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ENZIMI L'attivit degli enzimi consente che le reazioni metaboliche avvengano ad una velocit compatibile con le esigenze del

vivente, ubbidendo a leggi chimiche e fisiche. Le reazioni devono avvenire in modo rapido e coordinato. - Tappe storiche dello studio degli enzimi - 1700 Spallanzani ipotizza una reazione chimica per la digestione della carne (in HCl a 37 C il processo richiderebbe mesi) - 1850 Pasteur parla di "fermenti" che operano nella fermentazione dello zucchero. - 1897 Buchner isola in vitro i "fermenti". Kuhne usa per la prima volta il termine enzimi - 1926 Sumner cristallizza l'ureasi, l'enzima che scinde l'urea, e afferma che gli enzimi sono proteine - 1930 Haldane scrive il primo trattato sugli enzimi - 1966 Dixon e Webb gli enzimi sono proteine ad attivit catalitica specifica - Gli enzimi sono catalizzatori biologici che il vivente in grado di costruirsi da solo, a causa della loro natura proteica eccezion fatta per i recentemente scoperti RIBOZIMI (catalizzatori ad RNA, potrebbero essere la risposta al dilemma sull'origine della vita). Possono essere semplici, detti apoenzimi, oppure complessi nel caso contengano un gruppo prostetico legato covalentemente che pu essere un coenzima o uno ione inorganico. - Classificazione degli enzimi La classificazione effettuata in basa al tipo di reazione catalizzata, secondo la Enzyme Commision; oppure secondo il sito catalitico. Visto il numero sempre maggiore di enzimi scoperti si deciso di dare a ognuno una sigla di 4 numeri che rappresentano classe, sottoclasse, gruppo attivo e substrato. Ad esempio la creatina cinasi EC 2 7 3 2. - Le reazioni in ambiente biologico non avvengono a una velocit sufficientemente elevata, le molecole tendono a essere troppo stabili, molti processi sono addirittura non spontanei. Gli enzimi superano questi problemi generando un ambiente specifico in cui una data reazione energeticamente favorita. L'ambiente una "tasca" dell'enzima detta sito attivo e la molecola che vi si lega detta substrato. Una reazione enzimatica pu essere scritta cos La funzione di un catalizzatore quella di aumentare la velocit di una reazione, ma non in grado di modificare gli equilibri. Il punto di partenza per la reazione, in un senso o nell'altro, viene detto stato basale e corrisponde al contributo di energia libera G fornita al sistema di una molecola (S o P) in determinate condizioni (= valore medio dell'energia posseduto da quella popolazione di molecole). La variazione di energia libera standard G definita in quelle che sono le condizioni standard T = 298 K (25 C); pressione parziale di ogni gas = 1 atm; concentrazione di ogni soluto = 1 M. La variazione di energia libera standard biochimica, G' invece definita a ph=7 , un

valore vicino a quello biologico. L'equilibrio tra S e P dipende dalla differenza tra i livelli di G dei due composti ai loro stati basali. Tuttavia, anche se l'equilibrio favorevole, non significa che la reazione proceda con velocit elevata. Infatti questa dipende da un ulteriore parametro, che rappresenta una "barriera energetica" corrispondente alla G necessaria per far s che le molecole procedano verso stati di transizione instabili e riorganizzino i loro legami a formare il prodotto.

