Sei sulla pagina 1di 2

Associazione Pro Loco

roberto rampinelli
Nasce a Bergamo nel febbraio del 1948. Frequenta la Scuola Superiore dArte del Castello Sforzesco di Milano e i Corsi internazionali di Tecnica dellIncisione di Urbino, sotto la guida di Carlo Ceci per la litograa e di Renato Bruscaglia per lincisione. Dal 1981 al 1988 insegna tecnica dellincisione presso la Scuola dArte del Castello Sforzesco di Milano. Si dedicato allillustrazione di libri ed ha pubblicato varie cartelle di graca. Nel 1993 gli viene conferito ad Ancona il premio Ginestra dOro per lincisione e, sempre nello stesso anno, il primo premio alla Seconda Biennale di Graca Citt di Castelleone. Nel 1996 riceve il primo premio per la graca al Concorso Nazionale di Agna e nel 1999 il primo premio della IV Biennale Nazionale dellincisione di Aqui Terme. stato invitato a diverse mostre ed esposizioni in sedi istituzionali italiane e internazionali, tra le quali: la Fondazione Repossi a Brescia, la Fondazione Giorgio Cini , Palazzo San Clemente e Palazzo Pisani Moretta a Venezia, Panorama Museum a Bad Frankenhausen e lIstituto di Italiano di Cultura a Wolsburg in Germania, il Centro di Studi Italiani a Zurigo, Seaside in Florida, La Civica Raccolta di Stampe A. Bertarelli di Milano, il Museo di Amer in Spagna, il Palazzo della Provincia di Bergamo ed il Centro di Promozione Culturale di Andria. Ha esposto in gallerie darte in Italia e allestero, in particolare: le Gallerie Forni di Bologna e Milano, il Contemporary Art Center di Utrecht, la Galleria Salamon di Milano, il Contemporary Art Center a HJ Laren in Olanda, la Concept Art Gallery, a Pittsburg in USA, la Galleria L.I.B.R.A. di Catania, le Gallerie dei Gerosolimitani di Perugia e lo Spazio Guicciardini di Milano. Diversi critici hanno scritto delle sue opere: Paolo Bellini, Lorenza Salamon, Claudio Salsi, Roberto Tassi, Floriano De Santi, Piercarlo Santini, Sergio Torresani, Mauro Corradini, Rossana Bossaglia, Enzo Siciliano, Alberto Agazzani, Giuseppe Ardrizzo. I lavori di Rampinelli - ha notato Giuseppe Ardrizzo - muovono sempre dalla prossimit e dalla lontananza, secondo un gioco scambievole di parti, ove luna necessaria allaltra, cos da saper mostrare come provvisoriamente vicino qualcosa che la nostra esperienza di vita vorrebbe catalogare denitivamente come lontano e viceversa.

lemostrediCasaStampatori
Museo della Stampa Casa Stampatori Soncino

roberto rampinelli
Museo della Stampa Casa Stampatori Soncino
via Lanfranco 6/8 26029 Soncino - CR luned chiuso marted/venerd 10.00/12.00 sabato e festivi 10.00/13.00 - 15.00/19.00 www.prolocosoncino.it INFO: Associazione Pro Loco tel. 0374.84883

roberto rampinelli
a cura di Mauro Corradini

percorsi incisi
2 settembre 16 settembre 2012
Inaugurazione Domenica 2 settembre 2012 ore 11.30
Patrocini Provincia di Cremona Comune di Soncino Sistema Museale Cremonese Sistema Museale Locale

Percorsi incisi
Nella sua gara con la natura, lincisore legato alla gurazione cerca strade peculiari, attraverso cui, per capacit dimmaginazione, di astrazione, di composizione, pu esprimere una potenza che non ha luguale. una delle riessioni che Valry esprimeva, ottanta anni fa (29 novembre 1933), partecipando alla cena di ne anno degli incisori parigini; e aggiungeva che se larte partecipa dello spirito (...) larte pi vicina allo spirito quella che ci rende il massimo delle nostre impressioni o delle nostre intenzioni col minimo dei mezzi sensibili. Facile giungere, con Valry, alla conclusione, per cui allincisore bastano pochi tratti (...) perch un viso, una campagna, non soltanto ci siano dati nelle loro sembianze, ma suggeriti al punto che il colore assente e la luce pi ricca non manchino affatto. Singolare e basilare riessione quella del grande poeta, che ci aiuta ad entrare in sintonia con questi amici artisti, cui bastano un tratteggio, un segno, pochi segni, una macchia e unombra, per delineare non soltanto un mondo esteriore, ma in questo anche quellaltro, segreto, interiore, che ci apre al viaggio, al sogno. Oggi larte dellincisione non popolare; in una certa misura, la perdita di met Ottocento, con labbandono delle botteghe, sopraffatte inizialmente dal diffondersi della fotografia, e con le botteghe, delle maestranze, delle qualit sensibili di alcuni stampatori-poeti, non stata mai del tutto sanata.

Siamo rimasti orfani e deprivati. Le gallerie dedite allincisione diminuiscono, perch lincisione chiede sforzi, passione, tensione anche al lettore. E pure, alcuni matti (sia lecito il termine: sono tutti amici gli artisti che espongono in questa breve rassegna di percorsi incisi) continuano ad incidere, a porre la mano, la punta sulla lastra annerita, per cominciare un viaggio: un punto, un tratto, un incrocio, una supercie vergata lentamente e poi lasciata scavare dalla forza dellacido, sciolto in piccole dosi nellacqua per non raggiungere con violenza quella morsura, da cui il torchio trarr la traccia nera. Il processo a stampa, il percorso del segno dalla lastra al foglio sempre un percorso lungo e pieno di brividi, perch sostanzialmente imprevedibile; mi raccontava un amico di un grande incisore marchigiano che questi immergeva nellacido al due per cento la sua lastra incisa e poi raggiungeva Roma per commissioni e solo a sera, quando rientrava, osservava gli effetti della morsura. E dopo la prima morsura, la pulizia, linchiostratura, la prova di stampa; e ancora la ricopertura con la vernice, altri segni, l dove locchio e il cuore hanno suggerito un nuovo intervento, e ancora una nuova acidatura, ...in una piccola lastra, grande quanto una cartolina, quanti segni, quanti interventi. Un lavoro che pazienza e professionalit, ma anche invenzione e poesia: ecco per-

ch amo lincisore concludeva Valry, perch la sua opera il risultato di un lento processo, il glio della paziente impazienza, o dellimpaziente pazienza trascrive pur nella sua contenuta supercie un mondo intero, porta quel minimo di universo, quel niente, ma essenziale, che suppone un tutto di intelligenza. () Credo che tutti gli artisti incisori (peintres-graveurs) amino Ferroni e lo guardino come un riferimento; per questo possiamo indicarlo come faro per tutta una generazione: ad iniziare dal primo incontro in galleria con lopera di Roberto Rampinelli. Perch nei frutti tersi, cos isolati, in spazi di luce prima ancora che spazi di vita, nella fragilit che avvertiamo e che contrasta nettamente con una presenza che riesce ugualmente a superare ogni precariet dellesistere, nelle tavole incise di Roberto avvertiamo il medesimo bisogno, quasi un desiderio di andare contro corrente, di sussurrare in un mondo dove vince chi grida (non importa quel che dice; il tono della voce lunica cosa che avvertiamo). Le fragili immagini di Roberto hanno la forza della poesia, fragili e pure cos necessarie; fanno pensare ai poemetti di Baudelaire, il cui personaggio, lo straniero, ama soltanto le nuvole, le nuvole, l, lontano,... le nuvole meravigliose!. () Mauro Corradini