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Avvengono momenti, nella vita, in cui ci si trova costretti a sapere, quindi, dipendendo dalla nostra interiorit, ci disponiamo a prendere

consapevolezza in qualche misura, riflettere e infine, se rientra nel nostro carattere, a cercare di comunicare, condividere e confrontare con altri, in primo luogo coloro che operano nel contesto proprio di quei fatti di cui si preso coscienza, quello che riteniamo di avere imparato, che cerchiamo di perseguire, che pensiamo debba essere fatto. Se poi la verit indiscutibile di certi fatti, per partito preso, interessi personali o indifferenza, non si vuole riconoscere, ci non impedisce che quella verit resti tale. PER UNA SCUOLA .. IDEALE Si rende indispensabile riflettere: cosa dovrebbe essere per sua natura? cosa diventata nel tempo? per le pi disparate spinte, pi o meno utilitaristiche (o interessi di parte) ma ugualmente innaturali nella loro attuazione, con metodi violenti per la personalit dei ragazzi ed i rapporti umani, con risultati sicuramente discutibili per la libera, attesa, dovuta realizzazione ed evoluzione di ogni singola individualit; come dovrebbe essere pensata? 1) Dovrebbe essere la risposta organizzata del consesso umano alla sete di conoscenza ed al bisogno di realizzazione individuale, che rappresenta lespressione della spinta interiore allevoluzione dello spirito nelluomo; che diventa, nel contesto della vita come la conosciamo, aiuto al diritto/dovere di far fruttare quei talenti che ognuno, in maniera squisitamente personale, ha avuto in dote. 2) A ben osservare dallinterno, in maniera spassionata ma pertinente, essa invece diventata un aggregato organizzato: per il conseguimento di un reddito pi o meno soddisfacente per un certo numero di persone; per ottenere il riconoscimento didoneit (culturalmente indispensabile) per la forza lavoro futura; per formare, nei limiti del possibile, la personalit di cittadini per un sistema sociale politicamente governabile al meglio, culturalmente vantabile nei rapporti internazionali (lo std di cultura) psicologicamente soddisfatto, cosciente della indiscutibilit delle leggi e della verit dei fatti presentati, o comunque sottomesso alla forza dei poteri costituiti e delle convenzioni e, non ultimo, quale surrogato degli asili nido per genitori con impegni inderogabili. Il tutto in un contesto di ritmi, contenuti e aspettative che, rispetto alle conoscenze raggiunte e provate dalla psicologia, pedagogia e antropologia (se non bastasse o fossimo capaci personalmente di osservare, riconoscere e accettare i tempi della natura) dovrebbero far gridare scandalo al cospetto di Dio. 3) La prima qualit di una Scuola (con la S cos) dovrebbe essere rispondenza (dobbiamo sottolineare: non alle richieste del territorio, necessit del mondo del lavoro, aspettative di genitori ignoranti, frustrati o ambiziosi, volont dellautorit di qualsiasi estrazione?!). Quella Scuola, riconoscendo e accettando il fatto dei ritmi biologici, psicologici, emotivi, naturali e individuali, dovrebbe essere modulata in una impostazione che partendo da contenuti semplicemente ludici, con componenti marginali di stimoli e apporti di apprendimento spontaneo, accompagnasse nella maniera pi naturale, le fasi di crescita e di necessit del bambino che deve fare esperienza dellambiente, del ragazzo che deve vivere e imparare a gestire le proprie emozioni, del giovane che inizia a pensare, a sentire, a curare e organizzare i propri interessi, le proprie potenzialit, il proprio carattere ed il proprio futuro.

.. DI SERVIZIO Si deve necessariamente rivedere tutta limpalcatura organizzativa, disciplinare, concettuale che sottost allinsieme delle norme di frequenza, giudizi, interrogazioni, votazioni, scrutini, stimoli di ogni tipo alla competizione, imposizioni di tempi (monte ore) pacchetti formativi preconfezionati chiavi in mano. Quanti di noi adulti nellapplicarsi a realizzare qualsivoglia progetto, opera darte, hobby, lavoro fai-da-te, studio di un qualsiasi soggetto ha la necessit di sottoporsi al giudizio di estranei per conoscere la bont e qualit dei risultati raggiunti, o ancora meglio di sentirsi dire cosa e come realizzare, o qualcuno che ci dica quando e quanto fare? Quanto pi assurdo il fatto che un soggetto in fase di sviluppo, espansione, maturazione (ripetiamo in rispondenza e funzione di caratteristiche, potenzialit, inclinazioni, doti squisitamente soggettive e uniche) sia forzatamente costretto, con i pi diversi mezzi, psicologici, culturali, autoritari, di conformit sociale, ad applicarsi e fare cose almeno all80% contrarie alla propria natura ed et, in una pressoch totale noncuranza della sua individualit, unicit, sensibilit, bisogni, predisposizioni?! Certo mi si dir che la formazione di un cittadino (il significato e tutto ci che sottende il termine formare, non accettabile per le nostre concezioni di societ libera, evoluzione e ragione dessere delluomo, rispetto dellindividuo e della sua unicit) richiede che siano stabilite delle direttrici finalizzate al raggiungimento di un livello minimo di cultura, per la dignit del cittadino, di un minimo di preparazione tecnica, per la sua utilit e possibile impiego nel mondo del lavoro, di educazione e conformismo per una pacifica convivenza civile; ma tutto questo, e molte altre argomentazioni che possono essere facilmente addotte, non vanifica i bisogni ineludibili che rendono unico ogni essere umano, e sono in se stessi ragione della sua presenza su questo pianeta. . CHE NON SIA FACILE O DIFFICILE Deve essere interessante, stimolante, coinvolgente, soddisfacente, disponibile; motivata nei suoi componenti; attuale, indipendente e imparziale nei contenuti, nel sapere e completa nellofferta di conoscenza, di supporti tecnologici, di ambienti operativi ed esperienziali.