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Realizzato nel Giugno 2005 da Massimo Fenu per IRSAM Istituto Ricerche e Studi sulle Arti Marziali

Quaderno tecnico IRSAM


Materiale guida per lesame avanzati
Di:

Il presente manuale stato realizzato dallIRSAM per i suoi atleti di Jeet Kune Do. Pu essere liberamente fotocopiato purch venga lasciato il nome della federazione di Jeet Kune Do per cui stato realizzato e quello dellautore. In nessun modo pu essere usato per fini commerciali. Riferimenti: www.scuoladarmi.it www.irsam.com

Capitolo 1
Jeet Kune Do e crescita personale
1.1 Un pungo un pungo, un calcio un calcio. Il sapere perfetto quello che si mette in pratica senza doverci pensare. Questa altisonante affermazione racchiude, molto pi prosaicamente, un principio molto semplice, quello che viene chiamato il ciclo dellapprendimento. Si tratta, per intenderci, di quel processo che porta da una mancanza di conoscenza teorico e pratica (guidare la macchina), attraverso una conoscenza cosciente (saper guidare la macchina), sino ad una conoscenza acquisita (guidare la macchina e al contempo chiacchierare, rispondere al cellulare etc)1 Cos Bruce Lee individuava questi stessi passaggi nel processo che porta allapprendere a combattere. Prima di iniziare per me un pungo era un pugno e un calcio era un calcio. Quando ho iniziato a praticare arti marziali un pugno non stato pi un pugno e un calcio non stato pi un calcio. Ora, dopo aver studiato le arti marziali, un pugno di nuovo un pugno e un calcio di nuovo un calcio. A trentadue anni di distanza dalla morte del suo ideatore questo principio risulta ancora di fondamentale importanza per chi pratica Jeet Kune Do. 1.2 In cosa si allena un atleta avanzato? Nelle stesse tecniche di un principiante ma con una diversa presa di coscienza. 2 Lapprendimento del nucleo delle tecniche base solamente il primo passo. Non stiamo parlando solo di una maggiore conoscenza teorica delle tecniche apprese ma anche di una maggiore conoscenza di come queste stesse sinquadrano nellimpianto generale del sistema, di come si allenano per portarle alleccellenza, di come sinquadrano allinterno di coordinate spazio temporali (quando, a che distanza) e situazionali (Come, in che occasione). Sa, per fare un esempio, tirare un pugno, sa il perch si tira in quel modo e non in un altro, sa, infine, perch va tirato ad una data distanza e con una data scelta di tempo. Il termine appropriato : sa cosa sta facendo.
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In verit il processo di apprendimento consta di quattro fasi: Mancanza di conoscenza non conscia, Mancanza di conoscenza conscia, Conoscenza conscia, Conoscenza non conscia. Per semplicit Bruce Lee ha omesso la fase in cui non si coscienti di ignorare un argomento. 2 Malgrado il programma tecnico sia pi ampio per un avanzato, ci che si richiede una maggiore competenza nelle tecniche di base. Nessuna tecnica complessa ha possibilit di essere applicata se le tecniche di base sono carenti.

1.3 Il fine del Jeet Kune Do e lallenamento dellesperto Si arriva ad un traguardo nel Jeet Kune Do? C qualcosa di paragonabile alla cintura nera di altre discipline marziali? Se ne pu discutere. Tutte le federazioni usano dei livelli per identificare il livello di conoscenza dei propri atleti; allo stesso modo tutti hanno un sistema di riconoscimento o di gradi per i propri istruttori. Se ne pu discutere ma la questione non molto dissimile da quella analoga per chi pratica sport da ring e la sola risposta sincera che si pu dare alla fine : No, non esiste nulla di paragonabile al traguardo della cintura nera, non esiste nessun traguardo al termine del quale si possa dire: ho imparato tutto, ho fatto tutto. Il Jeet Kune Do un processo, un processo che attraversa diversi stadi e diversi traguardi certo, ma comunque un qualcosa di fluido che nel momento stesso che venisse a cessare apparirebbe come qualcosa di diverso. Potete imparare a suonare uno strumento, potete migliorarvi di continuo, ma quando potrete dire di avere suonato tutte le musiche possibili? Quando potete dire basta, di questo strumento ho esaurito tutte le possibilit? Potete imparare a giocare a scacchi, migliorare le vostre strategie, ma quando potrete dire ho giocato tutte le partite possibili? Il Jeet Kune Do funziona in modo analogo, simpara, si prende coscienza di ci che si sta imparando e alla fine, diventati esperti, si gioca la propria partita, si suona la propria musica ma non si finisce mai di imparare. Questo , se vogliamo, il fine del Jeet Kune Do; questo, lallenamento che spetta allesperto. Imparare tutto ma capire cosa si adatta meglio a noi. Saper quando applicare le tecniche apprese ma al contempo essere capaci di esprimere noi stessi nel combattimento. 1.4 Il principio del limone. Prendi un limone. Spremi il succo. Butta la buccia. Apprendere cose nuove, estrarne lessenza buttare tutto ci che non serve. Il Jeet Kune Do funziona esattamente in questo modo. Da quando Bruce Lee ha iniziato a sintetizzare il proprio sistema questo principio rimasto immutato. E ci che consente al sistema di evolversi di continuo, di trovare nuove risposte a nuove domande ma anche e soprattutto a quelle vecchie. Linserimento di discipline come il Krav Maga e la Nova Scrimia come allenamento parallelo, ad esempio, ha esattamente questo scopo: Nuove domande, nuove risposte, nuovi traguardi e nuove partenze.
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Capitolo 2
Glossario e note tecniche di Jun Fan Kung Fu -JKD Kali
2.1 Il Jun Fan Kung Fu
Principi generali del trapping: 1) Se la via libera entra: Ogni volta che le braccia dellavversario non difendono la linea centrale si deve entrare e colpire 2) Se lavversario tira tu spingi, se lavversario spinge tu tira: Non bisogna mai opporsi alla forza dellavversario ma seguirla e asservirla ai nostri scopi. 3) Le tre mani: Molti intrappolamenti presuppongono la chiusura delle due mani avversarie con una sola in modo da poter colpire con la mano libera.

