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ROGER ZELAZNY IL CAVALIERE DELLE OMBRE (The Knight Of Shadows, 1990) 1.

Il suo nome era Julia, ed ero dannatamente certo che fosse morta quel 30 Aprile in cui tutto era cominciato. La mia scoperta dei suoi macabri resti e l'eliminazione da parte mia della bestia simile ad un cane che avevo pensato l'avesse uccisa, era la simpatica maniera in cui era cominciata la cosa. Eravamo stati insieme, e suppongo che fosse proprio per quel fatto che era iniziato tutto. Molto tempo prima... Forse avrei dovuto fidarmi maggiormente di lei. Forse non avrei mai dovuto farle fare quella passeggiata tra le Ombre che aveva provocato il suo rifiuto e l'aveva allontanata da me, spingendola lungo strade oscure e nello studio di Victor Melman, uno sgradevole Occultista che in seguito avevo dovuto eliminare: quello stesso Victor Melman che era stato il burattino di Luke e di Jastra. Ma adesso, forse soltanto forse avrei potuto essere nella posizione di perdonare me stesso per quello che pensavo di aver fatto, perch sembrava che non avessi fatto proprio un bel niente, dopotutto. O quasi niente... O meglio, avevo saputo di non esserne stato il responsabile nel momento in cui lo avevo fatto. Fu quando affondai il pugnale nel fianco del misterioso Mago Maschera, che aveva incrociato per un certo periodo la mia strada, che scoprii che Maschera era in realt Julia. Il mio fratellastro Jurt il quale cerca di uccidermi con una costanza che nessun altro ha mostrato nell'intera faccenda la port via furtivamente, e poi entrambi scomparvero subito dopo la sua trasformazione in un Trionfo vivente. Mentre lasciavo di corsa la Fortezza della Cittadella dei Quattro Mondi in fiamme, il crollo di un timpano mi obblig a scansarmi rapidamente, intrappolandomi in un vicolo cieco pieno di rottami e di raggi brucianti. Una pallina scura di metallo in quel momento luccic sorpassandomi, dando l'impressione di ingigantire nello sfrecciare. Colp il muro e lo attravers, lasciando un buco in cui ci si poteva intrufolare, un suggerimento questo che non tardai a seguire. Ritrovatomi all'esterno, saltai il fossato, usando le mie estensioni del Logrus per buttare gi una sezione della palizzata e sbaragliare un drappello di soldati, prima di voltarmi indietro e gridare: Mandor!

Sono qui, disse la sua voce tranquilla da dietro la mia spalla sinistra. Mi girai in tempo per vederlo afferrare una sferetta metallica, che rimbalz una volta davanti a noi per poi cadere nella sua mano protesa. Lui si lev dallo sparato nero le tracce di cenere e si pass una mano tra i capelli. Poi sorrise e si volt a guardare la Fortezza in fiamme. Hai mantenuto la promessa fatta alla Regina, osserv, e non credo che ci sia altro da fare qui per te. Vogliamo andarcene, adesso? Jastra ancora dentro, risposi, per farla finita con Sharu. Credevo che non ti servisse pi. Scossi la testa. Sa ancora parecchie cose che io non conosco. Cose di cui avr bisogno. Una torre di fuoco cominci a sollevarsi dalla Fortezza: fermandosi e torreggiando per un momento, torn a rialzarsi ancora pi possente. Non avevo capito, disse. Sembra che voglia ostinatamente il controllo di quella fontana. Se adesso dovessimo allontanarla, quello Sharu la reclamerebbe per s. Ha importanza? Se non la porto via, potrebbe ucciderla. Mandor scosse la testa. Ho la sensazione che sar lei ad avere ragione di lui. Accetteresti di fare una piccola scommessa? Vorrei che tu avessi ragione, disse, guardando la fontana che continuava la sua scalata verso il cielo. Feci un gesto nella sua direzione. Quella cosa sembra un getto di petrolio. Mi auguro che il vincitore sappia come soffocarla... se poi ci sar un vincitore. Nessuno dei due pu resistere ancora per molto, con l'intero edificio che sta crollando. Sogghign. Tu sottovaluti le forze che hanno generato per proteggersi, disse. E sai che non facile per un Mago far fuori un altro Mago a colpi di Incantesimi. Comunque, c' un suo aspetto positivo quando si arriva alla fine del mondo. Con il tuo permesso... Annuii. Con un rapido movimento furtivo della mano, scagli la sferetta di metallo in direzione dell'edificio in fiamme. L'oggetto colp il terreno e, dopo un rimbalzo successivo, parve ingigantire. Ogni volta che colpiva, produceva un suono simile ad un cembalo, del tutto sproporzionato rispetto alla sua massa apparente ed alla sua velocit, e quel suono aumentava di volume ad ogni rimbalzo. Poi la pallina entr nel fabbricato che costituiva l'e-

stremit pi vicina della Fortezza, e scomparve dalla vista per diversi secondi. Stavo per chiedergli cosa stava succedendo, quando vidi l'ombra di una grande sfera passare davanti all'apertura dalla quale ero scappato. Le fiamme ad eccezione della colonna centrale che si innalzava dalla Fontana dissestata cominciarono a scemare, e dall'interno provenne un suono profondo e rimbombante. Qualche istante dopo pass un'ombra circolare ancora pi grande, e cominciai a sentire il rimbombo sotto la suola delle scarpe. Cadde un muro. In rapida successione ne croll un secondo. Riuscivo a vedere l'interno abbastanza chiaramente. In mezzo alla foschia ed al fumo, sfrecci nuovamente la sfera gigante. Le fiamme vennero soffocate. La mia Visione del Logrus mi consent di vedere di nuovo le linee mobili di Potere che passavano tra Jastra e Sharu. Mandor stese una mano. Dopo un minuto circa, torn verso di noi una pallina metallica, rimbalzando, ed egli la prese. Torniamo dentro, disse. Sarebbe un peccato perdersi la fine. Passammo attraverso una delle molteplici falle della palizzata: una quantit sufficiente di pietrisco riempiva il fossato in un punto in cui riuscimmo ad attraversarlo. Allora sprecai un Incantesimo della Barriera per tenere a distanze le truppe che si stavano ricompattando e levarcele dai piedi per un p. Entrando attraverso il muro rotto, vidi che Jastra stava in piedi dando la schiena alla torre di fuoco, con le braccia sollevate. Rivoli di sudore le rigavano la faccia sporca di fuliggine a m di zebra, e riuscivo a percepire il pulsare delle forze che le attraversavano il corpo. A circa dieci piedi di altezza da lei, con la faccia paonazza e la testa pendente da una parte come se il suo collo fosse spezzato, Sharu stava sospeso in aria. Ai non iniziati poteva sembrare che stesse levitando per forza di Magia. La mia Visione del Logrus mi permise di scorgere la linea di forza con la quale veniva tenuto sospeso, vittima di quello che, suppongo, si sarebbe potuto chiamare un linciaggio magico. Bravo, disse Mandor, battendo lentamente le mani. Vedi, Merlin? Avrei vinto quella scommessa. Sei sempre stato un miglior giudice di talenti di me, gli concessi. ... e giura di obbedirmi, udii dire da Jastra. Le labbra di Sharu si mossero. Giuro di servirti, ansim il Mago.

Lei riabbass lentamente le braccia, e la linea di forza che lo teneva sospeso cominci ad allentarsi. Quando scese verso il pavimento rotto della Fortezza, la mano sinistra di lei fece un gesto simile a quello che una volta avevo visto compiere da un direttore d'orchestra per incoraggiare gli strumenti a fiato e, dalla Fontana, si libr una grossa lingua di fuoco che pass su di lui e si pos a terra. Era viscosa, anche se non scorgevo bene il punto... La sua lenta discesa continu, come se qualcuno in cielo stesse pescando dei coccodrilli. Mi ritrovai a trattenere il fiato mentre i suoi piedi si avvicinavano al suolo, anticipando comprensibilmente l'alleggerimento della pressione sul suo collo. La cosa, per, non si verific. Quando i suoi piedi raggiunsero il terreno, vi passarono attraverso, e la sua discesa continu, come se lui fosse un ologramma nascosto. Le caviglie scomparvero, poi fu la volta delle ginocchia. Non sapevo se respirasse ancora. Le labbra di Jastra recitarono a bassa voce una litania di comandi, cui risposero lingue di fuoco che si separarono a turno dalla Fontana per abbattersi su di lui. Sharu si abbass ulteriormente; prima la vita, poi le spalle. Quando solo la testa rimase visibile, con gli occhi aperti ma persi nel vuoto, lei esegu un altro movimento con la mano, e la sua discesa nelle viscere della terra venne bloccata. Adesso sei tu il Guardiano della Fontana, gli disse, e ne risponderai a me soltanto. Accetti? Le labbra annerite si corrugarono. S, arriv la debole risposta. Adesso v, e trattieni le fiamme, gli ordin. Comincia il tuo lavoro. La testa sembr annuire e, allo stesso tempo, parve sprofondare di nuovo. Dopo un momento rimase visibile soltanto una ciocca cotonosa di capelli, ma l'istante successivo il terreno inghiott anche quella. La linea di forza scomparve. Mi schiarii la gola. A quel rumore, Jastra lasci cadere le braccia e si volt verso di me. Sorrideva leggermente. vivo o morto?, chiesi, e poi aggiunsi: una semplice curiosit accademica. Non ne sono del tutto certa, rispose. Ma entrambe le cose, credo. Come tutti noi. Guardiano della Fontana!, riflettei. Un'esistenza interessante. Non carino essere un attaccapanni, osserv lei. Direi di no.

Suppongo che adesso, secondo te, dovrei mostrarti gratitudine per avermi liberata, afferm. Alzai le spalle. A dirvi la verit, ho altre cose a cui pensare, dissi. Volevi porre fine al feudo, disse lei, ed io rivolevo questo posto. Continuo a non nutrire pensieri gentili nei riguardi di Ambra, ma voglio farti sapere che siamo pari. Mi accontenter, le dissi. E c' una piccola transazione che vorrei fare con voi. Mi studi per un p insospettita, poi sorrise. Non preoccuparti per Luke, disse. Ma devo. Quel figlio di puttana di Dalt... Continu a sorridere. Sapete qualcosa che io non so?, le chiesi. Molte cose, rispose. Nulla di cui vorreste mettermi a parte? Le informazioni sono una merce di scambio, osserv, mentre il terreno tremava leggermente e la colonna fiammeggiante ondeggiava. Io vi offro di aiutare vostro figlio, e voi mi offrite di vendermi l'informazione su come farlo?, le chiesi. Rise. Se pensassi che Rinaldo avesse bisogno di aiuto, disse, correrei all'istante al suo fianco. Ritengo ti sia pi facile odiarmi se pensi che manco perfino di amore materno. Ehi: credevo che ci considerassimo pari, dissi. Questo non ci impedisce di odiarci, rispose. Suvvia, Signora! A parte il fatto che avete cercato di ammazzarmi per tutti questi anni, non ho niente contro di voi. Si d il caso che siate la madre di qualcuno che mi caro e che rispetto. Se si trova nei guai, voglio aiutarlo, e sono anche disposto a venire a patti con voi. Mandor si schiar la gola, mentre le fiamme scendevano di dieci piedi, tremolavano e poi si abbassavano ancora. Ho degli interessanti Incantesimi Culinari, osserv, nel caso la recente ginnastica avesse stimolato in te un certo appetito. Jastra sorrise, quasi civettando, ed avrei giurato che sbattesse le ciglia per lui. Con quei capelli bianchi che creano uno stridente contrasto, non definirei Mandor esattamente una bellezza. Non ho mai capito perch le donne siano sempre tanto attratte da lui. Ho perfino pensato che ricorra a

qualche Incantesimo particolare, per risultare irresistibile, ma non cos. Deve essere un tipo di Magia di tutt'altro genere. Gran bella idea!, rispose lei. Io penser all'ambiente, se tu ti occuperai del resto. Mandor le fece un inchino; le fiamme caddero a terra e si estinsero. Jastra grid un ordine a Sharu, il Guardiano invisibile, dicendogli di mantenerle a quella intensit. Poi si rivolse a noi e ci fece strada verso la scala che portava di sotto. un passaggio sotterraneo, spieg, per lidi pi civili. Mi viene in mente, osservai, che, chiunque incontreremo, probabilmente sar fedele a Julia. Jastra rise. Come lo erano verso di me prima di lei, e verso Sharu prima di me, rispose. Sono dei professionisti. Si adattano alla situazione. Sono pagati per difendere i vincitori, e non per vendicare gli sconfitti. Vedr di fare un'apparizione con relativo annuncio ufficiale dopo cena, e mi godr la loro lealt sincera ed unanime fino all'arrivo del prossimo usurpatore. Attenzione al terzo scalino. C' una pietra smossa. Cos continu a guidarci, prima attraverso la parete di un finto muro, poi in un tunnel buio, puntando in quella che credetti fosse la direzione nord verso l'area della Cittadella che avevo parzialmente ispezionato in maniera analoga in occasione del mio precedente arrivo. Era stato quel giorno in cui l'avevo liberata da Maschera/Julia e portata ad Ambra a fare per un p da attaccapanni nella nostra cittadella. La galleria in cui entrammo era completamente buia, ma lei evoc un puntolino dardeggiante, luminoso nonostante le sue dimensioni minuscole, che ci precedette nell'umida oscurit. L'aria era stagnante, ed i muri coperti di ragnatele. Il pavimento era di nuda terra, ad eccezione di una chiazza irregolare di mattoni verso il centro; su entrambi i lati spuntavano occasionali pozzanghere ristagnanti; e, di tanto in tanto, ci tagliavano la strada piccole creature scure... sia per terra che in aria. In realt non avevo alcun bisogno della luce. Probabilmente nessuno di noi l'aveva. Mi affidavo al Segno del Logrus, il quale mi consentiva una vista magica, garantendomi un'illuminazione argentea che potevo dirigere dove volevo. La conservai perch mi avrebbe fornito anche un avvertimento contro eventuali effetti magici, che potevano includere l'apertura di botole nel pavimento o, restando sempre in tema di Incantesimi, qualche trucchetto da parte di Jastra. Un effetto che mi provoc quel tipo di vista fu

il notare che il Segno era sospeso anche davanti a Mandor, il quale per quel che ne so non mai stato troppo fiducioso. Qualcosa di nebuloso e vagamente somigliante al Disegno occupava una posizione analoga anche davanti a Jastra, completando la catena di sospetti. E la luce continuava a danzare davanti a noi. Da dietro una fila di botti riemergemmo in quella che sembrava una cantina ben fornita di vino. Mandor, dopo sei passi, si ferm, e rimosse con cautela una bottiglia impolverata dalla rastrelliera alla nostra sinistra. Con un angolo del mantello ne ripul l'etichetta. il mio!, osserv. Che cos'? s'inform Jastra. Se ancora buono, posso costruirvi intorno un pranzo indimenticabile. Davvero? Meglio prendere qualche altra bottiglia per essere sicuri, disse lei. Queste risalgono a chi stava qui prima di me: forse anche prima di Sharu. Merlin, tu prendi queste due, disse lui, passandomene un paio. Attento, adesso! Ispezion il resto della rastrelliera prima di decidersi a sceglierne altre due, che port lui stesso. Capisco perch questo posto viene frequentemente preso d'assedio, disse a Jastra. Ci avrei fatto su un pensierino pure io, se avessi conosciuto meglio queste parti. Jastra allung una mano e la pos sulla spalla di lui. Ci sono dei modi pi semplici per ottenere quello che vuoi, disse, sorridendo. Me ne ricorder..., rispose lui. Spero che allora penserai anche a me. Mi schiarii la gola. Jastra mi guard leggermente contrariata, poi prosegu. La seguimmo fuori passando per una porta bassa, e poi risalimmo una rampa di scale di legno. Ci ritrovammo in una spaziosa dispensa ed attraversammo un'immensa cucina deserta. Non c' mai un servitore, quando ne cerchi uno!, osserv lei, posando lo sguardo sulla stanza. Non ne avremo bisogno, disse Mandor. Trovatemi uno spazio adatto per cucinare e penser a tutto io. Benissimo!, rispose lei. Da questa parte, allora.

Ci condusse attraverso la cucina; poi attraversammo tutta una serie di ambienti finch non trovammo una scala, e l salimmo. Distese di ghiaccio?, chiese lei. Distese di lava? Montagne? O un mare tempestoso? Se state parlando del panorama, rispose Mandor, preferirei le montagne. Mi guard, ed io feci cenno che mi andava bene. Jastra ci port in una stanza lunga e stretta, dove aprimmo le persiane per trovarci davanti la vista di una doppia catena di montagne dalle punte arrotondate. La sala era fredda ed un p impolverata, con degli scaffali che percorrevano l'intera lunghezza della vicina parete. Contenevano libri, arnesi per scrivere, cristallerie, stupendi oggetti in vetro, vasetti dipinti, qualche semplice strumento magico, ed un microscopio. C'era un tavolo montato su cavalietti al centro della stanza, con due panche su entrambi i lati. Quanto tempo ci vorr per preparare questo?, chiese Jastra. Un minuto o due, rispose Mandor. In questo caso, disse lei, per prima cosa vorrei rinfrescarmi. Forse anche voi. Buona idea, dissi io. Davvero!, acconsent Mandor. Ci condusse in quella che doveva essere l'area destinata agli ospiti, non troppo lontana, e ci lasci l con del sapone, degli asciugamani e dell'acqua. Decidemmo di riincontrarci mezz'ora dopo nella stanzetta. Credi che abbia in mente qualche scherzetto?, chiesi, mentre mi levavo la camicia. No, rispose Mandor. Voglio gratificare la mia vanit credendo che non intenda perdersi questo pranzo. D'altronde, non credo che si lascerebbe sfuggire l'occasione di farsi vedere al meglio, dopo esserci sempre apparsa in disordine. E poi, c' la possibilit di fare due chiacchiere, di scambiarsi qualche confidenza... Scosse la testa. Non hai mai potuto fidarti di lei prima, e potresti non fidarti mai pi. Ma questo pranzo sar un bel divertimento, se so giudicare. Mi fido di te, dissi, mentre mi bagnavo il viso e lo insaponavo. Mandor mi rivolse uno strano sorriso, poi fece apparire un cavatappi ed apr le bottiglie per farle respirare un p, prima di dedicarsi alla sua persona. Mi fidavo del suo giudizio, ma continuai ad avvalermi del Segno del Logrus nel caso avessi dovuto battermi con un Demone od evitare la cadu-

ta di un muro. Non si videro Demoni, e non crollarono muri. Entrai nella sala da pranzo dietro a Mandor, e lo guardai trasformarla con qualche parola e qualche gesto. Il tavolo sul cavalletto e le panche vennero sostituiti da un tavolo rotondo e da sedie dall'aspetto comodo: le sedie erano disposte in modo da farci godere la vista delle montagne. Jastra non era ancora arrivata, ed io stavo portando le due bottiglie di vino il cui aroma Mandor trovava tanto invitante. Prima che riuscissi a posarle sul tavolo, Mandor aveva gi fatto apparire una tovaglia e dei tovaglioli finemente ricamati, delicate porcellane che sembravano dipinte a mano da Mir, e dell'argenteria finemente cesellata. Studi l'apparecchiatura per un momento, mand via l'argenteria, ed evoc un set di posate di diversa fattura. Mentre si spostava per vedere il tavolo da tutte le angolazioni possibili, canticchiava. Non appena feci per mettere le bottiglie in tavola, evoc un vaso di cristallo pieno di fiori ondeggianti come centrotavola. Feci un passo indietro ed allora apparvero dei calici di cristallo. Emisi una specie di grugnito ed allora parve notarmi per la prima volta. Oh, mettile l, Merlin, disse e, alla mia sinistra, apparve sulla tavola un vassoio d'ebano. Faremo meglio a sincerarci delle condizioni del vino, prima che arrivi la nostra Signora, disse poi, versando un p di liquido rosso in due calici. Lo assaggiammo ed annuimmo soddisfatti. Era meglio del Bayle. E di molto. Mi sembra tutto perfetto, osservai. Fece un giro intorno al tavolo, poi and alla finestra e guard fuori. Lo imitai. Da qualche parte, su quelle montagne, c'era Dave nella sua grotta. Mi sento quasi colpevole, dissi, a prendermi una pausa come questa. Ci sono talmente tante cose di cui dovrei occuparmi... Forse anche pi di quanto credi, disse lui. Considerala pi una pausa che un divertimento. Potresti anche venire a sapere qualcosa di utile dalla Signora. vero, risposi. Ma mi domando cosa... Agit il vino dentro il bicchiere, bevve un altro sorso, ed alz le spalle. Sa parecchie cose. Potrebbe lasciarsi sfuggire qualcosa senza volerlo, o forse le nostre attenzioni la renderanno espansiva e diventer generosa. Prendi le cose come vengono.

Bevvi un sorso, e mi dimostrerei scortese se dicessi che i miei pollici cominciarono a tamburellare. Ma in realt fu la Visione del Logrus ad avvertirmi della presenza di Jastra lungo il corridoio, mentre stava entrare in sala da pranzo. Non lo dissi a Mandor, poich ero certo che se ne fosse accorto anche lui. Mi limitai a girarmi verso la porta, e lui imit il mio movimento. Indossava un vestito bianco che lasciava una spalla scoperta (la sinistra): era allacciato con una spilla di diamanti, e portava una tiara, anch'essa di diamanti, che sembrava quasi irradiare una luce ultravioletta tra i suoi capelli chiari. Sorrideva, ed aveva anche un buon profumo. Involontariamente raddrizzai la schiena, e mi ritrovai a controllare che le mie unghie fossero ben pulite. L'inchino di Mandor fu pi galante del mio, come al solito, ed allora mi sentii obbligato a dire qualcosa di carino. Cos: Siete molto... elegante, osservai, lasciando parlare i miei occhi per enfatizzare il complimento. Mi capita di rado di pranzare con due Principi, rispose lei. Io sono Duca delle Marche Occidentali, dissi, e non un Principe. Mi riferivo alla Casa di Sawall, replic lei. Sembra che abbiate fatto bene i compiti, osserv Mandor, di recente. Non vorrei infrangere l'etichetta, disse lei. Uso di rado il mio titolo del Caos per questo tipo di cose, le spiegai. un peccato, mi disse lei. Lo trovo pi... elegante. Non sei il tredicesimo in linea di successione? Risi. Anche a quella distanza la trovo un'esagerazione, dissi. No, Merle, ha ragione, mi disse Mandor. Le cose cambiano. Come possibile?, chiesi. L'ultima volta che ho controllato... Riempii un calice di vino e lo porsi a Jastra. Lei lo accett con un sorriso. Non hai controllato recentemente, disse Mandor. Ci sono state altre morti. Davvero? Cos tante? Al Caos!, disse Jastra, alzando il calice. Possa agitarsi a lungo. Al Caos!, si un al brindisi Mandor, alzando il suo. Al Caos!, ripetei anch'io e, toccati i bicchieri, bevemmo. Improvvisamente, sentii un effluvio di aromi deliziosi. Voltandomi, vidi

che adesso sulla tavola erano comparsi i piatti da portata. Jastra si gir nello stesso momento, e Mandor si spost indietro e fece dei gesti, facendo spostare le sedie per farci accomodare. Sedete, prego, e lasciate che vi serva, disse. Acconsentimmo, e il pranzo fu pi che eccellente. Passarono diversi minuti e, a parte i complimenti al brodo, non venne detto altro. Non volevo essere il primo a cominciare la conversazione, anche se mi venne in mente che forse gli altri stavano pensando la stessa cosa. Alla fine, Jastra si schiar la gola, e noi due la guardammo. Mi sorprese che sembrasse improvvisamente un p nervosa. Allora, come vanno le cose nel Caos?, chiese. Al momento, in maniera caotica, rispose Mandor. Non per essere spiritosi. Riflett un momento, poi sospir ed aggiunse: la politica. Lei annu lentamente, come se stesse considerando la possibilit di chiedergli certi particolari che Mandor sembrava poco propenso a divulgare: poi decise per il no. Si rivolse a me. Sfortunatamente, non ho avuto l'opportunit di andarmene a passeggio, mentre ero ad Ambra, disse. Da quello che mi dici, la vita sembra alquanto caotica anche l. Annuii con la testa. un bene che Dalt sia via, dissi, se questo che intendete. Ma lui non ha mai rappresentato una vera minaccia: giusto una seccatura. Parlando di... No, ti prego, mi interruppe lei, sorridendo con dolcezza. Quello che avevo in mente era un'altra cosa. Le risposi con un identico sorriso. Dimenticavo. Non siete una sua ammiratrice, dissi. Non questo, rispose lei. Quell'uomo ha i suoi usi. solo sospir politica, fin di dire. Mandor rise, e noi ci unimmo a lui. Che stupido a non seguire quella linea riguardo Ambra. Ora era troppo tardi. Ho comprato un quadro mentre ero via, disse, da una signora chiamata Polly Jackson. una Chevy rossa del '57, e mi piace molto. Adesso si trova in un deposito di San Francisco. Piaceva anche a Rinaldo. Jastra annu, e guard fuori dalla finestra. Voi due vi fermavate sempre in qualche galleria, disse. S, ha trascinato anche me in diverse occasioni. Ho sempre pensato che avesse buon gusto. Talento no, ma buon gusto s.

Cosa intendete, con 'talento no'? un bravissimo disegnatore, ma i suoi dipinti non sono mai stati ugualmente interessanti. Avevo tirato in ballo l'argomento per un motivo particolare, che non era quello. Ma ero affascinato dalla descrizione di un lato della personalit di Luke che non avevo mai conosciuto, e decisi di proseguire su quell'argomento. Quadri! Non sapevo che dipingesse. Ci ha provato innumerevoli volte, ma non ha mai raggiunto risultati abbastanza buoni. Allora voi come fate a saperlo? Ho controllato periodicamente il suo appartamento. Quando era via? Certo! Una madre ne ha il diritto. Alzai le spalle. Pensai nuovamente alla donna in fiamme gi alla Tana del Coniglio. Ma non volevo dire cosa provavo, ed interrompere il discorso adesso che avevo indotto Jastra a parlare. Decisi di tornare al punto originario. qualcosa che ha a che vedere con la pittura, il motivo per cui ha conosciuto Victor Melman?, chiesi. Mi studi insospettita per qualche secondo, poi annu e fin il suo brodo. S, disse poi, scansando il cucchiaio. Ha preso qualche lezione da quell'uomo. Gli erano piaciuti certi suoi quadri e lo stimava come pittore. Forse ha anche comprato qualcosa di suo, ma non so. Per, ad un certo punto, gli parl del proprio lavoro, e Victor gli disse che voleva vederlo. Disse a Rinaldo che gli piaceva, e sostenne che avrebbe potuto insegnargli diverse cose che potevano tornargli utili. Sollev il calice e lo port alle labbra, quindi sorseggi il vino e guard le montagne. Stavo per incoraggiarla a continuare, quando cominci a ridere. Aspettai che la smettesse. Un vero imbecille!, disse poi. Ma di talento. Bisogna riconoscerglielo. Uh, cosa intendete dire?, chiesi. Dopo un p cominci a parlare dello sviluppo di una sorta di potere personale, usando tutti quei giri di parole che piacciono tanto a coloro che sono appena iniziati. Voleva che Rinaldo sapesse che era un Occultista e che aveva una particolare simpatia per lui. Poi cominci ad accennare al

fatto che desiderava trasmettere le sue conoscenze alla persona giusta. Cominci nuovamente a ridere. Io repressi una risata al pensiero di quell'imbroglione inveterato che cercava di vendere un prodotto a chi ne sapeva pi di lui in materia. Ovviamente perch aveva capito che Rinaldo era ricco, prosegu Jastra. A quel tempo Victor, come al solito, era pieno di debiti. Rinaldo per non mostr alcun interesse alla cosa, e si limit a smettere di prendere lezioni da lui subito dopo... visto che sentiva di aver imparato tutto il possibile da lui. Quando comunque pi tardi me ne parl, compresi che quel Victor poteva diventare un perfetto burattino. Ero certa che una persona simile avrebbe fatto qualsiasi cosa per assaporare il vero potere. Annuii. Allora voi e Rinaldo avete cominciato a fargli delle visite d'affari? Vi siete presi la briga di montargli la testa e di insegnargli un p di vera Magia? quasi esatto!, disse lei. Anche se sono stata io a provvedere in massima parte al suo addestramento. Rinaldo solitamente era troppo occupato a preparare gli esami per l'Universit. I suoi voti generalmente erano un p pi alti dei tuoi, non vero? Di solito prendeva ottimi voti, le concessi. Quando parlate dell'addestramento di Melman per farne un docile strumento nelle vostre mani, non posso fare a meno di pensare che fosse per un solo motivo: voi gli impartivate lezioni per uccidermi in modi alquanto suggestivi. Sorrise. S, disse, anche se probabilmente non come tu pensi. Sapeva di te, ed era stato istruito a sostenere una certa parte nel tuo sacrificio. Ma poi ha agito di testa sua il giorno in cui ci ha provato: quel giorno in cui l'hai ucciso. Era stato avvertito di non provarci da solo, ed ha pagato il prezzo del suo sbaglio. Era smanioso di possedere tutti i poteri che pensava di poter acquisire con la tua morte, anzich condividerli con qualcun altro. Come stavo dicendo... era un imbecille. Volevo sembrare indifferente, per farla continuare. Continuare a mangiare mi pareva il modo migliore per mostrare tale atteggiamento. Quando per abbassai gli occhi, scoprii che il mio brodo era scomparso. Presi un panino, lo spezzai e feci per imburrarlo, quando mi accorsi che mi tremava la mano. Un momento dopo compresi il perch: volevo strangolarla. Cos tirai un profondo respiro e lasciai perdere, poi bevvi un altro sorso di vino. Davanti a me apparve un piatto appetitoso. Ma un debole aroma di

aglio e di diverse erbette allettanti mi dissero di andarci piano. Ringraziai Mandor, e Jastra lo stesso. Un minuto dopo, imburrai il panino. Diversi bocconi dopo, dissi: Confesso che non capisco. Dite che Melman doveva recitare una parte nella mia morte... Ma solo una parte? Lei continu a mangiare per circa mezzo minuto, poi tir fuori un altro sorriso. Era un'occasione troppo splendida per rinunciarci, mi disse poi, quella di quando hai rotto con Julia e lei ha cominciato ad interessarsi di Occultismo. Intuii che dovevo affidarla a Victor, farla addestrare da lui, insegnarle qualche semplice trucchetto, e fare leva sulla sua infelicit perch te n'eri andato, incanalandola in un odio talmente forte da farle desiderare di tagliarti la gola quando fosse venuto il momento del sacrificio. Inghiottii qualcosa che altrimenti sarebbe stato ottimo. Un calice di cristallo pieno d'acqua fresca apparve accanto alla mia mano destra. Lo presi e mandai gi il boccone che mi era rimasto di traverso. Bevvi un altro sorso. Ah, la tua reazione comunque degna di qualcosa, osserv Jastra. Devi ammettere che avere come esecutore qualcuno che prima ti amava aggiunge sapore alla vendetta. Con la coda del'occhio vidi che Mandor annuiva. Ed anch'io dovetti riconoscere che aveva ragione. Devo ammettere che era una vendetta ben congegnata, dissi. Anche Rinaldo vi aveva una parte? No, voi due eravate diventati troppo amici a quel tempo. Temevo che potesse avvertirti. Ci pensai su per qualche minuto, poi dissi: Cos' che andato storto? L'unica cosa che non avrei mai potuto prevedere, disse lei. Julia aveva davvero talento. Qualche lezione con Victor, e gi era pi brava di lui in tutto quello che Victor sapeva fare... tranne dipingere. All'inferno! Forse sa pure dipingere. Non lo so. Avevo scelto una carta difficile, e quella carta aveva giocato da sola. Rabbrividii, poi ripensai alla mia conversazione con la ty'iga ad Arbor House, quando possedeva il corpo di Vinta Bayle. Julia svilupp i poteri che cercava?, mi aveva chiesto. Avevo risposto che non lo sapevo. Avevo detto che non aveva mai mostrato le sue capacit... E, di l a poco, mi ero ricordato il nostro incontro al parcheggio del supermercato ed il cane al quale aveva detto di mettersi a cuccia e che forse non si era pi mosso... Di

questo mi ero ricordato, ma... E non hai mai notato qualche indicazione sul suo talento?, chiese Jastra. Non esattamente cos, le risposi, mentre cominciavo a capire perch le cose erano come erano. No, non direi questo. ... Come quella volta da Baskin-Robbins in cui aveva provocato un mutamento di sapori tra il cono e le labbra. O dell'acquazzone che non l'aveva bagnata pur se non aveva l'ombrello... Jastra aggrott un sopracciglio e mi guard diffidente. Non capisco, disse. Se lo sapevi, potevi addestrarla tu stesso. Ti amava. Potevate diventare una squadra formidabile. Mi ritirai dentro di me. Aveva ragione, e lo avevo sospettato, probabilmente perfino saputo, ma avevo continuato a rimuovere quel pensiero dalla mia mente. Era possibile che fossi stato proprio io a far nascere in lei il talento, con quella passeggiata tra le Ombre, con le energie del mio corpo... una cosa delicata, dissi, e molto personale. Oh. Le faccende di cuore mi risultano sempre, o troppo semplici o del tutto incomprensibili, disse. Sembra che non esista una via di mezzo. Accordiamoci sul semplice, le dissi. Stavamo gi per rompere, quando mi accorsi delle sue capacit, e non avevo alcun desiderio di suscitare dei poteri in un'ex-fidanzata che un giorno avrebbe potuto ritorcerli contro di me. comprensibile!, disse Jastra. Molto. Ed anche ironico in fin dei conti. Davvero!, comment Mandor e, con un gesto, fece apparire davanti a noi degli altri piatti fumanti. Prima che continuiate il vostro racconto di intrighi e di scavi nella psiche, vorrei farvi provare del petto di quaglia affogato nel Mouton Rothschild, con un p di riso integrale e qualche punta di asparago. Compresi che le avevo mostrato un'altra faccia della realt. E l'avevo allontanata da me perch non mi fidavo abbastanza di lei da dirle la verit su me stesso. Suppongo che questo la dicesse lunga sulla mia capacit di amare e di avere fiducia negli altri. C'era qualcos'altro. C'era di pi... delizioso!, annunci Jastra. Grazie. Si alz, gir intorno al tavolo, e le riemp manualmente il bicchiere anzich ricorrere ad un trucco levitazionale. Mentre lo faceva, notai che le dita

della sua mano sinistra avevano sfiorato leggermente la spalla nuda di lei. Con il mio bicchiere abbond come se avesse avuto un ripensamento, poi torn a sedere al suo posto. S, davvero eccellente!, osservai, mentre continuavo la mia rapida ispezione del bicchiere scuro che improvvisamente si era schiarito. Avevo percepito, avevo sospettato qualcosa fin dall'inizio, adesso lo so. La nostra passeggiata tra le Ombre era stata soltanto la pi spettacolare di una serie di test improvvisati che le avevo messo occasionalmente davanti, sperando di sorprenderla con la guardia abbassata, sperando di esporla come... cosa? B, una Maga potenziale! Era cos? Misi le posate da una parte e mi stropicciai gli occhi. Ero vicino, anche se l'avevo nascosto a me stesso per molto tempo, a... Qualcosa non va, Merlin?, sentii che mi chiedeva Jastra. No. Mi sono solo reso conto di essere un p stanco, dissi. Va tutto bene. Una Maga. Non una Maga potenziale. C'era sempre stata la segreta paura, adesso lo capivo, che ci fosse lei dietro gli attentati alla mia vita di ogni 30 di Aprile, ma l'avevo soffocata, continuando a pensare a lei. Perch? Perch avevo nutrito la mia possibile distruttrice e nascosto a me stesso l'evidenza? Perch, non solo mi ero innamorato come uno stupido, ma avevo anche nutrito un grande desiderio di morte che mi seguiva, che incombeva su di me sogghignando, e con il quale adesso avrei potuto collaborare ogni volta fino all'estremo. Star benissimo!, dissi. Non nulla. Significava che ero io, come si dice, il mio peggiore nemico? Speravo proprio di no! Non avevo davvero tempo di entrare in terapia, perlomeno non quando la mia vita dipendeva da tanti fattori esterni. Una monetina per i tuoi pensieri!, disse Jastra con dolcezza. 2. Non hanno prezzo, le risposi. Come i vostri scherzi. Devo farvi un applauso. Non solo a quel tempo non sapevo niente di tutto questo, ma neanche mi passato per la testa, nonostante avessi tutti gli elementi da rimettere insieme. questo che volevate sentire? S, disse lei. Sono lieto che abbiate lasciato perdere quando le cose per voi vi sono messe male, aggiunsi.

Sospir, annu, quindi bevve un sorso di vino. S, abbiamo lasciato perdere, riconobbe. Non pensavo proprio di dovermi ritirare da una faccenda cos semplice. Trovo difficile credere che ci sia ancora tanta ironia in giro per il mondo. Se volete che apprezzi l'intera faccenda, dovete essere pi esplicita, suggerii. Lo so. In un certo senso, mi dispiace far cambiare quell'espressione vagamente confusa che hai sul viso, in una faccia tutta contenta di vedermi irritata. D'altra parte, potrebbe ancora esserci del materiale in grado di disturbare te, per altri versi. Vinci poco, perdi poco, dissi. Scommetterei che ci sono ancora alcuni particolari che riguardano quei tempi, che vi lasciano perplessa. Del tipo?, chiese lei. Del tipo perch nessuno di quegli attentati alla mia vita dei trenta di Aprile sia riuscito. Presumo che Rinaldo abbia sabotato in qualche modo i miei tentativi, ribaltando la situazione. Sbagliato! Allora che cosa stato? La ty'iga. obbligata a proteggermi. Dovreste ricordarvene, poich a quel tempo possedeva il corpo di Gail Lampron. Gail? La ragazza di Rinaldo? Mio figlio usciva con un Demone? Non bisogna avere pregiudizi. Gli era andata anche peggio il primo anno di Universit. Ci pens su un momento, poi annu lentamente. L hai segnato un punto, ammise. Avevo dimenticato Carol. E tu non hai ancora idea a parte quello che l'essere ti ha rivelato ad Ambra del perch succedeva questo? Ancora non lo so, dissi. Getta una luce ancora pi strana sull'intera faccenda, riflett. Specialmente perch le nostre strade si sono incrociate di nuovo. Mi chiedo... Cosa? Se era l per proteggere te o per ostacolare me: era la tua guardia del corpo o la mia maledizione? Difficile a dirsi, dal momento che i risultati portano alla stessa cosa. Ma ti stata continuamente intorno, di recente, il che sembrerebbe comprovare la prima ipotesi. A meno che, naturalmente, non sappia qualcosa che noi non conoscia-

mo. Del tipo? Tipo la possibilit che si verifichi un nuovo conflitto tra di noi. Sorrise. Avresti dovuto studiare Legge, disse. Sei contorto come i tuoi parenti di Ambra. Ma ti assicuro che sono sincera se dico che non ho nulla del genere in mente. Alzai le spalle. Era solo un'ipotesi. Vi prego, continuate la storia di Julia. Jastra riprese a mangiare. Le feci compagnia, finch non scoprii che non riusciva a smettere di mangiare. Guardai Mandor, ma lui rimase imperscrutabile. Non ammetter mai di avere l'abitudine di arricchire un sapore con la Magia o di obbligare i commensali a ripulire i propri piatti. Qualsiasi Incantesimo avesse usato, finimmo la pietanza prima che lei riprendesse a parlare. E non mi potevo lamentare, tutto sommato. Julia cominci a studiare con diversi insegnanti, dopo che voi due rompeste, cominci. Una volta messo in atto il mio piano, era una faccenda molto semplice farle fare o dire cose che la disilludessero o scoraggiassero e spingerla a cercare qualcun altro. Non pass molto tempo che conobbe Victor, che era gi sotto la nostra tutela. Gli ordinai di addolcirle la permanenza, di saltare molti dei soliti preliminari e di procedere ad insegnarle il necessario per l'Iniziazione che avevo prescelto per lei... Vale a dire?, la interruppi. Ci sono diversi tipi di Iniziazione, con una gran variet di fini particolari. Sorrise ed annu col capo, spezzando un panino e spalmandolo di burro. La condussi personalmente in una versione di mia specialit: il Percorso del Disegno Interrotto. Sembrerebbe qualcosa di pericoloso, proveniente dal confine dell'Ombra di Ambra. Non posso negare la tua competenza in fatto di geografia, disse lei. Ma non affatto pericoloso, se sai quello che fai. Sapevo, dissi, che quei mondi dell'Ombra in cui si trovano Ombre del Disegno possono fornire soltanto versioni imperfette, e che ci presenta sempre un rischio. un rischio soltanto se non sai come trattarlo. E voi avete fatto perporrere a Julia questo... Disegno Interrotto? La mia conoscenza in merito a quello che tu chiami 'percorrere il Disegno', si limita a ci che il mio ultimo marito e Rinaldo mi hanno detto in

proposito. Ritengo che tu segua le linee da un punto di inizio esterno definito fino ad un punto interno, e che da l ti derivi il Potere? cos, ammisi. Nel Percorso del Disegno Interrotto, mi spieg, entri nell'imperfezione e ti fai strada fino al centro. Come riesci a seguire le linee, se sono interrotte o imperfette? Il vero Disegno ti distruggerebbe, se abbandonassi il percorso. Non devi seguire le linee. Segui gli interstizi!, disse. E quando esci... da qualche parte?, chiesi. Porti l'immagine del Disegno Interrotto dentro di te. E come ne ricavi della Magia? Attraverso l'imperfezione. Evochi l'immagine, ed come un pozzo scuro al quale attingi il Potere. E come fai a viaggiare tra le Ombre? In un modo molto simile al tuo... da quel che capisco, dissi. Ma l'interruzione sempre con te. L'interruzione? Non capisco. La rottura nel Disegno. Ti segue attraverso l'Ombra. sempre vicino a te mentre viaggi, talvolta come un capello spezzato, talvolta come una grande voragine. Si sposta; pu apparire improvvisamente, dovunque: un'interruzione nella realt. questo il rischio per coloro che seguono il Percorso Interrotto. Cadervi dentro significa la morte. Allora esiste un pericolo anche durante i vostri Incantesimi, una specie di tranello. Ogni professione ha i suoi rischi, disse lei. Evitarli, fa parte dell'Arte. E questo il tipo di iniziazione cui avete sottoposto Julia? S. E Victor? S. Capisco cosa state dicendo, risposi, ma dovreste sapere che i Disegni Interrotti traggono il loro Potere da quello originale. Naturalmente. Ma che importanza ha? L'immagine buona quasi come quella del Disegno originale, se stai attento. Per la memorizzazione, quante immagini utili ci sono? Utili? Devono degenerare da Ombra a Ombra. Dov' che tracciate la linea e dite: 'Oltre questa immagine interrotta non voglio rischiare di rompermi il

collo'? Capisco cosa vuoi dire. Forse puoi operare con le prime nove. Non mi sono mai spinta oltre. Le prime tre sono le migliori: il cerchio delle tre successive ancora governabile. Le ultime tre sono un p pi rischiose. C' una voragine progressivamente sempre pi grande? Esattamente. Perch mi state dando tutte queste informazioni esoteriche? Tu sei un Iniziato di un livello pi alto, perci non ha importanza. Inoltre, non potresti far niente per danneggiare lo schema. E, infine, devi conoscerle, per poter apprezzare il resto della storia. Va bene, dissi. Mandor picchi sulla tavola e, davanti a noi, apparvero delle piccole coppe di cristallo con dei sorbetti al limone. Accettammo il suggerimento e ci sciacquammo il palato prima di riprendere la nostra conversazione. Di fuori, le nuvole si infilarono tra i pendii delle montagne. Da un punto lontano del corridoio provenne una musica soffusa. Dei tintinnii e dei rumori raschianti, simili al suono combinato di una pala e di un piccone, ci raggiunsero da qualche parte l fuori: probabilmente dalla Fortezza. Cos avete iniziato Julia, la incoraggiai. S, disse Jastra. Cosa successo poi? Impar ad evocare l'immagine del Disegno Interrotto e ad usarla per evocare la Vista Magica e ricorrere agli Incantesimi. Impar a convogliare Potere grezzo dalla sua interruzione. Impar a trovare la sua strada nell'Ombra... Mentre controllava la voragine?, suggerii. Esattamente, ed aveva una particolare bravura in questo. Ha una notevole predisposizione per qualsiasi cosa, a dire la verit. Sono sorpreso che una mortale riesca a percorrere addirittura un'immagine interrotta del Disegno e sopravviva. Solo pochi di loro sono in grado di farlo, disse Jastra. Gli altri si fermano davanti ad una linea o muoiono misteriosamente nell'area interrotta. Ci riesce un dieci per cento, forse. Non male. In un certo senso fa di loro degli individui particolari. Tra questi, solo pochi riescono ad acquisire le giuste abilit divinatorie che li mettono sullo stesso piano di un Adepto. E voi dite che era davvero pi brava di Victor, una volta appreso di che si trattava?

S. Non mi resi conto della sua bravura finch non fu troppo tardi. Sentii il suo sguardo su di me, come stesse verificando una mia reazione. Alzai gli occhi dal piatto ed inarcai un sopracciglio. S, prosegu, apparentemente soddisfatta. Non sapevi che era Julia che stavi attaccando alla Fontana, vero? No, ammisi. Continuavo a lambiccarmi su Maschera. Non riuscivo a trovare una ragione per quello che stava succedendo. I fiori erano un tocco particolarmente curioso, e non ho mai capito veramente se c'eravate voi o Maschera dietro alla faccenda delle pietre azzurre. Rise. Le pietre azzurre, e la grotta dalla quale provengono, sono una specie di segreto di famiglia. Il materiale una sorta di isolante magico, ma due pezzi una volta messi insieme mantengono un legame, grazie al quale una persona sensitiva tenendone uno pu rintracciare l'altro... Attraverso l'Ombra? S. Anche se la persona che segue il tracciato non ha particolari abilit con queste linee? Anche allora, disse lei. come seguire qualcuno che si sposta con l'ombra mentre in movimento. Chiunque pu farlo se abbastanza rapido, abbastanza sensitivo. Bisogna seguire il tracciato di chi si sposta, anzich colei che si sposta. Colei, colei... state cercando di dirmi che stato messo addosso a voi? Esatto. La guardai in viso, in tempo per vederla arrossire. Julia?, dissi. Cominci a capire. No, dissi. B, forse un p. Aveva pi talento di quello che credevate. Me lo avete gi detto. Ho l'impressione che vi abbia imbrogliato su qualcosa: ma non sono sicuro sul dove o sul come. La portai qui, disse Jastra, per prendere un certo equipaggiamento che volevo portarmi dietro nel primo cerchio di Ombre di Ambra. In quell'occasione dette un'occhiata alla mia stanza da lavoro della Fortezza. Forse ero troppo loquace, allora, ma come potevo venire a sapere che stava prendendo mentalmente nota di tutto, e che probabilmente stava formulando un piano? La credevo troppo femminuccia per avere certi pensieri. Devo ammettere che era davvero un'attrice perfetta. Ho letto il diario di Victor, dissi. Immagino che eravate mascherati

od incappucciati e che usavate qualche Incantesimo per distorcere le vostre voci. S ma, anzich sottomettere Julia con la paura, credo che alimentai la sua sete di conoscenze magiche. Penso che si sia impossessata di uno dei miei tragoliti le pietre azzurre in quell'occasione. Il resto cronaca. Non per me. Mi apparve davanti un vassoio fumante di verdure sconosciute, ma dall'odore estremamente invitante. Pensaci un attimo. La portaste al Disegno Interrotto e vi deste alla sua iniziazione..., cominciai. S. Alla prima occasione, proseguii, us il ... tragolite per tornare alla Fortezza e scoprire altri vostri segreti. Jastra applaud piano, assaggi le verdure, e poi prese a mangiarle di gusto. Mandor sorrise. Dopodich, ho davanti il vuoto, ammisi. Fai il bravo ragazzo e mangia il tuo contorno, disse lei. Ubbidii. Basando le mie conclusioni in merito a questo divertente racconto unicamente sulla mia conoscenza della natura umana, osserv inaspettatamente Mandor, direi che desiderasse provare le unghie, oltre alle ali. Scommetterei che torn indietro a sfidare il suo primo maestro quel Victor Melman ingaggiando un duello magico con lui. Non sentii Jastra riprendere fiato. davvero solo una supposizione?, chiese. Davvero, rispose lui, girando tra le mani il calice colmo di vino. E scommetterei anche che una volta voi avete fatto la stessa cosa con il vostro primo insegnante. Chi diavolo te l'ha detto?, chiese lei. Ho solo tirato a indovinare che Sharu fosse il vostro maestro... forse qualcosa di pi, disse. Ma la mia supposizione spiegherebbe sia come avete fatto ad impadronirvi di questo posto, sia la vostra abilit nel cogliere alla sprovvista il precedente Signore. Prima di essere sconfitto potrebbe anche avere avuto un momento di smarrimento augurandovi che un giorno vi aspettasse lo stesso destino. E, anche se non andata cos, queste cose talvolta hanno la specialit di creare il caos intorno alle persone con cui siamo in rapporti.

Jastra ridacchi. Il Diavolo chiamato Ragione, allora, disse lei, con una nota di ammirazione nella voce. Per lo hai chiamato con l'intuito, il che la rende un'arte. Fa piacere sapere che viene ancora, quando lo chiamo. Suppongo per che Julia fosse sorpresa dall'abilit di Victor di opporsi a lei. Vero! Non aveva previsto che di solito avvolgiamo gli Apprendisti in uno o due strati di protezione. Eppure le sue difese si dimostrarono adeguate... alla fine. Giusto. Anche se questo, naturalmente, equivaleva alla sconfitta. Perch sapeva che avrei saputo della sua ribellione e che sarei andata da lei presto per riportarla alla disciplina. Oh!, feci io. S, disse lei. per questo che ha inscenato la sua morte, ed io, per un p devo ammetterlo ci sono cascata. Ricordai il giorno in cui mi ero recato nell'appartamento di Julia ed avevo trovato il suo corpo dilaniato dalla bestie. Il volto del cadavere era parzialmente sfigurato, e quel che ne restava era tutto insanguinato. Ma il corpo della donna aveva le misure giuste, e dava l'idea di una generale rassomiglianza. E soprattutto era nel posto giusto. Poi ero diventato oggetto delle attenzioni della creatura somigliante ad un cane, che mi aveva distratto parecchio da un'indagine pi accurata sull'identit della salma. Quando la lotta per la mia vita si era conclusa, con accompagnamento di sirene in arrivo, avevo pensato pi a scappare che a svolgere altre indagini. In seguito, ogni volta che riandavo col ricordo a quella scena, era il cadavere di Julia quello che vedevo. Incredibile!, dissi. Allora, di chi era quel cadavere che trovai? Non ne ho idea, rispose lei. Poteva appartenere ad un suo doppio dell'Ombra o ad una sconosciuta presa per la strada. O forse era un cadavere rubato dall'obitorio. Non ho modo di saperlo. Aveva addosso una delle vostre pietre azzurre. S. E la compagna era sul collare della bestia che tu hai ucciso: lei che gli ha aperto la via per passare. Perch? E che c'entra la faccenda del Guardiano della Porta? Come il cacio sui maccheroni. Victor era convinto che l'avesse uccisa, ed io pure. Pensava che io avessi aperto un'entrata dalla Fortezza ed avessi mandato la bestia assassina ad aggredirla. Io credevo che fosse stato lui a farlo, e mi ero irritata perch mi aveva nascosto i suoi veloci progressi.

