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Tirocinio Rischio incendi in ambito ospedaliero e sanitario:Lincendio un fuoco non controllato che sviluppa calore,fumo,luce e gas.

.Il principio di un incendio nasce di piccole dimensioni fino a diventare devastante.Prevenzione,Informazione e formazione sono le migliori armi contro questo rischio.Lattivit ospedaliera descritta nel n. 86 annesso al decreto ministeriale 16/02/1982.In un ospedale sono molte le attivit con rischio medio o alto dincendio descritte nel dm 16/02/1982:depositi di gas combustibili in bombole,in serbatoi fissi,in serbatoi,depositi liquidi infiammabili,depositi di alcol a concentrazione 60%,gruppi elettrogeni con potenza superiore ai 25 KVA,impiego di isotopi radioattivi e macchine ionizzanti,impianti di produzione di calore,autorimesse,ascensori e montacarichi.Lattivit ospedaliera al pi alto rischio a causa di:una complessa impiantistica,elevato carico dincendio,distributivo spesso articolato,elevato affollamento,presenza di persone con limitate capacit motorie.Negli ospedali i complessi operatori e di rianimazione sono le zone pi alto rischio incendio a causa dellutilizzo di gas,la complessit delle apparecchiature,lattivit che vi si svolge.I gas usati in ambito ospedaliero sono:ossigeno,protossido di azoto,ari,anidride carbonica,aria ed azoto (pulitura strumenti),ossigenoprotossido (miscela).Il fuoco una reazione chimica visibile detta combustione che avviene grazie allunione del combustibile e del comburente con emissione di energia sottoforma di calore e luce.La conseguenza della combustione la trasformazione delle sostanze reagenti in prodotti e la produzione di molto calore.Il comburente la sostanza che permette al combustibile di bruciare,in genere lossigeno.Il combustibile la sostanza in grado di bruciare,pu trovarsi allo stato solido (legno e carta),liquido (alcol e benzina) e gassoso (metano e gpl).La combustione avviene solo se avvengono contemporaneamente le seguenti condizioni:contatto tra combustibile e comburente,presenza di combustibile e comburente in concentrazioni definite,temperatura opportuna.Venendo a mancare una delle condizioni la combustione non possibile.La combustione ha comerisulato il fuoco,calore,luce e una serie di prodotti secondari quali:lanidride carbonica CO2 che viene prodotta per combustione completa quando presente molta aria, un gas asfissiante perch riduce il contenuto di ossigeno nellambiente;il monossido di carbonio o ossido di carbonio CO viene prodotto quando c poco ossigeno nellaria, un gas tossico e inodore, mortale anche a basse concentrazioni (0,4% in volume);lacido cloridrico puro un gas prodotto dalla combustione di sostanze che contengono cloro come le materie plastiche,piccole concentrazioni sono letali in pochi minuti;le ceneri sono sono costituite da prodotti vari e da materiale incombusto,parte di essa si disperde nellaria provocando difficolt respiratorie.Il killer principale dellincendio non il fuoco ma bens ai gas tossici prodotto da esso.La mancanza di ossigeno e lalta presenza di anidride carbonica porta ala perdita di conoscenza e alla morte.Lincendio brucia il materiale combustibile,rompe materiali fragili al calore come il vetro,fonde le materie plastiche e alcuni metalli quali stagno,piombo e zinco,il cemento armato con il calore perde di resistenza.Gli incendi si dividono in:classe A in cui avviene la combustione di tutti i materiali a base di cellulosa come carta,cartone e legno,si generano fiamme miste basse e alte con formazione di braci;classe B in cui avviene la combustione degli idrocarburi,grassi,oli,vernici,catrame,resine e solventi,vengono prodotte fiamme alte che bruciano totalmente il prodotto;classe C in cui avviene la combustione di gas come il metano,lidrogeno,il gpl ect;classe D in cui avviene la combustione di sostanze reagenti allacqua o laria come il sodio,il potassio,lalluminio,il magnesio,il titanio ect;classe E comprende gli incendi che interessano apparecchiature elettriche e materiali sotto tensione. Il prodotto estinguente la sostanza che estingue il fuoco.Il principale prodotto estinguente lacqua,essa crea una separazione tra il fuoco e laria, riduce lossigeno dellaria con il vapore acqueo e raffredda;non deve mai essere usata su impianti o linee di tensione.La schiuma separa laria dal fuoco,sviluppa anidride carbonica e raffredda,viene utilizzato su liquidi infiammabili e serbatoi.Lanidride carbonica un gas non combustibile ne comburente,essendo pi pesante dellaria soffoca le fiamme.La polvere ha unazione estinguente per