEuropa.

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Tutto ci rientra perfettamente nelle logiche e nelle dinamiche del Nuovo Capitalismo Finanziarizzato del terzo millennio, e la lettera globale dei due proconsolieuropeinonpotrebbeaverecontenutidiversi. Se il mondo deve essere trasformato integralmente in grande campo di concentramento dei popoli, al servizio degli sfruttamenti neocapitalistici pi selvaggi ed abbietti, tanto vale agire in fretta sui paesi (ex)ricchi, per liberare risorseavantaggiodellagrandespeculazione,perfarcapirechicomandaoggi sufficientelusoabbondantedelbastone,inquantolacarotanonservepieper piegareleresidueresistenzepoliticheesocialiallinternodeisingolistatinazionali, giabbondantementeindeboliti. I pagliacci di governo e quelli dellopposizione ufficiale, in Italia, obbediranno sempre agli ordini dei Veri Padroni, fino a massacrare il loro popolo, dal quale vivono sempre pi separati grazie ai privilegi concessigli, in quanto utili sub dominanti che al livello pi basso devono realizzare le controriforme e gli espropri, mentre la popolazione, o almeno quella parte che ancora sana e minimamenteconsapevole,sembranonreagire,oseaccennaadunareazionelofa in modo blando e totalmente inefficace, attraverso organizzazioni (sindacali, politiche)comunqueinternealsistemaecompromesseconilpoteredominate. Prepariamoci al peggio, quindi, conservando almeno la speranza che il peggio, la miseria, lo sfruttamento, le nuove forme di schiavit e la spietata tirannia dei globalisti,inneschinounareazionegeneralizzatadegnadiquestonome,riattivando in pieno, nel corpo sociale attualmente in sonno, i sacrosanti e salvifici meccanismidellOdioedellaVendettaSociale,disumanizzandonellalottachenon potr non essere violenta un nemico spietato e inumano, che vuole ridurci in completaschiavitoppuresterminarcitutti,seneavrlaconvenienza.
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Ipeggioriannidellanostravita Articolodel14/10/2011 Stannoperarrivarealmenosetteannidivacchemagre,comedirebbeunBettino Craxi politico di unaltra epoca storica, quando il capitalismo era ancora quello pi ruspante del secondo millennio, se soltanto fosse ancora in vita e potesse vedere ci che sta accadendo oggi, nellItalia dal quale a suo tempo fuggito, in partesignificativadellEuropaedancheinAmerica. Ma questa volta le vacche saranno addirittura scheletriche, e sar un repentino, annunciatoimpoverimentodimassa,aldildiqualsiasiformadiindignazionee di protesta civile a pancia ancora relativamente piena, a provocare dure ed estese reazionidapartedellapopolazione. Questoperchaveredifficoltafarelaspesaalimentareperilgiornodopooperil giorno stesso, laver perso il lavoro e con lui lunica fonte di sostentamento, non poterpipagareatariffecrescentiilmetanoperscaldarsi,conlinvernoalleporte, ildoverrinunciareallautoprivataperchicostisonoormaiinsostenibili,earrivare anche al punto di perdere lalloggio, suonano la sveglia a chiunque, per quanto addormentato da decenni (almeno due, se non tre) di idotizzazione di massa, di manipolazioneculturaleeantropologica,diludineocapitalisticienuovicircences. Formula uno e squadre di calcio, culi e tette non basteranno pi ad arginare un malcontentofondatosuragionidrammaticamenteconcrete. Infatti,gliimperatoriromanicheeranounpomenodissennati(nonostanteNerone e Caligola) degli attuali subdominanti politici locali, avevano cura, di tanto in tanto, di distribuire il pane alle plebi urbane largamente inoperose ma potenzialmentepericolose,poichcapivanocheigiochisanguinosieglispettacoli truculentineicirchidasoli,incertecondizioni,nonsarebberobastatiaplacarei subordinati,evitandorivolteimprovviseeviolenzediffuse. OggiilNuovoCapitalismononsolononprovvedeallenecessariedistribuzionidi pane(alimentobasequiutilizzatosimbolicamente,intendendoilmantenimentodi unadeguataspesasociale,cheridistribuisceiredditi),macontinuacongliespropri neiconfrontidellamassadisottomessigrazieallecrisichecontribuisconoatenerlo invita,adalimentarlo,aconsentirglidiriprodursiperitempiavenire. La crisi, anzi, le crisi neocapitalistiche che si sono susseguite in questi ultimi due decenni, dalle bolle finanziarie relative ai titoli informatici ai subprime, fino a quellacheriguardaildebitodeglistati,consentonoagliagentistrategicidiquesto capitalismo di (1) espropriare risorse pubbliche (privatizzazioni, riduzione della spesa sociale, tagli spietati allimpiego pubblico) e private (aumenti dellimposizione fiscale, riduzione dei redditi dei subalterni, precariet del lavoro sottopagandoilavoratori),(2)diimpossessarsidigrandiaziendesaneancorain manopubblicaestraendo,daquesteultime,valoreperscopiprivati,(3)didareun
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contributo per velocizzare e completare la distruzione del vecchio ordine sociale (rischiavizzazione a spron battuto degli operai, impoverimento rapido del ceto medio) e (4) di sottomettere integralmente con limposizione di politiche economiche e monetarie ad hoc gli stati nazionali e le tradizionali federazioni (primaopoilamazzatafinaletoccheratutti,ancheallavileGermaniacheoggisi senterelativamentealsicuro). Quanto precede in ordine casuale di esposizione e non necessariamente in un ordine di importanza, ma il raggiungimento di tutti questi target globalisti determinateperlaffermazionedefinitivadelnuovomododiproduzionesociale. La crisi che ci porter ad (almeno) sette anni di vacche scheletriche, non soltanto magre come disse con una memorabile battuta a sfondo biblico, negli anni ottanta, il quasi compianto(!) Bettino Craxi, perci un elemento strutturale, irrinunciabiledelcapitalismocontemporaneo. Anche se questa ultima crisi la bolla del debito pubblico che investe direttamentelItaliaeponeinterrogativisullasopravvivenzadelleuro,sirisolver miracolosamente e di botto e tutto finir a tarallucci e vino ( solo una battuta, perchlacosadeltuttoimprobabile),seguirebberoastrettogirodipostaunaltra crisiedunaltrosaccheggioneocapitalistico,resopossibiledaunanuovaondatadi difficoltedicrack. Inquestigiorni,datalariachesirespira,destinataadiventareinbreveancorpi pesante,alcunifraimiglioriesponentidellinformazionealternativainretesisono cimentatisultema,risolvendosiafarequalcheprevisione,immancabilmentefosca, sulfuturocheciattende. Inquestopostnecitiamosoltantodue,fraipinoti,esoprattuttofraipicriticied intelligentipresentinellapenisola:FrancoBerardiBifo,MarcoDellaLuna. Per la verit, ci sarebbe anche un autentico pezzo da novanta della controinformazione,ecioPaoloRossiBarnardconlaversionerivistadelsuoIlpi grandecrimine,unsaggiodiquasinovantacartellecherichiederebbeuncommento articolato, ma in questa sede interessano in modo particolare gli ultimi scritti di BerardieDellaLuna. Inunsuoreportdedicatoadunagiornatadiprotestastudentescadipiazzacontro il potere vigente, le banche e il capitale finanziario, Franco Berardi oltre a stigmatizzareicomportamentidiunapoliziacheattaccaconbrutalitpsicopatica, nelle cariche di alleggerimento preventive ormai consuete, giovani che manifestanopacificamente,definiscequestosistema,letteralmente,unsistemache nonhapinessunaidea,nessunaenergia,nessunfuturo. E ancora: Neglianni settanta ci battevamo contro un sistema cattivo e criminale, cheperavevaideeedenergie.Oggicibattiamocontrounsistemacheancorpi cattivoecriminale,masoprattuttononhapialcunaideaalcunaenergiaedalcuna speranza.
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IlgiudiziocheBifociporgediquestosistemadipotere,volendopresumereche si sia riferito non tanto e non soltanto allasfittico subpotere locale, ma alle strutturecheservonoilcapitalismocontemporaneoingenerale,noncondivisibile quantolo,invece,ilrestodelsuointervento. Il sistema contro il quale si batteva il movimento del Settantasette era profondamente diverso quello attuale, perch il capitalismo nel frattempo cambiato, ed oggi i nuovi dominanti hanno idee, energie, speranze, ed anche una notevole dose di cinismo, unarroganza senza pari e una certa sicurezza di s e dellefficaciadelleloroarmi. Fra le altre cose, i nuovi dominanti globali hanno anche acquisito il monopolio dellalottadiclasse,inibendolaaisubalterni. Ilsistemadelloscorsosecolo,ancoradominatodallavecchiaborghesia,erameno peggiore dellattuale ed essendo negli anni settanta alla fine dei suoi giorni (cos come la stagione del welfare, della relativa emancipazione sociale, dellinclusione capitalistica di massa nei suoi immaginari e delle aspettative crescenti) aveva sicuramentemenoidee,energieesperanzediquesto. Violenza indiscriminata, esercitata da polizie vili, mercenarie, in cui tendono a prevalere esaltati e psicopatici, contro manifestanti inermi costretti a manifestare pacificamente da un diffuso pacifismo strumentale, e le proteste ed il disagio alimentati da crisi economicofinanziarie ricorrenti, vanno a braccetto e non rappresentano che altrettanti effetti (si potrebbe persino dire scontati) dellaffermazione del nuovo modo di produzione dominate e del potere della nuovaclassealta,laGlobalclass. Verrebbe da dire, per essere chiari fino in fondo, caro Berardi, un sistema che agliinizidellasuaascesadiideedamettereincampoperschiavizzareisubordinati eneutralizzareleprotestenehafintroppe,edhaenergieaprofusione,cheutilizza non soltanto per reprimere le manifestazioni e per picchiare selvaggiamente studenti e lavoratori che scendono in piazza pacificamente, disarmati, ma soprattutto per idiotizzare e flessibilizzare parte significativa della popolazione, rendendolainnocuaepredisponendolaadaccettarecomedestinoinevitabile,senza neppure comprenderne la portatastorica, le controriforme,ladeemancipazione e unanuovastagionedisfruttamentodimassa. Magari sia come ha scritto Berardi detto Bifo, e cio che il sistema alla frutta, privodiidee,dienergiaedi(speranzeperil)futuro,perchleprevedibililotteche si svilupperanno fra non molto, quando la situazione precipiter definitivamente, avrebberocosbuonepossibilitdivittoria. In un paio di post scritti in questo mese, Marco Della Luna, che il principale espertoinItaliadicratesiologiaedilprincipaleesponentesulsuolonazionaledella cosiddettateoriadellelite,prospettalimminenteuscitadellItaliadelleurozona

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e la possibilit che si vada incontro, in questo paese, ad un disastro senza precedentistorici(ipotesinoncertoperegrina). Per la fuga dal cimituro (cos il titolo di un suo post), in cui ci porter lazione congiuntadelleautoritmonetarieglobalistedEuropaelacastapoliticalocale,che avverr in un contesto globale funestato dalla recessione, Della Luna presenta un suo piano alternativo (iniziativa per altro lodevole), da contrapporre a quelli ufficiali della casta politica, che nella realt sono manovre finanziarie suggerite (si legga imposte) ai subdominanti locali dai proconsoli europei dei globalisti (DraghieTrichet,inmodoparticolare). Inquestopianoalternativo,chedisalvaguardiadicondizionidivitaminimeed ancheanticasta,ciooppostoacichevorrebberoisubdominantipermantenere il pi a lungo possibile la loro posizione di privilegio e per rastrellare le ultime risorse, da mettere al sicuro nei paradisi fiscali, Marco Della Luna prospetta di tornare ai vecchi sistemi, in uso allepoca di Craxi e durante la cosiddetta prima repubblica,efraquestiallasvalutazionedellamoneta,dopoluscitadalleuro,per riacquistarecompetitivitsuimercatieperpoterinvestiresulfuturo. SecondoDellaLuna,lacausaprimadellostatoincuiversaoggilItalia,misuratoin negativodaundebitopubblicoenormeepreludiodeldisastroprossimoventuro, la casta partitocratica tutta, ladra e incompetente, e che, ciononostante, la popolazionelaconfermaalpotere. Certo,lapartitocraziainformadicastahadelleresponsabilitstoricheperciche accade e accadr allItalia, e continuer, anche in situazioni estreme di collasso economico e disastro sociale a far man bassa di risorse, a svendere il patrimonio pubblico, a colludere con la malavita organizzata, a legiferare per s stessa, a riempirsiletaschetogliendoasalariestipendi,allepensionieaiservizipubblici. Ma non questa la vera ragione per cui oggi un intero paese si sta avvicinando pericolosamenteallorlodelburrone. Laccanimentocontroununicoobiettivobenvisibile,consideratoloriginedituttii mali,funzionalesoltantoalmantenimentodelpoteredellaclasseglobaleedalla continuazione dei suoi espropri, perch i globalisti si servono delle suboligarchie politiche locali e possono buttarle a mare in qualsiasi momento essendo sacrificabiliperassicurarelariproduzionesistemica,sostituendoleconaltreenon mettendoinpericoloilpotereelefortunedeiveridominanti. Anzi, quello che si deve comprendere, per poter analizzare correttamente la situazione, che lo sprofondo della politica in Italia, e la conseguente degenerazione dei suoi attori, anchessa conseguenza dellaffermazione del Nuovo Capitalismo, dellentrata in scena, sul palco pi alto del potere effettivo, della classe globale (che ha divorato la vecchia borghesia proprietaria) e della conseguente perdita di autonomia politica e monetaria degli stati nazionali, posti sottoricattoestrangolatidaldebito.
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Una politica che non decide delle grandi questioni, che ha unautonomia sempre pi limitata, che deve tenere la scena per perpetuare la dicotomia destra/ sinistra ormaiprivadisignificato,perchilprogrammaunicoeimposto,fotocopiatoepoi trasmesso, ripiega su s stessa, apre alla corruzione, materiale e spirituale, ed alle ruberiedichiraccattalebriciolesottoiltavolodellamensadeisuoipadroni. I valvassini si sono chiusi nei palazzi e nelle zone rosse, imitando i loro padroni globali,evivonounavitaseparatadisprezzandoetruffandolanazioneeilpopolo, ecosanchenellapiprofondaprovincia,nelleregioni,nelleprovince(diventate improvvisamenteentiinutili,dasopprimere)eneicomuni. Sbaglia Della Luna se crede, sia pur in buona fede, che le amministrazioni locali sonodiverseemenocorrottedellamministrazionecentrale,saldamentenellemani della casta, e potranno rappresentare, nel pieno della crisi che arriver fra poco, isole felici che danno ricetto alla popolazione ed hanno cura dei suoi bisogni, perch il sistema unico e il degrado si diffonde dal centro alla periferia, con gli appetitideglioccupatiinpoliticacheinvadonotuttiglispaziutili. Nonsolo,manelprogrammadiMarcoDellaLunasiriflettonopurtroppounpaio diparoledordinediquestocapitalismo,chesonoCompetitiviteInnovazione (lequivalente dellinvestire sul futuro), usate regolarmente da politici, economisti delsistema,giornalistipergiustificarequalsivogliaporcata Per affrontare di petto la situazione, e preparare il terreno per un vero cambiamento,necessariouscirecompletamentedagliimmaginariedallelogiche capitalistiche, dismettendo per prima cosa le parole dordine (truffaldine) come appunto Competitivit, Innovazione, o ancora Crescita, che puntualmente accompagnanolemanovrefinanziariestrangolanti,eipianiglobalistidisterminio dellasocialit. Quanto precede non vuole essere una critica personale a Della Luna, della cui buonafedenonsipudubitare,masoltantounrammentarglicheilsistemasipotr sconfiggereeildisastrosipotr(seppursoloparzialmente)evitaresoltantose(a)si riesceadindividuarecorrettamenteilNemicoPrincipaledacombattere,chenon lacastapartitocratica(quellaesiste,pericolosa,pervienedopo),malaGlobal class capitalistica, (b) il sistema unico ed marcio anche a livello di amministrazioni locali, sulle quali non si dovrebbe riporre grande fiducia, contaminatecomesonodalladegenerazionedellapoliticaepenalizzatedaltaglio deitrasferimentidirisorsedalcentro,einfine(c)nonbisognacaderenellatrappola capitalistica della Competitivit, della Crescita e della Innovazione (nella realt, investimento di capitali su un futuro da incubo), perch cos si arricchisce soltantolaclassedominante,sipenalizzanoulteriormenteisubordinati,costrettia lavorare di pi con redditi inferiori, e si consente una pi agevole riproduzione sistemica.

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Concludendo, stanno per arrivare i peggiori anni della nostra vita, che saranno sette (o pi anni) di vacche scheletriche, parafrasando il Bettino Craxi dei vecchi tempicheavevarubatolabattutaallaGenesibiblica,malunicaviadaimboccare peruscirnesarquelladellacriticadellearmiedellaRivoluzione,chepurtroppo ogginonsembraessereneppureunaprospettiva,quiealtroveinoccidente. Lo diventer soltanto dopo che si sar verificato un ulteriore, drammatico e repentinoimpoverimentodimassa,inaccordoconlaspietatezzadeltantopeggio, tantomeglio,ultimaratioperlasalvezza. Adinfima!
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AcosaservitalamanifestazionediRomadisabatoscorso? Articolodel17/10/2011 AcosaservitalamanifestazionediRomadisabatoscorso? Rispondiamoandreottianamenteconunaltradomanda. A misurare per lennesima volta la partecipazione o a scatenare la repressione profittando di incidenti marginali, provocati da qualche piccolo gruppo, che pu esserstatoinfiltratoomanovratoindirettamentedaufficidipolizia? O pi probabilmente, in relazione a coloro che hanno scelto di reagire e di non sfilare pecorescamente senzadar fastidio, si lasciato fare,per poi sfruttare feriti, danniedisagiprodomodelpotere. Laver ridotto buona parte della protesta contro gli spietati meccanismi del capitalismocontemporaneoapacificicorteisenzaefficaciachealpidisturbano un poco il traffico, evidentemente non basta pi, e allora si cerca comunque di criminalizzare chi si oppone, seppur in molti casi blandamente, alle logiche sistemiche. Laltro ieri si leggeva sulla home del sito dellAnsa un titolo che suonava cos: Maxi operazione contro anarcoinsurrezionalisti, a riprova che tornato lo spauracchiodeiBlackBloc,diffusoadartedaimediaedrammatizzatodaipolitici diprofessionepergiustificarelarepressionesistemicaeperdeformarelarealt. Qualche bomba carta contro i cassonetti dellimmondizia, o contro elementi dellarredourbanodelComunediRoma,acosaeachipuservire? Puinterrompereimeccanismiriproduttivisistemici? E poi, chi ha lanciato quelli che sono poco pi di petardi, di botti abusivi dei festeggiamentidicapodanno,eperch? Colpiti, secondo il podest berlusconiano Alemanno mezzi dei trasporti pubblici, larredourbano,condannianchealselciatoperoltreunmilionedieuro... Tuttoqua? E gi a dire, tutti, compresi quelli che hanno organizzato la manifestazione, che i violenti vanno isolati, che tutto deve svolgersi secondo le regole del pacifismo testimonialeestrumentale,dabuonipecoronisoggettialdominiocapitalistico... In liberaldemocrazia sono ammessi (ed anzi, favoriti) gli innocui belati, ma ai subalternisinegaanchelapossibilitdiunaveralotta. Sappiamo che la partecipazione, anche se oceanica, non conta nulla perch nel peggior sistema totalitario e repressivo di tutta la storia umana, che la liberaldemocrazia capitalistica, conta soltanto ci che pu interrompere la riproduzionesistemicaefalcidiaregliagentistrategicicapitalistici. Anche loccupazione di spazi significativi o simbolici, come Piazza Takrir o Wall Street, non serveagranch, se non forse adacquisirequalche consenso in pie a

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svegliarequalcheaddormentato,manonfermailnuovosfruttamentocapitalistico, elacrescitadelcapitalefinanziario. Con Costanzo Preve abbiamo fatto, telefonicamente, delle considerazioni di una certa importanza, e cio che il movimento transnazionale degli Indignados in tutteleformechehaassuntoinoccidente,dallaMadriddelleoriginiaOccupyWall Street, probabilmente destinato al fallimento, o comunque ad incidere poco sui meccanismi riproduttivi sistemici, anche se un po migliore dellormai finito altermondismo,inquantoimanifestantihannocompresocheilNemicoPrincipale nonlaclassepoliticalocale,perquantocorrotta,vileedegeneratacomequella italiana (che rappresenta pur sempre un nemico secondario con il quale fare i conti),mailCapitaleFinanziario. E bene precisare subito che questa consapevolezza da sola non basta, se non si riporta lo scontro con decisione sul terreno sociale, sul quale, forse, un giorno si combatterlabattagliadecisiva. Di seguito cercher, in breve, di riassumere la mia personale posizione in merito alleprotestedeicosddettiindignati. Lamanifestazionedel15primadituttounsegnalechelequestionisociali,quelle veramenterilevanti,nontrovanonvocenrappresentanzaallinternodelsistema liberaldemocratico, e questo vale sia per lItalia sia per gli Stati Uniti dAmerica e permoltialtripaesidoccidente.Nonacasoproteste,corteiesimiliiniziativehanno interessatolaSpagnacomeilGiappone. Parimenti,lamanifestazioneelindignazionedimoltisonostateusatedalsistema per (a) scatenare una piccola ondata repressiva in tutta Italia, con perquisizioni e denuncedimilitantianticapitalisti(nonimportaseanarchici,autonomioaltro,ese nondeltuttoconsapevolidelruoloaloroattribuito),per(b)bloccareperunmese interolemanifestazionieicorteiaRoma(inibendolamanifestazioneFiomprevista peril21c.m.,senonsbaglio),per(c)agitarelospettrodiunanuovaLeggeReale (Di Pietro in sintonia con il leghista Maroni) mostrando che il sistema politico ufficiale compatto nel soffocare le proteste (per ora blande) della nuova Pauper Class capitalistica, e per (d) propagandare ancora una volta il pacifismo strumentale, che strumento di dominazione nellesercizio del potere elitista. Indignarsinonsufficiente,edforsesoltantountimidopasso,moltoincerto,nella direzionegiusta,perchnecessariouscirecompletamentedalsistemaedaisuoi immaginari, che non si possono cambiare da dentro e che sono nemici della socialit e dellEtica. Affermo quanto precede senza accusare di alcunch chi ha partecipatoallamanifestazione,perchmirendocontochenellecondizioniattuali le masse hanno ben poche alternative concrete, ma, per ora, gli aspetti negativi superano i risultati positivi acquisiti (se ci sono). Repressioni e divieti in vista in ItaliaenumerosiarrestinegliStatiUniti.
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Peggio ancora, gli stessi organizzatori e molti partecipanti alla manifestazione hanno esternato il fermo proposito di voler isolare i violenti, hanno ceduto alla delazione (aiutando ad individuare i cosiddetti neri), mostrando cos di essere ancora interni agli immaginari sistemici e di fare il gioco dei dominanti. Lunica cosa che hanno compreso e qui sta laspetto positivo, che poi quello che CostanzoPreveedioabbiamocompresodaanni(chihalettoNuovisignorienuovi sudditi,ilibrieisaggidiCostanzoeimieimodestilavorilosabene),eciocheil vulnus della questione la supremazia del capitale finanziario che sussume il capitale produttivoe con lui il lavoro, soggetto cos ad unadoppia sussunzione e alla conseguente rischiavizzazione integrale. Ma coloro che protestano non hanno capito, o almeno cos sembra allo scrivente, che dietro lo schermo del capitale finanziario, il quale non una mera astrazione, una serie di algoritmi sfuggiti al controlloumanochevivonodivitapropriaedominanoilpianetaattraversolereti, si nasconde una ben precisa classe dominante non pi culturalmente borghese, completamente deterritorializzata (come il capitale finanziario del quale agente strategico)eirresponsabileneiconfrontidelrestodellecomunitumane:laGlobal Class. E sul terreno sociale che dovr essere riportato lo scontro, anzi, la Guerra, intendendolaGuerraSociale,chesarancorapiaspraedestesa,infuturo,della Lotta di Classe ottonovecentesca del Proletariato contro la Borghesia, innescata dalla principale contraddizione capitalistica di allora. Ma perch ci si concreti, si rimetta in movimento la storia e si riattivino vere forze rivoluzionarie e trasformative,sarnecessarioche(1)precipitinoverticalmentelecondizionidivita della maggioranza, nei paesi occidentali, in seguito ad ulteriori espropri neocapitalisticiindottidaldebitopubblicoodaqualchealtracrisisuscitataadarte, eche(2)lanuovaclassePaupermaturi,cresca,raggiungalamaggioreet,nel sensocheacquisiscacoscienzadisedellapropriaforza. Suigiornalidelmediasystemleggiamotantieditorialiedarticoliincui,inaccordo congliinteressidominantidistabilitdelpoterevigenteediestensionedellapresa neocapitalisticanellasociet,sicondannalaviolenza,sielogianolemanifestazioni pacifiche (a quali risultati tangibili, in ordine allinibizione dello strumento della guerra, hanno portato le innumerevole marce di Assisi?), si cerca di ridurre la protestaadunaseriediinnocuibelatidipecoredestinateallatosatura,opeggio,al macello. Lipocrisia non ha pi fondo, e larroganza del potere massima. Si nascondonocosleragionipiprofondediunaprotestachesarpurelargamente inefficace, impostata in modo blando, ma che sono reali e immediatamente tangibili.Perquantoriguardailriconoscimentocheilcapitalefinanziarioonnivoro sta divorando, con la sua inesauribile fame di Creazione del Valore azionario, finanziario e borsistico, il futuro di intere generazioni e i beni delle collettivit, opportunoprecisare,adifferenzadiquantoaffermanoquasituttiglieconomistidi
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grido e i giornalisti del sistema, che non possibile assoggettarlo a riforme e controlli, nei contesti economici, sociali e culturali in cui viviamo, perch cos funziona e si riproduce il capitalismo contemporaneo. Per quanto riguarda la piccola politica liberaldemocratica, imputridita completamente da anni di servaggioneiconfrontidellaclasseglobale(nesappiamoqualcosa,qui,inItalia),le dichiarazionicontrolapiazzadisabatoscorsosisprecano.Secondolormaipatetico Romano Prodi, ad esempio, nonostante le sofferenze inflitte a buona parte della popolazione la violenza non ammissibile. Bisogna soffrire in silenzio, essere schiavizzati, torturati e tacere, o sfilare composti con palloncini, volantini e striscioni (come vorrebbero i nuovi padroni), consentendo cos che i privilegi concessiaisubdominantipoliticilocalicontinuinoancoraperunpoditempo,fino al collasso. Questo il vero senso delle parole della scamorza politica liberaldemocratica Prodi. Per non parlare poi dei barbari e macellai sociali filo governativi,delPdLedellaLega,cheauspicanorepressioniatappetoeunrigido controllosullasociet,inquestoconfortatidaunDiPietrochevorrebberesuscitare laLeggeRealedel1975. Infine,perquantomiriguardamisognoneppuredicondannaretuttiqueigiovani che sabato scorso, organizzatisi come hanno potuto e divisi in falangi, hanno partecipato agli scontri di Roma. Loro sono soltanto il segnale che i drammatici vuoti della politica, trasformatasi in messa in scena ad uso e consumo dei dominanti, attendono di essere occupati da qualcosa di nuovo. Un nuovo movimento? Una nuova forza popolare con potenzialit rivoluzionarie? Oppure nuove falangi organizzate di antagonisti, destinate a crescere e ad alzare progressivamenteillivellodelloscontro? Chissmascordiamocipureicorteiordinati,addiritturamansueti,ipalloncini,i volantini e gli slogan innocui come i cori nelle parrocchie, perch fra un po apparterrannointeramentealpassato.
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Necessarialaviolenzarivoluzionaria,pericolosalaviolenzainsurrezionale Articolodel19/10/2011 Chediredellusodellaviolenzanellelotteenellemanifestazionidipiazza? Certononquellocheimponeilpoliticamentecorretto,semprepispessoaglistessi manifestantieorganizzatoridiproteste,eciochelaviolenzanonammissibile,in nessunacircostanza,anchesetistannofacendoletteralmenteapezzitogliendotiil lavoro,ilredditoeunaprospettivadivitaminimamentedecenteperilfuturo. Glistupidi,gliidiotizzatiecolorochesonoinmalafederipetonoadognioccasione No alla violenza!, e lo fanno coralmente soprattutto quando si verificano incidenti durante manifestazioni di protesta che si vorrebbero democratiche, ordinate,pacifiche(tradottoinaltritermini:totalmenteinefficaci),inmododa neutralizzarlefacendolepassaresottosilenzio. Unfraintesoediffusoghandismo,deltuttoprivoedimmemoredellintelligenza politica del Mahatma, universalizzato senza tener conto delle nuove condizioni storiche e sociali, inibisce qualsiasi risposta efficace alle azioni distruttive del nemico,edescludepersinolalegittimadifesa. Lunica violenza ammessa dal sistema quella della spietata classe globale e dei suoiproconsolilocali,edquestalaviolenzapeggiore,cheproducerilevantieffetti sociali ed antropologici, rischiavizzando i lavoratori, distruggendo il futuro di intere generazioni e spingendo alle soglie della disperazione i soggetti sociali pi deboli. Ma questo nel contempo il miglior disvelamento di ci che nel concreto significano liberaldemocrazia, mercato, iniziativa economica privata, libera concorrenza,globalizzazione,eccetera,eccetera. Il sistema esercita la sua violenza in dosi crescenti e impedisce che a questa si risponda con la dovuta durezza, anzi, ha agito preventivamente e capillarmente, con grande intelligenza, flessibilizzando ed idiotizzando i sottoposti, fino ad assicurarsiilmonopoliodellaLottadiClasse. Gli agenti sistemici che propagandano da anni il pacifismo strumentale ed inquinano le menti dei sottoposti, lo fanno rispondendo al comando della nuova classeglobaledominante,edincerticasiagisconoinmodoscientifico. Se ci non basta, entrano in gioco immediatamente gli apparati repressivi tradizionali e si sfrutta, in seguito, ogni azione dei subalterni definita violenta, anchesedettatadallesasperazioneedallecontinueprovocazioniricevutecome, ad esempio, i lanci di sassi, di estintori e di altri oggetti, qualche cassonetto dellimmondiziaincendiato,qualchevetrinasfondata,perinnescarelaspiraledella repressione,eperrenderepidifficilemanifestareinfuturo,anchepertuttiquelli cheprotestanoliberamenteedemocraticamente,sfilandosenzacolpoferire.

