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Dai referendum un fronte unitario sui temi del lavoro www.antoniodipietro.

it Il 1 agosto lItalia dei Valori ha consegnato in Cassazione quattro quesiti referendari, di cui due relativi al ripristino dellarticolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e dei diritti universali previsti dal Contratto Nazionale (art. 8). Gianni Rinaldini in unintervista pubblicata su Il Manifesto del 4 settembre scorso si rivolto direttamente a noi, chiedendo un gesto di generosit e di apertura verso tutte quelle forze che hanno combattuto ieri il Governo Berlusconi-Lega e oggi le scelte antipopolari di Monti, in particolare sui temi sociali, al fine di creare un ampio fronte unitario. La risposta semplicemente s. Accogliamo linvito di Rinaldini. Il nostro obiettivo quello di diradare il fumo della politica attraverso temi concreti in cui ognuno deve dire da che parte sta in modo tale che i SI siano s e i NO siano no. Il lavoro che manca, quello precario, i diritti dei lavoratori oggi calpestati; dalla Fiat allAlcoa, dallIrisbus a Termini Imerese, fino alle partite Iva senza voce e rappresentanza sono i temi per costruire unalternativa di Governo con le forze migliori del Paese che sono la maggioranza e che cercano una seria e rigorosa rappresentanza che sappia governare con onest, ripristinando i diritti e la legalit previsti dalla nostra Costituzione repubblicana. Le alleanze tra i partiti, senza questo filtro, servono solo a riprodurre i vecchi schemi politici e gli attuali gruppi di potere finanziario-oligopolistico. Per lItalia dei Valori la discontinuit al Governo Monti e il programma alternativo alle sue politiche neoliberiste sono lo spartiacque per costruire, anche con i movimenti, obiettivi comuni, partendo dalla volont di abrogare le leggi liberticide della Fornero, ma indicando soprattutto le soluzioni e le proposte per un vero esecutivo riformatore. Non a caso abbiamo presentato una proposta di legge sulla democrazia e sulla rappresentanza nei

luoghi di lavoro che consegna al voto libero e segreto dei lavoratori il potere di decidere sia sulla validit degli accordi sia sui propri rappresentanti. Proprio come richiesto dalle oltre centomila firme che la Fiom raccolse per chiedere democrazia dentro e fuori i luoghi di lavoro. Per passare dalle chiacchiere ai fatti siamo usciti dai palazzi e dalle consultazioni nei sottoscala, combattiamo i conflitti dinteresse e i falsi in bilancio, i privilegi e i furti della classe dirigente. Siamo distanti dalla logica di leggi elettorali che riproducono allinfinito chi ha fallito, mentre vogliamo favorire la partecipazione diretta della societ civile e dei cittadini, cos com accaduto con i referendum di giugno 2011. Per questo, abbiamo presentato quattro quesiti referendari, due sul lavoro, uno contro i privilegi della Casta e uno contro il finanziamento pubblico ai partiti. Nellaccogliere linvito di Rinaldini che ci ha chiesto di tornare in Cassazione con un nuovo comitato promotore allargato, sottolineiamo che, in questa fase, conta molto la capacit di ognuno nel mobilitare i cittadini per generare attenzione, sensibilit e voglia di reagire. Ci servono milioni di firme per consolidare il processo di cambiamento delle idee e della classe dirigente. Saranno importantissimi i comitati di sostegno ai referendum in cui tutto il mondo del lavoro, della cultura e dellinformazione pu agire per vincere. Questi referendum possono incidere profondamente sulle scelte del prossimo governo e dellopposizione, se dovesse perpetuarsi la continuit dellattuale maggioranza Pd-Pdl-Udc. I primi giorni di ottobre partir la raccolta di firme che dovranno essere consegnate entro 3 mesi. Serve quindi unorganizzazione capillare, con migliaia di volontari per i banchetti, per la certificazione, per la presenza costante nei quartieri e nei paesi. Il tempo poco ma possiamo farcela perch lauspicio di Rinaldini e la nostra volont di costruire un fronte libero e democratico possano permettere lunit di tutte le forze del cambiamento per partecipare alla rinascita del Paese. Partiamo dal riscatto e dal valore del lavoro per uscire dalla crisi e generare crescita in un paradigma dello sviluppo, che introietti un nuovo equilibrio con lambiente e con i tempi di vita. Roma, 5 settembre 2012 On. Antonio Di Pietro Presidente Italia dei Valori

UNA BUONA NOTIZIA Loris Campetti - il manifesto | 06 Settembre 2012 Un fantasma pronto ad aggirarsi nei cieli della campagna elettorale prossima ventura. Non il fantasma del comunismo ma quello del lavoro, cancellato, precarizzato, silenziato e svuotato dei diritti. Ci avverr grazie a un impegno che coinvolge molti soggetti e alla disponibilit che Antonio Di Pietro esprime sul nostro giornale a trasformare i due referendum sull'art.8 e sull'art.18 in una battaglia comune per il ripristino della democrazia nei luoghi di lavoro. Una sfida che vedr protagoniste nella raccolta delle firme, insieme e con un comitato promotore ampio, le forze politiche, sindacali, editoriali, dell'intellettualit e dell'associazionismo impegnate nella difesa dei diritti dei lavoratori. Questo vuol dire che un'alleanza naturale, basata sul comune impegno per il ripristino della democrazia negata (almeno dagli ultimi due governi), imporr all'attenzione di chi si presenter alle elezioni un confronto di merito, concreto, sul lavoro. Come scrivono Di Pietro e Zipponi, che i S siano S e i No siano No.

Chi scende in campo contro le destre e per superare l'anomalia del governo Monti deve assumersi precise responsabilit verso i cittadini e i lavoratori. Per dare il nome alle cose, o il Pd si impegna a liberarci dall'art.8 della manovra berlusconiana del 2011, che cancella i contratti nazionali di lavoro e a liberare dalla gabbia che gli hanno costruito Monti e Fornero l'art.18, che impone(va) la riassunzione dei lavoratori ingiustamente licenziati, oppure la parola torner ai cittadini con i referendum che si svolgeranno tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014. Senza questo impegno, partiti e schieramenti in lizza dovranno mettere in conto la punizione, nell'urna, di chi si aspetta una rottura con le politiche liberiste, subalterne a un modello che ieri ha provocato la grande crisi facendo strame di lavoro e diritti e oggi pretende di farne pagare le conseguenze, ancora una volta, alle vittime. L'annuncio di una campagna referendaria unitaria , finalmente, una buona notizia che il manifesto ha contribuito a costruire, come anche le forze che hanno denunciato lo scempio dei diritti dei lavoratori. A cominciare dalla Fiom, per prima e quasi in solitudine con la denuncia del carattere autoritario e classista del modello Marchionne, assunto invece dall'insieme del padronato, da gran parte dei partiti e dai governi Berlusconi e Monti. anche importante che uno schieramento, che comprende con l'Idv anche le forze oggi extraparlamentari di sinistra, da Sel al Prc, nasca a partire dai contenuti, tanto pi che i contenuti si possono riassumere in una parola: democrazia.