separazione,diluizione e soffocamento della fiamme, formata da piccoli granelli ed sconsigliato luso su apparecchiature delicate.Lo spegnimento dellincendio avviene:per separazione del combustibile in fiamme da quello non in fiamme;soffocamento attraverso leliminazione del contatto tra combustibile e comburente mediante terra,sabbia e gas inerti quale anidride carbonica;raffreddamento mediante abbassamento della temperatura del combustibile con acqua o anidride carbonica;inibizione chimica.Gli estintori sono apparecchi di pronto intervento che contengono un agente estinguente che pu essere proiettato direttamente sul fuoco grazie alla pressione interna,si distinguono in carrellati e portatili e tutti vanno soggetti a controlli periodici.Lutilizzo dellestintore avviene in 3 fasi:estrarre la spina di sicurezza,impugnare lancia e maniglia,premere la leva e dirigere il getto alla base della fiamma.Idranti e naspi sono impianti di spegnimento ad acqua,si legano a tubazioni a muro specifiche con valvola di apertura e manichette (tubo flessibile) alla cui estremit vi una lancia per espandere o nebulizzare il getto dacqua.Lutilizzo di idranti e naspi riservato al personale addestrato con corsi specifici.E obbligatorio luso degli estintori in caso di incendio da parte del personale turnista o impiegati in luoghi a rischio addestrati con corsi interni. Monitoraggi microbiologici ambientali:Le sale operatorie sono i luoghi in cui i pazienti vengono sottoposti a operazioni chirurgiche, di assoluta importanza il mantenimento della sterilizzazione della sala perch anche pochi batteri possono provocare ingenti danno a una persona debilitata da un intervento.Le linee guida per la definizione di standard di sicurezza e igiene ambientale nei reparti operatori,emanate dallistituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPeSL) nel 1999 assume il valore di controllo di qualit e efficacia dellimpianto di ventilazione,della corretta esecuzione delle procedure di disinfezione ambientale,la verifica indiretta del rispetto delle procedure comportamentali da parte dellequipe operatoria.Laria uno dei primi elementi controllati,vi quindi una valutazione della corretta esecuzione della sanificazione e disinfezione,del rispetto delle procedure comportamentali da parte dellequipe operatoria,dellefficienza dellimpianto VCCC (ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata).Avviene la determinazione della carica microbica totale nellaria a sala operatoria pronta,viene preso un campione daria a un metro daltezza nelle vicinanze del tavolo operatorio dopo il termine delle attivit di sanificazione e disinfezione della sala dopo che questa rimasta chiusa e vuota per 30/60 minuti.Sulla testa del campionatore (sterilizzata precedentemente in autoclave) viene fissata una piastra di agar con aggiunta di neutralizzanti e si procede allaspirazione di 1 metro cubo daria per 10 minuti,la piastra poi viene posta in incubazione a 37 e letta dopo 2/3 giorni,il risultato espresso in UFC (unit formanti colonie)/metro cubo daria.Avviene la determinazione della carica microbica totale nellaria a sala operatoria in attivit,viene prelevato un campione tramite campionatore attivo posto a un metro daltezza nelle vicinanze del tavolo operatorio,incomincia allinizio di un intervento chirurgico e termina dopo 1 ora effettuando campionamenti periodici di una quantit daria apri a 1 metro cubo.Sulla testa del campionatore sterilizzata con spray di alcol isopropilico,viene fissata una piastra di agar con aggiunta di neutralizzanti,la piastra viene posta in incubazione a 37 e letta dopo2/3 giorni,il risultato espresso in UFC (unit formanti colonie)/metro cubo daria.La determinazione della carica microbica totale nellaria a sala operatoria pronta ed a sala in attivit ha sequenza semestrale,la determinazione della carica microbica totale nellaria immessa dallimpianto VCCC (ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata)avviene subito dopo la sostituzione dei filtri o in caso di richiesta specifica da parte della Direzione Sanitaria.Un altro elemento da

