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22 luglio 2012

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ECOLOGISTA PER COLPA DI CATANIA

[ sicilia a impatto zero]

D I

M A R I A

E N Z A

G I A N N E T T O

Paola Maugeri, conduttrice, vj, dj, giornalista e ambientalista convinta risale allorigine delle sue scelte di vita. Forse se fossi nata a Ginevra, oggi non sarei quel che sono

44 anni, con una maggiore consapevolezza di me, penso proprio di poter affermare di essere diventata ecologista per reazione. Reazione a quello che ho visto durante la mia infanzia e giovinezza a Catania, un luogo che adoro, ma che negli anni 80 era una citt estremamente faticosa, difficile, buia, violenta, collusa. Il Corso Sicilia, dove sono cresciuta, era la city di giorno ma la sera diventava un vero bronx, con tanto di coprifuoco. Forse se fossi cresciuta a Ginevra o a Berlino oggi non sarei quello che sono. La convinzione che quello che si vive da bambini plasmi gli adulti del domani, fornisce a Paola Maugeri la certezza che il suo impegno ecologista e la sua svolta vegana traggano origine proprio da l, da quella citt dove nata e cresciuta fino a 23 anni, prima di partire per andare a Milano dov diventata, da quasi 20 anni, il volto femminile della musica in televisione. Dj, vj, giornalista, conduttrice e appassionata di questioni ambientali (impegnata contro lo sfruttamento degli animali, per la diffusione di unalimentazione consapevole e del commercio equo e solidale), Paola Maugeri diventata anche scrittrice per poter raccontare, nel libro La mia vita a impatto zero (Mondadori, 2012) lesperienza vissuta un anno e mezzo fa e documentata dalle telecamere di Rai 3 quando, per 7 mesi, ha deciso di cambiare completamente stile di vita, mettendo in pratica le regole delle tre r: ridurre, riusare, riciclare e cercando di vivere in modo pi ecologico possibile, proprio a Milano. Unesperienza che lha cambiata tanto. In fondo, per, il libro parla anche di un percorso che lei ha fatto per ritrovare se stessa e il perch delle sue scelte. John Lennon diceva che la vita quello che ci accade mentre siamo impegnati a pensare a qualcos'altro. Noi stiamo sempre a programmare e prepararci per qualcosa di importante, ma ci sono eventi nella vita che, pur passando inosservati, sono davvero formativi. Credo che la mia infanzia e la mia giovinezza nel capoluogo etneo mi abbiano segnata per sempre. Sono cresciuta in Corso Sicilia e per anni, da piccola, ho aspettato che quella grande fossa (il risultato dello sventramento del quartiere di San Berillo, ndr) diventasse, secondo le tante promesse, un parchetto con tanti giochi per i pi piccoli. Quel parco, per, non mai arri-

[LE SCELTE DI PAOLA: a fianco, Paola Maugeri in una foto divenuta simbolo della sua scelta vegana. Foto di Marina Alessi

Wikipaola/ La musica sempre in testa anche con la moda

torica vj su Mtv, Italia 1, Rai 2 e La7, soprannominata Wikipaola per la sua cultura musicale. Conduce Music History, il programma pi seguito su Virgin Radio. Appassionata di questioni ambientali, impegnata contro lo sfruttamento degli animali e per la diffusione di un'alimentazione consapevole (oltre a essere stata portavoce per Mtv della campagna delle Nazioni Unite - No Excuse 2015 - e ambasciatrice per l'Italia al summit sull'ambiente di Copenaghen per un nuovo protocollo sul clima dedicato ai giovani europei). Il suo amore per la moda l'ha portata a disegnare per la maison Borsalino due capsule collection di cappellini i cui primi prototipi sono stati realizzati riciclando il cartone di scatole di frutta e verdura a km zero. Perch si pu essere vanitose anche a impatto zero.

