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La tragica grandezza del filosofo, il fascino e la straordinaria ricchezza di suggestioni di un autore capace di ripensare l'intera storia dell'occidente e di collocarsi,

ben al di l dell'attualit, sul terreno della 'lunga durata', tutto ci emerge pienamente solo se, rinunciando a rimuovere o a trasfigurare in un innocente gioco di metafore le sue pagine pi inquietanti o pi repugnanti, lo si osa guardare in faccia per quello che realmente , il pi grande pensatore tra i reazionari e il pi grande reazionario tra i pensatori.

LE ORME
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Dornenico LOSURDO

Niemche. Per una biogrt$h poatica

manifesto gibrij

O 1997 manifestolibri srl Vi Tomacelli 146 - Roma ISBN 88-7285-124-6


Realizzazione grafica: Studio Idea

NIETZSCHE E LA CRITICA DELLA MODERN~A

1. La crisi della civilt da Socrate alla Comune di Parigi


2. Critica della civilizzazione e delegittimazione del moderno

3. Dalla negazione della coscienza storica


alla sua radicalizzazione 4. Otium, lavoro e schiavit

5.

orale del gregge, morale dei signori e doppiezza

6. Politica ed epistemologia

7. Rivoluzione francese, rivoluzione socraticoplatonica e rivoluzione ebraico-cristiana

8. Radicalit, inattualit e incrinature del progetto reazionario

9. Eterno ritorno, volont di potenza


e annientamento dei malriusciti 10. Metafora e storia Note Nota bio-bibliografica

1 LA CRISI DELLA c n m . ~ A SOCRATE ALLA COMUNE DI PARIGI . DA

Apparsa agli inizi del 1872, La nascita della tragedia, che segna il debutto filosofico di Nietzsche, non pu essere compresa senza la Comune di Parigi e la guerra franco-prussiana che immediatamente precedono la sua pubblicazione. La corrispondenza e i frammenti del tempo chiariscono in modo inequivocabile con quanta intensit sia stata vissuta la nuova ondata rivoluzionaria al di l del 'Reno e quanto dolorosa e indelebile sia l'impronta da essa lasciata. Alla notizia dell'incendio del Louper vre da parte degh insorti, <<fui alcuni giorni completamente distrutto dai dubbi e sopraffatto dalle lacrime: tutta l'esistenza scientifica, filosofica e artistica mi apparve un'assurdit, se un solo giorno poteva annientare le pi meravigliose opere d'arte, anzi interi periodi dell'artel. Successivamente, la notizia si rivela falsa, ma ci non modifica uno stato d'animo, liricamente espresso da un frammento di qualche anno dopo: Autunno - sofferenza-stoppie-licnidi, asteri. Lo stesso quando giunse la notizia del preteso incendio del Louvre - senso dell'autunno della civilt. Mai un dolore pi profondo2.

Il bilancio storico-teorico della Comune di Parigi cos formulato in un paragrafo centrale della Nascita della tragedia: a causa dell'ottirnismo, la civilt va incontro ad unYorrenda distruzione; la fede nella felicit terrena di tutti fa tremare la societ <<finnei pi profondi strati, seminando lo scontento in una classe barbarica di schiavi, che, sedotta da idee utopistiche, awerte ora la sua esistenza come un7ingiustiziae esplode in rivolte incessanti. Rispetto a tale ondata distruttiva non pu costituire una diga il cristianesimo, degradato ormai a religione dotta, e cio con seguito scarso e decrescente tra le masse popolari, e che, soprattutto, risulta esso stesso contagiato dallo spirito ottimistico del presente3. I1 cristianesimo pelagianizzato e dimentico del peccato originale che pesa sull'esistenza umana gi denunciato da Schopenhauer, cui Nietzsche, in questi anni, attribuisce il merito di avergli tolto dagli occhi le bende dell'ottimi~mo~. Epper il giovane filosofo comincia a spingersi molto oltre su questa strada, mettendo decisamente in discussione nel suo complesso la religione dominante in Occidente, in cui, sia pur coniugata al futuro, in una dimensione ultraterrena, svolge un ruolo troppo importante l'idea di felicit per tutti. I rimedio non pu essere individuato neppu1 re nella grecit, se questa continua ad essere letta

Nietzrche e la critica della modernit

alla maniera dei neo-classicisti, come sinonimo di imperturbata e imperturbabile serenit. Tale interpretazione coglie in realt un solo aspetto, quello apollineo, testimoniato in primo luogo dalla scultura. La tragedia e la musica ci mettono invece in presenza di una diversa e pi profonda dimensione. Con le spalle al muro e costretto a rivelare una verit che avrebbe preferito tenere nascosta, Sileno, seguace di Dioniso lacera i luccicanti veli apollinei e mette a nudo l'abisso dell'esistenza: Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perch mi costringi a dirti ci che per te vantaggiosissimo non sentire? Il meglio per te assolutamente irraggiungibile: non esser nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te morire presto. Tale verit dionisiaca assume un'espressione trasfigurata e trasognata nell'arte apollinea, la quale svolge una funzione anche socialrnente benefica nella misura in cui aiuta l'uomo a sopportare i terrori e le atrocit dell'esistenza. Ma dimenticare questo fondo oscuro e terribile sarebbe come valutare i tormenti del martire cristiano a partire dalla sua visione estaticad. L'intensit tragica e dionisiaca del mondo greco trova una sua potente espressione nel Prometeo di Eschilo che, distruggendo la visione del progresso propria di un'umanit ingenua, mette in evidenza l'intero flusso di dolori e affanni che gi comporta l'inven9

DOMENICO LOSURDO

zione del fuoco6. Il significato politico di tale mito viene ulteriormente precisato in un testo coevo alla Nascita della tragedia; L'awoltoio che divora il fegato al fautore prometeico della civilt proclama una volta per sempre una verit, che pure suona crudele: la schiavitu rientra nell'essenza stessa della Folle si rivela allora la pretesa della felicit terrena per tutti che sempre pi caratterizza il mondo moderno. Epper, la celebrazione acriticamente illuministica e progressistica di Prometeo e l'oblio dell'awoltoio (e di Sileno) sono gi iniziati in terra greca. L'uomo dionisiaco sa che non possibile mutare nulla nell'essenza eterna delle cose, comprende che ridicolo o infame ogni sogno di palingenesi sociale e politica, la pretesa di rimettere in sesto il mondo che fuori dei cardini8.Ma con Socrate vediamo l'uomo teoretico~~ e l'ottimista teorico sviluppare la sua fede nell'attingibilit della natura delle cose1 e pretendere di correggere l'esistenza". Non c' pi posto per l'arte e la tragedia, che anch'essa comincia, con Euripide, a divenire raziocinante. Alla grecit tragica e dionisiaca subentra ora quella alessandrina, la quale riposa su un'insanabile e rovinosa contraddizione: come ogni civilt, ha bisogno, per poter esistere durevolmente, di una classe di schiavi; ma essa, nella sua concezione ottimistica dell'esistenza, nega la
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necessit di una tale classe e proclama invece la "dignit dell'uomo" e la "dignit del lavoro"'*, gettando cos le premesse per l'incessante e rovinoso ciclb rivoluzionario, per le successive ondate di rivolte servili, che dilaniano la Francia e l'Europa. Bisogna dunque vedere in Socrate (e nel suo pendant letterario che Euripide) il punto decisivo e il vertice della cosiddetta storia u n i ~ e r s a l e ~ . Comincia ora a divenire chiaro il significato della Nascita della tragedia. Avrebbe potuto tranquillamente portare come titolo o sottotitolo: La mz'sidella civilt da Somate alla Comune di Parigi. Si tratta cio di un testo al cui centro la Kulturkritik, una tradizione di pensiero profondamente radicata in Germania e che con Nietzsche conosce un'estrema radicalizzazione. La resa dei conti con l'irrequieto e barbarico trambusto e turbinio che si chiama ora "il presente"14deve iniziare dal filosofo greco che incarna l'ottimismo e la cui influenza si allargata sulla posterit fino a questo momento, anzi per ogni avvenire, simile ad un'ombra che diventa sempre pi grande nel sole della sera15. Conviene subito osservare che la Kulturkntik di Nietzsche non ha nulla dell'abbandono nostalgico e inerte. Non solo battagliera ma, in questo momento, guarda fiduciosa alla possibilit di radicale trasformazione del presente. un aspetto sottolineato con forza e con autorevolezza, dati i rap-

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porti di stretta amicizia col filosofo, da ENNi Rohde, che, nel recensire La nascita della tragedia, dichiara: L'autore invita tutti quelli che vivono nella diaspora, tristi e memori dei tempi passati, a rinnovata speranza16.E qui diviene evidente l'influenza esercitata dall'altro grande avvenimento politico del tempo su un'opera maturata - osserva la Prefazione - fra i terrori e le grandezze della guerra appena scoppiata17,quella guerra cui non a caso il filosofo ritiene di dover partecipare come volontario nelle file dell'esercito prussiano, abbandonando momentaneamente l'insegnamento universitario impartito nella neutrale citt svizzera di Basilea. Assieme alla sconfitta della Francia, i cannoni della batta& di Worth, sotto il cui tuono inizia ad essere scritta La nascita della tragedia1*,segnano la liquidazione della modernit al tempo stesso banausica e rovinosa iniziata con Socrate e annunciano l'imminente rinascita dell'antichit, la rinascita tedesca del mondo ellenico19.La grecit tragica non morta del tutto. Essa pu conoscere una nuova giovinezza. Lo dimostra la musica di quella sorta di novello Eschilo che Wagner, il quale mette fine al predominio esercitato dall'opera maturata tra i popoli latini e intrecciata coi movimenti sociahstici, in quanto essa stessa riposante sull'assurdo presupposto dell'uomo buono primitivo, dei suoi diritti e delle sue prospettive paradisia12

Nietrsche e la cri~ica modernit della

che, realizzabili una volta che sia stato portato a termine il mutamento delle istituzioni20. Ma lo dimostrano anche Schopenhauer, il filosofo di una ridesta classicit, di una grecit germanica [...l, di una Germania rigenerata21 Kant, il quale ultimo, e evidenziando i limiti e conflitti della ragione, si rivela anche lui del tutto estraneo alla superficialit razionalistica e ottimistica. In questa medesima ~~, chiave viene letto L ~ t e r ocritico implacabile di una ragione e di una visione del mondo armonicistica e quindi risuonante di motivi o di echi dimisiaci. Anche al di fuori dell'ambito propriamente culturale, il vittorioso esercito tedesco ha rivelato l'antica salute germanicax Su tale base possibile edificare: possiamo di nuovo sperare! La nostra missione tedesca non ancora finita! Mi sento pi animoso che mai, perch non tutto rovinato sotto il livellamento e l'"eleganza" francese-ebraica, n sotto l'avido affaccendarsi della vita d i "oggigiorno". vero, come ha rivelato la Comune di Parigi, la nostra vita moderna, anzi tutta la vecchia Europa cristiana e il suo Stato, ma soprattutto la "civilizzazione" (Civilisation)latina ora dappertutto imperante, rivela il male incredibile da cui afflitto il nostro mondo23;ma gi emergono e forse sono all'opera le forze capaci di contrastare tutto ci. I1 contrasto tra banausicit ottimistica da una parte e spirito' dionisiaco dall'altra,
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tra alessandrinismo e visione tragica della vita, si configura in questo momento come contrasto tra Francia e Germania. I1 paese dell'illuminismo e della rivoluzione anche3 luogo della Civilisation. In contrapposizione a tutto ci un inno scioglie La nascita della tragedia all'cessenza tedesca (deutsches Wesen), owero al nocciolo puro e forte dell'essenza tedesca, al nocciolo nobile del carattere del nostro popolo: in Germania, civilizzazione e modernit sono solo un fenomeno passeggero e superficiale che mal copre l'intima attitudine dionisiaca di un popolo e di cui possibile sbarazzarsi una volta per sempre con l'espulsione dell'elemento neo latino^^^. Si tratta di un processo gi iniziato con le guerre antinapoleoniche, ulteriormente sviluppatosi con la nuova e decisiva vittoria riportata sulla Francia e che ora chiamato a spazzar via definitivamente la visione del mondo liberale-ottimistica, la quale affonda le sue radici nelle dottrine dell'illuminismo francese e della rivoluzione, e cio in una filosofia piatta e antimetafisica, del tutto anti-germanica e autenticamente romanica25.E, dunque, nella lotta contro la civilizzazione (Civilisation) e la modernit alla Germania rivolta alla civilt (Kultur) ed erede della Grecia tragica spetta una missione: lo spirito tedesco in qualche modo il salvatore, la forza redentri~e*~.

