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Visti dagli altri

I due volti di Trieste


Richard Werly, Le Temps, Svizzera
Da una parte c una citt tentata dal populismo di stampo berlusconiano, dallaltra una comunit che cambia grazie allimmigrazione e alle nuove generazioni
a appena inito il suo discorso. Con gli occhi febbricitanti e i sottili bai perfettamente allisciati, Gabriele DAnnunzio si pavoneggia nella sua uniforme, indossata in modo bizzarro, con il farfallino e la daga in cintura. Nella grande sala del Caf Tommaseo, uno dei primi bar triestini, inaugurato nel 1830, aleggia il fumo dei sigari. Qui, al riparo dal sole di agosto del 1919, si svolge una riunione eterogenea di nobili italiani, avventurieri e disertori dellesercito asburgico. DAnnunzio ha convocato lo stato maggiore della sua legione. Lobiettivo riconquistare Fiume oggi Rijeka, in Croazia e tutti i territori della costa adriatica popolati in maggioranza da italiani. Ripete da giorni che la giovane Italia, vincitrice della prima guerra mondiale, otterr con la forza la sua porzione dello smembrato impero austroungarico. E che importa se, dalle loro ricche ville sul promontorio di Miramare, le grandi famiglie di armatori greci, di mercanti armeni e di banchieri ebrei ridono di lui. Il poeta giura che il suo nazionalismo avr la meglio sulla diplomazia. Un embrione del futuro fascismo. Matteo, il venditore di libri usati di via San Rocco che ho incontrato il giorno prima tra i tavolini del Caf Tommaseo, richiude lalbum di foto antiche. Quella febbre nazionalista degli anni venti sembra molto lontana dalla Trieste meticcia di oggi. Nel frattempo ci raggiunge Sabrina Morena, drammaturga, autrice dello spettacolo Il viaggio di Caterina, che racconta la storia di un processo di ine ottocento contro una cameriera originaria delle campagne friulane accusata di infanticidio in una Trieste ricca e cosmopolita. Morena anche la direttrice del festival culturale S/Paesati, dedicato alle minoranze. Trieste prima di tutto una citt di frontiera, ci spiega mentre una giovane musicista si siede al grande pianoforte a coda. Non una citt di certezze, ma di indecisione. Il suo universo non lItalia, ma lEuropa centrale. dello scrittore Claudio Magris. Lautore triestino, che speravamo di poter incontrare, avrebbe quasi certamente scelto come luogo per il nostro appuntamento il Caff San Marco, in via Cesare Battisti, vicino ai giardini pubblici. Un condensato dItalia, inaugurato il 3 gennaio 1914 e devastato il 23 marzo 1915 dai soldati austroungarici. Mentre al Tommaseo si potevano ascoltare le arringhe irredentiste di DAnnunzio, al San Marco, racconta Magris, cera una fabbrica dei passaporti falsi per i patrioti antiaustriaci che volevano fuggire in Italia dopo il rimpatrio a Trieste, il 2 giugno 1914, del cadavere dellarciduca Ferdinando, assassinato a Sarajevo. A ine luglio, per, il Caf San Marco chiuso per ferie e i suoi clienti sono stati costretti a emigrare. Alessandro ne dispiaciuto. Il giovane proprietario della casa editrice Asterios fondata da suo nonno che era immigrato qui dalla Grecia avrebbe voluto invitarci al San Marco per bere un caf Illy, lazienda di Trieste nota in tutto il mondo. Perci ci incontriamo nella sua libreria, vicino alla sinagoga. una strana combinazione quella tra la casa editrice alternativa, che pubblica autori vicini alla sinistra radicale, e questa citt, aggrappata al suo patrimonio, con una popolazione sempre pi anziana che va a passeggio su viale Miramare. Ci sono due Trieste in crisi, precisa Alessandro. Una citt dove tutti si conoscono, tentata come buona parte dellItalia dal populismo di destra di Silvio Berlusconi, accecata dal denaro facile. E unaltra, in cambiamento costante sotto i colpi dellimmigrazione e delle nuove generazioni. Di ritorno al Caf Tommaseo, Guido, seduto dietro la cassa, sorride per la coincidenza. La nostra nuova interlocutrice, la professoressa slovena Marija Mitrovi, siede, senza accorgersene, sotto un quadro che raigura una donna nuda. Colori squillanti, forme provocanti: lopposto della modanatura depoca, dei centrini sfrangiati e dellatmosfera un po antiquata del locale. Unottima scelta, per. Perch Marija