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La stessa protesta civile, ordinata e pecoresca priva di qualsiasi effetto significativo, ormai disturba e si vuole evitare anche quella, perch il Nuovo Capitalismo, che tira i fili delle camarille politiche locali, sempre pi forte e invasivoesachepuosaredipi,inibendopersinogliinnocuibelatidellepecore condotteallatosatura. ChiscriveammettelusodellaviolenzanellasacrosantaLottadiClasse,chefraun po, se ci saranno gli auspicati ed improvvisi risvegli delle masse, dopo un lungo sonno artificiale funestato dagli incubi diffusi da questo capitalismo, potremo finalmentechiamareGuerraSocialediLiberazione. La risposta ad un potere invasivo e criminale, che uccide luomo e distrugge lambiente,nonpuesserecheviolentaemilitare,elafuturaprotesta,persperare disopravvivereincontestidifficilieperpoteraverequalcheefficacia,nonpotrche militarizzarsi. Equellochehannocercatodifareanticipandoitempi,aRomail15ottobre,itanto vituperati Black Bloc, e lhanno fatto con gli scarsi mezzi a loro disposizione, sfruttandolorganizzazionecheintelligentementesisonodati,nonchleprecedenti esperienzedilottacomequelledellaValdiSusa,asupportodeiNoTav. In occasione dei recenti scontri di Roma, gli street fighterche hanno combattuto per le strade dellUrbe erano praticamente tutti italiani e molto determinati, smentendoanchelamenzogna,diffusafinoadora,cheiviolentisarebberovenuti dafuori. Chi si schiera contro il Nuovo Capitalismo finanziarizzato e la piccola politica liberaldemocraticaalsuoserviziodevecondannarliperquesto? Deve cedere alla propaganda sistemica, chiamandoli criminali, neri (alludendo alle squadre fasciste dello scorso secolo), oppure addirittura terroristi, aiutando lepoliziemercenarieadarrestarli,selihavistiinazione? Certocheno,echilofaounidiota(colpitodallastupiditsocialeepolitica),oun vigliaccochenonhailcoraggiodellesueidee,oppureunindividuoinmalafede, schieratoconilsistema. Tuttavia, comprendiamo che se la protesta non politicamente corretta quella vera, per intenderci, rester confinata in ambienti assolutamente minoritari, non potr avere n una sia pur minima speranza di successo n leffetto di alzare progressivamenteillivellodelloscontro,facendosaltidiqualitfuturi. Inoltre,selaviolenzaesercitatadaidominati,perquantosacrosantaegiustificabile, di natura insurrezionale, priva di precisi obbiettivi politicostrategici, suscitata interamentedallarabbiaenondallaconsapevolezza,frammentatasulterritorioin episodi indipendenti e slegati luno dallaltro, destinata a divampare allimprovviso e poi a spegnersi senza troppe conseguenze per il potere vigente, danneggiando,inmolticasi,soprattuttoisoggettipideboli.

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La propaganda pacifista, il politicamente corretto, lillusione che questo sistema pu essere riformato per giungere ad una vera democrazia (ma cosa significa?), corbelleriecomeilcapitalismodemocraticoocompassionevole,nonsonoaltro che strumenti di dominazione delle lite globali e delle sublite locali tributarie, perevitare,appunto,chelaprotestadiventiveramenteincisivaedestendalabase diconsensoallemasse,finoadoraquasicompletamenteinerti. Tanto peggio: il far credere che basta liquidare lattuale classe politica, in paesi come lItalia dove particolarmente scandalosa e degradata, perch lorizzonte torni a rasserenarsi e migliorino le prospettive future, sposta lattenzione dei subordinati, e le energie che potrebbero essere riversate in una vera lotta per la Liberazione, verso un obbiettivo del tutto secondario, che per i globalisti sicuramentesacrificabile. Aipotentatifinanziarichedetengonoilpotereeffettivo(suinteripopolienazioni) non gliene frega niente se qui si impiccano in senso figurato od anche concretamente, nel nome della legalit e della giustizia, i vari Berlusconi (soprattuttolui,conisuoinanieballerine),linvalidoBossieBersani(conisuoilari ePenati,perchlacosanonmetterebbeinpericolo,nellasostanza,lasorgentedel potere. Anzi,secisilimitasseaquesto,glisidarebbelapossibilitdicogliereunoccasione doropersostituireipiccoliQuislinglocali,ormaibruciatieimpresentabili,con altripiaffidabili,ancorpiserviliedapparentementeillibati. Unificazione delle lotte, chiari obbiettivi politicostrategici, creazione di strutture politiche extrasistemiche, estensione della base militante e di consenso, rafforzamento progressivo su un piano militare, sono altrettanti elementi che possono riaccendere la speranza di vittoria sul sistema, ma sono elementi che appartengonointeramenteadunprocessorivoluzionario. La Rivoluzione un fenomeno sociale e politico molto diverso dallinsurrezione, purichiederetempilunghi(senonstorici)enondipendedallacasualit. Ma piccoli gruppi di giovani (e meno giovani), per quanto volonterosi e determinaticomequellichehannoaffrontatoleforzerepressiveaRomaloscorso 15 di ottobre, non potranno mai farsi interamente carico del processo rivoluzionario,navrannomaisufficienterespirostrategicoperelevareillivello dello scontro, e se la vera protesta, che non rifugge dalluso della violenza e che spesso non pu evitarlo, rester confinata in ambienti del tutto minoritari (e socialmente marginali, senza offesa per quei coraggiosi), non potr avere alcuna speranzadisuccesso,esardestinatainevitabilmentealfallimento.
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RiotseLottadiClasse (sempresuifattidiRomadel15ottobre) Articolodel20/10/2011 Dissento totalmente e fermamente con quanti considerano i giovani che hanno partecipato ai disordini di Roma del 15 ottobre compagni che sbagliano o addirittura (secondo qualcuno, vedi il sito Bentornata Bandiera Rossa) nemici di classe. Le manifestazioni pacifiche, ordinate, quelle in cui ti arrestano se scendi dal marciapiede(nesannoqualcosagliindignatiamericanidiOccupyWallStreet)sono soltanto imposizioni dei dominanti (della classe dominante, si intende) per neutralizzarelaprotesta. Lemanifestazioniavvoltenelbozzolodelpoliticamentecorrettoedelpacifismo strumentale,oltreadesseretotalmenteinefficaci,comespessointuisconoglistessi organizzatori e qualche partecipante fin dallinizio, fanno soltanto il gioco del sistema. Igiovanichehannolanciatobombecarta,estintoriedaltrioggetti,inqueldiRoma il 15 di ottobre, fanno parte a pieno titolo della nuova classe povera quanto i metalmeccanici della Fiom, che hanno sfilato in corteo e che sfileranno ancora nellUrbe il 21 dello stesso mese (nonostante la minaccia di divieto del pagliaccio Alemanno). Queigiovaninonpossonoperciessereconsideratinemicidiclasse. Anzi, quei giovani (in prevalenza ventitrentenni, con qualche elemento pi anzianofraloro)sonostatigliuniciadusciredalsolcodelpoliticamentecorretto e del pacifismo strumentale che rappresentano altrettanti strumenti di dominazione capitalistici, come dovrebbe essere chiaro a tutti, giunti a questo punto, e, per quanto pochi numericamente, hanno cercato di portare una manifestazionetestimoniale,inane,rispettosadelleregoleimpostedalsistema,sul terrenodellalottavera. Hanno fatto quello che hanno potuto, forse confusamente, ma con una determinazionecheaccendequalchetimidasperanzaperilfuturo. Sappiamo che un frainteso e diffuso ghandismo, a protezione dei meccanismi riproduttivi del Nuovo Capitalismo e degli assetti politici subordinati liberaldemocratici, inibisce qualsiasi risposta efficace alle azioni distruttive del NemicoPrincipaleediquellosecondario(Bce,Fmi,classeglobaledominantecome principali nemici, subdominanti politici locali tributari dei primi come nemico secondario), ed esclude persino la legittima difesa, disarmando milioni di esseri umanidestinatiadiventareglischiavidelNuovoCapitalismo. Seilnemicohailmonopoliodellalegalit,elousacontroisubordinatipertenerlia bada e flessibilizzarli a piacimento, e se ha acquisito anche il monopolio della
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LottadiClassedopolafinedelmondobipolareedelbloccosovietico,necessario usciredagli schemi imposti (manifestazioni pecoresche, stanche e ripetitive, senza alcun risultato tangibile, troppo simili alle inutili marce per la pace di Assisi) e cercarealtrestradeperaffrontareilnemico,chenonescludonolusodellaviolenza, ma, anzi, in questa drammatica situazione sociale lo propagano nella societ nel tentativodidestabilizzareilsistema. Certochelaviolenzarivoluzionariahacontenutiedobbiettividiversidallamera violenza insurrezionale, che in molte circostanze unidimensionale perch mossa esclusivamentedallarabbiadeidominatiechecolpisceneiriotssenzaguardarein faccianessuno,inmodociecoedindiscriminato. Uno fra i principali problemi che oggi scontiamo la mancanza di una visione politicostrategica alternativa, nonch di una buona consapevolezza dellidentit del nemico e della sua forza, che sono altrettante caratteristiche delle forze rivoluzionarieenoncertodiquelleinsurrezionali. Inconclusione,chiscriveritienequantosegue: 1) I giovani che hanno partecipato agli scontri con le forze della repressione sistemica non sono nemici di classe n compagni che sbagliano, ma piccole e provvisorie avanguardie, per quanto confuse e piuttosto grezze, della nuova Pauper class capitalistica, ed hanno agito, isolati da una piazza debordante di pecorelledestinateallatosatura,conunafugainavantinonperinopportuna. 2)Ilpacifismoimposto,comeilcosiddettopoliticamentecorretto,sonostrumentidi dominazione neocapitalistica, e i pacifisti che condannano i cosiddetti violenti, schierandosi, di fatto, con le forze della repressione neocapitalista, sono da considerarsi alla stregua di utili idioti (cio socialmente e politicamente idiotizzati),comesisarebbedettountempo. 3) E necessario passare dallazione rivoluzionaria individuale e collettiva, tipica dellapropagandadelfattoanarchicadimatricekropotkiniana,lasciataallabuona volontdisingolisoggetti(esempiostoricoinItalia:GaetanoBresci,esecuzionedi reUmbertoInel1900)odisingoligruppi,allazionerivoluzionariaveraepropria, inserita in un percorso di lotte, in crescendo, caratterizzate dalla profondit storica,daunavisionepoliticaveramentealternativaeantagonistaeanimatedalla coscienza dei rivoluzionari (che si lega indissolubilmente allaspetto soggettivo della classe, quello coscienziale). Ma affinch ci accada devono maturare le condizioni storiche e la Pauper class, che sta rapidamente sostituendo il vecchio Proletariato di marxiana memoria ed anche i ceti (inter)medi, deve arrivare alla pienacoscienzadisedellapropriaforza.
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AttaccoglobalistaallItalia Articolodel25/10/2011 DopolapiccolaGreciaelaormaisemidistruttaLibiaarrivatoilturnodellItalia. Una volta tanto, chi scrive, pur con molte perplessit e non pochi disgusti, costretto a stare oggettivamente dalla parte di Berlusconi e Bossi, nemici insidiosi masecondari,controilNemicoPrincipaleglobalista. LareplicadiBerlusconialghignanteduoMerkeleSarkozyNessunonellUnione pu autonominarsi commissario e parlare a nome di governi eletti e di popoli europei.Nessunoingradodidarelezioniaipartner.,ungestodirisentimento edistizzaenellostessotempounoscattodorgoglioinaspettato,madicertonon chiariscecheanchelaMerkeleSarkozynonsonoaffattosovrani,essendoridotti al ruolo di comparse e marionette della classe globale che controlla lEuropa, quantoivariburocraticomeHermanVanRompuyoiBarroso. Questo il destino dei moderni valvassini, nobili di basso rango subordinati ai livelli superiori e loro espressione, e nel caso diMerkele Sarkozy a riprova che nonesisteunaveraEuropa,inqualchemodounita,consentimentidifratellanzafra i popoli che la compongono, i due stanno soltanto cercando di mettere al sicuro i loro piccoli feudi (tali ormai si possono considerare nelleconomia globale), buttando a mare e cannibalizzando lItalia, nellillusione che questo sacrificio offertoperplacarelafamediMercatieInvestitoripossabastare. MerkeleSarkozy,perquantosprezzantineiconfrontidiBerlusconi(masoprattutto neiconfrontidellItalia),nonsonoingradoribellarsiallaclasseglobaledominante, allaBCEealleuro,navrebberoilcoraggiodifarlo(trattandosidipiccoletacche)e alloracercanoditrasformareinvittimesacrificaliperilnuovoMolochcapitalisticoi paesipidebolidellEuropadellUnione(lEuropamonetariaeposticcia),sperando da bravi valvassini che i loro circoscritti territori, Germania e Francia, non subiscano la stessa sorte, inghiottiti con tutta la popolazione nella fornace della CreazionedelValorefinanziaria,azionariaeborsistica. MoltomegliobuttareamarelItalia,conlapiccolaGrecia. Tuttavia Berlusconi, nonostante il piccolo scatto dorgoglio, assicura che il suo governo far quanto richiesto (leggasi quanto ordinato dalla Voce del Padrone), e stacercandodisperatamentediconvincereBossiametteremanoallepensioni,ben sapendo che la riforma delle pensioni da sola non baster (non basta mai agli stragisti globali ed europoidi) e che lEuropa, o meglio, il suo doppio maligno interamente nelle mani dei nuovi dominanti, chiede un pacchetto completo di controriforme impoverenti ed altra macelleria sociale (vendita del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e privatizzazioni, tagli draconiani al welfare), in dosi sovrabbondanti.

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A nulla serviranno questa volta altri condoni fiscali, da iscrivere a bilancio ottimisticamente, pur di evitare di toccare let pensionabile e di mettere le mani nelletaschedegliitaliani,scontentandocosmilionidilavoratori,dicontribuenti,e soprattuttodipotenzialivotanti. Si richiedono allItalia, con decisione e in fretta e furia, dando 48 ore di tempo comeneiclassiciultimatummilitari,misureadeguateperlacrescita(leggasilafolle corsaallincrementodelvalorefinanziariochetuttotravolge),perloccupazione( soltanto fumo neglocchi, perch esclusione e sottooccupazione caratterizzano questocapitalismo),elatantoattesariformadellagiustizia(manoncomevorrebbe ilBerlusconipluriinquisito). Il Nuovo Capitalismo si sta affermando nel mondo come modo di produzione sociale prevalente, in sostituzione del capitalismo del secondo millennio, e la Global class, con il suo sistema di potere, sempre pi forte ed oggi sembra che possa permettersi di agire incontrastata a varie latitudini, nonch di imporre alla luce del sole, attraverso i suoi proconsoli e valvassini locali, misure economico finanziarieepolitichedaseguireaigovernieaglistati. AltrimentisifiniscecomelaGrecia,opeggio,comelaLibia. Lenuovecontraddizionicapitalistiche,chequandosimanifesterannosarannopi laceranti e sanguinose di quelle del capitalismo del secondo millennio (lotta di classefraborghesiaeproletariato,falsalibert,sfruttamentodeglioperai),sembra chesianoancorabenlontanedallesplodereintuttalalorovirulenza. Perci si difende con successo e si propaga il peggior liberismo distruttore, profittando dellassenza di contrasto e dellinerzia delle popolazioni, quando persinoilVaticano,attraversolautorevolePontificioconsiglioperlagiustiziaela pace, giunto alla conclusione (scontata) che lattuale crisi il prodotto della diffusionedelleideologieliberiste. Dopo aver ricattato e piegato la Grecia, messa sotto ferrea tutela e governata direttamente da collaborazionisti locali (Gorge Papandreou e il suo Pasok socialista),dopoavercontribuitoasemidistruggerelaLibiaperpotercontrollare i suoi bacini di materie prime energetiche, usando lo strumento militare Nato e spingendo in prima linea la Francia e lInghilterra interventiste, i globalisti dominantioraselaprendonoconlItalia,bocconegrossoinEuropaepaesedebole, conungrandedebitopubblicoeunabassacrescita(principalipretestiperlattacco) ed un presidente del consiglio screditato e un po indisciplinato (che un altro pretesto). I subdominati politici tedeschi e francesi, valvassini di un capitalismo che rivela sempre di pi inquietanti tratti neofeudali, collaborano nel mettere alle strette lItalia e continuano a sperare che i loro paesi (piccoli feudi) non finiscano nella fornacediunpossibilecollassodelleuroedeicontinuidowngradeorchestratidalle agenziedirating.
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Qui non si afferma che si devono difendere a spada tratta Berlusconi e il suo esecutivo come minore dei mali, ben sapendo che ci che verr dopo sar totalmentesubordinatoaiglobalistieailoroproconsolicontinentalieuropoidi,ma soltantocheBerlusconinonpiilprimoproblemaperlItalia,elasuarimozione, consensualeoforzatachesia,nonavrcertoilpoterecomecifacredereunaparte significativadellapparatomassmediatico,dirasserenarelorizzonte. Delresto,Berlusconinonhapropriotuttoquelpoterechefinoapocotempofagli si attribuiva (quasi che fosse il neoduce), poich, come ha scritto in modo molto chiaro Costanzo Preve, LItalia completamente commissionata dal duopolio DraghiNapolitano. Un banchiere ed un excomunista riciclato in rappresentanza degli interessi militari dellimpero americano (glissiamo sullimpero americano, n.d.s.) e (soprattutto, n.d.s.) dei parametri oligarchici dei poteri finanziari., ma il Cavaliere continua a starsene incollato su quella poltrona di presidente del consigliodallaqualeidominantiglobalilovoglionosloggiare. Il pacchetto completo di riforme ordinato al governo italiano dalla classe globale attraverso i proconsoli europoidi sicuramente, una volta varato e applicato (e probabilmente ci si verificher abbastanza presto), seminer miseria e disperazionenellapenisola. Ci sar a quel punto una forte reazione della parte sana del paese, con connotati finalmenteantieuropeiedantieuro,rivoltacontroilNemicoPrincipale(laGlobal class)eisuoivalvassiniinEuropa? Questasarebbelasperanza,mafinoralemanifestazionieleproteste(tranneforse che in Grecia), per quanto nella maggioranza dei casi blande e pacifiche, si sono rivoltesemprecontroigovernilocalienoncontrochilicomanda,limanovraeli tieneinpugno. Acheservir,sesopravvivrpoliticamenteancoraperunpo,prenderselasempre e soltanto con il valvassino mancato Berlusconi, in calo di consensi e sgradito ai globalistidominanti,vistocichestaperarrivarciaddosso?
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Usciredalleuro! (Macomesipufare?) Articolodel27/10/2011 Dapiparti,inqualchecasotimidamente,inqualchecasoconpidecisione,nelle catacombe virtuali della controinformazione o altrove, si avanza la proposta delluscitadellItaliadalleuro. Chi scrive ha sempre pensato, fin da prima dellintroduzione delleuro nella concreta circolazione monetaria avvenuta nel 2002 spazzando via per sempre le vecchie, ma solide monete nazionali, che la moneta unica si sarebbe comunque rivelata maligna, sia nel caso di rifiuto della sua adozione sia nel caso dellintroduzionedellanuovavalutasopranazionale,edinparticolareinrelazione allItaliadellabuona,vecchialiretta. SelItaliasenefosserimastafuori,nelbrevelaliraavrebbesubitopesantiattacchi speculativi, svalutazioni, perdita di potere dacquisto internazionale, e tutto ci avrebbeincisonegativamentesullabollettaenergetica(giallorasalata)acarico delpaeseepiingeneralesullacosiddettaeconomiareale,interminidiprodottoe dioccupazione. Entrando nelleuro grazie a figuri del calibro di Romano Prodi, il quale si vantatoalungodiaverciportatoinEuropa,lecosesonoandatecomesappiamo,ei beneficisulredditoesulloccupazionelipossiamoosservareognigiorno. Oggi, per sfuggire alla morsa globalista che attraverso gli organi della mondializzazione europei vuole espellere dal lavoro e lasciare senza reddito milionidiitaliani,oppurecostringerlialavorareacondizionisemprepeggiorifino allesogliedeisettantaanni,lafugadalleurosembraunanecessitimpellenteper evitare un processo di impoverimento nella penisola destinato a durare (almeno) pertuttoildecennio. Niente pi pensioni di anzianit, masse di disoccupati alla disperazione, liberalizzazioni selvagge, privatizzazioni orchestrate per impossessarsi del patrimonio pubblico, sembrano oggi il nostro destino futuro, restando nelleuro e nellEuropadellUnione. Anche se non sempre vi piena consapevolezza in chi propone la fuga dalleuro, perquestaviasivuolemetterealriparoilpaesedallestrategiecriminalidellaclasse globale,chedaNewYorkaLondra,edatuttelepiazzefinanziarienellesuemani, stavolgendolasuarapaceattenzioneversolItalia,aspettandoilmomentogiustoe il passo falso per spolpare losso, dopo averci ricattato con il debito ed averci lanciato una serie di ultimatum attraverso le sue disgustose marionette europee (alcunedellequaliitaliane,comeirinnegatiDraghieMonti). In Patria, personaggi ambigui ed inconsistenti della fatta di Giorgio Napolitano, apostata comunista migliorista e neoliberista arrampicatosi fino alla presidenza
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dellarepubblica,odanchelinterasinistraasservitaaiglobalistiedinneggianteai macellaisocialipercontoterziDraghieMonti,sonoprontiamettereinattoinun istante, punto per punto, i diktat europoidiglobalisti, se solo il riottoso e pluri inquisitoBerlusconisifafinalmentedaparte(comevorrebbepersinoilNewYork Times). DietroiVanRompuy,iDraghi,iTrichet,iMonti,iNapolitano,dietroisorrisetti antiitaliani delle inezie politiche liberaldemocratiche Merkel e Sarkozy, dietro le spalledellasinistranostrana,apostatadelcomunismoeservadellaclasseglobale per nel nome sputtanato dellEuropa (non pi Dio lo vuole!, ma lEuropa lo vuole!), si mal cela la nuova, spietata classe dominante del terzo millennio, la Globalclassdeterritorializzata,nomadequantoicapitalifinanziaricheperegrinano senza sosta nel mondo, e le masse di denaro in continuo spostamento, per lo pi virtuali,chenesimboleggianoilgrandepotere. La sottomissione ai processi di globalizzazione economica ed alla supremazia del capitalefinanziariopassano,perlItalia,sottoleForcheCaudinedellemisureattea favorire la Crescita neocapitalistica, che sotto la superficie nascondono controriformeepocalirivoltedirettamentecontrolapopolazioneecontroillavoro. Eppureunasinistramenzognera,vile,privadiprogrammipolitici(chetantonon servono perch si decidono altrove), e soprattutto serva dei globalisti, non perde occasionepersantificarelaCrescita,comesefossenonunaviaperrischiavizzarci (cresceranno soltanto il Valore finanziario, la sottooccupazione e la disoccupazione), ma la soluzione di tutti i nostri problemi e la strada per la salvezza. Ed ecco che un Berlusconi riottoso, ma alla fine anche lui prono, presenta la sua letteradintentidisedicipaginette,contantodipremessa,acolorochecistanno tenendo sotto assedio dalle cosiddette istituzioni europee alle principali piazze finanziarie, e come avvoltoi se ne stanno sul ramo, attendendo loccasione giusta percalaresulpaeseedilaniarlo. Una lettera che Silvio il discolo ha iniziato (chiss se proprio di suo pugno) con Caro Herman, caro Jos Manuel, che sono poi gli amatissimi Van Rompuy e Barroso, rispettivamente presidente del consiglio dellunione e capo della commissionechenessunodinoihaeletto. Se60miliardidieurodimanovrefinanziarieinrapidasequenzanonsonobastati, finora, a placare la fame globalista, forse non baster neppure la letterina di Berlusconi. In questa lettera, simile da una missiva che contiene la resa, let pensionabile innalzata a 67 anni stata parzialmente neutralizzata diluendola fino al 2026 (voluntas Lega, per mere ragioni elettoralistiche), ma in compenso ci sono altre misure, agghiaccianti sul piano sociale, che ci si poteva attendere da un

