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1

1
x
y(x)
x
2
=5 x
1
=2
y
2
=7
P
y
1
=3
Q
0
3) GEOMETRIA ANALITICA (Geometria Cartesiana) [bozza]

3.1) Il piano cartesiano.

E un sistema di riferimento formato da due rette orientate, tra loro perpendicolari
(ortogonali), che si intersecano in un punto chiamato origine.
La retta orientata orizzontalmente (solitamente caratterizzata dalla lettera x) lasse delle
ascisse, quella perpendicolare (verticale) (solitamente caratterizzata dalla lettera y) lasse
delle ordinate.
Il sistema dei due assi permette di individuare qualsiasi punto collocato su un piano
utilizzando una coppia di valori reali (valore di ascisse, e valore di ordinata). Lorigine degli
assi, ad esempio, sar caratterizzato dalla coppia di coordinate: (x=0 , y=0).
Esiste quindi una corrispondenza biunivoca tra i punti di un piano cartesiano e una coppia
di numeri reali [le coppie di numeri reali fanno quindi riferimento al prodotto cartesiano
RR=R
2
].
Un piano cartesiano viene diviso (dalle due rette orientate) in quattro quadranti il primo
dei quali fa riferimento a tutti i punti le cui coordinate sono entrambe positive (o non negative,
volendo considerare anche gli assi che lo delimitano). Gli altri quadranti vengono individuati
procedendo in senso anti-orario (iniziando dal primo quadrante).
Il sistema di riferimento cartesiano (a due dimensioni) pu essere esteso ad un numero
maggiore di dimensioni. Con tre dimensioni, ad esempio, ogni punto verr individuato da tre
coordinate e si operer nello spazio naturale. Con pi di tre dimensioni si far riferimento al
concetto di iper-spazio.


Con riferimento al piano cartesiano vale la pena di ricordare almeno i seguenti concetti:

a) calcolo della distanza tra due punti appartenenti al piano cartesiano.

Dati i punti P(x
1
; y
1
) e Q(x
2
; y
2
) la loro distanza D (misurata dalla lunghezza del segmento
che li unisce) pu essere facilmente calcolata utilizzando il teorema di Pitagora (in un triangolo
rettangolo, l'area del quadrato costruito sull'ipotenusa uguale alla somma delle aree dei
quadrati costruiti sui due cateti). Ad esempio, considerando i punti P(2; 3) e Q(5; 7), si ottiene

D (tra P e Q) =
2 2
) 3 7 ( ) 2 5 ( + =
= 16 9 + = 25 = 5









2
x
y(x)
x
1
=2
P
y
1
=5
0
y(x*)=y-5
x*=x-2
x
y
0
y* = - x sin + y cos
x*= x cos + y-sin
angolo
P

2
4
b) modifica dellorigine degli assi di riferimento (traslazione degli assi).

Nel caso si voglia posizionare diversamente lorigine degli assi spostandola, ad esempio,
dal punto O(0,0) al punto P(2.5) baster analogamente rettificare il valore delle coordinate di
riferimento (la nuova coordinata sullasse delle ascisse sar: x*=x-2, la nuova coordinata
sullasse delle ordinate sar: y*=y-5)














c) rotazione degli assi cartesiani di riferimento (mantenendo la stessa origine).

Gli assi ruoteranno (rispetto alla situazione originale) di un certo angolo .
Le coordinate di un punto P(x,y), riferito al sistema di assi cartesiani ortogonali, andr
quindi riscritto utilizzando come valori di coordinate quelli riferiti al nuovo sistema di assi
(ruotato di un angolo ). Le nuove coordinate (riferite al nuovo sistema di assi cartesiani)
saranno: x*= x cos + y sin e y* = - x sin + y cos . Ad esempio, il punto P(2,4), riferito
al sistema di assi cartesiani ortogonali, avr le seguenti nuove coordinate (a seguito di una
rotazione degli assi di 45):

x* = xcos + ysin = xcos (45) + ysin (45) 20,7071 + 40,7071 = 4,2426
y* = - xsin + ycos =- xsin (45) + ycos (45) - 20,7071 + 40,7071 = 1,4142














3
1
x
y(x)
x
2
=3 x
1
=2
y
2
=7
Q
P
y
1
=5
3.2) Equazione della retta.