Territorio libero
Tutto nei decori urbani di Trieste, realizzati dai migliori architetti dellimpero austroungarico allinizio dellottocento, rilette questa identit variegata di cui il Caf Tommaseo testimone. Qui di ianco c la chiesa bizantina della comunit greca. Si dice che i discendenti di questa comunit possiedano ancora oggi gran parte del patrimonio immobiliare cittadino. A meno di cento metri, di fronte al grande canale, sorge limponente cattedrale della comunit serba, la pi importante della citt. Il Caff Tommaseo rappresenta la Trieste avventurosa, lantro dei sogni e dei miraggi, spiega Matteo. quindi il luogo ideale per raccontare la storia di questo porto, tornato allItalia nel novembre del 1954, dopo essere stato per dieci anni un territorio libero amministrato dallOnu. A ridosso della Jugoslavia, che stava dallaltra parte del muro che divideva lEuropa. Seduti a un altro tavolino quattro pensionati triestini tirano fuori una scacchiera. Il Piccolo, il quotidiano locale, ofre il programma dei concerti serali in piazza Giuseppe Verdi, che ora brulica di operai sloveni e croati. Sabrina Morena, francese per parte di madre, sorride leggendo la lista di caf e luoghi importanti presa da Microcosmi e Danubio, due dei pi importanti libri

La citt ridiventa italiana grazie ai turisti, spiega Sabrina Morena

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Internazionale 964 | 31 agosto 2012

Trieste, il molo Audace

Daniele Dainelli (Contrasto)

esperta di rotture. non si pu parlare di trieste se si dimentica quello che signiicava per noi jugoslavi negli anni sessanta e settanta. trieste era loccidente. la libert. la societ dei consumi. e, in parte, la citt rimasta legata a questimmaginario, ci spiega questa docente universitaria che venuta in italia dopo il crollo dellex Jugoslavia.

Ammortizzatori solidi
i camerieri pi anziani del tommaseo annuiscono. in quegli anni la piazza Ponterosso, oggi in parte un parcheggio, ospitava uno dei pi grandi mercati allaperto deuropa. i frigoriferi, le cucine a gas, i pacchi di vestiti si ammonticchiavano sui tetti delle auto dirette verso il paese di tito. Unindelebile jugonostalgia: non c da stupirsi se trieste appare cos indolente di fronte alla crisi economica di questi anni, osserva sabrina. ne ha viste altre, molte altre. Giorgio Cicogna un prodotto di questo incrocio balcanico. nato e cresciuto a trieste, questo diplomatico, ex collaboratore di molti ministri italiani, dirige liniziativa centro europea, unorganizzazione che riunisce diciotto paesi della regione. la crisi?

Questa citt ha accumulato enormi risorse nel corso dei suoi cambiamenti, racconta Cicogna. Ha un solido sistema di ammortizzatori. sua moglie, nata in Belgio, aggiunge: a trieste difficile rendersi conto delle diicolt inanziarie nel resto della penisola. Di sera i ristoranti in riva al mare sono pieni. Dalle targhe delle auto croate, slovene e serbe si capisce che la citt ancora una calamita per chi vive al di l delle montagne distria. i moli del porto, per, sono deserti rispetto al passato. Come per smentirci, la grande sala del Caf tommaseo si riempie allimprovviso. ancorata proprio di fronte alla piazza ditalia, a pochi metri dellex sede del lloyd adriatico, una nave della Costa crociere sida unenorme gru di scarico galleggiante, entrata in funzione allinizio del secolo scorso e oggi tutelata come monumento. sabrina Morena sorride: la citt ridiventa italiana grazie ai turisti, che con la crisi sono costretti a limitare i loro viaggi allestero. eletta da poco alla provincia nelle ila del Partito democratico, Morena appare sicura di s: trieste non pi la citt mercantile di un tempo. sempre di pi un mu-

seo. Dobbiamo ripensare la nostra identit. i camerieri del Caf tommaseo si fanno strada tra i tavolini. il piano ha smesso di suonare da un po. tranne i turisti, i triestini seduti ai tavoli hanno tutti unet avanzata. sembra che in citt due abitanti su tre siano pensionati. Mentre siede sotto il vecchio orologio del Caf tommaseo, Melita richter, docente di letteratura serbocroata, azzarda unipotesi: trieste non pi un punto di partenza. la ferrovia che la collegava a lubiana non esiste pi. Pi scollegata dal suo entroterra balcanico, ha perso forza e inge di ignorare i nuovi arrivati, immigrati dalla Cina, dalla somalia o dal Medio oriente. Un esempio di questo cambiamento di paradigma il fatto che la statua dello scrittore irlandese James Joyce, contemporaneo di Dannunzio, si trova sul ponte del canale a poca distanza da strade piene di negozi cinesi a buon mercato. Per una citt leggendaria come trieste, la vera crisi essersi normalizzata, ironizza Matteo sorseggiando un espresso. e in dialetto conclude, guardando ladriatico assolato: Cos te vol, no se pol!. Cosa vuoi, non ci si pu fare nulla! u gim
internazionale 964 | 31 agosto 2012

