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Colette La gatta

Editions Bernard Grasset, 1933 Titolo originale: La Chatte Traduzione di Enrico Piceni Sellerio editore, 1993

Eran le dieci e i giocatori del poker familiare cominciavano a dar segni di stanchezza. Camilla lottava contro la fatica di rimaner desta come si lotta a diciannove anni: vale a dire che, a tratti, ritornava chiara e fresca, poi sbadigliava dietro le mani congiunte e ricompariva pallida, col mento bianco, con le guance un po nere sotto la cipria color docra e una lagrimuccia allangolo degli occhi. Camilla, dovresti andare a letto. Alle dieci, mamma, alle dieci! Come si pu andare a letto alle dieci? E con lo sguardo chiamava a testimone il fidanzato, gi vinto in fondo ad una poltrona. Li lasci fare, disse unaltra voce materna. Devono ancora aspettarsi per sette giorni. In questo momento han laria un poco intontita, e si capisce. Appunto: ora pi, ora meno Camilla, dovresti proprio andare a letto E anche noi. Sette giorni! esclam Camilla. Sicuro, oggi luned: ed io che non ci pensavo! Alain, vieni, Alain! Scagli la sigaretta in giardino, ne accese unaltra, mescol e tagli il mazzo del poker abbandonato e dispose le carte in modo cabalistico. Vediamo un poco se la bella piccola macchina, il roadster nuovo per noi ragazzi, arriver prima della cerimonia Guarda, Alain, non c trucco: eccolo che arriva, col viaggio e la notizia importante Chi? Ma il roadster, andiamo! Senza alzar la nuca, Alain gir il capo verso la portafinestra spalancata dalla quale entrava un dolce profumo di spinaci e di fieno fresco, perch avevan rasato i prati, quel giorno. Anche il caprifoglio, che ammantava un grande albero morto, offriva il miele dei suoi primi fiori. Un tinnir di cristalli annunci che, sulle braccia tremanti del vecchio Emilio, facevano il loro ingresso gli sciroppi delle dieci, e lacqua fresca: Camilla si lev per riempire i bicchieri. Serv per ultimo il fidanzato e gli offri il bicchiere appannato con un sorriso di complicit. Lo contempl mentre beveva, e di colpo fu turbata dalla bocca di lui che premeva sullorlo del bicchiere. Ma Alain si sentiva stanco e rifiut di partecipare a quel turbamento: si limit a stringere un poco le dita bianche, le unghie rosse protese a riprendere il bicchiere vuoto. Vieni a colazione, domani? gli chiese Camilla sottovoce.

Domandalo alle carte. Camilla fece un passo indietro ed abbozz una mimica clownesca: Mai canzonare Ventiquattrore! Poter canzonare coltelli in croce, canzonare soldi bucati, canzonare cinema sonoro, canzonare Padreterno. Camilla!. Oh, scusa, mamma Ma non scherzare con Ventiquattrore. Lui buon piccolo diavolo, nero rapido gentil messaggero, fante di picche sempre smanioso Smanioso di che? Ma di parlare, si capisce! Pensa un po: porta le notizie delle prossime ventiquattrore e anche di quarantotto! Se lo accompagni con due carte in pi a destra e a manca predice tutta la settimana Parlava in fretta grattando con lunghia acuta, agli angoli delle labbra, due piccole sbavature di belletto rosso. Alain la stava a sentire senza noia e senza indulgenza: la conosceva da molti anni e le dava il suo esatto valore di giovinetta moderna. Sapeva come guidasse lautomobile, un po troppo in fretta, un po troppo bene, con un grosso improperio sempre pronto, sulla bocca fiorita, per i conducenti di tassi. Sapeva che mentiva senza arrossire come i bimbi e gli adolescenti, chera capace di ingannare i genitori per raggiungere Alain dopo pranzo nei locali notturni, dove ballavano insieme: ma bevevano solo aranciate perch ad Alain lalcool non piaceva. Prima del loro fidanzamento ufficiale gli aveva concesso, al sole e allombra, le sue labbra (dopo averle prudentemente pulite), i suoi seni impersonali sempre prigionieri di una doppia tasca di tulle e di pizzo, e le sue bellissime gambe inguainate da calze impeccabili comperate di nascosto, calze come quelle di Mistinguett, sai? Attento alle mie calze, Alain!. Le sue calze, le sue gambe: ecco quel che aveva di meglio. E graziosa commentava Alain fra s perch nessuno dei suoi lineamenti brutto, perch regolarmente bruna e il brillar dei suoi occhi si accorda coi capelli puliti, lavati sovente, ingommati e color pianoforte nuovo.Sapeva anche che poteva diventare, a tratti, brusca e ineguale come un fiume di montagna. Camilla parlava ancora del roadster. Ma no, pap, figurati se permetter che Alain guidi durante la nostra traversata della Svizzera! E troppo distratto, e poi, in fondo non gli piace veramente stare al volante. Lo conosco bene, io!. Mi conosce lei, ripet Alain fra s. Forse lo crede davvero. Anchio le ho ripetuto venti volte: Ti conosco, ragazza

mia! E anche Saha la conosce. A proposito, dov questa Saha?. Volse in giro lo sguardo in cerca della gatta e si sradic dalla sua poltrona, prima una spalla, poi laltra, poi le reni, e il sedere per ultimo; discese piano piano i cinque gradini della scalinata dingresso. Il giardino, vasto, circondato da altri giardini, esalava nella notte lodor grasso della terra da fiori nutrita, provocata senza posa alla fertilit. Da quando era nato Alain la casa aveva subito pochi mutamenti. Una casa da figlio unico pensava Camilla, che non dissimulava il proprio disprezzo per il tetto a pan di zucchero, per le finestre dei piani superiori incastrate nellardesia, e per certi modestissimi fregi ornamentali ai lati delle portefinestre del pianterreno. Anche il giardino, come Camilla, pareva disprezzasse la casa. Altissimi alberi, dai quali pioveva la nera peluria calcinata che gli olmi perdono quando sono molto vecchi, la nascondevano agli occhi dei vicini e dei passanti. Un poco pi lontano, in un terreno da vendere, nel cortile di un liceo si potevano ritrovare gli stessi vecchi olmi, sperduti a coppie, relitti di una quadrupla e principesca allea, vestigia di un parco devastato dalla nuova Neuilly. Alain, dove sei? Camilla lo chiamava dallalto della scalinata, ma per capriccio egli si astenne dal rispondere e raggiunse le tenebre pi sicure, tentando col piede gli orli del praticello rasato. A sommo del cielo stava una luna velata, resa pi grande dalla bruma delle prime giornate tiepide. Un solo albero un pioppo dalle giovani foglie verniciate raccoglieva il chiaror lunare, e gocciolava la luce come una cascata. Un riflesso argenteo si slanci fuor da un macchione, guizz come un pesce contro le gambe di Alain. Ah, eccoti, Saha! Ti cercavo. Perch non sei venula a tavola, questa sera? Meruenn, rispose la gatta, meruenn. Come, meruenn? E perch meruenn? Che maniera di parlare mai questa? Meruenn, insist la gatta, meruenn. Alain accarezz teneramente, a tentoni, la lunga schiena pi morbida che un pelame di lepre, si trov sotto le dita le piccole narici fresche, dilatate da un attivo ronron. E la mia gatta, la gatta mia, mia Meruenn, diceva bassissimo la gatta, ruenn.

Un nuovo richiamo di Camilla giunse dalla casa, e Saha scomparve sotto una siepe di fusari tagliati, verdeneri come la notte. Alain! Ce ne andiamo! Egli corse verso la scalinata, accolto dal riso di Camilla. Vedo i tuoi capelli che corrono, gridava la fanciulla. Ma come si fa ad esser cos biondi? Alain affrett la corsa, super dun balzo i cinque scalini e trov Camilla sola in salotto. E gli altri? le chiese sottovoce. Guardaroba, dissella sullo stesso tono. Guardaroba e visita ai lavori. Desolazione generale. Sempre allo stesso punto! Non si finir mai!. E noi, come ce ne infischiamo! Se fossimo furbi lo terremmo per noi lo studio di Patrick. Patrick se ne cercher un altro. Vuoi che me ne incarichi io? Ma Patrick lascer il suo studio solo per farti piacere! Naturalmente! E proprio di questo si approfitta! Ella era raggiante di una immoralit esclusivamente femminile, alla quale Alain non riusciva ad abituarsi. Ma egli la rimprover soltanto per quel si approfitta in luogo del noi. Camilla credette ad un rimprovero dettato dalla tenerezza. La prender presto, labitudine di dire noi Per dargli la tentazione di baciarla, ella spense, come per gioco, la luce centrale; lunica lampada rimasta accesa sopra un tavolino proiett dietro la giovinetta unombra nitida e lunga, Camilla, colle braccia rialzate e annodate dietro la nuca, invitava Alain collo sguardo; ma quello non aveva occhi che per lombra. Com bella sul muro! Di una giusta snellezza, proprio come piacerebbe a me. Sedette per confrontare la persona con lombra. Lusingata, Camilla arcu la vita, sporse i seni e fece la baiadera: ma lombra conosceva quel gioco meglio di lei. Snodando le mani la giovinetta avanz, preceduta dallombra esemplare. Giunta alla portafinestra spalancata, lombra balz da un lato, fuggi nel giardino sulla ghiaia rosea di un viale, strinse, nel passare, tra le sue lunghe braccia, il pioppo rorido di luna Peccato! sospir Alain. E rimprover mollemente a se stesso la propria inclinazione ad amare, in Camilla, una forma migliorata o immobile di Camilla, quellombra, per esempio, o un ritratto, o il ricordo vivace chella gli lasciava di certi abiti, di certe ore Che coshai, questa sera? Vieni almeno ad aiutarmi a indossar la mia cappa.

Alain fu urtato dal sottinteso di quellalmeno, anche dal fatto che Camilla, varcando prima di lui la porta che conduceva in guardaroba e in cucina, avesse alzato impercettibilmente le spalle. Non ha proprio bisogno di alzarle, le spalle: ci pensano la natura e labitudine. Quando si abbandona, lattaccatura del collo la fa apparire insaccata. Leggermente, leggermente insaccata. In guardaroba trovarono la mamma di Alain e i genitori di Camilla che battevano i piedi come se avessero freddo sul tappeto di corda, lasciandovi tracce color di neve sporca. La gatta seduta sul davanzale esterno della finestra li guardava con uno sguardo poco ospitale, ma senza malanimo. Alain prese a modello la pazienza di Saha e sopport le rituali manifestazioni di pessimismo. Fare e disfare In otto giorni non s mosso un passo avanti Se devo dire proprio quel che penso, ci vorr un mese, ma che dico? due mesi ci vorranno, mia cara, prima che il loro nido Alla parola nido Camilla si precipit nella pacifica mischia in modo cos brusco che Alain e Saha chiusero gli occhi. Ma dal momento che abbiamo rimediato a tutto! Anzi, sar un divertimento accamparci in casa di Patrick: e per lui sar una bazza perch in bolletta scusa mamma, senza un soldo Si fanno le nostre valigie e hopl in pieno cielo, al nono piano Vero, Alain? Egli riapri gli occhi, sorrise vagamente, e le pos la cappa chiara sulle spalle. Lo specchio, in faccia a loro, gli rimand lo sguardo di Camilla, scuro di rimprovero: non ne fu intenerito. Non lho baciata sulla bocca mentre eravamo soli. Ebbene, no, non lho baciata sulla bocca. Oggi non ha avuto il suo saldo di baci-sulla-bocca. Ha avuto il bacio di mezzogiorno meno un quarto in un viale del Bois, quello delle due, dopo il caff, quello delle sei e mezzo in giardino: le manca quello della sera. Bene: lo noti a mio debito, se non contenta Ma che ho? Sono ubriaco di sonno. Che vita idiota! Ci vediamo troppo e male. Luned me ne andr tranquillamente in fabbrica e Sent collimmaginazione salirgli alle narici lacidit chimica delle pezze di seta nuova. Ma il sorriso impenetrabile del signor Veuillet gli apparve come in sogno, e come in sogno ud parole che, a ventiquattranni, non aveva ancora disimparato a temere: No, no, mio giovane amico: la spesa di una nuova macchina contabile che costa diciassettemila franchi

pu essere ammortizzata nel corso dellanno? Ecco il problema. Permetta al pi vecchio collaboratore del suo povero babbo. E ritrovando nello specchio limmagine vendicativa, i begli occhi neri che lo scrutavano strinse Camilla fra le braccia. Ma Alain! Lasciali fare, cara Poveri ragazzi! Camilla arrossi, e si liber dalle braccia di Alain, poi gli offri la guancia con una grazia cos fraterna e compagnona che Alain fu l l per rifugiarsi sulla sua spalla: Andare a letto, dormire Oh, Dio mio, andare a letto, dormire. Dal giardino giunse la voce della gatta: Meruen Rrrruen. Senti la gatta! E certo in caccia, disse serenamente Camilla. Saha! Saha! La gatta tacque. In caccia? protest Alain. Ma che dici? Anzitutto siamo in maggio, e poi dice meruen. E allora? Non direbbe meruen se fosse in caccia. Quello che senti ora, cosa molto strana tra parentesi, lavvertimento, il grido, quasi, per chiamare a raccolta i piccoli. Signore Iddio! grid Camilla alzando le braccia. Se Alain si mette ad interpretare la gatta non la finiamo pi! Discese a balzi gli scalini, mentre sotto la mano tremolante del vecchio Emilio, due grossi pianeti azzurrini alla moda antica si accendevano in giardino. Alain camminava con Camilla, davanti agli altri. Al cancello, la baci dietro lorecchio, respir, attraverso un profumo che la invecchiava, un buon odore di pane e di pelame oscuro e strinse, sotto al mantello, i gomiti nudi della giovinetta. Quandella sedette al volante davanti ai genitori, si sent sveglio e allegro. Saha! Saha! La gatta scatur dallombra, quasi sotto i suoi piedi, si mise a correre quandegli si mise a correre, lo precedette a lunghi balzi. Egli la intuiva, senza vederla; Saha fece irruzione prima di lui nellatrio, e ritorn ad attenderlo a sommo della scalea. Con la gorgiera gonfia, le orecchie abbassate, lo guardava arrivare provocandolo con lo sguardo dei suoi occhi gialli, profondamente incastonati, sospettosi, fieri, padroni di se stessi.. Saha! Saha! Pronunciato in un certo modo, a mezza voce con lacca fortemente aspirata, il suo nome la rendeva folle: essa frust laria con la coda, balz sul tavolino da poker e colle sue mani di gatta ben aperte sparpagli le carte da gioco.

Quella gatta, quella gatta! disse la voce materna. Non ha alcuna nozione dellospitalit. Guarda com contenta che i nostri amici se ne siano andati! Alain usc in una risata infantile, la risata che riserbava alla casa e alla stretta intimit, la risata che non oltrepassava il viale degli olmi e il cancello nero. Poi sbadigli freneticamente. Dio, che aria stanca hai! Come si pu aver laria tanto stanca quando si felici? Vuoi ancora un po daranciata? No? Allora possiamo salire Lascia, penser Emilio a spegnere Mamma mi parla come se fossi convalescente, o come se stessi per avere una ricaduta di febbre tifoide Saha, Saha! Che diavolo scatenato! Alain, non potresti ottenere che quella gatta Per un sentiero verticale a lei noto, e segnato sul broccatello consunto della tappezzeria, la gatta sera arrampicata fin quasi al soffitto. Un attimo imit la lucertola grigia, appiattita contro il muro, colle zampe ben divaricate, poi finse un attacco di vertigine ed arrischi un piccolo, manierato grido di richiamo. Docilmente Alain venne a porsi sotto di lei, offri le spalle e Saha discese incollata al muro come una goccia di pioggia lungo un vetro: approd sulla spalla di Alain, poi insieme raggiunsero la loro camera da letto. Un lungo grappolo di citiso pendulo, nero davanti alla finestra aperta, divenne un lungo grappolo giallo chiaro quando Alain accese la lampada centrale e la piccola lampada vicino al cuscino. Vers la gatta sul letto inclinando la spalla e si mise a gironzolare fra la camera e il bagno, da uomo stanco, troppo stanco per decidersi ad andare a letto. Si sporse sul giardino, cerc, con uno sguardo ostile, lammasso bianco dei lavori in corso, apr e richiuse tiretti, scatole ove giacevano i suoi veri segreti: un dollaro doro, un grosso anello, un ciondolo dagata appeso alla catena dorologio di suo padre, alcune bacche rosse e nere provenienti da una pianta esotica; un rosario da comunicando, in madreperla; un esile braccialetto spezzato, ricordo di una giovane amante tempestosa, passata in fretta e chiassosamente nella sua vita Il rimanente del suo patrimonio terreno consisteva in libri rilegati e in brossura, in lettere, fotografie Si gingillava, fantasticando, con quei piccoli rottami, brillanti e senza valore come le pietruzze colorate che si trovano nei nidi degli uccelli ladri. Bisogna che butti via tutta questa roba O debbo lasciarla qui Non ci tengo O ci tengo, invece? La sua condizione di figlio unico faceva s chegli fosse attaccato a tutto quanto non aveva mai diviso con altri o ad altri

conteso. Vide il proprio volto riflesso nello specchio, e sirrit contro se stesso. Ma vai a letto dunque! Sei sconquassato in modo da far vergogna disse al bel giovanotto biondo. Mi trovan bello soltanto perch sono biondo. Bruno, sarei orribile. Critic ancora una volta il proprio naso un po cavallino, la guancia un po lunga: ma ancora una volta sorrise per mostrarsi i denti, accarezz con mano leggera londa naturale dei capelli biondi troppo fitti, e fu soddisfatto del colore dei suoi occhi, grigioverdi fra le ciglia oscure. Due pieghe gli si formarono nelle guance, da una parte e dallaltra del suo sorriso, locchio sinfoss, cerchiato dazzurro. La barba chiara e ispida, rasata il mattino, gi gli ingrossava il labbro. Che muso! Faccio piet a me stesso. Anzi disgusto Che bella faccia, per una prima notte di matrimonio! Dal fondo dello specchio Saha, da lontano, gravemente lo scrutava. Vengo,vengo! Si butt nel fresco campo delle lenzuola senza disturbare la gatta. Le dedic rapidamente alcune litanie rituali che si addicevano alle grazie caratteristiche e alle virt duna gatta dei Certosini, pura di razza, piccola e perfetta. Orsacchiottino paffuto Piccola, piccola, piccola gatta Piccioncino azzurro Diavolino color di perla Non appena egli spense la luce la gatta si mise a raspar delicatamente il petto dellamico trapassando ogni volta con ununghia sola la seta del pigiama e toccando lepidermide quel tanto che bastava a procurare ad Alain un ansioso piacere. Ancora sette giorni, Saha sospir il giovane. Fra sette giorni e sette notti una vita nuova, in una nuova casa, con una giovane donna innamorata e indomita Accarezz il pelame della gatta, caldo e fresco, profumato di bosso appena reciso, di tuia, di prato florido. Saha faceva le fusa a piena gola e, nellombra, gli diede un bacio da gatta posando, per un attimo, il suo naso umido sotto il naso di Alain, fra le narici e il labbro. Bacio immateriale, rapido e raramente accordato. Ah, Saha, i nostri sonni I fari di unautomobile, nel viale pi vicino, trapassarono il fogliame con due bianchi raggi giganti. Sul muro della camera trascorsero le ombre ingrandite del citiso, di una magnolia isolata in mezzo ad un prato. Al di sopra del proprio volto Alain vide brillare e spegnersi il volto di Saha, sdraiata, cogli occhi fissi. Non farmi paura la supplic. Sotto linfluenza del sonno ritornava debole e chimerico, come irretito in una interminabile e morbida adolescenza

Chiuse gli occhi, mentre Saha, vigile, seguiva il carosello dei segni misteriosi che, nelloscurit, sagitano intorno agli uomini addormentati.

Alain sognava profusamente, e discendeva nel sogno per piani successivi. Quando si destava, poi, non raccontava mai le sue avventure notturne, geloso di un dominio fatto esteso da uninfanzia delicata e mal diretta, da lunghe permanenze fra le coltri durante la sua crescita brusca di lungo ragazzo filiforme. Amava i suoi sogni, li coltivava e per nulla al mondo avrebbe tradito le tappe che lo attendevano. Al primo alt, mentre percepiva ancora il suono dei clacson nella strada, incontr volti girevoli ed estensibili, familiari e difformi chegli attravers come avrebbe attraversato, salutando a destra e a sinistra, una folla benevola. Girevoli, convessi, si avvicinavano ad Alain facendosi sempre pi grandi. Chiari su fondo cupo si schiarivano ancora come se avessero ricevuto la luce dal dormiente stesso. Muniti di un grosso occhio evolvevano secondo una rotazione leggera. Ma una volta sottomarina li respingeva lontano appena toccavano uninvisibile barriera. Nellumido sguardo di un mostro rotondo, nella pupilla di una luna grassoccia o in quella dellarcangelo traviato e crinito di raggi, Alain riconosceva la stessa espressione, la stessa intenzione che nessuno di essi aveva ancora chiarito e lAlain del sogno notava con sicurezza: Me la diranno domani. Talvolta quelle apparenze perivano scoppiando, si sparpagliavano in detriti debolmente luminosi; talaltra esistevano solo come braccia, mani, fronte, globo ottico pieno di pensieri, polvere astrale di nasi, di menti, e sempre quellocchio protuberante che, proprio al momento di spiegarsi, girava e mostrava laltra sua faccia nera Alain addormentato pass, sotto la vigilanza di Saha, attraverso il suo naufragio quotidiano, oltrepass luniverso delle figure convesse e degli occhi, discese attraverso una zona oscura che ammetteva soltanto un nero formidabile, indicibilmente variato e come composto di colori sommersi, e approd finalmente al sogno maturo, completo e ben formato. Cozz contro una parete producendo un gran rumore simile al suono formicolante e prolungato di un cimbalo e sbocc nella citt del sogno, fra i passanti, gli abitanti in piedi sulla soglia delle loro case, i vigili coronati doro nelle piazze, e le comparse che facevano ala al suo passaggio. Lui, Alain, era completamente nudo, munito di un bastoncino, ed estremamente lucido e scaltro: Se cammino un po in fretta, dopo essermi annodato la cravatta in un certo modo, e soprattutto fischiettando, ci sono molte probabilit che nessuno si accorga della mia nudit. Si annod la cravatta a forma di cuore, e fischiett. Gi ma questo non si chiama fischiettare. Quel che io sto facendo sono le fusa. A fischiettare si fa cos. E ancora faceva le fusa. Bene. Non il caso di scoraggiarsi. In fondo non si tratta che

di attraversare questa piazza inondata di sole e di girare intorno al chiosco dove suona la banda militare. Un gioco da ragazzi. Mi slancio facendo qualche salto mortale per sviare lattenzione e approdo nella zona dombra. Ma si sentiva paralizzato dallo sguardo caldo e minaccioso di una comparsa bruna, dal profilo greco perforato da un grande occhio di carpione La zona dombra, la zona dombra Due lunghe braccia dombra, graziose e tutte stormenti di foglie di pioppo accorsero alla parola ombra e portarono Alain a riposare, durante lora pi ambigua della breve notte, nella tomba provvisoria dove i vivi in esilio sospirano, si bagnano di pianto, lottano e soccombono per rinascere smemorati col giorno.