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vigliacchetto come il Cavaliere, solo un po riottoso davanti ai poteri forti (anzi, davantialVeroPotere,comescriverebbeunPaoloBarnard). Dal maggio del 2012 licenziamenti pi facili per espellere dalle aziende che invocano lo stato di crisi i lavoratori con contratto a tempo indeterminato (e tanti salutiallarticolo18delloStatutodeiLavoratoriancorainvigore). Neiconfrontideglistataliregimeduroconmobilitobbligatoria,cassaintegrazione e annesse riduzione salariale e del personale, poi, il progetto dal suggestivo dal nomedizoneaburocraziazerocheforsesirivelerariafritta,eccetera,eccetera. Berlusconiancoraesempre(finoallafine,semprepivicina)fiancoafiancocon lalleatoBossiinunaridotta,hadifesosoltantoimpresari,bottegaiecommercianti (libert di orario per i negozi dal 2012), e gli ordini professionali privilegiati (i privilegiatissiminotai,adesempio,chenonsonostatiancoraliberalizzati). Il tanto atteso piano per lo Sviluppo che assicurer la Crescita devastatrice neocapitalistica,ilCavalieregiurachespunterfrapoco,entronovembre. IlclimaquellodelTrattatodiVersaillesdel1919,solocheledurecondizionioggi ledevescontarelItaliaassediatadaspeculatoriesciacalliglobali,nonlaGermania sconfitta. A questo punto, luscita dalleuro sembra la cosa pi urgente, assieme alla contestuale denuncia di tutti i trattaticapestro europei, a partire da quello fondativodiRoma(ironiadellasorte)del1957. Chiscriveforseunodegliultimieurocentriciincircolazione,maildisprezzoche nutre per la cosiddetta Europa dellUnione, lEuropa sottomessa alla classe e al mercato globali, LEuropa senza pi dignit ed indipendenza che ha sostituito lEtica con leuro e la sua grande cultura con la finanza, lo spinge a desiderare la catartica fine della moneta unica e delle istituzioni europee (BCE, commissione, parlamentoetuttoilcarrozzoneburocraticoannesso),perpoterricominciareadare allEuropaallinterocontinente,daovestaestsenzaesclusioni,unaverasperanza futuraelapossibilitdiricostruirsisubenaltrebasi,chedovrannopoggiaresuun consensopopolarenonestortoenonsimulato. Ci si deve chiedere, per, se in questo momento realistico ipotizzare unuscita dalla moneta unica e labbandono dellUnione, almeno per paesi come lItalia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo, che sono i pi colpiti dagli effetti della crisi strutturaleneocapitalisticaedalricattoglobalistadeldebito. No,purtroppononlo. Lastradasarlunga,perchnessunpoliticoliberaldemocraticocresciutoallinterno diquestosistema,siachesidefiniscaconservatoresiachesidefiniscasocialista (o in qualsiasi altro modo), oser fare un simile passo, anche se i due terzi della popolazionedelpaesedovesseroesserefavorevoli. Inoltre,anchesepidel60%dellapopolazionediunpaesedovesseesprimersiper labbandono delleuro e luscita da questa Europa, non ci saranno estese proteste,
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tali da essere efficaci, fino ad indurre i politici locali a mutare posizione e a non servirepiiglobalistimettendoinattolepolitichedaloroimposte. Il pacifismo strumentale, che uno strumento di dominazione neocapitalistico cruciale in momenti di diffuso malessere sociale (momenti come quello attuale in cuipualzarsiilventodellarivolta),provvederaneutralizzarelemanifestazioni dimassa,chesarannoapartequalcheisolatoepisodiodiguerrigliaurbanadovuto a piccole minoranze, democratiche, politicamente corrette e nonviolente, quinditotalmenteinefficacienonpericolose. Restandointernialsistema,egiocandosecondolesueregole,nonsiotterrnulla. Prima di rivolgersi direttamente contro leuro e le istituzioni europee, abbandonandole e sconfessandole, sar necessario far cadere i regimi liberaldemocratici in Europa e ripristinare la tanto vituperata dittatura (rivoluzionaria)comestatodieccezione. Ilmaterializzarsidellapossibilitdiuscitadalleuroeliniziodelcollassodellafalsa Europa globalista non potranno che avvenire per gradi, o meglio, per fasi successive. Lefasisarannoessenzialmentequattro,espostediseguitosinteticamente: 1)Ilprevalereprogressivo,conildiffondersidelmalesseresocialeedegliespropri globalisti, delle proteste violente su quelle pacifiche sostanzialmente interne al sistema e a lui funzionali, nonch il prevalere di quelle che oggi si demonizzano comefrangeviolentesullamassadipecoroniinerticheripetonostanchislogan, srotolano striscioni e gonfiano palloncini, il che potrebbe ridurre a pi miti consigli le stesse forze della repressione che fino ad ora hanno spadroneggiato nellepiazze,bastonandogliinerti,glistudentigiovanissimioilavoratoridisarmati che manifestavano per il posto di lavoro. Altro punto importante sar che dopo lautoconvocazionedellaprotestadipiazzaallacquadirose,sullostileindignati,la protesta vera dovr strutturarsi e gerarchizzarsi, diventare permanente ed organizzarsi meglio, con agguerriti servizi di sicurezza o addirittura in falangi, sullostiledelBloccoNero,perevitarediesseresbaragliata. 2)Estesemanifestazioniconlusodellaviolenzaintuttoilpaese,checoncretamente e simbolicamente romperanno le catene del pacifismo strumentale e del politicamentecorretto,mettendoseriamenteindiscussionelastabilitdelregime liberaldemocratico e la stessa sicurezza fisica delle suboligarchie politiche locali. Blocchidelleattivitproduttiveedeitrasporti,occupazionipermanentidispazie edificipubbliciimportanti.Sisentirannoiprimiscricchioliidellimpiantodipotere vigente,sinoterlapaurasuivoltideipoliticidiprofessione(insostituzionedegli insopportabilisorrisidicircostanza)elaria,perloro,diventerpesante.
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3) Con il crescere della forza di piazza e del numero dei gruppi sociali in rivolta (lavorointellettualesottopagatoecostrettoademigrare,lavoroimpiegatizio,lavoro operaio, lavoro immigrato, giovani precari, eccetera) sar possibile la costituzione di movimenti di vera opposizione politica e/o loccupazione di preesistenti organizzazioni sindacali (Fiom, CGIL) e politiche (PRC), bonificate da burocrazie interneeincapacisdraiatedatroppotemposuiloropiccoliprivilegi.Soltantoalla finediquestaterzafasecipotressereilcollassodelsistemaliberaldemocraticoe loccupazione delle sue (screditate) istituzioni da parte quelli che ormai saranno diventati veri e propri rivoluzionari. Se ci accadr, per evitare il caos e la dissoluzione dello stato, si renderanno necessari lautoritarismo e la centralizzazione rivoluzionari, riportando in vita la tanto demonizzata dittatura comestatodeccezione,lunicaformadigovernoingradodigestireefficacemente latransizioneediconsolidareleconquisterivoluzionarie.Sarunafasespietatain cuinonsipotrandarepertroppoperilsottile,maancoralegataallalottacontroil nemicosecondario(politicoesociale)nelladimensionenazionale. 4) La quarta fase, con luscita dalleuro e la denuncia di tutti i trattati europei, costituirunsaltodiqualitnellalotta,perchcisirivolgerdirettamentecontroil Nemico Principale globalista e i suoi interessi, ma soltanto dopo aver sconfitto, riducendoloallimpotenza,quellosecondarioeinterno.Seciaccadrinpidiun paese europeo, solo a quel punto si potranno interrompere i meccanismi riproduttivi neocapitalistici e i processi di globalizzazione, ottenendo una vittoria dirilievo,perchlareaeuropea(esarancoraperunpo,infuturo)unareafrale piimportantidelmondoglobalizzato. La classe globale che sorveglia gli stati e le nazioni dallalto, gi fin dalla fase 3 e prima che collassi il sistema liberaldemocratico nel paese europeo in rivolta, potrebbeimpiegarelostrumentomilitaredellaNato,asuacompletadisposizione, oppure potrebbe farlo nella fase 4, subito dopo il ripudio dellEuropa monetaria, delleuroelaminacciaportataallesueistituzionisopranazionali,equestocostituir ungrandeproblemaperirivoluzionarimettendoinforselesitodellaloroLottadi Liberazione. Afghanistan, Iraq e Libia insegnano, e quanto finora accaduto in paesi extraeuropei, o nellarea balcanica, potrebbe benissimo accadere in Europa occidentale e centroorientale perch il potere globalista non legato a nessuna specifica area del mondo, a nessuna nazione e a nessun popolo in particolare (neppureaquelloamericano). LaconclusionechedalleurosiuscirsoltantoconlaRivoluzione.
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Berlusconi,leuroeipaladinidellamonetaunica Articolodel30/10/2011 Moltalacarnealfuoco,negliultimigiorni. Gli eventi sembrano precipitare rapidamente, e fra un po la carne al fuoco sar proprioquelladegliitaliani. Berlusconi non rinuncia a fare il riottoso, davanti ai soliti poteri forti che ne osservanolemosseelotengonosottotiro(persostituirloconunaloromarionetta pi disciplinata), e dinanzi ad una platea di imprenditori, in occasione degli stati generalidelcommercioesteroallEur,ciricascato,facendocisapere(comesenon losapessimogi)cheincorsounattaccoalleuroperchsitrattadiunamoneta chenonhaconvintonessuno. Il Cavaliere rincara la dose in un disperato tentativo di rimontare la china del consenso,sostenendocheleurolastranamonetadiungruppodipaesi(lEuropa dellUnione Monetaria) che per non dispone di un vero stato, di un governo comuneediunabancacomesideve,diriferimentoedigaranzia. Argomentazioni, quelle di Berlusconi, superficiali e meramente propagandistico elettorali come pare evidente conoscendolo, ma che suscitano scandalo perch violano quello che diventa il tab dei tab: la partecipazione a tutti i costi dellItalia, anche davanti allevidenza del massacro sociale, allEuropa maligna delleuroelacompletasoggezionealladominazioneglobalista. Attaccatodapipartipercichehadichiaratopubblicamente,ilCavaliereinbilico privo di coraggio ha fatto subito marcia indietro, sostenendo che le sue dichiarazioni sono state come il solito mal interpretate, e che leuro la nostra bandiera. In effetti, i difensori delleuro santificato la cui introduzione nella circolazione effettiva lo stesso Berlusconi ha permesso e avallato, nella politica ufficiale sono numerosicomelemoschesuuncorpoputrefatto,enessunavocefuoridelcoro alungotollerata. Perci,lemarceindietrosonoinevitabili,sesihapocadignitpersonale,senonsi hannosolidiideali,masoltantosecondifini,esivuolesemplicementecontinuarea mantenereilpropriopostoalsole. Lo spettacolo che offre il regime liberaldemocratico, in un momento topico per il paese, scopertamente disgustoso, a partire dallo stesso Berlusconi della critica improvvisata alleuro, fino ad arrivare agli esponenti dellopposizione parlamentare che sostiene leuro, e persino ad ex presidenti della repubblica, presumibilmente rincoglioniti, ma comunque dediti alla propaganda per conto dellaclasseglobaletrionfante. Leuro non si tocca, LEuropa monetaria intangibile, e a loro non ci si pu ribellare, anche se stanno falcidiando come mitragliatici di grosso calibro interi
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popolieuropei,perchquestalavoluntasdei,ciolavolontdeglideiglobaliche gli officianti della politica nazionale e ufficiale tutti, senza eccezione alcuna, servonodiligentemente. Infatti, la peggior burocrazia politica pidiina pronta a mettersi al servizio dei globalisti ha approfittato della ghiotta occasione ed insorta contro Berlusconi, tacciandolo di irresponsabilit (la supponente ed inutile Anna Finocchiaro), accusandolo di far danni (che Berlusconi fa regolarmente, ma in tal caso soprattutto, secondo Stefano Fassina), od anche, come ci informa lAnsa, intimandogliungilemanidalpreziosoeuro(lostrisciateEnricoLetta,nipotino diGianni,diversamenteschieratorispettoalpotentezione). Persino Ciampi, vuotissimo e retorico presidente della repubblica prima di Napolitano, ex di Bankitalia al quale Mario Draghi telefona affettuosamente, lanciailsuomonitoperdifenderelamonetaunica,chepoilasolitaminacciadi guaibenpeggioriperlItaliainassenzadelleuro. Segnocheallavecchiapoliticadellacarotaedelbastoneiglobalistihannosostituito quella dellalternativa fra un bastone ed unaltro ancor pi grosso e nodoso, che pucalaresullenostreschieneinognimomento. Leuro diventa almeno quanto il Libero Mercato mistero della fede, nella propaganda di questi sciagurati servi della Global class (pidiini o nonagenari ex presidentichesiano),edopodiluiosenzadiluicitoccherildiluvio... Volendo restare scherzosamente su un piano misticoreligioso ma non troppo celiando, data la serrata propaganda proeuro e promercato di questi giorni per plebi credulone e sanfediste, i due dogmi intangibili della fede ultraliberista in Europa si stanno trasformando, per tutti noi, nelle due bestie, uscite dal mare e dallaterra,delleApocalissidiGiovanni. Tutto questo in molti cominciano ad intuirlo, dopo un lungo sonno idiotizzante a base di Unione Europea e euro, sfide del Libero Mercato, rischi ma anche opportunit,attrezzarsiperaffrontarelacompetizioneglobale,prioritdadare allaCrescita,flessibilitdelmercatodellavoro,eccetera,eccetera. Ma purtroppo, come ha detto Hegel, non tutto ci che e noto (o dovrebbe ormai esserlo)ancheconosciuto,eliniziodiunrisvegliononsignificailraggiungimento dellapienaconsapevolezza. Idiotizzazioneeflessibilizzazionedeipopoli,finanzaemoneta,sonolatrimurtidel NuovoCapitalismo,eisuoiofficiantilosanno,oalmenolointuiscono. Quindi il maligno euro va difeso ad ogni costo, i soldi devono essere erogati alle bancheedalleistituzionifinanziarie,elapopolazionedeveesserenarcotizzata,resa flessibileperunlavorosemprepischiavo,etrasformatainunbranco(gestibile) diidiotisociali. TornandoallItaliaedalsuomiserabileregimeliberaldemocratico,mentreipidiini attaccanoBerlusconi,colpevolediavermessoindiscussione,siapurblandamentee
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soloaparole,SanEuro,lamministrazionefederaleamericana,perboccadiBarack Obama,pungolaipocritamentelEuropa(dopochegliUSAcihannoscaricatouna buonapartedelpesodellacrisiaddosso)adintervenireilpivelocementepossibile per risolvere i suoi guai, la Cina globalista non daccordo sugli interventi per sostenereleurozona(cheaffondipurelEuropa!),lospreaddeiBTPdecennalicon ilBundtornaadalzarsi,econluilaspesaperinteressidellostatoitaliano. InunarecentesimulazionedellaCgiadiMestresidimostracheseilicenziamenti selvaggi per motivi di crisi economica (contemplati nella lettera dintenti di Berlusconiaipotentatiglobalistieuropidi)fosserostatipossibilifindalliniziodella crisi globale, il tasso di disoccupazione sarebbe aumentato esponenzialmente, mantenendosistabilmenteaduecifre,mailnemicogiuratodeilavoratoriMaurizio Sacconi, ministro del lavoro e del welfare, difende i licenziamenti selvaggi ignorandoloStatutodeiLavoratori,ediffondelasolitafavolettachecosfacendosi voglionocrearelecondizioniperlacrescitadelleimprese...edelloccupazione! Perci, il vero problema non che leuro non ha convinto nessuno (caro Berlusconi,chepoitirimangicichedici!),machelamonetaunicarivelaoggila sua vera funzione, e cio quella di strumento di dominazione e di esproprio neocapitalistico,riducendoallimpotenzastati,popolienazioni.
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DiscussioneconCostanzoPreve: lesperimentogreco,luscitadalleuroelacrisiitaliana Articolodel02/11/2011 TelefonoalfilosofoCostanzoPreveversole17.00dimarted1novembre,giorno festivo di ognissanti, cos possiamo parlare con una certa tranquillit per qualche decinadiminutideimassimisistemi,masoprattuttodellacrisideldebitocheha funestatolaGreciaedorastainvestendoinpienoanchelItalia. IovivoneipressidiTriesteeluiaTorino,perci,apartequalchemiararapuntata nelcapoluogopiemontese,possiamosentircisoltantograzieallacornetta(Costanzo nonpossiedeilcellulare). Itemidiscussisonoquellicaldidellasituazionegreca,dellasituazioneitalianae delluscitadalleuro. Il grande filosofo hegeliano e marxiano conosce bene la situazione greca ed favorevole, almeno quanto lo sono io, alluscita dellItalia dalla prigione della monetaunica. ******** In relazione alla fuga dalleuro, faccio presente a Costanzo che nessun politico internoadunodeiregimiliberaldemocraticieuropeicaratterizzati,nelconcreto, dalla coercizione della popolazione e dalla sottomissione alla classe globale, avr maiilcoraggioelavolontdiportarfuoridelleuroilsuopaeseedidenunciarei trattatieuropei,andandosenedallEuropaunionistaeglobalistasbattendolaporta allespalle,equestoancheselamaggioranzaassolutadellapopolazionelovuole. Del resto, la semplice uscita dalleuro e del cerchio pi interno dellUnione Europea, quello monetario (UEM), pu non bastare, se si vuole arrestare lattacco globalistaallefrontiere,ednecessariovoltarelespallepersempreallacaricatura dellEuropachecistatrascinandoversoilbaratrosociale,uscendototalmentedalei edallesueistituzioni. Costanzo controbatte dicendo che il referendum greco sullaccordo per il debito, proposto propriodaGeorgePapandreou,nelcasochelamaggioranzadeivotanti
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respingesse laccordo, potrebbe avere una grande importanza non soltanto per la piccolaGreciasottoricatto,mapertuttalEuropa.LaGrecia,inconseguenzadici (il rifiuto da parte della maggioranza dellaccordo sul debito), potrebbe uscire dalleuro e cos potrebbe innescarsi un processo di riorganizzazione politica e socialecomplessivadellasocietdiquelpaese. Costanzononlodiceinmodoesplicito,maiohocompresochestapensandoadun passosuccessivo,ecioadunpossibileeffettodominooltreiconfinidellEllade, inpaesicomelaSpagna,ilPortogallo,oforseanchelItalia,cheavrebbero,aquel punto,unesempiodaseguireeunapossibileviadifugagitracciata. Il referendum, istituto residuale della democrazia diretta, potrebbe avere effetti dirompenti sulla stabilit delleuro e sulla stessa sopravvivenza dellUnione europide,secondoCostanzoPreve,incasodisconfessionedellaccordosuldebito dapartedellamaggioranzadellapopolazionegreca. Per, come ammette il filosofo marxiano che grande conoscitore della societ ellenica,cheleggeescriveingrecomodernoedcostantementeincontattocongli ambientiintellettualidiquelpaese,seunproconsolealserviziodeiglobalisticome Papandreou ha voluto il referendum, perch il suddetto abbastanza sicuro di vincerlo(facendodigeriredefinitivamentelaccordo,aquelpuntolegittimatodalla volontpopolare,atuttoilpopologreco),epervincerloigrecisarannoricattatie terrorizzati,attraversolaminacciadiunulterioreedrasticoimpoverimento,senon addirittura la fosca prospettiva della fame e della sete, la minaccia di un nuovo pericoloturco,chepotrebbeinvestireunaGreciaisolataenonpibenagganciata allEuropaunionistamonetaria,eccetera,eccetera. OsservazionemiachenonhofattoaCostanzodurantelaconversazionetelefonica: curiosamente,siutilizzalistitutoreferendario,chedovrebbevolerdiredemocrazia direttaepartecipazionepopolare,perfarpassareminacciandoeterrorizzandola popolazione con prospettive apocalittiche, controriforme rivolte contro la grande maggioranzadelpopologreco,ivicompresiicetimediimpoveriti(medici,avvocati edaltri). Lasituazionegrecaspaventosa,moltodipidiquantolafannoapparireimedia danoi,midiceCostanzo,perchormainegliospedalilefamiglieportanodacasail cibo ai malati, cominciano a mancare le stesse medicine e i materiali sanitari, e si purischiareanchedimorire.Eunasituazionecheuntemposidicevadaterzo mondo, e perci nuova per un paese che in passato aveva conosciuto al pi una dignitosapovert,manonlamiserianera.

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Danoi,invece,glifacciopresente(maluilosabene),unpomenograve,anchese igenitorisonocostrettiaportareinedificiscolasticinondiradofatiscentilacarta per le fotocopiatrici e la carta per i cessi, che mancano a causa i tagli dei fondi destinati allistruzione pubblica. Ma fra non molto anche in Italia (e in Spagna) la situazione potrebbe degenerare, approssimando quella di un paese del terzo mondo. Tornando al caso greco, lunghi mesi di manifestazioni partecipate, violente e non violente, di disordini di piazza, di occupazioni (come quella della simbolica Acropoli che sovrasta Atene), nonch di scioperi generali paralizzanti dei quali sembrachenonsiaimportatoquasinullaallaclasseglobaledetentricedelcapitale finanziario, hanno per indotto il Papandreou di terza generazione a fare questo azzardo, per chiudere la questione sperando che laccordo passi, sia legittimato unavoltaepertutteecessinoleproteste,altrimentidestinateacronicizzarsieforse adiventaretutteviolente,ciopiincisive. Se il referendum si far, dunque, perch il proconsole locale Papandreou e i dominanti che lo manovrano sanno che avranno buone possibilit di vittoria, pur conunamaggioranzarisicata. C da credere che Costanzo, in proposito, ha ragione, e i risultati della consultazionereferendaria,semaisifar,potrebberoconfermarcelo. Ci non toglie che lannuncio del referendum greco ha dato loccasione alla speculazione finanziaria globalista per provocare unaltra ondata di ribassi borsistici, a partiredaWall Street fino adarrivare a Milano, e per rastrellarealtre risorse finanziarie (con i put, le scommesse a ribasso, attraverso la finanza strutturata, acquistando azioni a prezzo stracciato che potranno rivalutarsi in futuro,findaicosiddettirimbalzitecnici,eccetera),elospreadconilBundtedesco del BTP nostrano volato fin oltre i 450 punti, provocando un ulteriore aumento deltassodiinteressesuititolideldebitopubblicoitaliano(chehaormaisuperatoil 6%). Igovernantiliberaldemocratici,inparticolarequellidiFranciaeGermania,nonch inotabilichegestisconoleistituzionieuropidipercontodellaclasseglobalesisono infastiditi per lannuncio del referendum greco, che ha permesso a Mercati e Investitori di punire, oltre allItalia, anche le banche e le borse del vecchio continenteconlorgiaspeculativaaribasso. Nelmeccanismoinfernaleneocapitalisticoinatto,alimentatodalricattodeldebito, dalleondatedicrisiedallaspeculazionefinanziaria(qualefontediCreazionedel
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Valore),laprimavittimaeuropea,chelaGreciaprontaalreferendum,danneggia indirettamente la seconda, lItalia gi condannata, e avvantaggia comunque la classeglobale,unicaabeneficiaredeirisultatidellaspeculazione,nonimportasea rialzooaribasso. ******** A parere di Costanzo la Grecia stata oggetto di un esperimento neocapitalistico destinato, se coronato da successo (come sembra, visti i risultati che ha gi ottenuto),adiventareprassididominazioneediesproprioinEuropa.LaGrecia stataperciusatadaiglobalisticomeunaveraepropriacaviadalaboratorio,posta sotto costante osservazione per studiarne le reazioni, prima di risolversi ad aggredireconmaggiordecisioneibocconipigrossi,ciolItaliaelaSpagna. Ora c il fastidio del referendum, inscenato per dare lillusione che la democrazia funziona, che il popolo consultato e si esprime, ma la sostanza del discorsononcambia,esullevanescenzadiquellachemoltisiostinanoachiamare democrazia, difendendola e illudendosi di poterla riformare, Costanzo sostanzialmente daccordo con me. Del resto lui stesso che ha scritto, introducendoilconcettodelNemicoPrincipalecapitalistico,chesulpianopolitico il nostro primo nemico assume il volto della liberaldemocrazia. E lecito, a questo punto,agiochiscoperti,parlarediregimeliberaldemocraticoediusoabbondante della coercizione e dellinganno, sotto la patina del suffragio universale e della libertdipensiero,esattamentecomefaccioiodaunpoditempo. Ma per quale motivo, tornando al discorso dellesperimento neocapitalistico in Europa che ha la Grecia come cavia e lItalia come prossima vittima designata, la classeglobalestafacendotuttoquesto? Comerisposta,ilgrandefilosofomarxianoesponebrevemente,consemplicit,ma conestremachiarezzaunasuateoria:cisonoalmondotremodellidicapitalismo, quelloliberistaanglosassoneeamericano,quellocineseinunaCinachedalunga pezza non pi socialista (sciocchezza alla quale ancora qualcuno crede), caratterizzatodalcontrollodirettosullostato,sullamoneta,sullapopolazioneesul suolo da parte delloligarchia (ex)comunista, ed infine il modello europeo occidentale che non mai stato socialista, ma che (o meglio era) caratterizzato dallo stato sociale, da una significativa presenza dello stato nelleconomia, dalla ridistribuzionedeiredditiavantaggiodelleclassipipovereedesposte.
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Lobbiettivo globalista, secondo Costanzo, di ridurre a due questi modelli, eliminando attraverso il ricatto, la paura ed uno shock sociale senza precedenti il modello europeo, nel tentativo fino ad ora riuscito, di uniformare lEuropa agli Stati Uniti dAmerica, cio imponendo a tutto ilvecchio continente ladozionedel modello liberalcapitalistico, il che giustificherebbe, in particolare per quanto riguarda lItalia, le future ondate di liberalizzazioni e privatizzazioni, nonch la probabilesostituzionedellostoricoedelefantiacowelfareconlamenocostosae piridottaflexsecurity(dicuiogginonacasosiparlamolto). Faccio presente a Costanzo che il cosiddetto modello capitalistico europeo non unico, ma vi sono storicamente modelli differenti, come, ad esempio, le economie misteitalianaefrancese,ilcapitalismorenanotedesco,lasocialdemocrazianordica, perlacosahabenpocaimportanza,edsoltantounasottigliezza,nelmomentoin cui lattacco generale, distruttivo e limposizione del capitalismo ultraliberista avvienesuvastascala,dalnordalsuddelvecchiocontinente,anchesegliattacchi per ora si concentrano a sud, ed in particolare nellarea mediterranea individuata datempodaiglobalisticomelanellodeboledellacatena. HaragioneCostanzo,chepurschematizzaalmassimoaltelefono,perchloshock sociale violentissimo e senza precedenti oggi lo stiamo vivendo anche noi, qui, in Italia,condiminuzionicontinuediredditoeaumentidelladisoccupazione(iltrenta per cento o quasi di giovani a spasso), si sente in tutta la sua virulenza nella Spagna degli Indignados travolta dallo sboom immobiliare (venti per cento di disoccupati e oltre), e soprattutto in Grecia, la cavia dellesperimento normalizzatorecapitalistico. Aggiungo soltanto una considerazione a ci che ha detto Costanzo Preve: se alla fine resteranno solo due modelli di capitalismo nel mondo quello liberista angloamericano nel nord e nelloccidente del pianeta e quello cinese che si diffonderfraicosiddettipaesiinviadisviluppo,purverochesiamodavantiad unnuovomodostoricodiproduzione,echevilaconvergenzaavelocitdiverse diquestimodellicapitalisticiversounsoloidealtipodicapitalismopostborghese epostproletario,ilNuovoCapitalismofinanziarizzatochedominerilventunesimo secolo (se non si verificheranno, nel corso della prima met del secolo, gradite sorpreserivoluzionarie). In Cina, infatti, i miliardari entrano nel comitato centrale del partito comunista, il sistema bancario tende alla privatizzazione, le cooperative sono scomparse, i capitalioccidentalisonoinjointventure(leggiincomunella,culoecamicia)con lo stato del dragone ultracapitalista, il fondo sovrano acquista intere aree del mondo,elaclasseglobaleorientaleemergentedifendeiprocessidiglobalizzazione
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inattoalmenoquantoiglobalistioccidentali.Anzi,fraqualcheanno,vistalacrisiin Europa e lindebolimento degli USA, i cinesi potrebbero diventare i principali difensoridellaglobalizzazione. Concorrenzaslealeeprotezionismocaratterizzanoancorailcapitalismocinese? Forsefraundecenniononsarpicos,nellatendenzageneraleadunacompleta ed irreversibile apertura al mercato, volontaria o pi spesso imposta, come accade oggi in Europa, che si accompagna alla nuova omologazione capitalistica (ancheperquelcheriguardaimodelliadottati). ******** Saluto Costanzo dopo che siamo stati per oltre mezzora al telefono, con lintenzione dirisentirci allaprossima ... brutta sorpresa che lastoria e iglobalisti sicuramenteciriserveranno!
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Lademocraziaoccidentaleilpeggiorsistemapoliticodituttalastoriaumana Articolodel04/11/2011 Viva il Centralismo, viva la Rivoluzione, viva la Dittatura per gestire lo stato di transizione. Losloganpoliticamentescorrettomio,manonsoltantoprovocatorioperchlo scrivoconintimaconvinzione,nonchcontotaledisprezzoneiconfrontideiregimi liberaldemocraticiedeilorosostenitorichesonodeinemicidacombattere,atutti ilivellidellascalasociale. Un trentennio di inganni, di rischiavizzazione del lavoro e di impoverimento di massa, che si ulteriormente velocizzato dal 2008, hanno ridotto lItalia nelle condizionicheoggipossiamoosservare. Per non parlare della Grecia, in cui un politico incapace che ha studiato in America (anche lui come il funzionario BCE Napolitano), rampollo di terza generazionediunadinastiadipoliticidiprofessione,primaindiceunreferendum che poteva essere dimportanza cruciale per il futuro della Grecia, e poi con unimprovvisamarciaindietrodifattolocancella. Saranno i partiti ellenici a supplire alla mancata consultazione popolare raggiungendo unintesa fra loro, ed praticamente certo che la piccola politica servadeiglobalisti(noncsoloinItalia,madiffusaperragionidiomologazione sistemicaintuttoloccidente)farpassarelaccordo,piegandoilcapo. ChesitrattadelPasokediNaDimokratainGrecia,oppuredelPdedelPdLin Italia,valecicheaffermo. Sappiamo che laccordo sul debito del 26 ottobre serve a salvare non tanto la Grecia,condannataallaschiavitperdebitieallacadutadelprodottoalmenofino al2020,malebanche(francesi,tedesche,indirettamentequelleamericane,eccetera) chesonounimportantestrumentodipoteredeiglobalisti. LaspiranteQuislinggrecodellaGlobalclasshacedutodischiantopocodopoilsuo annuncio della consultazione referendaria, indetta per approvare laccordo sul debito e prevista per il 4 di dicembre, forse spaventato dai sondaggi che davano quasi per certo un respingimento dellaccordo a larga maggioranza (60%), o dalle pressioni esterne che ha ricevuto (vere e proprie minacce? Era a rischio la sua stessa incolumit personale? Poteva essere travolto improvvisamente da scandali?),o,ancora,dallafuriavindicediMercatieInvestitori,oppuredatutte questecosemesseinsieme. Papandreou,conoscitoreforsepidellAmericaincuihavissutochedellaGreciain cui ha governato per conto terzi, non ha la stoffa n le palle per rompere il ferale cerchio con buona pace della Debora Billi di Papandreou tiene cojones, e il suddetto, con ogni probabilit, cerca soltanto di salvare il suo culo, come fa abitualmenteBerlusconiinItalia.
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Infatti,Berlusconipurnonmollandoperoralacaricadipresidentedelconsiglio,ha accettatolemisureimpopolariimpostedaiglobalistieuropidiePapandreou,che non vuole dimettersi (esattamente come Berlusconi), dopo aver tirato il sasso del referendum ha nascosto la mano, dichiarando con sottomissione che la consultazione popolare non mai stata un fine in s (veramente strano, per un ardentedemocratico)echeDobbiamoapplicareilpacchettoeuropeoperilfuturo delpaeseedeinostrifigli. Se la popolazione greca, lontana ormai dalla politica sistemica liberaldemocratica almenoquantoquellaitaliana,(senondipi,avendolasperimentatasullapropria pelle), non potr in alcun modo esprimersi, vista la situazione drammatica che si prospettasarcostrettaasceglierealtrestrade. Soltanto estese rivolte popolari con abbondante uso della violenza, incontenibili e coronatedasuccesso(lunicamedicinapossibile,giuntiaduntalepunto),potranno salvarelaGreciadallaschiavitdelleuroepercidalrischiodirestareperdecenni sottoiltalloneglobalista. LostessopotraccaderefrabreveinItalia,inSpagna,inPortogalloeinunfuturo unpopilontano(perchno?)ancheinFrancia. Tuttiipopolieuropeisonoarischio,persinoitedeschiprimidellaclasse,eormai ancheibimbidellasilodovrebberoaverlocapito. Persino negli Stati Uniti che difendono con ogni mezzo il loro ruolo di superpotenza centro del mondo, se non riuscir loperazione di scaricare interamente il barile della crisi sullEuropa, agli indignados locali potrebbero far seguito moti popolari ben pi incisivi, totalmente esterni agli schemi politici consueti. Nello stesso giorno in cui Papandreou butta a mare il referendum inibendo la consultazione popolare (da lui stesso prima annunciata) e dandoci unennesima prova di cos veramente la democrazia, il bieco Mario Draghi, da questo mese saldamente alla guida di quella organizzazione criminale globalista che la BCE, abbassa i tassi (tutti, compreso quello sui depositi che scende al mezzo punto percentuale)perfarripartireleborseedassicurareiltoro,dopolorso,aigrandi speculatori, cio per dare a coloro che lo pagano lautamente, lo incensano e gli fannofarecarriera,unaltraoccasionedigrandiguadagni. George,salvalaGrecia!Mario,salvaleuro! Machestranacoincidenza! Quelcheconta,inquestobrevepost,rilevarechelademocrazia,coscomecela dipingelapparatopropagandisticomassmediaticoeaccademico,nonsoltantonon esiste,manellarealtilsuoesattocontrario:unferoceregimecheagiscesempree comunque contro la stragrande maggioranza della popolazione, da sottomettere completamente, da idiotizzare perchnon capisca linganno, e da rendere schiava

