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ROMANO MARTINIS ALDO PROSDOCIMI LUIGI ABIUSI CYRILL BROSS E PHILIPP STENNERT THEATRHYTHM FINAL FANTASY

ICONE POP, GLI INSOLITI INCONTRI LAGWAGON, INTERVISTA A SPASSO CON JIMI
MUSICA ARTI OZIO
SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO SABATO 4 AGOSTO 2012 ANNO 15 N. 31

DAL

CHIUSE DA OLTRE MEZZO SECOLO, LE MINIERE DI CARBONE DEL BELGIO VALLONE, CHE TANTE VITE UMANE HANNO INGHIOTTITO, SONO DIVENUTE LO SCORSO PRIMO LUGLIO PATRIMONIO MONDIALE DELLUMANIT

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ALIAS 4 AGOSTO 2012

MINATORI

COSA RESTA 56 ANNI DOPO

La mattina dellotto agosto 1956 solo tredici dei 275 minatori scesi nella miniera di carbone di Bois du Cazier, nel Belgio vallone, tornarono a respirare laria e la vita

Anniversario di Marcinelle: siti a confronto


di LUCIANO DEL SETTE

MEMORIA

Rovine di un edificio nellarea degli uffici e dei magazzini del Grand Hornu. Sotto: i portici scandiscono il disegno circolare della stessa area. A destra, Bois du Cazier: la sala degli impiccati, cos chiamata per i ganci aerei cui i minatori appendevano gli abiti; i pozzi di estrazione del carbone, la scultura che rappresenta il lavoro in miniera e la tragedia dell8 agosto. In grande, attrezzature di scavo. Foto Luciano Del Sette, OPT/Alessandra Petrosino.

BELGIO
BRUXELLES

BOSSU

CHAR LEROI

Le Grand Hornu

Marcinelle

ITINERARI

BOIS DU CAZIER E GRAND HORNU


La visita al Bois du Cazier comprende altre strutture legate al lavoro della miniera: la lampisteria, la sala degli impiccati dove i lavoratori appendevano a un gancio aereo i vestiti, i bagni e le docce, la sala macchine, i castelletti, le officine. Assai interessanti il museo dedicato allEnergia, articolato in varie sezioni, e il museo del Vetro con una sala che custodisce una preziosa collezione artistica. Per orientarsi lungo il percorso, se non si vuole seguire una visita guidata (proposta in italiano), indispensabile il volume Le Bois du Cazier, in vendita presso il bookshop. E sempre nel bookshop consigliamo lacquisto del dvd Le pass, present pour le future, con testimonianze di ex minatori italiani e il racconto della tragedia attraverso materiali dellepoca. Il Bois sempre aperto dal marted al venerd dalle 9 alle 17, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. Mettere in conto un paio dore per vedere tutto con calma. Larea ospita anche un bar e un ottimo ristorante. Assai utile e ben fatto il sito, leboisducazier.be, dove vengono fornite tutte le informazioni per arrivare in treno e in auto. Le Grand Hornu si trova a Hornu, mezzora dauto da Mons, ma ugualmente raggiungibile in treno. I percorsi di gruppo non prevedono un accompagnatore di lingua italiana, ma solo in francese e in inglese, cos come non esiste una versione italiana (di nuovo inglese e francese) della guida Grand Hornu. Terza possibilit le audioguide, sempre in inglese e francese. La Citt Ideale di De Gorges aperta dal marted alla domenica, dalle 10 alle 18. Due i punti di ristoro. Interessante la libreria, specializzata in pubblicazioni sullarte contemporanea, larchitettura e larcheologia industriali, il design. Nella boutique, molto particolari gli oggetti legati alle mostre e alle attivit espositive. La visita richiede unora abbondante di tempo, cui si pu aggiungere una sosta per ammirare le sculture e le installazioni collocate nei giardini intorno allarea, e una passeggiata tra le case del villaggio operaio. Informazioni ad ampio raggio navigando su sitehistorique.grand-hornu.eu. Lungo la strada del ritorno, se si viaggia in auto, merita una visita la casa (ampiamente segnalata) dove abit Vincent Van Gogh tra lagosto 1879 e lottobre 1880. a Cuesmes, in mezzo a un fitto e solitario bosco, ed aperta dal marted alla domenica, dalle 12 alle 18. (l.d.s.)

Gli anniversari della storia, degni di qualche o di molta importanza, non sono fatti soltanto di cifre rotonde: dieci, cinquanta, cento, duecento. Esistono, per gli anniversari, anche cifre imperfette, che segnano con forza uguale una data da ricordare. Nel 2012, la tragedia mineraria di Bois du Cazier, Belgio vallone, meglio conosciuta come tragedia di Marcinelle, ripete due volte il numero cinquantasei. Tanti sono, infatti, gli anni trascorsi dalla mattina dellotto agosto 1956, quando soltanto tredici dei 275 minatori scesi nelle gallerie del carbone tornarono a respirare laria e la vita. La Numerologia cita, tra i molti abbinamenti al 56, la povert, le lotte sociali, la segregazione, laddio, il distacco. Nella Smorfia, 56 significa caduta. Credere o no alla Numerologia e alla Smorfia, non ha, ovviamente, alcuna importanza guardando a ci che accadde al Bois. Ma indubbio che a determinare quei fatti furono lemigrazione (il distacco), la povert, la segregazione; che addio fu lultimo saluto delle famiglie a chi era morto asfissiato dalle esalazioni del fumo a un chilometro di profondit; che le successive lotte sociali furono strumento principe per cambiare il lavoro e lesistenza di chi scendeva e cadeva (ecco la Smorfia) in miniera. La Vallonia contava, a quel tempo, quattro siti estrattivi oltre al Bois du Cazier: Bois du Luc, Grand Hornu e Blegny Mine. Chiusi ormai da mezzo secolo, scampati alle speculazioni edilizie che li avrebbero rasi al suolo cancellandone il passato, sono divenuti, lo scorso primo luglio, Patrimonio Mondiale dellUmanit. La scelta di raccontare, qui, Bois du Cazier e Grand Hornu non casuale. Perch, mentre il Bois rappresenta un esempio di sfruttamento umano vergognoso ed estremo, il Grand Hornu esprime il tentativo di creare una citt ideale del lavoro. Accomuna entrambi i siti, il primo a pochi chilometri da Charleroi, il secondo nelle vicinanze di Mons, il fatto di rappresentare oggi luoghi vivi, dove la memoria e la storia non sono ingessate dentro larmatura di un museo tradizionale, ma interagiscono con il mondo esterno; rapportano il loro passato a ci che avviene ancora nelle viscere del Terzo Mondo e dei nuovi giganti economici; ospitano mostre e installazioni temporanee, esposizioni permanenti dedicate al lavoro. Il sorriso aperto, labbigliamento e i modi informali, la passione di Jean Louis Delaet, sono riflesso del suo

modo di intendere la funzione del Bois, di cui direttore Il passato deve servire al presente per guardare al futuro. Le decine di migliaia di persone che ogni anno visitano larea imparano a conoscere, insieme a quanto accadde in quei giorni, anche gli uomini che ne furono protagonisti, le ragioni che li spinsero a lasciare i loro Paesi di origine; come vivevano, da soli o con le famiglie, cosa significava lavorare in fondo a una miniera, il contesto sociale del Belgio di allora. Il Bois non non dovr mai essere un monumento costruito con

le lacrime e la retorica, ma un testimone che contribuisce, nel suo piccolo, ad acquistare coscienza. Sei sono i luoghi del sito dove lacrime e retorica potrebbero avere buon gioco. Il primo il cancello di ingresso, in ferro, sormontato dalla scritta BdC, Bois du Cazier. Per oltre un secolo, ogni mattina, i minatori entravano da un accesso laterale che portava alla Loggia, dove ritiravano la medaglietta con il numero di matricola. Consegnandola, ricevevano la lampada per farsi luce nelle gallerie. In caso di incidenti, erano le medagliette a identificare chi era rimasto intrappolato. Le mani delle donne, dei bambini, degli anziani, la mattina dell8 agosto e durante le due settimane successive, strinsero le sbarre del cancello in ferro, aggrappandosi alla speranza e poi quasi volessero spezzarle con la forza del dolore. Tutto inizia alle 8 e 10 minuti. Questo il resoconto, nel volume/guida pubblicato da Renaissance du Livre. Per un equivoco con la superficie, un operaio al livello 975 (la quota di profondit, ndr) ingabbia al momento sbagliato un carrello che doveva espellere dallaltro lato un vagoncino vuoto... Sfortuna vuole che questo non esca del tutto, bloccato da un freno difettoso. Quando la gabbia riparte, uno dei due vagoncini sporgenti aggancia una putrella, che a sua volta danneggia gravemente un tubo

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Nel museo filmati, fotografie statue, oggetti, la ricostruzione (rumori assordanti e calore terribile compresi) di una galleria mineraria...
nulla comprensione della lingua francese metter a repentaglio anche la sicurezza personale e collettiva durante il lavoro, e risulter una delle cause della tragedia. Una minoranza torna a casa quasi subito, gli altri rimangono, stringono i denti, accumulano i soldi necessari per portare qui la famiglia e tentare di ricostruire la dimensione dei propri affetti. Accanto alla stele di marmo commemorativa c una costruzione in lamiera, lunga e semicilindrica, un tempo adibita ad accogliere cavi e attrezzature. Somiglia molto alle baracche Nyssen Huts di produzione americana. Dentro ci abitavano i minatori italiani con i loro cari: due nuclei per baracca, separati da una tenda, gelo dinverno, caldo impossibile destate. Di questi diseredati, delle loro condizioni, del loro sfruttamento, il Belgio, lEuropa e il mondo si accorgono quando i taccuini dei giornali e i microfoni delle radio arrivano ai piedi della nuvola di fumo. Raccolgono testimonianze, ascoltano il pianto della disperazione, vedono i cadaveri sfilare, documentano la rabbia che cresce. I mangia maccheroni, i pezzenti, gli esclusi, inghiottiti e soffocati dalla miniera del Bois, diventano martiri involontari, sacrificati sullaltare di un futuro migliore. Nessuno, dora in poi, mancher di rispetto a coloro che portano un cognome italiano. Nessuna miniera sar pi come quella del Bois, riaperta nel 1957 e chiusa un decennio dopo. Al processo, cinque dei sei imputati vengono prosciolti. In appello, la condanna per Adolphe Calicis, direttore dei lavori, sancisce sei mesi di reclusione con la condizionale e 2000 franchi di ammenda. Mons, unora di treno da Charleroi, una piccola meraviglia urbana, che vestir i panni di Capitale Europea della Cultura nel 2015. Le antiche architetture religiose e civili, dal gotico all800, trovano felice convivenza accanto alle architetture contemporanee di molti edifici pubblici e privati; la pioggia, avvenimento pressoch consueto in Belgio, non riesce mai a offuscare la sensazione diffusa di tranquillit e armonia. Ed questa sensazione ad accompagnare il viaggio in auto fino al Grand Hornu: mezzo giro del quadrante di orologio, passando tra paesi minuscoli sporti sulla strada, dove predominano i negozi dalle insegne italiane. Poi lutopia di Henri De Gorges, la Citt Ideale delle miniere di carbone. Le piante secolari del piazzale allungano la loro ombra fino allingresso del sito: un triplo arco sormontato da un frontone triangolare neoclassico, oltre il quale si intravede il verde di un prato.

dellolio, colpisce due cavi elettrici dellalta tensione e provoca la rottura di un tubo di aria compressa. Gli archi elettrici formati dalla rottura dei cavi appiccano il fuoco allolio polverizzato. Il legno delle travi e delle armature alimenta ulteriormente lincendio, che si estende a tutta la miniera. Il pozzo di estrazione anche quello di ingresso dellaria. Il fumo e il monossido di carbonio invadono le gallerie seguendo il circuito di aerazione. Sette minatori riescono ad uscire dopo pochi minuti, altri sei verranno salvati nel pomeriggio. Per tutti gli altri non ci sar pi nulla da fare. Quando, il 23 di agosto, i soccorritori riescono a scendere a 1035 metri, trovano soltanto cadaveri. Il secondo luogo, a pochi metri dal cancello, lo spazio dove, dal 1989, collocata la stele di marmo bianco su cui scolpito lelenco dei morti: gente di Francia, Belgio, Germania, Polonia, Grecia, Ungheria, Russia, Paesi Bassi, Algeria... La gente dItalia, 136 vittime, lelenco pi lungo, arrivava dallAbruzzo, dal Molise, dalle Marche, dal Veneto, dalla Sardegna, dal Meridione. Il terzo luogo il Memoriale, al piano terra della stazione. I grandi ritratti bianco e nero appesi a esili strutture sono 262. Sotto ciascuno, lidentit, il luogo di nascita, la famiglia o gli amici lasciati. Una voce di donna, voce simbolica di madri e mogli, scandisce nomi e cognomi. Nel quarto luogo, quello

dove lacrime e retorica potrebbero trionfare, protagonista una campana, Maria Mater Orphanorum. Quasi mezza tonnellata di peso, 88 centimetri di diametro,77 di altezza, opera della Fonderia Pontificia Marinelli di Agnone, Molise, fa sentire la sua voce ogni 8 agosto, Giornata del Ricordo. Rintocca 262 volte, poi 12 per ricordare le nazioni di appartenenza dei minatori morti. E 12 sono anche le specie arboree piantate nel 2005 sul quinto luogo, il Viale della Memoria, sulla cima di uno dei tre terril, le piccole colline formatesi con gli scarti dellestrazione e della lavorazione del carbone. Con il sesto luogo, lo Spazio 8 agosto, al pari degli altri immune da effetti speciali che inumidiscano il ciglio, e invece asciutta testimonianza, si arriva a ci che il Bois rappresent per leconomia belga al termine della Seconda Guerra Mondiale. Filmati, fotografie, statue in terracotta che rappresentano gli emigrati e le loro famiglie, oggetti, la ricostruzione (rumori assordanti e calore terribile compresi) di una galleria mineraria, sono disposti nella sala delle macchine di estrazione. Il primo piano dedicato alla storia dellimmigrazione italiana in Vallonia, cui pu fare da premessa un altro passaggio del volume/guida Bisogna soprattutto ricordare che la tragedia del Bois du Cazier fu un triplice rivelatore: dellerosione dellimmagine

del minatore, innanzitutto, perch i belgi non vollero pi scendere in miniera; della cecit, presunta o reale, dei gruppi finanziari e del governo, poi, di fronte al futuro dellindustria carbonifera; un rivelatore, infine, dellassenza di politiche migratorie sia da parte dellItalia che del Belgio nellassunzione di migliaia di lavoratori nelle miniere belghe. Nel 1946, il Primo Ministro del governo di Unione Nazionale, Achille Van Acker decide di lanciare la cosiddetta Battaglia del carbone per tornare ai livelli produttivi prebellici, trenta milioni di tonnellate. Lo Statuto del minatore migliora le condizioni economiche e di lavoro, ma non ottiene riscontri significativi in patria. E allora, Van Acker guarda oltre confine, allItalia, soprattutto, messa in ginocchio dalla guerra e da ventanni di fascismo. Il protocollo dintesa italo - belga, firmato il 23 giugno 1946, prevede limpiego di 50.000 lavoratori, in cambio della fornitura di tre milioni di tonnellate di carbone lanno a prezzi molto vantaggiosi. Un uomo per un chilo di carbone diverr lamaro detto che stigmatizza laccordo. Migliaia di manifesti vengono affissi in tutta la penisola. Esaltano gli aspetti economici: ottimo stipendio, ferie pagate, premi di produzione, pensione. Ma nascondono linferno della miniera, che si spalancher agli occhi dei migranti una volta scesi dai convogli ferroviari speciali arrivati a Charleroi dalla stazione di Milano. Gli emigranti conosceranno, fino all8 agosto, il disprezzo dei belgi, lisolamento, limpossibilit di nuove amicizie fuori dal recinto del Bois. La scarsa o

