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PARTE SESTA

TEORIA
Tutta la discussione metafisica senza profitto finch non ci fa cercare la vera realt all'interno del S. Tutte le controversie sulla creazione, la natura dell'universo, l'evoluzione, lo scopo di Dio, ecc., sono inutili. Non conducono alla nostra vera felicit. Le persone cercano di scoprire cose che sono all'esterno di loro prima di cercare di scoprire "Chi sono io?" La felicit pu essere guadagnata solo con quest'ultimo mezzo.

CAPITOLO DICIASETTESIMO

REALTA' DEL MONDO E TEORIE SULLA

CREAZIONE
Sri Ramana aveva scarso interesse per l'aspetto teorico della spiritualit. Il suo principale interesse era portare le persone ad una consapevolezza del S e, per raggiungere questo fine, sostenne sempre che la pratica era pi importante della speculazione. Scoraggiava le domande di natura teorica rimanendo silente quando venivano formulate o chiedendo all'interlocutore di trovare la sorgente dell'io che stava ponendo la domanda. Occasionalmente si addolciva e dava dettagliate esposizioni di vari aspetti della filosofia, ma se i suoi interlocutori insistevano troppo nei loro quesiti o se la conversazione si dirigeva verso uno sterile intellettualismo, cambiava argomento e dirigeva l'attenzione dei suoi interlocutori su questioni pi pratiche. Molte di queste conversazioni filosofiche si concentravano sulla natura e l'origine del mondo fisico poich Sri Ramana era noto per le sue opinioni totalmente in disaccordo con la comune opinione del mondo. Come con molti altri argomenti, egli adattava le sue affermazioni affinch si conformassero ai diversi livelli di comprensione che incontrava nei suoi interlocutori, ma anche cos quasi tutte le sue idee erano radicali confutazioni dei concetti della realt fisica che ama la maggior parte delle persone. Sri Ramana adotto tre diversi punti di vista quando parl della natura del mondo fisico. Egli li patrocin tutti in momenti differenti, ma dai suoi commenti generali sul soggetto chiaro che considerava vere o utili solo le prime due teorie qui descritte: 1* Ajata vada ( la teoria della non casualit ). Questa un'antica dottrina Ind che afferma che la creazione del mondo non avvenne mai. E' un completo diniego di tutta la casualit del mondo fisico. Sri Ramana appoggi questa opinione dicendo

che secondo l'esperienza del jnani nulla viene mai in esistenza o cessa di essere perch solo il S esiste come la sola ed immutabile realt. Un corollario di questa teoria che il tempo, lo spazio, la causa e l'effetto, i componenti essenziali di tutte le teorie della creazione, esistono soltanto nelle menti degli ajnani e che l'esperienza del S rivela la loro non esistenza. Questa teoria non un diniego della realt del mondo, ma solo un processo creativo che lo port in esistenza. Parlando della sua stessa esperienza, Sri Ramana disse che il jnani consapevole che il mondo reale, non come una riunione di materia ed energia interagenti, ma come un'apparizione senza motivo nel S. Egli svilupp questo dicendo che siccome la natura reale o il substrato di questa apparizione identica all'esistenza del S, necessariamente partecipa della sua realt. Ci significa che il mondo non reale per il jnani semplicemente perch appare, ma solo perch la natura reale dell'apparizione inseparabile dal S. L'ajnani d'altra parte totalmente inconsapevole della natura unitaria e della sorgente del mondo e, come conseguenza, la sua mente costruisce un modo illusorio di oggetti separati interagenti, fraintendendo continuamente le impressioni sensoriali che riceve. Sri Ramana indic che questa visione del mondo non ha maggior realt di un sogno poich sovrappone una creazione della mente alla realt del S. Egli riassume la differenza fra il punto di vista del jnani e dell'ajnani dicendo che il mondo irreale se viene percepito dalla mente come una raccolta di oggetti distinti ed reale quando viene sperimentato direttamente come un'apparizione del S. 2* Drishti-srishti vada. Se i suoi interlocutori trovavano impossibile da assimilare l'idea di ajata o non causalit, egli insegnava loro che il mondo veniva in esistenza simultaneamente con l'apparizione del pensiero io e che cessa di esistere quando il pensiero io assente. Questa teoria nota come drishti-srishti, o creazione simultanea

