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PARTE TERZA

IL GURU
Dio ed il Guru in verit non sono differenti. Proprio come la preda che caduta nelle fauci della tigre non pu sfuggirle, cos coloro che sono giunti sotto lo sguardo della grazia del Guru saranno sicuramente salvati e non saranno mai dimenticati; tuttavia si dovrebbe seguire senza fallo il sentiero indicato dal Guru. Dal punto di vista di Bhagavan non ci sono discepoli, ma dal punto di vista del discepolo la grazia del Guru come un oceano. Se egli viene con una tazza otterr soltanto una tazza. Non c' utilit nel lamentarsi dell'avarizia dell'oceano; pi grande il recipiente, pi egli sar in grado di trasportare. Sta interamente a lui. Un metodo per assicurarsi la temporanea cessazione delle attivit mentali l'associazione con i saggi. Essi sono adepti nel samadhi e per loro diventato facile, naturale e perpetuo. Coloro che stanno a stretto contatto con loro, e in rapporto congeniale, ne assorbono gradualmente l'abitudine al samadhi.

CAPITOLO OTTAVO

IL GURU
Il termine Guru viene spesso usato liberamente per descrivere

chiunque dia consigli spirituali, ma nel vocabolario di Sri Ramana la parola ha una definizione pi ristretta. Per lui, un vero Guru qualcuno che ha realizzato il S e che in grado di utilizzare il suo potere per assistere gli altri verso la meta della realizzazione del S. Sri Ramana disse spesso che Dio, il Guru ed il S sono identici; il Guru Dio in forma umana e, simultaneamente, egli anche il S nel Cuore di ogni devoto. Poich egli sia all'interno che all'esterno, il suo potere lavora in due modi differenti. Il Guru esteriore d le istruzioni e per mezzo del suo potere mette in grado il devoto di mantenere la sua attenzione sul S, il Guru interiore attira la mente del devoto alla sua sorgente, la assorbe nel S e infine la distrugge. Un credo basilare dell'insegnamento di Sri Ramana un Guru sia necessario per quasi tutti coloro che si sforzano verso una permanente consapevolezza del S. Il ruolo catalitico nello sviluppo spirituale e perci cruciale; tranne rari casi, l'ignoranza del S cos profondamente radicata che i cercatori individuali sono incapaci di sfuggire ad essa coi loro propri sforzi. Sebbene Sri Ramana abbia insegnato che un Guru indispensabile per coloro che cercano la realizzazione del S, egli indic anche che il Guru non ha il potere di provocare la realizzazione in coloro che non la stanno cercando energicamente. Se il cercatore individuale compie un serio tentativo di scoprire il S, allora la grazia ed il potere del Guru cominceranno a fluire automaticamente. Se tale tentativo non viene fatto, il Guru impotente. Le conversazioni in questo capitolo riassumono le opinioni di Sri Ramana sulla natura del Guru e del ruolo che egli gioca nel provocare la realizzazione del S. Il modo caratteristico in cui Sri Ramana utilizz il suo potere sar esplorato pi dettagliatamente nel capitolo nove. D: Cos' la grazia del Guru? Come conduce alla realizzazione del S? R: Il Guru il S. Qualche volta nella vita, un uomo diventa