Quelle creature hanno di rado buone intenzioni. Annuii con la testa. Allevate quelle creature qua intorno? S, mi rispose, e le faccio apparire anche in diverse Ombre adiacenti. Ne ho alcune che portano dei nastri azzurri. Mi difender con i tori da combattimento, le dissi. Sono molto pi aggrazziati e si comportano meglio. Cos, lasci un corpo ed un corridoio segreto per accedere a questo posto, e voi invece credeste che l'avesse fatta fuori Victor e che stesse preparando un assalto al vostro sancta sanctorum. Pi o meno. E lui credette che fosse diventata sufficientemente pericolosa per voi per via del corridoio da farvi risolvere ad ucciderla? Non posso sapere con certezza se trov mai il corridoio. Era nascosto benissimo, come hai visto. In tutti i modi, nessuno di noi due era consapevole di quello che Julia aveva veramente fatto. E sarebbe? Aveva nascosto un tragolite anche addosso a me. In seguito, dopo l'Iniziazione, us il compagno per seguirmi attraverso l'Ombra fino a Begma. Begma? Che diavolo ci facevate l? Niente di importante, mi disse. L'ho menzionata soltanto per farti capire quanto fosse astuta. A quel tempo non mi avvicin. Lo so, in realt, soltanto perch me lo disse in seguito. Poi mi segu dal perimetro del Cerchio Dorato fin qui nella Cittadella. Il resto lo sai. Non ne sono del tutto sicuro. Aveva dei progetti su questo posto. Quando mi trov, rimasi piuttosto sorpresa. Fu cos che divenni un attaccapanni. E lei si impadron di questo posto, mettendosi la maschera da portiere per darsi alle pubbliche relazioni. Rest qui per un p di tempo, a rafforzare i propri poteri, ad accrescere le sue capacit, e ad appendere ombrelli addosso a voi... Jastra ringhi piano, ed io mi ricordai che il suo morso era molto pericoloso. Mi affrettai a tirare fuori un nuovo argomento di conversazione. Non capisco ancora perch mi spiava, e perch certe volte mi lanciava dei fiori. Gli uomini sono esasperanti, disse Jastra, sollevando il suo bicchiere e bevendo il vino. Sei riuscito a capire tutto tranne le sue motivazioni. Il Potere le aveva dato alla testa, le dissi. Cosa c' da capire oltre a

questo? Ricordo perfino una lunga discussione che facemmo una volta sul Potere. Sentii Mandor ridacchiare. Quando lo guardai, distolse gli occhi, scuotendo la testa. Ovviamente, disse Jastra, tu le importavi ancora. E probabilmente molto. Giocava con te. Voleva suscitare la tua curiosit. Voleva che tu le andassi dietro, che la trovassi, e probabilmente voleva provare i suoi poteri contro di te. Voleva dimostrarti che era degna di tutte quelle cose che tu le avevi negato negandole la tua fiducia. Cos sapete anche questo. C'erano delle volte in cui mi parlava liberamente. Cos io le importavo talmente da spingerla a mandarmi contro ad Ambra degli uomini con i tragoliti per ammazzarmi. E ci sono quasi riusciti! Jastra guard dall'altra parte, ridendo. Mandor si alz immediatamente, gir intorno al tavolo, e le riemp nuovamente il bicchiere, mettendosi tra di noi. In quel momento, mentre era completamente nascosta alla mia vista, la sentii dire piano: B, non esattamente. I sicari erano... miei. Rinaldo non era in giro e non poteva avvertirti, come immaginavo stesse facendo, e pensai che avevo ancora un conto da saldare con te. Oh!, esclamai. Altri ripensamenti? stata l'ultima volta, mi disse. un sollievo. Non mi sto scusando. Mi sto solo spiegando, per chiarire le nostre differenze. Sei disposto a cancellare anche questo conto? Vorrei saperlo. Vi ho gi detto che desideravo considerare pari la faccenda. L'offerta ancora valida. Quando entrato Jurt in tutto questo? Non capisco come si siano incontrati, e cosa sono l'un per l'altro. Mandor vers dell'altro vino nel mio bicchiere prima di tornare a sedersi. Jastra incroci il mio sguardo. Non lo so, mi disse. Non aveva alleati quando abbiamo lottato. Deve essere accaduto mentre ero ancora irrigidita. Avete idea di dove possano essere scappati lei e Jurt? No. Guardai Mandor, che scosse la testa. Nemmeno io, disse. Per, mi venuta in mente una cosa. S?

A parte il fatto che ha negoziato con il Logrus e ottenuto i suoi poteri, secondo me indispensabile notare che Jurt a parte le cicatrici e qualche pezzo mancante ha una forte somiglianza con te. Jurt? Con me? Vuoi prendermi in giro? Guard Jastra. Ha ragione, disse lei. evidente che voi due siete parenti. Deposi la forchetta e scossi la testa. Assurdo, dissi, pi per autodifesa che perch ne fossi convinto. Non l'ho mai notato. Mandor alz leggermente le spalle. Vuoi una lezione sulla psicologia della negazione?, mi chiese Jastra. No, le dissi. Voglio un p di tempo per sistemare le cose. Ma c' ancora tempo per un'altra portata, annunci Mandor e, facendo un ampio gesto, la fece apparire. Avrai dei guai con i tuoi parenti per avermi liberata?, mi chiese Jastra dopo un p. Per quando scopriranno che ve ne siete andata, spero di avere pronta una buona storia da raccontar loro, le risposi. In altre parole, la risposta s. Forse avr qualche guaio. Vedr che cosa posso fare. Cosa volete dire? Non mi piace essere debitrice di nessuno, disse, e tu hai fatto per me pi di quanto io abbia fatto per te. Se mi verr in mente un sistema per allontanare la loro ira da te, lo porr in atto. E cosa potrebbe venirvi in mente? Lasciamo andare. Certe volte, meglio non sapere troppo. Tutto questo non mi piace affatto. Un ottimo motivo per cambiare argomento, mi disse. Quanto diventato pericoloso Jurt, per te? Per me?, le domandai. O vi state chiedendo se torner qui per prendersi qualche altra cosa? Entrambe le cose, se la metti cos. Ritengo che mi uccider, se gli sar possibile, le dissi, lanciando uno sguardo a Mandor, che annu. Ho paura di s, dichiar lui. Quanto alla possibilit che torni qui per avere di pi di quello che ha gi ottenuto, proseguii, siete voi il miglior giudice. Quanto dovrebbe

mancargli per impossessarsi dei pieni poteri che potrebbe trarre dalla Fontana? difficile stabilirlo con esattezza, disse lei, visto che li stava provando in condizioni estremamente difficili. Il cinquanta per cento, forse. Ma solo un'ipotesi. Questo lo soddisfer? Forse. Quanto lo rende pericoloso? Molto, quando si impadronir di tutte le cose. Per capir che questo posto sar troppo sorvegliato perfino per un uomo come lui in caso decidesse di tornare. Sospetto che rester lontano. Solo Sharu nelle sue attuali condizioni costituirebbe un grosso ostacolo. Continuai a mangiare. Julia probabilmente gli consiglier di non provarci, prosegu lei, dato che conosce cos bene il posto. Approvai la sua supposizione annuendo con il capo. Ci saremmo incontrati quando fosse giunto il momento. Per ora non potevo fare nulla per impedirlo. Ora posso farti una domanda?, disse lei. Prego. La ty'iga... S? Perfino nel corpo della Figlia del Duca di Orkuz, sono sicura che non si limiter a passeggiare nel palazzo ed a salire nei tuoi appartamenti. Difficile!, replicai. con un seguito ufficiale. Posso chiedere quando arrivato il seguito? La mattina presto, le risposi. Ma temo di non poter mi spingere in altri dettagli quanto a... Scosse la mano ben fornita di anelli in un gesto di negazione. Non mi interessano i segreti di stato, disse, ma so che Nayda di solito accompagna il padre in qualit di segretaria. E allora? venuta anche la sorella o rimasta a casa? Intendete dire Coral, vero?, le chiesi. S. venuta anche lei, le risposi. Grazie, disse, e riprese a mangiare. Maledizione! Che c'entrava tutto quello? Sapeva qualcosa sul conto di Coral di cui io non ero al corrente? Qualcosa che poteva influire sulla sua attuale condizione indeterminata? Se era cos, cosa poteva costarmi sco-

prirlo? Perch?, le chiesi allora. Semplice curiosit, mi rispose lei. Conoscevo la famiglia in... tempi pi felici. Jastra sentimentale? No. Perch, allora? Credete che la famiglia abbia qualche problema?, le chiesi. Oltre alla ty'iga che si impossessata di Nayda? S, dissi. Mi piacerebbe saperlo, disse lei. Quale problema? Solo una cosa alquanto spiacevole che riguarda Coral. Si sent un rumore di stoviglie mentre le cadeva la forchetta dalla mano andando a sbattere contro il piatto. Di cosa stai parlando?, mi chiese. Di una collocazione errata, le dissi. Di Coral? Come? Dove? Dipende in parte da quanto sapete veramente su di lei, le spiegai. Voglio bene a quella ragazza. Non giocare con me. Cosa successo? Era quasi sbalorditivo! Ma non era la risposta che cercavo. Conoscevate abbastanza bene la madre? Kinta. L'ho incontrata ai ricevimenti diplomatici. Una signora affascinante. Parlatemi del padre. B, un membro della Casa Reale, ma di un ramo che non in diretta successione. Prima di diventare Primo Ministro, Orkuz era l'Ambasciatore di Begma presso Kashfa. La sua famiglia risiedeva con lui, perci naturalmente lo vedevo in continuazione... Alz gli occhi accorgendosi che la stavo osservando mediante il Segno del Logrus attraverso il suo Disegno Interrotto. I nostri sguardi si incrociarono, e lei sorrise. Oh. Mi avevi chiesto del padre, disse. Poi si interruppe, ed annu. Cos c' del vero in quelle voci!, osserv alla fine. Davvero non lo sapevate? Si fanno talmente tante chiacchiere al mondo, la gran parte delle quali non verificabile! Come posso sapere quali corrispondono alla verit? E perch dovrei preoccuparmene? Avete ragione, certamente, le dissi. Per... Un'altra birichinata di quel buontempone, disse lei. C' qualcuno che segna i punti? sorprendente come trovasse il tempo per gli affari di Sta-

to. Sta agli altri indovinare, commentai. Per essere sinceri, allora, oltre alle chiacchiere che avevo sentito, c'era una rimarchevole somiglianza di famiglia. Ma non spettava a me giudicare, visto che non conoscevo personalmente la gran parte della famiglia. Mi dici che c' del vero? S. Soltanto per via di quella somiglianza, o c' qualcosa di pi? Qualcosa di pi. Mi sorrise dolcemente e riprese la sua forchetta. Mi sono sempre piaciute quelle favole che narrano della nascita del mondo. Anche a me, le dissi, e continuai a mangiare. Mandor si schiar la gola. Non molto carino, disse, raccontare soltanto una parte della storia. Hai ragione, convenni io. Jastra torn a guardarmi e sospir. Va bene, disse, te lo chieder. Come facevi a sapere che cer... Oh, certo! Il Disegno. Annuii con la testa. Bene, bene, bene! La piccola Coral, Padrona del Disegno. stato un avvenimento recente? S. Suppongo che adesso se ne sia andata in giro in qualche Ombra... a festeggiare. Vorrei saperlo. Cosa vuoi dire? Se n' andata, ma non so dove. Ed il Disegno che l'ha trasportata. Come? Ottima domanda. Non lo so. Mandor si schiar la gola. Merlin, mi disse, forse ci sarebbero alcune cosette, fece ruotare la mano sinistra, che, pensandoci bene, tu potresti... No, gli dissi. Come Signore del Caos, sarebbe d'obbligo la normale discrezione... forse anche con te, che sei mio fratello. E certamente nel caso di Vostra Altezza, indicai Jastra, a parte il fatto che conoscete la ragazza e forse nutrite dell'affetto per lei. Decisi di non colpire troppo a fondo ed aggiunsi rapidamente: O che perlomeno non avete nulla contro

di lei. Come ho detto, voglio molto bene alla ragazza, afferm Jastra, sporgendosi in avanti. Bene, replicai, perch mi sento in parte responsabile di quello che successo, anche se non ne sapevo niente. Per questo mi sento obbligato a rimettere le cose a posto. Soltanto, non so come fare. Cosa successo?, mi chiese lei. Mi trovavo in sua compagnia quando espresse il desiderio di vedere il Disegno. Allora acconsentii. Mentre camminavamo, mi fece delle domande in proposito. Sembrava una conversazione innocente, e cos soddisfai la sua curiosit. Non sapevo nulla delle chiacchiere sulla sua parentela, altrimenti avrei sospettato qualcosa. Sia come sia, quando arrivammo l, mise un piede sul Disegno e cominci a percorrerlo. Jastra trattenne il fiato. Distrugge chiunque non sia del vostro Sangue, mi disse. Giusto? Annuii. E perfino uno di noi, le dissi allora, se dovesse commettere certi errori. Jastra ridacchi. Supponiamo che sua madre se la sia intesa con un servo o con il cuoco?, osserv. una figlia saggia, le dissi. Ad ogni modo, una volta che si entra nel Disegno, non si pu pi tornare indietro. Fui obbligato a dirigerla, mentre proseguiva. Se non l'avessi fatto, sarei stato un ospite poco gentile, e senza dubbio avrei compromesso le relazioni diplomatiche tra Begma ed Ambra. E impedito un morbido negoziato?, mi chiese lei, semiseria. Proprio in quel momento mi venne il sospetto che avrebbe desiderato una digressione in merito all'esatta natura della visita di Begma, ma non abboccai all'amo. Potremmo anche dire cos, le dissi. Ad ogni modo, percorse tutto il Disegno, e poi prese la sua strada. Il mio ultimo marito mi disse che, dal suo centro, si pu ordinare al Disegno di condurti ovunque desideri. Temo di non capire. Nemmeno io, ma lei l'ha capito, e lo ha fatto. Volete dire che ha detto semplicemente 'Portami dovunque vuoi', e che stata istantaneamente trasportata in qualche luogo sconosciuto?

Esatto. Il che implicherebbe una sorta di intelligenza da parte del Disegno. A meno che, naturalmente, non stesse rispondendo ad un desiderio inconscio da parte sua di visitare qualche luogo in particolare. Vero. Ritengo che una simile possibilit esista. Ma non hai alcun modo per rintracciarla? Ho un suo Trionfo. Quando l'ho usato, l'ho raggiunta. Sembrava prigioniera in un posto buio. Poi abbiamo perso il contatto, e questo tutto. E quando successo? Qualche ora fa, secondo il mio computo personale, le dissi. Questo luogo si avvicina al tempo di Ambra? Abbastanza, credo. Perch non hai riprovato? Sono stato molto occupato. Inoltre, ho pensato a qualche altro modo per avvicinarla. Si ud un tintinnio secco, e sentii odore di caff. Se mi stai chiedendo se sono disposta ad aiutarti, mi disse Jastra, la risposta s. Soltanto non so come muovermi. Forse, se tu provassi nuovamente con il Trionfo con me dietro a te potremmo raggiungerla. Bene, dissi io, posando la tazzina e frugando in tasca alla ricerca delle carte. Facciamo un tentativo. Ti assister anch'io, annunci Mandor, alzandosi dal tavolo e mettendosi alla mia destra. Mi raggiunse anche Jastra che si mise alla mia sinistra. Tenni alto il Trionfo in modo da consentire a tutti e tre una visione chiara. Cominciamo, dissi, ed iniziai a concentrarmi. 3. Una chiazza di luce che avevo preso per un raggio di sole errabondo si spost dalla sua posizione sul pavimento fino ad un punto vicino alla mia tazza di caff. Era a forma di anello, e decisi di non rilevarlo poich nessuno degli altri due parve farci caso. Cercai di raggiungere Coral, ma non trovai niente. Sentii che anche Jastra e Mandor facevano lo stesso tentativo, e provai di nuovo, unendo le mie forze alle loro. Era pi difficile. Qualcosa? Qualcosa... Mi venne in mente, con stupore, cosa provava Vialle quando usava i Trionfi. Doveva essere una sensazione molto diversa da quella vi-

siva con la quale il resto di noi abituato. Poteva essere qualcosa del genere. Qualcosa... Quello che sentivo era una debole percezione della presenza di Coral. Guardai la sua immagine sulla carta, ma essa non volle prendere vita. La carta stessa era diventata sensibilmente pi fredda, ma non era quel gelo pungente che sentivo normalmente ogni volta che mi mettevo in comunicazione con gli altri. Provai con pi insistenza. Sentii Mandor e Jastra accrescere ancora i loro sforzi. Poi l'immagine di Coral scomparve dalla carta, ma nulla apparve in sua sostituzione. Avvertii per la sua presenza come se affrontassi il vuoto. La sensazione divenne pi simile a quella di un tentativo di contatto con qualcuno immerso nel sonno. Non saprei dire se semplicemente un posto difficile da raggiungere, cominci Mandor, o... Credo che sia sotto un Incantesimo, comunic Jastra. Questo potrebbe spiegare in parte la situazione, afferm Mandor. Ma solo in parte, disse una voce morbida e familiare vicino a noi. Ci sono degli spaventosi Poteri che la trattengono, P. Non ho mai visto niente del genere prima. Il Timone Fantasma ha ragione, disse Mandor. Comincio a sentirlo. S, inizi Jastra, c' qualcosa... E improvvisamente il velo venne strappato, e vidi il corpo inerte di Coral, apparentemente incosciente, sdraiato su un piano scuro di un posto molto scuro: come unica illuminazione c'era quello che sembrava un cerchio di fuoco sospeso intorno a lei. Non avrebbe potuto aiutarmi ad attraversarlo, se avesse voluto, e... Fantasma, puoi portarmi da lei?, gli chiesi. L'immagine di Coral svan prima che potesse rispondermi, e sentii una corrente d'aria fredda. Passarono diversi secondi prima che mi accorgessi che sembrava cadermi addosso dalla carta, ormai ghiacciata. Non credo, non vorrei farlo, e potrebbe essere inutile, mi rispose. La forza che la trattiene ha capito il tuo interesse, e perfino adesso sta cercando di raggiungerti. Conosci un modo per girare quel Trionfo? Passai la mano sulla carta, un gesto che solitamente sufficiente. Non accadde niente. Il vento freddo parve anzi aumentare di intensit. Ripetei il gesto con un ordine mentale. Cominciai a sentire che cosa si era concentrato su di me.

Poi il Segno del Logrus scese sul Trionfo, e la carta mi venne strappata di mano mentre venivo spinto a terra, andando a sbattere con la spalla contro l'angolo della porta. Mentre succedeva questo, Mandor si gett sulla sua destra, afferrandosi al tavolo per non cadere. Con la mia Visione del Logrus avevo visto delle linee impazzite di luce irradiarsi dalla carta prima che questa cadesse. stato il suo trucchetto?, gridai. Ha interrotto il contatto, mi rispose Fantasma. Grazie, Mandor, dissi. Ma la Potenza che voleva raggiungerti via Trionfo, adesso sa dove sei, disse Fantasma. Cosa ti fa credere che ne sia consapevole?, gli domandai. una supposizione, basata sul fatto che sta ancora cercando di raggiungerti. Sta per passando per la strada pi lunga: lo spazio. Potrebbe metterci un quarto di minuto prima di raggiungerti. L'uso che fai del pronome alquanto vago, disse Jastra. solo Merlin che vuole? O sta venendo per tutti noi? Non chiaro. Merlin il fulcro: non ho idea di cosa far con voi. Durante quello scambio, mi trascinai in avanti e ripresi il Trionfo di Coral. Puoi proteggerci?, chiese lei. Ho gi cominciato a trasferire Merlin in un luogo lontano. Devo farlo anche con voi? Quando rialzai la testa dopo aver rimesso in tasca il Trionfo, mi accorsi che la camera era diventata meno concreta, traslucida, come se ogni cosa fosse fatta di vetro colorato. Ti prego, disse piano la sagoma a forma di finestra di cattedrale di Jastra. S, arriv la debole eco di mio fratello che scompariva. Poi venni spinto dentro un cerchio in un luogo buio. Sbattei contro un muro di pietra. Fatto un quarto di rotazione, vidi un'area pi illuminata davanti a me, costellata di puntolini lucenti... Fantasma?, chiamai. Nessuna risposta. Non apprezzo molto queste conversazioni interrotte, proseguii. Mi mossi in avanti finch non trovai quella che era ovviamente l'entrata di una grotta. Davanti a me si spiegava un limpido cielo notturno e, quando uscii fuori, mi sferz un vento freddo. Feci qualche passo indietro, rab-

brividendo. Non avevo idea di dove potessi essere. Non che realmente importasse, se mi veniva concesso un Incantesimo per respirare. Via Logrus, dovetti allungarmi abbastanza lontano, prima di trovare una coperta pesante. Avvolgendomela intorno, mi misi seduto sul pavimento della caverna. Poi mi allungai di nuovo. Fu pi facile trovare un p di legna, e non mi occorse la Magia per farle prendere fuoco. Desideravo anche una tazza di caff. Mi chiesi... Perch no? Mi allungai ancora, ed il cerchio luminoso vortice in modo visibile davanti a me. P! Ti prego, smettila!, arriv la sua voce risentita. Mi ha creato un mucchio di problemi infilarti in quest'angolo oscuro dell'Ombra. Se ci sono troppe trasmissioni, richiamerai l'attenzione su di te. Andiamo!, dissi. Voglio solo una tazza di caff. Te ne procurer una io. Ma per un p fai a meno di usare i tuoi Poteri. Perch mai il tuo intervento non dovrebbe richiamare l'attenzione? Sto girando in tondo. Ecco! Una tazza fumante di terraglia scura era apparsa sul pavimento della grotta vicino alla mia mano destra. Grazie, dissi, prendendola ed annusandola. Cosa ne hai fatto di Jastra e Mandor? Ho mandato ognuno di voi in una direzione diversa in mezzo ad un'orda di finte immagini che svolazzano su e gi. Tutto quello che adesso devi fare startene gi per un p. Non attiriamo la sua attenzione. L'attenzione di chi? Quale attenzione? Della Potenza che tiene Coral. Non vogliamo che ci trovi. Perch no? Mi sembra di ricordare che una volta mi hai chiesto se eri un Dio. Di cosa hai paura? Di quell'essere. Sembra pi forte di me. D'altra parte, sembra che io sia pi veloce. gi qualcosa! Fatti un bel sonno. Domattina ti far sapere se ancora sulle tue tracce. Forse lo scoprir da solo. Cerca di non scoprirti, a meno che non sia una questione di vita e di morte. Non era questo che intendevo. Supponi che mi trovi? Fai quello che ritieni giusto.

Perch ho la sensazione che tu mi stia nascondendo qualcosa? Presumo che tu sia sospettoso per natura, P. Sembra tipico della tua famiglia. Adesso devo andare. Dove?, gli chiesi. A cercare gli altri. A fare qualche commissione. A controllare lo sviluppo della mia persona. A verificare i miei esperimenti. E altre cose del genere. Ciao. E Coral? Ma il cerchio di luce che era sospeso davanti a me mut da uno stato di lucentezza ad uno di opacit, per poi scomparire. Era un modo indiscutibile di porre fine alla conversazione. Fantasma stava diventando sempre pi simile a tutti noi: subdolo e falso. Sorseggiai il caff. Non era buono come quello di Mandor, ma passabile. Cominciai a chiedermi dove fossero stati mandati lastra e Mandor. Decisi di rinunciare a raggiungerli. Anzi, poteva non essere un'idea malvagia, stabilii, quella di rafforzare la mia posizione contro ogni intrusione magica. Richiamai il Segno del Logrus, che avevo lasciato scivolare via mentre Fantasma mi stava trasportando. Lo usai per erigere delle difese all'entrata della caverna e intorno a me. Poi lo liberai e bevvi un altro sorso. In quel mentre, mi resi conto che quel caff poteva non essere sufficiente per tenermi sveglio. Stava per venirmi un attacco di nervi, e improvvisamente sentii addosso tutto il peso delle mie attivit. Altri due sorsi, e riuscii a malapena a reggere in mano la tazza. Un terzo, e notai che, ogni volta che chiudevo le palpebre, i miei occhi avevano sempre pi difficolt a riaprirsi. Misi da una parte la tazza, mi avvolsi meglio la coperta intorno, e trovai una posizione relativamente comoda sul pavimento di terra, essendo diventato una specie di esperto in materia nella grotta di cristallo. Le fiamme crepitanti disegnarono eserciti nemici dietro le mie palpebre. Il fuoco scoppiett come un rumore di armi; l'aria odor di pece. Cedetti. Il sonno forse l'unico tra i pi grandi piaceri della vita a non essere necessariamente breve. Mi riemp, ed io fluttuai. Quanto lontano andai e per quanto tempo non saprei. Non so neanche dire cos' che mi svegli. So soltanto che ero da qualche altra parte e che, un secondo dopo, ero ritornato. La mia posizione era leggermente cambiata, avevo le punte dei piedi fredde, e mi accorsi di non essere pi solo. Restai con gli occhi chiusi, e non modificai il ritmo del mio respiro. Era possibile che Fantasma avesse deciso semplicemente di farmi la guardia. O forse quell'essere stava saggiando le mie difese.

Alzai impercettibilmente le palpebre, scrutando in alto e all'esterno dietro lo schermo delle ciglia. Di fuori, all'entrata della caverna, c'era una figura dai contorni incerti, e l'ultimo bagliore del fuoco illuminava debolmente la sua faccia, stranamente familiare. C'era qualcosa di me nei lineamenti di quel viso e qualcosa di mio padre. Merlin, disse piano. Svegliati, adesso. Hai dei posti in cui andare e delle cose da fare. Aprii completamente gli occhi e li sgranai. Rispondeva ad una certa descrizione... Frakir puls, e gli imposi di stare calmo. Dworkin...?, dissi. Sorrise. Mi hai chiamato, rispose. Camminava da una parte all'altra dell'entrata della grotta, fermandosi ogni tanto per tendere una mano verso di me. Ogni volta esitava e si tirava indietro. Che significa?, gli chiesi. Che succede? Perch ti trovi qui? Sono venuto a riportarti al viaggio che hai interrotto. E quale viaggio sarebbe? La tua ricerca della signora che l'altro giorno ha percorso il Disegno, smarritasi da qualche parte. Coral? Sai dove si trova? Alz la mano, l'abbass, poi digrign i denti. Coral? cos che si chiama? Fammi entrare. Dobbiamo parlare di lei. Mi sembra che ne stiamo gi parlando cos come ci troviamo. Non hai alcun rispetto per un tuo antenato? Ce l'ho. Ma ho anche un fratello mutante che non vede l'ora di mozzarmi la testa ed appenderla al muro della sua caverna. E potrebbe farlo con estrema rapidit se solo gli fornissi la pi piccola opportunit. Mi misi a sedere e mi sfregai gli occhi, mentre le mie facolt finivano di ripristinarsi. Allora, dov' Coral? Vieni. Ti mostrer la strada, mi disse, venendo avanti. Questa volta la sua mano super le mie difese, e venne immediatamente circondata dal fuoco. Non sembr accorgersene. I suoi occhi erano due stelle scure, che mi spingevano ad alzarmi, ad andare verso di lui. La sua mano cominci a liquefarsi: la carne si sciolse come cera. Non c'erano ossa l sotto, piuttosto una strana geometria, come se qualcuno avesse sbozzato in tutta fretta una mano tridimensionale e poi vi avesse modellato intorno una specie di pelle per rivestirla. Prendi la mia mano!, aggiunse.

Mi ritrovai a tendergli la mano contro la mia volont, protendendola verso i contorni di quelle specie di dita, verso i tondini delle nocche. Rise di nuovo. Potevo percepire la forza che mi stava attirando. Mi chiesi cosa sarebbe successo se avessi afferrato quella strana mano in un certo modo. Perci evocai il Segno dei Logrus e lo mandai avanti a stringere la mano al posto mio. Forse non fu uno dei miei interventi pi brillanti. Venni momentaneamente accecato dal lampo sfolgorante e sfrigolante che segu. Quando la mia vista si schiar, vidi che Dworkin se n'era andato. Un rapido controllo mi assicur che le mie difese erano ancora intatte. Ravvivai il fuoco con un rapido e semplice Incantesimo, poi notai che la mia tazza di caff era semipiena, e riscaldai il suo contenuto tiepido con una versione abbreviata della medesima esecuzione. Poi mi rilassai, mi sistemai comodamente, e presi a sorseggiare il caff. Pur sforzandomi di essere analitico, non riuscii a capire cosa fosse appena avvenuto. Non avevo sentito di nessuno che avesse visto il demiurgo semi pazzo da anni anche se, secondo il racconto di mio padre, la mente di Dworkin doveva essere stata in gran parte curata quando Oberon aveva riparato il Disegno. Se era stato davvero Jurt, che aveva cercato di avvicinarmi con un trucco per finirmi, era stata una forma davvero molto strana quella che aveva scelto di assumere. A pensarci bene, non era affatto certo che Jurt conoscesse l'aspetto di Dworkin. Mi chiesi se fosse saggio chiamare Fantasma per avere un'opinione non umana sulla faccenda. Prima per, che riuscissi a decidermi, le stelle all'entrata della grotta vennero nascoste da un'altra figura, pi imponente di quella di Dworkin... Un solo passo la port vicino al fuoco e, quando vidi la sua faccia, feci rovesciare il caff. Non ci eravamo mai incontrati, ma avevo visto il suo viso in molti posti nel Castello di Ambra. Sapevo che Oberon era morto nel ridisegnare il Disegno, dissi. Eri presente a quell'epoca?, mi chiese lui. No, risposi, ma, arrivando come hai fatto tu sulla scia di un'apparizione piuttosto bizzarra come quella di Dworkin, devi perdonare i miei sospetti sulla tua buonafede. Oh, era un falso quello che hai incontrato. Io sono vero. Cos'era allora quello che ho visto? Era la forma astrale di un burlone: un Mago chiamato Jolos, del Quarto Cerchio dell'Ombra.

Oh!, risposi. E come faccio a sapere che non sei la proiezione di qualcuno chiamato Jalas del Quinto Cerchio? Posso snocciolarti l'intera genealogia della Casa Reale di Ambra. Qualsiasi bravo scrivano di casa mia in grado di farlo. Ti posso dire anche i nomi degli illegittimi. Quanti erano, comunque? Quarantasette, che io sappia. Ah, prosegui! Come sei riuscito ad averli? Flussi diversi di tempo, mi spieg, sorridendo. Se sei sopravvissuto alla ricostruzione del Disegno, come mai non sei tornato ad Ambra per riprenderti il tuo regno?, gli chiesi. Perch hai lasciato che incoronassero Random ed hai confuso ulteriormente il quadro? Rise. Ma non sono sopravvissuto, mi rispose. Venni distrutto nel processo. Sono un fantasma, tornato a sostenere un campione vivente di Ambra contro il crescente potere del Logrus. Dando per buono, arguendo che tu sia quello che dici di essere, replicai, sei ancora dalla parte sbagliata, Signore. Io sono un iniziato del Logrus e figlio del Caos. Sei anche un iniziato al Disegno ed un figlio di Ambra, rispose la figura colossale. vero!, dissi, un ulteriore ragione per me per non schierarmi da nessuna parte. Arriva sempre il momento in cui un uomo deve scegliere, afferm, e quel momento per te arrivato. Da che parte stai? Anche se credessi che sei quello che dici, non mi sento obbligato a fare una simile scelta, gli risposi. Ed esiste una tradizione presso le Corti secondo la quale Dworkin stesso era un Iniziato del Logrus. Se vero, sto solo seguendo le orme di un venerabile antenato. Ma egli rinunci al Caos quando fond Ambra. Alzai le spalle. Per fortuna, io non ho fondato niente, dissi. Se c' qualcosa in particolare che vuoi da me, dimmi che cos': dammi un buon motivo per farla, e forse collaborer. Allung la sua mano. Vieni con me, e ti far mettere i piedi sul nuovo Disegno che devi seguire, in una partita da giocare all'esterno, tra le Potenze. Ancora non riesco a capirti, ma sono sicuro che il vero Oberon non sa-

rebbe fermato da queste semplici difese. Vieni tu a prendere la mia mano, ed io sar lieto di seguirti, e di dare un'occhiata a qualsiasi cosa tu voglia mostrarmi. Eresse la schiena assumendo una statura ancora pi alta. Vuoi mettermi alla prova?, mi chiese. S. Se fossi stato un uomo, le tue difese non mi avrebbero preoccupato, dichiar. Ma, dal momento che adesso sono fatto di sostanza spirituale, non so dirti. Preferirei non approfittare dell'occasione. In questo caso, devo concordare con te riguardo alla tua proposta. Nipote, mi disse portandosi alla mia altezza, mentre una luce rossastra gli brillava negli occhi, anche se sono morto, nessuno della mia discendenza pu permettersi di parlarmi cos. Adesso vengo a prenderti senza tanti riguardi. Vengo a prenderti ora e, con questo viaggio, ti condurr a forza tra le fiamme. Feci un passo indietro mentre avanzava. Non devi prenderlo come un fatto personale..., cominciai. Mi schermai gli occhi mentre colpiva le mie difese, e cominci l'effetto lampada da flash. Con le palpebre socchiuse, vidi accadere qualcosa di simile alla liquefazione della pelle di Dworkin quando la sua mano era stata erosa dal fuoco. Oberon divenne trasparente in alcuni punti, in altri si sciolse. Dentro di lui, attraverso lui, mentre il suo aspetto esteriore scompariva, vidi vortici e curve, strettoie e canali... e righe nere, che disegnavano una geometria astratta all'interno della sagoma complessiva di una figura nobile e possente. A differenza di Dworkin, per, l'immagine non svan. Superate le mie difese, pur con movimenti rallentati, continu lo stesso ad avanzare verso di me, e mi raggiunse. Qualunque fosse la sua vera natura, era una delle creature pi spaventose che avessi mai incontrato. Continuai ad arretrare, alzando le mani, e chiamai nuovamente il Logrus. Il Segno del Logrus si interpose tra di noi. La versione astratta di Oberon continu a venire avanti: mani distorte ed incorporee che incontravano le membra contorte del Caos. Non mi stavo allungando mediante l'immagine del Logrus per dirigerlo contro l'apparizione. Provavo un insolito terrore nei confronti di quell'essere, perfino a quella distanza. Quel che feci fu proiettare il Disegno contro l'immagine del Re. Quindi saltai entrambi, uscii dalla grotta, e rotolai, cercando a tentoni di aggrapparmi con le mani e con i piedi al pendo contro

cui andai a sbattere, risalendo poi a fatica con l'aiuto di un masso al quale mi afferrai non appena la caverna esplose con il rumore ed il lampo di un deposito di munizioni colpito. Rimasi sdraiato l, tremante, con gli occhi chiusi, forse per mezzo minuto. Ancora un secondo, e mi sarei ritrovato qualcosa nel sedere... a meno che, forse, non fossi restato perfettamente immobile cercando di somigliare il pi possibile ad una roccia... Il silenzio era profondo e, quando riaprii gli occhi, la luce era svanita, e la forma dell'entrata della grotta era rimasta inalterata. Mi alzai lentamente in piedi, e mi mossi anche pi piano. Il Segno del Logrus era scomparso e, per ragioni che non capii, fui restio a richiamarlo. Quando detti un'occhiata all'interno della caverna, vidi che non c'erano segni di quello che era successo, tranne il fatto che le mie difese erano cadute. Entrai dentro. La coperta era ancora l dove era caduta. Allungai una mano e toccai il muro. Fredda pietra. Quell'esplosione doveva essere avvenuta ad un altro livello. Il mio fuocherello bruciava ancora debolmente. Lo riattizzai. Ma l'unica cosa che vidi al suo chiarore che non avevo precedentemente visto, fu la mia tazza di caff, in pezzi l dov'era caduta. Lasciai la mano addosso al muro. Mi appoggiai. Dopo un p, il mio diagramma cominci a stringersi incontrollabilmente. Cominciai a ridere, ma non sono sicuro del perch. Sentivo addosso tutto il peso di quello che si era verificato da quel 30 di Aprile. Era semplicemente successo che la risata si era sostituita all'alternativa di battermi il petto ed urlare. Credevo di conoscere tutti i giocatori di quella difficile partita. Luke e Jastra sembravano adesso dalla mia parte, insieme a mio fratello Mandor, che si era sempre preoccupato di me. Il mio folle fratello Jurt mi voleva morto, ed ora si era alleato con Julia, la mia antica findanzata, che non sembrava molto ben disposta nei miei confronti. C'era la ty'iga, un Demone iperprotettivo che si era impossessato del corpo della sorella di Coral, Nayda, che avevo lasciato a dormire sotto un Incantesimo ad Ambra. C'era Dalt il mercenario, il quale mi venne in mente in quel momento, era anche mio zio aveva rotto con Luke per scopi sconosciuti dopo averlo fatto cadere ad Arden, mentre due eserciti guardavano il loro combattimento. Aveva dei disegni non molto gradevoli su Ambra, ma gli mancava la forza militare per effettuare qualcosa di pi pericoloso di qualche azione di guerriglia. E poi c'era il Timone Fantasma, il mio Trionfo e operatore cibernetico nonch semidio meccanico di basa lega, che sembrava essere passato da una fase esantematica e maniacale ad una razionale e paranoica: non ero

del tutto certo dove se n'era andato dopo avermi lasciato, ma almeno mostrava una sorta di rispetto filiale misto alla sua attuale vigliaccheria. E questo sembrava tutto. Ma le ultime apparizioni sembravano provare che c'era anche qualcun altro della partita, qualcuno che voleva spingermi ancora in un'altra direzione. Avevo la testimonianza di Fantasma che era forte anche se non aveva idea di cosa realmente rappresentasse. E non avevo alcun desiderio di fidarmi. Le future relazioni non promettevano perci molto bene. Ehi, ragazzo!, arriv una voce familiare dal crepaccio. Sei un uomo difficile da trovare. Non startene l. Mi voltai immediatamente, mi mossi in avanti, poi guardai gi. Una figura solitaria si stava arrampicando sulla pendenza. Era un uomo molto grosso, al quale brillava qualcosa vicino alla gola. Era troppo scuro per distinguere i suoi lineamenti. Arretrai di qualche passo, avviando l'Incantesimo che avrebbe ripristinato le mie difese saltate per aria. Ehi! Non scappare!, mi grid dietro. Devo parlarti. Le difese scesero al loro posto, poi brandii la spada con la punta abbassata, tenendola sulla mia destra, ma completamente nascosta alla sua vista quando mi girai con il corpo. Ordinai a Frakir di diventare invisibile alla mia sinistra. La seconda apparizione era stata pi forte della prima, ed aveva superato le mie difese. Se quest'altra si fosse dimostrata ancora pi forte, avrei avuto bisogno di tutto quello che potevo mettere insieme. S?, gridai. Chi sei, e cosa vuoi? Maledizione!, lo sentii dire. Non sono nessuno in particolare. Solo il tuo vecchio. Mi serve aiuto, e vorrei mantenere le cose in famiglia. Dovetti ammettere, quando raggiunse la zona del fuoco, che era un'ottima imitazione del Principe Corwin di Ambra, ossia mio padre, con tanto di mantello nero, stivali, pantaloni, camicia grigia, bottoni d'argento e cintura quest'ultima perfino d'argento rosa che mi stava sorridendo con lo stesso sorriso furbesco che aveva talvolta il vero Corwin quando mi raccontava la sua storia, tanto tempo prima... A quella vista mi sentii torcere le budella. Avrei voluto conoscerlo meglio, ma era scomparso, e non ero mai riuscito a ritrovarlo. Adesso, con quell'essere qualunque cosa fosse che aveva assunto la sua personalit... ero decisamente un p pi che irritato da quel tentativo manifesto di manipolare i miei sentimenti. Il primo falso era Dworkin, dissi, e il secondo, Oberon. Stai riprodu-

cendo l'intero albero genealogico della mia famiglia, vero? Mi guard insospettito, e sollev la testa perplesso: un'altro tocco realistico, mentre avanzava. Non so di che cosa stai parlando, Merlin, mi rispose. Io... Poi entr nell'area protetta dalle mie difese ed ebbe un sobbalzo, come se avesse toccato un filo rovente. Merda!, disse. Non ti fidi di nessuno, vero? Rimasi perplesso, per, per il fatto che il contatto non avesse provocato altri fuochi d'artificio. Inoltre, mi chiesi come mai la trasformazione di quell'essere in ricci non fosse ancora cominciata. Con un'altra imprecazione, spost il mantello sulla sua sinistra, avvolgendoselo intorno al braccio; la sua mano destra fece per prendere un eccellente facsimile del fodero della spada mentre si inarcava in alto, poi scese verso il centro della mia difesa. Quando la incontr, le scintille si alzarono in uno schizzo di mezzo metro, e la lama sibil come se fosse stata prima arroventata e poi immersa rapidamente nell'acqua. Il contorno della spada sfolgor, e le scintille scoppiarono nuovamente questa volta raggiungendo l'altezza di un uomo e, in quell'istante sentii che le mie difese cedevano. Poi entr, ed io l'affrontai, roteando la mia spada. Ma la lama che somigliava a Grayswandir si abbass e si sollev di nuovo, in un cerchio che mi strinse, spingendo la punta della mia arma sulla destra e facendola scivolare dritta in direzione del mio petto. Feci una semplice parata di quarta, ma lui si abbass, di nuovo pronto a venirmi addosso dall'esterno. Schivai di sesta, ma non era l. Il suo movimento era stato soltanto una finta. Era tornato dentro, ed ora mi stava attaccando dal basso. Mi rivoltai e parai ancora, mentre si portava con tutto il peso sulla mia destra, abbassando la punta della spada, cambiando presa, ed agguantandomi la faccia con la mano sinistra. Vidi troppo tardi la sua mano destra che si alzava mentre la sinistra mi passava dietro la testa. Il pomo di Grayswandir era puntato direttamente contro la mia mascella. Sei davvero..., cominciai, ed allora cap. L'ultima cosa che ricordo di aver visto fu la rosa d'argento. Cos la vita: Fidati e vieni tradito, non fidarti e tradisci. Come la maggioranza dei paradossi morali, ti mette in una posizione insostenibile. Ed era troppo tardi per optare per la mia consueta soluzione. Non potevo riti-

rami dal gioco. Mi svegliai in un posto buio: ero perplesso e sospettoso. Come facevo sempre quando ero perplesso e sospettoso, restai perfettamente immobile e lasciai che il mio respiro seguisse il suo ritmo naturale. Ed ascoltai. Nemmeno un suono. Aprii impercettibilmente gli occhi. Vidi dei disegni sconcertanti. Li richiusi. Sentivo con il corpo delle vibrazioni interne alla superficie di pietra sulla quale ero adagiato. Nessun vibrafono. Aprii gli occhi completamente, soffocando l'impulso di richiuderli. Mi alzai sui gomiti, poi raccolsi le ginocchia, raddrizzai la schiena, e girai la testa. Affascinante! Non ero rimasto cos disorientato da quella volta che ero andato a farmi una bevuta con Luke ed il Gatto del Cheshire. Intorno a me non c'erano colori. Era tutto nero, bianco, o con qualche sfumatura di grigio. Era come se fossi entrato in un negativo. Quello che presumetti fosse un sole pendeva come un buco nero diversi diametri sopra l'orizzonte, alla mia sinistra. Il cielo era di un grigio scurissimo, e nuvole color ebano vi passavano lentamente. La mia pelle aveva il colore dell'inchiostro. Il terreno roccioso che avevo sotto e tutto intorno, per, splendeva di un bianco osseo quasi traslucido. Mi alzai lentamente in piedi, voltandomi. S. Il terreno sembrava luccicare, il cielo era scuro, ed io ero un'ombra in mezzo ad essi. Quella sensazione non mi piacque affatto. L'aria era secca, gelida. Mi trovavo ai piedi di una candida catena montuosa, di aspetto talmente desolato da suggerirmi un paragone con quella antartica. Le montagne si stendevano davanti a me e sulla mia sinistra. Verso destra bassa e declinante in direzione di quello che ritenni fosse un sole mattutino, si stendeva una pianura nera. Un deserto? Dovetti sollevare la mano e schermarmi contro il suo... cos'era? Un controluccicho? Merda! cercai di dire, ed immediatamente notai due cose. La prima, era che non mi usciva la voce. La seconda, che mi faceva male la mascella dove mio padre, o il suo simulacro, mi aveva colpito. Ripetei in silenzio la mia esclamazione e presi i Trionfi. Si accettavano scommesse quanto al momento in cui avrebbe interferito con le comunicazioni. Presi dal mazzo il Trionfo per evocare il Timone Fantasma e vi concentrai la mia attenzione. Niente, Era completamente morto. Ma era stato Fantasma a dirmi di

dormire, e forse stava semplicemente rifiutandosi di ricevere la mia chiamata. Scorsi col pollice le altre carte. Mi fermai su quella di Flora. Di solito era sempre pronta a trasportarmi in un posto sicuro. Studiai quella bella faccia, inviai la mia chiamata... Non un solo ricciolo biondo si mosse. Nemmeno la pi piccola variazione di temperatura. La carta restava solo una carta. Provai ancora, mormorando perfino un Incantesimo di Potenziamento. Ma a casa non c'era nessuno. Mandor, allora! Passai diversi minuti con la sua carta con il medesimo risultato. Provai con quella di Random. Di Ditto. Di Benedict, di Julian. Niente di niente. Provai con Fiona, con Luke, anche con Bill Roth. Altri tre tentativi a vuoto. Estrassi perfino una coppia di Trionfi del Giudizio, ma non riuscii a raggiungere n la Sfinge, n una costruzione di ossa sulla cima di una montagna di cristallo verde. Pareggiai le carte, le rimisi nel mazzo e le riposi via. Era la prima volta che incontravo un fenomeno del genere dalla volta della Grotta di Cristallo. I Trionfi possono essere bloccati in molti modi per e, per quel che mi riguardava, la questione al momento era puramente accademica. Mi interessava di pi spostarmi in un ambiente maggiormente salubre. Potevo riservarmi la ricerca in un momento di svago futuro. Cominciai a camminare. I miei passi non producevano alcun rumore. Quando diedi un calcio ad un sasso che rimbalz davanti a me, non udii il minimo suono. Bianco alla mia sinistra, nero alla mia destra. Montagne o deserto. Girai a sinistra, camminando. Niente in movimento che riuscissi a vedere a parte le nuvole nere. A ridosso di ogni affioramento c'era un'area quasi accecante di raddoppiata lucentezza: folli contorni di una folle terra. Giro ancora a sinistra. Tre passi, costeggio il burrone. Salgo. Il bordo. Scendo gi. Giro a destra. Improvvisa, una striscia rossa appare tra le rocce a sinistra... No. La prossima volta allora... Breve fitta al seno frontale. Niente rosso. Vado avanti. Crepa a destra, prossima volta... Mi massaggiai le tempie quando cominciarono a farmi male nello scoprire che non si apriva nessuna crepa. Il mio respiro divenne pesante, e sentii del sudore scorrermi lungo la fronte. Venature di grigio su fiori verdi e fragili, blu ardesia, sotto la prossima scarpata...

Un doloretto al collo. Niente fiori. Niente grigio. Niente verde. Allora lascia che le nuvole si dividano e le tenebre scendano dal sole... Niente. ... e un suono di acque che scorrono da un piccolo ruscello, al prossimo burrone. Dovetti fermarmi. Mi scoppiava la testa, e mi tremavano le mani. Allungai un braccio e toccai la parete rocciosa alla mia sinistra. Sembrava abbastanza solida. Perch tutto mi opprimeva? E come ero arrivato li? E dov'era quel posto? Mi rilassai. Rallentai il respiro e feci rifluire le energie. Le fitte alla testa diminuirono, si attenuarono, poi scomparvero. Cominciai nuovamente a camminare. Canto di uccelli e dolce vento... Un fiore in una piccola fenditura... No. E la prima fitta del dolore che tornava... Sotto quale Incantesimo potevo mai trovarmi, da farmi perdere il potere di camminare nell'Ombra? Non avevo mai saputo che fosse una capacit che si poteva perdere. Non divertente, cercai di dire. Chiunque tu sia, qualunque cosa tu sia, come ci sei riuscito? Cosa vuoi? Dove sei? Ancora una volta non sentii nulla; men che mai una risposta. Non so come hai potuto farlo. O perch..., mossi la bocca e pensai. Non mi sento preda di un Incantesimo. Ma devo essere qui per qualche motivo. Fai un'altra mossa. Dimmi cosa vuoi. Nada. Proseguii, continuando con scarso entusiasmo a fare i miei tentativi di spostarmi via Ombra. Mentre provavo, considerai la mia situazione. Avevo la sensazione che ci fosse qualcosa di estremamente semplice nell'intera faccenda che mi stava sfuggendo. ... e un piccolo fiore rosso dietro ad una roccia, alla prossima volta. Girai, e trovai il piccolo fiore rosso che avevo evocato in stato di semi coscienza. Corsi a toccarlo, per avere la conferma che l'universo era un posto benigno che amava Merlin. Nella corsa, inciampai, sollevando una nuvoletta di polvere. Mi rialzai e mi guardai intorno. Devo essere rimasto cos per i successivi dieci o quindici minuti, ma non riuscii ad individuare il fiore. Alla fine, bestemmiai e me ne andai via. Non piace a nessuno essere lo zimbello degli scherzetti dell'universo.

Con un'ispirazione improvvisa mi frugai nelle tasche, in caso avessi addosso un frammento di pietra azzurra. Le loro strane capacit vibrazionali avrebbero potuto guidarmi in qualche modo attraverso l'Ombra, riportandomi alla loro fonte. Ma niente! Non c'era rimasta nemmeno una scaglietta di polvere azzurra. Erano tutte nella tomba di mio padre. Sarebbe stata una scappatoia troppo facile per me, suppongo. Cosa mi mancava? Un falso Dworkin, un falso Oberon, ed un uomo che affermava di essere mio padre, avevano cercato di condurmi in qualche strano posto... per partecipare ad una qualche lotta tra le Potenze, aveva detto la figura di Oberon, qualunque cosa intendesse dire con questo. La figura di Corwin apparentemente c'era riuscita, riflettei, mentre mi massaggiavo la mascella. Ma che razza di gioco era? E dov'erano le Potenze? L'essere che aveva le sembianze di Oberon aveva detto qualcosa in merito ad una mia scelta tra Ambra ed il Caos. Ma allora aveva mentito su altre cose, durante la stessa conversazione. Al diavolo tutti! Non avevo chiesto di essere coinvolto nel loro gioco di poteri. Avevo gi abbastanza problemi per conto mio. Non mi importava neanche di imparare le regole di qualunque cosa stesse succedendo. Detti un calcio ad un sassolino bianco, e lo guardai rotolare via. Tutto questo non sembrava essere opera di Jurt o di Julia. Sembrava piuttosto un nuovo fattore, oppure uno vecchio che si fosse notevolmente trasformato. Quando era entrato per la prima volta nello schema? Supposi che avesse a che fare con la forza che mi aveva inseguito dopo il nostro tentativo di contattare Coral. Potevo soltanto presumere che mi aveva localizzato e che quello era il risultato. Ma che diavolo poteva essere? Sarebbe stato prima di tutto necessario, arguii, che sapessi dove si trovava Coral nel suo cerchio di fuoco. Qualcosa in quel posto, presumetti, doveva essere la causa della mia attuale situazione. Dove allora? Aveva chiesto al Disegno di mandarla ovunque dovesse andare... Ora non avevo modo di chiedere al Disegno dove poteva essere, e nessuno modo, al momento, di percorrerlo per farmi mandare da lei. Era ora, perci, di rinunciare alla partita e di impiegare nuovi sistemi per risolvere il problema. Visto che i miei Trionfi avevano fatto saltare un circuito e la mia capacit di attraversare l'Ombra aveva incontrato un misterioso impedimento, decisi che era ora di aumentare il fattore potere con un ordine di grandezza in mio favore. Avrei chiamato il Segno del Logrus e continuato a percorrere l'Ombra, proteggendomi le spalle ad ogni passo

con il potere del Caos. Frakir mi si strinse intorno al polso. Mi preparai subito ad un'imminente minaccia, ma non vidi nulla. Rimasi all'erta per qualche altro minuto, esplorando le vicinanze. Ma non successe niente, e Frakir si immobilizz. Era la prima volta che il suo sistema di allarme pulsava a vuoto, o a causa di qualche erratica corrente astrale, o per qualche strano pensiero da me formulato. Ma in un posto del genere, non c'era tempo per stabilirlo. Il gruppo di rocce pi vicino si alzava di circa quindici o venti metri, forse salendo di cento passi, sulla mia sinistra. Decisi di arrampicarmi l, e cominciai la scalata. Quando raggiunsi finalmente la sua vetta, pallida come gesso, ordinai una visuale molto ampia in ogni direzione. Non vidi una sola creatura vivente in quello strano universo silenzioso yin-yang. Cos decisi che doveva essere stato un falso allarme, e ridiscesi. Allungai ancora una volta le membra del Logrus, e Frakir praticamente mi stritol la mano. All'inferno! Lo ignorai, ed inviai la mia chiamata. Il Segno del Logrus si alz e corse verso di me. Volteggi come una farfalla, poi arriv come un camion. Il mio mondo in cinegiornale mut da nero e bianco a nero. 4. Dovevo riprendermi. Mi doleva la testa, ed avevo la bocca sporca. Ero sdraiato faccia a terra. La memoria torn a casa in mezzo al traffico, e riaprii gli occhi. Ancora nero, bianco e grigio tutto intorno. Sputai sabbia, mi stropicciai gli occhi, poi li socchiusi. Il Segno del Logrus non era presente, e non riuscivo a spiegarmi l'ultima esperienza che avevo avuto con lui. Mi sollevai sulle ginocchia. Sembrava che fossi rimasto senza mezzi di trasporto, con ogni sistema di trasporto e di comunicazione ultraterreno bloccato. Non mi veniva in mente nient'altro da fare che rialzarmi, scegliere una direzione e cominciare a camminare. Scrollai le spalle. Dove mi avrebbe portato? In un posto uguale in un altro paesaggio ugualmente monotono? Si ud un debole suono, come una gola che deglutisse. Mi ritrovai in piedi in un secondo e, nell'alzarmi, ispezionai ogni direzione. Chi l?, chiesi, dopo aver rinunciato ad articolare la voce.