Accanto allingresso, appena discoste, alcune delle abitazioni operaie che circondano larea su tre lati. Chi era Henri de Gorges? Nato nel 1774 in una borgata agricola del Nord della Francia, trascorre ladolescenza studiando in collegio. La rivoluzione del 1789 lo vede tra i protagonisti della difesa e dellapprovvigionamento di Lille, ed in quel periodo che fa suoi gli ideali di libert, uguaglianza, fraternit. Con lavvento dellImpero, De Gorges diviene membro della loggia massonica di Lille. il 1805, Henri, ormai specializzato nel commercio di combustibili, ha stipulato un anno prima, con Charles Godonnesche, proprietario del Grand Hornu, un contratto esclusivo di vendita del carbone prodotto dal sito. Sei anni dopo acquister limpresa, dando cos il via alla realizzazione del suo sogno, e anticipando di un secolo la filosofia industriale di Adriano Olivetti. De Gorges rinnova gli impianti, scava altri pozzi, trova tranquillit finanziaria. Lultimo ostacolo rappresentato dalla certezza di mano dopera stabile, che tale pu divenire soltanto garantendole salari e sistemazione adeguati, cui limprenditore intende aggiungere servizi di carattere sociale come una scuola e un ospedale. A tal fine compra i terreni intorno ai pozzi e unarea abbastanza vasta da potervi costruire una vera e propria citt operaia, progettata da vari architetti, uno su tutti Bruno Renard. Le 450 abitazioni vanno da quelle pi modeste, per i minatori, a quelle pi ampie, destinate ai capi e agli ingegneri. Tutte dispongono di ampie zone verdi, di sei strade ben tracciate e pavimentate. Una delle due piazze attrezzata con una pompa idraulica che rifornisce le case di acqua calda e fredda, e alimenta un bagno pubblico; laltra accoglie un chiosco e ha il suo elemento di spicco in un edificio dove trovano posto la sala da ballo, il salone delle feste, la biblioteca pubblica. Nel 1825, lapertura di una scuola per i figli dei minatori, quattrocento posti, conferisce ulteriore realt al sogno di Henri. Imparare a leggere, scrivere, far di conto, disegnare, cantare, sono basi sulle quali le nuove generazioni poggeranno, per riuscire, forse, a non scendere pi nelle miniere. De Gorges decide di costruire la propria residenza, una sobria villa a tre piani, proprio a ridosso dellarea che ospita gli uffici degli impiegati, i magazzini, le scuderie dei mezzi di trasporto trainati dai cavalli. Una villa accanto alla citt dei minatori, espressione di una vicinanza anche fisica Non la vedr mai compiuta, perch morir nel 1832, stroncato da unepidemia di colera. Grand Hornu passa di mano in mano, serra i battenti nel 1954, viene abbandonato. La sua salvezza si deve a un gruppo di architetti. Tra di loro Henri Guchez, che acquista il sito nel 1970 per la cifra simbolica di un franco, a fronte dellimpegno a restaurarlo. Le due associazioni a capo della rinascita del Grand Hornu, la Grand Hornu Image e il Macs (Muse des Arts Contemporaines) promuovono dal 2002 un cartellone espositivo che ha visto sfilare grandi nomi del Novecento artistico: Richard Hutten, Andrea Branzi, Elisabeth Garouste, Mattia Bonetti, Luciano Fabro, Giulio Paolini, Anish Kapoor, Bernd e Hilla Becher... Le mostre e le installazioni trovano perfetta simbiosi negli spazi del lavoro, guardano la citt operaia e i pozzi chiusi che scendevano fino a trovare le vene di carbone, si uniscono alle scenografie dei giardini voluti da Henri. Ma, senza nulla togliere alla creativit del Ventunesimo secolo, lo spettacolo ipnotizzante va in scena appena oltre lingresso: un prato immenso, con la statua di De Gorges al centro di un anfiteatro greco disegnato da edifici bassi in mattoni che una teoria ininterrotta di archi scandisce. Fermarsi a guardare, lasciando allo stupore il sopravvento, reazione naturale. Sulla destra, le rovine di uno spazio non identificato nelle sue funzioni somigliano ai resti delle Missioni dei Gesuiti nelle Americhe. La torre dellorologio scandisce il tempo di un luogo che il cinismo edilizio voleva radere al suolo per costruire unaltra citt, fatta di ipermercati, di fast food, di offerte speciali. Non andata cos, grazie a una tragedia e a un sogno. Le Bois di Cazier e le Grand Hornu, nelle differenze della loro storia, si guardano a distanza. Sorridono, felici di un destino che ha reso la fatica dei minatori Patrimonio dellUmanit.

GERENZA
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FOTOGRAFIA

Un testimone silenzioso e audace racconta i momenti cruciali della vita che scorre nel pericolo e nella fatica quotidiana in tutti i paesi del mondo, ultimo lAfghanistan: ogni foto esprime la parabola silenziosa del coraggio dei suoi protagonisti grandi e, pi spesso, piccoli

di SILVANA SILVESTRI

Quando era ancora sconosciuto in Italia, Romano Martinis era gi entrato nelluniverso di Tadeusz Kantor, nella Polonia del 69, realizzando qualche anno dopo anche un magnifico libro fotografico del suo mondo artistico. Romano cos, un artista solitario della fotografia, vissuto tra le montagne del Friuli e in prima linea, in Latino America, in Bosnia, in Afghanistan come lo era nel centro di Roma, tra un viaggio e laltro. In tutti i luoghi ci sono tante cose da imparare e da tramandare. Come le immagini di quel simpatico frequentore di bar che poi si scopriva essere Gregory Corso, di Ferlinghetti sulla spiaggia di Castelporziano, Ginsberg, Julian Beck e Judith Malina, Frank Zappa, Mir, Ungaretti, la Pasionaria, in una famosa immagine che supera la selva dei fotografi. Come lhai scattata? gli chiediamo: sono salito su un albero e sono saltato su una rete che cera sotto, dice come fosse un ovvio procedimento e quasi per sminuire limpresa, la fa risalire alla sua esperienza di montanaro, in particolare di soccorso alpino. E in Bosnia ha fatto un corso sulle mine. Sembra di rivedere i cartelloni che a scuola mostravano come riconoscere le bombe a mano per non giocarci: Le mettono dove finisce lasfalto, dice, la regola fare un salto nellerba, poi non tocchi i sassi, stai attento ai fili, metti i piedi dove sono gi passati e non si tratta certo di passione militare, lui della Bosnia ha fatto una mappa fotografica, ne ha percorso 27 mila chilometri. Cos come arriva nei luoghi non battuti da altri, vede cose che non vedono altri fotografi (lultravista), impegnato l dove i diritti umani sono messi in pericolo (la Colombia, El Salvador, Honduras) alternando con una consequenzialit che non pu sfuggire, il teatro davanguardia, alle condizioni dellinfanzia. Tra le sue foto ci mostra quelle dei forni di mattoni a Bogot, dove i bambini trasportano pesi pi grandi di loro caricati a braccio o in testa, su per la foresta, e infine si staglia una costruzione iniziata come fosse una la torre di Babele. Una sequenza in crescendo, il sentiero che va su, cade il mattone pesante, la bambina con il piccolo legato dietro, pronta a partire (io con gli stivali e loro con le scarpette). Di poche parole, Romano Martinis non parla mai dei

Romano Martinis scatti senza scorta


premi che ha ricevuto, pi volentieri e con dovizia di particolari, delle situazioni che ha rifiutato. Ci porta un dischetto di foto e cita al volo, senza altri particolari, il fatto che quelle foto saranno esposte al museo di Berlino. E solo dopo aver insistito per avere pi particolari scopriamo che gliele ha chieste Charles-Henry Favrod in persona, il grande giornalista e fotografo che fond il museo di Losanna, incaricato anche dai fratelli Alinari di fondare il museo di Firenze, autore di libri di fotografia, produttore di cinema e televisione (suoi alcuni dei pi imponenti ritratti di personaggi storici, tra cui quello di Idi Amin Dada di Schroeder. E cosa esporr? Tutto Kantor e tutto lAfghanistan. In poche parole (fanno una mostra di Kantor) ci aveva annunciato la grande mostra di ben 224 sue fotografie dedicata a Tadeusz Kantor e al teatro Cricot 2 al Musma e a Palazzo Lanfranchi di Matera nel mese di aprile, da La poule d'eau (1969), Le bellocce e i cercopitechi (1974), La classe morta (1975), O sont les neiges dantan (1978), Wielopole-Wielopole (1980), Q'ont crevent les artistes (1985), Qui non ci torno pi (1988), Oggi il mio compleanno (1990). Il maggior numero di foto che ci ha portato questa volta sono dedicate allAfghanistan, non come siamo abituati a vederlo. Non mi interessa la foto fine a se stessa, dice, la bella fotografia, mi interessano le storie, le sequenze che raccontano. Limportante, dice, aspettare e poi qualcosa accade. Nel reportage ti si forma davanti qualcosa, come la bambina di profilo. lei che ha fatto la foto, non sei tu che lhai messa in posa come fosse un Antonello da Messina. E hai ogni giorno un miracolo. Cos giorno dopo giorno i carri armati passavano sulla strada sovrastante e un certo giorno il pastorello arrivato con il gregge proprio nel punto dove volevo io. Limmagine che si forma davanti a me la so decifrare. C una cosa curiosa, con un fotografo di destra abbiamo fatto la stessa foto alla bambina con gli aquiloni e il carro armato. Lui descrive cos la sua foto: la bambina gioca e il carro armato la difende. Mentre per me la bambina gioca e non si accorge della minaccia che arriva. Entriamo in un Combat out, un posto di combattimento allinterno del paese ( da meno di un mese che il caposaldo Combat out Mono stato passato dallunit italiana al personale afghano), dove soldati inanellano proiettili, giocano a scacchi nel tempo libero. Poi una postazione afghana, come a far cogliere la differenza tra le nostre postazioni e le loro: corolle che si allargano in cielo come meduse giganti, arrivano i viveri, soprattutto lacqua, i soldati giocano a cricket. Il capitano non voleva fotografi, poi alla fine ci hanno offerto il t. Poi ci avviciniamo ai suoi soggetti preferiti, la vita quotidiana dei bambini: su per la montagnola di neve addossata alla moschea azzurra, una montagna di cristallo, proprio come descritta dai viaggiatori in Afghanistan. Gli scatti sono stati fatti dopo una bufera di neve, a 27 sotto zero, racconta. Ero da solo, quando ho scattato le foto mi hanno offerto il t: tu, mi hanno detto, sei il primo fotografo che vediamo senza scorta e per noi un grande onore, un omaggio. Coglie insieme solitudine, la grazia e anche inaspettata allegria, in un orfanotrofio, per una fionda ben calibrata, per lhenn dipinta sui palmi delle mani, sorridenti nel cofano di unauto dove poi scorgi i segni delle pallottole e ti rendi conto che siamo a Kabul. E le foto nel carcere di Herat, del carcere minorile di Kabul (non chiediamo come entrato) e tutte le velate dazzurro in un convegno di levatrici o per strada, presenze lievi colte con rispetto. E i disegni graffiati sullintonaco di un muro cadente con i carri che avanzano e i bambini che cadono.

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GLOTTOLOGIA
Pagina sinistra: foto di Romano Martinis in Afghanistan. A destra il frontespizio de Le prose di Pietro Bembo nelle quali si ragiona della volgar lingua

INTERVISTA PROF. ALDO PROSDOCIMI

Il dialetto ideologia, la lingua innovazione

IL CARBONE DI SCAMBIO
Marcinelle. Prima erano i carusi siciliani poi chiss se nellaccordo del 1946 preso dal governo italiano che in cambio del carbone dava al Belgio le braccia per estrarlo cera un limite det? Perch i carusi erano proprio picciriddi e scendevano bene gi nelle viscere della terra e quanto resistevano non importava, se poi qualcuno schiattava dalla fatica ce nerano altri, orfani o poveracci, pronti a sostituirli, piccoli schiavi affamati. Chiss se quando fu preso laccordo tra gli stati Belgio e Italia per lo scambio hanno mandato solo uomini o cera anche qualche bambino stipato tra loro nei treni da cui non potevano scendere mai, anche se il viaggio durava dei giorni perch i nostri non erano immigrati normali, non avevano documenti di transito o visti, i nostri erano carne di scambio e dal treno finivano dritti dritti nelle baracche accanto alle miniere e da l non potevano mica uscire, neanche dalle baracche, liberamente come o quando gli andava, perch pi che uomini erano carne di scambio, bottino di guerra. Qualche anno fa ho visto un bellissimo spettacolo che si chiama Via, nella maggioranza dei 100 paesi del Salento c una via che ricorda Marcinelle, messo in scena da due bravi attori salentini Cristina Mileti e Fabrizio Saccomanno, che firma anche la regia, che racconta con precisione tutta la storia di questa immigrazione quasi forzata, uno spettacolo nato dalle memorie reali raccolte tra chi questa storia laveva vissuta sulla propria pelle annerita. Dopo i primi treni di lavoratori arrivarono anche le donne e i bambini a raggiungerli 140.000 uomini, 18.000 donne, 29.000 bambini, questi sono i numeri dellimmigrazione italiana in Belgio. Ma intanto in Italia arrivava carbone, lo stesso carbone di cui erano fatti anche i 262 corpi di cui 136 di italiani morti nella miniera di Marcinelle l8 agosto 1956, ma il paese si riscaldava e cresceva e adesso quelle miniere le hanno chiuse e il carbone non si usa quasi pi da noi che siamo dei poveri ricchi. Adesso pi o meno inconsapevolmente quotidianamente consumiamo un altro minerale, una lega, che costa altrettante vite se non di pi, anzi certamente di pi, di carusi negretti affamati, che al confine tra il Congo e il Ruanda minacciati e rapinati, sacrificati, violentati e drogati estraggono e trasportano per chilometri nella foresta africana la nuova ricchezza che si chiama coltan. Il coltan il metallo pi denso del mondo e solo l, nel Congo profondo e in Australia, si estrae. il nuovo diamante che tutti possediamo anche senza promesse di matrimoni o fidanzamenti, il nostro indissolubile legame con la modernit, il nostro contatto col mondo, il coltan indispensabile per costruire i telefonini e gli altri aggeggi elettronici con cui nutriamo la nostra pretesa futuribile velocit. Nella nostra felice ed inconsapevole globalizzazione il meccanismo dello sfruttamento sempre lo stesso arcaico e crudele si nutre e prospera col nostro ignorante consenso.

di BEATRICE ANDREOSE

Il vecchio conte Barbaro non ha mai parlato una parola in italiano. Lui usava solo il veneziano ed il francese il prof. Aldo Prosdocimi, ordinario di glottologia allUniversit di Padova, non ha dubbi. Contrapporre il dialetto alla lingua nazionale significa imbarbarire il dialetto che invece ha stili di esecuzione formale estremamente complessi e vari. Ad esempio la terminologia di un contadino o un eschimese per indicare la parola neve ricchissima. spiega- In questo modo si condanna il dialetto ad essere una lingua di serie B. Si pensa che parlare dialetto sia pi volgare rispetto allitaliano. Non vero. In tempi recenti la Lega Nord, quando non doveva ancora confrontarsi con la propria sopravvivenza, faceva del ritorno del dialetto nella scuola, un cavallo di battaglia. La considerazione che a parlare la lingua nazionale sia ormai il 95% della popolazione italiana, anzich inorgoglire, inorridisce i padani. Per secoli la lingua nazionale stato appannaggio esclusivo di lite. Con lavvento della Repubblica prima e grazie ai movimenti studenteschi ed operai del 68 poi, arriv la scolarizzazione di massa e, con essa, lapprendimento dellitaliano di buona parte della popolazione. Che oggi litaliano si impari soprattutto in famiglia, non pi solo a scuola, non costituisce comunque un pericolo per il dialetto. Con lapprendimento di massa dellitaliano, infatti, la pluralit idiomatica non ha subito alcun contraccolpo ed anzi permane fisiologicamente nella societ italiana. Il 60% degli italiani, accanto alla lingua nazionale, continua ad esprimersi quotidianamente, tra amici e conoscenti, anche in dialetto. Una lingua che Giacomo Devoto riteneva

riserva naturale di energie espressive per un parlare e scrivere meno inamidato e paludato dellusuale. Il romanesco del Porta, il milanese del Belli o il friulano di Pasolini sono universalmente considerati patrimonio letterario nazionale. O mia bela Madunina e O suldato innammurato anche in piazza San Marco sono ritenute parte del repertorio canzonettistico nazionale. A questo punto per, la domanda conseguente e complessa che cosa una lingua. Ancora pi difficile sapere cosa un dialetto-sottolinea il professore Prosdocimi- ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda la lingua nazionale ricordo che la prosa letteraria nasce per comunicare pensieri astratti dopo la poesia. In Grecia la prosa scientifica nasce nel V sec. a.C. La Costituzione di Solone scritta in esametri omerici. Idem in Italia. Se Dante fosse morto nel 1300 la lingua italiana avrebbe avuto una storia diversa. Nel sec. XVI i teorici della lingua italiana furono due veneti, il veneziano Pietro Bembo ed il vicentino Giangiorgio Di Trissino che nelle loro opere si riferivano ad una vulgata trobadorica. Prevalse il primo che sanc la lingua letteraria toscana escludendo Dante dagli autori che facevano testo in materia di lingua in quanto il lessico del poeta non era ritenuto riapplicabile. Il dibattito sulla questione della lingua prosegue anche dopo l'unificazione politica italiana, quando Manzoni, rendendo pubblica la Relazione richiestagli dal ministro dell'Istruzione Broglio, suggeriva ladozione del fiorentino colto per unificare la lingua nel Regno appena nato. Ad esso si contrappose il linguista Graziadio Isaia Ascoli, che conosceva le lingue romanze e quelle indoeuropee, e optava per l'italiano regionale di Roma come lingua d'uso nazionale, proponendo anche di

moderati arabi

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Dodici cooperanti spagnoli, impegnati in progetti di solidariet con i profughi sahrawi, sono stati costretti dal governo Rajoy a rientrare a Madrid per motivi di sicurezza. La Spagna, che ha gi ridotto del 65% gli aiuti umanitari destinati a Tindouf, con il rimpatrio degli internazionalisti favorisce la propaganda marocchina e la sua illegale occupazione (www.arso.org).