Il sole alto sfiorava la finestra quando Alain si dest. Il grappolo giallo di citiso pendeva, lucidissimo, sopra la testa di Saha, una Saha diurna, innocente e azzurra, assorta nella sua toletta. Saha! Me-rrenn! rispose la gatta sonoramente. E colpa mia se hai fame? Potevi andartene da basso a chiedere il tuo latte, se avevi fretta. Ella saddolc nelludir la voce dellamico, ripet la medesima parola in tono pi sommesso, mostrando le sue fauci sanguigne, i bianchi canini. A quello sguardo pieno di leale ed esclusivo amore, Alain si allarm: Dio mio, quella gatta! Che fare di quella gatta? Mero dimenticato che sto per prendere moglie E la necessit di abitare in casa di Patrick. Si volse verso il ritratto di Camilla, su acciaio cromato, dove la fanciulla brillava, come bagnata dolio, con una macchia lucente al posto dei capelli, la bocca di smalto vetrificato dun nero dinchiostro, gli occhi vasti tra le palizzate delle ciglia. Magnifico lavoro! brontol Alain. Dimenticava di averla scelta proprio lui, per la sua camera, quella fotografia che non somigliava n a Camilla, n ad alcun altro. Quellocchio Lho gi visto, quellocchio. Prese una matita, rimpicciol un poco locchio, attenu leccesso di bianco, e non riusc che a sciupare il ritratto. Muek, muek, maaa disse Saha rivolgendosi ad un piccolo bombice prigioniero fra il vetro e la tendina di tulle. Le tremava il mento leonino, balbettava di cupidigia. Alain colse la farfalla con due dita e la offerse alla gatta. Antipasto, Saha. Un rastrello, in giardino, pettinava con noncuranza la ghiaia. Alain vide, col pensiero, la mano che guidava il rastrello, mano di donna ormai quasi vecchia, mano macchinale ostinata e liscia sotto un grosso guanto da gendarme. Buongiorno, mamma grid Alain. Gli rispose, da lontano, una voce; una voce di cui non ascoltava le parole, murmure affettuoso, insignificante e necessario Discese di corsa, colla gatta alle calcagna. In pieno giorno, Saha sapeva mutarsi in una specie di cane turbolento, precipitar chiassosamente gi dalle scale, raggiungere il giardino a salti

rozzi e privi dogni magia. Sedette sul tavolino della colazione, fra le macchie di sole, vicino al piatto di Alain. Il rastrello, che sera taciuto, lentamente riprese il suo lavoro. Alain vers il latte di Saha, vi dilu un pizzico di zucchero e un pizzico di sale, poi si servi con gravit. Quando mangiava da solo non aveva da arrossire di certi gesti elaborati dal ricordo incosciente dellet maniaca fra i quattro e i sette anni. Poteva liberamente accecare di burro tutti gli occhi del pane e aggrottar le sopracciglia quando il livello del caffellatte oltrepassava una linea dimmersione costituita da un certo arabesco doro. Alla prima tartina, grossa, doveva seguirne una sottile, mentre la seconda tazza di caffellatte esigeva una zolla di zucchero supplementare E poi un piccolissimo Alain dissimulato in fondo al giovanottone biondo e bello, aspettava con impazienza che la fine del pasto gli consentisse di leccare per ogni verso il cucchiaio del vasetto del miele, un vecchio cucchiaio davorio annerito e cartilaginoso. Camilla in questo momento fa colazione in piedi e camminando, morde una lama di prosciutto magro tra due fette di pan tostato. Posa e dimentica, su tutti i mobili, una tazza di t amaro. Alz gli occhi sul suo dominio di fanciullo privilegiato, dominio chegli prediligeva e credeva di conoscere. Sopra il suo capo i vecchi olmi severamente allineati fremevano soltanto colla punta delle loro giovani foglie. Una coltre di silene rosa, orlata di myosotis, spiccava in mezzo a un prato. Lalbero morto lasciava pendere dal suo gomito scarnito una sciarpa di polygonium, palpitante ad ogni soffio di vento, misto a clematidi violette a quattro petali. Un apparecchio per innaffiare, ritto sopra lunico piede, roteava in mezzo al prato aprendo la sua coda di pavone bianco attraversata da un instabile arcobaleno. Un giardino cos bello, un giardino cos bello mormor Alain. Misur, offeso, il silenzioso ammasso di calcinacci, di travi e di sacchi di gesso che disonorava il lato occidentale della casa. Gi, domenica, non lavorano Per me, era domenica tutta la settimana. Sebbene fosse giovine, capriccioso e coccolato viveva secondo il ritmo commerciale dei sei giorni, e sentiva la domenica. Un piccione bianco si mosse furtivo dietro i cespugli carichi di grappoli rosati. Non un piccione, la mano inguantata della mamma.

Il grosso guanto bianco, a fil di terra, raddrizzava uno stelo, strappava qualche filo derbaccia cresciuto nella notte. Due verdoni vennero a bezzicar sulla ghiaia le briciole della colazione, e Saha li segui collocchio, senza riscaldarsi. Ma una cingallegra, sospesa a testa in gi al ramo di un olmo proprio sopra la tavola, chiam la gatta, per sfida. Seduta, colle zampe unite, il suo gorgerino da bella donna ben teso e la testa allindietro, Saha cercava di dominarsi, ma le guance le si gonfiavano pel furore e le narici le si inumidivano. Bella come un demonio, pi bella di un demonio le disse Alain. Volle carezzarle il cranio largo, abitato da un pensiero feroce, e la gatta lo morse bruscamente per dare uno sfogo al proprio corruccio. Alain contempl sul palmo della propria mano due perline di sangue con lansia iraconda di un uomo morso dalla sua femmina in pieno piacere. Cattiva Cattiva Guarda che cosa mi hai fatto! Saha abbass la fronte, fiut il sangue e interrog timorosa il volto dellamico: ella sapeva come farlo sorridere, come intenerirlo. Colse sulla tovaglietta un biscottino e lo tenne alla maniera degli scoiattoli. La brezza di maggio passava su di loro, piegava un rosaio giallo che odorava di ginestra. Fra la gatta, il rosaio, le cingallegre a coppie e gli ultimi maggiolini, Alain assapor uno di quei momenti che sfuggono alla durata umana, langoscia e lillusione di smarrirsi nella propria infanzia. Gli olmi ingigantirono, il viale larghissimo si perde sotto gli archi dun pergolato scomparso poi, come il dormiente in preda a un incubo che cade da una torre, Alain riprese coscienza dei suoi ventiquattranni. Avrei dovuto dormire unora di pi: sono le nove e mezzo appena. E domenica. Anche ieri per me era domenica Troppe domeniche Ma domani Sorrise a Saha con aria di complicit. Domani, Saha, c lultima prova dellabito bianco. Senza di me una sorpresa Camilla bruna abbastanza perch il bianco le doni E intanto io andr a veder la macchina. Un roadster ha laria un po gag, come dice Camilla Ecco che cosa ci si guadagna ad essere sposini tanto giovani Con un balzo verticale, salendo nellaria come un pesce verso la superficie dellacqua, la gatta raggiunse una pieride orlata di nero. La mangi, tossi, sput unala, si lecc con affettazione. Il sole scherzava sul suo pelame lilla e azzurrino come la gola dei colombi selvatici. Saha! Ella volse il capo e gli sorrise apertamente.

O piccolo puma! Gattina cara cara! Creatura delle cime! Come farai a vivere quando saremo separati? Vuoi che entriamo in un convento tutte due? Vuoi che non so, io! Saha lo guardava, lo ascoltava con aria tenera e distratta, ma ad una inflessione pi tremula della voce amica distolse lo sguardo. Intanto, verrai con noi perch non hai paura dellautomobile. Se invece del roadster prendessimo un cabriolet, dietro i sedili c uno sporto Tacque e sincup al recente ricordo di una voce di giovinetta, voce vigorosa, ben timbrata, fatta per i richiami all aria aperta, appoggiata arditamente sulle grandi vocali A e O, una voce che sapeva elencare tutti i meriti del roadster. E poi, sai Alain, quando si abbassa il parabrise, e si preme tutto lacceleratore, straordinario: si sente la pelle della faccia che retrocede fino alle orecchie. Che retrocede fino alle orecchie! Te lo immagini, Saha? Che orrore! Strinse le labbra, fece un viso lungo da ragazzo ostinato, esperto nel dissimulare. Non ancor detta E se preferisco il cabriolet, io? Voglio sperare che avr anchio voce in capitolo. Squadr il rosaio giallo come se fosse la giovinetta dalla bella voce. E di nuovo il viale si allarg, gli olmi divennero pi alti, il pergolato defunto resuscit. Rifugiato contro le sottane di due o tre zie, altiere e colla fronte perduta fra le nubi, un Alain fanciullo spiava unaltra famiglia compatta, fra i blocchi della quale brillava una ragazzina molto bruna, con grandi occhi e capelli nerissimi e inanellati che gareggiavano di splendore ostile e minerale. Di buongiorno, perch non vuoi dire buongiorno? Era una voce daltri tempi, indebolita, conservata attraverso anni di infanzia, di adolescenza, di scuola, di noia militare, di finta gravit, di finta competenza commerciale. Camilla non voleva dir buongiorno. Si succhiava linterno della guancia e accennava una breve rigida reverenza da bimba. Adesso la chiama reverenza a storcipiede Ma quando in collera si morde ancora linterno della guancia Curiosa! E non brutta, in quei momenti Si eccit onestamente pensando alla fidanzata, contento, in sostanza, che fosse sana e un po comune nella foga sensuale. Evoc, nel mattino innocente, immagini atte a provocar talvolta la sua vanit e la sua impazienza, talaltra a suscitare lapprensione e persino lo smarrimento Quando usc dal suo turbamento trov il sole troppo bianco e il vento secco. La gatta era scomparsa, ma non appena Alain si alz, gli fu vicina e

laccompagn camminando con un passo lungo da cerbiatta, evitando i sassolini rotondi della ghiaia rosea. Si avvicinarono insieme ai lavori, ispezionarono con eguale ostilit il mucchio di calcinacci, la portafinestra nuova senza vetri, inserita in un muro, gli strumenti didroterapia, le piastrelle Egualmente offesi valutarono il danno sofferto dal loro passato e dal loro presente. Un vecchio tasso, sradicato, moriva lentissimamente, a testa in gi, sotto la sua capigliatura di radici. Mai e poi mai avrei dovuto permettere una cosa simile, mormor Alain. una vergogna. Tu, Saha, quel tasso lo conoscevi solo da tre anni, ma io In fondo al buco lasciato dal tasso, Saha fiut la traccia di una talpa di cui limmagine, se non lodore, le sali al cervello. Per un minuto si lasci prendere dalla frenesia, rasp come un foxterrier, si rotol come una lucertola, salt sulle quattro zampe come un rospo, cov una pallottola di terra fra le cosce come fa il topo di campagna colluovo rubato, balz fuori dal buco in modo prodigioso, e si ritrov seduta sul praticello, fredda, pudica, padrona del proprio respiro. Alain, grave, non sera mosso. Sapeva restar serio quando i demoni di Saha la trascinavano fuor di lei stessa. Lammirazione e la comprensione dei gatti, rudimenti che gli avevano permesso poi di interpretare Saha con facilit, erano innate in lui. Alain la leggeva come un capolavoro dal giorno in cui, ritornando da unesposizione felina, aveva posato sul praticello rasato di Neuilly una gattina di cinque mesi comperata a motivo della sua testina perfetta, della sua precoce dignit, della sua modestia senza speranza dietro le sbarre di una gabbia. Perch non ha comperato invece un bel gatto dAngora? gli aveva chiesto Camilla. Mi dava del lei, a quellepoca pensava Alain. Non era soltanto una gattina chio portavo a casa: ma lintera nobilt felina, il suo illimitato disinteresse, il suo saper vivere, le sue affinit coi pi eletti fra gli umani Arrossi e si scus mentalmente: Vedi, Saha, solo gli eletti posson capirti. Non era ancor giunto a pensar somiglianza invece di comprensione, perch apparteneva ad un ambiente umano che non vuol riconoscere e neppur concepire le proprie parentele animali. Ma, allet in cui gli altri desiderano unautomobile, un viaggio, una rilegatura rara, un paio di sci, Alain era rimasto pur sempre ilgiovanottochehacomperatoungattino. Il fatto aveva avuto una grande eco nel suo piccolo universo. Gli impiegati della Ditta Amparat & figlio in rue Petits-Champs ne eran rimasti sbalorditi e il signor Veuillet aveva chiesto informazioni intorno alla bestiolina.

Prima di averti scelto, Saha, non avevo forse mai saputo come si potesse scegliere Quanto al resto Il mio matrimonio fa contenti tutti, compresa Camilla E, qualche volta, fa contento anche me Ma Si alz dalla panchina verde, assunse il sorriso dimportanza del figlio Amparat che acconsente a sposare la piccola delle essiccatrici Malmert, una figliola che non del tutto al nostro livello, come diceva la signora Amparat. Ma Alain non ignorava che i Malmertdelle-macchine parlando degli Amparat-della-seta non dimenticavano mai di soggiungere, levando alto il mento: Gli Amparat non sono pi nellindustria della seta, madre e figlio hanno conservato solo una compartecipazione alla Ditta, e il figlio non la fa da padrone. Guarita dalla sua stravaganza, collocchio dolce e dorato, la gatta pareva attendere la ripresa del colloquio mentale, del murmure telepatico verso il quale tendeva un orecchio orlato dargento. E nemmeno tu sei soltanto un puro e scintillante spirito di gatto, no, nemmeno tu, riprese Alain. Il tuo primo seduttore, quel gattaccio bianco senza coda, ricordati, o bruttona, o svergognata, o peccatrice sotto la pioggia Che cattiva madre, la sua gatta! aveva detto Camilla, indignata. Non pensa nemmen pi ai gattini che le han portato via! Parole da giovinetta, riprese Alain diffidente. Le giovinette son sempre buone madri, prima. Un colpo di campanello grave e rotondo cadde dallalto dellaria tranquilla, e Alain si alz dun balzo, come colto in fallo, al rumor della ghiaia macinata dalle ruote. Camilla! Dio mio: son le undici e mezzo! Si strinse addosso la giacca del pigiama, annod la cintura con mano cos nervosa che se ne rimprover: Ma che ho? Andiamo: fra una settimana capiter ben altro Saha, le andiamo incontro?. Ma Saha era scomparsa e gi Camilla avanzava calpestando lerba con passo ardito. Ah! E veramente graziosa! Il sangue con un tuffo gradevole gli sali alla gola, gli arross le guance, ed egli si abbandon completamente allo spettacolo di Camilla tutta vestita di bianco, con un pennellino di capelli neri ben tagliato sulle tempie, una sottile cravatta rossa al collo, e lidentico rosso sulle labbra. Dipinta con arte, con moderazione, la sua giovinezza non riusciva evidente che dopo qualche minuto: allora si scorgeva la guancia candida sotto locra, la palpebra senza rughe sotto un po di cipria grigia, intorno allocchio grande e quasi nero. Il brillante nuovo

nuovo, alla sua mano sinistra, tagliava la luce in mille sprazzi colorati. Oh! esclam, non sei ancora pronto! Con questo tempo! Ma sinterruppe nel vedere gli scarmigliati e ruvidi capelli biondi, il petto nudo sotto il pigiama, il rossore di Alain: e il suo volto di giovinetta espresse in modo cos chiaro la calda indulgenza della donna, che Alain non os pi darle il bacio delle dodici meno un quarto, il bacio del giardino o del Bois. Baciami supplic Camilla sottovoce, come se chiedesse soccorso. Timido, inquieto, mal difeso nel suo leggero pigiama, egli accenn agli arbusti carichi di grappoli rosa donde proveniva il rumore del secatore e del rastrello, e Camilla non os buttargli le braccia al collo. Abbass gli occhi, colse una foglia, ricondusse sulla guancia il pennellino lustro dei suoi capelli: ma, dal moto del suo mento sollevato, dal vibrar delle narici Alain comprese chella cercava nellaria, selvaggiamente, la fragranza di un corpo biondo appena coperto, di un corpo del quale giudic egli in segreto non aveva abbastanza paura.

Al suo risveglio non si pose, dun balzo, a sedere sul letto. Perseguitato, anche nel sonno, dalla camera sconosciuta, socchiuse le ciglia e constat che lastuzia e la prudenza non lavevano abbandonato del tutto durante il sonno, giacch il suo braccio sinistro, steso, delegato ai confini di una steppa di tela, era l in guardia, pronto per la difesa. Ma tutto il vasto letto alla sua sinistra era vuoto e fresco. Se non ci fossero stati langolo appena arrotondato della camera a tre pareti, in faccia al letto, e linsolita oscurit verde e lo stelo di luce viva, giallo come un bastone dambra, che separava le due cortine dombra compatta, Alain si sarebbe riaddormentato, cullato anche da una canzonetta negra cantata a labbra chiuse. Con precauzione gir il capo, socchiuse gli occhi e vide bianca o azzurrina a seconda chella entrasse nello stretto ruscello di sole o si rituffasse nella penombra una giovane donna nuda, con un pettine in mano e una sigaretta fra le labbra, che canticchiava. Ha una bella faccia tosta, pens. Starsene cos tutta nuda Ma dove crede di essere? Riconobbe le belle gambe che da tanto tempo gli erano familiari, ma il ventre, fatto pi corto dallombelico un po basso, lo stup. Una giovinezza impersonale salvava la natica muscolosa e i seni eran leggeri sopra le costole apparenti. E dunque dimagrita? Limportanza del dorso, largo quanto il petto, urt Alain. Ha una schiena volgare. Proprio in quel momento Camilla sappoggi coi gomiti a una delle finestre e arrotond il dorso sollevando le spalle. Ha una schiena da serva. Ma ella si raddrizz ad un tratto, accenn due sgambetti, fece un gesto delizioso come per abbracciare il vuoto. No, no bella Ma che che disinvoltura Mi crede morto? Oppure le sembra una cosa naturalissima gironzolar cos tutta nuda? Ma cambier Ella si volgeva verso il letto, e Alain richiuse gli occhi. Quando li riapri, Camilla stava seduta davanti alla pettiniera, chessi chiamavano la pettiniera invisibile, grossa lastra traslucida di bel cristallo posata sopra unarmatura di acciaio nero. Camilla sincipri il volto, si palp colla punta delle dita la guancia, il mento, e sorrise a un tratto, distogliendo lo sguardo, con una gravit e una stanchezza che disarmarono Alain. dunque felice? Felice perch? Il merito non mio Ma perch nuda? Camilla! grid. Saspettava chella corresse verso la camera da bagno, incrociasse le mani sul sesso, velasse i seni con qualche

indumento carpito a volo: invece ella accorse, si chin sul giovane disteso, gli arrec rifugiato sotto le sue braccia, nascosto nellalga di un azzurro cupo che le fioriva il piccolo ventre senza stile il suo vigoroso odore di bruna. Caro! Hai dormito bene? Tutta nuda cos! la rimprover Alain. Ella spalanc comicamente i suoi grandi occhi. Gi! E tu? Scoperto sino alla cintola egli non seppe che rispondere. Camilla si pavoneggiava per lui, cos soddisfatta, cos lontana da ogni idea di pudore che Alain le gett, un po bruscamente, il pigiama che giaceva sul letto, tutto spiegazzato. Su, copriti Ho fame, io! Mamma Buque al suo posto, e tutto procede regolarmente! Ella scomparve e Alain volle alzarsi, vestirsi, lisciare i suoi capelli arruffati, ma Camilla torn subito, impacchettata in una grossa vestaglia da bagno nuova nuova e troppo lunga, recando allegramente un vassoio colmo. Che pasticcio, ragazzi miei! Una bacinella, una tazza di terracotta, lo zucchero nel coperchio di una scatola Ma tutto andr a posto! Il mio prosciutto rinsecchito Poche pesche clorotiche, avanzi del lunch Mamma Buque non sa da che parte rifarsi colla sua cucina elettrica. Le insegner io a sostituire i piombi Ho gi provveduto a versar lacqua pel ghiaccio negli scompartimenti del frigorifero Ah, se non ci fossi io! Ecco, signore, il suo caff caldo, il suo latte bollente, e il suo burro durissimo No, non toccare, quello il mio t Che cosa cerchi? No, nulla. A cagione del profumo di caff, cercava Saha. Che ora ? Oh, finalmente una parola tenera! esclam Camilla. Prestissimo, sposo mio. Ho visto alla sveglia di cucina che son le otto e un quarto. Mangiarono, ridendo spesso e parlando poco. Dallodor sempre pi forte delle tende di incerato verde Alain indovinava la forza del sole che le riscaldava e non riusciva a distaccare il proprio pensiero da quel sole esterno, dallorizzonte estraneo, dai nove piani vertiginosi, da quella casa immensa fetta di cacio che per qualche tempo li ospitava. Stava a sentir Camilla come meglio poteva, grato chella fingesse loblio di tutto quel chera accaduto fra loro quella notte, si desse laria di trovarsi come in casa propria in quella dimora doccasione, ostentasse la disinvoltura di una vecchia