Una equazione una uguaglianza tra due espressioni (contenenti anche delle variabili)
che risulta verificata solo assegnando a tali variabili (cio alle incognite) degli opportuni valori.
Per risolvere una equazione occorre allora individuare, se ve ne sono, tutti i valori che, sostituiti
alle variabili, verificano luguaglianza.
Linsieme dei valori che possono essere attribuiti alle variabili viene detto dominio, ogni
valore che soddisfa luguaglianza viene detta soluzione, o radice dellequazione. Linsieme dei
valori che si ottengono sostituendo alle variabili dei valori ammissibili viene detto codominio.

Nel piano cartesiano si definisce retta linsieme dei punti le cui coordinate verificano
lequazione: ax+by+c = 0 [equazione qui definita in forma implicita,], dove a, b e c sono dei
valori numerici prefissati (reali, con a e b non entrambi nulli), mentre x e y sono le coordinate
dei punti.
La retta (con b0) pu essere scritta anche in forma esplicita (detta anche canonica):
y(x) = mx + q , dove m il coefficiente angolare della retta (misura la pendenza della retta
rispetto allasse delle ascisse), e q lintercetta allorigine (si tratta del valore che assume la
variabile dipendente y quando la variabile indipendente x vale zero: y(0) = q). Per valori positivi
di m la retta sar quindi crescente con x; per valori negativi di m la retta sar decrescente con x,
con m=0 la retta sar costante con x [con x sta a significare: allaumentare del valore di x].
Il valore di m pu essere ottenuto calcolando il rapporto tra la variazione dellordinata e
la variazione dellascisse rispetto a due punti qualsiasi della retta. Ad esempio, con riferimento
ai punti P (x
1
; y
1
) e Q (x
2
; y
2
), si ottiene: m = (y
2
- y
1
) / (x
2
- x
1
) [Nota: occorre che sia x
2
x
1
]
Il valore di m (positivo) ha a che fare con langolo descritto dalla retta delle ascisse e dalla retta
individuata dallequazione in oggetto. Pi esattamente, se langolo in questione di ampiezza
, allora si ha: m = tangente di (si ricorda che il valore della tangente dellangolo , in
trigonometria, dato dal rapporto tra il seno e il coseno dellangolo in questione)
Analogamente per valori negativi di m. Per m=0 la retta descritta dallequazione sar parallela
allasse delle ascisse, e non si former nessun angolo.
Il passaggio dalla forma implicita (ax+by+c=0) alla forma esplicita (y(x)=mx+q) viene
semplicemente effettuata, con b0, ricavando: y(x)= (a/b)x (c/b) , con m=-(a/b) e q = -(c/b).
Ad esempio, la retta: -6x+3y-3 = 0, pu essere scritta: y(x)=(6/3)x+(3/3)=2x+1, con
m=2, coefficiente angolare e q=1, intercetta allorigine.


m = (7-5)/(3-2)=2/1=2

q = y(0) = 20+1 = 1





Lespressione della retta (con x
2
x
1
e y
2
y
1
) passante per i punti P (x
1
; y
1
) e Q (x
2
; y
2
)
deve quindi verificare la condizione:
(y - y
1
) / (y
2
- y
1
) = (x - x
1
) / (x
2
- x
1
), da cui: y(x) = y
1
+ [(y
2
- y
1
)/ (x
2
- x
1
)] (x - x
1
).
Intercetta
allorigine
4
Ad esempio la retta passante per i punti P(2; 5) e Q(3; 7), sar data da:
y(x)= y
1
+[(y
2
-y
1
)/(x
2
-x
1
)](x- x
1
)=5+[(7-5)/(3-2)](x-2) = 5+[2/1](x-2) = 5+2x-4=2x+1

[nel caso particolare di x
1
= x
2
si otterrebbe una retta verticale di equazione: x

= x
1
]

- le rette y(x) = mx + q e Y(x) = Mx + Q sono tra loro parallele se e solo se m = M
- le rette y(x) = mx + q e Y(x) = Mx + Q sono tra loro perpendicolari se e solo se mM= -1
- il fascio di rette passante per il punto P(x
1
,y
1
) ha espressione: y = y
1
+ m (x-x
1
). Ad esempio, il
fascio di rette passanti per il punti P(2; 5) sar data da: y=y
1
+m (x-x
1
)=5+m (x-2)=mx+(5-m2)
- la distanza (perpendicolare, minima) D tra il punto P(x
0
,y
0
) e la retta ax+by+c = 0 data dalla
seguente espressione: D = |ax
0
+by
0
+c|/(a
2
+b
2
). Con riferimento alla espressione esplicita
della retta si ottiene invece: D = |y
0
-mx
0
-q|/(1+m
2
) [per la distanza tra due rette tra loro
parallele basta calcolare la distanza tra una retta e un qualsiasi punto dellaltra]
Ad esempio la distanza D tra la retta (-6x+3y-3 = 0) e il punto Z(1,1) data da:
D = |ax
0
+by
0
+c|/(a
2
+b
2
) = |-61+31-3|/((-6)
2
+3
2
) = 6/(45) = 6/(35)=2/5.
Ad esempio la distanza D tra la retta (y(x)=2x+1) e il punto Z(1,1) data da:
D = |y
0
-mx
0
-q|/(1+b
2
) = |1-21-1|/(1+2
2
) = 2/5.
- il punto di intersezione tra le rette y(x) = mx + q e Y(x) = Mx + Q pu essere individuato
risolvendo (nelle variabili x e y) il sistema composto dalle due equazioni.