lavorare per innalzare il livello culturale della popolazione. Insomma. Un dato certo, nelle lingue esiste linnovazione, non c mai una novit. Quando Metternich disse che litaliano una espressione geografica, era un reazionario che aveva ragione. Fino al 1860 lItalia era divisa e litaliano era usato esclusivamente da una lite di persone colte. Lei sostiene che il dialetto ideologia. Ci spiega il concetto? Il Risorgimento stato fatto da 1.000 persone che rispecchiavano il rapporto con altrettante variet locali. Il dialetto la variante colloquiale dellitaliano che stato unificato dalla letteratura cosi come il tedesco dalla Riforma. Un abitante della Turingia non capisce un contadino Svevo. In Francia la lingua nazionale stata unificata dalla burocrazia e dallAccademia di Richelieu nel 600. Insomma il dialetto ideologia, un problema affrontato anche dai linguisti. Lo stesso ebraico nato per ideologia. Sa in quanti parlano lirlandese o il basco? Per in Spagna c sempre stata una contrapposizione tra la catalogna e Madrid. Per ragioni di vario tipo i catalani vogliono la loro lingua. una forma di auto identit. Gli arabi hanno come riferimento il coranico che un collante. Un arabo legge larabo canonico, come se a noi chiedessero di leggere il latino. Ed cos che preferisce la lingua europea e parla il suo dialetto. Nel mondo arabo esiste una lingua ufficiale standard che viene usato per la comunicazione scritta e in situazioni formali, per la comunicazione informale vengono usati sempre i dialetti locali. In quanto allideologia pensiamo poi allimperialismo del milanese quando si indica un parlamentare con senatur. In quanto alla lingua di Camilleri, invece, una invenzione. Quando si legge Montalbano sono, si tratta della forma sintattica dellimportanza di un certo tipo. Lo stesso scrittore afferma che il dialetto non esiste. Esistono invece solo le parlate. In Sicilia ce ne sono tante quante sono le citt, e il catanese diverso dallagrigentino che diverso dal palermitano. In Veneto il veneziano diverso dal padovano o dal vicentino. La dialettalit collegata sempre ad un basso livello sociale, una forma di auto identit e lideologia insorge. Si pensi allimperialismo dellanglo-americano che non uno ma si esprime almeno in 4-5 livelli o alla penetrazione di quella lingua attraverso il siglare: I Pod, I Pad, GM per le auto o Rcs per il Corriere della Sera. Insomma la proposta leghista inappropriata. Quale dialetto vorrebbe insegnare tra i banchi di scuola? Il veneziano, il vicentino, il padovano o il rovigoto? Ed senza dubbio inutile. Oggi il dialetto affronta domini un tempo esclusivi della lingua nazionale trasformandosi cosi da stigma a vezzo linguistico. Viene usato in contesti pubblici e in ambiti locali e sovraregionali. I pi visibili, sono i dialetti che possono vantare una letteratura conosciuta al di fuori del contesto regionale o che godono di una certa popolarit anche se stereotipata come il toscano, il piemontese, il napoletano, il veneziano o il siciliano. Questi ultimi due, ad esempio, appaiono in pubblico di frequente: numerosi i nomi rispettivamente siciliani o veneti dati a ristoranti, trattorie e pub, fino al pi ampio panorama della musica rock e reggae. Pensiamo ai siciliani Tintura o ai veneti Pitura Freska nei cui testi dominante luso del dialetto: Pensiamo infine ai domini della pubblicit e della televisione nazionale. Anche nella pubblicit il siciliano ed il veneto appaiono di frequente: da Aldo, Giovanni e Giacomo che per la pubblicit Wind recitano un proverbio in un improbabile siciliano: pane e panelle e patate vugghiute, tutte le fmmini sugnu chiattut, e alla recente pubblicit della Tim che fa il verso ad un imperfetto dialetto veneziano. Una forte presenza della componente dialettale presente anche nei domini di Internet, in siti e gruppi di discussione che spesso esprimono, attraverso il ricorso alla lingua etnica, istanze identitarie. Solo su Facebook se ne contano migliaia! Tanto tempo fa per primi gli Epicurei insegnavano che il seme della differenza linguistica e culturale in ciascuno di noi. Fantasticare altre direzioni ricorda tanto prospettive autoritarie che lEuropa ha gi rovinosamente sperimentato.

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ALIAS 4 AGOSTO 2012

GIFFONI FILM FESTIVAL

RAGAZZI
di MARIA GROSSO

moda anni 70 o alla tecnologia attuale che fossero troppo connotanti. Uno dei cuori di questo lavoro il diario di Cecilia e il valore che avete dato alle illustrazioni, sia come elemento catalizzatore di emozioni, sia come indizi nella detective story, sia infine come riflessione sulla soggettivit dellinterpretare le immagini. Tra laltro sono splendide. Chi lautore? I disegni sono come un filo rosso che attraversa tutto il film. In un primo tempo abbiamo chiesto a un gruppo di ragazzi di quella et di illustrare il diario. Successivamente ci siamo rivolti a quattro disegnatori adulti, proponendo loro di creare le illustrazioni di Cecilia a partire da quei disegni. Volevamo che le immagini fossero credibili: n troppo semplici n troppo adulte, possibili per una ragazzina di quella et ma al tempo stesso espressione del suo talento nel sentire la realt e nel tradurla in visioni, una sorta di oscurit fatta di incubi e paure infantili, ma anche di gioco e creativit. Alla fine ci siamo decisi per i lavori di Meike Gestenberg, una eccellente illustratrice. Il film ha elettrizzato i bambini, fondandosi esclusivamente su una dimensione di verosimile reale e senza mai ricorrere al fantasy, che tanto spazio ha occupato in questi anni nelleditoria e nel cinema per ragazzi. Ci sono bambini che si sentono maggiormente coinvolti da questo film che non da Harry Potter o Star Wars. L hanno sempre la percezione latente che le creature dei film non siano reali, mentre con Victor and the secret si spaventano molto di pi, perch percepiscono che tutto possibile, vero. Ci siamo concentrati sul sentire di Victor, sulla magia naturale della casa: i suoni amplificati, i dettagli spaventosi degli animali impagliati in cantina In un primo tempo, scrivendo la sceneggiatura, avevamo pensato di inserire un personaggio fantasy che fosse suo amico, in modo che il ragazzino non fosse troppo solo. Poi abbiano capito che era proprio la caratteristica della solitudine che volevamo enfatizzare e quel personaggio lo abbiamo tolto. Victor non parla con nessuno e in un primo tempo nessuno gli crede. Questa dimensione fondamentale per chi guarda il film, perch crea una forte immedesimazione. Pur molto vicino alle inquietudini di Victor, il film rivela anche come possa esserci una pluralit di prospettive e abbraccia tutti i Scene dal film Das house der Krokodile di Cyrill Bross e Philipp Stennert interpretato da Kristo Ferkic

INTERVISTA CYRILL BOSS E PHILIPP STENNERT

Un filmino in super8 e una ragazzina dallo sguardo fondo che guarda in macchina. Anzich abbagliarlo col flash, come James Stewart ne La finestra sul cortile, quando lintruso sta per fare irruzione nella sua stanza, nella sua roccaforte privata di undicenne, Victor gli punta contro il proiettore: le immagini di Cecilia, una parente morta quarantanni prima, quando aveva la sua stessa et. Quella bambina, e le sue tracce che nessuno scopre eccetto lui una foto appesa al muro, un diario che parla per disegni misteriosi e strabilianti, pagine nascoste e versi come indizi, dove ricorrono strane forme di coccodrillo sono la sua ossessione dentro la grande casa che uno stravagante zio ha lasciato alla sua famiglia. Quale la verit sulla morte di Cecilia, quali erano i suoi desideri e per quali sorprendenti percorsi tra stanze e cunicoli segreti, animali impagliati specchi scatole e forse tesori lo sta guidando? Mentre i genitori sono via e le sorelle pi grandi sembrano non credere alle assurde fantasie di un ragazzino, Victor fronteggia da solo una ricerca avventurosa e esistenziale, resa mozzafiato dalla presenza di inquietanti vicini Tra salutare suspence hitchcockiana e fine partitura in giallo, spiazzanti soggettive e roller coaster di angolature, emozioni e personaggi, Victor and the secret of the crocodile mansion (titolo originale: Das house der Krokodile) di Cyrill Boss e Philipp Stennert, ha coinvolto in una irresistibile onda di tensione affettiva il pubblico dei ragazzini di + 10 a Giffoni Film Fest (inevitabilmente vincendo il concorso della sezione). Un viaggio al centro della casa, raccontato con rara umanit e maestria dai due registi tedeschi (insieme dal 2000 e qui al loro terzo lungometraggio), meravigliose strade tra costellazioni familiari infantili, dove niente come sembra e dove davvero possibile sfiorare la materia di cui son fatte le paure e i sogni di ognuno. Cosa vi ha portato al film? Il produttore ci ha segnalato due libri che avrebbero potuto ispirarci. Di uno di questi, Das Haus der Krokodile di Helmut Ballot, ci siamo innamorati, a causa delle sua componente visiva molto spiccata. Allinizio non era nostra intenzione fare un film per ragazzi, ma poi ci siamo fatti prendere dal progetto di una narrazione tutta dal punto di vista di un ragazzino. Anche perch abbiamo capito che cera tanto di Victor in ognuno di noi e che attraverso il suo sguardo potevamo ricollegarci al nostro sentire di allora, quando osservavamo i vicini e ci sembravano persone minacciose e quando giocavamo a fare i detective. Nel romanzo per la storia emotiva era meno estesa. stato in sede di scrittura della sceneggiatura che abbiamo sentito che dovevamo espanderla. Attraverso lo speciale legame tra Victor e Cecilia, create una vicinanza affettiva e mentale tra un bambino e una bambina di undici anni, qualcosa di abbastanza anomalo per l et. cos, anche se non ci abbiamo pensato di proposito. Ci piaceva lidea che agli occhi di Victor Cecilia rappresentasse un oggetto di fascinazione, qualcosa di simile a una star del cinema o a una ragazza della scuola, che non si conosce, qualcuno comunque in apparenza irraggiungibile. Cera dunque una distanza iniziale, nel suo caso dai connotati assolutamente anomali: dovevamo confrontarci col fatto che la sua attrazione fosse diretta verso una ragazza morta da 40 anni. Per questo abbiamo inserito le immagini dei filmati in super8 e quelle in cui lui la vede tra i bambini che giocano, per far sentire la sua presenza come viva. un film molto spirituale C una tensione filosofica, come una linea sottesa al film, che lo attraversa. Victor comincia a farsi domande a

Victor e il giallo della casa del coccodrillo


partire dal ritrovamento degli oggetti di Cecilia e anche se le sue sorelle cercano di dissuaderlo dal continuare le ricerche, lui non abbandona, animato da unenergia formidabile. Inoltre, attraverso Cecilia, lui ha il suo primo approccio con la morte e al tempo stesso comprende che lei non morta per sempre e che pu vivere tramite i suoi pensieri. Anche il dettaglio della foto d una sfumatura importante. Quando allinizio Victor la scopre tra quelle appese al muro, lespressione di Cecilia triste, ma nel finale, quando dopo essersi immerso nella sua storia, la riappende, il volto di lei sorride come sollevato. La tragedia della sua vita si aperta. Laspetto della consapevolezza o meno di Cecilia rispetto al suo destino ha suscitato domande molto complesse a fine proiezione. proprio negli anni raccontati nel film, quelli di Victor e di Cecilia, che si acquisisce la coscienza che possibile morire anche da piccoli. Sono gli adulti che spesso sono in imbarazzo a toccare questo argomento con i bambini. Nel film la tensione data anche dalla concentrazione dellunit di luogo e da una linea temporale che pi che viaggiare tra presente e passato, determina una compresenza di tempi di eventi e di vite. Questa struttura faceva gi parte del romanzo? S, ma nel libro la vicenda di Victor ambientata nei tardi anni 60, mentre la morte di Cecilia avviene negli anni 50. A noi da un lato sembrato necessario rendere il passato pi lontano, creando una distanza che poi fa pi radiante il processo di avvicinamento tra le due storie. Dallaltro lato, abbiamo anche cercato di imprimere al film un mood senza tempo, sottolineando linterazione spirituale tra i personaggi al di l delle loro rispettive epoche. Per ricercare questa atmosfera, abbiamo evitato tutti quei dettagli relativi alla

Nella nuova casa c il diario e il ritratto di una bambina, Cecilia, morta quarantanni prima, quando aveva la sua stessa et...
personaggi, anche quelli in apparenza pi oscuri, con un senso di accettazione. Il finale nel romanzo era aperto, non sappiamo se Mrs D. sia realmente lassassina. Per noi invece era essenziale, considerata let del nostro pubblico, che il film fosse portatore di una energia chiaramente propulsiva. In questo film non ci sono personaggi interamente negativi perch il suo centro emozionale risiede nella comunicazione, nella possibilit sempre presente tra i membri di una famiglia, di rompere il silenzio, di sciogliere il rimosso e di sentirsi leggeri. Con coraggio avete anche valorizzato la seriet di Victor, una qualit non molto di moda nelle rappresentazioni attuali dellinfanzia. Negli ultimi anni in Germania nella letteratura per linfanzia o nel cinema per ragazzi si rafforzato lo stereotipo del tipo cool, del ragazzo tosto e sicuro di s. Linsicurezza e la frustrazione non sono contemplate. Invece grazie a Victor abbiamo voluto guardare in faccia la seriet di un ragazzino. Secondo Hitchcock perch ci sia un buon film innanzi tutto necessario che ci sia a man in trouble, ossia un uomo innanzi a un problema. Un uomo o un bambino.

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EDITORIA

NUOVE MAPPE
Una generazione di cinema indipendente, potente, fuori dagli schemi e spesso dalla distribuzione (italiana)

Immagine da Liverpool di Lisandro Alondo. Sotto, la copertina del libro curato da Luigi Abiusi

di LUIGI ABIUSI*

LIBRI CRITICA CINEMATOGRAFICA

Il verso di Ulrike Dreasner recita precisamente der liebes film, in dem ich schwimme, ist ein fieber (il film d'amore in cui nuoto una febbre, leggibile dentro il magma di Ricostruzioni. Nuovi poeti di Berlino, a cura di T. Prammer) e prospetta, in questo caso, la dimensione iniziatica e dialettica di certo cinema, nonch del lavoro di scrittura su di esso, di ri-semantizzazione militante che sono necessarie proprio alla longevit di queste immagini. Il cinema quello che riguarda un'ampia costellazione di visioni fiammeggianti, febbrili, cio percorse dalla febbre di luci notturne, inurbate o, al contrario, di luccicanze traguardate all'improvviso nell'intrico della foresta, quasi sempre, in un caso e nell'altro, fuoriuscite da zone periferiche. Si tratta di un cinema scentrato, che si pone per propria natura fuori dagli schemi di ordinaria formulazione (non certo per vezzo elistico), quindi fuori dai parametri di normale fruizione del materiale cinematografico e per questo si ritrova fuori dagli schermi, cio della distribuzione (italiana) che negli ultimi venticinque anni, condizionata dal clima massmediale e populistico berlusconiano, ha trascurato registi di grande talento. Il che significa riduzione drastica se non diserbazione degli spazi di resistenza anticapitalistica, in favore della massima resa delle immagini commerciali atte a conculcare e a garantire la sussistenza e la perpetuazione del liberismo. Non che esso temesse questi spazi (considerati, per lo pi, velleitari in confronto all'incidenza delle meccaniche utilitarie) ma la sua azione di fagocitazione s' svolta comunque con grande ferocia, ispirata dall'esigenza di mettere a pieno regime, di sfruttare (ricavandone plusvalore) quanti pi ambiti di produzione iconografica. Pertanto se immagini dovessero essere (ed era scontato che dovessero essere, perch mezzo formidabile di dissimulata costrizione), che allora