Tecniche di trapping Tecniche madre figlia (combinazioni in cui si mette in pratica il secondo principio) 1) 2) 3) 4) Pak Sao Spinta frontale Lap Sao Trazione frontale Pak Sao Lap Sao Combinazione di spinta a trazione. Lap Sao Pak Sao combinazione di trazione e spinta.

Altre azioni di intrappolamento: 5) Doppio Pak Sao Combinazione di due spinte frontali 6) Hieung Sao Ingresso con svincolamento semi-circolare della mano 7) Jut Sao Strattone verso il basso Tecniche di difesa Pak Sao: Parata in spinta con la mano arretrata Bong Sao: Parata in deflessione con il gomito Tang Sao: Parata con il braccio portato esterno alto. Gam Sao: Parata di palmo basso a schiacciare Gan Sao: Parata bassa col taglio della mano Cao Sao: Parata a scacciare bassa. Foak Sao: Parata di braccio piegato a gomito interno. Tecniche di Difesa contemporanea allattacco Pak Dar: Colpo dalla parata in spinta con la mano arretrata Tang Dar: Colpo dalla parata con il braccio portato esterno alto. Gam Dar: Colpo dalla parata di palmo basso a schiacciare Gan Dar: Colpo dalla parata bassa col taglio della mano
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2.2 Il Jeet Kune Do Tecniche di braccia e rispettive difese: Tecniche di braccia Jab Diretto con il braccio avanzato Cross Diretto con il braccio posteriore Hook Gancio - Pungo circolare Difese Drills Tangente Demolizione guidata Drills Tangente Demolizione guidata Shoulder stop Cover hit

I tipi di gomitata: Le gomitate che si possono tirare sono dodici. Due diagonali discendenti, due diagonali ascendenti, due montanti, due verticali discendenti e due di punta a spingere. Per ricordarle basta immaginare un asterisco e percorrere le sue linee. Lincrocio di queste da le ultime due gomitata di punta. Tecniche di gamba e rispettive difese:

Tecniche di gamba Front Kick Calcio Frontale Round Kick Calcio circolare Side Kick Calcio laterale Spin Kick calcio allindietro

Difese Uscita e presa Stop Kick Assorbimento e presa Stop Kick Stop Kick Stop Kick

Le ginocchiate: Le ginocchiate che si possono tirare sono tre. Frontali, circolari e a libro. Queste ultime prevedono lapertura della gamba tenuta flessa e limpatto con la parte interna del ginocchio verso il fianco dellavversario.