Ad esempio:

+ =
+ =
7
1 2
x y
x y

+ =
+ = +
7
1 2 7
x y
x x

+ =
=
7
6 3
x y
x

= + =
= =
5 7 2
2 3 / 6
y
x




3.3) Equazione della parabola.

Nel piano cartesiano, fissato un punto F (detto fuoco) e una retta R (detta direttrice) non
passante per il punto F, si definisce parabola il luogo dei punti P(x,y) equidistanti da F e da R.
La retta perpendicolare alla direttrice e passante per F si chiama asse (di simmetria) della
parabola, il punto V di intersezione tra la parabola e il suo asse viene chiamato vertice della
parabola.

Lequazione y(x) = ax
2
+ bx + c rappresenta lequazione canonica di una parabola (si
tratta quindi di una funzione polinomiale di secondo grado, cio di una funzione quadratica).


Alcune caratteristiche geometriche, relative al grafico di una parabola, sono le seguenti:
- una curva aperta che si allarga sempre pi (non contenuta in una regione finita del piano)
- simmetrica rispetto allasse di simmetria
- lasse di simmetria passa per il fuoco F e interseca la parabola in un punto detto vertice
- volge la concavit sempre dalla stessa parte.

Con riferimento ai valori di a, b e c (ed essendo =b
2
-4ac) si ottiene:
- il punto di vertice V dato da: V(-b/2a ; - /4a). Ottenuta comunque la coordinata di ascisse
5
x
y(x)
3
1
Asse di
simmetria

Retta direttrice
2
-3/8
-5/4

3
del vertice (-b/2a), si pu facilmente ottenere la coordinata dellordinata per semplice
sostituzione nellequazione della parabola
- il fuoco F dato da: F(-b/2a ; (-+1)/4a)
- lasse di simmetria (parallelo allasse delle ordinate) dato dalla retta: x= -b/2a
- la retta direttrice (parallela allasse delle ascisse) data da: y= (--1)/4a)
- la concavit della parabola:
sar rivolta verso lalto se a>0
sar rivolta verso il basso se a<0
se a=0 non si ha a che fare con una parabola
- allaumentare del valore di a (in valore assoluto) la parabola risulta meno allargata
- riguardo allasse della parabola:
se b = 0 lasse della parabola sar dato dallasse delle ordinate
se c = 0 la parabola passer per lorigine degli assi cartesiani
se b = c = 0 , allora si ha: y(x) = ax
2
e quindi il vertice della parabola sar V(0;0) e lasse
della parabola sar dato dallasse delle ordinate
- il coefficiente c individua il punto di intersezione della parabola con l'asse delle ordinate, il
punto di intersezione della parabola con lasse delle ordinate si ha quindi nel punto (0,c)
- considerato il valore del discriminante =(-b
2
+4ac):
se >0 lasse delle ascisse secante rispetto alla parabola [due soluzioni per y(x)=0]
se =0 lasse delle ascisse tangente rispetto alla parabola [una soluzione per y(x)=0]
se <0 lasse delle ascisse esterno alla parabola [nessuna soluzione per y(x)=0]


Ad esempio, con riferimento alla funzione y(x) = x
2
-4x+3, si ottiene:

= b
2
-4ac = 16 12 = 4
V(-b/2a ; - /4a) = (4/2 ; -4/4) = (+2 ; -1)
F(-b/2a ; (-+1)/4a) = (4/2 ; -3/4) = (2 ; -3/4)
Asse di simmetria: : x = -b/2a = 4/2 = +2
Retta direttrice: y= (--1)/4a) = -5/4
Tipo di concavit: rivolta verso lalto, essendo a>0
Intersezione della parabola con lasse delle ordinate: c = 3
Intersezione della parabola con lasse delle ascisse: x
1
=1 e x
2
=3 (soluzioni di y(x)=0)













F(2;-3/4)

V(2;-1)

6

Risulta inoltre possibile ottenere lespressione della parabola passante per tre punti
prefissati semplicemente risolvendo un sistema di tre equazioni (nelle incognite: a , b e c).

