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INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO DA ELETTRODOTTI dott.ssa Maria Rosaria Fumarola Avvocatura Distrettuale di Firenze 1.

Inquinamento elettromagnetico e la legge quadro del 22 febbraio 2001, n. 36. Linquinamento elettromagnetico stato ritenuto dallOrganizzazione Mondiale della San it come una delle pi gravi problematiche ambientali che continueranno a riguardare il pianeta nei prossimi anni. Lattenzione dellopinione pubblica negli ultimi decenni aumentata insieme ad una ri chiesta di intervento dei pubblici poteri. Intervento che avvenuto con la legge n. 36 del 22 febbraio 2001, Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a cam pi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Il senatore Giovanelli, Presidente della Commissione Ambiente del Senato, ad un incontro antecedente lemanazione della legge quadro, alla domanda sul perch lItalia , prima di altri paesi dellUnione Europea, avesse deciso di adottare una discipli na in merito (e per di pi contenuta in una legge quadro), rispose che erano stati proprio i cittadini a chiederla. Questa risposta la migliore spiegazione che un legislatore possa dare quando chi amato a motivare il suo agire ed la prova evidente di quanto il problema sia alla ttenzione di una parte della popolazione. Alla legge quadro seguito il decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 198 che, p ur non riguardando direttamente la regolamentazione delle fonti elettromagnetich e, tocca questa tematica. Latto normativo concerne, difatti, le modalit per la rea lizzazione di infrastrutture di telecomunicazioni definite strategiche per la mo dernizzazione e lo sviluppo del Paese. Le infrastrutture delle telecomunicazioni sono una delle fonti di emissione dei campi elettromagnetici, e dunque, la disc iplina su citata interviene anche nella problematica dellinquinamento elettromagn etico. Non solo, questo ultimo atto normativo dimostra come questa tematica sia interdisciplinare (coinvolge lingegneria, la medicina, le scienze sociali, la fil osofia) e complessa in quanto ingloba in s lesigenza di trovare un punto di equili brio tra diversi interessi: la tutela dellambiente e del paesaggio, la tutela del la salute e la necessit di convivere con strumenti tecnologici rilevanti per lo s viluppo nazionale, ma fonte di danno. Raggiungere un equilibrio tra il progresso e i valori salute e ambiente non mai facile, ma in tema di inquinamento elettromagnetico lo ancor meno, perch non vi l a certezza scientifica che lesposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettrom agnetici sia la causa dellinsorgenza di forme tumorali. Da qui forti scontri allinterno della comunit scientifica, politica ed economica s ul se intervenire e in che misura: per alcuni c il timore degli effetti negativi, sui quali non c ad oggi sicurezza scientifica, e per altri ci sono forti interessi economici (quelli dei produttori di energia elettrica, delle societ di telecomun icazioni, dei gestori del servizio ferroviario, e anche se limitatamente dei pro duttori delle apparecchiature elettriche); a questi si devono sommare anche le e sigenze di tipo militare visto che tra la strumentazione utilizzata importanti s ono i radar i quali rappresentano fonte di inquinamento elettromagnetico. I primi portano a sostegno di unazione concreta i risultati di alcune indagini ep idemiologiche che sostengono lesistenza di un nesso tra le sorgenti (questo in pa rticolare per gli impianti che formano onde a bassa frequenza, come gli elettrod otti) e alcune forme tumorali. I secondi sostengono la tesi che loro non possono svolgere lattivit imprenditorial e per le numerose normative che vengono emanate nel settore senza che questo tro vi una giustificazione nellesistenza di un danno certo. Il legislatore ha gi fatto una prima scelta intervenendo con la legge quadro n. 3 6 del 22 febbraio 2001, e lo ha fatto cercando di tutelare le persone dalle espo sizioni ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, e al tempo stesso evi tando che ci avvenga eliminando o rendendo difficile luso di strumenti che sono im portanti per lo sviluppo del paese. E una legge importante perch, come si legge al larticolo 1, ha lo scopo di dettare i principi fondamentali, principi che richiaman

o quelli della nostra Costituzione e dellordinamento comunitario. Questa normativa una delle colonne fondanti di una disciplina di azione, ma non si pu confidare sulla mera applicazione di questa legge per considerare risolto n el nostro paese il problema dellinquinamento elettromagnetico. La stessa struttur a di legge quadro dimostra come il legislatore abbia voluto fare una legge che c ostituisca un impianto per successivi interventi che necessariamente dovranno es serci. La legge quadro legge di principio, ma altre leggi saranno necessarie sia per di sciplinare aspetti citati, ma non approfonditi nella legge quadro n. 36/2003 (co me laspetto informativo e quello educativo) sia per intervenire l dove preferibile la ponderazione del legislatore a quella dellamministratore. In una situazione di incertezza scientifica, di continue evoluzioni della tecnol ogia, di rapidi cambiamenti sociali ed economici, il diritto non facilmente codi ficabile. E necessario, allora, anche un continuo aggiornamento e non si pu pensare di garan tirlo solo con lo strumento legislativo, bisogner ricorrere agli atti secondari, i quali dovranno avere come fonte di legittimazione la legge quadro e altre legg i che eventualmente verranno adottate. Ai decreti riservato il compito di operar e sugli aspetti pratici e contingenti. In tal senso sono da segnalare il decreto del Presidente del Consiglio del 23 febbraio 2003 Fissazione dei limiti di espos izione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione de llambiente della popolazione dalle esposizione ai campi elettrici e magnetici all a frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti e il decreto del Presiden te del Consiglio Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit per la protezione dellambiente della popolazione dalle esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a freque nze comprese tra 100 kHz e 300 GHz. Questi decreti pubblicati a distanza di circa due anni dal termine previsto nella legge n. 36 del 2001, e riguardanti i limit i di esposizione, e gli obiettivi di qualit per la protezione della popolazione d alle esposizioni, richiederebbero un costante aggiornamento affinch, non sia vani ficata la funzione degli atti secondari di prendere atto delle conoscenze scient ifiche e di recepire le innovazioni tecnologiche. In questa materia decisivo risulta anche lapporto della magistratura civile, pena le e amministrativa chiamata su piani diversi a rispondere alle istanze dei citt adini. Lautorit giudiziaria chiamata a dare soluzioni concrete a problemi specific i. Dalle considerazioni fin qui svolte evidente che questa materia richiede apporti integrativi e successivi da parte del legislatore e dellamministratore e valutaz ioni contingenti da parte del giudice. Limportanza e la complessit della tematica, richiede che tali soggetti nelladozione delle loro decisioni siano guidati dai p rincipi e dai valori presenti nel nostro ordinamento; lapplicazione pratica dovr e ssere orientata da vie gi segnate. Appare opportuno, perci, soffermarsi ad analizzare questo humus perch rappresenta lo spazio da dove dovrebbero prendere vita le decisioni importanti riguardanti li nquinamento elettromagnetico. In questa indagine prima si analizzeranno le norme costituzionali direttamente r iferibili alla problematica dellinquinamento elettromagnetico, salute ed energia, nella seconda parte si individueranno i principi applicabili in questa tematica , quali ulteriori vie guida per gli operatori del diritto. 2 Inquinamento elettromagnetico e valori costituzionali. La Costituzione non pu che essere una bussola fondamentale per il legislatore e p er gli operatori del diritto ogni qual volta si intrecciano tra loro esigenze pr imarie per la collettivit. E linquinamento elettromagnetico da elettrodotti un pro blema che coinvolge il rispetto e il coordinamento di valori tutelati nella nost ra Costituzione. In primo luogo risalta lart. 32 della C che tutela il diritto alla salute, riliev o assume anche lart. 9 che prevede la tutela del paesaggio e dellambiente in gener ale (in seguito ad uninterpretazione evolutiva di detto art.) nonch larticolo 41 de

lla C sulla libert diniziativa economica e lart. 43 della C sullenergia. Per comprendere il ruolo che pu essere svolto dalle norme costituzionali nella pr oblematica sullinquinamento elettromagnetico occorre evidenziarne le caratteristi che, analizzare il contenuto, rilevarne la portata. Nel presente articolo attenzione sar prestata al diritto alla salute e al bene en ergia perch sono gli aspetti dominanti nel dibattito sullinquinamento elettromagne tico. 2.1. Articolo 32 della Costituzione, diritto alla salute: integrit psico-fisica e ambiente salubre Larticolo 32 al I comma enuncia che la Repubblica tutela la salute come fondamenta le diritto dellindividuo e interesse della collettivit. Il riconoscere la salute co me diritto e come bene da tutelare in una norma costituzionale, posta nella prim a parte della Costituzione, conferisce al bene salute un ruolo centrale nel nost ro ordinamento, e termine di confronto di altre discipline. La salute un diritto fondamentale dellindividuo, sicch si configura come un diritto primario ed assoluto, certamente, da ricomprendere tra le situazioni so ggettive direttamente tutelate dalla Costituzione. La norma di cui allart.32 C va ritenuta, quindi, precettiva e direttamente appli cabile, con la conseguenza che il diritto alla salute direttamente azionabile da vanti allautorit giudiziaria.Questo non significa che possa essere perfettamente co nseguito o tutelato semplicemente con una norma costituzionale come lart. 32 dell a nostra Costituzione; nella nostra societ si originano situazioni nuove che poss ano ledere il diritto alla salute e di conseguenza viene richiesto un sollecito e costante intervento delle istituzioni a carattere sia preventivo che consecuti vo. Il legislatore deve valutare e filtrare le situazioni di pericolo per la salute, dopodich intervenire disciplinandole e dando alle persone la possibilit di fronte ggiarle; la pubblica amministrazione dal canto suo deve prestare un servizio di informazione e dazione concreta per tutelare lindividuo e la collettivit. Tali comp iti la P.A. e il legislatore non li svolgono solo quando intervengono direttamen te sulla tematica della salute, ma anche in tutte quelle vicende dove il bene sf iorato. Numerose sono le situazioni in cui la P.A. agendo si trova a porre in essere att i che ricadono sulla salute o a svolgere procedimenti contigui a questaspetto. Il legislatore, per la generalit delle tematiche su cui interviene, indirettamente pu incidere sul bene salute. Larticolo 32 C definisce la salute non solo interesse dellindividuo, ma anche dell a collettivit e questo comporta che la norma non garantisce il diritto solo da un punto di vista del singolo, ma richiede un comportamento attivo da parte dei so ggetti governanti i quali devono attivarsi e per evitare la compromissione di qu esto bene e per promuoverlo nella sua totalit. Lo Stato per questo chiamato a spiegare un ruolo di intervento diretto per far s che la collettivit non subisca dei pregiudizi alla salute e che possa vivere in u no stato di benessere. Di qui lesistenza di un sistema sanitario, ma anche la pre disposizione di misure a carattere generale che garantiscano condizioni di sanit. A quanto detto deve aggiungersi che lespressione salute inizialmente intes a come diritto dellindividuo allintegrit psico-fisica, a partire dagli anni 70 si arr icchita di un ulteriore significato: il diritto ad una ambiente salubre. Lambiente, pur inteso in senso unitario, viene protetto tramite la salvaguardia d i tre importanti valori della moderna societ: la tutela delle bellezze paesaggist iche e naturali e dei beni culturali, limpatto e la produttivit e la salubrit dellam biente in cui viviamo. Il referente normativo di questultimo valore stato individu ato nellart. 32 della Costituzione. Fa parte della cultura contemporanea concepire la salute non solo come una situa zione psico-fisica dellindividuo, ma anche come uno stato di benessere con lestern o. Il diritto allambiente salubre , quindi, una forma del diritto alla salute, il dir itto dellindividuo a vivere in un habitat sano a cui corrisponde il dovere di ris