Tecniche di gioco sporco: Colpo di testa: Tirato dal basso verso lalto con la presa a due mani della testa avversaria dietro la nuca. Pu essere tirato anche su presa ad una mano con un movimento da destra a sinistra o viceversa diretto verso la tempia. Ingresso sugli occhi: Le mani vanno verso il viso e i pollici entrano dal basso verso gli occhi. Colpo di spalla: Da presa ad una mano dietro la nuca avversaria. Si spinge il volto dellavversario verso la spalla. La stessa tecnica pu essere eseguita con la testa dellavversario a contatto per spingerla via in modo da poterla colpire successivamente. Morsi: Non necessaria alcuna spiegazione. Nella corta distanza i bersagli privilegiati sono il naso, le orecchie, il collo nella parte che protegge la clavicola. Colpo di avambraccio: Viene tirato sul collo con scatto del braccio in avanti e in alto in genere per spingere lavversario lontano. Principi di antiagressione Norme di prevenzione (Buon senso e Intuito) Sostanzialmente si tratta di usare il buon senso. Ognuno di noi sa per esperienza quelle che sono le situazioni da evitare. Non ci vuole nessun decalogo o il parere di qualche esperto per capire che passeggiare a tarda notte in un quartiere malfamato pu essere rischioso. Allo stesso modo palese che a seguito di un tamponamento importante stare accorto perch la discussione non degeneri in qualcosa di diverso. Usate il buon senso e, in secondordine, fidatevi del vostro istinto. Non sottovalutate mai le sensazioni sgradevoli che potete avere per una determinata situazione o rispetto ad una determinata persona. A livello inconscio il nostro cervello in grado di percepire molti dettagli che normalmente non vengono presi in considerazione.3 Postura e atteggiamento E bene ricordare che chi ha intenzione di aggredire unaltra persona ragiona con la mentalit del predatore, ovvero cerca una preda. Lidea, qualsiasi sia il fine dellaggressione, quella di uscire vincitori e illesi, di conseguenza raramente un predatore sceglier una preda che potrebbe dargli problemi. Per questo importante, se vi trovate in una situazione a rischio, mantenere la calma, parlare in tono basso e tranquillo, non dare segni di paura. Infine siate sempre mentalmente presenti. Non abbassate il livello di guardia sino a che la faccenda non si completamente risolta e siete in un luogo sicuro.

Una lettura molto interessante per quanto riguarda le naturali capacit umane di intuire il pericolo si trova in Il dono della paura di gavin de Becker

La regola delle tre C (fare a botte) Colpire per primi, Colpire precisi, Colpire Veramente. Queste sono le tre linee guida se proprio non si riusciti in nessun modo ad evitare lo scontro. I tre elementi messi assieme offrono la maggiore possibilit di successo in caso di aggressione. La mancanza di anche uno solo di questi pu pregiudicare seriamente qualsiasi tecnica di difesa a prescindere dallo stile praticato o dallabilit del praticante. Naturalmente bene ricordare che colpire per primi reato. Cinque principi in caso di aggressione armata. Nel caso in cui lo scontro vi veda fronteggiare un avversario armato bene seguire la seguente scaletta di strategie. Sono in ordine di possibilit di successo e dovrebbero essere adottate in successione quando la precedente non fosse praticabile. Difendersi a mani nude contro un aggressore armato , per lalto indice di pericolosit, lultima soluzione. 1) 2) 3) 4) 5) Fuga (se non possibile) Usare lambiente come ostacolo (se non possibile) Usare lambiente come arma o riparo (se non possibile) Usare propri oggetti o abiti come arma o riparo (se non possibile) Usare le mani nude

2.3 Il Kali filippino

Il bastone singolo

Dei colpi: I colpi che si possono tirare con unarma da botta corta come il bastone da settanta centimetri sono tre. Colpi rimbalzati, colpi trascorsi e colpi penetranti. I colpi trascorsi sono quelli che passano da parte a parte il bersaglio partendo da un angolo (ad esempio il numero 1) e arrivando a quello opposto (ad esempio il numero 2). I colpi rimbalzati sono quelli che dopo aver colpito richiamano il bastone indietro dallo stesso lato da cui partito il colpo. I colpi penetranti sono quelli tirati di punta diretti a bersagli sensibili come gola, occhi o bocca dello stomaco. Bersagli privilegiati sono: testa (tempie in particolare), mani, gomiti e ginocchia, costole fluttuanti nonch malleoli e dorso del piede. Questo breve elenco sintende per il combattimento inteso come difesa personale. Per quanto concerne lo sparring in palestra si veda i regolamenti interni di combattimento di bastone.