Nietzsche e h critica della modernit

In questo momento, nel pantheon degh autori


chiamati a ridar vita alla grecit tragica in terra tedesca non pu essere assunto Goethe, investito in una certa misura dalla polemica contro l'immagine serena e puramente apollinea di quella splendida stagione storica: neppure lui riuscito a forzare la porta stregata che conduce alla montagna incantata ellenica, a penetrare nel nocciolo della natura ellenica e a stabilire una durevole lega amorosa fra la cultura tedesca e la cultura greca27.Decisamente escluso dal novero dei numi tutelari della lotta contro la frivola divinizzazione del presente28iHegel: il confronto con la sua filosofia, letta e denunciata come la legittimazione della modernit, al centro delle Considerazioni inattuali pubblicate tra il 1873 e il 1876.
2. CIUTICA DELLA <<CIVILIZZAZIONE>> DELEGITSIMAZIONE DEL E
MODERNO

I1 filosofo secondo cui ognuno figlio del non pu non essere il bersaglio proprio tempo29 principale di Nietzsche che, nella sua denuncia della barbarie del presente, cerca interlocutori solo in coloro che non si sentono cittadini del proprio tempo30. Con la sua cultura conforme al tempo, tutta all'insegna dell'utilit e del guadagno e tesa a conseguire un'estensione senza precedenti

in modo da avere il maggior numero possibile di impiegati intelligenti e di rispondere alla crescente burocratizzazione e massificazione della societ, con la sua celebrazione dello Stato e delle istituzioni politiche, che omologando e livellando, nessun posto lasciano al genio, con tutti questi motivi Hegel esprime la modernit persino nel suo compimento ultimo e pi ripugnante. Cancellando o mettendo in crisi la distinzione tra schiavi e signori, la diffusione della cultura generale il presupposto del comunismo31e stimola comunque l'avvento di una societ che solo, per fare ricorso al linguaggio usato pi tardi, brulichio di formiche e intruglio plebeo32.Hegel, peraltro, non si limita ad esprimere il presente; pretende anche di legittimarlo sul piano della filosofia della storia mediante la tesi della razionalit del reale. In tal modo, invitando a inchinarsi dinanzi al fatto compiuto e distogliendo quindi la Germania dal compito di riproposizione della grecit tragica, egli sviluppa un'influenza sommamente anti-educativa e corruttrice tra la giovent tedesca. L'educatore per eccellenza invece Schopenhauer, coerentemente impegnato nella denuncia della sua epoca, quella falsa, vana, e indegna madre>?. Oltre che nel filosofo particolarmente caro all'autore delle Considerazioni inattuali, il disagio per la modernit e lo sgomento dinanzi d o spettro
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Nietzsche e la critica della modernit

dello Stato-alveare o formicaio sono ben presenti, sia pure con intensit e modalit diverse, in larghi settori della cultura europea del tempo. Si pensi in primo luogo a Burckhardt, collega pi anziano di Nietzsche all'universit di Basilea, e impegnato anche lui a denunciare il crescente involgarimento del mondo. Sono gli anni in cui predominio della mediocrit, affogamento degli individui nella folla e crescente prevaricazione delle tendenze e degli istinti d d e masse sono oggetto dell'accorata lamentazione di John Stuart Mili, il quale a tutto ci contrappone l'uomo forte e di cui va riconosciuta la libert di indicare la via alla comune umanit. Sono gli anni in cui Tocquede esprime l'angoscia per il profilarsi di una societ livellata, costituita di api e di castori, nel cui ambito, spentisi splendore e gloria, di pari passo con l'estendersi della civilizzazione e il prevalere degli interessi meramente materiali procede il dileguare o l'emarginazione degli uomini eminenti e dei granIn di geni34. questo medesimo Jima spirituale possiamo collocare Nietzsche, il quale, con enfasi tutta particolare, allo spettacolo ripugnante del presente contrappone la metafisica del genio e la denuncia di ogni &ione della storia che democratizzai diritti del genio35. E, dunque, ci che caratterizza il giovane filosofo non il tema bens, in primo luogo, la radicalit

con cui esso sviluppato. Intanto, la modernit vien fatta iniziare con Socrate. Soprattutto, se negli autori liberali precedentemente citati ben chiara la consapevolezza dell'irreversibilit del processo storico (che si tratta semmai di contenere o incanalare verso esiti pi favorevoli o meno catastrofici), in Nietzsche, invece, messo in discussione anche tale presupposto. Riconoscere e legittimare la presunta potenza della storia significa inchinarsi in guisa cinesamente meccanica [...l a ogni potenza, sia poi questa un governo o un'opinione pubblica o una maggioranza numerica^'^. E particolarmente significativo l'avverbio usato, chinesenhaft; negli anni successivi i cinesi diventeranno il simbolo dell'operaio umile, servizievole e servile, del nuovo tipo di schiavo di cui i signori hanno bisogno. La tesi della razionalit del reale e del processo storico rappresenta il medesimo culto della maggioranza nwnerica che si esprime nella democrazia e nella crescente presenza e pressione delle masse e dei servi. Questi ultimi, che fanno gi sentire il loro peso quantitativo sul piano pi propriamente politico, finiscono con l'ottenere un prezioso e inaccettabile riconoscimento anche sul piano della filosofia della storia, grazie ad una visione che esclude in anticipo qualsiasi pretesa di recedere al di qua dei risultati del mondo moderno. Per conferire credibilit ad un progetto cos
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ambizioso qual quello di Nietzsche, non basta la denuncia dell'intrinseca natura servile degli aapologeti della storia37,e del carattere irrimediabilmente filisteo, cio banausico e plebeo, della ragione cui essi si richiamano. necessario mettere in qualche modo in crisi e decostruire le categorie di storia e di ragione. Gi La nascita della tragedia alla cosiddetta storia universale38e all'enorme bisogno storico della cultura moderna contrappone il mito senza il quale ogni civilt perde la sua sana e creativa forza di naturad9. Sull'utilit e il danno della storia s'interroga poi la I Inattuale 1 che, dopo aver denunciato con parole di fuoco l'eccesso di storia40e la religione della potenza storiografica~~l, propone l'antistorico e il sovrastorico come rimedi naturali al soffocamento della vita da parte della storian4*.Contro la malattia storica43,anzi contro la cultura storica in colquanto tale, questa specie di innata c a n i z i e ~ ~ ~ pevole di distruggere il mito e di paralizzare ogni energia creativa, Nietzsche agita ancora una volta il modello impareggiabile della Grecia tragica: L troviamo anche la realt di una cultura essenzialmente antistorica e di una cultura nonostante ci o piuttosto a causa di ci indicibilmente piena e ricca di vita45. Accanto alla contrapposizione del mito a ragione e storia, emergono ora motivi nuovi e pi

interessanti. La tesi della razionalit del reale e del processo storico viene contestata in nome anche della morale, la quale esige che si nuoti contro le onde della storia e della modernit: che i molti vivano e che quei pochi [geni] non vivano pi, non nient'altro che una brutale verit, ossia un'irrimediabile stupidaggine, un goffo " proprio cos", di contro d'imperativo morale "non dovrebbe essere cosi". S, di contro alla morale!46. Ma la novit pi importante un'altra. La II Inattuale intanto fa notare che ci sono modi tra loro assai diversi di ricostruire lo svolgimento della storia, ma, soprattutto osserva che l'origine della cultura storica [...l deve essere essa stessa riconosciuta storica mente^^^. Per esprimerci in termini logici, Nietzsche fa ricorso all'argomento autoril&sivo per confutare o mettere in crisi la coscienza storica di cui si alimenta e mena vanto la modernit.
3. DALLA NEGAZIONE DELLA COSCIENZA STORICA ALLA SUA
RADICALEZAZIONE

Non ci si pu pi limitare a contrapporre il mito alla mediocrit massificata del presente.anche per il fatto che ormai caduta in crisi la piattaforma politico-ideologica della Nascita della tragedia. I1 quadro storico sensibilmente mutato. Dileguato per il momento il pericolo di un dilagare al di fuori

Nietz.de e la critica della modernit

della Francia della Comune di Parigi e della classe barbarica di schiavi: la Terza Repubblica si consolidata. Semmai, una preoccupazione nuova si affaccia all'orizzonte: Come i Greci infierirono sul sangue greco, cos oggi gli Europei infieriscono sul sangue europeo48.Da questo frammento di Umano, troppo umano (1878-9) emerge con chiarezza che ad essere paragonata alla Grecia ora l'Europa, di cui conviene preservare l'unit. Non bisogna perdere di vista il fatto che, pur volontario nel corso del conflitto con la Francia, Nietzsche esprime subito il suo disappunto per l'attuale guerritedesca di conquista, appena cominciano a delinearsi i piani L'iniziale aded'annessione dell'Alsazia-L~rena~~. sione del filosofo alla politica di Bismarck neppure per un momento motivata da passione sciovinistica. E, comunque, subito dopo il trauma della Comune di Parigi, una lettera ad un amico osserva che al di l della lotta fra le nazioni, ci ha atterrito quella testa dell'idra internazionale che improvvisamente si sollevata con tanta mostruosit ad annunciare ben altre lotte future50.In tale prospettiva, non pu che risultare rovinosa la gallofobia dei nazional-liberali tedeschi che, minacciando di far riesplodere il conflitto coi vicini d'oltrereno e di dissanguare in lotte fratricide l'Europa e quel che resta di aristocrazia e classi dirigenti, rischia di aggravare di nuovo il perikolo rivolizionario.
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DOMENICO, LS O m

Per un altro verso, amara la delusione del filosofo per il fatto che non si sia realizzata nessuna delle speranze di rigenerazione suscitate dall'awento del Secondo Reich. Incentrata com', o come appare, su un Reichstag eletto a suffragio universale (maschile), la Germania non costituisce un'dternativa alla modernit n sul piano politico n su quello economico. Anzi, proprio qui lo sviluppo capitalistico si presenta con una carica particolare di volgarit e di affanno. Per di pi, essa si messa all'avanguardia in tema di obbligo scolastico e di diffusione dell'istruzione, agli occhi del filosofo sinonimo, come sappiamo, di comunismo. Il presunto paese-baluardo della lotta contro la rivoluzione in realt quello in cui pi forti si presentano l'organizzazione sindacale e il movimento femminista, e pi radicata e capillare la presenza del partito operaio. Sono gli anni in cui Engels formula la tesi secondo cui la funzione d'avanguardia rivoluzionaria svolta dalla Francia sino alla Comune di Parigi tocca ora alla Germanias1. A questa sorta di covo di idee moderne e sowersive Nietzsche comincia a guardare con un disprezzo e un odio tanto pi profondi quanto pi esaltate erano le speranze in precedenza riposte nella missione della nuova Grecia. Non pi possibile continuare a leggere il confiitto Francia-Germania come antitesi tra civilizzazione e autentica civilt owero tra modernit e
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auspicata rigenerazione tragica. Contro ogni gallofobia e contro la pretesa di contrapporre tradizioni nazionali ridotte a stereotipi senza rapporti reciproci, Umano, troppo umano sottolinea la profonda influenza di Rousseau su Kant, Schiller e Beethoven. Non ha senso il tentativo dei nazional-liberali di considerare estraneo alla storia della Germania il morbo rivoluzionario. Anzi, man mano che si radicalizza la critica del cristianesimo come movimento plebeo e sowersivo, essa non pu non investire in particolare il paese di Lutero, della Riforma e della guerra dei contadini. Ora risulta pi'evidente che mai l'inconciliabilit del richiamo della Nascita della tragedia al tempo stesso a Dioniso e al teorico della negazione della volont di vivere (Schopenhauer), d'antichit classica e a Lutero, l'intrinseca contraddittoriet dell'irnmagine di una Germania erede al tempo stesso della grecit tragica e della Riforma. Alla parabola rovinosa della modernit dev'essere contrapposta una ben diversa tradizione culturale che, sempre prendendo le mosse dalla grande stagione ellenica, include ora il Rinascimento (nell'ambito del quale l'antichit classica sembra rivivere) e non esclude neppure l'illuminismo. Bisogna per subito dire che quest'ultima corrente di pensiero, ben lungi dall'essere letta come la preparazione ideologica della rivoluzione francese, viene a questa decisamente contrapposta: si tratta di

liberare e purificare l'ill&inismo dalla sua innaturale mes~olanza grande movimento rivolucol zionari~~*. la sua natura moderata, Voltaire Con il grande antagonista di Rousseau e dello spirito ottimistico della Rivoluzione contro il quale bisogna continuare a gridare: Ecrasez l'infime! 53. Tale parola d'ordine pu ben essere utilizzata nella lotta sia contro il cristianesimo che contro il socialismo, entrambi caratterizzati da una fede superstiziosa, da un fanatismo morale e missionario, contro cui pu ben fungere da antidoto l'illuminismo, il quale ulthno si fa beffe anche della bigotteria teutomane e luterana dei nazional-liberali tedeschi. questo il filo conduttore di Umano, troppo umano, Aurora (1881) e La gaia scienza (1882))le opere del periodo impropriamente chiamato illuministico. Incolmabile ormai la distanza rispetto a Wagner; assai remoto appare anche Schopenhauer, nella cui negazione della volont di vivere continuano ad echeggiare l'intera concezione del mondo e il sentimento dell'uomo medievali e cristiani54. Tutto ci comporta un nuovo atteggiamento nei confronti della storia e dell'indagine storica. Abbiamo visto La nascita della tragedia evocare il terribile pericolo rappresentato per la civilt da una classe barbarica di schiavi che avverte la sua condizione come un7ingiustizia.Le opere del periodo iUuministico si propongono di relativizzare e
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Nietz.de e la critica della modernit

rendere oggetto di sospetto per l'appunto i sentimenti superiori cui fa appello l'eversione plebea55.A tal fine, prezioso pu risultare il contributo di Montaigne e dei grandi moralisti francesi, i quali hanno il merito di mettere a nudo il lato oscuro della natura umana e di confutare la tesi cara a Rousseau e ai rivoluzionari della bont originaria dell'uomo. Ma decisiva risulta l'indagine storica. Ora la modernit non pi da Nietzsche condannata come sinonimo di superfetazione storica; le parti sembrano persino rovesciarsi. Abbandonati i precedenti discorsi relativi al danno della storia, Umano, troppo umano addita la mancanza di senso storico come il difetto ereditario dei filosofi e intellettuali del tempo: Non vogliono capire che l'uomo divenuto e che anche la facolt di conoscere divenuta [...] Tutto divenuto; non ci sono fatti eterniP. Intrecciandosi con l'indagine psicologica, la coscienza storica chiamata a investire il lato pi intimo della natura umana, quello dove si annidano i sentimenti nobili cui fanno appello gli schiavi in rivolta e i sentimenti ignobili che essi rimproverano ai loro nemici. Si tratta dunque di ricostruire la genesi e lo sviluppo dell'amore; della cupidigia, dell'invidia, della coscienza, della piet, della crudelt~~'. risulta non solo un recupero Ne ma un'ulteriore radicalizzazione della coscienza storica che ora investe temi ed emozioni fino a quel
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momento immersi in un'aura di irnmota eternit. bene, tuttavia, non perdere di vista il centro di tale indagine: essa mira a sondare e a scalzare un'antica fiducia, sulla quale noi filosofi, da un paio di rnillenni, eravamo soliti edificare come sul pi sicuro fondamento [...l, la nostra fiducia nella morale58, quella morale sempre pi nettamente individuata come la piattaforma ideologica dell'eversi~ne moderna. A questo punto, non pu non subire un profondo mutamento il giudizio precedentemente espressp su Kant: l'autore della Critica della ragion pratica rinvia ora anche lui ad un Medioevo che si tratta di liquidare. Ben lungi dal comportare una conciliazione con la modernit, la svolta illuministica e storicistica si propone di conferire un fondamento pi rigoroso alla sua delegittimazione. Abbiamo appena visto che si tratta di rimettere in discussione un paio di millenni di storia. Gi la II Inattuale si chiede: <<Che cosa possono mai significare un paio di millenni (o in altri termini, il tratto di tempo di 34 vite umane successive, calcolate in 60 anni ciascuna), perch sia possibile parlare all'inizio di un tale tempo ancora di "giovent" e alla fine di "vecchiaia dell'~rnanit"?~~ tentativo di strappare qualNel siasi legittimit morale e di filosofia della storia alla parabola rovinosa iniziata con Socrate, l'indagine storica di Nietzsche comincia ad assumere la carat-