sposa dotto giorni almeno. Da quando sera vestita egli cercava un modo per testimoniarle la propria gratitudine. Non mi serba rancore per ci che le ho fatto, n per ci che non le ho fatto, povera piccola Insomma la parte pi seccante passata Saranno tutte cos, un pressa poco, una triste violenza, le prime notti Un mezzo successo, un mezzo disastro Le pass cordialmente un braccio intorno al collo e la baci. Oh, come sei caro! Camilla aveva gridato cos forte e con un tal cuore che arrossi e gli occhi le si empirono di lacrime. Ma coraggiosamente sfuggi alla commozione che linvadeva e balz dal letto col pretesto di portar via il vassoio. Corse verso le finestre, inciamp nella vestaglia troppo lunga, disse una parolaccia e si appese come un marinaio al cordame Le tendine di tela cerata si arrotolarono, e Parigi, i suoi sobborghi evanescenti e sconfinati come il deserto, macchiati di verzura ancor chiara, di vetrate azzurre come elitre di insetti, entrarono dun balzo nella camera triangolare che aveva una sola parete di cemento e le altre due di vetro, sino a mezza altezza. Bello! disse Alain sottovoce. Ma era una mezza bugia, e la sua tempia cerc il rifugio di una giovane spalla emergente dallaccappatoio di spugna. Non unabitazione umana Tutto quellorizzonte in casa propria, nel proprio letto E nei giorni di temporale? Abbandonati al sommo di un faro, tra gli albatros Camilla io aveva raggiunto sul letto, gli aveva circondato il collo con un braccio, e guardava senza paura, a volta a volta, i vertiginosi confini di Parigi e il biondo capo scarmigliato. La sua nuova fierezza che sembrava facesse credito alla prossima notte, ai giorni venienti saccontentava certo delle licenze doggi: giacere in un letto comune, premere colla spalla e collanca il corpo nudo di un giovine uomo, abituarsi al suo colore, alle sue forme, alle sue offese, fissar con sicurezza lo sguardo sul petto arido e muscoloso, sulla curva delle reni che gli invidiava, sullo strano, capriccioso arabesco del sesso. Addentarono la stessa pesca insipida, risero mostrandosi i bei denti umidi, le gengive un poco pallide da ragazzi stanchi. Che giornata, quella di ieri! sospir Camilla. Quando si pensa che certa gente si sposa parecchie volte! Poi, ripresa dalla vanit, soggiunse: Del resto stato bellissimo. Nessun contrattempo, vero?. Gi assenti Alain mollemente.

Oh, tu! Come tua madre Purch non calpestassero le aiole del vostro giardino e non gettassero mozziconi di sigaretta sulla ghiaia tutto andava benissimo. Non vero? Per il nostro matrimonio sarebbe stato ancor pi carino a Neuilly Gi, ma questo avrebbe importunato la gatta sacrosanta Di un po, cattivo, di Che cosa hai da guardarti intorno cos? Nulla, egli rispose con sincerit, poich non c nulla da guardare Ho visto la pettiniera, ho visto la sedia abbiamo visto il letto. Non vorresti vivere qui? Io s, mi ci trovo benissimo. Pensa: tre camere e tre terrazze! Se ci fermassimo qui per sempre? Ma Patrick ritorner dalla sua crociera, fra tre mesi. E che cosa ce ne importa? Lui torna, noi gli spieghiamo che vogliamo restare e lo scaraventiamo fuori. Oh! Saresti capace di una cosa simile? Ella agit affermativamente il suo ciuffo nero con una raggiante e femminile disinvoltura nella sgarberia. Alain volle guardarla con severit, ma sotto quello sguardo Camilla mut, si fece timorosa comegli si sentiva, e allora la baci di colpo sulla bocca. Silenziosa, volenterosa ella gli rese il bacio, cercando con un moto delle reni lincavo del letto, mentre la sua mano libera, che stringeva un nocciolo di pesca, cercava a tentoni nellaria una tazza vuota o un portacenere. Curvo sopra di lei egli attese, carezzandola leggermente, che la compagna riaprisse gli occhi. Ma Camilla stringeva le ciglia sopra due lacrimucce scintillanti che non voleva lasciar scorrere, ed egli rispett quella discrezione, quella fierezza. Avevan fatto del loro meglio, lei e lui, in silenzio, aiutati dal tepore mattutino e dai loro due corpi odorosi e facili. Alain ricordava il respiro accelerato di Camilla, che aveva dato prova di una calda docilit, di uno zelo un poco intempestivo, cos piacevole Non gli ricordava nessunaltra donna, ed egli, possedendola per la seconda volta, aveva pensato solo ai riguardi chella meritava. Giaceva contro di lui, gambe e braccia mollemente ripiegate, colle mani semichiuse, felina per la prima volta Dov Saha? Macchinalmente accenn, su Camilla, una carezza per Saha, le strisci delicatamente le unghie sul ventre. Ella grid di sorpresa, irrigid di colpo un braccio schiaffeggiando cos Alain che fu l l per renderle il colpo. Seduta, collocchio ostile sotto un ciuffo di capelli ritto, Camilla lo guardava minacciosa. Saresti un vizioso, per caso?

Alain non si aspettava una simile uscita e scoppi in una risata. Non c nulla da ridere, grid Camilla. Ho sempre sentito dire che gli uomini che fanno il solletico alle donne sono viziosi, e anche sadici! Per rider meglio Alain scese dal letto, dimentico di esser nudo. Camilla tacque cos bruscamente chegli si volse e sorprese il volto di lei raggiante, stupito, attento a quel giovine che una notte di matrimonio le aveva dato intero. Occupo il bagno per dieci minuti, permetti? Apr la porta a vetri, allestremit della parete pi lunga, che avevano battezzato ipotenusa. E poi far una scappata dalla mamma Va bene Vuoi che taccompagni? Egli parve cos urtato chella arrossi, per la prima volta in quel giorno. Voglio vedere se i lavori Oh, i lavori! Per quel che ti interessano, i lavori! Confessa, e incroci le braccia al seno con gesto da tragedia, confessa che vai a trovare la mia rivale. Saha non tua rivale rispose Alain con semplicit. E come potrebbe essere tua rivale? prosegui fra s e s. Tu non puoi avere rivali che nel regno dellimpuro Oh, non pretendevo una protesta cos seria, caro Va presto. E non dimenticare che oggi si fa colazione da Leopoldo, da scapoli! Finalmente scapoli! Tornerai presto? Ricordati che dobbiamo andare a spasso: hai capito? Egli capiva soprattutto che la parola ritornare assumeva un significato nuovo, stranissimo, forse inaccettabile, e guard Camilla di traverso. Ella metteva in mostra, rivendicava la sua stanchezza di sposa novella, il leggero gonfiore della palpebra inferiore, sotto langolo dellocchio spalancato. Avrai dunque sempre, appena uscita dal sonno, un occhio cos spalancato? Non sei capace di tenere gli occhi socchiusi? Mi d il mal di capo vedere occhi cos aperti Provava un piacere maligno, unelusiva comodit nehinterpellarla cos, fra s e s: meno scortese che esser sinceri, dopo tutto. Ebbe fretta di trovarsi nel bagno quadrato, nellacqua calda, in una solitudine propizia alla meditazione. Ma poich la porta a specchi aperta nellipotenusa lo rifletteva da capo a piedi Alain lapr con compiacente lentezza e non si affrett a richiuderla.

Nelluscir dallappartamento si sbagli, si trov su una delle terrazze che costeggiavano la Fetta-di-formaggio e ricevette in pieno viso la secca sventagliata del vento dellest che inazzurrava Parigi, rapiva i pennacchi di fumo e faceva apparir nitide, laggi, le cupole del Sacro Cuore. Sul parapetto di cemento, cinque o sei vasi, recati da mani benintenzionate, contenevano rose bianche, gigli macchiati dal loro polline Gli avanzi del giorno prima non son mai attraenti Per mise al riparo dal vento, prima di discendere, i fiori sciupati.

Penetr nel giardino come un adolescente che abbia, di nascosto, trascorso la notte fuor di casa. Il penetrante odor del terriccio appena innaffiato, il segreto vapor dimmondizie che nutre i fiori grassi e costosi, le perle dacqua disperse dalla brezza aspir tutto con un profondo sospiro e scopri, al tempo stesso, che aveva bisogno desser consolato. Saha! Saha! Saha arriv solo dopo un momento ed egli non riconobbe subito quel volto smarrito, incredulo, come velato da un brutto sogno. Saha, cara! Se la raccolse sul petto, le lisci i morbidi fianchi che gli parvero un po cavi, le tolse, dal pelame negletto, fili di ragnatele, minuscoli fuscelli di pino e dolmo Ella si riprendeva rapidamente, riconduceva sui suoi lineamenti, nei suoi occhi doro puro unespressione familiare e la dignit del gatto Sotto i suoi pollici Alain percepiva le palpitazioni di un cuoricino duro e irregolare e anche un ronron nascente e malsicuro. La mise sopra un tavolino di ferro e laccarezz. Ma al momento di gettar, follemente e per la vita, come sapeva fare, la testina nella mano di Alain, Saha fiut quella mano e indietreggi dun passo. Alain cercava collo sguardo il bianco colombo, la mano inguantata dietro gli arbusti dai grappoli rosei, dietro i rododendri accesi di fiori; e si rallegrava che la cerimonia del giorno innanzi, rispettando il bel giardino, avesse devastato soltanto la dimora di Camilla. Quella gente qui! E quelle quattro damigelle donore in carta rosa E i fiori che avrebbero colto, sacrificati ai corsetti delle grosse signore E Saha Grid, verso casa: Ha mangiato, ha bevuto Saha? Ha una certaria! Son qui, mamma! Allingresso dellatrio apparve una figura bianca e greve che rispose da lontano. Ma no! Figurati che non ha pranzato ieri, e stamattina non ha bevuto il suo latte Credo che ti aspettasse Stai bene, caro? Alain rimaneva deferente, dinanzi a sua madre, ai piedi della scalinata dingresso. Not chella non gli porgeva, come sempre, la guancia, e che teneva le mani, luna sullaltra, alla cintura. Comprese e condivise, con imbarazzo e gratitudine, il pudore materno. Neppure Saha mi ha baciato.

Eppure, la gatta ti ha veduto partire altre volte e si rassegnava alla tua assenza. Andavo meno lontano pens Alain. Vicino a lui, sopra un tavolino di ferro, Saha bevve avidamente il suo latte come una bestia che avesse molto camminato e poco dormito. Alain, non vuoi anche tu una tazza di caff caldo, un panino? Ho gi fatto colazione Abbiamo gi fatto colazione. Ma non troppo bene, immagino! caravanserraglio! In un simile

Alain sorrise perch sua madre diceva sempre caravanserraglio invece di cafarnao. Con occhio da esiliato contempl la tazza ad arabeschi doro vicino alla sottocoppa di Saha, poi il volto della madre grasso e amabile sotto i fitti capelli crespi precocemente bianchi. Non ti ho ancora chiesto se la mia nuova figliola soddisfatta. Temette desser fraintesa e soggiunse in fretta in fretta: S, volevo dire, se sta bene. Benissimo, mamma Andremo a colazione nella foresta di Rambouillet, per provare la macchina Rimasero soli, Saha e lui, in giardino, entrambi intorpiditi dalla stanchezza, dal silenzio, tentati al sonno. La gatta si addorment bruscamente sul fianco, col mento allaria, i canini scoperti, come una belva morta; la piuma di certi alberi, i petali delle clematidi piovevano su di lei senza chella trasalisse dal fondo del sonno in cui gustava, certo, la sicurezza, la presenza inalienabile dellamico. Il suo atteggiamento abbandonato, gli angoli tesi e pallidi delle sue labbra grigio-pervinca rivelavano una miserrima notte di veglia. A sommo del tronco morto ammantato di rampicanti uno sciame dapi sulledera fiorita sosteneva una nota grave di timpano, sempre la stessa, da tante estati Dormire l, sullerba, fra il rosaio giallo e la gatta Camilla verrebbe soltanto per lora del pranzo Sarebbe carino E la gatta, mio Dio, la gatta Dalla parte dei lavori in corso una pialla scorticava unasticella, un martello di ferro batteva sopra una putrella metallica, e gi Alain abbozzava un sogno villereccio popolato di misteriosi fabbri ferrai Quando un campanile vicino batt undici colpi, egli si rialz e fuggi, senza avere il coraggio di svegliare la gatta.

Venne giugno, colle giornate pi lunghe, coi suoi cieli notturni senza mistero sollevati ai bordi a levante e a ponente da luci superstiti di tramonto o daurora Ma giugno crudele soltanto per i cittadini senza automobile, strettamente incasellati tra le pietre calde, pigiati luno contro laltro Intorno alla grande Fetta-di-formaggio unaria sempre mossa tormentava le tende gialle, traversava la camera triangolare e lo studio, soffiava contro la prora delledificio, inaridiva le piccole siepi di ligustro nelle cassette disposte lungo le terrazze. Alain e Camilla vivevano quietamente, facevano passeggiate quotidiane, resi buoni e torpidi dal caldo e dalla volutt. Perch poi la chiamavo lindomita giovinetta? si chiedeva Alain stupefatto. Camilla bestemmiava meno, in automobile, perdeva le durezze despressione, non aveva pi la mania delle botes, dove cantano le giovani tzigane dalle narici equine. Mangiava e dormiva molto, spalancava gli occhi raddolciti, dimenticava i numerosi programmi per lestate e sinteressava ai lavori in corso visitandoli tutti i giorni. Le capitava di far tardi nel giardino della casa di Neuilly: e Alain alluscir dal suo ombroso studio nella Ditta Amparat figlio & Soci, rue des PetitsChamps la ritrovava l, oziosa, disposta a prolungare il pomeriggio, disposta a correr via sulle strade calde. Allora, sincupiva, e stava ad ascoltarla mentre impartiva ordini ai decoratori canterini, agli alteri elettricisti. Camilla gli rivolgeva domande generiche e perentorie come se la presenza di lui le imponesse il dovere di abbandonare la nuova dolcezza. Vanno bene, gli affari? La crisi sempre in vista? Sei riuscito a rifilargliene molta, di seta a pisellini ai principi della moda? Non rispettava neppure il vecchio Emilio e lo scrollava sino a farne piovere formule dense di pitica idiozia: Che cosa ne pensate, Emilio, del nostro nido? Non lavrete mai veduta, eh?, una casa tanto bella. Il vecchio cameriere bofonchiava, tra i favoriti, risposte senza rilievo e senza colore, come lui. Non si riconosce pi nulla Una volta, se mi avessero parlato di case tutte a buchi C una bella differenza Gli uni addosso agli altri, bel divertimento Oppure versava a goccia a goccia su Alain benedizioni accese cupamente da un significato ostile. La giovane signora del signor Alain fa bella cera. Ha anche una bella voce La sentono anche i nostri vicini, tanto parla forte C poco da discutere con quella voce E dice molto chiaro quel che vuol dire Al giardiniere ha detto che la

grande aiola di myosotis e di sileni sembrava un deretano ne rido ancora! E volgeva al cielo limpido un occhio pallido, color dostrica grigia, un occhio che non aveva mai riso. Neppure Alain rideva. Saha lo impensieriva. Dimagriva e pareva stesse perdendo una speranza, la speranza, certo, di rivedere Alain tutti i giorni, e solo. Non fuggiva pi quando arrivava Camilla; ma non accompagnava pi Alain sino al cancello e, quando lo vedeva sedersi vicino a Camilla, lo contemplava con profonda e amara saggezza. Il tuo sguardo da gattino dietro le sbarre Lo stesso, lo stesso sguardo La chiamava a bassa voce Saha, Saha aspirando molto lacca. Ma Saha non scattava pi, non appiattiva sul capo le orecchie; e da quanti giorni non gridava il suo squillante: Mereng! e il Muecmuecmuec! del buonumore e dellavidit. Un giorno Camilla ed Alain furono convocati a Neuilly per constatare che il nuovo bagno-piscina, quadrato, massiccio, enorme, minacciava di far sprofondare il pavimento: e Alain ud sua moglie sospirare: Non finiranno mai, dunque!. Ma disse sorpreso credevo che tu preferissi la Fetta-di-formaggio coi suoi cormorani, le sue procellarie S, s, ma insomma E poi questa la tua casa, la tua vera casa La nostra casa. Pesava sul braccio di lui, un po molle, stranamente smarrita. Il bianco dei suoi occhi, azzurrino quasi come il vestito estivo, il ritocco perfetto e inutile della sua guancia, della sua bocca e delle sue palpebre non lo commossero. Eppure, per la prima volta, gli parve chella chiedesse, senza parlare, il suo consenso. Camilla qui con me! Di gi! Camilla in pigiama sotto le volte del rosaio Uno dei rosai, il pi vecchio, gli porgeva, proprio allaltezza del suo volto, un fascio di rose appena sbocciate e gi scolorite, che, la sera, imponevano il loro profumo orientale sino alla scalea. Camilla, in accappatoio di spugna sotto il viale degli olmi Non era meglio, dopo tutto, tenerla ancora confinata nel piccolo belvedere della Fetta-di-formaggio? Qui no, qui no non ancora La sera di giugno, gonfia di luce, tardava a declinar verso la notte. Alcuni bicchieri vuoti, sopra uno sgabello di paglia, trattenevano i grossi calabroni rossicci, ma sotto agli alberi salvo i pini si allargava una zona di umidit impalpabile, una

promessa di frescura. N i gerani rosati che prodigavano il loro profumo meridionale n i papaveri di fuoco soffrivano della rude estate che incominciava. Qui no, qui no scandiva Alain sul ritmo del suo passo. Cercava Saha ma non voleva chiamarla a voce alta. La trov accoccolata sul basso muricciolo che arginava un rialzo del terreno coperto di lobelie azzurre. Dormiva, o fingeva di dormire, arrotolata su se stessa, a turbante. Arrotolata cos a turbante, a questora e con questo tempo? Ma un atteggiamento invernale questo! Saha, cara! Ella non trasali quandegli la prese e la sollev in alto; spalanc gli occhi incavati, bellissimi, quasi indifferenti. Mio Dio, come sei leggera! Ma tu non stai bene, caro piccolo puma. Con Saha in braccio raggiunse correndo la mamma e Camilla. Ma Saha malata, mamma! Ha il pelo scarruffato, leggera leggera: e non mi dite nulla! E perch non mangia pi, disse la signora Amparat. Non vuol mangiare. Non mangia! E poi, che c, ancora? Cullava la gatta contro il proprio petto e Saha si abbandonava col respiro mozzo e le narici aride. Gli occhi della signora Amparat, sotto i riccioli bianchi, si rivolsero intelligentemente a Camilla. E poi nulla disse. Si annoia senza di te, disse Camilla. E la tua gatta, vero? Alain credette che Camilla si burlasse di lui, e rialz il capo in atto di sfida. Ma Camilla non aveva mutato espressione e osservava Saha con curiosit. Le fece una carezza, e la gatta chiuse gli occhi. Tocca le sue orecchie, disse Alain bruscamente. Scottano. Pens un attimo poi disse: Bene. La porto via. Mamma, ti dispiace di farmi dare il suo paniere? E un sacchetto di sabbia. Al resto penseremo noi. Capisci che non voglio assolutamente che La gatta crede che. Sinterruppe e si rivolse, finalmente, alla moglie: A te non secca, vero, Camilla, che teniamo Saha con noi fino al nostro ritorno qui?.

Figurati! Ma dove la metterai, di notte? soggiunse con tanta ingenuit che Alain arrossi, per la presenza della madre. Rispose secco: Sceglier lei. Se ne andarono in fila indiana. Alain portava Saha, muta nel suo paniere da viaggio, il vecchio Emilio era curvo sotto il sacco di sabbia e Camilla veniva per ultima, responsabile di un vecchio plaid di kasha tutto sfrangiato, che Alain aveva battezzato il Kashasaha.

