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Rudolf Steiner COME SI CONSEGUONO CONOSCENZE DEI MONDI SUPERIORI?

Capitolo quinto Le condizioni per leducazione occulta Le condizioni per accedere alleducazione occulta non vengono stabilite arbitrariamente da qualcuno. Esse sono determinate dallessere stesso del sapere occulto. Come un uomo che non voglia prendere in mano un pennello non pu diventare pittore, cos chi non vuole attenersi a quanto viene indicato dal maestro delloccultismo come condizione necessaria non pu ricevere uneducazione occulta. In sostanza il maestro delloccultismo non pu dare nientaltro che consigli e in questo senso va preso tutto ci che egli dice. Egli ha percorso le vie preparatorie che conducono alla conoscenza dei mondi superiori. Sa per esperienza ci che necessario. Dipende completamente dalla l i b e r a v o l o n t del singolo se egli vuole seguire le stesse vie oppure no. Se qualcuno pretendesse che un maestro gli impartisse uneducazione occulta senza volerne accettare le condizioni, una simile richiesta somiglierebbe del tutto alla seguente: insegnami a dipingere, ma non mi chiedere di toccare un pennello. Il maestro delloccultismo non pu neanche proporre qualcosa, se non gli viene incontro la libera volont del candidato. Si deve sottolineare che il generico desiderio di conseguire il sapere superiore non basta. Molti avranno naturalmente questo desiderio. Chi ha s o l o questo desiderio, senza la volont di entrare nel merito delle condizioni s p e c i f i c h e della disciplina occulta, non pu per il momento concludere nulla. Su ci dovrebbero riflettere quelli che si lamentano del fatto che la disciplina occulta non gli viene resa facile. Chi non pu o non vuole attenersi alle severe condizioni indicate d e v e rinunciare p e r i l m o m e n t o alla disciplina occulta. Le condizioni sono s s e v e r e , ma non d u r e , perch il loro adempimento non solo dovrebbe, ma deve addirittura essere un atto libero. Per chi non tenga conto di ci, le condizioni richieste per la disciplina occulta possono facilmente apparire come una coercizione dellanima o della coscienza. La disciplina infatti si fonda su unelaborazione della vita i n t e r i o r e ; deve dunque dare dei consigli che si riferiscano a tale vita interiore. Ma non pu essere inteso come coercizione ci che viene sollecitato come conseguenza di una decisione libera. Se qualcuno chiedesse al maestro: Comunicami i tuoi segreti, ma lascia che io rimanga con le mie sensazioni, i miei sentimenti e le mie rappresentazioni abituali, costui pretenderebbe appunto qualcosa assolutamente impossibile. Egli vorrebbe allora solo soddisfare la sua curiosit, il suo desiderio di sapere. Ma con un atteggiamento simile non si pu mai conseguire il sapere occulto. Devono ora venire elencate le condizioni per il discepolo delloccultismo. Si deve sottolineare che per nessuna di queste condizioni viene richiesto un adempimento c o m p l e t o , ma solo il t e n d e r e verso un tale adempimento. Nessuno pu adempiere c o m p l e t a m e n t e quelle condizioni; ma ognuno pu incamminarsi sulla via del loro adempimento. Ci che importa unicamente la volont, lintenzione di incamminarsi su quella strada. La prima condizione che si rivolga lattenzione a promuovere la s a l u t e del corpo e dello spirito. Quanto sia sano un uomo naturalmente non dipende anzitutto da lui. Ma ognuno pu tendere verso tale meta, muovere in tale direzione. Solo da un uomo sano pu venire una conoscenza sana. La disciplina

occulta non respinge un uomo non sano; ma deve richiedere che il discepolo abbia la volont di vivere in modo sano. A questo riguardo luomo deve raggiungere la massima indipendenza possibile. I buoni consigli degli altri per lo pi non richiesti che ognuno riceve sono di regola del tutto superflui. Ognuno deve sforzarsi di sorvegliare se stesso. In relazione al fisico si tratter piuttosto di evitare sopra ogni altra cosa influenze dannose. Per compiere i nostri doveri dobbiamo spesso imporci cose che non sono favorevoli alla nostra salute. Luomo deve essere capace al momento giusto di porre il dovere al di sopra della preoccupazione per la salute. Ma con un po di buona volont a quante cose si pu rinunciare! Il