pettarlo per conservarlo e di migliorarlo per raggiungere una maggiore qualit del la vita. Lambiente salubre, infatti, dipende dalluomo che spesso nellapplicare nuove tecnologie altera gli equilibri ambientali, immette sostanze o usa strumenti ch e provocano effetti negativi alla stessa salute dellindividuo. Tutelare lambiente equivale a tutelare la qualit della vita perch lambiente presuppo sto essenziale della salute delluomo. La salute del singolo e il suo ambiente vitale sono oggi considerati strettament e legati: il termine salute e vita in ambiente insalubre sono considerati incomp atibili fra loro. Tale visione potrebbe portare a tutelare lambiente salubre solo in presenza della prova di un effettivo danno alla salute subito dai privati, ma non bisogna dime nticarsi che oltre a essere un interesse dellindividuo, lambiente salubre anche in teresse della collettivit perch anche res communis omnium. Al di l della titolarit soggettiva o collettiva di tale bene il problema lindividua zione dei caratteri che un evento deve avere per essere considerato lesivo del d iritto alla salute inteso come diritto allambiente salubre. facile cadere in un a tteggiamento di ampliamento del concetto ambiente, riconducendo a questo situazi oni difficilmente identificabili come soggettive, e definibili pi che altro come pretese di interventi da parte dei pubblici poteri. difficoltoso, per, anche iden tificare attivit lesive dellambiente che siano precisabili negli effetti e individ uabili per i destinatari. Ci non impossibile, ma si presenta di difficile realizzazione perch non semplice c onoscere le cause vere e proprie degli eventi o attribuire le mutate condizioni ambientali a fattori specifici. Se poi si fa discendere la lesione dellambiente da determinate cause, si rischia di confondere la protezione dellambiente salubre con quella dellintegrit psico-fisi ca perch i motivi della lesione dellambiente sono identificabili con questultima; v errebbe cos a perdersi il connotato di specificit dellambiente salubre. Diversament e se il mutare di una qualsiasi condizione viene vista come lesione dellambiente salubre, tale atteggiamento comporta una definizione del diritto allambiente salu bre come diritto al benessere in generale con la conseguenza che in quanto temin e generico e amplissimo, sarebbe inutilizzabile per ottenere una protezione vera e propria dalle situazioni dannose. Il legislatore, allora, pi che muoversi in una classificazione degli eventi come cause o come cambiamenti allambiente, dovr cercare di definire i rapporti tra il d iritto allambiente e gli altri diritti fondamentali e i valori sociali potenzialm ente concorrenti. Bisogna osservare, per, che non possibile e forse nemmeno oppor tuno una cristallizzazione di omogenei e duraturi modelli di comparazione degli i nteressi perch vi sono diversit morfologiche e di sviluppo economico tra le varie r egioni del territorio italiano e perch lequilibrio tra gli interessi raggiunto in un determinato momento potrebbe risultare non accettabile in un altro. Questo porta a mostrare come rilevante sia il ruolo dellamministrazione pubblica perch sono i suoi apparati nelle situazioni concrete a confrontare i divergenti b isogni (di sviluppo economico, assetto del territorio, di tutela della salute, d i prevenzione dellinquinamento) individuando lordine di precedenza per la loro sod disfazione. Con ci non si vuole dire che il ruolo del legislatore debba passare in secondo pi ano, anzi per limportanza dei bisogni e per la complessit del compito, il rapprese ntante dei cittadini deve indicare le linee guida, i principi a cui poi lamminist razione deve attenersi. Si tratta di diritti fondamentali e di valori sociali pr evisti nella Costituzione e quindi non si pu lasciare libert dazione allamministrazi one pubblica. La sinergia tra gli organi istituzionali consentir di attuare unappropriata protez ione dellambiente salubre. 3.2. Salute ed elettrodotti Dopo aver esaminato sommariamente lart 32 della nostra Costituzione opportuno ver ificare la portata di questa norma nel dibattito sul inquinamento elettromagneti co. Premessa necessaria non pu che essere la constatazione che ancora non ci sono ris ultati scientifici certi sul legame tra i CEM prodotti dagli impianti elettrici

e le malattie ritenute ad essi collegati. Le patologie sospettate non sono per di lieve entit e anche questo un punto da dover considerare nella riflessione sul c ome e quando intervenire. Si tratta di forme tumorali, quali leucemie, tumori al sistema cerebrale, oltre poi ad altre forme di affezioni quali lalterazione del sistema metabolico. Lart 32 della C riconosce quale diritto fondamentale la salute che deve essere ga rantita anche tramite lapporto delle istituzioni. Una protezione dai CEM trova, a llora, fondamento in questo articolo e a ben vedere si tratta di una copertura p oderosa. Non a caso lart. 32 C stato subito invocato da parte dei ricorrenti nell e cause sugli elettrodotti come termine di riferimento per ottenere dei provvedi menti che consentissero la cessazione dellesercizio elettrico o la non attivazion e dei nuovi impianti. Gli effetti negativi possono riguardare non solo i singoli, ma anche la colletti vit a causa della propagazione di questi entro un determinato raggio, che comunqu e non ha notevole estensione. La creazione del campo magnetico, inoltre, pu essere visto come elemento di alter azione delle normali condizioni ambientali in cui luomo vive, che incide sulla sa lubrit dellambiente perch origina una zona ad alto rischio per la qualit della vita e pu comportare direttamente sui soggetti patologie e lesioni. Tali osservazioni dimostrano come sia facile ricondurre la tutela dai CEM sia al diritto allintegrit fisica che a quello allambiente salubre Lintegrit psico-fisica pu essere lesa quando il soggetto riporta delle lesioni, o c olpito da malattie che alterano il suo equilibrio fisico e alcune volte ne posso no causare la morte. Alcune cause sono state intentate per gli effetti che gli elettrodotti hanno cau sato alla salute umana dei soggetti residenti in prossimit delle linee elettriche aeree. Uno di questi stato quello che si svolto di fronte alla Pretura di Rimin i e che si concluso in primo grado con la condanna dei dirigenti ENEL, per lesio ni colpose. In altri procedimenti si sono posti allattenzione dellorgano giudicante gli effett i che alcune persone ritenevano causati dagli impianti. Molte volte, per, data la difficolt di stabilire con certezza la dipendenza di queste malattie dagli elett rodotti, i ricorrenti si sono limitati a esibire i risultati di alcune ricerche epidemiologiche. La protezione della salute umana da tali campi non detto che si potrebbe avere s olo in caso di effetti fisici, perch, stando alla portata della norma, lintegrit ps ico-fisica data anche da una situazione di benessere mentale e in questa problem atica anche tale aspetto pu essere inciso. La salute uno stato di equilibrio anche psichico, lallarmismo pu provocare un paur a generale che spinge gli individui a vivere nel terrore di contrarre qualche ma lattia. I mezzi dinformazione hanno per un certo periodo bombardato la popolazion e di bollettini medici gravi creando angoscia e ansia. Certamente chi vive vicin o agli impianti non si sente tranquillo e questo incide sul suo benessere; pure vero, per, che non si pu usare la norma costituzionale allargandola fino a comprom etterne il giusto utilizzo. Si tratta di usare la norma secondo i canoni della r agionevolezza. Appare, invece, sicuramente opportuna una disciplina dai CEM che sia costruita s ul rispetto del diritto allambiente salubre. Lambiente nel quale luomo vive e opera non pu costituire una minaccia, ma deve esse re il pi possibile idoneo a permettere unesistenza salutare, minacciata il meno po ssibile dagli inquinanti. I soggetti, in quanto titolari di un diritto allambiente salubre, potranno agire davanti al giudice per ottenere la tutela e il rispetto dellambiente in cui vivon o, soprattutto potrebbero invocare tale norma costituzionale per legittimare le richieste di spostamento delle linee dellalta tensione dalle zone residenziali e in particolare da luoghi in cui sorgono strutture ricreative e per linfanzia. In un procedimento civile ancora in sede cautelare stato invocato proprio il ris petto dellart. 32 C per chiedere la sospensione dellesercizio di in impianto dellal ta tensione prossimo ad una zona residenziale; ancora il TAR del Veneto, alla lu ce del disposto costituzionale, ha accolto la richiesta di un gruppo di genitori

di annullare un provvedimento comunale che trasferiva una scuola elementare in un edificio vicino ad un elettrodotto. Gli elettrodotti, in quanto mezzi capaci di provocare alterazioni dei valori di induzione magnetica o di elettricit presente nellambiente circostante, devono esse re controllati e disciplinati per ridurre al minimo gli effetti che possano prov ocare. La zona in cui luomo vive deve essere salubre e qualora si accerti che gli impianti possano provocare effetti indesiderati si devono adottare soluzioni ch e consentano la tutela del diritto ad una ambiente salubre. Per fare questo chia ro che non sufficiente la precettivit dellart 32. Accanto alla possibilit di una tutela azionabile da parte del singolo, c anche la p ossibilit di un intervento degli enti di governo. La salute un interesse colletti vo e il compito dello Stato e garantire condizioni di vita ottimali. Questo dove re trova unesplicazione normativa nella legge 833 del 1979 che stabilisce tra i f ini dello Stato, in ambito sanitario, quello di garantire condizione di salute u niformi su tutto il territorio nazionale e per questo previsto che siano fissati limiti di emissioni di fumi gas, ed altro. La citata norma altro non che una pr evisione puntuale di uno dei modi in cui gli enti di governo possono intervenire . Come stato gi anticipato il legislatore della legge quadro intervenuto in tal sen so; ha previsto che decreti governativi fissino limiti di emissione insieme alla determinazione dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualit. La stessa scelta di fissare dei valori su scala nazionale indica la necessit di g arantire condizioni di salute uniformi. Non vi dubbio che larticolo 4 della l. n. 36/2001 rispondente alla legge n. 833del 1979, per, prima di tutto lemanazione na turale di un diritto riconosciuto e tutelato nel nostro testo costituzionale. E la tutela del diritto alla salute uno degli scopi fondamentali della legge qua dro che proprio come prima finalit indica quella di assicurare la tutela dei lavo ratori, delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti dellesposizione a det erminati livelli di campi, ai sensi e nel rispetto dellarticolo 32 della Costituz ione (articolo 1l.quadro n.36/2001). Molte disposizioni del testo legislativo sono costruite per la tutela della salu te e dellambiente salubre. Queste richiamano i vari aspetti in cui si dovrebbe ar ticolare unazione di tutela della salute: si prevedono fasce di rispetto per gli elettrodotti e il divieto allinterno delle stesse di destinazioni ad uso residenz iale, scolastico, sanitario; e, inoltre, la promozione ai attivit di ricerca e di sperimentazione scientifica e ladozione di un programma pluriennale di ricerca e pidemiologica e di cancerogenesi sperimentale al fine di approfondire i rischi connessi allesposizione a campi elettromagnetici a bassa ed alta frequenza. Non si pu solo imporre divieti, occorre conoscere e capire e a tal fine important e lo studio anche a lungo termine di tutta la problematica. La soluzione che si adotta non pu essere una e soprattutto questa non pu essere dr astica, unidirezionale; pi che mai qui si avverte la necessit di cercare un punto di equilibrio tra la necessit della tutela della salute dagli effetti provocati d agli impianti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica, (ancora non accertati), e altri valori sociali come lo sviluppo economico, la produzione, pe raltro previsti in Costituzione. 3.3. Articolo 43: lenergia nella Costituzione italiana Laltra norma costituzionale che viene in risalto nella problematica sullinquinamen to elettromagnetico lart. 43 della Costituzione che ha ad oggetto tra gli altri le nergia vista sotto il profilo produttivo; infatti, inserita nellarticolo concerne nte i rapporti tra lattivit economica privata e quella pubblica. La definizione di tale rapporto fondamentale in una costituzione garantista come la nostra. Le im prese considerate nellart. 43, ovvero quelle su cui lo Stato pu riservarsi la tito larit sono solo quelle che hanno maggiore importanza nel processo sociale di prod uzione e di distribuzione di beni e di servizi. Limportanza riconosciuta dal nost ro ordinamento allenergia si evidenzia: dalla collocazione di questa tra quella categoria di imprese previste dallart. 43 ; dal fatto che le imprese che si riferiscono a fonti di energie sono le sole che lo stesso articolo identifica sulla base dellambito materiale, invece che sulla s