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perch lavori a basso costo, e senza alcuna pretesa, per i dominanti della Global class(finitalepocadelrivendicazionismo,ricominciaquelladelloschiavismo). La democrazia occidentale con il suo suffragio universale neutralizzato dallo spostamento in sedi sopranazionali delle decisioni strategiche in materie economiche, finanziarie, sociali, e la sua rappresentanza che non rappresenta il popolo,nientealtrocheilvoltopoliticodelNuovoCapitalismoedellasuaclasse dominante(laclasseglobalefinanziaria). La democrazia occidentale non ammette, nonostante si perpetui la grottesca finzionedelsuffragiouniversaleesimantengainesserelistitutoreferendario,che la popolazione possa veramente partecipare alla decisione politicostrategica, che possa decidere su questioni cruciali per il proprio futuro, quale , ad esempio, quelladelladesionegrecaalpianodisalvataggioglobalistaeuropide. A proposito di quanto precede sarebbe istruttivo per tutti leggere, o rileggere, Il popolo al potere del filosofo Costanzo Preve, oppure Dopo la democrazia dello scomparso Ralf Dahrendorf (un vecchio liberale e un commissario europeo! Ma criticoneiconfrontidelneoliberalismoedellaliberaldemocrazia). Lunica e la sola forma di democrazia (anche ammesso che altre siano oggi possibili) che si conosce in Italia, in Europa, in occidente, la democrazia liberale sorrettadaduegambe:ilsuffragiouniversaleelistitutodellarappresentanza. E dato che questa lunica forma di democrazia esistente tralasciando le belle utopie o le favolette consolatorie (ad esempio le virt di una fantomatica democrazia diretta), chiaro stiamo vivendo sotto il tallone di un regime sanguinario, pronto a distruggere il nostro futuro, che perci deve essere combattutosenzaquartiereeabbattuto. Il suffragio universale non serve a nulla, perch ovunque prevalgono il voto ignorante, disinformato, dinerzia, pilotato, manipolato, soggetto a ricatto economico, e non certo il consapevole voto dopinione, raro quanto i diamanti, matantocaroallipocrisialiberale. Sappiamo bene che cura del marketing politico, nato ad imitazione di quello commerciale e mercatista, presentare programmi falsamente alternativi, in cui si esaltato per avere consensi le piccole differenze di prodotto, ma nella realt omologati e interamente subordinati alle direttive sopranazionali (se lordine implica lallungamento dellet pensionabile, o il buttare in strada nel breve trentamilaimpiegatistatali,sifaebasta!). Unsistemaincuilasorgentedeiprogrammipoliticidiforzechedovrebberoessere contrappostesemprelastessa,non altrochetruffacolossale,rappresentazione scenica,mascheramentodiqualcosaltro. La rappresentanza in genere sottomessa alla classe dominante globale, e fa da cinghia di trasmissione finale, verso il basso, cio verso le popolazioni, delle

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decisioni politicostrategiche che calano dallalto, cio dagli organi della mondializzazioneeconomicaefinanziaria(UE,BCE,FMI,BM,eccetera). La rappresentanza locale pu pur essere inadeguata, corrotta, persino criminale come accade in Italia, ma ci ai globalisti non importa pi di tanto, purch obbediscaerappresentiloro,ilorointeressiprivati,iMercatiegliInvestitori,enon lapopolazione. Qualcunohalettodichiarazionipubblichedipolitici(checontano),delPd,delPdL o di altri cartelli elettorali parlamentari, totalmente opposte ai contenuti della missivadiktatdel5agostou.s.,speditadaTricheteDraghialgovernoitaliano? Semmai il contrario, a partire dal personaggio che ricopre la carica di presidente dellarepubblica,chesispesofinoinfondonelladifesadelleuroedeltrattatodi Maastricht. Inoltre, tutti i subdominanti politici locali (non soltanto italiani) esaltano la Crescitacapitalisticafacendoneundogmainviolabile. Pernonfarcapirecheillorounicoscopo(ancorchnonesplicitamentedichiarato) quello di assicurare un incondizionato supporto allo sviluppo dei Mercati ed alla Creazione del Valore azionario, finanziario e borsistico, i politici democratici occidentalipossonoarrivarealgrottesco,comenelcasodiDavidCameroninGran Bretagna, che ha promosso una vera e propria inchiesta sulla felicit di natura noneconomica,laqualedovrebbeaccertareattraversoilsondaggioseisottoposti, nellarealtdituttiigiornivessatidaiMercatiedalliberoscambismo,sonofelicio unpoincazzati. Tornando alle cose serie dopo un attimo di divagazione, alla democrazia occidentalelanuovaclassedominanteglobalehaassegnatoilcompitostorico,sul versante politico, delle leggi, della gestione dei vecchi stati nazionali e dei patrimonipubblici,dispianarelastradaalLiberoMercatoGlobale,dirifinanziarei sistemi bancari e le istituzioni finanziarie a spese delle classi povere (unificate nellaPauperclass),ditrasferirequantepirisorsepossibilidallavoroalcapitale,e naturalmentediridurreaiminimiterminilasocialit. Perimotivianzidetti,evistiivericompitiassegnatiairegimiliberaldemocraticidai dominanti, in Italia, pi che linaffidabile e stupido Berlusconi, con qualche tendenza a disobbedire facendosi i cazzi suoi, potrebbe andar bene il burocrate politicoBersani,chesbavaperservireiglobalisti,ancormegliopotrebbeandarela giovane scamorza ultraliberista Renzi (che prende i voti anche dagli elettori di centrodestra,anzi,soprattuttodaquelli),oforselinconsistentevanesioCorderodi Montezemolo,eviaelencando. Meglio ancora sarebbe in questo momento, in cui si cerca di evitare anche il voto addomesticato,lafiguradiuntecnicogiuntoalpoteresenzaelezioniequindi senza consultazione popolare, pur largamente truccata e condizionata, cio

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unemanazione diretta dei globalisti, un loro uomo a LAvana, quale sicuramenteilcommissarioeuropeoitaliotaMarioMonti. Allinterno dei regimi liberaldemocratici, prodotto della democrazia occidentale subordinataalcomandoneocapitalistico,nonpunascereesvilupparsialcunavera alternativa, contraria alla Crescita, al dominio della finanza, alla legge dettata dai MercatiedagliInvestitori. Al contrario, allinterno di questo sistema di governo caratterizzato dalla superiorit della finanza e delleconomia sulla politica, gli interessi di un grande fondopensioniamericano,odellaFiatmarchionnista,contanoesempreconteranno dipidellavolonteffettivadidecinedimilionidielettori! Perci, se qualcuno ingenuamente si aspettava che Papandreou politico democratico occidentalecresciuto nella liberaldemocrazia, non si rimangiasse le sueparole,facendofareilreferendum,dandolesempioadaltrieiniziandocosa minareleistituzionieuropidichetemonoilverdettopopolare,adessosardeluso almenoquantoquellicheinItaliariponevanofollisperanzenellindipendenzadi unBerlusconi,cheunpoditempoaddietrotrattavafraternamenteconildittatore GheddafieilpotenteexKGBPutin,echeorasimpegnaconpateticheletterinedi rispostaadeseguiregliordinidellUnioneEuropoide. In conclusione, sul piano sociale il primo nemico laGlobal class neocapitalistica chemanovralesueistituzionieuropidicontrodinoi,sulpianoeconomicoilprimo nemicoilNuovoCapitalismofinanziarizzatodelterzomillenniocherappresenta un nuovo modo storico di produzione, e sul piano politico i primi nemici non possono essere per noi che i regimi liberaldemocratici occidentali, con tutti i loro cartellielettoralifalsamentedivisiindestraesinistra,inconservatoriesocialisti,in democraticierepubblicani,qualiemanazionideiveridominati. Mai come ora sentiamo sul collo il respiro dellimpoverimento di massa, della possibilit di guerre future (con luso di armi non convenzionali), della questione energetica, di quella ambientale, e comprendiamo che questo capitalismo, ammantato di democrazia, procede per giganteschi espropri, shock sociali ed economici, desertificazioni, distruzioni di conquiste sociali e di interi ecosistemi, crescendocomeuntumorechefinir,primaopoi,inmetastasi. Mai come ora, che siamo ancora in tempo per reagire, necessario comprendere che la democrazia occidentale, radicatasi con i suoi insani regimi nei paesi cosiddettisviluppati,ilpeggioredeisistemidigovernodellinterastoriaumana,e contribuisceattivamenteaspingereilmondoversoilbaratro. Rivoluzione, Centralismo, Collettivismo e Dittatura in nome e per conto della Pauperclasspergestirelatransizionesarannolasolamedicinacheciconsentirdi usciredallincubo,edievitarelametastasifinalecapitalistica.
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InSerbiaglioperaichiedonodiandareinprigione Commentodel08/11/2011 MentreBerlusconievaporaconlasuamaggioranzaegliinfamiservipidiinidei globalisti si preparano a subentrare e ad attuare gli ordini della BCE (leggi: della Global class), in altre partidEuropa la famevera gi arrivata e sta stabilendo il suoregno. Ma arriver fra non molto anche in Italia, lambendo numerosi gruppi sociali, perchledevastazionineocapitalisticheormainonconosconopilimiti. LaclassedirigentepoliticaserbadeldopoMilosevichavendutoilavoratoriserbie linteropaeseaiglobalistioccidentali,inGreciaPapademos,exvicepresidenteBCE, siapprestaagovernarecomeproconsoledellaclassedominanteeinItaliasifada pipartiilnomedelrinnegatoMarioMonti,commissarioeuropeo(leggi:sicario dei globalisti), che dovr porsi alla guida di un governo giallo per realizzare senzadiscutereleimposizionidellaclasseglobale. Tutti coloro che nei cartelli elettorali e nei sindacati hanno sostenuto i regimi (liberal)democratici,tutticolorochehannocontribuitoaspegnereoneutralizzarela protesta anzich guidarla, che non hanno lottato contro la tirannia globalista e controqueldoppiomalignodellEuropachelUnioneMonetariaeFinanziariain Italia,inGrecia,inSpagna,inSerbiaepersinoinFrancia,sarannocondannatidalla storia e ne dovranno un giorno rispondere ... anche con la propria vita, se necessario. LafamelestremolimitedellespropriodiMercatieInvestitori,dopodichela reazionenonpotrcheessere,ovunque,laSantaViolenzaAnticapitalista! Delresto,ilristabilimentodellEticaelaconseguentesottomissionedelleconomiae dellafinanzaesigerannoperforzadicoseuntributodisangue. Credoesperocheatuttivoiquestapaleseveritsiachiara. Lottasenzaquartiereallademocrazialiberaleealcapitalismo!

Serbia: operai chiedono andare prigione


Oltre 120 lavoratori di una fabbrica da mesi sono senza salario
08 novembre, 20:32 (ANSA) - BELGRADO, 8 NOV - Oltre 120 operai di una fabbrica meccanica nel sud della Serbia, in sciopero da mesi per il mancato pagamento dei salari, hanno chiesto al ministro della giustizia di essere condannati e incarcerati insieme alle loro famiglie, unico modo questo - dicono - per sopravvivere.
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''Siamo in sciopero da 19 mesi, nel frattempo siamo stati tutti licenziati con una decisione illegale. Poich non possiamo mantenere le nostre famiglie, chiediamo di andare in prigione con loro'', hanno spiegato.
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IlQuisling,IlnostroagenteallAvanaeilProconsole Articolodel11/11/2011 MentrelattaccoglobalistaallItaliasiintensificavafinoallosfondamentofinaledel fronte, e Berlusconi se ne stava nellultima ridotta prima di essere costretto a cedere,cstataqualcheblandamanifestazione,degliIndignatiitaliani,dellaFiom, addiritturadellamebicoPd. Perchquestecoseinutili?Sicapirqualcosasoltantoquandosartroppotardiper reagire? O forse mai? O forse comodo fare queste cose tanto per mondarsi la coscienza e dire qualcosa, seppure di blando e inefficace, abbiamo fatto anche noi? Il potere globalista confortato dal fatto che lunica, debole e confusa protesta testimoniale quella degli Indignati di ogni ordine e grado ... e che soprattutto pacifica,democratica. Questemanifestazioni,convolantini,striscionisrotolati,stanchislogan,palloncini colorati e bambini sulle spalle sono quanto meno inutili perch non ottengono alcuneffettoconcreto,senondannoseperchallontananoneltempolaprospettiva diunaveralottapoliticaesociale. IntantoilNemicoPrincipalecontinuaamassacrarci,aportareacompimentoisuoi pianipersaccheggiarelItaliadopoaverlapostasottoferreocontrollo. Il nostro agente allAvana, Giorgio Napolitano, al servizio a tempo pieno della classe globale, nomina in fretta e furia Mario Monti, dipendente di alto profilo dei globalisti destinato a diventare Il futuro Quisling, senatore a vita della repubblica,mentrelultimomanonultimodelterzetto,peggioredeglialtridue,a nomeMarioDraghi,inviagliordinidallasuapostazioneesterna,ciodirettamente dalverticediquellaorganizzazionecriminaleglobalistachelaBCE. Lunico accenno di resistenza, per quanto insufficiente, confuso e largamente inconsapevoleprimadelcedimentocompletodelfronteitaliano,statoquellodel tanto vituperato e demonizzato Blocco Nero, a Roma il 15 ottobre u.s., che ha cercato di trasformare il corteo di pecorelle belanti degli Indignati, destinate alla tosaturaoalmacello,inunacaricaditoriMiurachepiproblematicocondurreal macellosenzacorrererischi. LItalia, paese commissariato fin dalle vicende dellintervento NATO in Libia, oggiunpaesesconfittoecompletamenteoccupatodaicollaborazionistidelNemico

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Principale (la Global class finanziaria deterritorializzata), i quali governeranno la penisolaautoritariamentedopoilgolpepersuoconto. Le elezioni sono state rinviate sine die, a dimostrazione che dopo la sconfitta c statoilgolpe,eche leconsultazionipopolarivitaliperlademocrazia,comesi fattoastutamentecrederefinoadora,sidevonoevitareaqualsiasicosto,quandoin gioco ci sono gli interessi della classe dominante e scelte politicostrategiche che inciderannosulfuturodiinteropaese. Qualchespiritosohadetto,ataleriguardo,chenonsiinvitanoitacchinialpranzo di Natale quindiniente elezioni, perch se i dominantivogliono la democrazia pufunzionareadintermittenza. La politica estera nazionale, fin dallintervento NATO in Libia che ha obbligatoriamente coinvolto anche litalietta berlusconiana, stata affidata alla NATOeagliUSA. Lattacco finale allItalia paese europeo indisciplinato con Berlusconi al governo, ma soprattutto non ancora del tutto uniformato al modello neocapitalistico ultraliberista, stato condotto dallesterno e dallinterno, profittando di ogni occasione, utilizzando a tale scopo (1) governanti di paesi europei asserviti ai nuovi dominanti capitalistici (Merkel, Sarkozy che sorridono ambiguamente davanti alle telecamere, Cameron che parla contro lItalia alla camera dei comuni britannica), (2) gli organi della mondializzazione (BCE, FMI, Commissione europide, eccetera), ed ultima, ma non ultima, (3) la Speculazione finanziaria vero motore dei Mercati e vero volto degli Investitori, nonch i collaborazionisti locali, le quinte colonne interne che dai grandi speculatori dipendono. I paracadutisti, lanciati poco prima della conclusione delle operazioni militari contro di noi, erano ispettori del FMI e della BCE incaricati di spulciare i conti pubblici LinterventoNATO,conosenzabombeintelligenti,nonstatonecessario,quindi, perch sono state scelte altre strade, forse pi subdole, ma alla lunga altrettanto sanguinose,perraggiungerelobbiettivo SitrasformatounpaesesolvibileelaterzapotenzamanifatturieradEuropa,pur con un rilevante volume di debito pubblico, in uno staterello prossimo al temuto default che mette a rischio la sopravvivenza di quello strumento di morte che leuro, a dimostrazione che nelleconomia finanziaria dominante c ben poco di
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razionale,diimpersonale,diautomatico,matuttopolitico,irrazionale,soggetto agliappetitieallevogliedellaclassedominanteneocapitalistica. Dopo lultimo, massiccio attacco che ha operato lo sfondamento definitivo del fronte,illocaleBatista,cioBerlusconi,stalasciandoilpalazzononsenzametterela goldensharesulQuislingMonti(forseperlimitareidannipersonaliepatrimoniali e salvarsi la vita) e fra un po non da escludere, se ne scapper da qualche altraparte,nelmondo. Ma qui non c un novello Fidel pronto a far trionfare la rivoluzione, dopo labbandonodiBatistaBerlusconi... Il Quisling (Mario Monti), Il nostro agente allAvana (Giorgio Napolitano) e il Proconsole (Draghi), con lappoggio dei mercenari politici (liberal)democratici locali disposti a vendersi al Potere Globalista (PdL, Pd, SEL, eccetera), ci massacreranno e devasteranno lintero paese, da nord a sud, lasciando soltanto le macerieallegenerazionifuture. Le piccole tacche della politica ufficiale degradata Bersani, Alfano, Vendola, eccetera, squittiscono impotenti davanti allo spietato Potere della Global class e sicuramente faranno professione di fede, abbassando il capo davanti al direttorio voluto daMercati & Investitori, accettando le peggiori controriformedelQuisling Monti, agevolate da Il nostro uomo agente allAvana Napolitano e avallate dal Proconsole Draghi , che invier non pochi suggerimenti ai suoi compari per massacrareleclassisubalterneedestrarrequantepirisorsedallapenisola. Fine della contrattazione nazionale per rinnovare i contratti di lavoro, o svuotamentodellastessa,innalzamentodelletpensionabileprimafinoa67annie poi (perch no?) fino ai 70, intangibilit dei grandi capitali finanziari e maggior tolleranzaperlevasionefiscale,strettasuglientilocalipercostringerliavendereai privati tutte le loro partecipazioni in societ che gestiscono servizi privatizzabili (quanti posti di lavoro in meno?), trattamento degli statali come avvenuto in Grecia, patrimoniale s, ma sulla prima casa, e/o sui conti correnti e i depositi bancariepostalideipoveretti,perridurliancordipiallafame. SeBerlusconioggiaccusatodiaverfattoodiareagliitalianilEuropa(nonquella vera, ma quella finanziariomonetaria dei globalisti), improbabile con un nuovo amore scoppier dopo le sanguinose controriforme del Quisling, supportato da IlnostroagenteallAvanaedalProconsole. E allora, a che servir manifestare pacificamente in queste condizioni? Si manifester anche per richiedere le elezioni politiche, che occupatori e
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collaborazionistinonconcedono?Acheservirselemanifestazionisarannocome quelledelpassato? Il pacifismo strumentale (una sorta di ghandismo senza Ghandi destoricizzato e usato propagandisticamente), il culto insano della democrazia liberale e lidiotizzazionedimassasonostrumentidominazioneneocapitalistici,ecometalii nuoviresistentidovrannoprovvedereadistruggerli. Se non ci sar una lotta dura e diffusa in questo paese occupato, una nuova resistenzaclandestina,statepurecertichedellostatosocialenonrimarrneppure lombra e la crisi la pagheranno interamente i lavoratori resi schiavi ... altro che inutilipresidipacifistiepoliticamentecorretti! Ah, quasi dimenticavo! Nel bel romanzo di Greene del 58, dal titolo Il nostro agente allAvana, il protagonista scherzava col fuoco e inviava false notizie ai servizi segreti britannici, Vidkun Quisling, che reggeva la Norvegia occupata per conto di Hitler stato giustiziatonellottobredel1945,ProconsoledellaGalliaCisalpinastatoquelGiulioCesare assassinato a colpi di pugnale durante le idi di marzo del 44 a.C. Almeno questo sar di buonauspicio?
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HabemusQuisling! Articolodel16/11/2011 RecitaunagenziadellANSAdelprimopomeriggiodioggi: Ecco il governo Monti: 17 ministri, 5 senza portafoglio, 3 le donne, interim economia a Monti. Questi i ministri con portafoglio:Economia, Mario Monti(interim); Esteri, Giulio Terzi di SantAgata;Interno, Anna Maria Cancellieri;Giustizia, Paola Severino; Difesa, Giampaolo Di Paola;Sviluppo Infrastrutture, Corrado Passera;Agricoltura, Mario Catania;Ambiente, Corrado Clini;LavoroPari Opportunit, Elsa Fornero;Salute, Renato Balduzzi;Istruzione, FrancescoProfumo;BeniCulturali,LorenzoOrnaghi. Montiglielhafatta,comeradaaspettarsi,nonostanteilrifiutodeipoliticiindigeni adentrareafarparteattivamentedelnuovogoverno. Ilfattochenonvisianoministridichiaraprovenienzapoliticanelnuovoesecutivo, dirigenti dei cartelli elettorali liberaldemocratici, personalit di spicco della sciagurata politica nazionale, e il fatto che il Quisling Monti avoca a s il cruciale dicastero delleconomia non costituiscono certo segnali positivi, ma esattamente il contrario, e ci fanno intuire lentit e la spietatezza delle controriforme che attendonolItalia. Ipoliticiliberaldemocraticisitengonofuoriinmassa,perchsannochecisarun massacro e cercano di mantenere le distanze, di lavarsene vigliaccamente le mani standoaguardare. Cos Bersani, cos Vendola, cos Berlusconi (con lappendice di Alfano), cos gli striscianti centristi e lUDC di Casini in Caltagirone, che ha dato carta bianca alleuropoideMonti. La gestione della cosa pubblica, al pi alto livello interno, stata lasciata interamentenellemanidicolorochedevonorenderecontosoloaicosiddettiPoteri Forti,espressionechenascondelaclassedominanteglobale. EunpocomenelleguerredellexYugoslavia,incuiiregolariserbi(malostesso facevano anche i poliziotti e i regolari croati) si tenevano fuori in certe occasioni, lasciandoallebande,allemilizieprivate(comequelladelleTigridiArkan)eavari gruppi di tagliagole il lavoro sporco, la cosiddetta pulizia etnica che ha insanguinatointereareedeiBalcani... I tecnici di Monti sono un po come i etnici di Miloevi e Karadi, mentre i regolaridellarmatacorrispondonoainostri(tantoamati...)parlamentari. Dopolapuliziaetnica,eiconseguentimassacriodeportazionidicivili,iregolari dellarmata entravano in campo, e allo stesso modo i vili politici democratici del
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sistemaattendononuoveelezioni,preferibilmentenel2013,perrientrareincampo agiochigifatti,amassacrosocialeavvenuto,limitandoidanniquantoaconsenso elettorale perch, come millanteranno ai quattro venti, non si sono sporcati le mani...
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Le pensioni doro dei subdominanti politici, dei burocrati e dei banchieri come nuovadecima Articolo del 16/11/2011 Comeciinsegnalastoria,oalmenodovrebbe,ogniclassedominantehadasempre estratto risorse anticamente in natura, in seguito valorizzate dalluniversale monetario, dalle classi subalterne costrette a farsi carico della produzione, e del sostentamentodeidominantioltrechedisedellapropriafamiglia. Nel medioevo feudale, in cui lattivit primaria lagricoltura non industriale, ancora legata allalternarsi delle stagioni e al ciclo agrario, era preponderante e decisivaperilsostentamentoumano,vigevanolefamigeratedecime,cioiltributo di un decimo dei raccolti (almeno), oppure di lavoro vivo, o ancora di prodotti dellallevamento,daversareallaclassedominantedeglioratores,ecioalclero. Ladecimamedioevalenoncostituivaunprodottooriginaledelfeudalesimo,dicui nelle epoche precedenti non cera traccia, perch esisteva una decima di antica derivazioneebraica,impostaallecomunitperilmantenimentodeltempio. Allepoca di Roma la decima era concepita come un tributo da versare allo stato, chegravavasugliagricoltori. Oggi si sfrutta ogni possibile cosa per estrarre risorse dai subordinati, persino il sistemapensionisticocheallinizioinItaliaeraacapitalizzazionepubblica,epoi diventatoaripartizione,primadisubirelepesanticontroriformeneocapitalistiche diGiulianoAmato(1992)ediLambertoDini(1995). Perci, i dominanti, e soprattutto i subdominanti politici che dei primi sono tributari,estraggonorisorseattraversolepensioni,piegandoalorofavoreilsistema pensionisticoerendendolopeggiorepertuttiglialtri. In un sistema come quello italiano i contributi per erogare le cosiddette pensioni doro nella realt li pagano in buona parte i lavoratori che avranno, in futuro, pensionisemprepiridotte,erogatesemprepitardi. Non solo, ma i lavoratori italiani, sempre pi poveri da un trentennio a questa parte,paganoconicontributiversatialsistemailricorsoallacassaintegrazionea relativobeneficiodeilorocompagnipisfortunati,eglistessiprepensionamentidi altrilavoratori. Le riduzioni delle pensioni, il rincrudimento del regime pensionistico non riguardano i subdominanti politici e gli altri percettori di pensioni elevate e ingiustificate, al riparo degli effetti negativi delle controriforme da loro stessi introdotteesupportate. Le pensioni doro di politici, alti burocrati e banchieri rappresentano perci una nuova decima, ancor pi ingiustificata e gratuita di quella medioevale, o di quelladellanticomondoebraico,nonsoggettaalleregolesemprepistringentiche investono il sistema pensionistico e mettono con il culo per terra tutti gli altri pensionati.
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E pensare che la prima controriforma di rilievo delle pensioni, dopo le riforme seguitealsessantotto,lhafattanel1992quelGiulianoAmato(socialista,traditore di Craxi, oggi in ballo per la poltrona di ministro nel governo fantoccio doccupazione europideglobalista di Mario Monti) che percepisce oltre ventiduemila euro mensili dallINPDAP (istituto previdenziale per i dipendenti dellamministrazionepubblica)! Mentre portava let pensionabile fino a 65 anni per gli uomini e fino a 60 per le donne,GiulianoAmatopregustavagilasuariccapensione,nonsoggettaalimitio ataglidraconiani. LambertoDinihadatoilsuonomeallacontroriformadellepensionidel1995,con laqualereintroducevailsistemacontributivo(pensionepostainrelazionenonalla mediaretributivadelperiododiriferimento,maaicontributiversati),escludendo la pi favorevole ripartizione retributiva per tutti coloro che avevano meno di 18 annidilavoro. Questa controriforma ha reso ancor pi povera ed esposta al rischio di perdita di poteredacquistolamaggioranzadeipensionati. Ebbene,LambertoDiniestraedallINPS,atitolodinuovadecima,settemilaeuro mensili, senza contare le altre fonti di reddito di cui il suddetto gode, a titolo di privilegiocomemembrodellaclassesubdominante. Ma c anche di peggio, se mai possibile, perch ad un faccendiere finanziario come Giovanni Consorte, ex dirigente Unipol e coinvolto nello scandalo dei furbetti del quartierino nello scorso decennio, lINPS versa allegramente oltre milleeuroilgiorno! SeilgovernofantocciodelQuislingeuropoideglobalistaMarioMontidarunaltro duro colpo a pensionati e lavoratori, state pur certi che continuer imperterrita lestrazione delle nuove decime, sfruttando il sistema pensionistico, da parte dei politici, degli altri burocrati e dei banchieri indigeni, e solo la caduta del sistema potrconcretamenteinterromperla.
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ImperialismoFinanziarioGlobale Saggiodel28/11/2011 Il passaggio concettuale dal Capitalismo allImperialismo operato da Vladimir Lenin, ha implicato allesordio dello scorso secolo un salto qualitativo nella lotta rivoluzionariaoltrecheunevidentedeviazionedalcodicemarxistaottocentesco, edhaconsentitoalleforzedellaRivoluzionediidentificaremeglioilnemico,nella suasostanza,nellesuepotenzialitoffensiveeneisuoipuntideboli. LImperialismoeuropeodinizionovecentolegatoaivecchistatinazionalisovrani, conilqualeLeninavevaachefare,hacondottoilmondonellafornacedelprimo conflitto mondiale, ha prodotto come reazione rivoluzionaria lOttobre Rosso e la nascitadellUnioneSovietica,edhaportatoallanascitadiunsistemacollettivista, per con forti lineamenti capitalistici (persistenza di una strutturazione classista nella societ, sopravvivenza della piccola propriet privata, differenze di reddito fraigruppisociali,pursenonaccentuatecomeinoccidente,eccetera,eccetera). Ancheoggi,inunarealtculturale,economicaesocialecompletamentediversada quellanovecentesca,edallapresenzadiassettigeopoliticinonconfrontabilicongli assetti dinizio novecento, molti discutono di Imperialismo, in certi casi come se fossimo ancora ai tempi di Lenin buonanima, identificandolo tout court con le sanguinoseproiezionidipotenzastatunitensieNatochepotrebberoinvestire,nel prossimofuturo,lIranelaSiria. Ma poi ci sono, per dirla con una suggestiva espressione komeynista (Ruhollah Khomeyni stato un grande rivoluzionario e un moderno emiro dellAfghanistan,aldildegliaspettireligiosiefolcloristici),iPiccoliSatanacome la Francia e la Gran Bretagna, in prima fila nel promuovere il recente intervento militare occidentale in Libia e sempre disposti a massacrare e saccheggiare altri paesieuropei,sepensiamoalcasodellItaliaealsuocompletoassoggettamentoalle regoledettatedallesedicentiistituzionieuropeeesopranazionali. Fra i Piccoli Satana imperialisti c anche la Germania, molto attiva contro i paesi dellEuropa mediterranea, e fra tutti quello che in questa porzione del mondo domina, in quanto a parametri macroeconomici, dimensioni del PIL e tassi di crescita. Non a caso, lescrescenza capitalistica maligna delleuro cresciuta sul marco, ritagliatasullamonetatedescaconunaspruzzatadifrancofrancese. Quindi,secondononpochiosservatoriecommentatori,sarebbelImperialismo,in tale caso riconducibile alla potenza economica tedesca, che nellEuropa posticcia dellUnionehastabilitoilsuodominioattraversolesedicentiistituzionieuropeee leuro,occupandolaGreciaelItaliaedimponendoaquestipaesigovernifantoccio. LaGermaniahafattoquestoinquantostatoepotenzadeltuttosovrana,sesicrede che esistono ancora i vecchi imperialismi, e lo ha fatto allo scopo di stabilire
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saldamente per gli anni a venire, nel mondo globalizzato ed ipercompetitivo che non concede sconti ai pi deboli, una propria area vitale di influenza e di dominio. I paesi europei del mediterraneo diverrebbero, cos, il cortile di casa della potenzaeconomicatedesca,enesubirebberoinpieno,senzafiatare,leimposizioni. Qualcuno ha persino scritto che fra dieci anni, in Europa, saremo tutti o quasi giardinierideitedeschi. Secondo altri, invece, la cosiddetta crisi delleuro che si accompagna a quella del debito di molti stati europei, in particolare nellarea mediterranea, costituirebbe il prodotto di abili manovre del Grande Satana planetario, cio dellimperialismo americano (o angloamericano, considerando lappendice britannica che funge da testadiponteinEuropa),ilqualehaagitoattraversolaFederalReserve,lafinanza, lebanchedaffarieigiochivalutari,persalvarelasuperioritdeldollaroascapito delleuroescaricareglieffettidellacrisieconomicofinanziariastrutturalesuipaesi del vecchio continente, profittando delloccasione per distruggere i loro sistemi economicipeculiariedimporreatuttocampoilmodellocapitalisticoneoliberista. Limpero americano cercherebbe a tutti i costi di sopravvivere ai grandi cambiamenti geopolitici che gi si prospettano, seminando intorno a s morte e distruzione, con il tradizionale strumento della guerra, come accaduto in AfghanistanedinIraq,oconlafinanza,lavaluta,iricattieleimposizionidelsuo modellodisociet,fattodiliberaldemocraziaeultraliberismo. Sescendiamo,invece,suunterrenopiprettamentesocialeedeconomico,ciche staaccadendopotrebbeessereinterpretato,apareredichiscrivepicorrettamente rispettoallevisioniprecedenti,comeilriflessodiunalottatrentennalefrailNuovo CapitalismoequindiilCapitale,edilLavorodatroppotemposoccombente,una lotta che implica pesanti effetti sociali e ridistributivi, nonch lo sterminio di interi gruppi sociali, inghiottiti nella fornace della deemancipazione. E dellabbattimentodeiredditi EfintroppochiarocheilCapitalestavincendolastoricacontesaconilLavoro,e per questo porta i suoi affondi finali, riuscendo ad imporre governi tecnici ai paesipivulnerabilienonancoradeltuttoapertialMercato,escludendoinquei paesi fastidiose ed inopportune consultazioni popolari (dai referendum alle elezioni), imponendo alla luce del sole propri governi, attivando politiche esplicitamenteantisocialiedantinazionali. Lapaxsociale,lacoesione,lafinedellalottadiclasse(dicuiilCapitaledetiene saldamente il monopolio), oggi si impongono con le armi idiotizzazione della popolazione, precarietdi lavoro e di vita, continue decurtazioni di reddito, cibo spazzatura,ricattodeldebitocollettivoedindividuale,eccetera,enonsonofrutto dicompromessicomeaccadeva,quandoadominareinoccidenteerailcapitalismo