REAZIONE NON CATALIZZATA

REAZIONE CATALIZZATA

Lo stato di transizione il punto pi alto della curva, in cui la molecola pu decadere verso S o verso P. La differenza di energia tra lo stato di base e lo stato di transizione detto energia di attivazione, G, definita come l'energia che devo fornire al sistema per attivare lo stato di transizione che a sua volta evolve spontaneamente verso il prodotto, il parametro da cui dipende la velocit di reazione. Le velocit possono essere aumentate alzando la T, incrementando il numero di molecole che possiedano un'energia sufficientemente elevata. Agendo con un catalizzatore invece, la velocit di reazione aumenta perch si abbassa l'energia di attivazione. Il ruolo di un enzima dunque di accelerare la conversione tra S e P, infatti catalizza la reazione S P, ma anche la sua inversa P S. Inoltre, in ogni reazione abbiamo diverse tappe, con la formazione e la scomparsa di specie chimiche detti intermedi di reazione. In questo caso la velocit complessiva della reazione determinata dalle tappe a energia di attivazione pi elevata, o tappa limitante. Reazioni di I ordine: data allora K = [P]/[S] e per K > 1 proceder verso P, per K < 1 verso S. Se G'< 0 la reazione esoergonica (energia di P energia di S), altrimenti endoergonica. La velocit in questo caso dipende dalla concentrazione di S secondo l'equazione V = k [S]. La costante k un fattore che indica la probabilit che la reazione avvenga in determinate condizioni. Reazioni di II ordine: Nel caso la reazione sia bimolecolare, allora l'equazione della velocit diventa V = k [S1] [S2] un caso riconducibile al grafico soprastante, in cui la costante k dipendente a sua volta da G secondo la relazione . - Gli enzimi sono catalizzatori straordinari in grado di aumentare la velocit da 5 a 17 ordini di grandezza e sono inoltre estremamente specifici. Questo a causa dei legami

covalenti transitori tra enzima e substrato, che attivano quest'ultimo, rendendolo pi reattivo, oppure di trasferimenti momentanei di gruppi. In pi agiscono anche delle interazioni non covalenti, con la formazione di un complesso ES stabilizzato da legami ionici, forze idrofobiche e ioniche. La formazione di ogni legame debole di questo complesso accompagnata da un piccolo rilascio di energia che dipende dal grado di stabilit dell'interazione. L'energia che si libera da queste interazioni enzimasubstrato detta energia di legame (GB). Questa la fonte principale di energia libera usata dall'enzima per abbassare l'energia di attivazione della reazione. Quindi: - Il potere catalitico degli enzimi deriva dall'energia rilasciata durante la formazione di legami e interazioni deboli con il substrato. Questa energia di legame contribuisce alla specificit della catalisi. - Le interazioni deboli diventano ottimale allo stato di transizione, dato che i siti attivi raggiungono la complementariet durante tale stato. Questa teoria, detta dell'adattamento indotto ha sostituito quella proposta da Fischer della chiave-serratura, proprio perch un enzima totalmente complementare al substrato potrebbe essere un cattivo enzima, dato che la modificazione del substrato (per raggiungere lo stato di transizione) eliminerebbe parte delle interazioni che stabilizzano il complesso. La teoria attuale, elaborata da Pauling, sostiene invece che il legame tra substrato ed enzima porti a una modificazione dell'enzima (adattamento indotto) per cui si creino mano a mano sempre pi interazioni che aumentano l'energia di legame. La differenza tra G positiva (sfavorevole alla reazione) e l'energia di legame negativa (favorevole alla reazione) porta ad un abbassamento netto dell'energia di attivazione. Le interazioni deboli di legame tra E e S sono la principale forza trainante della catalisi. [Matematicamente G deve essere nell'ordine di 5,7 kJ/mole per accelerare una reazione di primo ordine di un fattore pari a 10. L'energia di un singolo legame debole tra 4 e 30 kJ/mole, perci complessivamente l'energia di attivazione si abbassa di 60-100 kJ/mole sufficiente per giustificare l'aumento di velocit]. Dallo stesso fenomeno deriva anche la specificit degli enzimi, cio la capacit di discriminare tra substrato e molecole simili, dato che basta un solo gruppo del substrato che non venga riconosciuto dall'enzima perch sia escluso dalla "tasca". Altri fattori che abbassano l'energia di attivazione, sempre dovuti all'energia di legame sono la riduzione entropica, ossia il mantenimento delle molecole in un orientamento corretto per la reazione; e la desolvatazione del substrato, quindi l'eliminazione dei legami con l'acqua. L'enzima pu necessitare di cofattori (Cu2+, Fe2+, Fe3+, K+, Mg2+, Mn2+, Ni2+, Se, Zn2+) presenti in piccolissime quantit, o di coenzimi, la forma attiva delle vitamine. - Specificit degli enzimi Specificit di legame l'enzima riconosce un legame e lo taglia (ex. lipasi, fosfatasi) Specificit di gruppo l'enzima riconosce un gruppo di posizionamento, ossia di un legame e un gruppo che indichi dove tagliare (ex. endopeptidasi taglia solo i legami peptidici successivi a una molecola aromatica)