corta della loro posizione nel mercato o della loro generica importanza per la c ollettivit; dalla portata del disposto costituzionale perch riguardando tutte le imprese che direttamente o indirettamente si riferiscono a fonti di energia, larticolo vuole sottintendere limportanza del settore-energia nella vita economica. dal fatto che considerata nella parte sostanziale della nostra Costituzione e no n in quella organizzativa, cio in quella parte che i costituzionalisti ritengono non modificabile. Nella nostra Costituzione non c un articolo che si occupi direttamente della produ zione e distribuzione di energia e del rapporto fra questa ed altri interessi co stituzionalmente protetti. Lenergia un elemento necessario dellattivit economica e un fattore decisivo per lo sviluppo economico di un paese, quindi i principi costituzionali che si riferisc ono a tale materia non possono che essere quelli pi generali del sistema economic o e quelli che governano la disciplina della produzione economica. La Costituzione italiana diversamente da altre non prevede principi pienamente e conomici in grado di far individuare una Costituzione economica distinta da quel la politica e ispirata ad una propria logica. Il nostro testo fondamentale nel t rattare gli aspetti economici lo fa sotto la prospettiva della funzionalizzazion e delleconomia ai valori sociali e alla persona. La disciplina economica non fina lizzata alla massimizzazione della produzione o al raggiungimento di un benesser e economico svincolato dal valore della persona. Lart 3 C parla di eguaglianza in senso sostanziale, del compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ord ine economico e sociale perch obiettivo il pieno sviluppo della persona e la parteci pazione alla vita politica, economica e sociale del paese. Gli stessi articoli dedicati alleconomia pongono chiaramente in risalto la necess it che lattivit economica non possa svolgersi in contrasto con lutilit sociale o in mo do da recare danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana e che questa sia svolta sempre in vista di unutilit sociale (41 C) e siano comunque garantiti i fini d i utilit generale (43 C). La legge pu stabilire i programmi e i controlli opportuni perch lattivit economica pu bblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Come si evince dal testo costituzionale lattivit economica non garantita di per se stessa, ma vista come mezzo per realizzare lindividuo ed eliminare le disuguagli anze sociali. Questo comporta che lo stato possa intervenire al fine di coordina rla e orientarla visto altri scopi. Tra questi certamente ci sono la tutela della mbiente e della salute. Bisogna sottolineare, infatti, che la produzione energetica non un campo esente da discipline di tutela dellambiente, infatti, vi sono dettagliate normative a tu tela dei beni ambientali da aggressioni eccessive arrecabili da questa. Nella le gislazione antinquinamento ci sono, poi, elementi di contatto tra lenergia e lambi ente dal punto di vista sanitario, anche se, oggi tali norme non appaiono pi sodd isfacenti perch incidono solo nel momento successivo alla realizzazione dellimpian to, mentre certi valori naturali rischiano di restare compromessi per il solo fa tto dellesecuzione dellopera. Sono, inoltre, previsti limiti e standard diretti a consentire allecosistema di s opportare limpatto prodotto dallattivit energetica. Questi sono, anche, determinati tenendo conto dei costi che dal punto di vista tecnico-economico loperatore pu so pportare in un mercato libero come il nostro. Tali richiami non devono, per, far concludere per unaprioristica subordinazione de llattivit economica perch lo sviluppo della persona, linserimento alla vita del paes e pu essere realizzata con lapporto determinante della produzione. La crescita soc iale, il superamento delle disuguaglianze di fatto sono possibili solo se si ass icura lo sviluppo economico e quindi questo finisce per trovare nella Costituzio ne italiana una garanzia anche se indiretta. Queste stesse osservazioni valgono per lenergia che precondizione materiale della produzione economica; senza questa non solo nelle industrie non potrebbero comp iersi i cicli produttivi, ma la vita delle persone sarebbe completamente diversa , visto luso indispensabile che viene fatto di tale fonte. La rilevanza di questa , allora, non pu essere offuscata da giudizi non ponderati miranti a ridurne luso

anche in situazioni di non necessit. 3.4. I termini del problema Lesame delle due norme ( art. 32 C e art. 43 C) ha evidenziato come nel nostro or dinamento il valore salute, inteso in senso ampio, e lenergia siano importanti pe r garantire giuste condizioni di vita; entrambe mirano a questo scopo, ma lo fan no secondo prospettive diverse, per non dire opposte. La salute fondamentale nella vita dellindividuo e questa non deve essere solo gar antita con la cura, ma anche con la prevenzione. Lenergia condizione per lo sviluppo che consente allindividuo di vivere in condizi oni sempre migliori rispetto al passato, ma contemporaneamente comporta dei risc hi alcuni dei quali dannosi alla salute e allambiente di vita, e le conseguenze n egative delluso dei ritrovati della tecnica molte volte si manifestano a distanza di lunghi periodi di tempo. Sia la salute che lenergia sono aspetti tutelati dalla costituzione; si tratta al lora di capire come si atteggia il rapporto tra la salute lambiente e quello cont rapposto dellattivit economica, in specie di quella energetica. Per definire i ter mini del rapporto necessario cogliere quelli che sono i diversi interessi sottes i per poi tentare di individuare le vie percorribili per una loro composizione ( aspetto questo che verr affrontato nellultimo capitolo). La realizzazione delle centrali elettriche da tempo un risultato difficile da ot tenere perch facilmente si incontra lopposizione delle popolazioni a vedere instal late nei propri territori impianti giudicati lesivi dellambiente e oggi anche del la salute. Questo atteggiamento stato potenziato dalle ricerche relative agli ef fetti dannosi dei CEM prodotti dagli elettrodotti; si assiste cos ad unopposizione che si allargata anche agli impianti di distribuzione e trasformazione di energ ia. Mentre in presenza di attivit di produzione industriali anche nocive e pericolose pi facile ottenere il consenso, qui la mancanza di alti vantaggi occupazionali n el lungo-medio periodo porta la collettivit a prestare maggiore attenzione per lim patto sul paesaggio e oggi anche sulla salute. incontestabile che non possa prodursi energia senza indurre una qualche modifica zione nellambiente circostante, come innegabile la centralit dellenergia per lo svi luppo di un paese. Lenergia non solo il risultato di un ciclo produttivo, ma anch e un fattore di produzione e questo molte volte viene dimenticato. La capacit di progresso di un paese dipende anche dalla possibilit di usufruire di questa risor sa. Se risulta chiaro che non si pu fare industria mantenendo integro il paesaggi o e incontaminati gli elementi naturali, ancora pi assurdo pensare che senza indu stria ed energia ci possa essere sviluppo economico e sociale o che semplicement e si possa continuare a mantenere il livello di vita raggiunto. Nei paesi industrializzati lenergia uno dei fattori determinanti della crescita e la limitazione si rifletterebbe sul sistema economico di un paese incidendo su lla sua capacit di concorrere nel sistema economico globale. Questa largomentazion e sostenuta in particolare da coloro che escludono un intervento limitativo sul settore energetico. Gli stessi, anzi, sottolineano come il fabbisogno energetico sia cresciuto negli ultimi anni e che sia necessario prevedere nuove centrali, elettrodotti a maggiore potenza, anche per unificarsi a quanto avviene a livello europeo. Tali osservazioni non possono condurre allestremizzazione contraria: ovvero a con sentire sempre unattivit energetica. Anche nel caso della produzione di energia el ettrica, come per le altre attivit economiche, linteresse costituzionale alla sua massimizzazione sussister soltanto nella misura in cui lenergia sia funzionale al raggiungimento dei valori costituzionali fondamentali e delle situazioni soggett ive riconducibili agli stessi. Lambiente in generale, la salute in particolare sono valori presenti in costituz ione e dotati del carattere dellassolutezza. Tuttavia lincidenza dellambiente e della salute nella disciplina energetica non po ssono essere assimilate. C stata unesaltazione dellambiente e questo stato visto come lelemento di opposizione allenergia. stato affermato la sovraordinazione dellambiente rispetto ad altri be ni e ad altri interessi costituzionali, come appunto lenergia, per tale posizione