Nietzsche e la critica della modernit

teristica della lunga durata che conserver sin all'ultimo. La radicaht del progetto controrivoluzionario comporta un radicale rimpicciohento del tempo storico trascorso, breve istante di una vicenda che, nei suoi tempi lunghissimi o smisurati, appare ancora tutta da scrivere.
4. OTiWM, LAVORO E sCI-IIAVIT

Non dunque una fatalit dinanzi alla quale inchinarsi il mondo moderno, marchiato dalla mancanza di otium e quindi di auientica cultura. Quando, ironizzando sulla nuova dignit attribuita al lavoro, insiste sul fatto che in ogni civilt sana esso sinonimo di volgarit e di infamia, Nietzsche pu richiamarsi ad una tradizione che continua in qualche modo ad essere vitale ben al di l dell'antichit classica. Basti pensare a Grozio, il quale sussume il lavoro in quanto tale sotto la categoria di seruitus, limitandosi poi a distinguere tra seruitus pe~ecta schiavit propriamente detta) e (la servitus imperfetta (propria sia dei servi della gleba sia dei mevcenavii o al aria ti)^^. Ancora nell'ambito del primo liberalismo, la separazione dal lavoro continua a lungo a definire la libert e l'esistenza umana nella sua pienezza: per questo solo i beneficiari dell'otium sono chiamati a godere dei diritti politici. Anche la polemica di Nietzsche contro la

diffusione dell'istruzione (Se si vogliono degli schiavi - e di essi si ha bisogno - non si devono educare come padroni)61 dei precedenti tutt'alha tro che remoti: in termini analoghi che ~ h d e v i l . le condanna i progetti di impartGe l'istruzione alla parte pi meschina e povera della nazione, destinata per sempre a svolgere un lavoro sporco e simile a quello dello schiavo62.Eppsr, il liberalismo fa i conti con gli sviluppi della societ industriale e con l'irrequietezza e il peso crescente delG masse nella vita politica. Dopo il '48, vediamo Guizot formulare la tesi secondo cui la gloria della civilizzazione moderna consiste nell'aver compreso e messo in luce il valore morale e l'importanza sociale del lavoro, che ormai <<dappertutto in questo mondo>>63. visione simile a quella gi Una vista nell'autore e statista francese si diffonde anche in Germania, e, con riferimento al messaggio imperiale indirizzato il 17 novembre 1881 da Guglielrno I al Reichstag, La gaia scienza ironizza: L; regale cortesia dell'espressione "siamo tutti lavoratori" sarebbe stata, anche sotto Luigi XIV,un cinismo e un'indecenza. E la medesima opera ribadisce la validit del modello greco e antico: Un uomo di buoni natali nascondeva il suo lavoro quando le necessit lo costringevano a lavorare. Lo schiavo lavorava oppresso dal sentimento di fare qualcosa di spregevole. "La nobilt e l'onore sono soltanto

Nietz.de e la critica della modernit

nell'otium e nel bellum", cos suonava la voce dell'antico pregiudizio64. Nietzsche respinge con sdegno gli sviluppi della societ industriale e del liberahsmo. Un testo coevo d a Nascita della tragedia accusa i liberali di accodarsi a socialisti e comunisti nell'odio dell'aantichit classica, fondata sul franco riconoscimento della necessit di affidare il lavoro ad una classe di schiavi, la cui terribile condizione rende possibile a un ristretto numero di uomini olimpici la produzione del mondo del17arte della civiltb5. La civilt da paragonare ad un vincitore grondante sangue, che nella sua marcia trionfale trascina come schiavi i vinti al suo carro, i quali ultimi, in condizioni normali, risultano accecati da una forza benefica che impedisce loro di prendere coscienza delle catene che li tengono avvintibb.Si comprende che, per un autore cos fascinoso, gli interpreti siano propensi a considerare tale tema una semplice metafora. bene allora precisare il quadro storico in cui si collocano la vita e la riflessione di Nietzsche. La sua giovinezza cade nel mezzo della guerra di Secessione: siamo portati a pensare a quel che Tocqueville riferisce a proposito della situazione del Sud degli Usa, dove pene severe proibiscono di insegnare agli schiavi a leggere e scrivere e dove il valore tenuto in maggior considerazione dai padroni bianchi l'otium, mentre il
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DOMENIO LOSURDO

lavoro si confonde con l'idea di schiavit67.Ne& anni successivi, alla cancellazione della schiavit nella repubblica nord-americana corrisponde la cancellazione della servit della gleba in Russia, ma forme di servaggio o semiservaggio persistono nei due paesi. L'Inghilterra, che nel 1833 ha abolito la schiavit nelle sue colonie, procede poi, negli anni '70 e '80, al blocco navale delle coste dell'tifrica orientale per impedire la persistente tratta dei neri in direzione soprattutto del Brasile che abolisce la schiavit, e il relativo commercio degli schiavi, solo nel 1888, l'anno in cui ormai volge al termine la vita cosciente del filosofo. Infine, da tener presente che, mentre giustificano la loro espansione in nome dell'abolizione della schiavit nelle colonie, le grandi potenze sottopongono gli indigeni a rapporti di lavoro servili. Non mancano nell'opera di Nietzsche gli echi diretti di tale vicenda storica. Un frammento accenna sprezzantemente a Beecher-Stowe, l'autrice della Capanna dello zio Tom, il celebre romanzo abolizionista che tanta eco ha in Europa e nella stessa Germania68. Umano troppo umano osserva che tutti desiderano l'abolizione della schiavit; eppure bisogna ammettere che gli schiavi sotto ogni riguardo vivono pi sicuri e pi felici del moderno operaio e il lavoro degli schiavi ben poca cosa rispetto a quello dell'operaio~~~. Di nuovo, siamo 30

Nietz.de e la d i c a della modernit

rinviati alla guerra di Secessione e all'aspro dibattito che la precede e accompagna: a insistere sul fatto che la condizione degli operai liberi non migliore di quella degli schiavi, a contrapporre la schiavit salariata, descritta con implacabile durezza di toni, alla schiavit vera e per lo pi mistificatoriamente immersa in un'ovattata atmosfera patriarcale, ad agitare tale argomento sono i difensori della schiavit nera, i quali spesso amano richiamarsi alla splendida fiorituia delL Grecia antica, impensabile senza la presenza di quel benefico istituto, tanto odioso agh occhi degh abolizionisti. La giustificazione della schiavit continua ad esser un punto fermo anche nel periodo illuministico~. gaia scienza non lascia dubbi in proposito: La Laddove si esercita un dominio, esistono masse: laddove esistono masse, ivi c' un bisogno di schiavit. Certo, la guerra di Secessione ormai alle spalle, e Nietzsche ben si rende conto della difficolt o impossibilit di reintrodurre in Occidente la schiavit propriamente detta. Questa presuppone una distanza radicale tra signori e servi, i quali ultimi devono sentire i primi come una razza superiore; disgraziatamente, il mondo moderno e la famigerata volgarit degli industriali dalle mani grassocce operano una rovinosa omologazione. Non resta allora che ricorrere all'introduzione di una nuova schiavit, di un nuovo tipo di rap-

porto schia~istico~~. sono le possibili strade: o Due sono cinesi (questo popolo caratterizzato dalla maniera di vivere e pensare che si conviene a laboriose formiche71)e altre popolazioni barbariche asiatiche ed africane a dover costituire, in seguito a colonizzazione o immigrazione, la forza-lavoro servile dell'Europa e del mondo civile, oppure ci si dovr proporre di fare della classe operaia europea qualcosa di tipo cinese72. Siamo cos poco in presenza di una semplice metafora che suggestioni analoghe a quelle appena viste le ritroviamo in Renan, secondo il quale la razza conquistatrice, la nobile europea razza di padroni e di soldati chiamata a impegnare nei lavori pi duri e negli ergastoli o la razza della terra costituita dai neri owero la razza di operai (la razza cinese) per natura dotata di una meravigliosa destrezza di mani e quasi del tutto priva del sentimento d e l l ' ~ n o r e Sono gli anni in cui, per ~~. fare un esempio, le compagnie americane procedono alla costruzione della impervia linea ferroviaria destinata a consolidare la conquista del Far West mediante l'importazione dalla Cina di 10,000 coolies. La guerra di Secessione terminata: per dirla con Engels, si cerca di surrogare la schiavit nera formalmente abolita con la schiavit camuffata dei coolies indiani e cinesi74. Fino all'ultirno, Nietzsche continua a insistere

Niet.z.de e la critica della modernit

sul fatto che la civilt presuppone l'otium da un lato e la schiavit in una qualche forma dall'altro. Con riferimento al ruolo della Gran Bretagna nella campagna abolizionista, dichiara che ad opporsi al fatto indiscutibile della schiavit e della sua necessit la maledetta ipocrisia, il maledetto cant inglese-europeo>>75.
5 . MORALE DEL G E G , MORALE DEI SIGNORI E <<DOPPIEZZA>> RG E

Abbozzata nel periodo illuministico,l'indagine storica sull'origine dei sentimeriti nobili cui fanno appello le rivolte servili trova la sua pi compiuta formulazione in Al di l del bene e del male (1886)e in Genealogza della morale (1887).Ben lungi dall'essere animati dai sentimenti di giustizia che esibiscono, gli schiavi sono in realt mossi da invidia, ressentiment, rancore, spirito di vendetta. Una terribile carica di violenza presente gi nella rivoluzione cristiana che, a dispetto della mite parvenza delle prediche evangeliche, minaccia terribili pene per l'eternit a tutti i suoi avversari; e tale carica di violenza diviene poi mondanamente esplicita nelle successive ondate di rivolta s e d e . Certo, violenza viene esercitata o minacciata da entrambe le parti in lotta, ma come diversamente essa si configura nei due casi! Quella propria dei signori e dei benriusciti attiva, solo l'estrinsecazione schietta e sponta-

nea di una forza vitale, la quale gode di se stessa e affronta e abbatte gli ostacoli che le si frappongono. La violenza dei servi e dei malriusciti invece reattiva, mira all'awelenamento dell'esistenza e della felicit di coloro che sono oggetto della sua invidia e del suo odio insaziabile; in quanto scaturisce da falliti smaniosi solo di generalizzare il loro fallimento, questo secondo tipo di violenza procede con raggiri e falsit, cerca di colpire i benriusciti intossicandoli con il senso del peccato e risucchiandoli in uria desolazione che ora l'esistenza mondana in quanto tale76. A partire dalla predicazione evangelica, una terribile cappa di piombo pesa sull'Occidente, la cui gioia di vivere risulta ormai intorbidita e awelenata. Nella coscienza morale e nello stesso imperativo categorico kantiano continua ad esprimersi un terribile retaggio di furore teologico e di crudelt che sottopone a impietosa vivisezione l'interiorit del soggetto, tormentandolo con la condanna della carne e il sentimento angoscioso del rimorso. D'altro canto, il senso del peccato fa tutt'uno con l'istinto gregario che impedisce lo sviluppo di individualit veramente autonome e compiute. A tutto ci, Nietzsche contrappone una nuova morale, che poi la ripresa di una morale calpestata dalla tradizione ebraico-cristiana. In Cosiparl Zarathustra (188385) il protagonista, simbolo di una cultura e di una

Nietzrche e la uitica della modernit

saggezza di vita disgraziatamente estranee all'Europa, sembra pronunciare una sorta di contro-discorso delle beatitudini: Io vi scongiuro, fratelli miei, restate fedeli alla terra e non prestate fede a coloro che vi parlano di speranze ultraterrene! Sono awelenatori. Lo sappiano 'o no./Spregiatori della vita sono, moribondi e loro stessi avvelenati, di cui la terra stanca: vadano dove vogliono. Emerge qui una critica del tema della valle di lacrime ancora pi radicale di quella che si pu leggere nella tradizione di pensiero che dalla sinistra hegelian? conduce a Marx; ed una critica che in Nietzsche trova accenti di grande intensit filosofica e lirica: Dacch vi sono uomini, l'uomo si rallegrato troppo poco: questo solo, fratelli, il nostro peccato originale!. Awelenatore della vita, il senso tormentoso del peccato esprime al tempo stesso una carica rovinosa di violenza e di odio: la crudelt era la volutt di quest'anima che disprezzava il corpo. La liquidazione di tale eredit comporta un'emancipazione gioiosa e felicemente dilagante: E nella misura in cui impariamo a rallegrarci meglio disimpariamo a far male Lasciatisi alle spalad altri e ad escogitare il male77. le Schopenhauer e Wagner, Nietzsche celebra il paganesimo goethiano vissuto con tranquilla coscienza78e lo celebra prendendo le difese del grande poeta dagli attacchi velenosi della Gemania delle vecchie zitelle, acida d'ipocrisia morale79.
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Enorme la carica dirompente di questi temi nei confronti dell'ideologia dominante. Ma sarebbe precipitoso leggere in essi una teoria dell'emancipazione. L'evidenziamento del carattere intrinsecamente crudele e violento dell'imperativo morale e categorico mira a dimostrare, come pi tardi chiarisce lo stesso filosofo, che esso, ben lungi dall'essere "la voce di dio nell'uomo", l'istinto della crudelt che si volge all'interno appena non pu pi Resta fermo il fatto che la scaricarsi al19esterno. crudelt uno dei pi antichi e ineluttabili fondamenti della civilt80; dunque, se comprensibile e che gli agnelli nutrano avversione per gli uccelli rapaci*, grottesca e anzi mossa da un calcolo astuto e vendicativo la pretesa dei primi, cio dei falliti della vita, di imputare d'uccello rapace il fatto di essere uccello rapace81. D'altro canto, il fascinoso paganesimo che gi conosciamo non universalizzabile. La morale pu essere declinata solo al plurale: c' quella dei signori owero dei conquistatorie quella dei servi, e quest'ultima bene che continui a stimolare sacrificio, rassegnazione e sentimenti gregari. Solo in tal modo la civilt, un carro che esige l'incatenamento degli schiavi, pu continuare a svilupparsi. Il sentimento di disagio per questa legge inesorabile, se nelle classi inferiori il ressentiment, nelle classi . superiori la compassione, la quale spesso s'intrec36

N i e t d e e la critica della modernit

cia col sentimento di colpa istillato nei benriusciti dalla vendetta dei falliti. E come il ressentiment l'inizio della rivolta degli schiavi, cos la compassione l'inizio dell'abdicazione delle classi superiori al ruolo di comando che naturalmente compete loro. Ressentiment e compassione non solo non hanno nulla di nobile ma sono decisamente perniciosi: essi costituiscono due momenti, in basso e in alto, della crisi della civilt. Il risultato in cui sfocia l'indagine storica e psicologica sull'origine dei sentimenti morali la decapitazione morale delle dvolte servili: la questione sociale di cui tanto si ciancia solo l'indebita colpevolizzazionedei benriusciti da parte dei falliti della vita i quali, nel gonfiarsi con roboanti ideali e parole, non fanno altro che dar sfogo al loro istinto di vendetta. Nietzsche stesso a respingere, con forza e in modo inequivocabile, la lettura in chiave individualistica della sua genealogia della morale: La mia filosofia mira alla gerarchia, non ad una morale individualistica. Il senso del gregge deve dominare nell'ambito del gregge, ma non straripare al di l di esso. I reggitori del gregge hanno bisogno di una valutazione profondamente diversa delle proprie azioni. Al pari della morale collettivistica,anche quella individualistica ha il torto di far valere parametri egualitari, rivendicando la medesima libert e la medesima spregiudicatezza per tutti8*.