Mi parve di sentirlo di nuovo, vicinissimo. Poi, Ho un messaggio per te, sembrava che mi dicesse qualcosa nella testa. Cosa? Dove sei? Un messaggio?, cercai di chiedere. Scusami, disse la voce soffocata, ma sono nuovo a questo genere di cose. A dirtelo con franchezza, sono dove sono sempre stato intorno al tuo polso e, quando il Logrus esploso qui dentro, ha aumentato le mie capacit, in modo che potessi portarti il messaggio. Frakir? S. Il mio primo sviluppo, quel giorno in cui mi portasti nel Logrus, aument la mia sensibilit al pericolo, la mia mobilit, i riflessi di battaglia, e mi diede una limitata senzienza. Questa volta il Logrus ha aggiunto la comunicazione mentale diretta ed ha espanso la mia consapevolezza per rendermi capace di recare messaggi. Perch? Andava di fretta, e poteva restare in questo posto solo per un istante: questo era l'unico modo che aveva per farti sapere cosa succede. Non sapevo che il Logrus fosse senziente. Segu qualcosa di simile ad uno schiocco di lingua. Poi, difficile classificare un'intelligenza di quella specie, e suppongo che non abbia molto da dire generalmente, fu la risposta di Frakir. Le sue energie si espandono principalmente in altre aree. E allora perch piombato qui e mi ha bombardato? Senza volerlo. stata una risultante del mio sviluppo, una volta che ha visto che io ero l'unico mezzo per raggiungerti con qualcosa di pi di qualche parola od immagine. Perch la sua permanenza era cos limitata?, chiesi. la natura di questa terra, che si trova tra le Ombre, di essere inaccessibile sia al Disegno che al Logrus. Una specie di zona neutrale? No, non una questione di tregua. solo che estremamente difficile per entrambi manifestarsi qui. Questo il motivo per cui questo posto immutabile. un posto che non possono raggiungere? una questione di dimensioni. Come mai non ne ho mai sentito parlare prima? Probabilmente perch nessun altro pu raggiungerlo tanto velocemente.

Allora qual il messaggio? Sostanzialmente, che non devi provare a chiamare il Logrus mentre sei qui. Questo luogo costituisce un veicolo di comunicazione che distorce a tal punto, da non esistere alcuna garanzia sulla maniera in cui una proiezione energetica possa manifestarsi al di fuori di un recipiente adatto. Potrebbe essere un pericolo per te. Mi massaggiai le tempie doloranti. Alla fine riuscii a liberare la mente dal dolore alla mascella. E va bene, mi rassegnai. Qualche suggerimento in merito a cosa dovrei fare qui? S, una prova. Di che tipo, non saprei. Ho una scelta? Che vuoi dire? Posso rifiutarmi di partecipare? Penso di s. Ma in questo caso non so dirti come potresti andartene di qui. Perci alla fine verr liberato, se accetto il gioco? Se sarai ancora vivo, s. Ed anche se non lo sarai, immagino. Perci, in realt non ho scelta. Una scelta ci sar. Quando? In un punto lungo la strada. Non so dove. Perch non mi ripeti tutte le tue istruzioni? Non posso. Non so che significato hanno. Le conoscer soltanto in risposta ad una domanda o ad una situazione. Qualcosa di tutto questo interferir con la tua funzione di strangolatore? Non dovrebbe. gi qualcosa. Molto bene! Hai idea di cosa dovrei fare adesso? S. Dovresti cominciare a salire sul monte pi alto che si trova alla tua sinistra. Quale... Va bene, credo sia quello, decisi, fermando lo sguardo su una dentellatura spezzata di una bianchezza abbacinante. Fu cos che mi avviai verso quel monte, risalendo una parete che diventava sempre pi scoscesa. Il sole nero si alz sul grigiore circostante. Lo spettrale silenzio non venne interrotto. Uh, sai cosa troveremo esattamente quando arriveremo dove stiamo andando?, cercai di dire a Frakir.

Sono sicuro che l'informazione esista, fu la sua risposta, ma non credo che sar disponibile finch non raggiungeremo il luogo adatto. Mi auguro che tu abbia ragione. Anch'io. La strada continu a farsi progressivamente pi ripida. Anche se non avevo modo di misurare esattamente il tempo, credo che passasse pi di un'ora prima che mi fossi allontanato dai piedi della montagna bianca ed avessi cominciato a scalarla. Mentre osservavo che non c'erano impronte umane, n si vedeva alcun segno di vita, in diverse occasioni incontrai lunghe strisce di terreno che parevano viottoli di montagna naturali, che portavano sulla sommit di quell'interminabile parete decolorata. Dovevano essere trascorse diverse ore, mentre mi arrampicavo su quel versante, ed il sole nero era salito a met del cielo ed aveva cominciato la sua discesa verso un ovest che si trovava al di l della montagna. L'impossibilit di imprecare a voce alta, cominciava a darmi fastidio. Come faccio ad essere sicuro che ci troviamo dalla parte giusta? O che ci stiamo dirigendo nella zona esatta?, chiesi. Sei ancora nella direzione giusta, mi rispose Frakir. Ma non sai guanto sar lontano? No. Ma lo sapr quando lo vedr. Il sole tramonter dietro la montagna, molto presto. Sarai in grado di stabilirlo anche allora? Credo che qui il cielo si illumini quando se ne va il sole. Lo spazio negativo fa di questi scherzi. Comunque, c' sempre qualcosa di illuminato e qualcosa di buio, qui. Ci sar quello che serve per riconoscerlo. Qualche idea su quello che stiamo realmente facendo? Una di quelle dannate cacce al tesoro, credo. Ad una visione? O a qualcosa di pratico? Mi sembrava di aver capito che tutte le ricerche sono al tempo stesso visionarie e pratiche, anche se sento che questa decisamente del secondo tipo. D'altro canto tutto ci che incontrerai tra le Ombre probabilmente apparterr all'allegorico, all'emblematico... tutta quella gente imbecille sepolta nella parte inconscia del proprio essere. In altre parole, non lo sai. Non ne sono del tutto sicuro, ma mi guadagno da vivere facendo supposizioni intuitive. Raggiunta la vetta, trovai degli appigli, e mi sollevai su un'alta sporgenza. La seguii per un p, quindi mi arrampicai di nuovo.

Alla fine il sole scomparve, ma non fece differenza per la mia capacit visiva. Buio e luce cambiarono posto. Scalai un'irregolarit di cinque o sei metri e mi fermai quando finalmente ebbi la visuale dell'area rientrante verso la quale saliva. C'era una spaccatura nella parte posteriore della parete della montagna. Esitai a definirla una grotta, perch mi sembrava artificiale. Sembrava che fosse stata scavata a forma di un arco, ed era sufficientemente grande per consentire il passaggio di un uomo a cavallo. Ma guarda un p, comment Frakir, facendo un giro intorno al mio polso. qui. La prima fermata, mi rispose. Tu ti fermi qui e sbrighi certe faccende prima di proseguire. E sarebbero? pi semplice andare a guardare. Mi arrampicai sull'orlo della sporgenza, mi alzai in piedi ed andai avanti. La grande entrata era tutta illuminata da quella della luce priva di sorgente. Esitai sulla soglia, e scrutai all'interno. Aveva l'aspetto di una normalissima cappella. C'era un piccolo altare, con sopra un paio di candele che giocavano a far tremolare le corone di tenebre. Lungo i muri c'erano dei sedili di pietra ricavati nella roccia. Contai cinque entrate, oltre a quella sulle quale mi trovavo: tre nella parete opposta, una in quella a destra, ed un'altra in quella a sinistra. Al centro della sala erano ammonticchiate due pile di attrezzature da battaglia. Non c'era alcun simbolo della religione che veniva praticata. Entrai. Cosa dovrei fare qui dentro?, chiesi. Devi sederti e restare di guardia a sorvegliare per tutta la notte la tua corazza. Aw, prosegui, dissi, andando ad esaminare l'attrezzatura. Qual il punto? Non rientra nelle informazioni che mi hanno dato. Presi da terra una fantastica corazza bianca che mi avrebbe fatto somigliare a Sir Galahad. Sembrava proprio la mia misura. Scossi la testa e la posai. Mi avvicinai alla seconda pila e presi un guanto di ferro grigio davvero curioso. Lo lasciai cadere immediatamente e rovistai tra gli altri oggetti. Era pi o meno lo stesso. Sembravano fatti apposta per me, per di pi. Solo... Che c' che non va, Merlin?

L'equipaggiamento bianco, dissi, sembra fatto proprio per me. L'altra armatura somiglia al tipo usato nelle Corti. Sembrerebbe adatta a me nel caso assumessi la mia forma del Caos. Perci entrambe le armature mi andrebbero bene, a seconda delle circostanze. Ma posso usare soltanto un'armatura alla volta. Quale delle due dovrei sorvegliare? Ritengo che sia proprio questo il punto cruciale. Credo che dovresti scegliere. Ma certo! Schioccai le dita, ma non sentii nulla. Che stupido che sono, a dovermi fare spiegare le cose da te! Mi accovacciai sulle ginocchia, quindi riunii le due armature e le armi in un unico mucchio dall'aspetto minaccioso. Se devo sorvegliarle, dissi, sorveglier entrambe le armature. Non voglio fare preferenze. Ho la sensazione che a qualcuno questo non piacer, mi rispose Frakir. Mi allontanai e guardai la pila. Parlami ancora di questa veglia, dissi. Che cosa implica? Devi stare sveglio tutta la notte e fare la guardia. Contro che cosa? Contro qualunque cosa cercher di appropriarsene, penso. Le Potenze dell'Ordine... ... o del Caos. S, capisco che vuoi dire. Ammonticchiate in quel modo, chiunque potrebbe venire a rubarne un pezzo. Mi sedetti sul sedile della parete posteriore, tra le due porte. Era piacevole riposare un p dopo quella lunga scalata. Ma qualcosa nel mio cervello continu a macinare. Poi, dopo un p: Cosa mi aspetta?, domandai. Che vuoi dire? Mettiamo che resti seduto qui tutta la notte a sorvegliare quella roba. Forse arriver qualcuno e cercher di prendersela. Mettiamo che lo sconfiggo. Arriva il mattino, la roba ancora qui, ed io sono ancora qui. E poi? Cosa ci guadagno? Allora indossi la tua armatura, prendi le tue armi e ti prepari al prossimo appuntamento. Repressi uno sbadiglio. Sai, credo di non volere nulla di quella roba, dissi poi. Non mi piacciono le armature, e mi basta la spada che ho. Portai la mano sull'elsa. Era strano, ma lo feci lo stesso. Perch invece non lasciamo l'intera pila

cos com' e non andiamo subito al prossimo appuntamento? E in che cosa consisterebbe, poi? Non ne sono sicuro. Sembra che il Logrus mi fornisca le informazioni soltanto al momento opportuno. Non conoscevo nemmeno questo posto finch non ho visto l'entrata. Mi stiracchiai ed incrociai le braccia. Appoggiai la schiena al muro, allungai le gambe, ed incrociai le caviglie. Perci siamo inchiodati qui finch non succede qualcosa o non ti viene un'altra ispirazione? Esatto. Svegliami quando tutto finito, dissi, e chiusi gli occhi. La stretta al polso che segu fu quasi dolorosa. Hei! Non puoi farlo! mi disse Frakir. L'idea che tu rimanga sveglio per tutta la notte a fare la guardia. Una bella idea del cavolo!, dissi io. Mi rifiuto di partecipare a questo stupido gioco. Se qualcuno vuole la roba, gli far un buon prezzo. Continua pure a dormire, se credi. Ma se arriva qualcuno e decide che per prima cosa farebbe meglio ad eliminarti dalla scena? Tanto per cominciare, replicai, non credo che importerebbe a nessuno di quel mucchio di ferraglia medioevale, figuriamoci poi se potrebbe fare gola... E, per concludere, compito tuo avvertirmi in caso di pericolo. S, s, Capitano. Ma questo un posto stregato. E se limitasse in qualche modo la mia percettivit? Adesso ti stai davvero allargando, risposi. Suppongo che dovresti limitarti ad improvvisare. Sonnecchiai. Sognai di trovarmi in un cerchio magico e che diversi esseri cercavano di arrivare a me. Quando toccavano la barriera, per, venivano trasformati in baccal, in personaggi da fumetto che rapidamente svanivano. Eccetto Corwin di Ambra, che mi sorrise e scosse la testa. Prima o poi dovrai uscire da l!, mi disse. Meglio poi, gli risposi. E i tuoi problemi saranno ancora l, dove li hai lasciati. Annuii col capo. Ma mi sar riposato, risposi. Allora un compromesso. Buona fortuna. Grazie. Il sogno svan in immagini confuse. Mi sembra di ricordare che dopo un

p mi trovavo al di fuori del cerchio, pensando alla maniera di tornare dentro... Non fui certo di cosa mi svegli. Non poteva essere stato un rumore. Ma improvvisamente divenni vigile e mi alzai in piedi, e la prima cosa che vidi fu un nano con la pelle del viso macchiata, le mani strette intorno alla gola, sdraiato in completa immobilit in una posizione contorta vicino al mucchio delle armature. Che succede?, cercai di dire. Ma non ebbi risposta. Attraversai la stanza e mi inginocchiai accanto al nanetto dalle spalle larghe. Con i polpastrelli ascoltai il battito della sua carotide, ma non riuscii a localizzare nessuna pulsazione. In quel momento, per, provai una sensazione di solletico intorno al polso, e Frakir passando alternativamnete da uno stato di invisibilit ad uno di visibilit si rimise in contatto con me. Hai fatto fuori tu quel tipo?, chiesi. Allora si sent una debole pulsazione. I suicidi non si strangolano da soli, mi rispose. Perch non mi hai avvertito? Avevi bisogno di dormire, e non avevo nulla a portata di mano. La nostra empatia forte, per. Mi dispiace di averti svegliato. Mi stiracchiai. Quante ore ho dormito? Diverse ore, direi. Mi sento un p dispiaciuto per tutto questo, dissi. Quel mucchio di robaccia non vale la vita di nessuno. ora, rispose Frakir. Vero. Adesso che qualcuno morto per le armature, hai saputo cosa dobbiamo fare prossimamente? Le cose sono un p pi chiare, ma non abbastanza da poter agire. Dobbiamo restare qui fino al mattino per essere sicuri. L'informazione che hai dice qualcosa in merito ad un posto nei paraggi in cui trovare da bere e da mangiare? S. Dovrebbe esserci una caraffa d'acqua dietro l'altare. Anche un p di pane. Ma per la mattina. Dovresti digiunare per tutta la notte. Solo se prendo l'intera faccenda sul serio, dissi, dirigendomi verso l'altare. Feci due passi, e il mondo cominci a separarsi. Il pavimento della cap-

pella trem, ed udii i primi suoni da quando ero arrivato; un rumore basso e raschiante provenne da qualche parte sotto di me. Un'orda di colori balen nell'aria di quel luogo incolore, quasi accecandomi con la sua intensit. Poi i colori si dileguarono, e la stanza si divise. Il biancore divenne pi intenso in prossimit dell'architrave da cui ero entrato. Dovetti alzare una mano e schermarmi gli occhi per difenderli. Nel bel mezzo di quel baluginio, scese un'oscurit profonda, che nascose le tre vie d'accesso nel muro. Che cos'?, chiesi. Qualcosa di terribile, mi rispose Frakir. Va oltre le mie capacit di valutazione. Afferrai l'elsa della spada che portavo e ripassai gli Incantesimi che avevo ancora a disposizione. Prima che potessi fare qualcosa di pi, la sensazione spaventosa di una presenza riemp il posto. Sembrava talmente potente che non ritenni molto saggio estrarre la spada o recitare un Incantesimo. Solitamente avrei chiamato il Segno del Logrus, ma mi era vietato anche quello. Cercai di deglutire, ma dalla gola non mi uscirono suoni. Poi ci fu un movimento nel cuore della luce, una opalescenza. La sagoma di un Unicorno, come la Tigre di Blake, bruci luminosa fino a prendere forma: era talmente dolorosa da guardare che dovetti distogliere lo sguardo. Spostai lo sguardo sulla fresca e profonda oscurit, ma per i miei occhi non ci fu pace neanche l. Qualcosa si agit nelle tenebre, e si ud un altro suono... uno stridio, come se venisse sfregato del metallo su una pietra. Venne seguito da un potente sibilo, e il terreno trem nuovamente. Delle linee curve fluttuarono in avanti. Perfino prima che la luce sprigionantesi dall'Unicorno mettesse in risalto i suoi contorni in quel potente chiarore, compresi che era la testa di un serpente con un occhio solo, entrato nella cappella. Spostai lo sguardo su un punto in mezzo ai due, inquadrando entrambi nella mia visione periferica. Era molto meglio di qualsiasi tentativo di guardarli direttamente. Sentii i loro sguardi su di me: l'Unicorno dell'Ordine ed il Serpente del Caos. Non era una sensazione piacevole, ed arretrai finch non mi ritrovai l'altare alle spalle. Entrambi avanzarono nella cappella. La testa dell'Unicorno era bassa, il corno puntato direttamente contro di me. La lingua del Serpente dardeggiava nella mia direzione. Uh, se entrambi volete questa corazza e questi vestiti, azzardai, cer-

tamente io non ho alcuna obiezione... Il Serpente sibil e l'Unicorno sollev uno zoccolo, facendolo poi ricadere a frantumare il pavimento della cappella, e la linea di frattura si allarg verso di me come un lampo nero fermandosi esattamente ai miei piedi. D'altronde, osservai, l'offerta non vuole assolutamente essere un insulto, Vostre Eminenze... una cosa sbagliata da dire... E sono due!, si intromise Frakir, a bassa voce. Dimmi cosa va bene, dissi, tentando un bisbiglio mentale. Non... Oh! L'Unicorno indietreggi, ed il Serpente si sollev. Io caddi in ginocchio e distolsi gli occhi, perch i loro sguardi erano diventati fisicamente dolorosi. Stavo tremando, e tutti i muscoli cominciavano a farmi male. Viene suggerito, recit Frakir, che tu partecipi al gioco stabilito. Quale metallo entr nella mia spina dorsale non lo so. Ma alzai la testa e la girai, guardando prima l'Unicorno, e poi il Serpente. Anche se gli occhi mi lacrimavano e dolevano come se stessi cercando di fissare il sole, riuscii a fare un gesto. Potete farmi giocare, dissi, ma non potete farmi scegliere. La mia volont mi appartiene. Sorveglier questa armatura tutta la notte, come mi viene richiesto. Al mattino me ne andr via senza, perch non intendo indossarla. Senza di essa potresti morire, dichiar Frakir, come se stesse traducendo. Alzai le spalle. Se devo fare una scelta, scelgo di non mettere nessuno di voi due davanti all'altro. Soffi un vento caldo e freddo, che parve un sospiro cosmico. Sceglierai, rifer Frakir, che tu ne sia consapevole o no. Tutti lo fanno. A te viene semplicemente chiesto di formalizzare la scelta. Cosa c' di speciale nel mio caso?, chiesi. Di nuovo quel vento. La tua un'eredit dualistica, associata ad un grande potere. Non ho mai voluto nessuno di voi due per nemico,, dichiarai. Non abbastanza, fu la risposta. Allora distruggetemi adesso, risposi. Non ci piace il tuo atteggiamento. un fatto reciproco, risposi.

Il rombo di tuono che segu mi rese incosciente. Il motivo per cui sentivo di potermi permettere una completa onest era il forte sospetto che i giocatori per questa partita dovevano essere difficili da trovare. Mi risvegliai sdraiato di traverso sulla pila di gambiere, cotte, guanti di ferro, elmi, ed un'altra buona quantit di oggetti simili, tutti forniti di corni o protuberanze, molti dei quali mi si erano conficcati nella schiena. Me ne resi conto solo gradualmente, perch ero rimasto stordito. Ciao, Merlin! Frakir, risposi. Quanto sono rimasto fuori gioco? Non lo so. Anch'io mi sono appena ripreso. Non sapevo che un pezzo di spago potesse essere messo fuori combattimento. Non lo sapevo nemmeno io. Non mi era mai accaduto. Allora fammi formulare meglio la domanda: hai idea di quanto tempo siamo rimasti fuori gioco? Piuttosto a lungo, penso. Fammi dare un'occhiata fuori, e forse potr suggerirti un'idea migliore. Mi rialzai lentamente in piedi, ma non riuscii a restare dritto, e caddi. Strisciai verso l'entrata, notando nel passare che dal mucchio non sembrava mancare niente. Il pavimento, invece, era rotto. C'era davvero un nano stecchito in fondo alla sala. Guardai fuori, e vidi un cielo luminoso, dardeggiato di punti neri. Ebbene?, chiesi dopo un p. Se non vado errato, dovrebbe fare mattino molto presto. sempre pi luminoso prima dell'alba, no? Qualcosa del genere. Mi formicolarono le gambe mentre si riattivava la circolazione. Mi tirai in piedi, appoggiandomi al muro. Nuove istruzioni? Non ancora. Ho la sensazione che arriveranno con l'alba. Mi trascinai sul sedile pi vicino e mi ci buttai sopra. Se adesso arriva qualcuno, tutto quello con cui posso colpirlo uno strano assortimento di Incantesimi. Dormire su un'armatura ti fa passare molti capricci. Fa quasi male come dormirci dentro. Lanciami addosso il nemico: come minimo ti far guadagnare un p di tempo.

Grazie. Fin dove arriva la tua memoria? A quando ero ragazzino, credo. Perch? Ricordo sensazioni provate quella prima volta che subii uno sviluppo, nel Logrus. Ma tutto quello che successo prima che arrivassimo qui mi sembra una specie di sogno. come se cominciassi soltanto adesso a reagire alla vita. Molte persone si sentono cos. Veramente? Non potevo pensare, n comunicare cos, prima. Vero. Credi che durer? Che vuoi dire? Non potrebbe essere soltanto una condizione temporanea? Non potrebbe essere che mi sia stata concessa questa capacit esclusivamente per essere utile nelle attuali circostanze? Non lo so, Frakir, risposi, massaggiandomi il polpaccio sinistro. Suppongo sia possibile. Ti stai affezionando a questa condizione? S. stupido da parte mia, credo. Come pu importarmi di qualcosa di cui non sentir la mancanza una volta che se ne sar andata? Ottima domanda, e non conosco la risposta. Forse avresti raggiunto questo stato in ogni caso, prima o poi. Non credo. Ma non ne sono certo. Hai paura di regredire? S. Ti dico io cosa facciamo. Quando troveremo il modo di andarcene di qui, vai per conto tuo. Non potrei farlo. Perch no? Mi sei stato utile in molte circostanze, ma posso badare a me stesso da solo. Adesso che sei senziente, dovresti avere una vita tua. Ma io sono uno scherzo di natura. Non lo siamo tutti? Voglio solo farti sapere che capisco, e che non ho problemi. Una sola pulsazione e rimase in silenzio. Avrei preferito non aver paura di bere l'acqua. Rimasi seduto l per un'ora buona, rianalizzando tutto quello che mi era successo di recente, cercando finalit, indizi. Riesco a sentire i tuoi pensieri, disse improvvisamente Frakir, e pos-

so esserti utile per una cosa. Oh, E quale sarebbe? Quello che ti portato qui... L'essere che somigliava a mio padre? S. Che mi dici di lui? Era diverso dagli altri due visitatori. Era umano. Gli altri no. Vuoi dire che poteva essere veramente Corwin? Non l'ho mai conosciuto, perci non posso dirlo. Per non era come le altre due Strutture. Sai cos'erano? No. So soltanto una cosa su di loro, e non la capisco proprio. Mi sporsi in avanti e mi massaggiai le tempie. Feci diversi respiri profondi. Avevo la gola molto secca, ed i muscoli tutti indolenziti. Continua. Sto aspettando. Non so come spiegartelo, disse Frakir. Ma quando non ero ancora senziente, tu mi portasti incautamente intorno al polso quando percorresti il Disegno. Me ne ricordo. Mi rimase una cicatrice per molto tempo, dopo la tua reazione. Le creature del Caos e quelle dell'Ordine non vanno molto d'accordo. Ma io sopravvissi. E quell'esperienza la porto registrata dentro di me. Adesso che il Dworkin e l'Oberon ti hanno fatto visita nella grotta... S? Sotto la loro apparente umanit pulsavano dei campi energetici entro strutture geometriche. Questo somiglierebbe all'animazione di un computer. Forse qualcosa del genere. Non saprei dirlo. E mio padre non era una di quelle? No. Ma non era a questo che miravo. Ho riconosciuto la fonte. Improvvisamente mi allarmai. Che intendi dire? Le spirali le figure geometriche sulle quali erano costruite le Strutture riproducevano delle parti del Disegno di Ambra. Ti stai sbagliando. No. Quello che mi mancava in senzienza lo sostituiva la memoria. Entrambe le figure erano curve tridimensionali di segmenti del Disegno. Perch mai il Disegno dovrebbe costruire dei simulacri per crearmi

dei fastidi? Io sono solo un umile strumento di morte. Il ragionamento non ancora un mio punto forte. Se sono coinvolti l'Unicorno e il Serpente, presumo che potrebbe essere implicato anche il Disegno. Sappiamo che il Logrus lo . Mi era sembrato che il Disegno dimostrasse capacit senzienti, il giorno in cui lo percorse Coral. Ammettiamo che sa vero ed attribuiamogli anche la capacit di creare modelli: questo il posto in cui voleva che mi portassero? O forse Corwin mi ha trasportato altrove? E cosa vuole il Disegno da me? E cosa vuole mio padre da me? Invidio la tua capacit di scrollare le spalle, mi rispose Frakir. Sarebbero quelle che si chiamano domande retoriche? Suppongo di s. Mi stanno arrivando informazioni di un altro tipo, per cui presumo che la notte stia finendo. Mi misi in piedi. Questo significa che posso mangiare... e bere?, chiesi. Credo di s. Allora mi mossi in fretta. Anche se sono nuovo a queste cose, non posso fare a meno di chiedermi se si possa considerare irriguardoso saltare su un altare in quel modo, comment Frakir. Le fiamme nere brillarono quando vi passai in mezzo. All'inferno! Non so neanche cosa sia un altare!, replicai. Ed ho sempre pensato alla mancanza di rispetto come qualcosa che dovesse essere specifico di un'identit. Il terreno trem leggermente quando presi la caraffa e bevvi una lunga sorsata. Forse hai segnato un altro punto a tuo favore, dissi, ridacchiando. Girai intorno all'altare portandomi dietro la caraffa e la pagnotta, superai il nano morto stecchito e mi diressi verso il sedile ricavato nel muro posteriore. Mettendomi seduto, cominciai a mangiare ed a bere pi lentamente. Che cosa viene adesso?, chiesi. Mi hai detto che ti stavano arrivando nuove informazioni. Hai fatto la guardia con successo, mi disse Frakir. Adesso devi scegliere quello che pu servirti tra le armi e le armature che hai sorvegliato, poi passare per una delle tre porte di questa parete.

Quale? Una la porta del Caos, una quella dell'Ordine, e non conosco la natura della terza. Uh, come si pu prendere una decisione appropriata in situazioni di questo genere? Penso che le porte siano tutte sbarrate, eccetto quella in cui dovresti passare. Perci in realt non esiste una scelta, vero? Credo che la faccenda delle porte possa essere risolta in base alla scelta che si fa per quanto riguarda le armature. Finii il pane e lo buttai gi con il resto dell'acqua. Poi mi alzai. Bene, dissi, vediamo cos faranno se non effettuo nessuna scelta. Al nano andata male. Sapeva cosa faceva, e quali opportunit aveva. pi di quanto posso dire io. Mi avvicinai alla porta di destra, visto che era la pi vicina. Immetteva in un corridoio illuminato che diventava sempre pi splendente mano a mano che retrocedeva dalla vista alla distanza di qualche passo. Continuai a camminare, e fui anche sul punto di rompermi il naso. Era come se avessi incontrato una parete di vetro: rende l'idea. Non riuscivo ad immaginarmi come avrei fatto a digerire con quella luce. Stai diventando pi cinico, osserv Frakir. Ho colto quel pensiero. Bravo! Mi avvicinai alla porta centrale con pi cautela. Era grigia, e sembrava portare anch'essa in un lungo corridoio. Riuscivo a vedere pi lontano della prima, anche se non si scorgevano che le pareti, il soffitto ed il pavimento. Allungai il braccio e scoprii che la strada non era sbarrata. Sembrerebbe quella giusta, comment Frakir. possibile. Mi spostai sulla porta di sinistra, il cui passaggio era nero come l'interno della tasca di Dio. Neanche l incontrai resistenza quando cercai eventuali barriere nascoste. Uhm. Sembra che io abbia una scelta. Strano. Non ho avuto istruzioni in merito. Ritornai alla porta centrale e feci un passo avanti. Udendo un suono alle mie spalle, mi girai. Il nano si era alzato, si stava tenendo la pancia e rideva. Allora cercai di tornare indietro, ma adesso qualcosa me lo imped. Poi la scena improvvisamente degener, come se stessi accelerando verso il

fondo. Credevo che il piccoletto fosse morto, dissi. Pure io. Ne aveva tutti i segni. Ripresi a camminare nella direzione in cui mi ero precedentemente diretto. Non ci furono sensazioni di accelerazione. Forse era la cappella che si allontanava mentre io rimanevo fermo. Feci un passo avanti, poi un altro. Neanche un rumore sotto i piedi. Cominciai a camminare. Dopo qualche passo, allungai una mano per toccare la parete di sinistra. Non incontrai nulla. Provai di nuovo con quella di destra. Ancora niente. Feci un passo a destra e tentai nuovamente. Niente! Sembravo ancora approssimativamente equidistante dai due muri bui. Digrignando i denti, li ignorai ed andai avanti. Che succede, Merlin? Avverti o no la presenza di muri alla nostra destra ed alla nostra sinistra?, chiesi. No, mi rispose Frakir. Hai idea di dove ci troviamo? Stiamo camminando tra le Ombre. Dove siamo diretti? Ancora non lo so. Per stiamo seguendo la Via del Caos. Che cosa? Come fai a saperlo? Credevo che dovessimo scegliere dal mucchio qualcosa che appartenesse al Caos, per essere ammessi qui. A quel punto mi detti una bella guardata. Trovai lo stiletto infilato nel mio stivale destro. Anche in quella fioca luce potei riconoscere l'esecuzione di un manufatto di casa mia. In qualche modo abbiamo scelto, dissi. Adesso capisco perch il nano stava ridendo. Mi ha messo questo addosso mentre passavamo. Ma tu avevi ancora una scelta: tra questo corridoio e quello buio. Vero. Allora perch hai preso questo? La luce era migliore. 5. Sei passi dopo, anche l'impressione che esistessero dei muri era svanita. Idem per il soffitto. Guardando indietro, non vidi alcun segno del corridoio o della sua entrata. C'era solo una vasta area scura. Fortunatamente, il pavimento o il terreno erano rimasti stabili sotto i miei piedi. L'unico fattore

mediante il quale potessi determinare la direzione in cui viaggiavo nell'oscurit circostante, era la visibilit. Seguii un sentiero grigioperla attraverso una valle d'Ombra, sebbene tecnicamente, suppongo, stessi camminando tra le Ombre. Qualcuno o qualcosa aveva fatto malvolentieri un p di luce per guidarmi. Camminai a fatica in quel silenzio soprannaturale, chiedendomi tra quante Ombre fossi passato, e poi chiedendomi se quella era una maniera troppo semplice di considerare il fenomeno. Probabile. In quel momento, prima che potessi ricorrere alla matematica, mi parve di vedere qualcosa in movimento alla mia destra. Mi fermai. Era semplicemente apparsa un'alta colonna d'ebano. Ma non si stava muovendo. Conclusi che era stato, il mio stesso movimento a creare l'impressione di moto. Era spessa, immobile, liscia: passai lo sguardo su quell'obelisco scuro finch lo persi di vista. Sembrava impossibile stabilire quanto fosse alto. Cambiai direzione e feci qualche altro passo. Allora notai una seconda colonna, davanti a me, sulla sinistra. A quella riservai solo un rapido sguardo, mentre la superavo. Di l a poco ne apparvero delle altre da entrambe le parti. L'oscurit contro la quale s stagnavano, non aveva nulla che somigliasse a delle stelle, positive o negative che fossero; la volta celeste del mio mondo era una semplice ed uniforme oscurit. Pi avanti, le colonne apparvero in strani gruppi, alcuni molto vicini, e le loro dimensioni non sembravano pi uniformi. Mi fermai, ed allungai una mano verso un gruppetto alla mia sinistra che sembrava quasi alla mia portata. Ma non lo era. Feci un passo in quella direzione. In quel mentre, sentii una veloce strizzata al polso. Non lo farei se fossi in te!, osserv Frakir. Perch no?, gli chiesi. Potrebbe esser facile perdersi e cacciarsi in un mare di guai. Forse hai ragione. Cercai di darmi una mossa. Qualunque cosa stesse succedendo, il mio unico desiderio era quello di farla finita il pi presto possibile, in modo da potermi rioccupare di quelle che consideravo faccende importanti, come ritrovare Coral, liberare Luke, trovare il modo di trattare con Jurt e con Julia, cercare mio padre... Le colonne, situate a distanze variabili, scomparvero, e in mezzo a loro cominciarono ad apparire delle cose che non somigliavano a colonne. Al-

cune erano tozze, asimmetriche, altre alte, affusolate; alcune si appoggiavano a quelle vicine, facendo da ponte, oppure giacevano spezzate alla base. Fu una specie di sollievo vedere che quella monotona regolarit era finita, in un modo che dimostrava che delle forze giocavano con le forme. Poi il terreno perse la conformazione piana, sebbene conservasse una peculiarit geometrica stilizzata nei vari livelli, fatti a gradini, mucchi e piani. La strada che stavo percorrendo rimase piatta e leggermente illuminata mentre passavo tra le rovine di un migliaio di Stonehenge. Affrettai il passo, e ben presto mi ritrovai a superare di corsa gallerie, anfiteatri, luoghi di pietra simili a foreste. Mi parve di scorgere dei movimenti l in mezzo, ma poteva essere stato ancora una volta un effetto dovuto alla velocit ed alla scarsa illuminazione. Avverti qualche presenza di vita qui intorno?, chiesi a Frakir. No, fu la sua risposta. Credevo di aver visto muoversi qualcosa. Forse l'hai visto. Ma non significa che ci sia. Sai parlare soltanto da mezza giornata, e gi hai imparato a fare del sarcasmo. Mi dispiace dirtelo, capo, ma tutto quello che imparo lo apprendo dal tuo vibrafono. Non c' nessun altro qui intorno che mi insegni le buone maniere e cose simili. Toccato! dissi. Forse farei meglio ad avvertirti se ci sono guai. Toccato, capo! Hei, mi piacciono queste battaglie metaforiche. Qualche istante dopo rallentai l'andatura. Davanti a me c'era qualcosa che luccicava verso destra. Nell'intensit cangiante di luce c'erano intermittenze azzurre e rosse. Mi fermai. I lampi durarono solo qualche secondo, ma furono pi che sufficienti a rendermi guardingo. Fissai a lungo la loro apparente sorgente. S, mi disse Frakir dopo un p, la cautela va bene. Ma non chiedermi cosa dobbiamo aspettarci. Avverto solo una vaga sensazione di minaccia. Forse esiste un modo in cui potrei darci un'occhiata di nascosto. Dovresti lasciare il tracciato per farlo, replic Frakir, e dal momento che il tracciato passa per il circolo di pietre da cui proviene, direi di no. Nessuno mi ha detto che non posso lasciare il tracciato. Hai istruzioni riguardo a questa eventualit? So che dovresti seguire il tracciato. Per non mi stato comunicato niente di specifico in merito alle conseguenze che ne deriverebbero. Hmm.

Il sentiero girava a destra, ed io lo seguii. Passava direttamente in mezzo al mastodontico circolo di pietre e, anche se rallentai l'andatura, non mi fermai. Comunque lo studiai mentre mi avvicinavo, e notai che, una volta entrato l dentro, il tracciato non ne riusciva pi. Hai ragione, osserv Frakir. come la caverna del drago. Ma si aspettano che andiamo da questa parte. S. Allora lo faremo. Avevo ridotto l'andatura ad una normale passeggiata, e seguivo la strada luminescente tra due plinti grigi. All'interno il bagliore del circolo era diverso che dall'esterno. Era pi intenso, anche se il posto era uno studio in bianco e nero, con un tocco fiabesco in pi. Per la prima volta vidi qualcosa che sembrava vivo. C'era una specie di erba, sotto ai piedi; era d'argento, e sembrava imbevuta di gocce di rugiada. Mi fermai, e Frakir si restrinse in un modo stranissimo, pi per una manifestazione di interesse, pareva, che per un avvertimento. Alla mia destra c'era un altare che non somigliava affatto a quello su cui ero saltato dentro la cappella. Questo era una lastra di pietra ruvida montata su due massi tondeggianti. Niente candele, niente trine, n alcun altro apparato per tenere compagnia alla donna che si trovava sdraiata su di essa, con i polsi e le caviglie legati. Poich ricordavo un'analoga situazione seccante in cui una volta mi ero ritrovato, tutte le mie simpatie andavano alla signora dai capelli bianchi, la pelle nera, e stranamente familiare, mentre tutto il mio odio era diretto contro l'individuo in piedi dietro l'altare, la faccia rivolta verso di me, una lama sollevata nella mano sinistra. La met destra del suo corpo era completamente nera: la sinistra, invece, era di una bianchezza accecante. Immediatamente galvanizzato dalla scena, andai verso di loro. Il mio Incantesimo Concerto per Arte Culinaria a Microonde, lo avrebbe triturato e precotto in un istante, ma non aveva alcuna utilit, visto che non potevo recitare le parole guida. Mi parve di avvertire il suo sguardo su di me, mentre correvo verso di lui, anche se la sua prima met era troppo scura e la seconda troppo abbagliante per esserne sicuro. E poi, la mano col pugnale scese gi, e la lama entr nel petto della donna sotto lo sterno, con un movimento arcuato. In quel momento ella grid, il sangue schizz, rosso tra tutto quel bianco e nero, ed io mi resi conto, mentre ricopriva la mano dell'uomo che, se aves-

si tentato, avrei potuto pronunciare il mio Incantesimo e salvarla. Poi l'altare croll, ed una tromba d'aria mi nascose l'intero quadro. Il sangue vi vortic intorno con un effetto da barbiere, spandendosi gradualmente e poi attenuandosi per diventare rosa fumo, rosa forte, ed infine decolorarsi nell'argento e svanire. Quando arrivai sul posto, l'erba scintillava, senza altare, senza sacerdote, senza sacrificio. Mi arrestai con gli occhi sbarrati. Stiamo sognando?, chiesi a voce alta. Non credo di essere capace di sognare, rispose Frakir. Allora dimmi che cosa hai visto. Ho visto un tizio che pugnalava una signora legata su una lastra di pietra. Poi tutto crollato ed svanito. Il tizio era nero e bianco, il sangue rosso, la signora era Deirdre... Cosa? Per Dio, hai ragione! Sembrava proprio lei... in negativo. Ma gi morta... Devo ricordarti che io ho visto tutto ci che hai creduto di vedere. Non conosco i dati reali, ma solo le interpolazioni che ha fatto il tuo sistema nervoso. Le mie particolarissime percezioni mi hanno detto che quelle non erano persone normali, ma due esseri dell'ordine delle immagini di Dworkin e di Oberon che ti hanno fatto visita nella grotta. Proprio allora mi venne un pensiero assolutamente terrorizzante. I simulacri di Dworkin e di Oberon mi avevano fatto pensare per un istante alle simulazioni tridimensionali fatte dal computer. E la capacit del Timone Fantasma di esplorare l'Ombra era basata su astrazioni digitate di parti del Disegno che ritenevo strettamente collegate a tale abilit. E Fantasma si era chiesto quasi con desiderio, mi parve adesso quali fossero gli attributi della divinit. Era possibile che proprio la mia creazione stesse giocando con me? Poteva essere stato Fantasma ad imprigionarmi in un'Ombra desolata e lontana, bloccando ogni mio tentativo di comunicazione, ed inventandosi un gioco raffinato con me? Se poteva battere il suo creatore, verso il quale sembrava nutrire una sorta di timore, non era possibile che avesse pensato di aver raggiunto una gratificazione personale, elevandosi al di sopra di me nel suo cosmo privato? Forse. Se continuate a incontrare simulazioni col computer, cherchez le deus ex machina. Mi chiesi allora quanto fosse realmente potente Fantasma. Anche se il suo potere, in parte, era analogo a quello del Disegno, ero sicuro che non poteva eguagliare quello del Disegno, o del Logrus. Non riuscivo a vederlo

capace di tagliare fuori entrambi da questo posto. D'altra parte, bastava bloccarmi. Poteva aver impersonato il Logrus, nel mio breve incontro con lui al mio arrivo. Ma ci avrebbe richiesto che Fantasma fosse stato in grado di potenziare Frakir, e non ritenevo che sapesse farlo. E l'Unicorno ed il Serpente? Frakir, chiesi, sei proprio sicuro che questa volta stato il Logrus a potenziarti ed a programmarti con tutte le istruzioni che mi fornisci? S. Cosa ti d la certezza? Ho avuto la stessa sensazione del nostro primo incontro nel Logrus, quando ho subito il primo sviluppo. Capisco. Altra domanda: possibile che l'Unicorno ed il Serpente che abbiamo visto nella cappella fossero dello stesso ordine delle immagini di Oberon e di Dworkin? No, altrimenti lo avrei saputo. Non erano affatto simili. Erano terribili e potenti ed esattamente corrispondenti a quello che sembravano. Bene, dissi. Mi preoccupavo che potessero essere il frutto di qualche raffinata messa in scena del Timone Fantasma. Lo leggo nella tua mente. Per non riesco a capire perch la realt dell'Unicorno e del Serpente confuterebbero la tesi. Potrebbero essere semplicemente entrati nell'apparato del Fantasma per dirti di smetterla di giocare a rimpiattino perch vogliono vedere iniziare questa partita. Non ci avevo pensato. E forse il Fantasma era in grado di trovare ed accedere ad un luogo che risulta alquanto inaccessibile sia al Disegno che al Logrus. Credo che tu abbia fatto centro. Sfortunatamente questo alquanto inaccessibile mi riporta al punto di partenza. No, perch questo posto non una creazione di Fantasma. sempre stato qui. L'ho saputo dal Logrus. Suppongo che dovrei sentirmi in parte confortato, nel saperlo, ma... Non terminai il pensiero perch un movimento improvviso richiam la mia attenzione sul quadrante opposto del cerchio. Li vidi un altare che in precedenza non avevo notato, una figura femminile dietro di esso, un uomo per met in ombra e per met in luce sdraiato e legato sopra. Sembravano molto simili alla coppia precedente. No!, gridai. Basta! Ma la lama scese mentre mi dirigevo in quella direzione. Il rituale venne ripetuto, l'altare croll, e tutto prese nuovamente a vorticare. Quando arri-

vai sul posto, non vi era alcun segno che fosse accaduto qualcosa di strano. Che mi dici di questo?, chiesi a Frakir. Le stesse forze di prima, ma in un certo senso rovesciate. Perch? Che sta succedendo? una riunione delle Potenze. Il Disegno ed il Logrus stanno tentando entrambi di forzare questo posto. I sacrifici, come quelli che hai appena visto, li aiutano a creare varchi che gli occorrono. Perch desiderano manifestarsi qui? un campo neutrale. La loro antica tensione sta mutando in modi sottili. Ci si aspetta da te che in qualche modo tu capovolga l'equilibrio del potere in un verso o nell'altro. Non ho la pi pallida idea di come comportarmi in una faccenda simile. Quando arriver il momento, lo saprai. Tornai sul tracciato e continuai a camminare. Sono passato nel momento in cui i sacrifici erano dovuti?, dissi. O i sacrifici erano dovuti perch stavo passando? Dovevano verificarsi vicino a te. Tu sei un tramite. Allora tu credi che io debba aspettarmi... Una figura usc da dietro una pietra alla mia sinistra e ridacchi. La mia mano and alla spada, ma le sue erano vuote, e lui si muoveva lentamente. Parli da solo. Non un buon segno!, osserv. L'uomo era un insieme di nero, bianco e grigio. In realt, dall'ombra che occultava i contorni della sua mano destra e dalla luce che dava risalto alla conformazione di quella sinistra, poteva essere l'esecutore del primo sacrificio. Non avevo modo di affermarlo. Chiunque o qualunque cosa fosse, non avevo un grande desiderio di fare la sua conoscenza. Perci alzai le spalle. L'unica indicazione che mi interessa trovare in questo posto la scritta 'uscita', gli dissi, sorpassandolo bruscamente. La sua mano si pos sulla mia spalla e mi fece girare facilmente verso di lui. Ancora quella risatina. Devi stare attento a quello che desideri in questo posto, mi disse, con un tono basso e misurato, perch i desideri qui in un certo senso vengono esauditi e, se colui che li concede un depravato e interpreta come 'estinzione' la tua 'uscita',... puff! Puoi cessare di esistere. Finire in fumo. Tornare alla terra. Gi all'inferno e via!

Sono gi stato qui, gli risposi, ed ho acquisito molti punti strada facendo. Oh! Ma guarda! Il tuo desiderio stato esaudito!, esclam, mentre il suo occhio sinistro catturava un raggio di luce deflettendola verso di me. Anche se mi girai e socchiusi le palpebre, non riuscii a scorgere il suo occhio destro. Laggi!, concluse, indicando. Voltai la testa dove mi aveva indicato, e l, sulla pietra di un dolmen, splendeva un'indicazione di uscita esattamente uguale a quella che si trova sulla porta d'emergenza del teatro vicino all'Universit dove andavo di solito. Hai ragione, gli dissi. Vuoi passarci? E tu? Non ne ho bisogno, replic, gi so cosa c' l. Che cosa c'?, domandai. L'altra parte. Che simpatico!, risposi. Se si ottiene un desiderio e lo si rifiuta, le Potenze possono offendersi. Lo sai per esperienza diretta? In quel momento udii un rumore stridente ed a scatti, e mi occorsero diversi secondi prima di capire che stava digrignando i denti. Allora mi diressi verso l'insegna, dato che volevo vedere cosa rappresentasse da vicino. C'erano due massi con una lastra piatta di pietra adagiata sulla sommit. L'uscita che formavano era sufficientemente larga per passarvi. Era in ombra, per... Vuoi passarci, capo? Perch no? Questa una delle poche volte nella mia vita che mi sento indispensabile a chiunque stia allestendo lo spettacolo. Non sarei cos spiritoso..., cominci Frakir, ma io stavo gi entrando. Tre passi veloci furono sufficienti a farmi ritrovare davanti ad un circolo di pietre e a dell'erba scintillante, superando un uomo bianco e nero vicino ad un altro dolmen che recava la scritta Uscita. Fermatomi, arretrai di un passo e mi voltai. C'era un uomo nero e bianco che mi fissava, un dolmen alle sue spalle, ed una forma scura al suo interno. Alzai la mano destra sopra la testa: la figura in ombra fece lo stesso. Ripresi la direzione che stavo seguendo inizialmente. La figura in ombra rimasta dall'altra parte alz anche lei la mano. Proseguii. Il mondo piccolo, osservai, ma non vorrei ridipingerlo.

L'uomo rise. Adesso ti stato ricordato che ogni uscita anche un'entrata, mi disse. Vedendoti qui, mi torna in mente piuttosto un'opera teatrale di Sartre, gli risposi. Scortese, rispose, ma filosoficamente valido. Ho sempre constatato che l'inferno sono gli altri. Solo che non ho fatto niente per suscitare la tua sfiducia, non trovi? Eri o non eri tu la persona che ho visto sacrificare una donna qui vicino?, gli domandai. Anche se fossi stato io, tu che c'entri? Non eri coinvolto. Credo di avere certe opinioni su alcune cose... come, ad esempio, il valore della vita. L'indignazione costa poco. Perfino il rispetto che nutriva Albert Schweitzer per la vita non includeva i vermi, la mosca tze-tze, e la cellula del cancro. Hai capito benissimo cosa voglio dire. Hai sacrificato o no una donna su un altare di pietra qualche minuto fa? Mostrami l'altare. Non posso. Non c' pi. Mostrami la donna. Non c' pi neanche lei. Allora non hai prove per accusarmi. Questo non un tribunale, maledizione! Se vuoi fare conversazione, rispondi ad una mia domanda. Se non vuoi, smettiamola di stuzzicarci. Ti ho risposto. Scrollai le spalle. Va bene, dissi. Non ti conosco, e ne sono davvero felice. Buona giornata. Feci un passo per allontanarmi da lui, tornando verso il tracciato. Allora disse: Deirdre. Si chiamava Deirdre, e l'ho uccisa davvero! Poi torn dietro al dolmen dal quale era uscito, e li scomparve. Guardai immediatamente dall'altra parte della strada, ma non lo vidi ricomparire sotto la scritta Uscita. Feci la faccia scura ed entrai nel dolmen. Quindi riuscii dall'altra parte ed attraversai la strada, vedendo me stesso entrare dalla parte opposta mentre lo facevo. Lungo la strada non vidi pi lo sconosciuto. Che ne pensi?, chiesi a Frakir mentre tornavo sul sentiero. Uno spirito locale, forse? Uno spirito antipatico per un posto antipati-

co?, azzard. Non so, ma credo che fosse una di quelle dannate ricostruzioni: qui sono anche pi forti. Abbassai lo sguardo sul sentiero, ci misi sopra un piede, e cominciai a seguirlo di nuovo. Il tuo modo di esprimerti cambiato molto, dopo il tuo sviluppo, commentai. Il tuo sistema nervoso un bravo insegnante. Grazie. Se quel tizio compare di nuovo e ne avverti la presenza prima che io lo veda, segnalamelo. Giusto. A dire la verit, tutto questo posto sembrerebbe una di quelle ricostruzioni. Ogni pietra che qui porta impresso un frammento del Disegno. Quando l'hai saputo? Quando siamo passati per la prima volta per l'uscita. Ho esaminato eventuali pericoli. Mentre ci avvicinavamo alla zona periferica del cerchio esterno, trovai un sasso. Mi parve piuttosto concreto. qui!, mi avvert all'improvviso Frakir. Hei!, si ud una voce dall'alto, ed allora alzai la testa. Lo sconosciuto nero e bianco era seduto in cima ad un masso, e fumava un sigaro sottile. Nella sinistra stringeva un calice. Mi interessi, ragazzo, prosegu. Come ti chiami? Merlin, risposi. E tu? Invece di rispondere, si alz dal masso, si mosse lentamente ed atterr davanti a me. Il suo occhio sinistro mi studi sospettoso. Le ombre scorrevano come acqua scura lungo la sua parte destra. Soffi del fumo d'argento nell'aria. Tu sei uno vivo, mi annunci poi, con l'impronta del Disegno e l'impronta del Caos. Hai il sangue di Ambra. Qual il tuo lignaggio, Merlin? Le ombre per un momento si divisero, e mi accorsi che il suo occhio destro era nascosto da una benda. Sono il figlio di Corwin, gli dissi, e tu sei in un certo senso il traditore Brand. Mi hai chiamato traditore, disse, ma non ho mai tradito quello in cui credevo. Vale a dire la tua ambizione, gli dissi. La tua Casa, la tua Famiglia e le forze dell'Ordine non hanno mai significato niente per te, vero? Sbuff.