vato e non lo vedo neanche oggi. In quel posto, negli anni, si sono avvicendati cani randagi, carcasse di auto, cumuli di rifiuti cui, regolarmente, veniva dato fuoco. Quando ci penso, mi sembra di sentire ancora quellodore pungente. Comunque anche se pu sembrare incredibile, a me, bambina di 10 anni, tutto questo faceva specie. Non capivo come si potesse pensare che noi ragazzi potessimo crescere felici in appartamenti con finestre piccole, che si affacciavano solo su strade piene di traffico. Non ero lunica bambina che cresceva in quel posto, ma forse ero pi indignata rispetto agli altri, perch ognuno di noi sviluppa le proprie sensibilit in modo diverso. Sono gli stessi anni in cui, come racconta nel libro, decide di non mangiare pi carne. In quegli anni, la notte, sentivo gli zoccoli dei cavalli in corsa sullasfalto e non ho mai neanche sognato di mangiare una fetta di carne equina. Ricordo anche che, a 8 anni, ebbi il primo svenimento, quando vidi un coniglio in frigorifero che mia madre avrebbe dovuto cucinare: fu la mia prima vera presa di posizione. Gi allora, non capivo perch si insegna ai bambini che belli il capretto, il maialino, il vitellino per poi servirglieli su un piatto. Ci ho messo 30 anni, per rendermi conto di come questi condizionamenti, siano stati limprinting da cui venuta fuori la Paola di oggi. Poi, negli anni cominci anche a leggere e documentarti e scopri che Marguerite Yourcenar diceva lo stesso (ad esempio ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, ndr) oppure che Leonardo Da Vinci non capiva perch un cadavere in un campo un cadavere, appeso a un gancio di una macelleria cibo. Insomma, pi che un manuale di regole per una vita ecologica, in realt, il suo libro unautobiografia? Direi di s. Rudolf Steiner, padre dellantroposofia sosteneva che intorno ai 40 anni si capisce cosa si vuol fare nella vita e quale contributo si

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Il libro/ La mia vita a impatto zero. Storia di un esperimento di felicit


no con gli amanti. Girare in bicicletta, invece che in automobile; usare le candele in romanticissime cenette vegetariane, foriere di seduzioni irresistibili. Oppure, se si radicali come lautrice, staccare del tutto il contatore, invitare gli amici a giocare in salotto con un maglione in pi, inventarsi il nuovo frigorifero nell'intercapedine della porta di una casa di ringhiera, portare il proprio figlio in gita sul camion della spazzatura per controllare il ciclo dello smaltimento della raccolta differenziata. Il tutto a Milano. Si pu vivere a impatto zero anche in una metropoli. Filiera corta, frutta e verdura a km zero, niente fragole a dicembre, pannelli fotovoltaici, lampadine a basso consumo, pannolini riutilizzabili e addio allauto. Un metodo diviene filosofia di vita e allude a tutta la sua storia. Quella di una ragazza siciliana che cresce in una cultura dove la criminalit mafiosa incrocia lo sfregio dell'ambiente. Quella di una ragazza affermata e di una donna che ripercorre alcuni passaggi fondamentali della vita femminile. Un libro perfetto in tempi di crisi, perch insegna a farne unopportunit e, sulla scorta delle idee dell'economista francese Serge Latouche, consumando meno si pu vivere meglio ed essere pi ricchi: di interiorit.

ual la differenza tra vivere a impatto zero e vivere normalmente, cio sprecando moltissimo e fregandosene dell'ambiente? Paola Maugeri lo spiega nel suo libro La mia vita a impatto zero (Mondadori, 2012). Si pu vivere senza sprechi e rispettando se stessi e il pianeta, gli altri e persino gli animali, divertendosi anche moltissimo. In famiglia, con gli amici e persi-

vuol dare al mondo. Io a 40 anni ho deciso di fare un bilancio della mia esistenza. E poi a 40 anni sono anche diventata mamma e ho cominciato a chiedermi che mondo stavo lasciando a mio figlio. Rendermi conto che apparteniamo al 20% della popolazione del mondo che sfrutta l80% delle risorse stato un trauma. Mahatma Ghandi sosteneva che nel mondo c abbastanza per soddisfare il bisogno di tutti, ma non abbastanza per soddisfare l'ingordigia e i privilegi di alcuni Le cose che usiamo oggi le stiamo prendendo in prestito da chi verr dopo di noi non le stiamo solo ereditando da chi cera prima. Abbiamo il dovere di pensare alle prossime generazioni. Crede che vivere a impatto zero possa dare grandi risultati? Prima di tutto, sarebbe corretto parlare di vivere verso limpatto zero visto che un impatto nullo sul Pianeta si ha solo quando si dorme nudi sul pavimento. Impatto zero uniperbole, non pu esistere, ma si pu vivere una vita pi ecosostenibile, scegliendo il meno ben essere per pi ben vivere. Tiziano Terzani diceva che siamo sempre meno essere umani e pi consumatori, io ho deciso di capire che tipo di consumatori siamo e mi sono resa conto che compriamo solo perch veniamo continuamente bombardati e che i nostri bisogni sono solo indotti. Ma, soprattutto non ci informiamo e