Delle parate: Le parate si dividono fondamentalmente in parate a punta alta, parate a punta bassa e parate a tetto (vedi precedente dispensa). Il principio di queste parate di opposizione consiste nel bloccare larma incontrando col primo tratto del bastone lattacco avverso. Al momento dellimpatto bene che le due armi incrocino formando quattro angoli di novanta gradi in modo da evitare sia il travolgimento della parata che lo scivolamento del bastone avversario sulla propria mano. Alle parate in opposizione si aggiungono quelle in assorbimento, nelle quali larma viene deflessa con un movimento a spazzare. Del largamano: Con il termine Largamano (nome di uno stile di Kali filippino) sintende in genere la strategia per cui si sottrae il bersaglio usando il proprio bastone per colpire larto avverso anzich per parare. Bersaglio privilegiato la mano ma la strategia pu essere usata anche rientrando sul bersaglio grosso. Elemento essenziale per una buona riuscita dellazione la gestione della distanza. Della lotta col bastone: La lotta, come i disarmi, non viene cercata nel combattimento di bastone. Quando capita per che la distanza tra i combattenti si chiuda opportuno adottare alcune precauzioni. La posizione del copro deve essere stabile con un abbassamento del baricentro e il posizionamento di una delle due spalle a puntellare la spinta del corpo avversario. Il bastone, quando possibile pu essere tenuto a due mani con presa a rematore o a baionetta. In caso si arrivi alla lotta il bastone ancora parte integrante del combattimento e viene utilizzato per effettuare snervate, strangolamenti, leve e trascinamenti a terra o, se lavversario lo consente, per colpire con il punyo (tallone dellarma).

Il combattimento di coltello
Dei colpi: Il coltello a differenza del bastone non richiede colpi caricati. Il colpo di taglio viene portato con lavvicinamento della lama al bersaglio e con la pressione successiva in uscita. I colpi di punta sono movimenti secchi diretti generalmente al quadrato romano alla gola e, se sufficientemente precisi, agli occhi. Altri bersagli sensibili sono linterno delle braccia e delle gambe mentre le mani vengono colpite per far perdere larma o come strategia per accedere ad altre aree del corpo. Delle difese: Non esistono difese analoghe a quelle di bastone nel combattimento di coltello. In genere la strategia pi sicura consiste nel colpire la mano che attacca. In alcuni stili o quando la distanza sia troppo stretta per poter schivare il colpo e colpire contemporaneamente, si insegna a ripararsi con lesterno del braccio disarmato o con lesterno del braccio armato. Analogamente si eseguono delle deviazioni per i colpi penetranti. Della lotta: Il combattimento sotto misura di coltello avviene di norma quando uno o tutti e due sono riusciti ad afferrare il braccio armato dellavversario. La lotta in questo caso consiste principalmente in svincolamenti e in quelle che i nel kali filippino sono note come emboscade ovvero trucchi e colpi bassi per riuscire ad avere la meglio. 8

Tabella di mortalit per ferita da arma da taglio


Occhi: Lo sfondamento dello sfenoide da parte di un colpo di punta comporta in genere una morte immediata. Carotide (collo): La perdita di coscienza perviene dopo 5 secondi dal taglio. La morte dopo ulteriori 12 secondi. Polmoni - Cuore: Se si supera la barriera delle costole un colpo di punta generalmente mortale. Per quanto riguarda il cuore la morte sopraggiunge in circa quattro minuti. Quadrato romano: Zona delladdome verso cui i legionari romani erano istruiti a colpire. E larea compresa tra la fine delle costole fluttuanti e linizio delle creste iliache. Arteria sub clavicolare (4 cm sotto la clavicola): Perdita di coscienza e morte in circa 5 secondi. Arteria brachiale (interno del braccio): La perdita di coscienza perviene dopo 12-18 secondi dal taglio. La morte dopo ulteriori 1-2 minuti. Arteria radiale (polso): La perdita di coscienza perviene dopo 20-30 secondi dal taglio. La morte dopo ulteriori 2-3 minuti. Arteria femorale (interno della gamba): La perdita di coscienza arriva in pochi istanti e la morte in pochi minuti.

Infine

Tre consigli per una pratica proficua. Sono molto diretti, quasi brutali direi, ma arrivano immediatamente al punto e non danno adito a equivoci inoltre, se tenete in mano questo opuscolo, vuol dire che vi ritengo abbastanza in gamba da saper fare un breve auto-esame e verificare se ogni tanto incorrete in questi difetti di pratica.

Lasciate il vostro ego fuori dallallenamento e ancor di pi fuori dal combattimento. Se quando vi confrontate con il vostro compagno in palestra avete bisogno di dimostrare qualcosa ( a voi o agli altri lo stesso) avete bisogno di sostegno psicologico e non di praticare arti marziali.

Assicuratevi sempre che chi si allena con voi si alleni in modo soddisfacente. Se per qualsiasi motivo lesercizio non esce evitate di discutere e chiedete aiuto allistruttore. Ricordate sempre che se non siete un buon compagno dallenamento prima o poi nessuno vorr allenarsi con voi.

A meno che non vi venga richiesto dal compagno di pratica evitate di dare consigli o suggerimenti. E un atteggiamento sconveniente che porta a situazioni imbarazzanti come, ad esempio, fare una correzione e venire smentiti successivamente dallistruttore o farla, senza saperlo, a chi la sa pi lunga di voi; un esempio classico correggere il jab ad un principiante che magari ha alle spalle diversi incontri di pugilato (successo veramente).