Non intendo discutere con un poppante presuntuoso. Neanch'io desidero discutere con te. Per quello che conta, tuo figlio Rinaldo probabilmente il mio migliore amico. Mi voltai e cominciai a camminare. Sentii la sua mano sulle spalle. Aspetta!, mi disse. Che vai dicendo? Rinaldo solo un ragazzino. Sbagliato!, risposi. Ha quasi la mia et. Lev la mano, ed allora mi voltai. Aveva gettato via il sigaro, che era rimasto acceso sul sentiero, ed aveva spostato il calice sulla mano coperta dall'ombra. Si massaggi la fronte. Che sia passato tanto tempo..., comment. Per una specie di ispirazione, tirai fuori i miei Trionfi, cercai quello di Luke, e lo tenni in alto per farglielo vedere. Quello Rinaldo, gli dissi. Allung la mano e, per un'oscura ragione, gli permisi di prenderlo. Rimase a guardarlo per un p. Il contatto via Trionfo non sembra funzionare, da qui, dissi. Alz gli occhi, scosse la testa, poi mi restitu la carta. No, non funzionerebbe, dichiar. Come... com'? Lo sai che ha ucciso Caine per vendicarti? No, non lo sapevo. Ma non mi sarei aspettato niente di meno, da lui. Non sei esattamente Brand, non vero? Tir indietro la testa e rise. Sono interamente Brand, e non sono il Brand che tu avresti potuto conoscere. Ogni cosa in pi che vuoi sapere ti coster. E cosa mi coster sapere chi sei veramente?, volli sapere, mentre riponevo le carte. Sollev il calice, e lo tenne davanti a s con entrambe le mani, come la ciotola di un mendicante. Un p del tuo sangue, mi disse. Sei diventato un vampiro? No, sono uno spettro del Disegno, mi rispose, Dammi un p di sangue, e ti risponder. Va bene, dissi. Sar meglio che sia una buona storia, per, e presi il pugnale e mi incisi il polso, che avevo steso sul suo calice. Come una lampada a petrolio rovesciata a terra, salirono delle fiamme. Nelle mie vene ovviamente non scorre fuoco. Ma il sangue di un Caosita estremamente volatile in certi luoghi, e quello sembrava uno di quelli. Schizz per met dentro e per met fuori dalla coppa, bagnandogli la

mano e l'avambraccio. L'uomo url e parve afflosciarsi su se stesso. Io arretrai, mentre egli veniva trasformato in un vortice non diverso da quelli che erano seguiti ai sacrifici cui avevo assistito, solo che questo aveva una variet di fuoco che sali in aria con un rombo e svan un secondo dopo, lasciandomi frastornato, con gli occhi spalancati verso l'alto, ad esercitare una pressione diretta sul mio polso fumante. Uh, un'uscita sensazionale!, comment Frakir. una specialit di famiglia, risposi, e, a proposito di uscite... Sorpassai il macigno, allontanandomi dal cerchio. Le tenebre si mossero nuovamente, pi intense. Di riflesso, la mia strada parve illuminarsi. Lasciai il polso, e constatai che aveva cessato di fumare. Poi mi misi a correre, ansioso di allontanarmi da quel posto. Quando mi voltai indietro, dopo un p, non vidi pi le pietre erette. C'era solo un pallido vortice che stava svanendo, alzandosi sempre pi in alto. Proseguii la mia corsa, e la strada cominci gradualmente a diventare pi scoscesa, finch non mi ritrovai a correre in discesa ad un'andatura spedita. Il tracciato si stendeva come un nastro di luce verso il basso, perdendosi a distanza prima di scomparire di vista. Mi sorprese, per, vedere che intersecava un'altra linea luminosa non troppo lontano. Tali linee si affievolirono rapidamente alla mia destra ed alla mia sinistra. Istruzioni particolari in merito alle traverse?, domandai. Non ancora, mi rispose Frakir. Presumibilmente, devi prendere una decisione, senza sapere su che basi sceglierne una finch non sei arrivato l. Sembrava un'ampia pianura oscura che si apriva di sotto, con dei punti isolati di luce: qualcuno era costante, qualcuno intermittente, e poi si spegnevano, ma tutti stazionari. Non c'erano altre linee, per, oltre a quella che stavo seguendo ed all'altra che l'intersecava. Non si udivano altri suoni oltre al mio respiro ed ai miei passi. Non c'era vento, n odori particolari, e la temperatura era cos clemente da non richiedere commenti. Di nuovo forme scure su entrambi i lati, ma non avevo alcun desiderio di scoprire cosa fossero. Tutto ci che volevo era concludere la faccenda in corso, uscire da quell'inferno, e tornare ai miei affari il pi presto possibile. Poi delle chiazze di luce caliginose cominciarono ad apparire ad intervalli regolari, su entrambi i lati del mio tracciato: ondeggiavano come uscite dal nulla, a macchie, esplodendo e spegnendosi rapidamente. Parevano delle tende screziate leggere come garze sospese vicino alla strada, ed inizialmente non mi fermai a esaminarle, non finch le aree oscure non dimi-

nuirono, venendo sostituite da ombreggiature sempre pi distinte. Era come se fosse in atto un processo di sintonizzazione, con una crescente chiarezza dei contorni, che indicavano degli oggetti familiari: sedie, tavoli, macchine parcheggiate, vetrine. Dopo un p, dei colori sbiaditi cominciarono ad apparire su questi quadri. Mi fermai vicino ad uno di essi e sgranai gli occhi. Era una Chevy rossa del '57 parzialmente ricoperta di neve, parcheggiata in una strada dall'aspetto familiare. Mi avvicinai di pi. Il mio braccio e la mia mano sinistri scomparvero non appena entrarono in quella fioca luce. Provai a toccare l'alettone di sinistra. Segu una vaga sensazione di contatto ed un leggero freddo. Allora spostai la mano verso destra, eliminando un p di neve. Quando la ritirai, c'era della neve. Immediatamente, l'immagine divenne nera. Ho usato di proposito la mano sinistra, dissi, sul cui polso ci sei tu. Cosa c'era l? Grazie tante. Sembrava una macchina rossa con un p di neve. Era la ricostruzione di un qualcosa che stato preso dalla mia mente. Il mio quadro di Polly Jackson, portato a dimensioni reali. Allora le cose stanno peggiorando, Merlin. Io non ho saputo riconoscere che era una ricostruzione. Conclusioni? Chiunque stia agendo sta diventando sempre pi bravo, o pi forte. O tutte e due le cose. Merda!, commentai, e ripresi la mia corsa. Forse qualcosa vuole dimostrarti che adesso pu ingannarti completamente. Allora c' riuscito, riconobbi. Ehi tu, qualcosa!, urlai. Mi senti? Hai vinto! Mi hai completamente ingannato. Posso tornare a casa, adesso? Se qualche altra cosa che stai cercando di fare, per, hai fallito! Non l'ho proprio capita! Il lampo sfolgorante che segu, mi butt a terra accecandomi per diversi secondi. Rimasi l in tensione, i muscoli contratti, ma non ci fu nessun rombo di tuono. Quando la mia visione fu di nuovo chiara, ed i muscoli rilassati, mi ritrovai davanti una gigantesca figura reale, a pochi passi da me: Oberon. Solo che era una statua, una copia di quella che occupava l'estremit pi lontana della Passeggiata Principale di Ambra, o forse addirittura l'originale, perch un esame pi accurato mi rivel la presenza di quella che

sembrava una cacchetta di uccello sulle larghe spalle dell'uomo. vera o una ricostruzione?, chiesi a voce alta. Vera, direi,, rispose Frakir. Mi rialzai lentamente. Devo presumere che questa sia una risposta, dissi. Solo che non capisco cosa significa. Allungai una mano per toccarla, e scoprii che aveva la consistenza di una tela, piuttosto che del bronzo. In quell'istante, l'immagine che avevo davanti in qualche modo si spost, e mi ritrovai a toccare un dipinto pi grande delle misure reali del Padre del Suo Paese. Quando i contorni cominciarono a tremolare, il dipinto schiar, e vidi che faceva parte di uno di quei quadri caliginosi che avevo superato. Poi si incresp e scomparve. Ci rinuncio, dissi, camminando nello spazio che aveva occupato qualche momento prima. Le risposte mi confondono pi delle situazioni che suscitano le domande. Poich stiamo passando tra le Ombre, non potrebbe essere un'affermazione che tutte le cose sono reali... da qualche parte? Credo di s. Ma questo gi lo sapevo. E che tutte le cose sono reali in maniere diverse, in momenti diversi, in luoghi diversi? Okay, quello che stai dicendo potrebbe essere benissimo il messaggio. Dubito per che qualcosa stia arrivando a questi estremi soltanto per fare delle speculazioni filosofiche che per te potranno pure essere nuove, ma che altrove sono piuttosto scontate. Deve esserci una ragione speciale, una ragione che mi sfugge. Fino a quel momento, le scene che avevo superato erano delle nature morte. Adesso, per, ne comparvero diverse che contenevano delle persone; certe altre delle creature. In queste ultime c'era azione: qualcuna violenta, qualcuna piacevole, qualcuna semplicemente domestica. S, sembrerebbe una progressione. Potrebbe portare a qualcosa. Quando salteranno fuori e mi attaccheranno, sapr di essere arrivato. Chi lo sa? Apprendo che la critica d'arte un settore complesso. Ma le sequenze svanirono poco dopo, e venni lasciato a correre nelle tenebre sul mio tracciato luminoso una volta ancora. In gi, in gi, l'agevole pendenza scendeva verso gli incroci. Dov'era il Gatto del Cheshire quando la logica illogica del Coniglio era ci di cui avevo veramente bisogno? Un momento guardavo gli incroci ed avanzavo. Un battito di ciglia dopo, guardavo ancora gli incroci, solo che la scena era cambiata. Adesso

c'era un lampione sul vicino angolo a destra. Una figura scura l sotto, fumava. Frakir, come hanno tirato fuori quello l?, chiesi. Molto in fretta, fu la sua risposta. Cosa legge il vibrafono? Attenzione centrata su di te. Ancora nessuna intenzione malvagia. Mentre mi avvicinavo, rallentai. La strada divenne pavimentata, con parapetti su entrambi i lati e al di fuori dei marciapiedi laterali. Uscii sul marciapiede di destra. Mentre vi camminavo, mi pass davanti una nebbia umida, che rimase sospesa tra me e la luce. Rallentai ulteriormente l'andatura. In breve mi accorsi che la pavimentazione era diventata umida. I miei passi risuonarono come se stessi camminando in mezzo a degli edifici. Ma poi la nebbia divenne talmente fitta che non riuscii a stabilire se c'erano davvero delle costruzioni accanto a me. La sensazione era che ci fossero, perch si intravedevano delle zone pi scure qui e l. Sulla schiena mi pass un vento freddo e, ad intervalli regolari, mi caddero addosso delle gocce di umidit. Mi fermai e sollevai il colletto del mantello. Da qualche parte, completamente fuori vista, s in alto, provenne il debole ronzio di un areoplano. Quando se ne fu andato, ripresi a camminare. Lievissimo allora, e soffocato, forse dall'altra parte della strada, si ud il suono di un pianoforte che suonava un motivo quasi familiare. Mi avvolsi bene nel mantello. La nebbia vortic e si infitt. Altri tre passi e, quando si schiar, lei era davanti a me, la schiena appoggiata al lampione. Pi bassa di una testa di me, portava un trench ed un berretto nero sui capelli lucidi, neri come l'inchiostro. Gett per terra la sigaretta e la schiacci lentamente con la punta di una scarpa a tacco alto di finta pelle nera. Intravidi la sua gamba, mentre lo faceva, e constatai che era perfetta. Poi, dall'impermeabile tir fuori una scatola piatta d'argento, su cui era incisa una rosa, l'apr, prese una sigaretta, se la mise tra le labbra, richiuse la scatoletta e la ripose. Quindi, senza guardarmi, mi chiese: Hai da accendere? Non avevo fiammiferi, ma non intendevo farmi scoraggiare da una creatura come quella. Certo, dissi, allungando lentamente la mano verso quel viso delicato. La tenni leggermente lontana perch non vedesse che era vuota. Mentre sussurravo la parola guida che avrebbe fatto uscire una scintilla dal mio polpastrello che avrebbe acceso la sigaretta, ella alz la mano e tocc la mia, come se volesse tenerla ferma. E sollev gli occhi larghi, blu pro-

fondo, ciglia lunghe ed incontr i miei. Poi rimasi allibita, e la sigaretta le cadde. Mon dieu!, esclam e, messe le braccia intorno al mio collo, premette col suo corpo contro il mio, e cominci a singhiozzare. Corwin!, disse. Mi hai trovata! stato lunghissimo! La tenni stretta, non volendo parlare, non volendo spezzare la sua felicit con qualcosa di stupido come la verit. All'inferno la verit! Le accarezzai i capelli. Dopo un momento molto lungo si allontan da me e mi guard. Qualche altro secondo, ed avrebbe capito che era solo una somiglianza e che stava solo vedendo quello che voleva vedere. Cos, Che fa una ragazza come te in un posto come questo?, le chiesi. Rise dolcemente. Hai trovato una via?, disse, e poi i suoi occhi si insospettirono. Tu non sei... Scossi la testa. Non ne ho avuto il cuore, le dissi. Chi sei?, mi chiese, arretrando di un passo. Mi chiamo Merlin, e mi trovo coinvolto in una pazza ricerca che non capisco. Ambra, disse piano, le mani ancora appoggiate sulle mie spalle, ed io feci cenno di s con la testa. Non ti conosco, disse poi. Sento che dovrei, ma... io ... non ... Poi si appoggi nuovamente a me, e pos la testa sul mio petto. Feci per dire qualcosa, per cercare di spiegarle, ma lei mi mise un dito sulle labbra. Non ancora, non adesso, forse mai, disse. Non dirmelo. Ti prego, non dirmi altro. Ma tu dovresti sapere se sei un fantasma del Disegno. Se mi spieghi che cos' un fantasma del Disegno... Un artifizio creato dal Disegno. Registra chiunque lo percorra. Pu richiamarci quando vuole, come se fossimo in uno dei momenti in cui lo abbiamo percorso. Pu usarci a suo piacimento e mandarci dove desidera con un compito specifico... un geas, se preferisci. Distruggici, e lui pu ricrearci all'infinito. Lo fa spesso? Non lo so. Non ho dimestichezza con la sua volont, a parte le sue operazioni con altri diversi da me. Poi continu: Tu non sei un fantasma! Lo so!, annunci improvvisamente, afferrandomi la mano. Ma c' qualcosa di diverso in te... diverso dagli altri che hanno il sangue di Ambra...

Presumo di s, le risposi. La mia genealogia risale sia alle Corti del Caos che ad Ambra. Si port la mia mano alla bocca come se volesse baciarla. Ma le sue labbra si spostarono, sul punto del polso in cui mi ero tagliato su richiesta di Brand. Poi mi morse: qualcosa del sangue di Ambra deve avere un'attrazione speciale per i fantasmi del Disegno. Cercai di ritrarre la mano, ma anche lei aveva la forza di Ambra. Le fiamme del Caos talvolta fluiscono in me, le dissi. Potrebbero ferirti. Rialz lentamente la testa e sorrise. Aveva del sangue sulla bocca. Abbassai lo sguardo e mi accorsi che anche il mio polso ne era bagnato. Il sangue di Ambra ha potere sul Disegno, cominci, e la nebbia turbin, avvolgendosi intorno alle sue caviglie. No!, grid allora, e si sporse verso di me ancora una volta. Il vortice le sali alle ginocchia, ai polpacci. Sentii i suoi denti sul mio polso, che tiravano. Non avevo Incantesimi per lottare contro quella cosa, perci le passai un braccio intorno alle spalle e le accarezzai i capelli. Qualche secondo dopo si dissolse nel mio abbraccio, diventando una girandola di sangue. Vai a destra, la sentii gemere mentre vorticava via da me: la sua sigaretta ancora si consumava sull'asfalto, ed il mio sangue gocciolava vicino. Mi girai e mi allontanai. Debole, nella notte e nella nebbia, riuscivo ancora a sentire il piano che suonava un motivetto di tempi andati. 6. Presi la strada di destra, ed il mio sangue venne sparso un p dapperttutto. Guarisco in fretta, per, e smisi di sanguinare molto presto. Smise anche di battere, dopo un p. Mi hai sporcato tutto di sangue, capo. Poteva essere fuoco, osservai. Mi sono anche un p bruciacchiato, l al cerchio di pietre. Mi dispiace. Hai idea di cosa succeder adesso? Nessuna ulteriore istruzione, se questo che intendi. Ma stavo pensando, adesso che so come si fa, che questo posto diventa sempre pi affascinante. Tutta la faccenda dei fantasmi del Disegno, per esempio. Se il Disegno non pu penetrare qui direttamente, perlomeno pu ricorrere a degli agenti. Non credi che il Logrus possa avere un sistema analogo per fa-

re lo stesso? Presumo sia possibile. Ho l'impressione che sia in corso una specie di duello tra loro due, quaggi, nel rovescio della realt, tra le Ombre. E se questo posto venuto prima? Perfino prima dell'Ombra? E se stessero lottando quaggi fin dai primordi, in qualche strana maniera metafisica? Che rilevanza potrebbe avere? Ci potrebbe fare dell'Ombra un'aggiunta successiva, un sottoprodotto della tensione tra i due poli. Temo di non seguirti pi, Frakir. Ipotizziamo che Ambra e le Corti del Caos siano stati creati soltanto per fornire degli agenti per questa lotta. Ed ipotizziamo che questa idea sia stata instillata dentro di te dal Logrus durante il tuo recente sviluppo. Perch? Sarebbe un altro espediente per farmi pensare che il conflitto sia pi importante delle persone. Un'ulteriore pressione per spingermi a scegliere una parte. Non mi sento manipolato. Come tu hai rilevato, sei nuovo a questa faccenda del pensiero. Ed una linea di pensiero dannatamente astratta da seguire, per te che sei appena agli inizi del gioco. Trovi? Ci puoi giurare. Questo con che cosa ci lascia? Con un'indesiderata attenzione dall'Alto. Farai meglio a misurare le parole, se questo il loro campo di battaglia. Venisse un accidenti a tutte e due. Per qualche motivo che non riesco a capire, hanno bisogno di me in questa partita. Sopporteranno. Da un punto davanti a me provenne un rombo di tuono. Capito cosa intendo? un bluff, risposi. Di chi? Del Disegno, credo. I suoi fantasmi comandano la realt in questo settore. Sai che potremmo sbagliarci di grosso. come sparare al buio. Veramente mi sento come se mi sparassero addosso dal buio. per

questo che rifiuto di giocare con regole stabilite da qualcun altro. Hai un piano? Rilassati. E se dico 'uccidi', fallo. Cerchiamo di arrivare dove stiamo andando. Ricominciai a correre, lasciandomi indietro la nebbia, lasciando i fantasmi a giocare ai fantasmi nella loro citt fantasma. Una strada illuminata in una campagna buia, io che corro, ed uno spostamento contrario di ombre, mentre la terra cerca di cambiarmi. E l davanti un bagliore ed altri tuoni, immagine di una strada virtuale che appare e scompare vicino a me. E poi fu come se superassi me stesso scura figura saettante in una strada luminosa finch non compresi che in realt era una specie di effetto speculare. I movimenti della figura alla mia destra che correva parallelamente a me imitavano i miei; immagini fluttuanti alla mia sinistra si ripetevano alla mia destra. Che succede, Merle? Non lo so, dissi. Ma non sono in vena di simbolismi, allegorie e metafore varie. Se vuoi significare che la vita una corsa con te stesso, un'idea gi sfruttata, a meno che non siano delle Potenze che enunciano luoghi comuni quelle che stanno imbastendo questo spettacolo. Allora suppongo che sarebbe in carattere. Tu che ne pensi? Penso che potresti essere ancora in pericolo di farti colpire da qualche fulmine. Il fulmine non arriv, ma la mia riflessione s. L'effetto di duplicazione continu ai lati della strada molto pi a lungo delle precedenti sequenze cui avevo assistito. Stavo per infischiarmene, per ignorarlo del tutto, quando la mia riflessione provoc un'accelerazione improvvisa ed un'esplosione davanti a me. Uh-oh! S?, convenni, allungando il passo per colmare la distanza e portarmi alla stessa andatura del mio oscuro doppio. Rimanemmo paralleli soltanto per pochi metri, quando lo ebbi ripreso. Poi quello cominci a spingere di pi. Accelerai anch'io e lo raggiunsi di nuovo. Poi, seguendo un impulso, inspirai aria, la riemisi, e mi portai in testa. Il mio doppio se ne accorse dopo un p: si mosse pi in fretta, e cominci a riguadagnare terreno. Spinsi ancora pi forte, mantenendo il vantaggio. Perch diavolo eravamo in competizione? Guardai avanti. Da lontano potei vedere una zona in cui il tracciato si al-

largava. Sembrava che ci fosse un nastro, steso laggi. Okay. Qualunque fosse il significato, decisi per il s. Mantenni il vantaggio forse per un centinaio di metri, prima che la mia ombra mi raggiungesse di nuovo. Per un p riuscii a mantenere le distanze accorciate. Poi l'ombra acceler di nuovo, riuscendo a riprendermi con un passo che giudicai difficile da mantenere per tutta la strada che restava fino al nastro. Per non era una di quelle intuizioni che uno aspetta di verificare. La detti per buona. Spinsi al massimo. Quel figlio di puttana riconquist terreno, mi raggiunse, mi pass avanti, poi incespic per un istante. Fui di nuovo accanto a lui, in quel momento. Ma lui non vacill pi. Mantenne la spaventosa andatura alla quale stavamo andando adesso, ed io non avevo alcuna intenzione di fermarmi, a meno che non mi scoppiasse il cuore. Continuammo a correre, dannatamente vicini, fianco a fianco. Non sapevo se mi restava la possibilit di un ultimo scatto. Non potevo determinare se ero leggermente in testa, semplicemente al suo fianco, oppure dietro. Calcavamo i nostri tracciati luccicanti e paralleli verso la linea di luce, quando bruscamente la sensazione di un'interfaccia di vetro svan. I due tracciati, che sembravano stretti, divennero un'unica strada larga. Le braccia e le gambe dell'altro si stavano muovendo diversamente dalle mie. Ci ritrovammo progressivamente pi vicini mentre ci avvicinavamo agli ultimi metri: abbastanza vicini, finalmente, per poterlo riconoscere. Non era una mia immagine quella verso la quale stavo correndo, perch i suoi capelli si spostarono all'indietro e vidi che gli mancava l'orecchio sinistro. Riuscii a trovare lo sprint finale. E cos anche l'altro. Eravamo tremendamente vicini quando arrivammo al nastro. Ritengo che fossi io a tagliarlo, ma non potei esserne certo. Lo superammo e crollammo a terra, ansimanti. Mi rigirai velocemente, per non perderlo d'occhio, ma lui era l, senza fiato. Posai la mano destra sull'elsa della mia spada, ed ascoltai il suono del sangue che mi batteva nelle orecchie. Quando ebbi un p recuperato, commentai: Non sapevo che fossi cos bravo a correre, Jurt. Fece una breve risata. Ci sono molte cose che non sai di me, fratello. Ne sono sicuro, dissi. Poi si terse la fronte con il dorso della mano, ed allora notai che il dito che aveva perso nelle grotte di Kolvir era di nuovo al suo posto. O questo

era un Jurt di una diversa linea temporale, o... Allora, come sta Julia?, gli chiesi. Le va tutto bene? Julia?, disse lui. E chi ? Scusa, gli dissi. Sei il Jurt sbagliato. Adesso che significa quest'altra affermazione?, mi chiese, tirandosi su un gomito e fissandomi con l'occhio buono. Il vero Jurt non girava mai dalle parti del Disegno di Ambra... Io sono il vero Jurt! Tu hai tutte le dita. Lui ne ha perso uno, molto di recente. Ero presente. Distolse lo sguardo improvvisamente. Devi essere un fantasma del Logrus, continuai. Probabilmente sta ricorrendo agli stessi trucchetti del Disegno... registrando quelli che l'hanno percorso. questo... quello che successo?, mi chiese. Non riuscivo a ricordare bene... perch fossi qui, se non per competere con te. Scommetto che l'ultima cosa che ricordi prima di essere arrivato in questo posto di aver percorso il Logrus. Ci ripens. Annu con la testa. Hai ragione. Che significa tutto questo?, mi chiese. Non ne sono sicuro, dissi. Ma ho qualche idea in proposito. Questo posto una specie di eterno rovescio dell'Ombra. dannatamente proibito sia al Disegno che al Logrus. Ma entrambi, sembra, possono penetrarvi mediante i loro fantasmi, delle strutture artificiali fatte sulle registrazioni delle persone che li hanno percorsi... Vuoi dire che io sono soltanto una specie di registrazione? Sembrava che stesse per piangere. Appariva tutto cos splendido, poco fa. Avevo superato il Logrus. Avevo ai miei piedi tutto ci che apparteneva all'Ombra. Si massaggi le tempie. Poi: Tu!, sput. Sono stato portato qui per colpa tua per gareggiare con te, per batterti in questa corsa. Ed hai fatto un buon lavoro. Non sapevo che sapessi correre in quel modo. Cominciai ad allenarmi quando seppi che tu avevi cominciato a farlo all'Universit. Volevo diventare talmente bravo da batterti. Lo sei!, riconobbi. Ma non sarei in questo maledettissimo posto se non fosse per te. O... Si morse un labbro. Non esattamente cos, vero?, chiese. Non sarei da nessuna parte. Sono soltanto una registrazione... Poi mi fiss negli occhi.

Quanto duriamo?, disse. Per quanto tempo resiste un fantasma del Logrus? Non ho idea, gli risposi, di come venga creato e di quanto duri. Ma ho conosciuto diversi fantasmi del Disegno, e mi hanno dato l'impressione che il mio sangue li avrebbe in qualche modo sostenuti, conferendo loro una specie di autonomia, di indipendenza dal Disegno. Solo uno di loro Brand ha trovato il fuoco al posto del sangue, e si dissolto. Deirdre ottenne il sangue, ma venne portata via in quello stesso istante. Non so se ne avesse avuto abbastanza. Scosse la testa. Ho la sensazione che non so da dove mi venga che qualcosa del genere funzionerebbe anche "con me, e che il sangue per il Disegno, ed il fuoco per il Logrus. Non so dirti in quali zone il mio sangue sia volatile, dissi. Qui si incendierebbe, mi rispose. Dipende da chi ha il controllo. Mi sembra di saperlo, ma non so come. Allora perch Brand si palesato nel territorio del Logrus? Ghign. Forse il Disegno ha cercato di usare un traditore per sovvertire qualcosa. O forse Brand stava cercando di agire di sua iniziativa... per imbrogliare il Disegno. Sarebbe nel suo stile, convenni, col respiro finalmente normalizzato. Estrassi dallo stivale il pugnale del Caos e mi incisi l'avambraccio: quando vidi che sputava fuoco, glielo porsi. Svelto! Prendilo, se puoi!, gridai. Prima che il Logrus ti richiami! Afferr il mio braccio e mi dette l'impressione di inalare il fuoco che sgorgava da me. Guardando in basso, vidi i suoi piedi diventare trasparenti, poi fu la volta delle gambe. Il Logrus sembrava ansioso di riprenderselo, come il Disegno con Deirdre. Vidi che cominciavano i turbini fiammeggianti dentro la nebbia nella quale si erano trasformate le sue gambe. Poi, all'improvviso, si spensero, e i contorni dei suoi polpacci tornarono ad essere visibili. Continu a succhiare il mio sangue volatile, anche se non vedevo pi fiamme, mentre beveva alla maniera di Deirdre, direttamente dalla ferita. Le sue gambe cominciarono a solidificarsi. Sembra che tu ti stia stabilizzando, dissi. Bevi ancora. Qualcosa mi colp al rene destro, ed allora mi gettai a terra, voltandomi nella caduta. Accanto a me c'era un uomo scuro e alto, che si stava, risistemando lo stivale dopo avermi assestato il calcio. Portava pantaloni verdi

e camicia nera, ed un fazzoletto colorato intorno alla testa. Che razza di faccenda perversa questa?, domand. E in un luogo sacro, per giunta? Rotolai sulle ginocchia e mi rialzai, il braccio destro piegato ed il polso rivoltato, alla ricerca del pugnale davanti a me. Sangue, anzich fuoco, stava scorrendo adesso dall'ultima ferita. Niente che ti riguardi, gli dissi, poi aggiunsi il suo nome, essendomi assicurato della sua identit mentre mi rialzavo, Caine. Sorrise e mi fece un inchino, e le sue mani prima si incrociarono e poi si divisero. Erano vuote, mentre si inchinava, ma nella sua destra era spuntato un pugnale. Doveva averlo preso da un fodero legato intorno all'avambraccio sinistro, nascosto sotto al polsino rigonfio. Doveva essersi esercitato in quel movimento pi di una volta, per essere cos veloce. Cercai di ricordare quello che avevo sentito sul conto di Caine e dei suoi pugnali, e poi rimpiansi di averlo fatto. Era ritenuto un maestro nel combattimento col pugnale. Maledizione! Hai un vantaggio su di me, dichiar. Hai un aspetto familiare, ma non credo di conoscerti. Sono Merlin, dissi, il figlio di Corwin. Aveva cominciato a girarmi intorno, ma allora si ferm. Mi perdonerai se stento a crederlo. Credi pure quello che vuoi. vero. E quest'altro... si chiama Jurt, non vero? Indic mio fratello, che si era appena rialzato. Come fai a saperlo?, gli chiesi. Si ferm e corrug la fronte, con uno sguardo sospettoso. Io... non ne sono sicuro, disse poi. Io s, gli dissi. Cerca di ricordare chi sei e come sei arrivato qui. Arretr di due passi. Poi url: lui!, nel momento preciso in cui capivo che l'avevo riconosciuto e gridavo: Jurt! Stai in guardia! Jurt si gir e fugg. Estrassi il pugnale: una cosa sempre molto poco saggia da fare, a meno che non avessi una spada, come in quel caso, con la quale potessi colpire Caine prima che Caine colpisse me. La velocit non aveva abbandonato Jurt, ed egli si trov fuori pericolo in pochi secondi. Il pugnale, con mia sorpresa, prima penetr nella spalla destra di Caine, poi entr di circa un pollice nel muscolo. In quel momento, prima ancora che lui potesse voltarsi contro di me, il suo corpo esplose in una decina di direzioni diverse, emettendo una serie di vortici che risuc-

chiarono ogni sua parvenza di umanit in un istante, producendo dei fischi acuti nel descrivere un'orbita l'uno intorno all'altro. Due di essi si ricomposero in un'entit pi grande, la quale assorb rapidamente le altre; il loro suono divenne progressivamente pi basso ad ogni nuova acquisizione. Alla fine ne rimase soltanto una. Per un momento ondeggi davanti a me, poi esplose in cielo con una deflagrazione. Il pugnale venne rilanciato nella mia direzione, ed atterr alla mia destra. Quando andai a recuperarlo, scoprii che era caldo, e produsse dei deboli ronzii che durarono diversi secondi prima che lo rimettessi nello stivale. Cosa successo?, mi chiese Jurt, tornando indietro. Sembra che i fantasmi del Disegno reagiscano violentemente alle armi del Caos, gli dissi. Meno male che ne avevi una a portata di mano! Ma perch ha tentato di aggredirmi in quel modo? Credo che il Disegno lo avesse mandato qui per impedirti di conquistare l'autonomia, oppure per distruggerti in caso l'avessi gi ottenuta. Ho il sospetto che non desideri che gli agenti dell'altra parte acquisiscano forza e stabilit in questo posto. Ma io non rappresento una minaccia. Non sto dalla parte di nessuno, se non dalla mia. Voglio uscire da questo inferno e pensare agli affari miei. Forse questo stesso fatto costituisce una minaccia. E come?, volle sapere. Chi sa che i tuoi inconsueti precedenti non facciano di te un agente indipendente, alla luce di quello che sta succedendo? Potresti disturbare l'equilibrio tra le Potenze. Potresti conoscere o avere accesso a delle informazioni che i tuoi capi non vogliono far circolare. Potresti essere una specie di bruco, che non si sa quale effetto produrr sull'ambiente finch non uscito dal bozzolo. Potresti... Basta! Alz una mano per farmi stare zitto. Non mi importa un accidente di questa storia. Se mi lasceranno andare in pace, rester fuori dai piedi. Non sono io quello che devi convincere, gli dissi. Mi fiss per un momento, poi si volt, descrivendo un giro completo. L'oscurit era tutto quello che potevo vedere oltre la luce della strada, ma lui grid forte contro qualche cosa: Mi senti? Non voglio essere coinvolto in questa faccenda. Voglio solo andarmene. Vivi e lascia vivere, conosci il detto? Sei d'accordo? Mi allungai, lo afferrai per un polso, e lo tirai con violenza contro di me.

Lo feci perch avevo visto prendere forma nell'aria, sopra alla sua testa, una piccola replica fantasma del Segno del Logrus. Un secondo dopo si abbatt al suolo, lampeggiando come un fulmine, con l'accompagnamento di un suono simile ad un frustino spezzato: entr nello spazio da lui precedentemente occupato, aprendo un vuoto nel tracciato mentre svaniva. Suppongo che non sia facile rassegnarsi, disse lui. Guard in alto. Potrebbe avere in serbo un altro fulmine proprio adesso. Potrebbe colpire in qualsiasi momento, quando meno me lo aspetto. Proprio come succede nella vita, convenni. Ma penso che dovresti prenderlo solo come un avvertimento. Hanno molta difficolt ad arrivare qui. pi importante invece se riesci a sapere visto che mi hanno fatto capire che questa la mia ricerca se dovresti aiutarmi oppure ostacolarmi. Adesso che me lo fai venire in mente, mi disse, ricordo di essere arrivato improvvisamente dov'ero, per batterti nella corsa, e poi ricordo anche la voglia di lottare con te, subito dopo, o qualcosa del genere. Ed ora come la vedi al riguardo? Non siamo mai andati molto d'accordo. Ma non mi piace neanche l'idea di essere usato in questo modo. Vogliamo fare una tregua finch non riuscir a capire le regole del gioco e ad andarmene da qui? Ed io cosa ci guadagno?, mi chiese. Trover un modo per uscire da questo dannato posto, Jurt. Vieni con me e dammi una mano oppure non intralciarmi ed io ti porter via con me quando me ne andr. Rise. Non sono sicuro che esista un modo per andarsene di qui, disse, a meno che le Potenze non ci liberino. Allora non hai niente da perdere, gli dissi, e forse avrai anche la soddisfazione di vedermi morire nel tentativo. Conosci davvero i due tipi di Magia: il Disegno ed il Logrus?, mi chiese. S. Ma vedo meglio con il Logrus. Puoi usarli entrambi contro la loro fonte? Questa un'interessante speculazione metafisica, ma non conosco la risposta, dissi, e non credo che riuscir mai a scoprirla. pericoloso evocare le Potenze, in questo posto. Perci non dispongo che di qualche Incantesimo. Non penso che sar la Magia a tirarci fuori da qui.

Che cosa, allora? Non ne sono sicuro. Ho la certezza, per, che non riuscir a vedere l'intero quadro finch non arriver alla fine di questa strada. Al diavolo... non so che dire. Questo non mi sembra il posto pi salutare per passare il tempo. D'altra parte, se fosse l'unico posto in cui uno come me pu esistere? Se esistesse una porta, l'attraversassi, e mi dissolvessi? Se i fantasmi del Disegno possono manifestarsi nell'Ombra, penso proprio che per te sarebbe lo stesso. I fantasmi di Dworkin e di Oberon mi sono apparsi all'esterno, prima che arrivassi qui. incoraggiante. Ci proveresti al posto mio? Puoi scommetterci!, gli dissi. Fece una smorfia. Ho deciso! Verr con te e vedr che succede. Non ti prometto di aiutarti, ma nemmeno ti ostacoler. Gli porsi la mano, ma lui scosse la testa. Non esageriamo, mi disse. Se la mia parola non vale senza una stretta di mano, non viene considerata valida, cos? Credo di no. Ed io non mai avuto un gran desiderio di stringerti la mano. Spiacente di avertelo chiesto, gli dissi. Ti dispiacerebbe per spiegarmi perch? Me lo sono sempre domandato. Alz le spalle. Perch dovrebbe esserci una ragione?, disse. L'alternativa l'irrazionalit, risposi. O la privacy, replic, voltandosi. Ricominciai a camminare. Dopo un p, Jurt si mise accanto a me. Camminammo in silenzio per un p. Un giorno forse imparer a tenere la bocca chiusa o ad arrendermi. Il che poi la stessa cosa. La strada per un p rimase dritta, ma sembrava scomparire in lontananza. Quando raggiungemmo il punto di dissolvenza, vidi il perch: il tracciato curvava dietro ad una piccola sporgenza. Seguimmo la svolta e ben presto ne facemmo un'altra. In breve ci ritrovammo in una serie regolare di tornanti, e comprendemmo subito che servivano ad agevolare una discesa molto ripida. Mentre continuavamo a percorrere questa strada a giravolte, improvvisamente scorsi una serpentina luminosa sospesa a met distanza. Jurt alz una mano, la indic col dito, e cominci a dire Cosa...?, nello stesso momento in cui diventava chiaro che era la continuazione del nostro

tracciato, che in quel punto risaliva. Allora mi torn per un secondo il senso dell'orientamento, e compresi che stavamo scendendo in quello che sembrava un immane pozzo. E l'aria mi parve pi fresca. Continuammo a scendere e, dopo un p, qualcosa di freddo e di umido mi tocc il dorso della mano destra. Abbassai lo sguardo in tempo per vedere un fiocco di neve sciogliersi nel chiarore crepuscolare che ci circondava. Poi ne vidi degli altri. Qualche minuto dopo, scorgemmo una maggiore luminosit, gi in basso. Non ho idea di cosa sia, puls Frakir nella mia mente. Grazie, risposi col pensiero, avendo deciso di non parlare a Jurt della sua presenza. Gi. Ancora gi. Una curva. Indietro. Avanti e indietro. La temperatura continuava a scendere. Luccicarono dei fiocchi di neve. Le rocce della parete che adesso stavamo discendendo assunsero un p di quel luccichio. Strano: non capii di che si trattava finch non scivolai per la prima volta. Ghiaccio!, annunci improvvisamente Jurt, sul punto di cascare e sorreggendosi alle rocce. Si ud un lamento lontano, che divenne sempre pi forte, man mano che si avvicinava. Fu solo quando arrivammo, che una folata fortissima ci fece capire che era il rumore del vento. E per giunta era assai freddo. Ci venne addosso con il respiro di un'et glaciale, ed allora alzai il bavero del mantello per proteggermi dalle sue raffiche. Ci segu, meno violento ma sempre persistente, mentre proseguivamo nella nostra discesa. Quando raggiungemmo la fine della pendenza, faceva un freddo glaciale, e le scale o erano completamente ghiacciate, o fatte proprio di ghiaccio. Il vento soffiava un canto incessante e lamentoso, e fiocchi di neve o frammenti di ghiaccio andavano e venivano. Che tempaccio orribile!, si lament Jurt, mentre i denti gli battevano. Non credevo che i fantasmi fossero soggetti alle condizioni terrestri, dissi. I fantasmi... all'inferno!, comment. Mi sento come sono sempre stato. Almeno, chiunque sia ad avermi mandato sulla tua strada, avrebbe potuto fornirmi di vestiti adatti per questa eventualit. E questo posto non mi sembra molto terrestre, aggiunse. Se ci vogliono da qualche parte, potevano almeno indicarci una scorciatoia. Nelle attuali condizioni, saremo della merce ben danneggiata per quando arriveremo l. Non credo proprio che il Disegno o il Logrus abbiano molto potere, su

questo posto, gli dissi, Inoltre, preferirei che se ne stessero fuori dai piedi. La nostra strada ci condusse in una pianura scintillante, cos piatta e luccicante che temetti fosse completamente di ghiaccio. E non mi sbagliavo. Sembra scivolosa, disse Jurt. Ho intenzione di modificare la forma dei miei piedi, allargandoli. Distruggerai gli stivali e resterai con i piedi egualmente gelati, gli dissi. Perch non sposti invece verso il basso una parte del tuo peso, abbassando il tuo centro di gravit? Hai sempre una risposta a tutto, cominci cupo. Poi: Ma questa volta hai ragione, concluse. Restammo l diversi minuti mentre accorciava la sua statura e diventava pi tozzo. E tu non modifichi il tuo corpo?, mi chiese. Mi limiter a sfruttare il baricentro. Posso muovermi pi in fretta, in questo modo, gli dissi. Ma puoi anche finire con il sedere per terra, cos. Vedremo. Cominciammo a muoverci cercando di mantenerci in equilibrio. I venti erano pi forti rispetto a quelli che soffiavano sulla parete che avevamo appena disceso. La superficie della nostra strada ghiacciata, per, non era cos liscia come ci era apparsa ad un primo esame. Presentava dei piccoli rilievi e dei corrugamenti idonei a creare un'aderenza. L'aria mi bruciava i polmoni; fiocchi bianchi si infrangevano contro diaboliche torri di neve vorticanti che svanivano in fretta come strane cime lungo il nostro cammino. Era un chiarore azzurrognolo quello che si irradiava dal tracciato, il quale conferiva una sfumatura di colore a quei fiocchi che entravano nella sua sfera. Proseguimmo la nostra camminata per circa un quarto di miglio, prima che apparisse una nuova serie di immagini fantasmagoriche. La prima sembrava che fossi proprio io, sdraiato su un mucchio di armature laggi nella cappella; la seconda era Deirdre, sotto il lampione, che controllava l'orologio. Cosa sono?, chiese Jurt, mentre apparivano e scomparivano in un istante. La prima volta che le ho viste non l'ho capito, e continuo a non capirlo, risposi, ma credevo che tu fossi una di loro, quando abbiamo cominciato la nostra gara. Vanno e vengono alla rinfusa, sembrerebbe senza un particolare motivo.

L'apparizione successiva fu una sala da pranzo, con un vaso di fiori posto sul tavolo. Non c'erano persone. Era l e poi sarebbe svanita... No. Non completamente. Scomparve, ma rimasero i fiori, su quella superficie ghiacciata. Mi fermai, poi andai verso di essi. Merle, stai uscendo dal tracciato... Oh, maledizione!, risposi, dirigendomi verso una lastra di ghiaccio che mi fece ripensare a quel luogo somigliante a Stonehenge vicino al quale ero passato in precedenza. Assurdi sprazzi di colore risaltavano vicino alla base. Ce n'erano molte... rose di ogni tinta. Ne raccolsi una. Il suo colore era quasi d'argento... Che fai qui, caro ragazzo?, sentii dire da una voce familiare. Rialzai immediatamente la schiena, per scoprire che l'alta figura scura che era uscita alle mie spalle dal blocco di ghiaccio non si stava rivolgendo a me. Stava facendo cenno a Jurt, e gli sorrideva. Il servitore di un pazzo, certamente, rispose Jurt. E questo deve essere il pazzo, rispose l'altro, mentre sta cogliendo quel fiore maledetto. La rosa d'argento di Ambra... la rosa di Lord Corwin, presumo. Salve, Merlin. Cerchi tuo padre? Presi una delle spille che tenevo all'interno del mantello e mi appuntai la rosa sul petto, a sinistra. La persona che aveva parlato era Lord Borel, un Duca della Casa Reale di Swayvill, ritenuto uno degli amanti di mia madre molto tempo prima. Era reputato uno dei pi micidiali spadaccini delle Corti. Uccidere mio padre, Benedict o Eric, era stata la sua fissazione per anni. Sfortunatamente era Corwin che aveva incontrato, in una circostanza in cui Pap andava di fretta, e non avevano potuto incrociare le lame. Pap lo aveva fatto fesso ed ammazzato in quello che immaginavo fosse stato un incontro non esattamente corretto. Il che andava bene. Non mi era mai piaciuto molto, quel tizio. Tu sei morto, Borel. Lo sai?, gli dissi. Sei soltanto il fantasma dell'uomo che eri il giorno in cui percorresti il Logrus. Nel mondo reale non esiste pi nessun Borel. Vuoi sapere perch? Perch Corwin ti ha ucciso il giorno della guerra che si scaten dopo il danneggiamento del Disegno. Menti, razza di piccolo sgorbio!, mi disse. Uh, no, si intromise Jurt. Sei proprio morto. Trapassato da una spada, a quanto so. Ma non sapevo che fosse stato Corwin. stato lui, dissi io. Allontan lo sguardo, e mi accorsi che i muscoli della sua mascella si

contraevano e si rilassavano, poi si contraevano e si rilassavano ancora. E questo posto sarebbe una specie di aldil?, chiese dopo un p, continuando a non guardarci. Credo che potresti chiamarlo cos, dissi. Possiamo morire di nuovo, quaggi? Credo di s, gli comunicai. E quello cos'? Aveva abbassato improvvisamente gli occhi, ed io lo imitai. Sul ghiaccio c'era qualcosa, ed allora mi avvicinai di pi. Un braccio, risposi. Sembra un braccio umano. Che ci fa, l?, chiese Jurt, andandovi vicino e dandogli un calcio. Il braccio si mosse in un modo che ci rivel che non era semplicemente messo l, ma che usciva fuori dal ghiaccio. In realt, si contrasse e continu a tendersi spasmodicamente per diversi secondi, dopo il calcio di Jurt. Poi notai un altro pezzo, un p pi lontano, che mi sembr una gamba. Pi avanti una spalla, con il braccio attaccato, una mano... Sembra la ghiacciaia di un cannibale, suggerii. Jurt rise. Allora sei morto pure tu, afferm Borel. Niente affatto, replicai. Io sono reale. Mi trovo semplicemente da queste parti per arrivare in un posto certamente migliore. E Jurt? Jurt un problema interessante, sia da un punto di vista fisico che teologico, gli spiegai. Sta beneficiando di una specie di bilocazione. Non direi proprio di starmela spassando, comment Jurt. Ma, considerando l'alternativa, suppongo di essere felice di trovarmi qui. Questo quel modo di pensare positivo che negli anni ha creato tante meraviglie nelle Corti, dissi. Jurt rise di nuovo. Udii quel sibilo metallico che uno non scorda tanto facilmente. Sapevo di non avere il tempo di estrarre la spada, girarmi e parare nel caso Borel volesse colpirmi alle spalle. D'altro canto, si inorgogliva molto nell'osservare ogni dettaglio quando doveva uccidere la gente. Combatteva sempre in maniera leale perch era cos maledettamente bravo da non perdere comunque. Era possibile che ci tenesse alla reputazione. Immediatamente alzai entrambe le mani, comportandomi come se avessi pensato che mi stesse attaccando alle spalle, per irritarlo. Rimani invisibile, Frakir. Quando mi girer e muover il polso, lascia

la presa. Attaccati a lui, quando ti lancio, e cerca di arrivargli alla gola. Tu sai cosa fare quando sarai l. Bene, capo!, mi rispose. Estrai la spada e voltati, Merle. Non mi sembra molto sportivo, Borel, risposi. Oseresti accusarmi di slealt?, disse. difficile stabilirlo se non posso vedere cosa stai facendo, gli risposi. Allora prende la spada e girati. Mi sto girando, dissi. Ma non sto toccando la spada. Mi voltai rapidamente, scuotendo il mio polso sinistro, ed avvertendo che Frakir se ne andava. In quel mentre, mi scivolarono i piedi. Mi ero mosso troppo in fretta su un punto perfettamente liscio di ghiaccio. Mentre cercavo di rialzarmi, vidi muoversi un'ombra davanti a me. Quando alzai la testa, vidi la punta della spada di Borel, a circa sei pollici dal mio occhio destro. Alzati lentamente, disse, ed io eseguii. Adesso estrai la spada, mi ordin. E se rifiuto?, volli sapere, cercando di guadagnare tempo. Ti dimostrerai indegno di essere considerato un gentiluomo, ed io mi comporter di conseguenza. Attaccandomi comunque?, chiesi. Le regole lo permettono, mi disse. Cambia le regole, replicai, passando il piede destro sotto al sinistro e rialzandomi assai velocemente in piedi mentre estraevo la spada e l'abbassavo in posizione di guardia. Mi venne addosso in un secondo. Continuai la mia ritirata, arretrando verso la grossa lastra di ghiaccio dalla quale era spuntato fuori. Non avevo alcun desiderio di restare a scambiare colpi con lui, specialmente adesso che potevo vedere la rapidit di quegli attacchi. Pararli mi richiedeva meno sforzo, mentre arretravo. La spada tuttavia la sentivo un p strana e, quando le detti una rapida occhiata capii il perch. Non era la mia. Alla luce tremula irradiata dal tracciato, una volta eliminato il ghiaccio, vidi il complicato intarsio inciso su parte dell'arma. Esisteva una sola spada come quella, che io sapessi, e l'avevo vista proprio di recente, in quella che avrebbe potuto essere la mano di mio padre. Era Grayswandir, l'arma davanti a me. Sentii che sorridevo a quell'ironia. Era la stessa spada che aveva trafitto il Lord Borel reale. Sorridi alla tua stessa vigliaccheria?, mi chiese. Alzati e combatti,

bastardo! Come in risposta al suo invito, sentii che mi veniva preclusa la ritirata. Per mi accorsi di non essere stato colpito, quando mi detti una rapida controllata, e compresi dalla sua espressione che al mio attaccante era successo qualcosa di simile. Le nostre caviglie erano state afferrate da alcune di quelle mani che uscivano fuori dal ghiaccio e che ci tenevano saldamente fermi. E la cosa fece sorridere Borel, perch, anche se non mi poteva pi attaccare, io non potevo pi fuggire. Il che stava a significare... La sua lama brill, ed io parai di quarta, poi attaccai di sesta. Lui par a sua volta e fint. Poi si mise di nuovo in guardia di quarta, ed attacc nuovamente. Risposi con una parata di sesta... No, era una finta. Lo sorpresi con un affondo di quarta. Poi feci una finta, ed un'altra finta. Colpito... Qualcosa di bianco e di duro pass sulla sua spalla e mi colp la fronte. Vacillai, ma le mani che mi tenevano mi impedirono di cadere a terra. Meno male che barcollai, altrimenti la sua spada mi avrebbe trapassato il fegato. I miei riflessi, o forse un tocco di Magia che avevo sentito dire albergava in Grayswandir, mi fecero tendere il braccio mentre le ginocchia tremavano. Sentii che la lama colpiva qualcosa, anche se non stavo nemmeno guardando in quella direzione, ed udii il grugnito sorpreso di Borel, poi un'imprecazione. Sentii anche un'imprecazione da parte di Jurt. Era fuori dal mio campo visivo. Poi ci fu un lampo di luce, nel momento esatto in cui piegavo le gambe, ritrovavo l'equilibrio, schivavo un affondo sul collo, e cominciavo a rialzarmi. Allora vidi che ero riuscito a ferire Borel all'avambraccio, e vidi schizzare dalla ferita una specie di fontana di fuoco. Il suo corpo cominci ad illuminarsi, e i contorni esterni a schiarirsi. Non stato merito tuo se hai avuto la meglio!, url. Alzai le spalle. Non erano neanche le Olimpiadi Invernali, per!, gli dissi. Cambi l'impugnatura dell'arma, tir indietro il braccio, e scagli la spada contro di me, un momento prima che si dissolvesse in una torre di scintille e che venisse sollevato in alto per poi svanire. Schivai l'arma, che mi super a sinistra e si and a conficcare parzialmente nel ghiaccio vibrando, come una versione scandinava della famosa spada della leggenda arturiana. Jurt corse da me, prese a calci le mani che mi afferravano le caviglie finch non mi lasciarono, e dette un'occhiata al mio sopracciglio.