non sappiamo cosa c dietro i nostri acquisti. Non dico che dobbiamo tornare
indietro nel tempo, ma chiedo a tutti di essere consumatori informati. Un po come lo erano i nostri genitori. Quando mia madre comprava un tessuto di ottima qualit, ne faceva un pantalone che lanno dopo diventava gonna e poi uno chemisier. Di quella stoffa sapeva tutto, era rintracciabile. In che modo la rintracciabilit contribuisce a una vita pi ecologica? Non sappiamo da dove vengono le cose che usiamo e dove vanno a finire. La filiera importante, soprattutto quando si tratta di alimenti. Ludwig Feuerbach sosteneva che siamo quello che mangiamo ma se non sappiamo cosa mangiamo, allora chi siamo? Dobbiamo sapere se quello che mettiamo in tavola ha creato ricchezza, povert o addirittura morte. Per fare certe scelte c bisogno di tenersi informati. Che letture consiglierebbe? A parte alcuni testi degli esperti che ho gi citato, direi che il libro Ecocidio. Ascesa e caduta della cultura della carne di Jeremy Rifkin sia davvero illuminante. E comunque c sempre internet, un mezzo libero da cui facile partire. Ad esempio, io sono andata sul sito

Ricette vegan/ Dalla tradizione sicula alla nouvelle cuisine

al tofu al sieitan, gli alimenti che permettono di creare ottimi piatti vegani ma proteici non mancato. Ecco perch, ogni capitolo del libro di Paola Maugeri completato da una o due ricette vegan che mostrano come anche togliere la carne dalla propria tavola non significhi abbandonare il piacere di mangiare. Avere consapevolezza di quello con cui ci si nutre per me molto importante dice la Maugeri - dedico a questo buona parte del mio tempo: la mia vita cambiata molto, adesso mi sveglio presto e inizio a dedicarmi con cura al cibo. Le ricette di Paola Maugeri sono spesso rivisitazioni in chiave vegan dei piatti della tradizione siciliana, come la parmigiana di melanzane con il tofu, le cotolettre di seitan e la bruschetta di mare del pesce che nuota (sostituito dalle alche arame). Ma ci sono ancanche il "Vitel tonn del vitello felice e del tonno libero" perch entrambi non ci sono e il "Carpaccio di manzo soddisfatto" perch al suo posto ci sono le rape.

myfootprint.org e ho fatto il mio bel test per calcolare la mia impronta ecologica e scoprendo quanto, pur essendo gi vegetariana e cercando di stare attenta allambiente, il mio impatto fosse forte su questa terra, mi ha sconcertato. Ma a parte i consumi, lenergia, la mobilit e tante altre scelte sbagliate, ho capito che quello con cui nuociamo davvero di pi al Pianeta il nostro modo di mangiare. Per una semplice bistecca si rovinano 5 ettari di terreno per sempre; la Foresta Amazzonica si riduce costantemente per far posto ai pascoli e il fatto che paesi tradizionalmente vegetariani come la Cina e l'India stiano prendendo le nostre abitudini alimentari sta aggravando il problema. Abbiamo distrutto pi noi in 50 anni che intere generazioni in 7 secoli. Sono numeri da catastrofe. Non sono una catastrofista ma vorrei unassunzione di responsabilit, chiedo a tutti di usare il senso di critica, di informarsi e scegliere bene i propri acquisti. E soprattutto chiedo che quando si parla di biologico non si usi la scusa del costo maggiore. C un costo etico delle cose che compriamo: importante sostenere chi coltiva in modo naturale e non sfrutta la terra, ma asseconda le stagioni. E per farlo possiamo usare quegli euro che risparmieremmo abbassando di 3 gradi il riscaldamento. Si potrebbe salvare il Pianeta non mangiando carne, quindi? Beh, se tutti fossimo vegetariani ci sarebbe cibo per 11 milioni di persone al mondo e considerando che tutti pensano che le prossime guerre saranno per lacqua e il cibo, diciamo che unidea da prendere in considerazione... Comunque io non penso che tutti debbano o possano diventare vegetariani, ma chiedo di pensare, di visitare le fattorie per sapere come arriva sulle nostre tavole ci che mangiamo. Il mio sogno una normativa a livello mondiale sulletichettatura: mi piacerebbe leggere sulle confezioni, provenienza, produttore ma soprattutto cosa ha comportato quella lavorazione per il posto e per chi lha fatto. Come cambiata con questa esperienza e con questa sua assunzione di responsabilit? Ho cominciato a fare a meno del superfluo e concentrarmi sul necessario. Durante unintervista, Ivano Fossati mi disse: la nostra intelligenza una dote troppo preziosa per darla a tutti, non tutti la vogliano, cos come la nostra compagnia. Io mi sono riappropriata dalla qualit rinunciando alla quantit. Ho capito che giusto donare solo a chi merita e a chi mi sa anche dare in cambio. e