Specificit assoluta riconoscimento dell'intera molecola (ex. succinato deidrogenasi) Stereospecificit specificit stereochimica, esemplarmente tra a.a. (D) e (L) (ex, arginasi lavora su L-arginina e non D-arginina) - Effetto del pH sull'attivit enzimatica Gli enzimi hanno un pH ottimale nellintervallo del quale svolgono la loro attivit massima. Questo effetto ovviamente dovuto ai gradi di ionizzazione delle catene laterali degli a.a. che possono essere fondamentali per il mantenimento della struttura tridimensionale dellenzima. Il decadimento dell'attivit progressivo, mano a mano che i gruppi R si ionizzano. A meno di operare in particolari condizioni, nei lisosomi o al di fuori delle cellule, in ambiente gastrico ad esempio, il pH ottimale degli enzimi intorno alla neutralit. Se la pepsina funzionasse a pH fisiologico digerirebbe le cellule che la producono, il pH ottimale acido perch lavora in ambiente con HCl.

- Effetti della Temperatura sull'attivit enzimatica Grafico a campana con valore ottimale intorno a 37C, con una caduta di attivit intorno ai 50C, dato che a questa temperatura abbiamo la denaturazione termica dell'enzima.

- Altri contributi alla catalisi Una volta che il substrato si legato un enzima pu utilizzare diversi tipi di catalisi sfruttando i proprio gruppi funzionali. Catalisi Acido-Base: Il meccanismo detto di catalisi specifica nelle reazioni non enzimatiche, in cui H2O fa da accettore o donatore di protoni. Il meccanismo di catalisi acido-base generale invece si riferisce ad un trasferimento di protoni mediato da altre molecole, nel caso di una reazione catalizzata da un enzima le sue catene laterali esemplarmente. un processo molto comune nelle reazioni biochimiche.

Catalisi covalente: coinvolge la formazione di un legame covalente transitorio tra enzima e substrato. Data l'idrolisi in presenza di un catalizzatore covalente (enzima con gruppo nucleofilo X:) allora che una catalisi solo se le due tappe hanno energia di attivazione minore della via normale, in pratica la formazione di legami avviene solo se questi sono molto instabili e tendono spontaneamente a evolvere verso la rottura e il rilascio del prodotto. Catalisi da ioni metallici: Le interazioni deboli tra ioni e substrato possono aiutare in vari modi la catalisi, determinando il corretto orientamento, stabilizzando gli stati di transizione, fornendo ossido-riduzioni. - Unit di misura dell'attivit enzimatica Unit enzimatica (U) quantit di enzima che trasforma una mole di substrato in un minuto a 25 C (1972) Catal (Cat) quantit di enzima che trasforma una mole di substrato in un secondo a 25C (sistema m.K.s) 1 Cat = 6 107U 1U = 16,67 Cat Numero di Turnover numero di molecole di substrato trasformate in un secondo da una singola molecola enzimatica (range tra 103sec-1 e 109sec-1) NB: La Km d indicazione di questa misura, infatti quando molto bassa (a basse concentrazioni di substrato) significa che l'affinit per il substrato molto alta. Km bassa basse concentrazioni di substrato produzione veloce dei prodotti. CINETICA ENZIMATICA Determinazione della velocit di reazione e sue variazioni in risposta a modificazioni dei parametri sperimentali, o anche studio dei parametri che misurano la funzionalit di un enzima. In una reazione catalizzata, l'ipotesi di Michaelis-Menten suppone che vi siano due

tappe, la prima veloce, la seconda limitante L'enzima dunque presente nelle due forme libera E, e legata ES. Quando [S] bassa la maggior parte dell'enzima in forma libera, perci la velocit proporzionale a [S] (aumento lineare con V =V0). Se invece l'enzima in condizioni di saturazione, ossia praticamente tutto in forma ES l'aggiunta di substrato non avr effetti sulla velocit che proceder con valore V = Vmax

Assumendo che la seconda tappa (la dissociazione del complesso ES) sia quella limitante, Michaelis e Menten formularono una legge matematica che descrive la velocit di una reazione a singolo substrato catalizzata da un enzima