Sentii cadermi addosso qualcosa. Scusa, capo. Sono finito intorno al suo ginocchio. Prima che riuscissi a raggiungere la gola era gi scoppiato tra le fiamme, mi disse Frakir. tutto bene quel che finisce bene, risposi. Non sei rimasto ustionato, non vero? Non ho neanche sentito il calore. Mi dispiace di averti colpito col quel pezzo di ghiaccio, disse Jurt. Era a Borel che miravo. Mi allontanai dal pianoro delle mani, ritornando verso il tracciato. Indirettamente, mi hai aiutato, dissi, ma non mi sentivo proprio di ringraziarlo. Come potevo sapere dove aveva veramente mirato? Mi rigirai un momento a guardare, e vidi che diverse mani che erano state prese a calci da Jurt ci stavano mostrando il dito medio. Perch avevo addosso Grayswandirl Un'altra spada si sarebbe dimostrata egualmente efficace contro i fantasmi del Logrusl Era stato veramente mio padre, allora, a portarmi l? Ed aveva intuito che avrei potuto aver bisogno della lama della sua spada? Volevo pensarlo, credere di aver visto qualcosa di pi di un fantasma creato dal Disegno. E, se era proprio lui, mi chiedevo che parte aveva nell'intera faccenda. Cosa poteva saperne? E da quale parte sarebbe stato? I venti tacquero non appena ci rimettemmo per strada, e le uniche braccia che vedemmo uscire dal ghiaccio sostenevano delle torce che ci rischiararono il cammino per un bel pezzo, fino ai piedi della lontana scarpata, per essere esatti. Non successe nulla di strano mentre attraversavamo quel posto gelido. Da quello che mi hai raccontato e da ci che ho visto, disse Jurt, ho avuto l'impressione che sia il Disegno a sponsorizzare questo viaggio e che sia il Logrus a volerci punzonare il biglietto. Proprio in quel momento il ghiaccio si ruppe in diversi punti. Le linee di frattura si propagarono verso di noi da molteplici direzioni, su entrambi i lati. Rallentarono, tuttavia, quando si avvicinarono al nostro tracciato, facendomi notare per la prima volta che esso si era alzato sul livello generale della pianura. Adesso occupavamo una specie di strada rialzata, e il ghiaccio si infrangeva senza provocare danni sulle due fiancate. Per..., comment Jurt con un gesto. Ma come ti sei messo in questo casino? iniziato tutto il 30 Aprile..., cominciai.

7. Qualche braccio parve dirci arrivederci non appena cominciammo la scalata una volta raggiunta la parete. Jurt gli fece marameo. Vorresti biasimarmi perch voglio andarmene da questo posto?, mi chiese. Non potrei proprio. Se quella trasfusione che mi hai fatto fare mi ha veramente liberato dal controllo del Logrus, allora potrei vivere qui per un periodo di tempo indefinito. Mi sembra possibile. Per questo devi credere che ho lanciato il ghiaccio contro Borel, e non contro di te. A parte il fatto che sei pi intelligente di lui e che potresti trovare il modo di andarcene di qui, lui era una creatura del Logrus, e non avrebbe avuto abbastanza fuoco da darmi in caso di necessit. Su questo ho riflettuto anche io, dissi, senza rivelargli un'altra cosa che avevo indovinato, per rendermi indispensabile. Ma dove vuoi arrivare? Sto cercando di dirti che ti dar ogni aiuto possibile, perci non lasciarmi quaggi quando te ne andrai. Lo so che non siamo mai andati molto d'accordo, ma vorrei riappacificarmi con te, se sei d'accordo. sempre stato il mio desiderio, gli dissi. Sei sempre stato tu a cominciare le nostre lotte ed a mettermi nei guai. Sorrise. Non l'ho mai fatto, e non lo far, disse. Poi aggiunse: B, s, hai ragione. Non mi piacevi, e forse ancora non mi piaci. Ma non ti creer nessun problema, adesso che abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Per come la vedo io, sei tu ad avere molto pi bisogno di me, che non il contrario. Non posso discutere su questo punto, e non posso convincerti a fidarti di me, disse. Ma lo vorrei. Ci arrampicammo un altro p, prima che continuasse, ed allora mi illusi che l'aria avesse cominciato ad essere pi calda. Poi prosegu: Ma vedila in questo modo: somiglio a tuo fratello Jurt, e mi avvicino parecchio a quello che lui era una volta: molto, ma non del tutto. Ho cominciato ad allontanarmi dal suo modello all'inizio della corsa. Le mie sono circostanze diverse, ed ho riflettuto molto da quanto sono diventato indipendente. Il vero Jurt conosce delle cose che io non so, ed ha

dei poteri che io non possiedo. Ma ho i ricordi che aveva quando si impadronito del Logrus, e sono la seconda autorit, quanto al suo modo di pensare. Ora, se diventato cos pericoloso come mi hai detto, potresti trovarmi estremamente utile quando dovrai anticipare le sue mosse. Hai segnato un punto a tuo favore, riconobbi. A meno che, naturalmente, voi due non dobbiate riunirvi. Scosse la testa. Non si fiderebbe di me, disse, ed io non mi fiderei di lui. Ci conosciamo bene. un fatto di introspezione. Capisci cosa intendo? Significa che nessuno dei due affidabile. Aggrott la fronte; poi annu con la testa. B, credo di no, convenne. Allora perch dovrei fidarmi di te? In questo momento perch mi hai tra le palle. In seguito, perch ti sar maledettamente utile. Dopo qualche altro minuto di salita, gli dissi: La cosa che pi mi preoccupa di te che non passato poi molto tempo, da quando Jurt si impadronito del Logrus. Tu non sei una versione pi vecchia e pi gentile del parente che amo di meno: sei un modello molte recente. Quanto alla tua diversit con l'originale, non mi sembra che ci sia molta differenza. Alz le spalle. Cosa posso dirti che gi non ti ho detto?, chiese. Vediamo di limitarci a trattare in termini di potere e di interesse personale. Sorrisi. Sapevamo entrambi che era cos. Ma la conversazione ci aiutava a passare il tempo. Mentre ci arrampicavamo, mi venne un pensiero. Credi che sapresti spostarti via Ombra?, gli domandai. Non so, mi rispose dopo un p. Il mio ultimo ricordo, prima di venire qui, che stavo completando il Logrus. Presumo che anche la registrazione fosse ultimata in quel momento. Perci non ricordo gli insegnamenti di Suhuy su come si viaggia nell'Ombra, n di averci provato. Ritengo che saprei farlo, non credi? Mi fermai per riprendere fiato. una faccenda cos misteriosa che non mi sento autorizzato nemmeno a fare illazioni. Credevo che ti fossero state date risposte gi pronte per cose del genere: una specie di consapevolezza preternaturale dei tuoi limiti e delle tue capacit. Temo di no. A meno che tu non ritenga preternaturale un presentimen-

to. Penso che lo farei, se tu ci azzeccassi abbastanza spesso. Maledizione! troppo presto per dirlo. Hai ragione. Ben presto ci ritrovammo nel banco di nebbia dal quale sembravano cadere i fiocchi di neve. Qualche altro passo, e i venti si trasformarono in brezze. Ancora qualche passo, e anche le brezze si dileguarono. A quel punto, riuscimmo a scorgere il bordo della parete, ed in breve ci arrivammo. Mi voltai a guardare in basso. Tutto ci che riuscii a vedere fu un fioco bagliore nella nebbia. Nell'altra direzione il nostro tracciato diventava a zig-zag, somigliando in certi punti ad una serie di linee dell'alfabeto Morse: erano interruzioni regolari, forse formazioni rocciose.Lo seguimmo verso destra finch non svolt a sinistra. Tenni d'occhio Jurt, cercando dei segni di riconoscimento dalle caratteristiche del terreno. Una chiacchierata sono solo parole, e dopotutto era ancora molto simile al Jurt con il quale ero cresciuto. Se poi si fosse reso responsabile di una mia caduta in una qualche trappola, ero pronto ad infilargli Grayswandir in corpo non appena ne avessi avuto l'avvertimento. Un tremolio... C'era una formazione a sinistra, simile ad una grotta, come se l'apertura nella roccia portasse in un'altra realt. Sembrava una macchina dalla strana forma in movimento in un vicolo di citt... Cosa...?, cominci a dire Jurt. Ancora non so il significato, ma ho gi visto una successione disordinata di sequenze come questa. In realt, all'inizio credevo che tu fossi una di esse. Sembra sufficientemente reale per entrarci. Forse lo . Potrebbe essere la nostra via di uscita. Mi sembra troppo facile. B, facciamo un tentativo. Vai avanti, gli dissi. Lasciammo il tracciato, avanzammo verso la realt-finestra e non ci fermammo. In un secondo si trov sul marciapiede della strada sulla quale stava passando la macchina. Si volt ed agit la mano. Vidi che muoveva la bocca, ma non mi arriv neanche una parola. Se potevo levare la neve dalla Chevy rossa, perch non potevo entrare in

una di quelle sequenze? E, se potevo farlo, non era possibile che riuscissi a spostarmi via Ombra da l, andandomene per i fatti miei in un posto pi congeniale, lasciandomi indietro quel mondo di tenebre? Mi mossi in avanti. Improvvisamente ero l, ed il suono era stato prodotto per me. Guardai gli edifici, la strada che si inclinava bruscamente. Ascoltai i rumori del traffico, annusai l'aria. Quel posto poteva quasi essere una delle Ombre di San Francisco. Corsi a raggiungere Jurt, che stava andando verso l'angolo. Lo ripresi in fretta, ed uniformai il mio passo al suo. Arrivammo all'angolo. Svoltammo, e rimanemmo gelati. Non c'era niente. Ci trovavamo di fronte ad un muro di tenebre. O meglio, non proprio tenebre, quanto un vuoto assoluto, dal quale ci ritraemmo immediatamente. Allungai lentamente una mano. Non appena mi avvicinai alle tenebre, cominci un tintinnio, poi una sensazione di gelo, seguita dalla paura. Mi ritrassi, e Jurt mi imit. Poi si ferm bruscamente, raccolse una bottiglia rotta dalla strada, si volt, e la scagli contro una finestra vicina. Quindi cominci a correre immediatamente in quella direzione. Lo seguii e lo raggiunsi al pannello rotto: scrutai all'interno. Di nuovo tenebre. Non c'era niente dall'altra parte della finestra. Leggermente sinistro..., commentai. Uh-huh, disse Jurt. come se ci venisse concesso un accesso estremamente limitato alle varie Ombre. Tu che ne pensi? Comincio a chiedermi se non ci sia qualcosa che dovremmo cercare, in questi posti, dissi. Improvvisamente, l'oscurit oltre la finestra scomparve e, su un tavolino, brill una candela. Cominciai ad allungarmi verso di essa attraverso il vetro rotto. Scomparve immediatamente: c'erano di nuovo le tenebre. La prenderei come una risposta affermativa alla tua domanda, disse Jurt. Credo che tu abbia ragione. Ma non possiamo metterci a cercare in ogni posto del genere che incontriamo. Forse qualcosa sta semplicemente cercando di attirare la tua attenzione, per farti capire che dovresti guardare un qualche cosa che probabilmente apparir non appena l'avrai notato. Luce! Un tavolo completamente coperto di candele brillava ora oltre la finestra. Okay!, urlai. Se solo questo che vuoi, lo far. C' qualche altra co-

sa che dovrei cercare qui? Venne il buio. Strisci intorno all'angolo e si mosse lentamente verso di noi. Le candele scomparvero, e le tenebre si riversarono dalla finestra. Gli edifici lungo la strada svanirono dietro ad una cortina d'ebano. Interpreto la tua risposta come un no, gridai. Poi mi girai e rientrai nel nostro nero tunnel dirigendomi verso il tracciato. Jurt era dietro di me. Bella pensata!, gli dissi, quando ci ritrovammo sul tracciato luminoso a guardare quella strada in salita schizzare via dalla realt vicino a noi. Credi che stesse tirando fuori quelle sequenze a casaccio finch non mi fossi deciso ad entrare in una di esse? S. Perch? Ritengo che abbia maggior controllo in quei posti, e che in uno di essi possa rispondere pi prontamente alle tue domande. opera del Disegno? Probabilmente. Va bene. La prossima che mi si apre davanti, entro. Far tutto quello che vuole se questo significa andarcene via prima. S, fratello. Tutti e due. Naturalmente!, risposi. Ricominciammo a camminare. Ma niente di nuovo o di intrigante apparve accanto a noi. La strada cominci a zigzagare, ed allora mi chiesi chi avremmo potuto incontrare da l a poco. Se ero davvero nel territorio del Disegno e sul punto di fare qualcosa che voleva, allora era possibile che il Logrus mandasse qualcuno che conoscevo a cercare di dissuadermi. Ma non apparve nessuno: girammo all'ultima svolta, seguimmo una strada diventata improvvisamente dritta, e poi la vedemmo finire bruscamente entro una massa scura davanti a noi. Continuando a camminare, mi accorsi che confluiva in una grossa massa montagnosa e scura. Provai un vago senso di claustrofobia soltanto a pensare alle possibili implicazioni, e sentii Jurt mormorare una bestemmia mentre avanzavamo a fatica verso di essa. Prima che riuscissimo a raggiungerla, ci fu un brillio alla mia destra. Voltandomi, vidi la stanza da letto di Random e Vialle, ad Ambra. Mi trovavo nel lato sud della camera, tra il divano ed il comodino, oltre una sedia, in mezzo ai cuscini adagiati davanti al caminetto situato tra le finestre che lasciavano trapelare la tenue luce del giorno. Non c'era nessuno sul letto, n su altre parti del mobilio, e i ciocchi di legna disposti sulla

grata erano bruciati fino a diventare dei tizzoni incandescenti che fumavano ad intermittenza. E ora?, chiese Jurt. questo!, risposi. Deve esserlo, non capisci? Una volta afferrato il messaggio, mi avrebbe mostrato l'idea originale. Devo anche sbrigarmi ad agire: penso... non appena riesco a capire che cosa... Una delle pietre vicino al caminetto cominci ad infuocarsi. Mentre la guardavo, il rossore crebbe di intensit. Non era possibile che fosse opera dei tizzoni. Perci... Corsi avanti sotto l'influsso di un potente imperativo. Udii Jurt gridarmi qualcosa, ma la sua voce rimase tagliata fuori non appena entrai nella camera. Sentii una ventata del profumo preferito di Vialle mentre passavo accanto al letto. Quella era davvero Ambra, ne ero certo, e non un facsimile. Mi spostai rapidamente sulla destra del caminetto. Jurt irruppe nella stanza alle mie spalle. meglio prepararsi a combattere!, grid. Piroettai su me stesso per vederlo in faccia ed urlai: St zitto!, poi mi portai un dito alle labbra. Mi raggiunse, mi afferr il braccio, e mi sussurr agitato: Borel sta cercando di rimaterializzarsi! Potrebbe essere corporeo, ed aspettarci all'uscita! Dal soggiorno udii la voce di Vialle. C' qualcuno?, chiam. Liberai il braccio dalla stretta di Jurt, mi abbassai sul focolare ed afferrai la pietra che luccicava. Sembrava intonacata nel camino ma, quando la tirai, venne via facilmente. Come facevi a sapere che si sarebbe tolta?, mormor Jurt. Il bagliore, risposi. Quale bagliore?, mi chiese. Non gli risposi: infilai invece una mano nel buco, sperando che non ci fossero trabocchetti. L'apertura arrivava parecchio pi in l della lunghezza della pietra. Poi la sentii, attaccata ad un chiodo o ad un uncino: era una catena. L'afferrai e la tirai. Sentii che Jurt tratteneva il fiato. L'ultima volta che l'avevo visto, era stato al funerale di Caine, addosso a Random. Era il Gioiello del Giudizio quello che tenevo in mano. L'alzai velocemente e mi feci scivolare la catena sulla testa, lasciando che la pietra rossa mi cadesse sul petto, nel momento esatto in cui veniva aperta la porta del soggiorno.

Portandomi un dito alle labbra, allungai nuovamente le braccia, presi Jurt per le spalle e lo feci girare verso il muro aperto che conduceva al nostro tracciato. Cominci a protestare, ma io gli detti una bella spinta e lo feci muovere in quella direzione. Chi c'?, sentii chiedere a Vialle, e Jurt si volt a guardarmi, un p sorpreso. Non ritenni opportuno spiegargli col linguaggio gestuale che era cieca. Perci gli assestai un altro spintone. Questa volta per allung una gamba, mi pass una mano dietro la schiena e mi spinse avanti. Una breve imprecazione e poi caddi. Alle mie spalle sentii Vialle chiamare: Chi..., prima che la sua voce venisse interrotta. Ruzzolai sul tracciato, riuscendo ad afferrare la spada mentre cadevo. Rotolai su me stesso e mi rialzai con la punta dell'arma diretta contro la figura di Borel, che sembrava aver ritrovato la forma. Sorrideva, la spada ancora nel fodero, mentre mi guardava. Non ci sono campi di braccia, qui, dichiar, per creare un fortunato incidente come quello che ti ha salvato l'ultima volta che ci siamo incontrati. Peccato!, dissi. Se riuscir a prendere quel ciondolo che porti al collo ed a farlo pervenire al Logrus, mi verr assicurata un'esistenza normale, per rimpiazzare la mia controparte vivente... colui che fu ucciso da tuo padre con l'inganno, come tu hai rilevato. La visione degli Appartamenti Reali di Ambra era svanita. Jurt era rimasto fuori dal tracciato, vicino a quello che era stato il suo interfaccia con questo strano regno. Sapevo di non poterlo battere, mi grid quando si accorse del mio sguardo, ma tu una volta sei riuscito a sconfiggerlo. Scrollai le spalle. Al mio gesto, Borel si rivolse a Jurt. Tu tradiresti le Corti e il Logrus?, gli domand. Al contrario, rispose Jurt. Impedirei loro di commettere un grave errore. Di quale errore si tratterebbe mai? Diglielo, Merlin. Digli che cosa mi hai raccontato mentre cercavamo di uscire da quel gelo profondo, disse. Borel spost lo sguardo su di me. C' qualcosa di buffo in tutta questa faccenda, gli dissi. Ho la sensazione che si tratti di un duello tra le due Potenze: il Logrus e il Disegno.

Ambra e le Corti verrebbero al secondo posto nell'intera vicenda. Vedi... Ridicolo!, mi interruppe, sfoderando l'arma. Stai tirando fuori un'assurdit per evitare il nostro duello. Afferrai il pugnale con la sinistra ed impugnai Grayswandir con la destra. Allora v all'inferno!, dissi. Vieni a cercartelo! Una mano mi si pos sulla spalla, e continu a spingere imprimendo una specie di rotazione al polso; mi fece carambolare in una spirale orientata verso il basso che mi trascin fuori dal tracciato, sulla sinistra. Con la coda dell'occhio vidi che Borel aveva fatto un passo indietro. Hai una certa rassomiglianza con Eric o con Corwin, disse una voce bassa e familiare, anche se non ti conosco. Ma porti il Gioiello, il che fa di te una persona troppo importante per permetterti di rischiare la vita in una sciocca disputa. La spirale si ferm e riuscii a girare la testa. Era Benedict quello che stavo guardando... un Benedict con due mani normali. Mi chiamo Merlin, e sono il figlio di Corwin, dissi, e questo un Maestro d'Armi delle Corti del Caos. Sembra che tu sia in missione, Merlin. Vai per la tua strada, allora!, disse Benedict. La punta della spada di Borel mi si piant contro a circa dieci pollici dalla gola. Tu non vai da nessuna parte, dichiar, non con quel gioiello. Non si ud alcun suono mentre Benedict estraeva la sua lama ed allontanava quella di Borel dalla traiettoria. Come ho detto, segui la tua strada, Merlin!, mi ripet Benedict. Mi alzai in piedi, mi portai velocemente fuori tiro, e li superai con molta circospezione. Se lo uccidi, disse Jurt, dopo un certo periodo di tempo in grado di rimaterializzarsi. Interessante!, osserv Benedict, fintando un attacco ed arretrando leggermente. Dopo quanto tempo? Qualche ora. E quanto tempo vi servir per completare la vostra missione? Jurt mi guard. Non lo so per certo, risposi. Benedict esegu una curiosa parata, seguita da uno strano passo strascicato e da un breve attacco di taglio. Dalla camicia di Borel salt un bottone.

In questo caso far durare il duello per un bel p, disse Benedict. Buona fortuna, ragazzo! Mi fece un veloce saluto con la spada, e Borel colse l'opportunit per attaccare. Benedict ricorse ad una parata di sesta all'italiana che fece spostare da una parte la punta della lama, avanzando al tempo stesso. Poi allung rapidamente la mano sinistra ed agguant l'altro per il naso. Quindi lo spinse da una parte, fece un passo indietro, e sorrise. Quanto prendi generalmente a lezione?, lo udii chiedere a Borel mentre io e Jurt ci affrettavamo a correre gi per il sentiero. Mi chiedo quanto tempo occorre alle Potenze per materializzare un fantasma, disse Jurt, mentre correvamo verso la massa montuosa in cui stava entrando la strada. Diverse ore per Borel soltanto, dissi, e, se il Logrus vuole a tutti i costi il Gioiello, come immagino, ritengo che avrebbe chiamato un esercito di fantasmi, se avesse potuto. Adesso sono sicuro che questo posto molto difficile da raggiungere per entrambe le Potenze. Ho la sensazione che possano manifestarsi unicamente con dei semplici trucchi d'energia. Se cos non fosse, non sarei mai arrivato tanto lontano. Jurt allung una mano come se volesse toccare il Gioiello, ma poi parve ripensarci, e la ritrasse. Sembra che ora tu ti sia definitivamente alleato con il Disegno, osserv. Anche tu, sembra. A meno che non stia progettando di pugnalarmi alla schiena all'ultimo momento, dissi. Ridacchi. Poi: Non sei spiritoso!, disse. Devo stare dalla tua parte. Capisco che il Logrus mi ha creato per servirsi di me come uno strumento. Sarei stato liquidato come spazzatura una volta finito il lavoro. Ho il presentimento che sarei gi estinto, se non fosse stato per la trasfusione. Perci sono con te, che ti piaccia o no, e la tua schiena al sicuro. Corremmo sulla strada, adesso dritta, la cui fine si approssimava. Jurt alla fine mi domand: Qual il significato di quel ciondolo? Sembra che il Logrus lo voglia a tutti i costi. Si chiama Gioiello del Giudizio, risposi. Si dice che sia pi antico del Disegno stesso e che sia stato lo strumento della sua creazione. Perch credi che ci abbiano guidati fino a lui e ci abbiano poi permesso di prenderlo tanto facilmente? Non ne ho la minima idea, dissi. Se te ne viene in mente una, sar fe-

lice di sentirla. Raggiungemmo ben presto il punto in cui il tracciato si perdeva nelle tenebre pi fitte. Ci fermammo a guardare. Nessuna indicazione, dissi, controllando in alto e su entrambi i lati dell'entrata. Jurt mi rivolse una strana occhiata. Hai sempre avuto un senso macabro dell'umorismo, Merlin, mi disse. Chi metterebbe una segnaletica in un posto come questo? Qualcun altro dotato del mio stesso umorismo macabro, replicai. Faremo meglio a proseguire, tagli corto, portandosi davanti all'entrata. Una lucente insegna rossa, recante la scritta USCITA, era comparsa sopra l'ingresso. Jurt sgran gli occhi per un momento, poi scosse lentamente la testa. Entrammo. Ci infilammo in un dedalo di tunnel, la qual cosa mi mise un p in apprensione. La natura artificiale del resto del posto mi aveva fatto pensare ad un percorso dritto attraverso una tromba dalle pareti lisce, geometricamente preciso in ogni suo tratto. Invece era come se stessimo attraversando una serie di grotte naturali., stalattiti, stalagmiti, piloni e bolle d'acqua un p dovunque. Il Gioiello gettava una luce sinistra su ogni cosa che mi giravo a guardare. Sai come si usa quella pietra?, mi chiese Jurt. Ripensai al racconto di mio padre. Quando sar il momento, credo che lo sapr, gli dissi, sollevando il Gioiello e studiandolo per un momento, per poi lasciarlo ciondolare sul collo. Mi preoccupava molto meno del percorso che stavamo seguendo. Continuai a voltare la testa mentre ci facevamo strada da un'umida grotta verso un'alta camera a cattedrale, lungo stretti passaggi, scendendo su cumuli di pietre cadute. C'era qualcosa di familiare l, ma non avrei potuto giurarci. C' qualcosa in questo posto che suscita in te dei ricordi?, domandai a Jurt. Non direi proprio, mi rispose. Continuammo ad andare avanti, passando ad un certo punto in una grotta che conteneva tre scheletri umani. Erano il primo segno concreto di vita si fa per dire da quando avevo cominciato quel viaggio, e lo commentai ad alta voce.

Jurt annu lentamente con la testa. Comincio a chiedermi se stiamo ancora camminando tra le Ombre, disse, o se potremmo aver lasciato quel posto ed essere entrati nell'Ombra... forse l'abbiamo fatto quando siamo giunti in queste grotte. Potrei scoprirlo cercando di chiamare il Logrus, dissi, facendo pulsare immediatamente Frakir sul polso. Ma, considerando la politica metafisica della situazione, preferisco evitarlo. Stavo giusto osservando i colori dei minerali delle pareti, disse. Il posto che ci siamo lasciato dietro aveva una decisa preferenza per le tinte monocromatiche. Non che me ne freghi niente del paesaggio: voglio solo dire che abbiamo conquistato una specie di vittoria. Indicai il terreno. Finch ci sar il tracciato, non avremo conquistato un bel niente. E se ci stessimo allontanando proprio adesso?, mi chiese, girando a destra e facendo un passo in quella direzione. Una stalattite vibr e cadde a terra davanti a lui. Lo manc per pochi centimetri. Jurt mi fu nuovamente accanto in un secondo. Certo, sarebbe davvero un peccato non poter sapere dov' che siamo diretti, osserv. Le richieste sono cos. Sarebbe male perdersi il divertimento. Proseguimmo. Non successe nulla intorno a noi. Le nostre voci e i nostri passi echeggiavano. Dell'acqua cadeva in qualche punto dove si raccoglieva. I minerali brillavano, e la strada sembrava una lenta discesa. Per quanto tempo camminammo non saprei dirlo. Dopo un p, le sale di pietra assunsero lo stesso aspetto: come se passassimo regolarmente in un sistema di teletrasporto che ci riportava di nuovo nelle stesse grotte e negli stessi corridoi. Come conseguenza persi la cognizione del tempo. Le azioni che si ripetono hanno l'effetto di una ninnananna e... All'improvviso, il nostro tracciato sbocc in un passaggio pi largo, quindi gir a sinistra. Finalmente qualche variazione! Seguimmo la nostra linea di luce nel buio. Dopo un p ci infilammo in un passaggio laterale a sinistra. Jurt guard il soffitto e si sbrig a passare. Potrebbe esserci qualunque cosa in agguato qui dentro, comment. Vero, riconobbi. Ma non me ne preoccuperei tanto. E perch no? Credo di cominciare a capire. Ti dispiacerebbe dirmi cosa succede, allora? Ci vorrebbe troppo tempo. Abbi pazienza. Troveremo un'uscita molto

presto. Entrammo in un altro passaggio. Era simile, ma diverso. Ovvio! Aumentai l'andatura, ansioso di sapere la verit. Un altro cunicolo. Mi misi a correre... Un altro... Jurt mi imit facendo un gran fracasso, le cui eco rimbombarono intorno. Avanti! Presto! Un'altra svolta. E poi rallentai, perch il passaggio proseguiva davanti a noi ma il tracciato no. Curvava a sinistra, scomparendo sotto una grossa porta chiodata di metallo. Allungai un braccio sulla destra per scoprire dove doveva essere il gancio: lo trovai, e tolsi la chiave che vi era appesa. La inserii nella toppa, la girai, poi la levai e la riappesi. Non mi piace questo posto, capo, osserv Frakir. Lo so. Sembra quasi che tu sappia cosa fare, comment Jurt. S, dissi, poi aggiunsi: Dritti al punto!, quando capii che quella porta dava sull'esterno, anzich sull'interno. Afferrai la grossa maniglia sulla sinistra e cominciai a tirarla. Ti spiace dirmi dove siamo finiti?, mi chiese. La grossa porta scricchiol, e si mosse lentamente mentre mi spostavo indietro. Somigliano in maniera sorprendente alle caverne di Kolvir che si trovano sotto il Castello di Ambra, gli risposi. Grandioso!, disse. E che c' dietro la porta? molto simile all'entrata della camera di Ambra che ospita il Disegno. Stupendo!, disse. Probabilmente scomparir in una nuvola di fumo non appena metter piede l dentro. Ma non lo stesso, proseguii. Avevamo fatto venire Suhuy a controllare il Disegno prima che io mi accingessi a percorrerlo. Non risent di nessun effetto nocivo nelle sue vicinanze. Nostra madre ha percorso il Disegno. S, questo vero. Francamente, ritengo che chiunque abbia dei consanguinei nelle Corti possa percorrere il Disegno... e, viceversa, i miei parenti di Ambra il Logrus. La tradizione dice che tutti in qualche modo veniamo dall'oscurit e dalla nebbia.

Va bene. Entrer con te. C' spazio l dentro per muoversi senza toccare quella cosa? S. Aprii meglio la porta, la fermai con le spalle e guardai. Era lui. Vidi che il nostro tracciato luminoso finiva a pochi centimetri oltre la soglia. Feci un grosso sospiro di sollievo e mormorai qualche parolaccia non appena lo abbandonai. Che cos'?, mi chiese Jurt, cercando di vedere oltre le mie spalle. Non quello che mi aspettavo, gli dissi. Mi spostai da una parte e lo feci guardare. Rimase con gli occhi sgranati per qualche secondo, poi disse: Non capisco. Non ne sono sicuro nemmeno io, gli dissi, ma intendo accertarmene. Entrai nella camera, e lui mi segu. Quello non era il Disegno che conoscevo. O meglio, lo era e non lo era. Rispondeva alla configurazione generale del Disegno di Ambra, ma era interrotto. C'erano alcune zone in cui le linee erano state cancellate, distrutte, rimosse in qualche modo... o forse non erano mai state disegnate correttamente. Le aree interlineari, solitamente scure, erano luminose, bianco-azzurre, e le linee, nere. Era come se qualche essenza avesse prosciugato il diagramma per penetrare il campo. L'area illuminata sembr crepitare lentamente, quando la guardai. E, a parte tutto questo, c'era una grossa differenza: Il Disegno di Ambra non conteneva nessun cerchio di fuoco al suo centro, dove vidi una donna, o morta, o incosciente, o sotto un Incantesimo. E quella donna, ovviamente, doveva essere Coral. Lo capii immediatamente, anche se dovetti attendere pi di un minuto prima di riuscire ad intravedere il suo viso in mezzo alle fiamme. La grossa porta si richiuse da sola alle nostre spalle mentre stavo l a guardare. Jurt rimase immobile per un bel pezzo, prima di dire: Quella Pietra certamente diventata attiva. Dovresti vedere la tua faccia alla sua luce. Abbassai gli occhi ed osservai le sue pulsazioni purpuree. Tra il flusso bianco-azzurro sul quale posava il Disegno e il bagliore di quel cerchio di fuoco, non mi ero accorto dell'improvvisa attivit della pietra. Mi avvicinai leggermente, avvertendo un'ondata di freddo simile a quella prodotta da un Trionfo messo in funzione. Doveva essere uno di quei Disegni Interrotti di cui mi aveva parlato Jastra, che rappresentava uno di

quei Percorsi ai quali lei e Julia erano state iniziate. Il che mi indicava che mi trovavo in una delle prime Ombre, vicino alla stessa Ambra. Nella mente cominciarono a vorticarmi freneticamente dei pensieri. Solo da poco avevo saputo della possibilit che il Disegno potesse essere senziente. Il suo corollario che anche il Logrus fosse senziente diventava quindi assai probabile. Tale concetto mi era balenato alla mente quando Coral era riuscita ad accordarsi con il Disegno e gli aveva chiesto di essere trasportata dove doveva andare. Il Disegno lo aveva fatto, e questo era il luogo in cui ella era stata trasferita, e le sue attuali condizioni erano il motivo per cui non ero riuscito a contattarla via Trionfo. Quando avevo chiesto al Disegno di seguirla, quello quasi per gioco, mi era parso all'epoca mi aveva spostato dalla sua camera all'altra, apparentemente per farmi capire che era senziente. E non era semplicemente senziente, decisi, mentre alzavo il Gioiello del Giudizio e scrutavo nelle sue profondit. Era anche intelligente. Perch le immagini che vidi nella gemma, mostrandomi che cos'era che si voleva da me, mi indicarono qualcosa che non avrei mai voluto fare, in altre circostanze. Essendo uscito da quello strano regno in cui ero stato condotto nel corso della mia ricerca, avrei tirato fuori un Trionfo e chiesto a qualcuno di portarmi via al pi presto da l... o addirittura avrei evocato l'immagine del Logrus ed avrei lasciato che i due se la vedessero da soli mentre io me la svignavo via Ombra. Ma Coral dormiva in un cerchio di fuoco, nel cuore del Disegno Interrotto: era lei la vera presa che il Disegno esercitava su di me. Doveva aver capito qualcosa mentre lei lo percorreva, aveva quindi elaborato un piano, ed aveva deciso per me in quell'occasione. Voleva che riparassi quella sua particolare immagine, e che aggiustassi quel Disegno Interrotto, percorrendolo e portando il Gioiello del Giudizio con me. Era cos che Oberon aveva riparato il danno arrecato all'originale. Ovviamente, la cosa era stata talmente traumatica da ucciderlo... D'altro canto, il Re se l'era vista con il Disegno originale, mentre questo era solo una delle sue immagini. Inoltre, mio padre era sopravvissuto alla creazione del suo Disegno succedaneo, senza riportare neanche un graffio. Perch, mi chiesi allora. Perch ero il figlio dell'uomo che era riuscito a creare un altro Disegno? C'entrava forse il fatto che avevo dentro di me sia l'immagine del Logrus che quella del Disegno? O semplicemente gli ero capitato a tiro ed ero coercibile? Erano tutti questi fattori, o nessuno di loro? Che mi rispondi?, gridai. Hai una risposta da darmi?

Sentii un pugno nello stomaco ed un subitaneo capogiro, mentre la stanza girava, svaniva, poi restava l, e vidi Jurt dall'altra parte del Disegno, con la grossa porta alle sue spalle. Come hai fatto?, url. Non sono stato io, replicai. Oh! Costeggi lentamente sulla destra finch non arriv al muro. Mantenendo il contatto con la parete, cominci a spostarsi verso la periferia del Disegno, come se temesse di avvicinarsi troppo o di allontanare lo sguardo. Da quella parte riuscivo a vedere Coral pi chiaramente dentro al suo cerchio fiammeggiante. Divertente! Non c'era un grosso coinvolgimento sentimentale! Non eravamo amanti, e nemmeno amici stretti. Ci eravamo conosciuti soltanto il giorno prima, avevamo fatto una lunga passeggiata insieme, avevamo visitato i sotterranei della citt e del castello, avevamo mangiato insieme, bevuto un drink, e scambiato qualche risata. Se ci fossimo conosciuti meglio, forse avremmo scoperto che non potevamo fare a meno l'uno dell'altro. Eppure avevo tratto piacere della sua compagnia, e mi resi conto che volevo avere il tempo di conoscerla meglio. In un certo senso mi sentivo responsabile della sua attuale situazione, per aver contribuito con la mia negligenza. In altre parole, il Disegno mi teneva in suo potere. Se volevo che la liberasse, dovevo ripararlo. Le fiamme si abbassarono e poi si rialzarono nella mia direzione. uno sporco trucco!, dissi forte. Le fiamme annuirono nuovamente. Continuai a studiare il Disegno Interrotto. Quasi tutto quello che sapevo sul fenomeno l'avevo appreso casualmente dalla conversazione fatta con Jastra. Ma ricordai che mi aveva detto che gli Iniziati al Disegno Interrotto lo percorrevano camminando tra le linee, mentre l'immagine del Gioiello mi aveva detto di percorrere direttamente le linee, come avrei fatto normalmente con il Disegno stesso. La cosa aveva un senso, come ricordai in base al racconto di mio padre. Sarebbe servito a disegnare il giusto percorso attraverso le interruzioni. Un'iniziazione approssimativa tra le linee non era esattamente quello che stavo cercando. Jurt arriv dall'altra parte del Disegno, si volt, e cominci a venirmi incontro. Quando arriv all'altezza di un punto di interruzione nella linea esterna, da esso flu una luce che si propag sul pavimento. La faccia che fece fu spettrale, quando venne sfiorato ad un piede. Url e cominci a dissolversi.

Fermati!, urlai. O dovrai trovarti qualcun altro che ti ripari! Ristabiliscilo e lascialo andare, oppure non lo far! Dico sul serio! Le gambe di Jurt, che si erano ritirate, tornarono alla loro lunghezza normale. Il fiotto incandescente bianco-azzurro che si era propagato nel suo corpo venne ritirato, mentre la luce defluiva da lui. L'espressione di dolore lasci il suo viso. So che un fantasma del Logrus, dissi, e che stato fatto sul modello del mio parente meno preferito, ma lascialo stare, figlio di puttana, altrimenti non ti percorrer! Puoi tenerti pure Coral e rimanere rotto! La luce ritorn nella zona di interruzione, e le cose tornarono com'erano prima. Voglio una promessa, dissi. Una gigantesca scia fiammeggiante si alz dal Disegno Interrotto fino al soffitto della camera, poi ricadde gi. Lo interpreto come una risposta affermativa, disse. Le fiamme fecero segno di s. Grazie, udii che mormorava Jurt. 8. E cos cominciai il percorso. La linea nera mi provocava delle sensazioni diverse da quelle che mi davano le linee luminescenti del Disegno di Ambra. I miei piedi si muovevano come se stessero calpestando un terreno morto, anche se sentivo una forza d'attrazione ed un crepitio non appena li sollevavo da terra Merlin!, grid Jurt. Che dovrei fare? Che vuoi dire?, gli risposi, sempre urlando. Come faccio ad uscire di qui? Esci dalla porta e comincia lo spostamento d'Ombra, dissi, oppure seguimi in questo Disegno e fatti mandare dove vuoi. Non credo che lo spostamento d'Ombra sia possibile, cos vicino ad Ambra: non credi? Forse siamo troppo vicini. Perci allontanati con il corpo, e poi provaci. Continuai a spostarmi. Adesso si udivano dei piccoli rumori crepitanti non appena alzavo i piedi. Mi perderei nelle grotte, se ci provassi. Allora seguimi.

Il Disegno mi distrugger. Ha promesso di non farlo. Rise sguaiatamente. E tu ci credi? Se vuole che il lavoro sia fatto bene, non ha altra scelta. Arrivai alla prima interruzione. Una rapida consultazione del Gioiello mi mostr dove doveva trovarsi la linea. Con una certa trepidazione feci il mio primo passo oltre il segno visibile. Poi un altro. Ed un altro. Volevo girarmi, quando finalmente trovai il buco. Allora attesi che la naturale curvatura del mio tracciato me ne permettesse la vista. Arrivato l, vidi che tutta la linea che avevo percorso fino a quel momento aveva cominciato a brillare, come il vero Disegno. Sembrava che la luminescenza che era affluita fosse stata assorbita al suo interno, scurendo l'area di terreno interstiziale. Jurt era arrivato vicino all'inizio. I nostri sguardi si incrociarono. Non so, Merlin..., mi disse. Non so proprio. Il Jurt che conoscevo non avrebbe avuto abbastanza fegato per provarci, gli dissi. Non ce l'ho nemmeno io. Come tu stesso hai ricordato, nostra madre l'ha fatto. Potresti avere i suoi geni. Al diavolo! Se mi sbaglio, sar finita prima che tu te ne accorga. Feci un altro passo. Udii una risata senza allegria. Poi, Al diavolo! disse anche lui, e mise il piede sulla linea. Ehi, sono ancora vivo!, grid. E adesso? Continua ad avanzare, dissi. Seguimi e non fermarti. E non lasciare la linea, altrimenti sono guai. Poi il percorso gir nuovamente: lo seguii e persi di vista Jurt. Mentre procedevo, mi accorsi di sentire un dolore alla caviglia destra: doveva essere il risultato di tutte le scarpinate e le arrampicate che avevo fatto, pensai. Aumentava ad ogni passo: bruciava, e poi divenne insopportabile. Mi ero forse rotto un legamento? Avevo... Ma certo! Adesso sentivo l'odore del cuoio bruciato. Misi la mano dentro lo stivale e tirai fuori il pugnale del Caos. Irradiava calore. Quella vicinanza al Disegno lo stava influenzando. Non avrei pi potuto tenerlo con me ancora per molto. Piegai il braccio e lanciai l'arma sopra al Disegno, nella direzione che stavo seguendo, vale a dire dove si trovava la porta, dall'altra parte della

stanza. Il mio sguardo segu automaticamente il suo passaggio. Ci fu un leggero movimento tra le ombre verso cui vol. C'era un uomo l, che mi fissava. Il pugnale colp il muro e cadde sul pavimento: allora l'uomo si chin e lo raccolse. Sentii una risata soffocata. Fece un movimento improvviso, e il pugnale ritorn con una traiettoria ad arco nella mia direzione. Atterr davanti a me, sulla destra. Non appena entr in contatto con il Disegno, venne inghiottito da una fontana di fiamme blu, che schizzarono oltre l'altezza della mia testa, crepitando e sfrigolando. Socchiusi gli occhi e rallentai, anche se sapevo che non mi avrebbe arrecato un danno permanente, poi continuai a camminare. Avevo raggiunto il lungo arco frontale dove si doveva procedere lentamente. Resta sulla linea, urlai a Jurt. Non preoccuparti di queste cose. Ho capito, disse. Chi quel tizio? Miseria ladra se lo so! Mi spinsi avanti. Adesso ero pi vicino al cerchio di fuoco. Mi chiesi se la ty'iga avrebbe pensato alla mia attuale situazione. Seguii un'ennesima svolta e riuscii a scorgere dietro di me una parte considerevole del Disegno che avevo percorso. Stava brillando regolarmente, e Jurt avanzava deciso, muovendosi come avevo fatto io, con le fiamme che adesso gli salivano oltre le caviglie. A me avevano quasi superato le ginocchia. Con la cosa dell'occhio vidi un movimento nella zona della camera in cui si trovava lo sconosciuto. L'uomo usc dalla sua alcova di ombre, lentamente, con circospezione, dirigendosi verso la lontana parete. Almeno non sembrava interessato ad entrare nel Disegno. And verso un punto che si trovava quasi all'esatto opposto dell'inizio del percorso. Non avevo altra scelta che andare avanti, e questo fece si che m'inoltrassi in curve e giravolte che lo fecero uscire dal mio campo visivo. Incontrai un'altra interruzione nel Disegno e, quando l'attraversai, percepii che si ricompattava. Mi parve di sentire una musica appena udibile mentre lo facevo. Anche il ritmo del flusso dell'area illuminata parve aumentare, mentre il getto fluiva nelle linee, disegnando un tracciato lucente e molto nitido al mio passaggio. Urlai un breve consiglio a Jurt, che era rimasto diversi giri indietro, sebbene il percorso che aveva scelto lo portasse a momenti alla mia stessa altezza o abbastanza vicino da raggiungerlo in caso si fosse presentata la necessit. Le fiamme azzurre adesso erano pi alte: raggiungevano mezza altezza,

ed i miei capelli si erano sollevati. Cominciai una lenta serie di giravolte. Sovrastando i crepitii e la musica, chiesi: Come stai, Frakir? Non ci fu risposta. Svoltai, avanzando in una zona di alta resistenza, poi ne uscii, ritrovandomi davanti il muro fiammeggiante della prigione di Coral, l al centro del Disegno. Non appena cominciai a girarvi intorno, l'altra parte del Disegno apparve lentamente alla vista. Lo sconosciuto era l in attesa, con il bavero del mantello sollevato. Tra le ombre che giocavano sul suo viso, mi accorsi che la sua bocca era atteggiata ad un ghigno. Rimasi sorpreso dal fatto che si trovasse al centro del Disegno a guardarmi avanzare, presumibilmente in mia attesa finch non compresi che era entrato a causa di un'interruzione del Disegno che dovevo ancora riparare. Tra breve dovrai andartene fuori dai piedi, gridai. Non posso fermarmi, e non posso permettermi di essere fermato da te! Non si mosse di un millimetro, ed allora ricordai che mio padre mi aveva raccontato di una lotta che aveva dovuto sostenere nel Disegno originario. Misi una mano sull'elsa di Grayswandir. Sto arrivando, dissi. Al passo successivo, le fiamme bianco-azzurre diventarono ancora pi alte, e alla loro luce riuscii a vedere il suo volto. Era il mio. No!, dissi. S!, disse lui. Tu sei l'ultimo dei fantasmi del Logrus con cui debbo misurarmi. Vero!, replic. Feci un altro passo. Per, osservai, se tu sei una mia ricostruzione che risale all'epoca in cui percorsi il Logrus, perch batterti con me proprio qui? Il me stesso che ricordo di essere stato a quei tempi non si sarebbe assunto un compito come questo. Il suo ghigno scomparve. Non sono te in quel senso, dichiar. L'unico modo per farlo accadere come deve essere, da quel che capisco, era sintetizzare in qualche modo la mia personalit. Perci tu sei me con una lobotomia e l'ordine di uccidere. Non dire cos, mi rispose. Lo fai apparire sbagliato, mentre quello che sto facendo giusto. Abbiamo perfino molti ricordi in comune. Lasciami passare e poi parler con te. Penso che il Logrus si sia in-

guaiato con le sue stesse mani, con questa trovata. Tu non vuoi uccidere te stesso, e non lo voglio nemmeno io. Insieme potremmo vincere questa partita, e c' posto per pi di un Merlin nell'Ombra. Avevo rallentato, ma dovevo fare un altro passo. Non potevo permettermi di perdere velocit proprio in quel punto. Le sue labbra si restrinsero in una linea sottile, e lui scosse la testa. Mi dispiace, disse. Sono stato generato per vivere un'ora soltanto a meno che non ti uccida. Se lo faccio, la tua vita passer a me. Estrasse la lama. Ti conosco meglio di quanto tu creda, dissi, che tu sia stato ristrutturato o meno. Non credo che lo farai. Inoltre, io potrei essere in grado di modificare quella sentenza di morte. Ho imparato certe cosucce su come funzionate voi fantasmi... Allung la lama, che somigliava ad una spada da me posseduta molto tempo addietro, e la sua punta fu sul punto di raggiungermi. Mi dispiace, ripet. Estrassi Grayswandir al solo scopo di difendermi. Sarei stato un pazzo a non farlo. Non sapevo che razza di lavoretto aveva fatto il Logrus sul suo cervello. Riandai con la memoria alle tecniche della scherma che avevo studiato da quando ero diventato un iniziato al Logrus. S. Il duello di Benedict e di Borel me lo aveva ricordato. Avevo preso alcune lezioni di scherma all'italiana, in seguito. Uno stile che consentiva delle parate pi ampie, apparentemente pi imprecise, ma compensate da una maggiore estensione. Grayswandir balen, batt sul tempo l'altra lama all'esterno, e si protese. Il polso di lui si flett in una parata di quarta alla francese, ma io gli ero gi sotto, il braccio ancora dritto, il polso teso, e feci scivolare il piede destro in avanti, sulla linea, mentre il taglio della mia lama si abbatteva violentemente contro il taglio della sua dall'esterno, ed io mi ritraevo immediatamente indietro con il piede sinistro, indirizzando la spada contro il suo corpo finch le nostre guardie non si chiusero e la mia lama non continu la sua discesa in quella direzione. E poi la mia mano sinistra attacc l'interno del suo gomito destro, in una mossa che mi aveva insegnato un amico del College, Maestro di Arti Marziali: zemponage, credo l'avesse chiamata. Mi abbassai premendo al tempo stesso verso il basso. Poi mi girai in senso antiorario. Lui perse l'equilibrio, cadendo verso la mia sinistra, ma non potevo permetterlo. Se fosse finito sul Disegno vero e proprio, avevo la divertente sensazione che sarebbe esploso come un fuoco d'artificio. Perci continuai a spingere la mia lama

per qualche altro centimetro, spostai la mano sulla spalla di lui, e poi lo spinsi, in modo da farlo cadere nell'area interrotta. Allora sentii un urlo, ed una forma sfavillante mi pass sulla sinistra. No! gridai, cercando di afferrarla. Ma era troppo tardi. Jurt era uscito dalla linea, superandomi come un razzo, conficcando la spada nel mio doppio anche se il suo corpo roteava e fiammeggiava. Il fuoco sgorg anche dalla ferita del mio doppio che cerc inutilmente di rialzarsi, e ricadde. Non dirmi che non ti sono mai servito, fratello, afferm Jurt prima di venire trasformato in una tromba d'aria che sal fino al soffitto, dove si dilegu. Non riuscii a protendermi sufficientemente per arrivare al mio doppio e, qualche secondo dopo, fui lieto di non averlo potuto fare, perch venne trasformato rapidamente in una torcia umana. Aveva gli occhi sollevati verso l'alto, per seguire lo spettacolare trapasso di Jurt. Poi mi guard e sorrise torvo. Aveva ragione, e tu lo sai, disse, poi anche lui venne inghiottito. Ci misi un p a superare l'inerzia, ma alla fine ci riuscii, riprendendo la mia danza rituale intorno al fuoco. Questa volta non c'erano tracce dei due, anche se le loro spade erano rimaste dove erano cadute, incrociate, sul mio percorso. Le spinsi fuori dal Disegno con un calcio. Le fiamme mi erano arrivate alla vita. Intorno, di dietro, sopra. Di tanto in tanto guardavo il Gioiello per evitare passi falsi e, pezzo dopo pezzo, rimisi insieme il Disegno. La luce veniva condotta lungo le linee e, a parte la fiamma centrale, somigliava sempre di pi al Disegno del sotterraneo di casa nostra. Il Primo Velo mi port ricordi dolorosi delle Corti e di Ambra. Rimasi distaccato, tremando, ed essi passarono. Il Secondo Velo fuse ricordi e desideri a San Francisco. Controllai il respiro e finsi di essere un semplice spettatore. Le fiamme danzavano intorno alle mie spalle, ed allora pensai ad una serie di mezzelune mentre attraversavo arco dopo arco, curva e contro curva. La resistenza crebbe, finch non mi ritrovai completamente madido di sudore per via della lotta. Ma avevo gi fatto quella strada. Il Disegno non era soltanto intorno a me, ma anche dentro di me. Avanzai, e raggiunsi il punto in cui le giravolte diminuivano e le distanze si accorciavano. Continuavo a vedere la dissoluzione di Jurt e la mia stessa faccia, nonostante sapessi che quel flusso di ricordi veniva indotto dal Disegno. Mi tormentavo ancora, quando mi spinsi pi avanti.