La potente carica demistificatoria indubbiamente sprigionata da tale filosofia non allora in contraddizione con la celebrazione, presente gi negli scritti giovanili, della salutare incoscienza, della sana sonnolenza, del sonno sano e ristoratore in cui immerso ed bene che continui ed essere immerso il popolos3, gli strumenti di lavoro che, con la loro docile obbedienza e il loro ordinato funzionamento, devono rendere possibile lo sviluppo della civilt. Nel corso degli anni, la critica del cristianesimo si fa sempre pi penetrante e aspra, ma senza mai smarrire la sua intrinseca doppiezza, Ancora immediatamente prima dell'irrompere della notte della follia, Nietzsche ribadisce: Noi irnmoralisti e anti-cristiani vediamo il nostro vantaggio nel fatto che la Chiesa continui ad esistere84; nell'istinto di coloro che dominano (si tratti di individui o di classi) patrocinare ed esaltare le virt grazie alle quali gli assoggettati risultano maneggevoli e devoti; in questo senso, anche i "signori" possono divenire cristiani85. anche il cristianesimo sinoSe nimo di ressentiment, resta il fatto che le Chiese possono almeno incanalare tale sentimento in modo da renderlo politicamente e socialmente inoffensivo: "Io soffro: qualcuno deve averne la colpa" - cos pensa ogni pecora malaticcia. Ma il suo pastore, il prete asceta, dice a essa: "Bene cos, la mia pecora! 38

Nietzsche e [a uitica della modernit

Qualcuno deve averne la colpa: ma sei tu stesso questo qualcuno, sei unicamente tu ad averne la colpa - sei unicamente tu ad aver colpa di te stesso!" ... Questo abbastanza temerario, abbastanza falso: ma se non altro una cosa in tal modo raggiunta, in tal modo, come si detto, la direzione del ressentinzent ... mutata86.

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Abbiamo visto Nietzsche affermare l'impossibilit di declinare la morale al singol'are. Ci vale in un certo senso anche per la storia. solo una finzione il soggetto unitario che di solito le viene attribuito: l'umanit non ha fini comuni, non progredisce, non esiste neppure87.Partito, come molti dei suoi contemporanei, dalla denuncia del ciclo rivoluzionario che va dal 1789 al 1848 e dai movimenti proto-socialisti sino alla Comune di Parigi, il filosofo sottopone a critica serrata le principali categorie teoriche di tale tradizione: uomo in quanto tale, progresso storico, galit. Per questo, non pu certo sentirsi a suo agio nella mediocrit e pavidit della piattaforma nazional-liberale.Strauss non in grado di scrollarsi di dosso neppure le idee che pi immediatamente rinviano alla rivoluzione francese, come dimostra il fatto che, nella sua determinazione della morale, continua a far ricorso

all'idea della specie, e cio ad un concetto di uomo [sotto il quale] vanno aggiogate le cose pi disparate, per esempio il Patagone e il maestro Straus~~~. La categoria di uomo in quanto tale strettamente connessa a quella di galit, la quale continua a stimolare rovinosi sconvolgimenti: "L'uguaglianza della persona" il presupposto del socialis m o ~che~ , incorre in un errore colosssale pre~ per supponendo che molti uomini siano "persone". In realt, i pi non sono nessuna persona, bens semplici portatori, strumenti di trasmissione90. Con la sua agitazione individualista,il socialismo mira a renderepossibili molti individui91, quelma la di individuo non in alcun modo una caratteristica che competa ad ogni essere umano in quanto tale: la civilt e il dominio presuppongono un bisogno di schiavit e dove c' schiavit, gh individui non sono che Non ha alcun senso voler appiattire in un'unica categoria individui in senso forte e strumenti di trasmissione (gli schiavi). A sortire l'effetto di arbitraria semplificazione e omologazione della ricchezza del reale, non solo il concetto di uomo universale, il concetto in quanto tale. Gi La nascita della tragedia, con derimento alla disputa scolastica sugli universali e citando e sottoscrivendo l'opinione di Schopenhauer, dichiara che i concetti sono gli uniuersalia post

Nietzsche e la mtica della modernit

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rem; i concetti generali [sono] un'astrazione della realt, mentre il concreto dato dal particolare e individua le^^^. Sin dagli scritti giovanili, la resa dei conti con il movimento rivoluzionario avviene anche sul piano epistemologico. La liquidazione dell'egualitarismo presuppone la liquidazione del realismo: ogni concetto ha il torto di trascurare ci che vi di individuale e di reale, di porre un segno di uguaghanza tra ci che disuguale94.Del tutto privi di fondamento risultano allora i diritti dell'uomo dalla rivoluzione francese proclamati in nome dell'aesangue entit astratta "uoho", questa pallida finzione universale95.Come il concetto, anche l'galit rivendicata dai rivoluzionari dimentica la massima nominalistica che impone: Mai rendere eguale l'ineguale96. La lotta contro la rivoluzione anche la lotta contro una visione realistica della ragione: Ci siamo ribellati contro la rivoluzione ... Ci siamo emancipati dall'atteggiamento reverenziale nei confronti della raison, dallo spettro del XVIII secolo97. Non a caso, Descartes, il padre del razionalismo anche il nonno della rivoluzione98. un verso, a Per partire dal periodo illuministico, Nietzsche si richiama alla scienza per liquidare, in nome della causaht della natura e dell'innocenza del divenire, ogni visione morale del mondo. Per un altro verso, la scienza risulta fondata su concetti colpevoli essi

stessi di rendere uguale il disuguale e che quindi esprimono, sul piano epistemologico, la medesima tendenza al livellarnento espressa dalla norma morale sul piano etico e dall'idea di uguaghanza sul piano politico. Prima ancora che nella predicazione evangelica, la rivolta servile si manifesta gi nelle coltellate plebee insite nel sillogismo s o ~ r a t i c o ~ ~ owero in una dialettica che sconfigge le buone maniere e il pathos della distanza dell'aristocrazia e tutti unisce e omologa sul terreno di una presunta comunit della ragione. La magia del concetto diviene irresistibile in Platone che, a tale riguardo, d prova di fanatismo: cos' il mondo delle idee se non una forma di venerazione e divinizzazione del concetto?100 suo razionalismo, e dunque col suo Col culto dell'universalit, Socrate (maestro di Platone) il primo dei quattro grandi democratici, assieme Un benefico antidoto a Ges, Lutero e Rous~eau~~l. all'universalismo della morale e della ragione pu essere l'arte: La scienza e la democrazia fanno tutt'uno (checch ne dica il signor Renan), certamente come fanno tutt'uno l'arte e la "buona societ"lo2. Nella liquidazione del concetto di uomo in quanto tale finisce con lo sfociare la stessa dissoluzione da Nietzsche operata del soggetto. I pochi cui compete la qualifica di individuo sono in realt una pluralit di individui; non ha senso voler attribuire
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Nietzsche e la critica della modernit

ad un sostrato unico e immutabile nel tempo la grande molteplicit di azioni e comportamenti in cui si esprime una vita. Alla decostruzione della categoria di universalit mira anche l'insistenza sul carattere inevitabilmente prospettico della conoscenza. Non c' un soggetto teoretico che possa essere astratto dalle sue pulsioni vitali, dalla sua volont di potenza e dai giudizi di valore che esprime. In questo senso, come la morale cos anche la conoscenza non pu che essere declinata al singolare. Dileguati l'illusione o l'inganno di norme e concetti comuni, emerge la realt irriducibile della volont di potenza. la vita in quanto tale ad essere al tempo stesso sinonimo di ottica prospettivistica e di volont di potenza, sempre peculiare e non suscettibile di valutazione morale, e che pu essere negata o messa in discussione solo da coloro che nutrono un principio ostile alla vita. Assieme a cosa in s e conoscenza in s, il prospettivismo liquida ogni preteso ordinamento etico del mondo e sancisce l'innocenza del divenirelo3.
7. RIVOLUZIONE

F A C S , NUVOLUZIONE>> S C A I OP A O R N EE O R TC - L T -

NICA E <<RIVOLUZIONE>> EBRAICO-CRISTL4NA

Ma quando propriamente iniziata la parabola rovinosa della modernit? Nell'indagine delle pi remote origini della rivolta servile s'impegnano con

particolare accanimento il Crepuscolo degli idoli (1889) e L'Antimisto (redatto anch'esso nell'immediata vigilia dell'insorgere della follia, ma pubblicato solo nel 1895). In primo luogo bisogna mettere in stato d'accusa il cristianesimo: nel concetto dell'uguaglianza delle anime difionte a Dio da vedere il prototipo di tutte le teorie della parit dei dinttin, quelle che poi si sono espresse politicamente nella rivoluzione francese e nel movimento socialistalo4. per un verso il cristianesimo rappresenta Se il momento in cui giunge a compimento la sowersione di un'antichit classica interiormente malata, per un altro verso esso si configura come una rivolta servile gi d'interno del mondo giudaico, una rivolta contro la Chiesa ebraica [...l, contro la gerarchia della societ - non contro la sua corruzione, ma contro la casta, il privilegio, l'ordinamento, la formula; fu l'incredulit negli uomini superiori. In tale prospettiva, Ges appare come un santo anarchico che chiam il basso popolo, i "reietti" e i "peccatori", i Ciandala d'interno dell'ebraismo, a contraddire l'ordine dominante - con un linguaggio, se si deve prestar fede ai Vangeli, che ancor oggi condurrebbe in Siberia. Egli era un delinquente politico, nella misura in cui erano possibili delinquenti politici in una societ assurdamente impolitica~. l'ebraismo, contro cui Cristo e, Ma soprattutto, Paolo si ribellano, esso stesso il risul-

N i e t d e e la critica della modernit

tato di una degenerazione e contaminazione servile. Ben altra cosa l'ebraismo pre-esilico: In origine, soprattutto all'epoca del potere regio, anche Israele si trovava nel giusto, vale a dire nel naturale rapporl to con tutte le cose. I suo Jav era l'espressione della coscienza del potere, del piacere di s, della speranza riposta in s: ci si attendeva da lui vittoria e salvezza, con lui si confidava nella natura, che essa desse ci di cui il popolo ha bisogno - soprattutto la pioggia. Jav era il Dio d'Israele e di conseguenza Dio della giustizia: questa la logica di ogni popolo 1 che ha la potenza e una buona coscienia di essa. 1 momento di svolta rappresentato dalla sconfitta e dall'esilio: in queste circostanze si sviluppa un'altra rivoluzione rovinosa, di cui sono protagonisti gli agitatori sacerdotali che, per la prima volta, avanzano l'idea di un "ordinamento etico del mondo" e sottopongono a radicale trasformazione il concetto stesso di Jav: essi ormai interpretano ogni buona ventura come premio, ogni calamit come castigo per una disubbidienza a Dio, per il "peccato". A questo punto, la morale subisce un processo di autonomizzazione, snaturalizzazione e superfetazione; essa non pi l'espressione delle condizioni di vita e di sviluppo di un popolo, non pi il suo pi profondo istinto vitale, bens divenuta astratta, divenuta l'opposto della vita. In tale negazione della vita si riconoscono i falliti della
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vita che, col loro zelo morale, lanciano una sorta di "malocchio" e maledizione contro i ben riusciti, contro coloro che vivono con gioia una condizione ormai oggetto di riprovazione morale105. con gli agitatori sacerdotali, quindi coi profeti ebraici, poi con quegli agitatori cristiani che sono i Padri della Chiesalobche inizia il ciclo di rivolta servile e di attentato alla vita, il quale abbraccia oltre due millenni di storia. In terra greca, tale svalutazione dell'al di qua, col rinvio ad un'immaginaria trascendenza owero al mondo delle idee e col primo emergere di una visione morale del mondo, trova la sua espressione in Socrate e Platone: in fondo, il platonismo non altro che una forma di cristianesimo per il popolo. C' un rapporto tra le due tradizioni sovversive, quella ebraico-cristiana e quella che si sviluppa in terra greca? Quando Socrate e Platone presero le parti della virt e della giustizia, furono ebrei, o non so cosa altrolo7.La dialettica e la sua ironia, questa forma di vendetta plebea la vediamo all'opera sia nella decadenza greca che tra gli ebrei108.Si pu persino formulare un'ipotesi: Platone, and forse a scuola dagli ebreilo9. un dato di fatto che l'antichit classica, la Roma su cui riesce a trionfare la religione ebraico-cristiana, gi una Roma giudaizzata. Siamo quindi in presenza di un unico gigantesco ciclo storico. Dopo aver conse-