Non avrei mai creduto che un gatto potesse acclimatarsi cos in fretta. Un gatto non che un gatto. Ma Saha Saha. Alain, vanitoso, faceva la presentazione di Saha. Anche a lui non era mai capitato di tenerla cos chiusa, prigioniera in venticinque metri quadrati di spazio, visibile ad ogni ora e ridotta, per la meditazione felina, per la sua sete dombra e di solitudine a rifugiarsi sotto le poltrone gigantesche che vagavano senza ormeggi nello studio, o nellanticamera embrionale, o in uno degli armadi mascherati da specchi. Ma Saha voleva trionfare su tutti i tranelli. Si abitu alle ore incerte del mangiare, del coricarsi e del levarsi, elesse a dimora notturna la camera da bagno e il suo sgabello-spugna, esplor la Fetta-di-formaggio senza dimostrazioni di disgusto o di paura. Accondiscese ad ascoltare, in cucina, linutile loquela di mamma Buque che convitava la micina al pasto di fegato crudo. Quando Alain e Camilla uscivano, ella si disponeva sul vertiginoso parapetto e scrutava gli abissi dellaria seguendo con locchio calmo, sotto di lei, i dorsi volanti delle rondini e dei passeri. La sua impassibilit sullorlo dei nove piani, labitudine chella aveva preso di ripulirsi a lungo sul parapetto, atterrivano Camilla. Levala di l, gridava ad Alain. Mi d la nausea, mi fa venire i crampi fin nei polpacci! Alain sorrideva con aria competente e ammirava la sua gatta riconquistata alla gioia di vivere e di nutrirsi. Non era certo molto fiorente n molto allegra, e il suo pelame non aveva ritrovato quelliridescenza azzurrina da gola di piccione. Per, viveva meglio e aspettava il pum smorzato dellascensore che portava Alain, e accettava da Camilla cortesie fuori orario, come un minuscolo piattino di latte alle cinque del pomeriggio, o un ossicino di pollo offerto dallalto, come a un cagnolino che si voglia far saltare. Non cos! Cos rimproverava Alain. E poneva lossicino sul tappeto da bagno o anche sul tappeto bigio dalla lunga lana. Povero Patrick, il suo tappeto! protestava Camilla. Ma un gatto non mangia un osso, n un pezzo di carne sopra una superficie liscia. Quando un gatto prende un ossicino da un piatto e lo depone, prima di mangiarlo, sul tappeto, gli danno dello sporcaccione. Il gatto ha bisogno di tener la preda sotto la zampa mentre mastica o strappa, e non pu far ci che sulla terra nuda o sopra un tappeto. Ma la gente non lo sa Stupita, Camilla lo interruppe: E tu, come fai a saperlo?.

Alain non ci aveva mai pensato, e se la cav con una facezia: Zitta! Lo so perch sono intelligentissimo Ma non dirlo a nessuno! Il signor Veuillet non lo sospetta neppure. Alain insegnava a Camilla gli usi e i costumi dei felini come una lingua straniera ricca di troppe sottigliezze. Senza volerlo, metteva un poco denfasi in tale insegnamento. Camilla lo osservava da vicino e gli rivolgeva mille domande alle quali egli rispondeva senza prudenza. Perch la gatta gioca con una cordicella, mentre ha paura del grosso cordone delle persiane? Perch il cordone un serpente. Ha il calibro del serpente. Ed essa ha paura dei serpenti. Ma ha gi visto un serpente? Alain sollev in faccia alla moglie gli occhi chiari tra le nere ciglia, gli occhi chella trovava cos belli, cos traditori. No No di certo Dove avrebbe potuto vederlo? E allora? Allora lo inventa. Lo crea. Anche tu avresti paura del serpente pur non avendolo mai veduto. S, ma a me lo hanno descritto. Lho visto sulle figure. So che esiste. Anche Saha lo sa. E come? Alain la avvolse in un sorriso imperioso. Come? Lo sa dalla nascita, come sanno le cose le persone di classe. Allora io non sono una persona di classe? Egli saddolc, ma solo per commiserarla. Mio Dio, no Consolati: neppure io del resto. Non credi a quel che ti dico? Camilla, seduta ai piedi del marito, lo contempl coi suoi occhi pi grandi, gli occhi della ragazzina dun tempo che non voleva dire buongiorno. Devo ben crederlo fece poi, gravemente. Presero labitudine di pranzar quasi tutte le sere in casa: per via del caldo, diceva Alain; e per via di Saha insinuava Camilla. Una sera, dopo pranzo, Saha si accucci sopra un ginocchio dellamico. E io? disse Camilla. Ho due ginocchia rispose Alain.

La gatta, del resto, non si valse a lungo del suo privilegio. Misteriosamente avvertita, ritorn sulla tavola di lucido ebano, sedette sul proprio riflesso azzurrino immerso in unacqua tenebrosa, e nulla in lei avrebbe denotato qualcosa di insolito, non fosse stata lattenzione, la fissit con cui contemplava, diritto davanti a s, gli invisibili. Ma che cosa guarda? chiese Camilla. Era graziosa, tutte le sere, a quellora, in pigiama bianco, coi capelli meno tesi, mobili sulla fronte, le guance molto brune sotto gli strati di cipria che, dal mattino, si sovrapponevano. Alain indossava talvolta anche in casa il suo abito estivo, senza panciotto, ma Camilla alzava sopra di lui le mani impazienti, gli toglieva la giacca, la cravatta, gli slacciava il colletto, gli rimboccava le maniche della camicia, rivelava e cercava la nuda epidermide. Alain la trattava da sfrontata, ma si lasciava fare. Ella rideva un po dolorosamente, trattenendo la voglia. Ed era lui che abbassava gli occhi per celare unapprensione non soltanto voluttuosa. Che tempesta di desiderio su quel volto! Ha persino le labbra tese Una donna cos giovine Chi le ha insegnato a prender cos liniziativa? Il tavolino rotondo, fiancheggiato da una piccola dispensa a rotelle, il servitore muto, li riuniva sulla soglia dello studio, vicino alla veranda spalancata. Tre alti, vecchi pioppi, avanzi di un bel giardino distrutto, svettavano allaltezza del terrazzo e il gran disco del sole di Parigi, rosso cupo, immerso nei vapori, calava dietro le loro magre cime ormai quasi prive di linfa. I manicaretti di mamma Buque, che serviva male e cucinava bene, mettevano allegria. Alain, sollevato, dimenticava la giornata di lavoro, gli uffici della Ditta Amparat, la tutela del signor Veuillet. Le sue due prigioniere del belvedere gli facevan festa. Mi aspettavi? mormorava Alain allorecchio di Saha. Ti ho sentito arrivare, gridava Camilla. Si sente tutto, di qui. Ti annoiavi? le chiese egli una sera, col timore chella si lagnasse. Ma Camilla scroll il ciuffo nero, in atto di diniego. Nemmeno per sogno. Sono andata dalla mamma che mi ha fatto conoscere la perla. Quale perla? La donnina che dovr servirmi da cameriera laggi Basta che il vecchio Emilio non le regali un bambino E carina Ella rise rimboccando sulle braccia nude le larghe maniche di crespo bianco prima di tagliare il cocomero dalla rossa

polpa, intorno al quale Saha girava. Ma Alain non rideva, invaso dorrore al pensiero di una nuova serva nella sua casa. Ma, s, confess, figurati che mia madre non ha pi cambiato una persona di servizio da quandero piccino Si vede! lo interruppe Camilla. Che museo! Mordeva una fetta di cocomero e rideva col viso rivolto al tramonto. Alain constat ammirato ma senza particolare simpatia quanto potevan essere vivi, sul volto di Camilla, una certa luce despressione cannibalesca, lo splendore degli occhi, della bocca, una specie di monotonia meridionale. Fece ancora uno sforzo per disinteressarsene. Non vai pi a trovar le tue amiche? Dovresti Quali amiche? protest subito Camilla. E per farmi capire che ti peso? E per sbarazzarti un po di me? Egli alz le sopracciglia, fece schioccar la lingua ed ella cedette subito con un rispetto plebeo verso luomo adirato. vero, sai Non avevo amiche neppure quandero ragazzetta Adesso poi? Mi ci vedi tu in compagnia di una giovinetta? Dovrei trattarla da bambina oppure rispondere a tutte le sue indecenti domande: E come si fa questo, e come ti ha fatto questaltro. Le fanciulle gli spieg con una certa amarezza non stanno bene insieme, non hanno solidariet fra di loro, non sono come voialtri giovanotti Scusa, scusa giovanotti. Ma io non sono un voialtri

Lo so, lo so, dissella, malinconica. E a volte mi chiedo se non preferirei La malinconia passava raramente sopra di lei, e nasceva da una segreta reticenza o da un dubbio inespresso. Tu, continu Camilla, tranne Patrick, che lontano, non hai amici E anche di Patrick, in fondo, te ne infischi A un gesto di Alain, sinterruppe. S, non parliamo di queste cose, disse con intelligenza, se no ci bisticciamo. Lunghe grida di fanciulli salivano dalla terra, raggiungevano nellaria lo stridio appuntito delle rondini. Il bellocchio giallo di Saha, invaso a poco a poco dalla grande pupilla notturna, fissava nello spazio punti mobili, fluttuanti e invisibili. Che cosa guarda la gatta, di? Non c nulla, l dove tien fissi gli occhi. Nulla per noi

Alain evocava, rimpiangeva il fremito leggero, la seducente paura che la sua amica gatta gli procurava venendo, nottetempo, ad accovacciarglisi sul petto. Non ti mette paura, almeno? egli chiese con condiscendenza. Camilla scoppi in una risata come se non avesse atteso altro che quella parola insultante. Paura? Non son molte, sai, le cose che mi mettono paura. E unaffermazione da sciocchina disse Alain, urtato. E va bene, disse Camilla alzando le spalle. Senti il temporale Indic la muraglia violacea di nubi che saliva colla notte: Tu sei come Saha: non ti piace il temporale. A nessuno piace il temporale. Io non lo detesto, disse Camilla, con aria da conoscitrice. In ogni caso non lo temo. Il mondo intero teme il temporale disse Alain ostile. Ebbene, io non sono il mondo intero, ecco tutto. Per me s dissegli con una grazia improvvisa e artificiale da cui ella non si lasci illudere. Oh, brontol sotto voce, ti picchierei. Picchiami! Egli chin verso di lei, attraverso il tavolino, i suoi capelli biondi, fece brillare i denti. Ma Camilla si priv del piacere di scompigliare quei capelli dorati, doffrire il suo braccio nudo a quella bocca brillante. Hai il naso gobbo gli disse invece ferocemente. il temporale rispose Alain ridendo. Camilla non apprezz lo spirito; ma i primi brontoli bassi di tuono sviarono la sua attenzione. Gett il tovagliolo e corse sul terrazzo. Vieni a veder salire i bei lampi. No, disse Alain senza muoversi. Vieni tu. Dove? Egli accenn, col mento, alla loro camera. Sul volto di Camilla apparve lespressione cocciuta, loscura cupidigia chegli ben conosceva. Pure ella esit. Se prima rimanessimo un po a guardare i lampi? Egli fece un cenno di diniego. Perch, cattivo?

Perch, io, ho paura del temporale. Scegli. Il temporale o me. Figurati! Si mise a correre verso la loro camera con un moto pieno dardore che inorgogl Alain. Quando la raggiunse vide chella aveva, apposta, acceso una piccola vetrata luminosa vicino al vasto letto, e, apposta, la spense. Dalla veranda spalancata la pioggia entr, mentre essi ritrovavano la calma, tiepida e schioccante, profumata di ozono. Tra le braccia di Alain, Camilla gli faceva capire che avrebbe voluto, mentre il temporale saliva, chegli dimenticasse ancora una volta, con lei, la sua paura del temporale. Ma egli, nervoso, contava i vasti lampi a ventaglio, i grandi alberi abbaglianti, ritti contro le nubi, e si allontanava da Camilla. Ella si rassegn, si alz sul gomito e ravvi con una mano i capelli crepitanti del marito. Al palpitar dei lampi i loro due volti modellati in gesso azzurrino sorgevan dalloscurit per risprofondarvisi. Aspettiamo la fine del temporale acconsenti Camilla. Ed ecco, disse Alain fra s, ecco tutto quel che trova da dire dopo un incontro, che, parola mia, meritava qualcosa di pi. Poteva star zitta, almeno! Ma, come ha detto Emilio, la giovane signora sa parlar chiaro. Un lampo a scatti, lungo come un sogno, si specchi, lama di fuoco, nel grosso cristallo della pettiniera invisibile. Camilla accost ad Alain la gamba nuda. Fai cos per darmi coraggio? Lo sappiamo che tu non hai paura del fulmine. Alzava la voce per dominare il cavernoso frastuono e le cascate di pioggia sul tetto piatto. Si sentiva stanco e irritato, disposto allingiustizia, atterrito di constatare che non era mai pi solo. Con violenza torn mentalmente alla sua antica cameretta, tappezzata di carta bianca a fiori freddi, la cameretta che nessuna mano aveva mai tentato di ornare o di imbruttire. Il suo desiderio fu cos famelico che il murmure del vecchio calorifero mal regolato segui levocazione dei mazzolini chiari e piatti, murmure e alito caldo di cantina asciutta, uscente da una bocca dalle labbra di rame incastrata nel pavimento. Il murmure si uni a quello della casa intiera, bisbiglio di vecchi domestici lisciati dalluso, inumati fino alla cintola nel loro sottosuolo, indifferenti persino alle attrattive del giardino Dicevano lei parlando di mia madre, ma io, dal mio primo paio di calzoncini in poi, son sempre stato per loro il signor Alain Un secco rumor di tuono lo strapp dal sonno breve nel quale stava scivolando dopo il piacere. Curva sopra di lui, appoggiata ai gomiti, la giovane moglie non si moveva.

Come mi piaci quando dormi! disse. Il temporale se ne va. Egli interpret la frase come lespressione di un desiderio, e si pose a sedere sul letto. Ed io far come lui Che umidiccio, qui Me ne vado a dormire sulla panchina della sala daspetto. Avevano battezzato cos lo stretto divano, unico mobile di una stanzetta bastarda, specie di corridoietto a pareti di vetro che Patrick destinava a sedute di elioterapia. Oh no, no, supplic Camilla, rimani Ma gi egli scivolava fuor del letto. La grande luce che pioveva dalle nubi rivel il duro volto offeso di Camilla. Va! Omettino da nulla! E mentre usciva in questa inaspettata esclamazione gli tir il naso. Con uno scatto del braccio, quasi involontario, ma che non rimpianse, egli scacci la mano irriverente. Una pausa improvvisa della pioggia e del vento li lasci soli in mezzo al silenzio, e come sordi. Camilla si stropicciava la mano intorpidita. Ma disse alfine ma sei un bruto. Pu darsi, disse Alain. Non mi piace che mi si tocchi in faccia. Non ti basta il resto? Non toccarmi mai la faccia. S, s, ripet lentamente Camilla, sei un bruto. Non continuare a ripeterlo Del resto, non me ne importa nulla Solo, stai attenta. Ricondusse sul letto la gamba nuda. Vedi quel grande quadrato grigio sul tappeto? E il giorno che si leva. Vuoi che dormiamo? S Dormiamo rispose la stessa voce incerta. Allora vieni. Distese il braccio sinistro perch ella vi posasse il capo, e Camilla si avvicin docilmente con circospetta educazione. Soddisfatto di s, Alain la scroll amichevolmente, lattir a s ponendole una mano sulla spalla, ma, ad ogni buon conto, la tenne a bada piegando un poco le ginocchia. E saddorment subito. Desta, Camilla respirava senza abbandono e volgeva lo sguardo verso la macchia albescente del tappeto. Ud i passerotti festeggiar la fine del temporale sui tre pioppi che stormivano imitando il rumore della pioggia. Quando, nel cambiar posizione, Alain ritir il braccio, ella ricevette la carezza incosciente di una mano che, scivolando a tre riprese sulla sua testa, sembrava abituata a lisciare un pelame ancor pi morbido dei suoi morbidi capelli neri.

Fu verso la fine di giugno che linconciliabilit si stabili fra di loro come una stagione nuova, colle sue sorprese e, talvolta, coi suoi piaceri. Alain la respirava come unaspra primavera inserita in piena estate. La sua repugnanza a trovare, nella casa natale, un posto per la giovine donna estranea, egli la portava con s, la dissimulava senza sforzo, la rimestava e la coltivava misteriosamente con soliloqui e con la contemplazione sorniona del nuovo appartamento coniugale. Un giorno di calor torrido Camilla, esausta, grid dallalto della loro passerella abbandonata dal vento: Oh! Piantiamo tutto in asso! Prendiamo il nostro macinino e andiamo a tuffarci in qualche luogo! Che ne dici, Alain?. Ci sto, rispose Alain con una prontezza piena di riserve. Dove andiamo? Pot starsene tranquillo mentre Camilla enumerava spiagge e alberghi. Collocchio fisso su Saha prostrata e piatta, meditava e concludeva: Non voglio viaggiare con lei Non non oso Far delle gite, ritornare a casa la sera, o tardi nella notte, sta bene: ma niente pi Non voglio le serate allalbergo, le serate al Casino, le serate. Fremette Ho bisogno di tempo Lo so che ci metto molto tempo ad abituarmi, so di avere un pessimo carattere, ma non voglio partire con lei. Ebbe un moto di vergogna nellaccorgersi che diceva lei, come Emilio e Adele quando, sottovoce, parlavano della Signora. Camilla comper delle carte stradali, e giocarono a viaggiare attraverso una Francia spalancata a sezioni sulla tavola debano lucido che rifletteva due volti diluiti e rovesciati. Sommarono chilometri, parlarono male della loro macchina, si ingiuriarono cordialmente e si sentirono ravvivati, quasi riabilitati, da unamicizia dimenticata. Ma acquazzoni tropicali, senza raffiche di vento, inondarono gli ultimi giorni di giugno e le terrazze della Fetta-di-formaggio. Saha al riparo delle vetrate chiuse osservava i ruscelletti piatti che si snodavano sulle piastrelle e che Camilla prosciugava calpestando asciugamani. Lorizzonte, la citt, la pioggia, tutto aveva il colore delle nubi inesauribilmente gonfie dacqua. Vuoi che prendiamo il treno? sugger Alain con voce soave. Aveva previsto il balzo di Camilla allabborrita parola. Il balzo fu seguito da una bestemmia. Ho paura egli soggiunse che tu ti annoi. Tutti i viaggi che avevamo architettato

Tutti quegli alberghi estivi Tutte quelle trattorie piene di mosche Tutte quelle spiagge piene di bagnanti continu Camilla con tono querulo. Vedi, quando noi partiamo non viaggiamo mica, percorriamo soltanto un certo numero di chilometri Egli la vide un po addolorata e la baci fraternamente. Ma Camilla si rivolse, gli diede un morso sulla bocca e sotto lorecchio, e ancora una volta si dedicarono al gioco che accorcia le ore e allena i corpi a raggiunger facilmente il piacere amoroso. Alain ci perdeva le forze. Quando pranzava dalla mamma con Camilla, e tratteneva gli sbadigli, la signora Amparat abbassava gli occhi e Camilla non poteva fare a meno di ridere, dun piccolo riso gutturale. Notava con orgoglio labitudine che Alain aveva assunto di possederla: abitudine quasi rabbiosa, rapido corpo a corpo; dopo, ansante, la respingeva per rifugiarsi nella parte fresca del letto scoperto. Ingenuamente ella gli si faceva ancor vicina, e Alain non glielo perdonava bench, senza nulla dire, le cedesse di nuovo. A tal prezzo poteva poi ricercare in pace le fonti di quella chegli chiamava la loro inconciliabilit. Era abbastanza saggio per situarle allinfuori dei frequenti possessi. Lucido, aiutato dalla stanchezza, risaliva ai nascondigli ove linimicizia tra uomo e donna si mantiene fresca e non invecchia mai. A volte ella gli rivelava un aspetto comune del suo corpo o dormiva, innocente, in pieno sole. Cos, egli si stup sino ad esserne scandalizzato nel constatare quanto Camilla fosse bruna. A letto, disteso dietro di lei, osservava i capelli corti sulla nuca rasata, allineati come gli aculei di un riccio, disegnati sulla pelle come tratteggi orografici, i pi corti visibili e azzurrini sotto lepidermide sottile prima di emergere da un piccolo poro annerito. Ma non avevo mai avuta una donna bruna? si diceva stupito. S. Due o tre brunette, che non mi hanno lasciato un ricordo cos scuro. E protendeva nella luce il suo braccio, color bianco caldo, un braccio da uomo biondo, screziato da una peluria doro verde, irrigato da vene color di giada. Paragonava la propria capigliatura ai ricci dai riflessi viola che, sul capo di Camilla, lasciavan scorgere, fra gli increspamenti di alga e gli steli di unabbondanza esotica, lo strano candor della cute. La vista di un sottile capello nerissimo appiccicato al bordo di una catinella gli diede la nausea. Poi la piccola nevrosi mut e, lasciando le sfumature, sattacc alla forma. Tenendo stretto, pacificato il giovine corpo di cui loscurit gli velava le ombre precise, Alain si mise a criticare lo spirito creatore, rigoroso (come, in altri tempi, quello della sua nurse inglese: non pi prugne che riso, my baby, non pi riso che pollo), il quale aveva modellato Camilla senza avarizia ma anche senza