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del secondo millennio, approdato al keynesismo e soggetto alla stringente concorrenzasovietica. Il Capitale agisce, per imporre il suo dominio totale, attraverso i trattati internazionali, il controllo delle politiche degli stati esercitato di entit sopranazionali e il controllo sulla moneta, che diventa privata e straniera nel caso specifico europeo, nonch attraverso lazione devastante e impoverente di esecutivi da lui stesso imposti, e in primo luogo dei suoi impiegati di concetto comePapademoseMonti,cheguidanoigabinettidelCapitale. I Mercati, che solitamente si accompagnano ai grandi Investitori, per effetto dellaffermazione della nuova lex de imperio neocapitalistica stabiliscono le regole alle quali gli stati e i governi non devono permettersi di derogare, pena il commissariamentoolaveraepropriaoccupazione. Il prossimo futuro confermer quanto precede, a meno che leuro non collassi nel giro di pochi giorni, come prevedono alcune fonti, provocando linevitabile frana delle istituzioni europee, perch allora le politiche imposte a livello nazionale, senzaneppurelafinzionedelconsensopopolare,nonbasterannopi,nonsaranno pi giustificabili (salviamo leuro, restiamo in Europa, riduciamo il debito, ed altre corbellerie del genere), e la situazione potr diventare beneficamente esplosiva. In questa ultima ipotesi, il re sarebbe nudo, e ci potrebbe consentire lavvio, in vasteareedelvecchiocontinente,dellatantoattesaGuerraSocialediLiberazione, ciolavviodiunaveraepropriaGuerrabenoltrelalottadiclassedaltritempi fraBorghesiaeProletariato,fralaclasseglobaledominanteneocapitalistica(Global class) supportata da alcuni gruppi sociali tributari, ma sempre pi minoritari avanzando limpoverimento generale, e la nuova classe povera che esprime il Lavoro(Pauperclass),oggipenalizzataequasicompletamenteassoggettata. SitratterdiunaGuerraculturale,politicaesocialespietata,cheinvestirlatotalit delledimensionidellesistenza,echepotrconcludersisoltantoconlaschiavitdi massaelaffermazionediunordinesocialeultraclassistaeneofeudale,oppurecon lannientamento completo della Global class e dei suoi mercenari, perch questo capitalismononpuenonpotraccettarecompromessi. Secondo lapproccio che postula la tenace sopravvivenza dei vecchi imperialismi, daquellieuropeiottonovecenteschiaquellostatunitensesubentratocomepotenza planetaria egemone ai primi, una volta sconfitti il Grande Satana americano e/o i Piccoli Satana del vecchio continente, quali la Germania e la Francia, ogni cosa tornerebbe al suo posto e i popoli sarebbero finalmente liberi di governarsi come megliocredono. A parte il fatto che ad un imperialismo declinante pu sostituirsene un altro (ad esempio quello globalistapostcomunista cinese), e rimettere le catene ai popoli, lerroredifondochecommettechiaccettaquestaimpostazionequellodicredere
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(esoprattuttofarcredere)chedaquestopuntodivistatuttosiarimastougualeaci che era nel novecento, e che la classe dominante sempre la Borghesia, del tutto internaaglistatieallepotenzediriferimento. Oggi siamo davanti ad una nuova classe dominante, che ha ben altri strumenti a disposizione rispetto alla vecchia borghesia proprietaria, non ha un concorrente insidioso come quello sovietico, in grado di esprimere unalternativa di sistema praticabile,pusacrificareisubdominantipoliticichegovernanopersuocontoesi muove con disinvoltura nellera del Nuovo Capitalismo finanziarizzato e dellImperialismo Finanziario Globale, che non ha le caratteristiche dellimperialismo indagato a suo tempo da Lenin, quale fase suprema del capitalismo. Non si tratta certo dellimpero negriano senza centro e in continua espansione, o deltrustultraimperialistamondiale,chesecondoKautskydovevainghiottiretutte le imprese e tutti gli stati, ma di un superamento del vecchio ordine che imprigionavaancorailcapitaleentroconfininazionali,consentivaallapoliticadi limitare gli eccessi delleconomia liberista e della finanza, e legava indissolubilmentegliappetitiimperialiallebandieredistatipotentiesovrani. Perrealizzarelapienaillimitatezzacapitalistica,eilcompletodominiodieconomia e finanza sulla politica, sugli stati, sui popoli, sui governi e su ogni altra cosa (religione, tradizioni, filosofia, eccetera), oltre alla genesi di una classe dominante deterritorializzata,esternaalmondoculturaleborgheseeaisuoilegamiconglistati eipaesidiappartenenza,questocapitalismohaavutonecessitdispostarealtrove i centri decisionali strategici e di ridurre i preesistenti stati e governi a semplici dpendances dei predetti centri e degli organi sopranazionali, a catene di trasmissione finali di decisioni cruciali sottratte completamente alla volont popolare. Lo strumento dello stato, che ai tempi di Lenin era di sostanziale importanza per realizzare ed estendere la potenza dei dominanti, stato quindi declassato, scesodirangoediimportanza,proprioperchquellochestatodefinito,inquesta sede, lImperialismo finanziario globale (e privato) strutturato in modo diverso, conrespirosopranazionale,rispettoaivecchiimperialismiottonovecenteschi. Cos, a differenza di quanto accadeva dopo la seconda met del novecento nel mondobipolareUSAURSS,gliStatiUnitidAmerica,potenzaeconomica,militare enucleareancorasenzauguali,sonounostrumento(diunacertaimportanza,ma pur sempre uno strumento), dellImperialismo finanziario globale che ha come agentestrategicoirrinunciabilenonpilaBorghesiamalaGlobalclass. I sedicenti pilastri dellEuropa monetaria e finanziaria, Germania e Francia, sono altrettanti strumenti, e non espressioni imperialistiche di stati completamente sovrani, prova ne che si inizia a parlare sibillinamente dellevoluzione della situazionetedesca,inrelazionealdebitoealleprospettivedicrescita,elaFrancia
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da qualche tempo in odor di downgrade da parte delle famigerate agenzie di rating, il che costituirebbe linizio dellattacco e dellinvasione finale globalista ancheinquelpaese. Possiamogiazzardarecheristrutturazionideldebito,concretirischididefault, massicci attacchi speculativi non riguarderanno, in futuro, soltanto i vituperati PIIGS,edinparticolareipaesidellEuropamediterranea. La dimensione privata (e sopranazionale) di questo nuovo Imperialismo testimoniatadallasupremaziadiMercati&Investitori,lacuilex(sedlex)ormai legge suprema ed inviolabile, alla quale tutti devono sottostare, poich la vera costituzione,quellamateriale,nascealdifuorideisingolistatinazionalieprevale sempresullacostituzioneformaledeglistessi. Non si tratta forse di palesi violazioni della sovranit nazionale, a riprova che i governi sono ridotti al rango di semplici burocrati destinati ad evadere (con sollecitudineepuntiglio,comedovrfareilnuovoesecutivoitaliano)lepratiche globaliste? SeMarchionne,conisuoiprogettidiassoggettamentocompletodellavoroinItalia, arriver fino al punto di violare i diritti costituzionalmente concessi, ci non avr pi alcuna importanza, ed anche limpiegato di concetto della classe globale posto alla guida del nuovo esecutivo nazionale, Mario Monti, nel recente passato non ha perso occasione per elogiare le innovazioni contrattuali (e disciplinari) marchionniste. GiLeninavevarilevatocongrandechiarezzanelsuosaggioLimperialismo,fase suprema del capitalismo (1916) la Concentrazione della produzione; conseguenti monopoli;fusioneesimbiosidellebancheconlindustria,qualitrasformazioniche condussero allimperialismo e allesaltazione del capitale finanziario, ma ci avveniva in un mondo in cui gli stati nazionali avevano completa sovranit e la classedominante,alorolegatanelledimensionidelpotereedelsuoesercizio,era borghese,contrappostaallaclassesubalternadelproletariato. Perconcludere,laffermazionediunnuovomodostoricodiproduzione,diversoda quello che connotava il capitalismo del secondo millennio, ha comportato il passaggio dal tradizionale imperialismo allImperialismo finanziario globale, un cambiamento non da poco e da pochi avvertito, perch per molti critici del capitalismo e del sistema lImperialismo ancora quello del novecento, le proiezionidipotenzasonoespressedastatisovranichedecidonodellorodestino,e laclassedominanteancoralaBorghesia,agentecapitalisticoinviadestinzionee ancoralegatoalladimensionenazionale.
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FuoriuscitadalNuovoCapitalismo? Articolodel21/12/2011 Il passaggio da un vecchio modo storico di produzione dominante al nuovo ha richiesto per compiersi, nel corso della storia umana, tempi plurisecolari nonch trasformazioniculturali,economicheesocialirilevanti. La storia ha traghettato attraverso i secoli le popolazioni europee nel lungo passaggio dal feudalesimo al capitalismo, cos come questione di secoli stato lavventodelfeudalesimochehafattoseguitoalmododiproduzioneschiavistico. In questi ultimi decenni, per, le trasformazioni si sono progressivamente velocizzate,grazieallazionecongiuntadellatecnoscienzaedelcosiddettosviluppo economico. Cos, dopo circa un trentennio di rapide e profonde trasformazioni culturali, politicheedeconomiche,chehannoincisoinprofonditsuldatoantropologicoesu quellosociale,sistarealizzandoilpassaggiodalcapitalismodelsecondomillennio alNuovoCapitalismofinanziarizzato,destinatoadiventareilmododiproduzione dominante. Nel nostro presente storico non stiamo vivendo un semplice cambiamento di fase capitalistica, per quanto travagliato e gravido di eventi negativi, ma possiamo osservareliniziodiunanuovaera. Eppure, complice la crisi globale che ha investito come un onda durto le vecchie strutturesocialisopravviventi,cqualcunocheinrelazioneaquestocapitalismoin viadaffermazionegiparladicollassoediconseguentecambiamentoepocale. Le dinamiche finanziarie innescate dai meccanismi riproduttivi neocapitalistici, in effetti,sembranoportarealdisastro,siadalpuntodivistaeconomicoesocialesia da quello ambientale, e nessun governo, a partire dallamministrazione federale americana, ha provveduto sinora ad imbrigliarle, per tentare di metterle sotto controllo. Ilcheimplicherebbesicuramenteilritornoallelogichedelcapitalismodelsecondo millennio,allacurakeynesiana,allinterruzione,oquantomenoalrallentamento, dei processi di globalizzazione economica e finanziaria, che sono di esiziale importanzaperlaffermazionedelnuovomodostoricodiproduzioneeperlasua riproduzioneallargata. Ma un ritorno al capitalismo postbellico novecentesco oltre a non sembrare possibile, giunti a questo punto, richiederebbe un esteso consenso fra i membri della classe dominante, e la nuova Global class capitalistica, nata e cresciuta nella progressivaaffermazionedelneoliberismoedellaglobalizzazionedeimercati,non potrebbemaiaccettarlo. Alcontrario,laclasseglobalehavolutolinvasioneeloccupazionedellItalia,con limposizionediungovernofantoccio,perpreservareimeccanismiriproduttividel
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NuovoCapitalismoedeliminareleresistenzeallavanzataneoliberista,cheormai travolgente. Non potranno pi esistere isole, nel mondo occidentale, in cui sopravvivono consistenti tracce del vecchio capitalismo, ed in cui sono ancora possibili significativedeviazionidalmodelloneoliberistadominante. Gli scopi dei governi liberaldemocratici soggetti al potere globalista sono di distruggere le sopravvivenze keynesiane, i residui di stato sociale e i diritti dei lavoratori, di soffiare sul fuoco dello scontro generazionale fra giovani precari e anziani tutelati, togliendo le tutele agli stabilizzati senza dare nulla ai precari, di distruggereilsistemapensionistico,dicostringereisubordinatialavorarefinoalla morteconlingannodellelevarsidellavitamedia(mentrequellamassima,cruciale ataleriguardo,restaimmutata),diprivatizzareancheladdovenonnecessario,di mantenere la precariet e di creare disoccupazione per sostituire al profilo produttore/consumatorequellodelprecario/escluso,dimettereinliquidazioneil patrimonio pubblico e di indebolire lo stato, come accade in queste settimane in ItaliaconloscenogovernofantocciodiMonti(eNapolitano). Paesi come lItalia, che hanno gi perduto la sovranit monetaria, perdono completamenteanchequellapoliticaesubiscononellinerziadimassa(almenoper ora)latirannideliberistadellaclasseglobale. Dovrebbeessereormaichiaroancheaipidistratticheungovernocomequellodi Papademos, o come quello di Monti, non rappresenta il popolo (greco, italiano) o comunque una parte significativa anche se minoritaria di esso, ed anzi agisce controilpopolo,controlostato,controlevecchieistituzioni. Lacosapilontanadallinteressecollettivo,semaiquestoesistito,ilprogramma di un simile governo, che si regge sulla minaccia, sulla paura, sul ricatto e sullinganno. Agliitaliani,quindi,Montidovrebbeapparirecomeilpeggiorefraidistruttori,in questoconfortatodaisuoisodaliDraghieNapolitano. Malasua,infondo,pursempredistruzionecreatrice,inquantoportatoredel nuovo per conto degli unici veri referenti che ha e ai quali deve rispondere: i membridellaclasseglobale. Edilnuovopupuressereterribile,marappresentalarealizzazioneconcreta,con costi sociali che presto si riveleranno insopportabili, del modello di capitalismo vincente. La distruzione creatrice di Monti e del suo esecutivo sta proprio nella disintegrazione del welfare e nella proliferazione delliniquit sociale (nuovo ordine sociale fondato sulla dicotomia Global class/ Pauper class), come nel porre interamentealserviziodiMercatieInvestitorilItaliaelinteroapparatoproduttivo nazionale, sottomettendo la sua popolazione, privata della possibilit di disporre dellerisorsenazionali,allanuovaclassedominanteneocapitalistica.
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Intalsenso,leuroharappresentatoilcavalloditroiaglobalistaperdepotenziaree poiridurreacompletaimpotenza(oquasi)glistatinazionali,mailQuislingMonti, spalleggiato dal tristo Napolitano aduso alla menzogna e al tradimento (anzitutto quellodellidealecomunista),operaufficialmenteperfarrestarelItalianellEuropa fasulladellUnioneeperladifesaaspadatrattadelleuromaligno. La crescita, tanto santificata anche da questo governo, un mero pretesto per scardinare lordine sociale attraverso le controriforme globaliste e per aprire lItalia ancor di pi al mercato, riducendo gli spazi di intervento pubblico nelleconomia(eleiniziativeadifesadellindustriaedeiprodottinazionali),finoa completaestinzione. Questipassaggi,cheavrannoeffettiterribilisualmenotrequartidellapopolazione italiana, sono indispensabili per ladozione senza riserve del modello capitalistico neoliberistaestremo. Perci Mario Monti, in un certo senso, sta facendo soltanto il suo dovere cos comelofacevanoicomandantideicampidiTreblinkaeDachaunelloscorsosecolo, e quanto pi massacrer gli italiani (anzich ebrei, zingari, armeni, disabili, dissidentiariani,eccetera),riducendoliallimpotenzaperglianniavenire,quanto pisottrarrrisorsealcollettivorendendoledisponibiliperlacreazionedelvalore finanziario, azionario e borsistico, tanto pi la sua azione di governo avr avuto successo. Dopo Monti e dopo il completamento della sua opera, fatta la frittata senza una concreta possibilit di tornare alle uova, si concederanno finalmente le elezioni, perchquestorito,adaltocontenutosimbolico,ancoraimportantepersostenereil sistema politico liberaldemocratico e per ingannare le masse, purch non interferisca sia ben chiaro, con le decisioni politicostrategiche che veramente contano(moneta,finanza,spesapubblica,welfare),rallentandoleovanificandole. Sequestoilcontestoincuisiamocostrettiamuoverci,eincuicimuoveremonel prossimofuturo,lesperanzedirapidaestinzionedelleurooaddiritturadicollasso del capitalismo finanziario mondiale che affiorano negli ambienti alternativi, sembrano non avere troppa consistenza, almeno per quanto riguarda il breve medio periodo, ed anzi probabile che vicende come quella italiana possano chiudersiconunsuccessoglobalistaeneoliberista, Inoltre,potrebberononesserciimprovviseprecipitazionideglieventiunaguerra non convenzionale contro lIran, ad esempio, con il coinvolgimento di Russia e Cina,talidacomprometterelariproduzionesistemica. LItaliaormaiunpaeseoccupato,lesperimentogrecosiconclusoconsuccesso ed probabile che seguiranno altre occupazioni senza luso dello strumento militare,pernormalizzarequantomenolEuropaeloccidente. Perci,possibilitconcretedifuoriuscitadalNuovoCapitalismononsenevedono ancora allorizzonte, ma le strade future da seguire a tale scopo, nel mediolungo
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periodo quando si arriver ad un ennesimo bivio storico, saranno almeno due, lunaalternativaallaltra: 1) Quella rivoluzionaria anticapitalista e anti(liberal)democratica, oggi impensabile e per la quale necessario che la situazione sociale precipiti ancoraelimpoverimentoveromordaallechiappegranpartedelcosiddetto cetomedio,cheoggiilveroobbiettivodellecontroriformeneocapitalistiche. 2) Quellarappresentatadaun(tentativodi)ritornoalkeynesismoassistenziale, conaccentuatilineamentiantiliberisti,caratterizzatadauneconomiadallato della domanda, dallesaltazione del ruolo della spesa pubblica destinata a sostenere consumi e investimenti, dalla ridistribuzione dei redditi, dallinterventismo statale nelleconomia, dalla nazionalizzazione non pi ostracizzata delle banche e della grande industria, dalla distruzione dei potentati finanziari privati, dalleutanasia del redditiero che si ingrassa fidando sul valore della scarsit del capitale, come scrisse con intima soddisfazione J.M. Keynes nella General Theory, e da altri elementi ancora. QuestaultimapossibilitossiailritornoaKeynes,nonsarebbealtrocheun tentativodiritornoalpassato,ecioalletdelloro(itrentagloriosianni) dello storico ebreo di formazione marxista Eric Hobsbawm (allincirca il trentennio19451975),enonimplicacomequellarivoluzionarialafuoriuscita dal capitalismo verso il nuovo e lignoto, in quanto si tratta dellunico riformismo mostratosi efficace, in grado di produrre effetti sociali moderatamente emancipativi e nel contempo di mantenere in piedi il capitalismo.Maquestoritornoalpassatosembraquantomaiimprobabile, soprattutto nel breve, perch la maggioranza degli economisti, degli intellettuali e degli accademici valletti ideologici della classe globale ed untori ultraliberisti, schierata dallaltra parte, mentre i veri keynesiani, come i marxisti novecenteschi, gli sraffiani ed altri, rappresentano una minoranza destinata allestinzione. Inoltre, una riproposizione della riforma keynesiana non incontrerebbe alcun gradimento, nei centri di potere che veramente contano (oggi controllati dalla classe globale), e gli economisti arditamente riformisti non troverebbero alcun referente di alto profilo dispostoadappoggiarlieadaccoglierelelorotesi. Dovrebbe apparire a tutti fin troppo chiaro, non soltanto in Italia, ma in buona parte dellEuropa e delloccidente, che la Rivoluzione pu attendere ancora a lungoechelafuoriuscitadalNuovoCapitalismononcertodietrolangolo.
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LEuropaposticciadellUnione. Ovverolaperditadellacoscienzasocialeedellasovranitnazionale Saggiodel16/01/2012 Quello che ha portato allattuale stato di cose, nellEuropa sopraffatta dalla crisi neocapitalisticastrutturaleedallassoggettamentodeglistatiadentitmonetariee finanziarie private, stato un lungo processo di creazione e sviluppo delle istituzioniedellestrutturedipoterecosiddettecomunitarie,lecuiradiciaffondano nelperiododellasecondaguerramondiale,unprocessochesiaccompagnatoalle rilevanti trasformazioni culturali, socioeconomiche e geopolitiche manifestatesi daglianniquarantadelnovecentofinoaigiorninostri. Un processo che un giorno gli storici dovranno ricostruire fuori della retorica e dalle mistificazioni che lhanno accompagnato in questi ultimi decenni, per far digerireaglieuropeicichelorononvolevano,ovolevanomoltotiepidamente. Un processo, inoltre, che ha proceduto di pari passo con quello di allargamento fisico e psicologico dei mercati che alla base della globalizzazione neoliberista, contribuendo a rafforzare e ad estendere il potere dei Mercati & Investitori nel mondo,elacosanonpuesserefruttodelcaso. Lamanoinvisibileneoliberista,chealtrononsenonlalongamanuaccaparratrice della una nuova classe dominante globale, ha voluto ed indirizzato fin dalla seconda met degli anni ottanta lo sviluppo di questa Europa, cos come oggi la conosciamo, ampiamente imposta dallalto e non particolarmente amata n desideratadallepopolazionidelvecchiocontinente,determinandonelasostanzadi centro di potere sopranazionale, stabilito contro lautonomia e lindipendenza dei vecchistatinazionali,nonchlasuafunzionediapparatoburocraticoonninvasivo edidetentoredelpoterefinanziarioemonetario. La retorica europeista, la cui inconsistenza ormai scoperta particolarmente in paesicompletamenteassoggettaticomelItaliaelaGrecia,vorrebbefarcredereche unEuropa costruita intorno allallargamento del mercato, e quindi di natura commerciale, ed in conseguenza dellimposizione di ununica moneta in mani private,equindimonetaria,costituiscailpresuppostoindispensabileperrealizzare, nellungoperiodo,unaveraeliberaunionepoliticadeipopoli. SenonsiaccettaquestaEuropa,commerciale,monetaria,soggettainteramentealle leggi del mercato e tassello (sempre meno importante, ma ancora utile ai dominanti)dellaglobalizzazioneneoliberista,laminacciachesipaventa,alfinedi spaventare gli europei ed indurli ad accettare ci che senza condizionamenti respingerebbero,quelladellariproposizionedeidistruttiviconflittifralenazioni europee che hanno funestato il novecento, attraverso due guerre mondiali la cui origineerainquestapartedelmondo,echehannocontribuitoinmododecisivoa

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far perdere al vecchio continente, forse per sempre, la sua preminenza a livello mondiale. Cos, nel caso collassi leuro e si svuotino per logica conseguenza le istituzioni europee,abbandonateallorodestino,lapropagandaeuropeistaeneocapitalistica,a tuttovantaggiodelpoteredellaclasseglobaleoccidentale,prospettascenariterrifici simili a quello gi vissuto della guerra civile europea fra nazionalsocialismo e comunismo bolscevico, proposto a suo tempo dallo storico Ernst Nolte in una rilettura della storia del novecento (da bravo revisionista che rompe i tab), e dispiegatosifunestamentefrail1917(OttobreRosso,nascitadelpoterebolscevico in Russia) e il 1945 (fine della seconda guerra mondiale, sconfitta del nazismo e smembramento della Germania), oppure minaccia disastri economici e sociali a catena,iquali,perlaverit,sonogiinattoalmenoinquellaunapartedellEuropa considerataeconomicamentepideboleepispendaccionainterminidispesa pubblica, di welfare, di burocrazia statale, e questo a causa delle regole e delle misure recessive imposte per tenere in vita la moneta unica, nonch per effetto dellostessanaturaedeiveriscopichehalUnione. Lacostruzioneeuropea,intesanegliultimidecenniqualestrumentodipotereedi controllodeipopoli(edellerisorse)dapartedegliagentineocapitalistici,nonsolo nonhapermessoalvecchiocontinentediriacquisireunaposizionepreminentenel mondo, da un punto di vista geopolitico oltre che puramente economico (come avrebbe potuto accadere dopo la fine del bipolarismo USAURSS), sviluppando politiche unitarie e riappropriandosi della propria indipendenza, ma non poteva che produrre, per gli europei e per le vecchie istituzioni statuali che li rappresentano, esiti maligni come quelli che ha concretamente prodotto e che viviamodrammaticamentesullanostrapelle. Le esigenze della riproduzione neocapitalistica allargata recepite dallEuropa posticcia dellUnione, hanno imposto, da circa un trentennio a questo parte, lallargamentofisicoepsicologicodeimercatioltreognilimitepolitico,culturale,di sostenibilit ambientale e sociale, il declassamento dei vecchi stati nazionali destinati a perdere irrimediabilmente la necessaria sovranit politica e monetaria, lassoluta preminenza della produzione capitale finanziario derivato su quella del capitale produttivo di marxiana memoria, la flessibilizzazione allestremo del fattorelavoro(compressodallecontroriformegiuslavoristiche)eladistruzionedei modellicapitalisticiparticolari,incuisirealizzavaancora,attraversoilwelfare,le politiche neokeynesiane sopravviventi, lintervento dello stato nelleconomia per sostenere i consumi interni, quel patto fra Stato e Mercato (inteso come grande capitale in mani private) che ha connotato il capitalismo per buona parte della secondametdelloscorsosecolo.