Una profondit nascosta in superficie. Cineasti da scoprire


esempi, negli ultimi anni, di grossi sforzi fatti individualmente, che sono restati e restano per quasi invisibili, sono implosi, perch sommersi dall'oscurantismo di stato, che esige una bassa cultura di massa (presupposto del controllo massivo), laddove in Francia, ad esempio, essa di livello superiore e riesce perci a prevedere la diffusione in sala di registi come Lisandro Alonso o Carlos Reygadas, ma prima ancora, Raoul Ruiz, Sarunas Bartas, Hou Hsiao Hsien, ecc.. A fronte dello strapotere berlusconiano l'Italia il paese occidentale in cui stato pi evidente il processo di mercificazione delle contingenze, proprio delle esistenze e quindi delle inferenze (ora totalmente precarizzate), ed il cinema (prodotto e/o distribuito), da sempre dagherrotipo della societ, ne mostra eloquentemente le fasi e lo stadio ultimo, che lo stadio della commedia (conculcante) una e trina, sboccata e fascistamente pop, se concepita a destra, boccheggiante e borghesemente, democristianamente solidale se d'ispirazione opposta. Morta la radicalit di sinistra, che poteva pensare forme di cultura (non solo di cinema) radicalmente alternative, il Mercato italiano stato invaso da immagini il cui tenore quello del sistema politico che le produce, vale a dire un bipolarismo fittizio e centrale che epurando le differenze, riduce la rap-presentazione del mondo a farsa, pantomima, nel migliore dei casi animata da personaggi che sono il calco di un Renzi o di un qualsiasi papaboys rampante. La supremazia della commedia (in ogni caso iniqua, a parte alcune cose di Virz, che per sono fuori tempo, risalgono cio alla tradizione della commedia all'italiana), questa sovranit, per nulla avversata da un cinema che avrebbe dovuto prendere le sue mosse da una cultura rigorosamente marxista, s' affermata nel momento in cui l'abbattimento del muro di Berlino ha riaperto il dibattito circa le coartazioni dei regimi comunisti anzich presiedere a una congrua riformulazione del socialismo, che ne preservasse i principi di fondo, inalienabili , come se il liberismo televisivo verso cui da allora s' indirizzata la sinistra italiana (borghese e intimamente attratta, gi da tempo, dai capitali) ne costituisse l'antidoto, tanto da evitare di mettere a punto una seria legge antitrust. Di l all'assunzione del bipolarismo (che di fatto cassa l'esperienza radicale e i gradi dell'ideologia in favore di un ampio moderatismo finanziario) il passo breve e corrisponde all'americanizzazione,

magnificassero in maniera capillare il Mercato, che fossero mera rappresentazione anche, al limite, moderatamente di sinistra: tutta quell'iconografia che ha contribuito a fondare e fomentare quel liberismo di sinistra, ora afferente, mettiamo, ai Partiti Democratici , semplice racconto da consumare in fretta, al pari dei popcorn e delle bevande, per essere subito rimpiazzato secondo la tempistica dell'offerta seriale. Il che non implica comunque che tutta la distribuzione fosse e sia riducibile a queste dinamiche, anzi ci sono

ipermercatizzazione del cinema, cio, in ultima analisi, a una temperie di immagini (edulcorate, televisive) concepite per il consumatore, immesse nel libero mercato, inneggianti alla commedia del libero mercato e al consumo sempre ridente. Ma negli ultimi anni, convergendo (incidentalmente eppure tenacemente) verso obiettivi comuni, sono sorti spazi alternativi di promozione e ripensamento di un cinema decentrato, indipendente, espressivamente potente, che mostra s e il mondo che cattura, come un enorme e sempre mobile, prospero palinsesto di microcosmi immaginali e per questo vivi e veri. Spazi posti ostinatamente fuori dal centro di connivenza col Mercato come scentrato, predisposto a infiniti, virtuali gradi di cognizione, il cinema di cui si occupa germinati in quell'immensa periferia telematica, entro cui operano gi da tempo piattaforme come Sentieriselvaggi, Spietati, Hideout, e, da circa due anni Uzak, dalla cui esperienza di estravagante segnalazione di questi film stranieri, giacenti oltre i nostri confini, in effetti prende le mosse questo libro, ad ogni modo cercando di ipotizzarne ora una sorta di mappatura, che finisce per coincidere, per la maggiorparte, con una geografia del cinema d'autore contemporaneo. Una mappa, com' ovvio, del tutto abbozzata, delineata anche andando a tentoni, rimemorando visioni dai festival, o raggiunte per varie induzioni, o semplicemente confidando nelle predilezioni dei critici che sono stati chiamati a contribuirvi. La cui

provenienza ed esperienza disparate, cos come l'approccio, il linguaggio di volta in volta peculiare, imbastiscono una testura disomogenea, accidentata, aperta alle molteplici inarcature della scrittura e dell'interpretazione (ovvero, al limite, della mera restituzione del film a se stesso) andando da analisi filosofiche, teoriche a lavori pi narrativi e informativi, eppure incisivi e approfonditi, ad altri metanarrativi, ecc.. Dieci grandi registi che hanno cominciato a fare cinema non prima degli anni Novanta dello scorso secolo (restando per lo pi fuori dagli schermi italiani) e dieci critici, per una cartografia (un'imprimitura che abbia ora la consistenza della carta, che abbia volume) di un cinema di Resistenza nell'effusione (est)etica, quindi antioccidentale, maturata ai margini, in zone depresse, anche dentro lo stesso occidente, eppure capaci di gemmare, immaginare nuove configurazioni di realt e, allo stesso tempo, di una critica in via di modificazione, che vaglia nuovi strumenti, nuove modalit di visione (lo streaming, la condivisione di dvd scovati all'estero o su impensati portali italiani come Indieframe e Queerframe, finanche la sottotitolatura diretta, oltre ai festival) e che alla fine non pu che trovare la sua legittimazione nella critica costante di s, cio nella disponibilit a contraddirsi e contaminarsi (ma sempre dialetticamente, non dimenticando pagine e immagini), a coltivare il sincretismo e centrare, inquadrare il cinema come unit, Natura, eppure contemplando le molteplici, laterali e meticce possibilit di contemplazione.

*Italianista e comparatista presso lUniversit di Bari dove si occupa di storia letteraria ed Estetica del cinema, direttore della rivista online Uzak, ha curato il libro Il film in cui nuoto una febbre (ed. Caratteri Mobili, dallinnovativa veste grafica di Nino Perrone) presentato a Locarno, di cui pubblichiamo lintroduzione firmata da lui insieme al saggio dedicato al regista argentino Lisandro Alonso. Gli autori degli altri saggi sono Simone Emiliani (Assayas) Giampiero Raganelli (Lav Diaz), Giulio Sangiorgio e Alessandro Baratti (Dumont), Grazia Paganelli (Gondry), Michele Sardone (Lanthimos), Gemma Adesso (Manuli), Sara Sagrati (Reichardt), Matteo Marelli (Seidl), Massimo Causo (Weerasethakul), postfazione di Roberto Silvestri.

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EDUCATIONAL

VIDEOGAME
di FRANCESCO MAZZETTA

Sotto, le icone delle classificazioni PEGI che fanno riferimento allet ( 3, 7, 12, 16 e 18) e ai contenuti del videogioco. In basso i personaggi di Theathrythm Final Fantasy

LIBRI EDUCARE AI VIDEOGIOCHI

Educare ai videogiochi? Ha bisogno di essere educato ai videogiochi chi trascorre buona parte della sua giornata davanti ad essi? Chi sa esporre le differenze tra le varie uscite di Fifa o di Tekken con dovizia di particolari che farebbero l'estasi professionale di qualsiasi insegnante se l'oggetto dell'esposizione fosse di pertinenza scolastica? Forse una situazione analoga l'ha vissuta la generazione che, appassionata di fumetti, s' ritrovata sui libri di testo l'analisi di alcuni di quegli stessi fumetti. In realt educare ai videogiochi (in inglese, video game education) ha due possibili principali significati che derivano dal target dell'educazione stessa. Il primo target sono evidentemente i videogiocatori: bambini, ragazzi, adolescenti. Il semplice fatto di passare tanto tempo coi videogiochi non si traduce automaticamente nel conoscere il medium, le sue peculiarit semiotiche. Il secondo target sono gli educatori stessi - insegnanti o genitori che devono gestire il rapporto tra i giovani di cui devono occuparsi ed i videogiochi. Entrambi questi scenari educativi devono essere percorsi perch il videogioco (ancor pi dei fumetti all'epoca) sono un medium diffuso e capace di veicolare contenuti disparati, di proporsi in contesti non sempre riconoscibili. Pensiamo a un qualsiasi prodotto dedicato all'infanzia come un giocattolo o i cereali per colazione. Niente di pi facile che sulla confezione si rimandi ad un sito dove sono disponibili, ovviamente gratuitamente (ma spesso previa iscrizione), videogiochi legati a quel brand. Esattamente come per la pubblicit l'apparente semplicit del medium nasconde un ingente investimento per creare fidelizzazione (e inoltre l'iscrizione porta nel database della ditta preziose e gratuite informazioni sugli utilizzatori) e per veicolare in modo virale la conoscenza del brand (ad es. con il bottone condividi su Facebook che fa sapere ai nostri amici che stiamo usando il gioco legato al prodotto). Pensiamo al controllo

Fa bene videogiocare coi figli. Ecco tutte le istruzioni per luso


Oltre al controllo e alle piccole trappole della pubblicit c laspetto positivo della sperimentata capacit didattica
possibile sui titoli disponibili ai figli che, anche nel caso di attenzione/sorveglianza/documentazio ne sui giochi disponibili, possono sfuggire al nostro controllo ad esempio a casa di amici e avere accesso proprio a quei titoli che come genitori vorremmo loro evitare. Ma pensiamo anche a tutti gli aspetti positivi legati ai videogiochi di cui stata sperimentalmente dimostrata la capacit di trasmettere informazioni anche di natura scolastica con

un'efficacia che va ben oltre i metodi tradizionali della didattica. Per informarsi sull'argomento della educazione ai videogiochi possono essere utili due volumi recentemente pubblicati: Video game education. Studi e percorsi di formazione a cura di Damiano Felini (Unicopli, euro 15) e Figli e videogiochi. Istruzioni per l'uso di Manuela Cantoia, Lorenzo Romeo e Stefano Besana (La Scuola, euro 9). Il primo riporta le esperienze, e le riflessioni risultanti, fatte sia con ragazzi sia con genitori e insegnanti, sia all'interno della scuola sia in contesti meno formali con i videogiochi, proponendo griglie di valutazione degli stessi sia per l'uso didattico sia per quello familiare. Un capitolo inoltre dedicato all'illustrazione con evidenziazione di luci ed ombre del Pegi, il Pan European Game Information ovvero il sistema di rating europeo dei videogiochi in base all'et ed ai contenuti. Il secondo, pubblicato da una casa editrice tradizionalmente dedicata all'educazione ed agli strumenti didattici, grazie anche all'interazione tra pedagogisti videogiocatori e non, un vademecum estremamente chiaro per il genitore giustamente preoccupato della dieta mediale dei propri figli ma che non vuole risolvere il problema con aprioristiche (e spesso inutili) proibizioni. In particolare entrambi i volumi concordano, ai fini dell'educazione genitoriale ai videogiochi, sulla conclusione che i genitori debbano, particolarmente in questo caso, assumersi pienamente le proprie responsabilit educative ed informarsi estesamente sui videogiochi a disposizione (non fidandosi dei sistemi automatici di rating), parlare con i figli dei gusti videoludici e delle sensazioni che ne traggono. Addirittura giocare assieme con loro per verificarne l'effetto. Insomma assumersi pienamente il proprio ruolo di genitori e non attendersi che esso in qualche modo possa essere delegato ad altri. E poi magari anche possibile scoprire che giocare insieme pu piacere!

di FEDERICO ERCOLE

LA SFIDA THEATRHYTHM FINAL FANTASY

Theatrhythm Final Fantasy uno strano gioco e non solo per il suo bizzarro titolo, dissonante e melodico assieme. La sua stranezza, che non esclude una bellezza classica, si deve al fatto che sia un videogame che ci fa giocare proprio con i videogame e soprattutto con i ricordi che di questi abbiamo, con la memoria di quegli attimi di gioco che sono rimasti nel cuore di chi li ha amati. Cos questopera musicale, visiva e interattiva di Square-Enix per Nintendo 3DS anche un gioco damore, bizzarro Galeotto tra lappassionato di Final Fantasy e loggetto del suo amore. Sviluppato in occasione del venticinquesimo anniversario della saga inventata da Hironobu Sakaguchi, Theatrhythm Final Fantasy utilizza il metodo pi emotivamente efficace per stimolare i ricordi di chi lo suona, ovvero la musica. Il risultato cos struggente che persino Nobuo Uematsu, il compositore storico delle fantasie finali, almeno fino al decimo episodio, ha confessato di essersi commosso giocandolo. Sfruttando il pennino del 3DS in una via di mezzo tra la bacchetta di un direttore dorchestra e quella di un batterista dobbiamo scandire correttamente il ritmo delle musiche, talvolta elegiache altre volte comiche o roboanti, spesso sublimi, per rivivere una sintesi di tutti i Final Fantasy fino al tredicesimo. Mai come qui la

Diventato vintage Final Fantasy rivive con la magia della musica


numerazione delle fantasie finali, ognuna sempre diversa dallaltra per ambientazione e stimmung, acquista una dimensione sinfonica. La trasformazione dei personaggi in teneri pupazzetti deliziosa e accomuna tra loro, in unestetica da bambolotti, caratteri lontanissimi nello spazio e nel tempo come il biondo Cloud e il bruno Squall con la sua cicatrice; lantico e generico guerriero della luce del primo episodio con Cecil, la sua futura, sofisticata e lucente incarnazione; la pixellosa Terra con Lightning in alta definizione. Persino i grandi villain della serie, come Sephiroth e Kefka, emanano una buffa dolcezza. Ci sono tre diversi modi, pensati affinch siano interpretati in maniera narrativa, per giocare Theatrhythm Final Fantasy: in uno ripercorriamo le terre in cui si svolgono gli episodi, in un altro combattiamo i nemici e nellultimo riviviamo le animazioni e i filmati in computer graphic. proprio questultimo il pi complesso e non per ragioni di virtuosismo ma perch la visione tende a distrarre il giocatore e un minimo errore significa una sconfitta morale pi che ludica. Ad esempio pu succedere di dovere scandire il ritmo del tema di Aerith di Final Fantasy VII. Ecco che sullo schermo scorrono le micidiali animazioni della sua morte e la musica cos alta e nostalgica che facilissimo perdere il controllo del

Ripercorriamo le terre visitate nei 13 episodi, combattiamo i nemici e riviviamo le animazioni e i filmati in computer graphic.
musiche diventa sempre pi complessa e una volta ottenuto il successo massimo nellesecuzione di una fantasia si sbloccano modalit sempre pi ostiche in cui il virtuosismo assume una dimensione da Paganini del videogioco.Questa strana opera di Square-Enix premia chi vi si applica con lunico trofeo a cui pu ambire un otaku: nuovi personaggi, musiche da sentire con le cuffie, filmati memorizzati da vedere e rivedere. Con lapplicazione e la devozione dellinnamorato Theatrhythm Final Fantasy diviene unenciclopedia tascabile dei tredici indimenticabili mondi che compongono questa galassia favolosa.

pennino del 3DS o si vorrebbero chiudere gli occhi e mutare la storia, salvando la fanciulla dei fiori. Non si pu e se si vuole ottenere il massimo risultato, una perfect chain, ci vogliono nervi dacciaio.La trama orchestrata per giustificare questa riunione di personaggi e fusione di universi manichea e affascinante; racconta dello spazio armonico

perturbato tra due divinit chiamate Chaos e Cosmos. Lunico modo per ristabilire larmonia produrre le note che vanno ad alimentare il lucore di un cristallo musicale. Gioco portatile ideale, perch bastano pochi minuti rubati al proprio tempo per completare una sequenza musicale, Theatrhythm Final Fantasy una sfida costante. Linterpretazione delle

ALIAS 4 AGOSTO 2012

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I FILM
DAMSELS IN DISTRESS RAGAZZE ALLO SBANDO
DI WHIT STILLMAN, CON GRETA GERWIG, ADAM BRODY. USA 2011

SINTONIE
creatura dotata di un s. Essere Biancaneve significa combattere contro il regno dittatoriale e repressivo. Dotata di una spada Kristen Stewart, la ragazza della porta accanto di Twilight interpreta magistralmente, mentre Charlize Theron, la matrigna, resta prigioniera di una performance scolastica. (m.c.) C'ERA UNA VOLTA IN ANATOLIA
DI NURI BILGE CEYLAN, CON YILMAZ ERDOGAN, TANER BIRSEL. TURCHIA 2011

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CRISTINA PICCINO, MARCO GIUSTI, ROBERTO SILVESTRI, GIULIA DAGNOLO VALLAN, ARIANNA DI GENOVA, MARIUCCIA CIOTTA

IL VOLO
VOLANDIA
SOMMA LOMBARDO (MALPENSA) AREA EX OFFICINE AERONAUTICHE CAPRONI 1910, VIA PER TORNAVENTO, 15 CASENUOVE, 25-26 AGOSTO, 1 SETTEMBRE

Grammy, esordio alla regia American History X (98). (s.s.) LESTATE DI GIACOMO
DI ALESSANDRO COMODIN, CON GIACOMO ZULIAN, STEFANIA COMODIN. ITALIA BELGIO FRANCIA 2011

Il titolo deriva dal francese Demoiselle en dtresse (damigella in pericolo) fin dal medioevo bisognosa dellaiuto di un cavaliere. Poi i tempi sono cambiati: tre ragazze decidono di trasformare l'ambiente del campus di Seven Oaks e di riscattare i loro compagni dalla depressione con il loro centro di prevenzione suicidi. Presentato al festival di Londra, Venezia, Toronto una parodia dei film adolescenziali con toni un po surreali da commedia inglese (cos come fece Woodehouse nel suo romanzo ominimo, da cui il film del 37 con Fred Astaire)). Nel cast Megalyn Echikunwoke (da Csi Miami), Adam Brody (il protagonista di O.C.) DIARIO DI UNA SCHIAPPA 3 VITA DA CANI
DI DAVID BOWERS, CON RACHAEL HARRIS, STEVE ZAHN. USA 2012

La scuola finita e Greg ha deciso di passare le vacanze nel country club dove iscritto il padre di Rowley, ma ben presto sar espulso perch si lamenta in continuazione anche dei minimi inconvenienti. Inoltre i due hanno invitato unaltra ragazzina che appena mette piede nel country club si dimentica di loro e fa amicizia con il bagnino. Il film tratto dall'omonimo romanzo scritto dall'autore americano e fumettista Jeff Kinney DREAM HOUSE
DI JIM SHERIDAN, CON DANIEL CRAIG, RACHEL WEISZ. USA 2011

Grand Premio Speciale della giuria di Cannes, lungo affresco dark e color fango su una indagine poliziesca piuttosto complicata e abbastanza appassionante. Un giudice, un commissario di polizia e il dottor Cemal, diventando sempre pi complici, compiono sopralluoghi, interrogatori, indagini d'ogni tipo per ritrovare il corpo di un delitto confessato da un sospetto e da suo fratello, mentalmente malato. Tra momenti angoscianti e umorismo insospettabile. si affrontano uno a uno i grandi problemi della Turchia di oggi che sta scegliendo, il cosiddetto, infido islamismo di velluto. (r.s.) CHERNOBYL DIARIES - LA MUTAZIONE
DI BRADLEY PARKER, CON DEVIN KELLEY, JONATHAN SADOWSKI. USA 2012