nulla concedere alla fantasia e alla prodigalit. Portava con s il biasimo e il rimpianto nel vestibolo dei suoi sogni durante lattimo incalcolabile riserbato al paesaggio oscuro popolato di occhi convessi, di pesci dal naso greco, di lune e di menti. L, desiderava che un deretano 1900, liberamente sviluppato sotto una vita snella, compensasse lacerba piccolezza dei seni di Camilla. Altre volte transigeva, semiaddormentato, e preferiva un seno ingombrante, una mobile e duplice mostruosit di carne dalle punte sensibili Simili appetiti, che nascevano dallamplesso e gli sopravvivevano, non affrontavano la luce del giorno, n il risveglio completo e popolavano solo uno stretto istmo, fra lincubo e il sogno voluttuoso. In calore, quellestranea odorava di legno morso dalla fiamma, di betulla, di violetta, tutto un mazzo di dolci odori cupi e tenaci che gli impregnavano per lungo tempo le palme. Quelle fragranze esaltavano Alain in modo contraddittorio, e non sempre suscitavano in lui il desiderio. Tu sei come il profumo delle rose, disse un giorno a Camilla. Togli lappetito. Ella lo guard, incerta, assunse laspetto un po imbarazzato e umile col quale accoglieva le lodi ambigue. Come sei milleottocentotrenta! mormor. Meno di te, rispose Alain. Ma s, meno di te: io so a chi tu assomigli. A Marie Dubas, me lhan gi detto. Errore gravissimo, figlia mia! Tu somigli, con i bandeaux in meno, a tutte quelle che hanno pianto, sotto Loisa Puget, in cima a una torre Piangevano sulla prima pagina delle romanze col tuo grande occhio greco, convesso, e quellorlo grosso della palpebra che fa balzar la lacrima sulla guancia I suoi sensi, luno dopo laltro, illudevano Alain e condannavano Camilla. Egli fu costretto per ad ammettere chella sapeva sostener bene, a bruciapelo, certe parole che erompevano brevemente da lui, parole pi di provocazione che di gratitudine, allorch, disteso sul dorso, egli la esaminava collo sguardo filtrato dalle lunghe ciglia e valutava, senza indulgenza n parzialit, i meriti nuovi, la fiamma un po monotona, ma gi sapientemente egoista, di una cos giovane sposa, le sue particolari attitudini. Eran quelli momenti di luce schietta, di certezza, e Camilla cercava di prolungare quel mezzo silenzio da pugilato, quellangoscia da corda tesa, da equilibrio pericoloso. Priva ingannato richiami e possedeva di astuzia profonda ella non immaginava che, solo a met dalle sfide interessate, dai patetici anche da una sorta di cinismo polinesiano, Alain ogni volta sua moglie per lultima volta Si

impadroniva di lei come le avrebbe messo una mano sulla bocca per impedirle di strillare, o come lavrebbe accoppata. Rivestita, verticale, seduta presso a lui nella loro automobile, egli, esaminandola, non ritrovava pi ci che aveva fatto di lei la nemica peggiore perch, riprendendo fiato, ascoltando il ritmo decrescente dei battiti del suo cuore, lui stesso cessava dessere il drammatico giovine che si metteva nudo per abbattere la sua compagna: e il breve protocollo voluttuoso, i ludi ginnici, la simulata o reale gratitudine passavano nel novero delle cose finite e che non torneranno certamente mai pi. Allora rinasceva la preoccupazione maggiore chegli accettava come onorevole e naturale, il problema che riprendeva, per averlo da molto tempo meritato, il suo posto, il primo posto. Come impedire a Camilla di abitare la mia casa? Passato il periodo di ostilit contro i lavori egli aveva riposto, in piena buona fede, la sua speranza nel ritorno alla casa natale, nella tranquillante prospettiva di una esistenza al livello del suolo, di una esistenza appoggiata alla terra, a ci che la terra produce. Qui ho la malattia delle cime Ah! sospirava, il disotto dei rami il ventre degli uccelli Terminava, severo: La pastorale non una soluzione. E ricorse allalleata indispensabile, la menzogna. In un pomeriggio tutto fuoco, che ammolliva lasfalto, egli si rec al suo feudo intorno al quale Neuilly non era che vie deserte, tranvai vuoti di luglio, giardini dove i cani sbadigliavano. Prima di lasciar Camilla aveva portato Saha sulla pi fresca terrazza della Fetta-di-formaggio, vagamente inquieto come ogni volta che lasciava insieme, sole, le sue due femmine. Il giardino e la casa dormivano, e la porticina di ferro non cigol. Rose troppo sbocciate, papaveri rossi, i cespugli esotici rigurgitanti di rubini, i cupi antirrini bruciavano, a fasci, solitari, nei prati. Sul fianco della casa erano spalancate la porta e due finestre nuove in una piccola costruzione ad un piano, nuova nuova. Tutto finito constat Alain. Camminava precauzione come nei sogni, sfiorando lerba. con

Un mormorio di voci saliva dal sottosuolo: si ferm, e, senza pensarci, rimase in ascolto. Erano le vecchie voci ben note servilit, brontoli rituali le vecchie voci che una volta dicevano lei e il signor Alain e che stuzzicavano lomettino biondo, la gracile forma virile, il suo pungolo infantile

Ero re si disse Alain sorridendo tristemente. Allora, ci manca poco che lei venga a dormire qui? chiese distintamente una delle vecchie voci. Adele disse fra s Alain. Appoggiato al muro, ascolt senza scrupoli. Come era deciso, disse Emilio colla sua voce tremolante. Quellappartamento combinato proprio male! La cameriera, una Basca grigia e barbuta, interloqu: Altroch! Dalla stanza da bagno si pu sentire tutto quel che avviene nel water! Il signor Alain non sar certo troppo contento. Lultima volta che venuta qui lei ha detto che non ha bisogno di tendine per il salottino, perch non ci sono vicini, dalla parte del giardino. Non ci sono vicini? E noi, allora, quando andiamo in lavanderia? Vedremo tutto, quando lei sar col signor Alain? Alain indovin risa soffocate, e il vetusto Emilio riprese: Oh, non ci sar mica molto da vedere Si far mettere a posto, lei, pi spesso che non immagini Il signor Alain non uno da lasciarsi andare cos, come capita, su un divano a qualunque ora del giorno o della notte Durante una pausa di silenzio Alain non ud pi che il rumor duna lama sopra una cote, ma rest in ascolto contro il muro caldo, cercando distrattamente collo sguardo, fra un geranio ardente e il verde acido del prato, il pelame color pietra lunare di Saha. A me disse Adele il profumo che lei adopera mi fa venire il mal di capo. E i suoi vestiti? rincar Giulietta la Basca. Il suo modo di vestirsi non ha stile. Ha piuttosto il tipo artista, per via della sfacciataggine. Si dice poi che, come cameriera, lei si porter dietro una del brefotrofio o peggio. Un finestrino si chiuse, e le voci si spensero. Alain si sent vile; tremava un poco e respirava come un uomo sfuggito ad un assassinio. Non era n sorpreso n indignato. Il suo modo di giudicar Camilla non era molto lontano dal rigore dei giudici del sottosuolo. Ma il cuore gli batteva perch aveva ascoltato bassamente, senza esserne punito, e aveva raccolto testimonianze di complici ai quali nessun patto lo legava. Si asciug il volto, e respir profondamente come se quella ventata di unanime misoginia, quel pagano incenso dedicato al solo principio maschile lavessero stordito. Sua madre che, destandosi dal sonnellino pomeridiano, apriva le imposte della sua camera, lo vide in piedi, colla guancia ancora appoggiata al muro.

Da madre saggia, grid senza rumore: Oh, ragazzo mio! Ti senti male?. Egli le afferr le mani sopra il davanzale, come un innamorato: Ma no, mamma Passeggiando, son capitato qui. stata unottima idea. Ella non ci credeva affatto; ma entrambi, sorridendosi, mentivano. Posso chiederti un piccolo favore, mamma? Un piccolo favore monetario, scommetto E vero, poveretti, questanno non siete troppo ben forniti No, mamma Vorrei solo chiederti di non parlare a Camilla della mia visita doggi. Siccome son venuto senza un motivo, o meglio senzaltro motivo che il desiderio di darti un bacio, preferisco E poi unaltra cosa Vorrei che tu mi dessi un consiglio Fra noi, nevvero? La signora Amparat abbass gli occhi, scompigli i suoi capelli bianchi e ricciutelli, cerc di allontanare la confidenza. Sai che io parlo poco Mi sorprendi cos, tutta spettinata, come una vecchia zingara Vuoi entrare al fresco? No, mamma Pensi tu che ci sia un modo, unidea che mi perseguita, un modo gentile, si capisce, e gradito a tutti, per impedire che Camilla venga ad abitare qui? Strinse le mani della mamma, aspettando che trasalissero o si ritraessero: ma quelle restarono fredde e docili fra le sue. Sono idee da sposino disse, imbarazzata. Come? S. Fra giovani sposi le cose vanno o troppo bene o troppo male. Non so qual dei due casi sia da preferirsi; certo le cose non procedono mai normali. Ma, mamma, non questo che ti chiedevo, volevo soltanto sapere se non c un mezzo Per la prima volta si trovava impacciato davanti a sua madre; ella non lo aiutava e Alain rivolse il capo, indispettito. Parli come un ragazzo. Te ne vai a spasso con questo caldo, e dopo un litigio vieni a farmi certe domande che devo dire? certe domande che trovano una risposta soltanto nel divorzio O in un trasloco, o Dio sa in quale altra cosa. Quando parlava, subito la coglieva laffanno, e Alain si rimprover nel vederla cos rossa e senza fiato per quelle poche parole. Per oggi basta giudic prudentemente.

Ma non ci siamo bisticciati, mamma. Sono io che non mi abituo allidea, che non vorrei vedere Indic con un largo gesto imbarazzato il giardino che li circondava, lo stagno verde del praticello raso, il letto di petali sotto larco dei rosai, una nube dapi sopra ledera in fiore, la casa brutta e riverita La mano chegli aveva trattenuta in una delle sue si chiuse, sindur in un piccolo pugno, ed egli baci bruscamente quella mano sensibile. Basta, basta per oggi. Addio, mamma. Il signor Veuillet ti telefoner domani alle otto, per quella storia di ribasso nelle azioni Ho miglior cera, adesso, mamma? Alz gli occhi inverditi dallombra della magnolia, rovesci il volto costringendolo, per abitudine, per tenerezza e per diplomazia, allantica espressione infantile. Uno strizzar di palpebra per abbellire locchio, un sorrisetto di seduzione, un cenno delle labbra. La mano materna si riaperse, pass sopra il davanzale, raggiunse e palp su Alain certi punti deboli e conosciuti lomoplata, il pomo dAdamo, il sommo del braccio e la risposta venne solo dopo il gesto. S, un po migliore S, una cera un po migliore Le ho fatto piacere pregandola di nascondere qualcosa a Camilla. Al ricordo dellultima carezza materna, strinse la cintola, sotto la giacca. Dimagro, dimagro Non faccio pi ginnastica fuori che quella dellamore Se ne andava leggero, nel suo completo estivo, e la brezza che cominciava a rinfrescare lo asciugava, spingendo avanti il profumo amaro del suo sudore biondo, parente del nero cipresso. Egli lasciava inviolato il suo baluardo nativo, intatta la sua alleata e sotterranea coorte, e il resto della giornata sarebbe trascorso agevolmente. Certo, sino a mezzanotte, seduto al fianco di Camilla inoffensiva avrebbe bevuto, in macchina, laria della sera, talvolta silvestre fra i querceti fiancheggiati di fossi melmosi, talaltra secca e recante un sentore di aie E porter a casa per Saha un po di gramigna fresca Rimprover a se stesso con violenza il destino della sua gatta che viveva cos discreta e silenziosa a sommo del belvedere. E diventata come la crisalide di se stessa, e per colpa mia

Allora dei ludi coniugali scompariva, ed Alain non laveva mai veduta nella camera triangolare. Mangiava appena appena, aveva perduto il suo variato linguaggio, le sue esigenze e preferiva ad ogni altra cosa la lunga attesa. ancora ridotta ad aspettar dietro le sbarre Mi aspetta. La voce sonora di Camilla, mentre egli giungeva sul pianerottolo, varc la porta chiusa. E sempre quella sporcacciona di una bestia Oh, se crepasse, una buona volta! Che? Avete un bel dire voi, mamma Buque, no, no Me ne infischio, me ne infischio! Distinse ancora qualche parola ingiuriosa. Piano piano gir la chiave nella toppa ma, varcata la propria soglia, non pot acconsentire ad ascoltare senzessere visto. Sporcacciona di una bestia? Ma quale bestia? Una bestia in casa? Nello studio Camilla, in pullover senza maniche, con un berrettino di maglia miracolosamente appiccicato sulloccipite, stava infilandosi rabbiosamente i guanti alla moschettiera e parve stupefatta nel vedere il marito. Sei tu? Ma da dove esci? Non esco. Rientro. E tu, con chi ce lhai? Ella gir lostacolo, attacc Alain con unabile finta. Eh, perbacco, che arie, per una volta che arrivi in orario! Son pronta anchio, e taspettavo. Se arrivo in orario, non maspettavi Con chi ce lavevi? Ho sentito: Sporcacciona di una bestia. Quale bestia? Lo sguardo di lei si fece un po strabico, ma sostenne quello di Alain. Il cane, grid, quel maledetto cane del piano di sotto, il cane del mattino e della sera! Ricomincia! Lo senti abbaiare? Ascolta. Alzando un dito Camilla comand lattenzione, e Alain ebbe il tempo daccorgersi che quel dito tremava. Egli cedette ad un ingenuo bisogno di certezza. Credevo che tu parlassi di Saha, figurati! Io? grid Camilla. Parlare di Saha con quel tono? Non mi arrischierei mai e poi mai! Chiss che cosa mi capiterebbe! Andiamo, dunque, vieni? Comincia pure a far uscire la macchina dal garage. Cerco un fazzoletto, un pullover e ti raggiungo da basso Cerc, prima dogni altra cosa, la gatta, ma non vide, sulla pi fresca delle terrazze, vicino alla poltrona di tela ove

Camilla talvolta dormiva, nel pomeriggio, che dei frammenti di vetro: e li guard con occhio imbambolato. La gatta con me, signore, disse la voce flautata di mamma Buque. Va matta pel mio sgabello di paglia: ci si affila le unghie. In cucina! pens dolorosamente Alain. Il mio piccolo puma, la mia gatta dei giardini, la mia gatta dei lill e dei maggiolini, in cucina! Ah, ma le cose devono cambiare. Baci Saha sulla fronte, le cant sottovoce alcuni versetti rituali e le promise la gramigna fresca e i fiori dacacia zuccherini. Ma gli parve che la gatta e mamma Buque mancassero di naturalezza; specialmente mamma Buque. Pu darsi che torniamo per pranzo, e pu darsi che non torniamo. La gatta ha tutto ci che le occorre? S, signore, s, s signore, disse mamma Buque con precipitazione. Stia certo, signore, che io faccio tutto quel che posso. La donnona era rossa in viso e sembrava l l per piangere: pass sul dorso della gatta una mano amichevole e impacciata. Saha fece la gobba e profer un piccolo menn, una parola da gatto povero e timido, che gonfi di tristezza il cuore del suo amico. La passeggiata fu pi dolce di quanto non si aspettasse. Seduta al volante, locchio pronto, la mano e il piede in perfetto accordo, Camilla lo condusse sino al versante di MontfortlAmaury. Pranziamo fuori, Alain? Caro Gli sorrideva di profilo, bella come sempre al crepuscolo, colla guancia bruna e trasparente, langolo dellocchio e i denti dello stesso scintillante candore. Nella foresta di Rambouillet ella abbass il parabrise e il vento riempi le orecchie di Alain dun rumor di fogliame e dacqua corrente. Un coniglio! gridava Camilla. Un fagiano! Un altro coniglio Per cinque capelli. Non sa daverla scampata bella, quello l! Hai una fossetta nella guancia come nelle tue fotografie infantili disse Alain che si animava. Non parlarmene, sto diventando enorme! disse Camilla scrollando le spalle. Alain stette a spiare il ritorno del riso e della fossetta, e la sua attenzione discese fino al collo robusto, esente da ogni traccia di collare di Venere, un collo inflessibile e rotondo da bella negra bianca.

E vero, ingrassata In un modo delizioso del resto, perch anche i seni In un ritorno su se stesso simbatt nellantico rancor virile: Lei ingrassa a far lamore Ingrassa a mie spese Fece scivolare una mano preoccupata sotto la giacca, si tast le costole e cess dammirar la fossetta e la guancia infantile. Ma ebbe un moto di vanit, poco dopo, prendendo posto al tavolino di un ristorante celebre, nel vedere che gli altri clienti smettevano di parlare e di mangiare per ammirare Camilla: e scambi con sua moglie il sorriso, il moto del mento, tutte le rituali civetterie che si addicono a una bella coppia. Fu per lui soltanto, del resto, che Camilla attenu il suono della sua voce, mostr un po di languore, ebbe certe attenzioni che non eran di prammatica. In compenso Alain le tolse di mano il piatto dei pomodori crudi, il cestino delle fragole, insistette perch prendesse un poco di pollo alla crema e le vers un vino che non le piaceva, ma chella beveva in fretta. Lo sai bene che il vino non mi piace diceva dopo aver vuotato il bicchiere. Il sole, tramontando, non aveva sottratto ogni luce al cielo quasi bianco cosparso di piccole nubi pomellate, di un rosa cupo. Ma dalla foresta, diritta e massiccia dietro i tavolini della trattoria, pareva uscissero insieme la notte e la frescura. Camilla pos la sua mano sopra quella di Alain. Eh! Che cosa? Che c? dissegli sobbalzando. Ella ritir la mano, stupita. Il poco vino bevuto rideva, umido, nei suoi occhi ove danzava, piccina piccina, limmagine dei palloncini rosa sospesi alla pergola. Ma niente, andiamo Sei nervoso come un gatto forse proibito mettere una mano sulla tua? Ho creduto, confesso vilmente, ho creduto che tu volessi dirmi qualcosa di grave Ho creduto disse a un tratto che tu stessi per dirmi che sei incinta La risatina acuta di Camilla attir sopra di loro lattenzione di tutti gli uomini presenti. E la cosa ti ha cos sconvolto? Di gioia o di noia? Non so bene neppur io E a te che effetto farebbe? Contenta o no? Ci abbiamo pensato cos poco Io, almeno Ma perch ridi? E la tua faccia Una faccia da condannato troppo buffo Mi farai scollare tutte le ciglia Sollevava sui due indici le ciglia delle due palpebre.

Non una cosa buffa, una cosa grave disse Alain felice di sviare il discorso. Ma perch ho tanta paura? pensava. E grave, disse Camilla, solo per quelli che non hanno una casa, o han solo due camere. Ma noi Serena, rassicurata nel suo ottimismo dal vino traditore, fumava e parlava come fosse stata sola, seduta di fianco, colle gambe accavallate. Abbassa la sottana, Camilla. Ella non lud, e continu: Noi abbiamo la cosa pi necessaria ad un bimbo: il giardino, e quale giardino! E una camera bellissima colla sua stanza da bagno. Una camera? La tua vecchia camera, che faremo ridipingere. E a proposito ti scongiurerei di non pretendere che dipingiamo una cimasa ad anitroccoli e abeti dei Vosgi su fondo azzurro cielo Avrebbe una triste influenza sul gusto della nostra progenie. Egli si guard bene dallinterromperla. Col viso acceso Camilla parlava abbondantemente, e contemplava, lontano, ci chella veniva costruendo. Non laveva mai vista cos bella. Lattaccatura del collo fusto senza pieghe, fascio di muscoli bene avvolti attirava il suo sguardo, e anche le narici che soffiavano il fumo Quando la faccio godere, chiude la bocca e apre le narici come un cavallino Ud cadere, dalle labbra rosse e sdegnose, predizioni cos pazzesche che cessarono di spaventarlo: Camilla procedeva tranquillamente nella sua vita di donna, fra le rovine del passato di Alain. Accidenti! pensava, com tutto organizzato Buono a sapersi. Un tennis avrebbe preso il posto del grande prato inutile, la cucina i servizi Non ti sei mai reso conto di come siano malcomodi? E di quanto spazio occupino inutilmente? come per la rimessa Tutto questo, caro, lo dico perch tu sappia quanto io pensi alla nostra vera e definitiva sistemazione. Soprattutto, per, dobbiamo agire con ogni riguardo per tua madre, che cos gentile, e non far nulla senza la sua approvazione. No? Egli faceva segno di s, faceva segno di no, a caso, raccogliendo le fragolette di bosco sparpagliate sulla tovaglia. Un provvisorio riposo, un presagio dindifferenza lo avevano immunizzato a partire da la tua vecchia camera.

Una cosa sola pu spingerci ad affrettare le cose, continu Camilla. Lultima cartolina di Patrick, attenzione, datata dalle Baleari Ci vuol meno tempo per Patrick a giunger dalle Baleari a qui, se non si indugia sulle spiagge, che al nostro decoratore per finir tutto. Gli di lo fulminino, quel figlio di Penelope e di una tartaruga maschio! Ma io far la mia voce da sirena Mio piccolo Patrick. E tu sai che gli fa molta impressione, a Patrick, la mia voce da sirena Dalle Baleari, interruppe Alain cogitabondo, dalle Baleari La porta accanto insomma Dove vai? Dove vuoi andare? Si stava cos bene Dritta in piedi, svaniti i fumi del vino Camilla sbadigliava pel sonno e rabbrividiva. Prendo io il volante, disse Alain. Mettiti il vecchio soprabito ch sotto il cuscino. E dormi. Una mitraglia di effimeri, farfalle argento-vivo, lucani duri come ciottoli accorreva davanti ai fari e lautomobile respingeva come unonda laria ingombra dali. Camilla saddorment veramente, diritta, abituata a non pesare, anche addormentata, sulla spalla e sul braccio del guidatore. Salutava soltanto, con piccoli cenni del capo, le asperit della strada. Dalle Baleari ripeteva Alain fra s. Col favor dellaria bruna, dei fuochi bianchi che afferravano, respingevano, decimavano le creature volanti, guadagnava il vestibolo popolatissimo dei suoi sogni, il firmamento cosparso di volti scoppiati, di grossi occhi nemici che rimandavano al giorno seguente una parola di resa, dordine, una cifra Dimentic, cos, di prender la scorciatoia fra Pontchartrain e il dazio di Versailles, e Camilla brontol nel sonno. Brava! applaudi Alain. Ottimi riflessi. Giovani sensi fedeli e vigilanti Oh, come ti trovo amabile, come facile andar daccordo quando tu dormi e io veglio La rugiada inumidiva i loro capelli nudi, le loro maniche, quando misero piede a terra nella strada nuova, deserta sotto il chiaro di luna. Alain alz il capo: al centro della luna quasi piena, in cima ai nove piani, una piccola ombra cornuta di gatto, china, attendeva. Egli la indic a Camilla: Guarda! Come aspetta!. Hai una buona vista rispose Camilla sbadigliando. Se cadesse! Per carit, non chiamarla! Puoi star tranquillo. Anche se la chiamassi, non verrebbe. Sfido io! ridacchi Alain.