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LUnione europea di oggi, dal suo cerchio interno e monetario al suo cerchio esterno, una prova evidente che lo Stato non pi sovrano e il Mercato si definitivamenteaffrancatodallaPolitica. IlcalvariodellaGreciaedellItalia,paesioccupatiperrealizzareattraversoleuroe le politiche imposte dalla BCE e dagli organi comunitari il grande sogno neocapitalisticodidominioassoluto,sonoladimostrazionepievidentechenon pi il Mercato a dover sottostare alla Politica, ma la politica (questa volta con linizialeminuscola)adoversottostarealMercato. LavicendaeuropeahaavutoilsuoinizioformaleconicosiddettiTrattatidiRoma del 1957, istitutivi della Comunit Economica Europea (lantenata dellUnione pi blanda e meno distruttiva della discendente) e di quella dellenergia atomica (Euratom), preceduti di qualche anno dal trattato istitutivo della Comunit del carboneedellacciaio(CECA). Fra i primi obbiettivi di allora, vi erano quelli dellabbattimento delle tariffe e dei dazidoganali,perlallargamentodefinitivodelMercatooltreiconfininazionali,e listituzionediunorganismofinanziariocomelaBancaEuropeadegliInvestimenti. LAllargamento capitalistico dei mercati e la finanza, ragioni commerciali ed energetiche,enonunveromatrimoniofraipopolivolutodalbassoconpositivi riflessi geopolitici, sono comunque allorigine della cosiddetta Europa unita, ed proprio per questo che la fratellanza fra i popoli europei oggi lettera morta, mentre le istituzioni dellEuropa posticcia e totalitaria che conosciamo, calata dallalto come un volere divino, la fanno da padrone, e ci impongono con la coercizioneedilricattolecontroriformeliberlcapitalistiche. E per evidente che i trattati per listituzione di un mercato comune e per la realizzazione di progetti energetici condivisi, siglati dalla Germania ovest, dalla Francia, dallItalia, dal Belgio, dallOlanda e dal piccolo Lussemburgo negli anni cinquanta, sono il frutto di una maturazione storica, culturale, politica ed economica degli eventi, che ha le sue radici nel periodo della seconda guerra mondiale e negli anni trenta, nonch il risultato della sconfitta dellEuropa nel secondo conflitto mondiale, a vantaggio della potenza americana e di quella sovietica, e della conseguente divisione del vecchio continente in un due aree di influenza,privediunaveraautonomia,asovranitlimitata. E altrettanto vero che il processo che ha portato alla costituzione, al consolidamento e allo sviluppo delle istituzioni europee sopranazionali si accompagnato nel corso dei decenni alla evoluzione capitalistica, fino a aderire perfettamentealledinamicheedalleesigenzeriproduttivedelNuovoCapitalismo finanziarizzatodelterzomillennio. Possiamo far risalire simbolicamente ladesione dellEuropa comunitaria alle nuove dinamiche capitalistiche, ultraliberiste e globalizzanti, al 1992, che lanno

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della firma del Trattato di Maastricht da parte dei dodici paesi allora parte della ComunitEuropea,ilqualehasancitolanascitadellattualeUnione. In seguito, attuando le nuove pattuizioni, si proceduto a dare consistenza allUnioneeconomicaemonetaria(UEM)creandolaBCE(1999)esuccessivamente introducendoleuronellacircolazionemonetariaeffettivadeipaesiaderenti(2002). MalEuropacomunitariaprima,edellUnionedopo,considerandolasuagenesi, oltre a seguire nella sua storia ultradecennale le linee dello sviluppo e delle trasformazioni capitalistiche, innegabilmente figlia della decadenza, del declino delcontinenteeuropeoprostratodadueconflittienonpicentrodelmondo,ed proprioquestoesserfigliadellacrisiedellaperditadipotenzachelhaportatafin dalleoriginiadunacompletasubordinazionealcosiddettooccidenteamericano,ed infine,adivenirecicheogginellavestediUnionecommercialeemonetaria:un utilestrumentodidominazione,attraversolesueistituzioni,isuoitrattatielasua monetastranieraeprivata,dellaclassedominanteglobale. E nel disastro del secondo conflitto mondiale, che ha completato il suicidio dellEuropa sancendo la definitiva perdita della sua preminenza, che lirrequieto federalista Altiero Spinelli, espulso dal partito comunista prima della guerra e in quegli anni condannato al confino dal fascismo, ha scritto il celebre Manifesto di Ventotenedel1941(proprionellisoladovetrascorselasecondapartedelconfino), quale anticipazione, e premonizione, dei tempi nuovi che di l a poco, dopo la sconfittadellaGermanianazistaeilsuosmembramento,sarebberoarrivati. Inquestocelebredocumentopoliticoprotoeuropeista,scrittodaAltieroSpinelli edErnestoRossi,pubblicatoediffusoinclandestinitdaEugenioColorni,emerge conestremachiarezzalostilitneiconfrontidellostatonazionalesovrano,confuso con i totalitarismi europei novecenteschi e con i disegni imperialisti delle grandi potenze, e ci che si propone come alternativa sostanzialmente una riorganizzazionefederale(esopranazionale)dellEuropa,nellattesachesicreinole condizioniperlunitpoliticadellinteroglobo,ossiaperungovernomondiale. Internazionalismo,mutuatodaisognicomunisticiottonovecenteschi,edimensione sopranazionale salvifica, per non ripetere gli errori e gli orrori del novecento, ai giorninostriagitaticomespauracchidallapropagandafiloeuropeistaeglobalista, costituisconolasintesiestremadelManifestodiVentotene. Il mostro da sconfiggere, perch non si ripresenti pi nellEuropa del futuro, assumendoleformedeltotalitarismoedellimperialismochehannoscatenatodue guerre mondiali, per Altiero Spinelli proprio la sovranit assoluta dello stato nazione (senza la quale, per, si mette in discussione anche la sua concreta indipendenzadapotentatiesterni),edinfattinelManifestosileggecheLasovranit assolutadeglistatinazionalihaportatoallavolontdidominiosuglialtrieconsiderasuo spazio vitale territori sempre pi vasti che gli permettano di muoversi liberamente e di assicurarsiimezzidiesistenzasenzadipenderedaalcuno.Questavolontdidominionon
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potrebbe acquietarsi che nellegemonia dello stato pi forte su tutti gli altri asserviti. [ManifestodiVentotene,Lacrisidellaciviltmoderna] Emoltoimportante,eaddiritturaprofetica(dettoconilsennodipoi),questapresa diposizioneinternazionalistaesopranazionale,ditotaleostilitneiconfrontidel vecchio(eoggidiciamo,conqualchenostalgia,protettivo)statonazionesovrano,al punto che sembra che lo Spinelli anticipi gli eventi di portata storica accaduti in seguito, ai nostri giorni, in cui drammaticamente si afferma uno strano internazionalismo,persostanzialmentediversodaquelloauspicatodaSpinelli, che doveva emancipare le masse proletarie e popolari, far cessare le distruttive guerre elitistiche, realizzare il suo particolare ideale di socialismo, e ridare allEuropadopoilconflittounruolopositivonelmondo. Linternazionalismo emancipativo dei popoli, dai lineamenti curiosamente socialistici ed egualitari, in salsa federalista, auspicato da uno dei pi inquieti padri dellEuropa quale stato indubbiamente Altiero Spinelli, espulso dal partitocomunistaperilsuoessereantistalinianoepiccolo borghese,carceratodal fascismoperdiecianni,poicostrettoalconfino,efondatorenel1943,aMilano,del Movimento Federalista Europeo, in realt ha assunto le forme minacciose della globalizzazione neoliberista, ed ha comportato la supremazia del Mercato e della finanza, la distruzione della coscienza sociale, oltre che dellautonomia e della sovranit degli stati, informando, nel passaggio dal secondo al terzo millennio, la stessacostruzioneeuropea. E andata diversamente da come aveva auspicato questo padre dellEuropa, antemarcia della Comunit e della successiva Unione, e ai vecchi totalitarismi novecenteschi, nati nellalveo degli statinazione dotati di sovranit assoluta, si sostituita dopo i necessari passaggi storici, socioeconomici e geopolitici e le forche caudine della guerra fredda fra i blocchi, le rilevanti trasformazioni capitalistiche, lavvio della globalizzazione economica e finanziaria, una forma di totalitarismo neocapitalistico che ha demolito, con la coscienza sociale e le solidarietdiclasse,ledimensionipoliticheesocialidellesistenza,haflessibilizzato le masse precarizzandole e idiotizzandole, ed ha sottomesso gli stati nazionali, investendo in pieno, con la sua onda durto espropriatrice, impoverente e de emancipante, le popolazioni europee soggiogate dai trattati e dalla burocrazia di questa brutta copia, saldamente nelle mani elitisticooligarchiche, dellEuropa stessa. MaicomeoggilEuropadellUnionesiconfiguracomeunaprigionedeipopoli, inprospettivafuturapeggiorediquellazarista. Eppure Spinelli scriveva, nel Manifesto di Ventotene del 1941, identificando I compiti nel dopo guerra della riforma della societ: UnEuropa libera e unita premessa necessaria del potenziamento della civilt moderna, di cui lera totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era sar riprendere immediatamente in pieno il
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processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatricicheneimpedivanolattuazionesarannocrollantiocrollate,equestalorocrisi dovresseresfruttataconcoraggioedecisione.Larivoluzioneeuropea,perrisponderealle nostre esigenze, dovr essere socialista, cio dovr proporsi lemancipazione delle classi lavoratricielacreazioneperessedicondizionipiumanedivita. Oggistaaccadendoesattamenteilcontrario,equantostaaccadendolamigliore(o meglio,lapeggior)provachenonstatasufficientelacadutadeiregimitotalitari europei,pergiungereadunmondonuovo,dipopolifederatiinunEuropaunita, nellattesadellostabilirsidiunbeneficogovernomondiale,comecredevailpovero econfusoSpinelli:Lacadutadeiregimitotalitari significherperinteripopolilavvento della libert sar scomparso ogni freno ed automaticamente regneranno amplissime libert di parola e di associazione. [Manifesto di Ventotene, La situazione rivoluzionaria:vecchieenuovecorrenti] Se Altiero Spinelli, con i suoi compagni federalisti europei e antisovranisti, sognava lavvento di unEuropa libera, unificata e federalista dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ed auspicava come esito finale, di lungo periodo, la mitica e mai realizzata unit internazionale, la sola unit internazionale che si realizzata quella dello spazio globale per lo scorrimento libero previo abbattimento degliostacoli politici, sociali, culturali, dei grandi capitali finanziari, coerentemente con le caratteristiche del nuovo modo di produzione dominante, rappresentatodalNuovoCapitalismofinanziarizzatodelterzomillennio. LEuropanonmaistataveramentelibera,dopoilsecondoconflittomondiale(non imputabileallapuraformadellostatonazionesovrano),ilcuiesitodisastrosolha ridotta in una posizione ancillare rispetto alle potenze emergenti, USA e URSS, divisa territorialmente fra i due blocchi come se fosse bottino di guerra da spartire. Dopo la fine dellUnione Sovietica lEuropa non ha saputo, o non ha potuto, riacquisire la sua piena indipendenza dallesterno, perch oltre agli scenari geopolitici (che rappresentano la superficie) sono mutati radicalmente gli scenari capitalistici (che rappresentano la profondit), e la costruzione europea ancora fragile,ambigua,parziale,indeterminatasulpianodellapoliticaesteraesuquello militare, finita nelle mani della nuova classe dominante, la classe globale neocapitalistica,chestaprovvedendoanormalizzareilcapitalismoeuropeocon robuste dosi di liberismo economico, aprendo definitivamente al Mercato i paesi piriottosi,piespostialleintemperiedellaspeculazionefinanziariaepideboli. Comepossiamofacilmentecomprendere,accadeesattamenteilcontrariodiquello chesognavaAltieroSpinelli,equestaEuropaposticcia,sopranazionaleedelitistica nuova prigione dei popoli che non possono sfuggire agli appetiti neocapitalistici, sta distruggendo la coscienza sociale delle popolazioni e la

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sovranitdeglistatinazionali,perchlunaelaltra,lungidallessereincompatibili, sonopresuppostiindispensabiliperlalibertelautodeterminazione.
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Popolieclassidominatesenzarappresentanza Saggiodel23/01/2012 Brevepremessa Ilpresentesaggiopolitico,nonspecialisticoenonpoliticamentecorretto,divisoin due parti ed ha come oggetto il sopraggiunto deficit di rappresentanza politica e sindacale,allinternodelsistemavigente,divastistratidellapopolazioneitaliana(e dialtripaesieuropei)nelleattuali,gravissimecontingenzeeconomicheesociali. La prima parte dedicata al passato, e cio alla condizione delle classi dominate nella seconda met del novecento ed alle ragioni della rappresentanza condizionatadicuigodevanonelsistema,chesireggevagraziealcompromesso fra uno Stato ancora sovrano ed il libero Mercato e allinclusione capitalistica in atto,mentrelasecondapartededicataaltempopresente,incuidominalacoppia precarizzazione/esclusione ed in cui un numero sempre pi grande di soggetti sociali, colpiti nei loro interessi vitali dagli effetti della crisi strutturale neocapitalistica e delle manovre impoverenti imposte dai governi liberaldemocratici(tecnicicomenelcasodellItalia,opoliticialtrove)nonhapi alcuna rappresentanza allinterno del sistema e finalmente, dopo anni di acquiescenza alle dinamiche neocapitalistiche, pur con fatica e fra mille difficolt (intontimento e disinformazione mediatiche, delegittimazione/criminalizzazione dellaveraprotesta,persistenzadelleclientelepoliticheesindacali,eccetera),inizia aprendernecoscienza. Ilpassato:compromesso,inclusioneerappresentanzacondizionata La liberaldemocrazia, che dal secondo dopoguerra ad oggi ha fatto il paio con il capitalismo liberista angloamericano e con i modelli capitalistici subalterni affermatisi nellEuropa continentale, ha sempre garantito in passato alle classi dominate, ed in generale ai popoli soggetti al comando capitalistico, una rappresentanza soggetta alle sue regole nei circuiti parlamentari ed in quelli sindacali,attraversopartiti,cartellielettoraliecentralisindacali. Unapplicazione parziale e controllata del principio di libert di associazione ha favoritoepromosso,inqualchemisura,gliinteressidelleclassidominate,equindi della maggioranza delle popolazioni europee dellovest, impedendo che le famigerate regole del Mercato (libero da ogni condizionamento) sopprimessero qualsiasi forma di equit sociale e negassero una seppur minima partecipazione alladecisionepolitica,inposizionesubordinata. Quando la vicenda capitalistica era pienamente inserita in quadro nazionale, e vi era ancora una certa autonomia degli statinazione, questa rappresentanza ha potutotrattareconidominantiborghesi,ancoralegatiallesortidellostatoedella nazione di origine, spuntando non trascurabili miglioramenti economici e di vita
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dei dominati (la classe operaia, i ceti medi in espansione nella societ), perch in queicontesticulturali,economiciepoliticierapossibilecontrattareconilpadrone daposizionidirelativaforza,istituzionalmentegarantite. Inquellaepoca,incuiadettadelloscriventeilcapitalismohalasciatointravedere un volto umano (o meglio, quasi umano), i dominanti borghesi sono stati costretti a cedere qualcosa del loro potere e della loro ricchezza, attraverso una diversaepiequadivisionedelprodotto,nonchunamaggiorpartecipazionealla decisione politica garantita delle classi inferiori, che restavano pur sempre in posizionesubordinata. Mediazioneecompromessoeranodunquepossibili,entrocertilimitiinvalicabili(in alcun modo avrebbero potuto portare alla costituzione di un entit comunista, fondata sulla socializzazione integrale degli apparati produttivi) e ci alla base dellanascitaedellestensionedelwelfarenovecentesco,deicetimedi,deiprocessi direlativaemancipazionediunapartesignificativadellapopolazione. Sequestoprocessodiriformacapitalistica,neldopoguerra,fucaratterizzatosul versantemacroeconomicodallapplicazionedelleteoriediKeynes(chenoneraun socialista/laburista e non ha mairipudiato capitalismo e liberaldemocrazia), ci avvenuto per salvare il capitalismo dalle minacce interne (reazioni alliniquit sociale, eccessiva compressione del lavoro) ed esterne (successi del modello alternativo sovietico e minaccia politicomilitare rappresentata dallURSS) e non persuperarlooaffossarlo. Il Bengodi capitalistico del welfare, dellestensione dei consumi, e della promozionesociale,diventatopossibiledopolasecondaguerramondialeperun breve periodo, al pi trentennale, quale effetto del mantenimento della sovranit politica e monetaria degli stati pur con limitazioni, rilevanti soprattutto nella politica estera, come nel caso dellEuropa divisa fra i due blocchi, e pur alla presenzadegliorganisopranazionalimondializzanti,comelaBancaMondialeeil FondoMonetarioInternazionale,naticonlaconferenzadiBrettonWoodsdelluglio 1944. LaComunitEuropeaeraunsimulacrodiconfederazione,amagliemoltolarghe, non aveva ancora una moneta privata e non poteva imporre programmi economicofinanziari integrali agli stati membri, in taluni casi decidendone i governiassiemeadaltriorganidellamondializzazionecomeilFMI,adifferenzadi quantoaccadeoggi. Osservando la situazione storica dal punto di vista dei soli paesi dellEuropa occidentale, perch quelli dellEuropa centroorientale, com noto, hanno seguito unastradadiversa,conilsennodipoipossiamoaffermarecheilcompromessofra Pubblico e Privato, fra Stato e Mercato, fra la Politica e il Grande Capitale economicoefinanziario,haconsentitodiimbrigliareunpocoladistruttivitsociale edambientalediquestoultimo,riconducendolopercertiversisottouncontrollodi
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natura politica, ed ha permesso di ritagliare spazi di emancipazione per laffermazione (ancora parziale ed insufficiente, bene inteso) dei diritti dei dominati. Per tali motivi attenuati con il compromesso e con la parziale, ma significativa rappresentanza politica e sindacale concessa alle classi inferiori i rischi rivoluzionariedidestabilizzazionedellordinecostituito,ilcapitalismodelsecondo millenniosembratogoderediunconsensopiuttostoampio,propriofraquelliche subivanoisuoirigori,mitigatidalwelfareedallapromozionesociale,ecosilsuo braccio politico ed istituzionale, cio la liberaldemocrazia a suffragio universale fondatasullarappresentanza. NellEuropa occidentale di allora, le rappresentanze politiche e sindacali concesse ai dominati in seguito al compromesso erano naturalmente del tutto interne al sistema e non ne mettevano in discussione se non a parole, con dichiarazioni roboantiedisattese,perimbonireelettorielavoratori,ibasamentistrutturali. Si trattava, tutto sommato, di una rappresentanza parziale, condizionata dallaccettazione delle regole del gioco liberaldemocratiche, ma soprattutto dal comando capitalistico e dallappartenenza al cosiddetto mondo occidentale, identificato con il blocco filoamericano, che non si potevano mettere in discussione. Cos, in Italia il partito comunista faceva parte a pieno titolo del cosiddetto arco costituzionale, governava importanti regioni e partecipava alla decisione politica (ancheallacorruzionepoliticaedellapolitica,seperquesto),laCGIL,sindacatoa maggioranza comunista, condannava quanto il PCI lazione clandestina e militare delle Brigate Rosse schierandosi con lo stato borghese, mentre nella Germania Ovest,incuiilpartitocomunistaerafuorilegge(ufficialmentedal1956),impazzava lasocialdemocrazia,chedopoaverrifiutatopubblicamenteilcomunismoeMarxa Bad Godesberg (novembre 1959), approvando il mercato libero, poteva guidare liberamente, senza patemi e sospetti i governi della federazione e caldeggiare la cogestione deigrandi organismi industrialiattraverso lostrumento sindacale,ma, naturalmente,senzasognarsidimettereindiscussionelappartenenzadelpaeseal campooccidentale,cheerauntabecometaleinviolabile. Questarappresentanzaparzialeedancorainsufficiente,accompagnatadauncerto grado di emancipazione economica e sociale, concessa in Europa occidentale alle classi dominate dentro i recinti del capitalismo del secondo millennio e della liberaldemocrazia parlamentare, ebbe leffetto di consentire al sistema politico di reggereagliurtirivendicatividimassa,ealcapitalismodiriprodursi,fagocitando neisuoiimmaginarimilionidisubordinati. I motivi del compromesso raggiunto in quegli anni, ed effettivamente realizzato, erano di origine esogena e di origine endogena: la minaccia collettivista con lineamenti capitalistici dellUnione Sovietica, e la serrata concorrenza del suo
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modellodisociet,lanecessitdidistribuirepanemetcircensesaidominatiper tenerli tranquilli, e poterli manipolare efficacemente creando il profilo del produttore/consumatore,lanecessitvitaledisviluppareleforzeproduttive,non soltanto per resistere alla concorrenza sovietica, ma per la stessa natura del capitalismo, la volont di una piena normalizzazione interna, che portava alla distruzione delle culture particolari, dostacolo allo sviluppo, e degli aspetti comunitaristicidellesistenzaperimporreipropristilidivita. Ilpresente:esproprio,esclusioneedeficitdirappresentanza Ilmondosommariamentedescrittonellaprimapartediquestosaggiofinitoalla svolta del millennio, che ha visto laffermazione di un nuovo modo storico di produzione e laffermazione di un nuovo capitalismo, il quale per riprodursi sembranonaverepilanecessitdiincludereintegralmentelemasse,concedendo miglioramenti delle condizioni di vita e creando il profilo prevalente del produttore/ consumatore, perch riesce a creare valore ed a moltiplicare il valore creato espropriando i beni collettivi, riducendo le conquiste sociali fino ad azzerarle,precarizzandoedescludendoprogressivamenteidominati. Eperquestimotivi(edormai,dopotredecennidideemancipazioneneicosiddetti paesi sviluppati la cosa dovrebbe esser chiara a tutti) che il profilo prevalente imposto alle masse, frantumando lordine sociale precedente, tende a diventare quellodelprecario/escluso. Alla precarizzazione e allesclusione nei rapporti di produzione vigenti, qualitativamentediversidaquellidelsecondomillennio,siaccompagnata,inun quadro di strapotere degli organi della mondializzazione e di riorganizzazione globalista dellEuropa comunitaria, diventata Unione allinizio dei novanta, la progressiva perdita di rappresentanza politica (e sindacale) dei dominati che ha procedutodiparipassoconlariduzionedellasovranitdeglistati. Epropriodalliniziodeglianninovantachecessatodefinitivamenteilpericolo sovietico, e con lo svanire delle attrattive ideologiche che per decenni lhanno caratterizzato cessata linsidiosa concorrenza che metteva in pericolo, in Europa occidentaleedaltrove,ilcontrollocapitalisticosullemasse. Trattato di Maastricht del febbraio 1992, riorganizzazione successiva delle istituzioni sopranazionali europee, creazione della BCE ed introduzione delleuro nella circolazione effettiva, si sono rivelati utili cavalli di troia per espropriare gli statieflessibilizzareidominati. Interigruppisociali,apartiredaglioperaiperarrivareaicetimedi,hannopersola tutela dei partiti svuotati di rappresentanza, incaricati di applicare i programmi politici imposti dallesterno ed incapaci di elaborare vere alternative, e sono stati abbandonati al loro destino, in quanto lavoratori, dai sindacati ascari del nuovo