ed in effetti afferma che il mondo che appare ad un ajnani il prodotto della mente che lo percepisce e che in mancanza di quella mente cessa di esistere. La teoria vera quando la mente crea un mondo immaginario per se stessa, ma dal punto di vista del S, un io immaginario che crea un mondo immaginario non affatto una creazione, cos la dottrina di ajata non sovvertita. Sebbene Sri Ramana a volte abbia detto che drishti-srishti non era la verit ultima sulla creazione, incoraggi i suoi seguaci ad accettarla come ipotesi di lavoro. Giustific quest'approccio dicendo che si pu considerare il mondo coerentemente come una creazione irreale della mente, allora esso perde la sua attrazione e diventa pi facile mantenere senza distrazioni la consapevolezza del pensiero io. 3* Srishti-drishti vada ( creazione graduale ). Questa l'opinione del senso comune che afferma che il mondo una realt oggettiva governata dalle leggi di causa ed effetto che possono essere fatte risalire ad un unico atto di creazione. Essa include virtualmente tutte le idee occidentali sul soggetto, dalla teoria del big bang al resoconto biblico della Genesi. Sri Ramana si appell a teorie di questa natura solo quando stava parlando con interlocutori che erano restii ad accettare le implicazioni delle teorie ajata e drishti-srishti. Anche allora, solitamente indicava che tali teorie non dovrebbero essere prese troppo seriamente poich erano promulgate solo per soddisfare la curiosit intellettuale. Letteralmente, drishti-srishti significa che il mondo esiste solo quando percepito, mentre srishti-drishti significa che il mondo esisteva prima della percezione di chiunque. Sebbene la prima teoria sembri viziosa, Sri Ramana insist che i veri cercatori dovevano essere soddisfatti, sia perch una approssimazione vicina alla verit, sia perch l'attitudine pi benefica da adottare se si seriamente interessati a realizzare il S. D: Com' avvenuta srishti ( creazione )? Qualcuno dice che predestinata. Altri dicono che il lila

o gioco del Signore. Qual' la verit? R: Nei libri vengono forniti vari resoconti. Ma c' una creazione? Solo se c' la creazione dobbiamo spiegare com' avvenuta. Possiamo non conoscere queste teorie, ma certamente sappiamo che esistiamo. Perch non conoscere l'io e quindi vedere se c' una creazione? D: Nel vedanta di Sri Sankaracharya, il principio della creazione del mondo stato accettato per amore dei principianti, ma per il progredito viene esposto il principio della non creazione. Qual' la tua opinione su questo argomento? R: Non c' dissoluzione o creazione, nessuno in schiavit, ne qualcuno sta perseguendo delle pratiche spirituali. Non c' chi desidera la liberazione, n alcun liberato. Questa l'assoluta verit. Questo sloka appare nel secondo capitolo del karika di Gaupada. Chi stabilito nel S vede questo per mezzo della sua conoscenza della realt. D: Il S non la causa di questo mondo che vediamo attorno a noi? R: Il S stesso appare come il mondo di nomi e forme diverse. Comunque, il S non agisce come causa efficiente ( nimitta karana ), creandolo, sostenendolo, e distruggendolo. Non chiedere: Perch sorge la confusione del S, non conoscendo la verit che esso stesso appare come mondo? Se invece indaghi: Chi sperimenta questa confusione?, si scoprir che nessuna simile confusione mai esistita per il S. D: Sembri un esponente della dottrina ajata dell'Advaita Vedanta. R: Non insegno solo la dottrina ajata. Io approvo tutte le scuole. La stessa verit deve essere espressa in modi differenti per adattarsi alla capacit di colui che l'ascolta. La dottrina ajata dice: Nulla esiste eccetto l'unica realt. Non c' nascita, n morte. N proiezione n ritiro. N cercatore, n schiavit, n liberazione. Esiste solo l'unica unit. Per coloro che trovano difficile afferrare questa verit e chiedono: Come possiamo ignorare questo mondo solido che vediamo tutto attorno a noi?, viene indicata l'esperienza del sogno e viene detto loro: Tutto ci che vedi dipende dal veggente. Non c' un visto separato dal veggente.