Una volta girai intorno lo sguardo, mentre mi avvicinavo alla Grande Curva, e vidi che adesso quel Disegno era stato completamente riparato. Avevo ricollegato tutti i punti di interruzione con delle linee di connessione, ed adesso brillava come una Ruota di Caterina gelata contro un cielo nero e senza stelle. Un altro passo... Toccai il caldo Gioiello che portavo al collo. Il suo rosso bagliore mi invest il viso con pi potenza di prima. Mi chiesi se c'era un modo facile per riportarlo al posto cui apparteneva. Un altro passo... Alzai il Gioiello e lo contemplai. Vidi una mia immagine che completava il percorso della Grande Curva e proseguiva dritta in mezzo al muro di fuoco come se non rappresentasse nessun problema. Pur se considerai quella visione un suggerimento sul da farsi, mi torn in mente un'abitudine di David Steinberg che Droppa aveva fatto sua. Mi augurai che il Disegno non amasse i giochi pratici. Le fiamme mi avvilupparono completamente non appena cominciai la Curva. Passo dopo passo, mi stavo avvicinando dolorosamente all'Ultimo Velo. Riuscii a sentirmi trasformato in un fulcro di volont pura, come se tutto ci che ero si concentrasse su un unico fine. Un altro passo: era come se mi fossi liberato di una pesante armatura. Ma erano proprio gli ultimi tre passi che ti portavano sull'orlo della disperazione. Ancora... Poi arriv il momento in cui perfino il movimento divenne secondario rispetto allo sforzo. Non erano pi i risultati ad avere importanza, ma il tentativo. La mia volont era la fiamma; il mio corpo, fumo o ombra... E ancora... Viste alla luce del crescente bagliore azzurro, le fiamme arancioni che circondavano Coral divennero lance incandescenti grigio-argento. In quel crepitio e scoppiettio, udii nuovamente una specie di musica... solenne, un adagio, qualcosa di vibrante e profondo come il basso di Michael Moore. Cercai di seguire il ritmo, di muovermi con esso. Poi mi parve in un certo senso di esserci riuscito o forse il mio senso del tempo si era distorto mentre muovevo con una specie di fluidit i successivi passi. O forse il Disegno sentiva di dovermi un favore, ed aveva diminuito qualche battito. Non lo sapr mai. Passai attraverso l'Ultimo Velo, affrontai il muro di fiamme, improvvisamente di nuovo arancioni, e continuai ad andare avanti. Il respiro successivo lo feci nel cuore del fuoco. Coral era sdraiata l, al centro del Disegno, bella come la ricordavo l'ul-

tima volta che l'avevo vista con una camicia color rame e calzoncini verde scuro a parte il fatto che sembrava addormentata, adagiata sul suo pesante mantello marrone. Piegai il ginocchio destro accanto a lei, e le posai una mano sulle spalle. Non si mosse minimamente. Le scansai dalla guancia una ciocca di capelli rossi, ed accarezzai diverse volte quella guancia. Coral?, chiamai. Nessuna risposta. Le rimisi la mano sulle spalle, scuotendola gentilmente. Coral? Emise un profondo respiro e poi lo riemise, ma non si svegli. La scossi con pi decisione. Svegliati, Coral! Le passai un braccio sotto le spalle, sollevandole il busto. I suoi occhi non si aprirono. Ovviamente doveva essere sotto l'influsso di una specie di Incantesimo. Il centro del Disegno non era il posto pi indicato per evocare il Segno del Logrus, a meno che non volessi farmi incenerire. Perci provai il rimedio tipico dei libri di favole. Mi sporsi verso di lei e la baciai. Allora emise un piccolo gemito profondo, e le sue palpebre sbatterono, ma non riprese i sensi. Ci riprovai: stesso risultato. Maledizione!, esclamai. Volevo un p di spazio per poter lavorare su un Incantesimo come quello, un posto in cui potessi usare i miei ferri del mestiere e chiamare la fonte dei miei poteri senza rischio. La sollevai maggiormente ed ordinai al Disegno di riportarci nel mio appartamento di Ambra, dove la sorella, posseduta dalla ty'iga, dormiva in uno stato di particolare trance opera di mio fratello allo scopo di proteggermi da lei. Portaci a casa, dissi con enfasi. Non accadde niente. Allora ricorsi ad una potente visualizzazione e provai ancora con un comando mentale. Non ci muovemmo di un millimetro. Adagiai Coral dolcemente, mi alzai in piedi, e fissai lo sguardo sul Disegno, su una zona che riuscii a individuare oltre il cerchio di fiamme. Senti, gli dissi, ti ho appena fatto un grosso favore che mi ha fatto faticare parecchio ed ha implicato un notevole rischio. Adesso voglio che mi porti immediatamente fuori di qui insieme alla signora. Vuoi cortesemente eseguire? Le fiamme si abbassarono e, per qualche istante, si spensero. Nella di-

minuita luce che segu, mi accorsi che il Gioiello stava pulsando, come la luce spia del telefono di un albergo. Lo presi in mano e vi scrutai dentro. Non mi aspettavo di certo di vedervi una faccia a raggi X, ma era proprio al dottore che stava giocando. Credo di stare ricevendo su un canale sbagliato, dissi. Se hai un messaggio da comunicarmi, indicamelo. Oppure fammi andare a casa. Non cambi niente, a parte il fatto che mi resi conto di una forte somiglianza tra le due figure riflesse nel Gioiello e me e Coral. Ce la stavamo mettendo tutta per arrivare a quello che mi sembr il centro di un Disegno, in fiamme ed estendentesi all'infinito: una specie di versione pi piccante della vecchia etichetta della scatola del sale, mi parve, se potevano vedere dentro il Gioiello che l'uomo stava portando addosso... Basta!, urlai. assolutamente ridicolo! Vuoi un rituale tantrico? Ti mander dei professionisti! La signora non nemmeno sveglia... Il Gioiello puls di nuovo, con una tale intensit che mi fer gli occhi. Lo lasciai cadere, poi mi inginocchiai, tirai su Coral e rimasi in piedi. Non so se qualcuno ti ha mai percorso a ritroso, prima d'ora, dissi, ma non vedo perch non dovrebbe funzionare. Feci un passo in direzione dell'Ultimo Velo. Immediatamente, davanti a me si sollev il muro di fiamme. Incespicai nel ritirarmi, e caddi sul mantello spiegato. Tenni stretta a me Coral per non farla finire nel fuoco. Mi cadde addosso. Sembrava quasi che si fosse svegliata... Le sue braccia mi passarono intorno al collo e, in un certo senso, mi si strofin su una guancia. Adesso sembrava pi insonnolita che in stato comatoso. La tenni stretta e ci pensai su. Coral?, ritentai. Mm..., disse. Sembra che l'unico modo per uscire da qui sia fare l'amore. Credevo che non me lo avresti mai chiesto, farfugli, con gli occhi ancora chiusi. Il che lo fece apparire un p meno necrofilo, mi dissi, mentre giravo i nostri corpi di fianco in modo da poter arrivare a quei bottoni di rame. Divenne leggermente pi loquace mentre la spogliavo, anche se i suoi mugolii non somigliavano molto ad una conversazione. Per il suo corpo non rest insensibile alle mie attenzioni, e l'incontro assunse ben presto le consuete caratteristiche, troppo normali per interessare i pi esigenti. Sembrava un modo interessante di rompere un Incantesimo. Forse il Disegno aveva il senso dell'umorismo. Non so.

Le fiamme si spensero nello stesso momento in cui si consumarono le micce, per dirla cos. Gli occhi di Coral finalmente si aprirono. Sembra che questo abbia risolto il problema del cerchio di fuoco, le dissi. Quando ha smesso di essere un sogno?, mi chiese. Ottima domanda, risposi, ma solo tu puoi rispondere. Mi hai forse liberata da qualcosa? Mi sembra il modo pi semplice di metterla, risposi, mentre lei riprendeva qualcosa e posava lo sguardo sulla camera. Vedi dove ti ha portato quando hai chiesto al Disegno di mandarti dove dovevi andare?, le dissi. Mi ha fregato, rispose. Esattamente. Ci separammo e ci sistemammo i vestiti. un bel modo di approfondire la conoscenza..., avevo cominciato a dire, quando la grotta venne scossa da una potente scossa tellurica. Il tempo davvero scaduto da queste parti, commentai, mentre venivamo sballottati su e gi e ci aggrappavamo l'un l'altro per trovare conforto, se non sostegno. Fin in un secondo, ed il Disegno torn a risplendere con una lucentezza mai vista prima. Scossi la testa e mi stropicciai gli occhi. C'era qualcosa di sbagliato, anche se tutto sembrava perfettamente in ordine. Poi la grossa porta di metallo si apr all'interno! e mi accorsi che eravamo nuovamente ad Ambra, la vera Ambra. Il mio tracciato luminoso conduceva ancora fino alla soglia, anche se stava svanendo in fretta, e su di esso c'era una piccola figura. Prima ancora di riuscire a socchiudere gli occhi per difenderli dalla luminosit del corridoio, provai un familiare senso di disorientamento, e ci ritrovammo nella mia camera da letto. Nayda!, esclam Coral, quando vide la persona adagiata sul mio letto. Non esattamente, dissi. Voglio dire che quello il suo corpo, ma lo spirito che lo anima di diversa natura. Non capisco. Stavo pensando intensamente alla persona che era stata sul punto di invadere i confini del Disegno. Ero anche una massa di muscoli doloranti, di nervi urlanti e di vari veleni. Andai verso il tavolo dove avevo lasciato la bottiglia di vino che avevo aperto per Jastra quanto tempo prima? e che era ancora l. Trovai anche due bicchieri puliti. Li riempii, e ne passai uno a Coral.

Tua sorella stava molto male prima del viaggio, vero? S, mi rispose. Feci un'ampia sorsata. Stava per morire. In quel momento il suo corpo venne posseduto da uno spirito ty'iga una specie di Demone poich a Nayda non sarebbe pi servito. Che vorresti dire? Intendo dire che morta veramente. Coral mi fiss negli occhi. Non trov quello che cercava, cos bevve dell'altro vino. Lo sapevo che qualcosa non andava, disse. Non pi stata lei dalla malattia. Era diventata antipatica? Sfuggente? No, molto pi gentile. Nayda era una vera maledizione. Non andavate molto d'accordo? Non fino a poco tempo fa. Non sta soffrendo, vero? No, sta semplicemente dormendo. sotto un Incantesimo. Perch non la liberi? Non mi sembra pericolosa. Adesso non credo che lo sia. il contrario, in realt, dissi, e la libereremo presto. Ma dovr farlo mio fratello Mandor. L'Incantesimo suo. Mandor? Non so molto sul tuo conto n su quello della tua famiglia non vero? No, dissi, e viceversa. Ascolta: non so neanche che giorno . Attraversai la stanza e scrutai fuori dalla finestra. Era giorno. Ma era nuvoloso, e non riuscii a determinare l'ora. C' qualcosa che dovresti fare subito. Vai da tuo padre e digli che stai bene. Raccontagli che ti sei persa nelle grotte o che hai preso una strada sbagliata nel Corridoio degli Specchi e ti sei ritrovata in un altro piano di esistenza. Inventati quello che ti pare. Bisogna evitare incidenti diplomatici: d'accordo? Fin il suo vino ed annu con la testa. Poi mi guard, arross e si gir dall'altra parte. Ci riincontreremo prima che io riparta, vero? Allungai una mano e le toccai la spalla, senza capire quali fossero i miei veri sentimenti. Poi mi resi conto che cos non andava: allora mi avvicinai a lei e l'abbracciai. Lo sai, le dissi, accarezzandole i capelli. Grazie per avermi mostrato la citt. Lo rifaremo, le dissi, non appena diminuir la tensione.

Uh-huh. Ci avviammo alla porta. Voglio rivederti presto, mi disse. Mi sento a pezzi, le risposi, mentre aprivo. Sono stato all'inferno e sono tornato. Mi sfior una guancia. Povero Merlin, mi disse. Dormi bene. Inghiottii il resto del vino e presi i miei Trionfi. Volevo seguire il suo consiglio, ma prima c'erano degli obblighi prioritari. Cercai la carta del Timone Fantasma, l'estrassi dal mazzo e la guardai. Quasi subito, con un minimo calo di temperatura ed un desiderio appena accennato da parte mia, mi comparve davanti il Timone Fantasma: un cerchio rosso che girava in mezzo all'aria. Uh, salve, Paparino, disse. Mi chiedevo dov'eri finito. Quando sono tornato nella grotta, eri scomparso, e nessuna delle mie procedure di schedatura-Ombre riuscita a farti riuscire fuori. Non mi venuto in mente che potevi essere semplicemente tornato a casa. Io... Dopo, dissi. Ora vado di fretta. Portami subito nella camera del Disegno. Prima c' qualcosa che dovrei dirti. Cosa? Quella forza che ti ha seguito alla Fortezza, quella dalla quale ti nascondevi nella grotta...? S? Era il Disegno che ti stava cercando. L'ho capito, dissi, dopo. Abbiamo avuto il nostro incontro, e per il momento ci siamo messi d'accordo. Portami subito laggi: importante! Signore, ho paura di quella cosa. Allora portami il pi vicino possibile e fatti da parte. Devo controllare una cosa. Benissimo. Vieni da questa parte. Feci un passo avanti. Fantasma si alz in aria, ruot di novanta gradi verso di me, e si abbass velocemente, superando la mia testa, le spalle, il torso, e svanendo sotto i miei piedi. In quel momento le luci si spensero, ed allora evocai istantaneamente la mia Visione del Logrus. Mi mostr che mi trovavo in un corridoio al di fuori della grande porta che dava sulla camera del Disegno. Fantasma?, mormorai.

Nessuna risposta. Mi mossi, girai l'angolo, mi avvicinai alla porta e mi ci appoggiai. Era ancora aperta e, sotto la mia spinta, cedette. Frakir puls sul mio polso. Frakir? domandai. Nessuna risposta nemmeno da lui. Hai perso la voce? Due pulsazioni. L'accarezzai. Non appena la porta si apr, fui certo che il Disegno era diventato pi luminoso. Ma la mia osservazione pass subito in secondo piano. Al centro del Disegno c'era una donna dai capelli neri con la schiena voltata e le braccia sollevate. Quasi gridai il suo nome. Credevo che potesse rispondermi, ma era scomparsa prima che il mio sistema vocale riuscisse ad entrare in funzione. Mi appoggiai pes"antemente al muro. Mi sento davvero usato, dissi forte. Mi hai preso in giro, hai messo in pericolo la mia vita pi di una volta, mi hai obbligato a soddisfare il tuo voyeurismo metafisico, poi mi hai dato un bel calcio dopo aver ottenuto l'ultima cosa che volevi: una lucentezza un p pi forte. Immagino che gli Dei, o le Potenze, o quello che diavolo siete, non siano obbligati a dire 'Grazie', o 'Mi dispiace', o 'V all'inferno', quando hanno finito di usare qualcuno. E, ovviamente, tu non senti alcuna necessit di darmi una spiegazione. B, non sono una carrozzina per bambini. Non mi piace essere trasportato avanti e indietro da te e dal Logrus, qualsiasi gioco stiate giocando. Come ti sentiresti se mi aprissi una vena e sanguinassi su di te? Immediatamente si verific una grossa coalescenza di energie dalla parte del Disegno in cui mi trovavo. Con un forte suono sibilante, una torre di fiamme azzurre si sollev davanti a me, si allarg, poi assunse i lineamenti asessuati di un'enorme bellezza inumana. Dovetti coprirmi gli occhi per difendermi. Tu non capisci, si ud dire da una voce modulata nel ruggito delle fiamme. Lo so. per questo che sono qui. I tuoi sforzi sono stati apprezzati. Sono lieto di sentirlo. Non c'era altro modo per condurre le cose. B, sono state condotte in modo per voi soddisfacente? Lo sono state. Allora sei la benvenuta, credo. Sei un insolente, Merlin.

Per come mi sento adesso, non ho niente da perdere. Sono troppo maledettamente stanco per preoccuparmi di cosa potresti farmi. Perci sono sceso quaggi per dirti che credo tu mi debba un grosso favore. Tutto qui. Poi le voltai la schiena. Nemmeno Oberon ha osato rivolgersi a me in questo modo, disse. Feci spallucce e mossi un passo verso la porta. Non appena rimisi gi il piede, mi ritrovai nel mio appartamento. Alzai nuovamente le spalle, poi andai a spruzzarmi dell'acqua sulla faccia. Stai sempre bene, P? C'era un anello intorno alla tazza. Si alz in aria e mi segu avanti e indietro nella stanza. Sto bene, ammisi. E tu? Bene. Mi ha ignorato completamente. Sai che cosa ha in mente? Sembra che stia lottando con il Logrus per il controllo dell'Ombra. Ed ha appena vinto un round. Qualsiasi cosa sia successa, deve averlo rafforzato. Tu c'entri in qualche modo, vero? Vero. Dov'eri quando ti ho lasciato nella grotta dove ti ho portato? Conosci una terra che si trova tra le Ombre? In mezzo? No. Non ha senso. B, ero l. E come ci sei arrivato? Non lo so. Con notevole difficolt, credo. Mandor e Jastra stanno bene? L'ultima volta che li ho visti s. E Luke? Non avevo alcun motivo di cercarlo. Vuoi che lo faccia? Non ora. Adesso voglio che tu vada di sopra a dare un'occhiata nella suite reale. Voglio sapere se al momento occupata. E, se lo , da chi. Voglio anche che tu controlli il caminetto nella stanza da letto. Guarda se c' una pietra divelta sulla destra, se stata sostituita con un'altra o se ancora sul camino. Scomparve, ed allora cominciai a camminare. Avevo paura di sedermi o di sdraiarmi sul letto: avevo la sensazione che, se mi fossi addormentato, mi sarebbe stato difficile svegliarmi. Ma Fantasma rispunt fuori prima che avessi fatto molti chilometri.

La Regina Vialle, presente, disse, e si trova nel suo studio, la pietra divelta stata sostituita, e c' un nano nel corridoio che sta bussando alla porta. Maledizione!, dissi. Allora sanno che scomparso. Un nano? Un nano. Sospirai. Credo che far meglio a salire di sopra, a restituire il Gioiello ed a cercare di spiegare quello che accaduto. Se a Vialle piacer la mia storia, potrebbe dimenticare di parlarne con Random. Ti trasferir di sopra. No, non sarebbe molto intelligente. E nemmeno educato. meglio che bussi alla porta e che mi faccia annunciare, questa volta. Come sa la gente quando deve bussare e quando entrare? Ih generale, se la porta chiusa, si bussa sempre. Come sta facendo il nano? Udii un debole bussare all'esterno. Sta forse bussando a tutte le porte indiscriminatamente?, chiesi. B, le sta provando in successione, perci non saprei se si pu dire indiscriminatamente. Fino adesso, tutte le porte che ha provato si aprivano su stanze vuote. Dovrebbe raggiungere la tua tra circa un minuto. Andai alla porta, l'aprii e rimasi ad aspettare sul corridoio. Ero quasi certo che stava arrivando un piccoletto. Guard dalla mia parte non appena aprii la porta, e mi sorrise sotto la barba mostrando i denti e venendo verso di me. Fu subito evidente che era gobbo. Mio Dio!, dissi. Tu sei Dworkin, non vero? Il vero Dworkin! Credo di s, mi rispose, con una voce non sgradevole. E mi auguro che tu sia il figlio di Corwin, Merlin. Sono io. dissi. un piacere inconsueto che arriva in un momento insolito. Non un incontro ufficiale, dichiar, avvicinandosi ed afferrandomi la mano ed una spalla. Ah! Sono questi i tuoi alloggi! S. Non vuoi entrare? Grazie. Lo feci entrare. Fantasma fece l'imitazione di una mosca sul muro, si ridusse a circa un centimetro di diametro, e si sistem sull'armadio fingendo di essere un raggio di sole. Dworkin fece una rapida ispezione nel soggiorno, poi lanci un'occhiata alla camera da letto, fiss per un attimo Nayda, e

mormor: meglio non disturbare il Demone che dorme... Quindi sfior il Gioiello mentre tornava indietro e mi oltrepassava, scosse la testa in modo presago, e si lasci cadere sulla sedia dove avevo temuto di addormentarmi. Ti andrebbe una tazza di vino?, gli domandai. Scosse la testa. No, grazie, rispose. Sei stato tu a riparare il Disegno Interrotto pi vicino all'Ombra, vero? S. Perch lo hai fatto? Non avevo molta scelta. Farai meglio a raccontarmi tutto, disse il vecchio, stropicciandosi la sua barba spaventosa. Anche i capelli erano lunghi ed avrebbero avuto bisogno di una bella tagliata. Eppure, non c'era alcun segno di pazzia nel suo sguardo o nelle sue parole. Non una storia semplice e, se devo restare sveglio abbastanza a lungo per raccontartela tutta, avr bisogno di un buon caff, dissi. Apr le mani e, in mezzo a noi, apparve un tavolino con una tovaglia bianca, apparecchiato per due, con una bella caffettiera d'argento fumante sistemata su una candela piatta. C'era anche un vassoio di biscotti. Io non sarei riuscito ad evocare tutta quella roba cos in fretta. Mi chiesi se Mandor sarebbe stato in grado di farlo. In tal caso, ti far compagnia, disse Dworkin. Sospirai e versai il caff. Alzai il Gioiello del Giudizio. Forse sarebbe meglio se restituissi questo oggetto, prima di cominciare, gli dissi. Potrebbe risparmiarmi un mucchio di guai, pi tardi. Scosse la testa mentre facevo per alzarmi. Non credo, afferm. Se adesso te lo toglierai, probabilmente morirai. Mi rimisi seduto. Panna e zucchero?, gli chiesi. 9. Ripresi coscienza lentamente. Quell'azzurro familiare nel quale ondeggiavo era il lago di una pre-esistenza. Oh, s, ero l perch... ero l, come diceva la canzone. Mi girai sull'altro fianco entro la mia sacca del sonno, portai le ginocchia al petto e tornai a dormire.

La seconda volta che ripresi coscienza e gli detti una rapida occhiata, il mondo era ancora un posto azzurro. Bello! C' molto da dire, poi ricordai che Luke poteva venire per ammazzarmi in qualsiasi momento, e le mie dita si aggrapparono all'elsa della spada che avevo al fianco, ed affinai l'udito in cerca di eventuali segni di un suo imminente arrivo. Avrei passato la giornata a scheggiare la parete della mia grotta di cristallo? mi chiesi. O forse Jastra sarebbe venuta a cercare un'altra volta di uccidermi? Di nuovo? Qualcosa non andava. Erano accadute un mucchio di cose spaventose che riguardavano Jurt, Coral, Luke e Mandor, e perfino Julia. Era stato tutto un sogno? Il panico andava e veniva, e poi il mio spirito vagante torn, restituendomi tutti i ricordi: allora sbadigliai, e tutto fu di nuovo a posto. Mi stiracchiai e mi sollevai sulla schiena. Quindi mi stropicciai gli occhi. S, ero di nuovo nella grotta di cristallo. No, tutto quello che era accaduto da quanto Luke mi aveva imprigionato non era stato un sogno. Ero ritornato qui per scelta: (a) perch una buona notte di sonno in questa linea temporale avrebbe corrisposto ad un breve lasso di tempo ad Ambra, (b) perch qui nessuno avrebbe potuto disturbarmi contattandomi con un Trionfo, e (c) perch era possibile che perfino il Disegno ed il Logrus non sarebbero riusciti a rintracciarmi, quaggi. Scansai i capelli caduti sugli occhi, mi alzai e mi diressi al gabinetto. Era stata una buona idea farmi trasportare qui da Fantasma dopo il mio colloquio con Dworkin. Avevo certamente dormito sodo per circa dodici ore senza nessuno a disturbarmi: il massimo. Bevvi un quarto di bottiglia d'acqua e mi lavai la faccia con quella che era rimasta. Poi, dopo essermi rivestito ed aver riposto il pigiama nel guardaroba, mi diressi verso l'ingresso e mi misi sotto la luce che proveniva dalla galleria soprastante. Il pezzetto di cielo che riuscii a vedere era limpido. Potevo ancora sentire le parole di Luke quel giorno che mi aveva imprigionato qui ed avevo saputo che eravamo imparentati. Scansai la camicia che nascondeva il Gioiello del Giudizio e lo tenni in alto di modo che la sua luce interna brillasse, e scrutai nelle sue profondit. Nessun messaggio questa volta. Benissimo! Non ero nell'umore adatto per un traffico a doppio senso. Mi accomodai meglio in una posizione a gambe incrociate, continuando

a guardare la pietra. Avevo tutto il tempo, adesso che mi sentivo riposato e nuovamente lucido. Come mi aveva suggerito Dworkin, in quella pozza rossa cercai il Disegno... Dopo un p cominci a prender forma. Non apparve come se l'avessi visualizzato, ma questo non era un esercizio di visualizzazione. Attesi che la struttura diventasse nitida. Non fu come se apparisse improvvisamente reale per, quanto piuttosto come se fosse stato sempre l ed i miei occhi si stessero adattando a percepirlo adeguatamente. Probabilmente era andata proprio cos. Feci un respiro profondo e liberai l'aria. Ripetei l'operazione, poi cominciai a esaminare attentamente il Disegno. Non riuscivo a ricordare proprio tutto, di quello che mi aveva detto mio padre riguardo alla sintonizzazione con il Gioiello. Quando ne avevo parlato a Dworkin, mi aveva detto di non preoccuparmi, perch non dovevo fare altro che localizzare la versione tridimensionale del Disegno all'interno della pietra, trovare il suo punto di entrata, ed attraversarlo. Quando lo avevo sollecitato a fornirmi altri dettagli, si era limitato a ridacchiare e mi aveva detto di non preoccuparmi. Benissimo! Lo rigirai lentamente, avvicinandolo. Apparve una piccola interruzione, in alto sulla destra. Quando mi concentrai su di essa, ebbi la sensazione che mi venisse addosso. Andai in quel posto, e vi entrai. Fu una strana esperienza del tipo che si prova sulle montagne russe, muoversi lungo delle linee simili a quelle del Disegno all'interno della gemma. Andavo dove mi portava, a volte con una sensazione quasi viscerale di vertigine, altre volte spingendo con la forza della volont contro le barriere rosse finch non cedevano: allora le risalivo, cadevo, scivolavo, o andavo avanti. Persi in gran parte la consapevolezza del mio corpo e della mano che teneva in alto la catena, a parte il fatto che avevo la coscienza di stare sudando profusamente, mentre il sudore mi irritava gli occhi con una certa regolarit. Non ho idea di quanto tempo dur la mia sintonizzazione con Il Gioiello del Giudizio, la pi alta ottava del Disegno. Dworkin aveva l'impressione che il Disegno mi volesse morto per altre ragioni, e non perch l'avessi fatto arrabbiare dopo aver concluso la mia bizzarra ricerca ed aver riparato il pi vicino dei Disegni Interrotti. Ma Dworkin si era rifiutato di dirmi le sue congetture, ammonendomi che, se avessi conosciuto le ragioni, una mia possibile scelta futura che doveva essere fatta liberamente poteva essere influenzata. Tutto questo mi suonava alquanto assurdo, a parte il

fatto che tutte le altre cose che mi aveva detto mi erano sembrate indiscutibilmente sensate, in contrasto con il Dworkin che avevo conosciuto dalla leggenda e dal sentito dire. La mia mente si immerse e si innalz nella pozza di sangue che era l'interno del Gioiello. I segmenti di Disegno che avevo attraversato e quelli che non avevo ancora percorso si spostavano intorno a me, lampeggiando come fulmini. Avevo la sensazione che la mia mente stesse per schiantarsi contro un velo invisibile e frantumarsi. Adesso non controllavo pi i miei movimenti, che stavano accelerando. Non avevo modo, compresi, di ritirarmi da quella cosa finch non avessi concluso il percorso. Dworkin era convinto che, durante il nostro confronto, ero stato protetto dal Disegno, quando ero tornato a controllare la figura che avevo visto, proprio perch portavo il Gioiello. Ma non potevo continuare a portarlo a lungo, per, perch anche questo avrebbe potuto dimostrarsi fatale. Aveva deciso che dovevo sintonizzarmi con il Gioiello come si erano armonizzati con lui mio padre e Random prima di separarmene. In seguito, avrei portato dentro di me la sua immagine, che avrebbe dovuto funzionare come il Gioiello stesso difendendomi contro il Disegno. Non potevo mettermi a discutere con un uomo che si credeva avesse creato il Disegno usando il Gioiello. Perci gli aveva detto di s. Solo che ero troppo stanco per fare quello che mi aveva suggerito. Per questo motivo avevo chiesto a Fantasma di riportarmi nella mia grotta di cristallo, nel mio santuario, per riposare. Adesso stavo fluttuando. Giravo. Ogni tanto andavo in stallo. Gli equivalenti dei Veli del Gioiello non erano meno terribili perch mi ero separato dal corpo. Ognuno di quei passaggi mi lasciava distrutto come quando partecipavo ai mille metri ai tempi delle Olimpiadi. Anche se ad un livello sapevo che tenevo in mano il Gioiello e che esso mi consentiva l'iniziazione, ad un altro potevo sentire il battito impazzito del cuore, e ad un altro ancora mi venne in mente una lettura di Joan Halifax per il corso di antropologia che stavo seguendo, anni prima. L'ambiente girava come un Geyser Peak Merlot 1985 dentro un bicchiere... e chi era che stavo guardando al tavolo davanti a me quella notte? Non aveva importanza. Avanti, su e gi. La marea illuminata di sangue se n'era andata. Un messaggio veniva scritto sul mio spirito. All'inizio era una parola che non potevo pronunciare. Pi lucente, sempre pi lucente... Pi veloce, sempre pi veloce... Collisione con un muro rosso, ed io una macchia su di esso. Vieni ora, Shopenhauer, al gioco finale della volont! Un'era o

due vennero e passarono; poi, all'improvviso, la strada si apr. Fui scaraventato nella luce di una stella in esplosione. Rosso, rosso, rosso! Mi trascinava avanti, lontano, come la mia piccola barca Starbust: venivo sospinto, espanso, facevo ritorno a casa... Crollai. Anche se non persi conoscenza, il mio stato mentale non era normale. Si stava verificando un'ipnagogia, qualsiasi momento scegliessi, in qualsiasi direzione. Ma perch? Di rado sono il ricettacolo di una simile euforia. Sentivo di essermela guadagnata, perci fluttuai laggi, per un lungo, lungo tempo. Quando finalmente scese sotto il livello che appagava il desiderio, cercai di rimettermi in piedi: barcollai, mi appoggiai al muro, poi mi sforzai di arrivare alla dispensa per bere dell'altra acqua. Avevo anche una fame mostruosa, ma nessuno di quei cibi in scatola o surgelati mi attirava molto. Specialmente quando non era poi cos difficile procurarsi cibi pi freschi. Ritornai in quelle camere familiari. Cos avevo seguito il suggerimento di Dworkin: era un peccato che avessi voltato la schiena prima che mi venisse in mente la lunga Usta di domande che volevo porgli. Quando mi ero girato di nuovo, se n'era andato. Mi arrampicai. Una volta uscito dalla grotta, mi trovai sulla protuberanza che dava accesso all'unica entrata che conoscevo. Era un mattino primaverile, ventilato e profumato, con delle piccolissime nuvole verso est. Respirai profondamente e con piacere, poi spostai la roccia azzurra che bloccava l'apertura. Non mi piaceva l'idea di essere sorpreso da un predatore nel caso volessi ritornare nel mio santuario. Mi levai il Gioiello del Giudizio e lo appesi su una sporgenza della roccia. Poi mi allontanai di circa dieci passi. Ciao, Pap. Il Timone Fantasma era un frisbee dorato che giunse in volo da ovest. Buon giorno, Fantasma. Perch stai abbandonando quel meccanismo? uno degli strumenti pi potenti che abbia mai visto. Non lo sto abbandonando, ma sto per chiamare il Segno del Logrus, e non credo che i due vadano molto d'accordo. Sono anche leggermente diffidente rispetto al comportamento del Logrus adesso che mi sono armonizzato con questo Disegno di ordine pi alto. Forse meglio che me ne vada e che torni a vedere come stai pi tardi. Rimani qui in giro, dissi. Forse potresti tirarmi fuori dai guai se se ne

presentassero. Poi evocai il Segno del Logrus, che arriv e volteggi davanti a me, ma non successe niente. Trasferii parte della mia conoscenza nel Gioiello, vicino alla roccia, e tramite questo riuscii a percepire il Logrus da un'altra prospettiva. Riportai il mio centro nel mio cranio, tesi le braccia nelle membra del Logrus, mi allungai... In meno di un minuto ebbi in mano una frittella al latte, una fila di salsicce, una tazza di caff ed un bicchiere di succo d'arancia. Avrei potuto procurarteli molto pi in fretta di te, osserv Fantasma. Ne sono certo, dissi. Stavo solo facendo delle prove. Mentre mangiavo, cercai di mettere a fuoco le priorit che mi aspettavano. Quando ebbi finito, rimandai i piatti da dove erano venuti, recuperai il Gioiello, me la appesi al collo e mi rialzai. Okay, Fantasma. ora di tornare ad Ambra, dissi. Si allarg, poi si apr e si pos a terra, cosicch mi ritrovai davanti un arco dorato. Entrai... ... ed ero di nuovo nei miei appartamenti. Grazie, dissi. De nada, Paparino. Ascolta: ho da porti una domanda. Quando hai evocato la colazione, hai notato qualcosa di strano nel comportamento del Logrus? Che vuoi dire?, gli chiesi, mentre andavo a lavarmi le mani. Cominciamo con le sensazioni fisiche. Ti sembrato... appiccicoso? Strano modo di esprimersi!, dissi. Ma, a dire la verit, mi parso che ci sia voluto pi tempo del solito per distaccarmi. Perch me lo chiedi? Mi appena venuta in mente una cosa particolare. Sai fare Magie con il Disegno? S, ma sono pi bravo con quelle del Logrus. Potresti provarle entrambe e metterle a confronto, se ti capita. Perch? Cominciano a venirmi dei presentimenti. Te lo dir non appena avr verificato questo. Fantasma era scomparso. Maledizione!, dissi, e mi lavai la faccia. Guardai fuori dalla finestra, e vidi cadere dei fiocchi di neve. Presi una chiave dal mio scrittoio: c'erano due cose che volevo risolvere immediatamente.

Uscii sul corridoio. Non avevo fatto molti passi, quando sentii un suono. Mi fermai ed ascoltai. Poi proseguii e superai le scale, con il suono che cresceva di volume mentre avanzavo. Quando ebbi raggiunto il lungo corridoio che oltrepassava la biblioteca, seppi che Random era tornato, perch non conoscevo nessun altro che sapesse suonare la batteria in quel modo... o che avrebbe osato usare la batteria del Re. Superai la porta semiaperta ed arrivai all'angolo, dove girai a destra. Il mio primo impulso era stato quello di entrare, restituirgli il Gioiello del Giudizio, e cercare di spiegargli tutto quello che era successo. Poi ricordai il consiglio di Flora: ogni cosa onesta, cristallina e nobile, avrebbe sempre creato dei guai ad Ambra. Mentre la detestavo per doverle riconoscere che aveva enunciato una valida regola generale, capivo che in questo caso particolare sarei rimasto invischiato in una lunga serie di spiegazioni, mentre c'erano parecchie altre cose che volevo risolvere... ed era anche possibile che mi venisse ordinato di non farle proprio. Proseguii fino all'entrata del soggiorno, dove feci un rapido controllo e stabilii che il posto era deserto. Bene! Dentro e a destra, come ricordavo, c'era un pannello scorrevole che mi avrebbe portato in una piccola sezione di muro vicino alla biblioteca, fornita di pioli o di una scala che mi avrebbe condotto, da un'entrata nascosta, nel balcone della biblioteca. Poteva anche portarmi di sotto per la scala a chiocciola nelle grotte sotterranee, se ricordavo bene. Mi augurai di non dover mai avere motivo di doverlo verificare, ma in quei giorni ero cos vicino alle tradizioni di famiglia che volevo fare un p di spionaggio, visto che alcune frasi dette a mezza bocca che avevo udito mentre passavo davanti alla porta aperta mi avevano indotto a credere che Random non fosse solo. Se la conoscenza il vero potere, allora avevo bisogno di tutto ci su cui potevo mettere le mani, visto che mi sentivo particolarmente vulnerabile, almeno per un p. S, il pannello scorreva, e fui dentro in un attimo, risollevato nello spirito. Arrivai velocemente in cima, dove aprii lentamente e silenziosamente il pannello, sentendomi grato a chiunque avesse pensato di nascondere l'apertura con una sedia. Ero in grado di guardarmi intorno con sufficiente tranquillit, ed avevo una buona visuale del lato nord della stanza. C'erano Random, che suonava, e Martin tutto in pelle e catene seduto davanti a lui, che ascoltava. Random stava facendo qualcosa che non gli avevo mai visto fare prima: stava suonando con cinque bacchette. Ne aveva una nelle mani, una sotto ciascun braccio, ed una in mezzo ai denti. E, mentre suonava, le faceva roteare, muovendo quella che teneva in bocca

per sostituire quella che aveva sotto il braccio destro, la quale a sua volta sostituiva quella che teneva nella mano destra, che egli aveva spostato nella mano sinistra, finita sotto il braccio sinistro, mentre quella sotto il braccio sinistro passava nella bocca, e il tutto senza perdere un solo colpo. Era ipnotizzante. Rimasi a guardarlo finch non ebbe finito il numero. La sua vecchia apparecchiatura musicale non era di certo il sogno di un percussionista con il suo mondo di plastica traslucido, i piatti a puntale grandi quanto scudi da battaglia disposti intorno ai tamburi, una confusione di tam-tam ed un paio di bassi, il tutto illuminato come il cerchio di fuoco di Coral. L'apparecchiatura di Random risaliva ad un'epoca in cui i tamburi diventavano sottili e nervosi, i bassi si restringevano, ed i piatti prendevano l'acromegalia e cominciavano a ronzare. Mai visto niente del genere!, sentii dire a Martin. Random alz le spalle. solo un passatempo, spieg. L'ho imparato da Freddie Moore, negli Anni '30, o al Victoria o al Village Vanguard, quando suonava con Art Hodes e Max Kaminsky. Ho scordato che posto era. Risale ai tempi del variet, quando non c'erano microfoni e l'illuminazione era penosa. Doveva fare cose del genere, o vestirsi in modo strano, mi disse, per tenere sveglio il pubblico. un peccato che dovessero far contenta la massa in quel modo. S, nessuno di voi ragazzi si sognerebbe mai di vestirsi in modo strano o di rompere gli strumenti. Segu il silenzio, e non riuscii in nessun modo a vedere l'espressione della faccia di Martin. Poi: Volevo dire un'altra cosa, disse. S, anch'io..., rispose Random. Quindi pos tre delle bacchette e riprese a suonare. Mi appoggiai al muro ed ascoltai. Un minuto dopo venni sorpreso dal suono di un sax che si era unito alla melodia. Quando guardai nuovamente nella stanza, vidi che Martin si era alzato in piedi, dandomi le spalle, e che stava suonando lo strumento. Doveva averlo sul pavimento o dietro alla sedia. Aveva qualcosa di Richie Cole che mi piacque, e mi sorprese. Mi piacque a tal punto, che sentii che non appartenevo a quella stanza in quel momento, per cui tornai indietro, riaprii il pannello, lo oltrepassai e lo richiusi. Dopo essere ridisceso ed uscito di l, decisi di tagliare per il soggiorno anzich ripassare davanti alla biblioteca. La musica mi segu per un p, e desiderai conoscere uno degli Incantesimi di Mandor per catturare i suoni e

chiuderli nelle pietre preziose, anche se non sono sicuro di come l'avrebbe presa il Gioiello del Giudizio se gli avessi chiesto di ospitare Wild Man Blues. Avevo pensato di passare per il corridoio est e di arrivare cos dove incrociava il corridoio nord, vicino ai miei appartamenti, di girare l a sinistra, e di prendere la scala che portava alla Suite Reale, bussare alla porta e restituire il Gioiello a Vialle, che speravo avrebbe creduto alle mie spiegazioni. Anche se non ci avesse creduto, preferivo lo stesso spiegarmi con lei anzich con Random. Mi avrebbe risparmiato molte domande. Ovviamente, Random prima o poi mi avrebbe inchiodato. Ma era meglio poi. Pi tardi mi sarei diretto verso le stanze di mio padre, che stavo superando proprio in quel momento. Mi ero portato la chiave per chiudermi dentro, per quelli che consideravo degli ovvi motivi. Per, visto che mi trovavo gi l, avrei risparmiato del tempo. Aprii la porta ed entrai. La rosa d'argento era sparita dal vaso tempestato di gemme posto sul com. Strano! Feci un passo in quella direzione. Dall'altra camera provenne un rumore di voci, troppo basse per consentirmi di capire le parole. Rimasi di sasso! Poteva benissimo essere l, ma non educato irrompere nella stanza da letto di qualcuno, specialmente quando ha compagnia... in particolare poi se si tratta di tuo padre ed hai dovuto aprire con la chiave una porta che ti ha fatto entrare dove sei. Improvvisamente ebbi una chiara consapevolezza. Volevo uscire di l al pi presto. Slacciai il cinturone della mia spada, sul quale era appesa Grayswandir in un fodero poco adatto a lei. Non avevo pi il coraggio di portarla, cos l'appesi ad un gancio infisso nel muro adiacente la porta, vicino ad un trench corto che prima non avevo notato. Poi scivolai fuori e richiusi la porta il pi silenziosamente possibile. Imbarazzante! Andava e veniva veramente con una certa regolarit, riuscendo in qualche modo a non farsene accorgene? O era un fenomeno di tutt'altra natura, quello che si stava verificando nei suoi appartamenti? Avevo sentito dire, una volta, che le stanze pi vecchie avevano degli ingressi sub specie spatium, se si era in grado di manovrarli, i quali fornivano un notevole spazio extra ad uso ripostiglio, nonch un sistema privato di entrata e di uscita. Qualcun altro lo avrebbe chiesto a Dworkin. Forse avevo un universo tascabile sotto il letto: non avevo mai guardato. Cambiai direzione e mi allontanai velocemente. Quando mi avvicinai all'angolo, rallentai. Dworkin era convinto che la presenza del Gioiello del Giudizio sulla mia persona mi avrebbe protetto dal Disegno, in caso questi

avessi tentato di farmi del male. D'altra parte, il Gioiello, essendo troppo lungo, poteva ostacolare anche chi lo portava. Perci mi aveva consigliato di riposare un p e poi di far passare la mia mente attraverso la matrice della pietra, creando in quel modo dentro di me la registrazione di un pi alto potere del Disegno stesso. Era un congettura interessante ma solo quello: una congettura. Quando ebbi raggiunto il corridoio perpendicolare dove una svolta a sinistra mi avrebbe condotto alla scala ed una svolta a destra alle mie camere, esitai. Sulla sinistra, in diagonale, c'era un soggiorno, che rimaneva di fronte alle camere che Benedict usava raramente. Lo puntai, entrai, quindi mi sprofondai in una sedia messa in un angolo. Non desideravo altro che trattare con i miei amici, aiutare i miei amici, togliere il mio nome da qualsiasi lista che potesse occupare, trovare mio padre, e scendere a patti con la ty'iga addormentata. Poi avrei potuto pensare alla continuazione del mio interrotto Wanderjahr. Il che richiedeva che mi ponessi nuovamente l'ormai quasi retorica domanda: Quanta parte dei miei affari privati volevo far sapere a Random? Ripensai a lui nella biblioteca, mentre suonava insieme al figlio che forse si era allontanato definitivamente. Capivo che una volta doveva essere stato uno spirito ribelle ed irrequieto, e che non aveva mai desiderato veramente assumersi il compito di regnare su questo mondo archetipico. Ma la sua condizione di genitore, il matrimonio, e la scelta dell'Unicorno, sembravano averlo profondamente cambiato, maturando il suo carattere, credo, al prezzo della rinuncia a tutte le cose divertenti che aveva fatto nella vita. Al momento sembrava che avesse un mucchio di problemi con la faccenda di Kashfa Begma, e probabilmente avrebbe deciso di ricorrere all'assassinio ed avrebbe accettato di firmare un trattato non molto vantaggioso per mantenere in equilibrio il gioco complesso di potere tra le forze politiche del Cerchio Dorato. E chi poteva sapere quali altre trame venivano ordite altrove per procurargli altri guai? Volevo veramente coinvolgere quell'uomo in qualcosa che ero benissimo in grado di risolvere da solo, farlo preoccupare e metterlo in agitazione? Se lo avessi reso partecipe dei miei problemi, era inoltre possibile che avrebbe posto delle limitazioni che potevano ostacolare la mia capacit di rispondere a quelle che sembravano le esigenze giornaliere della mia vita. Poteva anche rispolverare una vecchia faccenda dimenticata tanti anni prima. Non avevo mai giurato fedelt ad Ambra: nessuno me lo aveva mai

chiesto. Dopotutto, ero il figlio di Corwin, ed ero venuto ad Ambra di mia volont ed avevo fatto di essa la mia casa temporanea prima di scendere nell'Ombra Terra, dove tanti Ambenti avevano fatto le scuole. Poi ero tornato spesso, restando in amicizia con tutti. Non capivo proprio perch il concetto della doppia cittadinanza non si potesse applicare. Ma preferivo che l'argomento non venisse fuori per niente. Non mi piaceva l'idea di essere costretto a scegliere tra Ambra e le Corti. Non l'avevo fatto n per l'Unicorno, n per il Serpente, n per il Disegno, n per il Logrus, e non avevo la minima intenzione di farlo per nessuna delle due Corti Reali. Il che indicava che Vialle non doveva sapere neanche un'edizione ridotta della storia. Qualsiasi versione avrebbe richiesto un relativo resoconto. Per, se il Gioiello veniva restituito senza una spiegazione in merito al luogo in cui era stato, nessuno sarebbe venuto a farmi domande, e tutto si sarebbe sistemato. Come avrei potuto mentire se nessuno mi avesse chiesto niente? Ci pensai ancora su. Quello che stavo veramente per fare era risparmiare ad un uomo stanco e tormentato il peso di ulteriori problemi. Non c'era nulla che potesse o che dovesse fare per quanto concerneva i miei affari. Qualsiasi cosa stesse accadendo tra il Disegno ed il Logrus, sembrava importante quanto una disquisizione metafisica. Non riuscivo a immaginare quanto bene o quanto male ne sarebbe conseguito, a livello pratico. E, se avessi visto qualcosa in arrivo, avrei sempre potuto parlarne a Random in quel momento. Okay! C' una cosa simpatica nella capacit di ragionare: possiamo usarla per sentirci virtuosi anzich, diciamo, colpevoli. Mi stiracchiai e feci schioccare le nocche. Fantasma?, chiamai piano. Nessuna risposta. Cercai i miei Trionfi ma, nel momento stesso in cui li sfiorai, una ruota di luce balen nella stanza. Allora mi hai sentito, dissi. Ho intuito le tue necessit, fu la sua risposta. Come ti pare, dissi, levandomi la catena dal collo e tenendo il Gioiello davanti a me. Credi che potresti riportarlo nel suo scompartimento segreto vicino al caminetto della Suite Reale senza farti accorgere da nessuno?, gli chiesi. Ho paura di toccare quella cosa, rispose Fantasma. Non so cosa po-

trebbe fare la sua struttura alla mia. Va bene! dissi. Credo che riuscir a trovare il modo di farlo da solo. Ma venuto il momento di verificare un'ipotesi. Se il Disegno mi attacca, cerca di portarmi al sicuro, per favore. Benissimo. Misi il Gioiello sul tavolo vicino. Dopo mezzo minuto circa capii che mi ero preparato a ricevere il colpo mortale del Disegno. Rilassai le spalle e feci un respiro profondo. Rimasi illeso. Era possibile che Dworkin avesse ragione e che il Disegno mi avrebbe lasciato in pace. Inoltre, adesso sarei dovuto essere in grado di evocare il Disegno nel Gioiello, mi aveva detto, come evocavo il Segno del Logrus. C'erano delle Magie possibili con il Disegno che potevano essere effettuate soltanto con quel sistema, anche se Dworkin non aveva avuto il tempo di insegnarmi il loro impegno. Mi aveva detto che un Mago doveva essere in grado di scoprirlo da solo. Decisi che questo poteva aspettare: non ero dell'umore adatto per discutere con il Disegno in nessuna delle sue incarnazioni. Ehi, Disegno, dissi. Voghamo considerarci alla pari? Non ci furono risposte. Credo che lui sappia che tu sei qui e che cosa hai fatto, disse Fantasma. Avverto la sua presenza. Forse sei scappato dall'amo. Forse, gli risposi, tirando fuori i miei Trionfi e passandoli in rassegna. Con chi vorresti metterti in contatto?, mi chiese Fantasma. Sono curioso di sapere che fine ha fatto Luke, dissi. Voglio vedere se sta bene. E mi chiedo dove sia Mandor. Presumo tu lo abbia mandato in un posto sicuro. Oh, certamente il posto migliore, rispose Fantasma. Lo stesso vale per la Regina Jastra. Vuoi sentire anche lei? Non necessariamente. Anzi, non voglio sentire nessuno di loro. Volevo soltanto vedere... Fantasma mi fece l'occhietto mentre stavo ancora parlando. Non ero affatto sicuro che il suo desiderio di piacermi fosse un miglioramento della sua precedente belligeranza. Presi la carta di Luke e vi entrai. Sentii passare qualcuno nel corridoio: poi i passi si allontanarono. Avvertii che Luke mi aveva localizzato, anche se non riuscii a vedere dove si trovava. Luke, mi senti?, chiesi.