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capitalismo,alpuntotalecheoggiinonrappresentati,colorochesonodestinatia diventareinvisibilioirrilevanti,tendonoadesseremaggioranzaassoluta. Questodrammaticodeficitdirappresentanza,sconosciutonelleattualiproporzioni durantelasecondametdelnovecento,dalliniziodellacrisisistemicahainiziatoa farsisentirepidrammaticamente,particolarmenteinpaesicomelItaliadovepi evidente la subordinazione al comando globalistaneocapitalistico, e dove il degrado della piccola politica sistemica, che non deve elaborare programmi alternativiedevesoltantoobbedireagliordiniesterni(comprovandolaperditadi sovranitpoliticadellostato),piavanzatochealtrove. I recenti moti siciliani scatenati dalla protesta dei Forconi e da Forza durto, pur avendo specifiche motivazioni, quali laumento delle accise sulla benzina e il rincaro dei pedaggi autostradali che colpiscono i trasporti dei locali prodotti agricoli,dallevamentoeittici,inbuonamisuranonfannoriferimentoaipartitidi cartapesta della liberaldemocrazia vigente od ai sindacati collaborazionisti che gestisconodallaltogliscioperi,manasconofuoriecontro,perchcolorochevi partecipano siano essi autotrasportatori, agricoltori, pastori, pescatori, operai, disoccupati, studenti, hanno compreso, sulla loro pelle, che non hanno e non potranno avere alcuna rappresentanza in questo sistema, diventato straniero e nemicoquantoleuro. Oltre a chiedere, in concreto, la defiscalizzazione dei carburanti e lapplicazione dello statuto della regione Sicilia, per trattenere nellisola le imposte che gravano sulle locali imprese, per bocca di uno dei loro capi, i Forconi invitano la classe politica tutta, e senza distinzioni di schieramento (spesso soltanto apparenti) a mollarelapresaeadandarseneacasa,einoltreavanzanolaprovocatoriarichiesta chesiiniziabattereunamonetasiciliana. Parimenti, i tassinari in rivolta contro le assurde liberalizzazioni del governo fantoccio di Monti,che avanzano richieste specifiche comequella che ladecisione sullassegnazione e sul numero delle licenze resti ai comuni, e rifiutano lextra territorialitconlalibertdiprestareservizioinaltricomuni,farannosempremeno riferimentoaisindacatidicategoria(esistonoben23siglesindacali),perchhanno capitochequesti,conunpiedesaldamentepiantatodentroilsistema,cercheranno sempre e comunque, ed a qualsiasi costo sulla pelle dei lavoratori, di arrivare a compromessiconlacontroparte. Ladecisioneariguardodeltemutoscioperodidiecigiornideigestoridellepompe dibenzina,passainteramenteattraversoisindacatiufficiali(comeadesempioFaib Confesercenti e FegicaCISL), ma non escluso che si potr arrivare in futuro, anche in questo settore, a situazioni di tensione come quelle di Roma del 19 di gennaio,incuicstataunafratturafratassisti(isindacaticihannotraditoesono scappati via, come hanno dichiarato gli interessati) e sindacati acquiescenti nei

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confrontidiungovernofantoccio,volutodaiglobalistichecontrollanolUEMela BCE. Dopo la capitolazione del segretario generale della Fiom Landini alla segreteria CGILdellaCamusso(dietrolaqualecilPdchesostieneMontiaspadatratta), probabile che una parte degli iscritti e dei delegati si risolver ad abbandonare il sindacatosistemicodicategoria,perintraprenderefuoriecontrolotteveramente efficaci,mentrechiresterdovrlanguirenellinedia,attendendoglieventi,edovr rispettarelordinediscuderiadinonfarescioperi(gidipersinutilinelleforme note e praticate) contro lesecutivo Monti, limitandosi a contrastare in modo simbolicoeblando(equindiinefficace)singoliprovvedimentigovernativi. Per quanto il governo ha fatto dei passi indietro, in molti settori, in relazione alle liberalizzazioni imposte allItalia dalla BCE (dalle farmacie ai notai, dalle assicurazioni RC auto ai carburanti il rigore liberalizzante sembra che si sia attenuato),cicheimportarilevareinquestasede,incuinonsitrattadaunpunto di vista tecnico delle liberalizzazioni stabilite con decreto, che linizio delle protestecontrolemisurediMontirivelaqualcheimportanteelementodinovit,ed inparticolareunulteriore,gravescollamentofralapopolazione,daunlato,edi partiti,isindacati,lestesseistituzioniliberaldemocratiche,dallaltro. Sta emergendo a fatica, ma con una certa chiarezza in questa difficilissima congiuntura, la consapevolezza dei dominati di non avere alcuna rappresentanza allinterno del sistema, e di essere trattati, dal sistema stesso che opera per conto della classe dominante globale (esterna allo stato), come armenti da portare alla tosatura,o,nellapeggioreipotesi,dacondurrealmacello. Ci non potr non comportare una certa disaffezione nei confronti della liberaldemocrazia(volendousareespressionifintroppomoderate),ilmontaredella sfiduciaintuttelesueistituzioni(sempreconespressionemoderata),edunaperta ostilit nei confronti dellEuropa unionista, con il risentimento nei confronti dei partitichegievidente,edstatofurbescamenteusatoperimporresenzacolpo ferirelattualegovernoitaliano,emanazionedelloccupatoredelpaesepichedel presidentedellarepubblica. Come si detto, la protesta dei Forconi e quella dei tassinari hanno motivazioni specifiche, locali, di categoria, e non esprimono con chiarezza le richieste di un cambio integrale di sistema, della riappropriazione della sovranit nazionale e delluscita dallEuropa unionista delleuro, ma costituiscono pur sempre un passo in avanti rispetto alle blande e ridicole proteste degli Indignados/ Occupy, che sbraitano genericamente contro le banche ed occupano a casaccio (se ci riescono, con metodi pacifici dei quali si vantano) sedi bancarie, piazze, edifici pubblici e parchi. Vilaconsapevolezzainchipartecipaaquestesemirivoltechecoinvolgono,pur nelladimensionelocale,moltisoggettiemoltecategorie,oltrechedelleconcretee
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dirette ragioni della protesta vissute sulla propria pelle (il reddito, la continuit delloccupazione, le condizioni future di lavoro), di non avere alcuna rappresentanza in un sistema ostile ed in mani nemiche, di non essere in alcun modo tutelato, e di dover farsi sentire fuori degli schemi degli inutili scioperi di quattro od otto ore, politicamente corretti, rigidamente programmati e controllati dallalto(quelliallaCamusso,perintenderci). Chi scrive ha avuto la netta sensazione che molti subordinati, davanti alle contingenze drammatiche del momento, hanno compreso che non si pu pi demandareadaltriladifesadeipropridirittiedeipropriinteressi,semplicemente perch non vi nessuno al quale demandare, nessuno che pu rappresentarli, nessuna sigla di partito, nessun corpo intermedio frapposto fra il singolo e il potere effettivo che possa (o voglia) difendere i loro interessi vitali, e ci che in passato poteva godere della loro fiducia partiti politici sistemici, sindacati ammessiedaltreorganizzazioni,oggisaldamenteetotalmenteinmaninemichee lavoracontrodiloro. Anche se i sondaggi ammaestrati mantengono artificiosamente alta la fiducia nei confronti del presidente Napolitano (uno dei peggiori politici di tutta la storia dItalia,benpeggiorediBerlusconi,percichehapermessochesifacciaalpaesee allapopolazione),alsoloscopodifarcrederechevialmenounistituzionesalda ed apprezzata dallopinione pubblica, probabile che londata di sfiducia nel sistema si estenda a macchia dolio ed investa in pieno il mondo delle libere professioni, i ceti medi non legati al lavoro dipendente, poich un obbiettivo inconfessabile del governo Monti, sponsorizzato dal presidente Napolitano, proprio quello di falcidiare nel numero e nei redditi questi soggetti sociali, per contodellaclasseglobale. Dopo aver disintegrato la classe operaia, precarizzandola e togliendole qualsiasi possibilit rivendicativa e di lotta, dopo aver colpito i ceti medi legati al lavoro dipendente, da riplebeizzare con gli operai, si cerca di depatrimonializzare e di flessibilizzare i ceti medi che praticano le libere professioni, acclimatandoli nel nuovohabitatcapitalisticocheciimposto. Quindinonsonoinballosoltantolesortidegliagricoltori,degliautotrasportatorie degli allevatori siciliani, o dei tassinari di Napoli e Roma, ma anche quelle degli avvocatiedeifarmacistiintuttalapenisola,conlaGreciacheintalsensohafatto daapripista. Poi, forse, toccher ai politici, ai parlamentari, a deputati e a senatori, oggi in grandemaggioranzacoscondiscendentiedossequiosineiriguardidiMonti,eci potr accadere quando non serviranno pi per dare una parvenza di legalit costituzionale,votandoiprovvedimentideigovernidelloccupatore. Ipolitici,ilorocapi,iVIPdeicartellielettoraliliberaldemocraticicontinuanoconle loroassurdepolemicheancheinquestasituazioneeccezionale,incuidiventachiaro
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a moltissimi che il loro ruolo soltanto quello di far passare, votandole in parlamentoincambiodelmantenimentodeiprivilegidicuigodono,lemanovredi ungovernotecnicistaglobalistadalqualesonostatitassativamenteesclusi. Cos Bossi minaccia Berlusconi di far saltare la giunta regionale lombarda se non toglielafiduciaaMonti,bensapendochesololennesimobluffechenonlofar, Sacconi, ex ministro del welfare, e Cicchitto, capo gruppo parlamentare del PdL, criticanounpocoildecretodelleliberalizzazioni,perscopielettoralistici,primadi fareillorodovereevotarlo(sipotevafaredipi,perSacconi,nonsivoterun testo fotocopia, secondo Cicchitto), mentre Bersani, capoccia dellosceno Pd, approvapedissequo,conqualcheentusiasmoditroppochenonriesceatrattenere in un eccesso di servilismo (bisogna difendere, rafforzare e accelerare le misure approvate dal governo, dichiara il nostro), ed infine Vendola, lastuto comunista individualista postsovietico, dichiara di non voler rompere con gli alleati presenti inparlamentosulgovernoMonti,ilquale,perVendola,noncertounnemicoda combattere in quanto sta massacrando la popolazione, ma soltanto un po spiazzanteperlasinistra. Tutto ci non far altro che aumentare la distanza, destinata a diventare incolmabile, fra una popolazione abbandonata al suo destino e i partiti (tutti liberaldemocratici,anchegliexcomunisti)chedatempononlarappresentanopi, edaccrescerlaconsapevolezza,neisoggettisocialirealichedovrannosopportare linsopportabile,cioglieffetticoncretidellecontroriformediquestogoverno,che perlorononvisalvezzanelsistema,mavipotresseresoltantofuoriecontro. Sembra finalmente manifestarsi dopo decenni di flessibilizzazione di massa, di idotizzazionecollettivaediprecarizzazionedellavoro,intuttalasuapericolosit per la riproduzione neocapitalistica e la sopravvivenza del sistema liberaldemocratico,lospettrodelconflittoverticale. Ebenechiuderequestosaggioponendosiladomandachesegue. Epossibilechedallestensionedimoticomequellosicilianoadaltreareedelpaese e dallattivarsi cosciente di un numero sempre maggiore di soggetti sociali e di categorie produttive, colpiti dalle dinamiche impoverenti imposte dallalto, nasca un programma politico alternativo dai lineamenti rivoluzionari, contro questo capitalismosocialmentecriminaleefuoridellatrappoladelleistituzioniedeipartiti liberaldemocratici, in grado di riattivare la solidariet fra i dominati, di ripudiare leuro e lEuropa dei globalisti, di liberare lItalia dalloccupatore, di cacciare il bocconianoMontieilsuosodaleNapolitano,primacheilsaccheggioglobalistasi compia,dalnordalsuddellapenisola? Chiscrivenonmaistatotroppoottimista,masperaardentementedis.
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StatoVersusMercato LItalia stretta fra globalizzazione, Europa unionista e deficit di sovranit nazionale Saggiodel12/02/2012 Premessa Come si evidenzia nel sottotitolo di questo breve saggio politico, lItalia finita nella morsa globalizzante neoliberista, stretta com fra i processi di globalizzazione, mai interrotti dalla crisi strutturale neocapitalistica, unEuropa alienaeunionistachelastastritolandoimponendoconbrutalitisuoiprogrammi economici,eildrammaticodeficitdisovranitnazionalechenonconsentealpaese didecidere,autonomamente,delpropriofuturo. Il presente scritto si articola in due capitoli. Il primo capitolo introduttivo, ed attraverso un esercizio di storia comparata si tenta di evidenziare la gravit e le potenzialitdistruttivedellacrisineocapitalisticainItalia.Ilsecondocapitolo,che costituisce il cuore del saggio, relativo al rapporto, ormai fin troppo chiaro, fra lavvento dellEuropa dellUnione, la riorganizzazione delle sue istituzioni sopranazionali, la creazione della BCE, lintroduzione delleuro e la perdita di sovranit politica e monetaria degli stati succubi, fra i quali lo stato nazionale italiano. Lo scontro fra il sopranazionale e il nazionale che si sta verificando nel vecchio continente, cio fra lUnione europea globalista ed alcuni Stati da normalizzareeconomicamenteesocialmente(perora,lItaliaelaGreciamessedi recente sotto tutela), nasce dalla rottura dello storico patto fra il vecchio Stato nazionale dotato di sovranit politica ed il Mercato, da intendersi qui come il grande Capitale in mani private. Il conflitto fra i due iniziato nella seconda met degli anni settanta del novecento, dopo lo scadere dei cosiddetti trenta gloriosi anni di compromesso, di relativo equilibrio e di moderata emancipazione delle classi subalterne. Tale confronto riflette il tentativo, che sta per riuscire, di anteporre sempre e comunque leconomia ultraliberista, dominata dalle ragioni della finanza, alla decisione politica nazionale sovrana, e di demolire le ultime barriere, in Europae in occidente, che ancora ostacolano la libera circolazione dei capitali. Si tratta, in sostanza, della continuazione in nuove forme, per molti versi inedite, dellantico scontro fra la crematistica da un lato, intesa come creazione illimitatadivaloremonetarioefinanziario,eleticadallaltrolato,chepersussistere pu ammettere soltanto la buona economia, subordinata alla decisione politica dellacomunit.UnoscontrovivofindaitempidiAristotele,chehaattraversatoi secoliedoggipotrebberisolversiconlavittoriadellanuovacrematistica. Glieffettisocialiepolitici,pesantementenegativi,dellattualecrisineocapitalistica elaricercadipossibilivieduscita,perlItaliariorganizzatainchiaveneoliberistae globalistadallesecutivoMonti,nonpotrannocheportareallavviodiunprocesso
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rivoluzionario, alimentato da un chiaro disegno politico, economico e sociale alternativo,penalimplosionedefinitivadellasuasocietedilcompletamentodella colonizzazione neoliberista. Al di fuori di una futura via rivoluzionaria per la salvezza,nonsembracheesserciunritornoincruento,peraltroimprobabile(senon impossibile), alle politiche neokeynesiane del dopoguerra, che sollecitavano un forte interventismo statale in campo economico, ammettevano la protezione dellindustria nazionale e richiedevano il controllo della moneta, come accadeva nellaprecedentefasestorica,incuilostatonazionenoneranelleattualicondizioni disubordinazione,ederaancoradotatodiuncertogradodiautonomiaesovranit. Nel caso di disordini insidiosi e troppo estesi tendenti al caos permanente, di guerra civile e/o di una frantumazione regionalista del paese con il rischio di un contagio destabilizzante del cosiddetto ordine mondiale, loccupazione globalista effettivadelpaese,manumilitariutilizzandolostrumentoNATO,potrdiventare unadrammaticarealt. Lagrandecrisieleantichecrisi In seguito agli effetti economicosociali negativi delle misure imposte da governi fantoccio che operano per conto terzi, scopertamente al di fuori di un supposto quadro di legalit democratica, si sente affermare sempre pi spesso che lattuale crisi italiana (a causa dellingente debito sovrano, dei tassi di interesse sui titoli del debito pubblico che lievitano con lo spread, della caduta del prodotto, dei segnali economici marcatamente depressivi) la pi grave dal dopoguerra, ma spesso si omette di dire che questa crisi ampiamente indotta dalla dinamiche neocapitalistiche, e serve per lomologazione dellItalia al modello di capitalismo ultraliberista angloamericano, evolutosi nellultimo ventennio senza incontrare ostacoli di rilievo, fino a diventare il nuovo capitalismo finanziarizzato del terzo millennio. Pur sapendo che gli esercizi di storia comparata sono insidiosi, perch talvolta rischiano di portare fuori strada nellanalisi, non possiamo non riconoscere che la penisola,anticamente,hagivissutoalmenounasituazionesimile,forieradigravi rischi e di innumerevoli lutti, e precisamente durante la cosiddetta crisi del terzo secolo(dopoCristo)chehainvestitolimperoromano,edallaqualelimperofino ad allora sufficientemente saldo ed in espansione, soprattutto nel periodo che andava da Ottaviano Augusto a Traiano, o al pi a Marco Aurelio non si mai piripreso. Quando scoppi la crisi del terzo secolo, la penisola era ancora fiorente e rappresentava il cuore del sistema imperiale, ma quando la crisi fin, in termini economici, demografici e sociali le province italiane ne uscirono malconce ed esauste,pronteperentrarenellungotunneldelladecadenzadelloccidente,durata circa due secoli, e del conseguente trapasso al nuovo mondo feudale. La crisi
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neocapitalistica che oggi investe soprattutto lItalia e lEuropa, nel contempo elementostrutturaledelNuovoCapitalismo,senzailqualequestomodostoricodi produzione non potrebbe reggersi a lungo, e manifestazione del definitivo tramonto, in quanto potenza economica e produttiva, del vecchio continente a rischiodimarginalizzazione,conipaesidellEuropamediterraneaelastessaItalia chesembranoesserediventati,inquestultimoperiodo,lepicentrodellacrisistessa, unareadelmondoincuiladistruzionecreatriceinattopievidenteerischia didiventaresanguinosa. Anchelacrisiromanadelterzosecolofuunadistruzionecreatrice,naturalmente rapportataalsistemaschiavisticoealsistema(politico)imperialedellepoca,elofu su vari piani: quello economico e sociale, quello militare, e quello dellorganizzazione dellimpero. Ma dalla crisi del terzo secolo non usc nulla di buono, perch non sempre ci che si crea dopo aver distrutto positivo per le societumaneepergliequilibrisociali,perlastessatenutadelleistituzionichesi vorrebberopreservare. Graziealcinquantennioricordatocomeilperiododellanarchiamilitare(dal235al 284 dopo Cristo), si pass dal principato augusteo, che rappresentava una forma politicadidominiorelativamentesoft,ingradodimediarefraipoteri(fraiquali il senato aristocratico det repubblicana) e le classi sociali (patrizi e plebei, o meglio, honestiores e humiliores), ad una sorta di dominato, o di dispotismo non asiaticofortementecentralizzato,nondiradorettodafiguredimilitariavventurieri emergenti (il primo fu Massimino il Trace). Lavvento del dominato imperiale riduceva i gi angusti spazi di libert concessi alla popolazione, mentre laccresciuta pressione fiscale per affrontare le ingenti spese di guerra (contro i barbari ed i persiani), nel tentativo di rafforzare lapparato militare e potenziare quello statale, riduceva sul lastrico ampie fasce di popolazione, risparmiando soltanto i grandi latifondisti. Un po come oggi, in Italia, in cui la crescente pressionefiscalecolpiscesemprepiduramenteiredditidalavorodipendenteele pensioni(inunpaeseincuicisonoundicimilionidipoveri,fraiqualimoltissimi lavoratori e pensionati, rapidamente cresciuti di numero grazie alla crisi ed alle misuregovernativoeuropeiste),risparmiandosoprattuttoigrandievasorifiscali,i quali nel concreto sono intoccabili perch appartengono alla classe dominante, o rappresentano potentati delleconomia formalmente criminale, che si sviluppa parallelamente a quella neocapitalistica. Lintangibilit del sistema bancario, che deveesserefinanziatoesostenutoatuttiicosti,sedelcasosottraendorisorseagli impieghidinaturasocialeeproduttiva,completailquadro. Selacrisiromanadelterzosecoloaccrebbelaconflittualitsociale,suscitlerivolte dei dominanti e modific lordine sociale, in Italia ed altrove entro i confini dellimpero, lattuale crisi neocapitalistica e lavvento di un governo collaborazionista delloccupatore del paese, quale quello di Monti, suscita fuori
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deglischemisistemiciedelpoliticamentecorretto(semi)rivoltesocialifinoaieri imprevedibili (Sicilia, trasportatori, tassinari, pescatori, ed in futuro molti altri), mentre la violenza della crisi e delle controriforme montiane accelerano la trasformazione dellordine sociale, che proceder, se non incontrer ostacoli di rilievo, fino alla sua estrema semplificazione sociologica in classe globale dominanteeclassepoveradominata.Perevitareopposizionidirilievoneltessuto politico e sociale italiano, e per far procedere speditamente le controriforme pianificate, la classe globale che sostiene Monti ha comprato i cartelli elettorali che contano, i sindacati, i vertici delle lobby importanti, assicurandosi il loro appoggio contro gli interessi del popolo italiano (e non di rado dei loro stessi militanti,iscrittiedassociati). Laprimaepiprofondaragionedellaspaventosacrisiromanadelterzosecolo,la qualeharimodellatobrutalmentelasocietitalicapeggiorandolecondizionidivita dellamassa,risiedenellosvuotamentoprogressivodeigiacimentidibracciaper il lavoro schiavo, e pi in generale per appropriare risorse, come effetto del raggiungimento della massima espansione militare, territoriale e demografica dellimpero. A ci corrisponde nel nostro tempo storico, in cui la penisola nuovamente funestata da una profonda crisi economica, politica e sociale, il progressivoerapidosvuotamentodisovranitdellostatonazionale,chedopoaver raggiunto lapice della sua autonomia con il fascismo, nel periodo prebellico, ha vistoprogressivamenteridursilesuecompetenze,edhapersolaprerogativadella decisionepoliticasumoltemateriestrategiche(moneta,debitopubblico,industria, eccetera), fino a scivolare nelle attuali condizioni di subalternit nei confronti dellesterno. Questa perdita di sovranit, forse irreversibile, indotta e accelerata dalle dinamiche neocapitalistiche che hanno influenzato la stessa costruzione europea, i parametri di Maastricht, il dominio della BCE e del FMI, ed imposto leuroaimaggioripaesidellEuropaoccidentale.Larapacitdeldominatoimperial militareromano,chehaimpoveritolepopolazioniitalichefindalletdelferrodei Severi, trova uninquietante corrispondenza, oggi, nella rapacit dei globalisti dominanti, i quali, assumendo il controllo degli statinazione privati della loro autonomia, saccheggiano le risorse collettive e deemancipano le masse, riducendole a neoplebi. Dovrebbe esser chiara anche al cosiddetto uomo della strada,giuntiaquestopunto,laverafunzionedellaUE,dellaBCEedelleuro. Come limpero che in quegli anni lontani ha mostrato il suo vero volto, riorganizzandosi in dominato dispotico e impoverendo la popolazione, per scaricaresulleclassiinferiorilingentecostodellacrisi,economica,socialeemilitare del terzo secolo, cosi, oggi, la liberaldemocrazia ci mostra il suo vero volto, autoritario,dispotico,oligarchico,ditotalesubordinazionealleragionidellaclasse dominate globale, e contribuisce ad imporre quelle controriforme, economiche e

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sociali, che scaricano sui pi deboli lonere della crisi e rimodellano in senso neocapitalisticolasociet. Gli italici e le altre popolazioni non sono riusciti, nonostante linsorgente conflittualit fra i gruppi sociali e le numerose rivolte, ad impedire quella trasformazione dellordine costituito che alla fine hanno dovuto subire, fino allestinzioneformale,avvenutaduesecolidopo,dellimperoromanodoccidente. Riusciranno nel prossimo futuro gli italiani, e gli altri popoli dellEuropa mediterranea, ad interrompere il processo in atto, sottraendosi alla morsa del nuovopotereglobalista,senzadoverattendernelestinzione?Almomentoattuale, incuiglieventisonoinpienocorso,simoltiplicanoleprotestefuorideglischemi,si attiva la repressione sistemica e la distruzione creatrice neocapitalistica subisce unaccelerazione, il futuro sommamente incerto e la domanda non pu ancora trovareunachiararisposta. Sovranitnazionaleedominiodelsopranazionale Lopposizione, o meglio lincompatibilit, fra laffermazione e il mantenimento di unasovranitassolutadeglistatinazionalielatrasmigrazionedelpotereinentit sopranazionali sempre pi potenti e onninvasive, nellEuropa del dopoguerra sembraessersirisoltaafavorequesteultime.Nonsipuancorasapereseiltrionfo del globale sul nazionale, del mondiale sul locale, e soprattutto del Capitale sul Lavoro, sia definitivo, fino allirreversibilit dei processi in atto, ma certo che le oligarchieglobaliste,supportatedallostrumentomilitareamericanoNATOedalla finanza di rapina, hanno vinto unimportante battaglia, sottomettendo in buona misuraglistati,ipopolielenazioni.Lastessa,dissennatatensione,diffusaadarte, per la difesa delleuro che spiana la strada alle controriforme sociali, e che si giustifica minacciando sciagure inenarrabili in caso di collasso della moneta europea, o semplicemente delluscita di uno stato dallUnione monetaria, costituisce una prova di quanto qui si afferma. Infatti, alleuro si pu sacrificare tutto, anche le pensioni, anche la sanit o la scuola pubblica, persino il posto di lavoro fisso e tutelato (unica fonte di sostentamento per la maggioranza), e di questopurtropposimostranoconvinte,inItaliaealtrove,moltissimevittimedelle dinamicheneocapitalistiche.Disinformazionemediatica,propagandaultraliberista e neoliberale, idiotizzazione sociale, snazionalizzazione delle coscienze, svalutazionedelruolodellostato,dellecomunitdiappartenenza,dellasocialite diffusione dellindividualismo anomico, hanno proceduto di pari passo con laffermazione dei precetti economicofinanziari di questo capitalismo, consentendogli,finoadora,dispianareogniostacolosulsuopercorso. La grande disputa politica, come dovrebbe essere chiaro a tutti, attualmente quellafraisostenitoridellasovranitassolutadellostatonazionale,daunlato,ele oligarchie globaliste che istituiscono nuove forme di governo sopranazionale,
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dallaltro,inaccordoconilorointeressivitali.Laclassedominanteglobaleoggi sulpuntodistravincereilconfronto,comeprovanoicasidellaGreciaedellItalia (ma non soltanto questi), e ci equivarrebbe anche ad uno storico trionfo (irreversibile?) del Capitale sul Lavoro, perch le politiche sociali, assistenziali, di emancipazionedeilavoratoriedituteladellavorosonopossibili,comelastoriaha ampiamente dimostrato, soltanto in un quadro di ampia autonomia, politica e monetaria,deglistatinazionali.Quellocheapparescontatochenoncpialcuna possibilit di compromesso fra Stato e Mercato (e la condizione dellEuropa lo testimonia), cio fra la sovranit nazionale, sul piano politico, monetario ed economico, e il grande Capitale finanziario nelle mani della classe neodominante globale.GliesecutividiMonti,inItalia,ediPapademos,inGrecia,sonoaltrettanti cani da guardia del capitale finanziario, ed agiscono scopertamente contro i popolieglistatinazionali.Direcente,nellaGreciaaffidataaquelPapademosdicui Monti un replicante, il maggior sindacato di polizia ellenico, che agisce nel quadro dello statonazione, ha minacciato di arrestare i funzionari del FMI ed europeipresentisulterritoriogreco,dichiarandodischierarsiconilpopolocontro lEuropafinanziariadeidominantielaglobalizzazione. La grande disputa politica fra i sostenitori della sovranit nazionale e i globalizzatori, equivale sul piano economico al confronto fra i sostenitori del compromesso fra politicaed economia,regolamentando i mercati (o addirittura sopprimendoli,nelcasosiassumanoposizioninonriformiste)egliultraliberistiche teorizzano, e mettono in pratica con successo, la piena autonomia e la superiorit delMercato. Ci che importante capire, e ribadire una volta di pi, che le due battaglie, quella a difesa dellautonomia degli statinazione e quella sociale in difesa del welfare, non solo non sono incompatibili una di destra e laltra di sinistra, secondo i vecchi schemi ormai inattuali, ma, al contrario, sono complementari, perch ambedue costituiscono presupposti indispensabili per la libert, lautodeterminazioneelagiustiziasocialerealizzata. Difendendolautonomiadellostatonazionalecontroiglobalistiecontroquelloro strumento di dominio che lEuropa dellUnione, si difendono anche il Lavoro, i diritti dei subalterni (quelli concreti, economici, non quelli astratti e posticci liberaldemocratici), le conquiste economicosociali della seconda met del novecento, i meccanismi redistributivi del reddito a vantaggio dei subordinati. Possiamo perci affermare che lo stato nazione pienamente sovrano, nelle attuali condizioni storiche, rappresenta lultimo baluardo della socialit, delletica, dellequit contro il saccheggio operato dai mercati e limposizione di una globalizzazioneeconomicacheconvienesoltantoaidominanti.