insoddisfatto e, non contento di ci che ha, cerca la soddisfazione dei suoi desideri attraverso la preghiera a Dio. La sua mente viene gradualmente purificata fino a che brama di conoscere Dio, pi per conseguire la sua grazia che per soddisfare i suoi desideri mondani. Allora la grazia di Dio comincia a manifestarsi. Dio assume la forma di un Guru ed appare al devoto, gli insegna la verit ed inoltre purifica la sua mente per mezzo dell'associazione. La mente del devoto acquista forza ed allora capace di volgersi all'interno. Con la meditazione viene ulteriormente purificata e rimane tranquilla senza la minima increspatura. Quella calma espansione il S. Il Guru sia interno che esterno. Dall'esterno egli d una spinta alla mente per volgerla all'interno. Dall'interno egli attira la mente verso il S ed aiuta a calmarla. Quella la grazia del Guru. Non c' differenza fra Dio, il Guru ed il S. D: Nella Societ Teosofica meditano al fine di trovare dei maestri che li guidino. R: Il maestro all'interno; la meditazione ha lo scopo di rimuovere l'idea ignorante che egli sia soltanto all'esterno. Se uno straniero che aspetti, egli necessariamente dovr anche scomparire. Qual' l'utilit di essere transitorio come quello? Ma fino a che pensi di essere separato o che sei il corpo, necessario anche un maestro esterno ed egli sembrer avere un corpo. Quando l'erronea identificazione di se stessi col corpo cessa, si scoprir che il maestro non null'altro che il S. D: Il Guru ti tiene forse per mano e ti sussurra all'orecchio? Puoi immaginare che sia come tu stesso sei. Poich pensi di avere un corpo, pensi che anche lui abbia un corpo e che far qualcosa di tangibile per te. Il suo lavoro all'interno, nel regno spirituale. D: Come si trova il Guru? R: Dio, che immanente, nella sua grazia ha compassione dell'amorevole devoto e si manifesta secondo lo sviluppo del devoto. Il devoto pensa di essere un uomo e si aspetta una relazione tra due corpi fisici. Ma il Guru che Dio o il S incarnato, lavora dall'interno, aiuta l'uomo a vedere l'errore dei suoi modi e lo guida sul giusto sentiero fino a che realizza

il S interiore. D: Quali sono i segni di un reale insegnante ( sadguru )? R: Stabile dimora nel S, guardando tutti con occhio equanime, coraggio inscuotibile in ogni momento, in tutti i luoghi e in tutte le circostanze. D: Ci sono numerosi insegnanti spirituali che insegnano vari sentieri. Chi si dovrebbe prendere come proprio Guru? R: Scegli quello dove trovi di ottenere shanti ( pace ). D: Non dovremmo anche considerare i suoi insegnamenti? R: Colui che istruisce un ardente cercatore a fare questo o quello non un vero maestro. Il cercatore gi afflitto dalle sue attivit e vuole pace e riposo. In altre parole egli vuole la cessazione delle sue attivit. Se un insegnante gli dice di fare qualcosa in aggiunta o in luogo delle sue altre attivit, pu questo essere un aiuto per il cercatore? L'attivit creazione. L'attivit la distruzione della propria inerente felicit. Se viene patrocinata l'attivit, il consigliere non un maestro, ma un omicida. In tali circostanze si pu dire che o il creatore ( Brahma ) o la morte ( Yama ) siano venuti nella forma di un maestro. Una tale persona non pu liberare un aspirante, egli pu solo rafforzare le sue catene. D: Come posso trovare il mio Guru? R: Con l'intensa meditazione. D: Se vero che il Guru il proprio S, cos' il principio soggiacente la dottrina che, per quanto erudito un discepolo possa essere o per quanti poteri occulti possieda, non pu conseguire la realizzazione del S senza la grazia del Guru? R: Sebbene in assoluta verit lo stato del Guru sia quello di se stessi ( il S ), molto difficile per il s, che diventato l'individuo ( Jiva ) attraverso l'ignoranza, realizzare il suo vero stato o natura senza la grazia del Guru. D: Quali sono i segni della grazia del Guru? R: E' al di l delle parole o dei pensieri. D: Se cos, come mai si dice che il discepolo realizza il suo vero stato per la grazia del Guru? R: E' come l'elefante che si risveglia nel vedere un leone

