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Mercoled 12 Settembre 2012 Corriere del Mezzogiorno

Linchiesta

Viaggio del Corriere nei conti degli enti locali / 2

COMUNE DI NAPOLI, LINDEBITAMENTO


SFIORA QUOTA 3,4 MILIARDI DI EURO
Palma: vero, ma resto fiducioso per le sorti finanziarie dellente Piano di dismissioni per aggredire 1,7 miliardi di spesa storica
di PAOLO GRASSI
Sono per natura un uomo e soprattutto un tecnico fiducioso. Certo, sono anche consapevole di aver preso non un treno in corsa ma un aereo in volo. Il Comune per ce la far, ne sono certo. Tira un sospiro e... Fermo restando che non si pu e non si deve sottacere un indebitamento storico dellente vicino ai 3,4 miliardi di euro. Mica roba da poco. Salvatore Palma, commercialista per lungo tempo alla guida del collegio dei revisori dei conti dellamministrazione di Palazzo San Giacomo, ha preso il posto di Riccardo Realfonzo alla testa dellassessorato al Bilancio nellambito del mini-rimpasto di luglio varato dal sindaco Luigi de Magistris. Dei 3,371 miliardi di euro che, al 31 dicembre scorso (dati di bilancio), rappresentavano la voce residui passivi, quelli che preoccupano di pi sono gli 1,7 miliardi del cosiddetto titolo I, ossia le spese correnti che si sono stratificate negli anni. Ecco, su quel dato l bisogna intervenire energicamente e rapidamente. Come? Una delle nostre priorit spiega ancora Palma lalienazione del cosiddetto patrimonio disponibile. O meglio, di parte di esso. Quanto vale il patrimonio immobiliare disponibile? Posto che lintero patrimonio municipale ha un valore superiore ai 3 miliardi di euro, quello disponibile e dunque vendibile, vale circa 1,5 miliardi. Pi o meno verso i fornitori. Il Comune di Napoli, che storicamente risulta tra i grandi enti metropolitani quello maggiormente dipendente dai trasferimenti statali, non stato accompagnato da unadeguata perequazione delle capacit fiscali. Appello a Cancellieri Il prof-Robin Hood, peraltro, appena qualche settimana prima della missiva trasmessa dal primo cittadino a Monti, aveva inviato una lettera-appello dai toni ugualmente (se non di pi) preoccupati alla ministra dellInterno, Annamaria Cancellieri. Testo che si apriva cos: ... questamministrazione sta affrontando una grave crisi per la cui soluzione crediamo siano indispensabili interventi straordinari di risanamento.

Appelli e complimenti De Magistris, a met giugno, scrive a Monti chiedendo interventi straordinari per riequilibrare la situazione debitoria storica e dice tutto il bene possibile della linea di risanamento portata avanti dallex assessore Realfonzo
la met. Cifra sulla quale concorda il titolare della delega specifica, Bernandino Tuccillo. Lidea riprende Palma di attivare un programma di dismissioni da 5/600 milioni di euro con lausilio di un istituto di credito, che garantirebbe la possibilit pi rapida di smobilizzare risorse anche a vantaggio delle imprese-fornitrici che da tempo attendono un segnale forte dellamministrazione. Il tutto, ovviamente, passerebbe su un binario diverso da quello che sta portando ad alienare parte del patrimonio di edilizia residenziale pubblica in collaborazione con Romeo (operazione che, stando ai propositi, potrebbe portare un centinaio di milioni di euro nelle casse di Palazzo San Giacomo). Lettera al premier Strategie a parte, Palma con coerenza rilancia il problema dellindebitamento comunale. Come del resto aveva fatto lo stesso sindaco de Magistris in una lettera cofirmata dal presidente nazionale dellAnci, Graziano Delrio, datata met giugno e inviata allinquilino di Palazzo Chigi. Una paginetta fitta, rimasta finora riservata, in cui il primo cittadino e il timoniere dellassociazione dei comuni italiani chiedevano a Mario Monti la possibilit di usufuire di specifiche misure atte a consentire allEnte di raggiungere, in

tempi certi e verificabili, condizioni di riequilibrio della situazione dellindebitamento pregresso. Dal momento che sempre pi difficile arginare, con le risorse a disposizione, gli effetti e le conseguenze di questa situazione. Un provvedimento sollecitato con lobiettivo di migliorare la liquidit al fine di smobilizzare i residui passivi e di attivare tutte le necessrie azioni per ridurre lentit dei residui attivi che il governo dovrebbe varare in analogia a quanto gi disposto in tempi recenti per altri comuni italiani. Secondo De Magistris e Delrio i