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Lattacco alla sovranit politica e monetaria dello statonazione ha richiesto, per poter essere sferrato con successo, lavvio di rilevanti trasformazioni culturali, economicosocialiepolitichechesipossonosintetizzarecomesegue. [a]Traformazioniantropologicoculturaliedellordinesociale. E bene evidenziare che lattacco allo statonazione, chiarissimo nellEuropa mediterranea, in cui alcune entit statuali sono occupate dagli emissari delle lite globaliste e svuotate di contenuti politici effettivi, stato reso possibile dallo sconvolgimento dellordine sociale precedente e dal grandioso esperimento di manipolazione culturale ed antropologica per la creazione sociale delluomo precario, per la flessibilizzazione di massa a partire dal lavoro, per la diffusione dellastupiditsocialeorganizzata.Inluogodellinclusionedominalesclusione,dal lavoroedalladecisionepolitica,icittadiniconsapevolitendonoadesseresostituiti da idiotai, confinati nella dimensione privata dellesistenza ed espropriati della dimensionepoliticosociale,allemancipazionesisostituitalariplebeizzazionedi massa,cheinvestetantoglioperaiquantoicetimedifiglidelwelfarenovecentesco. Senza questi indispensabili presupposti, lesproprio di sovranit e di socialit in atto avrebbe trovato fortissime resistenze, e probabilmente non potrebbe esser portato a compimento con indubbio successo, come accade di questi tempi. Conditiosinequanondellattaccofinaleallasovranitnazionale,condottoproprio inquestimesiinItaliaeinGrecia,statoquelprocessomanipolatoriodimassache ha distrutto le classi del vecchio ordine (espressione del capitalismo del secondo millennio)eneutralizzatolopposizionesociale,unprocessocheincorsodacirca untrentennioedhaottenutoindiscutibilisuccessi.Ilmondoculturaleborghese, lasolidarietelidentitdellaclasseoperaia,salariataeproletaria,lesicurezzeele aspettative crescenti dei ceti medi postbellici stanno scomparendo, anzi, possiamoaffermarecheinassenzadicontrastifraqualcheannosarannounmero ricordo, materia per gli storici e per una retrospettiva sociologica imbevuta di nostalgismi. [b]TrasformazionieconomichedopolarotturadefinitivadelpattofraStatoeMercato. Altroelementochehacreatoipresupposti,quantomenonellEuropamediterranea spendacciona e vulnerabile, per la perdita di sovranit degli stati la crisi neocapitalistica permanente come elemento strutturale del Nuovo Capitalismo e comestrumentodidominioglobalista,opportunamentecombinataconivincolidi Maastricht e delleuro. La bolla del debito pubblico e la sopravvivenza delleuro rappresentano altrettanti cavalli di troia per lassoggettamento degli stati, e per la loro occupazione (permanente? Sine die?) senza luso di strumenti bellici. Lesperimento greco e la vicenda italiana sono a tali propositi paradigmatici. Gli esecutiviimpostiaiduepaesirispondononelconcretosoltantoadinteressiesterni e al comando neocapitalistico della classe globale. Il tutto insaporito con slogan neoliberisti, da accettare acriticamente e privi di effetti economicosociali positivi:
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lindispensabilit della crescita, perniciosa anche dal punto di vista ambientale, la competitivit in uno scenario globale di libero movimento dei capitali, lapertura definitiva al mercato, la monotonia del posto fisso e linevitabilit della flessibilizzazionedellavoro,eccetera,eccetera.IsistemicheFMIeBancaMondiale usavano per assoggettare al libero mercato i paesi del terzo mondo (piani di aggiustamento strutturale, ricatto del debito, apertura forzata dei paesi ai capitali finanziari internazionali) sono simili, per certi versi, a quelli che FMI, UE e BCE utilizzano oggi contro i paesi dellEuropa mediterranea, chiamati con disprezzo PIIGS.SipensialverosignificatodelCresciItaliadiMonticheaccompagna,come unillusoria carota agitata dal Quisling globalista, le misure pi feroci e impoverenti.IveriobbiettividellemanovremontianeinItalia,ediquelledelsuo omologo Papademos in Grecia, sono essenzialmente i seguenti: (1) imporre il modellocapitalisticoultraliberista,portatoalleestremeconseguenze,cheidentifica un nuovo modo di produzione sociale, (2) ridurre allosso larea dellintervento statale, compromettendo persino i cosiddetti beni pubblici puri, che solo lo stato puoffrireacondizioniragionevoli(nondimercato),rendendoliaccessibiliatutta la popolazione, (3) rischiavizzare il lavoro per ridurlo a mero fattore produttivo (nello specifico italiano, la scomparsa del contratto collettivo nazionale, lattacco allart. 18, la probabile riforma della CIG, eccetera), (4) accelerare la trasformazionesocialeinsensoneocapitalistico,riplebeizzandounaparterilevante dei ceti medi (in questo senso la liberalizzazione delle professioni), fino allo stabilirsidelladicotomiaGlobalclass/Pauperclass. [c] Trasformazioni politiche, svuotamento di contenuti effettivi delle istituzioni statuali e assimilazione completa dei cartelli elettorali liberaldemocratici nellunico Partito della RiproduzioneNeocapitalistica. Lultimosupportochesirivelatoindispensabileperpiegareglistatinazionaliai voleri della classe globale neodominate la piena omologazione della cosiddetta classe politica al neoliberalismo ultraliberista, con particolare biasimo per la sinistra,chesistarivelandoindiversipaesiilmigliorservodeiglobalisti.InItalia, ad esempio, il cosiddetto centrodestra (con lesclusione della Lega che agisce per purocalcoloelettoralistico)hapiegatolatesta,apartiredallospaventatoedisolato Berlusconi, ed ha accettato Monti a denti stretti, cedendogli lesecutivo e garantendogli un appoggio incondizionato. Ma il Pd, assieme ai centristi che si mostranoentusiastidelleriformemontiane,ilsostenitore/servitorepiaffidabiledi questo governo fantoccio, insediato a tempo di record dagli occupatori del paese, dopo le dimissioni di Berlusconi, con la decisiva complicit di Napolitano. Pur appoggiando servilmente lesecutivo globalista (PdL, Pd, centristi), o contrastandolo fintamente in parlamento senza esiti concreti (Lega, IdV), espropriati dallalto del controllo del governo del paese e della possibilit di fare una vera opposizione, i cartelli elettorali marginalizzati continuano nella finzione
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liberaldemocratica e simulano un confronto politico, ormai senza consistenza alcuna. Si va dalle accuse incrociate, quando scoppiano scandali che investono esponentidellunoodellaltrocartello(ilcasoPenati,lextesorieredellaMargherita Lusi, i processi ancora in corso in cui coinvolto Berlusconi), alle proposte di ententecordialeperlatantoattesariformaelettorale,laquale,per,potrtrovare concreto riscontro soltanto quando e se i globalisti consentiranno di tornare alle urne. La finzione, finalmente scoperta e trasformatasi in unindecorosa recita, dura a morire. Mai come oggi la situazione italiana offre la prova della fine della dicotomia politica destra/ sinistra, che non ha pi alcun senso se la politica completamentesoggettaalleconomiafinanziaria,esupportaungovernotecnico incaricatodiimporreilmodellocapitalisticoultraliberista,approvandopedissequa lesuecontroriforme. In conclusione, possiamo affermare che la vittoria del globale sul nazionale, delleconomico sul politico, della finanza sulla socialit, del Capitale sul Lavoro, altro non sono che scontati riflessi della vittoria complessiva del Mercato sullo Stato, una vittoria epocale (ma forse non definitiva, per tutto il secolo) che ha instaurato il dominio sopranazionale della Global class, espropriando le entit statuali della sovranit politica e monetaria e sottomettendole al comando neocapitalistico.
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LItalia del deficit di sovranit nazionale, dellevasione fiscale e del debito pubblico Articolodel13/02/2012 Sesiguardaallasituazioneitalianadiquestimesi,emergonotrecaratteristiche, tutte negative: lassenza di sovranit nazionale, levasione fiscale diffusa e la persistenzadiundebitopubblicofraimaggioridelmondo. In relazione alla connessione fra [a] la dipendenza totale dellItalia da potentati esterni, da molti identificati semplicisticamente con gli USA, [b] levasione ed elusionechesottraggonoallafiscalitquoterilevantidiPIL,e[c]ildebitopubblico dacomprimerepersuperarelacrisieriavviarelafamigerataCrescita,benefare alcuneconsiderazionipercomprenderemegliolasituazioneincuisitrova,oggi,la penisola. [a] In primo luogo, per quanto riguarda lormai assoluta dipendenza dellItalia dallesterno e particolarmente dagli USA (secondo una diversa visione, dalla GermaniachedominalEuropaunionista),ricordiamochelItalia,inquantopaese occupato e soggetto ad un governo collaborazionista dellinvasore, possiamo pensarla divisa in settori come la Berlino postbellica (settori per non corrispondentiaspecificheareeoaspecificiquartieriurbani),poichladipendenza altres nei confronti del FMI, della UE/ BCE/ Commissione europea e infine, sul versantemilitareedellapoliticaestera,daiverticieuroamericanidellaNATO. Loccupazione (per ora) incruenta dellItalia, testimoniata dalla cosiddetta sospensionedellademocraziachehafattospazioallesecutivoMontiNapolitano, rende il paese dipendente dallesterno per quanto riguarda la decisione politico strategica in molte materie vitali, dalla moneta alla politica industriale, dalla socialit al lavoro, dalla fiscalit alla politica estera, tenendo conto che la cruciale sovranitmonetariagiatrasmigratadatempoversolalto,acausadeldominio dellaBCEedellintroduzionedelleuro. In queste condizioni, per lItalia praticamente impossibile uscire dalleuro e dallUnione monetaria, cio dal cerchio pi interno della prigione dei popoli europea,eunodeimotividellinvasionedelpaeseproprioquesto:impedireil fondamentalerecuperodellasovranitmonetaria. Lepotenzeoccupantidelsacrosuolodellapatrianonsonoquindistatinazioneo stati federali sovrani, e tengono il posto degli americani, dei russi, dei francesi e degliinglesinellaBerlinopostbellicadivisainsettori,anchesenoncunadiretta presenza militare sul territorio, eccezion fatta per le solite basi americaneNATO ereditatedallaguerrafreddaemaisgomberate. Questepotenzeoccupanti,cherappresentanoaltrettantiorganismisopranazionali, finanziari, economici, militari, rispondono ai famigerati Mercati & Investitori, che
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altro non sono se non lefficace mascheramento della classe dominante globale, e perci non corrispondono ai vecchi imperialismi novecenteschi, dei quali non hannolecaratteristichechecisonostoricamentenote. Si pu ragionevolmente affermare che la dipendenza italiana dallesterno, cio dagli occupatori, oggi integrale e riguarda tutte le materie, non soltanto quelle prima elencate, investendo le infrastrutture nazionali, essenziali per lo sviluppo capitalisticamente inteso, come le partecipazioni degli enti locali nelle societ di servizi, che per quanto demonizzate dai neoliberisti contribuiscono a sostenere loccupazioneeacontenereirincaridelletariffe. In Grecia, il primo paese dellEuropa mediterranea invaso dai Mercati & Investitori, ossia dalla classe globale dominante, si voleva persino imporre un commissarioeuropeopercontrollareunostatogisottomessoegovernatodaunex vicepresidente della BCE, ridotto quasi alla fame con il pretesto della difesa delleuro, rendendo ancora pi evidente il suo status di paese occupato ed espropriatodellasovranit. MaancheipaesieuropeinonPIIGSchecredonodiesserealsicuro,efraquestigli stativendutidallapropagandaneoliberistacomesolidi,apartiredallaGermania, non possono e non potranno sfuggire, quando verr il loro momento, alla supremazia delle sedicenti istituzioni europee, dallUnione Europea Monetaria e dalla BCE privata alla Commissione, e soprattutto al giudizio inappellabile dei Mercati&Investitori. Per quanto riguarda la tesi, sostenuta da molti, che la dipendenza esterna dellItalia,inquantopaeseoccupatoetotalmenteprivodiautonomia,interamente dagli Stati Uniti dAmerica, tesi smentita dal fatto che il nostro paese invaso da organismisopranazionalienondaentitstatualiimperialistecomesiintendevano nelloscorsosecolo,necessariofareancoraqualcheconsiderazione. In verit, se lintera Europa occidentale per i Neocon americani poteva essere paragonataadunbelmagnete,congrandecapacitdiattrazione,saldamentenelle manidegliStatiUnitidAmerica,dovrebbeesserechiaroatutticheglistessiStates, negli attuali contesti economici e geopolitici, sono a loro volta uno strumento economicofinanziario, monetario e militare, saldamente nelle mani della Global classneocapitalistica,cherappresentailveropoterevigente. GliStatesdeldollaro,diWallStreetedelleportaereinuclearisonounostrumento importante forse ancora per un po di tempo il pi importante, ma pur sempre uno strumento che in futuro i globalisti potranno decidere di ridimensionare o di abbandonare al suo destino (assieme al dollaro), smettendolo come un vestito vecchio. GliUSAdiogginonsonoparagonabiliaquellidelloscorsosecolo,purnonessendo cambiatiiloroassettiistituzionali,lalorogeografiapoliticaniloromitifondanti (alloriginedellamericanway),enonrappresentanounimperialismoautonomo
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vecchio stile, una potenza dotata di piena sovranit con una classe dominante interna,legatacioallesortidellostatofederale,ma,comegiaccennato,sonoun mero strumento economico, monetario e militare dellImperialismo Finanziario Privato del terzo millennio (chiamiamolo pure cos), espresso dai Mercati & Investitoriegeneratodallillimitatezzaneocapitalistica. [b] In secondo luogo, la lotta allevasione(/elusione) fiscale agitata propagandisticamente dal governo Monti non potr mai toccare la grande evasione, che espressa dai membri della classe dominante globale, o ledere irrimediabilmente gli interessi delle grandi organizzazioni criminali, di fatto alleatedeiglobalisti. Infatti,seintangibilelevasione/elusionedeigrandiRentierchebeneficianodella libertglobaledi movimentodei capitali, lo altrettantoquelladei capitaligestiti dalla grande criminalit organizzata, che partecipano alla creazione del valore azionario,finanziarioeborsistico,riemergendopulitiperessereinvestitiecreare altrovalore. Leconomia formalmente illegale esprime comunque una parte della potenza finanziaria neocapitalistica, rispetta i meccanismi della riproduzione allargata impiegando il denaro sporco dopo averlo ripulito (compito dei colletti bianchi della ndrangheta calabrese sulla piazza di Milano), e si sviluppa parallelamente alleconomiaformalmentelegale,maaltrettantocriminaledalpuntodivistadegli effettisocialieambientali,econleicoesistetranquillamente. In Italia, una, dieci, cento, mille Cortina investite dagli improvvisi blitz dei finanzieri, non risolveranno il problema, non faranno cassa a sufficienza, n darannounaboccatadossigenoaicontipubblici,equestoilrinnegatoMontiei suoicomplicilocali(ministridelsuoesecutivo,Napolitano,leaderdeipartitichelo appoggiano, eccetera) lo sanno fin troppo bene, perch non cos che si possono smascherareecolpireigrandievasori. Si potr colpire al pi la piccola e la piccolissima evasione, coerentemente con il disegno di riplebeizzazione di una parte rilevante dei ceti medi postbellici non legati al lavoro dipendente (perch gli altri, quelli legati al lavoro dipendente pubblico e privato, sono gi stati ridotti a mal partito), e nel contempo si creer nuova forza lavoro precaria a basso costo, costituita da lavoratori autonomi e piccoliprofessionistirovinatidalleondateliberalizzatrici. Infine,ancheselalottacontrolapiccolaevasionefiscale(maicontrolagrande,ben fornita di coperture internazionali, disponibilit di paradisi fiscali, servizi delle stanze di clearing, costituzione di societ fantasma, utili operazioni estero su estero, eccetera), porter concretamente a raggranellare risorse di una qualche consistenza, ci non rallenter le privatizzazioni, le svendite del patrimonio pubblico, la demolizione del welfare, i tagli ai servizi pubblici, lavanzare della
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disoccupazioneedellasottooccupazione,perchtalirisorsesonodestinateafinire nelletaschedellaGlobalclass. [c] In terzo ed ultimo luogo, crisi economica e stato deccezione liberaldemocratico,bensimboleggiatodagliesecutiviMontiePapademoschenon sonodinaturaelettiva,maimpostidallesternoedallalto,nonfinirannofintanto che domineranno le logiche neocapitalistiche, perch la crisi un elemento strutturale del Nuovo Capitalismo finanziarizzato e, come tale, potr soltanto mutarediforma,aggredendoaltriobbiettiviedaltrispecificimercati. Pertanto, si cercher di prolungare pi a lungo possibile il ricatto del debito nei confronti degli stati, e di sottrarre in permanenza alla cosiddetta consultazione popolare,nelladimensionestatuale,lepolitichestrategicheeconomicofinanziarie, negandolapienaautonomiaancheinpoliticaestera,benoltrelafinlandizzazione deglistatipraticataasuotempodallavecchiaUnioneSovietica,senecessario. Peggiorandolasituazione,riducendosilerisorseedilrisparmiointerno,unaquota sempre pi rilevante del debito pubblico nazionale, con maligna ironia definito sovrano, finir in mani straniere (quali mani facile immaginare) e il cappio si stringersempredipiintornoalcollodegliitaliani. E vero che la costituzione formale di uno stato non corrisponde mai alla costituzione materiale, e che alcuni dettati costituzionali non troveranno realizzazione concreta, ma oggi, per quanto riguarda lItalia, la distanza fra la costituzione formale disattesa e quella materiale effettivamente applicata massima,grazieallostatodieccezioneliberaldemocraticoimpostoalpaese,eci sipuconstatarefacilmenteinrelazioneamoltematerie:elezionidifattosospese sinedie,conunincertaprospettivadichiamataalleurnealloscaderenaturaledella presente legislatura, in dipendenza di una decisione esterna (della classe globale dominante), funzione sociale delle imprese, richiesta dalla costituzione, completamenteassente,perchsirischiavizzaillavorosulqualedovrebbefondarsi la repubblica, si ricorre alla precariet a basso costo, si licenzia ogni volta che possibile farlo, un parlamento comprato (forse lultimo eletto, per quanto pessimo) che soggiace ad un governo imposto dallesterno, o se si vuole extracostituzionale, e che vota a grande maggioranza manovre finanziarie e controriformesullequalinonhaalcuncontrollo,eccetera,eccetera,eccetera. Debito pubblico sovrano, le cui dimensioni restano ragguardevoli, crisi economica permanente, dalla quale difficile immaginare di poter uscire, stato deccezione liberaldemocratico, testimoniato dalla presenza dellesecutivo Monti, sono perci intimamente connessi, ed anzi, non sono che facce della stessa medagliacheidentificanoaltrettantistrumentididominazioneneocapitalistici.

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Se il deficit di sovranit politica e monetaria, nella persistenza delleuro, dellUnione europea e delle attuali alleanze militari, continuer ad impedire manovre distributive del prodotto sociale, il sostegno ai redditi da lavoro per riavviare i consumi e la protezione delle produzioni nazionali, se levasione/elusione fiscale dei Rentier e della criminalit organizzata non sar contrastata efficacemente, recuperando risorse per lo sviluppo industriale, se il debitopubblicocontinueracrescerecomeconseguenzadellamancatalottacontro igrandievasoriedellemanovredepressivediquestogoverno,nonsicomprende comepotraveresuccessoilCresciItaliamontiano,enasceilfondatosospettoche sitrattisoltantodibecerapropagandaneoliberista,mentregliscopidellazionedi Monti sono semplicemente quelli di trasferire ingenti risorse al grande Capitale Finanziario e di consegnare definitivamente lItalia nelle mani dei Mercati e degli Investitori.
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Napolitanofantocciodellebancheedeiglobalisti (einSardegnalosanno) Articolodel21/02/2012 I sardi stanno vivendo una crisi spaventosa: niente lavoro, uno stato latitante da anni,nessunaprospettivaperilfuturo. La due giorni di Napolitano in Sardegna rappresenta perci unautentica provocazione nei confronti della popolazione sarda, alla quale va tutta la mia solidarietelamiasimpatia. Colui che ha ordito una specie di golpe, aggirando la costituzione repubblicana dellaqualedovrebbeessereilgarante,efavorito,percontoterzi,larapidaascesadi quel Monti che deve mettere in liquidazione il sistema produttivo nazionale e il welfare, ha avuto lincredibile faccia tosta (non certo il coraggio, perch ben protetto)diandareinvisitainunadelleregioniitalianedoveimorsidellacrisisi fannosentireconpiviolenza. Niente di strano, dunque, che i sardi, popolazione orgogliosa e intelligente con qualche tendenza autonomista, abbia chiesto a gran voce di rimuovere, come ha fattosenzaesitare,labandieradelQuirinaledalpalazzodelconsigliodellaregione edilasciarealsuopostolabellabandieraconiquattromori,simbolodellisola. SardiniaNatzione,Movimentodeipastori,agricoltori,artigiani,disoccupati,epi ingeneraleisarditutti,nonpotevanotolleraredivederequellachediventata,per loro, la bandiera delloppressore, il vessillo di un traditore e non pi il simbolo nazionale di unit e coesistenza, sventolare come una beffa al posto della loro bandiera. Napolitanodovutoentrarenelpalazzodelconsiglioregionalesardodallaportadi servizio, alla chetichella come fanno i ladri, evitando accuratamente lingresso principale,atestimonianzadellamorechenutreneisuoiconfrontilaSardegna,ma quellavera,nonquellaistituzionale,quellafattadilavoratoripoveriincarneed ossa,disenzalavorocronici,diorgogliosiautonomisti. Napolitano ha avuto la sfacciataggine di dichiarare, in relazione alla condizione dellaSardegna,cheilquadrocomplessivodrammaticoanchepidiquantonon potessipensare,bensapendochesecosquantostaaccadendoallisolaeallasua economiaanchemeritosuo. Accusatodiessereilgaloppinodellebancheedellagrandefinanza,percontodei qualihapreparatoilterrenoperilgovernofantocciodiMonti,Napolitanononha trovato di meglio che negare, impantanandosi nella pi scontata e vuota retorica: Io non rappresento le banche e il grande capitale finanziario come qualcuno umoristicamentecredeogrida.Iosaraccantoachidarilsuoapportoallosforzo collettivodirilanciodellanazioneitalianaediricostruzionediunanuovaEuropa.

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Ma chi ricostruir la Sardegna dei senza lavoro, chi salver lindustria sarda dal dilagare della cassa integrazione in deroga e dalle chiusure di stabilimenti, PortovesmediAlcoaperlalluminio,PortoTorreschiusodaVinylsinmortedella chimicanellisola,RockwoolpercicherimanedelminerarioadIglesias,eccetera, eccetera? NoncertoGiorgioNapolitanoeilsuocomplicedipalazzo,MarioMonti. Cagliari e Sassari, principali centri dellisola, hanno fischiato ed inveito contro il presidentedellarepubblica,conpochi pudori,dandoglidelluomodellebanche nel migliore dei casi, del buffone, non ti vogliamo e scagliandosi contro lesecutivoinfamedelsuosocioinaffari,MarioMonti. PuravendoricevutoilsigillodorodallemanidelrettoredelluniversitdiCagliari, Napolitano ha compreso di non avere molti estimatori, in Sardegna, se non fra i pochiprivilegiatieduominidelsistema. Nonostante permanga nellisola dei quattro mori una situazione di estrema difficolt,fracassaintegrazione,disoccupazioneechiusuradistabilimenti,isardi, secondounNapolitanoformaleeretorico,possonostarsenetranquilliesopportare la crisi a denti stretti, perch LItalia sta recuperando fiducia e credito sul piano europeo(saiquantoglienefregaachinonhalavoroereddito!)edoggi,graziea Montiedalcosiddettogovernodelpresidente,svolgeunproprioruoloedhavoce inunadialetticachesembravafinoaqualchetempofasolofraduePaesi,Germania eFrancia. I sardi hanno ben compreso chi Giorgio Napolitano, sanno che il suo gioco scopertoecheilsuddettorappresentasoltantoilpotereesternodiunanuovaclasse dominante finanziaria, ma importante che tutti lo capiscano, anche nelle altre regioni. (Solidarietagliamicisardi)
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Levittimepredestinate,linvidiaeilmassacrosociale Articolodel23/02/2012 LaMarcegaglia,rampolladiunafamigliadisfruttatori,corrottieimbroglioni,pi elegantemente definiti imprenditori, ha nuovamente insultato i lavoratori, sostenendo che il sindacato tutela assenteisti e ladri, e sottintendendo che dopo labolizione,olaneutralizzazione,dellarticolo18cisarmanoliberaperlicenziare, per fare piazza pulita nelle aziende e creare altre centinaia di migliaia di disoccupaticronici. SecondoEmmaMarcegaglia,lemultinazionalinonverrannoinItalia,regalandocia piene mani investimenti e lavoro ( il loro scopo!), finch non si in grado di licenziareunfannullone. Questo ci che vuole la vampira di Viale dellAstronomia, perch le vittime designate per il massacro devono preventivamente essere criminalizzate, onde giustificareilmassacrocheinarrivoefarnecaderelaresponsabilitinteramente sullelorospalle. LeparoleinequivocabilidellaMarcegagliasicombinanoconladebolereazionedei sindacati collaborazionisti, disposti a qualsiasi compromesso pur di restare a galla,esiarmonizzanoconlafermezzadimostratadellaministraFornero,che ha il compito di demolire integralmente le tutele dei lavoratori ed disposta, per raggiungerelobbiettivointempibrevi,adandareavantianchesenzaaccordiconle partisociali. E chiaro che tali dichiarazioni annunciano un bagno di sangue senza precedenti peridipendentiprivatiedancheperquellipubblici. Libert di licenziamento, eccezion fatta per i licenziamenti discriminatori in ossequio alle inutili libert liberaldemocratiche (con le quali non si mangia), riforma peggiorativa o abolizione della cassa integrazione, per privare di ogni sostegnoeconomicoilicenziati,mantenimentoedestensionedellaprecarietsono gliobbiettivinonsoltantodellaMarcegaglia,maanchedellaministraForneroedi Mario Monti, che devono rendere conto del loro operato al grande capitale finanziario,alserviziodelqualeoperano. Levittimepredestinateforseintuisconodinonaverepialcunadifesa,davantial Libero Mercato cheavanza, preda come sono delSalvaItalia edelCresciItaliadi Monti, abbandonate al loro destino da tutti i cartelli elettorali e dai sindacati organicialsistema. Il giubilo del giullare deforme Renato Brunetta e la sadica soddisfazione del socialistariciclatoMaurizioSacconi,chehannoassicuratolappoggiodelPdLnella riforma del cosiddetto mercato del lavoro, una prova che siamo giunti al rush finale.

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A loro serve ancora un piccolo sforzo, senza incontrare particolari contrasti sindacali o opposizioni politiche (tutti sono stati preventivamente comprati dai padroni di Monti), e per i decenni a venire il volto del paese cambier completamente, naturalmente in peggio: un tempo si sarebbe parlato di brasilianizzazione della societ, con masse crescenti di poveri e poverissimi, disoccupaticronici,giovanisenzafuturo,tuttiprividiassistenzaetutela,eundieci percento(scarso)dibenestantiericchi. Questo il risultato finale che si vuole ottenere su un piano sociale, al di l delle disgustosedichiarazionipropagandisticheconlequalisivorrebbefarcrederechela finalitsonoquelledidareopportunitaigiovaniedifavorire,conunamaggiore flessibilit, un aumento generalizzato delle retribuzioni, per non parlare poi delle dichiarazioni menzognere di Napolitano, che agita la carota dellafflusso di investimentistranieriinItalia,apioggiainconseguenzadellariformadellavoro. Non ci sono organizzazioni politiche e sindacali, oggi, che fanno anche soltanto parzialmente gli interessi dei lavoratori dipendenti, ma anzi, tutti parteciperanno, inmododiretto(Monti,Fornero,Marcegaglia,eccetera)ovigliaccamenteindiretto (Bonanni,Camusso,Pd,centristi,PdL,eccetera)almassacrochealleporte. Nel momento in cui Bonanni dichiara che larticolo 18 antilicenziamenti, ultima frontiera dellattacco al lavoro ed ultimo baluardo per milioni di lavoratori, necessita di unampia manutenzione, e la Camusso dichiara di non voler abbandonare il tavolo delle trattative, nonostante il governo tiri dritto per la sua strada, si comprende che costoro aspettano loccasione buona per abbandonare i lavoratoriallorodestino,masenzascoprirsitroppo. Anche i politici sostenitori dellesecutivo Monti invocano la manutenzione dellarticolo antilicenziamenti ammessa dai sindacati gialli, infatti, Bersani in personahadichiaratochesecdafaremanutenzioneallarticolo18,facciamola. Nonostanteglistragistisocialieilorocompliciabbianogipraticamentevinto,ela realizzazione della riforma del mercato del lavoro solo questione di tempo, lattacco propagandistico ai lavoratori, ai subalterni, ai poveri, combina la criminalizzazione preventiva delle vittime, che diventano tutte fannulloni, assenteisti e ladri, con la riprovazione davanti allinvidia sociale, perch ribellarsi davanti ai privilegi ingiusti, denunciare gli squilibri sociali, rifiutare il dominio incontrastato di sfruttatori (impresari, imprenditori decotti e disposti a tutto), parassiti(politici,sin