S, rispose. Tutto bene, Merle? Io sto bene, dissi. E tu? stata una lotta... Sto bene. Sento la tua voce, ma non vedo un accidenti! Abbiamo provocato un corto circuito nei Trionfi. Non sai come si fa? Non ho mai indagato sulla faccenda. Prima o poi dovrai insegnarmelo. Uh, ma perch stato fatto? Qualcuno potrebbe entrare in contatto e scoprire che cosa sto per fare. Se stai per guidare un assalto ad Ambra, mi sento davvero preso in giro! Andiamo! Lo sai che mantengo le promesse! Questa un'altra faccenda. Credevo che fossi prigioniero di Dalt. La mia posizione cambiata. Bene, prima stava quasi per ucciderti, e il giorno dopo ti ha tolto dagli impicci. La prima volta cascato in un vecchio Incantesimo che quel forsennato di Sharu aveva lasciato a m di trappola; la seconda volta stato per affari. Star bene. Ma quello che sto facendo in questo momento e urgentissimo, e devo scappare. Arrivederci. La presenza di Luke si dilegu. I passi si erano fermati, ed udii un colpo alla porta vicina. Dopo un p sentii aprire la porta e richiuderla. Non avevo afferrato neanche mezza parola. Mi chiesi cosa fosse successo da quelle parti e negli appartamenti vicini ai miei ed a quelli di Benedict. Ero quasi certo che Benedict fosse fuori, e ricordai di non aver chiuso la porta quando ero uscito. Perci... Stringendo il Gioiello del Giudizio, attraversai la stanza ed uscii nel corridoio. Controllai la porta di Benedict, poi la zona nord e sud e quindi tornai alla scala, guardandomi intorno. Nessuno in vista: allora tornai di corsa dov'ero prima e rimasi ad ascoltare per un p sulla porta dei miei appartamenti. Le uniche alternative che mi vennero in mente furono le camere di Grard, dalla parte posteriore del corridoio, e quelle di Brand, dietro le mie. Avevo pensato di buttare gi un muro in sintonia con il recente ghiribizzo di Random di rimodellare e ridipingere le stanze unendo le camere di Brand alle mie, per creare un bell'appartamento. Ma le voci che correvano su quelle stanze che fossero cio frequentate dai fantasmi e certi rumori che a volte avevo sentito di notte, mi avevano dissuaso. Mi

mossi rapidamente, e provai a bussare alle porte di Brand e di Grard. Nessuna risposta, e constatai che erano entrambe chiuse a chiave. Sempre pi strano! Frakir aveva pulsato leggermente quando avevo toccato la porta di Brand ma, mentre avevo continuato a bussare non era successo nulla. Stavo per credere che si fosse trattato di una reazione di disturbo agli ultimi strani Incantesimi che avevo casualmente visto da quelle parti, quando mi accorsi che il Gioiello del Giudizio stava pulsando. Alzai la catena e scrutai nella gemma. Vi aveva preso forma un'immagine: vidi il corridoio dietro l'angolo, le due porte dei miei appartamenti, ed un'opera di artigianato in corso sul muro in piena vista. L'ingresso di sinistra quello che portava nella mia stanza da letto sembrava fosse stato evidenziato in rosso, e pulsava. Significava che dovevo evitarlo, oppure precipitarmi l? questo il guaio con i suggerimenti di carattere mistico. Tornai indietro e girai nuovamente l'angolo. Questa volta la gemma avendo forse avvertito il mio dubbio e deciso che la sequenza di alcuni dati era in ordine mi mostr la mia immagine che si avvicinava ed apriva la porta che stava indicando la pietra. Ovviamente, tra le due, era la porta chiusa a chiave... Cercai a tastoni la chiave, riflettendo che non potevo irrompere con la spada sguainata, visto che avevo posato Grayswandir. Mi restavano un paio di Incantesimi complicati, per. Forse uno dei due mi avrebbe salvato, se si metteva male. Ma forse no. Girai la chiave e spalancai la porta. Merle!, grid lei, e vidi che era Coral. Stava accanto al mio letto, dove era sdraiata la sua sorella putativa, la ty'iga. Si nascose velocemente la mano dietro la schiena. Uh, uh, mi hai fatto paura. una cosa reciproca, risposi, con un'espressione che ha un equivalente in Thari. Che succede, Signora? Ero venuta a dirti che ho trovato mio padre e che gli ho raccontato una storiella convincente sul Corridoio degli Specchi, come mi avevi detto tu. Ma esiste davvero un posto simile, qui? S. Per non lo troverai in nessuna guida. Viene e va. Allora, lo hai tranquillizzato? Penso di si. Ma adesso vuole sapere dov' Nayda. Diventa sempre pi difficile. S. Stava arrossendo, e non mi guard direttamente in faccia. Sembrava

consapevole, per, che mi ero accorto del suo imbarazzo. Gli ho detto che forse Nayda stava facendo un giro, prosegu, e che l'avrei cercata. Mm... hm. Spostai lo sguardo su Nayda. Coral mi si mise immediatamente davanti e si strinse a me. Mi mise quindi una mano sulle spalle e mi attir verso di lei. Credevo che volessi dormire, disse. S, vero. Ed ho dormito. Ora stavo facendo certe cose... Non capisco... Le linee temporali, le spiegai. Ho fatto economia, e mi sono riposato. Affascinante!, disse, sfiorandomi le labbra con le sue. Sono contenta che ti sia riposato. Coral, le dissi, stringendola in un rapido abbraccio, non prendermi in giro. Lo sai che ero stanco morto quando mi hai lasciato. Non avevi alcun motivo di credere che stessi facendo qualcosa di diverso dal dormire, se fossi tornata cos presto. Le presi il polso della mano che aveva nascosto dietro la schiena e lo alzai tra noi due. Aveva una forza sorprendente! Non feci alcuno sforzo per convincerla ad aprire la mano, perch potevo vedere che cosa teneva tra le dita. Era una delle sferette metalliche che Mandor usava spesso per improvvisare qualche Incantesimo. Le lasciai andare la mano e lei non cerc di allontanarsi da me, ma invece mi disse: Ti posso spiegare..., guardandomi finalmente negli occhi. Lo vorrei proprio!, risposi. Anzi, vorrei che l'avessi fatto un p prima. Forse la storia che hai sentito a proposito della sua morte e del corpo che ospita un Demone vera, disse. Ma ultimamente con me stata cos buona! finalmente diventata la sorella che avrei sempre voluto avere. Poi tu mi hai riportato qui, e l'ho vista in questo stato, senza sapere che cosa avevi davvero in mente di farle... Voglio che tu sappia che non le farei mai niente di male Coral, la interruppi. Glielo devo... per certe cortesie che mi ha fatto in passato. Quando ero giovane e ingenuo sull'Ombra Terra, probabilmente mi salv l'osso del collo diverse volte. Non hai alcun motivo di temere per lei. Spost la testa sulla destra e mi guard con sospetto. Non potevo saperlo, disse, stando al tuo racconto. Sono tornata qui,

sperando di riuscire ad entrare, sperando che tu dormissi profondamente, e sperando di riuscire a spezzare l'Incantesimo o perlomeno di modificarlo un p per poterle parlare. Volevo scoprire per me stessa se era davvero mia sorella... o qualcos'altro. Sospirai. Allungai una mano per sfiorarle una spalla e mi resi conto che stringevo ancora nella mano sinistra il Gioiello del Giudizio. Allora le strinsi il braccio con la destra, e le dissi: Ascolta, ti capisco. Non stato piacevole per me mostrarti tua sorella in queste condizioni e non potere entrare in ulteriori dettagli. Posso solo dirti che ero stanco e quindi scusarmi con te. Ma non voglio intromettermi in questo Incantesimo perch non l'ho fatto io... In quel momento Nayda emise un gemito. La studiai per alcuni minuti, ma non successe altro. Hai preso quella sferetta in aria?, le chiesi. Non ricordo di averne vista nessuna per l'Incantesimo finale. Scosse la testa. Era sul suo petto, e lei ci teneva sopra una mano, mi spieg. Che cosa ti ha spinto a cercare proprio l? La posizione sembrava innaturale: tutto qui. Tieni. Mi porse la pallina. La presi e la soppesai con la mano destra. Non avevo alcuna idea di come funzionassero quegli oggetti. Le sferette metalliche erano per Mandor quello che per me era Frakir: una piccola Magia personale idiosincratica, forgiata dalla sua coscienza nel cuore del Logrus. Intendi rimetterla dove stava?, mi chiese. No, le risposi. Come ho gi detto, non voglio intromettermi. Merlin...? Era un sussurro, mentre Nayda, teneva gli occhi ancora chiusi. Sar meglio che andiamo a parlare nell'altra stanza, dissi a Coral. Prima, per, le far un Incantesimo di mia creazione. Uno semplice per farla dormire... L'aria crepit, dietro Coral brillarono delle scintille, e lei dovette indovinare dal mio sguardo che stava succedendo qualcosa, perch si volt. Merle, che cos'?, domand, avvicinandosi a me mentre prendeva forma un arco dorato. Fantasma?, chiamai. Esatto!, fu la risposta. Jastra non era dove l'avevo lasciata, ma ho portato tuo fratello. Mandor, sempre vestito quasi completamente di nero, ed i capelli flut-

tuanti in una vaporosa massa bianco-argento, apparve improvvisamente, guardando Coral e Nayda, poi concentr l'attenzione su di me, cominciando a sorridere e facendosi avanti. Quindi il suo sguardo si spost, ed allora si ferm. Sgran gli occhi: non avevo mai visto un'espressione cos impaurita sul suo viso. Per l'Occhio Insanguinato del Caos!, esclam, evocando con un gesto uno scudo protettivo. Come hai fatto? Fece un passo avanti. L'arco si trasform istantaneamente in una foglia d'oro che aveva la forma di una O, e Fantasma, aleggiando nella stanza, si port sul mio fianco destro. All'improvviso, Nayda si alz, sul letto, lanciando sguardi fiammeggianti. Merlin!, grid. Stai bene? Per il momento s, le risposi. Non preoccuparti: Stai tranquilla. Va tutto bene. Chi ha interferito con il mio Incantesimo?, chiese Mandor, mentre Nayda metteva le gambe fuori dal letto e Coral si faceva piccola per la paura. stato una specie di incidente, dissi io. Aprii la mano destra. La sfera metallica immediatamente levit e schizz verso di lui, mancando per un pelo Coral, le cui mani adesso avevano assunto una generica posizione di difesa da arti marziali, anche se non sapeva contro chi o cosa doveva difendersi. Cos continu a voltarsi intorno: Mandor, Nayda, Fantasma, di nuovo... Calmati, Coral, le dissi. Non corri alcun pericolo. L'occhio sinistro del Serpente!, url Nayda. Liberami, o Incorporeo, ed in cambio ti dar il mio! Contemporaneamente, Frakir mi stava avvertendo che le cose andavano male, in caso non l'avessi ancora capito. Che diavolo sta succedendo?, urlai. Nayda si alz d'improvviso in piedi, balz in avanti e, con quella innaturale forza demoniaca, mi rub dalla mano il Gioiello del Giudizio, mi spinse da una parte, ed usc di corsa nel corridoio. Barcollai, poi mi ripresi. Prendi quella Ty'iga!, gridai, e il Timone Fantasma sfrecci e mi super seguito dalle sferette di Mandor. 10.

Fui il terzo a precipitarmi nel corridoio. Girai a sinistra e cominciai a correre. Una ty'iga pu essere veloce, ma io non sono da meno. Credevo che il tuo compito fosse quello di proteggermi!, le gridai dietro. Questo ha la precedenza, mi rispose, per un obbligo che ho con tua madre. Che cosa?, dissi. Mia madre? Mi mise sotto un geas per prendermi cura di te quando partisti per la scuola, mi rispose. Questo per lo scioglie! Sono libera, finalmente! Maledizione!, commentai. Poi, mentre stava per raggiungere la scala, davanti a lei comparve il Segno del Logrus, pi grande di qualsiasi apparizione avessi mai evocato, ed occup tutto il corridoio, da muro a muro, sputando un fuoco tentacolare, ed avvolto in una minacciosa nebbia rossastra. Ci voleva una gran quantit di chutzpah per consentirgli di manifestarsi in quel modo l ad Ambra, sul terreno del Disegno, perci intuii che la posta doveva essere alta. Accoglimi, Logrus, implor lei, perch porto l'Occhio del Serpente!, ed il Logrus si apr, creando al suo centro un tunnel fiammeggiante. Riuscii a stabilire che l'altra estremit non doveva essere molto lontana dal punto del corridoio in cui mi trovavo. Ma poi Nayda venne fermata, come se avesse incontrato all'improvviso un muro di vetro, ed assunse una posizione di difesa. Tre sfere scintillanti di Mandor si disposero improvvisamente in orbita intorno alla forma catalettica di lei. Io venni spinto contro il muro. Alzai il braccio destro per difendermi da un'eventuale minaccia che piombasse dall'alto, guardandomi al tempo stesso le spalle. A qualche metro da me, era apparsa un'immagine del Disegno stesso, grossa quanto quella del Logrus, e si era manifestata contro Nayda, mentre il Logrus stava proprio davanti a lei, chiudendo la Signora o la ty'iga tra i due poli dell'esistenza, e comprendendo casualmente anche me nella parentesi. L'area intorno a me, quella vicina al Disegno, divenne luminosa come un mattino di sole, mentre la zona opposta assumeva l'aspetto di un sinistro crepuscolo. Stavano forse per ripetere il Big Bang, mi chiesi, con me a fare da riluttante testimone dell'evento? Uh, Vostri Onori, cominciai, sentendomi obbligato a convincerli a lasciar perdere e desiderando essere Luke, il quale sarebbe riuscito a trattare

magnificamente la faccenda. il momento ideale di ricorrere ad un arbitro imparziale, e si d il caso che io sia l'unico qualificato a farlo, se riflettete un attimo... Il cerchio dorato che sapevo essere Fantasma, improvvisamente cal sulla testa di Nayda, allungandosi in basso con la forma di un tubo. Fantasma era riuscito ad inserirsi tra le orbite delle sfere di Mandor e, in qualche modo, si era isolato dalle forze che esse stavano esercitando, perch le palline rallentarono la rotazione, oscillarono e, alla fine, caddero a terra. Due di esse colpirono il muro davanti a me, ed una rotol gi per le scale, verso destra. Il Segno del Disegno ed il Segno del Logrus in quel momento cominciarono ad avanzare, ed allora strisciai rapidamente vicino al Disegno. Non venite troppo vicino, gente!, annunci improvvisamente il Timone Fantasma. Non avete idea di cosa potrei fare se mi fate innervosire pi di quanto gi non sia. Entrambi i Segni fermarono la loro avanzata. Da dietro l'angolo a sinistra, sopra di me, udii la voce impastata d'alcool di Droppa, che cantava qualche Ballata da postribolo e stava venendo verso di noi. Poi si azzitt. Passarono diversi secondi, poi cominci a cantare Rock of Ages, con una voce molto, ma molto pi debole. Quindi anche quella canzone venne messa a tacere, seguita da un pesante tonfo e dal rumore di vetri rotti. Mi venne in mente che avrei dovuto essere in grado, da una distanza come quella, di estendere la mia coscienza nel Gioiello. Ma non ero certo di quali effetti avrei potuto produrre su di esso, considerando il fatto che nessuno dei quattro partecipanti al confronto era umano. Sentii l'inizio di un contatto via Trionfo. S?, mormorai. Allora udii la voce di Dworkin. Qualsiasi controllo tu possa avere sulla pietra, disse, usalo per tenere lontano il Gioiello dal Logrus. In quell'esatto momento una voce scoppiettante, che cambiava tono e caratteristica ad ogni sillaba, usc dal tunnel rosso. Restituisci l'Occhio del Caos, disse. L'Unicorno lo prese al Serpente quando lottarono, agli inizi. stato rubato! Restituiscilo! Restituiscilo! La faccia blu che avevo visto sopra il Disegno non si materializz, ma la voce che avevo udito rispose: stato pagato con sangue e dolore. Ha cambiato nome. Gioiello del Giudizio, Occhio del Caos o Occhio del Serpente sono tutti

nomi diversi della stessa pietra?, dissi. S, rispose Dworkin. Che succede se il Serpente restituisce il suo occhio?, volli sapere. Probabilmente l'Universo finir. Oh!, commentai. Quanto mi date per quell'oggetto?, domando Fantasma. Macchina impetuosa!, scand la voce del Disegno. Artefatto avventato!, fece eco il Logrus. Risparmiatevi i complimenti, disse Fantasma, e datemi quello che voglio. Potrei strappartelo e distruggerti..., rispose il Disegno. Potrei spezzarti in due e riprenderlo in due secondi..., dichiar il Logrus. Ma nessuno dei due lo far, rispose Fantasma, perch se uno dei due si concentrer su di me e sprecher le sue energie, diventer vulnerabile all'altro. Dentro la mia mente sentii Dworkin ridacchiare. Ditemi perch mai deve avvenire un simile confronto, prosegu Fantasma, dopo tutto questo tempo. L'equilibrio stato alterato in mio sfavore dai recenti interventi di questo voltafaccia, rispose il Logrus, facendo scoppiare una vampata di fuoco sulla mia testa, presumibilmente per indicare l'identit del voltafaccia in questione. Sentii odore di capelli bruciati, ed abbassai la testa. Aspetta un attimo!, gridai. Non mi stata concessa molta scelta nella faccenda! Ma c'era una scelta!, gemette il Logrus, e tu l'hai fatta. Certo che l'ha fatta, rispose il Disegno. Ma servita soltanto a ristabilire l'equilibrio che tu avevi volto in tuo favore. A ristabilirlo? Razza di ingrato! Adesso mutato a tuo favore! Inoltre, soltanto per caso si rivolto in mio favore, per quel traditore di suo padre. Un'altra palla di fuoco mi fece abbassare nuovamente la testa. Non sono stato io. Probabilmente lo hai ispirato tu. Se riesci a darmi il Gioiello, disse Dworkin, posso metterlo al riparo da tutti e due finch la faccenda non si sar sistemata. Non so se riuscir a prenderlo, dissi, ma me ne ricorder. Dallo a me, disse il Logrus a Fantasma, e ti porter con me come

mio Primo Servitore. Tu sei un analizzatore di dati, disse il Disegno. Io ti fornir delle conoscenze che nessuno in tutta l'Ombra possiede. Io ti dar il Potere, disse il Logrus. Non mi interessa!, disse Fantasma, ed allora il cilindro rote e svani. La ragazza, il Gioiello: tutto era scomparso. Il Logrus gemette, il Disegno mugugn, ed i due Segni del Potere corsero a scontrarsi, probabilmente nei pressi della vicina stanza di Bleys. Alzai tutti gli Incantesimi Protettivi che potevo. Dietro di me sentii che Mandor faceva lo stesso. Mi coprii la testa, raccolsi le ginocchia, e... Stavo cadendo. Sentii una botta lucente, silenziosa, e dei detriti mi colpirono proveniendo da diverse direzioni. Ebbi la sensazione che stessi per morire senza avere la possibilit di rivelare quello che leggevo nella natura della realt: Il Disegno non si preoccupava dei figli di Ambra pi di quanto il Logrus si preoccupasse dei figli delle Corti del Caos. Le Potenze forse si preoccupavano di loro stesse, l'una dell'altra, e di importanti principi cosmici come quelli dell'Unicorno e del Serpente, dei quali, probabilmente, non erano altro che manifestazioni geometriche. Non si preoccupavano certo di me, di Coral, di Mandor, e probabilmente neppure di Oberon o dello stesso Dworkin. Eravamo del tutto insignificanti, o al massimo degli strumenti, o talvolta delle seccature, da usare o distruggere a seconda delle circostanze... Dammi la mano, disse Dworkin, e lo vidi come in un contatto via Trionfo. L'allungai e... ... e caddi violentemente ai suoi piedi su un tappeto colorato disteso su un pavimento di mattoni, in una stanza senza finestre che una volta mi aveva descritto mio padre, piena di libri e di oggetti esotici, illuminata da sfere luminose sospese in aria senza alcun sostegno. Grazie, dissi, rialzandomi lentamente e massaggiandomi la coscia sinistra in un punto che mi stava facendo male. Ho afferrato per un attimo i tuoi pensieri, disse. C' molto di pi. Ne sono certo. Ma certe volte mi piace essere pessimista. Quanta verit c'era in quel mucchio di sciocchezze su cui discutevano le Potenze? Oh, era tutto vero, disse Dworkin, a modo loro. Il pi grosso ostacolo alla comprensione, l'interpretazione che danno dell'operato l'una dell'altra. Pi il fatto che si pu sempre fare un passo indietro: come la rottura nel Disegno che ha rafforzato il Logrus e la possibilit che il Logrus abbia spinto volontariamente Brand a farlo. Ma allora il Logrus potrebbe recla-

mare che ha ripagato con la stessa moneta il Giorno degli Arti Spezzati di diversi secoli fa. Non ne ho mai sentito parlare, dissi. Scroll le spalle. Non mi sorprende. Non era una questione molto importante, eccetto per loro. Quello che sto cercando di dire che cercare di capire il loro comportamento obbliga a fare un'infinit di regressioni... fino ad arrivare alle cause prime, che sono sempre infide. Allora qual la risposta? La risposta? Non mica una lezione di scuola. Non esistono risposte rilevanti, tranne che per un filosofo: vale a dire, qualcuno che non ha nessun lavoro pratico. Riemp una tazza di liquido verde da una fiasca d'argento e me la pass. Bevi questo, disse. Solitamente non bevo a quest'ora del mattino. Non una bibita. un medicinale, mi spieg. Sei vicino allo shock, che tu te ne sia accorto o meno. Ingoiai il liquido, che mi bruci la gola come se fosse liquore, ma non ne aveva il sapore. Nei successivi minuti cominciai a sentirmi rilassato, in certi posti in cui non credevo proprio di essere teso. Coral, Mandor..., dissi. Fece un gesto, e scese un globo luminoso. Poi tracci un segno nell'aria con un gesto quasi familiare, e su di me arriv qualcosa di simile al Segno del Logrus senza il Logrus. All'interno del globo si form un quadro. La lunga sezione di corridoio dove era avvenuto l'incontro era stata distrutta, insieme alle scale, agli appartamenti di Benedict, e forse anche a quelli di Grard. Anche le camere di Bleys, parte delle mie, e il soggiorno che avevo occupato pochi minuti prima, erano andate distrutte, e mancavano l'angolo nord-est, il pavimento e il soffitto della biblioteca. Di sotto, vidi che buona parte della cucina e dell'armeria erano state distrutte, e sicuramente avrei visto altre macerie lungo la strada. Guardando in alto i globi magici sono una comodit meravigliosa potevo vedere il cielo, il che significava che l'esplosione si era propagata fino al terzo ed al quarto piano, danneggiando presumibilmente la Suite Reale, le scale superiori e probabilmente anche il laboratorio... e chiss che altro. Sull'orlo del baratro, vicino a quella che doveva essere stata un'ala degli appartamenti di Bleys e di Grard, c'era Mandor, il braccio destro all'apparenza rotto, la testa nascosta dal suo grosso cinturone nero. Coral era ap-

poggiata pesantemente sulla spalla destra, ed aveva del sangue sulla faccia. Non sono certo che fosse completamente cosciente. Mandor la teneva per la vita con il braccio sinistro, e i due erano circondati da una sferetta metallica. In diagonale rispetto al baratro, c'era Random, su una pesante trave assai vicina all'apertura nel muro della biblioteca. Credo che Martin fosse montato sopra un mucchio di macerie. Aveva ancora in mano il sax. Random sembrava parecchio agitato, e mi parve che stesse urlando. Voce! Voce!, dissi. Dworkin fece un gesto con la mano. ... ottuto Signore del Caos ha fatto saltare il mio palazzo!, stava dicendo Random. La Signora ferita, Vostra Altezza, disse Mandor. Random si pass una mano sulla faccia. Poi alz gli occhi. Se c' una maniera semplice di portarla nei miei appartamenti, Vialle molto pratica in certi settori della medicina, disse con una voce pi calma. Lo sono anch'io, in quel campo. Potrebbe dirmi perlomeno dove si trovano, Vostra Altezza? Random si appoggi su un fianco e punt un dito verso l'alto. Sembra che non avrete bisogno della porta, per entrare, ma non so dirvi se sono rimaste le scale per portarvi di sopra o se c' un punto in cui potete passare. Lo trover, disse Mandor, e altre due sfere sfrecciarono verso di lui e si disposero in una strana orbita intorno a lui e a Coral. Dopo un p levitarono e si diressero lentamente verso l'apertura indicata da Random. Vi raggiunger presto, gli grid dietro Random. Mi parve che stesse per aggiungere qualcosa, ma poi guard la devastazione, abbass la testa e si volt. Io feci lo stesso. Dworkin mi stava offrendo un'altra dose di medicina verde, e la presi. Devo andare da lei, gli dissi. Mi piace quella signora, e voglio assicurarmi che stia bene. Posso certamente mandarti l, disse Dworkin, anche se non credo che tu possa fare qualcosa per lei che non venga fatto dagli altri. Forse il tempo sarebbe occupato meglio se cercassimo quella tua macchina girovaga, il Timone Fantasma. Deve essere convinto a restituire il Gioiello del Giudizio. Benissimo!, fui d'accordo. Ma prima voglio vedere Coral. La tua comparsa potrebbe causare un notevole ritardo, disse, per via

di tutte le spiegazioni che ti verrebbero richieste. Non mi importa. E va bene. Un momento, allora. Si allontan e prese dalla parete quella che mi sembr una bacchetta magica riposta in un astuccio, che era appeso ad un gancio. Si assicur l'astuccio alla cintura, poi and verso uno stanzino e prese dal cassetto una scatola piatta guarnita in pelle. Quando la fece scivolare in tasca, emise un debole suono metallico. Un piccolo portagioie scomparve in una manica senza produrre alcun rumore. Da questa parte, mi disse, prendendomi per mano. Mi fece girare e mi condusse nell'angolo pi buio della stanza, dove non aveva notato che era appeso un grande specchio dalla strana cornice. Dimostrava di avere una strana propriet riflettente, in quanto rifletteva da lontano sia noi che la stanza con perfetta chiarezza ma, man mano che ci avvicinavamo alla sua superficie, le immagini diventavano sempre pi indistinte. Potevo vedere cosa stava avvenendo, ma rimasi sul chi vive, mentre Dworkin, che mi aveva superato di un passo, entr nella superficie nebulosa e mi tir con s. Barcollai e recuperai l'equilibrio, poi mi ritrovai al centro della Suite Reale danneggiata dall'esplosione, di fronte ad uno specchio decorativo. Allungai rapidamente una mano e lo toccai con le dita, ma la sua superficie rimase solida. La piccola figura ricurva di Dworkin era davanti a me, e mi teneva ancora per mano. Guardando oltre quel profilo, che in un certo senso era una caricatura del mio, vidi che il letto era stato spostato verso est, lontano dall'angolo pieno di macerie e dal grosso buco apertosi nel pavimento. Random e Vialle erano accanto al letto, e ci davano le spalle. Stavano studiando Coral, che era stata adagiata sul copriletto e sembrava incosciente. Mandor, seduto su una sedia massiccia ai piedi del letto, che stava osservando le operazioni, fu il primo ad accorgersi della nostra presenza, e ci fece segno di averci visto con un cenno della testa. Come... sta?, chiesi. Commozione cerebrale, rispose Mandor, e una lesione all'occhio destro. Random si volt. Qualsiasi cosa fosse sul punto di dirmi, gli mor sulle labbra quando vide chi c'era accanto a me. Dworkin!, disse. Quanto tempo passato! Non sapevo neanche se fossi vivo. Stai... bene?

Il nano ridacchi. Capisco l'implicazione, e ti posso assicurare che la mia testa a posto, rispose. Adesso vorrei esaminare la signora. Ma certo, rispose Random, facendosi da parte. Merlin, disse Dworkin, guarda se riesci a localizzare quel tuo Timone Fantasma, e chiedigli di restituire l'oggetto che ha preso in prestito. Capisco, dissi, cercando in tasca i miei Trionfi. Qualche secondo dopo, mi stavo allungando, allungando... Ho sentito il tuo tentativo qualche momento fa, P. Bene, ce l'hai o non ce l'hai il Gioiello? S, con lui ho finito. Finito? Finito di utilizzarlo. In che modo lo hai... utilizzato? Quando mi hai fatto capire che trasferire la propria coscienza in lui avrebbe fornito una certa protezione dal Disegno, mi sono chiesto se avrebbe funzionato con un essere idealmente sintetizzato come me. Che simpatica definizione: 'idealmente sintetizzato'! Dove l'hai trovata? L'ho coniata io stesso quando ho cercato il termine pi adatto. Ho il presentimento che ti rifiuter. Non l'ha fatto. Oh! Ti sei veramente trasferito in quell'oggetto? S. E che effetto ha avuto su di te? una cosa difficile da valutare. Le mie percezioni sono state alterate. complicato spiegarlo... sottile, comunque sia. Affascinante! Adesso puoi trasferire la tua coscienza nella pietra da lontano? S. Quando tutti i nostri guai saranno finiti, voglio proprio darti una controllatina. Sono curioso anch'io di sapere che cosa cambiato. Nello stesso tempo, qui abbiamo bisogno del Gioiello. Sta arrivando. L'aria tremol. Il Timone Fantasma comparve sotto forma di un anello d'argento, al cui centro c'era il Gioiello. Lo presi e lo consegnai a Dworkin, che non mi de-

gn neanche di un'occhiata nel riceverlo. Guardai il viso di Coral ed allontanai lo sguardo immediatamente, desiderando di non averlo fatto. Mi avvicinai a Fantasma. Dov' Nayda?, gli chiesi. Non ne sono sicuro, rispose. Mi ha chiesto di lasciarla nei pressi della grotta di cristallo quando le ho levato il Gioiello. Cosa stava facendo? Piangeva. Perch? Presumo che entrambi gli scopi che aveva nella vita siano stati frustrati. Aveva il compito di vegliare su di te finch una circostanza imprevista non le avesse dato l'opportunit di entrare in possesso del Gioiello, nel cui caso sarebbe stata liberata dalla prima direttiva. La circostanza si verificata; ma io l'ho privata della pietra. Adesso non pi legata a niente. Chiunque penserebbe che dovrebbe essere felice di essere libera, alla fine. Non aveva scelto lei i due compiti. Pu ritornare a fare quello che fanno i Demoni liberi oltre il Muro del Cerchio. Non esattamente, Pap. Che vuoi dire? Sembra che sia incollata a quel corpo. Sembra che non possa abbandonarlo come ha fatto con gli altri corpi che ha usato. C'entra qualcosa il fatto che esso non aveva un precedente occupante. Oh. Presumo che possa, uh, terminarlo, e in quel modo liberarsi. Gliel'ho suggerito, ma non sicura che funzionerebbe. Potrebbe rimanere uccisa mentre ancora dentro il corpo, adesso che gli legata in quel modo. Cos rimasta vicino alla grotta? No. Ha ancora i suoi poteri di ty'iga, che fanno di lei una specie di creatura magica. Credo che se ne sia semplicemente andata in giro nell'Ombra mentre io ero nella grotta a fare esperimenti con il Gioiello. Perch la grotta? l che tu vai a fare delle cose di nascosto: no? S. Allora come ho potuto raggiungerti con il Trionfo? Avevo gi ultimato l'esperimento e mi ero allontanato. A dire il vero, stavo cercando lei, quando mi hai chiamato. Credo che faresti meglio a cercarla ancora. Perch? Perch le devo certi favori passati... anche se me l'ha messa dietro mia

madre. Certamente! Non sono sicuro di riuscirci, per. Le creature magiche non sono rintracciabili cos facilmente come gli esseri umani. Fai lo stesso un tentativo. Mi piacerebbe sapere dove andata, e se c' qualcosa che posso fare per lei. Forse il tuo nuovo senso di orientamento ci sar di aiuto... in qualche modo. Vedremo, disse, e scomparve. Mi afflosciai. Mi chiesi come l'avrebbe presa Orkus. Una figlia ferita e l'altra posseduta da un Demone in giro nell'Ombra! Mi spostai ai piedi del letto e mi appoggiai alla sedia di Mandor. Lui tese la mano sinistra e mi strinse il braccio. Non credo che ti abbiano insegnato a riaggiustare le ossa in quel mondo di Ombre in cui sei stato, vero?, volle sapere. Temo di no, gli risposi. Peccato!, replic. Dovr aspettare il mio turno. Possiamo trasportarti via Trionfo da qualche parte e farti medicare l, gli proposi, cercando le mie carte. No, disse, voglio vedere come vanno a finire le cose qui. Mentre parlava, mi accorsi che Random sembrava impegnato in un'intensa comunicazione via Trionfo. Vialle era vicina a lui, come se volesse proteggerlo dall'apertura nel muro, qualunque cosa potesse uscirne. Dworkin continuava a trafficare con il viso di Coral, impedendoci di vedere con il proprio corpo che cosa stava esattamente facendo. Mandor, dissi, sapevi che fu mia madre a mandare la ty'iga per prendersi cura di me? S, rispose. Me lo disse quando tu uscisti dalla stanza. Parte dell'Incantesimo non le permetteva di rivelartelo. Era l solo per proteggermi, o forse anche per spiarmi? Questo non te lo so dire. La cosa non emersa, ma sembra che i suoi timori fossero giustificati. Eri in pericolo. Pensi che Dana sapesse di Jastra e di Luke? Fece per alzare le spalle, trasal, poi ci ripens. Neanche a questo so risponderti. Se lo sapeva, non conosco la risposta alla successiva domanda di come faceva a saperlo? Okay? Okay. Random fin la conversazione, coprendo un Trionfo. Poi si volt e rimase a fissare Vialle per un p. Sembrava che stesse per dire qualcosa, ma ci ripens e distolse lo sguardo. Guard me. In quel momento Coral si lamen-

t, ed io mi alzai, sfuggendo al suo sguardo. Aspetta un momento, Merlin, disse Random, prima di affrettarti da lei. Sostenni il suo sguardo. Non so se fosse arrabbiato o semplicemente incuriosito. La fronte corrugata ed il restringimento degli occhi indicavano entrambe le cose. Signore?, dissi. Mi si avvicin, mi prese per il gomito, e mi allontan dal letto, conducendomi verso la stanza vicina. Vialle, ti rubo lo studio per un paio di minuti, disse. Fai pure, rispose lei. Mi fece entrare e chiuse la porta. Nella stanza c'era un busto caduto e rotto di Grard. In quello che sembrava l'attuale studio di Vialle, una creatura marina tentacolata di una specie mai vista, occupava l'altra estremit dell'ambiente. Random si gir improvvisamente verso di me e mi fiss. Hai seguito la situazione Begma-Kashfa?, mi chiese. Pi o meno, risposi. Bill mi ha riassunto la situazione l'altra sera: ossia Eregnor e tutto il resto. Ti ha detto che volevamo far entrare Kashfa nel Cerchio Dorato e risolvere il problema di Eregnor riconoscendo il diritto di Kashfa su quel possedimento? Non mi era piaciuto il modo in cui mi aveva rivolto la domanda, e non volevo mettere Bill nei guai. Quando ne avevamo parlato mi era parso che la faccenda fosse ancora segretissima. Perci dissi: Temo di non ricordare tutti i particolari della faccenda. Bene, questo quello che avevo in mente di fare, mi disse Random. Solitamente non facciamo simili concessioni quelle che favoriscono un paese alle spese di un altro ma Arkans, il Duca di Shadburne, ci ha creato dei problemi. Era il miglior Capo di Stato per i nostri piani, ed io gli avevo spianato la strada al trono, adesso che quella puttana dai capelli rossi fuori combattimento. Sapeva che poteva appoggiarsi in parte a me dal momento che aveva la possibilit di accettare il trono sulla base di una duplice carenza nella successione e mi ha chiesto Eregnor: perci gliel'ho dato. Capisco..., dissi. Ma non so come tutto questo potrebbe interessarmi. Gir la testa e mi studi con l'occhio sinistro.

L'incoronazione doveva avvenire domani. In realt, stavo appunto per vestirmi e trasferirmi l via Trionfo... Stai parlando al passato, osservai, per riempire il silenzio che aveva lasciato tutto intorno a me. Lo so. Lo so!, mormor, allontanandosi. Poi fece qualche passo, posando un piede su una statua caduta, e si volt di nuovo. Il buon Duca, adesso, o morto o prigioniero. E non ci sar nessuna incoronazione?, chiesi. Au contraire!, replic Random, studiando ancora la mia faccia. Ci rinuncio, dissi. Dimmi che sta succedendo. C' stato un colpo di stato, all'alba, questa mattina. Al palazzo? Forse anche l. Ma stato bloccato da una forza militare esterna. Che faceva Benedict mentre accadeva tutto questo? Ieri gli avevo ordinato di ritirare tutti gli uomini, prima di tornare a casa. Le cose sembravano tranquille, e non sarebbe stato cortese fare intervenire delle truppe da combattimento di Ambra durante l'incoronazione. Vero!, dissi. Cos qualcuno si inserito, quasi nello stesso momento in cui Benedict se ne andava, ed ha fatto fuori l'uomo che doveva diventare Re, senza che nessuna forza di polizia locale gli facesse capire che questo non era carino? Random annu lentamente con il capo. andata pi o meno cos, disse. Perch pensi che le cose siano andate in questo modo? Forse non erano del tutto dispiaciuti del nuovo ordine delle cose. Random sorrise e fece schioccare le dita. Si potrebbe quasi pensare che tu sapessi cosa stava succedendo..., disse. E non sarebbe esatto, dissi io. Oggi il tuo vecchio compagno di classe Lukas Raynard diventa Rinaldo I, Re di Kashfa. Che mi venga un accidenti!, dissi. Non avevo idea che lo desiderasse. Cosa hai intenzione di fare al riguardo? Credo che salter l'incoronazione. Intendo pi a lungo termine. Random sospir e si allontan, prendendo a calci le macerie. Vuoi sapere se mander l Benedict a destituirlo? In una parola, s.

Questo ci farebbe fare una brutta figura. Quello che Luke ha fatto non in contrasto con le usanze politiche graustarkiane che prevalgono in quell'area. Non avremmo fatto altro che favorire quello che stava rapidamente diventando un grosso guaio politico. Avremmo potuto tornare e riprovarci, se si fosse trattato di un colpo di stato di un Generale o di un Nobile folle deluso nelle sue aspirazioni di grandezza, ma Luke ha una pretesa legittima, che attualmente pi forte di quella di Shadburne. Inoltre, molto popolare: giovane, e sa gestire bene la sua immagine. Avremmo meno giustificazioni andandoci adesso, di quante ne avremmo avute andandoci prima. Nonostante questo, stavo quasi decidendomi a rischiare di essere chiamato aggressore se ci fosse servito a tenere lontano dal trono quel figlio di una maledetta assassina. Poi, il mio agente a Kashfa mi viene a dire che sotto la protezione di Vialle. Allora glielo chiedo, e lei mi dice che vero e che tu eri presente quando successo. Mi ha detto che mi racconter tutto subito dopo l'intervento di Dworkin, in caso avesse bisogno delle sue capacit empatiche. Ma non posso aspettare: raccontami cosa successo. Prima devi dirmi una cosa. Quale? Quali forze militari hanno portato Luke al potere? Dei mercenari. Di Dalt? S. Sta bene. Luke ha scordato la sua vendetta contro la Casa di Ambra, dissi. Lo ha fatto liberamente, dopo una conversazione avuta con Vialle la notte scorsa. stato allora che lei gli ha dato l'anello. Allora ho pensato che lo avesse fatto per impedire a Julian di attentare alla sua vita, visto che stavamo andando ad Arden. stato in conseguenza del cosiddetto ultimatum di Dalt a Luke e a Jastra? Esatto. Non mi mai venuto in mente che l'intera faccenda potesse essere un bluff per far riunire Dalt e Luke e consentir loro di effettuare il colpo di stato. Il che significherebbe che anche quel combattimento stata una finta e, adesso che ci penso, Luke ha avuto la possibilit di parlare con Dalt, prima della sfida. Random alz una mano. Aspetta, disse. Ricomincia tutto da capo. Bene. Lo feci. Quando ebbi finito, avevamo percorso avanti e indietro lo studio

un'infinit di volte. Sai, mi disse allora, l'intera faccenda mi suona come se Jastra avesse gi architettato tutto prima di diventare un attaccapanni. Mi venuto lo stesso pensiero, dissi, sperando che non volesse indagare su dove si trovava al momento. E, pi ci pensavo, ricordando la sua reazione quando aveva saputo di Luke dopo la nostra irruzione nella Fortezza, pi cominciavo a credere che non solo era al corrente di tutto quello che si stava preparando, ma che era stata addirittura in contatto con Luke molto prima di me. stato architettato tutto molto bene!, comment Random. Dalt deve avere agito in base a dei vecchi ordini. Non essendo sicuro di come fare per unirsi a Luke o a contattare Jastra per nuove istruzioni, si inventato quella messinscena qui ad Ambra. Benedict avrebbe potuto sputargli ancora, con la stessa bravura ed un maggiore effetto. Vero! Presumo che tu intenda regalare le sue budella al Diavolo, quando sar il momento. Significa anche che Luke deve aver organizzato in tutta fretta il complotto e progettato il finto duello durante la loro breve conversazione ad Arden. Perci qui controllava tutto, mentre ci ha fatto credere di essere prigioniero, il che ci impediva di pensare che fosse una minaccia per Kashfa come in realt era... se vogliamo vederla cos. In che altra maniera possiamo vederla? B, come hai detto tu stesso, la sua pretesa al trono non del tutto infondata. Cosa vuoi fare? Random si massaggi le tempie. Inseguirlo ed ostacolare l'incoronazione sarebbe una mossa estremamente impopolare, disse. C' una cosa, per, che mi incuriosisce. Dici che questo tizio un grande imbroglione. Tu eri li. stato lui a chiedere a Vialle di metterlo sotto la sua protezione? No, dissi. Sembrava sorpreso quanto me del suo gesto. Ha rinunciato alla vendetta perch ha ritenuto soddisfatto il proprio onore, perch era stato uno strumento della madre, e per la nostra amicizia. Mi sembrava sincero. Penso ancora che Vialle gli avesse dato l'anello per mettere fine alla vendetta, in modo che nessuno attentasse alla sua vita. Questo risponde al suo carattere, disse Random. Se avessi pensato che si era approfittato di lei, lo avrei ucciso con le mie stesse mani. Il mio imbarazzo, perci, involontario, e posso conviverci. Lancio l'esca per far salire al trono Arkans, e poi il mio uomo viene messo da parte all'ultimo minuto da qualcuno che ha la protezione di mia moglie. Si potrebbe pensa-

re che tra di noi ci siano delle divergenze... e non mi piace dare quell'impressione. Ho il presentimento che Luke sar molto conciliante. Lo conosco abbastanza bene da apprezzare tutte le sue finezze. Giurerei che per Ambra un uomo con cui possibile trattare molto facilmente, a qualsiasi livello. Ci scommetto anch'io. Perch non dovrebbe esserlo? Per nessun motivo, dissi. Che fine far adesso quel trattato? Random sorrise. Mi sono sganciato. Non mi mai piaciuto il fatto di dover consegnare Eregnor. Adesso, se dovr esserci un trattato, ricominceremo tutto ab initio. Ma non sono neanche sicuro che ce ne sia bisogno. Vadano all'inferno! Scommetterei che Arkans ancora vivo..., dissi. Credi che Luke lo abbia preso in ostaggio per impedire che gli conferissi il rango del Cerchio Dorato? Alzai le spalle. Sei in rapporti stretti con Arkans? B, l'ho tirato in ballo io, e mi sento in obbligo verso di lui. Ma non credo neanche di dovergli troppo. comprensibile. Ambra perderebbe la faccia se trattasse direttamente con una potenza di secondo piano come Kashfa in un momento come questo. Verissimo!, dissi. E, quanto a questa faccenda, Luke non ancora Capo di Stato in maniera ufficiale. Arkans per se ne starebbe ancora a godersi la vita nella sua villa, se non fosse stato per me, e Luke sembrerebbe veramente un tuo amico magari un p calcolatore ma pur sempre un amico. Vorresti che io tirassi fuori la cosa durante l'imminente dibattito sulla scultura atomica di Tony Price? Annu col capo. Credo che dovresti organizzare la tua conferenza artistica molto presto. A dire il vero, non sarebbe disdicevole per te assistere all'incoronazione di un amico... a titolo di partecipazione personale. Il tuo doppio lignaggio potrebbe tornarci utile, e Luke otterrebbe lo stesso la sua parte di onori. Anche cos, scommetto che vorr quel trattato. Anche se fossimo propensi ad accordarglielo, non gli garantiremmo Eregnor. Capisco.

E tu non sei autorizzato ad impegnarti in nostro nome. Capisco anche questo. Allora perch non vai a darti una ripulita e vai a farti una chiacchierata con lui? La tua stanza dietro la voragine. Puoi passare dal buco nel muro e calarti gi con l'aiuto di una trave che mi sembrata intatta. Va bene, far cos, risposi, avviandomi in quella direzione. Ma prima una domanda che non c'entra niente con l'argomento. S? Mio padre stato qui di recente? Non che io sappia, disse, scuotendo lentamente la testa. Naturalmente siamo tutti molto abili nel nascondere i nostri arrivi e le nostre partenze se vogliamo. Ma ritengo che si sarebbe fatto vedere, se fosse tornato. Lo credo anch'io, dissi. Poi mi voltai ed uscii attraverso il muro, scendendo e sostenendomi con le braccia nella voragine. 11. No. Mi aggrappai alla trave, penzolai e mi lasciai cadere. Atterrai quasi dolcemente al centro di un corridoio in una zona che doveva trovarsi approssimativamente tra le due porte dei miei appartamenti. Questo a parte il fatto che la prima porta non c'era pi, che la sezione di muro che avrebbe dovuto permettere l'ingresso (o l'uscita, a seconda da quale parte stavi) era crollata, per non parlare poi della mia sedia preferita e di un soprammobile che conteneva delle conchiglie che avevo raccolto sulle spiagge di tutto il mondo. Peccato! Mi stropicciai gli occhi e me ne andai, perch in quel momento anche la prospettiva di non avere pi un alloggio passava in secondo piano. Al Diavolo! Mi avevano gi distrutto parecchi appartamenti. Di solito verso il 30 di Aprile... Come in Niagara, mi girai lentamente... No! S! Dalla parte opposta alle mie stanze, dove prima c'era un muro vuoto, adesso c'era un corridoio che portava nell'area nord. Mentre mi calavo sulla trave, avevo intravisto una zona scintillante. Sorprendente! Gli Dei avevano seguito il ritmo della mia musica di sottofondo. Ero gi stato in quel corridoio, per la precisione in uno dei locali su al quarto piano, che correva

da est a ovest tra due ripostigli. Una delle stranezze del Castello di Ambra, il Corridoio degli Specchi, oltre a sembrare pi lungo in una direzione piuttosto che nell'altra, ospitava una serie innumerevole di specchi. Innumerevole in senso letterale. Se provavi a contarli, non veniva mai due volte lo stesso totale. C'erano specchi grandi, piccoli, stretti, tozzi, colorati, distorcenti; specchi dalle complicate cornici fuse o intagliate specchi dalle cornici semplici, e specchi senza cornice; c'erano specchi con una moltitudine di forme geometriche, aguzze, indecifrabili, tondeggianti. Avevo percorso il Corridoio degli Specchi in diverse occasioni, tra gli effluvi di candele profumate, avvertendo a volte presenze subliminari tra le immagini, cose che svanivano all'istante. Avevo subito il fascino strano di quel posto, ma non avevo mai risvegliato in un certo senso il suo genio addormentato. E forse avevo fatto bene. Non si sa mai cosa aspettarsi in quel luogo l. Perlomeno era questo che mi aveva detto Bleys una volta. Non era certo se gli specchi scagliassero in oscuri regni dell'Ombra, se ipnotizzassero inducendo degli stati onirici bizzarri, se lanciassero in regni puramente simbolici arredati con il mobilio della psiche, o se giocassero in modo maligno oppure inoffensivo con la mente di chi li guardava. Qualunque cosa succedesse in quel posto, non era di certo inoffensiva, perch a volte dei ladri occasionali, dei servitori, o dei visitatori, erano stati trovati morti, oppure sul pavimento storditi, o gementi in quel corridoio scintillante, il pi delle volte con sul viso delle espressioni stranissime. E di solito, verso i solstizi e gli equinozi anche se poteva succedere in qualsiasi stagione il corridoio stesso cambiava posizione, certe volte limitandosi solo a dividersi un p. In genere veniva considerato con sospetto ed evitato, anche se poteva o fare del male, oppure fornire qualche presagio favorevole, sia immediatamente, sia dopo un'infinit di tempo. Era l'incertezza del tutto a generare dell'ansia. E certe volte, mi avevano detto, sembrava quasi che cercasse una persona in particolare, per portarle i suoi ambigui doni. In tali occasioni era reputato pi pericoloso rifiutare che accettare l'invito. Allora, andiamo?, dissi. Ora? Le ombre danzarono sul pavimento, ed intravidi quelle candele intossicanti. Mi mossi in avanti, allungai la mano sinistra dietro l'angolo e tastai il muro. Frakir non si tese. Sono Merlin, dissi, e sono molto occupato in questo momento. Sei

sicuro che non preferiresti riflettere qualcun altro? La fiammella pi vicina mi parve per un momento una mano fiammeggiante, che mi chiamasse. Maledizione!, mormorai, ed entrai nel corridoio. Quando entrai non ebbi la sensazione di camminare. Un lungo tappeto rosso copriva il pavimento: dei granelli di polvere si sollevarono sotto le luci, mentre passavo. Mi vedevo vicino a me stesso in una moltitudine di riflessi, mentre il tremolio delle candele faceva sembrare variopinto il mio abbigliamento, e trasformava il mio viso in un gioco di riflessi. Un tremolio! Per un momento ebbi la sensazione che il fiero volto di Oberon mi stesse guardando da un piccolo specchio ovale con la cornice in ferro: era certamente uno scherzo della luce. Ancora il tremolio! Avrei giurato che una caricatura animalesca della mia stessa faccia mi avesse guardato per un momento: aveva la lingua penzolante, ed era riflessa da un rettangolo di mercurio situato a media altezza alla mia sinistra, con una cornice a motivi floreali in ceramica. Quella faccia divent improvvisamente del tutto umana non appena mi girai, e mi beffeggi. Rumore di passi, passi ovattati. Mi chiesi se dovessi evocare la mia Visione del Logrus o addirittura provare con quella del Disegno. Ero riluttante ad usare entrambe, per: il ricordo degli aspetti pi sgradevoli delle due Potenze era ancora troppo vivo dentro di me per sentirmi tranquillo. Stava per succedermi qualcosa, ne ero certo. Mi fermai ad esaminare quello che pensai dovesse essere il mio viso... in una cornice di metallo nero, adorna di diversi simboli d'argento delle Arti Magiche. Il cristallo era opaco, come se nelle sue profondit si agitassero degli spiriti. Il mio viso sembrava pi magro, i lineamenti pi marcati, con un debole alone rosso che mi tremolava intorno alla testa. C'era qualcosa di gelido e di vagamente sinistro in quella immagine, ma anche se rimasi a studiarla per un bel pezzo, non successe niente. Non ci furono n messaggi, n illuminazioni, n cambiamenti. In realt, pi la guardavo, e pi quei piccoli tocchi drammatici mi sembravano degli scherzi della luce. Passai oltre, cogliendo lampi di paesaggi ultraterreni, di creature esotiche, e tracce di ricordi quasi subliminari di amici e parenti defunti. Un qualcosa all'interno di uno specchio mi fece addirittura un saluto con la mano. Salutai anch'io. Essendo da poco sopravvissuto al trauma del tracciato che passava nella terra tra le Ombre, non ero cos impaurito da quelle

manifestazioni insolite e forse minacciose come sarei stato in qualsiasi altro momento. Pensai di vedere un uomo gobbo, che ondeggiava come se si trovasse in mezzo ad un forte vento, le mani legate dietro la schiena, ed un cielo di El Greco sulla testa. Ho passato due brutte giornate, dissi ad alta voce, e non c' alcun segno di rallentamento. Credo proprio di andare di corsa, se capisci cosa voglio dire. Qualcosa mi colp al rene destro: allora mi girai, ma non c'era nessuno. Poi sentii una mano sulla spalla che mi fece voltare. Collaborai rapidamente. Nessuno neanche l. Chiedo scusa, dissi, se la situazione lo richiede. Mani invisibili continuarono a spingermi avanti, facendomi passare davanti a molti specchi bellissimi. Venni guidato davanti ad uno specchio di poco valore, con una cornice di legno tarlato. Aveva l'aspetto di un oggetto proveniente da una vendita all'ingrosso. C'era una leggera imperfezione nel cristallo, vicino al mio occhio sinistro. La forza sconosciuta che mi aveva sospinto fino l mi lasci andare. Mi venne in mente che le Potenze che albergavano in quel luogo avevano forse cercato di affrettare le cose per mia richiesta, e che non mi stavano sollecitando con un certo umore irritabile. Perci dissi Grazie tanto per stare tranquillo, e continuai a guardare. Mossi la testa avanti e indietro, a destra e a sinistra, producendo delle increspature nella mia immagine. Ripetei i movimenti mentre aspettavo il compiersi degli eventi. La mia immagine rimase inalterata, ma al terzo o al quarto ondeggiamento lo sfondo cambi. Non mi trovavo pi alle spalle una parete di specchi debolmente illuminata: la parete era scomparsa, e non riapparve nello specchio al mio movimento successivo. Al suo posto c'era una pianura di arbusti sotto un cielo notturno. Continuai a muovere ancora la testa, ma l'effetto di increspamento era svanito. I cespugli sembravano molto reali, anche se la mia visione periferica mi mostrava che il corridoio era rimasto inalterato e che alle due estremit c'erano ancora i muri. Continuai a studiare gli arbusti apparentemente riflessi, cercando dei presagi, dei portenti, dei segni, o anche il pi piccolo movimento. Non si manifest niente del genere, pur se si avvertiva una sensazione di reale profondit. Percepivo una specie di venticello fresco dietro al collo. Dovevo essere rimasto a guardare per diversi minuti, aspettando che lo specchio producesse qualcosa di nuovo. Ma non accadde niente. Se quello era il

meglio che poteva offrire, allora decisi che era ora di muoversi. Mi sembr che qualcosa si muovesse tra i cespugli alle mie spalle, provocando un riflesso. Mi girai immediatamente, proteggendomi con le mani. Vidi che era solo il vento che li aveva mossi. Poi mi resi conto di non trovarmi pi nel corridoio, e mi voltai nuovamente: lo specchio e la sua parete erano scomparsi. Adesso avevo di fronte una collina, sulla cui sommit c'era una fila di rovine. Da sotto il muro crollato proveniva una luce incerta. Si risvegliarono sia la mia curiosit, sia la ricerca di uno scopo, e cominciai a risalire lentamente la collina, la coscienza sempre vigile. Il cielo pareva diventare pi scuro mano a mano che salivo, ed era sereno, con un'abbondanza di stelle che luccicavano in costellazioni sconosciute. Mi mossi un p a fatica tra le pietre, l'erbacce, i cespugli, le macerie. Dall'interno del muro ricoperto d'edera adesso sentivo arrivare delle voci. Sebbene non riuscissi a distinguere le parole, non mi parve una conversazione quella che udivo, quanto piuttosto una cacofonia, come se un gran numero di individui, di razze e di et miste, stessero recitando simultaneamente dei monologhi. Arrivato sulla cima della collina, allungai una mano finch non trovai la superficie irregolare del muro. Decisi di non andare a vedere che genere di attivit si stesse svolgendo all'interno. Poteva darsi che qualcuno che non conoscevo mi vedesse. Mi sembr molto pi semplice arrivare il pi in alto possibile, mettere i palmi delle mani sulla sommit pi vicina, e tirarmi su: cosa questa che feci. Riuscii a trovare un appoggio anche per la punta dei piedi, quando la mia testa raggiunse la sommit, e ad alleviare l'indolenzimento alle braccia posando parte del mio peso su di essi. Negli ultimi centimetri tirai su il corpo con attenzione, scrutando tra le pietre rotte e gi nell'interno dell'edificio diroccato. Sembrava una specie di chiesa. Il tetto era crollato, ed il muro posteriore era ancora in piedi nelle medesime condizioni di quello cui mi appoggiavo. C'era un altare alquanto malridotto in una zona rialzata alla mia destra. Qualunque cosa fosse accaduta in quel posto, doveva essersi verificata tanto tempo prima, perch gli arbusti ed i viticci erano cresciuti irregolarmente sia all'interno che all'esterno dell'edificio, addolcendo i contorni di pilastri spezzati, di colonne cadute, di frammenti di tetto. Sotto di me, in un'area libera, era stato disegnato un grande pentagramma. Sulla punta di ogni stella c'era una persona, la faccia rivolta verso l'esterno. Nei cinque punti in cui le linee si intersecavano, all'interno del di-

segno, splendeva una torcia, la cui impugnatura era conficcata in terra. Sembrava una particolarissima variante dei riti che conoscevo, e mi meravigliai del fatto che i cinque individui non fossero protetti meglio e che stessero operando in concerto anzich partire ognuno per un viaggio personale ignorando gli altri. I tre che potevo vedere chiaramente mi davano la schiena. I due che avevano la faccia rivolta nella mia direzione erano poco distinguibili, con i volti seminascosti da ombre. Alcune voci era maschili, altre femminili. Una stava cantando, due salmodiavano; le altre due stavano semplicemente parlando, con delle tonalit artificiali e teatrali. Mi tirai su pi in alto, cercando di vedere la faccia dei due pi vicini. Perch c'era qualcosa di familiare nell'insieme, e sentivo che, se avessi riconosciuto l'identit di una sola persona, avrei potuto scoprire anche quella delle altre. Un'altra domanda ai primi posti nella lista era cos'era che stavano chiamando. Ero al sicuro l sul muro, cos vicino alle loro operazioni, in caso si fosse verificato qualcosa di insolito? Mi tirai ancora pi s. Avvertii che il mio centro di gravit si era spostato, mentre la visuale era migliorata. Poi mi resi conto che stavo avvicinandomi senza sforzo. Un secondo dopo vidi che il muro stava crollando, trascinandomi gi, a destra, al centro di quel rituale dalla strana coreografia. Cercai di allontanarmi dal muro, sperando di rotolare in terra e scappare via il pi in fretta possibile. Ma era gi troppo tardi: la mia brusca spinta mi sollev per aria, ma non ferm la mia caduta verso il basso. Nessuno di quelli che mi stavano sotto si spost minimamente, anche se piovevano calcinacci, e finalmente, mentre precipitavo gi, riuscii a cogliere qualche parola riconoscibile. Chiamo te, Merlin, perch tu cada in mio potere adesso!, stava salmodiando una delle donne. Un rituale piuttosto efficace dopotutto, riflettei, mentre atterravo di schiena sul pentagramma, le braccia svolazzanti all'altezza delle spalle e le gambe aperte. Ero in grado di piegare il mento, di proteggermi la testa, e lo sbattere delle mie braccia sembrava aver prodotto l'effetto di smorzare la caduta, cosicch non ero troppo malconcio dopo l'impatto. Le torri di fuoco alte tre metri ondeggiarono davanti a me per diversi secondi, poi si stabilizzarono in una fiammata permanente. Le cinque figure continuarono a guardare verso l'esterno. Cercai di alzarmi, e scoprii che non potevo. Era come se mi avessero incollato in quella posizione. Frakir mi aveva avvertito troppo tardi, mentre stavo gi cadendo, e ades-

so ero incerto sull'eventuale impiego in cui avrebbe potuto servirmi. Potevo farlo strisciare fino ad uno di quegli individui con l'ordine di salirgli fino alla gola e strangolarlo ma, fino a quel momento, non avevo modo di stabilire chi di loro meritasse un simile trattamento. Sono mortificato di essere piombato qui senza preavviso, dissi, e mi rendo conto che questa una festa privata. Se qualcuno vuole essere cos gentile da liberarmi, me ne andr subito... La figura vicina al mio piede sinistro volt la faccia e mi fiss. Indossava un vestito azzurro, ma non c'era nessuna maschera sul suo viso reso rosso dal fuoco. Aveva un sorriso forzato, che svan non appena si umett le labbra. Era Julia, e teneva un coltello nella mano destra. Il solito gradasso!, mi disse. Sempre pronto con una risposta insolente in ogni situazione. una copertura per nascondere la tua ritrosia ad impegnarti in qualcosa o con qualcuno. Perfino con quelli che ti amano. Potrebbe anche essere del semplice senso dell'umorismo, dissi, una cosa questa che comincio a capire che tu non hai mai avuto. Scosse adagio la testa. Tieni tutti a debita distanza. Tu non ti fidi di nessuno. una caratteristica di famiglia, dissi. Ma la prudenza non esclude l'affetto. Cominci a sollevare la sua lama, ma indugi un attimo. Vorresti dirmi che mi ami ancora?, mi chiese. Non ho mai smesso, dissi. solo che ti ho incontrata troppo presto. Tu volevi da me pi di quanto potessi darti in quel momento. Stai mentendo, disse, perch la tua vita nelle mie mani. Potrebbero venirmi in mente diecimila ragioni per mentire, dissi, ma, sfortunatamente, sto dicendo la verit. In quel momento si ud un'altra voce familiare, che proveniva dalla mia destra. Era troppo presto per noi per parlare di queste cose, disse, ma le invidio il tuo amore. Girando la testa, vidi quest'altra, persona, adesso voltata verso l'interno: era Coral, con l'occhio destro coperto da una benda, ed anche lei teneva in mano un coltello. Poi vidi che cosa aveva nella sinistra, e mi voltai a guardare nuovamente Julia. S, avevano tutte e due delle forchette, oltre ai coltelli. Et two, dissi. Ti ho detto che non parlo inglese, replic Coral.