controllare sono le superfici,la determinazione della carica microbica totale viene effettuato a sala operatoria pronta su:pareti,scialitica (lampada),tavolo operatorio,tavolo servente.Il campionamento avviene per contatto diretto di una piastra di agar con aggiunta di neutralizzanti di 16cm2 con ciascuna superficie da analizzare.La piastra viene posta a incubazione a 37per 2/3 giorni.Il risultato espresso in UFC(unit formanti colonie)/cm2,dopo aver diviso per 16 il numero di colonie presenti sulla piastra.Il campionamento viene eseguito con frequenza semestrale.La determinazione della carica batterica sulle mani degli operatori si esegue ponendo a contatto diretto con i polpastrelli delle 3 dita centrali una piastra di agar con aggiunta di neutralizzanti di 16cm2 ed esercitando una leggera pressione.il controllo viene effettuato prima dellingresso in sala operatoria,subito dopo aver eseguito il lavaggio chirurgico delle mani e averle asciugate con telino sterile.La piastra viene messa in incubazione a 37 per 2/3 giorni.il risultato espresso in UFC(unit formanti colonie)/cm2,dopo aver diviso per 16 il numero di colonie presenti sulla piastra.Il campionamento viene eseguito con frequenza semestrale.La carica batterica dellaria inuna sala pronta deve essere <35 UFC/m3,a sala in attivit(flusso turbolento) <180 UFC/m3,a sala in attivit (flusso laminare) <20UFC/m3,laria immessa dalle bocchette dellimpianto di VCCC (ventilazione e condizionamento a contaminazione controllata) <1 UFC/m3.La carica microbica sulle superfici deve essere <0,5 UFC/cm2,delle mani degli operatori <0,5 UFC/cm2.I risultati dei campionamenti sono trasmessi dal laboratorio di microbiologia a:Direzione Sanitaria,Direttore dellUnit Operativa afferente alla sala operatoria analizzata,Caposala della sala operatoria analizzata,Infermiere del complesso operatorio,Ufficio tecnico.lUnit Operativa di microbiologia predispone il calendario dei controlli microbiologici ambientali ordinari.A seguito dinterventi di manutenzione in una sala operatoria comunicati dallUfficio Tenico,effettua i seguenti campionamenti:aria immessa dallimpianto VCCC,aria a sala pronta,superfici.Il capisala delle sale operatorie o/o infermiere dirigente del complesso operatorio in caso di rilevazione di valori oltre la soglia di uno o pi parametri provvede ad adottare le misure del caso consultando se necessario la Direzione Sanitaria e/o il microbiologo.Collaborano e forniscono ogni utile supporto ai tecnici dellunitoperativa di microbiologia per garantire la corretta effettuazione dei campionamenti.Assicurano a seguito di interventi di manutenzione in una sala operatoria,che lattivit operatoria sia ripresa solo dopo trasmissione dei risultati di campionamento.Lufficio tecnico provvede a comunicare gli interventi di manutenzione nelle sale operatorie alla Direzione Sanitaria ed allUnit Operativa di Microbiologia. Mobbing Il mobbing sul posto di lavoro consiste in un comportamento rivolto contro un dipendente o un gruppo di essi tale da creare un rischio per la salute e la sicurezza,comprende il rischio mentale e fisico.Spesso questo fenomeno implica abuso di potere.Il mobbing pu comportare aggressioni sia fisiche che verbali.Ci sono 2 tipi di mobbing:quale conseguenza della crescita graduale di un conflitto interpersonale,qundo la vittima non coinvolto in un conflitto ma si trova accidentalmente nella situazione in cui avvengono atti di aggressione.Alcuni fattori che favoriscono il mobbing sono:tolleranza del bomming,cambiamento veloce dellorganizzaione,insicurezza sul lavoro,la scarsa qualit del rapporto tra lavoratori e direzione,la scarsa qualit dei rapporti tra i colleghi,livelli alti di richiesta da parte del lavoratore,una politica carente dei personali e valori comuni insufficienti,un aumento generale dello stress,conflitti di ruolo.Il mobbing pu aumentare anche a causa di fattori individuali quali:discriminazione,intolleranza,razzismo,problemi personali ed uso di droghe e alcol.Le conseguenze del mobbing sono sintomi a carico della salute fisica e mentale.Altre conseguenze sono:lisolamento sociale,insorgenza di problemi personali,assenza o allontanamento dal lavoro.I costi del mobbing consistono in maggiore assenteismo e rotazione del personale.La commissione europea introdusse la direttiva 89/391 del consiglio del 1989 che contiene disposizioni di base per la salute e sicurezza dei lavoratori,il datore di lavoro deve garantire al lavoratore la protezione da qualsiasi danno anche quello del mobbing.I datori di lavoro devono mirare a impedire il mobbing,valutarne i rischi,agire in maniera adeguata per prevenire i danni.Il mobbing citato nella guida della commissione europea sullo stress legato al lavoro.Il parlamento europeo consiglia agli stati membri di rivedere e completare la legislazione per lottare contro il mobbing.La prevenzione del mobbing avviene attraverso:dare ai singoli lavoratori la possibilit di scegliere le modalit di esecuzione del proprio lavoro,diminuire le attivit ripetitive,aumentare linformazione riguardanti gli obbiettivi,sviluppare