nel suo sogno. Proprio come l'elefante si risveglia alla semplice vista del leone, allo stesso modo certo che il discepolo si risveglia dal sonno dell'ignoranza nella veglia della vera conoscenza attraverso il benevolo sguardo di grazia del Guru. D: Qual' il significato del detto che la natura del Guru reale quella del supremo Signore ( Sarvesvara )? R: Innanzitutto, l'anima individuale che desidera conseguire lo stato di Dio, o lo stato di vera conoscenza, pratica incessante devozione. Quando la devozione individuale ha raggiunto un grado di maturit, il Signore, che il testimone di quell'anima individuale e identico ad essa, si manifesta. Appare in forma umana con l'aiuto di sat-chit-ananda, le sue tre caratteristiche naturali, ed anche con forma e nome che egli assume misericordiosamente. Nel benedire il discepolo egli l'assorbe in se stesso. Secondo questa dottrina il Guru pu essere veramente chiamato il Signore. D: Com' allora che alcune grandi persone conseguono la conoscenza senza un Guru? R: Per alcune persone mature il Signore risplende come la luce senza forma della conoscenza ed impartisce la consapevolezza della verit. D: Come si fa a decidere sul Guru adeguato? Qual' la swarupa ( natura o forma reale ) di un Guru? R: Il Guru adeguato quello con cui la tua mente in sincronia. Se chiedi: Come decidere chi il Guru e qual' la sua swarupa?, egli dovrebbe essere dotato di tranquillit, pazienza clemenza ed altre virt; dovrebbe essere capace di attrarre gli altri persino con i suoi occhi proprio come un magnete attrae il ferro; dovrebbe avere un sentimento di uguaglianza verso tutto. Colui che possiede queste virt il vero Guru, ma se si vuole conoscere la swarupa del Guru, si deve innanzitutto conoscere la propria swarupa. Come si pu conoscere la vera natura del Guru se non si conosce innanzitutto la propria reale natura? Se vuoi percepire la natura reale o la forma del Guru, per prima cosa devi imparare a guardare l'intero universo come Guru Rupam ( la forma del Guru ). Si deve vedere il Guru in tutti gli

esseri viventi. E' lo stesso con Dio. Devi considerare tutti gli oggetti come rupa ( forma ) di Dio. Colui che non conosce il suo stesso S, come pu percepire la reale forma di Dio o la reale forma di Dio o la reale forma del Guru? Come pu determinarle? Perci, innanzitutto conosci la tua reale forma o natura. D: Non necessario un Guru per conoscere persino questo? R: E' vero. Il mondo contiene molti grandi uomini. Considera come tuo Guru colui col quale la tua mente in sintonia. Colui nel quale hai fede il tuo Guru. D: Qual' il significato della grazia del Guru nel conseguire la liberazione? R: La liberazione non in nessun luogo al di fuori di te. E' soltanto all'interno. Se un uomo ansioso di liberazione, il Guru interiore lo attrae ed il Guru esterno lo spinge nel S. Questa la grazia del Guru. D: Alcune persone raccontano che dicesti non vi fosse bisogno di un Guru. Altri dissero il contrario. Cosa dice Maharshi? R: Non ho mai detto che non c' necessit di un Guru. D: Sri Aurobindo ed altri ti attribuiscono di non aver avuto un Guru. R: Tutto dipende da ci che chiami Guru. Egli non ha bisogno di essere in forma umana. Dattatreya ebbe 24 Guru, inclusi i 5 elementi-terra,acqua, ecc. Ogni oggetto in questo mondo fa il suo Guru. Il Guru assolutamente necessario. Le Upanisad dicono che nessun altro se non il Guru pu portare un uomo al di fuori della giungla dell'intelletto e delle percezioni sensoriali. Cos deve esserci un Guru. D: Io intendo un Guru umano. Maharshi non ne ebbe. R: Potrei averlo avuto in un momento o in un altro. Ma non cantai forse inni ad Arunachala? Cos' un Guru? Il Guru Dio o il S. Inizialmente un uomo prega Dio di realizzare i suoi desideri. Verr un tempo in cui egli non pregher pi per la realizzazione dei desideri materiali, ma per Dio stesso. Dio allora gli apparir in una forma o nell'altra, umana o non umana, per guidarlo a s in risposta

alla sua preghiera e secondo le sue necessit. D: Quando si leali verso un Maestro si pu rispettarne altri? R: Il Guru soltanto uno. Non fisico. Finch c' debolezza necessario il sostegno della forza. D: J. Krishnamurti dice: Non necessario nessun Guru. R: Come ha conosciuto ci? Si pu dire cos dopo la realizzazione, ma non prima. D: Pu Sri Bhagavan aiutarci a realizzare la verit? R: L'aiuto sempre presente. D: Allora non c' bisogno di porre domande. Io non sento l'aiuto sempre presente. R: Abbandonati e lo scoprirai. D: Sono sempre ai tuoi piedi. Bhagavan ci dar qualche upadesha ( insegnamento ) da seguire? Altrimenti come posso avere aiuto vivendo lontano seicento miglia? R: Il sadguru ( il Guru che uno con l'essere ) all'interno. D: Il sadguru necessario per guidarmi a comprendere ci. R: Il sadguru all'interno. D: Voglio un Guru visibile. R: Quel Guru visibile dice che all'interno. D: Il successo non dipende dalla grazia del Guru? R: S, cos. La tua stessa pratica non forse dovuta a tale grazia? I frutti sono il risultato della pratica e la seguono automaticamente. C' una strofa nel Kaivalya che dice: O Guru! Tu sei sempre stato con me, proteggendomi attraverso molte incarnazioni e stabilendo la mia via sino a che fui liberato. Il S si manifesta esternamente come Guru quando sorge l'occasione, altrimenti egli sempre all'interno, facendo ci che necessario. D: Alcuni discepoli di Shirdi Sai Baba adorano la sua immagine e dicono che il loro Guru. Come pu essere? Essi la possono adorare come Dio, ma quale beneficio possono ottenere adorandola come loro Guru? R: Per mezzo di ci essi si assicurano la concentrazione. D: Tutto ci positivo, sono daccordo. In qualche misura pu essere un esercizio di concentrazione.