stata anche contestata da parte di alcuni, i quali hanno evidenziato che non si pu affermare il carattere assoluto dellambiente in ogni circostanza, in quanto lesi stenza di tale valore sarebbe determinato dalla collocazione spaziale e da quell a temporale. Pur non volendo aderire completamente a tale opinione, pur vero che non pu ritene rsi degradato a interesse secondario qualunque interesse che interferisca o coll ida con quello ambientale, perch se si accettasse tale idea si avrebbe leffetto co ntrario di avere una paralisi della tutela in quanto ne sarebbe impossibile la s alvaguardia in via assoluta. Lattribuire a determinate situazioni il carattere dellassolutezza non scevro di in sidie perch consolida la tendenza a radicalizzare i conflitti sino a renderli irr esolubili giungendo ad inibire necessarie attivit economiche e di trasformazione ambientale sulla soglia di un intangibile diritto allambiente, la cui garanzia pu essere assicurata, allopposto, anche attraverso altre forme . Tali osservazioni non possono essere trasportate nel rapporto che intercorre tra la salute e lenergia. La salute per la sua stessa intima essenza non pu prestarsi ad una degradazione i n vista del raggiungimento di un obbiettivo economico. Lo stesso art 41 della C parla di attivit economica che deve svolgersi in modo da non recare danno alla si curezza, alla libert alla dignit umana. Nel caso di possibili conflitti tra opposti valori costituzionali, questi devono essere ordinati secondo una scala gerarchica favorendo quello che sembra essere di maggior rilievo e di grado pi elevato. In un ipotetico conflitto tra la liber t economica e la salute, questultima sarebbe privilegiata, perch la salute un diri tto assoluto e primario, quindi inviolabile. Lart 41 della C, al contrario, non p revede una situazione giuridica soggettiva connotata dai caratteri dellassolutezz a; lottica quella di una funzionalizzazione e per tale motivo lattivit economica so ttoposta anche al controllo conformativo dei pubblici poteri. Per questo il diri tto alla salute, nel caso in cui sia in conflitto con diritti soggettivi conness i allesercizio dellattivit dimpresa, non potr essere sacrificato n limitato dal confro nto con situazioni di vantaggio anche se costituzionalmente riconosciute e tutel ate. Lo sviluppo economico e lefficienza produttiva non sono, infatti, valori in s, ma strumenti per realizzare valori costituzionali autentici, la relazione che corre quella di una funzionalizzazione unidirezionale nel senso che c un rapporto di mezz o-fine per cui sar sempre il secondo a prevalere; anche se questo deve avvenire n el segno della ragionevolezza e congruit. La lieve diversit che corre tra il diritto alla salute e il diritto allambiente in teso in senso pi generale, quando si confrontano con lattivit economica si denota i n modo ancora pi evidente nella sentenza della Corte Costituzionale n. 127 del 19 90, argomentata dal prof. Grassi, in cui il rapporto tra la tutela della salubr it dellambiente e gli interessi economici vede prevalere la prima quando si tratt i di salvaguardare la salute umana. La Corte afferma nello svolgimento delle atti vit imprenditoriali non possono essere superati i limiti di tollerabilit per la sa lute umana. Solo al di qua di tali limiti, il legislatore potr discrezionalmente valutare il rapporto tra le esigenze dello sviluppo (la considerazione dei costi delle tecnologie applicabili) e le esigenze di tutela dellambiente ( la ricerca della migliore tecnologia disponibile). La salute riceve, quindi, una tutela forte. La primariet della salute nel nostro ordinamento, comunque, non esclude che ques ta debba essere presa in considerazione nel bilanciamento degli interessi e pu es sere ugualmente tutelata e realizzata senza che necessariamente annulli lattivit e conomica. Vi sono diversi livelli di pregiudizio alla salute e livelli diversi di tutela d ella stessa. Bardusco in un suo articolo sostiene che per unopera pubblica di gra nde importanza e di vasta utilit si possono accettare anche modesti sacrifici all a salute, e la garanzia di cui allart.32 C rimane in ombra. Decisivo in questa ci rcostanza il ruolo dellamministratore pubblico perch avr il compito di assicurarsi che le iniziative e le opere di cui si decisa la realizzazione non incidano in m aniera grave sulla salute dei cittadini, mentre non potr farsi carico di tutti i

possibili riflessi minori. Lautore indica come criterio di discernimento il tipo di rischio alla salute. Di fronte ad un rischio grave non ammessa una possibile limitazione del diritto alla salute e le stesse opere devono rispondere ad un interesse pubblico. Sarebb e ammissibile tollerare rischi minori quando sia da raggiungere un interesse o u n opera pubblica di decisiva importanza. Trasportata nellambito dellinquinamento elettromagnetico lopinione di Bardusco non sarebbe in grado di veder affievolito il diritto alla salute perch gli elettrodot ti comportano un rischio qualificabile come grave date le forme patologiche pro spettate da parte della letteratura scientifica. Il problema, per, si complica perch, come pi volte ripetuto, i risultati delle inda gini epidemiologiche mancano di certezza scientifica, inoltre il numero dei sogg etti presumibilmente affetti limitato. Lincremento di morbosit e mortalit associato allesposizione studiata riguarda solo u na frazione relativamente piccola della popolazione. Questultimo elemento emergente dalle ricerche epidemiologiche ha comportato un at teggiamento diverso tra gli stessi epidemiologici; Valjus ha affermato che anche un solo caso in pi di tumore infantile di troppo da un punto di vista morale, mentr e altri affermano che i numeri in gioco sono troppo piccoli per costituire un pr oblema. Nello stesso documento svedese dichiarato che bench sia impossibile valutar e una vita umana in denaro, sia anche impossibile per una societ salvare tutte le vite o impedire tutte le malattie gravi, viste la scarsit delle risorse, e si de bba comunque cercare un equilibrio attraverso qualche tentativo di quantificazio ne del problema. Queste diversit di posizioni dipendono dalluso da due criteri diver si: quello della sanit pubblica, e quello della medicina clinica. La dottoressa C. Botti e il dottor P. Comba definiscono il criterio della sanit p ubblica: la sanit pubblica si occupa della salute della popolazione, e se vero che le popolazioni sono composte da singoli individui, anche vero che la protezione della salute pubblica a volte richiede che si venga meno ai diritti dei singoli , come quello alla privacy o alla libert. La medicina clinica, dicono gli stessi autori definita dalla considerazione del valore assoluto delle singole persone; questo un assioma fondamentale, indispens abile per definire i concetti stessi di malattia e salute che non possono essere definiti su nessuna base oggettiva. Il riferimento ai singoli individui necessa rio per definire malattia e salute. Chi adotti il primo metodo risolve il conflitto tra la tutela della salute dei p ochi soggetti interessati dal rischio e il costo da sostenere per proteggerla, c on un approccio utilitaristico o danalisi costo/ benefici secondo i quali la scel ta migliore sar quella che massimizza il benessere collettivo. Ne consegue laccettazione di certi rischi e lobiettivo di minimizzarli per quanto possibile. Diversamente, chi segua i criteri della medicina clinica considerer la vita di og ni essere umano come valore illimitato. Questo dimostra come la problematica dellinquinamento elettromagnetico sia comple ssa per i valori che sottende, per la difficolt di scegliere tra un intervento a protezione del valore salute con costi alti e quello di accettare dei costi uman i. La questione se posta in tal senso, secondo me, dovrebbe risolversi verso la pri ma soluzione, ma in realt gli aspetti del problema possono essere considerati in termini meno assoluti e pi relativi. La salute pu essere protetta e allo stesso tempo le esigenze energetiche possono essere soddisfatte se si abbandona la logica di una visione a senso unico di cia scun interesse; necessario una loro convergenza che comporta rinunce e sacrifici da ambo le parti. Alcune volte, ad esempio gli elettrodotti devono essere comunque realizzati nell a zona prescelta per limportanza che assumono per il contesto economico di quel t erritorio, questo, per, non deve comportare una minaccia per la salute dei reside nti. Si tratta di trovare, allora, soluzioni per i singoli casi. Entrambi gli aspetti, allora, concorrono a dar vita ad una graduatoria di intere ssi pubblici e privati di cui bisogna tener conto nellesercizio della funzione le

gislativa, nellintervento sul territorio e sullambiente e nellideazione e attuazion e di programmi di vario livello. Queste brevi riflessioni evidenziano come tutti gli interessi presenti siano imp ortanti e necessitino di essere realizzati; chiaramente la salute, ha un posto d i preminenza e non consentito costituzionalmente una sua incisione. Il compito d el giurista, del legislatore degli enti di governo e della magistratura quello d i trovare soluzioni adeguate per realizzare un contemperamento tra i valori e co nsentire scelte basate sulla situazione concreta in cui si interviene. 3.Principi del diritto ambientale guida per le scelte degli operatori Nella problematica dellinquinamento elettromagnetico gli operatori del diritto no n hanno come termini di riferimento solo larticolo 32 C e larticolo 43 della C. Nel nostro ordinamento si rinvengono, infatti, principi ambientali che possono r ivelarsi validi strumenti per scelte ragionevoli in tema di campi magnetici, ele ttrici ed elettromagnetici creati da elettrodotti. In questa seconda parte tali principi (principio di precauzione e principio di s viluppo sostenibile) saranno, pertanto, analizzati nella prospettiva di vie da s eguire per scelte adeguate ed equilibrate. 3.1. Il principio precauzionale Punto di partenza laccertata incertezza scientifica sugli effetti prodotti dagli elettrodotti e quindi qui emerge la necessit che il diritto intervenga in modo pr udente. La prudenza come criterio scaturente dallincertezza si concretizza in alcuni pri ncipi, che in parte hanno trovato gi forme di positivizzazione legislativa o giur isprudenziale. Questi sono la valutazione di impatto, il principio precauzionale e il principio di conservazione; si caratterizzano per un diverso grado di prudenza, massimo n ellipotesi del principio di conservazione in virt del quale si deve dare preferenz a allesistenza dellessere umano, mentre minore nella valutazione di impatto dove c u n approccio prudenziale, ma non tale da impedire unazione probabilmente lesiva. In materia di inquinamento elettromagnetico necessario che in materia sia presen te non solo la valutazione dellimpatto che un sistema di distribuzione e di trasp orto di energia comporta, ma anche latteggiamento precauzionale che si fonda sul principio di precauzione. Questo nato in Germania negli anni trenta ed ha assunto una rilevanza internazio nale con la sua previsione nel principio 15 della Carta della Terra elaborata al la Conferenza di Rio del 1992. stato poi enunciato anche nel Trattato di Maastricht allarticolo 130 R, paragrafo due, oggi articolo 174 Trattato di Amsterdam. La politica della Comunit in materia ambientale mira ad un elevato livello di tute la (). Essa fondata sui principi di precauzione (). Lapproccio precauzionale diventato negli ultimi dieci anni il perno di una polit ica di prevenzione dai rischi ambientali ed fondamentale perch richiede che siano adottate misure di tutela dellambiente anche quando non sussiste interamente levi denza di un collegamento causale tra una situazione potenzialmente dannosa e con seguenze lesive dellambiente o manchi una conoscenza competa del fenomeno. Il principio, infatti, si basa sul fatto che manca una certezza scientifica risp etto ai meccanismi che provocano alterazioni o patologie e che le conclusioni sc ientifiche sono tra loro configgenti. La particolarit e la decisivit del principio risiedono, allora, nel disciplinare u na situazione di incertezza scientifica avendo quale meta una maggiore sicurezza nei confronti del danno; infatti, il principio si fonda sullidea come dice la do ttoressa Tallacchini che la sicurezza deve essere tutelata cautelarmene pur in as senza di unevidenza scientifica e questo comporta che il diritto sia chiamato ad i ntervenire con un giudizio di normativo di scientificit in favore dellesito scient ifico maggiormente prudenziale; se lintervento precauzionale non esige la piena d imostrazione dei nessi di casualit, allora la presunzione del rischio deve preval ere ogni qual volta che un qualche collegamento causale tra attivit e danno poten ziale sia riscontrabile.