Estate sul Tagliamento, campagna, boschi, bagni nel fiume, spazio ritagliato su due soli personaggi, un ragazzo e una ragazza, compagni di giochi da inventare. E intorno anche il silenzio: i fruscii delle foglie, le parole, le cicale Giacomo non li sente, ha problemi di udito, vediamo il suo apparecchio acustico mentre suona la batteria nella prima scena, ripreso di spalle alla maniera dei Dardenne. La camera lo segue anche en plein air con lamica Stefi, impavida lei, padrona della natura. Una pastorella e un fauno, una rilettura dellarcadia in chiave contemporanea con quel tanto di turpiloquio con cadenza friulana a dare gusto e intimit ai dialoghi. E anche se Giacomo non sa essere felice, imparer a immergersi nella sua estate dei diciassette anni fino a provare la felicit assoluta catturata in un ritorno a casa in bici, al tramonto. Bellissimo film desordio ritmato come un pezzo musicale. (s.s.) PAURA (3D)
DEI MANETTI BROS, CON PEPPE SERVILLO, LORENZO PEDROTTI. ITALIA 2012

LOVE AND PEACE


I WISH I NEVER MET YOU
Australia, 2012, 4, musica: Sam Sparro, regia: Mike Rosenthal, fonte: MTV

Uno spazio per volare: oltre agli spazi di animazione e giochi per bambini tutte le domeniche dalle ore 15 alle ore 18, sabato 25 e domenica 26 agosto si sale sul simulatore di volo in scala 1:1 e si pilota con la configurazione dellavveniristico AW609, il mezzo di trasporto del futuro che sar operativo a partire dal 2016. Il velivolo, che decolla e atterra come un elicottero ma pu viaggiare alla velocit e con le modalit di un aereo, sar pilotabile (in volo simulato) dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30 nella zona simulatori di volo con lassistenza degli Amici di Volandia che guideranno i visitatori. Il Convertiplano AW609 sar anche visitabile nel padiglione dedicato al futuro del volo. Sabato 1 settembre appuntamento nellarea simulatori con gara di Inseguimento nel Grand Canyon. Sulla postazione da 4 dei simulatori di volo i visitatori potranno sfidarsi in un inseguimento nel Grand Canyon con un P51 Mustang ed un A10, con cui i competitors dovranno affrontare la gola profonda dellArizona. Una giuria di esperti di volo simulato valuter le gare e assegner un premio ai vincitori. Per partecipare alla competizione (dalle 10 alle 12.30 selezioni e prove finali nel pomeriggio a partire dalle 15) necessario accreditarsi via mail ad amicidi@volandia.it segnalando nome, cognome e livello di abilit (sufficiente/buono/ottimo). Per i principianti invece, prove di atterraggio e decollo simulato con il bimotore Beechcraft 1900D, velivolo da trasporto passeggeri. Le attivit di animazione sono comprese nel prezzo del biglietto.

Uno scrittore che deve scrivere il suo grande romanzo, decide di trasferirsi da New York con moglie e figlie in una bella casa nelle campagne del new England. Poco dopo essersi trasferiti verranno a conoscenza di un brutale crimine commesso nella stessa abitazione. Naomi Watts la vicina di casa. Dal regista irlandese di Il mio piede sinistro e In nome del padre. LA CONGIURA DELLA PIETRA NERA
DI CHAO-BIN SU - JOHN WOO, CON MICHELLE YEOH, WOO-SUNG JUNG. CINA 2010

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Adolescenti americani a Kiev vanno a trovare il fratello di uno di loro che si trasferito l e che gi per questa scelta di vita connotato come uno di cui non ci si pu fidare. Infatti organizza per tutti una gita estrema a Chernobyl, zona proibita e sar allorigine di tutti i guai. Nella sosta a Prypiat, dove i casermoni abitati dagli operai della centrale sono stati abbandonati, iniziano a succedere strane cose. Come succede sempre nellhorror si dividono e ha inizio la carneficina. Sintesi di documentario e horror, il luogo ha prodotto nel cinema e nella letteratura russa opere di grandissimo livello, che non possono essere paragonate con lesiguit di questo intreccio. (s.s.) LA COSA
MATTHIS VAN HEIJNINGEN JR, CON MARY ELIZABETH WINSTEAD, JOEL EDGERTON, USA CANADA 2011

Non solo il miglior film dei Manetti bros, ma anche il miglior horror italiano di questi ultimi anni, li riporta alle loro origini rappettare e videoclippare e al piccolo horror rinchiuso in una casa. Un maniaco, una ragazza indifesa, tre coattelli romani un po strafatti. E la casa del barone dove i tre hanno deciso sciaguratamente di trascorrere un week end da sballo. La vera paura trionfa nelluso dello schermo nero in 3D con pochi elementi a vista. Divertente nella prima parte e davvero pauroso nella seconda. (m.g.) ROCK OF AGES
DI ADAM SHANKMAN, CON TOM CRUISE, JULIANNE HOUGH. USA 2012

Video del singolo tratto dallalbum Return To Paradise, come il clip di Happiness, anche qui lambientazione anni 30 con Sparro nei panni di un boss malavitoso chiamato The Shark (Lo squalo). Il clip, seminarrativo, condito con i classici stereotipi del gangster film, tra gioco dazzardo e contrabbando di alcolici epoca proibizionista, alternando scene di azione (come se fosse un trailer) a sequenze di playback stile musical. Nel complesso per Rosenthal abile e la fusione tra la raffinata musica dance e le atmosfere crepuscolari, funziona. Davvero ottima la fotografia. TIMEBOMB

IL SITO ARCHEOLOGICO
LAGUNAMOVIES, SPLASH VISIONI DAL SOMMERSO
PUNTA TAGLIAMENTO (BIBIONE), 5 AGOSTO

Uk, 2012, 4, musica: Kylie Minogue, regia: Christian Larson, fonte: MTV

La storia ruota attorno ad una setta di guerrieri depositaria dei pi arcani segreti, alla ricerca di una reliquia appartenuta ad un antico monaco buddista, capace di donare un potere immenso a chi la possiede. la feroce killer Drizzle ne trova un frammento e si sottopone a un intervento chirurgico per non essere individuata. Genere dazione wu xia pian con risvolti romantici firmato da John Woo e dal taiwanese Chao-Bin Su autore di Better than Sex. UN AMORE DI GIOVENT
DI MIA HANSEN-LVE, CON LOLA CRTON, SEBASTIAN URZENDOWSKY. FRANCIA 2011

Struttura al tempo stesso classica e innovativa, tra decisa originalit di stile e letteratura (e pittura) di fine ottocento: la quindicenne Camille pensa di morire di dolore quando Sullican parte per il Sudamerica a fare le sue esperienze. Anche per lei tempo di crescere. Terzo film di una trilogia dedicata alladolescenza. (s.s.) BIANCANEVE E IL CACCIATORE
DI RUPERT SANDERS, CON KRISTEN STEWART, CHARLIZE THERON. USA 2012

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Matthis van Heijningen Jr. firma un prequel de La Cosa di Carpenterrispettando le proporzioni. Sa di essere alla sua opera prima e, certo, non potr pretendere dalla Universal le nuvole col blu dei lapislazzuli. conscio della grandezza del predecessore. Tra qualche scaglia di rimpianto e amarezza, il prequel diretto da Matthis van Heijningen Jr. fugge via nel ghiaccio dell'Antartide con almeno un paio di sequenze shock. Questa volta sono gli effetti digitali ad andare appresso alla paura, c' tutta l'animatronic e la robotica del caso per mettere al mondo qualcosa di old-fashioned. Ma il vecchio artigianato pensato dentro la botola era un'altra faccenda e ci manca molto. (fi.bru.) DETACHMENT- IL DISTACCO
DI TONY KAYE, CON ADRIEN BRODY, MARCIA GAY HARDEN. USA 2011

Dal greve e scassato musical di Broadway di Chris D'Arienzo, la regia del ballerino coreografo Adam Shankman che ha gi portato malamente sullo schermo la versione teatrale del capolavoro di John Watters Hairspray. Sherrie (Julianne Hough) sbarca dalla provincia nella grande citt, Los Angeles, tra i fatiscenti locali notturni del Sunset Boulevard. Siamo nel 1987, data delluscita del primo disco dei Guns NRoses ed ad Axel Rose a cui si ispira Tom Cruise, star del rock metallaro, sessista, ubriacone e spompato. Quella che dovrebbe essere una caricatura diventa uninterpretazione convinta, tanto camp da rendere in film imperdibile. Sprecati invece Catherine Zeta-Jones, Alec Baldwyn e Russell Brand. (g.d.v.) TAKE SHELTER
DI JEFF NICHOLS, CON MICHAEL SHANNON, JESSICA CHASTAIN. USA 2011

Timebomb inizia nel momento stesso in cui finisce, con Kylie che terminate le riprese in studio lascia il set ed esce da una porta di servizio. Sul giubbotto, da un lato ha un enorme cuore, dallaltro il simbolo della pace, e se ne va in giro per le strade di Londra seguita dalla steadycam, filmata un po in bianco e nero e un po a colori, con il fish-eye e con gli infrarossi o sorpresa dalle videocamere di sorveglianza; e ancora, attraverso stacchi, accelerazioni dellimmagine, sovrapposizioni su sfondi, strobo, intermittenze. Buono il lavoro di Larson soprattutto per la variet di elaborazioni che trasformano la flanerie della Minogue in un viaggio psichedelico, con quale spunto narrativo. AURORA B.

Lagunamovies che si tiene da 3 al 9 agosto a Grado e sulla sua laguina, in collaborazione con lUniversit Ca Foscari di Venezia propone una esclusiva escursione subacquea per vedere il relitto del Mercurio al largo di Punta Tagliamento con il commento in diretta di Carlo Beltrame docente di archeologia marittima alla Ca Foscari, che ha scavato il relitto, una delle zone archeologiche meglio conservate del mediterraneo. Il 22 febbraio 1812, il Mercurio, battente bandiera tricolore, esplose colpito dal brigantino inglese Weasel impegnato con il vascello Victorius nel combattimento contro la squadra italo francese partita da Venezia di scorta al vascello da 74 cannoni Rivoli. Di quella famosa battaglia di Grado emersero il 22 febbraio 2001 i resti del Mercurio. Lagunamovies offre a 50 spettatori (prenotazioni a Grado presso Promhotels-Isola del Sole, tel. 0431 82929-82347 info@promhotels.net) la possibilit di assistere in presa diretta allimmersione dei subacquei che lavorano nella campagna di scavo, speciale visita guidata con innovative telecamere, guidati anche dalla voce dellattore Gualtiero Giorgini che legger pagine di Lantenato sotto il mare di Pietro Spirito (Guanda 2010). (s.s.)

TEATRO
STARS A BALESTRINO
BALESTRINO (SAVONA) ANTICHE SCUDERIE DEI MARCHESI DEL CARRETTO, 7-12 AGOSTO

Italia, 1979, 450, musica: Krisma, regia: autore ignoto, fonte: Youtube

LAl contrario del Mirror Mirror di Tarsen Singh commedia arty burlesque con Julia Roberts, prende sul serio linarrivabile cartoon disneyano e lo scardina dal testo roiginale in un lungo percorso di evocazioni cinematografiche passando di genere in genere nel tentativo di mutare la principessa della leggenda in una

Henry Barthes (Adrien Brody) supplente di letteratura e fin dal suo primo giorno di scuola si dimostrer capace di affrontare la situazione di violenza e smarrimento degli adolescenti e frustrazione tra i docenti. In un universo descritto come immerso in un dolore da cui non si sfugge, dal passato che torna ad ossessionare costantemente, il protagonista mostra nel suo distacco scelto come costume di vita, uno stile che fa breccia anche nella mente degli allievi pi primitivi. Tony Kaye, inglese, classe 52, di famiglia ebrea ortodossa stato autore di spot pubblicitari e clip musicali per i quali ha vinto un premio

Un film che flirta tra il catastrofico, il primo Malick e un diario on the road. Viene dal concorso del Sundance e dalla Semaine de la critique a Cannes dove ha vinto il Gran Premio della giuria e il premio Fipresci. Ambientato nelle sterminate pianure dell'Ohio uno strano squarcio di America rurale con apocalisse imminente. Curtis guarda con preoccupazione le grosse nuvole scure che si addensano nel cielo intorno alla sua casa. Anche le sue notti sono popolate da incubi. Ossessionato dalla necessit di proteggere la propria famiglia Curtis inizia a costruire un enorme rifugio anti tornado. Piani distesi, ma claustrofobici allo stesso tempo, tensione tra il cinema indie e l'ambizione del cinema classico. (g.d.v.)

Sono diversi i promo musicali che vantano il titolo di primo music video italiano: da RocknRolling di Scialpi a Movie della Bert. Alla lista va aggiunto anche questo Aurora B. del duo composto da Christina Moser e Maurizio Arcieri, sperimentatori nel campo della musica elettronica (e non solo). Dal punto di vista cronologico non ci dovrebbero essere dubbi essendo datato 1979, e comunque, sospeso tra eros (gli stessi musicisti in veste di focosi amanti) e thanatos (Arcieri che ingurgita barbiturici), il video interessante anche per luso del dispositivo elettronico: pur essendo girato in pellicola, le immagini della Moser, quelle di un monoscopio televisivo e di un incidente di formula 1, vengono replicate su pi monitor creando un unico flusso. Aurora B. il cui singolo incluso nellalbum Hibernation anticipa tra laltro un clip di qualche anno dopo, Il video sono io dei Matia Bazar (diretto da Piccio Raffanini) anchesso giocato sul simulacro catodico.

La prima edizione di teatro contemporaneo con la direzione artistica di Shel Shapiro si apre il 7 agosto con il debutto di I venditori di serenate, spettacolo di e con Annapaola Bardeloni, Nicola Calcagno, Stefan Gandolfo, l8 agosto La bambina che raccontava i film la famosa pice di Hernan Rivera Letier, regia di Lino Spadaro e Renzo Sicco, con Valentina Virando, Sonia Belforte, Pietro Del Vecchio, storia di una famiglia nel deserto sudamericano. Il 9 agosto Roberto Petruzzelli, mette in scena un suo testo, Mannaggia!! Omaggio a Peppino De Nittis, pittore, un magico incontro immaginario con il grande interprete dellimpressionismo in Italia. Il 10 agosto Porco mondo, drammaturgia Francesca Macr e Andrea Trapani, regia di Francesca Macr, con Aida Talliente e Andrea Trapani. L11 agosto la giovane compagnia Tap Ensemble Teatro delle Temperie proporr Don Giovanni in carne e legno di Nicola Cavallari e Luca Ronga, regia di Ted Keijser, con Nicola Cavallari, Eleonora Giovanardi, Luca Ronga, Gianluca Soren, narrazione di attori e burattini. La chiudura affidata a Shel Shapiro ex leader dei Rokes, in scena con Beatnix di Edmondo Berselli e Shel Shapiro, la nascita della beat generation. (s.s.)

IL LIBRO
VICTOR CAVALLO
DI VICTOR CAVALLO, EDIZIONI RIBOT, PAG. 413, EURO: DIPENDE

MAGICO

Storie, racconti, poesie, lettere, pensieri, invettive, elucubrazioni, sogni ...tutto il materiale inedito custodito nei taccuini e nei quaderni di Victor Cavallo disponibile in un libro acquistabile (solo via internet) andando al sito www.lulu.com e inserendo nel campo di ricerca il titolo: Victor Cavallo. Ledizione cartacea, con numerose fotografie di Vittorio e alcuni suoi disegni, costa euro 18.72 (quanto richiesto da lulu.com per stampare il libro) pi qualche euro per le spese di spedizione. In alternativa si pu scaricare sul proprio computer - gratis - il file dellintero libro. Senza introduzioni, n postfazioni, n indice, n didascalie, il volume raccoglie nudi e crudi gli scritti che Vittorio teneva nei cassetti prima di lasciare questo mondo (Roma, 8 maggio 1947 Roma, 22 gennaio 2000), recuperati dagli amici pi stretti, digitalizzati e assemblati seguendo un ordine il pi possibile cronologico. Tra i materiali anche le trascrizioni di alcune performance teatrali di Victor (Cartoline romane - 1986 - con Alvin Curran, Anni facili - registrato il 24 gennaio 1990 nellaula magna di Lettere, a Roma, durante loccupazione della Pantera- con Maria Paola Fadda e Vittorio Terracina, Stalker per la regia di Simone Carella). Nella foto la copertina del libro con Vittorio nel 1969 a Santa Maria in Trastevere. (m.d.f.)