Volendo quindi, ad esempio, ottenere lespressione della parabola che passa per i punti
P
1
(1;0) , P
2
(3;0) e P
3
(0;3) si imposter il sistema:


+ + =
+ + =
+ + =
c b a
c b a
c b a
0 0 3
3 3 0
1 1 0
2
2
2

=
= +
= +
3
3 3 9
3
c
b a
b a

=
=
= +
3
6 6
3
c
a
b a

=
=
=
3
1
4
c
a
b
y(x) = x
2
-4x+3 .




3.4) Equazione della circonferenza.

Nel piano cartesiano, fissato un punto C( , ), detto centro, e una distanza costante r
(detta raggio), si definisce circonferenza il luogo dei punti P(x,y) caratterizzati dallavere la
stessa distanza r dal centro C(,).

Lequazione (Cartesiana) della circonferenza, che sfrutta il teorema di Pitagora, viene
quindi cos formalizzata: (x - )
2
+ (y - )
2
= r
2
, cio a dire: x
2
+
2
- 2x + y
2
+
2
- 2y
r
2
= 0. Ponendo ora: a = (-2

) , b = (-2

) , c = (
2
+
2
r
2
) , si ottiene lanaloga
equazione in forma canonica: x
2
+ y
2
+ ax + by + c = 0.

Nota: poich i coefficienti di x
2
e di y
2
hanno lo stesso valore, qualora fossero diversi da uno si
pu sempre dividere tutta lequazione per il valore di tale coefficiente ottenendo quindi per tale
coefficiente il valore unitario.

Nota: fissati i valori di , di e di r risulta agevole tracciare il grafico di una circonferenza
(scritta in forma canonica) su di un piano cartesiano. Si ottiene infatti: C(-a/2;-b/2) , r=[(-a/2)
2

+ (-b/2)
2
-c]
0,5
.

In particolare, nel caso il centro fosse posizionato nellorigine degli assi cartesiani (=0 , =0)
si otterrebbe lequazione: x
2
+ y
2
= r
2
(di raggio r, ovviamente per r 0)

Ad esempio: lequazione: (x - 4)
2
+ (y - 2)
2
= 2
2
, cio a dire: x
2
+ 4
2
-24x+y
2
+2
2
-22y2
2
=
= x
2
+y
2
-8x -4y

+16 = 0 , sar centrata nel punto di coordinate (4;2) e avr raggio r=2.

In particolare si pu verificare che vale:

) centro della C circonferenza in (;) = (4;2)
) coefficiente a = (-2 ) = -2 4 = -8
) coefficiente b = (-2 ) = -2 2 = -4
) coefficiente c = (
2
+
2
r
2
) = 4
2
+ 2
2
- 2
2
= 16
) raggio = + = c b a r
2 2
) 2 / ( ) 2 / ( 4 = 2
7

x
y
(x , y)

2
x
y
4














Nota: per trovare lequazione della circonferenza passante per tre punti (non tra loro allineati)
basta costruire (e risolvere nelle variabili a, b e c) un sistema di tre equazioni ognuna composta
dalla equazione della circonferenza scritta in forma canonica (x
2
+ y
2
+ ax + by + c = 0)
rispettivamente valutata in corrispondenza dei tre punti dati.


Ad esempio, per ottenere lequazione della circonferenza passante per i punti: P
1
(4;4) ,
P
2
(2;2) e P
3
(4;0) si imposter il sistema:

= + + + +
= + + + +
= + + + +
0 0 4 0 4
0 2 2 2 2
0 4 4 4 4
2 2
2 2
2 2
c b a
c b a
c b a

= + + +
= + + +
= + + +
0 0 4 16
0 2 2 8
0 4 4 32
c b a
c b a
c b a
che ha come soluzione:
(
(
(

=
=
=
16
4
8
c
b
a



e quindi lespressione della equazione (scritta in forma esplicita) la seguente:

x
2
+ y
2
+ ax + by + c = 0 x
2
+ y
2
- 8x - 4y + 16 = 0 .




C( ; )
(y-)
(x-)
raggio r

C(4; 2)
raggio r=2