Gli erano appena sfuggite quelle due parole, che gi se lo rimproverava. Troppo presto, troppo presto! E come ho scelto male il momento! La mano che Camilla tendeva verso il campanello sarrest. Sfidi? Che cosa sfidi? Va, va, dillo pure! Ho mancato ancora di rispetto allanimale tab? La gatta si lagnata di me? Bel risultato! pensava Alain chiudendo la rimessa. Riattravers la strada e raggiunse sua moglie che lo aspettava in atteggiamento di battaglia. O batto in ritirata, in cambio duna notte tranquilla, o finisco la discussione con una buona scrollata, o E troppo presto. Parlo con te, sai? Saliamo, prima disse Alain. Tacquero, nellascensore esiguo, stretti luno contro laltra. Giunti nello studio Camilla butt lontano il berretto e i guanti come per dimostrare che non rinunciava al litigio. Alain si occupava di Saha, la invitava a scendere dal suo pericoloso osservatorio. Paziente, attenta a non indispettirlo, la gatta lo segui nella stanza da bagno. Se per quello che hai sentito stasera prima di pranzo quando sei tornato cominci Camilla in tono acuto, non appena egli riapparve. Alain aveva preso la sua decisione e la interruppe con aria stanca: Piccina mia, che cosa potremmo dirci? Tutte cose che sappiamo gi: la gatta ti d noia, hai sgridato mamma Buque perch la gatta ha rotto un vaso, o un bicchiere: ne ho visto i cocci Io ti risponderei che tengo molto a Saha, che la tua gelosia sarebbe pressa poco la stessa se avessi conservato dellaffetto per un amico dinfanzia E ci perderemmo la notte. Grazie tante. Preferisco dormire. Guarda, per la prossima volta ti consiglio di giocare danticipo e di procurarti un cagnolino. Immobilizzata, imbarazzata dalla sua collera inutile, Camilla lo guardava colle sopracciglia rialzate. La prossima volta? Quale prossima volta? Che cosa vuoi dire? Giocare danticipo? Poich Alain alzava le spalle ella si fece rossa e nel suo volto, tornato giovanissimo, lintenso brillar degli occhi preannunci le lagrime Oh, che noia! gemette internamente Alain. Adesso confesser tutto, mi dar ragione Oh, che noia!

Senti, Alain Con uno sforzo egli finse la violenza, imit lautorit. No, piccola, no e poi no. Non riuscirai a far s che questa serata deliziosa termini con uno sterile litigio! No, tu non riuscirai a fare un dramma di ci che soltanto una puerilit come non mi impedirai di amare le bestie. Una specie di amara gaiezza pass negli occhi di Camilla, ma ella non parl. Forse ho esagerato Era inutile la parola puerilit Quanto poi ad amare le bestie, che ne so io? Una piccola forma dun azzurro dombra, circondata, come da una nube, da un orlo argenteo, seduta sul limite vertiginoso della notte, occup il suo pensiero e lo scost dal luogo senzanima dove, a palmo a palmo, difendeva le sue risorse disolamento, il suo egoismo, la sua poesia Andiamo, piccola nemica, disse con una grazia sleale, andiamo a riposare Ella apr la porta della stanza da bagno, dove, accoccolata per la notte sullo sgabello-spugna, Saha parve accordarle solo unattenzione minima. Ma perch, ma perch Perch mi hai detto: la prossima volta? Il rumore dellacqua copriva e interrompeva la voce di Camilla, alla quale Alain non rispondeva pi. Quandegli la raggiunse nel vasto letto, le augur buonanotte, la baci distrattamente sul naso senza cipria mentre la bocca di Camilla gli baciava il mento con un piccolo rumore avido. Si dest presto e se ne and piano piano a sdraiarsi sulla panchina della sala daspetto, lesile divano chiuso fra due pareti di vetro. E l egli, da quella notte, si rec a terminare il suo riposo. Chiudeva, da una parte e dallaltra, le tendine dincerato, quasi nuove e pur gi semidistrutte dal sole. Respirava sul proprio corpo laroma stesso della solitudine, laspro profumo felino della bunaga e del bosso fiorito. Con un braccio disteso, laltro ripiegato sul petto riprendeva lattitudine molle e sovrana dei suoi sonni infantili. Sospeso al vertice della casa triangolare favoriva con tutte le sue forze il ritorno dei sogni antichi che la fatica amorosa aveva disperso. Sfuggiva a Camilla pi facilmente di quanto ella non avrebbe voluto, fuggiva da fermo, con un puro atto di ritrazione, poich levasione non significava pi una scala discesa a passi leggeri, lo sbatter dello sportello di un tassi, una lettera breve Nessuna amante lo aveva preparato a Camilla e alla sua facilit di giovinetta, a Camilla e ai suoi appetiti senza

calcoli, a Camilla, anche, e al suo punto donore da camerata offesa. Evaso, sdraiato sulla panchina della sala daspetto, cercava colla nuca un cuscinetto rotondo che preferiva a tutti e tendeva un orecchio inquieto verso la camera che aveva abbandonato. Ma Camilla non riapri mai la porta. Sola, attirava a s il lenzuolo spiegazzato, la coperta di seta ovattata, si mordeva pel dispetto e il rimpianto lindice ripiegato e abbassava con un colpo secco la lunga palpebra di metallo cromato che proiettava attraverso il letto una sottile striscia di luce bianca. Alain non seppe mai se ella aveva dormito nel letto vuoto dove imparava, cos giovane, che una notte solitaria impone un risveglio armato: ricompariva infatti fresca, un po adorna, sdegnosa del pigiama o dellaccappatoio della sera prima. Ma ella non poteva comprendere che lumor sensuale delluomo una stagione breve, che talvolta ritorna, ma non ricomincia pi. Sdraiato, solo, linfedele, bagnato daria notturna, misurava il silenzio e laltezza della cima dai sibili smorzati dei battelli, sulla Senna vicina, e ritardava il sonno sino allapparizione di Saha. Ella veniva a lui ombra pi azzurra dellombra sullorlo della vetrata aperta. Rimaneva l, in agguato e non scendeva sul petto di Alain sebbene egli la pregasse con parole che Saha riconosceva. Vieni, piccolo puma, vieni Gatta delle cime, gatta dei lill, vieni, Saha, Saha, Saha Ella resisteva, seduta pi in alto di lui sul davanzale della finestra. Di lei, egli distingueva soltanto, contro il cielo, il profilo felino, il mento chino, le orecchie appassionatamente orientate verso di lui: e non pot mai sorprendere lespressione del suo sguardo. A volte lalba secca, lalba prima del levar del vento li vide seduti sul terrazzo dellest contemplare, guancia contro guancia, limpallidire del cielo e il volo dei piccioni bianchi che lasciavano ad uno ad uno il bel cedro della Folie-SaintJammes. Insieme, si stupivano desser cos alti sopra la terra, cos soli e cos poco felici. Con un movimento ardente e onduloso da cacciatrice Saha seguiva il volo dei piccioni ed esalava qualche ek ek, eco indebolita dei muek muek deccitazione, di brama, e di gioco violento. La nostra camera, le diceva Alain allorecchio, il nostro giardino, la nostra casa Saha dimagriva nuovamente e Alain la trovava leggera, deliziosa. Ma soffriva nel vederla cos dolce, e paziente come tutti coloro che una promessa sfibra e sostiene. Il sonno riafferrava Alain a mano a mano che il giorno, sorgendo, accorciava le ombre. Frastagliato, prima, e ingrandito dalla bruma parigina, poi rimpicciolito, alleggerito e gi

ardente, il sole sinnalzava, accendendo un crepitio di passeri nei giardini. La luce accresciuta rivelava sulle terrazze, sui davanzali dei balconi, nei cortiletti dove languivano arbusti prigionieri, il disordine di una notte calda, un vestito dimenticato sopra una sedia a sdraio di canna dIndia, bicchieri vuoti sopra un tavolinetto di lamiera, un paio di sandali. Alain odiava limpudore dei piccoli appartamenti oppressi dallestate e ritornava con un balzo al suo letto, attraverso una finestra aperta della veranda. Gi, gi, in fondo alla casa a nove piani, un giardiniere alzava la testa per vedere quel giovane tutto bianco che attraversava con un balzo da malandrino la parete traslucida. Saha non lo seguiva. A volte inclinava unorecchia verso la camera triangolare, a volte osservava senza interesse il risveglio di un mondo lontano, a livello del suolo. Da una casetta caduca un cane, sguinzagliato, si slanciava, muto, girava intorno al giardinetto e non ritrovava la voce che dopo una corsa senza scopo. Donne comparivano alla finestra, una serva furibonda sbatteva le porte, scuoteva cuscini arancione sopra un tetto piatto allitaliana; uomini destati a malincuore accendevano la prima, amara sigaretta Finalmente nella cucina senza fuoco della Fetta-di-formaggio si urtavano la caffettiera automatica a fischio e la teiera elettrica dallobl della stanza da bagno uscivano il profumo e lo sbadiglio ruggente di Camilla Saha, rassegnata, ripiegava le zampe sotto il ventre e fingeva il sonno.

Una sera di luglio, mentre tutte due attendevano il ritorno di Alain, Camilla e la gatta riposavano sullo stesso parapetto, la gatta accucciata sulle zampe ripiegate, Camilla appoggiata sulle braccia in croce. A Camilla non piaceva quel balconcino riservato alla gatta, limitato da due pareti in muratura che lo proteggevano dal vento e da ogni comunicazione con il terrazzo di prua. Si scambiarono unocchiata di pura indagine e Camilla non rivolse la parola a Saha. Si sporse sui gomiti come per contare le file di tende arancione tese come vele dallalto al basso della facciata vertiginosa. Sfior la gatta che si alz per farle posto, si stir e and a riaccucciarsi un poco pi lontano. Non appena era sola, Camilla tornava a somigliare alla ragazzetta che non voleva dir buongiorno ed il suo volto diveniva infantile, con quellespressione di inumana semplicit, di durezza angelica, che nobilita il volto dei bambini. Lasciava vagare su Parigi, sul cielo dal quale la luce fuggiva ogni giorno pi presto, uno sguardo imparzialmente severo, che forse non biasimava nulla. Sbadigli nervosamente, mosse distratta alcuni passi, si sporse di nuovo, obbligando la gatta a saltare a terra. Saha si allontan con dignit e prefer rientrare nella camera. Ma la porta era chiusa e Saha sedette pazientemente. Un istante dopo doveva cedere il passo a Camilla, che si mise a camminare da una parete allaltra a passi bruschi e lunghi: e la gatta salt sul parapetto. Come per gioco Camilla la fece sloggiare, affacciandosi, e Saha di nuovo si ritir contro la porta chiusa. Con locchio fisso allorizzonte, immobile, Camilla le voltava le spalle: eppure la gatta contemplava la schiena di Camilla e il suo respiro si faceva pi frequente. Si lev, gir due o tre volte su se stessa, interrog la porta chiusa. Camilla non sera mossa. Saha gonfi le narici dimostrando unangoscia che somigliava alla nausea, ed un miagolio lungo, desolato misera risposta ad una decisione imminente e muta le sfuggi; Camilla si volse. Era un poco pallida ed il belletto, ora evidente, le disegnava sulle guance due lune ovali. Simulava unaria distratta, come avrebbe fatto sotto uno sguardo umano. Si mise perfino a canticchiare a bocca chiusa e riprese la passeggiata dalluna allaltra parete sul ritmo del suo canto: ma la voce le manc. La gatta fu costretta, per non essere schiacciata, a risalire dun balzo sul suo stretto osservatorio, poi ad appiattirsi contro la porta. Saha si era ripresa e sarebbe morta piuttosto che gettare un secondo grido. Braccando la gatta collaria di non vederla, Camilla passeggiava avanti e indietro, in assoluto silenzio. Saha balzava sul parapetto solo quando i piedi di Camilla erano sopra di lei, e non ritornava sul pavimento del balcone se non

per evitare il braccio teso che lavrebbe precipitata dallaltezza di nove piani. Fuggiva con metodo, saltava con cura, teneva gli occhi fissi sullavversaria e non accondiscendeva n al furore n alla supplica. Lemozione acutissima e la paura della morte bagnarono di sudore le sensibili piante delle sue zampe che lasciarono impronte di fiori sullasfalto del balcone. Parve che Camilla cedesse per prima e lasciasse disperdere la sua forza criminale. Ella commise lerrore di notare che il sole si spegneva, diede unocchiata al suo orologio da polso, tese lorecchio ad un tintinnio di cristalli nellappartamento. Pochi istanti ancora e la sua risoluzione, abbandonandola come il sonno abbandona il sonnambulo, lavrebbe lasciata innocente e sfinita Saha sent che la fermezza della sua nemica vacillava, esit sul parapetto, e Camilla, tendendo le due braccia, la spinse nel vuoto. Ebbe il tempo di udire il raspar delle unghie sullintonaco, di vedere il corpo azzurro di Saha contorto a S, aggrappato allaria con una forza ascendente da trota. Poi indietreggi e si appoggi al muro. Non mostr alcuna tentazione di guardare gi, nel piccolo orto circondato da pilastri nuovi. Ritornata in camera sua port la mano alle orecchie, le ritrasse, scosse la testa come se udisse un ronzio dinsetto, sedette, e fu l l per addormentarsi. Ma la notte che avanzava la rimise in piedi ed ella scacci il crepuscolo, accendendo lastre di vetro, strie luminose, funghi accecanti, ed anche la lunga palpebra cromata che versava uno sguardo opalino attraverso il letto. Si moveva con elasticit, toccava gli oggetti con mani leggere, agili, sognanti. Mi par quasi dessere pi magra disse ad alta voce. Mut dabito, si vesti di bianco. O mia mosca nel latte disse imitando la voce di Alain. Le sue guance ripresero colore al passar di un ricordo sensuale che la restitu alla realt. E attese larrivo di Alain. Curvava la testa verso lascensore ronzante, trasaliva a tutti i rumori tonfi sordi di trampolini, schiaffi metallici, cigoli di battelli ancorati, musiche strangolate che la vita discordante di una casa nuova esala: ma non si meravigli che il bubbolio cavernoso del campanello sostituisse, nellanticamera, il tentar di una chiave nella serratura, e corse lei stessa ad aprire. Chiudi la porta, comand Alain, voglio vedere prima di tutto se non ferita. Vieni ad accendermi la luce. Recava Saha, viva, tra le braccia. And diretto in camera, scost i ninnoli della pettiniera invisibile, pos dolcemente la gatta sulla lastra di vetro. Saha rimase dritta in equilibrio sulle

zampe, ma gir intorno lo sguardo dei suoi occhi profondamente infossati, come se si fosse trovata in una casa estranea. Saha! chiam Alain a mezza voce. Se non s fatta nulla un miracolo Saha! Saha alz la testa come per tranquillare lamico e appoggi la guancia contro la mano di lui. Cammina un po, Saha Cammina! Una caduta di cinque piani E stata la tenda dellinquilino del secondo piano che ha attutito il colpo Di l rimbalzata sul praticello dei portinai; il portinaio lha vista passar per laria. Mi ha detto: credevo fosse un ombrello che cadesse Ma cosha allorecchio? No, un po di bianco del muro Aspetta che le sento il cuore Sdrai la gatta sopra un fianco e auscult le costole pulsanti, il meccanismo minuscolo e disordinato. Coi capelli biondi sparsi, gli occhi chiusi, parve dormire sul fianco di Saha, destarsi con un sospiro, e scorgere appena Camilla che guardava, dritta in piedi e silenziosa, il loro gruppo serrato. Incredibile! Non s fatta nulla o almeno io non trovo altro che un cuore terribilmente agitato ma un cuore di gatto normalmente agitato Chiss come potuto succedere! Gi, lo domando a te, povera piccina, come se tu lo potessi sapere E caduta da quella parte disse guardando la portafinestra spalancata. Salta a terra, Saha, se puoi Dopo un momento desitazione Saha salt, ma torn a sdraiarsi sul tappeto. Respirava in fretta e continuava a girar per la camera uno sguardo incerto. Quasi quasi telefonerei a Chron Ma pure, vedi, si lava. Non si laverebbe se avesse un male nascosto. Ah, Dio mio! Si stir, gett la giacca sul letto e savvicin a Camilla. Che spavento! Ma come sei carina, cos, tutta in bianco Dammi un bacio, mosca nel latte! Ella sabbandon fra quelle braccia che si ricordavano finalmente di lei e non pot trattenere un singhiozzo affannoso. No? Piangi? A sua volta egli si commosse e nascose la fronte fra quei morbidi e neri capelli. Io io figurati! Non sapevo che tu fossi buona! Camilla ebbe il coraggio di non allontanarsi, nelludir quella parola. Alain, poi, torn subito a Saha e volle condurla sulla terrazza a prender caldo. Ma la gatta resistette, e si accontent di accucciarsi sulla soglia, rivolta alla sera azzurrina

come lei. Tratto tratto, aveva un lieve sobbalzo e sorvegliava dietro di s il fondo della camera triangolare. lo shock, spieg Alain. Avrei voluto che andasse fuori Lasciala stare, disse debolmente Camilla, dal momento che non vuole. I suoi capricci sono ordini. Specialmente oggi. Che cosa ci pu essere ancora di mangiabile, a questora? Nove e mezzo! Mamma Buque spinse la tavola sulla terrazza ed essi pranzarono davanti alla Parigi dellest, la pi picchiettata di lumi. Alain parlava molto, beveva acqua e vino, accusava Saha di sbadataggine, di imprudenza di errore felino. Gli errori felini son specie di errori sportivi, debolezze cagionate dallo stato di domesticit, di civilt Non hanno niente in comune con certe sbadataggini e rozzezze quasi volute Ma Camilla non gli chiedeva pi: Come fai a saperlo?. Dopo pranzo prese in braccio Saha e trascin Camilla nello studio, dove la gatta acconsenti a bere il latte che aveva prima rifiutato. Bevendo, tremava per tutto il corpo, come i gatti ai quali si danno da bere liquidi troppo freddi. Lo shock, ripet Alain. E meglio comunque che dica a Chron di passare a vederla domattina Ah, dimenticavo tutto! grid allegramente. Citofona. Ho lasciato in portineria un rotolo portato da Massart, quel bel tipo del nostro tappezziere. Camilla obbed, mentre Alain stanco, pacificato si lasciava cadere in una delle poltrone a rotelle e chiudeva gli occhi. Pronto! citofonava Camilla. S Devesser quello Un gran rotolo Grazie, grazie Cogli occhi chiusi Alain rideva. Ella era tornata vicino a lui e lo guardava ridere. Ma che bella vocina hai fatto Che cos questa vocina nuova nuova? Un gran rotolo Grazie, grazie!, Le rifece il verso. La riservi alla portinaia quella vocina? Vieni, in due avremo appena appena forza bastante per affrontare le ultime creazioni di Massart. Srotol sul tavolo debano un grande telo di whatmann. Subito Saha, innamorata di tutte le cartacce, salt sul disegno acquerellato. Com cara! esclam Alain. Fa cos per dimostrare che non s fatta nulla! Oh, la mia sopravvissuta! Ma non ti pare che abbia un bernoccolo sulla testa? Toccale un po la

testa, Camilla No, non ci son bernoccoli Ma toccala egualmente Una povera, piccola assassina, docile, cerc di uscire dalla segregazione in cui stava sprofondando, sporse la mano e tocc piano, con un odio umiliato, il cranio della gatta. Un selvaggio grido, un balzo epilettico risposero al suo gesto e Camilla fece Ah! come se si fosse scottata. In piedi sul disegno srotolato, la gatta copriva la giovine donna di unaccusa infiammata, erigeva il pelo della schiena, scopriva i denti e il rosso secco delle sue fauci. Alain sera alzato, pronto a proteggere luna dallaltra Saha e Camilla. Attenta E forse forse impazzita Saha Saha lo guard con violenza, ma con una lucidit despressione che escludeva ogni follia. Che cos avvenuto? Dove lhai toccata? Ma non lho toccata. Parlavano a bassa voce, a fior di labbra. Oh, guarda! disse Alain. Non capisco Avanza ancora la mano. No, basta! protest Camilla. E aggiunse: Forse idrofoba. Alain si arrischi ad accarezzare Saha che distese il pelo irto, si modell sotto la palma amica ma ricondusse su Camilla la luce dei suoi occhi. Oh, guarda! ripet lentamente Alain. To, ha una scorticatura sul naso, non avevo visto Sangue coagulato Buona, Saha, buona disse vedendo il furore che cresceva negli occhi gialli. Colle guance gonfie, i baffi rigidi e aggressivi sporti in avanti, la gatta furibonda sembrava ridesse. Lallegria delle battaglie le stirava gli angoli violacei delle fauci, il mobile mento muscoloso, e tutto il viso felino anelava ad un linguaggio universale, ad una parola dimenticata dagli uomini. Che vuol dir ci? fece bruscamente Alain. Che cosa? Sotto lo sguardo della gatta Camilla ritrovava il coraggio e listinto della difesa. Curvo sullacquerello Alain studiava le impronte umide a gruppi di quattro piccole macchie intorno ad una macchia centrale irregolare. Le sue zampe umide? mormor Alain. Avr camminato nellacqua, disse Camilla. Quante storie per nulla!