Tale principio comporta che siano adottabili soluzioni radicali nei casi pi dubbi . Il principio di precauzione comporta a livello normativo linversione dellonere del la prova e la individuazione di standards probatori da utilizzare questultimi a d imostrazione dellesistenza o meno di quel minimo sufficiente per ritenere esisten te o meno il nesso di casualit. La prova deve essere data da chi provoca il danno e deve dimostrarne limprobabili t, mentre chi lo subisce deve controbattere dimostrando la probabilit; il principi o precauzionale si sostanzia, in definitiva, in una presunzione di un potenziale danno allambiente rispetto a determinate attivit, anche perch ritiene provati even ti la cui probabilit sia piuttosto bassa o nellipotesi di equivalenza tra ipotesi contrarie accorda una preferenza allipotesi maggiormente prudenziale. Un dato imprescindibile, nel momento in cui il diritto deve operare una scelta, stando a questa logica deve schierarsi verso il giudizio scientifico pi prudente, ma pur vero che deve essere anche il pi attendibile. Come tutti i principi una formula generale e ampia, non determinata nello specif ico, per cui nel momento in cui viene ad essere impiegato richiede che sia adatt ato, modellato alla situazione concreta presa in esame. Il suo utilizzo non esse ndo prestabilito consente di definire un giusto rapporto tra il valore che si in tende tutelare e gli altri interessi; il criterio prudenziale non la soluzione e strema, un modo di procedere che pu avvenire secondo diverse gradualit. Il principio di precauzione stato richiamato anche nella problematica dellinquina mento elettromagnetico; se ne parla in una risoluzione del Parlamento Europeo de l 5 maggio 1994 ed espressamente richiamato anche dallart. 1 della legge quadro. Nella risoluzione si fa riferimento al principio di precauzione come giustificaz ione dellintervento parlamentare. Questo uno dei principi guida della politica am bientale comunitaria e il suo richiamo non fa che conferire alla decisione dellor gano rappresentativo un supporto autorevole. Il principio di precauzione anche parte portante della legge quadro. Nel larticolo 1 della l. 36/2001 si dice che scopo della presente legge tra laltro atti vare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione di cui allarticolo 174 , paragrafo 2, del trattato istitutivo dellUnione Europea. La valenza che questo principio assume allinterno della legge quadro ben evidenzi ato dal senatore F. Giovanelli; in un intervento antecedente allapprovazione dell a legge ebbe ad affermare che in questa legge quadro, va evidenziato il principi o di precauzione che ne il fondamento etico politico. Ancora il principio di prec auzione fondamentale, poich le conclusioni del mondo scientifico e, in particolar e dellautorit sanitarie sono ancora insoddisfacenti per poter basare una legislazi one su certezze tali da dare alla legge una caratteristica diversa. E la prima volta che il legislatore italiano esplicita chiaramente tra le finalit di una normativa il principio di precauzione; e questo addirittura ispira lintero impianto normativo. E in attuazione di questo principio che il legislatore ha d eciso di adottare misure di cautela per gli effetti a lungo termine, pur in manc anza di dati scientifici certi circa le conseguenze cancerogene. Sempre in linea con il principio citato stato inserito nella disposizione legislativa il fine d i promuovere la ricerca scientifica. E in tema di ricerca scientifica importante segnalare che lart. 4 della legge quadro alla l. b) prevede che lo Stato promuov i la ricerca e lattivit di sperimentazione tecnicascientifica e un programma plurie nnale di ricerca epidemiologica e di cancerogenesi sperimentale al fine di appro fondire i rischi connessi allesposizione ai campi elettromagnetici ad alta e bass a frequenza. Il principio di precauzione comporta che anche di fronte allincertezza si debba i ntervenire e questo pu comportare conseguenze rilevanti per leconomia visto la nec essit di adottare misure finanziariamente gravose. C per chi ha sostenuto che il principio di precauzione debba temer conto dei moltep lici aspetti in gioco, in attesa che gli organismi internazionali competenti, qu ali lOMS diano indicazioni definitive. essenziale che questo principio tenga cont o non solo dellorientamento sullargomento indicato dalla comunit scientifica intern azionale, ma valuti attentamente anche le ricadute sociali ed occupazionali Il risvolto della medaglia , infatti, quello di possibili errori di valutazione a

i quali si sommerebbero gli effetti negativi che ladozione della misura prudenzia le ha sullattivit economica, ma anche di fronte a questa eventualit il conflitto tr a un rischio economico e un rischio per la collettivit deve essere risolto alla l uce del principio prudenziale, in favore di questa ultima, perch preferibile un er rore dannoso per leconomia, errori che limitano uno sviluppo di fatto non rischio so, ma innocuo per il pubblico. Il principio non deve, per, essere utilizzato in maniera radicale cio mirante a im pedire ogni attivit fonte di alterazioni rilevanti dei campi magnetico, elettrico ed elettromagnetico presenti in natura. Dovere di chi competente, quindi, quell o di trovare un punto di equilibrio tra il principio di precauzione, che garanti sca la sicurezza rispetto al rischio derivante dalle tecnologie, e ladozione di s oluzioni e forme idonee che consentano ugualmente lo svolgimento delle attivit pr oduttive, senza escludere che queste possano subire dei costi aggiuntivi, giusti ficati dallesigenza di tutelare un valore fondamentale come la salute umana. Adottare, poi, in tale problematica il principio della conservazione o dellesiste nza significherebbe solo non voler tutelare la salute, ma intavolare uno scontro ideologico senza possibilit di una reale soluzione. 3.2. Lo sviluppo sostenibile Un altro principio presente nel nostro ordinamento, e derivante dalla nostra app artenenza allUnione Europea il principio dello sviluppo sostenibile; Pur non esse ndo stato espressamente esplicitato nella legge quadro, deve essere considerato come uno dei principi fondamentali in materia di inquinamento elettromagnetico. Il principio dello sviluppo sostenibile stato formulato per la prima volta nel 1 987 dalla Commissione mondiale per lambiente e lo sviluppo( Wced) ed uno tra i ca pisaldi dellUnione Europea. Con tale formula si intende il bilanciamento tra lo sviluppo e lambiente. Lo sviluppo sostenibile posto insieme al rispetto dellambiente, nellarticolo due d el Trattato di Maastricht, come uno degli obiettivi a cui si deve ispirare la po litica dellUnione Europea. Nel trattato di Amsterdam ha ricevuto una formulazione ancora pi stringente ed inc isiva. Si legge allarticolo due che La comunit ha il compito di promuovere, mediante linsta urazione di un mercato comune, di ununione economica e monetaria, e mediante lattu azione delle politiche e delle azioni comuni, uno sviluppo armonioso, equilibrat o, e sostenibile delle attivit economiche, una crescita sostenibile, () un elevato livello di protezione dellambiente, () il miglioramento del tenore e della qualit della vita. Importante poi lart sei del Trattato di Amsterdam dove si legge che Le esigenze c onnesse con la tutela dellambiente devono essere integrate nella definizione e ne llattuazione delle politiche e azioni comunitarie, in particolare nella prospetti va di promuovere lo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile, allora, non pi solo lo scopo a cui si deve ispirare la p olitica comunitaria, ma assume il ruolo di guida nelle scelte fatte a livello co munitario e significa un approccio diverso ai problemi. Si tratta di andare ad a nalizzare lattivit delluomo e i suoi valori in relazione allambiente, i modelli di c omportamento e di consumo, per poi passare, una volta acquisita la conoscenza su lle origini dei problemi, ad agire sui modelli di comportamento della societ al f ine di modificarli. Secondo F. Salvia lo sviluppo sostenibile non deve essere considerato principio che ha solo come suo raggio dazione la politica ambientale, ma deve essere visto come clausola generale che abilita la Comunit, e pi in generale i pubblici poteri ad orientare il sistema economico complessivo verso un certo tipo di sviluppo. I l problema diventa, per, quello di definire quali sono gli strumenti da usare per ottenere un ottenerlo. Se lo sviluppo sostenibile deve essere momento di fusione delle esigenze di prod uzione con quelle lato sensu ambientali allora ci non potrebbe avvenire solo attr averso gli standard, i divieti e le normative conformative, ma anche attraverso misure propulsive quali le infrastrutture di un certo tipo, i premi, le agevolaz ioni fiscali, le sovvenzioni. Anche i prezzi di mercato possono essere funzional i allo scopo se questi vengono calcolati sommando anche il costo ambientale.

Si tratta, allora, di una politica ambientale condotta coordinatamente a quella economica che assuma oltre ai suoi classici obiettivi, altri, determinati alla l uce di uno sviluppo equilibrato. Alla base delle scelte strumentali vi deve essere il dialogo tra le parti intere ssate e la consapevolezza che le scelte ambientali non danneggiano, ma favoriscon o la crescita economica ed il benessere sociale, facendo s che gli aspetti ambien tali non siano considerati ostacolo allo sviluppo, ma incentivo per una maggiore efficienza e competitivit. Lo sviluppo sostenibile un principio imprescindibile in una societ industrializza ta che voglia cercare degli equilibri tra la tutela dei valori fondamentali e lo sviluppo tecnologico. Di conseguenza, il principio menzionato pu essere il fondamento di scelte raziona li anche in materia di inquinamento elettromagnetico; oltre ai limiti, ai diviet i, possibile anche adottare misure economiche che consentano di raggiungere lo s copo di una maggiore protezione dai campi elettromagnetici con lattiva collaboraz ione delle societ responsabili della loro creazione. Pur non trovando un esplicito riferimento nel testo legislativo il principio in esame pu essere ritrovato in alcune scelte del legislatore: promuovere tecnologie e tecniche di costruzione che consentano di minimizzare le emissioni nellambient e e di tutelare il paesaggio (articolo 4, l. n. 36 del 2001); individuare tipolo gie di strutture a minore impatto ambientale, paesaggistico e sulla salute dei c ittadini (articolo 5 , l. 36 del 2001); promuovere linnovazione tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare lintensit e gli effetti dei campi elettr ici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili (a rticolo 2, l. n. 36 del 2001). Non irrilevante , inoltre, il mezzo scelto per svolgere queste attivit: laccordo di programma tra lo Stato e coloro che abbiano la disponibilit degli elettrodotti, delle reti di trasmissione e gli esercenti di impianti per emittenza radiotelevi siva e telefonia mobile (articolo 2 e 4 l. n. 36 del 2001). Laccordo di programma funzionale alla ricerca di una soluzione di equilibrio tra i diversi interessi in gioco, pertanto, il prevederlo in questo contesto potrebb e essere indice della volont di cercare di realizzare uno sviluppo armonico rispe tto al bene salute e ambiente. Accordi di programma sempre al fine di favorire e sviluppare tecnologie che cons entano di minimizzare le emissioni e, quindi, di tutelare la salute sono anche p revisti con i gestori dei servizi di trasposto pubblico (articolo 13, legge n. 3 6 del 2001) e con le imprese produttrici di apparecchiature di uso domestico, in dividuale o lavorativo. Queste scelte esprimono lintenzione di attuare uno sviluppo sostenibile; necessar io prevedere, per, ulteriori strumenti e misure specifiche, altrimenti questo pri ncipio potrebbe rimanere solo un buon proposito. Occorre inoltre un ruolo di imp ulso e di direzione degli enti di governo onde evitare che i soggetti gestori sf uggano ai doveri attribuiti loro dalla legge. Probabilmente una misura ben rispondente allo spirito dello sviluppo sostenibile era la proposta di autotassare i cittadini per il risanamento degli elettrodott i con valori superiori a quelli indicati dal D.P.C.M. del 23 aprile 1992; questa proposta, avanzata durante i lavori preparatori della legge quadro, non stata r ealizzata perch pur se accettata positivamente dai comitati di protezione dai CEM e dal maggiore ente energetico, ha suscitato le critiche dellassociazione consum atori. Si tratta di una misura che con un piccolo sacrificio su ogni cittadino c onsentirebbe di intervenire a protezione della salute evitando che lENEL per gli alti costi assuma un atteggiamento di forte opposizione. Sarebbe uno strumento n el quale lesigenza economica e quella della salute trovano una reciproca realizza zione. Altre forme di intervento potrebbero essere le misure economiche o gli aiuti di Stato. Il discorso diventa delicato perch la partecipazione dello Stato italiano allUnion e Europea comporta limpossibilit di aiutare sia direttamente che indirettamente le imprese nazionali, di stabilire misure equivalenti quando falsino o minacciano d i salvare la concorrenza ( Articolo 92 comma I, del Trattato di Amsterdam). Lo st