Questa chiamata la drishti-srishti vada o l'argomento secondo il quale uno prima crea dalla propria mente e quindi vede ci che la mente stessa ha creato. Alcune persone non possono afferrare nemmeno questo e continuano ad arguire nei seguenti termini: L'esperienza del sogno cos breve, mentre il mondo esiste sempre. L'esperienza del sogno era limitata a me. Per il mondo visto e percepito non soltanto da me, ma da cos molti altri. Non possiamo chiamare un tale mondo esistente, Quando le persone arguiscono in questo modo, ad essi pu essere data una teoria srishti-drishti, per esempio: Dio innanzi tutto cre quella tal cosa, da quel tale momento, e quindi qualcos'altro fu creato, e cos via. Questo tipo di persone verr soddisfatto solo da ci. Le loro menti altrimenti non saranno appagate e si chiederanno: Come possono essere completamente false tutta la geografia, tutte le mappe, tutte le scienze, le stelle, i pianeti e le regole che vi presiedono, o che sono in relazione a questi, e tutta la conoscenza? A questi meglio dire: S, Dio cre tutto questo e cos tu lo vedi. D: Ma tutto ci non pu essere vero. Pu essere soltanto una dottrina. R: Tutte queste teorie servono solo ad adattarsi alla capacit di colui che apprende. L'assoluto pu essere soltanto uno. Il vedanta afferma che il cosmo sorge alla vista simultaneamente al veggente e che non c' dettagliato processo di creazione. Questo chiamato yugapat-srishti ( creazione istantanea ). E' del tutto simile alle creazioni del sogno dove lo sperimentatore sorge simultaneamente agli oggetti di esperienza. Quando viene detto questo, alcune persone non sono soddisfatte perch sono profondamente radicate nella conoscenza oggettiva. Cercano di scoprire come possa esserci una creazione improvvisa. Arguiscono che un effetto deve essere preceduto da una causa. In breve, essi desiderano una spiegazione per l'esistenza del mondo che vedono attorno a loro. Allora le sruti ( scritture ) cercano di soddisfare la loro curiosit con le teorie della creazione. Questo modo di trattare il soggetto

della creazione viene chiamato krama-srishti ( creazione graduale ). Ma il vero cercatore pu essere appagato da yugapat-srishti, la creazione istantanea. D: Qual' lo scopo della creazione? R: E' di far sorgere questa domanda. Indaga la risposta a questa domanda e alla fine dimora nel supremo o piuttosto nella sorgente primordiale di tutto, il S. L' investigazione si risolver in una ricerca del S e cesser solo dopo che il non S verr separato e si realizzer il S nella sua purezza e gloria. Possono esserci innumerevoli teorie della creazione. Tutte si estendono all'esterno. Non ci sar limite ad esse perch il tempo e lo spazio sono illimitati. Esse sono comunque soltanto nella mente. Se vedi la mente, il tempo e lo spazio vengono trascesi e il S viene realizzato. La creazione spiegata scientificamente o logicamente per la propria soddisfazione. Ma c' qualche finalit in questo? Tali spiegazioni vengono chiamate krama-srishti ( creazione graduale ). D'altra parte, drishti-srishti ( creazione simultanea ) yugapat-srishti. Senza il veggente non ci sono oggetti visti. Scopri il veggente e la creazione compresa in lui. Perch guardare all'esterno e continuare a spiegare fenomeni che sono senza fine? D: I Veda contengono resoconti contraddittori sulla descrizione della cosmogonia. In un punto si dice che la prima creazione l'etere; in un altro l'energia vitale ( prana ); qualcos'altro in un altro ancora; l'acqua in un altro ancora, e cos via. Come si possono riconciliare questi? Non danneggiano la credibilit dei Veda? R: Differenti veggenti videro differenti aspetti della verit in momenti differenti, enfatizzando ciascuno la propria visione. Perch ti preoccupi delle loro affermazioni contraddittorie? Lo scopo essenziale dei Veda insegnare la natura dell'atman imperituro e mostrarci che siamo quello. D: Sono soddisfatto di quella parte. R: Allora tratta tutto il resto come artha vada ( argomenti ausiliari ) o esposizioni a beneficio dell'ignorante