Nietzsche e la critica del& modernit

guito una decisiva vittoria prima con ]la Riforma e poi con la rivoluzione francese, Giudeallo continua ad essere ispiratrice in qualche modo dello stesso movimento socialista il quale, coi suoi sogni di palingenesi sociale, non fa altro che continuare ad agitare l'indegna frase ebrea del cielo sulla terra"'. Dall'evidenziamento della linea di continuit che caratterizza il millenario ciclo di rivolte servili scaturisce una carica demistificatrice in una duplice direzione: da un lato dilegua l'aura di innocenza politica e di sacralit che circonfohde religione ebraica e cristiana, dall'altro si vede negato il carattere laico e scientifico che pure ama attribuirsi il movimento rivoluzionario e socialista, il quale ora appare come teologia superficialmente secolarizzata. Ebraismo e cristianesimo si caratterizzano per il loro antropocentrismo piccino e vanesio che, rispetto all'antichit classica e ad altre culture extraeuropee, rappresenta una terribile regressione: Come si pu fare tanto chiasso delle proprie piccole imperfezioni, come fanno questi omuncoli pii! Nessuno se ne d pensiero; tantomeno Dio. E invece, nell'ambito del Vecchio e soprattutto del Nuovo Testamento, ogni piccolo miserabile pretende di essere oggetto di attenzione dell'intero ordinamento universale e del suo creatore: questa gente sminuzzola le sue cose pi personali, le sue stupi-

daggini, tristezze e oziose preoccupazioni, come se l'in-s delle cose fosse tenuto a darsene cural12. L'antropocentrismo continua ad essere ben presente nella rivoluzione francese che, con la sua teoria dei diritti dell'uomo, non solo colloca al centro dell'universo il mondo umano ma, nell'ambito di quest'ultimo, attribuisce centralit e dignit di fine in s anche agli esseri pi mediocri e miserabili. solo un nome diverso per il vecchio buon Dio ogni presunto ragno etico-finalistico celato sotto il grande tessuto e reticolo della causalitl13;ma tale ragno per l'appunto il filo conduttore della fede progressista e rivoluzionaria in un processo del mondo tendente a realizzare la felicit per tutti e l'armonia universale. All'opera vediamo la stessa concezione del tempo che sembra aver conseguito o sta per conseguire il suo fine ultimo, la sua plenitudo: Il "giudizio finale" t...) la rivoluzione come se l'aspetta anche l'operaio socialista, soltanto pensata un po' pi lontanm114.
8. RADICALITA, INATTUALIT PROGETTO FEAZiONAiUO
E INCRTNATURE DEL

Questa impietosa rilettura della tradizione rivoluzionaria finisce con l'assumere toni inattuali proprio in virt del suo radicalismo e della sua ampiezza di respiro. Il compito, anzi la missione di

Nietzsche e la d i c a della modernit

salvare la civilt e l'Europa i nazional-liberali tedeschi lo affidano alla Germania, al paese della Riforma, cui attribuiscono il merito di aver ridato intimit e vitalit ad un cristianesimo che rischia di divenire esangue nella Roma dei papi rinascimentali e paganeggianti. proprio questo, agli occhi del filosofo, il crimine capitale di Lutero il quale, nell'infondere nuova vita ad un religione intrinsecamente sovversiva, costituisce il punto di partenza della prima grande ondata di rivoluzione plebea e servile che scuote l'Occidente. Senza Lutero non pensabile la Guerra dei contadini owero l sollevazione dei servi della gleba, e non neppure pensabile la rivoluzione puritana in Inghilterra. Ben pi robusto che negli ideologi nazional-liberali il senso storico in Nietzsche, il quale parla della Riforma come di un movimento plebeo tedesco e inglesell5 e fa riferimento a Cromwell e ai livellatoril16. Dall'Inghilterra partono poi quei dissidenti religiosi che svolgono un ruolo non trascurabile nella rivoluzione americana. Attraverso molteplici mediazioni, un unico ciclo conduce da Lutero agli sconvolgimenti in Francia: una tesi che possiamo leggere gi in Hegel e, nella seconda met dell'ottocento, in Engels; il fatto che essa ora si ripresenti, con un giudizio di valore rovesciato, non toglie nulla al suo antagonismo nei confronti dell'ideologia dominante. semmai interessante notare che tale

ciclo viene ora ulteriormente prolungato: ad essere in prima fila nell'agitazione abolizionista quella che Al di l del bene e del male definisce una razza di ex-puritanil17. A sua volta, sd'idealismo tedesco ha lasciato tracce profonde la rivoluzione francese. Nietzsche richiama ripetutamente l'attenzione sull'entusiasmo manifestato per tale avvenimento da Kant. Ma, al di l di questa o quella presa di posizione politica, c' da fare una considerazione di carattere generale. La tesi della filosofia classica tedesca come pendant teorico della rivoluzione francese, questa tesi, enunciata da Hegel e ben presente in Marx e Engels, si ripresenta in qualche modo anche nel grande pensatore reazionario, sia pure con un giudizio di valore ancora una volta diverso e contrapposto. Nietzsche denuncia le due farse nefaste, la rivoluzione e la filosofia kantiana, la pratica della ragione rivoluzionaria e la rivoluzione della ragion "pratica". I1 sovversivismo comune a ogni morale e alla Su un piano teorico pi generale, se la morale tratta come nemici coloro che detengono il potere, i violenti, i "signori" in genere e i dominatori e la loro volont di potenza, mentre invece incoraggia l'uomo comunel19,allora chiaro che la denuncia del carattere eversivo e plebeo della morale non pu non investire in modo privilegiato Kant e la Germania: in que50

Nietzscbe e la critica della modernit

sto senso i Tedeschi sono canaille~~*~. Tale canaille si fa sentire anche nell'agitazione antisemita che proprio in Germania particolarmente virulenta. In nome del cristianesimo, l'ideologia dominante mette in stato d'accusa non solo socialisti, comunisti e anarchici, ma gli stessi ebrei, denunciati come sovversivi per lo meno sul piano religioso e culturale. E invece, pur essendo un critico implacabile del giudaismo nel suo complesso, Nietzsche vede in esso uno stadio meno avanzato della malattia rivoluzionaria rispetto al cristianesimo. Assurdo e repellente risulta l'antisemitismo, per il fatto inoltre che esso, nelle sue invettive contro la finanza e contro le posizioni di prestigio professionale e di potere occupate dagli ebrei, non fa altro che esprimere il ressentiment dei falliti della vita che contro i benriusciti, contro l'aristocrazia o resta di essa. Quel socialismo degli imbecilli che, secondo la celebre definizione di August Bebel (discepolo e collaboratore di Engels), l'antisemitismo, vien condannato da Nietzsche con un atteggiamento carico di disprezzo sia nei confronti degli , imbecilli che del socialismo in quanto tale, tanto piii ,. che, per il filosofo, c' un legame organico e costitutivo tra l'ideologia in questione e la sua base sociale, costituita da gente fallita sotto ogni punto di vista, compreso quello intellettuale. Agli occhi dei nazional-liberali, Lutero
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anche il protagonista della riscossa nazionale tedesca. Ma, a partire da un osservatorio cos elevato, che mette in discussione pi di due millenni di storia, non pu non apparire meschina, assurda e controproducente ogni esaltazione e agitazione sciovi. nistica. Questa presuppone e accelera ulteriormente la massificazione del mondo moderno. Anche a tale proposito, si rivela il superiore senso storico del filosofo il quale ben consapevole che la categoria di nazione presuppone il dileguare o disgregarsi di un antico regime fondato su una insuperabile contrapposizione castale, e quindi incapace di esprimere qualsiasi comunit, compresa quella nazionale. La Germania impegnata nella resistenza anti-napoleonica puzza di sowersivismo a Nietzsche che sottolinea il carattere plebeo e di massa di tale movimento, il suo tentativo di mutuare dai giacobini il modello della guerra di popolo, diretta ora contro un eroe, cui il filosofo attribuisce il merito di aver ristabilito l'ordine in Francia recidendo la testa d'idra rivoluzionaria. Richiamandosi a Lutero, alla resistenza antinapoleonica e poi alla guerra francoprussiana, i nazional-liberali tedeschi si atteggiano a campioni della lotta contro una latinit corrotta e corruttrice; ma, rispetto d'Impero guglielmino che rivendica la sua missione imperiale in nome della gerrnanicit cristiana e protestante, come superiori devono apparire agli occhi dell'autore del17AntZcri-

Nietzrche e ka m5ica della modernit

sto i paesi nella cui cultura e nei cui costumi ancora possibile awertire l'eco della grande stagione pagana e rinascirnentale! Nel Nietzsche maturo, la Germania assurge a simbolo della pi repellente modernit. Con un rovesciamento radicale rispetto alla Nascita della tragedziz, ora semmai il carattere pervicacemente e irriducibilmente plebeo, moderno e democratico della tradizione culturale e politica tedesca a stimolare la sua antitesi pi radicale: Non sarei possibile senza una razza di natura contraria, senza Tedeschi, questi Tedeschi. Esclusivamente nell'ibito di tale prospettiva possono avere una qualche giustificazione storica i vari movimenti eversivi sviluppatisi in Germania o che in essa hanno trovato il loro luogo d'elezione: Persino il cristianesimo diventa necessario: solo la forma suprema, pi pericolosa, pi seducente del no alla vita ne sfida la suprema affermazione: me121. Non solo rispetto all'Impero guglielmino Nietzsche risulta inattuale. La nostalgia dell'otium sfocia da un lato nella rivendicazione della schiavit, dall'altro nella denuncia della societ capitalistica in cui la divisione del lavoro penetra sempre pi profondamente nell'ambito delle stesse classi dominanti. illuminante a questo proposito un frammento degli anni '80: Laschzizvit del presente: una barbarie! Dove sono coloro per cui gli schiavi lavorano? 53

Non ci si deve sempre attendere una contemporaneit delle due caste reciprocamente complementari; l'incapacit all'otium ha contagiato le stesse classi dominanti122. stanno a dimostrare gh Usa, Lo dove pi a lungo, per quel che riguarda l'occidente, ha resistito la schiavit propriamente detta, e dove, tuttavia, prima e in modo pi radicale che in ogni altro paese ha trionfato la spasmodica frenesia del lavoro123. Sicch, l'appassionata celebrazione dell'otium s il vagheggiamento di un mondo ormai sopraffatto dalla modernit, ma anche, al tempo -'' * stesso un'anahsi critica straordinariamente ricca delt .' ' la penetrazione della divisione del lavoro in ambito Culturale, con la conseguente perdita della percezione e del bisogno della totalit e con la riduzione del, Yattivit intellettuale a semplice artigianato e a pro..' ' d u h n e parcellizzata, condotta con spirito gregario incapace di esprimere un minimo di criticit. rr$L.+ . L'inattualit produce talvolta effetti decisa. ., . , : v : * me>te paradossali. Pronunciata com' a partire da . un osservatorio cos elevato e cos remoto rispetto al presente, la critica a tutto campo della modernit , -* senza dubbio la liquidazione senza appello della ' 'democrazia e della demolatria, ma anche la denuncia di quella sorta di societ dello spettacolo che si va delineando e dell'uso che essa fa della psi, . ,, " .cologia delle folle (una disciplina non a caso alla ."vigilia della sua esplicita teorizzazione ad opera di
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Niettrche e la critica della modernit

Gustave Le Bon). ci che sembra emergere della furibonda polemica contro Wagner e la sua musica che non solo principalmente teatro, quest7artedi massa per eccellenza, ma un teatro che richiede la presenza di massa e non di individui,che tutti trasforma in popolo, gregge, femmine, farisei, bestie elettorali, membri di patronati, idioti wagneriani, e dove anche la coscienza pi personale soggiace all'incantesimo livellatore del gran numero Ancora. Nietzsche condanna il cristianesimo in nome dell'inseparabilit di schiavite civilt; sennonch, l'espansione coloniale (e la conseguente sottomissione in massa degli indigeni a rapporti di lavoro servili o semiservili) viene promossa in quegli anni sbandierando la necessit della diffusione della religione cristiana e della civilt: In questo momento - osserva Ecce homo - l'imperatore tedesco chiama suo "dovere cristiano" liberare gli E non schiavi dell'Afri~a!l~~. tutto. Con grande lucidit, il filosofo sottolinea che l'"abolizione della schiavit", questo presunto contributo alla "dignit dell'uomo", in realt l'annientamento di una stirpe profondamente diversa, portata avanti mediante un sotterramento dei suoi valori e della sua felicit, mediante un'operazione tesa alla distruzione preliminare de117identitculturale del In questo senso, l7abolipopolo da ~oggiogarel~~.
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zione della schiavit un'abbaghante parola d'ordine funzionale d'abbellimento ideologico di un programma politico che in realt ~i~n$ca-<<~ualcosa di completamente diverso (persino opposto!), e cio dell'etn~cidiol*~. Ed ecco l'ultimo paradosso. A partire dall'ambizioso progetto reazionario gi visto di individuare e divellere una volta per sempre le radici rovinose della modernit che da due millenni devasta l'occidente, la I V Inattuale definisce sprezzantemente il cristianesimo come un semplice frammento di antichit orientalelZ8, dimostrando cos di condividere il pathos esaltato dell'Europa e dell'occidente che costituisce un elemento centrale dell'ideologia dominante nel suo tempo (e non solo nel suo). Sennonch, la denuncia di quanto di orientaleggiante vi sarebbe nella storia dell'occidente evidenzia la labilit dei confini tra Occidente e Oriente ovvero tra civilt e barbarie. Tanto pi che proprio l'Occidente il luogo in cui ha imperversato la tradizione religiosa ebraico-cristiana, la pi sowersiva e la pi rovinosa fra tutte. Essa ha distrutto la salute e la gagliardia di razza in primo luogo dell'Europa, nell'ambito della quale rientrano anche gli Stati Uniti; l'ideale ascetico, che in quella tradizione gioca un ruolo centrale, pu venir definito la vera fatalit nella storia sanitaria dell'uomo europeo129. infine da notare che la