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La storia di Trieste
u Vorrei rettiicare alcuni punti dellarticolo di Richard Werly (31 agosto). A parte alcune imprecisioni su Trieste, Werly ha scritto che io sarei nelle ila del Pd, mentre sono stata eletta consigliera in provincia di Trieste nelle liste di Sinistra ecologia libert, di cui sono capogruppo. Inoltre non ho mai detto che la citt ridiventa italiana grazie ai turisti. Io avevo detto che, malgrado la crisi, Trieste diventata improvvisamente una citt turistica. Ho parlato della questione nazionale sostenendo che la sparizione dei conini ha contribuito a stemperare le tensioni. Sempre in questa prospettiva, quando avevo parlato didentit lo avevo fatto riferendomi alla necessit di deinire la direzione dello sviluppo culturale ed economico della citt. Trieste infatti ancora sospesa senza aver deciso che cosa vuole essere per se stessa e per il mondo. Sabrina Morena u A Trieste le navi passeggeri attraccano alla Stazione marittima a pochi metri della sede dellex Lloyd Triestino, gi Lloyd Austro-Ungarico. Lex Lloyd Adriatico, ora Allianz, compagnia di assicurazioni, unaltra storia. Comunque bello leggerci su Internazionale. Tra i tanti che vengono in visita c qualcuno che sceglie di restare! Cristina Zar sintendono povert e benessere da parte di chi povero lo veramente e chi ricco rimane. Gianni Balduzzi

Le correzioni

Errata corrige
u Nel numero del 31 agosto, nelleditoriale di Giovanni De Mauro Cappellini i giornalisti sono cinque per ogni delegato e non tre; la foto a pagina 72 di Bruno Barbey (Magnum/Contrasto); il nome del gruppo citato da Pier Andrea Canei a pagina 80 Still Leven; a pagina 95 il fatturato della ArcelorMittal pari al 161 per cento del pil del Lussemburgo.
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Allultimo secondo

Limone
u Leggere di side sempre interessante e quella di vivere senza olio di palma, di cui si parla in ethical living (27 luglio), non da meno. Ma volevo segnalare che pi ecologico dellaceto sembra essere lacido citrico contenuto nel limone, che si trova in commercio per uso domestico in polvere. Carla Fedele

Telefono 06 441 7301 Fax 06 4425 2718 Posta viale Regina Margherita 294, 00198 Roma Email posta@internazionale.it Web internazionale.it
INTERNAZIONALE SU

Ricchi e poveri
u Ottima scelta quella di illustrare la crisi spagnola usando un giornale messicano (6 luglio): inalmente chiaro come

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Dear daddy

Disastri pedagogici
Qual la regola doro per insegnare la disciplina ai bambini? Alex La tua domanda mi apparsa sul telefonino mentre davo la pappa a mio iglio. In particolare, arrivata nellintervallo tra lorchestra dei mestoli e lesibizione della zucchina Evita. Dopo aver svezzato due gemelle pensavo di aver acquisito una certa abilit, e invece mi capitato un bambino che non mangia. Cos ogni giorno improvviso piccoli cabaret da cucina, infrangendo allegramente il primo comandamento della nostra pediatra: Niente spettacolini durante i pasti. Per fortuna c chi sta peggio, me ne sono accorto passando le vacanze con gli amici Lorenza e Vincenzo. Le loro gemelle di quattro anni hanno ancora il ciuccio, mettono e tolgono il pannolino a loro piacimento, non si addormentano senza un biberon di camomilla e dormono con i genitori. Secondo il manuale di pedagogia, Lorenza e Vincenzo dovrebbero essere arrestati dai servizi sociali. Eppure sono evidentemente una delle famiglie pi allegre, afettuose e appiccicose che conosca. Per i loro disastri pedagogici, e per i miei superbi spettacoli di zucchine, vale una regola che ho imparato dalla maestra americana delle mie iglie: Whatever works for their family, basta che vada bene per loro. Perch di regole doro per crescere i bambini ne esistono a centinaia, ma poi ogni famiglia decide quali ignorare. Limportante che lo faccia allegramente. Claudio Rossi Marcelli un giornalista di Internazionale. Risponde allindirizzo daddy@internazionale.it

u A volte succede che mentre Internazionale ancora in lavorazione, un redattore si accorge di un errore, si precipita a correggerlo e scopre che troppo tardi: la pagina stata mandata in tipograia. Non gli resta che aspettare luscita del giornale, quando lerrore sar stampato in 150mila copie ed esposto al pubblico ludibrio. Non solo: prima di poter pubblicare la correzione dovr aspettare luscita del numero successivo. Se lerrore in un testo online, invece, pu inserire subito la correzione segnalando che il testo stato modiicato rispetto alla versione precedente (correggere sperando che nessuno si sia accorto di nulla non vale). La scorsa settimana leditoriale di Giovanni De Mauro uscito in due versioni. Sulla carta contiene unimprecisione: i giornalisti presenti alla convention dei repubblicani sono cinque per ogni delegato, non tre. Nella versione online il testo stato corretto. Altre volte invece ci si accorge di un errore durante la lavorazione del giornale e si fa in tempo a correggerlo. Fino a un secondo prima di andare in stampa, nel titoletto della pagina di arte cera scritto, erroneamente, Londra. stato cancellato appena in tempo. Ma poi nessuno ha pensato di toglierlo anche dalle edizioni per iPad, iPhone, Android e pdf. Una rivincita della carta. Giulia Zoli una giornalista di Internazionale. Lemail di questa rubrica correzioni @internazionale.it

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Internazionale 965 | 7 settembre 2012