uno stile di lidearschip,evitare definizioni impartisce su ruoli e mansioni.Tutti dovrebbero conoscere il mobbing e prevenirlo. Movimentazione dei pazienti MAPO (movimentazione pazienti ospedalieri) Gli Ospedali e in generale i luoghi di ricovero e cura, sono gli unici luoghi in cui l'oggetto del sollevamento un essere umano.In questo caso la movimentazione dei carichi assume un significato particolare, che influenza anche i sistemi di prevenzione, i cui effetti ricadono sugli aspetti meccanici (pesi e modalit di presa), sui diversi e possibili di tipi di movimentazione (altezze e distanze). Nel corso della movimentazione l'organismo soggetto a forze che agiscono sulla sua struttura muscolo-scheletrica e, contemporaneamente, risponde allo sforzo muscolare con adattamenti metabolici. Gli effetti della movimentazione saranno quindi legati a questi due aspetti, indotti dall'esterno (sforzo) , e generati dall'interno (risposta metabolica reattiva). Lo sforzo impegna muscoli, legamenti, articolazioni, vertebre e provoca compressioni dei dischi intervertebrali ed aumento della pressione intra addominale. La risposta reattiva comprende l'aumento della frequenza cardiaca e di quellarespiratoria, per compensare l'aumentato consumo di ossigeno da parte dei muscoli in azione. In questo caso l'organismo si comporta come una macchina che in presenza di uno sforzo aumenta il consumo di energia ed soggetta nel tempo ad usura delle sue parti meccaniche. Il rachide, in particolare, il punto nel quale si scaricano tutti i pesi applicati alle leve degli arti ed infatti frequentemente interessato dagli effetti negativi di sollevamenti ripetuti nel tempo. La colonna vertebrale formata dal sovrapporsi alternato di vertebre e dischi intervertebrali in cui ogni vertebra (rigida) a contatto superiormente ed inferiormente con un disco intervertebrale (elastico); in questa struttura ogni movimento delle vertebre si traduce un una compressione del disco intervertebrale, che funge da cuscinetto tra una vertebra e l'altra. Gli effetti della compressione possono essere diversi: il carico eccessivo sul disco pu provocare microfratture e fessurazioni, una compressione anche non eccessiva ma statica e prolungata nel tempo riduce lo scambio di nutrienti e di ossigeno al disco, aumentandone l'invecchiamento, gli sforzi ripetuti nel tempo possono portare ad un progressivo irrigidimento del disco, con perdita parziale della capacit di ammortizzamento ed aumento dei disturbi. Il Titolo V del Decreto Legislativo 626/94, in tre articoli (artt. 47, 48, 49) ed un allegato (allegato VI), ha recepito la direttiva della Comunit europea 90/269 che definisce le prescrizioni minime concernenti la movimentazione manuale dei carichi che d origine a rischi, in particolare dorso-lombari, per i lavoratori. Lallegato VI del D.Lgs. 626/94 fornisce una lista degli elementi lavorativi edindividuali la cui presenza comporta un rischio per il rachide dorso-lombare.Tali elementi sono suddivisi in quattro gruppi:1) le caratteristiche del carico (troppo pesante, ingombrante o difficile da afferrare, inequilibrio instabile, da maneggiare ad una certa distanza dal tronco o con una torsione o inclinazione del tronco, rischio di lesioni);2) lo sforzo

fisico richiesto (eccessivo, necessit di torsione del tronco, possibilit dimovimenti bruschi del carico, posizione instabile delloperatore);3) le caratteristiche dellambiente di lavoro (spazio verticale insufficiente, superficie delpavimento sconnesso, instabile o presenza di dislivelli, altezza di sicurezza o posizione corretta, parametri microclimatici);4) le esigenze connesse allattivit (sollecitazioni troppo frequenti o prolungate della colonna vertebrale, recupero fisiologico insufficiente, distanze troppo grandi, ritmo non modificabile dalloperatore). Nella movimentazione di un paziente non autosufficiente, agire da soli o comunque non riflettendo su quello che si sta per fare pu essere pericoloso per il rachide(Il rachide, che occupa una posizione dorso-mediale nel torso, una struttura di sostegno della testa e del tronco e di protezione per ilmidollo spinale.Sebbene talvolta ci si riferisce esclusivamente alla colonna vertebrale, con il termine rachide vanno inclusi, oltre alla parte ossea (vertebre), ilegamenti, i dischi intervertebrali, i muscoli, i nervi (col midollo spinale) ed i vasi sanguigni.). Movimentazione dei carichi Per Movimentazione manuale dei carichi (MVC) si intendono le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o pi lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, tirare, portare