Nietrrche e la d i c a della modernit

condanna delle contaminazioni orientali dei due millenni di storia occidentale colloca tale frammento in una vicenda dai tempi lunghissimi o smisurati, finendo cos oggettivamente col ridicolizzare, come espressione di provincialismo di corto respiro, ogni forma di eurocentrismo. Gli effetti paradossali dell'inattualit si moltiplicano a causa di un fattore ulteriore. Abbiamo detto dell'accafiimento con cui Nietzsche intende perseguire, sin nelle sue pi remote origini, la tradizione rivoluzionaria. Bisogna per subito aggiungere che questa viene messa in stato d'accusa a partire dai suoi elementi di debolezza indagati con grande lucidit e con un fiuto straordinario. Vivendo in condizioni materiali di ristrettezza, per ragioni anche di soprawivenza, le classi subalterne sono costrette a sviluppare quella che Adam Smith definisce la morale austera, caratterizzata dalia glorificazione del lavoro e del sacrificio, dalla diffidenza e ostilit nei confronti del lusso e della libert sessuale e spirituale proprie della morale liberale* delle classi dominanti130. questa morale austera, carica di invidia e di frustrazioni, che Nietzsche vede agire nei movimenti plebei di rivolta, da Ges a Lutero, da Rousseau sino ai socialisti del suo tempo. Anche qui non c' spazio per distinzioni: il filosofo conosce il movimento socialista soprattutto attraverso l'antisemita Duhring e igno57

ra invece Marx e Engels i quali, assieme alla societ capitalistica, sottopongono a critica implacabile la pretesa di dare una vernice socialista all7ascetismo cristiano ovvero al17ascetismouniversale, pretesa di cui si fanno portatori movimenti che, risentendo dell'angustia delle condizioni di vita della loro base sociale, esprimono spesso, nonostante la loro carica di ribellione, tendenze o aspetti reazionari131,E, dunque, Nietzsche liquida l'intera tradizione rivoluzionaria mettendo in evidenza, e generalizzando e assolutizzando, i suoi tratti reazionari. Ad ogni tappa della parabola rivoluzionaria il filosofo contrappone la maggiore ricchezza culturale e il maggior equilibrio del regime di volta in volta rovesciato. Paragonato a Voltaire o Montaigne fa una pessima figura Rousseau e lo stesso vale per Lutero nel confronto con Erasmo e il Rinascimento; rispetto poi agli autori dell'antichit classica, Ges e gli agitatori cristiani [...l chiamati Padri della Chiesa sono come l'"esercito della salvezza" inglese rispetto a Shakespeare e agli altri "pagani" che esso pretende di combattere. Ma il cristianesimo rivela la sua povert e rozzezza anche se paragonato all'ebraismo: per il Vecchio Testamento, tutto il mio rispetto!; in esso sono presenti grandi uomini e un paesaggio eroico. Tutt'altra cosa il "NUOVO Testamento7'(non a caso, messo da Nietz-

Nietvche e IB critica della modernit

sche tra virgolette), dove si agita piccola gente di provincia affetta da ossessione maniacale per le proprie piccole imperfezioni13*. Non solo sul piano propriamente culturale, anche su quello morale e antropologico, gli esponenti del vecchio regime si rivelano superiori rispetto ai rappresentanti del nuovo, immancabilmente falliti e fanatici: Savanarola, Lutero, Rousseau, Robespierre, Saint-Simon sono tutti spiriti malati owero eepilettici dell'idea che tuttavia agiscono sulla grande massa - i fanatici sono pittoreschi, l'umanit preferisce vedere gest!colamenti piuttosto che ascoltare ragioni133. Ogni movimento rivoluzionario o di radicale rinnovamento della societ sembra implicare una qualche fede in un futuro migliore; per mettere in moto le forze necessarie all'auspicato mutamento, un progetto di una diversa societ non pu non esprimere anche una forte tensione morale e sprigionare una carica in qualche modo missionaria. Se si addice alla classe dominante, o meglio ai suoi membri pi equilibrati e illuminati, lo scetticismo condannerebbe alla rassegnazione o all'impotenza le classi subalterne. Poco propenso a distinzioni o giustificazioni, Nietzsche traccia una linea di continuit dal Credo quia ahsurdum di Tertulliano alla fede del movimento socialista nella palingenesi sociale. Hanno un valore paradigmatico ed esemplare i termini in

Domico Losumo

cui il filosofo descrive il contrasto tra romanit e cristianesimo: da una parte Pilato, il quale dichiara di non sapere cos' la verit, dall'altra Ges che con essa pretende di identificarsi1j4; da una parte la nobile e frivola tolleranza di Roma, che ha al suo centro non gi la fede, ma la libert dalla fede, dall'altra lo schiavo che vuole l'incondizionato, comprende solo il tirannico, anche nella morale e che nella sorridente noncuranza dei padroni vede un insulto alla sua sofferenza: L,'"illuminismo" suscita la rivoltalj5.
9. ETERNO R O N , VOLONTA DI POTENZA E ANNIENTAMENTO I RO T DEI MALRIUSCITI

L'emancipazione dalla religione e dai suoi surrogati viene celebrata con accenti di soave seduzione: Abbiamo lasciato'la terra e ci siamo imbarcati sulla nave! Abbiamo tagliato i ponti alle nostre spaile - e non tutto: abbiamo tagliato la terra dietro di noi. Siamo cos nell'orizzonte dell'infinito, un orizzonte fascinoso, ma privo di valori consacrati, di certezze, di punti di riferimento, e quindi inquietante sino alla disperazione; in questo senso, non c' niente di pi spaventevole dell'infinito. Rinunciatario e vano sarebbe, tuttavia, voler procedere a ritroso: Guai se ti coglie la nostalgia della terra, come se l ci fosse stata pi libert - e non

N i e t d e e la critica della modernit

esiste pi "terra" alcuna!136.Essa dileguata con la morte di Dio, annunciata prima dalla Gaia snenza e poi da Cosiparl Zarathustra. A partire da queste pagine e da questi temi, Nietzsche stato spesso letto come il teorico o il profeta dell'individualismo post-moderno, cio di un individualismo che ha ormai tagliato i ponti con la terra della teologia e della filosofia della storia, con la finitezza dell'universo pre-copernicanoe pre-darwiniano. Ma interessante vedere dove va a sfociare la critica del messianismo e di ogni forma di teologia o filosofia della storia: il cristiano vive nella speranza e con lui la grande moltitudine degli ~ c h i a v i l ~ ~ a n t ie h i c moderni, sedotti dalla predicazione evangelica ovvero da quella socialista. Tale fiduciosa attesa viene liquidata, mediante la contrapposizione alla visione unilineare del tempo, propria della tradizione ebraico-cristiana, della tesi, mutuata dall'antichit classica, dell'eterno ritorno dell'identico. E cos Nietzsche sembra voler ritornare ti1 punto di partenza. Nello sforzo di mettere in discussione se non cancellare due millenni di storia, passa dalla denuncia del danno della storia per la vita alla radicale storicizzazione del sapere. Questa investe da ultimo il sentimento della speranza e la visione unilineare del tempo su cui esso si fonda, e tale visione viene prima relativizzata mediante l'evidenziamento della sua genesi storico-sociale (le illusio61

ni e pretese dei reietti che si agitano nel mondo ebraico-cristiano),e poi messa definitivamente h o ri causa con la tesi o con il mito dell'eterno ritorno dell'identico. La fuga a ritroso dalla catastrofe della modernit e dalla notte che incombe sulla civilt mette infine capo alla riscoperta del meriggio pagano dell'innocenza del divenire e dell'eterno ritorno: prive di ogni senso appaiono ormai le rivendicazioni avanzate alla realt politico-sociale in nome della morale e di pretesi valori universali; persino sul piano cosmologico non c' pi posto per le speranze di redenzione o di mutamento delle classi subalterne ovvero degli schiavi incatenati o da incatenare al carro della civilt. A questo punto, la condanna dell'apocalittica cristiana e socialista si configura come la condanna di ogni trascendenza, religiosa o rivoluzionaria che sia: con la loro attesa del giudizio finale, cristiani e socialisti si servono dell'al di l, celeste o mondano che sia, per insozzare l'al di qua e condannare, calunniare, insozzare la societ138.Insozzando l'al di qua e contrapponendo ad esso un al di l o comunque un fine, un mondo vero che svaluta il presente e il terreno, il movimento che dal cristianesimo conduce al socialismo sfocia inevitabilmente nel nichilismo, di cui per non consapevole quella tradizione, abbarbicata alla ricerca di un senso oltremondano che non c'. Condotto invece al suo 62

Nietzrche e h critica della modernit

compimento e inteso come consapevole e finale dissoluzione di ogni retaggio metafisico e teologico, come negazione di un mondo vero, di un Essere e come recupero pieno e gioioso del senso della terra, il nichilismo sinonimo di liberazione e potrebbe essere un pensiero divino>P9.Al tema del nichilismo, delle sue diverse forme e del suo possibile superamento, passando attraverso piani di lavoro sempre nuovi e incessanti ripensamenti, Nietzsche vorrebbe dedicare quella che sembra talvolta considerare la sua opera principale, La volont dipotenza, che non a caso, per, rimane incompiita. E, tuttavia, traspare con sufficiente chiarezza l'altra faccia della trasvalutazione dei valori. Il superuomo di cui Zarathustra auspica e profetizza l'avvento dopo la morte di Dio recupera s il senso della terra e della gioia terrena calpestato da una tradizione millenaria ma afferma anche una volont di potenza che l'essenza stessa della vita e che pu essere tanto pi priva di scrupoli per il fatto che illusione e inganno si rivelata ogni morale declinata al singolare, ogni comunit etica capace di unire gli uomini, anzi ogni discorso facente riferimento all'uomo in quanto tale. Zarathustra, il senza Dio, questo anticristo e antinichilista, questo vincitore di Dio e del nulla, redime s dal grande disgusto, dalla volont del nulla, dal nichilismo e spazza via gli ideali ostili alla vita, calunniatori del mondo, ma 63

per lasciar spazio a spiriti fortificati da guerre e vittorie e che non awertono disagio o senso di colpa per la loro sublime malvagit140. cristianesimo Il rivela di essere affetto da ripugnante odio contro la terra e il terrestre anche per il fatto che vorrebbe spezzare ogni forma di autodominio, di virilit, di spirito di conquista, di bramosia di potere e pretenderebbe di conservare e di mantenere in vita, anzi persino di celebrare, questa eccedenza di casi mal riusciti, questo residuo di tarati, di malati, di degenerati, di essere difettosi, di necessari sofferenti che l'umanit, come ogni altra specie animale e anzi pi di qualsiasi altra, necessariamente produce141.D'altro canto, cos' il nichilismo della tradizione cristiano-socialista se non una morale della compassione che, ostinandosi a rivolgere la sua sollecitudine a ci che degno di perire, finisce col negare la vita?14* La sana crescita della specie esige l'amputazione o il sacrificio dei malriusciti, deboli, degenerati. Ostinandosi a volerli salvare, cristianesimo e socialismo perdono di vista le esigenze dell'allevamento complessivo della specie e si lasciano cos guidare da un altruismo, che la maschera in realt dell'egoismo di massa dei deboli. Come il primo, anche l'ultimo Nietzsche sembra fare appello alla morale: L'autentica filantropia esige il sacrificio a vantaggio della specie, mentre il rifiuto di 64

Nietzrche e la &a

della modernit

tale sacrificio rappresenta l'estrema immoraselezione nella specie, la sua pul i t ~ <<la ~ ; ~ ~ rificazione del cascame la virt per eccellenza; si devono amputare le membra malate - ecco la prima morale della societ; la societ un corpo nell'ambito del quale a nessun membro lecito Coloro che accecati dal mito essere ammalato144. del progresso, per rispetto superstizioso dei materiali di rigetto e di scarto che ogni processo vitale inevitabilmente comporta145e per compassione nei confronti della povera gente, vorrebbero abolire le calamit o le presunte calamit che ;ffhggono l'umanit, si macchiano della grave colpa di ~ opporsi alla grande economia d e l l ' I n t e r ~ l si~ , rendono colpevoli di delitto contro la vita, anzi, di delitto capitale contro la vita14'. Ora la tradizione rivoluzionaria accusata di sviluppare non una morale gregaria, ma, al contrario, una morale che assolutizza l'individuo. Col cristianesimo il singolo diventato cos importante che non pi possibile sacrificarlo: dinanzi a Dio tutte le "anime" sono uguali. Ma ci significa mettere in questione, nel modo pi pericoloso, la vita della specie. Una tale religione ha indebolito la forza di sam$care uomini, esigendo che siano risparmiati tutti i sofferenti, i diseredati, i malati e bloccanNegli ultimi do con ci la necessaria selezione148. anni di vita cosciente del filosofo, centrale diviene il 65

tema della resa radicale dei conti con coloro che mettono in pericolo l'esistenza ordinata della civilt e la vita stessa. Si deve alfine procedere all'annientamento di milioni di malri~scitil~~, bisogna annientare con occhio divino e senza impacci150;qui non ci possono esserepatti: qui bisogna distruggere, annientare, far guerra151.E ancora: I deboli e i malriusciti devono perire [...l E a tale scopo si deve essere loro anche d'aiuto152; necessario e benefiil co attentato a due millenni di contronatura e deturpamento dell'uomo comporta l'inesorabile annientamento di ogni elemento degenere e parassitario~l~~. Sinistre suonano tali dichiarazioni, ma bene collocarle nel loro contesto storico. Il filosofo esige la castrazione per i delinq~entil~~, i malati per cronici e nevrastenici di terzo grado, per i sifilitici: bisogna insomma impedire la procreazione in tutti i casi in cui un figlio sarebbe un delitto e mettere un figlio al mondo sarebbe peggio che togliere una vita155. Sono gli anni in cui un cugino di Danvin, Francis Galton, (noto a Nietzsche e da lui citato con favore)156, lancia l'ceugenetica che subito riscuote grande successo, in particolare negli Usa il paese che in questo momento si distingue nella realizzazione pratica delle misure di questa nuova scienza. Sotto la spinta di un movimento sviluppatosi gi alla fine dell'Ottocento, tra il 66

Niet.z.de e la d i c a della modernit

1907 e il 1915, ben tredici stati americani emanano leggi per la sterilizzazione coatta, cui devono sottostare, secondo la legislazione dell'Indiana (lo stato che per primo si muove in tale direzione), delinquenti abituali, idioti, imbecilli e violentatori. Non mancano coloro che, ritenendo tali misure insufficienti, enfatizzano la sterilizzazione in primo luogo come misura di profilassi sociale, cui dovrebbero sottostare i poveri e vagabondi abituali e, pi in generale, le classi inferiori e tendenzialmente crimi.&l57