che cerca di rintracciare la genesi delle cose. D: Faccio parte della creazione e cos rimango dipendente. Non posso risolvere l'enigma della creazione finch non divento indipendente. Tuttavia chiedo a Sri Bhagavan: non pu egli rispondere alla domanda per me? R: S. E' Bhagavan che dice Diventa indipendente e risolvi l'enigma tu stesso. Sta a te farlo. Inoltre, dove sei ora che poni questa domanda? Sei nel mondo, o il mondo all'interno di te? Devi ammettere che il mondo non percepito nel sonno, sebbene tu non possa negare la tua esistenza allora. Il mondo appare quando ti risvegli. Cos, dov'? Chiaramente il modo il tuo pensiero. I pensieri sono tue proiezioni. Innanzitutto viene creato l'io e quindi il mondo. Il mondo creato dall'io che a sua volta sorge dal S. L'enigma della creazione del mondo cos risolto se risolvi la creazione dell'io. Cos io dico, scopri il tuo S. Ancora, il mondo viene forse a chiederti: Perch esisto? Come fui creato? Sei tu che poni la domanda. L'interrogante deve stabilire la relazione tra il mondo e se stesso. Deve ammettere che il mondo la sua propria immaginazione. Chi lo immagina? Che egli ancora scopra l'io e quindi il S. Inoltre, tutte le spiegazioni scientifiche e teologiche non si armonizzano. Le diversit in tali teorie mostrano chiaramente l'inutilit di cercare tali spiegazioni. Queste spiegazioni sono puramente mentali o intellettuali e nulla di pi. Tuttavia, tutte loro sono vere secondo di vista dell'individuo. Non c' creazione nello stato di realizzazione. Quando si vede il mondo, non si vede se stessi. Quando si vede il S, il mondo non visto. Cos, vedi il S e realizza che non c' stata creazione. D: Brahman reale. Il mondo ( jagat ) illusione la frase base di Sri Sankaracharya. Tuttavia altri dicono: Il mondo realt. Chi ha ragione? R: Entrambe le affermazioni sono vere. Si riferiscono a stadi di sviluppo differenti e sono enunciate da punti di vista differenti. L'aspirante ( abhyasi ) comincia con la definizione che quello

che reale esiste sempre. Quindi elimina il mondo come irreale perch mutevole. Il cercatore alla fine raggiunge il S e l scopre l'unit come nota prevalente. Allora, quello che originariamente era stato rifiutato come irreale si scopre che parte dell'unit. Essendo assorbito nella realt, anche il mondo reale. Nella realizzazione del S c' soltanto essere e null'altro che essere. D: Sri Bhagavan dice spesso che maya ( illusione ) e la realt sono la stessa cosa. Come pu essere? R: Shankara fu criticato per le sue opinioni su maya senza essere compreso. Egli disse che: 1* Brahman reale, 2* l'universo irreale, 3* l'universo Brahman. Non si ferm al secondo, perch il terzo spiega gli altri due. Ci significa che l'universo reale se percepito come il S, ed irreale se viene percepito come separato dal S. Perci maya e la realt sono la stessa cosa. D: Cos il modo non realmente illusorio? R: Al livello del cercatore spirituale si deve dire che il mondo un' illusione. Non c' altro modo. Quando un uomo dimentica di essere Brahman, di essere reale, permanente ed onnipresente e si illude pensando di essere un corpo nell'universo riempito di corpi transitori e si affanna sotto quell'illusione, gli deve essere ricordato che il mondo irreale ed un'illusione. Perch? Perch la sua visione, che ha dimenticato il suo stesso S, sta dimorando sull'universo esterno, materiale. Non si volger all'interno nell'introspezione a meno che non gli venga impresso che tutto questo universo esterno, materiale irreale. Una volta che egli realizza il suo stesso S, conoscer che non c' null'altro se non il suo S e verr a considerare l'intero universo come Brahman. Non c' universo senza il S. Finch un uomo non vede il S che l'origine di tutto, ma considera il mondo esterno come