o spostare un carico. Lo sforzo muscolare richiesto dalla MVC determina aumento del ritmo cardiaco e di quello respiratorio ed incide negativamente nel tempo sulle articolazioni, in particolare sulla colonna vertebrale, determinando cervicalgie, lombalgie e discopatie.In relazione allo stato di salute del lavoratore ed in relazione ad alcuni casi specifici correlati alle caratteristiche del carico e dell'organizzazione di lavoro, i lavoratori potranno essere soggetti a sorveglianza sanitaria, secondo la valutazione dei rischi.Partendo dal presupposto che occorre evitare la movimentazione manuale dei carichi adottando a livello aziendale misure organizzative e mezzi appropriati, quali le attrezzature meccaniche, occorre tener presente che in alcuni casi non possibile fare a meno della MVC.In quest'ultima situazione, oltre ad alcuni accorgimenti che il datore di lavoro adotter dal punto di vista organizzativo (es. suddivisione del carico, riduzione della frequenza di sollevamento e movimentazione, miglioramento delle caratteristiche ergonomiche del posto di lavoro), opportuno che il lavoratore sia a conoscenza che la MVC pu costituire un rischio per la colonna vertebrale in relazione a:carattere del carico (ingombro e peso),sforzo fisico richiesto,caratteristiche dellambiente di lavoro.La normativa il D.lgs 19 settembre 1994, n.626, artt.47, 48, 49 e all.VI: "Attuazione di direttive CEE sul miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro"artt. 47 e 49 - Movimento manuale dei carichi. Videoterminali L'uso di attrezzature munite di videoterminale (VDU o VDT) si esteso rapidamente negli ultimi anni, interessando le attivit pubbliche come quelle private, e coinvolgendo un numero elevato di operatori. Come succede spesso quando viene richiesto un cambiamento repentino dei compiti professionali, l'utilizzo crescente di queste macchine accompagnato da diffidenza e qualche volta da apprensione. In particolare per la "minaccia oscura" (perch invisibile e incontrollabile) dei danni da radiazioni. Ma se questo un pericolo da smitizzare, non sono da trascurare i fattori di rischio realmente presenti nelle postazioni di lavoro con Videoterminale. Essi sono sostanzialmente tre: 1. 2. 3. l'affaticamento visivo connesso sia all'impegno degli occhi nelle diverunzioni (fine discriminazione, accomodamento, movimento ecc.), sia atteristiche dello schermo, sia alle condizioni di illuminazione e microclimbiente; i disturbi da posture incongrue, condizionate dagli arredi, dalla posizione assunta e dalla durata del lavoro; il disagio psichico, che pu essere influenzato dai contenuti della mansione (ripetitivit, motivazione, ecc.), dal software, dal rumore.

Si articola nei seguenti momenti: 1. 2. 3. Intervento sull'ambiente, le attrezzature, gli arredi; Adeguamenti organizzativi, ossia l'articolazione dei tempi di lavor e di riposo; Sorveglianza sanitaria; Informazione e formazione del personale.

Nelle pagine che seguono sono esposti gli accorgimenti di prevenzione e di protezione da adottare; in una "check list" sono organizzati i principali parametri da esaminare per il controllo del posto di lavoro; sono proposti dei semplici esercizi di riabilitazione orientati ai disturbi da posture incongrue.La postura deve essere diritta,il piano di lavoro non deve avere spigoli,avere un colore neutro,avere unaltezza idonea,il sedile deve essere comodo e della giusta altezza. L'installazione dei posti d lavoro dove si utilizzano videoterminali deve tener conto della disposizione della illuminazione naturale (finestre o altro); i sistemi di illuminazione artificiale andranno collocati in relazione all'attivit prevista e in modo tale da evitare riflessi e contrasti fastidiosi. Nell'ambiente di lavoro dove si utilizzano Videoterminali difficilmente i livelli di intensit sonora sono tali da provocare un danno all'apparato uditivo, tuttavia possono risultare fastidiosi per un'attivit che pu richiedere anche un'elevata concentrazione mentale. E' preferibile che le condizioni microclimatiche siano controllate tramite un impianto di condizionamento che assicuri situazioni di confort sia nella stagione estiva che invernale.Bisogna tener conto che i videoterminali possono emettere radiazioni ionizzanti e non.Bisogna che ci sia una pausa ogni 2 ore di utilizzo del pc. Il d. lgs. n. 81 del 2008 prevede che i lavoratori utilizzatori di una attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, devono godere di una pausa di 15 minuti ogni due ore di attivit continuativa.

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