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ALIAS 4 AGOSTO 2012

ORSON WELLES

ADOLF HITLER HAROLD PINTER MARGARET DINGHILTERRA

La rockstar e il presidente, il regista e il grande dittatore, lattrice e il bacio al leader comunista, la serata porno della principessa. Ecco i meeting che non ti aspetteresti mai
di GUIDO MARIANI

THOMAS STEARNS ELIOT

GROUCHO MARX

Che cosa ci fa un futuro campione di wrestling in macchina con il cupo e geniale maestro del teatro dellassurdo? Lattrice pi amata ha avuto in pugno i destini del mondo quando parl con il presidente dellUnione Sovietica? Il pubblico di un fumoso locale di New York si rese conto che quei due giovani musicisti sconosciuti che dividevano il palco sarebbero diventati leggenda? Un grande regista italiano voleva dirigere un film su un supereroe? Nelle pieghe della cultura popolare si celano alcuni incontri insoliti che hanno visto insieme, per un tempo magari molto breve, personaggi tra loro estremamente diversi. Ecco alcuni di questi fotogrammi di storia, curiosi e inaspettati. Orson Welles & Adolf Hitler Nel 1970 il grande attore e regista nel corso di unintervista televisiva raccont di aver pranzato al fianco di Adolf Hitler. Da adolescente Welles si trov in Germania per un periodo di studio e and a fare un paio di escursioni sulle montagne austriache accompagnato dai suoi insegnanti. Uno di questi era un militante dellallora minuscolo e insignificante partito nazista e nei pressi di Innsbruck, in occasione di un raduno del partito, linsegnante di Welles lo port a mangiare al tavolo con il leader di questo movimento politico. Ricord Welles: Luomo che mi sedeva di fronte era Hitler, non fece alcuna impressione su di me. Non riesco a ricordarmi nulla di lui. Non aveva alcuna personalit. Sembrava invisibile. Harold Pinter & Margaret dInghilterra Non sorprende che un drammaturgo premio Nobel abbia incontrato la sorella della regina dInghilterra, ma stupisce la natura del loro incontro che li vide comuni spettatori di un film pornografico. Il tutto accadde nei primi anni Sessanta per iniziativa di un rinomato ed eccentrico critico cinematografico inglese, Kenneth Tynan, che organizz una serata con ospiti Harold Pinter e sua moglie, lattrice Vivien Merchant, lattore comico Peter Cook e sua moglie e la principessa Margaret accompagnata dal consorte Lord Snowdon. Dopo la cena inizi la proiezione di una serie di pellicole scabrose, il marito di Margaret pare fosse il pi convinto delleffetto terapeutico dello spettacolo sulla moglie e disse a Tynan: Le far bene. Al comparire delle prime immagini che ritraevano uomini completamente nudi, un gelido imbarazzo scese sullautorevole pubblico. Il comico Cook per inizi a sdrammatizzare con una serie di battute e consent alla serata proibita di proseguire tra le risate anche della sorella della regina Elisabetta. Harold Pinter accompagn il tutto con eccessive quantit di liquori e fin la notte brava cos ubriaco da cadere

un protagonista in quel teatro dellassurdo che il wrestling americano. Nikita Kruscev & Marilyn Monroe Nel settembre 1959 la guerra fredda sembr dissolversi quando lallora leader sovietico Nikita Kruscev sbarc negli Stati Uniti per una visita che dur 11 giorni e che lo port in posti quali New York, San Francisco e nei granai di Des Moines in Iowa. La sua tappa pi glamour fu quella a Los Angeles, dove il capo del blocco comunista, che in cuor suo sognava di andare a Disneyland, fece un bagno di divismo visitando gli studios della 20th Century Fox. Fu ospite del set del film Can-Can dove Shirley MacLaine si esib in acrobatiche sforbiciate, e partecip poi a un banchetto con centinaia di star (tra cui Frank Sinatra e Gary Cooper). Nel corso dellevento fu portata al suo cospetto Marilyn Monroe che recit una frase in russo che le aveva insegnato lattrice Natalie Wood che conosceva bene la lingua: Noi lavoratori della 20th Century Fox siamo lieti del fatto che lei sia venuto a visitare il nostro studio e il nostro paese. La Monroe avrebbe ipnotizzato chiunque con qualsiasi frase e Kruscev rimase senza parole. Lei una deliziosa giovane donna, balbett il leader comunista. Davanti ai giornalisti lattrice fu molto diplomatica e proclam: un grande giorno nella storia dellindustria cinematografica. In privato, a quanto pare, diede un resoconto molto pi schietto e realista di questo breve summit: Era grasso e orribile, con un porro in faccia, e grugniva. Mi strinse la mano cos forte che pensavo me la rompesse. Forse sarebbe stato meglio baciarlo. Nessuno perfetto. T.S. Eliot & Groucho Marx La pubblicazione dellepistolario di T.S. Eliot da parte della Yale University rivel che lautore de La terra desolata fu un accanito fan della comicit dei fratelli Marx tanto da intrattenere negli anni Sessanta una corrispondenza con Groucho. Nel 1961 lattore ricevette una lettera di Eliot che gli esprimeva ammirazione e gli chiedeva una foto autografa. Sorpreso, Groucho gli mand una foto di scena a cui il poeta rispose chiedendo un suo scatto nella posa ormai celebre con il sigaro in bocca. Inviata la fotografia, Eliot rispose: Il suo ritratto arrivato e la informo che

rovinosamente dalle scale. Samuel Beckett & Andr the Giant Nel 1953 il drammaturgo irlandese Samuel Beckett vide rappresentata per la prima volta al Theatre de Babylone a Parigi lopera che lo rese immortale, En attendant Godot (Aspettando Godot). Ai tempi risiedeva poco distante dalla capitale francese dove costru un cottage con laiuto di alcuni lavoratori locali. Tra questi cera anche un agricoltore di origine bulgara chiamato Boris Rousimoff che divenne suo amico. Beckett e Rousimoff si trovavano talvolta insieme per giocare a carte.

SAMUEL BECKETT

ANDR T HE GIANT

NIKITA KRUSCEV

MARILYN MONROE

Boris aveva un figlio di cui tutti parlavano. Continuava a crescere a dismisura. Il bambino era cos imponente che non riusciva neppure a salire sullo scuolabus e la macchina di famiglia era troppo piccola per ospitarlo. Cos Beckett, che aveva un ampio furgone, si offr di accompagnare il ragazzo a scuola quando era diretto in citt. Non avevano molto in comune quel bambino troppo cresciuto e il drammaturgo e parlavano di sport, in

particolare di cricket. Il ragazzo, che a soli 12 anni superava il metro e ottanta e pesava pi di cento chili, si chiamava Andr e fece della sua stazza la sua fortuna e, in qualche modo, scelse anchegli il palcoscenico. Qualche anno dopo divenne lottatore con il nome di Gant Ferr. Nel 1970 era in Giappone dove sal sul ring come Monster Rousimoff. Nel 1973 divenne una star internazionale. Noto come Andr the Giant, era diventato

STORIE CASUALI O VOLUTI. ISTANTI EPOCALI IN CUI ICONE POP SI SONO RITROVATE FACCIA A FACCIA

Incontri ravvicinati tra certi tipi

ALIAS 4 AGOSTO 2012 LA DOPPIA FACCIA DEL POP


di ROBERTO PECIOLA Il fatto che linglese non sia la nostra lingua madre e la scuola non ce lo insegni certo a dovere fa s che dalle nostre parti si ascoltino le canzoni straniere senza prestare alcuna attenzione ai testi, e ci pu stare. Ma la scarsa cura verso le liriche e il loro vero significato, a volte neanche troppo nascosto, un malcostume degli stessi popoli anglosassoni, che spesso si ritrovano a canticchiare strofe che sembrano innocue ma che sotto sotto nascondono depressione, incubi e circostanze alquanto sgradevoli. Eccone un breve elenco. Si parte dal Boss, e dal suo inno Born in the Usa. In molti pensano che Bruce Springsten (nella foto) abbia voluto omaggiare il suo paese, ma in realt il brano nasconde il grido di allarme di un veterano della guerra del Vietnam (ma riattualizzandolo potrebbe adattarsi anche ai reduci dallIraq...) che al suo ritorno in patria si sente abbandonato da una societ che non si cura affatto dei suoi problemi, e far la fine di un cane che stato bastonato troppo a lungo. Uno dei gruppi pi importanti del soul targato Motown, i Temptations, in Papa Was a Rollin Stone raccontano di un alcolista fannullone e donnaiolo che lascia moglie e figli e alla fine muore. Ma non devono essere stati molto convincenti, visto che il pubblico ha immaginato invece che il brano fosse un coinvolgente rnb sulla storia di un padre alla moda. Una delle hit pi note degli Aerosmith Janies Got a Gun. Forse, a causa dellimmagine stereotipata che la band di Steven Tyler ha sempre dato di s attraverso video imbottiti di ragazze molto avvenenti, il pezzo in questione stato visto come il racconto di una giovane donna sexy che acquista semplicemente una pistola. Ma la storia ben pi tragica, perch alla protagonista larma servir per uccidere il padre che aveva abusato di lei quando era ancora una bambina... (segue a pag.12)

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MADONNA

MART HA GRA HAM

di Mike Douglas. Il dialogo tra i due, visibile anche su Youtube, breve e memorabile. Brown confuse il titolo del capolavoro di Hitchcock, Psycho, con quello di un b-movie horror, e chiese a bruciapelo: Nel tuo film Homicidal... proprio alla fine, questo tizio si toglie la parrucca, come se avesse recitato la parte per tutto il tempo. Ma hai usato una ragazza o hai sempre usato veramente un tizio? Col suo aplomb britannico Hitchcock non si scompose, non corresse Brown per la svista, n si irrigid per essere stato associato a un film da drive-in e rispose: Non te lo direi. un segreto professionale. Vale dei soldi. Vuoi forse rovinarmi? I miei figli e mia moglie morirebbero di fame. Poi sempre imperturbabile disse: Te lo dico dopo, quando usciamo di qui. Elvis Presley & Richard Nixon Caro signor Presidente. Vorrei prima di tutto presentarmi. Mi chiamo Elvis Presley e la ammiro e ho grande rispetto per il suo ruolo. Con questa frase iniziava la lettera che Elvis fece recapitare a Nixon nel dicembre 1970 per chiedere un incontro privato. Elvis, che stava ormai imboccando il viale del tramonto, nella missiva si dichiarava preoccupato per lo stato in cui versava il paese e in conclusione chiedeva di avere la possibilit di essere nominato agente federale onorario per poter combattere labuso di droga tra gli hippie. Una curiosa richiesta dettata da una delle manie pi strane del re del rocknroll, quella di collezionare distintivi e cariche onorarie delle varie polizie e agenzie federali statunitensi. Nixon, che non godeva di una grande popolarit tra i giovani, su suggerimento del suo staff acconsent allincontro. Il 20 dicembre Elvis arriv alla Casa Bianca alle 12 e 30. Regal al presidente una Colt 45 cromata e alcune sue foto e mostr orgoglioso la sua collezione di distintivi. I due parlarono dei Beatles ed Elvis, che gi nella sua lettera li aveva pesantemente attaccati, li descrisse come degli approfittatori che avevano preso i soldi al popolo statunitense per riportarseli in patria e fomentare attivit anti-americane. Il verbale ufficiale dellincontro riferisce: Il Presidente annu daccordo e espresse una qualche sorpresa. Vesti un po strano, non ti pare?, disse poi Nixon, e Elvis rispose: Tu hai il tuo show, io ho il mio. I due si strinsero la mano mentre The Pelvis riceveva il distintivo dellagenzia nazionale per la lotta alla droga, il Federal Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs, il pezzo pi ambito della sua collezione. Anni dopo per la moglie di Elvis, Priscilla, rivel che il distintivo serv al re del rock per poter viaggiare indisturbato con ingenti quantit di farmaci e armi senza essere perquisito e arrestato. Bruce Springsteen & Bob Marley New York, 18 luglio 1973. Il locale Max's Kansas City al 213 di Park Avenue South ospit una serata speciale, un solo biglietto due concerti. Peccato che gli artisti non fossero molto celebri. Un giovane e verboso rocker del New Jersey e un bizzarro ensemble giamaicano sconosciuto che per la prima volta azzardava un tour negli Usa. Una scarna locandina immortalava i nomi: Bruce Springsteen e The Wailers, il gruppo guidato da Bob Marley e Peter Tosh. Gli annali non riportano di improvvisate jam tra le future leggende della musica, ci furono a quanto pare solo brevi incontri nel backstage dove Tosh e Marley avevano portato un po di colore fumando marijuana. Gran parte del pubblico era nel locale per seguire il futuro Boss di cui si iniziava a parlare, ma rimasero sorpresi da quella band esotica il cui cantante tra una canzone e laltra parlava di cose incomprensibili in un dialetto caraibico. Springsteen e Marley rimasero in cartellone per sei giorni. Col tempo molti hanno giurato di

JAMES BROWN

ALFRED HITCHCOCK

BRUCE SPRINGSTEEN

BOB MARLE Y

FEDERICO FELLINI

STAN LEE

STEVE JOBS

ANDY WARHOL

verr incorniciato e appeso sul muro accanto ad altri amici famosi quali W.B. Yeats e Paul Valery. Allegata ai ringraziamenti, una fotografia dello stesso Eliot che Groucho aveva espressamente richiesto. Il comico comment cos nella missiva successiva: Ignoravo che lei fosse cos bello. Il fatto che a lei non siano mai stati offerte parti in film sexy la dimostrazione della stupidit dei direttori dei casting. Dopo tre anni di corrispondenza, i due si incontrarono a Londra nel 1964, Eliot era malato e sofferente, ma la strana coppia si intrattenne a parlare dei vecchi film dei fratelli Marx. Federico Fellini & Stan Lee Fellini era un visionario amante dellarte in ogni forma, adorava i fumetti e nel 1966 venne folgorato anche dai supereroi di Stan Lee. Il regista rimase bloccato a New York a causa di un virus e durante la malattia lesse alcuni numeri dellUomo Ragno e dellIncredibile Hulk. Fu cos affascinato da chiedere agli uffici della Marvel un incontro con lideatore dei personaggi. Mi dissero che un tal Fred Felony voleva vedermi ricorder Stan Lee. Dopo qualche problema di comprensione linguistica (Fellini non parlava un inglese perfetto) i due entrarono subito in sintonia e il regista si dimostr curiosissimo su come i fumetti venivano creati. Passammo due ore stupende - ha rievocato Lee - a mostrargli come lavoravamo e scambiandoci storie. Tra tanti sequel

inutili sarebbe stato bello vedere un Uomo Ragno 8 e1/2. Woody Allen & Billy Graham Dopo il successo del film Prendi i soldi e scappa Woody Allen nel 1969 registr uno speciale televisivo in cui faceva da mattatore, intitolato The Woody Allen Special. In mezzo a sketch, battute e comparsate di attori comici, lagnostico ebreo Allen decise di intervistare il pastore protestante Billy Graham, una delle figure religiose pi rispettate e amate dAmerica. Allen era gi noto per la sua ironia caustica sulla religione e il dialogo tra i due inizi con Graham che prendeva le distanze: Vorrei premettere che ci sono alcune cose che non mi vedono daccordo con te. Allen rispose: Chi di noi due si convertir alla fine di questa intervista?. Lattore ebbe loccasione per lanciare alcune delle sue battute pi celebri. Quando Graham disse che i rapporti sessuali prima del matrimonio erano sbagliati, Allen comment: Dareste la patente a chi non ha mai guidato?. Alla fine dellintervista nessuno dei due si convert. James Brown & Alfred Hitchcock Nel 1969 il padrino del soul e il maestro del brivido si trovarono seduti accanto, entrambi ospiti del popolare show televisivo americano

Quando il fondatore della Apple inizi a spiegare le funzioni del programma, si avvicin anche un altro invitato, Andy Warhol. Lartista si mostr interessatissimo e chiese Posso provare?. Jobs spieg le funzioni e mise a Warhol in mano il mouse. Indeciso su come usarlo, lartista inizi per a muoverlo nellaria come un pennello. Lequivoco fu presto risolto e Warhol inizi a disegnare sullo schermo e ricord al giovane di aver gi parlato con qualcuno che voleva dargli un computer Machintosh: S ero io - fu la risposta -. Sono Steve Jobs. Madonna & Martha Graham Il sogno della giovane Louise Veronica Ciccone era quello di eccellere nella danza. Nel 1976, a 18 anni, si iscrisse a New York alla scuola fondata dalla musa e madre della danza moderna, Martha Graham. La grande coreografa e ballerina ai tempi aveva 82 anni, era una leggenda vivente nel mondo del balletto, ma compariva di rado alle lezioni, soprattutto dei corsi delle nuove leve. Il sogno della giovane e non molto aggraziata ballerina era poterla incontrare e sedurla con il proprio talento. Non avvenne. Il loro primo incontro fu anzi un incidente imbarazzante. Ha ricordato Madonna: Era in mezzo alla lezione delle 11 e io avevo bevuto troppo caff e avevo bisogno disperato di andare a fare pip. Cos violai la regola principale della scuola e abbandonai la lezione perch la vescica mi stava per esplodere. Spinsi la porta che dava verso i corridoi ed eccola l. Proprio di fronte a me. Che fissava la mia faccia. La mia apparizione la prese di sorpresa: nessuno mai osa lasciare il silenzio di tomba delle lezioni prima della fine! Mi guard con quello che pensai fosse interesse, ma era solo disapprovazione. La giovane discepola cerca di rivolgerle la parola, ma la Graham la squadra con severit e scompare, aspettai che le parole uscissero dalla mia bocca. Questo era il mio primo incontro con una dea, una guerriera, una sopravvissuta. Qualcuno con cui non ti puoi permettere di scherzare. Prima che riuscissi a schiarirmi la gola se ne era gi andata. La ragazza non riuscir a trasformarsi in una grande ballerina, ma Louise Veronica diventata Madonna incontrer di nuovo Martha Graham poco prima della sua morte, non pi da impacciata allieva, ma da regina internazionale della musica pop.

avere assistito a quella serata che oggi appare da sogno, tra essi Alice Cooper, Lou Reed e Patti Smith. Di sicuro cera Steve Little Steven Van Zandt, amico di Bruce e suo futuro chitarrista, che dopo aver assistito al concerto di Marley disse: Questa roba davvero diversa dal solito. Viene il dubbio che non si riferisse solo alla musica.