Ma per quella concentrazione non necessario un Guru? R: Certamente, ma dopo tutto, Guru significa soltanto guri, concentrazione. D: Come pu aiutare nello sviluppare una profondo concentrazione un'immagine senza vita? E' necessario un Guru vivente che possa mostrarlo in pratica. Conseguire la perfezione senza un Guru vivente possibile forse per Bhagavan, ma lo per uno come me? R: E' vero. Anche cos, adorando un ritratto senza vita, la mente, in una certa misura, diventa concentrata. Quella concentrazione non rimarr costante finch non si conoscer il proprio S per mezzo dell'indagine. Per quell'indagine necessario l'aiuto di un Guru. D: E' detto che il Guru pu far realizzare il S al discepolo trasmettendogli un po' del suo potere. E' vero? R: S. Il Guru non causa la realizzazione del S. Egli semplicemente rimuove gli ostacoli ad essa. Il S sempre realizzato. D: Se si sta cercando la realizzazione del S, assolutamente necessario avere un Guru? R: Finch cerchi la realizzazione del S, il Guru necessario. Il Guru il S. Considera il Guru come il S reale ed il tuo s come il s individuale. La scomparsa di questo senso di dualit la rimozione dell'ignoranza. Finch la dualit persiste in te, il Guru necessario. Poich ti identifichi col corpo, pensi che il Guru sia anch'esso un corpo. Tu non sei il corpo, n lo il Guru. Tu sei il S e cos il Guru. Questa conoscenza si ottiene da ci che tu chiami realizzazione del S. D: Come si pu sapere se un particolare individuo sia competente per essere un Guru? R: Per mezzo della pace mentale che si prova in sua presenza e per il senso di rispetto che senti per lui. D: Se il Guru si rivela incompetente, quale sar il destino del discepolo che ha implicita fede in lui? R: A ciascuno secondo i suoi meriti. D: Posso avere la grazia del Guru?

R: La grazia sempre presente. D: Ma io non la sento. R: L'abbandono far comprendere la grazia. D: Mi sono abbandonato anima e corpo. Sono il miglior giudice del mio cuore. Tuttavia non sento la grazia. R: Se ti fossi abbandonato, le domande non sorgerebbero. D: Mi sono abbandonato. Tuttavia le domande sorgono. R: La grazia costante. Ci che variabile il tuo giudizio. Dove sarebbe altrimento il difetto? D: Posso avere pi di un maestro spirituale? R: Chi un maestro? Dopo tutto il S. Secondo gli stadi di sviluppo della mente il S si manifesta esternamente come il maestro. Il famoso santo antico Dattatreya disse che aveva avuto pi di 24 maestri. Il maestro uno dal quale si impara qualcosa. Qualche volta il Guru pu anche essere inanimato come nel caso di Dattatreya. Dio, il Guru ed il S sono identici. Un uomo orientato spiritualmente pensa che Dio onnipervadente e prende Dio per suo Guru. Pi tardi, Dio lo porta a contatto con un Guru personale e l'uomo lo riconosce come il tutto in tutto. Alla fine, per la grazia del maestro, allo stesso uomo viene fatto sentire che la realt il suo S e null'altro. In questo modo egli scopre che il S il maestro. D: E' detto nella Srimad Bhagavad Ghita: Realizza il S con intelletto puro ed anche per mezzo del servizio al Guru e con l'indagine. Come si possono riconciliare? R: Iswaro Gururatmeti. Iswara, il Guru ed il S sono identici. Sino a che il senso della dualit persiste in te, cerchi un Guru pensando che sia differente da te. Tuttavia egli ti insegna la verit e tu ottieni l'intuizione. Colui che dona all'anima la suprema conoscenza del S facendola volgere verso il S, il solo Guru supremo, lodato dai saggi come la forma di Dio, che il S. Aggrappati a lui. Avvicinando il Guru e servendolo fedelmente si dovrebbe imparare la causa della nascita e della sofferenza attraverso la sua grazia. Conoscendo allora che queste sono dovute al proprio estraniarsi dal S, meglio dimorare fermamente come il S.