dovere in molti casi deve stare al di sopra della salute, spesso addirittura al disopra della vita; ma questo per il discepolo n o n d e v e mai accadere col p i a c e r e . Per lui il piacere pu solo essere un m e z z o utile per la salute e per la vita. Ed assolutamente necessario in questo senso che si sia assolutamente onesti e sinceri con se stessi. Non serve a niente condurre una vita ascetica, se alla base di essa ci sono motivazioni simili a quelle che ci spingono a cercare anche altri piaceri. Una persona pu provare soddisfazione nellascetismo come unaltra ne prova nel bere vino. Ma una simile persona non pu sperare che quellascetismo le serva per conseguire la conoscenza superiore. Molti attribuiscono tutto ci che apparentemente impedisce loro di progredire in questa direzione alla situazione in cui si trovano nella vita. Essi dicono: Nelle mie condizioni di vita non mi possono evolvere. Sotto altri riguardi pu essere desiderabile per molti cambiare la propria situazione di vita; ma nessuno ha bisogno di fare ci al fine della disciplina occulta. Per raggiungere questo scopo c solo bisogno che ognuno, nella situazione in cui si trova, faccia quanto possibile per la sua salute corporea ed animica. Ogni genere di lavoro pu riuscire utile allumanit intera: ed molto pi importante per lanima umana rendersi conto quanto sia necessario un lavoro modesto, magari odioso, per lumanit intera, piuttosto che credere: Questo lavoro troppo brutto per me; io sono destinato ad altro. E particolarmente importante per il discepolo delloccultismo tendere alla completa salute spirituale. Una vita affettiva o di pensiero malsana lo allontana in tutti i casi dalle vie che portano alle conoscenze superiori. Un pensare chiaro, calmo, sensazione e sentimento sicuri costituiscono qui il fondamento. Niente deve essere pi lontano dal discepolo quanto la tendenza al fantasticare, alleccitazione, alla nervosit, allesaltazione, al fanatismo. Egli deve sviluppare uno sguardo sano di fronte a tutte le condizioni della vita; deve orientarsi in essa con sicurezza; deve lasciare con calma che le cose gli parlino e agiscano su di lui. Deve sforzarsi, ovunque sia necessario, di essere giusto di fronte alla vita. Tutto ci che esagerato, unilaterale deve essere evitato nel suo giudizio e nel suo sentimento. Se questa condizione non venisse osservata, il discepolo delloccultismo verrebbe a trovarsi, anzich in mondi superiori, in quello creato dalla sua propria immaginazione; invece della verit si farebbero valere in lui le sue opinioni predilette. meglio per il discepolo delloccultismo essere sobrio, piuttosto che esaltato o fantastico. La seconda condizione sentirsi u n m e m b r o della vita complessiva. Molto implicato nelladempimento di questa condizione. Ognuno per pu adempierla solo a modo suo. Se sono un educatore e il mio allievo non corrisponde a ci che desidero, prima di tutto non devo volgere il mio risentimento contro lallievo, ma contro me stesso. Devo sentirmi talmente unito con il mio allievo da chiedermi: Ci che nellallievo insufficiente non la conseguenza della mia propria azione? Invece di risentirmi con lui, rifletter piuttosto su come io stesso mi debba comportare perch in futuro lallievo possa corrispondere meglio alle mie

richieste. Da un simile atteggiamento si trasforma gradualmente tutto il modo di pensare delluomo. Questo vale per la cosa pi piccola come per la pi grande. Con tale atteggiamento considero per esempio un delinquente diversamente da come lo considererei senza di esso. Trattengo il mio giudizio e mi dico:Io sono solo un uomo come lui. F o r s e solo leducazione che le circostanze mi hanno permesso di avere mi ha preservato dal suo destino. Arrivo allora anche al pensiero che questo mio fratello sarebbe diventato un altro, se i maestri che hanno dedicato i loro sforzi a me li avessero rivolti a lui. Rifletter che mi stato concesso qualcosa che a lui venne sottratto, che devo appunto quanto ho di buono al fatto che ci gli stato sottratto. E allora non mi sar lontana la rappresentazione che io sono solo un membro dellintera umanit e sono c o r r e s p o n s a b i l e di tutto quello che succede. Non si vuole con ci dire che un simile pensiero debba immediatamente