Steve Jobs & Andy Warhol Nellottobre 1984 il giovane genio informatico Steve Jobs, che allora aveva 29 anni, venne invitato da Yoko Ono alla festa di compleanno del figlio Sean (Lennon). Jobs port in dono al ragazzino il computer Macintosh che aveva lanciato con grande enfasi quellanno. Al centro dellattenzione fu soprattutto un nuovo programma chiamato McPaint, lantesignano di Photoshop.

RICHARD NIXON

ELVIS PRESLEY

WOODY ALLEN

BILLY GRAHAM

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ALIAS 4 AGOSTO 2012

RITMI
UN BACCAL SUI NAVIGLI
CASTIGLIONCELLO (LIVORNO) Nonna Isola Via Aurelia 558, tel. 0586753800 Nel 62 cerano Caterine Spaak, irresistibile con la frangetta, e Jean-Louis Trintignant, un po' spaesato in camiciola bianca. Dai tempi del Sorpasso, il paesino del litorale toscano, un po passato di moda e forse non un male. Appena fuori dal paese, al 558 della via Aurelia, dal 1890 tiene il tempo Nonna Isola, quieto casolare dalle pareti bianche shakerato dal brontolio delle auto (se preferite i lenti in riva al mare prenotate alla Baracchina, dal placido affaccio sugli scogli di punta Righini). Il titolare e chef Enrico Faccenda propone una cucina curata ma genuina. La signora Faccenda, di germaniche origini, raddrizza la tendenza italica al twist disordinato. Si ondeggia fra spaghettoni all'elbana, gamberi e polpo su letto di verdure, si swinga poi al tempo di ricciola scottadito e gallinella all'acquapazza. Nota stonata la Charlotte ai frutti di bosco, buona per l'orchestrina di una nave da crociera. Discreta la lista dei vini, specialmente dei bianchi. Bonus: sapienza nelle porzioni. Malus: la musica da ascensore e l'arredo, che per esser sobrio risulta freddino. Voti: cucina 7; ambiente 6; servizio 7. MILANO Cucina Fusetti Via Fusetti 1, tel: 3408612676 Una serata rocknroll con Elvis a strafogarsi di cheeseburger, come non ci fosse domani, una pi fado e malinconica con il Baccal alla portoghese, una Tenores di Bitti con gli spaghetti alla bottarga. Non ci si annoia alla cucina Fusetti, trattoria spartana e divertente, con arredi anni 50, che propone serate allegre, dimpronta sarda, come il titolare, Ivan, gi proprietario di un ristorante ad Alghero, che ora si affacciato sui Navigli. A connotare limpostazione musicale del locale, i menu che vengono serviti incollati su un vecchio 45 giri. A noi (poteva andare meglio) capitato Cristina DAvena dellIncantevole Creamy. Per rifarci, abbiamo assaggiato un po di tapas nostrane: arrosticini abruzzesi, polpette cotte nella birra, spiedini di pesce. E alla fine, giro in risci tra i Navigli, con bottiglia di Prosecco al seguito e tagliere in bilico. Bonus: ottimo mirto. Malus: la confusione dei Navigli. Voti: cucina 6,5; ambiente 7; servizio 7. ROMA Coromandel Via Monte Giordano 60/61, tel. 0668802461 Ci vuole coraggio per proporre solo menu degustazioni e niente carta, seguendo lesempio dei bistrot parigini. Se poi i piatti sono giocati su due soli ingredienti, il coraggio ancora superiore. Ma la sfida riuscita e la brigata al femminile che domina questo nuovo ristorante del centro, con la chef Gaia Giordano, conduce in porto una cucina improntata alla qualit e alla freschezza degli ingredienti. Coromandel il nome di un profumo, di una penisola della Nuova Zelanda e di una cittadina brasiliana. E Luar de Coromandel struggente valzer di Abel Ferreira, maestro del choro, genere che mescola melodie europee e ritmi afro-brasiliani e con le interpretazioni malinconiche della musica degli indios del Brasile. Tra violini e clarinetto Abel vi conduce sullonda di una nostalgia alla quale si pu porre rimedio solo mangiando (per esempio una splendida crostata di mandorle e fichi) e bevendo un buon bicchiere di rosso. Bonus: prezzi a partire da 28 euro, aperto anche a colazione e pranzo. Malus: per gli insofferenti, la mancanza di scelta dalla carta. Voti: cucina 7; ambiente 7; servizio 7. www.puntarella rossa.it

LA DOPPIA FACCIA...
(segue da pag 11) Altro gruppo di fama internazionale, i Red Hot Chili Peppers, e quella che forse la loro canzone pi riuscita, Under the Bridge. Non si tratta, come credono in molti, di fare un giro con gli amici sotto il ponte della citt che ami, ma piuttosto di come ci si sente soli quando si entra nel vortice delleroina e della cocaina. di

pochi giorni fa la notizia della strage compiuta da un ventiquattrenne vicino Denver, e la cronaca ci dice di molte altre stragi messe in atto da ragazzi allinterno di questa o quella scuola americana. E questo largomento trattato in Pumped up Kicks dei Foster the People, un giovane disadattato che immagina di aprire il fuoco contro compagni e professori... altro che un paio di scarpe da ginnastica allultimo

grido! Sempre di armi si parla nel vecchio successo della tedesca Nena (nella foto), 99 Luftballons. I palloncini colorati tanto cari ai bambini e che sembrano rallegrare la storiella sono in realt una trasposizione dei missili nucleari utilizzati in una guerra tra est e ovest che porter alla fine dellumanit. Il sesso si cela invece dietro a un brano del supergruppo Mr. Big, To Be with You. Il ragazzo che si suppone sia in

La band torna in studio dopo una lunga assenza per registrare materiale inedito. Con le nostre canzoni vogliamo sollecitare empatia e tolleranza
E la politica? Non centra niente con i Lagwagon - interviene DAve Raun -. un fottuto casino, preferiamo lasciarla fuori dalle nostre canzoni. Fa schifo. Ma ognuno di loro ha idee molto chiare in merito. Secondo laltro chitarrista (nonch fondatore dei leggendari Rich Kids on Lsd e membro dei No Use for a Name), Chris Leon Rest, non hanno dato al presidente Obama tempo a sufficienza per risolvere i problemi. Bush ha rovinato cos tanto il paese che il nuovo presidente riuscito a malapena a intervenire. Cos adesso i suoi sono ingiustamente considerati fallimenti e la politica si sta indirizzando nuovamente nella direzione pre-Obama. come con la cucina, per fare le cose bene ci vuole tempo. Con il microonde le patate sono pronte in pochi minuti ma se le si cuoce al forno o in padella, con lentezza, diventano molto pi buone. Ci vuole pazienza, anche nella politica. Il concerto inizia, un migliaio di persone allinterno del The Cage, eppure, come avviene sempre durante questo tipo di concerti, sembrano molte di pi mentre la musica, una marea metallica e morbida che sale formando onde da surfare a velocit supersonica, li fa saltare e ballare. Passano le canzoni e dispiace di non sentire quelle tratte da Blaze e Resolve, gli ultimi due album dei Lagwagon, capolavori assoluti del punk. tuttavia raro che la band suoni pezzi dal cupo e struggente Resolve, scritto e composto in tre giorni dopo il suicidio del batterista Derrick Plourde. Tuttavia non c canzone che non sia cantata dal pubblico e quando inizia Alien 8, da Double Plaidinum, lesaltazione tale da trasformare la canzone in un fenomeno di partecipazione corale cos diverso ma pi intenso da quello che si potrebbe sentire in uno stadio. In un mondo della musica dominato dalla pubblicit, dagli articoli della stampa specializzata pi commerciale e dalle televisioni, un miracolo della galassia dei suoni che i Lagwagon e gruppi come loro, che suonano anche in squat e piccoli locali e le cui canzoni vengono diffuse solo dalla passione di migliaia e migliaia di fan, continuino a suonare e ad alimentare la forza di dissentire e di negare del punk. O la forza primeva, essenziale del vero rock and roll, da cui il punk germinato come uno splendido parassita. A dimostrare ci il 30 agosto Joey Cape, nel ruolo di chitarrista, e Dave Raun, torneranno in Italia, a Milano, dove suoneranno con la super band Me First & The Gimme Gimmes, insieme alle altre star di questo gruppo che esegue solo cover di classici del rock di tutto il mondo, trasformandoli in punk, ossia Fat Mike al basso, Spike Lawson degli Swingin Utters e Chris Shiflett dei Foo Fighters. Ma potrebbe non passare molto tempo perch i Lagwagon tornino dalle nostre parti, visto che, come ci hanno confessato, dopo sette anni stanno finalmente registrando del materiale inedito, che potrebbe trasformarsi in un nuovo album.

INTERVISTA TRA LE BANDIERE DELLHARDCORE CALIFORNIANO

Missione Lagwagon, essere punk a quarantanni


di FEDERICO ERCOLE e GIULIANO ERCOLE

Il sole tramonta sempre sul punk hardcore californiano, non perch sia una musica dellovest, estrema e melodica insieme, i cui toni di protesta e ribellione si fondono con lepopea del surf, dello skate, della trasgressione giovanile e delle rivolte metropolitane, ma per una questione di atmosfera poetica, per la malinconica armonia di una fine sempre imminente che quella del sole che sta per cedere alla notte. Il punk californiano non morto ma sta morendo e, sebbene sia ancora vitale, senza la coscienza di questa sfiancata estinzione perpetua e ricercata non risuonerebbe con la stessa esaltante potenza e lirica. La storia del punk californiano moderno, una storia cominciata da band come Germs, Circle Jerks e Black Flag, proseguita con Social Distorsion, Bad Religion e Vandals esplosa durante la fine degli anni Novanta con le canzoni dei NoFx, No Use for a Name, Guttermouth, Pennywise e Lagwagon, un gruppo che non incide pi album dal 2005 ma le cui canzoni sono tuttora tra le pi appassionanti e appaganti non solo del genere ma della musica Usa degli ultimi 40 anni, sebbene sia rarissimo sentirle alla radio e ancora di pi vederne un video alla tv. Daltronde i Lagwagon sono sempre rimasti indipendenti e hanno inciso solo per Fat Wreck Chords, letichetta fondata da Fat Mike dei NoFx. Recentemente la band si riunita, anche se in realt non si mai divisa, per un tour che li ha portati anche in Italia, dove li abbiamo ascoltati a

Livorno, al The Cage, luogo sospeso tra larcadia di una cascina e limpegno sociale e lo splendore notturno e antagonista di uno squat anni Novanta. Prima del concerto, dedicato solo ai primi cinque album, recentemente ripubblicati, abbiamo incontrato i Lagwagon e gli abbiamo chiesto se, considerata la lunghezza della loro carriera non stiano cadendo a pezzi, come cantano nella canzone Falling Apart del 2003, in cui descrivono ironicamente le ipocondrie, le malattie e i disagi dei musicisti punk sulla soglia dei quarantanni.

Non stiamo affatto cadendo a pezzi - ci dice il gigantesco chitarrista Chris Philippin -. E per me suonare con i Lagwagon significa anche pagare le bollette. Invece, aggiunge Joey Cape, il cantante, classe 1966, io sono a pezzi. Mi sono appena rotto una costola durante il tour. la quarta costola che mi rompo in quattro anni. E il mio ginocchio sinistro un vero problema. Eppure Due immagini dei Lagwagon live al The Cage di Livorno (foto di Sebastiano Bongi Tom)

quando lo vediamo cantare Joey Cape salta come un grillo punk per tutto il palco e se qualche volta si sente come Ozzy ci confessa: Magari giunto il momento di fermarmi, ma ho capito che me la godo ancora e questo non proprio un brutto lavoro. Per me i Lagwagon sono una famiglia, una famiglia sotto tutto i punti di vista, siamo abituati ognuno ai problemi dellaltro. Joey Cape un artista davvero prolifico, oltre ad avere cantato con i Bad Astronauts e i Playing Favourites ha inciso due album acustici da solista, perle nere che ci fanno intuire un futuro simile a quello di un Johnny Cash punk. Dalla sua carriera solista Cape ci confessa di avere appreso nuove tecniche che mi hanno aiutato a cantare e a esprimermi negli ultimi anni. Ma soprattutto a non cantare come canto nei Lagwagon, se voglio conservare intatta la mia voce. Ma quale il messaggio che vogliono indirizzare al loro pubblico? A rispondere ci pensano Chris Philippin e Dave Raun, il batterista: Festeggiare, bere birra, divertirsi, fare follie e porsi mete semplici da raggiungere. Se lobiettivo sta in basso ci si pu sempre arrivare, mentre per Joey Cape la speranza che le mie parole ispirino al pubblico empatia e tolleranza, ma questi sono obiettivi elevati e la maggior parte della gente preferisce sempre cantare da sola.

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attesa della donna che ama, s in attesa, ma del suo turno per una gang bang, pratica sessuale che prevede una sola donna con pi uomini. Al contrario di quello che accade in Semi-Charmed Life, brano degli anni Novanta dei Third Eye Blind. Qui si immagina si parli di una rockstar che si diverte con ragazze in pantaloncini rossi, in verit uno sconvolgente sguardo sulla dipendenza da cristalli di metanfetamina. ANDREA CELESTE SOMETHING AMAZING (Top 1 Comunication) Gavetta gospel e molte collaborazioni con jazzisti (Gatto, Moroni, Tavolazzi), Andrea Celeste alterna parentesi soliste - questo il terzo disco - nel segno del pop sofisticato rielaborato in chiave sottilmente jazz. Le digressioni sono una Born to Be Alive di Patrick Hernandez, depurata da ogni divagazioni dance, e Heavy Cloud, No Rain di Sting. (s.cr.) RANDY CRAWFORD & JOE SAMPLE LIVE (FDM Records) Un disco dal vivo registrato in occasione di un tour europeo tra ottobre e dicembre 2008. A immortalare la ritmica di S. Gadd (batteria) e N. Sample (basso), il piano di J. Sample e la voce di Randy Crawford. Che troviamo in una forma smagliante. Giustificata quindi l'uscita di questo lavoro, che si muove in sonorit estremamente blues (Every Day I Have the Blues, Feeling Good), piuttosto che all'interno di leggeri e cantautorali ambienti di marca jazzy (Almaz) che confluiscono in struggenti ballad (This Bitter Earth). Un ottimo dischetto estivo che vi accompagner languidamente nel fresco della sera. (g.di.) FERDINANDO FARA & ARTCHIPEL ORCHESTRA FEAT. PHIL MILLER NEVER ODD OR EVEN (Music Center) Notevoli note di copertina firmate dallo scrittore Jonathan Coe che raccontano il meraviglioso crepuscolo dell'art rock inglese arricchiscono questo cd, che, lo diciamo subito, un piccolo capo d'opera. Arricchito dalla chitarra canterburiana di Phil Miller in persona. Ferdinando Fara arrangia otto magnifiche tracce da quella stagione, conferendo loro un suono orchestrale agile e sorprendente. Una una composizione originale in memoria di Pip Pyle. (g.fe.) JANEL AND ANTHONY WHERE IS HOME (Cuneiform) Ma dov' casa, si domandano Janel Leppin e Anthony Pirog, rispettivamente violoncello e chitarre, tutt'e due ben addentro i difficili misteri dell'elettronica semplice. Una bella domanda. Perch casa loro, come ha scritto un critico americano, ha cento porte: e nella musica, assolutamente imprevedibile, fluiscono schegge di folk, strappi boppistici, pennellate acustiche quasi ambient, la terra di nessuno di John Fahey e ricordi del Ry Cooder di Paris Texas, SteveTibbetts e brandelli di raga indiani. Troppa carne al fuoco? No, basta mettersi in ascolto. E stupirsi. (g.fe.)

ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE GUIDO MICHELONE ROBERTO PECIOLA MARCO RANALDI

DI GUIDO FESTINESE

TRIBUTI

INDIE ROCK

JAZZ

INDIE ITALIA

Le emozioni del Duca


Duke Ellington da tempo fa parte dellimmaginario collettivo nella storia musicale novecentesca e anche oggi spesso omaggiato da artisti di varia estrazione: non stupisce infatti che in The Duke (E-a-r Music) lex nfant prodige del punk inglese Joe Jackson che gi trentanni fa si dilettava a fare dischi swing, torni in scena proprio con un tributo al Duca, circondandosi di nomi famosi (Iggy Pop, Steve Vai, Regina Carter, gli Zuco 103) per offrire una rivisitazione eterogenea, spesso pop, con i rischi del kitsch. Chi invece preferisce lortodossia jazz in Two for Duke (Millesuoni) il duo inedito Max Ionata (sax tenore) e Dado Moroni (piano) che riduce il sound ricco, corposo, orchestrale di un musicista che suonava la big band in intimit cameristica, dando sfogo a notevoli interventi solisti, lasciando intatte le brillanti linee melodiche originali. Per un raffronto storico si pu infine riascoltare la recente pubblicazione di Nina Simone Sings Ellington! + At Newport (Essenzial Jazz Classics) dove nel 1961 la straordinaria vocalist nera, con il gruppone e gli arrangiamenti di Ralph Burns, si impegna a valorizzare anche la sottesa blackness nella canzone ellingtoniana. (Guido Michelone)

Futureheads a cappella
Il gioco di parole scontato, ma non riusciamo a non farlo: tanto di cappello per un disco a cappella. S, un album inaspettato, il quinto degli inglesissimi Futureheads, che lasciano a casa gli strumenti e delegano tutto alle voci, amalgamate ottimamente, per una dozzina di brani che vanno da rivisitazioni del loro repertorio, a traditional della loro terra fino a cover di artisti lontani dal loro stile, dai Black Eyed Peas a Kelis agli Sparks. Rant (Nul/ Audioglobe) un lavoro, oltre che ben fatto, divertente e spensierato. Altro album estremamente intrigante, We Keep the Beat, Found the Sound, See the Need, Start the Heart (Modular/Audioglobe). la seconda prova solista dellaustraliano Jonathan Boulet. La base di partenza indubbiamente pop rock, ma le costruzioni ritmiche e stilistiche lo mettono un gradino oltre il genere, con una punta di tribale ben pi che credibile. Da un continente allaltro arriviamo in Canada, patria del duo Ps I Love You che torna a un anno di distanza dal debutto con Death Dreams (Paper Bag/ Audioglobe). Power-noise-garage di buona fattura, anche se il tutto sa di gi sentito. Alcuni episodi lasciano per un buon sapore nelle orecchie... (Roberto Peciola) ALAN MENKEN MIRROR MIRROR (Sony Classical) Menken un genio nel riportare nei suoni tutto un mondo fatto di rimandi infantili e di speranze adulte. Ci riusciva con i cartoon Disney, ci riesce benissimo con la trasposizione in chiave postmoderna di Biancaneve salsa agrodolce. Perfetta intesa, score intelligente, lavoro riuscito. Per chi non pi grande. (m.ra.) MILK MAID MOSTLY NO (Fat Cat/Self) I Milk Maid sono la creatura del

Ecm, se Rava Provocazioni incontra Surman apocalittiche


I pregiudizi, diceva Einstein, sono pi difficili da frantumare del cuore dell'atomo. Ad esempio quello che infesta l'etichetta tedesca Ecm: sinonimo di suono e poetiche individuali, fredde, comunque algide, a volte glaciali, lontane dal cuore vero e caldo del jazz. Un pregiudizio, naturalmente: senn di l non sarebbe passato l'Art Ensemble of Chicago, ad esempio. Altri esempi si possono cogliere in un bel lotto di uscite recenti Ecm, a conferma di quanto detto. Come il palpitante Rava on the Dancefloor, in cui il trombettista Enrico Rava, alla testa di un piccola orchestra e con gli arrangiamenti strepitosi di Mauro Ottolini ripercorre esclusivamente pagine di Michael Jackson. Riportandone a casa la polpa sonora afroamericana. Ironia al quadrato, e ferreo controllo del materiale (Offenbach!), anche infiltrato di richiami gershwiniani in Frre Jacques di Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia, splendida strana coppia del nostro jazz, qui omaggiata anche da uno scritto di Eco. Infine Saltash Bell, nuovo lavoro in solitudine di John Surman. Sax, clarinetti, sintetizzatori per un entusiasmante e misterico viaggio etno jazz. (Guido Festinese) cantante e autore Martin Cohen. Senza andare a scomodare chiss quali fonti il nostro per il suo secondo album, Mostly No, sceglie una strada se vogliamo semplice e forse anche canonica, piazzandosi esattamente tra un sound tipicamente mancuniano (Stone Roses) e un rock che richiama la California, con un denominatore comune, scontato ma sempre intrigante: la psichedelia. (r.pe.) JACO PASTORIUS BACK IN TOWN (King International/Egea) Da trentanni resta mito e Gli Zen Circus sono da qualche anno una delle realt pi consolidate e considerate della scena rock nostrana. Dopo un paio di album italiani tornano con un ep, Metal Arcade Vol. 1 (Black Candy/Audioglobe), che rivisita la loro vera indole, lhardcore punk, con sei brani (quattro originali e due cover, dai Misfits e dai finlandesi Eppu Normaali). Insomma si autocoverizzano e lo fanno a mille, come al solito. Dalla medesima scena arrivano anche gli Human Tanga che ritornano con un lavoro che gi dal titolo lascia presagire una attitudine alquanto diretta, cruda e certamente provocatoria, Pornografia apocalittica (Black Fading-Front of House/Audioglobe). La lezione Teatro degli Orrori aleggia, ma raggiungere certi livelli non semplice e in questo pagano forse un paragone inappropriato. Strade pi complesse sono quelle invece battute dalla Daniele Faraotti Band che giunge al secondo lavoro con Canzoni in salita (Bombanella/Audioglobe). Ed una piacevole sorpresa ascoltare un disco che mette insieme lindie rock di ultima generazione, il prog italico di qualche generazione fa, pulsioni zappiane e psichedelica brit. Tutto fatto con gran gusto e ottimamente suonato. (Roberto Peciola) maestro del basso elettrico, ma la vita grama, da alcolizzato e cocainomane, lo teneva spesso lontano dalle scene; e in piena era Weather Report, tra un disco e un tour, esattamente il 29 febbraio 1978, torna a casa, a Ford Lauderdale (Florida) per improvvisare con amici al Players Club: Alex Darqui (piano) e Rich Franks (batteria) non sono granch rispetto a Jaco e il repertorio si ferma a standard consumati pi qualche original , tuttavia il tocco, il virtuosismo e la musicalit confermano Jaco genio dello strumento anche in un live minore. (g.mic.)

TUTTI CONTRO IL LUOGO COMUNE


In Italia, rispetto al rock, non si scrivono, in generale, libri di musica, ma libri attorno alla musica. Cos "attorno" che i musicisti bravi rischiano di non essere neppure notati o di venir dimenticati in fretta, a tutto vantaggio di quelli semplicemente famosi, quasi sempre tali per ragioni che nulla hanno a che vedere con la capacit di suonare in modo brillante e originale uno o pi strumenti. una battaglia cocciuta, intelligente e condotta con forze numericamente esigue nella Penisola, quella dei giovani musicologi come Enzo Alfano. Storie di Rock/Gli anni Sessanta e Settanta attraverso dischi, festival, libri, luoghi, suoni e molte curiosit (Ed. Aracne) il suo nuovo libro, il quarto che il musicista e musicologo calabrese - in parallelo a una carriera di studioso di geopolitica dedica alle note popular in declinazioni pi o meno colte. Si tratta di una raccolta di pezzi di media lunghezza, una brevitas che nasconde spesso affondi al vetriolo contro i luoghi comuni e le banalit che si dicono, appunto attorno al rock. La prima parte raccoglie interventi vari su rock, blues e folk, nella seconda si tratta di Pfm e dintorni, nella terza si affronta un gran ventaglio di curiosit rock (ad esempio, dati alla mano, quanto i Led Zeppelin di Jimmy Page rubacchiarono per i loro pezzi senza citare le fonti, o i furti incrociati tra It's a Beautiful Day e i Deep Purple). La parte conclusiva, invece, un rapido ma gi ficcante ritratto del San Francisco Sound degli anni Sessanta, mille volte citato, mai approfondito in Italia. Speriamo che sia proprio la penna di Alfano a trattarne esaustivamente, come annunciato, perch almeno avranno il giusto riconoscimento musicisti pressoch dimenticati ma di tutto rispetto.

ON THE ROAD
The Skatalites
Ska, rocksteday, reggae, la band da quarantanni cavalca londa giamaicana. Milano MERCOLEDI 8 AGOSTO (CASTELLO
SFORZESCO)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

UN ALTRO musicologo e musicista, Gianfranco Salvatore, a proporre un affondo a tutto campo sulla poetica, la vita, l'opera e le idee di un magnifico musicista che molti ricorderanno come colonna del Banco del Mutuo Soccorso, ora in giro per l'Italia a festeggiare il quarantennale. Il testo Vittorio Nocenzi/Sguardi dall'estremo Occidente (Stampa alternativa), e pu contare anche su due sostanziosi interventi musicologici di Stefano Pogelli. L'occasione del testo data dal cd accluso, dal medesimo titolo, nove sorprendenti nuove composizioni per pianoforte solo nate sulla scorta degli esagrammi sapienziali dell'I Ching. Il cd commentato poi da decine di persone, le pi disparate, esperienza di recensione collettiva davvero inedita, in Italia. Ma Salvatore ci ha abituato a queste sfide.

Promised Jetpacks, Shabazz Palaces e Fuck Buttons. Castelbuono (Pa) VENERDI' 10


E SABATO 11 AGOSTO (CASTELLO)

Paolo Spaccamonti, a seguire Paolo Angeli-Takumi Fukushima. Chamois (Ao) SABATO 4 E DOMENICA
5 AGOSTO (PIAZZA)

No Future!
Punk con Dead Kennedys e Buzzcocks. Villasor (Ca) DOMENICA 5 AGOSTO
(PARCO S'ISCA)

Gallipoli (Le) GIOVEDI' 9 AGOSTO


(COTRIERO)

Not.Fest
Seconda edizione del festival di musiche contemporanee in Sicilia. La prima giornata ha in programma i concerti di Joyce Muniz con n8 of Jungle Brothers e iI dj set di Martyn e Nickodemus. Noto (Sr) SABATO 11 AGOSTO (CENTRO
POLISPORTIVO PALATUCCI)

Arenasonica
In programma: Movie Star Junkies + The R's (oggi), Depedro + Claudia is on the Sofa (domani). Brescia SABATO 4 E DOMENICA 5 AGOSTO
(ARENA PARCO CASTELLI)

Blues sotto le stelle


Sul palco Brian Templeton + Texas Slim + Vivian Vance Kelly (il 6); Joe Lynn Turner + Michael Angelo Batio (il 7); Fallen Angel + Sarah-Jane Morris + Walter Lupi (l'8). L'Aquila DA LUNEDI' 6 A MERCOLEDI'
8 AGOSTO (PARCO COMUNALE ONDINA VALLA)

Carpino (Fg) VENERDI' 10 AGOSTO (FOLK


FESTIVAL)

e poi la Saint Louis Big Band con Rosario Giuliani, Danilo Rea/P. Damiani/ Martux_M, il duo Gino Paoli/D. Rea, il trio di Roberto Gatto, Maria Pia De Vito con Huw Warren, il quartetto Lala/Mangiaracina, Salvatore Bonafede in piano solo, il trio Servillo/Girotto/ Mangalavite e la vocalist Chiara Civello. Modica (Rg) DA LUNEDI' 6 A SABATO
11 AGOSTO (VARIE SEDI)

Afterhours
Torna dal vivo con i brani del nuovo lavoro, Padania, la rock band milanese. Messina SABATO 11 AGOSTO (ARENA VILLA
DANTE)

Summer Jamboree
Festival dedicato al rock'n'roll e alla cultura dell'America anni Quaranta e Cinquanta. Si parte oggi con Narvel Felts e poi, tra i tanti, Johnny Farina con Marco Di Maggio (il 7), Mashall Lytle (il 9) e Freddy Boom Boom Cannon (il 10). Senigallia (An) DA SABATO 4 A SABATO
11 AGOSTO (FORO ANNONARIO)

Lagarina Jazz Festival


I primi due appuntamenti della rassegna (sino al 19/8) vedono la Villa Lagarina Big band, diretta da Carlo Alberto Carnevali, e il trio con gli ottoni di Joseph Bowie e Mauro Ottolini e la batteria di Zeno De Rossi. Villa Lagarina (Tn) VENERDI' 10
E SABATO 11 AGOSTO

I Suoni delle Dolomiti


In cartellone Mario Brunello (oggi, Baita Premessaria, Paneveggio, Val di Fiemme, ore 11 e ore 15); Coro Trentino di Sosat e Nos Brass Quintet (domani, Monte Creino, Vallagarina, Monte Stivo); Rava e Petrella (il 6, Baita alle Cascate, Val di Fassa); Ballak Sissoko, Driss el Maloumi e Rajery (il 7, Forte Zaccarana, Val di Sole, Cevedale); Gnu Quartet (l'8, Malga Rosa, Val Rendena, Adamello); Samuele Bersani (il 9, Rifugio Predaia ai Todes-ci, Val di Non); Al Di Meola e Peo Alfonsi (il 10, Viote, Le Marocche, Monte Bondone, Trento). Dolomiti DA SABATO 4 A VENERDI'
10 AGOSTO (VARIE SEDI)

Locomotive Jazz
Alle 5 del mattino alba in jazz (con ospite a sorpresa) sulla collina di S. Mauro (Sannicola) apre lultima giornata del festival. In serata Daniele Di Bonaventura con Marcello Peghin, Felice Del Gaudio e Alfredo Laviano. Festa di chiusura con Salentini Generali & Guests. Sogliano Cavour (Le) SABATO
4 AGOSTO (PIAZZA DIAZ)

Le Orme + Leggenda New Trolls


Due nomi che hanno fatto la storia del rock progressivo, e non solo, italiano. Calambrone (Pi) MARTEDI' 7 AGOSTO
(ANFITEATRO CALAMBRONE)

Offlaga Disco Pax


Il trio reggiano in un Gioco di societ. Bosco Albergati (Mo) DOMENICA
5 AGOSTO (FESTA DEL PD)

Strade Blu
Il festival ha in cartellone i concerti di Isobel Campbell e Robyn Hitchcock. Brisighella (Ra) SABATO 11 AGOSTO
(PIAZZA CARDUCCI)

Time in Jazz
La XXV edizione (direttore artistico Paolo Fresu) ha come tema il Fuoco. Le prime giornate prevedono la Funky Jazz Orkestra diretta da Antonio Meloni (sul traghetto Livorno-Golfo Aranci), Anja Lechner solo (Ozieri), Enrico Zanisi piano solo, Don Pasta con Raffaele Casarano & Marco Bardoscia (San Pantaleo), Monica Demuru con Cristiano Calcagnile & Gabrio Baldacci (Saccargia), Paolo Angeli solo (Oschiri), Funky Jazz Orkestra con Fresu (Pattada), Ettore Fioravanti, Six in the City. Berchidda e comuni limitrofi (Ot) DA GIOVEDI' 9 A SABATO 11 AGOSTO

Orsara Music Jazz


Si chiude con il concerto finale degli allievi/e dei workshop e il recital del quartetto del chitarrista Jonathan Kreisberg, con Orlando Le Fleming, Will Vinson e Colin Stranahan. Orsara di Puglia (Fg) SABATO
4 AGOSTO (PIAZZA S. MICHELE)

Marina di Ravenna (Ra) GIOVEDI' 9


AGOSTO (HANA-BI)

Dromos Festival
Il festival ospita Vincente Amigo (stasera a Oristano), Enrique Kike Quintana + Juan Carlos Caceres (domani a Baratili San Pietro), Spasm Band (il 6 a Nurachi), Barrio Sud (il 7 a Nurachi), Salis, Fresu, Ferra e Murgia (l'8 a Oristano). Oristano e provincia DA SABATO 4
A MERCOLEDI' 8 AGOSTO (VARIE SEDI)

Marina di Gioiosa Ionica (Rc)


SABATO 11 AGOSTO (BLUE DAHLIA BEACH)

Ypsigrock
Torna il festival siciliano dedicato alla musica indie internazionale. Si parte il 10 con Of Montreal, Trust e Stephen Malkmus, si prosegue l'11 con We Were

Chamoisic
Giornate di musica contemporanea ed eclettica nella valle del Cervino. Oggi alle 17 Massimo Giovara-Giorgio Li Calzi, a seguire Banda Osiris, domani alle 15,

Modica Jazz Fest


Sotto la direzione artistica di Paolo Damiani, la rassegna siciliana propone formazioni di studenti di vari conservatori

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ALIAS 4 AGOSTO 2012

QUELLA VOLTA CON KEITH RICHARDS, PETE TOWNSHEND, JANIS E TUTTI I BRAVI RAGAZZI DI IERI

stato uno dei maggiori chitarristi di sempre e tra i pi influenti musicisti di tutti i tempi. Scomparso in un albergo di Londra nel settembre del 1970, la sua carriera stata sotto i riflettori per appena tre anni. Ciononostante ha cambiato il modo di relazionarsi allo strumento trasformandolo, ri-creandolo, riattualizzandolo. L'artista - che ha contribuito ad edificare generi musicali come l'hard rock e l'heavy metal - , per, passato alla storia non solo per le

In queste pagine Jimi Hendrix con: 1) Buddy Miles; 2) Janis Joplin; 3) Keith Richards (Rolling Stones); 4) Charlie Watts (Rolling Stones; 5) Arthur Lee (Love); 6) Eric Clapton; 7) Mick Jagger (Rolling Stones); 8) Eric Burdon (Animals) e Noel Redding (Jimi Hendrix Experience); 9) Isley Brothers; 10) in gruppo (tra i tanti si ricoscono membri dei Pink Floyd); 11) The Monkees

ALIAS 4 AGOSTO 2012

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12) da sinistra a destra Eric Burdon, John Mayall, Steve Winwood e Carl Wayne (Move); 13) Wilson Pickett; 14) la cantante Lulu; 15) Joan Baez; 16) Johnny Winter; 17) Brian Jones (Rolling Stones)

sue geniali caratteristiche musicali ma anche per i modi affabili e amichevoli con cui intratteneva le persone che lo cercavano e gli stavano intorno. Ecco una galleria di rare immagini che lo ritraggono accanto a quelli che allora, alla fine degli anni Sessanta, erano sulla cresta dellonda. Si va dai Rolling Stones agli Who, da Joplin a Clapton, fino a icone del soul e del rnb come Buddy Miles, Wilson Pickett, Percy Sledge, gli Isley Brothers - con i quali condivise il palco agli esordi - e moltissimi altri ancora. In ultimo ma non di minore importanza, queste foto ci raccontano anche di come le rivalit tra musicisti fossero spesso solo un'invenzione della stampa specializzata

18) The Moving Sidewalks; 19) Percy Sledge; 20) Stephen Stills; 21) The Who; 22) Mama Cass e Michelle Phillips (Mamas and Papas); 23) Mick Taylor (Rolling Stones)