Nietzsche si pronuncia inoltre per l7annientamento delle razze decadenti>P8. Anche in tal caso bene precisare il quadro storico. Alcuni anni prima che il filosofo tedesco scriva il testo qui citato, un teorico del social-darwinismo come Ludwig Gurnplowicz riferisce il fatto, ritenuto owio e pacifico, per cui, in determinate condizioni, &uomini della giungla e gli Ottentotti vengono considerati e trattati in quanto "esseri"(Gesch6pfe) che lecito sterminare come la cacciagione del bosco; a comportarsi in tal modo sono persino i Boeri cristiani159. D'altro canto, alla pratica dell'espansione e del dominio coloniale del tempo rinvia lo stesso Nietzsche allorch giustifica (o celebra) la "barbarie" dei mezzi dai conquistatori impiegata in Congo o dove che sia: la necessit di mantenere la signoria sui barbari esige la liquidazione del-

la consueta sdolcinatezza europea160. L'aunosfera culturale e politica della fine dell'ottocento carica dell'idea o della tentazione del ricorso a misure eugenetiche che, nel caso delle popolazioni coloniali, confinano pericolosamente col genocidio.
10. METAFORA E STORIA

Nietzsche ha costantemente, e a ragione, sottolineato la propria cinattualit~. Questa, per, non sinonimo di estraneit al proprio tempo. Finiscono col fare grave torto ali'autore che pure dicono di venerare coloro che pretendono di isolarlo dal contesto storico e politico, immergendolo in un bagno di innocenza. una semplice metafora la celebrazione della schiavit come fondamento ineliminabile della civilt? Dobbiamo supporre che il filosofo sia del tutto ignaro del dibattito che divampa nel suo tempo e attorno a lui su questo concreto istituto giuridico? E di che mai sarebbero la metafora-la rivendicata castrazione dei delinquenti e l'auspicato annientamento della razze inferiorin? Si talvolta voluto leggere, in modo metaforico e innocente, la volont di potenza come arte. Ma questa in Nietzsche non solo ha una funzione eminentemente politica, ma pu esprimere anche una terribile carica di violenza. Un ruolo di primo piano nel rovesciamento dei valori domi68

Nietucbe e la d c a della modernit

nanti possono svolgere certi artisti insaziabilmente ambiziosi, che lottano inesorabilmente e assolutamente per i diritti speciali degli uomini superiori e contro 1"'animale del branco". D'altro canto, i grandi uomini chiamati a farla finita coi dogmi della "parit di diritti" e della "piet per tutti quelli che soffrono" devono dar prova di una volont artistica di altissimo ordine 161. In realt il filosofo ha un senso storico e politico nettamente pi robusto degli odierni rappresentanti dell'ermeneutica dell'innocenza. Se ne awede subito un grande storico come Burckhaidt, il quale cos scrive all'ex-collega d'insegnamento universitario: In fondo Lei insegna sempre stona e, in questo libro, ha aperto alcune stupefacenti prospettive storiche; ci che soprattutto comprendo della Sua opera sono i giudizi storici e, in particolare, i Suoi sguardi sul tempo storico. Ben lungi dall'irritarsi per tali giudizi che lo collocano in un terreno allotrio rispetto alla pura filosofia, poesia, metafora, Nietzsche si sente cos lusingato che per un attimo sembra ~ersino accarezzare l'idea di tornare all'insegnamento universitario, questa volta nella veste di storico. Cos commenta, scrivendo a Lou Salom, la prima delle due lettere di Burckhardt qui citate: Forse mi vedrebbe volentieri come successore sulla Sua cattedra162. D'altro canto, nell'inviare al grande storico di Basilea Al dz'l del bene e del male,

il filosofo vi acclude una lettera: Non conosco nessuno che abbia come Lei una tale massa di presupposti a me comuni163. Owiamente, non bisogna sovraccaricare di significati quelle che in parte sono espressioni di circostanza; e, tuttavia, d da pensare il fatto che, in altra occasione, Nietzsche dichiari di essere passato attraverso la scuola di Tocqueville e Taine16", col quale ultimo in rapporti epistolari improntati a reciproca stima. Burckhardt, Taine, Tocqueville: i tre storici hanno in comune la critica della tradizione rivoluzionaria. Il filosofo non solo rivolge costante attenzione alla storia, ma legge questa in termini di lotta di con ceti e di classi (Stande- und Clas~enkampfil~~, una definizione che fa pensare a quella celeberrima di Marx, anche se nel primo caso le classi finiscono col ridursi schernaticamente e talvolta naturalisticamente, al di fuori di una concreta dialettica storica, a quella dei signori e degli schiavi. E tuttavia, nell'irnpegno a leggere il conflitto di classe, comunque inteso, anche nella morale, nella religione, nella scienza, nel sillogismo socratico, nell'arte, e persino nell'attuale sociologia e nell'attuale musica>P6, procedere in tal modo, Nietzsche in un nel certo senso pi radicale e pi radicalmente politico dello stesso Marx il quale ultimo, sia pur tra oscillazioni e contraddizioni, sembra collocare la scienza in una sfera almeno parzialmente trascendente il

N i e t d e e la d i c a della modernit

conflitto. Il filosofo cos spesso interpretato in chiave metaforica non solo pensa in termini profondamente politici, ma si pone anche il problema degli strumenti necessari per il conseguimento degli obiettivi enunciati: aspira eplicitarnente ad un nuoinvita a creare in funvo partito della vita ch7egh zione per l'appunto della grande politica,167 caratterrizzata dal disprezzo per la meschinit sciovinistica e provinciale della piccola politica nazionalliberale e dalla consapevolezza che la contraddizione principale, la quale attraversa pervasivamente e in profondit ogni manifestazione culturale e attorno alla quale tutto ruota e deve ruotare, quella tra signori e servi. In questo senso, ben lungi dall'essere irnpolitico, Nietzsche da considerare semmai totus politicus. Dobbiamo allora interpretarlo, in virt della sua celebrazione della schiavit e del suo appello all'annientamento dei malriusciti, come il profeta del Terzo Reich? In tale direzione sembrano muovere Lukiics e, pi recentemente, un autore, pur di contrapposte idee politiche, qual Ernst Nolte. Non a caso, a proporre tale lettura sono un interprete profondamente imbevuto di cultura storica owero uno storico di professione, due autori dunque poco propensi a ridurre la dura corposit delle prese di posizione politica ad un innocente gioco di metafore. E tuttavia, saltando a pi pari il tempo
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storico in cui vive e si colloca l'autore indagato, tale lettura rischia di collocarsi sul terreno della contrapposizione di metafora a metafora. Da un punto di vista strettamente metodologico, non poi cos rilevante la chfferenza tra colui che interpreta la filosofia di Nietzsche come la metafora o la profezia dell'universo concentrazionario hitleriano e colui che l'interpreta come la metafora o la profezia dell'individuo post-moderno, ormai libero dai ceppi della religione, della morale e della filosofia della storia. Comune d'una e d'altra interpretazione l'astrazione dal tempo storico che qui invece abbiamo cercato di precisare. Piuttosto che leggere frettolosamente nel cantore del superuomo il profeta del Terzo Reich, si tratta di esaminare i rapporti che intercorrono tra un pensatore pur cos inattuale e la cultura e l'ideologia del proprio tempo e altres i rapporti (i momenti di continuit e rottura) che intercorrono tra la cultura e l'ideologia dellyOttocento e quella propria del nazismo (un'attenzione tutta particolare dev'essere rivolta d a storia dell'eugenetica e dell'ideologia coloniale). Nell'interpretare Nietzsche, non ha senso neppure contrapporre come unicamente significativi i motivi fascinosi a quelli repugnanti, o questi a quelli, nell'ambito di una lettura comunque al tempo stesso eclettica (perde di vista il rigore e l'unit di fondo del pensatore) ed arbitraria (procede sovra-

N i e t d e e la d i c a della modernit

namente nelle sue scelte ed amputazioni). A stimolare certe parole d'ordine oggi francamente rivoltanti quella stessa radicalit del progetto reazionario che stimola per un altro verso una forte tensione demisuficatrice e risultati teoretici di grande rilievo. La tragica grandezza del filosofo, il fascino e la straordinaria ricchezza di suggestioni di un autore capace di ripensare l'intera storia dell'occidente e di collocarsi, ben al di l delllattualit, sul terreno della lunga durata, tutto ci emerge pienamente solo se, rinunciando a rimuovere o a trasfigurare in un innocente gioco di metafore le siie pagine pi inquietanti o pi repugnanti, lo si osa guardare in faccia per quello che realmente , il pi grande pensatore tra i reazionari e il pi grande reazionario tra i pensatori.

Lettera a C. v. Gersdorff del 21 giugno 1871, in Nietzsche Briefwechsel. Kritische Gesamtausgabe, a cura di G. Colli e M.. Montinari, De Gruyter, Munchen-Berlin-New York 1975 sgg., vol. 11, 1, p. 204; trad. it. in F. N r m s c ~Epistolario d i Friedrich ~, Nietzsche, a cura di G. Colli e M. Montinari, Adelphi, Milano, 1976, vol. 11, p. 195. Sia per i testi di Nietzsche che per quelli di altri autori di volta in volta fatti intervenire, non si d notizia deile modifiche eventualmente apportate aile traduzioni italiane utilizzate. Nachgelassene Fragmente 1875-1879,in F. N I ~ C HSamtE, liche Werke. Kriiische Studienausgabe in 15 Banden (d'ora in poi KSA), a cura di G. Colli e M. Montinari, De Gruyter-DTV, Munchen-Berlin-NewYork 1980, vol. VIII, p. 504, trad. it. in Opere d i Friedrich Nietzsche, a cura di G. Colli e M. Montinari, Adelphi, Milano, 1972 sgg. vol. IV, 3, p. 285. Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, in KSA vol. I, p. 117, trad. it. in Opere d i Friedrich Nietzsche, cit., vol. 111, l , pp. 120-1. Lettera a H. Mushacke deli'll luglio 1866, in Nietzsche Briefwechsel. Kritische Gesamtausgabe, cit., vol. I, 2, p. 140, trad. it. in Epistolario diFnednCh Nietzsche, cit., vol. I, p. 441. 5 Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., p. 35, trad. it, cit., pp. 3 1-2. Ivi, p. 69, trad. it. cit., pp. 68-9. Der griechisch Staat, in KSA, vol. I, p. 767, trad. it. in Opere diFriednCh Nietzsche, cit., vol. III,2, pp. 226-7. Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., p. 57, trad. it., cit. p. 55. Ivi, p. 98, trad. it. cit., pp. 99-100. lo Ivi, p. 100, trad. it. cit., p. 102. l 1 Ivi, p. 89, trad. it. cit., p. 90. l2 Ivi, p. 117, trad. it. cit., p. 120. l3 Ivi, p. 100, trad. it. cit., pp. 101-2. l4 Ivi, p. 102, trad. it. cit., p. 104.

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Ivi, p. 97, trad. it. cit., p. 98. Si veda la recensione pubblicata sulla ((NorddeutscheAllgemeine Zeitungm del 26 maggio 1872, trad. it. in NIETLSCHE, ROHDE, WILAMOWITL, La polemica sull'arte tragica, a cura di F. WAGNER, Serpa, Sansoni, Firenze 1972, p. 207. 17Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., p. 23, trad. it. cit., p. 19. l8 Ecce homo, La nascita della tragedia, af. 1. l9 Nachgelassene Fragmente 1869-1874,in KSA, vol. VII, p. 353, trad. it. cit. in Opere d i Fnedri'ch Nietzsche, cit., vol. 111, 3, parte I, p. 363. Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., p. 122 - 3, trad. it. cit., pp. 126-7. 21 L'appunto riportato in F. N i m c ~ a Werke und Bnefe. , Historisch-kritische Gesamtausgabe a cura di H. J. Mette e K. Schlechta, Beck, Munchen 1933 sgg., vol. IV, p. 213. Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., p. 147, trad. it. cit., p. 153. 23 Lettera a C. v. Gersdorff del 21 giugno 1871, cit., pp. 2034, trad. it. cit., p. 194. 24 Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., pp. 146,149 e 154, trad. it. cit., pp. 152-3, 155 e 161. 25 Der griechische Staat, cit., p. 773, trad. it. cit., p. 234. 26 Nachgelassene Fragmente 1869-1874, cit., p. 385, p. 429 e p. 43 1, trad. it. cit., parte I, p. 402 e parte 11, pp. 14 e 16. 27 Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., pp. 129 e 131, trad. it. cit., p. 135 e 134. Ivi, p. 149, trad.it. cit., p. 155. 29 Grundlinien der Philosophie des Rechts, in G. W . F. H ~ c s ~ , W e r k e zwanzig Banden, a cura di E. Moldenhauer e K. in M. Michel, Suhrkamp, FrankfurdM. 1969-1979, vol, VII, p. 26, trad. it. Laterza, Bari 1954, p. 167. 30 Unzeitgema$e Betracht~n~en, in KSA, vol. I, p. 339, 111, trad. it. in Opere di Friedricb Nietzsche, cit., vol. 111, 1, p. 361. "Nachgelassene Fragmente 1869-1874,cit., p. 243, trad. it. cit., pp. 247-8.
l5

l6

iVietz.de e la critica della modernit 32 Also sprach Zarathustra. in KSA, vol. IV, p. 357, trad. it. in Opere diFnedn'ch Nietz.de, cit., vol. VI,l, pp. 349-350. 33 Unzeitgemge Betrachtungen, 111, cit. p. 362, trad.it. cit., p. 387. 34 Cfr. D. LOSURDO, Hegel e la libert dei moderni, Editori Riuniti, Roma 1992, pp. 331-335. 35 Ueber die Zukunfi unserer Bildungsanstalten ,in KSA, vol. I , pp. 700 e 666, trad. it. in Opere di Friednch Nietzsche, cit., vol. III,2, pp. 146 e 107. 36 Unzeitgemi$e Betrachtungen, 11, in KSA, vol. I , p. 309, trad. it. in Opere di Friednch Niet.de, cit., vol. III,2, p. 328. 37 Unzeitgema$e Betrachtungen, 11, cit., p. 3 10, trad. it. cit., p. 329. Die Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit., p. 56, trad. it. cit., pp. 54-5. 39 Ivi, pp. 145-6, trad. it. cit., pp. 151-2. 40 Unzeitgemaj9e Betrachtungen, 11, cit., p. 305, trad. it. cit., p. 324. 41 Ivi, p. 309, trad. it. cit., p. 328. 42 Ivi, p. 331, trad. it. cit., p. 352. 43 Ivi, p. 329, trad. it. cit., p. 350. 44 Ivi, p. 303, trad. it. cit., p. 321. 45 Ivi, p. 307, trad. it. cit., p. 325. 46 Ivi, pp. 310-1, trad. it. cit., p. 329- 330. 47 Ivi, p. 306, trad. it. cit., p. 324. 48 Umano, troppo umano, I , af. 442. 49 Lettera a Franziska e Elisabeth Nietzsche del 12 dicembre 1870, in Nietzsche Briefwechsel, cit., vol. 11, 1, p. 164, trad. it. in Epistolario di Friedrich Niet.z.de, cit., vol. 11, p. 158. 50 Lettera a C. v. Gersdorff del 21 giugno 1871, cit., p. 203, trad. it. cit., p. 195. 51 Cfr. F. ENGELS, Prefazione (1875) a Der deutsche Bauernkrieg, in K. MARX F. ENGELS, Werke, Dietz-Verlag, Berlin, 1955 sgg., pp. 515-7. 52 I1 viandante e la sua ombra, af. 22 I. 53 Umano, troppo umano, I, af. 463.