Alain lev il capo verso la notte azzurra e asciutta. Nellacqua? Quale acqua? Si rivolse alla donna, stranamente imbruttito dagli occhi arrotondati. Sai che cosa significano quelle tracce? disse aspramente. No, tu non ne sai nulla. Significano paura, capisci?, paura. Il sudore della paura, il sudore del gatto, il solo sudore del gatto Dunque, ha avuto paura. Prese con delicatezza una zampa anteriore di Saha e con un dito ne asciug la pianta carnosa. Poi rovesci la vivente guaina bianca ove riposavano le unghie retrattili. Ha tutte le unghie rotte, disse parlando tra s. Si trattenuta, aggrappata Ha graffiato la pietra aggrappandosi E Sinterruppe, prese senza pi dir parola la gatta sotto il braccio e la port nella stanza da bagno. Sola, immobile, Camilla tendeva lorecchio. Teneva le mani intrecciate e, libera, sembrava carica di catene. Mamma Buque, diceva la voce di Alain, c del latte? S, signore, nella ghiacciaia. Allora, gelato. Ma posso farlo intiepidire sul fornello elettrico un attimo E per la gatta? malata? No, La voce di Alain sarrest di colpo, e mut: un po disgustata della carne, con questo caldo Grazie, mamma Buque S, s, vada pure; a domani. Camilla ud suo marito camminare avanti e indietro, aprire un rubinetto; seppe che provvedeva alla gatta, cibo e bevanda freschi. Unombra diffusa, sopra un paralume di metallo, saliva fino al volto di Camilla dove solo le grandi pupille lentamente si movevano. Alain ritorn, stringendo con aria noncurante la cintura di cuoio dei pantaloni, e risedette alla tavola debano. Ma non richiam Camilla vicino a s, ed ella dovette parlar per prima. Hai lasciato in libert mamma Buque? S. Ho fatto male? Accendeva una sigaretta e guardava strabico la fiamma dellaccenditore. Avrei voluto che domattina portasse Oh, ma non importa, non hai bisogno di scusarti. Ma non mi scuso Gi, avrei dovuto farlo Si avvicin alla veranda aperta, attirato dallazzurro della notte. Studiava, nel suo intimo, un fremito che non veniva dallemozione recente, un fremito paragonabile ad un

tremolo dorchestra, soffocato e annunciatore. Dalla FolieSaint-Jammes un razzo sali, scoppi in petali luminosi che ricadendo appassirono ad uno ad uno, e lazzurro della notte ritrov la sua pace, la sua polverulenta profondit. Nel parco della Folie una grotta di finta roccia, un colonnato, una cascata si illuminarono in un bianco incandescente, e Camilla si avvicin. C una festa? Aspettiamo i fuochi dartificio Senti le chitarre? Egli non le rispose, assorto nel suo fremito. Coi polsi e le mani formicolanti, le reni stanche e tormentate da mille punture, il suo stato gli ricordava unesecrata stanchezza, la fatica delle antiche competizioni sportive, in collegio corse a piedi, gare di voga dalle quali usciva vendicativo, sprezzante della propria vittoria o della propria sconfitta; palpitante e sfinito. Era tranquillo in una sola parte dellessere suo, quella che non era pi inquieta per Saha. Da parecchi minuti o forse da un attimo da quando aveva scoperto le unghie rotte di Saha, da quando aveva assistito alla sua furibonda paura, non aveva pi avuto esatta coscienza del tempo. Non un fuoco dartificio, disse. Forse, danze. Dal movimento che Camilla fece, al suo fianco, nellombra, comprese chella non aspettava pi la sua risposta. Camilla si fece pi ardita, e pi vicina. Alain la sent venire senza apprensione, scorse, di profilo, il vestito bianco, un braccio nudo, mezzo volto illuminato di giallo dalle lampade dellappartamento, mezzo volto azzurro, assorbito dalla notte chiara: due mezzi volti divisi dal nasino regolare, dotati, ciascuno, di un grande occhio dalla palpebra quasi immobile. Gi, ballano, approv Camilla. Sono mandolini, non chitarre. Senti, senti: Quei che fan la seerenaata e le belle ascoltaatrii Sulla nota pi alta la voce vacill, ed ella tossi per dissimulare la sua manchevolezza. Che vocina, diceva fra s Alain stupito. Che cosa ne ha fatto della sua voce, aperta come i suoi occhi? Canta con una voce da ragazzina infreddata I mandolini tacquero, la brezza rec un debole rumore umano di piacere e dapplausi. Poco dopo un razzo sali, scoppi in un ombrello di raggi viola dai quali pendevano lacrime di fuoco vivo. Oh! esclam Camilla. Eran scaturiti entrambi dallombra come due statue, Camilla in marmo viola, Alain pi bianco, coi capelli verdastri e le pupille scolorite. Spento il razzo, Camilla sospir.

sempre troppo breve disse con aria querula. La musica lontana ricominci. Ma un capriccio del vento devi il suono degli strumenti a risonanza acuta, e i tempi forti due note daccompagnamento di uno degli ottoni salirono pesantemente fino ad essi. Peccato, disse Camilla. Hanno certo un ottimo jazz Suonano Love in the night. Ne canticchi la melodia con una voce inafferrabile, tremula, alta, una voce come di chi avesse appena finito di piangere. Quella voce nuova raddoppiava il malessere di Alain, faceva sorgere in lui un bisogno di rivelazione, il desiderio di spezzare ci che da parecchi minuti, o forse da un attimo sorgeva tra lui e Camilla, ci che ancora non aveva nome ma rapidamente cresceva, ci che gli vietava di afferrar Camilla per il collo come un camerata, ci che lo teneva affacciato e immobile, attento, presso al muro ancora tiepido del calor del giorno Si fece impaziente e disse: Canta ancora. Una lunga pioggia tricolore, a ramificazioni pendule come i rami di un salice piangente, stri il cielo sopra il parco e rivel ad Alain Camilla sbalordita, gi in atteggiamento di sfida. Cantar che cosa? Love in the night, o qualcosaltro. Ella esit, rifiut: Lasciami sentire il jazz Anche di qui, si capisce che dun morbido. Alain non insistette, trattenne la sua impazienza, dom il formicolio che faceva vibrare tutto il suo corpo. Uno sciame di piccoli allegri soli che gravitavano leggeri sulla notte, prese lavvio mentre Alain li confrontava segretamente colle costellazioni dei suoi sogni preferiti. Questi sono da ricordare Cercher di portarli laggi, not gravemente. Ho troppo trascurato i miei sogni Nel cielo, infine, sopra la Folie nacque e si gonfi una specie daurora vagabonda, gialla e rosa, che scoppi in medaglie vermiglie, in felci fulminanti, in nastri di accecante metallo Grida infantili, dalle terrazze dei piani inferiori, salutarono il prodigio, alla luce del quale Alain vide Camilla distratta, assorta, richiamata in s da altre luci La sua esitazione cess non appena la notte si richiuse, ed egli fece scivolare il suo braccio nudo sotto il braccio nudo di Camilla. Toccandolo gli parve di vederlo, dun bianco appena

tinto dallestate, vestito di una peluria sottile aderente allepidermide, pi dorata verso lavambraccio, pi pallida verso la spalla Sei fredda, mormor. Non stai bene? Ella pianse silenziosamente, e cos dimprovviso che Alain la sospett di aver preparato quelle lacrime. No Sei tu sei tu che che non mi ami. Egli si addoss al muro e strinse Camilla contro il suo fianco. La sentiva tremante e fredda, dalla spalla sino alle ginocchia nude sopra le calze arrotolate. Ella aderiva a lui fedelmente, abbandonandosi con tutto il suo peso. Ah, ah, non ti amo! Ho capito. E ancora una scena di gelosia a cagione di Saha? Egli percep, in tutto il corpo che sappoggiava a lui, unonda muscolosa, una ripresa denergia e di difesa, ed insistette, incoraggiato dallora, da una specie di indicibile opportunit. Invece di adottare come me quella cara bestiola Non saremmo gli unici sposi affezionati ad un gatto, ad un cane Vuoi forse un pappagallo, un uistiti, una coppia di colombelle, un cane, per farmi ingelosire a mia volta? Ella scroll le spalle, protestando a bocca chiusa, con voce corrucciata. A testa alta Alain sorvegliava la propria voce e si incitava. Su, su, ancora due o tre fanciullaggini, qualche battuta di contorno, e riusciremo a qualcosa di serio E come un boccale, Camilla, bisogna che lo rovesci per vuotarlo Su, su Vuoi un leoncino, un giovine coccodrillo di appena cinquantanni No? Va, faresti meglio ad adottare Saha Se appena ti ci mettessi Camilla si strapp dalle sue braccia s rudemente chegli vacill. No, grid. Questo mai! Capisci? Mai! Esal un furibondo sospiro, e ripet a voce pi bassa: Ah no! Mai!. Ci siamo disse fra s Alain con delizia. Spinse Camilla in camera, fece cadere la tenda esterna, accese il rettangolo di vetro nel soffitto e chiuse la finestra. Con un movimento animale Camilla si avvicin alluscita che Alain riapri: A condizione che tu non gridi disse. Fece rotolar vicino a Camilla lunica poltrona e si mise a cavalcioni dellunica sedia a pie del letto ampio, scoperto,

preparato per la notte. Le tende dincerato, spiegate per la notte, davano un tono verdastro al pallore di Camilla e al suo abito bianco spiegazzato. Dunque? interrog Alain. impossibile? Affaraccio? O lei o te? Accomodamento

Ella rispose con un breve cenno del capo e Alain comprese che bisognava lasciar da parte il tono scherzoso. Che cosa vuoi che ti dica? riprese dopo un silenzio. La sola cosa che non voglio dirti? Sai bene che non rinuncer a quella gatta. Ne avrei vergogna. Vergogna davanti a me stesso, davanti a lei Lo so disse Camilla. e davanti a te fini Alain. Oh, io disse Camilla alzando una mano. Conti anche tu, disse Alain duramente. Insomma, soltanto con me che ce lhai? Non hai altro da rimproverare a Saha che il bene che mi vuole? Ella rispose soltanto con uno sguardo torbido e sfuggente: e Alain fu irritato di doverle rivolgere altre domande. Aveva creduto che una scena breve e violenta avrebbe risolto ogni cosa, era partito contando su quella facile soluzione. Ma, dopo aver gettato quel primo grido Camilla sera ripiegata su se stessa e non offriva esca al fuoco. Egli cominci pazientemente: Senti, piccola Che c? Non posso chiamarti piccola? Senti, se si trattasse di un altro gatto, e non di Saha, saresti pi conciliante?. Certo, ella rispose in fretta. Non lameresti cos. Giusto disse Alain con calcolata lealt. Anche una donna, continu Camilla riscaldandosi, anche una donna non lameresti certo cos. Giusto disse Alain. Tu non sei come gli altri che amano le bestie Patrick, lui, ama le bestie Prende i grossi cani per la collottola, li fa rotolare, imita i gatti per veder la loro espressione sbalordita, rifa il verso agli uccelli S, insomma, non ha gusti difficili disse Alain. Tu, unaltra cosa, tu ami Saha Non lho mai nascosto, ma neppure ho mentito dicendoti che Saha non era tua rivale Sinterruppe e abbass le palpebre sul suo segreto, chera un segreto di purezza. C rivale e rivale disse Camilla con sarcasmo.

Arross di colpo, sinfiamm dimprovvisa ebbrezza, savanz verso Alain. Vi ho veduti, grid, alla mattina, quando passi la notte sul divanino Prima che spuntasse il giorno, vi ho visti, tutte due Tese un braccio tremante verso la terrazza. Tutte due seduti non mi avete neppure sentita Ve ne stavate cos, guancia contro guancia And sino alla finestra, riprese fiato, ritorn verso Alain: Di tu, onestamente, se ho torto di non poter vedere quella gatta, torto di soffrire. Egli rimase zitto cos a lungo chella si irrit di nuovo. Ma parla! Di qualche cosa! Al punto in cui siamo Che cosa aspetti? Il seguito, disse Alain. Il resto. Si alz piano, si chin sulla moglie e abbass la voce designando la portafinestra: Sei stata tu, vero? Tu lhai gettata. Con un pronto scatto Camilla ripar a difesa dietro il letto ma non neg. Egli la guard fuggire con una specie di sorriso: Tu lhai gettata gi, disse cogitabondo. Ho ben sentito che tutto era cambiato fra noi Tu lhai gettata gi, e lei si rotta le unghie per aggrapparsi al muro. Chin il capo, immagin lattentato. Come hai fatto a buttarla? Tenendola per la collottola? Approfittando del suo sonno sul parapetto? E molto tempo che meditavi il colpo? Vi siete battute, prima? Alz la fronte, guard le mani e le braccia di Camilla. No, non sei segnata. Ti ha denunciato bene, eh, quando ti obbligai a toccarla Era magnifica. Il suo sguardo abbandon Camilla, abbracci la notte, la cenere di stelle, le cime dei tre pioppi rischiarate dalla luce della camera. Bene, disse semplicemente. Me ne vado. Oh ascolta ascolta supplico Camilla, come pazza, a bassissima voce. Pure, lo lasci uscir dalla camera. Egli apr un armadio, parl alla gatta nella stanza da bagno. Il rumor dei suoi passi avverti Camilla chegli sera messo le scarpe: macchinalmente ella guard lora. Alain ritorn portando Saha in un paniere panciuto di cui mamma Buque si serviva per far la spesa. Vestito in fretta, coi capelli mal ravviati, un fazzoletto di seta al collo, aveva unaria di disordine amoroso, e le palpebre di

Camilla si gonfiarono Ma ella ud Saha agitarsi nel paniere, e strinse le labbra. Ecco, me ne vado ripet Alain. Abbass gli occhi, sollev un poco il paniere e corresse con calcolata crudelt: Ce ne andiamo. Assicur il coperchio di vimini, spiegando: Non ho trovato altro in cucina. Vai a casa tua? chiese Camilla sforzandosi di imitare la calma di Alain. Si capisce. Ma tu posso contare di vederti, in questi giorni? Ma certo. Ad un tratto ella sent che stava per cedere ancora, giustificarsi, piangere, resistette a fatica. E tu, disse Alain, resti sola qui, stanotte? Non avrai paura? Se proprio tu lo volessi, resterei, ma Rivolse il capo verso la terrazza: ma francamente non ci tengo E che cosa conti di dire, a casa tua? Ferita nel sentirsi, con quelle parole, rimandare ai suoi, Camilla si raddrizz: Non ho nulla da dir loro. Son cose che riguardano me sola, penso, e non ho mai avuto alcuna predilezione per i consigli di famiglia. Non posso che darti ragione, per ora. Del resto potremmo decidere, a partir da domani Egli sollev la mano libera per parare quella minaccia davvenire: No. Domani no. Oggi non ha domani. Sulla soglia della camera si volt: Nella stanza da bagno ho lasciato la mia chiave, e il denaro che cera in casa. Ella lo interruppe, ironica: Perch non una cassa di viveri in conserva e una bussola?. Faceva la coraggiosa, lo squadrava con una mano sul fianco, la testa diritta sul bel collo. Cura la scena della mia sortita pens Alain. Volle replicare con unanaloga civetteria dellultima ora, scrollare i capelli sulla fronte, lanciarle uno sguardo smorzato fra le ciglia, sdegnoso di posarsi: ma rinunci ad una mimica incompatibile col paniere delle provviste e si limit ad un vago saluto verso Camilla.

Ella mantenne il suo atteggiamento, il suo apparato teatrale. A distanza egli vide meglio, prima di uscire, comeran cerchiati i suoi occhi, comeran madide le sue tempie, e il collo impeccabile. Da basso, travers macchinalmente la strada colla chiave della rimessa in mano. No, non posso far ci riflett, e, voltate le spalle, si diresse verso il viale, piuttosto lontano, dove di notte passavano i tassi vagabondi. Saha miagol due o tre volte ed egli la calm colla voce. Gi, non posso far questo, ma la macchina sarebbe veramente molto pi comoda. Neuilly impossibile, di notte. Era stupito: aveva contato di provare un senso di riposo e invece, ora chera solo, saccorgeva di perdere il suo sangue freddo; neppure camminare lo liberava dallinquietudine nervosa. Simbatt alfine in un tassi: e trov lunga la corsa di cinque minuti. Rabbrividiva nella notte tiepida, sotto il fanale a gas, in attesa che il cancello saprisse. Saha, che aveva riconosciuto lodor del giardino, miagolava a piccoli scatti nel paniere posato sul marciapiede. Il profumo dei glicini in seconda fioritura travers laria e Alain trem pi forte appoggiandosi or sopra un piede or sopra laltro, come per un freddo pungente. Suon una seconda volta, giacch nulla sera destato nella casa, nonostante la sonorit grave e scandalosa del grosso campanello. Finalmente una luce apparve nelle piccole costruzioni della rimessa ed egli ud sulla ghiaia il passo strisciante del vecchio Emilio. Sono io, Emilio disse quando il volto scolorito del vecchio servitore sappoggi alle sbarre del cancello. Il signor Alain? disse Emilio accentuando il tremolar della sua voce. La giovane signora forse indisposta? Lestate traditrice Il signor Alain ha una valigia? No, Saha Lascia, la porto io. No, non accendere i globi, la luce potrebbe destar la signora Aprimi solo la porta dingresso e torna a letto. La signora sveglia lei che ha suonato per chiamarmi, io non avevo udito il campanello dellingresso Sa, ero nel primo sonno, e allora Alain saffrett per sfuggire alla litania del vecchio, al rumor di passi incerti che lo seguivano. Non inciampava alle svolte dei viali bench la notte fosse illune. Il grande prato, pi pallido delle aiole a fiori, lo guidava. Lalbero morto, coperto di rampicanti, al centro del prato, sembrava un uomo enorme, diritto in piedi, col mantello sopra un braccio. Lodore dei

gerani annaffiati arrest Alain, afferrandolo alla gola. Egli si chin, apr a tentoni il paniere, liber Saha. Saha, il nostro giardino. Egli la sent colar fuor dal paniere e, per tenerezza, cess di occuparsi di lei. Le rese, le dedic la notte, la libert, la terra morbida e spugnosa, gli insetti desti e gli uccelli addormentati. Dietro la persiana del pianterreno una lampada attendeva, e Alain sincup. Parlare, parlare ancora, spiegare a mia madre Spiegar che cosa? E cos semplice, cos difficile Desiderava soltanto il silenzio, la camera tappezzata di mazzolini a tinte piatte, il letto e soprattutto le lacrime veementi, i grossi singulti, rauchi come una tosse, compenso colpevole e furtivo. Entra, caro, entra Nella camera materna era entrato poche volte. La sua egoistica avversione per le fiale contagocce, le scatole di digitalina e i tubetti omeopatici datava dallinfanzia e durava tuttora. Ma non seppe resistere alla vista del letto stretto e senza ricercatezza, della donna dai capelli bianchi e fitti, che si sollevava puntando le braccia. Sai, mamma, nulla di straordinario Accompagn la frase sciocca con un sorriso di cui ebbe vergogna, un sorriso orizzontale a guance irrigidite. La stanchezza gli piombava dun tratto addosso e gli infliggeva una smentita che egli accett. Sedette presso il guanciale della mamma e sciolse il fazzoletto che gli circondava il collo. Ti chiedo scusa se mi presento cos vestito son venuto come mi trovavo. Arrivo ad unora impossibile senza neppur avvisare. Ma tu hai avvisato disse la signora Amparat. Gett unocchiata alle calzature impolverate di Alain. Hai delle scarpe da vagabondo Vengo direttamente da casa Ma ho dovuto cercare un tassi per un bel po Portavo la gatta. Ah, fece la signora Amparat, con laria di chi ha capito, hai riportato la gatta? Si capisce se tu sapessi Si ferm, trattenuto da un bizzarro sentimento di discrezione. Son cose che non si raccontano Non son storie per i genitori Camilla non vuol molto bene a Saha, mamma. Lo so disse la signora Amparat.