tradursi in azioni esteriori propagandistiche. Esso deve piuttosto venir coltivato nellanima in silenzio. Allora si imprimer gradualmente nel comportamento esteriore di un uomo. E in tali cose ognuno pu cominciare a trasformare solo se stesso. Non serve a nulla fare richieste generali allumanit nel senso di tali pensieri. facile formarsi un giudizio su come gli uomini dovrebbero essere; il discepolo delloccultismo lavora per in profondit, non alla superficie. Sarebbe perci del tutto sbagliato mettere in relazione la richiesta qui indicata dei maestri delloccultismo con una qualsiasi richiesta esteriore, ad esempio politica, con la quale la disciplina spirituale non ha niente a che fare. Gli agitatori politici di solito sanno ci che si deve richiedere agli altri uomini; di richieste a se stessi essi parlano meno. Ci direttamente connesso alla terza condizione per la disciplina occulta. Lallievo deve potersi sollevare allidea che i suoi pensieri ed i suoi sentimenti hanno per il mondo altrettanto significato quanto le sue azioni. Si deve riconoscere che altrettanto dannoso odiare il prossimo quanto picchiarlo. Allora arrivo anche alla conoscenza del fatto che quando lavoro al mio perfezionamento non faccio solo qualcosa per me stesso, ma anche per il mondo. Dai miei sentimenti e dai miei pensieri puri il mondo trae altrettanto vantaggio quanto dal mio buon comportamento. Finch non posso credere al significato che la mia interiorit ha per il mondo, non sono atto ad essere discepolo delloccultismo. Io sono compenetrato della giusta convinzione del significato della mia interiorit, della mia anima, solo quando elaboro questo elemento animico come se esso fosse almeno altrettanto reale quanto qualsiasi altro elemento esteriore. Io devo ammettere che il mio sentimento ha un effetto come lo ha unazione della mia mano. Con questo di fatto gi espressa la quarta condizione: lacquisizione della convinzione che la vera entit delluomo non si trovi in ci che esteriore, ma nella sua interiorit. Chi considera se stesso solo come un prodotto del mondo esteriore, come un risultato del mondo fisico, non pu giungere a nulla nella disciplina occulta. Il sentirsi unentit animico-spirituale un fondamento per tale educazione. Chi arriva ad un tale sentimento capace di distinguere fra il dovere interiore e il risultato esteriore. Impara a riconoscere che luno non pu venire direttamente misurato sullaltro. Il discepolo delloccultismo deve trovare il giusto mezzo fra ci che le condizioni esteriori impongono e ci che egli riconosce come giusto per il suo comportamento. Non deve imporre allambiente che lo circonda qualcosa per cui esso non ha alcuna comprensione; ma deve anche essere del tutto libero dalla smania di fare solo ci che pu essere apprezzato da tale ambiente. Deve cercare il riconoscimento delle sue verit solo e unicamente nella voce sincera della sua anima che lotta per la conoscenza. Ma dallambiente che lo

circonda deve i m p a r a r e quanto pi gli possibile, per scoprire quello che gli pu giovare ed essergli utile. Cos svilupper in se stesso ci che nella scienza occulta si chiama la bilancia spirituale. Su uno dei piatti della bilancia c un cuore aperto alle necessit del mondo esteriore, sullaltro fermezza interiore e incrollabile perseveranza. E con questo si indicata la quinta condizione: la perseveranza nellesecuzione di una decisione presa. Niente deve indurre il discepolo delloccultismo a venir meno ad una decisione presa, tranne la constatazione di essere caduto in errore. Ogni decisione una forza, e se anche questa forza non porta ad un risultato immediato nella direzione desiderata, essa nondimeno agisce a suo modo. Il risultato decisivo se si compie unazione spinti dal desiderio. Ma tutte le azioni che vengono compiute per la spinta del desiderio sono prive di valore di fronte al mondo superiore. Qui decide solo la m o r e per unazione. In questo a m o r e deve manifestarsi tutto ci che spinge il discepolo delloccultismo a unazione. Allora non smetter di trasformare sempre di nuovo una sua decisione in azione, per quanto spesso egli possa aver fallito. E cos arriva a non aspettarsi gli effetti e s t e r i o r i delle sue azioni, ma a trovare soddisfazione nelle azioni