esso articolo, per, al II comma lettera b, prevede che gli aiuti possono essere concessi perch ritenuti compatibili quando sono destinati ad ovviare ai danni arre cati dalle calamit naturali oppure da altri eventi eccezionali; in questo caso la misura dellaiuto si ritiene che non debba essere superiore al danno ricevuto. Il problema diventa stabilire se nella parola danno si debba far ricomprendere il s acrificio che lente energetico deve sopportare perch non si abbiano effetti sulla salute dei cittadini, o se danno siano le patologie ipotizzate quale effetto del lattivit energetica; in questo ultimo caso il beneficiario dellaiuto sarebbe lo ste sso soggetto che provoca il male. Diventa difficile, quindi, sostenere che lo St ato possa dare aiuti in materia di inquinamento elettromagnetico sulla base di q uesta disposizione, lo potrebbe fare solo nellipotesi in cui non abbia riflessi s ul mercato europeo. Del resto la ratio della norma non quella di perseguire uno sviluppo sostenibile , ma di aiutare imprese che, a causa di eventi fuori dalla loro prevedibilit, ris chiano di perdere la loro capacit concorrenziale. 4. Limportanza dellinformazione La notizia precisa e corretta come condizione per decisioni consapevoli e adegua te Le osservazioni sopra svolte risulterebbero meno efficaci nella pratica se non s i affrontasse uno degli aspetti pi delicati e importanti della problematica ogget to desame: linformazione. Tramite i mezzi di comunicazione il problema stato portato allattenzione dellopin ione pubblica e tramite gli stessi si creato un allarmismo pericoloso causando a nsia nei cittadini. Questo un aspetto che una corretta informazione deve evitare . I giornali, i programmi televisivi che hanno trattato largomento hanno mostrato n umerosi casi di persone malate e indicato come responsabili gli elettrodotti, i telefonini o le antenne usate nelle telecomunicazioni. Al di l del riscontro scientifico di tali conclusioni il problema che emerso stat o quello di uninformazione non sempre completa trasmessa ai cittadini. Linformazione insieme con il criterio della prudenza scientifica lelemento base pe r garantire decisioni adeguate e accettate dalla societ. I cittadini possono esse re in grado di effettuare delle scelte, di agire in un determinato modo solo se posseggono quel bagaglio di conoscenze che gli consenta di dare un giudizio crit ico. Il compito del giornalista rendere lopinione pubblica, che ha o non ha conosc enze, consapevole dei problemi da affrontare. Di conseguenza deve informare il p ubblico dei vantaggi, dei problemi, e anche dei rischi dei quali il progresso sc ientifico portatore. Pi che mai in questa materia dove vi incertezza necessario che linformazione sia c orretta. Il diritto allinformazione un aspetto fondamentale della politica ambientale che si esplica nel diritto daccesso alle informazioni e nel diritto a ricevere inform azioni. In tema di inquinamento elettromagnetico laspetto maggiormente importante il diri tto a ricevere informazioni; il problema non , infatti, quello di ottenere i dati , le statistiche, ma semmai quello di essere informati. Secondo il prof. Grassi il diritto a ricevere informazioni si esplica in tre mod i: il diritto alla correttezza e allobiettivit delle informazioni; il diritto ad ottenere il massimo di informazioni da parte dei soggetti che inte rvengono; il diritto alla continuit delle informazioni; Perch sia assicurato il diritto alla correttezza e allobiettivit delle informazioni necessario il rispetto di alcuni criteri che garantiscono la fase dellacquisizio ne dei dati e quella della loro raccolta e gestione. Importante la fase dellistruttoria a cui segue quella della valutazione dei dati nella quale si possono usare diversi metodi valutativi. La legge n. 36 del 2001 allarticolo 7 prevede listituzione di un catasto nazionale

da coordinare con quelli regionali nel quale sono inseriti i dati relativi a so rgenti fisse connesse ad impianti, sistemi ed apparecchiature. I dati devono ess ere raccolti secondo determinate modalit definite dal Ministro dellAmbiente di con certo con i ministri competenti per gli specifici impianti. Questi dati riguarda no, per, solo un aspetto dellinformazione. Linformazione concerne i risultati scientifici, le innovazioni tecnologiche, gli effetti eliminabili o riducibili, le misure di prevenzione. Rispetto a questi da ti linformazione deve essere il pi possibile obiettiva e completa per evitare lalla rmismo, lindifferenza, e la speculazione di chi offre falsi rimedi. Larticolo 4 della legge quadro prevede che lo Stato coordini lattivit di raccolta, di elaborazione e di diffusione dei dati e informi annualmente il Parlamento. Ta le compito la legge, allarticolo 7, lo assegna ad un comitato, denominato Comitat o 2, il quale si dovrebbe avvalere del contributo, reso a titolo gratuito, di en ti, agenzie, istituti ed organismi aventi natura pubblica e competenze specifich e nelle diverse materie di interesse della legge. Il momento della raccolta dei dati scientifici e della loro valutazione sono fon damentali per avere unesatta cognizione del problema; rilevante , pertanto, garant ire lindipendenza di chi svolge queste attivit, che per questo dovrebbero essere a ffidate a un collegio, che abbia una formazione tecnica corrispondente allindagin e da svolgere. Nel disegno di legge si rinvenivano disposizioni che prevedono lut ilizzo di consulenze tecniche e organi competenti in materia ambientale, anche s volte da soggetti non pubblici. Il disegno di legge prendeva atto, cos, della sit uazione di fatto esistente in materia di inquinamento elettromagnetico: accanto al ruolo istituzionale ricoperto dallISS e dallISPESEL vi sono fondazioni scientif iche che svolgevano e svolgono indagini epidemiologiche e che in passato erano s tate utilizzate anche da parte della magistratura. La legge n. 36 del 2001 prevede il ricorso a istituzioni private nel pro gramma pluriennale di ricerca epidemiologica e di cancerogenesi, richiedendo, pe r, quale requisito quello di essere enti senza fini di lucro, il che difficile pe r lesistenza degli stessi soggetti. Il ricorso a tali organismi , molte volte, ind ispensabile per la carenza di strutture e di mezzi a livello amministrativo. Rispetto ai soggetti esterni allorganizzazione amministrava si tratta, allora, di individuare criteri che possano permettere di garantire la loro attendibilit. Ce rtamente un elemento decisivo dare agli istituti di ricerca dei sovvenzionamenti che, senza pesare sul bilancio dello Stato, potrebbero essere attinti dai prove nti delle sanzioni irrogate. Altrimenti, il rischio quello che gli istituti sian o finanziati da chi tra le parti ha maggiori disponibilit economiche, provocando, cos un dubbio sulla validit dei risultati ottenuti. Laltro momento importante per la corretta informazione quello della gestione dei dati. Sulla P.A. dovrebbe gravare lobbligo di avere raccolte ufficiali di dati, t enute e gestite da soggetti dotati di indipendenza. Le agenzie regionali per lambi ente hanno anche il compito di raccogliere i dati e organizzarli per settore; or amai quasi tutte quelle attualmente esistenti ne hanno un settore assegnato allel ettrosmog. Il problema , per, quello di assicurare un controllo di quegli organism i che operano fuori dallamministrazione e acquisiscono informazioni che poi diffo ndono per conto di chi opera nel settore. Lindipendenza del soggetto che raccogli e e trasmette linformazione necessaria proprio in quei settori dove vi sono inter essi contrapposti e di cui una parte sono economici, come nel nostro caso. Un altro momento decisivo ai fini di una informazione corretta la capacit di trad urre quelle che sono conoscenze altamente specialistiche e dati statistici in un a forma idonea a rendere il cittadino edotto sul problema e capace di esprimere una propria valutazione. Questo significa anche che le informazioni non devono es sere frastagliate e sporadiche, ma continue ed aggiornate. Tutto questo mancato nel caso dellinquinamento elettromagnetico; gli organi di in formazione non solo non sono stati capaci di rendere fruibili le conoscenze esis tenti, ma hanno soprattutto mancato di dare una rappresentazione completa, obiet tiva, capace di cogliere tutti gli aspetti del problema ( che sono pure numerosi coinvolgendo una molteplicit di interessi e valori). Probabilmente il motivo deve essere ricercato in unimpreparazione dei giornalisti ; necessario che colui che informa sia preparato, non si pu far conoscere una que

stione senza prima averla conosciuta e capita. Il problema diventa quello di con sentire a coloro che fanno informazione di frequentare corsi specifici inerenti ta le problematica. Questo quanto stato suggerito anche dagli stessi giornalisti sc ientifici che hanno sottolineato la necessit di capire per informare correttament e. C, inoltre, il diritto ad avere il massimo delle informazioni e questo funzionale a garantire la partecipazione e lintervento degli interessati nei procedimenti. S i tratta di ricevere tutte le informazioni per poi essere in grado di poter dial ogare nel dibattito sugli interessi coinvolti. Nella procedura di VIA, sede priv ilegiata per valutare in contemporanea la molteplicit degli interessi, la raccolt a delle informazioni ha un ruolo importante, essendo, infatti, previste inchies te pubbliche. Linformazione, inoltre, non deve essere vista solo come diritto dei cittadini, ma anche come diritto di chi svolge compiti decisionali. Il legislatore, come lammi nistratore o il giudice deve poter avere la possibilit di acquisire informazioni molteplici e corrette, deve poter conoscere tutte le angolature della questione perch poi deve prendere delle decisioni. Da qui si evince limportanza che linformazione e le connesse problematiche evidenz iate siano trattati nella legge sulla protezione dai CEM perch uninformazione corr ettamente posta pu costituire il mezzo per una disciplina che risulti pienamente adeguata e rispondente alla situazione concreta. Lo stesso Presidente del Consorzio Elios ha affermato Credo che lobiettivo di forni re una corretta informazione sia il contributo pi significativo che noi possiamo dare per far conoscere i problemi reali, portandoli nel corso della discussione nella corretta prospettiva e nella giusta valutazione delle questioni rilevanti. Questa legge quadro manca di una disciplina informativa completa e incis iva; al di l dei riferimenti normativi inerenti alla raccolta dei dati, la legge non interviene sullinformazione; in particolare non indica criteri e modalit per g arantire la corretta informazione del cittadino comune. Larticolo 10 affida al Mi nistro dellAmbiente di concerto con i Ministri di Sanit, dellUniversit e della Ricer ca scientifica e della scuola di inserire la tematica dellinquinamento elettromag netico nelle campagne di informazione e di educazione ambientale. Una campagna a mbientale un qualcosa, ma molto poco se poi non si interviene sulla validit delle notizie acquisite e distribuite alla collettivit. In materia di inquinamento ele ttromagnetico linformazione ha un ruolo importante per realizzare un intervento e fficace, per cui forte la necessit di una disciplina legislativa che intervenga a tracciare le linnee guida di un valido sistema informativo. dott.ssa Maria Rosaria Fumarola Avvocatura Distrettuale di Firenze La parola elettromagnetico la terminologia usata dai fisici per spiegare un dete rminato fenomeno: lelettromagnetismo. Il termine inquinamento indica una patologi a che si ha nellambiente, unalterazione dellhabitat naturale perch si rompe lequilibr io. Questo dovuto a diversi fattori tutti causati, per, dalloperare delluomo. Si pa rla di inquinamento elettromagnetico quando si in presenza di campi elettromagne tici superiori a quelli del fondo naturale e in particolare ci si riferisce agli effetti generati dalle onde elettromagnetiche prodotte da determinate sorgenti artificiali e con certe caratteristiche. Di questa nuova problematica si parl per la prima volta nel 1979; venne in rilievo casualmente in seguito ad una ricerca epidemiologica condotta dalla dottoressa Nancy Whertheimer, ricercatrice del di partimento di Medicina preventiva dellUniversit di Denver, Colorado. Lei stava svo lgendo unindagine epidemiologica, doveva studiare i casi di tutti i bambini e gli adolescenti morti di cancro a Denver dal 1950 al 1973. I tumori che riscontrava erano la leucemia, il linfoma e il tumore al cervello. La ricercatrice dopo ave r ricostruito la storia clinica dei 344 soggetti e averne individuati altri 344 ai fini del controllo, non riusciva ad individuare il fattore di diversit tra le due categorie. La svolta fu casuale come spiega la stessa dottoressa uscendo dall a casa dove era vissuto un bambino malato di cancro, notai un trasformatore di c orrente a pochi metri di distanza e improvvisamente mi ricordai di aver visto og