EQUAZIONE DI MICHAELIS-MENTEN Nel caso particolare in cui V0 = 1/2Vmax abbiamo che Km = [S], perci Km equivalente alla concentrazione di S nel caso in cui la velocit iniziale sia pari a met della velocit massima. Se la curva sigmoide, perci l'enzima allosterico, non si utilizza la Km, bens la K0,5. Se trasformiamo l'equazione di Michaelis-Menten ricavando i reciproci di entrambi i termini, otterremo l'equazione di Lineweaver-Burk, che trasportata d il grafico dei doppi reciproci, pi utile per analizzare i dati sperimentali.

INIBITORI ENZIMATICI Sono molecole che interferiscono con la catalisi, rallentando o bloccando le reazioni catalizzate da enzimi, sono tra i farmaci pi potenti conosciuti. Sono divisi in due grandi classi: reversibili e irreversibili. Inibizione reversibile pu essere di tipo competitivo o non competitivo. Un inibitore competitivo compete con il substrato per il legame al sito attivo, il legame dell'inibitore ostacola la formazione del prodotto perch impedisce il legame enzimasubstrato. Un inibitore incompetitivo si lega ad un sito diverso da quello del substrato, presente soltanto nel complesso ES, perci ostacola la formazione del composto ma NON impedisce il legame con il substrato. Un inibitore misto si lega ad un sito distinto da quello che lega il substrato ma si pu legare sia ad E, sia ad ES.

Il grafico dei doppi reciproci consente di visualizzare in modo semplice se l'azione di un inibitore competitiva, incompetitiva o mista.

Nell'inibizione competitiva otteniamo rette con pendenza diversa, ma che intercettano l'asse nello stesso punto 1/Vmax per cui osserviamo che la Vmax NON viene alterata da un inibitore competitivo (= vi sempre una concentrazione di substrato sufficientemente elevata da impedire all'inibitore di legarsi al sito attivo dell'enzima). Negli altri due grafici assistiamo invece a una famiglia di rette che intercettano gli assi in diversi punti, denotando perci una variazione di Km e di Vmax(soprattutto Vmax). Inibizione irreversibile Inibitori irreversibili si combinano o distruggono un gruppo funzionale dell'enzima necessario per la catalisi, oppure che formano associazioni non covalenti molto stabili. Una classe speciale composta dagli inattivatori o inibitori suicidi, composti poco reattivi che si legano al sito attivo di un enzima, portano avanti le prime tappe della reazione enzimatica normale e vengono convertiti in composti molto reattivi che si combina in modo irreversibile con l'enzima, vengono per questo chiamati inattivatori basati sul meccanismo.

- Acetilcolinesterasi Enzima idrolitico capace di rompere il legame tra acetile e colina. L'acetilcolina un neurotrasmettitore presente soprattutto nelle placche motorie, rilasciato nello spazio intermembrana della camera sinaptica e la membrana post-sinaptica, dove ci sono dei recettori colinergici depolarizzazione fuoriuscita di Ca contrazione Se i recettori colinergici restano impegnati la fibra muscolare resta contratta (crampo/tetania), perci l'acetilcolinesterasi rompe il legame liberando i recettori.

- Sulfanilammide un precursore dell'ac. Folico simile all'ac. Paramminobenzoico, usato dai microorganismi per produzione di ac. Folico. I sulfanilammidici sono usati come antibiotici perch inibiscono la proliferazione batterica senza inibire la proliferazione delle cellule umane. Molti inibitori irreversebili sono invece veri e proprio veleni (veleni nervini, causano paralisi rigida, tetania, agendo, ad esempio sull'acetilinesterasi Surin, il gas nervino; pesticidi parathion e malathion sono cancerogeni)