Sebbene a coloro che hanno abbracciato il sentiero che porta alla salvezza e che lo stanno seguendo stabilmente qualche volta possa capitare di sviare dal pensiero Vedico per negligenza o per qualche altra ragione, sappi che essi non dovrebbero andare mai contro le parole del Guru. Le parole dei saggi assicurano che se si fa un torto a Dio pu essere rettificato dal Guru, ma se un torto fatto ad un Guru non pu essere rettificato nemmeno da Dio. Per colui che, a causa di raro, intenso ed abbondante amore, ha completa fede nello sguardo di grazia concesso dal Guru, non ci sar sofferenza, ed egli vivr in questo mondo come Puruhuta ( un nome di Indra, il re degli Dei ). La pace, l'unica cosa desiderata da tutti, non pu essere conseguita in nessun modo, da nessuno, in nessun tempo o in nessun luogo, a meno che non venga ottenuta tranquillit di mente attraverso la grazia del sadguru. Perci cerca sempre quella grazia con la mente focalizzata. D: Ci sono discepoli di Bhagavan che hanno avuto la sua grazia e si sono realizzati senza considerevole difficolt. Anch'io desidero ricevere questa grazia. Essendo una donna e vivendo molto distante non posso avvantaggiarmi della santa compagnia di Maharshi tanto quanto desidererei e quanto spesso vorrei. Potrei non essere in grado di ritornare, Chiedo la grazia di Bhagavan. Quando sar ritornata a casa, voglio ricordare Bhagavan. Possa Bhagavan essere compiaciuto di esaudire la mia preghiera. R: Dove stai andando? Non stai andando in nessun luogo. Anche supponendo che tu sia il corpo, Il tuo corpo venuto da Lucknow a Tiruvannamalai? Ti sei semplicemente seduta in macchina ed un mezzo di trasporto o l'altro si mosso. E alla fine dici che sei giunta qui. Il fatto che tu non sei il corpo. Il S non si muove, il mondo si muove in esso. Tu sei soltanto ci che sei. Non c' cambiamento in te. Cos, anche dopo quella che sembra la partenza da qui, tu sei qui e l e dovunque. Queste scene cambiano. Per quanto riguarda la grazia, la grazia all'interno di te.

Se esterna inutile. La grazia il S. Tu non sei mai al di fuori del suo operato. La grazia sempre presente. D: Intendo che quando ricordo la tua forma, la mia mente dovrebbe essere rafforzata ed una risposta dovrebbe venire anche da parte tua. Non dovrei essere lasciata ai miei sforzi individuali, che dopo tutto sono soltanto deboli. R: La grazia il S. Ho gi detto che se ricordi Bhagavan, sei spinta a farlo dal S. Non gi presente la grazia? C' un momento in cui la grazia non sta operando in te? Il tuo ricordo il messaggero della grazia. Quella la risposta, quello lo stimolo, quello il S e quella la sua grazia. Non c' motivo di ansiet. D: Posso fare a meno dell'aiuto esterno e arrivare alla verit pi profonda da me stesso per mezzo del mio proprio sforzo? R: Il fatto stesso che tu sia ossessionato dalla ricerca del S una manifestazione della grazia divina. Risplende nel Cuore, l'essere interiore, il S reale. Ti attira dall'interno. Devi tentare di entrarvi dall'esterno. Il tuo tentativo e l'ardente ricerca, il profondo movimento interiore la grazia. Questo il motivo per cui dico che non c' reale ricerca senza grazia, n la grazia attiva per colui che non cerca il S. Entrambi sono necessarie. D: Per quanto tempo necessario avere un Guru ai fini della realizzazione del S? R: Il Guru necessario fino a che c' ignoranza. L'ignoranza dovuta all'autoimposta, ma erronea, limitazione del S. Dio, mentre viene adorato, dona stabilit nella devozione che conduce all'abbandono. Con l'abbandono del devoto, Dio sparge la sua misericordia manifestandosi come il Guru. Il Guru, o altrimenti Dio, guida il devoto dicendo che Dio all'interno e che non differente dal S. Questo conduce all'introversione della mente e in fine alla realizzazione. D: Se la grazia cos importante, qual' il ruolo dello sforzo individuale? R: Lo sforzo necessario fino allo stato della realizzazione. Anche allora il S dovrebbe diventare spontaneamente evidente, altrimente la felicit non sar completa. Fino a quello stato