getti simili vicino alle abitazioni dei casi in Onde Sospette, L. Carra, Ed. Riun iti, Roma, 1994, 11. Da allora sono iniziate nei paesi industrializzati indagini epidemiologiche volt e ad accertare lesistenza di una possibile correlazione tra i campi elettrici, m agnetici generati da elettrodotti e le forme di cancerogenesi. In Italia, linquin amento elettromagnetico stato conosciuto in seguito alla protesta degli abitanti della Versilia preoccupati per limpatto ambientale che sarebbe stato provocato d alla costruzione di una nuova linea elettrica di notevoli dimensioni diretta a c ollegare una parte della Liguria con la Toscana; inizialmente le argomentazioni addotte dai cittadini erano di tipo paesaggistico, ma poi un cittadino lesse un articolo nel quale si riferivano i risultati dellindagine di Whertheimer e Leeper (il fisico che la affianc nella ricerca), e cos inizi un procedimento civile prece duto dalla richiesta di sospendere la costruzione del nuovo elettrodotto. Il Pre tore di Pietrasanta accolse la richiesta che fu poi revocata dal Tribunale di Lu cca; la richiesta si fondava sulla lesione del diritto fondamentale alla salute riconosciuto e garantito dallarticolo 32 della Costituzione. Il caso giurisprudenziale ebbe eco e numerose furono le richieste di ordinanze c autelari che sospendessero lattivazione degli elettrodotti o la loro costruzione: iniziarono a costruirsi comitati di cittadini che chiedevano la protezione dell a salute dagli effetti provocati dagli impianti di produzione, trasporto e distr ibuzione dellenergia elettrica. Laumentata preoccupazione spinse il governo ad ema nare un decreto del 23 aprile 1992 nel quale si fissavano dei limiti di esposizi one ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti. Nei giorni succe ssivi fu emanato un decreto, 27 aprile 1992, attuativo delle norme comunitarie s ulla valutazione di impatto ambientale per gli elettrodotti di nuova costruzione . I limiti e le distanze stabilite nei decreti erano diretti a proteggere dagli effetti acuti dei campi elettrici e magnetici, ma non da quelli cronici; i primi sono quelli immediatamente percepibili dal soggetto, gli altri sono quelli che si manifestano in modo latente e solo a seguito di unesposizione prolungata e son o, anche, quelli pi pericolosi perch assumono forme tumorali. Gi nei primi anni 90, la richiesta di protezione da parte dei cittadini indusse alcune Regioni quali, il Veneto, la, lEmilia Romagna, a emanare delle leggi regionali in materia; dal 1 999 in poi molte Regioni hanno legiferato in merito. Si arrivati, poi, dopo un l ungo iter parlamentare allapprovazione della legge quadro del 22 febbraio 2001. Al Convegno Ambiente e Diritto svoltosi a Firenze nei giorni 11 e 12 giugno 1998 l a dottoressa M. Tallachini ha presentato uno studio dettagliato e completo sul r apporto che dovrebbe correre tra la scienza e il diritto e sui canoni che il dir itto dovrebbe seguire in presenza di incertezze scientifiche, in Diritto per la natura, in Ambiente e diritto, S. Grassi, M. Cecchetti, Firenze 1999, 73. La rela trice afferma che il sapere incerto non pu essere considerato luogo dove tutte le ipotesi si equivalgono lasciando lignoranza in una condizione di non argomentabi lit; evitare di affrontare il discorso significa adagiarsi ad un atteggiamento di ripiegamento e di difesa che sembra chiudere uno sguardo indagatore sul futuro. Il diritto non pu esimersi dallintervenire essendo finalizzato a regolamentare i rapporti tra gli uomini come a garantire i loro diritti fondamentali. In situazi oni di incertezza scientifica chiamato a svolgere un ruolo attivo. Lincertezza c he c e che difficilmente da qui a poco tempo pu mutarsi in certezza non giustifica una rinuncia da parte del diritto ad intervenire, invece, acquista una connotazio ne normativa nel senso che lignoranza dei fenomeni naturali che la determina non rimane una constatazione inerte, ma diviene una consapevolezza attiva sulla via da seguire. Tale condizione deve, cio, determinare ladozione di un atteggiamento p rudenziale, di un dovere di cautela e di prevenzione perch nellintervenire il diri tto operer necessariamente una scelta tra le diverse opinioni scientifiche sciogli er il nodo non districato dalla scienza ( M. Tallachini). Il problema diventa allora, quello di comprendere in che modo loperatore del diri tto dovr agire per garantire che le scelte fatte siano consapevoli e dotate di un a loro scientificit. A suo parere si tratta di adottare il metodo scientifico nel diritto, il diritto, assiologicamente non neutrale, deve scegliere tra giudizi scientifici non neutrali, e nel fare ci deve giustificare nel modo pi scientifico e neutrale. La ricerca scientifica nel suo operare deve mettere in risalto i val

ori seguiti, catalogarli, chiarirli e motivarli nelle procedure scientifiche; al lo stesso modo il diritto quando disciplina una situazione di incertezza scient ifica deve esplicitare i criteri che lo hanno portato a fare una determinata sce lta e deve illustrare questi usando le migliori procedure scientifiche. Quello che si evince losmosi che ci deve essere tra diritto e scienza, dove la sc ienza deve essere la base su cui il diritto fonda le sue decisioni e per questo a lei spetta il compito di fornire al diritto i pi adeguati criteri di valutazion i delle proposizioni scientifiche. Al diritto, per, compete esplicitare i criteri di valutazione e i valori disponendoli nella scala gerarchica e la scienza deve conseguentemente adeguare ai valori del diritto quelli dei suoi giudizi. Comunemente quando si parla di inquinamento elettromagnetico ci si riferisce agl i effetti prodotti dalle onde elettromagnetiche ricompresse nella frequenza di 3 00 GHz, e prodotte da sorgenti artificiali quali telefoni cellulari, apparecchi di telecomunicazioni, elettrodomestici, linnee elettriche. Nellaffrontare questa problematica necessario, per, operare una distinzione rispetto al tipo di frequen ze che originano tale specie di inquinamento. La fisica sanitari divide lo spett ro in due parti: le alte frequenze e le basse frequenze. Le onde che caratterizzano la parte dello spettro elettromagnetico a bassa frequ enza sono ricompresse tra 3 Hz e 300 Hz; la lunghezza donda inversamente proporzi onale alla frequenza, ed compresa tra 100.000 Km e i 1000 KM. Le sorgenti artifi ciali sono gli apparecchi elettrici funzionanti a 50 Hz in campo industriale, do mestico e la produzione, trasformazione e distribuzione dellenergia, ossia gli el ettrodotti. Lintensit del campo determinato dallelettrodotto dipende dallentit delle correnti che circolano nei conduttori, dalla distanza dalla linea, dallaltezza e della disposizione dei conduttori e nelle linee con pi terne dallordine delle fasi . Le ricerche epidemiologiche sugli effetti degli elettrodotti sulla salute uman a sono pervenute a risultati pi certi rispetto agli effetti provocati da sorgenti di campi elettromagnetici ad alta frequenza, comunque, anche in questo settore non si giunti a nessun risultato definitivo. Gli effetti sanitari sono distinti in acuti e cronici. Quelli acuti sono direttamente percepibili in seguito ad unes posizione e in relazione a questi gli studi scientifici hanno raggiunto uniformi t di vedute e sono provocati dalleffetto di riscaldamento del corpo umano. Quelli cronici, anche detti a lungo termine, sono in maggioranza forme di cancerogeni, neoplasie mammarie, neoplasie infantili, tumori al cervello; in particolare si r itiene che esista una correlazione tra gli elettrodotti e le leucemie infantili. in tal senso Bevitori P.,Inquinamento elettromagnetico: Aspetti tecnici, sanita ri e normativi, Maggioli, Rimini, 1998, 70 ss. Le alte frequenze sono le onde ricompresse in una bada di frequenza che va da 30 0 MHz a 300 GHz, definite pi frequentemente radiofrequenze RF e microonde MW. Le sorgenti tipiche sono impianti di: telefonia mobile, diffusione radio tv, radar, satellitari, radio amatori, ponti radio. Il campo elettromagnetico prodotto ha la propriet di propagarsi a distanze molto grandi dalla sorgente che lo ha genera to ed , infatti, su questa propriet che si basa tutto il sistema delle telecomunic azioni e relative tecnologie. Differentemente dalle conoscenze scientifiche acqu isite sugli effetti prodotti dalle basse frequenze per queste non si sono raggiu nti ancora dati abbastanza certi. In relazione al tipo di frequenza delle onde diversi sono, quindi, gli effetti e anche le conoscenze scientifiche raggiunte. In queste pagine per esigenza di si ntesi lesposizione far riferimento al solo fenomeno dellinquinamento elettromagneti co da elettrodotti. Ci non esclude che, data la finalit del presente lavoro, alcun e osservazioni siano valide per qualsiasi forma di inquinamento elettromagnetico . La salute in quanto diritto fondamentale inalienabile, intrasmittibile, indispon ibile e irrinunciabile, caratteristiche queste che evidenziano limpossibilit di po rla in secondo piano. B. Caravita di Toritto, Costituzione, principi costituzionali e tecniche di norm azione per la tutela dellAmbiente, in Ambiente e diritto, di S. Grassi, M. Cecchet ti, Firenze, 1999.