- Vie Metaboliche ed Enzimi regolatori Nel metabolismo cellulare gruppi di enzimi lavorano insieme in vie dette vie metaboliche. Questi enzimi regolatori possono variare la loro attivit catalitica in risposta a vari segnali. Spesso il primo enzima di una via un enzima regolatore, perch la posizione ideale per condizionare una via metabolica, in genere gli enzimi successivi portano avanti le loro reazioni solo se i substrati sono resi disponibili dalla reazione precedente. Vi sono altri due classi di regolatori, gli enzimi allosterici o effettori, agiscono mediante modificazioni non covalenti , e altri enzimi che sono regolati da modificazioni covalenti reversibili. In entrambi i casi sono composti fa pi sub unit e siti regolatori e siti attivi possono trovarsi su sub unit diverse. Altri meccanismi di regolazione sono dati ad esempio dallunione o dalla dissociazione con proteine regolatrici o dalla rimozione di un peptide, detta scissione proteolitica (irreversibile). La regolazione delle vie metaboliche essenziale per la gestione delle risorse da parte delle cellule e il funzionamento corretto dellintero sistema. La regolazione allosterica solitamente una regolazione fine di vie metaboliche sempre attive che devono sempre funzionare e ne viene regolata la velocit. La regolazione per modificazioni covalenti solitamente del tipo tutto-o-niente, esemplarmente la scissione proteolitica. Gli enzimi allosterici possono essere monovalenti (un effettore), polivalenti (pi effettori), omotropi (il modulatore una molecola diversa dal substrato)o eterotropi (il substrato anche effettore). Quasi tutti per hanno caratteristiche miste, per meglio adattarsi alle modificazioni e ai cambiamenti. I modulatori possono essere inibitori (modulazione negativa) o stimolatori (modulazione positiva), ma non vanno confusi con gli inibitori, dato che la loro attivit cinetica molto diversa. La prima differenza, di tipo strutturale, oltre al sito attivo, un regolatore deve avere un sito allosterico, specifico per il proprio modulatore (per gli omotropi il sito attivo pu funzionare da sito regolatore). Sono inoltre pi grandi e pi complessi, dotati di catene catalitiche e di catene regolatrici (COMPLESSI MULTIMERICI). Per questo motivo per la cellula pi conveniente regolare la quantit di modulatori piuttosto che di enzimi, che sono sempre presenti nel pool metabolico.
E1 E2 E3 E4 E5

S ABCDP VIA METABOLICA In una via metabolica il prodotto dellattivit di un enzima il substrato dellenzima successivo. Ora viene spontaneo capire il motivo per cui E1 solitamente lenzima di regolazione della via. Certi intermedi possono essere non tollerati dalla cellula, perci se ad esempio B si accumula per mancanza di E3 si pu riscontrare una patologia (malattie metaboliche, in genere genetiche), oppure in situazioni meno gravi questa operazione potrebbe avere un costo metabolico speso senza ottenere un risultato utile. Gli enzimi di una stessa via hanno solitamente la stessa localizzazione allinterno della cellula arrivando addirittura ad essere fisicamente associati per evitare proprio la dispersione e laccumulo di intermedi. Nel caso in cui il prodotto finale sia linibitore

fisiologico della via (ossia di E1) abbiamo una situazione di feedback o inibizione retroattiva. (ALTRE PROCEDURE DI REGOLAZIONE ENZIMATICA DA VEDERE SU BIOLOGIA). La velocit di produzione del prodotto finale dunque bilanciata relativamente alle necessit della cellula laccumulo di prodotto finale inibisce la velocit dellintera via. Lesempio classico e uno dei primi e pi studiati casi di inibizione retroattiva il sistema enzimatico batterico della conversione di L-treonina in L-isoleucina. Il primo enzima, treonina deidratasi, viene inibito dallisoleucina, un inibitore abbastanza specifico, che si va a legare nel sito regolatorio con un legame non covalente. Perci, essendo facilmente reversibile, a minime fluttuazioni di concentrazioni di isoleucina tutta la via metabolica subir dei cambiamenti di conseguenza. Gli enzimi allosterici presentano una relazione diversa tra V0 e [S] rispetto a quella descritta dal modello Michaelis-Menten. In genere landamento della curva di saturazione (velocit V0 in funzione della concentrazione di S) diventa sigmoide invece che iperbolico (come per un enzima non regolatore).