di spontaneit deve esserci lo sforzo, in un modo o nell'altro. C' uno stato al di l dei nostri sforzi o della nostra mancanza di sforzo. Finch non viene realizzato, lo sforzo necessario. Dopo aver gustato tale beatitudine anche una sola volta, si cercher ripetutamente di riguadagnarla. Avendo sperimentato una volta la beatitudine della pace, nessuno vuole uscirne o impegnarsi in nessun'altra attivit. D: La grazia divina necessario per conseguire la realizzazione o gli onesti sforzi dell'individuo possono da soli condurre allo stato da cui non c' ritorno alla vita ed alla morte? R: La grazia divina essenziale per la realizzazione. Essa conduce alla realizzazione di Dio. Ma tale grazia viene accordata soltanto a colui che un vero devoto o uno yogi. E' concessa solo a coloro che si sono sforzati duramente ed incessantemente sul sentiero che porta alla libert. D: La distanza ha qualche effetto sulla grazia? R: Il tempo e lo spazio sono all'interno di noi. Sei sempre nel tuo S. Come possono influenzarlo il tempo e lo spazio? D: Coloro che sono pi vicini alla radio odono prima. Tu sei Ind, noi Americani. Fa qualche differenza questo? R: No. D: Anche i pensieri vengono letti dagli altri. R: Questo mostra che tutti sono uno. D: Bhagavan ha simpatia per noi e ci dona la grazia? R: Siete nell'acqua fino al collo e tuttavia piangete per l'acqua. E' come dire che uno che nell'acqua fino al collo si sente assetato, o che un pesce ha sete, o che l'acqua si sente assetata. La grazia sempre presente. In mancanza della grazia del Guru non si pu acquisire il distacco, n la realizzazione della verit, n l'inerenza nel S. Ma anche la pratica necessaria. Restare nel S per mezzo dei propri sforzi come addestrare un toro scaltro imprigionato nella sua stalla tentandolo con l'erba appetitosa per impedirgli di vagabondare. D: Recentemente mi sono imbattuto in un canto Tamil in cui l'autore si lamenta di non essere come la giovane e tenace

scimmia che pu aggrapparsi strettamente a sua madre, ma di essere piuttosto come un gattino piagnucoloso che deve essere afferrato per il collo dalle mascelle della madre. L'autore perci prega Dio di prendersi cura di lui. Il mio caso esattamente lo stesso. Tu Bhagavan devi avere piet di me. Tienimi per il collo e fa che io non cada n venga ferito. R: Questo impossibile. E' necessario sia che tu ti sforzi sia che il Guru ti aiuti. D: Quanto ci vuole per ottenere la grazia del Guru? R: Perch desideri saperlo? D: Per darmi speranza. R: Perfino un tale desiderio di ostacolo. Il S sempre presente, non c' nulla senza di esso. Sii il S e dubbi e desideri spariranno. La grazia l'inizio, il centro la fine. La grazia il S. A causa della falsa identificazione del S col corpo, il Guru considerato essere un corpo. Ma dal punto di vista del Guru, il Guru soltanto il S. Il S solo uno ed il Guru ti dice che esiste soltanto il S. Il S non allora il tuo Guru? Da dove verr la grazia altrimenti? Dal S soltanto. La manifestazione del S una manifestazione della grazia e viceversa. Tutti questi dubbi sorgono a causa dell'errato modo di vedere e della conseguenze aspettativa di cose esterne a se stessi. Nulla esterno al S.

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