M. Luciani, Il diritto alla propria integrit psico-fisica, in Voce Salute, Eniclop edia Giuridica, Torino, XXIV, 5. Vedi anche voce Salute, dal latino salus, -salutis= salute, incolumit, integrit, s oprattutto come stato di benessere, di tranquillit, dintegrit individuale o collett iva; stato di benessere fisico e di armonico equilibrio psichico dellorganismo um ano, in quanto esente da malattia, imperfezioni e disturbi organici o funzionali ; in Vocabolario della Lingua Italiana, Istituto Enciclopedia Italiana, Treccani , Roma, 1994. Per Integrit psico-fisica ci si riferisce non solo ad uno stato di benessere fisic o, ma anche mentale.Nella nostra Costituzione la persona intesa come qualcosa di assolutamente unico e non separabile, composto di corpo e mente. Questaccezione de lla salute quella che lordinamento ha garantito fin dallinizio e in modo costante. Lintegrit psico-fisica diritto negativo e diritto soggettivo perfetto. Diritto ne gativo perch la pretesa a che i terzi si astengano da qualunque comportamento pre giudicante la salute, sia nei rapporti di diritto pubblico che di diritto privat o.Diritto soggettivo perfetto perch esiste anche in assenza dellintervento del leg islatore o della Pubblica Amministrazione. Il bene protetto dalla norma non ha b isogno dellintervento del legislatore per ottenere una forma di tutela (M. Lucian i, Il diritto alla salute come diritto fondamentale, in Voce Salute, op. cit, 2). Negli anni 70 era stata sentita la necessit di tutelare lambiente circostante, ma n ella nostra costituzione manca una norma che riconosca lambiente in s come bene da tutelare o valore da preservare. I giuristi hanno cercato di trovare un fondamento normativo a tal esigenza e la loro attenzione si posta inevitabilmente sullart. 9 della costituzione che tutela il paesaggio e i beni architettonici. Questa norma pur estendendola non in grad o da sola di ricomprendere le multiformi sfaccettature dellambiente e soprattutto non idonea a fondare il diritto allambiente quale diritto fondamentale dei singo li. In via pretoria e da parte della dottrina (M. Luciani, Il diritto allambiente sal ubre, voce Salute, op. cit., 7; A. Corassaniti, La tutela degli interessi diffusi davanti al giudice ordinario, in Riv. Dir. Civ, 1978, 180) stato utilizzato lart. 32 collegato allart. 9 C per fondare il diritto allambiente salubre come condizion e e garanzia di effettivit dello stesso diritto alla salute; lambiente non inteso i n senso onnicomprensivo, ma in relazione ad un suo particolare aspetto quello di essere lambiente di vita delluomo. G. Camera, Rapporto tra danno ambientale e danno biologico, in Rassegna Amministr ativa della Sanit, 1997, 118. La differenza tra la protezione allambiente ottenibile dallart. 9 della C e quella , invece, data dallart.32 nel diverso modo di considerare lambiente; il primo lo c onsidera come paesaggio, ambiente naturale, sistema ecologico, quindi il bene amb iente dellart. 9 inteso in senso generale, habitat naturale, la cui protezione un interesse qualificabile della collettivit. Quello, invece, a cui si appresta una protezione con lart. 32 della C lambiente dove vive luomo e la cui protezione un in teresse principalmente dellindividuo, linteresse a vivere in un ambiente salubre. Lart 9 tutela la natura prescindendo dallimportanza e dallutilit che tale tutela pos sa avere sulluomo. Lart 32 considera tutto ci che finalizzato a garantire la salute umana. La salute dellindividuo condizionata dal mondo esterno in cui vive, si muove e la vora. La salute delluomo pu subire danni dalla degradazione dellambiente e la tutel a dellambiente comporta di norma la tutela della salute umana. Il mantenimento de llo stato di salute dipende quindi anche dallambiente circostante. M. Comporti, T utela dellambiente e tutela della salute, in Rivista Giur. dellAmbiente, 1990, 192 G. Camera, op. cit. 118. M. Luciani, voce Salute, op. cit., 6; Nel progetto di riforma dellart 32. della C ostituzione, si evidenzia che questo modo di percepire il diritto alla salute co mune anche al mondo istituzionale; infatti, la Commissione Bozzi prevedeva al I comma La Repubblica tutela la salute degli individui, anche mediante cure gratui te, e la salubrit degli ambienti di vita e di lavoro, come fondamentali diritti d ella persona umana e interesse della collettivit. Anche la giurisprudenza ha sottolineato questo legame, fondando il diritto allamb

iente salubre come esplicazione del diritto alla salute alla pari di quello allin tegrit psico-fisica. La Cassazione, infatti, ha esteso il diritto alla salute, de llart.32 C, oltre i normali confini della tutela della vita e dellincolumit fisica delle persone, fino a ricomprendervi la conservazione delle condizioni esterne a lla persona stessa, perch considerate necessarie al suo benessere; ha cos ricondot to il diritto allambiente salubre nel diritto alla salute. Nelle sentenza del 5 l uglio 1979 n.3819 e del 6 ottobre 1979 n. 5172 la Suprema Corte ha affermato che la tutela giuridica non si limita allincolumit fisica delluomo supposto immobile n ellisolamento della sua abitazione, ma si estende alla vita associata delluomo nei luoghi delle varie aggregazioni nelle quali questa si articola e, in ragione de lla sua effettivit, alla preservazione, in quei luoghi, delle condizioni indispen sabili o anche soltanto propizie alla sua salute. Cass., SS.UU., del 6 ottobre 19 79, n.5172, in Giur. it., I, 1, 1980, 464; Considerare lambiente salubre interesse della collettivit ha portato confusione nel lo stabilire il regime giuridico dellambiente salubre, sotto il profilo in partic olare del diritto di difesa. Alcuni hanno ritenuto che si possa esercitare solo unazione di tipo collettiva perch linteresse bene-ambiente un interesse diffuso o c ollettivo; in senso contrario quella parte della dottrina e della giurisprudenza che, partendo dalla constatazione che questo un diritto anche del singolo, anzi un naturale prolungamento del diritto allintegrit psico-fisica, conclude nellafferma re lidentit del regime giuridico dellart.32 C cio lesistenza di un parallelo diritto soggettivo di difesa sia per lintegrit psico-fisica che per lambiente salubre (M. L uciani, Il diritto costituzionale alla salute in Dir. Soc., 1980, 809). Ci si spiega perch in questo contesto il termine ambiente inteso in una dimensione soggettiva, derivato dal diritto del singolo alla salute, esso stesso un diritt o soggettivo di natura personalissima perci la protezione giudiziale dellambiente si ha con lesercizio dellazione individuale, ma questo non deve far escludere la n ecessit di potenziare anche le forme di azione collettiva. La protezione dellambie nte salubre insoddisfacente se si limita a quella promossa dal singolo, allo ste sso modo di una tutela che si arresti solo al profilo della difesa. Solitamente luomo ha considerato gli effetti negativi di alcune sostanze inquinan ti sulla propria salute, ma solo successivamente allemersione del problema a live llo ambientale; in questa tematica, invece, fin dallinizio quello che risaltato a llattenzione dellopinione pubblica stato il danno alla salute. Questo si spiega pe rch alcune ricerche, iniziate nei primi anni 70, hanno rilevato patologie di note vole gravit tra le quali forme di cancerogenesi in prossimit degli elettrodotti; d a allora stato ipotizzato un nesso di casualit tra gli elettrodotti e danni alla salute umana. Di fronte alla possibilit di tali malattie i soggetti si sono mossi per vedere tutelato quello che un diritto fondamentale e costituzionalmente gar antito. M. Luciani, Localizzazione delle centrali elettriche, in Riv. Giur. dellAmbiente, 1990, 164. M. Luciani, Localizzazione delle centrali elettriche, op. cit., 169. G. Gentile, P. Scarpitti, Ambiente ed Energia: Una convivenza difficile, in Rasse gna Giuridica dellEnergia, 1987, 870. G. Gentile, P. Scarpitti, Le autonomie locali tra ambiente ed energia, in Sanit Pu bblica, 1992, 1002. G.Gentili, P. Scarpitti, Ambiente ed Energia: una convivenza difficile, op. cit. , 871. M. Lucani, Localizzazione delle centrali elettriche, op. cit., 170. G. Gentili, P. Scarpitti, Ambiente ed Energia: una convivenza difficile, op. cit ., 872. F. Roversi Monaco, Le libert individuali, prerogative regionali, in Rass. Giur. de llEnergia Ell., 1987, 280. Voce Salute, in Digesto, 526. M. Luciani, Localizzazione delle centrali elettriche, op. cit., 169. S. Grassi, Problemi di diritto costituzionale ambientale, in Raccolta di saggi in onore di Paolo Barile, Firenze, 1997, 6. A. Bardusco Diritto alla salute e decisioni, in Sanit Pubblica, 1983, 427.

Botti, P. Comba, Valori etici nella regolamentazione dellesposizione a campi elett romagnetici, in Ann. Ist. Super. Sanit, vol.34, n.2, 1998, 277. Botti, P. Comba, op cit, 277. Botti, P. Comba, op cit, 277. M. Tallacchini, op. cit., 22. F. Salvia, Sviluppo sostenibile, in Riv. Giur. dellAmbiente, 1998, 241. M.Tallacchini, op. cit., 24. M,Tallacchini, op. cit., 25. In sede Europea il problema dellinquinamento elettromagnetico stato affrontato pe r la prima volta dal Parlamento in seguito ad una proposta di risoluzione presen tata dagli onorevoli Santos, Venier e Pimenta avente ad oggetto la lotta contro g li inconvenienti provocati dalle radiazioni non ionizzanti. Dopo lesame della Com missione competente stata emanata la risoluzione rivolta alla Commissione e al C onsiglio; Doc. A3-0328/94, in GUE del 25/7/94, n C205/440. F. Giovanelli, Intervento ala tavola rotonda del 20 ottobre 1999 Esposizione ai Campi Elettromagnetici quale informazione normativa o scientifica?, in Gazzetta A mbiente,1999, 49. D. Kraus, intervento alla tavola rotonda del 20 ottobre 1999, Esposizione ai Camp i Elettromagnetici quale informazione normativa o scientifica?, in Gazzetta e Amb iente, 2000, 43. M.Tallacchini, op. cit., 25. F. Salvia, op. cit., 237. S. Grassi, Problemi di diritto costituzionale dellambiente, Raccolta di saggi dedi cati a Paolo Barile, Firenze, 1997. G. Cocco, Nuovi principi ed attuazione della tutela ambientale tra il diritto com unitario e il diritto interno, in Ambiente e Diritto, di S. Grassi, M. Cecchetti, Firenze, 1999. F. Salvia, op. cit., 238. G. Cocco, op. cit., 5. P. De Paoli, Intervento alla Tavola Rotonda del 20 ottobre 1999, in gazzetta Amb iente, op. cit. 44. S. Grassi, Problemi di diritto costituzionale dellambiente, op. cit. 111 S. Grassi, Problemi di diritto costituzionale dellambiente, op. cit.,112. S. Grassi, Problemi di diritto costituzionale dellambiente, op. cit., 113. S. Grassi, Problemi di diritto costituzionale dellambiente, op. cit., 114. Il Consorzio Elios, Qualit e ambiente nelle telecomunicazioni, stato costituito d alle maggiori imprese nazionali attive nella realizzazione degli impianti di ter ra per telefonia mobile Alcatel, Ericson, Italtel e Nokia, tutte rappresentate i n Anie. Vedi anche D. Kraus, Intervento alla tavola rotonda del 20 ottobre 1999, Esposizi one ai Campi Elettromagnetici quale informazione normativa o scientifica?, cit 43 .