Un piccolo aumento di [S] nella parte della curva con maggiore pendenza comporta un grande aumento di V0. Si pu ancora individuare un valore di [S] per cui met della velocit massima, questo valore non pu essere definito come Km, ma viene definito come K0,5. Come per leffetto cooperativo dellemoglobina (con modello concertato e sequenziale) anche landamento sigmoide degli enzimi regolatori spiegato da interazioni cooperative non covalenti tra le diverse subunit della proteina, che vengono trasmesse alle adiacenti in modo simile a quanto succede con lHb. La cinetica sigmoide fa s che piccole modificazioni nella concentrazione di un modulatore possono determinare grandi variazioni nellattivit dellenzima. Il grafico (b) illustra anche gli effetti dei modulatori sugli enzimi eterotropici, che trasformano la curva in uniperbole (attivatorediminuzione della K0,5, la Vmax non varia la V0 pi elevata per ogni valore di [S]) o in una sigmoide pi schiacciata (inibitore aumento della K0,5 diminuzione della velocit). Negli enzimi regolatori la cui attivit viene modulata da modificazioni covalenti della molecola enzimatica, e i gruppi chimici utilizzati possono essere il fosfato, ladenosina

monofosfato, il gruppo metilico, ladenosina difosfato ribosio e luridina monofosfato. La metilazione un processo importante per la chemiotassi dei batteri, che consente loro di muoversi verso sostanze che li attraggono o di allontanarsi da sostanze tossiche. LADP ribosilazione un processo che si riscontra nelle tossine difterica e colerica rispettivamente su un fattore di allungamento della sintesi proteica e su una proteina G. La fosforilazione un processo utilizzato da una grande variet di enzimi e il processo di attacco dei gruppi fosforici catalizzato da una proteina chinasi, quello inverso di rimozione da proteine fosfatasi. Quando la catena laterale modificata di Ser, Thr o Tyr ad esempio, localizzata in una regione cruciale della proteina la fosforilazione pu avere effetti considerevoli sulla trasformazione della proteina e sulla sua capacit di catalisi, dovuta allintroduzione di un gruppo carico in una regione solo moderatamente polare (oppure per la possibilit di formare legami H, o per la repulsione/attrazione di cariche). Esempio di regolazione mediante legami covalenti: demolizione del glicogeno nei muscoli e nel fegato. La glicogeno fosforilasi catalizza la

reazione Il glucosio 1-fosfato pu essere usato per la sintesi di ATP nel muscolo e convertito in glucosio libero nel fegato. La glicogeno fosforilasi pu assumere due forme: la fosforilasi a, molto attiva, e la fosforilasi b, poco attiva. Le due subunit della forma a contengono ognuna un residuo di Ser che pu essere fosforilato per consentire la massima attivit. Lenzima disattivato ha una regione in cui residui acidi e basici sono a contatto tra loro che stabilizza la struttura. I gruppi fosforici della Ser14 forzano la comparsa di interazioni elettrostatiche tra fosfoserina e catene laterali di Arginina, rendendo lenzima pi attivo. Lidrolisi dei serina fosfato ad opera della fosforilasi fosfatasi La riattivazione invece ad opera della fosforilasi chinasi

La variazione del rapporto tra questi due enzimi regola la demolizione del glicogeno, perch in questo, come in altri casi, un enzima (la fosforilasi b) il substrato di un altro enzima (la fosforilasi chinasi che, consumando 2 ATP, attiva la fosforilazione). Il fine di questi eventi a cascata lamplificazione del segnale. I siti fosforilabili (Ser, Tyr, Thr) sono localizzati in sequenze consenso allinterno delle proteine e si influenzano a vicenda anche a causa della specificit delle chinasi. Per esempio un residuo pu essere fosforilato da una specifica chinasi solo se il suo vicino stato precedentemente fosforilato, e queste fosforilazioni multiple rappresentano un ottimo metodo di regolazione enzimatica. Regolazione che non sarebbe possibile se la fosforilazione non fosse reversibile, ad