DOMENICO LOSURW

La gaia scienza, a f . 149.


93 Die

Geburt der Tragodie aus dem Geiste der Musik, cit.,

pp. 106-7, trad. it. cit., pp. 108-9.


94 Ueber Wahrheit und Luge im auJ?ermoralischen Sinne, in KSA, vol. I , pp. 879-880, trad. it. in Opere di Friedrich Nietzsche, cit., vol. III,2, pp. 359-60. 95Aurora, af. 105. % Crepuscolo degli idoli, Scorribande di un inattuale, a f . 48. 97 Nachgelassene Fragmente 1885-1887,cit., p. 514, trad. it. cit. vol. VIII,2, p. 159. 98 Al di l del bene e de male, af. 191 99 Crepuscolo degli idoli. Il problema Socrate, af. 7. 'O0 Nachgelassene Fragmente 1885-1887, cit., p. 112, trad. it. cit., vol. VIII, 1, p. 100. 'O' Nachgelassene Fragmente 1885-1887, cit., p. 348, trad. it. cit., vol. VIII,2, p. 10. '2 Ivi, p. 347, trad. it. cit., p. IO. O '3 Ivi, p. 189, trad. it. cit., vol. VIII, 1, p. 179. O 'O4 Nachgelassene Fragmente 1887-1889,cit., p. 424, trad. it. cit., p. 214. '5 LJAntimisto,af. 27 e af. 25. O lffi Genealogia della morale, 111, af. 22. '7 Nachgelassene Fragmente 1887-1889, cit ., p. 33 1, trad. it. O cit., pp. 120-21. 'O8 Crepuscolo degliidoli. Il problema Socrate, af. 7. 'O9 Nachgelassene Fragmente 1887-1889,cit., p. 264, trad. it. cit., p. 54. " Genealogia della morale, I , af.16. O 11' Nachgelassene Fragmente 1869-1874,cit., p. 121, trad. it. cit., p. 118. "* Genealogia della morale, 111, af. 22. "3 Ivi, af. 9. Il4 Crepuscolo degliidoli. Scorribande di un inattuale, af. 34. " Genealogia della morale, I , af.16. 5 Al dil del bene e del male, a f . 46 e 44. " Ivi, af. 228. 7

N i e t d e e L d i c a della modernit 118 Nachgelassene Fragmente 1887-1889,cit., p. 444, trad. it. cit., p. 233. 'l9 Nachgelassene Fragmente 1885-1 887, cit., p. 214, trad. it. cit., vol. VIII, 1,p. 203 120 Ecce homo. Il caso Wagner, af. 4. 121 Nachgelassene Fragmente 1887-1889, cit., p. 641, trad. it. cit., p. 411. 122 Nachgelassene Fragmente 1882-1 884, in KSA, vol. X, p. 296, trad. it. in Opere diFnedntrch Nietzsche, cit., vol. VII, 1, parte I, p. 282. 123 La gaia scienza, af. 329. 124 Nietzsche contra Wagner, in KSA, vol. VI, p. 419-20, trad. it. in Opere diFnedn'ch Nietzsche, cit., vol. VI, 3, pp. 392-3. lZ5 Ecce homo. Ilcaso Wagner, af. 3; cfr. anche Nachgelassene Fragmente 1887-1889, cit., p. 643, trad. it. cit., p. 41% Analoga ironia in Nietzsche contra Wagner. Dove va collocato Wagner. 126 Nachgelassene Fragmente 1885-1887,cit., pp. 437-8, tr. it. cit., vol. VIII, 2, pp. 89-90. 127 Nachgelassene Fragmente 1887-1889, cit., p. 62, trad .it. cit., vol. VIII, 2, p. 271. 128Unzeitgema$eBetrachtungen, IV, in KSA, vol. I, p. 446, trad. it. in Opere di FriednCh Nietzsche, cit., vol. IV, 1,p. 19. 129 Genealogia della morale, 111, af. 2 1. 130 A. S M IAn,Inquity into the Nature and the Causes o t k ~ f Wealth of Nations,1775-6; I11 ed. 1783 (citiamo dalla ristampa, 1981, deli' ed. di Glasgow),p. 794, Liberty Classics, Indiana~olis trad. it. Mondadori, Milano1977, p. 782. l'' K. MARX-F. ENGELS, Manifest der kommunistischen Partei (1848),in Werke, cit., vol. IV, p. 484 e p. 489, trad. it. cit., vol. VI, p. 508 e p. 514. 'j2 Genealogia della morale, 111, af. 22. 133 L'AntimiSto, af. 54. Ivi, af. 46. 135 Al di l del bene e del male, af. 46. La gaia scienza, af. 124. u7Aurora, af. 546.

DOMENICO LOSURDO
138 Crepuscolo degliidoli. Scom%ande un inattuale, af. 34. di

NachgelasseneFragmente 1885-1887, cit., p. 354, trad. it. cit., vol. VIII, 2, p. 16. 140 Genealogia della morale, 11, af25 e 24. 141 Al di l del bene e del male, af. 62. 142 Genealogiadella morale, pref., 5. 143 NachgelasseneFragmente 1887-1889, cit., p. 471, trad. it. cit., p. 258. 144 Ivi, p. 413, trad. it. cit., p. 203. 145 Ivi, p. 87, trad. it. cit., vol. VIII, 2, p. 293. 146 Ecce homo. Perch sono un destino, af. 4. 14' Nachgelassene Fragmente 1887-1889,cit., pp. 471 e 417, trad. it., cit., pp. 258 e 207. 148 Ivi, p. 218-9,trad. it. cit., p. 10-11. 149 Nachgelassene Fragmente 1884-1885 , cit., p. 98, trad. it. cit., p. 86. 150Nachgelassene Fragmente 1885-1887, cit., p. 31, trad. it. cit., vol. VIII, 1, p. 23-4. NachgelasseneFragmente 1887-1889, cit., p. 220, trad. it. cit., p. 12. 15* L'Antirristo, af. 2. 15' Ecce homo. La nascita della tragedia, af. 4 . Nachgelassene Fragmente 1885-1887, cit., p. 479, trad. it. cit., vol. VIII, 2, p. 129. 155 Nachgelassene Fragmente 1887-1889,cit., pp. 401-2, trad. it. cit., vol. VIII, 3, p. 191. I1 filosofo lo cita con favore in due lettere a F. Overbeck (Sils, 4 luglio 1888) e A. Strindberg (Torino, 8 dicembre 18881, in Nietzsche Briefwechsel,cit., vol. III,5, p. 347 e p. 508. 15' Cfr. A. E. FINK, Causes of Crlme. Biological Theories in the United States 1800-1915 (1938), Perpetua, New York 1962, pp. 188-210. 158Nachgelassene Fragmente 1884-1885, cit., p. 69, trad. it. cit., p. 59. 159 L. GUMI~LOWICZ, Der Rassenkampf Soziologische Untersuchungen, Wagner'sche Universitatsbuchhandllung, Innsbruck
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Nietache e la mtica della modernit 1883, p. 249. Nachgelassene Fragmente 1885-1887, cit., p. 47 1, trad. it. cit., vol. VIII, 2, p. 120. 161 NachgelasseneFragmente 1884-1885,cit., pp. 581-2, trad. it. cit., p. 261-2. 16* Lettera di Jacob Burckhardt a Nietzsche del 13 settembre 1882 e del 26 settembre 1886, in Nietzsche Bnefwechsel. cit., vol. vol. 111, 2, p. 288 e vol. III,4, pp. 221-2; per la lettera a Lou Salom del 16 settembre 1882 vedi ivi, vol. 111, 1, p. 259. 16' Lettera a Burckhardt del 22 settembre 1886, in ivi, vol. III,3, pp. 254-5. Lettera a F. Overbeck del 23 febbraio 1887, in ivi, vol. III,5, p. 28. 165 Nachgelassene Fragmente 1885-1887, cit., p. 493, trad. it. cit., vol. VIII, 2, p. 140. Nachgeiassene Fragmente 1887-1889, cit., p. 220, trad. it. cit., p. 12. Ecce homo. La nascita della tragedia,af. 4.

NOTA BIO-BIBLICGRAFICA

FNEDRICH raEmaE.LA VITA

Nato a Rocken in Sassonia il 15 ottobre 1844. Studia filologia classica a Bonn e a Lipsia. In quest'ultima citt s'imbatte casualmente nei Mondo come volont e rappresentazione e ne ricava un'impressione straordinaria. A soli 24 anni viene chiamato a ricoprire la cattedra di fdologia classica all'universit di Basilea, dove conosce il grande storico Jacob Burckhardt che lo influenza profondamente coi suoi studi sulla cultura greca. A questo stesso periodo risale l'amicizia con Richard Wagner (gi conosciuto nel 1868) e con Cosima von Biiiow che vivono a Tribschen sul Lago dei Quattro Cantoni. Nel 1879,per ragioni di salute ma anche di irrequietezza spirituale, Nietzsche abbandona l'insegnamento universitario. Inizia cos un periodo di vagabondaggio da una citt all'alte, da una pensione all'altra, tra la Svizzera,l'Italia e la Francia meridionale, d a ricerca di una guarigione che non arriver mai. Nel 1882, conosce Lou Salom, una giovane russa, fascinosa, colta e spregiudicata, la quale non manca di dispiegare un profondo effetto anche sul filosofo, che, innamoratosi,le propone il matrimonio. Ma la donna preferisce unirsi a Paul Re, amico e discepolo di Nietzsche. Il lungo vagabondaggio iniziato nel 1879 si conclude dieci anni dopo a Torino. Il 3 gennaio del 1889, il filosofo cade preda d d a follia. affidato alle cure prima della madre (a Naumburg) e poi della sorda che lo conduce a Weimar. Qui Friedrich Nietzsche muore il 25 agosto 1900, senza potersi render conto del successo mondiale che ormai arride d a sua opera.

Dopo i primi lavori a carattere propriamente filologico,

La nascita della tragedia dallo spirito della musica, pubblicata nel 1872, rappresenta il momento di passaggio daila filologia
d a filosofia. Tale contaminazione scatena la furibonda reazione di Wiiamowitz (un giovane destinato a conquistare celebrit mondiale nel campo degli studi suil'antichit classica) che stronca il libro come efilologia del futuro. Tra il 1873 e il 1876 Nietzsche pubblica le Considerazioni inattuali: le ultime due, la terza e la quarta, sono dedicate d'opera rispettivamente di Schopenhauer e Wagner, i due essenziali punti di riferimento di questo periodo. La rottura con entrambi diviene evidente con la pubblicazione, nel 1878, di Umano, troppo umano. Un libro per spiriti liberi (dedicato a Voltaire nel centenario della sua morte), cui poi si aggiungono Opinioni e sentenze diverse (1879) e Il viandante e la sua ombra (1880), due appendici successivamente raccolte assieme per costituire il secondo volume di Umano, troppo umano. Seguono Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali (1881) e La gaia scienza (1882): sono le opere del cosiddetto periodo illuministico.Con la pubblicazione di Cosr'parlZarathustra. Un libro per tutti e per nessuno (1883-1885)inizia un periodo di produzione che diviene via via pi intenso e febbrile man mano che volge al termine la vita cosciente del filosofo. Nel 1886 esce Al di ki del bene e del male. Preludio di una filosofia dellamenire. dell'anno successivo la Genealogziz della morale. Uno scritto polemico. .Nel 1888 vedono la luce Il caso Wagner. Un problema per amatori di musica e Il crepuscolo degli idoli. Ovvero come si filosofa col martello. Anche Lantioisto pronto per le stampe e pressocch terminati sono Ecce homo (uno schizzo di autobiografia intellettuale) e Nietzsche contra Wagner. Verranno

Nietzrche e la cri'tica della modernit pubblicati rispettivamente nel 1895, nel 1908 e nel 1889. In alto mare restano i progetti relativi a quella che Nietzsche, tra ripensamenti e ritorni, sembra considerare la sua opera principale: La volont dipotenza verr pubblicata in prima edizione nel 1901 e, in seconda edizione, notevolmente ampliata, nel 1911, a cura di Peter Gast (il musicista amico e discepolo del filosofo) e di Elisabeth-Forster-Nietzsche(la sorella del filosofo).
EDIZIONI

Werke. Kritische Gesamtausgabe, a cura di G. Colli e M. Montinari, De Gruyter, Berlin-New York, 1967 sgg. Shtliche W d e . Kritische Studienausgabein 15Bandez, a cura di G. Colli e M. Montinari,De Gruyter-DTV,MiinchenBerlin-New York 1980 ( un'edizione che si differenzia d d a precedente solo per la sua agilit o maneggevolezza). Nietzsche Briefwechsel. Kritische Gesamtausgabe, a cura di G. Coili e M. Montinari, De Gruyter, Munchen-Berh - N e w York 1975 sgg. Der Ville zur Macht. Versuch einer Umwertung aller Werte, ausgewahlt und geordnet von Peter Gast und Elisabeth Forster Nietzsche, Kroner, Stuttgart 1964.
IN TRADUZIONE ITALiANA

Opere di Friedrich Nietzsche, a cura di G. Colli e M. Montinari, Adelphi Milano 1972 sgg. Epistolario di Friedrich Nietz~che cura di G. Coiii e M. a Montinari, Adelphi, Milano 1976 (2 vol.). La uolont dipotenza. Nuova edizione italiana a cura di M. Ferraris e P. Kobau, Bompiani, Milano1994.

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finito di stampare nel mese di febbraio 1997 per conto della manifestolibri - roma dalia grafica ripoli - tivoli

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