notevoli tagli imposti agli enti locali, assieme alle politiche di riduzione delle spese, se hanno comportato, da un lato, effetti positivi a livello nazionale e internazionale, al fine di evitare il possibile tracollo della finanza pubblica e delleconomia italiana, dallaltro hanno inevitabilmente comportato, specie nel Sud, un grave ridimensionamento della capacit degli enti locali a far fronte alle ineludibili funzioni ad essi demandate dalla Costituzione e dalle leggi. Con laggiunta di una crisi di liquidit che si riflette, come noto, in crescenti ritardi nei pagamenti

Palazzo San Giacomo La sede del governo cittadino di Napoli

Complimenti a... Realfonzo Lamministrazione comunale insediatasi nel giugno del 2011 concludevano sindaco e leader Anci nella lettera del 12 giugno scorso non rimasta inerte di fronte allevidente deterioramento del quadro economico-finanziario dellEnte determinatasi negli ultimi dieci anni, e gi con la manovra di bilancio 2011 ha avviato ogni utile inziiativa finalizzata a un drastico taglio delle spese per un importo di oltre 100 milioni di euro. E non finita: Con la manovra di bi- Il frontespizio della lettera di de Magistris a Monti lancio 2012, oltre a proseguire lattivit di contenimento Addio a 80 milioni della spesa, lamministrazione ha Come si evince dalla tabella in paadottato tutte le misure tese allau- gina, contenuta nel report sullo stato mento delle entrate proprie mediante dellarte dei conto comunali inviato lutilizzo delle leve fiscali proprie: ri- dallexassessore Realfonzo il 4 luglio modulazione aliquote addizionali Ir- scorso a sindaco e direttore generale pef, Imu con aliquota massima per la (di cui abbiamo riferito ampiamente seconda abitazione, introduzione del- nella puntata di ieri, ndr), nel solo la tassa di soggiorno. Ma chi era, allo- esercizio finanziario 2011 lamminira, il ministro dellEconomia a Palazzo strazione partenopea si vista cancellare residui attivi per la preciSan Giacomo, luomo che per dele- sione entrate tributarie (imposte) ed ga del sindaco stesso ha elaborato extra tributarie (multe e cos via) il piano con le misure sopra citate (in per 80 milioni di euro. Crediti non ripositivo)? Riccardo Realfonzo. Lasses- scossi. sore cui de Magistris, un mese dopo, (2/segue) ha revocato la fiducia. RIPRODUZIONE RISERVATA

Anema & Core (business)


di P. G.

Lingotto, il napoletano De Biasi al posto di Rebaudengo Intesa, Castagna verso i Territori


Napoletano purosangue, con tanto di laurea in Giurisprudenza conseguita alla Federico II: Pietro de Biasi il nuovo responsabile delle relazioni industriali di Fiat spa. Una delle caselle pi importanti e ambite dello scacchiere del Lingotto. Prende infatti il posto di un mostro sacro del management che fa capo a Marchionne, Paolo Rebaudengo, artefice per dirne solo una della strategia che ha portato alla nascita del modello Pomigliano e alluscita del gruppo torinese da Confindustria. Lo stesso Rebaudengo, precisano da Fiat, rester comunque consulente e continuer a svolgere attivit di supporto in materia di relazioni industriali e istituzionali. De Biasi, 48 anni, ha sempre lavorato nellarea delle risorse umane, iniziando lattivit in Alitalia nel 1989. Entrato nel Gruppo Riva nel 1992, ha lavorato in Germania fino al 1996. Dal 1997 stato responsabile delle risorse umane e relazioni industriali del Gruppo Riva. Dal 1997 al 2012 stato consigliere di Federmeccanica e di Federacciai. Sempre da ieri, la piemontese Priscilla Talacchi assume la responsabilit dellufficio Fiat di Roma, nellambito delle Relazioni Istituzionali. **** Secondo diversi autorevoli osservatori delluniverso creditizio, Giuseppe Castagna (in foto), direttore generale del Banco di Napoli, a breve sar chiamato alla guida della Banca dei Territori nellambito della rivoluzione della governance in atto nel gruppo Intesa Sanpaolo. Castagna, napoletano, dovrebbe sedere nelle stanze che contano al fianco di Enrico Cucchiani.
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Primo Piano