stesse. Imparer a donare al mondo le sue azioni, il suo intero essere, indipendentemente da come il mondo pu accogliere questo suo dono. Chi vuole diventare discepolo delloccultismo deve dichiararsi pronto ad una tale opera di sacrificio. Una sesta condizione lo sviluppo del sentimento di g r a t i t u d i n e di fronte a tutto ci che viene incontro alluomo. Si deve sapere che la propria esistenza un dono dellintero universo. Quante cose sono necessarie perch ognuno di noi possa ricevere e conservare la sua esistenza! Per quante cose dobbiamo ringraziare la natura e gli altri uomini! A tali pensieri devono essere propensi coloro che vogliono leducazione occulta. Chi non pu dedicarsi ad essi non capace di sviluppare in s quella m o r e u n i v e r s a l e che necessario per arrivare alla conoscenza superiore. Qualcosa che io non amo non mi si pu manifestare. Ed ogni manifestazione deve riempirmi di gratitudine, perch grazie ad essa io divento pi ricco. Tutte le condizioni citate devono riunirsi in una settima: quella di considerare costantemente la vita nel senso richiesto da queste condizioni. Con ci il discepolo si procura la possibilit di dare unimpronta unitaria alla sua vita. Le sue diverse manifestazioni nella vita saranno fra loro in armonia, non in contraddizione. Egli sar preparato alla calma alla quale deve giungere mentre fa i primi passi nella disciplina occulta. Se qualcuno ha la volont seria e sincera di adempiere le condizioni descritte, pu allora decidersi a seguire la disciplina occulta. Si trover allora pronto a seguire i consigli dati. A qualcuno molte cose indicate in questi consigli potranno sembrare questioni esteriori. Una tale persona dir forse che si aspettava che la disciplina dovesse svolgersi con f o r m e meno severe. Ma tutto ci che interiore deve esprimersi in un elemento esteriore. E come un dipinto non ancora finch esiste solo nella mente del pittore, cos non pu esserci una disciplina occulta senza espressione esteriore. Le forme severe sono tenute in poco conto solo da chi non sa che nellelemento esteriore deve venire ad espressione ci che interiore. vero che lo s p i r i t o di una cosa che importa e non la forma. Ma come la forma priva di valore senza lo spirito, cos lo spirito sarebbe inattivo se non si creasse una forma. Le condizioni poste sono adatte a rendere il discepolo delloccultismo forte abbastanza da poter soddisfare anche le ulteriori richieste che la scuola occulta deve fargli. Se non adempie queste condizioni, egli rimarr titubante di fronte ad

ogni nuova richiesta. Senza di esse non potr avere verso gli uomini la fiducia che gli necessaria. E ogni aspirazione verso la verit deve essere edificata sulla fiducia e sul vero amore per luomo. Deve essere e d i f i c a t a su queste, sebbene n o n possa scaturire da esse, ma possa sorgere solo dalla forza della propria anima. E lamore per luomo deve gradualmente estendersi allamore per tutti gli esseri, anzi per tutta lesistenza. Chi non adempie le condizioni citate, non sentir neppure lamore pieno per ogni costruzione, per ogni creazione, e la tendenza ad astenersi da qualsiasi annientamento, da qualsiasi distruzione come tali. Il discepolo delloccultismo deve diventare tale da non distruggere qualcosa per amore di distruzione, n con le azioni, n con parole, sentimenti e pensieri. A lui tutto ci che sorgere e divenire deve procurare gioia; e gli lecito porre mano ad unopera di distruzione solo se anche in grado da essa e per mezzo di essa di favorire nuova vita. Questo non significa che il discepolo deve stare a guardare come il male prenda il sopravvento; ma perfino nel male egli deve cercare quegli aspetti grazie ai quali egli possa trasformarlo in bene. Egli si chiarir sempre pi come il miglior modo di combattere il male e limperfezione sia la creazione del bene e della perfezione. Il discepolo delloccultismo sa che non pu venir creato qualcosa dal nulla, ma che limperfetto pu essere trasformato in perfetto. Chi sviluppa in s la tendenza a creare trova ben presto anche la capacit di comportarsi giustamente di fronte al male. Chi si avvia a una disciplina occulta deve rendersi chiaramente conto che per mezzo di essa si deve edificare e non distruggere. Di conseguenza egli