Et tu, rispose Julia, sollevando le sue posate. Chi dice che non ho il senso dell'umorismo? Si sputarono addosso di fronte a me, e parte dei loro sputi non rest quel che si dice a distanza. Mi venne in mente che Luke avrebbe provato a sistemare le cose facendo a tutte e due una dichiarazione l su due piedi. Ebbi la sensazione che con me non avrebbe funzionato, perci non lo feci. Questa un'oggettivazione della nevrosi matrimoniale, mi dissi. un'esperienza di proiezione. un sogno che sembra vero. ... Julia si pieg su un ginocchio, e la sua mano destra brill verso il basso. Sentii entrare la lama nella mia coscia sinistra. Il mio urlo venne interrotto quando Coral mi piant la sua forchetta nella spalla destra. Tutto questo ridicolo!, gridai, mentre nelle loro mani brillavano le altre posate ed io avvertivo nuove fitte di dolore. Poi la figura che si trovava sulla punta della stella vicina al mio piede destro si gir lentamente, graziosamente. Era avvolta in un mantello marrone scuro con una bordatura gialla, che le braccia incrociate all'altezza degli occhi tenevano sollevato. Fermatevi, maledette!, ordin, aprendo il mantello, il che le confer l'aspetto di una farfalla vestita a lutto. Naturalmente era Dara, mia madre. Julia e Coral si erano gi portate le forchette alla bocca, e stavano masticando. C'era una gocciolina di sangue accanto alle labbra di Julia. Il mantello continu a spiegarsi dalle dita di mia madre come se fosse vivo, come se facesse parte di lei. Le sue ali nascosero completamente alla mia vista Julia e Coral, cadendo sopra di loro mentre lei continuava ad aprire le braccia, coprendole, schiacciandole verso terra fino a ridurle due mucchietti che rimpicciolirono sempre di pi finch l'indumento non riassunse una posizione naturale e le due donne non furono scomparse dalla stella. Allora si ud un leggero battito di mani, seguito da una sonora risata. Davvero ben fatto!, disse quella voce dolorosamente familiare. Ma, in fin dei conti, lui stato sempre il tuo preferito. Quello che mi piaceva di pi!, lo corresse lei. Il povero Despil non nemmeno in gara?, chiese Jurt. Stai diventando scortese, gli comunic lei. Quel folle Principe di Ambra ti piaceva molto pi di nostro padre, che era un uomo rispettabile, disse lui. Per questo Merlin stato sempre il tuo cocco, non vero?

Non del tutto vero, Jurt, e lo sai, disse lei. Lui rise nuovamente. Lo abbiamo chiamato perch lo vogliamo tutti, disse lui, per motivi diversi. Ma alla fine tutti i nostri desideri si riducono a questo, no? Udii il ringhio, e voltai la testa appena in tempo per vedere la sua faccia trasformarsi in quella di un lupo col muso abbassato, e con le zanne che luccicavano non appena cadde a quattro zampe e mi squarci la spalla sinistra, assaggiando il gusto della mia carne. Basta!, grid lei. Piccola bestia! Quello sollev il muso ed ulul, riproducendo il verso del coyote, una specie di risata folle. Uno stivale nero lo colp alla spalla, rivoltandolo e facendolo finire contro la sezione non ancora crollata di muro che si trovava dietro a lui, che cadde istantaneamente sotto l'urto. Allora emise un unico e breve uggiolo prima di essere completamente travolto dalle macerie. Bene, bene, bene!, sentii che diceva Dara e, guardandola bene, mi accorsi che anche lei aveva in mano un coltello ed una forchetta. Che ci fa un bastardo come te in un bel posto come questo? Tiene a bada l'ultimo dei predatori, o cos sembrerebbe..., rispose la voce che una volta mi aveva raccontato una lunghissima storia contenente molteplici versioni di un incidente d'auto e numerose gaffes genealogiche. Dara balz verso di me, ma l'uomo si abbass, mi afferr sotto le spalle e mi sottrasse a lei. Poi il suo grosso mantello nero rote come quello di un matador, coprendola. Come aveva fatto con Coral e Julia, anche lei parve liquefarsi in terra sotto di esso. L'uomo mi rimise in piedi, poi si inchin, raccolse il mantello e lo ripul. Mentre lo riagganciava con una spilla a forma di rosa d'argento, controllai che non avesse delle zanne o dei coltelli. Quattro dei cinque sono stati fatti fuori, dissi, ripulendomi. Per quanto reale possa sembrare, sono certo che sia vero soltanto in senso analogico o anagogico. Allora, come mai tu non hai tendenze cannibalesche? A pensarci bene, mi disse, infilandosi un guanto d'argento, non sono mai stato un vero padre per te. piuttosto difficile quando non sai nemmeno di avere un figlio. Perci non posso pretendere niente da te. Sembra proprio Grayswandir quella che porti, dissi. Annu col capo. Sembra anche che ti sia stata utile. Presumo che dovrei ringraziarti. Presumo anche che tu sia la persona... sbagliata cui chiedere se sei stato proprio tu a portarmi via dalla grotta per

condurmi nella terra tra le Ombre. Oh, ma ero proprio io. ovvio che lo diresti. Non vedo perch dovrei, se non lo facessi. Attento! Il muro! Una rapida occhiata mi disse che un'altra grossa sezione di muro ci stava per cadere addosso. Allora lui mi spinse da una parte, e mi ritrovai nuovamente sdraiato sul pentagramma. Sentii il rumore delle pietre che cadevano alle mie spalle, allora mi sollevai un p e mi trascinai ancora pi lontano. Qualcosa mi colp alla testa. Mi risvegliai nel Corridoio degli Specchi. Ero a faccia in gi, con la testa reclinata sull'avambraccio destro ed una pietra rettangolare stretta in pugno, mentre l'odore delle candele mi aleggiava intorno. Quando feci per alzarmi, avvertii del dolore ad entrambe le spalle ed alla coscia sinistra. Un rapido esame mi mostr che ero ferito in tutti e tre i punti. Anche se adesso c'era ben poco che potessi fare per provare l'autenticit della mia recente avventura, non era neanche qualcosa che mi sentissi di congedare con un'alzata di spalle. Mi alzai in piedi e zoppicai per il corridoio ritornando da dove ero venuto, oltre le mie camere. Dove sei andato?, mi chiese Random dal basso. Huh? Cosa vuoi dire?, risposi. Sei tornato dal corridoio, ma non c' niente l. Quanto tempo fa mi sono allontanato? Forse mezzo minuto, mi rispose. Gli feci vedere la pietra che stringevo ancora in mano. L'ho vista sul pavimento. Non riuscivo a capire cos'era, dissi. Probabilmente caduta l da uno dei muri quando le Potenze si sono scontrate disse, Un tempo c'erano molti archi ricavati in pietre come quella. Molte sono state intonacate nel tuo pavimento. Oh!, dissi. Ci vediamo prima che io parta. Fatti vedere!, mi rispose, ed allora mi diressi verso la mia camera facendomi largo tra le macerie dei muri crollati. Era stato incendiato anche il muro di fondo, notai, e c'era una grossa apertura nelle camere polverose di Brand. Mi fermai a studiarla. Sincronismo, stabilii. Sembrava che un tempo ci fosse stata un arcata che collegava quelle camere con queste. Esaminai la curvatura emersa sul lato sinistro. S, era stata ricavata da pietre simili a quella che tenevo in mano. In real-

t... Levai l'intonaco ed infilai la mia pietra in un buco che si era aperto nell'arco. Entrava perfettamente! Anzi, quando andai a sfilarla, si rifiut di muoversi. L'avevo veramente portata con me da quel rituale onirico e sinistro padre-madre-fratello-amanti che era avvenuto dietro lo specchio? O l'avevo raccolta inconsapevolmente al mio ritorno dalle macerie dovute alla recente esplosione dell'edificio? Mi allontanai, e ripulii il mio mantello dalla polvere. S, c'erano dei forellini che potevano somigliare ai buchi praticati da una forchetta, in corrispondenza della spalla destra, ed un segno simile al morso di un animale in corrispondenza della sinistra. Inoltre, c'era del sangue secco sulla gamba sinistra dei miei pantaloni, nella zona di uno strappo sotto al quale la mia coscia diventava pi tenera. Mi lavai il viso ed i denti, mi pettinai, e mi misi dei cerotti sulla gamba e sulla spalla. Il metabolismo caratteristico della mia famiglia mi avrebbe permesso di guarire in un giorno, ma non volevo che un eventuale scontro mi riaprisse le ferite e sporcasse di sangue i miei vestiti nuovi. A proposito dei quali... L'armadio era illeso, e pensai di mettermi degli altri vestiti, per fornire a Luke un felice ricordo della sua incoronazione. Indossai cos una camicia dorata e dei pantaloni blu di Prussia che rispondevano quasi esattamente ai colori di Berkeley; un gil di pelle che si accoppiava alla calzamaglia, un mantello intonato con l'orlo dorato, ed un cinturone nero per la spada, al quale erano attaccati dei guanti neri, il che mi ricord che mi serviva una nuova lama. Ed anche un pugnale, giacch c'ero. Stavo cercando un cappello adatto, quando venni distratto da una serie di rumori. Mi voltai. Dietro una nuvola di polvere che si era appena alzata avevo adesso una visione simmetrica degli appartamenti di Brand; al posto di un buco apertosi nel muro, l'architrave era perfettamente in piedi ed intatta, e la parete era illesa, sia ai lati che in alto. Anche il muro alla mia destra sembrava meno danneggiato di prima. Mi avvicinai e passai la mano sulla pietre, poi ispezionai le zone intonacate adiacenti, cercando delle crepe. Niente: era tutto integro. La pietra aveva suscitato un Incantesimo. A quale fine? Oltrepassai l'architrave e mi guardai intorno. La stanza era buia, e di riflesso evocai la Visione del Logrus. Arriv e mi serv, come al solito. Forse il Logrus aveva deciso di non farmi il muso. A quel livello potevo vedere i residuati di molti esperimenti magici ed

un certo numero di Incantesimi ancora operanti. La gran parte dei Maghi lascia dei residui magici normalmente non visibili, ma sembrava che Brand si fosse comportato da vero zotico, anche se, naturalmente, era possibile che verso la fine avesse dovuto affrettarsi mentre cercava di prendere il controllo dell'universo. Non il genere di occupazione in cui la precisione conta come dovrebbe in altri sforzi. Proseguii il mio giro di ispezione. C'erano dei misteri, l, cose incompiute che indicavano come fosse andato oltre certe strade magiche che personalmente non avrei mai provato. Eppure, nulla che potessi vedere o toccare dava la sensazione di un pericolo grave ed imminente. Era possibile, adesso che avevo avuto finalmente la possibilit di vederli, che decidessi di lasciare l l'architrave e annettere gli appartamenti di Brand ai miei. Mentre uscivo, decisi di controllare l'armadio di Brand per vedere se aveva un cappello che si abbinasse ai vestiti che portavo. Lo aprii e scoprii un cappello a tre punte con una piuma dorata, che mi andava benissimo. Il colore era leggermente diverso, ma mi venne in mente un Incantesimo che lo modific un p. Mentre stavo per andarmene, nella mia Visione del Logrus balen per un attimo qualcosa dietro l'ultimo scaffale che ospitava i cappelli. Allungai una mano e la toccai. Era un'affusolata custodia ricamata in oro color verde scuro, e l'elsa della lama che ne usciva sembrava placcata anch'essa in oro, con un grosso smeraldo incastonato nel pomello. La presi e la sfilai piano, aspettandomi quasi il lamento di un Demone sul quale fosse caduto un palloncino pieno d'Acqua Santa. Invece sibil e fum soltanto. C'era un delicato disegno inciso nel metallo della lama... a malapena riconoscibile. S, era una sezione del Disegno, solo che l'iscrizione riproduceva l'ultima parte del Disegno, mentre quella che recava Grayswandir riproduceva una sezione iniziale. La riposi nel fodero, e d'impulso me l'attaccai alla cintura. La spada del suo vecchio sarebbe stata un fantastico regalo d'incoronazione per Luke, decisi, perci l'avrei presa per dargliela. Poi uscii nel corridoio laterale, mi feci strada tra le macerie di un pezzo di muro crollato degli appartamenti di Grard, superai le stanze di Fiona, ed arrivai a quelle di mio padre. C'era ancora un'altra cosa che volevo verificare, e la spada me l'aveva ricordato. Rovistai nella tasca alla ricerca della chiave che avevo trasferito dai pantaloni macchiati. Poi stabilii che era meglio bussare. E se... Bussai e attesi, poi ribussai ed attesi ancora. In quel silenzio aprii la porta con la chiave ed entrai. Non mi allontanai dalla soglia: volevo solo controllare l'attaccapanni.

Grayswandir era scomparsa dal gancio sul quale l'avevo appesa. Uscii, richiudendo a chiave la porta. Il fatto che l'attaccapanni fosse vuoto era la conferma che cercavo, ma non ero sicuro di cosa potesse dimostrare. Eppure ero stato spinto a controllare, il che mi faceva sentire che la rivelazione finale doveva essere pi che mai prossima... Tornai indietro, superando le stanze di Fiona, quindi rientrai nelle camere di Brand per la porta che avevo lasciato socchiusa. Mi guardai intorno finch non localizzai una chiave in un portacenere. Chiusi la porta e misi in tasca la chiave, il che era alquanto stupido, perch chiunque adesso poteva entrare dalla mia camera, e nella mia camera mancava un muro. Eppure... Esitai prima di tornare nel soggiorno dove c'era il Tabriz macchiato dallo sputo della ty'iga e parzialmente coperto da intonaco crollato. C'era qualcosa di riposante negli alloggi di Brand, un senso di pace che prima non avevo proprio notato. Diedi un'occhiata in giro, aprendo cassetti e guardando all'interno di scatole magiche, studiando un disegno su cartone fatto da Brand. La Visione del Logrus mi mostr che in una delle colonne del letto era stato nascosto qualcosa di piccolo, potente e magico, che irradiava linee di forza tutt'intorno. Svitai il pomello e trovai lo scomparto segreto. Nascondeva una borsetta di velluto che conteneva un anello. La maglia era larga, presumibilmente di platino. Possedeva un meccanismo a ruota fatto di un metallo rossastro, con un'infinit di raggi sottili, molti dei quali larghi quanto un capello. E da ognuno di quei raggi si dipartiva una linea di potere che confluiva da qualche parte, probabilmente nell'Ombra, dove doveva trovarsi la fonte di un potere o la sorgente di un Incantesimo. Forse Luke avrebbe preferito avere l'anello, al posto della spada. Quando me lo infilai al dito, parve allungare delle radici fino al centro del mio corpo. Potevo percorrere quei nessi fino all'anello e poi riuscirne passando per quei collegamenti. Rimasi impressionato dalla variet di energie che raggiungeva e controllava, dalle semplici forze chtoniche alle pi sosfisticate costruzioni di Alta Magia, da cose elementari a cose che somigliavano a Dei lobotomizzati. Mi chiesi come mai non lo avesse portato il giorno della Battaglia di Patternfall. Se l'avesse fatto, avevo la sensazione che sarebbe stato veramente invincibile. A quest'ora saremmo vissuti tutti a Brandenberg, a Castle Brand. Mi domandai anche perch Fiona, nella stanza comunicante, non avesse avvertito la sua presenza e non l'avesse cercato. D'altra parte, non l'avevo fatto nemmeno io. A distanza di

pochi passi evidentemente non veniva individuato. Era sorprendente quanti tesori contenesse quel posto. Aveva qualcosa a che vedere con l'effetto universo privato che era stato forse raggiunto in una di quelle stanze? L'anello era una stupenda alternativa al Potere del Disegno ed al Potere del Logrus, agganciato com'era a tutte quelle fonti energetiche. Dovevano esserci voluti dei secoli per renderlo cos potente. Per qualsiasi scopo Brand l'avesse voluto, non aveva fatto parte di un progetto a breve termine. Decisi che non potevo consegnarlo a Luke, o a chiunque altro fosse pratico di Arti Magiche. Non mi sarei fidato nemmeno di una persona normale. E di certo non mi sentivo di rimetterlo nella colonna del letto. Che cos'era quel pulsare che sentivo al polso? Ah, s, Frakir: durava gi da un bel pezzo, ed io me ne stavo accorgendo solo adesso. Mi dispiace che tu abbia perso la voce, amico mio, dissi, accarezzandolo, mentre cercavo nella stanza delle possibili minacce, sia fisiche che psichiche. Non c' proprio niente di allarmante, qui dentro, accidentaccio! Scese immediatamente spiraleggiando dal mio polso, e cerc di levarmi l'anello dal dito. Ferma!, gli ordinai. Lo so che l'anello potrebbe essere pericoloso. Ma solo se lo usi in modo sbagliato. Io sono un Mago, ricordi? Sono pratico di queste cose. Non ha nulla di speciale che dovrei temere. Ma Frakir disobbed al mio ordine e continu ad attaccare l'anello, cosa che attribuii esclusivamente ad una forma di gelosia verso l'oggetto magico. Lo legai in un nodo intorno alla colonna del letto e lo lasciai l, perch imparasse la lezione. Cominciai ad esplorare l'appartamento facendo maggiore attenzione ai particolari. Se dovevo tenermi la spada e l'anello, sarebbe stato carino trovare un'altra cosa appartenente al padre da portare a Luke... Merlin! Merlin!, sentii chiamare dall'altra parte della stanza. Rialzandomi da terra, dove stavo cercando eventuali buchi, tornai al mio arco, lo oltrepassai e fui nuovamente nel mio soggiorno. L mi fermai, nonostante avessi riconosciuto la voce di Random che continuava a chiamarmi. Il muro che si trovava lungo il corridoio laterale era stato quasi completamente ricostruito, dopo l'ultima volta che l'avevo visto, come se una invisibile squadra di muratori ed imbianchini avesse lavorato in silenzio dopo che avevo rimesso la pietra onirica nell'entrata nel regno di Brand.

Stupefacente! Rimasi l a guardare, sperando di veder accadere qualcosa di strano nell'area danneggiata. Poi sentii che Random borbottava: Credo che se ne sia andato. Allora gli risposi: S? Che c'? Vieni subito qui!, mi disse. Mi serve un tuo consiglio. Uscii nel corridoio attraverso l'apertura che era rimasta in quella parete, e guardai di lato. Percepii istantaneamente le capacit dell'anello, che rispondeva come uno strumento musicale alle mie necessit pi immediate. La linea giusta venne attivata mentre seguivo il suggerimento, levavo i guanti dalla cintura, li indossavo, e mi ritrovavo a levitare verso l'apertura nel soffitto. Lo avevo fatto perch mi era venuto in mente che Random avrebbe potuto riconoscere l'anello che una volta era di Brand, il che avrebbe potuto far nascere una discussione complicata che per il momento non avevo alcuna voglia di sostenere. Mentre mi dirigevo verso lo studio, mi coprii il fianco col mantello, in modo da nascondere la spada. un bell'effetto!, disse Random. Sono lieto di vedere che tieni in esercizio i tuoi poteri magici: per questo che ti ho chiamato. Gli feci un inchino. Essere cos ben vestito mi faceva sentire un p cortigiano. Come posso servirti? Levati quella roba e vieni qui, mi disse, prendendomi per il gomito e spingendomi verso l'anticamera. Vialle era alla porta, e la teneva aperta. Merlin?, disse, mentre venivo sospinto dentro. S? Non ne ero certa, disse a bassa voce. Di cosa?, le chiesi. Che fossi tu, mi rispose. Oh, stai tranquilla, sono proprio io!, l'assicurai. proprio mio fratello, dichiar Mandor, alzandosi dalla sedia e venendoci incontro. Il suo braccio era stato fasciato ed immobilizzato con una stecca, ed aveva la faccia piuttosto rilassata. Se c' qualcosa in lui che te lo fa sentire estraneo, prosegu, forse dovuto a tutte le esperienze traumatiche che ha subito da quando partito. vero?, chiese Random. S, risposi. Non sapevo che fosse cos visibile. Stai bene?, mi domand Random. Sembra che sia illeso, dissi. Bene! Allora lasceremo i particolari della tua storia per un'altra volta.

Come vedi, Coral e Dworkin se ne sono andati. Non li ho visti andarsene: ero ancora nello studio quando successo. Come potuto accadere?, chiesi. Dworkin ha finito l'operazione, disse Mandor, ha preso la ragazza per mano, l'ha fatta alzare e l'ha trasportata fuori di qui. stato fatto tutto con molta eleganza. Un momento prima erano vicino al letto, e il momento dopo le loro immagini residuali hanno attraversato di corsa lo spettro e sono scomparse. Dici che le ha trasportate lui. Come puoi essere sicuro che non siano state rapite dal Timone Fantasma o da una delle due Potenze?, domandai. Perch ho visto la sua faccia, mi disse, e non mostrava la minima sorpresa, ma soltanto un sorrisetto. Presumo tu abbia ragione, ammisi. Allora chi ti ha sistemato il braccio, se Random non era nello studio e Dworkin era occupato? Ci ho pensato io, disse Vialle. Mi hanno insegnato a farlo. Allora sei l'unico testimone oculare della loro scomparsa?, chiesi a Mandor. Annu con la testa. Quello che vorrei da te, disse Random, un'idea in merito a dove possono essere scomparsi. Mandor dice che non lo sa. Tieni! Mi porse una catena, dalla quale pendeva un'incastonatura di metallo. E questo cos'?, chiesi. Era il pi importante dei Gioielli della Corona, disse, il Gioiello del Giudizio. Ecco cosa mi hanno lasciato. La pietra quello che hanno preso. Oh!, dissi. Poi: Deve trovarsi al sicuro se nelle mani di Dworkin. Aveva detto qualcosa riguardo ad un posto sicuro, e lui ne sa pi di chiunque altro... Potrebbe anche essere svanito di nuovo, disse Random. Ma non intendo discutere le sue capacit di custodia. Voglio solo sapere dove diavolo se n' andato con la pietra. Non credo che abbia lasciato tracce, disse Mandor. In che punto erano?, domandai. Laggi, mi disse, facendo un gesto col braccio sano, sulla destra del letto. Andai l, scegliendo tra le forze che comandavo la pi appropriata. Il piede un p pi vicino, mi disse. Annuii col capo, sentendo che non sarebbe stato difficile percorrere con

lo sguardo una breve distanza temporale entro il mio spazio personale. Vidi esplodere l'arcobaleno e scorsi le loro sagome. Poi percepii una sensazione di freddo. Dall'anello part una linea di potenza, si colleg, li inond di tutti i colori dell'arcobaleno, poi attravers la porta che si chiuse con una dolce implosione. Portandomi il palmo della mano alla fronte, ebbi l'impresione di seguire la linea... ... gi fino ad una grande sala dove alla mia sinistra erano appesi sei scudi. Sulla mia destra pendevano bandiere e pennoni. In un enorme focolare davanti a me ardeva un fuoco... Vedo il posto in cui sono andati, dissi, ma non lo riconosco. C' un modo che ci permetta di condividere la tua visione?, chiese Random. Forse, risposi, comprendendo che esisteva nel momento stesso in cui lo dicevo. Guarda lo specchio. Random si volt, si avvicin al cristallo attraverso il quale Dworkin mi aveva portato... quanto tempo prima? Per il sangue della bestia del polo ed in nome della conchiglia conficcata al centro del mondo, dissi, sentendo la necessit di rivolgermi a due dei poteri che controllavo, che appaia la visione! Lo specchio si appann, poi si rischiar, riflettendo la sala della mia visione. Che io sia dannato!, disse Random. L'ha portata a Kashfa. Mi chiedo perch. Un giorno dovrai insegnarmi quel trucco, fratello, comment Mandor. Visto che stavo giusto per partire per Kashfa, dissi, c' qualcosa in particolare che dovrei fare laggi? Fare?, disse Random. Soltanto scoprire che sta succedendo e farmelo sapere, capito? Naturalmente!, dissi, sfoderando i miei Trionfi. Vialle si avvicin e mi prese la mano, come se volesse dirmi arrivederci. Guanti, comment. Vorrei sembrare un tantino formale, le spiegai. A Kashfa c' qualcosa di cui Coral sembra avere paura..., mi sussurr. Mormorava nel sonno. Grazie, dissi. Adesso sono pronto a tutto. Puoi pure dirlo per sentirti sicuro, mi rispose, ma non crederci mai. Risi, mettendomi davanti un Trionfo e fingendo di concentrarmi su di

esso, quando in realt stavo estendendo la forza del mio essere lungo la linea che avevo inviato a Kashfa. Riaprii la strada che Dworkin aveva preso e mi ci immisi. 12. Kashfa... Ero nella sala di pietra grigia, con le bandiere e gli scudi sulle pareti, i giunchi sparsi sul pavimento, un mobilio rustico tutto intorno, un fuoco davanti che non riusciva a disperdere l'umidit del luogo, e forti odori di cucina nell'aria. Ero l'unica persona nella stanza, anche se sentivo delle voci provenire da diverse direzioni, insieme a suoni di musicisti che accordavano gli strumenti e provavano. Allora ero arrivato proprio in tempo! Lo svantaggio di essere giunto in quel modo anzich nella consueta maniera via Trionfo, era che non c'era nessuno che potesse dirmi cosa stava succedendo. Il vantaggio era lo stesso, vale a dire che, se volevo spiare, quello era il momento giusto. L'anello, un'autentica enciclopedia di Magia, mi trov un Incantesimo di Invisibilit nel quale mi ammantai velocemente. Passai l'ora successiva in esplorazione. C'erano quattro larghi edifici e molti altri pi piccoli in quell'area centrale. C'era un altro settore dietro il muro, ed un terzo al di l di quello, tre zone concentriche i cui muri erano coperti d'edera. Non vidi alcun segno di danni particolari, ed ebbi la sensazione che gli uomini di Dalt non avessero incontrato molta resistenza. Nessuna indicazione di saccheggi e incendi ma, in fin dei conti, erano venuti a reclamare una propriet, ed avevo il vago sospetto che Jastra si fosse accordata perch rimanesse relativamente intatta. I soldati occupavano tutte e tre le cinte, ed ebbi la sensazione, dalla caduta di un p di foglie, che sarebbero rimasti l fino alla fine della cerimonia dell'incoronazione. Ce n'erano parecchi nel grosso piazzale dell'area centrale, che stavano prendendo in giro le guardie locali che, nelle loro allegre divise, aspettavano il Corteo Reale. Nessuno di loro, per, si stava comportando particolarmente male, e ci probabilmente era dovuto al fatto che Luke era amato da entrambe le fazioni, nonostante sembrasse che molti soldati di entrambe le parti si conoscessero personalmente. La Prima Chiesa Unicorniana di Kashfa come si potrebbe tradurre il nome era dall'altra parte del piazzale, di fronte al palazzo vero e proprio. L'edificio in cui ero arrivato era ausiliario, e questa volta veniva im-

piegato per ospitare molti ospiti invitati in tutta fretta, insieme ai servitori, ai valletti ed agli attendenti. Non avevo idea di dove sarebbe avvenuta esattamente l'incoronazione, ma avevo risolto di cercare immediatamente Luke, prima che venisse travolto dal corso degli eventi. Forse poteva sapere dove era stata portata Coral, e perch. Cos mi trovai una nicchia con uno sfondo neutro che perfino uno del luogo non avrebbe probabilmente riconosciuto fuori dal contesto, feci scendere il mio Incantesimo dell'Invisibilit, localizzai il Trionfo di Luke, e provai a chiamarlo. Non volevo che pensasse che ero gi in citt perch non volevo fargli sapere che avevo il potere di piombare nei posti in quel modo. Questo secondo la teoria che alla gente non bisogna mai dire tutto. Merlin!, esclam, studiandomi. Il gatto uscito dal sacco o cosa? S, e anche i gattini, dissi. Congratulazioni per la tua incoronazione. Ehi! Indossi i colori della scuola! All'inferno! Perch no? Hai vinto qualcosa, no? Ascolta. Non una gioia tanto grande come sembra. Anzi, stavo quasi per chiamarti. Mi serve il tuo consiglio, prima che si muovano gli ingranaggi. Puoi portarmi da te? Non sono ad Ambra, Luke. E dove sei? B... qui sotto, ammisi. Mi trovo sulla strada laterale tra il tuo palazzo e l'edificio vicino, che al momento sta facendo da albergo. L non va bene, mi disse. Sarei localizzato troppo presto se scendessi l. Arriva al Tempio dell'Unicorno. Se relativamente vuoto e c' un angolo buio e tranquillo dove possiamo parlare, chiamami e trasportami l. Se non c', inventati qualcos'altro, va bene? Va bene. Ehi: ma come hai fatto ad arrivare qui? Scout in esplorazione per un'invasione, gli risposi. Un altro rilevamento sarebbe un contraccolpo, no? Sei quasi divertente come un ubriaco, disse. Chiamami. Il contatto s'interruppe. Cos attraversai il piazzale, seguendo quella che sembrava una linea tracciata appositamente per il corteo. Pensavo di incontrare qualche problema alla Casa dell'Unicorno e di dover ricorrere ad un Incantesimo per entrarvi, ma nessuno mi sbarr la strada. Entrai. Era grande e gi addobbata per la cerimonia, con una grande va-

riet di pennoni appesi ai muri e fiori dappertutto. L'unico occupante oltre me era una donna imbaccuccata vicina all'altare che sembrava pregare. Mi spostai sulla sinistra, cercando una zona pi buia. Luke, dissi al suo Trionfo, tutto regolare. Mi senti? Avvertii la sua presenza prima ancora di vedere la sua immagine. Bene, rispose. Portami l! Unimmo le mani ed... era l con me. Mi batt sulla spalla. Bene, adesso fatti guardare, disse. Mi chiedo che fine abbia fatto il mio maglione! Credo che tu l'abbia dato a Gail. Penso che potresti anche avere ragione. Ti ho portato un regalo, dissi, aprendo il mantello e trafficando con la cintura della spada. Eccolo! Ho trovato la spada di tua padre. Mi stai prendendo in giro. La prese tra le mani, esamin il fodero, lo gir e rigir un'infinit di volte, poi sfoder la lama, che sibil di nuovo e suscit delle scintille che lasciarono delle tracce di fumo. proprio lei!, esclam. Werewindle, la Spada della Luce... sorella della Spada della Notte, Grayswandir! Che dici?, dissi. Non sapevo che esistesse un collegamento. Dovrei lambiccarmi il cervello per ricordare tutta la storia, ma risalgono entrambe a tanto tempo fa... Grazie. Si gir e fece qualche passo, facendo sbattere l'arma contro la coscia mentre camminava. Poi si volt bruscamente. Sono stravolto, disse. Quella donna l'ha fatto di nuovo, e sono ridotto allo stremo. Non so come comportarmi. Cosa? Di che cosa stai parlando? Mia madre, mi spieg. L'ha fatto di nuovo. Avevo appena preso le redini e stavo cavalcando da solo, quando si intromessa e mi ha sconvolto la vita. Come ha fatto? Ha pagato Dalt e i suoi mercenari per prendere il controllo. B, ce lo immaginavamo. Comunque, dimmi: cosa successo ad Arkans? Oh, sta bene. Lo tengo agli arresti, ovviamente, ma alloggiato benissimo e pu avere tutto quello che vuole. Non intendo fargli del male: mi sempre piaciuto quel ragazzo. All'inferno!, disse, poi guard furtivamente verso il santuario. L'ho

studiato a lungo, ma adesso non sono pi cos sicuro. Vedi: non ho mai desiderato questo incarico. Dalt mi aveva detto che avremmo preso il potere per Mamma. Stavo venendo qui con lui per ristabilire l'ordine, reclamare il posto per la nostra famiglia, e poi darle il benvenuto con baci e abbracci. Ero convinto che, quando avesse riavuto il suo trono, non si sarebbe pi impicciata dei fatti miei. Io me ne sarei andato in cerca di un terreno pi congeniale, e lei avrebbe avuto un intero regno cui badare. Nessuno mi aveva detto che mi avrebbero appiccicato questo lavoro schifoso. Scossi la testa. Non ci capisco niente, dissi. Lo hai conquistato per lei. E allora, perch non glielo restituisci e fai come avevi progettato? Si fece una sonora risata. Arkans piaceva, disse. Ed anche io piaccio. Mamma non la amano molto. Nessuno sembra molto entusiasta di trovarsela dietro. A dire la verit, ci sono forti elementi che indicano che, se ci provasse, si verificherebbe davvero un contro colpo di stato. Presumo che potresti ancora farti da parte e cedere il regno ad Arkans. Luke prese a pugni il muro. Non so se si infunerebbe pi con me o con se stessa per il fatto di aver pagato tanto Dalt per buttare fuori dai piedi Arkans. Mi direbbe che mio dovere accettare, ed io non so... forse cos. Tu che pensi? Che una risposta molto difficile quella che vuoi, Luke. Chi credi che farebbe un miglior lavoro, tu o Arkans? Onestamente non lo so. Lui ha molta esperienza in fatto di governo, ma io sono cresciuto qui, e so come ottenere le cose. L'unica cosa di cui sono sicuro che nessuno dei due sarebbe bravo quanto Mamma. Incrociai le braccia, e riflettei intensamente. Non posso prendere questa decisione per te, dissi. Ma dimmi, cos' che ti piacerebbe fare veramente? Ridacchi. Sai che sono sempre stato un venditore. Se mi dovessero incastrare a Kashfa, sceglierei di rappresentare le industrie all'estero, il che non sarebbe molto dignitoso per un monarca. Probabilmente sarebbe la cosa che saprei fare meglio, per. Non so. pi di un problema, Luke. Non voglio la responsabilit di dirti quale strada devi prendere. Se avessi saputo che si sarebbe arrivati a questo, avrei buttato a terra Dalt, l a Arden.

Credi davvero che saresti riuscito a batterlo? Ci puoi giurare!, dissi. Bene! Ma questo non risolve il nostro attuale problema. Giusto. Ho un forte presentimento che dovr lasciarmi coinvolgere. La donna alz gli occhi verso di noi diverse volte. Forse stavamo parlando a voce troppo alta, considerando il luogo. La cosa peggiore che non ci sono altri canditati idonei, dissi, abbassando la voce. Per uno di Ambra, questa deve sembrare una sciocchezza. Al diavolo, casa tua! Hai tutto il diritto di prenderla seriamente. Mi dispiace soltanto che ti abbia messo in crisi. S, la maggior parte dei problemi sembra che cominci a casa, no? Certe volte avrei voglia di prendere una strada qualunque e non tornare pi indietro. Che succederebbe se lo facessi? O Mamma restaurerebbe il suo diritto al trono con l'aiuto dei mercenari di Dalt, il che richiederebbe un bel mucchio di esecuzioni di gente che la pensasse diversamente, o direbbe che il gioco non vale la candela e partirebbe per la sua Fortezza. Se decidesse di godersi il suo ritiro, allora la coalizione che ha sostenuto Arkans probabilmente lo rivorrebbe sul trono per riprendere le cose dal punto in cui erano rimaste. Quale scelta ritieni pi probabile, che farebbe?, dissi. Sceglierebbe il trono, e allora ci sarebbe la guerra civile. Che venisse persa o vinta, sconvolgerebbe il paese, e senza dubbio questa volta ci impedirebbe di entrare nel Cerchio Dorato. Parlando del quale... Non so, dissi subito. Non sono autorizzato a parlare del Trattato del Cerchio Dorato con te. Ci avrei giurato, disse Luke, e non era questo che volevo chiederti. Ero curioso di sapere se qualcuno ad Ambra avesse detto: ' sfumato!', oppure 'Forse li aiuteremo a ridiscendere ulteriormente la strada,' o anche 'Tratteremo ancora, ma possono scordarsi le guarentigie di Eregnor'. Mi fece un sorriso forzato, ed io lo ricambiai. Puoi scordarti Eregnor, dissi. Me lo immaginavo, disse. E il seguito? Ho l'impressione che sia: 'Aspettiamo di vedere cosa succede'. Avevo pensato anche questo. Fammi un buon rapporto, anche se non te lo chiedono, va bene? In tutti i modi, non credo che la tua presenza qui sia tecnicamente ufficiale, vero?

personale, dissi, da un punto di vista diplomatico. La signora di fronte a noi si alz. Luke sospir. Vorrei poter tornare al ristorante di Alice. Forse il Cappellaio vedrebbe qualcosa che ci manca, disse. Poi: Ehi? E quello, da dove venuto? Somiglia a te ma... Mi stava fissando, e gi sentivo il disturbo. Non mi preoccupai nemmeno di evocare la Visione del Logrus per, perch mi sentivo pronto a tutto. Mi girai sorridendo. Sei pronto a morire, fratello?, mi chiese Jurt. Era riuscito a rigenerare l'occhio, oppure ne portava uno artificiale, e adesso aveva abbastanza capelli da nascondere l'orecchio, il cui stato di ricrescita non riuscii a stabilire. Anche il mignolo si era parzialmente rigenerato. No, ma sono pronto ad uccidere, dissi. Sono lieto che tu sia passato da queste parti. Mi fece un inchino derisorio. C'era un debole luccichio intorno a lui. Potevo percepire il potere che fluiva dentro e intorno alla sua persona. Sei tornato alla Fortezza per il trattamento finale?, volli sapere. Non credo che sar necessario, disse. Sono pi che preparato a qualsiasi compito che mi sono prefisso, adesso che ho il controllo di queste forze. Questo Jurt? mi chiese Luke. S, risposi. Questo Jurt. Jurt lanci una rapida occhiata a Luke. Avvertii che si concentrava sulla spada. un oggetto di Potere quello che porti?, gli domand. Fammelo vedere! Allung la mano, e la lama sub degli strattoni sotto la presa di Luke, ma non venne via. No, grazie!, disse Luke, e Jurt scomparve. Un momento dopo riapparve alle spalle di Luke, e il suo braccio gli si strinse intorno al collo per strangolarlo. Luke lo afferr con una mano, si abbass, e lo fece carambolare oltre le sue spalle. Jurt atterr di schiena davanti a lui, e Luke non fece alcuna mossa successiva alla precedente azione. Tira fuori quella spada, disse Jurt, e fammela vedere. Poi si scroll come un cane e si rialz in piedi. Allora?, disse. Non vedo la necessit di un'arma che si accordi ai tuoi gusti, gli disse Luke.

Jurt sollev entrambe le mani e le chiuse a pugno. I pugni si toccarono, e rimasero in contatto per un momento. Poi Jurt li separ, e la sua mano destra prese una lunga spada che gli era apparsa sulla sinistra. Dovresti ripetere quel trucchetto per la strada, disse Luke. Estrai la spada! Non mi piace l'idea di combattere dentro una chiesa, gli rispose Luke. Vogliamo uscire? Molto divertente!, rispose Jurt. So benissimo che hai un intero esercito qui fuori. No, grazie! Prover perfino un certo piacere nel versare del sangue su un altare dell'Unicorno. Dovresti parlarne a Dalt, disse Luke. Anche lui d i calci in luoghi strani. Posso procurarti un cavallo... o magari un pollo? Forse un topolino bianco ed un foglio di alluminio? Jurt si lanci all'attacco. Luke arretr ed estrasse la spada del padre. La lama sibil, crepit e fum mentre lui parava agilmente e la spingeva in avanti. Lesse una paura improvvisa sulla faccia di Jurt, mentre questi arretrava, vacillando. Mentre cadeva, Luke gli assest un calcio allo stomaco, e la lama di Jurt vol per aria. Quella Werewindle!, annasp Jurt. Come hai fatto ad avere la spada di Brand? Brand era mio padre, disse Luke. Una fugace espressione di rispetto pass sul volto di Jurt. Non lo sapevo..., mormor, e poi scomparve. Attesi. Estesi dei percettori magici in tutto l'ambiente. Ma c'eravamo soltanto Luke, io, e la signora, che si era fermata a poca distanza da noi a guardare, come se temesse di uscire. Poi Luke cadde. Jurt era in piedi dietro di lui, e lo aveva appena colpito sotto la nuca con il gomito. Poi cerc il polso di Luke, come se volesse afferrarlo e sottrargli la spada. Deve essere mia!, disse, mentre io mi allungavo mediante l'anello e lo colpivo con una scarica di energia pura che pensai avrebbe spaccato tutti i suoi organi riducendolo una massa di gelatina. Solo per un istante avevo preso in considerazione la possibilit di non usare una forza letale. Sapendo che prima o poi uno dei due avrebbe ucciso l'altro, avevo deciso di farla finita prima che la fortuna girasse dalla sua parte. Ma la fortuna era gi con lui. Il suo bagno nella Fontana doveva averlo rafforzato pi di quanto avevo pensato. Gir su se stesso per tre volte, come se fosse stato colpito da un autocarro, e venne scagliato contro il muro.

Barcoll, e scivol a terra. Dalla sua bocca usc del sangue: aveva l'espressione di chi sta per andarsene al creatore. Invece i suoi occhi si rimisero a fuoco e le sue mani si allungarono. Una forza simile a quella con la quale lo avevo colpito si abbatt su di me. Rimasi sorpreso dalla sua capacit di recuperare e contraccambiare con la stessa moneta a quel livello ed a quella velocit. Ma non ero sorpreso fino al punto di non riuscire a parare. Allora feci un passo indietro e cercai di bruciarlo con un bell'Incantesimo suggeritomi dall'anello. Rialzandosi, fu in grado di schermarsi in pochi secondi prima che i suoi vestiti prendessero fuoco. Continuai ad attaccare, e lui cre un vuoto intorno a me. Lo trapassai e continuai a respirare. Poi provai l'Incantesimo dell'Ariete che mi aveva mostrato l'anello, che era anche pi potente del primo con il quale lo avevo colpito. Scomparve prima di essere colpito e, a tre piedi da terra, il muro che era stato alle sue spalle si spacc. Inviai delle narici sensibili dapperttutto e lo localizzai qualche secondo dopo, acquattato di lato su un cornicione. Appena alzai la testa, mi si lanci addosso. Non sapevo se mi avrebbe rotto la mano o no, ma sentii che ne valeva la pena, mentre levitavo. Arrivato a mezza altezza riuscii a superarlo, e lo colpii con un sinistro che speravo gli avrebbe spezzato il collo e rotto la mascella. Sfortunatamente, ruppe anche il mio Incantesimo Levitazionale, e caddi sul pavimento insieme a lui. Mentre cadevamo, la signora grid e ci venne incontro. Rimanemmo storditi per qualche battito di cuore, poi lui rotol sullo stomaco, si allung, si alz, cadde, quindi si allung nuovamente. La sua mano si poggi sull'elsa di Werewindle. Doveva aver avvertito il mio sguardo mentre le sue dita la impugnavano, perch mi guard e sorrise. Gli lanciai un nuovo Incantesimo Congelante, ma Jurt si allontan via Trionfo prima che il freddo lo colpisse. Poi la signora grid di nuovo e, anche prima di voltarmi, seppi che quella voce apparteneva a Coral. Ricomparendo, Jurt fin quasi addosso a lei, la prese alle spalle e le cerc la gola con la punta di quella lama lucente e fumante. Che nessuno, ansim, si muova... o le disegner... un secondo sorriso. Cercai un Incantesimo veloce che potesse finirlo sanza danneggiare lei. Non provarci, Merle!, disse lui. Me ne accorgerei... Lasciami... stare... per mezzo minuto... e vivrai... un p pi a lungo. Non so dove hai tro-

vato... quei nuovi trucchi... ma non ti salveranno... Ansimava ed era madido di sudore. Il sangue gli colava ancora dalla bocca. Lascia andare mia moglie, disse Luke, rialzandosi, o non esister posto al mondo dove tu possa nasconderti. Non ti voglio per nemico, figlio di Brand, disse Jurt. Allora, fai come ti ho detto, amico. Ho ammazzato uomini pi in gamba di te. Poi Jurt strill come se la sua anima andasse a fuoco. Werewindle si allontan dalla gola di Coral, e Jurt arretr e cominci a muoversi tutto, come un burattino inceppato nei legamenti ma ancora tirato per i fili. Coral si gir verso di lui, dando la schiena a me ed a Luke. La sua mano destra si sollev fino al viso. Dopo un p, Jurt cadde a terra e si rannicchi come un feto. Una luce rossa parve giocare su di lui. Tremava vistosamente, e potevo perfino udire il battito dei suoi denti. Tutto d'un botto, poi, svan, trascinandosi dietro arcobaleni, lasciando in terra sangue e saliva, e portando con s Werewindle. Gli lanciai un fulmine, ma capii che non l'aveva raggiunto. Avevo avvertito la presenza di Julia dall'altra parte dello spettro e, a dispetto di tutto, ero lieto di sapere che non l'avevo ammazzata. Ma Jurt... capii che adesso Jurt era molto pericoloso. Perch questa era la prima volta che avevamo lottato senza che perdesse qualche pezzo, anzi, si era addirittura portato via qualcosa con s. Qualcosa di mortale. Stava imparando, e questo non andava bene. Quando girai la testa, vidi un bagliore rosso prima che Coral si rimettesse la benda sull'occhio, e compresi che fine aveva fatto il Gioiello del Giudizio, anche se non capii, naturalmente, perch. Moglie?, dissi. B, una specie... S!, mi rispose. Qualcosa del genere, disse Luke. Voi due vi conoscete? FINE