Si sforz di sorridere, scroll i suoi capelli crespi. La cosa molto grave! Per Camilla s disse Alain malevolo. Si alz, passeggi fra i mobili ricoperti di fodere bianche, per lestate, come nelle case di provincia. Da quando aveva deciso di non denunciare Camilla non trovava pi nulla da dire. Sai, mamma, non ci son state scene, n rottura di stoviglie. La pettiniera di cristallo intatta, e i vicini non han dovuto accorrere. Per ho bisogno di un po di di solitudine, di riposo. Non ti nascondo che non ne posso pi disse sedendo sul letto. No, non me lo nascondi disse la signora Amparat. Pos una mano sulla fronte di Alain, e rovesci verso la luce quel giovane volto duomo dove spuntava una barba pallida. Egli si lamento, distolse i suoi occhi cangianti e riusc a differire ancora il tumulto di lacrime che si riprometteva. Se nel mio vecchio letto non ci son le lenzuola, mi ci accomoder egualmente, in qualche modo. Nel tuo letto ci son le lenzuola disse la signora Amparat. A quelle parole egli abbracci la mamma, la baci alla cieca sugli occhi, sulle guance, sui capelli, le mise il naso nel collo, balbett buonanotte e usc respirando forte dal naso. Nel vestibolo si riprese e non sali subito le scale perch la notte al suo termine, e Saha, lo chiamavano. Ma non and lontano, la scala dingresso gli bast. Sedette nellombra su un gradino e la mano chegli stese incontr il pelame, i baffi antenne sottili e le fresche narici di Saha. La gatta girava e rigirava su se stessa secondo il costume della fiera carezzevole: parve ad Alain piccolissima, leggera come un gattino neonato, e poich egli aveva fame, pens chella aveva bisogno di mangiare. Mangeremo domani fra poco il giorno vicino Gi era profumata di menta, di geranio, di bosso. Era l, fiduciosa ed effimera, destinata a dieci anni soli, forse, di vita, ed egli soffriva pensando alla brevit di un s grande amore. Dopo di te io sar di chi mi vorr di una donna di molte donne Ma di un altro gatto mai. Un merlo zufol quattro note, di cui rison tutto il giardino, e si tacque. Ma i passeri lavevano udito, e risposero. Sul prato, sui cespugli in fiore nascevano i fantasmi dei colori. Alain distinse un bianco svogliato, un rosso intirizzito pi triste del nero, un giallo invischiato nel verde circostante, un fiore giallo rotondo che presto gravit pi giallo, seguito da occhi e da lune Barcollante, soggiogato dal sonno, Alain raggiunse la

sua camera, gett gli abiti, scopri il letto chiaro, e la freschezza delle lenzuola lo conquist tutto. Sdraiato sul dorso, con un braccio steso, mentre la gatta, muta e assorta, premeva colle zampe alterne la sua spalla egli discendeva a picco e senza arresti nel pi profondo riposo quando un sobbalzo lo ricondusse verso lalba, loscillar degli alberi appena svegli, lo stridere del lontano tranvai. Che cosho? Volevo Ah s, volevo piangere Sorrise, e ricadde addormentato. Sonno febbrile, zeppo di sogni. A due o tre riprese credette di destarsi e di riprender coscienza del luogo ove riposava, ma ogni volta fu disingannato dallespressione scontrosa delle pareti della camera che spiavano un occhio svolazzante. Ma io dormo, insomma, dormo Dormo rispose ancora allo scricchiolio della ghiaia. Ma se vi dico che dormo! grid a due piedi strascicanti che sfioravano la porta. I piedi si allontanarono, e il dormiente, in sogno, sapplaud Ma il sogno, cos frequentemente stuzzicato, era ormai maturo e Alain apr gli occhi. Il sole, chegli aveva lasciato in maggio sul davanzale della finestra, era diventato ormai un sole dagosto e non oltrepassava pi il tronco serico della magnolia di fronte alla casa. Com invecchiata, lestate disse Alain fra s. Egli si alz, nudo, cerc qualcosa da mettersi indosso; trov un pigiama troppo corto dalle maniche strette, un accappatoio scolorito, e li infil con gioia. La finestra lo chiamava, ma egli si imbatt nella fotografia di Camilla, dimenticata presso il capezzale. Esamin con curiosit il ritrattino inesatto, lustro, qua impallidito, l annerito. E pi somigliante di quanto non credessi, pens. Come mai non me nero accorto? Quattro mesi or sono dicevo: Oh, lei molto diversa, fine, meno dura ma sbagliavo La brezza lunga ed eguale correva attraverso gli alberi con un murmure fluviale. Intontito, collo stomaco attanagliato dalla fame, Alain si abbandonava: Com dolce, una convalescenza. A render pi perfetta quellillusione, un dito batt alla porta e la Basca barbuta entr, recando un vassoio: Oh, avrei mangiato in giardino, Giulietta!. Ella abbozz una specie di sorriso tra i suoi peli grigi. Credevo che Vuole che le porti il vassoio gi?

No, no, ho troppa fame Lascia pure qui Saha entrer dalla finestra. Chiam la gatta, che sorse da un invisibile rifugio, quasi nascesse al suo richiamo: ella si slanci sul cammino verticale delle piante rampicanti e ricadde: sera dimenticata delle sue unghie rotte. Aspettami, vengo! And a prenderla, la riport in braccio e insieme si rimpinzarono, lei di latte e di biscotti, lui di tartine e di caff bollente. In un angolo del vassoio una rosellina fioriva lorecchio del vaso da miele. Non una rosa della mamma giudic Alain. Era una rosellina mal fatta, un po misera, una rosa strappata dai rami bassi, che esalava un violento profumo di rosa gialla. Questo, un omaggio della Basca. Saha, raggiante, sembrava ingrassata, dal giorno innanzi. Col gorgerino ben teso, le quattro righe ben marcate fra le orecchie fissava il giardino con occhi da despota felice. Com semplice, nevvero, Saha? Per te, almeno. Il vecchio Emilio entr a sua volta, simpadron delle scarpe di Alain. C uno dei legacci che sta per rompersi Non ne ha un altro, signorino? Non fa nulla, ne metter uno dei miei bel tutto commosso. Decisamente la mia festa si disse Alain. Questa parola lo respinse per contrasto verso la preoccupazione di tutto ci che ieri era quotidiano, la toletta, lora di andare in ufficio, lora di tornare a colazione con Camilla Ma non ho nulla da mettermi! esclam. Il rasoio un po arrugginito, lovulo di sapone rosa, il vecchio spazzolino, li riconobbe nella stanza da bagno e se ne servi con una gioia da naufrago per burla. Dovette scendere in giardino col suo pigiama troppo corto perch la Basca aveva portato via i suoi abiti. Vieni, Saha, Saha Ella lo precedette, e Alain si mise a correre, impacciato dai sandali di rafia sfilacciata, che gli calzavan male. Protese le spalle alla cappa di sole tiepido, e socchiuse gli occhi disabituati al riverbero verde dei prati, al calore ascendente proiettato da un blocco massiccio di amaranti dalla cresta carnosa, da un cespuglio di salvia rossa circondato di eliotropi. Oh, la stessa, la stessa salvia!

Quella piccola aiol a forma di cuore Alain laveva sempre conosciuta rossa, e sempre circondata da eliotropi e protetta da un ciliegio vecchio, magro che a volte, in settembre, dava qualche ciliegia Ne vedo sei sette sette ciliegie verdi! Parlava alla gatta che, collocchio vuoto e dorato, investita dallo smisurato odore degli eliotropi socchiudeva la bocca colta dallestasi nauseata delle fiere sottoposte ai profumi violenti. Saha mastic unerba per rimettersi, ascolt delle voci, strofin il muso contro i duri fuscelli dei ligustri tagliati. Ma non si abbandon ad alcuna esuberanza o irresponsabile allegria e cammin nobilmente sotto il piccolo nimbo argenteo che dogni parte la circondava. Scaraventata dallalto di nove piani, pensava Alain guardandola. Afferrata o spinta Forse si difesa, forse scappata per esser ripresa e buttata Assassinata Cercava, cos fantasticando, di accendere in se stesso la giusta collera, e non ci riusciva. Se amassi veramente, profondamente Camilla, sarei furibondo Intorno a lui il suo regno splendeva, minacciato come tutti i regni. Mia madre sostiene che, fra ventanni, nessuno potr pi tenere case, giardini come questo. Pu darsi. Son disposto a perderli: ma non a lasciarvi entrare i Una scampanellata del telefono, dallinterno della casa, lo mise in allarme. Via! Avrei forse paura? Camilla non tanto stupida da telefonarmi. Rendiamole questa giustizia: non ho mai veduto una giovane signora usare con maggior discrezione quellordigno Ma non pot trattenersi dal correre come poteva, perdendo i sandali, inciampando sulla ghiaia rotonda, e dal gridare: Mamma, chi telefona?. Il grosso accappatoio bianco apparve sulla balconata, e Alain ebbe vergogna daver chiamato. Come mi piace il tuo grosso accappatoio bianco, sempre lo stesso, sempre lo stesso Ti ringrazio pel mio accappatoio disse la signora Amparat. Prolung per un attimo lattesa di Alain. Era il signor Veuillet. Sono le nove e mezzo. Non conosci dunque pi le consuetudini della ditta?

Pettin con le dita i capelli del figlio, gli abbotton il pigiama troppo stretto. Oh, sei proprio carino! Hai deciso di trascorrere la tua vita a piedi scalzi, ora? Alain le fu grato di quel modo cos abile di interrogarlo. No, certo, mamma. Adesso penser a sistemar tutto La signora Amparat arrest teneramente il gesto ampio e vago: Dove andrai, questa sera?. Qui! grid Alain, e gli occhi gli si empiron di lacrime. Oh Dio mio, che ragazzo! disse la signora Amparat, ed egli accolse la definizione con una gravit da collegiale. Pu darsi, mamma. E vorrei appunto prendere un po coscienza di quel che devo fare, uscire da questa infanzia E in che modo? Attraverso un divorzio? una porta che fa rumore Ma che d aria os rispondere, pronto, Alain. E una separazione temporanea, un regime di riposo, o di viaggi non potrebbe dare buoni risultati? Egli alz le braccia, indignato. Ma, cara mamma, tu non sai nulla Sei lontanissima dallimmaginare Stava per dir tutto, per raccontare lattentato. Bene lasciami lontanissima! Son cose che non mi riguardano, abbi un po di riservatezza, andiamo disse precipitosamente la signora Amparat, e Alain approfitt del suo pudico errore. E adesso, mamma, c ancora il lato seccante voglio dire il punto di vista famigliare che si confonde con quello commerciale Dal punto di vista dei Malmert, il divorzio sarebbe senza scuse, quali che siano le responsabilit di Camilla Una sposina di tre mesi e mezzo Mi par gi di sentirli. Ma perch parli di un punto di vista commerciale? Non avete la firma in comune, tu e la piccola Malmert. Una coppia non mica una ragion sociale. Lo so, mamma. Ma se le cose si metteranno come prevedo, dovremo attraversare un periodo odioso di formalit, di colloqui, di Non mai tanto semplice come si dice, un divorzio Ella ascoltava il figlio con dolcezza, sapendo che certe cause fruttano effetti imprevisti e che un uomo obbligato, nel

corso della sua vita, a nascere parecchie volte senzaltro soccorso che il caso, le contusioni, gli errori Non mai semplice lasciare ci che abbiamo voluto legare a noi, disse la signora Amparat. Non poi cos cattiva, quella piccola Malmert Un po rozza, un po priva di modi No, non cattiva Cos almeno penso io Ma non voglio importi il mio modo di vedere c tempo per riflettere Ho gi avuto cura di farlo, disse Alain con sostenuta cortesia. E sebbene preferisca, pel momento, tener per me una certa storia Il suo volto sillumin dun sorriso, duna infanzia ritrovata. Diritta sulle zampe posteriori, Saha, con la zampa a cucchiaio sopra un innaffiatoio pieno, pescava le formiche annegate. Guardala, mamma. Non un prodigio di gatta? S, sospir la signora Amparat, la tua chimera. Egli si stupiva sempre quando sua madre usava una parola rara. Salut questa curvandosi a deporre un bacio sopra una mano precocemente invecchiata, dalle grosse vene, chiazzata di quelle lunule brune che Giulietta, la Basca, chiamava lugubremente macchie di terra. Una scampanellata, al cancello, lo fece tornar dritto. Nasconditi disse la signora Amparat. Siamo sul passaggio dei fornitori Vai a vestirti Vuoi che il garzone del macellaio ti sorprenda conciato cos? Ma entrambi sapevano che il garzone del macellaio non suonava al cancello principale e gi la signora Amparat voltava le spalle e si affrettava su per la scalinata sollevando a due mani laccappatoio. Al di l della siepe tagliata Alain vide passare, correndo, la Basca, che se la dava a gambe col suo grembiule di seta nera al vento, e uno strascicar di pantofole sulla ghiaia denunci la fuga del vecchio Emilio. Alain gli tagli la strada. Avete aperto, almeno? S, signor Alain, la giovane signora arrivata colla sua macchina Alz al cielo uno sguardo atterrito, si strinse fra le spalle come sotto la grandine e disparve. Quanto a paura, una bella paura Avrei voluto vestirmi To, ha un tailleur nuovo. Camilla lo aveva scorto e veniva diritta a lui, senza affrettar troppo il passo. In uno di quei momenti di turbamento

quasi ilare, che scaturiscono dalle ore drammatiche, egli pens confusamente: Magari viene a far colazione. Truccata con cura e con leggerezza, armata di ciglia nere, di belle labbra dischiuse, di denti brillanti, ella parve smarrire un po della sua decisione quando Alain le mosse incontro; egli, infatti, le si avvicinava senza staccarsi dalla sua atmosfera protettrice, sfiorava lerba nativa sotto la complicit fastosa degli alberi, e Camilla lo contemplava con occhi da povero. Scusami Ho laria di un collegiale cresciuto troppo in fretta Non avevamo preso appuntamento per stamattina, mi pare. No, ti ho portato la valigia grande piena. Ma non dovevi! protest Alain. Avrei mandato oggi Emilio Buono, quello! Volevo dargli appunto la tua valigia, ma il vecchio idiota si messo a fuggire come se avessi la peste La valigia l, in terra, vicino al cancello. Arrossendo dumiliazione Camilla si morse linterno della guancia. Cominciamo bene pens Alain. Mi spiace molto Sai com Emilio Senti, decise, andiamo alla Rotonda: vi staremo pi tranquilli che in casa. Si penti subito della scelta perch la Rotonda piccola architettura di alberi tagliati intorno ad uno spiazzo dove cerano alcune sedie di vimini aveva altre volte nascosto i loro baci clandestini Aspetta che tolgo questi fuscelli Non devi sciupare il tuo bel vestito, che non conoscevo. E nuovo disse Camilla con un accento di tristezza profonda come se avesse detto: morto. Sedette di sbieco, guardandosi intorno. Due arcate, una di fronte allaltra, foravano la rotonda di verzura. Alain ricord una confidenza di Camilla: Non hai idea di quanto mintimidisse il tuo bel giardino Ci venivo come la ragazzina del villaggio che viene a giocar col figlio dei castellani nel parco. Eppure. Con una parola aveva sciupato tutto, collultima parola, quelleppure che evocava la prosperit delle essiccatrici Malmert, a confronto della Ditta Amparat in declino Egli not che Camilla non sera tolta i guanti. una precauzione che si rivolge contro di lei Senza quei guanti non avrei forse pensato alle sue mani, a ci che hanno commesso Ah ecco, finalmente, un pochino di collera, pens ascoltando i battiti del proprio cuore. Ce n voluto del tempo

Allora, disse Camilla con voce senza colore, allora che conti di fare? Forse non hai ancora avuto il tempo di pensarci. S disse Alain. Ah! S. Non posso ritornare. Capisco bene che oggi non possibile Non voglio ritornare. Del tutto? Mai? Egli alz le spalle. Che cosa significa, mai? Non voglio ritornare. Adesso no. Non voglio. Ella lo studiava cercando di discernere il falso dal vero, lirritazione voluta dal fremito autentico. E lui, le rendeva sospetto per sospetto. piccola stamane. Ha un po laria della graziosa modistina. come smarrita in mezzo a tutto questo verde. Abbiamo gi detto un discreto numero di parole inutili. Laggi, attraverso una delle verdi arcate, Camilla scorgeva sopra una delle facciate della casa la traccia dei lavori, una finestra nuova, le persiane verniciate di fresco Coraggiosamente si butt allo sbaraglio: E se non avessi detto nulla, ieri? sugger bruscamente. Se tu non avessi saputo nulla? Ecco unidea proprio femminile, ridacchi lui. Ti fa onore. Oh, disse Camilla scrollando il capo, onore, onore Non sarebbe questa la prima volta che la felicit di una coppia dipende da qualche cosa di inconfessabile, o di inconfessato Ma io ho idea che nascondendo questa storia non avrei fatto che indietreggiare per saltar meglio Non ti sentivo come dire? Cercava la parola, e la mimava annodando le mani. Ha torto di mettere in evidenza le mani, pens Alain vendicativo. Quelle mani che hanno giustiziato qualcuno Insomma, tu sei cos poco cos poco come me, disse Camilla. No? Colpito, ammise mentalmente chella non aveva torto. Egli taceva e Camilla insistette, con una voce querula, chegli ben conosceva: Di, cattivo, di?. Ma buon Dio, scatt Alain, non di ci che si tratta Quel che pu interessarmi, interessarmi a te, di sapere se tu rimpiangi quello che hai fatto, se tu non puoi non pensarci, se a

pensarci ti fa male Rimorso, insomma, rimorso Esiste pure, il rimorso! Si alz, trasportato dal suo eccitamento, fece il giro della Rotonda, asciugandosi la fronte colla manica del pigiama. Ah! fece Camilla con aria contrita e non naturale, ma si capisce, andiamo Rimpiango mille volte di aver fatto ci, e certo dovevo aver perduto la testa Menti! proruppe Alain abbassando la voce. Rimpiangi solo di aver fallito il colpo. Non c che starti a sentire, che guardarti, col tuo cappellino di traverso, i tuoi guanti, il tuo vestito nuovo, tutto quel che hai combinato per sedurmi Se il tuo dispiacere fosse sincero, te lo leggerei in viso, lo sentirei! Gridava colla voce soffocata, aspra, e non era pi del tutto padrone della collera che aveva alimentato. La stoffa vecchia del pigiama si ruppe al gomito, ed egli strapp quasi tutta la manica che gett poi sopra un cespuglio. Camilla, dapprima, non ebbe occhi che per quel braccio nudo e gesticolante, stranamente bianco sul blocco cupo degli alberi. Alain si copri gli occhi colle mani e si sforz di parlar pi piano. Una piccola creatura innocente, azzurra come i sogni pi belli, una piccola anima Fedele, capace di morir delicatamente, se le viene a mancare ci chessa ha scelto E tu, lhai tenuta nelle tue mani sopra il vuoto, e hai aperto le mani Sei un mostro Non voglio vivere con un mostro Alain scopri il volto madido e savvicin a Camilla cercando le parole che pi potessero colpirla. Ella respirava breve, guardando ora il braccio nudo ora il volto non meno pallido, disertato dal sangue. Una bestia! grid con indignazione. Mi sacrifichi ad una bestia! Sono tua moglie, dopo tutto: e tu mi abbandoni per una bestia! Una bestia? S, una bestia Calmo, in apparenza, egli si rifugi dietro un sorriso misterioso e consapevole. Voglio ammettere che Saha sia una bestia Se veramente lo , che cosa esiste di superiore a questa bestia, e come potrei farlo capire a Camilla? Mi fa ridere questa piccola criminale, tutta linda, tutta indignata e virtuosa, che pretende di sapere che cosa una bestia La voce di Camilla lo distrasse dai suoi ironici pensieri. Sei tu, il mostro! Come? S, sei tu! Disgraziatamente io non sono capace di spiegare perch: ma ti assicuro che non sbaglio. Io ho voluto sopprimere Saha. E una brutta cosa. Ma uccidere ci che la

ostacola o la fa soffrire la prima idea che viene ad una donna, soprattutto ad una donna gelosa una cosa normale Quel che raro, quel che mostruoso, sei tu, Ella faticava per farsi capire e al tempo stesso scrutava in Alain i segni accidentali che imponevano il loro significato un po delirante: la manica strappata, la bocca tremante e ingiuriosa, le guance abbandonate dal sangue, i biondi capelli in tempesta Egli non protestava, disdegnava ogni difesa, sembrava perduto in una esplorazione senza ritorno. Se avessi ucciso, o voluto uccidere una donna per gelosia, probabilmente tu mi perdoneresti Ma ho alzato la mano sulla gatta, e la mia partita chiusa Come vuoi che non ti dia del mostro? Ho detto che non volevo? interruppe Alain con sussiego. Camilla alz gli occhi atterriti sopra di lui, fece un gesto dimpotenza. Cupo e distante egli seguiva in ogni movimento la giovine mano di lei, esecrabile e inguantata. E adesso andando avanti, che cosa faremo? Che cosa capiter, Alain? Egli fu l l per gemere dimpazienza, per gridarle: Ci si separa, si tace, si dorme, si respira, luno senza laltra! Mi rifuger lontano, molto lontano, sotto quel ciliegio, per esempio, o sotto le ali di quella gazza bianca e nera, oppure nella coda di pavone di quellinnaffiatore O anche nella mia camera fresca, sotto la protezione di un piccolo dollaro doro, dun pugno di amuleti e di una gatta dei Certosini. Ma si domin, e menti con calma: Nulla per ora troppo presto per prendere una decisione Poi vedremo. Questultimo sforzo di moderazione e di sociabilit lo sfini. Vacill ai primi passi, quando si alz per accompagnare Camilla che accettava quella vaga conciliazione con avida speranza. S, cos, troppo presto Fra qualche giorno Non ti muovere, non importa che mi accompagni al cancello: con quella manica, crederebbero che ci siamo accapigliati Senti, andr forse a nuotare un po a Ploumanach dove ci sono il fratello e la cognata di Patrick La sola idea di viver con la mia famiglia in questo momento Prendi la macchina propose Alain. Ella arrossi, ringrazi troppo. Te la rimander subito, appena tornata a Parigi Puoi averne bisogno, non far complimenti Del resto ti avvertir della mia partenza e del mio ritorno Gi ella organizza, gi ella abbozza una trama, gi raccoglie, ricuce, ritesse terribile questo che mia

madre apprezza in lei? Sar anche una bellissima cosa, ma io non mi sento pi capace di capirla, di ricompensarla Come si trova bene, lei, in mezzo a tutto ci che io non posso soffrire Se ne vada adesso, se ne vada Camilla se ne andava, guardandosi bene dal porgergli la mano. Non os, sotto larcata verde, sfiorarlo, inutilmente, coi suoi seni fioriti. Solo, egli si abbandon in una poltrona e vicino a lui, sul tavolino di vimini, sorse, prodigiosamente, la gatta. Una curva del viale, una breccia nel fogliame permisero a Camilla di rivedere, a distanza, la gatta e Alain. Sarrest di botto, ebbe uno slancio come per tornar sui suoi passi: ma esit soltanto un attimo, e si allontan pi in fretta. Infatti, mentre Saha, in guardia, seguiva umanamente la partenza di Camilla, Alain semisdraiato giocava la mano agile e incavata a zampa coi primi marroni dagosto, verdi ed irti.