deve portare con s la volont di dedicarsi a un lavoro onesto e disinteressato, non alla critica e alla distruzione. Deve essere capace di d e v o z i o n e , perch si deve imparare ci che ancora non si sa. Si deve guardare con devozione a ci che si rivela. Lavoro e devozione: questi sono sentimenti fondamentali che devono venire sviluppati dal discepolo delloccultismo. Qualcuno dovr constatare di non progredire nella disciplina, per quanto sia convinto di essere in continua attivit. Ci dipende dal fatto che non ha compreso nel giusto senso il lavoro e la devozione. Il lavoro che viene intrapreso per amore del risultato ha il risultato minimo, cos come lapprendimento seguito senza devozione non porta lontano. S o l o lamore per il lavoro fa progredire, non lamore per il risultato. E se il discepolo cerca di sviluppare pensare sano e giudizio sicuro non ha bisogno di compromettere la devozione col dubbio e la diffidenza. Non c bisogno di arrivare ad una dipendenza servile nel giudicare, se ad una comunicazione che ci viene fatta non si porta incontro immediatamente la propria opinione, ma una calma devozione e dedizione. Coloro i quali hanno raggiunto qualcosa riguardo alla conoscenza sanno di dover ringraziare non lostinato giudizio personale, ma il calmo ascolto e lelaborazione. Si deve sempre tenere presente che non occorre pi imparare ci che si gi capaci di giudicare. Se dunque si vuole s o l o giudicare, non si pu pi imparare nulla. Nella disciplina occulta per ci che importa imparare. Qui si deve avere assolutamente la volont di apprendere. Se non si pu comprendere qualcosa, meglio non giudicare affatto, invece di formulare un pregiudizio. Si rimandi piuttosto la comprensione a pi tardi. Quanto pi in alto si salgono i gradini della conoscenza, tanto pi si ha bisogno di questa capacit di ascoltare con devozione e calma. Ogni conoscenza della verit, ogni vivere ed agire nel mondo dello spirito, diventa nelle regioni superiori sottile, delicato, in confronto allattivit dellintelletto ordinario e della vita nel mondo fisico. Quanto pi si allargano gli ambiti delluomo, tanto pi delicate sono le questioni che egli deve affrontare. Proprio perch cos gli uomini arrivano a pareri e punti di vista cos diversi

riguardo alle regioni superiori. Ma anche sulle verit superiori c in realt u n a sola opinione. Si pu arrivare a questa u n i c a opinione se ci si elevati per mezzo del lavoro e della devozione fino a vedere realmente la verit. A un parere che si allontani dallunico vero pu arrivare solo chi, non essendo sufficientemente preparato, giudichi secondo le sue rappresentazioni preferite, i suoi soliti pensieri e cos via. Come c solo un parere su di un teorema di matematica, cos anche per le cose dei mondi superiori. Ma ci si deve prima preparare per potere arrivare a un tale parere. Se si volesse riflettere su ci, le condizioni date dal maestro delloccultismo non avrebbero niente di sorprendente per nessuno. del tutto giusto che la verit e la vita superiore risiedono in ogni uomo e che o g n u n o p e r s pu e deve trovarle. Ma giacciono nel profondo e possono venire estratte da tale profondit solo dopo avere eliminato tutti gli impedimenti. Pu dare consigli su come ci si realizzi solo chi ha esperienza nella scienza occulta. La scienza occulta d tali consigli. Essa non impone a nessuno una verit, non proclama nessun dogma, ma indica una via. In verit chiunque forse per solo dopo molte incarnazioni potrebbe trovare questa via anche da solo; ma ci che viene raggiunto con la disciplina occulta abbrevia il cammino. Per mezzo di essa luomo arriva pi presto a un punto nel quale pu collaborare nei mondi in cui la salvezza e levoluzione degli uomini vengono promosse per mezzo del lavoro spirituale. Con ci si accennato alle cose che dovevano venir comunicate riguardo al conseguimento di esperienze nei mondi superiori. Nel prossimo capitolo queste considerazioni devono venir sviluppate mostrando ci che si svolge durante tale evoluzione nelle parti costitutive superiori della natura umana (nellorganismo animico, o corpo astrale, e nello spirito, o corpo dei pensieri). Con ci queste comunicazioni vengono poste in una nuova luce e si potr penetrare in esse in un senso pi profondo.