opera di una famiglia di fosfatasi presenti nelle cellule che idrolizzano gli esteri fosforici dei residui di Ser, Tyr e Thr , le fosfoproteina fosfatasi che presentano inoltre una specificit di substrato ben inferiore a quella delle chinasi. - Attivazione per meccanismi post-traduzionali: Per alcuni enzimi, un precursore inattivo (detto zimogeno se si tratta di proteasi, proproteina o proenzima in altri casi) viene scisso in modo da generare la forma attiva della proteina. Questa caratteristica molto comune per gli enzimi proteolitici (proteasi) digestivi dello stomaco e del pancreas sono regolati con questo meccanismo (con regolazione anche in base al pH!).Ad esempio la tripsina viene sintetizzata come protripsinogeno inattivo; la chimotripsina sintetizzata come prochimotripsinogeno inattivo, poi trasformata in chimotripsina e infine -tripsina. Anche il collageno, la proteina del connettivo viene sintetizzata come forma di precursore solubile pro-collageno, e peraltro molte proteine del sistema di coagulazione sono regolate in questo modo, ad esempio il fibrinogeno. - Gli isoenzimi sono forme alternative di un enzima che catalizzano la stessa reazione sul medesimo substrato nonostante possiedano caratteristiche cinetiche distinte, codificati da geni diversi. La presenza di questi isoenzimi tessuto-specifica, infatti dipende dal programma di differenziamento (al fine di avere una maggiore capacit di regolazione delle vie metaboliche). Le interazioni metabliche tra tessuti e organi diversi si avvalgono di isoenzimi. Ad esempio la lattato deidrogenasi (LDH) formato da due subunit, ma un tetramero: sono perci possibili quattro forme A4, A3B, A2B2 ,AB3, B4. A4 tipica del muscolo scheletrico e della cellula epatica, B4 del muscolo cardiaco e del rene; cervello, leucociti ed eritrociti si trovano in una situazione intermedia. Trovare concentrazione elevate di una delle forme nel punto sbagliato, dove non dovrebbe esserci, pu significare danni agli organi in cui localizzata la proteina normalmente. Ulteriore esempio dellimportanza dellindagine biochimica data dallesame delle transaminasi. Lanalisi delle attivit enzimatiche presenti nel plasma sanguigno pu fornire informazioni importanti per la diagnosi di stati patologici (istotipospecificit).

Lalanina amminotransferasi (ALT, glutammato-piruvato transaminasi GPT) e laspartato amminotransferasi (AST, glutammato-ossalacetato transaminasi GOT) sono rilevanti per diagnosticare danni epatici o cardiaci. Dopo un attacco di cuore nel siero (analisi SGPT e SGOT, come anche lesame della creatina chinasi SCK) si

possono ottenere informazioni sulla gravit dellattacco. La creatina il primo enzima a comparire e il primo a scomparire, Il secondo la GOT, il terzo la GPT (anche lLDH pu dare informazioni in merito). Con le tecniche biochimiche possibile monitorare il fenomeno senza ricorrere ad analisi invasive. Piccoli infarti ad esempio possono essere diagnosticati solo a livello biochimico. Le transaminasi aumentate possono essere inoltre causate da tossicit (abuso di farmaci, intossicazione) o virale (epatite), presentando in questo caso andamento ciclico corrispondente ai cicli litici delle cellule epatiche. - Ribozimi e AB-zimi: LRNA pu avere capacit catalitica su substrati o su s stesso. Da qui la teoria che le prime forme di vita possano essere stati ad RNA. I ribozimi sono facilmente ottenibili in laboratorio. inoltre possibile progettare gli AB-zimi, anticorpi con capacit catalitica. Lanticorpo in s infatti non ha attivit enzimatica ma possiede un sito di legame specifico con lantigene. Perci possibile progettarlo in modo che si leghi a un intermedio per stabilizzare o destabilizzare la reazione. Infatti quando un analogo dello stato di transizione legato a una proteina viene usato come epitopo per stimolare la produzione di un anticorpo, questo diventa un potenziale catalizzatore per la reazione corrispondente (vedi pag 221). - Come conclusione, nelle vie metaboliche molti enzimi hanno molti meccanismi di regolazione che si influenzano a vicenda rendendo tutti i meccanismi molto complessi ma allo stesso tempo molto adattabili ad ogni evenienza. La catalisi fondamentale per la vita, ma altrettanto basilare il controllo della catalisi, al fine di gestire le risorse energetiche della cellula nel modo pi appropriato.