reale e permanente, gli si dovr dire che tutto questo universo esterno un'illusione. Non si pu farne a meno. Prendi un giornale. Vediamo solo lo scritto, e nessuno nota la carta su cui scritto il testo. La carta presente sia che lo scritto su di esso ci sia o meno. Per coloro che considerano lo scritto come reale, devi dire che irreale, un'illusione, poich basato sulla carta. Il saggio considera la carta e lo scritto come uno. Cos pure per quanto concerne Brahman e l'universo. D: Cos il mondo reale quando sperimentato come il S e irreale quando visto come nomi e forme separate? R: Proprio come il fuoco oscurato dal fumo, la luce spendente della coscienza oscurata dalla riunione di nomi e forme. Quando per mezzo della compassionevole grazia divina la mente diventa chiara, la natura del mondo verr conosciuta essere non le forme illusorie, ma soltanto la realt. Solo quelle persone le cui menti sono prive del malvagio potere di maya, avendo abbandonato la conoscenza del mondo ed essendo distaccate da essa, avendo perci conseguito la conoscenza della realt suprema autorisplendente, possono conoscere correttamente il significato dell'affermazione Il mondo reale. Se il proprio modo di vedere stato trasformato nella natura della conoscenza reale, il mondo dei cinque elementi, a partire dall'etere, sar reale, essendo la suprema realt, che la natura della conoscenza. Lo stato originale di questo vuoto mondo, che sbalorditivo e affollato da molti nomi e forme, beatitudine, che una, proprio come il tuorlo dell'uovo di un pavone dai molti colori solo uno. Conosci questa verit dimorando nello stato del S. D: Non posso dire che mi sia tutto chiaro. Il mondo che visto, percepito e sentito da noi in cos molti modi qualcosa come un sogno, un'illusione? R: Non c' alternativa per te se non accettare il mondo come irreale se stai cercando la verit e la verit soltanto. D: Perch? R: Per la semplice ragione che finch non abbandoni l'idea che il mondo sia reale, la tua mente lo seguir sempre.

Se consideri reale l'apparizione non conoscerai il reale stesso, anche se quello che esiste soltanto reale. Questo punto viene illustrato dall'analogia del serpente e della corda. Puoi essere ingannato nel credere che un pezzo di corda sia un serpente. Mentre immagini che la corda un serpente, non puoi vedere la corda come corda. Il serpente non esiste diventa reale per te, mentre la corda reale sembra totalmente inesistente come tale. D: E' facile accettare sperimentalmente che il mondo in ultima analisi non reale, ma difficile avere la convinzione che sia veramente irreale. R: Anche il tuo mondo di sogno reale mentre stai sognando. Finch il sogno dura, ogni cosa che vedi e senti in esso reale. D: Allora il mondo non migliore di un sogno? R: Cosa c' di errato nel senso di realt che hai mentre stai sognando? Puoi sognare qualcosa del tutto impossibile, ad esempio di avere una bella conversazione con una persona morta. Giusto per un momento puoi dubitare nel sogno dicendo a te stesso: Non era morto?. Ma in qualche modo la tua mente si riconcilia con la visione del sogno e la persona come se fosse viva al fine del sogno. In altre parole, il sogno come sogno non ti permette di dubitare della sua realt. E' lo stesso nello stato di veglia, poich sei incapace di dubitare la realt del mondo che vedi mentre sei sveglio. Come pu la mente che ha creato il mondo accettarlo come irreale? Questo il significato del paragone fatto tra il mondo dello stato di veglia ed il mondo del sogno. Entrambi sono creazioni della mente e finch la mente assorbita in uno di questi, si trover incapace di negarne la realt. Non pu negare la realt del mondo del sogno mentre sta sognando e non pu negare la realt del mondo della veglia quando sveglia. Se al contrario ritiri completamente la tua mente dal mondo e la volgi all'interno dimorando l, cio se ti tieni sempre conscio del S che il substrato di tutte le esperienze, scoprirai che il mondo di cui sei ora consapevole irreale come il mondo in cui vivevi nel tuo sogno. D: Noi vediamo, sentiamo e percepiamo il mondo in cos tanti modi. Queste sensazioni sono le relazioni agli oggetti visti