Marted 11 Settembre 2012 Corriere del Mezzogiorno

Linchiesta

Viaggio del Corriere nei conti degli enti locali / 1

NAPOLI, MAXIDEBITO DEL COMUNE: DEVE 900 MILIONI ALLE PARTECIPATE


Spunta lultimo report dellex assessore Realfonzo al sindaco: dalle multe alle imposte, nel 2011 stata riscossione-lumaca
di PAOLO GRASSI
Le societ partecipate a maggioranza dal Comune di Napoli vantano un credito di 910 milioni di euro nei confronti del Municipio (cifra maturata nel tempo e aggiornata alla fine dello scorso anno). La notizia che si pu leggere anche cos: lamministrazione di Palazzo San Giacomo indebitata per 910 milioni nei confronti delle aziende da essa stessa controllate (in 9 casi su 12 al 100%) messa nera su bianco in un report riservato sulla situazione economico-finanziaria dellente che lex assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo, ha trasmesso il 4 luglio scorso, a pochi giorni cio dalla sua uscita dalla giunta, al sindaco Luigi de Magistris e al direttore generale Silvana Riccio, rispondendo peraltro a una richiesta specifica di questultima. Lennesimo documento in cui il prof-Robin Hood che nellagosto 2011 aveva fatto redigere, per primo, una dettagliata due diligence sui conti del Palazzo illustra lo stato dellarte, senza mai celare i problemi (anzi proponendo sempre e comunque ricette per uscire dallimpasse). Ma di questo parleremo domani. fonzo lincidenza della spesa per il personale sui costi operativi complessivi delle societ partecipate mediamente peri al 54,97%. Dato medio che oscilla tra il 25% dellArin (28 milioni di euro sui 112 complessivi) e il 90,78% di 31 dicembre scorso vanta il maggior credito nei confronti del suo azionista lAnm, controllata per intero da Palazzo San Giacomo: 297 milioni di euro, iva inclusa. Lex Atan, da par suo, ha sopperito, per dirla con Realfonzo, indebitandosi per 76 milioni con le banche, per 44 milioni con i creditori, per 45 milioni con lErario e per 5,8 con listituto di previdenza. LAsa, invece, la spa che ha fatto maggior ricorso alle linee di finanziamento del sistema Il frontespizio del documento inviato il 4 luglio creditizio: 106 milioni. LArin, di contro, riuscita a fermarsi Napoli Sociale (11 milioni di euro dea 10 milioni. stinati a pagare gli stipendi degli addetti sui 13 che vanno sotto la voce generale costi operativi). Napoli ServiIl costo del personale Sempre secondo lex assessore Real- zi si attesta all81,34%, Napolipark al 66,89, Anm al 63,62, Asa al 56,16, Terme di Agnano al 52,12 e cos via. Il problema dei residui Le difficolt finanziarie del Comune, con particolare riferimento alla difficolt di riscossione delle entrate correnti scriveva ancora Realfonzo il 4 luglio scorso hanno determinato nel corso degli anni un rilevante ammontare di residui attivi (crediti vantati dallamministrazione, ndr), cui corrispondono residui passivi (le spese da effettuare dallamministrazione, ndr) egualmente rilevanti. I primi, secondo il documento dellex assessore, ammontano sempre al 31 dicembre scorso a 3,274 miliardi di euro (nel dossier si individuano entrate tributarie, extra-tributarie, dalla Regione o da altri enti pubblici etc.); i secondi (intesi come spese correnti, in conto capitale, per rimborso prestiti etc.) raggiungono quota 3,371 miliardi. Va innanzitutto segnalato rilevava a inizio luglio leconomista dellUniversit del Sannio che i dati riportati hanno carattere provvisorio in quanto il Comune di Napoli non ha ancora approvato il rendiconto della gestione relativo al 2011 e che, con apposito atto di indirizzo approvato dalla giunta, stata disposta una verifica strordinaria dei residui attivi, e pertanto ulteriore rispetto alle ordinarie procedure, con particolare riferimento ai crediti di dubbia esigibilit per i quali sono stati richiesti approfondimenti da parte della Corte dei conti. Dunque, dai dati provvisori in possesso dei Servizi di contabilit risultano, rispetto ai residui attivi, residui di dubbia esigibilit per complessivi 402.706.116 euro Monte crediti che non stato depurato dai dati precedenti. Riscossioni-lumaca Per quanto riguarda le entrate tributarie (imposte varie) ed extra-tributarie (multe e cos via) relative al periodo 2010-2011, Realfonzo indica una percentuale di riscossioni pari al 58,90%. Il dato scende clamorosamente fino all1,67% per i residui antecedenti al 2007 (pari a 824 milioni di euro, ovvero al 28,42% del totale). Per i residui antecedenti al 2009 (pari a 1415 milioni di euro, ovvero al 48,79% del totale dei residui), invece, le riscossioni sono state pari al 3,68%. Nel complesso il dato riferito sempre allesercizio 2011, come chiaramente precisato nella nota pari al 32%. (1/segue)
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Il cane che si morde la coda Le Partecipate hanno sopperito indebitandosi con le banche (438 milioni), ponendo in sofferenza i fornitori (che vantano crediti per 336 milioni) e non versando allErario circa 125 milioni Residui attivi riscossi nel 2011 Per le riscossioni relative a entrate tributarie ed extra-tributarie, che rappresentano una voce da 2,9 miliardi, il dato medio del 32% Ma per i crediti maturati prima del 2007 lente si fermato all1,67
Il dossier Realfonzo, nella nota del 4 luglio, allega una tabella che pubblichiamo in pagina in cui vengono riportati alcuni dati significativi relativi alla situazione economica delle principali societ partecipate dal Comune di Napoli, tratti dai bilanci di esercizio al 31.12.2011. Da tali numeri, prosegue lallora assessore, si evince con chiarezza che le difficolt del Comune nel pagare con regolarit i corrispettivi per i servizi richiesti a dette societ hanno determinato un ingente credito delle stesse societ (sostanzialmente rispecchiato nei residui passivi di parte corrente dellente), pari a 910 milioni di euro (comprensivi di iva). A fronte di tale sofferenza finanziaria, le societ hanno sopperito, facendo ricorso a indebitamento bancario (438 milioni di euro) o ponendo in sofferenza i fornitori (che vantano crediti verso le societ per 336 milioni di euro). Le medesime societ hanno inoltre accumulato significativi debiti verso lErario (circa 125 milioni di euro) e verso gli istituti di previdenza (circa 26 milioni di euro). Azienda per azienda Per la cronaca, lazienda che al

Ceravamo tanto amati Il sindaco de Magistris insieme con lex assessore Realfonzo, in una vecchia riunione del Consiglio comunale

402 3,7
milioni di euro. Sono i cosiddetti residui di dubbia esigibilit segnalati dallallor assessore Realfonzo al sindaco de Magistris e al direttore generale Riccio il 4 luglio scorso. La cifra dovr essere rivista in base alle indicazioni della Corte dei conti

miliardi di euro. Sono i cosiddetti residui passivi registrati nel bilancio del Comune di Napoli spese correnti, in conto capitale, per rimborso prestiti e per servizi per conto terzi calcolati da Realfonzo al 31 dicembre scorso.

Provvedimento della Regione, 98 i Comuni beneficiari

Cessione di spazi finanziari, ecco 100 milioni


stata pubblicata sul Bollettino ufficiale di ieri la delibera con cui la giunta regionale della Campania attribuisce circa 100 milioni ai Comuni che hanno presentato domanda di contributo sottoforma di cessione di spazi finanziari. Si tratta di somme disposte dalla legge 135 del 7 agosto scorso, sulla base delle modifiche apportate dalla Conferenza Stato-Regioni. Hanno presentato domanda 98 comuni. Ad essi sono state assegnate le risorse che lo Stato ha attribuito alla Campania. Tra i Comuni che hanno fatto domanda ottenendo il finanziamento, ci sono i 5 capoluoghi di provincia, cui vanno complessivamente 43 milioni. Con lassegnazione di queste somme - sottolinea lassessore alle Autonomie, Pasquale Sommese - riduciamo il debito degli enti locali. Gli spazi finanziari ceduti dalla regione, infatti, saranno utilizzati per pagare i residui passivi in conto capitale in favore dei creditori. Mettiamo in circuito - aggiunge Sommese - un finanziamento importante, attraverso il quale diamo fiato alle casse esangui degli enti locali e sosteniamo le esigenze dei creditori collocando sul mercato risorse finanziarie aggiuntive.

Lassessore regionale Pasquale Sommese, nella giunta Caldoro, ha la delega sulle Autonomie