e percepiti. Non sono creazioni mentali come nei sogni che differiscono non solo di persona in persona, ma anche in riferimento alla stessa persona. Non questo sufficiente a provare la realt oggettiva del mondo? R: Tutto questo parlare di incoerenze nel mondo del sogno sorge solo ora, quando sei sveglio. Mentre stavi sognando, il sogno era un tutto perfettamente integro. Ci significa che se in un sogno ti sentivi assetato, l'illusorio bere acqua illusoria calm la tua sete illusoria. Ma per te tutto questo era reale e non illusorio finch non hai saputo che il sogno stesso era illusorio. E' lo stesso col mondo dello stato di veglia. Le sensazioni che hai ora si coordinano per darti l'impressione che il mondo sia reale. Se al contrario il mondo una realt autoesistente ( quello ci che evidentemente intendi con la sua oggettivit ), cosa impedisce al mondo di rivelarsi a te nel sonno? Tu non dici che non esistevi nel tuo sonno. D: Ma nemmeno nego l'esistenza del mondo mentre sono addormentato. E' esistito per tutto il tempo. Se durante il sonno non lo vedevo, altri che non erano addormentati lo vedevano. R: Per dire che esistevi mentre eri addormentato, era necessario avvalersi dell'evidenza di altri da poterlo provare a te stesso? Perch cerchi la loro evidenza ora? Gli altri possono dirti di aver visto il mondo durante il tuo sonno solo quando tu stesso sei sveglio. Per quanto riguarda la tua propria evidenza diverso. Svegliandoti dici che hai avuto un sonno profondo e in quella misura sei consapevole di te stesso nel sonno profondo, mentre allora non avevi la minima idea dell'esistenza del mondo. Anche ora, mentre sei sveglio, il mondo che dice: Sono reale, o sei tu? D: Naturalmente sono io a dirlo, ma lo dico nel mondo. R: Bene, allora quel mondo, che dici sia reale, si sta veramente facendo beffa di te che cerchi di provare la realt mentre sei ignorante della tua stessa realt. In un modo o nell'altro tu vuoi affermare che il mondo reale. Qual' il modello della realt? E' reale solo quello che esiste da se stesso, che rivela se stesso per mezzo di se stesso e che

eterno ed immutabile. Il mondo esiste da se stesso? Fu mai visto senza l'aiuto della mente? Nel sonno non ci sono n mente, n mondo. Quando sei sveglio c' la mente e c' il mondo. Cosa significa questa invariabile concomitanza? Tu hai familiarit coi principi della logica induttiva che sono considerati le basi stesse dell'investigazione scientifica. Perch non risolvi questa questione della realt del mondo alla luce di quei principi accettati della logica? Di te stesso puoi dire: Io esisto. Cio, la tua esistenza non mera esistenza, esistenza di cui sei conscio. In realt, esistenza equivale a coscienza. D: Il mondo pu non essere conscio di se stesso. Tuttavia esiste. R: La coscienza sempre la coscienza del S. Se sei conscio di qualcosa, sei essenzialmente conscio di te stesso. Esistenza non conscia di se stessa una contraddizione in termini. Non affatto esistenza. E' semplicemente esistenza attribuita, laddove la vera esistenza, il sat, non un attibuto, la sostanza stessa. E' il vastu ( realt ). La realt perci conosciuta come sat-chit, essere-coscienza, e mai solamente uno ad esclusione dell'altro. Il mondo non esiste da se stesso, n conscio della sua esistenza. Come puoi dire che un tale mondo sia reale? E qual' la natura del mondo? E' cambiamento perpetuo, un continuo, interminabile flusso. Un mondo dipendente, non conscio di se stesso, sempre mutevole, non pu essere reale. D: I nomi e le forme del mondo sono reali? R: Non li troverai separati dal substrato ( adhishtana ). Quando cerchi di arrivare a nome e forma, scoprirai soltanto la realt. Perci consegui la conoscenza di ci che reale in ogni tempo. D: Perch lo stato di veglia sembra cos reale? R: Vediamo molte cose sullo schermo del cinema, ma non sono reali. L nulla reale eccetto lo schermo. Allo stesso modo, nello stato di veglia non c' null'altro se non adhishtana. La coscienza del mondo coscienza del conoscitore del mondo ( jagat-prama il prama di jagatpramata ). Entrambi scompaiono nel sonno. D: Perch vediamo tale permanenza e costanza nel mondo?

R: E' vista a causa di idee errate. Quando qualcuno dice che ha fatto il bagno due volte nello stesso fiume in errore, perch quando si bagna la seconda volta il fiume non era lo stesso di quando si bagn la prima. Guardando due volte lo splendore di una fiamma un uomo dice che vede la stessa fiamma, ma quella fiamma sta cambiando in ogni momento. Cos lo stato di veglia. L'apparenza stazionaria un errore di percezione. D: Dov' l'errore? R: Pramata ( il conoscitore ). D: Come venne il conoscitore? R: A causa dell'errore di percezione. Infatti il conoscitore e le sue errate percezioni appaiono similtaneamente e quando viene ottenuta la conoscenza del S, essi scompaiono simultaneamente. D: Da dove vennero il conoscitore e le sue errate concezioni? R: Chi sta ponendo la domanda? D: Io. R: Scopri quell'io e tutti i tuoi dubbi saranno risolti. Proprio come in un sogno sorgono la falsa conoscenza, un falso conoscitore ed un falso conosciuto, nello stato di veglia opera lo stesso processo. In entrambi gli stati, nel conoscere questo io si conosce ogni cosa e non resta pi niente da conoscere. Nel sonno profondo il conoscitore, la conoscenza ed il conosciuto sono assenti. Allo stesso modo, al momento di sperimentare l'io reale essi non esisteranno.Qualunque cosa vedi accadere nello stato di veglia accade soltanto al conoscitore e poich il conoscitore irreale, in effetti non accade mai nulla. D: La luce che d l'identit del senso dell'io e la conoscenza del mondo ignoranza o chit, la coscienza? R: E' soltanto la luce riflessa di chit che fa credere all'io di essere diverso dagli altri. Questa luce riflessa di chit fa anche creare all'io degli oggetti, ma affinch ci sia questo riflesso deve esserci una superficie su cui il riflesso possa avvenire. D: Cos' quella superficie? R: Realizzando il S scoprirai che il riflesso e la superficie

su cui avviene in realt non esistono, ma entrambi sono l'unico ed il medesimo chit. C' il mondo che richiede una collocazione per la sua esistenza e la luce per renderla percepibile. Entrambi sorgono simultaneamente. Perci l'esistenza fisica e la percezione dipendono dalla luce della mente che viene riflessa dal S. Come le immagini al cinema possono essere rese visibili da una luce riflessa, e soltanto nell'oscurit, cos anche le immagini del mondo sono percepibili soltanto grazie alla luce del S riflessa nell'oscurit di avidya ( ignoranza ). Il mondo non pu essere visto n nella totale oscurit dell'ignoranza, come nel sonno profondo, n nella suprema luce del S, come nella realizzazione o samadhi.

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